circonferenza intorno a una retta esterna e complanare e che,
caratteristica forma di un salvagente o di una ciambella. -in senso concreto: elemento
iperbolico intersecati da un 'toro'(con una sezione trasversale parabolica) composto di dodici
,..., l'orificio di una concula cum gli oruli lata de soto
in aria avvolgendo le bobine intorno a una superficie toroidale. m. cernyakov
, i: la sonda aerostatica ha una struttura toroidale, a forma di ciambella.
se non belle, fan sospirar più d'una. moretti, iii-342: egli alzò
estens. rozzo, bruto, grossolano (una persona). monti, x-5-89:
. noderoso, nocchiuto (un bastone, una clava). fr. colonna,
a produrre forti scosse che possono raggiungere una tensione superiore ai 2000 w: vivono
: lungo il bordo, dal- l'una e dall'altra banda, le enormi torpedini
, costituito da un recipiente stagno colmo di una carica di scoppio, e destinato ad
ad esplodere in caso di urto con una nave. mondo; hanno corpo a
, 1-253: erano candidi marinai d'una torpediniera italiana, soldati americani in vacanza
italiana, soldati americani in vacanza da una guarnigione 'quelque pari en europe', zitelle britanne
incaricato del funzionamento e della manutenzione di una torpedine (e tale figura professionale è
savinio, 3-196: si correva a una velocità da record. la torpedo del dottore
a fare esposione sotto la carena di una nave per affondarla aprendovi una breccia. la
carena di una nave per affondarla aprendovi una breccia. la natura [31-viii-1884]
bruno sia andato... a bere una torpedine al bar transatlantico.
prudenti e accorti, che si lasciano da una torpedine e ignavia predominare. segneri,
: non mi fu permesso il farlo da una certa torpedine intellettuale. 5
pesci cartilaginei raiformi, a cui appartengono una trentina di specie diffuse nei mari caldi
rame ermeticamen2. esausto in seguito a una malattia; prostrato, gravemente debilitato.
rimanere inerte o intirizzito (il capo, una sua parte). petrarca
in quel momento, sedeva accavalcioni su una sedia,... guardando torpidamente la
è commuovere l'acqua e l'aereaffinché l'una e l'altra, per la pigrizia e
indebolito, divenuto inerte, fiaccato (una facoltà). f. f
sensibilità, intirizzito (il corpo, una sua parte); che ha perso
gabr. pepe, i-69: lecce è una città malinconica; i generi sono ordinariamente
. borgese, 1-177: poi venne una primavera torpida a cui die
a cui die dero una sveglia con schianti i cannoni tedeschi di lunga
torpide giornate di ottobre lo assaliva con una forza inaudita. 4. stagnante
ha un decorso lento e prolungato (una lesione, in partic. un'ulcera
. l. bruni, 2-72: tollendoli una torquea per il sommarsi di sollecitazioni
le altane, i comignoli perduti in una nebbia torpidiccia. = voce dotta
d'alcuna virtude ch'abbiano fatta, cioè una quantità d'oro sodo, e si
diminuzione di sensibilità del corpo o di una parte di esso con rallentamento dell'attività
: la notte di lunedì le prese una colica violentissima, orribile: si calmò
quella procedere da un torpore, da una vitalità, da una oziosità di mente,
un torpore, da una vitalità, da una oziosità di mente, per le quali
romano, che ha ricevuto in dono una collana d'oro come riconoscimento del valore
quale come dianzi l'aveva riconosciuta in una fotografia tra le mille del salotto,
, memoria certo di qualche ballo, una torque e un diadema di zecchini al
le spalle. d'annunzio, iv-1-910: una torque di grossi acini d'oro le
. archit. modanatura circolare alla base di una colonna. fr. colonna, 3-253
agg. letter. ant. che ha una linea arrotondata (un elemento architettonico)
ti. cesariano, 1-57: de una [parte] sia facto il superiore toro
, quattordici civiche, tre murali, ossidionali una, torquesi clxxxiii, armille clx,
di vetro e d'alluminio, di vedere una strada privata ingombra di auto in sosta
9-20: s. pietro orando in su una torrazza, fu rapito in eccesso di
opera mirabile di altezza, ch'è quasi una torazza. bresciani, 6-iv-179: cert'
. chinazzo, 702: fecero una bastia con un torrazzo sul monte di
: primamente / alzar dappresso a quello una comune / tomba agli estinti, ed alla
agli estinti, ed alla tomba accanto / una muraglia a edificar si diero / d'
è mo', li gigante edifi- càno una torra, la quale era alta xxxn stadii
tremoto già tanto rubesto, / che scotesse una torre così forte, / come fialte
furono ristretti i tre prigionieri nel fondo di una torre di ferrati cancelli su angusta porticella
toccanti contrasti. -emblema di una delle contrade di siena; la contrada
questa perfezione che io credevo solida come una torre e, invece, era fragile
.. 1 capelli biondissimi accumulati in una pettinatura a torre. piovene, 7-189
gli altri in più ordini, formando una piramide che procede a doppio movimento progressivo
dall'accentuata verticalità con pareti ripide e una spianata in vetta. 5. arald
. 5. arald. figurazione di una torre merlata di forma rotonda o,
solare, strumento astronomico, montato su una costruzione alta fino a 50 metri, che
. a. boito, 1-409: una pedina soltanto gli era rimasta per difenderlo
libero di minime dimensioni e sormontato da una stretta sovrastruttura per tutta la lunghezza della
.. è intorno intorno fornito d'una muraglia di pietra di montagna, con
la quale lanza parea che ce fosse una torriciuola tutta artificiosamente composta de pisci.
la pagode a dirittura della porta in una picciola ed oscena stanza rotonda, appiè
ed oscena stanza rotonda, appiè d'una torricciuola, dove si vede una pietra,
appiè d'una torricciuola, dove si vede una pietra, lavorata, coperta a modo
: un vecchio torriere che abitava in una torrucciaccia in riva del nilo.
andrea da barberino, 6-ii-134: viddi una sepoltura, grande quant'è una mezza
viddi una sepoltura, grande quant'è una mezza torraccia. l. morelli, i-299
,... che erano ridotte in una torraccia. pasolini, 1-216: sul
di tùqois, che è prestito da una lingua forse dell'asia minore, considerata tradizionalmente
pulverizato, sì che in tutto sia una dragma. g. bernardini, 1-83:
chiarire l'olio, di gettarvi dentro una pina accesa o un mattone vecchio arroventito
sanno per esperienza che a ogni aumento corrisponde una diminuzione dei consumi. =
, sf. alim. procedimento con cui una sostanza riscaldata a secco a elevata temperatura
in più modi: cioè scaldando bene una padella, e poi levata dal fuoco metterci
e poi levata dal fuoco metterci sopra una carta, con quella materia che uno vuol
torrente, in negra gonna / vide venire una femina antica, / che stanca e
, anche in quanto fornito di torri (una costruzione, le mura di una città
(una costruzione, le mura di una città); che si staglia a notevole
: un pioppo torreggiante forse sopravvissuto ad una primitiva coltivazione. 2.
sovrasta altre persone in altezza; che ha una corporatura molto slanciata e imponente.
più svelare dal sole, in una indecenza puerile e superba. -di
spumante. -svettare, sovrastare (una costruzione, un elemento naturale).
in altezza su altre persone; possedere una corporatura alta e imponente. -anche con riferimento
: fatte le muraglie torreggiate a modo d'una città, pingerassi foresta, e fiumi
torrente che descende dal monte e corre in una valle. g. m. cecchi
nello stesso giorno quantità grandissima di acqua da una parte e dall'altra (cosa veramente
torrente o torrenti di sangue-, compiere una strage, un massacro. lorenzo de'
5. manifestazione intensa o veemenza di una passione o di un sentimento (anche
a cotesto ospizio fiorito bisognava scendere in una valletta, traversare un torrentùccio magro e
madonna). -anche in relazione con una meton. laude, v-516-12: so
privo, a causa della morte, di una guida politica o morale, spirituale,
politica o morale, spirituale, o di una personalità autorevole (uno stato, un
e gneo, mentre orava fu circondato da una lucidissima fiamma. foscolo, ii-105:
figliuoli. -privato del potere (una città, una capitale). carducci
-privato del potere (una città, una capitale). carducci, iii-7-183:
in seguito a un eccidio, a una conquista violenta. monti, 5-854:
albero). aleardi, 1-284: una pioggia di foglie / aride, brune,
lo più giovane e graziosa (con una connotazione di affetto e di compassione o
senso iron., con riferimento a una vedova che si comporta in modo disonesto,
i'dico di traiano imperadore; / e una vedovella li era al freno, /
man destra tòrsi il guardo, / vidi una gente andar con passo tardo, /
con passo tardo, / seguendo torme d'una gran signora, / or derelitta vedovella
/ ohimè, ogniun mi chiamarà / una vii comunità / non già più la signoria
di nuovo alla fosca, che andasse in una delle sue stanze da basso a preparare
che è proprio, che si riferisce a una vedova o a un vedovo; tipico
al matrimonio in quanto alla carne pare una noiosa solitudine, di quella avete anche
-sm. il periodo di tempo in cui una vedova doveva portare il lutto per la
2. 3. indossato da una vedova in segno di lutto (una
da una vedova in segno di lutto (una veste, per lo più nera o
, 2-438: possano avere e ricevere una guamaccia e gonnella e mantello vidovile.
al coniuge superstite (un'eredità, una pensione). alfieri, 6-393:
/ consumava del cuor le tenerezze / una madre ne'freschi anni deserta / a sospirar
sf. vedovella, giovane vedova (con una connotazione di affetto, di compassione)
a. botto, 1-534: vo'posare una rossa pianticina / di quel bel tic.
anche, di un familiare, di una persona cara. meditazione sulla vita
fue innella città di firenze, in una contrada chiamata santo spirito, una giovana bella
in una contrada chiamata santo spirito, una giovana bella nomata checca delli asini,
, vedua, la quale stava in una casa a iiii solaia. g. correr
vedova di lorena. carducci, ii-18-186: una terza revisione degli originali fu ultimamente fatta
poi a venticinqu'anni senza aver preso una decisione. - sostant.
vedova: nel linguaggio burocratico militare indica una condizione che ammette la ferma minima.
, 2-i-37: era egli unico figlio d'una madre già vedova d'un uffiziale del
e dei pupilli: v. una rosa dal giardino della beltà ed abbia lasciato
? 3. rimasto privo di una guida politica o spirituale, o,
vengo adesso: / la corte pare una cosa smarrita, / lo'mperador non
tempi. - vacante (una carica). dante, purg
di esolazione, o vi lavorano (una casa, un luogo, una
lavorano (una casa, un luogo, una città ecc.); non
; non frequentato o scarsamente frequentato (una scuola); deserto, desolato (un
trascorso in solitudine (con riferimento a una persona non sposata). arrighetto,
foglie, di frutti, di fiori (una pianta, i rami). -
terreno, che un altro che possegga una gran campagna, ma sterile, e
- spoglio di arredi e suppellettili (una stanza). zena, 1-70:
: le immense sale, rischiarate appena da una luce fredda che passava attraverso i vetri
- privo, sprovvisto di una sua parte componente. ghislanzoni, 16-238
8. ant. indossato da una vedova in segno di lutto; vedovile
di mirar quelle! -privo di una caratteristica essenziale (una quali- tà)
-privo di una caratteristica essenziale (una quali- tà). giamboni,
, 1-446: con acque vedove fanno una finzione. 12. tipogr.
qui... /... una vedovetta / con bel parlare. pulci
dei suoi pari, lasciando per il mondo una povera vedovotta traccagnotta e sellata.
di un circo glaciale o costituito da una falda ghiacciata, che ricopre un pendio.
stoppani, 1-88: restava solo da attraversare una dirotta frana, quindi una vedretta cioè
da attraversare una dirotta frana, quindi una vedretta cioè un pendìo coperto di ghiaccio
12, 999 h = adattamento di una voce russa, propr. 'secchio, mastello
e pensivo. nardi, 153: era una nebbia, che durò gran parte del
altro è grande o per meglio dire è una selva, per gli alberi e '
sarebbe necessarissimo, che gli prima desse una veduta o scorsa almeno a tutti quelli
a verona, si accomodò di stanza in una grotta cavata sotto un sasso, al
e molto fresco la state, ha una bellissima veduta. scaramuccia, 74: consideravano
, i-404: da fanciulli, se una veduta, una campagna, una pittura,
da fanciulli, se una veduta, una campagna, una pittura, un suono
, se una veduta, una campagna, una pittura, un suono ec. un
un suono ec. un racconto, una descrizione, una favola, un'immagine
ec. un racconto, una descrizione, una favola, un'immagine poetica, un
pavese, i-9: si cavò di tasca una cartolina con la veduta della stazione.
721: la pittura è solo obligata a una sola veduta, e con un piccol
veduta prospettica: rappresentazione in prospettiva di una costruzione. ungaretti, xi-176: guardando
criterio, modo di impostare un problema, una trattazione o di considerare una questione,
problema, una trattazione o di considerare una questione, di giudicare una persona;
di considerare una questione, di giudicare una persona; convinzione, opinione, parere personale
e credere che la vera eloquenza è una sola, benché abbia molte differenti vedute
la sopransegna cavalleresca a veduta de l'una oste e eie l'altra. caro,
stanziar nelle medesime acque a veduta l'una dall'altra fino alla seguente notte.
-conoscere di veduta qualcuno-, averne una conoscenza superficiale. c. gozzi
le risposi di non conoscerlo, e dissi una verità. aggiunsi di conoscerlo di veduta
, i-428: tira poi il marmo a una certa finitezza, che non si può
2. colto, constatato, accertato (una situazione, un comportamento).
uno l'altro e faccino di loro una schiera a uso d'uno palancato. di
ammonticchiate sopra quei sdrucciolenti gioghi, levava una orribile smossa di neve. moretti, iii-176
dall'arola bassa, sulla quale ardeva una fiamma rumorosa e veemente. -caldissimo
si manifesta con virulenza, molto grave (una malattia, un sintomo).
aggressivo, focoso e anche collerico (una persona, il suo animo o carattere)
predica. brusoni, 6-364: fece lor una breve, ma veemente esortazione, rammemorando
in altre occasioni. -dotato di una notevole forza espressiva, incisivo (uno
5. particolarmente efficace (un farmaco, una droga). dalla croce, iii-14
borro', com'e'dice, d'una passione veementemente sentita e sensualmente significata,
fisico o naturale; grande intensità di una condizione climatica. leonardo,
tramonto. -virulenza, gravità di una condizione patologica 0 dei sintomi che la
con gran veemenzia. svevo, 8-274: una mano grossa e potente aveva addirittura abbracciato
mano grossa e potente aveva addirittura abbracciato una parte della sua testa tanto compassata e
piedi sotterra. -grande capacità offensiva di una formazione militare. brusoni, 142:
spirito era fornito, che dell'impulso di una veemenza sfrontata e di una audacia orgogliosa
impulso di una veemenza sfrontata e di una audacia orgogliosa. mamiani, 10ii- 107
parole. -vastità della cultura di una persona; impatto, profondità, efficacia
che si occupa del regno vegetale (una disciplina). spallanzani, ii-71:
mese spero che sarà finito di stamparsi una mia opera di fisica animale e vegetabile,
97: perché vi dimostrate disposto a darci una me- morietta dell'arte di filar la
le natte di massa equana, di comporne una ben fatta, e quanto si può
prunaie. d'annunzio, iv-2-665: una vivida forza di fertilità emanava da
o che si ottiene dalle piante (una sostanza, una fibra, un alimento,
ottiene dalle piante (una sostanza, una fibra, un alimento, ecc.
anche di latte, uova e formaggio (una dieta). = deriv.
in modo amorfo e passivo; senza una forte presa di coscienza di sé e delle
2. figur. che conduce una vita inerte, inattiva, priva di
. crescere, svilupparsi, allignare (una pianta, un organismo vegetale).
un poggio spogliato dove non vegetava che una ginestra fiorita. monetti, 1-133:
in pieno rigoglio; essere coperto da una fitta vegetazione (il suolo).
. 2. figur. condurre una vita inerte, inattiva, priva di
; e così, debbo dare ancora una volta uno scopo alla mia vita.
realismo fiammingo. 3. condurre una vita esclusivamente vegetativa, essendo stato privato
irrobustirsi, svilupparsi (il corpo, una struttura anatomica, un feto). -
comune a tutti gli organismi viventi (una persona, un animale). -anche
indigene di quei paesi potranno, per una particolare struttura dei loro organi, trovarsi
, formaggio (un regime alimentare, una dieta). panzini, iii-879:
se... le classi dominanti di una nazione non sono riuscite a superare la
, 266: sono i tempi stagnanti in una vegetatività materialistica che non hanno stile alcuno
-letter. formato, costituito da una pianta. assarino, 5-39: i
2. che concerne la vegetazione di una pianta, che la determinale »
» ^, 1-32: il germe di una pianta... si rappresenta come
come la mondatura e la potatura di una pianta ne rinnovan il legno e la forza
che si è sviluppato (un'erba, una muffa). -anche in un contesto
a cento miglia di altezza non è che una muffa microscopica vegetata nei luoghi più umidi
microscopica vegetata nei luoghi più umidi d'una crosta. vegetatóre, agg.
introdurre in toscana, non abbia ottenuto una prospera vegetazione. nievo, 310: io
che si adopererebbero a definire la vegetazione d'una pianta. -acqua di vegetazione:
sviluppo di un'istituzione; diffusione di una conoscenza, di una tecnica.
; diffusione di una conoscenza, di una tecnica. delfico, 1-66:
che crescono in un luogo, in una regione, in un ambiente. -bot
giusta misura. gozzano, i-1109: una vegetazione meravigliosa di felci e di palmizi ha
la letteratura oggi ha un enorme bisogno di una nuova tensione razionale -che rompa con lo
sua attuale tensione affettiva che ne è una vegetazione). 6. medie
, dopo un nuovo esame che parve una tortura di scavo nella gola delfangiolella,.
espressione anima vegetevole-. principio vegetativo di una pianta. crescenzi volgar., 6-1
appunto più tumido e più turbato, ebbe una balena la quale lo accolse entro di
vecchi, belli. comisso, 17-36: una donna bianca di capelli, ma nera
d'annunzio, v-3-24: secondo, una legge che metta nella riserva tutti quegli
resistente, non danneggiato o indebolito (una pianta o una sua parte).
non danneggiato o indebolito (una pianta o una sua parte). bergantini,
confermato, ed è ragguardevole luogo in una letteratura come la nostra. 4
4. accanito, animato (una disputa, una controversia). tommaseo
. accanito, animato (una disputa, una controversia). tommaseo, 11-196:
5. caloroso, fervido (una disposizione dell'animo); vivido,
medico di famiglia, delpacqua vegetominerale, una settimana di riposo. arbasino, n-31:
, che ha la facoltà visiva (una persona, gli occhi). -anche
il detto abate paolo... diegli una gotata a veggente di tutti coloro.
; lungimirante, preveggente (anche in una sineddoche). -anche sostant.
veggente di tebe. moravia, 16-88: una volta cieco, edipo, paradossalmente,
vico zuroli! morante, i-374: una donna presente nella camera una monaca di casa
i-374: una donna presente nella camera una monaca di casa che aveva fama di
che durò quella scena, ebbi in dono una sensibilità vicina alla veggenza, quale si
volgar., 6-20: bastasi per arbore una veggia di letame; ma alla picciola
di letame; ma alla picciola arbore una veggia di letame mezza. = dal
in me come se io m'avessi una testa intagliata nel cristallo di rocca a simiglian-
sonno e la veglia, va movendo una mano nell'acqua del foro, che
). aretino, 1-30: facendo una vegghia, dove erano le prime persone
accomodammo attorno alle cariche con i cavalli da una parte e noi dall'altra e ripartimmo
fece la veglia delle armi, ch'era una cerimonia di notti passate nella veglia,
di poco rilievo (un racconto, una storia). savonarola, iv-345:
. redi, 16-iii-78: ell'è una novella da vegghie puerili quella che dicevano alcuni
amma?... - sarebbe una, che da bimbetta ci capitò alla piar-
era annegato quel giorno - oh, è una storia da contarea veglia! -fare
. v.]: 'pigliare, prendere una cosa a veglia', insistervi o continuarla
ti ho da dire che debba avere una giovine, hai da sapere che egli hanno
marito. 2. che svolge una costante sorveglianza, in partic. in
l'uscio. -che prende parte a una festa notturna. -anche sostant.
-che vigila costantemente sulle sorti umane (una divinità). robetti, vii-106
, attento, solerte (anche in una sineddoche). giamboni, 7-12:
. che è in vigore, vigente (una legge, un regolamento, un accordo
gigli, 78: e stata intimata qui una fiera lite al signor cavaliere venturini commendatario
. -comunemente accolto o seguito (una consuetudine, un uso).
non è addormentato; vigile, desto (una persona o le sue facoltà).
ottenuto la grazia e l'amor d'una donna col mezzo d'un vegliardo pollacco,
gli odori, i sapori, poi una luce di fiamma illumina i visi senza età
vegliavo... vidi per caso una pattuglia austriaca salire tra gli abeti alle
region.: continuare il lavoro in una bottega artigiana (o in un altro
dante, par., 15-121: l'una vegghiava a studio de la culla, /
isolina mi viene subito incontro, silenziosa come una piuma. 2. partecipare a
piuma. 2. partecipare a una veglia, a un trattenimento serale o
trattenimento serale o notturno, trascorrere allegramente una serata in compagnia di amici e familiari
dee., 4-8 (1-iv-414): una sera che a vegghiare erano ella e
un mucchio di terra, e sopra quello una casetta di loto, in cui la
, 23: fu un peccato che una staffetta venisse a disturbarli col trasferimento, spiegando
vigilare o di soprintendere all'esecuzione di una manovra. guglielmotti, 975: 'veglia
comunemente a ciaschedun cristiano / è dato una vigilia ed una festa: / chi siegue
cristiano / è dato una vigilia ed una festa: / chi siegue il vizio0 altro
costantemente presente alla mente di qualcuno (una preoccupazione, un ricordo); insidiare
alla protezione concessa da dio, da una divinità). - anche sostant.
in vigore, in corso; vigere (una legge, una disposizione, un valore
in corso; vigere (una legge, una disposizione, un valore convenuto);
un accordo); resistere, durare (una tregua). sercambi, i-262
.. che si facesse per tre anni una tasca d'anziani, incominciando il loro
. nardi, i-150: questa era una compagnia di viziosi e sfacciati giovani creata
accolto o riconosciuto (un uso, una convenzione, un'opinione); essere
); essere usato, parlato (una lingua). v. borghini,
durare (un evento, un affare, una guerra). -anche: darsi,
darsi, porsi in un certo modo (una situazione). sansovino, 6-297:
delle future; tanto che né l'una cosa né l'altra conseguirono: perché le
, e di quelle che vegghiavono, una più potente che l'altra, con maggiore
, in superficie (uno scoglio, una secca, un segnale nautico).
largo da terra un libano vi è una secca che veglia e non veglia, però
, 'veglia e non veglia'dicesi di una secca o di uno scoglio allorché è
11. tr. trascorrere la notte o una parte di essa senza dormire, in
/ di queste nozze avendo / vegghiata una gran parte della notte, / alfin lunga
fatta di due camere, che comunicavano per una larga apertura. nella seconda stava il
la morte e la vita. -assistere una salma in una veglia funebre. g
la vita. -assistere una salma in una veglia funebre. g. barbaro,
o può avvenire, l'andamento di una vicenda, di un accordo o lo svolgimento
un'operazione (anche in relazione con una prop. su- bord.).
.). machiavelli, 1-i-236: una repubblica intra gli ordini suoi debe avere
. -sorvegliare un luogo, una casa. mazzini, 27-125: la
inutile. -tenere sotto stretta sorveglianza una persona, controllandone attentamente la condotta o
. ibidem, 104: più vale una savia donna filando, che cento triste vegliando
e letter. notte trascorsa partecipando a una veglia. sermini, 63:
che inpetrarca volgar., iii-29: una fortissima torre, ne la summità de
summità de la quale sta la notte una veglievole fiamma, la quale dà a'
. trascorso vegliando, rimanendo desto (una notte, un periodo di tempo normalmente
fra quei due giorni non era che una lunga aspettazione di giorni aridi e annoiati
e annoiati, di notti vegliate, in una rivoluzione del cuore e dei nervi.
dei nervi. -dovuto a una veglia protratta (la stanchezza).
vigilanza in partic. dalla polizia (una persona, il luogo in cui risiede
paese siano regolati, diretti, vegliati da una congrega centrale, alla quale facciano capo
. che partecipa a un trattenimento, a una festa notturna. s. bargagli
vigila assiduamente, che rimane all'erta (una sentinella, una formazione militare).
rimane all'erta (una sentinella, una formazione militare). simintendi, 3-61
3. acuto, perspicace (una persona). cavalca, 20-447:
particolarmente attento, assiduo, pronto in una determinata attività. trattato dei cinque sensi
. che arde e illumina con continuità (una fiamma). veglievolménte (vegghievolménte)
quel paese [creta] vi è una montagna, chiamata ida... ma
età avanzata, vecchio, anziano (una persona). patecchio, xxxv-i-585:
veglia che fila. -in una rappresentazione plastica. dante, infi,
: il fiume di lagrime deriva da una fessura del gran veglio. -come
polo volgar., 3-55: direnvi d'una contrada che si chiama milice, ove
giostra / tanto con le du'1'una per pareglo, / fresch'e vegla fra
che si stava svolgendo fosse un veglione o una festa da ballo in loro onore.
-parlato nell'isola di veglia (una varietà settentrionale del dalmatico estinta alla fine
3-247: 'vegliumata':... metaforicamente una granquantità di gente che viene tutta da un
3. medie. che propaga e diffonde una malattia. 4. telecom. telefono
). medie. trasmettere, propagare una malattia; essere tramite della sua diffusione
). -trasportare un farmaco (una sostanza eccipiente). 2. per
-trasporto di un farmaco per mezzo di una sostanza eccipiente.
ne la cuna / del trfunfal veiculo una volpe / che d'ogne pasto buon parea
con tre veicoli andò in un dì e una notte in germania a druso. suo
. cattaneo, vi-1-160: oltre ad una caldaia capace di resistere allo sforzo del
, furono un veicolo per far passare da una in altra nazione alcune voci proprie di
in queste poche righe è come intravista una migliore teoria della forma letteraria, non
il veicolo rmovimenti bui, di tramutarsi in una specie di interventismo illimitato ed affannoso?
divino. 6. chi svolge una funzione di intermediario o, semplicemente,
le letterature. -la funzione svolta da una persona nell'agevolare un rapporto, un'
chim. sostanza inattiva che si mescola a una sostanza attiva per utilizzarla nella forma voluta
sua [di olio di antimonio] basta una sol goccia o due al più,
veicoli, quei liquidi nei quali si scioglie una certa sostanza. 8
quanto infetta, può trasmettere ad altri una malattia. fogazzaro, 1-508: si
si venne a distinguere il buddismo in una certa fase del suo sviluppo, fondate
: quella di forma trapezoidale inferita a una pennola che viene alzata a un quarto
la vela che risulta dall'unione di una randa con la sua controranda. quarantotti
, e quando non ci è vento, una bestia tira un gran carro. malaparte
nostro conto. 3. in una sineddoche. imbarcazione a vela, veliero.
nello spuntare dal capo dell'isola scoprii una vela lontana più di venti miglia.
lo zenith, appariva già scuro: una coltre compatta, color del piombo.
fu il bellissimo giuoco, mandato giù una vela, che era dirimpetto ad un grandissimo
palco, e'si diede ordine a una comedia. g. m. cecchi,
6. punta triangolare rialzata del colletto di una camicia. -a vela (con valore
di tale forma (il colletto di una camicia). cicognani, 3-6:
con le sue vele intorno mi veniava / una zanzara, orribil trombeggiando. monti,
. 1. 14. astron. una delle parti in cui è ripartita la costellazione
-abbassare le vele-, moderare, ridimensionare una pretesa, una richiesta. siri,
, moderare, ridimensionare una pretesa, una richiesta. siri, i-192. il
propri sentimenti, la propria sensibilità a una persona. petrarca, 80-7:
la navigazione, salpare; veleggiare verso una determinata destinazione. boccaccio, dee.
vela. -mettere sotto vela: armare una flotta. cattaneo, iii-1-173. scipione
che metter sotto vela in quarantacinque giorni una flotta. -montare sopra le vele
. -montare sopra le vele di una nave-, metterle al sopravvento, impedendo
, l'orchestra fece la manovra con una perizia incomparabile. -riprendere vela:
sotto il controvelaccino; tale vela era una volta denominata pappafico. l.
capo a piedi (la 'velada'd'una volta mi è stretta e corta).
, o ragazzi, cioè farvi fare una buona azione, farvi riconoscere altri fratelli,
di purpurei velami. -in una rappresentazione pittorica. lanzi, i-155:
, iv-2-67: dal velame dei vapori scendeva una sonnolenza strana ove le cime degli alberi
, sm. velo che serve a coprire una parte del corpo (in partic.
ch'ella già mostrasse il sembiante d'una creatura 'partita di questo secolo'.
per lo più leggero e rado, una parte del corpo, in par- tic
i-15-140: voi siete in questo giorno una di quelle, / che vela il volto
8-6: in un'anfora di vino mettiamo una libbra di quella, tagliandone via prima
della lingua e il velo palatino (una consonante, una vocale); gutturale.
il velo palatino (una consonante, una vocale); gutturale. avalle,
per dispetto, fosse venuto a dargli una tentennata; e sentiva cresciuto il caldo,
-rivestire le guance, il volto (una sottile peluria). marchetti, 5-177
luminosità del cielo; attenuare l'intensità di una fonte luminosa. dante, purg
mi trovo, vapora e fumiga come una concimaia. la nebbia sale, turbina lentamente
, avvolgere qualcosa rendendolo poco visibile (una cortina di fumo o di nebbia, uno
, iv-2-345: ella rientrò nella sala portando una zuppiera che le velava di fumo la
piedi fino alla caviglia. -appannare una superficie di vetro col fiato. brancati
: del romito / le pupille venerabili / una lagrima velò; / e l'estranio
, un intento, un proposito, una caratteristica, una qualità (anche in
intento, un proposito, una caratteristica, una qualità (anche in relazione a una
una qualità (anche in relazione a una prop. subord.). - anche
la mente, alterare le reazioni di una persona offuscandole (un sentimento, uno
animo, un pensiero o, anche, una condizione fisiologica, una situazione ambientale)
, anche, una condizione fisiologica, una situazione ambientale). baldi, 162
velava la mente. bontempelli, i-883: una leggera sonnolenza mi velò. jovine,
pitt. coprire lo strato già asciutto di una pittura con una nuova mano più leggera
strato già asciutto di una pittura con una nuova mano più leggera, diluita, di
e molta tempera, il colorito di una tela o di una tavola, in modo
il colorito di una tela o di una tavola, in modo che la parte velata
, ostacolare un avversario impedendogli di raggiungere una determinata posizione senza toccarlo. m
. 14. figur. acquisire una determinata qualità, stato d'animo,
gli occhi], si velavano di una tenerezza pia, come se il professore avesse
pratolini, 3-83: è stato di una lucidità da ispirato, dicendomi di sé e
crudele verso se stesso, si velava di una carità fraterna. 15.
abbassarsi, incrinarsi; diventare aspro (una voce). de amicis, i-512
nelle prime note; le altre ebbero una vibrazione così patetica e contrastante col testo
, anche, offuscarsi, intorbidirsi per una grave debilitazione fisica o psicologica (gli
di lacrime. 19. ricoprirsi di una patina, di uno strato sottile di
elegantissimo di nodi, cosicché può dirsi una ragion novella d'architettura e non già una
una ragion novella d'architettura e non già una corruttela dell'antica. cagna, iii-191
] sarebbe rivedere, voglio dire vedere, una volta, per miracolo, un anfiteatro
barilli, ii-530: taormina è certo una di queste oasi singolari, fiorita al
patina che si forma o si deposita su una superficie, prodotta per lo più dalla
d. bartoli, 6-4-17: eu, una delle... città in normandia,
, per lo brieve tragitto che in una velata di poche ore mette nell'inghilterra.
nazioni di là da'monti, sia una miniera così povera, che non meriti la
, che non meriti la pena di una velata di navigazione dagli scuopritori di tutte le
che un bastimento commerciale possa condursi in una velata. = deriv. da velarej5
xcii-i-45: si tira in giro di mandritto una velata, doppo si butta in aria
luce in maniera omogenea o per ottenere una leggera sfumatura di colore. p
davanti alle lampade di scena per ottenere una maggiore diffusione della luce o una sua lieve
ottenere una maggiore diffusione della luce o una sua lieve colorazione. 4. cinem
tessuto sottile e quasi nascosto alla vista (una parte del corpo, in partic.
lucia, 226: si riguardava come una donna esperta e più forse che non
conveniva, nelle cose del mondo, come una scaltritacela al paragone di una monaca,
, come una scaltritacela al paragone di una monaca, velata, rinchiusa, separata
-protetto dalla luce da tende (una finestra). moravia, iv-279:
moravia, iv-279: in quella stanza una luce bianca, abbagliante, entrava dalle
-ricoperto da velami che attenuano la luce (una lampada). guglielminetti, 1-120
o di altra sostanza; rivestito da una patina. govoni, 208: di
: il pavimento di legno è velato di una olvere grassa, chiazzata ai scure macchie
etri ti. -ricoperto da una lieve peluria. a. paradisi,
-reso meno intenso, smorzato (una fonte luminosa o una luce).
, smorzato (una fonte luminosa o una luce). de amicis, i-645
tratto si vede ancora la luce, una luce velata, livida; poi..
buona notte; un'oscurità completa, una grande diminuzione di temperatura, fino a
dessi, 7-48: davanti alla casa era una vasta terrazza velata dalla cima dei mandorli
, appannato per la stanchezza, per una malattia, per un'emozione, ecc.
manifesta apertamente le proprie reali intenzioni (una persona). pascoli, 1-449:
. dalla distanza (un suono, una voce). grossi, i-394:
grossi, i-394: infatti si sentì una voce un po'velata dalla distanza.
benvenuto da imola volgar., ii-98: una nave de'cartaginesi velata e piena di
velo, con un tessuto leggero, con una patina di colore, ecc. -
delle pieghe decadeva nello smorto isabella -ma una velatura di pianeta macerata nelle sagrestie insieme
il verniciatore estende la prima velatura con una pennellessa morbida. -strato sottile di cosmetico
, ora azzurri, ora grigi, una velatura di cipria aumentava la sua pallidezza.
era quasi senza trucco, con soltanto una velatura accesa che gli si vede sul viso
come se la mattina egli si lavi in una catinella d'acqua e rosso.
intenti su gaudenzio e su lei, con una velatura cristallina di lacrime. pirandello,
gelo era come l'appannarsi dei vetri d'una finestra. e. cecchi, 1-17
, e nella durezza omogenea delle masse mette una facoltà quasi femminile d'abbrividire e d'
solari. -opacità od offuscamento di una luce, di un corpo celeste,
, 10-334: il cielo che ebbe una velatura costante azzurro chiaro, fino alle prime
offuscamento, opacità della pupilla causata da una malattia, da stanchezza, da indisposizione,
, dove le carni verdi- rosa di una donna hanno una contestura ragnata prossima a
carni verdi- rosa di una donna hanno una contestura ragnata prossima a dissiparsi, corrosa
tocco di verde a un alberino, una velatura grigia a una parete.
un alberino, una velatura grigia a una parete. -velatura di rinforzo:
con accento vibrato,... ebbe una leggiera velatura nella voce quando giunse al
faccia alla marchesa bisognava sempre parlare con una specie di velatura, ma tutte le metafore
quali la mia lettera avrà forse aggiunto una velatura di nero. tozzi, iv-559:
questi due mesi, mi resta soltanto una velatura di fastidio e di tedio. pasolini
un vascello. bacchelìi, 2-xxiii-140: era una vista appunto ardita, quando prendevano il
, di grande velatura, veloce come una rondine... voglio arrivare fino
. longhi, 1-i-1-221: v'è poi una controprova della formazione di velàzquez; ed
come egli [colombo] scrisse in una sua nota, è tutto navigabile, ossia
aurora / ecco s'udì gridare, ecco una squadra / di veleggianti abeti. baldini
. -per estens.: viaggiare con una nave priva di vele. - anche sostant
già declinava, lasciando il posto ad una cinerea effusione nella quale veleggiava immobile il
del pensiero congiunse omero colla velocità d'una ala, che per l'aria veleggi.
fracchia, 674: c'era una farfalla, più grande e bella delle altre
gonfiarsi, distendersi al soffio del vento (una ve- la). r.
volo della nave, / ecco, una terra, e veleggiava azzurra / tra il
5. muoversi, dirigersi verso una meta, più o meno lentamente,
6. avanzare nel tempo, procedere verso una determinata ora, anno, periodo,
gli occhi, veleggiava nel pensiero lungo una riviera di palme felici. tornasi ai lampedusa
9. tr. solcare, percorrere una distesa d'acqua con un'imbarcazione a
. 10. fornire di velatura una nave (anche con riferimento alla velatura
ro, e il mare, retto in una terribil fortuna, ne andò sottosopra.
lo stretto del mar rosso, che sono una veleggiata di 16 o 18 giorni.
., da uccelli, animali (una superficie d'acqua). cerretti
, costituito nella parte superiore, da una struttura galleggiante el
espansione triangolare che svolge la funzione di una vela, e, nella parte inferiore,
, e, nella parte inferiore, da una colonia di polipi distinti nella forma e
boccone ad uno convito, e ad una danza, dove si trovò il duca di
. figur. guastare, rovinare, turbare una condizione, una situazione. pellico
, rovinare, turbare una condizione, una situazione. pellico, 3-198: rimorso
. intriso, imbevuto di veleno (una freccia, un cibo, una bevanda
veleno (una freccia, un cibo, una bevanda). capettano volgar
tre ferite, due nel collo ed una nella tempia, tutte penetranti più che
già aveva scritto [ossuna] al papa una lettera... con maniera mordace
e letter. che contiene veleno (una bevanda, una sostanza); che è
che contiene veleno (una bevanda, una sostanza); che è provvisto di veleno
potere / il bianco rettile velenifero d'una strada. = voce dotta,
un buon giardino, / s'avesse una fontana di velino. boccaccio, 9-29:
. -in espressioni comparai, per indicare una situazione di grave sofferenza o disagio o
dovuto rècere il cuore... per una medicina che m'ha fatto prendere questa
e sgradevole o non considerato adatto a una terapia). verga, 8-461:
un inganno pietoso o il viatico di una lenta agonia. -osteite da veleno
crescere un tanfo, un veleno, una peste, che li respinge indietro; con
, come appunto quando un giovane dice ad una fanciulla n. franco, 7-48
figur. ciò che costituisce la causa di una corruzione morale, spirituale, di una
una corruzione morale, spirituale, di una degenerazione dei costumi, del degrado di
e il veleno che acciecano, più che una filosofica calma, l'abbiano dettato.
e ingannatore di un'affermazione, di una dottrina, di un discorso, di
10. chim. sostanza che, in una reazione catalitica, deprime in modo temporaneo
sostanze non fissili in grado di assorbire una grande quantità di neutroni termici e di
, senza cercar più oltre, preso da una fervente ira la fece ingiustamente uccidere.
simili. -mangiare, veleno: provare una grande rabbia, stizza repressa, amarezza
, livore nei confronti di qualcuno (una persona, il suo sguardo).
. velenositade), sf. proprietà di una sostanza o di un preparato di sviluppare
o vero beveraggio velenoso, escene fuori una umidito de la quale il corno trae a
fra le molte ragioni che adducono, una è che essendo questi animali di vene e
o di effetti tossici o di inquinamento (una sostanza, un'erba, un fungo
esecrata piaga onde l'afflisse / velenosa una serpe. pavese, 5-61: nelle
tempo del calore discenda con fervente sole una piccola piova, velenosa e adusta,
vizio, uno stato d'animo, una passione, ecc.). anonimo
astio, di rancore, di malignità (una persona). - anche: che
da uirintenzione maligna (un atteggiamento, una parola, un pensiero, un proposito
, provocazioni offensive (uno scritto, una composizione poetica). papini, iii-89
c. e. gadda, 13-299: una cattiva no- virulento (un morbo
carattere di notevole gravità o pericolosità (una ferita). papini, 27-826:
le coltivazioni agricole o il bestiame (una malattia, una condizione atmosferica).
o il bestiame (una malattia, una condizione atmosferica). crescenzi volgar.
ancora spessamente che nel tiziola, una parola velenosetta, un litigio d'argomento politico
cotto, posto sopra l'apertura di una finestra per chiudere dall'esterno il vano
sta in un punto elevato o in una struttura appositamente costruita con scopi di sorveglianza
: sul da fare del giorno viene una loro veletta e dice che sulla strada sta
: sta alla veletta su 'l pinnacolo d'una torre: e vegghiante ivi la notte
piccolomini, 2-46: voi sapete che una certa sorte di persone, come sono
piano di galleggiamento del veliero, ad una distanza dalla verticale medesima di circa un
]: e'fanciugli levarono di capo una veliera a una fanciulla;...
fanciugli levarono di capo una veliera a una fanciulla;... e questo
molti, e'dipoi fu giunto da una veliera. = deriv. da velo
le fuste et uno bregantin, et una fusta zà butà in aqua per veder si
fuggia la caccia delle navi da guerra come una rondine innanzi al grifalco. cattaneo,
, i-848: ei gittò il grido a una barca veliera / precipitando in grembo ad
dal mio veliere venturiere, corsi a cercare una delle prime opere di fidia consecrata in
gasteropodi e lamellibranchi marini, che presenta una particolare formazione laminare cibata detta velo.
due copie di sallustio in carta reale, una in velina, ed una in carta
reale, una in velina, ed una in carta colorata per te.
aquiloni. moravia, 15-44: c'è una prima pagina con il motto 'proletari
è il frontespizio, poi c'è una velina che protegge una fotografia di mao.
poi c'è una velina che protegge una fotografia di mao. -copia di
fitte e sottili come le venature di una foglia. 3. nel linguaggio
o suggerimenti relativi al modo di dare una notizia o di commentare un evento.
effetto. la decisione venne generalmente chiamata una proposta ». 4. tipogr.
comunicare, diramare le notizie trasmesse con una velina o conformarsi alle direttive in essa
. tipogr. riprodurre, imprimere su velina una composizione in piombo. =
con cui si costituisce la velina di una composizione. = deriv. da
sta indagando per identificare l'autore di una minaccia di morte contro il velista statunitense
ulivo. d'annunzio, i-804: una graziosa cimba velivola / che avesse il
, / che s'è fatta de'cibi una corina / per contentar del senso ogni
de luca, 1-231: non basta una volontà indeterminata e imperfetta, la quale
e avvenire. -in relazione con una prop. subord. alfieri, i-138
. velleitariaménte, avv. con una volontà che appare sterile, vana.
63: sono cresciuta con l'incubo di una madre beona, erotomane, dissipata e
combattere per imporsi, cioè aveva egli stesso una ben strana stima di sé. moravia
fallimenti della mia vita. sì, ero una velleitaria. = deriv.
. svellere). ant. sradicare una pianta. palladio volgar., 3-25
lievemente la pelle, il corpo di una persona; solleticamento. d'annunzio,
, agg. letter. che produce una sensazione di solletico, di pizzicore.
. toccare, sfiorare lievemente e delicatamente una parte del corpo, provocando solletico.
965: io, che così, con una piuma, il viso / ti vellicai
occhi. tarchetti, 6-i-225: era una di quelle illusioni ottiche che si provano
scemano d'estensione e di celerità in una proporzione costante. cavacchioli, 191: tutta
. per estens. stimolare o irritare leggermente una parte del corpo, un organo,
sollecitare la fantasia, la sensibilità di una persona. - anche assol. salvini
sfregato lievemente; solleticato (il corpo di una persona o di un animale).
. letter. leggera solleticazione di una parte del corpo (e la sensazione di
narici. d'annunzio, iv-1-341: era una carezza che elena soleva fare..
quasi un sollievo, ma irritante, come una vellicazione. = voce dotta,
sm. solleticamento leggero, protratto di una parte del corpo (e la sensazione che
chiudendo le mani a pugno o stropicciandosi una mano con l'altra, a fermare del
. lo sfiorare delicatamente, il solleticare una parte del corpo. oriani, x-5-72
cuore tratto tratto come il vellico di una carezza sul collo, che glielo stringeva al
se non si scontia per gli zaccan una libra per ciascuno centenaio. baldelli,
ci è medesimamente il cilicio, che è una sorte di veste fatta di velli di
2. folta peluria che ricopre una parte del corpo di una persona.
che ricopre una parte del corpo di una persona. bonsanti, 5-48: il
scenze verdastre una femmina ancor più membruta della cecoslovacca esibiva
3. per simil. manto nevoso di una montagna. -anche in un contesto figur
. -al plur.: chioma di una persona. petrarca, 219-8: destami
. del femm. se riferito a una donna). tose. per attirare l'
tose. per attirare l'attenzione su una determinata persona, per lo più in tono
vellutare, tr. letter. rendere una superficie visivamente simile al velluto, smussandone
velluto, smussandone i contorni o conferendole una calda intensità cromatica. d'annunzio
la particella pronom. letter. acquistare una tonalità di colore piacevolmente calda. marinetti
b. pitti, 1-249: una cioppa di zetani vellutato verde e nero,
1-5: come si maritò, gli tagliò una cotta di zetani vellutato chermisi. soderini
, 12-1-160: èmmi capitata a le mani una cagnuola nera, vellutata, bella ed
(la peluria che copre il corpo di una persona). moravia, i-56
: la donna... dotata di una particolarità insolita, e cioè di una
una particolarità insolita, e cioè di una peluria vellutata e scura che le copriva gli
... due guancie sparute., una mano candida e leggermente vellutata. piovene
[nello stomaco] non s'incontrasse una fervidezza piacevole, un fermento proporzionato e una
una fervidezza piacevole, un fermento proporzionato e una robustezza sufficiente di fibre nervose e carnose
ha consistenza fine, lieve e impalpabile (una sostanza polverulenta). govoni,
soffice e compatto tappeto erboso o da una densa vegetazione (un luogo).
. calvino, 3-148: luoghi vellutati da una morbida vegetazione, percorsi da un basso
4. figur. soffuso, pervaso di una caratteristica, di una qualità.
, pervaso di una caratteristica, di una qualità. e. cecchi, 3-174
e calde e, talora, da una lucentezza che ricorda il velluto (anche
3-774: la nostra stanza privata divenne una camera di lusso splendidamente tappezzata in un
quello del velluto. -anche: condizione di una superficie (di un tessuto, di
il targioni a significare lo stato di una superficie che è coperta di una specie di
stato di una superficie che è coperta di una specie di peluria, da prendere aspetto
poi lonzamente aver aldito li avocati di una et l'altra parte di certa aeferenzia tra
, dischi, belle canzoni, pomate, una giacca di vellutino? ».
, 262: riceve singularmente enea in una pelle di velluto leone, e invitalo in
pelle di velluto leone, e invitalo in una sedia d'acero. boccaccio, ii-311
, i-12-105: era dafni in piedi con una velluta pelle di capra indosso e in
s'addorma. -coperto da una fitta peluria; villoso (il corpo di
peluria; villoso (il corpo di una persona). g. gozzi,
pianta che fa un fiore a modo d'una nappa rossa e che ha aspetto e
), 23]: per una borsa di vegluto -s. vili. libri
sua di vigliuto vergato al- lesandrino con una ghirlanda di fiori acuri... a
e degli avvocati, a sedere sur una gran seggiola coperta di velluto rosso. verga
bavero di velluto, al pari di una testuggine. vittorini, 1-18: mi indicano
lucentezza. mazzini, 14-173: è una gatta nera tutta, d'un bel nero
che mi vuol troppo bene e può osare una iperbole, che la mia superbia ben
italiano non saper cantare e ch'egli aveva una bellissima voce, di velluto.
signoria. -fragile e delicato (una persona). lalli, 9-98:
della crescita le coma sono ricoperte da una epidermide vellutata, il 'velluto'che poi
- anche: procedere senza intoppi (una situazione, una vicenda).
: procedere senza intoppi (una situazione, una vicenda). betteioni, iii-386
-essere, stare sul velluto: essere in una situazione agevole, priva di rischi.
un poco è attempatetta, pur è una robba di velluto. 5.
su un sedile guardato da oleandri, sedeva una giovinetta vestita d'un abito di velo
3. per estens. patina di una sostanza o di una materia, anche
estens. patina di una sostanza o di una materia, anche organica, che viene
anche organica, che viene distesa su una superficie o che la ricopre.
spicchi, bucce e veli / d'una cipolla trovereste il tutto. -zucchero
fila sotto il velo dell'acqua come una torpedine. cassola, 2-161: dal
1-190: cominciò allora a farsi luce, una luce però che pareva emanare dai veli
. che si percepisce sul volto di una persona. graf 5-303: di mestizia
-significato recondito di un'allegoria o di una favola. dante, purg.,
, mio amico, che potrebbe nascondersi una verità istorica. g. gozzi, 1-1
vostra sotto il velo dell'allegoria nasconde una certissima verità. 7.
i libertini non è che un nome, una maschera, un velo. banti,
il velo e gli altri ordegni per drizzar una nave, se il timon non si
che mi -che si divulga rapidamente (una notizia, la fama, fan restar
-strapparsi il velo dagli occhi: accettare una realtà sgradevole, disilludersi. foscolo
vasetto del colore e levatoli di sopra una certa disecasione, quel fatto aveva un
colà più spiritosi gl'ingegni, in una parte più gravi, e sodi, e
freddo. -scagliato con forza (una lancia). cesarotti, 1-iv-235:
da ottenere un particolare effetto pittorico (una pennellata). cinelli, 2-119:
un ritrosito vento, che scorra in una renosa e cavata valle, che pel suo
. montale, 14-107: ne è morto una miriade, / e dei meglio,
fra tutti gli altri, / per una scanfarda spremuta, / per una civiltà
/ per una scanfarda spremuta, / per una civiltà scassata, / fascino, fresche
su la tastiera di un piano, in una sala ducale. borgese, 6-127:
agile e rapido (un verso, una clausola metrica). b. fioretti
la passione); repentino, fulmineo (una sensazione). boccaccio, viii-1-178
velocissimo in permutarsi, e salta tosto d'una cosa in un'altra. goldoni,
6-187: le ore intanto trascorrevano veloci tra una ronda e l'altra della guardia notturna
a più corsie su cui è consentita una velocità superiore rispetto alle altre strade urbane
. ibidem, 372: veloce come una rondine. = voce dotta, lat
ant. letter. che procede velocemente (una nave). salvini [d'alberti
: un antenato della bicicletta, costituito da una macchina con tre ruote, alla quale
riferimento a un mezzo di trasporto, a una ruota, a un oggetto scagliato,
in mare. savonarola, 7-i-184: fa'una ruota grande e va'la girando;
, i-5-121: quando egli sogghignando con una certa sua malizietta, si pose la
delrarco alla guancia, e da quella scoccò una saetta che velocemente volando mi percosse qui
: non solamente si potrebbono rappresentare in una sera, ma a gran fatica uomo velocemente
mandò balenìi, passando accanto a paolo, una bicicletta -anzi un velocipede, avrebbe
. v.]: diversi velocipedisti fecero una scommessa a chi arrivava più presto a
. s. jacomuzzi, 1-i-226: una media dell'età dei primi dieci atleti di
. iran. che si adegua prontamente a una situazione. emanuelli, 2-17: tutti
tic.: attitudine o condizione di una persona che si muove, anche a
veicolo, con rapidità, che percorre una distanza in breve tempo; rapidità del
magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
la prima... cerco di tenere una velocità costante che mi permetta di passare
un fiume, in partic. a una piena impetuosa. p. cattaneo,
... lascia nel suo alveo una particella di tal limo. viviani, i-584
ai luochi è congregata da tre virtù, una delle quali è la virtù del motore
oggi non si vola, vuoi che facciamo una partita a carte? calvino, 8-107
galassia e le galassie s'allontanano l'una dall'altra con velocità proporzionali alla distanza
questo soggetto la vivezza dell'ingegno, una perspicacia mirabile, grandissima velocità nelle sue
le ore notturne suonavano e fuggivano con una tremenda velocità di saette, nel silenzio e
di scaricarvi di noi, dichiaratevi almeno una volta a che mondo, a che
della velocità di un velivolo che compie una traiettoria inclinata verso il basso. marinetti
cui il proietto riattraversa l'orizzonte di una bocca da fuoco. dizionario di marina
acqua a velocità: contatore costituito da una piccola turbina a pale azionata dal flusso
nel radere le curve come con una rasoiata. -figur. in quarta
]: 'velocità massima': quella che una nave può sviluppare avendo tutte le caldaie in
il moto. 2. ravvivare una fiamma. galileo, 4-3-45: vedansi
diventare veloce. piccolomini, ii-72: una pietra (per essempio) o altra cosa
, funzionale ed efficiente un'attività, una procedura o un apparato burocratico. marinetti
fondendo la casa concepita da lui come una macchina gigantesca razionale e velocizzatrice col dinamismo
'buffalo': velodromo parigino. si assiste a una gara di 'stayers'. vittorini,
di tanto in tanto dei sibili o una specie di zirlo, come gli uccellatori
mi pareva che, riposandosi questa cavriuola una volta e tenendomi il capo in seno,
, uscisse non so di che parte una veltra nera come carbone, affamata e
da barberino, 3-979: era con almieri una sua levriera, overo veltra
parlava precipitosa, e rideva e squittiva come una piccola veltra che insegue il cervo.
di pece dono. petrarca, 323-4: una fera m'apparve da man destra,
leggera peluria che copre il corpo di una persona. cardarelli, 167: da
. membro, parte del corpo di una persona o di un animale (anche
. boccaccio, viii-1-130: è nel cuore una parte concava, sempre abbondante di sangue
quella vena, fece accanto al pozzo una vasca in muratura. -stretto di
dentro terra ferma, n'è divisa da una picciola vena di mare, che presso
petrarca e dante? -fonte di una ricchezza, di un reddito. colletta
che la circolazione vi si fa con una celerità infinita. 6. filone
giacimento sotterraneo. antelminelli, xxxv-i-278: una rason, qual eo non saccio,
7. stilatura, venatura di una pietra, in partic. del marmo
i-291: ritrovò non lungidal castello di lacugnano una copiosa cava di marmo giallo mischio simile
allorché [la robinia] ha acquistata una conveniente grossezza si può tagliare per far
e scintille,... fulvi d'una insinuata vena di rame.
l'ozio d'un anno e d'una lieta peregrinazione per riempirsi. alfieri, 1-257
cicerchia, xliii-318: recar si fece una caldaia piena / d'acqua, e
nell'astratto apatismo di questo filosofo serpeggiava una gran vena di fanatismo. rajberti,
isaac benaram dixe che la galanga è una vena, qoè una radixe grossa, corno
la galanga è una vena, qoè una radixe grossa, corno è la cassia lignea
aretino, 20-66: fattogli porre inanzi una merenda,... sollecitandolo a
gran boccale di vino bianco, che avea una vena di dolce,...
: quel [vino] di lesbo ha una tal vena d'amabile, che il
(pastoso) né asciutto, ma una via di mezzo. soldati, 6-479:
figure, vivificate come da soffio di una tarda e ingenua rinascenza greca, erano di
tarda e ingenua rinascenza greca, erano di una gentilezza squisita, e luigi b.
moglie, mi trarrò da una fenestra, o vero mi segherò le vene
adr. politi, 1-714: far una cosa di vena: è farla volentieri.
che altrove scrittor di vena e di una certa eleganza. -far tremare le
terrorizzarlo fortemente; destargli gravi preoccupazioni o una forte emozione. dante, inf
iperb., per esprimere l'effetto di una forte emozione). dante,
, sol che dio avesse data licenza ad una febbretta che vi succhiasse le vene,
che vi turasse le fauci, ad una cancrena che vi rodesse le viscere?
si vidde da chi vi andò che una venella minore del giro d'un quattrino.
): entro lo mezzo v'abbia una isoletta, / de la qual esca sì
che si può vendere, commerciabile (una merce, un prodotto).
legati. -offerto dietro pagamento di una somma di denaro (un servizio)
per ottenere un guadagno, che procura una rendita (un'attività, una carica)
procura una rendita (un'attività, una carica). f. giustiniani,
che è oggetto di commercio simoniaco (una carica religiosa, un bene sacro).
-accompagnato da un'offerta in denaro (una preghiera di suffragio). foscolo
4. per estens. che esercita una professione o agisce prevalentemente o esclusivamente per
propri interessi; prezzolato, mercenario (una persona). g. michiel,
che si concede sessualmente per denaro (una donna). f. f.
gastone, i-75: eravi tra le ruspanti una certa donna venale, detta la 'danzica'
o dal precedente titolare dietro pagamento di una somma di denaro a persone fomite di
, che in quel tempo corinto era una cittadina in cui gongolava ogni donnaccia,
tartufo]?... per tutto una sostanza egualmente compatta, uniforme, e
costituita da fenocristalli di olinina e flogopite in una euctoclite. = dal toponimo
scioglieva dolcemente nella penombra della biblioteca, una penombra tiepida, del color del cuoio
che il piacere non consiste nel vedere una bolla di sapone, ma nel riuscire a
depositati dalle soluzioni circolanti entro fratture (una roccia, una pietra).
circolanti entro fratture (una roccia, una pietra). 2. segnato da
o anche rilevati (gli occhi, una parte del corpo). venditti,
venate d'azzurro. -che presenta una o più striature di un colore diverso
le copriva la testa, venne fuori una chioma castana venata di biondo.
strisce di colore diverso dallo sfondo (una foglia, un fiore). d'
marchi, ii-724: la mattina, appena una riga di luce bianca venata di carminio
lavanda. 5. attraversato da una fitta rete ferroviaria (un territorio).
se venate di psicologismo, piuttosto che una esatta verifica ideologica. venatóre, agg
superficie del legno, del marmo, di una pietra, ecc., talvolta risultando
per noce. 2. nervatura di una foglia. montano, 1-215: la
erborinatura) del gorgonzola sono, invece, una risposta del penicilium weidemannii con cui vengono
mia madre, fitte fitte, in una scrittura... che mi ricordava le
in un atteggiamento, nel quadro di una personalità. dannunzio, v-2-350: non
il notabile di questa vasta composizione è una certa quale venatura di pazzia che vi circola
l'ha abbandonata, se non per una venatura incerta nella sua voce. loria,
. ant. scena dipinta che rappresenta una caccia. l. ghiberti,
venazióne1, sf. bot. nervatura di una foglia. = nome d'azione
, che non toccava se non d'una vivanda, attaccandosi a venazioni e cose grosse
., e sente uno spasimo, una struggente invidia pei commercianti, per gli agenti
, i-112: i longobardi furono antichissimamente d'una gente scandinava detta vinnuli o vendeli.
. ariosto, 386: ho in casa una gran botte,... prestatami
di piselli. pascoli, 409: una vendemmia fa, così piacere! / nemmeno
ricava. -anche: produzione vitivinicola di una regione. cavalca, 21-264: iddio
diventava nuda: un vertiginoso tripudio, una vendemmia, una piramide di nudi abbracciati.
un vertiginoso tripudio, una vendemmia, una piramide di nudi abbracciati. 4
profitto (in partic. realizzato attraverso una truffa o un raggiro); fonte di
= lai vindemìa, da una forma precedente * vinodemla, comp
3. che si svolge in autunno (una vicenda, un'attivi- tà).
vicenda dei due sposi promessi si svolge come una vendemmiale epifania in villa di quella nostra
b. croce, iii-2-406: si veda una lettera ammonitrice, che al lahoz diresse
il ricco proprietario aveva imbandito sull'aia una mensa rustica, intorno alla quale prese posto
lauti guadagni, trarre notevoli vantaggi da una situazione. p. e. gherardi
, 7-114: a el paese nostro è una bestemmia / la sete che quest'ha
: al centro delle vigne, sotto una rustica, deliziosa tettoia, vedo un'abbondante
all'aperto, al sole, almeno una settimana e non più di dieci giorni
è stato sottoposto alla raccolta dell'uva (una vigna, un luogo).
, iii-2-278: basta ricordare., una memoria inedita mandata dal cittadino avvocato poggi
: macchina per vendemmiare, azionata da una trattrice, che raccoglie i grappoli d'uva
6-344: è la prima volta che vedo una vendemmiatrice, ossia una macchina per vendemmiare
volta che vedo una vendemmiatrice, ossia una macchina per vendemmiare: e voglio osservarla
poco più in là ce n'è addirittura una batteria, di vendemmiatrici! idem,
véndere), agg. che vende una merce, venditore. - anche sostant.
. vasari, ii-177: dentrovi nell'una la storia quando cristo caccia i ven
(véndo). mettere in vendita una merce, un bene, ecc.;
più in là ac- cucciata, in una strada così di lusso, c'è una
una strada così di lusso, c'è una donna con un vecchio pitale di ferro
-in espressioni iperb. per indicare una persona molto avida. nievo,
. nievo, 604: l'era una certa rosa, una disgraziata che avrebbe
604: l'era una certa rosa, una disgraziata che avrebbe venduto una sorella per
rosa, una disgraziata che avrebbe venduto una sorella per dieci carlini. -nel
. pirandello, 7-1259: a destra una siepe campestre, da cui su un
da cui su un palo s'affacciava una tabella stinta dal tempo e dalle piog-
ed onori. 3. offrire una prestazione lavorativa in cambio di un compenso
varchi, 24-30: per far piacere a una donna pubblica, a una femmina di
far piacere a una donna pubblica, a una femmina di mondo, a una vii
a una femmina di mondo, a una vii cantoniera, a una meretrice infame,
mondo, a una vii cantoniera, a una meretrice infame, che si vende ogni
ogni giorno a prezzo mille volte, a una puttana, che dirò oggi tanta disonestà
a te stesso! alvaro, 14-107: una donna sposata costretta a vendersi si dà
un vigliacco; le finte lusinghe di una bella donna, le finte offerte di un
monopolio di vergognose igno -scorticare una pulce per venderne la pelle-, v.
/ e batta tenuta com'una venderia di sé e com'uno vantamento e
, 287: io non sono già una bambina da vendermi queste ciance. verga
pronto per essere venduto (un prodotto, una merce). giamboni, 4-365
innanzi. caro, i-115: questa è una forma di tesserli che sarà come quella
- che si prostituisce (una donna). - anche sostant f
della notte portossi a tentarlo chiuso in una capannuccia di frasche. 3. che
è oggetto di lucro, di mercificazione (una carica pubblica o religiosa, un titolo
il più dolce e sensibile del piacere d'una vendetta. leopardi, i-103: il
. -con significato attenuato: contraccambio di una pena d'amore. petrarca,
.. questo scomuniche dalla chiesa, ma una certa e spaventosa vendetta di dio,
morte apparecchi riposato albergo, / ove una volta la fortuna cessi / dalle vendette.
. castigo fisico inflitto a chi ha commesso una colpa. regola di s. benedetto
lavoranti erano di mascherata: vestite di una marinara di fantasia ammazzavano a vendetta l'
, copiosamente. giuliani, i-325: una striscia d'oro lampante si vede ancora,
che si mangia freddo: si ottiene una maggiore soddisfazione del torto subito attendendo il
un tanto la riga, non è mica una colpa. = deriv. da
, agg. ant. che compie una vendetta (anche con riferimento a dio)
. (vendico, vendichi). soddisfare una persona (in partic. un familiare
-anche: fare scontare la morte di una persona, uccidendo l'omicida. boccaccio
d'onore. 3. riscattare una sconfitta, conseguendo una vittoria. carducci
3. riscattare una sconfitta, conseguendo una vittoria. carducci, iii-23-303: per
negata da un governo autoritario o da una dominazione straniera. machiavelli, 1-i-282:
, 1-i-282: con maggiore impeto si vendica una libertà che ti è suta tolta che
un dì violate. -ritenere compensata una situazione svantaggiosa con l'apporto di aspetti
. 5. espiare, scontare una colpa. esopo volgar., 3-130
stesso o ad altri un titolo, una prerogativa, una determinata notorietà; rivendicare
altri un titolo, una prerogativa, una determinata notorietà; rivendicare un diritto o
8. letter. ant. occupare una determinata porzione di spazio (un elemento
, 3-36: la quale corona se vendicava una parte più del trabe et dii phrygio
per un torto, un'offesa, una sofferenza, un fastidio o un danno patito
sottomissione a un governo autoritario o a una dominazione straniera (in partic. nell'espressione
su tutto svelto svelto, ma con una sua pulizia, una sua aria compunta e
, ma con una sua pulizia, una sua aria compunta e concentrata, come se
: riesumava dalla gioventù il fantasma di una politica sociale vendicativa, si pentiva di non
era in tempo. calvino, 1-445: una era la 'patrimoniale straordinaria', una sgarbata
: una era la 'patrimoniale straordinaria', una sgarbata, vendicativa tassa decretata dai governi
soddisfatto con la punizione dell'offensore (una persona danneggiata o offesa). guido
-trice). che attua, che compie una vendetta personale o, per estens.
estens., che infligge un castigo, una punizione a chi ha commesso un reato
sarebbe ben detto da un re che sciogliesse una camera di deputati vendicoscienza.
in battaglia in seguito al pagamento di una somma convenuta. giamboni, 4-160:
ad altri di un bene o di una merce in cambio di un corrispettivo in
squadra, cessione di un giocatore da una società a un'altra dietro compenso.
incanto-, quella che si attua stabilendo una gara di offerte sulla base di un
, iv-1-19: si ricordava di avere incontrato una diecina di volte, nel precedente inverno
degli studenti poveri avveniva nella retrobottega d'una libreria del centro. -vendita
. d'annunzio, 8-37: a una vendita di carità in roma, alcuni
in roma, alcuni anni fa, una bella signora, la contessa di x.
colo tutto rugoso e pelloso come una testuggine decrepita, gli mento successivo
speranza-, contratto aleatorio che com- in una organizzazione di vendita, che è a diretto
. -che vende o ha venduto una persona come schiatuata per ordine di un
a le sue redi in perpetuo d'una pega di terra arata. 2
, xi-6: nell'ufficio che era una stanzetta stretta e lunga da metterci piuttosto una
una stanzetta stretta e lunga da metterci piuttosto una vendita di coni gelati che un'agenzia
, ii-42: in livorno, fondai una vendita: affigliai parecchi toscani ed altri d'
che io moravia, 14-69: in una stanzetta, poi, c'è l'ufficio
di origine intesta l'avvenuta registrazione di una compravendita. si occupa della vendita di un
occupa della vendita di un bene o di una merce. -certa. -imposta sulle
un corrispettivo in denaro (un bene, una merce, ecc.).
-che ha diffusione commerciale. -anche in una meton. moretti, i-926:
: anche a parigi colei che passava per una delle più note scrittrici italiane -si diceva
, delle più 'vendute'- aveva fatto una bella figura. 2. fatto
fatto oggetto di compravendita, di tratta (una persona). - anche sostant.
fini grettamente utilitaristici (un privilegio, una carica, ecc.). dante
compiuto per tali fini (un discorso, una lode). pindemonte, ii-297:
morale, a un impegno, a una causa, a un vincolo nei confronti
un accordo politico arbitrario e illegittimo (una città, un territorio). -
, con effetti tossici o mortali (una pianta, un preparato, una sostanza,
mortali (una pianta, un preparato, una sostanza, un gas).
-che ha la punta intinta nel veleno (una freccia). - anche in un
, che è agente d'infezione (una piaga, una sostanza). p
agente d'infezione (una piaga, una sostanza). p. verri,
da un luogo chiuso e soffocante, da una atmosfera carica di esalazioni venefiche.
o sofferenza morale (un rimorso, una passione, ecc.). imbriani
, 1-104: le nacque in petto come una gran sete di bere alle acque torbide
milano ha ogni zomo la febre con una doglia nel fondo del corpo, di modo
(un animale, in partic. una serpe). caviceo, 1-136:
lamenta e langue. -che contiene una sostanza tossica (una pianta).
-che contiene una sostanza tossica (una pianta). monti, x-1-165:
-in partic.: intinto nel veleno (una freccia). boccaccio, i-39:
fuori. pigafetta, 164: passarono con una frezza venenata la gamba dritta al capitano
. figur. fortemente adirato, afflitto (una persona). boccaccio, viii-1-50:
che contiene insinuazioni maligne, sarcastico (una composizione poetica). 5. bernardo
sentimento, con partic. riferimento a una passione amorosa). matteo correggiati,
era sotto il cesto di quella salvia una botta di maravigliosa grandezza, dal cui venenifero
figur. ciò che costituisce la causa di una profonda afflizione o di corruzione morale,
, spirituale o, anche, di una degenerazione dei costumi, di una situazione
di una degenerazione dei costumi, di una situazione (con partic. riferimento alla
vivanda. 2. proprietà di una sostanza di sviluppare un'azione fortemente nociva
la formiga et impetizene si fata da una medema materia flematica salsa over colerica adusta
salsa over colerica adusta in la qual una calidità strania ha induto venenoxità e aguzitade
animali (in partic. un frutto, una pianta). dante,
guerra agogni. -con riferimento a una creatura fantastica. giacomo da lentini o
per estens. particolarmente grave e virulento (una malattia, un contagio).
-che può trasmettere un contagio; infetto (una sostanza organica). sanudo,
un'influenza negativa o moralmente corruttrice (una persona, la sua indole);
tardo. cavalca, 9-213: dicendo una certa sentenziosa parola, ed affermando,
sacro (un tempio, un altare, una chiesa; in partic., nel
. -fatto oggetto di culto (una reliquia). boccaccio, vlii-i-81:
ave- rebbe avuto possanza di persuadere anco una pietra. foscolo, xiv-296: da
iv-1-682: il signore era vecchio, con una lunga barba venerabile, e con un
cranio calvo, giallastro su cui vedevasi una cavità profonda. 4. che
degno di alta stima e considerazione (una condotta di vita, un comportamento,
condotta di vita, un comportamento, una qualità). donato degli albanzani,
culturali, religiose, ecc. (una città, un luogo, una nazione
. (una città, un luogo, una nazione). tasso, i-44
. 7. sm. presidente di una loggia massonica (anche agg.,
l'età dell'uomo concorreranno a formarvene una perfetta; la puerizia col suo candore
awe. -prestigio, autorevolezza di una carica, di una posizione sociale.
-prestigio, autorevolezza di una carica, di una posizione sociale. menzini, 7-96
preludeva alla giustissima e dovuta compassione ad una perdita così deplorabile. 2
, leggendo fi 'sepolcri'del foscolo] a una di quelle coppe di bronzo antico o
quali il tempo non può recare che una crescente venerabilità. = voce dotta,
particolarmente riverente, riguardoso nei confronti di una persona. parini, 726: i
di adorazione, di culto religioso (una divinità, una reliquia). -anche come
di culto religioso (una divinità, una reliquia). -anche come titolo onorifico
, in quanto dedicato al culto di una divinità). caro, 1-721:
rispetto e ossequio (l'aspetto di una persona, e ne denota la dignità,
o anche perché antico, tradizionale (una legge, la religione e le sue istituzioni
risposero che era 'santa alberga', cioè una santa nata nel cervello di quella buona gente
3-169: sauris andò in persona a cercare una bottiglia veneranda. 8.
che risale all'antichità (l'origine di una città). boccaccio, viii-31:
affettivo). landolfi, 8-196: una veneranda mazza di quelle dette piroc- cole
4. serbare con devozione il ricordo di una persona amata o cara; onorare la
parlare di bonaparte, mio padre narrommi una storiella, che veramente m'intenerì e
istituzione politica o, anche, di una tradizione culturale, ecc. solaro detta
governo. leopardi, v-225: una volta si venerava superstiziosamente tutto ciò che venia
6. osservare con scrupolo, non violare una legge, una norma. f
scrupolo, non violare una legge, una norma. f. galiani, 4-238
propr. 'implorare gli dei, domandare una grazia'(cfr. la locuz. venerem
. la locuz. venerem venerari 'indirizzare una richiesta a venere'), poi 'riverire,
, con riferimento alla proverbiale caratteristica di una divinità). fausto da longiano
6. osservato, rispettato con scrupolo (una legge, un regolamento).
grande considerazione; preso a modello (una lingua). g. gozzi,
amata e prediletta e venerata finora, è una povera e stupida lingua. veneratóre
nutre grande stima e ossequioso rispetto per una persona. cesari, ii-2-262: vostra
notevole considerazione per un autore, per una cultura; estimatore. foscolo, xvii-285
autorità, per un'istituzione, per una dottrina nella convinzione della superiorità di essa
foscolo, xi-2-583: molti scolpivano e una venere e un apollo perché la venerazione
si potea rappresentar meglio il costume di una venerazione sacrilega e diversa dalla religiosa,
dalla religiosa, che figurar gente ebbra d'una insana letizia, scomposta, fanatica?
città. foscolo, \ -418: una principessa nipote di tanti re, figlia e
cui circondiamo le tombe, riveste di una aureola immortale i sepolcri lagrimati dagli amanti
: né tale esser potrebbe, se per una rara e straordinaria virtù meritasse non altro
803: vorrei che la presente fosse una nuova testimonianza della venerazione che io le
-accesa simpatia, singolare passione per una persona. fogazzaro, 5-73: si
fogazzaro, 5-73: si trattava di una torta e di una bottiglia preziosa di
: si trattava di una torta e di una bottiglia preziosa di vino del niscioree,
bianchi che aveva per la signora rigey una singolare venerazione. 5.
5. osservanza, rispetto di una legge, di un ordine, di
legge, di un ordine, di una norma; ossequio per le istituzioni, in
no vorà, no dezuni, se no una fià in la setemana, zoè lo
mazzei, ii-377]: io vi scrissi una lettera verardì passato, la quale io
-in espressione comparai, per indicare una persona particolarmente magra. pasolini,
mentre cniaccheravano, passò per la strada una mandrucona, coi capelli stesi come zeppi di
in caccia, conobbe dido venereamente in una spelunca. 3. con ispirazione
di rapporto armonico fra le membra di una figura femminile (in rappresentazioni pittoriche e
dall'influsso astrologico del pianeta venere (una persona, il carattere). -
vagamente di un amore tradito, di una coltellata, di una fuga. savinio,
amore tradito, di una coltellata, di una fuga. savinio, 253: non
.. venere 'celeste'sorse accanto una venere plebea, cui si attribuirono le
piani di un libro con gli angoli d'una tavola, nelle rette di un fiammifero
rette di un fiammifero, nel telaio d'una finestra, v'è più verità che
disperazione, di provocarla al contatto di una sposa pudica. bacchetti, 2-v-178:
, suol dirsi: 'ella è una venere; pare una venere'. marinetti,
'ella è una venere; pare una venere'. marinetti, 2-iii-3: tavolata
, di statua classica: ma è una venere popolare e già spagnolesca,
piccole le veneri a buon mercato, una giovane donna. squallida, coi segni in
: arà quella differenza che si trova da una persona viva ad un'immagine: in
incline alla sensualità, alla lascivia (una persona); lussurioso, voglioso.
. 7. medie. relativo a una delle malattie infettive e contagiose, e
dignitosa verecondia familiare, che non evitare una malattia venerea, per esempio. 8
lumi e colori le venerevoli fattezze d'una religione e d'un culto quale il secolo
bacchelli, 2-xxiii-657: a meno che, una di queste mattine, non ci capiti
oncia, e sieno fatte bollire in una libbra d'acqua. marsilio ficino, 4-40
; togli boragine, buglossa, fiori dell'una e l'altra melissa, capelli veneri
a'piani del contado venesino, giace una valle, per cui serpeggia dividendosi in
rosato nel quale gli abitanti sembrano mettere una dolcezza veneta collinare. -che
su lo specchio del latino e del francese una lingua letteraria per tutta la valle del
spiano il sopraggiunger dalle pianure lombarde d'una bella e terribile e tutta italiana milizia.
] che sembravano essersi scolla ti da una pittura, di una miseria estetizzante, e
scolla ti da una pittura, di una miseria estetizzante, e certamente compiaciuta nel
20 per 100. leoni, 550: una ricca ghirlanda tricolore con in mezzo ricamato
roma e a bisanzio, gli azzurri, una delle due fazioni di aurighi del circo
per oscurare finestre e vetrate costituito da una serie di lamelle di plastica o alluminio
cordicelle, che possono essere sollevate come una comune serranda e orientate secondo l'asse
. cecchi, 9-305: oggi vorrebbero stabilire una specie di op- posisione tra una tendenza
stabilire una specie di op- posisione tra una tendenza disegnativa e una tendenza coloristica e
op- posisione tra una tendenza disegnativa e una tendenza coloristica e impressionistica; e far