iscodella invetriata, ben netta. togli una scopa con più rami, tagliata gualiva
tanto che venga piena la scodella d'una schiuma soda che paia neve. crescenzi volgar
salsa un torlo d'uovo e con una piccola frusta incominciate a montare la composizione
testa, chi un braccio, chi una gamba! pratesi, 5-74: caddi male
-di sogg. inanimati: causare una frattura o predisporre a essa; determinare
sento nella fronte il soffio maledetto d'una platea. -produrre la spaccatura e
sopra 'l dosso del cavallo si fa una lesione che alcuna volta rompe alcuna parte
. un corso d'umor salso in una gamba che glie la rompe, né si
rimetterla sul cataletto e lui annodarle ancora una volta i polsi, mentre i singhiozzi gli
fuora di lena si appoggiasse, ogn'una ai esse [forme di briglie] rompendogli
se lasciate che prendano le novelle piante una mala piega, le potrete poi rompere,
ma non mai raddrizzarle. -in una metafora oscena. b. giambullari,
6. spezzare in due o più tronconi una lancia, una spada, una freccia
due o più tronconi una lancia, una spada, una freccia, l'arco,
tronconi una lancia, una spada, una freccia, l'arco, ecc.;
7. strappare un filo o una fune per logorio o per trazione;
per logorio o per trazione; troncare una catena di sbarramento; spezzare i legami
o le catene che avvincono o stringono una persona, una rete che l'awiluppa o
che avvincono o stringono una persona, una rete che l'awiluppa o l'imprigiona
grossa fune nuova, quando vi dava una buona tirata cu mano. loredano, 53
letto incapace. forteguerri, 19-19: solo una volta un certo cavaliero / del vostro
avvenuto, non è molto, a una signora de l'istesso vostro nome e
spirituale, un rapporto amoroso, anche una schiavitù morale. tristani, lvt-187:
spesso i'grido: ah vorrei pur una volta / romper d'indegna servitude il nodo
in libertà. d'annunzio, iv-1-181: una transfigurazione subitanea avveniva nella sua faccia,
, i-202: non si otterrà mai una prospera vegetazione, se non si rompa
, alle prime acque, aveva acchiappata una perniciosa. panzini, ii-150: la
acque (i remi o la prua di una nave). e e
soltanto la gatta vagava nel buio come una fiera, a testa bassa, rompendo la
canna è divisa in due, e l'una, ch'è la maggiore, conduce
, ch'è la maggiore, conduce una gran polla d'acqua per di dentro,
da un uccellino venuto a posarsi su una lingua di terra ghiaiosa e sterposa che rompeva
male che ogni casa del colono avesse una piccola torre o palombaia per allevar piccioni
: ruppe l'aure il grido d'una madre. praga, 4-22: la notte
-contrastare il vento (il nocchiero di una nave). segneri, iv-660:
-ostacolare il vento smorzandone la violenza (una piantagione di alberi, un bosco).
e taglia. 12. interrompere una via di comunicazione rendendo impraticabile la strada
giov. cavalcanti, 1-151: seguitò che una volta dalle nostre masnade furono presi certi
; abbattere un acquedotto; rendere inutilizzabile una ferrovia. donato degli albanzani, ii-175
, come operazione di guerra, rompere una via ferrata: ma non possiamo essere
13. spezzare il sartiame di una nave (la tempesta). -anche
le sarte. 14. spingere una nave a infrangersi contro gli scogli,
, 1-52: balase essendo in mare, una fortuna il percosse, e tutte e
vara. forteguerri, iv-27: fuwi una volta un mercatante / vecchio e che ruppe
automobile. -attraversare le nubi (una corrente d'aria). landino [
nebbia; interrompere il buio fitto (una luce). c. i.
entella. -figur. rendere meno fosca una rappresentazione. g. bianchetti, 1-211
che rompe la nebbia. -cancellare una falsa apparenza. fracchia, 901:
fracchia, 901: sono belle, a una bellezza acerba e selvatica, fino ai
custodito; aprire a furore di popolo una prigione e farne uscire liberi i prigionieri
prigionieri; abbattere mura e porte di una città, entrandovi da occupanti o permettendo
esopo volgar., 7-138: venendo una notte uno ladrone per rompere il fondaco
dal commerzio. -evadere da una prigione. macinghi strozzi, 1-487:
la prigione. 18. forzare una linea di difesa o un confine o
. superare lo spazio che divide da una meta. ulloa [zarate],
circostanti, spezzandone il cerchio; interrompere una condizione di isolamento. baldini,
. -oltrepassare i limiti della tollerabilità (una situazione dolorosa). poerio,
spinto; stroncare, portare alla fine una persona. cino, 105: io
banda perfetto amore, v'è anco una ben salda e ben fondata speme che,
leopardi, 815: diffuse fra loro una varia moltitudine di morbi e un infinito
isola del sasono e, fatta con loro una viril battaglia, al fin li
1-i-251: andò... costui con una moltitudine inordinata ed incomposta a trovare
di belgi fatte in furia e una mano di vitelliani e saccomanni pol
. -travolgere uno sbarramento militare, una trincea. giorgio dati, 1-106
corteo ordinato di persone; passare attraverso una folla aprendola e facendovisi largo; costringere
, 4-5-14: tutta ozaca, città una delle quattro maggiori di quell'imperio, era
viale di stupinigi, rompendo in due una festosa brigata di signori e signorine in
.; alterare l'ordinato succedersi di una catalogazione. dante, conv.,
ricordo... la sediziosa eco di una « marsigliese » lontana. buzzati,
compagne. -rovinare la felicità di una condizione, la prosperità continuata degli eventi
di un persona, l'allegria di una festa, ecc. bembo, iii-359
^ dcxvi-279: contento io vissi del poco una picciola vita, / senza pace unqua
malvagio ch'ogni ben roversa. -cancellare una situazione di favore, di privilegio.
l'antica polizia di roma et introdurre una maniera non buona di vita, non
mondo, procede oltre. -mutare radicalmente una situazione. marsilio da padova volgar.
per il vento (i panni, una tenda, una bandiera ecc.)
vento (i panni, una tenda, una bandiera ecc.). verga
sbatteva dietro. calandra, 6-193: una corrente d'aria gelata l'assalì a
1984], vi: che vi sia una quota (peraltro molto modesta) di
è andato a sbattere, è come una calamita. c. e. gadda,
, 282: gli impiccati hanno avuto una tomba; ma i morti de fame
[agricola], 434: voi avete una memoria divina perché io non no ora
vortice con te. raggia vermiglia / una tenda, una finestra si rinchiude.
te. raggia vermiglia / una tenda, una finestra si rinchiude. / sulla rampa
testa: avere gravi difficoltà nel trovare una sistemazione; non sapere dove recarsi o
recarsi o come venire a capo di una situazione difficile; non riuscire a individuare
, padre e figlia, cercavano alloggio in una villa, perché egli non aveva l'
non aveva l'aria di credere che da una giorno all'altro l'avrebbero sbalzato innanzi
quando mi ricordai della signora mimi, una famosa affittacamere che, durante l'ultimo
contro qualcosa: trovarsi di fronte a una realtà inattesa. fanzini, ii-169:
a sbattere il naso contro la sottanella di una sartina, la quale, indubbiamente,
rifiuto netto e reciso nei confronti di una persona o di un argomento. gadda
uomo che non può tollerare di lasciare una donna, una persona in genere con la
può tollerare di lasciare una donna, una persona in genere con la quale sia
ne sbatto l'anima. -sbattersi una questione: sbrigarla, risolverla. r
vieni in persia a innamorarti / d'una pagana! or fa * che ti vergogni
], 11: giunta a cinquecento parroci una insolita richiesta di 'abiura'. ora c'
centro alman- sore / piantava in giobbe una doppia quartana, / spendeva in farlo
sbattezzarli. -rifl. rinunciare a una qualifica o a una condizione. patrizi
-rifl. rinunciare a una qualifica o a una condizione. patrizi, ii-231: cosa
che comportare che si dica ch'aristotile dica una bugia, si vuole sbattezzare di poeta
del fortunato suo accasamento condusse in legno una santa filomena,... e
ancora. faldella, 1-61: era una dichiarata corbelleria il barattare l'onorato cognome
è il vezzo di sbattezzare metà di una strada, pel gusto di appioppare alla
2-63: un tal mondo si riduce ad una ciurmaglia di temerari, discoli, scapestrati
insieme col ghiaccio, gli ingredienti di una bibita alcolica, scuotendolo con le mani.
{ sbattiménto). ant. trattare una raffigurazione pittorica a chiaroscuro distribuendo le ombre
quelle radere il bianco e poi avere una tinta d'acquerello scuretto molto acquidoso e
un angelo mezzo sbattimentato, che tiene una mitra episcopale di straordinaria compitezza. baldinucci,
modo da dare rilievo alle forme di una rappresentazione pittorica (la luce).
porta, entrar vidi nella mia stanza una donna di forme orribili. guerrazzi, n-ii-25
dura sorte incontrarono due altre navi: una, dopo molto sbattimento, si aperse
evento infelice, avverso, che capovolge una situazione precedente; disgrazia, avversità.
dall'immagine di un oggetto o di una figura sui piani principali della composizione di
di un dipinto; ombra proiettata da una o più figure su altre figure vicine
, si posa, come per prodigio, una colomba argentea, tanto è luminosa.
... spandeano nell'ambiente aere una fosca luce vermiglia, che tutta diffondeasi fra
, che colpisce in par- tic. una zona in ombra. redi, 16-iii-380
mento di luce, per l'apertura d'una porta lamentevole, rischiarava due froge color
316: uno sbattimento di fiamma viva illuminò una parete della palazzina. govoni, 330
e letter. sbattimento al vento di una bandiera, di una tenda (e il
al vento di una bandiera, di una tenda (e il rumore che ne
. -colpo con cui si chiude una porta (e il rumore che ne
ombre. 4. detrazione di una determinata somma da un totale. -
da un motorino elettrico, provvisto di una o più fruste per sbattere, amalgamare o
. 2. chiusura energica di una porta (e il rumore che ne
2. tr. mescolare, agitandola, una sostanza per ammorbidirla. buzzi,
lo più ritmico con cui si batte una parte del corpo contro un'altra.
in fretta, gli diamo un saluto con una sbattuta della sola testa molto stravagante,
le toglie di su 'l dorso con una sbattuta di coda, senza scomporre la maestà
. boni, 350: ricordatevi di dare una piccola sbattuta alle uova per impedire che
credo che ci farebbe molto buon sangue una buona sbattuta », leggeva ad esempio.
per lo più, a letto: una mano pronta a girar pagina, e l'
i fogli, cercava di dar loro una sbattutina, ma appena appena. =
massaia, xi-19: noi eravamo sotto una tenda di tela indigena pesantissima, e
-chiuso con un colpo energico (una porta). piovene, 14-35:
portone / sbattuto, alle tue spalle ora una voce / ben più dura ha la
falso degli occhi, non è che una cialda di straziate farine, una meschinità
che una cialda di straziate farine, una meschinità di pane sbattuto. -per
di qua e di là, sbattuto da una città all'altra. -gettato via
strumenti adatti, in modo da assumere una certa consistenza o da amalgamarsi con altre
, con dame nella mattina a buon'ora una bevuta di cinque once insieme con un
d'annunzio, iv-1-734: rimango come una vescica mezzo vuota che ad ogni movimento
ad ogni movimento del liquido sbattuto prenda una diversa deformità. arbasino, 11-126: «
dimoni per opera de'quali avvenne che una donna sbattuta di molte fatiche, finalmente
rivolte de'loro stati, amavano di metter una volta fine agli incommodi che provano i
di affaticamento o di salute precaria (una persona, il volto). manzoni
un'impressione di bellezza, ma d'una bellezza sbattuta, sfiorita e, direi
, pallidi, sudici e sbattuti dei viaggiatori una tetra ambascia, un fastidio opprimente,
sbattuto e abbacinato di marherita lampeggiò d'una gioia speranzosa. de pisis, 3-236:
poeti, ritrovi, senza nessuna meraviglia, una sbavacchiatura di sensazioni passe e trapasse,
tipogr. difetto di stampa costituito da una leggera sbavatura intorno alle lettere. =
. ant. e letter. liberare una persona dal bavaglio che le impedisce di
mal trattati. nievo, 1-597: sentii una mano onnipotente sbavagliarmi la bocca, e
di essere turbinato traverso spazi umidi d'una rugiada di sangue e di lagrime.
sbavagliato2, agg. region. che ha una macchia 6. per estens.
d'un guardo. giuliani, ii-94: una notte viene da me tutto sbattuto e
vi-160: parla di lui come d'una creatura sbattuta a cui la estrema sensibilità
sempre troppo vibrante impediva il coagularsi d'una volontà che la contenesse e fermasse.
corrotti. -mostrato con enfasi in una rappresentazione teatrale (nell'espressione sbattuto in
e. cecchi, cxxi-ii-207: io seguito una vita oziosa e sbattuta nello stesso tempo
saliva dalla bocca (per indicare spregiativamente una persona anziana). papini
, 3-ii-109: come chi pensa in una caccia festiva far ismacchiare aa opachi cespugli
2. per simil. colare su una superficie lasciando una scia di umidità (
simil. colare su una superficie lasciando una scia di umidità (una goccia d'acqua
superficie lasciando una scia di umidità (una goccia d'acqua). capuana,
qualcosa. fenoglio, 4-352: una pallottola gli aveva trapassato un polpaccio ed
marina. -diffondersi, allargarsi su una superficie e nello spazio circostante (una
una superficie e nello spazio circostante (una luce, anche in una rappresentazione pittorica
spazio circostante (una luce, anche in una rappresentazione pittorica). covoni,
sulle nuvole plumbee. -penetrare debolmente da una fessura (un suono, una voce
da una fessura (un suono, una voce). bernari, 4-266:
. 3. espandersi oltre una determinata figura o contorno prestabilito.
20-30: mi sembra che questo libro sia una bellissima prova, con un linguaggio che
di questo e di quello. -provare una passione o un desiderio molto forte (
8. per simil. mandare una luce debole, fioca. montano,
inferno. 9. illuminare uniformemente una superficie. onofri, 15-176: dal
, 5-39: le schede erano stampate su una carta ordinaria,... sbavata
oggetto ottenuto con uno stampo o con una fusione). inventari di bicchierai
addosso un'occhiata vischiosa, attaccaticcia come una sbavatura di lumaca. c. e.
dalle labbra tumide e aperte gli colava una sbavatura di saliva. 2.
); escrescenza che altera la politezza di una statua, di un marmo.
carena, 1-99: 'pietra': è appunto una lastra di pietra da arrotino,
di pietra da arrotino, sur una delle cui facce, come su di una
una delle cui facce, come su di una lima, si fregano i caratteri per
azzurre dello zolfo dato alla vite che una volta rampicava di fianco alla porta.
brevi intervalli uguali butta un boato e una sbavatura di lava incandescente e pigra.
e pigra. -avanzo di una bevanda schiumosa. arpino, 19-176:
per stampaggio, in modo da ottenere una perfetta uniformità dei margini.
che scriva, le diremo sbavazzatile da una donna che fili. = nome d'
con valore iron., per indicare una dimostrazione d'affetto falsa, ipocrita).
dicono sbecarato e special- mente sbecarata di una donna che ha la pura camicia e
forma di lira. -che presenta una o più scheggiature (un mobile).
anche il bordo, pure lastronato e alto una decina di centimetri nel quale sono inclusi
sbefanare, tr. tose. beffeggiare una donna di aspetto sgradevole e male in
nieri, 3-182: 'sbefanare': dare a una donna il titolo di befana. eufemismo
aspetto sgradevole, sciatto e disordinato (una donna). nieri, 3-182
, colle gonnelle mezze sciolte e pendenti da una parte, tutta scarduffata come una befana
da una parte, tutta scarduffata come una befana. sbèffa, sf.
suo esercito e vestito per isbeffa con una veste bianca. tommaseo [s. v
. v.]: 'fare una sbeffa, accogliere con sbeffe': sarebbe oggidì
f. bertini, 1-118: che una tal frase sia del passavanti che è uno
di pane, sbeffato e deriso ed in una continua uccellaia vedevami. papini, ii-879
amicis, xii-329: feci la scoperta d'una nuova famiglia d'originali: gli sbeffatori
che schernisce, deride, dileggia (una persona); che ha intento di
n'andò via. cassieri, 1-201: una sbeffeggiante guardia di frontiera che rovista nel
sbellicatìssimo). fragoroso, smodato (una risata). l.
, v-217: io ho sempre all'ordine una sbellica- tissima risata, e questa è
sbèndo). liberare qualcuno (o una parte del corpo) delle bende che fasciano
) delle bende che fasciano e proteggono una ferita o una piaga o gli occhi dalle
che fasciano e proteggono una ferita o una piaga o gli occhi dalle fasce
dinnanzi a me in tutti i sensi una fiamma, per misurare il campo visivo.
occhi della mente a qualcuno: rivelargli una verità, fargli vedere le cose come
per arma uno campo bianco, con una sbenna d'oro in mezzo con tre
sbennato, agg. ant. ornato da una banda tra sversale (uno
mio illustre avversario. il guerrazzi era una sbercia, tanto sbercia da toccarne da
della serva. soffici, i-87: una massaia che dall'aia ci aveva scoperti si
-tr. introduce il discorso diretto o una prop. dichiarativa. p.
pazzo, smettete: ha picchiato dianzi una donna che voleva sapere di giovannino dalle
pananti, i-402: « o sberci d'una capra, o voci d'orco,
ogni sbergo di qualcosa: per indicare una diffusa predilizione. sacchetti, 259:
laberinto. -non valere sbergo contro una donna: non avere alcuna difesa contro
avere alcuna difesa contro il fascino di una donna. domenico da prato, lxxxviii-i-524
in questo preciso momento madama gli appioppò una sberla così sonora che la si udì
quella sberla che sa dare lui che una si sente scoppiare la feccia e slam
per lui, antonio, -cicatrice provocata da una malattia della quelle erano altrettante sberle?
d'av- per simil. taglio in una stoffa, nel cuoio. venimenti,
, napoleone, gl'inglesi, -schizzo di una sostanza su una superficie, su 1
gl'inglesi, -schizzo di una sostanza su una superficie, su 1 sionisti: le
tessuto si mescolavano 12: nonostante una sberla da 25 metri di parlanti sul
, di etimo incerto: l'ipotesi di una derivazione dal genov. (s)
punto di vista semantico; possibile invece una connessione con sberleffo, che in origine
un epi- tafio, uno epigrama, una desperazion, con un sberlar de occhi
sbirciare-, le forme lomb. presuppongono una probabile contaminazione con luciare; v. sberluccicajre
sberlèffa, sf. cicatrice lasciata da una ferita rimarginatasi non perfettamente; sfregio.
si vide da un finestrolo da lato sporgere una testa nera e barbosa, con due
uno sberleffe sulla faccia che gli taglia una guancia in due. oriani, x-20-231:
. gozzi, 1-759: era caduta sopra una poltrona con gli effetti isterici:.
derisione aperta e palese nei confronti di una persona o di un'idea, di una
una persona o di un'idea, di una credenza. - anche: offesa,
successo al nano di vedere che il direttore una volta raccogliesse come medaglia una sberluccicante testa
il direttore una volta raccogliesse come medaglia una sberluccicante testa d'aringa vomitata dal balenottere
region. luccicare, brillare, riflettere una luce, un bagliore; sfavillare.
4-13: « peccato », disse, una volta che il grande re dello spazio
re dello spazio per strafare davanti a una ballerina di nuova dotazione aveva alzato il
cotrone ti mandava a chiedere per modello una sbèmia. 2. per simil
gualdrappa. marino, xii-511: cavalcava una mula secca ed alta, di gambe
di misura, simile alla giraffa, con una valdrap- paccia di corame tempestata di fango
che non gli arrivano al culo a una spanna. = comp. dal
nella pancia, mal ricucito, di una vecchia ferita. = voce di probabile
protuberanze che alterano l'uniformità di una superficie. magalotti, 7-171:
sberrettarlo / a posta mia con l'una e l'altra mano. a. galiini
quella tua bella riverenza alla napolitana con una sbarettata a la spagnuola. sansovino,
? e che non rispondono con riputazione a una sbiettata discosto un miglio? g.
che fa chi ha corso, dice con una sberrettatina: « che comanda vostra signoria
deridere con sarcasmo e con disprezzo una persona o un concetto, un'idea
suo profitto, / può prepararsi a una rovina certa; / vuol vendere il suo
sberta. tommaseo, 2-ii-288: singolare una canzone non vernacola del prete casanova,
! », gli gridò dietro, come una salva,... un branco
($bertéggio). letter. schernire una persona; prendere in giro, mettere alla
gobbo. fanfani, i-160: 'sbertucciare una persona'suol dirsi per bistrattarla, scoprendogli
canterellando si mise a cullare sulle ginocchia una bella bambocciona grassa e fresca come una
una bella bambocciona grassa e fresca come una rosa, la quale sbertucciandosi lo scuffiotto
suoi strilli alle grida dei giocatori formando una casa del diavolo da sgomentare un
loro contatto la faceva delirare, e una volta costretta a maneggiarli li aveva gualciti,
. e. cecchi, 5-90: una campanella disperatamente squilla all'ingresso; sbertucciati
lati della porta. palazzeschi, 9-88: una sola valigia abbandonata o dimenticata nel mezzo
-per estens. sfigurato da una malattia o da un rovello interiore.
: aveva lunghi capelli gialli stopposi e una tonda faccia bianca, già un po'sbertucciata
di dileggio e sbèrtulo... in una situazione che non capiscono più.
, di scegliere le loro virtù, in una parola di educarsi e rifarsi l'anima
). ant. rendere più civile una persona rozza d'animo o di costumi (
, v-176: l'idea di gesù è una sola, questa sola: trasformare gli
cata la testa fuori e aguzzando una bellissima sbettola, disse: «
esso lui durare a tavola sbevacciando una notte e due giorni in
, tu, vile, sei debitore d'una cosa vile, e se ti diletti
. ant. pungente, offensivo (una parola, un discorso). buonarroti
, denti fracidi. lauro, 2-136: una fama di piombo posta sopra un
, 20-103: è pur bello a vedere una che, non potendo più appiattare sotto
di piccioli, che n'ho pengno una gonnella isbiadata e una guamaca bruna.
n'ho pengno una gonnella isbiadata e una guamaca bruna. sacchetti, 02-10
penna in testa. foscolo, ix-1-552: una linea d'inchiostro sbiadato traversa tutte le
78: molto ha da guardarsi una giovine di non vestir di molti colori,
stanco, sciupato (l'aspetto di una persona). tornielli, 1-123:
bresciani, 6-x-301: la virginia usciva in una gran carrozza... con un
con un vecchio auriga in parrucca, sopra una seg- giolaccia a conopeo d'uno sbiadato
, sbiadisci). assumere un colore o una tonalità più smorta o più pallida (
fanzini, ii-557: la luna sbiadiva come una vela in alto mare. tozzi,
veramente andar lenti al passo senza più una parola mentre l'ultimo sole sbiadiva sopra
per questo, perché un marito e una moglie disimparano a parlarsi? calvino,
4. perdere vivacità, irruenza (una persona). moretti, i-213:
è ancora il suo letticciuolo di legno e una coltre di color giallo sbiadito. carducci
cupola ricamata a colori sbiaditi, d'una squisitezza estrema. montale, 1-102: di
». fenoglio, 5-i-453: pareva una bella e più giovane copia del sergente
offuscato, adombrato (il sole, una luce). carducci, iii-24-417:
sbiaditi. c. levi, 6-31: una lampadina, sporca di antichi nerumi di
sporca di antichi nerumi di mosche, mandava una sbiadita luce giallastra. -velato di
spazzola dell'acquazzone ha dato alla lesta una ripulita al paesaggio, lavato la faccia
, appena percettibile (un'immagine, una sensazione). l. gualdo
e la ragione; e ne rimane soltanto una traccia sbiadita in qualche ubbia provinciale.
. 5. che manca di una spiccata personalità, mediocre (una persona
di una spiccata personalità, mediocre (una persona). moretti, ii-470:
-inespressivo, apatico (l'aspetto di una persona). fogazzaro, 12-x-247:
costante. papmi, i-919: aveva costui una faccia sbiadita di cameriere smesso.
si prestò, ma senza brio e con una maniera così sbiadita di raccontare che davvero
con valore aggetti): secondario (una strada). - anche in espressioni figur
poterono per niun conto fuggire di dare una botta di sbiagio negli scogli del detto
i-498: le sale di lavoro si sbiancano una volta all'anno, ed anche di
6-154: tolto il bolero, rimase in una veste di cotonina a fiori rossi,
fu sole, / ero il trillo d'una fonte / che nel verde delle
un certo modo sbiancato -illuminare di una luce pallida e tenue. e tenero
tinteggiato di bianco. e temibile come una pioggerella che levasse gli splendori fenoglio, 5-iii-318
calce, asciutto l'apparecchio scenico in una intirizzita sfilata di legni. e arioso.
bacchetti, 1-ii-602: usciva dalla pentola una fragranza scolato col verde. della
oltremare. pirandello, -risplendere di una luce tenue, pallida o ap7- 87
come le golpe, barbuto becco sbiancato una 7. impallidire all'improvviso per
uno sforzo; divenire cereo per una malattia o durante l'agonia.
x. cereo, esangue per effetto di una malattia, della stanchezza o per la
come la cera. borgese, 1-60: una volta, vedendo eugenia più sbiancata del
padre mi fermò dicendo se gli vendevo una coppia d'uova. risposi di no;
l'ultime,... con una gravità inattesa nei visini sbiancati dall'apprensione
la faccia sbiancata, impaurita, da una parte e dall'altra. bigiaretti, 10-
). 5. che risplende di una luce fioca (la luna, il
bacchelli, 12-262: cratoforfex mise fuori una voce, 9. assumere un
le foglie sul ramo vibrare, / a una a una le stelle mancare,
sul ramo vibrare, / a una a una le stelle mancare, sbiancata,
, 6-106: calogero uscendo la zittì con una sbian6. illuminato da una luce nitida
zittì con una sbian6. illuminato da una luce nitida e intensa, il cui
intensa dell'estate. -dotato di una luminosità particolarmente vi vace ed
elettrica si ottiene mediante la elettrolisi di una soluzione di cloruro di magnesio. 3
lauro, 2-89: si trova una certa pietra detta nuse, che è
molti. et sono di due generi: una sbiancheggiante, come se fusse mescolato latte
biancastro. -in partic.: assumere una tonalità chiara e pura grazie a
tonalità chiara e pura grazie a una pulitura ottenuta con una reazione chimica.
grazie a una pulitura ottenuta con una reazione chimica. g. a
r. longhi, 106: nel complesso una gamma di mira ascendente, quasi a
vapori della guazza e lo scuro delle macchie una casa solitaria sbianchiva e fumava nella sera
difficoltà a sostenere un carattere sopra di una locanda? -verranno i nostri compagni, e
di vanità predominati, intenderà la felicità di una vita oscura e conforme alle leggi.
sbiàncichi). ant. apparire una luce pallida, smorta. commedia
, la malattia (l'aspetto di una persona, il viso).
.]. strascicato, quasi inarticolato (una voce). sbicchia, sf
scamatino e sbiavato. becelli, 1-262: una veste ancor sbicchierata, sf. allegra bevuta
altro, come per -slavato. una gita campestre. faldella, 13-239
faldella, 13-239: c'è una donzella bianchissima, dalla = comp
imboccava il manzo, che è una spezie di epopea pedestre e sbiavata,
chia, sbiecando la bocca e dandogli una sguerciata. 2. valutare tallineamento
. v.]: 'sbiecare': traguardare una riga, un jiano, per veder
egli è diritto, o se combacia con una inea data. 3
3. tagliare un angolo con una linea obliqua. milizia, v-64:
che ha perduto vigore, infiacchito. una direzione obliqua, non essere diritto o alli
il di lei occhio mancino sbircia ad una stella gemmata che le sta al posto
malamente, aggrappandosi alla colonnina come a una còrda di salvamento, col cappello sbiecato e
senza sbiecature, niente giova il taglio in una o in un'altra stagione.
; che ha un andamento tortuoso (una via); che colpisce una superficie con
(una via); che colpisce una superficie con una certa inclinazione (il
via); che colpisce una superficie con una certa inclinazione (il raggio del sole
sbilenco (un arto o il fisico di una persona). fagiuoli, x-41
2. che ha l'angolo tagliato con una linea obliqua. temanza, 442:
. levi, 2-107: aveva negli occhi una luce sbieca e mobile, come quella
4. sm. tessuto tagliato secondo una linea obliqua rispetto al filo dritto in
dell'artiglieria in modo da colpire secondo una linea obliqua il bersaglio. pisacane
aria di sfida il fratello. -con una certa inclinazione rispetto a un piano;
sole filtrando tra i rami incontrasse di sbieco una foglia, perché si scomponesse in tutti
cariatide. moravia, 21-17: viola, una volta finito di vestirsi, si è
/ lassù lassù.. ma ecco una ventata / di sbieco. -lanciato
dice, « vuol favorire a prendere una tazza di cioccolato? così faremo conoscenza
ogni idea, sottoposta al dazio di una paura retrospettiva, fu presa di sbieco
, le si tagliarono le unghie, diventò una cosa da museo. =
, intr. (sbièllo). rompere una o più bielle a causa di un'
. intr. procedere di sbieco, seguire una direzione o una traiettoria obliqua.
di sbieco, seguire una direzione o una traiettoria obliqua. bresciani, 4-i-iv:
per isbieco, che la sua è una coscienza di sbièscio. -di striscio
, i-114: arcone volendo rimediar, rilevò una ar- cabusata di sbiesso in una gamba
rilevò una ar- cabusata di sbiesso in una gamba. = comp. dal pref
3. intr. prendere una storta. fanfani, i-161: 'sbiettare'
pollaio / la cauta volpe, sfrombolo una pina / fra le sue gambe, e
, e sbietta la meschina / con una zampa in su, gannendo a guaio.
sbiettatura, sf. impronta lasciata da una bietta nel materiale in cui è stata
. verifica dei biglietti all'ingresso di una sala pubblica (cinema o teatro)
), sm. turbamento provocato da una situazione di pericolo nuovo o impensato o da
tanto che mi faceano parere de fore una vista di terribile sbigottimento. cavalca, 20-361
vedere legati a decine in mezzo ad una piazza i malfattori e gl'innocenti, e
sbigottimento lagrimavo. moravia, 12-365: una sofferenza informe, tutta mescolata di odio
interrotto un colloquio d'amore, o una seduta cospirativa?.. » «
assol. intelligenza, 109: una cosa v'è pinta e formata, /
, / che sbigottì i romani: una matrona / ch'andava in aria scinta
bestemmie da sbigottire. -atterrire con una minaccia, con una dimostrazione di forza
-atterrire con una minaccia, con una dimostrazione di forza e di potenza ostile
fermò per un gran pezzo davanti a una stazionuccia di passaggio. non s'udiva
spontaneo di sincero pudore, che sbigottisce in una sacerdotessa di tal fatta.
di fronte a un nemico, a una situazione di pericolo, a una minaccia
, a una situazione di pericolo, a una minaccia alla propria incolumità. cantilena
fronte a uno spettacolo inconsueto o a una situazione imprevista a cui non si sa reagire
da lei... e andòne in una foresta. dante, inf, 8-122
nella calca delle esistenze, nulla più d'una delle tante di cui l'orecchio sbigottisce
di fronte a un pericolo o a una minaccia; annichilito dalla paura. giamboni
a causa di un insuccesso o per una fatica o un'opera che si ritiene eccessiva
trovandosi nella città due sette, l'una di siila molto potente e l'altra di
che domandarle, stimando che la fosse una pazza. manzoni, pr. sp
intorno alle tempie e giù sulla fronte, una barbetta grigia e rognosa, l'occhio
, qui al contrario altro non è che una stupidità d'animi sbigottiti che godono del
brio a un oggetto o a una persona. stuparich, l-33:
quel leggero guscio. fenoglio, 5-i-519: una fucilata lo colpì, sbilanciandolo.
2. figur. ridurre la lucidità di una persona, compromettendone l'equilibrio interiore;
. militari, intervenendo in favore di una delle due parti. siri, 1-v-484
in via montefiore. -inclinarsi pericolosamente da una parte. montale, 1-123: aggotti
essendosi spostato troppo decisamente all'attacco (una squadra). 6. spendere oltre
o del percorso difficoltoso; squilibrato per una posizione difficile da mantenere, che può
difficile da mantenere, che può provocare una caduta. g. gozzi,
, il secondo cimiero dei nicolotti vacillò una volta e scompose gli sforzanti; e
momento di esitazione. -inclinato da una parte. sbarbaro, 5-118: una
una parte. sbarbaro, 5-118: una vettura di piazza; con dentro il
dalla cesta ricolma di lenzuoli strizzati: una donna-uomo più dura e salda che non
sguarnita la propria area di difesa (una squadra, nel gioco del calcio).
, 16-iv-1992], 29: al 33'una sua veronica con la difesa sbilanciata mette
visitarli. 5. compromesso da una condotta poco prudente o da discorsi avventati
passivo in un bilancio, caratterizzata da una forte divaricazione fra l'incremento delle uscite
affrettasse a convertire ogni nuovo guadagno in una nuova spesa. -per estens. forte
squilibrio fra due elementi; mancanza di una corretta distribuzione o propor- zione delle parti
fra valore reale e valutazione ufficiale di una merce. paoletti, 2-5: ne'
un anno all'altro, ma da una stagione, da un mese, da una
una stagione, da un mese, da una settimana e fin da un giorno all'
tariffa. -alterazione del valore di una moneta, sbalzo delle quotazioni sul mercato
specialmente ai derrate, se ne converta una parte commutata addirittura con il metallo forastiero
, sf. squilibrio nella struttura di una squadra ai calcio. g.
baldini, 14-141: mi guidò per una salita: difficile perché nella terra smossa
particella pronom. sbilanciarsi, squilibrarsi da una parte. e. cecchi, 13-573
. storto, inclinato, pendente da una parte; non perfettamente orizzontale o verticale
, a filo dello stipite sinistro, una sbilenca seggiolina impagliata. -collocato in
sanguigne vi battono a lenti colpi e se una luna calante, tragica e sbilenca,
, roggia e sinistra, è come una vela caduta a una bonaccia improvvisa.
, è come una vela caduta a una bonaccia improvvisa. -con valore awerb
5-139: un'arancia piccina e asprigna, una meluccia sbilenca, poche castagne rachitiche.
la schiena curva; che ha abitualmente una posizione in cui le spalle non sono
saraceno. tecchi, 13-126: portava una buffa cuffietta in testa che per metà
era cappellino e per metà cuffia, e una mantiglia sbiadita su due spalle un poco
con l'ansia di chi ha fatto una lunga corsa per vie solitarie e sconosciute
sbìlichi). uscire dall'asse (una ruota). baretti, 6-280
fu modo di passarla netta, ché una d'esse ruote sbilicò e rovinò giù
l'equilibrio. pinati, 10-16: una formica..., entrata nello spiazzo
un poco, e giunta sull'orlo d'una di quelle buche, sbilicò e vi
. figur. poco verosimile, confuso (una notizia). e. cecchi,
cena, due ragazzotti, seduti su una panca, partecipavano alla conversazione con notizie
: sbiluciò un pezzo e gli parve una certa cosa. viani, 19-638: sbilurciava
carducci, ii-9-149: del resto è proprio una buona donna,... è
, e minaccia di finir tisica come una sua sorella. = acer,
ant. uscire dalla posizione occupata in una struttura (una trave). -
dalla posizione occupata in una struttura (una trave). - anche sostant.
trincea e là esausto s'abbondonava sopra una poltrona sconquassata, spalancava una carta e
abbondonava sopra una poltrona sconquassata, spalancava una carta e allo scoperto si dava a sbroccolare
, 1-v-1981], 80: su una duna prospiciente la colonia c'è un
agg. tose. rachitico, deforme (una persona). de amicis,
pirandello, 10-42: il vescovo rartanna aveva una nipote sbiobba nel monastero di sant'anna
pirandello, 6-669: quello sbiobbo là pare una burla, uno scherzo compatibile sì e
pensate che di quelle tre educande non una delle aue belle, ma la terza,
linati, 25-84: egli mi affidò ad una vecchierella sbiobbina che...
l'oliveto, grigio- argento, una nuvola che sbiocca a mezza costa.
). ant. separare in bioccoli una massa di lana prima della filatura.
la calata. 2. rendere una persona maliziosa e scaltra. nieri,
alfieri, 12-315: sol mi resta una cosa, or, di sbirbarmela /
giusti, 4-ii-680: adesso il conte fa una bella vita: / se la sbirba
sbirbarsela novellando? -cavarsela in una situazione con poco sforzo. bechi,
padron vostro sbiercia molto e molto / una fanciulla ciré passata. calzabigi, 55:
alvaro, 17-134: ripassava davanti a una porta, e dittandovi dietro un'occhiata
le scale deserte. -in relazione con una prop. subord. fenoglio, 1-i-1760
a sbirciare d'intorno / per vederti una volta, vezzo mio. fucini,
voltarsi. - anche in relazione con una prop. subord. verga, 8-148
(in partic. nell'espressione dare una sbirciata). de amicis,
de amicis, xii-294: data una sbirciata a me e una al giornale
xii-294: data una sbirciata a me e una al giornale, si restrinse..
foggia. dessi, 9-98: diede una sbirciata per assicurarsi che non ci fossero
.., li aveva visti da una sbirciatina attraverso il cristallo. fogazzaro,
davanti a uno specchio senza dare almeno una sbirciatina alla propria seducente immagine. graf
mi fermai su due piedi: / una sbirciatina le diedi, / e poi le
imboccatura di questa strada volle anche dare una sbirciatina alla pasticceria elegante, la sola
esercitare un rigido e costante controllo su una situazione o su un'attività. cantò
un'autorità (e il termine ha una connotazione marcata- mente spreg., soprattutto
tenere in rispetto i tristi che non fossero una folla. baldasseroni, 257: fu
che la sbirraglia borbonica venne a fare una perquisizione anche nella casa di lui,
, 85: si tira in casa propria una sbirraglia scatenata di diavoli a farvi il
mantice che si alza, vedete subito una sbirraglia di scintille che si risvegliano.
poltronerìa, 7 anzi il fracasso d'una moschettata, / fé spesso andare a
signor dandino vestito nuncialissimamente e accompagnato da una sudante quadriglia di pendocanti in sbirana.
usati dallo spirito santo e accompagnati con una diversissima comitiva... eccoli: 'nunc'
\ il 'nunc'è accompagnato da una piena di grazie; il 'tunc'è
grazie; il 'tunc'è fiancheggiato da una sbirreria di terrori. 2. attività
1-ii-39: da quella sbirresca comitiva sentì una voce ben conosciuta intimargli: « ferma là
in età moderna il termine ha assunto una connotazione sempre più marcatamente spreg.
. 5. agg. che attua una politica autoritaria e repressiva. carducci,
chiamò il montanelli, la quale formava una specie di carta a cui appartenevano intere
. ant. alleggerito, privato di una bisaccia, del bagaglio (una persona
di una bisaccia, del bagaglio (una persona). machiavelli, 1-iii-82
19-427: la bestia, tremante come una vergola, si spiaccicò sul pietrato, vi
nell'affondo improvviso. -procedere lungo una via tortuosa e piena di curve (
(un muro); serpeggiare (una strada). linati, 30-125:
mio recapito era in via dell'anguillara, una via che sbiscia tra il pozzo di
striato, solcato da linee ondulate (una superficie). govoni, 7-201:
2. pieno di curve, serpeggiante (una strada). govoni, 9-151:
strada). govoni, 9-151: una strada segreta / così sbisciata a bella
fanno in chiesa recitando orazioni. e una donna che stia tutto il giorno per
linati, 18-78: alla signorina mancava una rotella. già sempre in chiesa a sbisoriar
, e si picchiava il petto con una pietra. = voce di area sen
propria inventiva, in partic. in una creazione artistica. giovio, i-303
accettare pacificamente un fatto; sottomettersi a una realtà. brusoni, 8-100: bisogna
con un mondo di spiriti e con una generazione di concetti. -lasciar sfogare pienamente
, in uno stu dio, in una creazione artistica. tenca, 1-208
destra e a manca -anche in relazione con una prop. subord.
ostacolo. -in partic.: liberazione di una somma di denaro o di un bene
sbloccaggio attraverso i clearings indica la speranza in una liberazione delle somme congelate in conti non
della ristrutturazione urbanistica imponevano l'apertura di una nuova arteria per sbloccare il centro supercongestionato
artificiale. -figur. aiutare una persona che si è impappinata a riprendere
. liberare un bene, in partic. una somma di denaro, da un vincolo
. 4. figur. rendere una situazione, rimasta a lungo immutata,
« si limitano in questo momento a una sistematica dei nuclei, come venti anni
venti anni fa ci si limitava a una sistematica degli atomi. bisogna sbloccarli »
. con la particella pronom. uscire da una situazione di blocco o stallo, in
andare incontro a nuovi sviluppi, dopo una fase più o meno lunga di stasi
si è sbloccata, è precipitata verso una soluzione imprevista. arbasino, 12-79:
9. uscire dai limiti di una concezione, di una ben definita maniera
uscire dai limiti di una concezione, di una ben definita maniera di giudicare o interpretare
/ n-vi-1942], 3: abbiamo così una rarefazione vinicola dovuta non alla mancanza del
con cui si allentano i freni di una vettura. -anche: il rimettere a via
che vieta l'entrata di un treno in una sezione di blocco. 4.
un organo telefonico automatico al termine di una comunicazione. = deverb. da sbloccare
questi fece atto di versargli nella scodella una gran quantità del solito vinetto. « no
, la zuppa dei frati gli sembrava una delizia. tanto che i compagni vedendolo
fa il soldato come da ragazzi si fa una malattia... durante alcuni anni
sbobinare, tr. trascrivere il contenuto di una registrazione, per lo più di una
una registrazione, per lo più di una conferenza o di una lezione, da
per lo più di una conferenza o di una lezione, da un nastro magnetico.
agg. trascritto (il contenuto di una registrazione). r. conteduca
e pensa in quale cantina deve farsi una sbocalata nel dopo pranzo. =
contrario del fiume, fu portato a una bellissima e ricchissima città chiamata cemove. patrizi
agli assediati. 2. immissione di una strada in un'altra. serdonati,
, tanti sboccamenti di strade che entrano una nell'altra, che, a guisa di
. sbocco in un luogo per mezzo di una galleria o di un cunicolo.
fiotto di sangue emesso dalla bocca o da una ferita. salvini, 23-421:
. che si immette in un luogo (una strada). d'annunzio, 3-4
). d'annunzio, 3-4: una lunga striscia più luminosa fuggiva verso una
una lunga striscia più luminosa fuggiva verso una strada sboccante su l'argine del fiume.
equipaggi. 5. che presenta una larga attaccatura (una manica).
5. che presenta una larga attaccatura (una manica). e. cecchi
di vasti interessi morali e sociali e d'una ricerca delle cause dell'inquietudine contemporanea sboccante
cause dell'inquietudine contemporanea sboccante spesso in una trasfigurazione lirica della realtà umana.
], cii-i-549: passammo presso di una costa di odori, dalla quale alcuni rivi
al loro livello con un mar rotto e una furiosa corrente, e questa più irregolare
riva s'abbassa, mette capo ad una foce e forma il mincio, mutato nome
manderebbe un mulino. -scaricarsi (una fogna). soderini, i-219:
. imperato, 1-4-33: si fa una fomacetta con le sue narici che sbocchino nella
e dritti. 3. sgorgare (una sorgente, un fiotto d'acqua,
sorgente, un fiotto d'acqua, una corrente). fracastoro, i-290:
un monte vicino, colà onde scaturiva una fonte d'acqua chiarissima, ne attinse di
del nilo in autunno? -precipitare formando una cascata. benivieni, 116: giunti
sboccava detto fiumicello, virgilio chiese allo autore una corda che gli aveva cinta e,
] tutta insieme dall'alta cima d'una rupe, discostandosi sempre le sue inferiori
, l-i-290: si vedea sboccare nell'aria una gran quantità de vapori e di fiamme
immettersi in un luogo, mettere capo (una strada, una galleria).
, mettere capo (una strada, una galleria). machiavelli, 1-i-431:
, 483: da esso rivellino tirorono una trincierà che andava a sboccare nel fosso
la stazione. per raggiungerli bisogna scendere una scala. si parte, anche di giorno
'coupé'. le buie gallerie sboccano l'una nell'altra. cassola, 2-48: dopo
sua cameretta del seminterrato, che sboccava con una finestra al livello della strada?
al livello della strada? -aprirsi (una piazza). aretino, 10-52:
un luogo; sbucarvi dopo aver percorso una strettoia. ariosto, 1-iv-8: andiamo
chiuso egli era; / e messole una mano in su la bocca, / con
quel- l'altissima palma a ridosso a una casa gialla. 7. milit.
luogo difeso o all'in- temo di una fortificazione per mezzo di trincee o di
nuovo generale, i francesi sboccarono con una loro mina in una contramina che lavoravano quei
francesi sboccarono con una loro mina in una contramina che lavoravano quei di dentro,
cominciò a fabbricare due trincere, l'una per condursi al monte di santa catterina
cammino, ch'ei tenne, è una lunghissima gola tra 'monti, dove
je tocca stà accostato. -fare una sortita. muratori, 7-ii-125: il
guerrazzi, 1-871: dall'apertura sboccava una fiocinata di palle: allora i bersaglieri
chiusa. 10. sporgere (una protuberanza). brancati, ii-272:
cosa alcuna né ho voluto sbocare de una parolla cum vostro fratello. baldini, 14-
viveva selvatico, a sentirlo sboccare era una festa. -abbandonarsi a una risata fragorosa
era una festa. -abbandonarsi a una risata fragorosa. albertazzi, 181:
senza ». allora l'altro sboccò in una risata. 13. avere un
dinastia ma per i timori che ispira una repubblica che andrebbe a sboccare nel sovietismo
alla civiltà industriale e sbocca spesso in una rivoluzione là dove... questo passaggio
-condurre uno scavo, un canale o una trincea fino a un punto prefissato.
suoi schiavi e compagni fece un canale e una tagliata così profonda e così larga,
il sangue, e da esso ne trafila una porzione, detta sugo nervoso, all'
tutti gli stretti. -oltrepassare una strettoia. lotto del mazza, 1-23
far uscire, con un rapido movimento, una quantità limitata di liquido dal collo di
un recipiente, in partic. di una bottiglia di vino, per eliminare eventuali
? ». 2. fuoriuscita di una piccola porzione di liquido dal collo di
. sboccata2, sf. l'addentare una preda; morso. giuliani, i-205
giuliani, i-205: se gli ha dato una sboccata (alla lepre) e non
segneri, iii-1-260: se una vedova... parla sboccata- mente
.., è difficile il riputarla una tortorella scompagnata che pianga la perdita dolorosa
: la sboccatezza faceta non piaceva come una volta, e si richiedeva la 'lascivia',
chiamava e l'elogiava il marino, una sensualità sospirosa e deliquescente pur tra i
improvvisamente in un luogo, provenendo da una strettoia, da un luogo più angusto
sboccati nella fossa, sollecitavano di farvi una traversa con fascine e terra. g
mondiale. -che si è concretato in una rappresentazione artistica (un tema, un
campanile di giotto. y che presenta una o più rotture o scheggiature sull'imboccatura
senza beccuccio, pose innanzi all'ospite una ciotola sboccata e scomparve in cantina.
boccale sboccato. 6. che presenta una o più aperture a becco sull'orlo
più aperture a becco sull'orlo (una vasca). vasari, ii-718:
9. che è stato privato di una piccola parte del contenuto (un recipiente
raccorse. pulci, 12-42: cavalcava una alfana smisurata, / di pel morello e
cavallo, avendo un cervello indomito ed una natura sboccata fuor di modo inserta in loro
ogni freno: ribelle, ingovernabile (una popolazione). anonimo, lxxx-3 ~
, 15 (260): abbiamo laggiù una mano di scapestrati che, tra il
commentavano! nieri, 2-105: sarebbe una ricca miniera per coloro che si dilettano
sboccatolo, sm. ant. sbocco di una conduttura o di un corso d'
sboccare un recipiente, in partic. una bottiglia di vino, eliminandone con un
vino, eliminandone con un movimento energico una limitata quantità di liquido e di impurità
. -per estens.: stappamento di una bottiglia di vino. lippi,
naturale o artificiale (o anche di una trincea) in un altro o in
: questo canale, che passa dall'una all'altra bocca, è la sboccatura d'
ove egli vuole che sia ricoperta da una falda di terra, a uso di
, nere. -punto nel quale una valle termina aprendosi verso la pianura o
di gabelle e pedaggi. -sbocco di una strada. f. corsini, 2-670
sboccata. cagna, 3-251: una specie di pubblica berlina, piacevole per
iv-142: non parliamo delle sue lettere. una quintessenza di ringraziamenti e di complimenti
tutto il seicento e il settecento in una volta sola, e ne sboccettava quotidianamente
. privo della bocchetta di metallo (una serratura, un mobile).
sbocchet- tate, e sotto la finestra una tavola, su cui stavano spiegate in
, profumi capitosi, seni sboccianti sotto una profluvie di gioielli e gardenie e monocoli
fiore); aprirsi (un bocciolo, una gemma). marino, 1-6-109
per tutto. -fiorire (una pianta). - anche: germogliare.
-svilupparsi da un seme o da una gemma (un germoglio).
come fiori. -formarsi su una pianta (una galla). redi
. -formarsi su una pianta (una galla). redi, 16-iii-131:
la mosca nel tempo della primavera e facendo una piccolissima fessura ne'rami piu teneri della
-per simil. uscire dal bozzolo (una farfalla); schiudersi (un uovo
evento. -trarre origine, provenire da una data famiglia, da un determinato ambiente
, da un determinato ambiente, da una classe sociale, ecc. negri
mille rivolgimenti per un continuato tratto di una sola via sotterranea o per più vie
per più vie, ma unite in una, prima dell'uscita si sia ridotta a
maironi da ponte, 1-ii-15: dall'una pomeridiana o a quell'intorno incomincia a
sbucciò fuori da un viottolo di traverso una donna in una bellezza, in un portamento
un viottolo di traverso una donna in una bellezza, in un portamento e in una
una bellezza, in un portamento e in una acconciatura che non odorava punto di villa
e raggianti. pascoli, 586: una stella sbocciò nell'aria, / le risplendé
-accendersi, risplendere au'improwiso (una fiamma, una luce); illuminarsi
risplendere au'improwiso (una fiamma, una luce); illuminarsi d'un tratto (
legacci, apparire da abiti scollati (una parte del corpo, in partic.
lo più gradevole (un suono, una voce, un rumore). linati
e si espandeva intorno a me come una mistica, prodigiosa fioritura di suoni aerei.
materiale plastico o il marmo usato per una scultura). pascoli, 1318:
carnale. -completarsi nella forma (una costruzione). malaparte, ii-177:
in poche settimane, era sbocciata in una bellezza inattesa, che appariva davvero un
giungere a perfezione (un'istituzione, una nozione, una qualità etica, intellettuale
perfezione (un'istituzione, una nozione, una qualità etica, intellettuale o spirituale,
qualità etica, intellettuale o spirituale, una forma o un'opera d'arte,
opera d'arte, un movimento culturale, una moda); derivare, risultare da
moda); derivare, risultare da una processo creativo o conoscitivo, da un'
della sua vita fu capace d'abbozzare una commedia. de sanctis, 7-133: fra
il quarantotto... abbiam visto sbucciare una poesia ispirata da byron e dalla scuola
. stampa periodica milanese, i-448: una nuova grande industria sbuccia or ora in
. -rivelarsi in modo palese (una condizione). palazzeschi, i-195:
). poerio, 3-275: da una stella lontana e come ascosa / fra
gli splendori del notturno cielo / mi viene una pensosa / gioia, che sboccia come
12. tr. produrre frutti (una pianta). magalotti, 22-81:
. 13. iniziare a sviluppare una forma plastica (lo scultore).
suo monaco vercellese, gl'inizi di una epopea italiana. 13. prov
, creato. tesauro, 7-191: una pallade sbucciata apena dal cervel paterno.
moravia, 26-42: la vittima invece è una bianca, per giunta una bambina,
invece è una bianca, per giunta una bambina, dal corpo acerbo, dai seni
. 5. comparso improvvisamente (una persona). jovine, 5-424:
suolo. -apparso nel cielo per una schiarita (l'azzurro). borgese
guerrazzi, 9-ii-101: dovete convenire che tra una bella cortigiana sbucciata pur ora e la
cantata. cagna, iii-201: passa una schiera di giovinette, belle eleganti fì-
. -enunciazione o espressione inziale di una teoria, di un'ideologia.
3. figur. primo sviluppo di una florida giovinezza (nell'espressione aggetti di
meraviglia se riuscì ad innamorare di sé una giovane di molto sboccio. bonsanti,
.. ap pariva davvero una di quelle creature in sboccio su cui.
4. prima manifestazione palese di una personalità, di sentimenti latenti, di
mio. essa concepisce questo sentimento come una sublimazione dell'amicizia resa perfetta e totale
fluire di esse in abbondanza, come una piena s'incanala e s'adagia in
interiorità). bonsanti, 3-iii-352: una vita intima, intensa, fioriva ignorata
tr. (sboccinolo). togliere a una pianta un certo numero di boccioli.
, sf. sfoltimento dei boccioli di una pianta. = nome d'azione
terra. 2. l'immettersi di una strada in un'altra; il fare
aggett.): senza uscita (una strada). menzini, iii-51:
: cominciai a sentire lo scroscio d'una cascata d'acqua lontana. era il famoso
lontana. era il famoso sbocco d'una quantità di polle ricchissime. fenoglio, 5-ii-
con l'orecchio il primo shocco d'una nuova sorgente. 3. l'aprirsi
sorgente. 3. l'aprirsi di una valle in uno spazio più ampio o
o il punto nel quale s'immette in una pianura o in un'altra valle.
pratesi, 5-289: rimane allo sbocco d'una gola deserta, tra un forte sbarramento
-località balneare facilmente raggiungibile da una città. brignetti, 10-116: la
delle grandi città. -apertura di una baia verso il mare. monelli,
4. apertura verso l'esterno di una galleria, di una grotta. -di
l'esterno di una galleria, di una grotta. -di sbocco (con valore aggett
. savinio, 407: arrivarono in una sala senza sbocco, verdastra, subacquea
baldini, i-103: lì vicino era una grotta scavata per la riservetta, qualche passo
caproni, 150: è all'improvviso una brezza che apre, / allo sbocco
. gozzi, i-181: improvvisamente, una notte, de'sbocchi violenti di sangue dal
». -copiosa uscita di sangue da una ferita. capuana, 18-58: tu
-lo sbottare in uno sfogo, in una confessione. manzini, 8-127: in
. 7. il riversarsi di una massa di persone in un luogo,
, 19-i- 1986], 24: una disoccupazione di massa, soprattutto giovanile,
di risorse, che sarebbe potuto diventare una colonia di popolamento, uno sbocco d'emigrazione
9. fase conclusiva, epilogo di una vicenda. - in partic.:
partic.: sviluppo positivo, risoluzione di una situazione difficoltosa. -senza sbocco (con
dopo avere avvertito che il design tende ad una trasformazione radicale dei processi produttivi tanto dell'
rimane da chiedersi se esso rappresenti veramente una rivoluzione delle idee estetiche e dei relativi
figur. l'infuriare, l'imperversare di una guerra o di un combattimento. -anche
sboglientiscì). spegnere l'ardore di una passione o di un ideale. guerrazzi
2. intr. placarsi (una persona, un popolo). guerrazzi
, dove non gli agitino o una grande speranza od una grande disperazione
non gli agitino o una grande speranza od una grande disperazione. =
(sbolgétto). disus. esporre una questione, proferire un discorso, una
esporre una questione, proferire un discorso, una sentenza, talvolta facendo sfoggio di erudizione
so io, che sarebbon soverchie per empirne una magona. dossi, 3-105: pareva
. n. martelli, 88: una piccola lettera per vostra signoria trovai qui
, i-195: nella mente non accogliamo una vasta idea che si faccia sintesi e nobile
da desinare per noi di sopra in una camera, ed esso con il suo
domandategli... se con sola una voce si potrebbe rendere il 'putre
e territoriale di uno stato o di una regione. guerrazzi, 1-405: per
con quel che le resta, in una più vasta confederazione germanica. -sminuire
uomini, voglio dire, dotati d'una vera potenza poetica, si isolano sdegnosamente
o portare via a poco a poco una somma di denaro, un patrimonio.
loro di vita. -pregustare una gioia futura. govom, 1224:
futura. govom, 1224: era una voluttà sbocconcellare / in erba le domeniche
. sbeccato, scheggiato (un recipiente, una stoviglia). alfieri, xxxix-47:
di ven- tidue chiocciole che bollivano in una pentola sbocconcellata. d'annunzio, v-2-310
(un'opera muraria, un edificio, una statua). verga, i-379:
busto sbocconcellato d'un personaggio mediceo sopra una porta a capo di due o tre
. smembrato, diviso in piccole parti (una nazione, un territorio).
2. divisione in piccole parti di una nazione o di un territorio.
), ant. diffondere, propagare una voce, una notizia o una diceria.
. diffondere, propagare una voce, una notizia o una diceria. fagiuoli
propagare una voce, una notizia o una diceria. fagiuoli, 1-1-308:
non ha le boline ben tese (una vela, un'imbarcazione a vela).
. v.]: 'sbolinato': di una vela quadra non distesa bene al vento
. (sbóllo). guarire da una malattia che produce bolle e pustole.
. 2. produrre bolle (una sostanza). cinelli, 1-336:
, non suzzandolo l'argilla. era una vena. 3. figur.
tracciato iconografico orientale scoppia e sbolla in una violenza di passione che sembra portarci ancora
violenza di passione che sembra portarci ancora una volta a certi tratti di donatello o
sigilli a un documento ufficiale o a una lettera. c. gozzi,
valerio massimo volgar., i-648: una statua fece fare [annibaie] in
bollente, in modo tale da effettuare una prima cottura o da facilitare la sbucciatura
infuriare, raggiungere la massima intensità (una battaglia). guido delle colonne volgar
6. accendersi di un sentimento o di una passione vivi e intensissimi. simintendi
di intensità, il proprio culmine (una sommossa, una rivolta). m
il proprio culmine (una sommossa, una rivolta). m. villani,
perdere forza e vigore, venire meno (una sensazione, un sentimento, l'ira
mortificato. -ritornare normale o a una condizione di quiete (una situazione)
o a una condizione di quiete (una situazione). a. boito,
comitiva, commise rimprudenza di mischiarsi ad una brigata di giovani borghesi e di sbollire
stoi vivo e saporito è quello che in una delle tante liti investì il buon turghenief
il conferenziere era riuscito a ottenere dopo una fervida dichiarazione contro l'uso romanzesco dell'
: nel gergo furbesco, metter fuori una moneta. poi rifilare, appioppare. forse
da chi. 3. abbandonare una persona sgradita. moravia, 21-37:
ti ho adottata, sei figlia di una prostituta che non sapeva che farsene di te
. nu- mism. ant. marchiare una moneta col bolzone per metterla fuori corso
l'anno dinanzi. -coniare, battere una moneta. balducci pegolotti, i-iio:
2. colpire le mura di una città o di una fortificazione con un
colpire le mura di una città o di una fortificazione con un ariete. - per
tal modo che la sbumbardaro un dì et una nocte. aretino, 20-221: dicesi
andò in roca, e li fu fatta una bella girandola e molta sbumbardarìa.
figurassimo con due favolette di narciso et una storietta d'elena e dessimo una sbombardata
narciso et una storietta d'elena e dessimo una sbombardata negli orecchi di chi n'ode
poco de ansogne d'anatrella / et una pettolella aravogliata: / 'na cosa sbombocata
preda, faceva sbomicaré dai loro corpi una certa acrèdine d'aglio, ch'era come
, ii-51: quell'altro, gonfio come una botte, / sbonzola a tavola da
: il creparsi, l'aprirsi di una muraglia, effetto di grave cedimento e
un'opinione); venire meno (una disposizione d'animo). algarotti,
linati, 9-56: dietro costoro veniva una povera vec- china, tutta insecchita dagli
bugie et il mancar di parola sia una mercanzia che pur si pratica nel cielo
lasciare o mollare alquanto le scotte d'una vela, e dicesi ordinariamente delle basse
il fasciame che ricopre l'ossatura di una nave. guglielmotti, 782: 'sbordare'
l'orlo di un abito, di una tenda, di capi di biancheria.
. - per estens.: condurre una vita licenziosa. pasquinate romane, 825
. -come epiteto ingiurioso riferito a una donna. contile, ii-48: che
degradare le tradizioni artistiche e culturali di una città. carducci, ii-5-262:
se un povero diavolo... piglia una sbornia per le strade, tutti gli
egli se ne andava alla taverna, pigliava una sbornia, non rincasava per due giorni
accanto a quel viso vizzo, acceso da una punta di sbornia, incorniciato dai capelli
dai larghi piani fortemente connessi come in una testa di re pastore intagliata nel basalte
. monelli, 2-156: avevano preso una sbornia maiuscola che li faceva traballanti,
un ideale politico e civile o per una disciplina scientifica. dossi, ii-120:
crepitano, le teste si esaltano in una sbornia patriottica. papini, v-21:
nervoso, giallo e roco / con una sbornia di filosofia! bigiaretti, 11-105
pascià di patrasso, per via ai una millantata sbornia d'amore in un postribolo greco
numero degli abitanti che finisce col dare una leggera sbornia a chi si trova in mezzo
luminosa. baldini, 4-197: è una sbornia di luce elettrica nel cuore più
cantiniere, « e anche se dovessero prendere una sbomietta, con una dormita passa,
se dovessero prendere una sbomietta, con una dormita passa, e non compare neanche un
pea, 3-134: l'essersi mascherata una donna di quella età era già assai
fissare qualcuno. nieri, 142: una sera..., là dopo le
l'attenzione della gente, e poi infila una redola attraverso i campi. lo sborniò
può campare di niente; e allora è una continua sborniatura celeste. respiriamo aria
corrompersi con gli amici, mi pare una gran parte di sfogamento di cuore e
tumulto. boccalini, i-159: in una libertà, piena d'animi pregni di
sborraménto di fortuna: improvviso scatenamento di una tempesta. falconi, 1-17: acciò
. sanudo, liii-142: quando una fiumana è piena d'acqua, bisogna
scabbia, perché allora tumore viziato come una bollicola sborra fuori. 2.
paghi. 3. fiorire anzitempo (una pianta). tramater [s.
]: 'sborrare': il fiorire che fa una pianta contro tempo. 4
defluire l'acqua attraverso un argine o una chiusa. zonca, io: quei
, va dietro al forno / e sborra una cacata da facchino. 11
con scritti o con parole un sentimento, una preoccupazione, un tormento interiore rimasti a
questo loglio, / non generasse dentro una postema. -riferire fatti, discorsi o
iii-2-266: o licino..., una volta non eri tanto facile e corrivo
soddisfazione. 14. far fruttare una somma di denaro. ulloa [guevara
per l'avvenire, avendo veduto in una sola città sborrata fuori in un tratto
baldinucci, 9-xv-76: annessa alla casa è una capanna, presso alla quale son legate
vi si scuopre dentro [ai mulini] una architettura di base, di colonne,
un così picciol luogo si asconda e dispaia una così gran quantità di acqua.
2. figur. alleviamento di una condizione di disagio e difficoltà.
, agg. che può essere sborsato (una somma di denaro). de
re, oltre la toga al marito, una pensione per la sua famiglia di annui
. esborso, pagamento, versamento di una somma di denaro. aretino,
. ($òorso). versare una somma di denaro (o anche una certa
una somma di denaro (o anche una certa quantità equivalente di beni o di
preziosi) per ottenere un oggetto, una merce o un servizio, un'opera,
compiere un'opera di beneficenza, per pagare una tassa o una multa; spendere un
beneficenza, per pagare una tassa o una multa; spendere un determinato prezzo (
tasca); erogare un salario, una rendita, una dote. piovano arlotto
erogare un salario, una rendita, una dote. piovano arlotto, 134:
fissavano il prezzo, e ne sborsavano subito una parte a conto. pirandello, 8-43
viani, 19-574: siamo andati a mangiare una cena di pesce, capretto e arselle
tassa in faccia ai miei giudici. una multa spropositata. -sostant. mattio
che si può credere arà presto insieme una grossa banda di fanti. berni,
non basta: bisogna ch'egli abbi ancora una gran borsa e voglia sborzare. massaia
sborsare. -in partic.: pagare una somma richiesta come riscatto, taglia,
fratello? lancellotti, 3-381: in una antica e famosa guerra civile de'gracchi a
1-i-1586: suo padre aveva dovuto sborsare una bella somma ah'intermediario del colonnello medico.
mezzi di sostentamento (un lavoro, una professione). n. franco,
contropartita (consistente per lo più in una perdita, in una rinuncia, in un
per lo più in una perdita, in una rinuncia, in un sacrificio, nella
propri favori, le proprie grazie (una donna). canaldo, 25:
. speso, versato, pagato (una somma di denaro o una certa quantità
, pagato (una somma di denaro o una certa quantità di metalli preziosi);
corrisposto, erogato (un salario, una dote). f f
avete come uno poco di piacere di una notte fu quasi per roinare il mercante,
sborsazióne, sf. pagamento di una somma di denaro; corresponsione di un
per lo più in contanti, di una somma di denaro (o anche di un'
-essere in sborso: essere debitore di una determinata somma o per un certo impegno
. 2. figur. pagamento di una contropartita (consistente per lo più in
contropartita (consistente per lo più in una perdita, in una rinuncia, in
per lo più in una perdita, in una rinuncia, in un sacrificio, nel
rivedere de'conti della sua vita e con una generai confessione scontar tutti a uno sborso
un altro, fin a farsi una possessioncella. vico, 4-i-914: l'idra
per la regina del cielo si facesse una via, se non infiorata, almeno sboscata
pea, 7-29: le coglitore sbottarono in una risata. ma la ragazza ulivastra
e. gadda, 6-203: sbottò in una sorta di pianto soffocato. g.
cervelli. 2. battere una parte del corpo cadendo. tommaso di
s. v. sbottare]: 'fare una sbottata a uno', 'dargli una
una sbottata a uno', 'dargli una sbottata': affine a bottata. ma la
quel pelo.. », e qui una sbottata nuovamente di risa, che non
). versare il liquido contenuto in una bottiglia dopo averla stappata. -al
uno sbotto di risa dalle labbra come una piccola fuga di vapore. 3
sbottono). aprire un indumento o una parte, un accessorio, una calzatura
indumento o una parte, un accessorio, una calzatura, sfilando il bottone dall'occhiello
pilati, 1-79: alle porte di una città vi si sbottoneranno le brache per vedere
. deledda, ii-213: pietro sbottonò una specie di borsetta applicata alla sua cintura
alla sua cintura di cuoio e trasse una moneta di argento. soldati, 2-36
gli stivaletti. fenoglio, 3-174: con una zecca del pollice [milton] sbottonò
la casa. 2. aiutare una persona a liberarsi degli indumenti slacciandoglieli.
tornò il messo portava acqua tiepida e una salvietta, e si era già tutto
, un sentimento, un'opinione, una volontà, ecc...
, 4-416: e sbottonatevi dunque, una buona volta, sembrava voler intendere;
. 5. agric. privare una pianta dei boccioli e delle gemme deboli
foga. -anche in relaz. con una prqp. subord. tommaseo [s
. c. gozzi, ii-213: ad una mia furiosa necessità di orinare essendo fuori
e rotondo. fenoglio, 1-i-1404: da una finestra si staccò il sergente amleto scagliarmi
che fierezza di un sposo procurare che una moglie si vegga sbottonata nei tribunali e
(leiraprirsi con alcuno. 'l'è stata una sbottonatura. m'ha fatto una sbottonatura'
stata una sbottonatura. m'ha fatto una sbottonatura'. 3. agric.
asportazione dei boccioli e delle gemme di una pianta per favorire lo sviluppo e la maturazione
o 'sputare bottoni', ma eziando con una sola 'sbottoneggiare', cioè dire astutamente alcun
, sbozzacchisci). riprendersi da una condizione di sviluppo stentato, acquistando
, acquistando sanità e rigoglio (una pianta). tommaseo [s
tommaseo [s. v.]: una canzone popolare: 'fior di pesco,
in ogni taverna? michelangelo sta sbozzando una statua, raffaello dipinge un quadro,
al lavoro di un marmista che sbozzava una croce. -figur. far nascere
d'un pignone. -tracciare (una strada). linati, 9-77:
perfezionare; fissare i punti fondamentali di una questione, di un progetto.
o sbozzò, com'egli dice, una commedia. gentile, 3-47: giova qui
. -creare le strutture fondamentali di una lingua. torti, xix-4-883: pacuvio
cantoni, 537: tita sbozzò come una specie di sorriso tutto da una parte
come una specie di sorriso tutto da una parte. bettini, 1-274: impallidì,
topo] sembrava che fosse abbandonato in una rassegnata e sanguinosa impotenza; eppure le
sue parti posteriori sbozzavano il movimento d'una fuga. 6. ant.
. 6. ant. spuntare una pianta alle radici. paganino bonafè,
o, anche, plasmato nella creta in una prima e approssimativa forma.
: coperta così di quel ruvido velo pareva una statua sbozzata in creta, cui un
sveno, 2-427: quel gesso rappresentava una testa di donna dal profilo energico,
, soprattutto, stupendamente sbozzato come in una pietra scaramazza, intenerita appena dal trattamento
-sgrossato, squadrato grossolanamente; tagliato in una determinata forma. filarete, 1-i-160:
fa il muro posando e incastrando l'una nell'altra, senza calce, grosse
steso in forma imperfetta e provvisoria (una lezione, un documento, un romanzo,
per compiacere alla francia e non rallungare una sì buona opera venivano in risoluzione di
o in forma essenziale (un affare, una trattativa). tesauro, 2-247:
6-259: si arriva alla conclusione attraverso una serie di quadretti, sbozzati con abilità
. 4. che corrisponde a una determinata mentalità 0 a particolari esigenze.
genio di ottone. -che ha una corporatura o tratti somatici vigorosi o rozzi
-per estens. addetto a dare una prima forma a materiali che saranno poi
lessona, 2-215: ora è proprietario di una estesa fabbrica di lavori in ferro,
faldella, 9-215: eugenio stefano sbozzolò come una radiosa farfalla d'amore rivoluzionario.
per estens., portarne via indebitamente una quantità maggiore di quella dovuta).
/ sta sul grave, ma pare una gallozzola, / quando l'altrui danar chiappa
pezzi. fagiuoli, xiii-63: viene una cannonata, ell'è una zizzola!
xiii-63: viene una cannonata, ell'è una zizzola! / a cento a un
non tutti, almeno alcuni materiali ed una sbozzatura di lavoro a qualche valentuomo che
ciò che ci sottoponete, in cambio di una preliminare sbozzatura del soggetto o dei soggetti
prima dei trenta l'uomo non è che una sbozzatura e un'approssimazione: i sentimenti
il treno sbozzature del laminatoio passa da una produzione di 40 t a 80 t.
oref. operazione di sgrossatura effettuata su una pietra preziosa allo stato naturale. t
.. abbastanza riluce dallo sbozzo d'una figura ivi disegnata. giordani, ii-1-26
non ho ancora potuto gittar né pensare una linea; ma ben potrò poi
impetuoso e folto degli * sposi promessi'una facoltà appare nativa, incoercibile, inesauribile
fondo. -per estens. modello di una statua. carradori, v: tavola
nelle qualità, di ciò che sarà una persona. nievo, 96: la
96: la pisana era a quel tempo una fanciulletta; ma che altro sono mai
, traccia di un progetto, di una ricerca, di un accordo, ecc.
siri, 11-369: i deputati dell'una e l'altra parte, doppo lunghe
-insieme di princìpi ricavati rozzamente da una dottrina o di forme primitive di diritto.
uno sbozzo e un avanzo di dottrina cristiana una volta seminatavi. g. f.
fr. morelli, 108: ecco qui una satira contro le dame... è
è uno sbozzo fatto a sproposito, una bizzarria di spirito per divertire la facoltà
: mentre si vede in mano a bernardo una sì misera lineazione dell'eteme grandezze e
4. figur. prima manifestazione di una facoltà, di una qualità.
prima manifestazione di una facoltà, di una qualità. lubrano, 1-14: co'
5. materia trasformata da fenomeni fisici in una fase precedente a quella definitiva.
gevasi di volta in volta da una porzione dei molini sul po ed
-anche intr.: crescere fino a raggiungere una certa autonomia. p. petrocchi
, 113: guardo meglio e, con una di quelle improvvise strette al cuore,
atteggiamento scomposto e sguaiato (anche in una rappresentazione pittorica). gilio,
. sta a indicare che non si accetta una divisione di linguaggio privato e linguaggio pubblico
a configurare quasi tutta la televisione come una baracca di scempiaggini di futilità, di
, colà gitta il vestito, da una parte si sbraca e lascia i calzoni.
de'tuoi fedeli. -figur. usare una forma stilistica sciatta, poco raffinata.
nella fatica di questa povera gente discende una bellezza del panneggiare della quale soltanto giotto
francati, 4-201: pronta lì, come una stupida, a invecchiare, incanutire,
propri argomenti con un loro capo e una coda... e soprattutto assegnando
. -sbracarsi di piacere: provare una grande soddisfazione. g. gozzi,
, che nel penultimo verso ci sia una 'viola'bisillabo! sono licenze coteste da
ma unto, lurido, sbracato, con una chioma boscosa, la barba d'otto
, iv-2-975: era il gorgheggio d una di quelle antiche villanelle italiane che sembrano
soffici, v-2-235: il sindaco infuriato come una bestia, il ventre sbracato che gli
senza calzoni, il qual vocabolo per una minore indecenza noi in nostra lingua tradurremo
bisogna. redi, 16-v-209: è una dolce saporita, sbracata e tranquillaccia infingardaggine
con l'aiutante, a smoccolare da accendere una fiaccolata: moccoli a mazzetti, ogni
molto indecente. 4. improntato a una comicità spinta, volgare. oriani,
facilmente... che ci sia una larghezza non sbracata, ma temperata e conveniente
l'ultimo sospiro / sennon mi venne una voglia sbracata, / l'altro giorno,
). monti, iii-230: una fiera tosse e convulsione di petto..
lagrimazione di occhi,... finalmente una sbracatissima caccarella che appena mi ha lasciata
grande. siri, x-587: ricercavano una sbraccata fortuna accoppiata ad una sopra fina
: ricercavano una sbraccata fortuna accoppiata ad una sopra fina prudenza politica. -con
marchesa. tutti i giorni sbraccetta ora l'una, ora l'altra. giusti,
amicis, xiii- 196: 'sbraccettare'una signora per accompagnarla a spasso, dandole
gli sportelli delle vetture: si cacciò in una, da cui i compagni si sbracciavano
ci fu un gran sbracciarsi di saluti da una parte e dall'altra.
le braccia. faldella, 13-199: una damigella per divertire il bamboccio altrui fa
a destra, sporgendosi e sbracciando, una vecchia prese ad arringare. 4
sbracciavo in iscuse, diventando rosso come una bragia. soffici, v-5-596: si sbracciava
/ ci vuol un gran teatro e una gran parte. -pregare insistentemente e
che 'l ciel trovar gli faccia / una cosa che ha smarrita. 5
-sollevarsi in una burrasca. montale, 21-19: come
stanco d'ammirare il solito portento / d'una nazion fallita, / che la sciala
1-682: il municipio... detta una magnifica protesta nella quale egli sbraccia con
sgusciavano co'sacchetti, percotendoli su d'una coppa a sbracciate. 2. figur
agevolmente, ecc.). -anche in una rappresentazione pittorica. boccaccio,
e tirò il collo a più d'una gallina. salvadori, 282: scalza e
; senza maniche (un abito, una camicia, ecc.). cicognani
dimensione dell'altezza o della lunghezza di una gettata di terra di scavo effettuata manualmente
braccio snodabile di un dispositivo, di una macchina (come una gru, una
dispositivo, di una macchina (come una gru, una giraffa per riprese cinematografiche,
una macchina (come una gru, una giraffa per riprese cinematografiche, ecc.
dei ritorni di caccia. -liberare una fiaccola dai residui della combustione. e
, 11-44: l'altro [impugna] una paletta da caldani, / e con
, n-ii-159: dalle quali notizie sbalza fuori una considerazione che parci buona, ed è
otto per piatto bastaranno, ai quali darai una buona sbrasata nel fuoco.
suol dirsi vedendo che alcuno prospera in una impresa o fa grandi sbraciate, per
del guaio nascosto. -manifestazione esaperata di una passione. n. villani,
uale, anzi che di ricchezza, d'una cotal vana apparenza e, per dirlo
da sciatteria e volgarità, diffuso in una società o in un ambiente.
era dargli un sasso / nel capo o una pedata arcisolenne / in quel corpaccio sbraculato
murello ad aspettar ch'ella passasse per una strada e, passando, quando mi
, con valore intens., e da una forma bragire (v. braire)
del capitano non abbiate paura. sarà una sbragiata come vi trova; voi rispondete
: raccontò che era stato lui a uccidere una vecchia e due sue figlie..
d'ora a raccontare questa sbrasata, ripetendo una cosa due o tre volte e facendo
cosa due o tre volte e facendo tutta una confusione. -lode sperticata.
rettitudine della sua giustizia (e ho fatto una sbragiata). = deriv
... abbiamo sulla scottante materia una legislazione penale veramente inefficace.
. g. raimondi, 5-229: una notte lo trovò che sbraitava, faceva
tantino, la loro voce è quella di una mamma i cui richiami e rimbrotti nascondono
tono concitato o risentito un discorso, una critica, una minaccia; cantare una
risentito un discorso, una critica, una minaccia; cantare una canzone urlando sguaiatamente
una critica, una minaccia; cantare una canzone urlando sguaiatamente (anche in relazione
urlando sguaiatamente (anche in relazione con una prop. subord.). capuana
1-62: dalla casa incatenata s'affacciò una vecchia in cuffia da notte, sbraitando
uscio dell'altro quartiere della villetta, una ragazza in sottana di sotto e la
pienamente un desiderio, un'aspirazione, una curiosità, un'inclinazione naturale o un
naturale o un vizio, un impulso, una passione intensa o la persona che si
sarà pur qui e mi sarà pur una volta dato di sbramar la sete che ho
presto e vi correva coltalacntà di chi ha una passione da sbramare e un proposito da
, / questi 2. soddisfare una forte sensazione di fame o di sete