locuz. sé débauchér 4 sottrarsi ad un dovere, ad un obbligo '(
débauchér 4 sottrarsi ad un dovere, ad un obbligo '(il senso moderno appare
débauchér col significato originario di 4 sgrossare un tronco per fame travi ', poi
viso dell'alba livido come quello di un nottambulo dibosciato. pratolini, 9-385:
sf. il disinnescare la frizione di un veicolo a motore. = adattamento dal
sm. e f. esordiente (un attore, un autore teatrale, un
e f. esordiente (un attore, un autore teatrale, un cantante, ecc
un attore, un autore teatrale, un cantante, ecc.); principiante.
la prova con la spavalda petulanza di un toreadór illustre. 3. che
e, per estens., in un luogo qualsiasi). collodi, 754
ha debuttato con vopera d'amore, un melodramma sacro, scritto per l'arciconfraternita dei
aveva la mania di recitare i monologhi e un giorno o l'altro l'avrebbero fatto
fatto debuttar li, al trianon, come un « numero », con quel panciotto
quindi 4 esordire '. il termine è un composto di but (sec. xiii
prima rappresentazione o 4 comparsa 'che un attore o un'attrice fa in teatro
era una celebrità locale, che dopo un debutto strepitoso aveva persa la voce.
. comisso, 15-51: subito appena laureati un bel debutto con un processone.
subito appena laureati un bel debutto con un processone. = fr. début
fondarono la compagnia, nascose [iddio] un presagio delle maraviglie che per essa s'
. papi, 1-1-270: propose un decreto per fondare in francia un nuovo
propose un decreto per fondare in francia un nuovo culto e nuove festività da celebrarsi
francese. l'aurora, i-189: un proprietario che per la seconda volta avrà
xv e fu passaggio dalle rappresentazioni sacre un po'meno ecclesiastiche, come il s
decade, che è in declino (un organismo, una famiglia, una moda,
un'istituzione, anche uno stile, un artista); che ha i caratteri
che ha i caratteri della decadenza (un periodo storico, un'età, una
, 2-840: chi fu stilicone? un generale vandalo, vissuto al servizio dell'imperatore
alvaro, 14-8: il nostro è un paese politico. così accade a tutti i
. oriani, x-29-95: è accusato di un vizio decadente: e l'accusa lanciata
decadente: e l'accusa lanciata da un fromboliere della stampa e della piazza scattò
ultima, quasi nell'irrefrenabile orgoglio di un presagio vittorioso. pascoli, i-565: o
e letteratura decadente poteva osar di contaminare un così schivo e delicato sentire, traducendo
comprendo quanto ci sia di moderno, un tantino decadente, nelle immagini, nel
del tasso. levi, 2-150: un pittore surrealista americano, elegante, fine,
, artista che vive e opera in un periodo di decadenza letteraria. betteioni
vita di tutta la letteratura da oltre un secolo a questa parte. piovene,
frullone l'uomo attempato che non arricci un po'il naso quando gli parlano delle
dei tempi nuovi, e quasi di un classicismo senza i clas sici
e le prolungate fiducie, perpetuava un vizio di giovinezza, lasciando nel
denti, in realtà: ma è spesso un debole, o almeno un fragile.
è spesso un debole, o almeno un fragile. sinisgalli, 6-113: persico.
, sf. passaggio da uno stato a un altro inferiore, peggiore; stato prossimo
i-314: il palazzotto dei santafusca, d'un grosso e pesante stile seicento, da
9-403: [il cameriere] era un uomo ormai frusto, faceva tutt'uno
alle umane cose non durar lungamente in un medesimo stato; e dopo la maggior
foscolo, vii-33: ma dov'è un libro che discerne le vere cause della decadenza
, ma non però a segno che un abile operaio non potesse cavarne di che
de'segni più certi della decadenza d'un popolo è la stima esagerata per coloro
». ma la grande poesia è un dono degli dèi, che essi fanno quando
non decadenza alcuna dell'umana natura, ma un non so che di alto e degno
, ii-10-16: l'ultima tua lettera è un po'sciocca, anzi veramente tutta sciocca
4. fine, termine (di un processo, di un fenomeno).
, termine (di un processo, di un fenomeno). monti, i-9:
. dir. in generale, perdita di un diritto o di un potere per non
, perdita di un diritto o di un potere per non essere stato esercitato nemmeno
essere stato esercitato nemmeno una volta entro un termine perentorio (per lo più relativamente
stabilito dalla legge o, trattandosi di un diritto privato disponibile, per contratto.
estinzione dichiarata dalla pubblica autorità di un diritto concesso discrezionalmente dalla pubblica amministrazione a
diritto concesso discrezionalmente dalla pubblica amministrazione a un privato, quando questi non assolve gli
alla concessione, o non esercita per un certo periodo di tempo le facoltà che
. 7. estinzione, cessazione di un potere pubblico, di un'istituzione,
pubblico, di un'istituzione, di un regime, proclamata da una forza rivoluzionaria
mamiani] la decadenza del papato in un discorso. oriani, iii-328: questa intenzione
specie di ghetto cattolico, permise ad un gruppo di falsi rivoluzionari capitanato da certo
, di ordine, di prosperità a un altro inferiore, peggiore, in cui appaiono
infiacchirsi; venir meno, esaurirsi (un fenomeno naturale, un'usanza, una
una creazione spirituale in genere, anche un sentimento o una sensazione); scadere
io certamente non pretendo che tu decada un punto dalla tua virtù. rosa,
, giove con gli altri pianeti furono un tempo altrettanti soli;...
una fogna... ben altro che un canale in questo nostro mondo mortale è
14-59: ci eravamo dato l'appuntamento in un caffè di lusso. ci accorgemmo che
dell'integerrimo, decadevano, da sembrar un salice piangente. 4. figur.
. ant. cadere, incappare (in un agguato). albertano volgar.,
neuno decade. 5. perdere un diritto, una carica, il regno,
: in luogo del thouret fu eletto un altro celebre avvocato, cha- pelier,
i-244: avrei certo respinto da me un onore da cui dovevo decadere subito dopo
6. passare da uno stato a un altro (un territorio per successioni o
passare da uno stato a un altro (un territorio per successioni o altre ragioni giuridiche
a poco alla vista (una figura, un paesaggio). béltramelli, iii-488
8. fis. trasformarsi per un processo di decadimento. 9. marin
tutti i circoli, e vi sarà un piano per tali feste decadarie. gioia
filosofico-politico '; dando ogni quintidì o decadi un foglio corrispondente alla * gazzetta nazionale '
diede conto. simile decadimento sofferse allora un compagno di vincenzio, chiamato schizzone,
decadenza, ma non però a segno che un abile operario non potesse cavarne di che
della capitale e questo depauperamento sùbito di un elemento caratteristico delle città moderne, non
caratteristico delle città moderne, non determinarono un decadimento della città. savinio, 40:
disfacimento, di progressiva rovina (di un oggetto, in partic. di un edificio
di un oggetto, in partic. di un edificio). l. gualdo,
da ogni parte... in primavera un immenso epitalamio riempie quella splendida solitudine.
in quel mio decadimento dalla primiera santità un sintomo
particella instabile (per es., un nucleo radioattivo) si trasforma spontaneamente in
forti ricci al vento, / come un astro, / il profil dell'aretusa!
(un'istituzione, una città, un popolo, soprattutto una persona, di
dame ricche? monti, ii-275: un paese eternamente nemico del forestiere, paese
i napolitani non possono, perché sono un popolo decaduto. nievo, 432:
toga, ornai troppo pericolosa insegna d'un impero decaduto. verga, 2-330: le
va alla deriva e scompare umilmente come un annegato. palazzeschi, 3- 143
9-426: ella diceva quelle parole in un modo che dispiaceva a suo padre;
il tono della ragazza respinta, bocciata a un esame, decaduta, che ha fatto
. moravia, ii-220: di giorno era un luogo antico e decaduto, con casupole
prati, 1-53: e china / ad un salcio la fronte e sotto i raggi
i raggi / mesti del ciel, pareva un decaduto / spirito che pensasse al paradiso
, la donna fu considerata ovunque come un essere decaduto, e tale si stima pure
eroe, anzi il suo dio; un dio decaduto, il « vecchio titano ignavo
c'è nulla di più deforme di un angelo decaduto. 3. venuto
, che è diminuito d'intensità (un fenomeno naturale); passato di moda
naturale); passato di moda (un oggetto, un uso, un costume)
passato di moda (un oggetto, un uso, un costume); sceso
moda (un oggetto, un uso, un costume); sceso a usi vili
. 4. rovinato, crollato (un edificio, ecc.). michelstaedter
michelstaedter, 180: già da tempo intanto un altro aveva preso il governo dello stato
. 5. che ha perso un diritto, una carica; cessato (
diritto, una carica; cessato (un potere). sarpi, ii-277:
la casa. 6. devoluto a un fondo (una somma di denaro).
, i-467: avevano... inventato un monte nuovo per le fanciulle e i
: 'decagono 'si chiama pure un corpo che ha dieci angoli. nell'arte
che formano dieci angoli capaci ciascuno di un bastione. piovene, 5-384: dalla
curiosa forma; una stella inclusa in un cerchio, un decagono nella stella, un
una stella inclusa in un cerchio, un decagono nella stella, un esagono nel
un cerchio, un decagono nella stella, un esagono nel decagono, e l'altare
.). riportare il calco di un disegno su una superficie. faldella,
il tenore di calcio per mezzo di un processo di decalcificazione. = comp.
agg. privo di calcio (per un processo di decalcificazione). alvaro,
o con allume, poi ancora con un miscuglio di albumina, alcool e gomma
sul fusto di vetro latteo era stampigliato un mazzo di rose, a colori stridenti
una famiglia, non una donna e un uomo che vivono assieme disonestamente.
; esageratamente. domenichi, 2-349: un cavallo... invero un poco disonestamente
2-349: un cavallo... invero un poco disonestamente lungo, e magro.
disonèsto). disus. offendere con un comportamento disonesto, con atti indecorosi o
, cercava di ridurre la guerra in un duello privato. guerrazzi, 2-165:
camicia, e sebbene altrettante stesse a un pelo di dare il tuffo nell'acqua
5. rifl. disonorarsi con un comportamento disonesto, macchiare la propria reputazione
onestà, della morale, della giustizia (un atto, un comportamento, un'
della giustizia (un atto, un comportamento, un'usanza, ecc.)
papa. collodi, 90: io sono un burattino che avrò tutti i difetti di
2. ingiurioso, villano, offensivo (un insulto, un'apostrofe, ecc.
. ariosto, 24-93: al fine un cavallier la via lor serra, /
: invaghì di anna orselli figliuola di un cenciaio, sventurata per disonesta madre che
potrei approfittarne? ». -sfrenato (un desiderio, una voglia, ecc.)
disoneste donne, numerate e descritte in un libro, l'infame traffico era concesso
, l'infame traffico era concesso con un foglio da rinnovarsi in ogni mese,
; lascivo, immorale, osceno (un atto, una parola, un'
bambina di quattordici anni » domandò ad un tratto « è una cosa disonesta o
l'istesso rigor delle leggi fanno determinare per un piano di vita dissoluta e disonesta,
peggio? per esempio essere violata da un malandrino, e di lì finire nella
): mostrando all'occhio già inorridito come un tale spettacolo poteva divenire più doloroso e
: mostrando all'occhio già inorridito come un tale spettacolo poteva divenire ancor più miserabile
. firenzuola, 419: mostrosi l'un all'altro la disonesta gola d'un
un all'altro la disonesta gola d'un così fatto animalaccio. c. bartoli,
c. bartoli, 1-212: acciocché un disonesto architrave, non si reggendo da per
gran tela / era appiccata, e un uom dipinto in questa: / parea formato
vedeva il figlio candido e disarmato in un mondo insidioso di furbi e di disonesti
, e tutto rasicuratosi per non parere un disonestàccio voleva smontare da cavallo.
l'adulterio] rompa più precetti ad un tempo. disonorante (part.
commesso; e di questa paura nasce un pentimento del fallo, lo quale ha
doni. monti, 5-304: dovrà un asino amar, dargli il suo fiore?
screditare, infamare (una persona, un ambiente con il proprio comportamento).
imprimere il loro nome in fronte ad un foglio, che disonora la toscana letteratura
giudizi. de sanctis, iii-306: un marito che lascia fare la moglie,
. -in partic.: dare un giudizio negativo su una persona, dirne
la disonora. / dodone ne traeva un suo piacere, / e va chiedendo a
svalutare. mascardi, 1-136: sovente un piccolo neo una faccia bellissima disonora.
disonorandolo prima, dandogli l'aspetto di un vecchio. -letter. privare deirornamento
deirornamento, della bellezza; sfrondare (un albero). berni, 24-12 (
, 24-12 (ii-233): come in un tempo tempestoso e strano / che vien
perché io sono andato considerando che a un gentiluomo d'animo nobile, e grande,
re arrigo iii stato costretto di fare un nuovo ordine, non si trovando più chi
quel che voi siete, perché gli è un disonorato marrano. caro, 5-397:
maffei, 6-86: secondo tali regole un uomo può diventar disonorato ed infame,
dai miei colleghi e dai miei superiori come un uomo disonorato, degradato, abbrutito,
calvino, 3-47: se ti arrivava un insulto indecifrabile, che potevi farci?
poteva sostenersi, cercava di sopprimerla in un perpetuo sonno per non vederla finire con
nore / quand'orno è vinto da un suo megliore. ritmo lucchese, v-48-62
tesauro, 4-33: il disonore è un contrasegno del disprezzevole concetto che interiormente formiamo
12-92: in quell'errante evasività, un sentimento di disgrazia infinita, di infinito
, di infinito disonore si cautelava con un disimpegno che, simulato fino al sorriso
dal re; a cagion d'esempio, un farcito de vinea, il quale venne
appena nata e messi i pezzi in un cesto li ha scaricati, come se fossero
pallavicino, 1-261: se ogni peccato è un disprezzo ed un disonore di dio,
: se ogni peccato è un disprezzo ed un disonore di dio, come dunque i
fosse cosa iniqua e disonorevole il far perire un uomo senza un giudizio regolare. verga
disonorevole il far perire un uomo senza un giudizio regolare. verga, 2-189: il
domandarle una sanzione disonorevole per entrambi, un confessarsi più basso della colpa? moravia
, 4-1-71: la nobiltà giapponese è d'un superbissimo spirito, e più che la
sensibilissimi, come attraverso delicatissimi filtri, un odore fresco di viole e d'azzurro
jovine, 5-287: le avevano distillate in un laboratorio di napoli le orine di don
, che ha potere di deostruire (un medicamento, una cura).
ultima operazione in milano sia quella di prendere un paio delle famose * pillole disoppilative '
poi che fu creato l'universo, / un caso sì disorbitante e strano. carletti
non sapessi come, invece d'essere un prestante negromante, il buonafede non è
, il buonafede non è se non un pedante ignorante, un brigante arrogante,
non è se non un pedante ignorante, un brigante arrogante, un furfante disorbitante.
pedante ignorante, un brigante arrogante, un furfante disorbitante. settembrini [luciano],
. uscire dall'orbita normalmente percorsa (un astro) o stabilita (un veicolo spaziale
(un astro) o stabilita (un veicolo spaziale). = comp.
uscito dall'orbita che abitualmente percorre (un astro). sbarbaro,
fatti; e nella nuova impazza come un astro disorbitato. bocchelli, 9-417: una
nuove disposizioni intorno ai matrimonii aveano introdotto un sozzo disordinamento nei costumi. 2
4. ciò che viola un ordine, una regola: eccezione,
meschianza [di rimedi] risultare che un confuso disordinamento di cose contrarie e diverse
nel disordine; sconvolgere, sovvertire (un ordine logico, ideale, giuridico,
e da carlandrea. orioni, x-29-25: un turbamento disordinò molte coscienze che la tragedia
aveva tutto il viso deformato, come se un colpo improvviso ne avesse disordinato i tratti
ricomponendoli. 3. riferito a un organo del corpo: disturbare, ostacolare
la truppa. -far fallire (un progetto), deludere (una speranza
sua perfezione. 6. revocare un ordine. - anche assol. guerrazzi
. guerrazzi, iv-227: o mirate un po'che mi bisognerà tenere in giorno
com'ella è ufficiata: / mettevi un bestiai prete o monacone / che la sua
. bentivoglio, 6-2-6: se in un mese non usciamo d'intrico, le
si vide saltar in aria il tronco d'un albero ch'era in mezzo alla colonna
non disordinate. ieri sera avete mangiato un poco troppo. leopardi, 840: -ma
regola o disegno preciso; secondo un impulso cieco, in controllato
quando egli [il demonio] entra in un corpo, non parla se non disordinatamente
, 5-317: lessi così, di tutto un po'disordinatamente. pea, 7-27:
. 2. con riferimento a un gruppo di persone (specialmente a un
un gruppo di persone (specialmente a un reparto militare) e, per estens
passato per le due finestre della camera un uragano di libri e di carte.
anno. comisso, 12-112: fu questo un periodo in vero selvaggio, vissi disordinatamente
il metallo tanto disordinatamente caldo, in un tratto correva insieme con il detto stagno
sviluppa o accade senza ordine, senza un piano preciso, a caso, in modo
, non governato da una legge (un fatto, un evento, un'impresa)
da una legge (un fatto, un evento, un'impresa).
succedevano piante sterili ed esotiche poste evidentemente un tempo secondo un disegno, e abbandonate
ed esotiche poste evidentemente un tempo secondo un disegno, e abbandonate poi alla loro
o sbandando; scompigliato; disperso (un esercito, un drappello, uno schieramento)
scompigliato; disperso (un esercito, un drappello, uno schieramento). -anche
folla... si sbandò e fu un correre disordinato. baldini, 3-62:
3-62: a via palermo si vedeva un flusso disordinato di soldati, carabinieri,
nesso logico; sconsiderato, avventato (un discorso); confuso, contraddittorio (
fantastica); complicato, intricato (un parlatore nel suo discorrere). bibbia
. gualdo, iv-82: proruppe in un profluvio di parole incoerenti; era una
disordinata. levi, 2-226: era un parlatore immaginoso e disordinato. -turbato,
: il frammischiar poi in una stessa prospettiva un obelisco egizio, un tempio greco,
una stessa prospettiva un obelisco egizio, un tempio greco, un monumento romano,
obelisco egizio, un tempio greco, un monumento romano, una torre gotica,
monumento romano, una torre gotica, un padiglione cinese ec. è una immaginazione
portamento); contratto, convulso (un movimento); irregolare, intermittente (
di una pentola che per effetto di un incerto fuoco bolle disordinata, senza regola
dal loro riparo, i briganti aprirono un fuoco disordinato e inutile. levi,
4-127: procedevano a passi disordinati, levando un polverone rossastro. -che ha
2-47: tutti i raggi, per darvi un bello esempio, che dal vostro volto
l'apparizione di certa disordinata piuma sopra un cappello detestabile. cicognani, 3-180: ella
, i-43: volle per i stimoli d'un buon animo, misti con quelli dell'
e le labbra sottili, era disordinato da un naso lungo, gibuto, e nella
. che non è tenuto in ordine (un locale). -anche: trascurato,
perché vi giuro da vero amico che da un tempo in qua vivo con molta regola
12-373: pietro non può essere che un capriccio... è un disordinato,
essere che un capriccio... è un disordinato, un inquieto. ora andreina
... è un disordinato, un inquieto. ora andreina che è già disordinata
da parte sua, ha invece bisogno di un uomo come me, posato, e
disgrazia è per una moglie l'avere un marito disordinato. tommaseo, i-243:
come una frotta di forosette che con un mazzetto sul seno e coll'amore nel cuore
i poeti sogliono simulare l'estro, un certo impeto disordinato, ima facilità trascurata
. inopportuno, inadatto alla dignità di un luogo, alla solennità di un'occasione;
un'occasione; sguaiato, incomposto (un atteggiamento). valerio massimo volgar.
lo latino. cavalca, 6-1-162: in un altro modo trovo che molti, non
orto, che avrà allora avuto certamente un più vago disordine che i giardini moderni
1-32: era [la camera] un disordine tanfoso di stracci, bottiglie
gaia palazzina elegante che ora decade in un silenzioso disordine. -come personificazione.
: l'ira divina... è un giudicio pienamente tranquillo, per cui abborrendo
53: io che portai da natura un temperamento meno che tiepido, dovetti forse
, senza saperlo, insensibilmente circuito da un furioso spirito di disordine e di follia
complicazione, complessità (nell'esposizione di un ragionamento, nella formulazione di un giudizio
di un ragionamento, nella formulazione di un giudizio, ecc.); incertezza
significato, oscurità, farragine (di un contesto, di un'espressione, di
contesto, di un'espressione, di un vocabolo). muratori, 5-iv-94:
noi contiamo i salti del poeta da un oggetto all'altro, un ingegnoso disordine
poeta da un oggetto all'altro, un ingegnoso disordine, il mostrar d'essere rapito
è il disordine e la confusione, cioè un guazzabuglio d'idee e di dottrine senza
scorge una composizione così ben intesa, un disordine di narrazione così giudizioso, un'
irrimediabilmente questi libri: essi soffrono di un male più proprio. -discontinuità di
tempo ancora vi è voluto, acciocché un ragionamento giusto depurasse sì bella invenzione da'
vedere ima fabbrica, una chiesa, un oggetto d'arte qualunque, siamo colpiti
una soprabbondanza, da ima disuguaglianza, da un disordine o irregolarità di simmetria. cardarelli
e là sparpagliate. allora fu veramente un disordine, un parapiglia, e una carneficina
. allora fu veramente un disordine, un parapiglia, e una carneficina spagnuola.
legge / scompigliate serpendo / fuor d'un bel nastro di purpurea seta / trabocca
, 2-449: il leggiadro disordine d'un crine. monti, x-3-71: piangon
, e si danno l'ultima vernice d'un certo disordine ricercato. de marchi,
d'una cameretta vicina, vestita di un abito di cotone, flaccido e sbrendolato,
come un'ossessa, o per dirla un po'come va, in un seducente
per dirla un po'come va, in un seducente disordine. alvaro, 9-384:
-in senso concreto: particolare che, in un tutto, crea disarmonia, contrasta,
crea disarmonia, contrasta, stona dando un aspetto di trascuratezza o di fretta.
verga, 2-94: velleda si fermò ancora un po'dinanzi allo specchio per aggiustare qualche
, che nel parlamento cerebrino affermano rattazzescamente un sacco di menzogne, schiamazzano guerrazzescamente per
coordinazione tra le funzioni degli organi di un governo, di un ordinamento, di
funzioni degli organi di un governo, di un ordinamento, di un'istituzione; cattivo
-irregolare funzionamento, cattiva organizzazione di un servizio pubblico; disservizio, inefficienza.
mala fortuna. svevo, 3-639: un impiegato e due facchini si trovavano in piedi
, perché in gran numero dipendenti da un impari numero di persone? -mancanza
di regolamentazione o di unificazione (in un sistema di norme o di misure).
provarlo. 8. violazione di un ordine, di una regola; ciò
quali nel tenore consueto delle cose paiono un disordine, ma sono invece una regolare dipendenza
ma sono invece una regolare dipendenza di un tenore più generico e più vasto. leopardi
aberrazione, scompenso, malattia (di un organo). f. negri
, lo corroborano, occorrendo, con un poco d'aceto. goldoni, iii-681:
di dominare un'emozione, di affrontare un caso imprevisto; tormento, affanno provocato
mie idee parevano riordinarsi, quantunque con un disordine nuovo. d'annunzio, iv-2-779
la veste candidissimi, lo gettò in un vero disordine dei sensi, ed egli
nostri una passione, una manìa, un disordine. manzoni, pr. sp.
eran coloro che avevano fatto disegno sopra un disordine più co'fiocchi. « al
13. figur. evento che cade in un momento non opportuno (intervenendo sfavorevolmente a
un'azione, il corso naturale di un fenomeno o l'evolversi di una situazione
che non si debbe mai lasciar seguire un disordine per fuggire ima guerra; perché
virtute non aveva voluto che io facessi un tale disordine. sarpi, ii-270: li
, l'uomo del sacrifizio, lascia a un tratto la città, e mena seco
città, e mena seco la moglie d'un amico suo, attempatetta, lasciando il
/ atteso il non aver, nonché un quattrino, / ma né meno calzon
disordine... di quello che un figlio che trovisi beni fede- commissari possa
: disordinato, messo fuori posto (un oggetto); scomposto, scompigliato (
); disturbato nelle sue funzioni (un organo); turbato, sconvolto (
. casti, iii-296: paolo i ereditava un impero lasciato da sua madre nel massimo
passo frettoloso di chi ha paura di perdere un treno, risalì di nuovo tutto il
, scompigliare; scompaginare, disperdere (un esercito). ariosto, 27-20:
18. prov. - da un disordine nasce un ordine: non si
. prov. - da un disordine nasce un ordine: non si ricade nell'errore
. goldoni, vii-153: talor da un disordine un ordine procede.
goldoni, vii-153: talor da un disordine un ordine procede.
-un disordine ne fa cento: un errore è causa di molti altri.
berni, 40-1 (iii-288): ch'un disordin che nasca ne fa cento.
, 1-40: egli è ben vero che un disordine / ne fa cento. cesarotti
ne fa cento. cesarotti, ii-437: un disordine ne chiama un altro.
, ii-437: un disordine ne chiama un altro. 19. dimin.
che in poco tempo e'darebbono in un trent'uno, e indebolirebbero così le
capelli, le vesti sono in disordine è un parlar francese ». disorecchiato
. impedimento nelle * regolari funzioni di un organismo; disfunzione. - anche al
l'italia... era travagliata da un processo di trasformazione che sembrava disorganamento.
. impedire nel suo regolare funzionamento (un organismo); disorganizzare.
croce, iv-n-78: il fascismo è stato un grande genio malefico; sapientissimo nel disorganare
i cui membri non sono collegati da un vincolo organico. b. croce
, 9-326: l'unione sindacale è un disorganismo che non riesce a uscire dallo
ottimo futuro non è che sostituire a un male tollerabile un male certo ed estremo,
è che sostituire a un male tollerabile un male certo ed estremo, per pro
estremo, per pro durre un bene problematico. arila, 169: 4
al fin, se si trastulla / un nel suo studio, e calcula e bischizza
sue manifestazioni (per essere privo di un principio coordinatore, o per non tendere
coordinatore, o per non tendere a un unico fine); confuso, incoerente
, ii-885: nella brutale rivelazione di un mistero, che nessuno amore aveva abbellito
piombata come dal buio della notte in un braciere ardente, tutta la sua vita
, per chi non voglia cadere in un atomismo disorganizzato, è storia di idee
» ripetè; e poiché erano ad un incrocio di strada rallentò e premette più
o profonda alterazione degli elementi che compongono un organismo; perturbazione, sconvolgimento. cuoco
, 169: 'disorganizzazione'è una voce lunga un miglio, dipendente da 4 disorganizzare '
'disorganizzazione', alterazione profonda nell'organismo di un tessuto, a segno di fargli perdere
direbbe che anche questo del frac sia un mezzo escogitato dal gazi per disorientalizzare più
minuscola ambasciata fiorentina alla villetta parioli determinò un disorientamento generale, un allentamento dei legami
villetta parioli determinò un disorientamento generale, un allentamento dei legami fra i più di
cui il suo cervello doveva aggirarsi come in un malessere. jovine, 5-23: dopo
: no, amico, anzi sei un campione discreto; ma non hai quel
altre nove ore nell'ignoto, cercando un rifugio dove potessero almeno sostare. bocchelli
collega, io passo intanto delle giornate un po'disorientate. pea, 8-1 io:
disorientato. manzini, 17-61: dopo un lungo e disorientato pellegrinaggio imboccammo « via
(per un'improvvisa difficoltà, per un caso imprevisto, per un sentimento eccessivo
, per un caso imprevisto, per un sentimento eccessivo); stupito, interdetto;
. -non ho niente, -rispose carolina un po'disorientata da quell'esordio. oriani
nel pieno del suo rigoglio giovanile, quando un giorno annunciò alle sorelle di essersi fidanzata
fermò disorientata, quasi fosse giunta a un tratto in luogo diverso. 4
, stralunati, imbacuccati diversamente, masticando un sigaro e barcollando. la grù cominciava
soltanto la larva d'un cieco albore disorientato, somigliavano alla fantasmagoria
, staccare dal pilone d'ormeggio (un idrovolante, un dirigibile, un aerostato
pilone d'ormeggio (un idrovolante, un dirigibile, un aerostato).
ormeggio (un idrovolante, un dirigibile, un aerostato). = comp.
imbarcazione o, per estens., un dirigibile, un idrovolante, ecc.
per estens., un dirigibile, un idrovolante, ecc. = deriv.
altrettanto riesca insipido e villano il vestire un gran personaggio disorrevolmente e abbiettissimamente.
[orsi] era tanto disorsato per vendere un suo simile, supplivano colle insidie
assopita: la breve chioma, d'un nero intenso, corvino, un poco intriso
d'un nero intenso, corvino, un poco intriso di sudore, giaceva sul
. trarre le ossa dalle carni di un animale ucciso, per mangiarlo con più
la coltella in pugno, disossava e affettava un prosciutto. -mangiare completamente lasciando solo le
saldo: / e dove cade l'un, trafitto 'l ventre, / subito avvien
vinaccioli, semi, ecc.) di un frutto dalle molli. soderini, iii-382
le letterarie speranze. -privare un vocabolo dei suoni più duri, facilitandone
struttura (di una opera, di un organismo); privare dei fondamenti.
nuova, si disossa, se ne fa un cibreo, e presentandola al lettore in
e scoscenderne giù or'una cima or'un fianco. 5. consumare fino all'
suo solito molta, e l'espressione è un zero. la maggior singolarità è che
zero. la maggior singolarità è che un braccio della madonna è disossato. pecchio
, fanciullo di quattordici anni, con un disossato corpo di gatta magra e una
provare il vestito alla dama, con un gesto brusco fanno di tratto in tratto scrocchiare
fuso o, più generalmente, a un prodotto ossidato, è capace di sottrarne
). chim. sottrarre ossigeno da un composto chimico mediante un mezzo riducente;
sottrarre ossigeno da un composto chimico mediante un mezzo riducente; ridurre il tenore di
; ridurre il tenore di ossigeno in un prodotto che ne contiene. tramater
chim. eliminazione dell'ossigeno contenuto in un determinato prodotto (operazione detta comunemente riduzione
malformazione congenita, ereditaria, consistente in un abnorme sviluppo della base del cranio e
dell'adige. gioberti, 1-iii-292: un successivo incremento... risulta da
a disottenebrar que'notturni successi, fu ad un suo di casa commessa, perché
sarticolato. -anche: che ha un arto slogato; storpio, sciancato.
* luogo concavo dove s'incastra un osso '. cfr. tramater [
ant. disbrigo, compimento (di un affare, di un incarico).
compimento (di un affare, di un incarico). redi, 16-viii-174:
domanda. 3. sciogliere da un impegno, liberare da un incarico;
. sciogliere da un impegno, liberare da un incarico; affrancare. livio volgar
, che scambierebbe, durando in ischiavitù, un re lontano ad un tiranno vicino.
in ischiavitù, un re lontano ad un tiranno vicino. sassetti, 370: venne
, 370: venne in quella corte un ambasciador molto superbo di quel mogor,
. alamanni, 6-10-135: venne ch'un giorno pur la sorte volse, /
a cavallo. sassetti, 366: è un rio, assai sicura stanza per i
altri. 8. assol. mandare un dispaccio, inviare un messaggio scritto.
. assol. mandare un dispaccio, inviare un messaggio scritto. de roberto,
e spagn. despachar 'sbrigare'(un affare), 'vendere, spacciare, spedire'
: lettera diplomatica, con la quale un governo informa un altro governo delle decisioni
, con la quale un governo informa un altro governo delle decisioni che ha preso
: sei miglia di qua lontano arrivò un corriere. il generale fece far alto.
, sicuri che quello che si dice adesso un poco più diffusamente di questi si riguadagnerà
di milano, il marchese brignole presentò un dispaccio da torino, che chiedeva il
cogli occhi. de roberto, 470: un fattorino del telegrafo gli portò due dispacci
, van le neppe avrebbe voluto fare un dispaccio per essere tranquillizzato sulle condizioni del
e ritornare a ombrosa, richiamato da un dispaccio urgente. l'asma di nostra
la lista? / anche quest'è un difficile dispaccio. 2. autorizzazione
letter. disunire ciò che forma un paio; spaiare, scompagnare. -
vita, e in certa guisa un divinizzamento. = deriv. da
dilatarsi, in più luoghi, si ritorna un sole istesso, così noi,
però che non dee ricevere confusi ossequi un merito quale è il suo. cattaneo
, 1-iv-132: se tu passi da un conquistatore e riformatore, come cesare,
e riformatore, come cesare, a un caposetta come ignazio, la disparatezza sensata
a poco assumendo il ca rattere di un salvatico pensatore; e queste disparate accoppiandosi
naturalissime, venivano a formar di me un tutto assai originale e risibile. [sostituito
moravia, iii-186: tutto il labirinto è un continuo incrociarsi di corse disparate e veementi
continuo incrociarsi di corse disparate e veementi, un formicolare di ricerche, uno scontrarsi di
; del tutto diverso e contraddittorio (un concetto in rapporto con un altro)
contraddittorio (un concetto in rapporto con un altro). b. croce,
non si conviene e dispare assai vedere un omo di qualche grado, vecchio canuto e
. ritennero di dover emanare, da un caso all'altro, pareri divergenti:
quei principi... vorrebbe con un papa nuovo e loro gradito entrar in
con me; le ragioni si sapranno un giorno, perch'io farò che tutto si
pari, non divisibile per due (un numero); espresso da un numero
due (un numero); espresso da un numero non pari. bandello
nel mezzo della corrente non sia mai un pilone. guerrazzi, 6-317: un giuoco
mai un pilone. guerrazzi, 6-317: un giuoco di dadi, che consisteva neu'
in virtù dispari, / che l'un via passa, e l'altro morto resta
ii-222: vi è caccia infinita; un centinaro / di tordi a quei boschetti corrisponde
di tordi a quei boschetti corrisponde / un venti a'nostri; o ve'passo disparo
loro dispari, formandone così di due un solo più lungo. -impareggiabile. -dispari
femminili, o maschili e bianche (un coro o una composizione corale).
gli atti. d'annunzio, v-1-657: un mottetto a quattro voci dispari era come
mottetto a quattro voci dispari era come un combattimento di spade raggianti ripreso di cerchio
trovam contato. chiaro davanzali, ii-354: un sol si vede, ch'ogni luminare
iv-2-222: raccolse tutta l'anima in un atto di scherno indescrivibile. quindi voltò
, 1-104: va e viene un istante in un folto / ima parvenza di
va e viene un istante in un folto / ima parvenza di donna. /
e farmi una fontana a piè d'un faggio. - estinguersi,
scuole si tacquero, que'maestri l'un dopo l'altro disparvero; rimangono i
, disparisse tutta; / e non un picciol mandrian restasse / a guidar poche
15-97: ogni pensiero disparve distratto da un gruppo di ragazzi sopraggiunti di corsa sulla
di maria luisa, deboli freni ad un malumore invincibile, disparvero di colpo.
. pindemonte, iii-497: senza tórre un sol congedo, / dispare a un
un sol congedo, / dispare a un tratto, come reo di furto, /
732: a pena ogni due pezzi un uom s'avea: / lavergne disparì
rombando. tecchi, 12-126: a un certo punto si alzò, diede in
. boito, iv-134: c'è un parrucchiere nel borgo degli ortolani, la più
rachitica figura del mondo, ed ha un pezzo di figliuola grande e rotonda che
longo, xviii-3-255: il giudicare diventa un affare di lunga interpretazione, soggetto alla
stato con loro, avrei lor ricordato un detto del caro maestro disparito. disparizióne
spento fu in sacrato per le mani d'un suo prete. d'annunzio, iii-1-1140
il ciuffo / di capelli, che un po'butti in disparte, / d'esser
luce e hanno preso in pieno la casa un po'in disparte dove abitava marta.
tempo dell'abbondanza. ma aveva già un gruzzolo in disparte, e non si lagnò
: lo domando a te, che per un mal inteso orgoglio...,
venne in disparte / da tutti gli altri un palafreno eletto, / di pelle di
una cosa da un'altra; allontanare da un luogo e da un altro soggetto.
; allontanare da un luogo e da un altro soggetto. -in partic.: disseminare
3. separare una regione dall'altra, un luogo dall'altro (con riferimento a
a una catena di monti, a un confine). donato degli albanzani,
sovrasta al campo o che serve per dispartire un campo dall'altro. -assol.
4. figur. interrompere, rompere (un legame affettivo, d'amicizia).
bene); impedire di conseguire (un fine); allontanare (un sentimento dall'
(un fine); allontanare (un sentimento dall'animo, mutare la natura
particella pronom.). allontanarsi da un luogo o da una persona, partire
dal giusto, ecc.; anche un sentimento dell'animo). c.
principale, dalle materie trattate, da un metodo adottato, fare una digressione.
molto uniti, / come di molti corpi un si facesse; / ma i volti
eran distinti e dispartiti-alberti, 183: d'un trave segato quella e quell'altra parte
. -diviso secondo una scelta o un calcolo. bibbia volgar., vii-532
dieci preposti sì hanno sopra di loro un preposto: che è detto centesimo. e
volto. d. bartoli, 9-24-2-28: un ruvido sacco le macere e disparute membra
dimesso, mal ridotto, sciatto (un abito, il modo di vestire, di
dispassare, tr. marin. sfilare un cavo mobile dalle pulegge dove passa.
speroni, 1-5-419: una patta in un giudicio si dispatta, e di largo
dispatta, e di largo, in un altro, e 'l gran consiglio assai volte
ch'avea sete, pigliandolo [un bicchiere di vino] il bevve; e
, venir meno (una famiglia, un ramo di essa). strinati,
il far cessare, l'estinguere (un vizio). cassiano volgar.
di roma. novellino, vi-75: un giorno, tolse questo re molto oro e
3. impiegare, fare uso (di un bene, di una proprietà).
in su alte colonne / di rame un tempio vide, al qual dintorno / danzando
. sannazaro, 246: avemo litigato un anno e mezzo, dispeso la vita,
chiarissime, non avemo possuto mai spuntare un passo avanti. = dal
quali fanno arrossire quando si ha un poco di delicatezza, bisogna dispendiarsi e aver
: alle vostre due lettere ricevute ad un tempo, rispondo, aver vedute le noie
rendè tutto il regno in men d'un mese. stigliani, ii-308: il gran
egli aveva veduto i cuochi servirsi di un sol ramaiuolo. galileo, 3-4-308:
ecco e dal sarsi e da me fatto un gran dispendio di parole in cercar se
, 8-193: nelle cifere... un segno qualche volta risparmia il dispendio di
pavese, 8-89: succede questo: con un enorme dispendio di sincerità sofferta, il
, il sentimentale raggiunge i risultati di un qualunque libertino. -in partic.
la realizzazione di un'opera, di un progetto, il conseguimento di uno scopo
ad uno s'applichi al dispendio d'un altro. boccaccio, v-61: poi
della nostra fortuna [la mamma] ricavò un po'di danaro, e con esso
danaro, e con esso ci mettemmo ad un lungo viaggio e dispendioso, e giunsimo
suo libro di sogni: ma farne un altro era un po'difficile, ed
di sogni: ma farne un altro era un po'difficile, ed anche dispendioso.
se gli appropriano, e commessa a un governo imparziale e popolare. tramater
sue dispense, / ciascun di noi d'un grado fece letto. buti, 2-652
par., 5-37: convienti ancor sedere un poco a mensa, / perocché 'l
, storici. tommaseo-rigutini, 2107: un gran dizionario, o altra opera in
si compone la 'scelta 'per un maggiore ordine del nostro discorso le partiremo
imo certo lume annacquato, e gittava un poco d'albore, in modo ch'e'
de'tuoi tanti affanni; / e vedi un po'lor cucine, e dispense,
corridoi domestici, striscia fino alla dispensa, un camerotto senza finestre, quadrato, con
stesso. redi, 16-vi-96: fra un giorno o due consegnerò alla dispensa del
171: nel convento poverello / senza un poco di dispensa / or c'è il
-tanto quanto ne vorrà! per soddisfare un suo desiderio la signora che dirige la
costui ci mise a rispondere. « un biglietto per udine! ». « che
dispensa e in vetrina, per trovargli un piatto, il bicchiere, le posate e
di abete con cangiata la pelle; un dispensino, che mille odori sapeva e tutti
dossi, 114: al dispensino stava un biondone, acceso di colorito. per
la pubblica autorità, in base a un potere a essa attribuito dalla legge,
ragioni di utilità o di equità) un soggetto dal dovere di osservare un determinato
equità) un soggetto dal dovere di osservare un determinato obbligo (prescritto da una norma
., quella che autorizza a contrarre un matrimonio che sarebbe vietato dalle norme canoniche
dispensa matrimoniale) o quella che scioglie un religioso dagli obblighi contratti con la professione
l'altre due denunzie. hanno a avere un bel da fare laggiù in curia,
2. per estens. esonero da un obbligo, da un atto che il
estens. esonero da un obbligo, da un atto che il costume renderebbe doveroso;
è stato già decretato, sospensione di un evento (con riferimento alla volontà divina
. che dispensa; che libera da un obbligo, da un dovere, da
; che libera da un obbligo, da un dovere, da un impedimento, che
obbligo, da un dovere, da un impedimento, che concede la dispensa.
e rigetta tutti quei dettagli parassiti di un lusso poveramente fastoso, il quale con una
e agli altri. manzoni, io: un postribol fece, ove sfacciata / facea
ed a'suoi proci / dispensava ora un detto, ora un'occhiata. de
si dispensa / se per voi deve un loco esser lodato, / che dia
utilizzare (spesso secondo una divisione, un ordine opportunamente scelti: tempo, denaro
, sieno obbligate a spendere nel distruggere un errore o nello spiantare un abuso quel
nel distruggere un errore o nello spiantare un abuso quel tempo che avrebbono potuto dispensare
generale (giuridica o sociale) o anche un obbligo particolare; liberare dall'obbligo di
particolare; liberare dall'obbligo di tenere un determinato comportamento (che il costume renderebbe
o, anche, autorizzare a tenere un comportamento che sarebbe vietato; stabilire,
(derogando a una legge, a un impedimento); rendere possibile; esimere
ho scoverto, / convienti ancor sederti un poco a mensa. testi fiorentini,
signori. -rifl. esimersi da un dovere, esentarsi. cavalca, 19-466
non posso dispensarmi dal dirvi che siete un ingrato, ma se volete andare, andate
. 2. disus. annullare (un negozio giuridico, un matrimonio rato e
. annullare (un negozio giuridico, un matrimonio rato e non consumato); concedere
); evitare, astenersi dall'imporre (un gravame). nardi, i-254:
prima tre mariti: il primo fu un gentiluomo del reame di napoli, non
disapplicare (una norma giuridica o sociale, un precetto morale, un criterio o principio
o sociale, un precetto morale, un criterio o principio generale di condotta)
dispensariale, agg. che riguarda un dispensario. dispensàrio, sm
dalla comare. vittorini, 2-115: era un disastro dover andare a enna per avere
sola facoltà medica di napoli non abbia un ¦ dispensario »? diciamo non abbia
lv-443: quindi è che dopo aver brigato un impiego più o meno lucroso, dopo
la virtù 4 dispensativa, beneficiaria ecc. un semplice cittadino aveva ima comoda sussistenza senza
. idoneo a esimere, a esonerare da un obbligo. magalotti, 9-2-194: avendo
. fra giordano, 1-242: un altro giurò, ch'era anche stato
dispensare2), agg. liberato da un obbligo, da un'imposizione, da
dal fare una cosa; esonerato da un ufficio, da un incarico.
cosa; esonerato da un ufficio, da un incarico. -anche al figur.
distribuzione di qualcosa; chi assegna (un premio, un incarico, un castigo
qualcosa; chi assegna (un premio, un incarico, un castigo, ecc.
(un premio, un incarico, un castigo, ecc.).
/ fura, dona e ritoglie in un momento. casti, xxii-843: ma
patron assoluto di essa, le preponga un dispensatore, o veramente che dica a lei
hanno a considerarne ogni minimo abuso per un sacrilegio. d'annunzio, iii-2-122: molt'
: aggiungasi ancora, che 'l giudice è un dispensatore e distributore del giusto, e
addomesticata. 4. ministro di un sacramento. passavanti, 81: nella
concede una dispensa, chi esime da un obbligo. sarpi, iii-157:
. sarpi, i-n: si fece un tesoro della chiesa pieno de'meriti di
acclamate, le quali costituiscono parte di un festeggiamento e di una comparsa. leopardi
amministrazione, governo, cura (di un patrimonio, di beni, di una casa
famigliare: tutte cose farà molto meglio un fedel servo. anonimo, ix-1064: tutte
anonimo, ix-1064: tutte quante avemo un paté / de tutta gente criatore; de
dispensazione a sé confidata, non ha un affare ordinario. 4. letter
in altro modo i rurali, in un modo le cose de poveri, in un'
(di una norma giuridica, di un dovere, di un comportamento prescritto dalla
norma giuridica, di un dovere, di un comportamento prescritto dalla legge).
celle, 4-1-22: la dispensazione è un atto della ragione conceduto; ma,
— per estens. esonero, esenzione da un precetto, da un dovere morale o
, esenzione da un precetto, da un dovere morale o sociale. pallavicino,
alle finestre di palazzo... un dispensieri della munzione de'grani de'franzesi
figur.: annientato, distrutto (un sentimento, un valore spirituale).
annientato, distrutto (un sentimento, un valore spirituale). m.
2. letter. attutito, smorzato (un rumore). beltramelli, i-674:
, gli giunse, dispento dai cortinaggi, un rumore di voci e un impeto irrefrenato
cortinaggi, un rumore di voci e un impeto irrefrenato di risa. dispepsìa
durò più di un'ora. saltò fuori un rene mobile, una dispepsia intestinale,
dispepsia intestinale, un'infiammazione epatica e un avvelenamento di cui non si capiva bene la
è posto fuori d'ogni speranza (un fine, uno scopo), che non
fa disperare, sconforta, disanima (un fatto, un atto, ecc.
, sconforta, disanima (un fatto, un atto, ecc.).
che sia, se ci appare come un peso o un intoppo inaspettato, sgomenta
, se ci appare come un peso o un intoppo inaspettato, sgomenta o scuora o
poi il cuore di sopportare con pazienza un fuoco perpetuo, congiunto a un distruggimento
pazienza un fuoco perpetuo, congiunto a un distruggimento e a un disperamento, che
, congiunto a un distruggimento e a un disperamento, che non ha fine?
esprime o manifesta (una persona, un pensiero, un ricordo, uno stato
(una persona, un pensiero, un ricordo, uno stato d'animo,
ricordo, uno stato d'animo, un oggetto, la natura, ecc.)
fui da cancellieri, il qual è un coglione, un fiume di ciarle, il
, il qual è un coglione, un fiume di ciarle, il più noioso e
non essere è triste sempre, orribile per un padre, dispe rante se
, dispe rante se d'un figliuolo a diciotto anni. svevo, 3-627
di frammettere tra sé e i probabili inseguitori un labirinto di strade. li seguiva,
provocato dalla disperazione (una parola, un gesto). cesarotti, ii-117:
le riserve, e lo rigetta con un sangue freddo il più disperante. emanuelli
. che nega ogni speranza (informandosi a un totale pessimismo: una filosofia, una
; timore, dubbio di non conseguire un determinato scopo; scoraggiamento.
non pensa da storico, ed è un animo variamente commosso, tra ostacoli e
paura. d'annunzio, ii-277: un dio nudrito di fuoco / e d'amarezza
; temere o dubitare di non raggiungere un fine, reputarsene incapace (per lo
, per quanto pericolante, di vedere un giorno a buon porto. pavese, i-174
ormai disperavo, e poi mi occorreva un lavoro provvisorio. -intr. con
. ungaretti, ii-33: uguale a un mare che irrequieto e blando / da lungi
ch'ella farebbe esaminare l'infermo da un suo amico medico, dottor trivellati;
disperava: non già di amarla in un modo che poteva diventare forsennato, ma di
. devastare, ridurre alla desolazione (un luogo, una regione). fed
per perduto, giudicare senza speranza (un ammalato, un ferito). - anche
giudicare senza speranza (un ammalato, un ferito). - anche assol.
: il papa si trova oppresso da un improvviso accidente: vero è che i
impossibile a verificarsi, a ottenersi (un affare, una situazione, un evento
(un affare, una situazione, un evento, ecc.). livio
: quelli è da pregiare / che d'un greve dan- naggio / si sa ben
certo se fiorio lo risapesse, e'sarebbe un dargli materia di disperarsi e d'uccidere
, perdendo il resto, restò senza un quattrino, di modo che cominciò a desperarsi
bruno, 3-176: bisognava che fusse un animo veramente eroico per non dismetter le
poi ti commuovi e ti disperi per un nonnulla come una femmina. pavese,
, ricorrere a ogni mezzo per conseguire un determinato scopo. g. villani,
non come pietra, quasi disperatamente, avvenne un dì, essendo già il sole caldo
tribolazione. denina, iv-209: dopo un ostinato combattimento d'ambe le parti,
il vostro animo, e disporlo ad un facile assenso per non mettermi in costernazione,
sono attori cinematografici; e uno mette un fantoccio sul parapetto del fiume, perché
una villeggiatura fatta... in un paese disperatamente solitario e salvatico.
berni, 4-90 (i-119): disperatamente un colpo mena / che, se non
giorni disperata- mente nel modo sopraddetto, un mercoledì alfine, che erano i diciannove
bocconi contro i guanciali si mise in un pianto dirotto. d'annunzio, iv-2-22:
perché la canaglia accorresse a pagargli un soldo per quel miracolo di figliolo. pirandello
3-37: vaniva nei campi assolati e timidi un suono di violino giocoso. -com'è
che non spera più di riuscire in un intento, di conseguire uno scopo,
andò sì la mia sciagura, che io un dì con questo stocco, il quale
mostri allor che in me condanni / un zelo che fomenta / del popolo il
, fui per affogarmi; / s'un mio compagno non si fosse accorto,
uniforme addosso, e'potrebbe darsi che un cencio di disperata la potessi trovare anch'io
l'asino, disperato, proruppe in un raglio, da prima lungo, angoscioso,
onore. mazzini, i-190: quando un uomo v'invita a pranzo due volte,
, io che solo l'ho pubblicata, un ribaldo, un ateista? levi,
l'ho pubblicata, un ribaldo, un ateista? levi, 1-221: finché roma
i nostri disperati ario- stisti se trovo un pregio nelle epistole del conte duranti,
disperato, ricomincia ogni giorno, come un ragno espertissimo, a tessere impavido la sua
5. arrabbiato, feroce (un animale). bottini, 12:
che ne dà mi pare che sia un po'parente di quello che proviamo nel
, da alcuna fiducia (l'animo, un sentimento, un pensiero, ecc.
(l'animo, un sentimento, un pensiero, ecc.). anonimo
puoi l'affetto: / dunque che giova un disperato amore? bonarelli, xxx-5-104:
lasciare sgomenti; orrido, spaventoso (un luogo). giusto de'conti,
innanzi si frangeva contro i massi in un nembo di schiuma, in un maravi-
massi in un nembo di schiuma, in un maravi- glioso nembo di bianchezza e di
lunghi tratti di deserto quasi lunare, d'un giallo pallido, rotti dalle fiumare che
su per la disperata salita, fare un salto alla fonte del saladino.
e. cecchi, 6-334: deve essere un mestiere disperato quello del torero! jovine
8. atroce, straziante (un supplizio, la morte). grazzini
e l'al tre morti disperate mostrano un animo perturbato e sconvolto da un'angoscia
/ la risposta mi venne / con un no disperato. dotti, iii-258:
. e da'tuoi lumi gronda / un pianto disperato in orbe fasce. alfieri
/ le voci estreme disperate udrai / di un forsennato figlio. collodi, 53:
4-275: quando fu sola, a un tratto, con un gesto disperato,
fu sola, a un tratto, con un gesto disperato, si strappò la gorgierina
: c'era nelle parole di quel fanciullo un accento di passione così selvaggio e nello
di passione così selvaggio e nello sguardo un luccicore così disperato, che torà ne
così disperato, che torà ne ebbe un fremito. alvaro, 9-456: era
il suo lirismo allucinato, disperato ed un po'nevrotico. landolfi, 8-31: la
landolfi, 8-31: la poverina ebbe un bel lanciarmi qualche sguardo disperato, io
qualche sguardo disperato, io non feci un passo alla sua volta, neppur materialmente.
di uno stato d'animo, di un sentimento, di un fenomeno, di
d'animo, di un sentimento, di un fenomeno, di una qualità, di
(35_13): vén che m'uccide un sottil penserò / che par che dica
piove / da le sue piaghe essacerbate un rio. magalotti, 1-24: basti
un'ampia e spaziosa campagna et asceso un dilettevole e fiorito poggietto non molto eminente
impetuoso; inferto con grande energia (un colpo); condotto con selvaggio impeto
luca pulci, 3-188: lionetto trasse un colpo all'elmo disperato. boiardo,
, convulso, disordinato, frenetico (un movimento, un atto, ecc.)
disordinato, frenetico (un movimento, un atto, ecc.); alacre,
/ e novità di subiti perdoni / e un abbandono d'ogni dolce cosa. verga
ombre che correvano all'impazzata, in un affaccendarsi disperato. de marchi, ii-476
con impegno disperato, non lasciando sguarnito un angolo, una fessura, da cui il
una cagna che senta nelle mani di un veterinario l'odore delle code che i
! 13. accanito nel perseguire un fine, incallito in un vizio,
nel perseguire un fine, incallito in un vizio, in un'abitudine, profondamente
, incorreggibile (una persona o anche un vizio); ingiusto, malvagio (un'
; ingiusto, malvagio (un'azione, un rimprovero). passavanti, 102
1-75: quest'è [la durezza] un vizio tanto disperato / che più non
nasca. rovani, ii-97: esso era un giocatore disperato. 14.
goldoni, vii-713: ii partito di un uffiziale, cadetto di sua famiglia, si
, si reputa qui da noi per un partito disperatissimo. alfieri, 1-219:
giorno. borgese, 1-335: è un esperimento disperato, una scommessa, una puntata
riuscire efficace (una cura, un rimedio). -avere per disperato, fare
75): capitò a roma un grandissimo cerusico... questo valente uomo
mali franzesi. tasso, iv-57: un vostro infelice servidore, la cui
3-67: il medesimo aveva lasciato un infermo per dispe rato,
ariosto, 6-5: come aviene a un disperato spesso, / che da lontan
vi farò vedere che cosa sa fare un disperato. guarini, 89: ma
pascoli, ii-813: si allude a un viaggio di dante, che attraversi l'inferno
, iii-1-271: oggi sono io come un disperato che abbia preso un narcotico e si
io come un disperato che abbia preso un narcotico e si svegli dopo un sonno
preso un narcotico e si svegli dopo un sonno profondo e ritrovi al suo capezzale la
ix-380: il soffrir le ingiurie è un indizio di meritare; il volersene vendicare
ho destinato di partire, e darò un addio per sempre a questo mestiere, che
parlano schiettamente e lo provano, è un mestiere da disperato. manzoni, pr.
(382): dico che costui è un appaltatore di delitti, un disperato,
costui è un appaltatore di delitti, un disperato, che tiene corrispondenza co'disperati più
. collodi, 740: se tu fossi un povero diavolo, un disperato, un
se tu fossi un povero diavolo, un disperato, un mezzo fallito, ti compatirei
un povero diavolo, un disperato, un mezzo fallito, ti compatirei...
ma il primo carrozziere della città, un quattrinaio come te, un uomo che
città, un quattrinaio come te, un uomo che ora ha dei capitali e dimoiti
erano certi disperati che si vedeva lontano un miglio che avevano bisogno di sistemarsi.
avevano bisogno di sistemarsi. -come un disperato: disperatamente. - anche:
zimara è tutto vostro e studia come un disperato. g. m. cecchi,
. nievo, 1-289: s'adoperava come un disperato a puntellare i salici e le
peggiori monaci, giocava al lotto come un disperato per arricchire e portava tanto di
rivenne fuori mezzo affogato, asciugandosi come un disperato la faccia. -da disperato
di difficile e quasi impossibile interpretazione (un passo, un vocabolo di un antico testo
quasi impossibile interpretazione (un passo, un vocabolo di un antico testo).
(un passo, un vocabolo di un antico testo). c. dati
: dopo due o tre settimane era salito un piano più su, dov'erano i
più gravi, lì stette poco più d'un mese; poi finalmente lo trasportarono all'
a fondi: fabbricavano alla disperata, un po'dappertutto. bocchelli, 6-535:
, quando voi vi contentiate di mandar un libro di qualche verità in contraccambio.
, disanimarsi. cavalca, 16-2-148: un frate antico era stato tentato ben dieci
. caporali, i-64: dicon che un dì, trovandosi macchiato / il saio,
cuce, / da far proprio morir un disperato, / vuol trucidar ognuno,
1-28: 4 da far proprio morire un disperato ': ciò si dice de'ferri
perché non essendo capaci d'ammazzare a un tratto, fanno morire a stento, e
pur del disperato, / parvegli questo un giovene da bene. guicciardini, 2-3-109
... impoveriscono; de'quali un nepote con uno abate accontatosi tornandosi a
disperatonàccio. nieri, 273: era un disperatacelo, uno di quei mascalzoni di
di quei mascalzoni di città che per un bicchierin d'assenzio stilettano un uomo,
che per un bicchierin d'assenzio stilettano un uomo, la vera schiuma dei birbanti.
impossibile a verificarsi, a manifestarsi (un evento, una volontà, un proposito,
manifestarsi (un evento, una volontà, un proposito, un sentimento, la speranza
, una volontà, un proposito, un sentimento, la speranza).
, che più volte fu per darese un cortello al petto. ariosto, 217:
piuttosto languore e insensibilità di speranza, è un piacere per sé, e perché l'
come la disperazione provocata nel figlio da un genitore snaturato. -in senso concreto
spiegato in ogni sua più minuta particolarità un fenomeno [il flusso e il riflusso
, iii-53: avevo incominciato a scriverti un letterone mostruoso, che ho dovuto stracciare
benefizi han fatta diventare la propria patria un sepolcro di disperazione. davila, 611:
ai primi colpi di scure il vecchio ebbe un sussulto e interrogò i figliuoli con un'
è simile alla disperazione delle prèfiche dietro un funerale. -per simil. grazzini
-accento, tono disperato (di un componimento letterario, di un discorso)
(di un componimento letterario, di un discorso). levi, 2-56:
le lingue, ed ho sempre cercato un qualche libro di verbi ex professo che
una notte a nostra posta percotiamo dall'un lato del campo, e né tutti
è divenuta indispensabile; senza di essa un amante corre sovente pericolo di cadere in disperazione
disperazione: infuriarsi, divincolarsi furiosamente (un animale). f. negri,
nieri, 338: -lo sai che quand'un omo è alla disperazione, quando.
c'è il rimedio pronto senza spendere un centesimo, * gratis et amore dei
i saraceni fecero la mattina, furono un diletto a vedere e a sentire i
pareva) di chi crede la terra essere un globo tutto abitabile e avervi antipodi.
o disperarsi, essere in preda a un profondo sconforto. giamboni, 4-351:
giorno in poi mi ha sempre guardato con un occhio il più dispettoso del mondo.
, 9-68: si buttò tutt'a un tratto alla disperazione. -coraggio della
, alla disperazione, ridurre qualcuno a un grave stato di sconforto,
c. bini, 105: ci fu un momento che io credetti che tu,
una docciatura ruinosa di neve squagliata, un zampillar d'acqua fangosa, un mestio
, un zampillar d'acqua fangosa, un mestio di ghiaccio, di frane e di
importa, se dalla brace squallida / un ultimo guizzo riconduce / ancor la memoria
avvilito, per disperazione s'impiccò ad un trave della sua camera. berni,
basta; io son qui solo come un cane, / e non magno più ostreghe
, due suoi fidi amanti, / l'un per disperazion diventò boia / e l'
il cervello, che non avea più un pensiero al mondo. moravia, ix-227:
comisso, 1-119: egli mi mandò un portaordini con un cartoccino religiosamente confezionato e
1-119: egli mi mandò un portaordini con un cartoccino religiosamente confezionato e un biglietto,
portaordini con un cartoccino religiosamente confezionato e un biglietto, uno dei suoi soliti biglietti
stesso voler di questo suo amore far consapevole un suo valletto. leopardi, 812:
chim. di sostanza che si aggiunge a un mezzo sospendente per agevolare la separazione
, ne uccise e ne fe'prigioni un numero grande, e gli disperse sì
, / ritornavamo; e ci disperse un nume. foscolo, xiv-210: amico?
. -mandar via, cacciare da un luogo. cavalca, ii-259: l'
dispersero i longobardi? balbo, ii-191: un esercito austriaco, attraversando tranquillamente l'italia
liquefare le nuvole, e forse d'un vapore più che vile fabricare una stella
ho bisogno di disperdere, fuggendo come un pazzo, quello che ora provo per questa
acido della frutta, ma insieme portava un freddo che faceva rabbrividire. 5
: dubito... che mentre con un mio dialogo, mi son posto a
me disperso / per teodorico, ch'un massenzo trovai. andrea da barberino,
crudeltà e d'ira fredda, / un uomo fece guasto / senza pietà nei
, 5-424: pescocostanzo fu... un nido di orafi. la guerra ha
dolore della partita del re, disperso aveva un fanciullo. bandello, 3-52 (ii-516
direzioni diverse; sbandarsi, dividersi (un gruppo); sciogliersi (un'adunanza
e passa. tasso, 13-i-398: un donar un bel fiore, / un
. tasso, 13-i-398: un donar un bel fiore, / un mandare
: un donar un bel fiore, / un mandare un sospir messo d'amore
bel fiore, / un mandare un sospir messo d'amore, / uno stringer
non speri in vano. / ma l'un repente langue, / e l'altro
, / paglia che si dilegua in un momento, / fumo che via sen
comisso, 7-194: incuriosito mi dispersi in un corridoio, salii una scala e mi
sua mensa frugale, gli assegnò a un ospizio di poveri. alvaro, 15-252
stato trascorso d'una fievole giovinezza innamorata un così miserabile disperdimento de'vostri begli onori
, iii-3-56: ragnatele vilissime, che ad un soffio della morte andranno in disperdimento.
guerrazzi, 2-206: i genovesi disperditori un giorno della potenza pisana. carducci,
3. mettere in fuga, sbaragliare (un esercito); scindere, sbandare (
scuderie di corte, confidandosi, con un numero di volontari che il secondavano,
. muratori, x-1-284: portato da un empito di volersi assicurare, non dirò
empito di volersi assicurare, non dirò un alto seggio, ma un facile ingresso
non dirò un alto seggio, ma un facile ingresso nel beatissimo regno di dio
, frammentarsi. tasso, 18-89: un gran sasso... /..
crepano, ed il lor velo in un finissimo spruzzo dispergesi. algarotti, 2-114
a una figura mitotica anormale (è un fenomeno che raramente si verifica in natura
. bot. che ha due semi (un frutto, specialmente, diverse bacche e
s. v.]: gli è un dispero a aver che fare con gli
questi lavori lontani dalle grandi biblioteche è un dispero. = deverb. da
tanno 1833 n'ebbe poco più d'un solo centimetro [di neve], e
di mezzo si metta dispersé in un tino, et in un altro pongasi
metta dispersé in un tino, et in un altro pongasi quella dei due filari dalle
era... la rovina, per un tempo indefinito, d'ogni speranza italiana
mancanza di idee direttive, assenza di un principio morale capace di unificare e dare
principio morale capace di unificare e dare un senso alla condotta individuale. abate
: nella mia mente si operò in un momento una terribile dispersione e un insieme di
in un momento una terribile dispersione e un insieme di ridicole preoccupazioni invase l'anima
dispersioni dell'intemperante confidenza si rivelano in un disarmonico movimento del periodo talora confuso.
. dispersione elettrica: fenomeno per cui un conduttore isolato ed elettrizzato perde la sua
ed elettrizzato perde la sua carica in un intervallo di tempo più o meno lungo
della luce: fenomeno ottico per cui un raggio di luce non monocromatica rifrangendosi si
colori, nell'atto della sua decomposizione da un prisma. idem [s. v
di rifrazione de'raggi estremi, di un solo e medesimo colore, per esempio
singoli dati statistici relativi all'andamento di un fenomeno si distribuiscono al di sopra e
.]: 'dispersivo', l'attitudine di un mezzo a dispergere più o meno la
consumo inutile. pea, 7-246: un fatto disapprovava il padre: l'ordine
8-126: il genio attico prosperò da un robusto contemperarsi d'umanità e naturalità;
con cembali e suoni si riducono in un luogo. lorenzo de'medici, i-288:
la beltà vera / tutta accolta in un volto: / quinci l'esempio han
: / a pena ogni due pezzi un uom s'avea. landolfi, 3-168:
naturalmente moderati, non avevano potuto costituire un serio pericolo. 3. figur.
ora nell'aventino. cesarotti, i-9: un popolo non si forma che dalla riunione
solchi bagnati di servo sudor, / un volgo disperso repente si desta. pascoli,
cacciato in direzioni diverse. -riferito a un esercito: volto in fuga, sbaragliato
al suo numero di matricola. io ero un disperso. -figur. che si
lucenti e coloriti... par come un gorgo di lumi e colori, nel
il rio, / voi vedrete in un punto riaversi. della porta, 1-305:
fino a non essere più percepibile (un suono). marino, vii-330:
voce rintuzzata dalla repulsa de'sassi d'un luogo concavo, non però dissipata o dispersa
giungeva ancora, ma come disperso, un suono di banda. -figur.
figliuolo era stata troppo grande perché in un momento ne andassero dispersi gli effetti.
l'essere mio non era raccolto in un unico pensiero di dolore, ma era disperso
, ma era disperso nella vertigine di un turbine. serra, iii-99: tu vedi
scoppio. bocchelli, i-148: era insomma un lavoro disperso e diverso, che voleva
10. figur. pervaso da un senso di solitudine, di abbandono;
, avvilito; sperduto; smarrito in un proprio mondo interiore, assente col pensiero
, che ancora vagava come disperso in un diverso etere. tozzi, i-517: essi
. morante, 2-228: accovacciato là come un animale, col suo fazzolettino annodato al
ignote solitudini, remoto, sperduto (un luogo). fogazzaro, 2-144:
-isolato, che echeggia nel silenzio (un canto, un grido). -anche
echeggia nel silenzio (un canto, un grido). -anche: staccato da un
un grido). -anche: staccato da un contesto logico (una parola).
con un'altra, con cui forma un sistema eterogeneo o dispersione.
loro, che, negli connesso con un elettrometro che, in alcune camere di
. sannazaro, iv-257: io farò un bel convito a vostre orecchie, / e
povero di virtù. bonichi, 204: un modo [per poter riposare] ci
poter riposare] ci ha, ma è un poco aspretto, / non dico netto
altro, servi costui, dispetta a un altro. caro, 5-100: il dispettare
im- proviso innanzi; ché ciò sarebbe un dispettarlo. 4. intr. disus
senza piangere e dispettare, da che un terzo di quella è indice de'danni
che il tempo ci ha fatto, e un altro terzo, de'servigi che non
[argomenti] veramente quelli che meritassero un dispettevol silenzio. = * deriv.
, e in dispetto / più che un sordido ebreo fuora del ghetto. c.
/ di lui, vedersi ora appagar d'un scritto, / del bel viso turbar
giostra mosso. marino, 3-54: un rabbioso dispetto ancor sent'io / del
ed indegni? goldoni, vii-433: un cavalier che mi visita, favorisce me
: belle cose da fare scrivere a un povero disgraziato, tribolato, ramingo,
disgraziato, tribolato, ramingo, a un giovine che dispetti, almeno, non
difficilmente giustificabile, avrebbe potuto suonare come un dispetto o, peggio, un affronto.
come un dispetto o, peggio, un affronto. -figur. ariosto
gelli, ii-79: l'avere a lavorare un poco sarebbe un piacere; ma sempre
l'avere a lavorare un poco sarebbe un piacere; ma sempre, come ho a
che ho poco o nulla, è un dispetto. berni, 80: conti tutti
lasciare indarno passare cotanta bellezza senza pigliarsi un piacere, ma in dispetti maninconie e
spalla della signora giacinta e le ha un poco macchiato l'abito. pea,
, a onta (si accompagna con un compì, di specificazione o con un
un compì, di specificazione o con un agg. possessivo, e in quest'
segneri, i-614: se non vorrai bere un tal calice per amore, lo dovrai
giusti, iii-183: se la crusca fosse un paradiso, direi d'esserci entrato a
una parte dei miei colleghi ci voleva un altro. -a dispetto del mondo
s'io mi t'accosto, con un calcio solo / ti vo'mandar da l'
. papini, 28-283: ai loro piedi un di quei cani che sembrano fagotti di
che sembrano fagotti di pelo schizzoso, con un muso mezzo nascosto dai ciuffi e dai
.. mi hanno rimesso in mente un luogo e un nome: l'albergaccio.
hanno rimesso in mente un luogo e un nome: l'albergaccio. -per
proprio dispetto o, anche, per fare un dispetto; con l'intenzione di umiliare
ne dolsi, quasi come per un dispetto, avendo forse avuto per male
con proteste, con irritato risentimento (un consiglio, un rimprovero, una proposta,
con irritato risentimento (un consiglio, un rimprovero, una proposta, una notizia
, 1-190: questo non è più un discorrer da uomini, ma un fare a
più un discorrer da uomini, ma un fare a farsi dispetto come i bambini
grandi finestre, le gambe lucide di un pianoforte, i lampadari, le fecero dispetto
alleanze fatte e disfatte a seconda di un dolce e di un'immagine data o
dispetto, / fin che non sorga un uom che ci raduni. pascoli,
disse: io credeva, che fosse un uomo da bene e d'alcuna apparenza,
detto, 'io non ti curo un fico, io ti ho per un asino
un fico, io ti ho per un asino, va alle forche, un diavolo
per un asino, va alle forche, un diavolo che ti porti '.
era dispettosa e fiera come quella di un capaneo conficcato in un terrestre inferno.
come quella di un capaneo conficcato in un terrestre inferno. 2. ant
, effigiata ad una vista / d'un gran palazzo, micol ammirava / sì
fuori con voce dispettosa e tremante ad un tempo. manzoni, pr. sp.
, arrivò renzo, ed entrando con un volto dispettoso insieme e mortificato, gettò
-misto a dispetto, sdegno, rancore (un sentimento). marino, 1-19:
, non mi resta che una meraviglia un po'dispettosa del vedere come tanti si
figur. aspro, stridulo, insistente (un suono). verga, i-13:
fiammeggiando. ojetti, i-818: sale un continuo strombettare d'automobili, ansioso e
a uno scopo o non si presta a un dato uso; ostile, restio;
più dispettoso il sentir una rastiatura d'un piatto d'argento, che una cannonata
cosa più dispettosa che l'essere arrestato in un movimento vivo e intrapreso con tutte le
dispettosuzzo). bellincioni, i-216: un certo forasiepe, un tal gobbuzzo /
bellincioni, i-216: un certo forasiepe, un tal gobbuzzo / ardito, impronto,
tutto malizia, / né mai lodò un ver questa tristizia, / tant'è invidioso
si calmò verso la mattina: ma seguitò un sopore, un torpore, tristo ed
la mattina: ma seguitò un sopore, un torpore, tristo ed oscuro. così
pallavicino, 9-68: dopo avere dato un mio parto in luce, non posso vederlo
in questa casa mezzo diroccata per trovare un oggetto che possa non dispiacerti. landolfi,
: se volete ch'io mora, un colpo solo / m'uccida, sì ch'
, / che pare schifa cosa per un pezzo. marino, 1-163: licore insidioso
marchi, ii-305: sazio e gonfio come un boa, il vecchio finiva sempre coll'
addormentarsi sulla sedia, in mezzo ad un nugolo di mosche, a cui non dispiace
4. impers. (seguito da un verbo all'infinito o al congiuntivo)
a esprimere rammarico, per sottrarsi a un impegno, per scusarsi di dover opporre
impegno, per scusarsi di dover opporre un rifiuto. -con litote, non mi dispiace
cortesia o per attenuare la durezza di un comando, la perentorietà di un ordine
di un comando, la perentorietà di un ordine. folco di calabria,
del sig.... abbia un male così stravagante. goldoni, viii-645:
non conoscendo lo stato mio mi posi un grano di quel confetto in bocca, né
una disposizione virtuosa: essa nasce da un amore della verità, indipendente dal piacere
da dietro le rocce sbucarono... un uomo corpulento e una donna assai pingue
, stretta per altro nella ritenutezza d'un robusto fasciame cosparso di vetruzzi. c'
di vetruzzi. c'era per aria un vecchio dispiacere. presero difatti a rinfacciarsi
dispiacere. presero difatti a rinfacciarsi l'un l'altra i loro diportamenti. soldati
7-159: non ci ha mai prescritto un cibo o un liquor dispiacevole.
non ci ha mai prescritto un cibo o un liquor dispiacevole. p. verri
grazia derivante da difetto punge solletica come un sapore acre e piccante, o aspro,
stesso è dispiacevole, e pure in un certo grado piace. petruccelli della gattina,
brutto, sgraziato, non attraente (un volto, una figura, una persona)
il dispiacevol viso. castiglione, 280: un genti- lomo... avea una
; dolente, contrariato; che riceve un grave disappunto. settembrini, iv-251
dato della gelosia, e stamane sto un po'dispiaciuto con te. pirandello
3. rifl. disporsi su un piano, in senso orizzontale; distendersi
è quasi, entro a quei colli, un minor colle, / che 'ntomo a
distruggere, cancellare (la conoscenza di un fatto, un sentimento, un pensiero
(la conoscenza di un fatto, un sentimento, un pensiero, un proposito
conoscenza di un fatto, un sentimento, un pensiero, un proposito, ecc.
, un sentimento, un pensiero, un proposito, ecc.); annullare,
a dire. / e fu quasi un sol punto aprirgli il fianco, / dispiccarglielo
lo nasconde in grembo e s'allontana un tratto. -per estens. allontanare
-per estens. allontanare a forza da un luogo. brusoni, 373: egli
3. rifl. distaccarsi con un rapido balzo; sciogliersi, separarsi,
(da un'amicizia, anche da un pensiero assorbente ed esclusivo). caro
dispiccarsi da un'idea fina o da un sentimento onesto, quando il soggetto glielo
. staccarsi, separarsi, scindersi (un elemento da un tutto, un oggetto
separarsi, scindersi (un elemento da un tutto, un oggetto da un'altro a
(un elemento da un tutto, un oggetto da un'altro a cui è strettamente
]. anguillara, 6-81: ella un marito avea che con la cetra / i
monte. cebà, 20-110: qui salta un capo e là rovina un busto,
qui salta un capo e là rovina un busto, / una man pende e si
/ una man pende e si dispicca un braccio. mamiani, 1-149: dall'oceano
7. spiccare in rilievo, staccarsi da un piano o da un fondo; sporgere
, staccarsi da un piano o da un fondo; sporgere in fuori, aggettare (
fondo; sporgere in fuori, aggettare (un fregio, una cornice, ecc.
che nel terzo fregio si dispicchi / un viticcio, che va con varii giri.
, protendersi; emergere, sovrastare (un edificio, un monte, un elemento del
emergere, sovrastare (un edificio, un monte, un elemento del pae- saggio
(un edificio, un monte, un elemento del pae- saggio).
, e nel piano s'inoltra, un altissimo colle. carducci, iii7- 350
, separato, disgiunto; isolato (in un insieme, in un complesso di
(in un insieme, in un complesso di oggetti, di elementi).
: ponendo l'amore a una cella o un libro, e simile altre cose,
dispìccio). ant. liberare da un impiccio, sbrogliare, districare; disimpegnare.
ne'discorsi, la quale appunto da un tal dispiegamento di corpi ricevette per metafora
di procedere, di manifestarsi (di un organo, di una facoltà intellettuale,
tasso, 18-51: dal collo ad un filo avinta pende / rinchiusa carta,
allegri, / trasse, ed, un foglio dispiegato, disse / resa peschiera.
lì una graffetta da dispiegare per fame un lungo spiedo. -per simil.
all'aria, al vento; inalberare (un vessillo, le vele di una nave
obbediva a manfredi barisone; / d'aquila un capo bianco dispiegava / miran dentro un
un capo bianco dispiegava / miran dentro un vermiglio gonfalone. alfieri, 1-843:
girar di bianche rose, / e un vel sovr'essa dispiegar che largo / per
china alquanto; e, tenendo nella sinistra un lembo della clàmide, la dispiega tutta
al suo concetto il velo. / mandami un olocausto, o sommo dio, /
/ d'ardenti stelle, e di rugiada un nembo / piovea soave alla gran madre
erga e dispieghi, / qual già un tempo, l'altier tronco e le fiondi
/ questa una gleba, e quella un sasso afferra, / poi fa che contra
, rivelare; effondere, confessare (un sentimento, una disposizione d'animo, ecc
esporre dilucidando, commentando il contenuto di un testo. boccaccio, v-46: deh
su una vasta superfìcie; schierare (un esercito). tasso, 11-30:
fossero per dispiegarsi nell'aria a guisa di un vessillo sormontato dall'aquila.
vasta prospettiva (una catena di monti, un paesaggio, ecc.); snodarsi
è questa che qui si dispiega / da un principio e sé da sé lontana?
dispiega', cioè si deriva, da un principio, cioè da una fonte.
. manifestarsi, rendersi visibile, assumere un determinato aspetto; chiarirsi. dante,
regole, assumendo certe caratteristiche (un fenomeno, un'attività); verificarsi,
pure i princìpi a parma di un nuovo stile, anzi di nuovi stili,