: ha forza di ammirazione e vale per un certo modo di domandar consiglio, quando
per lo più con intendimento didascalico (un componimento poetico). carducci,
. carducci, iii-8-224: è un de'più antichi esempi dei sonetti,
spagna, 20-40: così dicendo, scontraro un gigante, / tutto coperto di coiame
non dir motto. -a un solo motto, a un vero motto:
-a un solo motto, a un vero motto: con poche e sincere
[piacemi] che vende / ad un ver motto e non sua robba lauda.
ancor mi piace veder mercatante / ad un sol motto vender su'mercato.
altri che cercavano il torbido d'amantarsi d'un tal pretesto e dar il motto alle
iii-27-313: l'eresia proruppe da parte di un vecchio e lungamente ortodosso marxista, il
per lo seguente mattutino. -d'un motto: con una sola parola, con
alfieri, xvi-127: tu puoi d'un motto / funesta nebbia disgombrar. nievo
/ lo stringono i soldati: / d'un motto ei li ristora.
bel collo. -fare, gettare un motto a qualcuno, con qualcuno per
messer antonio bonsi desidera che io faccia un motto a nostro signore in beneficio suo
certo che non reputerete fastidio il fare un motto con seco in giovamento di me
monsig. guidiccione, degnatevi di gittargli un motto per me, e dirgli quanto
fa motto. -in relazione con un compì, di moto a luogo:
di moto a luogo: andare in un luogo determinato con l'intenzione di parlare
. caterina de'ricci, 1-325: era un piovano... el qual evoi
messer riccardo che fatto s'avrebbe a un altro forestiere che con paga- nino in
di qualcosa: metterlo al corrente di un fatto, di una notizia; avvertirlo,
: parlare, trattare, discutere di un argomento, di un fatto, di una
, discutere di un argomento, di un fatto, di una questione.
verso casa nella sera. -fare un gran motto a qualcuno: ossequiarlo.
là a inginocchiarsi a'piedi e fecegli un gran motto. -fare zitto nè
in vano. -in un motto, in due motti: in poche
1-860: perché il gioberti, che tale un dì pensò e scrisse, poi tanto
al mazzini, io ti chiarisco in un motto: il gioberti fu prete,
scoperto alla temperie dell'aria. -in un attimo, con estrema rapidità. latini
fare, / che non perde in un motto / te e l'aquisto tutto.
intelligenza, 126: fedio bidulfo, un alamanno, tale / di sovra all'
sovra all'elmo, mai non fece un motto. boccaccio, dee.,
d'olio, io ci scorgo appresso un luigi. beltramelli, iii-297: di
però che altra volta l'udi'dire a un valente uomo. beicari, 1-42:
valente uomo. beicari, 1-42: un frate laico... vedendo che in
. vedendo che in sul capo aveva un callo grosso e nero, per motti gli
-senza dire o fare motto o un motto o nessun motto, senza alcuno
iii-79: altobello depose il fratello sovra un letto e raccomandatolo al suo scudiere,
lazzaroni, la-2-99: appostata... un giorno la carrozza senza farne moto a
farne motto a persona, seppellito anch'egli un gran tesoro in quella che poi fu
o totto. -senza formare un motto contrario; senza sollevare obiezioni,
, 12-92: col cocuzzo basso e senza un motto / formar contrario ogni altro se
. mattio frarnesi, xxvi-2-108: con un dir 'servidor 'mi raccomando
, imbottire, farcire carni diverse con un ripieno allo scopo di renderle più gustose
per lo più nelle espressioni fare un mottozzo, fare un granmottozzo).
nelle espressioni fare un mottozzo, fare un granmottozzo). m. franco
4-165: nel suo arrivo sentii fargli un gran mottozzo dal fratello e dal padre
padre spirituale. varchi, 3-83: fare un mottozzo significa fare una rimbaldera, cioè
tedesco e mezzo no, / mi fa un mottozzo e domanda quand'io / vado
amministrativa, cioè concreta e particolare, un determinato singolo affare; è emesso dal
. -anche: il documento che contiene un tale atto. cellini,
quella autorità che da papa paolo per un motoproprio... gli fu data.
fu data. de luca, 1-2-43: un moto proprio fattovi da urbano ottavo nell'
[gli agenti della casa barberini] un motuproprio, col quale si ordinava al
-clausola che può essere introdotta in un rescritto (cioè in un atto emesso
introdotta in un rescritto (cioè in un atto emesso dal pontefice o da un
un atto emesso dal pontefice o da un sovrano dietro istanza della parte interessata e
istanza del privato che tende a ottenere un rescritto con la clausola motu proprio e
, legislativo o amministrativo) emesso da un sovrano ufficialmente di propria iniziativa, anzi
. -anche: il documento che contiene un tale atto. -per estens.:
vibrare, a bubbolare motu proprio in un cupo dispregio. 5. locuz.
cibi, distanti e moventi / d'un modo, prima si morria di fame,
fame, / che liber'omo l'un recasse ai denti. tasso, 11-iv-355:
-che provoca, favorisce o permette un fenomeno naturale, in partic. lo
naturale, in partic. lo sviluppo di un vegetale. leonardo, 2-246:
. carducci, iii-3-101: tutt'a un tratto quel movente di maligni ossami stuolo
di nuvole. pascoli, 146: un immoto fragor di carriaggi / ferrei,
3. figur. che costituisce un impulso, uno stimolo, una causa
che provoca, favorisce o può determinare un comportamento, un atteggiamento, uno stato
favorisce o può determinare un comportamento, un atteggiamento, uno stato d'animo o
, anche, una situazione storica, un evento. bonichi, 116: perché
niuno ardì contraddir solo, ma uscì un tuono di voci moventi a pietà del
la repulsiva si mostrano compagne moventi di un principio medesimo nelle analoghe costanti che in
compiere determinate azioni, a comportarsi in un dato modo; facilmente influenzabile, suggestionabile
piega facilmente ai comandi dell'uomo (un animale]. crescendi volgar.,
passa facilmente da uno stato fìsico a un altro. giamboni, 8-1-180: la
6. purgante, lassativo (un medicinale). a. cocchi,
. che si diparte o ha inizio da un determinato luogo, da un dato punto
inizio da un determinato luogo, da un dato punto. boccaccio, v-68:
principio attivo fisico del moto, di un movimento, di uno spostamento (anche
resistenza, ben che grandissima, di un resistente che lentamente debba esser mosso,
mamiani, 10-ii-389: ogni moto ricerca un movente, ogni movente un perché intrinseco
moto ricerca un movente, ogni movente un perché intrinseco dell'atto proprio: ché
suo perché, tu entri a forza nell'un via uno, e giri in un
un via uno, e giri in un circolo senza uscita. 10.
lato o anche razionale) che determina un processo volitivo e, attraverso questo,
, attraverso questo, un'azione, un comportamento 0 un atteggiamento (pratico o
, un'azione, un comportamento 0 un atteggiamento (pratico o intellettuale) dell'uomo
(una circostanza, una condizione, un fatto, ecc.) che, con
del valore e che la fortezza eroica sia un eccesso, come potrà eccessiva fortezza essere
movente? magalotti, 23-110: se un principe dicesse a uno di costoro,
borsi, 30: se parlo a un mio simile, per metà non mi vuole
. piovene, 3-132: le parlai un giorno a lungo del mio contegno con
determina una volizione che si concreta in un atto delittuoso (per lo più nelle
]: i moventi del misfatto. -ebbero un altro movente. -un movente politico (
o elemento ispiratore o spunto iniziale di un artista, di una scuola o di un'
movente dei carracci fu sin dall'inizio un movente * lombardo ', inteso a
membro sul quale si applical'azione motrice in un meccanismo. movènza (ant. movènzia
modi che intendono per lo più esprimere un sentimento, una sensazione, un'intenzione
di quello scultore, che avendo ridotto un gran pezzo di marmo all'immagine non
marmo all'immagine non so se d'un ercole o di un giove fulminante e
non so se d'un ercole o di un giove fulminante e datogli con mirabile artifizio
gozzi, i-13-200: la pittura rappresenta un miracolo, fatto sopra un infermo
rappresenta un miracolo, fatto sopra un infermo e un fanciullo agonizzante...
, fatto sopra un infermo e un fanciullo agonizzante... l'infermo
lei, tu osservi le graziose ondulazioni d'un serpe. carducci, iii-24-161: cantavano
riflesso, di una persona o di un animale. -anche: la causa, interna
, con sue movenze e languori, un popolo minuto ai piccole vite.
al giuoco degli scacchi, dove riesce un bravo giuo- catore che è dotato di
-sviluppo logico dell'attività mentale o di un pensiero. bonghi, 1-112:
sirena: a cui è probabilmente diretto un poema di sette versi, che ha movenza
[la prosa] del tommaseo ha un perenne calore di immagini, ricchezza di
strofe. -carattere, andamento di un brano musicale. g. b.
accidentato '. -caratteristica di un elemento o di un particolare architettonico che
-caratteristica di un elemento o di un particolare architettonico che si stacca dalla struttura
; trasferimento o movimento di truppe secondo un disegno preordinato. andrea da barberino,
, per andar tutte insieme, come un esercito in ordinanza. roberti, iii-150
zolle. d. bartoli, 9-23-242: un sasso agevolmente movevole perché ritondo.
più di null'altro caramente ne accettò un globo celeste d'ottone, smaltato d'oro
passivo; che può essere portato da un luogo all'altro o essere rimosso e
de'rossi... ha consegnato un teatro in ancona da capo a fondo versatile
ancona da capo a fondo versatile in un istante con una macchina assai agevole e
-che si muove per mezzo di un congegno meccanico. chiari, 3-i-31
tavole maestrevolmente dipinte, entro cui racchiudevasi un teatrino portatile, dove veder si facevano
. che presenta una notevole fluidità (un liquido). campanella, 4-241:
2. figur. adattabilità, flessibilità di un metodo o di uno strumento di ricerca
, talvolta, confuso, chiassoso un ambiente, una situazione, ecc.;
maggiore velocità e vivacità alla fase di un incontro sportivo. -per estens.
.: rendere vario e vivace un oggetto o un'opera d'arte con ele
confusione (una circostanza, una situazione o un periodo di tempo).
rapporti fra l'infimo e l'enorme, un secolo movimentatissimo in ogni paese d'europa
europa. silorte, 4-130: malgrado un paio di sdruccioloni e una sosta movimentata
calvino, 2-132: preferì cominciare a leggergli un romanzo di fielding, che con la
che con la vicenda movimentata lo ripagasse un poco della libertà perduta. 2
o, anche, di traffico (un luogo, una strada, un ambiente
traffico (un luogo, una strada, un ambiente).
appare caratterizzata sia dallo stabile stanziamento su un determinato territorio sia dalla comunanza di lingua
que'paesi e più altre ancora con un nome tedeschi si chiamano. bandello,
le montagne del bresciano... un marco bragadino greco di nazione. tasso
quando una lingua fa veloci cambiamenti, è un indizio certo di una rivoluzione nelle idee
, xviii-3-398: vorrei la nazione generalmente un po'piu'ospitaliera e meno avida,
noi stessi sovente, nel senso di un complesso di popolazioni e di stati derivati
dobbiamo avvertire che la prendiamo qui in un senso più ristretto, in quello di
culturale, ma in ogni caso sentita come un valore altamente positivo da conservare, difendere
a cui di nuovo convien pur dar un nome, e noi diamo quello di
l'approvasse, ne avrebbe ad inventare un altro, posciache in qualche modo è da
una lingua medesima e si riconoscono uscite d'un solo ceppo; ovvero, comecché originate
comunità locale o gruppo sociale portatore di un proprio sistema di valori e di interessi
che intendeva raccogliere le forze democratiche sotto un programma unitario e monarchico; fu sciolta
la volontà unitaria dei toscani, da un gruppo di patrioti riuniti attorno a bettino
subbugli movono, ei dice, da un 'capriccio 'in cui sono entrati,
tre doti consiste l'essere nazione di un popolo. tommaseo [s. v.
1846 più che dopo. adesso ell'è un nome geografico più di prima. il
italia nazione quando l'unità non andrà nell'un via l'uno. a costituirsi in
nazione, per produrre la contentezza di un tre o quattro uomini, bisogna che ne
quattro uomini, bisogna che ne rovini un tre o quattro milioni. gioberti, 9-i-110
, se una nazione straniera colpisce con un dazio di cento una merce italiana all'atto
alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la
favorita'. quella che, inserita in un accordo o in un trattato internazionale in
che, inserita in un accordo o in un trattato internazionale in materia doganale o
nel quale ogni stato ha diritto a un voto (mentre il consiglio di sicurezza,
piovene, 7-318: questo adriano-gide (un gide però meno protestante, più
, più morbido) ha la fede di un funzio nario delle nazioni unite
: tra quali alleati fu statuita sopra un fantasma di lega delle nazioni un'alleanza
più o meno stabile e duratura in un medesimo luogo diverso dalla loro patria,
di soldati che, nell'ambito di un medesimo esercito o corpo armato, sono
, ii-157: giulio cesare, essendo da un suo barone spregiato di sua nazione,
3-5 (1-iv-272): era allora un giovane in pistoia il cui nome era
, 28-21: era de la famiglia sua un garzone, / allevato da lui,
pallavicino, ii-208: ne vestì esso un giovane chiamato innocenzo, di nazione sì
muta vezzo. -qualità (di un oggetto, di una sostanza).
. livio volgar., 3-183: un uomo e una donna, di nazione galli
una donna, di nazione galli, e un greco e una greca, furono sotterrati
alfieri, 7-53: conosco e tratto un cappuccino di nazione corso, che è
vita o, più spesso, per un periodo di tempo limitato (di solito
periodo di tempo limitato (di solito un mese); consisteva nell'osservanza delle
termine del periodo di osservanza si offrivano un agnello in olocausto e una pecora e un
un agnello in olocausto e una pecora e un ariete in sacrificio. diodati
la sua offerta al signore: cioè un agnello d'un anno, senza difetto
offerta al signore: cioè un agnello d'un anno, senza difetto, per olocausto
, per olocausto, ed una agnella d'un anno, senza difetto, per lo
difetto, per lo peccato, ed un montone senza difetto per sacrificio da render
per sacrificio da render grazie. ed un paniere di focacce di fior di farina
profilava l'avvento del nazismo vi fu un uomo politico italiano che procurò di fare
sbanditi dal nazismo, schònberg era in un certo senso il più importante. moravia,
era uno, il professore di tedesco (un nazista della più bell'acqua!)
persino la sua fotografia in mezzo ad un gruppo di ufficiali tedeschi, fatta in
celebrazione nazista in cui egli aveva diretto un concerto. pasolini, 8-145: ma si
non siamo stati dei pazzi a crederlo un episodio? 3. per estens
quella parte, di là (e sostituisce un compì, di moto da luogo,
con valore intensivo, in relazione con un verbo di moto. g.
/ dell'assisa spogliato, ond'era un giorno / venerabile al vulgo. foscolo,
da una morte spietata. -preceduto da un pron. pers. atono (me,
: l'architetto se ne uscì in un riso di superiorità. -ant.
, ed io me ne stava sopra un monte altissimo. -seguito da un pron
sopra un monte altissimo. -seguito da un pron. di terza persona (il,
228-7: e 'l piover giù dalli occhi un dolce umore / l'addornàr [il
tempo frastorna / la tua memoria; un filo s'addipana. / ne tengo
s'addipana. / ne tengo ancora un capo; ma s'allontana / la casa
relazione con una certa quantità o con un numero determinato di cose o persone.
: / tosto in corpo al ronzino un ne constringe / di doralice, et in
. batacchi, 2-85: se muore un papa ne vien fatto un altro.
: se muore un papa ne vien fatto un altro. foscolo, iv-470: bussò
foscolo, iv-470: bussò alla porta di un contadino, e lo destò domandandogli dell'
. ne mando a vostra signoria illustrissima un saggio. giannone, 315: egli
84): teste come la testa d'un conte duca, ce n'è una sola
-in espressioni ellittiche, che sottintendono un sost. facilmente intuibile dal verbo o dal
.. -ma si licenzia di casa un galantuomo così da un momento all'altro
licenzia di casa un galantuomo così da un momento all'altro? -in fatti il
veniva (degli uomini). berne un bicchiere (di vino). viani,
le sponde del lamone aveva preso stanza un signore che ne sapeva più di un baccelliere
un signore che ne sapeva più di un baccelliere di salamanca. tecchi, 2-30
lascivi spinta a proda, / gir sopra un nicchio, e par che 'l ciel
ne frema, e in più d'un segno / dimostri fuore il mal celato sdegno
. / a me certo ne spiace un infinito, / ma così porta la crudel
, ii-no: ah! ma nemico è un altro dio, di pace, / più
taciturno. montale, 2-84: freddo un vento m'investe / ma un guizzo accende
: freddo un vento m'investe / ma un guizzo accende i vetri / e il
dirittamente famiglio da dovere esser caro a un gentile uomo di questa terra...
che amor ne frisse cagione, diliberai un giorno dimandamela. fagiuoli, 1-3-40z:
ne ringrazio. cavalca, 20-201: un monaco solitario d'egitto pregò iddio che
poiché più volte n'ebbelo pregato, un dì l'angiolo di dio venne a
che non cercavo nulla di meglio che un appiglio qualunque per levarmela d'attorno. ne
gere in mano un fascio di fulmini per saettarne quella fronte
16-54: io scoppio / dentro ad un dubbio, s'io non me ne spiego
[dalla scarsella]... / un par d'occhiali affumicati e rotti.
lo impediva. saba, 14: d'un pino al tronco m'appoggiai beato,
beato, / ne svelsi, sospirando, un basso ramo. ungaretti, ii-105:
vi saprò dir qual abbia ad esser un perfetto cortegiano, ma non insegnarvi come
funzione della particella pronom. propria di un verbo intr. - anche in posizione enclitica
i-77: prima vedrem di sdegno un cor gentile / al tutto scemo
natura / la nostra fiaba brucerà in un lampo. -in posizione enclitica.
. -in posizione proclitica rispetto a un pron. atono. foscolo,
grave ira celeste / nel dirà forse un sacerdote, o pio / vate.
. finale negativa o una dipendente da un verbo di timore: che non, affinché
sa di dover morire lo stesso, un giorno o l'altro, la mi pare
o l'altro, la mi pare un po'grossa... tanto più che
una buona cantina... -e un buon marito... neh! caterina
r. sacchetti, 1-207: gironi brontolò un -grullo! -poi aggiunse: -spicciatevi
parte mia m'abbandonavo, neh! a un estasi tale che sono sicuro di avere
che per la tenerezza / non versi un dolce pianto giù dagli occhi. ariosto,
. -con valore di e in un contesto negativo. montale, 3-120:
trattoria italiana. -in relazione con un altro avv., limitativo o rafforzativo
vecchio col nuovo... e fanno un guazzabuglio e una mescolanza, che non
d'azeglio, 4-7: quest'apostrofe d'un soldato napoletano, che non avendo attenuta
., 4-102: vedemmo a mancina un gran petrone, / del qual né io
): era [nel monastero] un monaco giovane, il vigore del quale
natura e del ciel, né d'un sospiro, / né d'un sol fiore
né d'un sospiro, / né d'un sol fiore consolar l'estinto. foscolo
ch'io sopravviva / a lei, né un giorno, invan lo speri. nievo
all'orizzonte non si vedeva più né un albero solo di nave. e
amore, /... / un giovinetto tale, / che di biltà,
di valore / non se ne troverebbe un maggior mai. s. girolamo volgar
nievo, 663: prima di ricevere né un bacio né un saluto, volle ch'
: prima di ricevere né un bacio né un saluto, volle ch'io le promettessi
gli sia tolto. -in un contesto negativo per la presenza di non
tormenta. -in relazione con un agg. o con un pron.
-in relazione con un agg. o con un pron. negativo. giamboni,
esserne biasimato, sì come neanche ad un peregrino che a qualche determinato loco ha
recare solo su me la colpa d'un movimento antimanzoniano, che io neanche riesco
iv-1-144: neanche le parole della madre inducono un sonno così puro e così benefico al
/ gli aggira, che né anche un arcolaio. l. bellini, i-iio:
e. gadda, 6-149: ma d'un bebé in viaggio, che! neanche
. 2. in relazione con un altro avv. di negazione { non
ecc.), accentua l'esclusione di un determinato termine. lippi, 2-51
lippi, 2-51: senza veder né anche un animale, / frugò, bussò,
e bene! » gridò renzo, con un viso più che mai stravolto: «
che di lui e di sé non resti un giorno / neanche un mantello labile di
sé non resti un giorno / neanche un mantello labile di luna. pavese, 5-75
neanche a farlo apposta: per indicare un risultato conseguito in modo contrario o indipendentemente
a milano. -in relazione con un altro avv. di negazione o con
altro avv. di negazione o con un pron. negativo. g. f
cappello. codemo, 230: io ho un sospetto, ma tanto orribile che non
da una piccola macchia scura simile a un neo dell'epidermide. -in partic
-in partic.: intaccato dalla carie (un dente). tommaseo [s.
per es.: 'quella ragazza ha un dente neato ': con una macchia
': con una macchia che somiglia un neo. d'una parte del corpo
minutissime di acqua, dell'ordine di un centesimo di mm, che cadono nell'aria
i problemi dell'inquinamento); costituisce un ostacolo alla circolazione stradale, alla navigazione
fecondazione dei fiori (può tuttavia impedire un troppo rapido abbassamento della temperatura con
, 190: tal pareva plutone quale pare un mulino girato a vento quando si vede
. frugoni, i-io-189: la febbre in un vapor caldo e sottile / dileguò tutta
è quasi poesia di nebbia, che un fiato di vento trasporta a sua voglia.
-preso di nebbia: che ha un colore tendente al grigio chiaro.
; una bionda coi capelli che sembravano un po'presi di nebbia. -con
settantadue anni, ma sarebbero nulla senza un noioso mal di petto regalatomi dal clima di
regalatomi dal clima di londra. abbiamo un bel difenderci noi, figliuoli del sole;
ragione virgilio dovea dirlo a dante in un luogo tutto pieno di nebbie e di tenebre
o emesso nella respirazione o derivato da un liquido bollente. g. cavalcanti,
fin che il sole monta su suda un albero, che ivi è, e dal
gassosa che contiene in sospensione gocce di un liquido e si sviluppa in taluni processi
che si verifica durante l'elettrolisi di un sale fuso, come dispersione in esso
in esso degli ioni metallici appartenenti a un elettrodo o, in partic., a
elettrodo o, in partic., a un anodo solubile (e nella successiva solidificazione
): poiché il conflitto fu durato un poco / e che la nebbia cominciossi aprire
nebbia polverosa, alla quale non basta un ottavo d'ora per ischiarirsi. magalotti,
da di fuor l'assalto / ad un qualche riparo o bastione, / fa innanzi
/ fa innanzi a'difensor di nebbia un smalto, / tratta da lor colubrina
6-160: una nebbia di luci / sprofonda un panorama d'alberi turchini / in una
fa che tu costui ricinghe / d'un giunco schietto e che li lavi 'l viso
. g. gozzi, 1-129: un uomo dabbene..., trovandosi verso
del vino e pieno di sonno come un tasso, andava attenendosi alle muraglie e
le pupille. piovene, 1-83: un ardore, un orgasmo,...
. piovene, 1-83: un ardore, un orgasmo,... le mettevano
come rapiti. -effetto sfumato di un oggetto, che deriva dall'opacità dell'
, fra le ciglia albine, con un riflesso d'acqua grigia e ferma.
rispetto alla difficoltà intrinseca della comprensione di un fatto determinato. dante, conv.
alla ricca mensa tua, e in un punto mi parve essere del tutto fuori di
sono di ostacolo all'esatta valutazione di un fatto, di un'esperienza, di una
qualche uomo di genio... sarà un giorno possibile... di schiudere
era il lato positivo del materialismo italiano: un andar più dappresso al reale ed alla
suo sogno d'arte, ecco, a un tratto, lì dentro offuscarsi da capo
memoria non più una nebbia, anzi un punto nero. montale, 1-127:
confusione fa? lei oggi, ha un po'di nebbia in testa, o no
mi debbia, / per non parere un auttor da nebbia. -sensazione indefinibile
quando mi sollevarono dal duro giaciglio ebbi un grido di dolore. poi non ricordo
pensieri / che mi raduna in core un bel disire. v. colonna, 1-17
ipocondriache. bersezio, 3-291: vedi un poco se io mi sono lasciata affogar dalle
almo splendore. chiabrera, 1-ii-144: un di pietà nemico / sdegno repente apparse
/ di mille nebbie oscuro / in un momento. 9. condizione esistenziale
melodia del giovane divino è passata come un soffio rigeneratore. 10. malinteso
manifatura che apena ne devete essere per un screpolo obligato. b. arienti,
talvolta condensarsi in una stilla, cadere sopra un filo d'erba, dare un ristoro
sopra un filo d'erba, dare un ristoro. vittorini, 1-96: questa realtà
fussi lasciato governare da una nebbia di un vicario. -quantità piccola o insignificante
aira, le cui infiorescenze soffici acquistano un colore grigio giallognolo con l'essiccamento.
mazzi che si tengono in vasi per un certo ornamento. è 1 " 'aira caespitosa
-nebbia catodica', carica addensata intorno a un catodo che emette elettroni. 16.
, ostia. carducci, iii-13-206: un angelo... 'nello scendere seminava
degli altri soccorsi. 'egli è un signore, ed ha in tasca la nebbia
., 9 (159): un non so che di molle e d'affettuoso
nebbia, soleva dire un'anima d'un buon compagno. s. caterina de'
molto tempo (e ha valore di un rimprovero affettuoso o scherz.).
, xxv-1-217: ora che t'ho posto un poco amore, / sei sì ritrosa
per una nebbiarella. che se, un tratto, / mi dà fra l'unghie
fare appunto / quel che fo d'un pidocchio. tecchi, 11-in:
iv-1-695: guardarono attraverso i vetri fuggire un paesaggio monotono in una nebbietta appena appena
la sera una nebbietta azzurra cala come un sonno sulle poche arcate illuminate, e
barocchi / e la vetrata di fondo rivela un biondo parco di stiria, / con
cui la triste giornata del natale addensa un torpido coltrone di nebbiacce. marinetti,
londinese penetrando nella clinica mi nascose ad un tratto gli orli della ferita che io
ogni moto di vapori la minaccia d'un temporale o d'una tormenta, o il
una tormenta, o il principio d'un nebbiaio maledetto, in cui la piccola comitiva
velato per tutto da una nuvola o da un nebbione uguale, inerte, che pareva
, le fiamme nei fanali offuscate da un nebbione fitto e pesante. pascoli, 179
. « quando sono partiti da alba un nebbione simile laggiù certo non c'era »
la stretta. linati, 25-37: spesso un nebbionàccio proprio di quelli che non si
l'amicizia antica, ancora che sia un nebbione e che non sappi punto del
bisogni s'usa dire, 'egli è un nescio ', come a chi è
dondolone. giusti, 4-i-308: dunque un nebbione che non fa sul suo / e
conigli ci corrono tra i piedi. un cane che mi pareva una pecora,
. vittorini, 3-101: coglieva su un marrone, nebbiosamente lo sgusciava, se
elettrica. tra le nebbiosità, aveva un che di sidereo. cassola, 2-69
partic.: oscurità o incomprensibilità di un fatto. l. bellini, 5-2-170
la condi zione meteorologica, un periodo di tempo, una stagione
di domenica / vi si vede sguazzare un cacciatore / col cane tra cannucce tife e
. -che apporta la nebbia (un vento). soderini, i-126:
i palazzi e c'era sempre come un fumo dorato e nebbioso che sembrava un'
nella nebbia. -anche: sito in un bassopiano soggetto alla nebbia. bufi,
ancóra verdeggiava, come un'isola in un lago nebbioso. papini, i-820:
nell'acqua nebbiosa e si sentì appena un timido tonfo nel fragore monotono della larga
nulla io rechi con me / neppure un sogno, oltre il nebbioso stige.
3. per simil. appannato da un velo di polvere o di sudiciume;
era una volta a genova... un vetusto caffè dove, tra specchi nebbiosi
incerta. -pallido, scialbo (un colore). piovene, 6-69:
che la guardava fissa in viso: un viso quasi adolescente, fervido e assorto,
, fervido e assorto, avvolto di un rosa nebbioso. -immerso nella penombra
nebbioso si contrasse, come rompendosi su un precipizio di pianto. 5
divisa, ondeggiante e spesso nebbiosa, un punto aveva chiaro e fermo, il pensiero
quel quadro. oppure... un pensiero di fuga cominciò a precisarsi nella mente
, 1-96: lo scosse una vampa un turbine gli girò nel cervello, spazzandone
spazzandone le idee nebbiose, e creandovi un bel sereno da sera d'estate.
: ancora si suol leggere gli antichi un po'come libretti d'opera. parole ed
cugina prediletta: c'era, ma come un male a cui s'è fatta l'
delle tedesche. bacchelli, 2-xxii-76: un momento viene che io son preso da
dalla lontananza, soffocato, fioco (un grido, la voce). bontempelli
accostandosi l'uno all'altro avevano dato un rumoroso scrollo al tavolino carico di bicchieri
da ferrara, 7: deh, cessa un poco este nebbiose gronde, / ch'
casati, 1-96: vi ha però un posto, una giornata al di là
atti negoziali di disposizione in ordine a un medesimo diritto e al soggiacente medesimo interesse
leopardo, che nell'iconografia classica costituisce un attributo di dioniso e delle divinità minori
senso generico: pelle o pelliccia di un animale. landino [plinio]
trastulli come una guerra e la guerra come un trastullo. redi, 16-i-13: al
la testa; / con gran festa / un la nebride gli slaccia. salvini,
[nell'acquario] da una parte formavano un translucido porto più quieto, dove embrioni
poco separate l'una dall'altra ed un poco offuscate. cattaneo, n-2-82: al
il passare dall'arancione al giallo d'un remoto punto del firmamento, l'espandersi
da una nebulosa originaria rotante intorno a un asse, col distacco dei pianeti per
da macchie simili a piccole nubi (un tipo di marmo). - anche
miner. nebulizzare, tr. disperdere un liquido in gocciole minute con uno strumento
. apparecchio o dispositivo usato per produrre un getto di liquido suddiviso in minutissime particelle
suddiviso in minutissime particelle, sospese in un mezzo gassoso, in partic. nell'
per efflusso del liquido a pressione da un ugello). = nome d'
nebulizzazióne, sf. riduzione di un liquido in particelle tanto piccole da
poter restare sospese nell'aria o in un mezzo gassoso (e trova applicazione in
e che distano dalla terra non più di un migliaio di anni-luce; fra queste le
ormai di soccorrermi. ero sfiduciato, con un senso di nebulosa, di caos interno
costringendo entro limiti molto angusti ed entro un contesto di cattiva razionalità, con una proliferazione
tra la nebulosità violetta degli olivi in un languido crepuscolo, io avevo sentito fondersi
, dunque, gradissi. mi piacque un cavaliere strano e bianco, quasi d'argento
giuseppe mazzini... dovevano esercitare un gran fascino sulle fantasie di patriotti ardenti.
gozzano, i-1265: mi sento nelle ossa un languore e nel cervello una nebulosità sentimentale
. forma confusa, immagine sfumata di un corpo celeste. -anche: massa di vapori
vapori o di gas cosmici che avvolgono un astro e ne offuscano lo splendore.
, di dietro gli soggiorna / dfalta palude un nebuloso gorgo. gelli, 15-i-279:
annunzio, iv-1-432: mi ricordo era un pomeriggio nebuloso, illuminato come da uno
. alamanni, 6-24-116: gli dona un colpo e fu così possente / che
. -che apporta la nebbia (un vento). c. bar foli
(il cielo, l'atmosfera, un periodo di tempo).?
lattea, nebulosa, gli nuota in un occhio. -annebbiata dal pianto (
-annebbiata dal pianto (la vista di un og- getto). leopardi,
quel 'v 'nebuloso, a un dubbio poco lusinghiero verso il vecchio curato
, per vero dire alquanto nebulosi, d'un pittore romano. monelli, 2-23:
, se dapprima è purissima, è anche un po'troppo nebulosa e inconsistente, diventa
, dopo, mescolandosi alla prosa, un poco più torbida forse, ma anche
il nebuloso e fantastico aiuto del ritratto, un corpo nudo nella notte, dolores mi
: le nebulose e viete / favole d'un olimpo inverecondo, / che sotto il
toglie che quella poesia non riposi su un fondo d'idee e di fatti (e
della civiltà. -manchevole di verisimiglianza (un personaggio letterario). verdinois,
martini, 5-146: -perdio! -esclamò -hai un bel dire (eravamo già in confidenza
ci davamo ora del tu) hai un bel dire: il tuo carducci è nebuloso
il lieto tempo, con questi pensieri un giorno subitamente l'assalì. poerio,
assalì. poerio, 3-466: l'un dell'altro la morte meditando / stavano
fogazzaro, 5-136: il commissario rifletté un poco e poi, con una faccia
influenza migliore. barilli, ii-395: un meticcio su un carro ferroviario assiste dall'
barilli, ii-395: un meticcio su un carro ferroviario assiste dall'alto e domina
. ha i capelli lunghi e lisci d'un inglese, fatti a treccine, chiare
a treccine, chiare come la cenere -e un viso nebuloso fatto a ciabatta.
? 9. arald. che ha un contorno ondulato, con rilievi sinuosi più
brillante e lucente per la lontananza (un oggetto celeste). - stella nebulosa
, botta. lomazzi, 117: un pittor morendo con le mani / si
le ballotte! viani, 14-22: un fornetto portatile era piazzato all'aperto; tra
tra due testi roventi la donna poneva un mestolo di farina sciolta nell'acqua che
di farina sciolta nell'acqua che in un attimo cuoceva e si saporiva di castagno
i giovani pastori, portava lassù in un sacchetto i necci, il pane e
nieri, 408: san giovanni gli presentò un bel necciotto caldo, sfogliato d'allora
nece, / sì nacque in questo mondo un gran profeta. leandreide, lxxviii-n-303:
per motivazioni estremamente valide; per un bisogno effettivo e reale; di necessità,
e le forze, o perché stimasse soverchio un tal passo, quasi che dalla volontà
.. avessero con la mia persona un legame naturale e indissolubile così ch'io
ti muovi [o mente] in un certo modo sanza fine è proprio l'infinito
dall'altra necessariamente, e non formano un mucchio di madrigali. mazzini, 14-397
di pitture e colori, necessariamente ebbe un effetto di dar risalto alla nudità delle
inevitabile, senza possibilità di sfuggire a un evento negativo, dannoso o spiacevole o
... s'insegnerebbe la prudenza ad un giovane, poiché necessariamente egli mancherebbe di
civile decoro; e gli apparivano come un fatto naturale, neanche accompagnato, necessariamente
mancare, senza causare il fallimento di un progetto o di un'iniziativa;
g. capponi, 1-i-407: un famoso autore disse il superfluo essere cosa
urgente. pascoli, i-241: c'è un superfluo che nella vita è più necessario
cui schierarmi. -in dipendenza da un verbo di opinione. machiavelli, 17
produzione di beni di prima necessità (un impianto, un'industria).
. metastasio, 1-iv-41: roma è un carcere almeno così tolerabile come vienna,
al raggiungimento di uno scopo o di un effetto (espresso di solito da una
finale, anche implicita, o da un compì, di fine). fra
loredano, 3-108: era veramente il morire un atto necessario nel mondo, accioché il
-sostant. vai, 37: già un tempo fu / che davasi a'poeti il
il vitto. deledda, ii-214: osservò un canestro d'asfodelo col necessario per cucire
cucire e una camicia da donna con un ricamo sardo appena incominciato. moravia,
provvedersi delle cose che fanno sì che un uomo sia un uomo. in altri termini
che fanno sì che un uomo sia un uomo. in altri termini, del necessario
cose si ricercano e sono necessarie in un giudice a volere che egli faccia rettamente
/ che s'io vi pongo addobbi un po'ordinari, / non son per dir
, anzi pensavo e penso che fanno un lavorìo utilissimo anzi necessarissimo, fondamentale.
alla verità, per farci proseguire fedelmente un racconto di così poco onore a un
un racconto di così poco onore a un personaggio tanto principale. d'annunzio,
(114): non si può levare un fiore dalla pianta, e portarlo a
pasolini, 7-164: col cuore separato di un bambino, / di questo mondo,
è impossibile. e perciò la necessità è un tale stato di cose che rende impossibile
occupi la necessità, senza che si metta un contrario nel suo proprio contrario. carducci
senza la quale non è assolutamente possibile un conseguente determinato (che, a sua
argomenti a priori; che è conseguenza di un insieme accettato di proposizioni; che deriva
; rigoroso, indubitabile, evidente (un giudizio, una proposizione, una dimostrazione,
, una proposizione, una dimostrazione, un metodo, ecc.). latini
si paralogizza. galluppi, 4-i-68: un giudizio è necessario quando lo spirito è
lo spirito è nell 'impossibilità di formarne un altro opposto. rosmini, xxvi-159:
norma necessaria del suo operare, e un tale giudizio è la coscienza. cattaneo
, i-311: da più a uno face un sollegismo: / in maggiore e in
segni, 9-105: la locuzione ha un certo poco di necessario ancora in ogni disciplina
tirannidi. galluppi, 4-ii-325: quando un effetto esiste perché la causa esiste,
perché la causa esiste, esso è un effetto necessario, perche segue dalla naturale
uscito dalla profondità della materia, predisposto da un dio. -con uso neutro
, / da li miei dubbi d'un modo sospinto, / poi eh'era
due, causa per la sua agilità un moto necessario in quella spada di due
si stropicciano. -che costringe a un comportamento determinato. giov. cavalcanti,
dormire... per allontanare ancora un poco da me l'inesorabile certezza delle
come scusa presso le loro madri. era un patto tacito, ma sicuro. per
-che non può essere ignorato (un autore). zeno, iii-44:
vostra 'istoria della generazione 'sarà un opera degna di voi e vi farà più
. -che deve essere sottoposto a un trattamento determinato. a. cocchi
facendo vista di esser gita a fare un poco di acqua al necessario, che era
al necessario, che era ivi, odo un parlar cheto. f. d'ambra
[s. gerolamo] discepolo d'un ebreo, per apparare bene la lingua ebraica
o costringe una persona ad agire in un modo determinato, diverso o contrario alla
(e può essere invocata come scusa di un comportamento ritenuto illecito in condizioni normali
una illusione, questa necessita ci sembra un tradimento. -obbligo, dovere non eludibile
eleggono tre delli medesimi tre ordini, cioè un fratello di giustizia, un servente d'
, cioè un fratello di giustizia, un servente d'armi e un cappellano, li
di giustizia, un servente d'armi e un cappellano, li quali eleggono il gran
altri serviranno. alfieri, iii-1-22: un uomo veramente buono sfuggirà di continuo,
veramente buono sfuggirà di continuo, come un mostro, la presenza d'ogni altro uomo
dir. situazione in cui, per evitare un grave danno privato o per provvedere alla
pubblici, è indispensabile e urgente compiere un atto, materiale o giuridico, che
materia, fa insorgere in capo a un soggetto un particolare diritto (da farsi
fa insorgere in capo a un soggetto un particolare diritto (da farsi valere però
necessità: condizione di fatto in cui un soggetto, per salvare se stesso o
soggetto, per salvare se stesso o un altro dal pericolo attuale (e non provocato
provocato volontariamente da lui stesso) di un grave danno alla persona, si trova
trova costretto a compiere in danno di un terzo innocente un atto che costituisce reato
compiere in danno di un terzo innocente un atto che costituisce reato (e l'
e salvo l'obbligo civile di pagare un equo indennizzo al terzo danneggiato).
salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da
, diversa dal ministro normale, con un rito semplificato e mediante l'aspersione con
: dovettero ragionarla, spiegarle: era un battesimo di necessità, non si poteva farlo
j. filos. carattere di un fatto o di un fenomeno di dover
filos. carattere di un fatto o di un fenomeno di dover essere come è o
), oppure come proposizione dedotta da un sistema di assiomi e di postulati (
essere altrimenti, la condizione indispensabile a un fine, la forza o costrizione,
valida per qualsiasi descrizione di stato di un sistema, o dipendente dalle costanti logiche
psicologica ', ossia l'impulso vittorioso di un sentimento che ci porta a fare qualche
che lo sviluppo storico sarà caratterizzato a un certo punto dal passaggio dal regno della
consideri positivamente, si discopre necessità di un certo ordine particolare. einaudi, 1-41:
una economia comunistica una capricciosa imposizione di un ceto dominante. sono una necessità assoluta
un'anima che non potrà mai discoprirsi, un segreto che non può esser dato e
se non da pari a pari, un potere più antico della necessità e del tempo
5. ineluttabilità, inevitabilità di un fatto spiacevole, dannoso, funesto (
evento ineluttabile, l'occasione inevitabile di un danno, di un dolore, ecc
occasione inevitabile di un danno, di un dolore, ecc., la forma o
idea hegeliana, la insopprimibile necessità per un governo borghese. -letter.
leopardi, 26-50: oggi mi pare un gioco / quella che il mondo inetto
del bilancio. -in relazione con un compì, che indica la persona o
fu possibile far intendere la necessità d'un tal ordine al presidente. nievo, 416
punto quanto alla necessità e originalità di un esperimento stilistico e metrico.
giudicare. panigarola, 1-74: necessità in un popolo può ragionevolmente chiamarsi la conservazione
maneggio delle cose far di modo che un eli l'indipendenza diventasse una necessità.
chiave era dentro la serratura e solo un giro fermava l'uscio: vi ho
, condizione da rispettare nella formulazione di un modello. -matem. carattere posseduto o
, che risultano necessarie al verificarsi di un fatto determinato. 8. esigenza primaria
. 8. esigenza primaria manifestata da un organismo vivente per conservarsi in vita e
carattere e la natura originaria, come in un universo dove non fossero che gatti.
, 648: io ho retto più d'un anno questa vedovanza: ora s'i'
così, che mal è cercarmi d'un marito, che mi provegga alle mie
che facciamo tesoro sì e no di un po'd'amore, che loro ci
portossi sì umilemente nel servigio de'poveri ch'un fanciullo povero cieco de l'uno occhio
necessità può senza pena e delitto toglier ad un altro, che ne abbia soprabondanza,
male consigliere. -in relazione con un compì. giustino volgar., 421
a questo santo con gran fiducia ricorse un povero uomo, il quale, angustiato
, in una casa allevati e in un tempo, di medesima cavalleria, poi
parente, alla patria. -in un caso estremamente urgente. fra giordano,
del numero del più. -secondo un ragionamento rigoroso. galileo, 3-1-14:
che da aristotile [la composizione d'un corpo] mi fusse stato dimostrato con necessità
seta. carducci, ii-13-8: per un epistolario l'indice è di prima necessità
obbligato di una circostanza determinata; per un motivo ben fondato; per logica conseguenza
queste bestie [ai cani arrabbiati] un veleno..., il quale mette
qualcosa: trovarsi costretto ad agire in un modo determinato. sarpi, vili-13:
, xxiii-458: peli'ordinario l'uccisore d'un morlacco che abbia parentado, forte,
fare qualcosa: costringere, obbligare a un comportamento determinato. guicciardini, iv-281
l'inopportunità di un'azione, di un comportamento. tommaseo [s. v
barberino, i-295: e1 pescatore disse com'un signore l'a- vea gittato, lui
terra. -senza necessità: senza un motivo valido. panigarola, 1-27:
di costringere a un'azione o a un comportamento determinato; atto a produrre invariabilmente
; atto a produrre invariabilmente e sicuramente un effetto; che ha un effetto costrittivo
e sicuramente un effetto; che ha un effetto costrittivo; determinante, vincolante.
; mettere nella necessità di assumere un comportamento, anche contrario alla volontà
dovere operar quello che i filosofi per un vero e regolato amore di se medesimi operavano
, invariabilmente e con valore costrittivo, un comportamento, una reazione, un'azione
di molto valore, che si tenne un tempo contra lo sforzo de nimici, di
canzone avesse necessitato quel re a darne un giudizio così giusto,...
bisogno, mancare (in relazione con un compì, di privazione). birago
ingegneri, che quella parte necessitava di un forte reale. alvaro, 16-170
vita, e ciò che incontrava in un mondo tutto bestiale. viani, 13-267:
viani, 13-267: alla bisogna necessitava un barbiere esperto. -con uso impers
. costretto, indotto, spinto a un comportamento determinato da cause esterne o,
, dall'indole, dal carattere, da un atteggiamento; obbligato da una situazione o
, messo nella necessità di comportarsi in un dato modo. -anche: sottoposto a
padroneggia. bacchetti, 2-xxv-413: è un uomo posseduto e necessitato dalla propria vigoria
così mi lusingo d'ottenere da lei un grazioso perdono. manzoni, vi-1-180:
sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona (e può
l'impulso ad agire o a operare in un modo determinato. sanudo, i-190
contessa] faccenda di animi sfaccendati colorire un volto nel quale necessitosamente ripone la natura
. lubrano, 2-506: l'occasione di un ingiusto guadagno a un necessitoso par limosina
l'occasione di un ingiusto guadagno a un necessitoso par limosina venuta dal cielo.
duro, difficile (una situazione, un periodo di tempo). davila,
poco tempo e in cosi giovane età, un uomo abbia potuto fare tanto. nievo
ne sente la necessità (in relazione con un compì, di privazione).
medici, i-130: come sarebbe in un mendico e d'ogni cosa necessitoso, che
lecito guadagno. -con riferimento a un soggetto inanimato. groto, 1-90:
quelle fortezze delle cose necessitose per soffrire un lungo e sforzoso assedio, è difficile
e cilindrica del loro corpo somigliante ad un tizzone spento. la loro testa è
geol. massa di lava solidificata in un camino vulcanico e successivamente messa allo scoperto
necrectomìa, sf. chirurg. rescissione di un tessuto necrotico. = voce dotta
. -anche: mortificazione locale di un tessuto o di un organo, tollerata
mortificazione locale di un tessuto o di un organo, tollerata dai tessuti viventi in
gr. vexpwsi ^ 'simile a un morto '. necròfagi, sm.
simbolica: ricerca della soddisfazione sessuale con un soggetto vivente in un ambiente o con
soddisfazione sessuale con un soggetto vivente in un ambiente o con atteggiamenti di carattere funerario
di una crocerossina o di una infermiera un po'necrofila. -che richiama immagini
'sire halewyn 'è la favola d'un duca fiammingo... un'opera
.. un'opera necrofila, e di un sadismo elementare. idem, 7-307:
ai necrofori che si bastonarono tutti l'un l'altro, per effetto del vino
da necrofori portarono solennemente nel palazzo imperiale un feretro pieno di bombe, e lo
uando veniva qui essenzialmente per compiere un atto i altruismo. sinisgalli,
interne e senza denti, le antenne un poco più lunghe della testa terminata da
monumenti funerei è cosi ampio che vorrebbe un libro... mi proposi..
necrologìa, sf. articolo di un giornale o di una rivista che annuncia
una rivista che annuncia la morte di un personaggio noto e ne ricorda, per
: annuncio mortuario o di partecipazione a un lutto, pubblicato a pagamento su un
un lutto, pubblicato a pagamento su un quotidiano, per lo più in un'apposita
anzi figlio spirituale, silvio pellico, ed un biglietto del suo esecutore testamentario. carducci
stampato varie necrologie in giornali e perfino un idillio in una strenna. b. croce
un'esperienza, di un'attività, di un fatto culturale. b. croce
alle morali virtù. carducci, ii-3-96: un articolo necrologico è stato inserito nel '
quando morì, i giornali gli dedicarono un necrologio di cinque righe appena. g
, iii-10-338: ricordano... un necrologio delle benedettine di san michele di campagna
benedettine di san michele di campagna a un miglio dalla città, nel quale si registra
dei casi mortali fra i ricoverati in un ospedale, con cenni delle rispettive malattie
ne ridondava all'arcispedale, si porgeva un plausibile motivo di screditare e diffamare generalmente
necrologisti quotidiani che si contenti di dire che un galantuomo è morto! moretti, ii-925
letter. che compone una necrologia o un elogio funebre. - anche con metonimia
cronaca / saria finita; / ma un po'd'inedito / alla perita / penna
rajna... l'avrei voluto in un gruppo d'anziani, con una veste
gruppo d'anziani, con una veste un po'necromantica e in mano un astrolabio
una veste un po'necromantica e in mano un astrolabio e un pentacolo.
necromantica e in mano un astrolabio e un pentacolo. -sostant. savinio
quel vecchione, che altri stima essere un finissimo maestro di necromanzia. leopardi,
) in cui l'eroe, mediante un sacrificio rituale, evoca l'ombra di
cantine di non so quale necropoli, un timido bonumore si svegliò in me.
, sm. mutilazione o dissezione di un cadavere a fini sadici; vampirismo.
. medie. provocare la necrosi in un organo; ridurre in stato di necrosi.
, squallide, smorte come pagine d'un referto necroscopico. bernari, 6-90:
atto, o che pratica l'autopsia di un cadavere (anche nell'espressione medico necroscopo
8-727: c'è dentro il pretore e un medico necroscopo. dalla fessura dell'uscio
. processo degenerativo irreversibile che provoca in un organismo vivente la morte di un gruppo
in un organismo vivente la morte di un gruppo di cellule, di un tessuto o
morte di un gruppo di cellule, di un tessuto o di un organo, e
cellule, di un tessuto o di un organo, e può avere origine fisica (
impiego di arsenico, nella polpa di un dente, allo scopo di devitalizzarlo.
separano ordinariamente dal corpo per effetto d'un eccessivo freddo: il che vedesi non
umanesimo, che porta in questa vita un lato fossile, corroso: su un
un lato fossile, corroso: su un altro piano, disancoramento, distacco, scatto
, una civiltà partita in blocco verso un punto x. 3. bot
, dall'azione violenta e prolungata di un morso o di un filetto inadatto.
e prolungata di un morso o di un filetto inadatto. = voce dotta,
che provoca o determina la necrosi in un tessuto. necrotizzare, tr.
. medie. provocare la necrosi in un organismo. 2. intr.
la necrosi; perdere la vitalità di un tessuto o di un organo; essere
perdere la vitalità di un tessuto o di un organo; essere colpito da necrosi.
necrotomìa, sf. medie. dissezione di un cadavere a scopo didattico.
2. chirurg. asportazione di un sequestro osseo. = voce dotta,
necrotrofismo, sm. biol. nutrizione di un organo parassita, costituita dalle parti morte
. punto in cui si può attraversare un corso d'acqua; guado.
ingabeto all'epoca della magra vi ha un nedangue, ai sandeh affatto sconosciuto..
cattolica che egli avrebbe voluto spegnere di un colpo. 2. in senso
, ribaldoni, autori di tali nefandezze che un onesto uomo ha ribrezzo solo a ridirle
più inique, e che fa duopo attraversare un troppo vasto letame d'oscenità e ai
turpe, vergognoso (un'azione, un comportamento, un evento, ecc.
vergognoso (un'azione, un comportamento, un evento, ecc.).
, vii-488: un'azione sconcia, un delitto enorme, una colpa nefanda,
luna ben chiaro i nefandi eccessi d'un molto vecchio e stroppiato derviso, imitati
torrismondo balza in sella. -ho commesso un incesto nefando! non mi vedrete mai
queste indie portano per pendente e per un gioiello, appeso al collo, le effigie
, le effigie di duo uomini, l'un sopra l'altro in quel nefando atto
fraterna / lo stazzonare a culo alzato un putto. muratori, 7-iii-108: trassero
, lvii-10: il 'pataffio 'è un lercio guazzabuglio di nefandissime oscenità. 3
o paludi. -aggressivo, feroce (un animale). leonardo, 2-315:
, dopo avermi tolta la coscienza con un narcotico, mi diede in balìa di
narcotico, mi diede in balìa di un uomo che esser doveva vile ed immondo
. -anche: foriero di sciagure (un periodo di tempo). giusto de'
delitti; profanato da ricordi esecrabili (un luogo). forteguerri, 21-77
-nauseabondo. carducci, iii-3-9: un lezzo nefando d'avello e di fogna
cui roseo dal crepuscolo / ondeggia intorno un vel. 7. che causa
] depose la fronte, / e un altissimo grido levando, / il supremo sospiro
-estremamente pericoloso, violento, impetuoso (un fenomeno naturale). leonardo, 2-281
: dopo una nefanda / tempesta ed un mar orrido e crudele, / ci
carducci, ii-8-372: stasera piove: è un freddo umido nefando. -odioso
sino alla nefaria del popolo, confidando che un solo nome cancellerà la vergogna di molti
di spegner tre con lui nati d'un seme! liburnio, 131: per lo
più all'onore dei fieschi che ad un ozio misto d'infami voluttà o ad
propositi d'anime astiosi ed avversi dai quali un giorno sarebbe per erompere l'orrendo e
della madre col figlio? eppure è un vecchio costume radicato presso qualche nazione.
a donarte il suo amor, se non un puro e sincero suo concetto? garisendi
di sangue umano, messo man per un giannettone che egli aveva, lo lanciò
che egli aveva, lo lanciò all'un dei duo giovani per mezzo del petto.
quaeso, gl'improperi acerrimi / d'un recente tiron de'cateucumeni: / egli vi
pretore avrà destinato il giorno da terminare un giudizio e le sue misure rimarranno inutili
sciagure; penoso per tristi ricordi o per un anniversario doloroso. ferd. martini
d'annunzio, iv-2-468: era quello un giorno nefasto per il vecchio: era
da gaeta. pirandello, 7-144: un incubo orrendo gravava su tutti noi montelusani
o dalla rovina, dalla decadenza (un periodo di tempo). g.
. 2. che fornisce o rappresenta un presagio negativo e infausto; che preannuncia
f. frugoni, vii-134: egli era un zodiaco animato, e tanto più che
. -di pessimo augurio, sinistro (un luogo). segneri, iii-3-301:
al patibolo. -che lascia supporre un esito letale. de roberto, 8-256
capace di azioni malvage; che ha un potere perverso. gioberti, 1-ii-325:
vicenda, azione o impresa che ha un esito infelice e inglorioso o è ricordata
: sarà, giorno più giorno meno, un anno, io ritornai a roma dalla
e nella famiglia delle sapra- indacee forma un genere, da labillardiere poscia unito al
). fis. grafico tracciato da un nefelografo in funzione. = voce dotta
la quantità di una sostanza sospesa in un liquido, facendolo attraversare da un fascio
in un liquido, facendolo attraversare da un fascio di luce incidente di intensità determinata
altezza delle nubi dal suolo, mediante un proiettore di luce modulata e un rive
mediante un proiettore di luce modulata e un rive latore con cellula fotoelettrica
si muovono le nubi, effettuata con un nefoscopio, conoscendo la loro altezza dal
, col suff. -ite, che indica un processo infiammatorio. nefrangiospasmo,
nefrectomia, sf. chirurg. asportazione di un rene (e può essere parziale,
per espellerli e può paragonarsi schematicamente a un tubulo con un'apertura a imbuto fornita
di ciglia verso l'interno e con un poro verso l'esterno. =
cera... -la nefrite lo torturava un poco alla volta, spietata. ora
e ferro, che si presenta come un aggregato compatto e tenace, di
di poli- mento, cosi da assumere un bell'aspetto levigato, per cui fu
giorni non ho goduta buona salute: un dolor nefritico, benché non intenso,
risposi, in sostanza si riducono ad un solo che si chiama infusione di legno
rene asportando con uno speciale strumento un cilin dretto di tessuto che
sm. biol. cavità embrionale di un nefrotomo. = voce dotta, comp
epiteliali del tubulo contorto, che presentano un orlo a spazzola. = voce dotta
l'ivisualizzazione ntroduzione di del un mezzo di contrasto. '
, di forma simile al contorno di un rene, generata da un punto p
al contorno di un rene, generata da un punto p che dista successivamente da una
una circonferenza quanto la corda determinata da un punto a, fisso sulla circonferenza,
, fisso sulla circonferenza, e da un punto b che si muove su di
': incisione del rene onde estrarne un calcolo. = voce dotta, comp
. medie. ipertrofia renale che determina un aumento notevole delle dimensioni e del peso
del bacinetto ottenuta con l'introduzione di un mezzo di contrasto. = voce
. incisione del parenchima renale per asportare un calcolo situato nella pelvi.
intervento effettuato, dopo l'estrazione di un calcolo renale, allo scopo di praticare
anat. apertura verso l'esterno di un nefridio. = voce dotta, comp
. medie. spostamento in basso di un rene dalla sede che occupa normalmente,
nefrosi idiopatica o genuina, non riferibile a un processo morboso, la nefrosi paranefritica che
). biol. apertura imbutiforme di un metanefridio verso l'interno, nella quale
medie. nefropatia tubu- lare provocata da un accumulo di metaboliti nel nefrone.
medica, e pur doveva essere accettata in un male così famigliare, se fusse stata
sm. medie. tropismo provocato da un farmaco, da una tossina o da un
un farmaco, da una tossina o da un microrganismo nei confronti del rene.
. ablazione simultanea del rene e di un tratto dell'uretere. = voce dotta
: dei [colori] scuri mi piace un verdaccio scolorito e scurissimo, colore oggi
, da neft che è il nome di un certo olio che naturalmente scaturisce da terra
certo olio che naturalmente scaturisce da terra in un luogo presso bacù, città dell'albania
, ruga, scabrosità della pelle di un animale. de notari, 140
, ii-370: vedendo mastro nunzio fermo come un macigno, con quella faccia tosta di
. brignole sale, 2-472: chiesi un bacio, e mel negasti. fagiuoli
forteguerri, iv-239: la trovai / con un certo soldato miserabile, / che la
? cesarotti, 1-i-78: qualora un uomo dotto ed eloquente prende a trattar
, negavano crudelmente alla fame di tutto un popolo. ghislanzoni, 1-46: i signori
tu mi senti / nel tuo cuor come un dio; / ma i tuoi baci
mio. -escludere la liceità di un fatto. -anche in relazione con una
opporsi alla richiesta di un'azione, di un servizio, di una prestazione o,
rigettare, ricusare (una proposta, un comando, un incarico, una legge)
(una proposta, un comando, un incarico, una legge). cavalca
a prestarsi a una collaborazione o a un rapporto, a condiscendere a desideri altrui
per tutto da una nuvola o da un nebbione uguale, inerte, che pareva negare
-ant. impedire di raggiungere (un luogo). dante, inf.
-impedire di verificarsi, di manifestarsi (un fenomeno fisico, naturale).
, proibita d'estinguersi e negatali, fa un veleno. bigiaretti, 11-262:
distinzione afferma e nega / cosi ne l'un come ne l'altro passo. b
ammettere in alcun modo l'esistenza di un sentimento, di uno stato d'animo
religione cristiana. -dichiarare non vero un pensiero, un intendimento, una volontà
-dichiarare non vero un pensiero, un intendimento, una volontà, un sentimento
, un intendimento, una volontà, un sentimento, un bisogno che ci è
, una volontà, un sentimento, un bisogno che ci è attribuito da altri
, 2-1-114: non posso negarti che un pensiero ribelle della mia volontà non riceva
, conv., iv-viii-12: per un altro modo puote l'uomo disdicere non offendendo
l'infondatezza o anche la non sussistenza di un rincipio, di un postulato,
sussistenza di un rincipio, di un postulato, di una proposizione losofica
una dottrina, di una teoria, di un metodo; contestare o ricusare l'
contestare o ricusare l'interpretazione di un fenomeno fisico, fino a metterne in dubbio
l'importanza, la presenza reale di un fenomeno storico, di un fatto culturale
reale di un fenomeno storico, di un fatto culturale, ecc. mazzini,
: esiste, dal 1814 in poi, un vuoto in europa, e invece d'
. 6. non ammettere che un fatto sia avvenuto; smentire, disdire
; non riconoscere di aver agito in un certo modo, o, in partic.
, di aver commesso una colpa, un delitto. -anche in costruzione con una
tu sei stata fuori... con un altro... non lo negare
-ant. impugnare, contestare la validità di un accordo stipulato, di un impegno,
validità di un accordo stipulato, di un impegno, di un debito contratto.
accordo stipulato, di un impegno, di un debito contratto. aretino, 20-226
di una persona (o anche di un gruppo, di un popolo, ecc
o anche di un gruppo, di un popolo, ecc.), o non
intercalare o con valore enfatico, comporta un significato attenuato rispetto alla piena affermazione)
non potrete mai negare di non esser un asinaccio da legnate, come siete.
non reale, falsa una qualità o un carattere attribuito a un soggetto inanimato,
una qualità o un carattere attribuito a un soggetto inanimato, a un'entità immateriale
. v.]: negare a un dialetto il nome di lingua. calvino,
leva negando dicesi il predicato. -fare un gesto di negazione. jahier, 107
medesimi ateisti, che si vantano di un animo imperturbabile, tremare come foglie al
come foglie al vento al semplice fischio di un tuono e confessare con trepidi moti d'
di quello. agostini, 1-38: un uomo temperato negli affetti suoi mondani potrà
arrenderci al nostro intimo essere, che è un dio terribile, se ci opponiamo ad
prodigo di tenerezze insperate. ma questo sembra un negarsi, e cosa indegna d'un
un negarsi, e cosa indegna d'un uomo. -rifl. ant.
di non essere (in relazione con un complemento predicativo). boccaccio, dee
, ii-13-296: si ponga in terreno acconcio un granello di orzo, ed esso,
-negare il latte: rifiutarsi di allattare un bambino al seno. tasso,
nelli, i-12 (59): con un viso arcigno, / se la becca
per il re dei re, 34 per un re regionale, 24 per un ras
per un re regionale, 24 per un ras, ecc.), costituiva uno
nell'abissinia, che vengono percossi da un bastone curvo, lungo tre piedi,
battere di due pezzi di legno, l'un contro l'altro, rozzamente foggiati in
rame. pascarella, 2-386: sotto un vecchio e grande albero un moro col
2-386: sotto un vecchio e grande albero un moro col torso ignudo agitando le braccia
risposta sfavorevole a una richiesta o a un invito; diniego, rinuncia; ripulsa,
contentò di far una abiurazione secretissima innanzi un notario e due testimoni. testi,
ella si prepara a negargliela ed egli con un bacio non lascia che la negativa si
onde l'aver una consulta contro in un negozio è cosa bastante per precipitarlo,
consigliere una fava denotante l'affermativa ed un lupino la negativa., 2
, 2. negazione, confutazione di un fatto, di un evento, di
negazione, confutazione di un fatto, di un evento, di una teoria, di
evento, di una teoria, di un concetto, ecc. (per lo
nell'uso del foro si presume che un litigante ammetta tutto ciò che non nega,
g. gozzi, i-28-74: ecco un altro che tutto vede, sente e
scambio della negativa 'non 'in un semplice ''n 'o 'n''
farmi fotografare in tutte le maniere da un artista locale e repubblicano, e scelsi
pascoli, 1-54: c'è a lucca un negoziante di generi fotografici? c'è
prima di queste fotografie mostrava, sopra un fondo nero, il nucleo biancastro, formato
di operare qualcosa; assumere e conservare un atteggiamento di decisa ripulsa, o anche
totale ostilità o contrarietà; radicarsi in un assetto ideologico, scientifico, culturale di
, 1-184: a modi così innaturali in un trombone di donna, la gente si
affermativamente o negativamente. -per mezzo di un concetto, di un'idea, di una
gli attributi che non sono pertinenti a un dato oggetto o concetto. - anche
4. in modo che comporta o indica un rifiuto, un diniego. massaia
che comporta o indica un rifiuto, un diniego. massaia, ix-155: se
immagina che i suoi fenomeni dipendono da un semplice fluido sottile, in eccesso nei corpi
i corpi, risolvendosi in vapori o in un fluido elastico, si caricano di fuoco
. 5. elettr. stato di un corpo che è carico di elettricità negativa
che esprime una negazione, che contiene un rifiuto; che indica, manifesta negazione,
manifesta negazione, diniego, rifiuto (un gesto). sanudo, lvii-307
marco barbarigo savi a terra ferma fé lezer un altra letera ma più longa e con
ottobre, nel passar la porta con un movimento della mano, che alla guardia daziaria
, che alla guardia daziaria dovè parere un cenno negativo, perché lasciò libero ì
lasciò libero ì omnibus ', scacciai un idillio di ozi sereni e di sorrisi
? » alla risposta negativa, soggiunse con un tono fermissimo: « vogliate perdonarmi,
se, invece, non lo vedeva, un suo parere positivo non sarebbe valso a
-fermo nella negazione, nel rifiuto (un atteggiamento); fondato sulla negazione,
rifiuto, sulla mancanza di concessioni (un metodo politico). b. croce
serrava. 2. che nega un fatto, un evento o anche una
2. che nega un fatto, un evento o anche una propria responsabilità (
. -che confuta la veridicità di un evento, di un fatto, di
confuta la veridicità di un evento, di un fatto, di una possibilità.
fare determinate cose (una legge, un precetto, un ordine). -anche
cose (una legge, un precetto, un ordine). -anche: che implica
la irrigazione. -che costituisce un impedimento; che ha la proprietà o
morte ', il 'sonno 'che un ugual dominio manifestano su i deboli mortali
esito di un'analisi chimica, di un esame medico; l'analisi, l'
cui è dedotto il non verificarsi di un certo evento (v. condizione,
contiene una negazione (una proposizione, un principio, un giudizio). b
(una proposizione, un principio, un giudizio). b. cavalcanti,
io dicessi: la virtù non è un male: la pazienza è virtù, ne
negata ', questa non può essere che un predicabile. 6. gramm.
. 7. che rappresenta o definisce un oggetto o un concetto dichiarando ciò che
. che rappresenta o definisce un oggetto o un concetto dichiarando ciò che esso non è
negative, perché con le affirmative era un svilirla, abbassarla e quasi annichilarla.
conoscere per sillogismi che l'elefante non sia un sasso che il non conoscerlo in modo
quella... per la quale conosciamo un oggetto senza avere in noi alcuna esperienza
conosciuti, perché riman sempre ridea di un genere superiore, la quale è positiva,
attributi che non gli si riferiscono (un oggetto, un concetto: in partic
non gli si riferiscono (un oggetto, un concetto: in partic. con riferimento
considerano [le dottrine rosminiane] per un rispetto o per l'altro...
..., conducono ad ammettere 1 un dio dubbioso; 2 un dio panteistico
ammettere 1 un dio dubbioso; 2 un dio panteistico; 3 un dio negativo.
dubbioso; 2 un dio panteistico; 3 un dio negativo. e. cecchi
stessa intimazione a tradire il limite per un infinito vago, impersonale, negativo: di
enunciato che nega una qualità attribuita da un predicato a un determinato soggetto; può
una qualità attribuita da un predicato a un determinato soggetto; può essere universale o
. barth, che consente, attraverso un susseguirsi di negazioni che annulla ogni determinazione
riuscita di qualcosa o di qualcuno (un giudizio, una critica, un'informazione
informazioni vennero negative. -contrario (un voto, un giudizio: anche con
. -contrario (un voto, un giudizio: anche con riferimento alla simbologia
fede. 10. che mantiene un atteggiamento passivo, inattivo, inerte,
del papa passato potevamo dire di avere un papa negativo, così del presente si
del presente si può affermare che abbiamo un papa vitreo. p. m.
); improntato a tali caratteri (un periodo storico, un'opera).
per ira o per intolleranza io non commetterei un ufficio che s'impossessa d'una vita
vita intera, che si nutre d'un sacrificio costante. carducci, ii-6-111: 'i
. piovene, 7-300: racine fu un astro letterario della terza repubblica in declino
e si contrappone a positivo relativamente a un ambito in cui siano state più o
con la controparte degli elementi positivi in un dato ambito. gioberti, 3-48:
e irrimediabile. pasolini, 10-18: un mondo che a noi...
a noi... appare come un mondo di morte. ma è possibile prevedere
di morte. ma è possibile prevedere un mondo così negativo? -contrario alle aspettative
elementi dannosi, nocivi, sfavorevoli (un indizio, un sintomo). gramsci
nocivi, sfavorevoli (un indizio, un sintomo). gramsci, 4-18:
radicale acido, perché può derivare da un acido per perdita di protoni).
: elemento che può formare con facilità un acido e fornire quindi radicali negativi.
, ed è caratterizzata dalla presenza di un eccesso di elettroni. -polo negativo',
. 15. fis. minore di un determinato valore dato convenzionalmente, il quale
. in algebra, minore di zero (un numero reale). -per estens.
pellicole sensibili, impressionate dalla luce in un apparecchio fotografico e sottoposte a sviluppo:
o continuo, se l'originale ha un tono continuo). -negativo retinato:
-negativo retinato: ottenuto dalla riproduzione di un originale a tono continuo per interposizione di
originale a tono continuo per interposizione di un apposito retino che scompone l'immagine continua
- negativo di sezione', ottenuto da un originale a colori, trasparente (diapositiva
), per mezzo dell'interposizione di un filtro di colore complementare del colore che
poesie] solo in negativo / dentro un nero di anni. bianciardi, 4-175:
i sintomi, visti al negativo, di un fenomeno che i più chiamano miracoloso,
cultura, quanto piuttosto in funzione di un ideale * aristocratico ', avverso al
, inconfessato. imperiali, 4-726: un diffetto non scorto, o se pur
una determinata concessione, che non consegue un determinato fine. - anche sostant.
/ una frittata... e un arrostin negato / fa che per me sia
confuta, contesta, nega la veridicità di un fatto o desistenza di un oggetto
di un fatto o desistenza di un oggetto; che non riconosce la validità
, iv-3-119: tra tesser preso per un poco per cristiano da taluni, o da
cristiano da taluni, o da altri come un negatore di tutte le cose invisibili,
l'altro. de roberto, 6-139: un mistico come il tolstoi,..
come il tolstoi,... un negatore dei fatti,... un
un negatore dei fatti,... un nemico della scienza. silone, 8-40
pietà e di falsità. -che manifesta un atteggiamento genericamente e assolutamente negativo nei confronti
il critico negatore. pasolini, 9-124: un crepusco- laresimo non gozzaniano, venato di
che è aggettivo negatore del sostantivo, cioè un metodo per dominare e risolvere il primo
dal proprietario jo eventualmente aaltusufruttuario) di un bene (specialmente di un bene immobile
) di un bene (specialmente di un bene immobile) per far accertare l'
, 1-13-2-34: quando il titolare [di un benefizio gravato di pensione], continuando
: allorché si domanda che venga prestato un dato servigio, si esercita l'azione
munito di quattro elettrodi, formati da un catodo, una griglia e due anodi le
. rifiuto di ammettere la veridicità di un fatto, di un evento e, in
la veridicità di un fatto, di un evento e, in partic., di
(e nella lingua italiana può risultarne un senso negativo o nascerne l'attenuazione di
a negare un'azione, una qualità, un modo di essere, che rende negativo
il significato di una frase o di un singolo membro di essa; particella negativa
di attributi in quanto non sono applicabili a un determinato concetto o oggetto; conoscenza negativa
un'idea, di una teoria, di un concetto (anche con riferimento a valori
bene ', da tutte queste negazioni un ritratto che avesse del vero, del vivo
parvero congiunte come le punte estreme di un cerchio malefico, che si richiudeva per
il 'bisogno di cantare 'di un leopardi o di un baudelaire, della
di cantare 'di un leopardi o di un baudelaire, della cui razza montale è
3-10: l'altro disse che umilità era un sentimento d'anima contrita e negazione della
darci ragione; esistono e sono ad un tempo una negazione. b. croce,
non riconoscerla per sorella di lori: un po'la caricatura, e nelle stesso
. operazione logica che viene eseguita su un singolo operando e che inverte il valore
e che io non son altro che un sacco pieno e pinzo di vera arcinegghientissima
negghienza rugginosa. baldini, 6-15: un fare sonnolento e un passo disordinato che
, 6-15: un fare sonnolento e un passo disordinato che mostravano al primo apparire
. assarino, 6-71: lo sforzare un amore per se stesso non punto neghiottoso
era un arrischiarlo al precipizio od un condannarlo a
era un arrischiarlo al precipizio od un condannarlo a morir presto. =
b. croce, iii-9-173: meglio un granello di verità, qua. dagnato personalmente
attraverso ogni sorta di errori, che un intero granaio posseduto per eredità e lasciato
per star moluanni: / fin ch'ella un giorno ai neghitosi figli / scuota la
invilissero nighittosi. mazzini, ii-69: in un popolo guasto per molti vizi o neghittoso
serviva quello slanà da lei sempre considerato un tardo e zotico neghittoso, e che
si ponesse il problema. -con un compì, di limitazione. bencivenni,
lento di riflessi, in letargo (un animale). seraini, 1-35:
tacque, / o neghittosi ucei per un tal gelo, / che quando a citarea
lustrando piacque / mostrar le chiome in un bel tempo a l'alba. porzio,
sé stesse. monelli, 1-8: un bue neghittoso che rùmina nel caldo della
, e da più gente esperimentato sorgerebbe a un tempo il pericolo che gli ambiziosi capitani
occhi, il secondo pallidissimo e con un fare neghittoso che sconsolava. cantoni,
pirandello, 7-812: venerina ricadeva d'un tratto, in quei momenti, nel
della primavera. cardarelli, 90: un popolo vinto e isolato è stato costretto
che non è occupato da nessuna attività (un periodo di tempo); che trascorre
pochissimi predicarono doversi volgere la letteratura ad un fine libero e nazionale: poi quelle sdegnose
, l'ipertrofia più ridicola alla quale un cervello umano possa essere ridotto dall'agiatezza
b. del bene, 1-106: un tal suolo, poscia che lungo tempo fu
van pregò. monelli, i-221: un levare di luna neghittoso sul bosco brulicante
vita al dolore? -meno intenso (un sentimento). forteguerri, 29-80:
potenti, quando gli scorgono fluttuare in un pelago di persecuzioni. 9. abbandonato
-rado. luzi, i-129: un incerto sorriso dissimula il terrore / ed
nel fango. gadda conti, 1-26: un tempo, vagabondavo pei viali del giardino
e il cielo; e sorridi d'un sorriso amaro. = deriv. da
disegno mi spiace: tieni il libro un po'stentatamente; ti vorrei seduta col
neglettamente raccolto il crine, che in un volume s'aggira intorno il capo e
occhi bassi, si avvolge neglettamente in un largo abito e va superbo del pallore
negletta, quasi pondo inutile, / da un secco ramo di nodosa quercia / pende
]. -lasciato in abbandono (un edificio o una sua parte).
, per lo gran precipizio negletto, un terrazzano... s'era fuggito e
fruttano. cattaneo, vi-1-3: da un ragguaglio fatto al parlamento britannico appare che
giacciono negletti. carducci, iii-25-167: oltre un
negletti. -umile, comune (un fiore, una pianta, un seme
comune (un fiore, una pianta, un seme, un animale).
, una pianta, un seme, un animale). g. stampa,
tutto fama stende, / alzò cantando un animai negletto. fiacchi, 185: era
: subito dopo l'atrio vi era un pianterreno tramutato in un giardino d'inverno
l'atrio vi era un pianterreno tramutato in un giardino d'inverno dentro alla casa,
mal sodisfatti, vedendosi negletti e favorito un contrario. f. f. frugoni,
clima esser da tutti preso / per un porta pollastri. cesarotti, 1-xxix-241
: al ministero della pubblica istruzione era un viavai di patriotti dimenticati, di poeti
capolavori le commissioni invidiose e insidiose negavano un posto nelle esposizioni, di archimedi negletti,
potranno negarlo. de pisis, 3-67: un poetino forse, un usignolo negletto.
pisis, 3-67: un poetino forse, un usignolo negletto. -sostant.
-fatto oggetto di disprezzo (una virtù, un sentimento, una condizione).
.. dànno in certi spropositi indegni d'un ambasciatore. -in senso attivo
accarezzato e distinto, e sé negletto in un canto. leopardi, 1-15: siede
vedersi negletta dai ballerini, aveva accettato un paio di volte di andare con lui
. frugoni, i-3-231: mute da un ramo pendano / le mie neglette canne,
, iii-63: dopo essermi doluto / un pezzo in van, la penna mia
occhi converte / al picciol fumo d'un negletto altare. -che trascorre in
. -basso, modesto, umile (un lavoro, un'occupazione). segnen
prodigio di gran lunga mi sembra che un uomo fra tanti prodigi si contenesse
(una persona, un'abitazione, un oggetto). oliva, i-1-64:
. 7. frugoni, i-3-196: un pastoral negletto / oserà sciorre il canto
era il picciolissimo lago di cutilia, un tempo famoso ed oggi negletto presso civitaducale
anelli delle... vaste bandiere: un tricolore italiano,... una
in volto i fior, / riderebbe anche un poeta / sul negletto vostro amor.
, trasandato (e anche rozzo: un abito). equicola, 311:
racconcia e prende / del fratei proprio un abito negletto. l. adimari,
, 70: il suo vestire, per un contadino, non era troppo negletto.
era seduta in mezzo a'suoi vasi in un abito semplice e negletto. bacchetti,
. -non ben chiuso o sistemato (un capo di abbigliamento). foscolo
ne risulti attraverso l'apparente naturalezza un effetto di raffinata eleganza. nannini [
gente, che è una compagnia e non un pubblico, si schiera e fa ala
il corpo e sol pendente a'fianchi un lacero straccio, squallida ormai la faccia
ricordava... con gli occhi un po'fondi risultanti da due dense mezzelune d'