ticino, a ad impedire qualsiasi sviamento, o torcimento della corrente dall'imboccare direttamente l'
torcimenti e svolte per sottrarsi agli impacci o naturali o artatamente opposti.
e svolte per sottrarsi agli impacci o naturali o artatamente opposti. 3.
. veter. strumento usato dal veterinario o dal maniscalco per tener fermo un cavallo,
tener fermo un cavallo, un asino o un mulo durante un intervento chirurgico;
all'estremità per farvi passare una cinghia o un anello e viene applicato al naso
marino, xii-531: non vibrarò facelle o fiaccole, ma di que'torrioni che
, 181: ciascuna persona che àe filatoio o torcitoio con quello non debbia lavorare né
bandi, xxxviii-5: nessuno filatoraio, o torcitore, possa in modo alcuno,
come di sopra, filare, torcere, o ricevere seta cruda. giov. fiorio
torchio usato per spianare perfettamente i fogli o per far aderire fogli incollati; soppressa
, la quale si metterà nel torcitore o soppressa, percioché, mantenendosi dritta in
/ qual fa corvette, qual galoppa o traina / con cento smorfie, torciture orrende
perturbar la vista or di uno, o di amendue i coniugati e far che uno
prezzi delle manifatture de'drappi a'tessitore o delle incanature o torniture delle sete,
manifatture de'drappi a'tessitore o delle incanature o torniture delle sete, tanto cotte che
caterina da siena, 260: una cesta o due di paglia torciuta, basta per
. ferrio, 2-317: 'cavità di erofilo'o 'torculare di erofilo', confluens sinuum,
non so se per ineguaglianza della carta o per iscarsezza di cura de'torcolieri.
comprimere un materiale ce devole o duttile posto fra due piani che si possono
fra due piani che si possono avvicinare o distanziare mediante un congegno a vite;
, vii-71: perché poi un cosa ficcasi o con colpo di maglio o con forza
cosa ficcasi o con colpo di maglio o con forza di torcolo o con molto peso
colpo di maglio o con forza di torcolo o con molto peso di sopra, quindi
dalle olive, il mosto dall'uva o il vino dalle vinacce. ariosto,
a costoro lo dio pan, i lenei o torco- lanti, gli scirti o saltatori
lenei o torco- lanti, gli scirti o saltatori. = voce dotta,
sf. venat. rete per catturare tordi o altri uccelli di dimensioni analoghe, tordiera
, sm. voliera in cui sono tenuti o allevati i tordi. crescenzi,
/ qualche augel che abbia favella! / o calandra, o rusi- gnuolo, /
che abbia favella! / o calandra, o rusi- gnuolo, / o, se
calandra, o rusi- gnuolo, / o, se vuoisi, una tordella! tarchetti
sf. venat. pispolone { anthus trivialis o ar- / o per saia o per rascia
. pispolone { anthus trivialis o ar- / o per saia o per rascia il perpignano.
anthus trivialis o ar- / o per saia o per rascia il perpignano. moneti, 2-53
sm. tose. pispolone { anthus trivialis o arboreus). savi,
osteitti perciformi della famiglia labridi { labrusviridis o labrus turdus) diffusi nel mediterraneo, non
particolarmente pregiati, dalla livrea bruna, verde o grigia con variegature gialle o rossastre.
, verde o grigia con variegature gialle o rossastre. alberti [s. v
alquanto giallastra, e cosparso di macchie cupe o nerastre, a somiglianza delle piume del
italia si distinguono il tordo bottaccio (o gentile, comune, nostrale, mezzano
anche bottaccio4), il sassello (o alpigino, minore) rossiccio sui fianchi
v. sassello1), il tordo maggiore o tordela (v.), il
(v.), il sassatile (o marino) che vive in montagna ed
sugli alberi da frutta. -tordo dorato o a squame: uccello diffuso in asia,
/ che all'altrui mensa tordo, starna o porco selvaggio. romoli, 154
fine; / sì che un tordo o grosso uccello / romperia qualche sportello / che
una radice, / ch'un tordo o una pernice. / però, geva,
perciformi della famiglia labridi (labrus viridis o labrus turdus) diffuse nel mediterraneo su
nel mediterraneo su fondi scogliosi, arenari o detritici ricchi di vegetazione; non particolarmente
di cm, hanno livrea verde, bruna o grigia con variegature gialle o rossastre sulle
, bruna o grigia con variegature gialle o rossastre sulle parti inferiori (e si
il tordo nero, il tordo fischietto o pavone, il tordo verde, il tordo
propria palla il più vicino possibile al pallino o sorpassarlo. - anche: giocatore perdente
la floridezza (anche economica), o un generale stato di benessere. vattisnieri
come un tordo. fagiuoli, xi-89: o spada carissima, / con tutta ragione
. ant. tavoletta. -essere o essere dato il tordo nella ragna: essere
dell'epoca repubblicana autonoma (1260-1326) o di guido di correggio (1341-1345) che
bove nel centro della moneta ed intorno 'imperator5 o tarme civitas'. torèllo1, sm
costruzione delle navi, le prime file o corsi delle tavole di bordatura esteriore,
nella costruzione delle navi, le prime file o corsi delle tavole di bordatura esteriore,
il corpo della nave accanto alla chiglia o primo. 2. asta di
malaparte quando facevano da dilettanti i guerrieri o i toreri per poi usare in letteratura le
termine greco il quale significa la cognizione o più tosto la descrizione di bassi rilievi e
incavo e a rilievo mediante cesello, sbalzo o incisione. -per estens.: arte
come opina il millin, alla scultura, o incisione di figure in legno, in
legno, in avorio, in pietra, o in marmo, e principalmente nelle materie
luogo dell'argilla, dei marmi, o dei metalli, lo scultore fece uso
metalli, lo scultore fece uso delravorio o di simili sostanze, la scienza distingue col
, in opposizione a quella whig (o vig), sosteneva la monarchia, la
torio (una superficie, un oggetto o una parte metallica). toribétro (
: quella che ha una superficie sferica o piana e l'altra a forma di toro
per correggere certi tipi di astigmatismo (o anche nel cinemascope). l
pazienti che non tollerano le lenti rigide o semirigide, ma non hanno il risultato visivo
t. moretti, 1-2: orecchioni, o toriglioni sono due perni di metalo,
in italia, tra cui la torilis arvensis o lappolina) con fiori a calice appuntito
torymus, di origine incerta. o, anche, che svolge la propria attività
, che svolge la propria attività a torino o nel territorio circostante. - anche sostant
tenimento boccaleone. -situato nei pressi o nella provincia di torino (un luogo
! 3. dialetto torinese (o anche solo torinese, sm.):
l'essere torinese, l'avere in sé o il manifestare gli atteggiamenti e la mentalità
te e di me. torinese, o sbaglio ». l'altro confermò la sua
torinesità), è d'esser più o meno come altre grandi città italiane.
. torinesizzare, intr. parlare o scrivere ricalcando il dialetto, la parlata
, che quando io scrivo 'tampa'o torinesizzo, rifaccia il verso ai compagni?
di calcio del torino. -sm. giocatore o sostenitore della squadra di calcio del torino
si riferisce ai tori, che è o ricorda i tori; taurino.
del tubo elettrico a bassissima pressione, o a quello dei sali del radio, e
dei sali del radio, e deh'uranio o del torio? t. regge
a quello liberale. -per estens. tendenza o ideologia politica improntata a conservatorismo, tradizionalismo
privilegi feudali, ma la nobiltà (o una frazione di essa) abbia formato il
. torista, sm. membro o seguace, sostenitore del partito tori;
. -ufficiale postale, di posta o telegrafico: pubblico impiegato addetto ai servizi
: pubblico impiegato addetto ai servizi postali o telegrafici. carducci, ii-12-245: ditemi
-ufficiale del registro: quello preposto all'ufficio o conservatoria dei registri immobiliari. ghirardacci
dir. canon. titolare di una carica o ufficio pubblico ecclesiastico individuale o collegiale;
una carica o ufficio pubblico ecclesiastico individuale o collegiale; funzionario anche di rango subordinato
cause specialmente commesse a questi prelati, o officiali apostolici. 11. dir
usato in alcune espressioni come ufficiale governativo o di governo per designare il sindaco in
graduato del corpo degli agenti di custodia) o militare (ufficiale o sottufficiale dei carabinieri
di custodia) o militare (ufficiale o sottufficiale dei carabinieri, della guardia di
civile, il sindaco di un comune, o il funzionario da lui delegato, che
, che ha il compito di redigere o ricevere tutti gli atti concernenti lo stato
ciò che a loro sia confidato, o sia pervenuto a loro conoscenza, per ragione
conoscenza, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione:.
ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione:... i
e di eseguire le notifiche di atti giudiziari o extragiudiziali. cicognani, 9-88: le
eserciti una pubblica funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria). de luca, 1-8-52
republica, e degli altri publici officiali, o degli altri semipublici, cioè che per
di pubbliche funzioni, anche temporanee, stipendiate o gratuite, a servizio dello stato
, a servizio dello stato, delle provincie o dei comuni, o di un istituto
stato, delle provincie o dei comuni, o di un istituto sottoposto per legge alla
tutela dello stato, di una provincia o di un comune. -corruzione di
una gara sportiva (ed è nominato o dalla federazione sportiva interessata o dal comitato
è nominato o dalla federazione sportiva interessata o dal comitato organizzatore della gara).
stella, ecc.) sormontata da corona o trofeo, e dal nastro coi colori
le diceva. -ufficiale in servizio permanente o di carriera: vincolato da un rapporto
; sospeso dall'impiego per motivi disciplinari o penali. gramsci, 12-72: gli
che, essendo stato ufficiale di complemento o di carriera, non è più in servizio
riveste il grado di sottotenente, tenente o capitano e, nella marina militare, di
militare, di guardia- marina, sottotenente o tenente di vascello. -ufficiale subalterno-,
due gradi della gerarchia militare: sottotenente o tenente nell'esercito; guardiamarina o sottotenente
sottotenente o tenente nell'esercito; guardiamarina o sottotenente di vascello nella marina militare.
il grado di maggiore, tenente colonnello o colonnello e, nella marina militare, di
di capitano di corvetta, di fregata o di vascello. -ufficiale generale,
di generale di brigata, di divisione o di corpo d'armata; nell'aeronautica
di generale di brigata, di divisione o di squadra aerea; nella marina militare
militare di contrammiraglio, ammiraglio di divisione o di squadra. -ufficiale di stato
le carte topografiche e le memorie stampate o manoscritte del paese, sia pur anche
diversi reparti e servizi di un esercito o fra eserciti di diversa nazionalità. -ufficiale
con questa colluvie di appellativi, più o men lusinghieri, l'ufficialotto passò alle
sm. giovane ufficiale inferiore (tenente o sottotenente) di recente nomina (e
denotare azzimata eleganza, frivolezza, galanteria o, anche, inferiorità economica e sociale)
; ispirazione ufficiale di un'opera artistica o letteraria, di una pubblicazione giornalistica,
. insieme degli ufficiali di un esercito o, anche, di un reparto,
pubblico ciò che è stato precedentemente deciso o compiuto; formalizzare. a
sf. conferimento dei caratteri di ufficialità o di legalità ad atti o situazioni.
di ufficialità o di legalità ad atti o situazioni. g. briganti,
se mi fa passare per suo zio. o vuol tenersi per dir così il campo
3. beneficio ecclesiastico con obbligo di dire o far dire messe in giorni stabiliti;
benefizio stesso, con obbligo di dire o far dire la messa in certi giorni.
. ant. ufficiale dei ranghi militari o della pubblica amministrazione. alamanni
determinato ordinamento giuridico (statuale, canonico o intemazionale), ma per lo più uno
qualsiasi ente civile od ecclesiastico, pubblico o privato, in partic., nell'
., nell'ambito dell'organizzazione dello stato o della chiesa e a cui è preposto
e a cui è preposto come titolare (o come suo temporaneo facente funzioni) un
facente funzioni) un soggetto singolo o un gruppo (detto collegio) di persone
quello facente parte dell'organizzazione dello stato o di altro ente pubblico (con specifico
tengo parecchi uffici pubblici, ma solo tre o quattro mi occupano veramente.
funzioni per recare ad altri un danno o procurargli un vantaggio (e tale figura
, per recare ad altri un danno o per procurargli un vantaggio, qualsiasi fatto
punito con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire cinquecento a
pubblica e però conserva ancora qualche responsabilità o qualche privilegio in rapporto a tale sua
della trombecta? -la funzione pubblica o sociale, il servizio o comunque l'
-la funzione pubblica o sociale, il servizio o comunque l'attività svolta dal titolare di
dante, inf, 5-18: « o tu che vieni al doloro ospizio »,
istituzionale della carica. -ufficio ordinano (o, disus., stanziale): quello
modo in cui la carica viene conferita o ai requisiti per accedervi. - ufficio comune-
sua appartenenza politica, fosse egli guelfo o ghibellino. -ufficio per, di grazia
ai nobili poveri. -ufficio venale, o vacabile, o venduto: quello che veniva
. -ufficio venale, o vacabile, o venduto: quello che veniva conferito dal
per l'intera durata della sua vita, o comunque fino alla perdita delle necessarie capacità
alla perdita delle necessarie capacità psicofisiche o intellettuali. statuto dei disciplinati di pomarance
ec. -con riferimento all'obbligatorietà o meno dell'assunzione della carica. -ufficio
assunzione della carica. -ufficio con pena o d'angaria, ufficio senza pena:
ufficio beneficiale, di stipendio, di o da utile, di utilità: quello
scellini steriini per commissioni di qualche uffizio o impiego lucrativo per lo spazio di un
-con riferimento a una carica ecclesiastica o alle sue singole denominazioni. petrarca
carica collegiale dei canonici di una cattedrale o di altro ente ecclesiastico. -ufficio generale-
alla carica suprema di re, imperatore o pontefice. iacopone, 58-9: bene
la quale chi non ha avuto il padre o almeno l'avolo de'tre maggiori perde
gli offici et i luoghi de'monti, o ragioni col principe, sono più frequentemente
interessati (in partic. da prefetto o sottoprefetto a un sindaco). de
de sanctis, ii-21-408: ti verrà o ti sarà venuto un ufficio, male
elementari. -d'ufficio (o, ant., per ufficio):
necessità di richiesta del privato interessato (o di altra pubblica autorità), di
viene emessa d'ufficio, lo si voglia o no. -avvocato, difensore d'ufficio
dall'autorità giudiziaria per chi non ha o ricusa il proprio legale di fiducia.
. quando l'imputato deve essere assistito o rappresentato dal difensore e non lo ha nominato
rappresentato dal difensore e non lo ha nominato o ne rimane privo, la nomina,
, dal pubblico ministero, dal presidente o dal pretore ed è comunicata immediatamente al
al difensore nominato. -consulenza tecnica o perizia d'ufficio-, quella disposta dal
dal giudice nel corso di un processo civile o penale. -procedibilità d'ufficio-, carattere
per legge subordinata a querela, istanza o richiesta, per cui possono (e devono
reati, che ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti, si deve procedere di
tu uomo, che vai a uffizio, o porti lo stendardo, che è il
passino le notti in luoghi foresti alla campagna o ne'boschi, il pregarono a concederli
ruota] mentre duravano nell'uficio, o almeno in occasione di visita, per
. -in espressioni con valore avverbiale o aggettivale. -in forma d'ufficio:
-in forma d'ufficio: in forma o in veste ufficiale. -in ufficio:
709]: se alcuno averà ardire dire o fare ingiuria alli offi- ziali, come
dottori in divinità, sarebbe mandato, o ch'io m'inganno, a informarsene al
tecnico-giuridica, facente arte dell'organizzazione centrale o decentrata dello tato o di altro ente
dell'organizzazione centrale o decentrata dello tato o di altro ente pubblico o della chiesa o
dello tato o di altro ente pubblico o della chiesa o di un ente ecclesiastico
o di altro ente pubblico o della chiesa o di un ente ecclesiastico, dotata di
un'organizzazione sociale (non autoritativa) o privata, in partic. di un'impresa
: organismo decentrato di un'organizzazione privata o sociale. -ufficio di corrispondenza: sede
corrispondenza: sede decentrata di un giornale o di un'agenzia di stampa. -ufficio
della custodia di oggetti rinvenuti su mezzi o locali pubblici affinché chi li ha perduti
la corriera. -ufficio pubblicità (o, disus., ufficio propaganda):
: quello facente capo a un ministero o a un ente pubblico, privato o sociale
o a un ente pubblico, privato o sociale o ad un'impresa, che
a un ente pubblico, privato o sociale o ad un'impresa, che ha la
7. locale o edificio in cui ha sede una carica pubblica
in cui ha sede una carica pubblica o una particolare struttura tecnico-giuridica o tecnico-amministrativa pubblica
carica pubblica o una particolare struttura tecnico-giuridica o tecnico-amministrativa pubblica, privata o sociale,
struttura tecnico-giuridica o tecnico-amministrativa pubblica, privata o sociale, o uno studio professionale.
tecnico-amministrativa pubblica, privata o sociale, o uno studio professionale. ariosto,
anarchico. -per anton. edificio o locale in cui ha sede un organo
da un vizio, da una virtù, o di essi tipico. bonvesin da
e nazioni'. 9. attività o modo di agire proprio di uno stato o
o modo di agire proprio di uno stato o condizione particolare, di una professione,
spetta fare in dipendenza da tali condizioni o posizioni, compito, responsabilità; compimento
: che un carattere debba essere così o così, è uffizio del critico.
-compito, funzione che si assume occasionalmente o in circostanze di necessità; supplenza di un'
. -con riferimento a soggetti astratti o personificati. daniello, 105: faccia
ii-89: se all'ufficio impostomi da voi o accademici di parlare oggi in questo luogo
i letterati che scrivono risentita- mente, o professori o pubblici ufficiali, la condanna che
che scrivono risentita- mente, o professori o pubblici ufficiali, la condanna che essi
un'attività; compito, impegno svolto o da svolgersi; procedimento pratico per conseguire
. -con allusione a pratiche sessuali o ad attività illecite. monachi, 34
(1iv- 13): erano tutti o morti o infermi o sì di famigli rimasi
13): erano tutti o morti o infermi o sì di famigli rimasi stremi
): erano tutti o morti o infermi o sì di famigli rimasi stremi, che
alla bugia. beicari, 4-124: o voi, [diavoli] che siete posti
, un concetto, un'attività pratica o intellettuale, ecc.); effetto
contro quelli che, per inerzia, imbecillità o ipocrisia, ripetono eternamente gli eterni ritornelli
di un segno grafico; funzione semantica o grammaticale o prosodica di una parola.
segno grafico; funzione semantica o grammaticale o prosodica di una parola. ruscelli,
è ancora più basso che il vedere, o che l'udire, perché meno s'
rivolge ad altri per spirito di solidarietà o di comune appartenenza umana e sociale,
officio di riconoscenza. -legame affettivo o amoroso; comportamento che ne è manifestazione
e d'affetto, agli atti di umana o cristiana pietà verso i defunti. -
. attività, intervento che, senza obbligo o remunerazione, si compie nell'interesse di
raccomandazione (anche nell'espressione buon uffici o, ant., buono ufficio)
. atto formale di omaggio, di congratulazione o condoglianza presentato secondo un preciso rituale a
che sono in ciascuno die dodici, o grandi o piccole, secondo la quantitade del
in ciascuno die dodici, o grandi o piccole, secondo la quantitade del sole;
tu odi messa, ovvero ori, o dici l'uficio, che quando tu scrivi
quando vocalmente si dice l'officio o altre orazioni. galateo, 152: ancora
composto in suffragio di una particolare persona o che un morente recita per sé.
letture'. nella rinnovata recita dell'ufficio divino o liturgia delle ore è la denominazione ufficiale
, e paolina vedova scotti. -messa o ciclo di messe di suffragio. m
sottomettere; stroncare, rintuzzare una ribellione o un attacco militare. c. campana
soggezione sottoposti, sudditi, avversari dichiarati o potenziali, intere popolazioni impedendo ribellioni,
popolazioni impedendo ribellioni, sommosse, rivolte o attacchi, aggressioni, ecc.,
qualche ufficiuzzo, come disse, di sagrestia o altro, gl'imparerai svegliandogli dalla dormente
giovanaccio... ho però sempre più o meno pregato dio (segnatamente con preci
trovato l'uso e rartificio de la calamita o del bussolo. 5.
4. in senso concreto. atto o espressione di deferenza, di ossequio,
di cortesia, di benevolenza, di rispetto o, anche, di adulazione, di
, di elogio convenzionale; dovere morale o mondano. alvise contarmi, lxxx-3-300:
carattere di formalità, di ufficialità dovuto o opportuno. denina, iii-241:
x-19-290: l'indomani il giornale officiale o officioso della curia smentiva il deputato cameroni
politicamente dommatica. -allineato all'ideologia o al gusto dominante (un'espressione artistica
affettuosi co'genitori. -che denota o è improntato a devozione, a rispetto,
destino. -improntato a eccessiva cerimoniosità o, anche, a servilismo e ipocrisia
] è quella che contiene messi, servitori o altri, che venga di fuori e
delle fiz- zioni cavati da gli antichi o dall'intelletto mio. appresso, ho
. riferimento al mangiare e al bere o anche, in senso generico, al fruire
cena se la batte / a casa, o dove più gli viene il taglio;
uf. che esprime sovrabbondanza del corpo o dello spirito), importata dalla penisola iberica
dello spirito), importata dalla penisola iberica o, al contrario, là diffusa dall'
'il superfluo'(però con deboli argomenti) o del pisani a favore di una base
l'ufologia, che ne tratta o dibatte. ufòlogo, sm. (
africa orientale. 2. nativo o abitante dell'uganda. - anche sostant.
egl'era fuora, quando ogni bestia grossa o minuta era ridotta all'uggia. domenichi
in uggia. -antipatia, avversione o, anche, odio nei confronti di
, / forse d'uggia vi sono o pur dormite? giuliani, i-266:
f -stucchevolezza di un uso linguistico o letterario di maniera; profusione di tematiche
cresciuto all'uggia, come la zucca o 'l melon per superchio omore, o come
zucca o 'l melon per superchio omore, o come il bozzac- chio per li acquazzoni
-fare uggia a qualcosa: impedirne lo sviluppo o l'espressione. magalotti, 26-92
sulla locuz. in odio habere, esse o in odium venire, pare più plau
-. niuno uomo ha sì buona uggia o sì buona ventura né benefici fare e
5-69: fra i tanti che mi uggiano o non mi comprendono son ridoto a preferir
; quanto, invece, a rosai, o ci stava o ci torsversataggine rionale,
invece, a rosai, o ci stava o ci torsversataggine rionale, in una uggiolante
chiuse. alcuni di essi uggiolavano, tacendo o fuggendo all'appressarsi di faltiel sul suo
, capisce a volo che un giorno o l'altro, fatalmente, tornerà a provarcisi
condizione propria di chi si sente annoiato o reca fastidio ad altri; caratteristica di
; caratteristica di ciò che arreca noia o disagio. tommaseo [s.
eziandio se si ponga ne'luoghi uggiosi o a bacio. manzoni, pr. sp
appare monotono, incapace di destare interesse o, anche, irritante, indisponente per
forse la critica giovanile (comecché sventata o avventata) è meno uggiosa della senile;
. caratterizzato da una luce fosca, plumbea o, anche, da una piovosità persistente
. moretti, 113: è primavera, o uggioso bimbo: chiudi / il
d'ombra una superficie, un luogo o altre piante; aduggiare. tommaseo
. soffici, iv-5: paesaggi soleggiati o uggiti da nuvolaglie estive. ugh (
tradizionali, ecc., interiezione di consenso o di saluto tipico dei nativi americani.
e commettiture di legname e di cera o così fatti di rape. soderini,
2. utensile sgrossature per tornio o per limatrice. = deriv. da
fantastico). alfieri, 12-54: o tenebrìa di notte, / qual mai da
roppo accosto, imperò che nel torcere o nel tessere tirandolo si scioglie e rimane
una tavola incavalchi l'altra un dito o due. -unitario, singolo (
, e si finisce nelle labbra, o ne'denti. buonarroti il giovane, 9-230
.. contro chi parla cose sgradite o strane. carducci, iii-5-194: né
3. anat. ugola del verme o del cervelletto: la parte anteriore della
: bere (per lo più vino o altri alcolici). - anche sostant
steccava fieramente, e attaccava malamente, o andava giù di tempo. -far
l'ugola. -placare la fame o la sete (per lo più in espressioni
-suscitare nell'interlocutore vivo desiderio di controbattere o, anche, di divulgare una notizia o
o, anche, di divulgare una notizia o di approfondire le proprie conoscenze.
, agg. stor. che è membro o fautore del partito ugonotto; che aderisce
, che s'intitolano 'ugonotti', o perché si raunarono già sotto un tal 'ugone'
raunarono già sotto un tal 'ugone'lor capo o per la provincia del reame, nella
fossero un tempo soggetti spiritualmente ai papi o no, il fatto sta che le dottrine
hugues besangon (morto nel 1532), o più genericamente a un nome proprio hugon
geol. spazio pianeggiante compreso fra due o più doline. -anche: tipo di dolina
= voce dial. di origine slovena o serbo-croata, propr. 'luogo delimitato all'
= comp. da ugr [ic] o e finnico (v.).
, l'essere uguagliato; il rendere pari o equiparacuoco, 1-100: pervenute le cose
ugualianza), sf. proprietà di due o più enti, b. croce, ii-2-151
, ecc. di essere identici tra loro o di avere uguali gli stessi attributi fondamentali
fare. bibbia volgar., x-352: o dio, la tua sedia è sempiternale
nimica dell'uguaglianza, non avesse prima o sconcio o non favorito le imprese.
uguaglianza, non avesse prima o sconcio o non favorito le imprese. -
e per iguaglianza, cioè per ragione naturale o per ragione scritta, si questiona sopra
scritta, si questiona sopra la quantitade o sopra la comparazione o sopra la qualitade
questiona sopra la quantitade o sopra la comparazione o sopra la qualitade d'un fatto,
sapere se quel fatto è giusto o ingiusto o buono o reo. ottimo,
quel fatto è giusto o ingiusto o buono o reo. ottimo, i-115:
è giusto o ingiusto o buono o reo. ottimo, i-115: per la
superficie, un terreno eliminando ogni asperità o rilievo. conti di antichi cavalieri
alle volte una è più alta dell'altra o più bassa. giuglaris, 145:
veloce a quella di un'altra persona o di un animale. m.
due cose uguali, di pari valore o dignità. l. adimari,
fisica, ecc.; pareggiarne le doti o le qualità; riuscire a elevarsi al
come de'pigmei, che stimo favolosi, o de'nani; ma i più grandi
veder, s'oggi in cantar t'uguaglio o supero. botta, 4-167: gerolamo
6. presentare la medesima ampiezza o superficie; risultare congruente o sovrapponibile a
medesima ampiezza o superficie; risultare congruente o sovrapponibile a un altro angolo o figura
congruente o sovrapponibile a un altro angolo o figura piana. granali, 8-51:
il medesimo numero, la medesima quantità o misura. temanza, 36: le
gozzi, 21: non solamente, o divina minerva, io mi riconoscerò sempre obbligato
berni, 1-44 (i-16): forza o destrezza contra lei [la lancia
lancia 11. raggiungere pari livello o intensità (un fenomed'oro] non
attraverso un lai volg. -condiviso da due o più persone (la sorte, il destiaequaliare
; che rende pari, simile una cosa o una persona a un'altra in un
la stessa origine, la stessa natura o modalità rispetto ad altro (un'azione,
, ii-113: giacché mi stimoli, o dittatore, co'tuoi rimproveri sdegnosi a confermare
in calce. -di pari intensità o valore (una passione, un sentimento,
simile per forma, dimensioni, funzione o genere (un oggetto, un prodotto)
-che richiama per forma, aspetto o caratteristiche un oggetto o una sostanza di
forma, aspetto o caratteristiche un oggetto o una sostanza di diversa natura. baiai
che ha la medesima misura, lunghezza o dimensione (un'entità). restoro
governati; perché il numero de'gentiluomini o egli è equale al loro, o egli
o egli è equale al loro, o egli è superiore. bruno, 3-140
. 6. che ha fattezze o caratteristiche fìsiche assai simili a quelle di
egli non vedeva che avversari da combattere o partigiani da condurre alla lotta.
analoghi a quelli di un'altra persona o gruppo di persone; che ne condivide
; che ne condivide del tutto opinioni o pensieri, che possiede un'identica mentalità
male, / che gli saria superiore o uguale. tasso, n-iii-558: io amerei
verri, ii-146: deh non contendete, o anime eccelse, perché eguali nella virtù
invitto duce, / cui non ha roma o macedonia eguale, / che carriaggi e
[s. v.]: 'uguale o eguale a se stesso, sempre uguale
uomo, così il primo angelo, o ambirono la deità, o pretesero in fatti
primo angelo, o ambirono la deità, o pretesero in fatti d'es- ser quasi
che appartiene al medesimo grupo, compagnia o fazione. -anche sostant. livio volgar
al focolare! pascoli, 28: o bel clivo fiorito cavallino / ch'io varcai
/ d'olmo fa tua parlante ombra o di pino? 8. pari
stato di natura), ceto sociale o rango. fra giordano, 1-26:
lo più con riferimento a soggetti astratti o inanimati. cino, iii-9-5: eo
alla pari l'avversario in una guerra o in una battaglia. giamboni 7-37:
diffondendo il benefico amore. -comminato o distribuito in modo equanime e imparziale;
12. che non ha asperità o dislivelli; piano, livellato, spianato
lo collocherai sopra il saccone di paglia, o anche sopra le asse del letto solamente
uniformemente liscio (l'acqua del mare o di un lago). -anche in un
non siano di peso più di quattro o cinque once l'uno e che vada
, qualità, attributi, condizioni fra due o più entità, fenomeni, azioni,
loro. -equivalenza di proprietà fra due o più entità matematiche, geometriche; relazione
potenza, qualità, condizione fra due o più persone (o, anche, fra
condizione fra due o più persone (o, anche, fra esseri soprannaturali).
e d'improprietà; e odandole, o pur anche vituperandole, ch'io non v'
valla e guglielmo budeo di questa ugualità o nettezza di parole e di sentenze de'
, con cui per equalità di colpa o di merito debba essere in un luogo
sarà, nelle circostanze date, plausibile o no, e il giacobinismo, sempre
dei mezzi di produzione gestita dai lavoratori o dalla generalità dei cittadini. -per estens
dei colori disciolti nel bagno di tintura o nella pasta per la stampa (un
che si fa per egualizzare l'individualità o la vita, tende inconsapevolmente a distruggere
3. tess. sottoporre un tessuto colorato o stampato a un trattamento con ugualizzanti.
. croce, iii-27-154: sarà possibile mantenere o ricostruire istituzioni locali a difesa della sempre
uniforme, costante, continua nel tempo o nello spazio. restoro, ii-113:
, 2-83: se l'aria fia grossa o sottile equalmente e sanza movimento di venti
. 5. con valore avversativo o concessivo: ciò nonostante, ciò malgrado
uguanno? / che duol ti vegna, o canti tu o no! s.
duol ti vegna, o canti tu o no! s. caterina da siena,
= dalla locuz. lat. hoc o hocque anno 'in quest'anno', da cui
pesce piccolissimo. voce corrotta di 'uguannotto'o 'unguannot- to', che significa 'pesce nato
significa 'pesce nato quest'anno'; perché uguanno o unguanno vuol dir quest'anno, sebbene
per esprimere dolore, disgusto, disappunto o, anche, sorpresa, meraviglia.
inter. per esprimere un forte dolore fisico o, anche, un grave rammarico,
per richiamare l'attenzione di una persona o di un animale o, anche, per
di una persona o di un animale o, anche, per incitarli a procedere
plur. -i). editto o decreto emesso dallo zar della russia (o
o decreto emesso dallo zar della russia (o, anche, in tempi più recenti
imposizione autoritaria, che non ammette deroghe o alternative; ultimatum (e può avere
deriv., attraverso il fr. ukase o oukase (nel 1798), dal russo
, ordinare'. ukulèle, sf. o m. invar. strumento musicale tradizionale
il polacco e il ted. ulan o hulam (hulahnen nel 1742).
, per lo più di forma rotondeggiante o ovale, di una superficie cutanea o
o ovale, di una superficie cutanea o di una mucosa, con perdita di sostanza
da svariate determinazioni in relazione alle cause o alle sedi dell'organismo colpite; senz'
comune, indica generalmente t ulcera gastrica o quella duodenale). - ulcera duodenale-
peptica: v. peptico1. -ulcera perforante o perforata: lesione che interessa l'intero
, per esempio la parete dello stomaco o dell'intestino, creando un'apertura su
può provocare una lesione ulcerosa (una sostanza o un meccanismo biologico).
ledere una parte del corpo producendo una o più lesioni ulcerative (con partic.
. 2. figur. affliggere o irritare gravemente una persona; esacerbarne,
nipoti. -corrompere, guastare moralmente o spiritual- mente una nazione. bresciani
particella pronom. essere leso da una o più ulcere, degenerare in ulcera. -
agg. patol. relativo a un'ulcera o a un'ulcerazione. -anche: che
ulgerato). leso, deturpato da una o più ulcere (una parte del corpo
picola, strecta di natura e tropposerata, o che è fata ulcerata piena di cicatrice.
ii-75: non darò al padre mio nipoti o genero, / sendo tutto ulcerato il
pianta dei piedi. -caratterizzato da ulcere o piaghe (una malattia); degenerato
. processo di formazione di un'ulcera o, in senso generico, di una
tenesmo è cagionato dalla ulcerazione dello sfintere o da qualche materia che pugne. pietro
anco quando apareno ne la matrice scissure o altre ulcerazione. fasciculo di medicina volgare
lingua si fa quando si generano ulcerazioni o pustule nella lingua. f. f.
. e letter. lesione della cute o delle mucose caratterizzata da perdita di sostanza
per medicina di cerusia in medicare posteme o incurabili ulceri. a. cattaneo,
patol. che può provocare l'insorgenza o la recidiva di un'ulcera gastrica o duodenale
o la recidiva di un'ulcera gastrica o duodenale (in partic. una sostanza
-anche: caratterizzato dalla formazione di una o più ulcere (una malattia).
. -malattia ulcerosa: ulcera gastrica o duodenale. 2. coperto di ulcere
ulce -affetto da ulcera gastrica o duodenale. volponi, 4-86: se
modi, alla mattezza / stracciano i panni o tolgon- sene strisce. ariosto, 41-62
in unione sovietica giovani che creavano disordini o compivano atti vandalici, anche per protesta
.]: 'uligano': si chiamano 'uligani'o huligani nell'unione sovietica i giovani teppisti
appartenente a gruppi soliti a compiere violenze o atti vandalici. = dal russo uligàn
attendete ch'egli abbia [il podere] o questo o quello: / o il
egli abbia [il podere] o questo o quello: / o il terren tutto
podere] o questo o quello: / o il terren tutto egual, non a
, siccome ancora fa diversità il paese o montuoso o campestre o maremmano o uliginoso
ancora fa diversità il paese o montuoso o campestre o maremmano o uliginoso. manzoni
diversità il paese o montuoso o campestre o maremmano o uliginoso. manzoni, fermo
il paese o montuoso o campestre o maremmano o uliginoso. manzoni, fermo e lucia
: questo odore è di rose, o di viole, o di niepita, o
è di rose, o di viole, o di niepita, o di timo; ma
o di viole, o di niepita, o di timo; ma era d'ogni
-ci). letter. che si riferisce o che allude all'eroe omerico ulisse,
. panlessico italiano, 1782: 'ulite'o 'ulitide', sf. 'ulitis'(voce gr
ulsteriano, agg. che è nato o che vive nell'ulster. - anche
che è stato detto, fatto, pensato o accertato in precedenza. salvini
resto. landolfi, 14-7: non vidi o trovai'nulla di insolito; salvo qualcosa
casti, i-1-40: guari, o donne, non è, che in un'
, 12-84: per esempio, nell'amore o nell'odio del padre / per il
tempo appena trascorso e vicino a chi parla o scrive; negli ultimi tempi, di
morello di giraldo, chiamato calandro, o altro soprannome non so. b. tasso
'ultimo argomento', da ultima ratio [regum o regis], motto inciso sui cannoni
. -anche: risolvere una situazione complessa o conflittuale, concludere una trattativa.
sola, la mamma ultimava qualche lavoretto o semplicemente si riposava. -con
-terminare la stesura di un testo o di una parte, la trattazione scritta
la sceneggiatura, non più di due o tre ritocchi di poca importanza, sui
occasione estrema per risolvere una situazione difficile o raggiungere uno scopo. panzini,
l'ingiunzione di spiegarsi, di giustificare questa o quella irregolarità, o di mettersi in
di giustificare questa o quella irregolarità, o di mettersi in regola pecuniariamente, al
ultimato2, sm. disus. proposta o condizione irrevocabile, da accettare entro un
, minacciando di ricorrere alla forza o di rompere le trattative nel caso in cui
2. per estens. proposta o condizione irrevocabile, da accettare o rifiutare
proposta o condizione irrevocabile, da accettare o rifiutare senza possibilità di patteggiamento. carducci
che si colloca alla fine di una serie o di una successio ne temporale
omo nascerà ne l'ultimo giorno di gennaro o el primo de febraro doppo la sua
ultima notte e il primo die / sìalto o sì magnifico processo, / o per l'
/ sìalto o sì magnifico processo, / o per l'una o per l'altra,
magnifico processo, / o per l'una o per l'altra, fu o fie.
l'una o per l'altra, fu o fie. b. pulci,
. -in espressioni indicanti il giorno o il momento della morte (come ultimo
dante, infi, 15-47: qual fortuna o destino / anzi l'ultimo dì qua
precedente al momento in cui si paria o scrive. -in questo ultimo: da poco
notiziari e comunicati per indicare il giorno o mese più prossimo nel passato (anche
defunto. 3. che si riferisce o appartiene a un periodo di tempo immediatamente
di tempo immediatamente anteriore a chi parla o scrive; più recente. - anche
-sf. la lettera più recente, scritta o pervenuta dopo tutte le altre.
fatto più recente e singolare riguardante qualcuno o qualcosa; la barzelletta più nuova.
cronologicamente; che avviene, si svolge o è compiuto dopo tutti gli altri.
iv-354: né ho potuto, o lauretta, lasciarti neppure l'ultimo addio.
un'elencazione, a una catalogazione tradizionale o anche casuale e soggettiva. - anche sostant
divisa in parti anche fisicamente distinte (o che può essere criticamente scissa in sezioni
: i secondi a sospendere di rincorrersi o di giocare col pallone, gli ultimi a
mi indovina privo. -che compie o conclude o subisce un'azione, che è
privo. -che compie o conclude o subisce un'azione, che è coinvolto
dopo tutti gli altri (in assoluto o rispetto alla circostanza, al periodo di
viene dopo tutto quello che è stato detto o scritto in precedenza; appena indicato,
, e non parendonegli bene disse. « o donno gianni, io non vi voglio
volevamo bene. -l'ultimo arrivato o venuto-, la persona meno importante,
la persona meno importante, meno capace o meritevole in un determinato ambito.
uno spazio, nella parte più remota o sul confine di un territorio (un luo-
di uno spazio, di un ambiente o, anche, di un territorio, di
posizione fisicamente posteriore; che si vede o si incontra o viene percorso successivamente a
; che si vede o si incontra o viene percorso successivamente a tutto il resto
l'estrema propaggine di un organismo animale o vegetale. soderini, i-425: scalzando
alla sua massima intensità; che è o appare in misura straordinariamente grande, in
, 239-25: a l'ultimo bisogno, o misera alma, / accampa ogni tuo
od arte finale, l'artefice o vero operatore di quella massimamente dèe essere da
fatto; allo scadere del tempo disponibile o stabilito. dante, conv.,
n. 32. -all'ultimo punto o punta: al grado più alto, al
. -essere agli ultimi sgoccioli, o anche solo all'ultimo, agli ultimi
suo. -fino all'ultimo quattrino o soldo-, per indicare enfaticamente un'intera
è disposti a scendere. -ultimo supplizio o pena: la pena di morte.
ant. e letter. che infligge o ha inflitto punizioni, castighi per vendetta a
, / nulla fu man non certa o non felice / saetta o non in lui
non certa o non felice / saetta o non in lui sfogato sdegno. conti
mia destra ultrice? -che rivela o esprime il desiderio di vendetta (uno
a dio, a una divinità pagana (o anche ai loro attributi).
. l. martelli, 3-310: o furie ultrici e crude, / fatevi donne
. 2. che ha lo scopo o è diretto a compiere una vendetta,
costituisce una compensazione, una riparazione morale o psicologica di un torto, di un
è dal lat ultra (v. o ltre). ultra2, prep
el signor marchese per espugnare quelli alamani o cacciarli 'ultra'monti. -al
ultra, agg. che appartiene a formazioni o a schieramenti politici estremistici. migliorini
inutile la variante 'ultras'al plurale (o l'àccentazione 'ultra') anche a proposito
era passato nel campo della reazione, o piuttosto dell'ultra-conservatismo, come lo addimandavano
). che porta all'estremo posizioni o istanze ideologicamente conservatrici. - anche:
a creamontale, 12-114: poesia ultradecadente o ermetica è quella re la più suggestiva
programraggi improvvisi di sole mutavano un prato o un filare in un mi democratici
, agg. che appartiene a un'area o a un orientamento politico di estrema destra
bioritmo ultradiano-, variazione periodica, funzionale o comportamentale di un organismo vivente, con
ad operare l'ultrafiltrazione di sostanze colloidali o particelle di dimensioni equivalenti. piccola
che cosa ne verrà fuori: perché o sarà ultragenerico e insipido o arbitrario e ciarlatanesco
: perché o sarà ultragenerico e insipido o arbitrario e ciarlatanesco. = comp.
. ultraguelfismo, sm. corrente o teoria politica di carattere accentuatamente clericale.
ad attribuire eccessiva importanza a un'ideologia o a esasperare i contenuti o i contrasti
un'ideologia o a esasperare i contenuti o i contrasti ideologici. l
stato già usato da una scuola letteraria spagnola o sudamericana. = deriv. da ultra
attività lavorativa svolta parallelamente a quella principale o abituale. calvino, 14-28: il
la moglie che il suo lavoro (o infralavoro o ultralavoro) procede come al solito
che il suo lavoro (o infralavoro o ultralavoro) procede come al solito.
ai trecento chilogrammi, impiegato per diporto o per competizioni sportive, e dotato di
alla dottrina politica ed economica del liberalismo o ne interpreta in modo intransigente i princìpi
debba ricercarsi nella sua forma ultraliberale, o nella pigrizia intellettuale dei rivoluzionari liberali italiani
nella pigrizia intellettuale dei rivoluzionari liberali italiani o in altre quistioni secondarie, ma nel fatto
). filos. che esprime concetti o si basa su pensieri improntati a un esasperato
riduzione panlogistica della poesia si mostrava più o meno esplicita, quegli estetici del contenuto
estetici del contenuto erano giudicati idealisti 'astratti'o idealisti 'concreti', come li classifica
, iii-25-131: poesia rude e poesia raffinata o manierata sono state da me adoperate a
immaturità, e l'altra di ultramaturità formale o di fracidume artistico. = comp
ultramodèrno, agg. che è relativo o risponde ai più moderni criteri, in
2. che è relativo o segue il gusto o le abitudini sociali
. che è relativo o segue il gusto o le abitudini sociali che si sono affermate
. ant. e letter. che abita o è originario di paesi che si trovano
, ultramontano né italiano, da cavallo o da piede, o ai qualunque condizione sia
, da cavallo o da piede, o ai qualunque condizione sia, ardisca,
gli ultramontani. 2. prodotto o fabbricato all'estero; che è di provenienza
'costume ultramontano'. 3. pubblicato o stampato in francia. ghislanzoni, 11-135
. ultraoriginale, agg. che rappresenta o deve risultare un'innovazione assoluta. -
ultraoscuro, agg. difficilissimo da comprendere o da spiegare. pascoli, 1-442
ultrapotènte, agg. che ha grandissima forza o vigoria fisica. barilli,
costume e nello stato liberale, e nelartito o nei partiti così denominati, che fronteggiano e
è impiegato in cinematografia scientifica, didattica o sportiva. = comp. dal
tranquillizzare, a eliminare del tutto sospetti o previsioni inquietanti. ferd.
ogni forma così d'irrazionalismo come di ultrarazionalismo o di panlogismo. = comp.
dell'arte è il fine ultimo, più o meno consapevole, degli odierni ultrarazionalisti.
i racconti scritti nella falsariga del platonismo o della vecchia scuola ultra-realista. = deriv
2. accentuatamente tradizionalista in ambito culturale o nel costume. b. croce,
i-2-387: a codesti logici, che più o meno lavorano sugli schemi tradizionali, vorrebbero
. eccezionalmente innovativo nei confronti della tradizione o dei tempi correnti. ghislanzoni, 1-45
ultraspiritualismo, sm. filos. indirizzo filosofico o dottrina che porta all'estremo la rivendicazione
con forza ai princìpi ideologici del socialismo o del comunismo. mazzini, 50-243:
2. che si riferisce a una realtà o a un ambito di pensieri e sentimenti
e fino a qual punto l'uno o l'altro dei poeti della scuola, in
dei poeti della scuola, in questa o quella poesia, si sia tenuto fedele all'
. - anche: l'insieme dei gruppi o dei movimenti politici operanti nell'area della
l'elemento stabile, il titolare fisso o semifisso di quell'alloggio clandestino, mentre
secondo il quale una legge penale abrogata o modificata continua a essere applicata per i
oltre il violetto, e sono impercettibili o appena percettibili dalla retina. c. e
, di largo impiego nei processi fotochimici o per individuare alterazioni in documenti, manoscritti
gli effetti nelle riprese in pieno sole o ad alta quota. -fotografia alvultravioletto:
fotografia di oggetti illuminati da tali raggi o emettente tali raggi, realizzata utilizzando emulsioni
; senza che vi sia stata richiesta o sollecitazione. a. cecchi,
perocché gli attentati in questa parte levano o levar possono la facoltà stessa di domandare
/ la promessa, colla scusa / o pretesto, ch'era stata / non ultronea
ullula. sannazaro, iv-45: non foscho o freddi, ma lucenti e tepidi /
2. echeggiante di voci umane o di rumori naturali (un luogo)
luogo). carducci, iii-2-429: o le selve germaniche ululanti / di riti
, di lamento funebre, di dolore o condoglianze, di strazio, di disperazione,
volgar., 11-120: ululate meco, o amici, e piangete, e versate
14-605: il nome mio / dite, o teucri, del chiaro dioneo / ai
. -pronunciare parole, responsi, o previsioni in tono lugubre, salmodiando.
e mura e troni... / o cannoni, o cannoni, / voi
troni... / o cannoni, o cannoni, / voi siete nostri!
urlando, anche in preda al terrore o alla disperazione (anche in relazione con una
e gli animosi / vostri richiami, o gloria, o libertà. =
/ vostri richiami, o gloria, o libertà. = voce dotta,
: verso acuto e prolungato di belve feroci o di uccelli (in partic. lugubri
di uccelli (in partic. lugubri o notturni). reina, i-3:
,... senza ruscelli o fontane d'acque cristalline, perché vi è
, ripetuto, emesso da persone (o, anche, da esseri soprannaturali) per
da esseri soprannaturali) per incutere spavento o per sfogare dolore, strazio, angoscia,
: eco ripetuta di un suono violento o cupo. n. agostini, 4-2-96
periodicamente variabile utilizzato per provare i microfoni o l'acustica degli ambienti. = nome
prolungato, che denota disperazione, spavento o eccitazione. ariosto, 14-134:
9-41: volesse dio che piuttosto aliga o ulva di padule, se...
sorgi dal tuo letto d'ulva, / o donna dei liti. 2.
rubino, 83: o libellula, l'ùlvida palude / nutre melancolie
/ tal che poco mi vai forza o consiglio. zucchelli, 9: in segno
. secondo la natura, le caratteristiche o le capacità dell'uomo; in modo connaturato
. processo di progressiva umanizzazione; acquisizione o esaltazione dei valori morali e spirituali che
umana. pascoli, i-435: o cittadini di pietrasanta, voi mi chiamaste a
la libertà non è un concetto borghese o di classe ma è il campo con
ammansire fiere. achillini, 1-34: o virtù d'una cetra, / che umanar
, che il mondo antico aveva ignorata o quasi, e il cristianesimo e il medioevo
m. -ci). che è proprio o che si riferisce all'umanesimo rinascimentale,
etica. tasso, n-ii-20: ricordatevi, o signor antonio, che noi siamo nel
del destino; né si possono sfuggire, o contendere i voleri degli dei, che
che quando, volendo un immediato compartecipe o sfogatoio del nostro animo, perdendo cioè
solitudini grandissime, senza città, castelle o ville, senza umanitade o forma alcuna
città, castelle o ville, senza umanitade o forma alcuna di repubblica. ariosto,
in un piccolo convento abitato da quattro o cinque fraticelli girolamiti, che ne ricevettero
risponda neanche ad umanità e gentilezza, o al desiderio di combinare qualche affare;
benevolenza, da cui ci si attende o si è ricevuto tale atteggiamento.
1837). uesti secoli, o più tosto di queste bellissime lettere di poesia
plur. m. -i). sostenitore o espo'umanità, a le quali non
m. -ci). che si riferisce o = voce dotta, lat.
è stato creduto... un abbassamento o trivializzamen- sarla se non come una forma
vedervi soltanto una forza bruta smo o imperialismo e le sopravviventi teorie umanitarie o
smo o imperialismo e le sopravviventi teorie umanitarie o demonica, ama la bestia,
trovo sempre gente, con la quale più o meno sistenzialismo; fu promotore di iniziative
beneficenza per alleviare le condizioni dei nessuno, o parlo parole vane; e così mi inselvatichisco
questa umanizzazione è nell'uomo stesso maggiore o minore. gentile, 2-ii-166: l'
e distinti rispetto agli altri esseri animati o inanimati), attinente, pertinente a caratteristiche
, facoltà proprie dell'uomo (il corpo o una sua parte, l'aspetto fìsico
da tre termini di diversa natura, o spazio la materia e l'idea, organati
infernale. 2. che è conforme o è adeguato alla natura degli uomini;
natura degli uomini; naturale, comprensibile o compatibile in un uomo (un'inclinazione
solidale verso gli altri; che rivela o palesa, manifesta sentimenti di umanità, di
(una persona, la sua indole o anche un atto, l'aspetto, l'
avv. e aggett. alvumberta (o alvumberto): per indicare un'acconciatura maschile
3. sm. alimento, bevanda o preparato che ha tali proprietà.
{ umetto). bagnare, cospargere o impregnare con acqua o altro liquido;
bagnare, cospargere o impregnare con acqua o altro liquido; intridere di umidità.
3. per simil. aspergere il corpo o una sua parte con acqua, unguenti
una sua parte con acqua, unguenti o gocce di profumo. bibbiena, 28
umori, / né co'soliti argenti allatta o fior / il rio, ne corre
l'intestino, per lo più apportando o riequilibrando gli umori fisiologici. crescenzi
; intridersi di umidità; bagnarsi leggermente o in superficie. b. segni,
/ e avvien, che nulla, o poco indi rifletta. 10. rinfrescarsi
ant. che è atto a inumidire o bagnare superficialmente. -in partic.: che
rinfrescante dell'organismo, lenitiva della febbre o purificante dell'intestino. crescenzi volgar
dello scudo per aumentare la capacità protettiva o per colpire con essa i nemici nello scontro
umbro1, agg. nativo, originario o abitante dell'umbria, regione dell'italia
. 2. che si riferisce o che riguarda o che è proprio dell'
2. che si riferisce o che riguarda o che è proprio dell'umbria.
umbra. -che è proprio o tipico dell'arte sviluppatasi in tale regione
al dialetto parlato in umbria; scritto o composto in tale dialetto. carducci,
sa bene se si raddolcisca nell'umbro o si rafforzi a scatti nel sabino.
gli etruschi, chi tra gli antichi umbri o sabini. 5. sm
, bagnato leggermente; cosparso d'acqua o di altro liquido. mattioli [
agg. bagnato per 10 più superficialmente o leggermente; inumidito, imbevuto. -
grigio turchino... che bagnato o anche solo umettato col fiato dà un odore
di far succhiare qualcosa. -cosparso o immerso in sughi e salse (la carne
lor carni con condimenti aromatici e mosti cotti o simili intingoli. 2.
. letter. ant. il rendere umido o bagnato per lo più leggermente o superficialmente
umido o bagnato per lo più leggermente o superficialmente. - in partic.:
in partic.: l'apportare liquidi o umori fisiologici all'organismo; idratazione.
v.]: 'umico': acido nero o bruniccio che si forma per la decomposizione
. che cresce in suolo ricco di humus o lo predilige (una pianta).
letter. in modo da emanare umidità o da lasciare una sensazione di bagnato.
la condizione di ciò che è umido o impregnato di umidità o di sostanze liquide
ciò che è umido o impregnato di umidità o di sostanze liquide. b
corpo, dalla stagion riscaldata, ingenera tarli o altro fastidio, e corrompe e guasta
stalle sia sempre coperto d'aridissime felci o paglie, onde tanto più netto e
che reca tracce di umidità; intriso o impregnato, per lo più leggermente,
per lo più leggermente, di acqua o di sostanze liquide. cellini,
leggermente sudato, madido (il corpo, o una sua parte). d'
umidifico, umidifichi). rendere umido o più umido un ambiente, in partic.
terrestre gli vieta lo umidire cosa alcuna o attaccarsi a quella. -intr.
. l'essere umido; presenza più o meno elevata di acqua in un corpo
terra, risiede nell'istessa terra, o pure in un altro corpo, qual sarebbe
altro corpo, qual sarebbe l'aria o l'acqua? b. del bene,
bisogna che sia lastricato di sassi, o di tegole, e fatto così declive,
così declive, che presto per canali o docce scoli tutta l'umidità? carducci,
. presenza nell'aria di una quantità più o meno elevata di vapore acqueo. -anche
elevata di vapore acqueo. -anche: aria o clima umido. livio volgar.,
e rilevata mediante la misurazione con igrometri o psicrometri (in partic. nell'espressione
umidità atmosferica). - umidità assoluta o umidità atmosferica assoluta: quantità di vapore
un metro cubo d'aria. -umidità relativa o umidità atmosferica relativa: rapporto fra le
antiche, condizione di un organismo umano o anche qualità propria di un determinato organo
anche qualità propria di un determinato organo o tessuto anatomico caratterizzata dalla presenza di umori
gonfiori, enfiagioni, mancanza di vigore fisico o perdita della ragione. boccaccio,
, li quali noi chiamiamo 'mentecatti'o vero 'dementi', li quali, ancora che
, in partic. in quanto morbide o grasse. romoli, 240: i
di porco, la quale per l'umidità o pinguedine sua è così mal proporzionata alli
ant. e popol. liquido, secrezione o umore fisiolochiabrera, 1-i-229: allor gl'
poco, / che poco li bisogna o li fa loco. tommaseo, 18-i-1158:
umidissimo). leggermente bagnato, asperso o anche impregnato di acqua o di altra
, asperso o anche impregnato di acqua o di altra sostanza liquida. attribuito
subito ricordi. 2. velato o bagnato, rigato dalle lacrime (gli occhi
, la lingua), di sudore o di altro umore (una parte del cor-
i quel bacio... (o anima mia! io mi sento ancora le
3. bagnato da un corso d'acqua o dal mare (una riva, un
pioggia, dalle sorgenti, dalla rugiada o impregnato dell'umidità dell'aria (il terreno
. lastri, i-4: la terra magra o amara, dice plinio, si conosce
-letter. che vive nelle acque marine o fluviali (i pesci).
teor. indica lo stato dell'atmosfera o di un ambiente in cui si rilevi
. vapore umido-, il vapore acqueo o, anche, la nebbia che si forma
. in quanto ricco di risorse idriche o di abbondanti precipitazioni (un luogo,
(un luogo, una regione) o non adeguatamente soleggiato o privo di ricambio
una regione) o non adeguatamente soleggiato o privo di ricambio d'aria (una stanza
. 5. caratterizzato da aria o vento umido o da un clima con
5. caratterizzato da aria o vento umido o da un clima con un alto tasso
umidità (il tempo, una giornata o un momento del giorno, una stagione)
una spugna. -che si sviluppa o cresce in un terreno o in un
-che si sviluppa o cresce in un terreno o in un ambiente ricco di acqua o
o in un ambiente ricco di acqua o di umidità (una pianta).
umori (una sostanza, un corpo o, anche, una persona il cui temperamento
una persona il cui temperamento risulta irrazionale o indolente). s. bernardino da
facoltà intellettuali. -ricco di umori nutritivi o di liquidi (un alimen- to)
che contiene una notevole percentuale di acqua o altra sostanza liquida, o che è costituito
di acqua o altra sostanza liquida, o che è costituito da acqua ed è
un'eccessiva lacrimazione a causa di irritazione o infiammazione (gli occhi). lauro
in presenza di secreto fluido nei bronchi o in cavità polmonari comunicanti coi bronchi.
14. sm. ciò che inumidisce o bagna un corpo, un ambiente,
ambiente, un luogo; presenza di acqua o di altri liquidi in una sostanza,
. -anche: carattere precipuo dell'acqua o di un altro liquido. boccaccio,
chiazze d'umido. 15. luogo o ambiente caratterizzato da un alto tasso di
tasso di umidità; aria, vento o clima umido. s. bernardino da
. 16. sostanza costituita da acqua o da altri liquidi. anonimo fiorentino,
fisiologia antiche, condizione di un organismo o qualità propria di un organo caratterizzata dalla
il temperamento irrazionale, iracondo, indolente o indeciso che ne deriva secondo tale concezione.
il senno / e rabbia ne solleva, o fin di morte / da morbi che
morte / da morbi che sien umidi o da umidi. -nella fisica aristotelica
. 19. gastron. intingolo o condimento a base di sugo di pomodoro
nel suo proprio sugo, aggiuntovi grasso o lardo, e altri condimenti. tommaseo [
dal lat. [h] umidus, o deriv. da [h] umère (
. 2. presenza nell'aria o in un ambiente di umidità, di
di umidità, di una quantità più o meno elevata di vapore acqueo. -
, / il nero umidore del mare o il fiato della mia compagna.
. 3. quantità di acqua o di vapore acqueo del quale è impregnato
di vapore acqueo del quale è impregnato o cosparso un corpo, una sostanza, un
. liquido, in partic. acqua sparsa o depositata su una superficie. giamboni
egli fosse luogo ove solesse avere lago o stagno od altro umidore, secondo che dimostra
, secondo che dimostra il giunco, o salce salvatico, e tutti arbori che di
ant. umidióso), agg. intriso o bagnato su perficialmente d'acqua
bagnato su perficialmente d'acqua o da altra sostanza liquida. - anche
consapevole dei propri limiti e non s'inorgoglisce o esalta per i propri meriti o qualità
inorgoglisce o esalta per i propri meriti o qualità. -anche: che tiene un
un contegno semplice, modesto e riservato o palesa reverente soggezione nei confronti di altre
varda casone. iacofone, 1-17-18: o falso reli'oso or me respundi: /
ossequio, in partic. in apertura o chiusura di una lettera. galileo,
stella, xxxiv-647: sempre sia tu laudato o padre giusto, / che se'conoscitor
. -che ha scarsa importanza politica o militare (uno stato).
e gelo, / non de purpurio o ver assirio manto / ma sol coperto fu
vicende relative a personaggi di modesta condizione o questioni attinenti alle concrete necessità materiali dell'
può de'susin trapiantare / e con marza o bucciol farvene neste; / in essi
insetare / ora con marza puossi, o pome seme, / buona la scorza e
. cesari, 1-1-163: questo, o cari, si è l'usato ed infallibile
umilia. -privare di una dignità o di una mansione, riducendo a una
placandone la collera, vicendone l'ostinazione o la scontrosità. petrarca, 239-15:
cioché a questa cotale potenzia tacito onore o quasi mutolo non si facesse, parve
, 23-66: né mai in sì dolci o in sì soavi tempre / risonar seppi
peccati. -fare atto di devozione o di riverenza nei confronti di qualcuno,
qualcuno, in partic. prostrandosi a terra o genuflettendosi. binduccio dello scelto, i-115
un sentimento d'inferiorità, di sottomissione o di vergogna; avvilito, mortificato.
: a questa ingrata / porgi aita, o signor accetta, o santo,
aita, o signor accetta, o santo, / d'un cor pentito e
conseguire d'avantaggio. -comportamento o discorso che esprime sottomissione, condiscendenza,
deferenza anche esagerata nei confronti di qualcuno o che si rivela poco dignitoso, degradante
2. situazione mortificante, avvilente; azione o discorso che oltraggia, che avvilisce,
leopardi, iii-935: non si dà umiliazione o avvilimento maggiore di quello ch'io soffro
mendicante mi seggo, umilicòrde: / o casa, perché sbarri con le corde
improntato a modestia, riservatezza, semplicità o, anche, a riverente sottomissione.
dice candore, assenza di prevenzioni appassionate o interessate, giudizio schietto, annegazione di
. -con riferimento a gesù cristo o al suo abbassarsi alla natura dell'uomo
; che è causato da uno squilibrio o da un eccesso di umori, in
ernia umorale. -massa umorale o massa umorale del sangue-, seconseguisse un
mescolanza dei quattro umori fondamentali. do o insieme di fluidi superflui o corrotti che provoromoli
fondamentali. do o insieme di fluidi superflui o corrotti che provoromoli, 299: è
le espressioni cattivo, maligno, malo o pravo umore). tutta la
umorale del sangue vi sia una discrasia acida o latini, i-775: ancor son
che al meno della linfa, o sugo nerveo, per ciò tutta la mira
in partic. acqua. -umore salato o salso: le acque del mare.
risucchiavano avide quell'umore. -umidità o precipitazione atmosferica. -in par- tic.
sol raggi rifrange -liquame torbido o melmoso. cassiano volgar., v-10
i fisici se nelle piante si dia, o no vera circolazione di umori. savarese
densi quanto più concentrati. -liquido o succo contenuto o ottenuto dalla spremitura di
concentrati. -liquido o succo contenuto o ottenuto dalla spremitura di un frutto o
o ottenuto dalla spremitura di un frutto o di un ortaggio polposo (in partic.
in partic. con riferimento all'olio o al vino, per lo più nell'espressione
salute fisica e mentale dell'uomo (o lo stato patologico in caso di alterazione
in partic. nelle espressioni umore sanguigno o vermiglio). -anche: discendenza, stirpe
impossibile veder imagini che mostrino di sudare o piangere o gittare umor sanguigno. g.
imagini che mostrino di sudare o piangere o gittare umor sanguigno. g. gozzi,
ed accomodate sopra un solaio le schiene o i pezzi, sovrapponi de'grossi pesi
più nelle espressioni umore generativo, genitale o vitali). ceccoli, vii-664 (
la via della verità 4. secrezione o essudato fisiologico. - in partic. con
delle perle producono un certo umor rosso o sanguigno in tanta abbondan- zia, che
occhio: umore acqueo, acquoso (o, ant., albugineo o albuginoso)
(o, ant., albugineo o albuginoso): liquido presente nella camera
l'umor vitreo. -umore fecondo o maschio: liquido seminale, sperma.
dell'uomo giovine, e crescente arriva, o più presto o più tardi,
crescente arriva, o più presto o più tardi, secondo testeme cagioni, ad
: stato d'animo di intensa malinconia o di dolente tristezza o, anche, di
di intensa malinconia o di dolente tristezza o, anche, di irritazione e nervosismo
(anticamente con riferimento alla bile nera o atrabile). a. cattaneo,
opinioni, di gusti, di atteggiamenti o di abitudini che prevalgono o sono tipici
di atteggiamenti o di abitudini che prevalgono o sono tipici di un luogo, di
tipici di un luogo, di un popolo o di un'epoca. machiavelli, 1-viii-281
famiglie amiche erano andate di conserva, o s'erano ritrovate lassù, s'eran fatte
7. idea, convinzione, parere o intenzione, proposito personale (per lo
più nelle espressioni avere umore, entrare o essere d'umore o in umore in relazione
umore, entrare o essere d'umore o in umore in relazione con una prop
teatro fosse distrutto. -orientamento o tendenza ideologica, politica o religiosa.
-orientamento o tendenza ideologica, politica o religiosa. - anche, in senso
. 8. ostilità, dissenso o dissapore, malcontento fra due o più
dissenso o dissapore, malcontento fra due o più persone e, in partic. tra
persone e, in partic. tra fazioni o ceti sociali diversi (per lo più
9. persona strana, bizzarra o dotata di spirito arguto, incline allo
ma pazzi come questovecchio, che non stesse o legato o rinchiuso, non viddi alcuno
come questovecchio, che non stesse o legato o rinchiuso, non viddi alcuno mai.
contraddizioni tra la mobilità dello spirito appassionato o accaldato e la immobilità seria delle cose ei
11. figur. arricchimento, nutrimento spirituale o intellettuale (con partic. riferimento a
12. locuz. -dare all'umore o nell'umore a qualcuno-, andargli a
risalto, con un atteggiamento una vena ironica o comica (l'ingegno, la fantasia di
, per lo più su argomenti seri o drammatici. di giacomo, ii-671:
dell'umorismo. -anche: chi compone testi o esegue disegni umoristici. rivista
serietà della scienza ora con lo spirito più o meno indecente dell'umorista. gobetti,
che si esibisce professionamente in spettacoli recitando o improvvisando monologhi di carattere umoristico.
e... fuore- doria o semprebene, 435: ché voi m'avete
-che compone testi di carattere ironico o satirico (uno scrittore).
ammonire che a questi tempi vuoisi piuttosto compiangere o sdegnarsi... che non ridacchiare
e umorosi. -caratterizzato da piovosità o da condizioni di elevata umidità (un
4-138: non che l'aria fosse più o meno temperata che soglia, com'è
è usato in quelle cotali pistolenzie, cioè o che 'l verno va secco, o
o che 'l verno va secco, o la primavera calda, o la state omorosa
va secco, o la primavera calda, o la state omorosa, o le ricolte
primavera calda, o la state omorosa, o le ricolte dell'autunno non sono potute
. 3. che cambia repentinamente umore o disposizione d'animo; bisbetico, umorale
, per imitare il ritmo del valzer o anche il suono monotono e ritmato di
suono monotono e ritmato di un contrabbasso o di un trombone. = voce
. che manifesta piena concordanza di opinioni o unione d'intenti e di strategie nel prendere
avv. concordemente, senza nessun dissenso o parere contrario. libro di opere diverse
, rinunciando a chiarire le divergenze, o a presentare come unanime una decisione,
subordinazione all'anima collettiva di un gruppo o di una comunità. - per estens
mancano, le circostanze reali intimamente connesse o accessorie a un avvenimento spargono assai più
generale espressa nel corso di una votazione o di una deliberazione da più persone,
modo concorde, senza nessun parere sfavorevole o voto contrario. de roberto, 499
2. agg. che viene corrisposto o versato una sola volta (un pagamento
. 3. sf. sovrimposta o premio retributivo o altro tipo di pagamento
3. sf. sovrimposta o premio retributivo o altro tipo di pagamento, a carattere
, comprendente numerose specie arbustive, rampicanti o simili a liane tra cui l'uncaria gambir
donne (giacché nel mambettu nessuno si sdraia o siede a terra stando nella casa propria
2. rubare; sottrarre con l'inganno o con la violenza. angiolieri, vi-i-387
pallone che giunge al volo per bloccarlo o rilanciarlo. m. medici, 187
, trattenendolo e predisponendolo per un tiro o altro. anche: 'il portiere uncina saldamente
un pesce, realizzata con tale strumento o con una fiocina. cinelli,
per indicare una grande abilità nel furto o un'estrema e spregiudicata avidità b.
2. munito, provvisto di uno o più uncini o di ganci (uno
munito, provvisto di uno o più uncini o di ganci (uno strumento, un'
. ovidio volgar., 5-25: o tu cuopri l'amo uncinato di sopra.
.. diritte... curve o oncinate... ternate...
breve traiettoria e rotazione del corpo (cross o traversone, gancio, jab).
uncino degli strati prossimi alla superficie topografica o a un piano di faglia, causata
con l'indice (uncinazióne digitale) o con uno strumento idoneo (uncinazióne strumentale
che si infila nell'occhiello di filo o di metallo per tenere allacciati gli abiti in
so n'adopri di cento ragioni; / o un intaglio per la tua gonnella?
intaglio per la tua gonnella? / o uncinègli o maglietti o bottoni? / o
la tua gonnella? / o uncinègli o maglietti o bottoni? / o pel tuo
tua gonnella? / o uncinègli o maglietti o bottoni? / o pel tuo camiciotto
o uncinègli o maglietti o bottoni? / o pel tuo camiciotto una scarsella? s
uncinétto, sm. strumento in ferro o in acciaio o in altro materiale
sm. strumento in ferro o in acciaio o in altro materiale con punta ricurva
, dette aumeniennes, di retino nero o bianco, tutte seminate di ricami ad uncinetto
mia madre sedeva e lavorava all'uncinetto o portava avanti una maglia di lana. pratolini
, a pertiche, è utilizzato per afferrare o, infisso in una parete, per
infisso in una parete, per agganciarvi o appendervi viveri, oggetti, utensili,
sarà cioè col capo innanzi, o con li piedi o pure alla traversa;
innanzi, o con li piedi o pure alla traversa; perché poi conosciuto questo
un amo senza che una visione di fazzoletti o di sottovesti o di reggipetto smarriti non
una visione di fazzoletti o di sottovesti o di reggipetto smarriti non si accompagnasse a
. -uncinetto per eseguire lavori a maglia o a rete, pizzi, ecc.
, / più vivo assai che perla o che rubino, / che fu '1 primaio
mascherare lo scopo reale di un'azione o di un comportamento, scusa debole, appiglio
. cesi:... 'rampicante'o 'scandente'... quando sale attaccandosi =
.). con oncini, viticci o barbe. unco, agg.
savi, 2-ii-428: il gruppo degli 'unciròstri'o 'alectorides'si può con giuste ragioni dividere
uncovertebrale, agg. che si riferisce o che colpisce il processo uncinato in una
sm. geom. poligono convesso regolare o irregolare con undici angoli e undici lati.
partic. in unione con nomi di re o papi per indicarne l'ordine di successione
tasso, i-79: manderò fra diece o quindici giorni, al più lungo,
. metr. ant. verso undenario (o anche semplicemente undenario, sm.)
in una progressione, in una serie o in una classificazione occupa il posto corrispondente
, ecc. di un'opera letteraria o scientifica, a canti di un poema,
? -posposto a nome di sovrano o papa e scritto in partic. in
. plur.): l'undicesima o la ventitreesima ora del giorno. ghislanzoni
seguente a quello cui ci si riferisce o di cui si parla; indomani (
latastro rotondato, et semisso all'undula o vero resupina sima et nextrulo; il residuo
alla inversa undula cum gli accessorii nextruli o vero reguli et cordicelle. = voce
agg. ant. relativo, tipico o proprio dell'ungheria, del popolo, delle
generico di tipo romantico e crepuscolare, o più modernamente (ungarettianamente) espanso e allusivo
l'essere ungherese; l'avere in sé o il manifestare gli atteggiamenti tipici degli ungheresi
più recenti si preferisce il termine ungherese o magiaro). -anche sostane (e
che vi è prodotto e ne è originario o proveniente; che vi ha sede.
avorio, e tagliala attorno con un ferro o con le for- fice. m.
. ant. gastron. zampino di porco o di vitello variamente cucinato. messisburgo
superficie con una sostanza grassa, untuosa o, anche, con un composto fluido
cottura. -anche: cospargere il corpo o una sua parte, in partic. il
, di olio, di crema medicamentosa o cosmetica; impomatare i capelli.
sì puote ùngniere le giengie di butiro o di grasso di gallina. paganino bonafè
virtù del più forte, s'ugnevan tutti o d'olio o di sevo o di
forte, s'ugnevan tutti o d'olio o di sevo o di sapone: la
ugnevan tutti o d'olio o di sevo o di sapone: la quale unzione rendeva
, in partic. a scopo rituale o per preservarne le fattezze (con partic
, ungeva l'arrosto. -lubrificare ruote o meccanismi, chiavistelli, ecc. per
2. medicare una parte del corpo contusa o dolorante, una ferita aperta, un'
. guarire, curare le ferite d'amore o, anche, quelle spirituali che il
con l'olio consacrato per farlo sacerdote o re per investitura divina (con partic.
figliuolo giesù,... tu [o dio] ugnesti d'unzione di spirito
di peste) imbrattando direttamente i corpi o gli oggetti di uso comune con materiale
buoni a qualche cosa che morti, o birboni. idem, pr. sp.
: state sicuro che con le buone o le cattive avrete danaro a sufficienza per giustificare
tradizionali di origine unghere- ungere la ruota o le ruote-, corrompere elargendo -ungere
non più largo dell'unghia del o appartiene all'ungheria; improntato alle usanze e
/ e d'ispani e di toschi o l'ungarese / bottiglia a cui di verdi
fu buonissima. -che si parla o si scrive in ungheria e, anche,
carattere brillante e virtuosistico come le danze o le rapsodie ungheresi, dovute ad autori
di domenico scarlatti. -nativo o abitante dell'ungheria. -anche sostant.
ongarina, ungherlina), sf. casacca o giudi nostra volontà la gola porgiamo.
è un'ugna. -unghia incarnata o incarnita: affondata con i suoi bordi
difesa, offesa, presa, appoggio o protezione. - in partic.: artiglio
, vincitori. -zoccolo del cavallo o di altri mammiferi ungulati. giacomo de'
3. arnese, utensile o, anche, estremità di esso che
esso che termina con un taglio obliquo o con un gancio, per afferrare,
, è un istru- mento di legno o di ferro assai lungo, una delle cui
; e perciò ugna, linguetta, o paletta vulgarmente si chiama. capobianco, 15
3-ii-82: di loro martiri altri erano, o scarnificate da ugne di ferro, e
di ferro, e pendenti nell'eculeo, o lacerati da pettini. 4.
, parte della copertina di una rivista o di un libro che sporge rispetto alle pagine
verde dello stelo. -unghia cavallina o unghia di cavallo: fungo del genere
ed esce lieta pur la tussilaggine, / o dir vogliate l'unghia cavallina, /
: intestatura, ovvero estremità di tavole o di altri pezzi, tagliata a unghia,
i blocchi di supporto delle lastre stereotipe o galvaniche, per tenerle ferme durante la
poterli montare (inchiodare) su zoccoli o fermare mediante 'uncini'. 16
un ladro assai abile. -avere nelle o fra le unghie, tenere saldamente,
/ che fesse un colpo de la spada o dui. manzoni, pr. sp
aver nell'unghie l'uccisore, o vivo o morto. de amicis, xii-146
unghie l'uccisore, o vivo o morto. de amicis, xii-146: egli
unghie a qualcuno: infastidirlo, aggredirlo o biasimarlo aspramente e ripetutamente. n.
un bestione. -essere carne e unghia o come carne e unghia: per mente
, quantunque miindicare un intimo legame amoroso o, anche, stretti nima, volea unghiare
, battuta sarcastica, -mettere le unghie o l'unghia addosso a qualcuno: catturarlo
-tagliare le unghie a qualcuno o a qualcosa: ridurne nunzio,
2. per estens. incidere o anche asportare raschiando con uno strumento.
ungliató), agg. provvisto di unghie o di artigli piuttosto sviluppati (in partic
cartoni formanti i piani d'un libro rilegato o cartonato. 3. linguetta sporgente
ferri sono cotesti? -sono le ugnelle o, come gli disse il cellini,
gli unghielli, i così detti 'zingoni'o 'mozzichi', i quali si disseccano, si
. v.]: 'mettere gli ugnelli o gli ugnoli addosso a qualcuno': averlo
. carena, 2-317: 'cornetta', o altrimenti 'sperone del cavallo': trovasi alla
ungióne), sm. grossa unghia o artiglio di un animale (anche fantastico)
. dante, inf, 22-40: o rubicante, fa che tu li metti /
), sm. chi unge con olio o applica unguenti sul corpo di una
consacrato per insignirla di una dignità religiosa o politica. ottimo, iii-74: e
mediante apposita macchina (oliatore per compressione o oliatore per aspersione) affinché possano scorrere
v.]: 'ungueale': che appartiene o è relativo alle unghie. diconsi 'falangi
relativo alle unghie. diconsi 'falangi ungueali'o unguifere'quelle che sostengono le unghie.
ant. e letter. chi fabbrica o vende unguenti e profumi. -anche:
, chi era addetto a praticare massaggi o ad applicare unguenti. f
di frati, ma botteghe di speziali o d'unguentari appaiono più tosto a'riguardanti.
plinio], 274: è lodato o stirace di pisidia di sidone in cirpo e
a una piccola nocciuola senza guscio o più presto alla ghianda unguentaria. mattioli [
agg. sm. ant. chi fabbrica o vende unguenti; unguentario. seneca
costituito da sostanze grasse di tipo naturale o artificiale in cui viene disciolto il medicamento
rea feme- na no menda -per managa o bolbina: / figo no trai de tribolo
, non si possono guarire per unguento, o per altri leggieri modi, si debbono
come comporrà il cirugico il suo unguento, o il fisico la sua medicina, se
. 2. preparato costituito da essenze o creme profumate usato per fini cosmetici e
, i-253: non c'era unguento o lozione che non avesse provato, sempre
per appagare una passione, per alleviare o evitare una situazione o una condizione pericolosa
passione, per alleviare o evitare una situazione o una condizione pericolosa o dolorosa, per
evitare una situazione o una condizione pericolosa o dolorosa, per riparare a un peccato
medicate hanno le dita avvolte ad uno zoccolo o ungula, che può esser con unguento
unguento-, servirsi di un altro mezzo o espediente. pulci, 22-194: e
. unghia sottile, dalla forma piana o incurvata solo traversalmente, con l'estremità
tutti gli ordini dei mammiferi provvisti di unghie o artigli (e si contrappongono agli ungulati
preso a le ungole ae infiatura, o el tocamento de'piedi è molle, questo
lo taglia con lo strumento da sanguinare o con un rasore. = voce dotta
le vene / trapassa il core com'angue o saetta. 2. per simil
unìbile, agg. che può essere unito o collegato con altro, con altri elementi
di semplicità, che non sono rappresentati o costituiti che da un solo elemento anatomico
nostro intimo senso che molte sensazioni, o in sé o solo in qualche parte,
che molte sensazioni, o in sé o solo in qualche parte, corrispondono ad una
idea. carducci, iii-20-306: eccoti, o dio grande nostro, le viscere palpitanti
at che producono molti cauli o fusti dalle radici, come il tartufo
1512: 'unicellulare': dicesi di quegli animali o veun tavolo all'altro, con finissimo
solo esistente del suo tipo, genere o specie, che non ha simili o
o specie, che non ha simili o uguali, antecedenti in un determinato luogo,
antecedenti in un determinato luogo, situazione o condizione o seguenti (con riferimento a
un determinato luogo, situazione o condizione o seguenti (con riferimento a concetti astratti
con riferimento a concetti astratti, concreti o inanimati, a dio, secondo la
avvocato, o cancelliere al tribunale, e una coppia di
moglie. -che non ha fratelli o sorelle (in partic. nelpespres- sione
. 3. che è costituito o rappresentato da un solo elemento o esemplare
costituito o rappresentato da un solo elemento o esemplare, singolo. dante, par
ogn'altra, sola, unica, o cara. imbriani, 1-280: languiva.
. raimondi, 3-1: sono testimonianze, o parole, espresse da uomini nel momento
al mio essere solitario, unico. o non piuttosto scindere da me quel che ha
attorno a un'unica situazione del destinatario, o meglio alla sua situazione cronica, su