insaziato, agg. che non è riuscito o non riesce a saziarsi, a sfamarsi
estens. letter. che non è mai o non è ancora appagato, soddisfatto;
tutti si torcevano ai piedi della donna crudele o insaziata,... tutti infine
maggior potenza, e dirò pure avidità o insazietà, ma non mai stultizia di universale
). mettere, riporre in una o più scatole. -in partic.: chiudere
messo, riposto, conservato in una o più scatole. -anche al figur
. operaio che provvede, a mano o a macchina, all'introduzione di merci
a macchina, all'introduzione di merci o prodotti in scatole o recipienti.
introduzione di merci o prodotti in scatole o recipienti. 2. macchina
ant. che non può diminuire o venir meno. l. bellini
cielo più vasta più ardente del sole o estate notturna estate mediterranea? 3
rappresentazione teatrale, o la sceneggiatura di un film.
. -al figur.: opprimere moralmente o spiritualmente; limitare, ostacolare.
), agg. letter. reso o divenuto schiavo; asservito, assoggettato.
-al figur.: oppresso moralmente o spiritualmente. mamiani, 3-222:
quelle guaste, mediante una sapiente incisione o innesto. = etimo incerto.
ed appariva che esservi non potessero lui insciente o ripugnante. foscolo, xviii-123:
che, non punto insciente di ferute / o colpi, a me è sofferente il
per estens. che è frutto di ignoranza o di inesperienza. salvini, 30-2-7
/ a tutte le impronte più gravi o leggère /... / o polvere
gravi o leggère /... / o polvere, t'amo.
gadda, 6-231: avevano fatto spallucce o contratto a inscienza la bocca.
cui elementi divisi hanno altro senso, o senso non hanno. ardigò, vi-470:
il contenuto è, come ognun sa o dovrebbe sapere, inscindibile dalla forma.
alla quale partecipano più parti aventi uguale o simile posizione in ordine alla medesima materia
pronunciata tra più parti in causa inscindibile o in cause tra loro dipendenti non è
era separazione e mescolanza, l'una cosa o l'altra, o le due insieme
l'una cosa o l'altra, o le due insieme. ìnscio,
niccolò da correggio, 1-37: o sacre ninfe, che per freschi fonti
tratta che d'incendio d'ilio / o di cena esecranda, in cui si dia
che comprende il nome, i titoli o la qualifica del destinatario di un documento
agg. ant. che non si può o non si deve scrivere; indescrivibile.
dinanzi alla spica / mietuta in silenzio o con canti. / e questa è
, col lapidario rigore dei cammei etruschi o egiziani, la immagine dell'ultima cosa veduta
tutti i vertici che giacciono sul perimetro o nella superficie di un'altra figura o
o nella superficie di un'altra figura o solido (una figura geometrica tracciata dentro
in questo circolo inscritto sarà una faccia, o sia un piano del parallelepipedo inscritto alla
inscrivevano nei condannati, e sovente negl'innocenti o men rei de'condannatori, indelebilmente la
raimondi, 3-23: ogni forma, umana o di natura, gli si inscrive nella
attribuire a livio la forma latina ulixes 'o 4 4 ulisses '
odissia 'e non altrimenti 4 olixea 'o 4 olyxea '; così è soverchio
4. geom. tracciare una figura geometrica o costruire un solido dentro a un altro
i vertici del primo giacciano nel perimetro o sulla superficie del secondo. -anche:
comune con tutti 1 lati del poligono o con tutte le facce del solido.
giorno, con lo scoprimento di inscrizioni o di pitture o di instrumenti o di
lo scoprimento di inscrizioni o di pitture o di instrumenti o di altro, ci
di inscrizioni o di pitture o di instrumenti o di altro, ci disingannano gli antiquari
qual di semplicissimo titolato d''illustre 'o impiastrato d''illustrissimo 'o d'
'o impiastrato d''illustrissimo 'o d'altra più alta inscrizione più propria
encomiastico, diretto a esaltare una persona o a celebrare un avvenimento, scritto per
un giro di pagamenti per semplice trasporto o inscrizione nel libro della banca.
: facile è la inscrizione dell'esagono o sia sessagono e del triangolo, perché si
nostro meglio, paresse di non premiare o impinguare i limosi- nieri di qua,
altro mezzo di papa, cardinali, signori o d'altri a questo idonei, cioè
con la particella pronom. divenire scuro o più scuro, scurirsi; oscurarsi.
ventidue anni credeva di averne già trenta o più. insecchiva; e quel che sul
artista essere secca, sia pittore o altro. = denom. da secco
sopportano con quiete e riposo le discrepanze o di religione o di lingua.
quiete e riposo le discrepanze o di religione o di lingua. = voce dotta
l'insediare, l'insediarsi; conferimento o assunzione in forma ufficiale e, per
'insediamento', atto e cerimonia del mettere o dell'esser messo nell'attuale possessione e
essere, a sua volta, rurale o urbano); stanziamento. -in sociologia,
, che ha la funzione d'identificare o di simboleggiare una comunità, un'associazione
. -in partic.: bandiera, vessillo o altro segno distintivo che, negli eserciti
al plur.): bandiera, vessillo o distintivo che contraddistingue un reparto militare (
anticamente, recava lo stemma del sovrano o del principe o le imprese adottate dai
lo stemma del sovrano o del principe o le imprese adottate dai nobili e cavalieri,
', significa tre centinaia, tre cinquantine o tre volte quel numero che allora si
fronti, veniva divisa in dieci manipoli o insegne, la cui forza, costante
che viene inalberata sull'albero di maestra o di trinchetto o di mezzana per indicare
sull'albero di maestra o di trinchetto o di mezzana per indicare l'alta autorità
di mezzana per indicare l'alta autorità o il grado del comandante superiore imbarcato sulla
riservato a chi è insignito del potere o di una dignità o di un'autorità
insignito del potere o di una dignità o di un'autorità particolare, o è
dignità o di un'autorità particolare, o è investito di un determinato ufficio o
o è investito di un determinato ufficio o grado. -anche (per lo più al
distinguono chi è investito di tale autorità o dignità, ufficio, grado. boiardo
che è preposto a uno esercito, o quello che si trova in una città
. decorazione distintiva di un ordine cavalleresco o di una particolare onorificenza. ariosto
dispensò [napoleone] a parecchi soldati o magistrati le insegne della legione d'onore
parente vedova leggiadra, dàlie marito, o tu la fa'rimuovere de'suoi portamenti.
, / mai non fossi tu nato, o morto fossi / anzi ch'esser marito
chi perdé la civetta, / la gatta o la ghiandaia, / ebb'almen ne'
'leggiàio'dicesi di uno che intende poco o punto la ragione, e che voglia
, 255: 'leg- giaiolo 'o 'leggiàio ': che vuol quel che
letto (anche senza distinguersi per pregi o qualità particolari). sarpi, i-1-54
5. locuz. leggere il leggibile o tutto il leggibile: impegnarsi nella lettura
lettura di un gran numero di libri o di autori (con valore iperbolico).
. letto stentatamente, con difficoltà (o anche superficialmente, distrattamente).
-trice). chi legge stentatamente (o anche svogliatamente, distrattamente).
letter. che impone con prepotenza leggi o regolamenti. alfieri, 9-30:
e volto a favorire piccoli gruppi sociali o economici, approvato di solito dalle commissioni
prepotente, soverchiatore. firenze: leggino o leggiàio. = deriv. da
. -naviglio leggio: con carico incompleto o scarico nel ritorno. = deriv.
direttore e ogni componente di un'orchestra o di una banda musicale posa aperto lo
la musica. -piccolo supporto di legno o di metallo infìsso un po'al disopra
prato che fosse fatto un pulpito, o vero, come allora diceasi, un leggìo
, come allora diceasi, un leggìo, o perbio, di marmo bianco, nel
fioco, / né avean lo scilinguagnolo o la tosse, / ma cica- lavan
più parole che un leggio '(o * tu daresti parole a un leggio '
, stando a leggio, cantano le antifone o simili e dànno l'intonazione al canto
. alfieri, 8-91: fole, o menzogne, ai leggitor volgari / (già
; esecutore che si vale dello spartito o della partitura. tommaseo [s.
virtù di forze medianiche, i pensieri o i sentimenti di una persona senza che
: l'ospite poeta era un po'nervoso o aveva scarso appetito, come tutti i
. 5. chi pretende o presume di riuscire a conoscere il carattere
, 245: aveva pronunciato, o meglio leggiucchiato, un discorsetto tutto pieno di
lavoratore aderente a una lega di operai o contadini; dirigente sindacale di una tale
2. stor. fautore della lega o società delle nazioni. panzini,
e ha talora anche una connotazione polemica o scherz.). gentile, 2-i-154
. il legiferare; promulgazione di leggi o decreti. bacchetti, 1-ii-580:
; che appartiene a una legione, o, per estens., a una formazione
le quali uscirono dalla mistura dei franchi o dei galli co'romani legionarii istanziati sul reno
iii-17-6: la realità nelle quindici o venti commedie migliori del goldoni...
, che, mosse da determinati ideali o finalità, si pongono per lo più
pongono per lo più al di fuori o addirittura contro le istituzioni ufficiali dello stato
definisce l'intellettuale in italia e presto o tardi bisognerà andarsi a ritrovare in qualche
andarsi a ritrovare in qualche garibaldinismo, o legionarismo, o fascismo. =
in qualche garibaldinismo, o legionarismo, o fascismo. = deriv. da
consistenza numerica, strutturato in modo più o meno simile a quello romano. -anche
ai quali non vengono richieste notizie personali o ragioni dell'arruolamento, contava all'inizio
obdurò, sì, obdurò a essere o almeno a figurare il più legalmente militarmente
persone unite da un comune ideale politico o umanitario e volte a un'azione comune.
che tu abbandoni 'legione italica 'o altro: ormai non m'importa fuorché
, culturali. -anche: l'insegna o il distintivo di tale onorificenza. botta
[napoleone] a parecchi soldati o magistrati le insegne della legione d'onore.
, un'autorità, un corpo politico o ecclesiastico). -in partic.:
possono essere sottoposte alla prova del consenso o del dissenso pubblico. -sostant.
carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione
vita a una legge, che ha natura o valore di legge (come norma giuridica
petizioni alle camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. ibidem, 89
sia a uffici od organi, individuali o collettivi). -anche: chi crea
). -anche: chi crea, o riorganizza radicalmente, una comunità politica o
o riorganizza radicalmente, una comunità politica o religiosa, dotandola di un ordinamento istituzionale
con riferimento a personaggi mitologici, leggendari o storici). m. savonarola
con un lembo d'esso in testa, o qualche altro panno avvolto a la sacerdotale
sono non quelli che compilano leggi vecchie o ne aggiungon poche nuove conformi, ma quelli
, licurgo, solone ed anche, bene o male, augusto, diocleziano, costantino
, dove riescono dannosi, tentano modificarli o distruggerli. svevo, 8-694: ora
. agg. letter. attinente all'attività o alla funzione di stabilire leggi (un'
non dovendo... la facoltà politica o la scienza di legislatura, a cui
la religione può essere accettata come coefficiente o come completamento della moralità? 2.
ricordo, un centinaio e mezzo, o più. borgese, 1-351: io
non esclusa quella di diventare, una legislatura o l'altra, deputato.
di conseguenze dedutte da pochi princìpi giusti o ingiusti. e. cecchi, 7-90:
di norme giuridiche regolanti una determinata materia o un settore dell'attività umana (legislazione
complesso di norme, etiche, sociali o tecniche, che regolano un determinato ambito
che regolano un determinato ambito della vita o dell'attività umana; disciplina. delfico
123: medico ovver legista, / o chi studia in altr'arte, / non
per sapere studiano ma per acquistare moneta o dignitade. sacchetti, 40-4: tornando
, che l'abbia aver la legittima o la tribiliana. io non t'ho a
altra cosa che la potesse pretendere o domandar mai di qua. de luca,
del de cuius (mediante disposizioni testamentarie o donazioni) della legittima in danno dei legittimari
) della legittima in danno dei legittimari o di taluno di essi. — reintegra
della legittima: modificazione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni fatte dal de cuius,
queste cose provare, basti tre o vero due, per lo meno, testimoni
andandovi / la potrete dispor che dieci o dodici / giorni anco aspetti; fin che
, specie nella locuz. nato legittimamente o non legittimamente). boccaccio, 13-142
legittimamente nel sillogismo, dee esser preso o tutte e due le volte universalmente, o
o tutte e due le volte universalmente, o una volta universalmente ed un'altra particolarmente
qualificata overo ristretta da qualche clausola, o parola, dalla quale apparisca della volontà
la sua operazione fuori del principato, o dominio del legittimante o dispensante.
del principato, o dominio del legittimante o dispensante. legittimanza, sf.
legìttimo). dir. civ. attribuire o far attribuire (mediante susseguente matrimonio o
o far attribuire (mediante susseguente matrimonio o, rispettivamente, mediante decreto del capo
del matrimonio (con riferimento al sovrano o alla pubblica autorità in genere).
pallavicino, ii-288: avendo molti dal papa o dall'imperatore la podestà di dottorare o
o dall'imperatore la podestà di dottorare o di legittimare. targioni tozzetti, 12-8-189
una persona in quanto preposta a una carica o a un ufficio, ecc.)
3. rendere moralmente legittimo (o, comunque, accettabile); giustificare
; giustificare, scusare (un atto o un fatto che, in linea di principio
linea di principio, sarebbe moralmente illecito o degno di riprovazione). brusoni,
: attribuire una pretestuosa parvenza di liceità o di giustizia a un atto, a
a un atto, a un fatto o a una situazione intrinsecamente ingiusta.
4. rendere fondato; attribuire o dimostrare 11 buon fondamento (intellettuale o
o dimostrare 11 buon fondamento (intellettuale o giuridico o etico-politico) di un'affermazione
11 buon fondamento (intellettuale o giuridico o etico-politico) di un'affermazione, di
di un'ipotesi, di una pretesa o di un diritto. segneri, ii
]: 'legittimare una proposizione ', o col dimostrarne la verità, la giustizia
verità, la giustizia, la validità; o col darle quella validità o giustizia che
validità; o col darle quella validità o giustizia che da prima in sé non aveva
15-12: il prevosto dimostrava che poche o pochissime famiglie avrebbero potuto legittimare la pretesa
un delitto. -figur. dimostrare o conferire validità culturale a una disciplina o
o conferire validità culturale a una disciplina o a un indirizzo artistico. b.
-in partic.: dimostrare che un termine o un modo di dire appartiene al patrimonio
. 7. ant. conferire o restituire (a un'assemblea, a
codice civile, 549: divieto di pesi o condizioni sulla quota dei legittimari.
). dotato (mediante susseguente matrimonio o decreto del capo dello stato)
e l'altra che sia per rescritto o per privilegio del principe. targioni tozzetti
lecito; giustificato; dotato di fondata o pretestuosa giustificazione morale. notari [in
attribuzione (mediante susseguente matrimonio dei genitori o decreto del capo dello stato) della
, come, avendo molti dal papa o dalltmperadore la podestà di dottorare o di
papa o dalltmperadore la podestà di dottorare o di legittimare, non abbiano tutti questi
. contratto dai genitori del figlio naturale o per decreto reale. ibidem, 282
3. giustificazione morale (fondata o pretestuosa) di un atto che,
, in linea di principio, appare o è illecito e riprovevole. de roberto
tale atto. -dir. commerc. titoli o documenti di legittimazione: documenti (come
determinata controversia [legittimazione attiva), o nei cui confronti può essere chiesta una
; sostenitore, partigiano di una dinastia o di un ramo dinastico contro un altro
punto scappa fuori il partito carlista, o legittimista, o retrogrado che è tutta
fuori il partito carlista, o legittimista, o retrogrado che è tutta una minestra,
è egli un accento dell'ire legittimiste o delle repubblicane? o l'epigramma
ire legittimiste o delle repubblicane? o l'epigramma d'uno scettico? oriani,
proprio, che si riferisce al legittimismo o ai legittimisti. g.
sf. l'essere legittimo; qualità o natura legittima (di comportamenti, atti
riferimento a una legge ordinaria dello stato o delle regioni). -questione di legittimità
l'organo competente ad esercitare il controllo o sindacato giurisdizionale di legittimità costituzionale).
eccezione di illegittimità costituzionale per manifesta irrilevanza o infondatezza deve essere adeguatamente motivata. l'
legittimità della corte costituzionale su una legge o un atto avente forza di legge esclude ogni
nullità del matrimonio, supposizione di parto o sostituzione di neonato, nascita dopo 300
, nascita dopo 300 giorni dallo scioglimento o dall'annullamento del matrimonio; fuori di
è preeminenza che tenga, di legittimità o di primogenitura. massaia, iii-196:
determinati princìpi e valori di natura etico-politica o etico-religiosa, riconosciuti come fondamentali dalla società
su tale principio hanno diritto di conservare o recuperare il potere (e i popoli
, e desumiamo da quella la legittimità o l'illegittimità d'ogni autorità temporale.
morale (alla stregua di determinati princìpi o valori etici). de sanctis,
del quale pareva che si volesse negare o contestare la legittimità, serba, dunque
scientifica, artistica, ecc.) o del suo prodotto, derivante dalla conformità
a determinati criteri, princìpi, regole o valori tecnici e culturali; autenticità artistica
valori tecnici e culturali; autenticità artistica o poetica di un'opera d'arte;
tale coscienza è data, quasi sempre o sempre, dalla conoscenza dell'etimo della parola
archivio, che qualsivoglia strumento indi uscito o ivi conservato seco porti il sigillo d'
e vendita mediante il prezzo in denaro o in altra ricompensa, la quale egualmente
considerazione (con riferimento a particolari atti o circostanze di fatto). c.
legittimo impedimento, la corte, il tribunale o il pretore... sospende o
o il pretore... sospende o rinvia anche d'ufficio il dibattimento..
-dir. proc. pen. legittima suspicione o legittimo sospetto: fondato timore che le
, per gravi motivi di ordine pubblico o per legittimo sospetto sulla richiesta del procuratore
procuratore generale presso la corte d'appello o presso la corte di cassazione questa può
corte di cassazione questa può rimettere l'istruzione o il giudizio da uno ad altro giudice
nardi, ii-191: secondo i buoni o rei consigli che arà saputo o potuto
buoni o rei consigli che arà saputo o potuto prendere e usare il popolo fiorentino,
legittima e perfetta età d'anni diciotto o di più, e'volle che'suoi fratelli
in età legittima si comunicarono alle parrocchie o cappelle loro proprie. nannini [olao magno
, non ammettevano l'apposizione di termine o di condizione. 5. maffei,
per estens. disus. regolato, prescritto o consentito da una norma liturgica (o
o consentito da una norma liturgica (o, in genere, religiosa).
prima niente importa se e'sia così o non così fatto. ma dappoi che egli
diritto: con riferimento all'unione coniugale o matrimonio legittimo (in contrapposizione a unioni
antichità e nell'età intermedia, riconosciute o largamente tollerate dal costume sociale; nel
nardi, 49: io ho sposata, o appio, la mia figliuola ad icilio
matrimonio (con riferimento ai rapporti sessuali o al legame affettivo). petrarca,
legittimo (e si contrappone a concubina o convivente). rainerio da perugia volgar
e, in genere, di consanguineità o parentela). caro, 5-26:
caro, 5-26: la nobiltà privata viene o da gli uomini o da le
privata viene o da gli uomini o da le donne e per leggitima procreazione da
di discendenza legittima di una dinastia (o di una famiglia nobile) e,
, parente legittimo: chi è genitore o parente di una determinata persona in base
legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione, sono i figli
di questi alcuni dobbiamo rigettare come abortivi o illegittimi; altri allevare e tirar su,
. foscolo, xvii-10: mille fiate, o dolce mia guerriera, io mi credo
dall'incrocio di individui della stessa specie o della stessa razza (un animale)
5. disus. che riveste una posizione o una qualifica giuridica pubblica o privata e
una posizione o una qualifica giuridica pubblica o privata e che esercita le sue funzioni
privata e che esercita le sue funzioni o i suoi diritti in conformità alla legge
legittimo: quello preposto al suo ufficio o incarico nei casi e nei modi previsti
possessore legittimo: che esercita la proprietà o detiene il possesso in modo legale,
-erede legittimo: chi ha acquisito (o ha diritto di acquisire) un'eredità
in forza di un titolo fondato sulla legge o da essa riconosciuto. livio volgar
avrei potuto averle se non di furto o strappandole di mano con violenza pazzesca a
pregerà che le sue opere sien lodate o da fanciulli o da idioti, ma
le sue opere sien lodate o da fanciulli o da idioti, ma da'letterati e
spesso con riferimento alla legge naturale) o, comunque, su princìpi ideologici (
comunque, su princìpi ideologici (etico-religiosi o etico-politici) che lo giustificano, gli
tuzionale, è necessaria una reggenza o, come altri pensa, una luogotenenza
deciderà sulla forma di stato da adottare o da serbare. -che detiene il
stregua di determinati criteri ideologici, politici o religiosi (come il principio di autorità
religiosi (come il principio di autorità o quello di libertà). cesarotti,
conformità e in forza della legge costituzionale o dinastica (e tale, quindi,
erede legittimo: chi è succeduto (o ha il diritto di succedere) a
diritto di succedere) a un trono o in dominio politico in virtù della legge
dominio politico in virtù della legge costituzionale o dinastica (quindi ha il diritto di
. -stor. che governa (o aspira a governare) in virtù del
, all'esercizio, in via giudiziaria o pregiudiziaria, dei propri diritti. -spese
dea, il doppio dovuto all'erario, o non piuttosto punir di legittima pena e
: ciascuno guardi, se legittima cagione o necessità non fusse, di non usare
fusse, di non usare in luogo disonesto o ove persone aoneste dimorassero. boccaccio,
nullo soldato... possa domandare o avere menda d'alcuno cavallo morto, occiso
figliuolo tuo a balia perché tu se'indebilita o non hai tanto latte o altre cagioni
se'indebilita o non hai tanto latte o altre cagioni legittime, tu non pecchi.
schietta e legittima esser dee solo di mostrare o ch'ei non ha commesso le azioni
ha commesso le azioni di cui si accusa o che queste azioni furono proficue allo stato
non osta un legittimo bisogno de'figliuoli o parenti, da cui tutta l'eredità
distinguere i documenti legitimi da i supposti o dagli adulterati non sia principale inspezione di
stilistiche, sintattiche, grammaticali, fonetiche o grafiche di un genere letterario, di
due modi può esser considerata formata o di tragedia e commedia congionta insieme, e
insieme, e questa è viziosa; o di parti tragiche e comiche sotto una sola
, che così sta ne'migliori testi, o in possanza o in posanza, si
ne'migliori testi, o in possanza o in posanza, si sono mossi peraventura,
collettivo: pezzi di legno, tronchi o rami d'albero destinati a far fuoco
, n. 17. arrigo testa o giacomo da lentini, 411: vedete pur
pianta cinese in fervid'onda / sorsano, o siedon lungamente a mensa, / o
o siedon lungamente a mensa, / o nell'ardenti legne ai giorni freddi /
avrai bisogno di legna per fare trincee o altre machine atte a strignere e prendere
. figur. ciò che serve a eccitare o ad alimentare una passione; incentivo.
: quando la mia / sorella (o dio! a quel mo'son le donne
di poco conto, di nessuna importanza o valore. guicciardini, 13-v-117: se
provederò come potrò. -far legna o legne: raccoglierla o tagliarla nel bosco
-far legna o legne: raccoglierla o tagliarla nel bosco. boccaccio,
-mettere, aggiungere, portare legna o legne al fuoco o all'incendio:
, portare legna o legne al fuoco o all'incendio: fomentare, aumentare, eccitare
ardi? l. giustinian, 1-317: o vano desiderio, o mio cor stolto
giustinian, 1-317: o vano desiderio, o mio cor stolto, / or che
legna al fuoco. -mettere nuova o troppa legna o legne al fuoco:
. -mettere nuova o troppa legna o legne al fuoco: prendere troppe iniziative
troppa legna al fuoco. -portare o aggiungere legna o legne alla selva,
fuoco. -portare o aggiungere legna o legne alla selva, al bosco:
al bosco: compiere un'operazione inutile o superflua. tolomei, 1-125: ma
cotesta lava. -tagliare le legne o le legna addosso o in capo a
-tagliare le legne o le legna addosso o in capo a qualcuno: sparlarne,
è soltanto un po'di erbe secche medicinali o velenose, di radici, di legnette
agg. disus. che ha la natura o l'aspetto o la consistenza del legno
che ha la natura o l'aspetto o la consistenza del legno; legnoso.
), sf. ripostiglio, stanza o tettoia adiacente alla casa, dove viene
: 'legnaia': stanzone a terreno, o altrove, dove si tengono le legna da
deposito, magazzino di legname da lavoro o da costruzione. tommaseo [s.
dare delle legnate, bastonate a uno, o, come si dice, farlo passare
. ovidio volgar., 5-16: o amore, tu sarai contento di queste
allegri, 122: aver un fabbro o un legnaiolo allato / un fornoa'col
-aio (-aro) che indica mestiere o professione. legname (ant.
il legno considerato come materiale da lavoro o da costruzione, ridotto in tavole,
di montagutolo, 13: possa sellare o trainare e recare ogne legniame per fare casa
camion altissimo. -ant. maestro (o mastro) di legname: falegname.
: d'ogni quinto e sesto anno, o più di rado, si deono tagliare
come sopra imposte, quando essi, o i loro contadini, tagliassero in detti
al plur. ant. arnese, utensile o mobile di legno. sacchetti,
più nella locuz. di grosso, o rozzo legname: per indicare persona zotica
è un lattovaro, che, pigliandone una o due imbeccate, si ingelusiarebbe il bordello
a pochi mesi fa significava * picchiare 'o * dare con un legno ',
legnaia ', significa dare delle legnate o bastonate a uno, farlo passare (come
le legnate, nervate e vergate sono o come pena dei delitto o come innasprimento
e vergate sono o come pena dei delitto o come innasprimento d'altra pena, purché
comunità di procurarsi legna (tagliandola, o anche solo raccogliendola) in determinati boschi
determinati boschi di proprietà pubblica, collettiva o particolare [diritto di legnatico).
legnatura1, sf. il dare o il ricevere legnate; bastonatura. -
corpo un fodero più o meno tubolare, costituito da fuscelli o
o meno tubolare, costituito da fuscelli o frammenti vegetali cementati con seta che essa
per sua difesa di piccoli legnetti, fuscelletti o festuche in vari pezzuoli troncate. spallanzani
chiuso in un tubo armato di fuscelletti o pezzuoli di legno in varie guise troncati
corteccia; e poscia il legno, o una tal altra / parte, ch'è
formano nella sezione orizzontale come tanti giri o cerchi,... ognuno dei
paleobotanica, frammento di albero, mineralizzato o anche rimasto intatto, reperibile negli strati
materiale da costruzione, impiegato per rivestimenti o come isolante termico e acustico, ottenuto
quali resine sintetiche, cementi di magnesio o di zinco, silicati alcalini. -legno
, corno sia / fatto di rame o di pietra o di legno. dante,
/ fatto di rame o di pietra o di legno. dante, conv.,
la statua di marmo, di legno o dr metallo... si dissimiglia ne
, come il mantello presuppone il ferro o il legno, e la statua l'avorio
, e la statua l'avorio o l'ebano. buonarroti il giovane, 9-550
perfino il duro legno dell'inginocchiatoio, o il marmo dell'altare, trasforma la
olio, in legnio 0 in muro o in tele, che per me fussino lavorate
tu vi leghi [alla rete] o legno o pietra, / che sia più
leghi [alla rete] o legno o pietra, / che sia più grave alquanto
del casto, 1-127: il verbo 'scricchiare'o 'scricchiolare ', nato da quel *
i legni che rompere alcuna fiata o spezzare si sentono. fiacchi, 104:
e percuotermi. romei, 59: sarà o nervo o legno di rovere, che
. romei, 59: sarà o nervo o legno di rovere, che ti potrebbe
quadri che vadino in armata, navi o galeoni, o caravelle alla latina,
vadino in armata, navi o galeoni, o caravelle alla latina, passando la portata
. idem, par., 2-3: o voi che siete in piccioletta barca,
alla vela. boccaccio, i-563: o piacevole mio libretto, a me più anni
4-31: gran dolore è per certo, o nobilissime dame, il vivere in una
chi tien bestie da poste, / o presta legni a nolo. goldoni, vii-1023
passeroni, iv-340: se eburnea cetra o nobil plettro d'oro, / come
preparazione di sostanze medicinali, estratti tintori o essenze odorose. -legno di brasile:
prendi per fare rosso radici di robbia o grana di kermes o legno di brasile
radici di robbia o grana di kermes o legno di brasile, detto verzino, oncia
guaiaco, la quale, sminuzzata o polverizzata, era usata per la preparazione di
tale decotto. aretino, 20-192: o signora cotale, quando pigliate voi l'
. idem, par., 1-25: o divina virtù, se mi ti presti
del paradiso! aretino, 19-15: o donna de le donne e creatura nobile
usasi per lo più con gli aggiunti molto o poco, giovane o vecchio, e
gli aggiunti molto o poco, giovane o vecchio, e simili 12.
-caratteri di legno: incisi a mano o meccanicamente col pantografo su cubetti di legno
di qualità, secondo termine di paragone o in espressioni come uomo di legno,
indica mancanza di sensibilità, di intelligenza o di prontezza nel capire, cocciutaggine, oppure
cocciutaggine, oppure stupore, stordimento, o, anche, rigidità (di un
: la qual [laura] piombo o legno, / vedendo, è chi non
s. v.]: 'carne o altro che è un legno', tigliosa
di legno: lui e lei piccoli, o rimpiccioliti, però sempre di forte memoria
far di terra, di cera, o di stucco, di legno, d'avorio
ogni cesellamento, il lavorare d'incavo, o di rilievo. -far pigliare il
legnaia 'significa dare 4 delle legnate o bastonate a uno ', farlo passare
-piglia del legno e fa! (o fanne uno tu!): ammonimento
gli altri, senza averne alcun diritto o titolo. f. rondinelli, 42
v.]: 'prendi ', o 4 togli del legno e fanne uno
bisogna pigliar del legno e fare ', o simili, sono maniere proverbiali, venute
difetti che in sé abbiano, opere o lavori non privi di pregio, e anche
-ogni legno ha il suo fumo o ogni legno ha il suo tarlo:
diminutivo e vezzeggiativo di legnetto. legnetto o pezzetto di legno, piccolo e sottile
, 3-4-230: qualunque sassetto, legnuzzo o altro piccolo corpicello, insin le foglie
destinato a formare cavi di canapa o metallici e costituito rispettivamente da filacci
metallici e costituito rispettivamente da filacci o fili metallici ritorti insieme. carena
è costituito da legno; che ha o ha assunto le caratteristiche istologiche del legno
fico, intanto che sott'esso, o allato ad esso, meglio che in altra
che gli indigeni mangiano con la carne o con il pesce, come noi il
. 2. preparato con pezzi o polvere di legno tenuti in infusione (
, rigido, statico (un'opera pittorica o, per estens., un pittore
letterario). leonardo, 7-i-84: o pittore notomista guarda che la troppa notizia
, 240: tutti si aspettavano o che egli avesse scoperto in quella legnosa lirica
legnosa lirica una qualche sconosciuta virtù, o che almeno di là si spiccasse a
cui grosse e lunghe radici, crude o cotte e private nell'interna anima,
. legnotto, sm. pezzo o trave di legno alquanto consistente ma di
di farli [i buoi] trainare o arare,... si farà loro
qualificato alla loro età, e dopo quattro o sei dì vi s'attacchi un legnotto
muro, potrebbe, in suo luogo, o pigliare certi legnotti di castagno ovvero di
atrocemente meschine in cui l'avvolge, o vorrebbe avvolgerlo, il leguleio depravato,
vini odorosi e saporiti s'hanno. o. targioni tozzetti, i-367: il
targioni tozzetti, i-367: il legume o baccello... è un pericarpio composto
è un pericarpio composto da due gusci o imposte... che si apre da
a viaggi di più mesi sopra cammelli o su muli, per deserti infocati o
o su muli, per deserti infocati o montagne scoscese, con poche provviste di
se noiosa ipocondria t'opprime, / o troppo intorno a le vezzose menbra /
. targioni tozzetti, 6-76: luoghi o terreni dove con maggior frutto si coltivano o
o terreni dove con maggior frutto si coltivano o si possono coltivare diversi legumi, o
o si possono coltivare diversi legumi, o vogliamo dire piante baccelline, per pastura
di portata per servire in tavola antipasti o legumi e verdure cotte. - anche
la sua legumiera piena d'antipastini più o meno gradevoli. = deriv.
. 000 specie di erbe, arbusti o alberi, diffusi in tutto il mondo
parte composte (per lo più pennate o trifogliolate), dotate di stipole;
i fiori sono generalmente ermafroditi, actinomorfi o zigomorfi, pentameri, con ovario supero
(legname, gomme, ecc.) o per scopo ornamentale (mimosa, glicine
papilionacea; ovario semplice, libero. frutto o citino cassulare, per lo più legume
per lo più legume. semi con albume o senza; embrione spesso curvo. c
: i prodotti delle piante leguminose, o baccelline, a ben considerare le cose,
alterazione e dacalcifìcazione di rocce marnose, o per erosione glaciale. = voce
che cangia voglia / per donna, o mai per lei s'allegra o dole.
donna, o mai per lei s'allegra o dole. ariosto, 1-49: ha
il portento / cui non sognava, o a pena, di raggiungere / l'anima
con le prep. sottintesa) il o la di lei, il o la lei
il o la di lei, il o la lei: il suo, la sua
certamente che chi voi parlar toscano o scrivere regolatamente metterà nel primo caso 4 ella
obbligo, in posizione ellittica, enfatica o pleonastica; in funzione di predicato nominale
pleonastica; in funzione di predicato nominale o di compì, predicativo; nelle esclamazioni
sogg. di una prop. soggettiva o oggettiva, di un gerundio o della prop
soggettiva o oggettiva, di un gerundio o della prop. modale o temporale implicita
un gerundio o della prop. modale o temporale implicita corrispondente all'ablativo assoluto latino
fuorché, salvo che, altro che o dopo l'inter. ecco. boccaccio
sogg. sia come compì, diretto o indiretto) rivolgendosi il discorso a persona
come forma di cortesia, di rispetto o di distacco). monti, iii-273
di pianto. bocchelli, 18-i-466: duce o non duce, io guardo alla legge
, io guardo alla legge: buona o cattiva, piaccia o no, va
alla legge: buona o cattiva, piaccia o no, va obbedita. questa imposizione
: trattare qualcuno con rispetto e deferenza o anche con distacco. carducci,
ovali e persistenti, fiori bianchi o rosei, frutti a capsule deiscenti; è
liscie, particolarmente in quelle dell'utero o del canale gastro-enterico. =
presenza nelle cellule endoteliali dei tessuti o nei leucociti del sangue periferico di protozoi
le più frequenti sono la leishmaniòsi viscerale o kalaazar, la cutanea o bottone d'
leishmaniòsi viscerale o kalaazar, la cutanea o bottone d'oriente, e la mucoso-cutanea
in pampano. viani, 19-72: o gesù ma ci siete? se ci siete
un abito, di un mantello o di una giacca che si incrocia o si
mantello o di una giacca che si incrocia o si abbottona sull'altra.
i lenti passi cominciava a movere / o per se stesso o col materno lembo.
a movere / o per se stesso o col materno lembo. ariosto, 26-34
, / scota dal lembo semi / o di guerra o di pace. tommaseo,
scota dal lembo semi / o di guerra o di pace. tommaseo, 11-73:
e là celato dall'incerto lembo / o alzato dal va-e-vieni delle spume / il
suoi remi. -parte estrema (o limitata) di un luogo, di
non vi era più lembo di terra o di mare ove la guerra, il colera
mare ove la guerra, il colera, o le febbri non avessero mietuto migliaia di
, quanto saria / una foglia di pampano o di fico. mazzini, 46-188:
fermo. 5. figur. aspetto o sezione particolare e limitata di una dottrina
un lembo d'arcadia, e, prima o poi, vi nasce un poeta degno
altri lembi di natura: volta, darwin o colombo. bigiaretti, n-131: quest'
e mezzo all'incirca, compresoci il lembo o sia ciglio. 8. astron
tenebrosa annera, / onde lucido lembo o fascia ardente / si spiega a'fianchi
[dell'astrolabio] si chiama lembo o fascia, diviso in 360 gradi..
... ed in questa fascia o lembo sono distinte le 24 ore del giorno
: il polipo riproduce col reciderlo trasversalmente o longitudinalmente. nel primo caso il lembo
espansa, laminare, di un petalo o di una foglia (v. lamina n
estens. letter. petalo. o. targioni tozzetti, i-287: imbutiforme [
], fatta a guisa d'imbuto o di tromba, cioè col lembo allargato
: frammento di una falda di ricoprimento o di un sistema di falde sovrapposte,
, scoprire a poco a poco (o parzialmente, lentamente, stentatamente) una
come segno di omaggio, di riverenza o di venerazione; riverire, ossequiare.
di una radunata di frati lem- brugi o di camerieri di prelati o di eunuchi.
lem- brugi o di camerieri di prelati o di eunuchi. -sostant.
le spaventose bocche colle maniche della giubba o all'erbe alte o alle cocche della camicia
maniche della giubba o all'erbe alte o alle cocche della camicia si alzarono come
, vii-19: de il lemin de'fiorentini o ver consule. de il lemin di
ciascuno dei vocaboli registrati in un dizionario o in un'enciclopedia e posti a capo
, voce. -anche: la definizione o l'articolo del suo complesso. c
enunciò tout-court: « togliere la verginità o la pudicizia. corrompere, contaminare »
. 3. disus. scritto indicativo o esplicativo; argomento, sommario, chiarimento
stare alle mercedi di un lemma, o titolo o argomento, il quale molte volte
mercedi di un lemma, o titolo o argomento, il quale molte volte è
dei lemmi di un dizionario o di un'enciclopedia; elenco completo e
tr. neol. accogliere una parola o un argomento in un dizionario o in un'
parola o un argomento in un dizionario o in un'enciclopedia, registrandoli come lemmi
di una parola come lemma in un dizionario o in un'enciclopedia. =
martini, 5-169: io ti ammiro, o gentile / animaletto vile, / che
con calma ostentata (e spesso indisponente o ridicola). a. casotti,
. ma è termine restato ne'battilani: o se pure è usato da altri sarà
lieme, che viene dal latino leviter o leve, e significa leggiermente; o dal
leviter o leve, e significa leggiermente; o dal toscano lieve, che vuol dire
delle regioni artiche ('myodes lemmus 'o * lemmus norvegicus ').
fra le quali la lemna minor (o lenticchia d'acqua), di cui si
famiglia di piante monocotiledoni acquatiche, natanti o sommerse, dell'ordine spadiciflore, distinta
sono formate da un piccolo tallo laminare o ispessito, senza radici o con radici
tallo laminare o ispessito, senza radici o con radici non ramificate, che fioriscono
. geogr. che è originario o caratteristico di lemno. -terra lemnia: argilla
barbe con la rubrica lemnia, stemperata o battuta con acqua. brusoni, 4-i-282:
. -ci). stor. sottile fascia o nastro (in origine di membrana vegetale
di membrana vegetale, poi di lana o di lino, infine di tessuto prezioso
avevano parecchie volte riportato la vittoria, o ai vincitori de * giuochi agonistici.
sigilli pendenti. 4. lineetta obliqua o orizzontale fra due punti (• /
nieri, 3-1 io: di otto o dieci che siamo, se mai se mai
, ima del numero delle larve, o vero lemuri, ove furono tutti i vasi
dicevano da misteriose luminescenze, larve, o lèmuri, notturne ali, spettrali parvenze.
di paura generato dal tramonto del sole o della luna,... allora
sul principio di una via che illustrerebbe o onorerebbe questa civiltà. = voce
affanno causato da grave e prolungato affaticamento o da una corsa precipitosa.
, 287: requie non hanno o pace in alcun loco, / con mente
e per le verdi rive, / o seder sovra l'erbe, assai contento /
fatica, agli sforzi. -anche: atto o comportamento violento, impetuoso, irruente.
, prendere lena: procurare, ricuperare o accrescere le energie fìsiche o spirituali,
, ricuperare o accrescere le energie fìsiche o spirituali, la gagliardia, l'ardore,
determinata azione; possedere buona forza fisica o morale; sentirsi e mostrarsi fisicamente a
sentirsi e mostrarsi fisicamente a posto (o anche pieno di ardire e di entusiasmo
salda lena. lippi, 1-2: o musa, che ti metti al sol di
istancabil lena sempe mai operando. -con o di nuova lena: con slancio rinnovato;
algarotti, 1-ix-253: or dammi, o musa, la di bronzo armata / lira
la lena: illanguidirsi le energie fisiche o morali; diminuire a poco a poco
morali; diminuire a poco a poco o estinguersi la forza della volontà, il coraggio
dan noia. -perdere lena o la lena: smarrire il vigore,
; sentirsi vernir meno le forze fisiche o morali, l'impeto, lo slancio;
intensità, forza (un fenomeno fisico o atmosferico). dante, purg.
., 28-123: come fiume ch'acquista o perde lena. soderini, 1-48:
di fare qualcosa: averne vivo desiderio o fermo proposito. carrer, 2-575:
, cominciando arminio a mancar di vigore, o per tanti pericoli che l'uno appo
l'uno appo l'altro corsi avevano, o che pur la ferita ricevuta di fresco
liéna), sf. ant. sopravveste o mantello, per lo più di lana
, che si dice volgarmente saione, o cotta. m. adriani, i-151:
io son de età, che, lena o meretrice, / per tuo piacer,
meretrice, / per tuo piacer, o mio, non puoi volermi. ariosto,
dionisio, sileni e satiri e bacche o baccanti e lene appellati...
. ma nè anche teocrito nelle lene o bacche. = voce dotta,
). uovo di pidocchio del capo o di pulce penetrante. giamboni,
non si cavano fuori con un ago o con una spigola, nel modo che si
spaccare la lendine per cavare il pidocchio o per averne la pelle: trarre partito da
termine a chi si trova lendinelle, o altri lavori in telaio, che fra
ad intendere che da quell'uova, o lendinini che si chiamino, non nasca
po'più forte di lendinino; ragazzo o uomo un po'zuzzurullone che va a
(il vento); quasi insensibile o impercettibile (e in tutte le accezioni
strignente, e dal veloce eoo / o da quale altro, fiero o len tenuto
eoo / o da quale altro, fiero o len tenuto, /...
determinare una cotal blanda corrente ne'rami o fili nervosi rispettivi. pedemonte, 5-343
isole dell'aria migrabonde / la corsica dorsuta o la capraia. betocchi, i-167:
parini, giorno, iv-768: mira, o signor, che a la tua dama
4. che è in blando pendio o in leggera curva. -in partic.
partic.: che ha un'inclinazione (o una progressione) presso che impercettibile.
d'ogni scaturigine / leni di pace o rauchi / di violenza. bacchelli, i-ii-
ascoltarla. gnoli, 1-234: raccogliti, o anima mia, nel silenzio. non
arte di servii camena / lusinga, o diva. -che ha voce sommessa
le verdi erbe il leno sonno, o le chiare fontane e frigide agli assetati
meco essere nè con altri parere perturbato o in parte alcuna commosso, o concitato
parere perturbato o in parte alcuna commosso, o concitato a mala ira e inutile sdegno
sdegno. d'annunzio, ii-47: o sorelle, / tre come le porte del
c 'avanti ad 4 e 'o ad 4 i ', per contrapposto al
. che appartiene, si riferisce o è sacro al dio dioniso (o bacco
o è sacro al dio dioniso (o bacco). -feste lenee (anche
2. sm. sacerdote di dioniso (o bacco). salvini, 6-27:
stor. mese (della stagione autunnale o invernale) in cui nell'antica grecia si
a ottobre, chi a dicembre o gennaro. = voce dotta, gr
lenienti; non che purghino con violenta espulsione o con irritamento sforzato. 5. maffei
dobloni] fabbricare un certo lenimento, o lattuario, che serve, sento dir,
lenimenti più adeguati per la di lui vita o trattenimenti più consolabili all'affìizion del suo
). polit. che si riferisce o appartiene al leninismo. b.
la filosofia del boscevismo, filosofia marxistica o leninistica che voglia chiamarsi. = deriv
2. figur. ridurre, più o meno efficacem. le conseguenze di una
scaricare questa responsabilità su altre amministrazioni, o adagiarsi all'idea che la spesa militarmente
inutile è sostenuta per lenire la disoccupazione o adempiere ad altri scopi sociali. borghese;
il ruffiano è il proposto delle meretrici, o vero sed- ducitore, così chiamato perocché
alta requie estatica / tu là dormivi, o sasso, / né a te giungeva
sia il canto di ciò che fu o l'inno di ciò che sarà.
salvini, 24-373: di tutti medicante, o esculapio, / padron pean, che
giù conduca / a'tuoi luoghi, o reina, e al forte dite.
a ovviare a inconvenienti, a mitigare o limitare danni. caro, 9-2-92:
, somministrato per via orale, parenterale o cutanea, calma il dolore e attenua
, di porre rimedio a situazioni incresciose o esiziali (e oggi vi è prevalentemente
sforzerò almanco con le parole darti quella medicina o quello lenitivo che io saprò. b
avere usato veleno in cambio di lenitivo o d'impiastro. gualdo priorato, 7-188:
distinguere se il suono è ancora sordo o è invece piuttosto sonoro. lenitóre
articolazione, onde consonanti occlusive da tenui o sorde diventano medie o sonore (p
occlusive da tenui o sorde diventano medie o sonore (p. es. luogo
. luogo dal lat. locus) o si eliminano completamente (p.
per capo, attraverso cao); o consonanti momentanee si trasformano in fricative (
lenocìnlo) sm. atto o comportamento di chi si adopera, come
ho detto l'arte dover servire di orpello o di lenocinio al vizio, ma sì
. dir. pen. delitto di istigazione o di favoreggiamento o di coercizione alla prostituzione
. delitto di istigazione o di favoreggiamento o di coercizione alla prostituzione. - lenocinio
prostituzione. - lenocinio familiare: induzione o costrizione al vizio turpe di persone della
prostituzione di una persona di età minore o di una donna anche maggiorenne.
civili... questo delitto di mediazione o di mediatore
rigoroso gastigo, anche della deportazione, o della condanna al metallo,..
... ». tossì, due o tre colpi secchi..., borbottò
respiro. 4. mezzo espressivo o tecnico a cui un artista ricorre o
o tecnico a cui un artista ricorre o per ottenere effetti determinati o per ottenere
artista ricorre o per ottenere effetti determinati o per ottenere successo; artificio, trucco
ornata né ripiena di clausule ampie, o di parole ampollose e magnifiche, o
o di parole ampollose e magnifiche, o di qualunque altro lenocinio o ornamento estrinseco.
magnifiche, o di qualunque altro lenocinio o ornamento estrinseco. a resi, 478
, sm. mestiere, attività di lenone o di mezzana. c.
. carducci, iii-3-36: mirate, o morti: il sangue vostro irrora, /
, 1-i-492: chi avria mai potuto, o guastatrice d'ogni virtù, credere,
s'alza da terra quanto il levistico o poco più, di foglia sempre verde
aceto, e fallo due volte o tre. = deriv. da lantana
; spostandosi, avanzando, circolando più o meno adagio. g.
che queste e quelle si troveranno più o meno vicine ai poli. idem,
e sicura al non tuo cielo, o terra, / montavi lentamente su.
), letter. rendere meno teso o meno stretto (un legame, il morso
orecchia sorda, / e veggio, o veder parmi, acuto strale / volar per
. manfredi, i-58: venite, o genti, ad ascoltar sul reno / com'
. -indebolire (un vincolo d'amicizia o d'amore); lasciar cadere (
: essa non mai / vide l'aurora o 'l tardo espero stanca / lentar l'
tuttavia deluso / che non lentava, o furor pazzo. 4. marin
gioberti, 9: venendo meno o lentando la civil cultura, manca con
lxi-7: se véccia seminar, fagiuoli o lente / più ti piacesse, ti
e domandogliele. dominici, 4-246: o lenti pigre e intarlate, lenti piccole che
quanto sarebbe el tondo d'uno ducato o poco più. benzoni, 1-73: non
tanto che non sono grossi come ceci o lente. 3. minestra o
o lente. 3. minestra o pietanza di lenticchie. saraceni, i-262
promesso. 4. lente palustre o di palude: pianta o seme della
. lente palustre o di palude: pianta o seme della lenticchia d'acqua; lemna
materiale trasparente, delimitato da superficie rifrangenti o facce, di cui una almeno curva
, di cui una almeno curva (o convessa o concava), che ha la
cui una almeno curva (o convessa o concava), che ha la proprietà
che ha la proprietà di far convergere o divergere i raggi luminosi che l'attraversano
l'attraversano; si impiega, sola o associata, negli strumenti ottici per correggere
per correggere la vista, per ingrandire o ravvicinare gli oggetti (costituisce il tipo
e la piano-concava, la lente concavo-convessa o menisco-convessa', a seconda dello spessore abbiamo
] maggiore, di superficie convessa, o da amendue le parti, che si chiama
parti, che si chiama lente, o da una sola e dall'altra piano,
costituito da più lenti coassiali, sferiche o no, vicine fra loro o anche
sferiche o no, vicine fra loro o anche incollate l'una sull'altra. -lente
-lente di fresnel, lente a zone o zonata: dispositivo rifrangente formato da una
ciascuno dei dischi di vetro, di cristallo o di altro materiale trasparente, dotati dell'
trasparenti a superficie piana, opportunamente oscurati o colorati, che si portano per riposare
che si portano per riposare la vista o per difendere gli occhi dalla luce troppo
difendere gli occhi dalla luce troppo viva o dai riflessi troppo forti.
contatto: disco piccolissimo di sottile cristallo o di resina trasparente, che si applica
si applica direttamente a contatto dell'occhio o della cornea (lente corneale) rimanendo
/ irrefra- gabil giudice condanni, / o approvi. guadagnoli, 1-i-112: l'
; / quella fermata a cintola, o pendente, / e questo in mano o
o pendente, / e questo in mano o approssimato a un dente. carducci,
3. figur. fatto, circostanza o complesso di disposizioni personali che concorrono a
disposizioni personali che concorrono a provocare o a modificare in un certo senso la formulazione
certo senso la formulazione di un giudizio o l'insorgere di particolari stati d'animo
esaminate con buona lente, si dimostrano o storie particolari del problema che occupa il
problema che occupa il singolo filosofo-storiografo, o costruzioni forzate e arbitrarie. borgese,
la distanza focale, la quale viene aumentata o diminuita a seconda che vengano impiegate
lenti divergenti (come nel teleobiettivo) o convergenti (come nell'obiettivo grandangolare)
di simmetria assiale, formato da bobine o elettromagneti (lente elettromagnetica), o
o elettromagneti (lente elettromagnetica), o da condensatori, percorsi essi pure da
da corrente (lente elettrostatica), o da magneti e conduttori [lente di
5. 8. geol. sedimento o giacimento esteso in larghezza e di spessore
1-132: * lente ': piastra circolare o disco a superficie convessa, che è
le corde lenteggiatiti restavan mute, o rispondevano al suo orecchio con un suono agro
, intr. (lentéggio). essere o apparire allentato; perdere di tensione o
o apparire allentato; perdere di tensione o di rigidità; cascare mollemente.
quella che non è ben soda, o perché i perni sono usciti fuora, o
o perché i perni sono usciti fuora, o perché cominciano essi a lenteggiare, e
: 'lenteggiare ', dicesi di perni o cose simili, allorché non serrano bene
l'essere lento; movimento, gesto o passo tardo, pigro, pesante, che
giorno istesso / vuole efraim in polve, o te, o sifara, oppresso
in polve, o te, o sifara, oppresso. delfico, iii-503:
-quel mio rifuggire dalle demenze di massa o distanziarmi al tempo stesso dai rimedi proposti
è, ordine, delle autocrazie intellettuali o sociali. -impassibilità, insensibilità; imperturbabilità
-in senso concreto: ciò che è o appare allentato, cedevole. crescenzi
cavi disposti in modo da poter sollevare o calare un corpo cilindrico facendolo rotolare lungo
cilindrico facendolo rotolare lungo un piano inclinato o verticale. -anche: l'operazione che
.]: 'lentia', meccanismo per calare o tirar su da una barca una botte
meccanismo che usano i marinari per sollevare o mandare abbasso fardello o botte. consiste
marinari per sollevare o mandare abbasso fardello o botte. consiste nel formare un canapo
tiranti e così filando mandarlo giù rotolone; o alzando a rotolone, tirarlo su.
foglie composte paripennate, fiori piccoli bianchi o bluastri riuniti su peduncoli e legume corto
, in terra debole e sciolta o pur grassa ed in luogo massime asciutto.
zampone, cotechino, ecc.) o sotto forma di passato. cavalca,
giorni per cucinarsi una minestra di fave o di lenticchie. vittorini, 2-56:
3. lenticchia d'acqua, lenticchia palustre o acquatica o natante: pianta acquatica della
d'acqua, lenticchia palustre o acquatica o natante: pianta acquatica della famiglia lemnacee
acquatiche... pullulavano su questo o quel tratto di canale fin verso la
erba turca, erniaria, renaiola. o. targioni tozzetti, ii-199: * hemiaria
e'la facon di pericolo? / o voglin che le sien lenticchie? -fave /
ai gas (e appare come un punto o una lineetta sparsa qua e là sulla
bot. tessuto lenticellare: che appartiene o si riferisce alla lenticella. lenticellòsi,
alterazione e la cuopre internamente di musco o di lenticola acquatica. 3.
fossile simile a una lenticchia, conglobato o aggregato in formazioni calcaree. targioni
3. anat. apofisi, osso o processo lenticolare: rigonfiamento dell'incudine dell'
striato. -ganglio lenticolare: ganglio ciliare o oftalmico (cfr. ganglio, n
4. bot. che ha la forma o l'aspetto della lenticchia (un organo
l'aspetto della lenticchia (un organo o una struttura vegetale). tramater [
una roccia che presenta elementi tondeggianti (o ghiandole) di un minerale o di un
(o ghiandole) di un minerale o di un aggregato di minerali disposti lungo
intorno a cui si dispongono elementi lamellari o anche di roccia calcarea formata di fossili
roccia calcarea formata di fossili discoidali agglomerati o inglobati (cfr. occhiadino).
acqua. citolini, 186: o sono [l'erbe] de'paludi e
si notarono finora ben sei mila nebule o macchie albeggianti, per lo più lentiformi.
ad una piccola puntura... o al male delle lentigini. bencivenni [crusca
dolce, 1-20: sono alcuni uomini o donnette bianche, che hanno alcune tinte
si lisciano troppo,... o se l'una è rustica e svenevole,
: a quelle che avessero la faccia lentigginosa o con segni di vaiuolo, si daranno
. genov. léntima 4 fodera del guanciale o del materasso '. lenti
serve in ebanisteria e per fare stuzzicadenti o fabbricare carbone dolce; altre specie,
[il mastice] ima specie di gomma o resina, che trasuda dal lentischio,
mettere un conio ovvero caviglia di lentischio o di terebinto. grazzini, 216:
regina. -che si volge o si muove con lentezza (l'occhio,
/ romba un tuono, sono vostri, o miei lupi, / mie volpi bruciate
/ ma quando par che già la stringa o tocchi, / picciol campo riprende avanti
2. che cade, scende (o sale), si posa dolcemente.
utero al feto, ma senza impeto, o lentissimo almeno, ond'ei non può
appare. 4. che dura, o sembra durare troppo a lungo; che
storie le favole e i romanzi, o riducono la storia stessa a favola o a
o riducono la storia stessa a favola o a romanzo. borgese, 6-126:
oppure con grande difficoltà dovuta a debolezza o a stanchezza (un movimento, il
destino / che così esser debba, o presto o lente, / come quel
/ che così esser debba, o presto o lente, / come quel vuol,
all'ultimo confino. leonardo, 2-48: o tempo consumatore delle cose, e o
o tempo consumatore delle cose, e o invidiosa antichità, tu distruggi tutte le
corso delle generazioni, in modo che poco o nulla rilevano a ciascuna di loro codeste
lento e non ammette alternative della fortuna o del caso. -intermittente (una
. -con riferimento alla persona che parla o scrive o allo strumento di cui si
riferimento alla persona che parla o scrive o allo strumento di cui si serve.
io. che, per stanchezza, pigrizia o apatia, agisce e si comporta con
a m. antonio che io vo lento o freddo nella causa di sua signoria,
tasso, 5-6: a te conviensi, o capitano / questa lenta virtù che lunge
latini, rettor., 125-26: o diremo che sono lenti e tardi a
lenti e tardi a tutte cose; o diremo che studiano in cose che non sono
non sia [il compasso] tanto lento o molle, che, mentre si maneggia
, vecchio di sessanta- quattro anni, o il legassero troppo lento, o se strappasser
anni, o il legassero troppo lento, o se strappasser le funi, cadde giù
la preda. malatesti, 38: o il male dal tener la tela lente /
dal tener la tela lente / o dal tirar le calcole è venuto. betocchi
. 20. che si dispone o si distende in leggero pendio.
una bottiglia, e mesci / cipro o madera. pascoli, 554: la
nube non disceser venti, / o visibili o no, tanto festini, /
disceser venti, / o visibili o no, tanto festini, / che non
a lui veder vi tira, / o a lui acquistar, questa cornice, /
le cose deboli per sé stesse (o almeno di una forza non palese a
/ ahò perché ancor lo trattenete, o dei, / fra le ingrate al desio
29. medie. disus. febbre lenta o lenta nervosa: febbre nervosa (cfr
disturbo, una malattia) -malattia lenta o a lento decorso: malattia cronica (
silvestre diva, / far d'acre tosse o lento reuma oltraggio. giordani, i-2-518
eseguito molto adagio (un pezzo vocale o strumentale); che procede con grande lentezza
la pausa dovuta / a regola di tempo o di battuta. tommaseo, 11-93:
esprime l'ordine di decelerare la marcia o la manovra. guglielmotti, 478:
, quando si vuole che una manovra o il bastimento avanzi o rinculi lentamente.
che una manovra o il bastimento avanzi o rinculi lentamente. 32. locuz
freddamente a venire vogando. -a fuoco o a calore lento: all'azione prolungata
: all'azione prolungata di una fiamma o di un calore temperato. leonardo,
: non istarò a menare la cosa lenta o lunga, facendovi stentare, come fanno
, che dà origine alla lente, o cristallino, dell'occhio (ectoderma lento
densità, tenacità (di un liquido o di un fluido). -in senso concreto
si condensa, e presto / crasso lentore o la resina, ovvero / la gomma
possano per loro natura accrescere il lentore o l'acrimonia negli umori nostri.
crine, refe, filo di seta o di nailon, che è per lo più
, e alla quale sono fissati uno o più ami (a seconda della tecnica
con piombi, galleggianti, esche naturali o artificiali, ecc.; è usata
da lancio, lenza da fondo pesante o da piombo fermo, lenza da fondo leggera
lenza di superficie, lenza semplice, o sorda o morta, ecc.).
superficie, lenza semplice, o sorda o morta, ecc.). - anche
che aguata lo pesce al gran filo o allo cigulo, o alla lensa, ovvero
pesce al gran filo o allo cigulo, o alla lensa, ovvero alla rete,
, se non a'proprietarii de'luoghi o agli appaltatori. pascoli, 277:
li poni di sopra una forma di ferro o altra cosa, grande come lo loco
terza parte del pesce, una binda o lenza di tela bagnata. sanudo, iv-229
che si ottiene sui fianchi delle colline o delle montagne mediante la sistemazione a terrazzamento
. dante da maiano, xxxv-i-482: o lasso me, che son preso ad
: / onde nel verno muore, o ch'ei mendica, / e spesse
pigliare la lenza, morder la lenza 'o simili, si dice del pesce che
chi si lascia pigliare al boccone, o corrompere con donativi. -prendere qualcuno
: grande quantità, sfilata (di oggetti o persone bianche, diafane).
. -telo di lino usato per avvolgere o coprire i cadaveri. - in partic
cilicio. fucini, 606: tre o quattro colonne di quello smisurato lenzuolo di
fazio, iii-3-28: qual era scimia o leo, qual porco istracco. pulci
in pianeta di leo più sicura [o fiorenza], /... /
2. per estens. rappresentazione dipinta o scolpita di tale animale. castiglione
formato 50 x 76. -quadrupla (o bislunga) leona: di cm 76
relazione con la maniera artistica di leonardo o col suo mondo intellettuale. -scrittura
salotto che so io? un'uccelliera o un leoncello addomesticato. 2. per
leoncello. -nell'architettura medievale, mensola o capitello di sostegno che raffigurava un leone
': questo vocabolo significa lo piumacchiolo o lo capitello o lo scedone o leoncello che
vocabolo significa lo piumacchiolo o lo capitello o lo scedone o leoncello che si chiama
piumacchiolo o lo capitello o lo scedone o leoncello che si chiama, che sostiene
3. figur. ant. persona o casato che ha come impresa o nello
persona o casato che ha come impresa o nello stemma la figura di un leone giovane
capelli / strappati e pésti!), o madre pia, venivi / su loro,
2. per estens. raffigurazione scolpita o dipinta di tale animale. tasso
agile e robusto, colore fulvo più o meno uniforme; è lungo fino a
lo sguardo fiero, la coda dardeggiante o parallela al corpo, il ciuffo caudale
di solito accompagnati da nobiltà di sentimenti o, anche, da intense e veementi
leoni fischiati... in un anno o due / hanno subito tutte le umiliazioni
i latini acciari: / ditelo, o fuochi, a i monti, a i
'. 8. come denominazione o intitolazione di locali pubblici, alberghi,
per l'aspetto e il colore più o meno affini a quelli del leone;
la sesta grandezza. -leone minore (o piccolo leone): costellazione, non
/... / presso fontana o rivo, / l'arse fauci rinfresca.
partic.: denominazione del carlino papale o grosso coniato a roma e nelle zecche
: impossessarsi con la prepotenza, completamente o quasi, di ciò che dovrebbe essere
che, lasciandole [le opere] o poco meno che finite o a buon termine
le opere] o poco meno che finite o a buon termine, sono usurpate dalla
sentirsi molto abile in una determinata attività o in una particolare circostanza. baldini,
si riconosce la forza di una persona o il valore di una cosa (dal detto
-è meglio essere capo di lucertole (o di gatte) che coda di leone
forte e generoso disdegna le azioni frivole o vili. tommaseo [s. v
secondo l'antica credenza che il leopardo o pardo generasse con la leonessa; cfr
. per estens. rappresentazione in scultura o in pittura di tale animale. targioni
. figur. donna altera e superba (o, anche, fiera, coraggiosa,
più vivo, fosse anche un ruggito, o mia dolce pantera, o anzi lionéssa
ruggito, o mia dolce pantera, o anzi lionéssa, come piace a te.
avere esteso ampiamente il loro dominio, o per il valore dei loro cittadini.
prati, i-5: ben t'avvenga, o dei dogi inclita sposa, / lionéssa
che ha figura simile a quella del leone o di una parte del suo corpo (
quelle del leone (un animale, o anche una persona, l'aspetto, il
volpe. speroni, 1-3-412: al ladro o al traditore, le cui opre son
delle parti contraenti attribuendole tutti i vantaggi o la quota maggiore di essi (un
chiamato elefantiasi, overo morbo elefantico, o leonino e satiriaco e dal volgo male
leonina: lebbra nella forma cutanea o nodulare. dalla croce, iii-57:
lato che la pluralità dei cattolici poco o nulla si turberebbe quando anche fossero congiunte
congiunte al regno d'italia, una o due altre delle poche pro- vincie rimaste
al dominar nella sola sua roma, o quando anche della metropoli gli appartenesse quella
. che ha il primo emistichio rimante o assonante con il secondo (un verso
un dattilo, si corrispondono nel mezzo o nel fine de'versi, forse potè dare
— 958 — semplici o composti, frutti simili a capsule, suddivise
baccegli come di ceci, con due o tre granella; ha i fiori rossi
antichi scrittori si trovano nominate, ma o per non essere state pienamente discritte da
non essere state pienamente discritte da loro o per altre cagioni, sono a dì
altre cagioni, sono a dì nostri o poco o nulla conosciute; e son queste
, sono a dì nostri o poco o nulla conosciute; e son queste, il
leontonpodio è un'erbetta lunga un dito o dua, con le foglie strette, dure
le foglie strette, dure, lunghe tre o quattro dita, pelose et presso alla
. genere di piante erbacee annue o perenni diffuse nell'eurasia, con foglie
opposte, incise, fiori purpurei o violacei con ca lice spinoso
salire impedivano: una leonza, o lonza che si dica, e un leone
, dirò divenuto sia consiglio, o leonza, o colombo, o passera.
dirò divenuto sia consiglio, o leonza, o colombo, o passera. guiniforto
consiglio, o leonza, o colombo, o passera. guiniforto, 12:
circe trasformata e mutata di leone in coniglio o di lionza in lepre, a
. per estens. rappresentazione in pittura o in scultura di tale animale.
il desio co i pardi et il piacere o voluptà o lascivia, che la s'
co i pardi et il piacere o voluptà o lascivia, che la s'abbia a
da leonessa il leopardo nasce / o se giace leon con la leoparda. s
, piastra della rosa, tallero, leopoldina o scudo da io paoli: lire 5
che... sarebbe convenuto serbare o ripristinare i metodi giurisdizionalistici, dei quali
membrane. il peduncolo cartilaginoso, o intestino, per cui tutto il loro guscio
= voce dotta, gr. xenàotyj o xercaor?), deriv. da
. noi chiamiamo lepidezza, brio acutezza o vivacità d'ingegno. g. r.
. bot. genere di piante annue o perenni della famiglia crocifere, con fiori
della famiglia crocifere, con fiori bianchi o rosei in racemi corimbiformi; sono diffuse
specie più note il lepidio dei calcinacci o dei ruderi (lepidium ruderale), dotato
lepidium latifolium '), il crescione o nasturzio, volgarmente 'erba pepe '
nasturzio, volgarmente 'erba pepe 'o * mostardina ', coltivata ne'giardini,
succipieno e arguto. amenta, 4-59: o che lepidi interpreti. c. gozzi
leopardi, 266: con modo men lepido o men franco / si ripetono ancor le
ameno. refrigerio, xxxviii-124: o summo bene, / quando udi'dire
lepide / gare d'ingegno / tizio o sempronio / dà più nel segno, /
che si presenta sotto forma di cristalli o masse fibrose micacee di colore rosso rubino
masse fibrose micacee di colore rosso rubino o rosso scuro con lucentezza submetallica.
di piccole masse lamellari di colore bianco o roseo-violetto chiaro; costituisce uno dei principali
mati, che hanno le vertebre anficeli o proceli, i denti acrodonti pleurodonti,
specie, come la mazza di tamburo o bubbola maggiore, sono ricercate per la
(con riferimento a un'opera letteraria o d'arte in genere).
l'ornato parlar la melodia, / o prosa o verso... /.
parlar la melodia, / o prosa o verso... /...
stravaganti, ecc.; che imita o ricorda tale modo di verseggiare.
modo, stile di versificazione che imita o ricorda i versi leporeambici. 4
che io fin ora ho vedute, o sono mostri per incompleta formazione, come
formazione, come i labbri leporini, o sono malattie che torsero le ossa,
sono malattie che torsero le ossa, o tumori, o nei. savinio, 2-104
torsero le ossa, o tumori, o nei. savinio, 2-104: era calva
,... pieni di leppia o canforati. — v. leppo
come quando lo fuoco s'appiglia alla pentola o alla padella. guiniforto, 682:
è il leppo del granchio bruciato sul fuoco o l'odor del pantano palustre. arici
. a. boito, 1-524: o spaventosa / coscienza mia, cui tanto leppo
accessuale, sintomatico della lebbra nervosa (o anestetica). = voce dotta
l'elmo. 4. voglia o bocca di lepre: labbro leporino;
artificiale, mossa da un congegno meccanico o da un motore elettrico, che si
12. zool. lepre di mare o marina: aplisia. bencivenni [crusca
terrestre. -lepre delle pampas o di patagonia: mara. 13.
vedere se il giannotto gli vuol servire o gli serve, che farò dar fuori questa
un altro. -fare lepre vecchia o da lepre vecchia: ritirarsi da un'
persona a fare cosa che le è congeniale o che desidera molto. tommaseo [
, trovare, incontrare inaspettatamente una cosa o una persona che si cercava da tempo
, avrebbe tre quarti di volpe ', o simili, cioè chi ti ritenesse semplice
dove stia il nocciolo di una questione o una difficoltà; riuscire a conoscere la
né meno che si portino i meriti o i demeriti loro. 15.
. -mentre il cane si gratta o bada o piscia, la lepre fugge
-mentre il cane si gratta o bada o piscia, la lepre fugge, se
n. 18. -uno leva (o scopre) la lepre e un altro la
una volpetta. tasso, 13-i-827: o timida lepretta, / che, mentre fuggi
spinose, e adombrate fosse, / o guardinga esser desta, o ancor dormire
fosse, / o guardinga esser desta, o ancor dormire / fra le zolle sepolta
dormire / fra le zolle sepolta, o pasturare, / o co'i lepretti
le zolle sepolta, o pasturare, / o co'i lepretti suoi più neghittosa /
v. borghini, iv-232: un leprino o coniglino,... fuggono sempre
ella un leproncino nel suo covo, o un piccolo pesce di sotto l'acqua.
di quella carne [di lepre], o o s'imbattono a passar sopra la
quella carne [di lepre], o o s'imbattono a passar sopra la testa
a caccia con cani, uccelli o altri instrumenti, né eziam pigliare con le
né eziam pigliare con le mani leproni o capri. buonarroti il giovane, i-557:
figur. persona rapida nella corsa (o, anche, astuta). g
rive dei corsi d'acqua dove vola o corre fra i sassi, è caratterizzata
alla patria sua che di gire sparta o per lo mundo lerciata, povera e mendicosa
or nolla vi porterebbe così lercia, o farebbelo assapere al padre che la mondasse
(79-11): lo secondo dìe o ver lo terzo, / si scoperse la
207: donna al mondo non hawi, o buon lettore, / che, quantunque
, orrendo. rosa, 97: o padri, o madri ammaliati e guerci:
rosa, 97: o padri, o madri ammaliati e guerci: / la
l è dovuta forse a concrezione dell'articolo o ad incrocio con lordo.
orecchi, né, tanto meno, piede o mano. e neanche li farete morire
. fontanella, i-229: di rogiada o di linfa egli [il garofano] si
. -in partic.: persona schifiltosa o svogliata nel mangiare. d'
, che sta lì e biascia per disappetenza o perché non gli va a fagiolo la
delicata, debo1 uccia; ragazzo svogliato o schifiltoso nel mangiare. landolfi,
fiorentino, 55: l'orobo, o vero ervo, è quello che in toscana
che in toscana si chiama moco salvatico o veggiolo o lero, il quale si usa
toscana si chiama moco salvatico o veggiolo o lero, il quale si usa seminare
torpore infondi, / di sacra fiamma, o libero, / i cuor civili inondi
il vin lesbio. baruffaldi, i-95: o là tosto, mi si porti /
? d'annunzio, i-62: mescete, o menadi, l'umor de 'l
/ morire 10 voglio! mescete, o menadi, / fino all'ultima gocciola!
, sf. archit. risalto verticale più o meno sporgente da una superficie muraria
alla quale è il retrocolumnio, o pilastrata, o lesena i attaccata al muro
il retrocolumnio, o pilastrata, o lesena i attaccata al muro l.
cui per ogni banda esce un quarto, o qualunque altra parte di lesena, o
o qualunque altra parte di lesena, o pilastrata. lésina, sf.
fodero, per poter ricucire i stivali o altri attrezzi de'cavalli. pananti, i-m
da tutto ciò che sapesse di lesina o di gretto. palazzeschi, 5-153: scialonc
ii-85: sì che io non mangiassi o non beessi! mentre ch'egli sta in
7. ant. palla lesina o palla di lesina: piccola palla di
de'cuori, come se fussero pillotte o palle di lesina. 8.
non alzan loro insegna, / ché apollo o glie la rompe o glie la spunta
, / ché apollo o glie la rompe o glie la spunta. =
, pedantescamente ingiusto verso il paese straniero o ingratamente maligno verso il paese proprio.
re che lesinano a londra il quattrino o sbordellano a venezia. de marchi, ii-291
era più il piatto di carne bollita o di pesce stantìo, o il pezzo
di carne bollita o di pesce stantìo, o il pezzo di vecchio formaggio che un
di mercantare qualche vantaggio di più o di meno sull'entrata o sull'uscita delle
più o di meno sull'entrata o sull'uscita delle nostre derrate. nievo
: * lesinino ', arnese da calzolai o da valigiaio e simili.
danneggiato (con riferimento a strutture murali o a edifici in cui si producano crepe
a edifici in cui si producano crepe o fenditure); che presenta lesioni.
della medicina, indica un'alterazione morfologica o funzionale prodotta, nei tessuti, in
, nei tessuti, in un organo o nelle cellule, da agenti meccanici,
da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente: a seconda che il
sia tenuto con dolo (deliberatamente) o con colpa (per negligenza) si distinguono
) si distinguono le lesioni personali dolose o le lesioni personali colpose: a seconda
dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito [ecc.
cariagi et arnesi liberamente e senza lesione o impaccio alcuno reale o personale. boccaccio
e senza lesione o impaccio alcuno reale o personale. boccaccio, dee., 3-8
alcuna lesione faceva per sì fatta maniera più o men dormire colui che la prendeva.
5-125: gli aliti ed i fumi velenosi o del mercurio o dell'antimonio esercitano la
aliti ed i fumi velenosi o del mercurio o dell'antimonio esercitano la loro malignità contro
nocumento, danno arrecato agli interessi materiali o morali di una persona; torto,
... per qualunque altro mo'danno o lesione alcuna sofferissero,...
al re il consentire a qualunque temperamento o espediente ben minimo che mettessero avanti gl'
l'usura se non in quanto con eccesso o sopra i poveri o con qualche lesione
quanto con eccesso o sopra i poveri o con qualche lesione o fraude si esercitasse,
sopra i poveri o con qualche lesione o fraude si esercitasse, le quali circostanze
quanto dato e di quanto ricevuto, o fra il valore di quanto ricevuto e
per lesione: rescissione di un contratto o di una divisione di beni comuni,
parte ha approfittato per trarne profitto, o, rispettivamente, sulla ragione che un
metà del valore che la prestazione eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al tempo
.: violazione di un diritto soggettivo o di una norma giuridica. sarpi
potere, né le asserzioni del livore o della ignoranza poterono produrre giammai alcuna positiva
de'terreni nostri, sanza fare più danno o lesione alcuna. lampredi, 4-91:
: coltivavano qualche sospetto di cardiopalma, o di soffiolino al cuore, qualche ombra radiologica
lesività, sf. capacità di provocare lesioni o di danneggiare, di offendere.
lesivo, agg. che lede; diretto o atto a ledere, a offendere l'
, a offendere l'integrità di qualcuno o di qualcosa; pregiudizievole, offensivo.
10-i-218: que'comici che rappresentassero oscenità o recitassero drammi de'buoni costumi lesivi,
propria dignità, nella propria integrità morale o nei propri diritti. proverbia pseudoiacoponici,
con stabilire che ne'contratti di merci o fondi sia nullo il contratto nel quale una
. pen. stor. lesa maestà (o delitto di lesa maestà): negli
trovato in quello peccato dell'eretica pravità o della lesa maestà, fosse o dovesse
eretica pravità o della lesa maestà, fosse o dovesse essere morto, non ostante le
un valore etico, umano, sociale o un diritto, una norma giuridica)
medicine semplici si cuocono in qualche umore o vapore, e si chiama lessare; o
o vapore, e si chiama lessare; o asciutte, e si chiama arrostire.
cottura che si dà alle carni o ad altro cibo affinché si conservi meglio o
o ad altro cibo affinché si conservi meglio o sia pronto per ulteriori manipolazioni.
col coltello, e poni in padella o altro vaso a friggere. redi, 16-iv-255
eseguita mediante forni, di prodotti animali o vegetali da conserva. = nome
può essere un radicale, una parola o una parola composta). =
-errore lessicale: che investe l'uso o l'interpretazione di un vocabolo, di
valore lessicale): significato di una parola o di una locuzione considerata dal punto di
(e anche infinite sfumature dell'uno o dell'altro, di tali colori che dipende
di definire come un nome specifico astratto o con un'analogia concreta...)
lingue antiche, classiche, orientali) o proprie di una determinata disciplina scientifica;
scientifica; dizionario che registra forme rare o difficili limitatamente a particolari età della tradizione
limitatamente a particolari età della tradizione linguistica o a forme e locuzioni caratteristiche di uno
, onomastico, tesoro, calepino, o simili, è mai stato fatto in veruna
, e quali autori antichi, barbari o moderni, lessici o glossari ell'ha spogliato
antichi, barbari o moderni, lessici o glossari ell'ha spogliato. redi, viii-
vocaboli appartenenti al lessico di una lingua o di un dialetto; l'attività consistente
in classica e romantica, che ha o ha avuto un suo uso empirico e lessico-
e che devono solo disporre in uno o altro ordine, è una mitologia da
compongono (e si suddivide in morfologia o studio delle forme e dei componenti delle
dei componenti delle parole, e in semantica o studio dei significati).
proprio, che si riferisce alla lessicologia o ai lessicologi. = deriv.