non risguarda la sua virtù, che mi si è dimostrata sempre più robusta e costante
, io aveva un'anima ardente, mi avessi tu allora conosciuto! eccomi ora
paesistico. linati, 20-154: molto mi piace la natura d'appennino:.
villa medicea uno stile asciutto e virile mi farebbe sentire la grazia robusta della terra
nuda vetta o dalla rocca del cielo, mi starò a vedere come tu se'trasportato
aretino, 20-33: poi che il baccelliere mi ebbe piantato due volte lo stendardo nella
stendardo nella rocca e una nel rivellino, mi dimandò se io avea cenato.
assalto / con armata di sguardi il cor mi vinse: / a la rocca del
avverse. mostacci, 146: voi mi siete, bella, rocca e muro:
possa ridurmi, che contro le teme usate mi rassicuri. ciro di pers, 3-205
e il tempio della mia religione, mi grida. 8. luogo in
iii-83: uh, uh, io mi sento tutta rimescolare e vo tutta sossopra:
vederla mai. e al notaio, che mi consigliò e fece il parentado e la
dei tedeschi) / che sei ladro mi dice e 'rocchettiere'. = voce di
rocchettóne? ». idem, 1-55: mi spiegò: che 'rocchettóne',
: per mostrarmi come si conviene, / mi metto tutto in fronzoli ed in fiocchi
impolvero la testa bene bene, / mi fo due ricci che paion due rocchi.
nel costeggiare. giuliani, i1-335: mi tirai su per que'sassi, ma per
(pigliando di roccia in roccia), mi trovai sulla cima ai ilimi albori.
, 7-14: il rombo dei tre motori mi si confondeva dentro alla testa con quello
riccardi di lantosca, 2-130: se non mi si fossero arru- ginite le armi,
tua voce. bacchetti, 2-xxiv-1017: mi stupì il mistero della voce: vi
avampo, i'm'incendo, i'mi rinfoco, / e brano e spezzo e
guerra giovare poco, / perch'io mi sento afflitto e mezzo cieco / e per
voce: « o bel garzon », mi disse, / « vanne, che'
11 nome di lei, che non mi sente. casti, vt-21: perché t'
/ ma strido e fuggo. et ù mi volgo e donde / chiamo aita.
rimembrar l'alma contristola, / che mi fu l'ombra sì mortale e frigida
. passeroni, 5-12: se da voi mi si conserva / quest'onor, m'
, 133: e1 dì che a mirarte mi fé degno / persi la vista e
invoco, / men dal grave silenzio mi riscuote. g. argoli, 72:
. argoli, 72: gli occhi altrui mi fan foco, onde mi sfaccio,
occhi altrui mi fan foco, onde mi sfaccio, / e 'l core ghiaccio,
persona. buzzati, 6-231: tu mi hai detto più di una volta che tra
ciro di pers, 3-213: oggi vivo mi veste un verme morto, / diman
un verme morto, / diman morto mi rode un verme vivo. redi, 16-v-95
né verdi bietole pasco, né di prezzemol mi giovo. tozzi, vii-293: avevo
speditamente, / deh sappiatene grado a chi mi fa / seder così jpro tribunali'spesso
madonna, in questo stallo / io mi ritruovo sì d'angoscia pieno / e
meno / che per gran rabbia le carni mi rodo / chiamando morte a romper questo
volontieri, ma quella della morte, che mi prescrive l'essere e che in nulla
prescrive l'essere e che in nulla mi rende, fuorché dell'infinito dell'uomo
, fuorché dell'infinito dell'uomo, mi fa mille volte all'ora rodere i denti
-sostant. biringuccio, i-190: mi pare che in esso vetriolo si trovi
vapori spessi, / per più letizia sì mi si nascose / dentro al suo raggio
abito vostro sento che stranamente la carne mi rode e mi reca infinito dispiacere
sento che stranamente la carne mi rode e mi reca infinito dispiacere. f.
alta piaga d'amor, che il cor mi rose. campofregoso, iii-22: il
, / che notte e giorno il cor mi punge e rode, / perché non
il giovane, 9-861: la rabbia mi rodea. v giusti, 32: io
errai; né colpa / è che mi roda il cor, questo mi basta.
è che mi roda il cor, questo mi basta. g. gozzi,
: sono i pensieri de'quattrini che mi rodono; e non poco, questa scuola
appresso a'detrattori, li quali sempre mi rodono, non sia accalognato. caro
ora non penso che a lei che mi rode! -assol. p.
mie male e non so donde / fugir mi possa chi mastiga e roda.
dolori? cosa da nulla. a me mi rodono le ossa e sto in piedi
sazio e son ristucco. / di collera mi rodo. passereni, iii-252: lodi
/ io no, che di trovarmici mi rodo. alfieri, iii-1-265: se
ma a dirti il vero penso e mi rodo. mandami qualche libro. manzoni,
se buono in parole, ma io non mi vedrò sazio, se io non mi
mi vedrò sazio, se io non mi vendico con quel traditore: io l'ho
percuotere qualcuno. latti, 2-117: mi rodevan le man, fui quasi in atto
il setola, « ché il sartore mi sta terminando un rodingotto ».
rodomonteggia. ed è una cosa che mi fa insanire l'udire « times »,
pietosi levi. vespucci, 1-161: mi venne un messaggero con lettera di sua reai
con lettera di sua reai corona che mi rogava che io venissi a lisbona a parlare
parlava ne la sinagoga, / que'che mi vidder e nrudir ne roga.
, xii-1-382: v. s. non mi scrisse chi si rogasse deh'instromento di
, cxiv-45-44]: il detto padre mi ha indicato il notaio che s'è
ferrarese. algarotti, 1- vti-117: mi fu risposto che la facciata era disegno del
testamento, rogato tre anni sono, io mi sono spogliato di tutto a favore della
a se stessa: « il signore mi castigherà, il signore mi darà l'inferno
« il signore mi castigherà, il signore mi darà l'inferno per l'ambizione che
affocato riso della stella, / che mi parea più roggio che l'usato.
15-47: se mi guardo intorno, mi accorgo che i contrasti, le rotture tra
, sentivo che i miei istinti non mi reggevano più; non cercavo più la
geroglifici). idem, 7-234: mi sfilano davanti i quadri dell'inizio della sua
. carrà, 673: caro amico, mi accorgo che le rotture di c.
le rotture di c.. della vita mi hanno fatto dimenticare la cosa più interessante
: né il verso sciolto del foscolo mi pare il supremo dell'arte: pecca per
che m'assassina, / e l'altrier mi buttò quasi nel reno. petruccelli della
meteorismo intestinale. ghirardi, 70: mi sento le budella che mi fanno un vento
, 70: mi sento le budella che mi fanno un vento di rovaio.
un'aria sì sottile, che par che mi si fenda la testa... io
maga. baiatri, 165: s'io mi ritrovassi una qualche graziosa verginella e che
e'm'arrandeila. fagiuoli, i-147: mi sentiva ogni co- stola divisa: /
sulla sella, / ed ogni amba mi parea recisa. / mi venivano in bocca
ogni amba mi parea recisa. / mi venivano in bocca le budella, mi
mi venivano in bocca le budella, mi sguazzavano in corpo gl'interiori, / ed
intr. con la particella pronom. (mi rovèllo). ant. arrovellarsi,
io guardassi al brulichìo / ch'io mi sento di dentro pe 'l rovello,
quella posizione atroce. ungaretti, i-85: mi sento / nei visi infantili / come
lustrarla [quella fibbia], talché mi doventava calda, rovente. cagna,
, iv-1-1013: come il sole rovente mi brucia e mi consuma! e non il
come il sole rovente mi brucia e mi consuma! e non il refrigerio d'
dirieto il tramontano, / e le mosche mi fan perpetua corte: / ho mal'
di madre. carducci, iii-23-118: mi pioviggina per entro i sensi roventi come
, 2-31: son tutto cosa tua, mi immedesimo in te. ah, perché
1-i-82: dicendo cosi costui, io tutto mi rallegrai e guardai e per tutto viddi
selve grandissime, e, domandando, mi disse che erano querce, rovore, frassini
farei piovere. bellincioni, cvi-264: mi stavo con l'armento / in povertà contento
della tavola. palazzeschi, i-166: mi pare d'essere uno di quei vestiti
lodovico, abbottonami gli stivaletti, io mi rovescio le unghie. piovene, 7-158
dalla ribalta leggevo il mio discorso, mi fu rovesciata addosso dal loggione della pasta
addosso dal loggione della pasta asciutta che mi ridusse lo smoking in uno stato deplorevole
abbandono. tarchetti, 6-ii-425: egli mi si avventò rovesciando indietro il capo,
attaccarvi il medicamento. giuliani, i-112: mi venne male prima a questo degli occhi
contumelie più triviali. linati, 13-30: mi piglia a braccetto e mi rovescia addosso
13-30: mi piglia a braccetto e mi rovescia addosso tutto il suo dionisiaco entusiasmo
, 2-42: chissà quando la mala suerte mi consentirà di rovesciare sull'innocente popolo italiano
la superiora. pavese, 4-184: mi raccontò, rossa in faccia, che
eccelsa conquista. govoni, 301: mi si rovesciò addosso, furente di carezze
oblio. zeno, ii-422: improvvisamente mi si rovesciò la sedia, e a me
su qualcuno. caro, i-54: mi basta che, quanto a questo loco,
in rissa colla polvere delle strade maestre mi ha rovesciato lo stomaco. palazzeschi,
ci vado [al partito] e meno mi rovescio il fegato. = dal
. arrighi, 1-30: allora come se mi destassi da un mal sogno di sbalzo
. guanni, 1-40: io non mi maraviglio che quell'amico nostro dica d'
. mentre la guardo, un signore mi si avvicina e mi chiede se desi
guardo, un signore mi si avvicina e mi chiede se desi dero vederne
. cellini, 1-46 (124): mi comisse il papa una stormivano, lampeggiavano
che 'l rovescio della tua mano non mi sia vicino per colpirmi nel cuore e nell'
figura del mio rovescio, la quale mi è parata, siccome è, bellissima
luce. cesari, iii-422: già mi par di vedere aperto di sopra il
lui che un potente rovescio di destra mi colpì la faccia. incassai. senza verbo
so'l'aversità. guicciardini, 13-ii-253: mi è parso meglio soportare questi pochi dì
leopardi, iii-253: vedo che tutto mi contraddice e sono respinto da ogni parte,
, 6-ii-246: gravi rovesci di fortuna mi avevano impedito di camparmi la vita in
ignudo. pulci, vt-26: io mi farò mugnaio; per certo io porterò in
, ili-148: è un pezzo che mi sono avveduto ch'io sono disgraziatissimo in
tutto, e non c'è cosa che mi prema e non mi vada a rovescio
è cosa che mi prema e non mi vada a rovescio. b. croce,
a rovescio. piovene, 1-236: mi dispiace soprattutto che siano state interpretate a
. sassetti, 7-455: se voi mi domandassi quello che io fo qua,
tutto 'l scuto. romei, 34: mi par vederti... ora con
capovolta. bartolini, 16-138: poi mi riaddormentavo, cadendomi, il libro,
. caracciolo forino, 243: tre manigoldi mi pareva che, afferratami uno per un
, il terzo per la gola, mi trascinassero rovescione giù per le scale di
mio padrone con un baston di roveto mi percoteva il collo fino al sangue, volendomi
buonarroti il giovane, 10-951: non mi passò gnun altro per la vista;
rovine). sassetti, 406: mi dispiace sentire le rovine che voi mi
: mi dispiace sentire le rovine che voi mi contate della villa. relazione anonima della
con molta gran rovina / la bocca mi turava con la mano. de mori,
guerra », diceva, « non mi va proprio giù. pace a voi,
va proprio giù. pace a voi, mi pare una rovina, una gran rovina
. foscolo, iv-375: spesso io mi figuro tutto il mondo a soqquadro e
d'un ostinata stella vetturina, / che mi vuol sempre in qualche viaggetto: /
viaggetto: / e sempre in un viaggio mi destina / da taroccare e rompersi la
ora dalla destra; ora caggio e ora mi levo. crescenzi volgar., 10-34
loco, / dinanzi a li occhi mi si fu offerto / chi per lungo silenzio
dove sei stato? cos'hai? » mi chiese martelli piegandosi sulla criniera del suo
spiagge con ambascia, / per cui mi dolgo e con lagrime aspergo / il
che, se odiassi gli uomini, mi dorrei come fo de'lor vizi? tuttavia
e io ho speso tutti e'danari mi desti. mazzini, 83-136: le nostre
salvarsi. dominici, 4-126: mentre scrivo mi viene un tramazzo di mente che alcuna
rovina ed abbaruffa. / un diavolo mi par, non una buffa.
mazzini, 20-235: sento ciò che mi dite sugli ulivi, ma state sicura
la qual fatica appunto è quella che mi ha rovinato). rajberti, 1-160:
per riconquistare in parte quella salute che mi sono rovinato per voi. piovene,
ubriacone. pratolini, 10-34: mi rovino le mani a stare in cucina più
, mamma », supplicò, « voi mi rovinate. tacete! il cortile è
sospirar una femmina, casco morto, mi son fermato a guardarla. figuratevi!
in quei due occhi abbia due diavoli, mi ha rovinato subito, e non vi
, i-12-146: un'occhiata di donna mi rovina. -screditare un principio,
dispetto de ^ suoi parenti, egli mi sposò con intenzione di mover loro un'
questo poco veleno che quella razza ribalda mi rovini quel poco ben mobile che m'
fondo. e niente / occhiate, mi raccomando, sorrisini / tossicchia- menti -
io spendo, e in complimento / mi rovino per gli altri. foscolo, xiv-374
foscolo, xiv-374: un affare importantissimo mi ha fatto uscire fuori di casa per
fuori di casa per pochi momenti e mi sono rovinato. ho dovuto tornare in
. leopardi, iii- 127: io mi sono rovinato con sette anni di studio matto
matto e disperatissimo in quel tempo che mi s'andava formando e mi si doveva
tempo che mi s'andava formando e mi si doveva assodare la complessione. tarchetti,
do con questa il mio ultimo addio. mi sono rovinato al giuoco, e non
sono rovinato al giuoco, e non mi resterebbe che uccidermi. de roberto,
soliti », diceva. « mascalzoni! mi rovinate il pane! ».
: il fabricare sopra questi fondamenti precipitosi mi fa ricordare di coloro che muravano su
di qual provincia, nome e città non mi piace il dirlo perché sia affatto spento
uscito il libro di gioberti, e mi dicono che dica male di me..
di me... ricordo che mi capitava per le mani in roma una sua
e si macerano. bettini, 1-363: mi innamoravano le montagne erte e silenziose,
? questo correre e questo rovinio non mi piace. che sarà stato? berchet
stampa », 23-xii-1986], 3: mi ritrovo improvvisamente a cena con il rovinologo
e io per compiacerlo vi andassi. quivi mi fosse dato per dimorare una cella tutta
: slegata una vecchia busta di cartone, mi misi a rovistare alcuni fogli polverosi e
modo che l'ira del joyce cittadino mi ricordò quella di un toscano, così
. ariosto, 1-iv-232: quante volte mi hanno aperto uno forziero che ho meco
accadde che l'io, quell'io che mi vede rovistare con cautela i visi e
giudici, 9-16: gli occhi / che mi rovistano sotto i vestiti e la pelle
custodia. quando la luce è mancata mi sono distratto dai suoi [di una
comisso, v-315: il ballatoio, che mi era stato tanto caro per prendere il
pesce. idem, ii-113: la mi par ritornata di venticinqu'anni, tant'
e di fonti... anna perenna mi seguì come un'ombra bianca e solenne
come un'ombra bianca e solenne, né mi distolse dalla mia tristezza, né mi
mi distolse dalla mia tristezza, né mi gridò...: « fra gli
, ii-8-176: quando combatto, gli amici mi sono attorno a rimproverarmi di esser troppo
, 2-15: stanza per quattro bestie mi apparecchia, / contando me per due
o 40 rozze delli inimici, quelle mi mandino 50 cavagli. firenzuola,
... « che il rignor conte mi sbarazzi della sua rozza di moglie,
mettemi fuor di fiato, io non mi ci oppongo mica ». -come
: come che se colle mie mani mi avessi a guadagnare il vivere, non mi
mi avessi a guadagnare il vivere, non mi risparmio per tutte le bisogne di questa
, non perciò il nimico dell'inferno mi potrà, così come il mondo, rinfacciare
, mentre, a tentar venendomi, mi troverà in altro affare occupato. groto,
non mai rozzamente e barbaramente scorretta) mi vi splendeva dentro. d'annunzio,
barbaro né così rozzamente educato che non mi debbano esser venuti a notizia, se
al cinto ed a piedi scalzi, mi sembravano i veri ministri di dio. de
grazzini, 4-33: nella fine ella mi riuscirà una rozzetta. c. montanini
ville, con buone scoperte. per quello mi figuro, o per la rozzezza della
dell'ortografia. giuliani, ii-231: mi porge il destro a pubblicare ancor una
. fona, 4-202: questa superba avidità mi insegnava artifici tali che non che i
un qualche lachè. metastasio, 1-iii-20: mi riesce più noioso questo soggiorno, perché
frutte proprie di quel paese... mi parvero assai più belle che buone,
erboso e ai placid'ozi amico / mi posai presso a una vorag'n cinta
? p. della valle, 3-430: mi trovo con le robbe rià tutte legate
scarpe chiodate, bruciate dalla calcina, mi conferivano un'aria di povertà che avviliva
allegri, 158: donde è che sì mi quadri / il sol del vostro basso
/ la cancellata rozza dalla quale / mi protese la mano ed il confetto.
3-88: imaginiamci due mar mi, rozzi ugualmente, e che ne l'
. carrà, 441: vittore grubicy mi raccontò che allora segantini, quasi analfabeta,
terra). malvezzi, 7-1: mi si rappresentano due arbori della medesima spezie
le mani, sì come colui che mi vivo all'antica e lascio correr due
, / a cui ne'mei primi anni mi rendei, / sanza te che sarei
). mazzei, 1-8: io mi sento l'anima rozza e 'l cuor freddo
te per maestra e alla tua dottrina mi sottometto. giov. cavalcanti, 27
in una luce troppo siderale, che mi abbaglia. e invano ricerco il rozzo
, 2-21: per rozzo scrittor ch'io mi sia, al- men di questo spero
finiguerri, 97: egli a me mi disse: « perché rozzo / tu se'
, v-3-18: eccole il libro che mi si fa l'onore di desiderare, e
e l'ignoranza / quindi m'enfrena e mi ritien l'ardire. ciro di pers
mano. tasso, i-70: se mi rimanea alcun dubbio, vostra signoria me
., 3-6: s'anco di questo mi lamento, / tu mi dirai c'
anco di questo mi lamento, / tu mi dirai c'ho il guidalesco rotto,
mano alla spada contro di me e mi ha seguitato per tutta rua catalana. pagano
la morte vi ho scoperta / che mi fate tremare e ormai vedete / mattina
concorrenza. bacchetti, 18-i-221: mi restava il contrabbando; sì, delle
in cambio di rubacchiar qualche cosarella, mi fussi con maggior generosità messo alla cerca
io vivea, che non avessi chi mi rubacchiasse i miei disegni e i ricami
altra attività. arici, i-3: mi ricordo che, condotto allora per gli intrichi
d'amor nimica ria, / e mi beffa e mi martella, / tristarella,
nimica ria, / e mi beffa e mi martella, / tristarella, rubacuori.
quegli occhi rubacuori. - oh, tu mi strazi. = comp. dah'imp
altro intinto in questa pece rubaiòla, mi son vergognato manco a scoprirvi queste mie
d'amore, ruba l'anime della lucia mi volesse qualche po'di bene.
di quiete. nievo, 1-vi-509: mi pareva di fare un rubamento alla mia
rubamento alla mia pace, la quale mi tornerà soltanto dopo che avrò maritati o
di calze e un gibone, e quando mi posi i dinari a lato per pagare
a lato per pagare dette cose, lui mi rubò detti dinari della scarsella. serafino
la chiesa, gente ingorda, / provar mi feron gli ultimi dolori / e asassinarmi
li stregano. piovene, 14-143: mi sento spiato e seguito dagli esseri che mi
mi sento spiato e seguito dagli esseri che mi ruberanno, nascosti nella scuderia o dietro
soffia e con le sue colere stentate mi battezza a suo modo, credendosi rubar favori
lussuriando! aretino, 20-299: io mi sento cader l'animo di fra le
offese la volontà dell'autore, egli mi rubò il mio secreto: che sapeva egli
spendetelo in porre ad effetto l'aviso che mi date ne la seconda lettra, con
. f. argelati, cxiv-3-110: mi ritrovo talmente afolato per dar esito a
la publicazione di questi due tomi che mi bisogna rubbare le ore alla tavola e al
carducci, ii-7-250: intanto tu non mi scnvi... anche oggi ho rubato
da una folla d'altre lettere, che mi rubarono tutto il tempo destinato agli amici
vorrei: son pieno d'affarucci che mi rubano il tempo. rajberti, 2-127:
il possibile di persuadermi che nulla essa mi nascondesse e che le lezioni le rubassero
svevo, 6-319: al dopopranzo gli affari mi rubano tutto il mio tempo. rebora
3-i-32: mille piccole noie... mi hanno rubato il tempo a tradimento.
2-104: sono ormai tre settimane che non mi dai notizie di bellagio. scommetto che
, brontolona ed ora tanto malata che mi ruberebbe la mia quiete. -logorare
velleità tragiche. ma le perenni inquietudini mi rubano i giorni. 15.
la ragazza a chi è in prigione, mi rispose che una donna si ruba sempre
lettura da tanto tempo desiderata e aspettata mi facesse inganno e mi rubasse all'attenzione
desiderata e aspettata mi facesse inganno e mi rubasse all'attenzione più minuziosa di certi
baldini, 5-66: quel che realmente mi ruba e sgretola il cuore è l'automobile
. groto, 2-24: queste parole mi rubaron l'anima / e mi diedero
queste parole mi rubaron l'anima / e mi diedero a lei schiavo perpetuo. d'
lemene, i-114: - rimira e mi consiglia: / sta meglio il fiore
della porta, 1-ii-67: la mia bellezza mi rubba gran parte della fama delle mie
aveva sempre le 'spade'in mano. mi rubbò e me n'accorsi.
vorrei ed infinitamente desidero, più non mi vuole, io con quel mezzo che
me e a tutto il resto del mondo mi toglio, m'involo e mi rubo
mondo mi toglio, m'involo e mi rubo, ché assai meglio m'è morire
del suo amore, che a fatica mi tratenne la nutrice ch'io col ferro
la nutrice ch'io col ferro non mi rabbassi al cordoglio. 33.
notizia di sì bell'opera che qui mi rubbano dalle mani per leggerla e tutti con
dire: zitto! poi nell'altra mano mi mostrò una mezza dozzina di magnifiche salsiccie
, procura rubarmi il cuore che 10 mi aveva appropriato! govoni, 421: fu
bella la fanciulla / che il cuore mi rubò con un'occhiata. -rubare
: parti che alcuno dei tanti rubasalario mi sia apresso? in fine chi vole essere
bene. veramente, in quest'anno, mi par rubato tutto ciò che non va
sassetti, 139: nell'ore rubate non mi sono potuto mettere a fare nulla.
rubato aha decorosa miseria dell'esilio, mi lasciò nell'anima un eterno rimorso.
ghelfi a tempo rubato, e fino mi detti a pranzo. 8. figur
, ii-416: potevo anche rovinarlo, ma mi seppe male deha sua famiglia. tanto
e rubatoli di strada, fra pochi dì mi metterei a cammino. d. bartoli
sé. anonimo, 1-531: ismaruto mi sento / e non son mio intero
l'estremo passo / un cavallier gentil, mi mosse amore. berni, 8-23 (
], iii-1-272: o rapitore, dove mi meni? tu sei un rubator di
monti, 4-4-278: ciglio nero rubatore / mi legò mi tolse il core.
: ciglio nero rubatore / mi legò mi tolse il core. -stupratore,
, violentatore. pasqualigo, 86: mi pare, misera me, che ornai la
nostra quiete non possa più durare, mi pare che voi mi siate rubatore e
possa più durare, mi pare che voi mi siate rubatore e ch'io per i
mila raghia di orzo che messer iulio mi scripse. castiglione, 3-i-1-69: in campagna
sospirando alloggia. castelletti, 1-8: mi maraviglio di voi che vi fidate de'sensali
, cent., 47-95: non mi par, che'e'facesse come saggio,
cauti. deysommi, 1-18: vorrei che mi fosse lecito entrar anch'io nella casa
del pensare o la rubberìa delle forme non mi spa riva. lucini,
ispressa e ruberia. erizzo, 3-109: mi vennero finalmente le vostre rubberie a notizia
estorsione. piovano arlotto, 163: tu mi domandi quale è la cagione per la
fedelmente e bene amministrai l'ufizio che mi deste, ricevetti da voi oltraggio e
« certo, monaco monaco, molto mi rispondete rubesto; ché, per la
cotesti bambini vengon su buoni? -adesso mi contento: che volete? è un po'
figli con atto rubesto? / non mi vogliate, servidor, celare / della cagione
già uomo snervato e disilluso quando tutti mi credevano ancora un ragazzaccio rubesto e senza
, 2-263: io [bue] mi pasco d'erbe, ed ei [leone
lo fondo, / poi di sua preda mi coperse e cinse. fazio, iv-4-47
). della porta, 8-ios: mi stai con una faccia rubiconda che da
con una faccia rubiconda che da vero mi par ch'abbi preso torso, e noi
/ quanto le belle rubiconde stille / che mi scaldano il core, in mezzo ai
che dal ciel trasse l'origine / mi riconduce al passo convenevole / a qualunque si
incesso balordo e stra- bucchevole / difficili mi rende, anzi contrarie, / le vie
biringuccio, i-166: per il che assai mi meraviglio che per averne [di argento
poesie musicali del trecento, lxxxiv-293: più mi stringe l'amorosa gabbia / dappoi ch'
di quelli mori e pagani, e mi pareva che a tutti facessi una croce rossa
: il colore è rubino-rame chiarissimo. mi pare un vino eccelso. -per
bandello, 2-46 (ii-149): mi si perdoni... da la clemenza
, 128- 11: un arbore mi porto figurato / de pietre, fato per
, padre di vostra eccellenza, quando mi sopravenne l'ambasciatore suo con la lettera
ch'a poco a poco alla morte mi tira. -come epiteto affettuoso rivolto
ai caldi tuoi rubin vivaci, / mi pianta lonchio a moscadello ispano.
1-viii-71: impotente io? oh! voi mi farete ridere! io non credo che
. monti, 23-1006: aiace innanzi / mi va di poca etade: ulisse al
che 'l re? o di che mi fai questione tu? ». collenuccio,
e sotto lor rubrica, / perche mi par che vi sia grande scorno: /
. guazzo, 1-34: se io mi rivolgo a considerare che questo atto è
senza capirne un'acca; e lì mi accadde di sentir cantare dal celebrante alcuni
gran fatica; / a inpicarlo per paura mi saria smarito ». / la dona
a un chiodo, tanto più che mi sento disadatto a farci su quelle poche
tesfu mariam si congeda, contento. mi prega di accettare il dono di un
panzacchi venuto a trovarmi nel maggio, mi domandò con un certo spavento ammirativo:
: né più notar per liquidi cristalli / mi vedrete, cogliendo false erbette, /
. g. visconti, 1-22: mi sento intorno al cor milli colubri /
romanesco; / quello che dopo mi rubbò il mio ruccio. / -
volgari. d'annunzio, v-1-200: mi prende la mano, me la stringe
timida, schiva d'ogni gentilezza, / mi credetter ne'teneri anni miei / forse
ne la vaga etade de'primi anni / mi piacque udir e dir talvolta in rima
un mali. amico mi presentò l'autore della 'musica proibita'. sanmi-
: badate che il mio modo di pensare mi condurrà qualche volta a scriversi cose di
6-116: la radezza del suo panno militare mi infastidiva, ma l'intensità del suo
stesso tempo la freschezza delle sue labbra mi stordivano. = deriv. da
. gherardi, cxiv-20-515: dalla ducal libreria mi provveda di qualche buona edizione d'euclide
montale, 7-35: mrs. horwill mi disse anche lei « how do you do
vercelli, dov'ero allora insegnante, mi giunse una lettera del bersezio e con
ojetti, 2-156: del teatro poi non mi parlate. come forma d'arte rudimentale
per ch'ei gridavan tutti: « dove mi, / anfiarao? perché lasci
ma in falsa opinion sei tu che mi. burgutto, lxxavtii-ii-475: la fortuna
. calderoni, lxxxviii-i-352: di lerasalem mi le mura / e disfece cartagine con
-chi niente sa, convien che mi: chi è ignorante fatalmente sbaglia.
/ che chi niente sa convien che mi. = voce dotta, lat.
. fagiuoli, xiii-14: di poltron mi rimprovera e rinceffa / e la quiete
pello! gallani, 63: vostro padre mi volse ammazzar, sapete, e mi
mi volse ammazzar, sapete, e mi disse tanta villania: ch'io sono juna
voglio esser la rovina vostra e che mi vuol far scopar a cavallo a un asino
perché osservo la legge cristiana, / ognun mi scaccia, ognun mi maladice / e
, / ognun mi scaccia, ognun mi maladice / e son sempre infelice. lucini
quelle povere ragazzine. moravia, xiv-93: mi ha guardato a lungo, con ambigua
, 46: è vero che io mi laudo di voi; ma noi dico già
cosa vi ha detto? » « ruffiana mi ha detto. ogni volta mi carica
ruffiana mi ha detto. ogni volta mi carica di male parole ». 3
a quel giovane. non so se mi disse che è vostro figliuolo, quando
disse che è vostro figliuolo, quando mi parlò. -che può esser questo5 qualche raffia-
. f. loredano, 7-116: tu mi hai ruffianata la figliuola?
se vostra signoria per sua cortesia non mi ruffiana con sua eccellenza una mulla mezzana
. carducci, ii-1-220: quel che mi vò sforzar di provare col fatto,
(me ne vado, se non mi pagano di più), sia attraverso il
aretino, 20-316: ciò che io mi paressi, o a quel che mi
io mi paressi, o a quel che mi rassimigliassi, io entrai ne la chiesa
far torto al biscio, del quale mi vestiva ogni volta che intrideva le mie
tolsi prima l'acqua santa e poi mi gittai inginocchioni. a. f. doni
me e ascoltando la conferma, che tu mi facesti fare, che siamo due oneste
quanto improbabile, di ruffiani, e ciò mi ripugna ». -scherz. chi
, imperò ch'io non voglio che voi mi facciate ruffiano. -chi si
non riguardando la degnità del donatore, mi han truffato. carducci, ii-51-38: perché
carducci, ii-8-42: come se non mi bastasse eccoti un ruffianèllo del postribolo «
, 12-i-103: io ho una vostra che mi pare scritta dal polifilo in quella sua
raffi; e quest'altra volta, se mi parlate più di macedonico e di groppi
di certo. buzzati, 6-321: mi ricordo la prima volta che l'ho
. piovene, 2-122: la caccia mi piaceva molto, ed imparai a distinguere quel
lega da quella di sant'onorato dove mi trovavo. carducci, iii-21-361: avevano
/ sol per veder, sì come mi sentea, / rugar la fronte et inclinar
. bartolucci, 1-5-38: ora che mi ruga la fronte e le guancie mi s'
che mi ruga la fronte e le guancie mi s'increspano, per mantenermi in grazia
inaudibile grido di sogno. l'odio mi rugava la fronte. 4.
me è un grande ignorante. a me mi rugavano i minchioni. pirelli, 171
quanto, cosa volete che vi dica? mi ruga. non sbaglia mai. mai
bene. anche la mia povera mamma mi rogava col bastone. = voce
guancie e smorte. ungaretti, i-84: mi sento negli occhi / attenti alle fasi
aveva il laccio alle gambe: come mi vide, ragghiò: avea gli occhi
me, ch'era in terra caduto, mi mise il piede infermo sopra la mano
. bembo, 10-ix-126: vorrei che mi compraste tre braccie e mezzo di cendado
. martini, i-179: a volte mi piglia una voglia maledetta, un prurito
dalla peste. guerrazzi, 9-ii-176: già mi appiccano addosso la ruggine del sospetto e
malignità de la mia sorte, che non mi ha lasciato fino a qui a pieno
non torco / la tua duregga, ben mi terrò gordo ». iacopo del pecora
inquietudine dolorosa. linati, 25-156: mi pare che quest'aria purificata m'abbia
pregato, - ora la sete / mi sarà beve, meno acre la ruggine.
élla è una testuggine: / e'mi parea di lungi un monticello »; /
bisogno de più severa lima, non mi parea concedergli licenzia che così inculta venesse
come parte mal usata da noi, pur mi sono gratissime e care.
n. franco, 4-257: né mi maraviglio tanto di ciò quanto de'denti
di grazia, valoroso nocchiero, quando mi riceverete nella vostra debile e mal ripezzata
quel canto dell'acqua rugginosa onde nulla mi sia fatta lesione. g. p.
. c. croce, 2-46: bisogna mi mandiate in prosa / tutto il suggetto
] latine e pedantesche (se dir mi lece) senza necessità, ma di
. g. visconti, 1-22: mi sento intorno al cor milli colubri /
/ odio chi m'ama ed amo chi mi sprezza; / verso chi m'è
non dirò del corpo, del quale non mi preme, ma dell'animo, per
per non istare a manca, questo mi par cosa da tempi barbari e da
solo, proprio solo; e quando mi trovo in compagnia anche co'buoni,
e il vino, al quale alcuni amici mi invitano per distrarmi, mi è anzi
alcuni amici mi invitano per distrarmi, mi è anzi cagione e campo a ruggire
e ruggito in silenzio meco stesso. ora mi son messo a studiare. il tempo
, / e veggo un foco acceso che mi strage / e non posso fuggir quel
spietata, / qual tigre in sen mi rugge. foscolo, i-87: mentre io
, dorme / quello spirto guerrier ch'entro mi rugge. idem, vi-239: aggiungi
nievo, 9-216: se di quel che mi rugge / nel cor otente affetto /
, / senza mover pietade a chi mi strugge, / a chi contento i miei
raggia. settembrini, 1-99: io mi sentiva un'ira terribile bollire nel petto
non oso domandare. un vago pudore mi tiene e il cuore di dentro sordo rugge
, scoccan ambe un tratto, l'una mi regge ai piedi, / l'altra
mia testa, / e la vita che mi resta / lenta morte mi sarà!
vita che mi resta / lenta morte mi sarà! pinelli, v-201: rugge dentro
* ¦ —; -ungaretti, xi-120: mi toma m mente la vecchia citta. e
vigliacca, secolo briccone, / tu mi faresti dir che cose strane / e
selvaggio e gentile, che io del resto mi fo lecito d'interrompere in desiderio con
l'universo, in quell'istante, / mi sembrò d'amor vestito.. /
d. bartoli, 1-2-59: io mi sto in questo suo mare diportando e
la sua avarisia, ché so quanto mi gosta del mio per volerlo far vivo,
giacomo da lentini, 36: dal core mi vene / che gli occhi mi tene
core mi vene / che gli occhi mi tene -rosata. ovidio volgar., 6-248
di pietà non tem'io che più mi tocchi. -con allusione al vino
rugiada). niccolini, i-295: mi percote una purpurea stiua / di sanguigna
la predilezione deriva dalle lodi con cui mi accompagnava il vostro nome, ed erano
di grazia me lo accenni, perché mi truovo in qualche angustia per gli debiti da
contante. d'azeglio, 7-i-56: mi rallegro del felice viaggio di napoli e
ispiriti ridendo sollazando e fugendo vedere mi parea. boiardo, canz., 55
del solito,... mi sorrideva giovenile e pura fra le tinte ro
uscii... fuori barcollando, né mi parve essere veramente in vita se non
bacio rugiadoso. nievo, 109: mi sentii rompere il cuore pensando che prima
vi giuro signor bellerofonte, che di già mi par entrar per mio solito diporto nel
2-24 (i-914): io per me mi sento già gli occhi rugiadosi e bagnati
e roggiadose ciglia / baciommi prima e mi nomò per figlia. alfieri, 8-45:
cara, / perché muta in pensoso atto mi guati / e di segrete stille /
molle: / « dafni gentil, chi mi t'asconde e toglie, / perché
verità non era facile nemmeno allora che mi venissero agli occhi le lacrime come a
riposo / soave, rugiadoso, / che mi prendea talvolta in su la riva /
: 'oggi non so quel che ho: mi raglia il corpo maladettamente'.
monte dalle viscere combusto, / non mi pareggia, donna, questo fuoco.
avete voi dispiacer del piacer che io mi piglio? catzelu [gue vara]
[23-i-1910], 89: allora io mi accorsi di camminare anch'io insieme
aria limpida i tetti scuri e mgosi mi parevano un'immagine della mia nuova vita
casa. baruffaldi, ir-pref: qui sempre mi sono inteso del tabacco che si fiuta
tratto da'buoi. caro, 11-134: mi par di vedere questa pecora margolla che
me ne andavo mgumando che eccellente moglie mi sarebbe toccata in quella benedetta, da
lxxxvtii-1-215: la sete naturale a te mi mìa, / nitido fonte, bel,
in questo mondo... io non mi ci trovo più... è
certo », disse dante, « io mi ere- dea nella ruina delle mie cose
ruina caderìa sopra me: per che mi bisogna bene sapere schermire. piccolomini,
avete saputo la mia infirmità e non mi avete dato consolazione con le vostre lettere
non vi potrei mai dir la roina che mi è venuto adosso dopo le prediche di
. lamenti storici, iv-41: quando mi vidi chiar di mie mine, /
. corsini, 16: s'il crin mi s'imbianchi, / s'io l'
/ s'io l'abia 0 s'ei mi manchi / non so: questo so
che la mia ruina / cercavan, mi parlavan vanitade, / perché sem
ieri una gran medicina, / che mi menò sì per bocca e pel sesso /
stare un giorno sur un cesso / e mi mandò le budella in mina.
/ de l'ombra che di qua dietro mi verna. girone il cortese volgar.
prati, 1-117: la sua voce / mi minò sul cor come mina / la
superbi i grandi fiumi, / spesso mi spigne fra sassoni scogli, / qual sterpe
/ e dii suo fleto arbitrio io mi dispoglio, / che mi diè a fin
arbitrio io mi dispoglio, / che mi diè a fin che, lei insonte,
regolati desideri miserabilmente minano, a pena mi posso dalle lacrime contenere. b.
. giannone, 277: quello che mi rimaneva da ristaurare era la mia salute
parti pericolanti. sanudo, lii-56: mi resta de più dir a la signoria vostra
xvi-265: sentirete un caso che scrivendo non mi trovo in me, qual ozi a
me stessa. ma quel che solo mi sbigottisce è ch'io credo che si
uno che non sia poi tale che mi mini. brusoni, 1-60: tu dici
ancor ch'io possa, amor non mi conciede / che poter voglia e ch'io
che, prima ch'in frisa / mi dia marito, io voglio essere uccisa.
», 12-i-1908], 46: mi sembra che si ritirasse dagli affari completamente
ramosamente, così malamente fedito sì che mi fu forza lasciargli mia dama e mio bene
reale': chiuso. « lì », mi dicono, « funzionò la prima ridetta
..., quando eccoti che mi si ruppe sotto... senza esser
le forbici e, subito dopo, mi sentii rullar sul capo non so che
so che cosa d'ispido, che mi fece saltar su la seggiola. era uno
. i. nelli, iii-126: mi son portato sempre bene, gran mercede
gnolt, v-147: solo un desiderio mi rulla nell'anima. -crescere
di carta. moravia, 16-306: mi sono... alzato dal letto,
sono... alzato dal letto, mi sono seduto al tavolino, davanti alla
battere sui tasti. calvino, 12-169: mi volto e vedo la scrivania che m'
. r. longhi, 656: mi rammento che, dopo l'altra guerra,
di tamburo, e un laico abruzzese mi domandò che lasciassi un'offerta in favore
impazzate, ed il rullo del tuono / mi diceva: -va', sbuffa,
da'dieci, ché non vorrei però mi fusse posto la taglia pel fatto del
tic, toc, tic. apri che mi muoio di freddo. ru, ru
: « che vi levate già » mi domandò la padrona, sentendomi romicciare per
pane che romico (che rosico) mi va tutto in grasso ».
i buoi al biroccio, ma non mi parve conveniente interrompere il riposo meridiano di
più funeste e lugubri, nelle quali mi compiaceva non poco, e me le andava
io vo insin ruminando col pensiero se mi potesse essere stato ascritto a grave mancamento il
e sì mirando in quelle, / mi prese il sonno. bibbia volgar.,
c. e. gadda, 13-34: mi venne l'idea di principiare la trama
padrone accosciato, ruminando la rabbia, che mi cagionava quel tripudio crapulesco. =
il madrigaietto, ch'a prima vista mi sodisfece, rimirato poscia o più tosto ruminato
che andavano rasentando. vittorini, 6-194: mi pareva lampeggiasse la luna. poi di
mascelle che il romore de'miei denti non mi la- scerà udire quello che altri dicono
ci fummo, la mia signora fenicia mi disse che tu l'avevi appoggiata con
uscire in istrada per la via comune mi bisognava aprire tre porte, né potev'
i discorsi di ieri... non mi per suadono...
la prateria umana del misero corpo. mi svegliai al romore et ebbi che grattare
se io avessi quel dolore, che io mi morrei. guido delle colonne volgar.
che stieno a drieto, ché non mi guastino la mercanzia, ché io arei romore
suo manifesto errore. caro, 12-i-124: mi duole ora che per mio conto messer
casa, il muro della quale voglio che mi serva per scudo. -il suono di
condanni? giusti, ii-25: a roma mi raggiunse un rumore confuso delle cose accadute
plateali sopra di me se da chi mi ama non mi fosse stato scritto e
di me se da chi mi ama non mi fosse stato scritto e riscritto a bologna
, / i maligni saltan su / e mi dicon: « che rumore! /
filicata, 2-2-307: anche quest'anno mi è bisognato presentare alla signora principessa il
1-114: giovinezza tardi venuta, come mi piaci!... poco ebbimo di
violenti. aretino, iii-26: se mi fosse lecito il rimproverarvi quanti amici ho
maladetto frate dal quale io una volta mi confessai; per ciò che, quando io
la dimestichezza che io aveva seco, mi fece un romore in capo che ancor mi
mi fece un romore in capo che ancor mi spaventa, dicendomi che, se io
'l torto hai sempre, e fa'mi poco onore ». forteguerri, 13-47:
, se non fosse la riverenza che lo mi vieta, ve ne darei volentieri un
piacque. idem, 9-54: io mi sono rammaricato teco, ma senza romore e
12-i-164: voi scrivete al martino che non mi mandi più vostre per le man sue
, 394: nel mio stanzino, mi capitano talvolta dei piccoli rumoretti, che non
che non valgo a sopprimere e che mi fanno saltare come se fossero cannonate.
, i'non so come / desto mi son, che il cacciator non lungi /
-sostanti machiavelli, 1-iii-818: destramente mi sforzai d'entrare a ricercarlo se egli
, un romorio festoso di acque cadenti mi suona dolce stro secolo, che tanto
non faceva a senno lassi, voi non mi udireste. c. gozzi, 4-246:
sere più rumorose di spettacoli scipiti, mi godo pur del pensiero dell'andare a
dibattendosi. nievo, 682: la pisana mi accolse a venezia col giubilo più romoroso
gonfio, del declamatorio... mi noiano sempre. pascoli, i-617: mettendo
core. mamiani, 1-303: orror mi vinse e duolo / appena entrato alle romulee
mando, ebbi a consentire a quanto mi rogava. idem, lix-96: la causa
nostra si dirà il tutto. se mi manderete li altri roli, io li
, 39: cupido, o tu mi lievi oggi dal ruolo / de'cortigiani tuoi
/ de'cortigiani tuoi, / o tu mi dài concetti / e invenzion da far
. marino, xii-381: quando io mi partii da chiamberì, [il principe
chiamberì, [il principe tomaso] mi fece dire dal signor viglioni che mi voleva
] mi fece dire dal signor viglioni che mi voleva metter nel rollo de'suoi servitori
l. f. marsili, i-i-173: mi esibia il rollo di quaranta o cinquanta
arruolarmi nel numero de'suoi servitori, io mi contento di essere scritto nel ruolo più
xiii-740: questa volta, eccellenza, io mi consolo / d'aver nome e campagna
, di osimo, professore di ruolo, mi offendeva più degli altri, insinuando che
, 6-ii-240: gravi rovesci di fortuna mi avevano impedito di camparmi la vita in
politica sui libri di benedetto croce, mi sembrava inadeguato, non rispondente alla mia
di virtù. moravia, 26-136: mi stupisce una certa quale falsità e ipocrisia della
, 10-54: poi che finalmente mi discese / la cara voce al core,
s'intese; / orbo rimaso allor, mi rannicchiai / palpitando nel letto e
dolermi gh occhi e la mente, mi alzai. caproni, i-76: l'odore
5: io naufragato e sanza legno che mi levi, percosso dal secco vento che
dopo un altro giro felice di ruota mi avrebbe portato a firenze! montale,
senza dar nel naso in qualcosa che mi ricordava fede, la ruota diede un giro
. sacchetti, v-178: quando io mi ricordo come io il vidi [gian
caduto, quasi fuori di me stesso mi trovo. grifoni, xxxvii-79: o
, 124: sono molti giorni ch'io mi credeva d'esser stata posta dalla fortuna
2-131: servito a lungo nella fucina / mi è mancato al raccoglimento / il fragore
1-94-10: s'ora, amante, istar mi vóli gechito, / e de lo
/ a te laudare un bel pensier mi mena i... i und'io
nelle superne rote. buzzi, 72: mi sembra / fluttuar sui baratri liquidi /
liquidi / delle coscienze umane immemorabili: mi sembra / di correre fuori le ruote
come vola / e verso la meta che mi ho proposto. slataper, 2-199: addio
quelle che più buzzi, lxxv-110: mi nutrii di sogni tattici / e di farnetinon
della gattina, 4-219: « se tu mi abbandoni, dante, conv.
tu sempiterni / desiderato, a sé mi fece atteso / con l'armonia che temperi
, selvatichissimo! rozzo! scortese! mi voglio un male infinito d'essermi lasciato
l'ordine ed il filo del discorso mi ha insensibilmente condotto a discorrer di talune
sinistra della sesia un consorzio il quale mi comprerà queste 100 ruote d'acqua al
perché faceva la rota alla teresina, mi disse: « e allora si fa questo
po'di grasso alla mota, tu mi capisci. -volgere la ruota:
monti, x-3-297: ora / supino mi giacea, fosche mirando / pender le
tutto punto, che a poco a poco mi scoprono la cinta della loro antica forza
stato). camerotti, 1-28: mi sembra che involontariamente la fede monarchica l'
erre fuor eluso. / quand'io mi raso sapi che 'l me pizza. boerio
per certi dischi ». « mi ruscano a me quei tipi ».
di movimento e di vita / che mi corrono incontro festosamente / colle mille lor
le parole sfuggono di bocca ruscellando (mi è piaciuto l'uso, nuovo,
. boine, i-90: così così mi ruscelli di chiarità, che il ghigno
canali freddi e molli, / sempre mi stanno innanzi. idem, inf,
ii-334: sul mattin dolce cantando / mi salutan gli augelletti, / e si senton
/ e si senton ruscelletti / che mi lodan mormorando. c. i. frusoni
mio cappello, mutatasi in gronda, mi versasse un piccolo ruscello sulle ginocchia.
di pazzia / dal capo esser potrà che mi discioglia, / che un picciol ruscellin
pananti, i-444: tutto il cor mi riscalda e i sensi estolle, / le
! d'annunzio, iii-1-708: tu mi nascesti in riva al mare etrusco, /
, 19-186: questa è una ricetta che mi dettò un mercante di tappeti turchi e
cxxxi-155: io le mani alla bocca mi posi e co'denti mi sciolsi, e
alla bocca mi posi e co'denti mi sciolsi, e così poi le mani mi
mi sciolsi, e così poi le mani mi posi a'piedi e feci il simile
ruspare tanto che alle mani per ventura mi venne uno cepperello. domenichi, 2-63
mazzei, i-307: forse in qualche tempo mi correggerò... almeno per la
s'ingoiano. alfieri, xtv-1-258: mi dovevano far risposta stasera; non me la
vivi e ai morti, creda: mi vietano di scrivere: di leggere..
leggere.. fi- nanco i vangeli mi fanno buttar via,.. dal baccano
12-vi-1988], 96: quello che mi dispiace soprattutto è la comparsa di un sentimento
e abbandonato! tarchetti, 6-ii-139: mi giungeva alle orecchie il russo fragoroso di
della provincia. nievo, 1-18: mi stolgo dalla rusticale famiglia per tornarmi alle
rusticale o pure al volgo adattato, io mi varrò benissimo delle locuzioni 'a iosa,
non guardate a'panni rusticani di cui mi avvolgo, peroché son maschera piu che
mia lettera per rinfacciarmi ch'io medesimo mi son servito di quelle rusticane beffe e
illustri del sec. xvi, i-45: mi aggiugne ancor e fa maggior il piacere
ancor e fa maggior il piacere che mi dimostrate aver vivo ancora quello antico vostro
, 12-i-205: se più oltre non mi sono arrischiato, già per quel che
ne avere a dispiacere, ché voi mi parevi vaga di star sola, sì che
più volte arrischiato a fame, le non mi sono riuscite. d'annunzio, v-3-216
la sua rusticità e la sua parsimonia mi dispiacessero, come io temevo che gl'
giusta cagion, che me ne dài, mi fa prorompere in tanta rusticità. ditemi
un piccolo mazzo di fiori freschi, mi pare che fossero gerani rossi, appuntati poco
che rubi / il rustico sudor, / mi confortai / dicendo: « il sol
contadini, un rifugio 18-17: mi avvicino al recinto e guardo cesarino. ha
dolci tuoi caratteri / così, aurisbe, mi privi? / così fra i piacer
, l'unica festa di ballo che mi diverta è quella pubblica, rustica, che
giardino ampio e mstico / or mi pare esser simile agli dei. equicola,
parente non me maraviglio: più presto mi maravigliarei se * 1 mi avesse
presto mi maravigliarei se * 1 mi avesse servito. f. badoer, lxxx-3-78
. d ^ azeglio, 6-652: sempre mi sono sentita una gran avversione per il
goldoni, xi-33: con chi a genio mi va, son amorosa, / e
rustica mano, / in capo sempre mi tentenna e balla, / un par di
di guanti di pelle di cane / mi difendon dal sole ambe le mane.
la sera del 4 di questo mese mi furono affogati tre camaleonti in casa mia
, ruvido. palazzeschi, 352: mi faceva troppa pena di saperlo in quelle
castra fiorentino, xxxv-i-918: se dio mi lasci passare a lo elenchi, /
carte. sergardi, 1-360: ecco mi manca il fiato e mi scoloro: /
1-360: ecco mi manca il fiato e mi scoloro: / bagnatemi le nari coll'
tre. monti, x-3-120: né mi valse indosso avere /... /
, 2-i-171: fiore di ruta, / mi hai fatto tribolar una nottata; /
crusca]: non ho balia, non mi posso più ruticare. buonarroti il giovane
musso, i-221: chi... mi darà qui le penne delle colombe,
ingegno). pasqualigo, 2-11: mi allegro con voi, che dal dimandarmi
giuoco della scia spumosa e rutilante, mi accorgo di una corda sottile tesa sopra di
. « è 11 rettifilo », mi spiega lina. 3. scintillare
voglia e mente ad organizzare semplificando, come mi par disposto l'attuale ministro sella
lo odor redunda et oliasi, / veder mi par la mia celeste imagine /
! se vengono qui? icché, mi fa a me? basta che unn'entrino
cannonate fu salutato una volta ch'io mi ricordo, alla presenza mia, un certo
egregio uomo per ricompensa del sonno interrotto mi dedicò un ratto così bello, così armonioso
ossian, molte di quelle sue imagini mi si destavano ruvidamente scolpite e quali le
, sì che sia contenta che la mi goda. casti, ii-3-65: le ritiene
figliuolo del popolo. tarchetti, 6-ii-379: mi strinse e mi scosse la mano con
tarchetti, 6-ii-379: mi strinse e mi scosse la mano con una ruvidezza piena di
io non arrivo a specolar tant'alto: mi rimetto a certe buone creature c'hanno
riuscirmi ruvida e scabrosa né tratto tratto mi faccia temperar la penna, battetela ben
frutte proprie di quel paese... mi parvero assai più belle che buone,
s. carlo da sezze, ii-50: mi comparve questo beato di statura più presto
1-17 (i-208): madonna lucrezia non mi par più dessa... le
mani dure e ruvide, né so che mi dire. piccolomini, 8-157: a
a dir il vero a te, io mi coleo qualche voltarella con la sua moglie
gmio chiamò, guardando in su. mi sentii sotto la mano il suo collo
ruvidi dell'unghie. pea, 8-156: mi fece senso il ruvido del suo viso
lati. nievo, 43: indarno mi martorizzava il cranio col pettine sporgendo anche la
atti amorosi i miei occhi tenere, davanti mi si paravano, e fatte di me
fatte di me pietose, con mille vezzi mi confortavano! quante ancor'io ne viddi
, 1-i-350: per duca e per vassallo mi t'offero a seguirti infino alle dorate
della prigione...: « mi avevate promesso di non legarmi, assassini!
più trattabile che cera, or più ruvido mi pari che la più alta rovere che
buonarroti il giovane, 10-893: tu mi riesci una rubida tela / piuttosto di
bisogno de più severa lima, non mi parea concedergli licenzia che così inculta venesse
. liburnio, 1-55: ruvido certamente mi pare questo modo nel tralatare di volgar
, vti-65: questo pensiero dopo cena / mi venne: e su quell'ora,
quell'ora, a dirla schietta, / mi diventò più ruvida la vena.
sporgente, inclinato, ripidissimo, già mi avevano colpito con la loro eleganza ruvida
« de vui forte, signor, mi ò a ruzere, / perché lo vostro
sconvenevoli atti, sanza sonno, accidiosa mi fa trapassare. = nome d'
. f. frugoni, 3-iii-186: benché mi riscuoti e con uno strillo mi lagni
benché mi riscuoti e con uno strillo mi lagni, sonacchioso o stanco ch'ei [
, non se ne accorge, ma mi si getta a lato razzante e stolido
e cadde. varchi, 3-169: io mi feci male ruzzando, cioè mentre scherzava
ora dei regalucci, ora dei pugni, mi passava tutta quella state assai più divertito
1-184: un passerotto che ruzza per terra mi desta la memoria di momo. pascoli
strada e il tempo, infin ch'abo mi accoglie. -procedere a scatti (
ha dato a monna rossa ch'io mi stimo / l'abbia mangiata e trangugiata
della festa. baretti, 6-194: mi sono cavato il razzo di sapere a un
or, navigando io dunque, / mi leggeva l''andromeda', quand'ecco /
vanitosa. g. prati, 1-176: mi prude / qui sotto a'panni da
[in convento] fanno due anni, mi pensavo che mi fussero usciti per sempre
] fanno due anni, mi pensavo che mi fussero usciti per sempre i razzi dal
torsi di qui, faro che almeno mi conceda dilungare i figliuoli da queste bufere.
buonarroti il giovane, i-144: madre, mi par vedere / qua dadi ruzzolare.
/ quando una vostra sinfonia franciosa / mi percuote l'udito. collodi,
notte. fagiuoli, xv-20: far mi faceste infin la sabatina. c. i
del sole'dalla porta di monte morello mi recava al colle detto monte tabor.
fermata. bacchelli, 2-v-219: poi mi ha fatto tornare un fratello dall'america
àbreo. fanfani, 3-80: quand'io mi fondassi sopra buoni codici e sopra buone
de l'antica madre in ch'io mi vanto. = deriv. dal lat
b. croce, iv-11-24: mi sono nutrito delle poesie sabaudo sabbàtico1 (sabàtico
/ livida. papini, 27-554: mi dissero strega. mi perseguitarono come strega.
, 27-554: mi dissero strega. mi perseguitarono come strega. non vidi mai
nire a capo di quel maledettissimo versetto che mi resterà impresso nella memoria finché avrò
grande eufrate. parini, 340: talor mi etto in sulla nuda sabbia / e
che queste nostre pene / vincer non mi paresse un tanto bene. ungaretti,
sabbia di gela colore della paglia / mi stendevo fanciullo in riva al mare / antico
marco polo volgar., 3-51: mi viene uno vento la state talvolta di
se * nel secondo girone », / mi cominciò a dire, « e sarai
. pavese, 1-8: ogni volta mi indisponeva il tallo sabbioso di qualche ficon-
saccardèllo. bellincioni, ii-146: non mi fare star come uno ucello / '
bon il fresco vento: / però non mi trattar da saccardèllo. aretino, vi-440
nell'accademia futura e tutte le signore mi hanno giurato che
saccente. foscolo, v-43: io mi sentiva le vene dilatarmisi per la vita;
{ { allegri, 103: mi fanno pure smascellar delle risa, padron
: la donna... non mi dava pace colla sua piccola saccenteria paesana.
in questo caso saperne più del principale mi pare... una troppa sottigliezza o
5-i-318: come ti vidi partito, mi sovvenne ch'io ti avrei dovuto ammonire a
saccheggiarono i templi dei numi, perché mi toccavano con l'aderenza, onde li
io avevo in sulla piazza di santo pietro mi fumo sacheggiati. guicciardini, 2-2-183:
come fu quella cosa del sale che mi scriveste, ché costà s'era detto che
senno. nievo, 9-228: io mi lagnava de'pensieri miei / che non
di lei; / del malandrino amore io mi lagnava, / che il cervello a
, / che il cervello a suo prò mi saccheggiava. -spogliare una persona dei
: ero d'antica schiatta romana e mi posi al servizio dei barbari, saccheggiatori
.. a gian retro lucini, che mi sostenne ». e. cecchi,
. g. raimondi, 3-336: mi appariva, ogni giorno, nei suoi abiti
avea lo suo sacchetto bianco, / mi disse: « che fai tu in questa
. dominici, 4-120: volentieri quando mi veggo avanzare un pòco di tempo.
g. gozzi, i-1-97: quando io mi querelo che non pensano, che non
piccole dimensioni. spallanzani, iv-197: mi rincresce lo sbaglio commesso di rimandarvi da
con quel suo lambicarsi di cervello, / mi dichiarasse, a sesto ed a penello
non trovo altro da dire; e pure mi sono ingegnato quanto ho saputo e potuto
nuovi, /... / non mi parri 'aver tre bagattini / senza becchin'
: o burattino mio gentilissimo, vuo'mi tu abburattare un sacco di farina? pacichelli
sacco è preparato, / sull'omero mi sta. barilli, ii-205: una
26: sono essi per certo, mi voglio far loro incontro con un sacco di
lx-49: amico, di lodarti io non mi sazio, / perché mostrasti un sacco
sporta. pratesi, 5-414: sofia mi diceva: « quanti sacchi di bene mi
mi diceva: « quanti sacchi di bene mi vuoi? » « tanti! » «
vi chiamate (merlando laurentano! questo solo mi tiene dal farvi fare una vampa,
fare un tentativo da zia rosaria, se mi scuce un paio di sacchi, so'
ii-32: vuotò il sacco degli improperi: mi chiamò carogna, bastardo. m.
menzogne, le plateali insinuazioni di cui mi fai bersaglio, anche se con esse
, 7-40: fratei mio, se tu mi vuoi / quel ben che tu dicei
dicei volermi a sacca, / non mi dar noia, va'pe'fatti tuoi.
oh guarda adesso, / ch'io mi trovo in un sacco, se coloro /
che già trabocca il sacco, / seco mi tenne in la vita serena. savonarola
imbarcarsi clandestinamente. viani, 14-376: mi frullava per il capo l'idea di fare
. g. gozzi, 1-81: costei mi vuol sopraffare con poetiche superchierie. se
bibbia volgar., v-220: ha'mi convertito il mio pianto in gaudio;
hai squarciato il mio sacco, ed ha'mi circondato di letizia. -stringere
vita ». tarchetti, 6-ii-122: mi accorgo che un uomo ha introdotto una
de roberto, 3-257: se mio fratello mi lascia duecent'onze, con cento mi
mi lascia duecent'onze, con cento mi levo i debiti e ne avanza per la
, mettendoselo in saccoccia, « oh, mi accorgo », disse « che ho
considerevole. monti, ii-219: egli mi ha dato a intendere a parigi di
denaro. d'azeglio, 7-i-10: già mi sogno d'aver le saccocce piene di
in saccoccia. carducci, ii-1-142: mi trovo in saccoccia solo quattro danari:
e. gadda, 20-11: « non mi rompete le saccocce, niet. »
, 1-487: è un mese che mi riempie le saccocce con la storia di
. cantù, 175: questa lettera mi imbalsamò il sangue e la conservo ancora
ha aperto un pocolino l'armadio e mi ha chiesto sotto voce l'orologio..
vengo mo a voi per certi dubbi che mi saccomanano il cervello. 5.
una mula e quel polletro / che mi donaste voi, ben di nov'anni,
« ei mi'anelli / di sen mi tolse quel mal saccomanno! » bisticci,
saccomanno! » bisticci, 1-i-52: e'mi duole bene che, per non mi
mi duole bene che, per non mi avere data l'entrata del vescovado di
, che sono i libri, ma più mi dispiace ancora che il vescovado, che
un rapinatore, un saccomanno, poiché mi si è raccontato che abbia stivato nella bastiglia
sacomano! '» / dereto a mi corendo per ferire; / qual era italian
s'egli è vero »; e mi sento subito dire: « né anche io
; sono una sua pecora: non mi vorrà tradire. pascarella, 1-192: annunciato
campo del bene. savinio, 182: mi credevo di trovare un sacerdote dell'arte
, non so come, la fortuna mi balestrò in un santo tempio dal prencipe de'
fanciullo al chiericato; poi la natura mi ha deviato dal sacerdozio. massaia, 1-68
fuori. me ne presentò quindici e mi descrisse presso a poco il merito e la
arte. magalotti, 9-1-240: quanto mi dispiace d'aver a riconoscere una cosi
, tante volte si è veduto che superfluo mi pare di fame più longo sermone.
in canonica? » « no, mi hanno sacramentato di no tutti due »
sulla sinistra. agostino, esausto, mi supplica di fermarmi... accelero la
la pedalata. agostino, sacramentando, mi tiene dietro. -tr. dire
: ricevo dispaccio da bolognini, che mi chiama subito a faenza. il gargani già
che dio l'ammazzi, che cosa diavolo mi va a combinare! 5
savinio, 1-43: oh! come sacramente mi butterò sulla mia nuova terra e l'
dopo una mezza dozzina di simili giaculatorie mi posi a letto, poiché il letto
sacramenti: de'quali prego iddio che mi conceda la grazia. pallavicino, 1-573:
la malattia, ella con sollecitudine riverente mi indusse a ricevere i sacramenti. carducci,
del suo padrone di casa, che mi richiama senza indugio, perché bisogna disporlo ai
trovò u nel santissimo sacramento, che mi stai dinanzi, mi vedi, mi leggi
sacramento, che mi stai dinanzi, mi vedi, mi leggi nel cuore.
che mi stai dinanzi, mi vedi, mi leggi nel cuore. lombari, 4-144
di ferro piantato in mezzo al mare mi ha fatto venire in mente un monumento
volgar., 1-71: l'angelo mi disse: « perché ti maravigli? io
ariosto, 1-iv-218: voglio che tu mi giuriper sacramento che mai tu non ne
). cino, iii-168-13: sempre mi possa mia donna star scura / ché
, inviolabile. benivieni, 31: mi tirava el sacramento della amicizia comune,
. luca pulci, i-1-93: e'mi fé mille giuri e sacramenti / ch'
. b. buonarroti, 1-i-274: mi fecie tanti sagramenti e giuri che non ti
ministrante cum gesti nymphali... mi se commovevano tutti gli spiriti.
4-131: « oh, sacranòn! non mi far bestemmiare », proruppe il tonno
, proruppe il tonno. « che fiori mi vai infiorando? ». pavese,
: mia madre, veridica interprete degltddii, mi disse, già è più tempo,
monache. bembo, 10-ix-272: io mi sacrerò sacerdote queste feste et attenderò poi
i-136: o donne mie, voi mi piacete tanto, / che per voi non
maturo il senno, a questi angioletti mi sono rivolto e sacrato. monti, x-3-65
io pastorei delle parrasie selve / tutto mi sacro a te. -offrire la
carta impetro / che 'l ben d'amor mi piace, e no m'adagro;
aretro, / ma pur d'atender mi corono e sagro. martello, 6-iii-432:
la vergogna né dramma del timore che mi occupa mentre pur vi sacro cotal volume
mai serva atene. monti, iv-338: mi terrò contento se l'amicizia che hai
ariosto, 1-iv-408: -meglio sarà che mi mandi invisibile. / -trovar bisognarebbe una
mio ghebrè vedendomi andare verso la porta mi ammonisce che non si può. mi accontento
porta mi ammonisce che non si può. mi accontento di guardare che mai ci sia
politici. galanti, xviii-5-1007: mazzocchi mi spingeva nel sacrario degli affari politici.
. foscolo, xii-674: forse non mi sarebbe disdetto, se (senza troppo
san gilio, 241: donna, non mi serà grave / ciò ke vuoli,
di dio. mazzini, 10-347: mi duole assai del tuo stato fisico. sacrato
, ii-1-120: ma dio sagrato, mi dici quel che è successo de'fogli
, cristo sacrato, nove figliuoli che mi piangono per il pane. -in
dante, purg., 20-60: trova'mi stretto ne le mani il freno /
ricci, 124: il padre fra domenico mi ha detto avere trovata vostra signoria reverendissima
dottrina, che a questo proposito egli mi disse,... tutta era del
dopo quelle ch'amore e 'l ciel mi dienno / sacrate frondi, non può il
e del- l'amor che in mente mi ragiona, / cantando già d'ulivi e
le rogazione. pasqualigo, 1-9: già mi sovien veduta averti lieta / in compagnia
più, non più ardore, / non mi pur molestar, crudel amore. /
del sagrato foco, / e poi mi lasci e di me non ti cale.
tendenza di concentrazione... che mi pareva anche a me sacrificante, ma che
, ma che, per ora, mi si imponeva. sacrificare (sagrificare)
/ non voler che nel duolo io mi consumi. alfieri, 6-22: bianca un'
precitata sentenza. monti, iii-437: mi sono stati pagati li scudi 150, ma
li scudi 150, ma il ritardo mi ha sacrificato. foscolo, lv-306: io
compassione di quelli al riposo de'quali mi sono sagrificato sarà una stilla di balsamo sulle
., finora sono stata troppo buona, mi sono sacrificata, ma ora ho capito
mazzini, iv-2-120: prego dio che mi tolga da questa terra dov'io non posso
. foscolo, iv-365: il petrarca mi riempie di fiducia religiosa e d'amore;
privazioni. rebora, 3-i-245: appena mi sarà possibile ti renderò il prestito così
goldoni, xii-406: sacrificata alfine / mi volete, germano. da ponte,
colla ripugnanza e torrore e la vertigine mi dà qui sentire sotto il piede,
renderò la vesta, / se tu mi rechi quel corpo di cristo, / che
posso resistere a questa idea. non mi abbandonare, se non vuoi vedere il
mio amore e quanto il male che tu mi hai fatto, te lo dica il
, carissimo padre, perché 10 non mi posso saziare di questo sagrifizio. leggenda aurea
o l'affezione che quel buon ragazzo mi porta reprimesse, in cosa di tanta importanza
vere inclinazioni del suo spirito, che egli mi facesse l'inutile e deplorevole sagrificio di
: anco d'un'astinenza: 'quel cibo mi piace; è un sacrifizio per me
non poterne mangiare'(per tema che mi faccia male, o per debito d'usare
chiari, 1-i-81: l'empio castellano mi colse in quell'atto di sbalordimento
industria hanno per tanti anni (mi sia pur lecito il dirlo) indebitamente goduto
confessioni ho taciuto alcuni peccati, e mi sono accostato a ricevere il 'kurvàn'sacrilegamente.
.). carducci, iii-24-no: mi rimproverò tale scetticismo di forma pe 'l
avrò per infausto quel giorno in cui, mi occorra sembiante umano, terrò un uomo
farvi riverenza. patrizi, 2-7: mi parrebbe di commettere scelerato sacrilegio di non
della crusca. foscolo, xiv-397: mi si dice che vi sieno gran feste:
: io non ne so nulla; mi parrebbe di fare un sacnlegio cercando divertimenti
un sacrilegio. nievo, 812: mi sapeva di sacrilegio l'unire la memoria
: quando ero bambina, i miei genitori mi dicevano che il pane è sacro,
furarmi / la castità, ch'io mi conservo ed amo. sarpi, vtii-64:
ai sicari? de roberto, 10-257: mi par d'avere, con sacrilega mano
arrivati che fummo alla scena del filtro, mi volsi a considerare quel sacripante del mio
vicino. ohimè! i suoi spiriti mi sembravano un po'mutati, egli mi apparve
spiriti mi sembravano un po'mutati, egli mi apparve indecorosamente accasciato e cadente di sonno
quel curato prese a ben volermi: mi vestì buon'ora di chierico, mi
mi vestì buon'ora di chierico, mi faceva servire alla messa, mi teneva con
, mi faceva servire alla messa, mi teneva con sé alla tavola, alla
. de amicis, xii-470: mi parlò con molte esclamazioni ammirative d'un
quello che un sagro e profondo velo mi tiene celato. leopardi, iii-321: colui
dante, purg., 19-38: su mi levai, e tutti eran già pieni
quando a ricevere il ministerio del sacro altare mi costrinse la virtù della ubbidienza questo si
a me dal cielo.. / mi aperse i sacri codici.. / mi
mi aperse i sacri codici.. / mi dispiegò il vangelo. -poema sacro:
. i vinca la crudeltà che fuor mi serra / del bello ovile ov'io dormi'
, prima di darmi la buona notte, mi largiva il succo delle sue svariate letture
venti anni addirittura manìa; basti che mi fece perfino oratore sacro. 12
ella s'asconde, / el non mi fia troppo acro, / ch'io non
dell'avvenenza dello scrivere, perché queste cose mi paion sacre e da non profanarsi col
sacra povertà de'proscritti, a voi mi raccomando e a'buoni vostri cognati.
l'aspetto sacro de la terra vostra / mi fa del mal passato tragger guai,
g. gozzi, i-7-70: se tu mi prometti con sagra fede silenzio, sappi
pianto. leopardi, i-90: io mi ricordo di aver con indicibile affetto aspettato e
collina di vicenza, nella casetta che mi è tanto sacra e tanto cara.
/ ch'ancor agli occhi mei l'ór mi rassembra? malatesta malatesti, 1-158:
/ e ciò che vidi dopo lor mi spiacque. molza, lxv-19: occhi
nelle adiacenze dell'osso parimente sacro, mi trovo ridotto all'assoluta impotenza di scendere
la mia risposta; ma sua condizione / mi stringe a seguitare alcuna giunta, /
dell'aquila; ecco la fine che mi muove a parlare d'esso sengno,
. galileo, 3-1-389: ogni cosa mi piace, fuor che l'aver mescolati
vigilie mai per voi soffersi, / cagion mi sprona ch'io mercé vi chiami.
: la parsimonia del sobrio prandio non mi incita a espurgarmi, e però cominceremo latine
vostro con quella ingenuità e amore che mi vi consagrai fin da principio della nostra
dai ciarlatani..., voi mi troverete... ai vostri fianchi.
son geloso della mia primavera e vorrei mi si potesse giudicare anche stasera in virtù di
della mia fronte. boine, ii-122: mi avete tolto i beni di mio padre
sa accomodarsi la madre, quando non mi vegga restituito alla custodia del signor manzoni
stata ben breve la sua sosta, mi sia permesso dire che, se ci
. foravia, xii-125: il sadismo mi ripugnava soprattutto per la sua ipocrisia (
indisposto di mal di flusso che molto mi aggravava, fui consigliato a mutar aria e
avevano legato a un ignoto genio chiesi mi fosse dato accesso alle carte del marito.
molto rigorosa. papini, ii-1017: mi sembra arrivato il momento d'introdurre in
vizioso... la produzione di sadomaso mi pare superare il necessario, e prevedo
, cent., 54-97: come fortuna mi par che saeppoli / ed a qual
testé macone! / non domandate come io mi colleppolo / di farlo venir giù sanza
e pur novellamente / ha teso ver de mi le site e l'arco, /
/ che 'l tuo languir a gran torto mi spiace. b. corsini, 59
fanciulli che nuotano: a riva / mi fugge innanzi, va come saetta / il
confitta. loredano, 163: lei mi ringraziò con maniere così ripiene di gentilezza
così ripiene di gentilezza ch'ogni parola mi sembrava una saetta che mi ferisse l'
ch'ogni parola mi sembrava una saetta che mi ferisse l'anima. -in espressioni
ched io già mai di tal loco mi sposi. / aio sì grande gioco /
/ sperando aver mer- zede / tanto mi danno fede / e dilettare vostr'atti amorosi
vostr'atti amorosi. / e sempre mi ferite / con gioiose saette; / dolze
tacite / che 'n cor gran gioi mi mette. g. cavalcanti, i-ix
a lei chieggo grazia, / ella mi scheme e strazia: / questa 'l mie
che nel tuo cominciar, donna, mi testi? / dove son quelli sguardi accorti
foco; e 'nseme con quest'arme / mi punge amor, m'abbaglia e mi
mi punge amor, m'abbaglia e mi distrugge. p. scarlatti, lxxxvtii-ii-516
figliuola? -ahimè, che velenosa saetta mi passa il cuore: che risponderà?
. conti, 86: che la fortuna mi persegua e scopo / ella mi faccia
fortuna mi persegua e scopo / ella mi faccia delle sue saette. c. i
l'u- militate e 'l dolor non mi fan schermo, / qual arte o qual
la saitta, / e la lengua mi sta ritta a voler fuoco iettare.
2-82: sull'esoso parroco / che mi rapia ninetta, / siccome una saetta /
mia tragica morte, / il canchero mi mangi in sino all'osso, /
in sino all'osso, / giove mi mandi una saetta addosso / che mi sprofondi
giove mi mandi una saetta addosso / che mi sprofondi alle tartaree porte. chiabrera,
qui... or la baldanza / mi trasumana come in dio superbo.
ira ismania, e con innumerabili saette mi lancia il cuore. a. casotti,
se avrete cervello. - (oh, mi vien la saetta!). pananti
mattioli, 2-1196: fa il potamogeto che mi ricordi ora di quella pianta non volgare
saetta-lontano, che un tempo / già mi guardavan benigni; ma ora la morte
guardavan benigni; ma ora la morte mi coglie. = comp. dall'
saettamento senza mèta della mia lettera; mi stringe il tempo, e sento impennarsi
scettro. monti, 1-26: deh! mi sciogliete la diletta figlia; / ricevetene
166: una musicalità perduta e nostalgica mi richiamò la mia casa di brianza, 1
-abbagliante. comisso, v-135: mi allontanai dalla parete in tepore verso il
, i-198: da mille arti mi saetta amore, / accompagnato da crudel fortuna
la sciocca opinione del vulgo un tempo mi ha tenuto un pensiero nella mente, che
saettò nel core, ond'io mi moro. guarini, 53: udì del
mio saetti / e nell'oscuro baratro mi mandi, / s'io dietro son con
! o 'l ciel co'suoi / folgori mi saetti, arda e disfaccia, /
-protendere contro. fracchia, 89: mi stupivano i ragazzi che, vedendomi assorto
, vedendomi assorto nei miei pensieri, mi saettavano sul viso le loro lingue sibilanti
-sorprendere favorevolmente. rebora, 3-i-151: mi ha scritto con un entusiasmo -che mi
mi ha scritto con un entusiasmo -che mi saettò nell'intimo - il suo consenso con
nuova, 23-23 (103): esser mi parea non so in qual loco,
anzi defunto figliuoletto spargeste, sì amaramente mi saettavano il cuore che, giunto da
: tutti questi lamenti... mi saettarono, quando mi fermai con il
lamenti... mi saettarono, quando mi fermai con il mio ronzino sulla piazza
. i... i sopra tutte mi saetta / quella ch'usa qualche motto
grido, / ed un implume passero mi pigolava al piè. -emettere un
cor sì forte, / ch'i'mi partì sbigotito fuggendo. francesco da barberino,
, / lo nome vostro nel cor mi saetta / una dolcezza che 'l color mi
mi saetta / una dolcezza che 'l color mi fura. fausto da longiano, iv-276
, tal di me stesso obblio / mi saettaste in sen benché severe, / qual
carta le mie idee... mi andò poi di tempo in tempo saettando un
/. una saetta dalla signoril casa mi saettò: / e quanti medici mi videro
casa mi saettò: / e quanti medici mi videro, dicon ch'i'muoio.
san gilio, 529: l'amor mi pon posta e sì. mmi saetta,
ha meno d'una trentina di anni, mi saetta di occhiate provocanti. d'annunzio
rebora, 3-i-203: l'intelligenza mi saetta via e ritorna e fugge in
, meco si stesse / chi 'l cor mi stringe. c. i.
299: alo quale [demonio] io mi rivolsi, e saettando contra esso,
il sarsi alle sue prime interrogazioni e mi dimandi se per veder col telescopio gli oggetti
gli oggetti vicini... ei mi bisogna allungare assaissimo il telescopio. io
/ ch'io sperai che il dolor mi avrebbe ucciso. 25. compiere
46: oh, se avvelenati denti / mi saettassero fuor della bocca / per morder
. è nome equivoco; e voi non mi avete domandato prima di quale io intendeva
martello, 6-ii-337: ei moria saettato e mi dicea morendo: / « mira se
: / « mira se qual guerriero mi coricai cadendo ». d'annunzio,
volgar., 2-208: tutte queste cose mi comandoe a buonarroti il giovane,
. niccolo da poggibonsi, cxxxi-38: mi pari: i'della città di nicosia e
faldella, 13-99: m'accorgo che mi travasano in un altro battello più piccolo
: / ma contro il saettìfero bambino / mi fu scudo la tazza ed arme il
: un saettìo nero di rondini fuggiasche mi trasmetteva lo scroscio lontano. sbarbaro, 5-91
ardito, / e 'l suo bel viso mi discopri. -per estens. scarica
macchie, che per vedergli tutti non mi basterebbe l'olio che fa la puglia.
o scazontici, / se del poeta più mi par che contici / quel ribaldon che
la testa'a me; peggio ancora, mi mettono in tumulto il sangue.
ma tanto, lassa! del mio mal mi lagno, / al ricordo che la
ch'appresso, pensando com'io / mi rimisi la toga, mi conforto. fr
com'io / mi rimisi la toga, mi conforto. fr. colonna, 3-307:
mente, / perché il dimon sagace / mi tenta fortemente. savonarola, 8-i-70:
fossero ferite. pananti, ii-401: mi sento dalle muse inspirata, dice corinna,
foscolo, viii-151: io ugo foscolo mi sperava che voi, come vecchi, e
prudenzia. parini, 733: io mi sarei trovato nudo d'ogni cosa sì tosto
gerusalem, quando io sarò teco, mi darai a saggiare le tue poppe abondevolmente
i-3: se l'alta disclezion di voi mi chiama / (per altrui voce,
a tutto: « hai detto che mi saggi dalla mia sincerità; eccola ».
/ che tanto m'incoraggia / che mi fa travagliare 7 e dà vita salvaggia
dà vita salvaggia, / e sovente mi saggia / di gravoso penare.
minutissime dramme sul più perfetto saggiatore che mi fornirono l'ingegno, la pazienza e
e d'ogne cosa magio, / mi disse in breve detto. novellino, xxviii-822
1-89: vedi la bestia per curio mi volsi: / aiutami da lei, famoso
, famoso sag'o, / elvella mi fa tremar le vene e i polsi.
, poiché, in approvandola tutta, mi ha confortato e sospinto a mandarla in luce
. castiglione, 3-i-1-157: la magnificenza vostra mi manderà per il presente latore quello saginato
. buonarroti il giovane, 9-686: più mi giova dar fede al vostro senno /
iuitini, i-123: esso comune saggio / mi fece suo messaggio / all'alto re
i-xl- 1-41: voi... mi conoscete abbastanza per esser certo, che
donne a napoli oggi fassi, / né mi faccia del santo né del saggio.
, / più di tal vita assai mi pagherìa. / poi non posso morir,
. cellini, 515: con grande studio mi messi a imparare e con i begli