. gemelli careri, 1-iv-348: per lo canto, il rossignulo della cina supera l'
al padre, e 'l gorgerino di piastre lo campò. cantari cavallereschi, 200:
un linguaggio in cui le parole per lo più venivano sostituite da brevi risate,
comanderai che io ficchi mia spada per lo ventre di mia madre e per la gorgia
di mio padre,... io lo farò senza tardamento. ottimo, i-426
par di salinguerra. / se 'nsin lo mento avesse la gorgiera, / conquisterebbe il
. andrea da barberino, ii-141: lo percosse nella gorgera e passògli la gola.
portano le mani all'elmo piumato, lo sollevano staccando la barbuta dalla gorgera.
la gorgiera, / tra il confin de lo scudo e de l'elmetto.
216: i gorghi si trovano, per lo più, al piede delle botte,
gorgo delle incertezze, dei tormentosi pensieri lo aveva ripreso. landolfi, 2-194: le
landolfi, 2-194: le madri riabbassarono lo sguardo con lentezza mortale e questa volta
828: chi ne'gorghi del cor mette lo sguardo; /... /
e de la destra riva / fugò lo stuol di sparta, che veniva /
gli orpellati vituperi. -figur. lo scorrere irreversibile del tempo; il corso
chitarra, vi-n-187 (7-7): entro lo mezzo v'abbia una isoletta, /
un gas in un liquido, per lo più allo scopo di purificarlo. gorgogliante
, mentre dal petto alle fauci tira lo spirito, vada il fiato per entro quell'
, 1-219: quello che gorgogliano è lo rimorso della coscienza che ànno di sì
celidonia] cotta in vino, e lo 'nfermo riceva il fummo del detto vino
un sùbito divise. piovene, 3-39: lo vidi così sparire [l'uovo]
con artigli di leone, che impietriva chi lo fissava (e fu identificato ora come
, 9-56: volgiti 'n dietro e tien lo viso chiuso; 1 ché se 'l
ciascuno, fu scolpita da fidia ne lo scudo di minerva: io per l'
gòrgone dell'elsa, la destra contro lo spigolo d'un tavolo coperto di velluto.
esclusa l'opinione avanzata dal linneo che lo stipite delle gorgonie sia un vegetabile metamorfosato
vivono in eleganti colonie ramificate (per lo più a un piano solo); si
pietro ispano volgar., 2-6: lo succo della celidonia cotta in vino,
gola (e attualmente è usato per lo più in senso scherzoso). bibbia
. bibbia volgar., v-112: lo gorguzzolo l'esca collo assaggiare giudica.
nocche incallite; è di indole per lo più tranquilla e poco aggressiva, e
è loro eguale. moravia, i-571: lo vidi..., con la
navi, è voltato da gli uomini che lo calcano, e ricevendo l'acqua per
dante, inf., 15-97: lo mio maestro allora in su la gota
, gli dissi che se lui me lo aveva a dire più, che gli darei
proporzioni goticizzanti dell'insieme, frugava con lo sguardo nelle macìe di sassi. piovene
dell'arco rampante e del pilone che lo sostiene), sull'uso di colonne
semplificazione delle forme, con strutture per lo più rettilinee, dall'uso frequente di elementi
di dio ti circonda, senza che tu lo veda. -artista che appartiene a
fuori epoca [il basso]; sia lo consideriamo un medievale, un gotico,
pesaro sino alle alpi apuane, con lo scopo di opporsi all'avanzamento delle truppe
si ispirano al gotico o ne contraffanno lo stile. - per estens.:
libro di sydrac, 460: lo smeraldo... si vale molto
vini sottili e le vivande delicate per lo fianco; e quel delle gotti che
, rosata: eruzione cutanea, per lo più localizzata al viso. pietro
di falconeria volgar., i-1-106: quando lo falcone o l'uccello ae nifiato lo
lo falcone o l'uccello ae nifiato lo collo, dei conoscere e sapere per verità
ariento gottato e mescolato di molti colori, lo quale non troviamo, come noi troviamo
, sf. grossa mestola (per lo più di legno), usata per raccogliere
. guglielmotti, 815: 'gottazza'lo stesso che votazza e sessola. altri
sm. grosso bicchiere di vetro (per lo più con manico); boccale.
. redi, 16-i-134: gotto vale lo stesso che bicchiere; ed è voce
ver- minaca e pestala, e cavane lo succhio e di questo succio dà a
succhio e di questo succio dà a lo 'nfermo a digiuno un gotto in del bagno
in del bagno, e gue- risce lo 'nfermo. l. gradenigo, lii-9-71:
colga leggendo e la faccia gravata per lo sonno inchini in su 'l libro.
un'ingiustizia. pascoli, 1342: lo rimadò malamente, gravato di forti parole
bibbia volgar., i-290: gravato è lo cuore di faraone, e non vuolse
di faraone, e non vuolse lasciare lo popolo mio. -condannato, punito
(una persona); peggiorato (lo stato di salute). fra giordano
ch'egli si morisse, in modo lo vide gravato. d. bartoli, 4-1-217
figur. simintendi, 1-188: quando lo grave sonno tenea gli serpenti a lei
lei, egli [perseo] le taglìoe lo capo dal collo. berni, 1-50
crudeli per la forma e gravi per lo olore..., n'ebbero paura
simintendi, 1-2io: fuggite nella mia casa lo grave tempo e la piova. bembo
... stava assai grave, lo lasciorno in una casa fuori di mon-
-e non fia grave / quello -che lo cor crede, / che amor farà ac-
di quella ultima infermità, che ce lo tolse di vita. ariosto, 28-89:
fede. machiavelli, 1-iii-674: io lo scrivo perché l'ho pure ritratto da
-che manifesta o conferisce gravità (lo sguardo, il parlare, una caratteristica
, 19-103: se non fosse ch'ancor lo mi vieta / la reverenza delle somme
lieve del cibo, avere poco ingombrato lo stomaco, onde il troppo fa grave
quantunque... fossero gravette a lo stomaco. -spreg. gravàccio.
, 33: quando la mano o vero lo piede graveggia in giù, lo spirito
vero lo piede graveggia in giù, lo spirito si sforza di sostenere quel cotale
. tose. ant. evangeli: per lo più come esclamazione di meraviglia o di
alle guagnele, che s'ha a sentire lo scoppio de'brindisi che ti faremo!
tu dèi fare a mio modo, e lo farai, e per le sante guagnele
nemici, fermando i patti loro per lo creatore e segnore loro, tanta fede
. grazzini, 357: così lo ignoni, il gallo e 'l re piccino
la quale cosa abbiamo non solamente per lo detto del guagnelo, ma certi libri de'
e dicesi 4 alle guagnespole 'per lo stesso che * alle guagnele '. passeroni
a tutti si può dire quella parola de lo ecclesiaste: « guai a te,
: « guai a te, terra, lo cui re è fanciullo, e
per principio di scienza, che non lo saprei mai. baruffaldi, 21: guai
però che ap presso è lo dì del signore, e quasi come guastamente
guai! vittorini, 3-58: « non lo prendono [il pollo] su con
, fra cui la più nota è lo psidium guaiava; alto fino a 5
guaime pe'lor cavalli, per risparmiare lo strame che hanno in munizione. diodati
), sf. custodia (per lo più di metallo o di cuoio, spesso
ramusio, i-338: quando la prima volta lo viene a vedere per farsi confermare,
, con codesto tuo cordone ne lo anello,... rossignolo nel nido
3. capo di vestiario per lo più molto aderente al corpo (e
resistente, che avvolge un organo e lo separa dalle parti circostanti. -in senso
alle sinoviali articolari, che favorisce lo scorrimento dei tendini nei condotti osteo- fibrosi
. nei reattori nucleari, rivestimento (per lo più di alluminio o acciaio inossidabile)
verga, i-106: le tenebre che lo avvolgevano sembravano... soffocargli il
volgar., vii-458: caccerò lo mio coltello della sua guaina,
guaina, e ucciderò in te lo giusto e lo malvagio. s. maria
e ucciderò in te lo giusto e lo malvagio. s. maria mad
, anzi per bellezza dell'animo ordinar lo corpo. e la guaina non fa coltello
canto, l'altra dall'altro tutto quanto lo scorrono, che anch'esse sono libere
ant. e letter. per lo più al plur. grido di la
uomini, il passo, non te lo attraversino. deledda, ii-870: sei mila
maladetto e distrutto sia da dio / lo primo punto, ch'io innamorai / di
. cieco, 4-61: la fiera aspramente lo incalza, / e col fiato gli
ritorse il piè ad elinando, e lo trovò tutto guaiolento, che si moveva carpone
. ant. guari, molto (per lo più in frasi negative).
, 21 (363): non lo sapevo io prima d'ora, che le
ediz. 1827 (363): non lo sapeva io prima d'ora che le
sm. verso acuto, prolungato, per lo più lamentoso, emesso dal cane,
poi ricomincia perché i guaiti del coniglio lo insospettiscono di essere preso in giro.
tenessero il palamento in guala, che è lo stesso che uguale 0 dal pari,
dall'altro ha un manico per lo più di legno, e serve a traforare
che dall'altro ha un manico per lo più di legno, e serve a traforare
sanesi usano 4 gualcare ', significante lo stesso. = voce di origine germanica
. tess. impianto meccanico, per lo più azionato dall'acqua, che serviva per
sapone e ranno, / e te lo manterrò purgato e mondo / più che non
e cacio a due gualchiere, / per lo suo andar con tanta continenza.
. p. fortini, ii-643: ella lo lasciava fare, il mal vissuto =
gualcì l'epiteto, / chi mi castrò lo stil. oriani, i-331: si
il biglietto turchino, ultima salvezza. lo tengo forte, lo stringo, lo
, ultima salvezza. lo tengo forte, lo stringo, lo gualcisco, come se
lo tengo forte, lo stringo, lo gualcisco, come se volessi spremerne magari
oriani, x-17-139: fece un passo, lo riprese [il biglietto], gualcendolo
biglietto], gualcendolo furiosamente, e se lo rimise nella tasca dei calzoni. negri
ardesia che ornavano la mensa, e lo gualcì fra palma e palma.
gualdrappa, drappo, ornato per lo più di fregi e frange,
. 2. per estens. per lo più scherz. vestito, abito di
, 157: saetta e fa'che tu lo 'mberci, / o e'son tutti
e dilicati mangiari... gravano lo stomaco e... rendono l'uomo
e gualivando questa polvere negra su per lo gesso. = deriv. da
gotata. brasca, 85: lo principe de li sacerdoti,...
. roseo, ii-321: il guanobo lo fa [il frutto] simile al capo
. persona, individuo (ed è per lo più congiunto con un attributo).
.. dove si pone la parte per lo tutto, cioè la guancia per la
'guancia 'chiamasi quella parte, per lo più alquanto incavata, della cassa dell'
: avvicinargli con il viso (per lo più per riceverne un bacio o una
. piccolo sacco di tela di forma per lo più rettangolare, imbottito di lana,
tela o panno, usato per attenuare lo sfregamento dei cavi, delle gomene,
sotto l'incappellatura, per protezione contro lo sfregamento... 4 guanciale delle cubìe
bordo, per difesa delle gómene contro lo sfregamento. 10. gioc.
, 1-368: ha preparato le quaglie per lo spiedo, senza sbuzzarle come fanno gli
. pea, 1-283: il guancialino lo tolse al cestone della sua bimba.
; un terzo vi si siede e lo portano. — guancialino d'
che non possa vedere chi sia colui che lo percosse in una mano ch'egli si
manrovescio. iacopone, lxxxiii-544: lo sputo ne lo viso e le guanciate
iacopone, lxxxiii-544: lo sputo ne lo viso e le guanciate / da li
la nave di guano sardo; lo rivendete a genova od a marsiglia
il guadagno sul primo costo ce lo dividiamo da buoni fratelli! bontempelli,
cuoiaio, il calzolaio, il guantaio e lo stringalo. garzoni, 1-651:
. -in partic.: vassoio, per lo più lavorato artisticamente, che si usò
baldinucci, 54: quest'operazioni, per lo maneggiar che ricercano dell'argento vivo,
gli prestò un cappello, e pasciuto lo sparviere, e incappellato, si mise
cosa in questo modo: ch'uno lo tenga in mano, e traggagli il
per più sicurtà di me, donatemi lo guanto ». allora lo re cominciò a
, donatemi lo guanto ». allora lo re cominciò a ridere e disse:
ma allo re non fae mestiere donare lo guanto, però che la sua parola
: trattosi un guanto di mano, lo buttò verso il popolo quasi in segno d'
aghi, il ditale, il guanto, lo spago. -con riferimento a un
] in generale comprende il mastro, lo schermitore, la spada, i brocchieri,
segno di ciò gli mandò il guanto per lo suo trombetta. cantari cavallereschi, 185
, che abbiamo cacciato il guanto e lo manteniamo, ma da gente spirata da noi
de sanctis, 7-346: cesare balbo lo vedete sempre in cipiglio, in guanti
. -anche: fare il pudico, lo schifiltoso. aretino, 20-198: gli
passa il guanto, / com'acqua lo stivai, carne gli stocchi? carena,
col quale s'impugna l'arma durante lo scontro. verdinois, 217: alle
, intr. (guappéio). fare lo smargiasso, lo spaccone. =
guappéio). fare lo smargiasso, lo spaccone. = deriv. dallo spagn
essa s'addensa il fiore della malavita: lo scrittore di simili drammacci s'indugia in
spavalderia. bocchelli, ii-451: ve lo dicevo, che a forza di fare il
dall'invemo vi si arrischia trova lo spietato fucile del guardabosco. =
): mossa la giovane a pietà, lo introdusse in casa e lo mise in
pietà, lo introdusse in casa e lo mise in una guardacamera. =
, voce di origine tupi. attira lo sguardo. guaranina, sf.
metallico che ha la funzione di agevolare lo scorrimento di un canapo e di diminuirne
angolo di una casa, per difenderne lo spigolo. = comp. dall'imp
, 835: 'guardacorpo',... lo stesso che passerino di tempesta.
guardacoste. algarotti, 3-30: e ce lo mandò a bordo il vascello da guerra
ii-18: a difesa l'elmo crestato, lo scudo, la lorica o solo un
guarda-for- tificazioni se ne avvide, e lo partecipò all'impresario. = comp
rimedio indicato come solo efficace a rompere lo incanto e ripetere il colpo. tommaseo
patrioti. foscolo, xv-38: così lo strinsi all'accordo di restituirgli amichevolmente le
nella spadancia e nella sciabola è per lo più diviso in due parti che chiamansi *
che non si stacca dalle canne con lo smontaggio dell'arma, mentre bascula e
, maliscaltrimento e maestramento... lo guardaménto è savere con cautela de i
sorta di brache, ed in ischerzo lo stesso che brache. = comp
in una determinata direzione, intento (lo sguardo, la pupilla); che
b. davanzali, i-416: per lo mezzo di questi guardanti a traverso e
guardare. -rifl. (per lo più con riferimento alla propria immagine riflessa
volta nello specchio,... me lo son creduto, anzi mi è paruto
con la vista; volgere, posare lo sguardo; dirigere, fissare gli occhi
, 445: guardando basilisco venenoso / lo so isguardare face l'om perire.
e'par che da verace piacimento / lo fino amor discenda / guardando quel ch'ai
mandava fuori tutte queste parole, renzo lo stava guardando con un'attenzione estatica,
qualcosa o qualcuno (le pupille, lo sguardo); percepire (una luce
. 2. osservare attentamente con lo sguardo; esaminare, scrutare.
cognoscerete / per la mia ciera ciò che lo cor sente. giamboni, 4-200:
. fioravante, 41: quando fiovo lo vide, sì lo domandò donde venia,
: quando fiovo lo vide, sì lo domandò donde venia, e guardollo nel viso
c. bini, 1-28: se lo guardate bene nella statura, vi pare un
: io ti ringrazio d'ogni male, lo quale, / te guardante, non
: certe cose si affermano essere che lo intelletto nostro guardare non può, cioè dio
, che ha fatto il mondo e se lo guarda, / non di te si
fatto ha inteso, / molto pregato avea lo 'mperadore / che non guardassi d'aver
, l'aprovate; e sendoci errore, lo dite, e si emenderà. garzoni
quello che ebbe i capponi, mai non lo potei rivedere. novella del grasso legnaiuolo
: sia quanto vuoi savio e costante lo amante, altro non attende che portar
ii-119: in antonio solo, per lo grado e nome, eran tutti gli
a dottrina. ariosto, 782: lo punirà come merita il delitto, senza
: amorosa donna fina, / guardando lo vostro viso, / che l'amor mi
mostrar suo vago aspetto; / non lo fanno le brutte e le befane, /
mai ci siamo noi? 10 non lo so; io guardo questa avventura come un
, in mezzo ad alcuni contadini che lo guardavano con gran rispetto. landolfi,
amor meo, / poi da me lo dipartisti. latini, i-1936: chi di
di te si fida, / sempre lo guarda e guida; / né già di
vizi attendi bene / che maniera convene / lo tuo parlar aver infra la gente.
s'avea addosso brevi o incanti che lo guardassero da esser ferito. g.
laudato quello che sa guardare / lo suo acquistato -amisuratamente. istorietta troiana,
.. fa che tu sia ricevimento, lo quale guardi le cose udite e le
pernotta, / guardando perché fiera non lo sperga; / tali eravam noi tutti e
. bibbia volgar., vii-573: lo edificio... era separato e
milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto [il resegone] a un
, che si mostra nel tener volto lo viso in quella... e allora
quella... e allora sì guarda lo dono a quella parte, quando si
parte, quando si dirizza al bisogno de lo ricevente. idem, par.,
ho mancato, come sole, / lo mio cor ritornate a quella spera; /
vedesi bruno: / che il sol sempre lo guarda, ed a noi scende /
andamenti suoi [di dio] seguitò lo mio piede; la sua via guardai,
che dicea: « anastasio papa guardo / lo qual trasse fotin de la via dritta
nostro signore, / retorna a reto lo too forore, / e no guardari a
alcuno ispendio. guicciardini, v-130: lo confortava a non rompere le pratiche dello
vasari, iii-623: aveva così buono lo stomaco che non si guardava da cosa
savio tacerae infino al tempo; e lo sciocco e il semplice non guarderanno tempo
19. intr. (per lo più con la particella pronom. e
villania / da me voi ricepere / lo parlare e 'l vedere, / guardate
e 'l vedere, / guardate a lo savere, / come valere / potesse donna
sanza cortesia. bencivenni, 4-43: lo borghese guarda a mercatare e a guadagnare
la cagion che non ti guardi / de lo scender qua giuso in questo centro /
pur guardando di non lo ammazzare, innelle gambe e innelle braccia
che di tutt'a due le gambe io lo privai. pasqualigo, 149: io
dante, inf., 21-23: lo duca mio, dicendo « guarda,
ii-189: se difendi il torto e lo iniquo, guardati. cellini, 1-87
, in pace, ecc.: lo protegga, lo mantenga in salute,
pace, ecc.: lo protegga, lo mantenga in salute, in pace,
da i folli inganni / te de lo spirto guardi e del core. manzoni,
, i-36: se capita nella libreria lo prendo a pedate. diglielo! dio ne
conquide 10 coragio / e per ingegno lo fa star dolente. bonagiunta, ii-325
, / ché m'è rimaso di voi lo guardare. bartolomeo da s. c
. 18. -guardare addietro: volgendo lo sguardo indietro. -al figur.:
31 d'ottobre, sì fece per lo popolo minuto, reggente il comune, una
, 11-7: non so come guardar lo può diritto. savonarola, iv-116: guarderolla
: 11 baio, birbante, che lo guardava di mal'occhio, per certe
per entrare, colui, senza scomodarsi, lo guardò fisso fisso. verga, 1-20
e fa dimando, / veggendomi cangiato lo visaggio. la spagna, 19-31:
e scuoprissi le ciglia / e per lo viso la guardava spesso. bisticci, 3-424
piedi. leonardo, 2-647: se alcun lo riprendeva, elli diceva che lavorava per
proteggeva le ascelle (ed era per lo più di maglia di ferro).
), sm. (per lo più al femm. guardarobièra). persona
alla guardaspènsa, passava sicuro su per lo trabocchello: e quello ch'avea lo 'ngegno
per lo trabocchello: e quello ch'avea lo 'ngegno in punto lo fe volger,
quello ch'avea lo 'ngegno in punto lo fe volger, e cadde bósolino in fondo
guardata, sf. il guardare (per lo più rapi damente e allo
guar datissimo). su cui viene fissato lo sguardo; osservato, esaminato.
: de la spada tancredi e de lo scudo / mal guardato al pagan dimostra
: mosse battaglia a'mal guardati letti / lo sfacciato garzon di citerea. alfieri,
, ma in prigione e in cattività per lo re carlo guardato. tasso, 17
prigioniera son io, fu decollato / lo sposo mio simone. -sostant.
. fra giordano [crusca]: lo rinserròe in una guarda- tissima fortezza.
quanto a lui paresse giovevole a sapersi circa lo spartimento del suo comune.
forma, cioè la sua anima, che lo conduce sì come cagione propria, riceva
il suo consiglio, consentio, / de lo re carlo, esser difenditore / di
censo e fio, / e de lo 'mperiato guardatóre, / per che fue ed
avea, che guardatori / eran per lo tesoro guarentirlo. boccaccio, dee.,
. gadda, 464: ecco, già lo guardavano tutti, tutte. alcune con
una strada (ed è costituita per lo più da una robusta lamiera metallica).
l'essere sottoposto a sorveglianza. -per lo più al plur.: turno di sorveglianza
senza avere né la madre, né lo zio, né altro mio parente che lo
lo zio, né altro mio parente che lo frenasse, diventò un diavolo scatenato.
di grandissimo riposo. botta, 4-226: lo strozzi la notte degli undici di giugno
legno di guardia),... lo ringraziammo. -gioc. guardia al
1-i-27: gl'incendi, i saccheggi, lo spopolamento aveano tolta ogni difesa e guardia
guardia, acciocché non avessi a nascere per lo avvenire alcun sospetto nelle tratte, crearono
per involare e per rapire quelle cose che lo conduceno in periculo di morte, e
sostituzione di persone in un incarico per lo più di notevole importanza (in partic.
agli inizi della rivoluzione del 1789 con lo scopo di difendere l'assemblea da un colpo
decadendo poi a mano a mano che lo stato italiano riunificato andò organizzandosi e acquistando
di un cimitero il primo malfutano morto lo dovettero accompagnare quindici guardie civiche.
istituito dal governo nitti nel 1919 con lo scopo specifico di concorrere alla difesa dello
, subito nel miglior modo che potrà, lo notificherà alla capitana. 9
, ii-650: le guardie del dazio lo guardarono dal capo ai piedi con diffidenza
n. 2). -anche: lo stesso corpo di tali guardie. -guardia
, n. 2). -anche: lo stesso corpo di agenti forestali.
saccenti, 1-2-224: sull'imbrunir dell'aria lo [il fantoccio] riporta / lungo
minacciosi; e a un tratto / io lo tirai sul mio possente busto / mordendogli
in pubblico in più luoghi grossa per lo fuoco spegnere. 15. guardamano della
sciabola. marino, 20-397: ruppe lo stocco e gli rimase apena / de
, ben diverso dall'antica licenza, lo spirito ammaestrato dalle sue vicende, in
a guardare e a governare; s'ella lo governa bene, quello reame che idio
uom da bene di filippo vostro / lo lasciò qua, che ministrasse il tutto,
libro di sentenze, 1-33: guarda lo tuo cuore in tutte le guardie.
, esatto, il pugno di gianfranco lo colpì tra naso e bocca, e
i marinari ne prendono guardia, quando lo veggiono. fatti di cesare, 13:
. g. villani, 10-88: per lo caldo non istavano armati né in nulla
/ giumento è anch'esso se desìo lo punge / di far commenti! verga
convoglio guardiacòste, noto, sotto lo spalto, un accampamento. bacchetti, 9-57
andò al cimitero. ma il guardiano non lo voleva far passare. -per
. 3. gabbiotto, per lo più con vetrata, ricavato nell'atrio
, 267: di tanto in tanto alzo lo sguardo, lo protraggo di là dalla
di tanto in tanto alzo lo sguardo, lo protraggo di là dalla vetrata, getto
: la misericordia e la veritade guardiano lo ree. leggenda di s. ieronimo,
rienzo, 48: ogni cosa guardiava lo tribuno. = deriv. da
primo oggetto che gli capitava e se lo portava via. = comp.
gli aprì il cancello della guardina, lo spinse dentro, sferrandogli un calcio nella
, le quali faceva gonfiare '. e lo dicono 'guardenfante ', perché egli
volgar., xxviii-300: sì corno lo lupo intra per involare guardingamente, cussi
. equicola, 53: il vecchio lo vedrai tutto guardingo, e amerà te
. -in partic., per lo più unito con un aggettivo o un
con un aggettivo o un complemento che lo precisa: modo di guardare; espressione
è la suola, i guardoli, lo scappino, il calcagno, le aste,
. anonimo, i-510: or lo rimembrate, / sì che mi gua-
santa sede e sulle relazioni della chiesa con lo stato italiano, detta così perché aveva
perché aveva, fra gli altri, lo scopo di dare garanzie legali sulla libertà
v'avea, che guardatori / eran per lo tesoro guarentirlo. siri, vi-60:
non avendo noi omo alcuno nostro presso lo ill. mo duca de baro, per
1'impianto fondamentale e necessario per lo sviluppo economico di un paese o di una
lambruschini, 5-170: se un freddo ventolino lo ferisca, il baco si aggranchia,
dell'infrazione del trattato,... lo ricondusse [il re] in napoli
: se l'anima è nigligente d'attizzare lo fuoco e 'l lume dell'amore divino
. albertano volgar., ii-36: lo re è simigliante a fuoco, al
non avea nulla in testa non infreddasse lo incappellò col * verbi grafia '. domenichi
1-66: ella [l'acqua] infredda lo stomaco e confonde il cibo. ristoro
il male ricade almeno in parte su chi lo compie. bizzarri, 21: bene
m. cecchi, 1-1-250: s'io lo posso serrar tra l'uscio e 'l
senta in qualche parte il fumo de lo incenso. b. pino, 5-18:
. lassa bene cocere, e da'a lo 'nfreddato. aretino, iii- 125
di polveri odorifere? -sino gli infreddati lo giurarebbero. oliva, i-3-454: non
mi ballano ferocemente nel cervello, e lo strepito rintrona su 'l core, le ricordanze
sf. malattia da raffreddamento (per lo più di lieve entità); raffreddore.
via: e giunta a l'uscio, lo bussa con quella sicurtà che lo picchiano
, lo bussa con quella sicurtà che lo picchiano le padroni dei signori de le case
. girolamo volgar. [tommaseo]: lo 'mperadore valen- tiniano... contro
amaro e infrenabile, il gran freddo che lo aveva assalito nel letto...
fa l'anima avere le parole e lo costume mansueto e dolce,...
rifrena, lacopone, 70-40: aio lo corpo endomito con pessimo appetito: /
arici, iv-68: ben sa quanta lo infrenar l'altero / popol di giuda altrui
: / questo grado infuriato / non lo può più infrenar se non jesù.
determinati limiti. boccardo, 2-744: lo studio d'infrenare la popolazione e di
iv-xxvi-8: così infrenato mostra virgilio, lo maggiore nostro poeta, che fosse enea,
fosse enea, ne la parte de lo eneida ove questa etade si figura. guido
. iacopone, 50-34: tutto lo monno veio conquassato, / e precipitanno
soldato normando,... destramente lo dimandò dell'infrequenza dei soldati ugonotti,
sento innescarmi. gelli [tommaseo]: lo spirito s'infresca e si nutrisce mediante
. nel fuoco la calidità, donde nasce lo scaldare, e nell'acqua la freddezza
e nell'acqua la freddezza, donde nasce lo infrigidare. taegio, lxvi-2-8: ogni
pochi giorni. mattioli, 2-1385: lo aceto infrigida e co- strigne. campanella
naso un fonte, e 'l gel lo infrigida. -figur. raggelare,
in fondo del vaso quel corpo con lo quale l'acqua era mista si troverà.
l'impaludamento ed infrigidimento dei terreni, lo sfiorimento d'alcuni altri, le deposizioni
. infrigidisce il cuore e languire fa lo spirito. ristoro, 8-23: passando [
per la canna del polmone ad infrigidire lo cuore, trovamelo riscaldato. a.
mele... gli abbino infrigidito lo stomaco. cagna, 3-88: malgrado l'
, 3-88: malgrado l'aria gelida che lo infrigidiva, si senti ravvolgere in un'
buono, / a poco a poco infrigidir lo fanno. loredano, 1-35: il
contemplazione soddisfatta del passato felice può essere lo stato d'animo degli infrolliti incapaci più
, [l'antico serpente] metteglie lo dardo del sapere: / enfia la
ribrezzolarsi '. agghindarsi, e per lo più si dice de'vecchi che 'rimpicciandosi
vece di parlar chiaro..., lo fate così infruscatamente, che mal si
salcio ha questa virtù, che se alcuna lo berà, non genererà figliuoli, ma
umore in certa vena bianca... lo resto del corpo è infructifero.
privo di utilità; che non raggiunge lo scopo prefissato, che non dà alcun
. gozzi, i-6-191: non si tenga lo scolare con la penna ad un tavolino
: per la volpe [s'intende] lo infruttuoso vento della vanagloria. c.
infugga. caviceo, 1-59: a che lo infugare chi non se move? sanudo
infulato fossero oracoli del propiziatorio, appena lo dichiarò [cristo], reo di morte
, 1-23]: la croce gialla è lo stemma o insegna del tribunale della s
2-3-260: i carnefici... lo afferrarono, e il distesero e infunarono
uni- foglio trattò. campaniforme / ora lo fece; e 'l nome, o
considerato, per i rapporti giuridici che lo riguardano, nella sua specifica individualità,
via sfunandola con grande impeto. altrove lo chiamano nastro. = deverb.
carabinieresca, abbottonata disciplina del primo e lo zelo infurbito di chest'altro.
e 'l piombo insieme / che aggravando lo scaro entro lo tragge. 2
piombo insieme / che aggravando lo scaro entro lo tragge. 2. figur.
della inquisizione. gadda conti, 2-239: lo spettacolo finì, incalzato dalla musica infuriante
., i-121: infuriando egli per lo smisurato dolore dello emulo, subito comandò
. forteguerri, iv-359: allor che per lo sdegno ei più s'infuria / sì
ei più s'infuria / sì placido lo so, come un agnello. monti,
ronche, e correndo alla reggia minacciano lo stesso crudarte, e in voci sediziose gridano
venga proprio dal quarto piano dov'è lo studio del notaio. 3.
contristò l'armata... con lo scoprimento di nuove turbolenze e pericoli. redi
109: sotto 1'infuriare del solleone lo spettacolo non poteva essere
fenomeno). tasso, 8-72: lo sdegno, la follia, la scelerata /
il vizio infuria. salvini, 13-215: lo strepito, il terrore e l'omicidio
allora in queste parti più che mai lo scisma de'tre capitoli. algarotti,
o la punta,... ve lo porgiamo purgato e netto come dalla ruggine
con gli occhi travolti e borbottando per lo furore, gli furono tutte tre addosso
reggendomi a stento, rimango a vedere lo spettacolo orrendo del mare infuriato che si
: il platino si fonde e lo stesso carbone, anche sotto la forma
d'infusione essendo già gonfio abbastanza, lo spremeva, e ne riversava il liquido e
da dio nato, e questo per lo generamento e per lo glorificamento e per
e questo per lo generamento e per lo glorificamento e per la infusione de la
diverse le bontadi e li doni per lo concorrimento de la cosa che riceve ».
, xxvii-437: e veramente quando si conosce lo stato del fanciullo a quel modo che
i discorsi delle stelle, e per lo cui sentimento sentimo in noi le
a un grado di freddo più intenso, lo che feci mettendovi dentro buona copia di
giorno intero. bruno, 2-48: lo stesso orefice... non ha
. n. franco, 4-250: lo più che [l'alchimista] incolparà nel
sale, 2-1 io: che importa che lo scalco abbia imbandita la tavola con un
un'azione. bocchelli, 2-xix-699: lo stoltissimo nicia, tutto effuso ed infuso
le innondazioni di mare, o infuso per lo istesso vento, o ricevuto in qualche
gran tattica ai studenti, proibendoli lo stare su i cadaveri, e
la sua vita ha a durare per lo advenire più che non s'induggerà la
raggiro. botta, 6-ii-525: lo avvertiva, però, che tutte queste
irretire. firenzuola, 458: lo ingabbiò [il corvo] in una fortissima
puntelli. pea, 8-11: mai lo avevo veduto un bambino iniziarsi nell'andare
da quell'ordigno di legno che adesso lo ingabbia. pratolini, 9-1295: il
. pratolini, 9-1295: il sonno lo ingabbia da ogni lato e non riesce
, ingabbiatolo di tra gli unghielli, se lo portò alla bocca. -rifl.
, 446: come ben parse lo sparviere alla ingabbiata quaglia. a.
329: le stie dei pollastri famelici, lo squacquerio delle anitre ingabbiate e le ceste
6-12: a voi, mia donna, lo mio core ingaggio. f. f
modalità. malispini, 195: lo re di raona ingaggioe la detta battaglia
battaglia per grande sagacità, per fare partire lo re carlo di talia. g.
ingaggio. novellino, vi-92: un giorno lo re vecchio, padre di s.
gran gente a tutto questo re giovane, lo riprendea forte, dicendo: -dov'è
g. villani, 7-86: lo re carlo e lo re piero d'araona
villani, 7-86: lo re carlo e lo re piero d'araona s'ingaggiarono di
, vi-189: essendo elli un giorno con lo 'mpe- radore a cavallo con tutta lor
corpi umani, / e, salendo ad lo insù per questa piaggia, / passan
sorvegliava la torma dei contadini ingaggiati per lo scavo. montano, 141: il nocchiero
poco, per esercitare l'equipaggio, che lo scalo troppo lungo impigrisce, e qualche
buon ingaggio. bocchelli, 1-iii-625: lo sciopero aveva preso proporzioni inaspettate, l'
fanciullo prima gli si assoda e ingagliarda lo stomaco col nutrimento a ciò preparato dalla
di veder il suo bel volto / lo inanimava e ingagliardiva tanto, / che non
sveglio a tutte l'ore, tanto lo ingagliardiva il successo. 10.
del disegno. stuparich, 5-82: quando lo vedo ingagglioffirsi anche lui fra la masnada
te basterebbe un chiodo appuntito per risollevar lo spirito a tutti noi con la tua
nelli, 2-3-12: basterebbe che la signora lo facesse un po'ingalluzzire di lei;
nero e di buccia grossa; i fiorentini lo chiamano brogiotto. l'ingannabruciotto lo somiglia
fiorentini lo chiamano brogiotto. l'ingannabruciotto lo somiglia, ma è meno squisito
presi in alcuno luogo l'errore e lo 'ngannamento della superbia sanza capo, il
eglino dicessino il vero, e non lo ingannassino. firenzuola, 120: mentre
come il pesce può amare colui che lo vuole ingannare per mezzo dell'esca e vuole
/ mi va mostrando per confortamento / lo suo chiaro visagio / piangente per sembianti
/ che l'om l'inganna per lo losingamento. chiaro davanzali, 24-13: co
, / com'omo fae / de lo fantino, / che gioi li musa,
che vide / sua volontate, / lo 'nganna e trae / e co amor
fino / pur a l'inoia / lo fa angosciare. dante, inf.,
. uguccione da lodi, v-152-247: lo nostro premier parente / fo enganato dal
tal pugna portare, / en amare lo prossimo che te fa eniurare, / folle
donne ch'egli aveva ingannato, o che lo avevano ingannato, erano là e gli
ammonisce... l'iracondo de lo 'ncrudelire, il giudice de lo 'ngannare.
iracondo de lo 'ncrudelire, il giudice de lo 'ngannare. -mentire. d'
mercenari non si vagliono, sono per lo più rubbati, e nel maneggio de i
spene di gire, / quando vede lo tempo ed elio spanna / e già
/ e già mai la speranza no lo 'nganna, / così faccio, madonna,
in pianto / sì falsamente mi 'ngannò lo sguardo, / sì come a lo leone
'ngannò lo sguardo, / sì come a lo leone lo leupardo, / c'a
sguardo, / sì come a lo leone lo leupardo, / c'a tradimento li
.. « messer, guardate che lo specchio non vi inganni ». petrarca,
lusinghe, che suave ingannano, come lo dolce suono inganna gli uccelli, tanto che
e illusorie. simintendi, 2-25: lo paramento dell'uno colore e dell'altro
e dell'altro inganna gli occhi che lo riguardano. piccolomini, 1-144: il
: l'epi- grafi etrusche sono per lo più incise in tufo o in altre
nume de'traci allor che irato / giove lo manda ad ingannar l'orgoglio / d'
senza timore di ingannarsi: di punire lo 'ngannatore e perdonare allo 'ngannato, io
del mondo, appresso all'avarizia che lo scannava, si trovava ingannato da un
da s. c., 36-4-16: lo 'ngannatore spirito suole talora molte verità innanzi
non è ingannato; il vangare non lo inganna, non lo tradisce, gli porta
il vangare non lo inganna, non lo tradisce, gli porta frutto; e
verità, figliuola del tempo, scuopre lo inganno altrui e condegna pena gl'impone,
ingannato: / ché 'l veglio a lo 'mprimero / lo tene indei verdero, /
/ ché 'l veglio a lo 'mprimero / lo tene indei verdero, / falli parer
tentato. re giovanni, 87: lo re marco era 'nganato / perché '
vivete ingannati, uomini del mondo, dice lo spirito santo. muratori, 10-i-282:
trovandovi desti e bravi difensori, che ne lo ributtarono con qualche danno. tasso,
vassene in altra contrata / e no lo mi manda a diri / ed io rimango
en te s'ène mustrato. / lo nemico engannatore, avverser de lo segnore
/ lo nemico engannatore, avverser de lo segnore, / creato tomo, ave dolore
volte dire un cotal proverbio, che lo 'ngannatore rimane a piè dello 'ngannato.
romani, no, ma pel principe che lo pasce. foscolo, xvii-19: la
, più grave tormento mi dava per lo furto commesso, che non era suto
54: non credendo essere tirato per lo tempestoso mare delle adulazioni, dove giaceva
si sentono, sì è piccolo ed ingannevole lo pericolo di loro puntura. giov.
, i-102: quest'orrore bisogna che non lo vinciate dando retta ad ingannevoli promesse.
gozzi, i-22-148: l'ingannevole aspetto che lo spazio / stringe de'campi, gli
: il versare delle lagrime loro, lo sbattersi, la mutazione della faccia, tutte
, 16-1-140: inimico d'ogni giustizia, lo quale sempre se'sollecito d'ingannare l'
un tal inganno del volgo nasce per lo più dal voler ei giudicare da qualche
dell'inganno involontario. pirandello, 6-453: lo lasciai nell'inganno, che mi trovassi
sì tosto di quell 'aver sazio / per lo qual non temesti tórre a 'nganno /
proverbia super natura feminarum, xxxv-1-523: lo tesauro d'india, quanto ch'à
. inconcepibile che il grande ribelle, lo sfidatore della somma potestà, avesse scelto la
galileo, 4-2-382: io credo ch'e'lo facesse senza mira d'ingannucciare e senza
e ingarbuglia. -intr. per lo più con la particella pronom. pulci
per l'idea dolorosa e inesorabile che lo preoccupava. viani, 4-6: egli
(un affare, una situazione: con lo scopo di trarre vantaggio dalla confusione)
dell'ignoranza del come soccorrergli. quelli lo stimolano; questa l'ingarbuglia. misasi
il respiro; le teste dei colleghi lo confondevano, lo ingarbugliavano. -intr
le teste dei colleghi lo confondevano, lo ingarbugliavano. -intr. con la
decimo- sesto. cicognani, 3-63: lo faceva copiar delle pagine intere di numeri
algarotti, 2-i-329: portò in lombardia lo spirito sottile di toscana, benché,
per pro verbio: chi lo 'ngarà, non vedrà mai la faccia di
'ingarzullirsi ', prendere, per lo più negli atti esterni, vivacità che ha
'ingastada 'e 'inghestada ', lo stesso che 'inguistara '. corruzione
pisa [crusca] -. qual cagione lo tuo volto hae ingavinato?
sfilava ad acqua che il mare lo ingavonava fino alle gubie. -intr
quel passo in guisa, che chi lo cerca nel testo greco non lo ritrova.
chi lo cerca nel testo greco non lo ritrova. manzoni, pr. sp
presa l'uno de l'altro che lo potessino gittar a terra. guicciardini,
, conv., iii-iv-4: là dove lo pensiero nasce da amore,..
ormai era poca ma lui s'ingegnava lo stesso con il sale, con il tabacco
binduccio dello scelto, i-130: quando lo giorno aparbe, egli ha preso conseglio
anonimo, i-532: li schianti e lo sentore / mi 'nfiamman d'un volire
/ mostra dolce 'l veleno; / cusì lo 'ngegna, e tiene 'n tal maniera
enver voi pecare / non ò colpa, lo pianto / che nel core agio manto
che vi si trovorono... -io lo farò, se gli troverrò. ma
è primero / e poi l'arte lo segue e lo dirima, / e sa
/ e poi l'arte lo segue e lo dirima, / e sa più d'arte
mente (con siderate per lo più dal punto di vista della
'l suo intendimento sia chiaro e lo 'ngegno aprenditore, e la memoria
ché grande aventura sì avene a lo picciol omo per la soa arte e
per la soa arte e per lo so enzegno. bartolomeo da s. c
presumere, conoscendo il mio intelletto tardo, lo 'ngegno piccolo e la memoria labile
quello che v'è di fino e nuovo lo cambiano tra loro; e questo cambio
: 'o alto ingegno '. è lo 'ngegno dell'uomo una forza intrinseca dell'
. l. ghiberti, 3: lo ingegno senza disciplina o la disciplina senza ingegno
fuoco di una entusiastica passione che anima lo spirito, quella vita ed attività dell'anima
più negata,... dispose lo 'ngegno e l'arti, riserbandosi alla
che 'l bue? or non vegiamo ancora lo 'ngegno che è nella rondine a fare
face a tigra in miro / veder lo suo disio per claritate, / simile amor
, 2-657: ingegno chiamano li autori lo naturale intendimento che lo omo ha.
chiamano li autori lo naturale intendimento che lo omo ha. lorenzo de'medici,
vegno. firenzuola, 45: la mattina lo ingegno suole esser più svegliato che di
di intelligenza, di intelletto; per lo più accompagnato da un aggettivo qualificativo,
giusti, 4-i-22: ama i sudditi e lo stato. / e protegge i bell'
403: tanto sovente varia la fortuna lo stato delle cose e più di lei
, / troppo è il tuo 'ngegno e lo tuo stil lontano. algarotti, 1-iv-292
in commentar poeti. casti, 3-98: lo scoiattol però credetter degno / d'
ventre. cavalca, vii-174: non ha lo nimico più efficace ingegno a togliere dal
opera o ingegno che quindi ne lo potesse spiccare. cantù, 1-45:
pietra in modo di verga discendesse per lo buco della verga, non potesse uscire
re botus, la tua credenza et lo tua coraio agi in deo fermamente, et
in deo fermamente, et guardati che lo ingenio de lo diabolo non ti somecta;
, et guardati che lo ingenio de lo diabolo non ti somecta; che per
diabolo non ti somecta; che per lo potere de deo de lo cielo, io
che per lo potere de deo de lo cielo, io cofondarò lu diabolo et
venne uno tremulizo de terra, per lo ingenio de lo diabolo. boccaccio, 1-i-40
de terra, per lo ingenio de lo diabolo. boccaccio, 1-i-40: levossi
campo. bibbia volgar., viii-446: lo re prese la città betsura,.
artefici quel pezzo di ferro, per lo più di forma quadra, intaccato o
derlo penetrante, sottile, perspicace (per lo più in vista di fini puramente
. chiaro davanzali, xvii- 742-9: lo cacciatore intanto va fugando: / e scampa
[s. v.]: lo fece, lo disse di suo proprio ingegno
. v.]: lo fece, lo disse di suo proprio ingegno. -gioco
poni a quel ch'or ti vo'dir lo 'ngegno, / sì che,
notevole intelligenza (e ha, per lo più, valore scherz. ')
uomo, che le trovasse modo per lo quale essa potesse giacere con questo toro
da l'altro fiore / e poi lo stilla ne'suoi nidi ascosa. baldi,
le facoltà intellettuali, la mente, lo spirito. muratori, 10-i-106: quantunque
niuna cosa ci rende più ingegnosi che lo sdegno. g. gozzi, i-27-26:
). calmeta, 11: non lo può fare [il poeta] se non
aveva il cardinale per altra via mandato quivi lo scalco e gli altri opportuni officiali,
ruote, macchine e casse che per lo innanzi, mercè le cascate, i tomboli
anche assol. machiavelli, 1-iii-953: lo avvertiva a fare ogni cosa per non
. 2. intr. per lo più con la particella pronom. raddoppiarsi
[crusca]: niente non potrà giovare lo ingemmamento della corona reale.
di spiree. -intr. per lo più con la particella pronom. mettere
. rendere nobile, elegante, elevato (lo stile); costellare di locuzioni,
aleandro, 1-132: questa sua annotazione ha lo sti- gliani ingemmata con un verso da
cielo, / il fiore drizzato su lo stelo, / l'erba ingemmata dalla
fu 'l suo ingenera- mento / e lo suo nascimento [di cristo]. giamboni
quello seme di set... per lo merito della loro santità furono detti angeli
, l'altro è della nascenzia, lo terzo è della morte. 2
: e 'l laido ingenerare, / e lo grave portare, / e 'l parto
la sorte. -intr. per lo più con la particella pronom. essere
si ingenera e nasce a dio per lo sagramento del battesimo. -di animali
[il lupo] have cotale natura che lo maschio non ingenera fine che 'l padre
la quale engenerasti la chiari tae de lo lume eternale! allegrati, madre, allegrati
similmente corrotte. magalotti, 23-48: lo spirito umano è padrone del corpo umano e
, semi; favorirne la nascita e lo sviluppo. simintendi, 3-111: la
lunga e gran cena si ingenera a lo stomaco gravissima pena: se tu vuogli essere
b. davanzali, i-291: lo tristo verno o mal provvedimento di vivere
carni e diletto di savori s'ingenera lo enfiamento, e molte infer mitadi sono
. cavalca, 20- 21: lo crescimento delle sue virtudi per le molte vittorie
il mancamento delle virtù delle demonia per lo molto perdere gl'ingenerava grande baldanza. s
corona de'monaci, 18: per lo amore di dio si ingenera l'amore
vedente / di ciascuno animale / e lo bene e lo male, / e
di ciascuno animale / e lo bene e lo male, / e la lor condizione
, / e la 'ngenerazione, / e lo lor nascimento, / e lo cominciamento
e lo lor nascimento, / e lo cominciamento. -teol. con riferimento
di popoli, quanta potrete comprendere per lo libro che se n'è fatto.
ed il figliuolo generato dal padre, e lo spirito santo non ingenito né generato,
disciolto, or qual marchese ingente / lo vence in ciel. = voce
. 6. intr. per lo più con la particella pronom. divenir
suo scolare, né altri fino a masaccio lo vinse o lo uguagliò, almen nella
né altri fino a masaccio lo vinse o lo uguagliò, almen nella grazia.
abbia scritto, non so; ma lo credo capace di sarcasmi ingentiliti da'lenocinii
albero selvatico in qualche selva, prima lo trappianta, e poi anche da sé
degli uomini. carducci, iii-9-145: lo spirito d'avventura è ingenuamente eroico.
in battaglia. equicola, 132: lo stato delle persone è o di liberi
, del violento: cose delle quali lo stesso vico possedeva la predilezione, ma non
. croce, 11-8- 312: lo schiller, che lavorava in modo affatto soggettivo
ingerènza, sf. intromissione, per lo più inde bita, in
le trine e i fiocchi, / onde lo stil s'ingerga, / i bossoli
passione, si è presuppor che questi lo considerino sempre quanto all'umanità scompagnata dalla
. 4. intr. per lo più con la particella pronom. immischiarsi
la particella pronom. immischiarsi, per lo più indebitamente, in faccende che non
non solo 10 ingerirsi, ma ancora lo essere troppo pusillanime, massime quando dio
essere troppo pusillanime, massime quando dio lo manda, e che ha detto: io
i-306: capitatogli sottomano, proprio mentre lo ingessavano, il giornale della sera precedente
domenica, sotto il suo segno zodiacale, lo scorpione, la predizione esatta del piccolo
parte, sì come faresti in su lo ingessato proprio. r. borghini,
, 1-182: il braccio... lo ripone in grembo: dov'esso resta
... termine de'muratori. lo ingessar qualche cosa in un muro, o
l'eclissi del sol, per trasparere / lo lume come in altro raro ingesto.
amento dell'aquila bastarda d'arcadia con lo struzzo nano del romanticismo. molineri,
del romanticismo. molineri, 1-208: lo inghebbia a furia di buoni bocconi.
. d'annunzio, iv-2- 1321: lo spiazzo è deserto di carriaggi, perché domattina
è deserto di carriaggi, perché domattina lo debbono spianare e inghiaiare. 2
0 di terreno che è stata inghiaiata; lo strato di ghiaia che copre una strada
teneva l'imperatore, vicario di roma lo tenevano i romani e poscia 1 guelfi
superbia ch'asseta, / che fa lo scotto e l'inghilese folle, / sì
, s'elli è d'italia, lo volgare * inghilese * da lo tedesco
italia, lo volgare * inghilese * da lo tedesco. varchi, v-66: lingue
r. da sanseverino, 252: lo patrone tuto 'l dì atese ad fare
non rósera 'l cane! / non lo posso enghiuttire, sì rio sapor me sane
acqua inghiottissi. tavola ritonda, 1-158: lo corno si è incantato per tal maniera
] volle esser percosso nelle gote per lo masticare e nel collo per lo inghiottire
per lo masticare e nel collo per lo inghiottire. g. del papa, 6-ii-77
-di animali. giamboni, 126: lo pesce che con grande disiderio inghiottisce l'
l'amo. cavalca, 6-1-361: lo gittarono in mare e il pesce ceto
gittarono in mare e il pesce ceto lo inghiottitte. libro della natura degli animali volgar
borbotta. collodi, 174: il mostro lo aveva raggiunto... e lo
lo aveva raggiunto... e lo inghiottì con tanta violenza e con tanta
fiume iordan se spera de 'nghiuttire, / lo popolo de cristo devorare. idem,
cristo devorare. idem, 74-68: lo 'ntelletto sì è menato a lo gusto
: lo 'ntelletto sì è menato a lo gusto del sapore; / l'affetto trita
en- ghiotte con fervore, / poi lo coce co l'amore, tràine 'l
: / che par ch'ognor se lo inghiottisca e rube. b. davanzali,
il minerale su un'apposita piattaforma, e lo rovesciano a coppa nel pozzo, dove
rovesciano a coppa nel pozzo, dove lo inghiotte il mulino,
10 sgretola, lo trita. moravia, xiii-154: la pioggia
agosto 1414 morì ladislao; e questo fu lo scampo nostro ché ci arebbe inghiottiti.
/ schiettamente il mio parere: / ei lo dee per quanto amaro / inghiottir.
perch'egli è ricco e favorito, quando lo vedi, inghiotti la tua giusta rabbia
libro della cronaca di caporetto; e lo sfogliano e lo brancicano berciando e sbavando
cronaca di caporetto; e lo sfogliano e lo brancicano berciando e sbavando, finché non
pane perché ci duri, anche allora noi lo misurammo. facemmo già la prova in
si riesce a doppiare l'inghippo come lo chiama lei. 2. nell'
mimi. nieri, 3-103: 'inghiozzare'. lo stesso che ingozzare. =
camino. -avvolgere, incoronare (per lo più di un alone luminoso).
[s. v.]: tutti lo inghirlandano, perché ne sperano protezione.
fontane o cascate luminose sotto il ponte alessandro lo spettacolo è grandioso. -in
: il vino, sentendo il vento, lo fugge come suo nimico, e per
mastico da denti... e poi lo metterete al fuoco in un pentolino nuovo
giante. monti, 5-7: lo spumante sciampagna e l'ingiallato / tokay
a malattie. - anche: impallidire per lo spavento. c. e. gadda
1-299: si afferrava a quell'amore, lo ingigantiva, ne faceva la ragione della
cui l'anima s'ingiglia / per lo squillo del tuo riso argentino. 6
invitava uno a desinare con lui, lo invitava a cibi comuni, sanza tanti inginocchiamenti
: lui, il generale, questo lo sa, perché al momento del mio
, inzenochiare), intr. per lo più con la particella pronom. (
tristano, 203: quando t. sentio lo grande colpo dalo cavaliere e sentio sì
colpo dalo cavaliere e sentio sì come lo cavallo gli era inginocchiato sotto, incominciossi
5-98: sua maestà cesarea essendo inginocchiato su lo inginocchiatoio, il cardinale campegioli fu sopra
guerrazzi, 2-252: nella parete sopra lo inginocchiatoio coi bullet- toni inchiodate due stampe
fare presto e non potere, lo costrinse a far sì che la parte di
libro dei sette savi, 49: lo re dimandò dell'acqua per lavarsi le
acqua per lavarsi le mani, e lo patre tolse l'acqua in mano,
arme in spalla,... lo sparpagliarsi ingiocondo. 4. nocivo
tutta ingioiata. cicognani, 13-600: lo vide in un'altra saletta,..
e'sarà finito [il ritratto], lo vo'poi fare tutto ingioiellare d'intorno
è quel che vi aiuta. voi lo ingioiellate con le vostre limosine, ei vi
piegando il ginocchio al suolo e sollevando lo sguardo al cielo, con gli occhi
di battaglia, e pareva ingiovanire per lo esercizio delle armi. sannazaro, iv-44
. in basso, in giù. -per lo più nelle locuz. awingiù,
la prep. da: per indicare lo spazio che intercorre fra un punto e
5. intr. (per lo più con la particella pronom.).
di giunchi 0 di fronde. -per lo più con significato generico: coperto,
a tutti, e di rendere produttivo lo stesso dolore. -predicare, prescrivere
a passo, rappressando e ingiugnendolo sempre lo sole, infin ch'ella si nascose
e facciano capo ed ingiungasi insieme, lo quale sia più cupo di loro.
tal pugna portare, / en amare lo prossimo che te fa eniurare, /
la quale ingiulia noi sofferiamo volentieri per lo tuo amore, elli conviene che ila tua
, se può..., induca lo fattore a buona misericordia con le dolci
che io possa comportare la 'ngiuria e lo 'nganno che fatto m'hai. vangeli volgar
certificar tutto il mondo del vero e lo sgombrare un errore, che non fu senza
basta che vi vegga degnato con tocchi che lo facciano riconoscere e inducano lo spettatore a
tocchi che lo facciano riconoscere e inducano lo spettatore a dire: egli è desso.
fu sempre uno dei primi meriti censori lo scagliarsi con urli, ingiurie e motteggi contro
metà della specie. guerrazzi, 175: lo ufficio dell'amico consiste nel non patire
e scorno: danni e beffe (per lo più al figur.).
corpo, tentavano di quando in quando lo straccio dei capelli e l'ingiurie della
ch'elli uccise una zanzara la quale lo pugneva molto, e tennela in mano,
, / che da l'umane ingiurie lo difende. c. campana, i-2-19-148:
io l'accolgo dal lido; io lo ristoro / dalle ingiurie del mar. cattaneo
l'ardore / dispogliarsi de'sali, e lo spiacente / lezzo ond'è misto e
: aggiugne [aristotele] che sostenere lo 'ngiuriante e il non aver gli amici
a l'ingiuriato. romei, 1-121: lo ingiuriante nel far ingiuria non solo perde
che 'l date a quel che par lo santo volto / da lucca, ciò è
., 2-26: se ben miri lo vangelio, non loda tanto perfetto colui
vangelio, non loda tanto perfetto colui lo quale dà volontariamente, quanto fa colui,
quale dà volontariamente, quanto fa colui, lo quale, essendo rubato ed ingiuriato,
a satisfare a'soldati, stimando poco lo iniuriare el popolo. b. segni
servito esser degno, / chi più lo serve, el po nulla stimare; /
vivo, se, nel ritrovarsi per lo interesso di cristo i maggiori prìncipi del
: le azzioni [nel duello] sono lo ingiuriarsi o con mentite o con altri
, 1-768: i francesi, e lo stesso vaillant scrissero avere prescelto questo lato
ma amaro e reo / per cui lo core meo chiamato cor morto, /
): ben che l'ingiuriato castellano per lo scorno ricevuto fuor di misura entrasse in
; anzi questa accusa della reconciliazione con lo ingiuriato dovrebbe andare innanzi alla confessione.
, 2-81: sia tenuto e debba lo detto messere podestà... procedere
, 1-i-413: perché quando e'[lo stato] nasce con violenza conviene nasca
un'altra soperchieria, e che se lo ingiuriato l'ingiuriatore offende con simil mal
dire che un'operazione per se infame non lo sia più, perché un altro la
della plebe e de'nobili procedono per lo più dalla disuguaglianza delle commodità, la
mio piatto, non osando levarli; e lo stomaco mi s'era chiuso orribilmente.
al core / spiriti d'allegria, lo sgombrin tutto / di quella oscura, ingiurosa
, cioè a mettere in primo piano lo stesso atto o fatto che viene giudicato
, ma province, / per division lo lor nemico vince. beicari, 6-221
costumanze uscire. / con sé nessuno lo poteva dire / ingiusto. -per
e in quanto egli è creatura; e lo ingiusto e iniquo peccatore, l'ama
: se la nostra forza severa non lo castiga, l'oppressore diventerà ancora più
iusto non debbe portare la pena per lo iniusto. nannini [ammiano],
cavalca, 18-70: nulla cosa propriamente disceme lo giusto dallo ingiusto. bandello, 1-2
. francesco da barberino, ii-317: lo ingiusto biasmo mal fai se ti pesa
. inglandolire, intr. per lo più con la parti- cella pronom.
. barilli, 5-17: nel girare lo stretto la fortezza inglese appare a precipizio
tre lingue del mare: l'inglese, lo spagnolo, il genovese. pavese,
-gabinetto o latrina all'inglese: in cui lo scarico dell'acqua avviene per mezzo di
inglese: bollito in acqua, per lo più, condito con burro crudo. -patate
; fingere di non capire, fare lo gnorri. baldini, 14-252:
sig. morse. curioso tipo. lo studierò meglio domani l'altro domenica quando
sentiva l'inglesismo nella lingua, e lo stento nello stile. 3.
volta sul bacino ove io era fermo, lo scrostò, sminuzzandolo, e m'inglobò
-figur. guittone, i-1-235: se lo corpo gli è fatto ritto [all'uomo
ritto [all'uomo], ingobiscie lo spirito e l'entelletto, e tutto el
sbarbaro, 1-105: ingobbendosi, lo sparato, che stabaccava, gli apriva
di mostra di difesa per pai ere, lo rendesse [il castello] mediante lo
lo rendesse [il castello] mediante lo ingoffo di dodicimila ducati. dossi, 1-ii-653
gordamente o in fretta per lo più in un solo boccone,
del tutto. casti, 23-125: lo struzzo... /...
., 33 (571): lo stato di milano non è un boccone da
pesce vorace ch'egli è, se lo ingoiò, e i suoi più prossimi con
ogni tanto sbadigliava. clemente sentì che lo sbadiglio gli si attaccava; lo ingoiò.
sentì che lo sbadiglio gli si attaccava; lo ingoiò. -pronunciare male o in
3. impossessarsi, appropriarsi, per lo più senza scrupoli, indebitamente (di
fino alle ginocchia. pascoli, i-192: lo cercavano i nemici d'italia, per
passa il carro col giorno; se lo ingoia / la notte. sbarbaro,
/ dove il presente infinito ingoi / lo spazio e il tempo, e il lontano
ingoiare dalla vita con la pretesa d'ingoiarla lo chiama malsano. palazzeschi, 3-91:
non ricevesse il libretto del frescobaldi: lo avrà ingoiato la posta. -fare
-sorbirsi un libro o un discorso (per lo più con fatica, a malincuore)
), agg. inghiottito (per lo più ingordamente); ingurgitato, ingozzato
vincitor dal vinto, / e che lo schernitor da lo schernito / è poi schernito
, / e che lo schernitor da lo schernito / è poi schernito e vinto
quali dicesi ingoiata una città che aveva lo stesso nome dell'isola. colletta,
la gran voragine / e più grave lo odor redunda et olfasi, / veder mi
o capi si allargano fra quel mar che lo [il regno di danimarca] chiude
: or entra [la nave] ne lo stretto e passa il corto / varco
naturalissima. -penetrare, insinuarsi, per lo più con impeto, con violenza (
iv-106: in leopardi l'amaro e lo sconforto sono in tal modo fasciati,
di virgilio. faldella, iii-58: lo ingollai [il letterone] prima in
in una sola tirata, e poi lo centellai di nuovo. papini, iv-908
). bocchelli, 10-239: tutto lo sproloquio che abbiamo dovuto ingollarci, è
compagnia consolava la propria incapacità a penetrare lo spirito delle teorie costituzionali con lunghi ingolli
. ingolosire, intr. per lo più con la particella pronom. (
vinciano. bernari, 6-91: la donna lo avrà ingolosito con chissà quali promesse.
, non calendoi del cielo: ché se lo corpo gli è fatto ritto, ingonbiscie
corpo gli è fatto ritto, ingonbiscie lo spirito e l'entelletto e tutto el
per la gravezza sua, e sì per lo ingombramento del luogo. galileo, 4-2-75
fa sponde bastanti per piccola altezza a ritener lo 'ngombramento dell'acqua. g.
il signore. delfico, ii-173: lo studio di quel che fu è un vero
che si immischia in faccende che non lo riguardano; invadente, imbarazzante; che
ha molto ingombrato: e per osservare lo suo comandamento... sì mi
supremo delle trombe. -appesantire (lo stomaco). -assol. rendere difficile
; cioè non occupa, non impaccia lo raggio del superiore cielo lo inferiore,
non impaccia lo raggio del superiore cielo lo inferiore, sì che non passa giuso in
farci [i pioppi]? me lo dite? non dànno frutto e ingombrano.
capitano. forse perché egli non ingombrò lo spasseggio nel liceo, non disputò nel-
, non lasciò scritti volumi di parole, lo dovremo noi giudicare men savio? alfieri
. pirandeli, 7-90: recava sotto lo scialle alcune bottiglie, e parve, entrando
da siena, ii-225: la h significa lo spirito santo. come la h è
santo. come la h è corporuta significa lo spirito santo ingombrante la vergine maria.
animali; popolare (e ha per lo più connotazione negativa). chiabrera,
). petrarca, 50-21: [lo zappador] la mensa ingombra / di
ingombra / sì che d'onrata impresa lo rivolve, / come falso veder bestia
l'amor de la sua donna sì lo 'ngombra, / ch'alia grotta tornar vuol
ii-1172: d'un certo non so che lo cor s'ingombra / che mi fa
; / chi guarda lei, nemico non lo ingombra. salvini, 39-iv-187: sommissimo
, turbare, alterare (l'animo, lo spirito); intorpidire, ottundere,
pensamenti quattro mi parea che ingombrassero più lo riposo de la vita. sacchetti,
che gli ha ingombrato la fantasia e lo fa delirare. g. gozzi, i-6-161
quella nube di tristezza che le ingombra lo spirito. mazzini, 83-267: abitudini servili
arena: stare al mondo (per lo più senza scopi né ideali, senza giovare
proprio corpo, [le donne] lo recavano attorno seminude. cassola, 2-119
e quanto più vi miri, / più lo trovi lontano e più coperto, /
e l'inclinazioni di quante stelle adornano lo stellato carro della notte. galileo,
lagrime ingombri. alfieri, 8-28: lo gran pianeta, che ogni cosa abbella
, ma ora l'aveva dimenticato per lo nemico, onde ella era ingombrata,
'l cappellano che la soleva comunicare, lo seppe. cesarotti, 1-xxxiv-4: ingombro
-confuso, turbato, alterato (tanimo, lo spirito); intorpidito, ottuso,
predica abbia preteso di mettervi in odio lo studio della letteratura e di volervi ingombrati
frugoniano, solido, nerboruto, fatticcio, lo stile fiorisce di rubizzo vigore, nei
a cavallo, e davano impedimento per lo ingombrìo faceano, che impedivano i fanti
e troppo ingombro della casa, io lo venderei. g. bentivoglio, 4-980:
. in senso concreto: oggetto, per lo più voluminoso, che occupa spazio o
tutti gl'ingombri col solo impeto che lo porta a divallarsi nel mare. carducci,
essere alla fine liberato dall'ingombro che lo deturpava. pirandello, 6-485: porteranno
di bronzo,... se lo ficcò in tasca, e se ne andò
. cesari, 6-10: sceverato così lo spirito da ogni ingombro e peso di corpo
di una macchina, espresse, per lo più, come dimensioni minime del parallelepipedo
come dimensioni minime del parallelepipedo che lo delimita. bocchelli, 13-156: passato
8-130: la ragazza voltava il viso e lo guardava di sulla spalla attraverso le ciglia
ingommato. — per estens.: lo strato di gomma applicato. - anche
preci- pitarvisi come gli altri, ma lo fece in modo originalissimo e inopinatissimo.
volta che mi parlò di dante) chiamarsi lo stomaco, ingorbiato dalla ingordigia.
boccaccio, viii-2-189: talvolta, non potendo lo stomaco sostenere il coperchio,..
a un grado di freddo più intenso, lo che feci mettendovi dentro buona copia di
1-xxxvii-281: il vostro favorevol giudizio che lo spettacolo cresceva di tristezza, infine, e
e sola sola si condusse dinanzi a lo ingordo del sangue suo. guerrini, 2-538
bei lacci stretto / rapidissimamente a sé lo spinse. fogazzaro, vi-117: le prese
riposo la notte i pescatori, e lo lasciano prender agli 'stokfis ',
fiamme). leonardo, 2-106: lo ingordo foco s'appiglia nelle legne.
il dente dev'essere ingordo, non te lo dimenticare. c'è una differenza tra
deve produrre un ingorgamento nel paese che lo riceve. 2. medie.
. 5. figur. perdere lo slancio, attenuarsi, languire (l'
di pensieri rotti e dementi, che lo stringevano in gola da soffocarlo. buzzati
/ l'attinge quindi e nel cervel lo sgorga. 7. medie. raccogliersi
come un suono d'organo, coprendo lo stridore degli ultimi tranvai notturni.
di 70 chilometri. carducci, iii-9-24: lo stesso entusiasmo religioso era in que'
serpente], / però che molto lo sgrida rinaldo, / tanto che tutto il
, / tanto che tutto il serpente lo 'ngozza. n. agostini, 6-6-24:
di malavoglia, a fatica (per lo più un medicinale o una sostanza dal
c. e. gadda, 9-352: lo ha tenuto, 10 ha ingozzato di
e, ficcatoselo in testa, se lo ingozzò fin sotto la punta del naso.
tozzi, vii-441: perdincibacco, ciò non lo ingozzo! -subire, sopportare, tollerare
veleno, chi n'ha, se lo ingozze: / marfisa volle seco quel garzone
non mai una domanda così eteroclita, lo squadrò alla sua volta. ingracilire
illativo. ingradare, intr. per lo più con la particella pronom. letter
2. per estens. parte (per lo più minima e di per sé insignificante
serao, i-474: ah, il disgraziato lo sapeva bene, lo sapeva, che
ah, il disgraziato lo sapeva bene, lo sapeva, che non se ne pagavano
pagavano di vincite, che raramente; lo conosceva bene il terribile ingranaggio per cui
di un asse, ecc., e lo stato in cui viene a risultare il
figur. manzini, 13-148: lo ha reso anche capace di menzogne speciali
non saccio ch'eo dica: / lo meo lavoro spica -e poi no 'ngrana.
più ci penso, più m'aiuta / lo fin pensier, e allor più ingrana
supporti ('cuscinetti '), lo riscaldi deformandolo, e faccia corpo con esso
posta nelle strisce di cartone incatenate con lo spago. cassola, 2-71: il treno
economia); approfondire, perfezionare (lo studio, un'arte). iacopone
dalla tenuità delle mie fatiche, se lo scarso merito di carattere dell'anime
avviene d'ingrandire una poesia portandovi dentro lo splendore della vita pratica dell'uomo- poeta
delle colonne volgar. [tommaseo]: lo quale [achille] quello omero poeta
quale [achille] quello omero poeta lo ingrandio ed avvantoe tanto di pregio di
valenza, / ched ella fa maravigliar lo sole. /... or dunque
ingentilire, rendere migliore, affinare (lo spirito, l'animo, la mente)
? genovesi, 578: il leggere, lo scrivere, l'aritmetica, arti necessarie
assai poca cosa. alfieri, iii-1-120: lo sviluppare il cuore dell'uomo, l'
. 9. intr. per lo più con la particella pronom. diventare
una or nell'altra, / secondo che lo me'veniva, avendo / sol per
: antenore assai magnificato e ingrandito per lo grande amore che li mostrava quello re
. pitt. reso grandioso, magnifico (lo stile). scaramuccia, 83:
, e che non vorrà passare per lo crivello, si tornerà a pestare.
segneri, iv-616: contentisi che io lo esorti a non voler più rimirare a quello
macellazione; ingrasso. -per estens.: lo stato degli animali sottoposti a tale trattamento
guido da pisa, 1-220: uccidi lo vitolo che 'l tuo padre ingrassa all'idoli
del corpo,... e rischiara lo colore, ingrassa, e purga ogni
, rendere agiato, arricchire (per lo più in modo non del tutto onesto
oleo caput meum '... per lo capo intende l'uomo lo spirito,
. per lo capo intende l'uomo lo spirito, e per olio, letizia che
spirito, e per olio, letizia che lo spirito ingrassa. trattato dei cinque sensi
ingrassò il santo moises dimostrandoci, per lo ammaestramento delle presenti parole, non solamente
. si dice anche in genere, lo stendere e spalmare di grasso qualsivoglia oggetto
savinio, 1-154: io gli afferro lo zampino e glielo ingrasso con uno scudo
per suggerimento di giulia che deve pulire, lo tratterà male perché con la fronte ingrassa
in questo tempo sfoggiatamente ingrassano. dicesi lo stesso de'ghiri... questi orsi
; ma questi non saranno quelli che lo faranno ingrassare. guadagnali, 1-i-97:
un pezzo di cappello... e lo buttò nell'orto, dove avrebbe servito
gli altri. gioia, 2-i-263: lo sterco degli uccelli che vivono di pesci
momento perché il suono della sua voce lo aveva ingratamente sorpreso, -che il mondo
a un finestrone ingraticolato di ferro, lo gittò sulla via per un vano della
di non render grazie o altra cosa per lo beneficio ricevuto. i. andreini,
il beneficio, e non di chi lo riceve; per questo, la razza d'
2. in senso concreto (per lo più al plur.): atto
dico, infallibil vendicatrice delle grandi ingratitudini. lo redano, 3-49: tale
chi 'l disinfigne; ingrato è chi non lo rende; ma ingratissimo è sopra
altri. foscolo, xviii-258: lo conobbi a mille prove di cuore tiran
perversa / fosse [la gazza] non lo sapevo. -con litote. non ingrato
divinità di cristo e, anzi, lo misero a morte). dante,
dove per forza e grazia e ingegno lo ingrato e sconoscente e di durissima testa
gogna. scala del paradiso, 168: lo piagnere secondo iddio fece abbracciare le ingratissime
colui riman con pene / chi a lo ingrato serve. petrarca, 360-109:
ricolgo è doglia e pianto / che lo 'ngrato terreno al cultor serba. musso,
goldoni, x-913: donne, se lo vedete il sc < iterato, / non
-indigesto. massonio, lxvi-2-145: essendo lo stomaco il primo vaso che dalla bocca
, aggraziato. guerrazzi, 5-148: lo starmi sola m'incresce; né, giovane
cibo che si debbi mettere sopra lo engrato stomaco. 9. che
fondo non si riconosce più, per lo meno da chi non sia pratico.
ama noi, togliendoci il superbo e lo ingrato de le vanità, de le
promette dimolto, anche troppo. non lo dice chi vuol essere grato davvero; perché
743: questo mi si viene per lo amore ch'i'ti porto, col darti
dato gli era ancora riposo, ingravoe lo cuore suo. — intr.
[tommaseo]: indurato ed ingravato è lo cuore di faraone. tommaseo [s
oro. guido da pisa, 1-172: lo toro, credendo montare addosso la vacca
l'uomo di genio col suo sguardo non lo ingravidi, per dir così, e
ingravidi, per dir così, e non lo faccia partorire. -di animali:
degli animali volgar., xxviii-301: lo lupo non engenera né nonne engravida fine a
engravida fine a tanto che è vivo lo patre del maschio e la madre della femena
terra). ristoro, 7-1-3: lo cielo colla sua virtude e colla sua
potere dare e ingravedare la terra, come lo sugello la cera. campofregoso, i-34
ingravidare), agg. (per lo più solo al femm.). gravida
/ con la bottiglia d'acqua / lo sfìlatino ingravidato di cicoria / ed un'
renderle gravi quanto l'aria, per lo che elleno poi nell'aria non ascenderebbono.
carità] in compagnia,... lo ingraziano alla teologia. pandolfini, 1-21
dio, anche ché tu z'ài tolto lo séno de grezia. m.
benevolenza, la simpatia altrui (per lo più costruito con la particella pronom.
l'erede, invece d'ingrazionirselo, lo fece cacciar via. 2.
fiori, poveretto, la loro vista lo ingraziosiva, lo rendeva tenero.
, la loro vista lo ingraziosiva, lo rendeva tenero. -intr. con
insuperbito. giannone, 2-i-576: crebbe lo stupore, quando vide la
unite ad altro mio ingrediente / faran partir lo spirito rubello. 5.
barboni, ii-1-926: più che altro lo rapiva un venditore di castagnacci, un
va a chiamare un terzo malandrino, lo fa scendere nel cortiletto, come gli
al transito d'acheronte, che è lo ingresso della speculazione. galileo, 4-2-77:
stato, dove le sciagure de'tempi lo presegivano più tosto poco contento. redi
g. r. carli, 2-xiv-17: lo sbilancio dello scarico ossia dell'uscita per
[la badessa] molto ingressa inverso lo nemico per lo peccato ch'elli li
] molto ingressa inverso lo nemico per lo peccato ch'elli li aveva fatto fare
qualche cosa... di sinistro. lo stesso loquace argomentare di golzio ne pareva
.]: sedendo sul vestito stirato, lo ingrinziva tutto. = denom.
10-216: il carburatore s'era ingrippato, lo stavo smontando, avevo le mani nere
18: non istare allegra quando tue lo vedessi crucciato [il marito], né
non istare crucciata né 'ngronfìata quando tu lo vedi allegro. = probabile incrocio
filare, / allora sì, che lo sputo ci vuole, / ed a torcer
7. intr. (per lo più con la particella pronom.).
i-78: quella dimostrazion si fa per lo ingrossamento della materia, la qual poi
la qual poi assotigliandosi, il che è lo seccarsi, le cose manifeste si nascondono
seccarsi, le cose manifeste si nascondono e lo spirito resta e vive. soderini,
diventato così comprensivo e assoluto, quale ancora lo udiamo ripetere, perché è stato ingrossato
fortificare li passi per obstare et impacciare lo passare nostro. machiavelli, 144: è
da ingrossarvisi per costà, perché il pepe lo vendono qui i contrattatori tanto quanto e'
vendono qui i contrattatori tanto quanto e'lo vendono costà. 7. alzare
11 senno, fa venire infermitadi, ingrossa lo ingegno. bartolomeo da s. c
la lussuria sopra tutte le cose ingrossa lo 'ngegno. varchi, 22-10: né creder
, che suole per sua natura mettere lo ingegno ne i buffoli, ha ingrossato
esulta che torni / dal lontano presidio lo sposo, / non è vero. per
. 12. intr. per lo più con la particella pronom. diventare
mano ingrossando. panzini, i-43: lo stoppino de la lucernetta s'ingrossava in
la parte legata, non potendo avere lo scorso del sangue, si secava,
da questo è venuta la delicatezza e lo ingrossare dei corpi, e gli ornamenti
si era ingrossata a tal punto che lo faceva balbettare. -ergersi (il
le passioni; il secolo che ingrossava lo avrebbe travolto fra i suoi cavalloni di
: poi ch'ebe così detto, bagnò lo sangue di stelladia che rendea olore;
sangue di stelladia che rendea olore; lo quale, toccato da quella, ingrossò
iii-726: l'ingrossare dello scisma germanico lo ammonì che la chiesa aveva bisogno d'
subito è corrotta come ella è sazia, lo intelletto se ne perde, la memoria
le membra si storcono, il vedere, lo udire e l'andare muore innanzi che
stuparich, 3-180: tra il banco e lo spigolo del tavolo il suo corpo ingrossato
in diversi luoghi, afflissero più che mai lo stato della chiesa. davila, 419
si studia di salire, e a lo scendere raffrena, però che lo caldo
e a lo scendere raffrena, però che lo caldo naturale è menomato, e puote
ingrossato. redi, 16-ix-408: per lo impedimento, che ho accennato di sopra
de'lucchesi... vidono ingrossato lo badalucco, feciono fare alcuna spianata..
dino, ammaestrandolo di nuovo, altra volta lo rimandò a lui, il quale ancora
coniug. ingròsso, avv. per lo più nella locuz. al- vingrosso:
aretino, ii- 255: lo smeraldo ch'io vi diedi è quello?
dànno il vino all'ingrosso e i rivenduglioli lo dànno poi al minuto. moretti,
a. cattaneo, ii-166: per lo passato ho bevuto all'in- grosso il
): quelli che fanno il bene, lo fanno all'ingrosso: quand'hanno provata
cioè ritorto a sé, ed è lo effetto che fa il filo quando è troppo
del senno anteriore,... lo conserva e lo coltiva. =
anteriore,... lo conserva e lo coltiva. = voce dotta,
non si accorgeva di lui, o accorgendosene lo trovava così brutto e ingrugnato che le
adirato. sacchetti, 71: lo 'ngrugnato becco, d'amor pien. pataffio
: tofano faceva l'ingrognato et ella lo tentava pur nella pazienza. tornielli,
1-193: puoi ben quanto tu sai far lo ingrognato. c. gozzi,
: a quel discorso veramente scemo / lo zio prete ingrugnì; poi, la man
che il pigni e una delle due abbandonate lo seguivano arrancando, ingrugniti. piovene,
, anche, restare come stordito per lo stupore). — anche di animali
di inguadiare), agg. per lo più al femm. tose. ant.
essendono facte le ingua- giature, in lo di sequente, in lo qual se facea
giature, in lo di sequente, in lo qual se facea lo iudicio, posse
di sequente, in lo qual se facea lo iudicio, posse ad tavola..
povera ragazza? moravia, xi-211: lo sai che dicono di te? che
: rubò un coltello in un'osteria, lo fece inguainare in un corno di cervo
fece inguainare in un corno di cervo, lo portò addosso, nella tasca dei calzoni
la ripruovano. vallisneri, ii-484: lo spirito del vino ha per proprietà d'
algarotti, 1-x-267: dalla teca soprattutto che lo inguaina [il tendine] conviene spogliarlo
, non è tor la vergogna e lo scandalo. 2. rifl.
inguarnita e la diede in mano a lo imperator. o simili; da che
sterpi e la fanga. tansillo, lo e torna più 3-212: scuote
rottolando quel saccon di paglia, / or lo punge, or e venez.
di guazza. d'annunzio, v-3-159: lo colpì nell'inguinaia, passando il allegri
dal cordone sperma gozzo e lo stomaco. è diverso da inzeppare ';
m. savonarola, 1-48: per lo cargo dii feto se fano più grave
gli disse fra michele: -va'per lo vino. -la donna, che non potea
e una lettera. idem, 20-315: lo teneva [il libricciuolo] inguluppato in
o vero fistulati, e pertusati, cioè lo imbricio, o vero el compluvio delle