carattere permanente, con portate per lo più costanti, che è costituito
rivi grandi si convenne, / ver lo fiume reai tanto veloce / si ruinò
, se vuoi / vivere. per lo stigio fiume, supplico! -per simil
di nave, ché siamo menati per lo fiume delle pene e delle tribulazioni di
l'anima mia, / e navicar per lo verace fiume, / dimostrerò ch'impedisce
austriaco fonte. malvezzi, iv-281: lo spazio di cento anni per lo più
iv-281: lo spazio di cento anni per lo più è la larghezza dell'alveo che
che rappresenta il fiume personificato (per lo più antropomorficamente, come persona sdraiata che
5. per estens. per lo più con valore iperbolico. gran quantità
egli cadde a terra frigido, gittando per lo petto caldo fiume. petrarca, 279-11
ii-380: nel core aggio un foco / lo quale me consuma, / tenemi in
di scritti o di libri (per lo più dedicati a uno stesso argomento).
. 12. il fluire, lo scorrere (della vita, del tempo,
, ecc. guadagnoli, 1-ii-220: lo leggono corrente [il lunario],
, 92: un fiume di terrazze contro lo sfatto schermo / dell'agro.
che né meno si può navigar con lo schifo. de marchi, i-960:
fiumone sino a colonia, un qualche diletto lo ebbi navigando fra quelle amenissime sponde.
iv-331: il cane si fermò a fiutare lo spigolo della capanna. quasimodo, 19
il mondo del colore che veramente era, lo avrei almeno passeggiato e fiutato a mio
è il mio opposito, l'ammiro e lo cerco e lo fiuto tra mille.
opposito, l'ammiro e lo cerco e lo fiuto tra mille. baldini, 4-186
ampiamente drappeggiato e il cavallino aguzzo che lo porta pare che ancora fiuti nel vento
lui a far parte della combrìccola. lo fiutarono, lo trovarono innocuo. jahier
parte della combrìccola. lo fiutarono, lo trovarono innocuo. jahier, 3-33:
moribondo non altrimenti che l'avaro sopra lo scrigno. fiutatòrio, agg.
. citolini, 493: ne lo speciale saranno tutte le maniere loro
, finezza e potenza dell'olfatto (per lo più dei cani).
quali col fiuto presentano il nimico e con lo abbaiare 10 scuoprano. alamanni, 7-ii-394
dunque col fiuto, / e con lo intonare bene i contrabbassi, / e il
iii-6- 15: non è questo lo squillo della sirventese guerriera di ber- tran
ampio ventaglio o paramosche formato per lo più da piume (o anche da foglie
. mi trovai vicino a lui quando lo portavano su per le scalere di san pietro
. foglia o ciuffo di foglie, per lo più quando è mosso da vento o
flaccidezza dei muscoli dichiaravano a prima vista lo stato infelice di questo soggetto. pisacane,
vizio). tenca, 1-150: lo scherno s'aguzza e si fa più penetrante
ma ormai flaccido e grumoso come per lo più sono le estati di milano
dello stesso materiale, per contenere per lo più medicinali o profumi. beccaria
specialità ». alvaro, 14-50: lo sposo rientrato solo in albergo, aprendo
, 165: cinque volte [cristo] lo sparse [il sangue] per noi
2. sm. (per lo più al plur.). stor.
laudi dei flagellanti, il * dio lo vuole 'dei crociati tuttavia fiottante nel
la gente pallide: / credo che lo s'occide, tanto l'ò flagellato.
alla colonna con gran battiture / flagelleranno lo mio corpo sano / dal capo a'
flagelli, tagliandolo in mille pezzi prima lo farò in niente tornare, che egli
su la riva / d'alfeo pasciuti per lo ciel flagella. colletta, iv-239:
e se il cane cedeva alla tentazione, lo agguantava per gli orecchi, e colla
per gli orecchi, e colla fune lo flagellava senza pietà. 2.
alle mura di tebe biasimando giove, giove lo flagellò d'una folgore che subito morì
mano / sasso gli trae, che quasi lo flagella. gianni, xviii3- 1011:
sì di leggieri a febo, / che lo flagella co'suoi rai cocenti. algarotti
i cuor nutrica / qui venne, e lo scorgea l'ardua facella. faldella,
guittone, 229-8: chi lauda in faccia lo fragella in core. ottimo, ii-404
. colpirsi col flagello, frustarsi (per lo più in segno di penitenza).
suo dolore e prega iddio per coloro che lo crucifiggono. s. caterina da
ii-690): venne... messer lo guardiano e fece dare li panni a
, pieni di male animo, tutti lo guardavano in cagnesco, come autore e ministro
fatta secura. papini, 20-51: lo abbiam reputato come un lebbroso, e come
flagellazione. gioberti, 1-iv-536: lo obbligò per giunta a pagare cinque soldi
. scala del paradiso, n: lo serpente della carne fuggìo, essendo flagellato
sempre te trovo sordo! / sostene lo flagello d'esto nodoso cordo, / emprende
albero della croce, 1-50: tutto lo spogliarono ignudo [cristo], acciocché
percosse delle sue bàttiture e flagelli per lo dosso e pe'fianchi e pel costato e
meraviglia e con diletto / gli va lo stuol de'semplicetti intorno, / e
o forza. 5. lo strumento per battere il grano; correggiato.
guittone, i-40-114: bene dea gaudere lo più avaro omo quitare di libre cento
caglia se 'l candido augello / ha ne lo scudo quel ruggero ancora. firenzuola,
venne a firenze uno flagello, non lo aspettando né credendo che potessi venire,
stato censurato sul detto del varchi, che lo prepone ad omero. baretti, 1-1
nievo, 255: la fama che lo avea dipinto sulle prime come il vero flagello
2-105]: castellammare di stabia per lo suo privilegio de immunità del falangaggio seu
un flagello. bacchelli, 1-i-177: lo sparo pareva il finimondo, e spesso
volgar., i-228: perché favella così lo nostro signore, acciò che i servi
turpe, il disonesto, il flagizioso e lo indecoro. = voce dotta
rimosso un cassone, s'appressava a schiavare lo scrigno, eccoti giungergli a orecchio la
a orecchio la voce della nena che lo chiamava dalla scala. respinse la cassa al
: « ma ci sono le prove, lo arresti ». « non c'è
, xliii-544: el bassà del cogno lo ha preso vivo et li fè teriar la
flaméngo ». montale, 7-206: lo stagno era pieno di uccelli d'ogni
, sf. tessuto di lana, per lo più con trama di cotone, a
solo [rimedio]... è lo stropicciare gentilmente e ogni giorno le parti
da gwldn * lana '; cfr. lo spagn. franela e il ted. flanele
la composizione tipografica in modo da ottenere lo stampo per fondere poi le lastre stereotipiche
, sm. aeron. oscillazione, per lo più causata da variazioni di velocità o
una flatulenza di buon cuore, che lo spingeva a donarle il resto.
2. che è gonfio di gas (lo stomaco, l'intestino, o anche
, s'esso starnuta, e perché lo stomaco flatuoso avrà a temere gli orecchi
-anche: lezioso, mellifuo (per lo più riferito a una voce maschile)
le giunture [dell'idrovolante] flauteggianti e lo scafo che respira e beve riflessi.
: stette sul botro, stette su lo scoglio, / dritto, sonando il flauto
e vi fece ritorno per suonarlo, / lo trovò pieno dalla cima al fondo /
pruavia del barchino. 4. lo strumento e chi lo suona; flautista.
4. lo strumento e chi lo suona; flautista. d. bartoli
. ant. flaut (da cui anche lo spagn. flauto): forse di
grazia amorrea? il naso camuso è lo stampo degli avi ittiti? =
: gli antichi avevano per tipo del giallo lo zafferano, la paglia, ed il
naturale). abati, no: lo sdegno accende la bile flava; questa
solenne, / tal che sempre nell'anima lo sento. de sanctis, lett.
all'effusione del sangue, che per lo spazio di tanti anni s'è poscia con
la città ripetevano l'ululo tutte e lo strillo. jahier, 46: anche le
vena salvatella della mano manca, fatto lo dì, quando la luna è primieramente
.. l'ultimo 'refrain 'ce lo diede, a guisa di mag
5-89: pillole stomatiche il capo e lo stomaco confortano,... e purgano
delle mucose infiammate, catarro (per lo più al plur. flemme).
; il niente fa il corpo friabile e lo riduce in polvere. 2
ii-19: piegavano il sinistro braccio con lo scudo, portando il gomito all'altezza
altezza della spalla, quindi il gambiere, lo scudo..., presentavano al
. guido da pisa, 1-314: lo capo li cascò insù le spalle..
. collodi, 200: aveva [lo scimmiotto] un par di occhietti furbi
corpo, di un oggetto (come lo stelo di un calice o di una
gambo. pulci, 11-27: ordinò lo 'mperador, per segno / d'onore a
. dotato di lunghe gambe (per lo più con riferimento ad animali o a persone
sacrificio che, nell'antica grecia, lo sposo offriva ai membri della sua fratria
usata per consumare un pasto, per lo più in una mensa. de
), dalla quale ha inizio lo sviluppo del nuovo organismo pluricellulare; le
, la voce yiòs, per fame sentire lo spirito, il popolo la pronunzia quasi
3. figur. insieme di elementi per lo più in rapporto graduale di crescente o
misurato, / che balsamin non se lo truova sano, / perché le dita gli
, il frappano,... lo stile, il gamauto. garzoni, 1-114
i contadini per 'gamurrino'intendono per lo più certo panno o roba di lana di
capuana, 14-322: avevano invitato anche lo sciancateli©, che mangiava di gana e
chiabrera, 1-ii-430: sorga del re lo sdegno e caschi un grande / della
nodo le ganascie strinse, o acqua lo spiramento chiuse. bruno, 3-738:
gli dei. garzoni, 1-689: lo strepito delle ganasce è grande, come il
: mise il violino alla ganascia, lo fece guaire disperatamente due o tre
la mandibola di un animale, per lo più di un quadrupede. buonarroti il
3. -elemento del freno che esercita lo sforzo frenante sull'organo rotante; ceppo
. -pezzo di legno duro (per lo più olmo) con sezione di cm
complimento, di confidenziale saluto, per lo più rivolto a un bambino o a
/ scusià i denti, e non lo voio avrire. = acer, di
coli 'napolitani. la più bassa plebe lo chiama in firenze 'ganascione '.
di trazione costituito da un ferro, per lo più di sezione alquanto grossa, ripiegato
bigiaretti, 11-107: [la letteratura] lo tirò su con il gancio di un
scarpe e degli stivali. -uncino per lo più metallico usato per appendere vestiti,
gancio minerali non utilizzabili, per lo più di tipo piovono.
ganellino (gannellino), sm. per lo più al plur. antico gioco di
combriccola, banda, cricca (per lo più con intenzione scherz. o spreg.
petto; le specie più note sono lo pterocles senegallus (o grandule del senegai
settentrionale e nell'asia centro-occidentale; lo pterocles orientalis, dell'europa sudoccidentale,
v.]: * gangama ', lo stesso che * gangamo '. '
, acciò che, alzando o abbassando lo strumento, la bussola resti sempre in
è fatto l'uscio..., lo mette in su'gangheri e fa l'
un ferro nella lunghezza del timone stesso che lo tiene in bilico per farlo movere.
di bocca e mi levò di gangheri lo stomaco. l. bellini, 1-61
v-488: * fare un ganghero ', lo dichiamo delle lepri, che per gabbare
gli viene da una febbre ardentissima che lo fa uscir de'gangheri? -provocare
, fino a poco tempo prima, lo facevano uscire dai gangheri. -far uscire
6-47: con una sola parola lo sputamorti... si rendeva garante di
il can per la coda, tanto lo aggirò che lo ritornò in gangheri. gelsi
la coda, tanto lo aggirò che lo ritornò in gangheri. gelsi,
il portinaio avea bevuto oltre il dovere, lo tirò tanto in lingua che uscì affatto
frutto, direbbesi: daglielo; non lo tener più a ganghire; non lo
non lo tener più a ganghire; non lo far ganghire. palazzeschi, ii-485:
bacio e lui... si uccise lo stesso. -doveva essere un gran cretino
in diverse parti del corpo, ma per lo più sul dorso della mano e sopra
quand'ha inuguaglianze o punti bianchi, che lo dimostra non buono a mangiare.
moltissimi uomini delicati, come sono per lo più i gentiluomini, senza ch'e'trapassino
moti, / mentr'ei girando per lo ciel dispensa / il nèttare gelato. giusti
o di velluto di colore cangiante (per lo più da rosso in violaceo).
/ non chiedo un'altra chicchera, e lo ganzo? = deriv. da
sercambi, i-231: si diliberò per lo comune di genova e per lo signore
per lo comune di genova e per lo signore di padova che formassero molti gan-
, / il ganzo, il vagheggin, lo spasimato. foscolo, xviii-156: la
come amico vuol torgli la moglie e lo metterò in tanta ambizione e gara,
commercio. de roberto, 2-50: lo spettacolo delle passioni scatenate,...
città, d'uguagliarsi con giustizia sono lo più potente mezzo d'ingrandir le republiche
era uno sprone che notte e dì lo pungeva...; ed è opinione
, e necessariamente la gara degl'ingegni, lo sviluppo dei vizi e delle virtù,
fisse regolano questa competizione e, per lo più, si assegnano premi ai vincitori
come una gara angosciosa di rivalità che non lo interessavano. jovine, 5-365: pareva
fogne impure; / all'offesa bontà lo sdegno è cote: / dunque a gara
mostrò delle maravigliose sue virtù, e lo fece a gara con un altro che lo
lo fece a gara con un altro che lo faceva. baldelli, 3-339: un
. g. villani, 6-20: lo 'mperadore... assediò brescia con
472): i più gran letterati lo esaltavano a gara, e i più gran
fori / di cava pietra numeroso sbuca / lo sciame delle pecchie, e,.
. serdonaii, 14-29: cade subito lo sdegno, se è da una parte relassato
il ricordo dei balestrieri in gara per lo scarlatto e dei galoppi di lord byron divorato
de'giondonati, e dicendo molte cose su lo scacchiere,... ed essendo
c. garamond (1499-1561), che lo creò. garamùffola, sf. ant
garante delle sue. pratolini, 6-80: lo stavano rinchiudendo in riformatorio, ed io
millenni originari del mondo. il perito lo poteva... garantire non ostante il
difficili a pararsi. oriani, x-20-315: lo hanno scolpito [il boccaccio] a
, 404: dal riferito puoi rilevarsi che lo stato o debba avere banchi mercantili
quelli del cui valore si rende garante lo stato. deledda, iii-1027: bisogna
altri un diritto, e che hanno lo scopo di assicurare 1'esistenza e il
o anche, il documento stesso che lo attesta. -in garanzia: per indicare
avere. carducci, ii-8-265: sono per lo più molto infelice in simili affari,
il più benevolo verso di noi, lo ha confessato. a lui non garbava
il passaporto per l'estero, ma me lo dicono garbatamente. g. raimondi,
a tresette -un gioco che non lo sanno giocare garbatamente se non a milano
me n'avveggo. monti, iv-3: lo sposo da me prescelto è fiore di
tolerò e riceverò dal conperatore tantum segondo lo infra- scripto modo. = lat
ariosto, 18-11: freme in su lo scoglio alpino / di ben fondata ròcca alta
dicono purgare le flemme e còlere de lo stomaco. ramusio, i-347: li monti
con che garbo il giovine aveva preso lo strumento, e si disponeva a maneggiarlo,
si registra in italia, da cui lo spagn. garbo (sec. xvi)
, di vinegia partendomi e andandomene per lo borgo de'greci, e di quindi per
borgo de'greci, e di quindi per lo reame del garbo cavalcando », ecc
, aspettavano che piero de'medici garbugliasse lo stato? = incrocio di gargagliare 4
garbuglio di frasi, cominciò a esporre lo scopo della visita. jovine, 3-71
1-4-51: il garbuglio, il furore, lo spavento non potevano essere maggiori. [
., ii (195): lo scompiglio di quella notte era stato tanto
gareggiavano per averla. giannone i-i-xxvm: lo stato ecclesiastico, gareggiando il politico e
a grandi cose. svevo, 1-222: lo amavano molto perché buffone e più anche
indicare il fervore, l'ardore, lo zelo che distingue un'attività, un
vettovaglie abbondevole. lambruschini, 2-353: lo spirito umano... ha assaporato
: esiodo avea descritte l'arme o lo scudo di ercole quasi gareggiando con omero.
, 7-384: o filena, già per lo nuovo anno veggio le fiere gareggiare in
verdi selve di canne e di ninfee dove lo splendor dei colori gareggia colla forza dei
aviva quasi tagliato el collo, e lo gargamèllo poco se teniva. =
fatto?, la pungolò di rimando lo sgranfia con un risolino, direbbe un romanziere
. raro. gola, gozzo. -per lo più nella locuz.: a garganella
. moravia, iii-392: il vino lo bevve a garganella, con notevole abilità.
o garganello), la marzaiola, lo smergo maggiore (garganello) e l'
. liquido medicamentoso e disinfettante, per lo più costituito da una soluzione di acqua
, 127: se la lingua per lo freddo è discorta et impacciata fa incontinente
freddo è discorta et impacciata fa incontinente lo gargarismo comuno de cocitura de salvia e de
per la pulizia, il silenzio, lo sterilizzatore, i gargarismi,..
, che coi loro verdi gargarismi raddoppiavano lo spazio della notte. stuparich, 5-186
proposto il turpe mercato, è mancare per lo meno di carità. -figur
4-141: insopportabile gargarismo sentimentale, proruppe lo spada veramente seccato. = voce dotta
-riempirsi la bocca di parole per lo più vuote, altisonanti. c
1-259: pareva... che lo stomaco si rifiutasse a riceverlo...
gòrgia, sf. branchia. - per lo più al plur. g.
19-iv-1-297: pochi galantuomini si trovano, e lo scoprirsi a gente garga e sciocca,
. gioberti, 328: è che lo spirito borghese è ristretto, pusillo,
annunzio, v-3-182: scioltissimo pur sempre lo scilinguagnolo ma molto ingrossato il fiato nella
dai ribaldi che insieme ai generosi lo portavano, suonava infame nella vigliacca età.
3. per estens. (per lo più al plur.). volontari
è a dire garbo, e garbo è lo modo. landino, 316: 'danzando
mattioli [dioscoride], 310: per lo basilico com- mune e mezano, di
poligonale, fissa 0 mobile, per lo più di legno, munita di feritoie
, formava, in serie con altre, lo scheletro e la volta della stanza di
bagliotti o legni centinati, che fanno lo scheletro della camera a poppa delle galee,
uso presso gli antichi, preparata per lo più con le interiora di sgombro,
brancoli [plinio], 9-17: in lo « garo de li compagni »..
parecchi pezzi di mazze, sì che lo tocchino. g. averani, iii-64:
stuma ricca del gherofano 'et elli fu lo primo che la perocché il suo
ii-272: le suffumigazioni col ladano, con lo stolaude, v-505-13: giardino aolentissimo,
far cipiglio: / un modo per lo quale si fa l'uva triaca ovvero muscata
sua innamorata, a quella senza rispetto veruno lo fronde copate sono molto simili a'melaranzi
3. figur. persona (per lo più un giovane, una ragazza)
a timoteo non solo ad ognuno apertamente lo faceva conoscere ignorante, ma grandemente garroso
instava minaccioso a porta capena, non pure lo vedono, ma sì ne cavano il
. garpa, sf. (per lo più al plur.). veter.
piccolo tumore che si forma dietro lo zoccolo dei cavalli, intorno al nodello
sopra le metamorfosi [tommaseo]: lo cigno è uccello garrazzano,
tebre dorsali e ai muscoli che lo rivestono. garzoni, 1-629:
esser superato dal rivale... lo addentò al garrese per impedirgli di vincere.
1-548: « e quei », cioè lo demonio, « tenea de'piè »
comincia ad abbassarsi sui garretti per preparare lo slancio, è una nobile fiera in agguato
simintendi, 1-74: debbo io tanto temere lo suo garrire? giraldi cinzio, intr
che risvegliasse la madre già addormentata, lo portai fuori. 2. emettere
. crescenzi volgar., 10-2: lo sparviere... da tutti gli uccelli
estive, solleva ogni altra ad emulare lo strepito. salvini, 34-45: dagli
farmi. guerrazzi, 6-693: impazientito, lo prese per le braccia, e trattolo
braccia, e trattolo da parte, lo garrì acremente. c. e. gadda
vi trova riposo. arrighetto, 229: lo ignorante garritóre sofistico quando le parole mancano
, 2-172: il processo... lo fece alle imposture sociali, ai tortuosi
bocchelli, 12-318: se tu me lo consenti, io avrei un argomento per risanare
la gallica garrulità della sua lingua: lo afferro, lo riduco e lo domo
garrulità della sua lingua: lo afferro, lo riduco e lo domo.
lingua: lo afferro, lo riduco e lo domo. -maldicenza.
dal garrir degli uccelli, si prende per lo più in mala parte, ed applicasi
, 705: a mano a mano lo accoglieva il canto / degli usignoli, fin
petto. una nuova fasciatura di garza lo fa sembrare ingessato. emanuelli, i-224:
intelligenza, 2: che per lo gran dolzor del tempo gaio / sotto
e capricciosi... si pascono per lo più di anitre, oche,.
cantare, e diceva: t uno è lo dio degli ebrei, il quale fece
-sf. garzoncèlla: domestica (per lo più presso una famiglia colonica).
alla madre che egli vedeva un uomo che lo voleva ammazzare. a. cattaneo,
i colori. pascoli, i-145: lo immaginate voi il buon legnaiolo che ha
, 1-317: i garzoni... lo squadravano minutamente. d'annunzio, i-145
si può credere che il nostro ospite lo abbia davvero da quando era un garzone di
e gittarono uno stecco di legno in lo fuoco e disseno: tanto viva questo gargióne
adoraronlo. -figlio (per lo più in tenera età). iacopone
mosse battaglia a'mal guardati letti / lo sfacciato garzon di citerea. cattaneo, ii-2-448
che ciascuno maestro della dieta arte lo possa tenere e ricevere in anni septe almeno
che teneva; e a questo modo lo mantenne. bandello, 1-58 (
sempre strisciandolo e vezzeggiandolo con amorevolezza, lo rimetta nella stalla; e consegnato al
sulla coscia [all'elefante] o lo carezzavo come se fossi il garzone.
primo garzonaccio che noi troviamo scioperato, lo imbavaglieremo e a suon di mazzate lo
, lo imbavaglieremo e a suon di mazzate lo condurremo in casa. della casa,
il peso, al quale egli di sottometter lo avea divisato, fece veduta che per
ei fu figliuolo di poveri genitori che lo meessero garzonetto all'arte con uno zio
all'arte con uno zio materno che faceva lo scalpellino. 3. con uso
i gas tendono a espandersi in tutto lo spazio disponibile, qualunque ne sia la
, pesante, molto cedevole senza perdere lo stato d'invisi- bilità; quindi distinguono
gli alpini che dovevano correre a occupare lo squarcio. c. e. gadda
una fermentazione, la quale, riempiendo lo stomaco di gas, lasciava uscir via
gazometro, che con una leggera pressione lo trasmette ai tubi che lo conducono nelle
una leggera pressione lo trasmette ai tubi che lo conducono nelle stanze e luoghi da illuminarsi
rumore del gasse, prendendo fuoco, lo fece tremare di spavento. baldini,
del gas: conduttura metallica, per lo più in ghisa, attraverso la quale
ampio edilìzio in luogo aperto, per lo più fuor dell'abitato, in cui
iv-288: 4 gas asfissiante '. per lo più al plurale, 4 i gas
, nessuno, in città, da principio lo riconobbe. 6. figur.
), sm. serbatoio, per lo più di grandi dimensioni (fino
principali parti del gasometro sono il serbatoio, lo stilo la campana e la scala
, che con una leggera pressione lo trasmette ai tubi che lo condu
una leggera pressione lo trasmette ai tubi che lo condu cono nelle stanze e
liquido a un processo di gassificazione, che lo rende effervescente. migliorini [s
gassificazione (una bevanda), per lo più mediante anidride carbonica; che contiene
a non riconoscere più un'immensa distanza tra lo stato di permanente gasosità, e lo
lo stato di permanente gasosità, e lo stato di vaporizzazione, tra un'aria
coltiva a scopo ornamentale; sono per lo più acauli, con foglie carnose a
beltramelli, i-28: il suo pasto lo sai: quattro ossa al giorno: niente
e vene gastriche: quelle che interessano lo stomaco. -ghiandole gastriche: sono situate
un lauto pranzo colla febbre gastrica o lo stridore dei denti. bocchelli, 10-17
loro ripugnanza per quel cibo e per chi lo mangia, profetizzano la colite, la
. gastroaddominale, agg. che riguarda lo stomaco e l'addome.
gastrocardiale, agg. medie. che riguarda lo stomaco e il cuore. =
medie. che riguarda nello stesso tempo lo stomaco e il colon, che è
, sf. chirurg. anastomosi fra lo stomaco e il primo tratto del digiuno.
gastroduodenale, agg. che riguarda lo stomaco e il duodeno. -resezione gastroduodenale
, sf. chirurg. anastomosi fra lo stomaco e il duodeno (sostituitaattualmente dalla gastroenterostomia
è se non un gravame, per lo stomaco. e per l'organismo. un
dello stomaco e degli intestini, per lo più di origine tossica o infettiva,
l'in testino tenue con lo stomaco. = voce dotta,
gastricointestinale), agg. che interessa lo stomaco e gli intestini. tramater
ventricolo ed all'intestino, e dicesi per lo più d''imbarazzo '. idem
erbe aromatiche. bocchelli, 6-69: lo incaricava... di farle degli acquisti
operazione plastica eseguita sullo stomaco, per lo più allo scopo di chiudere una perforazione
delle pareti dello stomaco (causata, per lo più, da forti contusioni all'epigastrio
preparati di parete stomacale (ricavata per lo più dai suini) essiccata e polverizzata
gatta e misela nella madia, perché lo pigliasse. il topo si nascose nella farina
la gatta, perch'era satolla, non lo prese. fra giordano, 3-181:
soffici, v-1-597: se insomma tu lo forzi ad annusare quello die ha fatto,
in luogo di 'mosca cieca ', lo lascerai dire soltanto a'fanciulli. tarchetti
studiasi di chiappare uno degli altri che lo sfuggono, e il chiappato si ribenda,
le foglie che se gli mettevano sotto lo facevan fare un certo modo di lampeggiare,
è detta * occhio di gatta 'per lo trasparire che fa la sua luce,
« state in là, mentr'io lo 'nforco ». [variante nei codici di
le proprie immondizie: occultare, per lo più fraudo- lentemente, i proprii errori
, di non accorgersi di qualcosa (per lo più per un secondo fine).
chi il pollo, / ed ogni volta lo imberciava a sesta. -in
la gatta al lardo, che vi lascia lo zampino: presto o tardi le azioni
va la gatta ardita, / che lo zampin vi lascia, oppur la vita.
traversin, testa o gattùccia, / o lo spuntone. -gatticèlla.
.. gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia. nievo, 1-300:
stato messo in gattabuia; e che lo avevano condotto a mantova. d'annunzio,
= probabile rifacimento di altre voci gergali con lo stesso significato, come catoia, catuia
se sono cortesi, come avviene per lo più, si cacciano a ridere e fanno
gattaiuola ', è una buca per lo più quadra nel palco inferiore, e in
aiutato e ci aiutano, noi / lo lasciavamo in terra. -adunque e'fa /
, spezie di pioppo che fa per lo più lungo i fiumi ed altri luoghi
, per far statue o pitture, lo albero, il gattice, il salicone,
una goccia in fondo al bicchiere, e lo guardi contro il bianco della tovaglia,
nel linguaggio comune, si prescinde per lo più dalla differenza del sesso).
richiesto per i preparativi, ci furono lo spazzacamino, la fata, il gatto con
gatto spelacchiato. baldini, i-444: lo rivedo solido dritto quadrato,...
. ti intitolo le fatiche, anzi lo spasso di xvm. mattine: non come
quella or mette fuori il capo, or lo ritrae dentro, così il dificio,
magistero preparate le immergono e nascondono per lo spazio di 24 ore dentro il fango
ore dentro il fango ne'menzionati fonti, lo che due o tre volte replicando,
15. arald. simbolo, per lo più, di libertà, di indipendenza
: chiedere un favore a chi non lo vuole o non 10 può concedere;
n. 12. -cibo che non lo vuole neanche il gatto: sgradevole,
andatevene. aretino, 8-22: ne lo accettar lo invito, avventò insieme con
aretino, 8-22: ne lo accettar lo invito, avventò insieme con essa contra
, ricoprendo il romore che fecero ne lo spezzarsi con gridare: gatti, gatti,
affardellato sulle spalle,... lo mortifica e mette di malumore.
zagaia, e gli pareva di sentirsi dentro lo stomaco come un gatto morto.
che i padroni, anziché spaventarsene, lo vedano familiarmente come il gatto di casa
bencivenni, 4-93: disse seneca: lo gatto dimestico abbruscia più sovente sua coda
2-12: a tutora membrando / de lo dolze diletto / ched io aspetto, -sonne
, / a ciò che sia gaudenti / lo meo coragio di bona speranza. ritmo
/ non avendo neente, / ch'aver lo secol totto / dimorando a corrotto.
a corrotto. monte, ii-383: se lo impero / a me fosse dato,
trovati di patire vergogna e danno per lo nome di iesù. pulci, 14-22
'gattuccio '. spezie di sega per lo più stretta, e senza quel telaio
... sorreggevano di buon grado lo scudo azzurro col gattopardo. 2
sale / il pisano, che pianta lo stendardo, / ove le biette servono
1586 da sisto v), con lo scopo di porre fine alle aspre lotte fra
/ ch'ogn'omo a dio renduto / lo più diritto nome è lui gaudente.
, è uno stato naturale, tutti lo siamo, chi più, chi meno,
rovani, i-470: la ricchezza, lo sfarzo, la vita gaudente..
non gaudente. iacopone, 20-8: lo magnare e lo bere è stato 'l mio
iacopone, 20-8: lo magnare e lo bere è stato 'l mio deletto,
/ e posare e gaudere e dormire a lo letto. canzonette anonime, xxxv-1-168:
quantumqu'a deu petite, / tuttu lo 'm balia tenete, / et em quella
che la mente fon turbare: / lo temere e lo sperare, el dolere e
mente fon turbare: / lo temere e lo sperare, el dolere e 'l
, 266: tegnomi in gaudiménto / lo male e ben eh'i'agio, /
che in alto segnoragio / mess'ò lo intendimento. = deriv. da
tenere che, come fine non ha lo gaudio de'buoni, così non ha
a gaudio eterno. campanella, i-171: lo spirito corporeo, che 'l calore /
amore la travaia e la pena, / lo gaudio e la leticia corno se porta
volgar., viii- 564: lo tempio... fu riempiuto di gaudio
conforto; ciò che serve a ricreare lo spirito; l'insieme degli agi che
però ch'ellino eran giti / per lo mondo dispertiti, / per tuo prego fòr
nostra progenie (lignificato de milizia da lo inclito figliuol de marte, roberto sanseverino,
dell'ostia del silenzio,... lo spasimo gaudioso vorrà tenerti tutto.
guaie. idem, 35-56: si a lo specchio te voli vedire, / porrai
allontanare il freddo; si usava per lo più all'uscire dal bagno e per viaggio
qui imperversi e qui gavazzi, / lo san tutti quei piccoli ragazzi. monti,
il vide [il cavallo] sì lo cominciò a schemare e a gavazzarlo.
toschi ci sono tutti gavazzieri; deasi lo sacramento a isso, se disse con l'
411: le giavette e i gomittoli de lo spago. guidiccioni, 4-i-199: vi
sf. marin. grossa scodella, per lo più di legno, nella quale mangiavano
di addestramento, di tirocinio, per lo più duro e oscuro. soldati
-anche: gruppo di alcuni (per lo più sette) soldati o gentiluomini.
far cadere su una persona, per lo più durante il sonno, il contenuto
come il gavinèllo, l'allocco, lo strige. 2. figur.
elle è gavinosa, sì le pongono lo veletto alla gola e dicono ch'ella è
e i governanti gli umori pestiferi che lo creano. cicognani, 2-219: ma che
scudi al sere snoccioli, / che lo carpi un corbello di gavoccioli. parini,
reo nel mezzo di quelle travi per lo lungo del vano, e, porte verso
gavone di poppa), destinati per lo più a contenere acqua di zavorra o
4 gazari ', eretici che sursero insù lo scorcio del secolo xn nella città
. fr. martini, i-409: lo continuo moto e transito delli chierici dalle
andrea, giovanni e giacomo lo comprarono [il regno del cielo]
3-215: banconi affacciati fuori dell'uscio per lo spaccio di gazzosa e cocco fresco.
. pulci, 14-49: quivi era lo sparvier, quivi la gazza, i.
che gli capita a tiro e se lo portano nel nido. 2.
. uno dei due individui che possiedo lo ebbi vivo: ad esso provai di
da 'guazzare 'o * guadere 'lo vogliono il menagi e il ferrari;
menagi e il ferrari; ma io lo credo dal romor festevole delle gazze quando
dei bagnanti. d'annunzio, v-3-196: lo appesero per i piedi a un poggetto
un poggetto, con gran festa e gazzarra lo lapidarono. soffici, i-135: non
/ che combatterò il ponte, ben lo so. tommaseo [s. v.
serapione volgar., i-185: lo animale che fa el mo- scho,
. savinio, 366: gli agonizzanti lo fissavano con occhi di gazzella. jovine,
0 castagno (e si dice, per lo più, di occhi simili a quelli
nella forma del dimin. per indicare lo scarso valore della moneta (cfr. gaza2
gazzette, e i scrittori de'nostri tempi lo scriveranno per l'istorie. sarpi,
. 2. pubblicazione periodica, per lo più quotidiana, mediante la quale si
bertola, xxii-776: -leggi tu, lo dimanda, / le gazzette d'olanda
, di specificazione (che si riferisce per lo più alla città o alla regione dove
e fiabe, recensioni nuovo, e non lo poteva avere dal sarto,...
queste gazzettacce, che per lo più contengono cose invenchini...,
senalista di grido...: lo era ancora qui, adesso, in una
, l'autorità di molte altre lo esalta. tommaseo [s. v.
-da gazzettiere: trasandato, sciatto (lo stile); vago, poco attendibile
notizia di cronaca (collocata, per lo più, in chiusa di pagina)
di una gazzetta; giornalista (per lo più con intento spreg.).
. giornalistico (e vi è per lo più connessa una notazione spreg.)
semplice, ingenua, inesperta, per lo più di giovane età. garzoni,
domanda del bisogno sociale, ma per lo stridore dei gaggiotti che chiedevano la pappa
terino, xxxv-1-394: aspetto di seguire / lo picciol cominzare, / sì come si
, / che mai non parto da voi lo mio core. dante da maiano,
... quando vengono in difetto lo potrai cognoscere per gli infrascritti segni,
libro di sydrac, 169: tanto come lo sottile nuvolo è alto e sottile,
sottile, tanto giela più tosto, che lo grosso, e quanto ella è più
arrestarsi (il sangue); fissarsi (lo sguardo). betussi, 1-114:
. metastasio, i-139: vedrai gelar lo sdegno, / quando manchi il
ingegno mio sì che la povertà non lo gelò. carducci, 581: cingimi,
preso sottobraccio e guidato al suo posto dove lo attendeva una minestra del paradiso,.
16-v-315: non abbia paura del brodo; lo beva a bigonce, purché non sia
riuscito a procurarsi una tintura gelatinosa che lo rendeva corvino, ma lucidissimo.
, ii-264: quando tu passerai lo fiume gelato arasse, l'anima dello sventurato
cominciò... a camminare su per lo ghiaccio. maia materdona, iii-317
). simintendi, 1-188: sotto lo gialato monte atalanta ee una valle sicura
dante, purg., 5-124: lo corpo mio gelato in su la foce
vene gelate. levi, 2-249: lo toccai sulla fronte e sulla mano:
. gemelli careri, 1-iv-114: per lo gran gelo, vengono dalla tartaria orientale
ricco o rosso da messina, 433: lo cristallo poi ch'è ben gelato,
noi dimandar, lettor, ch'io non lo scrivo. poliziano, st.,
): se tema gelata unqua assalisce / lo cor,..., / più
passato, far la restante contrada sotto lo spago che il raggiungesse una palla.
così nel fortissimo tema [di laocoonte] lo scopo andò fallito e l'opera riesci
, allibito. frocchia, 121: lo contemplava con uno sguardo pieno di studiata
/ di queste nozze. -anch'io lo credo; costangli / men che le prime
cagna, 1-32: per venti stazioni lo scagnozzo si strascinò dietro quella geldra di
montale, 6-273: la geldra però lo attendeva / per il presentat-arm: stracolmi
, iii-229: contro al gelicidio resiste lo sterco che sia ben caldo. d.
... assai più gelida che non lo è naturalmente. foscolo, 1-295:
alberto, 169: il caldo sol per lo suo cerchio ratto / non impedisce il
operatorio. -fisso, inespressivo (lo sguardo). alvaro, 7-196:
, il comportamento di una persona, lo sguardo, la parola). prati
.). alfieri, 1-1080: lo spettatore vien pure a sapere da un
ciò ch'egli dèe sapere; e non lo sa per la via della gelida e
. giamboni, 4-193: merre'lo nella via tra le genti e mostrerre'
nelle radici de'monti freddissimi a sostenere lo gelo e la fame. marmitta, 16
. a. verri, ii-221: lo smisurato imperio fu alla fine franto da'
., 3-87: non isperate mai veder lo cielo: / io vegno per menarvi
, v-128: di quale ventre è venuto lo ghiaccio? e lo gelo del cielo
ventre è venuto lo ghiaccio? e lo gelo del cielo, chi lo generoe?
? e lo gelo del cielo, chi lo generoe? tasso, 8-4- 377
bontempelli, 7-136: un lungo gelo lo afferrò dalla testa ai piedi. brancoli,
parte, / grave a la terra per lo mortai gelo. boccaccio, ì-18:
, per la nuca: rabbrividire per lo spavento, per lo sgomento; allibire.
: rabbrividire per lo spavento, per lo sgomento; allibire. dante, purg
al fegato, benché di fatto offenda lo stomaco. magalotti, 4-168: ecco paggi
sulla pietra fa un gelo e il collega lo gode / più di me che lo
lo gode / più di me che lo guardo, ma non passa nessuno.
invidie, mille gelosie, mille dispetti lo perturbano. bandello, 2-25 (i-920)
questo giovane e di quello / cui lo sguardo concedi o la parola, / ma
mio decoro ho gelosia; / non lo voglio soffrire a verun patto: / maritare
anche dee l'uomo essere geloso per lo suo buono amico: questa gelosia è buona
avevan messo in gran pensiero e gelosia lo stesso alberto duro. -prendere gelosia
la ria femina, sarà peggio per lo tuo dispetto. g. morelli, 43
gelosia2, sf. (oggi per lo più al plur.). serramento
sono alle gelosie, figure bizzarramente travestite lo attorniano. verga, 1-164: nel coro
., 2-10 (254): messer lo giudice... era sì geloso che
e codiava il marito nelle strade e lo spiava agli usci. palazzeschi, i-370
molti piccoli stati indipendenti, e per lo più nimici. essi erano anzi gelosi
diritto di prelazione. landolfi, 2-86: lo fissava a lungo in silenzio, a
, che esprime gelosia (l'occhio, lo sguardo). tasso, 5-8
che passava dinanzi a manara, scorgeva lo sguardo geloso del giovane. borgese,
borgese, 1-71: parlando a mary lo spiava con occhi bruciati, e ne
di giacomo, ii-469: ferdinando iv lo chiama a corte, ne fa il
, ne fa il suo rigoletto, lo colma di benefizii e lo contrasta,
suo rigoletto, lo colma di benefizii e lo contrasta, geloso, a tutti i
civile, vi fe'conoscere altresì che lo studio delle lingue dotte doveva esser altro
-attento, scrupoloso, accurato (lo svolgimento di un compito, la sorveglianza
eleganze. pirandello, 6-168: prevedeva lo spettacolo che avrebbero offerto tutti i gelosi
che comprende circa 150 specie, per lo più originarie dell'india, ma in
. pascoli, 22: s'abbracciava per lo sgretolato / muro un folto rosaio a
, lxiii-83: dentro da la nieve esce lo foco, / e, dimorando ne
ne la sua gialura, / e'vincela lo sole a poco a poco; /
finir l'esiglio. giusti, i-539: lo studio della favella è studio di pensieri
gemello 'dagli anatomici, ed è lo stesso che il gastrocnemio. alcuni poi danno
che si aprono nella poplitea e seguono lo stesso cammino delle arterie corrispondenti.
geminato. 6. (per lo più sm. plur.). bottoni
oro falso. 7. per lo più al plur. tipogr. spranghe di
, nudo, gelato, gemente, lo sdegneranno. pecchio, il-i-n7: non sono
altra a più a più giù prema / lo fondo suo, infin ch'el si
. e. cecchi, 7-66: lo sentivano sbuffare e gemere [l'ippopotamo]
: dare alle stampe (e per lo più vi è connessa una notazione spreg.
essere in corso di stampa (per lo più con valore scherz.).
fa il ferro rovente quando il fabbro lo affoga nell'acqua dopo averlo forgiato.
). cesarotti, ii-31: per lo cupo silenzio del lena / s'udiano
/ e talora n'affoga / per lo calor soperchio / che intorno gli fa cerchio
o gocciolino le marze, e se lo fanno, lascinsi scolare sospese volte a
-sostant. loria, 1-125: lo stillare di un'acqua cadeva nella sua
sette figli di leta] addivenne per lo molto seme / ed anche per i
che il sacerdote santo / dice verso lo dio propizio e fido, / replicato è
dd scritto. delminio, ii-127: ma lo, l'uno di due luoghi brama
diventino perle o carbonchi, se non lo primo giorno della luna di giemini,
, nel segno dei gemini, scorreva con lo sguardo sugli astri e sui pianeti.
li piei del gemini: adonque lo gemini à capo e piei. =
voce dotta, lat. gemìnus (per lo più al plur.) 'ge
dove non è la femina, gemisce lo infermo. arrighetto, 215: come siede
colomba... gemisce e sceglie lo più bello grano, vola al fiume,
grano, vola al fiume, e fa lo nidio in sulla pietra, e fa
foscolo, iii-1-46: gemìa nel sangue lo sgozzato armento. 2. tr.
colombi gemivano u u u per lo grande amore e dolcezza. =
del volo inquieto dei pipistrelli, e lo sgocciolio dei gemiticci nella mota.
canicola, curvo sulla marra, gli strappava lo stesso gemito di rabbia, lo stesso
strappava lo stesso gemito di rabbia, lo stesso gesto di minaccia che il contadino
vento). carducci, 45: lo nudrir [amore] le lacrime / d'
/ d'odorati arboscelli, / e lo addormirò i gemiti / de l'aure e
respiro). brancoli, 4-188: lo zio aspirò aria lungamente e abbondantemente con
di maggior pregio (ed è per lo più connessa l'idea di confronto, di
d'oro. marino, 2-63: lo scettro gemmato in man si stringe.
il mento uno uncino e ignudo per lo loto vituperosamente convolgersi e tirarsi alle scale
. b. davanzati, ii-146: lo rotolarono alle gemonie, dov'era stato gittato
gola un uncin di ferro, se lo strascinava dietro fino alle scale gemonie.
. gèna1, sf. (per lo più plur.). ant. e
. foscolo, xvii-400: io lo gèno un po'più, e non ha
casa del diavolo. colletta, 2-i-44: lo squadrone di gendarmeria raggiunse l'armata in
aveva in mano un immenso potere e lo esercitava con arbitrio spaventevole. pesci,
, che è tipico di gendarme. -per lo più con valore spreg.:
non permette la sopravvivenza dell'organismo che lo porta. -gene subletale: la cui
sopprimerla, la vitalità dell'organismo che lo porta. -gene pleiotropo: quello che
un di quei poemi barbari retorici che lo scolasticismo del quattrocento conduceva macchinalmente intorno le
primo il può far primo succede / per lo più che più forte è con effetto
cause genealogiche allegando, 1 e per lo più con l'arme autenticando.
dall'azione di una causa efficiente che lo faccia passare dal non essere all'essere,
, vacando il generalato di quello ordine, lo fece generale, e cavollo degli agnolli
india aveva finito per stupire e inquietare lo stesso generalato della compagnia. =
1-110: adì 11 di diciembre cominciamo lo squittino generale e adì xi del detto
senza capitano generale era molto pericolosa per lo nostro comune. machiavelli, 1-iii-1551:
gente in gente. simintendi, 3-217: lo mondo eternale ha quattro generali corpi.
adunata col rullio di tamburi o con lo squillo di trombe. goldoni, iv-110
nella maggior parte dei casi, per lo più, di solito. boccaccio,
] i loro figliuoli assai teneramente per lo generale ciascuna. tassoni, iv-2-18:
caso; e, dopo molte esamine, lo truovo di molte cose che e in
ti ho qualche altra volta accennato che lo stare sul generale quei tuoi signori con
x-14-82: [il popolo] se lo immagina [garibaldi] generale dei socialisti alla
, ecc.). -per lo più in senso concreto: nozione o proposizione
2-198: si vede accanto alla sposa lo specchio, il quale...
, e preso con le solite cerimonie lo stendardo generalizio, piacque di farlo benedire
iv- xin-9: sicché per qualunque modo lo desiderare de la scienza si prende,
conosciuto cardinale. 3. per lo più, ordinariamente, spesso. cavalca
nell'ambiente canapicolo il giorno di mercato lo fece accorto che la sua decisione si
del ferro al fabbro che fa lo coltello. idem, par., 8-134
amore dal generante al generato, per lo padre a'suoi sucessori e descendenti,
conv., iv-xv-3: tale quale fu lo primo generante, cioè adamo, conviene
non avendone al fine generato alcuno, lo lasciarono erede de i lor beni. bonarelli
. alvaro, 2-29: suo padre lo aveva generato da una che non era
'l figliuolo è generato dal padre, e lo spirito santo procede dal padre e dal
, xxi-663: dio generòe quelli per lo quale ogni cosa fu fatta, e maria
pura,... sì generrà lo figliuolo di dio salvatore sanza nullo diletto
d'amabile fecundità, la qual generasti lo figliuolo dell'altissimo e all'omo perduto
dell'altissimo e all'omo perduto parturisti lo salvatore. aretino, 9-40: ha generato
il lembo, quando / l'emorroissa lo toccò. 3. con riferimento
generi [i lombrichi], o per lo meno che ne fomenti la generazione e
frutti, semi; favorirne la nascita e lo sviluppo. fra giordano, 2-24:
pochi uomini gagliardi: la industria e lo esercizio ne fa assai. chiabrera,
3-252: il sole... genera lo splendore. dante, conv.,
v-128: di quale ventre è venuto lo ghiaccio? e lo gelo del cielo,
quale ventre è venuto lo ghiaccio? e lo gelo del cielo, chi lo generoe
e lo gelo del cielo, chi lo generoe? sacchetti, vi-50: qual paradiso
morte del fuoco volesse figurare. meglio lo so, ora che il volto della mia
continuerà, perché, dicono i maligni, lo scopo principale ne è di sostituire il
maraviglie generandone, come ben chiaro conosce chi lo pruova. guicciardini, i-39: il
degli abiti genera ammirazione, e fa lo spettatore più intento allo spettacolo che non
prima generan l'amore, / e lo core li dà nutrigamento. guittone, i-3-538
un piacere spirituale intenso, tutte staccano lo spirito umano dal mondo sensibile che lo
lo spirito umano dal mondo sensibile che lo circonda, lo inebriano nel contatto di
dal mondo sensibile che lo circonda, lo inebriano nel contatto di qualche cosa che
questa morte tolle al corpo la bellezza e lo colore, / e la forma è
coordinare ad unità, e vi si sente lo scucito, si genera la noia.
questa vita ci è il manchevole e lo stanco e il meccanico, gli è perché
, sì come sarebbe a dire, se lo freddo è generativo de l'acqua,
vedemo li nuvoli generare acqua, che lo freddo è generativo de li nuvoli. taddeo
datele da quelli che la formarono, è lo stesso che spogliar- nela, e quindi
bontade sono cagioni d'amore generative; lo beneficio, lo studio e la consuetudine
cagioni d'amore generative; lo beneficio, lo studio e la consuetudine sono cagioni d'
: ogni cosa generata ha l'augumento, lo strato et il decrescimento. tassoni,
tassoni, ii-2-26: furonvi molti che lo tennero [cesare] di padre incerto e
del generato, alimentandolo, ciò è per lo imbellico. dominici, 1-45: la
i-276: giuliano pelagiano... lo ricercava [s. agostino] del modo
cavalca, 9-150: amare si dee lo generatore, ma molto più lo creatore
dee lo generatore, ma molto più lo creatore. scannelli, 22: dichiararono meritamente
in ogni punto della rigata è sempre lo stesso. grandi, 4-4-97: potendosi
, una macchina; ed è usato per lo più, come sm.).
s'elli retrogradasse e tornasse enderetro enverso lo capricorno, la generazione che dea andare
ogni cosa generata ha l'augumento, lo stato et il decrescimento. garzoni,
el seme, e a poco a poco lo dispone all'anima vegetativa, e passa
satollanza è congiunta vanezza di laidura; lo ventre e le membra di generazione sono
dalla parte diritta e dalla parte manca lo monte del risone- vole miseno che fu
* generazione ': pare ch'intenda lo spazio di cent'anni, ne'quali,
ultime generazioni: sulle tele, per lo più immense, non si scòrgevano che confusi
dal rizzetti. -il sorgere, lo svilupparsi e il manifestarsi di idee,
d'opera et al proposito della formazione e lo ragionamento è che le cose fabbricate per
per adorarmi innanzi alla mia faccia, dice lo signore iddio. alberti, 11-89:
di mugnai avari, o poveri (fa lo stesso e non so che cos'è
, e sì è grosso e grande come lo cimino, ma è di colore nigro
insieme, se forza di natura no lo facesse. ristoro, xxviii-1006: questi elementi
movono e non se mestano asieme da lo movemento del cielo e da la sua vertude
. bibbia volgar., vi-260: lo spirito mio è più dolce che miele
unita: onde di tutti li uomini lo figlio è più prossimo al padre.
). rosmini, xxii-127: se lo spirito prende una specie astratta sostanziale e
del mondo, poca differenza troverebbe per lo più infra di loro, essendo tutto
umano, il battersi la guancia e lo scapigliarsi. -delizia del genere umano
far tanto crudele e tanto atroce guerra con lo innocente genere delle mosche. garzoni,
più chiara la ragione dell'argomentare, quando lo esemplo si potrae a mano a mano
è componimento nuovo anzi, e per lo genere del poema e per la maniera della
ottimamente gli effetti della sua prosa tra lo stile informativo e quello personale, tra
cambiasse più tra loro il dorico, lo ionico, il corintio ed il toscano.
come 11 paragone di ogni genere e lo specchio della bellezza. d'azeglio,
inesauribili. verga, 1-18: -chi te lo dice? -tutto: il suo genere
. casti, iii-75: persuasi che lo stato contemplativo è uno stato di perfetta
di picciolezza. vasari, i-581: lo aver fiorenza prodotto in una medesima età filippo
. -ordinariamente, spesso, per lo più, di solito. -anche:
digli che ci venga e che ce lo colga!... ». tale
capace di calunnia obliqua e generica, lo è eziandio di calunnia
tutte le scene in cui l'amoroso fa lo sfogo d'un suo gran dolore al
.]. pea, 3-256: lo compassionava delle sue disgrazie, in modo
paura dintorno dal genero nel figliuolo potesse lo imperio mutare. testi fiorentini, 209
alo gienero suo far tale despiazire, / lo quale era buono, con sua mente
, famiglie di grossi mercanti, per lo più venute dal lazio, di banchieri,
generosamente recate, o le sciagure per lo culto divino costantemente patite. f. negri
vennero da me interpretate come desiderio che lo liberassi dal guinzaglio. landolfi, 8-187
d'azeglio, 1-110: napoleone (lo seppe madama de staèl) amava si
di guardarla. -sei generoso; ma lo dici con un'aria da don basilio
e generosissimo a un che non ben lo sapesse cavalcare. ariosto, 18-22:
elevati, coraggio, valore, eroismo (lo sguardo, l'aspetto, l'azione
generosa con tutti. verga, 4-354: lo stesso canonico lupi aveva dovuto mettersi la
e divertirlo in qualche modo, io lo stimerei ben fatto. intanto potrà usar
se tu ti rechi a mente / lo genesi dal principio, conviene / prender sua
v.]: * genetica ', lo studio scientifico dei caratteri ereditari degli esseri
de sanctis, 7-445: non è [lo stile di mazzini] la forma genetica
nascita, compleanno (con riferimento per lo più a persone illustri).
dipinte e bianche, come anche per lo giengiovo. = voce d'area mediterranea
: foglietti di brevissima vita, fatti per lo più da vamba, lepido ingegno,
disse pur anche le foglie che circondano lo stelo medesimo, e la spiga prima
. pulci, vii-340: genio: lo iddio che nasce insieme coll'uomo.
tutte le cose create, ovvero per lo genio dell'imperatore. alfieri, 1-900:
fatto poi grande, il genio suo lo spinge / a procacciar magliuoli e piantar
ingiuste il tiri e frene / con lo spirto divin per grazia infuso.
; gnomo, folletto che abita per lo più l'aria e i boschi.
... mi sconturbai, e lo credetti un qualche genio limare. buzzati
, qualche prevenzione per un soggetto che lo meritasse, avrei cercato di contentarla.
genio aborro il tutto, / fuor che lo stare in solitaria spiaggia. goldoni,
di persone militari, come appunto per lo più veggiamo avvenire, per certi genii diversi
: l'insieme delle circostanze che determinano lo scoppio e special- mente il particolare modo
un suggerimento che tanto gli diede per lo genio. pratolini, 1-74: tu mi
. giovanni a cui qualche volta gustava lo scherzo, anche amaro,...
maestria. soldati, i-116: non lo è di certo per chi offre una cucina
o anche da altri enti privati qualora lo stato concorra alle spese con uno speciale
). nitale, / pensi che dio lo vuole e dio lo chiede. a.
/ pensi che dio lo vuole e dio lo chiede. a. cocchi,
pea, 7-382: egli non lo doveva nemmeno sentire quel subissìo di note
striati e verdi; hanno foglie per lo più alterne, intere, spesso semplici
che le furiose cavalle ne le ripe de lo estremo occidente sogliano i genitabili fiati di
fra i cori / de'semidei, ne lo cui sangue in vano / gocciola impura
. -sm., per lo più al plur. leone ebreo,
[potenzia] è quella che vivifica lo corpo, crescelo e nutricalo infine alla morte
espressa dal sostantivo o dall'aggettivo che lo regge; possessivo, se indica appartenenza
letto. parini, vii-8: ah péra lo spietato / genitor che primiero /
gravi iniqui errori. bartolini, 1-166: lo andare a caccia, il desiderio di
l'umor della terra, in nutrimento lo converte. carducci, 45: da
, 5-4: aveva speculato assai per misurarne lo spazio, sospettando che fosse triplo del
che la natura dopo fatto te avesse rotto lo amt al quadruplo del segmento misto aot
le mie genitrici sono molte, e lo mio padre non è uno, le mie
, ed alcuna fiata la fornicazione e lo mio padre è chiamato enfiamento o vero
nascita. iacopone, 43-158: lo spirito santo sopra te verràne / e
girolamo da siena, xxi-311: per lo padre s'intende principalmente quello che è principio
costantinopoli, 1-179: piglia... lo quore del corpo d'uno anno,
l'usare che fa con la balena, lo spande per mare, non essendo capace
ecc. cattaneo, ii-2-466: finalmente lo stato estense, non ostante il pieno
vmj. fatti di cesare, 134: lo tempo era di genaio; nevicato era
di poi ei tenta questa faccenda, lo trova più discosto dal farlo che gennaio
5. accidente grammaticale (e, per lo più, la desinenza) che serve
tre lingue del mare: l'inglese, lo spagnolo, il genovese. soldati,
la lor discaunoscenza / a la credenza -de lo benvoglienti. rinaldo d'aquino, io7
d'alcamo, 69: menami a lo mosteri / e sposami davanti da la iente
: l'incarco de le coma è lo più lieve / ch'ai mondo sia,
ben l'uom tanto infama: / lo vede quasi tutta l'altra gente;
l'ha in capo, mai non se lo sente. galileo, 3-1-398: non
, empier lor borsa / e arichir lo parentado primo, / don- gli
né pure attendan ad d'ella trasse lo suo nascimento, / e a disfar la
fame fu preso, e fu morto lo veglio e sua gente tutta. lippi,
, 2-76: oltre a ciò sono per lo paese molti arabi, gente campestra.
andavano [gli uccelli], era lo suono come suono di moltitudine, e come
riconoscere il terreno, e trovando con lo scandaglio alla mano, che per ciò fare
: il capoccia della chiatta bestemmiava contro lo scirocco e levante che gli toglieva il
discepoli, li quali elli mandò per lo mondo predicando a convertire lo mondo,
mandò per lo mondo predicando a convertire lo mondo, e tutte le genti
ispirava fiducia o l'uomo o lo scrittore. carducci, ii-3-367: ha grande
rinaldo d'aquino, 106: vassene lo più gente / in terra d'oltramare,
fiumi. bonagiunta, lxiii-57: lo suo risguardare -gaio e gente, /
. dante da maiano, 1-42-30: lo vostro umìl conforto / e lo gente
1-42-30: lo vostro umìl conforto / e lo gente parlare / mi fa, donna
giovanni, 85: così similemente / è lo vostro colore: / color non vio
la rosa più gente / che sia ne lo paese. dante da maiano, xii-1-258
dante da maiano, xii-1-258: riguardai lo vostro chiar visaggio, / e l'
un semplice magistrato. cantoni, 4: lo dissero partito in traccia di men fiere
dal pezzente, il padrone dal servo, lo scienziato dall'idiota, il gentile dal
non mediante la molteplicità delle famiglie e lo sparti- mento dei membri di ciascuna di
13: dirò del valore, / per lo qual veramente omo è gentile, /
, / talent'ho di mostrare / lo dolce disiare / dov'è lo mi'
mostrare / lo dolce disiare / dov'è lo mi'cor miso. petrarca, 53-1
, in gentile compagnia. lei certo lo credeva soddisfatto e sereno.
sono piccole e svelte, bianchissime e per lo più bionde. l'aria modesta,
alle cascine; dirò per coloro che non lo sanno, che il grillo è una
sono soddisfattissimo. fogazzaro, 1-48: lo ringrazio e lo prego di ringraziare pure
fogazzaro, 1-48: lo ringrazio e lo prego di ringraziare pure pasini, vedendolo
gentile cappello non l'avèvano mai, per lo innanzi, veduto. bartolini, 15-56
giostra, / altri a cosa gentil muove lo ingegno. castiglione, 239: -e
la mira soltanto al poetico, ci mostra lo spettacolo tanto anticipato, ahimè! d'
grazia non comuni (un'arte o lo stile e l'opera di un artista,
è virgiliana. tenca, 1-220: lo stile medesimo assumeva in questo libro [
. che, per natura, mentiva con lo stesso candore con cui respirava e dipingeva
un sangue sottile ed attivo, che lo rende così gentile e veloce.
la caccia. giamboni, 8-i-219: lo quarto lignaggio sono falconi gentili che prendono
i garofani, / donne, per lo più giovani, / sporgevansi, ridendo,
questa differenza, che 'l malescio non lo riceve così morato come il gentile, ed
un'altra sorte più inculta, che lo sparago, e più gentile, detta corruda
., viii-173: farà venire a voi lo gentile vento acquaio, e lo primaticcio
voi lo gentile vento acquaio, e lo primaticcio e lo serotino, come faceva
vento acquaio, e lo primaticcio e lo serotino, come faceva dal principio.
aria fu strutto. zucchetti, 230: lo stesso fanno ancora alle code degli elefanti
, i-1105: il gentile, cioè lo straniero, era nemico di quella nazione.
: cristo, come venne per salvare lo populo iudaico e lo gentile, così
venne per salvare lo populo iudaico e lo gentile, così volse essere profetato da
. ma si possono alquanto iscusare con lo essere egli stato più occupato nelle ecclesiastiche
quella bella fanciulla fece innamorar di sé lo stesso cupidine. guerrazzi, 9-i-71:
che, mirando le gentilesche forme e lo aspetto giovanile, non rompessero in risate
: dirò del valore, / per lo qual veramente omo è gentile, / con
l'uso de la sua genteleza: / lo vizio sì lega legame doloruso, /
di fare ch'egli fosse veduto vigorosamente lo nimico fedire, o in sul muro
ridottavano i cavalieri della valle bruna, lo re artus e tutta sua gentilezza.
. berni, 45: tornava [lo sparviere] al pugno, ch'era
.. / lassa, dov'è lo savere, / lo pregio, lo valore
, dov'è lo savere, / lo pregio, lo valore e la franchezza,
è lo savere, / lo pregio, lo valore e la franchezza, / la
, creparei. voglio che da noi stesse lo gastighiamo senza mettarci altri omini con arme
del mazzoleni. 11. per lo più al plur. in senso concreto:
così a un tempo abietto e povero / lo veggo, e senza aviamento, e
che io bevo... per lo più suol esser fratello carnale della morte.
. livio volgar., 2-212: lo potevano avere [il consolato] 1
assai pensato, feciono quinto cincinnato, lo quale era uomo villano lavoratore di terra
, sbigottito così disse: 0 lo dio della natura sostiene pena o l'ordigno
di superstizioni da'gentili, i quali lo chiamavano * flameum ', non dovè così
-che è riservato a una famiglia, per lo più aristocratica (un diritto, un
-che riguarda la discendenza genealogica (per lo più di una famiglia aristocratica).
dei privilegi che vi sono connessi (lo stemma, l'arme, il motto,
a'nobili... di mettere lo stemma gentilizio sopra l'altare o sopra
nella sua chiesa gentilizia di palena sotto lo sguardo della beata florisenda. palazzeschi,
: il figliuolo del re toccò gentilmente lo scudo del senescalco, e, rompendo in
di breme, conc., ii-257: lo pregava gentilissimamente di deporre la maschera dal
iii-6-13: un bassorilievo... lo figura leggente in cattedra nel costume del
figliuolo che le siede in seno, e lo tiene di qua e di là gentilmente
se un asino? ». « lo prenderei gentilmente con due dita ».
cantando. e. cecchi, 5-539: lo scalpello tinniva agli estremi confini della memoria
. carducci, iii-27-10: l'italia lo sentì nominare allora la prima volta,
sentì nominare allora la prima volta, lo sentì nominare per tenerlo morto in quella
animo e del tratto e, per lo più, anche per l'alta condizione sociale
certi gentiluomini fiesolani venuti ad abitare per lo disfacimento della detta città, cioè di fiesole
sua gentilezza, li suoi alti costumi, lo suo bello e ornato parlare, mi
iddii. bibbia volgar., vi-400: lo mio popolo è menato in prigione,
li gibillini for chiamati gintilo- mini e lo populo ghelfi. cellini, 1-2 (28
si condusse sì degnamente che filippo iii lo dichiarò suo gentiluomo di camera. guerrazzi
le palme, un gesto che dinotava lo scandalo e la riprovazione più viva.
di sua corte, due servitori che lo servino e una carrozza da quattro cavalli
frequentano il consiglio e quelli che non lo frequentano (i quali sono pochi)
xxi-1-217: venite, gentiluomini, ché lo star fuore al freddo non è cosa
a s. e. e se lo accennava quasi incredula. = deriv
affaticherai il corpo senza divozione, spegnerai lo spirito tuo. scala del paradiso, 513
baciare sante reliquie. nievo, 480: lo abbrancai per le spalle, e lo
lo abbrancai per le spalle, e lo trassi genuflesso e tremante dinanzi il cadavere
, una divozione:... lo scheletro in marmo giallo che scuote l'
montano, 431: il ritorno dei tedeschi lo vede genuflesso e perdonato; ma egli
, il dargli genu- flessorio, con lo strato, e cose simili. bresciani,
. genuflèttere, intr., per lo più con la parti- cella pronom.
ricaricar la nave di guano sardo; lo rivendete a genova od a marsiglia per fresco
, e il guadagno sul primo costo ce lo dividiamo da buoni fratelli! cicognani,
(e dei loro derivati) che lo compongono e analizzando i processi fisico-chimici avvenuti
cristalli o di concrezioni minerali (per lo più cristalli di quarzo o di zeoliti
ossa o dei polmoni, dovuta per lo più a fenomeni degenerativi o mal- formativi
e alla mutua attrazione delle particelle che lo compongono. = voce dotta, gr
la terra (e ne sono colpiti per lo più gli isterici e i dementi;
è dovuta probabilmente alla necessità di soddisfare lo stimolo della fame in mancanza di alimenti
di varia natura e si nutrono per lo più di radici carnose; vi appartiene il
sul polso del tabaccaio, chi appena lo avverta, e non si può non
. scienza che ha per oggetto lo studio della terra, la descrizione e la
: gli recava grandissimo [diletto] lo studio della geografia sopra una gran tavola
gioberti, ii-258: la geografia studia lo spazio terrestre, non solo per modo
bellico chiocciolino, / ch'è d'amor lo scodellino, /... /
medica, libri di letteratura amena per lo più italiani e francesi, atlanti storici
, 4-2-14: in quanti modi si fa lo 'ndo- vinamento per invocazion di demoni?
che tutto s'affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova, /
a traverso. barbaro, 23: lo eguale giunto allo eguale fa il tutto
che sufficientemente sono omogenei l'unità e lo zero, per potersi insieme paragonare in
che secondo tutti i geometri si fa entrare lo zero insieme con tutti i numeri nella
un istituto tecnico, il diploma che lo abilita a esercitare l'agrimensura, la
di verità che seducesse gli sciocchi, lo spinoza l'abbigliò geometricamente; e per
argomenti o replicate esperienze maturamente non ve lo persuadono. magalotti, 9-2-108: non avendo
a similitudine del mezzo aritmetico, conviene che lo determini una virtù secondo una proporzion ragionevole
ciascuno è media geometrica fra quello che lo comprendono o è costante il rapporto (
) di ogni numero con quello che lo precede. - anche per simil.
vi-143: e questa [proporzionalità] per lo più dicesi medietà geometrica. grandi,
cadono sotto misura. albergati, 207: lo stato aristocratico si governa con la proporzione
così distributiva negli erari, come per lo più commutativa nel fòro, e la
l'ingegno geometrico, né la nostr'arte lo soffre. landolfi, 3-47: sappiamo
modi tecnici. de amicis, x-2: lo stile dello zola... è
ristoro, 3-6 (117): perché lo regno sia bene fornito d'ogne ingegno
... / già la per lo più crepuscolari, sono di piccole dimenproporzion
sul metodo ranee e sono diffusi per lo più in america. = voce dotta
la tendenza geometrizzante di luca cambiaso. oggetto lo studio delle forme attuali della supergeometrizzare (
necessariamente nella fisica, in quanto ne'suoi lo più geologo) che si occupa di geomorfologia
degli strati interni) del terreno per lo più a scopo agricolo.
guadagnò finalmente il suo vento, e lo insaccò a piene vele. =
con clima temperato; sono piante per lo più basse e striscianti, con fusti
, con fusti ramosi, foglie per lo più da orbiculari a reniformi, fiori
in ombrelle opposte alle foglie, per lo più molto appariscenti; la specie più
ottenute da alcune specie sudafricane (per lo più il pelargonium cucullatum); hanno
e un treppiè d'acciaio, / e lo strider d'un'ani- tra inchiodata.
di se stessi (e se dio lo permise, può ben permetterlo il papa)
(e, in partic., secondo lo pseudo- dionigi l'aeropagita), ritenuti
. pisacane, iii-224: cerchiamo penetrare con lo sguardo l'atmosfera che i pregiudizi ci
: allora [l'operaio] concepisce lo « stato », che rappresenta il
2-ii-401: [le folaghe] il covo lo fabbricano con cannelle, radiche ed erbe
, radiche ed erbe riunite grossolanamente, e lo posano o sopra una gerba o sopra
deledda, i-1025: poiché piero non lo intendeva e non lo compassionava, era
poiché piero non lo intendeva e non lo compassionava, era a se stesso che cantava
fondatrice. giusti, iii-7: passa lo scartafaccio a beppe aiazzi gerente del piatti
generazioni d'avvoltori. giamboni, 8-i-219: lo quinto lignaggio sono gerfalchi, i quali
: gli apporti espressivi delle tecniche avvezzano lo scrivente a una particolare disciplina della notazione
1-8: non avendo olio di oliva lo fanno pure assai buono, per condire
interessi o attività o professioni (per lo più vietate dalla legge, o comunque
trattieni per interpretargli / i gerghi de lo sposo, affatto simili / a quei
, 51: quale sia questa lingua ce lo disse apostolo zeno, cioè un gergo
basso e grossolano, tra il mistico e lo scolastico, tra il geroglifico e il
gergo sguaiato e incomprensibile del vetturino che lo strascicava brontolando. viani, 19-329: gruppi
m'apristi, oltre il ferirmi in su lo sbergo, / il cui colpo mi
pulci, 27-16: ma quando orlando lo ricognoscea, / gridò: -fortuna, tu
in processo di tempo al suo germano 'lo * come nell'altro trattato abbiam visto
serva..., i quali lo hanno per simil modo occupato, come greci
. libro di sydrac, 163: lo giallo dell'uovo si è la terra,
e siede sopra l'acqua; altressì come lo giallo dell'uovo che è intorniato di
dell'uovo che è intorniato di bianco. lo giermo che è nel giallo, si
prole di giove, e qui in creta lo maturerai e lo metterai alla luce.
e qui in creta lo maturerai e lo metterai alla luce. cicognani, iii-2-187:
enea, germe del cielo, / lo scender nell'averno è cosa agevole, /
l'urbanità, e grado per grado seguendo lo svilupparsi e il crescere de'primi germi
apprezzato più del nativo e germinale; lo zelo più del talento. =
»... non potevano ignorare lo stadio della lor carriera presente, ed eziandio
gitta nella terra... per lo caldo del sole germina, e trae fuore
tuo si raccese l'amore / per lo cui caldo ne l'eterna pace / così
signor, pari all'oliva, / lo scettro salutare, onde ne reggi, /
volgar., i-580: la terra germinerà lo frutto suo, e li arbori si
hanno colto [il pepe], lo mettono nel forno, acciocché la virtù germinativa
mattioli [dioscoride], 311: lo orbanche è uno germine d'un piè
bianco da siena, 55: termini tu lo stermino / con tuo parole matte,
attiva e ad operare gli sviluppi, lo che forma il germogliamento. 2.
germogliante del grande profondo, e per lo quale ogni gente passoe. lucini,
una gemma, un fiore), iniziare lo sviluppo (un nuovo ramo).
frutto che nasce secondo la pianta che lo produce e il terreno in cui la
germogliare tra loro, attese a governare lo stato a suo bene: placido e con
deledda, iii- 281: il padre lo seguiva silenzioso, deciso a sorvegliare il
germogliate, o ancora immature, e per lo più bollite in aqua senza sale.
germogliare (di una pianta); lo sbocciare (dei fiori).
, vii-535: l'arbore del campo darà lo suo frutto e la terra darà li
. arici, i-29: porria [lo zappatore] l'irne radici offender anco
., vii-424: io ti multiplicai come lo germoglio del campo, e se'multiplicata
fresco. alvaro, 15-210: florestana lo guardava attenta, attratta dalla densità dei
bibbia volgar., vi-436: ucciderò lo nome di babilonia, e lo rimanente
ucciderò lo nome di babilonia, e lo rimanente e la schiatta e lo germoglio,
e lo rimanente e la schiatta e lo germoglio, dice iddio. giovio,
. sarpi, iii-266: seguendo lo stile di parlare e di operare di
. sarpi, iii-266: seguendo lo stile di parlare e di operare di
scarabocchio. redi, 16-viii-256: per lo spazio di tanti e tanti mesi sono
di esprimersi sibillino, enigmatico (per lo più con valore spreg.).
basso e grossolano, tra il mistico e lo scolastico, tra il geroglifico e il
a causa di disturbi metabolici, per lo più di origine endocrina.
. del tuppo, 492: tu lo vide che colpa aio io, ma quisto
egli mi mandò dicendo », « colui lo mandò pregando ». dolce, 2-80
non ce ne fu bisogno, stante lo aver dato nei gerundi prima del tempo
e non di gerusalem: babilonia significa lo inferno; gerusalem, paradiso. dante
[l'isola di chile] v'è lo mare gessato e congelato, dove il
e presone andrea il contorno e l'aria lo colorì seminando l'abito solamente disegnato di
forme ver bali, per lo più alterate). dial. ant.
gridare: -gescate fore et occidate lo essercito de lo rege, imperzò ca
-gescate fore et occidate lo essercito de lo rege, imperzò ca esso tengo in
, / che sia di venti miglia lo più presso, g. villani, 6-28
però molesta / coi fumi il capo e lo fa gir dimesso. baldinucci, 66
boccamazza, i-1-445: quando tu vederai lo occhio dello ucello chiuso, tenendo calate
gipùsum, il provenz. geis e lo spagn. yeso. gessóso, agg
, queste sue belle gesta? e lo loda? cicognani, 1-73: non
, i trentatré anni lungo i quali lo ha visto crescere e farsi adulto.
della santità sua. lanzi, ii-72: lo espresse [il papa giulio ii]
. mi trovai vicino a lui quando lo portavano su per le scalere di san pietro
o in carrozza o a cavallo (per lo più allo scopo di corroborare le forze
dimostra la capacità di acquistare (per lo più in misura notevole) certe doti
e letter. fare gesti (per lo più affettati o esagerati); gestire
alvaro, 9-408: andava rivoltando [lo scultore] tra le mani certe figurine di
facendo gesti scomposti e concitati (per lo più nel delirio o in preda alla
ponce che ha davanti, e se lo rovescia tutto addosso. verga, i-387:
frequente e risoluta. pagano, 1-310: lo zelo della religione animava il canto e
am atto negozi che impegnano lo stesso mandante. -gestione senza rappresentanza
. machiavelli, 889: io lo veggo gestire, e ora recarsi in
parla. comisso, 5-61: tutti tenevano lo sguardo fisso sulla mia amica che aveva
suo ufficio. montano, 339: lo spiccatissimo accento piemontese, il suo gestire inelegante
di siena, 210: cose per lo detto messo geste e facte, nonostante che
. sebbene lente, quasi ogni gesto lo dovessero compitare, non si concedono tempo
/ e tutte l'altre gioì de lo bel viso. gherardi, iii-181: parendogli
ne rammemora, / l'andar, lo starsi, il loco: / ogni più
, il riso, / il respiro, lo sguardo. moretti, 96: mamma
nella scultura. vasari, i-151: lo artefice... debbe distinguere i gesti
così mirabil magistero, / che sol manca lo spirto e la favella / al vivo
riman poi morte memora vivente, / così lo sconoscente / non puote morto memora servare
del giglio, con un gesto definitivo, lo sdegno verso le frivolezze di un ambiente
soffici, v-2-645: quando parla, lo fa con attucci, con voce e
moltissimo, in gran maniera. * lo temeva che gesù! aveva una paura
una fervida devozione (e vi è per lo più connessa una notazione iron. per
vive grazie a dio: ed usasi per lo più in locuzione condizionale.
, agg. e sm. (per lo più al plur.). eccles
nel 1534 da ignazio di loyola con lo scopo di potenziare l'autorità morale e
gesuitesse) circonvenne il giovane in guisa che lo indusse a farsi gesuita. settembrini,
. » -diceva gesuitico e tardo / lo zio di molto riguardo. 3
né il gesuitismo le hanno punto annortito lo spirito né la gentilezza. cattaneo,
. pananti, i-278: lo zio prete esclamò, gesus maria!
gli si fece addosso come ima tigre e lo sgozzò d'un colpo senza fargli dir
, iètto), sm. (per lo più al plur. gèti; region
i-655: or se'salito sì come lo mare, / ed ài rotti li
n'andò alla stanga sopra la quale lo sparviere era cotanto da nicostrato tenuto caro
col geto. bencivenni, 4-109: lo cuore è... come l'uccello
: chi vuol ben dal popolo, / lo tenga magro; a far che e'
disus. il gettare, il lanciare, lo scagliare; il buttar via; lancio
, li masnadieri del re, constretti per lo errore de la voce, uccidendo li
con una certa forza, servendosi per lo più delle mani; scaraventare.
ciascuno della sua gente, secondo avea lo podere, uccidea una bestia e gittavala
la tigra va ein alcuna parte, / lo cacciatore con grande maiestria / li filioli
più; allora è buona, e infine lo mare la getta a terra. bibbia
a te molte genti, come sale lo mare quando gitta tonde. nievo,
ultima tuie. -posare (per lo più negligentemente o sgarbatamente). butti
: cor- songli dietro: ma non lo giugnendo, li gittarono de'sassi;
leonardo del guallacca, 331: come lo pesce al lasso, / ch'è
un sacco sopra al capo, che lo priva totalmente della vista. carducci, 514
viii-373: ecco, io vi getterò lo braccio e spargerò sopra la vostra faccia
braccio e spargerò sopra la vostra faccia lo sterco delle vostre solennitadi. zanobi da strato
in lui [l'uomo adirato] fulmina lo sguardo, le ciglia, el fronte
'l voto dorso / montando preme e poi lo spinge al corso. brusoni, 9-72
lievi venti. ecco, disse, ecco lo dispregiatore di noi. -protendere.
troia e de roma, xxviii-414: lo rege de pàrtia fece desquagliare lo auro
xxviii-414: lo rege de pàrtia fece desquagliare lo auro e fecelo gettare in canna a
10-6: se in niun modo [lo sparviero] smaltisce e al tutto ritiene il
uomo che getta il seme suo per lo coito, laverà coll'acqua tutto lo corpo
per lo coito, laverà coll'acqua tutto lo corpo suo. crescenzi volgar.,
.. sì come oliva che getta lo suo fiore. crescenzi volgar., 2-2
dalle finestre. ariosto, 18-118: de lo scudo toccò l'orlo a pena,
toccò l'orlo a pena, / che lo gettò riverso in su l'arena.
rinfrescarmi. simintendi, 3-19: veloce per lo disiderio della morte, si gittò da
come fece san benedetto per cacciar da sé lo spirito di tentazione. leopardi, i-101
. guido da pisa, 1-342: lo re latino... gittossi in camera
ha quel pagan robusto, / che quasi lo gettò fuor de lo arcione. serdonati
/ che quasi lo gettò fuor de lo arcione. serdonati, 9-291: gli cacciò
. dormì con un senso di dolcezza che lo affascinava. -prostrarsi, inginocchiarsi.
nuovamente tutte le azioni di formoso, lo fece eziandio cavare de 'l sepolcro,
puzzo, chi ne sarà impedito o stomacato lo faccia gettare e sotterrar egli in che
qualunque gittasse alcuno figliuolo, colui che lo ricogliesse, il potesse notricare per suo figliuolo
rio. tasso, 7-41: gitta lo scudo, e a due mani afferra /
. giacomo da lentini, 6: lo vostr'amor, che m'ave /