... mi proposi di scrivere la presente opera, e raccogliere tutte quelle
andrea da barberino, 2-201: e stette la cosa in questo cercare e pensiero due
. degli arienti, 97: « perché la vostra magnificenzia veda che io non sono
): certi pochi giorni appresso, la duchessa mandò per me. vasari,
a tre, a due, disputano per la storia; si vede nelle cere loro
., 3-7 (324): la donna rispose: certo, che egli non
accatta questo vecchio le arazzerle per parar la casa, prima che egli sappia il
foscolo, iv-305: se potessi dipingerti la sua pronunzia, i suoi gesti, la
la sua pronunzia, i suoi gesti, la melodia della sua voce, la sua
, la melodia della sua voce, la sua celeste fisonomia, o ricopiar non foss'
s'inganna. moravia, iv-178: fosse la vista di quel letto,..
letto,... oppure veramente la stanchezza della giornata, certo è che
le tarsie. pirandello, 7-97: la campagna era li, stesa al sole,
ma compensata poi anche dalle buone; la zolfara, all'incontro, cieca,
, / per lo nostro sermone e per la mente / c'hanno a tanto comprender
v-1-83: per certo / infinita è la schiera de gli sciocchi. boccaccio,
prima cosa che questa gentil donna, la quale io ho cotanto amata e amo,
mi ha richiesto, e spezialmente dovendone la sua grazia acquistare? non, ne
battaglia un dio per certo / tutta la speme, un dio, che dalla
di lettere, dove c'è tutta la cabala, e che adesso è in
videro al certo, non fu illusione, la bianca figura. viani, 14-19:
sono l'arme quanto basta utilissime a difendere la salute propria ed a offendere el nemico
a qual suo dolce amore / rida la primavera. de sanctis, ii-1-14:
sposa. pascoli, 741: per la via selvaggia / coglieva anch'esso erbe
capelli bagnati; certo s'era bagnata la faccia per cancellare ogni traccia di lagrime
che vinca tua grazia d'aprile / quando la valle è una cuna / di fiori
, i-143: non vedemo noi che la bestia da uno cacciatore levata, e
altro presa, ella rimane a quello che la prende? certo sì; dunque,
. fummo in un convento de'frati de la certosa. vasari, i-466:
le tue conseguenze. verga, ii-479: la ineffabile melanconia di quell'ora non
fondò nel 1084 il primo monastero certosino: la grande chartreuse. registr. nella forma
coro, per cibarsi e una volta la settimana per la ricreazione).
cibarsi e una volta la settimana per la ricreazione). sacchetti, 142
quello che i frati certosini hanno dietro la cella. 2. figur.
insieme, io dal mattino / a la sera starei solo a la cella, /
mattino / a la sera starei solo a la cella, / solo a la mensa
solo a la cella, / solo a la mensa come un certosino? manzoni,
baldini, 1-795: h silenzio e la pace certosina che all'occorrenza si difendono
di quei « vini strani »: la vernaccia, il lacryma christi, il bardolino
: « questi certosini, oltre che per la edificante loro vita, erano famosi per
... si pensano d'oscurar la gloria di michelagnolo. f. f.
verga, 3-115: quel pizzuto avvelena la gente colla sua erbabianca, e non
e non va a confessarsene. certuni la coscienza l'hanno dietro le spalle,
/ non si può sradicare. / la festa è, per certuni, un dovere
fa durante il carnevale, / o la stagione, / a non aprire mai
comp. da certo e uno), la cui forma sing. non è documentata
mattioli [dioscoride], 1-757: la pietra cerulea nasce in cipro nelle cave
a modo di spelonche... chiamasi la pietra cerulea communemente per tutta italia lapislazuli
lapislazuli, e quella si tiene per la migliore che ha in sé alcune scintille
il ceruleo è arena... la prova che il ceruleo sia puro e vero
de'medici, 516: lascia la vecchia madre falterona / e le caverne
di verde corona / di popul copre la cerulea fronte. sannazaro, 5-86: era
nero, e tali sì rilucenti per la ripercussione de'raggi, che di forbito e
pareano. firenzuola, 242: già aveva la rosseggiante aurora preso in mano le cerulee
begli occhi di cerulea luce, / ne la capanna mia poc'anzi apparse. monti
: il cielo prometteva una bella giornata: la luna, in un canto, pallida
e cerulei come sereno d'autunno e la bocca vermiglia e rotondetta come una ciliegia
melanconia. carducci, 997: ivrea la bella... le rosse torri /
le rosse torri / specchia sognando a la cerulea dora / nel largo seno.
rivedo ancora, / e ivrea rivedo e la cerulea dora / e quel dolce paese
entrava / nell'amena città, quando la diva / gli occhi cerulea se gli fece
ceruleo, s'istituiva tra lui e la scolaresca una gara a chi avesse in
, che lo sproposito, evidente quanto la luce del sole, vogliono a spada
sostenere. foscolo, viii-192: ma tra la fazione ateniese senza esercito e questa di
per tene salvare e per menarte a la via, / carne sì volse pigliare de
via, / carne sì volse pigliare de la vergene maria: / ma non me
me ce vai cortesia, / tanta è la sconoscenza, che vèr de me voi
santo uomo. passavanti, 122: se la persona fece quello ch'ella potè,
, e credettesi avere legittimo confessore, la buona fede in questo caso l'aiuta
gran vergogna a voi e a tutta la vostra corte... hacci fatto cosa
hacci fatto cosa che mai non ce la direi. trattato d'amore, 27-5:
colpa, de'tutte fiate, / secondo la ragion, pena portare / di ciò
, 359: il rimettersi ad asserir la fermezza della terra, e prender 11
altro non fusse, da quelle ragioni che la pietà, la religione, il conoscimento
da quelle ragioni che la pietà, la religione, il conoscimento della divina onnipotenza,
il conoscimento della divina onnipotenza, e la coscienza della debolezza dell'ingegno umano,
, perché non ci ho mai tributato la corte che ambiscono anche da'più sciocchi
« io non sorto mai * ribatte la ragazza. « vengo a piarla a casa
purg., 12-97: menocci ove la roccia era tagliata: / quivi mi batté
quivi mi batté l'ali per la fronte; / poi mi promise sicura l'
, par., 2-20: la concreata e perpetua sete / del deiforme
gli è di bisogno, ella eleggerebbe innanzi la morte, che amare o cercare
a quello a che c'inclina la natura. guicciardini, 54: nella guardia
e de'greggi. e cel conferma la voce vóp. o <; ch'a'
faremo un bell'onore, apparendo la prima volta sulla scena tutte infreddate
manzoni, 77: indarno ai vostri / la libertà chie demmo: alcun
con quanta rettitudine sentisse il monti la varia natura de'suoi argomenti,
de'suoi argomenti, cel mostra la scelta stessa de'metri. settem
brini, 1-17: dopo la lezione tutti e due ce n'andavamo
lenir. ungaretti, i-18: c'è la nebbia che ci cancella / nasce
canto delle sirene / del lago dov'era la città. quasimodo, 1-46: le
nome della lettera c (c), la terza lettera dell'alfabeto, la seconda
, la terza lettera dell'alfabeto, la seconda delle consonanti (v. ce1
zia. garzoni, 1-177: la nobiltà d'oggidì consiste... nell'
sepelito cia menega, overo cia gnesina con la stanella indosso ripezzata, et aver tolto
ant. l'erba del tè, la bevanda stessa. boterò, 2-10:
. boterò, 2-10: nel bere la lor delicatezza [dei giapponesi] consiste
: l'acqua, il cià, la cervosa ed ogni altra bevanda. redi,
/ ciabatte e brache, piena la campagna. boccalini, i-51: non era
riempitala d'acqua, annaffiò la terra. nievo, 194: ne uccideremo
passa che dice rimessamente: un giorno la piena ci porterà tutti. il torrente gonfio
. pavese, 6-269: spuntò anche la madre, in ciabatte, grassa e
cui viveva didimo chierico... la donna aspira alla beatitudine di diventare ciabatta
di non voler mostrare al pubblico altro che la parte scelta di noi. tutti vanno
grave miseria. nieri, 290: la su'casa oramai pareva quella dei topi,
suoi confronti. verga, 3-124: la gnà venera gli rinfacciava ogni volta che
ogni volta che i malavoglia avevano invitato la piedipapera a pettinare la mena, -bella
malavoglia avevano invitato la piedipapera a pettinare la mena, -bella pettinatura che le aveva fatto
-portare le scarpe a ciabatta: con la parte posteriore non infilata e piegata sotto
percuotendosi e stropicciandosi, a girellare per la camera facendo salti, esercizi, acrobazie
forse di provenienza spagnola, dove appare la forma del lat. mediev. zapatones (
. anche nel turco settentrionale si registra la forma tabata, a cui corrisponde una voce
in fretta che mai. accorreva ciabattando la cuoca, e mi pestava le mani
161: sua professione... la poveretta di chiesa. toccheggio di un'agonìa
di chiesa. toccheggio di un'agonìa. la si raccoglie intorno lo scialle, e
raccoglie intorno lo scialle, e ciabatta verso la casa segnata; né va di certo
a dir preci, e non a stènder la mano, e nemmanco a furare;
logore, guanti vecchi, berretta da la notte et ogni ciabatteria, e se
di bugie e di forinole robivecchie, la vii ciabatteria della critica. a
da ciabatta. ciabattina, sf. la moglie del ciabattino. —
, volgare. pananti, ii-25: la checca replicò: vero verissimo, /
proprio di ciabattino. con la scusa di farvi il bozzetto, dopo misuratevi
atavismi guantai e ciabattineschi, come anche la gran perizia di parruc- chieria, attestano
vedete qui, ha trattato di tonni la signoria. varchi, v-59: si favellano
fanno essi detti loro, per portar la ragione ove gli pare, pigliandola a
/ le sommità nembose; / gitta la scarpa vecchia / e armeggia il ciabattin.
nuove. alvaro, 9-201: « la signora demà per favore? ». il
arte da certi ciabattini, i quali la fanno assai malamente. tommaseo-rigutini,
: egli ha un ciabattino giù per la gola: e però dicendo sputa un
. moretti, 17-277: luca sentì la voce della levatrice, la distinse fra
: luca sentì la voce della levatrice, la distinse fra il vocio e il ciabattio
vecchio suonino le sei giunge milena, e la vecchia domestica di casa nesi, sorda
civinini, 7-226: appena fuori di città la vecchia macchina ciabattona che mi portava bucò
cellini, 4-606: io lo cominciai con la vera regola, ricrescendo dal piccolo al
ne'mia grandi studi ho imparata, la quale questi imperiti ciabattoni non sanno.
, 406: vi consiglio già a vendere la casa, perché io so il travaglio
queste parti, si decise a far sentire la sua voce. bartolini, 1-68:
ciacche ciacche, in mangiando e schiacciando la ghianda. palazzeschi, 3-276: si
drizza lentamente, se lo porta contro la spalla, prende la mira, tira
se lo porta contro la spalla, prende la mira, tira a sé i due
per essere ripresa; prima di iniziare la scena, il ciac viene posto davanti
persona appositamente incaricata batte l'asticciola contro la tavoletta e pronuncia a voce alta il
della scena (e il ciac ha la funzione di permettere il ritrovamento di un
mesi, / che mecherin qui tolse la catrina; / e vuoila com'un fante
2-81: schifo ai nobili / non fa la loia / di certi ciàccheri / scappati
porco, onde costui era così chiamato per la golosità sua. vita di s.
, sucida, ciacca, rancida, la più cenciosa e la più orsa femminaccia
ciacca, rancida, la più cenciosa e la più orsa femminaccia che io vedessi mai
cittadini mi chiamaste ciacco; / per la dannosa colpa della gola, / come tu
rosseggiano i primi fuochi, regna sovrana la « ciacola * delle donne e fuma
« ciacola * delle donne e fuma la polenta con gli uccelli. cardarelli, 3-159
forte è marcato dal basso e la melodia entra nel secondo tempo)
castiglie. forteguerri, 12-10: si sonava la ciaccona, / dorina col figliuolo alle
, sf. ant. il punto fra la testa e la collottola.
. il punto fra la testa e la collottola. crudeli [tommaseo]
. crudeli [tommaseo]: la collottola'loro era una cosa / candida
rilucente... / ella ombreggiava verso la cia- coppa / d'un grand'orrore
immagine spezzata e un po'comica balena la saetta diritta d'un pugno, tutt'una
metallo 0 di terracotta, che stringono la pasta fortemente. - per estens.
esser piene di quella pasta che fa la cialda. s. manetti, 1-117:
orale (e rendere così più facile la deglutizione). 3. coccarda che
argomento. / perché non gli mancasse la farina, / faceva cialde e ignocchi
a meno che non si voglia accettare la congettura poco probabile d'una derivazione da
volpina astuzia predicarla di tutte l'altre la più cialdina. 2. sm
. vasari, i-594: similmente fece la casa della misericordia con le botteghe de'
misericordia con le botteghe de'cialdonai e la volta de'pecori. garzoni, 1-842
: iermattina vi scrissi, e mandai la lettera a firenze, e la scatola de'
mandai la lettera a firenze, e la scatola de'cialdoni. lippi, 1257:
. giusti, iii-155: per lei [la paura] il lago di garda è
, di mandorlati e di cialdoni con la panna. panzini, ii-691: la
con la panna. panzini, ii-691: la padrona si lamentava, perché non erano
scatole di latta con dentro quei cialdoni con la crema. 2. locuz. inciampare
bastoncelli. mattio franzesi, xxvi-2-114: la midolla del panunto, / incartocciata come
]: certi nobili chiamano cialtronaglia tutta la gente che non è dei loro. d'
cialtrone nobilitato che abborre lo spago e la lesina perché gli ricordano il padre calzolaio
luce nelle pupille, e carolina guardava la sorella, riavuta, palpitante. « si
non forse un'invasione d i barbari, la quale ci salvi dalla cialtrona tirannia de'
! metti metti, leva leva, la figura accarezzata dell'uomo virtuoso da quanto
da cialtrone. carducci, ii-19-196: la mia vecchiaia ha ancora tanto vigore da
di cialtrone, che ha l'aspetto o la natura di cialtrone. panzini
apresso a'prudenti coloro che, tralasciata la vera eloquenza e le ragioni intrinseche e sode
sono i nervi della orazione, tessono tutta la predica, quasi un'incannata di ciambelle
7-196: tra le ragazze che saltavano la corda, e i ragazzi che si rincorrevano
campana, a cavalcioni alla trave cui la campana è già assicurata con le funi
disco anulare, di sala intessuta, la cui apertura circolare è pari alla bocca
segretezza, è quello nientemeno che gonfia la ciambella di guttaperca a s. e
sono gli ammiragli / d'arzanà? su la ciambella? pratolini, 9-397: questa
rinvoltata in un pezzetto di foglio, la quale poi si stringe fra le schiacce.
signorine margarone, in fronzoli e con la testa irta di ciambelle come un fuoco
toro. galileo, 4-3-145: siano la canna o cilindro vuoto ae ed il
, ed egualmente lunghi. dico, la resistenza della canna ae all'esser rotta,
alla resistenza del cilindro solido in aver la medesima proporzione, che il diametro ab
che è assai manifesto; perché essendo la canna e il cilindro in eguali,
base della canna ae (chiamo ciambella la superficie che resta, tratto un cerchio
, inarcato e portato all'indietro; la testa incassata, l'anteriore sollevato,
carena, 2-321: dicono * far la ciambella 'per esprimere, parlandosi di
quella nobile azione di questo, per la quale si muove regolarmente nell'istesso luogo senz'
carrube, il pane a ciambelle e la ricotta in cestini di vimini.
non riescono col buco, come dice la fomaia maestra di lingua. palazzeschi,
, 17-129: permise... che la róssola allineasse le ciambelline nel padellone
di zucchero dopo aver passato su ciascuna la punta di una penna di gallina intinta
. di cymbdlum 'cembalo', per la forma a cerchio; cfr. le forme
. gli presentò alla sua amante, la quale,... venuta rossa in
corte, a cui era affidata originariamente la cura degli appartamenti e del tesoro del
di ciambellano di grana, lunga appresso la terra, con maniche che si rimboccavano
foscolo, xv-435: oggi ho veduto la gonzaga all'albergo reale ove sono andato
del popolo, del quale in tutta la privata loro vita si dimostravano pur troppo
meravigliato di tutti? fu il re e la regina, furono tutti i ciamberlani e
, d'un ciamberlanó paffuto, con la catena del suo grado al collo, che
di boschi. ojetti, ii-198: ma la sera, nel ricevimento al quirinale,
i ciambellani e i gentiluomini, tra la siepe degl'invitati,... era
furono quasi per andarsi a impiccare per la mala vergogna, vedendosi esser stati burlati
bacchetta in mezzo alle reti, con la quale, tirata con uno spago,
. machiavelli, 898: vorrebbe la manetta le portassi, alla tua tornata,
fresco che pareva un mellone, e con la veste sua di ciambellotto e col rocchetto
di ciambellotto che, domenica, / aveva la sorella. baldelli, 5-157: la
la sorella. baldelli, 5-157: la veste fatta a onde... fu
cose lavorate. garzoni, 1-177: la nobiltà d'oggidl consiste... nell'
consiste... nell'aver deposto la gavardina di tela, portar la cappa foderata
deposto la gavardina di tela, portar la cappa foderata di raso e ermellino,
e aver assunto quel di cendalo, o la berretta di ciambellotto, o di veluto
2. locuz: fare, prendere la piega il ciambellotto, cogliere la piega
prendere la piega il ciambellotto, cogliere la piega del ciambellotto: assumere e conservare
ha testé francesco tuo, si coglie la piega quasi del ciambellotto: secondo i
che goderanno le felicità di firenze e la governeranno bene, perché non aranno presa
governeranno bene, perché non aranno presa la piega del ciambellotto, come hanno preso i
fiore, 175-5: ma faccia sì la madre o ciamberiera, / od altri
al cavallo] le raddoppiate giustamente, la ciambétta, le capriole, i cornetti,
teroed'onni ricco, diremo voita la ciambra d'onni barone; ché ricco
. dare, andare in ciampanelle: perdere la chiarezza della mente, vaneggiare, delirare
ciampicare, intr., anche con la particella pronom. (ciàmpico, ciàmpichi
/ che ha il cervel grosso come la cotenna, / che si ciampica molto
. calpestare. viani, 10-36: la gente che aspetta d'entrare nel recinto
con un catenaccio lucente. nel tedio la gente ciampica la ghiaia come nel fondo di
lucente. nel tedio la gente ciampica la ghiaia come nel fondo di un
frutto suo perfetto e buono solo per la ricisa dello inesto. citolini, 208:
. citolini, 208: il pero e la pera, con le spezie loro,
un toponimo (e c'è in toscana la località * villa ciampolini ');
rilucenti / stan le ciane commentando / per la strada solitaria / non un cane.
, rappresentato a roma nel 1738; la voce fu volgarizzata dagli scherzi comici dell'
chimica (ed è usata soprattutto per la preparazione dei suoi sali: come la
la preparazione dei suoi sali: come la calciocianamide). = voce dotta
negheranno se glielo domandate: « perdessimo la luce degli occhi! ». lasciateli
, 2-541: siccome antonio è salariato, la cosa è stata più sbrigativa, e
immaginare. ma voler dire con questo che la strada ha perduto il suo buonumore,
della « cianata », significherebbe forzare la verità in un tentativo non necessario di
né di là. carducci, i-1100: la nostra letteratura è come la nostra politica
i-1100: la nostra letteratura è come la nostra politica: rassomigliano tutt'e due
que'cagnetti piccini che vedendo un cagnone alzar la cianca di dietro a una cantonata vogliono
3-18: erano tracagnotte tutte due, con la pancia che parevano incinte, le cianche
, due facce nere e pelose con la fronte bassa da scimmie e la borsa
pelose con la fronte bassa da scimmie e la borsa in mano. = »
) del sec. xii-xiii: indicava la gamba sottile degli uccelli (il fanco
siciliana, dal lat. planca (con la variante chianca; e chianchere '
ciancata, sf. colpo dato con la gamba. nitri, 272:
batte una ciancata tanto soda, che la botte si sfonda, e brututùn! giù
conostabol trasi avante, il quale / ne la gamba 'l fedio un grande botto
grande botto; / vergenteusso il fedì su la fronte, / sì forte che ciancellò
di bambino, di ragazzo). -fare la cianchetta: lo sgambetto.
, i-161: nell'artifizio di saper fare la cianchetta agli emuli loro, per far
puntava tutto attento il gioco, con la faccia acida. = dimin,
diede lor verace fondamento. cenne da la chitarra, vi-11-186 (6-11):
fedel servitù acquistarla. aretino, v-1-631: la fama di coloro che invecchiano drieto a
scoperta dunque che fu questa storia, la voleva il generale gettar per ogni modo
taci. / inesausta di ciance è la sventura; / ma del par sofferente e
l'util chiede, / e inutile la vita / quindi più sempre divenir non
5-30: quasi quasi vorrei non aver fatto la mia vita, poterla cambiare;
firenzuola, 213: io... la domandai, se conosceva un certo petronio
della dttà. ed ella, udendo la mia domanda, fortemente se ne rise,
. -lasciamo andar le dance, la mia donna, -dich'io, vedendola
giamai altro intento che strapazzarlo col darli la baia e, pigliandolo a gabbo con
letterati. manzoni, 7: e con la destra [la giustizia] alto sospende
7: e con la destra [la giustizia] alto sospende e libra / l'
. marino, i-191: ella [la mula] se ne venne tutta cascante
cascante di vezzi: portava per ciancia la lingua in fuori. 3.
è impossibile; / ma che vi dia la cianda ben vo'credere. / -non
altro già che melarance. -porsi la gorgiera delle ciance: abbandonarsi a raccontar
una moglie delle belle donne che mai la natura facesse, postosi la gorghiera delle
che mai la natura facesse, postosi la gorghiera delle ciance, disse: signor nerino
tal bellezza, che quando voi la vedeste forse non la riputareste meno, anzi
quando voi la vedeste forse non la riputareste meno, anzi più bella della
cose / col brando e similmente con la lancia, / e a te,
e lontane. ariosto, 246: vogliono la baia, e ci tengono in ciancie
disse, perchè non ottengo una grazia da la signoria vostra, padrona mia, e
è da rider di questo. altri la guancia / rigò già invan di sanguinoso pianto
invan di sanguinoso pianto, / perché la costui possa ei stimò ciancia.
il venderle denota meglio inganno consumato, la vendita quasi bell'e fatta.
utile. aretino, 8-176: abbracciando la nimpha, non ti potria dire con
non ti potria dire con che filastroccola la lusingano, e quelle cianciar elle,
12-72: né deve in cianciafrascole passarsi / la primavera dedicata a marte, /.
trattati antichi [crusca): passarono tutta la sera nei soliti « andamenti. ricci
8-9 (308): voi vedreste quivi la donna de'barbanicchi, la reina de'
vedreste quivi la donna de'barbanicchi, la reina de'baschi, la moglie del sol-
de'barbanicchi, la reina de'baschi, la moglie del sol- dano, la imperadrice
, la moglie del sol- dano, la imperadrice d'osbech, la ciancianfera di nor-
dano, la imperadrice d'osbech, la ciancianfera di nor- rueca, la semistante
, la ciancianfera di nor- rueca, la semistante di berlinzone e la scalpedra di
rueca, la semistante di berlinzone e la scalpedra di narsia. cianciante (
) intr., ant. anche con la particella pronominale (ciàncio). far
440): questi pesci su per la mensa guizzavano, di che il re aveva
avea, d'avorio, come era la guancia. boiardo, 1-2-55: ma mentre
a cianciare e cicalare, e fassi la lingua sfrenata. machiavelli, 776: tu
se vuoi covelle, / ché vo'spazzar la ca'. guarini, 375: tanto
5-98: troncando il cianciar, stese la dea / la man di neve al
troncando il cianciar, stese la dea / la man di neve al foco suo vivace
è il confessare coll'ingenuità di socrate la propria ignoranza, che con cianciare a
cose andate per piacere di riandarle con la memoria. leopardi, iii-169: ho
un gran cianciare. nievo, 277: la piccola accademia del senatore si raccoglieva in
al sol. verga, 3-136: la zuppidda e la mangiacarrubbe avevano dimenticato tutti
. verga, 3-136: la zuppidda e la mangiacarrubbe avevano dimenticato tutti gli improperi che
cigola il lungo e tremulo cancello / e la via sbarra; ritte allo steccato /
per l'anima ghiotta, / alziamo la statua ideale. linati, 30-202:
: il luogo era pieno di colore, la mulattiera brulicava d'una gente che saliva
: disse uliver: « questa è la dama nostra, / e di vederla,
dipignendo, non però lascia d'adoperar la mano, ma motteggiando e cianciando par
par che con le ciancie si pigli la pittura a gabbo, e tirando tuttavia con
costrutto. aretino, 1-39: se la setta di co tali isfagumati legge per
tira, scuote le ali e ciancia la più allegra delle canzoni. 4
borgese, 1-103: irritato anche per la fatica che aveva durata nel decifrare
durata nel decifrare le righe impigliate entro la lettera già zeppa, filippo ciancicò
mali zioso che ha ridotto la cocca del tappeto a guisa di un
orecchio di porco e l'azzanna e la ciancica e la strappa. tozzi
porco e l'azzanna e la ciancica e la strappa. tozzi, i-122:
. bruno, 3-745: se non chiudi la bocca a questo ciancione, o padre
tutta questa notte cianciosamente, facendo la veglia come si deve fare.
p. fortini, ii-543: tutta la bella e piacevol brigata sapeva come la
la bella e piacevol brigata sapeva come la bella adriana era burlevole e molto cianciosa
radice ebraica a i greci derivata fu la voce misterio, ixuo-rijpiov, non come
sopra il dilicato collo ricadendo, più la fanno cianciosa. 3. dimin
saccenti, 1-2-278: che sbacchiar la pandora, che cian ciugli
: come le margarite, i coralli, la turchese, i carbonchi, i crisoliti
, i topazii, i smeraldi, e la pietra cianèo. = voce dotta
, se sorpresi nei momenti che la natura loro dilaghi, oh come accusano nel
trivialità delle idee e del linguaggio la bassezza della educazione ed estrazione loro!
: costoro vollono o immaginoronsi di vedere la gente armata che trae al fuoco; ché
meccan. operazione con cui si ottiene la tenuta ermetica di una chiodatura fra lamiere
gasometri: « lei, signor ingegnere, la mi ha addire ecc. ecc.
. caro, 16-99: questi con la trilingue sua cianfrógna / spiritò sì con
, / ch'ancor de'cigni incivittì la spece. menzini, ii-162: tu con
spece. menzini, ii-162: tu con la barbaresca tua cianfrógna / cerchi il disprezzo
della guerra. svevo, 2-543: la stanza d'angiolina aveva cambiato un po'
carriera. piovene, 1-187: è la suora più anziana e ha portato in convento
di savia gente,... la quale si chiama la cianghellina...
,... la quale si chiama la cianghellina... ha questo nome
... ha questo nome preso la nuova setta da una gran valente donna,
ciangola. 2. locuz. avere la ciangola in balìa: tenere a freno
ciangola in balìa: tenere a freno la lingua, parlare poco. g.
cecchi, 7-5-3: ed io che ho la ciangola in balìa, / né mi
e di truf fardi? la gloria vi s'affacendava e ciangottava da riven-
truffe. pea, 1-38: quando serviva la messa, ciangottava a casaccio, come
caro, i-155: vedi ch'ha fuor la lingua, ha fuor gli occhioni,
sempre il primo ad avvedersi che giunge la cibaglia...: la becca
che giunge la cibaglia...: la becca a vuoto e ciangotta quasi spiccicando
ciangotta quasi spiccicando i versi per chiamare la sua coorte. palazzeschi, 1-373: si
: pioveva sempre. forse uscian, la notte, / le stelle, un poco
un vecchio questuante, in alto c'è la chiesa sulla piazzetta alberata. pratolini,
ciangottava l'acqua del monumentino scorrendo lungo la porcellana. = voce onomatopeica.
. negri, 2-1000: di sotto la grondaia, i radi frulli e pispigli
odore di acido acetico e a contatto con la pelle produce forti dolori ed eruzioni (
dichinolide, usati come sensibilizzatori fotografici data la loro estrema sensibilità alla luce.
v.]: 'fanno un cianio per la strada'. * sopra questo ci
assai frequente nelle messi e notevole per la tinta cilestre bellissima de'suoi fiori grandi
/ or de le spiche, tra la chioma flava / fioria quell'occhio azzurro
, laminari o massicce (secondo che la divisione cellulare si rivolge in una, due
molto velenoso (pro cura la morte per paralisi dei centri respiratori),
composta di carbonico e di azoto, la quale forma il radicale dell'acido idrocianico
idrocianico, od acido prussico, che ha la proprietà di formare un sale azzurro unendosi
del colore ceruleo che si spande sopra tutta la periferia degl'integumenti. =
era seduto sul letticciuolo bianco bianco. la sua faccia si faceva sempre più cianotica e
. -scarpa a cianta: con la parte posteriore piegata in giù, come
soffici, ii-211: talvolta, quando la serata era parti colarmente bella
a passeggio a gruppetti, sempre con la treccia in mano, tra il rumore delle
soldati, che danno leva con la manovella, hocchi, 29:
prima che il corteo arrivasse, la chiesa era già piena d'irrequieto cianume
sapore stitico e spiacevole, ch'eccita la salivazione, ed è cristallizzata in lunghi prismi
boiardo, 2-5-46: aggio perduta tutta la diffesa / che aver suoleva a l'
città di druantuna, / che è la sua sedia antiqua e stabilita, /
, / tanta non ne fui mai sotto la luna / un'altra fiata ad arme
a cianza, / dico a rispetto de la sua possanza. pascoli, 295:
-ciao, -disse il ragazzo-giardiniere. aveva la pelle marrone, sulla faccia, sul collo
, o a calcagno, i bulini, la ciappola o tonda, o quadra.
ciappoline, tu andrai... finendo la tua istoria. = cfr.
ciappolo). lavorare il metallo con la ciappola. ciarabàttola, sf. disus
ne partii ': per dire preso la mia roba, fatto fagotto.
non ancor con coridone / bastati sufolar la ciaramella? pascoli, 465: udii
hanno destata ne'suoi tuguri / tutta la buona povera gente. d'annunzio, v3-
: 'ciaramella'. nel dialetto napoletano indica la piva con cui rustici sonatori in certi
vanno per le case sul mezzodì suonando la novena delltmmacolata o del natale.
ciaramella. i. nelli, 7-3-5: la sua moglie è una ciaramella senza giudizio
; son cembali della gioventù, ché la fan saltare disaddatta al lor tuono stonato
gozzi, 4-49: quel poveruom perdé la pazienza: / come un castrato s'è
di scudi più di cento, / facendo la cession del monumento. rajberti, 2-239
da compiacersene e da ciaramellarne per tutta la vita. nievo, 25:
, come il tempo era bello e su la loggia le rose cominciavano a fiorire e
bambinesco di rintocchi funebri che pareva precipitare la funzione. = deriv. da
= forse da ciambella, per la forma (con attrazione di caramella)
a me non mi pare puza, ma la più odorifera cosa del mondo.
si spreme ne le coradellette soffritte ne la padella, et il pepe, che vi
si spolveriza suso. varchi, v-35: la qual ciarla si piglia alcuna volta in
dio sa quanto, prima d'aver la bisaccia piena:... e,
non è tempo da ciarle, marianna: la contessina non può entrare in castello perché
. » esclamava allora, tappandosi violentemente la bocca, dicendone più con quelle reticenze che
* interruppe il bravo, « se la cosa avesse a decidersi a ciarle, lei
avere un'abile parlantina (per convincere la gente, darla a intendere, anche
. martelli, i-60: messer ferrando, la virtù divina / m'ha della mente
, età in cui avrò certamente terminata la mia carriera letteraria. = deverb.
boccaccio, 8-80: la quale [lingua] mai di ciarlare non
. d'ambra, 89: con la quale mi è lecito, / ora,
, spergiura, ciarla, / fa parer la rapina cortesia. forteguerri, 4-16:
alla sordina, / e ciarlando arrivò la chiacchierona / fino a dirle la casa
ciarlando arrivò la chiacchierona / fino a dirle la casa e la persona. nievo,
/ fino a dirle la casa e la persona. nievo, 141: ciarlare e
verga, 3-125: tua madre che fa la lavandaia, invece di stare a ciarlare
vacche tornavano alle stalle; / e la gente, ciarlando per la via, /
; / e la gente, ciarlando per la via, / saliva co'marrelli su
122: raimondo, senza rispetto per la memoria della madre, faceva ciarlare tutta
memoria della madre, faceva ciarlare tutta la città con la sua vita sbrigliata. pirandello
, faceva ciarlare tutta la città con la sua vita sbrigliata. pirandello, 5-212:
canale, sopra una chiusa, c'era la sponda d'un lavatoio e di là
ciarlate. c. gozzi, 4-83: la scrittura fatta / tra la pudica marfisa
4-83: la scrittura fatta / tra la pudica marfisa e terigi / fu gran cagion
puerilità e ciarlatanerie, appunto come lo è la scolastica rimpetto alla buona filosofia. giusti
se questa volta n'ha potuto più la lode che la modestia. de sanctis,
n'ha potuto più la lode che la modestia. de sanctis, iii-357:
grandi uomini. carducci, i-622: e la impostura e la ciarlataneria, e le
, i-622: e la impostura e la ciarlataneria, e le ruberie e le mariolerie
proposito di domandargli se credeva dovessi continuare la psicoanalisi. ma quando mi trovai dinanzi
: sono anche contento che non abbia più la fissazione della cura psicanalitica, che,
mille teatri alemanni ancora, ancora adesso la lodano. roma, napoli, torino e
può per un momento illudere e dopo arriva la dispiacevole verità e si resta con tanto
chi nella piazza attirava con le chiacchiere la gente spacciando rimedi vantati come miracolosi e
che girava di paese in paese esercitando la propria attività sulle pubbliche piazze; chi
; chi richiama con giochi di abilità la folla: prestigiatore, giocoliere, saltimbanco
è stato cantambanco, e per tirare la plebe goffa, come fanno i nostri ciarlatani
novelle, delle quali tanto ne godeva la vana grecia, che se ne fe'
, gli aspergono di sciliva, per la virtù della quale s'awi- liscono e
della quale s'awi- liscono e perdono la malizia del veleno. crudeli, 1-108:
pulcinella. c. gozzi, 4-266: la folla la rispinge rinculando, / sicch'
c. gozzi, 4-266: la folla la rispinge rinculando, / sicch'ella è
, / sicch'ella è quasi per cavar la spada, / e pur il collo
ciarlatano. p. verri, i-60: la medicina è dunque un'arte di sua
iii-149: se un ciarlatano comparisce su la fiera, via di rincorsa; e
di saltimbanchi e di ciarlatani che imbonivan la folla pigiata tutt'intomo e allagante il
cerca di ottenere vantaggi e guadagni ingannando la credulità della gente con abili chiacchiere;
dio ti dia 'l mal anno / e la pasqua peggior, ladroncel- laccio! /
se m'accaneggi, ciarlatano, / la farem con le pugna! bruno,
case e per spaventacchio d'ucelli a la campagna. redi, 16-ix-19: molto
l'amor della patria, ed ama la patria chi vuole il suo bene ed ha
formate del patriotismo una parola chimerica, la quale apre il campo alla calunnia ed impe
vendete il sistema a bariglioni, / con la modestia pia de'ciarlatani. fucini,
mai parlare direttamente del medico calcava molto la parola co-le-ra, accennava a dubbi gravi su
ii-8-180: persone a cui fa difetto finanche la particolare ciarlatanesca genialità dei ciarlatani. pirandello
pacifica? ». « se bastasse la giustizia! ma pericoli credo anch'io che
al lazzaretto per fare lo spurgo e la contumacia. leopardi, iii-1066: non
: non mi fa punto meraviglia che la germania... sia più giusta
più giusta verso di voi, che la presuntuosissima, e superficialissima, e ciarlatanissima
ciarlatana? 4. locuz. la biscia si volta al ciarlatano: l'
non si quietano, per impedire che la biscia si volti al ciarlatano.
. proverbi volgar., 14: la lingua ciarlatrice è dispregiata da dio.
ai pettegolezzi. pratesi, 1-102: la sua improvvisa scomparsa recò a quel piccolo
muratori, 7-ii-394: di là potè nascere la voce * ciarleria ',
si stavano per rompere. onde la sua ciarlìa che è sine fine dicentes mutò
dice tutto quello che passa per la mente (e non sa tenere un
cura. crudeli, 1-40: verso la bella io corsi, / e..
e... le porsi / la custodita veste. d'annunzio, iv-2-113:
tal gemma. salvini, v-521: la dea vesta, custoditrice del fuoco perpetuo.
regai palagio del nome de'borboni; lasciasse la regina e la infanta alla fede del
de'borboni; lasciasse la regina e la infanta alla fede del popolo, custoditrice più
s. bernardino da siena, 213: la settima et ultima considerazione si è,
considerazione si è, come è armata la lingua: custodi- zione. cutàneo
cutaneo. -anche: che avviene attraverso la cute: assorbimento cutaneo, secrezione cutanea
mi sento inclinato a voler credere che la rogna, da'latini chiamata 'scabies
rodimenti fatti nella sostanza della cute sotto la cuticola. vallisneri, i-138: de'vermi
più volte rifanno il medesimo giro o la grande circolazione insieme col sangue, finché
al figur. carducci, i-622: la malattia cutanea della letteratura non accuserebbe ella
il disfacimento dei tessuti organici, e la mancanza di un vital nutrimento dell'anima
. targioni tozzetti, 6-13: se la terra siasi formata schiacciata sotto ai poli
a cagione della cedenza generale di tutta la massa; oppure ciò sia accaduto solamente
oppure ciò sia accaduto solamente allora quando la sua massa, almeno cutanea, fu
aghi, ecco, vengono introdotti sotto la pelle cosi pitturata, ma tenuti, come
pelle, ogni volta che taguglione temerario la infila: onde e grinze normali alla
vir- tute, / e, da la soda cute, / constanza bella che vince
o. rucellai, 1-47: la seconda parte similare da'latini chiamata cute
mi sento inclinato a voler credere che la rogna, da'latini chiamata 'scabies
quello de'camaleonti affri- cani, cioè la mutazione de'colori, onde possiamo chiamarli
perché non hanno i canali deltaria sotto la cute, sì perché sono privi di quelle
6-9: in breve tempo rende ottusa la sensazione delle papille nervee di nostra cute.
altrui, con odorose spugne / trascorrendo la cute. pindemonte, 13-506: disse
l'eroe toccò. s'inaridisce / la molle cute, e si rincrespa; rari
; rari / spuntano e bianchi su la testa i crini; / tutta d'un
crini; / tutta d'un vecchio la persona ei prende / rotto dagli anni e
: l'acquarone, sostenendo, con la sinistra, la mano ferita, con
acquarone, sostenendo, con la sinistra, la mano ferita, con un amputante a
lama stretta, incise, circolarmente, la cute. dossi, 230: un grassoccio
occhi libidinosi. svevo, 2-540: la sua sensazione più forte era il bruciore
d'annunzio, iv-1-64: egli le baciò la mano, premendo, come per lasciarle
, premendo, come per lasciarle su la cute un'impronta di passione. pirandello
. redi, 16-iii-260: tutta quanta la cavità interna di questo microcosmo marino animato
ii-288: molte mosche assai fiere trivellano la cute a'bruchi, alle crisalidi,
. 2. locuz. -forbire la cute a qualcuno: satireggiarlo aspramente,
tu, quirin, ch'io forba / la cute agli altri? un vende a
un vende a tutte voglie / della figlia la carne e della moglie.
e della moglie. -non passare la cute (un sentimento): essere
qua mezzo innamorucchiato; ma non passa la cute. è un amoretto antico, che
(anche 'buccia *, cioè la * parte esteriore che copre 'un corpo
un oggetto). gli antichi ricollegarono la voce al gr. xóto? '
., 32-97: allor lo presi per la cuticagna, / e dissi: «
maestro da giaffa / gli dà la schiaffa / e araffa / e non ristagna
persona mascagna / gli dà un colpo ne la cuticagna. ariosto, 15-85: astolfo
ariosto, 15-85: astolfo intanto per la cuticagna / va da la nuca fin
intanto per la cuticagna / va da la nuca fin sopra le ciglia / cercando in
vii-246: il circolo del capo girando per la riga del melone o diciamo per lo
o diciamo per lo ciuffetto, e per la coppa intorniando l'ultime radici della cuticagna
intorniando l'ultime radici della cuticagna, dove la cape- gliaia si termina, fa di
gliaia si termina, fa di tutta la lunghezza la quinta parte. nievo,
si termina, fa di tutta la lunghezza la quinta parte. nievo, 40:
quinta parte. nievo, 40: la contessa passava le lunghe ore sul genuflessorio
il sorcotto di porpora, si calcò la barbuta su la cuticagna, afferrò il gonfalone
porpora, si calcò la barbuta su la cuticagna, afferrò il gonfalone del popolo
e sette, trafitto il costato e la cuticagna. bocchelli. ii-421: l'aveva
di buono, che si rompevano volentieri la testa a vicenda, ma ignoravano coltello
c. e. gadda, 5-238: la faccia non più * aimable '
le similari sono come sarebbe a dire la cuticola, che in piano volgare dicesi
che in piano volgare dicesi pellicola; la cute, che pelle si chiama.
sempre mai tutti al lor lavoro intanati sotto la cuticola, e nelle grotticelle e passaggi
. a. cocchi, 5-1-95: la cuticola, onde il nostro corpo è ricoperto
g. gozzi, 1-269: tutta la cavità era perfettamente occupata da questa sostanza
era perfettamente occupata da questa sostanza, la quale rassomigliava ad un pezzo di carne
s. v.]: 'cuticola', la prima membra- nuccia esteriore soprapposta alla cute
annunzio, iv-2-322: il giorno dopo, la cuticola del tumore fu sollevata da un
grandezza quanto un mezzo grano di miglio. la cuticola interiore era verdiccia, e nella
della canapa, sicché disgregandosi e scompaginandosi la loro cuticola, la membrana cellulare ed
disgregandosi e scompaginandosi la loro cuticola, la membrana cellulare ed il parenchima, di diaframmi
giugno levati il cuticugno: bisogna attendere la stagione calda per alleggerirsi negli abiti.
. metodo di indagine usato per provare la sensibilità di un organismo nei confronti di
per rivelare un'infezione latente, soprattutto la tubercolosi). = voce dotta
di alghe feoficee, a cui appartiene la famiglia cutleriacee. = voce dotta,
giallo in feriormente, con la gola nera, le ali e la coda
con la gola nera, le ali e la coda nere e bianche; in
uccelli della famiglia motacillidi (soprattutto la motacilla flava e la motacilla cinerocapilla
motacillidi (soprattutto la motacilla flava e la motacilla cinerocapilla), detti popolarmente
significare, non isde- gnarono di usare la parola 'cutrettole, jungas ', da
specie, fra le nostrali, è la meno numerosa. nell'estate vive su i
o unita in coppie vi passa tutta la cattiva stagione, cercando di che cibarsi lungo
di cutrettole e di zanzare, arrivai dove la strada, ormai ridotta a poco più
una controranda, all'asta di fiocco la trinchettina e un fiocco. carena
ad un albero che somiglia, per la sua attrezzatura e per le vele,
a un albero, che somiglia per la sua attrezzatura e per le sue vele
flosce, il fiocco raccolto a prua simulava la polena scol pita di un'
923: forse vi siete insuperbiti per la visita dello czar, e vi pensate di
ma perché piangere?... soltanto la sconfitta è dolore. panzini, ii-383
fatto oggi, l'imperatrice ed io, la cosa più difficile del mondo; essa
più difficile del mondo; essa ha posto la prima pietra ed io l'ultima
impero russo. oriani, x-29-150: la burocrazia in russia è l'onnipotenza negativa
straniere. b. croce, iii-27-285: la grande lacuna era pur sempre nell'europa
e non cessava di sollecitarne col desiderio la caduta o la riforma. 2
di sollecitarne col desiderio la caduta o la riforma. 2. figur.
sapeva l'imperversante czarismo di sua maestà la madre; sapeva ch'egli sarebbe stato
non può essere che czaristico: è questa la sua unità, il punto neutro delle
. o f. (s'indica con la denominazione di; ant. e dial
esplosiva dentale sonora e si articola appoggiando la punta della lingua contro gli incisivi superiori
,... e si conforma con la t, ancora che la voce della
conforma con la t, ancora che la voce della d ascenda e quella della t
. buommattei, 32: battendo la lingua ne * denti [si forma]
le voci, si dà alle volte la d, in vece della t, che
ciò sia cosa che più alquanto empie la sillaba e falla più graziosa la d,
empie la sillaba e falla più graziosa la d, che la t. buommattei,
e falla più graziosa la d, che la t. buommattei, 77: per
provò che alla copula istessa deve togliersi la lettera t, e sostituirvisi la d,
togliersi la lettera t, e sostituirvisi la d, dicendosi ed, più tosto
. -nel gioco degli scacchi, indica la donna. -nei listini di borsa, equivale
denaro, e serve a indicare che la quotazione di un titolo si riferisce soltanto
prezzo denaro. buti, 2-813: la lettera d rilieva 500, sicché per questo
7-i-204: poniamo che a b sia la pittura veduta, e che d sia il
porrai infra c ed e comprenderai male la pittura,... e se
e e d, quivi sarà bene operata la tua vista, e massime quanto più
. nell'antico sistema musicale, indicava la seconda nota della scala naturale diatonica (
significa: * mantenetevi al largo, la mia nave manovra con difficoltà \
che stimola l'accrescimento corporeo, favorisce la calcificazione delle ossa, facilitando la fissazione
favorisce la calcificazione delle ossa, facilitando la fissazione su di esse del calcio e
del fosforo (ed è usata per la cura del rachitismo; si trova nell'olio
che segue; davanti a consonante, la rafforza raddoppiandola, come in da capo
parola che regge, ne raddoppia sempre la consonante iniziale, come in da tanto
datté), prep. ha in complesso la funzione dell'ablativo latino: indica prevalentemente
è manifestissimo a chi punto punto osserva la forza della parola da, che segna
pistoia, / ma da pistoia fu la tua venuta; sì tardo movimento far ti
, co molta luce iscese e mostrocci la via per la selva. petrarca, 8-10
luce iscese e mostrocci la via per la selva. petrarca, 8-10: ma
misero stato ove noi semo / condotte da la vita altra serena / un sol conforto
serena / un sol conforto, e de la morte, avemo. boccaccio, dee
che l'avete, io ricoglierò dall'usuraio la gonnella mia del perso. savonarola,
[della chiesa] fu bisogno dilatarne la spazio. monti, 11-808: chiamò dall'
cielo! dal cielo! che piove / la guazza su le dure zolle. de
su da l'anima in dolore / la preghiera sorgea come una fiamma. pirandello,
del tuo borgo ascolto l'adda e la pioggia. brancoli, 3-54: dalla
stellato. calvino, 1-9: qualcuna la mangiava appena colta, succhiandone la polpa
qualcuna la mangiava appena colta, succhiandone la polpa umida ed agra come da un
un cucchiaio. -disus. indica la via di uscita, di comunicazione con
., 29: queste cose accendeano la gioventù loro, quand'era venuto meno
inf., 20-95: prima che la mattia di casalodi / da pinamonte inganno
surge a'mortali per diverse foci / la lucerna del mondo; ma da quella
tutte da te, danno lo amore e la inclinazione loro naturale anche da te.
mi guardò, mi sorrise, / la villanella. / ed io le dissi,
sua bellezza. montale, 1-85: presa la mia lezione più che dalla tua gloria
. pucci, cent., 55-10: la bara adorna fu di drappo a oro
1-177: i compagni da tiro, e la troiana / giovena schiera,..
epistolare, indica il luogo dal quale la lettera è stata scritta e spedita.
fa sicuro ancor. foscolo, xv-479: la libererò... dal fastidio di
il guardo esclude. pascoli, i-693: la felicità sia infinita; cosi sarà fuori
le care immagini. pavese, 1-27: la stazione, da piccola ch'era in
circostanza o di un'azione, oppure la durata). -anche: precede e
/ -levati da maitino - / davanti a la più bella. cielo d'alcamo,
che non è il sole luciente da la matina, / poi ch'è levato.
sire,... / sono a la tua presenzia, / da voi non
. mostacci, 6-40: cotal'è la memoranza / degli amorosi piacili, / che
, 15-33: ove porrìa fugire da la sua faccia dura? rustico, vi-1-168
chi vive come si puote partire / da la vostra gioiosa cera umana? francesco da
umana? francesco da barberino, 17: la pro- vedenzia conserva e aumenta e tien
di subito venirgli un pensiero di lanciare la fanciulla di là dal fiume e poi
(370): amorose donne, per la mia disavventura, poscia che io ben
io ben da mal conobbi, sempre per la bellezza d'alcuna di voi stato sono
1-33: domani da notte mi tocca la prima guardia, e l'altra notte
, e l'altra notte mi tocca la guardia del dì. savonarola, 5-30:
loro certissimo mi avevano avelenato da poi la morte di quell'uomo da bene del
momento trepidante, quasi temesse di trovare la sua vecchiarella sull'uscio deserto da sei mesi
fare. d'annunzio, i-429: tu la bella vedrai diman da sera / e
, di eventi e simili), la direzione. elegia giudeo-italiana, v-36-108
ordinatameli. giamboni, 22: diremo tutta la miseria dell'uomo e della femmina dall'
stelle, le più capetane, partirese da la parte del mezo dìe e venire a
parte del mezo dìe e venire a la parte de settentrione, e movarese da
parte de settentrione, e movarese da la parte de settentrione e venire a quella
in qua tutti quegli che hanno commossa la repubblica, l'hanno fatto sotto alcuna specie
, purg., 5-116: indi la valle, come 'l dì fu spento,
nebbia. g. villani, 12-73: la carne di castrone e di bue grosso
montò da danari venti in soldi undici la libbra. cavalca, iii-23: dal
voglio che voi e gli altri sempre, la prima cosa che voi facciate da mane
, fin nella più indefinita lontananza, la verde campagna. d'annunzio, iv-2-301
a poco a poco dal tetto verso la gran meridiana. panzini, iv-178: '
, a quello che ne aveva divulgato la fama, in sedicimila fanti e novemila cavalli
il pericolo, tutta l'invidia e tutta la superbia andò da un lato. dante
: sol da un canto vi era la salita, / tutta tagliata a botta di
, / e sol da questa è la intrata e la uscita. machiavelli, 410
sol da questa è la intrata e la uscita. machiavelli, 410: vedendo
vedendo messer buondelmonte che solo veniva verso la sua casa, scese da basso,
scese da basso, e dietro si condusse la figliuola. guicciardini, i-53: il
lmbriani, 1-115: si trattava di cancellare la impressione funesta del colloquio di napoli,
*, riprese franco « dovrò prendere la montagna ». alvaro, 2-9:
si sussurra, dalla bella maliosa, la confinata siciliana che abita dietro la casa
, la confinata siciliana che abita dietro la casa della levatrice? pavese, 4-259:
levatrice? pavese, 4-259: a lui la mamma aveva detto che cercasse di nascondersi
di stato in luogo (e indica la posizione di una persona, di un oggetto
acerbe, / ma è difetto da la parte tua, / che non hai viste
superbe. petrarca, 28-90: che dunque la nemica parte spera / ne rumane difese
rumane difese, / se cristo sta da la contraria schiera? boccaccio, dee.
teseo adunque da lato di padre trasse la discendenza da erecteo. marino, 2-2
; chiamò un terzo in conversazione per la paura di non essere astretto. manzoni,
degli imputati avevano buon gioco per dimostrare la infondatezza delle accuse. pea, 7-115
; serve altresì a precisare, con la maggiore approssimazione possibile, l'ubicazione di
delle gonnelle del santo padre, presono la cassa con quel divotissimo corpo. machiavelli,
. p. della valle, 320: la sua facciata... è lunga
mattina. foscolo, x-304: quando la pestilenza del 1348 in firenze diede occasione al
son per altra figura, / cusì la mente pura de te è vestita, amore
: e le rose vermiglie in fra la neve / mover [vedrei] da l'
: ma giunsero in modo conci da la pioggia, che gran cosa sarà ch'
su 'l bel carro fiorito / fu da la bionda aurora in del rapito. g
da acque vive, che in gran parte la bagnano. giannone, 2-i-471: essi
il terren. leopardi, 23-56: se la vita è sventura, / perché da
inondata dalle troscie dell'acqua, con la mia già a braccio. cicognani, 9-12
391: scossa da un fiato immenso / la città vive un giorno d'umori campestri
giorno d'umori campestri. / ebbra la primavera / come nel sangue. mont
è a piagenza, / in gran gioì la mi tegno, / che da foco
asieme da lo movemento del cielo e da la sua vertude. dante, conv.
. dante, conv., iv-x-6: la difinizione della nobiltà più degnamente si farebbe
podere e dalla tua bontate / riconosco la grazia e la virtute. boccaccio, dee
tua bontate / riconosco la grazia e la virtute. boccaccio, dee., 5-9
(83): il qual pianto la donna prima credette che da dolore di
volgar., iv-5 (45): la qual grazia... illumina quelli che
un tal cocceo, detto, secondo / la frase ebrea, da l'aspra coccia
, 4-73: da questi disordini appresso la persona della reggente s'aumentavano ogni dì più
. pea, 7-30: sant'anna la chiamò per nome, e la ragazza
sant'anna la chiamò per nome, e la ragazza ulivastra, invece di rispondere,
sia male. moravia, ix-160: sembrava la strega di benevento da tanto era vecchia
, 8-147: ma voi torcete a la religione / tal che fia nato a cingersi
/ tal che fia nato a cingersi la spada, / e fate re di tal
. cavalca, iii- 143: la sera medesima non trovò chi li desse da
che quello. bembo, i-254: la mia patria s'arma da mare assai
scorno talvolta. idem, iv-293: la mia parola devrebbe esser da re,
po'più lontano. nievo, 1-10: la campagna mi dà assai lavoro e poco
mangiare. verga, i-r7i: tutta la gente era vestita da festa, come gu
il morto da burla fino a che la vecchia lo farà sul serio. panzini,
da confidenze. bocchelli, 5-174: la sala da pranzo fu adoperata soltanto quando
in questo caso può essere sostituito con la particella come). fra giordano
, 1-10 (116): colei la quale si vede indosso li panni più
, / l'unghie vi resteran ne la rapina. dotti, iii-247: api amorose
finestre s'appollaiano giorno per giorno sotto la sordida ombra del tergesteo. carducci,
: l'albero a cui tendevi / la pargoletta mano, / il verde melograno /
, da 'l collo / puro, da la rosea gota. panzini, iv-178:
fronte bassa e dalla bocca dura, la squadrava. serra, ii-405: l'han
. idem, 2-16: era [la farfalla] un insetto orribile dal becco
, dalle finestre accecate in modo che la luce filtrasse dall'alto. -ant.
e bello arnese, / serpentin da la stella in giostra venne. 16.
. 16. indica l'età, la condizione, la situazione. giamboni,
. indica l'età, la condizione, la situazione. giamboni, 188: qui
gelli, iii-90: ma se l'uomo la toe [la moglie] da giovane
: ma se l'uomo la toe [la moglie] da giovane, e peggio
da giovane, e peggio s'altri la toe da vecchio. grazzini, 4-269
, 25: intorno da lei [la terra] è posta l'acqua, ed
: concepesi amore verso di dio per la inestimabile sua carità, che ha trovata dentro
propria volontà. - anche: per la propria natura, per la propria condizione
anche: per la propria natura, per la propria condizione. giamboni 48:
. fra giordano, 3-46: vedi la pecora che ti veste, che ti dà
pecora che ti veste, che ti dà la lana, ché date eri ignudo.
da s. c., 1-1-6: la virtù... è sì bella da
, / buona da sé, pur che la nostra casa / non faccia lei per
a pensare alcuna cosa da noi, ma la sufficienza nostra è da dio. savonarola
in guisa da per loro, che la casa si facea giorno. f. d'
otto decime;... se la repubblica si pigliasse da sé, come
da per voi medesimo avete casualmente scoperta la fallacia del vostro argomento. lancellotti,
de sanctis, 7-349: era necessaria la repubblica, il popolo doveva fare da sé
1-248: dipoi, da me e la lucrezia, dissi: tu non dovevi
a fusto, scorgè- vasi giù sciorinata la campagna. 22. disus.
, conv., ii-ix-7: se la cera avesse spirito da temere, più temerebbe
a lo raggio del sole che non farebbe la pietra. idem, inf.,
universo. g. villani, 12-90: la detta impresa del tribuno era un'opera
dire che tante migliaia d'uomini dicano la bugia. manzoni, pr. sp
. del sec. vi è registr. la forma da: neol. popolare,
circa ', ecc. si congettura la forma comp. [iln] de (
piei l'altra per dabbasso per incastrare la forma della culatta. l. salviati,
il professore tolse a ogni buon conto la corrente dal circuito che stava provando e
che mi apprezzassero della mia dabbenaggine o per la mia costanza ad ogni fatta di lavori
ritratto della bella grazia e della dabbenaggine. la nostra antica e nobile comunità, benché
ingannare; ingenuità e leggerezza nel valutare la reale portata degli avvenimenti; credulità,
genovesi, 2-100: le anticipazioni, la superstizione, l'ignoranza... possono
vede, e a questo modo riempire la storia di favolette. erodoto non era esente
cui visi io benissimo leggeva tacitamente scolpita la mia obbrobriosa dabenaggine. foscolo, v-72:
foscolo, v-72: posso dire che la mia dabbenaggine non fu mai tanto derisa
questo esperimento. guerrazzi, ii-52: la verità è, che il la marmora,
ii-52: la verità è, che il la marmora,... giudicando i
.. giudicando i successi non secondo la realtà, bensì a norma della sua
della sua dabbenaggine, tenne per disperata la fortuna della guerra, e mandò subito
della guerra, e mandò subito dopo la battaglia di custoza i due famosi telegrammi
sempre scusare. -avere la dabbenaggine di fare una determinata cosa:
compierla. foscolo, xvii-182: così la società, e non meritandoli spesso,
; ed io più ch'altri ho la dabbenaggine di pagarli. il conciliatore, ii-242
il conciliatore, ii-242: avreste voi la dabbenaggine di credere... che senza
calcolatrice di quello che io abbia avuto la dabbenaggine di credere: le conviene di
io. pecchi, 12-123: io ebbi la dabbenaggine di solleticarlo proprio in quella che
di solleticarlo proprio in quella che era la sua mania di grandezza, lodando le
: anche ti guarda di non rompere la fede data, o promessa; però che
fu per pubblico consiglio, o per la paura delle donne io non trovo chi
io (32): abbiàno maritata la lesandra a giovanni di donato bonsi, ch'
1-69: vidi... una donna la quale pareva donna dabene, sicondo il
, e rendere degli amici dabbene maggiore la letizia, dei malevoli la stizza e
dabbene maggiore la letizia, dei malevoli la stizza e la mestizia. goldoni, viii-420
letizia, dei malevoli la stizza e la mestizia. goldoni, viii-420: s'
non fosse una fanciulla dabbene, non la ritroverebbe più nella camera dove l'ha
semplicità che dimostra l'agevole prontezza e la sentita necessità morale del bene operare.
tu hai torto, -disse senza sollevare la testa dal guanciale. palazzeschi, 4-352
, insieme alla pisana che è proprio la figliuola della signora contessa. -sm
: ma queste considerazioni non passavano per la mente al dabben popolo milanese d'allora
, 7-49: il dabbenuomo fuggì verso la casa prendendosi la faccia tra le mani
il dabbenuomo fuggì verso la casa prendendosi la faccia tra le mani... e
il dabben futuro, il dabben premio e la dabben vittoriuzza, secondo l'aspettazione dei
quel dabbene della civiltà romana insieme con la invitta fortezza di quell'animo divotissimo, tutto
/ e ne rintrona il vicolo e la piazza. = dall'ar. dabdàb
= voce mnemonica, che forma la seconda persona plurale del futuro del lat
e delle regioni vicine, notevole per la sua elegante colorazione; superiormente è bruno
non sembra. nievo, 1-322: salutò la nena, la quale daccanto alla finestra
nievo, 1-322: salutò la nena, la quale daccanto alla finestra si mordeva le
non piangere. pascoli, 574: la scarna lunga testa era daccanto / al
momento passò loro daccanto il prelato con la faccia crudele. li salutò con un
, 5-29: e poi che fu ne la sedia reale, / parlamentò sì ben
feroce, daccanto. leonardo, 2-140: la parte di mezzo sia in uso de'
mi avvidi che avevo presso di me la mia alfonsina con un ufficialetto daccanto che
azeglio, 1-180: cominciai coll'alzarmi la mattina prima di giorno, e subito
di passeggiata fino al pranzo, e la sera daccapo. giusti, 3-51: nel
tempo porta tutto all'estremo, come se la società ricominciasse daccapo. soldati, 130
termine di un brano musicale per prescriverne la ripetizione, o, qualora sia indicato
, o, qualora sia indicato, la ripetizione di un altro brano anteriore.
tre strofe di cui l'ultima ripete la prima. tramater [s. v
, giacché avete trita / a lei la falce, ed a lui posto il freno
. imbriani, 1-62: chi guarentiva la costanza deltalmerinda? in un colloquio,
fichi novelli, il signore, passando per la contrada, vide in su la cima
per la contrada, vide in su la cima d'un fico, un bello fico
giovana disonesta, mandala qua giù co la mala ventura. se ella vuole èssare
qua giù dietro al palazo sotto a la prigione, ché non è da fame altromenti
michelagnolo non morire prima che fusse creata la nostra accademia, dacché con tanto onore
corpo, dacché per eterna volontà della natura la vita di tutti gli enti nell'universo
non l'aveva fatto degno di morir per la verità; contento di non dover essere
i quali non gli era permesso d'alzar la voce. nievo, 1-324: detto
verga, ii-39: era stato per la disperazione, dacché tutti la scacciavano come
era stato per la disperazione, dacché tutti la scacciavano come un cane malato..
un cane malato... e per la vergogna anche. b. croce,
croce, i-1-220: per il pallavicino, la fantasia non può errare, dacché egli
bambina pacioccona;... buttava altrove la faccia in riso, cui la fessura
altrove la faccia in riso, cui la fessura della bocca dava un buffo aspetto
aspetto di salvadanaio; dacché era questa la sua maggiore bellezza: di riflettere come
bellezza: di riflettere come uno specchio la felicità della madre. 2. cong
che. giamboni, 7-178: dacché la luna ha dì quindici infino ne'ventidue
ne'ventidue l'albero onde si fabbrica la nave si tagli, e negli altri
in quello medesimo anno tagliati, la sozzura de'vermini dentro in polvere li converte
, che s'è lasciato a dietro la voce * poi 'et èssi detto '
baretti, 1-212: chi sa bene la lingua toscana e ne intende perfettamente la
la lingua toscana e ne intende perfettamente la grazia e l'eleganza, dassi a credere
da giaffette a gengis-kano, / nessuno fra la tartara genìa / ebbe di nobilitade il
volte, dacché vivo, nelle quali la mia protezione non fece fiasco. verga,
. de roberto, 335: per la prima volta dacché viveva, raimondo vedeva
gozzano, 574: chia- retta! la figlia della merciaia, la sua coetanea,
retta! la figlia della merciaia, la sua coetanea, la sua amica d'
figlia della merciaia, la sua coetanea, la sua amica d'infanzia ed adolescenza,
da dieci anni, dacché, con la morte della madre, aveva lasciato il
far sol di tanto a te data è la vista. capuana, 4-97: la
è la vista. capuana, 4-97: la gente, affollata all'uscio,
contenente derivati arsenicali, atto a uccidere la mosca dell'olivo (o dacus oleae
. infiammazione del sacco lacrimale che provoca la fuoriuscita di lacrime sulle guance e rarrossamento
delle vie lacrimali, che si forma per la concrezione di carbonato e fosfato di calcio
4 dacriòma ', lagrimazione continua per la concrezione de'punti lagrimali. tramater [s
s. v.] è registrata anche la forma dacrinòma, come sinonimo di dacriòma
ii tale è il mio dadà; la tal cosa è il suo dadà '.
? che significa? uno spiritoso giornale la dichiarò così: « dada (pronunziate
poi il 4 cavalluccio di legno '. la parola dada ricorre da noi nel senso
che ebbe vita durante e immediatamente dopo la prima guerra mondiale, prima in svizzera,
in francia; iniziatosi come protesta contro la guerra, volle essere una rivolta permanente
rivolta permanente contro l'arte, contro la morale, contro la società, con la
arte, contro la morale, contro la società, con la conseguente negazione di
la morale, contro la società, con la conseguente negazione di tutti i valori,
promulgando un concetto addirittura nuovo che guiderà la vita dell'arte, di un'arte
, o per dirla con freud, la brama della morte. = fr.
mimmosi ed a daddoli quali erano, la mammina. dossi, 40: viaggiando
spettacolo, nelle case, di tutta la gente persa intorno ai portenti d'un moccioso
tommaseo, 4-i-316: gli uomini che pigliano la vita in digrosso e senza tanti dàddoli
daddolona ', è l'uomo, la donna. del bambino non si direbbe,
volgar.], 32-19: dice la scrittura, che gesù minacciò lo spirito immondo
per suo meglio stimò necessario inghiottire tutta la predica, come fece con suo grandissimo
, da dowero ardisco a dire che la nobili tade umana, quanto è da la
la nobili tade umana, quanto è da la parte di molti suoi frutti, quella
ciò adempio il mio pensiero, / per la virtù di dio che n'ha potenza
poi che videro che da dovero parlava la donna, risposero lietamente sé essere apparecchiati.
anche quelli che vuole conoscere a certo la fede e 'l proponimento del suo amante,
amare altra femmina e passare spesso per la contrada di colei cui si mostra d'amare
colei cui si mostra d'amare: per la qual cosa se la sua amanza vede
amare: per la qual cosa se la sua amanza vede che se ne turbi,
: s'ella non dubitava di non la far convertire in ispirito daddovéro, la non
non la far convertire in ispirito daddovéro, la non se ne chiariva alla sesta.
. gelli, iii-64: -lapo ha tolto la fiammetta mia per moglie. -dite voi
per amico che sia, prendersi dadovero la carica di fare il saggiatore degli altrui componimenti
altrui componimenti. sagredo, 125: la donnicciuola, vedendo il marito in forma
agnese ch'ella raccontasse per disteso tutta la sua storia, promettendo di soddisfarla egli
poi della propria. così fermo conobbe per la prima volta daddovéro le triste vicende di
esito inaspettato. tommaseo, 4-i-439: la ferita prese in pochi dì buon aspetto
a maria e prolungava il pericolo. la credeva le celassero il vero, e ch'
iii-2-1000: sappi, giana, che la rondinella non soltanto è innamorata daddovéro,
soltanto è innamorata daddovéro, come direbbe la me- nica, ma è anche promessa
, effettivo. boccaccio, v-260: la vendetta daddovéro, la quale i più
boccaccio, v-260: la vendetta daddovéro, la quale i più degli uomini giudicherebbon che
ricci, 80: ho ricevuto la vostra, gratissima per più conti; e
vostra, gratissima per più conti; e la prima si è, ch'assai mi
, è in grand'errore. / ma la sua disciplina il lume intero / mi
del gioco, e dille ch'ell'è la migliore / dadi gittante, che tu
tutto suo terreno fosse pena l'avere e la persona a qualunche facesse dadi, e
dadi tossono, pena l'avere e la persona. alberti, i-354: e'modi
de'dadi. in questi, circa la materia del dado, questa parte d'
de'dadi, ne'quali gli angoli e la superficie sono di non picciola importanza;
ai caso posson ridursi, de'quali la malizia de gli uomini ha fatto quasi un'
adorna / sen vada, amor, la man leggiadra e bianca, / mentre del
vestite e inguantate di nero, dietro la croce, a tre per tre, e
spine, il velo della veronica, la spugna. 2. per estens.
ben ben fornire: / ciò è la donna, la taverna e 'l dado;
fornire: / ciò è la donna, la taverna e 'l dado; / queste
lor ben, convien che goda / la gola e i dadi e 'l pivo e
gola e i dadi e 'l pivo e la puttana. poliziano, 195: imparate
e favole. ariosto, 18-177: de la notte avean goduto al fresco / gran
al fresco / gran parte, or con la tazza, ora col dado. della
sonno e i baci / abbandonata ha la viril sua chioma. carter, vi-211:
età consumi / tra 'l dado e la ragazza / il meglio, e il resto
: ha condotto alla forca più gente la compassione, che i dadi, il vino
, iii-2-150: voi giocate a dadi / la tùnica di cristo sul coperchio / dell'
il tempo si giuocano ai dadi / la povera veste della vita. -ant
. un numero del resto al quale la roulette non è mai arrivata, da quando
cfr. il n. 18, la locuz.: gettare, trarre il dado
dado. dovila, 764: onde poi la sua fanteria restando abbandonata, si sarebbe
fanteria restando abbandonata, si sarebbe perduta la gente, perduti gli alloggiamenti, perdute
di dado. foscolo, v-10: ma la patria?... il cielo
/ venir ne possa, anch'io darò la volta / al dado del suffragio universale
che io gioco un dado fatale: o la mia vergogna ola vostra salute. d'
imperatore l'osservanza dell'accordo fatto fra la città e don ferrante nel xxx.
, / ch'era intradetta, per la pace rotta / de'ghibellin, che
, cent., 36-82: n'andò la ruba nel contado, / ed otto
f che un dado potesse essere pegiorato. la spagna, 32-10: sopra li scudi
torre in men d'un dado / la sua difesa, e tagliarla ne'fianchi.
. vasari, ii-54: finse la nostra donna ritta che è rilevata da
eppure andò come una spada per tutta la via, e non si smosse un dado
, e tutte e sei, cioè tutta la sua superficie, ventiquattro dita quadre.
faccia un dito quadro, e tutta la sua superfìcie sei dita quadre, delle
da loro istessi si univano: e per la poca altezza a che dovean portarsi,
riguardo alla materia, ma singolarissime per la circostanza d'essere tutte naturalmente di figura
di una pietra rotonda che gira ed ha la forma di una macina da mulino,
in un terreno sabbioso, molle per la neve sciolta di fresco e per gli
, i-527: come furono entrati, la rina accese ima lampada chiusa in un dado
vivo stimolo rettale lo costrinse a differire la difficile edificazione di un castello di dadi
compongono coi dadi finché non crollano per la sproporzione. manzini, 12-18: mentre ester
colonna, compreso fra lo zoccolo e la cimasa di coronamento, le cui facce
parte quadra che sta da basso, la quale io chiamo cosi, perché ella è
quadro, e da lui si piglierà la misura de gli ornamenti suoi. vasari
fa un dato quadro; esempligrazia se la colonna è un braccio grossa e l'architrave
dinanzi gli resti nella faccia un ottavo per la commettitura del piombo, ed un altro
e ravvolta nel peplo di cui, con la sinistra, allontanava lievemente una cocca.
passante oppure no, che insieme con la vite ha la funzione di serraggio e
, che insieme con la vite ha la funzione di serraggio e ha forme diverse
fermare forte un dado d'acciaio per la larghezza di un quarto di braccio in
-no, nonna mia. è stata la bicicletta. vedi? -e le additava lì
-e le additava lì presso con orgoglio la lucente macchina, -non si è mosso un
: cominciai a stringere il dado con la chiave inglese. 12. ant
, 4-1479: i difensori e con la grandine de'moschetti e con la tempesta
e con la grandine de'moschetti e con la tempesta maggiore delle artiglierie dalle quali uscivano
quei siti. cantini, 1-15-296: la munizione minuta, cioè palline, gocciole
opinione. varchi, 23-147: giova la buona coscienza ancora negli stessi martori,
fuoco, quando si dà il dado o la stanghetta. 1ingollata, 3-285: e
edifici. ojetti, ii-407: lungo la bianca raggera le case dei coloni,
dove, suona ima banda) ecco la nebulosa pianura della campagna, dove si
. pirandello, 5-314: traeva di tasca la papalina, la tabacchiera e un pezzolone
: traeva di tasca la papalina, la tabacchiera e un pezzolone a dadi rossi e
in quella camera / al buio con la livia; ma la balia / gli scambiò
/ al buio con la livia; ma la balia / gli scambiò e dadi e
dadi e si vi messe in cambio / la figlioccia, figliastra del suo medico.
troppo tosto introdotto; ultimamente, che la soluzione fosse per machina. a le
questo vero spantacone non mi mette a soqquadro la casa, non mi mangia tossa,
questo dir si mette in tasca / la mano, e tranne fuora un pettin rado
, incominciare un'azione senza avere più la possibilità di tornare indietro (cfr.
di necessità di gittare il dado per la nostra terra. d. battoli, 26-231
per voi. monti, x-2-202: la raccolta / ragion nel mezzo ai ribellati affetti
in rivolta. / ma prestamente, ove la gloria getti / nel mezzo il dado
ci chiamano gli ostenti de gli iddii e la iniquità degli avversari; tratto è il
, / e a perderci uscita è la figura / de la somma sciagura.
a perderci uscita è la figura / de la somma sciagura. b. corsini,
prudente; / se in suo cor la vittoria non sente, / in suo core
a due palmenti, bevendo, forbendosi la bocca con il tovagliolo, che grimaldi teneva
, altre persone appres- savansi, stringevano la mano al nuovo ministro: « il
-lasciar correre il dado: lasciare che la cosa vada da sé. tommaseo
completa soddisfazione; fare cosa che vale la spesa, che meriti la fatica che
cosa che vale la spesa, che meriti la fatica che vi si spende (soprattutto
dado: affidarsi alla sorte, tentare la fortuna. buonarroti il giovane, 9-364
'l dado, e vince / per la parte del si la mia licenzia.
vince / per la parte del si la mia licenzia. -tirare, trarre
da caffè mal rischiarata, su la piazza deserta. un così gran dado
ignobile, tra il fondiglio dei liquori e la cenere dei sigari! 19
è una casa con le sue finestre e la sua veranda. cicognani, 1-83:
sua veranda. cicognani, 1-83: la domenica, all'ave maria, emilio
ave maria, emilio andò a prender la sorella. non era più vestito da prete
a dadini, il soprabito a vita e la tuba come usava allora, sembrava uno
nella locuz. calculum dare * trarre la pietruzza da giocare ', e quindi
famiglia dei cerici (portava nelle cerimonie la sacra fiaccola di demetra e purificava gli
mettendo sotto il piede sinistro dei purificandi la pelle delle vittime sacrificate a zeus meilichio
in memoria di quelle di cui servirsi la dea nel ricercare proserpina.
visto che da fare gli avesse dato la raccolta de'libri e de'manoscritti;
più lontani. chiesa, 5-215: la vigilia, a mezzogiorno, tornò il babbo
. saba, 105: senza un grido la folla il suo daffare / lascia,
i muri erano coperti di proclami. la gente sostava. nelle strade incruente e
bel da fare / a cacciar per la chiesa e pe 'l governo. pea,
soffici, v-2-191: i tre amici ripresero la mattina a girare ciascuno per proprio conto
gli uomini si danno tanto daffare? la loro giornata è una corsa cieca.
corsa cieca. cassola, 1-107: la mamma dal giorno avanti si dava un
frutto a drupa; sono velenose e la corteccia di alcune specie fornisce fibre tessili
tessili per corde o è usata per la fabbricazione di carta. boccaccio,
altissima, e con eterne fiondi era la non pieghevole dafne, qui a noi similmente
serve a proteggere le uova; durante la bella stagione la riproduzione ha luogo per
le uova; durante la bella stagione la riproduzione ha luogo per partenogenesi e tutti
, i quali sembrano cosi denominati per la forma delle loro antenne ramificate, ed a
a forma di braccia, o per la loro coda guemita di lamine piane ed
; vivono nelle acque dolci e costituiscono la parte principale del cibo dei pesci d'
il suo colore rosso corallo, per la sua forma stretta e allungata e per
mattioli [dioscoride], 34: la cassia, di cui sono più spezie
: è un'altra clematide egizia, la quale altri chiamano dafnòide. mattioli [dioscoride
[dioscoride], 605: la dafnòide cresce con assai rami vencidi, et
frondosi dal mezo fino alla cima: la corteccia, che vestisce i rami, è
le quali quando si gustano, incendono la bocca, e parimente le fauci. domenichi
daga forgiata in modo da poter rompere la spada dell'avversario. -daga tedesca
dette al fin nel petto / con la qual gli passò per mezzo il core.
gettò al collo il braccio sinestro e con la destra cacciato mano ad una daga,
col guanto ferrato. / ferraù già la daga in mano ha tolta; / e
di maschere. di giacomo, i-655: la guardia arrivò correndo, con una mano
mano sull'elsa della daga. per la via gridava: -ferma, ferma! d'
; ed in questo schietto vestire, la sua mirabil presenza, il
= di etimo incerto: e sembra improbabile la congettura dal lat. dùca [spatha
dùca [spatha] 4 spada dei daci la voce è diffusa in europa a partire
dove a volte si vede con stupore la lava, che fa bollire i pozzi a
. antico procedimento fotografico in uso verso la metà dell'ottocento, consistente nel riprodurre
, in modo da sensibilizzarla e permettere la formazione di uno strato di ioduro d'
e. czechi, 6-190: finché la daguerrotipia non venne a soppiantarli, i «
estens. l'immagine fotografica ottenuta mediante la dagherrotipia. gavoni, 58: in
'. in ital. è registr. la voce daguerrotipo (nel 1854) e
), sm. apparecchio usato per la dagherrotipia; il procedimento fotografico in cui
; il procedimento fotografico in cui consiste la dagherrotipia. tommaseo [s.
tutto ciò che di più splendido ha prodotto la scienza moderna è aggruppato nella prima metà
. immagine riprodotta su lastra metallica mediante la dagherrotipia. tommaseo [s. v
rame argentato. ghislanzoni, 11-1-273: la fotografia sulla carta non era peranco inventata
straordinaria del suo tempo riuscì a vincere la ripugnanza che le ispirava l'iconografia.
finestre, da una cornice di noce, la guardata corusca del generale pastrufacio, in
3. agg. ottenuto mediante la dagherrotipia. linati, 13-163: e
giusti, i-235: due celebri scoperte occupano la ciarliera curiosità degli uomini; il daguerismo