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vol. III Pag.5 - Da CERTO a CERTOSINO (38 risultati)

... mi proposi di scrivere la presente opera, e raccogliere tutte quelle

andrea da barberino, 2-201: e stette la cosa in questo cercare e pensiero due

. degli arienti, 97: « perché la vostra magnificenzia veda che io non sono

): certi pochi giorni appresso, la duchessa mandò per me. vasari,

a tre, a due, disputano per la storia; si vede nelle cere loro

., 3-7 (324): la donna rispose: certo, che egli non

accatta questo vecchio le arazzerle per parar la casa, prima che egli sappia il

foscolo, iv-305: se potessi dipingerti la sua pronunzia, i suoi gesti, la

la sua pronunzia, i suoi gesti, la melodia della sua voce, la sua

, la melodia della sua voce, la sua celeste fisonomia, o ricopiar non foss'

s'inganna. moravia, iv-178: fosse la vista di quel letto,..

letto,... oppure veramente la stanchezza della giornata, certo è che

le tarsie. pirandello, 7-97: la campagna era li, stesa al sole,

ma compensata poi anche dalle buone; la zolfara, all'incontro, cieca,

, / per lo nostro sermone e per la mente / c'hanno a tanto comprender

v-1-83: per certo / infinita è la schiera de gli sciocchi. boccaccio,

prima cosa che questa gentil donna, la quale io ho cotanto amata e amo,

mi ha richiesto, e spezialmente dovendone la sua grazia acquistare? non, ne

battaglia un dio per certo / tutta la speme, un dio, che dalla

di lettere, dove c'è tutta la cabala, e che adesso è in

videro al certo, non fu illusione, la bianca figura. viani, 14-19:

sono l'arme quanto basta utilissime a difendere la salute propria ed a offendere el nemico

a qual suo dolce amore / rida la primavera. de sanctis, ii-1-14:

sposa. pascoli, 741: per la via selvaggia / coglieva anch'esso erbe

capelli bagnati; certo s'era bagnata la faccia per cancellare ogni traccia di lagrime

che vinca tua grazia d'aprile / quando la valle è una cuna / di fiori

, i-143: non vedemo noi che la bestia da uno cacciatore levata, e

altro presa, ella rimane a quello che la prende? certo sì; dunque,

. fummo in un convento de'frati de la certosa. vasari, i-466:

le tue conseguenze. verga, ii-479: la ineffabile melanconia di quell'ora non

fondò nel 1084 il primo monastero certosino: la grande chartreuse. registr. nella forma

coro, per cibarsi e una volta la settimana per la ricreazione).

cibarsi e una volta la settimana per la ricreazione). sacchetti, 142

quello che i frati certosini hanno dietro la cella. 2. figur.

insieme, io dal mattino / a la sera starei solo a la cella, /

mattino / a la sera starei solo a la cella, / solo a la mensa

solo a la cella, / solo a la mensa come un certosino? manzoni,

baldini, 1-795: h silenzio e la pace certosina che all'occorrenza si difendono

vol. III Pag.6 - Da CERTUNI a CERVARO (24 risultati)

di quei « vini strani »: la vernaccia, il lacryma christi, il bardolino

: « questi certosini, oltre che per la edificante loro vita, erano famosi per

... si pensano d'oscurar la gloria di michelagnolo. f. f.

verga, 3-115: quel pizzuto avvelena la gente colla sua erbabianca, e non

e non va a confessarsene. certuni la coscienza l'hanno dietro le spalle,

/ non si può sradicare. / la festa è, per certuni, un dovere

fa durante il carnevale, / o la stagione, / a non aprire mai

comp. da certo e uno), la cui forma sing. non è documentata

mattioli [dioscoride], 1-757: la pietra cerulea nasce in cipro nelle cave

a modo di spelonche... chiamasi la pietra cerulea communemente per tutta italia lapislazuli

lapislazuli, e quella si tiene per la migliore che ha in sé alcune scintille

il ceruleo è arena... la prova che il ceruleo sia puro e vero

de'medici, 516: lascia la vecchia madre falterona / e le caverne

di verde corona / di popul copre la cerulea fronte. sannazaro, 5-86: era

nero, e tali sì rilucenti per la ripercussione de'raggi, che di forbito e

pareano. firenzuola, 242: già aveva la rosseggiante aurora preso in mano le cerulee

begli occhi di cerulea luce, / ne la capanna mia poc'anzi apparse. monti

: il cielo prometteva una bella giornata: la luna, in un canto, pallida

e cerulei come sereno d'autunno e la bocca vermiglia e rotondetta come una ciliegia

melanconia. carducci, 997: ivrea la bella... le rosse torri /

le rosse torri / specchia sognando a la cerulea dora / nel largo seno.

rivedo ancora, / e ivrea rivedo e la cerulea dora / e quel dolce paese

entrava / nell'amena città, quando la diva / gli occhi cerulea se gli fece

ceruleo, s'istituiva tra lui e la scolaresca una gara a chi avesse in

vol. III Pag.103 - Da CI a CIABATTA (46 risultati)

, che lo sproposito, evidente quanto la luce del sole, vogliono a spada

sostenere. foscolo, viii-192: ma tra la fazione ateniese senza esercito e questa di

per tene salvare e per menarte a la via, / carne sì volse pigliare de

via, / carne sì volse pigliare de la vergene maria: / ma non me

me ce vai cortesia, / tanta è la sconoscenza, che vèr de me voi

santo uomo. passavanti, 122: se la persona fece quello ch'ella potè,

, e credettesi avere legittimo confessore, la buona fede in questo caso l'aiuta

gran vergogna a voi e a tutta la vostra corte... hacci fatto cosa

hacci fatto cosa che mai non ce la direi. trattato d'amore, 27-5:

colpa, de'tutte fiate, / secondo la ragion, pena portare / di ciò

, 359: il rimettersi ad asserir la fermezza della terra, e prender 11

altro non fusse, da quelle ragioni che la pietà, la religione, il conoscimento

da quelle ragioni che la pietà, la religione, il conoscimento della divina onnipotenza,

il conoscimento della divina onnipotenza, e la coscienza della debolezza dell'ingegno umano,

, perché non ci ho mai tributato la corte che ambiscono anche da'più sciocchi

« io non sorto mai * ribatte la ragazza. « vengo a piarla a casa

purg., 12-97: menocci ove la roccia era tagliata: / quivi mi batté

quivi mi batté l'ali per la fronte; / poi mi promise sicura l'

, par., 2-20: la concreata e perpetua sete / del deiforme

gli è di bisogno, ella eleggerebbe innanzi la morte, che amare o cercare

a quello a che c'inclina la natura. guicciardini, 54: nella guardia

e de'greggi. e cel conferma la voce vóp. o <; ch'a'

faremo un bell'onore, apparendo la prima volta sulla scena tutte infreddate

manzoni, 77: indarno ai vostri / la libertà chie demmo: alcun

con quanta rettitudine sentisse il monti la varia natura de'suoi argomenti,

de'suoi argomenti, cel mostra la scelta stessa de'metri. settem

brini, 1-17: dopo la lezione tutti e due ce n'andavamo

lenir. ungaretti, i-18: c'è la nebbia che ci cancella / nasce

canto delle sirene / del lago dov'era la città. quasimodo, 1-46: le

nome della lettera c (c), la terza lettera dell'alfabeto, la seconda

, la terza lettera dell'alfabeto, la seconda delle consonanti (v. ce1

zia. garzoni, 1-177: la nobiltà d'oggidì consiste... nell'

sepelito cia menega, overo cia gnesina con la stanella indosso ripezzata, et aver tolto

ant. l'erba del tè, la bevanda stessa. boterò, 2-10:

. boterò, 2-10: nel bere la lor delicatezza [dei giapponesi] consiste

: l'acqua, il cià, la cervosa ed ogni altra bevanda. redi,

/ ciabatte e brache, piena la campagna. boccalini, i-51: non era

riempitala d'acqua, annaffiò la terra. nievo, 194: ne uccideremo

passa che dice rimessamente: un giorno la piena ci porterà tutti. il torrente gonfio

. pavese, 6-269: spuntò anche la madre, in ciabatte, grassa e

cui viveva didimo chierico... la donna aspira alla beatitudine di diventare ciabatta

di non voler mostrare al pubblico altro che la parte scelta di noi. tutti vanno

grave miseria. nieri, 290: la su'casa oramai pareva quella dei topi,

suoi confronti. verga, 3-124: la gnà venera gli rinfacciava ogni volta che

ogni volta che i malavoglia avevano invitato la piedipapera a pettinare la mena, -bella

malavoglia avevano invitato la piedipapera a pettinare la mena, -bella pettinatura che le aveva fatto

vol. III Pag.104 - Da CIABATTAIO a CIACCHISTA (37 risultati)

-portare le scarpe a ciabatta: con la parte posteriore non infilata e piegata sotto

percuotendosi e stropicciandosi, a girellare per la camera facendo salti, esercizi, acrobazie

forse di provenienza spagnola, dove appare la forma del lat. mediev. zapatones (

. anche nel turco settentrionale si registra la forma tabata, a cui corrisponde una voce

in fretta che mai. accorreva ciabattando la cuoca, e mi pestava le mani

161: sua professione... la poveretta di chiesa. toccheggio di un'agonìa

di chiesa. toccheggio di un'agonìa. la si raccoglie intorno lo scialle, e

raccoglie intorno lo scialle, e ciabatta verso la casa segnata; né va di certo

a dir preci, e non a stènder la mano, e nemmanco a furare;

logore, guanti vecchi, berretta da la notte et ogni ciabatteria, e se

di bugie e di forinole robivecchie, la vii ciabatteria della critica. a

da ciabatta. ciabattina, sf. la moglie del ciabattino. —

, volgare. pananti, ii-25: la checca replicò: vero verissimo, /

proprio di ciabattino. con la scusa di farvi il bozzetto, dopo misuratevi

atavismi guantai e ciabattineschi, come anche la gran perizia di parruc- chieria, attestano

vedete qui, ha trattato di tonni la signoria. varchi, v-59: si favellano

fanno essi detti loro, per portar la ragione ove gli pare, pigliandola a

/ le sommità nembose; / gitta la scarpa vecchia / e armeggia il ciabattin.

nuove. alvaro, 9-201: « la signora demà per favore? ». il

arte da certi ciabattini, i quali la fanno assai malamente. tommaseo-rigutini,

: egli ha un ciabattino giù per la gola: e però dicendo sputa un

. moretti, 17-277: luca sentì la voce della levatrice, la distinse fra

: luca sentì la voce della levatrice, la distinse fra il vocio e il ciabattio

vecchio suonino le sei giunge milena, e la vecchia domestica di casa nesi, sorda

civinini, 7-226: appena fuori di città la vecchia macchina ciabattona che mi portava bucò

cellini, 4-606: io lo cominciai con la vera regola, ricrescendo dal piccolo al

ne'mia grandi studi ho imparata, la quale questi imperiti ciabattoni non sanno.

, 406: vi consiglio già a vendere la casa, perché io so il travaglio

queste parti, si decise a far sentire la sua voce. bartolini, 1-68:

ciacche ciacche, in mangiando e schiacciando la ghianda. palazzeschi, 3-276: si

drizza lentamente, se lo porta contro la spalla, prende la mira, tira

se lo porta contro la spalla, prende la mira, tira a sé i due

per essere ripresa; prima di iniziare la scena, il ciac viene posto davanti

persona appositamente incaricata batte l'asticciola contro la tavoletta e pronuncia a voce alta il

della scena (e il ciac ha la funzione di permettere il ritrovamento di un

mesi, / che mecherin qui tolse la catrina; / e vuoila com'un fante

2-81: schifo ai nobili / non fa la loia / di certi ciàccheri / scappati

vol. III Pag.105 - Da CIACCIA a CIALTRONAGLIA (29 risultati)

porco, onde costui era così chiamato per la golosità sua. vita di s.

, sucida, ciacca, rancida, la più cenciosa e la più orsa femminaccia

ciacca, rancida, la più cenciosa e la più orsa femminaccia che io vedessi mai

cittadini mi chiamaste ciacco; / per la dannosa colpa della gola, / come tu

rosseggiano i primi fuochi, regna sovrana la « ciacola * delle donne e fuma

« ciacola * delle donne e fuma la polenta con gli uccelli. cardarelli, 3-159

forte è marcato dal basso e la melodia entra nel secondo tempo)

castiglie. forteguerri, 12-10: si sonava la ciaccona, / dorina col figliuolo alle

, sf. ant. il punto fra la testa e la collottola.

. il punto fra la testa e la collottola. crudeli [tommaseo]

. crudeli [tommaseo]: la collottola'loro era una cosa / candida

rilucente... / ella ombreggiava verso la cia- coppa / d'un grand'orrore

immagine spezzata e un po'comica balena la saetta diritta d'un pugno, tutt'una

metallo 0 di terracotta, che stringono la pasta fortemente. - per estens.

esser piene di quella pasta che fa la cialda. s. manetti, 1-117:

orale (e rendere così più facile la deglutizione). 3. coccarda che

argomento. / perché non gli mancasse la farina, / faceva cialde e ignocchi

a meno che non si voglia accettare la congettura poco probabile d'una derivazione da

volpina astuzia predicarla di tutte l'altre la più cialdina. 2. sm

. vasari, i-594: similmente fece la casa della misericordia con le botteghe de'

misericordia con le botteghe de'cialdonai e la volta de'pecori. garzoni, 1-842

: iermattina vi scrissi, e mandai la lettera a firenze, e la scatola de'

mandai la lettera a firenze, e la scatola de'cialdoni. lippi, 1257:

. giusti, iii-155: per lei [la paura] il lago di garda è

, di mandorlati e di cialdoni con la panna. panzini, ii-691: la

con la panna. panzini, ii-691: la padrona si lamentava, perché non erano

scatole di latta con dentro quei cialdoni con la crema. 2. locuz. inciampare

bastoncelli. mattio franzesi, xxvi-2-114: la midolla del panunto, / incartocciata come

]: certi nobili chiamano cialtronaglia tutta la gente che non è dei loro. d'

vol. III Pag.106 - Da CIALTRONATA a CIAMBELLOTTO (39 risultati)

cialtrone nobilitato che abborre lo spago e la lesina perché gli ricordano il padre calzolaio

luce nelle pupille, e carolina guardava la sorella, riavuta, palpitante. « si

non forse un'invasione d i barbari, la quale ci salvi dalla cialtrona tirannia de'

! metti metti, leva leva, la figura accarezzata dell'uomo virtuoso da quanto

da cialtrone. carducci, ii-19-196: la mia vecchiaia ha ancora tanto vigore da

di cialtrone, che ha l'aspetto o la natura di cialtrone. panzini

apresso a'prudenti coloro che, tralasciata la vera eloquenza e le ragioni intrinseche e sode

sono i nervi della orazione, tessono tutta la predica, quasi un'incannata di ciambelle

7-196: tra le ragazze che saltavano la corda, e i ragazzi che si rincorrevano

campana, a cavalcioni alla trave cui la campana è già assicurata con le funi

disco anulare, di sala intessuta, la cui apertura circolare è pari alla bocca

segretezza, è quello nientemeno che gonfia la ciambella di guttaperca a s. e

sono gli ammiragli / d'arzanà? su la ciambella? pratolini, 9-397: questa

rinvoltata in un pezzetto di foglio, la quale poi si stringe fra le schiacce.

signorine margarone, in fronzoli e con la testa irta di ciambelle come un fuoco

toro. galileo, 4-3-145: siano la canna o cilindro vuoto ae ed il

, ed egualmente lunghi. dico, la resistenza della canna ae all'esser rotta,

alla resistenza del cilindro solido in aver la medesima proporzione, che il diametro ab

che è assai manifesto; perché essendo la canna e il cilindro in eguali,

base della canna ae (chiamo ciambella la superficie che resta, tratto un cerchio

, inarcato e portato all'indietro; la testa incassata, l'anteriore sollevato,

carena, 2-321: dicono * far la ciambella 'per esprimere, parlandosi di

quella nobile azione di questo, per la quale si muove regolarmente nell'istesso luogo senz'

carrube, il pane a ciambelle e la ricotta in cestini di vimini.

non riescono col buco, come dice la fomaia maestra di lingua. palazzeschi,

, 17-129: permise... che la róssola allineasse le ciambelline nel padellone

di zucchero dopo aver passato su ciascuna la punta di una penna di gallina intinta

. di cymbdlum 'cembalo', per la forma a cerchio; cfr. le forme

. gli presentò alla sua amante, la quale,... venuta rossa in

corte, a cui era affidata originariamente la cura degli appartamenti e del tesoro del

di ciambellano di grana, lunga appresso la terra, con maniche che si rimboccavano

foscolo, xv-435: oggi ho veduto la gonzaga all'albergo reale ove sono andato

del popolo, del quale in tutta la privata loro vita si dimostravano pur troppo

meravigliato di tutti? fu il re e la regina, furono tutti i ciamberlani e

, d'un ciamberlanó paffuto, con la catena del suo grado al collo, che

di boschi. ojetti, ii-198: ma la sera, nel ricevimento al quirinale,

i ciambellani e i gentiluomini, tra la siepe degl'invitati,... era

furono quasi per andarsi a impiccare per la mala vergogna, vedendosi esser stati burlati

bacchetta in mezzo alle reti, con la quale, tirata con uno spago,

vol. III Pag.107 - Da CIAMBERIERA a CIANCELLARE (45 risultati)

. machiavelli, 898: vorrebbe la manetta le portassi, alla tua tornata,

fresco che pareva un mellone, e con la veste sua di ciambellotto e col rocchetto

di ciambellotto che, domenica, / aveva la sorella. baldelli, 5-157: la

la sorella. baldelli, 5-157: la veste fatta a onde... fu

cose lavorate. garzoni, 1-177: la nobiltà d'oggidl consiste... nell'

consiste... nell'aver deposto la gavardina di tela, portar la cappa foderata

deposto la gavardina di tela, portar la cappa foderata di raso e ermellino,

e aver assunto quel di cendalo, o la berretta di ciambellotto, o di veluto

2. locuz: fare, prendere la piega il ciambellotto, cogliere la piega

prendere la piega il ciambellotto, cogliere la piega del ciambellotto: assumere e conservare

ha testé francesco tuo, si coglie la piega quasi del ciambellotto: secondo i

che goderanno le felicità di firenze e la governeranno bene, perché non aranno presa

governeranno bene, perché non aranno presa la piega del ciambellotto, come hanno preso i

fiore, 175-5: ma faccia sì la madre o ciamberiera, / od altri

al cavallo] le raddoppiate giustamente, la ciambétta, le capriole, i cornetti,

teroed'onni ricco, diremo voita la ciambra d'onni barone; ché ricco

. dare, andare in ciampanelle: perdere la chiarezza della mente, vaneggiare, delirare

ciampicare, intr., anche con la particella pronom. (ciàmpico, ciàmpichi

/ che ha il cervel grosso come la cotenna, / che si ciampica molto

. calpestare. viani, 10-36: la gente che aspetta d'entrare nel recinto

con un catenaccio lucente. nel tedio la gente ciampica la ghiaia come nel fondo di

lucente. nel tedio la gente ciampica la ghiaia come nel fondo di un

frutto suo perfetto e buono solo per la ricisa dello inesto. citolini, 208:

. citolini, 208: il pero e la pera, con le spezie loro,

un toponimo (e c'è in toscana la località * villa ciampolini ');

rilucenti / stan le ciane commentando / per la strada solitaria / non un cane.

, rappresentato a roma nel 1738; la voce fu volgarizzata dagli scherzi comici dell'

chimica (ed è usata soprattutto per la preparazione dei suoi sali: come la

la preparazione dei suoi sali: come la calciocianamide). = voce dotta

negheranno se glielo domandate: « perdessimo la luce degli occhi! ». lasciateli

, 2-541: siccome antonio è salariato, la cosa è stata più sbrigativa, e

immaginare. ma voler dire con questo che la strada ha perduto il suo buonumore,

della « cianata », significherebbe forzare la verità in un tentativo non necessario di

né di là. carducci, i-1100: la nostra letteratura è come la nostra politica

i-1100: la nostra letteratura è come la nostra politica: rassomigliano tutt'e due

que'cagnetti piccini che vedendo un cagnone alzar la cianca di dietro a una cantonata vogliono

3-18: erano tracagnotte tutte due, con la pancia che parevano incinte, le cianche

, due facce nere e pelose con la fronte bassa da scimmie e la borsa

pelose con la fronte bassa da scimmie e la borsa in mano. = »

) del sec. xii-xiii: indicava la gamba sottile degli uccelli (il fanco

siciliana, dal lat. planca (con la variante chianca; e chianchere '

ciancata, sf. colpo dato con la gamba. nitri, 272:

batte una ciancata tanto soda, che la botte si sfonda, e brututùn! giù

conostabol trasi avante, il quale / ne la gamba 'l fedio un grande botto

grande botto; / vergenteusso il fedì su la fronte, / sì forte che ciancellò

vol. III Pag.108 - Da CIANCERELLO a CIANCIARE (41 risultati)

di bambino, di ragazzo). -fare la cianchetta: lo sgambetto.

, i-161: nell'artifizio di saper fare la cianchetta agli emuli loro, per far

puntava tutto attento il gioco, con la faccia acida. = dimin,

diede lor verace fondamento. cenne da la chitarra, vi-11-186 (6-11):

fedel servitù acquistarla. aretino, v-1-631: la fama di coloro che invecchiano drieto a

scoperta dunque che fu questa storia, la voleva il generale gettar per ogni modo

taci. / inesausta di ciance è la sventura; / ma del par sofferente e

l'util chiede, / e inutile la vita / quindi più sempre divenir non

5-30: quasi quasi vorrei non aver fatto la mia vita, poterla cambiare;

firenzuola, 213: io... la domandai, se conosceva un certo petronio

della dttà. ed ella, udendo la mia domanda, fortemente se ne rise,

. -lasciamo andar le dance, la mia donna, -dich'io, vedendola

giamai altro intento che strapazzarlo col darli la baia e, pigliandolo a gabbo con

letterati. manzoni, 7: e con la destra [la giustizia] alto sospende

7: e con la destra [la giustizia] alto sospende e libra / l'

. marino, i-191: ella [la mula] se ne venne tutta cascante

cascante di vezzi: portava per ciancia la lingua in fuori. 3.

è impossibile; / ma che vi dia la cianda ben vo'credere. / -non

altro già che melarance. -porsi la gorgiera delle ciance: abbandonarsi a raccontar

una moglie delle belle donne che mai la natura facesse, postosi la gorghiera delle

che mai la natura facesse, postosi la gorghiera delle ciance, disse: signor nerino

tal bellezza, che quando voi la vedeste forse non la riputareste meno, anzi

quando voi la vedeste forse non la riputareste meno, anzi più bella della

cose / col brando e similmente con la lancia, / e a te,

e lontane. ariosto, 246: vogliono la baia, e ci tengono in ciancie

disse, perchè non ottengo una grazia da la signoria vostra, padrona mia, e

è da rider di questo. altri la guancia / rigò già invan di sanguinoso pianto

invan di sanguinoso pianto, / perché la costui possa ei stimò ciancia.

il venderle denota meglio inganno consumato, la vendita quasi bell'e fatta.

utile. aretino, 8-176: abbracciando la nimpha, non ti potria dire con

non ti potria dire con che filastroccola la lusingano, e quelle cianciar elle,

12-72: né deve in cianciafrascole passarsi / la primavera dedicata a marte, /.

trattati antichi [crusca): passarono tutta la sera nei soliti « andamenti. ricci

8-9 (308): voi vedreste quivi la donna de'barbanicchi, la reina de'

vedreste quivi la donna de'barbanicchi, la reina de'baschi, la moglie del sol-

de'barbanicchi, la reina de'baschi, la moglie del sol- dano, la imperadrice

, la moglie del sol- dano, la imperadrice d'osbech, la ciancianfera di nor-

dano, la imperadrice d'osbech, la ciancianfera di nor- rueca, la semistante

, la ciancianfera di nor- rueca, la semistante di berlinzone e la scalpedra di

rueca, la semistante di berlinzone e la scalpedra di narsia. cianciante (

) intr., ant. anche con la particella pronominale (ciàncio). far

vol. III Pag.109 - Da CIANCIATA a CIANCIUME (31 risultati)

440): questi pesci su per la mensa guizzavano, di che il re aveva

avea, d'avorio, come era la guancia. boiardo, 1-2-55: ma mentre

a cianciare e cicalare, e fassi la lingua sfrenata. machiavelli, 776: tu

se vuoi covelle, / ché vo'spazzar la ca'. guarini, 375: tanto

5-98: troncando il cianciar, stese la dea / la man di neve al

troncando il cianciar, stese la dea / la man di neve al foco suo vivace

è il confessare coll'ingenuità di socrate la propria ignoranza, che con cianciare a

cose andate per piacere di riandarle con la memoria. leopardi, iii-169: ho

un gran cianciare. nievo, 277: la piccola accademia del senatore si raccoglieva in

al sol. verga, 3-136: la zuppidda e la mangiacarrubbe avevano dimenticato tutti

. verga, 3-136: la zuppidda e la mangiacarrubbe avevano dimenticato tutti gli improperi che

cigola il lungo e tremulo cancello / e la via sbarra; ritte allo steccato /

per l'anima ghiotta, / alziamo la statua ideale. linati, 30-202:

: il luogo era pieno di colore, la mulattiera brulicava d'una gente che saliva

: disse uliver: « questa è la dama nostra, / e di vederla,

dipignendo, non però lascia d'adoperar la mano, ma motteggiando e cianciando par

par che con le ciancie si pigli la pittura a gabbo, e tirando tuttavia con

costrutto. aretino, 1-39: se la setta di co tali isfagumati legge per

tira, scuote le ali e ciancia la più allegra delle canzoni. 4

borgese, 1-103: irritato anche per la fatica che aveva durata nel decifrare

durata nel decifrare le righe impigliate entro la lettera già zeppa, filippo ciancicò

mali zioso che ha ridotto la cocca del tappeto a guisa di un

orecchio di porco e l'azzanna e la ciancica e la strappa. tozzi

porco e l'azzanna e la ciancica e la strappa. tozzi, i-122:

. bruno, 3-745: se non chiudi la bocca a questo ciancione, o padre

tutta questa notte cianciosamente, facendo la veglia come si deve fare.

p. fortini, ii-543: tutta la bella e piacevol brigata sapeva come la

la bella e piacevol brigata sapeva come la bella adriana era burlevole e molto cianciosa

radice ebraica a i greci derivata fu la voce misterio, ixuo-rijpiov, non come

sopra il dilicato collo ricadendo, più la fanno cianciosa. 3. dimin

saccenti, 1-2-278: che sbacchiar la pandora, che cian ciugli

vol. III Pag.110 - Da CIANCIVENDOLO a CIANINA (29 risultati)

: come le margarite, i coralli, la turchese, i carbonchi, i crisoliti

, i topazii, i smeraldi, e la pietra cianèo. = voce dotta

, se sorpresi nei momenti che la natura loro dilaghi, oh come accusano nel

trivialità delle idee e del linguaggio la bassezza della educazione ed estrazione loro!

: costoro vollono o immaginoronsi di vedere la gente armata che trae al fuoco; ché

meccan. operazione con cui si ottiene la tenuta ermetica di una chiodatura fra lamiere

gasometri: « lei, signor ingegnere, la mi ha addire ecc. ecc.

. caro, 16-99: questi con la trilingue sua cianfrógna / spiritò sì con

, / ch'ancor de'cigni incivittì la spece. menzini, ii-162: tu con

spece. menzini, ii-162: tu con la barbaresca tua cianfrógna / cerchi il disprezzo

della guerra. svevo, 2-543: la stanza d'angiolina aveva cambiato un po'

carriera. piovene, 1-187: è la suora più anziana e ha portato in convento

di savia gente,... la quale si chiama la cianghellina...

,... la quale si chiama la cianghellina... ha questo nome

... ha questo nome preso la nuova setta da una gran valente donna,

ciangola. 2. locuz. avere la ciangola in balìa: tenere a freno

ciangola in balìa: tenere a freno la lingua, parlare poco. g.

cecchi, 7-5-3: ed io che ho la ciangola in balìa, / né mi

e di truf fardi? la gloria vi s'affacendava e ciangottava da riven-

truffe. pea, 1-38: quando serviva la messa, ciangottava a casaccio, come

caro, i-155: vedi ch'ha fuor la lingua, ha fuor gli occhioni,

sempre il primo ad avvedersi che giunge la cibaglia...: la becca

che giunge la cibaglia...: la becca a vuoto e ciangotta quasi spiccicando

ciangotta quasi spiccicando i versi per chiamare la sua coorte. palazzeschi, 1-373: si

: pioveva sempre. forse uscian, la notte, / le stelle, un poco

un vecchio questuante, in alto c'è la chiesa sulla piazzetta alberata. pratolini,

ciangottava l'acqua del monumentino scorrendo lungo la porcellana. = voce onomatopeica.

. negri, 2-1000: di sotto la grondaia, i radi frulli e pispigli

odore di acido acetico e a contatto con la pelle produce forti dolori ed eruzioni (

vol. III Pag.111 - Da CIANIO a CIAPPA (21 risultati)

dichinolide, usati come sensibilizzatori fotografici data la loro estrema sensibilità alla luce.

v.]: 'fanno un cianio per la strada'. * sopra questo ci

assai frequente nelle messi e notevole per la tinta cilestre bellissima de'suoi fiori grandi

/ or de le spiche, tra la chioma flava / fioria quell'occhio azzurro

, laminari o massicce (secondo che la divisione cellulare si rivolge in una, due

molto velenoso (pro cura la morte per paralisi dei centri respiratori),

composta di carbonico e di azoto, la quale forma il radicale dell'acido idrocianico

idrocianico, od acido prussico, che ha la proprietà di formare un sale azzurro unendosi

del colore ceruleo che si spande sopra tutta la periferia degl'integumenti. =

era seduto sul letticciuolo bianco bianco. la sua faccia si faceva sempre più cianotica e

. -scarpa a cianta: con la parte posteriore piegata in giù, come

soffici, ii-211: talvolta, quando la serata era parti colarmente bella

a passeggio a gruppetti, sempre con la treccia in mano, tra il rumore delle

soldati, che danno leva con la manovella, hocchi, 29:

prima che il corteo arrivasse, la chiesa era già piena d'irrequieto cianume

sapore stitico e spiacevole, ch'eccita la salivazione, ed è cristallizzata in lunghi prismi

boiardo, 2-5-46: aggio perduta tutta la diffesa / che aver suoleva a l'

città di druantuna, / che è la sua sedia antiqua e stabilita, /

, / tanta non ne fui mai sotto la luna / un'altra fiata ad arme

a cianza, / dico a rispetto de la sua possanza. pascoli, 295:

-ciao, -disse il ragazzo-giardiniere. aveva la pelle marrone, sulla faccia, sul collo

vol. III Pag.112 - Da CIAPPA a CIARLARE (26 risultati)

, o a calcagno, i bulini, la ciappola o tonda, o quadra.

ciappoline, tu andrai... finendo la tua istoria. = cfr.

ciappolo). lavorare il metallo con la ciappola. ciarabàttola, sf. disus

ne partii ': per dire preso la mia roba, fatto fagotto.

non ancor con coridone / bastati sufolar la ciaramella? pascoli, 465: udii

hanno destata ne'suoi tuguri / tutta la buona povera gente. d'annunzio, v3-

: 'ciaramella'. nel dialetto napoletano indica la piva con cui rustici sonatori in certi

vanno per le case sul mezzodì suonando la novena delltmmacolata o del natale.

ciaramella. i. nelli, 7-3-5: la sua moglie è una ciaramella senza giudizio

; son cembali della gioventù, ché la fan saltare disaddatta al lor tuono stonato

gozzi, 4-49: quel poveruom perdé la pazienza: / come un castrato s'è

di scudi più di cento, / facendo la cession del monumento. rajberti, 2-239

da compiacersene e da ciaramellarne per tutta la vita. nievo, 25:

, come il tempo era bello e su la loggia le rose cominciavano a fiorire e

bambinesco di rintocchi funebri che pareva precipitare la funzione. = deriv. da

= forse da ciambella, per la forma (con attrazione di caramella)

a me non mi pare puza, ma la più odorifera cosa del mondo.

si spreme ne le coradellette soffritte ne la padella, et il pepe, che vi

si spolveriza suso. varchi, v-35: la qual ciarla si piglia alcuna volta in

dio sa quanto, prima d'aver la bisaccia piena:... e,

non è tempo da ciarle, marianna: la contessina non può entrare in castello perché

. » esclamava allora, tappandosi violentemente la bocca, dicendone più con quelle reticenze che

* interruppe il bravo, « se la cosa avesse a decidersi a ciarle, lei

avere un'abile parlantina (per convincere la gente, darla a intendere, anche

. martelli, i-60: messer ferrando, la virtù divina / m'ha della mente

, età in cui avrò certamente terminata la mia carriera letteraria. = deverb.

vol. III Pag.113 - Da CIARLATA a CIARLIERO (57 risultati)

boccaccio, 8-80: la quale [lingua] mai di ciarlare non

. d'ambra, 89: con la quale mi è lecito, / ora,

, spergiura, ciarla, / fa parer la rapina cortesia. forteguerri, 4-16:

alla sordina, / e ciarlando arrivò la chiacchierona / fino a dirle la casa

ciarlando arrivò la chiacchierona / fino a dirle la casa e la persona. nievo,

/ fino a dirle la casa e la persona. nievo, 141: ciarlare e

verga, 3-125: tua madre che fa la lavandaia, invece di stare a ciarlare

vacche tornavano alle stalle; / e la gente, ciarlando per la via, /

; / e la gente, ciarlando per la via, / saliva co'marrelli su

122: raimondo, senza rispetto per la memoria della madre, faceva ciarlare tutta

memoria della madre, faceva ciarlare tutta la città con la sua vita sbrigliata. pirandello

, faceva ciarlare tutta la città con la sua vita sbrigliata. pirandello, 5-212:

canale, sopra una chiusa, c'era la sponda d'un lavatoio e di là

ciarlate. c. gozzi, 4-83: la scrittura fatta / tra la pudica marfisa

4-83: la scrittura fatta / tra la pudica marfisa e terigi / fu gran cagion

puerilità e ciarlatanerie, appunto come lo è la scolastica rimpetto alla buona filosofia. giusti

se questa volta n'ha potuto più la lode che la modestia. de sanctis,

n'ha potuto più la lode che la modestia. de sanctis, iii-357:

grandi uomini. carducci, i-622: e la impostura e la ciarlataneria, e le

, i-622: e la impostura e la ciarlataneria, e le ruberie e le mariolerie

proposito di domandargli se credeva dovessi continuare la psicoanalisi. ma quando mi trovai dinanzi

: sono anche contento che non abbia più la fissazione della cura psicanalitica, che,

mille teatri alemanni ancora, ancora adesso la lodano. roma, napoli, torino e

può per un momento illudere e dopo arriva la dispiacevole verità e si resta con tanto

chi nella piazza attirava con le chiacchiere la gente spacciando rimedi vantati come miracolosi e

che girava di paese in paese esercitando la propria attività sulle pubbliche piazze; chi

; chi richiama con giochi di abilità la folla: prestigiatore, giocoliere, saltimbanco

è stato cantambanco, e per tirare la plebe goffa, come fanno i nostri ciarlatani

novelle, delle quali tanto ne godeva la vana grecia, che se ne fe'

, gli aspergono di sciliva, per la virtù della quale s'awi- liscono e

della quale s'awi- liscono e perdono la malizia del veleno. crudeli, 1-108:

pulcinella. c. gozzi, 4-266: la folla la rispinge rinculando, / sicch'

c. gozzi, 4-266: la folla la rispinge rinculando, / sicch'ella è

, / sicch'ella è quasi per cavar la spada, / e pur il collo

ciarlatano. p. verri, i-60: la medicina è dunque un'arte di sua

iii-149: se un ciarlatano comparisce su la fiera, via di rincorsa; e

di saltimbanchi e di ciarlatani che imbonivan la folla pigiata tutt'intomo e allagante il

cerca di ottenere vantaggi e guadagni ingannando la credulità della gente con abili chiacchiere;

dio ti dia 'l mal anno / e la pasqua peggior, ladroncel- laccio! /

se m'accaneggi, ciarlatano, / la farem con le pugna! bruno,

case e per spaventacchio d'ucelli a la campagna. redi, 16-ix-19: molto

l'amor della patria, ed ama la patria chi vuole il suo bene ed ha

formate del patriotismo una parola chimerica, la quale apre il campo alla calunnia ed impe

vendete il sistema a bariglioni, / con la modestia pia de'ciarlatani. fucini,

mai parlare direttamente del medico calcava molto la parola co-le-ra, accennava a dubbi gravi su

ii-8-180: persone a cui fa difetto finanche la particolare ciarlatanesca genialità dei ciarlatani. pirandello

pacifica? ». « se bastasse la giustizia! ma pericoli credo anch'io che

al lazzaretto per fare lo spurgo e la contumacia. leopardi, iii-1066: non

: non mi fa punto meraviglia che la germania... sia più giusta

più giusta verso di voi, che la presuntuosissima, e superficialissima, e ciarlatanissima

ciarlatana? 4. locuz. la biscia si volta al ciarlatano: l'

non si quietano, per impedire che la biscia si volti al ciarlatano.

. proverbi volgar., 14: la lingua ciarlatrice è dispregiata da dio.

ai pettegolezzi. pratesi, 1-102: la sua improvvisa scomparsa recò a quel piccolo

muratori, 7-ii-394: di là potè nascere la voce * ciarleria ',

si stavano per rompere. onde la sua ciarlìa che è sine fine dicentes mutò

dice tutto quello che passa per la mente (e non sa tenere un

vol. III Pag.1083 - Da CUSTODITO a CUTICOLA (70 risultati)

cura. crudeli, 1-40: verso la bella io corsi, / e..

e... le porsi / la custodita veste. d'annunzio, iv-2-113:

tal gemma. salvini, v-521: la dea vesta, custoditrice del fuoco perpetuo.

regai palagio del nome de'borboni; lasciasse la regina e la infanta alla fede del

de'borboni; lasciasse la regina e la infanta alla fede del popolo, custoditrice più

s. bernardino da siena, 213: la settima et ultima considerazione si è,

considerazione si è, come è armata la lingua: custodi- zione. cutàneo

cutaneo. -anche: che avviene attraverso la cute: assorbimento cutaneo, secrezione cutanea

mi sento inclinato a voler credere che la rogna, da'latini chiamata 'scabies

rodimenti fatti nella sostanza della cute sotto la cuticola. vallisneri, i-138: de'vermi

più volte rifanno il medesimo giro o la grande circolazione insieme col sangue, finché

al figur. carducci, i-622: la malattia cutanea della letteratura non accuserebbe ella

il disfacimento dei tessuti organici, e la mancanza di un vital nutrimento dell'anima

. targioni tozzetti, 6-13: se la terra siasi formata schiacciata sotto ai poli

a cagione della cedenza generale di tutta la massa; oppure ciò sia accaduto solamente

oppure ciò sia accaduto solamente allora quando la sua massa, almeno cutanea, fu

aghi, ecco, vengono introdotti sotto la pelle cosi pitturata, ma tenuti, come

pelle, ogni volta che taguglione temerario la infila: onde e grinze normali alla

vir- tute, / e, da la soda cute, / constanza bella che vince

o. rucellai, 1-47: la seconda parte similare da'latini chiamata cute

mi sento inclinato a voler credere che la rogna, da'latini chiamata 'scabies

quello de'camaleonti affri- cani, cioè la mutazione de'colori, onde possiamo chiamarli

perché non hanno i canali deltaria sotto la cute, sì perché sono privi di quelle

6-9: in breve tempo rende ottusa la sensazione delle papille nervee di nostra cute.

altrui, con odorose spugne / trascorrendo la cute. pindemonte, 13-506: disse

l'eroe toccò. s'inaridisce / la molle cute, e si rincrespa; rari

; rari / spuntano e bianchi su la testa i crini; / tutta d'un

crini; / tutta d'un vecchio la persona ei prende / rotto dagli anni e

: l'acquarone, sostenendo, con la sinistra, la mano ferita, con

acquarone, sostenendo, con la sinistra, la mano ferita, con un amputante a

lama stretta, incise, circolarmente, la cute. dossi, 230: un grassoccio

occhi libidinosi. svevo, 2-540: la sua sensazione più forte era il bruciore

d'annunzio, iv-1-64: egli le baciò la mano, premendo, come per lasciarle

, premendo, come per lasciarle su la cute un'impronta di passione. pirandello

. redi, 16-iii-260: tutta quanta la cavità interna di questo microcosmo marino animato

ii-288: molte mosche assai fiere trivellano la cute a'bruchi, alle crisalidi,

. 2. locuz. -forbire la cute a qualcuno: satireggiarlo aspramente,

tu, quirin, ch'io forba / la cute agli altri? un vende a

un vende a tutte voglie / della figlia la carne e della moglie.

e della moglie. -non passare la cute (un sentimento): essere

qua mezzo innamorucchiato; ma non passa la cute. è un amoretto antico, che

(anche 'buccia *, cioè la * parte esteriore che copre 'un corpo

un oggetto). gli antichi ricollegarono la voce al gr. xóto? '

., 32-97: allor lo presi per la cuticagna, / e dissi: «

maestro da giaffa / gli dà la schiaffa / e araffa / e non ristagna

persona mascagna / gli dà un colpo ne la cuticagna. ariosto, 15-85: astolfo

ariosto, 15-85: astolfo intanto per la cuticagna / va da la nuca fin

intanto per la cuticagna / va da la nuca fin sopra le ciglia / cercando in

vii-246: il circolo del capo girando per la riga del melone o diciamo per lo

o diciamo per lo ciuffetto, e per la coppa intorniando l'ultime radici della cuticagna

intorniando l'ultime radici della cuticagna, dove la cape- gliaia si termina, fa di

gliaia si termina, fa di tutta la lunghezza la quinta parte. nievo,

si termina, fa di tutta la lunghezza la quinta parte. nievo, 40:

quinta parte. nievo, 40: la contessa passava le lunghe ore sul genuflessorio

il sorcotto di porpora, si calcò la barbuta su la cuticagna, afferrò il gonfalone

porpora, si calcò la barbuta su la cuticagna, afferrò il gonfalone del popolo

e sette, trafitto il costato e la cuticagna. bocchelli. ii-421: l'aveva

di buono, che si rompevano volentieri la testa a vicenda, ma ignoravano coltello

c. e. gadda, 5-238: la faccia non più * aimable '

le similari sono come sarebbe a dire la cuticola, che in piano volgare dicesi

che in piano volgare dicesi pellicola; la cute, che pelle si chiama.

sempre mai tutti al lor lavoro intanati sotto la cuticola, e nelle grotticelle e passaggi

. a. cocchi, 5-1-95: la cuticola, onde il nostro corpo è ricoperto

g. gozzi, 1-269: tutta la cavità era perfettamente occupata da questa sostanza

era perfettamente occupata da questa sostanza, la quale rassomigliava ad un pezzo di carne

s. v.]: 'cuticola', la prima membra- nuccia esteriore soprapposta alla cute

annunzio, iv-2-322: il giorno dopo, la cuticola del tumore fu sollevata da un

grandezza quanto un mezzo grano di miglio. la cuticola interiore era verdiccia, e nella

della canapa, sicché disgregandosi e scompaginandosi la loro cuticola, la membrana cellulare ed

disgregandosi e scompaginandosi la loro cuticola, la membrana cellulare ed il parenchima, di diaframmi

vol. III Pag.1084 - Da CUTICOLARE a CZARISTICO (26 risultati)

giugno levati il cuticugno: bisogna attendere la stagione calda per alleggerirsi negli abiti.

. metodo di indagine usato per provare la sensibilità di un organismo nei confronti di

per rivelare un'infezione latente, soprattutto la tubercolosi). = voce dotta

di alghe feoficee, a cui appartiene la famiglia cutleriacee. = voce dotta,

giallo in feriormente, con la gola nera, le ali e la coda

con la gola nera, le ali e la coda nere e bianche; in

uccelli della famiglia motacillidi (soprattutto la motacilla flava e la motacilla cinerocapilla

motacillidi (soprattutto la motacilla flava e la motacilla cinerocapilla), detti popolarmente

significare, non isde- gnarono di usare la parola 'cutrettole, jungas ', da

specie, fra le nostrali, è la meno numerosa. nell'estate vive su i

o unita in coppie vi passa tutta la cattiva stagione, cercando di che cibarsi lungo

di cutrettole e di zanzare, arrivai dove la strada, ormai ridotta a poco più

una controranda, all'asta di fiocco la trinchettina e un fiocco. carena

ad un albero che somiglia, per la sua attrezzatura e per le vele,

a un albero, che somiglia per la sua attrezzatura e per le sue vele

flosce, il fiocco raccolto a prua simulava la polena scol pita di un'

923: forse vi siete insuperbiti per la visita dello czar, e vi pensate di

ma perché piangere?... soltanto la sconfitta è dolore. panzini, ii-383

fatto oggi, l'imperatrice ed io, la cosa più difficile del mondo; essa

più difficile del mondo; essa ha posto la prima pietra ed io l'ultima

impero russo. oriani, x-29-150: la burocrazia in russia è l'onnipotenza negativa

straniere. b. croce, iii-27-285: la grande lacuna era pur sempre nell'europa

e non cessava di sollecitarne col desiderio la caduta o la riforma. 2

di sollecitarne col desiderio la caduta o la riforma. 2. figur.

sapeva l'imperversante czarismo di sua maestà la madre; sapeva ch'egli sarebbe stato

non può essere che czaristico: è questa la sua unità, il punto neutro delle

vol. III Pag.1085 - Da D a DA (42 risultati)

. o f. (s'indica con la denominazione di; ant. e dial

esplosiva dentale sonora e si articola appoggiando la punta della lingua contro gli incisivi superiori

,... e si conforma con la t, ancora che la voce della

conforma con la t, ancora che la voce della d ascenda e quella della t

. buommattei, 32: battendo la lingua ne * denti [si forma]

le voci, si dà alle volte la d, in vece della t, che

ciò sia cosa che più alquanto empie la sillaba e falla più graziosa la d,

empie la sillaba e falla più graziosa la d, che la t. buommattei,

e falla più graziosa la d, che la t. buommattei, 77: per

provò che alla copula istessa deve togliersi la lettera t, e sostituirvisi la d,

togliersi la lettera t, e sostituirvisi la d, dicendosi ed, più tosto

. -nel gioco degli scacchi, indica la donna. -nei listini di borsa, equivale

denaro, e serve a indicare che la quotazione di un titolo si riferisce soltanto

prezzo denaro. buti, 2-813: la lettera d rilieva 500, sicché per questo

7-i-204: poniamo che a b sia la pittura veduta, e che d sia il

porrai infra c ed e comprenderai male la pittura,... e se

e e d, quivi sarà bene operata la tua vista, e massime quanto più

. nell'antico sistema musicale, indicava la seconda nota della scala naturale diatonica (

significa: * mantenetevi al largo, la mia nave manovra con difficoltà \

che stimola l'accrescimento corporeo, favorisce la calcificazione delle ossa, facilitando la fissazione

favorisce la calcificazione delle ossa, facilitando la fissazione su di esse del calcio e

del fosforo (ed è usata per la cura del rachitismo; si trova nell'olio

che segue; davanti a consonante, la rafforza raddoppiandola, come in da capo

parola che regge, ne raddoppia sempre la consonante iniziale, come in da tanto

datté), prep. ha in complesso la funzione dell'ablativo latino: indica prevalentemente

è manifestissimo a chi punto punto osserva la forza della parola da, che segna

pistoia, / ma da pistoia fu la tua venuta; sì tardo movimento far ti

, co molta luce iscese e mostrocci la via per la selva. petrarca, 8-10

luce iscese e mostrocci la via per la selva. petrarca, 8-10: ma

misero stato ove noi semo / condotte da la vita altra serena / un sol conforto

serena / un sol conforto, e de la morte, avemo. boccaccio, dee

che l'avete, io ricoglierò dall'usuraio la gonnella mia del perso. savonarola,

[della chiesa] fu bisogno dilatarne la spazio. monti, 11-808: chiamò dall'

cielo! dal cielo! che piove / la guazza su le dure zolle. de

su da l'anima in dolore / la preghiera sorgea come una fiamma. pirandello,

del tuo borgo ascolto l'adda e la pioggia. brancoli, 3-54: dalla

stellato. calvino, 1-9: qualcuna la mangiava appena colta, succhiandone la polpa

qualcuna la mangiava appena colta, succhiandone la polpa umida ed agra come da un

un cucchiaio. -disus. indica la via di uscita, di comunicazione con

., 29: queste cose accendeano la gioventù loro, quand'era venuto meno

inf., 20-95: prima che la mattia di casalodi / da pinamonte inganno

surge a'mortali per diverse foci / la lucerna del mondo; ma da quella

vol. III Pag.1086 - Da DA a DA (39 risultati)

tutte da te, danno lo amore e la inclinazione loro naturale anche da te.

mi guardò, mi sorrise, / la villanella. / ed io le dissi,

sua bellezza. montale, 1-85: presa la mia lezione più che dalla tua gloria

. pucci, cent., 55-10: la bara adorna fu di drappo a oro

1-177: i compagni da tiro, e la troiana / giovena schiera,..

epistolare, indica il luogo dal quale la lettera è stata scritta e spedita.

fa sicuro ancor. foscolo, xv-479: la libererò... dal fastidio di

il guardo esclude. pascoli, i-693: la felicità sia infinita; cosi sarà fuori

le care immagini. pavese, 1-27: la stazione, da piccola ch'era in

circostanza o di un'azione, oppure la durata). -anche: precede e

/ -levati da maitino - / davanti a la più bella. cielo d'alcamo,

che non è il sole luciente da la matina, / poi ch'è levato.

sire,... / sono a la tua presenzia, / da voi non

. mostacci, 6-40: cotal'è la memoranza / degli amorosi piacili, / che

, 15-33: ove porrìa fugire da la sua faccia dura? rustico, vi-1-168

chi vive come si puote partire / da la vostra gioiosa cera umana? francesco da

umana? francesco da barberino, 17: la pro- vedenzia conserva e aumenta e tien

di subito venirgli un pensiero di lanciare la fanciulla di là dal fiume e poi

(370): amorose donne, per la mia disavventura, poscia che io ben

io ben da mal conobbi, sempre per la bellezza d'alcuna di voi stato sono

1-33: domani da notte mi tocca la prima guardia, e l'altra notte

, e l'altra notte mi tocca la guardia del dì. savonarola, 5-30:

loro certissimo mi avevano avelenato da poi la morte di quell'uomo da bene del

momento trepidante, quasi temesse di trovare la sua vecchiarella sull'uscio deserto da sei mesi

fare. d'annunzio, i-429: tu la bella vedrai diman da sera / e

, di eventi e simili), la direzione. elegia giudeo-italiana, v-36-108

ordinatameli. giamboni, 22: diremo tutta la miseria dell'uomo e della femmina dall'

stelle, le più capetane, partirese da la parte del mezo dìe e venire a

parte del mezo dìe e venire a la parte de settentrione, e movarese da

parte de settentrione, e movarese da la parte de settentrione e venire a quella

in qua tutti quegli che hanno commossa la repubblica, l'hanno fatto sotto alcuna specie

, purg., 5-116: indi la valle, come 'l dì fu spento,

nebbia. g. villani, 12-73: la carne di castrone e di bue grosso

montò da danari venti in soldi undici la libbra. cavalca, iii-23: dal

voglio che voi e gli altri sempre, la prima cosa che voi facciate da mane

, fin nella più indefinita lontananza, la verde campagna. d'annunzio, iv-2-301

a poco a poco dal tetto verso la gran meridiana. panzini, iv-178: '

, a quello che ne aveva divulgato la fama, in sedicimila fanti e novemila cavalli

il pericolo, tutta l'invidia e tutta la superbia andò da un lato. dante

vol. III Pag.1087 - Da DA a DA (52 risultati)

: sol da un canto vi era la salita, / tutta tagliata a botta di

, / e sol da questa è la intrata e la uscita. machiavelli, 410

sol da questa è la intrata e la uscita. machiavelli, 410: vedendo

vedendo messer buondelmonte che solo veniva verso la sua casa, scese da basso,

scese da basso, e dietro si condusse la figliuola. guicciardini, i-53: il

lmbriani, 1-115: si trattava di cancellare la impressione funesta del colloquio di napoli,

*, riprese franco « dovrò prendere la montagna ». alvaro, 2-9:

si sussurra, dalla bella maliosa, la confinata siciliana che abita dietro la casa

, la confinata siciliana che abita dietro la casa della levatrice? pavese, 4-259:

levatrice? pavese, 4-259: a lui la mamma aveva detto che cercasse di nascondersi

di stato in luogo (e indica la posizione di una persona, di un oggetto

acerbe, / ma è difetto da la parte tua, / che non hai viste

superbe. petrarca, 28-90: che dunque la nemica parte spera / ne rumane difese

rumane difese, / se cristo sta da la contraria schiera? boccaccio, dee.

teseo adunque da lato di padre trasse la discendenza da erecteo. marino, 2-2

; chiamò un terzo in conversazione per la paura di non essere astretto. manzoni,

degli imputati avevano buon gioco per dimostrare la infondatezza delle accuse. pea, 7-115

; serve altresì a precisare, con la maggiore approssimazione possibile, l'ubicazione di

delle gonnelle del santo padre, presono la cassa con quel divotissimo corpo. machiavelli,

. p. della valle, 320: la sua facciata... è lunga

mattina. foscolo, x-304: quando la pestilenza del 1348 in firenze diede occasione al

son per altra figura, / cusì la mente pura de te è vestita, amore

: e le rose vermiglie in fra la neve / mover [vedrei] da l'

: ma giunsero in modo conci da la pioggia, che gran cosa sarà ch'

su 'l bel carro fiorito / fu da la bionda aurora in del rapito. g

da acque vive, che in gran parte la bagnano. giannone, 2-i-471: essi

il terren. leopardi, 23-56: se la vita è sventura, / perché da

inondata dalle troscie dell'acqua, con la mia già a braccio. cicognani, 9-12

391: scossa da un fiato immenso / la città vive un giorno d'umori campestri

giorno d'umori campestri. / ebbra la primavera / come nel sangue. mont

è a piagenza, / in gran gioì la mi tegno, / che da foco

asieme da lo movemento del cielo e da la sua vertude. dante, conv.

. dante, conv., iv-x-6: la difinizione della nobiltà più degnamente si farebbe

podere e dalla tua bontate / riconosco la grazia e la virtute. boccaccio, dee

tua bontate / riconosco la grazia e la virtute. boccaccio, dee., 5-9

(83): il qual pianto la donna prima credette che da dolore di

volgar., iv-5 (45): la qual grazia... illumina quelli che

un tal cocceo, detto, secondo / la frase ebrea, da l'aspra coccia

, 4-73: da questi disordini appresso la persona della reggente s'aumentavano ogni dì più

. pea, 7-30: sant'anna la chiamò per nome, e la ragazza

sant'anna la chiamò per nome, e la ragazza ulivastra, invece di rispondere,

sia male. moravia, ix-160: sembrava la strega di benevento da tanto era vecchia

, 8-147: ma voi torcete a la religione / tal che fia nato a cingersi

/ tal che fia nato a cingersi la spada, / e fate re di tal

. cavalca, iii- 143: la sera medesima non trovò chi li desse da

che quello. bembo, i-254: la mia patria s'arma da mare assai

scorno talvolta. idem, iv-293: la mia parola devrebbe esser da re,

po'più lontano. nievo, 1-10: la campagna mi dà assai lavoro e poco

mangiare. verga, i-r7i: tutta la gente era vestita da festa, come gu

il morto da burla fino a che la vecchia lo farà sul serio. panzini,

da confidenze. bocchelli, 5-174: la sala da pranzo fu adoperata soltanto quando

in questo caso può essere sostituito con la particella come). fra giordano

vol. III Pag.1088 - Da DA a DA (33 risultati)

, 1-10 (116): colei la quale si vede indosso li panni più

, / l'unghie vi resteran ne la rapina. dotti, iii-247: api amorose

finestre s'appollaiano giorno per giorno sotto la sordida ombra del tergesteo. carducci,

: l'albero a cui tendevi / la pargoletta mano, / il verde melograno /

, da 'l collo / puro, da la rosea gota. panzini, iv-178:

fronte bassa e dalla bocca dura, la squadrava. serra, ii-405: l'han

. idem, 2-16: era [la farfalla] un insetto orribile dal becco

, dalle finestre accecate in modo che la luce filtrasse dall'alto. -ant.

e bello arnese, / serpentin da la stella in giostra venne. 16.

. 16. indica l'età, la condizione, la situazione. giamboni,

. indica l'età, la condizione, la situazione. giamboni, 188: qui

gelli, iii-90: ma se l'uomo la toe [la moglie] da giovane

: ma se l'uomo la toe [la moglie] da giovane, e peggio

da giovane, e peggio s'altri la toe da vecchio. grazzini, 4-269

, 25: intorno da lei [la terra] è posta l'acqua, ed

: concepesi amore verso di dio per la inestimabile sua carità, che ha trovata dentro

propria volontà. - anche: per la propria natura, per la propria condizione

anche: per la propria natura, per la propria condizione. giamboni 48:

. fra giordano, 3-46: vedi la pecora che ti veste, che ti dà

pecora che ti veste, che ti dà la lana, ché date eri ignudo.

da s. c., 1-1-6: la virtù... è sì bella da

, / buona da sé, pur che la nostra casa / non faccia lei per

a pensare alcuna cosa da noi, ma la sufficienza nostra è da dio. savonarola

in guisa da per loro, che la casa si facea giorno. f. d'

otto decime;... se la repubblica si pigliasse da sé, come

da per voi medesimo avete casualmente scoperta la fallacia del vostro argomento. lancellotti,

de sanctis, 7-349: era necessaria la repubblica, il popolo doveva fare da sé

1-248: dipoi, da me e la lucrezia, dissi: tu non dovevi

a fusto, scorgè- vasi giù sciorinata la campagna. 22. disus.

, conv., ii-ix-7: se la cera avesse spirito da temere, più temerebbe

a lo raggio del sole che non farebbe la pietra. idem, inf.,

universo. g. villani, 12-90: la detta impresa del tribuno era un'opera

dire che tante migliaia d'uomini dicano la bugia. manzoni, pr. sp

vol. III Pag.1089 - Da DABBASSO a DACCANTO (42 risultati)

. del sec. vi è registr. la forma da: neol. popolare,

circa ', ecc. si congettura la forma comp. [iln] de (

piei l'altra per dabbasso per incastrare la forma della culatta. l. salviati,

il professore tolse a ogni buon conto la corrente dal circuito che stava provando e

che mi apprezzassero della mia dabbenaggine o per la mia costanza ad ogni fatta di lavori

ritratto della bella grazia e della dabbenaggine. la nostra antica e nobile comunità, benché

ingannare; ingenuità e leggerezza nel valutare la reale portata degli avvenimenti; credulità,

genovesi, 2-100: le anticipazioni, la superstizione, l'ignoranza... possono

vede, e a questo modo riempire la storia di favolette. erodoto non era esente

cui visi io benissimo leggeva tacitamente scolpita la mia obbrobriosa dabenaggine. foscolo, v-72:

foscolo, v-72: posso dire che la mia dabbenaggine non fu mai tanto derisa

questo esperimento. guerrazzi, ii-52: la verità è, che il la marmora,

ii-52: la verità è, che il la marmora,... giudicando i

.. giudicando i successi non secondo la realtà, bensì a norma della sua

della sua dabbenaggine, tenne per disperata la fortuna della guerra, e mandò subito

della guerra, e mandò subito dopo la battaglia di custoza i due famosi telegrammi

sempre scusare. -avere la dabbenaggine di fare una determinata cosa:

compierla. foscolo, xvii-182: così la società, e non meritandoli spesso,

; ed io più ch'altri ho la dabbenaggine di pagarli. il conciliatore, ii-242

il conciliatore, ii-242: avreste voi la dabbenaggine di credere... che senza

calcolatrice di quello che io abbia avuto la dabbenaggine di credere: le conviene di

io. pecchi, 12-123: io ebbi la dabbenaggine di solleticarlo proprio in quella che

di solleticarlo proprio in quella che era la sua mania di grandezza, lodando le

: anche ti guarda di non rompere la fede data, o promessa; però che

fu per pubblico consiglio, o per la paura delle donne io non trovo chi

io (32): abbiàno maritata la lesandra a giovanni di donato bonsi, ch'

1-69: vidi... una donna la quale pareva donna dabene, sicondo il

, e rendere degli amici dabbene maggiore la letizia, dei malevoli la stizza e

dabbene maggiore la letizia, dei malevoli la stizza e la mestizia. goldoni, viii-420

letizia, dei malevoli la stizza e la mestizia. goldoni, viii-420: s'

non fosse una fanciulla dabbene, non la ritroverebbe più nella camera dove l'ha

semplicità che dimostra l'agevole prontezza e la sentita necessità morale del bene operare.

tu hai torto, -disse senza sollevare la testa dal guanciale. palazzeschi, 4-352

, insieme alla pisana che è proprio la figliuola della signora contessa. -sm

: ma queste considerazioni non passavano per la mente al dabben popolo milanese d'allora

, 7-49: il dabbenuomo fuggì verso la casa prendendosi la faccia tra le mani

il dabbenuomo fuggì verso la casa prendendosi la faccia tra le mani... e

il dabben futuro, il dabben premio e la dabben vittoriuzza, secondo l'aspettazione dei

quel dabbene della civiltà romana insieme con la invitta fortezza di quell'animo divotissimo, tutto

/ e ne rintrona il vicolo e la piazza. = dall'ar. dabdàb

= voce mnemonica, che forma la seconda persona plurale del futuro del lat

e delle regioni vicine, notevole per la sua elegante colorazione; superiormente è bruno

vol. III Pag.1090 - Da DACCAPO a DACRIOCISTECTOMIA (47 risultati)

non sembra. nievo, 1-322: salutò la nena, la quale daccanto alla finestra

nievo, 1-322: salutò la nena, la quale daccanto alla finestra si mordeva le

non piangere. pascoli, 574: la scarna lunga testa era daccanto / al

momento passò loro daccanto il prelato con la faccia crudele. li salutò con un

, 5-29: e poi che fu ne la sedia reale, / parlamentò sì ben

feroce, daccanto. leonardo, 2-140: la parte di mezzo sia in uso de'

mi avvidi che avevo presso di me la mia alfonsina con un ufficialetto daccanto che

azeglio, 1-180: cominciai coll'alzarmi la mattina prima di giorno, e subito

di passeggiata fino al pranzo, e la sera daccapo. giusti, 3-51: nel

tempo porta tutto all'estremo, come se la società ricominciasse daccapo. soldati, 130

termine di un brano musicale per prescriverne la ripetizione, o, qualora sia indicato

, o, qualora sia indicato, la ripetizione di un altro brano anteriore.

tre strofe di cui l'ultima ripete la prima. tramater [s. v

, giacché avete trita / a lei la falce, ed a lui posto il freno

. imbriani, 1-62: chi guarentiva la costanza deltalmerinda? in un colloquio,

fichi novelli, il signore, passando per la contrada, vide in su la cima

per la contrada, vide in su la cima d'un fico, un bello fico

giovana disonesta, mandala qua giù co la mala ventura. se ella vuole èssare

qua giù dietro al palazo sotto a la prigione, ché non è da fame altromenti

michelagnolo non morire prima che fusse creata la nostra accademia, dacché con tanto onore

corpo, dacché per eterna volontà della natura la vita di tutti gli enti nell'universo

non l'aveva fatto degno di morir per la verità; contento di non dover essere

i quali non gli era permesso d'alzar la voce. nievo, 1-324: detto

verga, ii-39: era stato per la disperazione, dacché tutti la scacciavano come

era stato per la disperazione, dacché tutti la scacciavano come un cane malato..

un cane malato... e per la vergogna anche. b. croce,

croce, i-1-220: per il pallavicino, la fantasia non può errare, dacché egli

bambina pacioccona;... buttava altrove la faccia in riso, cui la fessura

altrove la faccia in riso, cui la fessura della bocca dava un buffo aspetto

aspetto di salvadanaio; dacché era questa la sua maggiore bellezza: di riflettere come

bellezza: di riflettere come uno specchio la felicità della madre. 2. cong

che. giamboni, 7-178: dacché la luna ha dì quindici infino ne'ventidue

ne'ventidue l'albero onde si fabbrica la nave si tagli, e negli altri

in quello medesimo anno tagliati, la sozzura de'vermini dentro in polvere li converte

, che s'è lasciato a dietro la voce * poi 'et èssi detto '

baretti, 1-212: chi sa bene la lingua toscana e ne intende perfettamente la

la lingua toscana e ne intende perfettamente la grazia e l'eleganza, dassi a credere

da giaffette a gengis-kano, / nessuno fra la tartara genìa / ebbe di nobilitade il

volte, dacché vivo, nelle quali la mia protezione non fece fiasco. verga,

. de roberto, 335: per la prima volta dacché viveva, raimondo vedeva

gozzano, 574: chia- retta! la figlia della merciaia, la sua coetanea,

retta! la figlia della merciaia, la sua coetanea, la sua amica d'

figlia della merciaia, la sua coetanea, la sua amica d'infanzia ed adolescenza,

da dieci anni, dacché, con la morte della madre, aveva lasciato il

far sol di tanto a te data è la vista. capuana, 4-97: la

è la vista. capuana, 4-97: la gente, affollata all'uscio,

contenente derivati arsenicali, atto a uccidere la mosca dell'olivo (o dacus oleae

vol. III Pag.1091 - Da DACRIOCISTITE a DADIA (44 risultati)

. infiammazione del sacco lacrimale che provoca la fuoriuscita di lacrime sulle guance e rarrossamento

delle vie lacrimali, che si forma per la concrezione di carbonato e fosfato di calcio

4 dacriòma ', lagrimazione continua per la concrezione de'punti lagrimali. tramater [s

s. v.] è registrata anche la forma dacrinòma, come sinonimo di dacriòma

ii tale è il mio dadà; la tal cosa è il suo dadà '.

? che significa? uno spiritoso giornale la dichiarò così: « dada (pronunziate

poi il 4 cavalluccio di legno '. la parola dada ricorre da noi nel senso

che ebbe vita durante e immediatamente dopo la prima guerra mondiale, prima in svizzera,

in francia; iniziatosi come protesta contro la guerra, volle essere una rivolta permanente

rivolta permanente contro l'arte, contro la morale, contro la società, con la

arte, contro la morale, contro la società, con la conseguente negazione di

la morale, contro la società, con la conseguente negazione di tutti i valori,

promulgando un concetto addirittura nuovo che guiderà la vita dell'arte, di un'arte

, o per dirla con freud, la brama della morte. = fr.

mimmosi ed a daddoli quali erano, la mammina. dossi, 40: viaggiando

spettacolo, nelle case, di tutta la gente persa intorno ai portenti d'un moccioso

tommaseo, 4-i-316: gli uomini che pigliano la vita in digrosso e senza tanti dàddoli

daddolona ', è l'uomo, la donna. del bambino non si direbbe,

volgar.], 32-19: dice la scrittura, che gesù minacciò lo spirito immondo

per suo meglio stimò necessario inghiottire tutta la predica, come fece con suo grandissimo

, da dowero ardisco a dire che la nobili tade umana, quanto è da la

la nobili tade umana, quanto è da la parte di molti suoi frutti, quella

ciò adempio il mio pensiero, / per la virtù di dio che n'ha potenza

poi che videro che da dovero parlava la donna, risposero lietamente sé essere apparecchiati.

anche quelli che vuole conoscere a certo la fede e 'l proponimento del suo amante,

amare altra femmina e passare spesso per la contrada di colei cui si mostra d'amare

colei cui si mostra d'amare: per la qual cosa se la sua amanza vede

amare: per la qual cosa se la sua amanza vede che se ne turbi,

: s'ella non dubitava di non la far convertire in ispirito daddovéro, la non

non la far convertire in ispirito daddovéro, la non se ne chiariva alla sesta.

. gelli, iii-64: -lapo ha tolto la fiammetta mia per moglie. -dite voi

per amico che sia, prendersi dadovero la carica di fare il saggiatore degli altrui componimenti

altrui componimenti. sagredo, 125: la donnicciuola, vedendo il marito in forma

agnese ch'ella raccontasse per disteso tutta la sua storia, promettendo di soddisfarla egli

poi della propria. così fermo conobbe per la prima volta daddovéro le triste vicende di

esito inaspettato. tommaseo, 4-i-439: la ferita prese in pochi dì buon aspetto

a maria e prolungava il pericolo. la credeva le celassero il vero, e ch'

iii-2-1000: sappi, giana, che la rondinella non soltanto è innamorata daddovéro,

soltanto è innamorata daddovéro, come direbbe la me- nica, ma è anche promessa

, effettivo. boccaccio, v-260: la vendetta daddovéro, la quale i più

boccaccio, v-260: la vendetta daddovéro, la quale i più degli uomini giudicherebbon che

ricci, 80: ho ricevuto la vostra, gratissima per più conti; e

vostra, gratissima per più conti; e la prima si è, ch'assai mi

, è in grand'errore. / ma la sua disciplina il lume intero / mi

vol. III Pag.1092 - Da DADO a DADO (43 risultati)

del gioco, e dille ch'ell'è la migliore / dadi gittante, che tu

tutto suo terreno fosse pena l'avere e la persona a qualunche facesse dadi, e

dadi tossono, pena l'avere e la persona. alberti, i-354: e'modi

de'dadi. in questi, circa la materia del dado, questa parte d'

de'dadi, ne'quali gli angoli e la superficie sono di non picciola importanza;

ai caso posson ridursi, de'quali la malizia de gli uomini ha fatto quasi un'

adorna / sen vada, amor, la man leggiadra e bianca, / mentre del

vestite e inguantate di nero, dietro la croce, a tre per tre, e

spine, il velo della veronica, la spugna. 2. per estens.

ben ben fornire: / ciò è la donna, la taverna e 'l dado;

fornire: / ciò è la donna, la taverna e 'l dado; / queste

lor ben, convien che goda / la gola e i dadi e 'l pivo e

gola e i dadi e 'l pivo e la puttana. poliziano, 195: imparate

e favole. ariosto, 18-177: de la notte avean goduto al fresco / gran

al fresco / gran parte, or con la tazza, ora col dado. della

sonno e i baci / abbandonata ha la viril sua chioma. carter, vi-211:

età consumi / tra 'l dado e la ragazza / il meglio, e il resto

: ha condotto alla forca più gente la compassione, che i dadi, il vino

, iii-2-150: voi giocate a dadi / la tùnica di cristo sul coperchio / dell'

il tempo si giuocano ai dadi / la povera veste della vita. -ant

. un numero del resto al quale la roulette non è mai arrivata, da quando

cfr. il n. 18, la locuz.: gettare, trarre il dado

dado. dovila, 764: onde poi la sua fanteria restando abbandonata, si sarebbe

fanteria restando abbandonata, si sarebbe perduta la gente, perduti gli alloggiamenti, perdute

di dado. foscolo, v-10: ma la patria?... il cielo

/ venir ne possa, anch'io darò la volta / al dado del suffragio universale

che io gioco un dado fatale: o la mia vergogna ola vostra salute. d'

imperatore l'osservanza dell'accordo fatto fra la città e don ferrante nel xxx.

, / ch'era intradetta, per la pace rotta / de'ghibellin, che

, cent., 36-82: n'andò la ruba nel contado, / ed otto

f che un dado potesse essere pegiorato. la spagna, 32-10: sopra li scudi

torre in men d'un dado / la sua difesa, e tagliarla ne'fianchi.

. vasari, ii-54: finse la nostra donna ritta che è rilevata da

eppure andò come una spada per tutta la via, e non si smosse un dado

, e tutte e sei, cioè tutta la sua superficie, ventiquattro dita quadre.

faccia un dito quadro, e tutta la sua superfìcie sei dita quadre, delle

da loro istessi si univano: e per la poca altezza a che dovean portarsi,

riguardo alla materia, ma singolarissime per la circostanza d'essere tutte naturalmente di figura

di una pietra rotonda che gira ed ha la forma di una macina da mulino,

in un terreno sabbioso, molle per la neve sciolta di fresco e per gli

, i-527: come furono entrati, la rina accese ima lampada chiusa in un dado

vivo stimolo rettale lo costrinse a differire la difficile edificazione di un castello di dadi

compongono coi dadi finché non crollano per la sproporzione. manzini, 12-18: mentre ester

vol. III Pag.1093 - Da DADO a DADO (43 risultati)

colonna, compreso fra lo zoccolo e la cimasa di coronamento, le cui facce

parte quadra che sta da basso, la quale io chiamo cosi, perché ella è

quadro, e da lui si piglierà la misura de gli ornamenti suoi. vasari

fa un dato quadro; esempligrazia se la colonna è un braccio grossa e l'architrave

dinanzi gli resti nella faccia un ottavo per la commettitura del piombo, ed un altro

e ravvolta nel peplo di cui, con la sinistra, allontanava lievemente una cocca.

passante oppure no, che insieme con la vite ha la funzione di serraggio e

, che insieme con la vite ha la funzione di serraggio e ha forme diverse

fermare forte un dado d'acciaio per la larghezza di un quarto di braccio in

-no, nonna mia. è stata la bicicletta. vedi? -e le additava lì

-e le additava lì presso con orgoglio la lucente macchina, -non si è mosso un

: cominciai a stringere il dado con la chiave inglese. 12. ant

, 4-1479: i difensori e con la grandine de'moschetti e con la tempesta

e con la grandine de'moschetti e con la tempesta maggiore delle artiglierie dalle quali uscivano

quei siti. cantini, 1-15-296: la munizione minuta, cioè palline, gocciole

opinione. varchi, 23-147: giova la buona coscienza ancora negli stessi martori,

fuoco, quando si dà il dado o la stanghetta. 1ingollata, 3-285: e

edifici. ojetti, ii-407: lungo la bianca raggera le case dei coloni,

dove, suona ima banda) ecco la nebulosa pianura della campagna, dove si

. pirandello, 5-314: traeva di tasca la papalina, la tabacchiera e un pezzolone

: traeva di tasca la papalina, la tabacchiera e un pezzolone a dadi rossi e

in quella camera / al buio con la livia; ma la balia / gli scambiò

/ al buio con la livia; ma la balia / gli scambiò e dadi e

dadi e si vi messe in cambio / la figlioccia, figliastra del suo medico.

troppo tosto introdotto; ultimamente, che la soluzione fosse per machina. a le

questo vero spantacone non mi mette a soqquadro la casa, non mi mangia tossa,

questo dir si mette in tasca / la mano, e tranne fuora un pettin rado

, incominciare un'azione senza avere più la possibilità di tornare indietro (cfr.

di necessità di gittare il dado per la nostra terra. d. battoli, 26-231

per voi. monti, x-2-202: la raccolta / ragion nel mezzo ai ribellati affetti

in rivolta. / ma prestamente, ove la gloria getti / nel mezzo il dado

ci chiamano gli ostenti de gli iddii e la iniquità degli avversari; tratto è il

, / e a perderci uscita è la figura / de la somma sciagura.

a perderci uscita è la figura / de la somma sciagura. b. corsini,

prudente; / se in suo cor la vittoria non sente, / in suo core

a due palmenti, bevendo, forbendosi la bocca con il tovagliolo, che grimaldi teneva

, altre persone appres- savansi, stringevano la mano al nuovo ministro: « il

-lasciar correre il dado: lasciare che la cosa vada da sé. tommaseo

completa soddisfazione; fare cosa che vale la spesa, che meriti la fatica che

cosa che vale la spesa, che meriti la fatica che vi si spende (soprattutto

dado: affidarsi alla sorte, tentare la fortuna. buonarroti il giovane, 9-364

'l dado, e vince / per la parte del si la mia licenzia.

vince / per la parte del si la mia licenzia. -tirare, trarre

vol. III Pag.1094 - Da DADOFORO a DAGA (39 risultati)

da caffè mal rischiarata, su la piazza deserta. un così gran dado

ignobile, tra il fondiglio dei liquori e la cenere dei sigari! 19

è una casa con le sue finestre e la sua veranda. cicognani, 1-83:

sua veranda. cicognani, 1-83: la domenica, all'ave maria, emilio

ave maria, emilio andò a prender la sorella. non era più vestito da prete

a dadini, il soprabito a vita e la tuba come usava allora, sembrava uno

nella locuz. calculum dare * trarre la pietruzza da giocare ', e quindi

famiglia dei cerici (portava nelle cerimonie la sacra fiaccola di demetra e purificava gli

mettendo sotto il piede sinistro dei purificandi la pelle delle vittime sacrificate a zeus meilichio

in memoria di quelle di cui servirsi la dea nel ricercare proserpina.

visto che da fare gli avesse dato la raccolta de'libri e de'manoscritti;

più lontani. chiesa, 5-215: la vigilia, a mezzogiorno, tornò il babbo

. saba, 105: senza un grido la folla il suo daffare / lascia,

i muri erano coperti di proclami. la gente sostava. nelle strade incruente e

bel da fare / a cacciar per la chiesa e pe 'l governo. pea,

soffici, v-2-191: i tre amici ripresero la mattina a girare ciascuno per proprio conto

gli uomini si danno tanto daffare? la loro giornata è una corsa cieca.

corsa cieca. cassola, 1-107: la mamma dal giorno avanti si dava un

frutto a drupa; sono velenose e la corteccia di alcune specie fornisce fibre tessili

tessili per corde o è usata per la fabbricazione di carta. boccaccio,

altissima, e con eterne fiondi era la non pieghevole dafne, qui a noi similmente

serve a proteggere le uova; durante la bella stagione la riproduzione ha luogo per

le uova; durante la bella stagione la riproduzione ha luogo per partenogenesi e tutti

, i quali sembrano cosi denominati per la forma delle loro antenne ramificate, ed a

a forma di braccia, o per la loro coda guemita di lamine piane ed

; vivono nelle acque dolci e costituiscono la parte principale del cibo dei pesci d'

il suo colore rosso corallo, per la sua forma stretta e allungata e per

mattioli [dioscoride], 34: la cassia, di cui sono più spezie

: è un'altra clematide egizia, la quale altri chiamano dafnòide. mattioli [dioscoride

[dioscoride], 605: la dafnòide cresce con assai rami vencidi, et

frondosi dal mezo fino alla cima: la corteccia, che vestisce i rami, è

le quali quando si gustano, incendono la bocca, e parimente le fauci. domenichi

daga forgiata in modo da poter rompere la spada dell'avversario. -daga tedesca

dette al fin nel petto / con la qual gli passò per mezzo il core.

gettò al collo il braccio sinestro e con la destra cacciato mano ad una daga,

col guanto ferrato. / ferraù già la daga in mano ha tolta; / e

di maschere. di giacomo, i-655: la guardia arrivò correndo, con una mano

mano sull'elsa della daga. per la via gridava: -ferma, ferma! d'

; ed in questo schietto vestire, la sua mirabil presenza, il

vol. III Pag.1095 - Da DAGALOTTO a DAGUERISMO (17 risultati)

= di etimo incerto: e sembra improbabile la congettura dal lat. dùca [spatha

dùca [spatha] 4 spada dei daci la voce è diffusa in europa a partire

dove a volte si vede con stupore la lava, che fa bollire i pozzi a

. antico procedimento fotografico in uso verso la metà dell'ottocento, consistente nel riprodurre

, in modo da sensibilizzarla e permettere la formazione di uno strato di ioduro d'

e. czechi, 6-190: finché la daguerrotipia non venne a soppiantarli, i «

estens. l'immagine fotografica ottenuta mediante la dagherrotipia. gavoni, 58: in

'. in ital. è registr. la voce daguerrotipo (nel 1854) e

), sm. apparecchio usato per la dagherrotipia; il procedimento fotografico in cui

; il procedimento fotografico in cui consiste la dagherrotipia. tommaseo [s.

tutto ciò che di più splendido ha prodotto la scienza moderna è aggruppato nella prima metà

. immagine riprodotta su lastra metallica mediante la dagherrotipia. tommaseo [s. v

rame argentato. ghislanzoni, 11-1-273: la fotografia sulla carta non era peranco inventata

straordinaria del suo tempo riuscì a vincere la ripugnanza che le ispirava l'iconografia.

finestre, da una cornice di noce, la guardata corusca del generale pastrufacio, in

3. agg. ottenuto mediante la dagherrotipia. linati, 13-163: e

giusti, i-235: due celebri scoperte occupano la ciarliera curiosità degli uomini; il daguerismo