: col corso il pian, con la salita il monte, / rompon col nuoto
dell'onde ei [il rematore] la destrezza / e il saldo braccio oppone:
saldo braccio oppone: e obliquamente / la corrente rompendo, aggiunger tenta / il
, aggiunger tenta / il corpo de la donna. gnoli, 1-130: il mio
-aprire le acque (i remi o la prua di una nave). e
a gonfie vele rima / rompe tonde la prora, e quelle, aperte, /
sp., 17 (299): la corrente era, in quel luogo, troppo
rapida, per tagliarla direttamente; e la barca, parte rompendo, parte secondando
tragitto diagonale. barilli, 5-24: la prua rompe i flutti alti e lenti
. d annunzio, iv-2-46: soltanto la gatta vagava nel buio come una fiera
una fiera, a testa bassa, rompendo la furia del temporale, ficcando nel buio
ostacolo). caro, 12-i-106: la canna è divisa in due, e l'
due, e l'una, ch'è la maggiore, conduce una gran polla d'
, le fanno far maggior rumore e la spargono in più parti. baldelli,
impotenti... a rompere e penetrare la continua- zion delle parti dell'acqua.
ed in truppa, rompono l'aria e la rarefanno. foscolo, vt-385: piangean
sacre con sonore lingue di ferro risuonano la gioia di questa inclita città e, rompendo
d'una madre. praga, 4-22: la notte era splendida e calma;.
vedrai / colui che già si cuopre de la costa, / sì che 'suoi
tu romper non fai. -impedire la vista di qualcosa frapponendosi. giuliano de'
. varchi, 8-1- 135: la porta donde sventra nel purgatorio era più alta
con l'assistenza al timone, con la vigilanza al trinchetto, che gli riesca
tempestoso. -ostacolare il vento smorzandone la violenza (una piantagione di alberi,
venti burrascosi di mare. -interrompere la costa di un monte. benivieni,
or questa or quella scheggia / che la sassosa costa rompe e taglia.
interrompere una via di comunicazione rendendo impraticabile la strada col dissestarla o con l'infestarla
il passaggio. ugurgieri, 334: la via è da rompere con ferro per li
guida d'uno nostro sottoposto, rompevano la strada. cieco, 35- 68
/ e di giustizia in man tener la spada, / acciò che più niun ti
/ « carlo, rinaldo ha rotto la tal strada ». nardi, 6-54:
: facemmo cavalcare per valdipesa e ruppemo la strada adii nimici; e così ruppemo
strada adii nimici; e così ruppemo la scòrta delle vectovaglie loro. m.
per averli quella rotto il passo e tolto la munizione. guerrazzi, 7-56: tiberio
, invase, uccidendo e predando, la stessa firenze. calandra, 109:
le intemperie); renderle impraticabili (la stagione invernale). bandello, 1-28
le strade, di modo che era la polve per tutto. baldi, 7-11:
se non fossi stato impedito parte da la lontananza e parte dal verno che già ha
e, rotto tacquedutto che conduce dentro la città l'acqua della bolla, stette
tutto ne restò secca. -interrompere la caduta di qualcosa. poliziano, st
giva le sparte rose ventilando, / qual la faretra empiea de'freschi fiori, /
freschi fiori, / poi sopra il letto la venia versando, 7 qual la
la venia versando, 7 qual la cadente nuvola rompea / fermo in su
in su tale, e poi giù la scotea. -tagliare un istmo.
. spezzare il sartiame di una nave (la tempesta). -anche: avere squarciate
, mandarla a fondo; farla naufragare (la tempesta, i venti contrari, l'
senza governatore rivolgesse o a alcuno scoglio la percotesse e rompesse. de'mori, 1-82
mori, 1-82: rotta e fracassata la sventurata nave, tutti ci ritrovavamo caduti
mar turbato, / ruppe fra scogli la sua negra nave, / te, però
, tal volta con pericolo di rompere la barchetta nei sassi e perder la robba
di rompere la barchetta nei sassi e perder la robba che si porta, si giunge
ruppe al- l'isoletta d'andro / la nave sua. -figur. far
. -figur. far finire male la propria esistenza o un'esperienza d'amore
, perch'ad uno scoglio / avem rotto la nave. b. tasso,
perigliosi / non rompo in questo mar la carca nave, i... i
terra ferma e che niun'altra cosa la divideva aa brabante che la scalda;
niun'altra cosa la divideva aa brabante che la scalda; ma che poi, gonfiando
le quali di quando in quando cresceva la corrente del fiume, benché per l'
innocenti. -per estens. allagare la terra straripando. g. gozzi,
tortuosi giri / rompe in un loco la feconda terra / che di verdi arboscelli
invadere ogni luogo senza trovare resistenze (la barbarie). muratori, 9-46:
vizi, le guerre, le prepotenze e la ferocia e istabilità degli animi: sorsero
16. squarciare le nubi o la nebbia con la propria luce (il
. squarciare le nubi o la nebbia con la propria luce (il sole) o
misura, / di lanoso silen squarcia la benda, / onde nova beltà celeste e
il cielo non rompeva le sue nubi e la pioggia scrosciava sui vetri dell'automobile.
tifone. -rischiarare le tenebre o la nebbia; interrompere il buio fitto (
: i lampioni della barriera rompevano appena la nebbia fittissima, in cui si muovevano
foro d'azzurro finché lenta / appaia la ninfale / entella. -figur. rendere
, 45: il coraggio dell'impossibile è la luce che rompe la nebbia.
dell'impossibile è la luce che rompe la nebbia. -cancellare una falsa apparenza
, 1-i-1523: rompevano [le scarpe] la penombra col loro largo, indecente ghigno
di assalitori o assedianti; conquistare con la forza, invadere. fiore [dante
tolse molte cose e in roma ruppe la tesoreria e tolse tutto il tesoro. esopo
abbattute le mura dagli arieti e presa la rocca, le grida de'nimici e le
giorno e attaccato un petardo alla porta, la ruppe. botta, 6-1 -77
/ quel che col suo morir vinse la morte. tasso, 4-11: ei venne
. muratori, 7-iii-£0: finalmente arrivò la gente disingannata a rompere 1 ceppi che
vuole dall'uomo che egli sappia rompere la cerchia di menzogna che lo stringe.
a dì 6,... la notte a ore 5, e prigioni ebbono
? ghirardacci, 3-64: aveva rotta la prigione e si era fuggito.
/ e tu hai rotta a teseo la prigione. 18. forzare una
. guicciardini, 13-xiii-80: abbiamo mandato la nocte passata uomini per rompere el fiume
l'argine della scrivia, ripassò con la solita sua felicità lo stato di milano
baldini, 7-29: allora tutti ruppero la ruota che gli avevano fatto intorno e
fatto intorno e ripresero a rincorrersi per la piazza dandosi delle cartellate nella schiena e
, 7-291: sarei giunto a concedergli la mia considerazione pure di rompere quell'accerchiante
i limiti propri della natura umana (la grazia divina). rosmini, xxvii-289
morto figlio / se ruppe ogni confin la tua sventura. 19. fiaccare
ogni sua pompa, / e morte la memoria di quel colpo / che l'avanzo
farmi motto / m'ha di dolor la mente e 'l corpo rotto. g.
pompe, / quante gale francese e a la spagnola? / questo e il dolor
, poi che fu rotto dagli anni vesti la tonaca francescana. moravia, i-285:
giornata avanti, l'alzata mattutina, la fatica delle esercitazioni militari gli avevano rotto
bibbia volgar., vtii-194: udite la parola di dio, o voi,
anonimo romano, 1-194: de- stenneva la mano, faceva semmiante che tacessino, ca
ecco un'altra cosa che dèe tenere la tua lettera, però che le promessioni rompeno
degna o di tanta ricchezza beata, la cui vergogna l'argento non rompa e
, difetti, desideri materiali; sottomettere la volontà alla disciplina ascetica. dante,
che queste fiammelle, che piovono da la sua biltade... rompono li vizi
frate] con tutte sue forze d'affliggere la carne e di rompere le proprie volontadi
vii-227: se sentite repugnanza in romper la vostra volontà, poco amore mostrerete al
petrarca, 150-12: per tutto ciò la mente non s'acqueta, / rompendo
e rompe ogni tema. -mitigare la durezza d'animo, l'insensibilità,
insensibilità, l'indifferenza verso qualcuno, la severità; moderare l'ira; attenuare
severità; moderare l'ira; attenuare la ferocia. boccaccio, 21-18-35: levato
che, rotta ogni durezza, volse la prora a noi. bandello, 1-27
bandello, 1-27 (i-363): la giovane..., a queste ultime
aspra sua durezza ruppe, e conosciuta la vera fede e fermezza de l'amante,
; le tue orecchie voglio che tocchino; la tua severa rigidezza voglio che rompano.
. fiamma, 1-131: per romper la durezza della vostra superbia, farò che il
il cielo mi sarà di ferro e la terra di rame. b. corsini,
e un dolce umile / parlare romperà la sua durezza. leopardi, 815: diffuse
. con intendimento di rompere e mansuefare la ferocia degli uomini. poerio, 3-508:
tentava il possibile per vedere di rompere la gravità di bibulo. -umiliare l'
madama, voi fate bene a mantener la ragione de le donne, poi che sete
senza dubbio romperemmo quel suo core adamantino e la recheremmo a far il nostro volere.
cavalcanti, xxxv-ii-498: per li occhi venne la battaglia in pria, / che ruppe
/ sì che del colpo fu strutta la mente. 23. preparare ad affrontare
l'odio delle guerre di religione e poi la stupida furia dei decapitatoli rivoluzionari hanno guaste
d'annunzio, iv-2-965: imaginò sotto la badia le smisurate masse delle ombre per
per queu'illusionismo lu- ministico che involge la giustezza della veduta di sottinsù; comincia
del legno screpolato. -con la particella pronom. colorarsi di riflessi e
viani, 19-81: un servo rullava la poltrona sul pietrate del giardino;.
dondolava il capo sul petto, sbavando la camicia. tozzi, iv-406: il
landolfi, 13-80: di rado [la gatta] mi saliva in grembo,
montano, 57: sbava suo lume la luna inferma / nera bocca, bocca
stesse. cellini, 682: la parte ch'è fuora della fornace, il
bresciani, 6-xi-59: allora poi che la materia è tutta fusa,...
ispianatoi... se ne rade la superficie per isbavarla. cantù, 3-312:
bilanciere, e colla ercossa imprimervi la forma voluta, restando solo a for-
: nello studio d'uno scultore fecondo la quantità della creta, le armature,
buon carato. 2. eliminare la peluria dalle fibre della canapa, per
giuliani, i-400: per incannarla [la canapa] si prende il filatoio e
. quando, nel girare u filatoio, la si sbava (viene a spelarsi)
fredde, paonazze, serrate; e la boccuccia sbavata che piange. bernari, 5-160
. bernari, 5-160: s'asciugò la bocca sbavata. -secreto in forma
, esalare un sospiro. -depositato (la schiuma). bacchetti, ii-191:
può secondo queste dimensioni. mi pare che la parte sfilaccicata o sbavata resti almeno in
accumulatosi generalmente in corrispondenza dei bordi durante la fase ai foggiatura. liscia a mano
foggiatura. liscia a mano mediante appositi utensili la superficie dei prodotti ceramici parzialmente essiccati.
con stampi); escrescenza che altera la politezza di una statua, di un
averei sempre lasciate star rozze e con la sbavatura e con la roccia alta sul dosso
rozze e con la sbavatura e con la roccia alta sul dosso un palmo.
definito. angioletti, 127: inumidivo la carta, la ponevo con grande cautela
angioletti, 127: inumidivo la carta, la ponevo con grande cautela nel libro delle
: ma quasi sempre riusciva malissimo, la lettera riappariva tutta infiorata di sbavature violacee.
violacee. moravia, ii-458: la bocca era pallida e scolorita ma con
. gozzovigliare. tenca, 4-65: la città poteva ben ispopolarsi di gente e
ben ispopolarsi di gente e sfinire per la peste e per la carestia: nella casa
e sfinire per la peste e per la carestia: nella casa dei cani si
e coll'uno e coll'altro noi ce la sbavazziamo in barba della peste e della
mente sbecarata di una donna che ha la pura camicia e gonnella senz'altro sotto
senz'altro sotto che dia rilievo e appanni la persona, ma apparisce giù tutta uguale
. dei part. pass.; la var. è registi, dal d.
o l'orlo. -anche intr. con la particella pronom. 2.
savinio, 27-179: ecco il lavabo con la tavola di marmo, il catino a
, il catino a fiorami rossi, la brocca dal becco sbeccato. ecco il
. r. lugli [« la stampa », 14-iii-1986], iii:
: il taglio del suo vestito nocciola, la sbeccatura discreta alla tesa del cappello avevano
ha sbeccucciata'. -intr. con la particella pronom. tommaseo [s.
fosse aspettato rimbeccata dagli altri. la verità sta proprio nel rovescio. boine,
cagna, 3-289: per vero, la cosa non era accertata, ma le
sbeffardóne linguacciute da farsi malvolere da tutta la casa. = comp. dal pref
mi sbeffa, seguitando seco / tutta la turba, / sì che m'intano
. capodilista, 196: nostro signore fu la note menato, li- gato, sbefato
ognuno, non ti pare egli che la vecchiezza sia mala cosa? paleotti,
et insegnare. lubrano, 2-55: la croce più delle funi, de'flagelli,
. de amicis, xii-329: feci la scoperta d'una nuova famiglia d'originali
siri, 1-vii-744: aggiungevasi a tutto ciò la vendetta della sbeffatura (se richelieu ne
infernali, sia uscito a sparger per la terra sceleraggini, ciascuno consentirà esser quello
ciascuno consentirà esser quello che, acconciatasi la maschera al volto con mimiche gesticolazioni e
di ridare che d'altro, vedendo la stultisia sua, e sovente sbeffeggiandolo,
? carlo? michele, - tossicchiò la voce nel suo sbeffeggiare. -introduce
avuto non so quale privilegiata autorità su la tina ed ora mi sentivo diminuito,
ignorante, al quale non paia più bella la sua moglie il sabbato, quando fa
quando fa il pane, che non sarà la domenica, quando si acconcia e sbelletta
tutto il giorno a sbellettarsi e a farsi la bionda. e. zani,
ma ciò non impedisce che non appaia la lor bellezza. 2. per estens
vostra curiosità. cesari, 6-387: la donna, il marito e l'altra
. ridurre a miti consigli qualcuno smorzandone la prepotenza, l'aggressività, il carattere
sbellica- tissima risata, e questa è la briga che io me ne piglierò.
fasce che li riparano o impediscono la vista. 0. rinuccini,
braccio, / gli sbendò gli occhi e la tuffò nel ghiaccio. brusoni, 2-142
copre (e, al figur., la mente da quanto le impedisce di vedere
mente da quanto le impedisce di vedere la verità). guittone, xvii-159-65:
guittone, i-20-52: isbendate gli occhi de la mente vostra, e guardate ben,
uscì di roma. imbriani, 6-192: la cosa al re non parve tanto buffa
le mordaci parole e caustiche ne scaltrimo la dabbenaggine, gli sbendaron gli occhi, gl'
, gli sbendaron gli occhi, gl'illuminaron la mente, papini, x-1-1027: mi
benda (gli occhi, che riacquistano la capacità di vedere, o parti del corpo
parti del corpo fasciate per ferite o la persona stessa). guarini,
fine di questo giuoco è tale che la cieca, cioè quella che ha bendati gli
quella sua mano sbendata, che adesso se la guarda. sbenedétto, agg
non benedetto, che non ha ricevuto la benedizione dal sacerdote. guerrazzi,
. gli ammoniva... che la benedizione caduta sopra la parrucca vi friggeva
... che la benedizione caduta sopra la parrucca vi friggeva come olio sul fuoco
, mezze spedate. fucini, 511: la partita a scopa fu lì lì per
bersaglio, fallire il tiro, sbagliare la mira. -al figur.: errare
per gemme coccole di quercia, / ower la lepre rsr cercopiteco. / ma di
non degnar di guardare, di volgere la mira a quel segno. = comp
per lo pericolo della nuova morte, la terribile ischiera diserarono. storia troiana,
: / elmo, corazza e sbergo [la morte] spezza e rompe, /
da barberino, 1-38: gli misse la punta della spada sotto lo sbergo e
gli fu buono, / ch'avea tutta la maglia rugginosa. boiardo, 1-14-64:
gli appioppò una sberla così sonora che la si udì tutt'attorno. buzzati, 6-44
sa dare lui che una si sente scoppiare la feccia e slam va a terra che
e certe volte se lui gli gira anche la cinghia dei pantaloni sul sedere. moravia
, e con sberleffi tanto più orribili che la 3. evento traumatico che modifica
in un angolo di un canapè, su la cui m. pennacchia [«
cui m. pennacchia [« la gazzetta dello sport », 25-iv-1983],
parlanti sul palo..., la lazio continuava a credere di poter regolare la
la lazio continuava a credere di poter regolare la partita senza dover fare i conti con
gera arrivà alla consolazion de farme, la patrona xe andata zo dei bazari.
annichilasse parte dei suoi dolori, vista la presente farave un lamento, un epi-
essi, assoziatisi con simili, gli dànno la man dritta,... gli
applaudivasi e nel forte delle medesime dimenava la testa, sberleffava, dava de'calci,
parole l'altra sbiancandosi in viso per la collera gli tirò un riatto sulla testa
beccuti, i-139: or giuro a la sorella di ser polo / e dico che
g. gozzi, i-27-249: vidi poi la beata giovanna sul balcone nel suo casino
giovanna sul balcone nel suo casino, la quale mi salutò; ma io non potei
dei saputi. loria, 5-189: è la virtù magica stessa, che non accetta
l'importuno, allora, il tempo, la conseguenzialità dei fatti nonostante gli sberleffi dell'
, sberleffi, quasi per provare unicamente la sua straordinaria opulenza e abilità di ugola.
allegramente, dopo d'aver ben pieno la trippa, cavato il corpo di grinze
a cogliere con le punte dei piedi la stella alta sulle braccia dei nove continenti
p. fortini, 1-64: disse [la padrona] a la fante: « va'
1-64: disse [la padrona] a la fante: « va'recami la
la fante: « va'recami la sbemia che ho disposto a non metare tempo
vestir di più colori, come fa la tua vicina, che porta la camorra bigia
fa la tua vicina, che porta la camorra bigia, la sbemia pavonazza,
vicina, che porta la camorra bigia, la sbemia pavonazza, le manichette di raso
e il centolo verde, che pare la più goffa cosa che tu vedessi mai.
tornar non prendi a sdegno / con la cannuccia in man quando più verna.
turchesca? d annunzio, iv-2-896: la marchesa di cotrone ti mandava a chiedere
fango e di muffa, che rassomigliava la sbemia di un di quei cavalli del trionfo
guscio d'ostrica effettiva; vi si vede la forma o madre, la fede del
si vede la forma o madre, la fede del vivente a quel mo'bella liscia
tr. (sberrétto). togliere la berretta in segno di saluto con gesto
staresti male al mondo, ché bisogna dar la man dritta, bisogna sberettarsi, inchinarsi
3-514: aveva già da tempo presentato la sua domanda di concorrente, ma bisognava
, onorare. aretino, 20-294: la tabacchinaria si fa tener la staffa, si
, 20-294: la tabacchinaria si fa tener la staffa, si fa vestir di velluto
fa vestir di velluto, si fa empir la borsa e fassi sberrettare. buonarroti il
fare cascato sotto le finestre, ch'io la seguiti, sberretti, ch'io me
me l'inchini. baretti, 6-199: la più parte di questo popolo è vaga
sberrettare dalla gente. cantù, 8: la plebe... sberrettava i primi
le sberrettate? -gli dàn credito appresso la dea, che vede apprezzarlo. mattio
degli starnuti, / che vogliono ancor la sberrettata? / non basta ch'e'
riverenza alla napolitana con una sbarettata a la spagnuola. sansovino, 2-124: a
il ragazzon vola... e salito la scala con quello ansciare che fa chi
= deriv. da sberrettate-, la var. region. è di area ven
sberrettata. il cavarsi per riverenza la berretta di capo ». sberrettatura
il galeotto nella galera; mentiva sottraendo la ricchezza al dominio della morale, sbertando
eretici condotti dal papa sberteggiavano lui, la fede e i riti cattolici, ed egli
i riti cattolici, ed egli, purché la sua sterminata superbia rimanesse soddisfatta, sopportava
accusate vi ha detta sberteggiando... la cosa più profonda del vostro più profondo
come credono gli incompetenti, i quali perciò la sberteggiano poi, dicendola inutile.
al vederla estatica: « sora gegia, la vada in cucina! »; e
. g. brera [« la repubblica », 26-vti-1986], 23:
grassa e fresca come una rosa, la quale sbertucciandosi lo scuffiotto di lana gialla
palazzeschi, 4-183: non poteva tollerare la vista dei pantaloni, il loro contatto la
la vista dei pantaloni, il loro contatto la faceva delirare, e una volta costretta
è lui, è lui », gridava la folla intorno: « è lui,
l'espresso » 8-iii-1987], 137: la enza parla, straparla, sorride tanto
aiuto. pregò, supplicò ch'io pigliassi la penna e rintuzzassi il critico malevogliente.
dire il parer suo liberamente senza giocarsi la vita. 2. logoro,
cappello stinto e tutto sbertucciato, in cui la testa secchissima sarebbe sprofondata intera intera,
a prendere il ventaglio in casa verdurin dopo la serata disastrosa, protegge il povero charlus
à gaète a déjà tenu en respect la canaille ». = var. sett
vecchi notabili a un certo punto perdono la testa,... si trovano improvvisamente
, ii-678: io non so proprio dove la trovino bella, con quel naso lungo
lungo, con quella tocca in giù come la 'ba- ràccola', con quella sbèssola!
a quella di scucchia), con la sovrapposizione di bazza (v.).
. sbestialire, intr. con la particella pronom. (mi sbestialisco,
pafini, vi-17: io penso che la cosa più necessaria... è
codemo, 89: in quella venne la serva al balcone e, fic
balcone e, fic cata la testa fuori e aguzzando una bellissima sbettola,
1-363: viddero tiberio dare a pomo fiacco la provincia di siria e a lucio
provincia di siria e a lucio pisone la prefettura di roma non per altro
varchi, 23-251: il divino augusto confinò la figliuola più che impudica, e così
che impudica, e così venne a publicare la disonestà della casa sua, che ella
adulteri a branchi, che era ita la notte per tutta roma sbevazzando. buonarroti
quando uno sbevazza, / e che abbocca la zinna / del fiasco e della tazza
i basci e le accoglienze concluse ne la taverna de lo sbevazzare non lascia- vono
x-5-55: al soverchio sbevazzar seconda / la parlasìa, che il calido bicchiere / via
bic- chieretto, / il molesto dottor la pipa accese. nievo, 1-39:
domenica, le scarpe coi chiodi, la faccia rasata, rossi, sbevaz- zoni
. sbévere, tr. (per la coniug.: cfr. bere).
v. sbevazzare]: nello 'sbeucchiare'è la frequenza del bere più del bisogno
sbeucchiare'. pratesi, 4-147: la sera il vinaio... sbevuc
, corrom perà di modo la sostanzia di esso piombo che la muterà in
di modo la sostanzia di esso piombo che la muterà in polvere di color bianco
a belle vesti e a gran ventagli, la sua vecchiezza, fatto denari di collane
flaccido. viani, 19-70: la carne, tra il mento e le clavicole
sessualmente. pasquinate romane, 559: la mula ancor potresti / sbiadar de fiandra
per moglie al cardinale, / ché la sua foia è tale / che sol vo-
fiorentino mulo, / che li spazasse ben la potta e il culo! =
sbiadare2, intr. per lo più con la particella pro- nom. sbiadire (un
tu m'hai pur visto silvana a la festa / quand'ho il farsetto e 'l
ricordo come questo dì xvj di giugno la bartolomea ha comperato da jacopo di vante braccia
di parigi. bresciani, 6-x-301: la virginia usciva in una gran carrozza.
secolo fa. b. spinelli (« la stampa », 16-ii-1988], 2
sbiadire, intr. anche con la particella pronom. { sbiadisco, sbiadisci
. de amicis, ii-241: passata la prima meraviglia, i colori festosi si
estens. perdere luminosità (in partic. la luce al tramonto); offuscarsi,
, adombrarsi. fanzini, ii-557: la luna sbiadiva come una vela in alto
alto mare. tozzi, iv-502: la campagna si fece più oscura e le
i vetri, e accennò de fora co la testa. 3. figur.
ancora. montano, 1-262: anche la sua passione per me, che io
dinanzi agli occhi. bigiaretti, 11-87: la bellezza di giulia... nel
di quasi irruenza, soddisfatta ormai che la paga veramente corresse, mostra, sia
: tinsero di nuovo gli stemmi graffiti che la grande estate aveva sbiadito. 6
. bocchelli, 2-xxiii-568: fu promossa la riabilitazione... di baudelaire dalla
superi, sbiaditissimo). che ha perduto la vivacità e la lucentezza del colore originario
. che ha perduto la vivacità e la lucentezza del colore originario; scolorito (
. ranieri sardo, 157: la brigata di domino upezino marchese si vestì
nella chiesa della pace, come forse la più bell'opera di quel pennello divino
. pascoli, 831: prima che pur la primula, che i crochi, /
pioppo, / vai serpeggiando, e sfoggi la tua veste / povera sì, sbiadita
d'annunzio, 8-57: tiene su la spalla destra l'ombrellino aperto, un
ombrellino aperto, un ombrellino che ha la cupola ricamata a colori sbiaditi, d'
nuvole, / dal fondo ne riassommava / la vista fioccosa e sbiadita. pratolini,
un abito celeste ormai sbiadito, che la ricordava signorina,... adesso le
sostant. giusti, 4-i-174: la giovinetta convulsa e sbiadita / 'très- bien'
. 10 mi figurai in un baleno la testina sbiadita del mio figliolo, senza
giovane copia del sergente maggiore sainaghi, la stessa sanissima magrezza, la stessa faccia
sainaghi, la stessa sanissima magrezza, la stessa faccia sbiadita e determinata.
e determinata. -che ha perso la tinta, decolorato (i capelli).
tratto un raggio sbiadito di sole fende la nuvolaglia che a grandi cércini bianchi incappella
nuvolaglia che a grandi cércini bianchi incappella la montagna. cagna, 1-142: il sole
sbiadito nella fumida coltrice che sommergeva tutta la riviera. misasi, 3-54: i fucili
campo sbiadito. sbarbaro, 1-13: la spazzola dell'acquazzone ha dato alla lesta
alla lesta una ripulita al paesaggio, lavato la faccia alle case, avvivato i monti
colpi si susseguivano a intervalli regolari; la loro sonorità era prolungata dall'eco. nelly
, sono già in moto per prepararle la polenta meno sbiadita, i tramonti più
sbiadita, i tramonti più splendidi e la senape più diafana che si possa trovare
erano già sbiadite. bocchelli, 13-574: la parte d'essi giovanile, andata in
caratteri tali è nito il modo e la ragione; e ne rimane soltanto una traccia
ogni interesse. volponi, 9-299: la fondatezza dei suoi propositi e le azioni da
. manzini, 7-25: e gemma, la ragazza invecchiata che m'incita, tra
insulso. tommaseo, 11-260: la poesia del concetto è di tutte la
: la poesia del concetto è di tutte la più sbiadita, ed è la più
tutte la più sbiadita, ed è la più comune oggidì, che i nostri discorsi
quello sbiadito di giorgio! -svanito (la mente). piovene, 14-119:
persona). fogazzaro, 12-x-247: la signora molesin, sbiadita figurina ascetica dagli
cameriere smesso. -velato, spento (la vista, lo sguardo). silone
presso il cugino che lo udiva parlare per la prima volta. carducci, i1-8-313:
quella sua bava di parole sbiadite intesse la sua tela di moralità consuetudinarie e di
borghese. comisso, iv-79: « e la bandierai » si disse e la parola
« e la bandierai » si disse e la parola gli riusciva sbiadita.
in insalata / l'inno sacro e la ballata. sbiaditura, sf.
ferzo che si taglia, acciò tutta la vela resti tagliata a sbiagio, la quarta
la vela resti tagliata a sbiagio, la quarta parte della lunghezza della tela.
sbancaménto, sm. trucco per schiarire la pelle del volto. fanzini
volto. fanzini, iii-44: la nostra ditta, di cui io ho l'
in polveri per le unghie che nobilitano la mano. = nome d'azione
g. a. vaglio [« la stampa », 2-iii-1983], iii:
valesse nel sodalizio culturale e morale quanto la scienza del politecnico e la gloria già un
morale quanto la scienza del politecnico e la gloria già un po'sbiancante del tormentato
cantù, 3-318: sgranella [la macchina a vapore] il cotone,
. e. gadda, 17-113: la paglietta la si era mezzo infradiciata di dentro
. gadda, 17-113: la paglietta la si era mezzo infradiciata di dentro e
nude che il sole aveva indorate, sbiancandovi la lieve peluria.
che le montale, 2-97: la luce di prima si diffonde / sulle teste
dei suoi gigli. manzini, 18-142: la... luce cati o
, 12-6-147: comunemente le sbiancava la mano, rendeva specchiante il legno della chi
più o meno tarra, rivelava la lucentezza quasi trillante delle corde.
che levasse gli splendori fenoglio, 5-iii-318: la scuola di bretton oaks ha perdipinti,
color giallo sbian (un'emozione, la paura, uno stato di ansia o di
, 3-45: un pallore mortale gli sbiancò la ralo nella limatura di ferro e
5. intr. anche con la particella pronom. divepia sbiancato e svanito
buti, 1-648: come quando arde la candela, innanzi che arde lo
fanciullo quando è nel ventre de la madre è rosso e uando è
e i cancelli di legno, si ritira la biancheria dalle siepi dove sta a sbiancarsi
sbiancarsi nel sole. -schiarirsi (la pelle). d'annunzio, iv-1-596
non vedevo andrea, e mi colpì la cicatrice che come un rammendo mal ricucito
mal ricucito gli si sbiancava su per la fronte. quello: « è
cadaverico. gavoni, 9-366: è la parola che si forma lentamente graf,
già ne sbiancava. caproni, i-19: la terra, con con questa »
aggiunse iniettando il liquido nel corpo la sua faccia / madida di sudore, /
un piccolo bacchetti, 1-i-326: la cosa era cominciata allo sbiancar dell'
ete, come toccasse l'ostia consacrata, la bella biancheria. si sbiancano appena.
sbiancandosi in viso. svevo, 8-465: la faccia del povero valentino di solito immobilizzata
agitando le mani per aria, mentre la faccia, col volume di tutta quella
. g. manganelli, 10-38: la saliva prende a ritrarsi dalla sua bocca
; le labbra si sbiancano. la lontananza estrema e quasi con la fatica e
la lontananza estrema e quasi con la fatica e lo stento del ricordo.
una malattia, della stanchezza o per la vecchiaia; smorto. b. davanzati
e mezzo della mattina fino alle dieci la carneficina delle vacche, al macello di
delle povere fanciulle sbiancate in faccia come la cera. borgese, 1-60: una volta
annunzio, i-848: s'ineipicava su per la scogliera / l'omicida, sbiancato ed
, 6-259: prese l'anello che la ragazza gli porgeva sbiancata in volto dal
livida. tecchi, 12-31: lui voltava la faccia sbiancata, impaurita, da una
. che risplende di una luce fioca (la luna, il voce).
. assumere un timbro acuto ed effeminato (la d'annunzio, i-95: la luna
(la d'annunzio, i-95: la luna / sbiancata tra lievissimi ch'era
e da [im / dietro la grigia poverella, / porgendole il tuo caro
. bernari, 6-106: calogero uscendo la zittì con una sbian6. illuminato da
cioè bianchiccio o sbian- / muove a sparger la luce / dolce, ch'ai mondo l'
pena luce. nievo, 539: la frana cadeva giù nera e caver
più rilevato. bernari, 3-264: vedevo la sua ombra scivolare sull'asfalto sbiancato
apposita macchina (imbiancatrice di riso), la pula e il farinaccio del riso bramato
della serranda di alimentazione della macchina; aziona la macchina mediante apposito dispositivo; sorveglia la
la macchina mediante apposito dispositivo; sorveglia la lavorazione di confricamento dei granelli di riso
. sf. macchina con cui si esegue la pulitura del riso; imbiancatrice.
impurità. beccaria, ii-412: la sbiancatila delle tele e l'introduzione della
: fra le applicazioni dell'elettrolisi citeremo la sbiancatila elettrica e la depurazione elettrica delle
dell'elettrolisi citeremo la sbiancatila elettrica e la depurazione elettrica delle acque di rifiuto.
depurazione elettrica delle acque di rifiuto. la sbiancatura elettrica si ottiene mediante la elettrolisi
. la sbiancatura elettrica si ottiene mediante la elettrolisi di una soluzione di cloruro di magnesio
modo neri, ai quali bisogna dar la cola in prima con destrezza e poscia
butiro e lo porrai nella detta pelle e la manegiarai bene e la sbotterai tanto che
detta pelle e la manegiarai bene e la sbotterai tanto che 'l butiro si sbianchegi.
però che sedendo tu come giudice secondo la legge, mi fai ingiustamente percuotere »
di mira ascendente, quasi a trasmutare la materia cromatica nell'immaterialità del lume:
e le sbiancheg- giature sormontano come apici la rosa dei colori. = nome d'
con alterno successo in arrossare e sbianchire la faccia. 2. gastron.
smascherare. nuovo modo de intendere la lingua zerga, 362: 'sbianchire':
dalla passione di vanità predominati, intenderà la felicità di una vita oscura e conforme
ant. e letter. che ha perso la vivacità del colore della buccia (
. pallido, smorto per il dolore, la vecchiaia, la malattia (l'aspetto
smorto per il dolore, la vecchiaia, la malattia (l'aspetto di una persona
, ma imbor- sacchito e sbiàncido come la pagina di un vocabolario molto scartabellato.
produrre un taglio netto perché difettoso (la forbice). carena, 1-289
/ scrive il verbale parte via con la borsa. = comp. dal pref
l'autore aveva accettato, sbiascicando, la diminuzione del compenso, ma non accetta
.). monelli, i-264: la medaglia l'avrà presa il tenente della
che è venuto il giorno dopo a vedere la posizione e con i bei gambali gialli
dei cappotti sotto ai tavoli, e la gente, un po'livida e cogli occhi
banchetto. tecchi, 2-79: la vocetta umile, sbiascicata, della vec
fiume attraversa mediocre. la strada in isbieco, fece fare il tribolo
sbieco. scipito, capace a sconciare la epopea nazionale con le sue sbiecare1, tr
non lo si sbieco; storcere, piegare la bocca o gli occfii per ma lo si
marino, 1-12-27: levò costei da la magion profonda / al boccaccio, dee
: acciò che tu mi creda io ciel la fronte livida e maligna. / sbiecò le
v.). invocata / la man lor applica, se a te vicino
, 5-196: « uhm! » fece la vec tassoni, xii-1-37:
non féi. chia, sbiecando la bocca e dandogli una sguerciata.
4. intr. anche con la particella pronom. avere 3. figur
, civile, sbieca aguzza e assennata la bazza della vecchiaia calcolatrice.
modo confuso, smozzicato, come con la bocca storta. faldella, ii-2-267:
al malmantile [1788], i-369: la voce 'bieco', latino 'obliquus',
gesso si torce, e verrebbe [la forma] sbiecata. vasari, ii-725:
còrda di salvamento, col cappello sbiecato e la parrucca andata di traverso.
per vendicarsi, ma trascinato via per la fragorosa catena da que'satelliti foschi,
). vasari, 4-i-56: la facciata,... per esser messa
straducole sbieche. loria, 1-123: la bocca della caverna appariva sbieca e nera.
sorgon gli sghembi tetti, / e la purpurea luce che tu sbieco saetti, 7
movimento). calvino, 1-325: la mano del soldato ora rampava con passi
rampava con passi sbiechi di granchio per la coscia. -inferto di striscio.
incertezza ma- merte menò un colpo con la spada: che gli venne molto sbieco
: che gli venne molto sbieco per la paura e anche per la commozione e per
sbieco per la paura e anche per la commozione e per l'oscurità.
sofia si mise a sedere di sbieco sopra la tavola guardando con aria di sfida il
manzoni, fermo e lucia, 248: la folla usciva come acqua da un vaso
sul verde, l'ombra del conventino con la tozza crocetta in cima alla cuspide.
se con impaccio; per passare attraverso la porta, si è messa di sbieco
senza muovermi. di giacomo, i-730: la confusa biancheria della larga tavola che si
. baldinucci, 9-vii-74: lodasi molto la porta per esser fatta a sbieco e
sbieco: guardare di traverso, con la coda dell'occhio o di sottecchi; sbirciare
scoppio). 2. provocare la rottura delle bielle di un motore o
pasolini, 1-168: percorse sbiellando dalla stanchezza la strada bianca. 4.
, era ora, mi stava venendo la fillossera, constatò con soddisfatta rapidità.
riesco a starti dietro », balbettò la giovane, e si scompigliava i capelli
, 3-1-178: perché non può ella [la ruzzola] abbattersi a dare su lo
. stampa periodica milanese, i-368: la gonnella si guarnisce di sbiesci di merletto
: spingendo il detto uomo co'i piedi la ruota segnata a, la qual è
i piedi la ruota segnata a, la qual è dentata nel suo piano di sotto
di sotto e posta per sbièscio, la fa per questa via tornare. galileo.
f 3-1-178: se noi non la lasciassimo cadere [la ruzzola] su
: se noi non la lasciassimo cadere [la ruzzola] su qualche pietra che avesse
e che battendo a sbie- scio su la pietra pendente acquistasse movimento...,
anche più di sbièscio che non fa la state ». dannunzio, v-2-722:
, 6-x-124: cominciò a girare a cerchio la man ritta segando l'aria a sbièscio
tommaseo, 12-20: vale a dire che la sua scienza va per isbieco, che
sua scienza va per isbieco, che la sua è una coscienza di sbièscio.
biescio (v.); per la var. sbiesso, cfr. anche biesso
. sbietolare, intr. anche con la particella pro- nom. (sbiètolo)
(sbiètolo). languire, struggersi per la passione amorosa. lippi, 7-93
gargiolli, 217: 'sbiettare'vale cavar la bietta. 2. figur
si posi, per modo che la persona ne pericola di cadere.
sasso ben lanciato sbiettò sul terreno e la colpì duramente al viso. 4
. giambullari, ili-175: a questo modo la brigata sbietta / verso la porta.
questo modo la brigata sbietta / verso la porta. l. salviati, 19-80:
altri sbiettavano. bresciani, 6-x-31q: la lauretta sbiettava prima d'ogni altro fuor
, 1-3: vedendo rampare sul pollaio / la cauta volpe, sfrombolo una pina /
/ fra le sue gambe, e sbietta la meschina / con una zampa in su
/ che mentre piscia il can, la lepre sbietta. = comp. dal
: 'sbiettatura': quella forma che lascia la bietta uscendo da legno o altro corpo che
r. di giammarco [« la repubblica », 22 / 23-vt-1986],
per replica. g. ceronetti [« la stampa », 24-xii-1987], 3
3: ogni chiesa stava declinando verso la sala da concerto, con programma, inviti
sasso. nuovo modo de intendere la lingua zerga, 363: 'sbigni':
, 1-198: il ragazzo nervosamente prese per la testa la biscia d'acqua morta e
il ragazzo nervosamente prese per la testa la biscia d'acqua morta e l'agitò più
spirali per l'aria!) e poi la gettò via nel fosso.
di terribile sbigottimento. cavalca, 20-361: la maddalena udendo la parola, fu sì
cavalca, 20-361: la maddalena udendo la parola, fu sì grande la percossa dello
maddalena udendo la parola, fu sì grande la percossa dello sbigottimento del cuor suo che
villani, 8-76: essendo rotta e sbarattata la retro- guardia della compagnia,..
messer amerigo del cavalletto, che guidava la parte dinanzi, avendo ciò inteso..
magior sbigotiménto, non fosse alcun de la città si movesse. machiavelli, 14-i-119:
della mamma e del figliuolo del re, la confusione e la vergogna della regina,
del figliuolo del re, la confusione e la vergogna della regina, che pur voleva
, / solo e zitto nel mio letto la notte / io di sbigottimento lagrimavo.
sbalordimento. di giacomo, i-588: la voce le si empiva di lacrime. egli
l'altro » feci tra lo sbigottimento e la rabbia. -causa di sgomento
tardi, i nevrotici, quelli per cui la vita è difficoltà e sbigottimento, in
bibbia volgar., iv-187: veduta la sapienza di salomone e la casa la
: veduta la sapienza di salomone e la casa la quale egli avea edificata e i
la sapienza di salomone e la casa la quale egli avea edificata e i cibi della
in bene. guicciardini, 11-213: la perdita di ponte- tecto aveva sbigottiti molto
., 11-61: l'anima tua incontanente la prenderanno e rapiranno li demoni,.
,... e da ogni parte la sbigottiranno li demoni orribili e terribili.
compiace, chi regge, sbigottire con la sola presenza, atte- rire 1 soggetti
diventare, mostrando che lo studiare sia la più diffidi cosa che possa fare un uomo
fredde ed anguste pene della miseria e la dispersione della famiglia non isbigottirono il forte
: il che mi sbigottisce, essendo la città nostra oramai antica. albertazzi, 278
trattenuta in casa con certe dimande che la sbigottivano. borgese, 1-339: la
la sbigottivano. borgese, 1-339: la precisione dell'accusa sbigottì il prete.
il prete. gozzano, i-438: la donna tarda a comprendere, poi sorride,
tal fatta. 4. offuscare la luminosità, fare apparire sbiadito. berni
, 8-15 (i-211): sono a la sedia sua perle attaccate / che sbigottiscon
5. intr. per lo più con la particella pronom. spaventarsi, impaunrsi,
, 1-176: se sforzavano de confortare la regina elena, con affectuose et ordenate
sbavottesse per l'assieio che vedea contra la citate. savonarola, 7-ii-127: voi
al chiaro. becelli, 1-263: la maschera orribile si pose / la nuta
1-263: la maschera orribile si pose / la nuta ancora aitandolo a vestire, /
nuova comparsa si compose / tal che la moglie pur feo sbigottire. guerrazzi,
e teme; / ma se di dio la mano, / che ogni potere avanza
/ ei prende a riguardar, cresce la speme. marini, ii-58: questo ben
; sgomentarsi. novellino, xxviii-851: la donna l'accomiatò. il cavaliere sbigottì
/ non sbigottir, ch'io vincerò la prova, / qual ch'a la difension
vincerò la prova, / qual ch'a la difension dentro s'aggiri. a.
tale asprezza, / isbigottì più per la vittuaglia / che per aver perduto la
la vittuaglia / che per aver perduto la fortezza. motza, i-4: si tenne
non vi sbigottite e non vi sdegnate per la collera della signora ippolita. b.
compagnia di san gilio, 465: dice la magdalena e le marie, a
quella volta: / « ki torrà via la pietra, del monimento a la
la pietra, del monimento a la porta? » / un angelo l'à
noioso per ripetere tante volte l'apostolato e la pietà, i sacrifici e le
a udir quell'omaccino armipotente, / isbigottisce la po vera gente. gozzano
oh quanto mi pareva sbigottito / con la lingua tagliata nella strozza, / curio
ch'io mi fossi nel cuore, la richiego degl'indizi ch'ella ne avea.
condusse in progresso di tempo a tal la miseria che si gettò disperato nel tevere.
genitore. leopardi, i-165: dopo la corruzione i letterati si rialzano tutti sbigottiti.
e rimbaldanziti i nemici e arditi per la vittoria, fuoro quelli di persia assaliti
, avendo intese le vittorie de'fiorentini e la presa della forte città di volterra,
corse animosamente contra lo re merion co la soa spata. idem, i-306: menelao
padre alla pietà, / ha fatto riserrar la sbigottita / coppia d'amanti e quivi
episodio, ma non tale da meravigliarne: la storia delle imprese coloniali ne novera di
atterrito. angioletti, 123: venuta la loro volta, le donne si ritraevano
: avevano apprese [i longobardi] con la prima educazione le arti della invasione,
. sentii, come ci tossi, la città raggelarsi, il trepestio, porte
vita nuova, 7-1 (23): la donna, co la quale io avea
(23): la donna, co la quale io avea tanto tempo celata la
la quale io avea tanto tempo celata la mia volontade, convenne che si jartisse
volontade, convenne che si jartisse de la sopradetta cittade e andasse in paese molto
: per che io, quasi sbigottito de la bella difesa che m'era venuta meno
sbigottiti della patria si erano convenuto abbandonare la italia e girsene in sicilia. gelli,
liberarsi da tanti mali, si sono dati la morte da loro stessi con le proprie
non sapea che domandarle, stimando che la fosse una pazza. manzoni, pr
: ei stava maravigliato e sbigottito per la novità del caso. pirandello, 8-18
8-18: i bimbi, sbigottiti, la guardano e non comprendono perché pianga tanto
osavano volgere gli occhi all'uscio, donde la mamma soleva entrare ogni sera con la
la mamma soleva entrare ogni sera con la zuppiera fumante. f f
e smorto. condivi, 2-147: per la costei morte, più volte se ne
e sbigottito. longo, xviii-3-263: la quiete, che nella repubblica e nella
sulla sensibilità di altri turbandone l'equilibrio e la tranquillità. alfieri,
né per isbilancia- mento può mai la terra vacillare e scuotersi in verun modo
. 2. figur. ridurre la lucidità di una persona, compromettendone l'
l'ambasciadore di venezia, credendo che la congiunzione della spagna coll'inghilterra troppo sbilanciasse
in grandissima contingenza le fortune publiche, la detestava e la lacerava con la
contingenza le fortune publiche, la detestava e la lacerava con la lingua e con
la detestava e la lacerava con la lingua e con la penna. parini,
lacerava con la lingua e con la penna. parini, 954: dopo
anni di fatiche e di pericoli continui, la nazione còrsa si vide di poter far
sistema economico, l'economia familiare, la finanza pubblica; dissestare un bilancio con
. muratori, 9-178: può anche la cucina fare sul fine dell'anno sbilanciare
foscolo, vi-658: vero è che la pubblica economia è forse sbilanciata dalle troppe
degli amministratori e de'generali che oltrepassano la proporzione de'reggimenti. nievo, 74
suoi sfoggi di venezia aveano sbilanciato alquanto la famiglia. 4. intr.
4. intr. anche con la particella pronom. perdere l'equilibrio;
montale, 1-123: aggotti, e già la barca si sbilancia. pratolini, 9-326
moto apparente. landolfi, 2-181: la luna sempre più si sbilanciava verso la
la luna sempre più si sbilanciava verso la linea frastagliata dell'orizzonte rivolgendo seco tutta la
la linea frastagliata dell'orizzonte rivolgendo seco tutta la cappa del cielo. y
. nel gioco del calcio, lasciare sguarnita la propria area di difesa essendosi spostato troppo
guadagno, ma non dovevate mai sbilanciarvi con la parola delle aggiunte. guerrazzi, 2-839
8. confondersi, perdere la lucidità. de marchi, i-224:
che i piedi fossero ritrosi, sia che la bussola del pensiero si sbilanciasse.
della sinistra rattratta e dal mettere avanti la destra, come a parare e ricevere
, 4-129: a mezzogiorno, dopo la campana del 'finis', quando lo scorsi camminare
. gadda, 10-53: tra i primi la lavandaia peppa, dalla cesta ricolma di
. 3. che ha lasciato sguarnita la propria area di difesa (una squadra
). m. ansaldo [« la stampa », 16-iv-1992], 29:
: al 33'una sua veronica con la difesa sbilanciata mette in moto hierro,
cuore il loro torto, ed essendo la mala coscienza madre della codardia, non
madre della codardia, non ardivano alzar la voce a reclamare il loro dritto,
essendovi sbilancio nell'uscita, dime distintamente la causa. belloni, 2-ii-68: posto
sbilancio... fra l'entrata e la spesa e l'accumulato debito pubblico era
e delle campagne. moravia, 22-145: la sovrapopolazione si presenta cosi a marx come
, 2-i-162: fiore d'arancio. / la povera ragion diventa un cencio / quando
scussa, / or su 1 macigni la carrozza passa, / or dà in un
beccheggiando. de amicis, xiii-400: la barca sopraccarica va innanzi a sbilancioni e
. g. brera [« la repubblica », 14-i-1986], 28:
repubblica », 14-i-1986], 28: la squadra è tutta sbilenca. il vecchio
. 2. intr. con la particella pronom. sbilanciarsi, squilibrarsi da
marchi, ii-767: dieci minuti dopo la timonella si fermava davanti a un casolare che
signorina ». savinio, 1-54: già la gari- senda, sbilenca e torva,
sul mare sporco, che crosciano sordamente sotto la prua del battello, con forme strane
moravia, i-415: tuonò cupamente entro la nube sbilenca che attraversava il cielo.
attraversava il cielo. -storto (la gamba). pirandello, 7-1274:
2. ingobbito, che ha la schiena curva; che ha abitualmente una
(per l'età avanzata, per la stanchezza o per difetti fisici).
, lungo le scale, aveva mutato la sua solita andatura in un passo sbilenco
. buzzati, i-721: camminando sotto la pioggia sottile senza ombrello, padre stefano
. cecchi, 7-73: finito di servire la cena, due ragazzotti, seduti su
strascino, xxvi-2-202: io riscontrai la figlia del mugna- nio, / di
, per dir il vero, io la lassai: / parve ch'avesse le carriuole
onte / e non ti dico si la sbilurciai. r. sacchetti, 2-223:
. landolfi, 12-10: sentii frusciar la frasca alle mie spalle; mi volsi
larghezza. pea, 1-118: la strada era sempre quella: lastricata a
a spacco sbillungo. idem, 3-87: la camera dove ha dormito stanotte è
], 80: su una duna prospiciente la colonia c'è un posto di osservazione
non una delle aue belle, ma la terza, la terza, quella misera
delle aue belle, ma la terza, la terza, quella misera sbiobbina asmatica e
sbloccare, intr. anche con la particella pro- nom. (sbiòcco
un graticcio, a sbioccolare e scerre la lana. = comp. dal pref
fare a dio, / si sbirba la tornata, / a un tanto la calata
sbirba la tornata, / a un tanto la calata. 2. rendere una
4. intr. anche con la particella pronom. vivere agiatamente, per
si sbirba: / or si suona la piva, or la tiorba, / e
or si suona la piva, or la tiorba, / e nulla ti spaventa e
conte fa una bella vita: / se la sbirba dawer come un monarca. proverbi
proverbi toscani, 385: essi se la scialacquano, se la sbirbano allegramente.
: essi se la scialacquano, se la sbirbano allegramente. bandi, 2-i-250:
avventori avessero comodo di sedersi e aspettare la volontà di dio e sbirbarsela novellando?
che inventare per sbirbarsela, masino prese la sua 'anabasi'. papim, ii-904:
. sbirbire, intr. con la particella pronom. { mi sbirbisco,
vedevo aggrapparsi al cordone del campanello con la disperazione dell'affogato. eran donne dai
fogliuzzi, col suo carattere pidocchino aveva la sera avanti appuntato tante operazioni coi loro
occhi, per rendere più penetrante la vista o per concentrarla su un parti
furino, 62: benché il vero la vista non gli dica / e mal
, se l'ha fatta a sbirciarmi tutta la santa serata. d annunzio, i-60
naso purpureo solleva attonito, / e con la nitida lente ti sbircia / mostrando i
: fulvia intanto sbirciava quanto ancora distasse la via principale. -con uso reciproco
e, appena si sbirciano, voltano la faccia e sotto le mani sbruffano certe
fatti, / né ti fidar perché mena la coda. lippi, 1-9: sbircia
fanzini, iii-19: quando esce per la via, sbircia a ogni vetrina.
bacchelli, 13-689: cominciava a sbirciare con la coda dell'occhio la porta di casa
a sbirciare con la coda dell'occhio la porta di casa d'angelo per trovarci
9-91: fiuta san marco, sbircia / la scala dei giganti, / compra un
da florian. -figur. spingere la propria analisi a considerare fatti poco evidenti
difficile indagine. scalvini, 1-241: la moderna poesia sbircia, guata, ingrandisce
x-2-273: ho conosciuto per diretta esperienza la vita della piccola borghesia...
dei vecchi: il tacito confronto tra la scienza nuova e la antica; il
il tacito confronto tra la scienza nuova e la antica; il rammarico del tempo perduto
. d annunzio, iv2- 1288: la sbirciata ai rivali, il passo ondoleggiante delle
dare una sbirciatina alla pasticceria elegante, la sola della città, che vi apriva le
, vi-827: italia... aggrottò la fronte per guardare di sbircio il medico
alla volta, il padre industriale, la madre sbirolata, la ragazza, il ragazzo
padre industriale, la madre sbirolata, la ragazza, il ragazzo, i compagni
, i compagni testimoni, per scoprire la verità. = voce di area sett
boiardo, 1-17-18: se dua cotanta fosse la sbiraglia / che qua lo conduranno,
intorno, / ch'ai capitan de la sbirraglia tolse. straparola, i-19:
g. f. loredano, 7-92: la sbiraglia mi aveva posto in prigione.
, 1-250: ecco entrare laddentro con la maggior furia del mondo il bargello con
furia del mondo il bargello con tutta la sua sbirraglia e circondare il cavalliere per condurlo
/ con al collo il cartello / e la mitera in capo in sur un miccio
12 (218): gli alabardieri e la sbirraglia, stando alla larga da quel
sopprimere immediatamente gli agenti civili, ossia la sbirraglia, e confidare ai carabinieri l'
parte della repubblica. faldella, i-3-7: la famiglia dei cai- roli era notata nel
: quella volta, per esempio, che la sbirraglia borbonica venne a fare una perquisizione
inarca di stupor le ciglia! / fin la cornuta acherontea sbirraglia / non può sdegnata
fuggir di mano il timone che guida la nave nel bollire della tempesta e saper
ariosto, 1-iv-52: sempre el bargello e la sbirraria li pareva avere alle spalle.
iii-113): ecco addosso gli fu la sbirrena: / credon aver a legare qualche
, che faceva le meraviglie, per la sbirreria. lancellotti, 1-199: accortosi lo
pian piano da basso et andò per la sbirraria: lo presero in fragrante, fu
armata, / ha più timor che la poltronerìa, 7 anzi il fracasso d'
, / fé spesso andare a scio la sbirreria. giusti, 4-ii-392: taglierò
mostrar fra ogn'arte più felice / la più felice esser la sbirraria. -figur
più felice / la più felice esser la sbirraria. -figur. insieme di parole
farsi paura l'un l'altro, la fomiscon con l'urtar nel boccale. boccalini
possa reggere i sudditi... senza la forza della milizia sbirresca. guadagnoli,
milizia sbirresca. guadagnoli, 1-ii-292: la sbirresca famiglia è giubilata. mamiani,
e insolente. moretti, iii-26: la fanciulla ammise con garbo che questa era
, poi li sbiri et ufficiali de la terra, poi i tribuni. bembo,
il villano, odia lo sbirro e massacra la spia dove la trova, quello di
odia lo sbirro e massacra la spia dove la trova, quello di parma. bernari
di parma. bernari, 3-171: allora la parola 'compagno'aveva un significato preciso e
repressiva. carducci, iii-7-449: avanti la destra, anarchica e socialista per ragguantare
socialista per ragguantare il potere! avanti la sinistra, conservatrice e sbirra per ritenerlo
consumata astuzia. salviani, 7: la vorrebbe pur con queste sue lustre darmi
principale della restaurazione toscana consisteva a rifare la sbirrocrazìa con tutto lo schifoso apparato dei
male maggiore stava nella sbirrocrazia, come la chiamò il montanelli, la quale formava
, come la chiamò il montanelli, la quale formava una specie di carta a cui
. g. brera [« la repubblica », 8-v-1984], 29:
. ($bisàccio, sbracci). svuotare la bisaccia; disfare i bagagli. -
, me zaffete con le man a la gola e i altri me tolse la borsa
a la gola e i altri me tolse la borsa. -per estens. persona
. -anche con uso appositivo. la venexiana, xxl-li-508: cara nena, fa
contrarsi strisciando sul terreno (un rettile, la coda di un animale).
sul nostro cammino. viani, 19-427: la bestia, tremante come una vergola,
pietrato, vi pose il capo e la coda che sbisciava. 2.
un albero e l'altro, con la mota anteriore frisò il pastrano del brilli.
... mi misi a pedinarlo tra la folla dove si cacciava rapido, sguittendo
e dagli sbizzarrimenti degli ingegni che cercano la fortuna nel nuovo. rebora, 3-i-102
anzi più pertinace e rinsaldata: ed è la bontà. gramsci, 6-239: lì
), intr. per lo più con la particella pro- nom. (sbizzarrisco,
queste scintillanti fantasie e tentò indarno corrompere la riposata e serena arte italiana. cicognani
firenze l'accademia platonica... cercava la conciliazione fra il mondo ideale platonico e
si sbizzarrisca di più, non lasci che la sua pagina diventi tanto spesso grigia,
, smorta, preoccupata solo di giustificare la verosimiglianza dei personaggi. -sonare improvvisando.
, sbizzarriva colla mano velocissima, era la giovinetta ada. -dedicarsi a un'
a un'attività che permette di sfogare la propria personalità e creatività. baretti,
degli altrui stenti. baretti, 6-70: la plebe, avendo troppo poche vie di
e saturnina. bresciani, 6-v-24: la leontina... sbizzarriva a modo suo
ammaestrare nella musica e nel canto, la conducevano a zonzo in tutte le accademie
lo vizio, dandogli danaro e lasciandogli la briglia sul collo; ma è l'età
siri, iii-372: parve a'collegati propizia la congiuntura di sbizzarrirsi contro il papa.
. cattaneo, i-2-7: in seguito la frivolezza dei tempi fu paga di sbizzarrire
. i. lattes coifmann [« la stampa », 23-ii-1983], iii:
. 5. tr. sfogare liberamente la propria fantasia. a. f.
a risponderti, e meco si sbizzarriranno la fantasia. assarino, 4-lett.: accostato-
6. indurre qualcuno, anche con la forza, ad abbandonare la propria riottosità
anche con la forza, ad abbandonare la propria riottosità, il proprio spirito di
, il proprio spirito di ribellione, la propria aggressività. leggenda di s.
matto. 7. lasciar sfogare la fortuna avversa. g. capponi,
] nella muffa della viltà per isbizzarrire la fortuna e vedere 'se la se ne
viltà per isbizzarrire la fortuna e vedere 'se la se ne vergognasse'. 8.
vincolo giuridico che ne impedisce o ne limita la disponibilità da parte del proprietario.
il graduale sbloccaggio attraverso i clearings indica la speranza in una liberazione delle somme congelate
un luogo rimovendo ogni ostacolo che impedisca la libera circolazione o le comunicazioni con esso
ai bastioni,... questa notte la città dev'essere sbloccata da ogni parte
e sulla pressione dell'aeroporto, controllò la depressione degli strumenti giroscopici, sbloccò l'
giuridico che ne impedisce o ne limita la possibilità di disporne da parte del proprietario
andar bene... per sbloccare la situazione. moravia, 21-279: la situazione
sbloccare la situazione. moravia, 21-279: la situazione tra me e viola era giunta
senza entrarvi completamente e rimbalzando fuori (la palla, nel gioco del biliardo)
. v.]: 'sbloccare': quando la palla dell'avversario è da noi sospinta
, ma ritorni addietro, dicesi che la palla sospinta 'ha sbloccato'; o il
». perché 'blocco'chiamasi il cacciare la palla con empito nella bilia.
. 7. intr. con la particella pronom. uscire da una situazione
, 24-52: poi, d'improvviso, la situazione si è sbloccata, è precipitata
arbasino, 12-79: qualche ora dopo, la situazione non si sblocca.
un valore di vendita, ecc. la sera [io / n-vi-1942], 3
materia di blocco e di sblocco. la provincia di como [20-v-1944], 2
. g. c. fossi [« la stampa », 13-iii-1986], 13
il ma- glioncino, nella sblusatura fra la camiciola e la camicia. = comp
glioncino, nella sblusatura fra la camiciola e la camicia. = comp. dal pref
dio! » sciamò galeazzo che aveva fiutato la sbobba. marinetti, iii-106: la
la sbobba. marinetti, iii-106: la realtà è che ci buschiamo punizioni su
palazzeschi, i-494: andava a mangiare la minestra al convento...,
minestra al convento..., la zuppa dei frati gli sembrava una delizia.
malattia... durante alcuni anni, la nostra vita si ferma, vegeta,
, il nostro corpo suda e ingrassa, la sboba lo nutre. 2.
bartolini, 5-128: lasciatemi dire che la 'bianca'fagiana e la 'bianca'fanciulla del
lasciatemi dire che la 'bianca'fagiana e la 'bianca'fanciulla del mio sosia...
. m. tosatti [« la stampa », 6-ix-1988], 6:
. r. conteduca [« la stampa », 2-iii-1990], 3:
reno. lancellotti, 1-663: per la tempesta sopravenuta non potendo colui sospinger la
la tempesta sopravenuta non potendo colui sospinger la nave e prendere terra allo sboccamento d'
, disperato comanda ai compagni che rivolgano la barca a dietro. -afflusso,
altro nell'esercito che assediava veio, pervenne la fama dello sboccamento del lago infino agli
cielo conducono a fusione il metallo compartito per la fornace. 3. sbocco
4-353: lasciata... per allora la batteria, si venne in breve allo
breve allo sboccamento nel fosso. quindi tutta la mole del lavoro s'unì contro il
botta, 4-646: la casa di savoia... ambiva lo
non avere altro sboccamento al mare che la porta di nizza. 5.
. eruzione di materiali vulcanici (e anche la lava stessa che fuoriesce).
ansiose nel bianco filettato d'oro, fra la folla confusa degli equipaggi.
e. cecchi, 9-137: la manica attaccata piuttosto in basso, dove
manica attaccata piuttosto in basso, dove la spalla s'incurva sull'omero, e sboccante
campana. 6. che impressiona fortemente la vista. salvini, 45-8: stava
, con tutti e con ispalancati occhi la beltà d'abrocome in loro sboccante ricevendo
tago dalla medesima banda della città ha la fortezza di san giuliano. pacichelli,
un'isola che forma nel suo sboccare la mesa, ricevendo varie riviere, cioè il
lo trascorre da ponente in levante, la drava e la sava che sboccano nel danubio
ponente in levante, la drava e la sava che sboccano nel danubio dalla parte
peschiera... il lago, dove la riva s'abbassa, mette capo ad
: nella citta di loanda, ch'è la cloacca ove sboccano e si adunano tutte
hanno alcuni spiragli dal fondo della tossa per la grossezza del muro, che sboccano nella
ceredi, 29: abenché... la caduta di sette oncie di tutta l'
ampiezza sua cava s'appella, / spargesi la vital purpurea piena / del sangue e
al fegato: di più che tutta la linfa del bartolino finalmente sbocchi al cuore
], indi si versa, / e la matrice a lubricar si sbocca, /
aspersa, / spalanca al suo gran muscolo la bocca. -sostant. malpighi
poi che nel paradiso terrestre ebbe origine la colpa, e la legge dell'amore
paradiso terrestre ebbe origine la colpa, e la legge dell'amore non bastò più,
si può intendere che indi nascesse anche la legge della repressione e dell'ira, e
dell'ira, e di questa poi la legislazione mosaica, quella legislazione da cui
dice un maestro ebraico, gesù sirach, la disciplina umana sboccò, come l'acqua
sboccar fuori del suo letto, dentro la città, ne'luoghi più bassi. gemelli
per il gran puzzo si muore, la qual pestilenza, nascendo da un certo pozzo
da un certo pozzo profondissimo, se la sboccasse fuori, farebbe le vicine terre
. ann. romei, 1-95: la mattina, sendo tutta la corte e sua
, 1-95: la mattina, sendo tutta la corte e sua altezza in punto per
, ad asta vibrante, rispezzata eolo la sua sotterranea caverna, ne sboccarono a
. campana, iii-5-2- 33: la piazza e le strade, ch'in essa
alla piazza del popolo, laddove sbocca la strada del corso. misasi, 7-i-159
riddavano intorno al penzolante cadavere, scese la folla dei contadini armata di scuri, di
a copenaghen i treni passano tutti sotto la stazione. per raggiungerli bisogna scendere una
, 2-48: dopo un'ultima giravolta, la strada sboccò in un pianoro fittamente coltivato
. a. monti, 57: la cancellata di ferro su via cemaia; il
va e piantasi a sedere in cima de la piazza che sbocca in parione, patria
, 1-101 (237): inmentre che la mia bottega si apriva e spazzava,
apriva e spazzava, io m'ero messo la cappa adosso per dare un poco di
/ e messole una mano in su la bocca, / con fuga speditissima e
8 (139): continuarono in silenzio la loro strada, e poco dopo,
sarà all'angolo di corso oporto, la dirò [la buona parola] »,
angolo di corso oporto, la dirò [la buona parola] », e poi
che lavoravano quei di dentro, e la guadagnarono. davila, 554: il re
6-93: il battaglione ondulò, pigliò la mossa, sboccò dai ripari.
città con tal empito che, presa la 'briccola'con cui era stato lanciato l'asino
cui era stato lanciato l'asino, la condussero a man salva con allegri risi nella
galileo, 3-1-194: nel tempo che la palla cacciata dal fuoco si movesse per
palla cacciata dal fuoco si movesse per la canna, l'artiglieria portata dalla terra
terra passerebbe nel sito 'de', e la palla 'b'nello sboccare sarebbe alla gioia
farà falso il tiro dalla destra, perché la ruota da quella parte che pende il
da quella parte che pende il pagliuolo sarà la prima a muoversi nel ritirarsi, avanti
a muoversi nel ritirarsi, avanti che la palla sbocchi. -penetrare attraverso un
onde altrove sbocca secondo i casi o la spuma di un fazzoletto o il gancetto
il gancetto della stilografica, a lui sporge la boc- cuzza lucida dello stetoscopio.
11. fuoriuscire dalla bocca (la voce, un sospiro). campanella
tutti corressero con le mani a turargli la bocca, quasi a serrar quella porta
). imperiali, 4-758: da la bocca del core il cor sboccarne /
cel pensiamo. goldoni, x-629: la passione del cor convien che sbocchi. g
nel parlare, inveire. -anche con la particella pro- nom. zanobi da
volgar.], 10-11: quando la nostra lingua non si cura di temperar se
leano ch'io mi sboccassi contro dio e la sua chiesa. cicognani, 2-152:
mi lascio andare e, si sa: la lingua batte dove il dente dòle:
parlare. baiardi, 61: stette la donna al baciare in constanza / e
sboccano in morti. nievo, 5: la mia esistenza temporale, come uomo,
papini, x-z-425: a roma si prevede la vittoria del re, non per amore
vittoria del re, non per amore verso la dinastia ma per i timori che ispira
da caravaggio. moravia, 22-xii: la lotta di classe caratterizza semmai il passaggio
, connettersi. soffici, v-5-293: la questione dell'arte sbocca nel problema della
fondo, sfuggendo per quanto sia possibile la spiaggia. -aprire la parete di
sia possibile la spiaggia. -aprire la parete di un serbatoio o un argine.
di quel loco, dove sospettano si facci la cava, uno gran riserbo d'acqua
con l'aiuto di quel signore e con la forza de'suoi schiavi e compagni fece
[1833], i-iv 287: 'sboccar la trincea': aprir la trincea per procedere
287: 'sboccar la trincea': aprir la trincea per procedere innanzi cogli approcci o
fortificazione. 15. trasportare detriti con la corrente. m. adriani, 3-4-98
, crepato nel mezzo e che sboccava la sua crema sul tappeto. 16
dicesi sboccare de'vasi quando se le rompe la bocca o che si getta un poco
riempirvi le brocche. -sciogliere la chiusura di un sacco. fenoglio,
mal di mare addosso... presso la porta papà gherulfi fece fontana, sboccando
non avereste sboccato questo pensiero, che la guglia di roma potesse co 'l tempo a
eminenza essere alzata, poiché s'ella eccedesse la sua altezza d'un palmo antico romano
rendere inservibile un pezzo di artiglieria frantumandone la bocca. guicciardini, i-365: contro
, lacerò di maniera in più dì la torre che pagolo fu alla fine costretto di
: 'sboccare': si dice anche del rompere la bocca a'vasi. tommaseo [s
qual ventura maggiore che trovar qui aperta la porta del paradiso? ». 2
gioiazza; egli ti ha attaccata la sua sboccataggine. = deriv.
il riputarla una tortorella scompagnata che pianga la perdita dolorosa del suo consorte. calandra
quei ciancioni che così sboccatamente parlano contro la francia? 3. ant.
spontone, 1-114: portò via di man la celata al detto soldato senza offenderlo in
b. croce, iii-23-306: la sboccatezza faceta non piaceva come una volta
come una volta, e si richiedeva la 'lascivia', come la chiamava e l'
, e si richiedeva la 'lascivia', come la chiamava e l'elogiava il marino,
tali che il povero paterfamilias cala subito la bara con delle corde. = deriv
ch'io vedo, tenete conclusione che la balla subito sboccata dalla bocca del pezzo
f. f. frugoni, 5-358: la passione predominante non sa ritener i sentimenti
, 1-6 (27): se [la donna] per un altro v'ha piantato
7. che si allarga verso la bocca. g. b. colombina
anima..., non ritroverai la misura giusta. -aperto (un sacco
sulla tramoggia. -che ha la bocca spalancata (un mascherone).
uso (un pezzo d'artiglieria, con la rottura della bocca). botta
'cannone sboccato': cui sia stata rotta la bocca, come quelli di sebastopoli,
: cui sia stata tolta dalla bocca la parte superiore del contenuto. sboccato2 (
veltri sboccati e non potessero in sul giugnere la fiera azzannare. 2. figur
non buffone. de bonis, 61: la vedovella dari'marito / c'a li
contile, i-9: non si può a la gioventù torre il suo corso: ella
4-29: ha pensato di farmi danno la sboccata piena d'invidia. lucrano,
o ladislao, e'ti pute la bocca ». varchi, 3-92: questi
in parte, vostra sboccata risposta, la volontà vostra, senza altrui preghiera, subito
impertinenza nemmanco un bersagliere, che è la razza più sboccata con le ragazze. tozzi
ma le sudicerie le devi serbare per la bottega. -volgare, grossolano, rozzo
? pirandello, 8-863: come, la garanzia? eh, come! ho capito
quanto più salti, mostri tanto più la sua inverecondia vergognosa! -acer. sboccatone
. bartoli, 1-287-32: lo sboccatoio è la fine del condotto, donde si versano
donde si versano le acque. ordini concernenti la giurisdizione e obbligo degli uffiziali de'fiumi
sboccatoio gora di scomio, sieno tenuti mondare la gora dallo spartitoio fino al detto
bottiglia di spumante, tenendola inclinata con la bocca verso il basso, in modo
bottiglia di spumante, tenendola inclinata con la bocca verso il basso m modo da eliminare
alla quarta sboccatura. forteguerri, 28-94: la scaltra giovinetta allora stura / il barile
sboccatura della bottiglia, frattanto che si allestisce la tavola, vorrei, don eraclio,
bizoni, 188: questo stagno ha la sua sboccatura verso la banda di martega
: questo stagno ha la sua sboccatura verso la banda di martega. crescenzio, 3-50
passa dall'una all'altra bocca, è la sboccatura d'un fiume, diviso in
dantesco). benivieni, 42: la sboccatura di questo inferno in su la
: la sboccatura di questo inferno in su la superficie dello aggregato arebbe per diametro recto
di mano in mano insino poco sotto la faccia della terra, ove egli vuole
terra, a uso di volta, la sua sboccatura. cinuzzi [in dizionario militare
è il centro del mondo, e la base o sboccatura viene verso tal parte
vulcano. daniello, 200: attraversando la riva della decima e ultima bolgia vanno
che dal mezo in su eran posti sopra la sboccatura di esso pozzo. de bottis
pozzo. de bottis, 37: la superficie della lava che cacciò la voragine
37: la superficie della lava che cacciò la voragine a... presso alla
nel quale una valle termina aprendosi verso la pianura o immettendosi in un'altra valle.
strade laterali, tirando egli avanti per la dritta, che era la più principale,
egli avanti per la dritta, che era la più principale, dove avevano il loro
colle toppe sbocchet- tate, e sotto la finestra una tavola, su cui stavano spiegate
un paracadute. marinetti, 1-69: la fase di lancio è propriamente quella durante
fase di lancio è propriamente quella durante la quale il corpo del paracadutista è proiettato nel
le prime scintille della sua luce tra la morente chiarezza dell'aere. 2.
{ sbucciare), intr. anche con la parti- celia pronom. (sbòccio,
verginella, / rosseggia fra l'erbetta / la vaga mam- moletta / e sbuccia il
. d'annunzio, iv-1-711: tutta la spiaggia intorno è piena di questi gigli
1-vi-87: quelle vecchie quercie che per la centesima volta sbucciano ancora. pascoli,
avvicinò all'orto e rimase a guardare la verdura che sbocciava come fiori.
per dir meglio, sospettava che forse la gallozzola nascesse, perché, arrivando la
la gallozzola nascesse, perché, arrivando la mosca nel tempo della primavera e facendo una
il quale fosse cagione che sbocciasse fuora la gallozzola. -coprirsi di fiori,
dal dimenarsi che vi fa per entro la farfalla vicina a sbocciare. e. cecchi
in un tugurio. / io sbocciai da la melma. gramsci, 1-88: qualcosa
qualcosa di simile è avvenuto finora per la filosofia della prassi; i grandi intellettuali formatisi
, sgorgare. viviani, 3-i-29: la sorgente..., dopo mille rivolgimenti
. ghislanzoni, 10-155: in del la prima stella / era sbucciata appena.
lampi di calore / che fan sbocciar la luna come un fiore! de pisis,
ambiente). pascoli, 443: la lampada, forse, che a cena /
si tolse [sabina] il fazzolettone che la impacciava e siro vide i suoi capelli
i seni sbocciavano in quell'immagine sotto la blusa rosata. -affiorare dall'acqua
alvaro, 9-242: a volte la voce che sbocciava là dentro [nell'apparecchio
esteri, appena in tempo per udir la parola proibita « pèrkele! » sbocciar sulle
forme della statua, egli recasse nell'opera la cupidigia di un animo carnale.
anche sostant. onufrio, 24: la nonna seguiva passo passo, attentamente,
, rimaste sole, avevano iniziato vittoriosamente la ricostruzione della loro esistenza. pratolini, i-39
ragazza... era sbocciata con la guerra e... non c'era
. -manifestarsi con piena evidenza (la bellezza, la vigoria giovanile, la
con piena evidenza (la bellezza, la vigoria giovanile, la giovinezza stessa).
la bellezza, la vigoria giovanile, la giovinezza stessa). c. botto
. c. botto, 194: la mia bellezza sbocciava intiera. cagna,
cagna, iii-206: proprio lei, la rina, tal quale ella era nello sbocciare
questi stonci terreni. betti, i-954: la vera marta deve ancora venire fuori!
e civile, xl- 674: la sua somma celebrità la dovette egli [goldoni
674: la sua somma celebrità la dovette egli [goldoni] a'suoi
l'ojetti sembra voglia mettere in confronto la letteratura italiana contemporanea con la letteratura francese
in confronto la letteratura italiana contemporanea con la letteratura francese, dove le scuole sbucciano
arte. baldini, i-468: era la casa che aveva visto sbocciare i '
i-195: alla fine l'innocenza sbocciò con la fragranza di un fiore.
dell'altra ecco che dio allora fece sbocciare la carità, un reciproco bisogno d'aiuto
, dovesse rapidamente fiorire e consolidarsi attraverso la provocazione. -sostant. bonsanti
-far fiorire i boccioli ancora chiusi (la primavera). guglielminetti, 2-37:
far iniziare. carducci, iii-15-371: la novalesa, fondata nel 726, che
, aprile sboccia o scoppia; maggio dà la bella foglia, giugno serra il pugno
. da boccio (v.); la var. sbucciare risente dell'influsso di
. nel gioco delle bocce, colpire la boccia dell'avversario per allontanarla dal pallino
giuoco delle bocce o palle, sbocciasi la palla del rivale per far luogo alle proprie
guscio o anche dall'involucro chetinoso dopo la muta (un uccello, un rettile,
mammelle). moravia, 26-42: la vittima invece è una bianca, per
4. a sbuffo, rigonfio (la manica di un vestito). gatto
una bella cortigiana sbucciata pur ora e la ventennale consorte ci corre quanto la messa
e la ventennale consorte ci corre quanto la messa piana e la messa cantata. cagna
ci corre quanto la messa piana e la messa cantata. cagna, iii-201:
e già donne del tutto sbocciate, irradianti la gioia di vivere. 7
o voi, cui regge i passi de la vita / intelletto di patria, alme
in italia. oriani, x-13-14: la civiltà si sposta sempre: sbocciata nel
intellettuali meravigliose. papini, i-720: la vita è, sempre e dappertutto, fuga
papini, ii-720: consiglierei... la lettura delle oscure e affrettate note del
un 'giuro a dio'e con un 'bacio la mano', li pare d'essere il
.]: lo sboccio dei convolvoli avviene la mattina. pavese, 8-305: il
ai primi di maggio, avevo trovato la primavera in pieno sboccio. 2.
4-157: lo sguardo del borghini ricercò la fanciulla... ap
nel cresciuto possesso dei mezzi espressivi, la produzione fu subito copiosa.
, fioriva ignorata o quasi, dietro la fronte di lidia, e forse era tuttora
il suo mezzo metro di virginia attraverso la bocca. = deriv. da
dell'acqua. guglielmini, 2-1 io: la maggior parte de'danni dipende dal solo
e volta a sinistra per questa e la seguita fin passata la cappella de'mannelli
sinistra per questa e la seguita fin passata la cappella de'mannelli. manzoni, pr
, 15 (262): s'accrebbe la soldatesca alla casa del vicario; gli
anche il punto in cui sgorga, la polla che forma). vallisnen,
, 5-ii- 337: vegliò con la testa piegata sul petto come a cogliere
della valle. verga, 8-84: tutta la pianura di passanitello, allo sbocco della
. mazzini, 62-161: noi vogliamo la guerra all'austria; ma la vogliamo
vogliamo la guerra all'austria; ma la vogliamo intera, irreconciliabile, dovunque essà domina
importante d'a zione, la difesa cioè e l'attacco di tutti gli
-accesso al mare di un territorio; la zona costiera che lo consente.
una città. brignetti, 10-116: la spiaggia sarà divisa in settori distinti e
spiaggia sarà divisa in settori distinti e la sabbia avrà il suo prezzo: appunto come
monelli, 1-300: è notte e la nave affretta verso lo sbocco della baia
lì vicino era una grotta scavata per la riservetta, qualche passo più in là
proveniente dai bronchi e dai polmoni attraverso la bocca; emottisi. p. e
sangue dal petto vennero ad avvisarmi che la sanità ne'mortali è appiccata ad un
2-221: papà mi scrive che, dopo la febbre e i due nuovi sbocchi avuti
di voce. manzini, 18-48: la tensione le rendeva le gambe scattanti,
preoccupare il passo, con fare che la religione santificasse certi princìpi politici. bollettini
mercato. -anche: mercato che assorbe la produzione di un dato settore o i
dato paese. mazzini, 62-311: la navigazione sui fiumi e l'abbassamento dei
grande importanza im mediata per la gran bretagna, che è precipuamente ma-
.. ritiene non a torto che la tranquillità del lavoro operoso sia la garanzia migliore
che la tranquillità del lavoro operoso sia la garanzia migliore di buoni sbocchi per le
. il monitore fiorentino, lv-197: la vantata ricchezza della toscana è veramente effimera
-settore produttivo che assorbe semilavorati per la lavorazione finale. civiltà dette macchine,
in abitudini senza fine, nobilitando con la mestizia l'accidia; e la via rettilinea
con la mestizia l'accidia; e la via rettilinea frondosa che percorreva tutti i
, 24-46: chiarissima era... la mia volontà di uscire al più presto