nelle quali è giunta a tal segno la modestia che, per non farsi da tutti
l'onore d'un bel tupé e la vivezza delle guance tinte in grana.
cittadino, / d'aveme un tratto la mala ventura. rovani, i-263:
apparenza, come un damerino a cui la dama adorata gli avesse detto di sperare.
, e che è il mal esempio e la vergogna del suo sesso tanto in corte
famiglia tumeracee (e se ne estrae la damianina, sostanza afrodisiaca).
, giacché non ho per impossibile che la vostra galanteria vi abbia fatto sposare così
agiata condizione (anticamente poteva indicare anche la moglie dei gentiluomini non titolati e degli
classe benestante, che si distingue per la particolare raffinatezza dei modi, del contegno
e a loro sopragiudicante, ove sta la persona del soldano con alquanti baroni,
già le cose belle, / quando con la mia età lo amor fioria. ariosto
amor fioria. ariosto, 10-11: la damigella non passava ancora / quattordici anni
che spunti alora alora / fuor che la buccia e col sol nuovo cresca.
del matrimonio seguito fra vostro figlio e la damigella duchi, che suppongo figlia del conte
.. costretta dai manigoldi per salvar la vita al padre bevve una tazza di
il pallido alzò viso disfatto. / la damigella alzò con meraviglia / gli occhi
le ragazze ortolane o pescivendole passavano per la piazza d'ombrosa, e le damigelle
novellino, 60 (97): la reina, con contesse dame e damigelle
tristano, 4: e piangendo disse la reina: « damigella, venuto è
quivi maritò una delle sue damigelle, la quale, perciò che bella e costumata e
ariosto, 33-66: e trovò che la donna messaggiera, / con damigelle sue
sue, con suoi scudieri / uscita de la ròcca, venut'era / là dove
. c. croce, 128: venuta la mattina, entrarono le damigelle per vestir
mattina, entrarono le damigelle per vestir la regina, né trovando la veste ch'
per vestir la regina, né trovando la veste ch'esse gli avevano cavato la sera
trovando la veste ch'esse gli avevano cavato la sera, restarono tutte ammirate e stupefatte
/ e da un lato, vaghissima, la schiera / di damigelle e donne in
: ciascuna delle giovinette che accompagnano la sposa all'altare. pellico, conc
'due volte sette ': lo dice la stessa regina degli dei in quella sua
nimphae '. collodi, 293: [la fata] toccò colla sua bacchetta tutto
. compiuta donzella, v-326-7: a la stasgione che 'l mondo foglia e fiora
a monte san savino, dove se fa la festa de la regina del cielo.
savino, dove se fa la festa de la regina del cielo...,
maritate. firenzuola, 183: o la gentil signora madonna damigella trivulzia, insieme
più fante intorno, / tenghiam or la damigella. pallavicino, 1-481: sarebbe
suo acconcio? giacomelli, 1-13: la damigella ancor essa guardinga, chetamente aperta
damigella ancor essa guardinga, chetamente aperta la porta, lo prende per mano e
virgo): becco nero, con la punta verdastra... dall'angolo posteriore
che in un ciuffo si prolungano dietro la testa. = calco del fr
= calco del fr. demoiselle (per la forma alta e slanciata e perché,
a due a due s'aveveno per la mano, cantando dolce canzone d'amore,
un gentil damigello, / e tuttavia la fanciulla vagheggia. boiardo, 2-9-28:
pian piano / s'erge a seder su la funèbre bara. marino, 5-15:
arici, ii-398: e pria che la sonante arguta voce / dello stentore araldo
troppo non ebbero il contento di vincere la sua attenzione. -al figur.
tanto bello e tanto adorno che tutta la baronia si volse a vederlo; e recava
, dren- tovi uno pagone arostito con la corona e con la coda ispandoiante:
uno pagone arostito con la corona e con la coda ispandoiante: e 'nchinossi dinanzi a
e presente tutto il popolo, fece la reina con tutti li damigelli arrostire.
d'un damigello / risonò fuor de la chiostra / -sire, un cervo mai sì
detto 'damegiana', dov'era tutta la vendemmia. castri, 1-4-234: le
curvandosi e sturando una damigiana, -ora la casa è tutta in disordine: anche la
la casa è tutta in disordine: anche la servetta è andata via. c.
l'oste, che sciacquava damigiane masticando la cicca. 2, locuz. fare
, i-542: vengono... con la loro damigianina da riempire sotto il braccio
bisogna, cioè o di dovere la compagnia de'roanmi accettare o rifiutare,
. pulci, 14-78: poi si vedeva la damma e il cerviere, / che
canz., 136: vedremo andar, la luna dove è il sole; /
luna dove è il sole; / la terra molle e l'unda farsi dura,
qual damma o legger pardo / la sequitava per caverne e sassi, /
del natio boschetto / alla madre veduta abbia la gola / stringer dal pardo, o
flora ingemma e smalta, / con la damma fugace il daino salta. achillini,
il piè movesti. forteguerri, 22-46: la damma, il capriolo, e la
la damma, il capriolo, e la gazzella / lascian venirsi il cacciator vicino
che le locuste: pronto più che la damma, quando salta al raggio della luna
come a 'l vento tra le àrbori la damma, / io trasalgo e sobbalzo
romor vani. 2. prov. la damma non genera il leone: ogni
maniere, mal vi credevamo; / che la damma non genera il leone, /
. baretti, 1-307: la superbia loro, e più sovente la magnitudine
: la superbia loro, e più sovente la magnitudine loro naturale, li toglie dal
1-200: dapprima le martellava il cervello la stizza di doversi confessare dammeno dei mugnai
ti vagheggio. marrini, 2-136: la voce * damo ', sebbene non antichissima
o donni; e che di poi la voce * damo 'si fece tra noi
. che i nostri più antichi scrittori usassero la voce 'damo 'non lo credo
altro. nievo, 148: se la doretta faceva sempre al suo damo le belle
perdeva i capelli. pascoli, 1451: la mela che il damo mandò di nascosto
, 450: ho suonato le nubi e la malizia / del cuculo che burla /
malizia / del cuculo che burla / la ragazza che conta con il cuore / quanto
marito, / ed or che il damo la trascura e ciurla, / di ciò
3. giovane cavaliere; chi accompagna la dama nella danza. andrea da
da barberino, 5-1217: e andando per la terra, vidde dami con dame,
forte. r. sacchetti, iii-149; la ballerina si staccò dal suo cavaliere
a sinistra, uno scambietto in mezzo, la seguiva poi, atteggiandosi a preghiera
7-236: una fanciulla ballando, di sopra la spalla del suo damo lo fissava con
ho mai saputo novella. sospetto che la polizia, la quale mi crede 0
novella. sospetto che la polizia, la quale mi crede 0 un gran dappoco
musco vi te in lamine, caratteristica per la scarsa elasticità, per la lucentezza perlacea
caratteristica per la scarsa elasticità, per la lucentezza perlacea e sericea e per l'
silico-allumini- feri, quali il topazio, la cianite, ecc.). =
oceano indiano: di una specie (la danais fragrans) si usano in
una larga fascia che ne cigne la vita. colle falde si va sorreggendo il
dande, e del « fai servo con la manina! ». pratolini,
, pastoie e paraocchi; cerca tutta la verità e non l'esagerazione di verità parziali
meno profondo, temporaneo o permanente) la forma di un corpo. galileo
sproporzionatamente ingrossandoli. verga, i-17: la miseria l'aveva schiacciata da bambina con
. 2. sciupare, guastare la forma, l'aspetto, lo proporzioni
naturale, si dovrìa curare ancora che la faccia o altra parte del corpo non
grave 0 punto alterata da quella che la natura in quella età gli ha conceduto
naturali, o accidentali, che molto la deformassero, né questi s'avriano da
dissimulare. garzoni, 2-20: vedendo la sua bellezza esser sollecitata da gli occhi di
, mosso da mirabile vergogna, si deformò la faccia da se stesso con ferite,
ferite, e impiagolla talmente che perse la natia bellezza quasi affatto. segneri, ii-397
. s. maffei, 5-5-34: segue la ristaurazion d'ela- gabalo...
il viso. leopardi, iii-67: la supplico quanto so e posso che se ella
: lo vizio... / deforma la belleza ch'era simele a deo,
, sai., 5-174: sia [la moglie] di buon'aria, sia
deforma. sarpi, ii-23: protestava la partita da trento e la translazione del
: protestava la partita da trento e la translazione del concilio a bologna esser nulle
7-206: non c'inchina a queste follie la natura in cui domini la ragione,
queste follie la natura in cui domini la ragione, e quale iddio formolla con le
simile agli angeli, ma in cui regni la sensualità, e qual deformolla il peccato
. p. verri, i-334: la religione innalza l'uomo, e lo accosta
e lo accosta all'essere supremo; la superstizione degrada l'essere eterno, lo deforma
animo, il volto; perturbare (la vista, i sensi in genere)
trastullo accademico. oriani, ii-23: la strada c'è, con la gente che
ii-23: la strada c'è, con la gente che vi passa, i rumori
passa, i rumori della vita; la vita degli altri, estranea ma presente
dunque, non di conservare all'antico la sua anima in un corpo nuovo, ma
dall'impiantito di legno della bottega. la notte ingrandisce i rumori e li deforma.
morali, contorse pian piano, deformò la retta linea del suo originale
un principio di ubriachezza già le deformava la visione; era come portare degli occhiali
ai gridi che i rivenditori ambulanti lanciano la mattina nelle città. c. e
ti mancavano allora, cui supplisti con la dedizione appassionata alla singolarità e alla poesia
tutto. 5. figur. rappresentare la realtà oggettiva conferendo al proprio linguaggio (
soffici, v-1-667: deformare un oggetto secondo la sua particolare illuminazione e l'influenza che
; imbruttire. galileo, 3-3-165: la sua figura [della luna] non si
della luna] non si deforma mediante la sua molta grandezza. baruffaldi, xxx-1-62
molta grandezza. baruffaldi, xxx-1-62: la misera canape ancor molle / e morbidetta,
/ sì! sì... come la nuvola che batte / nella luna,
, ii-134: metteva un cannello fra la pelle lanuta e la carne e fortemente
metteva un cannello fra la pelle lanuta e la carne e fortemente soffiava, onde tutto
scoppiasse a piangere, che le si deformasse la bocca e le comparissero sulle gote le
-figur. pascoli, i-45: la nostra anima (l'anima, intendi!
deforma, si fa gobba, come è la schiena dei poveri contadini che s'inchinano
parich, 5-118: l'albergo tremava sotto la sferza del vento, il paesaggio esteriore
livio volgar., 1-152: egli aveva la barba sì lunga, e i
deformato com'egli era lo conosceva la gente, e dicevano alquanti ch'egli
ad onnia ca ha forma, / la forma tua reforma tomo ch'è deformato.
disgraziatamente deformato. gianni, xviii-3-1067: la deformata idea della felicità pubblica..
che d'ammirare. jovine, 5-21: la lunga consuetudine della vita del convento,
lunga consuetudine della vita del convento, e la solitudine di quella domestica le avevano dato
andata a poco a poco riducendo tutta la sua vita, che deformati, raggelati e
turba e trasforma l'ordine naturale, la norma. f. f. frugoni
detto anche sognatore, comincia credendo che la sua inettitudine alle cose pratiche sia uno
: strane deformazioni segnano i musicisti: la macchia in ispecie di voglia di fragole
in ispecie di voglia di fragole sotto la ganascia dei violinisti. comisso, 7-102
edifici). sarpi, vi-3-90: la destruzione di molte chiese e la deformazione
vi-3-90: la destruzione di molte chiese e la deformazione di altre per causa de'fulmini
fallire e condurre alla deformazione, laddove la ricerca della proporzione e simmetria risplende anche
nome). bilenchi, 197: la mamma credeva che in quella deformazione del
. panziera, 1-34: tanta fu la pena del dolore della deformazione che si
medicare una piaga grande certamente, che è la deformazione della chiesa, della quale tutti
umiltà ecclesiastica. botta, 4-140: la dissidenza aveva avuto la sua prima origine
botta, 4-140: la dissidenza aveva avuto la sua prima origine dalla deformazione dei costumi
della focalità con cui era stata eseguita la fotografia, aveva causato il mio errore.
, iii-597: con l'accentuare di molto la loro schematicità geometrica, la loro cubatura
di molto la loro schematicità geometrica, la loro cubatura come di solidi considerati in
solidi considerati in astratto; soprattutto con la deformazione e lo sconquasso prospettico delle loro
vincoli (ed è detta elastica se la variazione di forma o di volume del
iii-4-56: il quale, ancor che la fortuna ria / così deforme l'avesse ren-
: perché chi cerca diligentemente quale sia la vera difinizione dell'amore, trova non essere
, xv-2: in vano in van la chioma / deforme di canizie, /
parlare senz'essere interrogata, » interruppe la signora, con un atto altero e
un atto altero e iracondo, che la fece quasi parer brutta. [ediz.
]. leopardi, i-310: considerava la bellezza come una vera disgrazia, e vedendo
. d'annunzio, i-216: la ghirlanda che al suo capo / io cinsi
indignato, percotendosi il petto cavo con la mano deforme, spalmata. -venite a
, e premeva le grosse teste rase / la tristizia. bocchelli, 1-i-206: -spero
io, -disse dosolina spiacente, tendendo la mano al deforme, che gliela strinse.
non spiace al re, né de la fé vien manco, / che sia l'
4-55: urla mette il cocchiere e la scuriada / sempre ha sul dosso alle bestie
. muratori, 8-i-198: desideriamo che la verità, le notizie e le ragioni
nel mezzo, un deforme ambone per la messa nera. d'annunzio, v-1-778:
le torme. -che non ha la sua forma piena. pascoli, i-489
ruderi, finché ben tardi spunterà deforme la luna che pochi giorni sono uscì piena
., 5-1 (9): con la voce grossa e deforme e con modi
picciola e leggera, / onde avien che la vera, / quando esso poi per
frugoni, xxiv-973: sgannatevi col riformar la vita deforme, co- l'ammendar i
fanciulle. tommaseo, 3-i-372: la guerra civile che noi agitiamo con la parola
la guerra civile che noi agitiamo con la parola e con l'anima, non
speranze ch'erano però giudicate vanissime per la differenza troppo deforme tra gli anni giovanili
del collegio, allungandosi pizzicotti, spalancando la bocca, saltando, prendendo atteggiamenti deformi
; vergognoso. equicola, 275: la malinconia fa vedere in sonno con veemente
e abominevol cosa / che al paragon la morte è dolce e bella. parini
su forme. giordani, ii-123: la mia anima lungamente affaticata ed arsa da
4-16: dalla natura deforme la foglia / simmetrica fugge, l'àncora
fugge, l'àncora più / non la tiene. 6. figur.
in poesia. bettinelli, 1-i-115: la nostra lingua si disse volgare, perché
da orazio; e per quanta fosse la bellezza delle sue parti, riuscirà sempre
ora / di adulatore e d'inurban la taccia? leopardi, i-851: ed
). guicciardini, ii-281: già la nostra republica piena di splendore avanzerebbe di
molto l'altre città della europa; la quale ora, marcida di squallore di sorde
, ci colpisce più d'un altro, la di cui forza è spuntata dall'abitudine
il tempo, e quindi della lotta contro la corruzione e la fine. e quindi
e quindi della lotta contro la corruzione e la fine. e quindi contro il brutto
e come a tanti buffoni deformissimamente troncar la barba. magalotti, 21-71: un
si trovò morto. varano, 100: la faccia avea deformemente strana, / e
frondi deformemente ignudi, s'hanno eletto la scure, giudicando meno insofferibile la morte
eletto la scure, giudicando meno insofferibile la morte che l'agonia? =
uomeni. leone ebreo, 318: la deformità è il proprio del corpo e
deformità è il proprio del corpo e la bellezza è adventizia in lui dal suo bonificante
rileverebbe troppo. sassetti, 270: la malattia è enfiare le gengìe mostruosamente,
l'operazione vecchia fatta coll'ago tondo per la depressione delle cateratte. cesarotti, 1
deformità. fucini, 408: gobbi con la groppa nuda... stando a
contorce vano e strepitavano accennando la loro deformità. saba 3-77:
loro deformità. saba 3-77: la deformità, che tanto lo fece soffrire,
cesarotti, i-228: l'avvenenza o la deformità eminente d'un oggetto asperge l'
qualità dominante e fa quasi perder loro la sua natura. -cosa brutta,
le compagne che à seco questo vizio [la gola] sono decezione, che sotto
'n sé 'l peccato; / prima è la colpa, ower deformità, / cioè
deformità, o servitù dura ch'è la tua, rapita per mano di quel fellone
abuso della vastità del suo ingegno, che la deformità del suo spirito divenne maggiore di
snudare con generoso coraggio l'abuso e la deformità di tante altre che, adulando
che, adulando l'arbitrio de'pochi o la licenza della moltitudine, roderebbero i nodi
i-49: ad un tratto, per la prima volta da quando era al sanatorio
, gli parve di distinguere chiaramente tutta la deformità viziata della propria persona e delle cose
che se voi vedeste le catene e la bruttezza, squallore e deformità de'vostri
silvano / ed oltre i mugghi e la sua gran fierezza / giungon deformità, forza
al magnifico giuliano de'medici, che per la deformità sua è tanto stravagante bizzarro e
e fantastico, che pare impossibile che la natura usasse e tanta deformità e tanta
, consigliandosi con questa nel rappresentare sì la leggiadria, bellezza e maggior perfezion delle
e maggior perfezion delle cose, e sì la deformità più terribile, più ridicola,
rilevante delle medesime secondo il grado e la qualità loro. colletta, iv-82:
camminando spesso su le zampe anteriori e la coda lunga e ravvolta. foscolo,
dalle storie; e alla realtà aggiungervi la bellezza, grandezza, deformità ideale,
a un tempo, più manifesta e la deformità del linguaggio discorde, e la possibilità
e la deformità del linguaggio discorde, e la possibilità di concorrere, ognuno per la
la possibilità di concorrere, ognuno per la sua parte, a procurarne il rimedio
non sapere se colui portava altro che la cassa, o se il braccio aveva sete
braccio aveva sete: nelle quali deformità la facezia di tali motti consiste. -disordine
squallore. muratori, 5-ii-7: la stessa deformità che si cagionerebbe in cielo
che si cagionerebbe in cielo, togliendo la luna e il sole; nell'aria,
erbe e frondi, ec.; la stessa, dice il poeta, anzi maggiore
anzi maggiore avverrebbe nel mondo, se la morte ne rapisse laura. aleardi, vi-536
. aleardi, vi-536: appariva a la sinistra / lampana dei vulcani una infinita
amabile di continentia, 1: considerato la vechieza e deformità de uno saporito compendiolo
a lungo, e in una lettera dimostrarvi la stima che ho delle gran doti dell'
, ranocchi che vanno in cocchio con la cuffia, e simili altre deformità sono
eziandio se lievemente colpevole, che non la ritraggano. conciliatore, ii-238: questa
potente, di unita è stata [la patria] in tre anni in tanta povertà
avessero riputata meritevole e degna di sostener la carica in tempi in roma turbulentissimi,
cause insite nel germe o attive durante la vita embrionale; oppure acquisita, cioè
è dovuto; sottrarre, portar via con la frode; togliere o non dare ciò
che spetta, anche le lodi, la fama, la gloria, che uno ritiene
anche le lodi, la fama, la gloria, che uno ritiene di meritare
., vi-176: figliuolo, non defrauderai la limosina del povero, e gli occhi
e mal atto / gran parte de la gloria vi defraudo. castiglione, 310:
gli laudi, / se fusse ben la stessa poesia, / che l'onor loro
, 11-33: altri, che pure affiena la reverenza de'fiorentini autori, si dànno
defraudarti della notizia di cui mi rende la tua saggia curiosità debbitore coll'anticipato sborso
, e un pollastrello da non defraudarne la vostra tavola. goldoni, iii-208:
c. e. gadda, 365: la mapeppa, del resto, oltre a
2. deludere, rendere vana la speranza, l'attesa, il desiderio
per carità del re eterno, per la quale tanto t'ha amata, e
tanto t'ha amata, e per la quale tu tanto ami lui, ti preghiamo
, ma che tu faccia noi secondo la tua mansuetudine e la tua misericordia. s
faccia noi secondo la tua mansuetudine e la tua misericordia. s. caterina de'
cieco, e con occulto inganno / la prudenza delude, / defrauda le speranze,
diligenza, che non suole defraudare chi la pratica, siccome la trascuraggine è compagna dell'
suole defraudare chi la pratica, siccome la trascuraggine è compagna dell'orrore. monti
e de'caratteri, sì per non defraudare la giusta curiosità dei lettori, che per
: io tengo il primo luogo (dice la scultura) per cagione della difficoltà,
nelle dipinture, dove non è così pronta la prova. 3. trasgredire (
che per lo più se ne applicasse la pena al comune...,
ciò che uno aspetta: sottratto con la frode. - anche con valore attenuato
po'scarsa di gambe, e tutto farina la testa (pani defraudati alla pancia)
rimangano defraudati dalli loro pensieri; secondo la moltitudine delle loro empietadi cacciali da te
te. amabile di continentia, 6: la qual cosa dovendo per ogni modo fare
modo fare, vole e deliberò che la nova sposa fusse giovena e molto bella,
, e l'aus. essere; per la coniugaz.: cfr. fungere
pucci, cent., 18-92: se la popolaglia fosse giunta, / che da
che da firenze veniva a stagione, / la gente, che campò, era difunta
quel punto, / che disse berto, la volta era addosso / caduta al papa
compiere ', in particolare 'terminare la vita '(comp. di fungi '
le anime de'santi defonti non vedessero la faccia divina. dotti, iii-250: ah
animo pure in pensare lo volto e la immagine del defonto, che eziandìo altri
, subito, quasi per iscatto, la destra gli saltava sul cuore. verga,
ungaretti, ii-100: è nei vivi la strada dei defunti, / siamo noi la
la strada dei defunti, / siamo noi la fiumana d'ombre, / sono esse
scoppia in sogno, i loro è la lontananza che ci resta, / e loro
; e fa ragion che sia / la vista in te smarrita e non defunta
quali vantaggi egli apporti sì per onorare la moderna virtù defonta, sì per insinuar
; v'è dunque fra esso e la republica un odio domestico e necessario.
che un tro- vator provenzale scioglierà su la morte del re tedesco nato in italia
suon di lira / questo che commemora la gioventù defunta. papini, 6-10: mi
le lunghissime vigilie e le 'nfinite orazioni e la mala vita colla molta penitenza, fusse
suore. bocchelli, 9-136: fuori la luna spandeva la sua luce senza vita su
, 9-136: fuori la luna spandeva la sua luce senza vita su quel paesaggio
e così vendicata esser si dice / la dea contra quel giovane infelice.
, lat. dèfunctus 4 che ha compiuto la vita, morto ', part.
terminare ', in particolare 4 terminare la vita, morire '(comp.
gadda, 10-205: per essi, dopo la defunzione di ca- racalla, il santo
corno è quella che mi hai mandata, la qual proprio è degagna. tramater [
'degagna', rete lunga e larga, la quale gittasi nel fondo degli stagni o delle
viste et atti / de fermar patti con la triegua usata. 3. decània
l'ordine collemboli, a cui appartiene la degeeria nivalis, comunemente detta pulce delle
de l'oriente, al guizzo de la fioca / lampada, in turpe abbracciamento
zolfo ed inferno / goffi sputavan su la prosternata / gregge. degenerante (
non uccelli e animali che vivon sopra la terra: e alcune in un certo modo
segate, riescono durissime, e mostrano la tessitura a sgonfi. 2.
de costumi e virtù non degenerante da la excellenzia del suo sangue. varchi,
, e con azion sì vile / la fama oltraggia della stirpe nostra. buonafede,
g. bentivoglio, 4-720: la differenza troppo deforme tra gli anni giovanili
è fittizio. carducci, iii-18-13: la produzione letteraria de'chierici d'ogni sorta
4. che favorisce, che provoca la degenerazione. -anche al figur.
... compievasi, per la debolezza degenerante dell'una e per la politica
la debolezza degenerante dell'una e per la politica depra vante dell'altra
cosicché al quinto anno ha perduta tutta la naturale perfezione. leopardi, ii-
n'è sì, - disse. - la terra degenera. -figur. testi
cognobbe il vertuosissimo e illustrissimo re, la intera vertute del cavaliero da la grandezza
, la intera vertute del cavaliero da la grandezza de l'animo de la matre
cavaliero da la grandezza de l'animo de la matre non degenerare. pulci, 28-118
traligna al propio padre / ed a la stirpe de'maggior antica / dissimil fatto
1-89: aggionse ancor che in ogni evento la republica non era mai per degenerar dalla
iii-n-315: il presente annebbiavasi, titubava la fede e si smarrivan le idee,
di aver grandi responsabilità, soprattutto perché la sua prole non degeneri da una serie
. i tedeschi moderni non degenerano, e la passione naturale veniva fomentata sino a poco
: lasciarem da parte tutta quella musica la qual degenerando è divenuta molle ed effeminata.
. galileo, 1-1-347: ho inteso per la gratissima di v. s. m
rendo molte grazie; assai curandomi che la mia fortuna non sia per degenerar del
dai maligni. loredano, i-5: la continuazione ne i piaceri fa degenerare nel soldato
ne i piaceri fa degenerare nel soldato la fatica e la virtù. muratori, 5-iii-89
fa degenerare nel soldato la fatica e la virtù. muratori, 5-iii-89: la tragedia
e la virtù. muratori, 5-iii-89: la tragedia ha cominciato a degenerare; ci
arte a'giorni nostri di ciò abbisogna, la musica è dessa; tanto ha ella
, vii-136: questi vizi in cui la passione della gloria degenera sì fattamente che
per colpa della loro istituzione, ma perché la legislazione vi ha degenerato. leopardi,
: rultini mi odia ora, ecco la ragione per cui un semplice battibecco, quali
rancori. segneri, iii-1-215: quanto la divina giustizia favorì dapprima alessandro che lo
maledicenza, dalle leggi romane ne fu moderata la licenza. metastasio, ii-246: che
avanza. a poco a poco / la lunga tolleranza / degenera in tumulto.
in tumulto. unico scampo / è la presenza tua. goldoni, viii-956:
costituzioni dello stato hanno forza di frenare la licenza, facilmente degenerano in tirannide.
gesuitismo, degenerò dai santi popolari, la cui serie si chiude con filippo neri
di una « complainte valdostana », la quale si trascina dormicchiando via per le
viso di edmondo parve ispessirsi come se la materia viva di cui era composto, per
richiedesi in chiunque ricerchi di ben maneggiare la sferza del ridicolo... fra
forse due o tre vi riescono, e la maggior parte degenera o in basse e
che l'ammini- s trazione degenerava verso la forma orientale, e si riassumeva in
noncurante fiscalità. michelstaedter, 727: la filosofia così degenera fino ad aver la
: la filosofia così degenera fino ad aver la persona delle minime determinazioni: queste corrispondendo
sono gradite a tutti, ed hanno la possibilità della scuola. 6. medie
grave. preti, ii-178: sovragiunse la febre, la quale andò degenerando in
preti, ii-178: sovragiunse la febre, la quale andò degenerando in ettica manifesta.
avea ricevuto una ferita nel braccio destro, la quale essendosi mal curata era degenerata in
quasi 2 ore, il sole, la veglia m'hanno irritata la piaga;
il sole, la veglia m'hanno irritata la piaga; un medico a milano mi
da infermiera e da cameriera, dimenticando la propria ambascia pel terrore che quel male
ii-223: non è lecito prima toccarla [la medica] col ferro, ma.
gli levin dinanzi l'altre erbe che la degenererebbero. abati, 307:
307: vieni, vieni a la corte: i più benigni / volti vedrai
chiamare « bizantinismo » o « scolasticismo » la tendenza degenerativa a trattare le quistioni così
questa differenza, che il primo suppone la degenerazione compiuta, l'altro la suppone
suppone la degenerazione compiuta, l'altro la suppone in progresso. foscolo, v-12:
, v-12: 10 reputo meno degenerata la schiatta de'cavalli che de'cavalieri.
corpi che hanno perduta per qualsivoglia cagione la primitiva loro forma o sostanza. deledda,
i-172: noi siamo animali degenerati, e la nostra vita non è naturale, come
non è naturale, come non è naturale la vita dell'uccello in gabbia. michelstaedter
, gli inetti, gli oziosi: la noia e l'avidità li rendono malvagi.
di che si dubita, per lo esser la più parte corrotti, e per lunga
2-45: quel c'ha dato / la natura, a niun mai non sarà tolto
richiami le menti a quelle memorie che la grecia stessa ha più splendide e più feconde
fisicamente e moralmente: incapace di adempiere la sua funzione, e che solo vive
b. croce, iii-32-109: ha sostenuto la tesi che l'umanismo...
non come si è creduto, contro la scolastica e la chiesa, ma contro la
è creduto, contro la scolastica e la chiesa, ma contro la degenerata scolastica
la scolastica e la chiesa, ma contro la degenerata scolastica e l'averroismo. soffici
: fatto il male, riparare con la penitenza. piovene, 5-128: perfino durante
durante il fascismo il premio bergamo ospitò la nostra pittura di punta, scomunicata altrove
alla tomba. monti, v-399: la mia salute sarebbe perfetta; ché mai
mai il minimo dolor di capo, mai la più piccola alterazione di polso m'ha
ma l'occhio è malamente condotto per la rottura de'vasi lagrimali degenerati in fistola
ad isolarsi dal mondo, altri ignorarono la giustizia della pietà, altri immolarono il
con passione di amanti vedendo in esso la sola ascensione della vita. né perciò
vie oblique. fogazzaro, 1-268: la scienza che pone in luce i processi di
. l'allontanarsi dalle norme che regolano la vita morale (e anche dai canoni più
qui s'intende viltade per degenerazione, la quale a la nobilitade s'oppone. rezzonùo
viltade per degenerazione, la quale a la nobilitade s'oppone. rezzonùo, xxiii-258
, xxiii-258: imperocché le tende e la selva erano evidentemente il modello di sì
bellezze, diventano maniera, e ciò è la degenerazione della scuola. carducci, iii-18-252
della scuola. carducci, iii-18-252: la poesia arcadica fu il solo legittimo frutto
uno dei principali dogmi del cristianesimo è la degenerazione dell'uomo da uno stato primitivo
lo spopolamento di roma, aveva paventata la degenerazione, aveva preveduta la vittoria dei
aveva paventata la degenerazione, aveva preveduta la vittoria dei barbari, rattenuti solo dal
del corpo. gobetti, 1-74: la degenerazione filosofica ha prodotto o si è
. pascoli, i-84: sì: la coscienza umana chiede ancora quello che chiedeva
risulta intorbidato da granuli, si ha la degenerazione albuminosa; se ingombro da goccioline
da goccioline di grasso, si ha la degenerazione grassa o adiposa; quando è
grandi, ripieni di liquido, si ha la degenerazione vacuolare o idropica; se è
è convertito in ammassi di muco, la degenerazione mucosa; se in ammassi di
di una sostanza simile a colla, la degenerazione colloide; se simile a vetro,
colloide; se simile a vetro, la degenerazione ialina; se è convertito in una
contatto con l'iodio, si ha la degenerazione amiloidea). -degenerazione fibrinoide:
necrobiosi degli elementi cellulari, si determina la fissurazione dello strato cartilagineo con denudamento del
bili carcinomi delle metropoli, la degenerazione cancre nosa si diffondeva
, e desiderosi di pace, per la comune salute, come è detto di sopra
detto di sopra, avendo pure avere la guerra, la faremo di franco animo;
, avendo pure avere la guerra, la faremo di franco animo; e non
maggiori suoi. ciaia, xxii-1124: guarda la pria degenere / italia, or non
/ frangere i ceppi e crescere / la chioma sua saprà. foscolo, xv-461:
! quella nobiltà del sangue non riscattava la volgarità dell'animo, il vuoto della mente
mente. soffici, v2- 263: la signorina, figlia non degenere di suo padre
d'italia. leopardi, i-1479: ma la francese [ortografia] che avrebbe dovuto
, come in ogni altra parte, la più degenere figlia della latina), ed
de sanctis, i-207: più tardi la letteratura italiana venne meno sempre più a
sempre più a questa maniera romantica, la quale in francia ed in inghilterra partendo
ombra de'magnifici fatti di quelli copra la sua degenere e tralignante oziosità. aleardi,
organi essenziali non era certa; ma la degenerescenza dei tessuti accusa- vasi già per
vedeva [l'infermiera] nella degente la protagonista d'un film: ella non
fratello più grande, non appena ode la voce dell'altro ha una contrazione di
agire 4 passare, trascorrere [la vita] '. degènza,
, grigioblu, di taglio diritto, che la madre le aveva sempre visto, le
era trovata accanto al letto, durante la degenza. calvino, 1-176: ecco
cassola, 4-304: il giorno seguente portarono la zia a livorno. grazie all'interessamento
del comandante, sia l'operazione che la degenza sarebbero state a carico del- l'
nella sua clinica, gli aprì la pancia e glie la richiuse senza togliergli né
gli aprì la pancia e glie la richiuse senza togliergli né aggiungergli niente
così dormendo fu dalla sirena diglutito, la quale, attuf- fatasi nelle marine onde
fuggì. albertazzi, 353: ma la sera del dimani diede segno di star meglio
olio santo. jovine, 28: la deglutiva lentamente e gli si empivano le
succo mielato ed ardente che gli chiudeva la gola. moravia, ii-48: il rospo
smisuratamente come due bolle di sapone; la pancia bianca deglutiva, convulsa.
di una domanda italiana, io borbotto la metà di una risposta inglese.
si sgranava ancora in un galoppo filato la balda meccanica deglutitrice dell'incasso. deglutizióne
baldinuccì, 103: [muscoli] per la deglutizione; stilofarin gei,
d'intro durre medicamenti per la loro gola [ai sommersi], mentre
i-33: non se'ancora in età per la quale tu degnamente possi adomandare l'amore
donna. collenuccio, 61: romoaldo se la fece portare [la testa di gensualdo
61: romoaldo se la fece portare [la testa di gensualdo], e tenendola
e teneramente baciandola con molte lacrime onorando la fede e l'amore del suo buon
l'amore del suo buon balio, la fece degnamente seppellire. ariosto, 134:
dir sol del biondo crine / volga la lingua inettamente e snodi? loredano,
commuovere che, temprando l'affetto con la gravità propia di sì gran maestro, diede
., 36 (623): era la maniera d'un uomo che chiamava privilegio
: del lauro antico degnamente erede / la giovinezza / già de la patria medita l'
erede / la giovinezza / già de la patria medita l'onore. imbriani,
il diritto. alvaro, 11-96: la donna... era quella vestita di
dovesse lacerare da. un momento all'altro la guaina del suo vestito con la carne
altro la guaina del suo vestito con la carne bianchissima. landólfi, 7-34:
7-34: infine, per degnamente coronare la sua e loro ospitale cortesia, pregò
sua e loro ospitale cortesia, pregò la moglie d'eseguire secolui qualche duetto.
hanno in ninfemo li dannati, ché la loro mente la tristizia affligge, e
ninfemo li dannati, ché la loro mente la tristizia affligge, e la fiamma lo
loro mente la tristizia affligge, e la fiamma lo corpo. e degnamente, imperò
corpo. e degnamente, imperò che la mente al male hanno inchinata, e col
al male hanno inchinata, e col corpo la niquitade hanno operando compiuta; e però
, e nel più brutto e vile de la magione, non serea fallo grande sovr'
vivere per più potere peccare; degnamente la divina giustizia m'ha dannato. cieco
., 2-166: avendo messo a cantare la sua favola un fanciullo, il quale
e sovra ogn'altra adorna / e la sua vista, e * suoi sembianti egregi
, 1-92: nel secondo frutto ripensi la benignissima e degnantissima condescen- sione e inchinamento
quanto ben avre'avuto, / se la mia donna m'avesse degnato / di volermi
una risposta degnati? s'anche per la indegnità mia non lo dovessi sperare,
viaggiatori ed eruditi si scaldavano più per la pittura che per la scultura. insistono
scaldavano più per la pittura che per la scultura. insistono su dipinti per noi morti
che... a noi sembrano la cima dell'arte. tecchi, 9-63:
ella non aveva degnato d'uno sguardo la sera prima. — figur.
l'incolpa, / conosca il torto e la sua propria colpa. pallavicino, 1-113
à dignato servo: / però sempre la servo / con umele e fin core.
, / a null'amante, tanto la pregiasse: / ben doni borsa, guanciale
panno. caro, 12-i-99: a la vostra virtù ne so grado,.
: e acciò stremata non gli sia la vita, / non dice pur: degnate
che eterno ti brama, conceduto per onorare la natura umana, e rappresentare la deità
onorare la natura umana, e rappresentare la deità, accogli e degna quello che
non degni, / chi v'ha per la sua scala tanto scorte? petrarca,
sydrac, 3: idio gli degnò per la sua grande dimostranza la forma della sua
gli degnò per la sua grande dimostranza la forma della sua sancta trinitade.
8. intr. (con la particella pronominale e l'aus. essere
dolesseti, che cadesse angosciato, / la giente ci corressoro da traverso e dallato,
»; / non ti degnàra porgiere la mano / per quanto avere à 'l
i-33: e poich'ebbe iddio veduto la costanzia del suo cavaliere antonio, degnossi
udire, signore mio, io ti dirò la verità nel cospetto tuo, di questo
non uscirà della bocca mia altro che la verità. s. gregorio magno volgar
del re e alzandolo se l'accostò a la bocca e baciollo. sannazaro, viii-132
i-961: s'era degnata di accordare la sua benevolenza allo splendido marchese. carducci,
. -ant. e letter. senza la particella pronominale (con l'aus.
lo mosteri / e sposami davanti da la iente / e poi farò le tuo
riguardando molto intentivamente, conobbi ch'era la donna de la salute, la quale
intentivamente, conobbi ch'era la donna de la salute, la quale m'avea lo
era la donna de la salute, la quale m'avea lo giorno dinanzi degnato di
pulci, 27-127: e perdonasti a tutta la natura, / quando tu perdonasti al
in tutti i movimenti suoi portino tutta la leggiadria, tutti i gentil costumi,
, ai fusi / inchinar non degnò la man superba. sarpi, ii-100:
;... quando è portato per la strada, molti non s'ingenocchiano e
il capo. pindemonte, 11-542: la sfrontata si rivolse altrove, / né
fatto, ciascuno ha il dritto di dire la sua. ma farsi beffe del chiarissimo
a testa alta, sdegnosi, con la pretesa che ci si sberretti sul loro passaggio
a pena. torricelli, 102: assomigliava la forza della percossa a quei cani generosi
9. intr. (anche con la particella pronominale). ant. mostrarsi
: sogliono dire quelle cotali persone, la cui usanza ella schifa: ella non degna
a nobile, a chi gode appena la sorte di mercatante. 10. intr
. 10. intr. (con la particella pronominale). disus. accontentarsi
e in somma tutta donna: e non la trovo né men questa. giusti,
forse, come diceva lui, per rinfrescarsi la bocca. 11. ant. accondiscendere
, iv-161 (24-3): madonna, la pietate / che v'ad- dimandan tutti
, iii-6-93: quando voi dite che la civiltà romana « ai nostri giorni farebbe
: simili sentenze portano nella loro esagerazione la loro condanna: ce ne appelliamo al
degnato di chi ha servente, dettandogli la superbia che quel picciolo travaglio rechi disonore
, 1-6: nel secondo frutto ripensi la benignissima e degnatissima condescen- sione, e
di questa sapienzia sospende i sensi e la immaginazione, la ragione e lo intelletto
sapienzia sospende i sensi e la immaginazione, la ragione e lo intelletto, così il
e per divina dignazióne unisce a dio la dignità e la altezza della affezione principale.
dignazióne unisce a dio la dignità e la altezza della affezione principale. imitazione di
celesti e le terrene, per appropriarsi la gloria di questo mondo come un diritto di
come un diritto di feudo, e la gloria del paradiso per la degnazione avuta quaggiù
, e la gloria del paradiso per la degnazione avuta quaggiù di proteggere il culto
svevo, 2-399: era proprio quella la dolce madre cui però emilio, lieto d'
essere stato accolto così bene, porse la mano, mentre la vecchia, non
così bene, porse la mano, mentre la vecchia, non essendosi attesa tanta degnazione
, non essendosi attesa tanta degnazione, diede la propria con un po'di ritardo.
compiacenza. cavalca, 16-1-52: conseguentemente la incarnazione essere a lui possibile, ma
possibile, ma in tal modo, che la sua degnazione e umiltà in prendere carne
umiltà in prendere carne non menimasse però la dignità della sua deitade. leggenda di s
ufficio. roberti, ii-429: conosco troppo la degnazione, la placidezza, la soavità
ii-429: conosco troppo la degnazione, la placidezza, la soavità della vostra natura:
troppo la degnazione, la placidezza, la soavità della vostra natura: e se diveniste
ossequiosissimo veneratore. foscolo, xvii-336: la di lei lettera... mi
, quando toccava a me di venire per la prima. gozzano, 978: ogni
questi signori? » disse porgendoci mollemente la mano. -figur. negri
. negri, 2-1032: accettava [la gatta] le carezze con degnazione,
. 4. locuz. -avere la degnazione: acconsentire, compiacersi (anche
monti, iv-343: per vieppiù procacciarsi la tenerezza di quest'ultimo, ebbe la
la tenerezza di quest'ultimo, ebbe la degnazione di applaudire ad una di lui
, xviii-291: il personaggio che ebbe la degnazione di venirmi a vedere si crede
i-131: per qual causa... la signora contessa ha voluto aver la degnazione
. la signora contessa ha voluto aver la degnazione di venire da me? pirandello
professori d'università... ebbero la degnazione di parlare animatamente di studi antropologici
se provar sopra una gente vedi / la savia europa gli staffili suoi, / oh
per i piedi / danno a tener la paziente a noi. bocchelli, 10-306
i-487: ha pregiato anche di più la nostra amicizia cordiale e alla buona.
nostra amicizia cordiale e alla buona. la quale non è però tutta pura. ci
star comodi. ojetti, iii-264: la modestia dei greci: un avvocato in
sono qui consolati non sono degni a la tua consolassione. fra giordano, 2-257
consolassione. fra giordano, 2-257: la colpa dicono i savii essendo una medesima
una medesima, sì si aggrava secondo la condizione della persona, in cui è
persona che in un'altra; chi la desse allo imperadore sarebbe degno di morte
: così laudare e reverire insegna / la voce stessa, pur ch'altri vi
nievo, 54: le lodi talvolta la spronavano a mostrarsene degna; ma
ammirazione e il rispetto, di cui non la stimavano più degna, e il
, e il dileggio, con cui ora la accom pagnavano a quelle nozze
libera, e quel ch'è peggio, la libertà che ci vien data costa tanto
tommaseo, i-239: non era degna la città che nascesse in lei il re de'
han posto. sarpi, vi-3-130: la plebe principalmente ha potestà di elegger li sacerdoti
, che li chierici ragunati debbano eleggere la persona che riputeranno degna, la quale
eleggere la persona che riputeranno degna, la quale terranno in secreto, infino che al
ferdinando fu degno successore dei medici per la munificenza ed il patrocinio delle belle arti
buono titta. deledda, i-438: la ragazza, benché buona, è povera e
di cheto e sott'acqua, fosse la sua perpetua avversaria, e si adoperasse
alto cuore l'affrontar l'esilio, la povertà, le inquietudini prima che mancare ai
quali quella fue dignissima lunga vita! la mia anima ee nocente. intelligenza,
voi. carducci, 316: ahi, la non degna sposa / ch'odia di
e crudele! come / talento reo la sprona, / a danze si abbandona
: più si raffermò in tutti i debitori la speranza che egli generosamente, con atto
cecco d'a scoli, 165: la degna intelligenzia prima muove / il primo
maggiori: alza il più degno / la nuda spada del rigor ministra.
auspici e 'l comando di costoro conseguir la vittoria, non trascorrevano mai a violenza
noia, / e in allegrezza conquistar la gioia. burchiello, 109: e
per me fusse dato memorevole scrittura a la digna istoria soccessa nel regno di castiglia
vittorie e regno, / e fece per la chiesa e per la fede / certo
/ e fece per la chiesa e per la fede / certo assai più che non
carducci, ii-7-162: tu mi hai rinnovellato la gioventù e la fede. farò ancora
tu mi hai rinnovellato la gioventù e la fede. farò ancora qualcosa di degno,
di sydrac, 85: l'anima è la degnia cosa del mondo, e la
la degnia cosa del mondo, e la più bella e la più benedetta; ché
del mondo, e la più bella e la più benedetta; ché la buona anima
bella e la più benedetta; ché la buona anima è più bella e più isplendente
, né di maggiore onore, che la liberalità. bibbia volgar., vi-28:
/ ch'io non posso seguir con la memoria. lorenzo de'medici, i-25:
de'medici, i-25: se bene la vita per le sue degnissime condizioni a tutti
per le sue degnissime condizioni a tutti la facessi carissima, pure la compassione della morte
a tutti la facessi carissima, pure la compassione della morte per la età molto
, pure la compassione della morte per la età molto verde e per la bellezza,
per la età molto verde e per la bellezza, che così morta, più
nostro salvatore, ordinandogli il luogo e la stanza, preparando e ordinando l'ospizio
que- st'ultima osservazione, ch'è la più degna. proverbi toscani, 32
se partirono. caporali, ii-132: la speme indi, ministra al ricco e degno
degna festa. buzzati, 4-374: la popolazione l'attendeva: gente povera si
o alla colpa (il premio, la pena); meritato, dovuto (l'
; meritato, dovuto (l'onore, la lode, il biasimo).
se alcuna pietade è in cielo, la quale abbia cura di cotali cose)
il quale a'miei occhi facesti vedere la morte del mio figliuolo, e co
morte del mio figliuolo, e co la morte sozzasti il viso del padre. testi
premi degni alli onorati studi, i la mente audace a celebrar mi spinge; /
è ben che facda / del mio cor la mia man degna vendetta. testi,
/ ne le tempeste ingorde / già la morte vicina aver si vede.
in quei supremi momenti facoltà di salvare la francia, e, dopo di averlo costretto
par., 14-105: qui vince la memoria mia lo 'ngegno; / ché
. boccaccio, i-3: commossa adunque la santa dea per le costui opere, propose
propose di riducerlo a niente, abbattendo la infiammata sua superbia, come quella degli
degna e indipendente che valga a risollevarci la fronte. 12. con uso
, 1-221: molza, che fa la donna tua, che tanto / ti piacque
canzone, et è ben degno / che la terra si dolga, e noi piangiamo
che sta lieto il ciel, che la si gode. carducci, 26: e
bel dolcie amico, non già de la ragion di vostra doglia, ma di voi
certamente. fazio, i-1-15: ma la lor chiara e vera esperienza / m'assecura
di veduta dicessero una cosa, e la moglie dica il contrario, ser barbagianni più
contrario, ser barbagianni più tosto crederà la bugia a la sua moglie che non farà
barbagianni più tosto crederà la bugia a la sua moglie che non farà a diece
qualcuno di qualche cosa: giudicare che la meriti, concedergliela. matteo correggiaio,
cuor beati / a'quali è la fortuna tanto destra, / che d'ascoltarla
si gittò piagnendo e domandando perdonanza, la quale ella, quantunque egli mal degno
ciarvi le scarpe. verga, i-133: la gnà lola, non è degna di
figlia. non sei degna / di scuoterle la polvere dall'orlo / della veste.
forza di far questo, ha perduto la stima di se stesso, fonte, guardia
cristiani '. carducci, iii-18-13: la produzione letteraria de'chierici d'ogni sorta
inutile e degradante. alvaro, 14-91: la condizione dell'uomo di oggi, in
3. che diminuisce di intensità (la luce, un colore).
incorso in gravi delitti; punire con la degradazione. - anche al figur.
e si pareggiassero ai servi, e quindi la tortura usata per questi ultimi soli,
dilatata anche ai liberi, a misura che la tirannia si rassodava. foscolo, xiv-156
.. il dolore di laocoonte non degrada la sua bellezza. se quel sacerdote presentasse
opera gli animi snerva e degrada; la tragedia gli innalza, ingrandisce e corrobora.
leopardi, i-611: in questo modo la disuguaglianza in quel tal popolo libero veniva ad
degradato l'uguaglianza dell'uomo libero, la coltura della terra ec. destinata agli
, che spogliò di fede e pudicizia la donna, che degrada l'amore,
più cose. montano, 145: anche la natura avete saputo degradare a complice
si incanta. monti, i-209: la mia conclusione è che vi stimo assaissimo
. d'annunzio, v-3-440: * la musica è oggi la sola fra le
, v-3-440: * la musica è oggi la sola fra le arti attiva '.
4. intr. (anche con la particella pronom.). passare da
come fecero le altre, ma rifatta la state, la videro con istupor biancheggiare,
altre, ma rifatta la state, la videro con istupor biancheggiare, onde credettero
1-202: o sia il caso o sia la necessità, i loro secondi parti hanno
tr. e intr. (anche con la particella pronom.). diminuire progressivamente
pronom.). diminuire progressivamente (la luce), attenuare la vivezza dei
progressivamente (la luce), attenuare la vivezza dei colori, sfumare. baldinucci
cosa rappresentata. algarotti, 1-63: la prospettiva è briglia e timone della pittura,
le figure, come degradarle; contiene la ragione universale del disegno. milizia,
oggetto illuminato che un punto, dove la luce batte più direttamente. da quel punto
più direttamente. da quel punto partendo la luce, e il colore che riceve da
. b. croce, i-1-293: posta la bellezza come qualcosa di ultrasensibile, non
7. intr. (anche con la particella pronom.). scemare gradualmente
il muro di essa imposta tutto su la grossezza de'pilastri inferiori che degrada nel
, 8-109: il colle su cui sorge la città s'allarga degradando fino al mare
spazio mai non si degrada / per la luce o per tenebra, o altro
. 9. geogr. provocare la denudazione e l'erosione di un rilievo
il regno, dopo aver toccato con la guerra e con l'invasione il fondo della
già. pananti, iii-119: diletta dopo la vista dei popoli poveri e degradati di
quello dei depositi di mendicità; giacché la feccia più degradata essendovi in maggior numero
numero che nelle case d'industria, la corruzione fermenta più gravemente e l'eccesso
al disprezzo che ora veramente meritava concedendo la propria persona a chi non amava più
bene se per l'ambascia o perché la parola fosse scomparsa da un essere talmente
4. sfumato, attenuato (la luce, i colori, anche i
sarpi, ii-iii: per tenersi [la milizia] in onorevolezza non concedeva che
però fu detto degradazione, con levarli la cintura e arme, come con quelle
, xxiv-876: venne a instillargli ne la mente i suoi sospetti che il colonnello non
per i suoi mancamenti, ma tramasse la sua ultima degradazione per sollevar al suo
più che per lo valore amato per la bellezza. botta, 4-402: fecesi
diritto canonico, pena della deposizione con la quale il chierico viene sospeso dal suo
stessi... avevano appruovato che la repubblica punisse da sé gli ecclesiastici incorsi
-nel diritto amministrativo, sanzione disciplinare con la quale si colloca un impiegato in un
del cavaliere era rovesciato e posto con la punta in alto e si spezzavano le varie
dell'armatura (e di solito precedeva la pena capitale). s.
, di privazione, il dovere secondo la qualità de'casi battersi in pieno giudicio la
la qualità de'casi battersi in pieno giudicio la bocca (uso d'alcune parti di
sua felicità. d'azeglio, 4-i-250: la deplorabile necessità che ha costretti gli studenti
, iii-13-112: i mali che afflissero la patria allora sarebbero stati troppi per i
cammino degli orrori, e garantirci contro la degradazione anche come « mezzo », come
o si dilati. bocchelli, i-448: la serva favorita serviva in tavola, unica
degradazione dell'eroe, che non sente più la fatalità della propria missione e si sveglia
scomparsa dalla sua vita il calore che la riscaldava. -decadenza; involuzione.
. russo, i-399: cittadini, la nostra napoli, un tempo repubblica, indi
, riprende il suo primiero lustro e la sua usurpata dignità. pisacane, i-56
culto in cui ancora osserviamo riflessa tutta la degradazione del romano impero. rovani, ii-282
onta della sua degradazione, è ancora la prima città del mondo, o, per
altra finezza vi espresse; ed è la degradazione delle passioni, onde ognuno si
questa presente proposizione... depende la cognizione de'proporzionati scorciamenti e degradazioni de'
una brevissima sì ma artificiosissima strada, la quale per degradazioni insensibili mi trasmuti un
natura dell'occhio, se non avverte la leggiera degradazione del colore, occuparsi di
traduzione plastica, come vi si sacrifica la vibratilità d'un raggio di sole
d'un raggio di sole, la profondità del cielo, la sottile degradazione
di sole, la profondità del cielo, la sottile degradazione della prospettiva aerea per una
sullo stesso piano. sinisgalli, 6-223: la prospettiva non dà solo l'altezza,
prospettiva non dà solo l'altezza, la profondità, la larghezza di una forma
dà solo l'altezza, la profondità, la larghezza di una forma, ma il
ma il verso di un contorno, e la direzione, la forma, lo spessore
un contorno, e la direzione, la forma, lo spessore delle ombre, dei
sulla superficie dei corpi lucidi, e la degradazione delle tinte attraverso le pelli d'
monti. 5. maffei, 5-4-150: la degradazione degli stanzini, che da noi
, opera che chi è più verso la scena non possa impedir mai la veduta
verso la scena non possa impedir mai la veduta a chi è più indietro. bettola
altro di essi antiche rocche risvegliatrici per la loro posizione e struttura di cento fantasmi
xl-224: so di avervi ancora detta la cagione di questo degrado. 2.
l'uscita [della chiesa], e la graduale successione, come tempi d'epilogo
, 5-89: le comari allegre scoprivano per la prima volta che in lui c'era
prima volta che in lui c'era la stoffa d'un bell'uomo apprezzabile e
fatiche. savinio, 1-158: degusto la mia fetta di bellezza, di cielo,
vieni, questi battibecchi, queste degustazioni passa la mattinata. giunge alfine il momento più
bollente vengono buttati giù il riso o la pasta, secondo i giorni.
, bevuta. moravia, 12-395: la vide tracannare in pochi sorsi meditabondi anche
terza degustazione seguì un breve intervallo, la donna guardava davanti a sé, ogni
sé, ogni poco scuoteva con forza la testa e stralunava gli occhi.
un sentimento. gozzano, 570: la tua vita è salva. ti garantisco che
corre via come un cavallaccio frustato, la degustazione del guerino è incalzata dall'ora
, cibarie. calvino, 1-141: la sera, quando l'ultima bottega è
però tu, che per noi volgi la chiave, / deh, volgi i pietosi
/ et pur tra voi gradita è la mia voce. g. c. croce
, / le leggi, il cielo e la natura han posto. carducci, 432
carducci, 432: deh, perdona a la vita! a l'un vent'anni
quando annotta. 4. precede la manifestazione di un desiderio. prezzi,
/ piacciati questa afflitta anima sciorre / de la sua scorza ormai putrida e rancia!
iii-270: deh chi m'impetra che, la mortai salma / deposta in terra,
non tomi? alfieri, 71: per la decima volta or l'alpi io varco
foss'io, come il vago de la luna, / addormentato, e alfin
sa'ir; ch'i per me non la cheggio. bibbia volgar., iv-
morto gabelo, e niuno gli renderebbe la pecunia? petrarca, 243-10: deh,
, 1-9: deh, sia di voi la maggior gloria quella / d'aver tradita
bene jesu cristo dirittamente: egli occupano la terra! petrarca, 341-1: deh
(211): deh, come la donna ha ben fatto a vendicare la sua
come la donna ha ben fatto a vendicare la sua ingiuria con la morte dello sparviere
fatto a vendicare la sua ingiuria con la morte dello sparviere! marino, 3-113:
attenzione di chi ascolta, per cattivarsene la benevolenza). angiolieri, 140-1:
. bartolini, 17-109: come sta la rosa / in fondo al suo verziere,
= etimo incerto. poco verosimile la derivazione dal lat. tardo dee,
, benché di sommo vigore, dico, la verificazione delle profezie ne'gastighi di quel
dei quali commettevan in lui di fatto la scellerataggine infernale del deicidio. segneri,
i romani in tempo di pasqua cinsero la città dove fu commesso. tramater [
paradiso, 135: forse che la nostra orazione ebbe potenzia d'entrare nel
? o vero il signore giustamente non la ricevette, e fu discacciata, confusa e
tuo, lo quale ora t'ha per la sua malizia sì deietto e prostrato,
., xxi-494: nulla potè mai domare la mente mia, se non quella la
la mente mia, se non quella la quale sta in continuo pianto per dolcezza
dio, e nel sacco del digiuno e la penitenzia si rivolle; quella che sta
iii-6-192: più dal cuore scriveva [la monaca] a'suoi di casa e a'
altieri, i deietti risollevando, cercando porre la pace, la misericordia, l'amore
deietti risollevando, cercando porre la pace, la misericordia, l'amore ove fosse ira
mei, 139: quando viene effettuata [la cavata di sangue] con un ampio
incerti intervalli. viani, 4-29: la bestiola vestita di un cappottino coi sonagli per
faldella, 3-205: egli, nato per la lindura, per il profumo delle 4
, e mostra, che sia verace la nostra fede, per lo successo e per
nostra fede, per lo successo e per la prosperità ch'ebbe sopra il popolo
fermamente mantiene: e così al contrario per la deiezione, nella quale venne, quando
false e stolte, e non aprivano la tua iniquità acciò che ti provocasseno a penitenza
cesare perdono, gli offeriscono di sottomettere la repubblica ad un perpetuo tributo con l'
secolo corrotto, le lettere fallite e la virtù riposta neh'armi rendono la mercanzia
e la virtù riposta neh'armi rendono la mercanzia de'libri in tutta deiezione. sagredo
agricoltura, che aveva formato l'occupazione, la delizia e la potenza de'loro padri
formato l'occupazione, la delizia e la potenza de'loro padri, che perciò è
trovatore di alcune arti, siccome esculapio la medicina, vulcano la fabrica. g
, siccome esculapio la medicina, vulcano la fabrica. g. averani, 1-1-9:
che tu pigliasti, / tu una dio la deificasti. paleotti, l-n-483: pare
nelle commedie scorrette], si deride la fede, si deifica la fortuna, si
si deride la fede, si deifica la fortuna, si stabiliscono quelle massime che
tutti i vizi, non trovo adorata la puzza, se n'è eccettuato il
, altri astri, il cielo, la terra. leopardi, 829: è molti
terra scavata è offerto agli spiriti che la deificano e divengono i penati del combattente.
veniva a deificare. caro, 12-i-190: la perfezione di quelle virtù...
sostenne che fosse fatto di lui sacrificio sopra la grata. 5. rifl.
disegna. boccaccio, vi-171: e poi la vidi lì deificata, / e dalla
lì divota assai / con molti incensi la vidi onorata. guido delle colonne volgar.
, e d'altri cento / per la virtù deificati in terra / quando morrà
virtù deificati in terra / quando morrà la gloria? s. maffei, 5-5-38:
iii-12-202: nella pittura del poeta quattrocentista la natura sente la presenza della dea, o
pittura del poeta quattrocentista la natura sente la presenza della dea, o meglio sente
presenza della dea, o meglio sente la parte di sé deificata. silone, 5-286
. leone ebreo, 390: quando la persona amata bellissima è amata da anima
amata da anima chiara e levata da la materia, ne la quale la somma
chiara e levata da la materia, ne la quale la somma bellezza divina sommamente riluce
levata da la materia, ne la quale la somma bellezza divina sommamente riluce, allora
. gir aldi cinzio, i-134: la mia donna già deificata, avendo risposto
deificato, elli non àrebbe tanto cara la sua orazione, quanto quella di maria
. sacro. gozzano, 292: la città [benares] fu costrutta sul fiume
fu costrutta sul fiume, protende tutta la sua bellezza verso le acque deificate.
. pisacane, iii-185: secondo la teoria dei deificatori d'uomini..
. così l'uomo per non riconoscere la potenza collettiva, cade nel puerile.
] gli era apparitoli, e dettoli la sua deificazione. s. agostino volgar
1-1-132: non si crederebbe scipione, che la vergogna della laudabile femmina per la deificazione
che la vergogna della laudabile femmina per la deificazione si potesse tanto mutare,.
potesse tanto mutare,... che la potessono inclinare a esaudirli li suoi cultori
i simolacri: non perché in quelli fosse la divinità, ma perché rappresentavano creature,
state trasferite in cielo ed ora godevano la divinità. la quale deificazione cercò egli
in cielo ed ora godevano la divinità. la quale deificazione cercò egli di persuadere con
l'origine, da cui nel gentilesimo la superstizione de'lari si propagò, fu
stolta deificazione. oriani, ii-321: la loro deificazione del pontefice e del principe
del principe nel papa persuase ai più la necessità di frenare nel cattolicismo i troppi
rime che si leggono in deificazione de la signora lucrezia. alfieri, v-2-418: gli
mente del contadino russo, perché in lui la pazienza era la prima virtù.
, perché in lui la pazienza era la prima virtù. = voce dotta,
europa,... in tiria lasciata la deifica forma, si mostrò essere uno
1-245: mercurio con essi ieroglifici trovò la deifica et analogica strada alle divine instituzioni
con le armi e non meno con la mansuetudine. s. maffei, 364:
larva / su l'ombre vane de la morta gente. pascoli, 802:
3. che riceve da dio la forma, l'essenza, gli elementi
dante, par., 2-20: la concreata e perpetua sete f del deiforme
tutta, se è licito dire, la bellezza della ben formata deiformità.
66: [temo] donna, che la tuo sintilla / non arda meco e
che si possa chiamare padre di dio, la donna ha avuto la preeminenza e la
di dio, la donna ha avuto la preeminenza e la grazia di essere nominata
la donna ha avuto la preeminenza e la grazia di essere nominata deipara. campailla
, / di adorar prevedendosi forzato / la vergine deipara donzella. = voce dotta
(ad esempio, i frutti consentono la fuoruscita dei semi, le antere liberano il
da hiscère 'aprirsi, aprire la bocca ': da hiàre * stare a
legge morale naturale: si identifica con la religione naturale, in quanto è considerata
poggia unicamente sulla ragione umana, respinge la possibilità della rivelazione e ogni dogma e
o a politeismo. gioberti, i-22: la religione naturale, il deismo, il
. g. ferrari, xxxiv-i 150: la metà della scuola di locke professava un
professava un deismo che non era più la religione astratta del secolo decimosettimo,.
, iii-16-23: e il deismo e la teologìa e la frase sul cittadino cristo
e il deismo e la teologìa e la frase sul cittadino cristo e le rime
croce, ii-12-26: [nel settecento] la religione stessa variamente si razionalizzò e vanì
. croce, ii-12-223: se si preferisca la... interpretazione, per
campanella rientrerebbe in quel generale movimento verso la religione naturale che era cominciato dalla metà
pare che in vo'dimori ogni fiata / la deità de l'alto deo d'amore
fatto è uno serafino, sguarda ne la trenetate, / e tutti li stati ha
li tre cieli ha fracassati e vive ne la dei tate. fra giordano, 1-31
principio nella deità, fontana di tutta la deitade, e così è principio di
eziandio santa maria, non può perfettamente vedere la beata speme, cioè iddio in trinitade
beata speme, cioè iddio in trinitade, la quale è la vera deitade; ma
cioè iddio in trinitade, la quale è la vera deitade; ma...
iddio esser signore, e intendono eziandio la forma della deitate esser nella carne umana
. nardi, 88: noi abbiamo la nostra città edificata mediante gli augurii e
il re bandire esser a ciascun lecito andar la notte a giacersi con la figliuola ed
lecito andar la notte a giacersi con la figliuola ed amorosamente prender di lei piacer
piacer, mentre che prima le giurasse per la deità d'iside di narrarle, avanti
d'iside di narrarle, avanti che la toccasse, tutte le cose che astutamente
astutamente fatte aveva. soderini, iv-395: la deità di quella eterna mente del supremo
adorata e riverita con fede e con la certa, ferma e vera credenza, che
poiché ristette [adamo], già de la deità quasi si gloria. rosmini,
altezze tu non sai. tu non conosci la deitade; se tu conoscessi queste cose
, v-5: metti nel petto mio la voce tale, / quale sente il
eguale; / e più addentro alquanto che la scorza / possa mostrar della tua deitate
: dio da'soi eccelsi onori / la produsse qua giù nel mondo errante,
volgar., 455: cristo nascose la sua deitade come amo
'l diavolo volendo prendere l'esca de la carne, fu preso da l'amo de
carne, fu preso da l'amo de la deitade. pulci, 27-30:
. -gesto, atteggiamento che rivela la presenza della divinità. carducci,
carducci, 517: di questi monti per la rosea traccia / passeggian dunque le madonne
si può dire che, poi che la somma deitade, cioè dio, vede apparecchiata
deitade, cioè dio, vede apparecchiata la sua creatura a ricevere del suo beneficio,
voglie, / che parturir letizia in su la lieta / delfica deità dovrìa la fronda
su la lieta / delfica deità dovrìa la fronda / peneia, quando alcun di
allora eleno, avendo uccisi giovenchi secondo la consuetudine de'sacrificanti, domanda la pace
secondo la consuetudine de'sacrificanti, domanda la pace e la benivolenzia dalli dei, e
de'sacrificanti, domanda la pace e la benivolenzia dalli dei, e resolve le
, colla sua mano sospeso e sollecito per la grande deità. luca pulci, 1-1
bel fiume di xanto / per cui la greca e l'ausonia lira / sono dei
gloria e fama / il ciel, la terra, il mare invoca e chiama.
stan gli altari intorno: / e la sagra ministra co i crin sparsi, /
, e èrebo, e chaos, e la forte / triforme ecate, e i
, e i tre visi diversi / de la casta diana. tasso, 12-353:
, emulo al nilo, il bue, la vacca / ha per sue deità,
sommo giove; ma popolavano il cielo e la terra di cento amabili deità. foscolo
là quella valle interminata / che lungo la toscana onda si spiega, / quasi
/ obliate cittadi il cimitero; / è la palude, che dal ponto à nome
pascoli, i-732: non è egli né la molle divinità dell'amore né la feroce
né la molle divinità dell'amore né la feroce deità della guerra; è il
dio che uccise argos e che trovò la lira. d'annunzio, i-384: ed
questi palazzi. del resto non è la prima volta che dal vaporetto mi par
ecc. pallavicino, 1-3: procurò la natura di spronarci alla virtù, e
virtù, e di raffrenarci dal vizio con la pena e col premio, che per
ancora molti giorni simili a quelli che la natura vi concede; non perché giungono
fra le due più inimiche deità, la gloria e la pace. mazzini, i-184
più inimiche deità, la gloria e la pace. mazzini, i-184: gli uomini
: gli uomini ch'oggi predicano spenta la poesia, stanno fuori della lotta,
. d'annunzio, iv-2-62: seduta su la sponda, in aspetto di deità,
giovine dio pampinifero disceso nell'acqua mentre la bellezza si libra nell'aria a volo
meravigliosa. panzini, iii-565: ciò segnava la inaugurazione della primavera, che voleva dire
dire tante belle cose: voleva dire la fine dell'anno scolastico;...
fine dell'anno scolastico;... la libertà, che è una deità
io non coninzai: / ed amo la mia donna, in veri tate, /
è deitade. leonardo, 7-i-59: la deità che ha la scienza del pittore fa
, 7-i-59: la deità che ha la scienza del pittore fa che la mente
che ha la scienza del pittore fa che la mente del pittore si trasmuta in una
mostravano una certa diadema, insieme con la bella vecchiaia di sua santità. g.
e senza aita, / poi ch'è la deitade tua finita, / sarà mia
, 12-35: soltanto cesare doveva essere la vittima sacrificata alla deità di roma repubblicana
trino. rosmini, xxvii-135: la grazia, la quale santificò gli
rosmini, xxvii-135: la grazia, la quale santificò gli uomini avanti cristo
delasòl, sm. ant. mus. la seconda nota della scala diatonica, corrispondente
solfeggio, poiché vi si cantava ora la sillaba 'la 'ed ora la sillaba
vi si cantava ora la sillaba 'la 'ed ora la sillaba * sol '
ora la sillaba 'la 'ed ora la sillaba * sol '. delasolrè
), sm. mus. ant. la seconda nota della scala diatonica, corrispondente
giacché, poffareddio! non distinguete / la sestupla, la tripola, la chiave,
! non distinguete / la sestupla, la tripola, la chiave, / il be-molle
distinguete / la sestupla, la tripola, la chiave, / il be-molle, il
i-371: ne'duetti, ne'trii fu la burrasca: / or troppo bassa,
: / or troppo bassa, or la voce è troppo alta; / quei
le righe, poiché vi si cantava ora la sillaba * la ', ora la
poiché vi si cantava ora la sillaba * la ', ora la sillaba * sol
ora la sillaba * la ', ora la sillaba * sol ', ed ora
di smalti e di colori / tutta la nicchieria contiene in se, / bianchi lattati
della naturai benevolenza, il fratello calunniava la sorella, il figliuolo traeva in giudizio
rabbia e di vergogna, non per la morte dei banditi, ma per la viltà
per la morte dei banditi, ma per la viltà del loro compagno delatore. bartolini
senso. d'una che aveva fatto anche la delatrice, alla polizia fascista, contro
sue differenti da certi atti de'governanti la francia, e indicò lo scritto dov'egli
/ che odiano il sole e battono la terra / vivendo all'adiaccio / e fuggendo
terra / vivendo all'adiaccio / e fuggendo la luna / come uno specchio delatore /
nalisti. colui che porta, senza la debita licenza, un'arma proibita dalla
. delatòrio, agg. che riguarda la delazione, proprio della delazione.
moravia v-445: da ieri ha lasciato la carriera politica ed è entrato in quella
né ignoro da qual parte è proceduta la vile delazione delle mie parole. foscolo
mie parole. foscolo, xviii-99: la calunnia è più pericolosa quando è instillata
dal credere, non può essere che la persona accusata non riesca, non foss'
foss'altro sospetta. gioberti, 1-iv-364: la solita delazione reciproca fra le alunne dell'
1-628: si stigmatizzino con santo coraggio la delazione, lo spionaggio che adesso fioriscono
minaccie e il veleno, ma anche la calunnia, la seduzione, il tradimento
il veleno, ma anche la calunnia, la seduzione, il tradimento, la delazione
, la seduzione, il tradimento, la delazione. moravia, ii-42: non posso
basso e ignobile. 2. la cosa denunziata, il contenuto dell'accusa.
delazioni segrete a carico loro; prima che la vipera morda le torrò i denti.
. guicciardini, 2-2-327: perché per la delazion dell'arme cade in la pena
per la delazion dell'arme cade in la pena. cantini, 1-21-57: ha dato
[tommaseo]: le rette cadendo sopra la riga o linea delebile, in
perpendicolari, che fanno angoli retti come la lettera i, ovvero non perpendicolari,
gli angoli acuti ed ottusi, come la lettera a. marino, i-76: danneggiare
odore / di bosco perché trami / la sera anche il chiarore / delebile dei
il giudice fissa il termine entro il quale la prova deve assumersi e l'udienza di
l'udienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio. -delega legislativa
e talora si chiama erroneamente legge delega la legge delegata, cioè il decreto legislativo
parlamento). einaudi, 1-435: la legge di delega 28 dicembre 1952
dicembre 1952 n. 3060 vincolava la revisione degli ordinamenti delle professioni di dottore
atto nel suo interesse; procura; la rappresentanza o il mandato così conferito;
civile, 1270: il delegante può revocare la delegazione, fino a quando il delegato
pagamento a favore del delegatario anche dopo la morte o la sopravvenuta incapacità del delegante
favore del delegatario anche dopo la morte o la sopravvenuta incapacità del delegante.
in attività il vostro grado vi si darà la facoltà di delegare nei rispettivi porti chi
delegato a sorvegliare il buon andamento di tutta la famiglia. savinio, 2-13: una
esercizio di funzioni e poteri propri o la cura dei propri interessi. livio volgar
5-319: per ciò che più lunga era la dispu- tazione delli legati d'antioco,
né là si piega; / ma la causa rimette alla ragione, / et al
ragione, / et al suo parlamento la delega. sarpi, i-11: la qual
parlamento la delega. sarpi, i-11: la qual imposizione [di penitenza] fu
col suo consiglio, o di delegare la minima delle cose vostre, o civili,
eletto a roma, ovvero delegava ad altri la sua ordinazione. colletta, iii-291:
e per le nuove aggregazioni, delegò la sovranità a un consiglio tuttavia rinnovantesi per
farisei] dio ha delegato... la parte di boia dei perfetti. costituzione
statale). dossi, 884: la correzione sullo stesso atto del cognome in
fatto riguardo, non esser richiesta, la sua, da rivolgere alla venerata autorità delegatizia
de'plebei sotto qualsivoglia titolo, senza la presenza di uno delegato da lui di
a lui fedele. dovila, 45: la causa... era stata rimessa
. p. verri, i-265: oltre la commissione di amministrare ero particolarmente delegato
commissione di amministrare ero particolarmente delegato per la redenzione delle regalie. botta, 4-617:
un ospizio alcuni monaci siriaci delegati a combattere la religione pagana e l'eresia ariana nel
tra napoleone e pio vii, reggeva la diocesi solo in forza della delega ricevuta
le diocesi, non potevano esercire tutta la pienezza dell'autorità episcopale, perciocché,
autorità episcopale, perciocché, se avevano la giurisdizione, non avevano l'ordine.
cardinale campegio per trattare in quella isola la causa delegata a lui e al cardinale eboracense
s. pietro ed a'suoi successori la diede ordinaria e piena. sarpi,
e sfumate, non è dire che la singola parola sia essa il poema:
è neppure parola, è nulla: la virtù che essa ha nel poema è
virtù che essa ha nel poema è la virtù a lei delegata dal tutto. piovene
delegata dal tutto. piovene, 5-20: la gioventù non ama la fatica e il
, 5-20: la gioventù non ama la fatica e il rischio, a eccezione del
si obblighi verso di lui ad adempiere la prestazione dovuta dal debitore delegante (cfr
. beccaria, ii-9: si computerà la data dell'accettazione dalla data della lettera
d'avviso e dovrà indicare il trattario la persona delegata al pagamento, così il possessore
ha liberato il debitore da cui fu fatta la delegazione non ha regresso contro questo debitore
, ii-278: conosciuta in tal modo la spesa, il delegato potrà chiamare un conto
di roma per difendere con altri delegati la provincia in un processo contro il fisco
diversi dipartimenti. cattaneo, ii-2-322: la città di pavia, che non voleva il
fuggevoli. civinini, 7-178: su per la salita arrivano correndo quattro o cinque carabinieri
e un delegato in tuba e con la sciarpa, anche lui col fucile. baldini
delegati apostolici. gioberti, 1-ii-538: la storia delle missioni nella seconda metà del
volontà, fate leggi chiare e stabili che la esprimano ai sudditi, vigilate specialmente su'
sfidare le onde. 4. la sede dove i delegati esercitano il loro
delegato apostolico (v. delegato); la circoscrizione territoriale nel cui ambito egli esercita
pe'quali il papa commette a'giudici la cognizione di certi affari. =
arrigo, e per lui due procuratori e la reina: ella dinanzi a loro si
... gli sia stata comunicata la facoltà dall'ordinario,... in
iii-22-26: il nuovo avviamento sociale e la divisione del lavoro rendevano sempre più difficile
, non potrà farlo se non presenterà la delegazione, venutagli da roma in collaterale.
cittadini convenuti in atlantic city a ricelebrare la gloria dell'ala umana, mi chiesero
istituito presso gli aeroporti privati per esercitare la vigilanza sull'attività che vi si svolge
di una determinata circoscrizione territoriale, o la stessa circoscrizione amministrativa (perché il funzionario
un debitore. essa può assumere o la forma della delegazione di credito, quando
si impegna verso il delegatario ad adempiere la prestazione dovuta dal delegante (la delegazione
adempiere la prestazione dovuta dal delegante (la delegazione è detta cumulativa o semplice,
liberato il debitore delegante); o la forma detta delegazione di pagamento, quando
delegante è un creditore. può assumere la forma della delegazione di credito, quando
, ma da alcuni autori delegatario) la promessa di adempiere a esso terzo la
la promessa di adempiere a esso terzo la prestazione che il debitore deve al delegante
suoi confronti); o può assumere la forma della delegazione di pagamento, quando
della delegazione '. -il delegante può revocare la delegazione, fino a quando il delegato
destinatario di merci spedite per ferrovia autorizza la stazione cui esse sono destinate a consegnarle
otto dì un tratto, sin che la novella vite facci messa. idem,
, soda e serrata, o che elle la fan fine, delegine, serrata o
peccatu e colpa ene deletu e stricatu per la morte de lu fìlliolu de dio.
cristiani e delere lo nomo di quelli de la terra. m. franco, 1-5
apugliese, xxxv-1-886: umile son quando la veo; / e orgoglioso, ché goleo
per cui mi deleo / s'io la potesse avere. 3. dele
tipografiche (e può essere sostituito con la lettera d caudata). =
della famiglia delesseriacee, notevoli per la bellezza del tallo laminare, simile a fronde
di specie, fra cui bellissima la delesseria sanguigna. = voce dotta,
. deletèrio, agg. che danneggia la salute, che rovina l'organismo,
che rovina l'organismo, che provoca la morte; malsano, pernicioso.
figur. che distrugge o danneggia gravemente la coscienza morale di una persona; che
, corruttore. casti, iii-137: la miglior raccomandazione della civiltà di un popolo
quale mi sentiva sì dolcimente cibare; per la qual cosa no'm'anumero più fratello
più vita. boterò, 1-275: or la prima via di far i tuoi soldati
1-i-466: intendendo il senato romano come la toscana tutta avea fatto nuovo deletto per
deletto, si conservò altresì nel suo splendore la gloria militare. pisacane, iv-168:
: quindi nel fare il deletto, la preferenza l'avranno i volontari; esauriti questi
ciò ha prudenzia e deletto? / misera la vulgare e cieca gente / che si
simintendi, 1-31: a me serve la terra delfica, e claros, e
procede, e tal nel viso / che la delfica annunzia aura divina. gioberti,
voglie, / che parturir letizia in su la lieta / delfica deità dovrìa la fronda
su la lieta / delfica deità dovrìa la fronda / peneia, quando alcun di sé
1-975: aggiungasi che ogni giorno si dice la tromba epica, la lira delfica,