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vol. XXI Pag.66 - Da TORREGGIANTE a TORRENTISMO (110 risultati)

. per abbassare il livello di nicotina e uniformare colore e aroma.

abbassare il livello di nicotina e uniformare colore e aroma. 3. arrostimento

che la torrefazione ha alquanto disossigenato, e cui si dà allor il nome di 'vena

una femina antica, / che stanca e lassa era di lunga via, / ma

ve ne sono principali, l'ebro e il tago, che sbocca nell'oceano e

e il tago, che sbocca nell'oceano e fa quel famoso porto a lisbona,

gli altri essendo di poca importanza, e meritando piuttosto il nome di torrenti che di

, burroni scoscesi, torrenti che precipitano e vanno a formare l'aretusa. manzoni,

145: attraversa il paese un torrente, e la sua trasparenza verde è come turbata

il nord, seguendo mulattiere impervie e greti di torrenti incas e

e greti di torrenti incas e svettante, anche in quanto fornito di torri

: l'impeto è tanto onde quei vanno e questi / co'legni torreggianti ad incontrarsi

martino, serrato intorno da'più leggiadri e torreggianti pini. martello, 6-iii-21:

martello, 6-iii-21: ueste superbe mura e torreggianti, / che dentro a sette porte

dentro a sette porte chiudon tanti defonti e vivi eroi, / non hanno in odio

non hanno in odio 1 lieti suoni e i canti. monti, x-5-365: per

la mia sposa, la mia cara! e sopra di essa, torreggiante, il

; che ha una corporatura molto slanciata e imponente. caraccio, xxxii-47:

, xxxii-47: ne la gran sala altiero e torreggiante / si vide entrar lo

la torreg giante moglie. e. cecchi, 7-54: dalle quinte dei

erette, torreg gianti, e camminavano lentamente, lasciandosi più svelare dal

sole, in una indecenza puerile e superba. -di animali.

, 1-15-162: tre pedoni, un arciero e torreggiante / ha la bella ciprigna un

d'arma, cavalleggieri, torreggianti elefanti e fanti. torreggiare, intr.

. ergersi con le proprie torri e, per estens., con le proprie

estens., con le proprie costruzioni alte e svettanti. fazio,

ed erba / torreggiava bisanzio, l'infida e la superba. calzabigi, 53:

, 423: queste son quelle machine eccelse e quelle torri fortissime, che..

fortissime, che... sorgevano e torreggiavano fra l'innumerabile essercito di tanti

torreggiavano fra l'innumerabile essercito di tanti e tanti legni. bertola, 70: la

strozzi. buzzati, i-285: squallido e torvo, il casermone torreggiava sul terrapieno

altre persone; possedere una corporatura alta e imponente. -anche con riferimento a creature

essa [gregge] insieme, / e torreggiando inverso la marina / per l'usato

graziani, 349: egli d'animo eccelso e di statura, / minaccioso torreggia infra

/ minaccioso torreggia infra coloro; / e preme un destrier baio, a le

le sue squadre d'infinito numero, e di non mai veduta orridezza, mentre torreg'

s'innoltra, / tutto coperto d'adamante e d'oro, / sull'orlo della

d'una città, pingerassi foresta, e fiumi per dentro, e abbondanza d'acque

pingerassi foresta, e fiumi per dentro, e abbondanza d'acque, e varietà di

dentro, e abbondanza d'acque, e varietà di fiere, e baroni con arme

acque, e varietà di fiere, e baroni con arme da cacciare, e su

, e baroni con arme da cacciare, e su le muraglie uomini con instrumento

col suff. dei pari. pass, e dei verbi frequent torrèia, v

irregolare con alternanza di periodi di secca e di piene violente in relazione alle precipitazioni

pendenza, in genere incassato strettamente fra gole e interrotto talora da salti e cascate.

fra gole e interrotto talora da salti e cascate. beicari, 6-128:

, le sati tra le frane e i dirupi. -in espressioni comparai

tempo, la rapida alternanza di sentimenti e condizioni. dante, par.,

quasi torrente ch'aita vena preme / e ne li sterpi eretici percosse / l'

l'impeto suo. savonarola, 8-i-300: e miei fratelli e li prossimi miei sono

. savonarola, 8-i-300: e miei fratelli e li prossimi miei sono passati via da

quanto uno torrente che descende dal monte e corre in una valle. g. m

; / il quale or tonde sue liete e piacevoli / mostra, sì che a

fa venir voglia / di mirarle, toccarle e di tuffarvisi; / or tutto è

tuffarvisi; / or tutto è furioso e rincrescevole / anzi che pure è nocivo e

e rincrescevole / anzi che pure è nocivo e mortifero. fiamma, 1-277: queste

a guisa di torrente, presto si gonfia e presto si secca. 2.

liquida che sgorga o fluisce con impeto e abbondanza. -in partic.: colata

quantità grandissima di acqua da una parte e dall'altra (cosa veramente maravigliosa) grandissima

più torrenti distrusse tutte le case, e le piante, e guastò diverse terre

tutte le case, e le piante, e guastò diverse terre e villaggi. colletta

le piante, e guastò diverse terre e villaggi. colletta, iv-266: il vesuvio

/ a pianger, a versar piogge e torrenti / da questi occhi dolenti. tasso

piano, / chiuso nel vallo de'nemici e privo / al fin d'ogni compagno

? tassoni, 301: stronzi odorati e monti di pitali / versati e sparsi e

odorati e monti di pitali / versati e sparsi e lucidi torrenti / d'orme

e monti di pitali / versati e sparsi e lucidi torrenti / d'orme e brodi

sparsi e lucidi torrenti / d'orme e brodi fetidi e fetenti, / che non

torrenti / d'orme e brodi fetidi e fetenti, / che non si pòn passar

. campailla, 8-70: infra scilla e peloro il mar cruccioso, / stretto

, / dal tirreno a l'ionio ingorga e passa. 3. figur.

di persone, per lo più caotica e tumultuante. -in partic.: stuolo,

, i-1-8-94: quel torrente di popolo disordinato e panzini, i-99: comunque sia la

i-99: comunque sia la breccia fu aperta e l'aria, questa comitiva dietro

di un sentimento (anche con valore enfatico e iperb.). marini,

fu sostenuto dalla disciplina della milizia turchesca e dal valore e perizia di ariadeno.

dalla disciplina della milizia turchesca e dal valore e perizia di ariadeno. marini, 33

ariadeno. marini, 33: dall'uno e l'altro regno sgorgarono impetuosi torrenti d'

fu sfondata, l'inferriate, svelte; e il torrente penetrò per tutti i varchi

i varchi. nievo, 754: spiro e teodoro chiusi in argo con insilanti attendevano

frenare il torrente dei turchi mentre colocotroni e niceta tagliavano loro la ritirata alle spalle coll'

era certo di udire i vostri singhiozzi, e pure correva in me un torrente infrenabile

aguzze che sembrano denti di cremagliera. e. bartoli [« la repubblica »

beni spirituali; ampia diffusione di sapere e conoscenza. cesari [imitazione di cristo

di delizie, un fiume di gloria e di pace: fiume di vena ubertosa

fiume di vena ubertosa che sempre discorre e mai non trascorre. galdi, ii-318:

tutte distrugga le tenebre delterrore, della superstizione e de'pregiudizi antichi. 8

antichi. 8. vena ricca e copiosa di eloquenza (talora con connotazione

eloquenza (talora con connotazione di eccesso e di superficialità); veemenza oratoria.

4-49: lascinsi i romanzi, le menzogne e le parolette a i mormoratori di corte

le parolette a i mormoratori di corte e a chi vende a l'incanto. allar-

perdono con lui in un polverio che fugge e scompare. g. contini, 22-113

estorti ai critici dal centenario dantesco, e peggio agli oceani della secolare esegesi.

circolazione, in partic. nei grandi e medi vasi. rosmini, xxv-233:

portati fino agli orifici di quei meati e sottilissimi canaletti che si trovano sparsi per tutto

il corpo animale, destinati a ricevere e versare i detti elementi nel torrente del

. agg. che scorre in modo rapido e impetuoso (un corso d'acqua)

il medesimo tenocrate dice che spesse volte e fiumi torrenti lo conducono [il topazio

, 10-557: d'altra parte ove rapido e torrente / avea 'l fiume travolti arbori

torrente / avea 'l fiume travolti arbori e sassi, / da loco malagevole impediti

sgorgando il pianto ad inondar l'uno e l'altro volto soffocava le parole in bocca

le piogge vanno precipitando a torrenti, e m'accrescono nell'anima il tedio ch'

dell'autunno, dopo un'estate torrida e asciutta. -in numero, in

. croce, iv-n-13: menzogne che giornali e libri e parole della radio versavano a

, iv-n-13: menzogne che giornali e libri e parole della radio versavano a torrenti senza

cesarotti, 1-xvii-328: dalla passione viva, e spirante, non simulata,..

d'acquicella, come ne giova loro e fa più leggieri il cammino. guglielmini

una valletta, traversare un torrentùccio magro e poi salire fino a un castello di case

disseccare, bruciare'(v. torrido) e poi sostant., con un'evoluzione

dissecca'passa a 'corso d'acqua'e successivamente a 'corso d'acqua impetuoso'.

vol. XXI Pag.729 - Da VENDICATIVAMENTE a VENDILEGGE (71 risultati)

l'autorità dello imperio. f. erizzo e s. contarmi, lxxx-3-793: chi

. vendicativamente perseguitava gli uomini della destra e li calunniava a tutto potere. -in

una sua pulizia, una sua aria compunta e concentrata, come se mangiare fosse un

1-i-437: sempre v'incorreranno dentro, e sempre ne nascerà disordine, quando quello

nascerà disordine, quando quello cittadino negletto e virtuoso sia vendicativo ed abbia nella città

vendicativo ed abbia nella città qualche riputazione e aderenzia. r. borghini,

foscolo, vii-240: gli uomini codardi e vendicativi non ardirebbero mai cimentarsi, se non

se non avessero l'arte di sedurre e di trarre alle loro parti gli animosi

si svegli in lei la fiera vendicativa e devastatrice. piovene, 14-192: « senti

no certo; il capitano nemmeno, e nemmeno il maggiore; ma il colonnello

, xiv-128: dopo un atto vendicativo e arbitrario fatto dall'invidia del signor custodi

le leggi superbe, gli uffizi altieri e le soddisfazioni vendicative dei cavalieri erranti,

questo sicuramente possiamo dire che quella vendicativa e mortifera pioggia [il diluvio] cominciò

cominciò il ventunesimo giorno di ottobre, e secondo la testimonianza di albumasar, nel

da spirito di rivalsa. parche inesorabili e terinni / vendicatrici. carducci, iii-4-243:

qui, nel cospetto a dio vendicatore / e perdonante, vincitori e vinti.

a dio vendicatore / e perdonante, vincitori e vinti. 2. che

seguito da feroci morbi vendicatori dell'europea avarizia e crudeltà carducci, iii-27-137: tanti,

iii-27-137: tanti, che si tenevano salvi e sedevano ridendo nei loro castelli, non

vendicazióne, sf. ant. e letter. punizione di colpe; riscatto

. aquila volante [tommaseo]: e di questa vendicazióne del sangue che fu

in temporalibus o spi- ritualibus di punire e castigare chi erra. landino, 101:

castigare chi erra. landino, 101: e questa [la giustizia] si divide

, concordia, pietà, integrità e vendicazióne. lucini, 11-266: per chi

per chi io canto questi fiori plebei e consacrati / dal martirio plebeo innominato,

rifiuto di prosodia, / per l'odio e per l'amore, / per l'

l'amore, / per l'angoscia e la gioia, / e pel ricordo e

per l'angoscia e la gioia, / e pel ricordo e la maledizione, /

e la gioia, / e pel ricordo e la maledizione, / per la speranza

; cfr. fr. ant. venjaison e provenz. vengazon. vendicchiare,

spizzico, far poche faccende. e. cecchi, 5-301: quasi si cominciava

. fossero pionieri di civiltà nuove; e che in quelle cifre scoppiasse, vendicativo

, vendicativo, un sottosuolo di filosofie e filologie ignorate. -che mira a

i contrari estremi, dell'eccessiva piacevolezza e del troppo rigore. 5. dir

, la fortuna, io mi ritrovo libero e vendicato dell'offesa che feci il tuo

morte / non è facil impresa? e se tu mori / pria d'ese-

(ant. vindicature), agg. e sm. (femm. -trice)

africano, quasi vendicatore di suo padre e suo avolo, assalì quella nuova e intera

e suo avolo, assalì quella nuova e intera provincia. petrarca volgar.,

giustamente punisce vendicator de danni de'popoli e delle morti de'sudditi. mazzini, 51-88

vendicatore, do- vrebb'essere rimprovero amaro e rimorso a tanti i suoi fratelli di

pubblici, i persecutori degli uomini comuni e dei giovani con la frusta del loro

sdegno. -con riferimento a dio e a divinità mitologiche in quanto depositarie del

x-288: niuno non trapassi troppo inanzi, e che niuno inganni il suo fratello in

: a portare i vendichevoli archi di latona e a seguire lei ne'miei puerili anni

= comp. dall'imp. di vendere e coscienza (v.).

foscolo, xvii-176: seppi, e non ne dubito, ch'egli è della

ch'egli è della classe spregevole vendilettere e vendifama. cattaneo, i-1-299: il

: il mio aborrimento contro i ciarlatani e impostori, vendilettere, vendifama, vendipatria

= comp. dall'imp. di vendere e fama (v.).

). vendifròttole, sm. e f. invar. chi è solito raccontare

. che gli dà spirito per conservarsi e vantarsi essere il terrore di questi vendifrottole

vantarsi essere il terrore di questi vendifrottole e collettori di ciance e di bajuche.

di questi vendifrottole e collettori di ciance e di bajuche. = comp.

= comp. dall'imp. di vendere e frottola (v.).

). vendifumo, sm. e sf. invar. chi vanta capacità e

e sf. invar. chi vanta capacità e meriti che non possiede o fa promesse

tassoni, xiii-2: chiama 'noia'l'ufficio e l'impaccio de'vendifumo avvocati e procuratori

ufficio e l'impaccio de'vendifumo avvocati e procuratori, che, tra i monti de'

la plebe] ci tiene / per menzogneri e vendifumo. foscolo, i-448: un

lo dicea nabobo, altri chirurgo: / e chi gracco da beffe, e chi

: / e chi gracco da beffe, e chi licurgo; / e vendifumo a'

beffe, e chi licurgo; / e vendifumo a'ciechi, taumaturgo; / forse

= comp. dall'imp. di vendere e fumo (v.).

). vendigiomali, sm. e f. invar. disus. giornalaio.

leoni, 68: che guadagni i giornalisti e stampatori e vendigiomali!...

68: che guadagni i giornalisti e stampatori e vendigiomali!... della sola

= comp. dall'imp. di vendere e giornale2, n. 3 (v.

. letter. amministratore della giustizia disonesto e corrotto. carducci, iii-7-375: nella

un vendilegge, come tanti ne furono e sono a paga de'tiranni. =

= comp. dall'imp. di vendere e legge (v.).

vol. XXI Pag.730 - Da VENDILETTERE a VENDUTO (64 risultati)

foscolo, xvii-176: seppi, e non ne dubito, ch'egli è della

egli è della classe spregevole vendilettere e vendifama. = comp. dall'

= comp. dall'imp. di vendere e lettera (v.).

= comp. dall'imp. di vendere e lupino2, (v.).

valerio massimo volgar., i-466: e l'altra... li diede dannazione

beni, povertade, odio della patria e violenta morte. 2. restituzione

somma convenuta. giamboni, 4-160: e catuna per udita, come arbitri negli altrui

... i vendimenti de'morti, e le presure de'vivi fece la frode

. che si diffonde in discorsi ampollosi e ridondanti, in dichiarazioni di intenti o

]: 'vendiparòle': che abbonda di parole e sa venderle, senza che i fatti

= comp. dall'imp. di vendere e parola. vendipàtria, agg.

xvii-301: il mio abbonimento contro i ciarlatani e impostori vendilettere, vendifama, vendipatria di

= comp. dall'imp. di vendere e patria (v.).

invar. letter. persona estremamente avida e gretta, disposta a sacrificare anche i

alfieri, 9-88: il vendi-sangue intanto imborsa e ride. = comp. dall'imp

= comp. dall'imp. di vendere e sangue (v.). véndita

contratto non viene presa in considerazione (e il contratto viene stipulato dal migliore offerente

lord humphrey ai sabati della principessa giustiniani-bandini e nelle vendite pubbliche. piovene, 7-216

a pagare la rimanenza in somme distinte e a scadenze prestabilite. gramsci,

fino all''invenzione'della vendita a rate e della creazione artificiosa di nuovi bisogni nel

penna, 167: qualcuno vi parlava e voi rispondevate / sullo strano argomento delle

dimensioni, ditore di vino a minuto, e la madre fu venditrice d'erbe nella

venditore non possa pretendere di dare del peggio e borsa di cui si attende il

ribasso, cessione effettuata del corrotto e il compratore non possa pretendere di sciegliere

termine successivo di consegna, senza l'ottimo e il migliore. foscolo, xv-105: ho

un mo colo tutto rugoso e pelloso come una testuggine decrepita, gli

qualità o quantità da commercio soddisfatto di sé e un losco mendicante disteso sul quello previsto

patria. ariosto, 38-21: malagigi e viviano e ricciardetto, / ch'all'oc-

ariosto, 38-21: malagigi e viviano e ricciardetto, / ch'all'oc- attraverso

. cision de'maganzesi rei / e di quei venditori empii di spagna

far uso di banchi fissi o e dà diritto al venditore di ottenere il pagamento

simonia vendita o compera delle cose sacre e spirituali con denari e con cose equivalenti a

delle cose sacre e spirituali con denari e con cose equivalenti a denari. vendramin,

vendita delli offici, carichi, onori e dignità rilevantissimi servizi al conte duca.

si vende a fiaschi o a barili, e da portar via. leopardi, 236

nell'ufficio che era una stanzetta stretta e lunga da metterci piuttosto una vendita di

egli molti fatti deplorabili di quell'epoca, e ne incolpò con ragione la carboneria.

esercito murattiano aveva lasciato impiantate nelle marche e nelle legazioni le vendite. dita

necessità dallo stato. ci consentie e fece sumigliante vendigióne. formule notarili

renuntiando a l'eceptione de la detta promessione e no, deputato alla vendita degli

no, deputato alla vendita degli ufizi e delle aspettative per vendisgióne non avuta

delle aspettative per vendisgióne non avuta e non fatta confessione del detto preg-

bohavia, 89: mona ciga fece donagione e vendigióne di ciò (secondo che

quel provvedimento. ch'ella avea e d'ogni suo bene a montecatino. caro

magistrato che mo alienazione la donazione e la vendizióne. bandini, xviii

ricordi pisani, 125: hec est e sonno le vendite e lo peso de

125: hec est e sonno le vendite e lo peso de larasso in hermenia.

non ne eccettuando alcuna, persino gli ovi e la insalata, s'ha da pagare

vente (nel sec. xiii) e portogli, venda. venditale,

bacchetti, 2-v-165: quelli si inquietavano e minacciavano, lo trattavano di venditore di

messo / di menar smanie ornai noiato e lasso, / voi venditrippe, e

e lasso, / voi venditrippe, e votator di cesso, / che gridate per

= comp. dall'imp. di vendere e trippa1. vendiveléni, sm.

= comp. dall'imp. di vendere e veleno. vendivergógna, sm.

veleno. vendivergógna, sm. e f. invar. ant. persona dissoluta

[le donne] tutte votaborse, scemacervelli e vendivergógna. mi rincresce sino all'anima

= comp. dall'imp. di vendere e vergogna. vendizióne (vendigióne,

: per questo uffizio fu scelto l'oro e l'argento, ed in tal

o lo peregrino arricchisse fra voi, e alcuno per povertà de'vostri fratelli si vendesse

(v. ve n d e re). -ufficio vendite-,

strangolare boccone. sazia. sto io e vi ricevo i clienti. = agg.

: documento che atvenditóre, agg. e sm. (femm. -tricé).

anche in relazione con un messo in vendita e trasferito di proprietà in cambio di zione

trasferito di proprietà in cambio di zione e del commercio. compì, che ne indica

vol. XXI Pag.731 - Da VENEFICIO a VENENO (86 risultati)

non compresi i beni della chiesa impegnati e venduti di com- mission del papa,

in quel giorno o in altro tempo e luogo stabilito, perche in quella speranza si

per la verificazione delle copie rimanenti, e il farmi pagare delle vendute.

li denari di quei prigioni venduti, e li prigioni insieme, perché non si

figura di sigillo / a privilegi venduti e mendaci, / ond'io sovente arrosso e

e mendaci, / ond'io sovente arrosso e disfavillo. foscolo, ix-1-258: le

riforme che fanno cambiare condizione a'ricchi e mendici e vietano a'sacerdoti d'acquistare tesoro

fanno cambiare condizione a'ricchi e mendici e vietano a'sacerdoti d'acquistare tesoro per

sacerdoti d'acquistare tesoro per privilegi venduti e mendaci, non si maturano mai senza sangue

non si maturano mai senza sangue, e peggio dove la chiesa è regnante.

? foscolo, viii-23: la penna venduta e invidiosa di paolo giovio, scrivendo del

mezzo sicuro per gratificarsi la curia romana e vituperare la memoria del machiavelli. carducci

un venduto all'imperatore. c. e. gadda, 10-86: si riteneva da

altri, però, davano del visionario e altri di impostore e di venduto, e

davano del visionario e altri di impostore e di venduto, e fabbricante di duchi

e altri di impostore e di venduto, e fabbricante di duchi senza duchea. fenoglio

repubblicani]: « venduti, bastardi e traditori, ritorneremo e v'impiccheremo tutti

« venduti, bastardi e traditori, ritorneremo e v'impiccheremo tutti! »

in base a un accordo politico arbitrario e illegittimo (una città, un territorio)

venduto, / col nome che più dura e più onora / era io di là »

altri provvisionati, lo stipendio di dodici galere e delle guardie delle fortezze. 8

arte [il diamante] de'venefici, e rimove le vane paure. manzoni,

, 32 (557): cosa orribile e indegna a dirsi! la mensa domestica

13-84: gli statuti mettevano in mazzo e al rogo i rei di eresia, veneficio

rei di eresia, veneficio, stregoneria e sodomia. piovene, 7-16: nella campagna

tristamente acuto come le ombre che sagana e canidia invocavano, mescendo ne'loro venefici

mescendo ne'loro venefici piante svelte da sepolcri e cipressi funerei. = voce

generosi sono i vini, tantopiù venefico e potente è il gas silvestre del loro

3-372: bufali eccitati con ortiche venefiche e tigri furiose combattevano dinanzi a lui, dentro

punge, / provocando il destin passo e non guardo, / e il venefico strai

il destin passo e non guardo, / e il venefico strai non mi raggiunge.

quell'altro ritrovato, già vecchio, e ricevuto allora nella scienza comune d'europa,

comune d'europa, delle polveri venefiche e malefiche. 2. con valore attenuato

acque dannose per l'uso interno, e perciò meritevoli del nome di venefiche.

paesi caldi per eccitare la salivazione, e neutralizzare l'aria venefica che vi si andava

allora allora uscita da un luogo chiuso e soffocante, da una atmosfera carica di

? qual ganeo? qual adultero, e infame? qual deperdito corruttore de iwentu

1-i-505: furono punite adunque le venefiche e le baccanali, secondo che mentavano i

in tanto numero, che ben cento e settanta si dovettero condannare al supplizio.

: la prestigiosa circe, benefica invitatrice, e venefica traditrice degli ospiti suoi. muratori

in certe guardature naturalmente truci, torve e terribili: ecco a noi allora fondamento

campofregoso, 3-48: tre magie sono: e prima e la divina. / la

3-48: tre magie sono: e prima e la divina. / la seconda è

divina. / la seconda è venefica e profana. / la terzia è naturai vera

calunnia? 5. che diffonde corruzione e perversione morale e spirituale. cesarotti

5. che diffonde corruzione e perversione morale e spirituale. cesarotti, 1-xviii-21:

: dopo due mesi ne partii stomacato, e pur consolandomi di veder il vizio punito

a me non so quali acque morte e venefiche. = voce dotta, lat

da venenum (v. veneno) e dal tema dei comp. di facére (

selezionando uve di vitigni cabernet, merlot e malbec. = dal toponimo venegazzù

tr. (venéno). ant. e letter. avvelenare, uccidere somministrando veleno

, 51: dunque tanto inumano e crudel tanto / signor sei stato, che

per vano errore / hai venenato (e non ti ponge il core) / la

il core) / la tua sorella, e 'l cognato altretanto?

/ or lo reposo -m'ha presa e sconfitta, / el blando dracone -sì m'

tormentare. d'annunzio, ii-278: e la melancolìa / delle fiumane tortuose /

... venenò l'amore / e appesantì la morte. = voce

di venenare), agg. ant. e letter. avvelenato, ucciso col veleno

2. che è in grado di secernere e iniettare sostanze velenose a scopo difensivo od

parca venenato angue / riscaldato col fischio e col soffiare; / di che sì

/ di che sì prato si lamenta e langue. -che contiene una sostanza

v'ha chi venenate / erbe raccoglie, e in pentola le bolle / miste ad

pentola le bolle / miste ad idre e ceraste smozzicate. 3. intriso

per esempio è la caccia de'lepri e di altri animali quadrupedi con le reti,

boccaccio, viii-1-50: il quale da molti e vari casi della fortuna, pieni tutti

fortuna, pieni tutti d'angoscia, e d'amaritudine venenati, sia stato agitato

proverbi pseudoiacoponici, 104: si bono e non dire parole venenate. g.

è rimanuta / col suo cor tnsto e tutto lacrimoso / e con doglioso e venenato

col suo cor tnsto e tutto lacrimoso / e con doglioso e venenato morso. berni

tnsto e tutto lacrimoso / e con doglioso e venenato morso. berni, 1-37 (

... che i poeti sicurati e careggiati da quella gentilissima casa, il che

non che a dire, steno indiscreti, e non meno veneniferi. =

da venenum (v. veneno) e dal tema di ferre 'portare'.

(venìno), sm. ant. e letter. sostanza velenosa, tossica che

che li entra dentro dalle vene; e non avrebbe podere di malfare, se non

non toccasse lo sangue dell'uomo; e quando il tocca, tutto l'arde

boccaccio, vii-50: l'oscure fami e i pelagi tirreni, / e pigri stagni

oscure fami e i pelagi tirreni, / e pigri stagni e li fiumi correnti,

i pelagi tirreni, / e pigri stagni e li fiumi correnti, / mille coltella

li fiumi correnti, / mille coltella e gl'incendi cocenti, / le travi e

e gl'incendi cocenti, / le travi e i lacci e''nfiniti veneni,

'nfiniti veneni, / l'orribil rupi e massi, e'boschi pieni / di crude

e'boschi pieni / di crude fere e di malvagie genti, / vegnon, chiamate

chiamate da * sospir dolenti, / e mille modi aa morire osceni. boiardo,

nostro a un ponto venga meno, / e sia cinque ore il tempo terminato.

me altro, che fiere, sterpi e veneni; che 'l mare riserbi ai miei

vol. XXI Pag.732 - Da VENENOSAMENTE a VENERABILITÀ (97 risultati)

2. malattia, infezione molto grave e virulenta. - anche di animali.

ombre tranquille, i colli ameni, / e queste di vigore aure feconde, /

feconde, / che tu respiri, e queste tiepicronde / ove le belle membra

che il tuo bel petto asconde; / e a te l'alma salute, ore

cor pieno, / come amor vuole, e d'un dolce veneno. d.

nella compagnia speranza d'impunità, peste e veneno delle religioni. c. gozzi

ricchezze, negli alteri alberghi, / e più ne'seggi, ombre fallaci e stolte

/ e più ne'seggi, ombre fallaci e stolte / dell'umana ingordigia e venen

fallaci e stolte / dell'umana ingordigia e venen crudo / per l'alme nostre.

: la loro bocca è aperto sepolcro; e ingannavano con loro lingue; e veneno

; e ingannavano con loro lingue; e veneno di serpente è sotto le labbra

già il suo veneno in lui ritorna e gira, / e par che l'arme

in lui ritorna e gira, / e par che l'arme in sé medesmo avventi

. ant. con effetti gravemente deleteri e corruttori dell'animo di qualcuno. siri

samente andò a ferire le sue viscere e l'animo suo si rese suscettibile di

partic. di un serpente, di elaborare e iniettare sostanze velenose a scopo difensivo od

diserti, non lavorati, aridi d'acqua e molesti di serpenti; la cui venenosità

nociva, tossica compromettendo l'integrità strutturale e la funzionalità di un organismo e provocandone,

strutturale e la funzionalità di un organismo e provocandone, in alcuni casi, la

qual una calidità strania ha induto venenoxità e aguzitade. = deriv. da

superi, venenosìssimó). ant. e letter. che contiene o costituisce veleno;

, lxvi-1-142: netta li fanghi molto bene e falli bollire in acqua con doi o

acqua con doi o tre capi d'aglio e con mollica di fiane. e questo

aglio e con mollica di fiane. e questo si fa perché da natura sonno venenosi

i-160: dimmi un poco, quante miniere e quante erbe venenose sono al mondo,

degli animali, cibo all'uomo venenoso, e massime quella di galeno, che descrisse

nel veleno. canteo, 194: e tal li dà quel corpo doloroso, /

2. che è in grado di elaborare e trasmettere sostanze tossiche a scopo difensivo od

. patecchio, xxxv-i-571: femena savi'e costa -de marid è corona, /

marid è corona, / gadhal mat'e soperbia -vergoigna et onta. ig dona.

disiderio di giacer con uomo, guarranno: e le sue foglie scacciano gli animali venenosi

aspra bocca, / che la regge e l'incocca / superba inesorabile e feroce

la regge e l'incocca / superba inesorabile e feroce; / e par ch'esca

/ superba inesorabile e feroce; / e par ch'esca tal voce, / cha

occidere li animali, si volta all'erbe e alle piante, e fermando in quelle

volta all'erbe e alle piante, e fermando in quelle la sua vista, le

3. per estens. particolarmente grave e virulento (una malattia, un contagio

vi stomacava il fetore delle piaghe vostre, e la sanie che scaturiva dal corpo vostro

interiore; che è causa di corrompimento e degrado morale e spirituale (un sentimento

che è causa di corrompimento e degrado morale e spirituale (un sentimento, uno stato

amara, / oh fatica per fama onesta e cara! dove sono i tuoi merti

fine / d'amor, ma acute e venenose spine. -dettato da astio,

per errar discopriran tutta la lor malizia e faran palesi e'pensier venenosi che gli rodan

latrocinio, rapina, presta qualche utilità e pertanto qualche scusa; solo el maledico riceve

solo el maledico riceve odio da tutti e biasimo, fùggolo come uomo pestifero e venenoso

tutti e biasimo, fùggolo come uomo pestifero e venenoso. lorenzo de'medici, ii-113

, venerabilissimo). degno di venerazione e di assoluta riverenza per l'esemplarità e

venerazione e di assoluta riverenza per l'esemplarità e la santità (come epiteto riservato a

la santità (come epiteto riservato a cristo e ai suoi atti, alla madonna e

e ai suoi atti, alla madonna e ai santi). dante,

par., 11-79: la lor concordia e i lor lieti sembianti / amore e

e i lor lieti sembianti / amore e maraviglia e dolce sguardo / facieno esser cagion

lor lieti sembianti / amore e maraviglia e dolce sguardo / facieno esser cagion di

venerabile bernardo / si scalzò prima, e dietro a tanta pace / corse e,

, e dietro a tanta pace / corse e, correndo, li parve esser tardo

che con la lingua onoro, / e con la mente adoro, a me venite

lascio che tutti i miei libri sieno dati e conceduti ad ogni suo piacere al venerabile

dell'ordine de frati eremitani di santo agostino e del convento di sancto spirito di firenze

spirito di firenze, li quali esso debba e possa tenere ad suo uso mentre vive

del suo consiglio, ch'è giusto e laudabile. » muratori, 4-95: a

-come titolo che la chiesa riserva ai servi e alle serve di dio morte in concetto

egizi, ma finalmente fu sua santissima e venerabile dea. salvini, 13-132: lavora

poi non ti nimichi / la fame e t'ami pur la coronata / cerere e

e t'ami pur la coronata / cerere e venerabile. -con riferimento all'

filosofia, il testar la stessa quantità, e gli stessi accidenti del pane, senza

, fattemi dal dottore in teologia, e filosofia il signor canonico d. rosario castro

come titolo d'onore attribuito a congregazioni e luoghi religiosi). guido da pisa

volte, sanza ogne studio d'uomo e ministerio, sono state divinamente accese.

451, proibì ogni sorte di sedizione e tumulti nelle chiese ed altri luochi venerabili

le oche del campidoglio scendevano a starnazzare e a gracidare nella cloaca, restando abbattuto o

. molza, lxv-23: o sacro santo e venerabil teschio, / già dell'alta

martirio / cinto, io t'onoro e ammiro. 3. che merita

3. che merita profondo rispetto, stima e ossequio per l'età avanzata, le

volontariamente per re non uno uomo bellicoso e uso a comandare eserciti, ma desiderò avere

uno re venerabile di giustizia, di religione e delle arti della pace. loredano,

quel vecchio venerabile con tanta gravità, e con tanta eloquenza, che ave- rebbe

un vecchio venerabile di ottanta anni, e più... egli è greco del

, ed era il vescovo più forte e risoluto che sia stato in assisi, uomo

cesari, 1-2-13: ma con tanta rettitudine e santità, adoravano mille sporchissime divinità,

faccia venerabile, di aspetto grave, e di eloquenza ornata. pacichelli,

, con una lunga barba venerabile, e con un vasto cranio calvo, giallastro su

di qualcuno); degno di alta stima e considerazione (una condotta di vita,

quella venerabile per la maestà del pontificato e per le vestigie de l'antica grandezza

le vestigie de l'antica grandezza, e questo chiarissimo per la piacevolezza e commodità

grandezza, e questo chiarissimo per la piacevolezza e commodità del sito, e per la

la piacevolezza e commodità del sito, e per la moltitudine de'baroni e de'cavalieri

sito, e per la moltitudine de'baroni e de'cavalieri, sono però così in

aleppo] ad ornare vari luoghi, e dopo andare pure in rovina, siccome deve

. bacchetti, 9-374: la scoperta e lo scavo del tempio di apollo e dello

scoperta e lo scavo del tempio di apollo e dello speco della sibilla nell'acropoli di

è il maggior titolo del maiuri studioso e scavatore, della sua chiara fama, raccomandata

sua chiara fama, raccomandata, meritamente e durevolmente, a tale insigne fatica e fortuna

meritamente e durevolmente, a tale insigne fatica e fortuna di storico e scopritore delle più

tale insigne fatica e fortuna di storico e scopritore delle più venerabili antichità campane.

di cantate metastasiane per le feste di corte e libero muratore, anzi segretario della loggia

5-206: il venerabile si era alzato e con un rapido gesto aveva fatto cadere il

è degno di grande rispetto, stima e deferenza, per lo più in considerazione

vol. XXI Pag.733 - Da VENERABILMENTE a VENERARE (111 risultati)

]: significa... acquistamelo, e vittoria incontra par già mill'anni di

a colui che cerca,... e veneranza, e regno, e re.

cerca,... e veneranza, e regno, e re. giov. fiorio

.. e veneranza, e regno, e re. giov. fiorio, venerabilità

. fiorio, venerabilità. vecchio venerando e mite. 1-442: 'veneranza': worship,

la venerabilità dell'eminente suo grado, e con le sue lacrime, preludeva alla

le sue lacrime, preludeva alla giustissima e dovuta compassione ad una perdita così deplorabile.

aw. ant. con grande fede e venerazione; devotamente. girolamo da siena

l'anima, che questi doni riceve, e venerabilmente conserva, per lo spirito santo

per lo spirito santo diventa accetta, e graziosa a dio. 2.

. 2. con grande deferenza e ossequio; in modo riverente. s

726: i vostri famigliali, che udivano e vedevano le vostre sciocchezze, e le

udivano e vedevano le vostre sciocchezze, e le vostre bizzarrie taciti e venerabundi,

vostre sciocchezze, e le vostre bizzarrie taciti e venerabundi, oh quanto si ridevano in

ridevano in cuor loro della vostra melensaggine e della vostra stravaganza. 2.

2. che rivela alta stima e ammirazione per qualcuno (un atto,

di facile dicitura, di amorevoli modi e di molto pieghevole ingegno, non fuggì

ingegno, non fuggì alle mie lodi e alle crudelmente venerabonde visite di me fanciullo

pettegolo sminuzzare il come, il quando e le conseguenze, e un interrompere persino

come, il quando e le conseguenze, e un interrompere persino il tressette e il

, e un interrompere persino il tressette e il mitigati con delle venerabonde esclamazioni sulla

ebreo, 225: quella composizione di bellezza e bruttez za ne le persone

delle genti, le quali andarono con lussurie e con mali desideri, e con grandi

con lussurie e con mali desideri, e con grandi mangiari e con grandi beveraggi,

mali desideri, e con grandi mangiari e con grandi beveraggi, e con non

con grandi mangiari e con grandi beveraggi, e con non leciti veneramenti di idoli.

pecora, lxxviii-iii-19: pe 'l raggio e pe 'l parlare ancora / di questa

'l parlare ancora / di questa sacra e veneranda musa / venni ismarrito di pavento allora

giuno / i suoi grand'occhi paurosa e muta; / e, in cor premendo

grand'occhi paurosa e muta; / e, in cor premendo il suo livor,

a giunone, il cui gran nume / e i doni e la materia e l'artificio

il cui gran nume / e i doni e la materia e l'artificio / lo

nume / e i doni e la materia e l'artificio / lo facean prezioso e

e l'artificio / lo facean prezioso e venerando. marchetti, 5-60: sovente

. degno di profonda stima, ammirazione e riverenza per l'età, le qualità,

stato poco meno che sacrilegio l'affaticare e molestare con discorsi ed osservazioni un vecchio

un vecchio, per età, per dottrina e per bontà così venerando. caramella,

tal guisa parlò quel venerando vecchio, e alla sua risposta universalmente applaudette il senato

sua risposta universalmente applaudette il senato, e la nobiltà tutta. c. gozzi,

sonar, tutte le rive, 7 e s'inchinar le più remote genti. mascardi

la preghiera, con atti liturgici, riti e sacrifici); fare insieme,

sacrifici); fare insieme, e lei con l'orazione / satisfaranno. g

avviso / all'altare di dio franca e sicura, / le venerande monache fra loro

3. che suscita timoroso rispetto e ossequio (l'aspetto di una persona

(l'aspetto di una persona, e ne denota la dignità, l'elevatezza

savio, animose, ornato di parentando e venerando d'aspetto. tasso, 7-1-31:

venerando / di crespe rughe il volto ingombro e pieno / che sovra un bastoncel giva

: a sommo un vecchio dall'aspetto venerando e patriottico sembrava attendere il marchesino.

esemplare, memorabile. p. e giambullari, 355: lo coronarono [arrigo

era, ma con la più onorata e solenne pompa che la veneranda semplicità di que'

, 563: o'impresa certo veneranda e pia! berchet, 1-101: veneranda era

veneranda era l'austerità degli anacoreti, e veneranda sia anche quella dei grecisti.

tradizionale (una legge, la religione e le sue istituzioni, ecc.)

istituzioni, ecc.). e e buonarroti il giovane, 9-193

ecc.). e e buonarroti il giovane, 9-193: io

non pertanto / credo che sia stretta e sì severa / la legge veneranda / che

più, la religione sarà più veneranda e rispettata. 5. degno di

per le caratteristiche letterarie, espressive, e anche per la rarità e l'antichità

espressive, e anche per la rarità e l'antichità (un'arte, un'opera

come ogn'al- tra, stimo sagra e veneranda. giordani, ii-96: per que'

venerandi avanzi dell'antichità venne in cognizione e desiderio della grandezza latina. 2

, ii-245: se omero fu letto, e lodato, e tenuto in pregio,

se omero fu letto, e lodato, e tenuto in pregio, non fu senza

, la madonna, i santi (e in genere, le divinità, anche pagane

virtù possibile ne'ghibellini come ne'guelfi; e quando la inuna città). contro

come proprio modello (anche in rando e il più venerando di quanti ne siano in

venerando di quanti ne siano in terra, e che relaz. con un compì

, venerandolo [annibaie carnicci] come ristauratore e prin che i francesi,

che i francesi, quantunque gli uni e gli altri si chiamassero col cipe

di ponti, vita del disegno e del colore, raccogliendola per terra in lom

raccogliendola per terra in lom e dei più belli e venerandi, cn'è

lom e dei più belli e venerandi, cn'è stato fatto in italia

conviene a noi di venerare, magnificare e glorificare domenedio sopra tutte cose. bartolomeo

, con ogni cultivazione, con ogni onore e con più che umano servigio esser da

: pan, quale ogni pastore onora e venera, / il cui nome in arcadia

. savonarola, i-33: 1 sepolcri e le reliquie de'santi sono venerati in

chiesa di cristo ed etiam da're e da'prìncipi e da ogni persona. muratori

ed etiam da're e da'prìncipi e da ogni persona. muratori, 7-v-72:

villani andando colà veneravano quell'immagine, e interrogati che santa fosse quella, risposero

prega la chiesa; anzi li venera, e se medesima alle loro orazioni raccomanda.

se medesima alle loro orazioni raccomanda. e. cecchi, 8-54: la frequenza

8-54: la frequenza dei terremoti, e i vapori e boati che si dice uscissero

frequenza dei terremoti, e i vapori e boati che si dice uscissero dai crepacci

si porti assai bene col padre, e l'ubbidisca e lo veneri, e dia

bene col padre, e l'ubbidisca e lo veneri, e dia quei saggi di

, e l'ubbidisca e lo veneri, e dia quei saggi di sé che il

. -riverire, ossequiare con atti e parole; trattare con riguardo e deferenza

atti e parole; trattare con riguardo e deferenza. bettincioni, ii-220: o

. bettincioni, ii-220: o fortunate e care mie sorelle, / venerate costei

3. stimare profondamente, nutrire grande rispetto e alta considerazione per qualcuno; ammirarne con

, che in francia. manzoni, fermo e lucia, 270: le dirò sinceramente

cuore in mano, come uso con tutti e specialmente con le to (un

9. vecchio (un oggetto, e può indicare un attaccamento affettivo).

riferito alle divinità, in partic. femminili e che propriamente significa 'signora'. venerante

ancor le sue, in atto umile e venerante, chiede per noi ogni bene.

me, che un insieme di padri e di madri, verso cui ho un trasporto

totale, fatto di rispetto venerante, e di bisogno di violare tale rispetto venerante

tale rispetto venerante attraverso dissacrazioni anche violente e scandalose. veneranza, sf. ant

veneranza, sf. ant. sottomissione riverente e ossequiosa verso un'autorità; venerazione.

davanzati, ii-268: così a'tuo'figliuola e moglie imporrei venerar la memoria del padre

moglie imporrei venerar la memoria del padre e del marito. gemetti careri, 1-iv-187

la memoria di 3636 uomini illustri, e rinomati per la loro virtù, scienza,

rinomati per la loro virtù, scienza, e valore, o altre opere gloriose.

una storiella, che veramente m'intenerì e che m'obbliga a venerare sovranamente la memoria

carducci, iii-11-4: venerando la memoria e le tendenze unitarie di federigo ii e manfredi

e le tendenze unitarie di federigo ii e manfredi ne seguitavano le tradizioni.

ii-12: lo giusto vive della fede; e intendo la fede cattolica universale, la

la quale la romana chiesa insegna, e coltiva, e venera. muratori, 6-20

romana chiesa insegna, e coltiva, e venera. muratori, 6-20: la naturai

disceme, che sarebbe anche da lodare e venerare l'alto consiglio di dio,

che avesse in questo soggiorno creato tanti beni e permesso

vol. XXI Pag.734 - Da VENERARE a VENERDÌ (91 risultati)

quella virtù essenziale per cui si venera e compie la volontà dell'essere supremo.

= voce dotta, lai veneràri e venerare propr. 'implorare gli dei,

/ quivi sta venus che le punge e venera. = denom. da

oggetto di culto, di devozione pia e riverente (dio o le divinità pagane,

casti, i-1-243: sacro era a vesta e venerato il loco, / ove dlntatte

foco. leoni, 294: profanò e derubò la chiesa di s. andrea e

e derubò la chiesa di s. andrea e ne trafugò molte reliquie, tra quali

quasi del tutto da un blocco basso e piatto di roccia nuda che, secondo la

. per estens. trattato con particolare onore e rispetto, con grande riguardo e deferenza

onore e rispetto, con grande riguardo e deferenza, anche per l'età avanzata

un uomo così eminente per dignità, e così venerato per la santità dei costumi

calmavano gli spiriti, raddolcivano 1 cuori, e preparavano radici al nuovo stato. pellico

gode di alta stima, di grande reputazione e prestigio. c. e.

reputazione e prestigio. c. e. gadda, 153: dimenticai perfino le

il nome di goethe suona massimo, e venerato. -disus. come attributo

col quale v. s. illustrissima e reverendissima onora l'antica servitù mia,

, è uno di quei tratti d'umanità e di gentilezza che distinguono ramatile suo e

e di gentilezza che distinguono ramatile suo e rispettabile carattere. carradori, app.

, 33-40: li occhi da dio diletti e venerati, / fissi ne l'orator

4. degno di grande rispetto e riguardo (la vecchiaia). padula

indipendenza d'indole né la vita agiata e sicura né la tranquilla e venerata vecchiaia.

vita agiata e sicura né la tranquilla e venerata vecchiaia. 5. serbato

noi, se lo vogliam conoscere, e per rispetto degli altri poeti stati prima di

la lingua italiana da me tanto amata e prediletta e venerata finora, è una povera

italiana da me tanto amata e prediletta e venerata finora, è una povera e stupida

prediletta e venerata finora, è una povera e stupida lingua. veneratóre, agg

lingua. veneratóre, agg. e sm. (femm. -trice).

. che venera, che presta devoto e fervente culto alla divinità. s

li cristiani veneratori del vero dio, e desideratori della superna patria, da questa scelleratezza

. 2. che nutre grande stima e ossequioso rispetto per una persona.

prego il signor iddio di felicitarla, e vostra eccellenza ricevere o ritenere nel numero

veneratori. -che manifesta grande apprezzamento e notevole considerazione per un autore, per

armannino giudice da bologna, esule anch'egli e veneratore di dante, gli dedicava la

italiana', la mia lettera andò smarrita, e riscrivo poche parole, tarde per l'

ciechi veneratori delle opinioni, delle dottrine e de'costumi ne'quali stati sono educati

venerazióne, sf. sentimento di pia e riverente devozione per dio, o le

, ecc. di tale disposizione spirituale e religiosa. giovanni dalle celle [

come uomini dottissimi delle cose del cielo e delle stelle, tenevano la croce in maggior

cristiani... perché hanno abusato e pervertito i suoi comandamenti, e perché

hanno abusato e pervertito i suoi comandamenti, e perché tengono in venerazione la croce,

foscolo, xi-2-583: molti scolpivano e una venere e un apollo perché la

, xi-2-583: molti scolpivano e una venere e un apollo perché la venerazione popolare per

uomini ad ammirare sovr'essi il bello ideale e il sublime. ghislanzoni, 1-26:

dell'estate c'era un espediente sicurissimo e poco complicato, per ottenere la pioggia

-con riferimento ad animali ritenuti sacri e per questo idolatrati. costantino da

vacca è tenuta con gran venerazione, e gli escrementi di questa servono per purificarsi

nell'intemo. lanzi, i-93: e nell'adorazione del vitello'come si potea

meglio il costume di una venerazione sacrilega e diversa dalla religiosa, che figurar gente ebbra

fanatica? 2. sottomissione riverente e ossequiosa a un'autorità, a un'

questi supremi magistrati in sommo conto, e in somma venerazione da'popoli.

. 3. atteggiamento di umile ossequio e deferenza verso qualcuno (per lo più

una principessa nipote di tanti re, figlia e sorella di re, unico avanzo del

suoi è per me segnacolo di venerazione e pietà. -con riferimento alle spoglie

4. sentimento di profonda stima, rispetto e ammirazione, talvolta accompagnato da consapevolezza

in relazione all'età, alle qualità e capacità, alla statura morale, alla

2-3-330: mostrandosi per le città squallidi e disvenuti, in tonaca ispida, e

squallidi e disvenuti, in tonaca ispida, e in capei rabbuffato, van ricevendo quel

infelici lor vite han comperato, cioè titolo e venerazione. f. m.

tale esser potrebbe, se per una rara e straordinaria virtù meritasse non altro che rispetto

straordinaria virtù meritasse non altro che rispetto e venerazione. manzoni, iv-405: quell'

singolare ingegno, o per la cultura e le tradizioni del passato. baldelli,

i-73: che questa non sia pedanteria e cieca venerazione dell'antichità si vede chiaro

amiamo ma detestiamo le parole greche. e. cecchi, 9-201: se beethoven gli

, 5-73: si trattava di una torta e di una bottiglia preziosa di vino del

mantenere incorrotte le cerimonie della loro religione, e tenerle sempre nella loro venerazione. martello

pubblicar la mia venerazione alle sue leggi, e a'suoi riti sino a quel segno

vli-9: il mistero accrebbe il silenzio, e il silenzio la venerazione; le leggi

la venerazione; le leggi furono santificate, e deificati i legislatori. -adesione

6. cura meticolosa, particolare diligenza e scrupolo con cui si esegue un lavoro

, in quanto caratterizzato da straordinaria maestosità e bellezza. d'annunzio, iv-2-136:

. quinto giorno della settimana civile (e sesto della settimana liturgica) fra il giovedì

sesto della settimana liturgica) fra il giovedì e il sabato (e nella credenza popolare

fra il giovedì e il sabato (e nella credenza popolare è talvolta considerato giorno

la tradizione cattolica è giorno di penitenza e fino al 1966 era obbligo dei fedeli

in la setemana, zoè lo vegnirì e lo sabao. matasala, v-72-145: item

staia di grano à dato a buonamico e orlandino, matasala, venardie san- tio

venardì, sì è lo verno temperato e la state ria. lauda bergamasca, 68

questa ora io la giungo qui, e qui ne fo lo strazio che vederai.

che essi non usano, sono quattro, e cinque il venerdì, tra il giorno

cinque il venerdì, tra il giorno e la notte. foscolo, xlv-281: dunque

sarai ritornata? mi parli di venerdì, e venerdì pure il tuo ritorno è in

superstiziosi, eppure non partono di venerdì, e non apronotombrello in casa. -in

tradizione musulmana, giorno consacrato a dio e alla preghiera. minio, lii-14-78:

, nelle ore di preghiera pubblica e anche tutto il venerdì. -venerdì

, in cui si commemorano la passione e la morte di gesù, e che la

la passione e la morte di gesù, e che la chiesa cattolica considera giorno di

cattolica considera giorno di penitenza per sé e giorno di astinenza e digiuno per i

penitenza per sé e giorno di astinenza e digiuno per i fedeli. pigafetta,

piamente fa la chiesa cattolica molte volte e particolarmente nella solennità del venerdì santo,

del venerdì santo, anco per gli eretici e per gl'idolatri e pagani. massaia

anco per gli eretici e per gl'idolatri e pagani. massaia, i-181: al

vol. XXI Pag.735 - Da VENERE a VENEREO (103 risultati)

vènere2, sm. ant. e popol. venerdì. ulloa [

a'mori far i veneri la zalà e a'giudei far i sabati la barahà.

'joo, lxxxiv-41: un venere fra sesta e terza nacquero / luca e zuane a

fra sesta e terza nacquero / luca e zuane a chi lor nomi piaquero. savonarola

, ii-134: non cessate dalle orazioni e dal digiono almanco uno dì della settimana

, che è su 'l tardi, e la domenica mattina resuscitò. siri, 11-686

sua maestà il mercoledì, il giovedì e il venere nelle visite di tutte le

ha riscontri nel rom. friul. e spagn. (vienares).

. venereaménte, aw. ant e letter. carnalmente, sessualmente. boccaccio

spelunca. 3. con ispirazione e toni sensuali, lascivi. carducci,

(venèrio), agg. ant. e letter. che è proprio, che

venerea [compiuta da venere] fraude 7 e quel ch'il vario vulgo in ciò

èva: dentro non ha cuore, / e di fuor non ha i fregi genitali

impotente libidine d'amore / arrabbia quindi; e la venerea face / e l'apollinea

quindi; e la venerea face / e l'apollinea desiando, muore.

una figura femminile (in rappresentazioni pittoriche e plastiche). lomazzi, 4-ii-92:

alcune [comete] nascessero dal sole, e alcune altre da venere, le solari

, cioè tanto più quanto il sole e più splendido di venere. -metallo

vola punto: / vola or fugace, e si solleva in fiori, / a

questi [marziani], o i seleniti e i venerei e i saturnini, stanno

, o i seleniti e i venerei e i saturnini, stanno per uscir di favola

tengono del mercuriale, gioviale, solare e lunare; ai gioviali i saturnini, solari

saturnini, solari, venerei, mercuriali e lunari. 4. che è

., iv-xxv-7: vedemo ne le vergini e ne le donne buone e ne li

le vergini e ne le donne buone e ne li adolescenti, che...

di rosso colore. boccaccio, i-64: e già il venereo foco li avea sì

cose, s'è fatto secondo ragione, e così ne'cibi e nel bere, non

fatto secondo ragione, e così ne'cibi e nel bere, non è peccato.

, 2-15 (1-815): il misero e sfortunato giovine pagò un poco di piacer

piacer venereo con il prezzo de la vita e fu impiccato. a. cocchi,

comodamente né senza pericolo né con quiete e con applauso di conoscenti, trovare altrove che

. equicola, 27: amor lascivo e venereo non può esser senza peccato,

venere, l'altro della terrestre, e a quello le cose venuste, a

tira gli uomini a la intemperanza: e perconseguente a la incorrispondenza. campofregoso,

può obstare / chi ha complexion sanguigna e amorosa. s. degli arienti,

si pigliasse in cesena, in forlì e in imola, ove passò quell'invemo in

avea pur qualche venerdì sulle spalle, e nondimeno cavalcò nel cuore di lombardia.

nella mitologia latina, dea della bellezza e dell'amore, della rinascita primaverile della

amore, della rinascita primaverile della natura e della fecondità, antica divinità italica corrispondente

- venere celeste: l'amore spirituale e, anche, il principio generativo che

amore, altri la valle incantata, e assai il porcile di venere. antonio di

antonio di meglio, lxxxviii-ii-126: fomicazio e libido / m'han converso in natura

libido / m'han converso in natura e qualitate / porcina, al seguir venere e

e qualitate / porcina, al seguir venere e cupido. viaggio di i. soranzo

, sep., 179: e tu prima, firenze,...

labbro / che amore, in grecia nudo e nudo in roma, / d'un

fecero suonare la distinzione tra venere celeste e venere terrena. b. croce, ii-2-187

intento / in quella stampa: venere e vulcano. -opera pittorica o plastica che

località europee, risalenti al paleolitico superiore e probabilmente legate al culto della fertilità.

i grovigli di muscoli in tutti i seni e in tutte le natiche di eroi o

, 839: in vener noi spendiamo e breve e poco / tempo; ma

839: in vener noi spendiamo e breve e poco / tempo; ma voi,

alcuna misura / seguite quella in ogni tempo e loco. genovesi, 3-18: l'

irritare la turpe lor venere tra le lupe e i cinedi, tentano, per disperazione

queste due cose, per lo cibo e per venere, essere ferocissimi. genovesi,

ogni bestia, che sente la venere, e che genera e nutrisce la prole con

che sente la venere, e che genera e nutrisce la prole con gelosia, debb'

con gelosia, debb'esser capace di piacere e di dolore. ro, al

proibire i lupanari; permettevano le meretrici, e non si vietava ad alcuno dilettarsi di

nozze sono il vero demenzaio degli uomini, e con ciò uno de'tre fondamenti del

corpo civile: perloché furono dappertutto onorate e premiate tanto, quanto avuta a vergogna

premiate tanto, quanto avuta a vergogna e detestata la venere bestiale. monti, 4-3-215

uomo insomma sostenitore di queste massime rigorose e santissime, è egli credibile che poi

nel medesimo tempo frequenti nella società, e difficili a provarsi. tali sono l'

la tribuna » popolana dal corpo cesellato e dalla intelligenza rimbalzante. piovene, 7-346

7-346: la donna ha lineamenti precisi e quasi marmorei, di statua classica:

statua classica: ma è una venere popolare e già spagnolesca, che parla ardito

-per antifrasi: prostituta. e. cecchi, 3-126: con uno scialletto

venere militare, che si sfama alla gavetta e giace sullo strame degli accampamenti. sbarbaro

sembianti, le fattezze, i membri, e quella venere che più d'ogni altro

bocca tengono ricovero et albergo tutte le grazie e tutte le veneri. se spira,

ma ripiena di veneri, di grazie e di lepori. 5. pregio

pieni di ogni grazia, d'ogni giocondità e d'ogni venere, quali sono i

elocuzione, ma con l'incanto delle illusioni e dello spettacolo. betteioni, iii-301:

scritture di chi sa quanti rettorici tulipani e di quante veneri d'annunziane. landolfi

sistema solare, collocato fra la terra e mercurio, con orbita solare quasi circolare

mercurio, con orbita solare quasi circolare e poco inclinata sul piano dell'eclittica; nei

è visibile, luminosissimo, al tramonto e prima dello spuntare dell'alba, onde

gli attribuivano i due nomi di espero e lucifero. restoro, ii-14: questa

madore che sia entra le stelle fisse e pare quasi come venere. landino [

diametrale opposizione nel zodiaco, tra 'l sole e venere, non può mai accascare.

l. cassola, 27: vener lucente e la cillenia fiamma, / ch'abitan

, / forza la sua pupilla! / e s'egli la sua bella / ricerchi

dei cieli (dopo quelli della luna e di mercurio) che ruotano attorno alla terra

mercurio) che ruotano attorno alla terra (e nel 'paradiso'dantesco vi sono collocati

linea curva tra la base dell'indice e quella dell'anulare, indicativa di vitale

le tre maniere de la linea saturnina, e le tre de la lattea, e

e le tre de la lattea, e così la linea solare, la mercuriale,

mercuriale, il cingolo di venere, e insieme le altre molte, e diverse lor

, e insieme le altre molte, e diverse lor maniere. -monte di

monte di venere chiamano il pollice venere e così, di mano in mano, dai

medio saturno, l'annulare sole, e f'auriculare mercurio. 9.

alla famiglia veneridi; hanno dimensioni medie e sono diffusi nei mari caldi e temperati

medie e sono diffusi nei mari caldi e temperati. ricettario fiorentino, ii-145:

tufacee con strati di breccia ghiaiosa, e di conchiglie diverse, traile quali frequentissima

traile quali frequentissima è l'ostrica comune e turbini, e pettini e veneri e

frequentissima è l'ostrica comune e turbini, e pettini e veneri e carne e cardi

ostrica comune e turbini, e pettini e veneri e carne e cardi, e frammenti

e turbini, e pettini e veneri e carne e cardi, e frammenti di pinne

, e pettini e veneri e carne e cardi, e frammenti di pinne. olivi

e veneri e carne e cardi, e frammenti di pinne. olivi, io7:

trascura come un cibo vile, viene ricercata e mangiata nella bassa romagna, ove i

proverbi toscani, 284: bacco, tabacco e venere riducon l'uomo in cenere.

vol. XXI Pag.736 - Da VENEREOFOBIA a VENEZIANEGGIANTE (93 risultati)

minotauro è ine dipinto, mista generazione e schiatta biforme, ricordamento e memoria d'uso

mista generazione e schiatta biforme, ricordamento e memoria d'uso venereo da non nominare

il colombo] ha la gola gonfiata e piena di querela e col becco la percuote

la gola gonfiata e piena di querela e col becco la percuote; poi

in soddisfazione della ingiuria la bascia: e per piegalla all'atto venereo gli si

fatto de'sfoghi venerei, ma buon amico e sincero, mi si fece vicino.

primieramente li venerei veleni contaminarono il puro e casto petto. incline alla sensualità,

consacrarono le colombe alla dea venus, e chiamavanle universale veneree, cioè lussuriose.

.. li antichi la dimandavano venerea e per questo lei sollicita lo modo e

e per questo lei sollicita lo modo e concipe con carezze e amore et e molto

sollicita lo modo e concipe con carezze e amore et e molto sollicita al coito.

e concipe con carezze e amore et e molto sollicita al coito. bacchelli,

, avevo appena intravisto un mare nero e silenzioso; all'alba mi destarono strida sviscerate

medie. relativo a una delle malattie infettive e contagiose, e in partic. alla

una delle malattie infettive e contagiose, e in partic. alla sifìlide, che si

. alla sifìlide, che si contraggono e trasmettono attraverso contatti sessuali. a.

168: regna in tutta questa regione, e parimente anche: fruttifero.

mal napolitano, da alcuni malfrancese, e da noi altri rogna spagnuola.

nei visceri, vi si scuoprono presto, e chi e attaccato di luce venerea vi

, vi si scuoprono presto, e chi e attaccato di luce venerea vi pericola.

iii-447: ha tradotto in francese, e stampato il libro della lue venerea. gioia

1-ii-343: cresce la violenza delle malattie sifilitiche e il numero delle veneree. bacchelli,

molto più importante nella vita dei padri e dei figli serbar l'onesta e dignitosa verecondia

dei padri e dei figli serbar l'onesta e dignitosa verecondia familiare, che non evitare

[murici] le venerie navicano, e dando a sé la parte concava, e

e dando a sé la parte concava, e altre opponendo al vento, vanno a

[chiocciole] che chiaman veneree e le in parte lor somiglianti, nulla

= voce dotta, lai venerèus e venerìus, deriv. da venus -iris (

= voce dotta, comp. da venereo e dal gr. < pó|3oc; 'paura'.

= voce dotta, comp. da venereo e dal gr. xòyog 'discorso, scienza'

. medie. medico specializzato nello studio e nella cura delle malattie sessuali. =

= voce dotta, comp. da venereo e dal gr. xóyog 'discorso, scienza'

questo poco giovasse per la ve- neresca e celata passione che continuamente m'affliggea dì e

e celata passione che continuamente m'affliggea dì e notte con cocenti sospiri.

. venerévole, agg. ant. e letter. degno di venerazione o,

venerazione o, anche, di ossequio e rispetto; che suscita un senso di

nome de la filosofia non sia venerevole e santo. ovidio volgar., 6-327:

6-327: alli poeti era santa maestade e venerevole nome. a. verri, ii-io

nuovo per sommi capi delineando coi suoi lumi e colori le venerevoli fattezze d'una religione

colori le venerevoli fattezze d'una religione e d'un culto quale il secolo li

= voce dotta, comp. da venere1 e dal tema del lat. coltre '

di strie di accrescimento, piede assai sviluppato e lunghi sifoni ricoperti di papille; vi

, come la vongola, la tellina e il tartufo di mare. =

17-194: questi venerii senza finestre, piccoli e soffocanti riportavano gli amanti come nell'intemo

quei monti, ove incontrammo paese arenoso e pieno di carditi, veneriti, arciti,

miti- liti, ostreiti... e di altre conchiglie marine fossili.

polipodio seme d'aneto, finocchio, e anisi; di catuno mezza oncia, e

e anisi; di catuno mezza oncia, e sieno fatte bollire in una libbra d'

togli boragine, buglossa, fiori dell'una e l'altra melissa, capelli veneri,

veneróso, agg. ant. e popol. fecondo, fecondante. -

, venosino), agg. ant. e letter. contado venesino: regione dell'

tutto el venisi, dove ha molte città e castella. carducci, ii-4-85: gli

veneti, stanziata fra adige, livenza e prealpi a partire dalla metà del primo

): la lingua di gruppo indeuropeo e caratterizzata da affinità con l'italiano e

e caratterizzata da affinità con l'italiano e il germanico; paleoveneto. migliorini,

si riferisce al territorio delle tre venezie e, in partic. a quello della venezia

: fallite le prove di fare del veneto e del lombardo su lo specchio del latino

del lombardo su lo specchio del latino e del francese una lingua letteraria per tutta

to-stradioto, veneto-dalmatino o schiavone, pavano e berga masco.

sopraggiunger dalle pianure lombarde d'una bella e terribile e tutta italiana milizia. piovene

pianure lombarde d'una bella e terribile e tutta italiana milizia. piovene, 253

me qualche sopito spirito di veneto pettegolo e goldoniano. balestrini, 2-106: prima

del veneto senza sparare il fucile, e speriamo presto ai entrare in venezia.

una pittura, di una miseria estetizzante, e certamente compiaciuta nel pittoresco della sua presentazione

è proprio, che si riferisce a venezia e, per anton., all'antica

di pregadi vi era di varie opinione e moltivoleano difender quello che era sotto lo imperio

quello che era sotto lo imperio veneto e non più avanti, altri volevano difender lo

passato in armata, potessenno esser provati e balottati. sanudo, vii-

in qua, justa la parte; e licet alcun non fosseno veri veneti, tamen

vèneto2, agg. ant. e letter. azzurro, ceruleo (un co

, cne è la nostra grana; e la punicea oggi paonazza; e in roma

grana; e la punicea oggi paonazza; e in roma si usavano anco le prasine

anco le prasine ai color verde, e le venete di color turchine.

2. sm. plur. a roma e a bisanzio, gli azzurri, una

, sf. dolce di pasta lievitata delicato e leggero, cotto nel forno, che

superiormente di tuorlo d'uovo, mandorle e granella di zucchero. marchesa colombi,

poi, come per 'dessert', mangiò salame e pane. 2. serramento

2. serramento per oscurare finestre e vetrate costituito da una serie di lamelle

di plastica o alluminio collegate da nastri e cordicelle, che possono essere sollevate come

possono essere sollevate come una comune serranda e orientate secondo l'asse longitudinale per variare

(ed ha connotaz. scherz. e iron.). baretti,

1-68: con cortesissima vinezianaggine m'accolse, e mille proteste e mille profferte per voi

vinezianaggine m'accolse, e mille proteste e mille profferte per voi e per me fecemi

mille proteste e mille profferte per voi e per me fecemi. venezianaménte, avv

abbiamo già fatto parola del giannotti venezianatosi e inariditosi presto. = denom. da

ispirato ai modi, agli stilemi pittorici e, in partic. al colorismo veneziani.

. al colorismo veneziani. e. cecchi, 9-305: oggi vorrebbero stabilire

di op- posisione tra una tendenza disegnativa e una tendenza coloristica e impressionistica; e

una tendenza disegnativa e una tendenza coloristica e impressionistica; e far due campi: di

e una tendenza coloristica e impressionistica; e far due campi: di fiorentineggianti,

due campi: di fiorentineggianti, disegnatori e neoclassici, contro coloristi, venezianeggianti e

disegnatori e neoclassici, contro coloristi, venezianeggianti e impressionisti. bacchelli, 3-9: l'

olio venezianeggiante, due tempere preraffaelite, e un pasticcio cu

vol. XXI Pag.737 - Da VENEZIANESCAMENTE a VENGIARE (63 risultati)

. ant. secondo la parlata veneziana e i significati che le parole assumono in essa

) letter. veneziano, venezianeggiante (e ha connotaz. iron.).

di fratta, avvezza al governo patriarcale e venezianesco de'suoi giurisdicenti, aveva il ticchio

, 1-i-1-112: il nuovo libero senso decorativo e compositivo di veronese o di tintoretto non

li toccò d'altra parte mai intimamente e il venezianismo si ridusse in loro piu che

veneziana, trasportata in una stanza moderna e abbigliata con altri abiti smarrisce gran parte

da veneziano. veneziano (ant. e dial. venesiano, veniziano, vineziano,

che è nativo, abitante di venezia e, in partic., cittadino

nazione viniciano, uomo di sanctissima vita e costumi. machiavelli, 1-i-100: considerate

27 d'agosto, figlio di sultan selim e di madre veneziana. foscolo, xv-94

vien fuori con la riforma del teatro e con la commedia popolare. -sostant

commedia popolare. -sostant. (e al plur. può indicare la popolazione

: così il vinigiano forte gridava / e co'compagni alle mura n'andava. porcacchi

a venezia a partire dal sec. x e che si espanse nella terraferma veneta e

e che si espanse nella terraferma veneta e nel mediterraneo orientale fino al 1797,

del mondo; aspira a maggior altezza e mostra mal'animo verso stranieri, e con-

altezza e mostra mal'animo verso stranieri, e con- tra la veneziana nostra nazione nominatamente

i signori veneziani, con le altre ottime e sante loro leggi, vi hanno aggiunto

in partic. secondo tecniche ivi elaborate e tramandate; che vi si è sviluppato,

, i-107: una confusione di broccati e di damaschi,... di ventagli

damaschi,... di ventagli veneziani e di marmi romani. e. cecchi

ventagli veneziani e di marmi romani. e. cecchi, 8-98: a nauplia mi

-costruito in legno laccato a tenui tinte pastello e decorato con motivi floreali secondo il gusto

come questo, sì, tra veneziano e pompeiano. moravia, i-212: quanto poi

, quattrocento, luigi filippo, novecento e dieci, novecento e venticinque.

luigi filippo, novecento e dieci, novecento e venticinque. -tipogr. caratteri veneziani

il tipografo francese m. jenson disegnò e usò a venezia tra il 1470 e

e usò a venezia tra il 1470 e il 1480 (e sono un elegante adattamento

tra il 1470 e il 1480 (e sono un elegante adattamento alla composizione tipografica

corrente nell'antica repubblica di venezia, e diffuso al seguito della sua espansione politica e

e diffuso al seguito della sua espansione politica e militare (una moneta di vario valore

, scontenta la più gran parte; e preferiscono le sue veneziane. pascoli,

, si fa nel dialetto veneziano scherzo e pettegolezzo. 5. sm.

. ling. dialetto veneto parlato a venezia e di qui irradiatosi a partire dal sec

sulla terraferma italiana, sulle coste dalmate e nel mediterraneo orientale in seguito alla progressiva

cui due donne di venezia si contendono e amano uno straniero. 8.

2-2-73: è dipoi saltato su questo frate e ha gridato il governo copulare e uno

frate e ha gridato il governo copulare e uno consiglio grande alla viniziana. dolce

. -in partic.: affettato sottilmente e cotto con abbondante soffritto di cipolle (

d'andare così stirato in su la sella e, come noi sogliam dire, alla

, che paia che non vi pensi e stia a cavallo così disciolto e sicuro

vi pensi e stia a cavallo così disciolto e sicuro come se fosse a piedi.

con lampioncini alla veneziana, un corridoio-caffè, e più all'intemo una pista triangolare

malta cementizia in cui sono annegate (e successivamente levigate e lucidate) tessere di

cui sono annegate (e successivamente levigate e lucidate) tessere di marmo, per lo

, che anche chiamano sustantivamente battuto, e pavimento alla veneziana, è quello che

esso variamente colorato, il tutto ben battuto e lisciato. d'azeglio, 7-i-54:

palazzina della direzione, finiva di riassettare e abbassava, proprio in quel momento,

stoino alla veneziana sul gran sole del piazzale e sul grigio polveroso delle palme, dalla

della venezievole sufficienza del signor barbiera nella ruvida e potente verità del gran meneghino è.

2. ispirato alla cultura letteraria e figurativa veneziana (un'opera, lo

: dall'infanzia l'ecloga era uscita, e come!, con teocrito; e

e come!, con teocrito; e il raffronto del tronco ditirambico e del

teocrito; e il raffronto del tronco ditirambico e del fallico rimena dirittoall'antichità, e

e del fallico rimena dirittoall'antichità, e non alle smorfie dei san- nazzariani,

. -che ha le inflessioni e l'andamento tipici del dialetto veneziano.

mai stato? ma bisogna partire sulrattimo e andarci subito subito ». « mentre c'

= voce dotta, comp. da venezia e dal gr. tpiàog 'amico'.

meo talento, / più che darmi conforto e bona voglia. = dal

, vegnanza), sf. ant. e letter. vendetta. anonimo,

prenda, / ché la pena m'incalcia e da conforto / ch'io dica,

da conforto / ch'io dica, e poco pensa ch'io mi sprenda. fiore

schernita, / i'ti darò tormento e malenanza, / sì che me'ti varria

vol. XXI Pag.738 - Da VENGIATO a VENIMENTO (83 risultati)

giare significa in lingua fiorentina antica vendicare e deriva da vendicare per sincopa e per

vendicare e deriva da vendicare per sincopa e per mutatione del 'd'in 'g5

-lo par fors se 'n laimenta, / e 'l maior per ventura -ie'n dis

trenta. dante, infi, 26-34: e qual colui che si vengiò con li

, 39: puono ben dire le donne e le donzelle ch'elle sono ormai vengiate

elle sono ormai vengiate di voi, e già mai non farete lor guerra.

lor guerra. vengiatóre, agg. e sm. (femm. -tricé).

qual ti fai a vergini seguire, / e se'delle tue ire vengiatrice, /

da dio); indulgenza per debolezze e miserie umane. guido da pisa

veniale è detto quello ch'è leggiere, e ch'è degno di venia, cioè

, 1-1-116: non cessiamo d'orare, e di piagnere verso dio, infino che

dio, infino che non impetriamo venia e misericordia de'peccati, per li quali

vostra afflizione mi vi ha dato per padre e per mostrarvi la via di correggervi de'

: indi la porta / aperse, e menelao, dentro v'accolse / così sperando

prezioso dono / fare al marito, e de'suoi falli antichi / riportar venia

riportar venia. marchetti, 5-183: e se bella è di mente, e se

: e se bella è di mente, e se ti porta, / vicendevole amor

fatti, facoltà di esercitare per mare e per terra ogni qualità di arti e di

mare e per terra ogni qualità di arti e di merca- tanzie. -per

: venia se'al peccator robusto, / e graziosa a l'uom ch'è pio

graziosa a l'uom ch'è pio e giusto. 2. esenzione da

bresciani, 6-x-371: tanta era l'estimazione e l'osservanza che i monaci professavano all'

, 256: noi andammo al campo, e dette le venie alla madona andammone a

a cierti giovani. storia dei santi barlaam e giosafatte, 95: per molto

molto tempo orava giosafatte con molte lagrime, e faceva molte venie, gittandosi in terra

pazzi, v-58: fu rapita in estasi e in un subito con gran vee- menzia

1-125: e'voleva più tosto reo, e colpevole apparire, che chieder venia,

i-652: avrei qualche altra cosa da aggiungere e chiedo venia della digressione. c.

chiedo venia della digressione. c. e. gadda, 7-113: ira gliespunti che

figurano ahimè le 'parolacce': i modi e gli stilemi sgarbati o illeciti...

sgarbati o illeciti..., vocaboli e stilemi di cui chiedo umilmente venia.

umilmente venia. -fuor di venia e riverenza: senza eccezione alcuna. ceresa

, 1-985: caedino, fuor di venia e reverenzia, / l'excelsi iugi de'

l'excelsi iugi de'monti rifei / e fugiano ogimai l'aequivalenzia. = voce

ant. veine, spagn. venia e sicil. venia 'saluto, inchino'.

en tuo voler non sale, / e da lo veniale tu sola emmaculata. bartolomeo

modi: l'uno è detto mortale, e l'altro veniale;...

rimane alcuno ordine virtuoso nella mente, e con alcuno rimordimen- to di coscienza,

, dal volume licenzioso del decamerone, e lo scrivere latinamente di cose cristiane con

scrivere latinamente di cose cristiane con forme e frasi al tutto pagane, parevano peccati

che è distinto paganamente in tre disposizioni e cristianamente in sette peccati, che sono mortali

cristianamente in sette peccati, che sono mortali e veniali. calvino, 16-32: per

monache potevano contare su uno stuolo alacre e infaticabile d'esecutrici. -che si

che sono la prima, la minima, e poi la più importante cosa, che

capitalissimo. monti, xii-2-196: erroruzzi e nonnulla? in un vocabolario fatto a

di bellezza veniale; al giuoco, e al convito si aggiunsero le laidezze.

foscolo, ma i pubblicatoli sono bestie e veniali all'estremo. = alter,

i-iii: il poveretto avrà qualche venialità e non fa mai danno un piccolo suffragio.

l'accorgersi appena del mio fallo, e il donarmelo come una venialità inconseguente.

più purgata creatura di questa via e tutta veramente pura, ché mai redundò

creatura, ma solo nel creatore, e però non peccò mai, etiam venialmente.

: -pedocchi assai con lendenine, / e le polce so meschine -che non te lassan

ora inzepperanno 1 vegnenti alla meglio, e alla peggio. carducci, iii-3-338: e

e alla peggio. carducci, iii-3-338: e quando a la porta di casa egli

inferma gli astanti udirono gli squilli, e udirono su per le scale il salire dei

boccaccio, i-468: molti gentili uomini e donne vegnenti a'santi bagni, dove

sogliono venire. castelvetro, 8-1-345: e il coro vegnente in palco per cantare si

, delle quali l'uria è detta itàqoòog e l'altro crràoi|iov. alfieri, xiv-2-91

vegnenti l'uno contro all'altro con cavallo e lancia in resta, e da noi

con cavallo e lancia in resta, e da noi chiamati 'giostre'. 3

fatti suoi, che ogni frate, monaco e secolare di costà vegnente mi porta ambasciata

gran passi. sbarbaro, 1-128: e ne'vegnenti dì e sempre che il vidi

, 1-128: e ne'vegnenti dì e sempre che il vidi in appresso, seco

ape sul fiore. -che nascerà e vivrà nel futuro. mazzini, 56-154

generazioni vegnenti non avranno per avventura inventori e scopritori, i loro volta, li

51-96: questo fu il verno, e la state vegnente / fu sì gran piova

la lombardia che la città nostra, e quasi per uso l'anno vegniente ell'è

diliberò la mattina vegnente andarsene a roma, e cercar di qualche valentuomo. manzoni,

cercar di qualche valentuomo. manzoni, fermo e lucia, 435: si svegliarono il

svegliarono il mattino vegnente con una persuasione piena e fervida che si faceva loro un torto

., 11-12: ricidi il ciliegio venente e tenero, presso terra a due piedi

, presso terra a due piedi, e poi il fendi per mezzo infin alle

la vite; ma se sia più vegnente e gagliardo che l'uno dei due capi

della vite, tirisi questo nuovo innanzi e levisi quello. cesari, iii-312: vegnente

albero, che fa le belle messe e le forti. -per simil.

fin da bambina pochissimo latte succhiava, e non rade volte due o tre giorni senza

per tre o quattro giorni affatto tralasciava: e nulladime- no era vegnente e rigogliosa,

tralasciava: e nulladime- no era vegnente e rigogliosa, come se, quando richiedeva il

terra compreso (con le boccie chiuse e il frutto vegniente) vuol dire che l'

. cedevolezza. -in partic.: duttilità e malleabilità (dell'oro).

21-84: il purissimo metallo per la dolcezza e vegnenza della sua pasta veniva sempre più

della sua pasta veniva sempre più a distendersi e sot- tigliarsi. = deriv.

[tommaseo]: le monarchie spirituali e temporali, che furono oltra lo venimento del

vol. XXI Pag.739 - Da VENINO a VENIRE (28 risultati)

investigò il populo chi elli sono, e donde sono, e qual sia la cagione

elli sono, e donde sono, e qual sia la cagione del venimento loro.

è salvo veramente vergendoti li miei occhi, e della tua vittoria mietuta allegrino li prosperi

velarizzate quelle del pres. ind. e cong. in cui la desinenza è

, per -0, -a; subiscono sincope e assimilazione le forme dell'ind. fut

assimilazione le forme dell'ind. fut. e del condiz.). compiere movimento

; è anche unito a particelle enclitiche e accompagnato da avv. e prep.

particelle enclitiche e accompagnato da avv. e prep. che indicano avvicinamento e, anche

avv. e prep. che indicano avvicinamento e, anche, avanzamento (e nella

avvicinamento e, anche, avanzamento (e nella ia persona indica il movimento di

anonimo, i-477: se tu vai e stai con altra gente / e tu vedi

tu vai e stai con altra gente / e tu vedi la tua donna venire,

or piglia i tuoi ducati ducento, e faranne il peggio che tu sai, né

dal perù, dal chile, / e il tajaco da quito e dal brasile.

chile, / e il tajaco da quito e dal brasile. pananti, i-408:

terranuova, / il vin d'oporto, e l'olio di balena. -in

, che indica lo scopo del movimento (e nell'uso ant. la prop.

, cioè del seno del padre mio, e son venuto ad innaf- are l'

a cavallo che veramente erano di buon garbo e ben montati. goldoni, viii-813:

, 8-26: picchiammo alla porta, e la cugina stupita venne ad aprire.

-anche con indicazione del mezzo di trasporto e dello spazio fisico su cui si avanza.

50): pigia de queste fen verde e portane a li cavali su li quai

; / la strata hai caminata, e ben la sai. marino, xii-233:

grazia non mancate d'usarvi subito diligenza e di scrivermi il tutto, perché altrimenti questa

della nieve lo giorno era assai grossa e torba. m. cavalli, lii-3-127:

rue newton lontanissimo dalle leggi della meccanica e dalla luce scomposta nei colori e dal

della meccanica e dalla luce scomposta nei colori e dal calcolo infinitesimale, attento che nessuno

contromano. -venne, vide e vinse: di chi compie fulmineamente un'