riservato mondo del dandismo romantico. = dal fr. dandistne (1830), deriv
superiormente a ogni altro, se non dal maneggio de'suoi cavalli, da quello
, fr. mod. danois (dal frane. * danisk).
buoni e discreti cittadini. = dal fr. ant. dangier (mod.
(mod. danger): deriv. dal lat. volg. * dominiarium 1
cielo di final dannaggio. = dal provenz. damnatge: cfr. anche damaggio
. girolamo volgar., 1-12: dal cuore escono li mali pensieri, li
questa debil tua credenza / tu se'dal sommo giudice dannato / di star di
dalla caldezza del comporre, e quello dal giudizio. tassoni, viii2- 43:
già dannate da tutti i concili e dal consenso della chiesa universale, andavano seminando
falsissima, / rigettata e dannatissima / dal popolo de'pagani e de'giudei. monti
qualche infelice; ed egli spreme conforto dal sapere che non è il solo dannato alle
renda al lavoratore ciò che lo distingue dal forzato e dal dannato; riabbia il popolo
ciò che lo distingue dal forzato e dal dannato; riabbia il popolo umano ciò
l'aria fredda e sana lo liberassero dal peso di una notte lunga come la
jovine, 5-335: uscirono molto tardi dal fondaco di san carlo. luca doveva dare
di alcuni che credevano di essere danneggiati dal progetto di laura cannavaie. pavese,
poi vidi un altro angelo, che saliva dal sol levante, il quale avea il
repubblica di ragusa tanto e tanto dannificata dal terremoto. fagiuoli, 3-2-148: pur si
prima ben morsa / dentro 'l palato dal suo proprio dente. sarpi, vi-2-23
diritto di avere a titolo di risarcimento dal danneggiante. — danno dato:
, consistenti rispettivamente nella perdita effettivamente patita dal danneggiato e nel mancato guadagno che egli
rivalere l'assicurato entro i limiti convenuti dal danno patrimoniale
che giova al nocchiero haver salvato / dal mar la vita sua con tanto affanno,
vuole il suo perverso fato, / che dal mar debbia haver l'ultimo danno?
rivedere... i tristi imprestiti fatti dal dannunzianesimo alla pittura ufficiale e mondana
non so dissentire, in massima, dal mio linguaggio d'allora. esso aveva
annunzio col suff. -ite che deriva dal linguaggio medico, a indicare l'aspetto patologico
del dano. = deriv. dal lat. mediev. plur. dani.
secrite en sobietto finito. / non reman dal daiente, ma dal recipiente:
non reman dal daiente, ma dal recipiente: / non è sufficiente a deo
dantesca commedia fecero omaggio mille altri sin dal suo tempo, e il fanno ancora infaticabilmente
è ricalcata sulle tante d'ovidio consimili; dal quale anche tiene il medici la descrizione
voce dotta, comp. da dante e dal gr. < p (ào <;
voce dotta, comp. da dante e dal gr. xóyoc * di
la quale, se non fosse temperata dal suono de gli instromenti e...
cassa era e udite aveva tutte le parole dal zeppa dette e la risposta della sua
rote. pirandello, iv-650: sopravviene dal primo uscio a sinistra spizzi, che si
, 1-6: la strada, rotta dal tempaccio de'giorni addietro, correva capricciosamente,
4-50: nel mille censettantasette danza / dal vecchio ponte al mer cato vecchio
2-79: nella mia piccola camera s'affaccia dal davanzale un ramo di geranio, sulla
). -in partic., accompagnato dal nome di un musicista; eseguire danze
redattori di fleet street! = dal fr. danser (sec. xii)
dapis 'cibo, vivande 'e dal sufi, -per, da fero 'porto
miei, fuorché quel nuovo cameriere, datomi dal curatore, quasi come un semi-aio,
quasi triste, sì come cose disgiunte dal loro amico. crescenzi volgar.,
e dappoco, siccome fa una saetta messa dal balestro, che subito di prima velocemente
l'alme pure purgano ed infette / dal sensuale affetto; ma dapoi / fian
false, e massime sono state spente dal lume della fede, dappoiché cristo ci
: a seconda che è fatta prescindendo dal rapporto obbligatorio eventualmente preesistente fra delegante e
il delegatario ad adempiere la prestazione dovuta dal delegante (la delegazione è detta cumulativa
da alcuni autori delegato) a ricevere dal debitore (detto comunemente delegato, ma
più caldi. = deriv. dal lat. dèligère 'scegliere, staccare '
quattro. = deriv. dal deverb. delég, che nei dial.
sett. significa 4 strutto '(dal lat. dèliquàre 4 sciogliere, liquefare '
dotta, lat. scient. delesseria, dal nome del botanico francese b. delessert
dotta, lat. scient. delesseriaceae, dal nome del genere delesseria (v.
composizione e simmetria incerte. = dal nome dell'ingegnere francese a. delesse (
fra le nostre mura, ormai disertate dal genio della musica. suone, 4-158
= voce dotta, deriv. dal gr. 87) x7) tf)
in delfi ogni quattro anni, a cominciare dal 586 a. c., con
di procura, che in sua persona aveva dal magagnati; e, avendolo consegnato al
annunzio, iii-2-222: voi dunque / sol dal suono del bronzo e dal mio nome
/ sol dal suono del bronzo e dal mio nome / nomato divinaste, / o
= voce dotta, lat. delphicus, dal gr. 8exqnxó <; 4 di
delfina (ant. anche dal fina), sf. titolo che
dotta, lat. scient. delphinapteridae, dal nome del genere delfinattero (v.
lat. scient. delphinapterus, comp. dal gr. sexcpiq -ivog * delfino '
dotta, lat. scient. delphinidae, dal nome del genere delfino (v.
stafisa- gria), ancora oggi usato dal popolo come pa- rassiticida.
dotta, lat. scient. delphinium, dal gr. 8€kcptviov (pseudo dioscoride)
». = lat. delphxnus, dal gr. selcplq -ivo?. delfino2
, lat. delphxnus (cicerone), dal gr. 8ex e tal facea isotta. = dal fr. daufin accanto a aufin * alfiere
delia vedrem contraria o giunta / oche dal quarto albergo irata guarde / quel pianeta crudel
= voce dotta, lat. dèliacus, dal gr. $r) xtaxó? 'di
sua opera di scrittore; delibazioni dal manzoni, dal foscolo, dal leopardi e
scrittore; delibazioni dal manzoni, dal foscolo, dal leopardi e da
delibazioni dal manzoni, dal foscolo, dal leopardi e da scrittori più recenti
valoroso asaltamento, io ferirò dietro, overamente dal fianco, e per ventura non ne
dante, conv., i-xm-8: dal principio de la mia vita ho avuta
adunque seco deliberato, con parole riverenti dal principe domandato commiato, con speranza d'
vestì carne e ossa / per delivrame dal mortale scempio. 6. liberare
mortale scempio. 6. liberare dal demonio, esorcizzare. -anche rifl.
da ciro disfatta, che roma in prima dal re tarquinio fue diliberata. novellino,
figliuolo suo, e fu così diliberata dal dolore de la carne, com'ell'era
orizzonte insieme zona, / quant'è dal punto che 'l cenìt inlibra / infin
fu quanto sta il cielo in stato dal mutamento suo, quando si dilibra
mutamento suo, quando si dilibra dal zenit, cioè dal punto ch'è a
si dilibra dal zenit, cioè dal punto ch'è a retta linea sopra
che ama rista porta è benvenuto dinanzi dal re e dinanzi a grandi signori, e
giuridica determinante (ed è quindi diverso dal voto semplicemente consultivo). sarpi,
che fa la destra; cioè escludi dal tuo interno ogni deliberata appetenza di lode
cicognini, 6-128: io mi buttavo dal letto, eroico, e in una
: la costituente, ideata e caldeggiata dal montanelli, di rappresentanti eletti dalle popolazioni
fuori, rimase in aria, quantunque votata dal parlamento toscano. bocchelli, 13-285:
alla foga del popolo, il quale sino dal tempo dei re aveva una parte grandissima
, i-133: io poco avanti discesa giù dal cielo, ordinai la tua diliberazione,
(164): non è dilibero dal male della infermità secondo il desiderio del
i-209: per questa volta fu dilivra dal danno di tal gente. leggenda aurea volgar
di maria vergine, ove dovea dir dal luino. d'annunzio, v-1-415:
troppo affinata, delicatamente lisa, levigata dal tempo, come l'ambra, sulle
come l'ambra, sulle spiaggie, dal mare, e consumata in perfezione che
morirò, muoio per un disturbo subitaneo dal quale non ebbi virtù di difendermi,
bella virtù di temperanza, questo guardarsi dal non dir troppo, ma solamente quel
a scostarle con fredda delicatezza una mano dal volto: -si calmi, via; lo
paio di pippioni, e 'l nido levato dal tetto. da porto, 1-180:
che riveste / i giganti sospinti giù dal cielo. brancoli, 3-8: un'istantanea
3-8: un'istantanea dolcezza si partiva dal suo volto olivastro; affumicato potentemente dalla
poco / triste. barilli, 6-156: dal compartimento vicino giungevano di quando in quando
, 1-ii-39: li aveva stupiti fin dal giorno innanzi il sorgere lento, sull'orizzonte
, e singolarmente tiziano, a discernere dal naturale quello che agli altri non fu concesso
più armonica e più dolce alla vista dal suo velo secolare: amabile opera d'
/ sovente spaventata da'furori, / dal suon dell'armi e dalle tempestati /
mio, or come sei tratato / dal tuo fido e dala sua famelia? /
facesse servir troppo, distraendo gli uomini dal lavoro del mulino. -figur.
nemico respinto, una gloriosissima vittoria riportata dal braccio e dall'ardire di donne.
non sarebbe uscita mai di casa e dal giardino, lo incaricava, per quella
= voce dotta, deriv. dal lat. dèliciae * piaceri '(probabilmente
». = voce dotta, dal lat. dèlicium * seduzione, perver
delle edizioni del canzoniere può essere delimitata dal 1525 alla fine del secolo decimosesto.
concepiti indipendentemente dalla loro pratica destinazione e dal loro ufficio di delimitatori e differenziatori di
tutte le cose di carlo, che dal suo successore furono poi ridotte a perfezione.
al fruscio di queste piante, / dal meriggio abbracciate in un affetto / celeste,
ove s'appuntano le aspirazioni degli uomini dal giorno in cui un titano sanguinante pose
miei ritratti in rame, fatti e delineati dal tempesti. 2. figur.
la relazione e la delineazione, fattane dal serrano, diede al magallanes cinque ben corredati
.. delle « epoche della letteratura tedesca dal 1750 al 1820 ». =
morante, 2-303: ignoravo il delitto commesso dal nostro carcerato. ma avevo motivo,
orrenda sibilla, a cui fu dato / dal gran delio profeta animo e mente /
= voce dotta, lat. delius, dal gr. sfjxio? * di deio '
savi, così in molte altre azioni dipendano dal consenso e consiglio di chi è loro
= voce dotta, lat. dèliquium, dal tema di dèlinquère 'venir meno';
di dio. muratori, 5-iii-27: dal che molti argomentarono che la poesia ripiena
che il volgo degli architetti, sorpresi dal falso brillante, ha seguita la sua maniera
l'ombre, erra e delira / tormentata dal ben che più desira. d.
6. ant. e letter. uscire dal solco. -per lo più al figur
figur.: sviarsi dalla diritta strada, dal vero, deviare dalla norma, dalla
quale tanto viene a dire quanto « uscir dal solco »; e però * metaphorice
». buti, 3-29: delirare è dal solco della verità uscire, come esce
verità uscire, come esce lo bue dal solco quando impazza e non è obbediente
il dormiente delirò il gobbo ingigantito preso dal timore del castigo. 9
termine rurale col senso di * uscire dal solco '(i buoi, l'aratro
immagini d'antropofagia deli rate dal genio d'un monachismo disumano per mettere
accesso di delirio aveva tentato buttarsi giù dal balcone. svevo, 2-537: da parecchie
al re deliro? -che nasce dal delirio. leopardi, 10-24: e
106: se pon cade in lor dal cielo irato / dietro al delitto il fol
in miseria giaceva / l'umana natura / dal dimonio sconfitta: / nuli'anima poteva
accuso del defitto che è stato commesso, dal vergognoso tradimento che è stato compiuto contro
male. = voce dotta, dal lat. délictum, deriv. da délinquère
piccola; piacevali solo che 'l difendesse dal freddo e dal caldo e da la piova
solo che 'l difendesse dal freddo e dal caldo e da la piova, tutto
431: che da gli occhi, dal volto, e fin dal gesto,
gli occhi, dal volto, e fin dal gesto, / spira l'empia lussuria
, che già amata assai / fu dal padrone, et in delizie avuta, /
= voce dotta, deriv. dal lat. dèliciae 1 piaceri '.
. = voce dotta, deriv. dal lat. dèliciae * piaceri '.
allora cleopatra alzò il volto delizioso, dal quale era sgombrata l'angoscia. russo
una nave desegnata de stelle poco delogne dal polo del mezo die. idem, iii-i
regolare col vertice a monte, percorso dal fiume diviso in vari rami divergenti a
voce dotta, lat. tardo delta, dal gr. séxxa, di origine
del delta di un fiume, causato dal deposito del materiale solido trasportato nei pressi
del sinistro. linati, xvi-145: dal collo ai gomiti, accarezzò la linea delle
tardo deltoides (pseudo sorano), dal gr. 8exxoei8f) <;, comp
. da séxxa * delta 'e dal sufi. -osistjs 'simile ', per
: di vecchia famiglia milanese, avviato dal padre ai commerci, ad una professione di
/ questi infelici giovani; ma furo / dal traditor mamilio raggirati, / delusi,
, in riva al torrente- che ci separava dal quartiere occupato dai negozianti. d'annunzio
mia canuta e labile vecchiezza, / e dal potere amar nobil bellezza / me come
sconforto, di amarezza, che deriva dal vedere non realizzarsi le proprie aspettazioni,
pessimismo sto- riografico è suscitato non solo dal fantasma delusivo di una meccanica totalità che
vi-82: il corvo che a gracchiar dal vicin bosco / vien sul tuo acuto
sul tuo acuto torrion, deluso / dal tetro fiato che dal fondo spira,
torrion, deluso / dal tetro fiato che dal fondo spira, / dalle fronde cadendo
cuore mi rende sicuro che non vorrete dal canto vostro lasciar delusa la mia raccomandazione
te salva messenia! almen ferita / dal sacerdote, nelle braccia mie / spirato avessi
, e quindi demagogiche, perché governate dal capriccio del maggior numero e prive di
smatteggiare con i paroioni. = dal fr. démagogiser, deriv. da démagogue
de'demaniali del regno. = dal fr. domanial, deriv. da domaine
domaine, che a sua volta deriv. dal lat. dominium * do
miner. varietà di granato ferrico, dal colore verde smeraldo, usato come gemma
= voce dotta, deriv. dal ted. demantoid 'simile al
e oid * -oide '(dal gr. -oeisti? 'simile ')
volta adoperata per significare una linea tratta dal più furbo de'papi attraverso di terre,
dallo spagn. demarcación (deriv. dal verbo demarcar 'segnare i limiti, i
, lat. dèmarchus (plauto), dal gr. svj- { jiapxog, comp
sripiog 'demo, popolo ', e dal tema di dpxco 'sono a capo
o per una cattiva manovra. = dal fr. démdter (nel 1680),
dotta, lat. scient. dematiaceae, dal nome del genere dematium, deriv.
nome del genere dematium, deriv. dal gr. ssfidmov, dimin. di
. d'annunzio, v-2-331: infuriate dal dolore, dementate dal dolore erano le marie
v-2-331: infuriate dal dolore, dementate dal dolore erano le marie. bacchetti,
loro i tuoi figliuoli, siccome spinti dal fato a inevitabile demenza; finché,
carducci, iii-25-22: la vita parlamentare dal 1860 in poi non fu che una
, mi riverbera sulla faccia, dal mento ai capelli, la bianca
un demente rimorso di aver demeritato dal marito. = voce dotta,
, fur rese alla santa sede dal vittorioso pipino per compiere il voto. palla
o gli neghi il salario demeritato dal suo fallo. cantù, 48: allora
e nostri meriti e dimeriti, dal primo piantare del tuo figliuolo potrai
, di dèmergère. termine già registrato dal d'alberti. demórso (part.
grecizza, in un motto si spastoia / dal battezzare il regno di que'rei,
= voce dotta, comp. dal gr. svjfjuoc 'popolare 'e
e anche 'carnefice ', e dal tema di xpocréco * comando ';
xpocréco * comando '; voce registrata dal tramater. demismo, sm.
<; * popolo ') introdotto dal gesuita s. d'elia per tradurre l'
tradizionalmente acquisita. = comp. dal pref. de-con valore privativo e mistificare
, smitizzare. = comp. dal pref. de-con valore privativo e mitizzare
= voce dotta, lat. demiurgus, dal gr. srjpuoupyó? * artefice
. e. cecchi, 9-279: dal buon zucchi il marat, a più
chioma cattedraticamente e democraticamente prolissa, dal solino bassissimo e molto aperto.
democratica, perché le cariche si provvedevano dal popolo, diventò per opera dei papi una
il ventenne ugo foscolo si udì dire dal còrso saliceti, commissario di bonaparte, a
ii-92: l'austria non si mostra aliena dal con sentire alla democratizzazione del
comp. da democratico] e fobia (dal gr. cpó3oi; * terrore '
che un certo numero di cittadini scelti dal popolo, e tratti da tutti gli
i reggimenti popolari, e prende cominciamento dal bestemmiare la democrazia. d'azeglio,
comp. da 'popolo 'e dal tema di xparétù 'domino '.
1943 come erede del partito popolare sciolto dal fascismo. b. croce, iv-12-232
osservare la testa, il torace (dal quale si staccano quattro paia di zampe
dotta, lat. scient. demodicidae, dal nome del genere demodex, a sua
genere demodex, a sua volta comp. dal gr. * corpo 'e 8f
). rogna demodettica: scabbia prodotta dal demodex folliculorum (v. demodecidi
= voce dotta, comp. dal gr. stjiaos 'popolo ',
. = voce dotta, comp. dal gr. sfjjxoi; 4 popolo ',
. = voce dotta, comp. dal gr. s ^ jxoi; 4
. -politica demografica: azione svolta dal governo attraverso le leggi o norme per
gusto. = voce dotta, dal gr. 8? 3 [i,
, 4-472: si tenne massimamente aggravato dal deposito dei forti in mano del papa e
del babà credette di essere stata notata dal marchese. -milit. tiro di
fu enorme. quelle signore sembravano invase dal demone dell'entusiasmo. pascoli, 780:
, 780: oltre gli uomini ossessi dal dèmone della cupidigia e della rivalità,
rivalità, vi sono quelli che vogliono gettare dal cuore ogni acre fermento di contesa.
tutte le persone che non siano invasate dal demone pratico e dal demone progressista.
non siano invasate dal demone pratico e dal demone progressista. alvaro, 7-48: amarissima
perpetuamente nuovo, perpetuamente rinnovabile, agitato dal suo demone particolare che è il denaro,
voce dotta, lat. daemòn -onis, dal gr. satpuov -ovos; il significato
che si dimanda prestigio demoniaco essercitato o dal demonio istesso, o da magi operanti
dissipator de'demoniaci inganni, / estrasse dal sinistro braccialetto / ove l'avea tenuto ascoso
). ant. indemoniato, posseduto dal demonio, ossesso. fra giordano [
lat. tardo daemoniàcus (itala), dal gr. satpuovtxó?, deriv.
rida o che pianga, che venga dal « rancho », dal presbiterio o
, che venga dal « rancho », dal presbiterio o di dove vuole, è
, lat. tardo daemonìcus: deriv. dal gr. saificovixóg, da sacpcuv
il noce, il demonio saltava giù dal ramo e l'acchiappava per il bavero
d'anni. levi, 1-65: dal burrone una voce bestiale lo chiamava per nome
fiamme dell'inferno, e noi scendendo dal monte lontano un miglio appena, ne
degli dei, o pur l'anime separate dal corpo che divengono demoni, come da'
'lemures 'generalmente le anime separate dal corpo. g. galiani, 2-109:
ch'altra regione, allotta, / dal culto falso de'demon corrotta. carducci
, e, quando mi lasciavo invadere dal demonio della satira, non distinguevo più
satira, non distinguevo più il bene dal male. de roberto, 356:
per due baiocchi dalla moglie che invasata dal demonio del giuoco, li sottraeva dagli
temerai dalla paura notturna,... dal mercadante andante nelle tenebre, dal corrente
. dal mercadante andante nelle tenebre, dal corrente e demonio meridiano. -per
daemonium (apuleio), deriv. dal gr. saifzóviov, neutro sostant. dell'
. = voce dotta, comp. dal gr. 8od (juov -ovo? '
juov -ovo? 'demonio 'e dal tema di xpaxéco 1 comando, governo '
. = voce dotta, comp. dal gr. salii cùv -ovo? *
. = voce dotta, comp. dal gr. sodpuov -ovoc * demonio '
. sodpuov -ovoc * demonio 'e dal tema di ypàcp co 'scrivo '.
= voce dotta, comp. dal gr. 8a£p. cov -ovo? *
= voce dotta, comp. dal gr. $ori{z = voce dotta, comp. dal gr. 8aifzo>v -ovo <; * de . persona convinta di esser posseduta dal demonio, o che crede in modo sf. convinzione di essere posseduto dal demonio (e può essere effetto la quale l'uomo si crede invaso dal demonio. panzini, iv-187: * = voce dotta, comp. dal gr. sodfxcov -ovot; 'de la forma in cui furono serbate o ravvivate dal narratore, hanno vita, movimento, . = voce dotta, comp. dal gr. 87) { ì. o girare senza convinzione. « = dal fr. démoraliser (nel 1798), strumento fattore di demoralizzazione. = dal fr. démoralisalion (nel 1796);
= voce dotta, comp. dal gr. 8ri [io <; *
lat. scient. demospongiae, comp. dal gr. 8ri p, o <
<; 4 popolo, moltitudine 'e dal lat. spongia 4 spugna '.
che inetto, perfido. = dal nome del famoso oratore e uomo politico ateniese
2. sm. aggettivo derivato dal nome di un paese, di una
. = voce dotta, deriv. dal gr. 4 uno del popolo '.
). = voce dotta, dal lat. dini 4 a dieci a dieci
che risale al 1252, così chiamata dal giglio- stemma della città che portava sul
armata d'armi fiacche o inutili, travagliata dal tifo e dalla fellonia. palazzeschi,
ora si sovviene della raccomandazione: che dal vinaio andasse col danaro contato. comisso,
se la via vi sarà molto lunga dal luogo che eleggerà iddio tuo signore, e
serdonati, 9-298: giorgio castrio, mandato dal menefes castellano all'isola di banda,
non pagarlo. tommaseo, 3-i-24: dal settembre dell'anno passato fu formata in alessandria
sec. xix). termine registrato dal panzini (iv-188). denaturalizzare,
= fr. dénaturer, comp. dal pref. de-con valore privativo e da
, e talora anche nocive, disposta dal fisco per impedire che sostanze destinate a
di idee naziste. = deriv. dal ted. nazi * nazista ', abbreviazione
. dendràchàtès * agata arborizzata comp. dal gr. sévspov 'albero 'e dx
dendritès * pietra preziosa a forma arborescente dal gr sevsplr / k 'arboreo ',
cellulare. = voce dotta, dal gr. sevsptn'* arboreo da sévspov
= deriv. da dendrite1: voce registrata dal d'alberti e dal tramater.
: voce registrata dal d'alberti e dal tramater. dendrltide, sf. ant
pietra preziosa a forma arborescente ', dal gr. sevspttt)? * arboreo '
lat. scient. dendrobium, comp. dal gr. sévspov 'albero 'e
lat. scient. dendrocalamus, comp. dal gr. sévspov 'albero 'e
lat. scient. dendrocoela, comp. dal gr. sévspov * albero 'e
dotta, lat. scient. dendrocoelidae, dal nome del genere dendrocoelum (cfr.
echinodermi della classe oloturoidi, caratterizzati dal fatto di possedere, nel vestibolo faringeo,
lat. scient. dendrochirotidae, comp. dal gr. sévspov 'albero 'e
lat. scient. dendrocitta, comp. dal gr. sévspov 'albero 'e
. = voce dotta, comp. dal gr. sévspov 'albero ',
lat. scient. dendrophyllia, comp. dal gr. sévspov 'albero 'e
. = voce dotta, comp. dal gr. sévspov * albero 'e
gr. sévspov * albero 'e dal tema di « pépeo 'porto '.
. da 8év8pov 'albero 'e dal tema di < pépto 'porto '.
= voce dotta intemaz., comp. dal gr. sévspov * albero * e
secolo xviii). termine già registrato dal d'alberti. dendròide1, agg
= voce dotta, lat. dendroidès, dal gr. 8ev8poei8fj <;: cfr
lat. scient. dendrohyrax, comp. dal gr. 8év8pov * albero 'e
genere di canguri di media statura e dal corpo robusto, con arti anteriori lunghi
lat. scient. dendrolagus, comp. dal gr. 8év8pov 'albero 'e
legnose, alberi e arbusti, sia dal punto di vista sistematico, sia per
lat. scient. dendrologia, comp. dal gr. sévspov 'albero'e xóyo£ 'discorso'
(sec. xviii). termine registrato dal d'alberti. dendrològico, agg
= voce dotta, comp. dal gr. sévspov * albero 'e
= voce dotta, comp. dal gr. sévspov 'albero 'e
sec. xviii). termine registrato dal d'alberti. dendròmini, sm
dotta, lat. scient. dendromyinae, dal nome del genere dendromys * dendromio '
lat. scient. dendromys, comp. dal gr. sévspov * albero 'e
dotta, lat. scient. dendronotidae, dal nome del genere dendronotus, comp.
nome del genere dendronotus, comp. dal gr. sévspov * albero 'e
: rispose la regina agli uffizi passati dal nunzio con parole ambigue e artificiose,
, la pertinacia al dinegare, sicurano dal di fuori. botta, 4-522: non
savoia i principi del sangue avevano escluso dal governo de'figliuoli pupilli le madri vedove
iii-280: le cause non siano avocate dal fòro secolare all'ecclesiastico sotto pretesto di
ballate furono, se vogliasi, cantate dal popolo o meglio dalla più grassa cittadinanza:
dengue * smorfia, maniera affettata ', dal swahili dinga * improvviso attacco di crampi
dengue (nel 1866). termine registrato dal panzini (iv-188). denicotinizzare
priva di quella cosa che più cara dal cielo tenevi. galileo, 1-1-266:
, le leggi posate e le menti illuminate dal tempo lascino udire la verità ed equamente
dalle « subdole arti del pretume ammaestrato dal gesuitismo nelle male armi della calunnia denigratoria
(secolo xvi). voce registrata dal tramater. denitrante (part.
un verbo). = deriv. dal lat. nòmen -inis 'nome ',
molti grandi e valenti signori, e dal suo nome denominò l'italia. nardi
particolare, sarà di definirla e distinguerla dal di lei 4 oggetto tecnico '. leopardi
enigmatica, la quale male si denomina dal burchiello, che non fece se non
spero- nisti, circuncisi e catuna è dal suo prelato denominata. malispini, 1-97
volgar., 787: maria maddalena dinominata dal castello magdalo, nacque di gentile legnaggio
numeratore s'avrà sottraendo il dato log. dal log. di esso denominatore. grandi
generale che ogni cosa sortisce la denominazione sua dal suo fine. berni, 213:
la denominazione di questo nome sia dedutta dal valore e dalla nobiltà della cosa.
4 della tragedia dedotta ancora dal coro, tanto questo è personale.
sali, e decretate ne'campi che dal fiume sala tengono il medesimo nome,
metafora; quando una dizione si tramuta dal suo proprio significato allo im- propio,
. magalotti, 23-148: questo niente dal quale si dice uscita la creatura non
. pascoli, 1467: crede alta dal gorgo del mare, / verso la
a densarsi uno strato di ceneri e dal quale si levava fumo alto nella notte
, empie il pallone, / che dal freddo densata, al fin risiede, /
. = voce dotta, comp. dal lat. dénsus * denso 'e dal
dal lat. dénsus * denso 'e dal gr. (xérpov * misura '
significati. dossi, 532: gonfiato dal vento dei loro polmoni, ogni argomento
= voce dotta, comp. dal lat. dénsitàs -àtis 'densità *
. dénsitàs -àtis 'densità * e dal gr. piérpov * misura '.
= voce dotta, comp. dal lat. dénsitàs -àtis 'densità '
. dénsitàs -àtis 'densità 'e dal gr. pirpov 'misura '.
. viani, 4-26: la nebbia filtrata dal setaccio del cielo colava lenta e densa
6-53: una penisoletta densa di case fuori dal verde della conca che l'attorniava.
in che modo il colore si generi dal mescolamento del raro e del denso,
. carducci, iii-19-73: dio ti salvi dal dì della lode! -è il primo
solo dalla copia delle dentali, ma specialmente dal tu tu che nasce pronunziando sonitu con
con ami inescati io traggo fuore / dal mar la triglia di mie mensa onore.
dotta, lat. scient. dentalidae, dal nome del genere dentalium (v.
dotta, lat. scient. dentalium, dal lat. dcns dentis * dente '
= voce dotta, lat. dentaria, dal lat. dens dentis * dente
non avendosela passata liscia, toglièvasi tosto dal terreno malsano 'e andava là dove veggeva
immaginava potessero esistere: il pesce prete dal tondo viso pensoso,...
ma alquanto acuti a guisa di denti; dal numero de'quali dicesi * bidentato '
quinta costa; il secondo ha origine dal foglietto posteriore della fascia lombodorsale all'altezza
una lamina grigio-giallastra piegata a zig-zag interrotta dal lato mediale da un'apertura detta ilo
il margine esterno, che si estende dal foro occipitale sino all'estremità del midollo
come il lampo della lama tirata fuori dal fodero di cuoio bruno. gozzano, 294
con le sue nervature dentature spartiture gualcita dal vento ròsa dal bruco inargentata dalla chiocciola
nervature dentature spartiture gualcita dal vento ròsa dal bruco inargentata dalla chiocciola è dissimile dalle
5. arald. filetto dentato che muove dal lato superiore dello scudo. 6
minacciosi, e morte / fulmi- navan dal torvo occhio tremendo. carducci, iii-7-437:
di nuova sofferenza armato, / ma insiem dal rastro dai ferrati denti, / vanne
seghe, e ciascun dente si slunghi dal muro. carena, 1-125: 'dente della
legno. testi, i-42: spiravano dal ciel venti leggieri, / e sol con
tragedia. negri, 1-957: di là dal bosco nitida si stende / la mia
intra'denti, cioè a dire dentro dal tuo cuore, chiudi l'uscio sopra te
. lippi, 7-5: chi dal compagno a ufo il dente sbatte;
i giovenchi (il qual nome ritengono dal tempo che sono stati domati fino a che
macchina dell'4 automobile 'si innalza dal suolo al cielo dello stanzone, a guisa
di ogni francobollo all'atto di separarlo dal foglio, in cui è delimitato da
voce dotta, comp. da dentello e dal gr. jzéxpov i misura '.
senza esitazione. = deriv. dal lat. denticulàre, dal lat. tardo
= deriv. dal lat. denticulàre, dal lat. tardo denticùlus 'piccolo dente
denti o di punte che sorgono dal quarzo o dallo spato. tramater [
comp. da dente e da -forme (dal lat. -formis, da fórma *
custodia del sapone. = deriv. dal lat. dentifricium * medicamento per fregare
dallo smalto e in corrispondenza della radice dal cemento (ed è detta anche avorio o
vecchi ornitologi per indicare alcuni uccelli passeriformi dal becco robusto e dotato di un dentello
e ha luogo in due periodi: dal quinto mese al terzo anno di vita
anno di vita la prima dentizione; dal settimo al dodicesimo anno la seconda)
. = voce dotta intemaz., dal lat. dentitiò -ónis, da
, 4-118: don diego si alzò dal letto come si trovava, in cami-
le fermò gli occhi uno spettacolo, dal quale non seppe per buona pezza ritrarli,
serpenti: che lo rimordevano e divoravano dal di dentro dalla mattina alla sera; e
rio pagatore, / sescalco chi dentro dal disco mi serra. pier della vigna,
intelligenza, 3: allor sentio venir dal fin amore / un raggio che passò
amore / un raggio che passò dentro dal core, / come la luce ch'appare
al matino. petrarca, 56-7: dentro dal mio ovil qual fera rugge? storia
che ad amar ce invita, / dentro dal petto el cor mi raserena. ariosto
govoni, 2-10: ci ritiriamo dentro / dal vertiginoso parapetto, / nel vedere là
idem, par., 14-3: dal centro al cerchio, e sì dal cerchio
: dal centro al cerchio, e sì dal cerchio al centro / movesi l'acqua
/ i cavrioli scen dono dal monte, / gorgoglia il lago, che
gran coppa d'argento / raccolto fu dal conte,... /..
, stridente di rabbia che, percossa dal fiato, non trova la via d'uscita
quanto possono servir alli spagnuoli di menar gente dal mare in piemonte per la diretta senza
si sentano straziare il cuore dalla malinconia e dal dolore, di fuori nondimeno il nascondono
facilmente. barilli, 2-73: dal balcone del settimo piano ci sei dentro
subito furono ambedue a piacenza, dove dal gonfalonieri, che teneva la porta vicino
ducati per serbarli. = deriv. dal lat. tardo deintro, cioè de più
d'uovo, carte bisunte, barattoli dal margine dentuto e suole schiodate che emergevano
(sotto l'influsso di cornùtus) dal lat. dentàtus * fornito di denti
franco, con voce tapina, / e dal fianco la spada denudava, / palido
, 9-72: ma la parola ultima detta dal sacerdote alla vergine le penetrò per tutte
più s'accorge che la magistratura discende dal suo nobile seggio, al punto di
figur. separato, disgiunto (l'anima dal corpo, lo spirito dalla materia)
, 158: l'anima che è denudata dal corpo è gionta a me, fine
cristo e del suo abbandono, descritto dal salmo xxi che viene recitato appunto durante
fin da quel tempo, è significato dal troppo noto e mal compreso episodio della
,... non si discosterà mai dal verisimile. monti, i-155: si
. serdonati, 9-203: parte mossi dal timore della guardia, parte spaventati dalle
roberti, xiii-214: il fiero dinunziaménto fatto dal nostro profeta al re ocozia fu l'
, 2-1104: l'invisibile presenza, denunziata dal monotono insistere della sega, esasperava i
il suo pagamento, e sodi- sfazione dal suo debitore mentre egli era idoneissimo al
è al deogratias '. = dal lat. liturg. deo gratias [agamus
. = voce dotta, comp. dal gr. séov -ovro? 'dovere'
= voce dotta, comp. dal lat. di-con valore privativo e operculum
. xvi). voce registr. dal tramater. deortatòrio, agg.
deriv. da deortare-, voce registr. dal d'alberti e dal tramater.
voce registr. dal d'alberti e dal tramater. deortazióne, sf. ant
essere soave... ma la deortazione dal vizio debba essere spaventevole. d'alberti
= voce dotta, comp. dal lat. di-con valore privativo e óbstruere
. = voce dotta, deriv. dal lat. dipàstio -ónis (plinio):
deriv. da dipàscere; voce registr. dal tommaseo. depauperaménto, sm. impoverimento
.. aggiungete la inquietudine perpetua che dal marito o dai parenti venga a scoprirsi
mancanza de'fondi nei negozi, depauperati dal lusso che regna in tutto lo stato.
moniglia, 1-1-589: l'esser depennato dal numero de'proscritti è opera di lepido,
artefatto ', nato dalla opinione e dal lusso. foscolo, xv-359: mi
istituzioni che a poco a poco s'allontanano dal primitivo benessere, dall'antico splendore)
a tutto il loro crescimento, la durezza dal centro alla circonferenza è quasi uguale,
più di giorno in giorno, rosa dal baco che s'era mangiati tutti i trao
= voce dotta, deriv. dal lat. deperire * perire '(comp
alla testa per trattenere i capelli sconvolti dal vento, gli parve di indovinare attraverso
depilatorie d'europa; io non ricavavo dal suggerimento, benché lo seguissi, alcun beneficio
sviare, fuorviare. = deriv. dal fr. dépister. depistato (part
deplorava coi medici quella che non rifuggiva dal chiamare la sua infermità. 2
filosoficamente affannati dalle faccende d'italia, dal pericolo di persone, e di persona,
, ii-276: né pertanto egli s'astiene dal volere a ogni modo far piangere
: sì come nel bianco piede punta dal velenoso aspide fu costretta di esalare la
vecchio pubblico maniaco, saccente, cotto dal sole e deplorevolmente sto discorso
[la canarina]; fuori porti / dal nido quanto puoi col becco, e
., 3-215: gli fu comandato dal vescovo, che siccome con la corona di
lo pregava gentilissimamente di deporre la maschera dal volto. manzoni, 314: oh mosa
piazza del popolo, a pochi passi dal mio studio. così, alle sei
solleva piano piano il cane appesantito dal sonno, lo depone sul tappeto e,
sentire il quando e 'l come / dal seggio suo depon l'altiera fronte, /
/ con gli affocati rai, scioglier dal lido / il cavo legno e via
aurifere, le quali, corrose assiduamente dal profondo alveo dei grandi fiumi, vi
subito per lo ministro, per farlo dal vescovo de la cità dagli ordeni sacri
pontefice supremo varcò le alpi, depose dal trono antico una progenie codarda, e
1-62: e abbiano divieto otto mesi, dal dì che dipongono il loro ufìcio anoverando
nel ritorno. tasso, 10-13: dal volto e dall'animo feroce / tutto
barone a ritrovar un valente padre, dal quale la donna era solita confessarsi.
deposti, e l'innocente / agnel dal fiero dente / reso sicuro andar scherzando
permetteva di camminare, onde senza muoversi dal sedile di pietra su cui stava da qualche
nobiltà... vien creato tale dal re per ogni dieta generale; in fine
di ripigliarla: questo comandamento ho ricevuto dal padre mio. monti, x-4-95:
cerca nel « riposo » conforto e dal conforto spera la continuazione.
meno secca guancia. = deriv. dal lat. dèponère, comp. da dé-'
un cuor di leone, me ne andai dal banditore, e dissi: « olà
e come elli avea aùto fiorini cinquanta dal fondaco da lato, disse: « buon
città l'odiavano e dovevano essere frenati dal podestà, i loro discendenti naturalizzati nel
: le borgate erano state fondate ufficialmente dal passato regime con la popolazione sgombrata di
di forza e deportata alla periferia di roma dal centro della città. deportazióne,
deverb. da deportare. la voce deriva dal fr. déport (a metà del
193: le visitatrici si fermano di là dal fossetto e depositano le offerte in punta
santità, fecesi di nuovo contratto confermato dal duca, e miche- lagnolo spontaneamente si
a. f. doni, 38: dal mangiare e vestirsi in fuori tu sei
ma però per nominazione e deputazione fatta dal pontefice, con nome e carico di
nelle loro mani, fu proposto al viceré dal mercatante stano le depositarie dei poteri
formalità per la consegna dei denari dal tribunal dei grammatici, poiché non hanno né
ii-1-170: ii-102: aveano dal papa infino dal 1466 avuto la depo
ii-102: aveano dal papa infino dal 1466 avuto la depo caro
anche contrafattore delle e mescolato colla feccia depositata dal vino. con l'obbligo di
s'intendano del tutto assoluti e liberati dal deposito, ovvero prestanze. g.
364: il ricorso deve essere preceduto dal deposito, per il caso di soccombenza,
7): la costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata
montano, 381: quella luce proveniva dal bacino di til- bury, dove ardevano
: le trebbiatrici erano partite alla chetichella dal loro grande deposito presso la città del
431: dalle ricchezze intellettuali sparse, dal deposito confuso delle cognizioni umane, raccogliere
getterebbero su quella eredità, e, lungi dal metterla in deposito, se la dividerebbero
negherà il deposito che gli sia dato dal suo prossimo per fede che avesse a
le comuni preci, si debba dire dal sacerdote il versetto 1 et fidelium animae '
'. l'atto di por giù dal luogo ov'era esposto il santissimo sacramento
l'accumulo di detriti depositati sulle rive dal mare e dai corsi d'acqua.
la quale si solleva la sua deposizione dal fondo, e s'intorbida. viviani
, iii-224: per la deposizione sua dal magistrato, non si perdeva 0 il
rogato tatto della deposizione di pio vi dal trono temporale. 6. dir
6. dir. can. sanzione disposta dal diritto canonico contro l'ecclesiastico resosi colpevole
queste deposizioni il giudice, e quelle dal notaio ridutte in scritto, dopoi che si
, / sabbia deposta come un letto / dal sangue, / ti odo cantare come
. d'annunzio, v-3-154: aveva dal pontefice il cardinal bertrando facoltà piena di togliere
piè della quale vedesi la vergine passata dal dolore. lanzi, i-173: quivi si
7-125: se pure non decadevano in me dal loro valore assoluto, le parole cominciavano
fanciulla, come si sarebbe dovuto credere dal suo occhio limpido, era onesta, certo
enigmatica, la quale male si denomina dal burchiello, che non fece se non
pervertito, moralmente guasto, deviato dal retto cammino. - anche sostant.
adatta, / la quale sappia discerner dal salato / l'insipido e l'arrosto
salato / l'insipido e l'arrosto dal bollito, / com'un uom che non
occhi tutti i disordini che dovevano cagionarsi dal privar una provincia della sua principal ricchezza
il quale supponendo gratuitamente che la lingua dal boccaccio in giù andasse deteriorando per la
si facesse 'ausdonia '; ed allora dal primitivo 'ansedonia 'si sarebbono fatte
sacrifici al suo nume, deprecando / dal proprio capo i perigli e le parche.
te deprecanti, o dea, dal reclinato / capo de i figli: /
, si propone di allontanare la condanna dal capo dell'imputato. gelli, 15-198
. v.]: le calamità deprecate dal pentimento, con atti di rea sconoscenza
simultanea di ben undici concittadini, e dal quale aveva avuto inizio, in italia
e di deprecazione, come ad allontanare dal suo capo, canuto sotto il panno nero
vaghi / a un modo sempre e dal suo stil non falli, / facea sì
iii-344: già 'l tebro innalza il crin dal letto algoso. /...
= voce dotta, deriv. dal lat. dèprehendere * prendere da '
cui li vedremmo se li potessimo osservare dal centro della terra. e riferito a
a una crisi (ed è caratterizzata dal ristagno degli affari, dalla discesa o dal
dal ristagno degli affari, dalla discesa o dal rialzo incontrollato dei prezzi, da fallimenti
morale, se gli era accaduto, fin dal principio della loro unione, di mancare
bene aspira. zeno, xxx-6-205: dal braccio guerriero / d'eroe sì pregiato,
legge dell'offerta e della dimanda e dal pericolo del diprezzamento e del rifiuto. montale
a buon prezzo fino a qui, dal regime deprimente dei birri e de'gingillini.
che quasi calata appoco appoco / paia dal ciel nell'onde alta colonna. a.
gran cavalleria, /... dal campo a deprimerli venia. bettinelli,
poverello albergo / da le brine e dal giel depressi furo. 4.
la pratica del mondo, ma la fuga dal mondo, non il lavoro, ma
non il lavoro, ma l'astensione dal lavoro e la vita ascetica e contemplativa
rivolgersi intorno al proprio asse, fuggendo dal centro le parti dintorno all'equatore,
, comp. del tema di deprimere e dal gr. p, éxpov * misura
che pesa su le spalle d'ogni uomo dal dì del vagito sino all'ora del
salmo s'inizia: de profundis clamavi 1 dal fondo dell'abisso ho invocato te,
). = voce dotta, dal tema dal gr. * concio '.
= voce dotta, dal tema dal gr. * concio '. depulzellato
sofferenti oppressi. = voce coniata dal lucini, comp. da de-con valore
, lo imbrattano, lo prever- tono dal suo dolce naturale sapore. depurare
] non meno di depurar la poesia dal gusto infetto del secolo, che di
'(propriamente, quindi * liberare dal pus '). depurativo,
si accontentano di ricavare l'interesse depurato dal tre per cento, e spesse volte
e correggerli. carletti, 267: dal quale collegio ne cavano quei consiglieri che
che vivono dentro il palagio, furono dal re deputati ad apprendere in tre giorni il
(ed è accompagnato per lo più dal complemento predicativo). guicciardini, i-145
per la quale si parte il vero dal falso. crescenzi volgar., 9-6:
per la republica tutte queste cose, e dal papa fossero levate le censure. pallavicino
furono annunziate a roma, incontanente fu dal senato diputata la guerra di acaia a
lui crucifissero due ladroni, l'uno dal lato manco e l'altro dal diritto.
l'uno dal lato manco e l'altro dal diritto. ed è adempiuta la scrittura
non come vescovo, ma come deputato dal papa doveva so- praintendere. magalotti,
colui che con ispecial commissione è mandato dal principe o da un corpo di persone
ma però per nominazione e deputazione fatta dal pontefice, con nome e carico di depositario
= voce dotta, comp. dal gr. séprj 'collo 'e àsexcpóg
lat. scient. deradenitis, comp. dal gr. séptj * collo 'e
/ i soffitti imbiancati? = dal fr. dérailler * uscire dalle rotaie,
appoggio, rotaia ', a sua volta dal fr. ant. retile e raille
raille 'sbarra, sostegno ', dal lat. regala * regolo, sbarra '
(nello sci). = dal fr. déraper (nel 1754) come
sec. xvii nella forma desrapper): dal provenz. moderno darapà (dal provenz
: dal provenz. moderno darapà (dal provenz. ant. rapar 'prendere,
! la guerra contro i topi, bandita dal comune di milano nel 1929, ha
non siamo al tutto derelitti ed abbandonati dal nostro conditore. parafrasi del paternoster,
condizione di separazione totale e irreparabile dal consorzio umano, dai conforti del
avere per raccomandati costoro, che, derelitti dal senno, abbandonati dal cervello, a
che, derelitti dal senno, abbandonati dal cervello, a te, tutta cervello e
suo tenero padre, abbandonata e derelitta dal suo più degno e più possente e più
, di orde di derelitti montani richiamati dal verdore delle pianure, indice di vegetazione
, di derelin quere: dal lat. dèrelictus, part. pass,
queste figure sono lavorate per esser vedute dal basso in alto: osserva che il lavoro
o fagiano. = deriv. dal lat. dèretrd 'dietro '(cfr
essere successi o dalla natura, o dal caso. sarpi, iii-208: il vescovo
docile manto e nell'aureola, / dal seno, fuggitiva, / deridendo, e
degna di sostenere strazii e derisioni e beffe dal mondo per amore del dolce e buono
: né cosa alcuna è sì lungi dal cadérgli in pensiero, come vedersi,
quali professano diverso culto il deriso, dal quale poi ne possono facilmente nascere e
il materiale alla deriva. = dal fr. dérive (nel 1690),
opere d'arte in quanto tali, ma dal contenuto delle opere d'arte. pea
scuro nel viso, per ragioni derivanti dal suo trafficare negli affari. piovene, 5-113
contempla il lago d'acque stagnanti derivante dal mincio. derivanza, sf. ant
(20): questo luogo stretto dal quale questo mare mediterraneo in prima si diriva
basa d'un monte, e che dal gambo suo principale derivino diversi rami,
vi-n-283 (27-5): da lui [dal gioco] diriva ciascuna malizia; /
scienzia esser superata dallo affetto il quale dal corpo e non dall'animo deriva. gelli
spartito si richiede un motivo fondamentale, dal quale tutto organicamente si svolga e derivi
per fortuna tutti i bachi delle carni dal seme delle sole mosche derivassero e non
preti] la combattevano [l'usanza] dal pulpito. landolfi, 3-117: il
derrata vende, / non a chi dal vendente è derivato. p. del rosso
sarebbe il domator de'mostri, / dal cui gran fonte il sangue mio deriva
pisano derivarono. leopardi, 427: dal parlare di s. benedetto da filadelfia
annaffia, derivando solchi d'acqua pieni dal vicin fiume. sarpi, vi-2-106: nell'
cavarono una fossa;... poi dal fiume, un qualche dieci piedi lontano
è insufficiente quanto quella che si vuol derivare dal riconoscimento degli istinti. 13.
uno terrazzano ch'avea nome bonizzo e dal detto il suo nome fu derivato.
usano molte voci nuove e per adietro dal popolo non udite, o ne dicono
più vago, le quali tuttavia sono dal popolo intese, o perché essi le
ignote, un movimento lento... dal quale si sentiva invincibilmente trascinato. barilli
prestabilita (un aeromobile). = dal fr. dèriver essere trascinato dalla corrente '
sec. xii) * derivare '(dal lat derivare), quasi a significare
la loro famiglia. savinio, 1-114: dal nome di quel tale castello, chiamato
pescaia di san marco; perocché derivata dal luogo inferiore non avrebbe sufficiente discesa nel
da questo peccato della viziata natura, dal principio della natura orriginalmente tradotto e derivato
significazioni d'oggetti derivati per diverse strade dal primo. leopardi, i-18: si
eccessive: però veramente e assolutamente derivate dal gusto orientale, a cui tuttavia non
francia e gli uomini franceschi, derivato dal sopraddetto nome di franchi. l. salviati
quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino. carducci, ii-7-176: 'afferrare'
diedero principio alla derivazione del loro naviglio dal fiume ticino. bacchelli, 6-228: dove
2-23: la derivazione del naviglio grande dal ticino, il naviglio di pavia: poi
e lungo bagno potendo aiutare la revulsione dal cuore, e la derivazione, e
al bene, d'ispirare l'aborrimento dal male, di correggere e migliorare i costumi
= comp. da deriva e dal gr. piérpov 4 misura '; cfr
derma -atis (pseudo sorano), dal gr. séppia -axoc * pelle ';
dotta, lat. scient. dermanyssidae, dal nome del genere dermanyssus (cfr.
lat. scient. dermanyssus, comp. dal gr. séppux 4 pelle 'e
cellule del derma e che è ricoperto dal tegumento; riveste il corpo degli echinodermi
= voce dotta, comp. dal gr. séppia * pelle * e scheletro
lat. scient. dermatagra, comp. dal gr. 8épp. a * pelle
8épp. a * pelle 'e dal suffisso di 'pellagra '. termine registrato
di 'pellagra '. termine registrato dal d'alberti, che rinvia al fr.
lat. scient. dermatalgia, comp. dal gr. séppia -axoc 'pelle '
= voce dotta, deriv. dal gr. séppia -axoc * pelle '.
serpentino. = voce dotta, dal gr. 8éppt, a -axoc * pelle
dotta, lat. scient. dermatitis, dal gr. séppux -axoc * pelle '
). la voce è registr. dal tramater. dermatite2, sf.
lat. scient. dermatòbia, comp. dal gr. séppia -axoc * pelle '
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc * pelle ',
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc * pelle '
. séppia -axoc * pelle 'e dal lat. scient. fibròma -atis 'tumore
lat. scient. dermatophyton, comp. dal gr. séppia -axoc * pelle '
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc * pelle '
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc 'pelle '
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc * pelle '
dotta, lat. scient. dermatoidis, dal gr. ssp- p ^ x <
da séppia -axoc * pelle 'e dal suff. -oeisfjc 'simile'; cfr. fr
= voce dotta, deriv. dal gr. séppia -axoc 'pelle '
. = voce dotta, deriv. dal gr. séppia -axoc 'pelle ',
= voce dotta intemaz., comp. dal gr. séppia -axoc 'pelle'e
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc 'pelle '
. séppia -axoc 'pelle 'e dal lat. scient. myorna -atis * tumore
* tumore del tessuto muscolare '(dal gr. pioc -óc * muscolo ')
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc 'pelle ',
, pioc -óc 'muscolo 'e dal suff. -ite che indica infiammazione.
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc 'pelle '
lat. scient. dermatorrhagia, comp. dal gr. séppia -axoc 'pelle '
lat. scient. dernuitorrhoea, comp. dal gr. séppia -axoc 4 pelle '
lat. scient. dermatorrhèxis, comp. dal gr. séppia -axoc 4 pelle '
lat. scient. dermcdosclèròsis, comp. dal gr. séppux -axoc 'pelle'e oxxrjpóc
lat. scient. dermatòsis, comp. dal gr. 8éppia -axoc 4 pelle '
. 8éppia -axoc 4 pelle 'e dal suff. -osi; cfr. fr.
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc * pelle '
lat. scient. dermatoptera, comp. dal gr. séppia -axoc 4 pelle
lat. scient. dermaiozóa, comp. dal gr. séppia -axog 'pelle '
; comprende forme non molto numerose, dal corpo allungato, con le ali anteriori
lat. scient. dermaptera, comp. dal gr. séppia -axoc 4 pelle '
dotta, lat. scient. dermestidae, dal gr. sep- ptaorrj? 4 verme
derma. la voce è già registr. dal d'alberti. dermite, sf
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axot; 4 pelle '
séppia -axot; 4 pelle 'e dal sufi, -ite che indica infiammazione.
lat. scient. dermochelys, comp. dal gr. séppia -axog 4 pelle '
lat. scient. dermocybe, comp. dal gr. séppta -aro? 4 pelle
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axo <; 4 pelle
(v.); voce registr. dal migliorini [in panzini, iv-829]
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axog 4 pelle *
lat. scient. dermophyta, comp. dal gr. séppia -axo <; 4
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc 4 pelle '
= voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc 4 pelle '
. séppia -axoc 4 pelle 'e dal suff. -oeistj <; 4 simile '
; 4 simile '; voce registr. dal tramater, che rinvia a dermatoide.
lat. scient. dermologia, deriv. dal gr. séppia 4 pelle 'e
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axo <; 4 pelle
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -aro? 'pelle',
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axo <; 4 pelle
-axo <; 4 pelle ', dal lat. scient. syphilis 4 sifilide '
. scient. syphilis 4 sifilide 'e dal gr. ypacpf) 4 descrizione '
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axo <; 4 pelle
-axo <; 4 pelle ', dal lat. scient. syphilis 4 sifilide '
. scient. syphilis 4 sifilide 'e dal gr. rcà&og 4 dolore, malattia
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -aro? 4 pelle '
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axoc 4 pelle '
. = voce dotta, comp. dal gr. séppia -axo? * pelle '
lat. scient. dermopterus, comp. dal gr. séppia -axo? 4 pelle
deverb. da derogare; voce registr. dal d'alberti e dal tramater, che
voce registr. dal d'alberti e dal tramater, che rinviano a 4 derogazione '
nelle leggi della natura, furon sollecitati egualmente dal patrocinio di questa nostra avvocata. botta
derogare * annullare '; voce registr. dal tommaseo. derogato (part.
non come vescovo, ma come deputato dal papa doveva sopraintendere. tassoni, viii-3-127
. = voce dotta, comp. dal gr. séptj * collo 'e top
derrata vende, / non a chi dal vendente è derivato. fra giordano,
diavolo... non faciendo comparazione dal vile prezzo di lo stato dii mondo alla
gentil italia... non fu creata dal cielo per essere un feudo imperiale e
. s. m'è stata inviata dal reverendissimo de'gaddi, ho ricevuta la
acquisto del valore di un denaro '(dal lat. dettarius). cfr.
dei defunti non siano dilapidati e dirubati dal primo occupante. collodi, 77: preso
; danneggiare, distruggere. pannuccio dal bagno, xxxv-1-306: or giustisi'ha
adattamento del fr. dérober, deriv. dal lat. tardo déraubdre, dal germ
. dal lat. tardo déraubdre, dal germ. raubon 1 prendere '(cfr
a mio giudizio, è poco diverso dal seguente: i ladri devono produrre in
dervisci minacciava d'investirla. = dal pere, dàrwèé 1 povero, mendico '
/ sì ben concordato. = dal lat. dèscènsus -ùs * discesa '.
abitate nella polvere. = dal lat. tardo déexcitdre 'destare ';
rècavi e pomi e grappoli che salvi / dal morso abbiam dell'aspro verno. foscolo
giorno la vaccaccia. = dal lat. discus * disco * (docum
* (docum. dopo plauto), dal gr. stoxo?.
dissi che c'era poco bisogno di muoversi dal caffè, a sentire un'auretta nativa
d'alcuni hocchi bianchi che pendono loro dal collo, e di cappelletti neri.
il sentimento poco gradevole che mi veniva dal soggiorno in mezzo a nemici. gentile
prescelto. = voce dotta, dal lat. dèscriptio -ónis, deriv. da
. = voce dotta, deriv. dal lat. dèdecère, da decere 'convenire
lor temor desdutti. = deriv. dal lat. dedùctus, part. pass,
al suo dilettevole diletto. = dal lat. tardo deexcitàre. deseguire,
ha carattere di deserto; che proviene dal deserto. -per estens.: sconfinato
, sghembe, puntute, come piovute dal cielo, disseminate in ogni dove da una
voce dotta, comp. da deserto e dal lat. -cola, da colere 1
tanto popolate nel tempo che furono discoperte dal colombo, e ora restano deserte e
quei tristi. leopardi, 34-274: e dal deserto foro / diritto infra le file
rupi, incolti sassi e aperte / dal terremoto e profondate grotte, / d'orror
: ma egli aveva la bocca sì diserta dal fuoco, ch'e'non poteva profferire
ratto mi tolgo, e lungamente / dal solingo verone io ti contemplo. e.
cui ogni cosa di oriani pareva assorbita dal vuoto, si rallegra sinceramente.
la voce / che mi si fa sentir dal gran deserto. landolfi, 8-129:
vivissime presenti, attingendo moto e norma dal deserto degli anni che sparvero. serra
gozzi, i-335: con meno inquietezze dal canto suo, un po'più d'attenzione
composti di un verbo deserere deriv. dal latino, ma non altrimenti attestato in
: la disperazione mi chiamava, chiamava, dal fondo = cfr. deserto1.
violento, appariva il mento estenuato, dal profilo stanco, dalle gote un po'cave
solitaria bicocca, quasi inaccessibile, così separata dal mondo. 2. sm.
considerante dalla necessità dello abbisognante, ovvero dal piacere del desiderante. leone ebreo, io
2-61: il [modo] desiderativo dimostra dal nome assai chiaramente, che esso contiene
poi tono la nave pur dianzi mossa dal porto ne i liti desiderati da i
fusser mossi dall'estrinseco altrimente che come dal fine e bene desiderato, sarrebono mossi
quattro giorni, si mostrò a roma desideratissimo dal popolo. dovila, 131: la
dalla fortuna, ma quel che viene dal proprio lavoro e dall'ingegno, ed a
, frotte di cavalieri, mangiati vivi dal desiderio di ballare con lei, non
, 3-2 (66): iasone avuta dal re la desiderosa licenzia, se strinse
e critica designava soltanto l'erudizione, dal punto di vista dell'onestà piuttosto che
... che le designazioni fossero fatte dal preside e dai professori e che coloro
., è stato pigliato in disgrazia dal pontefice e scacciato di roma. galileo
, mod. diner, deriv. dal lat. volg. * disjèjùndre, ridotto
: cioè 'rompere il digiuno, uscire dal digiuno ', pertanto col senso di
la vita di santo ignazio scritta dal bartoli. -dopo desinare: nell'
un frequentativo pure in ito, distinto dal continuativo. = voce dotta,
un simile sonetto? tutti versi, dal primo a l'ultimo, finiscono con desinenzia
(33-11): lo cor, quando dal corpo si partìo, / disse ad
di terra, per tanti seni di mare dal mio desio dilungato, in continuo dolore
primiero ed ultimo desio, / chi dal mio sen, chi ti potrà ritor?
da l'abete al faggio / ed or dal faggio al mirto, / s'avesse
bùgnole sale, iv-240: già ubriachi dal desio del sangue, pre
inf., 5-82: quali colombe, dal disio chiamate, / con l'ali
la ragion sommettono al talento, sono dal poeta assomigliati ad animali: i lussuriosi
il sapere all'universo, / come dal primo amore / e dal primo valore /
/ come dal primo amore / e dal primo valore / vien ogni possa e
uccello chiuso in gabbia, quando è preso dal desìo del cielo sterminato, si spezza
di favella. = deriv. dal lat. * dèsedium, probabilmente rifacimento
eri tutta occupata a farti fare la corte dal gussalli. 2. ant.
della franceschetta. beccuti, 133: dal forte scudo mio resta guardato: / e
. de sanctis, ii-15-17: uscito dal campo de'fantasmi e del suo pensiero,
per invidia propia. = deriv. dal provenz. desirar (sec. xii)
la giovin rosa: / e veder poi dal suo disire ardente / sorger prole robusta
. / se fia reso infelice / dal cielo il mio desire, avrò ben cuore
la forma ital. desiro può essere ricavata dal plur. desiri, se non piuttosto
« omei, / ch'io son gabbata dal tuo argomento ». = deriv
, iii-269: e tu allora non desistere dal pregare. machiavelli, 15: circa
basciator di francia l'esortò a desistere dal raccoglier armi, acciò questo non turbasse
ritorno / desista, oh anna, dal bramare altro volto. loria, 5-131
, e là dove sono maschi, se dal suolo sien recisi, non per tanto
non per tanto quelle desistono ogni anno dal fruttificare. l. bellini,
, 12-5: non però voglio desistere dal bel ordine incominciato. tasso, i-139
governo li facesse ravvedere, e desistere dal vizioso modo di vivere. manzoni,
esempio del clero se fosse stato imitato dal terzo, avrebbe, senza dubbio, determinato
. = voce dotta, deriv. dal lat. disitus, part. pass,
'muschio '; voce già registrata dal tramater, che rinvia a ondatra (
scient. desmaninae (nel 1925), dal nome del genere desmana (nel 1777
. desmarestiaceae (genere desmarestia), dal nome dello zoologo francese a. g.
dotta, lat. scient. desmectasia, dal gr. 8eapó <; 'legame
dotta, lat. scient. desmidium, dal gr. 8ea [il8iov 'fascetto
= voce dotta, deriv. dal gr. séajxtj * fascio, mazzo '
= voce dotta, comp. dal gr. 8ea|xó <; 'legame '
. 8ea|xó <; 'legame 'e dal sufi, -itide; voce registrata dal
dal sufi, -itide; voce registrata dal tramater. dèsmo, sm.
= voce dotta, deriv. dal gr. 8eajxó <; * legame '
. = voce dotta, comp. dal gr. 8ecrp. óc * legame '
dotta, lat. scient. desmocàridinae, dal gr. seopióc 'legame * e xdcpi$
. = voce dotta, comp. dal gr. 8eop. óc 'legame '
lat. scient. desmodaetyli, comp. dal gr. 8eop. óg * legame
. = voce dotta, deriv. dal lat. scient. desmodium (de-
(de- svaux, 1813), dal gr. 8eop, ó <; '
dotta, lat. scient. desmodus, dal gr. $eo|i. ó <;
dotta, lat. scient. desmodonta, dal gr. 8eop. ó <;
dotta, lat. scient. desmodontidae, dal nome del genere desmodo. de§modròmico
. = voce dotta, deriv. dal gr. 8za \ i6 <; 4
. = voce dotta, comp. dal gr. 8eop. óc 4 legame '
dotta, lat. scient. desmophlogósis, dal gr. seofióc 4 legame 'e
j. sollas, 1888), dal gr. 8eop. óc 4 legame '
. 8eop. óc 4 legame 'e dal sufi, -cpópoc (da q>ép = voce dotta, deriv. dal gr. ssoptót; 'legame 'e = voce dotta, deriv. dal gr. 8eop. ó <; 4 . = voce dotta, deriv. dal gr. 8eop. óc 4 legame ' scrivo '); voce già registrata dal tramater; cfr. ingl. desmography ( = voce dotta, comp. dal gr. 8eap. ó <; 4 . ó <; 4 legame 'e dal sufi, -asi che indica gli enzimi lat. scient. desmomyaria, deriv. dal gr. 8eop. ó <; lat. scient. desmonota, deriv. dal gr. seopióc 4 legame 'e dotta, lat. scient. desmopathia, dal gr. 8eap, ó <; = voce dotta, desmorrhsxis, dal gr. ssoptó? 4 legame ' dotta, lat. scient. desmoscolecidae, dal nome del genere desmoscolex, comp. nome del genere desmoscolex, comp. dal gr. 8ecrp. óc 4 legame ' lat. scient. desmosticha, comp. dal gr. seoptó? 'legame'e ot£xoc . da ssoixóc 4 legame 'e dal tema di triplo) 4 custodisco ') dotta, lat. scient. desmotomia, dal gr. 8scrp. ó <; taglio '); voce già registrata dal tramater; cfr. ingl. desmotomy ( dotta, lat. scient. desmothoraca, dal gr. seofxó? 4 legame ' . = voce dotta, introdotta dal jacobson, comp. dal gr. dotta, introdotta dal jacobson, comp. dal gr. seailòq 4 legame 'e gr. seailòq 4 legame 'e dal tema di opinai 4 volgo '. che di re per sicurare la polonia dal disolaménto e dal guasto di que'ladroni re per sicurare la polonia dal disolaménto e dal guasto di que'ladroni. segneri, , anche il più modesto, di esorbitare dal costume corrente riesce facilmente una pagliacciata.
: talune terre sappiamo essere state inghiottite dal mare; altre o inondate dalle acque o
di consolazioni, ma la tristezza che viene dal trovarsi o dal credersi solo.
tristezza che viene dal trovarsi o dal credersi solo. linati, 30-219: il
, salvate ima desolata famiglia. liberatemi dal rossore, dalla miseria, dalla folla de'
micrania, gli si spezza il cuor dal dolore. casti, 7-73: chi
d'invasione è alle porte. donne dal forte accento meridionale, quasi greco, levantino
quest'isole furono salve le tante volte dal desolatore flagello? 3. che
disolatore, lo quale faccia la lingua pura dal peccato, è il sermone divino.
splendido edilìzio, rimaso trista ruina divorata dal tempo. botta, 4-491: consumati
torbidezze,... mi ristrigne dal tanto che v'è da poter dire
dotta, lat. scient. desoria, dal nome del naturalista fr. e.
lasso, deggio, / poi fui dal mio principio a mezza etate / in
le desortazioni. = comp. dal pref. de-con valore privativo ed esor
comp. da des [ossi-'] e dal sufi. -oso. desossibenzolno,
. = voce dotta, comp. dal pref. des-privativo, da ossigeno]
= voce dotta, comp. dal pref. des-privativo e ossi
= voce dotta, comp. dal pref. des-privativo, da ossigeno
= voce dotta, comp. dal pref. des-privativo e ossi
= voce dotta, comp. dal pref. des-privativo, da ossigeno
di despezióne. = voce dotta, dal lat. dèspectio -ónis, deriv. da
verginità l'anima mia è amata dal signor suo e desponsata dallo dio suo?
d'onore degli imperatorid'oriente (a cominciare dal vii secolo); titolo dei
., che hanno la medesima ragione dal greco ». despotato, sm
chi assicura noi che questo compendio trovato dal mai sia quello che fu letto da
io dovevo finalmente eliminare quella seccante fanciulla dal mio destino, pure dovevo usarle il riguardo
agg. che sveglia, che scuote dal sonno. - anche al fìgur.
). svegliare chi dorme, scuotere dal sonno. istorietta troiana, xxviii-539
colui ch'a te n'envia / spesso dal sonno lagrimando desta, / libere in
lor passo arresti, / né tromba che dal sonno almen gli desti. marino,
. marino, vii-105: desta il sole dal sonno le genti e le richiama alle
specialmente se quel torpore fosse stato caricato dal fumo di troppo vino bevuto durante la
le pecchie impigriscono e non sono deste dal caldo. bembo, 1-286: tornava la
2. figur. scuotere dall'inerzia, dal torpore; animare, sollecitare; spingere
mobile che piace, / tosto che dal piacere in atto è desto. ugurgieri
sua virtù, e quasi lampo venuto dal cielo empier gli animi di ciascuno di
di tal poema fu in me destata dal camposanto ch'io vedea, non senza
spolverini, xxx-1-76: sporte ch'abbia dal dente indi due foglie, / l'umor
prodotti dalla luce e dai colori, dal soffio della brezza, ecc.).
la particella pronominale. svegliarsi, passare dal sonno allo stato di veglia. fra
fosse arsa la scala, e intomeato dal fuoco, tardi si desterebbe, sarebbe
ma tardi, quando già è circondato dal fuoco. dante, inf., 6-94
più non si desta / di qua dal suon de l'angelica tromba, /
in sé rivenne, ed ebbe / dal grave sonno i lumi ebri riscossi,
restossi. casti, 9-99: si destò dal torbido riposo, / che di già
velli ferini, che destato si sia allora dal letargo dell'ebrezza e che la caligine
/ senza che il ghiaccio si desti dal suo sonno durissimo. bocchelli, 1-88:
gran cuore e con molto desiderio ci destiamo dal sonno; e rinnovelliamo insieme coll'altre
metastasio, ii-234: mi desto / dal letargo funesto, ond'era avvolto:
, / quel pene- trevol vermo, dal cui dente / sempre rimorso, il peccator
spesso delusi. onofri, 106: tocco dal tuo mirabile abbandono / di feminea dolcezza
altrimenti che una favilla di fuoco, aiutata dal vento, dimostran il suo splendore:
alle trombate d'acqua si volevano destare dal sogno in cui parevano assorti -sogno
la voce del sovran motore, / dal letargo lunghissimo e profondo / si destàr
, e de l'abisso / romoreggiàr dal fondo / le scure immisurabili caverne, /
il mento. = » deriv. dal lat. tardo * déexcitàre (comp.
[e somno] * eccitare, scuotere dal sonno '. destato (part
destare), agg. passato dal sonno alla veglia; svegliato.
davanzati, ii-130: vitellio quasi destato dal sonno, mandò giulio prisco e alfeno
verri, i-191: ond'ella spesso dal terrore destata invocava li dei, e
2. figur. scosso dall'inerzia, dal torpore, da una fantasticheria; sollecitato
. foscolo, scp., 96: dal dì che nozze e tribunali ed are
morire, / o aver la dama dal viso fiorito. tasso, 1-23-17: goffredo
sua piccolezza, io aveva destinato, fino dal primo istante che l'ebbi, a
. battoli, 19-240: appena gli rimaneva dal servigio de'prossimi un'ora libera in
, supporto '; anche dèstinàtum (dal part. pass, dèstinàtus * fissato,
lettera'. or non sappiamo qual differenza sia dal dire: * io non so
(ant. distinato). voluto dal destino; preordinato dal destino (o
). voluto dal destino; preordinato dal destino (o anche dalla provvidenza) a
in grazia. michelangelo, i-421: dal destinato parto / sì mi ti dette
/ a te solo dagli uomini e dal cielo / destinata si serba. campanella
che fantasia fortunata per un galantuomo destinato dal destino ad essere compilatore, e massima-
altra è grandissima) io mi sarei gettato dal suo partito, perché più giusto.
dai più teneri anni / a te dal padre destinata; a un tempo / sposa
, ma per tutti un impiego, dal quale ognuno renderà conto, cominciò da
della vecchia vita sconvolta dalla fuga e dal saccheggio. landolfi, 2-93: facevano
disperato. — matrimoni e vescovadi dal cielo sono destinati: la scelta del
verga, 3-104: matrimonii e vescovadi dal cielo sono destinati. destinato2 (
bambola] e, allora, fuori dal collo, cascarono giù frantumi di porcellana,
cose simili a queste: le quali non dal nostro volere elettivo, ma dalla natura
, ma dalla natura dipendono e conseguentemente dal grande iddio. matraini, ix-513: deh
; e tale uso è tolto di peso dal francese. nievo, 2-36: spero
torto che si è fatto coll'allontanarsi dal pericolo, rimarrà al suo posto. d'
del seduttore sentimentale, partito all'improvviso dal paese. il bimbo, per fortuna
.: anche di animali, svegliati dal sonno o dal letargo. leopardi,
di animali, svegliati dal sonno o dal letargo. leopardi, 202: tutti
3. figur. sollecitato, scosso dal torpore; incitato; spinto in una
e della morte stessa, desto prima dal vino, poi mirabilmente eccitato dallo stridore
eccitato dallo stridore delle argute trombe, e dal suono dei tamburi, tra gli strepiti
si lasci talvolta occupar dall'affetto e trasportar dal vizio. leopardi, 22-125: invidia
gli congela i mocchi che gli escon dal naso, come i ghiacciuoli pendenti dai
. corsini, 9-83: già disciolto dal collo ei se l'aveva, / e
da destra: al lato destro, dal lato destro di chi guarda.
quel da l'oro astener, questi dal ferro, / sospinto a forza dal
dal ferro, / sospinto a forza dal destino avverso. marino, 10-238: s'
ad un tratto, lasciò che la vittoria dal valore e dalle destre sole dipendesse.
piè ben consigliato ei torse / lunge dal calle morbido ed aperto; / e
lato che sta a destra di chi dal palcoscenico guarda verso il pubblico.
sta a sorreggere una casa di legno dal tetto di falasco. pirandello, i-608:
) ', e la denominazione deriva dal fatto che nei parlamenti europei i rappresentanti
religioso, appoggiato dalla sinistra piemontese e dal rattazzi. carducci, ii-10-264: il
seco affretta e tragge, / e dal proprio cammin quasi distoma. idem, n-ii-296
trovato le chiavi di tutte le porte dal capo del letto della nutrice, aperse
s'imbocca e si percorre e si sbocca dal ponte, per un verso e per
a noia, venga come l'altre cose dal fato e riscontro di nascite: o
san- dolo popparino di quelli che esigono dal vogatore tanta forza e destrezza. d'
era anche stata la causa della separazione dal padre, che, vecchio precocemente e infermiccio
[era], come mi avvidi fin dal primo giorno, di una leggerezza e
: leucòthea, il fanciulli portuno / dal sen deposto, per vederla avea /
l'ombra è maggiore, / scende nettun dal carro e 1 destrier scioglie. /
i destrier d'argenteo pelo, / dal morso d'ór foco spiranti e spume.
-da lodi, v-i51-168: poi lo ferì dal destro lato / d'una lanza per
il papa si chinò, e baciollo dal lato ritto. -dare, porgere
le feroci erine. / quest'è megera dal sinistro canto; / quella che piange
sinistro canto; / quella che piange dal destro è aletto; / tesifone è
parte. marino, 2-31: vulgo dal destro lato e dal sinistro / di
, 2-31: vulgo dal destro lato e dal sinistro / di fanciulli e di ninfe
, fammi possente / di divenir ancor dal destro lato / del tuo figliuol,
me lieto ne'miei lunghi affanni / vivo dal dì, che de'vostri occhi i
intorniato / da calde fonti, e dal sinistro lato / gli sta pozzuolo e da
poteva aspettare tutti i fini immaginabili, dal più sinistro al più destro.
, par., 15-19: tale, dal corno che in destro si stende /
li nostri padri. = deriv. dal lat. dexter - \ è \ ri
voce dotta, comp. da destro e dal gr. xapfita 'cuore '.
da dexter * destro 'e dal gr. xripl<>c 'della mano '
¦ = composizione dotta, da destro e dal tema di girare (v.)
« = comp. da destro e dal sufi, -oide (dal gr. -oei&fc
da destro e dal sufi, -oide (dal gr. -oei&fc * simile *
— comp. da destrogiro] e dal sufi, -osio che indica gli zuccheri
corruzione, la quale si causa massimamente dal gran caldo della state, che dissecca ogni
una parola, di un'espressione) dal sistema linguistico attuale; disuso.
slontanano... più vanno deviando dal significato di esso, e procedono desultoriamente e
cinque o sei, non uscirono mai dal loro paese, desunsero le immagini più
lui, almeno per metà! lo desumeva dal fatto che, uscito a sedici anni
croniche inglesi di vari regni successivi, destarono dal torpore e dalla oscurità molti grandi e
. = ingl. detector, dal lat. detector -óris * rivelatore ',
mercurio è contrassegnato, e presentatoci solo dal sommo dio della natura, per assottigliare,
e i deterioramenti della lingua dipenderanno sempre dal più o meno d'ingegno o di
una gran parte della popolazione, parte dal principio che, fino a tanto che
da dèterior -óris * peggiore '(dal positivo deter non altrimenti attestato); cfr
s. è padrona di me stesso, dal quale è stata cavata quella figura
si dannò un fanciullo essendo morto mentre dal padre era portato per esser battezzato,
sempre attingere l'impulso determinante al bene dal fondo dell'anima sua stessa. d'annunzio
le littora del nostro mare, che sono dal ponente, determina cartagine nuova. dante
9-256: avemo determinata la città di qua dal fiume d'arno. getti, i-157
delle pupille feroci determinai il luogo occupato dal genitore. già stava il mio ginocchio sulla
dell'imperio, ch'egli s'attribuiva dal ponte alla torraccia. pratolini, 1-94
virtù e la malizia determinano il servo dal libero, nobili ed ignobili.
il dogma della processione dello spirito santo dal padre e dal figliuolo nel che i
processione dello spirito santo dal padre e dal figliuolo nel che i greci non convenivano
, e a chi noi determinassimo, dal fiesco o da campofregoso o altri
come, dove, per quanto? comincia dal determinare: mi occorre fin d'ora
pause nei versi degli antichi poeti fu determinata dal tempo musicale. b. croce,
;... quello che seguitò dal 1867 a tutto il 1870 fu un periodo
erano pur sufficienti a discemere il bello dal non bello, la poesia dalla non
poesia dalla non poesia, come il bene dal non bene, il vero dal non
bene dal non bene, il vero dal non vero. gobetti, 1-27: nel
era inverso la terra, si fuggì dal castello. goldoni, viii-1014: tocca
sapeva del brodo di rane, preparato dal celebre fìsico alla moglie malandata, e di
, o ne venga la produzione accidentalmente dal concorso degli atomi; basta all'intelletto
le forze]... secondo che dal voler nostro gli è precisamente comandato e
aver perso ogni senso, di essere uscito dal tempo. pavese, 8-406: più
ha luogo perfetto, perciocché egli è dal suo principio al suo fine mobile, cioè
in ispagna, per avvertirlo di procurare dal re non tanto aiuto di gente spagnuola ed
è, sotto sotto, determinata soprattutto dal palio. 7. causato,
umana. landolfi, 3-96: uscite dal cerchio della natura, che non esiste
così prende la qualità e la determinazione dal tralcio. frisi, xviii-3-308: ho detto
della nostra vita e separarsi l'anima dal corpo non essere alcuna pena, dove li
de'nostri nomi è bensì varia passando dal minor numero al maggiore, onde diciamo
(nel 1840), deriv. dal ted. determinismus (a sua volta ricavato
= calco dell'ingl. deterrent, dal lat. déterrens -entis, part
gemme che bastino alle sue membra appesantite dal troppo benessere; e si muove col
nei capaci mastelli retti sul capo difeso dal cercine. gozzano, no: maddalena col
vermiglia, subito detersa con le garze dal chirurgo aiuto. pavese, i-498:
, che è per sé detestabilissimo, e dal quale assai di leggieri al libertinaggio si
gozzano, 363: quel detestabile signore dal naso ricurvo: un iettatore certo,
[roma] è ormai quasi tutta illuminata dal detestabile neon, nemico di ogni