di tempo. stoppani, 1-452: da più di tre secoli il vesuvio, sommerso
da egirina e augite, che si trova tra
effusive alcaline. = comp. da egirina e augite (v.).
= voce dotta, lat. aegyptilla (da aegyptus 4 egitto ').
assurdità di ciò che è detto da altri (ripetendone le parole).
. = voce dotta, comp. da egitto e dal gr. xóyoq 4
= voce dotta, comp. da egitto e dal gr. xóyo?
certe osservanze o dare strenne. guido da pisa, 1-45: sono certi dì nel
divisione dei capitoli. = deriv. da egizio (v.).
..., si riconosce nondimeno da chi intende la differenza nelle maniere di
l'egizie piramidi oltrepassi, / e da pendente, o da secondo tomo / possa
oltrepassi, / e da pendente, o da secondo tomo / possa fare alla cupola
, nativo dell'egitto. guido da pisa, 1-50: vedendo questo li egizii
furono adunque recate le vivande a lui da parte, a loro da parte, ed
vivande a lui da parte, a loro da parte, ed agli egizzii che mangiavano
ed agli egizzii che mangiavano con lui da parte, conciò sia cosa che gli
dall'ant. fr. aiglent, da un lat. * aquilentum, per aculentum
ana- cantini, affine al merluzzo, da cui si distingue per la minore lunghezza
ora disus.: ed è sostituito da essi (che per il complemento oggetto ha
dar maggior enfasi alla frase. ruggerone da palermo, 1-26: così fa quelli c'
te fiamma è accesa! s. bernardino da siena, 41: si dice che
il suo simile, / ed egli da quel giorno m'amerà. -ant
uomini... per moglie. andrea da barberino, i-101: e'si volsono
e l'uno disse: noi aremo donna da godere e arme e cavallo. alberti
o nei casi obliqui. francesco da barberino, iii-204: ma faccianli securi
vi dico ch'e'fu egli. andrea da barberino, 152: quando lucio albanio
noi e non egli. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
, che coprivano le navi. [sostituito da] manzoni, pr. sp.
/ grave di tal portato: / da cui promise è nato, / donde era
si sogna, / tu sentirai di qua da picciol tempo / di quel che prato
per tempo: / così foss'ei, da che pur esser dee. latini volgar
del corpo bellissima quanto alcuna altra. andrea da barberino, 1-23: egli a venne
sarà nuovo, strinsemi violentissima poi e da cui non mi rifaccio che ora.
di un individuo. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
: a guisa di chi è colto da una interrogazione inaspettata e imbarazzante d'un
): a guisa di chi è colto da una interrogazione inaspettata e imbarazzante d'un
forma antiquata (sostituita nell'uso moderno da essi) ancora viva nel linguaggio letterario
lo 'nganno il quale ella ed eglino da gisippo ricevuto avevano. palladio volgar.,
eglino ', usato non poche volte da gli antichi, è continuamente in bocca d'
di lamballe? = deriv. da egli con la desinenza -no della terza
, le quali furono intitolate e mandate da lui, per risposta di certi versi mandatigli
saranno, racontare le rozze ecloghe, da naturale vena uscite; così di ornamento ignude
al quale come poeta, e tocco da spirito celeste, è stato lecito allungarsi alquanto
celeste, è stato lecito allungarsi alquanto da quella semplicità villesca e pastorale, e seguire
si usano più a'dì nostri se non da un qualche arcadico baggeo in qualche
mente 4 scelta ', deriv. da èxxéyco 4 scelgo '. eglogàio
e letter. io. bianco da siena, 185: te adunque, jesu
2. in psicanalisi, una delle istanze da cui è formata la personalità psichica,
un addensamento più o meno complicato da versamento pleurico. = voce dotta,
. = voce dotta, comp. da ego [fonia \ e broncofonia (v
il centro di ogni relazione, escludendo da sé ogni altro centro equivalente di prospettiva
al pensiero del bambino); mosso da egocentrismo. - anche sostant.
che addirittura tutto il mondo civile nascesse da venere. alvaro, 13-369: il
si manifestano. = deriv. da egocentrico. egocèntro, agg.
p&axp. o <;, comp. da at£ cdyòq 4 capra 'e ò
vero fine. cicognani, 9-139: da ragazzi l'egoismo naturale è così felice
v-1-728: ma già da'filosofi, o da quegli impassibili egoisti che oggidì questo sacro
effetto o espressione di egoismo; viziato da egoismo. gozzano, 492: essa
a te! avresti dovuto portar animali da acclimare a villetta. fogazzaro, n-137
è proprio dell'egoista, mosso da egoismo; rivolto esclusi vamente
. dal fr. égol, comp. da ég [al] 4 uguale
morbosa, della propria individualità, compiuta da uno scrittore (e in questo senso
questo senso la voce è stata introdotta da stendhal); l'atteggiamento di chi
il grado ipertrofico dell'egoismo, tale da rivelare un'alterazione psicopatologica dell'io,
presenzia. cicerone volgar., 2-7: da questi fu chiamato nasica, quello prudente
non dava peso. perciò serviva egregiamente da sentinella. = comp. di
donna egregia / che, per salvar da morte / uno infermo consorte, /
977: rovani ad un tavolo circondato da un'eletta schiera di letterati e d'
considerevole (un prezzo, una somma da pagare). foscolo, iii-1-74:
eccellente, singolare ', comp. da ex 4 fuori 'e grex gregis 4
/ il cavaliere. -fare egresso da qualcosa o da qualcuno: non parlarne
cavaliere. -fare egresso da qualcosa o da qualcuno: non parlarne più, abbandonarne
garzoni, 1-827: or facciamo egresso da questi maestri, che son compagni di
uscita, sbocco ', deriv. da egressus, part. pass, di egrèdi
di egrèdi 1 uscire ', comp. da ex 'fuori 'e gradi 4
, 2-80: l'origine di questo dolore da noi debba essere esplicata, cioè la
, lat. aegrltudo -inis, deriv. da aeger, aegra, aegrum 4 infermo
in te beltà rivive. -afflitto da malattie, da infermità. marmitta,
rivive. -afflitto da malattie, da infermità. marmitta, ix-302: hanno
suol egro che da sete oppresso / versa ogn'or col pensier
veniamo noi e gli altri egrotanti e oppressi da vari morbi del corpo a bere questa
: adunque l'origine di questo dolore da noi debba essere esplicata, cioè la cagione
lat. aegrótàtìo -ònis * malattia ', da aegròtàre 'essere infermo '.
, infermo, sofferente. felice da massa marittima, 96: molte altre cose
malato, sofferente '(deriv. da aeger: v. egro). cfr
dotta, lat. egurgitare (deriv. da gurges -itis * vortice, gorgo
e'sarà il meglio ch'io vegga da me se gli è in casa. panciatichi
roberto, 416: il deputato non andava da due anni alla capitale, dimenticava interamente
. bibbiena, xxv-1-45: presto verrà da lei. eh, eh, eh,
. « ehi! » si chiamano da una parte all'altra. « ehi!
questo vedendo giapeto feroce, / che da l'alber fatale aveva tratta / possa durabil
l'insegne, quando fois, incitato da la fatai furia della non regolata forteza
una lista fatale di 17 buoni cittadini da deportarsi, di 3000 da imprigionarsi,
17 buoni cittadini da deportarsi, di 3000 da imprigionarsi, di molti infelici forestieri da
da imprigionarsi, di molti infelici forestieri da bandirsi. 8. che è
suo fine, / e in lei da ciò dipende / l'andar a dite o
ahi tolto / sì presto a noi da la fatai sua ora, / o di
notturni miei riposi furo / turbati ognor da strani sogni e larve, / ed un
di essere tutti coinvolti, geo josz da una parte e noi dall'altra, in
vasto, lento, fatale, da cui non era possibile sottrarsi. 10
argive lance: / chi ti sottrasse da rovina certa / quel fatai dì? monti
e la prosperità di bologna erano dipese da quella risoluzione fatale. -essenziale, fondamentale
tasso, 1- 11-63: veggio portar da inevitabil sorte / il nemico fatale a
la razza italiana non è ancora sanata da questa fiacchezza morale, e non è
le sue sentirono unghie fatali, / da quando ei l'abile man giovinetta / da
da quando ei l'abile man giovinetta / da l'elemosine ne la cassetta / imberbe
, / e chi disceme è vinto da chi vole. g. visconti, 1-83
d'annunzio, i-396: come uscimmo da la chiostra / in su'paschi feudali /
ad una giostra, / e che da que'fatali / occhi mi sorridesse la
il segno. verga, ii-50: egli da lontano inchiodava uno sguardo fatale su quella
, dal lat. fàtalis, deriv. da fàtum 'fato, destino '.
tutti gli avvenimenti siano predeterminati e causati da un destino ineluttabile. — per estens
dal noto mr. crousaz, e da altri di anticristianismo, di deismo e
non logico, contrastato soltanto in apparenza da una illusione di potenza, a cui le
e bestemmio forte. = deriv. da fatale; cfr. fr. fatalisme (
iii-23: la schifa ciurma era tutta coperta da capo a piedi di lebbra, d'
venire nella sua anima non dissodata, da ragionamenti, da massime stoiche o fataliste
sua anima non dissodata, da ragionamenti, da massime stoiche o fataliste. e.
fataliste. e. cecchi, 8-85: da questo frammento di due versi sarebbe azzardoso
forza fatalistica. = deriv. da fatalista. fatalità, sf.
cose di qua, che fato o fatalità da molti de'filosofanti si appella. montecuccoli
ii-1-377: emilio dandolo non s'illudeva da parecchio tempo sulla gravità del suo male
la medesima fatalità non tanto le professioni da voi nominate, ma qualunque altra.
... pareva cercare febbrilmente cose da cui dipendessero fatalità spaventose. piovene,
. pass, di un verbo fanatizzare (da fatale) non documentato.
carducci, iii-12-146: la democrazia avea da per tutto ceduto il luogo ai tiranni
: d'italia vedi il guastamento: da indi inanzi taci, e tutte le altre
fataménto ». = deriv. da fatare1. fata morgana [fatamorgana
fenomeno di miraggio, che viene provocato da una rifrazione anormale, dovuta alla minore
vapori, di brume e di miraggi da fata morgana, che barche, chiatte,
quasi increduli, temendo dell'incantesimo creato da un negromante, di uno scenario che
moglie; e accortosi il fatappio, gioia da padella, della poco levatura della monna
e cinguetta. = deriv. da fatappio. fatare1, tr.
carmentes. lorenzo de'medici, 5-23: da piccolino in cima / credo fussi fatato
che elle facesser sì che ogn'anno da oggi a domani a otto io fussi sempre
o di timor: però che imene / da capo a piè fa- tollo. imene
un clima lunare. = deriv. da fata. fatare2, tr. ant
che fatava nel mezzo de'campi, da prima per sua voglia muoversi, sanza
sua voglia muoversi, sanza essere mossa da alcuno; e poscia pigliare forma d'
gli auspici? = deriv. da fata: cfr. fatare1.
le interiora del toro fatato, ucciso da briareo, portò al cielo, ove
portò al cielo, ove egli fu da giove locato e adornato di nove stelle
il cavallier gagliardo / morto cadea, da quel dardo passato. ariosto, 12-49
. montano, 93: ora ha da capitare anche questa vecchia primavera mezzana,
, maravigliandosi, prese enea. andrea da barberino, 193: per questo piegare
. e si sedette nella portantina, da signore, accavallando le gambe. il grappolo
uso neutro e impers. fra bartolomeo da s. c., 91: avea
che dovea la signoria avere. guido da pisa, 1-265: lieva su e
uscio, / così la povertà mi fu da lato / e disse: « t'
fatato / ch'i'non mi debba mai da te partire ». b. segni
che è fatato e filato a ciascuno fin da principio. carducci, ii-8-143: son
, i-29: vannuccio... ae da me... porcelli due maschi
imprese (un luogo). guido da pisa, 2-43: con molta riverenzia inchinando
legata la vita di qualcuno. guido da pisa, 1-215: questo tizzone, nel
. ant. incantesimo; condizione derivante da un incantesimo, che assicura doti meravigliose
ogni fatatura. = deriv. da fodore1. fatica (ant.
ne deriva). bartolomeo da s. c., 30-6-7: dobbiamo
: qual cosa greve / levata s'è da me, che nulla quasi / per
, pervenne in sul verone. paolo da certaldo, 81: quello che l'
fatica di affondare per risorgere eguali / da secoli, o da istanti. pavese,
risorgere eguali / da secoli, o da istanti. pavese, 1-138: bevete una
meglio potesse resistere alla fatica che aveva da sopportare per le continue misure che si
sopportare per le continue misure che si avevano da fare sopra di esso. pea,
quanta fatica l'albero gentile ha sofferto agitato da quell'uragano che lo ha sfrondato o
la morte. / la vuol por là da le tartaree porte. tasso, 13-iv-331
parentadi e amistà. s. caterina da siena, v-54: le virtù s'
umil, che sporgi il corno / da la terra e da tacque a gran
sporgi il corno / da la terra e da tacque a gran fatica, / sì
, iv-22: scoprimmo, a poca distanza da noi, una colonna di fumo,
ne prese viltà: « non è da darsi fatica, ché pace sarà ».
idem, par., 15-95: quel da cui si dice / tua cognazione,
amore questa fatica le tolse. zanobi da strada [s. gregorio magno volgar
machiavelli, 517: vinta pertanto facilmente da il conte la prima fatica di avere
di fiore. -interpretazione, eseguita da un attore, della parte principale in
prove di forza eroica imposte a ercole da re euristeo. -al figur.:
e di grande impegno. guido da pisa, 1-190: ma, quando memoria
appropriatigli a quelle, sarieno imprese illustrissime da circondar il suo mausoleo. guarini, 49
sete e altri per fatica. bartolomeo da s. c., 20-1-12:
la fatica di tutto 'l dì. francesco da barberino, i-283: non ti lagnar
che 'l dì seguente scossa / serà da te la fatica e la noia, /
energetiche. -fatica mentale: strapazzo provocato da eccessivo lavoro mentale. 11.
sua potenza e noi e quelle cose che da dio sono state create per noi?
suo le dica / ch'egli è da febbre oppresso così ria, / che di
una « classe politica », mossa da ideali che non possono essere se non etici
mando l'esempio in questa lettera, fatto da papa giulio. -durare fatica in
una cosa): difficile, gravosa da farsi. giamboni, 7-23: è
7-23: è dunque il gittare colla fonda da tutti i cavalieri con continuo uso da
da tutti i cavalieri con continuo uso da apparare, perché la fonda portare non
ragioni e usanze allegando in ciò ragioni da simile o da contrario. boccaccio, dee
allegando in ciò ragioni da simile o da contrario. boccaccio, dee.,
.. io ne fossi lodato, e da molto più reputato, nondimeno mi fu
. - anche al figur. bartolomeo da s. c., 261: deliberò
per nostre spese. -fatica da bestie: assai gravosa. redi,
mio capaccio duro ha fatta una fatica da bestie per trovare e intendere la costruzione di
fatica per non lavorare, giudicandola arte da buoi che lavoran sempre. -parere
due fatica pare; / che l'un da l'altro tiensi avvantaggiato. cellini,
-persona (o animale) di fatica, da fatica: atto a compiere lavori pesanti
di cose. bellincioni, ii-133: da fatica un cavallo i'ti vo'dare,
noi abbian bisogno / d'una che sia da fatica, che spazzi, / faccia
dal padrone dello stabile della cui famiglia da molti anni era donna di fatica. bacchetti
lieta che spiccava sui loro tozzi scafi da fatica. -tenuta di fatica:
¦ lat. tardo faliga, deverb. da fatigdre * stancare '(il passaggio
lavoro muscolare. = deriv. da faticare, nel significato di 'affaticare '
lode, con più saggia economia adopereranno da qui innanzi le forze loro, e
solamente, come ben si sa, da faticare, ed ha nome tribuno dalla
a luxo dela femina, e guardarsi da faticare il più che potrae, perciò
l'altro, che cristofano imparò a finire da stefano, e stefano imparò da lui
finire da stefano, e stefano imparò da lui a essere più fino e lavorare
lui a essere più fino e lavorare da maestro. betussi, 1-48: se anco
asinaccio. muratori, 5i- 153: da che si scorge quanto sia più lodevole,
essendo evidente che lo storico non ha molto da studiare e da faticare, perché egli
storico non ha molto da studiare e da faticare, perché egli dee solamente descrivere ciò
, o a faticar molto per cose da nulla; niuno si rassegna a soffrire
fa soffrire, uscissero dalla prova come quasi da un lavacro: più puri, tutti
ma in vano si faticava; per che da grave dolor vinto, venendo meno,
, faticandoti, assassinandoti sopra, avrai da mangiarne di questa terra maledetta per tutti
ogni lingua in van faticasi, / da mortai peso non è. monti, 15-123
fortificomo e ten- nerlo molt'anni e da esso fatigomo spesso e molestomo italia,
fiume chiamato erimanto pervenimmo; il quale da piè d'un monte per una rottura
, infastidire, annoiare. bartolomeo da s. c., 3-4-12: acciocché
agguagli a te la porpora indiana sospesa da aureliano imperadore nel tempio di giove in
importunare; rivolgere insistenti preghiere. bartolomeo da s. c., 170: con
: per che io mi prometto molto da voi, or che l'occasione viene,
fatica. masuccio, 7: avendo da la mia tenera età faticato per esercicio
cabei, lvi-277: a chiunque dopo voi da restar have / in questa vita faticosa
fisica sia intellettuale). bianco da siena, 167: se di questa donna
tua fatigata. = deriv. da faticare. faticato (part.
libidine di signoreggiare,... da poi che prese luogo in più pochi
domani. -infastidito, seccato (da richieste insistenti); vinto (dalle
davanti alla figura di nostra donna, poco da lei, che la vi tiene,
la vi tiene, faticata. bonaccorso da montemagno, xxxi- 7n: lasciati finalmente
1-i-276: l'imperadore finalmente, faticato da... conforti e preghiere, propose
carducci, ii-12-19: sono tornato oggi da gubbio, e sono molto stanco delle notti
case per chiedere un sorso d'acqua da bere, e domandano se volete comperare
gerani, fracassando vitrei guardameloni, vasi da margotte; in una parola, insalando
intanto a un tozzo di pane faticato da altri per lui. moravia, xi-97:
1-i-249: appariva anch'essa alacre, da buona lavoratrice, da indaffarata e forte
essa alacre, da buona lavoratrice, da indaffarata e forte faticatrice, che non aveva
eterna. = deriv. da faticare; nel signif. n. 2
-oris 1 che affatica, tormenta '(da fatigdre 1 affaticare ').
instancabile crudeltà d'un giudice che voleva da lui una confessione, destituto d'ogni
'l'affaticarsi, stanchezza '(da fatigàre 'affaticare '). fatichévole
lavoro, ecc.). zanobi da strada, 59: il lavoratore mette l'
. bartoli, 40-i-54: forse amarono da principio il più sicuro e men fatichevole
, attivo; che si dà molto da fare; che è portato a strafare
su e di giù come se avessero da sistemare chi sa cosa in quell'attendamento
filo premeva contro un lungo interminabile sussulto da cui faticosamente si districò una risata.
donna! ma sentendo che li patti da te a me donati nqn erano da
patti da te a me donati nqn erano da preporre a quelli, posto che faticosamente
9-63: tutti s'intende, rilevati da sé: gravidanze, puerperi, allattamenti dolorosi
2. difficile, arduo, gravoso da compiere, da attuare (a volte
difficile, arduo, gravoso da compiere, da attuare (a volte con valore iperbolico
in prima che si tenti. francesco da barberino, 11: la natura umana
ad apprendersi [la nostra scrittura] da chi con la pratica stessa non può,
allegrezza. s. caterina da siena, i-io: nel principio della
.., io pensava alla vostra lettera da torino. moravia, viii-79: sapevo
e faticosa. 4. pesante da reggere, da sopportare, opprimente;
4. pesante da reggere, da sopportare, opprimente; duro, difficile
sopportare, opprimente; duro, difficile da manovrare. dante, inf.,
5. scomodo, malagevole; difficile da superare, da percorrere, da raggiungere
, malagevole; difficile da superare, da percorrere, da raggiungere; impervio, impraticabile
difficile da superare, da percorrere, da raggiungere; impervio, impraticabile, ripido
, 19: trovassimo un monte molto faticoso da salire, che vi voleva dieci paia
la stradic- ciuola faticosa, mal rischiarata da un chiaror di luna perduta fra le
guardate vie faticose. petrarca, 39-5: da ora inanzi faticoso od alto / loco
stracciava, tanto più tosto dovevo svilupparmi da suoi artigli, ritirandomi a quel faticoso
vero onor lo scorse, / scelse da destra il faticoso ed erto, / onde
carne e dei legumi: ciò, da quando s'era accorta che la nuora
tanto la parli faticosa e forte. giovanni da samminiato [petrarca], ii-347:
femo, che mai non usciranno. bartolomeo da s. c., 4-5-11:
acerba prova, / che 'l pentirsi da sezzo nulla giova. tasso, 13-i-370:
saran ministri a trar afflitte genti / da faticoso egitto. poerio, vi-327
oro né argento né niun'altra facultà da posserete, corno è già debito,
altro grande e pesante e faticoso animale da carico. fortis, xxiii-478: la
andare al cielo, tu non hai da fare altro che attenerti a me [la
lenta, assidua, / sottil, da un grigio cielo di maggio / battea con
altro faticosétto. = deriv. da fatica. fatidicaménte, avv.
a i miei quesiti rispondi, la quale da mostri mi fai sicuro, cerbero addormenti
ove di tebe il glorioso cieco / da fatidico speco / altrui discopre il fato
alfieri, 8-236: ecco, inspirato da fatidica arte, / sorge un vate.
sì dura, / questo è ben da temer. f. f. frugoni,
annunzio, iii-2-327: sussulta ippolito scotendo da sé il torpore del fatidico sogno;
i poeti] bellissime idee, son agitati da entusiasmi fatidici, traspirano estri fanatici,
fatidico foco, / e non è poi da stupire / se 'l trevisan, che
profetico, indovino ', comp. da fdtum 'fato 'e dicére 'dire
banti, 9-56: spavalda, stimolata da un piacevol sdegno trionfante, imboccò la
giammai. = deriv. da fato. fato, sm.
di troia sia disfatta colla città. guido da pisa, 2-28: leva su,
tasso, 12-614: turno è spaventato da le furie: laonde il suo timore pare
; e in premio di sua fede / da te maravigliando i fati intenda.
a equivoci, sarebbe indiscretezza pretendere che da questo comune fato vadano esenti le parole
tessasi l'ordine fatale dell'anima, o da tutta la natura, o da celesti
o da tutta la natura, o da celesti movimenti delle stelle, o dalla
, o dalla virtù angelica, o da varia industria di demoni, o da
o da varia industria di demoni, o da alcuna di queste cose, o da
da alcuna di queste cose, o da tutte, quello, è certo, e
necessarie,... il fato da gli stoici fu dif&nito. vico, 249
, e quella stessa forza, / che da l'eteria luce a questi orrori /
notte or mi conduce, / che da te mi divelse. b. davanzali,
a guisa d'un grandissimo libro scritto da la mano infallibile di dio, le stelle
nel libro segnate e ordinate, da le quali andiamo argomentando per analogia quel
: per apollo, / che pregato da te ti squarcia il velo / de'
privi di un fine e non determinati da cause razionali; caso, casualità.
a caso, o fato, 0 da constellazione del cielo. guicciardini, vii-82:
destino; circostanza o caso imposto ineluttabilmente da una forza esterna. simintendi, 3-115
tuoi mali la tua gloria, e da le / stesse tenebre tue nacque 11
che desse indizio che l'italia, da flagello in flagello passando, al suo
almen sì che la morte / da lei, che n'è cagion, gradita
pronunciato dalla divinità, profezia ', da fóri 'pronunciare, dire (in partic
, don garzia era tal vecchio peccatore da non dormir più tranquillo i suoi sonni
non pareva vero di farla non tanto da carceriere quanto da conservatore d'un pezzo
vero di farla non tanto da carceriere quanto da conservatore d'un pezzo di quella fatta
incredulo..., egli è da farsi uso di quei mezzi che noi ci
di riconoscerlo. / -eh tu di'cose da legarti: un uomo / in vent'
2. figur. traccia, pista da seguire. -andar sulla fatta: seguire
cristo in croce di capo quanto è da te; non puoi far più; noi
avea il comune. = deriv. da fare. fattézza (ant. fatéccia
più al plur.). giacomo da lentini, 33: tuttavia raguardo e miro
sue fattezze bellissime a pericone. andrea da barberino, 4-1123: tomabuc cominciò a
calde figlie di capri molto abbiano ereditato da quelle delle ravviate fattezze e dei delicati
secondo l'uso del tempo, nascoste da una grandissima gualdrappa che lo copriva dalle
/ l'aspecto ch'ei comprendono. giovanni da samminiato [petrarca], ii-93
422: il delfinio produce i fusti da una sola radice, lunghi due palmi
palmi, e qualche volta maggiori: da i quali escono le frondi picciole,
si rassembrano alla forma de i delfini, da i quali ha preso ella il nome
le opere escono, quanto allo stile, da una stessa scuola, vestono d'uno
sì fatti. = deriv. da fatto (cfr. anche fatta).
, quel fattibello, onde assai probabilmente, da donna amorosa che era, spalmava il
spalmava il volto. = comp. da fatti, forma imperativale di fare, e
fatti, forma imperativale di fare, e da bello (v.).
consultar un fatticciaro e domandargli quando aveva da ritornar suo marito. = deriv
sa più se son donne o strefinàccioli da spazzare il forno. d'annunzio,
chiamate, ch'egli è alto e fatticcióne da metter paura a me scriatello e sottilissimo
. = dal lat. facticius, da factus, part. pass, di facère
sue giustificazioni. = deriv. da fatto2. fattitivo, agg.
per tutti. = deriv. da fattivo. fattivo, agg.
la virtù fattiva. tasso, n-iii-982: da questo prendete la distinzione de le virtù
e teneri troppo, è inerzia, e da giudicarsi segno che alla fiaba non sia
su un'effettiva realtà. andrea da barberino, 5-1232: in luogo siete venuto
di molte nazioni. s. bernardino da siena, 857: o giovane,
un codice sapientemente ma esclusiva- mente composto da un uomo per gli uomini, si contrappone
ling. causativo. = deriv. da fatto1. fattizio, agg. letter
vedere se quell'oracolo della porca bianca da trovarsi da enea all'imboccatura del tevere
quell'oracolo della porca bianca da trovarsi da enea all'imboccatura del tevere per buono
il vostro cittadinesco lusso fattizio; e da loro dovete riconoscere i vostri ozi, i
, deriv. dal lat. facticius, da factus, part. pass, di
: - così vorre'aver fatto. bartolomeo da s. c., 3-3-8:
delle ciglia chinate o levate, da tristizia, da allegrezza, da risa,
o levate, da tristizia, da allegrezza, da risa, da tacere,
levate, da tristizia, da allegrezza, da risa, da tacere, da contendere
tristizia, da allegrezza, da risa, da tacere, da contendere, da alzare
, da risa, da tacere, da contendere, da alzare e da bassare boce
, da tacere, da contendere, da alzare e da bassare boce, e da
, da contendere, da alzare e da bassare boce, e da altre simiglianti
da alzare e da bassare boce, e da altre simiglianti cose leggermente giudicheremo quello ch'
si tratta di tutte le cose degne fatte da lui. bibbiena, 114: se
già divulgati, si possino rivocare così da la parte sua, come da la mia
così da la parte sua, come da la mia. g. m. cecchi
diceva che la famiglia non aveva potuto averla da giovane e che ora sarebbe stato tardi
creato, tratto dal nulla. bartolomeo da s. c., 4-1-4: l'
dolce parlare e dolce riso, / da le man, da le braccia che conquiso
dolce riso, / da le man, da le braccia che conquiso / senza moversi
da'più bei piedi snelli, / da la persona fatta in paradiso, /
queste compagnie ed ordini de'cavalieri fatti da gran prìncipi sotto diverse lingue.
questa bisanzio, fatta in qua dietro da pausania, re degli spartani, e poscia
pausania, re degli spartani, e poscia da costantino cristianissimo imperadore maioremente cresciuta, e
strumento, ecc.). paolo da certaldo, 90: tieni sempre in casa
farci idea di forme particolari, diverse da ogni altra. -causato (un
. g. raimondi, 3-81: da una siepe, si staccarono due amanti
: qua hanno gran nome i marzolini da cavagliano: ma non sono ancora fatti
1-272: si colgono gli aranci dolci da serbare, purché siano compiutamente fatti.
fatte di una sola stanza che serve da cucina, da camera da letto e
una sola stanza che serve da cucina, da camera da letto e quasi sempre anche
stanza che serve da cucina, da camera da letto e quasi sempre anche da stalla
camera da letto e quasi sempre anche da stalla per le bestie piccole. pavese
fatto? ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone
le sere eran fatte di noia, perché da sola ginia non sapeva più decidersi e
inferno in ogni sua effige. mariano da siena, 92: la città è piccola
un palmo e grossi quanto una penna da scrivere, fatti di legno o d'argento
colombini, xxi-116: giovanni è fatto molto da bene, e àmavi isforgiatamente. frezzi
ufficio, abile, idoneo. francesco da barberino, 352: pensi e confortisi che
, e pur v'è el tempo da essere più fatta che non è. leonardo
con un del mio, e del mio da bambino, l'esemplificherò, con più
preso da'miei occhi, non dirò da uomo, perché potreste domandarmi s'e'
mi paia d'esserlo adesso, ma certo da giovane fatto, e fatto bene.
che ho trovato bell'e fatto, fatto da sé. moravia, xii-69: in
sterminato quartiere dei prati è tutto invaso da quella invidiabile folla bonacciona e sportiva che
letteraria, ecc.). bartolomeo da s. c., intr.:
savio frate e maestro, frate bartolomeo da san concordio pisano, dell'ordine de'frati
dante, conv., iv-xxix-5: da te alla statua fatta in memoria del
(115): molte volte nelle cose da lui fatte [da giotto] si
molte volte nelle cose da lui fatte [da giotto] si truova che il visivo
di propaganda). s. caterina da siena, v-223: non voglio che aspettiamo
ma quanto ai composti o derivati fatti da quelle radici che sono familiari a ciascuno
obignf al governo della calavria, fatto da lui gran conestabile; a gaeta il
: ci è già stato donato il sito da un certo cristiano fatto di nuovo.
asciutto e diminuito, e pare trovato o da persone che paia loro mill'anni espedirsi
consulte ed andarsene a casa, o da chi venga giù con la deliberazione fatta
le nozze a quest'ora, se da nuovi e strani accidenti non fossero state
offesa, un'ingiustizia). guido da pisa, 1-193: dante poetizando li pone
son per dio laudare. s. caterina da siena, i-15: non volendo che
242: cittadini! prodigioso è il cammino da noi fatto in cinque mesi; ma
cammin fatto riguardar c'è dato, come da vetta sottoposto paese. 16
giubbettino e i calzoni fatti in pezzi da quel dispettosaccio di pruno? -raso
18. divenuto (ed è seguito da un compì, predicativo).
guardia della città con trecento fanti, da millecinquecento a duemila soldati fattivi nuovamente per
più lo si scopre, sopraffatto com'è da certa qualche cosa di estraneo, di
fatto; e poi n'andò a quello da ricasoli e disseli il simile. g
arte in cui egli non aveva nulla da apprendere, una natura che ad altri
perché in vero era donna più presto da esser pregata, che da pregare altrui
donna più presto da esser pregata, che da pregare altrui. giusti, 4-i-138:
è stata, o può essere compiuta da una o più persone in qualsiasi campo
esercitazione militare, manovra. guido da pisa, 1-336: tutte le gran cose
di casa: faccende domestiche. francesco da barberino, 108: se donna fia di
casa / e sé meno risparmiare. paolo da certaldo, 155: la fanciulla
svolge indipendentemente (almeno in apparenza) da qualsiasi iniziativa individuale; evento, vicenda
: ho veduto i fatti nostri molto da vicino, perché da una parte mi
i fatti nostri molto da vicino, perché da una parte mi sono trovato nel vero
a situazioni, circostanze, avvenimenti espressi da un compì, di specificazione (seguito
di specificazione (seguito per lo più da una prop. relativa).
prop. relativa). bartolomeo da s. c., 51: questo
prima di adamo, era stata tentata da satana. 3. ciò che accade
volgar., xxviii- 201: da questo te guarda tu molto, che la
: che de le quatro volte e da ine insune si debiano dare due corbèlli e
ine insune si debiano dare due corbèlli e da le quatro volte in giuso si debiano
è oggetto di conoscenza). bartolomeo da s. c., 9-4-9: il
fatti gridano, e come ci nasconderemo da colui, il quale vede 11 cuori
delle leggi che li governano. giovanni da samminiato [petrarca], i-401: uno
trattazioni, discussioni, controversie. francesco da barberino, i-217: ma non ti vo
. bisticci, 3-48: egli prese da solo a scrivere i fatti dell'arme
scrivere i fatti dell'arme, cominciando da papa martino, e scrive in forma
anche a valori spirituali). bartolomeo da s. c., 141: quelle
: a mezzo circa, c'era da una parte la vigna, e dall'altra
mio, io non ho maggior fatto da donare alla vostra signoria. b. davanzali
il partenone. alvaro, 7-168: da noi, l'orrido nella natura, il
sia l'astratto modello di accadimento delineato da una norma giuridica, sia il concreto
il possibile, e quello, che ha da essere è propio del genere deliberativo.
del popolo ', e contrabbilanciato potentemente da ogni possibile mezzo di difesa; altrettanto
. -di fatto: mediante o derivante da un comportamento materiale (in
a fatto: comple rivante da un apposito atto o procedimento tamente, interamente
. fatto: quella posta in essere da due o più pera. f.
che gli amici e 'l stato fatto da un altro stato senza un'apposita populo pregando
che è bene, giusto, desibartolomeo da s. c., 5-3-6: la
cosa alcun risparmio s'avea, salvo da giuramento tal nei tempi appresso / si propagò
59 (95): allor si partì da lei ed andossi per e di
/ perché il mio mal non è mal da biacca. 9. con l'
fatto nostro. rovani, i-145: indipendente da essoteco. sacchetti, 211-20: andatevi
cittadino di tutto il mondo, troè da fatti vostri, ell'è cosa di troppo
garibaldi si sa per chi non ha da spendere. macinghi strozzi, 43
badar a i fatti lodi inni da tutti i lati, di modo che sdegnati
i proprio fatto suo da chiodi, / gl'intuonaron minacce fatti suoi
marito e moglie erano separati di fatto, da un pezzo, e serbavano le apparenze
guittone, i-3-372: non de'già da deiettare e bel dire ciò che delettozo
che delettozo appellan tali, e non già da elegere è a uomini ciò che garzoni
elegere è a uomini ciò che garzoni da eleggier dicon sia e approvan de fatto
. tommaseo, 3-i-21: lo scritto da lei cortesemente inviatomi, troppo 'indulgente
una cosa di tanto fatto non era da abbandonare. -dire il fatto suo
messer bonifacio, il quale, disciolto da bartolomeo, vien ad esser molto persuaso dall'
menare le mani. s. bernardino da siena, 220: elli [il parziale
fosse fatto suo, con una faccia da grullo, che le corna gli stavano bene
cosa fa al fatto ch'egli sia salutato da molti,... ma ch'egli
: agire concretamente. s. caterina da siena, v-154: perché io voglio e
cecchi, 165: lo comperai già da piccol putto / a tripoli, e mel
i suoi fatti come prima. guido da pisa, 2-77: turno si procacci di
dove fa che stia sempre la predella da fare i tuoi fatti, et a
0 finge dogli di fianco, e scappagli da canto tuttavia lamentandoti. note al malmantile
padella]... adattato in maniera da potersi mettere, in caso di bisogno
fatto sta ed è che (seguito da una prop. dichiarativa): ciò che
: fattostà che tal uomo non era tenuto da guerra: tanto più celebrò tiberio sue
diedero tante, al povero vito scardo, da lasciarlo più morto che vivo. b
fedele, ma bramo anche di essere lontana da ogni sospetto. sarpi, i-1-217:
poeta del passato, nel fatto si distacca da lui intonando un canto che quegli non
ch'a'nostri tempi è stato meritamente commendato da tutti. dico, quanto al fatto
di fare lo somigliante. 5. caterina da siena, i-26: legatevi con cristo
: dimostrò che egli non aveva voluta da principio sottoscrivere la lega, com'era
. dovila, 8: lontano nondimeno da quegli affetti che sogliono far traviare le
prime file degli eserciti, ho apprese da me medesimo con l'esperienza e sul
, e lo scrisse. -uomo da fatti: addetto al servizio militare.
di volerti dar donna, egli è uomo da fatti, e presto te n'ebbe
uscirono di pisa ex cavalli, omini da facti senza paggi. i. nelli,
. nelli, i-19: -essendo tanto da fatti, dev'essere però quieta e di
che vi ci abbi mandata oggi dio qui da me. serao, i-595: avevo
sorte commesse contro i francesi in genova da un popolo senza freno. fogazzaro,
a nessuno reca biasimo o disonore il fare da sé le proprie faccende.
, 6-165: dividiamoci pure ma dividiamoci da amici. procuriamo che quest'ultimo nostro
i fattacci. = deriv. da fatto1. fattoiano, sm. ant
che niente si considera, né si crede da molti possidenti e fattoiani. padula
: fattoio o strettoio o vite da strignere. tanaglia, 1-1515: quanto
andare i fattoi dell'olio, i pestoni da batter la polvere, le ruote
batter la polvere, le ruote da smerigliare le armi et i mulini da macinare
ruote da smerigliare le armi et i mulini da macinare il grano.
., i-20: il fattoio e cella da olio vuole essere al tutto chiusa,
. tardo factorium, * frantoio *, da faelre, part. pass, factus
diventa necessità. = comp. da fatto e legge (v.).
, e voi restate. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
luogo e al tempo diede. bartolomeo da s. c., 15: erano
egli è mio creatore; / io fui da lui creata, / e fui incominciata
l'alma s'interna. s. caterina da siena, i-255: solo dio è
beni, di proprietà agricole. muscia da siena, vii-291 (1-4): ch'
in casa dello zio dove doveva andare da prima, partii finalmente. verga, i-21
fattore, il quale gridava -sempre, da fattore coscienzioso che difende i soldi del
, i-245: il padre era stato, da giovine, fattore di una grande tenuta
e amministratori dei ben temporali. andrea da barberino, 1-217: giunti a
, ho l'onor di servire il padrone da fattore e da mastro di casa
servire il padrone da fattore e da mastro di casa. carducci, ii-8-16:
commerciale in paesi stranieri. paolo da certaldo, 151: i fattori fa sempre
egregiamente esercitando, ma quelli che comprano da mercanti per dover poscia da per loro
quelli che comprano da mercanti per dover poscia da per loro le mercanzie, da loro
poscia da per loro le mercanzie, da loro comprate, vendere a gli altri.
medici, 34: andrea di domenico da bolognia nostro fattore del cardo. -fattore
fra l'energia assorbita e quella ricevuta da una data superficie. 13. elettrotecn
rapporto fra la potenza media giornaliera erogata da un impianto di produzione elettrica e la
tre dì buono: ogni superiore cerca da principio di accattivarsi le simpatie dei dipendenti
salent. fitu, fila, deverb. da filare « girare delle trottole »,
detta ragione. = deriv. da fattore *. fatto rèssa, sf
grufa. morante, i-79: aveva sempre da raccontare avventure d'amore pittoresche e strane
rendimi ragione del tuo offizio: che da qui innanzi ti sarà tolta la fattoria
, mercanzie e beni. giordano da empoli, i-30: avendo preso detto
. la possessione e fattoria sarà costituita da terreni posti in collina ed in piano
posti in collina ed in piano, da boschi e da terre messe a cultura.
collina ed in piano, da boschi e da terre messe a cultura. carducci,
la balaustrata di pilastrini tondi e panciuti da tutte le parti. verga, i-307
5. ant. emporio commerciale creato da una nazione (o anche da società
creato da una nazione (o anche da società o da privati) in paesi
nazione (o anche da società o da privati) in paesi stranieri per mantenervi
cattura dei cetacei. = deriv. da fattore *. fattoriale, agg
determinato: il prodotto dei numeri interi da 1 a questo numero. -gruppo fattoriale
o invariante. = deriv. da fattorel. fattorino, sm.
e vendite, 1170: antonio di neri da castiglione vene a stare con eso vui
della sua porta, quando fu accostato da un fattorino del telegrafo. de amicis,
sostegno (all'estremità di una spranga da arroventare in una fucina, alla punta dello
esecutrice, autrice; creatrice. francesco da barberino, 265: di tutta cortesia fattrice
grandi uomini della storia discendono quasi tutti da simili fattrici. gramsci, 12-324: la
di fatto. = deriv. da fatto2. fattualità, sf.
logica). = deriv. da fattuale. fattucchière (fattucchièro,
igne, dico, ribaldaccie, valigie da peccati, rovinatrici d'uomini, maliarde,
uomini alcuni fattocchiari tenuti in gran credito da questi idolatri. pallavicino, 1-392:
una donna vecchia assai di corte / da me si chiama; e venuta, si
dal lat. fatucùlus * indovino '(da fatum * fato, destino, sorte
espediente. = deriv. da fattucchiere. fattura (ant.
altrui fregio, / ma quant'uomo ha da sé per suo fattura, / usando
mirabil magisteri ©, che n'ebbe da quel pontefice per sua fattura scudi due
, 1-50: mi portava... da assaggiare qualche dolce di sua fattura,
versi satirici che, adattati e sconciati da lui, facevano al caso.
. -l'atto del creare (da parte di dio). giamboni,
che erano anche pochi e sottili, non da chiodi, ma da corde impegolate erano
e sottili, non da chiodi, ma da corde impegolate erano giunti insieme. muratori
1-233: tutt'e due avevamo vecchi fucili da caccia, di buona fattura, ma
vendita. -fattura di deposito: emessa da una ditta sul suo rappresentante depositario a
altro occorra, a forma della fattura da apporsi alle dette lettere. foscolo, xviii-193
, si mise a preparare alcune fatture da riscuotere. -nota del prezzo,
, i-103: nessuna cosa è più da disiderare che amore, con ciò sia cosa
cosa che ogni fattura di bene venga da quello, e, sanza quello,
quanto creato (in partic., da dio); creatura (in relazione col
egli è mio creatore; / io fui da lui creata, / e fui incominciata
poiché per me non vaglio / se da voi non proseggio / dunque, s'io
consiglio fu fattura de'due compagni. andrea da barberino, i-215: pregaronlo per lo
, fattezza, aspetto. francesco da barberino, 2: ma perché state cotanto
, / la vostra fattura. guido da pisa, 1-349: volgendosi per lo campo
, non dipendono dal corpo, né da corporale fattura. cicognani; 1-107:
11. malia, stregoneria. francesco da barberino, 202: non andar faccendo brievi
anzi tutto ottenere un po'di lievito da una sposa che facesse la prima volta
streghe possano farle, istigate e pagate da comari invidiose e malvage. 12
la fattura, / s'hanno unto da sua posta lo stivale. g. m
l'alterezza de'nostri orgogliosi ingegni abbassata da cotali menome fatturuzze della natura.
rettori romani, non erano ancora fatturate da isocrate e da que'parolai. carducci
non erano ancora fatturate da isocrate e da que'parolai. carducci, iii,
colori naturali. = deriv. da fattura (n. 11).
ho fatturato. = deriv. da fattura (n. 4).
e fatturati. pasolini, 1-212: da due o tre giorni non si sentiva
per compilare fatture. = deriv. da fatturare. fatturazióne1, sf. il
fatture. = deriv. da fatturare2. fatturìa, sf.
fatturie o incantesimi. = deriv. da fatturare1.
tutti travolti. = deriv. da fattura. fatturista, sm.
fatture commerciali. = deriv. da fattura. fatturo, agg.
fauno] e fu indovina, / da la quale poi il nome si divelve /
/ che la pupilla abbagliano, create / da la mortale fantasia superba.
innegabilmente giusto, e debbe innegabilmente ammettersi da ogni persona non onninamente fatua, da
da ogni persona non onninamente fatua, da ognuno che s'abbia la minima bricia
tirata per scherzo, per ozio, da una persona fatua, non allevia le
nelle quali a me pare il più da bene e il più fatuo fra gli
b. croce, i-1-141: è da fatui spregiare e deridere chi ricostituisce un
simiglianti a queste. s. bernardino da siena, 494: doh, dimmi
nencioni, vi-1035: come fatui fantasmi da scena / passan dinanzi al vitreo sguardo
comp. dall'imp. di fare e da tutto (v.); cfr.
faringale). = deriv. da fauci. fàuce, v.
nelle fauci di cerbero, faceva cose da non le credere. tasso, 1-10-81:
voce che gorgoglia ed esce alfine / come da inverso fiasco onda che goccia. pindemonte
tavola,... le fauci strette da tutto quell'apparato. d'annunzio,
-apertura, cavità, bocca (di arma da fuoco, di un camino, di
che 'l ferro /... / da l'affocate fauci avventan lunge. nievo,
è tipico, caratteristico del fauno; da fauno, sensuale, animalesco. memorie
m. antonio travestito... da bacco, con una baccante, che doveva
faunus 'fauno ', forse deriv. da favère * favorire, propiziare (la
... / se faustamente tiene da tutti i lati / sotto le leggi sue
propria di chi crede nella possibilità, da parte dell'uomo, di attingere esperienze
: non puote / ei più tardar; da questo indugio io prendo / un fausto
dotta, lat. faustus, deriv. da favère * favorire '(cfr.
clarissima virtude insigne li capitò davanti che da lei con doni e cortesie non se partisse
in cambio di cavalli usò i cani da farsi tirare, qualche volta andò in publico
qualche volta andò in publico essendo tirato da quattro cervi... alcuna volta da
da quattro cervi... alcuna volta da tre o quattro donzelle giunte al timone
famiglia leguminose papiglionate, con fusto lungo da 30 cm a 1 metro, foglie paripennate
3-8: la fava... è da sarchiare, quando è grande quattro dita
guanciale, ecc.). francesco da barberino, 240: seminare faeva il mezzo
il ventre, ma la mente sia influita da tal cibo. settembrini, 1-91:
cibo. settembrini, 1-91: cavò da un pentolone di rame una ramaiolata di
, delle quali intessono quelle genti vasi da bervi dentro l'acqua del nilo,
che sia il telefio quella pianta, chiamata da chi fabaria, e da chi fava
, chiamata da chi fabaria, e da chi fava grassa, e da chi fava
e da chi fava grassa, e da chi fava inversa; nondimeno...
che fu eletto primo gonfaloniere di giustizia da quasi venti accoppiatori, non aggiunse al
.]. idem, 2-2-282: da pochissime cose in fuora... [
fava / che se avesse un cappel da cardinale. -dare o rendere la
che o gl'importa, o la sarebbe da aver cara, si dice: e'
esser una donna tanto brutta o vecchia da non temere ad andar sola in giro di
vedere: e non son però uomini da uccellar a fave. ricchi, xxv-1-274
più non si dice: o che uomo da bene, ei puote fare e dire
, lat. fabago -inis, deriv. da faba 'fava '. favàio {
colombo salvatico maggiore dicesi a roma piccione da ghianda, in toscana colombaccio, in
colombo favaro. = deriv. da fava. favaiòla, sf. bot
erba fava. = deriv. da fava. favaie, agg. che
meza gamba. = deriv. da fava, nel senso osceno di * pene
sia il telefio quella pianta, chiamata da chi fabaria e da chi fava grassa e
pianta, chiamata da chi fabaria e da chi fava grassa e da chi fava inversa
chi fabaria e da chi fava grassa e da chi fava inversa, nondimeno per non
. erba s. giovanni. erba da calli. volg. trovasi questa pianta
fabaria (xiii sec., rogero da parma). favarulo, sm
venuti con le mule cariche di concime da depositare a mucchi su la costa per
spregevolissime favate di tal sorta, faranno da noi dare ad un secolo il titolo
per nozze. = deriv. da fava. favazzo (favàccio),
: di quanto le bestie mutole sono superate da noi uomini, dotati dell'eccellentissimo dono
suol, senso spedito, / e gorgheggiando da l'angusta gola / de la favella
d'opre e di pedate / brulicanti da lungi. bocchelli, 10-18: il gran
delle cittadi non può venire. andrea da barberino, i-51: quando elia s'
vide, / quante favelle apprese / da questo a quel paese, / che
... / la signora lucia, da la cui bocca /... /
apparecchiato per lei, era stato mangiato da altri, se ne tornò a casa
in un altro. = deriv. da favellare. favellante (part. pres
/ lo bostru audire comprilo. giacomo da lentini, 34: dolce meo sir
sii nostro signore. fazio, i-24-53: da molti udìo contare ancora / che fu
niun altro qui liberamente favella, io parlerò da romano. leopardi, 26-8: dolcissimo
giamboni, 7-56: il centurione è da eleggere con grande forza e bella statura
e non risposero più, e partironsi da loro li favellari. boccaccio, iii-1-36:
saccenti, 1-1-163: so che provien da spirito vivace, / da mente aperta il
che provien da spirito vivace, / da mente aperta il favellare assai. algarotti
favellare a me che intendo il favellar da roma. d. bartoli, 40-ii-108:
, 192: le repubbliche... da per tutte le nazioni, con un'
mani, significando dare, è cosa da bravi, onde si chiamano maneschi. g
* fabellàre * novellare ', deriv. da fabella 'favola ', dimin.
favellatore era, cominciò a considerarlo e da lato e da capo e per tutto
, cominciò a considerarlo e da lato e da capo e per tutto. bandello,
vocali, non poteva a noi venire da ima gente di ruvidi favellatori.
2. chiacchierone. s. bernardino da siena, 481: ogni vedova favellatrice
siasi riconsigliato di slontanarsi... da quella foggia di lingua che si usa
che affettano il parlar poetico, pigliano comunemente da essa [dalla maniera dei greci e
un solo. = deriv. da favellare. favellatòrio, agg. ant
del cicalare. = deriv. da favellare. favellatila, si.
non la 'nsegna. = deriv. da favellare. favellìo, sm. letter
e confuso; brusio, sussurrio provocato da un certo numero di persone, radunate
la mente. aleardi, 1-159: da per tutto di scuri e di martelli /
e fienaia. = deriv. da favellare, sul modello di balbettio, chiacchierìo
esser tenuto cortese. = deriv. da * favellone * chi favella '.
: prispolone. = deriv. da fava. favéto, sm.
incandescente che si leva dal fuoco o da un corpo rovente (soprattutto se percosso
: feton allora vide lo mondo acceso da ogni parte, e non puote sostenere
vide d'infinite faville sfavillante. andrea da barberino, 192: adirato,
essere potessino. rosa, 65: da voi, da voi negli animi si stilla
rosa, 65: da voi, da voi negli animi si stilla / la peste
/ mai non aran salute, / se da quegli occhi in quel medesmo loco /
i nomi di quelle avventurose che celebrati furono da casto poeta, sono tuttavia cari alle
e i begli occhi loro, benché chiusi da gran tempo, si rimangono ancora pieni
ha gli occhi grandi e freddi, da cui l'ira / tragge vive faville.
curar d'argento né d'affanni. giovanni da sam miniato [petrarca]
essendo mai disgiunte, c'è sempre da temere che, esaurita la bisaccia
intesa, per un momento così profonda da rasentare una favilla di guarigione. pavese
, di amore, sia pure fasciata da tutta una corteccia di iniquità o d'indifferenza
, 26-64: « s'ei posson dentro da quelle faville / parlar », diss'
ciel novo diluvio, / acceso già da l'eoropal favilla, / da cui la
acceso già da l'eoropal favilla, / da cui la fiamba acuta se destilla,
si rallegra / d'esser fatto seren da sì belli occhi. aretino, 9-60:
fior fra impure acque tranquille, / da tenebrata e torpid'aria involto, / fra
in men che non balena si trasporta da un polo all'altro. -particella
armi. palazzeschi, 4-202: i pugni da lui dispensati con tanta destrezza..
. mazzeo di ricco, 1-14: da poi che per la mia diside- ranza
formare di sé varie figure. andrea da barberino, 1-242: allora troiano gittò lo
diceria, ecc.). francesco da barberino, ii-270: di rei la loda
favillare (nelle glosse), deriv. da favilla 'favilla '. faviluo
favillìo crepitante. = deriv. da favillare, sul modello di sfavillìo (v
minuto. = deriv. da favilla. favina, sf.
meccanismo allergico. = deriv. da fava. favissa, sf.
usi (e possono essere anche costruiti da altri insetti imenotteri sociali come le vespe
crescenzi volgar., 9-103: segno da cavare i favi è, se dentro
il lat. tardo favóniàlis, deriv. da favónius * favonio '. fàvola (
de i membri contra il ventre, raccontata da menenio agrippa alla plebe romana, come
; il poeta, se poeta ha da essere, diceva divinamente platone, conviene
sendo in terra, ripigliava le forze da sua madre, che era la terra
d'annunzio, iv-2-421: se fossero distrutte da un altro diluvio deucalionico tutte le razze
, ponendole nel fine uno enimma, da essere tra tutti noi sottilissimamente risolto.
erano per lo più di favole tolte da ovidio e da altri poeti, ovvero storie
più di favole tolte da ovidio e da altri poeti, ovvero storie raccontate dagli
dicerie, di pettegolezzo. giovanni da samminiato [petrarca], i-102: ciò
diverse, dissimili, o contrarie e lontane da quello che noi prima sapevamo o potevamo
g. villani, 9-1 io: è da notare una favola che si dice e
lana. questa si fila e fassene panno da tovaglie. fatte le tovaglie, elle
e disonestà, non solamente le donne da bene dovrebbono vergognarsi di dirle, ma d'
cen- cinquanta / scudi non son boccone da lasciartelo / tor di bocca, così
disagi, ch'io discerno. -uomo da favole: uomo da poco, di nessun
discerno. -uomo da favole: uomo da poco, di nessun valore.
. fra giordano, 1-76: uomo da favole, cioè, uomo da nulla
: uomo da favole, cioè, uomo da nulla, uomo da beffe.
cioè, uomo da nulla, uomo da beffe. 7. cosa inesistente
e così m'è parato per in sino da quel tempo che noi ne facevamo insieme
son tardo; e se non sono prevenuto da l'altrui grazie, la mia favola
, 571: egli affermava essere state da principio trovate le dolorose favole, che
la favola pastorale, io non ho da mandare originale che per l'ultima parte
mai fatto esporre il soggetto della tragedia da un qualche personaggio attore a un personaggio
. gioberti, iii-88: noi siam diventati da due o tre secoli il popolo miterino
gambe, e pare un fiore / da fare altrui solluccherare il cuore.
, v-206: uno... è da lei amato; al quale essa,
municipale e provinciale venivano torte a favola da circolari pubbliche e segrete e dalla invasione
quistione dubita sempre, e sempre o da beffe o da vero ripiglia le medesime cose
, e sempre o da beffe o da vero ripiglia le medesime cose, e della
certo decoro, che la tenga rimota da ogni forma ignobile di favellare. leopardi
semidotta, lat. fabula, deriv. da fari * parlare '(cfr.
tenuto un favolaio. = deriv. da favola. favolante (part. pres
'onde è detto * favolone 'tratto da * tabulari * latino, significa raccontare
campagnole su la luna e i bachi da seta! bocchelli, 13-402: finita
raccontare cose inventate ', deriv. da fabula 'favola '(v. favola
favolastoria unitamente. = comp. da favola e storia (v.).
/ per sbigottirmi. = deriv. da favola. favolato (part. pass
agg. che ha assunto un sapore da favola; leggendario. bocchelli, 19-340
sua madre fluviale. = deriv. da favolare', cfr. lat. fabuldtor -5ris
lat. fabuldtor -5ris, deriv. da fabulàri 'favellare, conversare '.
favoloso, fantasioso. guido da pisa, 1-210: per potere meglio cacciare
favoleggiamenti degli antichi. = deriv. da favoleggiare. favoleggiante (part. pres
811: narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati
esortare e istruire, tolgono gli esempi da cose vere; i poeti mirano allo stesso
virtù nascose e virtù gloriando. giovanni da samminiato [petrarca], ii-15: voi
era stato un metodo che aveva adottato da sempre, di favoleggiare sulle cose,
, scendendo, gli ultimi congedi / da lusitane sponde, ivi colombo, / come
colombo, / come inspirato a divinar da quella / libertà di diffuse acque profonde
fantasia, fantasticare; vagheggiare. guido da pisa, 1-137: quivi favoleggiano li poeti
iii-395: sendo perseguitato il gigante siceo da giove, dalla dea tellure sua madre
che uscissero [i vinuli longobardi] da quella isola scandinavia, che gli antichi
quel continente ad essi mal noto, che da settentrione fronteggia il baltico dicontro alle bocche
col bisogno di favoleggiare un che diverso da quello che lo circonda! levi, 1-129
disonor suo! = deriv. da favola. favoleggiato (part.
alcune oasi tanto ricche di naturale bellezza da richiamare alla memoria i giardini dell'eden favoleggiato
frapporre, tra le cose finte e favoleggiate da noi, nome [quello di dio
dissero 'iura imaginaria ', ragioni favoleggiate da fantasia. carducci, iii-14-81: s'
'dalle radici', senza ricorrere alla derivazione da clatema nel mille favoleggiata dal ghirardacci,
.., né so raccogliere le cose da nulla delle quali si adomano gli attimi
certe vere. = deriv. da favoleggiare. favolèllo, sm.
di combustibile, la quale si separa da maggior fiamma, e si solleva in alto
uno favolesco. = deriv. da favola. favolévole, agg. ant
ant. favoloso, fantastico. guido da pisa, 1-207: in questa istoria sono
è favola. = deriv. da favola. favòlico, agg.
infino quivi. = deriv. da favola. favolière, sm. raro
monti, v-472: sono tre favole tratte da un tavoliere russo, e
un tavoliere russo, e da me tradotte ad istanza del conte orloff.
le favole. = deriv. da favola. favolistica, sf.
nona spera. = deriv. da favola. favòllo, sm.
detto 'tavolone ', tratto da 'tabulari 'latino, significa raccontare
scrivono alcuni, cioè che fusse edificata da atlante. tasso, n-iii-961: ma
294: ma lasciamo stare i favolosi dei da parte, che ancor apollo e le
carattere di favola; composto, originato da invenzioni della fantasia, da finzione poetica
, originato da invenzioni della fantasia, da finzione poetica (un componimento letterario o
secondo la diversità de gli dei introdotti da favolosi poeti e poi seguita con molta superstizione
antichità, perché ella pare o troppo rimota da noi, o favolosa. tasso,
suoi misteri. -che è tratto da favole, da episodi della mitologia (
-che è tratto da favole, da episodi della mitologia (un soggetto,
iii-233: preziosi pure son certi suoi quadri da camera della misura de'ritratti, con
a 'l pian nebbie leggere / si spandeano da 'l fiume: / parean, ne
tra gli alberi grondanti, si trovavano da miglio a miglio case coloniche. piovene
a lusingar le sonnacchiose menti / suol da le porte ebume / de'sogni uscir la
con una incarica di pruni fu messo da dio nella luna, e che quello bruno
: lasciando molte cose favolose, che da alcuni loro scrittori sono dette. soderini,
erronee ciancie... son state narrate da evemero istorico, da omero poeta,
son state narrate da evemero istorico, da omero poeta, da esiodo, da orfeo
evemero istorico, da omero poeta, da esiodo, da orfeo, più favolosi
, da omero poeta, da esiodo, da orfeo, più favolosi che misteriosi veramente
ora sul più bello non capivamo più da che parte rimanesse il fronte. morante,
cataste, e una illuminazione a gas da abbarbagliare la vista agli orbi. de roberto
quanti titoli feudali, un patrimonio favoloso da amministrare. buzzati, 4-300: vicinissimo
. dal lat. fabulosus, deriv. da fabula 1 favola '(cfr.
del mele al pesce arrostito. zanobi da strato [s. gregorio magno volgar
ai giovani orgogliosetti. = deriv. da fava, nel senso di * boria,
giocondo sapore. = deriv. da favonio: cfr. favognano.
. marino, vii-337: hassi però da avertire che non suole il cigno per ordinario
delle api. = deriv. da favo; cfr. fr. favonite (
tenui, che, quando non fossero da tali uomini aggrandite, non potrebbono per
dunque, come in natura si incontrano da tutte le bande vestigi contrarianti alla posizione
. varchi, 18-i-143: assolverono favorabilmente da ogni pena e pregiudizio. parata,
= voce dotta, deriv. da favore. cfr. leopardi, ii-
il nostro 'favorare'par dimostrato nel latino da 'favorabilis, favorabiliter ', giusta il
favorabilis, favorabiliter ', giusta il detto da me altrove della formazione in * -bilis
, i-444: questi cotali corrono non guidati da virtù, non scorti da buona complessione
non guidati da virtù, non scorti da buona complessione, che sia in loro,
che sia in loro, non favorati da migliore cosa, cioè dalla grazia di dio
nostri nemici vi fu uno, sospinto da vergogna, e favorato da audacia perché
uno, sospinto da vergogna, e favorato da audacia perché uno così solo tante volte
ciò apertamente ordinato intorno alle cause criminali da quattordici concilii fra generali e provinciali assai antichi
6-iv-464: di vero io mi pensava da principio, ch'ella [la parola
i venti. = deriv. da favorare. favóre (ant.
4-488: poscia essendosi arredduto a vizi da non potere sostenere, e con pena de'
dante / ogn'altro ben. giovanni da samminiato [petrarca], i-340: il
persone o a partiti, lo pongo da canto; né il pubblico favore mi fa
, di una divinità). giovanni da samminiato [petrarca], i-95: i
1-376: privo de consiglio e nudo da favore, non scio che fare,
quei primi giorni aveva troppe altre cose da sbrigare, ma era un fatto che tutto
/ che 'l suo favor la liberò da morte. cornato, 102: essendo poi
-vantaggio, utilità, beneficio. bartolomeo da s. c., 22-2-4: peccato
beni o possa essere determinata la somma da impiegarsi a tale fine. ibidem,
monti, 1-27: l'onore pregiatissimo compartitomi da v. s. ill. ma
scienzia, la quale... da se stessa pur riluce e splende come un
. licinio crasso pontefice massimo. benvenuto da imola volgar., i-34: li sabini
voglio più oltraggi, né favori da veruno degli uomini potenti. carducci
. cecchi, 78: li favori da lei fattimi in siena / e l'amore
persone, così evidenti segni di favore da imbarazzarmi. d'annunzio, iv-2-206:
esaminare niccolò con tortura, e ricercar da lui che faccenda era questa ch'ei
/ tra i curvi liti avvolte, e da le selve / e da'colli riprese
scalda. alfieri, 1-124: vieni: da quel di pria diverso assai / a
, don lagàipa, che s'era recato da lui per intercedere in favore d'alcuni
n. capponi, 1-49: niccolò da tolentino rimase contento andare a'favori di
scienza sperimentale. -aver favore da qualcuno: esserne aiutato. f.
francia che era a pontremoli, stimando da lui avere favore a esser mantenuto in firenze
qualcosa: essere favorito, essere avvantaggiato da qualcosa. p. f. giambullari
... avendo vedute le scritture prodotte da ambedue le parti, sei giorni sono
d'un biglietto di ferrovia a favore da ottenergli dal segretario sani. verga,
esitante. de roberto, 179: da queste fabbriche ricavava una magra rendita,
favore, tirato piuttosto dal guadagno che da scintilla di pietà che fusse in lui
amor ch'io porto a quest'uomo da bene, io la supplico che si degni
. serao, i-896: io ho da uscire,... piove, e
, i-428: il papa s'era partito da roma, per trasferirsi a bologna,
, 1-6-68: il popol grida, e da logge e da palchi / fan favor
il popol grida, e da logge e da palchi / fan favor le donzelle al
cera, mostrando per esso come doveva da poi tornare fatta l'opera; e
mi feceno tanto favore, che mosso da qualche poco di baldanza, io promissi
del pontefice. -ricevere favore da qualcuno: essergli gradito. guadagnali,
giovargli, essere d'aiuto. bartolomeo da s. c., 163: giugurta
la mano nella spalla, o tesser da lui rimirati con un ghigno, ancor
lat. favor -6ris 4 favore ', da / avere * favorire '.
favoreggievole avuta. = deriv. da favoreggiare. favoreggiaménto, sm.
nel favorire o agevolare il compimento, da parte di altri, di un atto
dal sospetto di favoreggiamento, e a liberarlo da ogni fastidio. moravia, i-464:
di carcere. = deriv. da favoreggiare. favoreggiante (part.
vunche si ritrovasse. s. bernardino da siena, 387: hai incontrata una
pò l'uom securo star, ben che da terra / s'apresti insidie 0 manifesta
condizione; indurre a determinate conclusioni (da parte di condizioni ambientali, fenomeni atmosferici
sua antologia, nulla favoreggi equivoci creati da coloro che equiparavano o addirittura anteponevano l'
imitazion del sarsi liberamente rimetto il giudicio da farsi, circa la saldezza della nostra
-mettere in spicco, accentuare. sabba da castiglione, 23: quel discreto pittore,
i loro sistemi non le mirano che da quella parte che gli favoreggia, quando
tolse del tempo della giovanezza. benvenuto da imola volgar., i-167: però che
pirata e simili cose gravi, vorremmo da noi essere luntani. varchi, 18-1-352:
di aiuti più singolari, sono stati da dio per ispezial grazia favoreggiati. =
me sent'io, / donna, da voi, prendo tanta fortezza, / che
: egli [ameto], favoreggiato da loro [fauni e driadi], le
: favoreggiati dal conte di tolosa e da altre persone di stima, [gli albigesi
, ecc.). zanobi da strata [s. gregorio magno volgar.
re e della reina, e bene favoreggiata da messer niccola detto, il mercato fu
con la contessa ideale rimpianto della colonia da loro favoreggiata. 4. accolto con
meno apertamente, secondo le occasioni, da federico secondo e dalla parte imperiale,
deledda, iv-88: aveva paura che da un momento all'altro tornassero i carabinieri
il colpevole. = deriv. da favoreggiare. favorévole, agg.
uno suo caro amico e uomo molto da bene, ser bartolomeo da pontremoli, per
uomo molto da bene, ser bartolomeo da pontremoli, per farlo eleggere costì nostro
non soleva. marino, vii-382: né da voi, che fra tanti a niuno
, e che avesse creduto di poter esigere da esso guarentigie e promesse. fogazzaro,
in acquistare amicizia di buoni uomini e da bene e potenti. benvenuto da imola
e da bene e potenti. benvenuto da imola volgar., i-195: la guerra
diede favorevolissimo principio, così al presente da gli esteriori sensi, cosa corrottibile, comincieremo
leopardi, iii-790: il fresco, che da principio mi aveva turbato molto, ora
simpatia e approvazione; gradito. bartolomeo da s. c., 3-7-7: vergogna
galileo, 3-4-277: quando si ha da convincer l'avversario, bisogna affrontarlo colle
grande. pisacane, iii-65: la polvere da sparo ha reso facilissimo l'armeggiare;
i-394: quello che volle, volle: da piccino erano i balocchi senza numero;
numero; i dolci; poi il fucile da caccia; poi i denari per favorire
ti confesso che una gentildonna non ha da usare mai benignità alcuna, né favorir
interamente il suo genio, ed indotto da loro a favorire e ad esaltare il partito
pronto a rinunziare. foscolo, v-401: da che cosimo de'medici e i principi
mali. idem, vi-3-80: non è da credere che le occasioni di quei tempi
società, ogni individuo nasce poi così da essere adatto al suo punto e da
da essere adatto al suo punto e da favorire col suo egoismo l'esplicazione dell'altrui
impedimento de la lingua fui poco favorito da la natura, pensai di scrivere la mia
favoriscono le leggi divine e umane. da lei fuggono, come tante nebbie dal
altra sera la sorte mi favorì fina vettura da nolo; stasera me l'ha negata
casa mia. goldoni, vii-1012: andate da monsieur gurland, e pregatelo per parte
pagherò benedetto iddio! intanto favorite farmi da pranzo, son due giorni che non
vera teologia e degna d'esser faurita da le vere religioni. garzoni, 1-899:
. voglia essere esatto, perché ho da parlarle di cosa della massima importanza »
a pranzo o c'è una ricorrenza da festeggiare, dimentica l'economia per imbandire
.. sul naso le lenti fortissime da miope che gli rimpiccolivano gli occhi,
: se... voglion favorire, da povera gente, un fuoco almeno per
soldati forastieri? = deriv. da favore. favoritaménte, avv.
soggetto più glorioso, e al quale e da me e da voi più si debba
e al quale e da me e da voi più si debba favoritamente conceder la gloria
era un gendarme pontificio tirato, già da tempo, dal favore gregoriano a guardia del
'favoritismo ', indicò l'abitudine da parte dei prìncipi di affidare la direzione
popolari? = deriv. da favorito. favorito (part.
machiavelli, 802: voi, favoriti sol da la ragione, / contro lo 'ngegno
dovila, 302: favorito ed accompagnato da tante persone. leopardi, i-690: le
d'un'aristo- cratica dama, favorita da un grande nome, da una grande
dama, favorita da un grande nome, da una grande bellezza e potenza, regina
2. protetto, avvantaggiato, agevolato (da condizioni ambientali, atmosferiche, ecc.
lalli, 8-161: i galli, da la notte favoriti, / tra le
giravolte. dovila, 146: favoriti da una foltissima nebbia, levati la mattina
, 5-277: l'inerzia tanto favorita da quella solitudine era favorevole anche a lei
che... i vascelli francesi da guerra e di commercio godessero in que'porti
], 2-60: l'angelo gabriel fu da dio mandato in una città di galilea
maria. e l'angelo, entrato da lei disse: « bene stii, o
puniti quelli che le commettevano, sendo da questo e quell'altro nobile favoriti.
della madre del re e molto favorito da lui, mosso o da leggierezza o da
e molto favorito da lui, mosso o da leggierezza o da sdegno che i fiorentini
da lui, mosso o da leggierezza o da sdegno che i fiorentini si fussino accostati
occasione, lautamente imbandita; venendo servito da principali baroni, a tale ufficio destinati.
oppure addirittura sopra un trono, circondata da ministri, generali, ciambellani, favoriti
milano il conte di tirone, accompagnato da cinquanta suoi archibusieri, incontrato e favorito
castiglione, 244: questo così favorito da tante donne dovea essere un nescio e
tante donne dovea essere un nescio e da poco omo in effetto; perché usanza
, di questo autore tanto popolarescamente favorito da ogni classe di persone, io m'accingo
, ii-224: quel popolo... da niuno favorito per la sua orgogliosa violenza
al cielo riverente, ne'patti leale, da tutti amato, sospetto a niuno.
per vedervi e parlarvi, e sentire da voi chi era la fortunata favorita dalla
amante vostro e per amato e favorito da voi. vasari, ii-582: fattosi venire
ha de'termini favoriti: li caccia da per tutto, bene o male che
dal cuor degli uomini anche grandemente favoriti da dio di tutti i beni. lanzi
franco, 2-11: -io con la gente da cavallo darò un assalto di qua;
un assalto di qua; con quella da piedi, ne darò due altri di
. sarpi, i-1-37: ha avuto da sua santità favorite e longhe audienze.
mi arrivarono le casse del vino favoritomi da v. s. illustrissima. leopardi,
leggendo lo scritto del mùller... da lei favoritomi. 15.
una bella fronte nitida come una palla da bigliardo. de roberto, 607:
barbari per la prefata venerazione s'astengono da mangiar colombe, molto più enea,
città... bel campo ha da spiccare e risplendere questa virtù dell'ascoltare
contrarii venti se avere in tale mare da navigare; e se cominciò a domi-
col marito. = deriv. da favore. favòso1, agg.
e divi. = deriv. da favo. favòso2, v.
ospite in una fazenda a pochi chilometri da quito, quel medesimo liquore gli fu
. dal lat. facienda * cosa da fare '. fazendèro, sm
. fagonner (sec. xii), da fagon (dal lat. factio -onis
(dal lat. factio -onis, da foche 1 fare '); cfr.
iii-21: i partigiani del novello stato mossi da zelo e talvolta da malvage passioni,
novello stato mossi da zelo e talvolta da malvage passioni, denunziando i fazionari della
ne producevano resterminio. = deriv. da fazione; cfr. fr. factionnaire (
noia che fa il fondo dellla vita umana da poi che l'uomo ha perduto il
chi ha tempo di fermarvisi, trova da comprar le piazze a buon prezzo.
temporal principio, e così fu inteso da altri chiari platonici. cellini, 742:
: ma la ragione, che ha da sapere come i sensi, che le
corradino..., non avessero da contrariargli. -persona di gran fazione
, consigliò come egli era venuto il tempo da potere gastigare la plebe, e tòrle
papa italiano libero, cioè non dipendente da nissuna corona, o da famiglia troppo
cioè non dipendente da nissuna corona, o da famiglia troppo potente. manzoni, pr
papi. l. bellini, v-322: da cui, e poi da altri medici
, v-322: da cui, e poi da altri medici d'altra fazione, deve
6-153: la battaglia fu tra gabellotti da una parte e frodatori di gabella dall'
, 5-1-21: tutte queste notizie ritraggonsi da strabone, il qual però replicatamente aggiunse che
; obbligo, impegno imposto dal governo da cui si è retti; gravame,
i suoi discendenti tossono franchi in fiorenza da ogni fazione di comune. giamboni,
di pubbliche imposte e gabelle, esenti da fazioni militari, sicuri delle loro proprietà
turno, e si danno la voce da un'altura all'altra.
di qualcosa: a somiglianza. giacomo da lentini, xxxv-1-83: cad io son tutto
a fazione di cervello umano. -animale da fazione: che sostiene bene la fatica
bellincioni, ii-137: non cavai da fazion, da disfazione. caro,
, ii-137: non cavai da fazion, da disfazione. caro, 7-412: ciò
fece slegare, e parendogli essere bestie da fazione, per avere tanti piedi e tante
tutti quanti semo e 'n punto / da far tosto fazione, come conviensi
per san giunco; / e 'n farsettin da far fazione, o questo / è
consuetudine degli altri. -uomo, corpo da fazione: atto a maneggiare le armi
avendo cura che sieno bene armati e da fazione, usando in questo estrema diligenza.
sua, senza soldati e senza altra gente da fazione. comisso, 1-12: se
di spada. ha un vero corpo da fazione. -uomo, soldato, sentinella
sotto la tettoia di larghissima tesa sostenuta da catenoni di ferro, alternamente passeggiavano due
le petizioni proposte al governo di francia da ricciardi e dalla fazioncèlla diplomatico-dottrinario- imbecille mamianesca
dal lat. factio -ónis (deriv. da facère * fare '):
2-86: perloché restarono subito i fazionieri da doppio dispiacere circondati: prima, per trovarsi
loro opinione convenisse. = deriv. da fazione: cfr. fazionario. faziosaménte
definitiva dell'eroe giannetto è stata detta da tina di lorenzo, quando dimostrò identica
tempi, e per quelle che sono fatte da certi faziosi. davila, 56
sacco, capitano / di ventura era detto da le squadre. davila, 29:
deliberato in mezzo a trentamila soldati comandati da un capo esperimentato, non potevano lasciarsi
capo esperimentato, non potevano lasciarsi spaventare da quindici o venti mila faziosi disordinati.
signorile, legittima e fazziosa, detta da lui oligarchia. 5. che
legato, pensandomi che tanta rigidezza procedesse da sua signoria reverendissima, per mala relazione
quello sdegno che nel segreto del principe era da se stesso infiammato. segneri, iv-156
ottusa, proprio, pensò sergio, da donna dei bassifondi che non discute l'amante
quei mangiapane si beccavano fazzolettate di pezzi da cinque lire. pea, 3-190:
le lacrime, proteggersi naso e bocca da odori sgradevoli, o per altre esigenze
con pizzi, ecc.). -fazzoletto da uomo: piuttosto ampio e semplice;
uomo: piuttosto ampio e semplice; fazzoletto da donna: piccolo ed elegante.
mano in cui stringeva un gran fazzoletto da naso, fece cenno a un monsignore ritto
, ora,... aveva levato da un'altra tasca un suo gran fazzoletto
, si asciuga le mani. -fazzoletto da calice: purificatoio. serdonati,
di seta, ed altri dodici fazzoletti da calice. 2. pezzuola, per
: vi mando una coppia di fazzoletti da capo, che li diate alla cassandra per
stirandosi li manichetti, alzando il fazzoletto da collo, perché si veda il solito
svevo, 2-398: la vecchia vestiva da serva,... il grande
asciuga le lacrime al momento del distacco da una persona cara. saba, 124
il fazzoletto: modo di salutare qualcuno da cui ci si allontana rapidamente (con