lat. mediev. dèclinàtòrius, deriv. da declinare 1 declinare '. declinazionale
5. figur. abbassamento (da uno stato primitivo di potenza, di
, 15-ii-410: la terza età, chiamata da lui senettù, incominciando nel quarantacinquesimo anno
. gozzi, 1-333: oh dio, da qual affanno non fui io oppressa
nel conoscermi di soli nove anni lontana da quel periodo fatale, in cui appena
depressione, sconforto, tristezza. rinsaldino da montalbano, 920: la sua madre,
degli atomi dalla caduta rettilinea (ammessa da epicuro per rendere possibile l'urto fra
] a formare i suoi infiniti mondi da una casuale declinazione di atomi dal moto
equatore e l'astro; si conta da o° a + 90° a partire dall'equatore
verso nord (declinazione positiva) e da o° a — 90° verso sud (
geografico del punto stesso; è variabile da luogo a luogo in valore assoluto e
linea equinoziale, delle declinazioni del sole da quella linea. galileo, 3-4-152:
voce dotta, lat. déclinàtio -onis, da declinare 'declinare '. declino
non si poteva por mano a tagliar da piè l'albero. deledda, iii-979:
astro, del sole). giovanni da prato, 1-279: poi che 'l verno
onofri, 11-182: forme immortali, e da sempre in declino, / sforzano sempre
e a scemar la sua signoria. bianco da siena, 186: tanto fu la
serà 'l grande e 'l picinino. btisone da gubbio, 104: or potete adunque
al dichino. = deverb. da declinare. declinògrafo, sm.
. = voce dotta, comp. da declinare e dal tema del gr.
= voce dotta, comp. da declinare e dal gr. pixpov '
e le costellazioni della luna / frigida, da noi illuminato; / e certificata avea
il giovane, 9-643: rapide tacque da declivi colli / e spine e sterpi
ma alquanto in declive. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
dotta, lat. dèclivis, comp. da de-e clivus * pendio '.
tal difesa per il declivio anco più da lungi? milizia, iii-491: questa
di tutte, detta monte cavi. da questa s'abbassa di nuovo la catena,
casa ascende il declivio erboso, ombreggiato da meli, peschi e ulivi. camerana,
gugliélmini, io7: l'acqua per condursi da un luogo all'altro, non ha
bosco. negri, 2-438: di là da quel mondo di rose, scendevano a
sabbie rosse. pea, 1-306: da qui, della casa vedevo bene il tetto
, spoglia d'alberi e dovunque segnata da scavi si riempiva d'ombra. brancoli
basi polmonari. = comp. da declive e terapia (l'o è analogico
= voce dotta, comp. da de-con valore privativo e cloro (v
. = voce dotta, comp. da de-con valore privativo e cloruro (v
è stato elaborato. = comp. da de-con valore privativo e codificare (v.
arriva a decollarlo. ungaretti, xi-193: da corradino di svevia che vi fu decollato
'(nel linguaggio giuridico), da collum * collo '. decollare2,
, la manovra per staccarsi con l'aeroplano da terra, con l'idrovolante dallo specchio
propriamente * scollare ', deriv. da colle * colla '. decollato (
come termine giuridico), deriv. da decollare * decapitare '(da collum
deriv. da decollare * decapitare '(da collum 'collo '); cfr
.. derivato 'decollo'. sostituito ora da 'involo '. e. cecchi,
d'anime. = deriv. da decollare2. decolonizzare, tr.
stato straniero. = deriv. da decolonizzare. decolorante (part.
; dal lat. decolorare, comp. da de-con valore privativo e colór -óris '
negri, 2-140: capelli argentei (decolorati da un veleno durante il corso d'una
'togliere il colletto ', deriv. da collet (fin dal 1280) 'colletto'
, disse, non è decombente che da otto giorni. 2. bot
. di 'fusto ': se da principio sta alquanto ritto e poscia si
. = voce dotta, comp. da de-con valore privativo e combinazione (v
in partic.: che si può separare da un composto (ed è voce,
tendenza a decomporsi. = deriv. da decomponibile (v.); cfr.
decomposizione. = deriv. da decompone. decompórre, tr.
milizia, iii-22: 'finezze'provengono da eccellenza di gusto, da delicatezza di
'finezze'provengono da eccellenza di gusto, da delicatezza di tatto, che più esercitato e
pentagoni, elissi frangiate di saette, palle da giocolieri, tubi fuligginosi.
mondo il sublime spettacolo del pensiero abbandonato da ogni forza profana, e superiore a
i versi. milizia, ii-90: da imitazione in imitazione l'arte si snatura,
che lo conducono nelle stanze e luoghi da illuminarsi. g. ferrari, xxxiv-1236:
i corvi... mondano le vie da ogni sozzura prima che questa si decomponga
savinio, 182: mi allontanai da coloro sia per non più udire le
di libri polizieschi. là dove è da credere che l'intreccio si facesse più
come generar si dovesse l'aria epatica, da cui nasceva l'odore in questione.
, inversa della combinazione, che conduce da composti complessi ad altri meno complessi o
ai componenti elementari (ed è prodotta da tutte le forme di energia, particolarmente
. = voce dotta, deriv. da composizione (v.), su ricalco
di salsiccia urbana non sia ingombrata da persone e figliale, tra orologi
guasto, corrotto. = comp. da de-con valore privativo e congestione (v.
un luogo a decontaminazione. / nerastro da ferita volontaria, / o, decomposto,
di beltà, = comp. da de-con valore privativo e contaminare (v.
bocca semiaperta e di radiazioni emesse da sostanze radioattive. carica già dell'
gettato. che = deriv. da decontaminare. orribile indiscrezione spingere lo
un tale / tanfo di sentimento decomposto / da arila, 'deconto'. fatti nostri
; dirai 'avanzo, resto '. da 4. alterato, deformato (
. décompte (sec. xiii), da décompter, comp. da la terra
xiii), da décompter, comp. da la terra e cominciò a tossire e
5. fis. che risulta da movimenti differenti (un scherata sotto i
l'allegorico il decoramentale. cosa da lui percossa con moto decomposto.
moto decomposto. = deriv. da decoramento, col sufi, -ale sul modello
-ale sul modello 6. derivato da una parola composta. -anche di monumentale,
e derivati. = deriv. da decorare. 7. bot.
il cui uso s. bernardino da siena, 88: quarto splendore è decosi
(e, per evitare i disturbi provocati da una quale tutte le cose sono decorate
, 2. medie. malattia da decompressione: ma / che il tuo
momento = voce dotta, comp. da de-che indica privazione e felice. foscolo,
di persone. penti da quella della gorgone, -o se piuttosto come
se piuttosto come = comp. da de-con valore privativo e concentra
cacce, insieme a = comp. da de-con valore privativo e congelare (v.
delle tante che = deriv. da decongestionare. decoravano le mura dei
1-64: la religione,... da metastasio ne'suoi oratori, come la
virtù certe azioni penose, e non compensate da verun frutto. rovani, i-297:
). casti, 404: da questa han tirato i turchi una gran
è forza cercarla su i libri, religione da eruditi, religione da pittori per decorarne
libri, religione da eruditi, religione da pittori per decorarne le volte o le pareti
. palazzeschi, 7-103: facciata formata da archi giganteschi e gigantesche colonne con logge
l'ordine della corona di ferro instituito da napoleone il grande per decorare i suoi
egli sa. delfino, 1-81: verran da i lidi ispani / novelli, che
oggimai è cosa molto antica tesser io da voi donato. bandello, 1-2 (
significava per lei dipendere... da qualcuno che ti istruisce e ti guida,
agli amici, e non hanno moneta troppo da donare. ma la grande cortesìa si
donazione. gr azzini, 4-21: da gio vacchino gli fu risposto che,
e chi ebbe diritto di riscuoter taglie da codesto sassone privilegiato, si diceva *
e donami speranza con gran gioì. giacomo da lentini, 2-62: lo vostro amor
al notaro, / ch'è nato da lentino. cielo d'alcamo, 14:
non la posso fornir tostamente. bianco da siena, 130: donaci 'l nostro pan
ritrasse nella stanza sua più secreta. da porto, 1-129: si disputò assai tra
disputò assai tra i nobili se fosse da donare ad alcune case de'popolani la nobiltà
nondimeno nella sua difinizione della republica posta da principio... non si ritrova
questo tempio a san gogio donato / da glelmo ciptadin per so amore. valerio massimo
i-236: l'animo di livio salinatore è da donare ad eterna memoria. s.
ad eterna memoria. s. caterina da siena, v-138: tenete a mente,
: sappi, o re, ch'ella da alcun tempo... / soffre
riceve il petto ne la parte manca / da le parole che 'l penser saetta.
giannotti, 2-2-396: né altro ho da dire, se non raccomandarmi a vostra
18. offrirsi, votarsi. francesco da barberino, 173: fugga [la romita
età e nazione, lasciati gli altri studi da canto, tutti a questo uno si
(una donna). andrea da barberino, 1-61: non mi vergogno di
altro. = lat. donare, da ddnum 'dono '. donare2,
belli donari e di belli amori. bianco da siena, 56: infinita bontade
= voce dotta, lat. dóndrium, da dònum 1 dono '. cfr.
volta il nostro marchese raggi mi fece pigliar da diogene un leone radiato. lo donai
iii legittimo donatario [venezia] fu da un generale leboeuf consegnata non so più
1-7-1-27: ancora circa la traslazione del dominio da principio e la trasmissione agli eredi,
dotta, lat. mediev. ddndtàrius, da donare 1 donare '. donatèllo
gramatica. g. morelli, 457: da se stessi, nel tempo d'anni
con l'invasione dei vandali; ispirato da un gruppo di rigoristi intransigenti, proclamava
la vera chiesa, in quanto formata da una società di santi, dalla quale
stato escluso; che i sacramenti amministrati da persone indegne non erano validi, quindi
, iii-3: corrotti da'donativi e da promesse di pensioni, [i vailesi]
sapessi mostrare con quali istituti, e da quali azioni astenendoti, tu possa governare
voce dotta, lat. tardo dónàtivum, da dóndre 'donare donato1 (part.
/ in questi senza fin sublimi onori / da l'onorate man degli scrittori. redi
potesse lo donato / c'ò ricevuto da vostra valenza. 2. commerc
(grazie o favori). giovanni da samminiato [petrarca], ii-267: per
obbligati a nulla, se non a guardarsi da te. dottori, 77:
della divisa dei fiordiligi donatigli con privilegio da luigi xi di tiberio di francia. pea
ciascuno degli ordini inferiori. = da donato1, propriamente 'donato a dio '
). chi dona. bartolomeo da s. c., 19: erano
dell'acque. parini, viii-29: allor da le segrete / sedi del mio pensiero
smesurato d'onne ben donatore. busone da gubbio, 51: il mondo dee sempre
come fu provato, di fortuna derivante da dote: « e di cui poteva,
. persona generosa, liberale. bartolomeo da s. c., 16-4-2: larghi
= lat. donator -óris, da donare 1 donare '. donazióne (
il futuro giudicio. s. caterina da siena, 8: per li desideri vostri
ornamenti del dire. papini, 6-34: da questo momento vi faccio regolare donazione della
rainerio da perugia, v-67-163: voi sì promettete
donagione de la monna sua nipote. benvenuto da imola volgar., i-138: l'
fondazione o donazione o per presentazioni moltiplicate da tempo immemorabile, o in altra maniera
furono, dalla donazione in enfiteusi, da parte del vescovo di bologna...
4-167: daniello finge non volere altro da lui se non che dopo la morte
atto giuridico della donazione. vito da cortona volgar., xxi-729: per questa
donagione. leonardo, 2-644: messer girolamo da cusano, che ha appresso di sé
non meno da'privati che da'principi da tempo in tempo s'erano fatte alle
dagli editori, o per libri lasciati da liberati. 4. stor.
ecc.). lapo da castiglionchio, 149: ebbe certe e non
del ducato di bari, stato posseduto da lodovico molti anni per donazione fattagli da
da lodovico molti anni per donazione fattagli da ferdinando. botta, 5-462: aggiungeva
che, se il pontefice a quanto da lui si esigeva non consentisse, aveva
de'longobardi nello sgomberare le terre donate da pipino. oriani, i-20: la grande
pontefice, che non potrebbe mai regnarvi da principe unitario. 5. disus
voce dotta, lat. dóndtió -ónis, da dónàre * donare'. cfr. isidoro
donchisciottate francesi persuasero anche a me che da questi burattini politici l'italia potesse sperare
questo. = deriv. da donchisciotte. donchisciòtte (don chisciòtte
cose dappoco, contro nemici e pericoli da temere poco, lo fa con più
eroico, ingenua- mente spavaldo, guidato da un idealismo astratto e privo di rapporto
delle tradizioni. = deriv. da donchisciotte-, cfr. fr. don quichottisme
dónde, avv. a indicare moto da luogo, e anche allontanamento, separazione
e interrogative dirette e indirette): da dove, da cui (e può
dirette e indirette): da dove, da cui (e può considerarsi come un
altre. — figur. francesco da barberino, 28: dico ch'ella guardi
indicare origine, provenienza, derivazione: da chi, da quale persona, da quale
provenienza, derivazione: da chi, da quale persona, da quale fonte,
da chi, da quale persona, da quale fonte, da quale origine.
quale persona, da quale fonte, da quale origine. iacopone, 39-36:
venne a memoria un ricco giudeo. bruscaccio da rovezzano, ix-247: non so donde
la fiducia, in chi le riceve naturalmente da un principio religioso. ma per gli
priso, / madonna mia? francesco da barberino, ii-272: ara 'n ciò
... onde quel vapore va da ima parte della terra e non truova adito
adito donde possa uscire, e va da l'altra parte e gonfia forte tanto
5. a indicare causa: da quale causa, da quale motivo;
a indicare causa: da quale causa, da quale motivo; per la qual causa
aggian donde, / sì dolce 'l canto da lor si divelve. tasso, 3-19
,... se si partissono da signori, non arebbono donde vivere.
cui, intorno a cui. giacomino da verona, v-428-7: ierusalem celeste questa
(anche nella forma dondeché): da qualsivoglia parte o luogo, da qualsiasi
: da qualsivoglia parte o luogo, da qualsiasi persona. -anche: da qualsiasi
, da qualsiasi persona. -anche: da qualsiasi causa. bibbia volgar.
: donde agnolo se l'avesse, o da sé o d'altrui, egli si
o d'altrui, egli si colicò da piedi con uno mantachetto segretamente. macinghi
dondechessia, avv. letter. da qualsiasi luogo, da qualunque parte.
. letter. da qualsiasi luogo, da qualunque parte. cesari [imitazione
dondechessia. = comp. da donde, che e sia. dóndola
altra ladrina. = deverb. da dondolare. dondolaménto, sm.
beati 'coloro che hanno ghinee abbastanza da farsi fare de'carrozzini matematicamente molli e
ecc.]. roberti, x-187: da ognun si sa che è dilicata /
machiavelli, 1-vi-354: i franzesi, trovando da essere ricevuti, potrebbono dondolare e straccare
: furono [gli oratori fiorentini] da lione rimessi a bles; a bles
, 3-182: le cime degli abeti dondolavano da una parte e dall'altra, secondo
contagio. il viandante che fosse incontrato da de'contadini, fuor della strada maestra
quale è nato, essendo stato detto da un macellaro a cui era stata rubata in
lomento pendente. = da dondolare, per l'aspetto penzolante dell'infio
e sui tavoli con un afrodisiaco dondolìo da scopinetta o faceva la riverenza, dignitosa
. moravia, iv-346: il costume da spagnuola, lungo e tutto nero,
; ciondolo. s. bernardino da siena, 764: le frappe..
. 1-85: il dondolo è sempre stato da poi che fu la natura e sempre
suoi tanti dondoli. = deverb. da dondolare. dondolóne, agg.
di lì a poco, vedemmo avanzare da ovest, con la sua aria dondolona
, dondolone. = deriv. da dondolare. dondolóni, avv.
dondoloni, spesso coll'amico, qualche volta da solo come per una giterella consueta.
, ecc.). folgore da san gimignano, vi-n-151 (17-4) *
: le scampanate... mi tolsero da le orecchie col loro don, din
, din, don, mille cose belle da raccontare. pananti, ii-65: appena
. dondunque, avv. ant. da qualsiasi luogo o parte.
, e don- dunque puoi più tosto da loro ciò ottenere. l. bellini,
ella fosse. = comp. da donde e unque (v.).
», certi ragionamenti donferranteschi. = da don ferrante, personaggio dei promessi sposi.
arienti, 59: essendo di tal forma da dio dotato, che, chi in
dallat. * dominio -ónis deriv. da dominus 'signore '. dongiovannésco
(plur. m. -chi). da dongiovanni, proprio di dongiovanni.
pea, 7-470: che questo dongiovanni da strapazzo si fosse chiamato il gallo di soprannome
, protagonista di una leggenda spagnola diffusa da una commedia (1630) attribuita a
. tendenza continua e fastidiosa a comportarsi da dongiovanni. soffici, v-1-437: lo
. che è proprio di dongiovanni, da donnaiolo. bontempelli, 19-52: non
si già / cantando e scegliendo fior da fiore / ond'era pinta tutta la sua
afflitti, e provviste inesauribili di carità da profondere, a destra ed a sinistra,
estrema. perciò aveva sofferto in modo da non si dire. saba, 316:
-fammi un sonetto, / opra vulgar da donna e che sia buona. vasari,
e che il colorire a olio era arte da donna e da persone agiate ed infingarde
colorire a olio era arte da donna e da persone agiate ed infingarde. m.
altri ornamenti d'oro donatili, e da donne. e. cecchi, 7-24:
infilata con le mezze maniche una camicetta da donna. jahier, 239: è roba
donna. jahier, 239: è roba da donne, una montagna che nutre solo
-figur. s. caterina da siena, ii-295: la libertà, che
tete bene immaginare che cosa mi ripromettessi da questo viaggio e dal mio nuovo soggiorno
per senno o esperienza. francesco da barberino, ii-135: non face donna bellezza
3. donna maritata o in età da marito (contrapposto a fanciulla, a
di lui s'accese. s. bernardino da siena, 392: noi aviamo a
: a me la donna piace donna da casa. vittorini, 3-135: si mette
.. sempre in mezzo al suo da fare di donna di casa.
che non è degna d'esser amata da tutti, o chi è cotanto diffidente di
cuore. d'annunzio, i-373: levasi da 'l gran letto in su l'aurora
la mia mente, la quale fu chiamata da molti beatrice. idem, purg.
serva dovea divenire, come avvenne. zanobi da strada [s. gregorio magno
, 1-24-129: il suo mortai disgiunto / da l'alma che gli fu consorte e
la terra, e spartavi su fiamma da cielo, fue in dubbio lo stato del
famosa o dal nobile portamento. francesco da barberino, i-89: con donne di nettezza
d'onore a entità astratte. francesco da barberino, iii-224: forte è da blasmare
francesco da barberino, iii-224: forte è da blasmare i quel che vuol medicare,
/ tu vedi il tutto. bianco da siena, 72: o gloriosa donna,
sì gradito, / che dio prese da te fumane salme, / e nove
cui la chiesa la celebra. busone da gubbio, 78: appresso che di quando
, 5-151: il papa un'altra volta da roma per la flaminia partendosi, e
roma per la flaminia partendosi, e da spoleto a mano destra volgendosi, andò
: donna monaca. pace da certaldo, 86: sopraggiunto da una malsania
pace da certaldo, 86: sopraggiunto da una malsania fermossi a letto, e
che teneva sul capo un canestro ben coperto da un tovagliolo bianco. tecchi, 3-15
ant. governante, maestra. francesco da barberino, 25: lodo che, s'
non fu mai negli incantesimi maggiore donna da circe in qua, ma che la fatica
una buona donna che si lasciava amare da noi soldati. -donna cannone:
detta anche semplicemente 'crisi'. -donna da prezzo, di malaffare, di strada,
monache, delle maritate e delle donne da prezzo. fogazzaro, 1-341: il quadro
mi lascierò mai far la donna addosso da questa padrona di vent'anni, se credessi
sano, dalle donne stia lontano; da donna in calzoni dio ti scampi',
, si serva; si faccia un mondo da sé. dopo fatto diresti che è
, domina * padrona di casa '(da domus 'casa ').
, 5-116: sono santi che cominciarono da peccatori, e vomitavano eresie, andavano
. donnaccinata, sf. azione da donna meschina, da poco.
sf. azione da donna meschina, da poco. targioni tozzetti, 12-5-197:
e il ciano? forse perché è toscano da vero e di razza. d'annunzio
unico erede del nome, invescato da una donnaccola di teatro. = forma
tuo donnàio? = deriv. da donna. donnaiòlo (donnaiuòlo)
, xvii-127: appena si lasciò dire da me alcune paroline secretissime, e mi rispose
casa il marchese nigrelli, venuto apposta da roma, dove, da vecchio donnaiuolo
, venuto apposta da roma, dove, da vecchio donnaiuolo impenitente, dava fondo alle
tanti nemici. = deriv. da donna. donname, sf. scherz
come rigirarsi. = deriv. da donna, col suff. collettivo -ame.
rinuccini, ix-257: leggiadro drudo, da sua donna amato, / cantare in
, non poteva passare per la strada da tanti era donneata. = dal
conversari, amoreggiare '(deriv. da domna 'donna, dama, amorosa
. { donnèo). ant. far da padrone, signoreggiare. - anche al
, / se donna follea. buonaccorso da montemagno, 44: ritranquillate posson le
dominare e signoreggiare. = deriv. da donna (nel significato di 'signora,
dell'immensa terra. = deriv. da donneare. donneggiaménto, sm. letter
in litigi! = deriv. da donneggiare. donneggiare1, intr. {
col rosario! * = deriv. da donna. donneggiare2, intr. (
(donnéggio). ant. comportarsi da signora, da padrona. 5
. ant. comportarsi da signora, da padrona. 5. bernardo volgar
la fante donneggi. = deriv. da donna, nel significato di * signora,
di die. = deriv. da donneggiare. donnèlla, sf. ant
, sopra ad alcuna erba, conosciuta da lei utile a ciò, fregandosi, medica
spirito. 3. con fare da padrone, imperiosamente, non servilmente.
donnescamente comanda che tutt'i tempi, da che è il genere nostro, e
, purg., 33-135: poi che da essa preso fui, / la bella
a donne; simile a donna; composto da donne. boccaccio, vii-4:
di meglio nascondere la sopravenuta rossezza che da donnesca vergogna li procedea, si bassò in
giovane, graziosa; fanciulla in età da marito. bembo, ii-98: averò
. svevo, 3-637: fui accostato da un signore che mi conosceva e che
? pirandello, 7-572: sapeva da tant'anni che la moglie -vezzosa donnettina dal
guancie e occhietti vivi vivi, da furetto - lo tradiva. =
, 7-i-72: queste donnicciuole sono ingannate da loro e credono, come uno ha la
21 (363): che sciocca curiosità da donniciola, -pensava, -m'è venuta
che mai la distanza che la separava da alfredo. alfredo era un cacciatore, per
donnicciolata, sf. atto o discorso da donnicciola; credenza da donnicciola.
atto o discorso da donnicciola; credenza da donnicciola. giusti, ii-378: se
donniccioleria { donnicciuolerìa), sf. atto da donnicciola. alfieri, 6-22:
abiti dormili, la ricoprisse di panni da garzone. = deriv. da donna
panni da garzone. = deriv. da donna. donnina, sf. donna
: moltissimi ci dissero che v'era / da far benon nel valdamo di sopra;
invaghire spesso, ma non mai impazzire da che vivo. carducci, ii-10-154:
un palmo, per essere delle belle ragazze da marito. 2. donna di
: si modellano sulla loro borghesia. da noi, si modellano sulla nostra:
prete frullone. = deriv. da donna. dònno, sm.
77 (130): messer rinieri da montenero, cavaliere di corte, si passò
sé il dispensatore della santissima chiesa, e da parte parlogli e disse: puoi tu
ito per accompagnar il signor donno ippolito da este cardinal di ferrara. tassoni, viii-2-71
ha tanti meriti propri, non ha da restarvi obligato che gli abbiate così leggiadramente
bianco nelle parti inferiori; distrugge animali da cortile, e non risparmia i topi (
combatte con loro ed ella è morsa da loro, ella incontanente corre al fi-
altrove donnola si chiama, / mustella qui da gli uomini fu detta. / le
le forme aggra ziate, da 'donnina '). donnóne
tu sei un bel donnone, / da non trovar nella tua beltà fondo, /
ii-84: ma spesso egli giungeva accompagnato da un donnone coi baffi come un uomo
un'atroce lucidità a traverso la fiamma da cui era compresa ella riconosceva la miseria
, bene fisico o morale (concesso da dio, o ricevuto dalla fortuna o
i più cari e preziosi doni fatti da iddio a la natura umana è stato
pregiato dono della castità si fosse lasciato vincere da quegli animali bruti. campanella, i-49
le nostre facoltà vengono disposte in modo da secondare con prontezza e docilità gli impulsi
conv., iv-xxi-12: però che da ineffabile caritade vegnon questi doni, e
esentissimo dalla morte, dalle malattie e da ogni altro dolore che ora assedia la
grazia gratificante, non siam eccitati prima da quell'altro don della grazia 'gratis data
fatta per ottener favori). benvenuto da imola volgar., 1-66: cominciò a
... corrotti da'doni e da promesse fatte dallo imba- sciadore di lodovico
, e aveva il privilegio di tassarsi da se medesimo, la qual tassa,
,... si trovarono meno da cinquantamila inghilesi. varchi, 23- 103
tuo'di giostra, / con vien tegni da lei la vita 'n
(302): messer francesco, da avarizia tirato, fattosi chiamare il zima,
e vieppiù espresso errore, / non ricevea da siila? pascoli, 72: anche
fino ai villani per ogni tenue donuzzo da loro fattoci nelle loro capanne, restiamo
, munera hominum. itaque munus homini da tur, donum deo ».
donzèlla1, sf. fanciulla in età da marito, giovinetta non ancora maritata;
, giovinetta donzella di tredici anni, da parte del sanator celestiale. fazio, i-15-70
rubata / con tutta la sua forza da costui. beicari, 5-113: chi serve
al primo parto, / di quel trafitta da i dolori, scioglie / le trecce
andate / e mercede le chiamate. guido da pisa, 2-86: sopra tutto questo
donzella di diana. s. bertiardino da siena, 647: la vergine maria.
/ giunse la nobilissima ermengarda; / e da lor si divise ed alla nostra /
poco conto, di non grande valore, da nulla. fazio, ii-12: giovani
i-162: so che tu sei una donzellina da domasco. tasso, 15-58: scherzando
della tutela, agire indipendentemente; far da sé. f. d'ambra,
state a donzellare? = deriv. da donzella *. donzellésco, agg
per la rivera vignio oselando. folgore da san gimignano, vi-11-157 (23-1)
sopra ogn'altro donzel di toscana. da porto, 1-345: non passeranno otto
, perché lassi, segnore? francesco da barberino, 63: cucine piene di varie
dice giu- venale, atlante, acciò da sproporzion di titol gigantesco e di pigmea
vezzeg. donzellétto, donzellino. francesco da barberino, io: non mi cacciate,
m. franco, 1-50: donzellin da moresche, nozze e balli. bettinelli,
, 8-78: sapeva [la moglie] da quel piede zoppicava il donzellone. dolce
pronome personale è per lo più accompagnato da di o anche da a).
per lo più accompagnato da di o anche da a). -una cosa dopo
quanto al valore del significato, 'da poi 'e * di poi 'sono
.. dovendosi dire * dopo desinare, da poi che avrò desinato, dopo la
che (popol. dopodiché): da quando; dal momento che, poiché.
alto colui che ne chiama, / da cui procede l'una e l'altra fama
/ or la tua ninfa scorgo e vien da noi. tasso, iv-65: io
lucullo et ivi morto, però che da ch'elli è morto, io non debbo
spostamento d'accento, in proclisia, da dopò, depò [i] è tose
la rasatura. = comp. da dopo e barba (v.).
non ufficiali. = comp. da dopo e borsa (v.).
suo miele. = comp. da dopo e cena (v.).
segue la confessione (ed è caratterizzato da un senso di liberazione e di pace
dopoconfessione. * = comp. da dopo e confessione (v.).
di strano benessere. = comp. da dopo e desinare (v.).
, 11-886: dimani e dopo dimani andremo da per tutto. leopardi, iii-752:
situazione interna. = comp. da dopo e domani (v.).
vari paesi, il dopoguerra fu caratterizzato da questa smania di rinnovamento, di riscoperta
trovavano elegante indossare addirittura le divise smesse da quelli. = comp. da dopo
smesse da quelli. = comp. da dopo e guerra (v.).
dall'aprèsguerre francese (1916). da prima si scrisse 4 dopo guerra ',
ne scrissi assai. s. bernardino da siena, 373: io vi chiesi doppo
ci sto. = comp. da dopo e ieri (v.).
effetto). = comp. da dopo e incasso (v.).
scenica di un piccolo teatro all'aperto da dopolavoro di campagna, a sipario calato
del dopolavoro. = comp. da dopo e lavoro (v.).
sotto le sottane. = comp. da dopo e dal part. pass, sostant
il cinabrese. = comp. da dopo e pioggia (v.).
versi deliziosi. = comp. da dopo e pranzo (v.).
attività sciistica. = comp. da dopo e sci (v.).
preso fuoco. = comp. da dopo e scritta (v.).
pratolini, 10-244: io, il tipografo da tuo padre lo feci per caso,
un doposcuola. = comp. da dopo e scuola (v.).
segue al sonno. = comp. da dopo e sonno (v.).
dopo tutto ', è un modo che da poco tempo in qua è stato abboccato
poco tempo in qua è stato abboccato da molti e molti, ed altro non
una quel tedesco. -gioiello composto da due pietre false (o da una
composto da due pietre false (o da una vera e una falsa).
. moneta d'oro coniata a milano da carlo v nel 1548, con peso medio
e il termine fu poi adottato anche da altre zecche italiane); dobla, doppio
d'oro et in parte in crediti fattici da mercanti di lisbona. b. corsini
. verga, 4-149: -mi garantisco da me, -rispose don gesualdo posando sulla
9, 88. = deriv. da doppio1 (perché aveva peso e valore
caso il testo viene modificato in modo da raggiungere l'accordo dei suoni delle parole
, io viaggiavo doppiamente provvisto di fucile da caccia e di cartella per disegnare.
i-76: della qual cosa doppiamente se'da riprendere: principalmente d'avere avuta così
mente quanti e quali siano i pericoli da questo amor già proceduti e che procedono
, io (parendomi essere uccellata doppiamente da te) sarei forzata a scoprir questi
tosto donati, doppiamente sono graditi. da porto, 1-43: io mi sono
genti colui che doppiamente favella. zanobi da strata [s. gregorio magno volgar
di rame. = deriv. da doppiare *. doppiare1, tr
. baretti, 1-14: bella dottrina da predicare... per doppiare a mille
sorte: / e, 'l cor trafitto da temenza e zelo, / doppia le
buona speranza a cinque leghe di distanza da esso. se non vi fossimo andati
. passare con uno o più bastimenti da destra a sinistra d'una armata nemica,
mascella. era facile - garantiva - roba da niente. = deriv. dal lat
deriv. dal lat. tardo duplàre (da dupius * doppio '); cfr
che hai mutato tua natura umana. da porto, 1-105: egli è aspettato con
coperta la superficie da una sottile lamina di oro o d'argento
, nel film parlato, del dialogo da una in altra lingua. doppiatóre1,
del laminatoio. = deriv. da doppiarel. doppiatóre2, agg.
quella originale. = deriv. da doppiare2. doppiatura1, sf. raddoppiamento
stroenteròstato, col battente ch'è mollificato da una doppiatura di gomma, ha stretto
alfonso ii d'este, 979: doppiatura da cane dorata con il cordone d'oro
metallico. < = deriv. da doppiare1. doppiatura2, sf.
. doppiaggio. = deriv. da doppiare2. doppieggiare, intr.
una strologa]... erano da lei proferite con tanta oscurità elle non potea
se fossero doppie. = deriv. da doppio1. doppieggiatura, sf.
dal torcoliere. = deriv. da doppieggiare. doppière (ant.
sm. grossa torcia di cera formata da più candele (ordinariamente da quattro)
cera formata da più candele (ordinariamente da quattro). guinizelli, iv-21
/ li dice il vero. folgore da san gimignano, vi-n-145 (12-6):
lume come il sole al giorno. da porto, 1-152: erano innanzi a
legati sopra alcuni legni neri e portati da alcuni uomini a ciò deputati, vestiti
= adattamento del provenz. dobler (da doble 'doppio '); cfr
. doppiétta, sf. fucile da caccia a due canne, che può
c'era nascosta la sua vecchia doppietta da caccia, con una fornita cartuccera.
, n. 4). = da doppio (per le due canne).
autom. doppietta. = deriv. da doppio1. doppiézza, sf. stato
verace sanza doppiezza o malizia. costantino da orvieto volgar., xxi-791: mai non
parole e in opera. s. caterina da siena, 183: non era [
la razza italiana non è ancora sanata da questa fiacchezza morale, e non è
inganno, imbroglio, intrigo. pace da certaldo, 11: lo comune di firenze
quasi diabolica. = deriv. da doppio1. doppino, sm.
scempio, ripiegato in due e tenuto teso da un paletto fitto in terra.
e telegrafica). = deriv. da doppio *. dóppio1 (dial.
: se la palla avesse passato il piano da in un'ora, continuando di muoversi
un'ora uno spazio doppio della lunghezza da. alfieri, 1-781: ecco il drappello
uniti o sovrapposti o ravvicinati in modo da formare un tutto. giamboni,
doppio segno, e quindi poi securo / da la falange il suo rivai combatte!
di alberi chiari e leggeri, sollevati da un accenno di argini, arriva al mare
in due direzioni diverse; che arriva da opposti lati. -combattere su doppio fronte:
volgar., 1-68: siccome tu hai da ora innanzi avuto il coraggio doppio tra
pregna lasciasti di doppio figliuolo, / e da tornar ancor verso me hai. libro
, un oggetto qualsiasi). francesco da barberino, iii-93: ne le some locati
un talento d'ariento e doppie vestimenta da mutare. andrea da barberino,
e doppie vestimenta da mutare. andrea da barberino, 1-229: doppie armature
, 1-229: doppie armature portava da offendere e da difendere. bisticci,
1-229: doppie armature portava da offendere e da difendere. bisticci, 3-82: più
a raccoglier l'olio, i vasi da riporvelo,... siano tutti doppi
scopo di frode (dado, carta da gioco e simili). canti carnascialeschi
. 6. che ha origine da due cause diverse; che persegue o
o raggiunge due effetti differenti. bartolomeo da s. c., 11-9-9: doppio
mondo perduce al divino amore. francesco da barberino, i-163: doplo blasmo intrare
a mortali. guicciardini, 108: da questa regola non eccettuo lo imperadore e
pazzie. machiavelli, 222: è da addoppiare la gloria e la laude a quelli
assai comune, ma attaccato alla persona da un laccetto assai doppio di oro.
com'io mi sono dovesse non meritare da voi l'affronto di essere denunziato a
9. archit. che risulta da due serie di elementi simmetrici e complementari
opera di bronzo sopra certi pilastri doppi e da ciascuna testa fece una porta. palladio
esse in aria, sostenuta in volta da quantità innumerabile di colonne di marmo e in
2-781: un'iscrizione latina, che data da più secoli, è stata da poco
data da più secoli, è stata da poco scoperta dietro rintonaco, sul muro del
doppia, avevano un aspetto ben diverso da quello dei malati che gavina aveva conosciuto
vista: percezione visiva raddoppiata, causata da malattie oculari. baretti, 1-240:
intende perfettamente la fabbrica dell'occhio avrà da stupirsi e da imparare da questo ragguaglio di
fabbrica dell'occhio avrà da stupirsi e da imparare da questo ragguaglio di doppia vista
occhio avrà da stupirsi e da imparare da questo ragguaglio di doppia vista, che
. -febbre doppia: quella caratterizzata da due accessi febbrili nella medesima giornata (
12. merceol. di bozzolo lavorato da due bachi racchiusi insieme; di seta
racchiusi insieme; di seta o filo tratto da tali bozzoli. statuti dell'arte
i bozzoli che compreranno, con notare da chi gli compreranno, in che quantità
prego ». -fonet. composto da due elementi vocalici (una pronuncia,
dimostra che ebbero participii o supini diversi da quelli che ora hanno, o due
a chi parla o scrive in modo da poter essere inteso in due modi differenti
metafore, ma oggi, o anche da principio, parole effettivamente proprie, si ravvisano
-suffisso o affisso doppio: quello formato da due particelle (come andàrsene, dónamiti
verso, la strofe); composto da due elementi; l'effetto che ne
quello in cui gli endecasillabi sono intercalati da settenari. redi, 16-i-175: i
doppio adonio del quarto. -composto da due sillabe. pascoli, i-996:
capriolo. -doppio volo: figura formata da due voli congiunti, dei quali uno è
compone di due settori (ordinariamente separati da una siepe o da altro riparo)
(ordinariamente separati da una siepe o da altro riparo) su ognuno dei quali
sopravanzava un piede, a ciò che da un lato andassero e dall'altro tornassero,
venticinque gradi, larghi e piacevoli, da ciascuna porta. de marchi, ii-787:
qui fussi il bandino ritrarrei qualche cosetta da lui, benché è un poco doppietto;
due volte tanto (e funge sovente da compì, di misura del nome,
cui si riferisce). rainerio da perugia, v-64-18: si ciò è cosa
e di più, tutte quelle volte che da quelli della compagnia fussino richieste, sotto
sono indicate dall'agg. numerale (o da vocabolo analogo) che lo accompagna.
fonte e spalliere all'intorno, che da per loro istesse grosse e mas- siccie
g. m. cecchi, 299: da vantaggio egli ha portar il fodero /
, 398: sonar campane... da bilico, da festa, da morti
sonar campane... da bilico, da festa, da morti, campana a
. da bilico, da festa, da morti, campana a martello, doppio e
e il battaglio percuota la campana ora da un lato ora dal lato opposto.
farò sbalordire. ariosto, vi-251: da più di quindici / persone, che tutte
11-30: in quel, ch'ella da ritto e da rovescio, / così dicendo
quel, ch'ella da ritto e da rovescio, / così dicendo, va sonando
11. marin. sottile imbarcazione da corsa azionata da due rematori con due
marin. sottile imbarcazione da corsa azionata da due rematori con due remi per ognuno.
, secondo che le coppie sono formate da due uomini, o da due donne,
sono formate da due uomini, o da due donne, o da un uomo
uomini, o da due donne, o da un uomo e una donna).
conda delle circostanze), in modo da salvarsi e avvantaggiarsi qualunque sia l'
merli opposti. = comp. da doppio 1 due volte 'e merlato (
figlio. 2. bozzolo del baco da seta contenente due (o più)
cieco, 16-60: tu non avrai da me spumose bave / come dal tuo
1-i-45: doppion di seta, / da fare stracci. vallisneri, i-80: lo
, come qualche volta accade nei vermi da seta, due insieme s'uniscono,
linguist. parola che non differisce sostanzialmente da un'altra, pur essendo diversa per
comodamente aprirsi. = deriv. da doppio1. doppióne2, sm.
indifferentemente il doppio ducato e i pezzi da due e mezzo, quattro e cinque
, e i dodici scudi diventeranno dodici doppioni da sedici. -con significato osceno
): se pur talora nello le dava da beccare, faceva il più de le
. giannotti, 2-2-302: che ho io da far di tante cioppe e cotte,
sempre doppioni. = deriv. da doppio2. doppióne3, agg. raro
altra d'amaranto. = deriv. da doppio1. doppiopètto (più frequente dóppio
petto, anzi sul doppiopetto di cui da un par di domeniche era tanto orgoglioso
! ». bratteati, 4-127: spaventato da questi doppi sensi, allusioni, canzonature
sensi, allusioni, canzonature che lo stringevano da ogni parte, e in cerca
), dallo spagn. doradilla (da dorado * dorato ', per il colore
ciò si fa col coprir prima di gesso da oro la cosa da dorarsi, aggiungendovi
prima di gesso da oro la cosa da dorarsi, aggiungendovi sopra il bolo macinato
brunire o lustrare, coprendo la cosa da dorarsi con mordente, in vece di
rabescava uno stemma, decorava un desco da parto, uno scudo, dorava uno
non paia cosa pensata maliziosamente. busone da gubbio, 91: monsignore, e'
corona, voi siete quella persona che dinanzi da voi lo reame non si potrà dorare
superba [o venezia], e da la lunga / le dorate tue cupole e
albizzi, ii-589: una camicia lunga da bagno di boccaccino, con fregi d'
vermiglie, li color rosati. guido da pisa, 1-72: tutti coloro che
quelli della luna le cagioni, mostrando come da lui ogni altra stella piglia luce.
: l'aurora la gelata brina / da le dorate ruote in terra sparse. bandello
orti, / e quinci il mar da lungi, e quindi il monte. pascoli
di carezze dorate, la distanza / che da te ci sepàra, sminuisce / fino
carattere dorato: quello disegnato nel 1890 da william morris per una ristampa della '
rimanente chiusa con una foglia d'oro da doratori, la virtù dell'ambra non
una sottile lamina d'oro sulla superficie da rivestire; la doratura a fuoco,
l'orpello, nonché della copale, da darsi alla statuina a doratura ultimata.
doratura o ima scaglia di tartaruga fina da cui trasparisca una foglia d'oro.
la doratura del tramonto, anco non è da scandalizzarsene. faldella, 3-74: tale
dormiveglia. bocchelli, 9-56: già da una settimana il frumento in covoni prendeva il
che or sono cento anni; benché da allora, per i suoi molti pregi,
sopxàsiov 4 proprio della gazzella '(da sopxac -à8o <; 4 gazzella ')
miagro quel seme volgare e commune chiamato da chi droda, da chi drodella, e
e commune chiamato da chi droda, da chi drodella, e da chi dorella
droda, da chi drodella, e da chi dorella, percioché non fa egli frondi
bestie e per cavarne dai semi olio da ardere. fiorisce nel luglio. detto
moenchia sativa '. = deriv. da dorare (per il colore dei fiori)
alcool. = deriv. da dorema. doremóne, sm.
contenuto nel dorema. = deriv. da dorema. dorerìa, sf. quantità
in ondulata lascivia. = deriv. da dorare. dorgalite, sf.
dal nome della cittadina sarda di dorgali, da cui proviene il tipo originario.
anzi erbosa e florida, / abitata da lepri e da cuniculi? menzini, ii-3
e florida, / abitata da lepri e da cuniculi? menzini, ii-3: né
dorianto '. genere di piante stabilito da correa nella esandria monoginia, famiglia delle
, ove quésto medesimo doricismo è impiegato da omero, d'impiegare altresì quel lombar-
omero,... avvegnaché fosse da smirna, città d'ionia, non però
<; nel secondo caso non viene da 6 né da fi che usiamo nel retto
secondo caso non viene da 6 né da fi che usiamo nel retto: i graffiatici
era composto, nella grecia antica, da due tetracordi impostati sul terzo grado della
base quadrata, trabeazione con fregio composto da metope lisce o a bassorilievo e triglifi
fussi lunga per sette diametri della colonna da basso. s. maffei, 5-5-160:
dórìcus, dal gr. scopixó?, da acopieu; 'dori'; cfr. fr
. mitol. le nereidi (chiamate così da dori, loro madre).
dal gr. sopuspénavov (comp. da 8ópo 4 asta 'e spéraxvov 4 falce
,... con polpi mascellari terminati da un articolo trasversale fatto a lancia.
imenotteri, famiglia de'mutiilari di latreille, da fabricio stabilito con una specie di 4
linneo, le cui femmine sono contraddistinte da un pungiglione fortissimo. = voce dotta
chiamano dorini. = deriv. da dorare. dòrio, agg.
, dal gr. 8<ópto <;, da acopieb; 4 dori '.
comp. dall'imp. di dormire, da al e da fuoco (v.)
imp. di dormire, da al e da fuoco (v.). dormentare
giacomo da lentini, 14-125: di vui, -bel
/ a dormentare. = deriv. da dormente, part. pres. di dormire
dormienti, / entrò la ninfa e fe'da suo bracciere / farfarel, che sa
terrazze larve di dormenti sgrovigliarsi e sorgere da giacigli improvvisati. jovine, 2-156: il
cose orribili come tu vedi, tali da spaventare anco i sette dormienti. crusca
dormenti che paiono stare a quel modo da trenta secoli. 4. privo
maggiolino). = deriv. da dormentare; cfr. neoprovenz. dourmihouso.
animo pesante, tedioso (e tale da conciliare il sonno, da causar noia
(e tale da conciliare il sonno, da causar noia e stanchezza).
i primi di dicembre, che mi redimano da questo dormentorio, da questo seno d'
che mi redimano da questo dormentorio, da questo seno d'àbramo. carducci, iii-
) tòrti la dama; / son cose da 'mpiccarsi. fagiuoli, 3-5-70: vedrai
1-338: verso sera i carrettieri partono da genzano, e viaggiano tutta la notte dormicchiando
d'uva a rischio di buscarsi una schioppettata da un contadino. slataper, 1-99:
napoletana, ma essa non è fiore da quella terra, e le sue vispe
non dormicchiasse la speranza di farmi amare da lui a forza di remissività, di pazienza
* dormiclàre, forma evoluta di dormitulàre, da dormitàre (iterat. di dormire)
. e. cecchi, 6-374: da un pezzetto dormicolavo aggomitolato al sole come
, a pungerlo. = deriv. da dormire-, cfr. lat. dormiclàre,
im- pemati alle coste, corrono orizzontalmente da poppa a prora per sorreggere le teste
orazioni dormigliò demostene. = deriv. da dormire. dormiglióne, sm. (
mentre tutti dormono. = deriv. da dormigliare. dormiglióso, agg.
i dormigliosi spiriti / risveglia alfine, e da l'olente chioma / getta sdegnosa gli
, e illumina quelli che sono ciechi da ignoranza. nievo, 3-52: -giuliana,
anima nel sonno e ne'sogni da quel che si osserva in lei quando
possa discernerlo. = deriv. da dormigliare. dormintèrra, sm. invar
salvini, 5-175: i quai sboccanti da lontan paese, / di dodona i
al laudare iddio. = deriv. da dormire, sull'analogia di borioso, furioso
. -anche al figur. francesco da barberino, ii-191: non ti dormir a
(170): veniva... da vegghiare con una sua vicina, per
e sì travolta nella cima. lapo da castiglionchio, 92: lo imperadore federico,
nozze di scola alcuni versi che dormono da qualche tempo. siccome hanno dormito abbastanza
in pacchi e casse che non apro da anni e anni. 7.
: con riferimento al sonno dei bachi da seta. garzoni, 1-908: dormono
, 1-908: dormono poi [i bachi da seta] da tre 0 quattro giorni
dormono poi [i bachi da seta] da tre 0 quattro giorni che non mangiano
dormire della grossa: riferito al baco da seta, trovarsi nell'ultimo letargo prima
: levati che sono, [i bachi da seta] mangiano per otto giorni e
oh come è ingannato costui! francesco da barberino, ii-256: face l'avaro ogni
voi avete facto una bellissima elezione, da far venir voglia a le pietre,
servirebbero contro di noi, -camera da dormire: stanza da letto.
, -camera da dormire: stanza da letto. romanzo di tristano,
, e per sé ierano le camere da dormire la state. -dormire a
; riflettere, meditare. paolo da ccrtaldo, 354: non credere mai a
ripensa la cosa. s. caterina da siena, iv-226: non è dunque da
da siena, iv-226: non è dunque da dormirci su, ma virilmente e senza
ancora della grossa, perché era piovuto da tre giorni, e nei seminati ci si
preoccupazione o precauzione, non aver niente da temere, star sicuro, viver tranquillo.
mia vita, / rimanti in pace: da quest'ora innanzi / dormirò ne la
degni di crudele sentenzia. s. caterina da siena, iii-7: questo permette egli
negligenzia, ma prudentemente vegghi. bianco da siena, 26: del vostro fallo
. della porta, 2-377: risvegliatevi da questo amore terreno in cui gran tempo
dormire né riposare, come eziandio è da fare in tutte altre medicine da vomito.
è da fare in tutte altre medicine da vomito. baldovini, xxx-n-40: da
da vomito. baldovini, xxx-n-40: da quel loco / partì con un desio sol
... poi ha tante cose da sistemare prima di risolvere... ciascuno
mi ha fatto dormire. -levarsi da dormire: destarsi, alzarsi dal letto.
egli sia il primo che si lievi da dormire, e che dassezzo vi vada.
ragazza, che volendo io dileguarle nella guisa da lui prescritta, non basterebbero due altri
. -anche al figur.: mettere da canto, accantonare. testi fiorentini,
noi usciremo di qui anche questa sera da via della cuccagna facendo voti di ritrovarci
villan dorme: quel ch'è provato da un documento non può essere facilmente disdetto
addormentò profondamente, per la prima volta da che aveva passato 10 spluga e fatta
appetito. -letargo (dei bachi da seta). carena, 1-313:
-acer. dormitóna. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
baffi biondi. = deriv. da dormire. dormitare, intr. (
, e mostra troppo « metodo », da poterlo attenuare, estenuare e risolvere in
dotta, lat. dormitare, deriv. da dormire 'dormire '(secondo la celebre
dal lat. dormitàtio -ónis, deriv. da dormitare 4 dormicchiare '. dormitivo
armadio arredato con criterio dormitivo, è da preferire al più sontuoso letto. =
più sontuoso letto. = deriv. da dormire-, cfr. fr. dormitif.
ant. addormentato, inerte. bianco da siena, 128: o dolce cristo che
sue sorgive / chiusa la vita: da le cune prime / dormita inerzia noi
alla verità; peccatore. bianco da siena, 176: destati, peccator,
-dormitorio pubblico: asilo notturno (gestito da enti di assistenza pubblica o da opere
gestito da enti di assistenza pubblica o da opere pie) per il ricovero di
dormitura è forza che sua maestà paghi da re. 2. letargo dei
. 2. letargo dei bachi da seta. salvini, v-478: sulla
subintendendoci: che si dice de'bachi da seta. lambruschini, 3-23: questo
: all'alba lo fece saltar su da quella dormiveglia la tromba dei soldati che
dormiveglia mi sentivo come trapanato il cervello da quei vagiti che mi pareva venissero di fuori
dormizione, il che fu prima espresso da giobbe, che così chiaramente profetò sopra
voce dotta, lat. dormitió -ónis, da dormire; per il n.
. ant. dromone. andrea da barberino, 1-184: comandò agolante che
dormon che 'l portò. = da dromone, per metatesi. doróne
romano '. = deriv. da dorare, d'oro (per l'aspetto
e lodate dagli arabi, e spezialmente da avicenna, nelle passioni del cuore. ricettario
fianco, egli squillava alto la cornetta tenuta da un cordone verde fra la testa e
alla cintura e gli arti inferiori, da atassia, da disturbi oculari, viscerali
gli arti inferiori, da atassia, da disturbi oculari, viscerali, trofici e
funzionante, sulla dorsale del cammello, da casa-tenda-vestito. 6. sm. spalliera
dove la luce scendeva sui dorsali interrotta da continui dirupi. = voce dotta,
dorsalis per dorsuàlis (apuleio): da dorsum 'dorso'; cfr. fr. dorsal
dorsè, sm. disus. abito lungo da cerimonia (a falde).
= voce dotta, comp. da dorso e dal lat. fixus * infisso
: dopo essersi rizzato, ritirate le braccia da la mensa, scrollatosi un poco il
, 10-1157: digiuno e fiero / leon da fame stimolato, errando / si sta
- anche al figur. busone da gubbio, 1-73: gli arabi, non
tanto dimessa, il dorso tanto curvo da prostituirsi al proprio simile: ora,
di un peso: liberare una persona da affanni, preoccupazioni, angosce. varchi
'giogaia, dorsale '. è da considerare etimologia popolare quella registrata da festo
è da considerare etimologia popolare quella registrata da festo, 60-18: « dorsum dictum quod
dorsale e ventrale. = comp. da dorsale e ventrale (v.).
o la capraia. = deriv. da dorso (cfr. dorso, n.
fr. dosage (nel 1812), da doser 4 dosare '. dosaménto
. dosaggio. = deriv. da dosare. dosare, tr.
di augusta sieno state dosate per antonia da me. e. cecchi,
variato; dosando i loro ingredienti così da non aver mai un'aria troppo eccentricamente
eccentricamente esclusiva, e al tempo stesso da non sembrar mai troppo consuetudinarie. baldini
pigliar d'aceto. = deriv. da dose; cfr. fr. doser (
proporzionato in quantità esatta secondo gli effetti da conseguire (una sostanza); che
miscela). = deriv. da dosare. dosatura, sf.
prelibate, mischiate insieme nella dosatura prescritta da una ricetta antichissima e segreta. e
un contenuto espressivo, con dosatura variata da arte ad arte. papini, 26-69
. redi, 16-iv-289: la dose da usarsi è la stessa in tutti i
commune, quando si dice: medicine da cavalli. buonarroti il giovane, 9-39
pea, 5-27: come mi turba da stanotte il pensiero delle medicine somministrate a
dose di matto non mediocre, accompagnata da ferma fiducia d'essere molto savio,
vita, ci addoloriamo di cose che da tempo non ci fanno più soffrire,
s. cristoforo si denomini in tal guisa da un'isola così detta neh'america,
medicinale * (dio- scoride), da 8l8oì per 818 (ùih 'do '
o gamma. = deriv. da dosimetro. dosimetro, sm.
roentgen o gamma (ed è costituito da una camera di ionizzazione o da un
costituito da una camera di ionizzazione o da un contatore geiger e da un sistema
ionizzazione o da un contatore geiger e da un sistema elettrometrico per misurare la corrente
= voce dotta, comp. da dose e dal gr. jxéxpov 'misura
= voce dotta, comp. da dose e dal gr. àóyo <;
inventari, 1-215: uno dossale da altare di chermisi, con istelle di
: i monumenti sagri soltanto, riportati da anastasio bibliotecario, come sono mitre,
. inventari, 1-217: uno dossale da messale, bianco con oro.
), dal catal. dosser (da dos 1 spalla ') * coperta '
. dossier (sec. xiii), da dos 1 dosso '. dòsso
, e il dosso chinato. bartolomeo da s. c., 342: dopo
largo come un pietrone, una livrea da cocchiere con dei bottoni d'oro.
case di costa al poggio. francesco da barberino, 186: innalza il dosso del
iii-v-9: se una pietra potesse cadere da questo nostro polo, ella cadrebbe là oltre
lettera del vostro genero colli, recatami da treviso. ho risposto subito d'impeto
, che non il dosso del firmamento da terra. grandi, 4-4-88: la volta
4-4-88: la volta... sarà da per tutto di uguale resistenza in riguardo
si posi sul dosso, o venga sospeso da qualsivoglia punto della sua concavità.
gli ampi armenti e l'ampie greggie / da l'uno a l'altro mare,
abbandonati d'antichi padri solitarii, protette da chiusure d'assi e di canne a
. piccolo rilievo di natura litologica diversa da quella della superficie da cui si solleva.
natura litologica diversa da quella della superficie da cui si solleva. -in partic.
del cordone litoraneo) che si eleva da una laguna (nella regione del delta
d. bartoli, 4-1-281: golfi sbattuti da impetuosissimi venti, e per tutto,
, sforzano questi la corrente a voltarsi da quel lato, ove... può
se vi sono de'dossi (che da me non sono mai stati incontrati..
strada che presenta una salita seguita subito da una discesa. 4. ant.
: donna biancifiore mollie che fue ghinammo da petriuolo ci de dare s. xxiiij in
a mio dosso, né manco l'aspettava da voi. pallavicino, 6-2-212: per
: una vecchia ellera,... da molti anni abbarbicata ad un albero,
n. 62. -di dosso, da dosso: dalle spalle, dal corpo,
, e fuoco non si spegne loro da dosso. guido da pisa, 1-169:
si spegne loro da dosso. guido da pisa, 1-169: cominciò questa pe-
cadeva loro la lana e li peli da dosso. s. caterina da siena,
peli da dosso. s. caterina da siena, i-55: il mondo è
colore, perché gli è succhiato il sangue da dosso. machiavelli, 28: l'
. -levarsi di dosso qualcuno: liberarsi da una persona fastidiosa, molesta.
): in questo modo si levò da dosso il servo suo, senza fargli alcuna
provvedimento / fu di levarsi la gente da dosso, / e di mandarne ciaschedun
per tutto; e per mia tribulazione, da che son qui, non me l'
non me l'ho potuto mai spiccar da dosso. b. davanzali, ii-471
le pratiche: e con bell'arti da dosso si levò quell'esercito, che
lega si facea per cagione di que'da melano; onde quello di melano..
. noi con belle parole ci levavamo da dosso. -menare le mani per
non cerchi per avere un putto, / da scuotergli sul dosso la bambasa lippi,
persona, gli abiti. busone da gubbio, 193: s'io veggio lo
imporgli un incarico gravoso. zanobi da strata [s. gregorio magno volgar.
, cavare, strappare di dosso, da dosso: spogliare degli abiti o delle
, come tu t'eri. andrea da grosseto, xxviii-206: quando mellibeo fu
tutto si squarciava e si distruggea. guido da pisa, 2-84: 10 non sono
, 23-132: 11 quarto dì, da gran furor commosso, / e maglie e
stracciò di dosso. boccalini, ii-307: da dosso gli strappò il manto di orpello
tre tari per fargli dire una messa da don angelino. d'annunzio, v-3-159:
banti, 8-15: si dava un po'da fare intorno, riaccostando le seggiole al
triste della vita); liberare (da fastidi, guai, preoccupazioni, apprensioni
io m'ho levato un grande carico da dosso. fiore di virtù, 1 (
, e ogni sua malizia gli toglie da dosso. bibbia volgar., ii-550:
mi sono liberato e levato il giogo da dosso. paolo da certaldo, 307:
levato il giogo da dosso. paolo da certaldo, 307: biasima il male quanto
puoi: e in questo modo ti leverai da dosso il mal animo de l'offeso
questo dimoranza; / e questa voglia levati da dosso, / tenendo sempre in te
calure, né chi le ci levi da dosso altri che 'l signore colla sua
perché gli fu abbastanza levare la guerra da dosso al cognato. firenzuola, 202
tutto dal capo alle piante, gli levai da dosso il molto fastidio del quale egli
si conservano, levando loro i seccaticci da dosso. a. neri, 1-71:
per prima gli sia levata l'umidità da dosso mettendolo in un pignatto o tegame
sue ricette; / poi con un ferro da limar ben grosso / raschiargli tutte le
della fatica patita, scosso il sudicio da dosso, ricomposte le vesti, ricoperto
so ^ oxoy ^ a, comp. da sòl; a 4 opinione, lode
, questi dotali doni sieno a te da me aggiunti: e comandò, che
alcuna se non deliberata ordinata e sottoscritta da tutt'a due. g. bentivoglio,
lat. mediev. dotàlitium, deriv. da dotàlis * relativo alla dote '
iacopone, 65-147: sposa dota marito, da lui non è dotata: / prima
le pecore: poi chiederà gli presti da satisfare a'suoi creditori, da rivestire la
presti da satisfare a'suoi creditori, da rivestire la moglie, da dotare la
suoi creditori, da rivestire la moglie, da dotare la figliuola. machiavelli, 1-iii-490
vuol dotar la serva, non lo ha da far col mio. pindemonte, 2-69
. bocchelli, ii-208: avuto il figlio da una donna di servizio, l'aveva
ducato di spuleto e di benivento. folgore da s. gimignano, vi-11-133 (2-1
, e quella dotò riccamente. francesco da barberino, 163: vuole dotare il monistero
comune contro certe economie progressiste, e da ultimo dotò la facoltà d'un premio
altra l'ha dotata dio. andrea da barberino, 1-76: fecegli ambedue cavalieri
in america, dotandoli di un capitale da venti a centomila lire per famiglia. alvaro
= voce dotta, lat. dotare, da dòs dótis * dote '.
dotta, lat. mediev. dotarium, da dòs dótis 'dote '(cfr
vede per molti templi dotati e edificati da loro, intra i quali fu il tempio
idem, par., 12-141: lucemi da lato / il calavrese abate giovacchino,
105: posson quei che non son da natura così perfettamente dotati, con studio
voce dotta, lat. dòtdtor -oris, da dotare 1 assegnare una dote \
vidde la dotazione de la chiesa fatta da costantino imperadore. v. borghini
umilmente rispondergli che di quella dotazione fatta da teodorico non dovea aversi conto, come
, comici guanti di caucciù; guanti da gigante sul ring; e un rotolo
di filo spinato. = deriv. da dotare. dòte (ant.
accade specialmente quando la dote è costituita da denaro o da beni mobili).
quando la dote è costituita da denaro o da beni mobili). -dote di specie
specialmente quando la dote è costituita da beni immobili). malispini,
iacopone, 65-147: sposa dota marito, da lui non è dotata: / prima
machiavelli, 627: cremete, spinto da questa buona fama, venne spontaneamente a trovarmi
uguali a voi, avete avuto dota da contentarvi, sebbene voi siete un buon
-figur. s. caterina da siena, i-31: sapete bene che nella
pupille immote / tutto zel, tutto fè da sé ti scaccia / sacro stuol di
tua conversion, ma quella dote / che da te prese il primo ricco patre.
perché innanzi che la chiesa fosse dotata da costantino, tutti li prelati erano spirituali
però dice che la dote che ricevette da lui il primo ricco patre, fu matre
anima vile. filicaia, 2-2-132: quasi da tronco, i guai / sorgon dal
brieve spacio imperoché chi si lascia vincere da questo vizio muore ne peccati. docta
, e contavaie le più belle novellozze da ridere, che voi mai vedeste. g
favorevole oppure contraria). pace da certaldo, 35: tuttoché alcune torri di
iscurò tutto, e fecesi rubello / da ogni luce, sicché buia notte / istette
se ne vide affogar molta. erasmo da valvasone, 1-1-96: affretta polinice il
può far, quantunque abbia coraggio / da non si spaventar per mille dotte, /
e dottabili. = deriv. da dottare. dottàggio, sm. ant
ant. dubbio, timore. dante da maiano, 30: lo pensamento c'aggio
sia dispiacente. = deriv. da dottare. dottaménte, avv.
augusta e de'reti, de'vindelici, da lui scritte dottissimamente, porta diversa opinione
: si raccorcino dottamente le rame buone da legno ad una giusta e ragionevole altezza.
nulla pagura. = deriv. da dottarel. dottante (part.
in argomento. = deriv. da dottarel, sul modello degli astratti antichi
dottava di domandare lo riposo. muscia da siena, vi-1-236 (1-6): è
, temere per la sorte. bartolomeo da s. c., 62: lasciarono
città. -sostant. giacomo da lentini, 5-6: poi ch'io non
tant'ha il viso fero. busone da gubbio, 100: non dotto intanto che
contro all'impero di roma. bartolomeo da s. c., 85: allora
vassallaggio, / fiero e ardito e dottato da la gente. rime dei memoriali bolognesi
, 50: i veri e buoni fichi da seccare sono gli albi, i dottati
o pericolosa. = deriv. da dottare1. dottìfico, agg. (
lat. tardo doctiflcus (prisciano), da doctus * dotto ', col
* dotto ', col sufi, -ficus da facère 'fare '. dótto
sorgenti di petroleo d'agrigento descritta da antichi istorici, e da moderni stimate
agrigento descritta da antichi istorici, e da moderni stimate smarrite in qualche dutto sotterraneo.
, studioso (per lo più seguito da un compì, introdotto dalla prep.
, ecc.). francesco da barberino, 64: dà la trombetta,
quale come a molto dotto ed esercitato insino da picciolo nelle battaglie e negli esercizi della
vita umana. alfieri, 1-629: da tutti siete conosciuto dottissimo nelle sacre carte
ecc.). -anche: frequentato da persone di cultura (un edificio).
, il quale meri- tarebbe esser divolgato da più onorata e dotta bocca che la
temprato, saggio, accorto. bartolomeo da s. c., 40-12-2: quando
è la gente, e non può da più dotta / o da più forte guida
e non può da più dotta / o da più forte guida esser condotta. marino
alti e spaziosi alberi negli orridi monti da la natura produtti, più che le
, più che le coltivate piante, da dotte mani espurgate negli adorni giardini a'
. pascoli, ii-115: quanto diversi da questi dotti, nutriti di luce e
voglio alzarmi. — « deriv. da dottore. dottorale, agg.
di dottore; degno di dottore; composto da dottori. tassoni, vii-333
vii-176: la porpora dottorale, opposta da ulpiano giurisconsulto contro l'impeto de'soldati
dottorale, come se fosse stata scoperta da lui, il signor aghios aveva mitemente consentito
crudeli, 1-62: il dottorale artiglio / da due parti gettando, in un istante
po'ripulite. = deriv. da dottore, col sufi, spreg. e
soffrire). = deriv. da dottorare. dottorando, sm. (
dottori del collegio, che l'havessero da approvare,... esplicò leggiadramente
e saria stato degno turcimanno, / da contrapporr'a quel poeta storto. g
nel buezio! = deriv. da dottore. dottoràtico, sm.
fatto esperto, dotto. giovanni da sanminiato [petrarca], 1-86: l'
in sapienzia è agevolissimo. s. bernardino da siena, 335: il giudice.
e canoniche. bruno, 3-208: da questi non escludo gran parte di dottori e
anno 1855. = deriv. da dottorare. dottóre1 (ant.
dottrina, chi è stato insignito (da un'università o, anticamente, dalla corte
o, anticamente, dalla corte o da altre istituzioni culturali) della laurea o
menate mai che due legioni. bartolomeo da s. c., 10-1-1:
altrui, ma eziandio egli dee sapere da sé dire. boccaccio, dee.,
, 8-9 (304): simone da villa, più ricco di ben paterni che
e scritta da'chierici, da'dottori, da professori e da'discepoli. dossi,
, è dottore perfetto in queste furbacchiolate da procuratore. -in partic.:
prelati di francia] e dottori e predicatori da potere levare gl'interdetti; e.
quando si vede con esperienza non riuscire da loro quel frutto che si desidera,
: le rassomiglianze si moltiplicano quando, da quei personaggi gloriosi, che, aureolati
più mi piaccia, e voi cheto da canto / starete umil, come fanciullo a
maggior è il numero di quei dottorelli da dozena, che mai fan casa da
da dozena, che mai fan casa da due solari, albergando sempre a basso per
viver cristiano. pananti, i-175: dottoruccio da quindici alla crazia, / che si
italia ». « oh, che dimanda da matti! sono forse un astrologo da
da matti! sono forse un astrologo da sapere il futuro? ».
'. = per traslato, da dottore1. dottoreggiare, intr.
sconsigliatamente. = deriv. da dottore. dottorerìa (anche dottorarla
, 1-166: io non vorrei guastarmi da ultimo, ma o sia il genio
scrittore di gala. = deriv. da dottore. dottorescaménte, avv.
suavità della solitudine dovendo ir sempre accompagnata da suoi clienti, perduto ogni piacere,
'magnificat '. = deriv. da dottore, col sufi, -ezza di altezza
dire ignoranti. = deriv. da dottore. dottòrio, v.
odio, amore né pietà. busone da gubbio, 99: santa corona, quegli
: i'stava com'om dottoso, / da che meritatamente / non serve a chi
serve a chi l'ha onorato. bartolomeo da s. c., 235:
di pauroso, che ispira timore, da temere. giacomo da lentini, 5-41
ispira timore, da temere. giacomo da lentini, 5-41: nulla bandita m'è
dottrina particulare grandemente l'aiuta. busone da gubbio, 96: nulla cosa diogene
in dottrina e in bontà come albero da primavera cresce di giorno in giorno.
. tutti quei motivi più forti, che da un uomo della sua dottrina e della
congregazione. algarotti, i-154: lionardo da vinci, il più fondato di tutti,
fra indice e pollice come il tabacco da naso nella tabacchiera d'osso o di
una gran città, ch'era assediata / da esserci to di gente saracina, /
attende, / e ben se guarda e da lei se diffende. cammelli, 255
il tommaseo distilla e organizza il linguaggio da servirgli alla realizzazione di un'idea di
quando venissi salutato, come uomo alienato da ogni cosa mortale per la divinità de'miei
un determinato problema; teoria. giacomo da lentini, 14-76: dotrina -è benevolenza:
sì che per sua dottrina fè disgiunto / da l'anima il possibile intelletto, /
anima il possibile intelletto, / perché da lui non vide organo assunto. idem
istanti, i quali potrebbero essere controversi da chi non ammette la dottrina degli indivisibili
e industriale viene con molto impeto combattuta da quelli che annunciano nuovi destini all'umanità.
mese di gennaio. frezzi, iii-1-17: da che convien che alla battaglia vada,
pollaio, delle stalle e delle capanne da salvare il fieno, nel suo luogo si
dottrine, cioè vie, modi o maniere da insegnare qualunche o arte o scienza dirittamente
a venerar le carte antiche, / da cui, sott'ombra di mentiti numi /
2-24 (i-890): il mio da me tanto amato e dai dotti riverito
dottrina la più saggia eri tenuta / da me, da me che la tua
più saggia eri tenuta / da me, da me che la tua bocca muta /
precetti morali, di norme liturgiche predicati da una religione, dal suo fondatore e dai
dottrina cristiana, morale e storico compilato da un certo p. divcovich. settembrini
me la ricordo, la conosco fin da piccola, quando veniva alla dottrina.
arzo, 1-25: io ero un prete da sagre... per un matrimonio
in chiesa, eccitate an- ch'esse da quell'apparizione, le baciavano il vestito e
del diritto compiuta dagli studiosi, specie da quelli appartenenti al mondo accademico (in
. 5. la formulazione, da parte di un capo di stato o
i suoi particolari ammaestramenti, quelli sieno da noi chiaramente d'uno in uno dimostrati.
dottrina: imparare, apprendere. francesco da barberino, i-192: se tu vedi redutti
1-8: accostatevi co'migliori, pigliate da loro esemplo e dottrina.
mai a dottrina non vegnono; credendo da sé sufficientemente essere dottrinati. grazzini,
degli strumenti di evasione di individui oppressi da una società fastidiosa, e quasi uno
sembrava la sua dottri- nuccia inconseguente vestita da truffaldino..., quindi ren-
dotta, lat. doctrina, deriv. da docère 4 inse gnare,
-maestro di dottrina cristiana. antonio da ferrara, 2-294: gramatica era prima in
afflato poetico, non possono esser nate da una materia poetica di natura sua. bocchelli
piani e propri, per farsi meglio intendere da ciascuno, massimamente in un'opera dottrinale
[epicuro] aborrì nel suo dottrinale da ogni ornamento del dire. -scherz.
voce dotta, lat. tardo doctrinàlis, da doctrina 4 dottrina'; cfr. fr
ancora chiamate, e idee alcuna volta quelle da platone medesimo, e spezialmente in parmenide
del pensiero storico » è una conclusione da me, con gran dispiacere dei cosiddetti
avvertimento, consiglio. francesco da barberino, i-34: ma guardin in quel
e mostrerallo a tutte / for quelle che da vizi son condutte, / ch'ella
delle acutezze sarà il guardarsi molto diligentemente da tutti i generi delle viziose. dove
. pisacane, iv-50: se da mille bocche autorevoli si ripetessero le ragioni da
da mille bocche autorevoli si ripetessero le ragioni da me esposte,...
sacchetti, 75: il dir in versi da natura vié, / leggi non fan
della sua mano; favella sonora ed udita da ogni sordo, chiara ed intesa da
da ogni sordo, chiara ed intesa da ogni illetterato; ma insieme profonda e
insieme profonda e non compresa mai appieno da verun saio- mone: favella molto più
, nobilitare con la dottrina. zenone da pistoia, 1-11: il mio antico e
padroni. = deriv. da dottrina. dottrinariaménte, avv. con
che la forza delle cose agisse in modo da portare il comunismo a sbarazzarsi delle sue
. gobetti, 1-i-879: bisogna rifuggire da tutte le pedanterie di tutti i dottrinari
mai a dottrina non vegnono; credendo da sé sufficientemente essere dottrinati, mai non
essemplarità de la vita fargli costumati e da bene. varchi, v-661: mai non
piccoli beni le paiono grandi, e però da quelli comincia prima a desiderare. maestro
a sufficienza. = deriv. da dottrinare. dottrineggiante (part.
con donato. = deriv. da dottrina. dottrinésco, agg.
fatto di rintracciarlo. = deriv. da dottrinare.
ogni dottrinézza. = deriv. da dottrina. dottura, sf. ant
sanza infintura. = deriv. da dotto, sul modello degli astratti antichi
lat. mediev. dotar ium, da dós dótis 'dote '.
luogo ') e, preceduto da prep., col valore di un
valore di un compì, di moto da luogo o moto per luogo.
in pace, e avere gioia / da un fil d'erba che trema / sul
dove? t'ho cercato lontano non da meno / della rondine quando vola alta
el torneamento essere dovea. s. bernardino da siena, 69: come l'
-raro. con valore di moto da luogo e moto per luogo.
spartimenti: il primo è, per cominciarmi da basso, dove sono la porta principale
egli pende e piega. -preceduto da prep., a esprimere i vari
\ disus. nel compì, di moto da luogo la forma daddove con raddoppiamento sintattico
mento insin dove si trulla. andrea da barberino, ii-240: era da questo castello
. andrea da barberino, ii-240: era da questo castello a dove stavano e'frieri
parte di questo inverno in margellina, da dove goderà tutta napoli. baruffaldi,
368: l'animo che è liberato da una grande sventura, è come la terra
valle e le coste. -preceduto da un avverbio di luogo. boccaccio,
. algarotti, 1-93: dove però è da considerare che gli antichi finsero i panni
quasi combagiandole, meglio informare si potessero da quelle. 5. con valore
sia: in un luogo qualsiasi, da qualunque parte. boccaccio, dee.
, nel caso che. bartolomeo da s. c., 6-1-3: le
497): i monti, lasciando da parte le difficoltà del cammino, non
/ ma grave e perigliozo. francesco da barberino, ii-165: talor il tacer
domandandolo, se era prete, e da cui era stato fatto, e dove;
-locuz. avverò. in, per, da, ogni dove: dappertutto, da
da, ogni dove: dappertutto, da tutte le parti. boccaccio, vii-12
(che venne sostituendo il semplice ubi da cui si ebbe 'ove ').
usa come ausiliare essere quando è preceduto da forme pronominali atone). avere l'obbligo
pagare. -al passivo: essere da pagarsi, spettare di diritto. -
2-300: l'unica cosa che aveva da fare era di passare ogni tanto dall'editore
pomi ad agosto. quasimodo, 4-14: da tempo ti devo parole d'amore.
filiale o fraterna). francesco da barberino, i-225: ingrato è chi da
da barberino, i-225: ingrato è chi da noi / riceve e va dicendo:
avere gratitudine, riconoscere di aver ricevuto da qualcuno vantaggi, favori, benefici.
/ né che poco io vi dia da imputar sono, / che quanto io posso
e luminoso; come a qualche traviamento da quésta norma, devono quello che ancora
giusti, ii-333: ti debbo tanto da non potermene mai sdebitare. soldati,
spettare a norma di giustizia, essere da attribuirsi per obbligo giuridico o morale (
essere necessario. aretino, 9-215: da quello che si deveva al suo domestico
talvolta senso ironico). -anche seguito da proposizione subordinata, introdotta in genere dalla
non debbe, / che di giano da prima apristi il tempio! d. bartoli
essere causato, essere provocato, essere da attribuire (come colpa o merito)
tutti i paragrafi successivi), seguito da un infinito (anche sottinteso),
giusto, essere doveroso, essere prescritto (da norme ideali o positive, dal costume
le cose che debbe fare uno uomo da bene, io non arò una paura al
lo meo fallire -ebbi casione. francesco da barberino, ii-234: color ch'onor
lamentar non si denno / se poco son da lor figli onorati. fra giordano,
, eziandìo gravissimo, non è però da giudicare, perocché il peccato si giudica
bisogni aprirla e pagare chi dovesse avere da loro. de roberto, 152: avrebbero
utile, prudente, consigliabile. giacomo da lentini, 13: troppo è villana credanza
eo devesse el monno usare: / * da poi che sera'envecchiato tu te porrai
supposto che il re fosse stato libero da tali sospetti, in qual forma avrebbe