: così tomavan per lo cerchio tetro / da ogne mano a l'opposito punto,
, colore differenti, trasformarsi in altro da sé, tramutarsi per magia (con
situazione, ecc.). giacomo da lentini, 48: a l'aire darò
anno quindicesimo. -ritirare l'esercito da un territorio assediato (nell'espressione tornare
, sistemare nuovamente qualcosa nel posto abituale da cui si era o era stato spostato.
et oggi ha auta molto grata audienzia da nostro signore e mi ha portato vostre
sen di giove penetrò felice, / quando da terra l'ale / levando al cielo
fece il bel colpo, / poi che da tal radice / dovea sì degno germinarsi
soggetti astratti o inanimati. gallo da pisa, xxxv-i-285: tal fors'ha l'
aspetto originario, ricondurla alla causa prima da cui ha avuto fondamento.
qualcuno o di qualcosa. guidotto da bologna, 1-51: per via di misericordia
dette per salute della gente. marsilio da padova volgar., ii-xm-28: ma
e gonfiata e sia grossa nella sua mossa da piè braccia 1-. petruccelli detta gattina
tosto, moio a rasgione. francesco da barberino, 94: tanto la lustran [
a voler introdurre nella scheda delle materie da sottoporsi alla prima tornata del consiglio comunale
le purissime regole del sagro evangelo ordinate da iddio, e a noi tramandate dalle
, cenere tornerai ». -tornare da mongibello: riprendere contatto con la realtà
sventura, come era stata quella del tornare da mongibello. -tornare in gola
al tornio, tornire', denom. da tornus (v. tornio), che
, lai scient. tornano, deriv. da tornus (v. tórnio).
della ruota della solare virtù. busone da gubbio, 1-112: non manca mai [
chim. sostanza colorante estratta in partic. da diversi licheni, usata come indicatore nelle
223: credil pur che ov'io da morti / tornar lor potessi a vita
medicina / più volte torna l'uom da morte a vita. -infondere grande
v.). = deriv. da tornare-, per il signif. n.
ne fanno vasi diversi, e stoviglie da cucina, che esposte al fuoco acquistano
, lai tomatilis, agg. verb. da tornare, nel signif. originario (
è figura rettorica) un monte di stampe da rivedere. pratesi, 5-185: tornato
sai'. 3. divenuto altro da quello che era, mutato, cambiato
ii-502: le cose di francia diedero anche da pensar non poco al pontefice, perché
mai totalmente svaniti alla coscia, e da un anno in qua resi così gravi,
dante, inf., 20-13: da le reni era tornato 'l volto, /
oggidì in uso per l'italia, è da vedere una dissertazione del cavaliere francesco vettori
. = agg. verb. da tornare 'girare'. tomatura1, sf
, lat. tornatùra, nome d'azione da tornare, nel signif. originario (
1046 a bologna), deriv. da tornare (v. tornare) in quanto
mento si bandì in francia. andrea da barberino, 1-4: fecesi molte giostre
gale e tomeamenti parlerebbe ogni città in linguaggio da festa. baretti, 6-142: quando
. -in una raffigurazione. domenico da prato, lxxxviii-i-507: merlato era quel loco
., xxiv-7 (302): è da recare in unità tutta l'attenzione del
torniamento di tutti i suoi pensieri sono da riducere valorosamente in una medesima cosa,
segno de la croce in tal maniera cacciòe da orni parte intorno a sé tutto quello
allagamento. a. falconi, 1-91: da una costa del canale viene la corrente
una costa del canale viene la corrente da una parte in altra, dall'altra
che le navi abbino gonfiate le vele da correre parechi miglia per ora, onde ne
stessi vasselli. = nome d'azione da torneare, sul modello del fr. ant
(mod. tournoiement), che è da torneier (v. torneare).
quando fermar dovea la signoria. piero da siena, 1-25: l'altro dì fa
tuttavia tornea e giralo mondo con tutte stelle da oriente in occidente. dante, par
; abbracciare un'estensione. guido da pisa, 1-245: la reina [al
sanudo, xix-17: e1 se trova da un'altra banda un prete se chiama
: amico lettore, m'occorre al fine da torneato (part. pass,
: la mente che non è torneata da muro di silenzio sarà saettata dal nimico
muro di silenzio sarà saettata dal nimico da tutte parti. sercambi, 2-ii-168: madonna
, quatro per canto. -accerchiato da nemici. cavalca, 19-398: tutti
, il tomeggiarli. = denom. da torno, per tornio, col suff.
del sonetto. = deriv. da ritomellato (v.), con aferesi
id est a modo de tornelli da pozo con quilli vecti: ciò è baculi
pozo con quilli vecti: ciò è baculi da volvere essa sucula. 2.
per natura e li arditi tomiatori. guido da pisa, 1-161: la sua [
scrivono. = nome d'agente da torneare, cfr. fr. ant tornoieor
più riprese. = nome d'azione da torneggiare1. tomeggiare1, intr.
tornelli. = deriv. da ritornello (v.), con aferesi
e l'uscita dei viaggiatori sono controllati da tornelli e cancelletti. i tornelli di ingresso
voce di origine milan., deriv. da tornare nel signif. di 'girare'.
che quello valesse che egli. antonio da ferrara, 156: questo amoroso assai volte
a fare un bellissimo concerto di giochi da unire insieme gli animi de'cittadini, e
unire insieme gli animi de'cittadini, e da distrorli dalla crapula e dalla lascività.
itane senza pensiero altrove, fu rapito da una femina vagabonda e pezzente. periodici popolari
sacco, ch'era poi un vecchio zaino da soldato. -vagante (un trovatore
fannullone. - anche sostant. zanobi da strata [s. gregorio magno volgar.
meta precisa; che si sposta continuamente da un luogo all'altro (anche in
pecore remote / e vaga- bunde più da esso vanno, / più tornano a l'
di rondoni / vagabondi. -caratterizzato da continui viaggi o spostamenti da un luogo
-caratterizzato da continui viaggi o spostamenti da un luogo, da un paese all'altro
viaggi o spostamenti da un luogo, da un paese all'altro (la vita)
plinio], 2-48: ora s'ha da trattare de'fiati repentini...
dislessici. 9. che prescinde da stabilità di relazione, da fedeltà
. che prescinde da stabilità di relazione, da fedeltà
dotta, lai tardo vagabundus, deriv. da vagàri (v. vagare) sul
vagale sia alterato. = deriv. da vago1. vagaménte, avv. (
dal suo. -in modo da ricordare approssimatamente qualcos'altro. montale,
pallavicino, 5-365: si guardi ben egli da un vagamento smoderato per cui sembri più
che viaggiare, e non s'allontani da una materia. = nome d'
materia. = nome d'azione da vagare. vagamóndo (ant. vagamundo
'l vagante nocchiero / le sirene da 'l virgineo seno. -chierico vagante
modo del tutto casuale un bersaglio diverso da quello a cui era destinato; non
vagantivo. = deriv. da vagantivo, n. 5.
. ausil. anche essere). spostarsi da un luogo all'altro, per lo
, 4-intr. (383): ma da ritornare è, per ciò che assai
, lat vagàri e vagare, denom. da vagus (v. vago).
alpi. = nome d'agente da vagare. vagazióne (ant. vagagióne
ardeva. buti, 2-525: e da notare che virgilio nel iii libro dell'eneide
lat. vagatto -ònis, nome d'azione da vagare (v. vagare)
lo suo vagello. = deriv. da vagello. vagellarne, sm.
d'ariento. = deriv. da vagello. vagellaménto1, sm.
vagellamento d'ariento. = deriv. da vagello. vagellaménto2, sm.
8-135: ai tempi che corrono e invocandosi da ogni lato il saper positivo, è
di concetti. = nome d'azione da vagellare. vagellante1, sm.
a maturità. = deriv. da vagello. vagellante2 (part.
respiro affannato, alberto si sentiva avvolto da una vampa, da capo a piedi.
alberto si sentiva avvolto da una vampa, da capo a piedi. pirandello, 2-iii-110
ciò ch'egli stesso si favella. andrea da barberino, iii-122: spesso le pareva
ma vagelando del continuo, e travagliato da grossissima febbre. nieri, 307: vagellava
braccia. 3. essere preso da capogiro, da vertigini (il capo)
3. essere preso da capogiro, da vertigini (il capo). capuana
6-37: la testa le vagellava talmente, da sentir bisogno di appoggiarsi al muro per
è falsissima. = nome d'azione da vagellare. vagéllo (vaggèllo),
: fassi... fiaschi, vagelli da conserve e saliere. 2
in ebollizione; e il fumo, come da una serie di bocche spalancate, si
san paolo, in quanto strumento scelto da cristo per diffondere il suo nome tra
appuani e vàgeri a cui ella, da trent'anni, apre le braccia pietose,
l'anima ardente! = deriv. da vagero. vàgero, sm.
= voce versiliese di origine incerta: forse da riconnettere a vagare o, anche,
diletto. = deriv. da vagheggiare. vagheggiaménto, sm.
aristocrazia. = nome d'azione da vagheggiare. vagheggiarne (part.
a sé l'alma, tanto che mai da lei l'occhio non parte. niccolò
: figlia, ancuo io stava / dretto da quel balcone, / e lui te
valore recipr. monti, 5-156: da principio ciascun vergognosetto / fissi gli occhi
dante, par., 8-12: e da costei ond'io principio piglio / pigliavano
la stella / che 'l sol vagheggia or da coppa or da ciglio. ottimo,
'l sol vagheggia or da coppa or da ciglio. ottimo, iii-198: da costei
or da ciglio. ottimo, iii-198: da costei, cioè da dione, pigliavano
ottimo, iii-198: da costei, cioè da dione, pigliavano il vocabolo della stella
casa de la donna al convento multo da presso [il frate] ricominciò con
-intr. civettare. s. bernardino da siena, 649: so'di quelle tanto
il mondo. = denom. da vago, con il suff. frequent.
la quale fu bellissima vergine e vagheggiata da molti. ser giovanni, 3-54: si
, con quella poca penisola, bagnata da quel lago, vagheggiata da quell'isolette,
penisola, bagnata da quel lago, vagheggiata da quell'isolette, ornata da quei giardini
, vagheggiata da quell'isolette, ornata da quei giardini, e cinta da quell'ombre
ornata da quei giardini, e cinta da quell'ombre, quanta tempe, e
teatro della guerra, pel ducato di milano da vari prìncipi vagheggiato. cesarotti, 1-xxviii-332
simintendi, 1-82: io era domandata da ricchi vagheggiatori. boccaccio, dee.
universale. = nome d'agente da vagheggiare. vagheggiatelo, agg. letter
e vanità. = deriv. da vagheggiare. vagheggiatura, sf.
modesto giovine. = nome d'azione da vagheggiare. vagheggino, sm.
assai venuti. = deriv. da vagheggiare. vagheggio, sm. ant
briaca del fuso. = deverb. da vagheggiare. vagheggióne, sm. ant
vecchio rimbambito. = deriv. da vagheggiare. vaghétto, sm.
camuccà di seta per un sommo; e da 3 1 / 2 infino in 5
d'oro. = deriv. da vago. vaghézza (ant.
. sacchetti, 6-2: marchese aldobrandino da esti, nel tempo che ebbe la signoria
son io come uno che, tratto da la vaghezza di seguir una fera in un
, prencipati senza numero sono stati lasciati da questo e da quello, per vaghezza di
numero sono stati lasciati da questo e da quello, per vaghezza di pace d'
, 4-107: amici navigati gli avevano da tempo suggerito, se gli venisse vaghezza
ser giovanni, 3-430: tradita son da un falso amadore, / che m'
una va- hezza mista di delizia, da gran signora, ne'mesi di maggio e
fornimento. - civetteria. francesco da barberino, 13: s'egli avien che
e della giustizia, la superficialità camuffata da seriosità, la smorfiosità e noiosità del pedanti-
accennati ornamenti nel canto figurato, espressi da taluno coi termini di 'diminuire,
o gorgia, accentuare, fiorizare'; da altri chiamasi 'glosse, punti, clausole,
gropetti, fioretti'. = deriv. da vago. vaghito, agg. ant
, agg. ant. invaghito; preso da passione per qualcosa. tolomei,
un sostrato). = deriv. da vago, sul modello di sessile (v
esser leggiadro, bellezza armoniosa = deriv. da vagile. e delicata di una persona
ascoltare? = nome d'azione da vagire. vagina, sf.
. anat. organo copulatore femminile, costituito da un canale muscolo-membranoso che va dalla vulva
. pindemonte, ii-21q: lo scettro da te gittando lungi, / per tener
nerbo, nella convenzione del mimo, da colmare (a misura di chella frenesia
forma i ligamenti lati dell'utero; anziché da esse lamine tolgono in presto la loro
una guaina tendinea. = deriv. da [tunica] vaginale. vaginare,
ant. sguainare un'arma. gualpertino da coderta, vii-339 (1-2): 0
allora chiamasi vaginato. = deriv. da vagina, n. 4.
della vulva. = deriv. da vagina. vaginite, sf. medie
strati, ed è in genere caratterizzato da leucorrea, bruciore e prurito vulvo-
: propria della menopausa, è facilitata da atrofia della mucosa vaginale conseguente a carenza
conseguente a carenza di ormoni. -vaginite da cause meccaniche dovuta a diaframmi di forma
causata dalla propagazione di processi infiammatori originati da sedi vicine. -vaginite senile propria della
una guaina tendinea. = deriv. da vagina. vaginocervicite, sf. medie
della cervice uterina. = comp. da vagin [a \ e cervicite (v
mezzo di contrasto. = comp. da vagina e [radiografia (v.)
fia. = comp. da vagin [a] e radiogramma2 (v
ernia pudenda. = comp. da vagin [a \ e labiale (v
leptothrix vaginalis. = comp. da vagin [a \ e micosi (v
e al perineo. = comp. da vagin [a] e da perineale (
comp. da vagin [a] e da perineale (v.).
= voce dotta, comp. da vagina, perineo e dal tema del gr
vaginale. = comp. da vagin [a] e pessia (v
lacerazioni o traumi. = comp. da vagin [a] e plastica2 (v
gridare de'piccolini. = deriv. da vagire. vagire, intr. (
il qual fanciulla / nu- drilla insin da che vagiva in culla. oliva, 224
vagito, sm. suono vocale emesso da un neonato, da un lattante,
. suono vocale emesso da un neonato, da un lattante, pianto dei bambini piccolissimi
di pargoletti infanti, che dal latte / da le culle acerbamente svelti, / vider
manifestarsi di una lingua che si origina da un'altra più antica. monti,
vagiti del giorno. = deriv. da vagire. vàglia1 (ant. vàlia
di gran voglia, / già mai da voi non mi vorria partire. la spagna
regina una 'demoiselle', cioè un umile specchio da camera. -di poca vaglia:
aquila non fu. = deriv. da valere. vàglia2, sm.
. -vaglia del tesoro: emesso da una tesoreria che ne effettua la liquidazione
, assennato. = deriv. da vaglio. vagliare, tr. (
. distinguere le azioni e le intenzioni buone da quelle malvage, l'uomo giusto dal
buoni dalli cattivi, acciocché li buoni da loro non siano impediti. 3
l'esempio degli olandesi, d'aver da principio vagliato col vaglio rado, per
deve vagliare e giudicare le nostre azioni da un differente punto di vista. bacchetti,
= dal lat. * vattidre, da vattus 'crivello'. vagliata, sf
, stavano in mucchio, così alto da consolare il cuore. -per simil
: in condizioni come sono quelle dell'italia da due secoli in qua, un pensiero
di vagliatori. = nome d'agente da vagliare. naglie o materiali incoerenti
con quella robba gli suoi parenti vagliatori da linari, tutti polverosi di vagliatura e
610: un furgatore di frumenti, sporcato da vagliatura, scompiglia eserciti vittoriosi. borsi
qualche anno, ne risulti tale mole, da poterne fare una vagliatura severa e trame
scelto. = nome d'azione da vagliare. vàglio (ant.
apparecchiatura la cui parte principale è costituita da una o più superfici dotate eli aperture
via via più piccoli, del materiale da selezionare; crivello, setaccio.
più mi dè'aver, fede. bartolomeo da s. c., 9-7-8: le
ii-i (8): un iomo inpremuà da le vexine un vaio da mundar gram
iomo inpremuà da le vexine un vaio da mundar gram. lo qua...
una corrente d'aria investe i cereali rilasciati da una tramoggia. -vaglio rotativo:
paragoni per alludere a cosa fittamente trapassata da buchi (e, anche, a un
dall'amore), a persona colpita da lance e frecce. 6 6
quale fu dal r branda pubblicamente trattato da mulo, che, dopo aver mangiato la
, se ne ritrae legname fine, da fame lavori di magistero, vagli, vaglioni
celli, cerchi per tamburo, cuscini da staccio. -peggior. vagliàccio,
e duchi. = deverb. da vagliare. vagno, sm. ant
(un tempo). bartolomeo da s. c., 1-649: conviene
iii-47: innanzi che tu movissi li piedi da casa, tutte queste cose sono già
nell'ambito tuo e 'l vago tempo da te penzato et essaminato. casti, ii-2-73
giacomo, i-567: a intervalli, da lontano, lo strido acuto del pulcinella d'
. -smarrito, vagante senza comprensione da un oggetto a un altro (gli
luoghi dai quali le pareva di mancare da tanti anni. govoni, 178
senza fissa dimora, vagabondo. sirnohe da cascina, 96: rompe all'affamata il
ch'alle case de'vaghi pianeti / giunga da loro raggi ripercosso. petrarca, 287-6
vaga. -che passa rapidamente da uno a un altro soggetto, inquieto
-di animali. che è attratto da qualcosa, che ne è bramoso.
vaghe e leggiadre donzelle di grecia, da ciascuna di esse ne prese qualche particolar pregio
e della bellezza stessa. giacomo da lentini, 33: fugire mi fa allegreze
putto vago et ha due ale per fugirsi da chi non ha ben cura. g
che sviene al suono della viola toccata da un angelo dovrà riporsi fra 'veneti,
balli di queo anche piante ornamentali o da frutto). calmeta, 98:
d'orgoglio. / un altro ancor da sollazzi e da festa / ne fece fare
/ un altro ancor da sollazzi e da festa / ne fece fare e questo
un vago e beninteso portico, sostenuto da quattro colonne d'ordine dorico, e
dal cielo / caduto il giorno, era da l'erta in cima / la vaga
novella. a. cocchi, 5-2-20: da quella insigne medica società stabilita in edimburgo
ch'amor consunse come sol vapori. folgore da san gimignano, vi-ii-153 (19-9)
rann'i fin letti soprani. giovanni da samminiato [petrarca], i-423:
valore aggett. -in partic.: animato da amore materno. dante, par
., 31-33: i barbari, venendo da tal plaga / che ciascun giorno a'
desiderava sposarli alla chetichella, in modo da lasciare di fronte al mondo la data del
passare all'attuazione dei progetti, darsi da fare concretamente. mazzini, 42-310:
sentimentali. = nome d'azione da vagolare. vagolante (pari.
i libri. 3. affetto da strabismo. cicognani, iii-2-68: oh
alba dei sensi: aureola che poi da rossa nel nero si rischiara, si colora
passo e col pensier, ora frenata / da lentezza, ed or mossa a maggior
colui che è morto male non trova da allogarsi quaggiù e vagola disperata.
futili e oziosi, passare a casaccio da un argomento o da un pensiero all'
, passare a casaccio da un argomento o da un pensiero all'altro (una persona
non, come troppo spesso succede, da un'anticamera o da una cassaforte.
troppo spesso succede, da un'anticamera o da una cassaforte. = frequent.
brutto. = deriv. da vagone; cfr. fr. wagonnée.
ridotte. svevo, 4-1005: ritornato da una corsa faticosa in un vagoncino della
-vagone cisterna: quello, costituito da un grande serbatoio cilindrico, adibito al
per la popesco invece non c'è nulla da fare. il suo 'mondo'sta per
dire il mondo dei vagoniletto e delle cene da mille franchi, delle collane di tre
: il materiale metallico senza posa rovesciato da una cremagliera di vagonetti. = dimin
binari decauville. = deriv. da vagone. vagotomìa, sf.
. = voce dotta, comp. da vago2 e dal gr. che è dal
sistema nervoso vegetativo parasimpatico, caratterizzata da instabilità vasomotorie, stipsi, sudorazione e
come ipnotico'. = comp. da vago2 e tono1. vagotònico, agg
di riposo. 2. affetto da vagotonia. - anche sostant piovene,
, corsono alle case di messer lapo da costinglionchio, e de'suoi consorti, e
per la maggiore. = deriv. da vaio2. vaiana, sf. dial
= voce milan., probabilmente deriv. da vaio2. vaiano (varano)
che se ne ricavava. folgore da san gimignano, xxxv-ii-412: di luglio in
uva] (plinio), deriv. da varìus (v. vario).
, allorché matura. = denom. da vaio1-, cfr. anche provenz. vairar
gli occhi cattivi. = deriv. da vaio1, col suff. dei part.
altro colore. = deriv. da vaiò2. vaieggiare, intr.
di più. = deriv. da vaio1. vailìa (valila)
to intorno a una vela così da formare un orlo doppio. guglielmotti
annunzio, iv-2-961: vana le stava da presso, inginocchiata su l'erba sparsa
di vaio del detto curradino. folgore da san gimignano, xxxv-ii-406: cameri e
foderato di vaio, e parti- ronsi da lui in questa maniera. anonimo romano,
capo foderata di vai e tenuto per mano da un angelo. fagiuoli, v-27:
vaio era già stàto introdotto tanti anni prima da giovanni da milano in una scena sacra
stàto introdotto tanti anni prima da giovanni da milano in una scena sacra affrescata a firenze
guamacea e assai altre cose tutte strane da ordinato e costumato uomo, tra questo
suoi vai. -l'animale da cui è tratta tale pelliccia. a
acqua a guisa di un savore, da poi con un pennellino di vaio si distende
. 3. arald. pelliccia composta da quattro file di pezze d'argento in
= voce di area ven., da un lat volg. * valleus, deriv
e somiglianti mali di mala sorte. guglielmo da saliceto volgar. [altieri biagi]
bembo, 5-18: il re carlo fu da vaiole soprapreso. cesariano, 1-113:
1-760: fra 'corpi figurati s'annoverano da molti le pietre specolari, gli ammianti
pietra vaiolaia. = deriv. da vaiolo. vaiolante (vaiuolante),
vaiuolante), agg. disus. affetto da vaiolo (una persona). -
epidemici. = deriv. da vaiolo, col suff. dei pari pres
di crateri. = denom. da vaiolo. vaiolare2, intr.
: 'variolato': dicesi di alcune pietre picchiettate da macchie simili a pustole di vaiuolo.
macchiavano il volto di toni, sì da farlo simile alle sue mani e ai suoi
, ora che badava lui a dar da mangiare scientificamente ai microbi. deledda,
corpo mingherlino. = deriv. da vaiolo, col suff. dei part.
si coglie. = deriv. da vaio1, con doppio suff.
vegetale, nome di svariate malattie caratterizzate da macchie rotondeggianti di colore variabile, per
a processi corrosivi. = der. da vaiolato *; il d. e.
del vaiolo. = deriv. da vaiolo, col suff. dei nomi d'
. per scarificazione, materiale infettante prelevato da una persona malata di vaiolo.
a scopo immunitario. = deriv. da vaiuolo, col suff. dei nomi d'
virale, contagiosa ed epidemica, caratterizzata da profonda compromissione delle condizioni generali, decorso
era in bordo o col vairolo / da poi che non sapevan chi ess'era:
le infìrmità del corpo, che han da venire agli uomini, molto manco son
agli uomini, molto manco son periculose da gioveni (come noi vediam de la rosedie
-pustola, cicatrice prodotta sulla pelle da tale malattia (per lo più in
[del fanciullo] esser quella che da ogni parte sparge le molte e grandissime manin-
e non ha più febbre. cassiano da macerata, lxii-ii-2-151: in quésta città
'vaiuolo della vite': malattia che deriva da un piccolo fungo, lo 'sphaceloma ampelinum'
= dal lai variolus, deriv. da varìus (v. vario) con suff
può manifestare più comunemente in soggetti vaccinati da lungo tempo e quindi con immunità ridotta.
= voce dotta, comp. da vaiolo e dal suff. gr. -oeiòris
vaiuolosa. 2. affetto da vaiolo (una persona). - anche
elettriche. = deriv. da vaiolo-, cfr. anche fr. varioleux
delle regioni settentrionali. maironi da ponte, 1-i-27: quest'ultima [chiesa
véron (nel 1576), che è da un lat. volg. * vario -onis
. * vario -onis, deriv. da varìus (v. vario); è
, sm.): quella parlata da tali gruppi etnico-linguistici. leopardi, iii-906
parte valacchi, e l'altra uomini da bene. = dallo slavo ant
di portare missive, dispacci, ordini da un luogo a un altro; daco.
, come corpo morto / come travolto da una gran valanga, / toro progenitore,
basamento del tempio d'apollo. -cane da valanga: addestrato per il soccorso alpino.
il soccorso alpino. -cordicella o cordino da valanga: cordino rosso che, assicurato
dallo zenit. = denom. da valanga. valanghino, sm.
rascatoio, il trappano, l'archetto da forare, la sesta, il valanghino.
. sottopiano superiore del neocomiano, caratterizzato da marne calcaree e ammoniti. - anche
diversi idifici idraulici, come sono mole da grano, valche, magli.
. = nome d'agente da vaicare. valcatura, sf.
catura. = nome d'azione da vaicare; voce registr. dal d.
chiera. = deriv. da valchiera-, v. anche gualchiera.
non si può ottenere qual si richiede da valchiere disadatte. = deriv.
valchiere disadatte. = deriv. da vaicare-, v. anche gualchiera.
, sbocco di un fiume sotterraneo, da cui nasce il fiume sorga.
2. moltissimo, altamente. bianco da siena, 58: a te dio padre
, forma sincopata di valide, aw. da valìdus (v. valido)
= dal fr. vaudois, deriv. da vaud. valdése2 (ant.
del valdismo o appartiene alla chiesa riformata da esso derivata. - anche sostant.
. valdismo. = deriv. da valdese. valdibuia, sf.
, iii-26-178: i valdostani ultimamente, avendo da regie patenti la facoltà
solovaldostana, sf.): pietanza costituita da due fette di carne farcite con fontina
, anche, commiato rivolto ai propri cari da chi sente l'appressarsi della morte (
[l'arcangel] la vergine immortale / da duodieci beati accompagnata, / ai quai
, in punto di morte. fausto da longiano, iv-180: sono già all'ultimo
, lat valedicére 'dire addio', comp. da valére (v. vale) e
la riprende. = nome d'azione da valedire, sul modello di benedizione,
non so rinvenire, come que'regni penzolandosi da così basso luogo abbiano avuto valéggio di
ch'è valegio. = deriv. da valere. valendarno, agg.
di corno. = comp. da valente e donna (v.),
uomo amante). giacomo da lentini, 26: amando lungamente, /
nell'esercizio della propria professione, tanto da eccellere fra quanti la praticano, competente
e tra'valenti uomini molto famoso, né da lui stato giammai veduto,..
tideo valentemente si difende, e a chi da un colpo più non ne aspetta,
era, aveva col capitano francesco tarugi da montepulciano, il quale si portò insieme
. cavalca, vii-105: è adunque da valentemente perseverare e vincere ogni pena e
la gexa de san polo. giovanni da samminiato [petrarca], i-391:
è più dolce che tessere ingannato. da ponte, 172: fu allora che gli
che sei... le tue valenterie da lungo tempo, e prima di me
marito. = deriv. da valente. valentézza, sf.
molta valentezza. = deriv. da valente. valentìa, sf.
/ vuole su'servo sì guiderdonare! bartolomeo da s. c., 129
libertà udiste adoperata per cavalier ragionare? andrea da barberino, iii-57: giambarone e salardo
non dice delle valentie d'èrcole. andrea da barberino, iii-115: uno cavaliere forestiere
loro valentie, allegano non so quali da essi chiamate divine sentenze di catone.
sentenze di catone. = deriv. da valente. valentìgia (valentìsia)
, e saltava molto forte, con laude da tutta la piaza, tanto erra la
ii-2 (io): na- scan da magazzin di malvagie / le valentigie fatte in
del fr. ant vaillantise, deriv. da vaillant (v. valente);
bruni e di lucentezza metallica, costituito da sesquiossido di antimonio, cristallizza nel sistema
= dall'ingl. valentine, che è da st. valentine, il santo che nella
né io altressì tacerò un morso dato da un valente uomo secolare a uno avaro religioso
avaro religioso con un motto non meno da ridere che da commendare. storia di stefano
un motto non meno da ridere che da commendare. storia di stefano, 6-18
tale né quale. guicciardini, 2-2-60: da imbasciadori, commessarii e simili carichi in
per certo que'tre valentuomini che furono da me introdotti a ragionar nel precedente mio
21-158: un gruppo di valentuomini, da me chiamati, ha fatto il disegno
il disegno di mettere al sicuro l'opera da me diretta. pascoli, i-78:
i quali furono ingegnosamente paragonati tra loro da un terzo valentuomo. bacchelli, 2-xxii-349
fatti tanti valentuomini. = comp. da valente] e uomo. valènza1
formule di cortesia). giacomo da lentini, 19: se merzé con voi
: « se fai di me partensa / da lo suo bel piacili, / già mai
a pochi della natura, più tosto da ringraziarne idio che da molto desiderarli.
, più tosto da ringraziarne idio che da molto desiderarli. -ardimento, coraggio
: i mercatanti diceano che l'amen- da non dovea essere domandata, perciò che per
voce dotta, lai valentìa, deriv. da valére (v. valere); cfr
valènza2, sf. ant. coperta pesante da letto; valen- zana. balbi
quattro valenze scarlattine. = deriv. da valenzana. valenzana, sf.
valenzana, sf. ant. coperta pesante da letto di panno con pelo lungo.
essere ora, quando genovese e quando da un luogo e quando d'altro. de
essere valoroso in battaglia. giacomo da lentini, 26: maravigliosamente / mi sforzo
, / sì che ciò ched io vaglio da voi tegno, / e non mi
, dove essi di gran lunga sono da molto meno. machiavelli, 1-vi-315: chi
, 1-vi-315: chi è stimato uomo da bene e che vaglia, ciò che e'
stati lasciati eredi di una grossa facoltà da una gentil donna vedova. pananti,
, 1-i-395: si sentiva ormai uomo da farsi valere per i propri meriti suoi.
combattendo valsi raggiungere / e rauchi squittiscon da torno / i pappagalli lusingatori.
, iii-12-59: il tristo cognato è preso da una malattia contro la quale non valgon
ottenere lo scopo prefisso. giacomo da lentini, 27: se l'amor ch'
caduco e alli altri mali dello capo causati da vicio de fregma. 4
stanze, e cominciò a farle porre da uno de'lati, e segnò quello
l'enorme maggioranza degli acquirenti non è paralizzata da questioni estranee al mercato, come:
ch'e denari ci sono valuti, da uno mercatante ad altro, cinque denari e
si che non pare che ne sia molto da curare e l'uditore non sine travaglia
/ trattarlo con disprezzo, / discacciarlo da noi, sarà un tormento, /
elezione di uno pontefice se non confermato da loro. muratori, 7-i-321: in sutri
, chi ha la scienza e il fondamento da farle, ma per noi gente ordinaria
insieme la ringrazio, e la prego che da qui innanzi si vaglia di me,
affronto su qualcuno o qualcosa. rinaldino da montalbano, 904: gallerana,..
sopradetti ribelli o banditi, confiscati o da confiscarsi, se prima non avrà cercato e
battaglia, / già non mi seppi da lui (amore) sì schermire, ch'
pentamera, frutto od achenio coronato da un pappo. tarchetti, 6-i-101
fieno o anche di un po'di paglia da dargli da valerianato, sm. chim.
anche di un po'di paglia da dargli da valerianato, sm. chim. e farmac
per imitare io valeva un milano sin da ragazza. -valere un occhio:
, maggior obligo gli corre di far da capo col consigliare. d. sestini,
di ricino. = deriv. da valeriana. valerianèlla, sf. bot
valerianico': amilico. = deriv. da valeriana. valeriano, agg. che
la valetudinarietà media. = deriv. da valetudinario1. tali. -valeriana minore
della valetudinàrio1, agg. affetto da una malattia, am valeriana
dotta, lat. valetudinarìus, deriv. da valetudo -inis (v. valetudine
di aria, di trattamento, erasi fino da sotto il dittatore stabilito di formare
di pazienti. = deriv. da valetudine. valetùdine (valitùdine),
; / riluce in essa le buone disposizioni da natura date, cioè pietade e religione
assai giovane, ma era suto ingannato da chi aveva condotto il parentado. p.
, 11-66: ed ecco, protetto da vecchiaia e incerta valetudine / il principe
della casa gli scribi ospiti / venuti da occidente. 2. nel linguaggio
dotta, lat valetudo -inis, deriv. da valere (v. valere).
cambiale non è valevole, occorrendovene uno da 30 centesimi, onde prega a rinnovarlo
abile, capace, valente. bonvesin da la riva, xxxv-i-673: responde la violeta
riferimento alla potenza di dio. bonvesin da la riva, 62: lo core me
. = agg. verb. da valere. valevolménte, avv.
, con buon profitto; in modo da produrre pienamente l'effetto desiderato.
l'effetto desiderato. domenico da prato, lxxxviii-1-497: quale è la cagione
del corpo. = deriv. da valgo1. valgo1, agg.
valgo1, agg. patol. affetto da valgismo; che presenta il maggiore asse
. = agg. verb. da valicare1. valicàio, sm.
la seta. = deriv. da valico2. valicare1 (ant.
bisaccioni, 1-255: s'egli è circondato da pal- ludi, e da fiumi
circondato da pal- ludi, e da fiumi si trovano pur anco modi per vallicarle
, e fu come se avessi avuto da valicare un deserto. -assol.
buoi notano anco più degli uomini, e da nessuno altro animale, salvo che dagli
valicavo la frontiera, e non uscivo da uno stanco impiego cittadino. -ant.
virgilio dall'altro lato, 'per ravvisar da presso un'altra storia'. -superare
di valicare a un bisogno la misura da noi servata fin qua: massimamente che questo
volta, invariabilmente seduto al suo tavolo da lavoro, sordo a qualsiasi voce che
passare, nell'ambito di un discorso, da un argomento all'altro. n
/ del villan d'aguglion, di quel da signa / che già per barattare ha
leviate; che si valichi e cessi da me. = dal lat.
al valico. = denom. da valico2. valicato1 (part.
a dante li tre gironi già montati da loro e valicati. 2.
, sm. tose. passatoia, costituita da una trave o da una fila di
passatoia, costituita da una trave o da una fila di pietre affioranti, che consente
lo chiamano palancola. = deriv. da valicare1. valicatóre, agg. e
. = nome d'agente da valicare1. vàlico1 (ant.
cresta montuosa attraverso la quale si può passare da una valle all'altra.
luogo di transito (non necessariamente costituito da un passo montano) tra due stati
nel corso delle migrazioni o della selvaggina da pelo stanata dai cani. soderini,
primo intoppo, / tal si partì da noi con maggior valchi; / e io
v.). = deverb. da valicare1. vàlico2, sm. tess
macchina in legno di forma cilindrica costituita da un grande arcolaio, messo in movimento
fusi. = etimo incerto: forse da valico1. vàlico3, agg.
7-421: un contadinello... domandato da un padredomenicano se e'sapeva il 'credo',
opportuno, adeguato all'occasione, in modo da poter produrre l'effetto voluto; efficacemente
il governo bizantino potè quindi, avvertito da tal nuova minaccia, afforzare validamente le
protezione della legge, così validamente impersonata da ingravallo. -strenuamente, valorosamente.
dentro le pallizate, furono validamente incontrati da difensori e ributtati con gravissimo danno.
botta, 5-170: wurmser combattuto validamente da victor venuto con le genti da rivoli
validamente da victor venuto con le genti da rivoli,... si riduceva prontamente
, lat. tardo validare, denom. da validus (v. valido),
m. adriani, i-198: fania da lesbo scriva che solone ingannò gli uni
già noti. = nome d'azione da validarer, per il signif. n.
. casaregi, 2-14: tutti gli atti da lui fatti col suddetto procuratore, o
di donazione sì fatta, benché concessa da un papa, insorse allora e continuò
bergantini, 61: qual virtù fiasi da qualunque seme / conceputa; come abbiano
, lat. validìtas -àtis, deriv. da valìdus (v. valido).
le pene. = denom. da validità. vàlido, agg.
solitudine d'un fonte non sareobo- no da stimare molto. galileo, 3-3-216: io
: trovarono questi oficii del duca accompagnati da validissime ragioni tanto credito appresso il re
matrimonio essere valido e fermo, e da niuna ragione divina vietato ». de
s. maffei, 5-2-502: notasi da un annalista, che fu condotta in francia
un annalista, che fu condotta in francia da berta madre dei due re; ma
a combattere con molto maggiore, è da ponderare molto bene la presente fortuna con
e molti di per quelle selve andaro. da porto, 1-207: costui, essendo
netto una caruncola di color sanguigno solita pendergli da una guancia. serpetro, 200:
i validi garzoni / guidando i buoi da la pacata faccia; / e, dietro
organo). comisso, 17-141: da un mese ò un disturbo all'occhio sinistro
ora. -per estens. caratterizzato da una condizione fisica e mentale eccellente e
condizione fisica e mentale eccellente e anche da successo professionale, intellettuale, da condizioni
anche da successo professionale, intellettuale, da condizioni economiche agiate, ecc. (
voce dotta, lat valìdus, deriv. da valere (v. valere).
porga suo valore. = deriv. da valido, col suff. dei nomi d'
bottega dove si fanno bardature e finimenti da cavalli. valigétta (ant valisétta)
valigetta di cuoio, deposta poco dianzi da un forestiero. borgese, 1-143: egli
. 2. gastron. vivanda costituita da ingredienti opportunamente preparati e avvolti in una
pagare, non si trovò denaio. antonio da ferrara, 146: e'me recorda
tratto a giorgio mostrandogli un plico leìto da un nastro. moravia, ix-li: ci
estens.: partire, allontanarsi in fretta da un luogo, in partic. contro
5-349: « fui lieta quando mi allontanarono da casa. la nonna mi lece la
invia al proprio governo o che riceve da esso, esente a norma di diritto intemazionale
, esente a norma di diritto intemazionale da qualsiasi perquisizione doganale e da ogni altro
diritto intemazionale da qualsiasi perquisizione doganale e da ogni altro controllo. -anche: l'
speciale (dell'ambasciata). immune da revisione alle frontiere.?
un pantano dinanzi, et un profondo dirieto da far tornar casto non so chi.
appropriarsene in grande quantità. felice da massa marittima, xliii-232: cristo non volse
potesse riformar la sua valigia. -valigia da magnano-, furfante, briccone (come epiteto
, ti possa cader le braccia, valigia da magnano. 7. prov
polvere. goldoni, v-1047: vestito da viaggio, cogli stivali grossi in piedi e
este, 1320: valisoni di vacchetta e da sca- rame e da lettiere di più
di vacchetta e da sca- rame e da lettiere di più sorte grandi.
. nella forma valisia, è accostata da alcuni all'ar. waliha, da altri
accostata da alcuni all'ar. waliha, da altri al lat bilix -icis 'a due
in quanto tale contenitore primitivo era costituito da una tela grossolana fermata con una cinghia.
troiani. = nome d'azione da valere. valiha, sf. invar
di bambù, simile alla cetra costituito da un numero variabile di corde (da
da un numero variabile di corde (da 7 a 20) rappresentate da listelli
corde (da 7 a 20) rappresentate da listelli
ben è certo degna cosa, / da poi ch'avete ogn'altro valiménto, /
, influsso che si suppone venga esercitato da una pietra preziosa. giamboni, 8-ii-8
pieno vigore. = nome d'azione da valere. vaiina, sf.
nei paesi ad alta incidenza malarica, nasce da un difetto genetico: nelle persone colpite
un difetto genetico: nelle persone colpite da questo malanno, la vaiina rimpiazza l'
l'emoglobina. = deriv. da [acido] val [erianico].
anno. = nome d'azione da valere. valituro, agg.
. = voce dotta, deriv. da valere, sul modello dei pari fui lai
popoli là nell'africa. l'uno era da quei, che in odio de'suoi
, per non vederlo; l'altra da quei, che con insulto più atroce gli
un nembo di villanie, accompagnate ora da sassi, ora da strali, lanciati
villanie, accompagnate ora da sassi, ora da strali, lanciati all'aria.
tommaseo]: quelli che punto è provocato da essa, subitamente salta e passa così
all'odio. = deriv. da valle. vàllana (vàllena),
vallante, sm. nelle valli da pesca, addetto alla semina degli avannotti
buona pastura, = deriv. da valle, col suff. dei pari pres
il pittore] di chiedermi due sentenze belliche da inscrivere in due cartigli annodati a due
lat [corona] vallaris, deriv. da valium (v. val
voce dotta, lat vallare, denom. da valium (v. vallo 1).
ricevuto il danno. = deriv. da valle. vallaròlo, sm.
ribellione. = deriv. da valle, con doppio suff.
el suo cavo alto per simile quello da levante e nel mezo mostra una vallata
dalla malaria. = deriv. da valle. vallata2, sf.
d'acqua chiara. = deriv. da vallare2. vallato1 (pari pass
agg. ant e letter. cinto da un vallo, da un terrapieno o da
letter. cinto da un vallo, da un terrapieno o da altre opere di
da un vallo, da un terrapieno o da altre opere di fortificazione. -anche:
opere di fortificazione. -anche: circondato da difese naturali o da una siepe,
-anche: circondato da difese naturali o da una siepe, da un muro di cinta
difese naturali o da una siepe, da un muro di cinta (una costruzione,
iv-2-306: la linea è causa del sito da due lati montuoso, e dagli altri
dagli altri angolare, vallato, e interciso da un fiume, soggiaceva a molte imperfezzioni
frugoni, i-8-75: vennero a lui da l'istro i cari bronzi / espugnatori di
2. per simil. attorniato, contornato da oggetti, da arredi. thovez
simil. attorniato, contornato da oggetti, da arredi. thovez, 1-70:
rinvigorito (un sentimento). girolamo da siena, i-45: l'anima,.
toscana, / che tira l'acqua da tutti i valloni: / che tira l'
valloni: / che tira l'acqua da tutti i vallati: / e così fate
gl'innamorati. = deriv. da vallo \ valle, sf.
e profonda depressione della superficie terrestre delimitata da due pendici montuose (dette fianchi o
(il fondovalle), solitamente percorsa da un corso d'acqua. -valle
quella, carsica, non più percorsa da un fiume, penetrato nelle rocce del
: quel che fé [l'aquila] da varo infino a reno, / isara
fra montagne altissime, che la costeggiano da ogni parte; lasciandole nel mezzo una
di terre, e di villaggi abitati da popolo numeroso. foscolo, xvii-77: questa
parlare dell'anno scorso, io appena tornato da venezia vissi in clausura: quaranta giorni
floree valli placida. quasimodo, 1-57: da lontanissimi inverni, percuote / un gong
il marito di bertolina] ciò che era da fare, disse un dì a la
oltre a 3000 metri, squartata quasi da cima a fondo, si è detto tutto
dell'antico delta del po, invase da acque di modesta profondità e che comunicano
s bembo, 5-168: il baglione da chioggia condotti per le valli salse a
dai graticci, che distinguono i luoghi da valle a valle, se ne prende gran
meridionale della laguna le arginature delle valli da pesca (che sono le zone di lagunachiuse
. -insenatura lunga e stretta causata da un fenomeno di bradisismo positivo, caratteristica
'et altre simili violenze, quali seguono da feudatarii, nobili, mediocri, vili e
parini, 480: ma pazzo è da legarsi / chiunque tenta il calle /
giovi a'tuoi figli: poi trammi da questa valle di lacrime. de sanctis,
xliii- 339: allor fu preso da la gente mala / iesù, infranto c'
la magione. -traendo le conclusioni da un ragionamento, dall'analisi di un
sanguigna. -da qui a valle: da questo punto, da questo momento,
qui a valle: da questo punto, da questo momento, in avanti.
di queste cose, che si dicierà da quie a valle, gazaneto alberichi e pietro
, per valli e per monti': da per tutto. 17. prov
dimin. valletta. s. bernardino da siena, 715: ecci chi sia stato
a zia. guerrazzi, ii-149: chi da ampola muova per bezzecca,..
annunzio] soldati, v-505: veramente, da cantalupo, primo segno la sorriavea lasciato
foreste. foscolo, iii- = deriv. da valletto. ligiani. 1-163:
= dal fr. vallèe, deriv. da vai (v. valle).
torrenti. = nome d'azione da valleggiare. valleggiare, intr.
veggia. = denom. da valle, col suff. frequent.
et vallerà. = deriv. da vallo1. vallerano, agg.
= voce ticinese, deriv. da valle, cfr. lat. mediev.
coloro che abitano o lavorano nelle valli da pesca della costa veneta, detti vallanti
magari vallettaglia. = deriv. da valletto. valletterìa, sf.
figurone in una carrozza ostentosa, cinto da numerosa folla di valletti a pie', vestiti
, i grossi calibri e le artigliere da campagna del mondo letterario di quegli anni.
2. usciere municipale che, in livrea da cerimonia, segue la bandiera del comune
delle anguille e dei muggini nelle valli da pesca. -anche: l'insieme delle
vallis (v. valle) e da coltura (v.).
di dio. = deriv. da valle, con doppio suff.
e pavia, assaltati all'im- provviso da quegli di dentro, erano stati dissipati.
volto mi spruzzava. = deriv. da valle, sul modello di alpigiano (v
della laguna. servono ad un tempo da stazione di pesca e da ricovero per
ad un tempo da stazione di pesca e da ricovero per le 'guardie vallive'.
categoria di spostati. = denv. da valle, cfr. lat. mediev.
intorno agli accampamenti militari; fortificazione costituita da una lunga muraglia eretta come linea di
che noi volgarmente chiamiamo 'steccato'; e da questo pare venga nominata ogni cosa la
. boiardo, 2-85: non era da tardare la battaglia, perché, facendo
più numer sete / sì vi vegg'io da prima. / che prò? se
cavalli, / che fuggon d'alessandria da i mal tentati valli. -vallo
guerra mondiale, lunga linea difensiva costituita da una serie continua di fortificazioni.
voce dotta, lat. valium (forse da valla: neutro plur. collettivo di
congregazione benedettina fondata nel sec. xi da san giovanni gualberto. -anche sostant.
, vii-329: udì i precetti della logica da un padre valombrosano. silone, 8-258
di settignano. = deriv. da vallone 1. vallóne1, sm
il paese vallone contro ogni assalto francese da quella banda. -alla vallona (con
lo più il gruppo stesso). da mula, ii-3-401: si serve [il
la presente quinta figura dimostra una macina da macinare le materie delle quali se ne vogliono
nievo, 787: una prima società da me instituita pel commercio di fratta secche
forme d'omaggio). giacomo da lentini, 37: vostro valuri -adorna ed
/ come tu dèi aver gran gioi'da lei. boccaccio, iii-2-93: teseo vegnendo
era stato eroico... tale ancne da potersi segnalare alle autorità, per una
al valore, con la faccia tutta spellata da uno scoppio e gli occhi quasi senza
- anche: energia vitale. pietro da bascapè, v-187-12: alto deo, patre
/ come vertute in petra preziosa / che da la stella valor no1 discende / anti che
el suo vallore come igli è davanti da quegli che. ll'à com sì.
il tuo nome e il tuo valore / da ogni creatura, com'è degno /
ch'a tal donna gli tira, / da lei fugendo ed essa disiando. machiavelli
e arte in voi, è chiamato da voi in noi istinto e valore di natura
provveditori. 13. importanza attribuita da un singolo soggetto, dalla collettività o
un singolo soggetto, dalla collettività o da processi di natura economica a un bene
che si trova di fronte a beni da impiegare per la soddisfazione dei bisogni e
valore dei beni e dei servizi prodotti da un'impresa e il valore dei suoi acquisti
numero di arti nazionali,... da una circolazione di contratti o di valori
comprare un oggetto. -rendita assicurata da un beneficio ecclesiastico. lettere di principi
, di una banconota, indicata convenzionalmente da una cifra iscritta sulla stessa (e
valori, si dovettero requisire le macchine da stampa delle tipografìe private! sbarbaro, 5-38
-valori di bollo o bollati: le carte da bollo, le marche da bollo,
le carte da bollo, le marche da bollo, i fissati bollati, i francobolli
-disse uno che ogni giorno perdeva, da una settimana, da venti a cinquanta
ogni giorno perdeva, da una settimana, da venti a cinquanta punti su valori minerari
1. -valori mobiliari-, titoli emessi da enti privati o pubblici e quotati in
semantica di una voce; concetto espresso da una parola o da una frase;
; concetto espresso da una parola o da una frase; significato di un segno o
nazionalità è in periodo di gestazione anche da noi, e quindi ci importa di
: modo di considerare l'azione indicata da un verbo a seconda che sia vista
. 31. matem. determinazione assunta da una variabile (e il numero che
un valore asmedia fra i valori assunti da una funzione considerasoluto o relativo).
ogni fibra del -valore puntuale, quello assunto da una funzione valore de'modi della lingua
valore è sinonimo di ciò che è da preferire. moravia, 16-9: che cos'
credere in buona fede in valori che da tempo hanno cessato di esistere. -filosofìa
un effetto plastico o di volume tale da suscitare in chi guarda una sensazione simile a
che do- ventare, e lo è da circa mezzo secolo, anche la città dei
quantità, o misura di tempo che ha da durare ogni nota, e per conseguenza
fiate visitata e servita in farle condurre da quest'inclita città molte robe e anco
lat. tardo valor -òris, deriv. da valere (v. valere).
bene, 19: questo signor, creato da giustizia, / eletto per virtù tra
che fosse. = deriv. da valore. valorìmetro, sm.
= voce dotta, comp. da valore e dal gr. hétqov 'misura'.
bassissimo valore / che sarebbero state valorizzate da lì a due tre secoli.
secoli. -ottenere il massimo vantaggio da una dote personale. moravia, v-93
un bene). = denom. da valore, col suff. frequent.,
arditi. = nome d'agente da valorizzare. valorizzazióne, sf.
un assegno. = nome d'azione da valorizzare, sul modello del fr. valorisation
e la valorosità del conte preditto. da porto, 1-293: baldassarre, la vostra
mai alla opinione. = deriv. da valoroso. valoróso (ant.
marcia quella cui son destinato, compagnia raccogliticcia da inquadrare. resti di guerra di tutte
di bacchette di ferro, e altri imbrogli da sbalordire ogni più valoroso orologiaio. giuliani
e di quegli avvenimenti, libri scritti da penne valorose, dettati da cuori bollenti
libri scritti da penne valorose, dettati da cuori bollenti. 4. dotato
come titolo di rispetto). francesco da barberino, 7: ai donne valorose,
mirabil gioia. = deriv. da valore. valpolicèlla, sm. invar
le piace la emma? » = da valpolicella, regione in provincia di verona.
= dal fr. valser, deriv. da valse (v. valzer).
valsatrice. = nome d'agente da valsare. vaneggiare, intr.
alla fanciulla. = nome d'agente da valseggiare. valsènte (ant.
, regolo contanti, ti fo mettere da parte una fortuna ». -in
. 3. = deriv. da valso, pari pass, di valere.
valsesia. 4. sf. canna da pesca molto lunga con la parte terminale
io abbia una tal esuberanza di buonumore da poterne distribuire alle belle valtellinesi? carducci
svegliato di cattiv'umore un triste mattino da un sognaccio d'incubo. 2
valura. = deriv. da valere. valuta (dial. ant
ducati d'oro in oro, e da una banda era stampato un papa con
-valuta intesa: somma di denaro pattuita da pagare con una cambiale. -al figur
per estens. degno di considerazione; tale da essere tenuto in conto. s
i vostri rilievi sono molto valutabili. maironi da ponte, 1-iii-169: fra queste poche
metallurgia. = agg. verb. da valutare. valutaménto, sm. letter
mo. = nome d'azione da valutare. valutare, tr.
210): innanzi che io mi partissi da sua santità rimanemmo conformi di tutto quello
del volatile. = denom. da valuta. valutàrio, agg.
punita solo con sanzioni amministrative, commessa da chi esporta capitali all'estero senza rispettare
: abbiamo implicitamente avviato a solu = da una voce malgascia che significa 'forca, forcella'
: gueva nettamente i 'giudizi esistenziali', da quelli 'valutativi': nei lamellibranchi, nei brachiopodi
, = agg. verb. da valutare. gli scrigni fatti di valve,
tatore futurista eserciterà un'azione totalmente diversa da coperta propria dei fiori delle gramigne composta di
più valve... terminate molte volte da una cosa o filo detto resta
e della = nome d'agente da valutare. mandibola, di cui è costituito
ed altri. su un ambiente naturale da grandi opere pubbliche. volponi, 8-73
o di un giudizio al lavoro svolto da un allievo o all'aldalla data del
/ chi = nome d'azione da valutare. tuti parem valvasor.
valvassori o baroni, e da noi e da altri, cattani: ma
valvassori o baroni, e da noi e da altri, cattani: ma erano di
nome del genere valvata, deriv. da valva (v. valva).
è dotato di valve o è formato da valve; vaivare. bacchelli,
tutte molli e spiranti, cosa tutta da postribolo. valvicida, agg.
e le tue leve, bollenti o gelate da levarti la pelle, rischiando ad ogni
una valvula di sicurezza difende la macchina da qualunque accidente in caso che il vapore
. montale, 4-240: valvole elettroniche (da non confondersi coi soliti strumenti elettrici)
valvolare, alterazione dell'attività cardiaca derivante da una lesione, congenita o acquisita, delle
. che presenta, che è costituito da valvole. malpighi, 88: la
noi oscura, con la sezzione de'pesci da me con il sig. bonfìlioli osservata
amico strauss. = denom. da valz [er \, v. anche
si calma al suono di un valzerino da giostra. = dal ted. valzer
strisciate'nel 1760), deriv. da walzer 'strisciare', di origine indeur.
dirivativo; originale dico essere quello che diriva da vampa di foco o da lume di
che diriva da vampa di foco o da lume di sole o d'aria; lume
la celesta lampa / la qual ne trasse da l'in- fernal vampa / col precioso
estiva. alberti, i-50: persino da fanciulli [gli egizi] sé adusavano a
luglio: et in egitto il procione da mattina pieno di vampa. caproni, 170
-chiarore, luce, illuminazione prodotta da una fonte luminosa artificiale. giuliani
si sprigiona dalla bocca di un'arma da fuoco al momento dello sparo (in partic
). guerrazzi, 1-745: presi da paura voltate le groppe fuggono. il
arrossamento improvviso del volto, accompagnato spesso da una sensazione di calore (anche al
finestra del collegio, e si rivedono da presso, nella passeggiata, con un sussulto
7. sensazione di bruciore causata da un cibo piccante. calvino, 16-33
poteva dimenticare l'architettura sacra che faceva da sfondo alle vite di quelle religiose, mossa
grandi vampe di gelosia, mi staccai da loro dell'altro. pratolini, 2-539:
; lampo di genio. antonio da ferrara, 6: io son formato simil
v-496: girolamo zulian,... da venezia il [antonio canova] guidò
nulla. -sconvolgimento, sovvertimento provocato da lotte civili, dalla guerra.
siri, ii-899: molto più lungi da quei confini trascorse ancora l'incendio di
lodato; ma s'egli avviene che da superbia e da presumersi chi concorre meni
ma s'egli avviene che da superbia e da presumersi chi concorre meni alcuna volta troppa
non meno sì gran vampa / come tu da cui sì stampa / a fatica un
. lampascione. = denv. da lampascione (v.) con sovrapposizione di
, ardente. marinetti, 2-i-799: da un altro palco si sporge boccioni con
quella ordita veste, e fabricata / da man lucente, luminoso involto / tutto
e di bassezza. = deriv. da vampare. vampare, intr.
per vampare. -mandare o essere percorso da lampi. rime anonime napoletane del quattrocento
/ qui vamparono l'ire, / e da me prendon modo / i subietti ch'
l'aroma. = denom. da vampa. vampata, sf.
si sprigiona dalla bocca di un'arma da fuoco. tommaseo [s.
nella stanza più di venti sopra, da come il termosifone mandava vampate.
, zaffate di rosso che parevano erompere da un incendio. calvino, 16-18: aiutavo
arrossamento del volto accompagnato per lo più da una sensazione di calore, dovuto a
! sbottò il signor alfio, vinto da una vampata che gli usciva dal colletto e
vampata di paglia. = deriv. da vampare. vampeggiaménto, sm.
frugoni, vii-396: morì lisia fulminato obsorto da un folgore col lampo, essendo che
vita ammorbante. = nome d'azione da vampeggiare. vampeggiante (pari.
de'faggi, / con lento passo, da l'ombre coperta. mazza, iv-61
allumò. 2. figur. dominato da una veemente passione amorosa. carducci,
amorosa. carducci, iii-3-4: colpi da l'arco liberar vogl'io, / e
dimostrerà di minore grandezza, il quale da più luminoso campo fia circunda- to;
la ridondanza. = nome d'azione da vampeggiare. vampira, sf.
.. arric re atteggiamenti da donna fatale. panzini, iv-729:
e spregiudicato. = denom. da vampiro, col suff. frequent.
scimitarra. = deriv. da vampiro. vampirescaménte, aw.
secondo antiche credenze popolari, il comportarsi da vampiro. bergantini, 2-95:
vampirisme (nel 1746), deriv. da vampire (v. vam
umusanza altrui. = denom. da vampiro, col suff. frequent; cfr
popolari dell'europa centrorientale, poi sviluppate da un ricco filone letterario e cinematografico,
di questa parola -lo ha già divinato da un pezzo con la credenza nei vampiri,
comprendente diverse specie con otto braccia collegate da una membrana natatoria e due braccia piccole
dotta, lai scient vampyromorpha, comp. da vampyrus (v. vampiro, n
. vampiro, n. 6) e da un deriv. del gr. nop . scient. vampyrops -opis, comp. da vam pyrus (v. . vampiro, n. 6) e da underiv. dalgr. mpig'aspetto'. calore o riverbero, riflesso intenso prodotto da una fiamma o da un'altra fonte riflesso intenso prodotto da una fiamma o da un'altra fonte di luce o calore. diciamo 'vampo', cioè calore che esca da fiamma. ippolito de'medici, lxi-42: vacillar dell'ore / bige o squarciate da un vampo di solfo / fuori che il vampo del grandissimo caldo, non anco sentito da me in xxxxxm anni. d'annunzio si sprigiona dalla bocca di un'arma da fuoco al momento dello sparo o provocata da da fuoco al momento dello sparo o provocata da un'esplosione. busca, 188 . arrossamento improvviso del volto accompagnato spesso da una sensazione di calore. aretino, 'vampi: / credendo che lo cor da doglia scampi, / el si ritrova al mancar del vampo dell'ira, da un altro eccesso di rimorso e sdegno ; xx esagonale. = deriv. da vanadio. vanàdio, sm. chim , con numero atomico 23 e con valenza da 2 a 5, che si presenta : metallo bianco friabile che si estrae da alcuni minerali piuttosto rari del messico, di vampone di fuoco. = deriv. da vampore. vampóre, sm. si sprigiona dalla bocca di un'arma da fuoco. pisacane, v-91: le , intensità di un sentimento. domenico da prato, lxxxviii-i-489: migrando la mia luce , vamposi incendi? = deriv. da vampa, vampo. van, sm anni fa negli stati uniti e, da un anno, ha attecchito in francia. 2. furgone per il trasporto di cavalli da corsa. 3. rimorchio per il animali. = voce ingl., da [cara] van, propr. 'carovana' vanadico colle basi. = deriv. da vanad [ico \. vanàdico, altre sintesi organiche. = deriv. da vanadio. vanadile, sm. chim bivalente positivo del vanadio tetravalente, costituito da un atomo di ossigeno e uno di nell'industria tessile. = deriv. da vanadio. vanadinite, sf. miner dal giallo al bruno rossiccio, costituito da vanadato di piombo contenente cloro, che , che cristallizza nel sistema esagonale e da cui si estrae il vanadio. . -pentossido di vanadio-, ossido da cui si ricava il metallo grezzo o ), lai scient vanadium, deriv. da vanadxs, antico nome di una divinità e il vanadio. = comp. da vanadio e solfuro. vanadite, . vanadinite. = deriv. da vanadio. vanagiunta, sf. come 'con meco'. = comp. da vano e giunta (v.). d'animo, cioè pusillanimità. busone da gubbio, 1-16: in prima dico, peccare in vanagloria. s. caterina da siena, iv-3: se l'anima è può cacciare a terra. s. bernardino da siena, 2-i-284: non vedi tu tasso, n-lii-848: gli offici fatti da l'amico non sono esposti agli occhi
ti avvedi, che tanto più ha da guadagnare, che dio si degni contro
sua onestà. = denom. da vanagloria. vanaglorietà, sf.
e curioso soggetto. = deriv. da vanagloria. vanagloriosaménte, avv
. -anche sostant. guidotto da bologna, 1-100: ed è un'altra
e tesser suo. = deriv. da vanagloria. concreto effetto o,
cose vanamente, una fortuna contraria stridendo da la parte d'aquilone li percuote le
così per lo sospetto vanamente conceputo da esso, che il capitan generale avesse
60: stava... lontano da gonfiarsi, o sentir vanamente di se medesimo
. poeteggiare, verseggiare (e così da vano o vanare, vaneggiare e pargoleggiare)
di tutte allegrezze. = denom. da vano. vanda, sf. bot
diffuse in india e malesia e caratterizzate da grappoli pendenti di fiori vistosi e profumati
che appartiene a tale popolo; compiuto da tale popolo. p. f
africano ed asiatico, di prender la denominazione da paesi per essi vinti e debellati.
politecnico [2-iii-1946], 1: è da notare che alla folla non fu
», 13-x-1989], 3: se da firenze allarghiamol'orizzonte alle altre città dobbiamo annotare
nostri governi. = deriv. da vandalo-, cfr. fr. vandalisme.
italia vandalizzata! = deriv. da vandalo, con il suff. iter,
germaniche in pannonia, rezia e norico da cui dilagò all'inizio del v secolo in
figlo era menao in prexum in africa da lo genero di lo re da li vanduli
in africa da lo genero di lo re da li vanduli. collenuccio, 17:
, aragonesi, e turchi. fausto da longiano, iv-135: per questa ribellione di
: non così di me, che nato da vandali, educato da vandalo, fo
, che nato da vandali, educato da vandalo, fo dei tardivi sforzi per 'disasinirmi'
. vandàli o vandilu, nome germ. da avvicinare al ted. wandeln 'vagare,
atteggiamento politico e culturale reazionario, caratterizzato da intransigente fedeltà ai princìpi monarchici ed ecclesiastici
24 per cento), ma il prezzo da pagare è stato salatissimo. =
pagare è stato salatissimo. = da vendée, nome del dipartimento della francia occidentale
, l'avrebber seguito a far benedire, da 'vandeani d'italia', le armi.
), 52]: si propongono da definire le qui sotto indicate parole..
) '. = deriv. da vandea. vanderù, sm.
volubile (l'animo). bartolomeo da s. c., 7-1-5: l'
sciocchezze, farneticare. mocati o monaco da siena, 443: dicono in parvente /
egli vaniando ragionava; i quali erano da lui, oppresso da sonno mortale,
; i quali erano da lui, oppresso da sonno mortale, toccati e rivoltati con
veder tutto, dai musicals alle commedie da salotto ai drammi di poesia e di rivolta
vaneggevole? = agg. verb. da vaneggiare. vanéggia (vanégia,
un marmoreo e intagliato fonte propinquo, da driti e fronzuti cipressi circumdato, al
lo studio si pone in piantar nidi da colombi, in far buche da conigli,
nidi da colombi, in far buche da conigli, in seminar vanezze da carciofi
far buche da conigli, in seminar vanezze da carciofi, in lavorar col zappetto dietro
geomorfico) relitto del sostrato mediterraneo, da un * vanèja. vaneggiaménto,
. g. bassani, 5-18: da questi solitari vaneggiamenti la vecchia ricavava una
misencordia. = nome d'azione da vaneggiare. vaneggiatile (part.
cantù, 490: erano voci strappatele da un istinto, che la ragione trovava
, 126: hanno la mente offuscata da una oscura caligine, e vaneggiano avendo i
2. vagare con la mente, trascorrere da un pensiero all'altro; fantasticare,
sogno. fiamma, 81: ben ho da pianger gli anni indarno spesi, /
formando una cavità o uno spazio libero da rilievi fisici (un pozzo, una caverna
avaro, ma più fugge pace: / da mente cieca, che non po'vedere
febbre od obnubilamento della ragione. bianco da siena, 55: o mente mia farnetica
mente dormendo? = denom. da vano, col suff. frequent.
farnetica? = nome d'agente da vaneggiare. vanéggio1, sm.
dì. 2. locuz. fuori da ogni vaneggio: veramente, effettivamente.
d'ogni vaneggio. = deverb. da vaneggiare. vanéggio2, sm. ant
vaneggio di pensieri. = deriv. da vaneggiare. vanèlla, sf.
iv-729: 'vanella': voce napoletana, da vano: cortiletto chiuso, divisorio fra case
dal provenz. vanelo, deriv. da van 'crivello'(v. vanno1);
[fascio di fiori], era formato da rami di lilla, bianchi, semplici
pino, 2-20: che parole e pensieri da vanarella. guarini, 330: quell'
, sf. azione, discorso, comportamento da vanesio. soffici, iii-571:
esibizionismo della propria presunta genialità. = da vanesio, nome del protagonista della commedia di
lepidotteri appartenenti alla famiglia ninfalidi, caratterizzate da grandi ali vivacemente colorate con margini frastagliati
. - vanessa antiopa: specie caratterizzata da ali di colore nero bordate di giallo
comune della specie inachis io, caratterizzata da ali ornate da macchie ocellate simili a
inachis io, caratterizzata da ali ornate da macchie ocellate simili a quelle del pavone
o di durata). bianco da siena, 49: veggio esser vanezza /
. -vacuità spirituale. bartolomeo da s. c., 24-3-3: sempre
per sua vaghezza / gustando cadde, noi da esso omo / siamo amaestrati a non
qui solo, con un mucchio di cose da fare; e me ne dispero:
brutte come tartarughe. = deriv. da vano. vanga (vanca)
usato per dissodare il terreno, costituito da una lama per lo più trapezoidale o
la lama nel terreno. giacomino da verona, xxxv-i-646: altri ge spetta li
in un'altra gittata. s. bernardino da siena, 2-ii-775: noi andiamo a
come un carrettiere, che vendeva ferri da vanghe e picconi. -vanga da
da vanghe e picconi. -vanga da fieno-, attrezzo di forma simile con un
o la paglia ammassati. - vanga da torba: attrezzo costituito da un elemento
. - vanga da torba: attrezzo costituito da un elemento di ferro piatto e tagliente
s. v. fieno]: 'vanga da fieno'chiamasi in toscana un ferro tagliente
tradurre il nuovo testamento, egli è da mandare senza rimorso al remo o alla vanga
son tutte pescagioni allogate a prezzo, divise da palizzate, da stecconi, da suveri
a prezzo, divise da palizzate, da stecconi, da suveri, e guai chi
divise da palizzate, da stecconi, da suveri, e guai chi ci mettesse dentro
, 10-403: il vicario non era pesce da prendersi a coteste vangaiuole. =
vangaiuole. = etimo incerto: forse da connettere con gangama o gangamo (v
acqua vango. = denom. da vanga. vangata, sf.
di sotterra e pensa che sta lì da duemila anni aspettando quella vangata, fa un
aspettando quella vangata, fa un effetto da non dirsi. -per estens.
così insieme si dimesticarono che anco talora da mezzodì egli andava a far una o
in terra. = deriv. da vangare. vangaticelo, sm. agric
il terreno vangato. = deriv. da vangato. vangato (part.
vangato (part. pass, da vangare), agg. sottoposto a
l'autunno, il quale vogliamo seminare da primavera. -sostant. soderini
le vigne; ma i vangatori han da ire con grande avvertimento, perché escono
2. sf. macchina agricola trainata da un trattore usata per effettuare automaticamente la
la vangatura. = nome d'agente da vangare. vangatura, sf.
il tempo s'era rimesso e avevano parecchio da lavorare per non restare indietro con le
viti. = nome d'azione da vangare. vangèlico, agg.
e di quella chiesa che fondòe: sicché da alcuni fu più chiamato vangelista che profeta
a lui fu vista. s. bernardino da siena, 669: l'angiolo le 'l
: credevamo che resuscitasse / e noi da morte liberasse, / nostra fede confermasse,
geligato. = var. aferetica da evangelizzare (v.).
inserito nel canone dei libri autenticamente ispirati da dio. -vangeli sinottici: quelli di matteo
e luca, la cui esposizione è caratterizzata da un andamento tendenzialmente parallelo. -vangeli apocrifi
matteo - quando dice cristo: « guardatevi da li falsi profeti » « a li
di san luca / ch'hai più faccia da boia che da duca! 4
/ ch'hai più faccia da boia che da duca! 4. la dottrina
, siccome li fu rivelato e manifestato da dio per l'ammaestramento della pro- vedenza
ii-558: né gli effetti furono dissimili da tali cagioni, ben tosto si vide
oghe selvatiche »! s. bernardino da siena, 594: elli disse: «
20-113: fallite de le locande, diventano da pistole, cioè ruffiane; poi da
da pistole, cioè ruffiane; poi da vangelo, col darsi a lavar panni.
, propr. 'buona novella', comp. da ev 'buono'e àyyekog (v
mi avveggio della = deriv. da vanga. vanguardia dell'udito e degli occhi
con la vangheggia. = denom. da vangheggia. vanghétta, sf. piccola
bonsanti, 4-494: un vero cucchiaio da gelati, una vanghetta microscopica che affonda
.. né altra diligenza vi rimane da usarsi che ogni anno vanghettarlo. cinati
: si fermò, contro il suo solito da un pezzo, dietro a generoso motta
vanghettando un'aiuola. = denom. da vanghetto. vanghétto, sm.
spade fecer vangili. = deriv. da vanga, sul modello di badile (v
: le vanguardie s'eran distese, da e1 guaje fino a la venta,
altre persone. aretino, iii-85: da un canto vien messer marchetto e la diva
messer marchetto e la diva, e da altro madonna marmilia ed il divo, e
o con la zia, / or faceale da vanguardia, / or servia di retroguardia
, 2-46: ma le verità introdotte da prencipe sì ben affetto maggior vanguardia di
vanguardia d'elogi e di versi composti ancora da valentuomini in commendazion dell'autore e dell'
dotta, lat. scient. vanguèria, da una voce di origine malgascia; è
che quel ch'io vedo e sento / da me veduto e sentito non sia,
vuoto di senno e pieno di materia da ogni banda. = deriv.
ogni banda. = deriv. da vano. vanìa2, sf.
= nome d'azione da vanificare. vanificante (part.
vano; la pienezza è costituita appunto da quel perpetuo vanificarsi, che è il
per il fatto stesso che può essere interrotto da uh accidente infinitesimo,...
. = voce dotta, comp. da vano e dal tema dei comp. lat
aveva allettati. = nome d'azione da vanificare. vanigiare, v.
cee; è caratterizzata dal fusto cilindrico, da fiori bianchi di intenso profumo e da
da fiori bianchi di intenso profumo e da frutti oblunghi, a capsula, all'
la divina / inventata bevanda, cui da grazia / maggior l'unito valor del legume
ae- roservente alpinterminabile colazione futurista inventata da una bella torinese padrona di fabbrica di
sule della vaniglia. = deriv. da vaniglia. vaniglino, agg.
: arancio maltese. = deriv. da vaniglia. vaniglione (vainiglióne),
genere vanilla, diffusa in messico, da cui si estrae una sostanza dal sapore simile
alpi e sull'appennino centrosettentrionale, caratterizzata da fiori a spiga di colore bruno purpureo
vaniglia d'inverno. = deriv. da vaniglia. vanìllico, agg. chim
dalla vanillina. = deriv. da vanillina]. vanillina, sf.
o prodotta per sintesi chimica, caratterizzata da un aspetto cristallino incolore e dal profumo
). = deriv. da vanillina. vaniloquace, agg.
. vanus (v. vano) e da loquace (v.).
ii-4-327: io dalla filosofìa aborro, come da inutile mercato di ciancie vaniloquentissime. bacchelli
. vanus (v. vano) e da loquente, sul modello di magniloquente (
dotta, lat. vaniloquentia, comp. da vanus (v. vano) e
, pazienza, moderanza ed altri, da quali fuggono a'contrarii ricetti la loquacità
, 1-ii-166: voi non siete uomo da perdervi dietro vaniloqui d'ignoranti.
dichiararsi socialista: = denom. da vaniloquio. vanìloquo, agg.
con cambio di significato, comp. da vanus (v. vano) e dal
e di una vita immortale di là da questa terrena che vanisce a ogni attimo.
vanendo l'azzurro. = denom. da vano-, cfr. anche vanescere.
e doti, reali o presunte, accompagnato da ambizione, da smodato desiderio di suscitare
o presunte, accompagnato da ambizione, da smodato desiderio di suscitare plauso e ammirazione;
un'allegoria). bonvesin da la riva, xxxv-i-675: tuto zo k'
surge abbondevolemente. s. bernardino da siena, 222: se tenuto a compiacere
; ma quando questa passione fu stuzzicata da idee tanto più omogenee ad essa,
atteggiamenti o di comportamenti. francesco da barberino, iii-367: altri sono che ciascuna
concreto: atto o comportamento che deriva da tale inclinazione. g. m.
: confesso ora una vanità ogni tanto da quel giorno m'avviene di darmi un'occhiata
: questo splendore dice essere stato balenato da questa cosa vana, a dimostrazione che
f. f. frugoni, 1-346: da consimili induz- zioni, che numerando le
disposizione remissiva e accomodante che gli veniva da quella superiore coscienza della vanità del tutto
passeggero, transitorio della realtà giacomo da lentini, ii-110: dio non è se
lasciato fare, senza volere, con riprensione da sé medesimo non intesa, l'altrui
fa il mercante, e voi trovate da essi la più eccellente mercanzia utile in
al mio giovane scrittore; e prendo da lui stesso un esempio della vanità teoretica di
un continuo senso di vanità, interrotto spesso da vertigini violente; sì che non ho
dotta, lai vanitas -àtis, deriv. da vanus (v. vano).
odor tenue vanito / di catrame, vegliato da le lune / elettriche, sul mare
247: fummo illusi dal giornalismo e da una stampa esagerata e vanitosissima e da
da una stampa esagerata e vanitosissima e da nostra pretensione e orgoglio per le troppo
una barbetta aguzza, i capelli spartiti da una scriminatura diritta, alcuni riccioli sulla fronte
brutta è fastidiosa. = deriv. da vanità. vanni, sm.
ali di un uccello. erasmo da valvasone, 2-1-43: levansi [le colombe
stata è molt'anni / l'aguglia da polenta là si cova, / sì che
c. gonzaga, 1-2: m'alzo da terra: et a più degni acquisti
uno stato. firenzuola, 180: da poi che allo imperio romano fùr tarpati
, per la somiglianza del movimento compiuto da chi usa tale strumento con il battito
- anche sm. = deriv. da van, nome di un lago dell'armenia
io fui levato d'una vana fantasia da certe donne. petrarca, 1-6: voi
essa sola basta a salvarlo per sempre da ogni inadeguata sufficienza, basta a togliergli il
. mostacci, 151: però se da lei parto o in altra inanto / no
cima dura, / se non è giunta da l'etati grosse! la spagna,
lui e ad abbandonare quella resistenza che durava da dieci anni e che, rendendo vani
5. con uso neutro, seguito da una prop. soggettiva (o anche
, conv., iii-xn-10: non sarebbe da laudare la natura se, sappiendo prima
il seme che s'ha a elegger da seminare... sia ben secco,
intellettuali e desidera essere ammirato e lodato da altri; che dedica eccessiva attenzione al
2-41 (114): uno giovane da san severino... era nel secolo
con nausea di chi l'ascoltava, da che gli nacque non pochevolte biasimo e malevoglienza
gl'ipocriti, e vani non si scuotono da questo vizio [della vana gloria]
origine, sembrano anzi rappellar con onore da qual basso punto seppero ascender sì alto?
128-77: latin sangue gentile, / sgombra da te queste dannose some, / non
del miglio] che s'ha a eleggere da seminare, dèe essere di quello che
-che non contiene nulla. cenne da la chitarra, xxxv-ii-430: la borsa di
ii-202: per fare un cappello, da prima si scalda la lana;..
. 18. ant. caratterizzato da attività o comportamenti oziosi, scioperati (
e '1 cielo, / lacerati da lor [i venti], confusi e