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vol. XXI Pag.51 - Da TORMINALE a TORNANTE (28 risultati)

noi non vuole saperne. -segnato da patimenti fisici, da dolori continui e

. -segnato da patimenti fisici, da dolori continui e insopportabili. foscolo

insopportabili. foscolo, xv-327: da quel dì in poi ho avute poche ore

miei sogni stessi, cullati, quasi, da quella nenia incessante si moltiplicavano.

vanto dei provenzali. = deriv. da tormento. torminale, agg.

'che guarisce le coliche', deriv. da tormìna (v. turmini).

corpo. ramazzini, 289: fu sorpreso da un flusso disenterico con tormini acutissimi a

delle virtù dell'erba tabacco', detta da noi 'tomabona', la quale non saprei

[portò in toscana] l'erba da lui detta tomabuona o siwero il tabacco.

tomabona': nome dato alla pianta del tabacco da alcuni scrittori fiorentini. = dal

. che rivela o che è determinato da un'atteggiamento utilitaristico, opportunistico.

torna [il \ conto, comp. da tornare e conto1, n. 9

dal provenz. ani tornada, deriv. da tornar 'girare'. tornadiètro, sm

sm. invar. perturbazione atmosferica caratterizzata da tromba d'aria di limitata estensione ma

una sùbita e violenta bufera di vento da tutt'i punti della bussola: frequente sulle

3. marin. barca a vela da regata di classe olimpica, lunga 6

spa- gn. tronado, deriv. da tronar 'tuonare', per influsso del pari.

cilindrica o conica usata per affilare strumenti da taglio. carena, 1-368:

pettinagnolo raddrizza il filo de'suoi strumenti da taglio. = comp. dall'

. quel tornagusto. = deriv. da tornaconto. = comp. dall'

, interesse personale. gio costituito da una fascia di legno o di stoffa che

se dopo la grave e dotta lezione da voi ora udita, quasi appresso lauta

di mondo. = nome d'azione da tornare. tornante1 (pari.

fa ritorno a casa, in patria, da un'impresa, da una missione,

in patria, da un'impresa, da una missione, da una vacanza, ecc

un'impresa, da una missione, da una vacanza, ecc. donato

: così cacciati e tornanti a vicenda da un luogo in un altro, sempre

28: esteban, che dovrebbe fungere da tornante sulla destra, è ritenuto in

vol. XXI Pag.52 - Da TORNAQUINCI a TORNARE (19 risultati)

). recarsi nuovamente in un luogo da cui ci si era allontanati; far

, fu necessario che la corte si partisse da ferrara, e tornò a firenze.

tornare, ti prego fermarti e star da me almeno per un giorno.

, albergare. cavalca, iv-52: da sua parte ti dico che mandi tosto in

2. andare nuovamente verso qualcuno o da qualcuno che si è lasciato in un

con silenzio, adunque, e tornate da me ogni volta che vi sia la sopraditta

mandò. 3. andarsene, allontanarsi da un luogo o da qualcuno; venire

. andarsene, allontanarsi da un luogo o da qualcuno; venire indietro (talora specificando

altri paesani lo videro iersera, tornando da cibarsi, andare qua notando per questo fiume

. salviati, 19-94: io / tornava da udire un ricorso / della marcatanzia.

passi, diretto all'uscita. -desistere da un'iniziativa, da un'intenzione (nell'

uscita. -desistere da un'iniziativa, da un'intenzione (nell'espressione tornar via

amica, ch'io mi sento così male da tornarmene a letto. fanzini, i-258

legge. una legge può essere emendata da una camera, tornare alla prima camera ed

dopo la cui morte (come già da principio era stato ordinato) il governo

quel lavoro, che essa si trascinava da quasi un anno. calvino, 5-20:

, ridestarsi. arici, ii-376: da sonno letargico / siccome tornando, / l'

come il mare, che riceve acqua da tutte le parti, e la toma a

ricapitolando a quanto già esposto a partire da un dato punto o, anche,

vol. XXI Pag.53 - Da TORNARE a TORNARE (12 risultati)

, prendere di nuovo avvio o impulso da essi o riassumerli come punto di riferimento

oppure un pubblico del tutto vergine, da meravigliare. 10. riandare con

, il pieno equilibrio emotivo, uscendo da uno stato psichico di turbamento, di

non raffiguro il mio / cor, che da me fuggio / esule dal suo regno

religioso; restituirsi allo stato di grazia donato da dio e perduto col peccato (anche

, e tornavano a conversione. rinaldino da montalbano, 941: rinegherò il mio iddio

ogni amore, e carità, la quale da questo pontefice è sempre stata esercitata in

e istituzionale di un tempo. guido da pisa, 1-264: troia tornerebbe in quello

tempo umano, / e progenie scende da ciel nova. marsilio ticino, 6-29

. arici, i-162: sento commosso / da per tutto uno spirto errar di germi

notte). baldi, 26: da questo il sol ne riconduce il giorno;

. b. davanzati, i-25: da cotali punti e insospettiti tra loro, sceverano

vol. XXI Pag.54 - Da TORNARE a TORNARE (14 risultati)

da'novelli, legione da legione; toma la voglia dell'ubbidire.

legione; toma la voglia dell'ubbidire. da tanto parevele è ch'elio / me poterebbe

., 13-122: vie più che 'ndamo da riva si parte, / per

tomi il riso e zo ottenne da costante il dominio sopra molte isole dell'arci

andata: / e pur si vedon far da ragazzette / tante, ch'han 19.

effetti smentiscono i calcoli; e si ha da sdegnate con chi v'ha detto

non vi tornava: che questo guidotto da bologna, 1-88: se della morte di

più alla circolare. céllini, 709: da poi che quella prima veduta dinanzi ei

f f -risultare, aver esito da un calcolo (in relazione con un

. amari, 1-iii-671: così e da trovare l'origine d'una misura nuova

verso una determinata direzione. giovanni da verazzano, lix-165: partimmo da quel luogo

giovanni da verazzano, lix-165: partimmo da quel luogo continuo scorrendo la costa,

per maistro e laserai quelle seche coperte da banda senestra. romanzo di tristano, 275

: al- lor t. si toma da sinistra parte fuore del gran cammino, e

vol. XXI Pag.580 - Da USARE a USARE (17 risultati)

volgar., ii-375: otto imperadore, da giovinezza, fu prodigo e vago e

usanza: e dice che si ha da dire 'balcone'e non 'finestra'; 'porta'

farmi cosa grata, lasciate una volta da parte queste vostre pedanterie, e parlateci

14-57: l'onorevole franco ciarlantini, da poco incimentandosi con benedetto croce, stava

farla, averne l'abitudine. compagnetto da prato, 231: dio! l'avessero

9. prov. francesco da barberino, 177: ogni paese ha sua

. martelli, xxvi-3-80: e così dunque da ognuno essendo / questa usanzaccia antica biasimata

faccia. = deriv. da usare1. usare1 (ant.

dante, conv., ii-vi-4: chi da la ragione si parte, e usa

dono della disciplina. s. caterina da siena, i-42: sarebbe cosa molto sconvenevole

la grazia della fede, ed altri aiuti da dio per ben credere ed operare:

dice ch'i'usi a la campana / da otto pèsche o diece la mattina.

: cominciò in lombardia un usanza di roboni da donna così maritata come vedova, che

per allettare al suo amore diversi popoli, da lui soggiogati nell'asia, fece un

. bellori, iii-90: è qui da notarsi, che vennegli concesso d'entrare

saviamente l'usa, fuggendo avarizia. ca'da mosto, 203: in questa terra

recar, ben l'or usando, anche da lunge, / qualor più fiera ostil

vol. XXI Pag.581 - Da USARE a USARE (18 risultati)

all'incontro usasse venere in pubblico avrebbe da sé rimosso ogni vergogna. 9

promoverle; però la politica estera non dipende da noi soli. 10. impiegare il

com'orno ch'è languente. guidotto da bologna, 1-62: tutto il mondo di

, e crescegli e diventa alluminato. francesco da barberino, no: usi viepiù le

più lieve dal mondo partirsi. paolo da certaldo, no: molto ti guarda de

beveavi il latte della filosofia, erano da me sempre gittati gli occhi su'tanti

e connotativi in modo funzionale alle cose da dire, all'interlocutore, al tono

o in una determinata forma. guidotto da bologna, 1-30: che parole può usare

5-73: che linguaggio diverso si sarebbe usato da lei se avesse saputo per quale ragione

, poetica o ritmica, anche traendola da una lingua straniera; valersi di un artificio

inanimate si parla, che si chiama da li rettorici prosopopeia; e usanla molto

della qual nazione erano proprie, e da essa praticate anche dopo, che ubbidì a'

3-62: quello che fu più lungamente usato da quella nazione era l'anno chiamato perciò

qui so tutti coloro che attentare cose enormi da non nominare; e anco quelli che

usare cose illicite che attentare. paolo da certaldo, 380: poni il tuo figliuolo

, amare, / eo non so da blasmare, per razione. sennuccio del bene

, 19: questo signor, creato da giustizia, / eletto per virtù tra

altro che fosse. s. caterina da siena, iv-139: molti...

vol. XXI Pag.582 - Da USARE a USATO (17 risultati)

suoi passati. dolce, 7-37: ricevuti da lui in confederazione, e mal difesi

. ad usar con nobili con maniere da nobile l'avea colà mandato. forteguerri

sessuali nell'ambito del matrimonio. uguccione da lodi, v-153-14: brigar e usar co

usassero con esse. alfieri, 4-30: da molto tempo disonestamente usava egli con fulvia

cosa con abominevoli parole scherniva. benvenuto da imola volgar., ii-201: mitridate.

domesticamente in quella casa ov'io fui da bambino allevato e, compiacendosi delle festose

principali fra que'begli umori i quali usavano da torello. -manovrare, navigare in un

nostri tetti. muratori, 9-114: sarebbe da desiderare (mi si perdoni, se

abitudine, comportamento usuale. francesco da barberino, ii-232: son alquanti ch'aman

genti / correnti a bene e partirsi da male. d. bartoli, 6-5-15:

quali ripigliò l'usar manieroso, e da gentiluomo qual'era nato,...

mangiava... la frutta come usa da noi, e aveva un gesto che

solo cognome lasciare l'articolo. ora da qualcuno vissuto certo tempo in toscana, ho

denom. (con valore iter.) da ùsus (v. uso1).

assorto nei suoi pensieri, ma avendo da raccontargli qualche cosa che non doveva essergli indifferente

volean trebuto secondo l'usata. costantino da orvieto volgar., xxi-781: le notti

. = agg. verb. da usare1. usato (part.

vol. XXI Pag.583 - Da USATO a USATO (26 risultati)

un modo di pensare). fausto da longiano, iv-16: era legge molto usata

primi anni di altre idee, diverse da quelle che hanno, acciocché crescano pensando

oggetto), indossato, in partic. da altre persone (un abito);

]: adì 29 detto. bedegon da mantova condusse per detto passo a ferrara in

la cortesia a molti usata, se ben da tutti non è riconosciuta, non è

grato e generoso non si dimostri. fausto da longiano, iv-74: teneva un'ora

: io resto sodisfatto della diligenza, da te nelle cose mie usata; ma non

milanesi per la memoria delle crudeltà usate da federigo i in rovina della loro città alfieri

: il tiranno buono forse non trema da principio in sé stesso, perché la

tutte necessarie e ben nsate, / da fame per le scuole alte dispùte. straparola

: aristotele fa menzion di coloro che hanno da trovare le favole e di quelli che

acquistassi il pontefice con un'altra sentenza da lui usata nell'esaltar il niote.

questo travedere ho veduto e veggo usato da molti in sentimento molto diverso, e

e (che è più) anche da un commentatore di dante, che nella

sì inviluppato in questo peccato e allettato da la mala concupiscenzia, che incontanente ritorno

l'usato ardire, / e lasciando ir da parte ogni rispetto, / s'appresenta

, innamorata, / quale punta è da non usati guai. donato degli albanzani,

. donato degli albanzani, i-89: aggravato da non usata pigrezza sta nel campo quasi

visconti era cacciato in breve ora prima da piacenza e poi da milano; il che

breve ora prima da piacenza e poi da milano; il che era sgominare tutte

, una bevanda). paolo da certaldo, 344: quando si truova che

/ che nutrir non potea tanta speranza / da rivederlo un'altra volta mai. goldoni

. castelvetro, 8-1-377: il che è da riprendere, se non per altro,

in rada. -frequentato, battuto da molte persone, affollato, gremito.

. c. i. frugoni, ecco da l'alpi / già scendon l'armi

che cosa consiste l'abitudine. guidotto da bologna, 1-37: si guarderà di dire

vol. XXI Pag.584 - Da USATORE a USCENTE (21 risultati)

e sani; /... / da questo reo mercato / di falsitadi,

/ di voi nom fosse reo. bartolomeo da s. c., 61:

, consunto, sfatto, in partic. da duro lavoro, da esperienze dolorose (

in partic. da duro lavoro, da esperienze dolorose (una persona). -anche

dormire: si sentiva usato e rifinito da quelle tre giornate continue di vigilanza. papini

: ogni minimo sguardo crediamo che venga da grande amore, perché si attristano se

della casa, 1-16: io ho da fare e da scrivere oltre l'usato,

, 1-16: io ho da fare e da scrivere oltre l'usato, e però

al rilevato fianco / nudoil ben sen, da timoroso affetto / più dell'usato a palpitar

guicciardini, 10-49: a dì 5 da girona venimmo colla neve a sterlich,

serve, che ne fruisce. bartolomeo da s. c., 40-intr.,

fatto amante. = nome d'agente da usare1. usatto (ant. osatto

alla caviglia. = deriv. da uosa-, cfr. lat. mediev.

. che esce, che viene fuori da un luogo. -anche sostant.

di seta multicolori. -che è reduce da un'esperienza culturale, dal tem

indurre a cedere, a po che da tale esperienza è caratterizzato (una società)

... una società uscente immediatamente da quell'età degli dèi che, come sappiamo

perseguita tanto [il porco selvatico] che da quel catello mezzo vivo o morto si

riempie i portici come un fumo uscente da migliaia di cantine incendiate. 3

in 'oro', quasi lo stesso è da dire che degli uscenti in 'aro'pur testé

retto. bembo, 10-xii-81: è da sapere, che le terze voci de'verbi

vol. XXI Pag.585 - Da USCETTO a USCIMENTO (32 risultati)

), sm. piccola apertura chiusa da una porticina. - anche: sportello.

e due uscioli di legno d'abete da lato; e ciascuno uscio era doppio,

, 196: non ha lume da niuno canto, se no per uno usseto

per lo quale se entra. mariano da siena, 84: nel mezzo alla

agile e destro / fece una ritirata da maestro. pratesi, 1-81: la invitò

. ant. piccolo usciere, piccola nave da trasporto. a.

chiasso di benciucchio. = deriv. da uscio. usciamolo, agg. region

donna). s. bernardino da siena, 685: se ella non arà

è pur vero. = deriv. da uscio, con doppio suff.

portiera di tessuto pesante usata per riparo da freddo e correnti d'aria o per ornamento

, paniere argentate 30, astoni da scalchi 49, taglieri 1000. a.

fornito de murare. = deriv. da uscio. usciame, sm. ant

usciare o paratora. = deriv. da uscio. usciata, sf.

: n'ho in cambio una bella usciata da quei bravi procuratori. = deriv

bravi procuratori. = deriv. da uscio. uscierato, sm.

una meta invidiabile. = deriv. da usciere1. uscière1 (ant.

grado del personale ausiliario dello stato, da commesso capo a inserviente, inclusi gli

le lor cieche e scelerate brame, / da la simulazion, ch'era l'usciera

di miserabili mezzo nudi, o mal ricoperti da un centone di stracci.

, ed erta. = deriv. da uscio. uscière2, sm. nel

, sm. nel tardo medioevo, nave da carico destinata al trasporto dei cavalli.

e venti nati, con dugento uscieri / da portar cavalieri ogni fiata, / e

, dugento uscieri, che navi eran da trasporto, e teride, e altri legni

dal fr. ani huissier, deriv. da huis 'uscio'; v. anche uscetto

gli atti uscerili. = deriv. da usciere1, n. 2.

, sm. ant. l'uscire da un luogo, l'andarsene da un paese

uscire da un luogo, l'andarsene da un paese, da una regione;

luogo, l'andarsene da un paese, da una regione; fuoriuscita, esodo,

fuga. -anche: facoltà di andarsene da un luogo. ottimo, i-525

passaggio, varco; uscita. rainerio da perugia volgar., v-4-4: voi misser

ufficiali della ragione: i quali udendo da lui medesimo il riferito dagli altri, e

cinese. 6. nascita, origine da un luogo. bibbia volgar.,

vol. XXI Pag.586 - Da USCIO a USCIOLO (15 risultati)

8. cessazione da una carica, uscita di carica.

rendare ragione al suo precessore... da ine a vili dì di po''l

eleggesti. = nome d'azione da uscire. ùscio (ant.

ciascuna dà il suo luogo. bartolomeo da s. c., 3-1-12: 'nel

veniva ad essere seconda porta e soglia da scendere nella spelonca quando occorreva. dio

percepito questo modo ideale dell'essere? da quale uscio entrano le idee in noi?

, essere prossimo (la occhi, da cui sgorgano le lacrime). morte

33: ed è cosa mirabile, come da un palco ben / che porgon piacer

l'uscio a bietta: mettersi al riparo da eventuali insidie. g. m

gravi. idem, ii-8-5: l'argomento da costoro adoperato, che il sentimento non

messo tra l'uscio e il muro da suo padre, che, mostrandogli la sfilata

7. prov. francesco da barberino, iii-76: vuo'guardar magion tua

per il class, ostium, deriv. da os oris 'bocca, apertura';

usciolar del giorno. = denom. da uscio, con infisso dimin.

nelli, i-5 (19): questo da poi che molti anni ha sofferto, /

vol. XXI Pag.587 - Da USCIOLO a USCIRE (47 risultati)

. borghini, 2-25: fui menato da rosmonda in una camera a meza scala,

; entra in un primo cortile, da quello in un secondo; va verso un

, escano). venire, andare fuori da un ambiente chiuso o, in genere

ambiente chiuso o, in genere, da un luogo circoscritto, delimitato dai confini

. - anche sostant. uguccione da lodi, v-153-269: mai molto poco demora

ensì entranti a man mano. giacomino da \ ferona, v-432-16: la cità è

nel viso, assimigliava a marte. fausto da longiano, iv-69: uscivano del tempio

. fiori di filosafi, 211: da che fue fatto die questi si levava e

. verga, 1-28: pietro studia assiduamente da mattina a sera le sue tesi,

itinerario, dal cammino prestabilito, allontanarsi da una posizione. l. melzi,

: finalmente è uscita la nostra fanfara che da tanti giorni stava nella stalla a provare

liquido fisiologico); fuoriuscire, defluire da una ferita (il sangue, un umore

un umore alterato). uguccione da lodi, v-i51-170: poi lo ferì dal

un corso d'acqua). paolo da certaldo, 387: questi due fiumi tigris

bruno, 3-453: chi non vede che da per tutto della terra escono isole e

su per la sua scheggia, / da quelle cerehie etteme ci partimmo. sassetti

con certi abetelli come le vostre pertiche da ragna, volendo córre l'ulive, di

7-ii-273: di sopra un fiasco, da cui escono due rami d'alberi.

; un'altra onda più nera esciva da una torre, in cui suonava una fucina

, un profumo). giacomino da verona, v-433: la puga è sì

. g. gozzi, i-i 1-252: da tutte queste cose usciva un mescolato remore

/ la lucerna del mondo: ma da quella / che quattro cerchi giugne con

47: novellamente le benegne stelle / escon da l'oceàno al nostro clima, /

indizio di serenità. chiabrera, 1-ii-89: da quel cielo uscirà fuora / l'alma

seme paterno; venir partorito. lapo da castiglionchio, 13: pare presupporre che di

giovani / come lui. -discendere da una progenie, da un capostipite,

. -discendere da una progenie, da un capostipite, da una dinastia.

una progenie, da un capostipite, da una dinastia. pietro da bascapè,

, da una dinastia. pietro da bascapè, v-189-220: tuti semo de lor

. g. gozzi, i-23-28: ma da tanto desìo, da foco tale che

, i-23-28: ma da tanto desìo, da foco tale che primavera entro alle vene

d'onore. -figur. provenire da una determinata scuola o corrente di pensiero

opere escono, quanto allo stile, da una stessa scuola, vestono d'uno stesso

volo / l'alma; quando d'uscir da noi s'affretta. fenoglio, 1-10

. 11. adontarsi, separarsi da una schiera, una fila, un

primo intoppo, / tal si partì da noi. tasso, 3-34: il feroce

12. riuscire a liberarsi da una situazione pericolosa, problematica, difficile

situazione pericolosa, problematica, difficile, da una condizione di peccato, di travaglio

interiore, spirituale, ecc., guarire da una malattia. uguccione da lodi

guarire da una malattia. uguccione da lodi, v-149-51: ben savi qe ve

ca no voi aver cura. betto da pisa, 338: ne lo meo pensamento

smembri? / esci di pene e da mi ti diparte, / c'assai vai

speranza, d'avere ben presto ad uscire da tanti patimenti. de sanctis, ii-15-109

, un momento nel quale esso usciva da una guerra infausta, rotto, sanguinoso,

punto che presi coscienza del nuovo problema da cui non sono ancora uscito.

non sono ancora uscito. -liberarsi da un laccio, da un vincolo. -anche

. -liberarsi da un laccio, da un vincolo. -anche in un contesto

vol. XXI Pag.588 - Da USCIRE a USCIRE (23 risultati)

iii-10-ni: influenza che ci è attestata anche da certe forme metriche, come il sonetto

. -venire liberato dal carcere o da un bando di condanna. dante,

più soggiorni. 15. allontanarsi da una condotta abituale, da una regola

15. allontanarsi da una condotta abituale, da una regola o una consuetudine stabilita,

una regola o una consuetudine stabilita, da una tradizione; trasgredire una legge,

, per non uscir del cammino tenuto da quelle... comandò che la lauretta

della perfidia. -fare una digressione da un argomento trattato, deviare da un

digressione da un argomento trattato, deviare da un determinato ambito di studi, di disciplina

, raccolti in questo volume, furono composti da me rebus ipsis dictantibus, sotto lo

17. venir detto, esser pronunciato da qualcuno anche in maniera poco conveniente e

, senza eco. -venire emesso da uno strumento (un suono).

., 4-8 (1-iv-412): dilungandosi da veder costei, ella gli uscirà dell'

gli uscirà dell'animo. s. caterina da siena, v-138: tenete a mente

. 22. derivare, conseguire da eventi, comportamenti, qualità, ecc

. approvati questi esercizi con apostolica autorità da paolo iii uscirono in istampa alla pubblica

. alvaro, 8-116: oggi escono da ognuna di queste fabbriche trentamila pezzi di

: io sto giocando sei e ventidue da otto anni; tutti lo aspettavano questo

stato. 28. essere eletto da un'assemblea. statuto dell'arte dei

. sport. nel calcio, lasciare, da parte del portiere, la linea della

alcune cose. -non potere uscire da qualcosa o, anche, da qualcuno,

potere uscire da qualcosa o, anche, da qualcuno,: non trovare, non

re, sotto quella imagine allegorica son da intendere i colonnesi: non se n'

nulla, / salvo che, mossa da lieto fattore, / volentier toma a ciò

vol. XXI Pag.589 - Da USCITA a USCITA (22 risultati)

della spontaneità nostra e credere che guarentita da una libertà sconfinata ella non uscirà di carreggio

= dal lat. exire, comp. da ex 'fuori'e ire 'andare', con influsso

, ussita), sf. l'uscire da un luogo chiuso in partic. al

attività che vi si svolgono o anche da un territorio, da una città, da

si svolgono o anche da un territorio, da una città, da uno stato.

da un territorio, da una città, da uno stato. - anche: il

apertura, varco attraverso cui si esce da un luogo aperto delimitato o cintato.

potria il ladro aver tratta costei / da un'altra uscita, e molto esser lontano

. m. savonarola, 1-34: da l'altra parte comprimendo la vesica dinanti

piantate nel seno del bambino gesù vendicate da dio, e con fierissime tempeste mandate

-fuoruscita di un liquido o di un gas da un recipiente, da una tubatura.

di un gas da un recipiente, da una tubatura. leonardo, 2-89:

la vita. mise un sospiro, che da un'ora gli s'aggirava dentro,

, fo presentato ad meser ioanbaptisto massaro da regio, locotenente de legato in tode,

vivo, con quactro gambe e dui nature da forame da usare l'uscita del corpo

quactro gambe e dui nature da forame da usare l'uscita del corpo, nato nel

50): il tesoriere suo, dinanzi da lui li scrivea ad uscita. testi

8. figur. possibilità di salvezza da un pericolo; soluzione di una difficoltà

. arbasino, 11-122: è un pasticcio da cui non si vede una via d'

la signoria alberto dal canale si avemo da la badia a san donato diece staia di

un amplificatore o in un filtro, da cui è possibile prelevare la tensione o

o corrente presente nella coppia di morsetti da cui è possibile prelevare la tensione o

vol. XXI Pag.590 - Da USCITICCIO a USIGNOLO (35 risultati)

qualcosa o qualcuno. s. caterina da siena, i-54: costoro [che amano

muso brutto. = deriv. da uscire. usciticelo (esitìccio)

vo'per fratello. = deriv. da uscito. uscito (pari.

letter. escitó). venuto fuori da un luogo chiuso (in partic. al

attività che vi si svolgono) o anche da una determinata zona, territorio, città

3. fuoriuscito dai vasi sanguigni, da un organo (il sangue).

giù, e il nero sangue uscito da esso gli riempiè il seno.

figur. nato, generato; che discende da una determinata famiglia o stirpe.

disse: / « prendi, figlio, da me quest'opere uscite / da le

figlio, da me quest'opere uscite / da le mie mani ».

. composto, scritto, scolpito o dipinto da un determinato autore, da un artista

o dipinto da un determinato autore, da un artista, dalla sua fantasia (

parola in quelle quattro composizioni evidentemente uscite da un'unica fantasia. moretti, ii-1120

ed usciti di vita. -guarito da una malattia. d'annunzio, iv-1-27

di nulla, come un uomo escito da una lunga infermità. pea, 7-537:

: settimo, appena pubere, uscito da una malattia, soffoca la sua rifiorita

sua rifiorita vitalità, in un saio da frate, per via di un vóto.

-ant. che ha lasciato o è decaduto da un incarico. deliberazioni del senato della

il temerario auriga, / mal frenati da lui, per ogni clima / della terra

quando questa soluzione avviene, dèesi guardare da quale umore proceda. e puotesi sapere

; che s'elli è giallo, procede da collera; e s'è bianco procede

collera; e s'è bianco procede da flegma; e s'egli è nero,

al migliaio. = nome d'azione da uscire. uscòcco, agg.

guerrieri slavi che, dopo la conquista da parte dei turchi dei balcani, nel

pirateria e il brigantaggio; furono combattuti da venezia e dall'austria e quindi deportati

uscocchi depredando i lidi della schiavonia, da una villa dove io abitava mi tolsero una

(1601-1617), protetti o almen tollerati da casa d'austria. 2.

uskok, propr. 'fuggiasco', che è da uskoliti 'saltar via, fuggirsene'.

solito, consueto, usuale. busone da gubbio, 1-128: tutto il popolo commosso

del class, utibìlisfagg. verb. da uti) su * usare (v.

, quasi un atto religioso, in cui da una materia imperfetta ottieni l'essenza,

dotta, gr. ovioia, deriv. da ovoa, forma femm. di à>v,

del cantino. = denom. da usignolo, con suff. frequent.

sirene patrie. = deriv. da usignolo. usignolo (uscignuòlo,

e tutta la sua beleza. muscia da siena, vii-292- (2-3): vorre'

vol. XXI Pag.591 - Da USINA a USO (25 risultati)

/ chiama la sua fedel. = da un lat. volg. * lusciniólum,

piuò piaccia al signore. = da lusingatore (v.), con aferesi

fu molto usitata ne'buoni tempi. da ponte, 327: come avrei potuto

propria, che le imagini ed i translati da petrarca usitati nelle tre canzoni sugli occhi

per dimostrare quella via non essere usitata da gente, la chiama 'calle'.

albertano volgar., 140: tu da l'ingegno e da la sottilità tua,

, 140: tu da l'ingegno e da la sottilità tua, sempre ti briga

stato. leopardi, i-1339: così da 'usus'di 'uti'onde hanno i buoni

toscana, usitatissimo, proprio, inteso da ognuno: vocabolo alto, rotondo, armonioso

non usitatissimo: anzi fuor d'uso da tempo. -imposto frequentemente ai neonati (

. tommaseo, 10-ii-253: sarebbe anco da indagare in qual proporzione stiano i nomi

tasso, ii-24: se i modi tenuti da me non furono usitati, né usitato

, 14-283: e noi, beneficati da un atto eroico e non usitato,

disus. che è privo di qualità tali da distinguerlo dalla massa; volgare.

. 8. frequentato spesso o da molte persone (una strada, una

chiusa. frachetta, 601: è da distinguere e dire che o la via più

ant. e region. traccia olfattiva lasciata da un animale. g.

ne'loro assalti. = deverb. da usmare. usmare, tr.

benni, 10-47: don bifferò tirò fuori da ognuno dei tre armadietti un esemplare di

gr. òo ^ aofiai, denom. da ooliti 'fiuto', corradicale del lat odor

, di servire a coloro i quali da uomini nobilissimi sono usi d'esser serviti.

io la giudico compera ragionevole, e non da sperarne profitto, tanto più stando di

. -che si trova abitualmente o da tempo in una data condizione o in

usa a sostener l'aratro, / da quel percossa e rivoltata splende. monti

ed accorta, / con ricchi arnesi e da bel cavalcare.??

vol. XXI Pag.592 - Da USO a USO (15 risultati)

, più che a perdonanza. andrea da barberino, iii-430: fu fatto sinibaldo generale

cominciare a essere usato. giacomo da lentini, 12: e per zo ne

il perché le raccomando fuso discreto di quel da remole. -medie. impiego di un

. destinazione di una cosa a essere impiegata da una persona, da un gruppo o

a essere impiegata da una persona, da un gruppo o da una categoria di persone

una persona, da un gruppo o da una categoria di persone, o anche

una categoria di persone, o anche da un animale (nelle espressioni a, per

prima il suo povero calle. guido da pisa, 1-225: erano le legne delle

delli uomini e delli dii ». antonio da ferrara, 6: 1'non seria

verso de loro ho avù veleno. marsilio da padova volgar., i-i-4: tutte

, iii-24-446: ogni mattina il sole ha da rallegrarsi su la faccia d'un nuovo

carducci, iii-20-211: parecchi paiono appunti da principiante a uso proprio. 3

le nostre brighe... procedono quasi da non conoscere fuso del tempo. crescenzi

... per fuso del bere sono da esser messe nel primo grado. tasso

convito, mi si offre di spendere da 30 a 35 lire per mille fogli.

vol. XXI Pag.593 - Da USO a USO (14 risultati)

o che comunque dipende in qualche modo da altri. e e bondie

sì breve uso. s. caterina da siena, iv-250: ricchezza, onore e

uso tabbiam tutti, il dominio nessuno. da ponte, 133: non potè trattenere

risa, e mi chiese che proposizione aveva da fargli. « sire » risposi,

l'uso gratuito dell'appartamento ora occupato da noi. -dir. civ.

si tratti di boschi e pascoli gravati da usi civici il regolamento sull'esercizio di

, può riguardare un diritto non ancora da noi acquistato; ovvero l'uso di

ovvero l'uso di un diritto già da noi acquistato. 10. utilità

registrato il titolo, dirò che è libro da riuscire da qualche uso a que'giovanetti

titolo, dirò che è libro da riuscire da qualche uso a que'giovanetti..

natura o dell'uomo fisico, e da queste derivano le dottrine regolatrici di tutte

principio che determina, attraverso l'impiego da parte dei parlanti e la successiva cristallizzazione

settore, ecc., o usati da una determinata persona (in partic. uno

, straordinario. arrigo testa o giacomo da lentini, 410: ben passa costumanza

vol. XXI Pag.594 - Da USO a USO (20 risultati)

. di tipo dichiarativo. giacomo da lentini, 4: la salamandra audivi /

antico, che, secondato e modificato da un'enfasi solenne, venutagli dall'uso

, e trovarla molto meno insoffribile che da principio. 18. conoscenza diretta

; esperienza, perizia. francesco da barberino, ii-149: sempre ingegno et arte

: virtù così per nimica si fuga / da tutti come biscia, o per sventura

pier della vigna o stefano protonotaro o giacomo da lentini, 417: amor.

potrebbe qui far pensare a lui. da ponte, 21: ad onta di tutte

, i-intr. (1-iv-15): e da questo essere abbandonati gl'infermi da'vicini

che un altro mi par che sia da preterire. pirandello, 8-1016: ah

-uso brutto-, sodomia. felice da massa marittima, xliii-238: 'nnanzi che s'

sia nel senso di norma giuridica derivante da un tale comportamento sociale). -anche con

usi hanno efficacia solo in quanto sono da essi richiamati. -regola d'uso-

nelle occasioni e nei limiti di valore previsti da tali regole sociali). -uso

. g. correr, lii-6-167: da questo regno... s. m

. muratori, 7-i-67: pare che da questa legge e da altre dello stesso

7-i-67: pare che da questa legge e da altre dello stesso codice si possa dedurre

uso santissimo de ^ suffragi delle messe da far perdere l'uso, anch'esso santissimo

vesti e delle vocali, vennero forse da diverse regioni? 26. frequentazione

,... si tolse quello vocabulo da le corti, e fu tanto a

antro celata oscuro, e chiuso / da cespugli intralciati e densi tanto, / che

vol. XXI Pag.595 - Da USOCCUPAZIONE a USTO (33 risultati)

un determinato periodo di tempo, stabilito da norme consuetudinarie. palescandolo, 114

, lat. usus -us, deriv. da uti (v. uso1).

e trafficabili. = comp. da uso2 e occupazione (v.).

attraverso la fessura di una porta o da uno spiraglio); origliare, usciolare.

, 17-157: 'usolare': guardar di soppiatto da un fosso, o da uno spiraglio

di soppiatto da un fosso, o da uno spiraglio. vale ancora stare ad ascoltare

, avventando la calura, come se da un momento all'altro dovesse apparire qualcuno

'che riguarda gli uccelli'(deriv. da oisel, mod. oiseau 'uccello'),

= voce dotta, comp. da uso2 e dal gr nétoov 'misura'.

corta caraina, vestiva un'uniforme contraddistinta da un colbacco e dal corto giubbetto.

, 4-58: il maresciallo aveva avanti da sé quattro aiutanti generali e due aiutanti

di ussaroni ungheri. = deriv. da ussaro, cfr. lat. mediev.

reazione cattolica. = deriv. da hussita. usso, sm.

: arrivò al fiume tigri, che da gli abitatori è detto pasitigri enasce ne'monti

dalle lepri, e seguito dai cani da caccia. -anche: traccia lasciata da

cani da caccia. -anche: traccia lasciata da tale odore. baruffaldi,

all'odorato acutissimo de'cani, massime da caccia, destano in essi un'ansietà,

2-97: il paese dei metalli è da ubriacarsi: come quando un segugio entra in

alcuni, potrebbe essere un deverb. da ustulare, come confermerebbe la forma

. volg. * nasitare, deriv. da nasus 'naso') per incr. col

= dal serbocroato ustaèa 'ribelle', deriv. da astati 'levarsi in piedi, alzarsi'.

di funghi dell'ordine ustilaginali, caratterizzati da basidio settato. = voce dotta

con allusione al fatto che le piante attaccate da questo fungo presentano parti nerastre come

alimentati con pappe a base di mais parassitato da funghi del genere ustilagine.

matura in ogni bianco / di fiore esente da carezze tattili / se nessuno può dire

iv-509: 'ustionare': verbo neol., da 'ustione', 'scottare', 'bruciare'.

le piante / come aguzze mollette da bucato / e la sabbia ustionava / come

scottarsi. = denom. da ustione. ustionato (pari.

ustióne, sf. medie. lesione locale da calore determinata da contatto con la fiamma

medie. lesione locale da calore determinata da contatto con la fiamma, con un corpo

un corpo arroventato o incandescente, oppure da acqua o altri li- uidi bollenti

, lat. ustlo -ònis, deriv. da ustus (v. usto1).

calura eccessiva e dalla siccità; caratterizzato da un clima torrido. fr

vol. XXI Pag.596 - Da USTO a USUFRUIRE (30 risultati)

il zeneral scrisse a corfù tolesse gomene da una nave grosa zenoese, li dè

per saper quanto usto o gumena bisogna da tener una nave; se pigliaranno i

pigliaranno i piedi della lunghezza della nave, da rota a rota, che sia per

sulla traccia del tasso che era uscito da un altro cunicolo. -con riferimento

lupo nella notte, bramoso di sangue da bere. = deriv. da

da bere. = deriv. da ustolare. ustolóne, sm.

grande ustolone. = deriv. da ustolare. ustòrio, agg.

fuoco reale i raggi solari in modo da incendiare sostanze combustibili. baruffaldi

un cane ustoso. = deriv. da usta. ustrinà, sf. archeol

. colonna, 3-234: circunfusa l'alma da tanti cruciosi ardori, ognora più soavamente

dotta, lat. ustulàre, denom. da ustus (v. usto 1),

parola). pananti, ii-282: da certe nostre usuali espressioni sembra che troppa

l. bellini, 5-1-133: trovando macchina da far le cose, di lontane,

uno sciugatoio. = deriv. da usuale. usualménte, avv.

di opere voluminose, usualmente chiamate libri da indice, non lette neppure da chi

libri da indice, non lette neppure da chi le possiede. tommaseo [s.

usuari delle entrate: e pur in francia da immemorabile tempo si sono sempre portati per

di quello che alla mensa gli fosse dato da mangiare, che dell'avanzo doveva disporre

, lat. tardo usuarìus, deriv. da usus (v. uso2).

voce dotta, lai usucàpere, comp. da usu, abl. di usus (v

. = agg. verb. da usucapire. usucapibilità, sf. dir

del compendio ereditario (o di quote) da parte del coerede, problema risolto positivamente

codice civile. = deriv. da usucapibile. usucapióne, sf.

lat. usucapito -ònis, nome d'azione da usucapire (v. usucàpere).

dalla forza, né dall'ingegno, né da una missione personale, ma da uno

né da una missione personale, ma da uno scritto, da un testamento, da

missione personale, ma da uno scritto, da un testamento, da un atto misteriosamente

da uno scritto, da un testamento, da un atto misteriosamente esiziale per le moltitudini

usufruibile. = agg. verb. da usufruire. usufruire [u + i

certa situazione, trarre profitto o vantaggio da essa. carducci, iii-26-64: il

vol. XXI Pag.597 - Da USUFRUITO a USURA (20 risultati)

. = voce dotta, tratta da usufrutto, con sovrapposizione di fruire (

loro usufruttavano qualche feudo, come consta da una memoria da me data alla luce.

feudo, come consta da una memoria da me data alla luce. -dir

o con figliuoli o senza, l'abbia da godere, et usufruttuare durante sua vita

meridionali, speravano ottenere tale manifestazione pubblica da sfondare a un tempo camera, ministero e

lo lasciano partire, quando appunto era da tenerlo. cattaneo, iii-3-201: 1

3-1-299: un p... pietro da san lorenzo non li bastando d'usu-

usu- fruttuarsi la moglie di marchion guadagnino da marta, si tiene ancora la proprietà

al rio mestiere. = denom. da usufrutto. usufruttato (part. pass

la destinazione economica. rainerio da perugia, v-6-81: sopra 50 tu,

di usufructu oi per altra casone. bartolomeo da s. c., 381- 5

voce dotta, lai ususfructus, comp. da usus (v. uso) e fructus

e mestatili, ne faccia cavare uno da un fanciullo minore di 15 anni, e

2. per estens. che trae vantaggio da una certa situazione politica ed economica.

, lat. tardo usufructuarìus, deriv. da usus fructus (v. usufrutto

stolta credenza. = nome d'agente da usufruttuare, per usufruttare. usulière

giorno in giorno; e ne prendono da qualche semplice ad usura. -concedere

ad usura la sua grazia, esigendone da noi il frutto della cooperazione.

indica il delitto contro il patrimonio commesso da chi, approfittando dello stato di bisogno

persona, si fa dare o promettere da questa vantaggi spro

vol. XXI Pag.598 - Da USURA a USURATICO (28 risultati)

lascia che sieno restituite. s. bernardino da siena, 69: sempre [gli

accrescere con l'usura quell'oro stesso già da lungo tempo accettato dal suo crudele discepolo

sovrappiù. galileo, 1-1-315: quando da principio mi pareva un guadagno grandissimo il

4. figur. profitto che deriva da un lavoro svolto; remunerazione di un'

maggiore usura. tansillo, xxx-3-197: da terra bene nudrita se n'ha ratto

l'usura dei piaceri ch'io ricevo da voi. vasari, 4-i-371: io non

risarcirono, di mille e cinquecento guasconi da loro oste accresciuta. panigarola, 4-85

metter piede dentro quella soglia, l'hai da pagar con usura, l'hai da

da pagar con usura, l'hai da pagare ». leopardi, iii-383: ti

'godimento del capitale prestato', deriv. da usus, pari. pass, di

di un'apparecchiatura, ecc. prodotto da uno sfregamento prolungato o da un uso

. prodotto da uno sfregamento prolungato o da un uso eccessivo. panzini

usure (nel 1530), deriv. da user nel signif. 'consumare, logorare'

. = agg. verb. da usurare. usurabilità, sf.

un determinato uso. = deriv. da usuràbile. usuràio (ant.

116: una medesima pena, cioè fiamme da ciel cadenti, punisce e sodomiti e

li ministri di cesare in sicilia un tratto da usuraro catalano circa al sostrare le tratte

: così vi vegga io ridotto a mendicare da un pu- blico usuraro la stanza.

vacche, prendere in prestito il denaro da un usuraio di tortorici, pagare quarantamila

, è stolto. = denom. da usura2. usurare2, intr.

la persona mia. = denom. da usura1. usurariaménte, avv.

offerto dalla comune intemazionale e non usurariamente da uno stato capitalistico, e non hanno

più tosto un mutuo usurario così palliato da questo nome, o contratto di censo

nella misura legale. -che deriva da un prestito a usura o, più in

. gramsci, 7-16: la ricchezza da produttiva era diventata usuraria, con concentrazioni

sostant.). s. bernardino da siena, 103: o usurario, che

dotta, lat. usurarius, deriv. da usura (v. usura1).

voce di area ven., deriv. da usura1.

vol. XXI Pag.599 - Da USURATO a USURPARE (27 risultati)

vietati usureggiamene. = nome d'azione da usureggiare. usureggiante (part.

qualsiasi altra cosa. = denom. da usura1, col suff. frequent.

usuriamo. = denom. da usura1, attraverso una forma come usuri [

quali fu uno ciptadino di luca nomato masseo da santa maria a monte. varchi,

c. e. gadda, 15-102: da codesti usurieri la è aisi- derata,

= agg. verb. da usurpare. usurpaménto (ant.

capello. = nome d'azione da usurpare. usurpante (part. pres

chiesa o dall'usurpante arcivescovo di ravenna e da altri temporanei usurpatori. usurpare

senza bisogno alcuno di usurparsi le cose da altri occupate, nacque l'idea della proprietà

a labano, che gli fa trafugare da sua moglie i vasi sacri. papini,

27-165: il mio chilperico fu ucciso da un figlio di sigeberto che volle vendicare

rannico è ugualmente il governo se sia usurpato da molti, o da un coipo,

governo se sia usurpato da molti, o da un coipo, da una classe del

molti, o da un coipo, da una classe del popolo, qualunque siasi,

la libertà della nostra città. lapo da castiglionchio, 87: poco tempo appresso per

nova mi fanno intendere che sono vessati da la communità per conto de l'essenzion

mccxx lo 'mperadore federigo secondo fu incoronato da papa onorio il dì di santa cicilia,

qual titolo [di maestro] rifiutato da lui tanto più in lui risplendeva, quanto

lui risplendeva, quanto con maggior disidero da quegli che men sapevano di lui o da'

. de luca, 1-3- 2-178: da brevissimo tempo in qua, il titolo d'

, il titolo d'illustrissimo s'usurpa da persone, nelle quali ha veramente del ridicolo

5-23: ma già da'filosofi, o da quegli impassibili egoisti, che oggidì questo

... distingue i geni autentici da quelli che ne usurpano il nome ed il

un concetto che assume una denominazione diversa da quella più pertinente. quirini, li-2-312

soffocata, secreta, sotto un'ignoranza voluta da chi comanda, una superstizione che usurpa

è dovuto a lui. -ottenere da altri un attestato di stima eccedente i

metastasio, 1-iii-156: arrossisco di usurpar da lei tanti e

vol. XXI Pag.600 - Da USURPATIVAMENTE a USURPATORE (18 risultati)

, un testo, una frase mutuata da altri scrittori, plagiare. marsilio ficino

sicuro, il cui detto fu usurpato da orazio nel 3 delle sue 'ode'. 'est

tutta la repubblica delle lettere, svolgendola da occupazioni utili alla universale letteratura, e ne

voce non è tosca, non è usurpata da boccaccio, petrarca e altri probati autori

usurpata dal pilato per dar fondo, e da orlando per prender balene.

le fiondi più lunghe. -ricavare da una fonte orale o scritta la materia

materia di un'opera letteraria; desumere da una lingua una particolarità grammaticale.

. = agg. verb. da usurpare. usurpato (pari.

, i-59: il re di romani partito da genoa per mare se ne andò non

, volendo esagerare le rapine di verre da lui commesse in sicilia, quando entra

quando entra a parlar di così fatte delizie da verre usurpate, non ardisce di mostrare

jovine, 2-181: le guardie scortate da pietro, andarono in campagna a visitare i

diritti vescovili usurpati? pagherebbero quel che da anni non pagano? 3.

del rosso, vii-454 (3-2): da ch'el ti piaze, amore,

padrona, è cosa usurpatissima a dire da tutti i savi. usurpatore (

sulle cose, acciocch'elle non sien tolte da alcuno usurpatore. boccaccio, iv-168:

contro esurpatore delle loro ragioni. andrea da barberino, 1-73: carlo tiene al reame

. mazzini, 38-40: l'italia vaticinata da dante e indebitamente di ciò che

vol. XXI Pag.601 - Da USURPATORIO a UTENSILE (26 risultati)

illecite; pervertitore, corruttore. domenico da prato, 1-ii-329: che diranno questi non

lat. usurpàtor -òris, nome d'agente da usurpare (v. usurpare)

intransigenza, di chiara visione dell'avvenire da preparare, e di coraggio, fiducia e

tardo usurpatorìus, agg. verb., da usurpare (v. usurpare)

tenore delle investiture e specialmente dell'ultima giurata da cesare, è uno infamarsi in perpetuo

delitti. morante, i-95: consultato da nicola, costui s'associò al suo piano

famose lettere, e d'altre carte radunate da nicola, i due dimostrarono a teodoro

, in passato, una vera usurpazione da parte di sua sorella concetta.

autorità dispotica, la quale ebbe origine da tiberio, il quale vien reputato l'idea

del tiranno, e che fu continuata da altri successori, fu più tosto tirannica

esercitarlo indebitamente, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. ibidem,

ecclesiastico, è punito con la multa da lire duecentomila a due milioni.

, è punito con la reclusione militare da due a quindici anni. ibidem,

usurpazione della prima lettera del nome incominciante da vocale solita farei dall'articolo, o

gittima, ecco l'idea della usurpazione da noi intesa. 5. dimin

illecito, abuso', nome d'azione da usurpare (v. usurpare).

un fascicolo pieno. = deverb. da usurpare. usus scribendi, sm.

= locuz. lat, comp. da usus 'modo, maniera'e scribendi, geni

citolini, 492: sonovi poi le ruote da conoscer le note e la mano,

queste sette voci si nominano, e saranno da me nominate in avanti, con quei

san giovanni di paolo diacono, solfeggiato da guido d'arezzo (sec. xi

seduto sopra una di queste sedie disegnate da giancarlo maroni,... liscie e

comodissime, laccate di vermiglio tanto bene da coprire ogni commessura, un poco giapponesi

cotto delle scarpe, infino agli utelli da olio fatti di terra cotta. salvini,

cappa, e s'impastano la farina da sé, va sempre rabuffato, calzato in

materiali per telerie, stoie, trecce da cappelli, paniere, ceste, tregge,

vol. XXI Pag.602 - Da UTENSILE a UTERO (19 risultati)

gli utensili di rame, le armi da caccia. moretti, i-94: i mobili

e non utènsile, come intesi dire da molti meccanici ed ingegneri di lombardia. borgese

1-229: diceva proprio sul serio, da far dimenticare agli altri e perfino

asportazione dei trucioli; solitamente è costituita da meccanismi che fissano il pezzo da lavorare e

costituita da meccanismi che fissano il pezzo da lavorare e l'utensile e da meccanismi

pezzo da lavorare e l'utensile e da meccanismi che regolano, con la velocità

che serve all'uso', deriv. da ùti 'usare'(v. uso2);

alla loro affilatura. = deriv. da utensile. utensilista, sm. e

di utensili. = deriv. da utensile. utènte, sm.

di un bene o di un servizio erogato da un ente pubblico o privato.

tariffe applicate. = deriv. da utente. uterino1, agg.

; ma si sentì, subito dopo, da un'amarezza atroce mordere il palato e

overo con il clistero uterino, detto da greci metrenchitas. a. cocchi, 8-122

signore di gomerone, e del castello che da un lato s'unisce alla terra,

il sudare il più delle volte vien da far caldo: e che chi ha possa

] della stessa madre', deriv. da uterus (v. utero).

d'una folla. = deriv. da utero. uterìzia, sf.

duplice, caratteristico dei roditori e composto da una sola vagina, due cervici e

/ restano i semi; e nascono da questi, / e crescono indi i tenerelli

vol. XXI Pag.603 - Da UTERORRAFIA a UTILE (11 risultati)

= voce dotta, comp. da utero e dal gr. gacpr) 'sutura'

. sacrouterino. = comp. da utero e sacrale2 (v.).

dell'ovario. = comp. da utero e ovarico (v.).

figliuolo della detta nonna ginevera, è da poco, né uti né putì, è

voce dotta, lat uticensis, deriv. da utica. utièllo, v.

lavorìi utili per esso padule, e reparazioni da lo stagno dell'acque che in esso

padule sanificare si possa, e difendere da la soprabondanza dell'acque, le quali discorrono

utile-, impiego a tempo determinato assegnato da un ente pubblico a persone disoccupate,

accordo, una guerra). benvenuto da imola volgar., ii-94: scipione,

-resistenza utile, forza che deve essere vinta da una macchina al fine di ottenerne lo

, donde potrete sperare onore et utile da quello santissimo vecchio. giuglaris, 357

vol. XXI Pag.604 - Da UTILISMO a UTILITÀ (23 risultati)

l'imperio di damasco regni / chi da lui dipendendo apra la via / ed agevoli

14. arricchimento intellettuale, apprendimento tratto da letture e insegnamenti. b. tasso

poema vedrò io volentieri essendo sicuro che da la sua lezione ne cavarò utile e dilettazione

15. profitto economico, guadagno ricavato da un'attività produttiva, commerciale o finanziaria

produttiva, commerciale o finanziaria, o da una prestazione di carattere professionale. -in

di denari gli avrebber prestata. paolo da certaldo, 89: acciò che la

li dava egli, ma servimene / facea da un suo, senza pagargliene utile /

i-80: parte delle loro rendite sono tirate da quei capi di parte, cioè il

. stor. dir. ufficio di o da utile, v. ufficio, n.

concreti e piacere. s. bernardino da siena, 393: aggiugne ora l'utile

avrebbe fatto utile. s. bernardino da siena, 89: la parola di dio

lat. utilis, agg. verb. da uti (v. usare).

, fatto compiuto. = deriv. da utile. utilista, sm.

in natura. = deriv. da utile. utilità (ant.

uno scopo; vantaggio pratico che si trae da qualcosa; efficienza, funzionalità.

resultava della vite, le dette molti sostentaculi da sostenerla in alto. -cane

-espropriazione per pubblica utilità: esproprio operato da un'autorità pubblica sui beni di un privato

per utilità del corpo nostro. fausto da longiano, iv-163: sarebbe cosa mostruosa vedere

è sempre maggiore, ed io partirò da napoli il più presto ch'io possa,

! passavanti, 47: é da considerare l'utilitade che riceve l'anima dalle

dal cominciamento della cittade. giovanni da samminiato [petrarca], i-51:

introito pubblico, in partic. derivante da imposizione fiscale. fiore di filosafi

diversi ufficiali pubblici conferivano i proventi straordinari da dividersi fra quanti ricoprivano tali cariche,

vol. XXI Pag.605 - Da UTILITARE a UTILIZZATORE (17 risultati)

a suo vantaggio. s. caterina da siena, iv-177: ricevette [il figliuolo

, profittevole. s. caterina da siena, iii-146: io v'invito,

dotta, lai utilìtas -àtis, deriv. da utìlis (v. utile).

particella pronom. trarre vantaggio, beneficio da una situazione. magalotti, 7-200:

utilitare con industria. = denom. da utilità. utilitariaménte, aw. mirando

n. 5. 2. caratterizzato da costi contenuti. -automobile, macchina,

utilitaria, immorale. = deriv. da utilità, sul modello dell'ingl. utilitarian

di co- desto andare si farebbero parole da non capire in un verso alessandrino.

di ogni analisi degli istituti morali e intellettuali da creare e dei princìpi da diffondere.

e intellettuali da creare e dei princìpi da diffondere. = deriv. da

da diffondere. = deriv. da utilitario, sul modello del fr. utilitarisme

utilitaristici e riformisti ha la superiorità che scaturisce da una terribile coerenza ideale, e da

da una terribile coerenza ideale, e da una limpida fede, ingenua e combattiva

n. 3. = deriv. da utilitarista. utilitùdine, sf. ant

sistema. = agg. verb. da utilizzare. utilizzare (utilizare),

degli asili infantili. = deriv. da utile, anche sul modello del fr.

elettrica. = nome d'agente da utilizzare.

vol. XXI Pag.606 - Da UTILIZZAZIONE a UTRAQUISTICO (16 risultati)

avere simo della potenza media espressa da un motore. un'attuazione pratica

legittimo il possesso di determinati territori acquistati da uno stato in un certo momento storico

condizione psicopatologica. = nome d'azione da utilizzare-, cfr. fr. utilisation (

di un fido. = deverb. da utilizzare. utilménte (ant.

chiamano per le fiere di bisenzone, ove da principio si andava: ora si vanno

cioè fiere senza luogo, s'avrieno da chiamare. = voce dotta, lat

idealistici populisti russi. = deriv. da utopia. utopiènse, agg.

utopiense: utopia, la società immaginata da th. more. landò, 3-135

= lat. mod. utopiensis, da utopia. utòpio, agg.

punta di utopismo. = deriv. da utopia. utopista, agg.

. entrò in milano trionfante ed applaudito da repubblicani, o, come li chiama botta

sardegna, entrava in milano applaudito festeggiato da quelli che il botta chiama utopisti italiani

secolo decimottavo. = deriv. da utopia, sul modello del fr. utopiste

utopisticaménte, avv. in modo utopistico, da utopista. = comp.

milanese, i-342: noi quindi, che da passa trent'anni abiamo sempre avuto in

con weitling. = deriv. da utopia, col suff. frequent.

vol. XXI Pag.607 - Da UTRAQUIZZARE a UVEO (39 risultati)

l'assenzio, e non v'è cosa da far bachi. = denom

bachi. = denom. da utriaca (v. otriaca).

utrinque, avv. dir. da parte di padre e di madre.

venir vedrete / si chiama messer checco da gaeta, / c'ha per salario

monaca contrafacendo la sozia con la lancia da le due pallotte investì nello 'utriusque'del giovanetto

varietà. betussi, 202: ottenne da eolo i venti rinchiusi in uno utro.

tu dalla riva de 'i schiavoni, e da mercanti da olio, che del tuo

de 'i schiavoni, e da mercanti da olio, che del tuo cuoio non facessero

che del tuo cuoio non facessero un utro da oglio. = var. metaplasmatica

alla setta anabattista, fondata nel xvi secolo da hu- ter (morto nel 1536)

. bot. frutto della vite, costituito da acini riuniti a formare un grappolo,

gli pareva più infermo di sé. guido da pisa, 1-85: mostraron a tutto

. (1-iv-236): aveva dintorno da sé... vie...

uva colta in interlunio dura non morsa da e'minuti animali. ventilla e riponi il

schifarsi, e posto in uso / fu da tutti in lor vece il grano e l'

di palestina: varietà bianca o nera da tavola, caratterizzata da grappoli eccezionalmente lunghi

bianca o nera da tavola, caratterizzata da grappoli eccezionalmente lunghi. -uva fragola

. -uva fragola: varietà americana caratterizzata da un profumo e un sapore che richiamano

anch'ella le frondi d'apio, chiamata da chi uva spina, da chi uva

, chiamata da chi uva spina, da chi uva marina, e da chi uva

spina, da chi uva marina, e da chi uva crespina. pisanelli, 64:

interlocutore. vasari, xci-iii-77. tornai da pisa domenica sera, e se io non

, depende dall'amatista, ma è da quella diversa, perché il colore uveaceo

più pallido. = deriv. da uva1. uvàggio, sm. enol

vinificazione. 2. vino rosso da pasto, per lo più di scarso pregio

lo più di scarso pregio, ricavato da una mescolanza di uve diverse. panzini

'uvaggio': vino piemontese (alessandria) da pasto, piuttosto ordinano: così detto perché

di diversa qualità = deriv. da uva1. ùvala, sf.

la quale con ceffate e con graffii da pantera tentava di schermirsi. =

di schermirsi. = deriv. da uva1. uvaspina { uva spina

anch'ella le frondi d'apio, chiamata da chi 'uva spina', da chi

chiamata da chi 'uva spina', da chi 'uva marina'e da chi mva crespina'

uva spina', da chi 'uva marina'e da chi mva crespina'. soderini, i1-384

impetrò: dal bottegaio un foglio di cartaccia da frammettere tra la foglia e la mano

paion corbenzolle. = comp. da uva1 e spino2 (v.).

smeraldo, che presentato al sole, da esso tosto si sottrasse, nel mezzo

l'uvea. = deriv. da uvea1. uveite, sf.

, dell'uvea. = deriv. da uvea1. ùveo1, agg.

agg. uvaceo. = deriv. da uva1. ùveo2, agg. anat

vol. XXI Pag.608 - Da UVETTA a UZZOLO (29 risultati)

: quella malattia d'occhi che proviene da confusione di umori, il che accade con

tunica uvea. = deriv. da uvea1. uvétta, sf. bot

voce dotta, lai uvlfer, comp. da uva (v. uva1) dal tema

. = voce dotta, comp. da u [ltra] vio [letti]

ragnaie. = deriv. da uva1, con doppio suff. uvraggio

agli uvrie- ri, che lavano, da sterline 2 e mezzo per libbra.

agli uvrie- ri, che lavano, da sterline 2. e mezzo per libbra.

- anche sostant. = deriv. da uvula-, cfr. fr. uvulaire (

, comprendente varie specie ornamentali, caratterizzate da fusto eretto, foglie ovali o lanceolate

velare in uvulare. = deriv. da uvulare, con i suff. dei nomi

infiammazione dell'ugola. = deriv. da uvula. uxorare, tr. ant

degno partito offerta, et a tanta affinità da molti baroni del regno era confortato.

regno era confortato. = denom. da uxore-, cfr. anche lai tardo uxoràri

voce dotta, lat uxoratus, deriv. da uxor -dris (v. uxore).

240: donna tonna uxor ghi- sellini da vaiano, a sé tre, il detto

giusta cosa non è voler sapere / da chi teme vergogna ed ama onore, /

appello condannata all'ergastolo in contumacia e da allora uccel di bosco? =

di bosco? = deriv. da uxoricida. uxòrio, agg.

dotta, lat. uxorius, deriv. da uxor -dris (v. uxore);

. ombra fitta, in partic. prodotta da un folto fogliame di alberi.

'coperta'e 'gualdrappa'), che è da un frane. * hulfti 'vestito indossato sopra

, si riferisce alla fazione di niccolò da uzzano (1350-1433), uomo politico

. provocato, causato dai seguaci di niccolò da uzzano. giov. cavalcanti, 204

fazione politica facente capo al fiorentino niccolò da uzzano (1350-1433). - al

di mantello. = deriv. da uzza. uzzare, tr.

o soverchio uzzo. = deriv. da uzzo. uzzo, sm. tose

più corpo, e sia assai più stretto da capo e da piede. =

sia assai più stretto da capo e da piede. = voce di etimo incerto

= voce di etimo incerto: forse da confrontare con le forme di area marchigiana

vol. XXI Pag.609 - Da V a VACANTE (4 risultati)

; la sua forma deriva dal greco v da cui si originò la lettera latina'v

u, sino alla riforma ortografica proposta da gian giorgio trissino nel xvi sec.

maticali o lessicografiche; di verso, seguito da un numero, per indicare il verso

. = agg. verb. da vacare. vacabilità, sf.

vol. XXI Pag.610 - Da VACANTELLA a VACANZA (20 risultati)

se veramente non vi fosse unione. baie da poco conta: e perché la più gran

, vacatio legis. -ant. esenzione da una legge, da un'imposizione.

-ant. esenzione da una legge, da un'imposizione. baldelli, 3-492:

per cagion delle viti; e di ricercare da esso la vacanza della legge, avendo

, sospensione temporanea della costruzione delle navi da guerra o di alcune categorie di esse

4. per estens. libero da impegni, da incombenze, da occupazioni

. per estens. libero da impegni, da incombenze, da occupazioni (un periodo

. libero da impegni, da incombenze, da occupazioni (un periodo di tempo)

genti. 5. non assorbito da pensieri, da preoccupazioni (la mente

5. non assorbito da pensieri, da preoccupazioni (la mente).

grossi barconi, costruiti in modo da poter essere tirati a secco, o per

o perché colti 'vacanti'in rada da un'improvvisa libecciata. 13.

una vacantèlla. = deriv. da vacante, n. 1, col suff

con questa vacantèlla. = deriv. da vacante, n. io, con suff

un gentiluomo / di quei che son da vero e non di nome, / non

di festeggiare il carnevale con una burla da ridere della sua vacanterìa. -in

e tutte vacanterie. = deriv. da vacante, n. io; cfr.

guardare la toa persone e digi te recessare da onnen follia, chà modo non è

de iuochi vacantuse. = deriv. da vacante, n. io.

: pareva che il padre principiasse distaccarsi da quella disinteressatezza monastica, e cominciasse aspirare

vol. XXI Pag.611 - Da VACANZARE a VACCA (26 risultati)

]: 'vacanza navale': l'impegno preso da più stati di non costruire navi da

da più stati di non costruire navi da battaglia per un certo numero d'anni

zava con togliatti. = denom. da vacanza. vacanziare, intr.

voce di area napol., denom. da vacanzia, per vacanza. vacanzière

adattamento del fr. vacancier, deriv. da vacance (v. vacanza, n

la valicabile barriera bianca e rossa presidiata da un omino ossequioso e compassionevole, esistono

rovine. = deriv. scherz. da vacanza, sul modello di opificio.

che vacasse. 3. essere libero da impegni e occupazioni; cessare un'attività

ed attendere allo studio dell'orazione. guido da pisa, 1-217: dalle fatiche di

a cose spirituali. -astenersi da un comportamento. francesco da barberino,

-astenersi da un comportamento. francesco da barberino, ii-16: vaca da cibo soverchio

francesco da barberino, ii-16: vaca da cibo soverchio e da posa. s

, ii-16: vaca da cibo soverchio e da posa. s. agostino volgar.

volgar. [tommaseo]: or è da credere che l'uomo che avea a

non avea proponimento di continenza, vacasse da generare cento anni e più?

disponibile (il tempo). zanobi da strata [s. gregorio magno volgar.

dire o udire novità. s. caterina da siena, iii-84: quando puoi vacare

argoli, 97: non vuo'che da quel guscio unqua ti spicchi, / s'

cabrino de'pinzoni. = deriv. da vacarex, sul modello del pari. fut

2. periodo di intermissione osservato da chi ricopre un ufficio, una carica

una carica, una magistratura. bartolomeo da s. c., 40-12-6: lo

dallo studio di pavia. -momentanea liberazione da turbamenti, affanni, passioni.

lat. vacatio -ònis, nome d'azione da vacare (v. vacare)

copia del latte non si vorrebbe mai, da chi mugnendola ne tira profitto, che

vacche magre del sogno del faraone interpretato da giuseppe { genesi, 41), simboleggiano

rispettivamente l'abbondanza e la carestia; da cui le espressioni anni, annate o tempi

vol. XXI Pag.612 - Da VACCAGIONE a VACCHERIA (18 risultati)

carestia o infelicità. guido da pisa, 1-40: a onore d'una

animale fatta costruire, secondo il mito, da dedalo perché pasifae potesse congiungersi con un

ottenuto mediante la lavorazione del latte prodotto da tale animale. statuto della gabella di

eccessiva irruenza. 5. baco da seta ammalato di giallume, così chiamato

redi, 16-iii-153: somigliavano a que'vermi da seta, che ammalandosi, e quasi

: come l'albero della vacca, da qualunque parte si punga, egli non sprizza

cessare di produrre il bozzolo (i bachi da seta). -mostrarsi svogliato,

è nostra. -essere una buona vacca da latte, garantire ottimi guadagni (un'

, bisogna ben dire che gran buona vacca da latte sia oggidì la stampa.

sua vaccagióne. = deriv. da vacca, nel sigmf. n. 2

. boccamazza, i-1-300: questi hanno da essere uomini pratichi, come vc- cari

v.). = deriv. da vacca. vaccaréccia, sf. ant

danneggiare qualcuno. = deriv. da vacca. vaccherèccio, sf.

di merca. = deriv. da vaccaro, per vaccaio. vaccherèlla

367: viene dai campi tratto a noi da paia / di vaccherelle, a l'

1924) fungo rognoso, colombina macchiata. da vacca di cui ricorda le macchie.

sf. allevamento e stalla di vacche da latte. - anche: prato da pascolo

vacche da latte. - anche: prato da pascolo. c. gozzi,

vol. XXI Pag.613 - Da VACCHESCO a VACCINIO (40 risultati)

del lagaccio. = deriv. da vacca-, cfr. fr. vacherie (

inutile. 2. pellame ricavato da pelli di vacca conciate con estratti vegetali

caro, 12-i-89: ier sera ci fu da rasciugare, questa sera da ungere,

sera ci fu da rasciugare, questa sera da ungere, per un calcio che per

alta e quadrata, terminata agli angoli da due ornamenti di legno, che s'alzavano

borchie, alcune delle quali, cadute da gran tempo. moravia, ix-82: le

. moravia, ix-82: le scarpe da soldato, di vacchetta gialla, tutte infangate

odomeri, 180: fo pagato enteramente da più persone, come apare a la mia

6-201: mi more il padre, e da maria il pensiero / drieto a marta

acer. vacchettóne, sm. ordine da osservarsi da tutti gli ufficiali dello stato di

vacchettóne, sm. ordine da osservarsi da tutti gli ufficiali dello stato di sua

per suola. = dimin. da vacca-, per il signif. n.

. marin. ant. piccolo bastimento da guerra da venti remi.

marin. ant. piccolo bastimento da guerra da venti remi. g.

navi, gallere, gaiioni, cetee da remi, legni, taride, pamfili,

mediev. { vaceta), deriv. da vacca. vacchino, agg.

pure. = agg. verb. da vaccinare. vaccinale, agg.

italia settentrionale. = deriv. da vaccino2-, cfr. anche fr. vaccinai

a nulla. = nome d'azione da vaccinare. vaccinare, tr. sottoporre

a vaccinazione per immu nizzare da una malattia. stampa periodica milanese

3. figur. premunirsi, difendersi da un evento, una situazione o anche

un evento, una situazione o anche da un'idea, da una concezione, da

situazione o anche da un'idea, da una concezione, da un sentimento ritenuto

da un'idea, da una concezione, da un sentimento ritenuto negativo, pericoloso o

predica del cappac- cino. così è da sperare che si vaccinerebbero, una volta per

religione episcopale. = denom. da vaccino2-, cfr. fr. vacciner (

. cara mia, che cosa è da spogliato! sembra un vaccinaro.

avevo portato. = deriv. da vaccino1. vaccinato (pari. pàss

cielo non permetta!) siano colti da accessi di quel male [il fascismo]

nude sino alle cicatrici della vaccinazione lasciatele da un vaccinatore inesperto. 2.

praticare vaccinazioni. = nome d'agente da vaccinare. vaccinazióne (disus. vacinazióné

. figur. ciò che serve a premunirsi da rischi, pericoli o situazioni angosciose e

destino. = nome d'azione da vaccinare. vaccinìa, sf.

delle lesioni. = deriv. da vaccino2. vaccìnico, agg.

, pustole vacciniche. = deriv. da vaccino. vacciniéto, sm. bot

delle nevi. = deriv. da vaccinio. vaccinìfero, agg. medie

direttamente o indirettamente, con successiva trasmissione da braccio a braccio. = voce dotta

. = voce dotta, comp. da vaccino2 e dal tema del lat ferre

= voce dotta, comp. da vaccino2 e dal suff. lat. -formis

e dal suff. lat. -formis (da forma 'forma, aspetto').

vol. XXI Pag.614 - Da VACCINISTA a VACILLANTE (32 risultati)

vite d'orso (vaccinium vitis-idaea) caratterizzata da fiori bianchi e frutti a bacca globosa

, vaccinium, relitto del sostrato forse da connettere al gr. ùcouv&og (v.

xix). = comp. da vaccino2 e profilassi (v.).

per prezo del = deriv. da vaccino2. pasco al camarlengo de

vaiuolo vaccino, in luogo di difenderci da una malattia soventi volte mortale, terminasse

dotta, lat. vaccinus, deriv. da vacca (v. vacca).

. medie. ciascuna delle preparazioni, da inoculare per via parenterale o orale, ottenuta

inoculare per via parenterale o orale, ottenuta da sospensioni di microrganismi patogeni (morti o

o vivi ma resi innocui), da immunogeni purificati o anche da sintesi chimica

), da immunogeni purificati o anche da sintesi chimica, capace di indurre una immunità

, capace di indurre una immunità specifica da parte dell'organismo. -in partic. in

o polivalente) o con la sostanza da cui è formato (vaccino animale,

dal punto di innesto del vaccino, determinata da autoinoculazione in seguito a grattamento della pustola

= voce dotta, comp. da vaccino2 e dal gr. segna 'pelle'.

= voce dotta, comp. da vaccino2 e dal gr. òcpùax ^ la

. = voce dotta, comp. da vaccino2 e dal tema del gr. yevvao

'divisione malattie infettive'dell'oms, assistita da un comitato di scienziati, specialisti in microbiologia

= voce dotta, comp. da vaccino2 e dal gr. xóyog 'discorso,

allergiche. = comp. da vaccino2 e stilo1 (v.).

malattie corrispondenti. = comp. da vaccino2 e terapia (v.).

difficile mettere insieme otto o dieci ragazze carine da denudare, e viceversa ricorrendo a una

ma avrebbe suscita to problemi da venirne più fuori con gli altri.

al cane] vigliaccone impostore, cane da pelliccia, ipocrita lardone... vacca

perdita dell'equilibrio. dino da firenze [tommaseo]: l'andamento pigro

di questa causa di vacillamenti non sarebbe da tener conto. b. croce,

intemperanza di vino, non si ha da pubblicare ebbrietà il vacillamento della ragione.

noi regolamento di prezzo... né da questa mancanza nasce vacillamento di prezzi o

, vacillamenti? = nome d'azione da vacillare. vacillante (pari.

piede, il passo). dino da firenze [tommaseo]: l'andamento pigro

anche un poco vacillanti. -percorso da tremori (le membra, il capo)

sotto e vortice e vorago, / da cui rapita, vacillante e china, /

vacillante del dey restò ancora più alterata da queste crude ansietà. -rotto,

vol. XXI Pag.615 - Da VACILLANZA a VACILLAZIONE (17 risultati)

virtuoso. - anche sostant. zanobi da sfrata [s. gregorio magno volgar.

stato, un governo). benvenuto da imola volgar., ii-381: vespasiano,

. assarino, 2-ii- 167: da queste così fatte innovazioni, commosso tutto l'

far cose tutto di contra stomaco: libero da corte fallace, e vacillante fama.

sentiamo ciò che conclude il nostro autore da tutte queste premesse tanto vacillanti, come si

misurato, e della frase resa vacillante da criteri poco giusti sulla sua eleganza.

segneri, iv-224: la fede ha da essere salda tanto ch'escluda ogni vacillanza

. borsieri, 286: così esco da quella vacillanza che possedevami e infe- licitavami

ogni cosa. = deriv. da vacillare. vacillare (ant.

marciapiede mi affligge. -essere percorso da tremori (le mani, le braccia)

tacete. arici, ii-267: percosso da orrendo tremuoto / vacillò da'suoi cardini il

di noi uno stellato così fitto e fulgido da far vacillare la vista. -essere

vacillerebbe il fondamento di tutta la teoria da me esposta. cesari, 1-2-51:

avvedutosene, andava considerando. s. carlo da sezze, i-333: cominciava a perdermi

calano rapidamente, tutti vacillano, incertisulla via da pigliare. cassola, 2-230: ma con

segni di instabilità, che è stato scosso da terrepiè vacilla. goldoni, ix-936:

élite giubberossistica, sia per mancanza di spiccioli da palava. paoli, 1-68: quegli

vol. XXI Pag.616 - Da VACILLIO a VACUO (20 risultati)

credendo che questa voglia di fuggire nascesse da vacillazione di mente, vedendola poi così

lat. vacillalo -dnis, nome d'azione da bacillare (v. vacillare)

, enormi. = deriv. da vacillare. vacillità (ant.

e vacillazione hacci ancora, e forse da usar più che vacillità. =

che vacillità. = deriv. da vacillare. vacillo, agg.

foglia al vento. = deverb. da vacillare. vaco { vago)

, uditori miei, tanto per uscire da generalità vacue e vacuanti, che io amo

storia, su ogni altra idea e forma da essa incarnata in concreta realtà, la

. - anche assol. r. da sanseverino, 71: furono [li peregrini

vuol « ch'i mali / nati da ripienezza / si curin vacuando: e riempiendo

dai bianchi fuorusciti per braccio dei bianchi da firenze. 5. privare di

voce dotta, lat vacuare, denom. da vacùus (v. vacuo).

che bisognava. 3. scevro da vizi, dal peccato. fra giordano

. = agg. verb. da vacuare. vacuazióne { vacazióne)

; evacuazione delle feci. guido da pisa, 1-23: dice...

migliori. = nome d'azione da vacuare. vacùf, sm.

vacuisme (nel 1771), deriv. da vacuiste (v. va c

orazioni seminaristiche. carducci, ii-5-192: da ogni poro degli scritti suoi traspira una

, lat. vacuttas -àtis, deriv. da vacùus (v. vacuo).

a guisa d'una canna. ca'da mosto, 322: gli arbori che nascono

vol. XXI Pag.617 - Da VACUOGIUNZIONE a VACUOLARE (22 risultati)

rano fructi grossi corno pome, belle da vedere e dentro sono vacui e puzolenti

sparita. 4. libero, sgombro da costruzioni, abitazioni, materiali, ecc

vacuo, che a un bisogno faria da 300 stara di frumento. denina, i-52

il medesimo sia ceduto franco e libero da pesi, vincoli ed ipoteche, e consegnato

vincoli ed ipoteche, e consegnato vacuo da costruzioni e relativi materiali di demolizione entro e

erario pontificio vacuo di moneta, aggravato da grandissimi debiti. siri, vii-46:

guerresca celata sporgessero per l'ultima volta da quei mille trafori i loro vacui sguardi

10. libero, scevro da impegni, fatiche, ricompense (una

ciarle con l'ospite mio. -libero da pensieri o, anche, da distrazioni che

-libero da pensieri o, anche, da distrazioni che ne limitino la facoltà di

... ha la mente vacua da ogni perturbazione et è acuta. g.

energie; spossato, esausto. niccolò da poggibonsi, cxxxi-138: fatta nostra orazione,

a correnti di pensiero, a partire da quella atomistica, che suppongono l'esistenza

mercurio. gelli, 11-28: hai da sapere che non si può dare nella natura

trombe aspiranti, il che è cagionato da questo peso, ricorrevano ad un certo ideale

muraria. -anche: spazio vuoto delimitato da due elementi architettonici. neri di

nelle grossezze de'fondamenti e de'muri da imo a sommo, quando sono grossi

quelli delle canzonette in quarto stampate già da d. lorenzo. g. r.

dotta, lat. vacuus, deriv. da vacare (v. vacare).

vacuogiunzióne, sf. fis. dispositivo costituito da un sottile filo di platino con cui

iente sottovuoto. = comp. da vacuo e giunzione (v.).

sostanza patogena). = deriv. da vacuolo. vacuolare, agg. scient

vol. XXI Pag.618 - Da VACUOLIZZANTE a VAGABONDAGGINE (29 risultati)

la lava). = deriv. da vacuolo-, cfr. anche fr. vacuolaire

citoplasma). = denom. da vacuolo, col suff. frequent.

. = nome d'azione da vacuolizzare-, cfr. anche fr. vacuolisation

- vacuolo contrattile, orga- nello caratterizzato da ritmici movimenti di espansione e contrazione con

4. petrogr. cavità di dimensioni da millimetriche a centimetriche, subsferica o irregolare

guillermond nel 1934), deriv. da vacuolus (v. vacuolo).

-vacuometro a conducibilità termica: quello costituito da un filamento riscaldato da corrente elettrica,

: quello costituito da un filamento riscaldato da corrente elettrica, la cui temperatura di

. = vóce dotta, comp. da vacuo e dal gr. nétpov 'misura';

. = voce dotta, comp. da vacuo e da stato1 (v.)

voce dotta, comp. da vacuo e da stato1 (v.). vacuumterapìa

lat vacuus (v. vacuo) e da terapia. vadare, tr.

l'albia impetuoso fiume, / che mai da tempo alcun non può vadarsi. l

de amicis, xii-376: ritagliando notizie da giornali e trascrivendo periodi da riviste nel

ritagliando notizie da giornali e trascrivendo periodi da riviste nel suo grosso vademecum di conferenziere.

, 2-132: sendo dimandato costui in ragione da un la- mestio, uomo petulante ed

voce dotta, lat vadimonium, deriv. da vas vadis 'malleverìa', di origine indeur

chiane, accioché i sanesi non potessero passare da nis- suno canto. 3

= dal lat. vadum, deriv. da vadire 'andare'; v. guado.

bassifondi, di secche. bartolomeo da s. c., 303: sono

amendue a gran forza di remi / tentavan da l'arena di spiccarla, / né

e bassa. = deriv. da vado. vae victis

rete telefonica mentre il cielo è solcato da schiere di volatili. 3.

ora si riaprivano le scuole, c'era da riprendere la disagiata vita del va e

di collegamento fra nave e terra costituito da una piccola imbarcazione mossa attraverso un cavo

come si meritava. = denom. da vaffanculo, col suff. frequent.

dotta, lat. vafritìa, deriv. da vafer vafri (v. vafro),

= agg. verb. da vagare. vagabondàggine, sf. vita

vagare. vagabondàggine, sf. vita da vagabondo, di chi va ramingo senza

vol. XXI Pag.619 - Da VAGABONDAGGIO a VAGABONDO (16 risultati)

pesare la vagabondaggine. = deriv. da vagabondaggio. vagabondàggio, sm.

, anche, di chi, spostandosi da un luogo a un altro, ostenta l'

. vita itinerante, avventurosa e libera da costrizioni. bacchetti, 2-xxii-11: rimbaud

2. figur. il vagare della mente da un pensiero all'altro; divagazione;

e nutriente, in tanti anni di vagabondaggio da un'idea all'altra e da un

vagabondaggio da un'idea all'altra e da un libro all'altro una casa per l'

vagabondage (nel 1767), deriv. da vagabond (v. va

il vagabondare. = nome d'azione da vagabondare. agostino giustiniani, 226

2. spostarsi, viaggiare per diporto da un luogo a un altro. -anche

anche sostant.); passare senza soffermarsi da un pensiero a un altro (la

tentoni nel passato. = denom. da vagabondo. vagabondeggiare, intr.

vagabondo. = deriv. da vagabondo. vagabondézza, sf.

più denti. = deriv. da vagabondo. vagabondità (ant. vagabundità

2. il vagare irrequieto del pensiero da un argomento a un altro.

la chiarezza del tuo lume, e rimuovi da esso tutte le tenebre; tagli ogni

fanno violenza. = denv. da vagabondo. vagabóndo (ant.