opera. = nome d'azione da quagliare. quagliara, sf.
saggina o di granturco un bertuello fiancheggiato da reti verticali. = denv.
reti verticali. = denv. da quaglia. quagliardo, sm.
che i vecchi. = deriv. da quaglia. quagliare, intr. anche
tombare in seno. = deriv. da quaglia, con doppio suff. quagliasco
adattamento del piemont. quajastr, deriv. da quaia 'quaglia '.
siero puro, tale quale suole scolare da per se stesso dal latte quagliato. magalotti
: s'il potessi fare, caveria da mangiare quattro o cinque giorni, senza fare
come noi chiamiamo. = deriv. da quaglia, col suff. strumentale dei nomi
per la caccia della quaglia, costituito da una piccola borsa piena di crine e
una piccola borsa piena di crine e da un pezzo d'osso forato da cui
crine e da un pezzo d'osso forato da cui, per compressione, esce un
il cacciatore, munito di un fischio da quaglie, detto quagliere, va, poco
non fa danno. = deriv. da quaglia. quagliétta, sf. scherz
quella quagliétta, per cristo, ho da farlo sprizzare io! 2.
una fettina di prosciutto, avvolte esternamente da una sottile striscia di lardo, che per
, i quagliodromi. = deriv. da quaglia, sul modello di ippodromo, autodromo
quando eolo fiede al padiglione / mi da del suo cascar spesso terrore. sforzino
del suo cascar spesso terrore. sforzino da carcano, 2-53: fatto che sarà il
ci vedremo. = denom. da quagliotto. quagliotto, sm.
perché ho da essere sposa. -sposa di chi? -di
secondo alcuni studiosi, dopo l'esplosione da cui avrebbe avuto origine l'universo.
tutti gli effetti un essere ipotetico composto da quark considererebbe in queste condizioni il quagma
. = voce dotta, comp. da qua [rk] e [ma)
= voce d'area laziale, deriv. da quaglia. quairata (queirata)
e costituiscono i primi quattro corsi di tavole da poppa a prua, alle due bande
piccola; e può anche essere seguito da sostantivi plur.). petrarca
lo primo anno pigliase l'ucello, / da quella einange non ce vola mai;
lusingalo, fagli vezzi, dàgli ben da mangiare. » testi non toscani del
toscani del quattrocento, 146: partitosi da bristo, porto occidentale, e poi
buoni maestri non ci sarebbe questione scolastica da studiare. -qualche giorno: per
di prussia ho avuto il piacere cu andare da lui qualche volta, a fargli sentire
limitato, che può essere anche rappresentato da una sola persona o cosa o situazione o
., 171: ancora all'anni ccccli da po'la edificazione de roma fo ne
con qualche compagno. -seguito da dì, giorno, volta, fiata:
enfatico e desiderativo). betto da pisa, 338: dunqua, corno faragio
qualche volta quietassi. -seguito da luogo, parte, modo: in un
, si discute ancora. -seguito da poco: un poco. dolce,
punto o qualche poco, smarrita da quella della sua giovinezza. gualdo priorato
grande, ma rilevante; è spesso seguito da un sostantivo astratto che esprime una qualità
spirito inglese, ma quando il parlamento da piemontese diventò italiano di nome lo diventò
sé. c. gozzi, 1-1086: da questo qualche merito nacque l'onore che
in quella camera. = comp. da quale e che4 (v.).
e andò alla porta. -seguito da un complemento di specificazione, che ne
buona cuoca è sempre pronta ad alzarsi da tavola per andare a vedere qualcheccosina ch'
, in cucina. = comp. da qualche e cosa (v.).
scampare la vita; ma mostrati a dito da qualcheduno per le strade o in qualche
di voler bene a qualcheduno. -seguito da altro: un altro, alcuni altri.
del ponte e qualchedun altro che veniva da portogruaro non erano di questo parere.
: i veglioni sempre affollatissini al segno da non potersi muovere. sempre peraltro con
austriache. = comp. da qualche e uno (v.),
mia che more. = comp. da qual [e], che e sia
benché goffissimi. = comp. da qual [e], che, sia
il pensiere. = comp. da qual [e], che, si
cagione si sia? = comp. da qual [e \, che, si
, 483: così buscherai / qualcosa da salvar la tua famiglia. cesari, ii-399
, toccaste già questo punto; ed è da voi lo sciorinarne qualcosa. manzoni,
qualcosa è venuto. -seguito da un partitivo, da un aw. o
. -seguito da un partitivo, da un aw. o da un cesari
un partitivo, da un aw. o da un cesari, iii-498: basta e
e continua. buzzati, 6-181: da quel pomeriggio egli non era più l'amico
lavoro, a mezzogiorno e qualcosa ero da millo. -con riferimento a una
: qui all'albergo mi è rimasto qualcosa da pagare. -per indicare rassomiglianza
velocità diversa, con forma intrinseca diversa da quelle in noi attualmente vigenti.
qualcuno o qualcosa! viani, 10-214: da tutto l'insieme e da un certo
10-214: da tutto l'insieme e da un certo profumo di canfora impastato con
sp., 1 (8): da qui la vista spazia per prospetti più
: datemi pur qualcosa, / qualcosina da mangiare. / quello che capita: un
della nipote. = comp. da qual [che \ e cosa (v
dei mostri. = comp. da qualcosa e altro (v.).
..., dove per desinare da qualcuno bisogna pagare ai domestici tre volte
bianco di sepolti. -preceduto da un articolo indeterminativo (con valore enfatico
. -preceduto dall'articolo determinativo o da un aggettivo dimostrativo che ne rafforzano il
diverso impeto di creazione. -seguito da altro: un altro. pascoli,
tanti lacciuoli, che non sia preso da qualcuno? aretino, 20-83: alcune
quirini, lii-6-18: mettono tutti gl'impedimenti da parte, come sono carri di vittuarie
tutte le femmine, che possono esser da otto per bandiera, alcune di mala vita
in sé, d'un mio divenire, da grande, 'qualcuno '. tecchi
, vendetta. = comp. da qualc [he] e uno (v
). p p giacomo da lentini, 18: donna, eo languisco
peccata / vede qual loco d'inferno è da essa. idem, par.,
comune. cipriani, ii-1-203: fino da molti anni prima, livorno era la città
dante, conv., iv-xxi-13: è da sapere che 'l primo e lo più
-arte, scienza, attività che deriva da un'altra e, per lo più
la presente tema. -lingua derivata da un ceppo comune. cattaneo, i-1-236
lavici). = denom. da rampone. ramponato, agg.
vedrete le maniere di ferri, o da cavallo o da mulo o chiappe da bue
di ferri, o da cavallo o da mulo o chiappe da bue o ramponato
o da cavallo o da mulo o chiappe da bue o ramponato o sramponato o da
da bue o ramponato o sramponato o da ghiaccino. a. provvisto di
una croce). = deriv. da rampone. rampóne, sm. grosso
: i ramponi, i ganci, da cui pendevano piccoli quarti di carne.
i-i- 392: ogni cassa [da cannone] è guarnita di molte ferrature.
tanto largo quanto è largo il ferro da ogni parte, cioè dentro e fuori
5-22: narro che, in abito da sera, con ramponi e piccozza, salì
7. arald. figura composta da due uncini congiunti dalla parte convessa,
o a vite, in modo tale da consentirne l'infissione in un muro o in
milanese, i-59: la stanza fu ricoperta da una gran pietra, ed empiuta la
gran pietra, ed empiuta la fossa da un lastricato di cotto assicurato a'ramponi
cinquemila sterline. = deriv. da rampone. rampónzolo, sm.
signore astorre, il pane bianco da frati e i ramponzoli teneri da
pane bianco da frati e i ramponzoli teneri da monache. b. pino,
alteriggia. = etimo incerto: forse da rampinato. ramucèllo { ramuccèlló)
o il ramulivo. = comp. da ram [oy e ulivo (v.
arboricoltura, ramo che porta gemme da legno e da frutto; ramo misto.
che porta gemme da legno e da frutto; ramo misto. c
= fr. ramure, deriv. da rameau 'ramo '. ramuricare
biforcute, ramoscolose. = deriv. da ramùscolo. ramuto, agg. che
schiere de'dalfim e de'gran tonni fuggire da l'impia
mare subita tempesta. = deriv. da ramo1. rana { tanna)
lungo il dorso, la mascella superiore formata da denti e la lingua biloba, la
piedi anteriori, e collegate ai posteriori da una piccola membrana: ha la mole
1'incontro la rana velenosa, che da nostri metallieri, per lo color di
accenna anche questo alla favola greca rinarrata da orazio e applicata a se stesso:
':... prende il nome da un coro di rane della palude stigia
dei topi e delle rane: titolo dato da g. leopardi alla traduzione della '
rana): stile di nuoto composto da quattro tempi; il primo consiste nella
7-357: trovasi ch'è già piovuta lana da cielo e botticine, cioè ranuzze,
. ant. grosso ranocchio. cenne da la chitarra, xxxv-ii-425: di marzo vi
fotti vento. = deriv. da rana (perché se ne ciba).
a ranare ». = denom. da rana. ranatra, sf. entom
, occhi globulosi e sporgenti, addome terminato da due filetti setacci; zampe lunghe e
ranca1, sf. gamba affetta da una malformazione. batacchi,
il zoppo. = deverb. da rancarei. ranca2, sf.
. = etimo incerto; forse da riconnettere con rancare2. rancaióne,
ranchèlla, sf. tose. persona affetta da una malformazione fisica alle gambe.
e'dondola. = deriv. da ranca1. rancherìa [rancerìa]
= adattamento dello spagn. rancheria, da rancho (v. rancio3)
-cé). marin. in una nave da guerra, elenco giornaliero dei militari che
]: 'rancia ': sulle navi da guerra, elenco quotidiano di tutti i
dei viveri. = deriv. da rancio3. ranciata, sf.
quarzo bianco marmoroso, imbrattate nella superficie da ocra ranciata e velata ancor essa di
nello scialbume della primalba. -costituito da una luce arancione, dorata (un
= voce senese, deriv. da rancico. rancicare, intr.
crepa cuore. = denom. da rancico. ràncico, agg.
a rancico. = deriv. da rancido, con cambio, di suff.
: rancicaia. = deriv. da rancico. rancicóso, agg.
., 1-20: vogliono essere i vasi da tenere l'olio mondissimi tuttavia e sempre
che lo allume. = deriv. da rancico. rancicume, sm. ant
delle febri. = deriv. da rancico. rancidaménte, aw. in
, 7z7 impress.]: li vasi da olio sempre sieno mondi, acciocché egli
e volgarità. = deriv. da rancido. rancidire, intr.
no: questi [i cardellini] usciti da poco di nido si pigliano con le
pigliano con le pareti; e perché già da sé mangiano, con poca cura s'
con poca cura s'allevano, dandoli da beccare panico, miglio, seme di
strapperebbe dalle mani. = denom. da rancido. rancidità, sf. l'
i soliti mezzi. = deriv. da rancido. ràncido, agg.
, vl-5: la noce rancida, da per sé o trita col mele, con
., per indicare una situazione rovinata da dissapori. deledda, v-347: «
tomizza, 3-222: sapeva certe droghe da sciogliere in un sugo di aglio bollente per
miei nipoti sarà... involato da uno che produrrà una rancida carta,
firenzuola, 218: scapolato... da quello affamato convito...,
piena di versi rancidi sciapiti, / versi da spaventare una befana. baretti, i-7
cagione questa antichità de'costumi che, da coloro ch'hanno avezzo il gusto a
della fama del gatto, iniquamente oltraggiata da rancidi pregiudizi. caracciolo forino, 249
forino, 249: ebbi per questa ragione da esse il titolo rancidissimo di eccellenza.
la coceanu. -troppe volte e da troppo tempo ripetuto. -anche sostant.
il confessarli e molto difficile l'emendarsi da quelli. 10. arrivato o
dotta, lat. rancidus, deriv. da rancère 4 essere rancido, guasto '
medici de'secoli ignoranti, si troverà da metter fuori d'ogni disputa quel che
le 'laudi 'di fra iacopon da todi, il 'dittamondo di fazio uberto
le 'lettere 'di santa caterina da siena... e simili rancidumi.
alla lingua de'nostn tempi, benché usato da altri vecchi autori e da qualche moderno
benché usato da altri vecchi autori e da qualche moderno ancora. l. pascoli,
sciocchezza, rancidume. = deriv. da rancido. rancière1, sm.
una ramaiolata di broda o di riso da una marmitta all'altra per ottenere una
e caffè. = deriv. da rancio4. rancière2 (rancièro)
moravia, ii-21: personaggi in costume da rancheri. piovene, 10-422: sono
salire ad un ranch alpestre, tenuto da tale amoretti, che nonostante il nome non
adattamento dello spagn. rancherò, deriv. da rancho (v. rancio4)
(e rodanese rancin), forse da collegare a ranciàn 4 meschino, sparuto '
a ranciàn 4 meschino, sparuto '(da rancio, del color arancio del volto
). d'annunzio, iv-1-846: da talune ginestre pendeva una specie di bava
, scrive, distoma e alfin rappezza / da un rancio can- zonier sonetto o stanza
borghini, ii-21: io non sarej alieno da rimetterne in casa delle più leggiadre [
1-2-327: nuovo e solo e non imitato da nessuno altro... fu aristotele
l'ora del rancio. -panca da rancio: v. panca, n.
era... ridotto un rancio da soldati. -l'insieme degli arredi
io) e che generalmente è costituito da una serie di bordo. i vari ranci
: 'capo-rancio ': sulle navi da guerra, il militare più anziano d'ogni
guemito di tela per riporvi un materasso da valersene per letto sulla nave. si prende
: 'ranci ': letti sospesi formati da un quadrato di tela grossa cucita solidamente
soldati]; rancio ', deriv. da rancharse 'alloggiare ', che è
molto e plebei. = deriv. da rancio3. rancire,
perché non rancisca. = denom. da rancio3. rancità, sf
moti d'italia. = deriv. da rancio3. rancho (pari.
/ e orribel per natura. cenne da la chitarra, xxxv-ii-423: ancor vi
. v.]: ranco differisce da zoppo: ranco deriva da anca, la
ranco differisce da zoppo: ranco deriva da anca, la quale, quando è
plur. -chi). tose. terreno da dissodare. nomi, 9-76: fariaci
pieni de rancore. s. caterina da siena, i-14: or non è questa
4-80: dall'ira procede rancore, poi da rancore procede odio, poi rimane.
non si accorga che il male proceda da lui non si può dire lo
specialmente quando la disgrazia di questi nasca da un difetto e l'altrui felicità da un
da un difetto e l'altrui felicità da un merito. manzoni, pr.
ran- cor tigre sdegnata, / mossa da fier leone in selva ircana, /
... / sòlveno altrui ben forsi da rancori / e rin- verdiscon gli animi
la repubblica e il duca, procedenti da controversie di confini e d'alcune castella
campo dell'utile controversia in un'arena da gladiatori. faldella, i-5-135: sebbene
ingegnere. = deriv. da rancore. rancuna, sf. disus
o lo rivela. = deriv. da rancuna. rancura (rangura; var
l'atteggiamento che si origina o procede da tale sentimento; l'effetto o le
: la lingua si debbia raffrenare ciascuno da giuramenti vani e maxima- mente da spergiuri
ciascuno da giuramenti vani e maxima- mente da spergiuri e da ogni paraula non vera,
vani e maxima- mente da spergiuri e da ogni paraula non vera, da paraule
spergiuri e da ogni paraula non vera, da paraule di dictractione o che possa generare
-doglianza, lamentela, querimonia. pietro da bascapè, v-189-189: multiplicarò li toi erore
rancura. 6. dolore provocato da percosse (e la percossa stessa)
popolo, di una comunità. uguccione da lodi, xxxv-i-606: l'apostolico de roma
lamentela, doglianza. bonvesin da la riva, 1-182: alcun sì se
». = nome d'azione da rancurare1. rancurare1 (rancorare, ranguraré
voi no riluce né splende. onesto da bologna, lxv-5-78: tant'è mea vita
3-40: quel 'rancurare ', scritto da dante nel xxvii del- plnfemo e poi
e, anche, ripugnanza. giacomo da lentini, 53: como 'l parpaglion,
la toa fameia. = denom. da rancura. rancurare2, tr.
fogazzaro, vi-193: mi ha fatto discorsi da pazzo, uno di questi giorni,
l. meneghello, 3-95: sbucando da una galleria della gardesana orientale incrociamo una
gente. = nome d'agente da rancurare. rancuróso, agg.
si lamenta; dolente. bonvesin da la riva, 1-152: non g'è
stato, a una condizione. bonvesin da la riva, 1-152: tu vedheré za
teatrato. = deriv. da rancura. rand [rant]
questi camminava loro di randa, ammutolito da evidente disgusto. -a breve distanza.
randa, non è laudevole. -assai da vicino; quasi. tommaseo, cix-i-74
tommaseo, cix-i-74: dite al marzucchi, da parte vostra, faccia più corta e
a randa. -da poco, da breve tempo, appena. pulci,
bisogno nostro, rimanendoci ancora dua mesi da stare in fazione. idem, i-vm-270
mattoni. 3. strumento usato da bottai, carradori, falegnami, muratori
archi o linee curve; è costituito da un regolo girevole intorno a un perno
(o può essere costituito semplice- mente da una cordicella di cui viene tenuto fermo
4. strumento usato per eliminare il colmo da una misura di capacità; rasiera.
aurica. = etimo incerto: probabilmente da connettere al n. 3 di randa1
è perita. = denom. da randagio. randagine, agg. che
va randagine. = deriv. da randagio (e nel significato del n.
, 8- 037: tirarli su, da sola, col suo lavoro, col suo
, una venticinquina di anni fa, da questa famiglia randagia. loria, 1-94:
notizia di catania completamente distrutta, portata da un soldato randagio,... era
gorki, randagio. -caratterizzato da nomadismo (la storia, le abitudini
. che è trascorso spostandosi in continuazione da un luogo all'altro, per lo più
luce... era tuttavia diminuita da certi nuvolacci randagi. viani, 14-127:
condo altri, deriv. da * errandatìcus, che è da * [
deriv. da * errandatìcus, che è da * [er] ravondo per sviluppo
cultura franco italiano. = deriv. da randagio. randare, tr. tracciare
mezzo di una randa o di un compasso da artigiano. tommaseo [s. v
regola d'arte. = denom. da randa1. randeggiare1, intr.
le sinuosità. = denom. da randa1. randeggiare2, tr. {
è in uso. = denom. da randa2. randèlla, sf.
su le spalle un gran spiedo da porci / ed ircio un corsescone e
e sassi tira. = denom. da randello. randellare2 { randèllo
di piccola randa. = denom. da randella, dimin. di randa2.
carlo... /... da una randellata / colto in quel punto.
la riabilitazione. = deverb. da randellare. randèllo, sm
legno solido e di altezza e grossezza tale da
pulci, 4-31: parve il randello uscissi da un balestro. ariosto, i-iv-556:
, 1-247: subito dopo vide sbucare da via dante un corteo ov'erano certuni
all'asso di bastoni in una carta da gioco. e. cecchi, 2-165
- anche al figur. antonio da ferrara, 97: sian maladette le fasse
un mezzo braccio... ficcando da capo alla semplice piuoli o randelli di
calzabigi, 75: quando al fin da questo basso ostello / volle partirsi e
una tavola, su cui havri una pietra da macinatore o piccolo randello di legno.
cfr. calabr. randella 'fazzoletto da lutto che si avvolge intorno alla testa
. renda, gr. volg. pévsa da connettersi con l'aram. ebr.
altrimenti, secondo ipotesi meno probabili, da randa1, n. 3.
randellóne '. = deriv. da randagio per incrocio con girellone (v.
stagne vecchie e ai vasi buttati ria da percuotere, al momento buono, con un
sbuccicare le mani. = deriv. da randello. randevùs, v.
le aquile sopra le nubi. = da connettere con il provenz. e fr.
= voce lucch., deriv. da randello, con cambio di suff.
un elaboratore elettronico secondo una sequenza regolata da leggi molto complesse in modo da simulare
regolata da leggi molto complesse in modo da simulare una distribuzione casuale. =
dall'ingl. to randomize, denom. da random (v. random).
diretto. = nome d'azione da randomizzare. randóne, sm. ant
patol. ant. ranula. guglielmo da saliceto volgar. [altieri biagi],
de'rampicanti di cuvier, particolarmente caratterizzati da un grandissimo becco convesso e rotondo al
faldella, 15-33: mi sono sentito circondato da due branche di colonnati, perché san
giusti, i-273: mayer è a livorno da molti giorni, uscito dalle ranfie di
. = dal longob. rampf, da avvicinare al frane, hràmpon (
, e della famiglia de'rincofori, da clairville stabilito, i quali presentano una
. famiglia di rettili pterosauri, rappresentata da forme fossili del cretaceo e del giurassico
. genere di rettili ranforìnchidi, rappresentato da forme fossili del cretaceo e del giurassico
dei soldati. = denom. da rango, nel signif. n. io
pressatura. = nome d'agente da ranghinare. ranghinatura, sf. operazione
, il fieno tagliato, in modo da prepararlo alla successiva operazione di pressatura.
pressatura. = nome d'azione da ranghinare. rangiare1, tr.
, dal fr. ranger, denom. da rang (v. rango1)
adattamento del fr. ranger, denom. da rang (v. rango1)
terminata direzione, anche diversa da quella precedente (il vento):
vento si è messo al nord e soffia da un altro rombo diverso da quello dal
e soffia da un altro rombo diverso da quello dal quale spirava. =
due, ea il capo sembra cinto da tanti arboscelli. di questi ne sono
lontano, può anche sembrare ugualmente distante da tutti i ranghi sociali. bartolini,
certe donneplebee, che voglion farla / da signore di rango! corno idi caminer
mamma gli stirava intanto un abito smesso da tempo, che più tardi l'argia.
argia... avrebbe definito buono da dare a uno svane, un bastian,
dispetto di tutti, sono nella finanza, da dove si voleva escludermi. non ho
. -con uso antifrastico. da ponte, 1-558: han poco credito /
signorili. x. posizione occupata da un paese nel sistema delle relazioni intemazionali
della margarita, 211: uno stato dipendente da altri perde il suo rango fra le
dal vasari, dal baldi- nucci e da altri, tiene similmente in questa scuola un
veniva un uffiziale di rimo rango accompagnato da molti ministri di penna. lilizia,
si dovea, / di gran conquistator, da buon sovrano, / con agnese dormì
, 3-143: celestino larocca era stato da noi gettato nei ranghi dei piccoli borghesi.
di sua conoscenza e la sera, da martini, con al collo una riviera
statistica linguistica, indica il posto occupato da una parola in una lista di frequenza ordinata
venivano distinte le navi, specialmente quelle da guerra, in relazione con la loro
si classificano e si distinguono le navi da guerra secondo la loro grandezza, il
inglesi hanno essi otto ranghi di bastimenti da guerra: 'il primo rango '
'comprende le navi di tre ponti da cento dieci cannoni...;
rapporto alla loro grandezza, specialmente quelle da guerra. -rango di una gomena o
sottoinsieme di uno spazio vettoriale, derivato da un altro sottospazio ai cui mantiene le
ne esista uno minore di valore diverso da zero nella matrice di ordine pari a
. in rango! urlano cento voci concitate da tutte le parti. -essere
di questo vivacissimo scherzo, che basterebbe da solo a mettere chi l'ha scritto
: avvicinare i soldati schierati in modo da ridurre la distanza che intercorre fra i
ricevute. -manifestare idee o posizioni diverse da quelle comunemente accettate e più diffuse.
comunemente accettate e più diffuse. -provenire da una determinata esperienza ideologica e culturale o
una determinata esperienza ideologica e culturale o da una certa classe sociale. = dal
sità. guidotto da bologna, 1-47: il primo modo si
via lo sonno e 'l riposo. jacopo da cessole volgar., 1-50:
chio, che ha il cuor libero da quelle misere servitù, che s'
ai negozi temporali e non si fa schiavo da ca tena, obbligando a
ii-78: gl'ingannatori sempre sono tormentati da amare rangole, e la mala mente unqua
per istizza. = nome d'azione da rangolare. rangolante (pari.
morte gongola! = denom. da rangola. ràngolo (ràngulo)
la cornacchia rangolosa. = deriv. da rangola. rangóne, sm.
lomb., di origine incerta (forse da connettere col lat. mediev. rangonus
col lat. mediev. rangonus 'arma da taglio infitta su una lunga asta '
. = voce dotta, comp. da rana e dal lat. -formis, deriv
dal lat. -formis, deriv. da forma 'forma '. ranimare e
cosa era per accadere ai girini nati da quest'uova, soggettandoli alle stesse pruove.
, pascendosi volentieri di lente palustre, da noi appunto chiamata ranina, sì perché
lenticola palustre. = deriv. da rana-, per il signif. n.
sul podio. = deriv. da rana, n. 8; voce registr
colatoio o ranniere. = deriv. da ranno1. rannata, sf.
e rannataccia? = deriv. da ranno1. rannerare, intr. anche
-, con valore intens., e da annerare (v.).
, con valore intens., e da nerbare (v.). rannerire
-, con valore intens., e da annerire (v.).
rannestare. = nome d'azione da rannestare. rannestare, tr.
scoscendono i rami, rannestinsi insieme retti da pali e legati forte insieme con un
-, con valore intens., e da annestare (v.).
avito. = nome d'azione da rannestare. rannicchiaménto { rannichiaméntó),
. -per simil. impressione data da un oggetto di restringersi, di contrarsi
il può prendere, con l'irascibil parte da quello in un cotal modo ritirandosi,
volgare. = nome d'azione da rannicchiare1. rannicchiare1 (ranicchiar e
protetto, di ripararsi dal freddo o da eventuali colpi, per sostenere un peso
. frugoni, 3-i-408: io, stomacato da sfrontatezza così deforme, rannicchiandomi tutto in
nel suo letto, lontano tre stanze da quello di federico. comisso, 7-312
ritrassero e rannicchiarono tirando via l'ombra da taormina come un drappo da un tesoro
l'ombra da taormina come un drappo da un tesoro sfolgorante. pasolini, 3-352:
d'un inglese che capitava a stanarli da quel loro covacciolo! -dissimularsi,
, con valore intens., e da nicchio ^ (v.), con
: « rannicchiarsi...: da 'nicchio significante la scorza o guscio
un angolo per i suoi grandi uomini da scolpire o da fondere, me li spedisca
i suoi grandi uomini da scolpire o da fondere, me li spedisca a monaco
rannicchiarli. = denom. da nicchia (v.), coi pref
rannicchiato (pari. pass, da rannicchiare'), agg. (ranicchiato
arrivò un legnetto scoperto, tirato a sghimbescio da un gran cavallo grigio. vi stava
, quasi senza forma, come una cosa da nulla, come una veste smessa.
dell'utero. campailla, 15-41: da due membrane, esterna e interiore,
protaso al foro. barilli, ii-582: da montaldo d'ivrea all'infreddolita borgatella di
: il noto principio non viene annunciato da kant in uno stato di sviluppamento, ma
si cenò. = deverb. da rannicchiare1. rannidare (rannidiare)
iter, e intens., e da annidare (v.).
per trame fuori tutte le sozzure possibili da innestare come gioielli nel tesoro della favella.
valdamo superiore. = deriv. da ranno1. ranniffolare, tr.
, con valore intens., e da niffolo (v.).
), sm. miscela generalmente costituita da acqua bollente e cenere di legno (con
la cenere per fare ranno? francesco da barbenno, 233: il sole e 'l
significato più proprio e generale, è da intendere il ranno che si prepara per racconciarle
-cuocere i ceci senza ranno: darsi da fare inutilmente. buonarroti il giovane,
poi fuggirsi! un'ignominia parmi / da non lavarla mai ranno o sapone.
contendere con tale uomo, c'è da perdere l'opera e il ranno.
sul modello di bucato (che deriva da un più antico bucata) -, altri
-, con valore intens., e da annobilire (v.).
con valore intens., e da nobilitare (v.). rannobilito
b. croce, ii-6-360: sarebbe da augurare che percorressero il mondo motti di
f f = deriv. da rannodare. rannodare (ranodare),
vedendosi con tutta la sua famiglia abbandonato da loro in balia de'francesi, si credè
balia de'francesi, si credè sciolto da ogni impegno con essi, fece rannodare le
, come suole, [il tifone] da prima a largheggiare con que'suoi giri
corpo). mazza, i-44: da creduto terror sento percossa / l'alma,
-, con valore intens., e da annodare (v.); il
: apollo... andava sin da fanciullo fastoso delle sue trecce ricciute e
che ha uno svolgimento complesso; costituito da più vicende collegate fra loro (un'opera
commedia classica, secondo la distinzione introdotta da aristotele). guarini, 1-iii-114:
. guarini, 1-iii-114: che ha da fare il poeta con le leggi della
della città? a cui ha egli da render conto, se le sue favole
e levarla [la rogna] presto da dosso a quegli che l'hanno, l'
... allo stomaco non procedono da altro che da soverchia caldezza del medesimo
allo stomaco non procedono da altro che da soverchia caldezza del medesimo stomaco e da
da soverchia caldezza del medesimo stomaco e da certi fluidi acidi e rannosi e biliosi
, con valore intens., e da novello (v.); cfr.
, con valore intens., e da nube (v.). rannugolare
nuova svogliata arrendevolezza. = deriv. da rannuvolare. rannuvolare (ant.
posti sotto le paurose e scure ciglia, da fare ranuvolaré il tempo e tremare la
nubi s'univano, nereggiavano, percorse da lampi continui. montale, 3-206: il
teorie di onore sieno qualche volta rannuvolate da un basso ed ignobil lucro.
]: bestemmie, moccoli, sagrati da far rannuvolare il cielo. o
~, con valore intens., e da annuvolare (v.).
, ranugulato, ranuvolató). coperto da nuvole, nuvoloso (il cielo);
, nuvoloso (il cielo); caratterizzato da estesi addensamenti di nuvole (una giornata
condizioni atmosferiche). andrea da barberino, 6-ii-247: tanta fue la polvere
, fredda e ventosa. -schermato da nuvole. p. petrocchi [
viso rannuvolato. carducci, iii-4-108: qual da la madre battuto pargolo / od in
in corpo unapiccola ranòchia. s. bernardino da siena, 174: la ranòchia fa
-ranocchiétta (v.). = da un lat. volg. * ranucùla,
, ranocchiai doppi. = deriv. da ranocchio. ranocchiare, intr. {
-in partic.: crepitare (un'arma da fuoco). -anche sostant.
pesanti il buio. = denom. da ranocchio. ranocchiato, agg.
dell'amica. = deriv. da ranocchio. ranocchièlla, sf.
e freddissimo. = deriv. da ranocchio.
saltellare ranocchievolmente. = deriv. da ranocchio, con il suff. degli aw
riconosco il tonfo dei ranocchi nell'acqua da quello d'un sasso. -in contesti
, 13-140: una ambina, da lontano, con il suo panierino; era
ranocchi d'ippo- crene non siam figure da frontispizio. casti, ii-7-16: era-
gran pianta disutile di sambuco e pendente da essa un colascione. -persona che
muglione, oh gran cervello! / da far rigar diritto a questi sciocchi, /
cervello piu presto di quello che avrebbero fatto da sé, col contrastare alla loro salda
- / disse - awertiam, perché da quei pantani / escon con lance a
. ricciardi, 24: sarìa cosa da risa, / s'io che qua venni
-e rantacava. = denom. da rantaco. rantachìo, sm. tose
': rantolo, respiro affannoso prodotto da catarro. = deriv. da rantacare
prodotto da catarro. = deriv. da rantacare. ràntaco (ràntico)
sm. tose. respiro affannoso prodotto da un eccessivo accumulo di catarro nella gola
': rantolo, respiro affannoso prodotto da catarro. = voce di area sen
come ranto, rantolo e rantolare) da una radice onomat. * rant-;
), agg. tose. affetto da catarro, pieno di catarro; catarroso.
denti il fiato, / e potea fra da lazzaro in comedia. f. f
zolfa a'rosignuoli. = deriv. da rantaco. rantarìa, sf. ant
in cui venivano ospitati, dietro pagamento da parte del padrone di un particolare diritto
perché 'n baia / non foste messo da quei suoi satelli, / tenete sempre in
rammorbiduche. = deriv. da rantolo. rantolante (part.
. -di animali. dino da firenze [tommaseo]: aggravasi il capo
cupo, confuso e prolungato, rotto da frequenti, brevi pause. graf
quella sortita infelice. = denom. da rantolo. rantolìo, sm.
camions urtom. = deriv. da rantolare. ràntolo, sm.
si distinguono i rantoli umidi o bollari da quelli secchi, a seconda che l'essudato
o vischioso, e i rantoli espiratori da quelli postespiratori, secondo la fase respiratoria
: è il cinematografo che funge da libello dell'umanità, il cinematografo, la
area tose, e sett., forse da una radice * rantdi origine onomat.
né brusca. = deriv. da rantolo, sul modello di brontolone (v
, vizza, malsana, pasto ornai da cani, più che da uomini. magalotti
pasto ornai da cani, più che da uomini. magalotti, 19-43: ai
a stento dalle labbra di emilia, accompagnate da una specie di sibilo rantoloso. lucini
di più grossi. = deriv. da rantolo. ranugolare e deriv.,
e il muscolo miloioideo. guglielmo da saliceto volgar. [altieri biagi],
quando viene ostruito presso al suo sbocco da un ostacolo qualunque, e si inturgidisce per
al sole! = deriv. da rana. ranuncolàcee (ranunculàcee),
le parti fiorali presenti e libere; da tre a quindici sepali, di origine bratteate
antere bislunghe adnate ai filamenti, segnate da quattro linee longitudinali, e che si aprono
ovari per lo più numerosi, sostenuti da un ricettacolo comune e con altrettanti stili
stesso e oco apparenti, sormontati da stimmi semplici: per frutti,
volta sarmentoso; le foglie che sbucciano da bottoni conici e coperti di scaglie embriciate
digitate; la base non è mai accompagnata da sti- pule, ma in alcuni generi
gli stami sono numerosi, i pistilli da 5 a molti di più, con ovari
rostro lungo, leggiermente incurvato. abbonda da per tutto nelle campagne. -ranuncolo
la lingua nascer un certo absesso detto da greci 'batrachion ', percioché '
4-i-79: il qual [vulcano] fu da saturno agre- dito con la ranza al
della repubblica italiana, 348]: falci da fieno, vedi ranze, falerni.
settentr., deriv. con dissimilazione regressiva da un * lanzagnolo, dal tose.
poco se, in un tempo che da per tutto si fa a chi può acchiappare
nel xiii sec.), denom. da rangon (v. ranzone).
viaggio fu arrestato un quarto di lega da stenay da una partita di cavalleria del
arrestato un quarto di lega da stenay da una partita di cavalleria del re e
di guerra, ma ad un riscatto da una galera così penosa. =
bestiame; la parte epigea è costituita da uno stelo, in genere ramificato,
stelo, in genere ramificato, e da foglie basali e caulinari; i fiori,
purché sufficientemente umidi e si può seminare da giugno a settembre, sia isolata sia
nostrale ', la 'nerastra ', da alcuni creduta la migliore, la '
luigi xi il non essersi sdegnato di ricevere da un contadino una rapa, ricompensandogliela con
irione; erisimo. -rapa lunga o da foraggio: navone, colza { brassica
, dette anche * raponi 'corrottamente da navoni, meno stimate, coltivate per
rape gialle. -scherz. bue da rape: persona di età assai matura.
questo ch'io, sendo / bo da rape e non più vitel di latte,
queste mie grinze distendo. -animale da rape: persona zotica, rozza e ignorante
aver paura / di questi sciagurati / animalin da rape e da traggea.
questi sciagurati / animalin da rape e da traggea. 2. per simil
, 1-96: prete lazzaro aveva altro da fare che stare attento alla musica,
una frase che non sia convenzionale, da queste coltissime rape. -con uso
. -cavare, levare sangue o sale da una rapa, domandare sangue a una
tempo e fatica, cercando di ottenere da qualcuno cose che, per impossibilità obiettiva
v.]: 'levar sangue da una rapa ': richiedere l'impossibile,
denari a lui? è come cavar sangue da una rapa '. montale, 3-142
di più sarebbe come volere cavar sangue da una rapa. -confettare una rapa
. rapa, propr. neutro plur. da rapum (v. rapo),
coi soldati stranieri. = deverb. da rapare. rapa3, sf. gerg
tinozza di legno come quella dei mercanti da latte, della capacità di 12 litri
capacità di 12 litri circa, divisa da una gratella sospesa alle pareti della tinozza
di area lucchese e livornese, deriv. da rabacchio, forse con accostamento a rapa1
arvensis '. = deriv. da rapa1, con doppio suff.
abbi a dire, è spezie che da rapa deriva, così salvatico come domestico,
et alle lucerne. = deriv. da rapa1. rapacciòla { rapaciòla)
voce di area roman., dimin. da rapa1, con doppio suff.;
faccia. = forma masch. da rapacciòla. rapaccióne, sm.
, disse ch'era ivi stata lasciata da un suo infedel marito, perché si
dal mare gittati a terra, furono divorati da fiere e uccelli rapaci. crescenzi volgar
il misero pulcin presso alla chioccia. sforzino da carcano, i-2-57: resta ora che
s'involò. -sm. uccello da preda (e al plur., secondo
di solide ali ma non tanto larghe da permettergli di spiccare il volo da terra
larghe da permettergli di spiccare il volo da terra. cassola, 5-1 io: la
, veduto il legnetto e chiusagli la via da potersi partire, udendo di cui egli
si sono questi prìncipi de'medici assicurati da quei pericoli. g. b. ricciardi
arco / mai più non s'adoprò da man rapace. fantoni, i-224: di
diavolo, a un demonio. bonvesin da la riva, 17: in lo mondo
ki el piaxe, / se elio vedesse da lonze lo volto del sathanaxe, /
. davanzati, ii-112: quattro miglia lontano da cremona si videro luccicar le insegne delle
vitellio e la soccorrente d'otone, da questi impedimenti sviluppate, si distesero in
anche con allusione a una fisionomia caratterizzata da un naso adunco, grifagno).
, armati, con una corsa rapace discendevano da quello castello. 4.
quello castello. 4. caratterizzato da avidità di denaro o di potere,
avidità di denaro o di potere, da crudeltà, da protervia, da assoluta mancanza
o di potere, da crudeltà, da protervia, da assoluta mancanza di scrupoli
, da crudeltà, da protervia, da assoluta mancanza di scrupoli (un comportamento
braccio / ogni donna poneasi, o da focoso / vicendevol desio vinta, o da
da focoso / vicendevol desio vinta, o da mano / violenta e rapace, o
mano / violenta e rapace, o da sfrenata / cieca lussuria, e prezzo
italia le ristampe rapaci. -caratterizzato da generale avidità di denaro (un'età
vuoi, / ch'i'son disciolto da gl'inganni tuoi, /...
, lat. rafiax -àcis, deriv. da rapire (v. rapire).
è più che un bottino / una ricchezza da saccheggiare / da afferrare rapacemente.
bottino / una ricchezza da saccheggiare / da afferrare rapacemente. -ingordamente.
, vorticosamente. libumio, 115: da vento irrabbiosito, da pioggia e tempesta
libumio, 115: da vento irrabbiosito, da pioggia e tempesta repentina eravamo..
false ed ingiuste. = deriv. da rapace, sul modello di tenacia.
, piena di bramoso lutto. guido da pisa, 1-196: l'arpie figuratamente
divoramento e rapacità de'villani. buonaccorso da montemagno il giovane, 2-24: dove
guelfi... nel fuggire vedevano da lontano fumare e sparire le case..
che la rapacità de le mani altrui spiccano da loro i pomi che, per non
la sua macchina e comandò quella volgersi da 'l principio sanza principio et a 'l fine
, lat. rapacitas -àtis, deriv. da rapax -àcis (v. rapace
quantità di ingrediente di un cibo raschiato da un pezzo più grosso. luraschi,
fino. = nome d'azione da rapare2. rapàio, sm.
. per foraggio e consociate con altre piante da erbaio. p. petrocchi
e dove le gambe: / un rapaio da non dire. -intrigo,
certi rapai. = deriv. da rapa1. rapaiòla, sf. farfalla
foglie di rapa. = deriv. da rapa1; voce registr. dal d.
affare. = nome d'azione da rapallizzare. rapanèa, sf.
del verde e del bianco: riducendoli, da fronzuti e tricolori che erano, ad
rosse, ridicole. = deriv. da ravanello, per ipercorrettismo e accostamento a
. 2. figur. testa da rapano: persona ignorante, incolta e
, 15-29: il tenore, una testa da rapano, un mezzo cretino che guadagna
in due mesi. = deriv. da rafano, per accostamento a rapa1.
genere rapanea. = deriv. da rapanea. raparare, v.
, rapidamente. = denom. da rapa1, con allusione scherz. alla sua
, tr. disus. ridurre in polvere da fiuto le foglie di tabacco grattandole
= dal fr. ràper, denom. da ràpe 'raspa '. raparino
d'averla pratticata. = deriv. da rapa1; cfr. anche raperino1.
]: il leon- topetalo fu trovato da me ne'piani di tornita e sinalunga,
piani di tornita e sinalunga, creduto da primo una specie di senapa salvatica; e
fatti di fresco. = deriv. da rapa1. rapata2, sf.
cranio rapato e di panni a strisce da galeotto, si sentiva agli inizi come stranito
pergolati, corridoi lunghissimi di verzura coperti da solai di fogliette e di campanelle fitte
e tremoline, rapate con precisione come da noi si usano tagliare le siepi di bossolo
timido di quella calcinala rapata e fulminata da s. martino a doberdò. 4
doberdò. 4. limitato o compresso da rigide norme. faldella, 1-32:
sm.): polvere di tabacco da fiuto. cavour, vii-84: non
laboratorio. = nome d'agente da rapare1-, voce registr. dal dizionario
rapatóre2, sm. chi riduce in polvere da fiuto le foglie di tabacco.
ritorni. = nome d'agente da rapare2. rapattumare, rapatumare e deriv
. = nome d'azione da rapare1. rapazòlo (rapazuòlo)
, non raperonzolo. = deriv. da rapa1. rapazzòla (rapazzuòla)
, sf. region. giaciglio formato da due pali o rami paralleli e congiunti da
da due pali o rami paralleli e congiunti da traverse, su cui è disposto un
foglie secche (ed era usato un tempo da pastori e boscaioli per lavori stagionali in
quale è fatto di due pali lunghi attraversati da piccole pertiche, sulle quali pongono un
un saccone pieno di foglie secche, da loro detto 'balla '. gargiolli,
rapè (rappè), sm. tabacco da fiuto di colore scuro e conciato in
di colore scuro e conciato in modo da conferirgli un forte aroma, usato in
'rappè ': sorta di tabacco da naso, che rende odore di viola mammola
, 27-11: il leontopetalo è chiamato da alcuni rapeio: ha foglia di cavolo
là dove fuoro / abbandonati i suoi da ganimede, / quando fu ratto al
lo nostro autore finge ch'elli fusse ratto da un'aquila. cicerone volgar.,
così fa girare ogni cielo contenuto dentro da sé in quello medesimo tempo.
l'intromesso stecco bambagiato, che doppo solo da sé ritorna a riempire il vacuo.
subitamente [il fanciullo] fu ratto da queste cose presenti e dopo alquanto spazio
. -accogliere nella mente. andrea da pisa, 1-265: un vostro amico con
bicchierai toscani, 146: una cinta da contadine con ghiere di argento e raperelle.
fare le raperelle. = deriv. da raperella1. raperino1, sm.
. marino, 1-7-28: contrapunteggian poi da l'altro lato / lo strillo e 'l
, fringuelli. = deriv. da rapa1, forse con allusione al colore del
tre rapenne. = deriv. da rapare1. raperónzo, sm.
vuoi di cerconcello. = deriv. da raperonzolo, con apocope. raperonzolo
n. 4. = deriv. da raponzolo, con infisso. raperùgiolo,
, falcone selvatico. = deriv. da rapa1-, cfr. anche raperino1.
. = agg. verb. da rapire. rapezare, rapezzare e
. = agg. verb. da rapire. rapicare e rapiccare, v
': rapaccino. = deriv. da rapa1, con suff. dimin. e
olio di colza. = deriv. da rapar. rapicolare, v. rappiccolare
cattaneo, i-2-302: il nilo discende da montagne elevate quanto le nostre alpi,
. cavalca, 20-55: accommiatossi da quelli frati e correndo rapidissimamente tornò all'
rapidamente in giro, tutto il cerchio da lui segnato nell'aria illuminato apparire.
: oggi, gli uomini trapassano rapidamente da una ammirazione senza limiti all'ingratitudine. gozzano
svelta, con premura, sollecitamente. da ponte, 138: appena lessi questi versi
quasi fiume ampliatosi rapidamente per lontanissimo corso da mille ignote sorgenti confluenti da più secoli sino
lontanissimo corso da mille ignote sorgenti confluenti da più secoli sino ad oggi da tutte
confluenti da più secoli sino ad oggi da tutte le parti. manzoni, pr.
del po, il quale, bagnando rapidamente da tramontana le radici del sasso, si
la rapidezza adegua. = deriv. da rapido. rapidina, sf.
sf. elettrotecn. amplificatore elettrico costituito da due dinamo con eccitazione separata, azionate
due dinamo con eccitazione separata, azionate da un motore con velocità costante.
costante. = deriv. da rapido. rapidismo, sm.
della vita americana. = deriv. da rapido. rapidità, sf.
-con riferimento ad animali, anche da trasporto. imperiali, 4-516: armata
3. velocità notevole raggiunta nello spostamento da un corpo fisico o da un movimento o
nello spostamento da un corpo fisico o da un movimento o da un fenomeno naturale
un corpo fisico o da un movimento o da un fenomeno naturale o fisiologico (anche
.. ha consegnato un teatro in ancona da capo a fondo versatile in un istante
con una macchina assai agevole e movibile da poco numero d'uomini, e tu vedresti
ai movimenti delle truppe e degli attrezzi da guerra. pascoli, i-118: il vapore
che resta sospesa sia scossa in modo da far temere sinistri accidenti.
morte. michelstaedter, 432: da che sono qui a firenze...
nel compiere un'azione, in modo da impiegare un tempo molto ridotto o inferiore
, lat. rapiditas -àtis, deriv. da rapìdus (v. rapido)
uno sasso a mano semstra, scoglio da onne parte tempestuso; e non te
così rapido che niuna saetta con maggior velocità da arco di partia uscì giamai.
grandine maligna / rapida a cader vien da nube oscura / sopra pergola bella o bella
che vien giù, con rapido pendìo, da pratolino a firenze. capuana, 14-147
aleardi, 1-360: già parme / da le rapide mura udir le scolte /
: sembra fiamma lieve, / che da la terra al del rapida sfumi. f
/ un raggio rapidissimo che cala / da una stella. -maneggiato con gesti
ritrosa, / che rapida fuggia / da lui che la seguia / in su la
lieto per il successo, partì clandestinamente da riez et involò con la preda il
inventivo, più rapido, meno impigliato da indecisioni o da rimorsi. pavese,
più rapido, meno impigliato da indecisioni o da rimorsi. pavese, 10-115: le
infido / ne'più torbidi giorni, / da noi ti parti e tomi / a
forse ot- tocent'anni o più, da isaia. foscolo, lx-1-226: le rapidissime
atteso principalmente la picciolissima sfera di commercio da cui sono circonscritti, si lasciano di
di casale di anni 38, malata da gran tempo d'atonìa nervosa e d'insulti
atonìa nervosa e d'insulti convulsivi. da ponte, 321: 1 più rapidi progressi
c. carrà, 497: da questo momento (1922)...
parte riconfortato dalla tua rapidissima ricevuta ora da poco. pascoli, 1-391: tu le
costumi, le usanze del tutto diverse da quelle dei popoli civilizzati somministrano ad ossian
, v'empite la bocca, mortai da 305 e 420, fucili a tiro rapido
dotta, lat. rapidus, deriv. da rapire (v. rapire).
piteer (nel 1350), denom. da pitié (v. pietà),
: rapa lunga. = deriv. da rapa1, con doppio suff. rapillo
per fare tal lavoro [lo smalto da pavimenti] la polvere di pozzuolo che e'
, per lo cui rapimento, fatto da paride, avviene la guerra troiana.
-con riferimento all'episodio biblico del fruttoproibito colto da èva. oliva, i-2-484: slanciatasi
. -depredazione di un edificio, da cui viene asportato tutto ciò che contiene
: -ma qual disegno? ei va / da tindaro di sparta. -al rapimento.
elementi, io non vedo però come da tale agitazione si possa produr calore e accendi-
sonatori di flauti, se sonando hanno da imitar il giuoco del disco, si vanno
b. croce, i-2-9: la combinazione da essi [empiristi o arbitraristi] operata
mondo esterno proprio di chi è attratto da un oggetto che ne assorbe l'attenzione
6-377: se lo palleggiavano con scherzi da corpo di guardia; ma pareva che
desiderio e al piacere sessuale, tanto da essere come trasfuso interamente nella contemplazione o
, descrive il tumulto e l'improvviso rapimento da cui i sensi sono conquisi alla vista
carducci, ii-8-64: la lingua italiana da me tanto amata e prediletta e venerata
povera e stupida lingua,... da poi che non mi dà che
avviene che individui o gruppi siano presi da furore e rapimento, da un'esaltazione
siano presi da furore e rapimento, da un'esaltazione omicidiaria e distruttiva.
, di esaltazione spirituale o intellettuale suscitato da un'opera d'arte, da un
suscitato da un'opera d'arte, da un fenomeno naturale, da un miracolo,
d'arte, da un fenomeno naturale, da un miracolo, ecc. bontempi
una parete dipinta; e fui preso da una specie di rapimento estatico che mi
. improvvisa illuminazione o esaltazione dello spirito da cui nasce l'ispirazione della creazione intellettuale
per un sospetto in aria, trasportato da uno di que'rapimenti poetici da'quali
wagner. = nome d'azione da rapire. rapina, sf.
: o vegnono [le ricchezze] da pura fortuna...; o.
...; o... da fortuna che è da ragione aiutata.
o... da fortuna che è da ragione aiutata...; o
...; o... da fortuna aiutatrice di ragione, sì come
ferro l'avidità delle sacre reliquie, da cui spesso provenivano furti e rapine.
compagnia del 40 battaglione perlustri la via da cheren ad el-ain. graf, 5-1034
detiene, è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la
a dieci anni e con la multa da lire un milione a quattro milioni. calvino
assume la rapina aggravata, cioè caratterizzata da circostanze aggravanti). leoni,
-come personificazione. bruno, 3-568: da là dove spanta gli numi il divo e
di rapina e d'ogni immondizia. guido da pisa, 1-196: l'arpie figuratamente
greco quanto rapina in latino. felice da massa marittima, xliii-302: ira, superbia
amicarsi i più vigili e cattivi cani da guardia; e d'altronde con tanto
anche il frutto di tale sottrazione: da parte del vento o delle acque).
-razzia, ruberia compiuta con scaltrezza da un animale (e il cibo che
che s'accigliano li uccelli di rapina quando da prima sono presi, acciocché sieno più
, lupi, volpi, spinosi. ca'da mosto, 234: animali di
gufo e vischio, poi con uccelli da rapina. redi, 16-iii-90: il luccio
nibbi, per l'aver l'unghie da rapina più aguzze, vincitori.
vedere con che grazia in quelle facce da rapina glier avevano sgranfignate contentandosi di rimaner
tre mila. 3. saccheggio compiuto da un esercito ai danni di un paese
occupato o, per proprio conto, da parte dei soldati di tale esercito o di
un esercito mercenario o, anche, da parte di un gruppo di irregolari (
costui gizzerico a tal preda / corre chiamato da tirata eudosa / e spoglia roma con
oggetto di saccheggio o che si ricava da un saccheggio. caporali, i-94:
, 4-45: ah! reggianelli, gente da dozzina, / tunghie vi resteran ne
se vuol di regni esercitar rapine. da ponte, 70: volta mai non ebbe
francesi hanno costretto il direttorio a asciar da parte i princìpi di moderazione e pazienza.
-con metonimia: ciò che si ricava da tali comportamenti. giovanni da samminiato [
si ricava da tali comportamenti. giovanni da samminiato [petrarca], ii-89: non
dio. -chi è oggetto di sfruttamento da parte di qualcuno. alamanni,
: lo qual movimento, se esso è da intelletto alcuno o se esso è da
da intelletto alcuno o se esso è da la rapina del primo mobile, dio
a episodi mitologici). guido da pisa, 1-181: in quelli tempi eziandio
ed ecco, in un lampo, da i massi de la riva / irruppero gli
; / né le par che vi sia da tardar, s'ella / non vuol
la bella sua rapina / seco trar da la marina. -approccio (anche
ch'usa 'l mio arco ». antonio da lerro, xxxix-i-252: convien ch'adori
visconti, 1-70: parole odo talor spinte da voce / umana, anci celeste,
core. -chi è completamente dominato da una passione o è stato totalmente conquistato
una passione o è stato totalmente conquistato da una donna. nappi, xxxvtii-206
9. privazione della vita di qualcuno da parte di altri (o, anche
. b. tasso, i-152: egli da languir lungo a rider volto / gode
di diminuzione di una facoltà sensoriale causato da un fenomeno naturale. baldini, i-117
quasi si ra- cozzavano insieme. andrea da barberino, 1-244: in quella che
dotta, lat. rapina, deriv. da rapire (v. rapere).
altri beni; rapina. uguccione da lodi, xxxv-i-606: l'aver ch'à
moglie. = nome d'azione da rapinare. rapinando, sm.
di sabbia. = deriv. da rapinare, con la desinenza del gerund.
verso le 17, sono stati rapinati da uno sconosciuto armato. la stampa [8-iii-
la visita di leva, sono stati rapinati da due coetanei che li hanno minacciati con
conceduta, si partirono. -riprendere da altri autori temi e immagini, appropriandosene
quel rapinare dappertutto, traducendo e rielaborando da antichi e recenti poeti, e che il
illecitamente. - anche assol. uguccione da lodi, xxxv-i-609: guai a quelor qe
, 2-2-255: chiamano se medesimi uomini da bene, come se noi riissimo uomini
bene, come se noi riissimo uomini da male e usi a rapinare e opprimere gli
le leggi agrarie. = denom. da rapina. rapinato (part.
equipaggio, che si erano creduti rapinati da un uragano, persuasi d'essere sopra
ad un uomo ucciso nella propria casa da un ignoto rapinatore, sei mesi prima
via elio si menomava, perché elio cacciò da sé e dal suo oste molti e
, lat. rapinator -óris, deriv. da rapina (v. rapina)
franca tu voi conquistare. = da un lat. * rapinaticum, deriv.
un lat. * rapinaticum, deriv. da rapina (v. rapina).
: ruberia. = deriv. da rapina. rapinévole, agg.
? = agg. verb. da rapinare. rapìnia1, sf.
della pentandria monoginia di linneo, stabilita da loureiro, che comprende una sola specie
ra- pico. = deriv. da rapa1, con doppio suff.
3. molto velocemente. dino da firenze [tommaseo]: la qual cosa
costrigni tamare / tempeste rapinose. zanobi da strata [s. gregorio magno volgar
: non sentendosi uomo di guerra, udiva da lungi questa piena rapinosa restando aggrappato al
finale. -che rivela o muove da una profonda ispirazione o esaltazione interiore,
una profonda ispirazione o esaltazione interiore, da uno stato di intensa commozione.
secoli. montale, 5-73: tardi uscita da bozzolo, mirabile / farfalla che disfiori
bozzolo, mirabile / farfalla che disfiori da una cattedra / l'esule di charleville
come son rapinose quelle ragazze! -provocato da rabbia, stizza, collera improvvisa.
era formata di 'magali 'magici da una medea rapinosa, un onagro carico
rapide e rapinose. = deriv. da rapina. rapire (ant. rappiré
rapita) o per costringerla ad allontanarsi da un luogo (e può riferirsi a
d'alessandria e fuggì con essa. guido da pisa, 1-183: udendo la fama
detta pulcella per forza rapì. antonio da ferrara, xlvii-94: cerer, la dea
ogni anno i garzoni e le donzelle da divorarsi dal suo minotauro. s.
196: la bambina era stata rapita da una banda di malviventi per incarico del
[cappone] anco rubbare, fu egli da lei... prestamente rapito e
lor incontro, e inaspettate / li rapivan da tergo, e con acerbe / piaghe
... / quando ci sono da rapir pulcini / si lasciano cadere di
3. ottenere che una persona si separi da un'altra, per lo più al
presso di sé o che si allontani da un determinato luogo o ambiente
la causa che fa separare una persona da un'altra o che la fa allontanare da
da un'altra o che la fa allontanare da un determinato luogo o ambiente.
[per il mio esilio] noi da noi rapiti, / io forse a morte
e incendiate le case si levò il nemico da bosfiglina, magnificando il bassà così infelice
d'annunzio, iii-2-303: -ei va / da tindaro di sparta. -al rapimento.
ojetti, i-93: un anno dopo, da perfetto collezionista, era bell'e pentito
bell'e pentito: -muller, vai tu da vollard. vedi se mi rivende quel
gl'imperi. botta, 5-194: da tante ambagi niuna cosa certa poteva ritrarre
sei tanto che ti lasci il ferro / da una donna rapir? -con uso
, a gara con altri. benvenuto da imola volgar., i-119: virginio,
i-119: virginio, avuta la licenzia da appio, trasse da parte la nutrice e
avuta la licenzia da appio, trasse da parte la nutrice e la fanciulla, e
in prima un tizzo ardente / rapì da tare e 'l braccio alto vibrando / via
edifici e credetevi larghezza fare! guido da pisa, 1-11: benché questa gente
: prencipe, che ingiustamente rapisce danari da un e dah'altro, si rende
consistevano, che si cacciassero gl'inglesi da livorno, vi si rapissero le sostanze dei
dei suoi passati, il quale era tenuto da servio; e mandati a quello gli
b. davanzati, ii-547: esce da un vivo ingegno un bel detto,
di lorena..., essendo aiutato da vivacità di spirito e da acutezza d'
essendo aiutato da vivacità di spirito e da acutezza d'ingegno che rapiva i concetti
rapire al cielo di una biblioteca, da demostene a giovenale, da carlo goldoni al
biblioteca, da demostene a giovenale, da carlo goldoni al giusti, tutte le
plagi... si effettuarono quasi sempre da * minore a maggiore ',
diritto delli artisti creatori e delle opere da loro create, in quanto vi si
del canova, mi venne amichevolmente rapita da monsignor nicolai, né più volle restituirmela
de * cieli. s. caterina da siena, iv-152: confortati e fa'forza
il paradiso sembrava non esser più destinato da dio se non a pochissimi, cioè al
-ricevere, acquistare determinate peculiarità e caratteristiche da altre entità. - anche assol.
condiscendenza e tolleranza (un animale, da chi lo guida). leopardi,
occhi e ne la bocca: / e da la dea d'amor tanto veleno / con
gli alberi con dannoso rompimento. benvenuto da imola volgar., i-255: tanto era
aura a volo / più faville rapìa da questo suolo. -far diffondere (
, di proprio suo moto si muove da oriente in occidente in ore ventiquattro,
altri orbi de'pianeti inferiori e compresi da lei... di questo moto è
questo moto è rapito il cielo stellato da un altro superiore, che viene ad essere
, 12-614: era [fegeo] / da la fuga rapito e da la forza
fegeo] / da la fuga rapito e da la forza / di tutti [i
tanta dolcezza? giusti, i-5: partii da pistoia ma il mio core non partì
de chi l'è fido, / da voi mi dispartirò in un volo. /
foria al tuto, / io te dina da cui e'fui rapita. buonarroti il
bernari, 8-39: fosti subito rapita da quel napoletano buontempone, ciarliero, che
l'immaginazione e, anche, distogliendolo da altri pensieri, stati d'animo o attività
sublimando il pensiero all'idea del bello, da questa solo vengono rapiti e la contemplano
l'umana vista, e però fu creduto da vari anco sopra d'ogni altro eccellentissimo
porpora, rapivano gli occhi de'riguardanti che da lontano
essa e disfare il mondo. domenico da montecchiello, 39: per dono grazioso di
,... sendo prostrato in terra da quella divina luce e divenuto cieco,
vi abbracci, chiarirowi come le tanto da me celebrate persone mi odiano mercé di
a un tratto dalla sua finzione come da un nembo. montale, 15-194: le
che adorare te, senza mai distogliere da te il mio sguardo inebriato. te
comodo, lasciamo per lo più rapirci da quello. f. pallavicino, 3-ii-45:
lo rapiva e libe rava da tutte le catene. -trasportare qualcuno
connessa l'idea dell'allontanamento del defunto da una persona, da un ambiente, da
allontanamento del defunto da una persona, da un ambiente, da un'attività,
da una persona, da un ambiente, da un'attività, dalla vita terrena stessa
b. davanzati, i-4: furono da morte acerba, o trama di livia
il padre e l'amante; abbandonata da tutti! gioberti, 1-i-204: è falso
di un idrope che... da gran tempo lo travagliava. carducci, iii4-
poi fra sett'anni la morte / da le fosse di mantova / rapirà. betteioni
e pauri- ranno [l'anima abbandonata da dio]... e sarà data
suole di distrugger ciò che più sarebbe da conservare, ce gli ha rapiti. f
. loredano, 7: fu rapita da un soavissimo sonno cagionatole o dalla
. guittone, i-3-250: quanto è da stimare vertù che non rapire, non
celi per onne stascione, / c'omo da for non senta la tua affezione,
italia, non so come, lasciò rapirsi da altri popoli non già le lettere,
timor che mi scolora / e mi rapisce da le guancie il sangue / ove adverso
con lo avedimento di voi medesimo, da che la facilità del naturai sapere vi
la facilità del naturai sapere vi rapisce da lo intelletto il verace modo di dire
scrivi [scalpello] che, se da gli occhi miei fu pronta / gli alti
. -far svanire dalla mente o da un sogno. dottori, 3-35:
volo / eguale ai venti. io da le piume sorsi; / credei vano il
. 14. allontanare una persona da una condizione o da una situazione dolorosa
allontanare una persona da una condizione o da una situazione dolorosa, difficile o pericolosa
o a soggetto astratto). marsilio da padova volgar., 1-i-6: per la
soprannaturali [cause], cioè provenienti da interna azione di dio, che rapisce l'
ostinatamente sbat- tutto da'remi, quasi da chi le galere rapivagli, cedete a'
-costituire la causa che distoglie qualcuno da un'occupazione, da un'attività.
che distoglie qualcuno da un'occupazione, da un'attività. pacichelli, 1-589:
che per natura aborriamo, ovvero ritràerci da quello a che la violenza dell'inclinazione
attenzione del popolo, non s'ha da cercar troppo studiosamente le forme umili e
particella pronom. disus. essere dominato da un'emozione, da un sentimento.
. essere dominato da un'emozione, da un sentimento. monti, v-25:
per darlo a'poveri. = da un lat. volg. * rapire,
crocifere, tribù delle rafanee, stabilito da boerhaave. la specie più nota è il
pavese, 8-30: l'ingegno surriscaldato da un gioco razionale... supera
rapitiva. = agg. verb. da rapire. rapito (part.
tu, achille, leggerai, viene da briseide la rapita. antonio di meglio,
buonafede, 2-iii- 215: fedone da elide, rapito da corsari e venduto a
215: fedone da elide, rapito da corsari e venduto a disonesto padrone,
della famiglia stessa, la reclusione è da un mese ad un anno. codice penale
. tassoni, 7-1: quel fiero da l'impeto rapito, / pedoni e cavalier
constringere tieni in desio, farò venire erbe da tutta arcadia, e sugo di nero
con violenza irresistibile) dal vento, da un gorgo, dalle acque, ecc
fé sotto e vortice e vorago, / da cui rapita, vacillante e china,
loro corso rapite e spazzate, le balene da essa voragine violentemente strascinate e con alto
e spinta dalla celerità del moto, come da bombarda o da balestro, accende la
del moto, come da bombarda o da balestro, accende la discordia né può stare
. 5. dominato, pervaso da un'emozione, da un sentimento,
. dominato, pervaso da un'emozione, da un sentimento, da una passione,
un'emozione, da un sentimento, da una passione, da uno stato d'animo
un sentimento, da una passione, da uno stato d'animo, ecc.
in frutti staterecci? perché se'rapito da vane allegrezze? leone ebreo, 197
: rapiti [gli spagnoli] subito da cieco timore, che veniva anche reso
mi soprarrivarono in tempo che, rapito da desiderio ineffabile di vendetta e ritenuto dalle
.. non vede le cose staccate da sé. -che rivela un'emozione
che 'n sé non se retrova. vito da cortona volgar., xxi-760: cominciò
, 1-201: mi allontanai piano piano da eleonora, che, rapita in estasi mistica
l'anima a dio). felice da massa marittima, 46: poi che fui
e pen- somi che tu se'rapita da lo spirito di fitone. g. p
volontà il giorno istesso queirempio, rapito da un infernale spirito e gittato nel fuoco
, colla faccia distorta. -invasato (da una divinità ispiratrice). aleardi,
, onde i responsi / ululando rendea da le sue grotte / la rapita sibilla.
, svagato, distratto (o deriva da tale stato d'animo o lo rivela
ad ogni conversazione, ma in verità da una insolita malinconia rapito fuor di se stesso
colmo di ammirazione, di stupore; preso da una profonda emozione per l'ascolto di
io mi trovai in pochi istanti così rapito da quello spettacolo nuovo, bello e repentino
morando, 53: parve che si svegliassero da un'estasi i circostanti quando rosalinda si
guardavano rapite. 9. colto da un'intensa e, talvolta, improvvisa
s. v.]: 'rapito da morte ': chi muore di rapida
un core irriti, / quando amor da ragion vinto si sdegna, / quanto il
il vedersi i suoi piacer rapiti / da mano ingrata e per cagion men degna
degna. s. maffei, 7-59: da que'rai troppo in suo lume alteri
di mano alla plebe. -salvato da un pericolo mortale. tommaseo [s
rapito alla morte ': chi è salvato da essa e conservato alla vita. quante
sconsigliato amor proprio, vadano operando non da ministri di dio e procuratori del comun bene
procuratori del comun bene, ma solamente da uomini. cesari, 1-1-186: voi vedete
esser accompagnato nella mia partenza di qui da sier andrea pisani...,
durano qualche secondi, ben altra cosa da que'tratti di rapita luce che dipendono
, i-82: gli fu detto non so da cui che sarebbe stato ben fatto,
infine: questi / i vanti son da contrappormi. -che vive predando altri
che causa la temporanea liberazione dell'uomo da affanni e preoccupazioni (il sonno).
artiglio. = nome d'agente da rapire. raplaplà, sm.
s'abbi a dire è spezie che da rapa deriva, così salvatico come domestico.
, dette anche 'raponi 'corrottamente da navoni, meno stimate, coltivate per
= voce dotta, comp. da raponti [ci \ na e dal tema
vicario / ch'io mando a tór da lui quelli raponzoli / di che ier gli
107: di ciro fatti dare notizie da mariuccia, la quale sino al giorno corrente
sino al giorno corrente ha sempre avuto da me il regolar gazzettino intorno alla vita
12-8-43: nel giardino della villa fabbricata da monsig. giuseppe martelli arcivescovo di firenze,
al- cune piante. = da rappa1, forse con accostamento a nappa1 (
perocch'è di più sozza apparenza. dino da firenze [tommaseo]: queste incapestrature
dalla cammpagna su uno sghangherato calesse tirato da un brunello tutto rappe e tigne.
bigia cappa, / che non torcesse da lato la gota / per la franca
lascia traccia. = nome d'azione da rappaciare. rappaciare (rappacciaré)
rappaciarsi con domeneddio perché cantava e burlava da mattina a sera. =
-, con valore intens., e da appaciare (v.).
del mele. = nome d'azione da rappaciare. rappacificaménto, sm. il
. = nome d'azione da rappacificare. rappacificante (part.
e rappacificogh insieme. s. bernardino da siena, 995: elli conversava co li
.. e benché el cardinale macteo da acquasparta venessi in firenze e rappacificassi insieme
. io quando vedo il loro procedere da fiasco, i chiassi, l'insolenze,
] -, con valore intens. e da appacificare (v.).
(un dissidio). andrea da barberino, 1-51: era già la cosa
già la cosa rapacificata, quando balante da capo cominciò a lodare lo re agolante
e a biasimare lo re carlo. giovanni da empoli, 64: sendo venuto il
, 15-71: fu chiesta in sposa da un signore nasuto e come durante le
e dimensioni. = nome d'azione da rappacificare. rappadóre, v.
-, con valore intens., e da appagare (v.).
toste ver brandizio. pallavicino, iii-156: da queste parole rappagati e quasi riposti in
tovaglia il tovagliolo rappallato, qualche stecchino da denti sparso. = comp.
-, con valore intens., e da appallottare (v.).
con la barba levano il sugo che da questi gocciola: questo si rappallotola in
al tutto / s'inaridì, le fibre da ogni parte / venendo a concentrarsi,
-, con valore intens., e da appallottolare (v.).
su 'l mostaccio. = deriv. da pancia, con i pref. lat.
-, con valore iter., e da apparare1 (v.).
... gerusalem per due anni da tito, infra gli altri mali che strigneva
fra 'denti. = deriv. da arrappare1 (v.), con aferesi
per tre anni. = denom. da rappa4; cfr. anche venez. rapar
-, con valore intens., e da apparecchiare (v.).
-, con valore intens., e da appareggiare (v.).
nel rappassare in canto di una strada, da lei fui veduto. =
-, con valore iter., e da passare (v.).
dal provenz. rapador, nome d'agente da rapar 'rapire, rubare '.
, con valore intens., e da pattare (v.), sul modello
mamento. = nome d'azione da rappattumare. rappattumanza (rappatumanza),
riconciliazione. siri, iii-558: da questa mostruosa rappatumanza si presagivano bisbigli e
del conte. = deriv. da rappattumare. rappattumare (rapattumare,
superba giocondità che lo rappattuma colla natura da lui chiamata a parte del suo trionfo
mandò a dire che mi voleva dar da fare molte grande opere. a. f
-, con valore iter., e da un denom. di -pattume (v
co'miei. = nome d'azione da rappattumare. rappattuminare, intr.
, con valore intens., e da un denom. di pattume (v.
il giovane, i-378: fece assai zuccaion da monterappoli / con quella lancia sua tanto
il richiamare in patria aau'esilio, da una missione all'estero, dal fronte
in corte, il cui rappellamento abusivamente credevasi da alcuni per inquisirlo. =
inquisirlo. = nome d'azione da rappellare. rappellare (rapellare)
richiamare in patria dall'esilio; richiamare da un fronte lontano (un esercito)
battaglia: riprendere il combattimento. erasmo da valvasone, 2-2-76: il gran duce degli
29-11: rappèlla lei [l'anima] da la sfrenata voglia / sùbita vista che
rade / ogni delira impresa. marsilio da padova volgar., i-1-6: per rapire
] al riposo e ne rappelle / da le fatiche. tasso, 13-795:
umil segno. mazza, iv-42: da la fosca obblivion rappèlla / la turba de
: rappellate alla memoria tutte la massime da lui prestabilite. pananti, i-425: ella
-, con valore iter., e da appellare (v.); cfr
espressione sans rapét), deverb. da rapeler 'richiamare rappennecchiare, intr
come pennecchio; si dice delle bestie da stalla, quando si rannicchiano per sentirsi male
-, con valore intens., e da appennecchiare (v!).
i miei stracci e rappezzamenti uno spaventaccio da ficaie, mi volli fare de'godi
le stringhe. = nome d'azione da rappezzare. rappezzare (rapezare,
altra volta questo ribi. s. bernardino da siena, 1056: e1 vestimento nostro
, spago, bullette ed altre cose necessarie da rappezzare e tacconare le scarpe. fagiuoli
un qualsiasi oggetto rotto). andrea da barberino, 1-268: carlo rapezzò el rotto
caradosso l'opera era molto più difficile da fare;... più mi saria
... non fanno mai nulla da loro. galileo, 5-121: uno tra
difetti è molto familiare al tasso, nato da una grande strettezza di vena e povertà
scrive, distoma e alfin rappezza / da un rancio canzonier sonetto o stanza.
da'signori filicaia, salvini et adimari da firenze. carducci, ii-16-126: le rimando
- anche assol. 5. bernardino da siena, 701: i peccati non si
scapati giovinastri, avvezzi / a operar da balordi, ecco che avviene: / fate
stridano che l'imperatore, che ha da esser capo defl'imperio et indifferente con
prelato, in man del quale abbiano da capitar tutte le loro negoziazioni e trattazioni
~, con valore intens., e da appczzare (v.); cfr
, ne'tempi bassi e strapazzate poi da * ristauri moderni. g. capponi,
scacazzata, rappezzata, rubacchiata e strappata da mille leggendaccie goffe. galileo 3-4-227:
g. gozzi, i-12-239: sono da dieci / in dodici anni che certe
'. = nome d'agente da rappezzare. rappezzatura (ant.
il tabarro... apparve vestito poveramente da pastore, con le brache a brandelli
era troppo differente la stoffa dell'originale da quella delle rappezzature. foscolo, xvii-269
(o illudersi di uscire) provvisoriamente da un guaio (anche nella locuz.
rappezzatura che il buco, si dice da noi. ferd. martini, 1-iii-530:
di rappezzatura. = nome d'azione da rappezzare. rappezzino, sm. ant
che domine devono esser, ciabattini o rappezzini da scienze, questi officiali? =
, questi officiali? = deriv. da rappezzare-, cfr. anche genov. repessìn
toppa. ghislanzoni, 15-14: da due ore, sulla porta dell'albergo,
si vede usato e dagli antichi e da ^ moderni. d'annunzio, v-2-51:
una fondita. = deverb. da rappezzare. rappiacevolire, tr.
-, con valore intens., e da appiacevolire (v.).
(una superficie). francesco da barberino, 200: se tu sarai fomara
[del cedro],... da ciascuna parte rappianalo, rici- dendo i
rughe e cicatrici). francesco da barberino, 241: la madre..
raddrizzare (le spalle). francesco da barberino, 186: gli omeri [del
-, con valore intens., e da appianare (v.).
anzi sia rappianato. -non più mosso da onde; calmo (il mare).
reale lastricata colle lastre degli apostoli e rappianata da torme di tutti i santi e del
-, con valore intens., e da appiastrare (v.).
-, con valore iter., e da appiastriccicare (v.).
, 4-4-392: sì angusto era lo spazio da rappiattarvisi dentro che io credo..
si rappiatta. rezzonico, xxiii-256: da una parte il foro riesce vicino a
. rifugiarsi. bettinelli, 3-193: da ciò venne in nazioni ed in tempi
-, con valore intens., e da appiattare (v.).
rappiatto: di nascosto). antonio da ferrara, 165: e1 ce n'è
. armenini, 3-42: giovan antonio da vercelli..., messosi di rapiatto
quel spagnuolo. = deverb. da rappiattare-, cfr. anche appiatto.
vedranno vostre signorie la cagione della partita da càmbrai del viniziano e milanese oratore e
persona. = nome d'azione da rappiccare. rappiccare (rapicare, rapiccare
commessi a pezzetti,... e da dieci anni ch'erano pantofole, i
male è questo, che, inceppato da mille cose, sviato da mille parti
che, inceppato da mille cose, sviato da mille parti, dovendo passare da un
sviato da mille parti, dovendo passare da un linguaggio all'altro, da una
dovendo passare da un linguaggio all'altro, da una operazione materiale ad una morale,
v-78: la fleur tollerò la sua caduta da cristiano francese, e non disse né
gesù cristo ', in centosei ragionamenti da me conchiusa, rappìccovi (secondo che
nascente. foscolo, xvii-44: il periodo da me cancellato andrebbe ommesso, dice cose