a vento con infiniti altri mulinetti parte da. uomini e parte con cavalli girati.
non ha ora che una sola macina da polenta, ma in tempi meglio avventurati
, era usato nella preparazione della polvere da sparo e dei colori). biringuccio
: anticamente si soleva [la polvere da scoppio] con certi mulinetti e macine come
più neanche un misero mulinetto a vento da bambini. d'annunzio, 1-468:
. = sost. verb. da mulinare. mulino1 (molino;
del frumento in farina, costituito essenzialmente da uno o più organi di macinazione,
compressione e abrasione sui chicchi, e da una tramoggia nella quale viene immesso il
tramoggia nella quale viene immesso il materiale da macinare; negli impianti antichi, l'
organo macinante era per lo più formato da due dischi di pietra (macine o
al pavimento e l'altro rotante, mosso da una serie di congegni azionati da forza
mosso da una serie di congegni azionati da forza animale, da cascate d'acqua
di congegni azionati da forza animale, da cascate d'acqua o dal vento (e
macinante è costituito, per lo più, da una o più coppie di cilindri
contrario e con velocità diverse, azionati da un motore a scoppio o elettrico. -
di installazione: mulino a bestia o da bestie o a forza d'animali:
mulino a braccia o a mano o da mano: manovrato a forza di braccia
mulino ad acqua o d'acqua: azionato da una ruota idraulica; mulino a doccia
a doccia: con ruota idraulica alimentata da un canale sopraelevato (v. anche
mulino a motore elettrico,: azionato da un motore elettrico; mulino a secco
eolica; mulino a vapore: azionato da una motrice a vapore; mulino a
a vapore; mulino a vento o da vento: con una ruota a pale
chiatte nei grandi fiumi, in modo da sfruttare la corrente; mulino terragno o
la quale àe alcuno molino fatto, da cavallo o da mano, con quello
alcuno molino fatto, da cavallo o da mano, con quello debbia continuamente macinare
uomo si fa, credo che sia da osservare l'usanza del paese...
tale molino ha le ruote grandi e da lato, ma el terragno l'ha
, possessioni, pascoli, boschi, molini da vento. montecuccoli, i-132: deono
a mano, e di forni da cuocere il pane. cattaneo, vi-1-99:
felizzano questi molini natanti sopra una chiusa da costruirsi. padula, 493: noi
-mulino portatile o a mano o da mano (anche semplicemente mulino) '
, lii-7-298: egli aveva fatto fare molini da mano abbastanza, né mancava d'ogni
'il mulino del po ', ha da comprendere un secolo, passato col fiume
2. per estens. macchina azionata da un motore a scoppio o elettrico (
a scoppio o elettrico (e in passato da forza animale o eia una ruota a
le olive (mulino per olive o da olio, con funzione di frantoio o
palle o a sfere, colloidale, da polvere, ecc. -anche: l'edificio
si macina con pistoni o con mulino da uliviera. gaiucci [g. acosta]
e perù: finora nondimeno non hanno molino da olio, né ve se ne fà
i-480: con magazzini, arsenali, mulini da polvere, fonderie, ospedali, spezierie
spezierie. mosetti, 1-402: il mulino da polvere... porge un'idea
piccola eminenza allato di un antico mulino da tabacco. tramater [s. v.
v.]: dicesi 'mulino da polvere 'quello che serve a preparare
quello che serve a preparare la polvere da sparo. e così abbiamo i 'mulini
abbiamo i 'mulini eia olio, da frutta, da mondar l'orzo e 'l
mulini eia olio, da frutta, da mondar l'orzo e 'l riso, da
da mondar l'orzo e 'l riso, da senapa, da mallo, da vallonea
orzo e 'l riso, da senapa, da mallo, da vallonea,..
, da senapa, da mallo, da vallonea,... da macinare i
mallo, da vallonea,... da macinare i colori, da tabacco \
... da macinare i colori, da tabacco \ moretti, ii-535: ci
perfino la calce, perfino il tabacco da naso. p. levi, 2-162:
impianto meccanico, per lo più azionato da una ruota idraulica o da pale mosse dal
più azionato da una ruota idraulica o da pale mosse dal vento, impiegato per
ollanda particolarmente con gran copia di molini da vento e d'altre machine artificiose si
cosa, e massima- mente i mulini da segare. moretti, ii-537: il centro
immaginario (o talmente forte e potente da risultare inattaccabile); problema artificioso,
quanti / son macinati in un mulin da vento. / -non erano mulini eran
iii-25-73: un bravo signore... da tempo in qua infiora di disquisizioni critiche
, che veniva per lo più azionato da energia idraulica (mulino da seta)
più azionato da energia idraulica (mulino da seta) ', filanda. g
2-xiv-232: di trentacinque piante di molini da seta non ne lavoravano che tredici o quattordici
p. verri, 3-iv-125: i mulini da seta, che erano alla fine del
(ed era per lo più azionato da energia idraulica). arneudo [s
cartiera embrionale, detta anche 'molino da carta ', dove, con macchinario
a 20 ore, discoprimmo molte abitazioni da una parte e l'altra [dell'
arcolaio (ed era per lo più azionato da una ruota a pedale); scodellino
ordite. 10. meccanismo costituito da un rotore ad asse verticale, per
arrotare lame e ferri taglienti, costituito da un disco di pietra arenaria montato su
e azionato con un sistema di trasmissione da una ruota messa in movimento con un
signor tenente maresciallo... dipendano da cagioni esteriori: onde per conseguenza ha
mano non so che pastorale e pivolo da piantare gli uomini e farmi donagione d'un
testa, raccapezzava sempre qualche proposta strampalata da fare a lazzaro. 18
coltivazione. 25. relig. mulino da preghiera: nella pratica religiosa del buddismo
, se di piccole dimensioni, o da una ruota azionata ad acqua o a
o per trovare una via d'uscita da una situazione difficile e intricata.
pref.: tutte cose... da fare sbalordire un mulino a vento,
uomini e donne si confessaro e comunicaro da lui; nelle quali confessioni sempre acqua
del cieco e del ragazzo che gli serve da guida. 29. prov
e il guadagno, o si facciano da noi le cose o per mezzo d'altri
al mulino, macina. -arco da mattina, empie le mulina, arco da
da mattina, empie le mulina, arco da sera, tempo rasserena: l'arcobaleno
proverbi toscani, 181: arco da mattina, empie le mulina; arco
mattina, empie le mulina; arco da sera, tempo rasserena. -asin bianco
stant. di molinus, deriv. da molère 'macinare'; cfr. anche il
razza dei muli; composto, formato da muli. tanaglia, 2-373:
una. -groppa mulina: costituita da masse muscolari asciutte e poco sviluppate (
. destinato, adatto ai muli; trainato da muli. salvini, 16-669: essi
cocchio 'o simile vale 'tirato da muli '. 3. zootecn
dotta, lat. mulìnus, deriv. da mùlus 'mulo '. mulióne,
sono persequitate dalle vespe e calabroni e da una spezie di zanzale che si chiamano mulioni
api e ai muli ', deriv. da mùlus 'mulo '.
: nome dato alla mullaghera, pianta da foraggio. = etimo incerto; cfr
lat. mediev. mollarius (forse da molinarius), attestato a todi e nelle
v. mullo1); voce registr. da p. petrocchi. mullite, sf
la fase cristallina di prodotti ceramici derivati da composti argillosi, come le porcellane.
è impiegato come ani male da tiro, da soma e da sella,
ani male da tiro, da soma e da sella, in partic.
male da tiro, da soma e da sella, in partic. nelle
firenze, si mise in via. folgore da san gimignano, xxxv-n-417: di novembre
trasporto delle merci e delle derrate, da che portano molto peso e reggono
di diversa natura, adonque quello che da questi si genera è totalmente sterile.
: l'uomo ha anche bisogno d'imparare da certi quadrupedi, di essere, cioè
sterile, animale o vegetale, derivato da individui appartenenti a specie diverse, ma
). 8. locuz. -accorgersi da qual piede zoppica il proprio mulo:
.. e io che ben mi accorgeva da qual piede zoppicava il mio mulo,
, vij soldi kabella. -trattare da mulo', con ingratitudine. parini,
fu dal p. branda pubblicamente trattato da mulo, che, dopo aver mangiato
alessandro, e ch'egli avea frequentate da giovinetto, * scuole arcimbolde '.
si dice in proverbio a significare che da persona di cattiva natura non possiamo aspettarci
chirone e vegezio), comp. da mùlus 'mulo 'e medicina 'medicina
dotta, lat. mulomedicus, comp. da mùlus 'mulo 'e medicus '
= voce dotta, lat. mulsa, da accostare probabilmente a mèl 'miele cfr
molso, cioè vino melato. niccolò da correggio, 1-89: due vivande / di
insieme cocendolo lo fanno; et è sano da usare, ma ristucchevole. lancellotti,
di vivere, ch'è diverso assai da quel ch'era, essendo che molte
... / e non avrò qual da punir con multa, / qual con
, / qual con minaccie, e da dolermi ogni ora / che qui la forza
della somma ricavata '. -la somma da distribuire è formata da quanto proviene a
. -la somma da distribuire è formata da quanto proviene a titolo di prezzo o
, di multa e risarcimento di danno da parte dell'aggiudicatario. -la natura specificamente
conciliazione 'o di 'oblazione ', da chi abbia commesso un'infrazione che ammetta
dalla legge per la categoria di reati da essa considerati più gravi e qualificati come
due milioni. per i delitti determinati da motivi di lucro, se la legge
, il giudice può aggiungere la multa da lire duemila a ottocento- mila. quando
parlava de! gran numero di poveri da lui nudriti quotidianamente nella città. codemo
in alemagna. il figlio primo ha più da far che non vorrebbe per concigliarsi i
ammutinarsi. muratori, iii-6: non è da maravigliarsi se, succedendo poi la peste
maravigliarsi se, succedendo poi la peste da 11 a poco e trovando si mal
è fatta nell'aria libera, agitata da continuo moto, nodrita con li più sani
i grassi e le sugne si pigliano da gli animali giovani, ben nutriti e sani
, come viene / di nudrita vaccarella / da la turgida mammella. 3.
fiorito. d'annunzio, i-222: da la putredine le vite / nuove crescono in
svevo, 8-170: quelle case grandi abitate da gente semplice, ma nutrita di buone
[del mar caspio], nutrite da pochi fiumi e non soccorse da correnti oceadeterminati
nutrite da pochi fiumi e non soccorse da correnti oceadeterminati studi, di una certa
i francesi... si mostravano da lontano colle loro tende a striscie bianche ed
misera e mendica, / tenendo un putto da ciascuna mano, / che marte lei
1-160: la mia figlia vera, / da me nudrita, al fianco mio cresciuta
quelli che, nutriti dalle arti e da libertà, già divenivano prepotenti. mazzini,
mal nutrito) ', educato in -fortificato da una credenza, da una fede.
, educato in -fortificato da una credenza, da una fede. mazzini, 60-116
ché de mal è nutrito. francesco da barberino, ii-179: fa occhio di
suoi primi anni nelle lettere et allevato da persone di quieti pensieri, ha ben l'
ammutinamento. 12. permeato, pervaso da un sentimento. poerio, 3-66:
.. /... / causata da sciocca gelosia /..., e
.., e poi nutrita / da una pazzia che gli dette ad intendere /
dipinse. buonarroti il giovane, i-144: da dame e cavalier nutrito amore, /
tutto a lui e nutrita dall'orazione e da altri onesti esercizi. leopardi, 1082
è vicino, ci tolgono l'illusione -prima da noi nutrita - che fossero in noi
, più che speranza, fiducia, da me nudrita in principio di questa adunanza
sarebbero state l'opposto della fede nutrita da suo padre. tcechi, 10-204: vecchio
10-204: vecchio pregiudizio, nutrito fin da giovane, come se il corpo della donna
di mala sodisfazione portate e nudrite più da motivi d'interesse di stato che da
più da motivi d'interesse di stato che da impulsi d'affetto e di parzialità.
e che l'iniziativa del moto europeo era da trovarsi altrove. michelstaedter, 124:
i preti. -che trae ispirazione da determinate circostanze; che si ricollega a
] pittura è sobria, preziosa, circoscritta da un esaltato lirismo, aristocratica, chiara
seduto davanti alla sua capanna, quando da certi macchioni principiò una nutrita sassaiola
però raddoppiare il fagotto 2. do da un contro fagotto per più sostenere l'armonia
carducci, ii-11-286: la vita del belli da voi scritta mi piacque: nutrita di
, doveva un po'per volta cancellar da quel cuore l'imagine d'un al-
che prima s'uccidano. sarà morto da loro il lor nutritore, e fragel-
: come è, dice, che voi da lor laudevoli maniere tanto allontanato vi siate
e dalla dottrina del nutritore. benvenuto da imola volgar., ii-403: conciò
, mio creatore e nutritore. bianco da siena, 79: per farci cittadini /
te, acciocché tu mi debba liberare da questa infermitade. 6. figur.
, anche della selvaggina; è costituita da contenitori, che fungono da mangiatoia,
è costituita da contenitori, che fungono da mangiatoia, nei quali, attraverso orifizi
nutritor -òris, nome d'agente da nutrire (v. nutrire).
voce dotta, lat. tardo nutritorius, da nutritor -dris (v. nutritore
si truova sopra terra. adunque si parte da quello medesimo luogo [dal corpo]
umida, quivi più alto la vite è da fare, perciocché nel parto e nella
il campo afforzar, perché sicura / da inopinati assalti e da spaventi / fosse
, perché sicura / da inopinati assalti e da spaventi / fosse la notte; e
nutricava quattro leoncelli. 0 degne nutriture da convertirsi in morte de la sua patria
per natura / prende nodritura. matazone da caligano, xxxv-1-791: ma no per
/ no vose compagnia / se no da li cortexi / per bona nutritura. fiori
carlo, la nodritura che in te sino da fanciullo ho fatto e li beni che
. bruno, 3-362: siamo exempti da la cura d'un tanto ricco possessore
lat. tardo nutritura, nome d'azione da nutrire (v. nutrire).
o chiesa romana, quando fusti lattata da questi tuoi nutrizi... diventasti come
], 207: nella stessa pianta da... quella parte eh'è esposta
n. 4. = deriv. da nutrizione; cfr. ingl. nutritional e
consiste nella somministrazione o nell'assunzione, da parte degli organismi animali e vegetali,
corporale si distingue il tempo dell'aumentazione da quel della semplice nutrizione. c.
tardo nutritio -ónis, nome d'azione da nutrire (v. nutrire).
nutrizione umana. = deriv. da nutrizione; cfr. fr. nutritionniste.
. landino, 276: pioggia che è da vapori freddi e umidi congregati in nuvola
rosso tutte quelle nubole che pigliano lume da esso sole. boccamazza, i-1-430: quando
o piovesse piano, allora se ha da cercare il lepore in le macchie forte
forte dove non tira il vento. fausto da longiano, iv-96: a capo di
e carità ricevute. s. bernardino da siena, 267: io viddi una nuvila
dentro una nuvola di fiori / che da le mani angeliche saliva / e ricadeva in
e i molli susurri, ch'ella da venere aveva presi insieme co 'l cinto,
sue furono arse e guaste e minate da quella mala nuvola [degli spagnuoli].
campi immensi. pananti, iii-231: è da temersi la nuvola di cavalleria con la
... quanto quella di una sala da ballo. quel turbinante tessuto, quella
, schiere angeliche, divinità (o da cui uscivano 1 personaggi stessi).
uesto primo servizio, uscì in una nuvola da un capo ella tavola la signora vittoria
, ira. s. caterina da siena, 57: virilmente dovete seguitare
23: un'amicizia che fu spesso attraversata da nuvole e da temporali. faldella,
che fu spesso attraversata da nuvole e da temporali. faldella, iv-151: il conte
nuvole, queste tempeste, hanno finalmente da cangiarsi in serenità, in quietezza.
colpa, vizio. s. caterina da siena, i-216: noi non abbiamo gittata
nocivo fumo de la mala ambizione e da l'oscure e folte nuvole de la temeraria
bisogna che sia nettissimo... da ogni nuvola d'error mondano. siri,
-levità, leggerezza (non disgiunte da una connotazione di grazia e di candore
... riunione è stata provocata da una vera nuvola di lettere. piovene,
minor, di forma tondeggiante, descritta da a. pigafetta nel primo viaggio di
posso scrivere la nota: un viaggiatore da parigi mi cade dalle nuvole, e non
nel cielo. = deriv. da un lat. * nubiila, per il
: una nuvolaglia di calcinacci e farinone da non averne un'idea. -insieme confuso
accaldati, accecati dalla immensità; storditi da infinite cicale: con il capo e
. gadda, 18-178: ciascuna scienza pone da sé i suoi termini, belli,
angosce, senza nuvolaglie filosofiche e circondata da così indiscutibili e ben pettinati perché,
del mondo. = deriv. da nuvola, con suff. collettivo e spreg
2. tess. difetto costituito da una chiazza scura, riscontrabile dopo la
una nuvola. = deriv. da nuvola. nuvolàio1, sm.
spirito. = deriv. da nuvola. nuvolàio2, sm. tose
2. disus. deposito lasciato da un liquido. targioni tozzetti, 12-1-395
nuvolame bianco. = deriv. da nuvola, con suff. collettivo e spreg
per pioggia di brevissima durata, prodotta da una nuvola che passi sopra un dato
s'alzò improvvisa. = deriv. da nuvola. nuvolato1 (dial. ant
lubrano, 1-213: non più svolazzano da profumati timiami le liturgie de'pontefici sacrificanti
in un nuvolato di glorie. maironi da ponte, 1-i-71: corre fama che
arald. nebuloso. = deriv. da nuvolai1. nuvolato2, agg. carico
3. figur. ottenebrato, adombrato da pensieri, da preoccupazioni, da dubbi
. ottenebrato, adombrato da pensieri, da preoccupazioni, da dubbi. -anche: turbato
adombrato da pensieri, da preoccupazioni, da dubbi. -anche: turbato, rattristato
dubbi. -anche: turbato, rattristato da sentimenti dolorosi. biondi, 36:
poi risolta in pianto, fu accompagnata da tuoni di singhiozzi. savinio, 10-326
tinta unica con variazioni di tonalità tali da ricordare un ammasso di nubi; è usata
è usata in legatoria o come carta da parati. = da annuvolato (v
o come carta da parati. = da annuvolato (v.), per aferesi
ultimo delle tenebre. = deriv. da nuvola. nuvolétta (letter.
o ricami raffiguranti piccole nuvole. domenico da prato, lxxxviii-1-475: a nuvolette iuno
uccelletti infilati in uno stecco in modo da stare in fila ad ali aperte sulla nuvoletta
: l'occhio istintivamente cercava il luogo da dove si era sparato, la nuvoletta di
g. gozzi, i-1-154: circondati da una nuvoletta d'oro, per opera di
molti scendessero in acqua, e la spingessero da luogo in luogo, mai fecero né
parte stata disotto rimane opaca ed offuscata da una nuvoletta bianca formata d'innu- merabili
'palinfraschi'. = deriv. da nuvolo1. nùvolo1 (ant. nùolo
alcuno impedimento intorno alle cose che occorrono da fare; e così il tempo nuvolo
, turbato, irato. lito da carrara, xxxix-n-32: di nuvolo pecto un
4. sm. stato dell'atmosfera caratterizzato da oscuramento della volta celeste a opera di
nuvoloso. -anche: condizione climatica contraddistinta da bassa pressione, umidità elevata, nuvolosità
della sera o quando è nuvolo. fausto da longiano, iv-149: dietro la notte
fioccasse un poco saria meglio. = da un lat. * nubulus, per il
, 5975). deriv. da nùbes 'nube'; la var. nìvolo,
e minacciosa; nembo. giacomino da verona, xxxv-1-630: né nuvolo né
a similitudine di certi fiori e foglie combattute da la fredda brina, che, stringandosi
fosse raggirato sotto quel cielo incognito, da povere vestimente, come da ottenebranti nuvoli
incognito, da povere vestimente, come da ottenebranti nuvoli raffoscato. manzoni, ii-613
manzoni, ii-613: qual raggio di sole da nuvoli folti, / traluce de'padri
cielo e col capo toccherà i nuvoli, da sezzo come letame sarà dichinata. cavalca
... la tua verità è da terra in fino ai nuvoli. apocalisse
per lo corso del vento, accompagnati da l'arenosa polvere, levata da'liti
nuovo alla corte del re, accompagnato da un milione di mosche e di tafani,
e consigli. roberti, iv-140: da cinque o sei anni in qua io ebbi
qua io ebbi un nuvolo di richieste da chiare dame e da chiari cavalieri.
nuvolo di richieste da chiare dame e da chiari cavalieri. pindemonte, iii-143:
passione, senza pregiudizi, c'è da tirarsi addosso un nuvolo di seccature.
: ciò che provoca o che deriva da tale turbamento. bibbia volgar.
amore tanto scevro di nuvoli che non sa da che lato prenderla per non volar in
nel dispregio de la giuventude. iacopo da cessole volgar., 1-79: mentre che
nostro merore ed afflizione trapassano. girolamo da siena, 1-6: la tentazione dubia
di vivo oro. papini, 28-128: da una parete del cielo s'era affacciato
nuvo- lacci di pece. = da un lat. * nubìilum, per il
sotto il nuvolone minaccioso degli esami inutili da passare o la pioggia torrenziale dei compiti
al seguito dei granduchi e fatti nobili da poco tempo). pananti,
. stile letterario, maniera espressiva caratterizzata da concetti intenzionalmente involuti, poco chiari,
de'buoni vecchi. deriv. da nuvoloso. nuvolóso (ant.
pieno di nuvole, annuvolato; coperto da nubi (il cielo). -anche:
il cielo). -anche: caratterizzato da cielo rannuvolato (un giorno, le
pauroso solamente a guatare l'acqua. ca da mosto, 1-147: abi a mente
il cielo per un fulmine che ha da toccar in un luogo, tremiamo tutti
a. cocchi, 8-34: si veggono da lontano... alcuni deboli fuochi
che cade e pare ascendere ombra / là da le langhe nuvolose? -ombreggiato
le langhe nuvolose? -ombreggiato da una nuvola. gatto, 1-42:
ed uno nuvoloso corpo che, come da un cerchio circumferenziale, diffonde il chiaro
de'pezzi d'acqua molto bella e da poterne fare de'lavori. gabinetto fisico
di quella parte nubolosa, apparirebbe ora da l'una parte, ora da l'
apparirebbe ora da l'una parte, ora da l'altra, però che il corpo
delle stelle torbide e nuvolose, s'hanno da infamare tutte l'altre che son sì
core e far sereno. -caratterizzato da dissapori, da contrarietà. soffici,
sereno. -caratterizzato da dissapori, da contrarietà. soffici, v-6-18: mi
. mazza, iii-12: lo spirto / da nuvolose visioni oppresso /...
ebrietà nuvolosa dei sensi, come gli accadeva da vivo per vino. -ottenebrato
vivo per vino. -ottenebrato da passioni angosciose, da preoccupazioni, da
. -ottenebrato da passioni angosciose, da preoccupazioni, da affanni. iacopo
da passioni angosciose, da preoccupazioni, da affanni. iacopo da cessole volgar.
preoccupazioni, da affanni. iacopo da cessole volgar., 1-99: caccia da
da cessole volgar., 1-99: caccia da te paura e allegrezza e speranza e
io mi studierei più spesso di sedurlo da codeste sue nuvolose fissazioni. cattaneo,
, estate piovoso. = deriv. da nuvola, sul modello del lat. tardo
bene nuziale. aretino, vi-339: da che nada es todos, salvo iddio che
in caldi baci nuziali. -fatto da marito o moglie (o da marito e
-fatto da marito o moglie (o da marito e moglie insieme).
e umil, calda e severa, / da un casto petto che il mio petto
a proserpina e favoleggiano che ivi fu da plutone rapita e le fu donata l'isola
: l'anello nuziale era stato perduto da sacontala nell'attigner acqua ad un pela-
tazza nel capo ad attalo, offeso da lui per certe parole. chiari,
convito nuziale, di venire in veste da nozze. a. martini, ii-1-205:
quale noi siamo invitati. 5. caterina da siena, ii-104: io, catarina
= voce dotta, lat. nupti&lis, da nuptiae 'nozze '. nuzialità,
loro nozze. = deriv. da nuziale, sul modello di mortalità, natalità
una picola via ivi propinqua, coperta da fronde de pruni, corniali, nuzoli o
derrate, ecc. luca da caltanissetla, 149: fiaschera et abito perdidi
greco, che deriva a sua volta da un segno che negli alfabeti semitici indicava
, cono., iv-vi-4: cominciando da l'a ne fu quindi [il
che cascando divenisse. sacchetti, 345: da l'a a l'o disvaria marte
l''o'stretto in 'rocca', strumento da filare... i quai due
eros tournois à l'o rond) coniata da filippo iv nel 1292 e caratterizzata da
da filippo iv nel 1292 e caratterizzata da un disegno circolare, che la distingue
dal tornese, coniato negli anni precedenti da luigi ix, di figura ovoidale.
medievale indicava il numero undici; sormontata da una lineetta (o) indicava undicimila
tanta fama, che papa benedetto ix da trevisi mandasse in toscana un suo cortigiano
un legame (che può essere determinato da un'affinità oggettiva o, più spesso,
di polisindeto, e può essere rafforzata da altre congiunzioni o avverbi, come che
e la glesia de roma. giacomo da lentini, 14: tanto tarda la speranza
, 1-184: così 'l sostegno mio da voi mi vene, / od in atti
fusse messa in mezzo la detta ragna da due spallierette di mortella o di lentaggine
mortella o di lentaggine, o sivvero da due moricciuoli coperti d'ellera. g
vogliam dire di essere maestro, è da riprendere. boccaccio, dee.,
secondo gli auspici e 'voti miei / da poi che il genio vostro sì m'
41-296: 'herpein', greco verbo, da cui due ne fecero i latini,
ventosa, pilifera e senza becco, da uccello sanguisuga, egli aveva fatto conoscenza
di un concetto precedentemente espresso. gallo da pisa, 324: li maiparlier, che
galliziani o rugieri d'amici o giacomo da lentini, 440: non saccio
: iv'entro, non so se da naturai vena o da artificiosa,..
non so se da naturai vena o da artificiosa,... gittava tanta
, resterebbe a decidersi se tale odore fosse da causa locale, o se piuttosto nascesse
meno assoluta) di qualsiasi possibilità diversa da quelle enunciate. latini volgar.,
uso quasi esclusivamente letterario). giacomo da lentini, 34: o stella rilucente,
sidi, / sola t'indendi, e da te intelletta / e intendente te ami
ciel viva immortale, / dove fuggi da me? perché mi lassi? parini,
che l'erbe inaridisse il verno, / da chiuso morbo combattuta e vinta, /
bah! se l'appura, è cosa da nulla; e, se non l'appura
o come mai? = forse da óra2 (v.), per apocope
polo mi- cropilare del gametofito femminile, da cui si originano l'oosfera e le
e le sinergidi. = deriv. da oangio. oàngio, sm. bot
o esistente a poca profondità in modo da poter essere raggiunta con pozzi, permette lo
-per estens.: regione fertile circondata da zone desertiche. berchet, 1-216
falde erbose, campate nel deserto, rigate da vive fonti e arborate di fecondi palmeti
che è più verso occidente, menzionata da erodoto, innaffiata dal fonte di sibilla
appare diverso, separato, nettamente distinto da tutto ciò che lo circonda materialmente o
mare senza sponde, o deserto popolato da oasi fuggitive e da carovane che viaggiano
o deserto popolato da oasi fuggitive e da carovane che viaggiano sempre, che non giungono
dotta, lat. obaudire, comp. da ob-con valore rafforzativo e audìre 'udire
delle nuove conoscenze. = comp. da o4 e be'(v.).
atto. -sostant. pizòlo da bologna, lxv-1-46: amico, po'che
corpo a robidiente. s. caterina da siena, i-255: l'obbediente è
è sempre umile, perché ha tolto da sé la perversa volontà la quale fa
i quali essendo in quei tempi oppressati da una estrema fame, ancora che fussero obbeaien-
priorato, 3-i-49: erano tanto ebriati da una ignorantissima pretensione d'autorità e così
gratificare chi il servir conosce, / da l'umiltate ciascheduna vene. cavalca,
rispetto de'maggiori. s. caterina da siena, iii-12: voglio che l'obedienzia
pascoli, ii-917: l'adolescenza ha da avere obbedienza, sopra tutto, perché
sopra tutto, perché l'adolescente, se da alcuno non gli è mostrato, non
nuovo nome di obedienza cieca, inventato da ignazio loiola, fu incognito alla chiesa e
vi ho servito. mamiani, 11-81: da ciò, la massima gesuitica dell'obbedienza
-medie. obbedienza automatica', esecuzione da parte degli schizofrenici di qualsiasi atto ingiunto
, lii-6-17: per sicurtà di essere da tutti obbedito dimanda la loro fede per
avere ai propri ordini. pizòlo da bologna, lxv-1-2: se cum lo vostro
incertezze né previe discussioni e accompagnata anche da un interiore atto di adesione, di
grande desiderio d'andarvi. s. bernardino da siena, iii- 130: se
luogo e, specialmente, di trasferirsi da una sede a un'altra. -anche:
del signore iesu. s. carlo da sezze, i-405: mi fu data l'
loro li comanda. desideri, lxii-2-vii-47: da poco men che la metà delle provincie
emolumenti et obedienzie che sono consuete avere da la communità li altri loro capitanei generali
omaggio e di sottomissione tributato al papa da un principe, da un re,
tributato al papa da un principe, da un re, da uno stato,
un principe, da un re, da uno stato, ecc. 5.
iv], a cui fu data obbedienza da tutti i re e principi cristiani.
, 365: fu egli oratore destinato da quella maestà per venire a suo nome
ciò ancora saia utile l'obedienza del corpo da procurarsi quando per sé non vi sia
dotta, lat. oboedientia, deriv. da oboedire (v. obbedire)
= dal lat. eccles. oboedientialis, da oboedientia (v. obbedienza)
= dal lat. eccles. oboedientiarius, da oboedientia (v. obbedienza)
voi. = nome d'azione da obbedire. obbedire (ant.
, direzione o guida spettante al soggetto da cui provengono gli or- clini);
come se si trattasse di ordini provenienti da un superiore; essere sottoposto al potere
. savonarola, 11-44, 1: seria da insti- tuire tale governo in ogni communita
dee essere obedito e ogni altro comandamento da quello di costui prendere vigore e autoritade
: è la obedienza interamente comandata e da nulla parte spontanea, quando quello che
, di ritirarsi dalle zone del trentino da lui occupate (e il testo completo
. boiardo, 1-17: gli cappadoci da greci sono nominati syri et avanti allo
sua propria natura stemperato, non è da obedire allo appetito, perché la naturale
7. essere limitato, corretto, modificato da determinate regole (una facoltà, una
= dal lat. oboedìre, comp. da ob-, con valore intens., e
riceve obbedienza; autorevole. giovanni da samminiato [petrarca], ii-161: giove
insieme coll'adultero. mazzini, 40-324: da qual nucleo attivo e obbedito è rappresentata
sottoposto, inferiore. bartolomeo da s. c., 40-4-4: neuno
genovesi, 1-iii-60: sono da sfuggire due opposti errori di certi non
; e gli obbesiani sciolgono il capo da ogni obbligo delle leggi. romagnosi,
: e gli obbesiani sciolgono il capo da ogni obbligo delle leggi. =
vincenzo maria di s. caterina da siena, 343: certificati che sono
* obbiadino ': ostia, da lettere e pacchi. = voce di
bligo, dovere. francesco da barberino, ii-158: sicome cosa impossi-
: le infrascritte observanzie... da tutti li confrati della nostra compagnia si
, lat. obligamentum, nome d'azione da obligàre (v. obbligare).
a dio che non quella che solo da una libera umiltà si produce. romagnosi,
ansietà. 2. che muove da cortesia; che esprime gentilezza, affabilità
obli- ganti gli onori ch'io ricevo da una penna che ammiro. montecuccoli,
meco del mio arrivo e mi trattiene da una mezz'ora con parole molto obbliganti.
. quirini mi scrive obbligantemente aver da lei ricevuti non piccioli favori,
di scudi. = deriv. da obbligare', cfr. anche fr. ant
quale si contiene un ristretto delle sentenze da sé date. de luca, 1-1-127:
con obbligare i monaci ad un censo annuale da pagarsi alla chiesa di roma. botta
7000 franchi a nostro carico, ripagabili da te, da me, da acerbi
a nostro carico, ripagabili da te, da me, da acerbi, da rosalino
, ripagabili da te, da me, da acerbi, da rosalino, da chi
, da me, da acerbi, da rosalino, da chi può in sei mesi
, da acerbi, da rosalino, da chi può in sei mesi, non possiate
obbligato a morte eterna. s. bernardino da siena, v-377!: [il
o comunque con un vincolo morale derivante da gratitudine, affetto o simpatia, mediante
giovanni dalle celle, 3-95: molti sono da obbligare e pochi da offendere, perocché
: molti sono da obbligare e pochi da offendere, perocché la memoria de'servigi è
quello di più obbligarsi cercò. benvenuto da imola volgar., ii-20: più
né lasciati obbligare in tutto, ne da ogni sorte di gente. manzoni, pr
svevo, 1-93: mi obbligherà venendo da me domani sera a prendere il tè
mansuetudine inacerba, la necessità della difesa da esso stesso indotta offende?
di ciglia, né di bocca. da ponte, xxxii-42: dopo la colazione fu
di obbligare tutti i cittadini, giacché da principio non obbligavano che la plebe soltanto
spallanzani, xxiii-437: ogni sasso precipitante da quella balza tra via urtava in altri
tralci delle viti che si mandano intrecciati da un albero o palo all'altro) per
l'anno dopo. s'ha da obbligar la forza (stringervela) alle penda-
1-15: a tratti si sentiva invaso da febbrili angosce che l'obbligavano a torcersi
reale; pignorare, ipotecare. rainerio da perugia volgar., v-65-39: la qual
.. sia, overo fosse, da quinci innanzi obligato per alcuno popolano..
sua fede e opera a molto meritare da chi poi e'confessano sé essere servi.
valore vincolante; richiedere rispetto e obbedienza da determinate persone, costringere all'osservanza.
g. morelli, 106: egli è da prosumere che il detto ruggieri prima avesse
che il detto ruggieri prima avesse età da potersi obbrigare, come nelle sue carte
il primo medico del mondo. ca'da mosto, 20: comperoe otto canne
né cannoni né altre armi né fortezze da dare, ma si obbligava a pagar
obligarsi a uno nigromante gliele dà. rinaldino da montalbano, 1-252: sono contento di
per l'avvenire, questa lettera sarà da te conservata come documento della mia promessa
= dal lat. obligàre, comp. da ob-, con valore intens., e
obbligatorio, vincolante. -anche: imposto da un obbligo esterno, non volontario,
e corposo (piemonte) non discendono da prescrizione ob- bligativa, ma, chi
obbligative. = agg. verb. da obbligare.
obbligato per le spese, / perch'eran da mia madre prediletti. -in relazione con
obbligato a mantenere / i patti che da troppo buon compagno / vi feci. v
prop. subord.). ca da mosto, 180: quel signore riman obbligato
giambullari, 81: persuaso... da essi, anzi pure dalla sua ambizione
'firmato ai locandieri che hanno dato da mangiare agli emigrati. codice civile,
di far io. s. bernardino da siena, 78: siamo [noi predicatori
terza, onore di dio. fausto da longiano, tv-226: ti raccomando bene
d'una donna, la quale, accusata da un suo amante del non volergli pagare
le definizioni della fìsica differiscono in questo da quelle della matematica, perché quelle sono
; e noi miseri vogliamo essere privati da tanti beni, obbligati in queste fallaci
alla virtù? -spinto, indotto da una causa determinata. birago, 19
sua gioventù a cangiar cielo e passar da napoli, patria sua, fino a
la gente de gli angioli, creature da iddio senza generazion prodotte, a niun
alla severità della morte. -dominato da un vizio o da una passione smodata
. -dominato da un vizio o da una passione smodata; perduto nel peccato
mi lasciò obbligato il padre mio, ma da tutti sono liberato. caro, 12-i-141
di cortesia. francesco da barberino, i-197: altri [sono]
prendi tu la misura del benefizio da quello solo che costa a chi te lo
ci sia detta, perché o saputa da tutti o di assoluta evidenza e simili
tanto obligato alla gentilezza francese quanto soprafatto da tanta cortesia del cardinale, sospirò l'occasione
. -per estens. che nasce da riconoscenza e gratitudine (per lo più
obbligatissima stima. 8. legato da viva amicizia o da affetto, sottomesso
8. legato da viva amicizia o da affetto, sottomesso a una persona,
fare grazia per vostra curtesia. bartolomeo da s. c., 31: egli
particolari doveri derivanti dal proprio stato o da rapporti di parentela. giamboni, io-m
che dipende strettamente dalla volontà altrui o da un'autorità superiore; che si trova in
obligato alle leggi e d'un popolo incatenato da quelle, si vedrò più virtù nel
. sarpi, viii-252: è cosa da tutti confessata che, se un terreno
obbligato a certe formule. -condizionato da un impegno. bacchelli, 2-v-485:
di volontà. 11. vincolato da un contratto di lavoro o alla prestazione
prestazione di un servizio determinato. francesco da barberino, i-104: quasi pari lo minore
cattivi le fecero rispondere a uno buffon da scoreggiate, e dirle: « signora
di un prestito, ipotecato; gravato da limitazioni nella disponibilità, vincolato (una
gli altri partecipi. -richiesto, assorbito da un pagamento. leonardo mocenigo, lii-6-90
dalle strade, dalla piazza dalla chiesa e da quella gran sagrestia che per di più
-che spetta moralmente, che è da attribuirsi o da riservarsi; dovuto.
moralmente, che è da attribuirsi o da riservarsi; dovuto. m. palmieri
con la volontà personale; prescritto imperativamente da una legge, da una norma,
; prescritto imperativamente da una legge, da una norma, da una regola,
una legge, da una norma, da una regola, dalla consuetudine; condizionato
ha preparato. viviani, vi-105: fin da quel tempo non sapev'egli [galileo
che non erano stati esatti se non da pochi del popolo per l'addietro e
insolita, e stringendogliela forte. -eroe da vero -aggiunse donna ippolita, col tono
un luogo determinato. -anche: racchiuso da esatti confini, ben delimitato.
esecuzione. -nota obbligata: che funge da base su cui si sviluppano vari accordi
parte è obbligata quando è tanto essenziale da non poter essere omessa senza grave pregiudizio
vostro operare. = nome d'agente da obbligare. obbligatoriaménte, avv.
manifesto che il servigio, restato da un acquedotto costituito precariamente, non
diritto non potrebbe essere che funzione conquistata da una forza, come la legge
di ciò il cui adempimento è imposto da una norma di legge o da altra
imposto da una norma di legge o da altra norma o valore vincolante. -
la obbligatorietà. = deriv. da obbligatorio. obbligatòrio (obligatòrio)
obbligatoria cotale promessione e non è da osservare, però che l'una parte
2. imposto, reso necessario da un obbligo, da una norma giuridica
imposto, reso necessario da un obbligo, da una norma giuridica vincolante (un comportamento
condita dalle spezie obbligatorie, / ravvivata da baci e da malinconie. piovene,
spezie obbligatorie, / ravvivata da baci e da malinconie. piovene, 7-134: il
trascorso rispondo un po'tardi, impedito da certe occupazioni obbligatorie che mi tenevano sacrificato
. carducci, iii-22-317: la domanda da farsi in iscritto sarà obbligatoria per l'
dal lat. tardo obligatorius, deriv. da obligàre (v. obbligare)
. che si riferisce alle obbligazioni emesse da una società commerciale (v.
legge, dall'uso comunemente accettato, da un impegno volontario; dovere, obbligo
s'adombrava al pensiero di esser liberato da una obbligazione e protestava contro l'assoluzione
o etica). s. bernardino da siena. 146: o donne, che
con una prop. subordinata. fausto da longiano, iv-186: sì come veramente il
-con riferimento ai doveri che derivano da un voto. d. bartoli
alcun... dalla compagnia, vien da essa in tutto prosciolto da'voti e
potè essere d'inconsiderato, e liberandovi da ogni obbligazione che poteste averne contratta.
quali macario padre del tal giovanetto debbe avere da questa chiesa santissima, e ponivi i
quel tanto che avessimo mancato. fausto da longiano, 1-i-15: l'obligazione propriamente
di case consistevano in censi di suoli da fabbricare, le locazioni dei terreni in
: attenderò a fare la supplicazione da poter volger la pensione de li scudi 60
spagnuoli e tutti di voler sempre da loro le obligazioni per inchiostro,
come infame, ogni atto, ogni obbligazione da lui [fallito] firmata,
gibillini de tode secretamente per levare lo amerino da tale obligazione. guicciardini, i-35:
sarpi, ix-220: furono fatti uffici da altri prencipi italiani per il fine medesimo della
servirgli contro alla chiesa e ricevendo obligazione da loro di difendergli eziandio contro all'autorità
.. sia, overo fosse, da quinci innanzi obligato per alcuno popolano.
le azioni e le obligazioni, esimendo da queste i legatari; e la divisione
in voto, cioè in proponimento, da colui ch'e contrito, come toglie via
secondo la sua colpa. s. bernardino da siena, i-320: se fai una
maggiore sia la mia obbligazione ricevendo io da voi questo beneficio senza il merito de
stante la esibizione di mio zio, da cui poteva riceverli egualmente, e di
, per amor mio, compiaci al da bene enotrio romano, al quale io voglio
di più obligazione, o l'essere da esso datovi, o la ricompensa da
essere da esso datovi, o la ricompensa da voi rendutagli. obbligazioni;
rapporto sentimentale. s. caterina da siena, i-263: gesù...
-per estens. riconoscenza, gratitudine. da porto, 1-74: promettiamo...
due o più persone. marsilio da padova volgar., i-1-4: a queste
lasciare uscire in luce l'istoria descritta da me delle cose di francia,.
il matrimonio stesso. s. bernardino da siena, iv-174: sono otto obbigazioni
, nominativi o al portatore, emessi da una società di capitali (e,
capitali (e, in partic., da una società per azioni) per procurarsi
-anche: titoli di analoga natura emessi da un ente pubblico economico. baldasseroni,
di contrappunto] sarà con obbligazione. da questo modo ne vengono varie specie di contrappunto
zion m'abbia, / e più da voi quel ch'io merto ottengo.
quest'affronto ingiustamente, voglio esser condotto da ferrer. quello lo conosco, so
-ricevere un notevole vantaggio o impulso da una situazione o dall'azione di determinate
solamente fede e chiaramente a noi proposte da dio, le quali qualsivoglia protettore di
lat. obligatìo -ònis, nome d'azione da obligàre (v. obbligare)
obbligazionismo giuridico. = deriv. da obbligazione. obbligazionista, sm.
, comunque, possessore di obbligazioni emesse da una società commerciale (v. obbligazione
, o quando ne è fatta richiesta da tanti obbligazionisti che rappresentino il ventesimo dei
come una necessità psicologica e che deriva da una norma e impone al suo destinatario
la stessa norma o regola di condotta da cui deriva un tale dovere. cavalca
giudicar supremo e indissolu bile da cui di riconosce conservazion di onore e di
. 2. dovere che deriva da norme o valori religiosi o morali.
carità e compassione, avendo questo obligo da le loro instituzioni. l. salviati,
or esce ad incontrarlo. s. carlo da sezze, ii-112: audacimente mi rispose
o sospette. -vincolo religioso derivante da atto personale e, in partic.
personale e, in partic., da un voto. manzoni, pr.
3. dir. dovere imposto da una norma giuridica, sia che questa
norma giuridica, sia che questa derivi da una legge o da un provvedimento particolare
sia che questa derivi da una legge o da un provvedimento particolare della pubblica autorità
provvedimento particolare della pubblica autorità oppure da un accordo pubblico (come un trattato
(come un trattato internazionale) oppure da un negozio giuridico privato (come contratto
determinato soggetto, a cui corrisponde, da parte di quest'ultimo, il diritto
che si dice, il che non è da cercare né da scrivere: basta che
il che non è da cercare né da scrivere: basta che, quande nulla avenissi
il compratore viene nella medesima bolla assicurato da ogni evizione e molestia, mentre per
collegi. mazzini, iv-6-596: stretto da obblighi che ho, dovrei scrivere per danaro
disadatto; non l'altro, trattenuto da obblighi militari. pirandello, 8-1130:
pubblica autorità scolastica piccola somma accompagnata da infinite scuse. mazzini, -può
impartita per conto proprio dai genitori o da chine fa le veci). regio
di istruzione elementare, tenuti nella località da istituzioni di educazione e di cultura.
posto questo, tanto più volentieri hai da praticarli. muratori, 7-i-356: si
v.]: 'insegnamento d'obbligo': da non si poter omettere. 'tesi d'
poter omettere. 'tesi d'obbligo': da dover sostenere passando tale o tal prova
31 agosto 1945 n. 660 -quattro da consegnare alla prefettura della provincia in cui
grafica o la casa editrice e una da consegnare alla locale procura della repubblica)
ai committenti. questa disposizione legale (da cui è esente soltanto, per la
: non ho, signor mio, parole da ringraziarla di tanto obligo et onor fattomi
ringraziarla di tanto obligo et onor fattomi da lei. ¥ ¥
patria). benivieni, 31: da l'una parte mi tirava el sacramento
lo stimolo conse- quente dello amore; da l'altra mi ritraeva el rispecto di
dal obligo del matrimonio, alora bisognarà da le pratiche ritirarsi. parata,
sua lettera lascio che le sia fatto sentire da chi ne tien l'obbligo più preciso
l'obbligo più preciso. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
, o intieri o rotti, che, da altro poeta in altro proposito fatti,
, 8-20: tornando al bergamasco, ho da portare un grande obligo alla ventura che
alla ventura che m'ha dato occasione da poter tosar questo montone. menzini, iii-
. -cavare d'obbligo: dispensare da un'incombenza determinata. machiavelli
buon nome di una ragazza è vigilato acutamente da tutti,... e ciascuno
con una promessa solenne. rinaldino da montalbano, 1-251: costoro mi minaccino
alcun dubbio, esagerati dalle polizie e da quanti, per obbligo di posizione o terror
al proprio altare / correre a chi da più come all'incanto. =
all'incanto. = deverb. da obbligare. obbliquazióne, v.
= dal lat. opprobràre (comp. da ob-, con valore in- tens.
con valore in- tens., e da un aenom. da próbrum * infamia,
tens., e da un aenom. da próbrum * infamia, ignominia, vergogna
[o vergine maria]: togli da noi le iniquitadi nostre. ariosto,
perché trattata è sol con arroganza / da gente viziosissima e servile: / gente
perpetuo della mia patria venduta -tutto insomma da più tempo era scritto. carducci,
a l'obbrobrio la dimane / scorgemmo da la via l'imperatrice / da i cancelli
scorgemmo da la via l'imperatrice / da i cancelli e guardarci? ».
, una pazzia, / un obbrobrio da mitera e aa gogna / aver i polli
né d'italia, ma di portafogli da contrattare. è l'ultimo obbrobrio del parlamentarismo
per tutto 'l mondo. s. caterina da siena, vi-4: [la carità
santo francesco e 'suoi compagni erano da dio chiamati,... e però
riferimento alle offese e alle torture subite da gesù secondo il racconto evangelico della passione
4. persona disprezzata e schernita da tutti o che non è tenuta in
spiacevole che appare visibile. ricciardo da cortona, 46: pensate, sorochie,
colori: non parebbe ella uno obrobrio da tarsine beffe ongni persona? oliva,
nella domanda, più per desiderio di levarsi da gli occhi l'obbrobrio di quel messo
sieno obbrobri del genere umano e mostri da fuggire. casti, vi-452: figlio
, 3-400: la nobiltà di versailles, da lui creata, fu l'obbrobrio dell'
in obbrobrio di qualcuno: in modo da provocargli vergogna o arrecargli disonore; a
... ancora tengono di qua da mare,... a grande obbrobrio
sempre tenuta in obrobrio e in vergogna da loro. marchetti, 5-238: volte
essere considerato disonorevole. zanobi da sfrata [s. gregorio magno volgar.
= dal lat. opprobrium, deverb. da opprobràre (v. obbrobriare),
: non vuo'mai che si dica che da donna / sì obbrobriosamente io sia deluso
forza di queste diffamazioni può egli temere da un momento all'altro d'essere obbrobriosamente
alle obbrobriositadi delle carceri. deriv. da obbrobrioso. obbrobrióso (ant. e
boccaccio, i-525: venite alla vera luce da cui ogni lume procede, e a
sia onesta un'azione che, imitata da un suddito, compare sì obbrobriosa? d
: la sua parte era di dissuaderla da quel proposito obbrobrioso. 3.
accorto che quell'essere obbrobrioso è qui da due ore e non si è ancora tolto
ha radici almeno bisecolari o fu guasto da innesti obbrobriosi. 4. che
in osservar le procedure del prencipe, da cui, invece di ricevere qualche segno
per la libertà datagli, sentivasi flagellare da ogni più obbrobriosa imprecazione. lupis,
.. fuor della calca, lungi / da quell'osceno turbinar di voci, /
quell'osceno turbinar di voci, / da quel vano, insensato, obbrobrioso /
brutto. d'annunzio, iv-2-432: da una settimana all'altra, con una
, crivellate di buchi rettangolari, sormontate da cornicioni posticci, incrostate di stucchi obbrobriosi
se podea nectare / quelle carni preziose / da li sputi obrubriose. =
dal lat. tardo opprobriósus, deriv. da opprobrium (v. obbrobrio)
in grande obbrobritade. = deriv. da obbrobrio. obbumbràcolo, v. obumbracolo
lat. scient. obclavatus, comp. da ob'contro, di fronte 'e
ob'contro, di fronte 'e da un deriv. da clava 'mazza,
di fronte 'e da un deriv. da clava 'mazza, clava '.
* contro, di fronte 'e da claviforme (v.).
di cui il diametro più grande è da destra a sinistra. = voce dotta
ob-'contro, di fronte 'e da compresso1 (v.). obcònico
lat. scient. obconicus, comp. da ob = dal lat.
'contro, di fronte 'e da un deriv. da conus 'cono '
di fronte 'e da un deriv. da conus 'cono '. obediènza
lat. scient. obcordatus, comp. da ob- obèlico, agg. (
* contro, di fronte 'e da un deriv. da cór còrdis * cuore
di fronte 'e da un deriv. da cór còrdis * cuore '. riferisce
* contro, di fronte 'e da diòlostemone (v.).
dotta, lat. obdormire, comp. da ob-, con valore intens.,
tardo obdormitìo -ónis, nome d'azione da obdormire (v. obdormire).
obducto, agg. letter. coperto da veli e daorpelli. del carretto
corpo obducto / cum attrativo modo vo da loro. = voce dotta,
pass, di obducére (comp. da ob- * sopra 'e ducere 'portare
dotta, lat. obdursre, comp. da ob-, con valore rafforz.,
parer ansere un olore / et extrarrei da l'obdurato core / mille sospir quotidianamente
tardo obduratìo -ónis, nome d'azione da obdursre (v. obdurare).
con intransigenza e rigidezza. rallelepipedo e sormontato da una piramide (tasanudo, ix-200:
cotto sullo spiedo ', deriv. da 6 (ìcx6 <; (v.
singenesia poligamia frustranea di linneo, stabilita da cassini a scapito delle rudbekie di linneo
.), spesso monolitico, formato da un prisma verticale con sezione quadrangolare in
pietra marmorina, con bellissimi intagli. niccolò da correggio, 1-130: quanto è ben
si trova nello egitto saldezze grandissime e da cavarne altezze incredibili, come oggi si
diede a raddrizzare, unire e cavar da secreti luoghi, dove lungo tempo erano
cioè d'un sol masso, alti da 40 a 50 metri. carducci, iii-23-423
in un recesso a semicerchio, chiuso da rocce inaccessibili a dritta, scoscese e
naso). = deriv. da oberato. campailla, 13-43:
oberato, agg. indebitato in modo da non ciglia / mostra sul viso
oppresso dai nel creato. debiti, da scadenze gravose (e nell'antica roma
.]: 'oberati ': da espungere; obelo. n.
riordinandoli, per distinguere i versi spuri da quelli alterati. rithium, fornito di
a obelisco, sulle case attorno, da bigia diventa nera come carbone, e il
singenesia poligamia frustranea di lineeo, stabilito da vaillant, e che linneo cangiò in
segno diacritico, co stituito da una linea orizzontale, introdotto dai filologi
incisi sui pezzi metallici che anticamente fungevano da monete, per indicarne il peso,
dotta, lat. obaeràtus, comp. da ob- * per, a causa '
della dinastia fondata nel sec. x da oberto i conte di luni e, dal
la grande maggioranza dei casi e deriva da uno squilibrio fra l'apporto alimentare,
, di origine endocrina, che deriva da alterazioni tiroidee, ipofisarie, genitali,
, ipofisarie, genitali, corticosurrenali o da disturbi neurovegetativi e metabolici); grassezza
voce dotta, lat. obesitas -dtis, da obèsus (v. obeso).
una pinguedine eccessiva e malsana, affetto da obesità; troppo grasso e corpulento,
né vera vita. deledda, iv-478: da anni ed anni la vecchia obesa non
. che contiene elementi superflui; appesantito da aggiunte non necessarie. -in par- tic
dotta, lat. obèsus, comp. da ob- * per 'e dal part
. obex gelatinoso: laminetta, costituita da sostanza grigia, che congiunge i due
1òbizzo), sm. milit. bocca da fuoco che possiede caratteristiche intermedie fra il
mortaio, con una lunghezza d'anima da 12 a 23 calibri (quindi canna più
generale francese lanciò nella città una granata da sei, non avendo artiglieria più grossa di
massicce. 2. proietto lanciato da tale pezzo d'artiglieria o, per
artiglieria o, per estens., da qualsiasi bocca da fuoco. c.
, per estens., da qualsiasi bocca da fuoco. c. ferrari, 92
3. per simil. attrezzo di ferro da baraccone nione, sarebbe cresciuto il pericolo
al solito, non aveva nulla da obbiettare, ma principalmente per dar modo
, impedimento, intralcio (anche [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
sono nelle cose di stato malagevolezze tali da frapporre un obice insuperabile ai ragionevoli cambiamenti
a servir la messa, viene spesso da noi, ascolta di buon animo i nostri
voce dotta, lat. obiex -icis, da obicère (comp. da ob'contro
obiex -icis, da obicère (comp. da ob'contro 'e iacère 'scagliare
grosso e dell'inganno. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
sogdubbio, un'obiezione; che agisce da oppositore, gettive; tenendo conto dei dati
conto dei dati di fatto e non da contestatore. - anche sostant. delle proprie
, tr. inclini, tenendole quindi lontane da sé per aver agio a considerarle
, non so, obbiettiva da ob- 'contro 'e iacère 'scagliare
b. croce, iv-11-262: scelgo da me gli obiettatori ai quali credo valga
timidi obiettatori. = nome d'agente da obiettare. obiettivàbile, agg.
. = agg. verb. da obiettivare. obiettivaménte (obbiettivamente),
. rendere oggettivo, estrinseco, indipendente da motivazioni soggettive; oggettivare.
diventa arte scenica. = denom. da obiettivo1. obicttivato (part.
ferro 'è dunque l'individuo sognato da hegel al sommo della chiesa gotica che
gode. = nome d'azione da obiettivare. obiettivismo (obbiettivismo)
, obiettivismo. = deriv. da obiettivo1', cfr. fr. objectivisme.
sulla soggettività. = deriv. da obiettivo *. obiettività (1obbiettività
quanto gli è esterno o esiste indipendentemente da lui; la realtà fenomenica in quanto
così, critica. = deriv. da obiettivo1. obiettivizzare (obbiettivizzare),
presupposti ideologici. = denom. da obiettivo1, col suff. dei verbi frequent
dai diversi modi della percezione soggettiva o da strutture psicologiche individuali; che si fonda
uomo; che non può essere modificato da interpretazioni personali; oggettivo.
. -proiettato all'esterno dello spirito da cui è generato; visto come distaccato
a un tratto fosse venuto a togliermi da ogni perplessità dicendomi: -bisogna che tu
io facessi, non riuscivo a distaccarlo da me, a rendermelo obiettivo.
questo, che le immaginarie sono infuse da dio nella mente dell'uomo per via di
la logica stringente di fatti verisimili pensati da una mente sveglia. 2.
non appaiono esclusive così che vadano esenti da mistura, anzi in taluna l'obiettivo
di giustizia e di equità, mantenendosi alieno da spirito o passione di parte e non
passione di parte e non lasciandosi sviare da interessi personali, da passioni, da
non lasciandosi sviare da interessi personali, da passioni, da ideologie; equo,
sviare da interessi personali, da passioni, da ideologie; equo, neutrale, imparziale
sono pochi e tutti fra lóro legati da aderenze, da affari ecc. ecc.
tutti fra lóro legati da aderenze, da affari ecc. ecc., dove non
di veduta con un punto dell'oggetto da rappresentare (una linea).
idem, 1-5: condotte le perpendicolari da qualunque punto della linea obbiettiva sul piano
lat. mediev. obiectivus, deriv. da obiéctum (v. obietto1 e
sm. ott. dispositivo, costituito da una lente o da un sistema di lenti
dispositivo, costituito da una lente o da un sistema di lenti oppure di specchi
dell'irrazionale all'obiettivo di un occhiale da pugno, e quello dell'uomo all'obbiettivo
altissimi. -obiettivo semplice: costituito da una sola lente. -obiettivo composto:
sola lente. -obiettivo composto: formato da più lenti. -obiettivo diottrico: costituito
lenti. -obiettivo diottrico: costituito soltanto da lenti. -obiettivo catottrico: costituito soltanto
lenti. -obiettivo catottrico: costituito soltanto da specchi. -obiettivo catadiottrico: composto da
da specchi. -obiettivo catadiottrico: composto da lenti e da specchi. -obiettivo acromatico
-obiettivo catadiottrico: composto da lenti e da specchi. -obiettivo acromatico: che non
né le solutive. = deriv. da obietto1, n. 5.
può essere percepito, appreso, ritenuto da un soggetto conoscente che lo intenda come
che lo intenda come diverso e distinto da sé (e può essere seguito da un
distinto da sé (e può essere seguito da un complemento che indica la facoltà conoscitiva
faccia di dio, non volser viso / da essa, da cui nulla si nasconde
, non volser viso / da essa, da cui nulla si nasconde: / però
/ però non hanno vedere interciso / da novo obietto, e però non bisogna /
materia. palla vicino, 1-451: da questi iterati assensi intellettuali produ- consi altresì
giovanni di bonandrea, xxxvii-59: scender da monte mirabel alte99a / in chi bianche
li spiriti visivi, sì che priva / da l'atto l'occhio di più forti
venen de l'antico serpente. giovanni da samminiato [petrarca], i-403: avendo
muovelo la fantasia, che è mossa da quello obietto della carne, perché la
, percossa inel resistente obbiètto, risalta da esso obbiètto con equale angolo a quello
: intento, scopo prefissato, meta da raggiungere. dante, conv.,
la fuga è tarda. s. caterina da siena, iii-109: ponsi [l'
la divinità. landolp, 2-130: da questo punto il giovane restò perduto tutto
sostant. di obicère (comp. da ob- 'contro 'e iacère * gettare
pace degli dei fosse impetrata. buonaccorso da montemagno il giovane, i-10-2: quando l'
figur. contrario, opposto. antonio da ferrara, 133: amara morte, universal
tardo obièctor -dris, nome d'agente da obicère (v. obiettare).
protesta. boccaccio, viii-1-144: da rispondere è alle obbiezioni di questi valenti
uomini fatte contro a'poeti. marsilio da padova volgar., i-xi-6: potrà alqun
altrimenti risponde alla medesima obbiezzione, restretta da lui solamente alla compassione. torricelli,
soluzioni, dopo scritta la lettera. giuseppe da ascoli, lxii-2-1-29: feci tutte l'
accidentale è tanto in sé razionale e necessario da nutrire di sé la nostra razionalità pratica
, pel suo esistere in sordina, da chiuderci su un occhio. 2.
. ant. forza persuasiva. zanobi da sfrata [s. gregorio magno volgar.
, per estens., ideologica) da cui si sente profondamente vincolato in coscienza
imputati o condannati per reati militari determinati da obiezioni di coscienza, possono, entro
tardo obiectio -ónis, nome d'azione da obicère (v. obiettare).
dotta, lat. obire (comp. da ob-, con valore intens.,
dotta, lat. obitus, deriv. da obire (v. obire);
e. cecchi, 5-309: da sotto a un automobile o a un
le constatazioni di legge. -luce da obitorio: livida, fredda, tetra,
soffitto, spandeva su di noi una luce da cripta, o da obitorio. cassieri
di noi una luce da cripta, o da obitorio. cassieri, 221: le
mostrare l'intima peluria in quella luce da obitorio. 2. per estens
dotta, lat. obiurgàre, comp. da ob- * contro 'e iurgsre '
'litigare, rimproverare '(deriv. da iùs iùris 'diritto ').
lat. obiurgàtor -óris, nome d'agente da obiurgàre (v. obiurgare)
= voce dotta, lat. obiurgatorìus, da obiurgàtor (v. obiurgatóre)
non toglie che le sue obiurgazioni fossero dettate da un animo che 'parteggia '.
lat. obiurgatio -onis, nome d'azione da obiurgàre (v. obiurgare).
verso il picciolo. = comp. da oblungo] e lanceolato (v.)
. 11). = denom. da oblazione. oblata, sf. liturg
. tardo oblattvus, agg. verb. da off erre 'offrire ': v
nostri conserva- tori che, non obbligate da solennità di voto, professano volontariamente l'
. stor. feudo oblato: feudo derivato da un contratto d'infeudazione formato per oblazione
off èrre 'offrire '(comp. da ob-'verso, davanti 'e ferre '
, con valore intens., e da lato1 (v.), sul modello
cancellieri, 1-5-181: da intendersi cominciati detti termini il dì che
i-244: scrive il suddetto principe che da ferrara gli sono state fatte delle offerte di
pel monumento di dante con le ricevute da me firmate, per la seconda rata
tardo oblàtor -dris, nome d'agente da off èrre 'offrire ': v.
11). = nome d'agente da oblare. oblatòrio, agg. ant
qualunque società di negozio, instituita o da instituirsi, dovrà presentare per esteso il
tardo oblatràtor -òris, nome d'agente da oblatràre (comp. da ob-'contro '
d'agente da oblatràre (comp. da ob-'contro 'e latràre 'abbaiare
oblato. = deriv. da oblato1. oblazionare, tr.
la cognata] sosteneva d'essere creditrice da noi per essere debitrice a parecchi creditori
. 11). = denom. da oblazione.
(nel sec. xiii), da oblatio (v. oblazione); è
v. oblazione); è registr. da d. e. i. oblazióne
, l'oblazione, l'elemosina, da parte loro, di chiamare e consultare
corone, le altre oblazione che pendevano da le mane de le statue degli dei
. offerta di un fanciullo a un monastero da parte dei genitori perché, educato religiosa-
generico: dono, regalo. buonaccorso da montemagno il giovane, 2-84: veramente
preditto querini. bembo, 10-iv-275: da un uom turco, il quale nell'
coi romani, non bene si lasciamo persuadere da ponzio lor generale di potersi giustamente difendere
lo riceveva poi di ritorno come feudo da parte dell'autorità stessa. romagnosi
aalla sua mano sotto condizione di tenerlo da lui a titolo di feudo.
mente oblazione): pagamento volontario, da parte di colui a cui sia stato
eccles.), nome d'azione da off irre 'offrire '; v. oblato2
dotta, lat. oblectàre, comp. da ob-, con valore intens.,
più onesto l'oblettamento dell'animo causato da qualche varia e grave amenità di lezione
, lat. oblectamintum, nome d'azione da oblectàre (v. oblectàre).
, lat. oblectatio -dnis, nome dazione da oblectàre (v. oblectare).
io ch'io fosse 'n obria / da lo suo viso giucondo. mocati o monaco
lo suo viso giucondo. mocati o monaco da siena, 441: non pensai che
donasse. chiaro davanzati, viii-39: da poi che m'ha 'n obria, /
è 'n obria / lor compagnia. francesco da barberino, i-201: tolgonti d'onor
dimenticatale. = agg. verb. da obliare; cfr. fr. oubliable (
. voce registr. dal tommaseo e da p. petrocchi. obliàco, v
quasi dalla voce d'orfeo, così da quella delle lor donne, lasciano e
pruova. = nome d'azione da obliare; la var. obbliaménto è
è ciascun dal sonno alato / e da nera oblianza cieca e sorda. d'
si annoverano molte altre eccellenti azioni fatte da lui parimente e dall'altezza vostra,
mal m'è 'n oblianza. anseimo da ferrara, xi-2-130: pregatel lui, ma
in considerazione, trascurare. giacomo da lentini o guido delle colonne, 404:
svernare. mazzeo di ricco o rinieri da palermo, 431: quelli è stramalvagio e
d'ingiuria. = deriv. da obliare', cfr. fr. ant.
dichiarava conoscitor d'amore, ma tosto da quelle diviso i loro affetti obliava.
, e presentato le armi alla cassa da imballaggio del nostro canterino, che aveva
prendere in considerazione, lasciare o mettere da parte, non curare; omettere, tralasciare
viventi fratelli, tanto a noi raccomandati da dio, per pensar solamente a far
contraccambiare. mazzeo di ricco o rinieri da palermo, 431: ben è malvagio
: l'amore, quell'amore che traboccava da ogni verso, faceva obbliare ogni grave
, anche se non fino al punto da obliare quella piccola delusione d'anni prima
con una prop. subord. giacomo da lentini, 54: lo meo cor s'
forza mi dona. beroardi o giacomo da lentini o pier della vigna,
a passioni dell'animo). giacomo da lentini, 16: la troppo asicuranza /
più dalla vivezza di un sentimento, da uno stato di particolare emozione);
andare in estasi, essere totalmente assorbito da una sensazione o da una commozione intensa
essere totalmente assorbito da una sensazione o da una commozione intensa e ineffabile; perdersi
incantarsi, estasiarsi. buonaccorso da montemagno il giovane, i-10-13: di
. / e può la spaventata pastorella / da notturne ombre, da fragor di nembo
spaventata pastorella / da notturne ombre, da fragor di nembo, /...
il padre e la madre pareva che da tutto quel grazioso tripudio del figlio si sentissero
altro che adorare te, senza mai distogliere da te il mio sguardo inebriato. te
me stesso, / sento amor sì da presso, / che del suo proprio error
posto che agevole sia perdere cosa impossibile da riavere, nondimeno e'si suol dire:
. del class, oblivisci (comp. da ob-, con valore rafforz.,
, ravvisano, si ricordano nomi obliati da generazioni e generazioni. praga, 3-88
. = nome (l'agente da obliare. obliazióne, sf. ant
m. villani, 9-107: non è da lasciare in obliazione la moria mirabile dell'
anno ricominciata. = nome d'azione da obliare. oblica, avv. letter
obliare, dimenticare. uguccione da lodi, xxxv-1-611: la lemosena certo
sf. ant. oligarchia. marsilio da padova volgar., i-vin-2: il vizioso
oblimàre 'coprire di fango comp. da ob-, con valore intens., e
o artificialmente. = nome d'azione da oblimàre. oblìo (obblìo, obbrìo
allontanamento del pensiero e dei sentimenti da un oggetto o da una persona.
e dei sentimenti da un oggetto o da una persona. dante, par
ob- blio. citolini, 11: da lo scordarsi nasce il non sapere,
cor gentile e magnanimo appartiene apertamente e da se stesso vendicarsi de le ricevute ingiurie
valore positivo: abnegazione. fausto da longiano, iv-217: o gente fortunata,
pericoli mortali e nella gioia d'essersi da quelli poi sottratta, il forte non poteva
avere diverse connotazioni a seconda che derivi da una suprema tranquillità e serenità o,
e serenità o, all'opposto, da turbamento, dolore, angoscia).
rimane. siamo subitamente svegliati e scossi da un rumor di voci e di colpi,
rumor di voci e di colpi, da uno strisciar di ferree catene: si togliean
. pascoli, 75: ella dorme. da quando raccoglie / nel cuore il soave
: l'altiera romana, tornata in sé da un momento d'oblio, ritrasse la
uomini degni da'poeti / son tolti da l'oblio, più che morte empio
uomo a la seconda vita / lontan da tonda de l'eterno oblio. c.
/ che 'nd'ha partiti, sapete da cui? / noi vo'contar per
un secolo che la povertà, raccomandata da francesco ai discepoli come la sua donna
, era posta in oblio. -mettere da parte, non curare più. b
stinto. -perdonare. felice da massa marittima, 53: la mia iniuria
: essendo giovanni stato più fiate ingiuriato da costui, diliberò perciò, quando gli potesse
potendo senza vendicarsi in alcun modo le da lui ricevute offese mettere in oblio.
occhi caduti in oblio, / farò da guida alla felicità. -essere trascurato
l'oscurità. = deverb. da obliare-, cfr. anche fr. ant
obliosaménte, avv. letter. in modo da perdere la cognizione del tempo e ogni
d'angelo ancora. -che nasce da una condizione di assorta contemplazione di sé
di sé, della propria interiorità, da una sorta di assenza o di estraneità alla
.. ma, d'improvviso, su da quella specie di tranquillità obliosa scaturiva un
, celebrante la corona di stelle cinta da afrodite al capo oblioso di arianna,
un senso di abbandonata pace, lontana da ogni fervore di vita e di azione
parole e con malie / altri scior da l'amore, altri legare, / com'
sull'obbliose spume. graf, 5-420: da questi proni / ozi obliosi e da
da questi proni / ozi obliosi e da sì vile stato / tu ne redimi alfin
i-346: non potè mangiare oltre, presa da una più fonda e imperiosa e obliosa
età la domini. = deriv. da oblio-, cfr. anche fr. oublieux
il nero fato saltando obbliquamente. maironi da ponte, 1-i-13: questo ponte appartener
del desinare, tornandosene a piedi l'ammiraglio da corte al suo alloggiamento, vicino al
è il palazzo regio, gli fu da una finestra, che un poco obliquamente
è ben cotta. -in modo da colpire non perpendicolarmente la superfìce terrestre.
51: quando il lume obliquamente passa da un mezzo più raro in un più
, chi può dubitare che non derivi da 'baria ', verbo ebreo significante oblicamente
acconcio. -per un fine diverso da quello apparente (con partic. riferimento
machiavelli e il carattere che si desume da questa vita contrasta evidentemente con le massime
la figura di parallepipedo romboideo, contenuto da sei piani tutti parallelogrammi obliquangoli ed equiangoli
= voce dotta, comp. da obliquo] e angolo (v.)
sui propri passi, obliquò di tanto da allontanarsi nuovamente da quella mèta che non
, obliquò di tanto da allontanarsi nuovamente da quella mèta che non aveva nessuna fretta
e via via tutte le altre, da tutte le navi che obliquano in un'accostata
o luminose che, per linee radiose partite da corpi lucidi posti in un mezzo raro
al luogo opposto; ma, impedite da superficie obliqua di un mezzo più denso,
le galle nelle piante si generano, quando da qualche insetto... è depositato
il tiro. = denom. da obliquo-, cfr. anche, per i
obliquare 'torcere, volgere obliquamente '(da obliquus: v. obliquo)
obliquatori. = nome d'agente da obliquare. obliquatòrio, agg. anat
due palmari. = deriv. da obliquare. • obliquazióne (obbliquazióne
de'casi: la qual figura è chiamata da demetrio antipalage... ed altrove
.. ma più chiaramente si raccoglie da ermogene, quel che sia distorcimento di parlare
distorcimento di parlare: la qual figura da lui è detta 7rxayiaqx6 ^, e da'
tardo obliquano -ònis, nome d'azione da obliquare (v. obliquare).
991: qui non si trattano cose da me desideratissime, com'è l'anomalie
garisendi... era la torre che da loro tiene il nome in una famosa
: nasce regolarmente qualunque obliquità nell'affetto da sinistra ersuasione che la ragione inganna
malattie a parte, di qui, da questo luogo. 8. gramm
casi. -derivazione indiretta di una parola da una radice o da un vocabolo preesistente
di una parola da una radice o da un vocabolo preesistente. cesarotti, 1-i-44
l'obliquità dell'eclittica, scoperta che vien da alcuni attribuita a talete. =
, lat. obliquitas -àtis, deriv. da obllquus (v. obliquo)
correre obliquo ai fortuna il carro / da viventi inseguito. zanella, 173:
: fors'anche puote / esser che da traverso un'aria scorra / dall'alterne del
sul mar. d'annunzio, i-179: da l'argentina volta de'nugoli / obliqui
/ che non riscalda in giù tanto da cesso, / ne anco il sol niente
febo in giù riflesso / non riscalda da lungi o molto oblico, / ma ben
d'operazione: dipende in gran parte da voi che la sua linea segua una
ascensione, che non potevano aver nascita da una radice obliqua. -che non risponde
lingua del libertinaggio. -dettato da rancore, da odio; sinistro, minaccioso
libertinaggio. -dettato da rancore, da odio; sinistro, minaccioso. prati
1-36: per ciò vanità e oppinione bevuta da cattiva fontana è quella di tutti coloro
stravolto inventato daltarte, o per dir meglio da chi aveva il cervello oblico e ritroso
i segni d'una razza obliqua diversa da tutte le altre? sinisgalli, 9-86:
data la cura al luogotenente di discacciare da molte terre i presidi che vi teneva il
e persone. io. caratterizzato da comune nequizia, da irrimediabile decadenza e
io. caratterizzato da comune nequizia, da irrimediabile decadenza e degradazione (un'età
con un compì, che indica ciò da cui ci si discosta). ariosto
attribuirlo all'ordine che, obliquo / da tutti gli umani ordini, usa amore
, 10-207: diritto e non obliquo ha da esser il diletto che reca la tragedia
db sopra la ac angoli disuguali, da una parte l'angolo abd maggiore,
. frugoni, i-8-75: vennero a lui da l'istro i cari bronzi / espugnatori
riguardanti il corso del sole è illuminata da vari spiragli variamente obliqui i quali sbucano
, secca, accecante di polvere. da un lato la chiude una fila di carri
e gli aggiudica una vertebra di più da leccare. 21. astron.
distinzione de le stagioni doveva esser presa da lui [il tempo] e anno esser
, avicinandosi a gli uomini e allontanandosi da loro. cremonini, lvi-300: il
; è innervato dal nervo sottoccipitale e da quello occipitale e consente la rotazione omolaterale
è innervato dai nervi intercostali inferiori e da quello ileoipogastrico e ileoinguinale del plesso lombare
è innervato dai nervi intercostali inferiori e da quello ileoipogastrico e ileoinguinale del plesso lombare
magnificamente formano il principio de'lor poemi da un caso obliquo, cioè da un
poemi da un caso obliquo, cioè da un accusativo: perché l'obliquità de'casi
comune in francia, è opinione tenuta da uomini di sapere e d'ingegno anco
, ma alcuno accidente di quello: come da 'io ''me '.
artiglieria colpisce il bersaglio, si allontana da o° e rispettivamente da 90° (e si
, si allontana da o° e rispettivamente da 90° (e si contrappone a impatto
: quando l'angolo si discosta notevolmente da tali valori [o°; 90®]
. -tiro obliquo: nelle navi da guerra, quello diretto verso la prora
lettera a o di uno squadro da muratore. mazzini, 3-203: caduta dopo
una fortificazione il cui perimetro è costituito da una linea spezzata, sezione della cortina
sezione della cortina disposta in modo tale da consentire la difesa del bastione opposto.
'fuoco obliquo': l'effetto delle armi da fuoco, quando nello spararle vengono rivolte
si fa dal soldato camminando di sghembo da dritta a sinistra, o da sinistra a
di sghembo da dritta a sinistra, o da sinistra a dritta. 32.
usato nelle antiche notazioni musicali e costituito da una sorta di parallelogramma disposto obliquamente sul
? che de l'iniquo / ezellin da roman? che d'altri cento? /
-88: a te sono mille vie da nuocere a'tuoi nemici, e quello che
feriva per obliquo, con guardi formati da un affetto dissimulato. -ingiustamente, malvagiamente
di etimo incerto: forse comp. da ob-, con valore intens., e
, scordare, obliare. monaldo da sofena, 61 b: se tormentoso in
lo oblire. = denom. da oblio. oblitare, v.
psicanal. azione obliterante: quella esercitata da una parte dell'apparato psichico per eliminare
lavoravano soltanto per il clapasson, ormai da tempo; s'aggiungeva a obliterarla la
a un mese dopo, in modo da avere il tempo da obliterarne l'origine
dopo, in modo da avere il tempo da obliterarne l'origine nella memoria.
estens.: annullare francobolli, marche da bollo, tessere, biglietti tramviari,
un'impronta apposita, francobolli, marche da bollo, ecc., perché non possano
si asserisce, quasi stagnante in maniera da lasciare deporre le torbide; altrimenti seguiterebbero
lat. obliteràre e obliterare (denom. da littèra 'lettera ', col pref
, il concetto, ma obliterato o sformato da errori rei. faldella, i-3-75:
dopo il ritrovamento della tavola, fu tentato da alcuno di ravvivare quella scrittura quasi oblitterata
usato per 'obliterare 'francobolli, marche da bollo, ecc. =
ecc. = nome d'agente da obliterare, n. 4; cfr.
facoltà intellettuale. = nome d'azione da obliterare; cfr. anche lat. tardo
al numero de gli obliti. niccolò da correggio, 1-128: rispecti a terra e
. dimenticare, obliare. andrea da grosseto, i-154: non t'acompagnare coi
: / tutto l'avanzo oblivion consume. da porto, 1-95: la memoria della
perseo, che significa virtù, aiutato da pallade, cioè dalla dia della sapienza,
varthema, 262: acciò se alcuna cosa da essi fusse in alcuno precedente loco promessa
de poca memoria licenziosamente reprendere. fausto da longiano, iv-263: udendo la tua
con la oblivione, la quale tanto ha da essere in colui che serve, quanto
archetto solo di quelle celesti lire percosse da mano angelica, come tosto ci prenderebbe
gravi spese non bastava e la parsimonia da lui usata nel proprio sostentamento e la
per il trascorrere del tempo. buonaccorso da montemagno il giovane, 2-61: il quale
iii-2-93: or tra 'due mari e da pachino al monte / sola un'oblivione
33: oblivione, la qual procede da la vecchiezza. tasso, iii-37: io
li antecessori corre in oblivione. lapo da castiglionchio, 9: questa tua origine
oblivione, / che '1 pagano al partir da le fresche acque / non lasciò a
4: la compagnia de'pittori intitolata da san luca... a poco a
con risposte e confutazioni. ella deve morire da se medesima e seppellirsi nella obblivione.