hanno messo. = deriv. da inibire. inibitoriale, agg.
patente inibitoriale. = deriv. da inibitoria. inibitòrio, agg.
dell'autolubido. = deriv. da inibire. inibizióne, sf.
: l'inibizioni non si possino presentare da chi vuol dire d'incompetenza; né meno
accolse le inibizioni romane, fu scomunicato da un papa e consegnato al braccio secolare
di pruove, sebbene sussistano indizi tali da poterlo richiamare in giudizio nel caso che
o impedimento al loro manifestarsi, provocato da stati nervosi, da condizioni mentali,
manifestarsi, provocato da stati nervosi, da condizioni mentali, da turbamenti emotivi o
stati nervosi, da condizioni mentali, da turbamenti emotivi o da interventi esterni;
condizioni mentali, da turbamenti emotivi o da interventi esterni; in psicanalisi, tale
, al genio religioso di francesco, da rompere l'inveterata inibizione scolastica e retorica
voce dotta, lat. inibitio -ònis, da inhibltus (part. pass, di
. magalotti, 7-91: voglio da voi un'obbligazione, nella quale,
vostra inidoneità. = comp. da in-con valore negativo e idoneità (v.
fatto d'una materia di pessima qualità da un industriale scadente... proprio
un meccanismo. = comp. da in-con valore negativo e idoneo (v.
. = agg. verb. da iniettare. iniettaménto, sm.
de léthargie. = deriv. da iniettare. iniettare, tr.
elisir di lunga vita ed il ricostituente da iniettare nella sua poesia! linati, 16-25
, al minimo urto ed eccitamento anche da lui mirabilmente padroneggiato, gli si iniettavano
, lat. tardo iniectdre, comp. da in-'dentro 'e dall'iterativo di
buon iniettatóre. = nome d'agente da iniettare. iniettivo, agg.
di iniezione. = deriv. da iniettare. iniettóre, sm.
un liquido utilizzando l'energia cinetica posseduta da un altro liquido. -iniettore per motori
in un tessuto. = forma contratta da iniettatóre, sul modello del fr.
, 187: 'insanabile'mal si usa spesso da alcuni legali -quest'atto è insanabile -qui
civile, 158: la nullità derivante da vizi relativi alla costituzione del giudice o
dotta, lat. insanabìlis, comp. da in-con valore negativo e sanabllis 4 sanabile
saggi insana. = denom. da insano. insanato (part. pass
altri insa- nesiti termini, cimineia 'da cheminée '..., salaro '
bianco fatto sucido. = denom. da sanese (var. di senese) col
duri: feroci. = denom. da sangue (v.) col pref.
notte al corpo suo desse una disciplina da 'nsanguinare, tanto quanto potesse portare,
m. villani, 2-73: i cittadini da capo si cominciarono a insanguinare insieme,
che alla tua prudenzia occorrano e che da te altra volta sono suti allegati. m
s'insanguina obliquo sui prati, / vien da presso, vien da lontano una canzone
, / vien da presso, vien da lontano una canzone di lunga via.
parti sensitive. = denom. da sangue (v.) col pref.
3. per estens. funestato da guerre, eccidi, stragi.
brusoni, 1013: prima che si vedesse da nuove battaglie insanguinato il mare, funesto
maligne a l'acqua diaccia / e su da 'l musco putrido spietati / nugoli di
d'insania voto. s. bernardino da siena, 896: è [la sodomia
sodomia] rabbia o insania. niccolò da correggio, 1-374: apresso a la
qual insania t'acceca? [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
-paura, terrore. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
= voce dotta, lat. insània, da insànus 'insano, pazzo '.
più insanio. = denom. da insania. insaniato (part.
ser nascimbene, xvii-107-53: se puoi dir da manti: / che è zo?
'nsangnato il core? s. bernardino da siena, iv-272: però che si
, giungere alla follia; essere colto da furore, da ira, da un
alla follia; essere colto da furore, da ira, da un sentimento sconvolgente;
colto da furore, da ira, da un sentimento sconvolgente; comportarsi in modo
ensanire / corno cane arrabiato. felice da massa marittima, 55: l'umile non
= voce dotta, lat. insanire, da insànus * insano, folle '.
di mente. = deriv. da insano; cfr. lat. insànltas -àtis
per doni e per prieghi. felice da massa marittima, xliii- 241:
ah, che l'egro insanito e da molesta, / bollente febbre e furibonda oppresso
. colletta, 2-ii-39: seiano, da troppa fortuna insanito..., scrive
la moglie con due figli / andar carcata da ciascuna mano, / gridò: «
cercando stanco non seppe ove / s'albergasse da presso o di lontano, /
boccaccio, iv-197: appollo vedendosi schernito da lei, non potendole togliere la grazia
si convertirebbe in baccanale, / e da vendemmiator briachi e 'nsani. tesauro,
raggiava tale limpida e ferma luce, da poter credere che mi incitasse a qualche
corimbi inghirlandate. -sconvolto, ossessionato (da un pensiero, da una passione,
, ossessionato (da un pensiero, da una passione, ecc.).
saba, 288: ritorno in me da un'amorosa caccia, / sangue anelante,
a un can rabbioso e insano / che da un canto attraversa o da una piazza
/ che da un canto attraversa o da una piazza, / che il popolo da
da una piazza, / che il popolo da presso e da lontano / corre e
, / che il popolo da presso e da lontano / corre e gli grida dietro
amorosa o per esaltazione mentale; preso da amore incontenibile, irrefrenabile. cariteo,
adesso è l'ora; / va'da colui che per tuo amore è insano.
4. figur. che muove da passione violenta e incontenibile o da intenso
muove da passione violenta e incontenibile o da intenso turbamento o sconvolgimento dell'animo;
o sconvolgimento dell'animo; che nasce da assurda e irragionevole convinzione, da stoltezza
nasce da assurda e irragionevole convinzione, da stoltezza, da sconsideratezza; che è
e irragionevole convinzione, da stoltezza, da sconsideratezza; che è privo di ragionevole
, e attizzar l'ira insana, / da farli porre il marin gregge in terra
: fa che il sangue innocente sgorghi da più d'un seno, / sagrifica gli
riguardi le tenui nostre forze. [sostituito da] manzoni, pr. sp.
. b. corsini, 14-26: da rupe alpestre al piè si spezza / ampia
sala, e valicava i monti / da l'insana procella esercitati. 8.
falso. buonafede, 1-i-10: imparate da me, spiriti vaghi, / che
dotta, lat. insànus, comp. da in-con valore negativo e sànus 'sano
. - anche rifl. felice da massa marittima, xliii-253: maria fece in
, lat. insapièns -èntis, comp. da in-con valore negativo e sapiens -èntis '
adulare per cavare o smugnere qualche cosa da altrui. moravia, 12-209: «
così lisciati, raffinati, insaponati, da non serbare più traccia del preistorico cannibalismo
le parole. = denom. da sapone (v.) col pref.
giuseppo con la barba insaponata, / fuggirsi da firenze
anguilla o cossa insaponata / che scappi da ogni mano in tempo breve. vasari
non acide). = comp. da in-con valore negativo e saponificabile (v.
, lat. tardo insaporare, comp. da incori valore illativo e da sdpor -òris
comp. da incori valore illativo e da sdpor -òris * sapore, gusto '(
insapori. = comp. da in-con valore negativo e sapore (v.
fargli qualch'insapore. = deriv. da dissapore (v.) per cambio di
, 34: chisto è lo buon fenucchio da fà'composta e 'nsaporir la foglia.
fresca noce. = denom. da sapore (v.) col pref.
sbarbaro, 1-272: han cotto la focaccia da portarsi lassù: impastata d'olio,
puzzo di luogo comune devozionale male insaporito da mediocre letteratura. pavese, 9-21: parlava
. pare al filologo moderno che sia da tollerare per ora nel linguaggio e nelle scritture
insaputa di tutti. = comp. da in-con valore negativo e saputa (v.
inesperti e insaputi. = comp. da in-con valore negativo e saputo (v.
s'insassa. = denom. da sasso (v.) col pref.
con le rupi. = denom. da sasso (v.) col pref.
insassita falda, / ch'è verde da vicin, lunge negreggia. longano, xviii-
158: i tuoni musicali non han folgori da spezzare un cuore insassito. insatanare
una carne. = denom. da satana (v.) col pref.
a suonare. = denom. da satanasso (v.) col pref.
, e quivi avesse fatto prodezze tali da essere degnamente paragonate a quelle de'rodomonti
più indiavolati. = denom. da satanasso (v.) col pref.
salvatore divino. = denom. da satana (v.) col pref.
, 166: la nonna era in condizioni da non invogliare neppure il marocchino più insatirito
insatirito dementino. = denom. da satiro (v.) col pref.
del vostro figliolo. = comp. da in-con valore negativo e satisfazione (v.
/ stassi. = comp. da in-con valore negativo e dall'agg. verb
negativo e dall'agg. verb. da satollare (v.).
le tue brame. = comp. da in-con valore negativo e satollato (v.
le gole insatolle. = comp. da in-con valore negativo e satollo (v.
dotta, lat. insaturabilis, comp. da in-con valore negativo e saturabilis *
soluzione). = comp. da in-con valore negativo e saturazione (v.
). = comp. da in-con valore negativo e saturo (v.
di per sé. = denom. da savio (v.) col pref.
, cacciato / a demorar de qua da cantalupo. guido delle colonne volgar.
ha mai denaro a sufficienza. benvenuto da imola volgar., ii-192: la turba
. insaziabile di preda. s. bernardino da siena, 742: e1 soldato
. sanudo, ix-217: non era da credere che tanto stato... non
1-xli-35: dipende [la stampa] da un padrone, detto pubblico, animale d'
pertinace, ostinato, ardente. bartolomeo da s. c., 25-1-3: amore
donato degli albanzani, i-371: mosso da quell'odio insaziabile,...
, / che farà, chiuso po'da l'ultim'ore, / d'un più
ingorda ed insaziabil libidine poter mai essere da tanto ch'io debbia abbandonar un gentiluomo,
,... tirato a forza da le tue false lusinghe e puttaneschi modi
vizio per suo naturai costume insaziabile. da ponte, 11: si credeva da
da ponte, 11: si credeva da tutti ch'io fossi dotato di una memoria
dotta, lat. insatiàbìlis, comp. da in-con valore negativo e saliàbilis 'saziabile
valore negativo e saliàbilis 'saziabile '(da satidre 'satollare'); cfr.
voracità, ingordigia. bartolomeo da s. c., 24-2 -tit.
: era per ispasso molto spesso invitato da vari gentiluomini per vederlo mangiare, anzi
, lat. insatiàbilltas -àtis, comp. da incori valore negativo e dal tema di
in quella visione della divina chiarezza. domenico da montecchiello, 21: e1 quale
, 21: e1 quale è solo da essere onorato e adorato insaziabilemente. cariteo
. -che non appaga il desiderio da cui nasce. verga, ii-76:
carducci, ii-10-65: io son partito da te con un desiderio sempre più ardente
dotta, lat. insatiàtus, comp. da in-con valore negativo e satiàtus, part
come avviene all'insazietà dell'appetito umano, da questo primo desiderio trascorre il desiderare ancora
di perenne insoddisfazione. 5. caterina da siena, 159: passarono [i santi
, lat. insatiètas -àtis, comp. da in-con valore negativo e satiètas -àtis '
ingordigia insazievole. = comp. da in-con valore negativo e da un deriv.
= comp. da in-con valore negativo e da un deriv. di saziare (v
molti gradi. = comp. da in-con valore negativo e sazio (v.
guerra destò. = comp. da in-con valore negativo e da scamparle (
= comp. da in-con valore negativo e da scamparle (v.).
del mistero. = comp. da in-con valore negativo e da scandagliabile (
= comp. da in-con valore negativo e da scandagliabile (v.).
fumare a pipa. = denom. da scatola (v.) col pref.
imprigionato. bigiaretti, 11-7: viaggiavo da tre quarti d'ora, inscatolato dentro
l'inscatolamento. = nome d'agente da inscatolare. inscélto (dial.
lui risponda. = comp. da in-con valore intensivo e scelto (v.
iniscemàbile, increscibile. = comp. da in-con valore negativo e scemabile (v.
inscemire non altrimenti attestato, denom. da scemo (v.) col pref.
del collegio inscenava commedie e melodrammi adattati da goldoni, cimarosa, paisiello.
per risultato quasi immediato la sua partenza da recanati. monelli, 2-249: questo trionfo
trionfanti. = denom. da scena (v.) col pref.
commedia inscenata e recitata un intero giorno da alcuni marinai napoletani per eludere appunto quell'
amore sincero, fedele. giacomo da lentini, 24: semo, per leanza
di quel che più disia. gallo da pisa, xxxv-1-284: a piagi- mento
ma con leanza, / risposto fu da lei. bocchi, l-m-148: de'fatti
quale 'nora sua donna amorosa. francesco da barberino, ii-159: non fai men che
leanza: a nessun patto. giacomo da lentini, 39: ben verria, -
liance (sec. xii), da lier 'legare '. leanza2
leanze coi principi forestieri. = da alleanza (v.) per aferesi.
, i-248: uno cavallo liardo scuro da m° iacomo fiorentino, costò ducati 28.
uno cavallo leardo... conperò da ruggieri di gherardino gianni. andrea da
conperò da ruggieri di gherardino gianni. andrea da barberino, 1-83: il cavallo che
'fermante 'quel pelame che risulta da un miscuglio di peli bianchi, neri e
. -ci). ant. vitigno da cui si ottiene il vino aleatico.
, ecc. = deriv. da aleatico (v.) per aferesi.
è el perdonare. = da leve (v.) per passaggio,
citiso selvatico. = deriv. da èbbio (v.) con la concrezione
, sulla cute o sulle mucose, e da ulcerazioni e distruzioni profonde dei tessuti;
48: per questo peccato fue percossa da la lebbra, e stette sette die
stette sette die fuor del campo spartita da le genti. beicari, 1-26:
rinomata favoletta della lebra del gran costantino da guarirsi col sangue d'innocenti fanciulli,
la lebbra dai seguenti segni, primieramente da una rogna sparsa sopra tutto
sparsa sopra tutto il corpo accompagnata da vivissimi dolori; i peli cadono insieme
di malattia cronica, cutanea, caratterizzata da pustule ver- rucali o a foggia di
rucali o a foggia di porri, accompagnate da prurito, dure, spesse, squammose
questa malattia menzionata per la prima volta da moisè, e descritta con diligenza più di
con diligenza più di tremila anni dopo da alpino, disparve intieramente dalla superficie di
il lebbroso: la lebbra s'attacca da distante e perfino vederlo era pericolo
una sorta di lebbra rossastra e zoppicava da un piede. -denominazione generica di alcune
alcune malattie degli animali domestici, caratterizzate da eruzioni cutanee più o meno estese.
intatti, la lebbra, che corrodeva da secoli... le fondamenta sorrette da
da secoli... le fondamenta sorrette da palafitte, era lungi dall'aver adempiuto
vi guardiate dalla simoniaca lebbra. guido da pisa, 1-97: lo prelato..
e curati del peccato. s. caterina da siena, i-216: 11 figliuolo.
in europa. = deriv. da lebbroso-, cfr. fr. léproserie.
cappelli piumati. = deriv. da lebbroso. lebbróso (ant. lebróso
ant. lebróso), agg. affetto da lebbra. fra giordano, 1-81:
sano. moretti, 164: andava da un fratello / lebbroso all'ospedale /
e di duchi, poi nel suo male da tutti abbandonata come creatura maledetta da dio
male da tutti abbandonata come creatura maledetta da dio, come carne infetta e abominevole
e, sopra, fenditure circondate ciascuna da una specie di pelle d'uovo aggrin-
unse iesù d'amoroso talento. mariano da siena, 113: qui presso si
fatiscente (un edificio); segnato da erosioni, da scheggiature, da gromme
edificio); segnato da erosioni, da scheggiature, da gromme (una superficie
segnato da erosioni, da scheggiature, da gromme (una superficie). nievo
hai suscitato. s. caterina da siena, v-250: dio vuole in tutto
, sì lebbroso d'ogni male, fosse da stimare intangibile, iddio non sarebbe.
che trafficavano per la città, che da trastevere stavano traboccando negli altri quartieri e
deriv. dal lat. tardo leprosus (da lepra * lebbra '); cfr
polvere sul male. = da elleboro, per aferesi e metafonia; cfr
, di forma emisferica, talvolta sostenuto da un treppiede, usato nell'antichità classica
diverse di metallo, lebeti, cioè vasa da cuocere li sacrifici. f. buonarroti
all'uomo e alquanti animali. = da elleboro per aferesi (cfr. lebero)
xexavófi. avti <;, comp. da xexdtvr) 'catino 'e p
argento segnate con caratteri magici, da cui ricavavasi la risposta di ciò che si
dotta, gr. xexavojiavteia, comp. da xexdvrj * catino 'e jxavxeia
crittogame della famiglia de'licheni, caratterizzate da apotecii orbicolari, consistenti, sessili,
denotare un principio speciale che si estrae da un lichene colorante, detto * lecanòra parella
. gemelli careri, 1-iii-122: da questo casale il principe ha tre lecche
lezioso colle donne. = deverb. da leccare1. lecca5, v. lecco
comp. dall'imp. di leccare1 e da culo (v.); cfr.
cui è infissa. - anche: gelato da passeggio. pasolini, 3-30:
il dottor max ha comprato un gelato da bambini di quelli chiamati 'lecca-lecca '
.]: 'leccamento ', differisce da * leccatura 'e da 'leccata
, differisce da * leccatura 'e da 'leccata '. * leccamento 'è
; e si dice per ischerno a persona da poco e di vii mestiere; ghiottonaccio
comp. dall'imp. di leccare1 e da piattello (v.).
: quei tuoi leccapiatti / bardassonacci, paggi da taverna, / ti canteran il requiem
per mangiare e leccare i gelati. da ciò il nome. lucini, 4-311:
per questa folla scamiciata che ti diede da vivere per qualche anno, quando le
e interessata. = deriv. da leccapiedi (v.) sul modello di
la splendida leccarda. = deriv. da leccardo. leccardia, sf.
si ritrova. = deriv. da leccardo, sul modello di ghiottoneria.
leccardino valerio. = deriv. da leccare1, nel signif. tose, di
cibi e bevande. bonvesin da la riva, xxxv-1-706: quel k'è
di granoturco. = deriv. da leccare1. leccare1 (ant.
la guariscono. pascoli, 633: da te non vengo a liberarmi un figlio /
conosce bene, / che siete principesse da castagne, / solo avvezze a leccar
, 10-510: altri [dardi] furon da venere sbattuti / sì ch'o vani
d. bartoli, 4-3-225: una nave da carica, presa ove si stringe il
destro, / rimedio con un colpo da maestro. giusti, 2-34: se un
occhi parlando. -leccare qualcuno da capo a piedi: colmarlo di gentilezze
donna, per significargli che non è cosa da lui, e che può depome il
toscani, 19: dio ti guardi da quella gatta che davanti ti lecca e di
picchiare. = denom. da lecca1. leccarla, v.
comp. dall'imp. di leccare1 e da sporta (v.). voce
govoni, 1201: un prato leccato / da lunghe ombre di pioppi. marotta,
... alla stessa / invan da lui leccata plebe. 4.
calandra, 1-67: mi par pittura da porcellana; c'è garbo, c'
prontissimi. = nome d'agente da leccare1-, cfr. provenz. lechador.
apparer tali che meritino d'essere letti da persone intendenti, do loro una rampata
uso attributivo. foscolo, xv-147: da trent'anni e più fa il decano de'
indigena di tabacco adatto a produrre polveri da fiuto e trinciato per pipa; cattaro
ricco di fossili, adoperato come pietra da costruzione in puglia. leccéta, sf
grave. = deriv. da leccio; cfr. lat. ilicètum.
.]: 'lecchéggio', cibo appetitoso e da leccarsene i labbri; ed è meno
v-2-316: mi sentii prendere il mento da una grossa mano irosa e tirar giù la
italiana dell'oggi, e certa frigidità ridacchiante da processo verbale ripullulate dalla servilità squarquoia,
quegli affetti. = deriv. da leccare', cfr. piem. lèchèzzu '
lèchèzzu 'ghiottoneria, esca ', da lechè 'leccare '. leccheria
lepori, colombini. = deriv. da leccare. lecchétto1, sm
vaio mozzetto. = deriv. da lecc [ata]. lecchézzo
delle gente! = deriv. da leccare, col sufi, di professione -ino
alle lécce ». = deriv. da leccio-, cfr. tarant. lézza,
un piazzale prativo era limitato sulla balza da cipressi, e nel mezzo faceva ombra una
cresce molto. = deriv. da leccio, col sufi, -astro, che
verde intenso nella faccia superiore e ricoperte da una tomentosità giallastra su quella inferiore;
mezzo de l'indocil costa, / vede da un sen che fra i lecci si
, 23-324: sottil canna egli tien pronto da mano / e sottile cordin così a
? giocosa, io: intavolava discorsi, da tirarsi per le lunghe, lasciando indovinare
dimenticare il lecco. = deverb. da leccare; cfr. lucchese léccora 4 cuccagna
dei lecchifermi. = comp. da lecco e fermo2 (v.).
la quantità, e differisce in ciò da 4 pappone 'e da 4 pappatore '
in ciò da 4 pappone 'e da 4 pappatore '. linati, 11-14:
al vizioso. = deriv. da leccone. lecconla, sf.
care vivande. = deriv. da leccone. leccornia, sf.
che per questa offerta leccornia gli abbia da riuscire di ottenere l'intento. salvini
v-402: 4 leccornia ', ghiottoneria da leccone e ghiottone. a. casotti,
gallerie non credenze e confetti e leccornie da palati avvezzi alle delicature delle mense cittadine
4. guadagno, ricompensa. pace da certaldo, 38: avea tale tradigione menata
leccornia di guadagno ai cantanti di messe da requiem. = deriv. dall'
ornus). = comp. da lecc [io] e orno (v
= voce roman., deriv. da lecca 4 fango, melma '.
= voce tose., deriv. da lecco, col sufi. -ug [g
= voce tose., deriv. da lecco, col sufi, -ugio, con
strappar qualche leccume. = deriv. da leccùgio, col sufi, qualitativo -one.
veri leccumi. = deriv. da lecco, col sufi, collettivo e spreg
; convenientemente, opportunamente. lapo da castiglionchio, 11: lecitamente si scrive:
. lecitinasi. = deriv. da lecite col sufi, -asi, che indica
può cadere. = deriv. da lecito *. lecìtico, agg
e per ricavare dalla corteccia una fibra da corda. tramater [s.
uovo '(dal quale fu estratta da gobley nel 1846); cfr. fr
lecitina. = * deriv. da lecitina, col suff. chim. -asi
(sbattuti al vin bianco) era accompagnata da mélode a esaltazione della checca, o
rinunziare tali gradi senza lecito impedimento, da essere però da'signori e dal collegio
i cristiani. s. caterina da siena, iv-148: non è lecito di
cioè che non si possono dicere) da lingua, né intendere si possono, se
, né intendere si possono, se non da quell'anima. pulci, 8-91:
lecito non vergognarsi di dio; anzi da lui, ottimo, massimo, si conviene
, norma, prescrizione giusta. felice da massa marittima, xliii-258: padre, ecco
voler mostrar che ogni lecito / pienamente da noi è osservato. 4.
il prete. = deriv. da lecito *, col suff. latineggiante -udine
nel quale ogni trocheo può essere sostituito da un tribraco. = voce dotta
communemente per l'italia lucarino, e da alcuni, con nome siciliano, lecora,
lectio -ònis 'lettura, lezione ', da legére * leggere '.
el più de le volte. zenone da pistoia, 1-4: la spada di giustizia
buonarroti il giovane, 9-291: nessun da te mai si lede. c. dati
cerca, per mettere in chiaro che da parrasio fu lesa la repubblica? goldoni,
, affliggere, turbare profondamente. bianco da siena, 108: per quello amore che
longo e pura fede / emerito me fanno da te, amore, / ché non
pregiudicare una nobile prerogativa. bartolomeo da s. c., 348: né
ledere gli altrui diritti. [sostituito da] manzoni, pr. sp.,
dal convento... non era partito da metter neppure in consulta. sarebbe stato
offendere, danneggiare. bartolomeo da s. c. [tommaseo]:
chim. acido leditannico: tannino estratto da alcune ericacee. = voce dotta
di palude (ledum palustre), caratterizzato da arbusti sempreverdi con foglie alterne, fiori
di rosmarino. = deriv. da ledo, col sufi. chim. -olo
palustre '. = deriv. da ledo. ledóso, agg.
fr. colonna, 2-68: da capo incominciai di trepidare, più timido
. parini, 425: ecco sorger da un lato anfiteatro / lagrimevole e tristo,
in peggior condizione, ebber le regalie da lui; altre se le acquistarono con
degli stati e degli organismi politici uniti da un patto o stretti in federazione.
otteneva provvedimenti protezionistici, e si proteggeva da sé, chiudendosi in leghe di industriali
, i-481: non c'era più da combattere con l'insulso moderatume e con
-lega socialista: organizzazione fondata nel 1932 da esponenti del partito laburista inglese per affermare
una lega di birbanti contro gli uomini da bene, e di vili contro generosi
sua barba. galanti, 1-ii-425: da per tutto manca ciò che manca nell'altre
buonissima lega. = deverb. da legare *; cfr. fr. ligue
la liga o falsando el conio. girolamo da empoli, i-23: imparò a conoscere
d'argento. foscolo, xvi-524: da più anni gli si è cacciata per
riabbassa il titolo dei metalli altrui, impiegati da lui nella sua lega che mal si
1-x-67: quanta invidia non si ha da portare a lei, cui i tesori greci
: le mutazioni imposte agli statuti cisalpini da trouvé ambasciatore di francia coll'aiuto delle
dei muri di un edificio, in modo da renderli più solidi. fr.
la lega stringa forte, bisogna metterla da petto a rene; cioè che passi
quanto vai la moneta che n'ha da cavare. -essere a lega:
targioni tozzetti, 9-262: usandosi allora da quasi tutti gli altri potentati di peggiorare
anche ora, il cui valore varia da nazione a nazione (e in argentina
, 154); in marina la lega da 25 al grado era di km 4
di km 4, 445, la lega da 20 al grado di km 5,
; che credo proceda perché sono misurate da quegli serrati tratti franzesi. bizoni, 61
fin sulla nura, a venti leghe da mosca. carducci, iii-23-152: aveva.
lire quattro in un par di legacce da gamba. pacichelli, 2-230: vestono
contro-estensione delle membra, sono ordinariamente formate da salviette o da pannolini piegati secondo la
, sono ordinariamente formate da salviette o da pannolini piegati secondo la loro lunghezza.
le marruche. = denom. da legaccio. legacciato (part. pass
bretelle... sono affette da complicazioni riparatorie di spaghi e legacci,
alla casalinga, in pacchetti di carta da macellaro, rinforzati con legacci da calze
carta da macellaro, rinforzati con legacci da calze. -stringa. cicognani,
sta più nascosa, / atorniata è da diversi lacci / con groppi e con legacci
aiuto dell'amore. s. caterina da siena, v-233: carissima figliuola, stàccati
: carissima figliuola, stàccati in tutto da questi legacci, acciocché tu possi essere vera
chiasso, / se vi manca un legacciol da grembiuli. tozzi, v-427: mi
dopo di me, il quale è da più di me: a cui io non
in riva d'un fosso un legacciolo da scarpe. verga, 1-267: le
in un magazzino. = deriv. da legarel. legàggio2, sm.
23 718. = deriv. da lega2. legazióne, v.
dal diritto; stabilito dalla legge o da un ordinamento normativo (un dovere,
e che quindi portano obbligazione di cosa da farsi o di pena da sostenere.
di cosa da farsi o di pena da sostenere. 2. fondato sul
convalidata dal diritto, in contrapposizione, da un lato, alle situazioni di mero
mosaica, della legislazione vetero-testamentaria; prescritto da tale legge (un atto di culto)
i-760: so che quelle ostie legali, da cui fu figurata la immolazione di cristo
6. attinente all'applicazione della legge (da parte dell'organizzazione giudiziaria, dei suoi
al mondo giudiziario e forense e all'attività da esso e in esso svolta; giudiziario
e macellata con ispeciosi metodi legali suggeriti da comodi aristocrati per dare spettacolo ad altri
. alcune controversie, le quali pendono da leggi, convenzioni, decreti o altra scrittura
che la politica. delfico, i-101: da questo specioso legale argomento siaci lecito intanto
. cicognani, 13-4: laureato già da anni in legge era capo dell'ufficio
avvocato dell'antica scuola. -compiuto da un uomo di legge. guadagnali,
legali furono trasportati a ravenna, e da ravenna a questa città di bologna.
= voce dotta, lat. legàlis (da lex legis) \ cfr. fr.
legalismo degli ipocriti. = deriv. da legale-, cfr. fr. légalisme (
legalista e asciutta. = deriv. da legalismo; cfr. fr. légaliste (
: aderisco a quello che sarà deliberato da cotesta adunanza, purché sia dentro i termini
, lat. mediev. legalìtas -dtis (da legàlis 'legale'); cfr.
dalla estrema sinistra legalitaria del cairoli come da quella repubblicana del bertani, per aver
dal fr. légalitaire 4 legalitario '(da légalité 4 legalità ').
moderne. = deriv. da legalitario. legalizzare, tr.
scrittura autentica quella che è stata legalizzata da una persona pubblica. monti, iii-377:
domani ella vorrà mandarlo al bassini all'università da parte mia, perché legalizzi la firma
3-i-83: il tuo contratto, legalizato da gli angioli e registrato nel libro della vita
iii-26-347: il cicisbeismo non aveva niente da vedere con un adulterio approvato e quasi
legalizza. = nome d'agente da legalizzare. legalizzazióne, sf.
legalizzazióne, sf. attestazione, da parte di un pubblico ufficiale a ciò
scrittura, fatta dalla pubblica autorità, da un ambascia- dorè o simile.
ciò che vuole. carducci. iii-13-350: da lei ebbe una figlia, giulia,
legami, con cui era stato stretto da un goto,... sciolto rimane
la più crudele, la più sciolta da ogni legame sociale, ma la più codarda
se stesso allo stato si sentiva sciolto da ogni legame verso le singole persone.
né legame operoso di clausole, fosse da aggiungere alquanto d'arte. leopardi, 1-37
: il poeta fervido quantunque non passi mai da un pensiero all'altro senza una qualche
pompeo e cesare. s. caterina da siena, i-25: la carità è
/ tu me non credi instabile, / da te non temo io froda. d'
quell'uomo; non gli era legata da nessun legame. cassola, 3-
con questo legame, che el mio nero da ghiaccieto venga a desinare o ad ciena
9. dir. canon. vincolo costituito da preesistente matrimonio (e tale vincolo rappresenta
= adattamento del lat. ligàmen, da ligure 'legare '. legamentale
non legamentali. = deriv. da legamento. legamentare (ligamentare)
ligamentari e tendinose. = deriv. da legamento. legaménto (ant. ligaméntó
sia dal naturai caldo aperta. andrea da barberino, ii-136: essendo marmondino ritto
, e specialmente intorno allo sterno, da una certa interna gravezza e da un
, da una certa interna gravezza e da un senso di legamento, d'increspamento e
quanto mi prema l'esentare chiunque semina da ogni dazio, obbligazione e legamento.
: egli s'arresta, quasi che da grande fatica estenuato sia per tentar di
di spiriti... sanno l'arte da farne invasare cui vogliono e da gittar
arte da farne invasare cui vogliono e da gittar legamenti e malie. pirandello, 5-35
. rusconi, 12: le strade da torre a torre siano continuate e congiunte con
= adattamento del lat. ligamentum, da ligàre * legare '. legamentopessìa
= voce dotta, comp. da legamento e da un deriv. dal
voce dotta, comp. da legamento e da un deriv. dal gr. vrrfeic
- anche al figur. riccardo da s. vittore volgar., 5:
nella composizione della lega in quantità tale da caratterizzarne le proprietà fisiche, chimiche,
per mantenere schiavi. = deriv. da legare1. legapacchi, sf.
-attaccare un veicolo a una bestia da tiro; aggiogare. - anche al
eccessi, / non vorran già legarsi da se stessi. 3. stringere i
su un foglio le sue notizie che da tanto tempo aspetto. -di animali
bassa: / l'alta il danubio da levante lega. 7. chiudere
parti contigue del corpo umano; servire da legamento. dalla croce, ii-58:
ha di legar possanza, / non nasce da l'intrinseca figura / che de'primi
or chi l'odì mai dire? francesco da barberino, ii-158: sicome cosa impossibil
f. giambullari, 255: considerando da una parte la offesa al re ugo,
la offesa al re ugo, e da l'altra lo esilio e la servitù nella
altra lo esilio e la servitù nella quale da sé medesimo si legava, se e'
in pensiero per cogliere il tempo opportuno da venire a lei, affine di soddisfare
, non tè reputato a laude se da uomo di schiatta reale amata fosse.
con amorosa lenza. s. caterina da siena, i-25: la carità è
carducci, ii-10-52: non pensi né men da lontano a rompere i cari e sacri
, 5-178: ogni volta ch'abbia da legarsi nel matrimonio, egli vuol farlo
, iv-508: ogni padre si tiene offeso da quel figliolo che leghisi in matrimonio con
che escono dalla pratica dei negozi e da una logica rigorosa. tarchetti, 6-ii-524:
le pietre e i mattoni in modo da renderli stabili e saldi (e questo si
posa, nel canto e negli strumenti da fiato con un leggierissimo e non interrotto
non interrotto respiro, e negli strumenti da arco con una cavata unica e continua
questi vi fu sino lo stesso michelagnolo da caravaggio, quello strano cervello che a
gente in mezzo alla quale ivana vive da anni e non ha mai legato.
. a. manetti, 99: da le pietre rozze e come elle si cavano
e dei suoi ministri). francesco da barberino, i-340: ancor ti faccio voce
sa bene. -pazzo, matto da legare: v. pazzo e matto.
forma durativa di * ligère (da cui lictor * littore '); cfr
: « 'legare 'differisce da 'attaccare '. l'idea che predomina
danari, legò le sue armi così da offesa come da diffesa. f. d
le sue armi così da offesa come da diffesa. f. d. vasco,
= voce dotta, lat. legare (da lex legis * legge ').
suo pontificato. = deriv. da legato4. legatàrio2, sm. (
.. non si possono esplicare se non da un erede universale e non da un
non da un erede universale e non da un legatario. muratori, 1-164: si
ricevere un beneficio; chi è animato da speranza per benefici attesi o da riconoscenza
animato da speranza per benefici attesi o da riconoscenza per benefici già ricevuti.
voce dotta, lat. tardo legatarìus, da legàtum * legato '.
un disnare legatevole. = deriv. da legato4, con la desin. degli agg
un certo impaccio. = deriv. da legato1. legativo, agg.
in contrario legativi. guerrazzi, 1-631: da per tutto in quei giorni grave [
soprattutto per sè. = deriv. da legarei, col sufi, -ivo (cfr
una legazione, un'ambasciata ', da legare * mandare in ambasciata '.
una bomboniera a soffietto, legata in cima da un cordoncino terminante in due fiocchetti.
: fu menata una femmina indemoniata, da più uomini, legata con catene le
, mani e piedi legati, giaceva da una parte. -sostant.
di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i
buoni intorno a me, ma tutti legati da somma paura. verga, 1-137:
stentando a disnodare la lingua, legata da una spaventevole aridità. de marchi, iii-1-621
; vincolato moralmente. -anche: soggiogato da passioni, sentimenti intensi e ardenti, vizi
stesso mi strinsi. s. caterina da siena, ii-56: ma se la
da'manichei, viveva in quelle tenebre da carnali affetti legatissimo ed oppressissimo. g
: quale allettamento hanno mai le carte da giuoco, che tengono legati ad una tavola
avete pensato allora, ch'eravate legata da una promessa? mazzini, iv-4-55:
meglio prender moglie c'accendersi; e ricever da lui questo consiglio, che 'l legato
9. unito o accomunato a qualcuno da un vincolo di simpatia, di amicizia
esser legata. s. caterina da siena, i-24: io catarina, serva
pene, come se l'avesse conosciuto da molto, come se da molto fosse
l'avesse conosciuto da molto, come se da molto fosse legata a lui da affetto
se da molto fosse legata a lui da affetto profondo. sinisgalli, 2-102: malgrado
; devoto, fedele. francesco da barberino, i -197: altri [sono
che egli abbia per sacrilegio il discostarsene da alcuno. magalotti, 9-2-103: quel
quanto più legati alle forme, afflitti da convenzionalismi e imperniati sulle lancette dell'orologio
. italiani di tener le fanciulle lontane da ogni conversazione d'uomini... non
altri elementi architettonici; disposto in modo da rendere stabile la costruzione (mattoni,
mattina. 20. arald. avvinto da cordoni o nastri (un emblema,
passar varie note. -agg. da eseguirsi con tale modo interpretativo (una
testamento all'accademia nostra, è allogata da noi nella nostra sala nel giorno [
donazione, fatta o lasciata dal defonto, da doversi pagare dall'erede. bandini,
quello avente per oggetto la prestazione (da parte dell'erede onerato) degli alimenti
di vizi e di virtù che si trasmette da una persona all'altra, da una
trasmette da una persona all'altra, da una generazione all'altra. rosmini,
= voce dotta, lat. legàtum, da legàtus, part. pass, di
livio volgar., 3-346: vennero da orico legati a m. valerio pretore,
vile. machiavelli, 236: da roma vennero i legati del senato a significargli
mandar quattro legati per tutte le provincie da mare, i quali, col consiglio
maria, giovinetta donzella di tredici anni, da parte del sanator celestiale. cavalca,
1-i-71: e'locrensi, sendo stati da uno legato di scipione destrutti, non
legato di scipione destrutti, non furono da lui vendicati. p. del rosso,
alle cose sue. alfieri, 4-79: da più di trent'anni con sommo suo
innocenzio per suo legato in sicilia gregorio da galgano, cardinal di s. maria
immediata che ha dal sommo pontefice, da cui ha autorità di reggere e governare
legato apostolico: titolo conferito nel 1098 da urbano ii a ruggero i il normanno,
legatorio!. -pazzo legatoio: pazzo da legare. g. m. cecchi
sì pazzo legatoio. = deriv. da legarex. legatolo2, sm. ant
poi dietro il legatore, che ha da tirarla diritta fin sopra il giogo. monti
con vinchi le venian stringendo / tre legator da tergo. pascoli, 1443: forte
macchine agricole. = nome d'agente da legarei. legatorìa, sf. industria
nella legatoria. = deriv. da legare1. legato rio, v
traforare le scarpe in que'luoghi dove à da passare la legatura. a. cattaneo
pali e di canne, tenuta insieme da forti legature di salci e di grembiuli
. c. bartoli, 1-90: da ossa a ossa si tireranno legature e
è un tasto discordante, che saltella da sé, non avendo egli legatura alcuna con
vado mulinando di spesso come potessi spastoiarmi da codesta legatura, ma non ci so
. -legatura d'amatore (o da bibliofilo): per cui il volume
in tutta pelle: legature pregevoli, da amatore. 13. marin.
note di uguale altezza non contras- segnate da indicazioni di « staccato » o di «
consecutive hanno altezza diversa o sono collegate da legatura di valore, e non sono contrassegnate
di valore, e non sono contrassegnate da indicazioni di « staccato » o di «
portamento); applicata a note contrassegnate da segni di « staccato » o di
risposero che erano stati percossi... da sassi. morgagni, 63:
= lat. tardo ligatura, da ligàre 1 legare '; cfr. fr
legazia apostolica conceduto ai re di sicilia da urbano ii. anche: tribunale della
sulla chiesa ortodossa. = deriv. da legato *. legazia2, sf
obbligazione, impegno, vincolo. andrea da barberino, 1-170: gherardo rispose che quella
dotta, lat. tardo ligatìo -ónis, da ligure 1 legare '. legazióne2
. 1). -anche: attività svolta da un legato per assolvere al suo incarico
iv-v-14: chi dirà del cattivo regolo, da cartagine mandato a roma per commutare li
dopo la legazione ritratta, consigliato, solo da umana, e non da divina natura
, solo da umana, e non da divina natura mosso? alamanno rinuccini,
che fossero stati fatti alla chiesa romana da costantino il grande. cuoco, 2-ii-133:
legazione abbia un oggetto segreto, diverso da quello del tormento, e più grave
con piena legazione. s. caterina da siena, i-26: son certa che.
detto che dante fosse desso. benvenuto da imola volgar., i-181: allora lo
comunicazione trasmessi mediante un legato o riferiti da un legato. -pubblicare una legazione:
ufficialmente l'incarico ricevuto, il messaggio da trasmettere. g. villani, 9-353
stor. provincia dello stato pontificio governato da un cardinale legato. -le legazioni:
insieme delle province dello stato pontificio governato da un cardinale legato (ed esse erano,
averei avuta se '1 patron mio cardinale da este fusse stato fatto legato. gualdo priorato
possedevano ciascuna una panca di mogano chiusa da sportelli laterali. = voce dotta,
voce dotta, lat. legatio -ónis, da legàtus 1 legato, ambasciatore '.
pregadi, questa mia opera è stata stampata da molti incorrettissima. brusoni, 860:
organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. -rileva il carattere
muovono, mostran un altro oggetto, da cui possa esser mosso l'appetito,
legge conforme alla volontà generale di ragione da quella che emana per mire puramente private
non si distingue nemmeno la legge illuminata da una legge cieca; la utile dalla ruinosa
per serrarvi le tavole della legge, dategli da dio, tutti quelli ebrei e uomini
importantissima idea, eccitata in lui non già da un fantastico impulso di leggerezza, ma
un fantastico impulso di leggerezza, ma da quei sodi, invariabili princìpi di ragione
di ragione e di giustizia, che fin da quei tempi si caratterizzavano col nome di
che è emanata dallo stato, oppure da una regione o da una provincia o da
stato, oppure da una regione o da una provincia o da un comune godenti
da una regione o da una provincia o da un comune godenti di particolare autonomia.
sia emanata dal potere legislativo federale o da quello di uno degli stati membri (
-disus. legge sovrana: quella emanata da un principe o stato sovrano.
quali mettono freno al lusso, allora son da dirsi ragionevoli, e utili, quando
, del merito legale, ma altresì da quello dell'opportunità, la quale deve risultare
e tale maggioranza non essendo stata raggiunta da nessuna coalizione politica, il meccanismo maggioritario
abbia fatto. boccaccio, 2-vi-340: è da sapere esser molte le spezie di questo
, viii-2: questa legge fu osservata allora da tutti, e sono anco al presente
ogni comunità politica (in contrapposto, da un lato, al diritto naturale delle
positiva, acciò non possa dirsi nata da semplice volontà e che sia totalmente nuova
: soggetti / alle leggi che, da antico, / peggiorano i nostri mali,
e le relazioni delle cose, cangiando da se medesime tutti i giorni, vi
2-xiii-36: monete colle insegne di buoi da omero vengono nominate; ma né quelle di
diritto e a imporne coattivamente l'osservanza da parte dei consociati; giustizia (v.
morto non può ricever pena. bornio da sala, xxxviii-341: e 'l pover uom
bonifazio] fece fare a messer guglielmo da bergamo e a messer ricciardo di siena cardinali
avevano cominciato a esercitare influenza, fin da quando flippo il bello (1300)
discorso, per rilevare quel che nel detto da lui era o inesatto o meno esatto
trent'anni non era stata apparentemente diversa da quella di tanti giovani, provinciali che
o considerate come poste o derivanti) da un'entità superiore (o suprema,
eterna): l'insieme di norme poste da dio, come creatore e legislatore supremo
sì che giustamente / ci si risponde da l'anello al dito. buti, 3-
con la mia vita stessa liberar voi da ogni servitù, patirò che, per liberar
natura fu l'unione delli uomini; da queste si originarono le città e si
legge, che è esterna e distinta da lei, essendo questa legge la volontà positiva
sacri e accolti dai credenti come promulgati da dio stesso nella sua rivelazione. -per
religione veterotestamentaria, considerata come caratterizzata da una visione legalistica dei rapporti fra l'uomo
ovvero due colombe. s. caterina da siena, i-50: la legge di mosé
e in pena. la legge nuova data da cristo crocifisso, vita evangelica, è
tavola ritonda, 1-419: fawi apportare da sonare e da lèggiere e da schermire
, 1-419: fawi apportare da sonare e da lèggiere e da schermire, e per
apportare da sonare e da lèggiere e da schermire, e per contare di belle e
salvifica fra dio e l'uomo instaurata da cristo). cavalca, vii-83:
ammaestrilo nella tua legge. s. bernardino da siena, 89: la leggie di
d'aquino o rugieri d'amici o giacomo da lentini, 409: come quello che
il vietava. s. bernadino da siena, 82: amaestrato da lucifero,
. bernadino da siena, 82: amaestrato da lucifero, [l'anticristo] darà
(90): io saprei volentieri da te quale delle tre leggi tu reputi la
intendere: esser venuto questo apostolico religioso da rimote terre ad insegnar loro la vera e
, ma dall'essenza delle cose e da dio medesimo. -regola di condotta pratica
che, ri- sguardandosi come fatta unicamente da uomini, non abbia pur ombra di
.. la legge non essere cosa da l'ingegni de gli uomini ritrovata, né
cieca, impulso negativo. santa caterina da siena, i-io: abbiate odio e dispiacimento
1-i-557: comandavano di consegnare le armi da fuoco, in forza della legge stataria
petrarca, i-1-86: qual è morto da lui, qual con più gravi /
. -il suo nome / senza tanto furor da me saprai. / -a questa legge
allo spirito per qual via ti senti da dio chiamare. loredano, 1-15:
religiosa o metafisica dell'universo comegovernato da un'unica forza trascendente o immanente).
g. del papa, 5-84: è da sapersi in oltre esser legge inviolabile di
un altro, si stacca e si reflette da esso, viene a formare due angoli
effetto della sua consuetudine; consuetudine iniziata da dio con un impulso primo (atto
) e formata e assoli- data successivamente da una serie infinita di trasformazioni...
uomo può sottrarsi, in quanto deriva da una forza che trascende le possibilità umane
che chi va a mettersi nella rete da sé, come fe'sansone, vi
monaca, prima d'essere stata esaminata da un ecclesiastico, chiamato il vicario delle
della legge e non c'è nulla da dire. -fare, contenere, indurre
: giove fece ch'el beuto vino da maumetto elevò l'anima sua inverso il
generale; imporsi, obbligarsi. francesco da barberino, i-327: credon dover tenere /
. d. bartoli, 14-1-18: da che fu in età di communicarsi, prese
folle e vana licenza, che essi da sé s'hanno presa, così ne vanno
molta lode, cioè che 'l poeta trapassa da l'una a l'altra parte de
di dionigi, fatto ne'tempi bassi da qualche studioso che certo fu di pochissima
e vivere ad una legge. rainerio da perugia volgar., v-67-156: voi vo
polleci o lettere di coloro che van da questo, e da quell'altro pittoccando
di coloro che van da questo, e da quell'altro pittoccando oggi uno scudo e
mena è un legionario martire che si trovò da sé il luogo dove voleva riposare e
-leggenda aurea: opera latina di jacopo da varagine (o da varazze),
latina di jacopo da varagine (o da varazze), composta fra il 1255
... i cicli latini cominciati da gregorio magno co 'l dialogo e chiusi con
e chiusi con l'aurea leggenda del da varagine. 2. racconto fantastico
le invenzioni incredibili e episodiche son più da leggende che da poemi eroici. g.
e episodiche son più da leggende che da poemi eroici. g. capponi,
leggenda di nixa, l'ondina celebrata da byron, la quale attirava col gioco
puose tal preposta non esser senza condigna resposta da trapassare. fiacchi, 159: qualche
talmente sfasate, di una tale stupidità da far, semmai, ridere, in una
, libro, manuale. pietro da bascapè, v-187-40: lo iusto avrà grande
de che traita questa legenda. dante da maiano, 1-51-n: ben conosco ornai
in nostri ricordi forse non fia da biasimare se non da coloro che per
ricordi forse non fia da biasimare se non da coloro che per morbidezza d'animo sono
sono amatori delle brevi leggende, o da coloro che per tema di spesa, veggendo
di mercanzia o in su certe leggende da non poter impararvi su cosa nessuna.
nella parte incusa delle medaglie, diverse da quella del rilievo. galiani, 3-116
cavalli bianchi dei trombettieri mi parevano discesi da una luna di leggenda. e.
scacazzata, rappezzata, rubacchiata e strappata da mille leggendacce goffe, e se ne va
, chiaman questi scritti scartafacci, favole da vecchierelle e leggendacce da goffi, credano
scartafacci, favole da vecchierelle e leggendacce da goffi, credano al manco alla scrittura santa
è un'invenzione curiosa questa di travestirti da leggendàio... e questo quadro
leggendàio... e questo quadro da ciarlatano dove l'hai buscato? -me lo
buscato? -me lo son fatto imprestare da un leggendàio, siccome la canzonetta.
leggendai e simili. = deriv. da leggenda. leggendariaménte, avv.
non bello, quando si può dire * da leggenda, di leggenda'o simili.
sapete voi che significa 'leggenda ', da cui è tratto * leggendario '
. e. cecchi, 2-108: vien da ridere quando si pensa alla famosa immagine
famosa immagine della sciarpa tessuta tanto sottile da scivolare leggermente dentro un anello di fata
1-77: il nimbo leggendario di cui fin da alcune generazioni fa s'è incominciato a
tutto. = deriv. da leggenda. leggendàrio3, v.
età barbara. = deriv. da leggenda. leggènte (part. pres
famoso, nel sentir circoscrivere il telescopio da sé non ancor veduto, disse che l'
, disse che l'invenzione era presa da aristotile. carducci, iii-6-13: un bassorilievo
scampaf orche. = deriv. da leggero, da riconnettersi a leggerezza, nel
= deriv. da leggero, da riconnettersi a leggerezza, nel significato di
ne pentirono. = deriv. da leggero. lèggere (ant.
è scritto o stampato, in modo da distinguere i suoni rappresentati dalle lettere,
noioso che ti caccia / si partirà da l'anima invilita. dante, conv.
xii-2: misimi a leggere quello non conosciuto da molti libro di boezio, nel quale
, 1-vi-370: io non ho lettere da nessuno che io lega più volentieri che le
amo... /... da un libro poche e rare / legger
quando vogliono leggere, si dilungano le scritture da fi occhi, perché la imagine loro
ricche letta di seta, e favvi apportare da sonare e da lèggiere e da schermire
seta, e favvi apportare da sonare e da lèggiere e da schermire. filippo degli
apportare da sonare e da lèggiere e da schermire. filippo degli agazzari, 23:
6-68: la notte della santa domenica, da vespro infino alla mattina, stava salmeggiando
salvini, v-518: il leggere ha da essere una cosa di mezzo tra il
avesse / compagni d'alto ingegno e da trastullo, / di quei che volentier già
detto a montecchi di danaro * giunto 'da genova; mentre nulla è giunto:
dovesse leggerla. tasso, 5-74: da la bocca pendon di colui / che spiega
: marziale,... dimandato da uno perché non gli leggesse i suoi versi
-recitare una formula di preghiera, desunta da uno scritto. - anche assol. e
per leger de breve. s. bernardino da siena, 469: se tu usi
dio, quanto tu dei / esser temuta da ciascun che legge / ciò che fu
sia letta ancora intra l'altre vendette da te fatte. b. pitti, 1-165
di romolo, che sono scritte esattamente e da molti. -seguito da un compì,
scritte esattamente e da molti. -seguito da un compì, di argomento. francesco
un compì, di argomento. francesco da barberino, 148: ogni trattato e novelle
leggemmo il disiato riso / esser basciato da cotanto amante, / questi, che
amante, / questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca
de'figliuoli corron dietro al poeta laureato da un capo all'altro della penisola.
aere impuro, / e per tanto da te spazio divisa, / pur lessi aperto
. legge su in cielo la via segnata da dio nelle stelle: poi scende e
, ii-1-216: c'è di meglio da fare che leggere vocabolari e imparare a
imparare a mente nomenclature. c'è da studiare e leggere il mondo. cicognani
capire il futuro. 6. intuire da segni esteriori (degli occhi, del
, 10-899: - non è piovuto sin da carnesciale. / -in modo che rio'
scola, / amor valeli prò. francesco da barberino, ii-75: cerca maestro experto
, con probabilità forse maggiore si legge da alcuni per francesco. cesari, i-299
. tenere sottocchio lo schizzo della trama da seguire nella tessitura o nel ricamo.
, l'ordine delle cordellette e de'pettini da abbassarsi vicendevolmente. tommaseo [s.
delle due mani le parole dell'originale da una parte e dello stampato dall'altra,
). -leggere un'informazione: ricavare da un apparecchio di registrazione elettrica un'informazione
nella calcolatrice elettronica i dati del calcolo da eseguire sono letti dalla macchina su un
una sceneggiatura significa rivivere empiricamente il passaggio da una struttura a a una struttura b.
ariosto, 356: le ha insegnato da fanciulla a leggere / et a cucire
7-i-186: ditemi,... da chi avete appreso a leggere?
una determinata disposizione o successione delle carte da gioco o alla forma delle linee che
che leggevaie il cuore, le parlò da sua pari, per iscreditar le apparenze.
leggere / all'ebreo, per aver danai da spendere. idem, 1-1-338: ordinate
ad insegnare a costei un calendario buono da fanciulli che stanno a leggere.
proverbi toscani, 207: dio ti guardi da chi legge un libro solo.
la sua leggierezza la fa bene movente da l'una qualitade a l'altra.
fiamme in su. s. bernardino da siena, ii-364: scorreranno per lo
l'esperienza del pallone gonfiato, posta da aristotele; perché se qualità di assoluta
usare le armi e'cavalli. guidotto da bologna, 1-95: basta a colui che
quali hanno avuto una declinazione tanto notabile da parerci, e forse anche essere,
sensazione che si produce nello spirito libero da sofferenze, timori, noie, preoccupazioni;
prieghi non voglio. s. caterina da siena, iii-295: se avesse veduto la
ben seresti riputata di quella muliebre legereza, da le quale sempre fosti aliena. ariosto
: questo noto per liberare il petrarca da una calunnia appostagli da un francese con
liberare il petrarca da una calunnia appostagli da un francese con la leggerezza purtroppo consueta
infino alla lascivanza della carne. benvenuto da imola volgar., ii-29: avendo
per difetto di leggerezza [la stael] da girondina, fu reazionaria per lo stesso
leggerezza di alcune ipotesi od opinioni avventate da uomini dotti dei secoli andati circa quel
letter. facilità, attuabilità. bartolomeo da s. c., 4-5-1: 'della
ogni tempo ed in ogni luogo e da ogni persona. palladio volgar., 11-12
usare con gli uomini gravi e alieni da ogni leggerezza, perché aveva in odio
, che loro sembra una leggerezza o allegria da pazzo. f. m. zanotti
, 13-96: in passato ci fu da dire, certamente. ci furono delle leggerezze
giulio, di tutta quella indiscreta leggerezza da lui stesso provocata, da lui stesso professata
indiscreta leggerezza da lui stesso provocata, da lui stesso professata. soldati, x-94
persuadersi che il peccato sia un mal da niente, una leggerezza, una leggiadria
per leggerezza e poco senno si fosse da sé innamorata senza che il frate nulla
s'aprono. = deriv. da leggero. leggèri, v.
del giurare. = deriv. da leggero. leggerità (leggierità)
frivolezza, incostanza, volubilità. marsilio da padova volgar., ii-v-6: vuole.
aordiné. = deriv. da leggero-, cfr. fr. légèreté (
destra su per la sua scheggia, / da quelle cerehie etterne ci partimmo. simintendi
hoe io veduto lo fiume, corrente da quella parte da la quale niuna cosa
veduto lo fiume, corrente da quella parte da la quale niuna cosa contastava a lui
leggiermente saltellando, e come scegliendo sentiero da non vi lasciar pedata. biondi,
e la ciurma navale è al tutto da stato popolare. tasso, * 4-495
nel tuo animo contra di lui. francesco da barberino, ii-215: averto il fior
l'acqua leggiermente. salvini, 13-237: da eccelsa di gran monte cima /.
modo che non desta preoccupazioni; così da poterne guarire facilmente (con riferimento a
questa mia turbazione e paura. bartolomeo da s. c., 10-2-10: leggerissimamente
10-2-10: leggerissimamente sarai buono, se da quello ti guardi che tu biasimi. dante
, e per questo paia che sia cosa da passarsene leggiermente. m. adriani,
. 11. in modo tale da poter ottenere facilmente il perdono (peccare
leggiermente (lo confesso) verrà trattato da me, essendo così vasto che,
, sconsideratamente, precipitosamente. bartolomeo da s. c., 36-3-9: dal
con vui, / ché non è cosa da parlarne altrui. zanobi da strata
cosa da parlarne altrui. zanobi da strata [s. gregorio magno volgar.
va come va il pensieri. francesco da barberino, iii-97: aggia buon somieri /
freno ed eziandio debole. s. bernardino da siena, 344: quanto più
leonardo, 2-263: ogni cosa sospinta da maggiore potenzia che la sua medesima disidera fuggire
suol inalzar leggiera fronda / la qual da violenza in giù fu torta. galileo,
indumenti o di armi. cenni? da la chitarra, xxxv-11-422: in camicia stieno
indispensabile. 6. libero (da impacci). petrarca, 6-3:
corressero nudi alla guerra, facendosi leggeri da balzare nell'aria. cassola, 3-80
grada sì com'voi misura. francesco da barberino, iii- 71: guardati
barberino, iii- 71: guardati da colei / ch'è troppo gran parliera /
arrivato, mi son messo per giovane da un barbiere napoletano. avevo la mano lesta
furon già queste preghiere / che derivar da giusto umil desio, / ma se 'n
pranzo per le nove. -non gravato da eccesso di cibi o di bevande (
, ed è leggieri a pesarla. ca'da mosto, 322: vi corre
bere agli ammalati, per esser leggerissima da digerire. soderini, i-113: dalla
bisogna procurare che i contadini abbiano acqua da bere limpida, leggera e scevra di particelle
per essere aperta e libera, o ingombrata da nuvoli o gravata di nebbia, si
grave. comisso, v-24: il cielo da per tutto si inarca asciutto e leggero
perché avevano suspetto che non fussero assaltati da gli inimici. tommaseo [s. v
piagò nel manco lato. -affetto da una malattia o da un disturbo non
. -affetto da una malattia o da un disturbo non grave (una persona
pericolo. 21. figur. libero da disagi, da preoccupazioni, da difficoltà
21. figur. libero da disagi, da preoccupazioni, da difficoltà; rasserenato,
libero da disagi, da preoccupazioni, da difficoltà; rasserenato, confortato; calmo,
d'oro crespi capelli ed annodati / da sé da verde frondi e bianchi fiori /
crespi capelli ed annodati / da sé da verde frondi e bianchi fiori /..
altri meno vecchi di me libero e legière da ogni infermità. finiguerri, 1:
22. volubile, incostante. francesco da barberino, iii-190: guardati da la gente
francesco da barberino, iii-190: guardati da la gente i... i
leggier né bizzarro. oggi fu vinto / da sconsigliata giovinezza il senno. cmoco,
, 1-220: parliamo della costituzione da darsi agli oziosi lazzaroni di napoli, ai
sì perfido né sì ozioso né sì leggiero da piantare amoretti in ogni paese. moravia
162: beffeggiava i cristiani, trattandoli da leggieri e di poco cervello, che ad
leggiere. boiardo, 1-90: non è da maravigliare che uno corpo invalido avesse legiere
cuor leggiero, quando ha alcuna notizia da tacersi, patisce dolori di parto a
crederebbe che di tutti i poeti, da dante al monti, il leggiero ariosto sia
moda] ha menato romore, non da altra causa è derivato, che da un
non da altra causa è derivato, che da un partito frenetico, alla testa del
leggiera. soldati, v-279: era giudicata da tutti una ragazza molto leggera. ma
-anche: pronto, disposto. bartolomeo da s. c., 13-6-12: dovemo
all'inferno. s. caterina da siena, 11-88: vi prego che voi
divisar la gioì leggera è cosa. bartolomeo da s. c., 11-7-8:
ascolta la musica, leggera / musichetta da trivio, anche a me cara /
; inclita fama / il suo cammin da mille mostri ha guerra; / ma pur
; / ma pur bella virtute alza da terra / l'anime grandi, e su
pon gli alteri in bassi lochi. paolo da certaldo, 113: guata cotali cosette
spada o uno bello coltello, o sonagli da falcone o d'altro uccello minore.
il pagan con leggier saffo / da l'ostinata furia di baiardo, / si
mezo il mare. s. bernardino da siena, 1-6: come l'uomo,
carni, e sì gentili e morbide, da riserbare di ogni quantunque leggiero toccamento forma
vigilanza, una custodia). bartolomeo da s. c., 332: li
romani non era fallo così leggiero come da noi si stima l'errare nella propria
nella certezza assoluta di non essere osservata da chicchessia. 33. moderato,
ama in posa / lo mondo à da lo suo lato. guittone, xxxii-58:
/ tarda, corta, leggera, è da noi mesta. anonimo, xix-505:
iesù cristo. s. bernardino da siena, 344: or porta il capo
potessi come tu dici, venirti più da vicino, vederti spesso, ragionar teco.
quella fiera di maggio ove le dame spinte da una emulazione ardente a raccogliere la maggior
ma per me non biasmare. bartolomeo da s. c., 18-2-10: l'
mi fa al presente. s. caterina da siena, 1-47: abbiate memoria del
vi tornerà leggiero. cariteo, 102: da l'onesto fulgor del dolce aspetto /
a dio et al mondo noiosa. francesco da barberino, ii-257: non è cosa
leggiero che maturo consiglio, andò spargendo da per tutto il manifesto de'casi suoi
gl'impedimenti delle prediche sue. francesco da barberino, i-208: vedrai giurar alcuno /
favori dei popoli sono cosa leggiera e da non farvi fondamento. sarpi, i-1-42
g. gozzi, i-13-65: nelle botteghe da caffè... sono uomini e
lettere] dai goti e per essi da adamo e dalla personale comunicazione di dio
che di leggerissima utilità, poteva partorire da altra parte danni gravissimi. cesarotti,
, 2 (26): ruminò pretesti da metter in campo; e, benché
non leggero: attendibile, plausibile, da prendere in seria considerazione. petrarca,
guicciardini, i-29: stimolato spesse volte da molti, e con non leggiere occasioni,
è forse fuor di proposito, né da stimar leggieri ed inutile considerazione, il
. croce, ii-2-126: un articolo da giprnale è leggiero, come un libro
cinque canti, 2-55: orlando quei da l'armi più leggiere, / quando
cotti salvò il primo leggero francese oppresso da forze maggiori. -disarmato.
nardi, 14t: i nimici occuparono da principio in tal maniera tutti i luoghi
isola di standia, donde, traghettati da barche leggieri, arrivarono in candia. ferd
bordo e potranno partire in crociera protetti da navi leggere. dizionario di marina,
che si contrappongono, grosso modo, da un lato alla musica colta (operistica
musica colta (operistica, sinfonica, da camera, ecc.) dall'altro
canzone, i ballabili, la musica da rivista, ecc., contraddistinti, per
, contraddistinti, per lo più, da una larga diffusione commerciale di immediato consumo
voce dal registro particolarmente acuto e caratterizzata da notevole agilità, adatti soprattutto a ruoli
lo più, un passaggio rapido, da eseguirsi, al pianoforte, senza pressione
doppii alle finestre sono ancora un lusso da grandi signori. 47. in
lo mal monetiere dice al signorso: « da che la moneta tua corre leggiera un
: la signoria... ordinò che da lì in poi nella nostra zecca si
a cavallo e su cammelli e asini da guerra. -debolmente, fiaccamente,
2-176: nel formare i vizii si ha da procedere con l'istessa considerazione. come
troiana, xliii-374: questa nonnè terra da conquistare così di leggero come l'altre
società stabilita fra uomo e donna, santificata da dio e fortificata da vari taciti patti
donna, santificata da dio e fortificata da vari taciti patti. bandi, 283:
] dello stato della vostra famiglia tanto da me amata, quanto a pieno dir
. - anche: ingenuamente. monaldo da sofena, xvii-194-29: molto sarei stato
con l'antico avversaro, / ma libera da lui che sì la sprona. guido
lui che sì la sprona. guido da pisa, 1-76: di leggiero credeno
quello che odeno. s. caterina da siena, iv-290: come persona che
non vogliate scandalizzarvi così di leggiero. da porto, 1-276: voglio che sentiate.
e far ciechi dell'animo e stòrre da altissimi stati e spignere in infinite e
inglese: 4 qui ognuno vuol far da sé non comandato; / se tu ti
cercava capriuolo 0 damma, / ma da far, s'ei poteva, un po'
macinghi strozzi, 1-359: non sono cose da trassinarle così per leggieri: e se
non erano, nessuna di esse, da prendersi alla leggera: non erano amorucci passeggeri
, moral mia nova canzonetta, / da intender leggeretta, / in quelle parti
e in- tratisene al letto, vinti da pari disio, godendo tutta la notte
1-231: lorenzo martelli fu uomo molto da bene... e, secondo quei
.. li fece dire expressamente, da parte del protonotario, che per iuste casone
dal lat. volg. * leviarius, da lèvis 4 leggero '. leggeróso (
leggieroso e sottile. = deriv. da leggero. leggerume, sm.
come se nevicasse. = deriv. da leggero, col suff. collettivo e spreg
li vizi empi, / potessi aver da te lucidi esempi. aretino, v-1-33:
. [lisbona] in luogo alto e da tre uguali colli leggiadramente ornata. guarini
di carton pesto e di latta traforata da un architettorello girondino con un pizzo al
donna amata,... già fatte da lui. gelli, 15-i- 77
, 18-1-241: questa concione, leggiadramente da luigi pronunziata, diede da maravigliare molto
, leggiadramente da luigi pronunziata, diede da maravigliare molto. dolce, l-1-159:
fallax, judicium difficile ', che da francesco redi fu leggiadramente applicata all'arte
monaca, aiutandola la fortuna, sé da un soprastante pericolo, leggiadramente parlando,
foggia di mascherarmi. = deriv. da leggiadro. leggiadrìa (ant. e
armoniosa, gioconda e delicata, accompagnata da semplicità di tratto, da compostezza di
, accompagnata da semplicità di tratto, da compostezza di contegno, da grazia e
tratto, da compostezza di contegno, da grazia e scioltezza di movimenti.
grazioso aspetto, ed in effetto da una certa venustà e leggiadria, la quale
la leggiadria e la maestà derivavano da l'animo, e furono quasi raggi de
di contige e di leggiadrie. benuccio da orvieto, 1-76: di giugiole s'
altro certo che... nasce da tutte queste cose congiunte e collegate insieme
dire che dagli occhi solo, e non da altra cagione, tal bellezza poter provenire
senza dubbio è degna d'essere imitata da gli autori de l'altre lingue ch'
elevatezza di cultura e intelligenza. dino da firenze [tommaseo]: adunque ti mosse
burla. - anche: futilità, cosa da nulla. cavalca, ii-110: entrandovi
fai caso, quasi fosse un male da niente, una leggierezza, una leggiadria!
il petrarca e il boccaccio sono imitati da chi esprime i concetti suoi con la dolcezza
di saioni, di pennacchi e di coperte da cavallo molto sontuose con ricami d'oro
dal lat. parlato * leviàrius, da levis 4 lieve '. leggiadribellùccio
= comp., per giustapposizione, da leggiadro e dal vezzegg. di bello
la maggioranza di composti ditirambici è costituita da aggettivi { lieto / estoso, leggiadribelluccia
armoniosa, gioconda e delicata, accompagnata da semplicità di tratto, da compostezza di contegno
, accompagnata da semplicità di tratto, da compostezza di contegno, da grazia e
tratto, da compostezza di contegno, da grazia e scioltezza di movimenti.
leggiadro, / orlando il grave desco da sé scaglia. castiglione, 201: procurerà
a questa milizia, e sono ammaestrati da periti; si eleggono sani, membruti,
leggiadra discriminatura [i capelli] furono da loro prima divisi di sopra. parini,
col cianciar donnesco / lacci tendea, da lei prima tessuti / de'suoi biondi
leggiadra storia [ecc.]. da ponte, 13: frequentavan le sue leggiadre
attesta di aver colto il leggiadro racconto da certe antiche scritture ch'ei vide in casa
, o vogliam dir un maestro da ricette, il quale facesse più stima
d'un uomo. 12. contraddistinto da squisita perfezione artistica, da grande eleganza
. contraddistinto da squisita perfezione artistica, da grande eleganza formale e da piacevole e
artistica, da grande eleganza formale e da piacevole e gradevole contenuto (un'opera
i- 97: voleva onninamente sentir da lui alcuna di quelle istoriette che egli
opera italiana? 14. ispirato da nobili e alti sentimenti, compiuto con
casa medici, chi aveva più agio da pensare alla libertà? -estroso,
si tratta d'una leggiadra vendetta fatta da un figliastro ad una rea matrigna. morone
quali favellava, con la mano, nobilmente da lui mossa, che con la grazia
la non nata ancor mia voce / vinto da più leggiadri almi stupori. f.
, non motteggiatore. s. bernardino da siena, iv-130: come tu vedi
sedere con loro in quarto. zanobi da strata [s. gregorio magno volgar.
tanto leggiadre, / tutte le vegnon da sì fatta parte! 24. dimin
tasca giallazzurra. = deriv. da leggiadria. leggiàio, sm.
a questa foggia dal vostro figghiolo e da quest'altro leggiàio; che siete rimbarbogito
e ragionevole. = deriv. da legge. leggiaiòlo (letter. leggiaiuòlo
pananti, 1-ii-94: la penna [da scrivere] si leva ai mozzorecchi,
che vuole. = deriv. da leggiàio. lèggiate, v.
per fare il suo libro più leggibile da ogni sorte di persone, trattasse il solo
. carducci, ii-4-123: a me da un pezzo la facilità, la chiarezza,
alcune case, anche in rami spartiti da centinaia d'anni, conservarsi costantemente tra
l. pascoli, ii-164: cominciai da giovinetto a studiare la mia nativa [
lat. legibìlis (agg. verb. da legère 'leggere ').
soffici, v-5-40: l'opera è da ritenersi perfetta in se stessa allorché riunisce
l'apparente precisione, irreali e lontani da ogni esperienza diretta. ne seguivano due risultati
n'è pazza. cattaneo, iv-1-401: da quel tempo in poi...
di modena. = deriv. da leggere; cfr. leggiucchiare.
sa. = nome d'agente da leggicchiare. leggidatóre, sm. (
= voce dotta, comp. da legge e datore (v.);
= voce dotta, comp. da legge e fattivo (v.).
= voce dotta, comp. da legge e fattore (v.).
= voce dotta, comp. da legge e dal tema dei comp.
. = comp. per giustapposizione da legge e gridante (v.).
254: 'leggino': che fa le leggi da sé, le soperchierie, i soprusi
o leggiàio. = deriv. da legge. lèggio, agg.
. 2). = deriv. da alleggio (v.) per aferesi.
piano inclinato grossi libri aperti, in modo da poterli leggere comodamente stando ritti in piedi
, 39: uno paio di ferri da leggio. marsili, i-31: ricevetti due
: nel mezzo era posto un leggìo da coro... con un libro.
è uno spazzioso pulpito di marmo retto da colonne, con un leggio sostenuto da
retto da colonne, con un leggio sostenuto da un'aquila. manzoni, pr.
una banda musicale posa aperto lo spartito da eseguire. fucini, 226: quando
e. cecchi, 5-130: viene da ridere, a teatro, guardando il
cembalo un leggio nuovamente immaginato, che da sé in un istante volge il foglio
si dovesse. 3. cavalletto da pittore. vasari, ii-22: lionardo
, sulla quale si colloca il fototipo da ritoccare. 5. enol. scaffale
nulla. -così mi pare. -vien da voi altri, che avete più parole
, tribuna [per parlare] '(da xóyo? * parola, discorso '
. = comp. per giustapposizione da legge e passivo (v.).
codice. = nome d'agente da leggere. leggitura, sf.
qual partito scegliere. = deriv. da leggere. leggitutto, agg
. che consente di osservare e scrutare da ogni parte. jahier, 3-120
che passano. = deriv. da leggere-, cfr. leggicchiare.
risorsero. = nome d'agente da leggiucchiare. leghismo, sm.
leghe contadine; l'indirizzo politico seguito da tale movimento (e tale indirizzo ebbe
inefficaci). = deriv. da lega1 (v.) col pref.
* societario '. = deriv. da leghismo. legiferaménto, sm.
-èris * legislatore ', comp. da lex legis 'legge 'e dal tema
per moltiplicarle. = nome d'agente da legiferare. legiferazióne, sf.
dotta, lat. legifer, comp. da lex legis 'legge * e
armato di gladio e giavellotto e protetto da elmo, corazza, gambiere e scudo.
= voce dotta, lat. legionarlus, da leglo -ònis 1 legione '; cfr
impegnarsi e imporsi nell'azione politica concreta da parte di formazioni di gruppi armati di
armati di volontari, che, mosse da determinati ideali o finalità, si pongono
o fascismo. = deriv. da legionario. legióne, sf.
coorti, manipoli e centurie, era formata da 3000 a un massimo di 6200 uomini
uomini, in prevalenza fanti, coadiuvati da minori contingenti di cavalleria (e il
ogni parte, sì che da'suoi era da tutti veduto, ed elli tutti vedea
, quando dominavano quelle provincie, e da quello ebbe e dirivò il proprio nome
ebbe e dirivò il proprio nome liegge da * legio, legionis'. boccaccio, viii-1-239
viso di flaminio consolo turbato, invilite, da annibaie allato al lago trasimeno essere state
squadre militari quelli che erano in età da portar arme, e ciascuna squadra fu
ad uno di ubidire e far quello che da superiori fosse loro imposto. algarotti,
in treno il canale alpino che va da trento a bolzano, ci vien fatto di
subitamente le legioni de'volsci che venivano da anzia gli assalirono. ariosto, 40-62:
000 uomini, saldamente inquadrati e sorretti da forte disciplina (e tale formazione,
, unità organica della milizia, comandata da un console e corrispondente a un reggimento
. 4. lega di persone unite da un comune ideale politico o umanitario e
segreta patriottica fondata a malta nel 1839 da nicola fabrizi dopo il fallimento delle prime
che mi difenderebbono? s. bernardino da siena, 230: venutogli questo indemoniato
cielo e l'inferno sono stati sempre popolati da legioni intere di spiriti angelici e satanici
richiamata una moderna / legion di sonetti da le stanze, / ove comodamente alloggia
ordine cavalleresco francese, istituito nel 1802 da napoleone, allora primo console, e
voce dotta, lat. legio -ónis, da le gire 'raccogliere, scegliere '
apparir dovevano. = denom. da legislatore. legislativaménte, avv.
, per vero dire, agevole ad eseguirsi da quei che... esercitano il
nell'uso comune nel settecento), da législateur 'legislatore '. legislatóre,
nominato, schifando la esecuzione delle leggi da me in questa città ordinate. tasso,
a pope ed a boileau vollero far da legislatori. pellico, 2-89: amo
, lat. legislàtor -óris, comp. da lègis, genit. sing. di
di verificarsi. = deriv. da legislatore. legislatura, sf.
deputato. = deriv. da legislatore-, cfr. fr. legislature (
di uno stato non può dipendere che da una buona legislazione. romagnosi, 19-469
è un'infinita catena di conseguenze dedutte da pochi princìpi giusti o ingiusti. e
si è estesa sempre più nel secolo trascorso da allora. costituzione della repubblica italiana,
s. girolamo), comp. da legis, genit. sing. di lex
sing. di lex * legge 'e da un deriv. di idtus, part
legisperitus (vulgata), comp. da legis, genit. sing. di lex
alla presenza dello sventurato giusto. sabba da castiglione, 28: tra leggisti rari sono
17: [mosé] ebbe da dio due tavole, nelle quali erano scritti
dotta, lat. mediev. legista, da lex legis 1 legge '; cfr
com'era prima diviso e scompagnato corpo da lei. tassoni, xii-2-319: erede
e con patto ch'egli non ne abbia da de- traere né leggittima, né falcidia
. -lesione di legittima: violazione, da parte del de cuius (mediante disposizioni
è bastardo. = deverb. da legittimare. legittimabile, agg.
. = agg. verb. da legittimare. legittimaménte (ant.
lecitamente; giustamente. rainerio da perugia volgar., v- 64-16: promettendo
redi et a ccui elli la desse da ondomo legitimamente difendare. guidotto da bologna
desse da ondomo legitimamente difendare. guidotto da bologna, 1-81: già era il malefizio
irrito e casso ciò che si attentasse da eugenio in ferrara, come fatto in
della chiesa nostra ragionevolmente introdotto, indi da tutti i sacri concilii legittimamente approvato.
. 2. in conformità delle leggi da cui dipendono la liceità e la validità
siasi ingravidata di suo marito, procurandosi da terzi interessati nelle successioni. -in
nelle successioni. -in modo dipendente da matrimonio legittimo (con riferimento a filiazione
madonna laura, pur ingenerando non legittimamente da altre donne. 3. per
vedendosi quante poche volte i luoghi additati da voi sieno legittimamente e nel lor vero
-opportunamente, convenientemente. dino da firenze [tommaseo]: quando vedessi che
: ma se sia qualificata overo ristretta da qualche clausola, o parola, dalla quale
lor dominio dimostrano. = deriv. da legittimante. legittimare (ant.