io nel dir fifl / in cambio d' oibò, nel dire in seguito / invece
repubblica venne in signoria e in giuridizione d' alquanti potenti uomini, li re e
dio del domestico prodigio, gli venne voluntà d' inter- rogarlo ancora chi era per regnare
m'ha da poi questi dì più d' una volta ragionato del grande affetto di lei
al fora, che dappoi il voltar d' un canto, ne torna indietro, fingendo
, fingendo di esser zoppo e cieco d' un occhio. = comp. di
/ da puoi ch'è descoprito, briga d' attosseccare. bartolomeo da s. c
, / non si potria dir certo / d' una sola esser certo, / quant'
così grande in numero di case e d' abitatori, né disciolta e senza mura:
, la lascia cadere a piombo sopra d' un sasso, e quivi fattala in
/ dappoi che fia sepolto / il corpo d' esse in corpo a'cani 0 a'
moccicone il qual non abbia il grillo d' infilzar versi, potrò anch'io affibbiarmi
. dapprèsso { da prèsso, d' apprèsso), locuz. av- verb
a par della vera, ma non d' appresso. lanzi, ii-54: vi sono
: quanti esempi vi potrei qui racontare d' omini ricchi, che son mal capitati
rivoluzione di venezia sia stata l'affare d' un giorno. moravia, viii-127:
generale, un uomo politico, un uomo d' affari cercano in questo modo di stringere
e quando lo cavaliere èbene suo compimento d' amore cola damigella, e egli allora fu
un poco quanto di giovamento, quanto d' utile, quanto d'onore rechino le lettere
giovamento, quanto d'utile, quanto d' onore rechino le lettere a chi le appara
una nave, che venga dall'indie carica d' oro... ora è come
era una voce appannata dapprima, come d' uno che canta, se nel ricordo,
del non potersi accoppiare in uno quiete d' animo e stravolgimento di cuore? monti
/ ettore che perplesso ivi si tenne. d' annunzio, iii-1-1078: trascorreva simile a
rapidità del volo. è voce d' area settentrionale (a piacenza ddrd; a
punto s'allargava un'irradiazione abbagliante. d' annunzio, iv-2-958: le nuvole si scomponevano
arguto, burlettone, eccellente forchetta, cuor d' oro, desiderato, cercato, amato
in campagna si appalesa nei bizzarri godimenti d' una passeggiata, e negli allegri discorsi
g. villani, 8-78: leggieri d' arme, con balestra e con loro
, 1-364: l'aria era piena d' uno nuvolo di lance di dardi e di
; pietre di fonde e bradoni gittavano d' ogni parte, e palle di piombo manesche
palle di piombo manesche di media, d' arabia e di sorìa, che sapevano d'
d'arabia e di sorìa, che sapevano d' arcora trarre. bibbia volgar.,
pioggia / l'aire coprir, saiette d' ogni foggia; / da ogne parte i
morte / pioveano lor di sopra e d' ogn'intorno, / ch'ai fin temean
ogn'intorno, / ch'ai fin temean d' aveme danno e scorno. caro,
de'più fieri in arme, / niso d' irtaco il figlio, ad una porta
porta / era proposto. da le cacce d' ida / venne costui mandato al troian
lanciar dardi e non mostrar paura / d' esporre il petto per l'amate mura.
intorno a cui / larga e cospersa d' òr fascia s'avvolge. tommaseo, i-461
e un pellicano che porta dardi. d' annunzio, iii-2-80: strappa la donna
che lasciar si deve, / volge d' intorno desiosa il guardo. s. ferrari
cercanti il cuor come assetati dardi. d' annunzio, i-636: ci ferirebbe forse,
coralmente m'ha feruto, / und'eo d' amore sentomi infiammato; / ed è
: « io non sarò umile / verso d' alcun che ne li occhi mi guardi
novellamente amor mi giura e dice / d' una donna gentil, s'i'la riguardo
mezzo de la volta è 'l deo d' amore, / che tiene ne la destra
/ se bene egli non ha la punta d' oro, / è di tempre divine
i due dardi dell'antica deità. d' annunzio, v-2-160: e la mia
contro di quei novelli erostrati, marchiar d' un ferro caldo il delitto, schiacciar
, 11 suo dardo di sole. d' annunzio, v-1-606: il primo dardo
iacopone, 50-47: si alcuno ne campa d' esta enfronta, [l'antico serpente
a fuoco '. bacchetta di fuoco d' artificio per lanciarla nelle navi nemiche col
portammo parte del nostro avere in doppie d' oro et in parte in crediti fattici da
liberalità, di altruismo). rinaldo d' aquino, v-116-21: e quello bascio m'
siena, v-83: con tanto fuoco d' amore diedero il sangue e la vita per
incitati per li miei ferventissimi prieghi e bagnati d' amare lagrime, d'accettevoli incensi saranno
prieghi e bagnati d'amare lagrime, d' accettevoli incensi saranno onorati, dandoli io.
(opere letterarie, di pensiero, d' arte). vasari, i-238:
bolla, la qual fu data ai 7 d' aprile. 7. prescrivere,
ii-349: si voltava grave, tutto d' un pezzo e col mento incassettato nella
a lui. idem, 38-61: d' ogni tua querela a un cavaliero / darai
., 121-4: e così dicendo dido d' eneas acquistò la benivolenza degli uditori:
fattomi da filippo di portes, dal marchese d' urfè... per quanto mi
scambievolmente gli ostaggi, che l'armata d' inghilterra... apparve in alto mare
tavola ritonda, 1-386: in poca d' ora egli ne trasse a fine da
esser pietose / di se stesse e d' altrui. manzoni, pr. sp.
, e dare udienza ai sopravvenienti. d' annunzio, iii-1-633: pace in questo
alla miseria, non staccarsene mai. d' arzo, 1-45: provate a usare coltello
, assegnare come sposa. cielo d' alcamo, 68: se dare mi ti
e che noi fèste meravigliomi. f. d' ambra, xxv-2-311: i'ti vo'
18-1-78: essendosi morto poco avanti monsignor d' alanson suo marito, si diceva che
ch'erano rimasi morti nel campo e d' alcuno ferito come dae la battaglia.
le pallottole segrete si dierono: vinsesi d' andare per casentino. g. villani,
, non dovessero darsi i voti. d' annunzio, iv-2-202: gli formavano intorno
, / che m'è rimaso vie men d' un fistuco. fra giordano, 1-202
pagava potevano, se passava venticinque fiorini d' entrata, affittare, dare a livello
danari a cambio, non per bisogno d' averli altrove, ma per riaverli con utile
? ed essi gli pesarono trenta sicli d' argento. marchetti, 1-13: amico
.. lui volesser cacciare dall'antico possesso d' armenia. serao, i-998: bell'
: poco fa si dieder la posta d' essere insieme via via. ariosto, 3-56
dovevo ricevere in premio. f. d' ambra, 4-7: la seconda era poscia
alcuna cagione, ch'egli aveva bisogno d' andare innanzi. b. segni, 7-78
deve operare. tasso, 6-iv-1-26: così d' animo agguagli... /.
la buona intenzione di dare il sacco. d' annunzio, iii-1-828: questo danno ci
/ m'agghiaccio dentro, in guisa d' uom ch'ascolta / novella che di
un tuffo al cuore perché s'illudeva d' andar via, di nascosto, per
desse / la vista che m'apparve d' un leone. idem, par.,
e muscoso ch'esso ti dà sembianza d' una fattura del caso. svevo,
pace staccandomi dal tempo troppo lento. d' annunzio, i-684: altre (o le
di trovarsi. landolfi, 2-49: più d' una volta l'avevano sorpresa così compagnie
], darli sopra cennere di scorza d' ova o di gusci di lumache. cellini
, 32: serve [la chiara d' uovo] a vari usi degli artefici nostri
luoghi, ne'quali mancano l'uve d' una proporzionata maturità. 30. comunicare
i-32: ruggiva lo leone dando vista d' andargli addosso. g. villani, 8-89
e in messina tornati, dieder voce d' averlo per lor bisogne mandato in alcun
dunque, dopo molte dispute, dettono ordini d' accordo che la sala si facesse in
i pareri alla reggente sopra questa sorte d' istanza. d. bartoli, 2-2-129
quest'anno dar nuova a vostra paternità d' esserci dilatati in altre parti. segneri,
generale, racconti storici che danno segno d' un nuovo indirizzo. nievo, 1-212
volte rifatta, mi dà dieci diverse superficie d' una data estensione di terreno; un
mi dà varie cifre esprimenti la popolazione d' un paese. -far argomentare,
o appannatore di guado, o maestro d' inchiostro. leggende di santi, 3-11:
quell'anarchia senza limiti ch'io tento d' introdur nella lingua: questi i princìpi
detestabile: un uomo dabbene deve vergognarsi d' esser poeta in tal guisa; ed
tal guisa; ed un poeta deve arrossire d' imbrattar col fango della satira il vezzoso
iii15- 101: con tutte queste vanterie d' avaro, i drammi del rolli sono
bartolini, 16-111: una moda d' acconciatura di capelli così detestabile quanto
mescuglio di cose, di cerimonie e d' errori. l'arti magiche, la
gemo e fremo tuttavia a quest'idea d' atrocità e di sceleratezza inaudita che fa
con gli anni la voglia e il piacer d' istruirsi. leopardi, iii-57: io
ne moriamo tutti, molto presto. d' annunzio, iii-2-1014: tu diffidi di me
avesse con tanta inconsiderazione provocato l'armi d' un re di francia. soderini, iv-121
spagna, i lattati di regno e d' altrove. galileo, 2-1-196: è stato
ogni ombra di romanzeria, non credo d' aver sentito affetto né moto altro che
: chiunque s'attenga alle semplici lamentazioni d' alcuni storici romani attribuisce la caduta di
il genio di quella nazione fu sempre d' ingrandirsi coltarmi, non già di fare
evangelista, non però sprezzate in linea d' arte. bartolini, ii-149: inoltre
bellini, 52- 367: tutto ribollente d' amarissimo fiele e d'un sor- prendimento
367: tutto ribollente d'amarissimo fiele e d' un sor- prendimento d'impeto detestatore vomitò
amarissimo fiele e d'un sor- prendimento d' impeto detestatore vomitò contro la dignità e
queste uscite a freddo, e detestava, d' una fredda detestazione fraterna, francesco.
ché andrò io molti essempli in detestazione d' esso pognendo, con ciò sia cosa
corso... possa essere squarciata, d' un tratto, dall'esplosione di una
volatilità, e la sua detonazione. d' alberti, 293: * detonazione ',
le cose sue, e cercherebbe piuttosto d' apparare per mezzo di quelle che detrarre
vogli tu parere lodevole: appara più d' ornare la tua vita che di biasimare l'
ii governo e i cittadini degli stati uniti d' america non hanno mai creduto di derogare
, 8-24: i grandi astuti e cupidi d' uficio, e d'avere poveri,
astuti e cupidi d'uficio, e d' avere poveri, dispetti e detratti degli onori
sofferto / ruffian potevi e detrattor diserto / d' ogni più saldo merto, / e
o detrazione di corpi, ma dalla virtù d' incorporee, invisibili ed intangibili qualità.
valere. marino, i-230: scogli nascosti d' insidie che con inganni e frodi cercano
frodi cercano di romperci il legno e d' interromperci il corso, corsari iniqui di detrazioni
secoli o fra nazioni incolte, sono composte d' una successione di sventure: l'invidia
pace, se la detrazione fosse proscritta. d' azeglio, 2-244: pur troppo,
che ogni parola sia doppia e piena d' inganno, e s'egli mai alcuna detrazione
musicale] si spiegano li sensi d' incitamento, o buoni o cattivi che siano
: similmente procuran gli uomini a costo d' inesplicabil fatica impedir alcune cose, le
, di necessità il valore e forza d' amore ne sentiva detrimento assai, perché
un detrimento di ercole, sarà non d' un ercole ancora uomo, che faccia il
faccia il grazioso con iole, ma d' un ercole fatto dio, in cui sieno
, e lasciavano, ritirandosi, un letto d' alghe secche, di sugheri, d'
d'alghe secche, di sugheri, d' ogni sorta di detriti. d'annunzio,
sugheri, d'ogni sorta di detriti. d' annunzio, iv-2-1002: si scorgeva su
attesa delle case future, sarà vietato d' imbrattare quelle esistenti: le bucce di
di pomidoro ed altri detriti sono destinati d' ora innanzi alla concimazione dei campi e non
scopa mattinale delle vie / biancheggiano falangi d' ali morte. comisso, 12-234: la
la tua coscienza con detriti di chiacchiere d' altri e con pregiudizi. alvaro,
bocchelli, i-122: tornato in borgo d' urbecco, ch'era covo di reazionari papalini
il più alto dolore possibile, quello d' esser esule in patria, cercato,
mente di canonizzare non so qual moglie d' un dei re stuardi detronizzati. periodici
60: manifestando apertamente la decisa volontà d' una detronizzazione generale col rovesciamento dei troni
per suo merto, / e farà quel d' alagna intrar più giuso. p
rucellai, 5-5: avendo, a detta d' ognuno, nell'altre sue opere acquistata
, a detta degli accademici, copriva d' onore immortale la loro città, come
era già stato ripetuto dietro la ripetizione d' altri ripetitori, perché costa meno fatica
a detta, che non il giudicare d' ogni cosa col proprio giudizio. =
agli amici, fu notorio. f. d' ambra, 99: avea da bartolo
negli uomini l'entrare nel distinto dettaglio d' un solo fatto di tal sorte in
cesarotti, i-432: v'è bensì molto d' accuratezza nelle discussioni grammaticali e filologiche,
, né si prendesse mai l'arbitrio d' entrare in dettagli sulle faccende domestiche,
fino in fondo: finché furono al corrente d' ogni dettaglio. 2. esposizione
. 3. particolare di un'opera d' arte. milizia, ii-69: l'
minuziosa ai particolari (in un'opera d' arte). fogazzaro, 1-98:
in paragone delle monete nobili di oro e d' argento. gorani, xviii-3-514: i
] ad in- stituire una camera popolatissima d' impiegati, cui furono consegnati tutti gli
consegnati tutti gli affari comunitativi, tutti quelli d' interesse civico, moltiplici e dettagliosi sommamente
cieco negli affari pubblici, difettoso ne'casi d' importanza? stigliani, ii-367: medica
magalotti, 9-2-87: io vo ben d' accordo di non aver fatto un'azione
per questa, la quale è di man d' altri, potete vedere ch'io mi
marino, 1-148: detto talora a suon d' avena o flauto i ai discepoli boschi
e 'n bello scrivere, / e d' imbreviar sue scritte non si'avaro: /
delle tua lordure, / ch'io sarò d' altra foggia, ch'io non paio
a dettare le sue ultime volontà. d' annunzio, i-780: che nume arcano
fu, per spavento altrui, più d' una legge / con asprezza e rigor dettata
intorno a ogni sorte di quistioni: d' istruzione pubblica, di ingegneria, di
dovea dittare che l'unione e autorità d' uno regno participa dell'unione e autorità
: ora niente doversi sprezare, ora non d' ogni cosa temere gli dettavano vergogna e
sue parole argute, amare, lo stato d' animo che le dettava: una tenace
a dire di quelle partite della diceria o d' una lettera dittata;...
: è in lui lo storico; storico d' opposizione perché in quel momento di reazione
né sarebbe meno a desiderarsi che gli uomini d' un gusto non tradizionale e fattizio,
mandò lettere a tutte le caporali terre d' italia, e una ne mandò al nostro
con un sì pulitissimo stile, e d' un sì elegante e ingegnoso dettato, che
toscani mettevano una soave disperazione nel cuore d' un timido apprendista non toscano che sognava
; a tal che alla più parte d' essi si possono applicare i medesimi rimedii,
filosofia liberale, che nacque ne'giardini d' atene. tommaseo, 3-iii- 420
, a quel che pare, per dettato d' un politi direttore di polizia, poi
il tacer suo, pregno / d' alti dettati, appieno io ben intendo.
e divenir la favola e il dettato / d' ogni persona. = lat.
ma per dire distintamente de'tre generi d' opere toccati; popolare, giovanile,
: i reduci, valendosi dell'autorità d' eleganti dettatori che dava loro la lunga
clericali che il dettatore dell'epigrafe meritava d' entrar nel mercato come bovino. 3
del professore, e nei tre quarti d' ora rimanenti, dove si procedeva poi
, l'amministrazione, la vigilanza. d' annunzio, v-3-143: giorno e notte
boccaccio, s'estimano tutti di dettatura d' un medesimo tempo, cioè d'intorno all'
dettatura d'un medesimo tempo, cioè d' intorno all'anno 1350. d.
altresì di gregorio, che seco era d' un medesimo cuore, una sì bella confes-
, tutta sua dettatura, e a piè d' essa una sì generosa offerta a mantenerla
libro scritto nell'una faccia di carattere d' elegantissima dettatura cinese, nell'altra nostrale
nel secondo volume delle navigazioni, è d' altra dettatura, e forse tratto dal
dovettero tante volte operare sotto la dettatura d' idiote persone, e... dovettero
, ii-2-90: avete scritto sotto la dettatura d' un qualche avvocato. de marchi,
prese a scrivere lesto, sotto la dettatura d' uno spirito che comandava. pascoli,
quella sublime facoltà di scrivere come dettatura d' amore è espressa nelle due prime cantiche
mani sulla tastiera, così a dettatura d' orecchio, come si fischia un'aria.
più antico dettare, risulta più recente e d' ambiente umanistico. détto1 (
burchiello, 23: ond'io alfonso d' almagiesto invoco / gloria di filosofico intelletto
capo verde e pigliammo porto in una d' esse, nominata santo jacopo. panciatichi
opponesse al conseguimento della detta speranza! d' annunzio, iii-1-614: fu voluto eleggere
: la notte innanzi all'ottavo dì d' aprile morì il re carlo in ambuosa,
. giambullari, 148: impadronitisi d' ogni cosa, mutando il nome della
per vivande di carne la natura provvede d' una specie d'animali, detti rangiferi
di carne la natura provvede d'una specie d' animali, detti rangiferi, simili al
/ detti ancor bocche di luccio. d' annunzio, i-381: convenivan le donne de'
comare; / e milon travestito usò d' andare. firenzuola, 508: comandò che
-detto fatto: s'awia il piccolomini. d' azeglio, 1-183: non le pare
: / avanti, avanti, avanti. d' annunzio, v-1-371: detto, fatto
marito e la mogliera / sempre garrir d' ingiuriosi detti, / stracciar la faccia
ne'giovenili e vecchi seni / più d' un cor arso. fed. della valle
e quindi nessuno utile a voi. d' annunzio, i-125: io vengo ad
passi e i miei detti furono circondati d' esploratori zelanti e di giacobini speranzati scioccamente
signore o della madre... d' una maniera bassa soavemente canti, ferma,
i-391: mi ricordo in alcuno tempo d' avere letto ne'detti fìsicali che per opera
, avendo raccolto il partito e sentendosi d' ogn'intomo il fremito degli uomini ed
loro, / che danno a peso d' oro / un detto d'avicenna, /
danno a peso d'oro / un detto d' avicenna, / né san far con
non vi tien le mani sopra. d' annunzio, iii-1-677: antico detto,
profezie e scriveale per versi in foglie d' albori, e poi queste foglie ponea
la cumea profetessa empiea lo speco / d' orribil tuoni. guarini, 76: o
all'ombre de'poggietti, / leggon d' antiqui gli amorosi detti. tasso, 13-i-295
. tasso, 13-i-295: nulla poscia d' amor cantai, né scrissi, / e
, 4-221: lo intrattenimento, a detto d' ogni uomo, dovendo non pure avere
/ si mostra in fatti e 'n detti d' ogni parte, / e ben scrivete
, / bel di persona e leggiadro d' aspetto, / nemico di rinaldo in
la morte avria sofferto, / che trasgredir d' un punto in fatti o in detti
mostrare in detto / mi convene ciò che d' amore sento. -mancare ai propri
al detto dell'altre persone. f. d' ambra, 4-71: lo dice mona
a detto suo. varchi, v-60: d' uno, il quale non s'intenda
non s'intenda o non voglia impacciarsi d' alcuna faccenda, intervenendovi solo per bel
, iii-7-235: la quale [la poesia d' amore] traversa, leggiadra e immortale
che imbruttisce; deformante. d' annunzio, iv-1-564: era per me visibile
le graffiscono ancora con inciderveli a forza d' istrumenti taglienti. imbr-iani, 3-252: spirò
di fare il ludimagistro addosso altrui e d' insegnare il modo vero di scriverla?
: così il male, come la macchia d' olio, dilatandosi, usciva a deturpare
, 387: molte erano ammalate d' occhi ed avevano la faccia deturpata da
, rovinato, guastato (un'opera d' arte, un'intenzione, ecc.)
, della scuola a cui l'opera d' arte doveva ascriversi, e se era
l'evento che intervengono improvvisamente a sciogliere d' autorità situazioni particolarmente intricate.
. -i). bot. floema d' origine secondaria delle radici; è costituito
. -i). bot. xilema d' origine secondaria delle radici. = voce
alle stragi, ai devastamenti più luttuosi d' ogni città e provincia italiana. perticari
consigliavano a ritirarsi devastando le terre. d' annunzio, v-1-477: al tempo in
finanza, la quale devastava ogni germe d' industria nel popolo. carducci, iii-25-369:
di nubi, di caligine, e d' orrore; / mugge per l'aere il
il colera che aveva devastate molte contrade d' europa, si manifestò la prima volta
alterare (la fisionomia). d' annunzio, v-2-628: giorni indicibili di potenza
potenza e di miseria, al capezzale d' una creatura malata dal più feroce male
sofrir pena c'ogn'altro divasta. d' annunzio, v-1-250: il male che
il cuore e che gli devastava l'anima d' invidia feroce irremissibile. bonsanti, 2-334
ii-15-180: possiamo trovarci in tali condizioni d' avere ad ogni momento le robe devastate,
, guastato (un oggetto). d' annunzio, v-2-29: per domare il malvagio
smisurate terre ed uomini feriti ed uccisi. d' annunzio, v-2-206: questo è il
una gran pergola devastata da un temporale d' agosto. moravia, iii- 21
fiero della serena maturità della vita. d' annunzio, v-2-872: è savia cosa
derisi, venduti, e non piangere d' ira? devastatori de'popoli, si servono
ii-530: tra i due grandi corpi d' esercito che sostengono questa guerra armeggiano in
pasqua di rose, / col sole rovente d' estate, / annunziando la resistenza /
cervello, nel cuore di andrea. d' annunzio, iii-1-1015: costei / è la
pirandello, 7-130: neppure un filo d' erba sarebbe più cresciuto lassù; e lui
sconvolge la vita, l'animo. d' annunzio, iii-1-1221: ora vattene. perdonami
devastazioni delle quali [città e castella d' italia] ne fanno fede e faranno a'
elle accadevano, trasmigrazioni e totali estinzioni d' interi popoli e città, e devastazioni
e città, e devastazioni e assolamenti d' intere provinole, per la ferocia e
pananti, ii-164: lo spirito è d' ogni età, cresce con gli anni
misteriosamente la sterminata devastazione, 1'avvolgeva d' una riverenza solenne. campana, 126
); sfacelo, decadenza fisica. d' annunzio, v-2-626: allora tutta la devastazione
giovane ma coi segni, nel volto, d' una devastazione di tutto l'essere.
le macchie di rossetto mettevano il segno d' una devastazione, giuditta sembrava smarrirsi in
scendere (un ghiacciaio o un corso d' acqua) lungo un ripido pendio e
una valle glaciale o in un corso d' acqua più ampio. =
di un treno, di un corso d' acqua, di una strada, ecc.
il mio sentimento fondamentale verso maddalena era d' amicizia, d'un'amicizia provata,
fondamentale verso maddalena era d'amicizia, d' un'amicizia provata, che tiene conto di
riccati, 33: allorché lo zampillo d' acqua, che in alto poggia, incontra
inevitabile la rovina, e lo sfracassamento d' ambe le navi,... se
. se la nave, un momento prima d' investir l'altra, obbedendo allo sforzo
noi, e s'abbia a pentire d' avermi chiusa la porta in faccia. pascoli
bontempelli, 8-136: martin alonzo era d' avviso che sia a destra sia a
. (riferito a cose). d' azeglio, 1-98: corse mio padre,
la persona e, visto che mi dolevo d' un braccio, lo mise a nudo
della bussola. -figur. d' annunzio, iv-2-494: le sorti deviano tendendo
centro di molti, e questi successivamente d' altri in infinito, ne segue che
. monti, x-4-245: allontanarti è d' uopo / da questo luogo. la
sua voce stridula: -non s'aspetti d' indurmi a deviare dal mio dovere. c
., gli sarebbe parso un atto insieme d' infedeltà e di tradimento. vittorini,
conservare nella sua dritta strada la trattazione d' un affare che, per mille circostanze
e che gli avea recata in dote lire d' italia tre- centomila, la spina dorsale
(e se i boccagli sono più d' uno, ciascuno è provvisto di un
con voi. cattaneo, iii-1-315: deviazione d' alcuni fiumi e corso primitivo dell'olona
particolare oggetto, son come deviazioni, d' un'unghia se si vuole, dalla
sarebbero spiegabili, e da alcuni altri d' esperienza scientifica, come la deviazione del
ombroso bosco. manzoni, 27: d' orcomene ove le grazie han culto /
la provenza, membro dell'antico regno d' arles, devoluto all'impero, ed a
1-ii-104: chi non sa che cesare d' este, ultimo duca di ferrara,
[del papa] aveva apertamente dichiarato d' opporsi il re di francia allegando che
devolvere agli eredi-carducci adeguato tantième sui diritti d' autore, per la nèmesi.
l'avvenire l'accuse e le querele d' eresia si devolvessero ai vescovi e ai loro
, a te devolve / il castigo d' europa e la salvezza. manzoni, 4
, scorrere, fluire (un corso d' acqua, un incendio, ecc.
diplomatica che gli rattenga, simile al devolversi d' un fiume ingrossato e imbaldanzito per le
., 122-15: il quarto modo [d' acquistare benivolenza] è se noi usiamo
come dicesse a dio: * d' altro non calme '. / 'te lucis
se medesima venire alla morte, contrita d' ogni suo peccato, divotamente si confessò dallo
curvo e prono, / un picciol lumicin d' una lucerna / vide apparir lontan per
umida e inferma, al suocero conte d' urbino, con lettere e a viva voce
desiderata da questi nostri scioperati del caffè d' orange, non meno che da quegli altri
cose aspre, che spiritualmente le dolci. d' annunzio, v-1-714: ci fu già
a morir devoto / fu per l'armi d' evandro. alfieri, 1-558: già
mezzo / stassi de la cittade, e d' ogni lato / arme versa ed armati
pose, e la tarda / pietà d' avversi genitori. piovene, 5-355: il
5-355: il mausoleo di roberto i d' angiò continua a grandeggiare... caduto
di catone, e le bucce antediluviane d' uomo devoto al tempo della sua cara
il petto, / devoto e venerabile d' aspetto. grazzini, 4-151: oh!
grazzini, 4-151: oh! che fanciulla d' assai e divota è la maddalena.
né sia chi neghi al peregrin devoto / d' adorar la gran tomba, e sciorre
, / subito in luce appar. d' annunzio, iv-2-249: ella era piena di
. con la scelta stessa della sposa d' una famiglia così notoriamente divota alla santa
: venite a l'ombra de'gran gigli d' oro, / care muse, devote
con sollecitudine visitati, risuonano, e d' ogni parte i lidiani popoli, ornati,
voi non sono ignote / le vie d' eternità. 7. che dimostra
viso, né biondi capelli, né d' aver bella fregiatura, ma con devoto
pago un mio pensier devoto, / d' aver peregrinato al fin del voto. fed
, / questo voto m'adempi. d' azeglio, i-iio: come prete, egli
sante / mura, cercare han fatto più d' un giorno / in tutti i lochi
a vederti. tasso, 12-23: d' una pietosa istoria e di devote / figure
devote / [l'ardito pescatore] visita d' elmo ai naviganti amico, / serti
qualità de la nuova scrittura, tutta d' un tale accidente sbigottì. d.
sin da fanciullo grandissima a una moltitudine d' idoli suoi divoti. 11.
loro città e tutti gli altri divoti d' italia con reverenzia a te dovessimo raccomandare
dèi essere amante, ma per amore d' una, di tutte dei essere servidore
è la nobiltà napolitana la turba marinaresca d' atene o pur la plebe de gli artefici
se stessi / ambiziose gare, / quasi d' arabi incensi / le fean de'propri
di lire in tasca, vermi sulla sponda d' arno in divotissimo pellegrinaggio. piovene,
lasciami andare: / ch'ai tempio d' apollino ho a sciorre un voto, /
pirandello, 6-235: meglio quand'essa viveva d' indulgenze e di giubilei, affittando camere
dalla solitudine, quanto più sono attorniati d' infiniti servigi de'divoti loro? ariosto,
ne sei tornata; / volasti, accesa d' amoroso zelo, / lassando i tuoi
vi ponete. machiavelli, 3-299: d' abiti e di anni grave vuol parere,
giovane... con uno bacino d' argento, iv'entro molti belli fichi fiori
s'andasse. il che ella, volenterosa d' ubbidire, fece prestamente, e l'
se n'andò ad alloggiare in casa d' un certo suo divoto. sarpi, vi-1-49
devozione (un sentimento, uno stato d' animo, ecc.); fatto con
compilatori devozionali si passa, in cerca d' illuminazioni, ai monopolisti della « verità
anguillara, 13-220: e per supplir d' ogni onorato ufficio, / e per dar
e fu malata per alcuni giorni. d' allora in poi fu presa di una gran
chiesa cattedrale con il suo arcivescovo e d' altri religiosi: vi sono li gesuiti,
sguardo sereno al suo catafalco colla devozione d' un profeta che scruta nei cieli.
rimisono in suo luogo con grande devozione d' orazioni e canti. leggenda di s
accostava ai sacramenti, dava l'idea d' un indifferenza assoluta come di chi compia una
vicino ad arezzo venti miglia sul giogo d' apennino fanno congregazione, lasciò loro l'
giovare e avverse nuocere mi possono, d' aver fatto io. tasso, 11-ii-250:
boccalini, ii-147: il serenissimo re d' inghilterra odoardo sesto in premio della divozion
vero non vedete / e vi par d' esser saggi e non sapete. foscolo,
presentarvi tra tre mesi, pregandovi sino d' oggi di accoglierla con la benignità naturale
animale verso il padrone). d' annunzio, iv-2-243: sancio era nato e
quello che facesse egli medesimo allora. d' azeglio, 2-439: malgrado la mia devozione
cfr. la definizione che ne dava d' alberti, 294: « cerimonia religiosa,
, sempre che abbian altra forza che d' esprimere i latini casi ne'nostri nomi
, altissimo, porta significazione. rinaldo d' aquino, 118: e saccio ben c'
'ncomincianza, / che m'invitaste, d' amore; / non guataste in fallanza,
: / la bontate sua m'ha tratta d' esser de lui ennamorata. chiaro davanzati
/ di ninnenanne, senza toccar letto! d' annunzio, iii-1-646: non mi toccare
, e la loro dispersione per mezzo d' una turba di cagne fameliche, è certo
. -indica anche pertinenza. cielo d' alcamo, 43: femina d'esto secolo
cielo d'alcamo, 43: femina d' esto secolo tanto n'n'amai ancore
core. ariosto, 11-83: all'entrar d' un bosco, un lungo grido,
: quando dal lido uscio la nave d' argo, / quante lagrime fur su tacque
] è troppo difficile: / questa è d' autore antico, / senza tremuli,
quante volte, al tacito / morir d' un giorno inerte, / chinati i rai
vini / l'anime a rallegrar. d' annunzio, v-1-266: le mura di pescara
un riverbero del prisma perfetto del ciclo d' arezzo è l'altro affresco di piero della
. giamboni, 4-247: al fluvio d' amene presso a tre miglia alla cittade
di là dalla grecia, passate l'isole d' arcipelago, in terra ferma, che
era una povera / fanciulletta, figliuola d' una vedova / che stava a casa
22-50: mia madre a servo d' un segnor mi pose, / che m'
mi pose, / che m'avea generato d' un ribaldo, / distruggitor di
posso intendere per discrezione; perché invece d' essere di toscana, sono frasi e
licor lieti di francesi colli, / o d' ispani, o di toschi. gioia
è di cologna, e io tomàs d' aquino. tassoni, iv-i-ii7: della
moderni ingegni, alberto magno, san tommaso d' aquino,... arrigo di
benedetto e san germano / 'l destinoe d' esser sovrano / de tutto regno cristiano
, / ch'io medesmo m'imprometto / d' aver bene. cielo d'alcamo,
imprometto / d'aver bene. cielo d' alcamo, 46: se distinata fosseti,
dando alle cose liete, riguardi me, d' alta donna picciolissima serva tornata, e
ma- tina / il sol di ragi d' ór tutto iubato. cellini, 2-101 (
fugga di questo loco / chi non sente d' amore / arder nel petto il fuoco
fare molte cose, sai cavartela meglio d' un altro, -diceva lei, senza
disimpegno, anche trasformazione. cielo d' alcamo, 34: femmina d'omo non
cielo d'alcamo, 34: femmina d' omo non si può tenere: /
passò, e quelli di sicambro e d' ubia dell'assedio liberò. paolo zoppo,
diviene di tutti usurai ed avari più che d' altra gente. capellano volgar.,
dunque questo pensando: bastami di scampare d' inferno? giov. cavalcanti, 62
sì a cotesta », vi / libera d' ogni cosa. rosa, 1-80:
/ né, sol calando, nuvole d' agosto, / che color non tomasser suso
s. caterina da siena, iv-292: d' ogni tempo è tempo; ma tu
, 1-67: subito confessò e ratificò d' avermi tirato con animo deliberato d'ammazzarmi
ratificò d'avermi tirato con animo deliberato d' ammazzarmi, affermando che, quando avesse
i numeri ha valore distributivo. cielo d' alcamo, 114: a meve non aitano
4-11: di monte in monte e d' uno in altro bosco / giunseno ove
risparmiato il tempo e la fatica. d' annunzio, iv-2-123: di là a qualche
il trabaccolo tornò carico di fichi secchi e d' uva di corinto, dopo aver toccata
non faria di morte -naturale. cielo d' alcamo, 6: se di meve
la era svenuta di consolazione di paura d' umiltà. d'annunzio, i-456:
di consolazione di paura d'umiltà. d' annunzio, i-456: oh divine mani
amai / la qual ha il cor d' un altro sì piagato, / che mi
, inf., 13-111: noi fummo d' un romor sorpresi, / similemente a
... è un castel di val d' elsa posto nel nostro contado, il
sia, già di nobili uomini e d' agiati fu abitato. d. bartoli,
grande danno al paese di ruberia e d' arsioni. petrarca, 3-13: però,
cicerchia, 1-219: poi chiusero il sepolcro d' un gran sasso, / ciascun rimase
presentato di vari doni di poesia e d' altri scritti molto elaborati, li quali contracambiò
canna / le dita, e le copria d' un forte guanto. parini, giorno
fucile, giacché mancava una settima forca. d' annunzio, i-401: ogni bella inghirlandi
un'azione, o anche lo stato d' animo che questa accompagna. giacomo
/ amor m'à vinto! cielo d' alcamo, 136: sazzo che m'ami
si comprende / quanto in femmina foco d' amor dura, / se l'occhio o
capolino, / com'io fo mostra d' una coral voglia; / onde m'
siniscalco degli acciaiuoli, in latino, d' uno ornatissimo istile. pulci, 18-146
: io rubo sempre ciò ch'io do d' intoppo. ariosto, 16-79: volta
iii-370: erano le false redini più d' ogni altra cosa riguardevoli, massime che
e sta pensoso e parla di segreto! d' azeglio, 1-41: se volessi dirigere
, cipressetti miei, / fedeli amici d' un tempo migliore, / oh di
che si fanno favolosi tesori se tinniscono d' allegria nella sua saccoccia. tozzi i-334:
di pipistrelli. manzini, 8-117: d' istinto vi si sottrasse.
, 1-416: elio mancia formiano, figliuolo d' uno servo francato, uomo d'ultima
figliuolo d'uno servo francato, uomo d' ultima vecchiezza, accusava a li censori
, ii-157: ho ricuperata la vista d' assai. ariosto, 15-43: s'alberga
s'alberga un orribil gigante / che d' otto piedi ogni statura avanza. castiglione,
/ gli accolti in piedi al console d' intorno. dossi, 953: edizioni di
: poiché l'ebbe imbolato fu degno d' essere percosso di maladizione e d'essere dannato
degno d'essere percosso di maladizione e d' essere dannato di morte eternale. sannazaro
dalle sue stesse deposizioni convinto di bugia d' avere davanti di me fatte cotali osservazioni
co'pastori suoi subordinati che scoprisse rei d' avarizia o di negligenza. nievo,
tiene qualche contrarietà con l'amore. d' annunzio, i-429: e a quando
quando, s'udian, come in vaso d' oro / pioggia di perle, da
/ le odorifere gemme ad ogni fiato / d' aura cader su'fonti ove la luna
vedrai, / di qualche lagrimetta, o d' un sospiro. s. caterina da
forse ancora fargli ricciuti! quanto studio d' insegnare: fa'buona vita, sta'
fornaci del ferro sono appresso a canali d' acqua corrente, la quale fa girar certe
lui. alfieri, 1-261: fa d' uopo / vederla poi. collodi, 353
un oggetto, ecc. cielo d' alcamo, 27: tu me no lasci
. / donna mi so'di pèrperi, d' auro massamotino; / se tanto avere
favelle, / parole di dolore, accenti d' ira, / voci alte e fioche
uomeni religiosi di diverse lingue, quasi d' ogni nazione che sotto al cielo fossono
. cecchi, 18-9: una fanciulla d' assai, buona e bella / con buona
quanto noi. alfieri, 1-381: d' etade / tenera ancor, di cor mal
l'impressione di queste donne di fatica è d' un gineceo in cui tutto quanto è
tonta su te caschi la morte! d' annunzio, v-1-431: una sera di novembre
/ di presgio il compimento / più d' in altra vivente. angiolieri, 8-3:
.. / cotant'è maggio la pena d' amore, / ched io non averei
credevan forse che dovesse avere i capelli proprio d' oro, e le gote proprio
, v-24-34: la sua grandezza è simile d' un bue / e tal qual cervo
di ferro nella gamba manca erano costretti d' avere. dante, inf.,
fiorentini, 16: avemone cinquanta fiorini d' oro. arrighetto, 246: contra la
gentil core / entra di foco, e d' acqua par che n'esca. bandello
di raso carmesino tutta ricamata di fili d' oro, con le frange d'ognintomo
fili d'oro, con le frange d' ognintomo di seta carmesina, meschiata riccamente con
seta carmesina, meschiata riccamente con fila d' oro. giraldi cinzio, 4-8 (1976
... imbriaca più che il vino d' uve. alfieri, i-11:
il tuo giaciglio / fatto di muschi e d' erbe, come i nidi! de
e una sicurezza ignote ai compagni. d' annunzio, i-371: palagio d'oro,
compagni. d'annunzio, i-371: palagio d' oro, nobile magione / de la
angiolieri, 11-3: di dolor e d' angosce e di pene / son più fornito
torre / che fu sì di peccato e d' error carca. boccaccio, vii-3:
le sponde. erizzo, 103: d' un grandissimo mercante, ed a que'tempi
/ toglieasi in man la lira. d' annunzio, iii-1-1095: non s'accorge d'
d'annunzio, iii-1-1095: non s'accorge d' avere addentato ima delle sue quattro zampe
che si potrebbe dir manzoniano, pieno d' amenità, di bonomia, amante delle barzellette
una pianta dispogliata / di foglie e d' altra fronda in ciascun ramo. g
tempo la novella, / non mancheria d' aiuto alla sorella. piccolomini, xxi-1-315:
: quei signori senesi, per rispetto d' infinite disgrazie ch'egli hanno avute,
nievo, 1-160: sopra cervelli scarnati d' ogni poesia non fece presa la paura di
presa la paura di sturbar l'albergo d' una qualche fata, e così fu commesso
7-29: ammaestrati debbono essere i cavalieri d' ogni arte di combattere sì in colpire
in sapersi coprire, di qualunque generazione d' arme combattano. malispini, 1-551:
vicario. bonichi, ix-299: tutti sem d' una massa / e l'uno all'
freschi di tempo, prodi e vigorosi d' animo. dante, cono.,
. petrarca, 337-1: quel che d' odore e di color vincea / l'
e frondi, onde 'l ponente / d' ogni rara eccellenzia il pregio avea,
/ la sua lunghezza è poco più d' un piede. boccaccio, v-264: ogni
egli era già venuto in buono istato d' avere. bisticci, 3-177: lo mutava
allora molto conformi l'una all'altra d' istituti e di leggi ne'loro governi.
/ laove alesiu la marita. cielo d' alcamo, 5: per te non aio
e cantai di quel giusto / fìgliuol d' anchise che venne da troia. pietro
ir per una verde piaggia / pur d' amor volgarmente ragionando. boccaccio, i-408:
, devo dire dei quadri di massimo d' azeglio, dove trovate grandi idee, graziosi
il significato che si dà alla disposizione d' un tavolo, d'un armadio:
dà alla disposizione d'un tavolo, d' un armadio: è come se si narrasse
dov'è più di grandessa, è più d' angostia. rustico, vi-1-155 (23-10
: gherardo faceva cercare per la terra d' una buona spada. bisticci, 3-307:
parole, metteva quel signore nel maneggio d' un affare; ma produceva poi anche
porteremmo lui senpre; ma quello re d' onni re, che discese di cielo
essere di spediente, a chi vuole d' armenti far figliar femmine, farle montare
di cinquanta uomini: c'era qualcuno d' invisibile che lavorava per lui.
, conv., iv-xv-10: tempo è d' aprire li occhi a la veritade.
di quelli incanti strani: / mostra d' aver, come tu avra'in effetto,
, 1-160: sopra cervelli scarnati d' ogni poesia non fece presa la paura
presa la paura di sturbar l'albergo d' una qualche fata, e così fu
uno coltello aguto e tagliente in mano d' uno furioso. andrea da grosseto, xxviii-206
ii-47: però che sarebbe disi- nore d' usar villane parole, sì me ne soff
un'idea del carattere peculiare dei patrizi d' ambi i sessi, è necessario di far
era / vago di fotin, malgrado d' altrui. boccaccio, dee., i-intr
è guari di lungi da città di panefisi d' egitto. cellini, 1-35 (97
il satirico, impugni il flagello in seguito d' un esame di coscienza, e non
e non intenda né punto né poco d' escludere se stesso dal numero dei flagellati.
/ deventa lotuso: è rio gir d' entomo. dante, inf., 5-43
tutta la casa gittando sassi e menando d' attomo bastoni alla disperata: e ciò per
): ma questo non si curava d' entrare in una tal vigna...
e dell'uomo, un trasumanare. d' annunzio, i-378: era, d'intorno
d'annunzio, i-378: era, d' intorno, un grande incantamento. /
incantamento. / era il diletto mio qual d' uom che, lento, / in
accendeva la lampada. calvino, 3-9: d' un tratto, tre squilli di tromba
gubbio, 162: cresciuto per ispazio d' uno anno il fanciullo di più tempo dimostra
in casa i frescobaldi. f. d' ambra, xxv-2-338: -dio 'l sa,
mezzo marzo, infino al dì diciotto d' ottobre, si crede che il navicamento sia
ora prima era, il dì sesto d' aprile, / che già mi strinse,
essi, usandolo nelle loro elevazioni, d' ogni tempo il dividono in dodici parti
di luglio dare un paniere di tenuta d' uno staio di pere mèzze alle mosche.
fra i respiri, / figliava il dì d' aprile in mezzo ai fiori. l
a passeggiare fino a dì basso. d' annunzio, i-726: quasi era a mezzo
dì si cala in terra / per abbracciar d' atene il cacciatore. buzzati, 4-181
. buzzati, 4-181: sorse quel mattino d' estate, caldo e greve, con
, ix-55: la fede a piè d' un lieto colle / ramenta alcippo a marato
89: in qual lieta pendice / d' esperia teti t'ha adornato il crine
se gli consente / da un bosco d' alti pini e di cipressi, / pien
alti pini e di cipressi, / pien d' ombra amiche al dì lungo e fervente
meschita e l'aura e 'l die. d' annunzio, i-528: era il fòro
poi da'campi lieti e fiammeggianti / d' eterno dì là donde tuona e piove.
. frescobaldi, 2-3: a dì io d' agosto 1384 il dì di santo lorenzo
/ perfido cavaliere, empio gigante, / d' aver rapito entro lo stato mio /
alla gentile un dì mia sposa, or d' altri, / porger io voglia acerba
ogni cosa di discordie e di rancori. d' annunzio, iv2- 64: c'era
, / ma non corsi mai così. d' annunzio, i-390: meriggiava quel re
1 vivi. -il dì d' oggi: oggigiorno, il tempo presente.
e que'che si chiamavano al dì d' oggi gli erri, furono consorti de'detti
de'detti pigli. f. d' ambra, 4-114: non ci somigliono /
ci somigliono / i giovan del dì d' oggi. grazzini, 4-187: né i
, 4-187: né i soldati dal dì d' oggi nei sacchi delle città o de'
successivamente dagli altri nostri fino al dì d' oggi. lambruschini, 2-11: il cattolicesimo
.. non può certamente al dì d' oggi cattivare a lungo e schiettamente la
furono in verità li dì della vita d' abraam clxxv anni. petrarca, 296-9:
. petrarca, 296-9: non fu d' allegrezza ai suoi dì mai, / di
, 1-216: trarre / dì solitari d' ogni gioia è morte, / d'ogni
solitari d'ogni gioia è morte, / d' ogni fantasma è vita. manzoni,
in sì breve sponda, / segno d' immensa invidia / e di pietà profonda
10. locuz. -ai gran dì: d' estate. petrarca, 100-5: e
-al dì dei nati: a memoria d' uomo. lippi, 2-16: si
... apparisse di die accompagnata / d' alcuna bella donna gentiluzza, / tu
, 264-64: questo [pensiero] d' allor ch'i'm'addormiva in fasce
depose inavvertito nell'animo un lieve germe d' amore, che fruttificò di dì in
tuttavia -mentre ch'avragio amore. cielo d' alcamo, 4: per te non aio
contrade e di dì e di notte e d' amici e di nemici vanno di male
xix-4-724: ci sarebbe anche una specie d' ingratitudine verso quelle nazioni che di tanta
bisticci, 3-65: iscadde ch'egli infirmò d' una infirmità, chiamata da'medici diabetica
che a grande stento ritrovo un quarto d' ora per trattenermi con voi. botta
quella donna eragli divenuta diabolicamente necessaria. d' annunzio, iv-2-199: ella era vestita
a cannoncini e a intrighi diabolici. d' annunzio, iv-1-46: -fior diabolico -disse
e difforme. pirandello, i-252: d' improvviso, un tuono e il guizzo
, un tuono e il guizzo diabolico d' un violentissimo lampo fracassa tutto. deledda
diabolico ov'io giacqui / difforme assai d' ogni virtute umana! storia di fra
azione di sostanze corrosive. d' alberti, 294: 'diabrosi', soluzione di
294: 'diabrosi', soluzione di continuità d' una parte, cagionata da acri e corrosivi
, 6-30: della nepitella predetta e d' alcune altre cose si fa il diacalaménto,
che si chiama palmes dalla palma. d' alberti, 294: 4 diacalcite',
il succhio medicato di rubes, quel d' osiacanta, il diacarion e il diamoron
: riempierono i padiglioni di fango e d' acqua, la quale tosto per lo freddo
giusti, i-369: bellissime fonti ricche d' acqua buona e fredda come tenuta a
pieno lo stivale della gamba ritta tutto d' acqua. alzato il piede all'aria votai
b. davanzali, i-311: la porta d' agrippina diacciò subito: non l'andava
rimasto al- l'ambrogiana, a cagione d' arno diacciato. forteguerri, 13-18
per grazia speciale mi fosse conceduta una caraffa d' acqua diacciata. de marchi, i-946
, i-946: non sentiva che il filo d' aria diacciata che gli fischiava nell'orecchio
! de roberto, 2-261: se fremo d' entusiasmo e qualcuno vicino a me resta
: addormentatosi l'asino sopra il diaccio d' un profondo lago, il suo calore
. magalotti, 9-2-148: non ho cuore d' andare a riconoscere sulla faccia del luogo
fu per me quel die, quan- d' unguannaccio / tu vienisti a'miei campi a
sopra, la mota di sotto. d' annunzio, iv-2-13: pensava al refrigerio
del ponte del diavolo: cinque portali d' oro s'aprono sul pietrame diaccio;
. / giornate malinconiche / di val d' isonzo! / giorni di nebbia fitta,
! / giorni di nebbia fitta, / d' acqua diaccia, lenta, continua!
entrare nel letto tutto diaccio, anche d' inverno, ci sono abituata.
. gelido (il vento). d' annunzio, iv-2-1143: soffiava per tutto l'
schiodava dall'alto impetuoso / un nembo d' aria diaccia, diluviava / sul nido
2-193: anche il giovane era pieno d' angoscia che gli occhi s'abbattessero su
diacce, gialle, di un bel giallo d' oro. chiesa, 5-98: io
sudor, come dal rotto / muro d' atra prigione acqua che stilla, / la
grande attonimento dell'alba mi apparve il greto d' arno. 7. figur.
, il sorriso, patteggiamento). d' annunzio, v-2-473: si chinava a guardare
mano in mani con la noncuranza diaccia d' una bordel- liera. =
fatto la falterona piena di faggi e d' abeti, con i diacciuoli a'capelli
arlotto, 205: con uno poco d' acqua inzafferanata si immollò tutto il volto
voltoloni, / e livi stetti più d' una mezz'ora. leonardo, 2-145:
teneva il braccio manco sopra al collo d' un cervio. grazzini, 2-271: morendosi
grossiera, che sia tocca nel cuore d' una picciola scintilla di quel vero amore
ricavato dalla condensazione di due molecole d' acetone in presenza di alcali, che ha
, 1-30: quando viene per riempimento d' omori, ottima medicina è rigettare per
togli diacimino fatto con mele a quantitade d' una oncia e siale dato la sera quando
a dormire con sugo di nepitella a quantitade d' una dragma. mattioli [dioscoride]
, il diacimino, il diacassia. d' alberti, 295: 'diacimino', composizione
, che questi anni addietro mi favoriste d' una vittoria e d'una testa di
addietro mi favoriste d'una vittoria e d' una testa di pegaso, l'
un canto, dall'altro piange per sé d' esser affogata in un bicchier d'acqua
sé d'esser affogata in un bicchier d' acqua con quel vecchio, il quale,
della bronzite, contenente una notevole quantità d' acqua (e si trova a baste
dialibano, il diacodion, il diaroddo. d' alberti, 295: 4 diacodion
diaconesse e forse anche le vescovesse. d' annunzio, iii-2-18: -mandate grido alla diaconessa
al presente si dice « di cura d' anime »; e altri delle cose temporali
ministri ', che il soave intendeva d' accomunare a tutto l'ordine ecclesiastico,
dal sagrestano e dai diaconi in tonacella. d' annunzio, iv-2-1263: oggi l'altare
-e). fascia o nastro o cerchio d' oro usato nell'antichità per cingere la
, / scoppiavan tutti quanti i granchi d' ema. marino, 2-63: di stellante
vera e propria corona di metallo prezioso d' oro, variamente ornata con lavori di
chioma degna / di ogni corona e d' ogni diadema. aretino, 9-56: e
diadema in testa sede- vono i prencipi d' oriente. b. davanzati, i-368:
cesare una diadema intrecciata con la corona d' alloro. tasso, 10-34: qui con
re, trasse e mel cinse. d' annunzio, i-390: qual re di trebisonda
trebisonda, / il capo cinto avea d' un diadema / ed il petto di pietre
ha preso il garbo di un becco d' avorio; sul suo capo spunta un ciuffetto
sublime diadema ottagonale della torre possente. d' annunzio, v-3-363: [i]
, 73: se vuoi fare stelle d' oro fino o mettere la diademe de'santi
fosse loro possibile la luce, ma anco d' argento e d'altro colore, come
la luce, ma anco d'argento e d' altro colore, come sarebbe rosso,
, e altri simili leggerissimi lavorini. d' azeglio, 2-117: io ho accompagnata
cintura, tutto rubini e diamanti. d' annunzio, iii-1-126: ed ella era
dianzi, supina su un letto di foglie d' oro, con innumerevoli farfalle d'oro
foglie d'oro, con innumerevoli farfalle d' oro su la sua veste, con la
sua veste, con la fronte cinta d' un diadema, con il collo ornato di
di collane, con le dita piene d' anelli. palazzeschi, i-42: aveva fissato
il petto. -coroncina di fiori d' arancio che regge il velo della sposa
i confetti: il diadema di fiori d' arancio, la fascia tricolore, la penna
arancio, la fascia tricolore, la penna d' oro, la discorsa del parroco.
naturai, ch'alluma / l'aere d' intorno. michelangelo, i-84: a
usato albor tuo rinovella / il diadema d' argento ch'or s'imbruna. tasso,
diadema, chi per paura chi per invidia d' abdagese che comandava la corte e il
la qual maniera ritennero i romani più d' altri, i quali sopranominarono uno de'metelli
-per simil. e al figur. d' annunzio, v-1-868: la pace meglio sarebbe
cesareo woodrow wilson e c. diademato d' un colbacco smesso dell'imperatore profugo,
scintille spettrali sul pantografo, lucanocervo saturato d' elettrico. 2. a forma
2. alla corte dei tolomei, re d' egitto, ciascuno dei dignitari di rango
istessi, dove entra dentro la tragacanta. d' alberti, 295: * diadragante
o vero tutto trasparente. cecco d' a scoli, 246: molte ore
accese quello da notte nella piccola lampada d' alabastro che lasciava appena passare una luce
fra i rabeschi diafani delle venature. d' annunzio, iv-1-698: ancóra nell'aria
; dalla parte di oriente un color d' oro, diafano, a mano a mano
, gialle, rosse, vermiglie. d' annunzio, iv-2-114: le nuvole raccolte
diafano e grigio di una massa pendula d' acque. barilli, 6-17: un
di luce verde, che si mòdula / d' oro diafano e d'ombre di colori
si mòdula / d'oro diafano e d' ombre di colori, / esalando una musica
/ scender lo spirto errante e sospiroso / d' aga- nadeca e l'arpa di luciino
a poco, fino che il colore d' acqua marina perda il trasparente e diafano
la trasparenza dell'aria. d' alberti, 295: 'diafanometro', strumento inventato
misera vita, bisogna aver la disgrazia d' essere molto insensati per non sentirsi tratto
4-4-91: se la cassa ab sarà piena d' acqua, e s'intenderà muoversi il
diaframma: e l'anno appresso il re d' italia, che allora aveva i capelli
battaglia di marengo, in repubblica italiana. d' annunzio, iv-1-776: la sua conscienzia
trapassava: non uno di quei diaframmi d' indifferenza, d'ironia, di ripulsa,
uno di quei diaframmi d'indifferenza, d' ironia, di ripulsa, di semplice opacità
possiamo ostacolare dentro di noi il percorso d' uno sguardo. pratolini, 6-131: ora
tutti gli altri caldi lattovari. d' alberti, 295: 'diagen-
]: 'diaglifica '. l'arte d' intagliare, di scolpire o di
la voce era già registr. dal d' alberti. diaglifo { g +
5-205: esercitano medico curante aveva fatto diagnosi d' infezione intesti che si attribuiscono
differenziano dalle altre categorie). mettea d' ingoiare. foscolo, xv-376: ma io
considerazione le non ho la malattia d' ippocrate, né veruna malattia.
si manifesta con febbre, con d' una troppo facile diagnosi intorno a un romanzo
palato, lingua sono come le parti d' un fucile in mira, dolori
un male che i dottori non furon d' accordo nel diagnosticare. savinio, 10-381
fanno giudicare se vi sia la pietra. d' alberti, 195: i medici
al chiostro pare di respirare un'aria nutrita d' armonie, quasiché, nell'interferenza delle
è data da una serie di parole d' uguale lunghezza, scritte l'una sotto
vale a dire che avanzino diagonalmente. d' azeglio, 1-346: i carabinieri pel
giorni, rigato diagonalmente da solchi pieni d' acqua gialla, luccicante contro luce.
grafica atta a far rilevare a colpo d' occhio le relazioni fra due grandezze simultaneamente
... si è perduta. d' alberti, 295: 'diagramma', nella musica
l'estensione generale di tutti i suoni d' un sistema, o ciò che noi
già nel 1584, e poi d' uso più frequente nel sec. xviii)
vólgar., 2-39: fa'uno pessario d' elleboro nero, nigella, diagridio
liquore condensato, che si ci porta d' africa simile a grumi di sangue, che
contro a suo volere costrinse valerio fiacco d' augurare flamine diale. s. agostino
fosse da religione tenuto a non partirsi d' italia per andar al governo delle provincie,
se tutto questo torrente di passioni e d' immagini popolane non s'abbatte nell'anima d'
d'immagini popolane non s'abbatte nell'anima d' un poeta e d'un osservatore e
abbatte nell'anima d'un poeta e d' un osservatore e non l'afferra, e
è un termine dialettale che ci par degno d' essere assunto per una sua efficacia che
bocchelli, 1-i-435: lazzaro gli rinfacciava d' avere nelle vene un sangue freddo come
49-3: come s'alcuno volesse trattare d' una questione di dialetica et aponessela a gramatica
di ragionare per via di vocaboli 0 d' altri segni, è la stessa logica in
avesse o non l'avesse. d' annunzio, iv-2-254: arzigogolando sottilissimamente,
goviano; libro magnifico, libro tutto d' oro, di una dialettica travolgente,
della paura; per ritardare il momento d' accorgermi che cosa mi diventeranno sulla pagina
divenne petra, / porfirio, che d' acuti silogismi / empiè la dialetica faretra
per cui la dialettica faretra / s'empie d' acuti sillogismi a prova, / e
il predominio. nievo, 1-543: pensai d' adden- trarmi nella california; il qual
dall'oro che vi si trova, genti d' ogni razza e colore, mi pareva
ogni questione si concede alcuna cosa e d' alcuna si dubita; e intorno a
, perché egli possa, coh'inflessibilità d' un convenzionale e la brutalità d'un
inflessibilità d'un convenzionale e la brutalità d' un comunardo, giungere imperturbato alle ultime
la città nuova de'suoi sogni. d' annunzio, v-3-127: gramatico, retorico,
è letteratura dialettale la mia -tanto lottai d' istinto e di ragione contro il dialettismo -
; non vuole essere bozzettistica -e pagai d' esperienza -; cerca di nutrirsi di
.. non descrive classi di stati d' animo ma svolge e dialettizza i concetti
queste impressioni tu non hai altro modo d' intelligermi. gobetti, 1-64: all'uomo
il genio e pronunzia di ciascuna regione d' italia. muratori, 5-111-133: che
avranno coloro che nascono in città o provincie d' italia, ove son corrotti, rozzi
io che vorrei sapere tutti i dialetti d' italia, anziché il dialetto toscano dei letterati
della poesia, è anche qui questione d' un certo equilibrio. non certo che
: a indicare una cadenza dialettale. d' annunzio, v-2-241: il mazzamauriello rideva,
determinato ambiente sociale o culturale (anziché d' ambito regionale, come nell'accezione più
nireo condusse tre navi: nireo figliuol d' aglaia: nireo bellissimo uomo'.
doppia figura e mescolata di dialisi e d' epanafora. 2. metr. ant
dante: 4 vidi io scritte al sommo d' una porta', ove 4 io '
frequenti nelle rocce eruttive. d' alberti, 295: 4 diallaggio '.
scartate e rifiutate, ma il fondo d' alcune di quelle da me scelte, riedificato
duecento e trecento, soggettivo quasi sempre d' ispirazione, lirico o elegiaco, epistolare e
istorico 'e che a fatica dimostra d' esser periodo. p. segni, i-ii
ciò nel dialogismo, che in persona d' amore e della ragione finge medea seco medesima
bertini, 3-94: non convien vestirsi d' abito d'oratore a chi ha già in
3-94: non convien vestirsi d'abito d' oratore a chi ha già in dosso il
interlocutore. una volta, ed era d' estate, lo intesi sfogare con quel
quel docile dialogista certi suoi ardori patriottici d' italiano, offesi dalla impertinenza di alcuni
; atteggiandosi e gestendo insieme, cercava d' intender qualche cosa, per accomodar le risposte
un po'di dialogo con quella brigata d' amici; ma la cosa era difficile.
amici; ma la cosa era difficile. d' annunzio, iv-2-227: nella casa c'
, iii-425: questo sogno è un capo d' opera, e il dialogo fra il
ad intavolare un dialogo con la speranza d' indurre più d'uno a pigliarvi parte
un dialogo con la speranza d'indurre più d' uno a pigliarvi parte. de sanctis
con una esattissima imitazione di vestiti, d' attitudini, d'intercalari e di dialoghi
esattissima imitazione di vestiti, d'attitudini, d' intercalari e di dialoghi, in alcune
sanctis, 7-337: la forma del d' azeglio nella sua esteriorità è calcata su
rosso ed azzurro, dichiaravano a colpo d' occhio un copione sceneggiato. pavese,
. in dichiarazione della perfezione della bellezza d' una donna; se sarò stato troppo
. r. olio di camamilla, olio d' aneto, e laurino, e bituro
dialtea, e sia informato a modo d' unguento. redi, 16-ii-206: la dialtea
di più ingredienti e specialmente di mucillaggine d' altea, detta altrimenti bismalva o malvischio.
: diamante è una pietra che viene d' india, e sono i maschi di buono
buono colore violetto. quelli che vengono d' arabie sono femmine, e sono più
diamante, / che ne le parti d' india è trovata; / ed è vertudiosa
v-262: diamante si truova nelle parti d' india, ha color di ferro e
di lanz, essendo stato regalato dal re d' una bellissima collana di diamanti. d'
d'una bellissima collana di diamanti. d' azeglio, 1-109: mi colpì con
grossi diamanti allo sparato della camicia. d' annunzio, iv-1-58: fuor de'busti costellati
del suo invictis- simo diamante, domatore d' ogni altra gemma, ogni mal parlare
. anguillara, 12-101: a par d' ogni fortissimo diamante / la pelle gli
ch'à i rami di diamante e d' or le chiome. epicuro, 14:
trasvoli notte e giorno, / e canti d' ogn'intomo / con lingue di diamanti
vedesi lampeggiar nel bel sembiante / candor d' avorio e luce di diamante. stigliani
, 1-160: se intoppa talvolta nella ruota d' un mulino, sembra anco godere di
gentil dal cui marpesio fianco / uscian d' ellas gli dei. pascoli, 1272
/ lagrime uscite da pupille spente. d' annunzio, iii-1-167: e un giorno
annunzio, iii-1-167: e un giorno d' inverno, lucido e limpido come il diamante
si semina in diamanti / di gocciole d' acqua / sull'erba flessuosa. soldati,
, come se fusse stato di diamante o d' altro più costante e duro sasso stette
tansillo, 56: e, perché strai d' amor più non mi tocchi, /
vostro bene, il mal diamante! d' annunzio, v-1-909: non vogliamo avere
/ cedon gli altri men saldi. d' annunzio, i-463: acuto fende il riso
rapido stride il diamante / in man d' artiere su cristalli schietti. ojetti,
crac, lo spezza con la precisione d' un sarto che taglia il panno.
). 11. stor. moneta d' argento coniata nelle zecche di ferrara dal
zecche di ferrara dal duca ercole i d' este e dai suoi successori.
, vedrai fra poco le scelte rime d' alfieri nella biblioteca diamante di barbèra.
bellissime. baldinucci, 157: strumento d' acciaio di più grossezze e lunghezze,
2-33: cadde sul tavolo una spilla d' oro della stessa forma degli orecchini,
era un diamantaccio sottile, il valore d' un dieci scudi in circa.
barilli, 5-102: nella saletta d' aspetto non vedi che ritratti e gruppi
il quale pesava un buon'oncia, d' una dimantina durezza, candido e di
la festa della fata dell'inverno. d' annunzio, i-486: in mezzo, un
758: chi non appellerà quella anima d' oro, ovvero maggiormente diamantina, però
, però ch'elli era più forte d' ogni diamante, e più prezioso ch'
giusto dominar, fondato siede. d' annunzio, iv-2-906: contro la maschera
del diamosco, della diambra, e d' altri medicamenti simili capitali. vallisneri,
vii-413: sono questi i capi estremi d' un tratto di lunghezza overo d'una linea
estremi d'un tratto di lunghezza overo d' una linea, non reale ma imaginata
accompagnato, / in quell'istessa linea d' oriente / marte diametralmente collocato. leopardi
: è certo che le discussioni fra gente d' idee diametralmente opposte, di rado fruttano
ch'è detta diametro, e quello cerchio d' intorno non fu mai savio uomo,
lei paragonando, / così multiplicar fia d' uopo i numeri / per cui di
sole pare di larghezza, nel diametro, d' un piede, e sì è ciò
figuratevi la piccolissima falce di venere inghirlandata d' una chioma, che se le sparga
stuoia. 11 fondo di esso, d' una tavola tonda, di sei braccia in
amplissimo / su quattro rote sferiche / d' orizzontal diametro, / cui lento lento
l'un polo sta nel novantesimo grado d' elevazione, cioè appunto in sommo al cielo
spezie del diamosco, della diambra e d' altri medicamenti. serdonati, 11-56:
trasformò una volta in una gatta. d' annunzio, ii-725: ma come,
in cielo sia la stella diana. d' annunzio, iii-1-556: videro / gli occhi
s. con le solite devozioni. d' annunzio, iv-2-901: alla diana farò un
stella diana, cioè stella del dì. d' azeglio, 1-171: scappavo a torino
la diana boschereccia / il vecchio bosco? d' annunzio, v-2-481: il rullo del
e si è della grandeza di una unghia d' uomo o di meno..
distinti (come l'olivo). d' alberti, 296: 'diandria', seconda
oscuro albergo e 'l doloroso ostello / d' un putrido sepolcro, arca e miniera
11 diapapavero, il qual si fa principalmente d' esso. carena, 1-51: 'diapapavero'
per mascherare cattivi odori. d' alberti, 296: 'diapasma', polvere
: aveano alabastri diapasmatici e vasculi smigmatici d' oro e di petre fine.
quelli [modi] s'estendevano più d' una ottava e comunemente sino a due,
osservanza sono stati rinchiusi dentro i termini d' una diapason. -per simil.
attrattive,... per le gare d' umorismo impegnate tra i più spiritosi della
definita; è costituito da una forchetta d' acciaio con un piuolo mediante il quale
, 1-ii-52: oh la mia coscienza è d' altro metallo, e i miei pensieri
alle pareti dei vasi stessi. d' alberti, 296: * diapedesi ',
il diatesseron e 'l diapente. d' annunzio, v-2-725: su tre corde accordate
astrologia lunga, or bacche d' alloro, rasura d'avorio. tramater [
bacche d'alloro, rasura d' avorio. tramater [s. v.
agevola la suppurazione. d' alberti, 296: 4 diapietici ',
. medie. respirazione cutanea. d' alberti, 296: 4 diapnoe', traspirazione
tanto al giorno, quan d' escono dai luoghi del solito uffizio. 4
nette le spese di vitto e d' alloggio, un ingegnere non si accorge delle
di appunti. non si trattava propriamente d' un diario, poiché confidarmi non è
sulla terrazza dei magnano tre enormi diari d' amore, entro i quali...
, / tutto cangia di titolo e d' aspetto; / di leggi vi si parla
arcadia. foscolo, viii-207: i più d' essi sono uomini letterati; né libro
le scriveva anche per ragguagliarla ch'esco d' una diarrea piuttosto forte, che m'
scambio di scriver tanti sonetti su la cagnolina d' ama- nlli,... e
. de roberto, 430: una notte d' estate, il cameriere spaventato da un
, che di diarrea patiscono, vogliono d' improvisatori il titolo. casti, i-1-148:
diarrea. batacchi, 3-91: vuoisi costui d' animo fermo e tale / che accesso
o con quell'altra simile al rumore d' un ventre diarroico, di proletario, con
chim. arseniuro che contiene due atomi d' arsenico. = voce dotta, comp
diàschigni! ho digiunata la vigilia. d' alberti [s. v.]:
'. di rumore, di confusione, d' agitazione. colla forma frequentativa, e
tra gli astori, / che non campa d' altro pascolo, / che di fegati
par durezza. inventario di alfonso ii d' este, 2029: una medaglia di
aurea volgar., 1027: è vestito d' un diaspo bianco con chiovi di porpora
che pare il destino ebraico del sapiente d' oggi. 2. dispersione,
raggio luminoso entro limiti determinati. d' alberti, 296: 'diasporametro', istrumento
giacimenti di smeriglio. d' alberti, 296: 'diàsporo', specie di
specie di minerale che esposto alla fiamma d' una candela, scoppia e si disperde
tuo cruccio / e la tua frangia d' ali, messaggera accigliata! / se
carducci, 1063: qual da la cintura d' in cima a'ghiacci diasprati / sciogliea
a'ghiacci diasprati / sciogliea, nastri d' argento, le cascatelle allegre. =
sono... di corniole, d' amatiste, di sardonici, di malachita,
amatiste, di sardonici, di malachita, d' agate diasprine. diaspro1,
di bianco, e di nero e d' altro. cecco d'ascoli, 3121:
di nero e d'altro. cecco d' ascoli, 3121: diaspro nasce per virtù
lato ima storta, di diaspro e d' oro / guarnita, e di stellate gemme
sala un vasto atlante / tutto d' un pezzo di diaspro fino / sostien la
migliori della carovana di cabul, e d' altro assai più lontano paese, ne portano
mezzo del tempio erge un avello / d' un bel diaspro, che la porta ha
un bel diaspro, che la porta ha d' oro. alfieri, 21: prezioso
. gadda, 6-19: un anello: d' oro vecchio, assai giallo: magnifico
sarei, / o di diamante, o d' un bel marmo bianco / per la
bianco / per la paura forse, o d' un diaspro, / pregiato poi
/ e di zaffiro i fior paiono. d' annunzio, i-259: pareano truci mostri
esprimere rigida fermezza di carattere, durezza d' animo, di cuore. dante,
cruda, / e veste suà persona d' un diaspro / tal che per lui,
ch'io non son di diaspro o d' adamante. fr. colonna, 1-1572:
/... / la nassa d' adamante e di diaspro. poliziano, 123
arderò, a cui non cale / d' alma fornita di diaspro e d'ira
/ d'alma fornita di diaspro e d' ira. g. gozzi, i-28-171:
del popolo e darlo ad intendere diaspro. d' annunzio, iii-2-165: è fermo /
dell'arterie, perché in questa sorte d' affetti pare ci s'allarghi in certo modo
. medie. frattura, lussazione. d' alberti [s. v.]:
là, presso il ciel, paura / d' asfissia? -figur. b
, che si riferisce alla diastole. d' alberti [s. v.]:
da quattro ingredienti, che sono radici d' aristolochia, genziana, bacche di lauro e
alla prima balenante idea / la rete d' invisibili puntini / del sottolume d'una dia-
la rete d'invisibili puntini / del sottolume d' una dia- tomea. =
. capuana, 4-118: non contento d' aver fatto col clarinettaccio scale in tutti i
a firenze da persona rispettabile fuori d' eccezione '. tommaseo [s. v
, usciva in qualche diatriba non priva d' una certa eleganza oratoria. bocchelli,
ingegno. in questo senso non è che d' erudizione storica. arila, 159:
. registrano diàtriba i dizionari del d' alberti e del tramater (ed ora anche
diatriompipèreon '. sorta di lattovaro (fuor d' uso) ove s'adoperano tutte e
{ corsa dal diàulo). d' alberti, 196: 4 diàulo', significava
. bocchelli, 1-i-153: la guarnigione d' occhiobello, cinque croati che scacemi aveva
impaccio. savi, i-90: sopra d' una serie di bacchette congegnate a raggio intorno
centro, presso a poco come le stecche d' un ombrello, si forma una specie
, non avea messo nessunissima voglia. d' annunzio, v-2-507: come in tanti
: o che gli attòniti si mettessero d' accordo col prete o non so per quale
. io non poteva, a mo'd' esempio, passar vicino a un vassoio
e le migliaia in un dì. d' azeglio, 1-414: s'io avessi a
pezzo. abba, 304: un colonnello d' artiglieria gli segnava col dito certe sue
col dito certe sue diavolerie, scritte su d' una carta. panzini, iii-590:
dove senza tempestar la memoria nelle diavolarie d' aristotile, studiarete di star sano, fin'
: 'diavoleria'. lavoro di mano o d' ingegno che abbia dello straordinario insieme e
, che si trovano in quella quantità d' acqua così pigliata su, vengono portati
questa diavoleria, e levarci questa triaca d' in su lo stomaco. mattio franzesi,
, si presentavano giustamente tutte le peripezie d' una elezione, i raggiri, la
i suoi quattro pilastri -quattro cariatidi d' angiolo terminanti in dia voleschi
spiaccicato con cura, o con un po'd' aglio e olio, o con
= deriv. da diavolo. cfr. d' alberti, 296: « diavoleto,
. b. corsini, 10-7: cento d' avemo / diavoletti costrinse a gire in
mi v'ingabbiò fin dal dì primo d' agosto dell'anno 1758. manzoni, pr
i dolci versi, i bei madrigaietti / d' amore erano i lesti procaccini; /
inferiore, posto dentro un cilindro pieno d' acqua chiuso da una membrana elastica:
parte di quei balocchi, a forza d' ingegnosità e di pazienza, erano stati fabbricati
della nota stessa e modificando le condizioni d' emissione, riuscì ad andare su e
, pezzetto di fil di ferro o d' ottone, ricotto, perché sia pieghevole,
, lungo circa un dito, fasciato d' un bioccolo di cotone, tenutovi con più
acqua di torrente appena sgorgata dalle nevi d' un ghiacciaio. con le macchine,
dei bestemmioni. giusti, 2-73: d' organi e di campane un diavolio /
nemico di dio: puro spirito dotato d' intelletto e di volontà, creato in
sia ancor stato canonizzato per santo. d' annunzio, iii-1-502: se il diavolo viene
(44): questi sanno tanto d' incantamento di diavoli, che fanno parlare l'
e sendo loro risposto essere una masnada d' angeli, i quali perché seguitando lucifero
il dia volo in forma d' un medico molto in fretta, e aveva
pendici metallifere, in un qualche periodo d' abbandono delle miniere e di solitudine,
. figur. individuo brutto e deforme, d' aspetto ripugnante, che incute orrore,
, 6-43: non sono uomini ma diavoli d' on- femo. ser giovanni, i-126
, / orlando, figlio di milon d' anglante. pulci, 5-50: avean già
: borbottava tra i denti: -diavolo d' un frate! (bisogna bene che noi
trascriviamo le sue precise parole) -diavolo d' un frate! se rimaneva lì in
che m'abbia ammazzato il fratello. d' azeglio, 2-201: non puoi credere che
borsa. serra, ii-207: questo diavolo d' uomo è avvezzo a ricreare con tanto
più viva agitazione... « diavolo d' una donna », andava dicendo,
», andava dicendo, « diavolo d' una donna ». 7.
terra me la getta e la sminuzzola. d' azeglio, 1-164: in que'tempi
negri, 2-1063: nel negozio brulicante d' avventori pieni di fame e di fretta
mitezza, fingenuità, la dabbenaggine. d' azeglio, 1-336: v'era il maresciallo
rispettoso! nievo, 1-14: sapeva egli d' essere un buon diavolo, poiché l'
ii-71: io sono corrivo ad appagarmi d' ogni sorta di gente alla prima:
* povero dia volo 'd' un poveretto. la storia antichissima, non
quando nel rimanente è un galantuomo. d' azeglio, 1-463: cominciai subito la
di barletta sull'avemmaria, senza ombra d' idea a che diavolo di pasticcio avessi a
con un troiano chiamato anchise, figliuolo d' un capis ch'era un pastoraccio, et
ombra i capellacci i canuti e unti d' olio e di bituro, / gli occhi
in ogni seno uno sbàttito, su d' ogni labbro un sospiro... a
ha natura, / fèra diversa e fuor d' ogni misura. machiavelli, 3-218:
, femmina del diavolo. f. d' ambra, 64: sogliono / gli innamorati
ché una sola fanciulla che fosse degna d' essermi sposa. cantoni, 713:
di stupore e meraviglia o in imprecazioni d' ira, stizza, sdegno, rimprovero.
): non lo sapevo io prima d' ora, che le donne strillano? strillano
dossi, 60: stetti un buon quarto d' ora, frugando e rifrugando nelle saccoccie
ridere, / come solete, del mal d' altri, pessima / generazione? via
e trovo guerra... -corpo d' un diavol nero! de roberto, 546
stantuffo mobile; col quale s'intende d' imitare il naturale giuoco della vescica natatoria de'
volgare della sca- biosa succisa. d' alberti [s. v.]:
del diavolo: ciotolo di marcassite. d' alberti [s. v.]:
lunga, l'intera europa in procinto d' andare al diavolo, e molte altre cose
racconta allora, e dice la verità, d' essere stato al diavolo verde a fare
pelle, / né ritrova la via d' andare a letto: / or riguarda le
usbergo, ora l'elmetto. d' azeglio, 2-261: roma è diventata una
, 2-261: roma è diventata una piazza d' arme; a veder tutti, sempre
assai corpi disfanno. f. d' ambra, 64: questi vecchi han proprio
accorgano. varchi, v-49: generalmente d' uno che conosca il pel nell'uovo e
, o sappia in qualsiasi contingenza cavarsi d' impaccio. e maniera allusiva a'negromanti
per combinare una partita d' assotti, che col cambio come sta
a ancider la tempesta? f. d' ambra, 44: già la cosa era
. monti, i-61: il prurito d' esser filosofi, astronomi, matematici,
dentro il mio scartafaccio / quattro versi d' encomio. rovani, i-256: io non
entrare el diavolo in corpo, venendole voglia d' inten- dare quello che da lei lo
scavarono baratri là dove, nei pomeriggi d' estate, sedeva la gaia gente ai
contratto, e lo mandai al diavolo. d' azeglio, 2-38: ora d'affari
. d'azeglio, 2-38: ora d' affari non ho altro da dirti, e
al diavolo dottorato e filosofìa, pose d' accanto i libri ed avrebbe voluto perfino
fa più polpette al diavolo di carne d' uomini. -pigliare, tenere il
... avevamo pisciato su più d' una neve, e su più d'un
d'una neve, e su più d' un muricciuolo; sapevamo dove il diavolo
quando imo ch'è tristo, cerca d' aggirare un più tristo di lui).
; / cava fuori una borsa piena d' oro / e con un bel sorriso /
astuzia o malizia saperne e poterne più d' altro astuto e malizioso. -un
, 1-108: si appigliò agli eccessi d' ogni genere, ché un diavolo caccia l'
, iii-74: insomma, in punto d' arte, tutto mi mentiva ed io
da diavoluccio, rosso, a pagliùcole d' oro, ma che, d'inferno,
a pagliùcole d'oro, ma che, d' inferno, sentiva solo le pene.
maggiori ne farebbe un branco: / d' ond'è egli uscito? giurerei da
acqua di torrente appena sgorgata dalle nevi d' un ghiacciaio. 3. confetti
diavolone!: esclamazioni di stupore, d' ira, di stizza. goldoni,
diavolonaccio, / che perse tempo dieci anni d' intorno / a un romito, perché
rendesse / certi danar ch'avea trovati d' uno. = acer, di diavolo
è la fata morgana, ed esse cose d' archimia d'incanti. = comp
fata morgana, ed esse cose d'archimia d' incanti. = comp. di
plebei, / che del dir mal d' altrui mai son satolli. s. degli
'disgiungo'); voce già registr. dal d' alberti, 297. diazèutico
chim. olio leggero derivato dall'iponitrito d' argento e dal ioduro
d' etile, che esplode fragorosamente per riscaldamento,
4 cintura, cinta '. cfr. d' alberti, 297: « diazomate,
boiardo, 3-8-39: come il romor d' uno arboro si sente, / quando è
questi pastricciani, /... / d' averci dato d'opra non m'incresce
/... / d'averci dato d' opra non m'incresce. salvini,
amaritudine di tutto cuore e piena compassione d' animo intendendo lo spiangevole caso e avvenimento
nella nostra cittade per soprabbondanza di piena d' acqua. valerio massimo volgar.,
portare a un livello inferiore, ridurre d' altezza. g. villani,
per modo, che 'l corso del fiume d' arno calò e dibassò sì che i
/ scrivendo. 3. ridurre d' intensità. bartolomeo da s. c
., 30-4-4: in socrate era segno d' ira quando la boce dibassava e più
bencivenni, 4-28: lo quinto ramo d' umiltà si è dibassarsi, e quant'elli
. diminuire di altezza, di livello, d' intensità, di vigore. latini
villani, 1-43: il corso del fiume d' arno calò e dibassò sì che i
cura delle malattie, 1-8: albume d' uovo, acqua rosata, aceto, sugo
: togli una scudella o catinella grande d' acqua o vuoi metadella a modo di toscana
tanto che se ne cavi quella robaccia d' escrementi che hanno. buonarroti il giovane
: quando egli è pasciuto, spande d' ali al sole a sciugare, e un
contrario. baruffaldi, xxx-1-101: on- d' abbia / modo ciascuno d'ivi immobil starsi
: on- d'abbia / modo ciascuno d' ivi immobil starsi, / e intanto
/ correa, lo dibattea, lo fea d' intorno / girar, volar, quasi
dell'altro, si trovò un mezzo d' accordo. machiavelli, 1-iii-709: le cauzioni
si è dibattuta questa cosa tutto dì d' oggi. guicciardini, 107: ho
del nuovo pontefice, verso la fine d' ottobre giunse a noi di spagna funesta novella