v-1-888: a me tocca esser quello che dèe, o donna saputa e grave,
doni, ii-140: era ormai tempo che 10 rompessi il lungo silenzio tenuto da
: non si rompe molte volte il silenzio che con esso non si rompa la fede
perdere un'abitudine; interrompere una consuetudine che lega ad altre persone. alfieri
ne'vostri affari, non è maraviglia che siate all'oscuro di certe cose.
certe cose. comunque sia, desidero che fedele rompa le sue visite a s
. fenoglio, 124: ricordatene sempre che io ho fatto la guerra, e la
vogliamo ripigliare la nostra tradizione dal punto che fu rotta nella patria nostra, ripudiando
nella patria nostra, ripudiando tutto ciò che si manifesta come continuazione di essa in
: altro non potrà mai remedio darmi / che romper questa vita / e satisfar al
. zanotti, 1-8-113: antonio, che i soavi e bei costumi / in te
illustre esempio, / non temer dunque che l'avara morte / il corso de'bei
. correr, lii-n-15: molti mercanti gridano che non possono veder il fine de'loro
g. villani, 9-69: incontanente che fu coronato [luigi di francia] fece
sopra i fiamminghi rompendo triegue e pace che il re filippo suo padre avea fatte
, assalì urica con sommo sforzo, acciò che elio occultasse quello ch'elio pensava.
avea rotte le trieve, / prima che veno vi fosse arrivata. g. stampa
sorte non poria, / s'egli, che nel mio pianto si compiace, /
pronta di compiacerlo in tutte quelle cose che non aves sero a rompere
questo non avemo fato si non da può'che loro hanno interopto le uxanze, perché
comandamento dii tempo di soldani vechi, che quando se pexa con la staiera e
aretino, v-1-55: rompete ogni pratica che si fusse ordita per rappicarmi a roma,
ché non starei con san pietro non che col suo successore. g. b.
accortamente di rompergli con promettere a'greci che si contentarebbe che il concilio si celebrasse
con promettere a'greci che si contentarebbe che il concilio si celebrasse in costantinopoli.
tutte le parti e non romper l'aggiustamento che s'era dopo tante si lunghe e
(242): il re e quelli che comandano, vorrebbero che i birboni fossero
re e quelli che comandano, vorrebbero che i birboni fossero gastigati; ma non se
parlando rompeva le parole con alcune dolcezze che avrebbero spezzato il diamante che arma il
alcune dolcezze che avrebbero spezzato il diamante che arma il petto della ragione, non
arma il petto della ragione, non che il vetro che ricopre quello del senso
petto della ragione, non che il vetro che ricopre quello del senso. c.
bianchi augei di cite- rea, / che i sospir rompon co'baci. foscolo,
amante; e l'amò pria / che sì bello e gentile il conoscesse: /
racconto della presura et incendio d'ilio che fece il detto enea a didone.
e aggiunge senza vincolo alcuno con quello che precede e che siegue: « ora
vincolo alcuno con quello che precede e che siegue: « ora pure adorano quel
« ora pure adorano quel grande uomo che in palestina fu crocefisso e questi nuovi
condotto il suo discorso in un modo che, allo scopo di giustificarlo, continuamente lo
11 preti... lasciò taverna che era ancora giovinetto e pare che non
taverna che era ancora giovinetto e pare che non ci tornasse che una volta sola,
giovinetto e pare che non ci tornasse che una volta sola, da vecchio, rompendo
la scala rischiarata dai quattro fine- stroni che rompono tutto un fianco del palazzo, dal
una e l'altra riva del fiume che gruppano insieme, torri con l'aguglia dorata
insieme, torri con l'aguglia dorata che vanno qua e la piramidando; navi che
che vanno qua e la piramidando; navi che cogli alberi e colle sventolanti banderuole rompono
un periodo della vita, un'esperienza che è o è divenuta monotona o noiosa;
pananti, ii-249: quelle dispute, che da diversità d'umori derivano, rompono
affretta a ricercare la stazione più vicina che trasmette un po'di musica leggera per
26-viii-1945], 106: il singulto amoroso che rompe ogni tanto la ciarlata dell'allodola
slargando i suoi occhi più per libidine che per sorpresa e rompendo quelle poche sillabe
bertola, 1-18: è grazioso un ruscello che, rompendo tortuosamente la svanata eguaglianza di
certa salita in firenze assai ripida ed erta che fu già allentata per certe scalee che
che fu già allentata per certe scalee che la rompevano. g. bianchetti,
per mio zio come quel cencio nero che rompeva l'azzurro e ricadeva piano piano
, 5-82: rompono la promessa, che al partire / feron giurando dal paterno
ne persuase, ruppe il fiero voto che aveva fatto e si astenne, se
in poi di farti rompere la promessa che dici aver fatto a te stesso. brancati
. agostino volgar., 1-8-158: colui che rompe quello che insegna e colui che
., 1-8-158: colui che rompe quello che insegna e colui che fa. g
che rompe quello che insegna e colui che fa. g. bianchetti, 1-194:
da bologna, 1-55: chi sono quelli che i patti spesse volte hanno rotti?
: lo re di tracia, poi che le ricchezze de'troiani fuoro abbattute,.
, o sorpresi da così ardita risoluzione o che non volessero rompere il trattato di pace
pontefice] opportunità di rompere quegli accordi che, non ratificati dalla coscienza, parevano a
uomini fur fatti / dalla natura, che n'appar benigna, / raer, la
patti fatti d'accordo per simil vie che arrecan carico, o non le pigliare.
della paga... mi gridò che eravamo tutti lì per succhiargli il sangue a
sangue a lui,... che adesso i merdoni di diciott'anni rompevano i
piovene, 7-176: il suo padrone, che ha saputo mezz'ora prima di lui
di 200 mila franchi. -colei che non sa rompere patti: la morte.
qui trovare altro compenso / se non che 'l tempo è breve e i dì son
dì son ratti: / verrà colei che non sa romper patti / per tome
loro scancellino e rompino quella scritta, che infra loro per causa di quel nolo sarà
stata fatta e... lo assolvino che lui possa andare a fare gli suoi
.. si scorge tra il caso che il testamento sia irrito ed invalido e l'
sia irrito ed invalido e l'altro caso che soggiaccia alla rescissione overo rottura per mezzo
o rescisso, non potendosi rompere quel che non sia. -spezzare un'alleanza
. davanzali, i-44: arminio, che a me rubò la figliuola, a voi
sua si de- clarasse, porteria pericolo che, rompendosi la lega, non restasse
di como... essendosi doluto lungamente che la repubblica la lega, fatta con
: dico... risoluta- mente che niuna merce di controbando, appartenente o
inf, 5-62: l'altra è colei che s'ancise amorosa / e ruppe fede
radici d'esto legno / vi giuro che già mai non ruppi fede /
fede / al mio segnor, che fu dyonor sì degno. fatti di cesare
, ri spose all'interprete che titurio poteva, se elio voleva, anelargli
dio, / ché prima vò morir che romper fede. lorenzo de'medici,
. pasqualigo, 2-69: io voglio dire che mia madonna è una santa e morirebbe
madonna è una santa e morirebbe più tosto che romper fede al marito. garimberto,
al marito. garimberto, 1-359: concludendosi che tra la tregua e la pace non
è confidenza alcuna, si conclude ancora che, per non esser ingannato, non doverai
, non doverai fidarti, né permetter che sia in arbitrio del nemico l'offenderti e
egli, sciamando: « prima morire che romper fede », sguainato lo stocco
verace, esaminiamo alla sfuggita questa fede che il servo non dèe rompere al tiranno
tua buona fede, ché ogni volta che egli [il mercante] vorrà, te
potete confidar tutto senza il minimo timore che rompa il segreto. -non adempiere
, i-intr. (1-iv-22): non che le solute persone, ma ancora le
racchiuse ne'monisteri, faccendosi a credere che quello a lor si convenga e non si
a lor si convenga e non si disdica che all'altre, rotte della obedienza le
fosti al servigio del mondo più sollecito che non si conve- nia, per questo
, ristrigni ed angustia il ventre, però che, se il ventre è sciampiato,
è sciampiato, tu hai rotta la promissione che facesti. mazzei, i-153: sono
avanti proponeva [ero] / muorir che rumpere il suo voto casto / onde
pazzi, i-138: guai a quelle religiose che rompono tutta tre e'voti..
e'voti..., però che, rompendo solamente que'dua, cioè la
egli era lontano dal rompere questa legge che eziandio nella ricreazione parlava pochissimo, e
colla chiesa -riprese l'abito di prete che portò senza macchie e senza affettazione di pietà
cavalca, 11-68: ogni giuramento, che è contra carità, è da rompere.
, e tutti piuttosto lascieriano la vita che romper questo sacramento, parendogli non poter
cittadini temevano più assai rompere il giuramento che le leggi. panigarola, 1-196:
o, anche, i vincoli di desiderio che stringono alle cose mondane. ovidio
., 5-30: colui fue ottimo vendicatore che ruppe gli legami li quali offendevano il
penne dell'ardente affezione tanta libertà usa che, quante volte l'anima vuole, ardentissimamente
. alberti, 5-243: morte sia quella che mi tra'di guerra, / che
che mi tra'di guerra, / che à possanza più ch'ogni altra donna,
(ii-34): io non voglio che sia in potere d'una trista e falsa
dolce oro / per mitigar il duol che nel cor serbo. bruni, i-135:
intende essere volontà e comandamento di dio che fra gli uomini si conservi la concordia,
, l'amore, la fedeltà e che si punisca chi vuol rompere indebitamente questi
1-xxiii-15: la sicurezza ruppe l'unione che il timore aveva formata. leopardi, iii-454
si dovrebbero mai stringere o, strette che fossero, non si dovrebbero mai rompere.
questa relazione. -spezzare i legami che impediscono alle virtù dell'animo di manifestarsi
dee., 5-1 (1-iv-446): che... diremo di cimone?
? certo niuna altra cosa se non che l'alte vertù dal cielo infuse nella
bernardino da siena, 2-i-550: sai che è a pigliare di segreto donna marito e
,... quantunque si sappia che il matrimonio, secondo il vangelo, sia
. moretti, i-489: lei sa oggi che, per una sorta di vigliaccheria,
: misser rossetto non sarà prima tornato che ti darà moglie: e che onore
prima tornato che ti darà moglie: e che onore ti sarà allora che tu paia
: e che onore ti sarà allora che tu paia uno moccolone e non sappi
tu paia uno moccolone e non sappi che farti, e per questo il parentado si
e la sua amante seminare sì fatta discordia che la promessa del matrimonio si romperebbe,
procurata per lui, ed era tanto innanzi che senza dubbio si sarebbe conclusa se,
, 1-826: chi pur creduto avrebbe / che trarla a tal dovessero le nozze /
roberto, 11-38: il solo fatto che, dopo aver letto queste lettere, ella
svevo, 6-43: io sono contenta che si rompa questo matrimonio perché non mi
261: i farisei ed alcuni degli scribi che venivano di gerusalem, vedendo eglino alquanti
gerusalem, vedendo eglino alquanti de'discepoli che mangiavano il pane colle mani non lavate
libro il quale piacque tanto ad augusto che, avendo lasciato virgilio per testamento che
che, avendo lasciato virgilio per testamento che quel libro si dovesse ardere perché non
avea potuo limare e correggere, innanzi volle che si rom- pessono le leggi che comandavano
volle che si rom- pessono le leggi che comandavano che l'ultima volontà del testatore
si rom- pessono le leggi che comandavano che l'ultima volontà del testatore si mettesse
del testatore si mettesse ad esecuzione, che lo libro di sì grande poeta venisse
fatto a tempo a porgere i vassoi che i paladini ci si buttano addosso, arraffano
arpino, 13-44: di'a bibì che non sbrodoli: ha una colonna e
. viani, 19-283: « bada che ti fo legare », sbrodolò la
prolissa. gozzano, i-1343: malfattori che sbrodolano in due mesi un volume di
fenoglio, 1-i-1657: jack aveva tanta sete che la poca acqua di cui si era
nella mano del pianista, senza sinfonismi che scolano tra dito e dito, senza polifonismi
tra dito e dito, senza polifonismi che sbrodolano fuori del pugno. 9
di quella specie di nume di melma che sbrodolava giù dal pendio. = comp
bartolini, 5-78: io sono quello che concludo e non voi con la vostra
dopo due o tre volte ti accorgi che la filastrocca non è sua, che non
che la filastrocca non è sua, che non gli è appartenuta mai.
frenare lo sbrodolato uso di prima persona che oggi trionfa sui giornali italiani.
sonno. sbrodolatóre, sm. persona che pronuncia discorsi prolissi, che ripetono sempre
. persona che pronuncia discorsi prolissi, che ripetono sempre gli stessi concetti. frutterò
tutti quelli stracci, chissà perché, pareva che fossero di seta, e gli strappi
versi e prose in quella lingua comune che non fu mai cosa sì trista come
se alcuno si smarrisce dietro una acquetta che spicci di vena. capuana, i-iii-87
agg. (femm. -a). che si sbrodola mangiando o bevendo, tanto
, come un piccolo intrigante vanitoso, che asfissia i giornali con le sue corrispondenze
fa sospendendo una matassa alla cavicchia, che attiensi al sagliente. = nome
. muratori, cxiv-14-375: un bel che fare avranno i signori spagnuoli a sbrogliare
. cantoni, 648: e vero che il mio caso non è semplicissimo né frequente
il giorno dopo son l'uomo pratico che ti sbroglia le matasse e ti mette a
croce, ii-1-250: ogni poeta sa che il suo lavoro consiste nello sbrogliare quella
,... la impressione medesima che aveva avuta, come in un lampo,
. bacchetti, 1-iii-451: -mi rincrescerebbe che in causa mia, benché io non abbia
fioritura selvatica di sgorbi, un groviglio che terrorizzò il tipografo destinato a sbrogliarlo.
4. sgomberare un luogo portando via ciò che lo occupa; svuotare. tommaseo
una stanza o su una tavola, sì che impedisca il far checchessia. giusti,
: si lasciarono rinchiudere osservando il nipote che, accesa la lampadina elettrica e sbrogliato
pose la cambiale. -levare ciò che costituisce un ingombro. gatto, 6-162
ma se questo viene sbrogliato dalle spine che l'impacciavano, se ripieni i suoi precipizzi
epoche e i grandi uomini non servono che alla elevazione dei piccoli per sbrogliare il
loro pensiero dandogli una potenza di astrazione che lo sollevi nella responsabilità. piovene,
propria vita interrogando le carte, pratica che mescolava con le preghiere e con i
marin. spiegare le vele slegando i cavi che le avviluppano. fucini, 437
era di trovare una persona così franca che sapesse sbrogliarsi nelle difficoltà e pigliar partito
/ mostrar bianco per nero / -ed in che modo / m'ho da sbrogliar?
lavoro (delle mani e de'piedi) che porta quel suono! non sapevo trovare
borgese, 1-193: ho bell'e capito che laggiù me la devo sbrogliare da me
. f. rucellai, 15: avanti che quei signori si fussero potuti sbrogliare dai
rapidamente la conversazione o soddisfacendo l'impegno che si aveva con lui.
poi esprimeva, fremente di collera, che sì eravamo sbrogliati di lei che non
, che sì eravamo sbrogliati di lei che non era più di nostra giurisdizione e che
che non era più di nostra giurisdizione e che non conosceva altro superiore che cuniberto.
giurisdizione e che non conosceva altro superiore che cuniberto. 12. abortire.
, sbarbatelli furiosi, malpratici e spiantati che magari ti mettevano al primo colpo nella
a leggerlo sarai stanco, ma certo che almeno il cervello ti si è sbrogliato.
spite in un lungo filo azzurro che si diffondeva pian piano sbrogliandosi e
f sbroglióne, agg. letter. che sa cavarsela davanti a ogni problema in
: 'brulla': nuda; e vai quello che in padovana sbroia o sbroiata. papini
: 'brulla': nuda; e vai quello che in padovana sbroia e sbroiata. muratori
in battaglia, or con i venti che ci sbroncano e ci schiantano, or con
ci schiantano, or con i fiumi che ci scarnano dalle radici. 2.
a. cattaneo, i-467: vedete che bosco di vizi fa mai questa pianta
uomini gagliardi d'opere e di parole che diboschino questa selva selvaggia del secol nostro e
e sbroncare, ma con quel guadagno che sarebbe... se una gragnuola
duglie gente e ha ligai gli orni che segnoria tyrannica vive crudelmente corno ongaro o
broncio o dir motto sdegnoso per cosa che ci dispiaccia. = comp. dal
voglio parlare delle parole di quei talentoni che, su pei caffè, non sapendo che
che, su pei caffè, non sapendo che fare della loro vita, ne sbrontolano
fenoglio, 1-i-1769: non parliamo della sbronza che aveva per la russia ed i russi
'miracolo economico', e nessuno poteva prevedere che questa straordinaria sbronza collettiva avrebbe prodotto tanti
al bergamasco e valtellinese bronza 'ubriacatura', che sarebbe da bronzo 'campana', attraverso i
: « senti », gridò a celestino che si scostava sotto il pergolato, «
le stesse, se non maggiori, cautele che fra noi ne'tempi di peste.
. sbronzóne e sbronzóne, agg. che si ubriaca abitualmente; che è solito
agg. che si ubriaca abitualmente; che è solito sbronzarsi. savinio, 22-143
qualunque bibita dicaffè, latte o cioccolata che sia di poca sostanza. pirandello,
mano di broscia, cioè di tinta pur che sia. = denom. da sbroscia
'sbrosciatura': chiamano i coiai quell'inchiostro che ha già servito per tinger la seta,
codesto orrore non furono neppure quei giovani che o per aver salda amma- nigliatura e
fase o qualche amminicolo o pendicolo o che gli sbrattò l'ernia a cinque anni.
. cantù, 79: ottorino chiese che alcuno de'fanciulli gli tenesse il cavallo,
sol gli [ai potenti] preghiam che i vati dozzinali, / che ci sbracano
] preghiam che i vati dozzinali, / che ci sbracano in capo i nostri allori
consolazione. 5. inter. che dio ti sbruchi!: va'in malora
. berni, 20: dimmel, che dio te sbrachi! = comp.
levatone assai v'indicherà pure il superfluo che ci resta. sbrucchiare, tr.
andarlo sbracchiando, con levarli tutto quello che tiene a dosso di seccaginoso.
altri come la farfalla intorno alla candela che finirà per sbruciacchiarle un'ala. =
sbruciacchiata, quell'altro con quel nodo che pareva un occhio. sbruffaménto, sm
c. manzini, i-2-249: nel mutar che fa il cardello l'aiu- tarete con
anco la bocca li copriva, in modo che erano necessitati a sbruffare et in quel
anche la lingua italiana 'sbruffare', che sembra nato dal suono della voce. massaia
colpo di tosse, sbrufava il caffè che stava per sorbire. pirandello, 7-728
ispano volgar., 2-18: ad uno che non può tenere lo capo saldo,
/ ch'io ti sbrofferò d'altro che di vino. messisburgo, 98:
un poco d'acqua rosata è cosa che può stare, overo un faccioletto overo i
crescenzio, 2-3-399: l'acqua, con che i fabri sbruffano la fiamma, la
: piacciavi cu riflettere alla somma differenza che passa tra chi sbruffa d'oro soffitti d'
infrazione, e costui fu il primo che salì da me sbruffando fuoco e fiamme
italia un solo gesuita... che s'abbia unquanco saputo accozzare cristianamente insieme
, xvi-125: ray kabul aveva certe risate che gli sbruffavano improvvise di bocca come bramiti
e dibat- tevasi e alzava la voce che i poveri giudici, sbalorditi, da-
e sotto le mani sbruffano certe risate che sono veramente scandalose in mezzo a tanta
e parma e bologna. alcuni dicono che cesare, non molto bene in arnese
l'agresta apostolica. io per me dirrei che sarebe cosa bona per sbroffame il viso
parte sgradita, di secondo piano, che impedisce ah'at- tore di mettere in
. gonnelli, 1-166: 'sbruffatisi': parte che non offre all'attore occasioni per mettere
scherano. goldoni, iii-1042: siben che le gh'ha i sbruffatisi, no le
: a dirvi el vero, è necessario che io li aia una sbruffata de aqua
sbruffatina. marino, i-191: credo che avesse ancora la pisciacalda e patisse d'
ad ogni lingua e a qualunque penna che non affermi la santissima vergine nel suo passivo
). bacchelli, 2-xxiii-683: dirò che quella miriade di puntine di rame sbruffate
romanzo di tutta quella lealtà e franchezza che lo rendono tanto simpatico e temuto nel
catinella tentava far a un'altra quel che la madre faceva ogni mattina a lei:
. ghislanzoni, 15-50: due eleganti che scendono dai palchi si rimandano, incontrandosi
rimandano, incontrandosi, uno sbruffo di risata che sembra scattare da due valvole.
producono ancora degli spacchi per il ritiro che va facendo la terra nel prosciugarsi,
caccia, / a spiare il coral che s'invermiglia. viani, 10-328:
d'acqua e bagnare tutti quei curiosi che si erano assiepati a guardare.
dei soldati si raddolcì con uno sbruffo che diede loro cortés dell'oro di sua
si dice anche una data quantità di denari che si dà o si accetta per subornare
sbruffi ai campieri e ai guardiani di bestiame che, din- tesa, si facevano legare
einaudi, 486: rimpiangeva gli sbruffi che sotto mentite spoglie bisognava iscrivere nel bilancio
1-iii-16: il nostro avvocato e turcimanno, che sottomano se la intendeva col comandante del
la intendeva col comandante del brigantino e che tirava allo sbruffo, ci fece far la
. la capria, 1-68: vedi subito che sasà è diverso, altra classe
sbruffone. sbruffóne, agg. che si vanta di qualità o di pos
qualità o di pos sibilità che non possiede, abbandonandosi ad at
spaccone, millantatore. -anche: che ostenta un tenore di vita che in realtà
-anche: che ostenta un tenore di vita che in realtà non può permettersi. -
spaccone. monelli, 2-71: pensa che un suo antenato durante la guerra italica assoldò
; o almeno questo racconta lui, che è piuttosto sbruffone. bigiaretti, 10-141:
grottesco sbruffone, la più ridicola creatura che io abbia conosciuta. parise, 11-126:
e sbruffoneggia: « è la prima volta che vengo qua, anche se faccio politica
dopo tali giostre non era raro il caso che alcuni di noi -generalmente i migliori -
, cioè d'uscire dalle buche o canali che sono fra le terre, sieno queste
= nome d'azione da sbucarer, che traduce il fr. débouquement, propr
pres. di sbucare1), agg. che esce di colpo all'aperto o appare
. 2. per estens. che compare all'improvviso in un luogo.
sua propria aia. 3. che sporge da un'indumento. codemo,
il capo dalle pieghe del mantello, che lo avvolgevano tutto attorno e non lasciavano
avvolgevano tutto attorno e non lasciavano vedere che le cime dei capelli ondosi, sbucanti
strade del paese. - che si protende sopra i baffi (il naso
67: fanno isbuccar cotante lepri fuora / che se ne unser de molti cani i
indistinta di novelle piante / soavità, che intorno al tempio oliva. pascoli,
2-37: e'mi darebbe il cuore / che noi potremo or nell'inferno andare,
o per ladro o per adultero. / che quando a trarlo anco non vedi cintio
anco non vedi cintio, / converrà pur che sbuchi, se morirsene / non vi
giorno de'30 del mese di maggio che gl'imperiali, eccitati dal primo rimbombo del
alle sette sbuco fuora del covo, che mi parrebbe quasi bestemmia chiamar letto quel
banchina, in attesa di un treno che dovrà sbucare dal vicino tunnel.
. -comparire in un luogo senza che se ne sappia la provenienza.
si faceva notare dalle donne del borgo che si domandavano con occhiatine sfottenti chi fosse
alla curia fu investito dal vento marino che aveva spazzato il cielo e l'aveva fatto
aretino, v-1-719: congratuliamoci con la pioggia che tenne confitto in casa sì fatto gentiluomo
notte di primavera in cui ogni stella che sbucava nel cielo pareva allargasse il respiro
). spallanzani, v-93: saprete che sono più di 30 anni che lazaro
: saprete che sono più di 30 anni che lazaro moro, nostro italiano, pensò
e la formazione dei monti ai vulcani, che sbucarono dall'onde del mare nell'epoca
lontano nel buio sbucò questo vento / che s'abbatte in città. -
. nievo, 132: mai che uno di questi lamenti sbucasse da auella
», e guardava i suoi riccioli biondi che sbucavano dal basco e gli carezzavano la
in faccia, un lembo di sottoveste che sbucava dall'orlo della gonna.
fucini, 793: sedetti sopra un masso che sbucava di sotto la neve.
apen- nin le sue gobbe, / che sbucan dalla terra come denti d'ausonia.
). passeroni, 4-27: fa'che fuori il vero sbuchi. 8.
: io ancora non avevo ben capito che non essere figlio di padrino e della virgilia
cesarotti, 1-xxiv-145: se ci fosse alcuno che potesse o volesse sostener in luogo vostro
sono le più insalate pazzie di quelle che a la fine fanno i savi non
savi non amando: or pensa ciò che son quelle che gli sbucano del capo
amando: or pensa ciò che son quelle che gli sbucano del capo quando sono innamorati
deh''intermezzo': cosa questa così buffa che non poteva sbucar su se non da
sapevo chi mi dettasse parole simili, che sbucavano da qualche angolo della mia memoria o
'sbucare': uscire dalle buche o canali che separano le isole l'una dall'altra.
è giorno non sbucar la testa, / che qualche nibio non ti dia di tocco
fate concetto / di condur tal disegno che riesca, / e tenda in ispaniato
riesca, / e tenda in ispaniato che v'aesca. = comp. dal
. aleandro, 2-96: è vero che 'sbucare'in toscano vale 'uscir di
. giuliani, ii-185: a volere che il massello sia bastevole (durevole)
sia bastevole (durevole), bisogna che sia intonacato, che il freddo non
durevole), bisogna che sia intonacato, che il freddo non l'arrivi. se
arnva, l'incuoce e lo risolve, che vien giù a pezzi. i masselli
mia valigia e si allontanò rapidamente accennandomi che lo seguissi. moravia, i-199:
, sbucate non si sa di dove, che passeggiavano o sedevano come nei versi di
senza femminil dolori. 4. che proviene dalle regioni più intime dell'a-
, xvi-505: né qui mi sia opposto che in significato generale io mi serva della
parlando, una cotal bollitura di cenci che le donne sogliono fare in un tronco di
3-209: gigiotto invece, uno sbucciafatiche, che sta a far il piuolo all'osteria
testimonianza del rigatini, per quel medesimo che sbucciafatiche, per uomo cioè che a
medesimo che sbucciafatiche, per uomo cioè che a disegno sta scioperato e ozioso e studia
sm. invar. utensile di cucina che permette di sbucciare i limoni. bacchetti
rispettando il bianco e salvando il limone che offeso risecchisce e fa la muffa, occorre
e fa molte e belle verghe che si colgono del mese d'aprile..
d. bartoli, 2-4-393: fin che v'ebbe fronda e teneri ramuscelli sugli
arancio. soffici, v-2-148: platani che invece di crescere parevan voler tornar sotto
tornar sotto terra per paura dei ragazzi che gli sbucciavano, gli tagliuzzavano e gli
ii-28: nel venereo piacer tanto trabocca / che sbuccerìa più anguille in men d'un
più anguille in men d'un giorno / che non van pani in capo all'anno
quindici anni il medico di guardialfiera, quello che sbucciava tumori, cavava denti.
prosciuga; non gli lascia sull'ossa che tendini e grinze... l'acredine
. borghini, 2-26: 11 meglio che io potei mi aggrappai sopra un muro
colpo e { pugne in modo tale / che quanto piglia tanta pelle sbuccia. palazzeschi
dante, in cui il fiero ghibellino propugna che si sbucci la cattedra di san pietro
). guerrazzi, 16-317: pare che abbiano preso a stimare mio nipote più
abbiano preso a stimare mio nipote più che non merita. sembra che non lo abbiano
mio nipote più che non merita. sembra che non lo abbiano ancora cominciato a sbucciare
sulla sinistra e fa partire un cross che gerolin sbuccia di testa. 6
tintura misi quattro lombrichi... che vi si mantennero vivi ventiquattrore, ed in
, i-245: se non si sbucciano (che è appunto lo spogliarsi), vuol
appunto lo spogliarsi), vuol dire che i bachi vanno a male.
e prende fortemente il fondo ed impedisce che l'oro non si sbucci.
, sbucciavano la fatica e avevano di che satollarsi. fanfani, uso tose.
strada tronchi di abeti sbucciati, che forse diventeranno bare. borgese,
un fascio di rametti di salice che il vecchio doveva aver perduto nella sua fuga
viola, di quelli piccoli, sbucciati, che si chiamano centesi- mini. tomizza,
2. per simil. che presenta escoriazioni o ferite superficiali; scorticato
mondo. magalotti, 9-1-258: io so che di mani e di piedi sbucciati quest'
mortaio i busti e le sbucciature, che pesterete a lungo fino a ridurle in pasta
mentre parlava con una penna di gallina che andava intingendo in una boccetta d'inchiostro
sbuccinaménto, sm. ant. fastidioso ronzio che si sente per improvvisi e violenti sbalzi
e ungendosi gli orecchi con un oglio che non lascia far quello sbuccinaménto, con
: non vi lusingate, signor anfibio, che non si abbia a sbuccinare per ogni
. v.]: 'sbuccione': uomo che, sotto un pretesto o sotto un
i golfi di tutti i mari d'europa che lasciammo troppo presto negli atlanti della
e delle budella; ferita particolarmente cruenta che comporta la fuoriuscita delfintestino.
fino a lasciar sussistere non altre armi che le forchette e i coltelli da tavola
non si dànno dodici ore di tempo prima che abbia inizio lo sbudellamento mondiale.
, annunciò lieta violetta. « speriamo che non sia tutto spari, sbudellamenti,
tuti li sbudelaveno e tanti ne amazomo che li corpi morti scusaveno per scala a li
, xi-75: questa vorrei capire. / che vantaggio vi porta, / se la
non erano que'pezzi di legno tomiati che aveva in punta alle coma, il toro
, vi-499: vedasi e lamentasi chi vuole che 'l suo se le scagli ai capegli
. calvino [queneau], 15: che si sbudelli per conto suo, sire
dal signor principe vostro nipote la cassettina che supponevo dover contenere le vostre leggende de'
sia né una cosa né l'altra che voi vorreste per sbudellarmi a vostro piacere
: tu non hai da fare altro seco che render fumé per vento e fiato per
fumé per vento e fiato per quei sospiri che sanno sì sbudellatamele formare. ricchi,
denaro] gli è d'una natura / che a chi non l'ama sbudellatamele /
pass, di sbudellare), agg. che presenta gravi ferite al ventre, dalle
a movergli le svisceratezze proclivi, non che alla compassione, al rimedio. passerom
mercato e non ve ne partite fin che non udite altro ». -espresso
una strenua diceria, acquetando i caparbi che pur volevano che voi foste autore del mettere
, acquetando i caparbi che pur volevano che voi foste autore del mettere a la
alla sbudellata ogni difesa, / sì che foian già mai fuor di voi esca.
. secchi, 2-22: mi par pur che faccino la santa opera questi ricchi a
bernardino da siena, 103: o usuraio che hai fatto? o soddomitto, o
. ant. atteggiamento di un cavallo che sta sbuffando (in una rappresentazione plastica
[donatello] il cavallo di bronzo che è in sulla piazza di s. antonio
(sòo / - fanté). che sbuffa, che sta sbuffando, che ha
- fanté). che sbuffa, che sta sbuffando, che ha il respiro
. che sbuffa, che sta sbuffando, che ha il respiro rotto e affannoso (
fargli ora spinger su in quel modo che l'acqua bollente solleva dal fondo del
: cotesto ventoso e ventroso omaccione, che si mostra con le guancie paffute tronfo e
e sbuffante, altro non fu mai che suono e violenza. alfieri, 7-161:
, dichiarandosi stanchi morti di tutto quello che avevano fatto in quei due giorni tremendi
spronava. -con riferimento ai cetacei che emettono aria mista con acqua dallo sfiatatoio
i muti pesci. 2. che emette soffi di fumo o di vapore,
[var.]: quindi sentimmo gente che si nicchia / ne l'altra bolgia
nicchia / ne l'altra bolgia e che col muso sbuffa. piovano arlotto,
chi è geloso di te come sbuffa un che trova la moglie in 'peccavisti'. varchi
alcuno] v'aggiunge parole o atti che mostrin lui aver preso il grillo, essere
sbuffato ch'egli ebbe, come quello che era buonissimo nuotatore, prese a fare in
ripienezza. arpino, 3-215: gente che si accostava lentamente alla fila davanti ai
... un altro il fumo che manda fuora per il naso il cavallo ne
. alvaro, 5-295: non si sentiva che lo sbuffare del bue. pavese,
bue. pavese, 5-105: sentii cirino che si alzava per andare al cancello,
. comisso, 1-62: alcuni delfini che sbuffavano nella scia della nostra barca comparvero
vansi a incontrar con tenebrose fronti / che sbuffano, rintronano, balenano. cesarotti,
verga, 3-34: si udiva il mare che russava lì vicino,... e
e ogni tanto sbuffava, come uno che si volti e rivolti pel letto.
orchestra spiffera e sbuffa come una locomotiva che prende acqua e fuma inutilmente (senza
pentola, borbottando in mezzo alla schiuma che faceva sbuffare la fiamma. graf 5-570:
le macchine, girando intorno i cofani che sbuffano. -sostant. marchesa
xi-185: raccogliere in ampolline i gas che sbuffano dalle orrende fontane.
senza fascia, restano liberi nella camicia liscia che poi sboffa alle maniche. brancati,
degli attizzi, ii-205: sentiamo da persona che vi si trovò presente e anche degna
si trovò presente e anche degna di fede che 'l papa ne sbuffò. tommaseo,
9-55: mazzini, profondamente italiano, che fin d'allora avrebbe voluto finiziativa italiana
con partic. riferimento ai cetacei, che espellono dallo sfiatatoio aria mista ad acqua
da lui con un drago in mezzo che sbuffava veleno. marino, 10-274:
lema] la chimera partorìo, / che sbuffa orrendo fuoco. zucchelli, 82:
gnoli, 1-338: un docil mostro / che dense sbuffi nuvole di fumo / da
x-216: già i destrieri del sol, che 'l dì conduce, / da le
). parabosco, 4-9: che diavolo sbottate? io le dirò che non
: che diavolo sbottate? io le dirò che non volete darla: sarà bello e
gozzi, i-6-206: soffiava e sbuffava dispettosamente che la sorella avesse avuto ardimento di prendersi
l'uomo aveva corrugato la fronte e sbuffò che si trattava della quarta ronda unpa che
che si trattava della quarta ronda unpa che stanotte gli invadeva il rifugio.
sulfureo, zampilli di un petrolio denso che si alzavano con fatica. g. mangeri
risa..., bisogna sapere che in quelle mostre veniva perfino riprodotto, chimicamente
caro e tirarlo pel ciuffo, / che spippoli moneta di buon cogno: / un
moglie del segretario, una donnona mastodontica che pare un vascello di lardo, fa un
sulla seggiola emettendo dalla bocca uno sbuffo che spegne due candele. fogazzaro, 5-48
: tenendo [la madre] fra sé che la figliuola, nell'esaltazione, si
: cupris proseguiva senza accorgersi degli sbuffi che partivano dalla gente in coda. calvino
termine dei cavallerizzi. dicesi del soffiare che fa il cavallo quando se gli para davanti
quando se gli para davanti alcuna cosa che lo spaventi. pascoli, 639: forse
i pini e i cedri, / che al primo sbuffo de'miei due poliedri /
con tumidi sbuffi a'rauchi / richiami che li blandiscono. -verso di un
. -verso di un uccello (che a seconda dei casi può essere cupo
quegli stnduli sbuffi d'ira o timore, che sembrano piccoli nitriti chiusi in gola d'
misero tali bruciori e fortori allo stomaco che la presa del bicarbonato, dopo avergli fatto
: sbuffi di salino venivano dai portichetti che davano a mare. oltre porta,
faldella, ii-2-180: salì sul piroscafo, che era agli sbuffi della partenza. pascoli
, lambendo le falde del vesuvio, che innalza sbuffi gloriosi di fumo e lingue festose
pungenti con un senso umido di salmastro, che venivano su dall'adriatico. volponi,
si estenuavano e si intenerivano al punto che ogni ventata, ogni sbuffo di nebbia
. verga, i-399: ogni volta che l'uscio si apriva arrivava come uno
signora ada annusando gli sbuffi di rose canine che stentavano a sopraffare il puzzo di chiuso
fanfani, i-162: 'sbuffo': rigonfio che fa la seta, un velo
sbuffi di sterile pietà, non fu che il maggior mantello della tua cupidigia di piacere
carducci, iii-19-114: cagion forse questa che il poeta veronese si compiaccia d'un
; / fu però sbugiardato / dall'asino che dette nel ragliare. c. botto
le sue menzogne in presenza di persone che avrebbero potuto facilmente sbugiardarla. pratolini,
rocle..., fa vedere che filostrato si sbugiarda per se stesso là
e poi se ne dimenticava, così che a volte si sbugiardava da se.
repubblicana. cattaneo, iv-3-316: spero che sbugiarderai la politica parricida di cavour,
sbugiarderai la politica parricida di cavour, che si vanta di liberare l'italia vendendo alla
sbugiardare le accuse, deve pur confessare che s'è ribellato, che ha incendiato
pur confessare che s'è ribellato, che ha incendiato, che ha fatto sangue.
è ribellato, che ha incendiato, che ha fatto sangue. faldella, 8-32:
di moda presso la gente frettolosa dire che essa aveva distrutto sbugiardato tutte le leggi
isidoro o delle donazioni di costantino, che 'l piacentino valla e gran lorenzo ha sbugiardato
, ornai sbugiardato, appeso al collo che gli dondolava sul petto, così molti
per francamente e generosamente inumani. di che io vi lodo, sbugiardeggiando così la
lodo, sbugiardeggiando così la vostra fama che sapete mentire, e provandovi a questo
, 3-185: 'sbugnare': è lo stesso che 'sbomiare'nel senso di 'rompere e levar
di quella piccola eletta di clero liberale che può e vuole sbuiar le menti popolari
e dicesi propriamente ad un certo gettar che fanno gl'into- nachi ai calcina (
, lasciando un buco simile a quello che fa la bulletta o chiodo nella muraglia
nel cavamelo fuori. verga, 8-71: che non ne avete occhi, corpo del
corpo del diavolo!.. l'intonaco che screpola e sbulletta!.. mi
diversità de'componenti della pietra fa sì che ella non è di sostanza fitta e non
: 'sbullettare': lo spingere in su, che fa il grano quando nasce, un
bulletta e dal quale apparisce una puntolina verde che è la pipita, e che poi
verde che è la pipita, e che poi sfronza. pascoli, 1400: grande
pascoli, ii-1166: non si può dire che avarizia sia un seme, poiché in
è una pianta venuta da un seme che si chiama amor soverchio del bene, anzi
del bene, anzi da un germoglio che sbullettò da un seme che si chiama amore
un germoglio che sbullettò da un seme che si chiama amore. 3.
di chissà quante generazioni di inquilini, che dopo infissi li avevano levati per portarseli
mi ricordai di quando diceva: « sapere che un altro abbia potuto toccare la mia
dai bulloni. -al figur.: che manifesta apatia, stanchezza, scarsa energia
del suo giardino da'frutti, non che dalle foglie, non sa f
f conoscere. quando non sappia ciò che predica in ogni piazza la fama publica
altro, spalanca gli occhi in modo che sembra escano dall'orbita le pupille immobili.
: sopramani, rovescie e stoccate, che gli sono a tutto polso tirate,.
,... tagliariano ferrate non che braccia e sbusciariano corsaletti non che umani
non che braccia e sbusciariano corsaletti non che umani petti. 2.
erone], 65: è da avertire che, prima che si accenda il fuoco
65: è da avertire che, prima che si accenda il fuoco, bisogna immettere
, agg. bucato, perforato; che presenta diversi buchi. ca'da mosto
concavo. pigafetta, 4-119: la moneta che adoperano li mori in questa parte
è di maniera tale stracciata e sbusata che in vano per ingonfiarla il vento soffia.
mano all'orecchia, apare uno mollino che sbusini e soni dentro. = comp
nuovi magistrati... per quello che so i tre avvocati dei rei della giunta
ne conservano soltanto le interiora, dopo che me li hanno sbuzzati come pescheria.
misi una spada, perché avevo inteso che ha sbuzzato ma- cometto. rea
cometto. rea, 1-289: « a che serve la sciabola? ». « a
prevedere l'avvelenamento del re né le stoccate che lo sbuzzeranno lui stesso.
. « andianne un corno: / che ti sbuzzi », risposi sonnacchioso.
, tagliò un'arteria a un contadino che fu salvato generosamente dal medico, il
'sbuzzare': traslato alquanto volgare. cosa che contenga lana o capecchio o altro simile,
lana o capecchio o altro simile, e che aprasi rompendo, 'si sbuzza'. 'sbuzzare
: a casa ci ho anche le zucche che si ram- picano sul tetto e rimangono
jahier, 89: mi disse solo che era un'orribile crudeltà erché la regina
3-3: mi fa vedere i piedi mollicci che sbuzzano dalle ciabattacce sfatte. baldini,
mettere un freno purchessia a tutto quello che sbuzza. -uscire dalle orbite (
repentinamente. palazzeschi, 6-386: pareva che ognuno, sbuzzando dall'ammasso, si
.. di raccontarmi le cose curiose che gli vedeva fare con i suoi pennelli spelacchiati
risecchiti. pea, 5-218: ora che ci ha a che fare il freddo e
5-218: ora che ci ha a che fare il freddo e l'esperienza per una
e sbuzzata com'è e con il caldo che fa. viani, 19-103: fortunato
e, sedendosi sopra un divanaccio sbuzzato che strabuzzava il capecchio di cui era imbottito
altri malori, fuoro da'dei ammoniti che moises colla gente della sua setta cacciassero
scardova le scaglie / o d'altro pesce che più larghe l'abbia. bencivenni,
porta della chiesa, intra gli altri poveri che mendicavano, un uomo infermo di lebbra
uomo infermo di lebbra e mezzo nudo, che dal capo ai piedi era coperto di
bacia lidia, avria più a schivo / che se baciasse un cui marzo di scabbia
valore di costui soccombe, / non che la scabbia e la schifosa tigna. mazzini
per indicare un'abitudine viziosa o sovrani che sono parassiti dei loro sudditi.
le sventure e lo scempio di quelle dinastiucofe che consumarono l'italia come una scabbia.
non contendere a l'asciutta scabbia / che mi scolora », pregava, « la
l'asciutta scabbia': alla secca crosta che gli scolorava la pelle. -con
. -con riferimento ad analoghe malattie che colpiscono animali domestici come i cani,
di croste, overo è una picciola esulcerazione che incita il pizzicore e corrode la pelle
. 2. in fitopatologia, malattia che si manifesta con piccole depressioni e con
abbiamo la scabbia polverulenta della patata, che danneggia i tuberi ed è causata da
e la scabbia comune della patata, che danneggia tutte le parti sotterranee della pianta
morale, vizio (e anche ciò che causa malcostume, corruzione, malvagità).
malvagità). serdini, xxxix-i-57: che 'l sangue fiorentino / purghi ogni soa
presenzia sol fu scosso e netto, / che fia di vostre imprese, / se
il pianto, / e l'avarizia che genera scabbia. nannini [petrarca],
guadagnare; è una vergogna, questa, che, quanto più si gratta, più
l'ambizion del comando è una scabbia che, quanto più si gratta, altrettanto più
suolo: altri scrittori / non avea che lascivi, e i nostri versi / vedeansi
. solo io prego nel mio secreto che la scabbia lucrosa de'vivi non infetti
ma non lascio d'augurar loro altra scabbia che la poetica. e. galiani
un sovrano fatte su'sudditi suoi, che perciò in nulla s'adattano ai doveri
. foscolo, vi-606: se non che poco giova il sapere sì fatte etimologie,
l'un l'altro è scabbia paesana, che attacca specialmente la cute del popolaccio.
della carne, questa puledra di lussuria che ha strappato il morso. 4.
4. condizione, esperienza negativa, che arreca fastidio, disagio, molestia o
fastidio, disagio, molestia o tormento o che ha effetti dolorosi, funesti. -con
metonimia: il disagio o il tormento che ne deriva. petrarca, 128-38:
lxxxviii-i-651: in onta de'tiranni, / che han voluto usurpar tuo [della patria
[l'amore] una pestifera scabbia che rode e consuma e sente amaro gusto
! ed osi ancora invanire delle doti che ti largheggiò fortuna? son forse li tuoi
adiposi oligarchi, o sono i tristi che vociferavan libertà e ti recarono scabia,
o sono i tuoi assiderati scrittori inefficaci quelli che restituiranti il diadema antico? oriani,
loris doveva crescere mondo di quella scabbia che a lui aveva per sempre guastata la vita
vittoria trapiantarono in italia lo stile francese che ne sviò da'latini e da'greci
. serdini, 1-119: or sia che vuole ornai ché 'l mio disire /
'n sua gabbia / sì sottilmente che darà i malanni / a tal c'
entrare in mezzo alle loro contese (che poche non saranno) e lasciare che
che poche non saranno) e lasciare che chi ha la scabbia se la gratti.
: percuoterlo violentemente, infliggendogli la punizione che si merita. pasquinate romane,
la scabbia / l'improviso piacer, che sente in atto / compiuta l'opra,
timor di potenti o vista d'oro / che tenti suo dovere o suo decoro;
veglia e suda, / né gratta scabbia che al vanesio pruda. 7. prov
. proverbi toscani, 246: quel che duole, sempre non è scabbia.
e tu mi devi pagare, oggi che è domenica, un buon pranzetto in
sperme dicotiledoni della famiglia dipsacacee, che comprende un centinaio di specie originarie delle
confidono tanto del sugo de la scabiósa che dicono che da può'tolto per spacio de
del sugo de la scabiósa che dicono che da può'tolto per spacio de ore
[dioscoride], 506: dimostrasi che la commune scabbiosa non sia la stebe
h un fiore di forma di nappa, che nel celeste bian- cheg ^ d,
per nascere ella nei prati e nei terreni che non si coltivano... poscia
non si coltivano... poscia che della scabbiosa tra gli antichi non ritrovo
gli antichi non ritrovo memoria, dico che dai moderni s'usa ella per cacciare
membra spirituali e per fare rompere le posteme che vi si generano. impiastrasi in su
da scabbia o da altre affezioni cutanee che provocano lesioni simili a quelle di tale
ad aver del tutto quelle comperazioni taciute che a scriverle nella maniera che egli fece.
comperazioni taciute che a scriverle nella maniera che egli fece. lenzoni, 61:
qui avanti, nelle cose particulari, che hanno tassate i vostri aristarchi. de'quali
vostri aristarchi. de'quali dico primieramente che a gran torto come cose vilissime e
1-i-1737: non hai visto gli scabbiosi che a torso nudo si grattavano contro gli alberi
[plinio], 29-1: questo tengono che sia utile alle coperchie degli occhi rose
dure et alle lagrima- toie scabbiose e che gocciolano. erbolario volgare, 1-5:
suoi effetti o a una delle malattie che provocano lesioni simili a quelle della scabbia
ed ugualmente dolorose infermità... che sogliono fortemente molestare in questi paesi li
portoghesi. questa è una infermità scabbiosa che da molti ne'suoi princìpi sarebbe giudicata
cocchi, 8-178: ci forzano a credere che in tutti i mali cutanei serpiginosi non
tutti i mali cutanei serpiginosi non meno che nelli scabbiosi, elle sieno per essere
medicamento. 2. per simil. che presenta una superficie ruvida, irregolare,
. ovidio volgar., 6-116: quella che ha li dita grasse e l'unghie
cerni, sentendo cotesti discorsi e dopo che vide passare in su e in giù
: le darebbe l'animo d'indovinare che cosa lo scabbioso prurito di questi critici opponga
), sm. sonatore di flauto che usava lo scabello per segnare il tempo.
: processare con pene severissime i giudici che assolvono con formula piena o semipiena tutti i
o semipiena tutti i giubilatoli e succunditori che gridano 'ti riempio il corpo di piombo'
ma condannano ai lavori forzati lo scabellario che dice 't'infilo un dito in culo'
battevano la misura. fu di parere salmasio che tali scarpe di legno fossero dette dai
diventate come zolfanelli, / par che abbiano vissuto di lucertole, /
. croce, 2-46: abolì il diritto che gli artigiani fiamminghi si erano arrogato di
, conoscenza del diritto consuetudinario locale, che venivano scelte dal re o dall'imperatore
formalmente atto del conte o del messo che presiedeva il giudizio. g.
malandrà / e lor schiavini, / che 'n mortai fini / sono ed in
terre principali... dodici scabini che amministrano giustizia in civile ed in criminale
quel numero il borgomaestro di dentro, che è anco schiavino: così si chiamano
così si chiamano i signori della terra che presentemente seggono. g. bentivoglio,
: oltre a questi giudici, già dicemmo che intervenivano ai giudizi anche gli scabini o
e di quattro scabini. nobilita quelli che lo esercitano, con facoltà ai loro
, 1-i-187: gli scabini, magistrato che aveva in sé del municipale, si deve
in sé del municipale, si deve credere che venisse co'franchi in italia o dai
fare questi presti giochi di lingua e labbra che io so fare. 2. membro
voi dite: voi dite di quelle che avete vedute in amsterdam nel gabinetto del
, adattamento del frane, skapins 'colui che fa', che è da connettere al
del frane, skapins 'colui che fa', che è da connettere al germ. schaffen
ha detto riidiger mostrando la spina multipoli che aveva scablato, « e la femmina
scabrato o zappato o vangato al piede che da piccolo. = denom. da
, 284: il cristallo ottimo è quello che ha candido il colore e che traluce
quello che ha candido il colore e che traluce a guisa d'una acqua limpida
limpida e chiara. sono molti i vizi che 'l travagliano: per che quanto
vizi che 'l travagliano: per che quanto al colore il fanno vizioso la nubbe
mole era in cubi eguai disciolta, / che poi velocemente oltre ogni stima / fu
volta; / col pur fregarsi, meglio che con lima, / venne a le
mamma col suo bambino -sia la madonna che un'altra -la sua scabrézza si ammorza
[del compagni] del primo trecento che s'era già ripulito dalla sca
(ant. scabbro), agg. che ha superficie ruvida al tatto, che
che ha superficie ruvida al tatto, che presenta asperità o scrostature, screpolature e
troppo spessi o scabri o aspri o che non nascano in convenevoli luoghi, si
umida sua grotta il pado allora, / che dentro un scabro tofo era cavata,
, panciuta, dal vetro opaco e scabro che voleva imitare l'appannarsi del recipiente gelato
pascoli, 94: la scabra vite, che il lichene ingromma / come di gialla
iv-11: tanto sono i passi scabri / che già non bisogna dire / che vulcano
/ che già non bisogna dire / che vulcano, dio de'fabri, / mai
/ puri fecondi e liquidi cristalli, / che già cadendo da scabre pendici / di
e squarcia / non breve tratto che i torrenti alpini / fer di limo e
dello scabro apennmo / a un campo verde che lontan sorrida / volge gli occhi bramoso
castrogiovanni in un piano scabro e inclinato che tronca la vetta d'alto monte, di
, per i rilievi e le depressioni che presenta. buonarroti il giovane, 9-135
rugoso, grinzoso (la pelle); che ha la pelle spessa, piena di
. baruffaldi, i-38: io son che scaldo / la bocca e i labbri
gote / gonfia a un tempo più che puote / la rugosa scabra pelle. casti
della ragazza scivolò nel breve tratto erboso che li separava e cercò la sua; sentì
pelle scura, pallida, calda, che beveva la luce; scabra al tatto,
], 115: fu di questi tempi che da madrid venne a parigi juan gris
. 4. per estens. che ha tonalità aspra, stridula, roca
963: ma no: rossini non udia che quelle / voci ebbre e scabre.
/ ma adopera lento il dialetto, che, come pietre / di questo stesso colle
stesso colle, è scabro tanto / che vent'anni di idiomi e di oceani diversi
fier destin tal fu l'asprezza / che le fu per marito un storto dato,
dato, / detto vul- can, che di giove era fabro, / di viso
/ intelletto sì rozzo e così scabro / che dir non sappia: « i nostri
caste lodi udir non lice / ad anime che sian scabre e villane.
non hanno respice di quella pedanteria burocratica che in italia rende scabri quasi tutti gli ufficiali
parlargli una volta sola bastava a comprendere che la scabra scorza cedeva ad ogni impressione
si sentiva, con tanta grazia del parlare che i più rozzi e scabri cori avrebbe
. testi, i-112: ah, che di selce e di ferrigno smalto / l'
ond'escon le cortesi parolette, / che qualor chiude ed apre il dolce labbro /
scabro ed essenziale / siccome i ciottoli che tu volvi, / mangiati dalla salsedine.
ignudi? / s'altro non hai che ti rifili 'l brando, / digli che
che ti rifili 'l brando, / digli che tu, con que'tuoi scabri studi
135: con lo stile scabro ed efficace che è proprio di lui, il cnspi
da quella delicatezza, mollezza e raffinatezza che splendeva nelle opere del vinci e del sanzio
vittorini, 5-30: se è vero che 'la linfa del secco ramo'l'alimenta,
zuffa in prosa o in rima, / che col suo stile ei ripulir saprebbe /
stile ei ripulir saprebbe / quello scabro che lascia la mia lima. b
ii-6-143: i pratici comodi e bisogni, che impediscono a una creazione artistica l'obiettiva
pesante mia lingua. 8. che richiede fatica, sforzo; pieno di difficoltà
i versi e i metri più difficili che non par fatto suo, e le forme
in procinto di restar oppresso da'mali che da tre parti soprastavano: toltosi per impresa
impresa la fortuna in tutto 'l tempo che visse, di condurlo alla felicità per
trattar sol di materie scabre inanti gli ospiti che voglionsi onorare e rallegrare, pur la
qualche dolce condire. 9. che può urtare, turbare o offendere la sensibilità
un po'scabro. il trovatore cantò che il vecchio comune si gittava a dosso corazze
? dirò fatte della cotenna di quell'animale che ha 11 nome della città omerica rinnovellata
membra / parte alcuna ci fu (che a me non sembra) / cui non
labbra. beltramelli, ii-589: ciò che può accontentare l'infinita miseria spirituale di
spirituale di queste povere creature del mondo che si donano per un diadema di piume.
dialettica l'ombra di una dolcezza lontana che gli ritornava soave e accorata.
. non si possono dire altrimenti che in forma ornata... le confessioni
ape al cel spiegaron l'ale, / che pulisti milan nel creder scabro / quando
e volentieri dalla caccia e dagli animali che alla caccia servivano o d'instrumento o
più scabrosamente tecnici all'autore del madrigale che segue, per significare un'avventura d'
la cagione alla scabrosità e porosità, che comunemente e per lo più necessariamente si
di metallo, ea è il ripulire che fanno con ciappole, strozzi, ceselli
. del papa, 3-10: stimarono che, quanto i corpicciuoli del caldo sono dotati
d'una vista dotato molto più acuta che l'umana non è: piena di scabrosità
, nonché appuntito o sprovvisto di scabrosità che ne aumentano l'attrito sul terreno per
superficie delle sca- rosità, delle gibbosità che a prima giunta lo rendono disaggradevole.
stesso con simplicità affabile, con ciò sia che lo intelletto dello inchiostro, con cui
e le altezze delle cose, sì che non si pongano le alte nelle troppo
. tra quelle diversissime scabrosità è credibile che ella mille misteri da lei sola intesi
: oltre alla scabrosità di certe materie che veramente imbrogliano l'umano giudizio. leopardi
in su la virtù di questa massima che i nomi si tramutano per dirozargli da
fallo potremo scusare e lodare ghirigoro più che gregorio, essendo più dolce quello che
che gregorio, essendo più dolce quello che questo per la interposizione della vocale fra
per la sottrazion dell't sull'ultimo che scema la fatica alla pronunzia. 7
7. delicatezza di situazioni e di argomenti che possono turbare il pudore o la sensibilità
a soffrire; e il pubblico ha mostrato che non chiedeva altro di meglio, ed
. (superi, scabrosissimo). che ha superficie ruvida al tatto; che presenta
che ha superficie ruvida al tatto; che presenta
, 373: non fa stima lo abitatore che la casa di fuori sia scabrosa e
lima e lo riduce in forma / che lorica e cimier poi se ne forma.
, 18-ii-236: quassù siamo al punto che i fiumi indugiano incerti tra un versante
dure, et alle lagrimatoie scabrose e che gocciolano. -incrostato di sudiciume (
questi volevano, subito i montanari, che erano freschi e gagliardi, assaltarono con
sacra congregazione era di andare a tanahu, che è altro regno non poco lontano di
. pananti, i-441: o tu che hai scesa la scabrosa costa, / riposati
prudentissimo conte mandò una dozzina di lavoratori che riattassero la strada nei passaggi più scabrosi
, per i rilievi e le depressioni che presenta. galileo, 3-4-293: la
la luna e gli altri pianeti tutti, che, essendo per se stessi tenebrosi,
l'illuminazione del sole, fu necessario che fussero di superficie scabrosa, perché,
. 3. per estens. che ha tonalità stridula, aspra, roca
: tutti questi tre volgari linguaggi, che le più belle parti d'europa già da'
viva? 4. figur. che comporta o è caratterizzato da forti difficoltà
gravoso a essere tollerato o osservato; che richiede molta fatica, sforzo, impegno
schivare ogni questione, come suole ognuno che abbia un'impresa scabrosa alle mani, non
-difficile da trattare o da comprendere; che richiede molta attenzione; arduo, oscuro
non far corno fa alcuno superstizioso, che va per dimostrar inzegno e arte pescando ogni
felice e peregrino è ben quello ingegno che dopo lungo studio chiaramente può giudicarle.
: né meno 50 religiosi si trovaranno che sappino mediocremente questa scabrosissima lingua. monti
. monti, x-5-262: maffei protesta che la versione del secondo libro, il
tutta l'iliade', non gli costa che otto giorni. berchet, 112: un'
al presente il dire « io fo boto che io mi tengo a poco ch'io
io ti dò tale in su la testa che il naso ti caschi nelle calcagna »
, avendo dello scabroso et oscuro anzi che no. 0. rucellai, 2-3-6-
: nomi turcheschi a proferir scabrosi. che turba o può turbare e offendere la sensibilità
brusoni, 5-158: non voluto credere che agli occhi propri la verità de'suoi
casa e dimorarvi e uscirne in maniera che niente di bene si poteva pensare e presumere
visconti venosta, 391: quei ritratti che ci passano dinanzi ci risvegliano nella memoria
, ora tristi, ora scabrosi, ma che il tempo, che è giusto,
scabrosi, ma che il tempo, che è giusto, ha già ravvolti nel suo
bacchetti, 2-xxiii-253: savinio, uno scrittore che voleva parer duro, scabroso, sardonico
esser la superiorità in mano di maestri che sono per il più enunchi bianchi, li
... e riescono così aspri che molti..., per non poter
più vive, naturali e più morbide che la maniera di que'greci, tutta
dell'occhio co'quella certa aria mia che uno a vedemme glie viene una scacarcia
. marc aurelio, 253: quanno che devo da salì io sull'au- tobbusse
scacato, agg. tose. che si esprime in modo sguaiato e grossolano
: i toscani chiamano 'scacati'que'fiorentini che più degli altri hanno la gola insaponata
hanno la gola insaponata o, quel che diceva il passavanti, il 'parlare squarciato'.
amici ti volessino dare 33 non aspettare che sia cosa di contento, perché loro
anche 'scacazzare, scacazzìo, scacazzaménto'che è quello che s'avrebbe a fare
scacazzare, scacazzìo, scacazzaménto'che è quello che s'avrebbe a fare in un tratto
di scacazzare), agg. che defeca con scariche ripetute, sporcando tutto
opo aver scacazzato in ogni punto del luogo che si riusciva a intrawedere, [l'
2-316: il vicario ordinò... che menicuccio desse quaranta lire al giannella,
menicuccio desse quaranta lire al giannella, che la vecchia s'aveva scacazate, per
sono stati ancora di quegli antichi savi che scacazzavano quattro o sei fogli, facendo il
lette- ratuccio, due sonetti tutti fatti che quel che dice l'uno dice l'
ratuccio, due sonetti tutti fatti che quel che dice l'uno dice l'altro.
di versi, ma tutti sulla lusinga che il parto dovesse esser maschio.
'scacazzare, scacazzìo, scacazzaménto * che è quello che s'avrebbe a fare
, scacazzìo, scacazzaménto * che è quello che s'avrebbe a fare in un tratto
... il 'guano'scacazzìo d'uccelli che viene dal perù. scaccafava,
ha vinto e superato il cino, / che prima era un poeta a scaccafava.
indipendenza siffatta nel decidere a scaccafava, che vuol farsi credere per l'arcifanfano della letteratura
dotato di ampia giurisdizione sulle questioni fiscali che di tale ufficio era l'espressione.
d'inhilterra il tribunale del fìsco, che si chiama lo scaccario. mondi,
turbato, come soglion esser tutti quelli che perdono a quel gioco [degli scacchi]
, prese in mano il re, che era assai grande, come usano i portoghesi
(ant. scacato), agg. che presenta un'alternanza regolare di riquadri di
regolare di riquadri di due colori diversi che ricordano le case di una scacchiera (un
80-24: • ovett'esser forse calandrino che fece loro le calze vergate e scaccate
: nella nunziata potette vedere le immagini che vi sono di signori antichi, duchi e
carena, 2-128: 'pavimento scaccato'è quello che è fatto di quadretti di legno o
[dioscoride], 233: il serpente che si dimanda sepa... tutto
nere. 2. arald. che appare ripartito in riquadri (generalmente 36
... / porta quel scudo, che degno è d'impero, / poi
degno è d'impero, / poi che tutto è scaccato a bianco e nero.
come molti lo chiamano) è una diligenza che pochi la fanno, perciocché sono pochi
la fanno, perciocché sono pochi quei che sappiano quanta utilità apporti alle viti.
, ma tenere segreto il maritaggio tanto che mio padre scacchi. g. m.
cecchi, 25-5: creden- d'io che gli scacciasse, / mi apiccai al peggiore
. bertini, 1-78: state sempre sottoposto che vi sia fatta quella burla che giovanni
sottoposto che vi sia fatta quella burla che giovanni villani... racconta essere stata
, i-1195: silvestro è alla scacchiera che aspetta di riprendere il gioco interrotto. calvino
per estens. bandiera, insegna o emblema che presenta una regolare alternanza di riquadri di
colonnello era il modello impeccabile di ciò che rimane di un rubacuori.
planimetria di una città formata da vie che s'incrociano ad angolo retto. galanti
9-27: nella grande 'incoronazione della vergine'che è al louvre, non solo la specchiante
alternato delle file pari e dispari, che permette un più agile passaggio alla formazione
: il doppio movimento dogmatico e critico che si è sviluppato nelle scuole e nei tempi
conoscenza altrettanto ampia e certa di quella che chiamano la scacchiera parlamentare, ossia,
visita poteva diventare anch'essa un indizio che ci si trovava al cospetto d'una
misura più per la perdenza de ^ bisanti che del giuoco, diè delle mani negli
anche di notevole ampiezza e importanza, che costituisce un teatro di operazioni militari dotato
industriali] è un determinato equilibrio, che ottengono appunto rafforzando coi loro mezzi,
cercava di guadagnare tempo in attesa di capire che posto, che parte gli si potesse
in attesa di capire che posto, che parte gli si potesse dischiudere in un futuro
. franco, 6-86: veggo gli abbachisti che con i numeri stanno a tutte l'
vèr quei ch'io sento, so che parian poco / a quai ne son più
con ardente foco, / bontà di quella che. mm'ha fatto fioco. tedaldi
di scontare dei buoni dello scacchiere sin che vuole. dizionario politico, 114: tali
scacchiere, la cura di provvedere a che non esca pubblico denaro dalla tesorerìa se non
i'non vorre'però entrare in luogo che 'l sol mi facesse lo scacchiere.
, lustro del foro napoletano, non che grande scacchista e adoratore del gentil sesso
decifrato da un provvido amico straniero / che poi scomparve. lo avevo già visto
(plur. m. -ci). che si riferisce al gioco degli scacchi e
nulla scacchistico o l'impensabile scacchistico, che fa lo stesso. buzzati, i-386:
: c'erano tutti gli scaccia, che urlavano e facevano baccano. 2.
grisone, 1-80: ben vi awertisco che questo solo fallisce nella scaccia chiusa o
nella scaccia chiusa o svenato d'ogni maniera che sia, che, avendo il cavallo
o svenato d'ogni maniera che sia, che, avendo il cavallo credenza overamente s'
duro, il profilo rilevato del modo che dissi, quando ragionai delle briglie.
scacciacani, sm. invar. pistola che spara colpi a salve, usata per
fenoglio, 5-i-474: il biondo lamentava che non si aveva armi sufficienti per il nucleo
sufficienti per il nucleo base, altro che accoglier dei nuovi, il più attrezzato dei
io ve lo troverrò e tanto dabbene che non potresti trovar meglio, il maggiore
scacciamali, agg. invar. letter. che allontana i mali, le sventure (
venire a mano di nemici ed avversari che d'un uomo tale! = comp
, come appresso livio dicean que'romani che deploravano lo scacciamento de're. papi
ovidio volgar., 6-240: quelle che si dànno e quelle che si niegano
6-240: quelle che si dànno e quelle che si niegano sono liete d'esser pregate
sono liete d'esser pregate, e avegna che tu sie già ingannato del tuo pensiero
(e, con meton., ciò che ne ha il potere). leggenda
potrebbe col suo nuovo peso aggravar più che non faceva l'aria contenuta nel vaso
antica e famosa quistione se quelle cose che leggiere comunemente si chiamano lo siano di
vero non altro sia il loro salire che uno scacciamento fatto di esse dalle cose
, avendo l'uso approvato per minor danno che alle voci si tronchi lor la coda
e, con meton., ciò che produce tale effetto). giovanni da
leggero o con crini di cavallo, che viene agitato per allontanare le mosche
zioni ma azionato elettricamente, che consiste in un'asta girevole appesa al
legate in cima di una sottil mazza, che serve a scacciar le mosche, specialmente
carena, 2-243: 'scacciamosche': arnese che si dimena e si fa sventolare al
di dignitari, nonché da due paggetti che roteavano incessantemente i tradizionali scaccia mosche fatti
di garza o di altro tessuto leggero che viene stesa intorno a un luogo per
pres. di scacciare), agg. che esercita un'azione repulsiva (con
: come anco intraviene nelle cose gravi che sono portate all'insù, imperoché il suo
al luoco nel quale è la violenza che le scaccia e più tardo nella parte superiore
non vengono con la istessa forza accompagnate che principiò di moverle, e per questo ritornano
galileo, 4-2-58: ogni piccolo corpuscolo che in essa discenda,... per
,... per minimo e leggiero che sia, scendendo nell'aria e arrivando
resistenza minore all'esser mosse e scacciate che non è la forza sua propria premente
cui è fissata una sottile lamina di metallo che viene fatta vibrare con un dito davanti
soderini, iv-24: è conveniente che 'l pastore... usi ogni
7-61: vide un pastorei cortese / che guardava un gran branco di castroni; /
; /... / sentì che quel villan facea il ruggieri / sul dolce
la 'rivergola'ch'è quello strumento che usano anche in versilia chiamandolo 'scacciapensieri'e
usano anche in versilia chiamandolo 'scacciapensieri'e che si suona facendo vibrare col pollice una
e remoto. 2. attività che costituisce un diversivo, un passatempo,
dita un rosario d'ambra finta. che pare una divozione, ma è soltanto uno
. -con uso aggett.: che distoglie l'attenzione da problemi più gravi
politica. sì, lo so, aspetti che ti eleggano a scalini. aspetti che
che ti eleggano a scalini. aspetti che i beccafichi volino bell'e arrostiti e col
becco. oi, dico a te. che cristo vuoi fare? impari a sonare
], i-171-3: s'e'viene alcuno che. tti prometta, / e per
, / i'non vò già perciò che. ttu lo scacci, / ma digli
. l- loro, tutti se concordaro che enea fosse scazato perpetua- mente da troia
cristo iddio nostro non iscacciò la meretrice che venne a lui. marsilio ficino,
gli scacciano e gli perseguitano, pure che possino farlo. danza, lxxiv-1 ^ 3
.. scacciò nettamente tutto il popolo che vi trovò e la ripopolò di puri inglesi
1-94: mi basta solamente dolermi ora / che da la grazia vostra io sia caduta
grazia vostra io sia caduta / e che di casa io sia scacciata mora.
t. contarmi, lii-5-435: in evento che i francesi potenti passassero i monti,
passassero i monti, potrebbe facilmente accadere che la parte popolare, scacciando i nobili (
: parve... allo spinola che in ogni modo conveniva scacciar di là quel
ferdinando, scacciate le poche genti repubblicane che le si pararono avanti, s'awicinava
annunzio, iii-1-794: non vedi tu che il sangue / del tuo fedele / col
/ le cola per la ota che tu premi? / e ribrezzo non hai
: l'avrebbe scacciata come quella sgualdrina che era. -con riferimento allo strumento
del vecchio ponte guardavam la traccia / che venia verso noi dall'altra banda, /
verso noi dall'altra banda, / e che la ferza similmente scaccia.
fa aprire un uscio della sua capanna che guarda verso il paradiso da cui fu scacciato
letizia / nella mia mente, pensando che dio / ripari a tutto 'l mondo
più però soprafatto rimane il medico allora che, senza tante diete o purghe, siropi
il signor nostro... promise che i fedeli nel suo nome scacce- rebbono
. fucini, 90: il barrocciaio, che la mattina passa scacciando con una frasca
boschetto, mediante uno o più in gabbia che gl'inviti, e con la ragna
invasione, cercando ai scacciare quella pelurie che le vellicava la pelle e le si
uccello] ha in branca, / che mai per gelosia da sé non scassa.
lo più soldati sbandati oppure povera gente che voleva tornare al paese da cui la
. giannone, i-109: non altro che vii servigio e perdita di signoria dover
e ìusti. svevo, 1-363: ma che cosa ho fatto io per venir scacciato
2-55: a similitudine d'un ritrosito vento che scorra 'n una renosa e cavata valle
scorra 'n una renosa e cavata valle, che pel suo veloce corso scaccia al centro
corso scaccia al centro tutte quelle cose che s'oppongono al suo furioso corso.
8-211: 1 corpi bianchi, come quelli che riflettono e scaccian da sé ogni sorta
si riscaldano molto più difficilmente degli altri che ricevon dentro di sé ed assorbono i
sé ed assorbono i raggi de'colori che non riflettono o trasmettono. -far
midolla tenera e si fa un puntale che dà il peso. -strappare via
largo. simintendi, 2-49: poi che filomena fue entrata nella dipinta nave e
biltà comprendo / simile a lei, che m'arde, strugge e ghiaccia. campofregoso
e apparea in oriente sì sincera / che pur non l'occupava un nuvoletto,
, 2-97: quando apparisce il sole che scaccia le tenebre in comune, tu
in comune, tu spegni il lume che te le scacciava in particulare, a tua
comodità. soderini, i-452: le nebbie che vengono alcuna volta sopra e tra le
. maestro alberto, 95: che è... questa potenza, la
farai più lamento, / di me che nel ciel son lieto, scazando / tutto
lieto, scazando / tutto el pensier che la tua mente ingombra. agostino giustiniani,
: modificò talmente l'animo di filippo, che scasciò ogni odio et ogni inimicizia che
che scasciò ogni odio et ogni inimicizia che prima russi stata fra loro. guidiccioni
mai, verrà quel giorno, / che, mirando i begli occhi e 'l dolce
per scacciare le immagini di felicità intensa che si presentavano alla mente. svevo,
ogni rancore ingiusto per quella cara creatura che non ha altra colpa se non cramare
prego zascun ch'i vizi scazzi / e che da le vertù mai non se slazzi
canoscenza, scazate da vui li tribuli angustiusi che ne per- sequetanno e, modo che
che ne per- sequetanno e, modo che potete, schiffate la morte. malpigli,
tu non scazzi el vizio / de crudeltà che me fa tanta guerra. s.
o con molta dottrina scacciar quelle tenebre che 'n questo discorso oscurano la chiarezza del
altrui. baldi, 179: or che direbbe, / se quinci oltra passasse il
altro non grida, / se non che scacciam fozio? muratori, 8-i-147: sono
? muratori, 8-i-147: sono quegli che possono giovare all'anima nostra, in quanto
atanagi, xxxvi-171: scaccia quel nuvol che la bella fronte / turbati.
vini, in terra et in vetro che in argento e oro. baldi, xxxvi-394
desiderio di scacciare la fame dal corpo che per curarsi la pelle dell'anima.
-allontanare, eliminare o costituire la causa che elimina una sensazione sgradevole. citolini,
sollevare un vento all'improvviso, / che il grave lezzo scacciò lor dal viso.
avversione da volerlo scacciare dalle scuole poi che c'è entrato. b. croce,
. croce, iii-23-185: può darsi che platone avesse ragione di scacciare dalla sua
trissino, i-xxi: bene spero però che 'l tempo domatore della invidia e scopritore
la utilità di queste nuove lettere manifesta che esse da molti, che prima le
lettere manifesta che esse da molti, che prima le aweranno scacciate e vituperate, saranno
, iv-238: mira la nostra superbia che si estende in tórre i regni altrui,
i-1-154: ricevo consolazione per la speranza che l'assalto datoli dalla colica debbi esser
il veleno. romoli, 262: prima che cominci l'uomo ad esercitarsi, faccia
. erbolario volgare, 1-33: uelli che beveno el calamento con vino scacia il veneno
vittorini, 9-215: la vecchia signora disse che il suo vizio sarebbe stato il tabacco
sarebbe stato il tabacco da fiuto, che però non le piaceva d'essere tabaccosa
le piaceva d'essere tabaccosa, e che si fumava ogni tanto un mezzo sigaro
: rifiutava la dieta, e ai medici che gliela prescrivevano, coi dettami della scuola
sarraceni. tortora, ii-97: volevano che la scacciata di alansone da'paesi bassi
più per lo suo ritorno in francia che per la perdita della speranza di acquistar quei
senga afanno / per questa bianca donna che vi venne, / onne meo spirto
6-420: vogliono essere pregate di quello che ti concedono e di quello che ti
di quello che ti concedono e di quello che ti niegano; e, avegna che
che ti niegano; e, avegna che t'inganni, la scacciata è perpetua.
, io n'ho levati / molti che, disperati d'aver luogo, / tenean
il lodato scrittore a considerare i passi che entrano nel ballo nobile. egli ne numera
tidue e il loro vocabolario italiano, secondo che egli li nomina,...
dubitar sommerse / in cesare, affermando che 'l fornito / sempre con danno l'
firenze scacciati con quella parte dei bianchi che essi seguito aveano. sarpi, vi-1-205
. sarpi, vi-1-205: vidde il pontifice che vi andava molto dell'onor suo se
nati / più, nella torre, sì che al paese / ritornavamo come scacciati.
tentazione eri più forte, / di', che faceva la povera mamma, / colma
sulla terra, senza / te che faceva la povera mamma? -deposto (
, tenuto dal re de'romani, che per successione dovrìa venire ad un nipote
volgar.], 23-21: dico che david, essendo sollevato in estasi,.
, non vedendo rimedio al gravoso affanno che sofferiva, disse: « o crudelissima fiera
: « o crudelissima fiera, ecco che io moio ». fontanella, i-260:
. baldelti, 3-333: ogn'ora che 'l mare cresce verso quelle parti onde
mare da un certo fiato o spirito che sott'esso... si crede
trova, ma egli stesso conferisce a quella che vi resta tanto appunto de'suoi propri
quel bacio fuori programma, tanto più che tra lei e otello la simpatia, corsa
'ncontro lo 's'con più strido seguita che non antecede, onde come dal fine sovente
femm. anche invar.). che scaccia, che allontana, che costringe
anche invar.). che scaccia, che allontana, che costringe altre persone ad
). che scaccia, che allontana, che costringe altre persone ad abbandonare un luogo
. 2. per estens. che dissipa le tenebre (anche spirituali),
scacciatrice. 3. figur. che determina la fine di una situazione per
lo più incresciosa o pericolosa (o evita che si verifichi); che fa cessare
o evita che si verifichi); che fa cessare un comportamento vizioso o malvagio
beni e lo scacciatore de'mali, che il rettore e medicatore delle menti,
giocatore e scuro per l'altro, che vengono spostati con mosse alterne; a
pure occupata da una pezzo avversario, che in tale caso viene eliminato; vince
potere continuamente eliminare l'avversario senza che possa o voglia sottrarsene); quando un
ell'è la migliore 7 dadi-gittante che. ttu mai trovassi. boccaccio, dee
62: de po passato el tergo giorno che glie troiane n'erano esstate a l'
modo ci rappresenta: e si dice che palamede, ritrovatore de l'ordi- nanze
e l'oca; non gli scacchi, che richiedono un soverchio dinamismo intellettuale.
'società di coltura'o 'circoli d'operai', che prendono un locale ove radunarsi la sera
. carducci, iii-5-279: si racconta che i granatieri di francia, poi che la
racconta che i granatieri di francia, poi che la risvegliatasi libertà ebbe cancellato dal suolo
di sopra a modo di quello scacco che si chiama rocco. berchet, 225:
, 225: 11 re moro, che tien gli occhi / sempre addosso al volto
da scacchi: persona temeraria e imprudente che si lascia tentare da imprese rischiose.
scacchi: donna leggera e volubile, che cambia frequentemente idea (come le pedine
gran cosa il fregarla a la fede che si dà per via di due mani insensate
? il fatto sta nel fracasso, che ne fate voi altri uomini da sarti,
da sarti, e non in quello che ne facciamo noi donne da scacchi, che
che ne facciamo noi donne da scacchi, che per nonnulla la diamo e ridiamo,
-re da scacchi o di scacchi: persona che gode, anche temporaneamente, di prestigio
. -per antifrasi: persona presuntuosa, che si crede a torto importante. boccaccio
delli re da scacchi, troppo più cari che io non sono ». nomi,
. nomi, 6-26: ad un, che l'accompagna / e col sangue e
, per non dire d'altro poema, che sarebbe l'tliade'? che altro è
poema, che sarebbe l'tliade'? che altro è essa, fuor che un poema
tliade'? che altro è essa, fuor che un poema di due re di scacchi
un poema di due re di scacchi che vanno in collera l'uno contro all'altro
2. mossa eseguita da uno dei giocatori che provoca una minaccia diretta al re avversario
provoca una minaccia diretta al re avversario che deve sottrarsene immediatamente; quando il re
castellano lieto cominciò a ridere, veggendo che egli matterà filocolo dove filocolo avrìa potuto
ma nel ferire e dare scacco sempre bisogna che vi sia nel mezzo un scacco,
scacco. -come dichiarazione di un giocatore che ha eseguito tale mossa (anche in
: avviene al re in questo gioco che gli fia detto spesse volte per gli avversari
-in senso generico: ogni singola mossa che si effettua nel corso del eioco.
veniva spostando di malavoglia i pezzi secondo che gli scacchi successivi di secondino imponevano.
ogni scintilla; / ed eran tante che 'l numer loro / più che 'l doppiar
eran tante che 'l numer loro / più che 'l doppiar de li scacchi s'inmilla
cosa poi del doppiar degli scacchi (che dante trovò al bisogno, la più bella
la più bella di tutte) è che, ponendo, un dopo l'altro,
seguente dello scacchiere il doppio di ciò che fu posto sul pnmo (cominciando anche
quadretto, ne toma un tal numero che vince ogni immaginazione. m.
boiardo, 1-2-40: or vien colui che i scacchi al scudo porta. bartolucci
: non è altro il loro letto che o una rqanta in parte tessuta, in
, 1-vi-121: vi sono certi individui che non si dovrebbero mai muovere, perché
fan le tasche piene! / ma che a la vostra barba? voi gli tenete
scacco pure mi son levato con le risposte che diei ai mi- malloni. colletta,
952: vista dolente e lentigginosa, / che par traslata nel beato aspetto, /
fé mai tanto il porporato gracco, / che questa più non faccia nell'effetto:
de'suoi piu di centocinquanta, / che s'allungaron per empiere il sacco. gambino
eletti / virgiliani, orazi e più che gracco, / col poetico stil mi
, io gli dirò tal scacco / che 'l se n'andrà con le trombe nel
marito desideroso di figliuol maschio, provvide che all'ora del partorire un fanciullo recato le
nievo, 454: la municipalità, che dopo lo scacco di bassano si sentiva
[l'italia] restarsene allo scacco che le aveva procurato, ai tempi del
1-16: queste [insegne simboliche] sì che dànno scacco alla candela bianca e a
calvino, 13-252: dopo tutti gli scacchi che la fiducia nella progettazione e previsione razionale
angolazione rispetto alla linea di rilevamento, che consentiva di assumere rapidamente la posizione di
in istato di combattere, e formando ciò che dicesi la linea di battaglia. g