di suoni francesi e special- mente degoncourtiani che vi si sente fin da principio.
: 'rombagliatore': quel mastro d'ascia che specialmente attende ai rombagli. = nome
, sia per riparo sul vecchio, senza che passi da banda a banda.
rombàglio (rummajo) l'ultimo pezzo squadrato che deve chiudere e compire il fasciame nuovo
pres. di rombare'), agg. che produce o emette un rumore sordo,
con partic. riferimento a un veicolo che viaggia ad alta velocità o che ha
veicolo che viaggia ad alta velocità o che ha motore potente, rumoroso o tenuto
? bocchelli. 0-393: alcuni sportivi, che dovevano raggiungere il circuito ai una gara
qualche ciuchino. -per estens. che rimbomba con intensità e fragore (un
, rombante / su quel dolce paese che non dico. -scherz. eccessivamente
era continuamente indaffarata come tutte le persone che non hanno niente da fare.
, ii-303: conduce un filo il moto che tu rubi / all'acqua e vola
ininterrotto. rebora, 3-i-71: che solitudine in questa affollata città rombante!
giornale in voga. 3. che stormisce cupamente al vento (un albero)
sono o le tue tempie forse / che ascolto, e credo lunge a un batter
per la palpitazione insostenibile. y che presenta artificiosità, eccessiva ricerca di effetti
echeggiante e rintronante, un fragore continuo che si diffonde nell'aria (con partic.
montale, 15-760: basta un carro che passi rombando per la strada / a renderti
piangi, imagine di un mondo / che cada. brancati, ii-102: uscì
avvolto nella lana, accanto alla stufa che rombava. -sibilare, fendendo l'
tonto. -con riferimento a veicoli che viaggiano ad alta velocità o il cui
.. superato dal ronfare di quelli che dormivano. 2. tuonare in
alto spira, / e si fa tuono che a l'intorno romba. marradi,
aria. govoni, 7-47: l'uragano che travolge e romba. -sostant
vento / parmi un feral lamento / che ti rimpianga, ahi misero, / preda
fiumane / di primavera, l'émpito che romba 1 al ringorgo dei porti.
declamavo ad alta voce i versi sonori che mi rombavano negli orecchi come il suono
. pirandello, 8-296: s'immagina che debba arrivare il rombar sordo della vita
calmato questo / gran battere del sangue che mi romba / alle tempie e mi accende
, sparò; a un tratto si accorse che urlava e che il sangue gli rombava
un tratto si accorse che urlava e che il sangue gli rombava insopportabilmente nella testa
romba il lavoro. térésah, 2-239: che è questa vita che romba? /
térésah, 2-239: che è questa vita che romba? / quest'ansito che m'
vita che romba? / quest'ansito che m'incalza? f. m. martini
cardile, lxxv-180: lontano, par che rombi il mare; / è la vita
rombi il mare; / è la vita che romba.
materia da riferirne per aggravare la pena che già rombava nell'aria. mazzini, 9-304
è l'inferno. e si sente che romba. c'è il nemico che incalza
sente che romba. c'è il nemico che incalza. e che può raggiungerti.
è il nemico che incalza. e che può raggiungerti. -con riferimento alla
più grande, / il mirto alla morte che odo / rombar sul mio capo sconvolto
piombare come la folgore, distruggere quelli che avevano distrutto la sua vita. tozzi,
vi-541: quanto erano lontane le battaglie che qualche volta rombavano ancora come tuoni sordi
st., 1-91: sotto l'ombra che ogni ramo annoda, / la passeretta
maggior figlio / vede, cupido, che già serra l'ale. 14
pano la falla per quel poco di tempo che con più commo- dità si romba,
, 1-164: rombazzo per quello strepito che sogliono suscitare talora nello scherzare fra di
, di cani e suoni di comi, che appariva esser molto lungi. bar etti
forse non si sente la metà del rombazzo che colà si sentiva. parini, mez
panche della scuola e l'insolente rombazzo che si menava ne'cortili all'ora del
e venir lento / di gente che ha finito, / e il rombazzo e
stupendo. passeroni, 3-195: nel veder che si tapina / la infelice e che
che si tapina / la infelice e che s'arrabbia, 7 tanto più ne
la festa nei pascoli e il rombazzo / che fan gridando a tutta lena i corvi
spesso sono uditi fracassi di rombazzo in alto che pronosticano dover essere la primavera piena di
appesa, /... / che, merendando allegri a gran sollazzo, /
atomo, tanto quanto farebbe un uomo che corressi per un bosco...
eglino nel zampettare sopra quelle foglie secche che dànno lor fra piedi. -fracasso (
in camera, e quando la vidde che la camicia era sdrucita e che gli sbanditi
vidde che la camicia era sdrucita e che gli sbanditi erano usciti,..
fanciulla trafugata, il vecchio, / che crederà d'esser stato causa / di cavarla
: ne fece messer cotal rombazzo / che affibbiar mi convenne la giornea.
a questi matti. in nome di dio che profondità, che novità è mai nei
in nome di dio che profondità, che novità è mai nei ghiribizzi di costoro?
attimo s'è piena la cittadella! che rombazzo fanno per chi siede i primi:
volentieri e più spesso adoperano i tristi che i buoni... perché quelli
fracassìo, di quel rombazzo... che smosse gli acquitrini letterari italiani nel *
il rombazzo d'allarmi, polemiche e rettifiche che, al solito, doveva seguirne.
nel capo a tutti un tal rombazzo / che i pedanti ne fero un gran stramazzo
di fuggir giova, / vie non men che le vespe e i calabroni. passeroni
. passeroni, iii-273: so ancor che da certi letterati, / che nel
so ancor che da certi letterati, / che nel mondo oggidì fan gran rombazzo,
redi, 16-vi-93: io per me credo che in fine abbia ad esser detto
detto come già disse il diavolo a colui che tosava i porci: gran rombazzo
rómbeo, agg. letter. ant. che ha forma di rombo, di
, ma non vi è stato altro che doi dì in la cenere. d alberti
da pelar ciglie e tante altre cose che ti fanno parer bella. f. f
. pirandello, 8-687: una faccia che pareva intagliata in un saponétto da barbiere
: sostanza polverosa cristallina di colore bianco che si ottiene dalla saponina trattata con acidi
ferriere. lastri, iv-21: l'olio che si trae dalle dette parti [i
e preso separatamente non può essere buono che per le saponiere o per altri simili usi
: 'saponiere': termine professionale indicante coloro che provvedono alla fabbricazione di saponi..
barba. saponièro, agg. che si riferisce al sapone o alla sua
al sapone o alla sua fabbricazione; che produce saponi. l'illustrazione italiana [
sina. saponìfero, agg. che contiene una sostanza simile al sapone sia
lo strato sottostante di questa singolare argilla che l'acqua infiltrata faceva gonfiare notevolmente,
riempire gli incavi di una sostanza gelatinosa che gli indiani e 1 primi coloni usavano
. saponificàbile, agg. chim. che può essere saponificato (un grasso)
a reagire con una base in modo che il composto risultante consti della base combinata
-con riferimento all'autore di un delitto che tenti di occultare un cadavere con un
presa da un certo spavento quando seppe che leon arda cianciulli era ricoverata nel suo
è calmata quando le è stato detto che la saponificatrice di correggio mai avrebbe saputo
ottengono i sali alcalini degli acidi grassi che costituiscono i saponi e la glicerina.
lessona, 1298: 'saponificazione': operazione che ha per scopo la formazione del sapone.
i corpi grassi neutri in acidi grassi, che si combinano colla base per formare un
parte, e in un corpo particolare, che è l'etale per la cetina,
ipotesi sulla origine del petrolio nell'accenno che esso fa al fenomeno della saponificazione dei
ciascuno dei glucosidi diffusi nel regno vegetale che in soluzione acquosa hanno la proprietà di
la sostanza della radice di saponaria che sciogliendosi nell'acqua le trasperde la
tutte le proporzioni nell'acqua, che spuma come il sapone... si
, 1298: 'saponite di comovaglia': minerale che si distingue per la sua untuosità.
di cui hanno dovizia, la verde saponite che pure dà così armonioso decoro alla cattedrale
riva una schiuma saponosa e gialla, che persisteva. 2. simile al
sull'orizzonte e veniva asciugando la fanghiglia che, divenuta più dura e saponosa,
dal seren de'bei lumi, / che saporar, qual manna, fean pane
essere vero und'è cagione? / che m'abonda ragione. pecchio, 2-140:
papini, 28-187: ho visto da me che la prosa dei trecentisti è meglio saporata
meglio saporata da qualche villano... che da certi impecoriti postillatori di bellurie.
gadda, 15-113: ben più meglio che tu non sapori l'ariosto potreb- bono
., 1-8-244: terra sono tutti quelli che saporano le cose terrene. nievo,
è detta da sapere e da savorare, che quando l'uomo riceve questo dono,
il sapore del buon vino al gusto meglio che a vederlo. s. agostino
per soccorrer la giovane incauta, / che ritratta non sia per la via vecchia,
lauta. / ma il saracin, che con mal gusto nacque, / non pur
, / non pur la saporò, che gli dispiacque. -fare esperienza di
morte. guittone, 30-13: dico che male amaro è in natura / e 'l
maria non lo intese già lei, che era tanto pura creatura e in tanta grazia
grazia di dio. e però dico che tu non se'capace ad intendarlo tu.
ad intendarlo tu. ma pure voglio che noi saporiamo el meglio che noi sapremo di
pure voglio che noi saporiamo el meglio che noi sapremo di questo cognoscimento di maria
siccome spesse volte aviene agli uomini, che sono con ardori di febbri gravati, se
guittone, i-24-27: o albore che fioriscie e frutta secco! el cui
vedete come quel 'dateli questo mondo', che sarebbe stata una iperbolo disipita, si
saporazione, perocché altramente sapea ad uno che ad un altro. = nome
savóro), sm. sensazione gustativa, che si rova nell'assaggiare o nell'
, 20-117: crasso, / dilei, che 'l sai: di che sapore è
/ dilei, che 'l sai: di che sapore è l'oro? trattato del
. più truova savore in una afra mela che in pane di grano. savonarola,
nuovi, foggie nuove, vivande nuove, che non si può empiere quella gola.
gusto ciascuno lo può comprendere dal sapore che si sente da quel poco di grasso che
che si sente da quel poco di grasso che resta nel piatto, ove sono state
lingua, rendono e cagionano quella sensazione che noi chiamiamo sapore? cornoldi caminer, 191
freddo dei forti calori naturali e dalla memoria che lascia al palato il sapore d'un
una certa voluttà, per poter dire che anche essi, almeno una volta in
di sale, sapore di mare / che hai sulla pelle, che hai sulle labbra
di mare / che hai sulla pelle, che hai sulle labbra / quando esci dall'
-in relazione con un agg. che indica se la sensazione gustativa è piacevole
/ nero, duro, azemo, che non rosera 'l cane! / non lo
latte de uomo diligentemente guardare, percioe che i latte dè esere bianco, né troppo
né verde, né rosso e conviene che. ll'odore no. ssia acietoso,
pensò con preoccupazione al sapore dei cibi che gli sarebbero stati serviti. non era un
era quello, era il sapore di famiglia che si tramanda di generazione in generazione e
si tramanda di generazione in generazione e che nessuna cuoca potrà distrugger mai.
anche in relazione con un agg. che indica la qualità di tale caratteristica).
). guittone, i-1-240: o che direbbe l'omo di quel che fusse
: o che direbbe l'omo di quel che fusse aletto inperadore de roma e rifiutasse
pasciendo coi porci ghiande più volentieri, che con baroni vidande d'onni savore?
loro maturamente, avendo questa considerazione, che quegli che nel tempo della state si maturano
, avendo questa considerazione, che quegli che nel tempo della state si maturano,
volgar., 241: per il che ritroviamo nelle minere aque profonde discorrenti, et
di quest'anno, / lasciamo star che sian molto ben cari, i..
sapore squisitissimo, e non gli menano che tacque de'fiumi meridionali della russia. leopardi
, adesso, non so come, trovo che sono pure una cosa di un sapore
arte del vetro, 117: anco guarda che alla fornace el non pigliasse qualche stranio
giamboni, 8-ii-28: bene è quello che pare al buono uomo che giudica le
è quello che pare al buono uomo che giudica le cose com'elle sono, e
come l'uomo sano di sapori, che giudica lo dolce per lo dolce e
muto: / non sai dir più che è gustare. -piacere, soddisfazione
è gustare. -piacere, soddisfazione che si prova nel gustare una vivanda o
viva pietra, beon con sapore / tal che le serva in lieta sanitate. libro
], i-123: tutti 1 cibi, che mangiamo d'altri paesi, mangiamo con
paesi, mangiamo con sapore; ma quei che sono del nostro paese li mangiamo con
(anche m relazione con un compì, che ne specifica l'ingrediente principale).
, 3-301: non credere... che 'l savore, che si fa
.. che 'l savore, che si fa del grasso de'pesci insalato,
il savore e 'l pesce, ricolta che fu la scodella, rimasono fermi come
sbrodettin come in gelatina, / triti più che 'l ripien della salciccia / e più
della salciccia / e più del pan che si disfà in savore, / macero
addosso ad un tratto gli squaderna / che par quando il faina alle sei ore
circondati di cispa, per la similitudine che ha colla cispa il savore secco: e
agresto: e cispa diciamo quell'umor crasso che si condensa intorno alle palpebre e su'
si voglion fidare, / né creder che la fante facci netto / savore o salsa
la fante facci netto / savore o salsa che voglin mangiare: / sei fanno fare
o servidor pulito o dilicato, / che tengono un mortaio per tale effetto.
. figur. compiacimento, gioia, piacere che deriva dalla soddisfazione di un desiderio o
cosa ond'io sia più vogliente / che con vo'solo conversar d'amore,
sia piagente. grifoni, xxxvii-86: che 'l piacer lungo tempo disiato / a quicon-
: vescovi e gran parlati, / che. ssogliono vivere dilicati, / non curan
altro considerate, se non quello a che l'appetito vi conduce, veramente mal
vi conduce, veramente mal regolato, che lo assai sansa sapore ne pigliate,
consiglia. roseo, ii-12: né so che sapor ti abbi in voler la signoria
più vale aver la servitù in pace che la signoria in guerra. biondi,
poliziano, 6-367: ci è una che m'imbecca / d'un sapor che
che m'imbecca / d'un sapor che chi ne becca / se ne succia poi
-a loro sa egli buono, e che sapor che gli dànno. -eccitazione sessuale
sa egli buono, e che sapor che gli dànno. -eccitazione sessuale.
1-53 (i-618): la donna, che s'era messa in sapore e che
che s'era messa in sapore e che provato aveva come antonella era di duro
-interesse, attrattiva (e cosa o persona che la suscitano). c.
e strideva: era un tango argentino che per il troppo ripetere aveva ormai perso
sapore. calvino, 1-349: s'accorse che da un po'di tempo questa vita
a spartirlo nel suo duello, volevo che sentisse il manico della granata con più
forestiere, aspettava una occasione per fargli sentire che sapore avessero a santa maria le mani
. 6. intimo godimento e compiacimento che nasce dalla partecipazione a un bene spirituale
, 75-33: eo posso parlare, che stato so muto, / e questo en
non un dolce sentimento e soave sapore che l'anima sente contemplando iddio, per
cristo volgar., i-1-2: quei che vuole intendere pienamente le parole di cristo
di cristo e con sapore gustarle, bisogna che si studi di conformare la sua vita
è mica necessario, o maria, che scendiate dal cielo. salvini, 40-458
2-21: i miseri amanti non sanno quello che si vogliano o cerchino o desiderino,
in quanto è sapore dell'essere, che per sé è l'ottimo.
guittone, i-3-407: se mi dite che grave è. cciò seguire, grave
chi lo segue, lo sente / ciò che mostra di fare: / nonn-è tale
dolore: e nondimeno non è dubio che da prima fu del sapore d'amaro trasportato
trasportato al dolore, per la somiglianza che tengono le potenzie inferiori dell'anima nostra
miei libri non potevano dar sapore alcuno che offendesse l'altrui palato. fogazzaro, 1-
. michelstaedter, 617: il dolce sapore che avevano per te tutte le piccole cure
-particolare impressione o associazione d'idee che destano nella mente la vita o il ricordo
nudità la sua vita più dolce, / che nel giorno scompare e ha sapore di
leopardi, i-104: nell'autunno par che il sole e gli og- etti
un sapore nuovo ha l'aria, che gli entra nei polmoni, una soavità di
bollenti. pea, 7-232: volle che rosalia si coricasse appena nell'aria ci fu
[la fanfara] delle ariette felici che han sapore di sagra: cento bandiere rosse
del padiglione. -valore o impressione che nasce in chi ascolta da un'opinione
provocazione. cassola, 2-272: gli pareva che le parole dell'ispettore...
ai valori affettivi e alla memoria, che caratterizzano in modo saliente una situazione,
sarebbe l'impiegarvi tanti giorni, non che tante ore, quanto restano sino a notte
: « lo zio canonico! » ma che puoi sapere di quella casa antica,
quella casa antica, com'era, che sapor di vita v'alitava. alvaro
5-120: ripensava al paese, a quello che aveva lasciato, sofferto e tutto insieme
volo degli uccelli, studi apparentemente marginali che ci dànno il sapore dell'ozio, della
iacopone, 1-1-62: lo 'ntelletto, po'che gusta / lo sapor de sapienza,
tutti puri e candidi: ma poi che per la dote di costantino cominciarono a sentire
mio deh! non si sciolga / pria che de'dolci studi i fratti colga /
, iii-8: alcuni potreb- ber dire che là non si può avere il sapor vero
e l'altra darà sapore a coloro che a questa cena sono convitati. muratori,
questo è da dire un ingrediente universale, che dà buon sapore e bel lume anche
rifluì nel suo corpo. -ciò che accresce l'attrattiva di una situazione.
dietro una pianta, ed era la pianta che gli dava quel po'di sapore.
. non si truova principe né repubblica che agli esempli delli antiqui ricorra. il credo
agli esempli delli antiqui ricorra. il credo che nasca... dal non avere
quel senso né gustare di loro quel sapore che le hanno in sé.
o, anche, tematici e strutturali che caratterizzano un testo scritto, un'opera o
. piccolomini, 10-420: sarà forza che sì piccola cosa [la tragedia]
], distesa, snervata et ampliata più che non paté la quantità del corpo suo
unguem'. alcuni squarci di essa, che le è già piaciuto comunicarmi, io
buon sapore oraziano, né trovai cosa che non mi piaccia. g. bianchetti,
1-41: aggiungo ch'è tal difetto che non impedì alla sua opera di esser
contento a distinguere con un asterisco quei sonetti che al mio gusto non rendono il sapore
tutto e ridipinto da un bravo pittore che veramente ha del sapore di paolo.
altrui tostane, / dissi a simon che le tenesse piane / perché non tinga alcuno
lor colore. -qualità o pregio che contraddistingue un'opera letteraria o teatrale.
... / a cui intendo che savoro à 'l mi'pomo, / che
che savoro à 'l mi'pomo, / che mena il piciolletto albosciel mio. andrea
/ el bel dir vostro, e dice che vedute / ha de le cose assai
non v'arrechi / sturbo tal nome, che e'non vi guasti / il gusto
non vi guasti / il gusto sì che e'non possa discemere / il sapor
un fine cesello con certi scaramazzi verdastri che gli davan un sapore orientale.
l. salviati, 1-1-16: noi crediamo che, senza aggiugner- lavi quella parola 'mossa'
: nell'altra parte non abbiam fatto che un cenno degl'idiotismi: è questo il
opinione, son così propri di ciascheduna che non possono trasportarsi da quella a questa
. alvaro, 8-34: fu allora che il sapore di quella lingua che avevamo
fu allora che il sapore di quella lingua che avevamo udito poc'anzi, mescolata alla
dove vi brilla innanzi e vi stupisce quella che nella esausta parola italiana ha perduto ogni
sapore. sbarbaro, 4-49: capita che le parole più usuali prendano in bocca
direbbe... è il vocabolario che si rinvergina. -arguzia, mordacità
pochi esposti, a'quali solo aggiungerò quel che rispose ad uno che maravigliavasi di tanto
solo aggiungerò quel che rispose ad uno che maravigliavasi di tanto loro sapore. tommaseo
, vede apertamente troppi essere i lumi che [la salamandra] può trasfondere in molte
e vi si vede un sapor di tinte che non invidia i migliori veneti della sua
b. croce, ii-1-228: non basta che i giovani scrivano senza spropositi: è
i giovani scrivano senza spropositi: è necessario che scrivano bene, con eleganza e sapore
per illusione del nimico, e quelli che vengono per rivelazione di dio. gigli
di un comportamento o di una situazione che rivelano una determinata inclinazione, opinione o
possibilmente espurgare la nostra città da tutto ciò che aver potesse ancora qualche sapor democratico,
. cecchi, 9-37: quando fu detto che in abbati, semesi, soprattutto nel
. era una modesta verità critica, che anche oggi conserva il suo sapore e
le doti o l'insieme delle doti che rendono attraente o gradevole una persona)
chiaro davanzati, 1-8: son certo che siete colorato / d'ambra e di moscato
, iii-119: non c'è altra abbondanza che di donne, ma che importa?
altra abbondanza che di donne, ma che importa? è quella donna! con quel
con quel sapore non ce n'è che una. boine, ii-186: amerò pochi
ben lodarle, / più sonante vorrei che fatta fosse / questa mia cava ed inconcinna
della compagnia di san gilio, 118: che 'l tuo regno glorioso / ciascun sie
questo sì vani e senza sapore di uomini che, fra molti altri inconvenienti che la
uomini che, fra molti altri inconvenienti che la nostra ignoranza ci reca, abbiamo
, 3-82: « non è il denaro che fa felice l'uomo », sentenziò
i veronesi di buon gusto e sapore che sono vissuti sino ad ora han posto certamente
, se non una cosa savorosa, che dà savore. laude cortonesi,
peculiarità culturali e storiche, delle tradizioni che contraddistinguono un luogo. gobetti, i-22
calore e il sapor della tinta, che sono parti della pittura cotanto essenziali ed
. mostacci, 150: ormai gioi che per lei mi fosse data / non
-mi face sentire / per lo gran mal che m'à fatto sofrire. lotto pisano
: unde 'l vostro conforto / dimando che spandiate sovra mene, / ché alcuno
6-398: quando vò certe tre lire / che più volte m'ha promesso, /
, / di contar non può finire / che non facci uno interesso. / quando
, iv-123: il sale è un condimento che dà sapore a'cibi, perché senza
fare apparire come nuovo o innovativo ciò che in realtà tale non è. bettinelli
e ne compose l''alceo', che fu detto a ragione faminta bagnato'.
sapore (con valore aggett.): che denota scarsa qualità, cattivo gusto (
di pessimo sapore, tanti componimenti e versi che muovono o il riso o la compassione
amaro (con valore aggett.): che arreca pene, afflizioni. tommaso
sera con tutto sapore senza rifletter mai che entrava in letto ricco e levar si poteva
il giovane, 9-169: m'ha commesso che del suo volere / io sparga 'l
. bernardino da siena, 2-ii-1320: mentre che una anima non ha cura del sapore
d'amore di questo savoretto: bisogna prima che tu ti dirizi in dio. vincenzo
: po'dopo lei venia / un che savor vendea: -mostarda, savoret, /
i-m: l'ammonisce di tutto ciò che ha a fare a ponere il suo signore
-io sono a punto a quella condizione che saresti tu, se, posto alla tavola
dio me ne guardi... alora che vi fossero in maggior copia i fagiani
le mani di dietro per sì fatto modo che convenisse startene a bocca chiusa. musso
vero dir, fu chiara prova / che l'altrui donna piacque a tutti e due
ché nella donna altrui notato fue / che un certo saporétto ci si trova / che
che un certo saporétto ci si trova / che non si trova nelle donne sue.
tutto consente, / è un saporétto, che il piacer rinnova, / trovar ripulse
indefinibile saporino di quei giorni si direbbe che sia rimasto nell'aria. c
un domenicano o un socialista è bene che ci sia nella nazione e dà un certo
assaggiata ha un saporaccio come di acqua che abbia bollito molto tempo dentro ad un
a cui, portata la nova calda che s'era abbruciato un suo casino delizioso in
. frugoni, vi-149: vedete un po'che sfacciataggine? par che ancor saporeggi quei
vedete un po'che sfacciataggine? par che ancor saporeggi quei cibi sensuali che gli son
par che ancor saporeggi quei cibi sensuali che gli son convertiti in carboni roventi.
vti-530: tenea sull'omero una bertuccia che gli andava nella testa semipelatella cercando i
i pidocchi, e di mano in mano che ne rinveniva alcuno se 'l metteva in
dove, la statua del fratello, che nell'iscrizione saporeggiata s'accenna ma non si
sermini, 258: nella mente venutoli che monna lio- narda a quelle nozze s'
saporito. guittone, i-14-152: o che dolci e delettozi e savorevili frutti gustati
voglio amare se non lui, da che di lui abbo avuta savorézza.
. m. -ci). ant. che ha un sapore vivace, gustoso
saporìglia con rinfiora del capretto: dopo che son tagliate e passate con butirro ed
dir il parer mio, e'mi pare che tutti i cibi del mondo ove non
acqua tolta dalla pila del pozzale, che portavano a spalla dalrorlo del tino per
... inspirare castissimamente quel dubbio che saporisce in gran parte il poema inglese
., quei patèmi, quei stringicori, che sopracolgono spesso chi temendo ama. rapini
rovina anche la letteratura sciapa e rosata che neppur la spiritosa lascivia riusciva a saporire.
1-3 (i-55): domandò loro pompeio che gli pareva di cotal medicina. eglino
te mostri una mia bella cosa / che forse ti farà maravegliare, / qual tengo
6-iv-101: si miri allo zolfo, di che si saporiscono in quei terreni le biade
tra quel calore, tra quelli odori che davano all'aria quasi la cordial saporità
a ber sì saporitamente questo suo vino che egli n'avrebbe fatta venir voglia a'
morti. a. gallo, i-2-209: che diremo poi quando si ha cacciato in
quattro ore sotto all'ardentissimo sole e che questa gente, per la gran sete e
, del quale si diletta in maniera che si imbriaca ben spesso, e per bever
mentre mangiava saporita- mente sentire i discorsi che si facevano, e rimettersi un po'
provviste e le ha distribuite ai soldati che se le mangiano sa. poritamente..
tu -o fu egli alcun altro il motivo che mi condiva sì saporitamente quel pane?
le rosse labbra di quell'angelica creatura che balla così bene la kermesse e condisce
a dormire multo saporitamente in tale mainera che me parea de mai per nullo tiempo
saporitamente, a fianco della sua adorata metà che si rosicchiava le unghie. pirandello,
311: vi si rise assai, che la contessa di virtù sorella di tampes
si spenzolò tanto fuor de la sella che, in cambio della bocca imperiale, baciò
saporitamente gustava gli applausi e gli onori, che a questa, come da'fiumi al
saporitamente riso e non poco in veder che una picciola fiamma avea acceso in core
di offesa, il ridicolo: sentimento che quelle spavalducce applicavano più naturalmente e più
più naturalmente e più saporitamente alle dignità che vantava gel- trude, appunto perché le
con ingiustizia e con ingratitudine da quelli che ne godono i frutti: se ne
cu questo scrittore è di talmente dire che, motteggiando con molta meraviglia dell'uditore
meraviglia dell'uditore o di quel che legge, non pur diletti, ma faccia
tua ragione. nievo, 343: che la mia inesperienza gli avesse offerto un'
animo e l'orecchie quanto sogliono le cose che si gustano saporitamente e che piacciono assai
le cose che si gustano saporitamente e che piacciono assai. d. bartoli,
il conversare dimestico di tutti e tre che si spartivano a ragionar delle cose di
urbino gituto dar luogo alla venerina marmorea che il signor iangiorgio cesarino vi donò,
vagheggierò ogni giorno molto più saporita- mente che voi far non potrete per le continue occupazioni
forse saper vorreste, signor vallaro, che succhio io mi sprema da l'acute saporitezze
e certo se infinito non fusse e tale che io ridirvi non posso, il vi
agg. (superi, saporitissimo). che ha sapore intenso e piacevole, anche
, 25: trapiantata è quella vite / che fa l'uve saporite / de le
guarda di mangiare di soperchio, acciò che conservi santade e il tuo cibo ti faccia
procedendo ed ausando il gusto a quello che non gli bisognerebbe, cominciano, quantunque
, ad aver men cari quegli cibi che, quantunque rozzi, soleano satisfare alla
, uno vaso de vino de palma, che lo chiamano uraca, fighi più longhi
, 2-2 (i-670): vi dico che cena né desinare sarà saporito già mai
man tega, e lo mangiano, che è molto savorido pesce. pallavicino, 1-487
rinchiuso / dolce burro saporito, / che solletica fuor d'uso / il palato
, 1-iv-336: i brandelli di carne che conviene staccare co'denti dàlposso sono saporitissimi.
è come certe generazioni di piante, che fruttano saponto, perché fioriscon serotino.
in sostanzia chiara orientale, leggiera e che presto si scalda e presto si raffreddi
nessuno al tempo del desinar domandi acqua che sia chiara, fredda, sana e
fredda, sana e saporita; ma che si contenti ancorché non volesse di beveria
. -che mostra la bontà di ciò che si beve. boccaccio, dee.
quale o la qualità o affanno più che l'usato avuto o forse il saporito
avuto o forse il saporito bere, che a cisti vedeva fare, sete avea generata
disse: « signori, egli è buono che noi assaggiamo del vino di questo valente
del vino di questo valente uomo: forse che è egli tale, che noi non
: forse che è egli tale, che noi non ce ne penteremo ».
di fresco, la condizione degli olandesi, che ama il sale e gli aromati,
aromati, li rendeva tanto saporiti e speciosi che non si poteva vivere per la sete
vivanda con molto sale si dice saporita: che vuol dire il contrario di sciocca o
2-11: quel settembre son io, / che saporite pompe a l'aria spiego.
a godermi fino al tramonto il venticello che spirava saporito dal mare. -intenso
tinte. 2. figur. che esprime una piena gioia interiore o uno
cena, condita delle più saporite risa che far si possano, in beffe de'semplici
del mondo, manda fuori una voce che non si udì mai sì soave né da
sydrac, 353: la più saporita cosa che sia si è lo dormire. a
un po'di paglia; e pensò che, anche lì, una dormitina sarebbe ben
satollo e pago. 3. che esercita una forte attrazione fisica; attraente,
lorita, bianca e non manco saporita che apta sotto il scudo. del carretto
medico mio iovio saporito. / poi che 'l sa ognun, ti prego stia secreto
signora porzia mia dolcissima, saporitissima più che zucchero, cannella e senzeverata. b
(un bacio o il corpo); che dà il più vivo piacere (l'
quanto più saporiti fossero i basci deh'amante che quegli del manto, voltata la sua
sì fieramente i nuovo ardore s'accese che le pareva quasi impossibile poter vivere senza
vorrò ch'indi partano, fin tanto / che mi dian qualche saporito bacio / o
dian qualche saporito bacio / o quel che più vorrò. guarini, 81:
/ tra noi di baci; e quella che, d'ogni altra / baciatrice più
, un giocondo supplicio. 4. che appaga, ricrea e conforta l'animo;
lacopone, 37-17: 0 manna savorita che è la castetate! / l'alma conserva
[guevara], i-163: volendo che i matrimoni siano perpetui, amorevoli e saporiti
, amorevoli e saporiti, convien prima che si abbracciano i cuori loro manzi che
che si abbracciano i cuori loro manzi che si tocchino la mano e che si sposino
manzi che si tocchino la mano e che si sposino. saraceni, i-298:
giuglaris, 1-7: quel poco d'amaro che porta seco lo studio non è forsi
studio non è forsi il miglior condimento che le possa rendere più saporite le ricreazioni
. d'azeglio, 1-313: non nego che qualche aspirazione a quella vita saporita non
: oresti procurava di far in modo che la logica non impedisse la sua felicità:
moravia, vti-235: pensando agli operai che faticavano in quelle fabbriche, l'ozio
saporitissima attenzione. 5. che colpisce profondamente e piacevolmente l'intelligenza e
, una conversazione, uno scritto); che stimola l'interesse in quanto acuto,
ridurre la cosa ad la moderna, che volendo esprimere de parolla in parolla fare
convito. / se sarà alcuno amante che al suo gusto / qualcun ne trovi
fallo con quei del tuo mestiere, che a sentirti solo si pascerebbono di quelle
, vi-131: -che intreccio saporito, che fin maraviglioso! / -l'ha preso dal
italia, e specialmente in toscana, che in qual altra nazione si voglia? carducci
dj seminar qualche frase saporita, lo vedevo che sus sultava d'allegria nel
il saporito sugo delle frasi vituperose, che anche là sta in fondo ai parlari specifici
prima, sì, per riparare all'inganno che si faceva a un uomo, a
equivoco. idem, 85: il che egli con arguzia saporita trasferisce alla molta
quel travolto, ma spesso dettato « che i nostri oratori parlano sciocco e gli
seconda e saporitissima non meno di tinte che d'immaginazioni. 7. saggio
conto caro. quell'albergatore non dubitare che è saporito. 9. sm.
elegger più tosto il poco e saporito che il molto e insipido. beolco,
beolco, 729: mo no sarae miegio che atendessè, con a'fazón nu da
salò, e bever de bon vin, che abie el rozeto, ch'a magnare
perché il saporito è meglio al gusto che l'insipido, però per saporito intendiamo gustoso
libretto] guel saporito e quel fino che si cerca in simili manicaretti.
stillarsi il cervello su i libri, che non è gran gentilezza a detto del bemio
bartolucci, 1-4-36: -demandemi di ciò che vorrei fare a quella saporitella, che
che vorrei fare a quella saporitella, che il dire importa poco. -che gli vorreste
, xxviii-831: eravene uno [frate] che mangiava una cipolla molto savorosamente e con
ritrovando quella giocondità insieme intelligente e stordita che ognuno di noi ha creduto d'aver
profondamente abbiano i maestri del filosofar ragionato che dell'amore. fanfani, lvii-18: cominciò
questo [cristo] è quel frutto che procedette e nacque dal sagrato ventre della
è proposto a mangiare a tutti coloro che lo desiderano nella verzura del giardino dello
nelle altre piacevolezze del tecnicismo pittorico ciò che per l'innanzi apparteneva alla mera espressione
michelangiolo, constata... che la superficie dipinta è di grandissima saporosità,
. (superi, saporosissimo). che ha gusto intenso (un cibo,
.., vuole la divina giustizia che essi sieno dal corrotto e fetido puzzo
forno. giovio, i-334: ben so che 'l signor dionisio brivio e la signora
sanguigni, si ricordaranno di me, che non ho donne in casa, e non
tasso, n-ii-342: questi melloni, che sono così saporosi, nascono anch'essi
e particolarmente con una qualità d'uva che era dolce come la manna. carcano
annunzio, iv-1-1023: ella aveva voluto che candia le apprestasse una zuppa rustica, all'
, iii-663: mascia aveva appena assaggiato che fece l'atto di svenire, le braccia
vuta, ed ella cognosce alla sua natura che la sua morte s'appressa, ed
-seguito da un compì, di specificazione che indica ciò che dà sapore o il
compì, di specificazione che indica ciò che dà sapore o il tipo di aroma.
.. non diedero importanza ai fumi che da alcune torri si sperdevano per fari a
miele. 2. figur. che procura un vivo godimento tanto da appagare
envito a noze sì ioiose, / che so sì saporose dove l'amor se prova
80: più saporosa dilettazione si è guella che l'uomo ha quando sa la cosa
uomo ha quando sa la cosa, che quella quando l'uomo si pensa di
. monaldo da sofena, xvli-194-49: ciò che dà martire / fa parer lo dolzore
omo ha pesanza / di suo dolor che porta, / poi ch'have ben,
saporoso. fra giordano, 7-311: vedrete che alcun'otta le cose spirituali parranno savorosissime
. piccolomini, 8-136: 1 piaceri che si piglian da giovine son saporosi e
giovine son saporosi e son buoni innanzi che si abbino, mentre che si sperano,
son buoni innanzi che si abbino, mentre che si sperano, quando s'hanno e
prova di nuove fiamme e peregrine, / che, trovando alimento a poco a poco
petrarca], i-276: bene dici che tu ardi: però che l'amore è
bene dici che tu ardi: però che l'amore è uno fuoco latente, graziosa
in quella notte il più saporoso sonno che ci gustasse già mai o leggiadramente vedessi
di juta, ampio e soffice, che sa i miei sonni saporosi dei lunghi pomeriggi
all'avvocato avversario. 3. che si ascolta o si legge con piacere in
). masuccio, 452: voglio che per niuno tempo dibbi presumere de persuadere
de persuadere, pregare o forzare altrui che te debbia leggere, a tale che
che te debbia leggere, a tale che le longe e non saporose novelle, de
/ e i saporosi detti, / che al sempre pieno e non mai sazio ingegno
non vedrà già quivi un latinista, che presenta al lettore dei mazzetti di fiorite
frutto non suo; vedrà un filosofo che imbandisce una ricca sua mensa di sugosissime
vl-710: mi contenterò di riportare quella che, secondo me, è la porzione più
/ la mi è sembrata così saporosa / che l'ho baciata dal capo alle piante
a cerro; pregustava le saporose novelle che questi gli avrebbe recate da milano. c
, 1-vi-125: le particolari [frutta] che altrove non si truovano, o pure
il secondo luogo si deve alle sapote, che sono di quattro diverse specie.
scient. [achras) sapota), che è dall'azteco zapotl. sapotàcee,
piante dicotiledoni monopetale a stami ipogini, che si compone di alberi ed arbusti tutti
. m. -i). stor. che appartiene alle squadre di azione patriottica
. sapròbio, agg. biol. che vive in ambienti contenenti sostanze in decomposizione
sostanze in decomposizione (un organismo, che si dice in partic. saprozoo se animale
(saprozoi) o vegetali (saprofìti) che vivono in un ambiente ricco di sostanze
biol. condizione di vita degli organismi che si trovano in ambienti contenenti sostanze in
saprobi provenienti da tessuti in decomposizione, che si manifesta con febbre e brividi.
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix).
m. -gì). biol. che si ciba di sostanze organiche in decomposizione
. sapròfilo, agg. biol. che trova il proprio ambiente vitale in sostanze
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1882). saprofita
(sapròfito), agg. biol. che si procura sostanze nutritive da animali e
. -in partic.: microrganismo vegetale che consente la decomposizione delle sostanze organiche.
dei campi. 2. figur. che si serve, per la propria, dell'
la propria, dell'attività altrui, che vive del lavoro di altri. 0
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1879).
biol. proprio di un organismo vegetale che si sviluppa su sostanze in decomposizione (
grado, cioè, di svilupparsi, oltre che allo stato saprofi- tano, anche come
. m. -ci). biol. che si riferisce a un organismo saprofita.
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xdq.
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xdq.
. m. -ci). biol. che vive in sostanze organiche morte, provocandovi
saprògeno, agg. biol. che provoca la decomposizione di sostanze organiche (
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1875).
, stabilito da neese e wiegmann, che sembra lo stesso che il genere 'tiresias'
neese e wiegmann, che sembra lo stesso che il genere 'tiresias'di bory de saint-vincent
in tante piccofe divisioni di frangia, che poi riproducono la specie. italia sul
nelle acque, oppure parassiti di pesci, che circondano l'organismo attaccato con un'efflorescenza
d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix).
funghi appartenenti alla famiglia saprolegniacee, che crescono sui corpi degli insetti in putrefazione.
: 'saprolegniee': gruppo di funghi ficomiceti che crescono per lo più sui corpi degli insetti
appare prima una serie di individui asessuati che producono zoospore, poi viene una generazione
genere di insetti della famiglia muscidi, che vivono su sostanze in decomposizione.
. famiglia di insetti ditteri acalitteri, che vivono in luoghi umidi e si sviluppano
, dal nome del genere sapromyza, che è comp. dal gr. ja ^
plur. m. -ci) biol. che vive nei fanghi ricchi di sostanze in
, sf. geol. torba nerastra, che si origina nelle acque stagnanti per il
argillose e avanzi di animali superiori, e che provoca la formazione di idrocarburi.
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix).
plur. m. -ci) geol. che si riferisce o deriva dalla sapropelite.
febbre sapropira dicesi la febbre putrida, che chiamasi anche settorrepira, settopira ed atassica
saprozòo, sm. biol. organismo animale che vive su sostanze in decomposizione.
schifare due vizi. l'uno è che noi imprendiamo le cose che noi non sapemo
l'uno è che noi imprendiamo le cose che noi non sapemo per diritta saputa.
grande istudio nelle oscure cose e gravi che non sono necessarie. armannino,
., iii-3-11: il quarto insegnamento che 'l prenze e 'l signore die avere si
prenze e 'l signore die avere si è che il suo consiglio, o quello
fare, persona noi possa sapere, sì che di quello ch'elli ha pensato non
riferire in questo sapientissimo senato le cose che in questa mia legazione ho potuto riscontrare
discorso. lubrano, 2-340: oh che valle afflittiva, dove in un noioso aggiramento
s'è ragionato poiché s'è detto che sono quelle che si fanno di nostra
poiché s'è detto che sono quelle che si fanno di nostra saputa. baldelli
5-4-242: se di mia saputa inganno, che allora il padre giove, conservata la
gran saputa di spirito, alcune regole che chiamò addizioni. 4. stor.
tutti i sacchi dell'offizio, dubitando che in essi non vi fossero...
saputa una famiglia miserabile non ha di che vivere; a voi ne sopravanza; gran
cattaneo, iv-1-76: il maggior prezzo che finora siasi pagato in milano a mia saputa
1-359: parecchi vi sono a mia saputa che al tu per tu negherebbero una goccia
fatti così crudeli, darìa occasione di pensare che la cosa fussi stata fatta di sua
. latini, 2-1: non senti che la tua congiurazione è già strettamente in
marchese federico non aveva mostrato di sapere che la trama fosse stata di saputa e
, senza saputa di qualcuno: senza che qualcuno sappia o sia stato informato o
canzonacce dei monatti, tutto quello strepito che un momento prima percoteva le sue orecchie
di saputo. saputèllo, agg. che ostenta la propria erudizione, che usa
. che ostenta la propria erudizione, che usa le proprie cognizioni per fare mostra
fare mostra di sé. -anche: che fa sfoggio di una cultura più presunta
fa sfoggio di una cultura più presunta che reale, che si atteggia a maestro e
una cultura più presunta che reale, che si atteggia a maestro e giudice anche
a maestro e giudice anche in materie che non gli competono. segneri, ii-567
, più saputello degli altri, disse che fidia avea molto errato nell'arte. fagiuoli
dotti pretende d'aver loco, / che certi dottorucci per metà, / squadernatoli di
caleppio, lxxxix-i-182: con un libercol che non monta un frullo / tenta di
udito ho dir da certi saputelli, / che dàn di naso alle fatiche altrui /
del tutto gl'intelletti bui, / che le muse son peste de'cervelli.
dei malcontenti. pratesi, 5-236: che oggi sia permesso... a ogni
ogni saputello di pensare e dire ciò che gli piace, questa poi è nuova sotto
castelletto... e i saputelli dicono che fu schiaffata lì da non so che
che fu schiaffata lì da non so che bernabò visconti, per tenere in rispetto non
, per tenere in rispetto non so che lazzeroni di allora. -in un'
allora. -in un'ipallage: che dimostra saccenteria o ne deriva.
alfieri, 8-40: il saputello cinguettìo, che introna / l'orecchio a noi,
: il dito saputello di sara, che si era riabbassato, si levò di
parte di esse erano per la nipote che ci aveva il diavolo addosso pur
studentessa occhialuta. 2. che si dà arie da persona esperta pur essendo
giovine, e come la sua modestia, che in ogni tempo sarebbe rara, diventa
, diventa prodigiosa al dì d'oggi che il mondo è pieno di saputelli di quindici
carducci, iii-25-142: 1 ragazzi che fanno gli omettini e i cattivelli e
omettini e i cattivelli e saputelli, che bestemmiano, che fumano, che dicono
i cattivelli e saputelli, che bestemmiano, che fumano, che dicono parolacce, che
, che bestemmiano, che fumano, che dicono parolacce, che seccano la gente grande
che fumano, che dicono parolacce, che seccano la gente grande mettendosi fra '
r. longhi, 1-i-1-312: pare che il pellizzari persino s'industrii per non
, sapputo; superi, saputissimo). che è a conoscenza di qualcuno, noto
appreso o ne ha avuto notizia; che è venuto a conoscenza di qualcuno (una
intendere cose forse non più sapute e che a ran soglionsi mostrare. giordani,
di tesorieri del sapere, e quello che v'è di fino e nuovo lo cambiano
aver trovata buona ventura, l'accompagnarono che già era notte, mandando innanzi messaggeri
per velocità e per la contrada, che non era da'nimici saputa, furono
vento levante tanto sforzato e tanto continuo che andò a ripararsi in un paese non
] come un tesoro riposto sotterra, che, se non è saputo, più che
che, se non è saputo, più che terra non vale. cavalca, 20-48
due miglia alla terra, rallegrandosi molto che gli parea un poco stare in pace,
acquisite. rosmini, x-8: ciò che è noto esiste in relazione ad una
oltre il saputo nello scibile entri pure quello che si saprà, ma perche il saputo
mai un passato perfetto, ma un presente che sfugge nel futuro. 2
(un animale). -con litote: che non è stato sperimentato con i sensi
per la via de le virtù intellettuali che de le morali? '...
le morali? '... perciò che le virtù morali paiano essere e siano
comuni e più sapute e più richieste che l'altre,... utile e
convenevole fu più per quello cammino procedere che per l'altre. fiori difilosafi, 220
ovidio volgar., 6-283: acciò che la femina non ti pigli nelli occulti
, 12-128: allor fec'io come color che vanno / con cosa in capo non
non da lor saputa, / se non che 'cenni altrui sospecciar fanno. stigliani
in dui altri membri, dicendo le cose che fanno o non son sapute o son
son volontarie. sonoci ancora le fortuite che non cascano sotto la detta divisione, perché
aggrandire della miseria di questa vita, che non fosse cosa vecchia, muffa,
sceglie, or sia commedia o tragedia, che più gli aggrada, essendo saputissimi gli
baldo piaceva straordinariamente perché la prima volta che l'aveva sentita, ancora bambino,
alcuni de'più saputi del paese, che oltre alla lingua materna aveano anche in
famiglia, ch'eravamo stregoni, e che conveniva legarci, che allora riprenderemmo la
eravamo stregoni, e che conveniva legarci, che allora riprenderemmo la nostra figura, né
cose più dalla zampa degli asini pratici che dalla mano dei teorici saputissimi. gozzano,
, i-241: sposare vorremmo non quella che legge romanzi, cresciuta / tra gli
e saputa.. / ma quella che vive tranquilla, serena col padre borghese
. galileo, 3-4-515: tutto quello che dopo avete scritto di vero in questo
calunni, o ermo- timo, dicendo che io... mi pongo tra i
tra i saputi. 6. che ostenta la propria erudizione, saccente;
ostenta la propria erudizione, saccente; che mostra di sapere più di ciò che sa
che mostra di sapere più di ciò che sa (e ha valore spreg.
le barbe e 'capegli coloriti, che gli par loro di esser el gallo della
gallo della contrada e non si accorgeno che pute loro el fiato. martello, 6-i-690
, 6-i-690: saranno da venti anni che la 'gerusalemme'del tasso è da saputi
ho in orrore le grandi sapute, che dettano di poesia, di critica musicale,
proto e del saputo e spendendo più cervello che non ha un bue, stettero da
ai crocchi, ascoltando discorsi ed idee che lo gonfiavano, e gli servivano a
e trinciava giudizi con un fare saputo che irritava. -petulante. pascoli,
saputo / e fa cernir, non che., 'l busco, la trave!
animo sia forte e saputo in modo che la tua moderanza e gravità infami riniuria
ho detto a costui / l'oltraggio che da te ho ricevuto: / contato
ragion tue puoi dire a lui, / che mi par uom assai giusto e saputo
.. e veramente saputo è quel principe che non meno protegge i sommi letterati che
che non meno protegge i sommi letterati che i mediocri: perché dai mediocri ne
mediocri ne ottiene per sé quella glorietta che è la giusta misura del merito suo
aria grave di una donna saputa « che la prima volta venisti qui e poi andasti
cose ». -in un'ipallage: che conferisce un aspetto di persona saggia.
e 'l gridore dei più giovani, che volevano la guerra et erano nei suffragi
attività. latini, 3-65: prima che dell'accusa fatta del re deiotaro dica
questo destriere, ché m'è fatto conto che tu se'molto saputo. statuto dell'
ubidisca al suo signore e sia riputata sciocca che savia et ostinata non ubedendo. d
38-35: non pensate, signor, che stesser muti / alla battaglia allor que'
cittadini della fazion pallesca, tanto operò che del tutto acquetò gli umori.
. cavalca, 9-253: sono alcuni che studiano per sapere, e questo studio
saputone. lalli, 7-107: oh che gran saputona che tu sei! / dimmi
lalli, 7-107: oh che gran saputona che tu sei! / dimmi da quanto
di sapere le cose comunali, ma che stanno sempre in sull'empiersi i cervelli
= dal fr. ant. serre, che è dal lat. serra 'sega'e 'pesce
nei primi secoli del cristianesimo, monaco che viveva vagabondando, sciolto da ogni regola
= dal lat. mediev. sarabaita, che è dall'ebr. sarab 'ribelle'.
, danza di andamento movimentato e gioioso che si richiama al modello primitivo.
marino, 1-20-84: péra il sozzo inventor che tra noi questa / introdusse primier barbara
dizionario dell'academia francese in 'sarabande'dice che è una danza grave sopra un'aria
del coipo poco modesti: e noi stimiamo che questa seconda dichiarazione sia la vera.
d'annunzio, iv-2-1032: mi ricordo che quando ero bimba facevo gighe e volte e
d'una estampida. -la musica che accompagna questa danza. panciatichi, 65
, volteggiare, in una frenetica sarabanda che pareva scaturire finalmente da un impeto spontaneo
le prime il cavallo di costoro, / che di legno le gambe avea e non
e comizi. -folla disordinata, che produce grande confusione. bartolini, 1-29
di demoni] stretta intorno al santo che non ne sorride; anzi, accigliato e
nel mezzo di una sarabanda di scalmanati che urlava in coro: « gigi, non
sopra il muricciolo fiancheggiante una tortuosa stradetta che si arrampicava su per il declivio, ebbi
tutto il 14 e dipoi, nella saravanda che ne seguì. e furon detti questi
nuovi liberty e floreale, moderno o che so. soldati, 6-491: non resistemmo
sarabanda nella testa di mio padre, che non ci raccapezzava mai nulla. =
il fr. sarabanda, sarabante, che è dall'ar. persiano serbend, nome
. m. -ci). letter. che produce grande scompiglio. tecchi,
cerulei s'infuriava per gelosia, pareva che... i vecchi libri si scardinassero
gemelli careri, 1-v-176: quei maomettani, che trag gono origine da bomeo
de'capi dove è un po'men larga che alla base, e questa è fermata
e questa è fermata a una corta impugnatura che le serve di manico. 'saracco a
10-255: lontano s'ode il saracco che sega una ciocca di rovere.
pegolotti, i-82: per ogni bixante saracinato che costò di primo costo in cipri,
. martinori, 35: per le relazioni che i franchi di siria e di palestina
e gente di levante, sì dico che dov'è perla d'uno carato d'una
(plur. m. -ci). che si riferisce ai saraceni, che è
. che si riferisce ai saraceni, che è proprio dei loro costumi, della
racini vennero a pace con questa condizione, che i turchi confessassino e tenessino la legge
vulgare erectum'...: si dice che la semenza ci fosse portata d'africa
. a partire dal medioevo cristiano, che appartiene agli arabi musulmani o a una
d'oltremare; e tutta la gente che abitava di là si convertio a quella
ii-vm-9: fitti concordano in questo, che in noi sia parte alcuna perpetuale.
leva e fo grande, e a zo che nessun percevesse, el diseva che parlava
zo che nessun percevesse, el diseva che parlava coll'angelo quante fiade el zazesse.
, il valore del quale fu tanto che non solamente di piccolo uomo il fé di
sacchetti, v-27: nessun uomo tanto reo che insino alla morte non possa divenire buono
, con tutti i peccati del mondo che mai furono. ranieri sardo, 76:
raini, ch'erano ivi, dissono che... l'usanza era che 'l
dissono che... l'usanza era che 'l più valentre fosse capitano, credendo
più valentre fosse capitano, credendo loro che aiolfo fosse saraino. beicari, 6-212
saracini altro non sono per prima origine che arabi. petrarca volgar., iii-54:
e a li sarracini è più amara che lo ascenzo. machiavelli, 1-i-273: quella
machiavelli, 1-i-273: quella setta saracina che fece tante gran cose ed occupò tanto
conosce subito ch'arriva, / ben che di timor pallida e turbata, / e
turbata, / e sien più dì che non n'udì novella, / che senza
dì che non n'udì novella, / che senza dubbio ell'è angelica bella.
greco e romano civile ed eroico, che alcuna volta e con certe sorte di genti
della isola, e i nostri padri che non volevano padroni, a quanti di questa
, a quanti di questa gente, che era saracina, cascavano loro nelle mani a
/ barbari e saraceni! ah! ciò che fu ritorna! calvino, 70:
: vidi verso la fine il saracino / che fece a'nostri assai vergogna e danno
sempre fate oltragio. 2. che ha l'aspetto, i tratti somatici,
volgare, 22: sì come si dice che una donna se imaginava un saracino dipinto
concepe uno etiopo, respondi secondo aristotile che la imaginazione de uno zoppo fa uno omo
insegnando ai putti, i quali, partiti che sono i 'talisman', sono poi in
. sbarbaro, 1-250: abitazioni saracene che reclamano vicino la palma. e un
i riverberi dei lumi e delle torce che vi si riflettevano illuminando come un pallido
musulmane (un accampamento, le tende che lo compongono). ariosto, 18-28
si messe in camino, / e ritrovò che la medesima via / facea, per
vieta e danna: / e poi che lo gustò, liquor divino / gli par
, liquor divino / gli par, miglior che 'l nettare o la manna;
re carlone ». 5. che è stato in passato governato dagli arabi
in passato governato dagli arabi musulmani e che conserva le tracce e le influenze di
la zàgara. è il nome arabico che dà al fiore d'arancio la sicilia saracena
, 325: quella spezie di grano, che in su 'l trentino si chiama formentone
il formentone è quella spezie di grano che si connumera fra le biade, così detto
-olivo saraceno: varietà di olivo che produce olive nere ed è di grandi
di grandi dimensioni, con piccole foglie che formano una chioma fronzuta. pirandello,
saraceno quando il vapore entrò nel canale che taglia a mezzo la laguna e si
alzino e calino a modo delle sarracene che nelle porte delle antiche torri s'usavano.
quella statua o fantoccio di legno che figura un cavaliero armato, al quale
lippi, 4-57: come cavalier, che al saracino / corre per carnovale o
partito: / supplicaron la regina / che a bernardo fèsse invito, / tal
a bernardo fèsse invito, / tal che in grazia almen di lei / salga in
buonarroti il giovane, 9-561: dirai che quella è vana, / ch'ell'
saracena). ducato arabo d'oro che circolò in europa nel medioevo. e
dirhem e anche le così dette moresche che nel 1376 furono saggiate dalla camera apostolica.
ubertino da carrara, signore di padova, che aveva come impresa un saraceno alato.
carrara signore di padova (1338-1345) che aveva per impresa un saraceno cornuto ed
): al rumore d'una cavalcatura che s'awicinava, comparve sulla soglia un ragazzaccio
. varchi, 3-100: d'uno che sia in voce del popolo e del
e del quale ognuno ardisca dire quello che vuole e ancora fargli delle bischenche e
saracinétto. aretino, vi-352: fin che le reti che la mia astuzia ha
aretino, vi-352: fin che le reti che la mia astuzia ha tese ne la
loro liberalità non pigliono il saraci- netto che mi ha promesso il vineziano e la schiavettina
ha promesso il vineziano e la schiavettina che diè darmi il milite, non è per
se cotesta sua più tosto tinta d'erbe che cottura di sole se ne andasse via
maturando, diceva io. manzoni aggiunse che i toscani dicono anche per esprimere la
dicono anche per esprimere la stessa cosa che comincia a saracinare, dal color nero
comincia a saracinare, dal color nero che il volgo attribuiva a'saraceni. gioberti
di legno (o cancello di ferro) che, azionata da un sistema di funi
per canto, e in questo voglio che si faccia una via sotterranea che venga
questo voglio che si faccia una via sotterranea che venga per di sotto a dirittura dalla
torre del mezzo del castello, e che gli sia in modo dentro congegnato che due
che gli sia in modo dentro congegnato che due saracinesche, cioè porte caditoie,
usciti fuora a combattere, e occorrendo che 1 nemici li caccino, ovviare che
che 1 nemici li caccino, ovviare che alla mescolata non entrino dentro con loro.
2-5-539: una porta sarracinésca nella punta che è verso il mare... si
si alzarà con il mangano ogni volta che bisognarà purgare il porto dalla mondezza che
che bisognarà purgare il porto dalla mondezza che da'navigli in quelli si getta e cade
da antonio rido castellano di santo angiolo che bel bello avvolgendolo co'ragionari, gli
pascoli, 25: a uno squillo che uscia giù dalle valli, / apria le
. per estens. qualsiasi tipo di serramento che si apra e chiuda con movimento verticale
avvolgibile. tanara, 67: acciò che non ingrassino tutti in una volta,
tutti in una volta, è bene che vicino al serbatoio suddetto sia un altro stanzino
serbatoio suddetto sia un altro stanzino, che può esser più piccolo e che gli ortolani
, che può esser più piccolo e che gli ortolani ci possano entrare per mezzo
ci sia passata la quantità degli ortolani che si vuole ingrassare. guglielmini, 357:
altra con pilastri,... che si aprono e serrano a modo di saracinesca
sera si abbassa una grata a saracinesca che si chiude intorno premunendoci contro le visite
fissavano gli occhi nella saracinesca di argento che nasconde e protegge l'antica immagine della
rimasto... propriamente come uno che caschi dalle nuvole, l'altra sera,
della ignobile femminetta leena? sapete pure che costei schemi i regi fiscali col tagliarsi
3. disus. dispositivo di sicurezza che impedisce l'apertura di una serratura con
estranea; è costituita da una leva che si chiude a scatto quando viene estratta
saracinesca, si viene a serrar di sorte che né di dentro né di fuori si
voi sapevate pure della toppa saracinesca, che non si può aprire né di dentro né
: l'ho serrato in una camera, che v'è una serratura alla saracinesca,
adesso la saracinesca è una stanghetta mobile che si mette nelle toppe degli usci,
di questo divieto una saracinesca così forte che ci vuol forza d'argani piegarne la
, la principessa... le sembrava che quel gesto equivalesse a una saracinesca crudele
canale o di un corso d'acqua che si può alzare o abbassare per regolarne
, o manganello, una porta, che dicono saracinesca, per la quale entra l'
. l. albizzi, 456: vorrei che amo avesse un callone con le sue
sfuggendo da una saracinesca di legno, che le spume dell'acqua sembravano avvolgere di
farfalla: costituita da un otturatore circolare che ruota intorno a un asse perpendicolare alla
della porta dei bacini: por- tella che chiude dall'interno della nave la porta dei
verticale, manovrabile anche a distanza, che nella nave chiude lo sbocco interno dei
, onde si fanno le mura saracinesche che l'uomo non puote magagnare per difici
): comandò [il saladino] che a messer torello... fosse messa
lengua, del sa- phy, ultra che non se pò piu andare. l.
e nel suo reame mule budrieri, che tanto è a dire mule in saracinesco
giermo vuol dire in saracinesco grossi navili, che portano le mercatanzie da dimiata su per
] uno anbasciadore al re di tunisi, che per liberale grazia gli mandasse quello libro
re di tunisi gli mando a dire che gli mandasse uno cherico che sapesse gramatica
mando a dire che gli mandasse uno cherico che sapesse gramatica e 'l saracinesco.
fiori di cartamo o zafferano saracinesco, che produce le frondi lunghette, dentate intorno
maledetta morìa grande l'anno seguente, che fu per tutta la cristianità e saracinìa,
fu per tutta la cristianità e saracinìa, che tolse i tre quarti e più di
bernardino da siena, 967: quanti credi che siano i figliuoli di santo francesco?
, uh, uh! e'so'tanti che in ogni parte del mondo ne so'
e un tira quattro, era zibibbi che saliva sul sediolo a fare il saraffo per
v,]: 'saraffo': compare (che aiuta a eseguire un trucco in un
. numism. antica moneta d'oro che nel xv e xvi sec. era in
alepo e avé il tesoro dii soldan che fo sarafi 800 milia e cantera 80
detta città e il porto de zibid, che ava loro d'entrata dugentomila saraffi
: nella detta città di calicut le monete che più vi si spendono sono saraffi d'
. s. l. i.) che nel 1952 assunse il nome di partito
di votare contro anche in quei deputati che si erano battuti per l'astensione. m
. fecero l'ennesima scissione interna, che mise i saragattiani al servizio della de
simoncini] niente po'po'di meno che segretario politico del partito pisellista, ossia
e dieci del sicondo paniere, / che non quel dentro, ma sol quel
ancora alcune varietà di questa sorte, che saragie e putiggini diciamo noi [senesi]
lentiggini, quelle brevi macchioline rosse di che portano alcuni segnato il viso. =
d. e. i. (che l'attesta nel 1502). saragòlla
/ e vanne a la donzella, / che sta ne le difese: / a
dall'altra, e per suo saraménto che conserverebbe in sua libertà il popolo e
mazzei, i-429: pare a me che a voi sia levata dalla mente grave soma
saraménto. » cavalca, 20-110: pognamo che io in sogno abbia giurato; pure
è fermezza religiosa; e perciò quello che si promette con questa fermezza e ivi
astenga d'ogni vietato saraménto, ricordandosi che il secondo comandamento dice: non ricordare
venne a roma con sara- mento fatto che, se pace non fosse, egli tornerebbe
d. bartoli, 6-5-253: avvenne che gli esaminatori, chiamatosi innanzi, dopo
il padre aver confessato di lui quel che gli sarebbe dannoso, non solo inutile,
. villani, 9-98: tutti quelli che giurato avessono... nelle mani del
, 3-163: statuto e ordinato è che se alcuno che faccia questa arte non vorrà
statuto e ordinato è che se alcuno che faccia questa arte non vorrà fare sicurtà
statuto giurare e non giurerà almeno saraménto che sia licito e onesto e non sia contra
lagrime. -saraménto corporale: quello che si pronunciava non solo con la parola
testi sangimignanesi, 123: anco ordinato è che lo consolo sia tenuto per seramento di
de la detta arte... che guardino le feste soprascritte. statuto dell'
consoli e camarlengo de la decta arte che per temporale seranno sieno tenuti per seramento
... e mandò a dire che di tucte le decte cose elli e i
e paolo, 38: quegli mi disse che voleva saraménto da me di questa promessa
saramenti giurava a bacchide... che, lei viva, non torrebbe mai donna
xiv-10-39: ricorro a vostra provedenza, che mi doniate consiglio e potenza, ond'
sia tenuto e debbia comandare a colui che confessarà, o serà provato, che
che confessarà, o serà provato, che 'l primo dì debba pagare per cortesia,
fé comandamento / sotto pena di saraménto / che dovesser compiere e fare / ciò che
che dovesser compiere e fare / ciò che volesse comandare. g. villani
= dal fr. ant. sairement, che è dal lat. sacramentum (
tenace, ed è il migliore intonaco che si possa dare ai commenti calafatati di
parona, 98: mascara e sarao, che si fece a'diecisette di giugno nella
diecisette di giugno nella gran sala, che comunemente chiamano salone nel palazzo reale di
, serào, sarau 'veglia con divertimenti', che e dal lat. tardo serànus 'serale'
tale sincerità, con tale devozione, che le tre sarapighe sono colpite.
per questa banda framiscniati con li paesani che per di là si ritiravano: di
per di là si ritiravano: di che avistisi quei di dentro lasciarono calare a basso
lasciarono calare a basso la sarasina con che si venne a serrare l'entrata nella terra
i-84: il sarcasmo è ogni volta che alcuno con finto riso e con simulate
con simulate parole mostra di contentarsi di quello che gli porge sdegno e rabbia grande.
faldella, i-4-20: notava con sarcasmo che la maggior concessione strappata al borbone dalle
con sarcasmo. 2. motto salace che esprime animosità e volontà di offendere.
e ribelli alla medesima [italia] che né si curino né vogliano scrivere nel
nostro idioma, non biasimino almeno quelli che vi scrivono, non gli deridano e con
il magnetismo rimarrà bersaglio ai sarcasmi di quelli che sono valenti nel colpire il lato ridicolo
cose, e riescirà indegno degli altri che si pascono dei soli studi accigliati.
me la convulsione provocata da quell'erba che ci fa morire a modo di chi
e amarezza. 4. avvenimento che, contravvenendo alle aspettative di qualcuno,
battaglia: / fuorché la sorte di colui che assiste.. / e -sarcasmo indicibile
. carducci, ii-16-279: voi sapete che felice io non posso essere. e
essere. e la gloria, quella che voi sarcasticamente chiamate airindirizzo mio gloria,
in uno stato di macerazione così scettica che potè ricordarsi sarcasticamente di due sposi piemontesi
dotti, va di séguito il quarto che ora si chiamerebbe delle 'fonti'o degli
o degli 'influssi di cultura', e che il vico sarcasticamente designava come quello della
orgoglio mosse il sangue di bakùnin, che disse sarcasticamente: « con questa temperatura
(plur. m. -ci). che si esprime con sarcasmo nei confronti di
animosità. carducci, ii-5-293: vero che il santo padre avrà tenuto un
e sarcastico. ma io non credo che il poeta sia obbligato a rappresentare l'
... sarcastica e stonata, -sapevo che sei la madre della compassione, ma
, ma vuoi anche insegnarmi a me, che ti metti a sdottoreggiare? -g.
sentiva chiedere con una certa sarcastica curiosità che cosa ne fosse della mia mitra di carta
tutti vuoti, e davan l'idea che la clientela loquace fosse fuggita davanti al
: volli parlare con oreste. non che lui mi sfuggisse, ma aveva un'aria
aveva un'aria tra sarcastica e offesa che scoraggiava. = deriv. da sarcasmo
entrò dentro. tanaglia, 1-1033: color che migliorar lor gran sovente, / quando
porche eguai, di tal larghezza / che tenendo il villan fuor d'essa il piede
insegnanti, funzionari, impiegati comunali, che a passare per di là, specialmente
fissi a un vecchio pescatore di telline, che veniva sarchiando il fondo del mare a
brulotto solitario e industriale a motore, che, ciondolando e rullando con un garbo di
, sarchiò più mare in una ora che cento paranze in un mese. -scavare
ammalato era ormai irriconoscibile; l'età che vi si era ammucchiata prodigiosamente nel giro
. f. frugoni, 2-455: ordiniamo che sieno ben zappati e sarchiati gli orti
sarchiati gli orti delie muse, e che tutte l'erbe vili o malefiche,
queste piante non altra è la coltura, che, sarchiandole, sgombrarne l'erbe.
campagna, / il branco delle contadine / che sarchiano il frumento canta a squarciagola /
: parrebbevi giusto, signor 'passatempo', che un villanzone tarchiato, il quale altro non
tarchiato, il quale altro non sa che sarchiare le orticacee e le malve, pigliasse
pedate un ragazzino per la sola ragione che quel ragazzino coltiva per benino un suo
sarpi, ix-304: delle persone e numero che dovevano essere sarciate per fare la verificazione
maggior difficoltà vi era. proponevano austriaci che dalli veneti fossero dati li nomi cu
veneti fossero dati li nomi cu quelli che tenevono per corsari, che si sarebbono
nomi cu quelli che tenevono per corsari, che si sarebbono informati e condesceso al giusto
sessualmente. aretino, 20-173: fa che cominci a dir seco stesso che tu
: fa che cominci a dir seco stesso che tu
sia me'che il pane, non ti lasciando perciò sarchiar
un campo sarchiato. 2. che richiede frequenti sarchiature (una pianta,
: 'sarchiato': è la cultura che si fa per quelle piante, an-
an- ch'esse dette 'piante sarchiate', che si pongono in file, a regolare
richiede un bifolco solerte ed un ragazzo che meni le bestie a mano per le
ant. anche -torà) ant. che esegue la sarchiatura di terreni e colture
sarchiatura di terreni e colture; lavorante che vi è addetto. ser gorello
gorello, 821: in sant'andrea fa'che tu v'attacchi / averardeschi, mannovelli
testi, e lor vicin non vò che fiacchi / dosmigiani, altucci e rodolfoni;
, i-437: quando per le sarchiature, che sono molto utili alla nettezza delle patate
dalraltra, perché questa è la distanza che lo strumento richiede. cotesto strumento si
moderna invenzione ad uso di sarchiare, che vien tirato da buoi e meglio da
in linea. ma esige abilita nel bifolco che lo guida, docilità nell'animale che
che lo guida, docilità nell'animale che lo tira, lunghezza considerabile da percorrere
sarchiatrice, sf. agric. macchina agricola che serve a sarchiare colture disposte in filari
suolo e munito di zappette e spunzoni che penetrano nel terreno che viene così smosso
zappette e spunzoni che penetrano nel terreno che viene così smosso superficialmente.
e nelle piccole culture; ognuno sa che la zappa larga, detta comunemente marra
(plur. -ci). letter. che si preoccupa esclusivamente della vita materiale (
ii-12-132: d'altra parte, non par che sarebbe augurabile, almeno sotto l'aspetto
'sarchiellare'è nettare dalle erbe, non che l'aia, le aiuole dell'orto,
, rasiere e altri così fatti strumenti che ciascuno si procacciò, e datisi a raschiare
ripulisce [il granturco] dall'erbe, che lo vengono a mangiare;. pascoli
tutto netto da tutte l'erbe nocenti che vi nascessero. = denom. da
l'erbe nocive nascon tra loro, che così col sarchio come con mano ottimamente
ortaglie] gli nasce erbaccia cattiva, che con mano o con sarchiétta se gli deve
: 'sarchiétto': diminutivo di sarchio, che è un piccolo arnese da contadini o da
ortolani, in forma di marra, che serve per ripulire il terreno dall'erbe
, ii-93: o amoroso pastore, che, quando avete trovata la smarrita pecorella,
la vite fu venduta con tal derrata, che, attingendo acqua e portando sarcine,
marino, xii-529: la mia ventura credo che sia della razza di quei contadini che
che sia della razza di quei contadini che sogliono legar fascine e cacciar somari.
abbi sopra me sarcina di peccati, che degli altri m'ha il mondo con mio
6-i-516: le ricchezze sono delle sarcine che pesano, e questo peso si fa
peso si fa sentire più nello spirito che nel corpo di chi le possiede.
miei peccati, comandasse la divina pietà che questa sarcina della carne deponessi.
micrococchi, saprofiti e talvolta patogeni, che si presentano in agglomerati cubici di circa
alla confusa, / poi tanta gente, che tanta non piove / acqua d'inverno
. frugoni, vi-721: già è noto che nelle feste agonali cedono vinti a'più
agonali cedono vinti a'più astinenti coloro che più sagginati, e perciò più sarcinati
/ ma la turba del mal fa che non basti / perché l'alma si sani
, e la quale altro non è che una specie di corniola od agata, così
agata, così denominata dal suo colore che varia dal rosso di ciriegia a quello di
formata del tessuto cellulare e dei vasi che nei frutti carnosi prende un grande sviluppo,
caule carnoso e foglie di piccole dimensioni che, cadendo, lasciano sul fusto i
da fiori raggruppati in pannocchie e capolini che producono frutti con polpa tenera e
del testicolo dovuta a infiammazioni croniche, che si manifesta con un aumento di volume
miglia buxacee, diffusi nell'estremo oriente, che hanno foglie sempreverdi di consistenza coriacea,
ricavata dal lattice della sarcocolla squamosa, che si presenta in polvere o in granuli di
sua garbellatura vale il terzo di ciò che vale il buono sarcocollo. testi fiorentini
chiamato questo liquore sarcocolla dai greci, che altro non vuol dire che colla da carne
dai greci, che altro non vuol dire che colla da carne, per consolidare egli
targioni tozzetti, ii-92: la gomma-resina che si trova fralle droghe mediche col nome
ha debole odore e sapore dolcigno, che poi diviene amaro. masticata è solubile.
], 13-11: fassi ancora dell'albero che si chiama sarcocola una gomma utilissima ai
per questo è migliore la bianca, che la rossa. = voce dotta
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix)
carnoso; ha foglie in forma di squame che ricoprono il fusto eretto, alto fino
e grandi fiori gialli in racemi terminali che fioriscono al disgelo; vive nei boschi
di insetti ditten per lo più vivipari che depongono le uova, già in procinto
lauro, 2-94: sarcofago è pietra che consuma le carni de'corpi morti.
agricola], 64: quelle pietre che smagnano e rodono i corpi, come sono
rodono i corpi, come sono quelle che ne la licia si trovano, e quelle
ne la licia si trovano, e quelle che se gli mangiano a fatto e consumano
consumano, come è la pietra assia, che ne è perciò stata chiamata sarcofaga,
ne è perciò stata chiamata sarcofaga, che non vuole altro dire che mangi ante
sarcofaga, che non vuole altro dire che mangi ante la carne, si fanno di
madonna schifa-il-poco in là si volta, / che per due lupi poi divora carne,
due lupi poi divora carne, / tanto che quel legista fiorentino fla chiameria sarcofaga in
e dicesi da 'sarca', 'graece', che tanto vuol dire quanto 'carne',
dire quanto 'carne', e 'phagos'che tanto vuol dire quanto 'mangiare'; e
nella quale si pone il morto, che si chiama già da tutti sarcofago, si
, e accanto ad esso un gran tino che pende sull'innanzi colla bocca in giù
gracili fioriture la severità d'uno stile che appena comincia a esser tocco dallo spirito
, / ma non uno dei sarcofaghi che segnano gli eroi. 3.
ày&c; propr. 'che mangia, che consuma la carne', comp. da cràps
lo più provvista di tessuti acquiferi, che ha la funzione di assorbire e conservare
(ma con decorso quasi sempre benigno) che colpisce i tessuti di molti organi e
di un piccolissimo nodulo di forma tondeggiante che costituisce un focolaio infiammatorio cronico; in
una lenticchia a quelle di una noce, che colpisce l'ipoderma soprattutto del tronco e
arti; è costituito da tessuto adiposo che ingloba insieme cellule epitelioidi e tubercoli e
chiamata da'chirurgici poro sar- coide, che vuol dire carne incallita. dalla croce,
del sarcocele, e sempre effetto dell'ostacolo che vien posto dal tumore alla circolazione della
. anat. sottile membrana connettivale che involge ogni singola fibra muscolare striata.
traslucidi; è un minerale raro, che si rinviene in lave del vesuvio.
. anat. parte della scienza anatomica che studia le fibre muscolari e le parti molli
del fibro- blasto (la cellula connettivale che lo genera) di trasformarsi in altri
. -in senso generico: qualsiasi tumore che si presenti come una massa carnosa.
7-498: a quella fidanzata, prima che morisse, avevan dovuto amputare una gamba e
poi l'altra, per un sarcoma che s'era rinnovato. buzzati, i-251
inferiori; è affezione relativamente rara, che si osserva in europa (soprattutto in italia
in modo simmetrico sugli arti inferiori, che in fase avanzata possono prendere un aspetto
p. rous (1879-1970), che ne ha dimostrato l'origine virale, dando
. sarcomatóso, agg. medie. che si riferisce a un sarcoma o gli
di sarcopsylla pe netrans, che vi si incunea col rostro per nutrirsi di
delle malattie cutanee, per l'insinuarsi che fanno nella carne e produrvi un importunissimo
una di queste specie (sarcoptes scabiei) che vive nella cute dell'uomo.
sarcosètto, sm. zool. piega che suddivide la cavità gastrica degli antozoi e
v.]: 'sarcosina': base organica che deriva per isdoppiamento dalla creatina.
spore) lunghe fino a 5 cm, che vengono circondate da una membrana striata
sarcocystis, agente della sarcosporidiosi, patologia che interessa diversi animali domestici e, in alcuni
, bovini, ovini e suini, che si comportano tutti come ospiti intermedi;
polposa del seme di determinati frutti, che si contrappone a una parte dura interna
. sarcòtico, agg. disus. che favorisce il riformarsi dei tessuti; cicatrizzante
prattici alcun usitato medicamento sarcotico, cioè che generi carne. tramater [s.
: 'sarcotico': aggiunto di quei rimedi che si credono valevoli alla riproduzione delle parti
un'altra maniera [di vite], che da alcuni malfida e da alcuni altri
ritondo e torbido, con sottil corteccia che in maraviglioso modo pesa, e in terra
in primavera e in estate gli individui che hanno raggiunto la ma turità
commercio per lo più in scatole metalli- che (e in questo caso viene per lo
uterrr paga per botticella di tonnina netta che si vindi a minuto tari dui, per
fava senza sale e senza olio, che ci fa rinegare il paradiso. capitoli
: 1 cori numeravano tutti quei pesci che svariano sul celeste e lo smeraldo.
della cucina siciliana è una preparazione caratteristica che non trova riscontri in alcun'altra cucina
sapor di mare in acqua dolce: del che stupiva il signore. 2
: era sì piccola [la capanna] che bisognava o rimaner a dormir fuori,
casalicchio, 391: in poco più che niente, in poco più che pescare
poco più che niente, in poco più che pescare una sardicella. -sardina
femm. di sardus 'della sardegna, che proviene dalla sardegna'. sarda2
rosse: egli è rossa la sarda, che è chiamata anco e sardio e sardone
. oltre ai vari servigi d'abbellimenti che da esse ricevono le nostre arti, si
obbligato al signor antonio borioni dell'onore che vuol fare al mio 'atleta'col nome
pietra non può esser più bella di quello che è. pascoli, 1507: orlando
f. marsili, 1-i-106: il matteriale che la compone è legnio, disposto in
un continuato cassone pieno di terra e che, alla distanza di qualche passo, atomo
forte; e quando sirà bullita, acciò che non sappia di beccume, leva via
su abbastanza di quella acqua, in tanto che poco rimanga di quello brodo; e
e forte zafarano e garofali e fai che sia spesso. = etimo incerto
vt-671: -val più una femmina forte, che mille uomini uniti. -si, ma
(plur. m. -chi). che conduce una vita dissipata e oziosa,
rufizio / di mastro di casa, / che 'l mio danaio, che non