dal d. e. i. (che l'at testa nel xix
glisomiro ad invitarvi alla cena ancora laureta; che accettato di buona voglia l'invito,
di poca sostanza e valore, ma che può avere la sua appariscenza. 'mettere in
la vita gli ci vuole quella robina che vada volentieri e qualche comodo. =
castri, i-59: la robinia, albero che cresce presto e dà buon legno,
colf'accennare quali siano le qualità degli alberi che vegetino meglio ne'diversi punti e la
di piante della famiglia delle papilionacee, che fu dedicato da linneo a robin, medico
oggi nota col nome di 'gaggia', che aveva ricevuta dal- l'america settentrionale.
falsa acacia ('robinia pseudoacacia'), che è un grande e bell'albero ora coltivato
nome volgare di 'acacia'. questa pianta, che alligna tanto bene da noi, è
il legno, il fogliame tanto verde che secco servono a molti usi; i fiori
cristallino, estratto dalla robinia pseudoacacia, che precipita l'acetato di piombo; assorbe
: 'acido robinico': corpo cristallino deliquescente che precipita l'acetato di piombo: si estrae
, neutro, quasi senza sapore, che si estrae dai fiori della 'robinia pseudoacacia'
organico, tri- saccaride, che per idrolisi si scinde in due molecole
suoi occhi. 2. turista che soggiorna in un luogo disabitato e privo
occhi isolano il corteo surclassato dei robinson che attraversa la piazzetta. =
robinsonata, sf. concezione o argomento che presenta elementi individualistici di forte innovazione.
una robinsonata dello spirito: l'uomo che vuol restar solo nel suo pensiero e
vuol restar solo nel suo pensiero e che deve bastare a se stesso.
ted. robinsonade 'genere letterario di avventura che ripropone le vicende o 1 temi del
dal d. e. i. (che l'attesta nel xix sec.)
.). robinsoniano, agg. che ha spiccate capacità individuali di iniziativa e
in modo redditizio le ricchezze naturali (o che deriva da tale capacità).
mila tonnellate di farina, ogni anno, che questa isola deserta produce! piacere del
robinsoniana: quella del singolo individuo isolato che produce per se stesso e non ricorre
distrutto per sempre il robinsonismo, che è stato il modo di fantasticare
vecchia comincia a maltrattarli: « vagabondi che siete, la robiola vi piace mangiarla,
di vallonea e di residui di pelle che si usano per ardere: in francese 'motte
/ disser: alcun non sa ciò che si peschi, / per le mal giunte
pascarella, 1-50: alcuni robivecchi, che uscivano, cantando a squarciagola, da un'
fotografia, nella vetrina di quell'vantiquario'che sarebbe più giusto chiamare robivecchie. pratolini
passò un carro sulla strada, un robivecchi che gridava la sua presenza, un coro
, superata (e i testi stessi che sono scarto di altre opere).
scampoli, trappole, robivecchi ed abbozzi che ora messi insieme chiama giardino dei frutti
messi insieme chiama giardino dei frutti invece che sgabuzzin degli scarti ovverosia dei rottami.
tozzi, iv-57: il robivéndolo giurava che da qui in avanti avrebbe pagato
tritico 0 grano, ed è quella che noi comunemente chiamiamo grano duro. b.
o robi', e diventano 'siligine', che anzi nei predetti terreni, mai più vi
manica del suo robone di broccato, che secondo l'usanza di quel tempo drieto
aretino, vi-303: questo tale, che se ne vien via, ha la berretta
quella forma di robbone lungo a piedi che usa il senatore. dottori, 1-71:
di ermellino e sormontato da un cappuccio che coprivagli quasi sempre il capo. verga
mento, gli spifferava tutte le birbonate che aveva fatto. d'annunzio, vii-37:
nell'ombra del pesante cortinaggio verde cupo che pende nell'intercolunnio. savinio, 10-197
roboni da donna così maritata come vedova, che però non usavano se non donne di
delle donne in questa patria, tal che ormai el vestire ve- ludo e brocadi
volli completar la figura con un robone nero che le scendeva fino ai piedi.
, di dimensioni eccessive rispetto alla persona che la indossa. capuana, 14-208:
targa di metallo numerato, la più che ottuagenaria si dev'essere spenta. e
quella forte travata intorno intorno al naviglio, che ora noi diciamo l'incinta.
ant. di legno di quercia; che ha forma o aspetto di quercia.
roborare), agg. disus. che corrobora, rinvigorisce (una medicina, una
i roboranti, ma tutto indarno, che il rio malore non dava segno di mitigamento
mitigamento. 2. ant. che conferisce continuità a una stirpe. cronaca
cascina, 185: adimanda, figliuola, che vegna il reame della potensia, a
non ne vollero far altro: il che roborò gli arciducali nelle loro petizioni.
proverbiandoli per traditori della patria, il che serviva d'argomento a'nobiliper roborare le
ingrassati dal vero intelletto e da quello che in fatto s'era nmaso d'accordo
1-ii-238: consigliava il conte di éeaumont che l'invitassero a rinovellare l'al- lianza
feceno mai contea, di leggero potrebbe avvenire che in essi si roborerebbe la vendetta.
, vii-1456: il minor pregiudicio, che da ciò ne ridondava alla francia, era
francia, era la segreta speranza, che roborava negli spagnuoli, di passar oltre
: lo scilenzio c'è apparuto, / che li è tolto onne lenguaio; /
e puntual esecuzione di tutto ciò comandare che, nel caso di morte de'presenti
sequestrarsi le vendite delle chiese e benefici che verranno a vacare, con destinarsi regi economi
, debbano riserbare i frutti a'successori che ne avranno ottenuta legittima collazione, roborata
. sanudo, liii-337: sia preso che la dita parte sia revocata e le
partic. alle mani, di sensori che modificano il movimento in relazione con predeterminati
impulsi ricevuti e di un cervello elettronico che fornisce i comandi; automa (e nell'
di laureati in ingegneria o in chimica, che non ebbero mai pretese conoscitive e il
. la parola si ricollega alla radice slava che vuol dire 'lavoro': 'robota'significa
, 166]: insieme al robot che, rinunciando ad ogni allusione naturalistica,
], i: esistono già robot che sono in grado di ricevere 'ordini'dalla voce
e sono già stati messi a punto prototipi che riescono a
astri pellegrini, / e il loro sangue che splende sui calvari del cielo, 7e
dai cieli attende, / monacala romita che verrà / a recitare un tremulo rosario /
già giunte sul viale dei colli, che appariva lontano, punteggiato e trascorso da
. palazzeschi, 1-18: soffrono palesemente che io sia venuto dopo tanto tempo ad
. corazzini, 4-106: ben ora è che di tutto si disperi / e che
che di tutto si disperi / e che il rosario dei futuri giorni / ci conduca
. fenoglio, 2-232: una mattina che ero al pozzo a tirare un rosario
nervosi, un vero e proprio 'rosario', che si snoda attraverso il corpo longilineo dell'
sfilerei ancora una volta, in questa primavera che potrebbe anche esser l'ultima, il
dopo un rosario di lai si consola pensando che tutto quaggiù è prigionia. pavese,
suo rosario, oh dico la verità che mi piglierei più volentieri una tifoidea.
, ma la squisitezza delle vivande, che fa il lusso ed il pregio del
devozione alle muse e alle grazie, che mi ferma nelle contemplazioni. 13
di uno strato o di un filone che presenta alternamente restringimenti e rigonfiamenti.
o costale: serie di nodosità sovrapposte che, in corrispondenza dell'unione fra la
da siena, i-108: fa'come colui che va al rosario che coglie la rosa
fa'come colui che va al rosario che coglie la rosa e lascia stare la spina
frondosi o di cancelli con rosari, che avanzerà d'amenità e prospetto ogni bella
, 1-157: dai lavori... che ne veggo venire, coronane, rosarini
rosarini, scatolini, cassettini e tutte cose che finiscono in ino, argomento che sia
cose che finiscono in ino, argomento che sia in istima anche nel paese.
rosasalmóne, agg. invar. che ha colore rosa aranciato, simile a
(ro$esécche), agg. invar. che ha il colore dei petali di rosa
la porpora... non è altro che quel colore che chiamiamo rosa secca.
. non è altro che quel colore che chiamiamo rosa secca. sassetti, 7-185:
verde nell'arte della lana, ancora che e'si vegga osservata nel chiamare per questa
detto colore rose secche la medesima regola che fu cagione di traportarla a significare il
, 1-28-26: tutte le sorte di rasi che saranno tinti in colore di verzino,
uno uccello tutto nero ed ha cotal natura che quando li suoi figlioli nasceno, sì
tutti bianchi, e quando elli vede che non sono del suo colore, sì li
e non dà loro beccare fine a tanto che non sono diventati neri; e dio
lo baldirone era sì pieno di rosada che, premendolo, ne impitte una conca
/ cum versi pien d'amore / che udire a mortale uom già mai non lice
cadean su le guancie delicate, / che stille rassembravan di rosata, / scesa dal
tutina rosa. gigli, 4-266: bisogna che 'rugiada'e 'rosata'fossero in que ^
, 36: dal core mi vene / che gli occhi mi tene - rosata.
. -la grazia di dio, che scende a vivificare l'anima. esopo
campo. -per simil. umore che gocciola dalla corteccia incisa di alcuni alberi
la chiamamo siracost; è una certa rosata che scorre giù per quelli arbori, overamente
giù per quelli arbori, overamente una gomma che da quelli distilli. 2.
bone rozate de aqua alcuna volta, che fu necessario al patrone subito fare firmare la
colombini, 212: è vero che io ò bisogno di zuccaro e di
soderini, iv-227: di quello appannamento che fa da per sé il latte in cima
il latte in cima, o panna che vogliamo dire,... se ne
roxato, rozató), agg. che è intermedio fra bianco e rosso;
bibbia volgar., vi-328: da colui che usa u color rosato ower celeste e
celeste e porta corona infino a colui che è coperto di lino crudo, furore,
e quella del rosso chermisico, eccetto però che le gradazioni della prima ne diventano o
più rosate o più vive, secondo che lo scioglimento è stato bene o male diretto
questo vasello di vetro. il liquido che contiene è di colore leggermente rosato.
tutte in quella lucentezza calda e rosata che i gioiellieri definiscono oriente.
non arà meraviglia, se non prima che ora per il procaccio le ho mandata
armonico, scuretto ma lieve rosato, che si pigia, mi dicono, con uve
vino rosato della vallata della loira, che vana ogni dieci chilometri, ma ha sempre
o del tramonto (il cielo); che diffonde a oriente il colore rosa (
il colore rosa (l'alba); che si annuncia col colore arrossato del cielo
giorno, / miri il tuo albergo allor che tu t'invii / d'uscime more
il vecchio, 2-57: cinzia gentil, che quando il sol s'asconde, /
. pindemonte, ii-19: candido nume, che rosato ha il piede, /.
di lei essere stato detto da omero che ella ha le dita rosate. t
silente, deserta. saba, 7: che fai nel ciel sereno / bel nuvolo
delle ombre notturne. 3. che si diffonde o traspare attraverso una schermatura
rosa (una luce artificiale); che riflette una tenue luce rosa (uno specchio
colorito roseo (il volto); che ha la pelle di un incarnato luminoso
color'rosati: / cui mira, par che tutte gioie saetti. g. cavalcanti,
quelle al cavallier porser la mano, / che tinto in viso di color rosato,
dal viso rosato, / non vedi che t'abbonda lo sudore? / piglia quel
i-142: quell'amor puro e vero che... ci stringe alla donna
... /... quella che porta le chiome lisce sul volto rosato
dalle altre dita. 5. che ha colore rosa molto intenso; rosso,
: dalla bocca rosata escon parole / che fan d'un marmo saldo chi l'ascolta
32: donata li guarda con un'ironia che li sconcerta. il suo labbro rosato
fatto è ne la bionda et acqua, che si mettono poi al sole, e
al sole, e con la spongia, che le donne fanno con sapone e eume
mon- nier a pena rosata, fiutano che si tratta di un professore.
di un professore. 8. che è di colore rosa (un tessuto,
, un capo d'abbigliamento); che è fatto di rosato (v.
vestimenti rosati, non meno caramente fimbriati che 'primi, la vede. fiorio
-tinto di rosa (un tessuto); che ha assorbito bene tale tintura.
tintura di rosa. 9. che ha i petali di colore rosa (un
stampa periodica milanese, i-392: un ramo che nei mesi di maggio o di giugno
un sogno, una fantasia); che prospetta o prefigura un avvenire prospero,
, rovina anche la letteratura sciapa e rosata che nep- pur la spiritosa lascivia riusciva a
. hanno disdegnato l'antica rosata catena che congiungeva alla bella letteratura la loro disciplina
una libra e mego di gucaro rosado che si mandò a frate bartalommeo da la
e fece uso d'un gargarismo refrigerante che fu un idromele rosato. dizionario dei termini
piace e maccatile e poneteli nel vasello che voleti e fati ch'abbiati aceto
faranno aceto rosato eccellente, assai più che non le roselline bianche da dommasco. sassetti
99: il sassetto stimò al fermo che costui fosse per terminare a questa volta
per issci- loppo e per due otricielli che si federo a baldovino e per aqua
per aqua rosatta e per altre medicina che lgli mandoie quando elgli giacieia. boccaccio
, e quegli da niuna altra acqua che o rosata o di fior d'aranci,
striffinare e'polsi coll'acqua rosada tanto che cominciò a ritornare in sé. g
giovane e bagnatele le tempie, mostrò ella che i spiriti le fussero ritornati. tommaseo
undata / del vostro fiol carissimo, che sparse a tal derata / lo sangue dilectissimo
sparse a tal derata / lo sangue dilectissimo che fo aqua roxata, / che confermò
dilectissimo che fo aqua roxata, / che confermò 'l batexemo unde l'alm'è
lui se afronta / per una giostra che aveva ordinata / allor di maggio, alla
, 3-86: alli io di giugno, che fu il lunedì di pasqua rosata,
. berchet, 142: in tre feste che dà l'anno / torturato è 11
l'altra è pasqua la rosata, / che è la festa generale. d'annunzio
18. locuz. -essere altro che acqua rosata: per indicare scherzosamente l'
e lavò il volto al milanese d'altro che d'acqua rosata, ma non s'
d'acqua rosata, ma non s'awide che persona quivi fosse ascosa.
zucchero rosato in paragone di tutto quello che disse allora. -vivere a miele
rosato (con valore aggett.): che ha intenso colore rosa o vermiglio (
labbra). aretino, 20-300: che occhi vivi, che gote fresche, che
aretino, 20-300: che occhi vivi, che gote fresche, che ciglia nere,
che occhi vivi, che gote fresche, che ciglia nere, che fronte grande,
gote fresche, che ciglia nere, che fronte grande, che labbra di rosato,
ciglia nere, che fronte grande, che labbra di rosato, le diceva io
.. con quel rosato in viso che aveva acquistato nella sua nuova innocenza.
questo, misticar le cose terrene e quii che e de grana tento tengerlo col rosato
. aretino, 20-153: si avviene che dicendo simili parole si chini per basciarti
, rivolgetigli dolcemente e sfodera un sospiretto che a pena sia inteso da lui;
da lui; e si fosse possibile che in cotal atto tu ti facessi le guancie
tu ti facessi le guancie del rosato che io dico, lo coceresti al primo.
i-320: il violato, per le rivuole che li dànno colore, non puote venire
. èsti veneziani, 177: voio che la dita mia muier abia go- nella
: non è niuna tanto da poco che non voglia lo scarlatto e 'l pavonazzo
'l rosado. bisticci, 1-i-145: batezzato che fu, il cardinale l'aveva fatto
lamenti storici, 11-68: quel brigantino che prima giungeva / un palio di rogato
/ un palio di rogato guadangnava / che de ducati cinquanta valea. varthema,
. agostino giustiniani, 168: i cittadini che portavano le aste erano vestiti di porpora
1-37 (101): vedevo un uomo che stava là ad aconciare trincee con una
rosato su la fenestra, sarà segno che 'l capitano si voi partire. bacchelli
scuro dei priori e incappucciato di un cappuccio che poteva essere paonazzo o scarlatto o rosato
bartolomeo del corazza, 240: memoria che addi 25 di luglio, il dì
sì lucenti; alle guagnel, pensate / che propriamente paion un rosado!
padre santo, un bel rosato, / che 'l palmo vagli almen più d'un
carne di manzo arrostito intero in modo che la parte interna risulti pressoché cruda.
e un enorme pezzo di rosbiffe, che mandavano un odore delizioso. collodi, 1-150
dal ir. rótir 'arrostire') e beef che è dal lat. bos bovis 'bue'
generali dale cosse grosse dure e viscose che d'altre cosse. = dall'
piova volontaria... si prova che rifioriscano nell'opere dell'ubbidienza.
querce et ilice e di rami abondante, che al roscido solo non permettevano gli radii
illusoria come d'un frutto molle e roscido che vi si sciogliesse. -costituito
: di questa [manna] pare che avesse qualche cognizione galeno, la qual
fiore sarà forse, un fiore / che dell'aurora a spegnersi vicina / l'
pozzo..., ma quello che subito mi colpì fu la...
fu la... melodiosa estensione che [la mia voce] acquistava echeggiando nel
li circostanti tutti in generale, / che da la nocca rosi da e vermiglia /
, alla porta di l'ingresso, mirai che l'era stupendo artificio.
dal d. e. i. (che l'at testa nel 1544
bel colore rosso, artifiziale, che si adopera al presente in abbondanza dai tintori
in pelle in pelle, / qual più che gratti più il grattar t'è caro
delle / voglie umane commune malattia / che vien come il vaiolo o le roselle
sabdariffa altissima). -anche: fibra che si ricava da tale pianta, usata
da rose 'rosa', per l'aspetto che il calice assume a maturazione raggiunta.
= dal nome della collina roschill, che sorge nei pressi di parramatta, nel
20-123: non ci è cosa più necessaria che i risi e i pianti che ti
necessaria che i risi e i pianti che ti ho detto: ma bisogna fargli a
bisogna fargli a tempo perché, scappato che ti è il tempo delle mani, non
e sono come le roselline da damasco che, se non sono colte alla alba
, faranno aceto rosato eccellente assai più che non le roselline bianche da dommasco.
: tolse la rosellina di siepe, che ebbe in dono da iolanda, e volea
a coglier per te la brava rosellina che abbiamo ammirata insieme ìer l'altro.
iv-2-1103: l'odore delle roselline, che imbiancavano i cancelli d'un giardino,
erbe minute, dai cuscini di velluto che rivestono le rocce, dal proliferare delle roselline
di color gri gio, che delineavano la forma del piede così dolcemente
famiglia sferiacee e comprendenti alcune specie parassite che provocano il marciume radicale di varie piante
a lasciarmi: / ti presi a amar che l'eri piccolino: / l'amor
. valeri, 3-349: beata, che ritrovi ogni mattina, / davanti a
bruni occhi e di bocca rosellina / che ti dànno il buongiorno. 2
denotando l'effetto, è più usitato che il verbo neutro rosellire. = denom
a rosolare, si fa rosolare insinattanto che sia ben rosellito; ma non sempre
e il colore, simile quasi all'arrostitura che le fa dire da ultimo rosellite.
per la rosellitura dell'agnello ci vuole fuoco che dica davvero. = nome
metrica. ottimo, iii-672: colui che parlava a me avea una misura come
misura come uno rosèllo d'oro, che misurasse la cittade e le porte e
uno grande rosei e musava sì forte che molti pastori e molti cavalieri de la
di carne. e quando sonno presso che cotti mettevi un poco de petrosillo e menta
troppo fatti né troppo maturi e, pisti che 11 averai molto bene, gli metterai
ròsa. ròseo, agg. che ha un colore intermedio fra il rosso
il rosso e il bianco come quello che si attribuisce elettivamente alla rosa (anche
1-608: con i marmi rossi, che possono dirsi relativamente policromici, si possono
, 2-246: tu della rosea aurora / che l'oriente infiora / più bello sei
è alto ancora parecchio all'occidente, che già una tinta rosea, con leggerissima
, colora tutta quella zona di cielo che sovrasta e fa cerchio all'orizzonte. carducci
sue mura. e dura sotto il cielo che dura, estate rosea di più rosea
cielo comincia a tingersi d'un roseo-cilestro che le nebbie dell'autunno tentano invano offuscare
crudo eppure roseolilla giorno di febbraio, che vuol morire e non muore. e.
calandra, 4-126: una gran nebbia che, salendo sempre e pur dilatandosi,
sia tardo. 2. che ha la pelle di tale colore (per
fu prima un paradiso; / so che più non vedrovi, e pur non
1-334: or maria sposerei, maria che umili / ed innocenti ha i modi e
il fantolino più robusto e più roseo che m'avessi mai veduto e sentii commoversi le
loro pelle era di qualità francese più che tedesca; roseo di fragola, leggero,
colorata. -con valore attivo: che dà un sano colorito alla pelle (
sono altro se non i fenicotteri, che vi stanno in fila, e cagionan l'
muschio, per snidare i rosei vermiciattoli che cercavano di scappare per le loro gallerie,
, una situazione). -anche: che induce, anche solo illusoriamente, a ben
della donna amata / ne'rosei dì che giovinezza dona, / è raggio che mai
dì che giovinezza dona, / è raggio che mai più poscia non splende. nievo
carrà, 260: così, pur ammettendo che la situazione è tutt'altro che rosea
ammettendo che la situazione è tutt'altro che rosea, non ci sentiamo di vestire a
il padrone era assorto in un pensiero roseo che ne rischiarava l'animo e il volto
una casa patrizia dove viveva una famiglia che aveva carrozza e cavalli, camerieri in
rosee, ed ero tanto di buono umore che volli passar sotto le finestre della mia
al nord. 5. che manifesta retorico ottimismo (uno scritto).
rimandavo il mio odio per questa gente che scriveva sempre rosei articoli sulla guerra.
. cecchi, 6-225: il guaio è che, con l'andare del discorso,
7-108: il gusto del teatro comico (che non vuol dire roseo) e della
vuol dire roseo) e della satira che morde si trova nei due lunghi atti
lenticolare, livellata o appena sopraelevata, che scompare dopo pochi giorni lasciando talvolta una
.: l'eruzione cutanea di tali macchie che si manifesta come conseguenza di malattie infettive
femm. roseasudante). scherz. che ha colorito roseo ed è madido di sudore
erotica di una bella cameriera triestina matilde che, sempre roseasudante, affacendata da negozio
solenni ludi / empiea sonante l'isola / che il tebro ad ostia in faccia /
e vi ha impiccato un orologio, che in tutte le sue ore è sempre in
, la rosa selvatica e la pianta che la porta). menzini, i-80
e reste e foghe di rosette / che paion ali rosse di farfalle. roccatagliata
: oh! ma un'ombra così lieve che pare / quella del pesco, quando
[le stelle] a un campo che pigli alloggiamento poi che i suoi soldati sono
a un campo che pigli alloggiamento poi che i suoi soldati sono giunti a dieci
meandri di color variato appare il peristilio che precede la dimora delle donne. de pisis
e la rosetta della legion d'onore che la francia gli aveva dato nel 1906.
mezzo, adattato al compreso della lettera che chiudeva, di fuori coverto di velluto
). giovio, ii-15: so che sopra la lingua vostra signoria suol avere
. idem, 3-78: acuni maestri sono che adesso, stando il viso in questa
di creta rossiccia, chiamata rosetta, che si fa col bianco di rouen:
no! pigiano col 'fogliòn': un bastone che porta, ai- estremità, un disco
. 11. archit. rosone che funge da centro e dal quale si
virus o da insufficienze di nutrimento; che determina un forte accorciamento degli intemodi e
intemodi e dei piccioli della pianta, che risulta così nana. 13. edil
13. edil. disco metallico forato che nelle costruzioni civili si colloca alle estremità
eccentrica e caratterizzato da una precessione tale che il succedersi di più traiettorie determina una
ferro, cioè una appresso ogni calastrello che trapassi gli assoni; abbia le sue
: lastra di ferro tonda e traforata che si mette sotto l'occhio delle chiavette
altra materia, forata per lo mezzo, che serve per alcuni meccanismi. 18
colore nel quale era la stoffa prima che si fosse cominciato a ritingerla, ed un
pongenti, con tanta effusion di sangue che moveno a compassione. segneri, ii-605:
, tutto indifferentemente ammetteva al sanguinoso macello che ben tre volte fra notte e dì
o vò l'allacciato, e quello che scuopri, quello con la rossetta grana
cosette. carducci, ii-9-163: dicono che dopo il discorso mio era impensierito [
crescenzi volgar., 9-51: questa infermità che soprapposta s'appella si fa intra la
canchero... la cui cura è che, incontanente che per la predetta cagione
la cui cura è che, incontanente che per la predetta cagione si fa la piaga
rosetta tanto dell'unghia intorno alla ferita, che l'unghia non calchi la carne
biundi, 352: per uno strumento che serve'a pareggiare l'ugna del cavallo,
e con la prima rosiata d'archibusi che spararono gli spagnuoli spaventati voltaron le spalle
fatto come un gran ramaiuolo dentato, che si usa a scavare nel fondo del
rosicàbile, agg. letter. ant. che corrode e distrugge ogni cosa (il
mi sarei mangiate le mani, dal rosicaménto che sentivo dentro. = nome
pres. di rosicare), agg. che rosicchia il cibo, che ha un
agg. che rosicchia il cibo, che ha un apparato boccale adatto a rodere
medicina, 739: 'rosicante': mammifero che ha anteriormente due denti incisivi, co'
della classe dei mammiferi. negli animali che lo compongono i denti incisivi sono due per
la quotidiana loro corrosione prodotta dal rosicchiare che fanno il cibo ordinariamente duro; i canini
le mosse di un piccolo rosicante timido, che fiuti l'aria e rizzi le orecchie
. -di, da rosicante: che ricorda nell'aspetto un roditore (un
il libraio aveva qualche lato ridicolo, che mi divertiva, così bianchiccio com'era con
religione. -per estens. ant. che scava, che penetra in profondità (
-per estens. ant. che scava, che penetra in profondità (un utensile)
cose tanto praestante scalptura se praestava, che delle aspramente excavate opere minimo stigma dii
non paesana. 3. erudito che si occupa di ricerche minuziose e pedanti
e similmente li pa- rieti, fino che vi lasciano li buchi come è ad un
ai bachi] il vitto usato, che si sentirà un mormorio di rosicare alla distesa
, tu se'tanto incallita nel dir male che né manco i vermi ti possono rosicare
: 'ntoni... non sapeva che dire, per quella grossa spina di bastianazzo
, per quella grossa spina di bastianazzo che ci aveva in cuore, come se lo
e con torvo sguardo significò ai legati che scegliessero bere o mangiare: cioè essere
, 3-104: non si sentiva rosicare altri che te, come ci fosse un mulo
è si fer, inigo e neco / che rosegar gi fa lo beco. pasolini,
un'occhiata dentro la borsa, e vide che di ciavatta ce n'era poca.
, i-236: cani sono gli adulatori che leccano, strisciano per rosicare qualche pranzo,
pea, 3-131: tono sapeva da che parte veniva tanto zelo d'informazioni:
« ah! i parenti hanno paura che non ci resti nulla da rosicare »
cosa e, in sino a tanto che i miei affari saranno nelle mani de'procuratori
becco di 'pentolaccia! 'dicevano, che si rosica mezzo don liborio! e ci
. frugoni, i-15-5: 1 versi, che vorreste, / son castagne da pelare
/ son castagne da pelare: / che mi rosichi la peste! e. ragazzoni
ragazzoni, 105: quando avvenga / che questa che mi rosica cirrosi / il
105: quando avvenga / che questa che mi rosica cirrosi / il fegato e
6-75: io voglio più tosto rosicar fave che esser rosicato dal continuo penserò, perché
. ceresa, 1-2123: mia doglia, che al par lei non ebbe aeguale,
dentro a le midol me rosicava / che per rimedio alcun non si fea scemo.
possono pigliarcelo, cel pigliano certi padroni che non hanno punta carità; ci mangerebbero anco
di noi poveri: han il baco che li rosica giorno e notte. c.
. gadda, 6-151: un'invidia che je rosicava er fegato. p. levi
duro da rosicare per i poveri diavoli che stanno a cassetta ad aspettare una corsa
nulla, da un altro tarlo più grosso che rosica a milano. giacosa, i-1039
i... i evviva il realista che copiando flagella. papini, v-417:
. papini, v-417: è il gentame che ronza e rosica intorno al tempio,
[in muratori, cxiv-6-358]: giunti che saranno i tedeschi, si leveran la
li qual lui corier parlò, divevano che si rosegavano le man che ditta armata
parlò, divevano che si rosegavano le man che ditta armata non andò di longo.
« credo di capirti. vuoi dire che comunque gino avrebbe fatto il passo più
alla vista la cima spianata del monte che somiglia a una testa calva rosicata.
. aveva fatto una buca nella tavola che penetrava dentro la lunghezza di tre dita
. malattia delle unghie degli animali domestici che ne provoca la corrosione. b.
sm. l'azione di un animale che rosicchia un alimento o un materiale. -con
materiale. -con metonimia: il rumore che produce. d'annunzio, iv-2-23
un rosic- chiamento di topi sul mensolone che gira alto intorno alla mia stamberga.
: e i sorci? v'è persone che vanno a caccia di questi rosicchianti e
, a fianco della sua adorata metà che si rosicchiava le unghie. imbriani,
per ischerzo, la mano sinistra, che aveva preso tra le sue, quasi
uno [bambino] già più nero che livido e tutto involto di vermini che
che livido e tutto involto di vermini che ne rosicchiavano massimamente il capo. passeroni
laccio infame. / e 'l leon, che già cortese / fu col topo,
già cominciano a pullulare schifosi vermini, che sei vengono rosicchiando con infinito dolore sotto
di bosso era tutto malconcio dai tarli che vi si sentivano rosicchiare ancora per di
. il rosicchiare e il trottare furtivo che facevano i topi. 4.
seriman, i-558: voglia il cielo che... i venti mi trasportino
. deledda, v-257: un mendicante che rosicchia un osso. barilli, ii-517
più giù c'è uno sciame di marinai che tracannano col capo all'indietro delle bottiglie
pane affatto e rosicchiavamo un po'di carrube che di solito si dànno ai cavalli.
piatto al signore »: ma lui, che stava rosicchiando non so che osso,
lui, che stava rosicchiando non so che osso, protestava con un ringhio,
strozzini. piovene, 7-488: chi pensa che la francia viva da tempo al di
: de'regi ministri dicevasi in generale che in sicilia rosicchiavano, a napoli mangiavano,
, 7-123: « ma quanti son che rosicchiano? » gli dissi. « l'
« l'italia è piena di scannati che non mangiano, e se chiedi son tutti
, domandò « accetta completamente la linea che per ora segue il vostro partito?
... quel poco di consenso che gli manca per diventare maggioritario nel paese.
tempo, riducendo il distacco dall'avversario che nella graduatoria occupa una posizione. migliore
prima colazione su uno strapunto d'erba che il gelo non aveva ancor rosicchiato.
calvino, 12-4: fa'in modo che la pagina non resti in ombra,
branco di topi; ma sta'attento che non le batta addosso una luce troppo forte
io7: ed ecco ancor la tosse / che mi rosicchia l'ultimo polmone / come
di far conoscere da vicino, a laurana che rosicchiava
cultura, quel padreterno della cultura che era l'onorevole abello.
funzionario, il quale domandò: « per che uso vi serve questo certificato? »
, i-178 not.: un altro, che con infamia nominò lucilio in commedia,
a un grappo di pallidi morti / che riscaldassero gli scheletri intirizziti, / mal
rosicchiate e annerite, con le pareti che ci uscivano pezzi di tubature contorte.
via nella nota dei creditori su quelli che non arrivava a sodisfare. 4
tarpadrice rintracciar m'è impossibile il mese che 'l vide al mondo sorgente ad abbatter la
dalla stanchezza; affetto da una malattia che tende col tempo a estendere i suoi effetti
le mie addolorate e rosicchiate membra, che non posso più reggere perpendicolarmente. deledda
al suolo col muso. 6. che rivela una passione violenta e angosciosa.
lui aveva l'aspetto rosicchiato della gente che ha sofferto l'odio, e forse anch'
femm. -tricé). letter. che mangia con piacere e voracità.
rosicchiatrici deglutitrici. 2. figur. che si dedica con insistenza pedante e miope
. lucini, 4-289: moleti, che volle fare a suo tempo il boia
tartaro et unirlo con il rosichièro, che fa apparire i vaghi scherzi di molti colori
, / non fa rosicchi a quel che trova. 2. il rosicchiare un
o un materiale (e il rumore che tale azione produce). e.
fromen- tone, come fosse il vento che scartocciasse lentamente le foglie. f.
. pratesi, 5-375: all'ultimo che mi resta?., i rosicchi!
; per la via incontrarono una poverina che chiedeva la cantà, e quelle mutoline
armadio i rosicchioli secchi del pane avanzato che vi riponevamo via via nelle giornate meno scarse
un dovere. fanfani, i-78: che hai la febbre col burro? si dice
affermano di esser malati, volendo significare che noi crediamo. si dice anche: hai
. l'azione continuata di un animale che rosicchia un cibo o un materiale (
o un materiale (e il rumore che ne deriva). deamicis,
. rosichino, sm. strumento che i vetrai adoperano per levigare o modificare
alla bocca dello stomaco, sentiva un rosico che le toglieva il respiro.
pascoli, 1-197: ora avrei bisogno che tuo babbo, e perciò anche tu
alcuna rosignazione, non altra cosa da esso che consumi la bontà e scemi il peso
svenevoli e manierati (e le opere che ne derivano). baldini,
baldini, i-635: dal rosignolo che 'sì soave piagne'in un famoso sonetto
un famoso sonetto di petrarca al rosignolo che sì pomposo canta nell'« innocente »
scampo dalla affettuosa immaginazione del porcaretto checco che dà nome di rosignolo al suo maiale
rausignuoli / dentro da gli albuscelli / che fan versi novelli / dentro dai lor cagiuoli
avea da l'un canto / un rosignol che dicea in so latino: / securamente
petrarca, 311-1: quel rosigniuol, che sì soave piagne, / forse suoi figli
pietose e scorte / e tutta notte par che m'ac- compagne / e mi rammente
lizio dalla sua donna, per ciò che vecchio era e da questo forse un poco
un poco ritrosetto, disse: « che rasignuolo è questo a che ella vuol
disse: « che rasignuolo è questo a che ella vuol dormire? io la farò
gion del tempo lieto, / allor che 'l roscigniuol canta i suoi versi.
, non sol d'aprile, / allor che il riscignuol garrir si sente, /
giudicò più soave il canto del cucco che quello del rosci- gnuolo. c.
il canto del quale è sì soave che meritamente ottiene il primo luogo fra tutti
iv-ioi: il rosignuol, che in dolce canto il core / sfogar
. leopardi, 342: il mesto rosignol che sempre piagne. tommaseo, 2-ìii-9:
sua gran verdura, / come allor che su 'l primo tremar delle vergini stelle
. moniglia, 1-i-463: tu, che 'ntender pretendi / degli uccelli il linguaggio
genitale maschile. aretino, 20-200: che crepaggine è quella de una femina occupata
de una femina occupata nel piacere, che si piglia alcuno di farsi grattare e
grattare e pauuzzare 1 granelli, e che passione è lo aver a tener sempre
. pasquinate romane, 509: è possibil che 'l granchio al secc'al frolo,
scalini, 1-43: il povero coriolano, che si stimava... d'avere
se ne fanno poi varie sorte artiglierie che chiamano amazoni, bascilischi, rusci- gnuoli
figur. persona dotata di bella voce, che ama il canto. soldanieri [
e con dolce cantar seguì'amor tanto / che giunsi ove 'l fischiar si muta in
della vendetta contro i nostri rosignoli eroici che, vergognandosi di recitare, sono spolverizzati
sono spolverizzati dai buffi e da'ballerini che lo fanno. 6. figur
chiamava me aquila e rusignolo quel povero zendrini che non aveva tuono per gorgheggiare.
? / e poi, d'aprile, che sfarzo / colle rosine del perù?
pisis, 1-33: presso la siepe bassa che gira tutt'at- tomo al pratello,
beolco, 563: e'digo che son sì in su la gamba, che
che son sì in su la gamba, che me basterave l'anemo de baiar quatro
, e farla tutta 'in fioreti', che no sarave minga puoco! giraldi cinzio,
alcuni uomini maturi e scienziati, che col prometter loro di lasciarli goder di lei
d'una sfera girante con una stecca che la regola visibilmente. = dal nome
nome proprio rosina, protagonista della canzone che accompagna tale danza. rosina3,
fanciulle orfane, pericolanti o sviate, che, senza pronunciare i voti, obbediscono
virtù e quell'amore pe'propri simili, che muove ad associare cogli sgraziati, per
rosino, agg. ant. che ha un colore rosa tenue.
poi di valenza, bellissima vista, montagne che per il sole pareano rosine e azzurre
. -anche: minerale di colore rosa che si presenta sotto forma di granelli non
: 'rosite': minerale color roseo sasso che s'incontra in granelli non cristallizzati e si
mercoledì notte un'improvisa pustema nella testa che mi levò tutti i sentimenti del corpo
della famiglia labiate (rosmarinus offìcinalis), che nell'unica specie del genere rosmarinus è
cammelli, 47: piantol de'frutti che pò dar natura, / nel mezzo
, matura le scrofole e le posteme che malagevolmente si maturano. le radici secche
dita un rametto odoroso di rosmarino, che era l'incenso dei poveri e della
salvia e rosmarino e altre bone erbe che tu poi avere e maxenale con questa carne
carne. aretino, vi-17: prima che lo facci colcare in esso, gli lava
i piedi molto bene, e tosto che gli ha spuntate l'unghie, forbitolo
, e d'altri steli e foglioline aromatiche che nella cucina francese hanno tanta importanza.
sostanze quali pinene, canfene e canfora, che si ricava dalla distillazione delle foglie e
di chiesa come modello di comunità teocratica che deve avere il primato sulla società civile
speculazione filosofica e tradizione religiosa (e che, in contrapposizione al soggettivismo empirico e
e inderivabile dell'essere come principio oggettivo che costituisce la forma stessa della soggettività razionale
da rosminiano. rosminiano, agg. che si riferisce, che è pro
rosminiano, agg. che si riferisce, che è pro prio, che
che è pro prio, che riguarda le opere e le concezioni di antonio
1797-1855) o alla sua persona; che si ispira alla sua figura, al suo
: in toscana sorse la letteraria crociata che mosse fiera reazione alle dottrine gesuitizzanti rosminiane
di muta rassegnazione, di ascetismo quintessenziale che adesso in lombardia porta i propri frutti
alla signora oliva o ad adelaide arpesani che hanno copie litografate, rivedute da padre
per giunta. 3. che fa parte della congregazione religiosa 'istituto
opposizione degli avversari. stiamo a vedere che sono i frati rosmi- niani quelli che
che sono i frati rosmi- niani quelli che hanno spinto il governo nazionale à roma
: dicesi non soltanto di que'sacerdoti che appartengono all'ordine fondato da a.
pur è stato colto, / però che ha fatta dispietata morte, / da'bruchi
, 2-51 (ii-183): diceva che 'l formaggio era tutto roso da le
? stuparich, 1-438: gli aveva detto che in soffitta ci dovevano essere dei libri
. oddi, 1-119: non vedi, che sei un corpaccio tutto roso dai pesci
da agenti esterni (un edisecche fave che essere mai più roso da uno sollecito penfìcio
mine sepellite, venendo in luce, ancor che rose e monche, sono nondimeno
cima gli arbuscei son rari, / che, roso dentro ed incavato,
giovannini, 5-122: -vedete quel libricciuolo che pare un giornale di mercatante...
parte del bagno, due angeli intagliati che sosteneano uno scudo senz'alcuna figura,
tre versi, talmente rosi dal tempo che non solo non si poteano leggere, ma
or gran festa mena; / poi che so tenpo è roso, / velia fa
g. gozzi, i-23-186: vedete che il cervel per voi m'è roso.
faccia, il collo ed il petto che rosi paiono e divorati da'tarli. parini
giorno in giorno, rosa dal baco che s'era mangiati tutti i trao. bacchelli
per le quali è più facile desiderare che indicare nmedio. f f
scontento, e non que'lunghi / tedi che a'duri pentimenti uniti, / altri
perpetuo cruccio, / perché lui, che tra 'prodi avea gran fama,
..., compreso / da che affetto il tacente sia roso, / come
sia roso, / come l'uom che propizia un offeso, / questa ingenua parola
, come roso dentro da un verme che non gli desse requie. piovene,
alla vedovanza, già rosa però dal rammarico che avrebbe potuto goderla soltanto un numero limitato
roso da una gelosia senile, / che non muòve a pietà. -
insenata, a guisa di golfetto, che si forma al lido del mare o alla
gelone. 2. tose. fuliggine che incrosta la volta dei forni del pane
, si spazza il forno. spazzato che è, si chiude perché caschi la
la rosola nel piano (quel colore di che s'investe la volta del forno)
. veter. ferruzzo tagliente e uncinato che il maniscalco usa per pareggiare e ripulire
adattamento del fr. ant. roisne, che è dal lat. class, runcina
chiamato rheas, e non è altro che il nostro rosolaccio. grazzini, 2-338:
fior rosso et in tanta copia talora che paiono panni scarlatti distesi. redi, 16-iii-276
, 6-ii-73: non sarebbe impropria cosa che nella sera prima di porsi a letto
di acqua stillata dai rosolacci rossi, che sono i papaveri erratici. manzoni,
argini smaltati di rosolacci e di pratoline che fiancheggiano la via che mena alla chiesa
e di pratoline che fiancheggiano la via che mena alla chiesa, pare che aspettino
via che mena alla chiesa, pare che aspettino sempre le limpide domeniche di maggio
colore rosso vermiglio, soprattutto del volto che arrossisce. siila;...
fagiuoli, 1-5-489: -vi par'egli che sia suggetto da innamorarsene? -e pur
bel rosolaccio! idem, 1-6-186: che soffistico o non soffi- stico?.
e rosolacci, non buoni ad altro che a recar mal odore alla reputazione d'un
della coltura di quindici anni avanti, che marcito a piè de'vecchi tronchi rifermentava
volgare del 'cistus villosus', grazioso arboscello che abbonda ne'lidi tra le macchie ed
, rigirandolo sul fuoco vivo in modo che si rivesta uniformemente di una crosta dorata
è diverso parere: / chi vuol che la si rósoli, / e chi la
: non pertanto / paraguanto mi vien che prezzo sia / del carbon che chiedesse
mi vien che prezzo sia / del carbon che chiedesse / per rosolarsi una sottil sfogliata
pananti, i-144: mi raccomando / che si rosolin ben quelle braciole. monti
, arrostire, rosolare sotto testo', che qualche cuoco opportunamente dice anche con verbo
testo o coperchio di terra, oltre quella che è sotto il vaso, e-così cuocere
come per supplire al calore del forno che si fa sentire in ogni verso.
una candela, forse di sego, che aveva rischiarato e quasi confortato gli studi
quasi confortato gli studi di non altri che un giovinetto. e chi non vede costui
non vede costui addormentato e la candela che cade e rosola il legno?
fuoco... sì buon sozio, che cuoce il pane, fa bollir la
. e sole bruciante, quello stesso che finisce di rosolare sulle vigne gli ultimi grappoli
bandi, 206: corse voce in città che i soldati regi di presidio in trapani
v.]: 'rosolare': dar busse che lascino il segno... 'l'
e più rientrata in quella clausura di commozioni che è il sonno. ma essa ha
aromatiche). amenta, 2-13: che piacere n'ha l'orecchio in sentirle [
cui un soldato faceva rotare una pecora che incominciava a rosolare e spandeva intorno il
spandeva intorno il grato odore del grasso che, gocciando, sfrigolava sui carboni.
rasolar ducati, / dove quei ferri fan che non si pecca. 11
e ginepri esalano un aroma tanto denso che rimane in gola come il fumo della
vive una volta sola e ogni giorno che passa nello stento è un giorno sprecato.
gustava un piacere più acuto del dispetto che gli rosolava la bile, una delizia più
. misasi, 121: il contadino che muore vuol gustarla anche lui questa ineffabile
linati, 9-43: là non vedevi che visi rosolati, che arie falcone,
: là non vedevi che visi rosolati, che arie falcone, che schive nature.
visi rosolati, che arie falcone, che schive nature. tozzi, vt-991: a
4. infiammato d'amore, che ha preso una cotta (una persona
di quegli occhioni, rosolato da quell'amore che gli porta via la ragione. pavese
la ragione. pavese, n-i-37: ora che è morto rodolfo valentino, non avresti
età prima [del fanciullo] esser quella che da ogni parte sparge le molte e
52: le infirmità del corpo, che han da venire agli uomini, molto manco
de la rosedie e del vaiuolo, che, quanto più si sfogano allora, tanto
di febbre et in fine di rissolìa, che l'inchiodarono nel letto. muratori,
: rosellia e rosolia... morbo che con rosse macchie a guisa de'vaiuoli
comunemente 'rosalia'è una delle malattie contagiose che si apprende ordinariamente a'bambini, per
di piccole macchie rosse, elevate, che poscia si spianano e finalmente disseccate si
è esantema acuto, ossia infiammazione cutanea che piglia tutta la superficie del corpo od
più irregolari di quelle del morbillo e che, state fuora due 0 tre dì,
mia sorella s'ammalò di non so che febbre contagiosa, rosolia o morbillo. fu
vero, il commento del samte-beuve, che aveva ancora la rosolia repubblicana del luglio
stando nel cicognini..., ricordo che una specie di rosolia letteraria mi era
stile 'liberty', quella rosolìa del buon gusto che è dileguata senza lasciar traccia.
s. v.]: 'rosolico': che unito al nome generico di acido,
sospetta, corrosiva; nuoce a'bestiami che se ne pascolano. il sugo si
rotundifolia, la quale nuoce ai bestiami che se ne pascono. tramater [s.
della pentandria pentaginia e tipo della famiglia che ne prende il nome; è caratterizzato dal
'rugiada del sole', per la credenza che le foglie serbassero la rugiada.
altro vassoio di lacca, nuovo fiammante, che reggeva una magnifica rosoliera: un elefante
tanti bicchierini appesi tutt'in- tomo, che tintinnavano. cicognani, 3-96: poi tornava
di turino. panciatichi, 286: oh che tavola! oh che splendore! oh
, 286: oh che tavola! oh che splendore! oh che abbondanza de boisson
tavola! oh che splendore! oh che abbondanza de boisson..., vini
avendo taciuto ippocrate la qualità del purgante che nella sovraddetta cura dopo sedato il dolore
prescriversi, perciò giudicherei opportuno il pensare che un idragogo più o meno gagliardo fosse opportuno
un poco di vino generoso o del meglio che si possa avere ed anche un poco
fili d'argento! quei buoni rosolii, che sapevano d'anice e di cannella.
mi racconti lei, ché son anni che non ci si rivede. -per
tenue e luminosa, simile alle colorazioni che i rosoli assumevano dalle essenze aromatiche in
. / sembri il padre mizolio / che fé di marco tullio anatomia, / sembri
, pervenuto dapprima nella forma rosoli (che trascrive quella fr.), poi
: 'rósolo'rosolaccio è lo stesso 'ruòsolo'che leggiamo nel 'cesano'del senese tolomei (
nel 'cesano'del senese tolomei (e che i vocabolari ignorano). =
[s. v.]: arrosto che non ha il rosolo. 2
loro frattura una moltitudine di rosoncini, che appariscono nelle sezioni dei gruppi sferoidali di
rosoni intagliati di ma cigno che sportano infuori un braccio e un terzo.
98: acconciossi el loco ornatamente più che l'anno passato, con un sopracielo bianco
o punte di diamanti, intagliati secondo che tornerà meglio. temanza, 174:
an- oli da una cornice nera intrecciata che seguendo poi arco della volta si
di gusto floreale. -finestrone circolare che adorna la facciata delle chiese romaniche e
intagli, statue e piramidi senza fine che con tanti trafori e con tanta minutezza d'
incurva su la porta della cappella gentilizia che a traverso i fori di un rosone spande
, 27-869: v'eran più vetri che marmi e attraverso i colori vividi dei rosoni
la testa come per schermirsi da quel che avrei potuto dirle, o forse lo faceva
lo faceva per la spera di sole che riverberava dal rosone della chiesa.
certi rosoni o vogliam dire cavoli cappucci che mi fanno i piedi pellicciati come hanno
vaghi e ricchi drappi di più colori che facevano svolazzi, rosoni e gocciole. collodi
oro. franzoj, 30: le perle che vedete incastonate sui rosoni degli specchi,
. gualcita è la seta dei gracili rosoni che s'aprono intorno alle verghe fogliute delle
ben pareggiate simmetricamente 8 piccole mezze lune che non oltrepassino il rotondo al di sotto.
miserabile e come ce n'è mille che occhieggia da un rosonàccio desolante. =
mici di dio, più odiati da lui che non è odiato da voi qualsisia rospàccio
pirandello, 7-135: il vecchio, che pareva un rospàccio calzato e vestito, oppresso
da una cisti enorme su la nuca, che lo obbligava a tener sempre giù e
uomo o ragazzo di modi spiacevoli, che si rivolta. = peggior. (
/ al disopra del torbido rospaio / che ingombra e attosca il mondo, / sopra
cuor paterno. idem, 48-33: spero che allora il rospaio giornalistico e filosofico italiano
spazientisco; la mia impazienza non ottiene che di fargli mutar strada. 4
, rospina gentile. / che vale struggerti in pianto? / salta e
15 cm circa, ricoperto di tubercoli che, in caso di pericolo, secernono una
sottospecie di rospo { bufo calamita) che vive nei canneti; presenta una linea
melanosticus) dalla pelle irta, oltre che di verruche, anche di spine nerastre.
; de poi far aprire quel vaso, che se esalerà el suo veneno. ramusio
giuglaris, 346: o là tu, che stridi colà tra rospi, scorpioni e
funèbre aggiunge ad esse / d'una strige che ancor palpita e langue. manzoni,
appestati, di peggio, di tutto ciò che selvagge e stravolte fantasie sapessero trovar di
abba saha si fosse messo in testa che una delle sue mogli per gelosia lo
, e non potremmo dir bello ciò che in tutti tempi, in tutti luoghi,
maschio », fece michelangelo con voce che parve ridente. sbarbaro, 1-51:
sbarbaro, 1-51: sull'erbaglia sommersa che porge oltre il pelo dell'acqua i
della carreggiata nella polvere molle, i rospi che la traversavano da una sponda all'altra
posteriori i filamenti di uova via via che vengono emessi dalla femmina. -rospo suonatore
. dial. l'estremità metallica del palo che fa da asse alla ruota del mulino
3. morbo del rospo: epidemia pestilenziale che colpì l'europa meridionale e orientale nell'
e maggiormente per porgermela in quel modo che faceva quel velenoso rospo. martello,
. tarchetti, 6-ii-623: non ci voleva che una donna cieca in amore come sei
affilato! e fuori misura! ma sai che potrei schiaffarti in catorbia come niente?
, 7-157: gli chiedeva della nives che, diceva, non aveva più rivisto da
colpa era soprattutto sua, lo riconosceva, che, da vera rospa, a ferrara
. à il carattere proprio di quelle che restano sterili. 5. assillo
meridionale; sono muniti di spine velenose che procurano punture dolorosissime, ma mai mortali
e serve per bagno delle capre e cani che hanno il rospo, cioè tigna causata
formica al piede quella malattia del cavallo che tecnicamente è appellata carcinoma del piede.
: sproporzionatamente basso rispetto alla larghezza; che ha aspetto schiacciato, poco slanciato (
ci fa pensare ad una persona accucciata che si puntelli a terra con le due braccia
per un dolore o per un'offesa che si vorrebbe ma non si può esprimere.
pur principiare a buttarlo fuora: il rospàccio che m'ha oppilato lo stomaco trent'anni
iv-i 1-356: io dissi a sua maestà che non era il caso di far questioni
xciii-226: noi veniamo ingoiando tutti i rospi che gli altri cacciano a pedate dai loro
pareva stabilire una calura greve e insinuante, che di impedire l'avanzata delle classi
, miseria! » « è pà che mi ha detto di fare il rospo al
ammasso di cretinerie e di romanticherie imbecilli che farebbe vomitare un rospo. -fuori
gnente. aveu mai visto la cazza che fa el rospo al rossignol? lu no
al rossignol? lu no fa altro che metterse in t'un fosso co la bocca
covava con gli occhi ambrogio a mo'che fa il rospo all'usignolo.
intiero, doi pezzi di quella bitominosa che vederete: gli è una cosa rospolosa
terreno son buoni [i salci] pur che non sia creta e terra rossaccia,
le foglie degli alberi, non è vero che sono dorate: quello che le morde
è vero che sono dorate: quello che le morde sul verde è ruggine.
. v.]: 'rossàccio': persona che ha i capelli rossi, per dispregio
rossàccio livido, segnatamente di carnagione, che denota stato o disposizione morbosa. anche
3. sm. tinta rossa che in passato i pittori prearavano usando una
donne, tutte impiastrate di quel rossàccio che usavano allora esclusivamente le francesi, cosa
modo assai bianco... « scommetto che stanno perdendo il tempo », esclamò
da rosso1. rossaràncio, agg. che è di una tonalità di colore fra
da siena, 2-ii-1054: come di colei che arà s'accende una luce / tra
rosso1. rossastro, agg. che tende al rosso, che è di un
, agg. che tende al rosso, che è di un rosso incerto o sporco
sono profonde! e provai l'ebbrezza che deriva da quel vortice denso e rossastro
prepara il guado... se brami che sia più rossastro, fa'bollire col
rossastra. -di carnagione rossa o che ha un aspetto affocato, congestionato (
: non somigliava ah'austriaco bimenfeld, che alloggiò pure in casa nostra: un coso
si disegnavano sempre meglio sopra il cielo che s'imbruniva. carducci, iii-3-238:
pioveva dall'alto un riverbero rossastro, che accendeva le facce ansiose dei vicini raccolti dinanzi
si soffia su un lume a petrolio, che la fiamma gorgoglia in un'ultima vampata
accesa (era già notte) vide che la terrona stava di nuovo frugando nella
stor. appellativo di un ufficiale reale che nel regno dei paesi bassi amministrava la
al presente un'uffiziere del re, che costoro dalla verga rossa molto grande e
grande e spinosa al modo di qua, che egli per segno di giustizia fa seco
potestà sopra i vagabondi, in tanto che poco fa col suo proprio giudicio gli
benvenga, 31: la gente, che, ricordevole del suo felice governo, si
sopra de'baloardi, fu la prima che ne vedesse le fiamme ondeggianti nelle bandiere
e si guardò tutti e due il rosseggiamento che si dibatteva neu'ombra.
mestieri, ii-39: è utile il sapere che il rosseggiamento di un nero garanzato,
garanzato, essendo più difficile a vincersi che la vivacità di un azzurro, esige anche
di rosso. -in partic.: che emette bagliori rossi (un fuoco,
detto paliuro, il quale e più cespuglioso che loto e ha il frutto più rosseggiante
aretino, 9-358: 1 capegli, che risplendevano di quel color biondo che hanno le
, che risplendevano di quel color biondo che hanno le noc- ciuole mature, se
foro un vaso con del vino rosso che quasi insensibilmente è men grave dell'acqua
: ma tanto oscure e rosseg- gianti che non servivano a cosa alcuna. bellori,
firenzuola, 581: le viole, che molti dall'odore chiaman gherofani, le
san niccolò, bigio e scalcinato, che mi apparisce tra i ciliegi rosseggianti de'
primavera', percioché i fiori rossi, più che gli altri si veggono, essendo tal
monti, lontane, di là dal subasio che appariva azzurro nella notte azzurra, qua
magno volgar., 1-12: innanzi che la italia per divino giudicio fosse permessa a
scena si posa una luce rosseggiante, che svanisce durante le piogge e non è percettibile
: al sollevar degli umidi vapori / che fa nel suo ritorno / il rosseggiante
amorin: più saporite / le frutte son che son più colorite. mascheroni, 8-265
contrista il cielo. 2. che tende al rosso; che presenta una tonalità
2. che tende al rosso; che presenta una tonalità di rosso (un
rosseggiante. d'annunzio, v-2-403: che vorrei offrire alla donna della mirabella?
ha i capelli di quel bruno rosseggiante che usavano per la chioma femminile i dipintori
luce tra il giallo ed il rosseggiante che illuminerà tutta la composizione. -che
. leonardo, 2-202: le figure che sono fra te e 'l foco ap-
esso foco...; e quelli che si trovano dai lati, sieno mezzi
e nereggianti di nubili: più spiritati che drammatici. 3. infiammato
per gli occhi rosseggianti e caldi par che gli esca il cuore stillato in pianto.
marc'aurelio, 168]: è accaduto che un accademico del regime fascista e un
ventura rosetti, i-216: quel muschio che rosseggia si è il buono. betussi
rose, percioché rosseggiano e pungono, il che pare essere cosa propria di libidine.
lor [i pescij quel picciolin, che mista / ha di verde la spoglia et
con certe verghette nodose nella sommità, che rosseggiano come corallo. f. cetti
se ne piantano di molti... che reggono meglio alle nevi, ai diacci
nevi, ai diacci. hanno le foglie che rosseggiano, dàn più nel rosso,
, 335: o tra la lieve nebbia che si scioglie, / sole d'ottobre
cadere. d'annunzio, v-2-13: che rosseggiare lussurioso di peperoni e di pomi-
. ovidio volgar., 6-531: che dirò io de la vesta? io non
redi, 16-iv-116: mi vien riferito che sia radice di un arbuscello che fa
riferito che sia radice di un arbuscello che fa le foglie nel colore e nella figura
. campailla, 7-86: pietra, che oscuramente ivi rosseggia, / poi mira adam
. -brillare per il vino rosso che vi è contenuto (un bicchiere,
iava un vinello limpido, trasparente, che mordeva le labra a guardarlo.
la pensione sua. aurora, vogliosa che nel bicchiere di babbo rosseggiàssene sempre del
, iii-1-56: rari / ve n'eran che nel capo o nel costato / o
molta finzion gli bisognava, / però che in molte parte era ferita, / e
su queste pareti orride il sangue / che tu spargesti; ah! fuggi: al
per chi son quelle larghe cicatrici / che rosseggiar vi veggio e trasparire / fuor
rosseggiava sul petto di giorgio: il sangue che si era arrestato per poco, era
sua conoscenza sia lo cavo del porto che è da ponente sia muso e alto e
gli indoratori, per ovviare al male che dal maneggiar questo semplice procede, sogliono
un pezzo d'oro in bocca, che poi cavato resta asperso d'argento vivo:
egli si cava, rosseggiano per il minio che è quasi un'escremento delle sue miniere
tranquille / fa rosseggiar del sangue ostil che gronda. marino, 1-5-96: testimonio
si- nade allora il vicin colle / che d'ognintomo rosseggiar fu visto / del
latteo il piede / pur latteo fior, che rosseggiar si vede / de le porpore
marini, ii-18: era già presso che un'ora durata la zuffa e già in
schmuter. crudeli, 2-75: ahimè, che il sacra manto / rosseggia anch'egli
il rotolo delle fasce, la bacinella che rosseggia; e nel rosso brilla un sottile
scudo vome grandi fuochi: non altrimenti che quando nella serena notte rosseggiano comete sanguinee
, 6-974: marte è un pianeta che rosseggia ed è signore delle battaglie.
cielo il pellegrino splendore di minacciosa cometa che gli occhi de'mortali, dalla straniera luce
cellini, 529: il tutto importa che il tuo lavoro sia spesso di intagli
. e questa diligenzia si fa acciò che finito il tuo smalto egli non schizzi,
il tuo smalto egli non schizzi, cioè che e'non si spicchi.
cedente per l'acqua mescolata con esso che qual pasta arrendevole premuto da una parte
dall'altra, rialzandosi fino a tanto che fossero equilibrate le forze e le resistenze.
e tanto declamando s'agitò, / che verso di gesù / le braccia sollevando,
via, gli schizzavano dal bocchino le 'popolari'che aveva tanta pena a innestarvi. moravia
fu un lampo sulla destra, qualcosa che schizzava fuori dagli alberi, pura velocità
sbieco, così vicino e così basso che immaginò il cupolino tranciato dall'elica.
strada di fano, in un punto che conosceva, ripresero il suo sentimento, anche
occhi, infiammati di laida rossezza, parea che della testa schizzare gli dovessero. grazzini
occhi erano grossi, e più tosto che no lagrimosi e in fuora, di
lagrimosi e in fuora, di modo che pareva che schizzar le volessero dalla testa e
in fuora, di modo che pareva che schizzar le volessero dalla testa e che
pareva che schizzar le volessero dalla testa e che gittassero fuoco. buonarroti il giovane,
il giovane, 9-156: mira quel che fuoco e rabbia! / preso ha quel
pel collo e strignelo / forte sì che gliene schizzano / quasi gli occhi. marchesa
d'una tigre, lampeggiavano, pareva che volessero schizzargli dall'orbita. -in
, 1-vili-130: per cotesto amore voglio io che la meni stasera e merralla se ti
. gozzi, i-23-127: ho tanta gioia che mi scoppia il petto, / gli
e con le braccia protese e gli occhi che gli schizzavano dalla testa mi mostrava il
. gozzi, 4-100: il cavalier che da quella [carrozza] è schizzato,
schizzò su per le scale presto così che gli pervenne mezzo all'orecchio il « dio
il « dio gliene renda merito » che il povero vetturino gli mandava dietro nella
mezzogiorno tirai addirittura delle bombe e ognuno che schizzava via sulla motocicletta era come un
impaurito e dagli scatti delle cavallette, che schizzavano di tra gli aghi inaspriti dei
gli aghi inaspriti dei pini, via via che il piede avanzava. pancrazt, 2-54
e sopra tutto netta di sassi, che non chiuggano loro la via, e tengano
in nessuna contrada ho veduto più ingegno che in calabria, lì schizza proprio dalle pietre
iii-1-328: ti riconosco a la vigliaccheria / che schizza fuor da le frasette viete,
, n-174: pauroso dei molti appetiti che vedeva schizzare dagli occhi di molti ladri
scritto sul marmo del tavolino questo verso che per la circostanza mi schizza su dalle
dell'iva farà salire i prezzi, così che l'inflazione rischia di schizzare al 6-7
potamos, del lethaeos od altro fiumiciattolo che fosse, macinando le pietre, stroncando
, avevan preso a camminare spediti più che potevano, schizzando fango le pedate. pavese
mezza: si sentì solo la fontana, che schizzava come una pompa. calvino,
han fatto a tempo a porgere i vassoi che i paladini ci si buttano addosso,
[del cetriolo] schizza l'acquoso liquore che egli ha dentro. arici, i-64
assol. carena, 2-154: 'penna che schizza': penna mal temperata, che
che schizza': penna mal temperata, che ha troppo lungo o troppo sottile e acuto
la messa, pensò di far sì che quella novella gli valesse qualche cosa, dicendo
, e del romore, ammonendoli tutti che non si accostassino a quella vigna,
si accostassino a quella vigna, però che così fatta botta era di gran pericolo,
gran pericolo, pur guardando altrui non che schizzando il veleno. cavazzi, 39:
schifano d'incontrarlo in faccia, atteso che, stuzzicato a sdegno, schizza contro
aggressore una saliva tanto accesa e mordace che lo accieca. redi, 16-vii-145: per
: per questi due fora- menti, che si aprono e si serrano a piacimento dell'
lontano, in quella maniera appunto, che sogliono schizzarla i camumi e quei pinci
schizzarla i camumi e quei pinci marini che stanno esternamente appiccati agli scogli. pea
a mangiare. allora lo lascia tanto che schizzi o vada a sella. ottimo,
: burchio dolze amichevole, / sappi che l'uovo e 'l mele ognun è in
senza dubbio alcuno ammazzato, se non che il ventre, pien di bietole e
bocca piena di rabbia, gli occhi che schizzano lacrime: « tu! impostore!
gli è possibile, il redattore temerario che non volle saperne di lui.
., 1452: vidde in sogno uno che venia a lui, che lo schizzava
sogno uno che venia a lui, che lo schizzava al tutto d'acqua. ulloa
vara], iii-157: ordinò il re che ciconide fosse schizzato ogni dì con oglio
] con li cilindri ne'modioli convien che sia più purgata, acciò non si
nella vesica con la siringa i medicamenti che giovano al sputo del sangue e agli
gozzi, i-14-30: molte volte è accaduto che un infermo per isbaglio, non intendendo
ricetta, prese una medicina per bocca che doveva entrare per luogo più segreto o
segreto o si fece schizzare di sotto quello che dovea entrare nello stomaco.
arpino, 16-110: accese un lume che schizzò sul volto del professore altre chiazze
infuocate. capuana, 14-166: sembrava che, di mano in mano, a
i celebranti coprono il volto con maschere che raffigurano belve e mostri, simili a
, e sbraciano in terra le torce che schizzano faville. sbarbaro, 1-190:
sbarbaro, 1-190: dallo stecco fulminato che schizzava or ora lingue viperine non s'
lingue viperine non s'esala già più che un filetto di fumo. -assol
umido e ammaccato d'una candela, che presentato alla fiamma d'una gran torcia,
g. b. ricciardi, 48: che cosa sian le stelle un altro specoli
stelle un altro specoli / ornai: che son limoni ho ritrovato, / che poi
: che son limoni ho ritrovato, / che poi spremuti dalla man del fato,
minaccie e schizzano fuoco e fiamme, che, mirando io alcun fisso, o
vedersi », strillò zia bachisia, che cominciava a schizzar fiele. -pronunciare
donna o uom per dipignerlopoi, / che cattiva maniera non facciate. mattio franzesi
schizzò un ritrattino somigliante e grazioso, che fu pubblicato sabato sera. de marchi,
schizzando sull'albo quella parte dell'abbazia, che usciva nell'apertura della stradicciuola. pirandello
sfuggita. nievo, 1-vi-232: questa vignetta che ti ho schizzato la ho scolpita in
i profili delle antiche aristocrazie, adesso che il problema aristocratico si presenta quasi nella
: schizzava brillanti ritratti delle grandi dame che a parigi facevano il bello e cattivo
, domandateli... al rettore che è più vecchio di me ed è
il padre di tutti. » « e che? un altro padre adesso mi schizza
giali, / ortolan, vetturali, / che nulla mai mangiassero, / sempre digiunassero
ingrassata come una porcaccia: / pareva che schizzasse dalla pelle, / ed aveva
, ii-280: si dice d'uno che schizza il grasso da tutte le partì:
calunniose. rovani, 3-i-120: ciò che è chiaro e limpido è il 'prologo'
schizza inchiostro sdegnoset- tamente, come sappia che fugge, e condanna a diventar topi
e topolini quanti... non trovano che egli sia precisa- mente il genio più
contemporanea. carducci, ni-25-70: da che il nannucci è morto, l'illustre
comodi, schizzan salute e non fanno altro che ridere e stare allegri. viani,
. capitò in camera un pittore tarchiato che schizzava salute da tutti i pori della
occhi, cacio senz'occhi, vin che schizzi negli occhi. = voce di
, tante volte l'uno de l'altro che sia equale le parti...
tra * 2 de 19 tante volte che remanga 2. = voce dotta,
s'io conoscessi questi schizzarelli, forsi che saprei ancora cantare la solfa: o gentiluomo
caro, i-142: gli ornamenti, che da basso di statue, di storie
raunate di brutture di tutti quelli animali che si son detti. -colore steso
venticinque schizzate, in carattere tanto grosso che un vecchio di novant'anni, senza
, fra due ali di guerrieri persiani che si daranno gran picchi in faccia colla sciabola
d. bartoli, 1-1-145: credesi che su quella medesima pietra morisse, peroché
, 93: era quello il carro che conoscevo; motoso fino alle sale, schizzato
in diverse maniere: non dice di che materia, ma che tutti col panneggiamento e
non dice di che materia, ma che tutti col panneggiamento e le carni o
: sia come si voglia di quei sonetti che feci, non riveduti né corretti ancora
e di risorse. 4. che ha abbandonato in fretta e furia un luogo
2-iii-177: milano è la officina di trine che ammira in cerchio una rivolta di camicie
. schizzato3, agg. gerg. che ha comportamenti squilibrati; che manca di
gerg. che ha comportamenti squilibrati; che manca di controllo. -anche, con
121 per 801, schizzato per 9 che rimane 89, e partito per 225,
partito per 225, schizato per nove che rimane 25. schizzatóia, sf
: 'schizzatóia': una gola o condotto, che è nelle fornaci da fondere metalli sopra
: -èwi ogni cosa. -infino ai cenci che / nettan lo schizzatoio e la padella
e la padella. serdonati, 11-87: che colpa è d'avicenna, se l'
clistere, cioè schizzatoio oriculario, che è voce latina, ed è uno strumento
il liquore tirando a sé lo stile che è nel mezzo, detto da noi la
nome proprio, e dicesi argomento quello che si chiama comunalmente serviziale o cura, il
. (femm. -tricé). che esegue uno schizzo o, per estens
uno schizzo o, per estens., che dipinge in modo sommario, approssimato,
con forza l'intromesso stecco bambagiato, che doppo solo da sé ritorna a riempire
tic. di fango; la macchia che lascia. -al figur.: pecca
gettavano dolci e fiori e noi ragazzi che schizzettavamo profumi. 2. figur.
: « gargiulo.. gargiulo.. che te possano... scostati »
schizzettatóre, agg. e sm. che cosparge un liquido su una superficie servendosi
anche queli spruzzi minuti di tìnta, che i riquadratoli di stanze fanno nella balza
di mota, o di qualsiasi liquore che schizza e lascia traccia. palazzeschi,
g. b. andreini, cv-156: che patir di renella e di stitichezza di
il petto, / e lei rimira, che ride dei tratto, e tuttavia
alla fontana, riempì d'acqua uno schizzetto che teneva in tasca, poi avvicinandosi a
mi venne di ricordare il biancastro lordume che al fronte dilagava intorno agli spedali da
. schizzetto uretrale: tipo di grossa siringa che termina con una punta conica, usato
croce, ii-92: vogliono alcuni anatomisti che si cuciano le ferite del stomaco a
le ferite del stomaco a quel modo che sono cucite quelle dell'intestino;..
16-vi-98: allo schizzetto di acqua d'orzo che vostra signoria le fa fare, aggiunga
savi, 2-i-442: la caccia più fruttuosa che se ne fa e col fucile di
pulce, ma ha fatto benissimo a mostrare che il suo è cannone e non è
cannone e non è schizzetto, e che al bisogno potrà gittare a terra una
schizzetto, un poco di bozza de trastulli che noi godiamo di qua.
suggerito uno schizzetto di risposta pel caso che l'awenimento funebre dovesse da te drammaticamente
proietta fuori i semi e il liquido che contiene; cocomero asinino. o
socci, ii-1-646: armate con certi fucili che avevano più apparenza di schizzettoni che di
fucili che avevano più apparenza di schizzettoni che di armi micidiali,... non
teatro e del cinema, parte minore che non permette all'attore di mettere in luce
. gonnelli, 1-170: 'schizzettóne': parte che non offre all'interprete occasioni per mettere
freddezza da polo nord per ogni possibilità che in materia di contatti si potesse ventilare
manzoni, vi-1-576: quella stessa schizzinosità che noi abbiamo in alcuni casi, i
. (superi, schizzinosissimo). che rivela nel carattere o mostra nei gesti o
quanto non è di suo gusto o che non ritiene confarsi alla propria condizione;
delle donne [redi]: si truova che sono schizzinosissime con soverchio di lezi.
io non ragiono già se non di quel che io porto. questa tua padrona è
: tu sei tanto delicatello e schezzenoso che, come tu sentì un culo parlare
e sono avvezzo / trattar con virtuose / che su tutto von far le schizzignose.
, 34 (601): pensò che non era tempo di far lo schizzinoso;
anche noi: anche tu, arianna che amo e che mi fai tanto aspettare e
anche tu, arianna che amo e che mi fai tanto aspettare e soffrire. e
accurato. né date retta agli schizzinosi che affettano disgusto ed insofferenza per il cibo
faceva lo schizzinoso con le buone cose che gli preparava mia sorella.
potei più soffrir questo sfacciato, / che con la toga al pari del ginocchio /
giulio fa lo schizzignoso, / come quello che guida il nobil cocchio. papini,
gridano la strepitosa notizia. è naturale che poi, deluse da una così generale indifferenza
voi gente troppo colta e troppo schizzinosa che non piglia sul serio e non si giova
pedante. machiavelli, 1-v1-291: conviene che la lettera sia espressa comandatoria ch'e'
voglia così, perché sapete gente schizinosa che ci è. panigarola, 3-ii-41: dico
ci è. panigarola, 3-ii-41: dico che non e poi sì mala cosa,
, come alcuni troppo schizzinosi credono, che nella prosa italiana e pochi e molti versi
. compagnia della lesina, i-85: so che ho scritto questo discorso più presto senza
scritto questo discorso più presto senza ordine che altrimenti: ma chi di ciò come
troppo schizzinoso torcesse il naso, sappia che l'abbiamo fatto a posta per risparmiar la
tutti a dime bene: accordarsi però che l'autore parla senza soggezione, né vole
nel quale i zelatori della lingua fanno piu che negli altri i severi e gli schizzinnosi
foscolo, xvi-167: benché io sappia che a lui basta la mia lode da me
essere schizzinosi in quella parte di lingua che si conosce, senza curarsi del resto,
vaglia..., tu sai che fu giuseppe giusti. fera. martini,
: la mortificazione mi veniva da tale che, se anche un po'troppo schizzinoso
parlato di te e del tuo libro (che egli ancora non conosce) difendendolo io
modo di biasimare gli scnttori sotto >retesto che particolareggian troppo. papini, v-780: 1
). caporali, i-121: colui che fé al berna le postille / e che
che fé al berna le postille / e che insegnò a le donne schizzinose / con
sì schizzinosa, quanto io sentii già dire che ella era. zito, i-343:
, i-80: più stolta / è colei che disdegnosa, / schizzinosa, fa penuria
pedante, / fu la sola cagione / che troilo schizzinoso / ucciso fu dal disprezzato
, tutto sta ad agganciarli certi vecchietti che se li scuoti fanno din din da tanto
loro si vorrebbe inferocire, tanto più che esse osano produrre, in atteggiamenti vari,
in questo, / perocché noi sappiam che al suo paese / si ride d'un
d'un marito troppo onesto, / e che le donne sono anche riprese / s'
dove corre l'onore, avete a sapere che questi romaneschi sono molto schizzinosi. n
come a quel gentiluomo delicatello e schezzenoso che sete e che, al sentir d'una
gentiluomo delicatello e schezzenoso che sete e che, al sentir d'una parola che
che, al sentir d'una parola che non abbia del mortificato, subito torcete il
b. casaregi, 174: chi sarà che sostener mai possa / un schizzinoso spinto
pretendo di fare schermo a quelli schizzinosi che, tócchi, pungono, e, punti
indiscretamente. verga, iv-250: sapeva che beppe, il fratello della ragazza,
era un giovinotto schizzinoso, di quelli che non amano far ridere alle proprie spalle
grembiale, come se stesse meglio a lei che a me, schiz- zinosetta ch'ella
[per il disgusto] ', che a sua volta è deverb. da schissar
tutti molli veggendosi e per gli schizzi che i ronzini fanno co'piedi in quantità
viottolo per entrare nel seminato; dico che ti cominciai a dire di colui che
che ti cominciai a dire di colui che si attaccò a la speranza de lo schizzo
la speranza de lo schizzo de la rondine che mi cacò in seno. n.
mi parve veramente di vedere un conierò che, per giungere tosto al luogo, trottando
: schizzo e zacchera è quella terra molle che andando ci salta su per le calze
e allunga e strizza il capezzolo della mucca che non se ne cura: lo schizzo
, 1-9: cogli schizzi di broda che spillano dalle scatolette forate battezziamo le nostre
mezzo una fontana d'alto schizzo, che ricasca in una bella tazza, entro
« bagascia! » con tanta intensità che con la parola gli uscì uno schizzo di
tabaccosa. -piccola quantità di liquore che si aggiunge a una bevanda, specie
, ma in segno di resipiscenza, che mi offriate un caffè con uno schizzo di
ha nella penna e nella mente altro che la retorica: retorica allo spumone con essenza
schizzi e macchie di tanti colori / che il mio vestito par quello d'un zanni
nei tratti essenziali e indicativi di quello che ne sarà il compimento. -in architettura,
piace, ditelo a urbino, acciò che io abbi tempo d'aveme facto un
feci quello braccio di quella figura di testa che alza e lasciala insino quivi come monstra
ii-169: io mi sono inganato a creder che l'infinite vostre occupazione vi concedessino una
schizzo delli fondamenti, e li pare che quello sia lo meglio modo che si possa
pare che quello sia lo meglio modo che si possa pigliare. magalotti, 7-161
bella e santa pazienza essendo otto giorni che ho chiesto di livorno lo schizzo del
imperfetto. algarotti, 1-vii-64: di che altro le parlerei prima che del suo parmi-
1-vii-64: di che altro le parlerei prima che del suo parmi- gianinor io lo ho
ogni disegno, ogni schizzo, non che ogni maggior lavoro, si riguarda come un
a lapis su un foglio di taccuino che rappresentava... lo stesso soggetto del
: intendendo per il referto del capomaestro che la licenza si possa giustamente concedere,
: li mandava uno schizzo del trattato che la francia meditava di stipulare con gustavo
dire e confermarle con evidenza per provare che u gatto è il più giudizioso di
asterà ora anche per quei lettori che non hanno ancora avuto il tempo di
non meno notevole è lo schizzo storico che il patrizio offre dell'arte rettorica nelle
nelle scuole dell'antichità e del triplice culto che le dedicarono sofisti, politici e filosofi
poetici'mancano e i saggi di quel che oggi si dice 'umorismo'. cantoni, 3
pieni di ombre e di lacune, che per sobrietà di contorni e di chiaroscuro
dare uno schizzo di lui, ma a che delineare il volto di un inglese?
accanto uno schizzo di suo fratello, che è come una sua appendice. faldella
bertani. 5. prima idea che serve come traccia per la stesura di
nievo, 1-447: era già qualche tempo che ne [della novella] avea abbozzato
donna piccola ma tutta pepe, quasi che nell'andare e nel fare proceda a schizzi
personcina svelta, e d'umore vivacissimo, che scherza quasi liquore in zampilli. fanfani
a donna piccola ma tutta pepe, quasi che nell'andare e nel fare proceda a
indietro, dicesi: « guarda schizzo che le ho dato, che m'è venuto
« guarda schizzo che le ho dato, che m'è venuto fatto! ».
. v.]: 'schizzo': nome che si dà a quelle quattro pietre che
che si dà a quelle quattro pietre che sono poste nel pallottolaio, ad uso di
28-v-1986], 7: gente come me che ha iniziato negli anni settanta o nei
modo di lanciare da terra il modello che sia privo del carrello. si tiene
si mette a ruotare velocemente di modo che il modello schizza via verso l'alto
ariosto, 1-iv-451: s'alcuno è, che pur lo desideri / aver or ora
di corte, e farsel mettere, / che sempre ha schizzi e ecozioni in ordine
palla. scaino, xcii-ii-279: conviene che con un instrumento di metallo,.
siano [i buchi] in quella parte che avanza fuori della ventosa e li buchi
a schizzo il maestro di musica trunfo, che addirittura non lo poteva soffrire.
a un bersaglio in rapido movimento o che compare improvvisamente. tommaseo [s.
uno schizzacelo con la penna al meglio che saprò fare senza compasso e senza riga
schizzóso, agg. ant. che ha gusti molto difficili; incontentabile.
acciò questi schizzosi non lo fuggissero, che, se introduce a parlar seco una divinità
idem, i-406: se siamo tanto schizzosi che vogliam le cose alla greca, si
, sf. ant. componimento breve e che tratta argomenti faceti. egloga del
o doppo emporta poco, / basta che la schizzura in rima canta, / com'
/ cercava spesso di spegnar il fuoco / che l'abbruciava di giorno e di notte