quel ben che più la carne presta / vedrèn fra '
? graf 5-1118: dimentichi tu / che i rinchiusi quaggiù / bevvero l'onda
giù, / la qual mandai né so che via si tenne, / io t'
si tenne, / io t'imprometto che * nfra l''u 'e 1
, 3-95: ben si legge d'alessandro che fue anche monarca; ma avvegnaché fosse
inverso il ponente. ben si trova che questa gente del ponente e i romani
, ii-v-14: perché li antichi s'accorsero che quello cielo era qua giù cagione d'
a la vita serena; / e quel che 'n altrui pena / tempo si spende
ancor render ragione / di quel talento che 'l maestro insegna / duplar quaggiù.
: vogli... usare quella parte che è in te più eccellente, e
se tutte in verso ordisco / le cose che gli far quivi dimostre, / che
che gli far quivi dimostre, / che dopo mille e mille io non finisco,
v'è poca né assai, / che sta qua giù, né se ne parte
brera meditando le miserie del giusto, che gli gridano come la sua patria non
più distinta / quella voce d'anima / che non seppi difendere quaggiù.
, conv., ii-vi-9: dico anche che questo spirito viene per li raggi de
per li raggi de la stella: per che sapere si vuole che li raggi di
la stella: per che sapere si vuole che li raggi di ciascuno cielo sono la
reputare. torini, 275: considerando che dobiamo morire, partissimo l'animo nostro
allegria, come io sono, e che non cura un'acca le vicissitudini di quaggiù
impossibile non gli tomi a far quel bene che già gli fece. mazza,
, a cui pensava più con obbedienza che con tenerezza, come si pensa a un
, di diletto o di qualunque altro bene che, in rappresentarne l'immagine, non
: per essere iettare intendemo bene ciò che tu ne mandasti dicendo, e adoparéne bene
dicendo, e adoparéne bene in ciò che a noi da aoparare cagiuso. dante,
inf, 2-83: dimmi la cagion che non ti guardi / de lo scender qua
, nimica delle mance, / che sei scappata di quaggiuso al cielo / per
non avemo avuto el modo avisarvene prima che mo che forsia li avereti scripto,
avemo avuto el modo avisarvene prima che mo che forsia li avereti scripto, ma non
una ragione: con ciò sia cosa che, secondo tolomeo e secondo la cristiana
la cristiana veritade, nove siano li cieli che si muovono, e, secondo comune
tue amico di lei per dare ad intendere che ne la sua generazione tutti e nove
è tutta [la leggiadria] simigliante / che, dal levante / avante infino a
dal levante / avante infino a tanto che s'asconde, / co li bei raggi
e verità del padre eterno: però che quagiuso il vediamo imperfettamente, ma lasuso
aretino, 22-123: chi non sa che tutto quel ch'è miracolo quaggiuso è nulla
/ cosa quaggiuso, e fede fai che bene / primo e supremo all'uom
dante, conv., ii-v-13: per che ragionevole è credere che li movitori del
, ii-v-13: per che ragionevole è credere che li movitori del cielo de la luna
1-10-59: né 'l fato o quella che qual fumo o polve / la gloria e
. boccaccio, vili-1-222: temere quelle che nuocere non possono, come sarebbe che
che nuocere non possono, come sarebbe che l'uomo temesse una lepre o il
, i-iv 552: quel che da te voglio è che mi comperi /
552: quel che da te voglio è che mi comperi / fin a tre paia
27: le auagfie è ben vero che vengono nel mese di maggio; nondimeno
a branchi e tanto fitti per aere che al valico che si tende loro alla
e tanto fitti per aere che al valico che si tende loro alla marina, con
talora vi dàn dentro con tal furia che le rompono. g. ramusio,
a questa parte, io non odo che squittire di quaglie dappertutto. pascoli,
medici, 8-39: non teme la pernice che 'l ter- zuolo / la stringa,
dimmi un poco per tua fé ciò che tu hai animo ora di fare se io
tuo prefisso termine... -antonello, che intento stava all'opera come lo sparviero
dire... chi sia la quaglia che appuntano con tanta intensità i cannocchiali di
cacciatori: caschi il mondo, bisogna che conquistino. se vedono svolazzare una pernice
. quaille. quagliàbile, agg. che può rapprendersi o coagularsi. = agg
uno di quei quagliamenti bianchi e rossi che comunemente vengono chiamati 'polipi '.
che quasi tutto il latte si era coagulato nei
sono di penna di color più chiaro che i vecchi. = deriv. da
quaglia, la volgono sottopra con certe tavolette che hanno in luogo di padella, accioché
,... e lodano i medici che si debba pigliare subito senza che si
medici che si debba pigliare subito senza che si stringa né si raffreddi, per esser
parini, 329: i'ho tanta paura che mi quaglio / allor ch'io penso
frateili, 5-256: c'è qualche cosa che non quaglia, che non si confà
c'è qualche cosa che non quaglia, che non si confà al tuo gusto.
emanuelli, i-80: era un discorrere che non quagliava. luzi, 2-35: penso
anime in pena / di una vita che quaglia poco. sereni, 3-72: parlando
f f verga, 7-314: che poteva farci se possedeva soltanto quel pezzetto
inavvertito cagliare della vita, la morte che lentamente si coagula nel corpo di un
: rimase quella zona ambigua e smarrita che fa paura guardare perché non esiste.
convitati; la picchierai minutamente; piccata che l'avrai, vi porrai dentro le sue
,... gemono una certa roba che par simile alla colla strutta o più
col quagliamolo della borsa, ti sicuro che a quel suono ella te la farà
roma... lo schyston (che non era se non una quagliata ben acida
fresco e latte quagliato e non so che loro frutti, in modo che a me
non so che loro frutti, in modo che a me parve stare, nonché in
visto, perché erano molto più disposti che gli altri e perché portavano quel tenerello
quel tenerello di mezzo del naso tanto aperto che quasi arrivava fino alla bocca, di
, 16-ex-113: questo siero non vorrei che fosse depurato, ma fosse siero puro,
e volpi, si trovò dopo morti che avevano quagliato il sangue nelle vene e
in quei giorni il mio cibo non era che latte quagliato e pane fresco.
scivolosa. 2. figur. che ha lineamenti non definiti, grezzi,
ha lineamenti non definiti, grezzi, che fanno pensare, per similitudine, al risultato
viaggia in auto e a tutto il lavoro che c'è quagliato fi dentro non ci
, 5: dimandò un degli serventi a che modo pigliavano queste quaglie. colui rispose
d'osso legato con una pelle, che si chiama quagliaduro. commedia di aristifipia
, senza fare il parasito: ma che si vendano stinchi de cicogna per quagliatoli,
cui, per compressione, esce un suono che imita il verso dell'uccello.
quando vide ciriffo su pel prato / che gli seguiva sonando il quaglieri. olina,
richiamo del quagliere e quella sorte di rete che si chiama tramaglio. tanara, 299
. scherz. giovane donna, ragazza che ha un aspetto piacevole e fiorente, con
gambini, 6-184: con nerina era, che lei gli piaceva a lui e lui
da una sottile striscia di lardo, che per lo più vengono arrostite sullo spiedo
quagliettina. cagna, 3-275: pensava che, se finalmente gli riusciva di abboccare
ora quella porzione di quaglio o pellicino che si giudichi che sia per bastare a
di quaglio o pellicino che si giudichi che sia per bastare a rappigliare il latte che
che sia per bastare a rappigliare il latte che tu vuoi... si lega
roseo, iii-228: il quaglio del capretto che non abbia anco pasciuto...
capretti o cervi picciolini et altri prima che pascano. g. sanari, 386:
ultimo [dei quattro stomachi], che dèesi considerare come il vero stomaco,
dròmo { quagliòdromó), sm. campo che è adibito all'addestramento dei cani per
pigliato a copertore / quale uno uccel che si chiama quaglióne, / che quando
uno uccel che si chiama quaglióne, / che quando eolo fiede al padiglione / mi
. sforzino da carcano, 2-53: fatto che sarà il sparviero, potrassi andare liberamente
qualche quaglia grassa, spingerglielo destramente sì che la prenda. savi, 1-570: re
quagliotto, sm. quaglia giovane, che sta ancora nel nido e sta imparando
tanara, 275: le quaglie, uccelli che stanno sempre in terra e mai su
. figur. giovanotto ingenuo e inesperto, che si lascia facilmente abbindolare. -in partic
latino. 2. veter. che presenta rampinismo (l'arto di un
veddi piante notabili, a riserva, che sterpagnoli d'ulivi e molte viti dette dai
di pelo bigio, con una testa che sembrava d'alocco, gli occhioni lividi come
alle quali s'attacca un pezzo di catena che le tiene insieme legate tutte due,
gatti. viene da 'rampi ', che s'intendono 'ugne di gatto,
maghe o anelli della catena, secondo che questa si voglia più o meno
sì, incavigliatili con un zeppetto, che sofficcan tra due uc- chielli, se
... a imitazione de'carri falcati che anticamente s'usavono... erono
dalla testa de'quali usciva uno spiede che co'rampi suoi apriva circa braccia tre
tanaglia era cavata da la lettera x, che con i rampi di sotto era volta
, onde sarebbe meglio / lasciarla star che portarne vergogna. boiardo, 1- 2-67
(ii-25): parve a la balia che cinzia fosse più ritrosetta di quello che
che cinzia fosse più ritrosetta di quello che ella pensava; nondimeno per questo non
pensava; nondimeno per questo non stette che a giulio e a cinzia non desse
. foscolo, xii-698: altri pretendono che... il marchese scrivesse a
fermo e lucia, 567: il primo che, disertando la sua parrocchia, s'
poi elisabetta ad una specie di rampogna che 'l re mantenesse un suo ambasciadore presso
, 1-520: il barone conchiuse fra sé che quel dervis era un neo-platonico; e
rampogna (con uso aggett.): che esprime rimprovero o censura. grafi
. marini, iv-48: tutto ciò che di querele, rampogne e bestemmie mandar
. gozzi, 384: infiniti sono coloro che si querelano della contraria fortuna e dicono
x4- 225: s'egli avvenga poi che l'infelice / nell'abbondanza del dolor
tono della voce o sguardo o atteggiamento che vale come tacito rimprovero. martello
di reale. / degli avi tuoi, che oscuri, sì reggi alla rampogna?
la tua virginea vita / a colei che nel mondo è già intristita / che
che nel mondo è già intristita / che del natio pudore / trionfò turpemente / e
rampogna sulla faccia funerea. -fatto che induce a vergogna per le proprie azioni
, 3-ii-76: rimase quale è l'uom che turpe sogna / colpa, e,
accolte in queste due sole parole, che tramandano un'eco potente. tarchetti,
; all'alba ci atterrisce la sua rampogna che ritroviamo allentata. -scherz. stimolo
, xxxv-ii-309: rampogna fa vergogna / da che non abisogna. = deverb.
casini, i-69: chi non avrebbe creduto che il zelantissimo patriarca, acceso di santo
fa fare a un notturno amante, che odiava il suo lume come pregiudiciale a'
. di rampognare), agg. che rimprovera con severità; che esprime riprensione,
agg. che rimprovera con severità; che esprime riprensione, biasimo.
, v-94: quell'avanzo di superbia che si appiatta anche nel cuore dei santi
stette, e io dissi a colui / che bestemmiava duramente ancora: / « qual
ancora: / « qual se'tu che così rampogni altrui? » piero da
presentarono con gli scartafacci loro alla mano che furono tosto scartati dalla critica e rampognati
con agrura dovuta: « gitene, scartabelloni che siete, a cenare con buridano o
, 341: ognuno poi dei popolar che a sorte / incontrasse o che far
dei popolar che a sorte / incontrasse o che far rumore udisse / il battea con
il rampognò: tu fuggi, / tu che lungi saetti? codemo, 64:
dalla sagrestia, rampogna una sua nipote che rientra troppo tardi dal cinematografo.
francesco da barberino, i-273: sescalco che rampogna / palesemente, poniàn ch'alcun
, xxx-5-44: mi diceano appunto / che tu d'amor non parli, / se
bandiera / in man del duce, che in feral conflitto / rampogna, incalza,
sdegnato di tanto contendere per due sostantivi che non avevano significato veruno, si cacciava
nardi, 1-1-1: il fido amico, che brama et agogna / la sua salute
agogna / la sua salute, poi che se ne accorse, / molto del suo
, i-271: qual è quel medico, che brami di sanar gli egri, che
che brami di sanar gli egri, che non ^ li rampogni dei lor disordini?
133: quando lo si rampognava d'alcun che, egli non rispondeva quasi mai.
, essendo mordace- mente dal popolo rampognato che dentro la sua 'genealogia degli dei
ciascuno incogniti, rispose nel quindicesimo libro che quell'opera era indirizzata e fatta per
la nova, e par lor tardo / che dio a miglior vita li ripogna.
, iii-146-9: però parla un penser, che mi rampogna / com'io più vivo
io più vivo, no sperando mai / che tra lei e pietà pace si pogna
. maggi, 84: aborro un pensier che mi rampogna, / se talor tomo
, 3-176: sarò l'anima vostra che grida, rampogna e condanna; / e
ò sospetto -de la mala gente, / che per neiente -vanno disturbando / e
il tempo della battaglia non feci altro che piangere e sospirare il mio poliarco, ora
ora piangendo le sventure del regno, che a tant'uopo era privo di soccorso così
ricordo una pagina bollente di santo sdegno che lamennais scriveva nel 1836 rampognando gli uomini
lamennais scriveva nel 1836 rampognando gli uomini che, pur dicendosi cristiani e discepoli della chiesa
passeroni, vi-105: del caffè, che si biasima e rampogna / dal dotto
g. prati, i-264: penna, che invan rampogno, / perche non ti
: passa ormai tu, donna, / che, dispettosa rampognando l'altra / e
, / ne rivelasti quella zoccolata / che t'ha sì la visiera macolata /
niente è poi più disgustoso quanto il vedere che il padrone di casa sgridi o rampogni
-assol. leopardi, v-102: ricordati che colui che rampogna o percuote non offende
leopardi, v-102: ricordati che colui che rampogna o percuote non offende esso,
percuote non offende esso, ma la opinione che si ha che questi cotali offendano.
esso, ma la opinione che si ha che questi cotali offendano. 4
compagno, ora ad inanimare quegli altri che, troppo timidi e rispettosi alla mensa
musso, i-260: cieca giudea, che fino al dì d'oggi rampogna:
, altro non rispose, se non che rampognò quella essere la ricompensa de *
rampognando con messer ricciardo de'manfredi, che avea sì fatto che in faenza né
ricciardo de'manfredi, che avea sì fatto che in faenza né in furlì gli era
ricciardo, sì è, al meno quegli che vogliono male a voi ». taviani
a rampognare. pulci, 13-32: mentre che par che in tal modo rampogni,
. pulci, 13-32: mentre che par che in tal modo rampogni, / si
-, pigliandolo per lo lembo, acciò che non si partisse, però che era
acciò che non si partisse, però che era già in cammino; pur con quella
; pur con quella poca di forza che avea, si spiccò e andonne rampognando;
mendico, non perché gli manchi ciò che gli bisogna, ma perché non gli
, ma perché non gli soprabbonda ciò che agli altri manca. -essere scontento
= dal provenz. ramponar, che è dal fr. ant. ramposner,
: indarno volli resistere a quella forza che * vincitrice mi strascinava: impresa difficile
sm. (femm. -tricé). che rimprovera con rigore e durezza per colpe
rampognatrice a ricuperare quell'onore a dio che gli ha tolto la lingua bestemmiatrice.
. 2. per estens. che rimorde (la coscienza). segneri
, agg. ant. e letter. che esprime rimprovero o biasimo. cavalca
rampognevoli parole. 2. che rimorde, che induce al pentimento (la
. 2. che rimorde, che induce al pentimento (la coscienza)
267: o signor mio, a che era bisogno, / che questo tuo figliuol
, a che era bisogno, / che questo tuo figliuol così fuggisse, / e
in sogno / e l'angelo dal ciel che l'ammonisse? / certo potevi tu
senza rampogno / difender lui da ciò che gli avvenisse. niccolò da correggio, 181
lomazzi, 231: basta a dir questo che a dir è bisogno, / come
/ come ho gran spasso, quando che me inzucco / in qualche pedantuccio da
o anche offensivo. -anche: che recrimina facilmente, brontolone, importuno.
satiro e rampognoso. 2. che induce facilmente a sprezzante biasimo. equicola
, la concupiscenza illicita.. che esprime severi rimproveri. cala dei
salutiferi rampollamenti d'acque, tanti bagni che gettano fumo e quasi odore di solfo.
frugoni, ii-35: oh, mi direte che le vostre dame hanno il latte cagliato
rampollanti vite. 4. figur. che deriva da una causa, che ne consegue
figur. che deriva da una causa, che ne consegue. b. croce,
. croce, ii-12-288: superfluo è avvertire che pace e guerra, inerenti entrambe alla
al dolore e alla colpa, vuol dire che la vita medesima, nella sua radice
essenza, è peccato. 5. che risorge di continuo e di continuo si rinnova
le radici in aria e i getti che rampolleranno dal gambo metteralli dilicati e odorosi.
rampolla, mette fuori un fiorellino giallognolo che ha un sottile profumo di tossico. gozzano
. gozzano, i-63: ma poi che primavera ogni corolla / dischiuse con le mani
sbarbaro, 1-253: il ficodindia, che vive in liguria una vita precaria, qui
dolore e un enfiato lo seguì, che finalmente si aperse in un naturalissimo corno
finalmente si aperse in un naturalissimo corno che poi crebbe fino alla lunghezza di una
: diluviò idio il mondo d'acqua, che venne da due parti: di sotto
molte altre chiarissime acque vive, onde che per tutto vedrai belle e fresche fontane
fredde, raccolte in un pilo naturale che fa la viva pietra del monte, onde
: voi del tuscolo ninfe e voi che al cupo / aniene attingete, ove rampolla
, 1-194: un mormorio d'acqua che rampolla e si perde in un prato.
giamboni, 4-204: intra molte altre maraviglie che avvennero parve che della terra rampollasse sangue
intra molte altre maraviglie che avvennero parve che della terra rampollasse sangue e cades- sene
al tevere. e la sibilla avea profetato che quando rampollasse fontana d'olio, allora
sarebbe stata capace d'intenerirsi all'idea che fosse rampollato un piccolo bastardo nel talamo
ricordando sem> re l'espressione di dolore che attraversava il volto della f
anciulla. pirandello, 7-987: pareva che una vena nuova di vita gli fosse
con urgenza impetuosa. soffici, v-1-686: che questa estetica sia ^ autonoma ':
questa estetica sia ^ autonoma ': che non possa cioè riferirsi e collegarsi ad
savio duca, udendo il nome / che ne la mente sempre mi rampolla.
. de sanctis, i-45: a che tanti colpi di scena, quando la
thovez, 135: io voglio una poesia che rampolli dalla vita e non dalla letteratura
imperadore, rampollòe la resia di coloro che negavano la resurressione de'morti.
volgar., 9 (180): che tu con attento cuore e quasi colla
di tutti i padri e che riponendole diligentemente nel tuo petto maggiormente ti
maggiormente ti brighi di metterle a compimento che d'ammaestrarle, però che da questo nascerebbe
a compimento che d'ammaestrarle, però che da questo nascerebbe noce- vole presunzione di
dirsi cagion de'mali l'ultimo fatto, che n'è solo il maturamente e lo
ma sibbene il primo peccato nostro, che è come il germe da cui le susseguenti
invenzione dell'elmo a punta, quasi che questa ispida forma potesse rampollare solo dalla
d'urbino, e non lo credetti, che almanco la chiesa non ne fosse escettuata
chiesa non ne fosse escettuata: ora veduto che la novella rampolla da più luoghi,
li deputati olandesi ad illuminarsi e chiarirsi che dal canto de'francesi non era rampollata
s'empiva [la via] di gente che da ogni parte rampollava, strabocchevole.
la terza della saetta era sì serrata che punto none spirava l'angoscia.
subitamente discorre nel cuor suo una fonte che rampolla diletto. periodici popolari, ii-360:
(rampólo), sm. ramo giovane che nasce sulle piante legnose da una gemma
crescenzt volgar., 2-22: gli arbori che non fanno frutto alcuno hanno per necessità
[oviedo], cii-v-313: sonvi frutti che si chia- man pigne, le quali
lasciano al di sotto due tralci, che si recidono a mezzo decimetro di distanza dal
, ficcheravi entro il rampollo in tal maniera che la corteccia s'agguagli alla corteccia dalla
pronta e lungi / la porta sì che l'odiato seme / non caschi e tomi
fontane: una sprizzi il moscatello, / che di felsina ai colli / curva i
4-vi-419: non mi sono neppure accorto che ì vermicelli moltiplichino la spezie per polloni o
. 3. vena d'acqua che scaturisce dal terreno con un forte getto
cerca nuova strada, / frettoloso a vietar che non affonde / i verdi paschi e
un'altra, e si confonde; / che si ripara quinci che non cada,
si confonde; / che si ripara quinci che non cada, / quindi vede lassar
, ove tanti rampolli sorgono d'acqua che per cento milia canaletti fanno dentro la
piante gentil, certi rampolli, / che mi par già sentir dall'indo al
ogn'opera di lasciar di me un rampollo che resti erede de'miei beni. guarini
femmina: ed è una tosetta, che mi vien su... prosperosa e
nome non comune e famoso: due qualità che fanno ai cozzi tra loro. pavese
bella dea, questo è il sentiero / che per vedere il genitore anchise / calcò
rampollo. -per estens. popolazione che discende da un particolare gruppo etnico.
del ceppo himiarita, diè soldati agli eserciti che passavano in occidente al principio dell'ottavo
. boterò, 1-4-124: si stima che i maroniti siano un rampollo de'iacobiti
castalio fonte e delle fronde, / che già più ch'altre piacquero ad appollo,
annibaie ed altri caracci in bologna, che è la scuola ch'essi poi ed i
era già cresciuta una diversa famiglia di letterati che onorava sì le rovine, ma chiamava
vr'esse..., leopardi che insuperbì di quella ragione alla quale malediceva
quella ragione alla quale malediceva, giusti che flagellò i contemporanei eccitandoli ad un rinnovamento
manifestazione conseguente a un dato evento o che ne è stata favorita; effetto di una
conv., iv-xxi-13: è da sapere che 'l primo e lo più nobile rampollo
'l primo e lo più nobile rampollo che germogli cu questo seme, per essere
animo. firenzuola, 2-360: ecco che la speranza in nuove gemme / apre la
italia. pallavicino, 1-17: è falso che la superbia derivi dall'erudizione. è
medesima, mentre uno si stima quel che non è. giannone, iii-30: cominciarono
i rei rampolli a germinare anche prima che costantino abbracciasse la religione cristiana. cesarotti
virtù e colle qualità e maniere sociali che sono rampollo delle prime. -arte
. -arte, scienza, attività che deriva da un'altra e, per
di fabricare i panni. -digressione che è conseguenza di un pensiero esposto in
discendenti. e quinci esce uno rampollo che presta materia ed allarga la presente tema
dallo studio di questa lingua se consideri che il rampollo dacoromano fu tratto dal tronco italico
e mette alcuni rampolletti in quella parte che il grano stava attaccato nella panocchia di
il grano stava attaccato nella panocchia di che nacque. marino, x-48: con
come tu sai, né sendoci / altri che me della progenia mia / io desidero
io desidero, sì come fan quelli / che hanno qualche cosa, e acquistata /
castagneda], ii-195: tirano a quelli che sono giù bastoni brostolati, sassi e
frizze e certi ramponi di ferro, che chiamano taurrane, che portano legati in molte
di ferro, che chiamano taurrane, che portano legati in molte braccia di spago
legati in molte braccia di spago, che involgono nel braccio destro, accioché gli
tirano, tirano lo spago, fin che accostano l'uomo a sé e li
chi in quella lunga giocca di capegli che i giapponesi hanno in cima del capo
inasprita, mediante apmnto un rampone, che gli austriaci adoperavano per de- inquenti di
. pavese, 12-167: un negozio che in vetrina aveva ramponi. bello. ma
massimamente si pigliano con tagliuola di ferro che intorno a sé hae molti ramponi aguzzati
non però fosse più rilevato dal ferro che quanto sariano tre spaghi rivolti insieme. sansovino
un determinato numero di punte aguzze, che gli alpinisti fissano sotto la suola degli
scala con gran precipizi sotto i piedi che facevan temere della sicureza di quei marroni
facevan temere della sicureza di quei marroni che veramente non mettevano mai piede in fallo
alcuna volta certi ferri con quattro punte che gli chiamano ramponi, e se gli
neve diacciata. stuparich, 5-22: narro che, in abito da sera, con
ferro o di acciaio, ricurva, che si fissa alle scarpe per consentire la salita
tuo'sermoni / falsi e bugiardi, che nel mondo usasti, / pruovan le sanne
due uncini congiunti dalla parte convessa, che simboleggiano un fatto illustre o la titolarità
1-i-381: 'ramponiere ': è quegli che scaglia il rampone nella pesca delle balene
parte più materiale di quella vita, che culmina nella figura del ramponiere cannibale,
, 3-16: oh, oh oh, che porto, ah? insalata,
ne vuoli ancora, / or guarda che tra gambe del batista / un ramuccello in
ràmulo, sm. in arboricoltura, ramo che porta gemme da legno e da
caudice, si suddivide in rami, che poi dànno origine ai ramuli di vari ordini
: la ragion del potare è questa, che i vecchi sermenti, dai quali l'
2-38: « io non ho / che questa ghirlanda ». / « cane!
d'atomi. campailla, 4-120: che in sottili ramuscoli compresi / siano de'
sculoso), agg. che si dirama in ramoscelli (una
da ramùscolo. ramuto, agg. che ha numerosi e fitti rami; ramoso.
messisburgo, 80: servarai il modo che si tiene a fare le rape ramute
. 2. per simil. che presenta ramificazioni luminose (un fulmine)
tua furia, e tu che colle veloci e ramute ali e colla forcel-
rana esculenta o rana verde o rana comune che abbonda nelle risaie. dante
, 2-2: anco l'uomo, che si bagna in bagno, ponendovi la
forellini delle nari. di fermo non ha che le perline nere degli occhi. montale
a ritentar la corda / dallo stagno che affossa / giunchi e nubi.
), diffuso nell'america settentrionale, che emette un verso simile a quello dei
piene di molte medicine, ma dicesi che quando si cibano le pongono giù e poi
a 1'incontro la rana velenosa, che da nostri metallieri, per lo color
metallieri, per lo color di fuoco che ha, vien chiamata pyriphrynon, che
fuoco che ha, vien chiamata pyriphrynon, che però è il suo vocabulo proprio,
aspetto in venezia, ma con patto che non facciate come la rana, che non
patto che non facciate come la rana, che non sì tosto è saltata in terra
non sì tosto è saltata in terra che toma a saltare in acqua. guarini,
di quella: mamma, non fare, che tu potresti crepare e non croscieresti mai
la rana si dolse e enfiò si forte che crepò e morì. ibidem, 5-259
pasquinate romane, 721: il turco, che bel bello / sta a veder questa
di aristofane (bàxpaxoi;), che racconta la discesa nell'ade di dioniso
la commedia prende il nome dagli animali che compongono il coro al passaggio del dio sul-
un coro di rane della palude stigia, che si fanno sentire, una sola volta
un certo pi- grete di alicamasso, che racconta il conflitto fra i topi e
1-59: voi, generosi topi, poi che esalto, / non meno che l'
poi che esalto, / non meno che l'altrui, le vostre tane, /
mio desir troppo alto: / pregate che mi sian le muse umane, / come
perché col loro gracchiare altro non fanno che svegliar tanti e tanti ad informarsi se
... io non credo inconveniente che v. s. illustrissima lasci acchetare il
s. illustrissima lasci acchetare il frastuono che faranno ne'primi tumulti tutte le rane del
la canzone della riabilitazione. -cantante che ha una voce stonata e stridula.
a gran ragion mi prende / allor che ai pregi di fangose rane / nobil cantor
« e somiglierà presto a suo fratello che non ha di tali rane ».
. figura simbolica della povertà contenta, che appare talvolta neltarma. 5. ittiol
57: piglia rane marine e lacerte che vulgarmente ghezze se domandano. 6.
italiana. -per estens.: sommozzatore che effettua lavori subacquei. 7.
ce la facevo a non affogare oltre che a buttarmi in acqua dal bordo della
. stor. salto della rana: strategia che gli americani usarono nell'oceano pacifico durante
pacifico durante la seconda guerra mondiale e che consistette in una serie di sbarchi per
del cibo le viziose escrescenze alla lingua che i veterinari chiamano 'rane '.
acqua o, anche, il gorgoglio che talora ne è segno. -con riferimento
[s. v.]: dicesi che hanno la rana i cavalli i quali
i quali trottando fanno sentire un rumore che ha qualche analogia col gracidar delle rane
: maniera proverbiale detta del beneficar persone che adoprano il benefizio per far soprusi o
ii-94: pur nondimeno avea dubitazione / che bisantona noi tradisca e inganni / e come
pantano. guerrazzi, iif-168: tu presumi che ti vengano a profferire fino a casa
a casa il danaro? alla rana, che non chiese, non fu data la
il pantano: per indicare una persona che ama le proprie abiezioni ed è, quindi
cielo e botticine, cioè ranuzze, che. ssi ne cuopre tutta la terra
moltissime ranuzze o botticine, di quelle che saltellano per le strade. spallanzani,
gli aretini quell'uccello di rapina che dai fiorentini è detto gheppio e fotti
14: 'ranatra è il nome che il petivert dà a due insetti emipteri
rancare ':... del cavallo che troppo serrato ne'garetti move il piede
o arancare è fare la maggior forza che si possa, vogando. = forma
reegga degli orni chi perseguan altra per che hi no san qu'i se faggan.
storici, iii-274: zenova, a che sei gionta / in poter de li
in poter de li inimici, / che del core ogni radici / ti vorrìa aver
investir le galee, e con stridi che arrivavano fino al cielo. rancheggiare
, così uomo come donna, che abbia le gambe corte e un poco
poco torte per rachitide, sì che nel camminare e'dondola. =
guerrazzi, 2-184: cardone, che zoppo era, ranchettando per la via
ora egli ranchettava giù per il pendio che conduce alla vallata di sant'anna.
: feci congregare la mia gente / che infra uno mese fece lavorare, / legnami
da guerra, elenco giornaliero dei militari che, divisi m gruppi, alternamente consumano
la scorza del ranzo e fané quelli pezi che tu vole e curali ben dentro
poi le lessa in aqua tanto che sia tenere, lasale sugare per tri
zomi, poi lo miti in lo mele che tu la voi bolire per tri
ranciato1 { ramato), agg. che è o appare di colore arancione.
: quella polvere ranciata dal messico, che in spagna chiamano più comunemente 'polvos
.. è il più regalato condimento che s'usi sul cioccolate. targioni tozzetti,
7-57: il color ranciato altro non nota che letizia e contantezza per essere conforme a
monviso spiccava ancora netto sulla tinta ranciata che andava morendo. 2. che presenta
ranciata che andava morendo. 2. che presenta riflessi o luminiscenze tendenti all'arancione
aver guardato a quella distesa d'azzurro che viene imbiancandosi e facendosi quindi ranciata come
gailini, 81: meschina, ve'a che ora rancico / per siena e ho
grasse, del burro, e quel rigno che fanno mangiandole si dice 'fare ràncico
carne brancica. 2. che ha la gola irritata. cagliaritano,
. 3. sm. sapore sgradevole che toma alla gola dopo aver mangiato cibi
a pistoia e altrove per quell'irritamento che fanno alla gola le vivande massimamente fritte
occhio non gli dia troppo maestra, imperò che la maestra lo fa trarre..
diventasse di sapore rancicoso per la morchia che fa residenza nel fondo.
nel fondo. 2. che ha la gola irritata. cagliaritano,
rancicoso, non v'è altro rimedio che lo allume. = deriv. da
, sm. ant. persona antiquata, che sostiene idee superate. cestoni,
. marcellino è restato stupito in sentire che ancora in cotesto studio vi sia restato ancora
sia restato ancora cotesto rancicume di vecchio che scriva o che abia scritto della teorica
cotesto rancicume di vecchio che scriva o che abia scritto della teorica delle febri.
epopee moderne, borghesi, democratiche, che i professori sopra biasimati bestemmiano rancidamente dinanzi
(e, in senso concreto, ciò che è antiquato e superato).
di cui cavano quell'olio di ben che mai non rancidisce né diventa vieto.
; ma bisogna ciò fare ogni volta che se li vuol dare, perché rancidendosi
il debitore fa un sopraosso così duro che il diavolo con mille graffi non glielo
agg. (superi, rancidissimo). che, a causa di un processo di
60: ha questo olio questa proprietà, che, invecchiandosi, non diventa vieto né
rancido. romoli, 294: noci che divengono rancide per vecchiezza. ulloa [gue-
10-29: sei sciocco! come non sai che le croste muffe e i minestri rancidi
somma efficacia toglie via i segni lividi che restano doppo le battiture nel corpo.
di formaggio piccante afferrò alla gola carmela che tossì. d'annunzio, iii-1-956:
pesce rancido, nauseante; le botti che ci proteggono, sono vecchie botti di
stantii, le fette di limone poco meno che rancide. -in un contesto iron
voce stridula e cattiva... « che dramma la luna di miele rancido!
. romoli, 300: ogni olio che perda il buon sapore, se dentro
piglia più presto il rancido al fondo che in stanza aerosa e fredda al gelo
l'oro è sbiadito o imbrunito, sembra che debbano avere un odore rancido e fanno
maleodorante. moravia, ix-59: di che cosa puzzava la stanza? di chiuso
/ rancida. -sostant. odore che aleggia in un luogo chiuso, non
rancido, son di piombo sì grosso che li pesi gravi fan così cigolar le loro
[plinioj, 490: tra le cose che inconsideratamente si mangiano, mi pare di
longo, xviii-3-234: io compro un podere che a'miei nipoti sarà...
sarà... involato da uno che produrrà una rancida carta, un tarlato
sempre lo stesso. 4. che ha un aspetto malandato, cadente e ripugnante
percioché siate diventata rancida e mezza più che non son le nespole che son state
e mezza più che non son le nespole che son state su la paglia un anno
non ti voglio. lubrano, 2-151: che mai possono apprendere di serietà, di
le grinze, a parer tutte altre che rancide'. buonafede, i-67: vecchi rancidi
i-67: vecchi rancidi e sparuti, che intorno a molli fanciulle fanno i cascanti di
di vezzi, non son eglino scimie che s'affibian la coda e s'al-
ma ol sarà un pezz de camaccia vecchia che sa di rancido che appesta.
de camaccia vecchia che sa di rancido che appesta. -vizzo, risecchito (
doni, 6-63: o come mi gusta che non ti sia mestiero impiastrarti le poppe
mezzo della tua vita... che, qualunque mossa tu fai, sei costretto
/ opporre i vostri rancidi antenati / che non esiston più, né importa nulla
vedere la vecchiaia. 5. che scrive con uno stile inattuale, usando
vedono i letteratini rancidi e impermaliti, che l'ultima ora ha svuotati dell'ultima
magalotti, 9-1-74: peripatetici vieti rancidi che ammorbano. vallisneri [in muratori,
mascheroni, 8- 389: or che il cavallo aonio / del peso tuo si
l'atleta, / o mio vigan, che i satiri / incoronar poeta?
satiri / incoronar poeta? 6. che riflette o si ispira a un gusto e
generali per un'attrattiva segreta e particolare che non mi dà il cuore di ritrarre
non v'è regola, per istrana che la sia, che non abbia per difesa
regola, per istrana che la sia, che non abbia per difesa qualche rancido testo
torino. tommaseo, lxxxix-ii-406: poeti che adoprano idee comunali e rancide, sien
mani troppo piene, ed anche avere più che non farìa mesteri del vieto e del
crusca, 332: intorno alle voci che paion rancide e disusate e oggi poco
, voci rancide, voci disusate, voci che son ridicole a voi medesimi e poi
tutte quelle disgrazie con tanto di barba che voi altri chiamate 'grazie ai lingua
di voci e costrutti disusati e rancidi che i loro maestri stimavano preziosi e squisiti
preziosi e squisiti. 8. che è o appare proprio dell'uso antico,
d'omero, 1 quali, come che divinissimi siano, paiono nondimeno rincrescevoli.
parte è cagione questa antichità de'costumi che, da coloro ch'hanno avezzo il
lassate in suo arbitrio di riferir quel che gli scrivete o no, perché
-privo di elementi innovativi rispetto a ciò che richiede la situazione (un tipo di
situazione (un tipo di politica); che si regge su princìpi teorici ormai superati
rancida ed antiquata. 9. che risale a molto tempo addietro e non ha
nievo, 401: mi lasciò travedere che egli chiudeva un occhio sopra alcuni rancidi
chiudeva un occhio sopra alcuni rancidi sospetti che aveano guastato la loro concordia e ricondotto
e della sua conoscenza della lingua francese che si valeva, la coceanu.
-ah! sai tu, mio caro, che la mi comincia puzzar un po'di
[guevara], ii-152: i peccati che sono rancidi e
ai vintisette di giugno, di modo che la vostra lettera non si potea condennar
pagò il costo, si ritenne quelle che voleva o non voleva, e a me
leopardi, iii-478: aspetterò le notizie importanti che mi promettete neh'ultima e mi promettevate
. ha un sapore forte disaggradito, che viene distinto col nome di rancidume.
scritta alli 24, cioè molti giorni prima che partisse la posta, onde portava rancidume
. -anche in senso concreto: scrittore che è o appare o è considerato inattuale,
un gusto artistico superato; opera letteraria che riflette o si ispira a una sensibilità
zeno, i-102: non si legge comunemente che o certi li- bricciuoli francesi..
aridi rancidumi di leggende e di storie che non meritan l'onore di esser guardate.
cocchi, 5-2-269: io non dubito che, avendo tempo e comodo di scartabellare
da metter fuori d'ogni disputa quel che ho accennato. alfieri, xiv-2-149: le
, goffi, rancidi, vieti, oscuri che dicono i nostri saputelli? beata goffaggine
! leopardi, iii-475: i libri che si pubblicano oggi in italia non sono che
che si pubblicano oggi in italia non sono che sciocchezze, barbarie e sopra tutto rancidumi
se sapessi di prosodia vorrei far vedere che i poemi non sono rancidumi, e
i rancidumi,... le cose che non si sentonpiù dire,...
. que'periodi intralciati, quel fare che non è più nostro evitiamolo prudentemente.
, concetto, teoria o consiglio morale che risale a concezioni ormai superate, a
, 6-40: era solito ridersi di coloro che, fermandosi sovra le pedate degli antichi
magalotti, 23-271: è un obiezione che la sanno fare i bambini e che
che la sanno fare i bambini e che, per nascondere almeno a prima vista il
morti metaforiche degli amanti, la guerra che sostengono continua tra la ragione e il senso
esclamava allora giulia sbadigliando e sonnecchiando, che consigli d'antica data, che rancidume!
, che consigli d'antica data, che rancidume! bacchelli, ii-436: il
'ranciere ': quello fra 'soldati che per turno dèe apparecchiare e scodellare il
alpestre, tenuto da tale amoretti, che nonostante il nome non è di origine
c'è il tipo rancino, invece, che sembra che ogni rivetto lo deva pagare
tipo rancino, invece, che sembra che ogni rivetto lo deva pagare di tasca sua
la scorza del ranzo e fané quelli pezi che tu vole. 2.
; ant. anche -eie). che è o appare di colore arancione o
rance / son di piombo sì grosse che li pesi / fan così cigolar le lor
: v. pomarancio. 2. che presenta riflessi o luminescenze tendenti all'arancione
a perpendicolo i suoi raggi infocati, che si slargavano in macchie rance su le praterie
aurora in sunun carro d'oro, che uscissi d'un mare tranquillo, vestita
secondo la sua lunghezza disposti in maniera che il rosso è nell'estremità inferiore di
hanno... un mal vedere coloro che fan monizione di grano, di biscotto
di biscotto e di carne insalata, avenga che tali cose diventano rande, tarlate e
. martelli, 129: i marzolini, che sì sovente ne mandate, son miglion
sovente ne mandate, son miglion assai che 'l nome del vostro casato, perché
. 3. per simil. che ha un aspetto fisico malandato, sgradevole
perdono certe donne le quali, non ostante che tocchino la fimbria alla quarantena degli anni
quali, in vece di adomarle, par che le rendano più deformi e rande.
perle e rubini una tempesta, / che la fan brutta orrenda a più non
, x-3-110: le donne, poi, che fede io posso fame, / han
così rancia e ruvida la carne / che non v'è rischio che giammai corrutte
la carne / che non v'è rischio che giammai corrutte / sien le caste mie
io le tocchi. 4. che riflette o si ispira a una sensibilità letteraria
. n. villani, 2-443: che le stelle si chiamino fiori et i fiori
: tornando alla nostra materia, dico che le parole vogliono essere chiare: il che
che le parole vogliono essere chiare: il che avverrà, se tu saprai scegliere quelle
avverrà, se tu saprai scegliere quelle che sono originali di tua terra, che
che sono originali di tua terra, che non siano perciò antiche tanto che elle siano
, che non siano perciò antiche tanto che elle siano divenute rance e viete.
[parole], però di quelle che non sieno per la troppa età rance e
cascanti. òttonelli, 262: parmi che in questo libro sien messe centinaia di
corrutibile di questa de le novelle: poi che non solo una minima alterazion del vero
di tempo (quantunque brevissimo) fa che si tenghino come muffe e rande.
miei componimenti. 7. che risale a un periodo di tempo antico ed
una vi nominassi le cose buone e novelle che antica e rancia alle vostre orecchie par
antico, tanto peregrino e tanto rancio che al parer mio bisognerà scongiurare i morti
al parer mio bisognerà scongiurare i morti che allora erano vivi o vero indovinare con
erano vivi o vero indovinare con quelli che si stimano d'esser indovini. menzini,
, 12: ben ho stupor che ve ne sian parecchi, / in questa
età di sì corto vedere, / che in pregio tengan favole sì rance /
d'improvvisa luce. 8. che ha perso vivezza o forza (un sentimento
ii-186: o frieri di san giovani, che fate? / la vostra fede è
, 8-1 (2090): dubito molto che dalla parte di questo vecchio non sia
ràncio4, sm. il cibo che viene preparato e distribuito giornalmente ai soldati
. ferrari, 12: veramente il rancio che abbiamo dal governo è molto scarso,
è molto scarso, ed enorme il peso che dèe portare il povero soldato. garibaldi
si metteva, con i tre o quattro che come lui non sapevano né leggere né
d'un'armata si misura dal fragore che manda, allora il sonante esercito dei franchi
soldati. -l'insieme degli arredi che servono alla consumazione dei pasti.
. -ciascuno dei gruppi di marinai che, a turno, consumano il loro
dei pasti (di solito io) e che generalmente è costituito da una serie di
vari ranci sono distinti con un numero che, in massima, è quello della serie
fra i marinai, quel marinaio provetto che presiede alla mensa di sette camerati ed
3. particolare suono di tromba che avvisa i soldati che il pasto è
suono di tromba che avvisa i soldati che il pasto è pronto (anche nelle espressioni
stato il rancio scolastico a peggiorare, che aa disgustoso che era sia diventato addirittura
scolastico a peggiorare, che aa disgustoso che era sia diventato addirittura impossibile.
scudo a chi offensce più più, che chiamano ranci. = adattamento dello
. da rancharse 'alloggiare ', che è dal fr. se ranger 'disporsi
'. rancióso, agg. che ha un aspetto malandato, cadente e
gherardi, 3-47: perder vedransi i cape'che fur d'oro, /..
(plur. m. -chi). che cammina o si muove arrancando o trascinando
infermo a zoppicare in una maniera particolare che appellasi rancare o ranchettare, perché il
suo movimento una specie di arco. colui che zoppica per lesione dell'anca dicesi sciancato
rimedio. 3. figur. che incespica nel parlare. tino, 111-183-3
ranco / in mio parlar, sì che la fama gria. = dal
. 1400 scudi alli doi zentilomeni spagnoli che aveano la parte loro de la rancone
dal fr. ranqon 'riscatto ', che è dal lat. rédemptio-ónis (v.
una grande ciechità e oscurità a vedere che... egli si voglia fare
bene levar simili rancori e tagliare i tralci che noiano l'andare. de bonis,
2-1-158: chi si vendica in modo che lo offeso non si accorga che il
modo che lo offeso non si accorga che il male proceda da lui non si può
è farlo scopertamente, e in modo che ognuno sap- ia d'onde nasca.
nel seno un rancore arrabbiato / che scalda più che di cocito oscuro /
un rancore arrabbiato / che scalda più che di cocito oscuro / l'inestinguibil fiamma
frequentarli famigliarmente, e volendo pure aver che far con loro in qualche modo, s'
'l preggherrò a. tutt'ore / che gli piaccia per mio amore / di levar
. tarchetti, 6-ii-117: sente malinconica che ha disgusti e rancori perpetui colla vita
la vita. -insoddisfazione, amarezza che è fonte di protesta. bisaccioni,
danari dai sudditi ne'suoi bisogni, che senza molto rancore gliene dànno.
lunedì 28, giuoco così usitato nelle filippine che vi si consumano gli averi delle intere
altro, affinché per lo naturai rancore, che eglino fra di loro serbano, più
o dello sguardo o tono di voce che esprime tale sentimento. foscolo, xii-672
sporgente, ma con espressione di tristezza più che di rancore. svevo, 8-782:
xi-478: le dissi con rancore: « che guardi r.. guardi forse al
, 30-3 (65): poi che la rota v'à volto nel basso,
, ii-353: pel rancore dei forti che patiscono la vergogna, / pel tremito delle
, / pel tremito delle vergini forze che opprime la menzogna, / noi ti preghiamo
ciascuno può tenere e difendere quella opinione che vuole. g. f. morosini,
: in francia la rovina saria maggior che mai, essendo indicibili gli odi intestini
indicibili gli odi intestini ed i rancori che sono tra i cattolici e gli eretici e
cattolici e gli eretici e tra quelli che sono sempre stati del partito reale e quelli
pur de'miracoli del divino amore di patria che tre parti, curvate dal giogo,
sono oggi gl'inesperti e gl'incapaci che hanno per cosa indegna la considerazione dottrinale e
, il loro rancore sulla verità incontrovertibile che l'intelletto interpretatore opera per lo più
argomenti trattati o per rassicurare l'espositore che nulla di ciò che è stato detto
per rassicurare l'espositore che nulla di ciò che è stato detto comprometterà le future relazioni
rancoroso. rancoroso, agg. che nutre sentimenti di ran core
jahier, 3- 163: crede che siano così rancorosi i poveri, se non
anche ai loro? 2. che si fonda sul malanimo o ne nasce;
si fonda sul malanimo o ne nasce; che rivela risentimento e acrimonia (un atteggiamento
, 62-363: di fronte alla rancorosa agitazione che va diffondendosi per la riforma, si
, farlo fallire. 3. che esprime o manifesta apertamente rancore (uno
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix)
. rancunóso, agg. disus. che è pieno di rancore o lo
494: sì se'dura / che cpauzider non ài cura / quale t'è
d'om nato sia giammai portasse / di che si contentasse, / c'altro maggior
di molti sospiri e di rancura / che non posso saver quel che mi voglia /
rancura / che non posso saver quel che mi voglia / e qual poss'esser
altri borghesi, / vedete lo mondo in che modo v'à presi: / im
amleto, e qual t'ange rancura / che t'arruga la fronte pensosa? albertazzi
a poco la malinconia e la rancura che lo turbavano si fondevano in un dolore
boccaccio, iii-n-13: pensò [teseo] che nel bosco ov'e'rancura / aver
l. giustinian, 88: de che ha'tu paura, / de que tremi
? / ha'tu forssi rancura / che luy sapia fare sorte? idem,
governava, ne ho presa rancura / che così poco me stimi o niente.
m'à sì vinto e ricreduto / che ben nom so che sia del giorno un'
e ricreduto / che ben nom so che sia del giorno un'ora, / e
sì corale- mente m'à feruto / che chi 'l savesse n'averìa rancura. b
. / onde mi disse: « di'che vuoi tu fare ». / e
10 rispuosi: « alleviar quel carco / che scarcar mi conven sol con l'andare
. -rammarico per una valutazione erronea che si è riflessa negativamente sulla situazione presente
situazione presente. panzini, ii-56: che umiliazione ricevere di queste lezioni alla mia
di queste lezioni alla mia età! che rancura nell'accorgersi che la via è
alla mia età! che rancura nell'accorgersi che la via è sbagliata quando il sole
4. profondo rancore, astio, cruccio che si prova verso una persona a causa
anche, ostilità, avversione, insofferenza che si avverte o manifesta indistintamente verso ogni
). -per estens.: l'atteggiamento che si origina o procede da tale sentimento
sentimento; l'effetto o le conseguenze che ne derivano. iacapone, 1-36-4:
vera, da paraule di dictractione o che possa generare odio o rancura. bencivenni,
seguitelo per via, / ditegli voi che col greco è svanita / ogni rancura.
rancura per le alienazioni e le distribuzioni che io feci ai veterani delle terre sul
vendicativa rancura. montale, 1-78: questa che in me cresce / è forse la
cresce / è forse la rancura / che ogni figliolo... ha per il
sanga rancura. -tono della parola che rivela alterigia o superbia. cione,
penosa. chiaro davanzati, i-vi-16: che, 'n soferire al mondo, omo
, se ver'è quella usanza, / che 'ngrassa per
sé rancura. idem, liv-32: voria che m'avenisse / com'aggio audito dire
l'orso simigliante a sua natura / che per doglia ch'avesse / o per pene
volgar. [tommaseo]: conciossia cosa che alcuno s'affatichi... in
all'uomo ozioso. -cura che si pone nel governo, nell'amministrazione
mea vita oscura / e lo dolor che sovra me se spande / che l'anema
dolor che sovra me se spande / che l'anema mea piange e se rancura
1-1-244: tante verno cosse torte / che cascaun vego rangura. chiaro davamati, lv-
quando per lume di vertà chiarisca / che 'l non è dentro quel che par di
chiarisca / che 'l non è dentro quel che par di fora, / e se
ciò seguir più si rancora, / conven che finalmente ne perisca. cambino darezzo,
/ a vedermi dubbioso in tanto affanno / che, ciò pensando, ancor me ne
], iii-2-312: io mi rancurava che doveva essere scannato e neppure morto giacere in
capo contrariato, battendo il mulo, che si rancurava. 2. avere
una fosvaghe scoperta dalla quale casca qualcosa che rotola sull'asfalto. pare una custodia di
imposta (così chiamato per l'afflizione che procura ai paganti). privilegia
rancuradori delli dazi di vicenza, ritrovando persone che conducono vittuaglie... nella terra
, agg. ant. e letter. che si lamenta; dolente. bonvesin
pa-pini, 36-127: quella rancurosa pensierosità che spesso inlaidisce i deformi. bacchelli, 16-41
rancurosa, uno scherno e una beffa che divien sangue, sangue teatrato.
aggiunse tal franchezza agli animi de'cittadini che molti dun colpi indi n'ebbero le
(a pesticciare in quel podere) che non è nostro; guarda, non c
, faccia più corta e men pesante che può questa lunga biografia e ponderata del
giusto vuole e la ragion comanda / che si debba onorar chi ti fa bene:
onorar chi ti fa bene: / il che oggi tra noi s'osserva a randa
ebbero luogo, per così dire, che a randa e contro gli sforzi del
vettureggiando, hanno tanto di crusca arranda che la misera vita loro fino alla morte
a colle di val d'elsa dicono che un bicchiere o altro vaso 'è pieno
intorno è fatta di mattoni a zeppa, che fanno una randa (sponda) per
. strumento di canna o d'altro che si fa girare dal muratore in un chiodo
randa ', pei misuratori: regolo che, menato in giro sullo staio, toglie
/ del suo chiaro sguardare, / che par che luce espanda / com'a la
suo chiaro sguardare, / che par che luce espanda / com'a la randa del
a randa: indica con paradosso tautologico che chi è povero non è colmo di
sf. marin. vela di taglio, che in passato corrispondeva a una varietà di
:... vela come la tarchia che usano invece di mezzana i bastimenti quadri
fine. -in relazione con complementi che specificano determinati usi o collocazioni in una
piccola, costruita con tela fortissima, che i velieri sostituiscono alla randa dell'àlbero
': nome speciale delle golette, che, nel preciso rigore del termine, portano
a poppavia dell'albero di mezzana, che quivi si gira con una estremità biforca
da randagio. randagine, agg. che va randagio e, anche, che
. che va randagio e, anche, che si sposta freauentemente e con rapidità.
metello e fu paolo emilio / e papirio che fu tanto randagine. 2.
il lat. cursor 'corridore ', che fu cognomen della genus papiria).
, disus. anche -gie). che si sposta, vagando senza una meta precisa
popolo). -in partic.: che non ha dimora fissa, perché le
e pel buio vaghi e randagi, / che crederesti star sempre a studiare / e
è borgo della toscana... che non sia stato battuto, una venticinquina di
italiana », 5-iii-19i1], 236: che se poi fra questi 'randagi '
dal locale riscaldato. 2. che ama andare in giro, spostarsi, viaggiare
(talvolta con connotazione negativa): che conduce una vita sregolata, ricercando ovunque
, né troppo grande parlatore, acciò che conviene che l'uomo faccia 1 fatti suoi
troppo grande parlatore, acciò che conviene che l'uomo faccia 1 fatti suoi fuori
si fece mai la fiera a prato che io non vi andassi e non ci è
medaglia perché il fanciullo fosse, anzi che no, randagio e fieretto, di maniera
no, randagio e fieretto, di maniera che, andando fuori di casa e poscia
davanzati, i-403: gaio cesare, che randagio era, con sua madre si
plutocrazia americana. 3. che vaga separato dal branco (un animale)
crescenzi volgar., 9-76: credesi che sia assai gran gregge quella infino a
. -che è senza padrone o che è stato smarrito o abbandonato (un
, scarsi di carne e di pelo, che si spenzolano all'orlo dei tetti.
meglio ». 4. che è trascorso spostandosi in continuazione da un
una settimana randagia. 5. che si sposta o si muove in modo imprevedibile
, le nuvole, ecc.); che spira cambiando di continuo direzione (il
godeva di tutto, dell'odore salino che la barca esalava scaldandosi al sole, del
scaldandosi al sole, del ventoso sereno che chiazzava il mare di macchie randagie splendenti.
, randagio. -figur. che non ha più un destinatario, un oggetto
ed economici, e anche razziali, che riferisco senza nemmeno sfiorarli in queste fugaci
colpo dai suoi randagi pensieri per sentenziare che, al confronto di quelli della gafforini
volta mi stabilii a pisa tanto tempo che credevo di non tornarci più, alla laguna
(provenz. anar aratge), che deriva dal lat. erraticum * vagante '
altri, deriv. da * errandatìcus, che è da * [er] ravondo
, sm. condizione degli animali domestici che sono senza padrone o abbandonati. la
simil. condizione di un organismo culturale che, non avendo una sede fissa, deve
'randare un arco ': il girar che si fa della detta randa intorno all'
fa della detta randa intorno all'arco che si costruisce, perché e'riesca a
saettato, ribaldo, / e randellato che mai più non fue. r. borghini
borghini, 3-61: maladetti sien coloro che vi legarono! che diavolo pensavano eglino d'
maladetti sien coloro che vi legarono! che diavolo pensavano eglino d'avere a randellare
testa / una tar malidetta randellata / che l'anima d'abele fece festa /
santa ragione. gobetti, 1-i-533: che cosa ha fatto mussolini? ha accettato
brancati, 3-256: curvo sotto le randellate che il cuore gli menava alla cieca sulle
2. per estens. castigo che segue una colpa commessa. il
, 80]: perché dovete sapere che subito (ma aiutatemi a dire subito)
i mieti di quello [il pero] che subito mosseno appetito al pastore di volerne
qual retrovato esser molto meliore de sapore che di veduta, si propose di colieme
di testa e fece capire al ragazzo che c'era un buon randello ai suoi ordini
pezzo di legno corto e leggermente arcuato che serve a stringere legature di balle e some
involte prima intorno a mia natura, / che non me strinse el cor con suo
gole abottonare / e gozzi stringer più che con randello. aquila volante [tommaseo
sé un servo dicendoli con basse parole che li facessse vinticimque randelli, cioè certi
. moneti, 2-40: è credibile che l'avessero ben legato con buone corde
cilindrico, comunemente più sottile nel mezzo che non alle estremità, e che s'
nel mezzo che non alle estremità, e che s'adopera per torcere i lacci,
soma col randel tanto si strinse / che e's'accordomo insieme a scaricalle.
. 3. verga di dimensioni notevoli che si appende trasversalmente al collo di animali
5. pesante bastone di legno che veniva percosso al suolo per scandire il
scandire il tempo dell'esecuzione dallo strumentista che aveva il compito di dirigere l'orchestra
: picciolo pezzo di legno, tonneggiato, che serve ad amarrare o legare in terra
derivazione dal lat. haerénda 'ciò che stringe o sta attaccato '(cfr.
calabr. randella 'fazzoletto da lutto che si avvolge intorno alla testa 'per
aram. ebr. rdida 'panno che serve per cappotto '); altrimenti,
). randellóso, agg. che ha le dimensioni, l'aspetto e
gardenia, comprendente un centinaio di specie che vivono nella fascia tropicale; sono arbusti
fioritura, come la randia maculata, che è originaria dell'africa e ha grandi
; la randia mussendae, colombiana, che ha foglie piccole e fiori bianchi;
; la randia macrantha, brasiliana, che ha rami penduli e fiori di colore giallo
succo della gardenia (randia malleiiera), che colora in nero. =
fissù, randiglie e cuffie, / oprar che sempre girino e rigirino / alternamente con
lettere dei dodici uomini illustri ', che in primo luogo certe forme di quelle che
che in primo luogo certe forme di quelle che portano la randìglia trascrivono, alle quali
pugno, d'alto lignaggio, che i tre son gentili e l'altro randióne
ant. randon 'impetuosità '(che è dal frane. * rant 'corsa
. giuliani, ii-374: se sapesse che vita strapazzata che si conduce! si
, ii-374: se sapesse che vita strapazzata che si conduce! si dorme su un
(legna secche, bastoni), che ci sentiamo sfiaccolare tossa. nieri, 314
, per spiegare un sorteggio dei malati che saranno inseriti, 'a caso '
'a caso 'appunto, in gruppi che verranno trattati in modi diversi.
telmo el ferì a tal randone / che 'nfino al collo gli partì la testa
cappie di ferro con piombo, per ciò che al crescere dell'acqua molte fiate corriva
molte fiate corriva sopra al ponte, sì che se bene non russe fermato, lo
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1859). ranèlla
: e'populi chiamati obderite e que'che si nominano avienate fuggirono e abandonarono el
della voce e dell'articolazione de'suoni che esso produce. è un tumore che nasce
suoni che esso produce. è un tumore che nasce sui lati del freno della lingua
, fluttuante, indolente, semitrasparente e che, a seconda del suo volume, rialza
dischetto metallico, forato al centro, che si pone fra il dado e la vite
ranfa- stidi, comprendente le 12 specie che raggiungono le maggiori dimensioni di tutta
cuvieri, detto tucano di cuvier, che raggiunge i 60 cm di lunghezza e
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix).
: sono i rami tronchi de'frasconi che sustentano le viti acciò che i pampini possan
de'frasconi che sustentano le viti acciò che i pampini possan attaccarsi di mano in
la parte anteriore allungata, subcilindrica, che forma una specie di rostro; è
glabri; il solo rhamphus pulicanus, che depone la larva sulle foglie di betulle
ranfotèca, sf. rivestimento corneo che ricopre le mascelle e le mandibole dei
prendere il cibo (la parte inferiore che riveste la mandibola è chiamata gnatoteca; la
è chiamata gnatoteca; la parte superiore che riveste la mascella e nella quale sono
le altre foraggere secondo file ordinate, che ricordano la posizione in riga dei ranghi
multipli fissati su un rullo girevole, che si spostano trasversalmente al senso di marcia
al senso di marcia dato dal trattore che la traina; rotando, i rastrelli
ranghinare. ranghinatura, sf. operazione che consiste nel raccogliere e disporre in file
documenti visconti-sforza, ii-365: bisognarà che delli dinari mancherano a vostra signoria gli
meglio. v. bellini, che qualch'uno istramenti ad orecchio i '
qua e là rangiata per dare a credere che non è stata rubata. rangifero
e salvatichi. tasso, 8-6-1568: veggio che fra le nevi e l'alto ghiaccio
spiccano dalle due prime altri due rami che vengono a sporgersegli avanti al muso, ma
e di formaggio di quei suoi rangiferi che tirano le pulche o le slitte e sono
slitte e sono più veloci al corso che non è cervo o capriolo tra noi.
. rangier (sec. xiii), che è dal danese rensdyr 'animale cornuto
ranglò, sm. dial. prugno che produce la varietà reme claude.
dinamento sociale o, anche, alla professione che svolge, all'estrazione culturale, agli
, 2-ii-101: in quanto all'impiego che si fa del denaro,...
e minore viene ad essere il fratto che dai loro capitali si ritrae. c.
il loro talento o per il rango che occupa il padre nella società. nievo,
nella società. nievo, 57: adesso che il signore ci sembra molto lontano,
rider mi fanno / certe donneplebee, che voglion farla / da signore di rango!
intanto un abito smesso da tempo, che più tardi l'argia... avrebbe
sappiate ch'io non posso apprezzare quel che mi rende vile e mi getta sotto il
voleva escludermi. non ho il rango che avrei meritato, ma pure vi sono
relazioni intemazionali e nei rapporti di potere che le regolano. solaro della margarita,
un fatto capitale della storia contemporanea è che gli stati uniti siano subentrati all'inghilterra
ora questo passaggio di rango avvenne senza che quelle due grandi nazioni si scambiassero nemmeno
). granai, 211: ciò che dice il nostro autore è contrario al
, 5-33: v'à delle stelle che sono considerabilmente sminuite, cosicché alcuna,
nei giudizi ancora più comuni possiamo osservare che all'espressione si dà il primo rango della
può indicare anche la categoria o il gruppo che comprende elementi di uguali caratteristiche o
opera altrettanto in parecchi di quey viventi che occupano un rango più eminente nella scala
il manzoni se la cava con due versi che non lo mgono certo nel rango dei
uzzati, 6-91: gli sembrava spaventoso che quella fresca ragazzetta dovesse
benefiziato. filangieri, i-295: a che giova... che la legge metta
i-295: a che giova... che la legge metta nel rango dei delitti
2-304: « per lo rango mio, che è qualche cosa rispettabile nella gerarchia ecclesiastica
nulla della mia vice-intendenza generale? sai che per rango potrei sottoscrivermi general di brigata
principe e... non ammette che quei ministri che l'onorano col titolo
... non ammette che quei ministri che l'onorano col titolo d'altezza.
magalotti, 9-2-37: vorrei saper tutto quello che riguarda il rango che hanno tenuto quei
saper tutto quello che riguarda il rango che hanno tenuto quei granduchi nelle corti d'
quei granduchi nelle corti d'europa innanzi che la lituania s'incoiporasse alla pollonia.
ghislanzoni, 8-23: leggendo nei giornali che il tipografo civelli ed il maglia..
di irritarsi per invidia, non sentì che lo stimolo della emulazione. -fama,
monti, 5-323: il re carlo, che dopo un sudor tanto / il rango
: il capo battaglione,... che fece il possibile per trattenere il reggimento
tardo, incerto, pericoloso per noi che abbiamo la linea di tre soli ranghi.
sm. plur. l'insieme delle persone che compongono un'organizzazione, per lo più
lo più politica o culturale, o che appartengono a una determinata classe sociale.
ranghi uomini facoltosi. bisogna dir loro che il successo è una questione di mezzi
agli altri e compresi fra l'enunciato che è l'unità linguistica superiore e i
linguistica superiore e i tratti del fonema che corrispondono alle unità elementari; l'insieme
livello formano la grammatica della lingua, che si divide nel rango della frase,
sintagmi; nel rango del morfema, che è l'unità costituente il sintagma ed
e, anche, il numero intero che designa questo posto. 15. marin
di un cavo: ciascuna delle spire che compiono quando vengono avvolti. stratico,
numeri di un complesso astratto o topologico che indicano di quale tipo è la connessione
di una matrice: è il numero intero che soddisfa questa condizione, che ne esista
numero intero che soddisfa questa condizione, che ne esista uno minore di valore diverso
di ordine pari a tale numero e che ogni altro minore, di ordine maggiore
: non abbiamo nessun sollievo; ma quel che abbiamo di buono è che ci lasciano
ma quel che abbiamo di buono è che ci lasciano tranquilli;... solo
, trofei, iscrizioni, bandiere, che facevano graziosa mostra: in primo rango
carrà: 519: campigli quasi non dipinge che teste. le dispone in bell'ordine
concluso felicitandolo di questo vivacissimo scherzo, che basterebbe da solo a mettere chi l'
titolata o all'ospite secondo una disposizione che rispetti il grado nobiliare o il prestigio
v'è un circolo di dame e credo che osservino il rango della distanza; le
, 5-103: parve allora a don paolo che il suo ri torno in
gli darà finalmente il senso della realtà che gli manca ed egli rientrerà nei ranghi
schierati in modo da ridurre la distanza che intercorre fra i componenti e fra le file
il sergente maggiore, spiegando il giuramento che parlava di fedeltà allo stato e di
gognare di non averne il di che. = voce di area lomb
gravoso (e il compito o il lavoro che sono oggetto di tale zelo e
proponimento; cura premu rosa che si rivolge a una persona e alle sue
quando il dicitore mo stra che l'awersario ha peccato in alcuna cosa?
nomi, 8-68: fora gran vergogna che priapo / nostro ben custodisca,
noi, / o si dirà che di monton, cui strangola / il beccaio
cattaneo, i-114: quello si può dire che ha orec chio, che
che ha orec chio, che ha il cuor libero da quelle misere servitù
il cuor libero da quelle misere servitù, che s'impresta ai negozi temporali e
tutta la rangola de l'ordine, che almeno un poco di tempo degnasse di
(207): chi è quegli che... quando è commosso dalle angosce
terra? ritmo nenciale, 212: di'che. mm'agozzi o che tragga el
212: di'che. mm'agozzi o che tragga el mio cuore / di rangola
. voce o grido rauco e affannato che rivela stizza o rovello. caro,
o rovello. caro, i-106: che abbaiamenti, che mugolamenti, che vomiti
caro, i-106: che abbaiamenti, che mugolamenti, che vomiti v'avete su
i-106: che abbaiamenti, che mugolamenti, che vomiti v'avete su fatti. tommaseo
: 'rangolaménto ': il rangolare che si fa aprendo la gola e gridando sforzata-
[vivanda] si vuole bene rangolare che meno non potesse venire. guittone, i-39-139
se però ricoveri vera connoscensa, connoscerai che solo è uno lo sommo rimedio e
dio e vertù seguendo e qual rangulando che teco portando non tolto potuto ti sia
rangolare si dice proprio quell'af- frettare che si fa fare a uno contra a sua
brontola; però si dice: i'so che tu l'hai fatto rangolare. 3
3. esprimersi con parole o grida che manifestano stizza o rammarico; lamentarsi.
. grafi 5-210: nel profondo / silenzio che sui campi ermi si spiana,
la ricchessa mondana? non sai tue che rangulo pecuniale non t'aban- donerà mai
304: sono una mainera de gente che hanno tal paura che non vegna loro
una mainera de gente che hanno tal paura che non vegna loro meno le loro richesse
non vegna loro meno le loro richesse, che tutto ciò che elli hanno pare loro
meno le loro richesse, che tutto ciò che elli hanno pare loro poco, e
, continuo, lasciando stare u rangolo che gli dava il pensiero della sua povera
rangolóso, agg. ant. che pone o ha particolare cura nello svolgere
la pace tapina. 2. che si lamenta di continuo; querulo, lagnoso
. parvero molto noiose al senato, che si confermo nella sentenza che quello fosse un
senato, che si confermo nella sentenza che quello fosse un popolo rangoloso, fastidioso
]: io voglio detrarre alla cornacchia che garre; conoscasi la cornacchia rangolosa.
. ranifórme, agg. disus. che ricorda nell'aspetto una rana.
feto... era un mostro che, pèr assomigliarsi ad una ranocchia, io
alcune specie di dimensioni medie e piccole che vivono nei mari caldi, lungo i
. ranino, agg. che si riferisce alla rana; che le è
agg. che si riferisce alla rana; che le è proprio, caratteristico.
: ramo terminale dell'arteria linguale, che irrora la lingua; si anasto- mizza
arteria linguale, porzione di quest'arteria che viene avanti orizzontalmente fra il genio- glosso
famiglia delle lemnacee,... che volgarmente si chiamano ancora lente di padule
, sono sinonimi: è il medesimo che il boro, secondo alcuni. =
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix)
, anche, l'operazione di lavatura che si compie con esso. sacchetti,
sì lavò il culo, ma non sì che non ingiallasse le lenzuole, prima che
che non ingiallasse le lenzuole, prima che avesse parecchie rannate: le quali fi
era presto / a pigliar quel catin che di rannata / fredda votar appunto volea
di aspergerle colle orine o colle rannate che ordinariamente si gettano. fanfani, 1-77:
: 'rannata ': quell'acqua che si trae dalla conca de'panni sudici,
. rannatàccia. firenzuola, 951: che dirò io di quella allegra faccia, /
io di quella allegra faccia, / che lustra come fa lo stagno vecchio, /
tempo rannera, si rannera, segno che vuol piover presto. = comp.
6-xiv-492: martino nulla ebbe più a cuore che di nutrir bene e rannerbare i cani
nutrir bene e rannerbare i cani, 'che doveano tirarli per tanti ghiacci e tante
conosceano a'suoi giorni que'mezzi chimici che oggi s'usano per ravvivare i caratteri
parlando di superficie metallica o corpo lucido che pigli il nero... metalli
pigli il nero... metalli che, coperti di ruggine, ranneriscono '.
: piantando una canna vicino al rosaio che stia diritta et al pari della rosa fendendola
al granduca di rannestare, nel modo che ora dirò, le relazioni con l'austria
magalotti, 28-119: di qui è che io mi son preso quella [
una pianta mediante innesto, in modo che saldandosi formi un solo individuo.
bandi, xxxviii-5: di tutte le licenze che dal detto fiscale per l'avvenire si
magalotti, 19-15: né guari andrà che rannestate insieme / di vari legni le
/ istilleranno al pargoletto germe, / che presto alto levar le tenerelle / braccia
forma non in sé ma rispetto a quel che la circonda, rispetto all ambiente '
una parola, la serie di trasformazioni che la forma riceve dall'ambiente...
che un cotal dolore il può prendere, con
ristrignimento e quel rannicchiamento è quello stesso che paura è chiamato. p. verri,
p. verri, 2-34: sembra che il dolore sia un rannicchiamento forzato del nostro
a terra li rannicchia, / sì che 'miei occhi pria n'ebber tencione
, i-vi-216: noi siamo omini, che il caldo ci stempara et il freddo ci
le braccia, e l'ultime, che sono le gambe, rattrappa, cioè rannicchia
il corpo, attende la seconda percossa che di vita lo tolga. barujfaldi, i-186
bisogno / per farsi eguale a voi che, come e'fece / eliseo sopra il
ii-133: certi moderni, più zelanti che intendenti,... dopo di
, appiccatomi alle prime idee più comunali che mi piovvero in mente, le rannicchiai
. tommaseo, 11-281: quelle finestre che invidiano l'aria ed il sole,
quell'arte meschina, senza rimembranze altro che seccagginose, la qual vi fa afa d'
sassi di sì gran peso sopra al capo che tutti vi si rannic- chiavon sotto.
or con finti e scarsi / colpi veder che mastri son del giuoco: / or
rimaner contaminato dai tratti dell'abominevol cerasta che mi avvelenava col solo fiato, vomitai
se scorgo una carrozza ove suppongo / che possa riconoscermi qualcuno, / mi turo
rintanate sei o sette giovani schiave, che al nostro apparire si rannicchiarono in un
tra le mie braccia come un gattino che ricerchi il calore. piovene, 1-250
adriani, 5-29: in guisa delle fiere che rannicchiandosi combattono. galeani, i-181:
. menzini, 5-198: voglion poi che il popol si rannicchi / in baciar
polenta a chi farnetica; item a fanciullini che rannicchino o abbino il male maestro
80: codesto contrarsi come di animale molle che si rannicchi dentro un suo guscio coriaceo
). fagiuoli, ii-73: decreti che la più bella scarpetta / sia di
come cosa ingombrante, perché un uomo che porta, la testa gli dà noia
stampa periodica milanese, i-234: il rio che basso rumoreggia, il cavo della rupe
basso rumoreggia, il cavo della rupe che scuro si rannicchia, la roccia che
che scuro si rannicchia, la roccia che sporge il ciglio ombreggiante. 6
2-25: il segnale di questa terra è che ella scema e rannicchia per la secchezza
compagnia della lesina, i-82: ricordiamo che le lenzuola sieno alquanto più lunghe che
che le lenzuola sieno alquanto più lunghe che larghe, perché averà più del grazioso
averà più del grazioso, intendendosi però che tal lunghezza sia poco più del materasso
. pasolini, 3-352: le nuvole che s'erano compresse e rannicchiate in fondo al
o fiumi, o valli, o monti che sono sul punto d'attraversare, rannicchiatevi
e... li distese sulla fiamma che subito si rannicchiò. -farsi
dìe replicarvi cosa nessuna, se non che il tempo si va rannicchiando quanto e'può
eucaristia). giuglaris, 15: che maraviglia che [l'anima] non intenda
. giuglaris, 15: che maraviglia che [l'anima] non intenda..
si sepellisce quel monarca [carlo v] che non posò mai il piede ne la
. ecco dove si rannicchia quel gran gigante che con braccia di briareo sostenuto avea tanti
interessi. boine, iv-172: ciò che definisce il serra è appunto questo rannicchiarsi
ogni baldanza. menzini, 5-183: che quel suo audace e baldo / cervello
e baldo / cervello si rannicchia e che l'acume / si spunterà, che già
e che l'acume / si spunterà, che già parea sì saldo? a.
ei lesse gli fecero tale una pettinatura che l'amico si rannicchiò e non si
raggiro di cui il lugubre personaggio, che si rannicchia in un palazzo di dogi,
.. in tal grado d'esagerazione che s'accusava peccato ogni gentilezza del vivere
. nievo, 3-176: tanto rannicchiarsi che avevano fatto per ottenere un posticino nel
più bello il capo ameno d'un inglese che capitava a stanarli da quel loro covacciolo
. verga, i-39: gli disse che si chiamava la principessa, poiché.
, con allusione altimmagine di un mollusco che si chiude entro il suo guscio: cfr
. faldella, 13-65: torino, che non trova più un angolo per i
indietro et era rannichiató in sul cavallo, che pareva il freddo stesso. caro,
fiato / e fa'poche parole il più che puoi; / denti con le calcagna
seggie, ma sì anguste e basse che non vi capisse dentro un uomo altrimenti
non vi capisse dentro un uomo altrimenti che a sedere e per la strettezza v'entrasse
appoggiati sul fondo, mettendosi in situazione che l'acqua giunga al mento. foscolo
l'annio l'interna, tenue e che l'umore / contien del feto alimentizio
col capo innoltra rannicchiato e basso, / che teme urtar la soprapposta volta / dell'
fra giordano [cruscaj: i savi dicono che 'l vino ha primamente virtù..
moravia, 14-242: ho ascoltato la donna che parlava al commissario, rannicchiata in uno
pietra a s. anastasia nostra, che, appunto cosi rannicchiati, portano allo
architettura. 2. per simil. che sorge, che è situato in una
2. per simil. che sorge, che è situato in una posizione appartata,
stesso silenzio e di quel tenue lucore che un quarto morente di luna posava sui
, nascosto. -in partic.: che si cela nell'intimo della coscienza; che
che si cela nell'intimo della coscienza; che influenza i pensieri più profondi.
, dico, è un sottile volpone che sta rannicchiato in cuore a buona parte de'
: invenzioni, ipotesi della fantasia, che stanno rannicchiate come crisalidi nelle pieghe d'
della necessità del suo consenso, idea che, fino a quel tempo, era stata
260: noi sapremo restar saldi se ricorderemo che noi ci chiamiamo il '48, che
che noi ci chiamiamo il '48, che abbiamo un programma nazionale, programma rimasto
programma rimasto sospeso o rannicchiato finora, ma che e rimasto pur sempre la fede dei
dei nostri giovani anni. 4. che vive o opera in una condizione di profondo
, i-iv-522: sa dio... che voi ranicchiato nel vostro guscio non possiate
spirituale della sua coscienza pesano, più che gli anni, sulle sue spalle e
la luce. 5. che versa in uno stato di grande debolezza e
ricchezza sarà per quel popolo un lampo che dall'alto balenerà sul capo della moltitudine
la merce universale passerà alle nazioni estere senza che le mani del popolo la tocchino e
popolo la tocchino e tunica piccolissima parte che potrà averne la nazione sarà ne'salari che
che potrà averne la nazione sarà ne'salari che riceveranno alcuni cittadini inerti. 6
un poco a considerare noi serpi: che ciascheduna di noi, quando ei ne
si rifugia. boine, i-41: che dolore-piacere per tutte tossa ammaccate quel tuo
malizia altrimenti si guida, / però che, per commettere alcun male, / sozzi
la terra non è murata si è che dicono [i saracini] cne, s'
alle mani de'cristiani, non vogliono che vi si possano rannidiare, e per
. castagnola, lxviii-67: siccome augel che in fronde si rannida / poi che
che in fronde si rannida / poi che sfregiato fu dal piombo in caccia.
pucci, cent., 81-26: que'che sogliono esser capo e guida / di
piccolo orcio destinato a ricevere il ranno che passa dal colatoio. burchiello, 142
queste pere, / alle gu- gniel che m'àn ranniffolato, / ma che prò
gniel che m'àn ranniffolato, / ma che prò mi faranno sanza bere?
leonardo, 2-44: le noci, che stanno in molle nel ranno per ispazio di