discretamente l'avere e il dare, che nulla manchi infino all'ultimo suo quadrante.
lunga interpretazione, veggendosi tanto al diritto che al rovescio la figura di due pesci
riduzione al primo quadrante: speciale procedimento che si segue per ricondurre il calcolo delle
saraceni, ii-322: quasi infallibii regola pare che sia, quando tu vedi un uom
, il generale, inanimato da quei che portavano don secondo, dimandollo e il cardinale
cui venne ad insegnar insensibilmente a'savi che non si turbino allor che vengono bersagliati dalle
a'savi che non si turbino allor che vengono bersagliati dalle irriverenze..
allora a lui soggetta.. che chiude (o si chiude) ermeticamente.
189: non c'è dubbio ormai che sui noduli fino a un massimo di due
centi- metri la quadrantectomia, la tecnica che prevede l'asportazione solo del quarto di
in quel settore della costellazione di boote che un tempo si chiamava quadrante murale (
orbita della y aquaridi e si suppone che si siano separate durante uno dei passaggi
. archit. edificio di pianta quadrangolare che reca su ogni lato un'ampia arcata
, 204: quadra il triangolo mno che sai ch'egli è per li doi lati
, 10-280: vana impresa stimo io che russe il tentar di quadrar il circolo,
, 4-1- 264: resta finalmente che mostriamo come le medesime linee ci possono
la lunula. monti, x-2-9: colui che strinse ne'suoi specchi arditi / di
tu volessi quadrare uno monte di grano che fosse nell'aia,... fa'
troveremo per la seconda del xii d'euclide che la superficie circolare del fuoco avanzerà non
ogni anno un conto dell'entrate ordinarie che deve aver il re per l'anno venturo
, e quelle quadrano alla spesa ordinaria che si ha da fare. faldella, 15-58
dei vaglia, spesso in oro sonante, che... serve a quadrare il
titolo o di una didascalia in modo che risultino della stessa lunghezza. -intr
, 1-i-1-3: ora io son ben sicuro che, se anche il migliore di questi
a quadrarla nell'attuazione di quel conflitto che dà carattere al periodo maturo del rinascimento,
si crederebbe affatto in dovere di dimostrare che nell'ultima arte sua v'è dramma
con la toscana per el sito e parte che l'una e l'altra provincia tiene
ed esemplare da fame fabbricare un altro che meglio quadri alla forma e grandezza della
le scalette fra piano e piano, che erano abbastanza complicate, hanno quadrato subito
abbastanza complicate, hanno quadrato subito senza che ci fossero da fare dei tagli o delle
letto, cum questo pacto imperò: che lei sola da un canto e io da
corrispondono e quadrano l'una con l'altra che sempre e prìncipi hanno cercato di unirle
tavola, 1'la sparecchio in modo che non accade che la fante la sparecchie
la sparecchio in modo che non accade che la fante la sparecchie altrimenti; e
fante la sparecchie altrimenti; e invero che di mel pose non dormiva, perché
quale mi si rappresenta e qual anco convien che sia, se ha da quadrar bene
la similitudine mi parve molto al proposito che vi quadri quella del mosto, che
che vi quadri quella del mosto, che, a pena è uscito dall'uva,
dottore e di me, ma erano cose che non quadravano con la vita che faceva
cose che non quadravano con la vita che faceva adesso. 9. essere pertinente
. landino, 119: molto quadra che e fraudolenti sien puniti in valli e
cii-v-560: qui anco quel proverbio quadra che dice che chi ha buon vicino ha il
qui anco quel proverbio quadra che dice che chi ha buon vicino ha il buon
dove per lo più non sono altro che corpi di santi co'suoi altari,
altre istorie, se non di quelle che tengono del melancolico e dolente. bruno
la natura intellettuale non quadra altra pastura che intellettuale, come al corpo non altra che
che intellettuale, come al corpo non altra che corporale. b. fioretti, 2-3-35
una porta grande fatta di pietre ordinarie che una pqrticciuola da camere, fatta di ferro
di diamanti. siri, ix-11: ciò che quadra ed è buono a'particolari riesce
: né quadrerebbe punto col mio carattere che si sapesse un mio fratello intendersi di
, se non di quelli di commercio che le dame possono giuocare. foscolo, v-44
foscolo, v-44: com'esser possa che uno di quell'ordine conseguisse sì fatta
sì fatta testa, sappialo il cielo che di lassù la lasciò cascare fra le
di filosofo e gli daremo quel qualunque che più gli quadra, di entista,
son certi nasi proprio sonnolenti, / che stanno sempre chini in vèr le piante,
casa, gli proposero quel campo, che quadrò molto al mandarino. allegri,
. allegri, 158: donde è che sì mi quadri / il sol del vostro
quantunque rozzo, semplice e sottile, / che a me par sì gentile / chy
quel del duom di pisa, / che smascellar fa tanti delle risa. baretti,
si suol aire, mangiata domesticamente, che non le pernici e i pa- voncelli
dimostrano se non con tanta obscura ambiguità che non par degna della eleganzia di tanto
poeta. loredano, 5-28: e vero che sarebbe opra nefanda / il non trovarmi
nefanda / il non trovarmi un viso che mi quadre. passeroni, 159
/ lo vorrei più tosto muto / che soverchio linguacciuto. leonardi, i-29:
belle e fresche come due rose, che mi quadravano meglio della geometria. 11
manetti, 2-41: si diceva per firenze che l'era suta fattagli da filippo di
la qual cosa quadrava molto al grasso che sapeva chi filippo era. landino, 49
fallamonica, 90: ragion non è che contra quadre, / e resta ogni potenza
atto, / finché la morte vien che tutto squadre. p. f. giambullari
ma non mi quadra ancora così bene che 'tusco 'e 'tosco 'sia
intende o non vuole intendere alcuna ragione che detta gli sia, suole dire:
mi ha apportato delle ragioni tanto buone che mi son quadrate. leopardi, iii-73
questa ragione a me quadra e può stare che negli antichi non si trovino molti esempi
, 5- 137: tanto è: che l'uomo senza fede possa salvarsi non mi
di addormentarci, e qualcosa c'è che non quadra. -apparire a posto,
quadrare a pennello ad una tua amica che tu ami molto. -quadrare a quincio
. frugoni, 5-pref: io non vorrei che alcuno si pigliasse tanto fastidio di voler
voler farmi dire nelle mie opere ciò che mai non passò per lo mio pensiere.
pensiere. oh vi sono degli allusivi che quadrano a quincio ed a smincio! buona
desideri. gheri, 13-ii-316: bisogna che le cose sieno fatte molto a sesto
cervel così duro e così tondo / che quadrar noi potria né meno in pratica /
le tavole / e 'l re david che non compuose favole / e iosuè e
compuose favole / e iosuè e maccabeo che furono / sì valorosi, con lor si
quadreria. quadrano, agg. che si riferisce ai quadri, ai dipinti
carrà, 139: venne fuori quella produzione che corre il mercato quadrario, che è
produzione che corre il mercato quadrario, che è peggiore e più sfacciata di quella
la ruvidezza di queste pietre risaltate, che si chiamano bugne o bozze..
la torci-verzella è un ferro ottangolare, che ha un occhio in una estremità e nell'
la simboleggiatura dei topi, tanto più che il loro luogo topico è quello dove si
, ii-20-178: ella insiste. sappia dunque che io non faccio né l'editore né
il preconiz- zatore di versi. ma che versi! gli scritti della s. v
quadratàrio, sm. stor. scalpellino che squadrava le lastre di pietra, tracciava
dati, 4-85: il quadratario, secondo che si vedeva stretto negli spazi o linee
anche nel latino le greche lettere, che i quadratali imperiti mi- schiaron talora fra
. m. -ci). matem. che si riferisce all'elevazione alla seconda potenza
, vale a dire al quadrato; che è in rapporto di secondo grado con
diverse variabili. -legge quadratica: legge che esprime la dipendenza di una variabile dal
effetto poi sarà la parabola vulgata) e che tangente sia do, sarà come il
dell'incognita è 2, supponendo però che questa non si trovi né nei denominatori
quadratile, agg. letter. ant. che ha la forma del quadrato.
galletta di lione, 1 soliti quadratini che arrivano nei pacchi di francia. soldati,
. soldati, x-195: lo vidi che tornava indietro: aveva in mano il quadratino
, iii-138: è questo, appunto, che mi ripugna: il veder pezzo per
'quadratino ': alloggio in comune che i guardiamarina hanno a bordo delle navi da
è la metà del quadrato tondo, sì che due quadratini approssimati formano un quadrato perfetto
... il quadratino è spazio ordinario che si colloca fra parola e parola.
quadrato2. quadrato1, agg. che ha la forma esatta o approssimata di
cattaneo, cxx-215: se a le cortine che vengano intra baluardi di qualunque figura quadrata
e quadrangolari siano certissime, come quelle che constano d'anguli retti e però sono
regola e per misura dell'altre, che sono variabili e incerte. soderini, i-236
, altri maggiori / d'uopo è che sian; altri quadrati ed altri / triangolari
baldelli, 5-2-106: certa cosa è che tessera si chiama per questo, che
che tessera si chiama per questo, che la forma sua è da ogni sua parte
, 2-82: a quel mio pigional che chiaman ciapo / ho speso a rabberciarli
io ho fatto rabberciare quelle [stuoie] che mutai tre anni sono. a.
tutto il castello rabberciare, / prima che passm giorni tres vel duo, / perché
« vogliono economizzare anche l'aria, che non costa nulla! » diceva mastro
chiamava per rabberciare gli scuri d'una finestra che cascava a pezzi. pascarella, 1-154
colori, stava seduto un altro vecchio che aveva sulle ginocchia una grande ombrella verde
il sarto, in aiuto di sua moglie che rabberciava i vestiti di tutto il vicinato
presupponendosi dal primiero, cioè del vostro, che si ridinzzi il soggetto stesso, e
, cioè da quel della crusca, che sopra '1 vecchio un altro se ne formi
altri architetti, e tombolò giù. ora che ci è chi la vuol rabberciare,
rabberciare, ecco loro squadernato l'epitaffio che dice che non ci si mettano più perché
ecco loro squadernato l'epitaffio che dice che non ci si mettano più perché rovinerà
lerce e svenevoli, e, quel che più importa, senza spirito e melense.
travicelli per sostenere le tegole ', che ha dato l'emil. lambreciar 'ricoprire
rabberciativo, agg. ant. che serve a rabberciare. varchi, v-632
arte meccanica,... conciosia che ella si debba più tosto chiamare rabberciativa che
che ella si debba più tosto chiamare rabberciativa che fat tiva. =
. amari, 107: probabil e che abu-hafs, sbarcando in creta, abbia dato
] e forata come un colabrodo, che vuole che valga? sì e no un
forata come un colabrodo, che vuole che valga? sì e no un terzo
colla denominazione di 'ottimo '. al che non aveva egli, a dir vero
r. longhi, 520: è vero che, anche in questo caso, bisogna
., 1-179: quella incontenente parve che tutta resuscitasse e reconobbelo alla voce, e
volse, e disse: rabbi, che vuol dire maestro. cicerchia, xliii-317:
di cristo, tu allegasti quella auttorità che dice: non arai in abominazione l'
barbaro, lii-15-399: fin da principio che io fui ristretto in casa, essendo alquanto
., parlandomi d'un suo compagno che non aveva saputo ben morire, mi disse
. deledda, v-751: disse: « che vuoi ch'io ti faccia? »
. carducci, ii-2-92: vi prometto che a chiacchiera soffocherò perez e metterò in
fine: preso dall'* ave rabbi 'che disse giuda a cristo nell'orto.
, ràia), sf. malattia virale che colpisce tutti i mammiferi terrestri (e
il cane: rabbia canina) e che provoca un'encefalite letale; per l'
encefalite letale; per l'uomo, che la contrae per lo più dal morso
insonnia, quindi da un periodo eccitativo che è caratterizzato da fenomeni convulsivi, spasmi
faringe, vomito, idrofobia e aerofobia e che si conclude con la morte, talora
(ed è più frequente negli animali che negli uomini). -rabbia tranquilla: forma
tranquilla: forma con decorso rapidissimo, che è caratterizzata da assenza di stato eccitativo
stato eccitativo e di fenomeni paretici e che si manifesta con sonnolenza, astenia, depressione
]: il giumento rabbioso fa quello che il pazzo, e maggiori cose, perché
48: se all'uccello avverrà una infermità che ha nome... rabbia,
, i-1-406: quando una malattia malanconica che è ditta rabbia viene al cane, nel
caniculari:... a coloro che son morsi, quando hanno paura dell'
di questa mostrò di stimare l'opinione che dice esser la vipera un animale meravigliosamente
la bocca di spuma velenosa, non altrimenti che i cani guasti fanno. lessona,
al genere cane e al genere gatto e che si comunica all'uomo e agli altri
unicamente in una profonda alterazione dell'innervazione che invade ad un tempo la sensitività,
intelligenza, passando successivamente per tre periodi che invero non sono distinti che in teoria e
per tre periodi che invero non sono distinti che in teoria e che in realtà si
non sono distinti che in teoria e che in realtà si confondono bene spesso l'uno
una impressionabilità così intensa nell'individuo malato che la più piccola cosa lo offende e
sono uccisi perché possono diffondere la rabbia che è una terribile malattia ».
, 106: dàgli, mena basso! che ti venga la rabbia! bemi,
dimmel, beco, / dimmelo, che la rabbia te spannocchi! b. corsini
celesti il sacro coro! / oh che gli venga il cancher nella vita /
: o benedetti padri gesuiti, / che vi venga la rabbia a quanti siete
quanti siete! goldoni, ii-371: che ti venga la rabbia, lacchè del
contrarietà o da una forte delusione, che si manifesta spesso con alterazioni fisiche (
tremito, congestione del volto) e che può indurre a gesti scomposti, ad
coda al dosso duro; / e poi che per gran rabbia la si morse,
eccuba... e le dite che molto mi tarda ch'io sia co'lei
udendo [i soldati] il vilipendio che si faceva del loro sovrano, a grandissima
a mala pena potevano frenar se stessi che non venissero ai fatti. costa, lx-178
, lx-178: montai in tanta rabbia che, appena potei avere tra le mani
in partic., del popolo) che si manifesta in tumulti, in turbolenze,
vasari, i-386: sono alcune figure che vivamente espresse dimostrando la rabbia de'giudei
gente gonfaloniere, con non manco prudenza che valore non avesse rintuzzato cotanta rabbia.
somme ritrovatevi nella sua valigia, dichiarò che non v'aveano se non quattromila ducati,
aizzar la rabbia delle turbe, predicando che lo scannar francesi e patrioti era opera
, essendo comandato al popolo dal re che ammazzasse e saccheggiasse. -stato di forte
, 2-123: dell'orso si dice che quando va alle case delle ave per torre
alla vendetta; e volendosi con tutte quelle che lo mordano vendicare, con nessuna si
con nessuna si vendica, in modo che la sua ira si converte in rabbia,
denti, / con occhi bieci e più che bracia rossi; / indi a'morsi
: qual ne l'alpestri selve orsa, che senta / duro spiedo nel fianco,
: allora la pazienza del cane, che qualche minuto prima pareva avesse sdegnato l'
contenuta come stato permanente dell'animo, che nasce per lo più da sconfitte subite,
, 14-65: o capaneo, in ciò che non s'ammorza / la tua superbia
punito; / nullo martiro, fuor che la tua rabbia, / sarebbe al tuo
in tanta rabia vive e zelosia / che ad ubedir a tufi i sui comandi,
le sue orme / argo se stracaria, che mai non dorme. ghirardacci, 3-245
e questa rendeagli così odioso il vivere che non fece a poco arnoldo suo scudiero
nefrite, un diabete, una sclerosi che ci annienta. -con riferimento all'
annienta. -con riferimento all'ira che consuma il diavolo dopo la caduta.
, / e qui starassi in fin che 'l voler giusto / del suo gran vincitore
l'abbia. cesari, iii-503: che dite della amplificazione che trae dante fin
cesari, iii-503: che dite della amplificazione che trae dante fin dalrinfemo, dicendo che
che trae dante fin dalrinfemo, dicendo che quel primo su perbo che
che quel primo su perbo che cadde di lassù si placa o mitiga la
dell'eterno dolore. -sentimento collettivo che proviene da condizioni di oppressione politica e
né correggere, e la rabbia de'popolari che non potevano sopportare lo avere perduta la
trattandoli, della lor mansuetudine e pazienza che li riduca a disperazione, perché questa è
alcuno. mazzini, 5-201: credo che tutti i libri d'alfieri e di
-parlo dei più altra rabbia che contro l'austriaco che ci opprime diretta-
altra rabbia che contro l'austriaco che ci opprime diretta- mente. bacchetti,
dispetto (in partic. nelle espressioni che rabbia!, fare rabbia).
dicendo: -deh, vacche, che quello debbo dire di voi, dite di
scelerata bestemmia. romei, 128: spero che anco un giorno si morderà le dita
: mi fanno sul principio ridere certi signori che dicono di voler prima vedere la oozza
voler prima vedere la oozza di qualche opera che m'avranno commessa, e poi mi
vedere tanti bei soldati non far altro che accompagnare processioni viatici e simili pretine faccende
tu già non m'ascolti.. che passione / e che rabbia mi fai;
ascolti.. che passione / e che rabbia mi fai; / non s'ha
le proprie pene. tecchi, 9-209: che rabbia questa specie di mutismo! moravia
di mutismo! moravia, xi-362: quello che mi faceva più rabbia quando lei mi
zia era di sentire tutto il tempo che lei, in certo senso, ci aveva
i-358): tanto a sentir nomare colui che acerbamente ornava se le radoppiò il dolore
acerbamente ornava se le radoppiò il dolore che ella ne scoppiava di rabbia. tansillo
, iii-916: le mie nuove sono che io vivo qui mezzo disperato; anzi non
pirandello, 8-701: pur certa ormai che non sarebbe più venuto, scoccate le
. e. gadda, 13-148: che rabbia mangiai, contro questi incoscienti.
ognuno aveva una rabbia canina, / che il sangue parea zuccner di tre cotte
copri l'indegne e scelerate piaghe / che l'ibero empio e la tedesca rabbia /
grande rabbia, uscì delle mani di quelli che 'l tenevano e corse ad barione
. giamboni, 8-ii-301: vero è che 'l comune è in pericolo per lo
lo detto di messaggi di francia, che voleano la città ardere ed uccider li
tempi passati non bisogna narrare, imperò che delli incendi, omicidi, storsioni e ruberie
, 1-2-59: la estrema maraviglia è quella che l'ha mortalissimamente trafitto e concitatogli la
malanimo con cui si persegue un'azione che lo danneggia. b. davanzati,
fu bandito da suoi con tanta rabbia che fu costretto fuggirsene a serse re di persia
fare le fiere accanite nel teatro, che, rabbiosamente rompendo gli assiti, salton
. in cui poteo / la rabbia più che nelle stesse tigri? de amicis,
codarda vi mette una smania di vendetta che lo strozzereste colle vostre mani. papini
mani. papini, v-385: gesù sa che l'infame mercato di giuda è necessario
scelleraggini, le rabbie, le invidie che sono oggi tra 'frati? b.
, 1-498: quel pedantone di erasmo, che, quanto più erudito grammatico tanto più
più temerario teologo, con la licenza che si prese di censurare le dottrine de'
: veramente quello cavallo pareva uno drago che volasse per rabbia, per divorare chi
una natura o condizione sì perversa che spesse volte io divento lupo, con
divento lupo, con sì gran rabbia che qualunche persona m'è innanzi io divoro
strani [i lupi], / che a mezzo il giorno vengono a l'ovile
dante, purg., 11-113: colui che del cammin sì poco pilia / dinanzi
fu distrutta / la rabbia fiorentina, che superba / fu a quel tempo sì com'
/ angoscia desta, sentendo la rabbia / che ero menava, qual for di sé
cari compagni, è la sibilla, / che quando febo il cor l'ange ed
subord. o con un compì, che specifica l'oggetto del desiderio).
ariosto, i-iv-406: ti fo a saper che la tua emilia / è in tal
emilia / è in tal voglia., che voglia? è in tal rabbia / d'
in tal rabbia / d'esser teco che insumma si delibera / questa prossima notte di
né però resterò di dirvi clrio temo che m'abbiate fatto qualche malizia, perciò
m'abbiate fatto qualche malizia, perciò che, in ogni stato vi piaccia di tenermi
, mi vengono quelle rabbie di voi che mi sento morire. panigarola, 2-106
, con tutti quegli anni e quella carne che ci ha addosso, la poveraccia!
panfilo volgar., 83: lo furore che me enflamà e la rabia dela luxuria
me enflamà e la rabia dela luxuria che me arse semeiantrementre conforta mi a seguer
tu non hai altro male se non che tu se'pregno ». come calandrino
tessa, questo m'hai fatto tu, che non vuogli stare altro che di sopra
tu, che non vuogli stare altro che di sopra... ben veggo che
che di sopra... ben veggo che io son morto per la rabbia di
85: mai non trovarai niuno buono che sia dato a rabbia di lussuria.
marsilio ficino, 3-17: lo appetito, che gli altri sensi seguita, non è
un gentiluomo, mio amico e più che fratello, tirato a forza da le tue
2-41: vuo- mitù dare a credere che l'onore stia nel puttanesimo e nella
d'ogn'altra misera corisca, / che sarebbe di te, se sprovveduta / ti
/ ti trovassi or d'amante? che faresti / per mitigar quest'amorosa rabbia
e rabbia intendiamo pur a raunare pecunia che dio ne lasciamo e la pecunia per
da te du * cose se vuoi che io ti guarisca. fiorita dice: -chiedi
. r. bertini, xxvi-3-230: che mi venga la rabbia ne'coglioni,
venga la rabbia ne'coglioni, / che m'entri in cui un spirito folletto.
romano, 1-109: se la iente che verrao allo iubileo ve trova desfomiti, le
, 41-12: da la rabbia del vento che si fende / ne le ritorte,
tanta era la rabbia de'venti, che insieme combattevano stridendo, che gli sbarbavano
venti, che insieme combattevano stridendo, che gli sbarbavano gli alberi, spiccavano le pietre
anni regnano nel tempo della state certi venti che li portughesi si chiamano 'tuffoni '
i quali sono una rabbia di venti che, spirando da tutte le parti dell'orizzonte
2-138: sentiva la rabbia della pioggia che si allontanava e si avvicinava a seconda
. aretino, v-1-204: vi prego che veniate qui da noi, dove senza
d'aristotile studiarete di star sano fin che dura la rabbia del caldo. c.
: io, rinomato vogator supremo, / che non ho chi mi possa pareggiare,
429: eudosso e calippo scrissene volumi che ci sono stati rapiti dalla rabbia del
: non remasi manco pieno de maraviglia che de disio ae sapere chi lui [il
] fusse, avendo già facto concepto che, essendo lui de nobil sangue disceso
, intersiate dal serpeggiar del lampo, che in quelle vi pareva vedersi il tuono.
. 20. ant. malattia che produce lesioni o eruzioni cutanee. -anche
sì per tutto l'avean concia, che ella..., rossa divenuta come
, ancorché sia tagliata la parte leprosa, che si bruci... credo che
che si bruci... credo che la rabbia e lepra si comunichi alle piante
vite, del cece e del pisello) che provoca lesioni necrotiche sulle parti verdi e
cece ': così chiamasi una malattia che attacca la pianta del cece e da
la pianta del cece e da vegeta che era la fa da prima raggrinzare, impicciolire
'sopracculo quella puntura o ghiandoletta prominente che hanno sopra il codrione i polli e
hanno sopra il codrione i polli e che anche dicesi volgarmente la 'stizza la
sercambi, 2-i-188: madonna antonia, che avea la rabbia al culo, disse
al culo, disse: « poi che contento se'd'esser mio marito, io
d'esser mio marito, io vo'che mi prometti in chiesa di prendermi per moglie
parte scorrete, / e sappiatemi dir ciò che vedete. / -per quanto in
oppure * ci corre poco '. 'che preferireste voi, la pace armata o
da me come figlia amata, poi che ha preso marito facilmente se scordarà de lo
cani. menzini, 6-75: manco male che la rabbia stia tra i cani.
le rabbie e gli altri mali / che vi mandano gli osti e i vetturali.
caro, i-238: -pilucca, ben, che facesti? -ho messa la rabbia fra
fra i cani. - oh, lasciamo che si straccino la pelle.
: parve bene esser vero il proverbio che volgarmente fra noi si dice, che chi
che volgarmente fra noi si dice, che chi si piglia d'amore, di
: continua- mente ha un'interna rabbiétta che le fa ricordare l'impegno preso e
con tanto suo costo, e questo fa che sempre grida con tutti e che ha
fa che sempre grida con tutti e che ha un umore sì particolare. foscolo,
5-48: ahi, ahi! temo forte che ci saranno invidiuzze e rab- biette tanto
-rabbiolina. salvini, v-3-1-5: 'che 'ngoiansi i botton delle pezzuole ':
con rabbiuzza una foglia di cedratina, che le faceva venir verdi le labbra sottili
cne lo fece rabiar di doglia, che per do orre mai feze altro che cridar
, che per do orre mai feze altro che cridar. p. torelli, 127
italia; se non, aspet- tarò che vostra signoria mi levi di qui, se
di qui, se pur non volente che mi vi gionga la canicola, ché rabiarei
ramusio [oviedo], cii-v-237: quelli che sono feriti [dalle frecce avvelenate]
veggiam talora pungentissimi tratti: come quel che fé rabiare gotardo naselli.
3-37: sono alcuni tanto maligni e scelerati che per una certa neghittosa invidia si adirano
invidia si adirano ed inorgogliano contra colui che par loro voglia insegnare, essendo, come
e dottori, ardisca mostrar saper quel che essi non sanno. qua le vedrete
tu le tue peccata! / da poi che non t'ha morto el sodo letto
osolar questo bab- bione / e dice che l'amor gli ha fatto male: /
amor gli ha fatto male: / o che rabbiato, o che asin da bastone
: / o che rabbiato, o che asin da bastone! rabbiazzare,
rabbiazzi da quest'altro lato / e che r a 'li [a luca]
ch'e'pute! e ora sì che ha dato / nel fomel de'paiuoli il
(plur. m. -ci). che si riferisce alla rabbia, che riguarda
. che si riferisce alla rabbia, che riguarda tale affezione morbosa.
v.]: 'rabbico ': che appartiene alla rabbia. = deriv.
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xix)
binerie sono di spavento a molti giovani che la natura chiamarebbe pure per quella
plur. m. -ci). che è proprio dei rabbini, che vi si
). che è proprio dei rabbini, che vi si riferisce; che riguarda la
rabbini, che vi si riferisce; che riguarda la loro cultura o è dovuto alla
libro conteneva gli estratti di sentenze rabbiniche che ho letto per farmi un po'la
lingua rabbinica, cioè ebraica, secondo che è usata da'dottori ebrei, detti rabbini
cosidetto caldaico, nell'ebraico tanto biblico che rabbinico) era un'autorità universalmente riconosciuta
ebraici e alla codificazione del diritto talmudico che si formarono a partire dagli ultimi secoli
dei rabbini (un indusi può dire che il gran rabbinato abbia chiamato gli ebrei
rabbinica. 3. figur. che si uniforma meticolosamente a regole e canoni
. -anche: appartenente alla setta ebraica che segue fedelmente la tradizione rabbinica, a
rabbinica, a differenza di quella dei caraiti che ripudia tale tradizione e riconosce la sola
... significa un dottore ebreo che sta alle tradizioni de'suoi padri, non
dottore, perché 1 'caraiti 'che s'oppongono a queste tradizioni hanno i loro
]: 'rabbinista ': colui che studia i libri de'rabbini o professa la
guevara], ii-162: in quella disputa che avemmo il sabbato tutti i rabbini furono
, l-fl-188: dissero... che ismaele fu il primo che fece i simolacri
.. che ismaele fu il primo che fece i simolacri di terra; et altri
consideromo que'santi dottori e rabini illuminati che gli superbi e presumptuosi sapienti del mondo,
/ e innanzi agli occhi miei vo'che l'infido, / pena debita a lui
, 6-ii- 375: è ver che fra voi s'attese un tal messia /
voi s'attese un tal messia / e che gesù avverasse tutti in sé i vaticini
vaticini / delle sibille usciti non men che da'rabbini? baretti, 2-191: il
... i rabbini assicurano anzi che quello non era neppure il suo letto,
pananti, i-406: a quella barba che paion rabbini / ed a quel cappellaccio
forcella. -rabbino capo: quello che viene scelto quale capo da una comunità
, 22-v-1988], 21: si sa che razzismo e antisemitismo hanno la medesima radice
ragione... gli articoli anti-ebrei che lei denuncia sono scandalosi. -gran rabbino
senno le vostre leggi poetiche delle ferite che deste loro scherzando. -sento un piacer
mi dite di aver trattati da quel che sono questi rabim, voi solo uno
a darci quei poveri pani, / che sembran di filiggin del cammino, /
rabbinus, dal gr. papstvo;, che è dall'ebraico rabbi (v.
, sm. attrezzo in forma di rastrello che si applica alla rete da pesca a
sacco munito di un'asta di legno che permette di manovrarla, usata per la
'rabbio ': rumore, fracasso, che dicono anche 'fruscio '.
chi tenta lo sviluppo di quei precetti che un dì predicava, di quei diritti che
che un dì predicava, di quei diritti che vivono nel cuore d'ogni uomo e
. boito, 225: una lettera che... le strappai di mano rabbiosamente
si scrollò tutto, rabbiosamente; desiderò che la barca sprofondasse e gli sparisse dagli occhi
sì rabbiosamente la tirò fuore di sua testa che la saetta con tutto l'occhio n'
, 11-40: la cagione più vera che le [le moltitudini] solleva oggidì ciecamente
ciecamente e rabbiosamente... è che più non conoscono ed anzi odiano e
mostra l'autore per una comparazione quello che il minotauro allora rabbiosamente facesse, e
dice: « qual è quel toro, che si slaccia ». marino, 1-14-165
de lupi, i quali, avvenendo che tra le lupine caterve alcun ne sia per
alcun ne sia per tal modo ferito che non possa gli altri sequire, tutti gli
lo sbranano. landino, 175: quelli che fal- sificaron la persona propria..
come se fosse un fascio di serpenti che la volessero mordere. gadda conti,
si lasciò trascinare: non gli restò che un po'di forza nelle mani, con
tronconi, 2-308: la campagna non è che un gran lenzuolo di neve. non
strarsi rabbiosamente convinto di ciò che diceva, comin ciava a
ogni uomo da me più pauroso / che non dal can rabbioso. cavalca,
cane rabbioso era arrabbiato, e pregavolo che lo liberasse. marco polo volgar.
: sai come fa il cane rabbioso? che fa? porta la boca aperta:
prova, / può medicar l'affanno che 'l tormenta / sin che timido a l'
l'affanno che 'l tormenta / sin che timido a l'acqua non diventa;
dio- scoride], 217: credesi che 'l fegato del cane rabbioso, mangiato
cane rabbioso, mangiato arrostito da coloro che ne sono stati morduti, gli assicuri
: isabellina, non fuggir grechino / che non è can rabbioso, / ma
solamente la marca su la ferita colla chiave che chiude le reliquie del santo, fatta
gatto tignoso. 2. che è in uno stato di violento turbamento
apollo con faccia alquanto sdegnata gli comandò che tacesse. bisaccioni, lx-3-134: il negri
sbucò da un'altro lato e si capiva che era rabbiosa di dover mettere le mani
bassani, 5-26: « cos'è che hai? », le gridò rabbiosa,
dante, infi, 30-46: poi che i due rabbiosi fuor passati / sovra
-che è tormentato da un'ira sorda; che è in uno stato permanente di irascibilità
imposte, / e maledice al giorno che rimena il servaggio. tronconi, 9-52
si lascia facilmente prendere dalla rabbia, che vi è naturalmente disposto; collerico, irascibile
, come egli dice, o scempietà che l'abbia condotto, s'è dato ad
altiera, più ostinata, più ambiziosa che non è uno officiai calabrese. papini,
, una disposizione d'animo); che denota tali passioni (un gesto,
a pensare, e il dolore, che tutto dentro stare non poteva, con rabbiosa
da famelici cani, cioè da rabbiosi pensieri che gli distruggono. manzoni, pr.
si fermò d'improvviso davanti a lucia che piangeva; la guardò con un atto
disse: « questa è l'ultima che fa quell'assassino ». pirandello, 8-704
aggredire questo e quello; e s'accorse che quei signori aggrediti le porgevano la mano
se avesse voluto sottrarmelo nel momento stesso che me lo porgeva. 3.
me lo porgeva. 3. che è in preda al furore bellico, che
che è in preda al furore bellico, che è pieno di furia aggressiva (un
qui vicino i traci, / e più che mai rabbiosi. forteguerri, 8-105:
magno], 41: essi, stimando che tanto più sarebbono i nimici impetuosi contra
guastarle, però eglino le fanno più forti che belle. -condotto con grande accanimento
. michiel, lii-4-389: è grandissimo pericolo che non lo forzino e violentino a mal
mal grado suo per declinar una guerra che gli è per venire addosso più rabbiosa che
che gli è per venire addosso più rabbiosa che mai. segneri, 1-106: vediamo
segneri, 1-106: vediamo tutt'ora che uno spagnuolo, non solo dotto,
, ma spirituale, tiene per indubitato che la ragione in quelle guerre rabbiose, le
liti, scismi crudeli, guerre sanguinose che inondaron di sangue il mondo, sarebbon
un germe di comunione e d'amore che non cento grida di rabbiosa vendetta?
, un'opera letteraria o lo spirito che la anima); feroce (una
: il 'corbaccio 'non contiene altro che una sfrenata e ramosa maledicenzia contra d'
i-328: perché non abbiate a dire che la mia immaginazione è sempre truce e rabbiosa
feroce; ma spero sia di quella ferocia che può essere anche da lei approvata.
, era un crudo stimolo all'imperadore, che mescolava con la sua autorità una licenzia
sòie; / ma la dè pur saper che 'l ciel non vole / contro a
, adesso è pur venuta l'ora / che morto rimarrai da le mie mani,
ruggeri, e con tale atto rabbioso che quali non se ne può sostener la veduta
, furono gettati in mare, acciò che, privati de l'uso di tutti li
leonilda qual rabbiosa tigre nulla curar pericoli pur che faccia strazzi de'miei vassalli. alfieri
di una belva. 6. che è in preda a un accesso di pazzia
giunto a roma, diversa malattia, che tutto si rodea come rabbioso. ser
giovanni, 3-313: gli surse, giunto che fu a roma, diversa malattia,
fu a roma, diversa malattia, che tutto si rodeva come rabbiso. boiardo,
gran diffetto, / perché d'ognior che scemava la luna, / divenia rabbioso e
(ii-732): messer lo decano, che roinato avea l'altare, quello giorno
l'ira] m'infiammava l'animo che quasi ad atti rabbiosissimi m'indu- ceva
parimente un certo cortigiano chiamato frontone, che, tormentato da una rabbiosa infermità,
un ca- valé era aevegnuo sì rabioso che apenna da monti se poea tenei'.
tu dimori,... rallegrati però che vedere l'infemali fiumi grande compagnia d'
. ovidio volgar., 6-241: giuri che tu muori per rabioso amore. landino
bandinello,... di modo che io fui necessitato a risentirmi arditamente con
me medesima, da quell'ora in qua che piacque al mio destino che voi a
in qua che piacque al mio destino che voi a me et io a voi giacessi
l'un l'altro insieme ci godessimo, che per dolce imaginazione e per rabbioso desio
o scelerata, o reproba, che, quanto è in sé, brama di
altro in viso / guardando, or vien che brami, or che s'adiri;
, or vien che brami, or che s'adiri; / e segna il nobil
340: io sono il demonio, che per la mia iniquità e malignità, agitato
soverchio mangiare e bere vi cagionasse quel che suol cagionare simil modo di vivere,
, per dir così, rabbioso amore che portano al capo della loro scuola, non
: del cielo a scherno / vo'che l'amante insano / sacrifichi a l'inferno
, pareva pensare alla porzione d'appetito che le doveva sopravvivere. molineri, 1-221
rabbiosa volontà di disinvoltura e di franchezza che, spesso, il risultato era una strana
una manifestazione morbosa). -anche: che rende feroce e aggressivo un animale (
1-47: questi [il leone] parea che contra me venisse / con la test'
alta e con rabbiosa fame, / sì che parea che l'aere ne fremesse.
rabbiosa fame, / sì che parea che l'aere ne fremesse. tasso, 1-8-112
1-8-112: quasi ingordo lupo e'par che brame / pascer del sangue altrui rabbiosa fame
2-125: mi dimenticava una tossaccia rabbiosa che mi tormentò per quattro giorni. manzini
manzini, 12-118: i singhiozzi, che lo sbatacchiavano, provocarono una tosse rabbiosa;
letto ansante, sudato, col cuore che palpitava rabbioso. 9. irruente
movimento). carducci, ii-7-243: che cosa fai, iniqua pantera? rispondimi.
, se l'apriva, non erano che poche parole e molte reticenze accompagnate da
di deporre il bacio finale sulla mano che fausta gli tendeva, afferrò quella mano
e rabbiosi studi. io. che si manifesta con violenta intensità, che
. che si manifesta con violenta intensità, che imperversa, che infuria (il vento
con violenta intensità, che imperversa, che infuria (il vento, la tempesta)
compressa intorno da rabbiosi venti / tosto conven che si converta in pioggia. boccaccio,
e nembi e turbi / così rabbiosi che sommersi in parte / e dispersi n'
filicaia, 2-1-11: fuggitiva / polve awien che rabbioso austro disperga. f. m
bel collo e il bianco petto, / che soli avean poter beato farmi, /
molza, 1-202: la bella donna, che dal sonno desto, / signor,
, ii-323: fu un freddo rabbioso, che gli [agli ulivi] cosse la
pelle addosso. d'annunzio, iv-1-503: che fare? rimanere ancora in roma ad
quella rabbiosa canicola? 11. che produce un rumore aspro, violento,
. tecchi, 12-11: le automobili che, nelle sere di inverno, scendevano
scuote; e l'antiarea non faceva che sparare, fitta e rabbiosa, in un
, fitta e rabbiosa, in un fracasso che stordiva. -veloce e rumoroso
ogni momento ne sbucava urlando una macchina che, dopo due o tre giri rabbiosi,
vicini. 12. ant. che provoca un intenso prurito (una malattia
. 'raccanatt 'è un termine che ci è venuto da piacenza, dove le
amicis, xii-382: l'uomo non perdeva che il pelo: appena fermato il tranvai
quand'io frequentavo i pranzi, mi ricordo che nella mia qualità di scrittore un po'
'. borgese, 1-288: gioia, che stava appostata dietro il cancello e non
sone / e scrisse a tutto il mondo che vorìa / far un'armata con suo
con suo confatone / per demonstrare quel che far potrìa / el mio san giorgio
(coll'o stretto, perché è voce che viene da mozzare) per nutrire il
, porse l'orecchio dov'era colui che l'aveva percosso, e, sentendo
con lui e digli un colpo sì diverso che gli ruppe l'elmo. =
cagioni turbavasi e dava in escandescenze, che la sola marinetta avea il dolce secreto
con gherardo, queste battiture ebbono tanta virtù che, com'ella era stata per li
i-56-8: governa mese e settimana / insin che 'l mar si va rabonacciando. andrea
. d. bartoli, 44-19: aspetto che il mare si rabbonacci tanto che possa
aspetto che il mare si rabbonacci tanto che possa navigarsi. stratico, 1-i-378:
di vento con tanta tempesta e fortuna che ci spezzò le bonette della vela ed
ovidio volgar. [crusca): fa'che 'l beveraggio rabbondi entro la tua gola
ma la onestà ragionevole dell'accademico toscano che s'illude per tutta la vita di poter
federale calderara... edoardo, saputo che il principale nemico al principale disegno della
padroni hanno chiamato 'poesia 'tutto quello che rabboniva gli sfruttati e rendeva loro più
quasi salva, tribolata però da voglie che neanche il sonno era capace di rabbonire.
de sanctis, ii-6-221: quel fanciullo, che sta lì duro e tetro innanzi alle
. nievo, 324: gli bastava che certe cose non si vedessero e non
e non se ne parlasse, e che non dando così appiglio al raccapriccio
pass, di rabbonire), agg. che non è o non è più adirato
ii-1-36: egli fece un gran risata, che mi turbò più. prese una grossa
propose anche di andare a vedere quel che accadeva fuori. misasi, 4-13:
[guatimozin] arrivò a lasciarsi intendere che quella suprema deità e che come tale
lasciarsi intendere che quella suprema deità e che come tale presedeva alla guerra, rabbonita
espressa in voce chiara e intelleg- gibile che otto giorni ancora e poi si finirebbe la
un orsacchio rabbonito. 2. che manifesta tranquillità e serenità interiore (un
vecchia mamma intenta ad apparecchiar quel desinare che la fortuna rabbonita le permetteva.
., 2-6 (i-iv-154): poi che, madama beritola, pietosamente dalla donna
da siena, 120: e 'l buon che sarà bene vissuto, overo colui o
bene vissuto, overo colui o colei che si sarà amendata, saranno rabraciati da
amoroso ch'egli [dio] è, che ha le viscere ripiene d'infinita pietà
nella materia 'e 'l tempo 'che t'è conceduto a fare questo sallimento
fare questo sallimento, et allegoricamente, che è conceduto a compiere questa opera,
/ sì ordinar con molta prowedenza / che l'una parte e l'altra insieme
. h peggio è per le bestie, che non han del mangime: al bel
o paura per un fatto accaduto o che si teme possa verificarsi; sentire raccapriccio
cecchi, 18-18: egli è ben ver che federigo l'ha / fatta rintonacare e
/ fatta rintonacare e appiastrare, / che e'non si par niente, ma
ma io seppi / da un murator che e'vi condusse or l'anno /
par di scarpe mezze rovinate, ma che si possono rabbriccicare e portarle un altro
. raccomodare alla meglio, di cosa che resta però una briccica. 2
[s. v.]: lavorante che s'adatta e alla meglio rabbriccica il
. di rabbrividire), agg. che rabbrividisce per il freddo; intirizzito.
nelle tute leggere. 2. che provoca una sensazione di freddo alquanto pungente
venezia bombardata. 3. che provoca uno stato d'animo di orrore e
riferimenti pratici ed essa resterà nient'altro che una sequela di casi che non sono
nient'altro che una sequela di casi che non sono più avvenimenti da intendere nella
diletti offerti a oziosi od ozianti, che vi cercano commozioni a fior di pelle
fior di pelle per passatempo, quali che queste siano, del sublime o del
dell'orrendo e rabbrividente. 4. che vibra al soffio del vento (una vela
rabbrividévole, agg. letter. che provoca una sensazione di disgusto.
di un verde fosco, rabbrividevole, che fissa dall'alto, pensieroso e dolce
grafi, 5-1121: non sembra / che un rabbrividiménto / corra per quelle membra
colline! io non ne ho sentito che l'afa per tutta quest'estate; ed
in forma di candelabro il solo indumento che ne pendeva. pratolini, 9-807:
18-121: camminavano in fretta, senza accorgersi che la notte rabbrividiva improvvisamente.
è grazioso. e un altro potrebbe rispondere che que'parecchi non guardarono poi mai quel
fra il platonismo poiché lor fu detto che il libro è vecchio assai.
e paura per un fatto accaduto o che si teme possa verificarsi; sentire raccapriccio,
): gli ascoltatori compresero più di quel che menico avesse saputo dire: a quella
della sua nullità tra quelli enormi pini che squassavano le nere teste e le mille
che gli ubriachi delle campagne fanno seguire ai loro
quando alla delizia del bagno, pensava che già il decimo mese della sua vedovanza
parise, 11-179: « già, che devo fare? » si disse l'uomo
. l'uomo rabbrividì piacevolmente e pensò che la prima attività era quella ai infilare
, di rabbrividire), agg. che sente brividi di freddo; tremante, intirizzito
e nel sole. 2. che prova raccapriccio, angoscia e orrore.
verità in quell'atto del grossi, che, preso da un'insolita ambascia, si
a meno d'ammirare il lugubre profeta che lo satolla d'orrore e di disperazione
memoria il tetro racconto... che narrava della bella figliuola d'un amministratore
odore di mattina buia, avvertivo un che di increspato, di rabbrividito, mentre dentro
improvviso del tempo (e l'effetto che ne deriva). libro di prediche
1-534: 'rabbruscare ': l'oscurare che fa il tempo crescendo il freddo.
rabbrusca. giuliani, ii-357: vedi che nuvoli! il tempo si rabbrusca.
e raggrot- tata le ciglia, disse che non voleva parlare cogli eretici. =
giuliani, ii-261: è una donna che si tira il bene da tutti;
infocatura più veemente, a tal segno che, non valendo più a sostener quell'assaggio
d'inferno, dimandarono prima, più che pria singhiozzanti, la compassione. =
con quel baston grosso / e par che l'aria si tinga e rabbruzzoli / pe'
si tinga e rabbruzzoli / pe'colpi che sfracellan l'arme e l'osso.
bello non mai sorse ateniese, / che di sé al buon maestro propose esser
nome trema tutto l'inferno '. il che sentendo l'impera- dore, uscì fuori
esser alcuno in alto stato / per che si veda andar talora a gallo, /
: o mani ardite ed empie, / che rabbuffàrle il crine sul ciuffo e sulle
e sulle tempie! rajberti, 4-7: che alla sesta... pagina d'
il vento gli sgommina i capei, / che su l'ignuda fronte rabbuffansi fra loro
ben fa il superbo e 'l generoso, che se ne va tanto altiero col collo
: s'ode il ruggito / di leon che ricusa i suoi legami, / e
, / e di cinghiale ardito / che delle sete ha rabbuffati 1 rami.
, 273: i cacciatori della marina dicono che [le quaglie] vanno mal volentieri
s'arretra e sbuffa / e 'l crin che quinci e quindi erra e svolazza /
la stregghia dentata la sua rozza, / che suda bolsa ed ale- nosa sbuffa,
dal nuovo demone del colore smosso, che tende a trasformarsi in macchia, torcendo agli
i-176: non erano corsi molti anni che la poesia italiana era uscita dalle mani dei
arme el rebuffai, / né credo più che indreto volgi o giri. g.
dipenasse quelle parole di diventar luterani e che facesseno un'altra suplicazion. ariosto,
apresso papa adriano, quale non vuole che prelati prattichino con temine e già ha rebufatone
i servidori. baretti, 3-213: affé che non voglio m'abbiate rabbuffato per nulla
invito dell'istituto. dossi, 3-25: che faccia assonnata ci mostrò egli nell'aprire
per buio..., chieseci che volevamo. bettini, 1-246: c'era
bettini, 1-246: c'era la ventaccio che lo rabbuffò: - corri, pigrone
sermon col braccio alzato / com'un che peschi all'amo e 'l finto muso /
, vt-412: se i balordi sapessero in che pericolo stiano le cose, quando io
se io rabuffo le ciglia, e in che modo gli faccio venire il cancaro con
. desideri, lxii-2-vii-4: non ostante che mi fussi tutto rabbuffato con buona coperta
prendere il petto e penetrar il cuore che dubitavo di perder affatto la respirazione.
la corta buffa / d'i ben che son commessi a la fortuna, / per
son commessi a la fortuna, / per che l'umana gente si rabuffa. boccaccio
monti, 20-304: siccome / stizzose femminette che nel mezzo / della via si rabbuffano
affannato, adirato e sozzopra, / che fa un gran divincolarsi e parla /
d. bartoli, 2-4-254: parve che gli movessero mille spiriti in corpo:
rabbuffò e diè in tali smanie di furore che, fra le più ingiuriose parole che
che, fra le più ingiuriose parole che sappia dire un fuor di sé, si
tempo,... pensarono li piattelli che non fusse da perder l'occasione
il corago, 76: mira il ciel che rabuffasi / e per via di ventosi
, 1-2-100: predica assai migliore fu quella che indi a non molto cominciò a fare
, 2-186: ad ogni alito di vento che rabbuffa, / un odore beve di
è stata la prima la rabuffata costà scritta che sia stata fatta al ministro gallo:
, mi buscai dal carducci una pubblica rabbuffata che m l'orgoglio... della
, scarmigliato (i capelli); che ha i capelli tutti in disordine (la
ne la vigilia de la notte, conciofosse che dormisse cassio parmense in uno letticello adormentata
mente nelle sollecitudini e ne'pensieri, parveli che a lui venisse uno uomo di smisurata
/ bon testimonio de la vita rende / che si mena fra vui. del carretto
pezzo a vederli sollazzare: poi vidi che si levarono e la patrona, tutta con
giovane di darsi in preda al cavaliere che l'era amante, andossene a lui con
v'attorniò una moltitudine di sventurati, più che mezzo ingnudi, con le barbe rabbuffate
cenere. metastasio, 1-ii-151: dimmi, che mai pretendi / ch'ami in te
/ è una bellezza: e, quel che fa più forza, / ella non
irte calanti su le palpebre in modo che dai peli rabbuffati vedevi comparire la pupilla
pittorica. lomazzi, 4-ii-149: bisognarà che prima i capelli gli [ai lunatici
, e sopratutto di due occhi spiritati che paiono voler trivellare il cielo.
chiunque vi si accostava, uomo o animale che fosse, gli si slanciava addosso con
o di nero. 2. che ha un aspetto malconcio, trasandato e
e disordinato. -in partic.: che ha i capelli scompigliati e arruffati,
): avendo costei molto pianto lorenzo che non tornava e essendosi alla fine piagnendo
fracich. sannazaro, iv-246: nella stagion che la gran matre antica / si spoglia
e convolto nel fango, fu cagione che molti al romore traessero, i quali
marino, 1-10-130: quella è sofia che, rabbuffata i crini, / magra
rabbuffato e pesto più bella mostra nel giro che a furia d'archibusate gli farò far
: né il fatidico auge! crediam che sia / di quei filosofacci rabbuffati /
sia / di quei filosofacci rabbuffati / che fan consister la filosofia / nell'aspro dir
solitario e tutto rabbuffato qual uomo che abbia sommerso il pensiero in qualche profonda
(un animale). -anche: che ha le piume arruffate (un uccello)
denti, / con occhi bieci e più che bracia rossi; / indi a'morsi
sì rabbuffati, sì intirizziti... che mi sentii commosso nell'anima. cicognani
roma, v'è una bellezza primitiva che appunto nella rabbuffata e scomposta sua apparenza
iii-1-102: a me pare... che questa scrittura non sia affatto una satira
da una sorgente metafisica..., che tempi e che uomini saranno per uscire
..., che tempi e che uomini saranno per uscire da quella filosofia alla
quella filosofia alla cui fonte manzoni raccomanda che tutti s'affrettino d'abbeverarsi?
cattaneo, i-1-6: s'è giusto voto che la gioventù conosca e pregi la rabbuffata
un'ora così rabbuffato e pieno d'agrezza che se ne sbigottirono tutti. i.
lutti, / rabbuffato e smarrito, che fai con gli occhi asciutti? foscolo,
2-125: questa tua presenza fa sì che il più delle volte finisco con l'
signor no '. 5. che rivela inquietudine, turbamento e apprensione (
7-1103: veramente si ha l'impressione che anche lui, il padre, con quell'
se.. ma già fi fatto che il bestione fosse fuori a quél- ora
riveggo le mani, e, piuttosto che gli occhi, lo sguardo, rabbuffato e
stiano ora chete le parolette ben pettinate che vanno in bocca alla corte e vegnano
ma la onestà ragionevole dell'accademico toscano che s'illude per tutta la vita di poter
golìo del fiume. 7. che minaccia tempesta (l'atmosfera).
23-309: per lo tracio mar, che rabbuffato / muggìa, tornare alle lor case
8. ant. e letter. che ha la punta rivolta ah'insù (
di superbia fece uno grande rabuffo dicendogli che era una ipocrita e una santonia e
1-405: expecto non per la prima che verrà, ma per l'altra poi,
altra poi, gran rabbuffo da monsignore che sia con oggi stato 4 dì senza
un rabuffo sì fiero e sì villano / che per un pezzo, e non vi
. castelletti, 1-11: questi giovani, che fanno l'amore con la mia padroncina
vita mia / pigliare i ciechi, fuor che all'osteria. g. gozzi,
rabbuffo per ciò dall'assessore biliatti, che gli disse: maestà, la limosina
al giardiniere in causa di certe piante che sono state troppo al sole. palazzeschi,
rimorsi, urli, strepiti, minacce che ti dà. -richiamo, rimprovero
capigì e odabascì, per aver detto che sua maestà ha delli altri visiri che sono
detto che sua maestà ha delli altri visiri che sono boni da governare questo imperio.
alli doganieri, quali gli fecero intendere che per la prattica d'uscochi nel regno si
muratori, 9-192: un solo rabbuffo che indiscretamente faccia il principe al ministro,
dal mio comandante, al quale risposi che, avendo contratto un debito, mi era
. girolamo leopardi, 2-38: vedete che le donne, ultimamente, / se
questa sparata, con tutto questo rabbuffo che fate iniquissimamente alla fede. bonghi, 1-41
avermi data occasione di dire al pubblico che io son tuo amico e di fare col
tanto è stato forte un rabbuffo di bue che ho avuto questi giorni passati.
l'improvviso volo / del colombo spaurito che s'afferra 1 alla ringhiera e ne rifuge
gli occhi in allarme, il vento che frastorna / il rabbuffo spiumato.
caterina de'ricci, 140: lui voglio che vi dica del bel rabbuffétto fattoli.
-anche sostanti cavalca, 18-125: veggiamo che il rabbugiare e bestemmiare e 'l mormorare
aménto, sm. mutamento d'espressione che denota un turbamento interiore. moravia
ch'io vedrò e scoprirò ogni cosa senza che niun vegga me. fagiuoli, x-15
, 94: per la rotondità della terra che rabbuia dove il sole non vede.
in quegli ori, e si pensa / che rilucan per lui: guardi piuttosto /
rilucan per lui: guardi piuttosto / che 'n porvi su le mani / l'aria
un grandissimo fracasso di tuoni e folgori che parea che ardesse il cielo. calandra
fracasso di tuoni e folgori che parea che ardesse il cielo. calandra, 304
opalescente contro le luci rosa del mattino che pure andava rabbuiando. -diventare
a poco addensata e accavallata in nuvoloni che, rabbuiandosi sempre più, davano idea
v-254: « se sei felice vuol dire che non capisci niente, e così sei
diceva, rabbuiandosi, con gli occhi foschi che mettevano paura al marito. tornasi di
bernari, 6-44: s'accorse che il volto di don nicolino si rabbuiava.
caso e di non sentir a male che gli affari della pace si rabbuiassero et allontanassero
in lei un altro pensiero così arrischiato che anche di soppiatto osasse fare un passo
ranni furono tentate, e le tenebre che si avvolgono intorno a questa fatale parola
pubblico rabbuia / lo sguardo suo, che pare un diesire. -conferire un'espressione
iri, v-2-509: immaginandosi... che questa difficultà rabbuiare potesse la negoziazione.
lontano, sulla spiaggia rabbuiata, i ragazzi che aiutavano il saro a tirare a secco
e. cecchi, 8-71: impressioni che dipendono da cause imponderabili. domani forse
tutt'altra cosa. 2. che manifesta nell'espressione del volto turbamento,
). pasolini, 5-43: « che cosa ci dà? » chiese a sua
mamiani, 9-37: debbe nel generale affermarsi che la intera filosofia del secolo andato,
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce alla
. -ci). che è proprio, che si riferisce alla rabdomanzia o al rabdomante
. bacchelli, 15-150: si pensi che per distinguere e classificare tali sensazioni rabdiche
finche, sopra un registro, tutto quel che poteva appurare sulla moralità dei vivi e
dal nome del genere rhabdonia, che è dal gr. pà (3$o <
di bastoncino costituite da secrezioni ghiandolari, che taluni turbeilari e trematodi espellono in situazioni
negli insetti, ciascuna delle due appendici che formano l'ovopositore. = voce dotta
, ittrio, erbio e praseodimio, che si trova in forma di sottili cristalli
zool. genere di serpenti colu- bridi che comprende specie terricole e semiacquatiche, diffuse
. rabdòfito, agg. bot. che cresce in un clima arido e asciutto
pubblici spettacoli ed in roma i littori che precedevano i consoli. tramater [s.
, così detti da una verga o bacchetta che portavano in mano. ibidem [s
: in roma de'littori, che, ornati di fasci di verghe, precedevano
, altramente chiamata4 sutura sagittale ', che assomigliasi per la sua forma ad una
certe regole. queste verghe sono ciò che si chiama volgarmente in inghilterra 'nepair'
lor inventore (un baron scozzese) che parimente inventò i logaritmi. stampa periodica
: 'rabdologia ': in aritmetica congegno che serve ad agevolare le operazioni di moltiplicazione
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce alla
-ci). che è proprio, che si riferisce alla rabdologia. tommaseo [
logica, nella quale, con due verghette che portano scritti numeri semplici, si fanno
'di linneo, desunto dall'uso che ne fanno i selvaggi ne'loro combattimenti.
'combattimento '(con allusione all'uso che facevano alcune popolazioni indigene di tale pianta
captate da una bacchetta biforcuta, che viene impugnata alle due estremità,
nova, tratta da una vena incognita che oggi è la sua placida ricchezza. viani
683: ecco la figura dello smilzo rabdomante che, sorridendo di scherno a un gruppo
forse in balìa, agita la sua bacchettina che sta per ricevere non so qual vibrazione
bacchetti, 15-50: il fatto sta che saledolce divenne rabdomante di eccezionale sensibilità.
da rabdomante per le bottiglie di alcoolici che si vuotavano al suo passaggio.
il prodotto di una comodità par- titiva che di una mutata concezione storica. piace tuttavia
denominazione regionale di una varietà di menta che predilige i luoghi umidi. dessi
, 7-89: soltanto la menta (quella che chiamiamo menta rabdomante) continuava a tremare
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce alla
-ci). che è proprio, che si riferisce alla rabdomanzia o al rabdomante.
di possedere un intuito rabdomantico per constatare che le due opere, così diverse,
bassani, 3-130: tornando ai làttimi: che brivido 'rabdomantico 'ogni volta che
che brivido 'rabdomantico 'ogni volta che riusciva a scovarne qualcuno di nuovo,
nuovo, di raro. 2. che si avvale unicamente delle proprie capacità intuitive
). montale, 12-145: prima che l'analisi intervenga ci sarà sempre posto
, sull'occhio del conoscitore, e che resta il fondamento di ogni ricerca specificamente
vene metallifere per mezzo di una bacchetta che sembra ricevere vibrazioni misteriose emanate dall'acqua
del tenere da'due capi una bacchetta che, girando, credevasi annunziare esser lì
, credevasi annunziare esser lì presso quel che si cercava: sorgenti d'acque,
trovare acque o miniere con bacchetta, che chiamano bacchetta divinatoria. ibidem [s
.]: 'raddomanzia lo stesso che rabdomanzia. stampa periodica milanese, i-199:
quella zona meno scandagliata della nostra realtà che comprende i fenomeni del medianismo, dello psichi-
intuitive. montale, 12-145: prima che l'analisi intervenga ci sarà sempre posto
è costituita dall'ingrossamento delle neurofibrille, che assumono la forma di bastoncini, con
m. -ci). medie. che è proprio, che si riferisce a un
. medie. che è proprio, che si riferisce a un tumore originatosi dal
-i). medie. tumore benigno che colpisce il tessuto muscolare striato (specialmente
è costituito da fibrocellule muscolari striate trasversalmente che tendono a orientarsi variamente in fasci.
plur. elmint. famiglia di nematodi che, nello stadio parassita, hanno l'esofago
bridi a cui appartengono due sole specie aglife che si trovano nell'india meridionale, in
. zool. genere di pterobranchi rabdopleuridi che comprende tre sole specie, le quali
, microscopico, di natura calcarea, che deriva dall'aggregazione dei rabdoliti.
jìàno], agg. letter. che è proprio o si riferisce allo scrittore
francese f. rabelais (1494-1533); che ne riecheggia i motivi tipici di robusto
. 2. per estens. che presenta aspetti di farsesca salacità (una
); grasso (un riso); che nasce dalla capacità di fare enormi mangiate
cagna, 1-12: -carrozze fin che ne vuole, ma per la coincidenza
la coincidenza del battello non c'è che questa. -si rassegnò finalmente a mettersi
mettersi a rabello con gli altri del branco che si pigiavano là entro.
codazzo di gente; schiamazzo ', che è dal lat. rebellàre 'ribellarsi '
tondellini fatti a biscanti degli occhi, che sono ne'visi come verbigrazia ne'pan
milizia, ii-69: 1 rabescanti si ricordino che, malgrado il rispetto per la veneranda
arabeschi i più artistamente disegnati non sono che un abuso di decorazione. rabescare,
, 1-115: ti celerà la gran pianta che accoglie / l'ombra sopra la porta
3-8: egli rabescava qualche firma sulle lettere che l'aiutante maggiore gli presentava.
. baretti, 6-212: mi disse che il rasoio con cui mi rabescava via
9-31-2-7: addobbato [il nuovo re] che l'avean di tre sopravesti foggiate e
vacui ventri di bronzo rabescato, aspettavano che il braccio di biasce le facesse vibrare
tempestato, / tutto di perle, e che le spalle e 'l seno / finge
caratteri puerili. 4. che presenta sulla superficie un intreccio di linee
1-177: vengono adesso le castagne, che sono quei barri a foggia di borsette aperte
, 3-ii-109: ecco la condizione de'nei che per uso inveterato ci mettiamo sul volto
volti del color dell'arancio e della zucca che paiono rabescati di mosche. spallanzani,
ara besco o di segni che paiono arabeschi. magalotti, 1-87
. arabo. - an che sostant. sanudo, ii-311:
de sua madre, zovene di anni 30 che apena sa parlar rabesco e turchesco
più leggiero degli altri, per la licenza che vi si ha non solamente d'intagliarlo
quasi a gioco vari segni e rabeschi / che voleano inferir che tu se'amante.
vari segni e rabeschi / che voleano inferir che tu se'amante. atti del primo
! deamicis, ii-61: era il muro che cinge la moschea, un vecchio muro
una sala lunga con tre finestre, che davano sopra i piccoli giardini verso il
] a grottesco, / ove sembra che, scherzo di natura, / vada attorno
, 5-461: avvicinandomi, mi resi conto che erano rabeschi e ricami di viti rampicanti
15-759: è un azzurro subacqueo / che ci ravvolge / e in esso / pullulan
brutto scritto. 'fa certi rabeschi che non s'intende nulla '; 'come
saranno le medesime 'ad unguem 'che le scritte dal sig. mario, ma
parole. baretti, 1-40: lascia che al nominativo vada dietro il suo bel
non mi passa le frasi torturate e che sanno troppo di rabesco. carducci, iii-28-329
trapuntassero rabeschi, pensatelo voi, per guisa che le gentildonne ne andavano in visibilio.
gli stucchi, modinature di comici e rabesconi che si veggono nel fregio tra le finestre
deriv. rabicanato, agg. che ha il mantello scuro, variegato di
un cavallo). -in partic.: che presenta peli grigi o bianchi sparsi dal
. rabicano, agg. che ha un mantello scuro variegato da chiazze
la fronte. nomi, 2-37: che un destrier rabicano a lui d'a-
su la groppa a guisa di gelso che si ripeteva minore e meno pallida su
buoni, i... i -di che sorte i mantelli?... /
/ anzi va tanto sospeso e leggieri / che nell'arena, dove pone il piede
sella / porre a un destrier più che la pece nero: / così melissa pavea
cavallo baio, sauro o morello, che abbia peli bianchi sparsi qua e là
rabbia). rabicato, agg. che ha il mantello variegato da chiazze
1-i-363: mancandovi... quelle armi che l'ottocento quaranta e il quarantadue erano
come rabidi cani quilli maligni frati, che senza mangiare e bere me includano nel
, 1-304: le api pungono acerbamente quelli che vi si accostano... patiscono
qualche oltraggio, sicché s'adirano talmente che loro esce dalla bocca... un
loro umore. 2. che è in uno stato di violento turbamento
1-55: non prima udì le trombe che un furore / l'invase e cieco e
miei e figliuoli in cristo, si è che ve ne dobiate amare l'uno l'
solamente in defensione della cristiana fede, che da quilli infideli e rabidi turchi è
in quella spedizione. 3. che denota rabbia, furore, astio e stizza
in quel maestoso e rabido volto che lo scultore andava traendo fuori dal masso
). serdini, 1-42: poi che bonifazio a'colonnesi / scoperse il suo
alfieri, i-247: questa rabidissima passione, che in me avea covato sotto cenere oramai
, desolando gl'innocenti satolleranno la fame che rabida è in amendue. e. cecchi
imbriani, 6-96: c'era di che soddisfare la fame rabida del cacciatore e
ogni termine pio. 5. che infuria con violenza (il vento).
1-99: o rabido ventare di scirocco / che l'arsiccio terreno gialloverde / bruci.
carducci, iii-2-383: e voi, che il rabido / rogo non strusse,
tate. 6. che si compie con violenza e velocità (un
turpi amor. 7. che ha un volume di fuoco violento e in
queste indie, si veggono certi uccelli che li chiamano rabiforcati, e sono grandi
rabi orcado, il quale, ancor che sia uccello di mare, mai non vi
rabifórme (rabbifórme), agg. che presenta aspetti clinici simili a quelli della
rabino1, agg. tose. che si lascia prendere facilmente dalla rabbia e
ira. 'è un rabino, che ci vuol la pazienza de'santi a star
: 'rabino rabbioso, stizzoso, che di nulla, monta in furia. p
acidulo e senza pretese, ma vino che, proprio per questo, a volte può
... e portò il primo pepe che venne da quelle bande di guinea
quelle bande di guinea in questo regno, che noi ora chiamiamo pepe di rabo
ora chiamiamo pepe di rabo per la differenza che ha con l'altro del'india
un'altra sorte di pepe in anversa, che in lingua portoghese si dice pimenta
dallo spagn. rabo 'coda ', che è dal lat. rafum '
cui si ricava il vino, un vino che serve soprattutto per il taglio, dato
= dal nome del torrente raboso, che scorre nei pressi di conegliano veneto (
professioni. rabottatrice, sf. macchina che nella lavorazione del legno sostituisce il rabotto
ribaldo significare un soldato animoso, ardito, che nel gergo militare (che ogni nazione
ardito, che nel gergo militare (che ogni nazione belligera ha) doveva usare
fr. rabotte 'coniglio ', che è dal medio oland. robbe; per
rabri, sono sinonimi: è il medesimo che il boro se condo alcuni
). nell'antica roma, avvocato che cercava di prevalere alzando la voce e
rabole forensi, neh'opprimere le persone idiote che ricorrono al loro patrocinio, overo nel
lo non so se penso bene; so che sono inimicissimo di debiti; tu poi
squillacciotti era assente, oppugnando non so che opinione enunciata da costui, gli applicò
quanto sia offensivo questo termine vernacolo, che indica qualcosa al disotto del rabula, un
questi rabuli della letteratura... che siasi mostrato pensatore, che abbia saputo
... che siasi mostrato pensatore, che abbia saputo aggiungere una minima ideuccia a
vuoto chiacchiericcio. romagnosi, 19-20: che cosa riescono questi teoristi im (ravvisati
mio, quando mi penso / vezo che soferendo e sol per straca / stando constante
alcuna raca, / seguire el voler mio che za t'ò ostenso. g.
'racca 'al suo fratello, che importa, come dir, sacco di fango
], 2-7: io vi dico che chiunque s'adira al suo fratello senza cagione
copernico, galileo; cotesto è il popolo che gesù di galilea allontanava da sé mitemente
di 'mondo '; cotesto il popolo che pàolo bollava, sotto nome di '
. mazzini, 64-209: io so che parecchi fra voi, incadaveriti in ogni
bravo 'al bonghi e al guerzoni molti che oggi gridano 'raka 'al baccelli
barrili. faldella, i-4-215: altri, che erano in perfezionamento di studi fra popolazioni
raccagna. racalmutése, agg. che è nato o vive a racal- muto
3-61: 'raccanatt 'è un termine che ci è venuto da piacenza, dove
deriv. da raque 'trozza ', che è di ori gine olandese
non ci è stato mai barba d'uomo che sia riuscito a fargli accettare un bicchiere
3-61: 'raccanatt 'è termine che ci è venuto da piacenza,
, 1-372: 'raccaiolo ': colui che appartiene alla racca o fa azioni di
lino lettere, le quali raccontavano tutto ciò che tereo fatto l'avea, e mandolle
nel suo raccamo... quello che al poeta... piacque di fingere
uno raccamo in una manica, stimaro che fusse altro che non era. dolce
in una manica, stimaro che fusse altro che non era. dolce, 1-53:
firenze mi riesca di raccappezzare una lista che ho da avere delle diverse sorte di
città un certo numero di libri italiani, che allor m'occorrevano; e perché ben
m'occorrevano; e perché ben credeva che non avrei potuto ottenerli senza pagarli in
della famiglia per raccapezzar cento piastre, che presso a poco dovevano valere que'libri
la civetta un fonte di piacere / che incontriam passo passo per la via; /
raccapezzar tutte le sere / un arrostin che è una galanteria. foscolo, xix-523
, ii-116: ho raccapezzato un cavalletto che mi porta qua e là per questi
com'era, le avanzava qualche soldo che usava a prò dei gatti, ai quali
quali portava anche gli avanzi del cibo che raccapezzava fra quelle famiglie. -trovarsi
letto le sue robe. -ritrovare ciò che si è perduto. manzoni, pr
del vecchio. linati, xii-146: intanto che raccapezzava le quattro lire dal borsellino:
, -è la solita signorina di famiglia che cerca marito. -ricavare da una
: vedi se puoi mandarmi di quel che si sarà raccapezzato in livorno da que'
opera, fatta a torino da uomini che saranno certamente dotti...,
vedervi ogni dì, mi sembra strano / che in capo al mese non vi raccapezzo
algarotti, i-ix-9: sono ben due ore che io vado raccapezzando quel poco che ho
ore che io vado raccapezzando quel poco che ho mai saputo in tal materia per
, intr. (6): ma che? quando siamo stati al punto di
là per dar a credere all'imputato che i suoi amici lo tradirono o raggravarono.
leggi, si dèe raccapezzare da'cenni che ne facciano le une o le
la infarcirò alla rinfusa del meno peggio che potrò raccapezzare fra gli appunti dell'inseparabile
me non so né raccapezzo / quel che tu voglia dir nel tuo capriccio. baretti
: quando tutti i sassi di quello che era del duca d'aveiro saranno rimossi
puntiglioso. alfieri, i-119: non sapendo che si fare per venir in chiaro della
né a tono né chiara: sì che non raccapezzo nulla. pratesi, 5-123:
contento. bacchetti, 5-102: di quel che le raccontò della sua passeggiata, giulia
subord. sassetti, 291: raccapezzo che codest'uomo senza cani- giani non fa
raccapezzo dall'amorosissima vostra de'20 passato che non da me, ma da qualch'
lo zio prete quand'ha raccapezzato / che io mi son messo con la cantatrice
): da queste e da altrettali cose che vedeva e sentiva, renzo cominciò a
: io non mi raccapezzo più in che secolo viviamo. de amicis, i-98:
/ non si sa come, un che di quel ritrovo. baccheìli, 2-200:
: costa aveva raccapezzato dai vicini di che si trattava. -decifrare.
son con tal regola di prospettive delineate che, vedute in faccia,...
,... altro non rapresentano che una confusa e inordinata mescolanza di linee e
mettere insieme, ricomporre, riunire ciò che è composto di più parti separate o disperse
in terra s'è diviso in tanto pezzi che non si potrà più raccapezzare. atti
alta gentilezza / e ben cognobbe ciò che gran dicea: / fece pigliarlo con molta
sarebbeci modo a racapezzare questa cosa e che noi non ci facessimo tener pazzi?
: non mancherò di raccapezzare alcune cose che, per le turbolenze decorse, avevo tralasciate
: replicò il visir d'accorgersi molto bene che la disputandone tra loro durerebbe un anno
pozzi, chi di raccapezzare la famigliola che qua e là se n'andava dispersa
. insieme a bergamo e brescia tollera che i corpi smembrati possano raccapezzarsi sull'oglio
per poi recarsi all'incontro dell'esercito che retrocede disfatto dalla battaglia di milano.
questi modi sono tanti e poi tanti che il volerli raccapezzare tutti... sarebbe
, di una situazione, di ciò che accade (anche ricostruendo gli antefatti nella
memoria, nel ricordo) o di quello che si discute o si sta leggendo;
tanto rimaneva così impigliato nelle sue sorprese che non sapeva più raccapezzarsi. carducei,
impostò nel mezzo della cucina, e prima che i mereiai e lo stesso lemmonio si
stesso lemmonio si fossero raccapezzati su quel che voleva fare, scaraventò ogni cosa fuor ai
: allora, in quella stanza senza finestre che è il giornale senza corsivo, ci
è il giornale senza corsivo, ci accorgiamo che la vita è un labirinto dove ci
dell'arte. landolfi, 2-103: -ma che dici? - chiese coll'aria smemorata
, si ritrovò in un vil- no che pareva una scatola di cartone messa su per
dieci camerettucce arredate e disposte in modo che soltanto un matto avrebbe potuto raccapezzarcisi. tecchi
animi a squarciarla di nuovo più tosto che vederla così indegnamente raccapezzata. siri,
stato dal bailo pregato il medesimo ambasciatore che... non troncasse il filo della
, 14-28: io vorrei raccapicciar tutto quello che il nostro buon galvano fiamma dice della
, ii-585: alzava le ciglia / dicendo che mai più in terra né in mare
de sanctis, ii-7-70: raccapitolandoci, diremo che il pulci ha presi i fatti da
amore una bella raccapitulazióne di tutto quello che esso mi aveva mostro, dalla mattina
, dalla mattina della s. ma trinità che io feci la mia santa professione in
una zaffata a sua eccellenza, / che fu per tarlo quasi che svenire. /
eccellenza, / che fu per tarlo quasi che svenire. /... /
/ vedendo poi [il medico] che il flusso raccapella, i...
, rifatto. -vino raccappellato: quello che si ottiene mescolando mosto con vino vecchio
si ottiene mescolando mosto con vino vecchio che ha perso le caratteristiche originarie.
chiamasi raccappellato, non in altra guisa che mescolando col mosto il vino già maturo
73: vista faceva di dormire, veduto che da loro e non da sandra veniva
non da sandra veniva: e pensando in che forma raccappucciare la potesse, assotigliando lo
dentro una mina, e in men che nel punto istesso che ella vi giunge
, e in men che nel punto istesso che ella vi giunge, fa nascere in
uno esterminio di raccapriccevole rimembranza a ciò che vi è sopra e dintorno per ismisurato
rac- capricciamento seguitò l'ira così violenta che per poco giù dall'albero non mi
raccapricciamenti delle febri, certe furie colleriche che ammazzano gli altri uomini. =
, di raccapricciare), agg. che suscita raccapriccio e spavento (o anche,
folgorante da nubi uno splendore / con voce che ne corre con rumore / raccapricciante.
200: ah, la bellezza raccapricciante che dà la scalata ai paradisi arbitrari del
: nei nostri film, poco succede che non sia troppo rispettabile, troppo insipido,
enorme slancio di pietre come una cappa sbranata che sta su per miracolo, se non
la pistolenzia degli uomini, io medesimo che il dico tutto quanto mi raccapriccio di
20-279: non era niuno dei manigoldi che r avevano a trar giuso, che gli
che r avevano a trar giuso, che gli bastassi l'animo di mirare la
con le ciglia tese aspettava il volo che suo malgrado doveva far colei che, in
volo che suo malgrado doveva far colei che, in migliore stato, tutta si
veggo mai quegli architravi e quelle catene che serron la volta... che io
catene che serron la volta... che io non mi racapricci tutto da capo
il dottorello si raccapricciava / perché temeva che, facendo un fallo, / non si
intera vita in una stanza, m maniera che, se vi penso, mi fa
bacchélli, 1-ii-187: raccapricciò sentendosi dire che le autorità governative facevano capitale dell'aiuto e
noi vedremmo molto sovente quelle tragedie domestiche che fanno raccapricciar la natura. rosmini,
tima settimana, ma vi dico liberamente che vi troverete dei terzetti che vi faranno
dico liberamente che vi troverete dei terzetti che vi faranno raccapricciare, e lo so,
faldella, 13-78: così a me, che una volta mi raccapricciavo di poche ore
di poche ore in convoglio, adesso che ci ho fatto l'osso, adesso mi
mi gusta il vagone (misericordia, che vocaboli!). -stupire di
.. i stupisco e raccapriccio / che, mirandomi in volto / sì garbato e
mi si raccapriccia, pensando alla prova che noi vedemmo poco dianzi. magalotti,
d'uno amaro così potente e perverso che altri se ne raccapriccia tutto. serdonati,
, 14-13: tutti i moti, che non si fanno per nostro volere, sono
, diventa subito una cosa odiosissima e che fa raccapricciare. pindemonte, ii-491:
veduto que'miseri morsicati dal cane arrabbiato che tremano e gemono e raccapricciano all'aspetto
perché? banti, 6-37: lucilio, che speculava con la barba lunga davanti alla
potendo far niente affatto delle mani, che ogni cosa che toccano o mi fa dolore
affatto delle mani, che ogni cosa che toccano o mi fa dolore acutissimo o
fecer co'i savi li mugnai / che vider ne le braccia di nettunno / la
le braccia di nettunno / la paura, che ancor li raccapriccia. martello, 6-iii-186
di vaghe isolette con di belli edilìzi che nelle acque si specchiano. monti,
è dileguato per me in un modo che mi raccapriccia. codemo, 224: noi
16-649: dalla brezza di borea, / che ne rincre- spa e raccapriccia tonde,
raccapricciare), agg. ant. che prova raccapriccio, orrore, ribrezzo.
parola una sincope, mordere più scorso che letto il messale, recitare la messa
snodare la lingua, raccapricciato come uno che debba iterare il colpo per finire la vittima
, all'aria aperta, tra tanto popolo che le urlava attorno raccapricciato. 2
urlava attorno raccapricciato. 2. che manifesta raccapriccio (un atteggiamento).
intanto giunse là quel rubaldaccio, / più che satan m volto scuro e fosco,
ch'io già svelava con raccapriccio e che mi sono poscia assuefatto a meditare con
innamorati fradici, cominciarono a pensare seriamente che un amore eterno doveva essere un amore
pirandello, 8-660: guatò il marito che le dormiva ignaro accanto, e l'onta
le dormiva ignaro accanto, e l'onta che sentiva in sé si cangiò subito in
raccapriccio (con uso aggett.): che manifesta orrore, disgusto, spavento.
: forse le sirene, i rintocchi / che salutano i mostri nella sera / della
, si confondono già / col suono che, slegato dal cielo, scende, vince
, / col respiro di un'alba che domani per tutti / si riaffacci, bianca
uno arricciamento de'capelli del capo, che significa la paura. 2.
. sapienti e virtuosi, benedico iddio che li creati e lo prego che sperda
iddio che li creati e lo prego che sperda o per lo meno riduca di molto
riduca di molto la schiera dei giovani che sono un ribrezzo e un raccapriccio in paragone
disumano e sì soverchio fero, / che in questo ragionar ti rappresento, / il
questo ragionar ti rappresento, / il viver che t'avanza e il tuo pensiero /
tuo primiero. 2. che fa rabbrividire. l.
bellini, 6-191: non chiegg'io già che la ferrata chiave / strida raccapricciosa men
, / con un sudar di giel che snerva e sfibra / e fa provar la
idea di essere eletto principe da uomini che egli aveva affrancato dalla tirannide.
'voce marinaresca di uso familiare, che ha in sé una punta dispregiativa per
in sé una punta dispregiativa per coloro che soffrono il mal di mare '(
, strappare da terra '), che è dal lat. [e] radicàre
. fortini, ii-440: egli, vedendo che la donna era rimasta sgarata per la
donna era rimasta sgarata per la libertà che ella li aveva commesso, molto la
della base superiore con raccartocciare il foglio che in quella base avanzava. carducci,