anche 'organica 'con una parola che suona onorevole ma che ha, in lui
con una parola che suona onorevole ma che ha, in lui, un accento di
scherno. 13. ling. che ha inglobato in sé il grado comparativo
voce delli uomini; l'organica è quella che si fa con soffìto, siccome in
. b. doni, i-287: quello che più importa e che dà occasione di
, i-287: quello che più importa e che dà occasione di vilipenderlo [lo stile
musica] narrativa altra è organica, che si eseguisce dagli organi naturali o dagli
una delle parti della musica pratica, che si eseguisce dagli organi naturali o dagli
alla teorica. -in partic.: che è proprio, che si riferisce,
-in partic.: che è proprio, che si riferisce, che riguarda l'organo
è proprio, che si riferisce, che riguarda l'organo. -arte organica: quella
l'organo. -arte organica: quella che si occupa della fabbricazione degli organi. -
organi. - genere organico; quello che comprende musiche, anche vocali, che
che comprende musiche, anche vocali, che prevedono l'accompagnamento d'organo. -scienza
serassi, 1-14: valentissimo modulatore, non che ampio conoscitore della scienza organica, cui
organo). orgànico-popolare, agg. che è consono alla tradizione, alla storia
meno elevate. gramsci, 4-66: che il moto politico dovesse reagire contro le
estens.: il complesso dei personaggi che interviene in una rappresentazione, in uno
e un cilindro munito di punte metalliche che all'atto della rotazione agiscono su levette
e parecchi fra'loro giornali, vorrebbero che i buoni dirigessero i loro sforzi all'
loro sforzi all'abolizione immediata del traffico che conduce qui in inguilterra tanti fanciulli italiani
inguilterra tanti fanciulli italiani e segnatamente que'che suonano l'organino: e suggeriscono,
: nella notte lo sgocciolio della cannella che ha cinque o sei 'note 'lente
un giorno al museo dell'isola, che sonava così lentamente che non si poteva
dell'isola, che sonava così lentamente che non si poteva quasi cogliere la melodia.
fino a corso dogali / non vedo che il carubba con l'organino / a manovella
a fiato in cui le linguette metalliche che producono le note musicali vibrano quando vi
il ciuffolotto] a ripetere delle marciate che a lui s'insegnano o fischiando
bocca. 2. figur. persona che esegue pedissequamente qualsiasi direttiva impartitagli.
essere rimpastato ad arbitrio del primo furfante che voglia metterci dentro del sale, un
poeta, scrittore privo di originalità, che utilizza forme espressive stereotipate. papini
spunti felici! ma son tutta gente che secca e si secca: organini che han
gente che secca e si secca: organini che han tre o quattro note in corpo
e poco fiato. -tesi politica che viene utilizzata in modo stereotipato e generico
. faldella, i-5-171: è naturalissimo che i provetti partigiani cerchino degli eredi per
sbracalati gli cascavano ad organino sulle scarpe che ridevano di sotto le ghette strippate.
. m. -ci). medie. che è proprio, che si riferisce
medie. che è proprio, che si riferisce, che riguarda l'organismo
è proprio, che si riferisce, che riguarda l'organismo nel suo complesso.
organismica '). 2. che costituisce un organismo (anche in senso
è riferito al corpo vivente in ciò che lo distingue specificamente da quello non vivente
; secondo il pensiero di aristotele, che ne formulò per la prima volta il
l'insieme degli organi e dei tessuti che costituiscono un essere vivente. -per anton
i-401: quando volete seccare una pianta che avete semplicemente tagliato, vi vuol molto
della fisiologia... ci dice che una eccitazione in un punto dell'organismo
, 5-37: era un giovanotto pallido che si sarebbe potuto credere uscisse da una
annunzio, iv-1- 545: mi ripetè che bisognava anzitutto promuovere e sostenere la rigenerazione
organismo infiacchito, cercare con ogni mezzo che l'incinta giungesse all'epoca del parto
, tranquilla. slataper, 2-479: non che le gambe né i polmoni né il
vicino per scoprire tutte le basse avidità che bollivano sordamente in quell'organismo. michelstaedter
, 804: ogni organismo non è che volontà di determinate cose, determinate dalle necessità
componenti, armonicamente disposti e agenti, che costituiscono la totalità del creato (anche
dell'universo; ma egli è certo che gli uomini non s'associano per fare di
causa della vita, talvolta dice anche che il movimento deriva da un principio spirituale
l'effetto di un'enorme dissimulata violenza che basta una mano d'uomo a dominare
. -anche: il complesso delle relazioni che costituiscono tale sistema. di breme
, conc., 11-681: una setta che considera la lingua come un museo di
. non s'è tampoco avveduta ancora che una lingua viva è figlia immediata dell'
d'un'età matura presto, ed elaborato che abbia una forma, non può indugiarlesi
e comprensivo, un midollo di realtà che vivifica e nutre tutto un organismo di
. croce, iii-io-176: il masi domanda che cosa la società moderna abbia sostituito a
leggi, delle norme, delle disposizioni che ne regolano il funzionamento. romagnosi,
francia. quel gentile organismo toscano, che... non conosceva pena di
società, dalla comunione, dalle leggi che vollero impedire. einaudi, 1-119:
l'immaturità del mio criterio, sentivo che nell'organismo di quella casa c'era
una grande industria, in un organismo che corrisponde a tutto quello che io.
un organismo che corrisponde a tutto quello che io... penso ed amo di
3-207: le autorità ebbero l'impressione che l'apparire di quelle scritte, e nello
il linguaggio, non come una cute che sia il portato dell'intiero organismo della
infilare. capuana, 1-iii-52: penso che queste misere creature, degne di più
creature, degne di più di compassione che di perdono, esercitino una misteriosa funzione
trento e trieste, ma per il vantaggio che verrà all'italia, quando l'avrà
degli elementi stilistici, espressivi, concettuali che, armonicamente disposti, costituiscono un'opera
bonghi, 1-107: l'organismo del fatto che raccontano non sanno rappresentarlo nella contemporaneità e
, 15-192: il romanzo, visto che il suo uomo tardava a comparire, si
autore coscienzioso come capuana, dal momento che egli tratta in modo affatto diverso il
nullo è il valore dei metodi pseudocritici, che, movendo dalle astrazioni onde per fini
, 12-242: il sinfonismo, invece, che è imitazione della sonorità continuata della natura
lessicale in cui si articola il linguaggio e che è propria di ogni sistema di comunicazione
: non dice [dionigi] se non che coloro i quali seguono questo stil mezzano
armonie. idem, 1-218: quello che ho chiamato 1 " organismo 'della lingua
la miglior preparazione dello stile, credo che sia il medesimo in tutti i dialetti italiani
italiani, e nessuno deve impararlo altrove che nella sua propria natura. gentile,
3-198: la lingua è organismo, che nella molteplicità del suo sviluppo è pensiero,
suo sviluppo è pensiero, nell'unità che anima questo pensiero è sentimento. michelstaedter,
di minghetti] dava un tintinnio d'arpa che risonava sopra la sua gustosa inflessione bolognese
filos. disus. concezione filosofica deterministica che interpreta la realtà e le sue manifestazioni
organizzate in una rigida concatenazione causale, che esclude ogni intervento del libero arbitrio (
e dolcezza cominciò a sonare gli organi che senza alcuna comparazione tutti gli organisti trapassò
suoni qua uno organista, la brigata che non intende dice: « e'suona
del luogo, pochi monaci, voleva che l'organista cantasse e sonasse. g
. m. cecchi, 1-1-52: vorrei che conducessi l'organista della badia a casa
intavolare o spartire tutte l'o- pere che si cantano fra l'anno in una sola
professione di consertare, bisognarebbe all'organista che avesse maggior libraria che qual si voglia
bisognarebbe all'organista che avesse maggior libraria che qual si voglia dottor di legge.
, sentendomi cantare le litanie, scoperse che io aveva una bellissima voce di tenore.
mano e con tanta maestria e dolcezza che senza comparazione trapassò tutti gli organisti di
uno chiamato il prete rosso, quello che fu musico alla corte dell'elettore, e
di santanatolia, organista a san stefano, che si dannano a comporle villanelle e madrigali
moravia, ii-140: l'organista, che nel trambusto non era stato avvertito,
panzini, iii-316: poi il frate organista che vidi tanti anni fa alla verna.
e non per infusione del vento (che in un regalo fatto dal signor niccolò borbone
. m. -ci). mus. che è proprio, che riguarda l'
mus. che è proprio, che riguarda l'organo o, anche, gli
organi, ma della medesima loro natura, che si riuni scono per formarli
storia trovarono organizzamento per virtù d'individui che valsero da soli una società. michelstaedter
società. michelstaedter, 639: è naturale che col proceder degli anni, per mezzo
. carducci, ii -io-121: certo che io desidero di rivederti, di riaverti
sottosto a così repentine e logiche mutazioni che non è sciocchezza il dubitare.
. di organizzare), agg. che organizza, che dà forma, che struttura
), agg. che organizza, che dà forma, che struttura.
che organizza, che dà forma, che struttura. o. targioni
opera del romagnosi] quella potenza organizzante che tendeva inflessibilmente a costringere in nesso scientifico
d'una iovene avvenante; / e puoi che 'l corpo fo organizato, / creocce
natura e di quell'uso e azione che gli conviene, è stato necessario che
che gli conviene, è stato necessario che le membra e le parti sue e finalmente
, lxxxviii-11-164: come amoroso augel, che... /... si
ben tre volte chiamai il mio servitore, che me lo levassi di sotto il letto
). let ter. che è pieno di spavento, che prova timore
ter. che è pieno di spavento, che prova timore, paura; timoroso,
popolo ignudo, paventoso e lento, / che ferro mai non strigne. serdini,
vider... le medesime vesti, che la preziosa reliquia ravvolgevano, tutte lacere
-in relazione con un compì, che specifica la causa o l'origine della
neente mi sta 'n grato, / per che viver mi lasso, / però che
che viver mi lasso, / però che paventoso / son più di tal peccato.
paventosi essendo i galli per lo tumulto che dinanti agli occhi loro aveano, li sopraggiunse
io: un gran sasso poco meno che non m'oppressoe ed uccise dormendo sott'
ed uccise dormendo sott'esso, se non che parendomi udire la voce tua, leva'
, 753: ippolito paventoso pel tauro che gli veniva incontro. agostini, 55:
. guidi, i-194: saggio è quei che dall'eccelso monte / manda sovente paventoso
vidi sì feroce in caccia, / che parea il bosco di lui paventoso.
gerico frondosa / candida rosa, / che ascosa d'ape al susurrar vicino, '
contende / il vostro usato orgoglio / che io mi sazi di voi, /
col ramo pastorei l'agnella, / che varca il rivo, o tardi giunge
paventosa speme / de l'alma, che traluce come un vetro. 2
come un vetro. 2. che incute spavento, paura, timore, terrore
di sì misera vita, / che mi converte in paventoso mostro. ca
io a un bel sepulcro ornato, / che per vaghezza assai diletto prende,
more all 'orecchie de'genovesi che può più tosto imagi - narsi
può più tosto imagi - narsi che con penna dipingersi. guarini, 173:
7-554: gli fornasari gloriar si possono che d'officina loro sia derivata da
loro sia derivata da quel dio che fabricò le saette a giove,
. benivieni, xxx-7-9: lasso, che amor da l'indurato collo, /
cervi, cui sia capo un leone, che un essercito di leoni governati da un
fin s'ascose. 3. che nasce dalla paura, dettato dal timore,
dettato dal timore, dallo spavento; che si compie nel timore, nella paura
compie nel timore, nella paura, che ne è in qualche modo condizionato.
. ibidem, 1-263: tolli l'erba che si trova nelli pantani, che fa
erba che si trova nelli pantani, che fa il bambasio bianco, che si
pantani, che fa il bambasio bianco, che si chiama uva volpina, cioè pavera
dal d. e. i., che l'attesta nel 1370. cfr. anchepapea
io stava in guisa d \ iom che pensa e pavé, / campato da la
pavé. tasso, 1-83: egli, che de'latini udì il disegno / c'
pavé. martello, i-2-189: e che? il germano dalla suora si pavé?
i-9-269: intatta fede, intatto onor, che pavé / macchiarsi, erano teco.
romor si scote e piega / fanciul che pavé. graf, 5-523: ristagna l'
/ s'acquatta a guisa d'animai che pavé. -essere timido.
grave / mi parea, quasi vergine che pavé. -stare male.
, 1-13-23: mena il ferro ciascun, che nulla pavé, / e fan de
tu ancora, al corpo no, che nulla pavé, / a l'alma sì
sai, / spirito è tutta, che non pavé insulto. mazza, iii-148:
: quanto è folle quella nave, / che non pavé / i suoi [del
vele spiegar veggo una nave, / che le procelle su l'umana vita /
per ogni una, e dui uomini che sempre le spavillavano. ulloa [barros]
barros], 2-155: nella inavvertenza che caschi un poco di pàvero di alcuna
, nel quale si possa gettar quello che si caverà delli paveri moccandoli con le dette
, sm. soldato delle milizie medievali che portava il pavese, in aiuto all'
pedoni, balestrieri e palvesari: di che grande amirazione prendea. machiavelli, 1-vii-145
le palle delle loro balestre per gl'interstizi che si aprivano sulla sommità fra un pavese
. 2. marin. marinaio che, in combattimento, imbracciava un pavese
armato di pavese; e similmente, che porta, mette e acconcia i pavesi
mezz'asta e gli innumerevoli veli neri che la pavesavano frettolosamente a lutto, aveva
cuoprono di maniera tutti sotto lo scudo che non vi resta alcun luogo di ferirgli.
giovio, i-122: s'è ancora visto che lo stare in corsia, come faceano
stavano alla pavesata. si è visto che le pavesate non vogliono esser sotile e
difetto le pavesate delle galee veneziane, che sono sempre arborate, essendo i pavesi inchiodati
pavesate sono ripari o parapetti di tavole che in occa- sion di battaglia si mettono
tavoloni quadrilunghi, dipinti come i pavesi, che furono adoperati a munire i parapetti di
delle pavesate ': specie di cassettone che gira per tutto il capo di banda
spesso recante stemmi o motivi decorativi, che, in serie con altri, veniva
': nome di quelle tele dipinte che si stendono davanti alle reti delle coffe per
d'ogni colore e d'ogni taglio che a maggior dimostrazione di gala si mandano
, agg. ant. e letter. che rta il pavese (come scudo)
incrociamo lo 'scilla ', la nave-traghetto che viene da messina, bianca come la
pavesata e illuminata, improvvisarono un ballo che riesci brillantissimo. ghislanzoni, 18-79:
pavesato a festa da centinaia di braccia che si agitavano e di facce che si spenzolavano
braccia che si agitavano e di facce che si spenzolavano fuor dai vagoni ridendo sonore
(pavése, paviése), agg. che è proprio, si riferisce alla citta
e tradizione; tipico di pavia; che è prodotto a pavia o vi ha sede
'pavese '. 2. che è nato, è originario o risiede a
è originario o risiede a pavia; che fa parte dell'esercito, delle milizie di
libbre di paviesi fu venduto, acciò che fosse morto. carducci, iii-7-257
carducci, iii-7-257: promettevano, che, se il marchese nei prossimi
in riparo per l'arciere o il balestriere che vi si celava per scoccare i
scudo di forma e funzioni presso che analoghe ma più piccolo, che
che analoghe ma più piccolo, che si poteva portare sul braccio anche
attelati dinanzi. allora il vescovo, che avea corta vista, domandò: «
vista, domandò: « quelle, che mura sono? ». fugli risposto:
li due eserciti, per avventura venne che innanzi a quello de'fiorentini venia uno
1-76: la parte dentro, sentendo che quella gente venia per cacciarli della città
alla punta, ed erano di tale ampiezza che nelle pugne a piedi potea il fante
sopra aiace coll'immenso / pavese, che parea mobile torre. guerrini, 2-457
fatto di fibre resistenti ed elastiche, che, atto a coprire l'intera persona
combattono, e con certi scudi nominati pavesi che gli cuoprono il corpo da capo a
/ di cornuti mustacci all'albanese / che calafatterieno il bucentoro, / sì ch'a
... di roma! un piccolo che fa l'elogio della grandezza,.
grandezza,... una creatura effimera che s'improvvisa spalto e palvese della città
. mar in. nel medioevo, scudo che, in serie con altri consimili,
archi forte ne traevano, in modo che, se non fusseno stati li pavixi
: cum pietre ne traevano per modo che fu mesteri che le barche tornasseno indreto
pietre ne traevano per modo che fu mesteri che le barche tornasseno indreto a le nave
pavesate sono ripari o parapetti di tavole, che in occasione di battaglie si mettono da
teli di panno d'altra stoffa, che coprono le balaustrate e batta- gliuole intorno
nave, e specialmente parapetti di tavole che ivi si adattano durante il combattimento.
'(sec. xix): tele che servivano a ricoprir le brande nei tempi
di gala straordinaria sulle navi da guerra che consisteva in lampadine elettriche disposte a breve
miseria: una spolverina, ohimè, che non gli arrivava alle ginocchia; ed era
crudele; un par di brache larghe, che garrivano sulle lunghissime ossa degli stinchi;
un grande pavese di biancheria al sole che al nostro passarvi sotto sbandierò al vento
. dal d. e. i. che le ascrive al sec. xiii.
il suol candide e rosse. / par che 1 pavese un tavolier somigli / scaccheggiato
e vermigli. stigliani, 1-163: 'par che '1 pavese un tavoglier somigli '.
: 'pavese'per 'pavimento 'non so che sia toscano, ma so bene che non
so che sia toscano, ma so bene che non è 'barbarismo', perché non
della toscana favella, ma è quello che i grammatici dicono p .., pavia: quest'alberetto che è dei primi a mettere le foglie, .]: 'pavia ': albero indiano che coltivasi ne'giardini pe'suoi belli racemi alto, foglie digitate e fiori irregolari che si espandono in primavera; il frutto . papini, 27-1253: innumerevoli coloro che pavidamente gettarono il dono di dio, mi chiese pavidamente se era proprio vero che la si poteva girare tutta a piedi [ 6-259: la pavidità procedurale di quella che nel 'barbiere 'è denominata in fa , 272: pavido fato sum più che rivolta / liepor in fuga sentendo a le pulci, lxxxviii-n-347: vedi maria, che dal crudel tiranno / pavida fugge col suo : le figure e i simboli, / che stampate vedeansi / in quella veste nobile eran tali e in tal copia / che ad osservar muovevano / i men curiosi , tu m'eviti simile a daino / che de la pavida madre per gli orridi . boccaccio, iv-32: quale coloro che ne'sogni, o da caduta o pavidi si riscuotono. 2. che esprime paura o sgomento, pieno di , lo sguardo, un gesto); che nasce da paura o sgomento, che che nasce da paura o sgomento, che lascia intravvedere timore, paura o anche in riva all'acqua corrente, nel sole che gli scalda, gl'invermiglia, e / io contemplo stupito aprirsi il velo / che occultava al mio pavido pensiero / il appena accennato due pavidi colpi delle nocca che la porta si aperse. sbarbaro, 4-83 regolamenti. -che induce al timore, che sgomenta. g. p. zanotii e per lo più addobbata riccamente, che, in un accampamento militare, ospitava fuga, / ve- gna l'altra che soccurga; / se né. ll'altra città con certa risposta de l'ambasciata che io li recai. sercambi, 2-iii-102: . sercambi, 2-iii-102: si concluse che in sulla piassa, dove si dovea fare se li dava, altro non voleva che la preda. il dì secondo tendeva : comprassemo anche un pavion da campo che vi stessemo molto comodi. p. giustiniani . leopardi, v-392: osserva plinio che i timorosi credevano sicuri dal fulmine gli nanti a pirro. e pirrus commannao che facessero lume ne li pavilioni. romanzo molto accosto al campo loro) intendiamo che a gran furia stesono li paviglioni e ca- . caviceo, 1-139: il paviglióne che 'l felice letto copriva era mandato a era mandato a terra, per il che concesso non mi fu di vedere la . codice visconteo-sforzesco, 414: volemo che subito faci fare le ante in circo ivi nel parco, alte per modo che alcuno che fosse de fuora non ne nel parco, alte per modo che alcuno che fosse de fuora non ne possa vedere vele ed il paviglióne ad ogni vascello che avesse portate le insegne del britannico.
del nemico, qualunque sia il paviglione che le cuopre. filangieri, i-302:
filangieri, i-302: se tutto quello che si doveva fare dalla francia si fo
228: esconne fuori i paviglioni che volano. = lat. papilio
. paviglione1. pavimentale, agg. che è proprio, si riferisce a un
, si riferisce a un pavimento; che è fatto o eseguito su pavimento;
è fatto o eseguito su pavimento; che costituisce pavimento o pavimentazione fmosaici pavimentali,
gocciamento di sugo, e plinio avvisando che si lastricasse o, come egli dice
pavimentàrio, agg. letter. che è proprio, si riferisce a un
, si riferisce a un pavimento; che rappresenta o riproduce iconograficamente un pavimento.
di particolari materiali, oggetti o decorazioni che ne costituiscono il pavimento o la pavimentazione
, dove trovasi così ben pavimentato il mare che per li due mesi decembre e gennaro
mezzo di piastrelle solitamente poligonali, tale che non presenti interstizi e non dia luogo
2-451: pavimento è vocabulo in grammatica che significa lastrato. landino [plinio]
più conviene alle stufe ed a'bagni che alle fonti. giuglaris, 1-407: passeggiava
eterna memoria si considerano in particolare quelle che domenico beccafumi lasciò nel pavimento del duomo
da'sabaudi prìncipi a'vizi espugnati, che quivi ancora apparivano calpestati et oppressi,
quei pavimenti di cemento e di calce che smalto perciò si chiama, e da noi
voglia di pulire la casa, io che di solito mi buttavo a ginocchioni in terra
alloggiamento / gli era una piazza amplissima che avea / di brunito alabastro il pavimento
ma tutte senza parapetto e con l'acqua che viene fin al pavimento della strada.
di saluto e di ringraziamento ad uno che gli era più vicino, e balzò dal
: quantità di oggetti o di materiali che si trova depositata su un pavimento.
i tre quarti almanco d'un assito / che succia e sputa a suo piacer il
/ immensa torre avvicinossi in guisa / che poco più da le superbe cime /
poco più da le superbe cime / che lo spazio d'un'asta era divisa:
altra riva da'cavalli e dalla fune che chiaman ponte volante, mentre son due
unite col pavimento di legni e parapetto che può trasportare almen 30 cavalli per volta
) fansi / molte co 'l succo, che da'salci et olmi / e d'
qual si serra e stringe, / che minuto animai nuocer no 'l possa.
ramusio, iii-304: io gli dissi che venissero [i legnami] dopo san
dopo san giovanni, e così farò che di subito darò principio all'opera al
subito darò principio all'opera al meglio che potrò, perché i pavimenti da edificare
secondo la parola tua. dove nota che 'l pavimento è lo spazzo di terra,
di terra, di pietra, o di che si sia che co'piedi si conculca
pietra, o di che si sia che co'piedi si conculca, ovvero si mollifica
'1 fiorito pratel siede pensosa, / che fresco insieme e morbido le serba /
è la donna il più fantastico animale che calchi della terra il pavimento. assarino
.. uguagliandovi sopra in modo la neve che sparsa d'acqua venga nell'aggiaccarsi a
... con le altre, che furono avare, giace a terra supina e
era alle cose terrene, alle cose che non durano. panzini, ii-572: questi
sottili, ma dànno grande avvilimento; sì che, nel luglio 1914, se l'
io mal vedeva, / sozzo più ancor che il pavimento, il cielo. scalvini
fossi prosteso sul pavimento dell'oceano e che l'alte colonne delle sue acque mi
certi gradi o vuoi tu dire pavimenti che girano intorno per tutto, in e'
cerchio quanto il voglio grande, così che le linee dei piccioli quadrati e la linea
anat. parte di una formazione anatomica che ne costituisce lo strato, la parete,
geografia fisica, parte dei fondi oceanici che si trova a profondità variabili dai 2500
volte quante sono te lettere dell'epiteto che egli, l'austriacante, ha osato
di liquefatti zafiri, o la veglia, che si posa sopra spazio di materia in
re, ci stieno, a patto però che servano di pavimento ai piedi del sacerdote
intenzioni ci sono; ma è notorio che di esse è lastricato a perfezione particolarmente
pavimentóso, agg. petrogr. che ha costituenti che presentano, in sezione
agg. petrogr. che ha costituenti che presentano, in sezione, contorni poligonali
tipo di tessuto epiteliale. -anche: che appartiene a tale tessuto (una cellula
ordina li pavionieri e in quel loco che ordina, in quello met- teno li
. pavloviano, agg. che è proprio, che si riferisce al
pavloviano, agg. che è proprio, che si riferisce al medico e fisiologo russo
andrà via dal cinema con l'associazione pavloviana che la fenomenologia significa cosce, l'alienazione
et amandole brusculate, secundo la quantità che tu vorrai farne. messisburgo, 87
togli aceto forte e brodo magro e peste che tu averai te sopradette cose e macinate
sanudo, lvi-871: li pavolani, che sono tutti figlioli de sanzachi,
core dei cori, vita delle vite, che il tuo narciso, il tuo ganimede
ma guarda la strada con un'aggressività che mette sul viso non so che tagliente,
un'aggressività che mette sul viso non so che tagliente, dal quale è pur dolce
sensibilissime. 4. agg. che si compiace di sé, vanitosa (unadonna
r. bonghi, i-i-1-270: a sapere che cos'ella [artemisia gentileschi] pensasse
far l'insolente...! sapete che cosa dice la gente? svergognata,
= forma femm. di pavone, che sostituisce il lat. tardo pava,
pavonàceo, agg. ant. che ha il colore o anche la forma
con sega da legname e più facilmente che il legno una pietra bianca e fannone
pavonato, agg. letter. che ha colori e riflessi metallici simili a
21: la pavoncella..., che latinamente si dice 'capella '
. è così detta per alcune penne che ha in cima al capo a guisa
naturalissimo è l'affetto di un cane che si lancia per pigliare in aria la
(318): da quei pagoncelli che io vi mangiai... in fuora
e di mano in mano i pavoncelli che nasceranno raccogliersi presso una sola, finché
caratterizzati da numerose timoniere a ventaglio, che aprono a ruota, tenendole erette come
, così detto per te molte penne che formano la sua coda, la quale
... da un pezzo attendiamo quella che sola ci hai preannunziata...
occasione di rivedere il paon- cello, che altrimenti non si vede più, perché tutto
, specie nel corteggiamento della femmina (che è più piccola, ha livrea brunastra
del mondo, di abitudini crepuscolari, che si nutre di grani, germogli,
in indocina, sumatra, giava, che ha il ciuffo a forma di spiga
grande, ed era maggiore e più bello che uno pagone. giamboni, 8-i-234:
, xxxv-n-337: respuse la letizia, che à penne de pa- guni / e
intorno a lui sie avea molti paoni, che in quella contrada n'hae piue che
che in quella contrada n'hae piue che in parte del mondo. sacchetti,
v-259: paone è tanto pieno di vanagloria che tutto il suo diletto è di mirarsi
la lor bellezza, più nobili sono che tutti gli altri. piovano arlotto,
è più ma- raviglioso e più bello che lo accidentale e artificiale. landino [
rimbomba, / ma sotto l'ombra che ogni ramo annoda, / la passeretta
xxx-3-288: qui si veda il pavon che in giro sciolga / sue vaghe gemme e
nobil coda, / non men buon morto che quel vivo e bello. soderini,
gli animali volatili di così ingegnosa manifattura che mal volentieri si può arrivare con l'
della varietà delle penne e diversità dei colori che portano indosso, pavoneggiandosi continuamente nel
dal cielo un bel pagone, / che ne veniva da quel bel paese. carducci
sia alla connotazione psicologica o comportamentale che, più o meno legittimamente, se ne
. /... / aa quel che va sì grave / che par che
aa quel che va sì grave / che par che porti un trave, / o
che va sì grave / che par che porti un trave, / o che va
par che porti un trave, / o che va sì leggiero / che non par
/ o che va sì leggiero / che non par uom da vero, / ma
tenessi in mano l'aritropia, / che fa'ciascun sì che non sia veduto,
l'aritropia, / che fa'ciascun sì che non sia veduto, / ché io
/ ché io faria andatura di paone / che va come ladrone a imbolare. fazio
prima come fa il bel pagone, / che vagheggiando sé si guata tutto / e
/ e po'gli muove tanta passione / che, guatandosi a'piè, si truova
come al pagone, il quale, ancor che abbi li piedi schifi e brutti,
egli è tenuto il più bello uccello che sia. dolce, io-1-3: non
dolce, io-1-3: non vedi tu che questa casa ha più occhi che non ha
vedi tu che questa casa ha più occhi che non ha la coda d'un pavone
sa a tempo liberarsi da una compagnia che è anche guardia. d'annunzio, iv-2-896
ho, l'uno è de'tre magi che offersono oro al ostro signore; e
figure; l'altro è un pagone che mi pare gentile. leonardo, 2-134:
frutti, una danzatrice, due paoni che si dissetano ad una vasca. e
argento e smeraldo. -simulacro che riproduce l'aspetto di tale uccello.
del palazzo. -arald. figura che rappresenta sullo scudo tale uccello di profilo
specie su stoffe e tessuti preziosi) che riproduce più o meno fedelmente la forma
una velenosa erba tutto bagnò, pensando che quello giorno per tale operazione si vedrebbe
operazione si vedrebbe vendico di biancifiore, che per ama- dore l'avea rifiutato.
era usato prima, esso sarebbe vivo, che ora egli è morto. settembrini [
mangiato pavoni? io no. dicono che son buoni. montale, 3-257: resta
4. figur. persona vanitosa, che si compiace eccessivamente di se stessa,
si compiace eccessivamente di se stessa, che si mette ostentatamente in mostra (anche
benché le sieno qualche cosa manco belle che cornachie appresso a uno de'più bei
appresso a uno de'più bei pagoni che inmaginar si possa. 5.
5. ciascuno dei vari colori che si possono trovare nella coda, nell'
e si chiama di quel nome medesimo che quelli ucelli percioché ancor eglino hanno le
(con riferimento alla favola della cornacchia che si camuffò, per apparire bella,
crai. ceredi, 53: io spero che... lo pu- blicherà in
amici egli ha già voluto farlo, ancora che quegli uomini da bene non abbiano voluto
2-26 (i-932): non passò molto che la giova- netta, ancor che semplice
molto che la giova- netta, ancor che semplice fosse, s'accorse molto bene a
fosse, s'accorse molto bene a che fine luchino la salutava e si spesso le
8-30: di tutte le citazioni di vittorio che, credendola donna saputa, faceva il
ritirai verso la credenza fingendo veder ciò che si faceva. 15. prov
giovio, i-162: sipontino, intendendo che '1 gambara diede cena al papa a
fra eccitati cinguetta a proposito del fatto che per il gran pavoneg- giamento rituale indosserebbe
accusa or gli sleali / lau- dator che il serrato chiavistello / ed il pavoneggiante
cintola in giù. 3. che si pavoneggia, che si mostra compiaciuto
3. che si pavoneggia, che si mostra compiaciuto e soddisfatto.
(i-iv- 296): in tanto che paoneggiar con esse nelle chiese e nelle
, quei foramuzzi e quelle cibeche, che parendogli essere cupidi e ganimedi, si
vivuti più morbidamente o meno alla dura che i bonzi, religiosi, predicatori e
di sorriderle, di attaccare discorso, e che si sarebbe pavoneggiato se lei avesse accondisceso
. moravia, ii-334: un giorno che parlavano della bellezza femminile, la donna
. goldoni, x-1135: è cosa che fa ridere i capponi / sentir le
avere molta fortuna con le donne. non che lo dicesse, ma lo si vedeva
subord. o con un compì, che specificano i motivi o l'ambito di
: nelle quali [dicerie] più che in niuna parte dell'istoria si compiacciono e
tutte queste cose le intendo per quello che sono, e per ornamenti femminili,
quando si sono pavoneggiati di socrate, che fu in carcere e, potendo,
del spagnuolo sussiego il pavoneggiarsi nelle continenze che stimavano la scarsità de'nostri titoli trofeo
21-137: non creda... alcuno che con queste due o tre osservazioni sopra
milizia, vi-387: le copie, che si fanno col pennello, sono
mie future splendidezze, e lasciava travedere che nel nuovo governo ci sarebbe stato un
alcune altre pietre i colori nel modo che fanno i còlli de'pavoni indiani e
la capra infra la greggia, / che le poppe ha più turgide di latte,
vaghi color ch'escon del viso, / che credo che narciso / fusse qui ritornato
ch'escon del viso, / che credo che narciso / fusse qui ritornato e polidoro
atteggiare in modo vanitoso o esibizionistico, che rivela vanagloria e ostentazione, o anche
p. fortini, iii-518: veduto che ciascuno rideva, molto bene li pareva
i piedi leggiermente e, sopra tutto, che la dama non faccia rumore con le
credete a questi giovanetti di prima barba che vi vanno d'intorno pavoneggiando lor stessi
stessi. lomazzi, 4-ii-129: un vano che stia pavoneggiando se stesso con mille balzi
ch'egli ancora / non sappia ben che la bellezza deggia / esser cortese a chi
'di sangue: ha 'nobili', individui che ripetono oziosamente nell'isolamento della famiglia il
: è di me parte l'uom che pavoneggia / la vanità della superbia dotta,
adosso; / abbi piatà di me, che più non posso. / tempera ornai
più la mia barca, / poi che colei che paoneggia i cieli / l'ha
mia barca, / poi che colei che paoneggia i cieli / l'ha di sospiri
ferd. martini, 1-ii-536: dice che avendo famiglia non può andare a cheren
può andare a cheren o a adi ugri-1° che lo presi a malincuore perdo la pazienza
perdo la pazienza e gli fo una pavonèra che mi pare lo abbia rimesso a posto
. m. -chi). letter. che è proprio, che si riferisce a
. letter. che è proprio, che si riferisce a un pavone; tipico,
pavone. - al figur.: che esprime o deriva da boria, vanagloria,
può, nasconde / l'uova sì che il pavone non le offenda. palladio
: una speciale guardia se n'abbia, che quando si vanno coricando per li arbori
affine di schiudere suoi pulcini, conviene che ne nasconda il nido al pavone,
ne nasconda il nido al pavone, che importunamente, ove trovilo, la disturba dal
manganese gli toglie il verdiccio e pavoniccio che... hanno sempre mai questi vetri
, costringe in incendio d'amore colui che ha sudato. = deriv. da
12-13: non se trova sì securo che no i generi pavore / de vedere
v.]: 'pavore': divinità che i romani avean fatta compagna di marte.
. -in senso concreto: ciò che costituisce motivo di paura, di timore
importante delle quali è la payena ceerii che fornisce una qualità di guttaperca.
. machiavelli, 10-36: vogliamo che li abbi a pazientare qualche poco di
, 405: altro non avea fatto che avvilirsi, pazientare, pregare e supplicare,
e supplicare, dinanzi al nemico prepotente che la schiacciava oncia ad oncia, disonorandola
e si vede sacrificata a certi dilettanti che... vogliono fare il professore.
mattina. moravia, ix-9: vedendo che ero proprio risoluta [a non cedergli
, v-209: vostra signoria eccellentissima bisognerà che pazienti di leggere gli opuscoli del peieri
di mangiare ogni giorno soli legumi, che pur troppo m'avevano riempito lo stomaco
tremebonde ansie dell'approvvigionamento di tabacco che fecero a zara gli alpini.
1-320: persisterono i turchi nella specificazione che non fossero per l'avvenire dall'imperatore né
alle antiche leggi della dogana stessa in tempo che le casse son così sprovvedute di denaro
v.]: chi vuol filare bisogna che sappia pazientare. = denom.
non fu tanto specolato da ricordarsi allora che l'uomo di cui egli era fatto vittima
fosse di tropp'alta sfera, né che avesse sotto mano mille altri spedienti onde
. (superi. pazientissimo). che pratica la virtù o ha la qualità
(sia abitualmente sia occasionalmente); che vi è naturalmente incline. fra
tribolato sanza cagione e 'l prossimo vedendo che tu non se'colpevole e se'paziente
, eh'è meglio la buona fama che tutte le ricchezze del mondo. dante
, iii-x-7: quando l'amico conosce che vergogna crescerebbe al suo amico quello ammonendo
d'essere paziente avendo ira nel cuore che mostrare d'essere turbato come l'uomo
34-14 (67): quello iddio che ci notrica e cria, / veggendomi inver
inver lui isconoscente / del lume che m'avea dato in balia, / sì
arrida [il giudizio] a quello che ha frenato il fervor della libidine,
ha frenato il fervor della libidine, che forse è impotente e freddo, quanto a
ha mitigato l'empito de l'ira, che certo non è timido, ma paziente
pazienti, gli più pacifici e più quieti che ritrovarsi possano. g. gozzi,
fu bene, lungamente pazienti: mostrate che sapete essere, a tempo, audaci.
tanto era paziente, anzi buono, che più volte lo trovai sulla terrazza a lavar
paziente dell'uomo forte, e quegli che raffrena l'ira che quegli che vince
forte, e quegli che raffrena l'ira che quegli che vince le cittadi. guicciardini
quegli che raffrena l'ira che quegli che vince le cittadi. guicciardini, 2-2-190:
non dubito di farvi toccar con mano che io sono in pericolo di vita..
. d'annunzio, i-462: voi che le insonni mie notti infinite, /
: del freddo sono pazienti a segno che le notti più rigide, per non
... benché siano più lenti che i cavalli, tuttavia sono alla fatica più
paziente pizzuga sopporta quella casa d'osso che la natura gli ha collocata sul dorso
. cavalcanti, i-336: ben è ver che ti largàr lo pegno / di che
che ti largàr lo pegno / di che potrai l'animo salvare: / sì fosti
paziente di qualcuno, di qualcosa o che qualcosa avvenga).
, 20-235: come fu paziente d'uno che gli negava quello che gli aveva a
paziente d'uno che gli negava quello che gli aveva a dare. moscoli, vii-587
di sentenze, 1-20: lo 'nfermo che non è paziente fa inasprire lo medico
a ceres né in nessun modo restava paziente che la figliuola rimanessi appresso del raptore.
machiavelli, 1-vii-361: non furono pazienti che il principe secondo la consuetudine rispondesse.
. p. tiepolo, lii-5-18: quelli che vanno a viver in altri paesi per
e. fabbri, 1-64: barbaro che speri?] forse qui dei tuoi scherni
ambiziose, il gelo d'una filosofia che si crede profonda quando astrae da'princìpi,
della sua creazione essere paciente di ciò che dio li fa o li permette.
. boiardo, 1-3-26: stu ritrovi che primeramente / fosse lo anglese da mi
ciò pascea con gli occhi, / che rumino ora bove paziente. govoni,
. govoni, 75: voci che spirano un fiato di morte / come quello
, sarebbe laudabile la loro restituzione acciò che la patria comune si unisse in un
ore passavano ed egli non sapeva che fare. doveva uscire per recarsi a chiedere
teresa adesso mi ascoltava paziente e mi diceva che facevo bene a studiare.
di sotto la femmina et a quella che è più paziente si dà un più generoso
stallone. 4. che è proprio, che si riferisce, che
4. che è proprio, che si riferisce, che riguarda chi pratica
che è proprio, che si riferisce, che riguarda chi pratica la virtù della pazienza
chi pratica la virtù della pazienza; che ne è segno o ne deriva.
bella donna, con pazientissimo ardore desidera che compia il suo desiderio. donato degli
l'esser voi un soggetto di pacienzia, che ancora negli animi pacientissimi non è possibile
'l quale soffersi già mille altre disavventure che mi sono avvenute per la perdita della
faceva forse a riguardo mio più baldanzosa che non era dovere, perocché attribuiva a
l'amico e vorrebbe una casa / che gli fosse più cara, e uscir fuori
89: ad ogni soffio del rovaio, che romba, / le fascie si disvincolano
le loro scarpe pazienti, i vestiti che al sole mostravano il lucido della vecchiaia
, v-1-228: obedienti alla voce del secolo che preferisce allo splendore delle contemplazioni i pazienti
angelini, 1-76: continua sul sentiero tortuoso che entra in una gola stretta tra due
/ canoro giorno di settembre / che ti specchi nel mio calmo cuore.
6-21: ogni poesia del nostro tempo, che sia veramente poesia, dev'essere paziente
dev'essere paziente. 5. che pone molta cura nello svolgimento di un
di un'attività o di una mansione; che presta molta attenzione ai particolari; diligente
altri più diligenti e più pazienti indagatori che non eravamo noi sarebbero forse stati più
all'imitazione e all'analisi, quelle che possono anatomizzare freddamente le creazioni altrui.
di pietra dei vecchi giardini patrizi, che i fusti della glicine, con paziente
paziente, al tenace lavorìo del popolo che veniva preparando un'era nuova. guglielminetti,
. nel linguaggio della filosofia scolastica, che subisce l'azione; passivo (e si
sostant. bonichi, 130: o che, tiranneggiando, / l'attor per forza
patibile massimamente in questo sono differenti: che 1 uno è agente e l'altro
altro paziente. ficino, 6-173: pare che le operazioni degli agenti sieno nel paziente
loro agenti nella materia e nel pazziente che sia ben disposto. bruno, 3-512
ha paziente proporzionato, cioè soggetto tale che possa ricevere tutto l'atto dell'efficiente
di lui. -proprio di ciò che subisce l'azione. firenzuola, 2-73
luna. 7. gramm. che subisce l'azione espressa dal verbo transitivo
o di significazion neutrale intendiamo que'verbi che doppo di sé non hanno il quarto caso
chiare, perché non hanno trasposizione; il che avviene per necessità mancando loro le inflessioni
per necessità mancando loro le inflessioni dei casi che distinguono il paziente dall'agente.
azione dimostra il suo proprio uficio, che e significar e accennar non una cosa
ma un'azione o agente o paziente che sia. 8. matem.
senso del tatto nelle parti esteriori, sì che, per fare loro gran pulcesecconi e
modi e indispensabilmente / tutto di lor vuol che 'l suo parto sia. mazzini,
piacere dell'operazione coll'etere perché credo che, studiandone bene l'applicazione, sia
intende, sa dove piazzare l'antipatia che il paziente mi dedica. d'annunzio
annunzio, iii-2-1092: sapete... che la faccia di quell'altro, quella
la conobbi chinata su quelle due mani che preparavano la siringa per la puntura cotidiana
quando un paziente moriva, tutto quello che aveva di buono serviva a racconciare le
divien sì grande e fassi sì potente che egli fatica gravemente il paziente, e
paziente, e a far cose, che laudevoli non sono, spesse volte il costri-
ridere molto più quella parte degli spettatori che è dello stesso sesso col paziente.
gozzano, i-1163: pensi, invece, che cosa è la fotografia moderna!.
poesia, di fedeltà, di personalità, che il mestierante, rassegnato, compiace collocando
alla fisica e al cosmo, quasi altrettanto che alla proria coscienza. il traditore intende
il traditore intende loro sostituirsi. eme che i propri pazienti abbiano a prendergli un
i prefati cristiani... dicesi che mentre l'anime dei pazienti salivano al cielo
l'anime dei pazienti salivano al cielo, che da un nuvoletto più bianco e più
da un nuvoletto più bianco e più splendido che la neve ferita dal sole, piové
legno in mezzo all'asta o tronco che usciva fuori dalla parte dinanzi, sopra la
, 4-i-47: tanto nel palo, che nel ganzo, se non muoiono subito penano
fra doglie indicibili, estreme, secondo che in parte più vicina o più lontana
gli altri padri a 40 bastonate tali che due sole alle volte bastano per dar
mani applica il colpo, di maniera che tal volta prima di giungere alli 20
rimanevano chiusi in pugno, di modo che, girandoli, ristringeva la legatura,
, 6-i-252: un giudice... che firmando una sentenza di morte fa scattare
di morte fa scattare colla penna una molla che pone in moto la ghigliottina e uccide
il quale sebbene la lor legge comanda che siano puniti con esser gittati insieme col
pratica suol portare minor gastigo nel paziente che nell'agente. -con uso appositivo.
pasqualin catani, morto in prexom, che 'l compia uno anno in la prexon forte
. mus. nel contrappunto, la parte che, urtata da un'altra, risulta
viene prodotta da quello de'due suoni che muovesi in dissonanza coll'altro, cui
, e no serave da suffrire se no che l'amistade è de tanta virtude ke
amare / e soffrir la gran pena che al cor porti. p. tiepolo,
la vuole e ascolta pazientemente tutto quel che a ciascuno piace di dire, rispondendo
de la terra, pazientemente sostenendo infino che riceva lo temporaneo e lo serotino.
. sacchetti, v-177: colui, che è più percosso e iù pazientemente e
. meguolo pazientemente sopportato mille ingiuriose parole che giocando il giovine gli aveva dette.
gozzi, i-16-151: la buona femmina, che fa- cea vita povera e stentata,
ogni cosa pazientemente. foscolo, xiv-261: che ho fatto io agli uomini per essere
loro persecuzioni le soffrirò pazientemente fino a che tu, angelo, mi amerai. e
. cassola, 2-187: aspettò pazientemente che venisse il suo turno di essere servito.
costanzo, 1-9: fu gran cosa che la città di napoli, che quattro
gran cosa che la città di napoli, che quattro anni prima avea tanto ostinatamente chiuso
, facendo dei lunghi discorsi con vespa che stava lì a guardarla pazientemente, accoccolata.
, non ostante la cura duna vicina che pazientemente aveva nutrito d'ora in ora
. anonimo, i-609: da che li piace di darmi tormento / ed
pene stando nel mondo, non vo'che ve ne crucciate né vi lamentiate di
10 suo [di eaco] senno, che a pazienza lo tenne e a dio
lo suo popolo ristorato li fu maggiore che prima. cavalca, 18-67: la tribulazione
1-iv-953): griselda, tempo è ornai che tu senta frutto della tua lunga paziènzia
sostenere, e però manifesta cosa è che neuno possa essere detto paziente, se
essere detto paziente, se non colui che sostiene senza indegnazione tutto ciò che gli
colui che sostiene senza indegnazione tutto ciò che gli è fatto d'ingiuria. libro
malpigli, xxxviii-32: questo poco viver che m'avanza / gustando raro el dolce
ditegli ch'io mi muoio volentieri; che faccia talvolta pregare dio per me.
pazienza e con desiderio e allegrazza continova che dio adempia in noi quelle promesse ch'
, 6: infelice è veramente colui che non può soffrire le sue infelici- tadi
pure soffrirei con pazienza / il male che mi fa questo assassino, / se
. d'annunzio, iv-1-479: bisogna che tu abbia pazienza con me, bisogna
tu abbia pazienza con me, bisogna che tu mi prenda ora così come sono.
-con riferimento al personaggio biblico giobbe che seppe tollerare le peggiori avversità con una
tobiolo, 4: noi deviamo credere che iddio permisse a tobia queste tribolazioni,
a tobia queste tribolazioni, perché quelli che venissero dopo lui, avessero essemplo di
di giobbo. ariosto, 1-iv-113: più che di iob è la lor paziènzia.
. cavalca, vii-73: coloro parimente che si conoscono essere stati difettosi sanno sopportare
sanno sopportare gli altrui difetti, eziandio che siano contra di se, si perché sanno
se, si perché sanno la pazienza che ha dio avuto con esso loro. passavanli
passavanli, 18: la quarta cosa che c'induce a fare penitenza e tosto sanza
: o pazienza d'iddio grande! che dirai qui? col tedio del lungo
: imparino le città, per floride che siano, se dopo longa pazienza le
1-iii-152: una primavera fu cosi trista che c'era chi strologava i pianeti, altri
umani e le ingiurie alla religione, che avessero stancata la pazienza di dio.
manti loro i palafreni, / si che due bestie van sott'una pelle: /
sott'una pelle: / oh pazienza che tanto sostieni! s. gregorio magno volgar
le dite cose non vi'per sì, che prò'li fuse, ma per noi
della pazienza di cristo nel deserto) che aspettiamo da roma una parola.
aa giusti rimproveri, non ha freno che la ritenga. -in senso negativo
noi abbiamo fatto virtù anche delle pazienza che ai bravi antichi fu in dispetto,
il popolo russo. landolfi, 8-133: che cosa c'era di comune...
2. nella teologia cattolica, virtù che presiede alla moderazione dell'amarezza provocata dai
qui comenza / e facci dimostrala / che sofferenza / par che venza, / e
facci dimostrala / che sofferenza / par che venza, / e parte è di
dalle celle, 4-2-9-2: pazienzia, secondo che dice santo agostino, è quella per
venuti, lxxxviii-11-697: o pazienzia, che passi le stelle / e voli ai santi
ch'ella è madre di tutte le cose che si debbon fare per far bene.
longanimitade, ira regolata e giusta, che si maneggiano nel campo del governo,
ii-94: questo andare doppo lui intendeva che la creatura camminassi per via di povertà
: la sapienza da niuna madre meglio che dalla pazienza si genera. g.
teresa noi abbiamo materia di pazienza più che bastante. nievo, 766: la scienza
pazienza è l'immortal ne- pente / che afforza i nervi e l'anima ristora.
. campailla, 1-2-18: la via che intraprendeste è quella appunto / di mortificazione
non puon due giotti stare, / sì che finirla io son deliberato, / ché
: sommi risoluto, ché non è vero che io sia collerico, tanta pazienza ci
. caro, 12-ii- 216: che posso fare se [nella controversia col castelve-
questo caso e de la persecuzione insopportabile che da quest'uomo e dagli suoi m'
costo, 1-242: il prete, come che discretissimo fosse, cominciava pure a perder
bisognerà aver pazienza, perché sarebbe impossibile che queste bestie non volessero venire a dirvi
queste bestie non volessero venire a dirvi che vi saranno ubbidienti e fedeli e che
dirvi che vi saranno ubbidienti e fedeli e che hanno voglia di dare la vita per
pazienza, e, còlto il momento che francesco antonio erasi mosso in letto,
, 2 (30): « e che vorrebbe ch'io facessi? ».
ch'io facessi? ». « che aveste pazienza per qualche giorno. fi-
più memorando, raccomandandomi pazienza: con che egli intendeva e non solo il contenersi
. pratesi, 5-367: il cappellano capì che non c'era sugo, e col
nulla di andreina. quella è una donna che non puòpiù cambiare. -pazienza da
giambullari, 5-105: sarà certo il meglio che io, che naturalmente non sono forse
: sarà certo il meglio che io, che naturalmente non sono forse chiamato a questo
respetto. tansillo, 1-321: poi che di tanto il ciel non mi fu largo
, pazienza: / gradite il poco inchiostro che qui spargo. r. bertini,
parvi..., signor valdés, che un papa, che tutte queste persecuzioni
signor valdés, che un papa, che tutte queste persecuzioni ha tolerato con tanta pacienzia
tanta pacienzia,... meriti che di lui si dica che gli è inventore
.. meriti che di lui si dica che gli è inventore ed autore di nuova
guerra? guicciardini, 2-1-216: credo che, omnibus computatis, sia per conducere maggiori
conducere maggiori cose la pazienza e moderazione che lo impeto e la precipitazione. sarpi
francia per trattar con quella nazione fa bisogno che porti seco tre grandissimi sacchi, l'
pazienza e il terzo di denari, e che ben presto si vuotano tutti.
altrui perché elle più teco anno pazienza che le cose vive, più mi piace
più mi piace a ritrarre una mediocre sculptura che una ottima dipintura. 4
\ -lntr. (1-iv-352): dico che dall'aiuto di dio e dal vostro
: esso [gesù] è quello che promette la fortezza nel cominciare, pazienzia
, 20-17: quella medesima pacienza, che ci ha chi ammaestra un cane,
stornello e una gazzuola, ha colei che insegna le attitudini alle buone moniche.
una noia e una sazietà tanto grande che non si può aver pazienza a leggerle
diligenza imitati e con tanta pacienza finiti che non si può a pena credere,
si può a pena credere, non che fare. g. bentivoglio, 4-352:
tante sampo- gne è difficile onde bisognerà che noi abiamo una santissima pacienza. passeroni
dispersi. mazzini, 53-277: capirai che mando i miei biglietti in modo da
giusti, ii-29: non crediate però che io mi sia dimenticate... la
.. la pazienza e la briga che vi prendeste di condurmi qua e la a
: ebbi la pazienza della formica, che, capovolta dal vento, cento volte
. -giuoco di pazienza: passatempo che richiede impegno, applicazione e perseveranza più
richiede impegno, applicazione e perseveranza più che abilità. -in partic.: quello
abilità. -in partic.: quello che consiste nel ricostruire un'immagine accostando frammenti
si chiama una sorta di trastullo, che consiste nel mettere insieme e ordinare i
in mille modi, di un mosaico che rappresenta vari oggetti, come, per esempio
con pacienzia incredibile di fame e di sete che con arme. davila, 179:
al tiranno la obbedienza ceca e passiva che i primi cristiani ostentavano per le autorità
delirio neoguelfo, tra le pazienze dottrinarie che riponevano le speranze d'italia nella caduta
popolo. -con metonimia: persona che sopporta virilmente le avversità e le sofferenze
, / strappare dalle pazienze del tempo che viene / le ombre furibonde dei poeti e
i padri di s. domenico, salvo che portano la pazienza nera. magri,
monaci, detto vulgarmente la pazienza, che pende dalle spalle. forteguerri, 7-22
baretti, 3-9: sento... che voi volete veramente farvi frate in anima
uso del chiamar 'pazienza 'il cordone che portano i frati a cintola, simbolo
è simbolo d'abito più intero e che portano i fedeli a difesa, per avvertimento
avvertimento a respingere e sostenere i mali che incontrano da patire in questa vita.
simile son fatto ad uno infermo, / che dopo molta pazienzia e molta, /
scappato. guazzo, 1-304: oltre che della conoscenza di questa passione, [
egli [l'amante] le porta, che delle sue proprie bellezze, le quali
di grati amplessi e dolci tatti, / che essendo sole in casa non trovate /
non trovate / per i vostri bisogni un che vi gratti, / sulle finestre ornai
al genere melia (melia azedarach) che produce semi sferici e duri utilizzati
. nome dato ad una specie di romice che nasce ne'fossi, di cui gli
.. sul dritto incontestabile di proprietà che ciascuna nazione ha sul dominio suo,
ed è relativo all'incomodo proprio, che non è obbligata a soffrire, alla pazienza
soffrire, alla pazienza di servitù, che non è tenuta a prestare. romagnosi,
: 'pazienza': quella rastrelliera di caviglie che sostiene il gran carico delle molte manovre
guglielmotti, 633: 'pazienza': quél forcellone che, messo all'estremità di poppa,
questo nel numero degli altri maggiori torti che mi fa la fortuna. tasso, i-213
egli, ch'è suf colli o che vi va almeno ogni giorno, non si
, non si ricorda de i miseri che giacciono ne'pantani: pazienza! foscolo
in maggio, pazienza: ma spero che mi compenserete il ritardo con una maggior
pazienza, per amore di don gesualdo che se lo meritava, in verità!
. era di uscire a pranzo oggi che è capodanno. piovene, 15-67:
. v. l: pazienza se quella che costa tanto caro fosse libertà! fosse
lei, in separata sede: ma che anche suo fratello e giampi malnate dovessero
ne'tuoi panni, ch'io sento quello che passa nel tuo cuore. ma,
.]: 'pazienza! ': esclamazione che dice talvolta il contrario di quel che
che dice talvolta il contrario di quel che suona, quasi raccomandando a sé di
quasi raccomandando a sé di tenere quello che fugge. giuliani, ii-184: bisogna sentirla
ii-184: bisogna sentirla! sentitela, che mulino a vento! gira, gira,
graf, 5-687: questi uccelletti, che matta semenza! / come sfringuellano e
non si direbbe, santa pazienza, / che d'ogni cosa son padroni loro?
se tu hai tribolazione, il merito che ci è, se tu la porti in
pensa di portar in pacienza / la pena che per me avra'a soffrire. costo
questa penosa vita pazientemente, sperando pure che il marito devesse cangiar modi e costumi.
tra sé deliberò di dargli di quello che andava cercando. della casa, 695:
stato qualch'uno [dei soldati] che, non potendo più durare alla pazienza,
, prendi pazienza. dessi, 10-127: che cosa si poteva fare di più di
si poteva fare di più di quel che abbiamo fatto? abbiamo portato pazienza,
roba: rimanergli la vita; facessene che volesse; ed ella sempre no.
cosa. pazienza vince scienza. quel che farebbe greve, fa pazienza lieve.
. pazienzioso, agg. disus. che sopporta abitualmente le avversità con molta rassegnazione
l'umana generazione, o vero pazione che fosse, cioè patto e confederazione.
volle. luca pulci, i-7-22: però che de'giganti assai temea / che sa
però che de'giganti assai temea / che sa come e'combatton pazzamente. bembo
sua compagnia, di maniera tutti quelli che ricusavano la loro prattica in alcun modo,
natura della giovanezza, usava di dire che bisognava che un giovane fosse matto almeno
giovanezza, usava di dire che bisognava che un giovane fosse matto almeno sette anni
settenario facesse qualche cosa da savio, che conveniva che ne ricominciasse un altro nel
qualche cosa da savio, che conveniva che ne ricominciasse un altro nel quale si
: isaia declamava pure ed increpava agli egizi che rientrassero nel dritto sentiero e non traviassero
le tante loro idolatrie ed iniquità, che perciò iddio avea messo fra loro '
raggirava e contorceva pazzamente senza sapere quello che si facessero. moretti, vii-240:
e. lecchi, 5-309: il vocabolario che contiene i vocaboli di tutte le lingue
di tutte le lingue, e l'enciclopedia che somma tutte le enciclopedie, squadernati e
umano e lascianti cadere come aeroliti parole che battendo in terra mandano faville. -velocemente
in istile pazzamente festivo; eppure sappiate che ho vegliato una cattivissima notte. piovene
ha detto avere scritto a vostra signoria che, se cosa di impor- tanzia era
se cosa di impor- tanzia era, che avvertissi era mal gubernata e pazzamente.
guidata da sì savi uomini tanto pazzamente che la scusa non ha lingua da difenderla
de'prigioni, eccetto le arme, che bestialmente e pazzamente perderono. pasqualigo,
se mi torna in speranza il sapere che pazzamente fa chi lassa quel che egli
il sapere che pazzamente fa chi lassa quel che egli ha per acquistar quello che è
quel che egli ha per acquistar quello che è in mano d'altrui, me
porcacchi, i-46: niuno, come che non dia salutifero consiglio, debbe però
, in vece di quello sciocco, che in vano attende il frutto che tu
sciocco, che in vano attende il frutto che tu cogli, piglia quest'altro in
piglia quest'altro in vece di quel mozzicone che pazzamente si persuade esser degno di quanto
. segneri, i-602: a credere che dio è quello da cui procede la
religion cristiana, hai già tanti segni, che se vi badi, non puoi dubitare
vi badi, non puoi dubitare se non che pazzissimamente. c. i. frugoni
hai sopra la parrucca: / ma che tu voglia gir di bocca in bocca /
oh, non è egli gran vergogna che sì pazzamente e vanamente le muraglie sieno
muraglie sieno di marmo ricoperte, mentre che non ci curiamo che cristo si aggiri
ricoperte, mentre che non ci curiamo che cristo si aggiri nudo? foscolo, xvi-405
di essere pazzamente religiose, nel mentre che il governo resta tradizionalmente ateo e scienziato
, la letizia, el sempiterno bene, che volendo e pazzamente vivendo voi perdete.
leoni, 216: i due circoli che vorrebbero pazzamente s s roclamare
amato il giuoco / ed altre cose dolci che nascondo. giordani, xiii-64: i
del mondo amare sì pazzamente il mondo che ne perdono l'anima e il corpo
1 (16): non già che mancassero leggi e pene contro le violenze private
rapii seco ancor que'gran volumini / che serban scritta l'orientai sapienza / e
serban scritta l'orientai sapienza / e che sono la dote della giovane, / delle
. gadda, 6-132: son certo che si sarebbe innamorata di me, che mi
che si sarebbe innamorata di me, che mi avrebbe amato pazzamente.
talvolta rido pazzamente, rido di me che ho compianto la perfidia degli uomini senza
compianto la perfidia degli uomini senza avvedermi che non si può cambiar la natura. nievo
: io mi cacciai a ridere così pazzamente che i pipistrelli che passavano ne furono maravigliati
a ridere così pazzamente che i pipistrelli che passavano ne furono maravigliati. palazzeschi,
se un giorno svanirà senz'altri guai che gli esistenti, io giuro esser lieta pazzamente
umana è sì discorde, sì pazzamente bestiale che due uomini concordi ne valgono mille.
danaro. marotta, 6-167: mobili che egli sembrava appunto aver voluti per spendere
), sm. napol. banditore che, indossando una bizzarra uniforme, con
. mantova, no: questo fu che mi ti fece parere d'altra maniera
mi ti fece parere d'altra maniera che io non sono collo star maninconoso, non
per disperazione e per lo gran romore che faceasi giorno e notte di danze, conviti
perch'ell'è dilettevole d'altro diletto che de'vostri giovangelli che vanno con gli sparvieri
d'altro diletto che de'vostri giovangelli che vanno con gli sparvieri in pugno,
a'cani, ed e altro diletto che del giostrare o pazzeggiare o giucare. alberti
modona, per vedersi sberrettare dagli sfaccendati che venivano a vedere pazzeggiare questo e quello.
. roberti, i-210: numi vili, che per rubare o per pazzeggiare scendean tratto
pazzeggiando: né altro era il suo trastullo che correr dietro ai cani e salutargli con
ribellarsi. machiavelli, 1-iii-958: intendesi che viniziani fanno in romagna mille fanti,
e chi per tenere ferma faenza, che nel passare el papa, lei non
e la briglia al quadrupede pazzerello / che si mise di nuovo a pazzerellare.
pazarèllo, pazerèllo), agg. che agisce, che si comporta in modo
), agg. che agisce, che si comporta in modo alquanto sventato,
o pazaregli e anco voi pazarelle, che vi credete sempre stare ne'diletti del
e sarà più bestiuolo e più pazzerello che mai. aretino, vi-34: pazzarelle,
oche. busini, 1-81: soleva dire che se non fussi stato quel pazzerello di
da stare ascosa, la quale, più che giglio bianca e più che rosa vermiglia
, più che giglio bianca e più che rosa vermiglia, tiene più del divino che
che rosa vermiglia, tiene più del divino che del mortale. tasso, aminta,
, prego, consiglio, / pazzerella che sei. buonarroti il giovane, i-293:
cattaneo, ii-55: o pazzarello, che vuoi tu fare in questa prigione, legato
a voi. / -eh, pazzarella, che al tuo ben non pensi. leopardi
ghislanzoni, 17-183: poco m'importa che si dica di mio figlio..
, d'intorno il foco di casa, che di notte veg- ghiando con le fantesche
: eravi un certo pazzarello da spedale che si potea metaforicamente dire passerotto da gabbia
ben m'accorgo, oh dio, / che questi miei sospiri / sono amori o
. bacchelli, 2-xxiii-510: non importa che cosa sia veramente il pazzerello o il
ai pazzarelli, daché è stato dimostrato che non si dànno né maghi né streghe
i-25: qual buon poeta oggidì si trova che alquanto pazzarello non sia? grazzini,
, 132: me ne rallegro che voi sete diventato, come dir,
terra, ella potrà esserne persuasa dalle righe che seguono, se già queste non le
quanto belle esser possano, l'assicuro che il pazzarello che le scrive non e
esser possano, l'assicuro che il pazzarello che le scrive non e niente celeste.
preferite un cervellino / di gatta, un che non sa s'è vivo o morto
, 4-48: ma, replico, che cosa ho io scritto d'infernale..
scritto d'infernale...? oh che cari pazzarelli! sono io forse diventato
fra diavolo della calabria? 4. che si muove velocemente, zigzagando. betteioni
la pazzerella rondine. 5. che va soggetto a perturbazioni atmosferiche e a
: poi c'è un venticello minore, che non si sa che sia, non
venticello minore, che non si sa che sia, non si sa che nome dargli
si sa che sia, non si sa che nome dargli, e alcuni lo chiamano
gli ingannati, xxv-1-327: -part'egli che poco contento sia d'una innamorata.
... esser sicura, almeno, che, se tu noi godi, altri
. casti, vi-456: credo / che questi eroi novelli / bisognerà mandarli ai
, / in quanto a lui gli par che la succhielli, / per terminare il
non dovevo io sapere, pazzarellina, che il mio troilo non ha mestieri di queste
[pazzareliòne), agg. letter. che è allegro e spensierato e scherza volentieri
: ci capitò la terza mala burla che volle farci il pazzarellone. scarfoglio,
tra di pazzarellone e di retore, che lo trae a sgrammaticare con lieta spavalderia
., naturatone e pazza- rellone, che porta su 'l piatto de'suoi versi in
* filosofo '. 3. che contiene bizzarrie, stravaganze (uno scritto
. m. -chi). ant. che è proprio, che si riferisce alla
. ant. che è proprio, che si riferisce alla pazzia e ai pazzi.
. savonarola, 5-ii-80: non credere che io metta fuori un libro alla pazzeresca
, i-viii-no: lucrezia, io credo che sia bene fare le cose con timore di
). ant. e letter. che tende alla pazzia, che ne ma
e letter. che tende alla pazzia, che ne ma nifesta qualche singolo
nifesta qualche singolo tratto caratteristico; che si comporta in modo leggero, sventato,
1-81 (190): il duca, che lo teneva quando per pazzericcio e quando
nel letto e si rise delle parole che gli aveva detto. d'azeglio, 5-i-
fosse di bonissima indole, aveva non so che di sventato e di pazzericcio che io
so che di sventato e di pazzericcio che io non avevo di sicuro. 2
. bembo, 9-3-44: egli, che era nel vero anzi pazzeróne che no
, che era nel vero anzi pazzeróne che no e non aveva molto onoratamente spesi gli
egli è si pazzeróne e tanto sfacciato che di cosa che di lui si dica punto
pazzeróne e tanto sfacciato che di cosa che di lui si dica punto non si
ride. aretino, 20-182: dicoti che i senesi pazzaroni son dolci matti,
savio, 'l garzone; / ed oiséò che non sa 'l secol, oisé!
doni, 3-1: vo'dir così che io ho dato della mia zucca sul
galileo, 5-144: sto pur aspettare che questo pazzerone d'argante si faccia innanzi
di tabaro. bresciani, 1-ii-485: che fecero allora que'nostri pazzeroni della cisalpina
pazaroni, a volere cre- dare quello che non avete niuno atacco di ragione! savonarola
: o pazzerone, tu non ti avvedi che tu di'contro di te? guarini
un giuocatore, un borioso, uno che invidia il bene altrui e finalmente un innamorato
e finalmente un innamorato non ti pare che abbiano molti strani capricci, astrazioni e
eccessiva. manzoni, v-2-245: non che io sia così pazzescamente presuntuoso da attribuir
[tommaseo]: dicendo a loro che non conveniva ad uomo savio di rispondere
pazzeschi, sedeva, quando altrui, che ben forbito si teneva, stavasi ritto
di mano con violenza pazzesca a un altro che agli occhi di tutti n'era il
panzini, ii-538: seguiva poi una nota che avrebbe offeso non solo alcuni deputati,
vidi mia moglie insieme con quell'uomo che io ormai aborrivo con un senso di
, 2-33: ho ambizioni immense, che manifestate sembrerebbero assurde e pazzesche, ma
: è triste vedere una rivista, che vorrebbe formare la coscienza politica del paese
del paese, incominciare col pazzesco imperialismo che oggi può solo pregiudicare i vantaggi della
bozzati, 6-85: era assurdo era pazzesco che cosa in fondo gliene fregava di cosa
effetto. comisso, i-202: i soldati che non ne comprendevano la ragione si
signora del secondo piano,... che, al solito, esce di casa
teme e non teme; cioè, che ciò che fa, fa a la pazzesca
non teme; cioè, che ciò che fa, fa a la pazzesca. m
bacchelli, 1-ii-120: a voi dà fastidio che asciughino la vailazza, per amore delle
attuale linguaggio medico-scientifico e medico- legale, che preferisce il termine complessivo * infermità '
più con comportamenti difformi dalla norma, che possono spingersi fino ad atti violenti (
pur tornar nel core, / poi che tornò colui ch'era partito, / non
. boccaccio, viii-2-56: bruto, estimando che tempo fosse a por giuso la simulata
in tanta pazzia di mente... che fece uccidere la madre e sparalla per
un matto al passar d'un ponte che passi sopra un torrente di notabile altezza
altezza e gittandolovi dentro a un tempo che non possa pensarvi, talora lo guarisce
la pazzia dalle fuligini e malinconia, che disturbano il discorso e guastano l'imaginativa
, giunse a tal segno di pazzia che volle farsi credere un nuovo messia, onde
quando non intervenga nel cerebro quel disordine che appelliamo insania o pazzia, la mente.
. rosmini, ix-436: il carattere che più s'osserva nella pazzia è quello d'
in questo momento impazzissi, io credo che la mia pazzia sarebbe di seder sempre
ridere né piangere, né muovermi altro che per forza dal luogo dove mi trovassi.
fogazzaro, 5-69: il giorno prima che gli venisse quell'accesso di pazzia,
come un'arte mia: / ben so che il raggio della mia pazzia / è
* pazzia ': donna sdraiata sul suolo che sgangheratamente ride: ha in mano una
, ii-304: ci fu poi un'alunna che salì la scaletta a provar la '
rati e stolti vengono in tanta pazzia che eziandio incolpano la divina providenzia.
, istituirono una maniera tale di farli che di rado e quasi non mai restava alcun
xi-86: le nostre pazzìe più intime a che sono dovute se non a una separazione
alla demonomania, estasi, catalessia, che si vede propagarsi per imitazione nei luoghi
donne, alla vista di una persona che soffra qualche accesso di questo genere.
xix sec. per designare forme cliniche che oggi vengono ricondotte all'ambito della psicosi
fino dall'età più tenera, gli individui che ci vanno soggetti, mentre conservano un
indicare la forma morbosa propria di individui che tendono ad atti anti-sociali e criminosi per
con cui si indicavano i disturbi psichici che colpiscono i reclusi. lessona,
lessona, 1092: 'pazzia penitenziaria': quella che si sviluppa nei penitenziari, negli asili
a. morel per indicare disturbi psichici che oggi sono fatti rientrare nella paranoia e
: la confusione delle idee è sì grande che odi un giudice parlare di pazzia ragionante
transitoria', quella di breve durata, che si riteneva potesse insorgere improvvisamente in un
': pazzia istantanea, passeggierà, che alcuni medici di alienati ammettono al difuori
agnol, vegendo la tua gran pazia / che sempre brama tanti ufici avere, /
e1 terzo fu questo amaestramento, / che tu non creda già mai quella cosa
ché veramente si possono chiamare pazzi quelli che perdono il conoscere iddio per diviarsi dalla
tutto el mondo e non ti pare che alcuno abbi spirito se non tu, e
abbi spirito se non tu, e che nessuno abbi perfezione altro che tu, e
, e che nessuno abbi perfezione altro che tu, e però tu se'nella
spezie di pazzia, quando un uom, che in sé non ha altro eh'una
omini, se le persone dotte, che degli altri doverebbono essere più sagge, talora
mania, cioè a quelle furiose fazioni che per sì lungo tempo fomentò l'italia
iv-352: il consolatore de'disgraziati, che guarda con un occhio stesso e la pazzia
pazzia e la saviezza degli uomini e che compiange e i loro delitti e le
la pazzia e la ridicolezza di ciò che aveva fatto e detto. -spensieratezza
le pazzie loro, è più ragionevole che fare altro. l. strozzi, 1-168
lanciò verso di loro imprecazioni e ingiurie che aizzarono allegria e pazzia.
di dimostrarvi i grandi e maravigliosi effetti che riuscire si veggono da quella pazzia d'amore
riuscire si veggono da quella pazzia d'amore che furore si chiama. fiori, i-prol
mette chella pazzia, / quante cosaccie che ti sente fare. -stato di
fare. -stato di ispirata esaltazione che è tradizionalmente attribuito ai poeti; furore
un senso d'eleganza ornamentale e cortigiana che fa pensare piuttosto all'inchiostro e alla
pensare piuttosto all'inchiostro e alla lima che alla criniera ventosa di pègaso e
beicari, 5-48: questa tua carità che è infinita / non par virtù,
virtù, ma una pazzia santa, / che essendo dio tu vo- gli por la
sarpi, vi-2-48 \ san paulo dice che il mondano non capisce le cose dello
le cose dello spirito divino, e che li parano pazzie non potendole intendere.
il combattere di fronte siffatte pazzie non fa che irritarle ed accrescerle. 4
bernardino da siena, 83: doh, che pazzia è questa di coloro che vogliono
, che pazzia è questa di coloro che vogliono sapere più che iddio non vuole
questa di coloro che vogliono sapere più che iddio non vuole che si sappia?
vogliono sapere più che iddio non vuole che si sappia? 5. temerarietà
. roseo, v-118: ma presupponiamo che il generale de i nemici non avesse
i nemici non avesse quasi più gente che il nostro e non dimeno che permetterci
gente che il nostro e non dimeno che permetterci in disordine ci assalti per diversi luoghi
per diversi luoghi, potremmo dir allora che la pazzia sarà stata la sua e la
. por cacchi, i-124: questa, che per fino ad ora avete riputato virtù
atto, gesto abnorme, irragionevole, che nasce da alterazione della mente o,
amare omo e servire tal persona / che, se l'acquista, à povero
a gridare: o miseri cittadini, che pazzia è quest ^? credete voi che
che pazzia è quest ^? credete voi che li nimici ne siano andati o che
che li nimici ne siano andati o che questo dono, che v'hanno lasciato,
ne siano andati o che questo dono, che v'hanno lasciato, sia senza inganno
ogni sua cosa. ebbe una donna, che fu degli istrozi, dona degnissima,
dona degnissima, e la prima sera che la meno, in luogo di molte
meno, in luogo di molte pazie che fanno i più, le disse tutto quello
aveva a fare nel suo governo. dette che l'ebbe, le disse: tienle
suo'pazzie. buonaccorsi, 1-vi-78: dice che la non vuole scrivere e fa mille
raccontarvi ad una ad una: / che tante e tante fur ch'io non so
3-221: qual pazzia può esser più abietta che, per raggion di sesso, esser
2-1-16: il prender affezzione a cosa che facilmente corra a rischio di perdersi è
): -povera donna! non sapete che ogni lanzichenecco ne mangia cento di costoro?
io fossi da vero quel matto / che il mondo vuole che io sia, /
quel matto / che il mondo vuole che io sia, / mi par che a
vuole che io sia, / mi par che a quest'ora avrei fatto / almeno
volta libera all'aperto nei momenti 'che la vita ci formicola alla punta delle
trent'anni prima, proprio in quel tempo che suo marito correva ogni mese a livorno
(i-431): insomma io vi conchiudo che ai giorni miei io ho veduto e
credetemi, non fate una pazzia. / che serve la ragion chi non l'adopera
mi misi a gridare, a quelli che sapevo i più veloci gridai: « rincorretelo
cambise in egitto e facendo le pazie che di sopra narressemo, duoi fratelli contra di
donai mal essempio burlando con quelle donzelle che m'invitavano dalle finestre a pazzie più
roberto, 13-24: avverte... che non perdeva mai la testa e che
che non perdeva mai la testa e che faceva le maggiori pazzie con gran serietà.
avete lusingati tutti questi uomini e donne che facciano festa de'loro santi e offici delli
oggi non sarà dommane / e quel che fia domman l'altro non fia.
la quantità delle eresie, e in che sono differenti tra loro, ma trovandosi
a fatto senza intelletto speculativo, stimai che creder questo [il moto della terra
i nomi / alle cose, e che quindi ogni uom potesse / apparare i vocaboli
: qui potrò dare sfogo alle pazzie che mi rimangono tuttavia nella testa.
carducci, ii-1-221: ultimo inganno che mi resti, lo studiar letteratura:
gloria: pazzia, pazzia, più che amar donne. la briola
forme sostanziali ed i concetti finali, che egli allega nelle espressioni della filosofia scolastica
e pazzie nuove e belle, / che m'aiutaste a far versi e canzoni,
balle e a catinelle. -concezione poetica che testimonia un cattivo gusto delirante. -in
. aretino, 20-166: per parere che tu ami la virtù, chiedegli un sonetto
. emiliani-giudici, ii-235: tu credi che ci sia poi tanta distanza dalla pazzia
quella di taluni degli odierni ciurmadori, che pescano quanto vi ha di lordo e di
dell'inesprimibile: proust non può nascere che in francia. le pazzie francesi hanno
grossa sciocchezza, enormità, sproposito (che si dice o si scrive).
un altro. -com'un altro? che pazzie di'tu? galileo, 4-2-591:
? galileo, 4-2-591: io non so che egli abbia mai scritto tali pazzie.
243): questo signor dottore, che m'aveva fatto veder la grida, lui
veder la grida, lui medesimo, che è il più bello, ah! ah
più bello, ah! ah! pareva che gli dicessi delle pazzie. leopardi,
: soleva considerar come una pazzia quello che dicono i cappuccini per iscusarsi del trattar
corsini, i-48: i proci, che bevuto / gagliardamente avean, nelle pazzie /
è una pazzia non meno de'piedi che del cervello, scusabile solamente nella gioventù
14. ant. divinità crudele, che esige un culto sanguinario. saraceni
... ribussò i messicani, che adorassero simili semplicità e simili diaboliche pazzie
pazzia della terra screpolata e dei laghi che ansimano. 20. locuz.
85: ne conosco molte in questa terra che si consumaranno la mattina poco manco che
che si consumaranno la mattina poco manco che due sciac- ciatelle di solimato, ponendoselo
, 40-124: quei cinque o sei libri che mi piacquero fino alla pazzia nella primissima
, 12-iii-278: a me è stato detto che per troppa voglia di mostrarti ardito dài
l'inconsiderato e nel matto, e che più presto che tu non pensi ti si
nel matto, e che più presto che tu non pensi ti si leverà la
. aretino, 20-214: io voglio che facciamo il re de la fava,
il re de la fava, e che fino a carnasciale duriamo a darci una cena
, e cominciaremo da me: con patti che non si spenda le pazzie, ma
de luca, 260: si dice che ciascuno ha la sua pazzia, maggiore
anzi tengo ora per verissimo quel proverbio che io ho più volte sentito dire, che
che io ho più volte sentito dire, che se la pazzia fusse un dolore,
un altro coltello un sì fatto scherzo che forse più vi piacerà che queste vostre
sì fatto scherzo che forse più vi piacerà che queste vostre pazziole che voi ora fate
più vi piacerà che queste vostre pazziole che voi ora fate. aretino, 20-
mi ragionare di coteste pazziule da schioc- che. caro, 11-116: lo sciarra mi
caro, 11-116: lo sciarra mi dice che fiche pazze son quelle con che si
dice che fiche pazze son quelle con che si fa delle piacevolezze, perciocché egli
caro, 9-1-256: non faceva altro che pazziuzze. = deriv. da pazzo
buonarroti il giovane, 9-172: che n'è di colei? / ha
ha ella più quegli occhiuzzi ribaldi / che mi fér pazziar? capuana, 12-109
, tu vo'pazziare; lo sai che a caserta sei come a casa tua