fu chiamato orbe de'segni, imperciò che le figure de'segni sono sopr'esso.
sopr'esso. galileo, 3-1-493: che... la terra e la luna
in tanto però non s'avvidero costoro che nel proseguire ogni 360 anni un nuovo
3. ciascuno dei cieli concentrici che nel sistema astronomico tolemaico prendono nome
levante, ei non si dice però che tal moto sia loro violento. galileo
: simula di non vedere... che noi non ammettiamo quella sin qui ricevuta
. ottimo, iii-337: aristotile dice che la galassia si fa in questo modo
galassia si fa in questo modo: che il fuoco puro prossimano all'orbe è
, ii-xxvn-2: si veramente elli dicie che iqualmente dunque jacopo à preso il truono
? questo ciertanamente io dirò: però che. ssan piero dell'orbe delle terre (
misurarsi, a tanta calamità è divenuta che veggonsi appena le reliquie delle alte ruine
. fagiuoli, x-8: nulla varrà che il nome suo magnifico / con lode giri
tuttavia concedere le prime parti a quello che è meglio assituato in ordine alla pronta
ii-2-231: la croce sopra un orbe, che tutte le potenze cristiane sostengono sulle loro
comarin partono le spezierie e tutto il meglio che quell'orbe comunica alla nostra europa.
complessa, più politica e grave, che l'egemonia romana e la formazione dell'
del tuo diritto, facesti urbe quello che prima era torbe. praga, 3-225
indagine. vico, 5-27: conchiude che, se in pochi anni un giovanetto
si esprimano le tracce della eminente compotenza che lega ed anima tutte le parti della
, 4-22: pare... loro che tante diversità di orbi e di orbicelli
occhi velocissimamente a qualunque lato e far che si meritino di agguagliar le sfere celesti
sfere celesti nella celerità quegli orbicelli terreni che, come vivi, le avvanzano senza pari
tra un orbicino e l'altro, che compone la fibra lignea, certo piano orizon-
): or bene, tu mi di'che se'stato mercatante: ingannasti tu mai
. franco, 1-139: or be, che è di te? come la fai
, cancellieri nostro: tu scriverrai a roma che io ho preparato uno altro papa.
, poiché così sta la cosa, che tu l'hai anche temperata, lasciando fuori
, 16-160: orbene: credete voi che la mia condotta onesta e leale mi
(plur. m. -chi). che si riferisce, che è proprio di
-chi). che si riferisce, che è proprio di chi è privo della vista
[orbitano), agg. ant. che si riferisce, che è proprio
ant. che si riferisce, che è proprio della città di orvieto; che
che è proprio della città di orvieto; che ne è originario o che vi risiede
orvieto; che ne è originario o che vi risiede. - anche sostant.
sauro ovoviviparo (anguis fragilis), che ha corpo serpenti- forme, privo di
lessona, 1028: orbettino: piccolo rettile che segna un passaggio tra le lucertole ed
suo nome da un errore del volgo che lo crede privo di occhi, mentre
gli orbettini cominciavano il loro grugare malinconico che annunzia la notte estiva. gozzano,
, i-177: l'achenio del cardo che s'invola, / la selce, l'
orbétto, sm. gerg. pubblico che interviene a uno spettacolo teatrale (ed
carducci, ii-15-275: non c'è cortesia che mi obblighi di mancare al rispetto del
arte, del pubblico: del pubblico che più volte mal trattai, ma non
'rimase all " orba 'peggio che prima. svevo, 8-593: i dilettanti
artistico) il quale per ogni giudizio erroneo che fa decade, se non si ricrede
caso trovava una di quelle bisce cieche che chiamano orbetti, con quale furia e
orbezza de'suoi figliuoli, se non perciò che ella a somma felicità l'avergli s'
. franco, 7-14: mi pareva che amare e seguir altra donna fusse orbezza
(ant. orbiculare), agg. che descrive una curva circolare o ellittica,
descrive una curva circolare o ellittica, che ha direzione circolare (una linea,
paralelli e ovati / e linea orbicular che il centro abbraccia. mamiani, 6-47:
, rotondo. varchi, 8-1-522: che i cieli abbiano figura sperica o,
formò natura * / perché ciascuna impression che tolle / possa in sé ritener sincera e
orbita nella mandibula superiore è quella cavità che contiene l'occhio, chiamata orbita dalla
annunzio, iv-2-1028: quella vita natante che di continuo vibra nell'estremità orbicolare della
della medusa marina. 3. che ha forma di globo o di solido tondeggiante
non è piana ma orbicolare, fa che non ne sii sensibile l'essere entro
abbiamo supposto, ma non provato, che le particole de'fluidi orbicolari e, precisamente
particole de'fluidi orbicolari e, precisamente, che quelle dell'acqua... siano
): ciascuno dei due muscoli facciali che circondano rispettivamente l'occhio e la bocca
]: orbiculare delle palpebre: muscolo che circonda le due palpebre di ciascun occhio
dell'anca in cui si addensano le fibre che circondano il collo del femore.
del femore. 5. petrogr. che presenta alternanza in strati concentrici di minerali
in strati concentrici di minerali diversi, che formano grossi noduli (con riferimento a
. sarpi, 1-74: è manifesto che il suono sfericamente non diffondesi, ma
, agg. ant. e letter. che ha forma di cerchio; circolare,
panciatichi, 32: nel manico osservate che ci è un girellino orbiculato com'un
barbaro, 445: pigliansi poi due taglie che cusselle altrove si chiamano, la forma
delle quali per la figura si manifesta che sono alcune girelle, che orbiculi da vitru-
si manifesta che sono alcune girelle, che orbiculi da vitru- vio, raggi da
432: nel coltello e taglio o fronte che si dica del timpano minore si fa
del timpano minore si fa un foro che vitruvio chiama orbiculo, al quale è
orbiculàrio, agg. letter. che descrive una circonferenza o una linea curva
duci equestri, / ma pedestri, / che le briglie in giro menano, /
il giro vario / orbiculàrio / o che spingono o che frenano. = voce
vario / orbiculàrio / o che spingono o che frenano. = voce dotta, lat
orbiculite, sf. petrogr. roccia che presenta una tessitura orbicolare. =
. orbifórme, agg. geom. che ha figura ovale o ellittica.
robiglia. -figur. persona che possiede un'erudizione confusionaria e caotica,
n. villani, 2-133: io pensava che lo stigliani fusse un gran baccelliere nella
orbilianismo, sm. metodo scolastico repressivo che infligge punizioni corporali. = deriv
orbiliano, agg. letter. che si riferisce, che è proprio
agg. letter. che si riferisce, che è proprio del grammatico latino lucio
in lingua scolastica dicevasi maestro più severo che dotto e più pedante che amato.
maestro più severo che dotto e più pedante che amato. = deriv. per
. orbinato, agg. ant. che ha forma tondeggiante o ellittica.
le affezioni e gl'inganni di quelli, che diversamente si veggono, secondo le varie
). persona priva della vista, che chiede l'elemosina (e il termine può
famoso cane dell'orbino di roma, che andava questuando d'uscio in uscio pel derelitto
. -in partic.: cieco che suona il violino per attirare l'attenzione
vuol serbare per gli orbini di bologna che suonano il violino meglio certamente dei vecchi
mendicanti, erano suonatori di violino, che l'idea dell'istru- mento si associava
bacchelli, 1-ii-595: la maria, che aveva già tanto criterio, aveva proposto
criterio, aveva proposto alla piccina un giuoco che le piaceva, il giuoco dell'orbina
l'opinione dei più valenti astronomi, che trovano non esser circolari, come pensaron
, xii-2-152: le comete sono pianeti che si aggirano intorno al sole con orbite
cioè oblunga. landolfi, 15-108: in che modo, ditemi, il fatto (
, il fatto (per chiamarlo così) che un pianeta descriva la sua orbita attorno
sole secondo eccetera, confermando non so che legge di keplero o di newton,
, 6-69: è il principio di causalità che nei più piccoli acini del cosmo atomico
sopra il costume / delle vecchie, che son deformi tanto. c. gozzi
(347): quegli orridi visacci che le stavano davanti le parvero confondersi e
serafino aquilano, 307: a morte che m'aspetta io mi consegno * /
equoree madri. 5. che stordisce l'udito, stridulo, lacerante
medici, i-130: quasi come uno che dorma, [svegliato] dà una nuova
non prevarico * / filerio par costui che sparge all'aria / sì meste voci
riscaldavano in maniera le voci de'soldati che, abbandonati i loro posti e non ubbidendo
ai capitani, non sapevano far altro che con orride acclamazioni piangere e sospirare.
. sono fatte da'denti dell'elefante, che, ricevendo l'alito da un pertugio
nel mezzo, rendono un suono orrido che stordisce la testa. muratori, 7-iii-
,... a quei soli che colla bolgia andavano in volta col volto tinto
peri, 15-46: il sol, che dianzi rutilante e puro / cinto d'
/ mesto si mira in guisa d'uom che s'ange. lemene, i-246:
ed orrida. 8. che ha un clima pessimo, caratterizzato da
e torna primavera in ogni parte / allor che clori mia / erch'io la
l'argento * / negro il ciel che minaccia orrido verno. g. ramusio,
nella quale orrida stagione corse quella burrasca che si sa, con perdita della galea
la terra tra neve orrida involta, / che fu sepolcro altrui, giace sepolta.
lodo... la poesia settentrionale che si accorda perfettamente all'orrido cielo da
ha grande intensità o forza distruttiva; che determina conseguenze gravemente funeste e rischio e
il campo / par tempestoso orrido mar che volva / naufraghi corpi, infrante prue
, infrante prue. 9. che incute terrore; fiero, ardimentoso,
/ e 'l vago lume che ne gli occhi ardea / annuvolar tra l'
come da meno. 10. che atterrisce per la ferocia, l'aggressività,
ariosto, 42-7: qual nomade pastor, che vedut'abbia / fuggir strisciando l'orrido
n. accanito, rabbioso; che provoca stragi, micidiale (il combattimento
.; ma tu non temere, che finalmente sarai vincitore. salmi, lvi-476
: chi rattienle (oh dio!) che mari e terre / non assorban l'
goti o sia delle nazioni boreali, che, non trovando se non lieve opposizione,
d'alceo. 12. che provoca gravissima sofferenza fisica o morale;
orridissime et oltre ogni credere spaventose malinconie che mi hanno preso con delle straordinarie debolezze
: il raccoglimento occuperà il massimo tempo che così sarà sottratto alla vita orrida vera
vera. pirandello, 5-613: i giorni che seguirono queirimprovvisa morte dello zio ippolito furono
orrida facella / e quell'arco crudel che i petti schiaccia, / prese amore in
tutta smaltata a nero, per dimostrare che, sotto torride ombre della mia bassa fortuna
anco i poeti. 13. che ha una particolare gravità morale; sommamente
torrido convito. 14. letter. che cresce selvatico o allo stato spontaneo,
, 6-30: non restar però, che non risponda / chi tu sia,
e folta così l'ombra dechina / che più non può raffigurar tra esse /
fiori adorno / e lo rivegga poi che 'l sol il raggio / all'austro inchina
iii-574: sapiate, madonna aurelia, che per lo essere io d'un simile
pregavi / di borea e il gel che dal solingo cielo / del carro l'imminente
fanno animaletti come farfalle piccioli e nudi e che dipoi, non potendo sopportare i freddi
lvi-299: ve'colui [ercole] che far vuol a noi dispregio / col vestir
parere all'ingordo lupo la propria carne che, fittasegli entr'alla gola con torride
scura, / dove occulto leon par che si renda / amor, tronca già cade
all'orrida testaccia. -per simil. che protende in alto le aste. foscolo
... il sacro cordiglio, mostrando che, secondo i riti ed ordini della
/ i'l'ho sentiti e sai che gli simigli? / a que'che facea
sai che gli simigli? / a que'che facea pirra, antichi figli / col
calmeta, 23: guardarsi da ogni stil che sia duro e all'artificio sottoposto,
tansillo, 1-241: il turco, che un dir grave ed orrido usa, /
, / il chiama sar- musac, che par che importi / che sian quasi tutt'
il chiama sar- musac, che par che importi / che sian quasi tutt'un taglio
musac, che par che importi / che sian quasi tutt'un taglio e la
: tutti questi tre volgari linguaggi, che le più belle parti d'europa già
muratori, 7-iv-136: né si dee tacere che nel secolo xiii e xiv s'introdussero
ammirazione in chi gli ascolta, ma che placidamente una volta doveano essere uditi.
in rocce resistenti da un corso d'acqua che vi si precipita fragorosamente; forra,
viso e vi fermano con il ruggito sordo che n'esce, con il freddo alito
esce, con il freddo alito umido che annera là in fondo la gola mostruosa.
è un paesello arroccato su uno strapiombo che è alto appena duecentodieci metri, ma
c. dati, xxvii-1-6: chi sa che... quella locuzione, schietta
, dedito agli ornamenti, paresse anzi che no orridetta e malacconcia? gemelli careri
: maria angelo accorsi... scrive che si maravigliò assai in udir quivi degl'
. orrincante, agg. letter. che provoca orrore per gli effetti catastrofici;
. m. -ci). letter. che incute orrore per l'aspetto pauroso;
quest'ossa m'hanno incusso tanto di timore che ho dubitato caricarmi d'una centuria di
e deriv. orripilante, agg. che provoca una sensazione violenta di orrore,
provoca una sensazione violenta di orrore, che fa inorridire per efferatezza, crudeltà,
, crudeltà, mostruosità, atrocità; che fa accapponare la pelle. cassieri
. 3. per estens. che offende gravemente il senso estetico o la
mescolano talvolta le vocine di gentili signorine che, per soavi che siano, non seno
di gentili signorine che, per soavi che siano, non seno meno, nei riguardi
di dosso quella timidezza, quell'imbarazzo che... dànno luogo a situazioni
beltramelli, ii-24: io vedevo giacometta che si mordeva le labbra per non scoppiare
o per meglio dire, orrìpili oggi che certo genere satanico, allora correntissimo, è
, 6-i-125: niuna maraviglia è perciò che giammai non s'accenda vera febbre e
. orrìsono, agg. letter. che produce un suono o un fragore
un fragore tremendo, lacerante o pauroso; che risuona orribilmente. -anche: fragoroso,
. de bosis, 87: tu che urli a prova coi turbini orrisoni e
de la marea. 2. che ha suono sgradevole, che produce cacofonia.
2. che ha suono sgradevole, che produce cacofonia. mazza, ii-165:
/ quel di parlari orrisono mischiume / che in te si rag- gavigna e si
di ripugnanza mista a timore indefinito, che rappresenta la reazione spontanea a una situazione
, ributtante, o a un'azione che implica una severa condanna morale (e
cinta, / dissi: « maestro che è quel ch'i'odo? ».
e fetido, putrido e da poco che, se non fossono gli accidentali colori
(37): pensò alla consolazione che aveva tante volte provata di trovarsi senza
di trovarsi senza delitti, all'orrore che aveva tante volte provato al racconto d'
pavese, 3-82: allora l'oracolo che avrebbe ucciso il padre e sposata la
intorno al nostro talamo una nuvola tenebrosa che soffocava ogni piacere. borgese, 1-96
-cinema dell'orrore: genere di cinematografia che mira a provocare emozioni fortissime negli spettatori
/ a le bellezze sue più che mortali. guglielminetti, 2-14: il duca
orrori o brividi e tutte le altre cose che è facile lo spiegare colla intelligenza della
veggo io, - dissi -padre, che io non senza volere degli idii qui
più le fu presso: « a che badi », soggiunse, / « figlio
ti devi colmar di orrore, non che solo di riverenza, è quando lo rimiri
, innanzi a quel candore / mortale che parea cingerla d'un orrore / mistico
. tecchi, vili-143: sentiva in confuso che, se anche è vero che la
confuso che, se anche è vero che la presenza del male è il mistero stesso
religioso orrore. 3. terrore che sconvolge e che deriva per lo più
3. terrore che sconvolge e che deriva per lo più da un pericolo
orror ne sente e tanto schivo j che stride e geme e duolsi ch'egli
-in relazione con un compì, che ne specifica la causa.
lasciare dilungare. giuglaris, 137: che altro gli spinge [i disperati] a
, se non l'orror de " tormenti che in dolorissima prospettiva distesi stanno loro innanzi
gridava [il sacerdote latino], che ci dài nell'orror della morte vittoria
zanotti, 1-9-142: quel mio male che, da me prima mal conosciuto,
più tosto in un certo orrore grandissimo che io aveva a movermi. a.
per dileguarlo in quell'intervallo di tempo che corre tra il morso e l'orrore
morso e l'orrore dell'acqua, che ne è l'ultimo e mortale sintoma.
vivo in lui dalla qualità delle persone che più ne commettevano alla giornata. leopardi
. leopardi, 34-147: quell'orror che primo / contra tempia natura / strinse i
: la sua casa era tutt'altro che giacobina, e il padre professava un sacro
professava un sacro orrore di tutto ciò che potea parere rivoluzionario. saba, 129
quella invenzione disparve l'orrore del voto che il fisico potè a suo talento creare
creare. cattaneo, v-2-50: vedendo che l'aqua saliva entro i tubi vuoti
, non sospettarono [i greci] già che fosse per la pressione generale dell'atmosfera
, ma bensì per un 'orrore 'che la natura avesse del 'vuoto '
indignazione. panigarola, 1-142: cosa che sentì con tanto orrore il re che
che sentì con tanto orrore il re che non rispose nulla, ma di rabbia si
bosis, vii-1291: un uomo / che come te per l'orror vada e il
ornai ogn'uom se sdegna; / poi che madonna mia teco non regna, /
angoscia. petrarca, 276-3: poi che la vista angelica serena, / per
6. condizione, caratteristica di ciò che provoca ripugnanza, avversione, paura o
, x-4-98: vicino a lei / par che cessi l'orror delle mie pene.
292: una voce e parole umane che a tratti si udivan mescolate a quella musica
-aspetto selvaggio di un luogo (ma che può avere un suo fascino).
5-588: o solitario arbusto. / che, tra l'orror di questi ferrei scogli
7. in senso concreto: ciò che provoca ripugnanza, raccapriccio e terrore o
provoca ripugnanza, raccapriccio e terrore o che ne è la causa; avvenimento pauroso
più non camina [il cadavere], che anzi è portato: orrore di chi
non si potè condurre ad uccider colei che... era stata il mantice di
di tanti orrori e spargimento di sangue che si ascolta tutto giorno. monti, x-4-119
questo... / l'ultimo orror che dal mio labbro intendi. / come
da romanzo! carducci, iii-24-406: che se... le uccisioni e le
c'è dentro un capello... che orrore! d'annunzio, iv-1-267:
ora era moglie di ginio. - che orrore, - disse clelia.
tristi non ardiscono commettere tutti gli orrori che meditano per paura della reazione. mazzini
lungo catalogo dei delitti e delle carnificine che insozzano la storia della monarchia dalla notte
gni grave colpa tanta vivacità di luce che basti a vedere gli orrori, conoscer
career suo noto disciolse * / noto che l'ale acquose scuote ingombro d'orror l'
, non teme l'iberno orrore, che pare renda più dolci gli amplessi tuoi
, iii-323: col mormorio dell'acque che convitano a ragionare e con l'orrore
e con l'orrore di queste ombre che ci ascoltano, disponti tu a dir
, disponti tu a dir di quello che a te più giova che si ragioni.
dir di quello che a te più giova che si ragioni. caro, 1-269:
via reggio, pericoloso de'malandrini, che ha picciol porto de'lucchesi, pernottai
: quel bagliore... non rivela che macerie, nell'orrore della notte.
funesti. testi, i-204: ci dorrem che i nomi nostri immersi / restin nel
o squallida. -anche: elemento naturale che conferisce asprezza a un territorio (roccia
d'ogni specie orni la terra, / che per sé fora un vasto orror solingo
'l crescer delle piante e 'l sol che porta / or di qua 1 giorno ed
, /.;. / fede fan che l'età passa e non dura. c
passo per pittor, per paesista, / che contempla un bel punto, un bell'
mal tollerando l'aspetto ridente de'colli che circondano firenze, [roberto] era
i-183: riposte selve, solitari orrori / che spesso udiste i lor pregiati accenti.
234: il latte eletto e buono convien che abbia in sé... odore
; opera, in partic. architettonica, che offende il senso estetico, obbrobrio (
di famiglia dei finzi-contini si poteva dire che era un 'orrore 'e sorriderne.
leopardi, iii-359: della letteratura non so che mi vi dire. orrori e poi
: niente di più comune in italia che di proporre un libro come un modello
come un modello e di sentirsi rispondere che gli è un orrore. saba,
. ma per rigettare e vituperare quelli che dichiarava i due grandi errori ed orrori
trattenimento di scherma non intervennero la sera che dieci persone. -situazione estremamente spiacevole.
una spugna, consuma una quantità di vino che è un orrore. pratesi, 5-21
. bonghi, 1-72: mi figuro che non avrà potuto essere [il bartoli
'e * facondo ': due qualità che avrebbero pochissimo che fare coll'orrore di
': due qualità che avrebbero pochissimo che fare coll'orrore di quella sua mente
: doveva avere in orrore tutto quel che turbasse i suoi sonni. -avere,
, 2-74: noi sentiamo in noi stessi che a qualunque forma concepiamo, si muove
.. o quanto è necessario che tu ad uno stato sì misero pigli orrore
ho spesso orrore di questa crudele passione che mi trascina a risuscitare dal mio passato
troia, cominciarò a dire, avegna che l'anima ha orrore ricordarsene. metastasio
[di roma] ingrato, / che, per domarla appieno, / non sente
terra quelle parole di più gentile compatimento che da sé avrebbe orrore di dirsi.
il mangiare è venuto in fastidio, che contuttoché li sieno posti innanzi suavi e
, piuttosto li sono a orrore e schifezza che a diletto. -suscitare rispetto e
tua sia 'n orrore / a quei che nasceran e che son nati.
orrore / a quei che nasceran e che son nati. -essere vorrore della
sì gravemente a piè degli occhi percossono che, tagliato il naso col labbro e'denti
al mento potesse ritenere: per tale che a tutti... grande orrore faceva
le virtù della vecchia generazione, quella che fa più orrore ai giovani è il sacrifìcio
;. / / il domani velato che non fa orrore. -mettere orrore
atterrire. pallavicino, 6-2-29: ciò che mise in grave orrore e scompiglio fu
mise in grave orrore e scompiglio fu che un pesciaiolo napoletano morì a roma con
segneri, i-131: non sai tu che un abisso, veduto ancora dalla finestra di
orroróso, agg. letter. che suscita orrore, che incute terrore;
agg. letter. che suscita orrore, che incute terrore; pauroso, terrificante.
, terrificante. -in partic.: che narra vicende orribili, spaventose.
dalla notte scorsa si ebbe l'avviso che la città venisse minacciata d'invasione.
d'invasione. 2. che è provocato o si accompagna a pensieri
il seno. bontempelli, i-707: so che un orroroso raccapriccio mi ha ossesso per
sentiva di sé una sorta d'orroroso fastidio che dava un rimorso morto. 3
. con valore attenuato e iron.: che ha scarsissimo valore estetico o espressivo;
scontrarsi con una orsa turbata e irata che avesse perduti i suoi orsicelli, che
irata che avesse perduti i suoi orsicelli, che coll'uomo stolto e irato e che
che coll'uomo stolto e irato e che si fida nella sua stoltizia.
: giunone, volendosi vendicare dello strupo che avea commesso con giove, la trasmutò
, andando a cacciare, non credendo che la madre fosse orsa, la volle sagittare
è ancora all'orride montane / orse che schifan lo stridor del verno / tuffate
, con partic. riferimento alle cure che tale animale dedica alla prole e,
e ritornava com'u- n'orsa / che va arrabbiando e 'n luogo non si ficca
ii-246: tu se'più crudele / che non è l'orsa quand'ha gli orsac-
. ariosto, 19-7: come orsa, che l'alpestre cacciatore / ne la pietrosa
6-45: qual ne l'alpestri selve orsa che senta / duro spiedo nel fianco in
, i-848: faceva come l'orsa che riduce poi leccando gli orsatti suoi, molto
p. levi, 3-78: è meglio che la madre abbia a modello la pellicana
madre abbia a modello la pellicana, che si spenna e si denuda per rendere
dei suoi nati, o l'orsa, che li incoraggia ad arrampicarsi in cima agli
cupido sì per avanzar li orsatti, / che su l'avere, e qui me
di 7 stelle, e l'altra, che comprende la stella polare, è detta
carro maggiore, peroché sette stelle principali che in lei sono fanno una figura simile ad
circolo settentrionale sono poste le due orse che si voltano le spalle ed hanno i petti
tasso, 8-2-381: vicina al polo, che s'inalza e scopre * / con
intorno ruota / l'orsa minor, che già fu scorta e segno / de la
, 4-1-368: li risposi esser falso che la nuova stella fusse in linea retta
e con la corona, ma li dissi che era in retta linea con la corona
1-8-58: o felice e reai terra, che senti / non molto di lontan strider
lontan strider le rote / del carro che, volgendo in ciel boote, /
. ora possiamo / scendere fino a che s'accenda l'orsa. -al
da seguire (con riferimento al fatto che sin dall'antichità la stella polare,
sin dall'antichità la stella polare, che indica il nord, costituiva un punto
cenciosa e la più orsa femminac- cia che io vedessi mai. bresciani, 6-vi-7:
questi dì trovai un grande orsacchio / che diguazzava un sorbo agli orsacchini. pulci,
tranquillo il giorno, / non può far che le ninfe per li boschi / scherzando
rabbiosa per gli orsacchi suoi, / che trovaron di maggio aspra pastura.
sgarbata, intrattabile, scontrosa, o che ha aspetto (anche solo accidentalmente)
essere chi riceve grazie da certi orsacchi che non ne fanno mai. c. e
, in una breve strusciata delle ruote, che i freni rapidamente incepparono poi bloccarono,
dietro a'cani il bacchio: / che in tale officio ha poca esperienza / di
fuggi, tu se'più crudele, / che non è l'orsa quand'ha gli
st., 1-117: un orsacchin che già col can combatte. gelli, i-160
quando li portavano col pelo in fuori che pareano orsacchioni aggiran- tisi per le vie
orsacchiotto al piano, / e immaginando che le fusson pere, / vagheggiava però le
. pirandello, 8-855: -vi parrà strano che io ora stia per fare entrare un
chiesa... -e chi vuoi che m'abbia dato tutte queste informazioni se non
informazioni se non dio? ora sappi che dio vuol sottometterli a una prova e ne
amico mio. -pupazzo di pezza che raffigura un piccolo orso e costituisce un
più strano e comico esemplare di cittadino che si potesse vedere, un vero orsacchiotto
tanti orsacchiotti romanici con basette di peluche che hanno passato la settimana a quattro zampe
1-54: della sua donna, una disgraziata che a trentacinque anni ne dimostrava cinquanta,
cinque orsacchiotti, [il bello] diceva che non se ne sarebbero giovate le bestie
tu rassembri un'orsa non meno, che con la lingua ti metti a leccar tanto
sfigurati concetti, li tuoi embrionizzati orsaccini, che sovente in vece di pulirli gli scortichi
. orsàio, sm. colui che addestra o ammaestra gli orsi e li
questi intermedi e queste lor cocchiate / che non s'intendon mi paion or- sate
m. cecchi, 324: -eccolo / che egli esce di casa della vedova;
man m'andavo. menzini, iii-187: che importa che evandro avesse di acero il
. menzini, iii-187: che importa che evandro avesse di acero il suo soglio e
: polifemo con l'orsatto in braccio che va a mattinare galatea. pascoli, i-848
. pascoli, i-848: l'orsa che riduce poi leccando gli orsatti suoi, molto
cupido sì per avanzar li orsatti, / che su l'avere, e qui me
, 2-xi-164: s'era fatta l'idea che il renitente... dovesse essere
padre, orsatto e lupacchiotto o falchetto che fosse, preso in trappola vi si faceva
pascoli, ii-1024: alcuni amano di pensare che, a modo del suo maestro virgilio
sostanza solida, cristallina, incolore, che si ottiene per idrolisi degli acidi lecanorico
varthema, 161: perché sono più negri che d'altro colore, non se cognose
-per simil. balocco di pezza che raffigura un orsacchiotto. arbasino,
miagolio. 2. qualsiasi mammifero che ricordi nell'aspetto l'orso. -orsetto
spiriti dalla crudeltà e dall'impeto con che bramano di avventarsi alla destru- zione delle
nome di felice orsini (1819-1858), che attentò alla vita di napoleone iii il
orsino1 (ursino), agg. che è proprio, che riguarda, che
), agg. che è proprio, che riguarda, che si riferisce all'orso
che è proprio, che riguarda, che si riferisce all'orso. crescenzi volgar
quella orsina. 2. che ricorda gli atteggiamenti e la lentezza dei
foltezza e compattezza orsina dei capelli bruni che le incorniciavano il volto pallido e rotondo
gusto a rasoiare il viso della signora elegante che disprezzò le sue carezze orsine.
preferenza la mia attenzione, e veggo che presso i conoscitori vi faranno molto onore
. orsino2, agg. stor. che è proprio, che si riferisce alla
agg. stor. che è proprio, che si riferisce alla nobile famiglia romana degli
g. artom, 314: quello che qualcuno chiamava già ironicamente il partito degli
specie artica circumpolare (thalarctos maritimus) che misura fino a m 2, 60 di
sangna. / - (e'parrà peggio che leone od orso / cui morderà!
, se ver è quella usanza, / che 'n- grassa per tenere im sé rancura
, inf., 26-34: colui che si vengiò con li orsi / vide 'l
per la campagna / per lo caldo che l'ha mosso, / e po'dentro
, 2-123: dell'orso si dice che quando va alle case delle ave per torre
alla vendetta e volendosi con tutte uelle che lo mordano vendicare, con nessuna si ven-
si ven- ica, in modo che la sua ira si converte in rabbia,
gli animali nel cibarsi, perché alcuni sono che vivono di carne, come il lupo
il leone e simili, alcuni altri che vivono di erbe e gramigne, come sono
/ e così guadagnava onestamente / quello che poi spendeva nel peccato. pananti,
selvatiche, i famosi orsi grigi (che però non si videro) e tante
il principe avaro e vizioso] l'orso che muore di fame: non ha pietà
fame: non ha pietà di cosa che venga. s. bernardino da siena
, 4-27: a ulivieri, furioso più che orso, / addosso presto la bestia
lan, de i boschi abitatore, / che par silvaggio poco men de gli orsi
intorno a orlando / lo stolido orso che sveller si crede / l'arbor onde
al miele, e non ci accorgiamo che è fatica e servitù sanza profitto. g
, iv-n-151: i tanti castelli restaurati che io vidi colà [in germania]
ottocentesco non poco mi raffreddarono, oltre che dappertutto mi trovavo dinanzi l'orgoglio del
l'ambizione di emularla, quasi orso che balla, nel 'grosstàftisches leben '
ii-3-348: povera grande italia del tempo che fu,... l'italia unita
debole e piatto romanziere visconti venosta, che ringraziando e tenendosene riceve gli schiaffi dall'
-in una rappresentazione teatrale, comparsa che impersona tale animale. marcello, 25
orsi è la famiglia dell''orso lavatore 'che mi incanta: piccoli, davvero allegri
, 6-135: non veddi colà cosa alcuna che mi paresse strana, eccetto un orso
dico vostro marito. botta, 7-150: che chimere son queste di volere che gli
: che chimere son queste di volere che gli uomini di genio...
carducci, ii-9-308: quanto alla bellezza che tu (dici) m'hai fatto
passiamo oltre: se ora a te piace che io sia bello, del resto io
, lo descriveva come un piccolo orso che non sapeva fare complimenti e che mancava
piccolo orso che non sapeva fare complimenti e che mancava di diplomazia. cicognani, 9-130
solo solo, in mani che di camicia, con questa donna. potrei
fatto / un posatore ed un orso / che non sa fare un discorso /
misantropo, ma non c'è nulla che mi ammansisca più di una conversazione con
e la mariannina ti salutano e sperano che non farai il prezioso come il tuo
farai il prezioso come il tuo babbo che, per dir la verità, è un
fracchia, 807: chi è quella vecchiettina che balla con quel magnifico orso?
orso. giusto de'conti, i-87: che giova, alma trista, ognior dolersi
cura nostre doglie né parole / costei che in vista umana ha cuor d'un orso
romoli, 9: tutte quelle cose che saran men tocche e più intiere la
si dé di fortuna dolere / colui che per diletto caccia l'orso, / s'
in bocca all'orso: per indicare che qualcosa è insufficiente alle esigenze. note
. goldoni, vii-530: ecco quei che devono assistere ai palchetti, per dare
questo giorno, ragionane con quanti riscontri che oggi entrano in roma
verga, i-50: lina era tale ragazza che si sarebbe fatta voler bene da un
rigorosa. foscolo, xxi-296: fa'che quell'orso di niccolini esca dalla sua
anche tu dovessi fare come il savoiardo che fa ballare l'orso, guidalo.
alle pere: proporre a qualcuno cosa che gli è particolarmente gradita. crusca [
pere, ecco l'orso', per indicare che bisogna difendere ciò che si ha quando
, per indicare che bisogna difendere ciò che si ha quando giunge qualcun altro che
che si ha quando giunge qualcun altro che vi sia interessato. crusca, i
per avvertimento dell'aver cura alla cosa che tu hai in mano, quando vien da
, quando vien da canto alcun altro che ne sia ghiotto, per tòrtela.
: intraprendere un lavoro o un'azione che presenta rischi e difficoltà e dalla quale
firenzuola, 23: mi par, secondo che si dice, che egli abbi tolto
mi par, secondo che si dice, che egli abbi tolto a menar l'orso
il giovane, 10-941: tòr moglie che si scopra non t'amare / è un
. redi, 16-vi-103: vorrei, che ella fosse qui vicina, perché le
perché le farei assaggiare un certo vin rosso che presentemente io bevo, che pela l'
vin rosso che presentemente io bevo, che pela l'orso. -essere pieno
del re saranno accompagnate da due lettere latine che pelano l'orso. -pigliare
1-62: amico stimo solamente voi, tutto che siate così bestiale e rigoroso nel pigliar
i-dial.: -dilla in un colpo: che truovi di sconcio in me? -io
-vendere la pelle dell'orso prima che sia stato preso: voler disporre di
stato preso: voler disporre di qualcosa che non è ancora in nostro possesso;
pigliarlo è fare assegnamento sopra una cosa che ancora non s'è conseguita, ed
. di vendere la pelle dell'orso prima che l'orso sia stato preso, o
pere coll'orso n'ha sempre men che parte: il proverbio significa che chi
men che parte: il proverbio significa che chi ha da partire alcuna cosa co'più
pere mangia l'orso: per intendere che non sono perdute tutte le speranze.
, per indicare il recupero di qualcosa che si credeva ormai perduto. monosini,
-l'orso sogna pere: per indicare che ciascuno immagina e spera di avere ciò
ciascuno immagina e spera di avere ciò che desidera. monosini, 317: 'l'
orso sogna pere: / e ciò che ardentemente si desia / talor sognando è
0 chi gl'insegna', per indicare che la situazione potrà mutare col tempo.
, 11-167: imbriaconi, ingordi; / che a crapular correte come orsacci. boldoni
or- sacci in parte ascosa / vede che spira i primi rai di vita.
]. capuana, 4-68: « che avete, orsàccio? » -disse la magàra
scontrarsi con una orsa turbata e irata che avesse perduti i suoi orsicelli, che
che avesse perduti i suoi orsicelli, che coll'uomo stolto e irato.
'o 'rompere l'orso ', che si dice quel pietrone che adoprano gli
', che si dice quel pietrone che adoprano gli stufaiuoli per ripulire il piano
genere crioceris di fabri- cio, e che ha per tipo la crioceris chlorotica fabr.
poco tempo fa, v'era l'orsoio che si faceva ad aspo grande, detto
seta or- soiata nulla più si ritrae che una rendita o un valsente di cento
sm. ant. tess. la seta che serve a ordire i drappi, composta
i drappi, composta di più fili che si torcono insieme; organzino.
: quelle [sete]... che altra volta non saranno state pesate e
altra volta non saranno state pesate e che così lavorate verranno di fuori del dominio
l'esenzioni concedute già alle più fine, che qui si dicono orsoio. baretti,
. carena, 1-318: 'orsoio ', che fuor di toscana chiamano 'organzino '
poco tempo fa, v'era l'orsoio che si faceva ad aspo grande, detto
redi, 16-iii-98: se avviene che il capo di un di quei fili
; al gettar poi della trama, che sono le fibre, le quali feltrate formano
le quali feltrate formano i muscoli più che più [ecc.].
. pratesi, 5-383: l'orsoio che univa in un disegno ordinato (poema
un disegno ordinato (poema o dramma che fosse) quelle immagini e quelle parti
delle fanciulle. sulle prime non fu che una congregazione di donzelle e di vedove
dalle orsoline. 2. agg. che vive o studia in un educandato di
, / provate se gli è ver quel che abbiam detto. poliziano, 1-671:
, 20-32: io non son di quelle che vi credete, fatevi in costà,
in coorte / sorgete da l'angoscia che vi prostra! pirandello, 8-247: orsù
ortàggio, sm. qualsiasi tipo di pianta che si coltiva negli orti per alimentazione o
altri ortaggi, meglio sempre a solatio che al fitto meriggio. legge generale del
l'abbondanza, 1-10: vogliono che... possino estrarre, e
per i tramezzi di certi viottolini, che si fanno per andare agli ortaggi, certe
spasimo di questo ed in tanta rabbia che divorò co'denti una zappa. lancellotti,
, 1-94: lunghe file di donne che scendono verso ceprano, recando il testa
, 7-122: dove volete, signore, che io vada a questa ora senza barca
luoghi impenetrabili, non essendo qui attorno che ortaglie e seminati? pacichelli, 2-331
i quali popolano le sue picciole strade che ascendono alla grande nel suo centro,
quali con alcune ruote, simili a quelle che si usano nelle ortaglie di napoli per
lunghissima lin gua di terra che non si allarga mai oltre alcune centinaia
ortaglie. leoni, 282: quelli che muoiono nell'ospitale a s. giovanni
pesce, tetradone lena de'moderni, che preso getta un grido simile a quello del
.. gli uomini non la conoscono che come un pesce del diametro di sei piedi
'orthaguriscus mola 'è il nome latino che dànno i naturalisti al pesce-luna..
dànno i naturalisti al pesce-luna... che l'ortagorisco degli antichi sia veramente il
antichi sia veramente il nostro pesce-luna e che egli grugnisca a mo'di porco,
..., e non presono avviso che i detti ortali erano tutti affossati e
erano tutti affossati e senza vie spedite che met- tessono nelle strade maestre. testi
tutto el terreno et ortale e vignia che è con esse case. antonio degli
(o se volete da ortali, che sarà più vicino al proprio vocabolo municipale,
sm. ant. varietà di vite che non necessita di sostegni. -anche nell'espressione
14-3: né quella [vite] che si chiama ortampelo ha bisogno di albero
). ortano, agg. che è nato, che vive, che risiede
ortano, agg. che è nato, che vive, che risiede nella cittadina umbra
. che è nato, che vive, che risiede nella cittadina umbra di orte.
la filosofia, continuando, orta boezio che non si debba fidare in le buone
, beccari, ortaroli e fruttaroli, che, per l'avidità che hanno di servir
fruttaroli, che, per l'avidità che hanno di servir le corti di nobili,
della retorica classica). -anche: che ha valore ammonitorio (un provvedimento dell'
lettera ortatoria al vescovo o suo vicario, che non proceda alla fulminazione della minaccia scomunica
: pure, quel giudizio sul carattere che sarebbe proprio della letteratura italiana della finitura
xix). ortènse, agg. che è proprio, che si riferisce,
ortènse, agg. che è proprio, che si riferisce, che riguarda l'orto
è proprio, che si riferisce, che riguarda l'orto; che cresce nell'orto
riferisce, che riguarda l'orto; che cresce nell'orto, che vi è
l'orto; che cresce nell'orto, che vi è coltivato (e si contrappone
]: adopera la menta ortense, che fa molto buono. equicola, 475:
. equicola, 475: felice età che camilli produsse, fabrizi e cincinnati, che
che camilli produsse, fabrizi e cincinnati, che de'cibi ortensi era contenta. c
ventoso e difficile a digerire molto più che i faggiuoli volgari. serpetro,
. serpetro, 242: quella che l'accosta chiamò 'mimosa ortense', accostandovi
altre pianticelle ortensi germogliano due volte meglio che in italia. 1. neri, 3-40
ortensi. -che si riferisce, che riguarda le piante coltivate negli orti o
ortense guerra. 2. che vive nell'orto, che si ciba dei
2. che vive nell'orto, che si ciba dei prodotti dell'orto (
moscherini, ortensi e non ortensi, che le uova loro depongono dentro la costa
metastasio, 1-iv-807: né le sarà sfuggito che luciano in uno de'suoi dialoghi meretrici
in uno de'suoi dialoghi meretrici vuole che alla venere popolare si sacrifichi una capretta
azzurro, bianco (però a seconda che si trattino le piante con solfato di
, 1-61: 'ortensia ': pianta che si coltiva a cespugli per far macchie
cespugli per far macchie nei giardini e che fa fiori piccoli ma riuniti in forma
godo degli amanti le scenette, / che fanno dalle ortensie capolino. tommaseo,
mi volgo, e vedo il marinaio che m'ha seguito portando il tre fasci di
). garzoni, 7-203: che giova la legge di natura? che
: che giova la legge di natura? che l'antica scritta? che la nova
natura? che l'antica scritta? che la nova? che la civile, le
l'antica scritta? che la nova? che la civile, le papiriane, quelle
niun campo fu mai sì ben coltivato che in esso o ortica o triboli o alcun
. landino [plinio], 489: che cosa può essere più in odio che
che cosa può essere più in odio che l'ortica? e nondimeno oltra all'
nondimeno oltra all'oglio il quale dimostrammo che si fa in egitto di quella,
ci porge... anco l'ortica che non pugne et è tenera et efficace
, 23-135: quel ch'un uccellator, che s'apparecchi / il campo mondo,
con questo brodo, sei farai prima che incominci ad sudare, sarai sanato.
parte estima dell'ortica, et osservandosi che dette spine sono una fistola tramezzata con
si contiene un sugo molto attivo, che, aperta ch'è la cute di
la tocca, s'insinua in quella guisa che l'api e simili insetti, forando
pungere le gambe dalle ortiche verdi, che trapassavano la calza sottile. soffici, v-2-677
, v-2-677: muriccioli a secco più che a metà nascosti da un gran groviglio
nascosti da un gran groviglio d'ortiche che qui crescono alte come arboscelli. gozzano
m-tit.: frate stefano, dicendo che con l'ortica farà levare la figliuola
farà levare la figliuola della comare, che più non dorma, ha a fare di
la fanciulla gridando, e la madre dice che faccia forte, si ch'ella di
, si ch'ella di levi, credendo che faccia con l'ortica; poi in
a mezzanotte in orazione e quel poco che dormiva, era sopra un fascio di
. guerrazzi, 2-247: la fama narra che seneca fosse flagellato con le ortiche dalle
pisa, lxiii-197: al passo ditt'ho che m'addusse forte, / di sua
per macone! e vanne via, / che me pare alle spalle aver l'ortica
. bellini, i-iio: i'dirò cose che né anche i cani / e sì
anche i cani / e sì auzze che né men l'ortica. casti, i-2-346
: della verginità fosti nemica, / che avesti di privarten sì gran fretta /
ha nelle mani un frate, / che fa 'l dì quattro o cinque magne biche
astarotte, con sì dolce ortica / che, se pur luciana prese errore / nel
errore / nel padiglione, io vo'che tu mel dica. g. visconti,
sì mi punse ivi l'ortica / che di tutte altre cose qual mi torse /
lo ri- mordimento de la coscienzia, che cuoce, come fa l'ortica quando
ma l'ortiche, non l'angelo che la glorifica, ma i maligni che
angelo che la glorifica, ma i maligni che la bestemmiano. fagiuoli, 1-5-122:
: il 'perché 'era un'ortica che lasciava ai satrapi della sofisticheria.
/ non sia l'amara ortica / che mi germogli al piè. 6.
al piè. 6. oggetto ignobile che suscita desideri e brame. oliva
7. zool. classe di zoofiti che, toccati, provocano un prurito simile
fronda carnosa. è ad quelle natura che se notricheno de carne. la forcza
passero, 5-4: il salmon, che dell'istro ingombra l'acque, / onde
: tali dentro tacque son l'ostri- che, le ortiche, le spugne marine,
sapere, per via di conoscenti, che lao... aveva buttato le
baldini, 12-153: un altro giorno che cavalca avendo in groppa al suo cavallo la
bella perfida origille pare, sì, che orlando stia per buttare alle ortiche la
premesse del congresso era... che la guerra d'indipendenza del vietnam e
macinare da un rudimentale meccanismo ideologico che sarebbe ora di gettare alle ortiche.
-coronare di ortica: a indicare che qualcuno è pazzo. pescatore,
. pescatore, 52: a fé che merti coronato / esser d'ortica,
coronato / esser d'ortica, pazzo che tu sei. -discernere la rosa dall'
-essere conosciuto come l'ortica o più che l'ortica al buio: per indicare
l'ortica al buio: per indicare che una persona è perfino troppo nota (
, / ch'egli è ornai più conosciuto che / l'ortica al buio. f
: e ciechi appunto sono que'tutti che 'l trattano, conciosiaché altro che pustole
tutti che 'l trattano, conciosiaché altro che pustole e scorticature non ne riportano.
n. secchi, 47: a che proposito tentar vespe, maneggiar le urtiche
le urtiche, stucciar le orecchie alla disgrazia che dorme? pananti, i-24: il
servire il teatro è una fatica / che d'un atlante ci vorrebbe l'omero:
l'ortica. -rivoltare in ortiche quel che si è mangiato: far diventare sgradevole
. perché te ne approfitti così, che c'entro io? mi rivolti in
mi rivolti in ortiche quei due bocconi che ho appena finito di mangiare.
-quell'ortica punge: a indicare che ci si mette in una situazione complicata
incende. -se n'avvedrebbe cimabue che conosce l'ortica al tasto: per
? -oh se n'avvedrebbe cimabue, che conosceva l'ortica a tasto. -ti
il culo all'ortica: per indicare che solo attraverso esperienze dolorose si arriva alla
tarchiato, il quale altro non sa che sarchiare le orticacee e le malve.
ortica). orticàceo, agg. che è proprio, che si riferisce,
orticàceo, agg. che è proprio, che si riferisce, che riguarda le ortiche
è proprio, che si riferisce, che riguarda le ortiche. orticàia1, sf
unicellulare e termina con un piccolo bottoncino che al minimo urto si stacca e permette
. 2. per estens. che provoca infiammazione quando venga a contatto della
dei cnidari, dotate di un apparato che le rende capaci di iniettare un liquido
di pustole: una specie di orticaria che mi dà gran fastidio. lucini,
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce all'
-ci). che è proprio, che si riferisce all'orticaria. orticato (
(urticato), agg. medie. che si riferisce all'orticaria. -febbre orticata
, aggiunto di febbre; lo stesso che orticaria. 2. figur.
la risata, -vèrgoli orticato, vi dico che non ci può esser niente di pericoloso
ci può esser niente di pericoloso, prima che il foli caldi ne abbia
da sostanze urticanti (o la causa che la determina). 2.
sermoni / della sua madre vennon, che si stava / 'n un orticello a
, 175-8: là avea uno orticello che non era appena uno staioro, e in
iv-250: quando piove, è sciocchezza che io voglia attendere a cavar acqua dal
coltivano erbe e legumi in tanta copia che bastano al convento per tutto l'anno.
. borghini, 2-82: io, or che la padrona ha trovato buon ortolano per
, perché io posso cantare quella canzone che dice: sentomi la formicola in su la
, perché ostesse rigide o gelose temettero che il marito od il drudo si invogliasse
aretino, 20-26: né potè mai ottenere che il nerone, il caino,
- ornare mia, vuo'tu che io la [la figlia] vadia a
: - orticheggiala, orticheggiala, sì che si lievi. a. boito,
mai d'avere assalito chicchessia con altro che non berte e baie, e so d'
, iii-87: l'inclito orientalista, che rispose assai agremente al sig. letronne
ortiche. caro, 12-i-87: « e che giardino ha egli in questa terra?
papini, vi-465: tornate a essere ciò che dio volle e vuole che siate:
essere ciò che dio volle e vuole che siate: i liberatori dagli orticheti e sasseti
targioni tozzetti, 12-5-15: quelli orticini che sono dentro a quelle case..
dentro a quelle case... che rispondono sopra arno. ojetti, i-661
in orticini o buche di mura, che dentro o sotto trovino il terreno.
. vaso quadrilatero bislungo di terracotta, che, ripieno di terriccio, viene usato per
soderini, ii-34: vasi di grandezza più che ordinaria o orticini grandi di terra cotta
ripieni di terriccio buono e piantati di che si vuole. targioni tozzetti, 12-1-343:
. geom. triangolo ortico: quello che ha per vertici i piedi delle altezze di
. i. ortìcolo, agg. che è proprio, che riguarda la coltivazione
ortìcolo, agg. che è proprio, che riguarda la coltivazione degli orti, gli
, l'olivo. 2. che è proprio, che si riferisce alla passione
2. che è proprio, che si riferisce alla passione o all'attività
sia fra gli esperimenti, così detti, che fanno gli orticultori, e quelli che
che fanno gli orticultori, e quelli che occorre facciano quei loro fratelli che si
quelli che occorre facciano quei loro fratelli che si chiamano agricoltori. tommaseo [s.
), sf. branca dell'agricoltura che riguarda la coltivazione degli ortaggi.
un particolare insegnamento, come l'orticultura che abilita le famiglie povere a vivere sul
si trovò di. caduta in detto spazio che sono: io m1 p1 2
. veter. ant. pezzo di cuoio che veniva inserito sotto la pelle dei
la suppurazione e la ri- vulsione che si credevano necessarie alla guari
in la spalla dentro, acciò che tutta la spalla empi di vento;
mani in su la spalla, acciò che il nato si estenda per tutta
corde, ma alcuna altra ne avevano che era a questi e a quelli comune
. terpandro ritrovò la canzone ortia, che si chiamava trochea. -verso ortio (
alla coltivazione di ortaggi. -anche: che cresce nell'orto. testamento
: finché ci sia la gran differenza che passa fra i terreni ortivi e i
. ortivo2, agg. astron. che si riferisce al sorgere di un astro
riferisce al sorgere di un astro, che si trova a oriente; orientale.
galluppi, 4-iii-192: supponiamo... che il punto nel cielo, in cui
di altri osservatori. 2. che sorge, che si alza sull'orizzonte;
. 2. che sorge, che si alza sull'orizzonte; levante (
, ii-n-134: vorrei avere del foscolo, che ammiro e a cui vestigi da
alla casa dove vive la famiglia che lo coltiva per proprio uso e ne è
per potere avere dell'erbe per i frati che giu- gnessono stanchi. muovi testi fiorentini
lende marzo... uno campaio, che guardi le biade del comune e le
sottoposto al luogo del letame, sì che spontaneamente vi scorra il suo sugo.
soggiunse: « entrate lì, e vedrete che c'è due panche ». leopardi
d'un magnifico filare di salici piangenti che si specchiavano in una bella acquetta,
ii-5- 250: vedrai torto mio, che ha già prodotto uva da saziare mia
e da farne 90 litri di vino, che è già nella botte. d'annunzio
, una è la salvatica, quella che è chiamata cicoria, e l'altra domestica
cicoria, e l'altra domestica, che è quella de gli orti. soderini,
i-12: questo è... quel che le mille volte è successo, portando
rare, indigene ed esotiche, e che è destinato agli esperimenti delle scuole di
. monti, xii-6-307: dirò cosa che mi fa altero sopra quanti vocaboli d'
, 1-56: vidi torto de'semplici, che ha scolpito sovra la porta * argus
notificare a qualunque persona... che dentro il termine di giorni tre..
delle quali si sono vedute prima lì che altrove. biffi, xviii-3-397: la piazza
e la piazza tutta da tante reggie che, unendo al sontuoso, al grande dell'
del micheli] copiosissimo orto secco, trovai che una specie di lichene era rinvolta in
fuoco ardente e dopo lui una fiamma che divora: quasi orto di diletto era
sì bell'orto non si vide mai / che quel dove le donne sono andate,
sun transmutata in una tortora, / che volo cun amor per le bele ortura.
nel marmo, e lauree case / che splendono di portici, e le fresche /
e gli orti ed i cespugli ameni / che stan del tebro su l'ombrose sponde
de'simulacri di fontane e di piante che con grata ombra invitavano a sedervi in
., 130: pietosa insania, che fa cari gli orti / de'surmrbani
, gentil, savio ed accorto, / che t'ama, e fresco più che
che t'ama, e fresco più che giglio d'orto. boiardo, 1-1-21:
a quella madre stette un'ora / che '1 figlio sudò poi sangue ne l'orto
... un quadretto d'un cristo che ora nell'orto, e lontani alquanto
, e lontani alquanto i tre apostoli che dormono. verga, 8-27: il
, né valse a lei, / che morse il pomo e si coprì del fico
, i-206: vo'dirla io, che mi trovai l'altra sera all'orto de'
gli antichi greci, sorgeva un albero che portava mele d'oro (e la
chioma. tansillo, 1-143: vegna alcun che m'apra / l'uscio degli orti
, 29-129: tra'mene stricca / che seppe far le temperate spese * / e
far le temperate spese * / e niccolò che la costuma ricca / del garofano prima
a seminar quel seme venne * / che poi fé sì buon frutto nel mio
un bon coltivator lavorar tutto, / che parte, non per sé tien tutto el
sé tien tutto el frutto, / sì che giove ne gusta assai conforto. buzzi
1-10: esso benigno sposo non chiede altro che 'l cuore, dicendo: « figliuolo
sorgono su da'vasti orti recinti / che mai una divina a lo straniero /
l'autunno pone / monili più gravi che quelli di serse / poi che su le
gravi che quelli di serse / poi che su le gemme celate / il bel
alto pino risonava tutta di quel cigolìo che certo in quel momento giungeva anche agli
concluso. -figur. argomento, problema che non è opportuno affrontare, intoccabile,
il popolo vai molto più di coloro che lo calunniano! parlategli di patria, di
patria per lui trova confine nella siepe che impruna il suo orto, o al più
orto, o al più nella croce che segna i limiti del suo villaggio? papini
del secolo non c'è altro riparo che nella via dell'orto. pratolini, 10-434
10-434: è dall'orto di casa che ci si incammina per il mondo; se
ch'eo coglesse quela prima rosa, / che fra gy amanti regna et è sdegnosa
, 1-131: lettere, orto occulto che coltiva / per sé ogni donna:
da le frutta del mal orto, / che qui riprendo dattero per figo.
tutto carnale, amore della carne più che dell'anima, nascerebbe, invece d'un
, xlix-147: oh cotal donna pera / che sua biltà di schiera / da naturai
xjlloa [guevara], iii-2: poi che '1 vostro orto è consumato dalla
fareste in far la correzzione de'vostri peccati che in farvi capo di tumultuatori.
parlo / sì come de l'agricola che cristo / elesse a l'orto suo per
l'orto catolico si riga, / sì che i suoi arbu- scelli stan più vivi
siena, i-40: mandastemi a dire che avevate trovato l'orto senza piante.
.. io spero nella bontà di dio che l'ortolano dello spirito santo fornirà l'
. f. frugoni, 2-455: ordiniamo che sieno ben zappati e sarchiati gli orti
delle muse. montale, 12-13: che l'orto delle muse possa essere devastato da
devastato da grandi tempeste è, più che probabile, certo. -istituzione destinata alla
l'alta speranza * / amor, che me donasti * / quando me prometesti
vermiglia / di lui [priapo] che meco eternamente porto. aretino, 20-35:
cavava il cuor del corpo, non che lo sdegno dello animo. parabosco,
, 69: tina, con quella grazia che tu suoli / ieri, nell'annaffiarmi
propria ristretta attività senza occuparsi di ciò che non ci riguarda direttamente.
: attilia... lodava il paese che l'ospitava con una frase che non
paese che l'ospitava con una frase che non variava mai e ch'era certo
essere la via dell'orto: per indicare che la distanza che corre da un
: per indicare che la distanza che corre da un dato luogo a un altro
luogo a un altro è tutt'altro che breve. lippi, 5-11: perché
orto alla casa non è più lungo viaggio che cavare un piede fuori della porta,
né da empoli a roma, a quel che ho scorto, / non mi par
ho scorto, / non mi par che ci sia la via dell'orto.
presa per la via dell'orto? che ti par la via dell'orto? '
-zappare l'orto: compiere un azione che si ritiene dannosa o faticosa e che
che si ritiene dannosa o faticosa e che si rivelerà invece proficua.
sta a muso torto. -il fiore che non si vuole nasce nell'orto: per
vuole nasce nell'orto: per indicare che spesso avviene ciò che meno uno si
: per indicare che spesso avviene ciò che meno uno si aspetta o desidera.
né manco beffe, perché il fiore che non si vuole, nasce nell'orto.
invitato a cena alcuni amici, parve che avesse ammazzato l'orto, perché non diede
. machiavelli, 1-ii-298: gli parrebbe che tutto il muro... si
ne facesse un'altro nuovo... che si discostasse dal vecchio...
ortacci, non si farebbe altro danno che avere a guastare un monastero delle monache
orto3, sm. letter. punto cardinale che corrisponde alla parte dell'orizzonte dalla quale
e la terra ond'io fui, / che fé del sangue suo già caldo il
un giorno lena? / non è che mai calasse a australe orto, / sì
calasse a australe orto, / sì che in nulla altra * spes 'ili'alma
sole] verrà sull'orto / a nunziar che sorgi. leonardi, 360: repente
occaso. 2. territorio o regione che si trova a oriente rispetto ad altri
regioni (anche con riferimento alla popolazione che vi abita e in espressioni quali dall'
/ / mi. che dall'orto all'occaso / lauro non è
dall'orto all'occaso / lauro non è che più si pregi et ami. varchi
; alba (e le circostanze meteorologiche che l'accompagnano). bufi, 2-85
: era [la luna] tanto scema che 'l suo orto era quasi al terso
qual prò per la cittade, / che il cittadin sia sperto degli ec- clissi
? cebà, i-40: gl'indizi che dànno gli orti, per esempio, o
altro, / con tal dimora pur che, quando increspa / il primo già
: il settentrion del primo cielo, / che né occaso mai seppe né orto /
seppe né orto / né d'altra nebbia che di colpa velo. tasso, 13-ii-282
gruppi ossidrilici rispetto all'atomo del metalloide che lo caratterizza, e che risulta dall'
del metalloide che lo caratterizza, e che risulta dall'addizione di una molecola d'
moderata, caratteristica del periodo adolescenziale, che si presenta per lo più nel corso di
. ortoàxone, agg. embriol. che presenta tasse dell'uovo coincidente con quello
della sola specie detta orthocarpus lutens, che a prima vista si crederebbe un melampiro
ortocèfalo, agg. antrop. che è caratterizzato da ortocefalia, che presenta
. che è caratterizzato da ortocefalia, che presenta conformazione normale (un cranio)
. m. -ci). geom. che si riferisce all'ortocentro (v.
di molluschi caratterizzati da conchiglia settata, che presenta una struttura conica eretta o debolmente
tutte le conchiglie tramezzate dritte, o che, dopo una curvatura più o meno
territorio canadese e dell'estonia, e che ebbero diffusione mondiale nel silurico, estinguendosi
ortoclasite, sf. miner. roccia eruttiva che presenta ortoclasio fra i suoi componenti.
, sm. medie. apparecchiatura radiologica che, potendo essere ribaltata orizzontalmente o verticalmente
, sf. plur. miner. minerali che costituiscono una delle suddivisioni delle cloriti,
]: 'ortocolon ': lo stesso che anchilosi, con questo divario, che
che anchilosi, con questo divario, che il membro, la cui articolazione non
, sf. medie. forma di anchilosi che determina la completa rigidità, in senso
xtoxov 'membro ', col suff. che indica uno stato patologico; è registr
sm. plur. zool. classificazione che raggruppa i primi due ordini di molluschi
ortocorèa, sf. medie. movimenti coreici che si verificano qualora si assuma e si
il colore della sostanza colorante, senza che questa muti o alteri la propria tinta
. m. -ci). istol. che è proprio, che si riferisce all'
. istol. che è proprio, che si riferisce all'ortocromasia; che è
proprio, che si riferisce all'ortocromasia; che è caratterizzato da ortocromasia (una sostanza
). 2. fotogr. che è dotato di ortocromatismo. - emulsione
pellicole fotografiche, ricoperte con emulsioni speciali che giovano a renderle sensibili ai vari colori
ai vari colori dello spettro, ciò che non si ottiene con l'emulsione fotografica
si ottiene con l'emulsione fotografica ordinaria che ricopre le comuni lastre o pellicole fotografiche
colore '. ortocromòfilo, agg. che si colora normalmente con tinte neutre.
. ortodònto, agg. medie. che presenta una dentatura normale per sviluppo e
': parte dell'arte del dentista che tratta delle difformità congenite o accidentali dei
sf. medie. branca della stomatologia che ha per oggetto le mal- formazioni dei
fede, conformità alle dottrine e ai dogmi che reggono una determinata religione (in partic
. piovene, 7-432: non è vero che i giansenisti fossero calvinisti, come dimostrano
si manifesta anche in un'altra parte che più offende e ribella il nostro animo
subcosciente, della magìa e della psicoanalisi, che aveva il torto di non essere,
[la rolozov] con la prontezza che è propria dei russi a parlar discretamente
orientale; l'insieme delle chiese nazionali che vi sono comprese. mamiani,
. mamiani, 4-160: non sembra che alla ortodossia orientale, come usano domandarla
cristianità. -solennità della chiesa greca che si celebra la prima domenica di quaresima
ottobre in memoria del 20 concilio niceno che condannò gli iconoclasti. tramater [
. v.]: 'ortodossia': festa che da'greci celebravasi il dodici di ottobre
in memoria. del secondo concilio niceno che condannò gl'iconoclasri. = voce
sia pure 'autonomia di cultura 'che certo dovette esistere, come apgunto dimostra
croce, iii-9-305: troppo ignaro di ciò che il marxismo ha prodotto fuori di germania
ha prodotto fuori di germania, e che vale qualcosa di più deltortodossismo dei kautsky
(ant. ortodòxo), agg. che accetta, segue, professa i principi
dore. caro, 14-36: certi che sono appresso di noi troppo ortodossi.
16-iv-464: si provedde d'opportuni rimedi che [gli eretici] non possano infettar la
tra gli ortodoxi e sacri dottori, vuole che il frutto de la predicazione de'settanta
, 1-i-306: suppor non posso / che un cristiano, un ortodosso * /
e tipotesi cadrebbe. e mi sembra che questa sia una proposizione perfettamente ortodossa,
3. per estens. che in politica, arte, letteratura,
incognita. -che è conforme, che risponde alle concezioni, ai principi di
verrà pure un giorno, dico, che francesca da rimini sarà recitata. se sarò
, 3-206: pochi furono i passanti che si rifiutarono d'accettare quell'opuscolo dal
* / ma è verità ortodossa / che non soltanto il mare * / anche la
quella espressione 'spoglie mortali ', che trattandosi di una cagna, non mi
adeguato. nencioni, 2-250: ciò che subito ci apparisce, quel che ci
: ciò che subito ci apparisce, quel che ci salta agli occhi fino dalle prime
più ortodosse, e però adopro queste che meglio rivelano il mio pensiero) di
otto mesi addietro. 5. che è proprio, che si riferisce, che
5. che è proprio, che si riferisce, che riguarda le confessioni
che è proprio, che si riferisce, che riguarda le confessioni scismatiche dell'oriente
avvenuto nel 1054, le quali professano che gesù cristo ha istituito una chiesa visibile
soggette all'autorità di cristo, negando che il primato del pontefice romano sia di
a quella di costantinopoli, per quel che riguarda le chiese orientali; riconoscono l'
, mentre nei successivi non fu presente che la sola chiesa occidentale; rigettano la
supremazia del papa, il principio dogmatico che stabilisce che lo spirito procede tanto dal
papa, il principio dogmatico che stabilisce che lo spirito procede tanto dal padre quanto
solo per i monaci e 1 vescovi che sono scelti fra il clero non sposato
di chiese cristiane d'o- riente, che hanno in linea generale un'unica dottrina
iii-142: la religione dei russi è quella che i preti romani dicono greca scismatica e
i preti romani dicono greca scismatica e che i preti greci chiamano cattolica ortodossa.
genti accorrevano vociferando. 6. che segue, professa o si accosta alla dottrina
, ii-208: ho preso piacere d'intendere che quelli miei signori si sieno risi che
che quelli miei signori si sieno risi che quel buon cardinale savio di terra ferma
sf. opera o insieme di opere che trattano dei dogmi della chiesa cattolica.
ortodromia (ortodromia), sf. linea che segna il minor percorso fra due punti
massimo, minore di una semicirconferenza, che unisce i due punti dati, ed
carena, 2-340: 'ortodromia': linea retta che descrive una nave veleggiante con un medesimo
sopra un circolo massimo della sfera, che è il cammino più breve fra due punti
. m. -ci). marin. che si riferisce, che è relativo all'
. marin. che si riferisce, che è relativo all'ortodromia. - carta
'e 'ortodromica ': quella che sia diretta ai punti cardinali, o vero
-che si svolge lungo un'ortodromia, che percorre un'ortodromia. -navigazione ortodromica'.
dell'elio, nella quale i due elettroni che orbitano intorno al nucleo hanno spin paralleli
. ortoeliòtropo, agg. bot. che presenta fenomeni di ortoeliotropismo; ortofototropo.
con la scrittura, indipendentemente dalle alterazioni che possono essere causate da difetti di fonazione
dai particolari effetti ottenuti da una dizione che persegue peculiari fini estetici. -anche:
...; eufonia non concerne che l'armonia de'vocaboli parlati o scritti.
pare inutile. carducci, iii-5-192: che importa ch'ei muti tecnologia e sistema
d'ortografìa e d'ortoepia a ogni legger che fa alcun libro nuovo di coteste materie
fa alcun libro nuovo di coteste materie che prima non avesse letto? borsi,
hanno bisogno d'ortografìa, ti pare che l'amore abbia bisogno d'ortoepia?
. m. -ci). ling. che ri guarda, che si
. che ri guarda, che si riferisce all'ortoepia. -in partic.
partic. dizionario ortoepico: quello che indica l'esatta pronuncia delle parole
costituito da un cromoprotide contenente rame, che svolgono funzione di catalizzatori nel processo di
simmetria ortorombica, caratteristico dei sedimenti ferrosi che hanno subito processi di metamorfismo regionale.
sf. agric. ramo dell'agricoltura che si occupa della coltivazione sistematica e
. m. -ci). ling. che si riferisce, che è relativo all'
. ling. che si riferisce, che è relativo all'ortofonia. tommaseo [
ortofoniche. 2. elettr. che è caratterizzato da un'assoluta fedeltà nella
assoluta fedeltà nella riproduzione dei suoni; che non produce la minima distorsione o alterazione
. m. -ci). medie. che è proprio, che si riferisce all'
. medie. che è proprio, che si riferisce all'ortoforia; che è caratterizzato
proprio, che si riferisce all'ortoforia; che è caratterizzato da ortoforia.
del l'acido 3-ammino-4-ossibenzoico, che si presenta come una polvere cristallina di
, sf. procedimento di elaborazione fotografica che permette la trasformazione di immagini a presa
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'
-ci). che si riferisce, che è proprio dell'ortofotografia; ottenuto mediante
. m. -ci). medie. che è proprio, che si riferisce all'
. medie. che è proprio, che si riferisce all'ortoirenia / 2
riferisce all'ortoirenia / 2. che ha come fine la rieducazione di elementi
. ortofruttìcolo, agg. agric. che è proprio, che si riferisce all'
agg. agric. che è proprio, che si riferisce all'ortofrutticultura; che concerne
, che si riferisce all'ortofrutticultura; che concerne la coltivazione, la produzione,
, sf. agric. ramo dell'agricoltura che riguarda la coltivazione sistematica e razionale
2. medie. ramo della medicina che si occupa della fenomenologia che caratterizza la
della medicina che si occupa della fenomenologia che caratterizza la crescita del biotipo.
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce all'
-ci). che è proprio, che si riferisce all'ortogenesi. ortogènio
. ortogènio, agg. che procede, si evolve secondo linee di
. órtogeòtropo, agg. bot. che presenta fenomeni di ortogeotropismo. orto£licemìa
i. ortògnato, agg. che presenta, che è caratterizzato da ortognatismo
ortògnato, agg. che presenta, che è caratterizzato da ortognatismo. =
sf. medie. ramo della stomatologia che si occupa delle abnormi disposizioni dei denti
dei mascellari in relazione con i danni che tali alterazioni causano nell'estetica del viso
. i. ortogonale, agg. che forma un angolo retto con un altro
tic. riferimento a due rette del piano che incontrandosi formino quattro angoli di 90°,
necessariamente perpendicolari, qualora esista un piano che passi per una di esse e sia
perpendicolare all'altra, a una retta che incontrando il piano in un punto risulti perpendicolare
quella in cui la direzione delle corde che uniscono due punti simmetrici è perpendicolare al
ortogonale altro non è (dice euclide) che un triangolo di due eguali angoli che
che un triangolo di due eguali angoli che formano un angolo retto. b. romano
un mezzo cerchio sopra il centro f, che sia a c b: poscia dal
fin alla circonferenza, di quella longhezza che vogliamo che sia il radio. cesarotti
circonferenza, di quella longhezza che vogliamo che sia il radio. cesarotti, 1-xviii-231:
geoin. condizione, qualità di ciò che è ortogonale. -condizioni di ortogonalità'.
-condizioni di ortogonalità'. le relazioni analitiche che esprimono la condizione necessaria e sufficiente affinché
. m. -ci). letter. che tende a raddrizzare, a eliminare la
per illusione soggettiva, in altrettanti cristalli che prendono l'essere ortogonico al mio e si
(un triangolo). -anche: che ha uno o più angoli retti (
., 24: trianguli ortogoni sono quelli che hanno l'uno cantone ricto. calandri
ambigonio. giacomini, 2-20: leggesi che pittagora, avendo ritrovato che il quadrato del
: leggesi che pittagora, avendo ritrovato che il quadrato del lato del triangolo ortogonio
ortogonio opposto all'angolo retto vale egualmente che gli quadrati degli altri due lati, sacrificò
oxigonio, se prima non avrà fermato in che consista l'essere isoscele, ortogonio?
uno dei cateti di un triangolo rettangolo che abbia i due cateti uguali fra loro
. ling. parte della grammatica che concerne la corretta scrittura di una lingua
variabilità della pronuncia e delle variazioni fonetiche che intervengono in un idioma); il
interpunzione. - ortografia diacritica: quella che utilizza segni grafici interponendoli o ponendoli sopra
: egli, tra la numerosa famiglia che teneva, aveva uno che lo serveva di
numerosa famiglia che teneva, aveva uno che lo serveva di canceliero, ben che
che lo serveva di canceliero, ben che pessimamente scrivesse e non sapesse mettere insieme
e non sapesse mettere insieme dieci righe che non ci fossero venti manifesti errori,
lettera passare per le mani di tante persone che intendono e scrivono bene in questa nostra
un suo libro sopra l'ortografia toscana che leverà molti scrupoli d'alcuni tisicuzzi pedantelli
leverà molti scrupoli d'alcuni tisicuzzi pedantelli che fanno gran negozio so ra
e irrilevanti eccezioni, precisamente quelle medesime che si trovano non solo nelle prose di
prose di dante, ma di scrittori che vissero innanzi a lui. manzoni,
, ch'era una delle molte cose che aveva studiate, e delle poche sulle
: cercando cagione di biasimare, dice che l'essempio della scrittura ha così da paese
così da paese ad iddee, e che egli non sa se io voglia intendere iddee
idee o per iddee in astratto, che l'una e l'altra sarebbe ortografia
a leggerlo con la pronunzia italiana più tosto che con la francese. guasti, iii-322
ortografia attuale, potrà anche aggiungere qualcheduna che mi sia scappata. 3.
sua ortografia nel divider le figure per modo che il ritmo sia evidente ed il cantante
nel mettere in retta linea le note che pel loro valore si corrispondono.
benché sia di gran punto, bisogna che tal or ceda e retroceda ad una picciola
6. archit. disus. disegno geometrico che rappresenta in proiezione ortogonale il prospetto
distingue in esterna e interna a seconda che raffiguri una delle parti o degli elementi
, nella qual si vede l'ortografia che è la fronte. guarino guarini, 1-113
prospettiva in due parti: l'una che riguarda unicamente la icnografia e l'altra
l'altra l'ortografia. que'metodi che insegnano di trasferire sulla parete le piante
alla icnografia, e i metodi, che servono a descrivere i punti e le
; ne ha perciò bisogno non meno che di tre: della 'pianta ',
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce all'
-ci). che è proprio, che si riferisce all'ortografìa. -dettato ortografico'.
esercizio scolastico consistente nella dettatura di brani che presentino particolari difficoltà di ortografia. -segno
ortografia. -segno ortografico: qualsiasi segno che entri nella grafia di una lingua;
far così; e piacesse a dio che l'altre sottigliezze ortografiche, che sono in
dio che l'altre sottigliezze ortografiche, che sono in disputa, fossero così facili
stimo questa. salvini, 30-2-189: che cosa posso apportare quassù, se non
xi-i- 205: segni ortografici incostantissimi che producono or un suono or un altro
essenza, contr'alla quale il semidotto, che troppo vuole ortografizare, cacografiza: come
. giuliani, i-127: si discerne che dovette essere una risposta della zotica '
. permettetemi solo di ortografizzarvela al modo che io m'ingegno di fare, allorché vo
manni, i-203: stimò follemente che dio e 'iddio'fossero scritte inavvertentemente ne'
ch'egli taccia addirittura di errore e che, in vece di sì dirittamente ortografizzate
'... non è da tenersi che per una goffa storpiatura di 'scendere
ortògrafo1, sm. ant. scrittore che può essere assunto a modello per la
luogo il piano proiettorio ed ortografo, che è quello che riceve la proiezione ed
proiettorio ed ortografo, che è quello che riceve la proiezione ed in cui le
idrogeno, nella quale i due protoni che costituiscono i nuclei dei due atomi della
uno ortolano pietoso, lo quale ciò che guadagnava dava per dio e riteneasi solo la
saranno iscripti li ortolani da val di montone che debbono pagare la tassagione per le fòllia
debbono pagare la tassagione per le fòllia che mettono ne la citta. amabile di
cende occurente, chiamato a sé l'ortolano che custodiva el giardino e comandoli ch'usasse
ortolani si lamentano del porro, dicendo che niuno altro erbaggio sta più in sul
i-1-307: era una fresca giovine ortolana / che amava molto i giovinetti belli. batacchi
batacchi, 2-80: qui bisogna saper che il caporale / avea da un'ortolana guadagnato
di portinaio o di ortolano, tutti uffizi che insegnano la parsimonia. baretti, 6-367
capo umilmente all'immortale certaldese: confesso che am miro con la più
presso fra alcuni alberi una scala a piuoli che avea dovuto servire all'ortolano dei frati
et aromatari se ritrovarano al mondo, che a questo officio del le- nocinio serebeno
. grasso, 31: quello dice che qui cercano la merce e quest 'altro dice
qui cercano la merce e quest 'altro dice che vogliono del boragio: ci crede forsi
vogliono del boragio: ci crede forsi che noi siamo ortolani. ghirardacci, 3-230
ghirardacci, 3-230: il senato comanda che tutti gli ortolani si partino di su
il giovane, 9-268: un ortolan che frugolava a chiocciolej e svegliea tra i conventi
ortolana di carote, ma così care che le vendesti come se fossero state mandragore.
dalla quale venne scambiato per il contadino che si prendeva cura della terra posta nei
). -anche con riferimento alla grazia che dio dà all'anima fedele. s
errò in tutto, la quale credette che gesù fosse ortolano. or non era egli
entorno al cuore vostro, e guardate che veruna creatura possa entrare per l'uscia
giuglaris, 365: benedetto l'ortolano che ha co 'l suo bastone schiacciato il
de la vita, fuste maleficiato sì che te, con tutto il germe umano
donne, i'sono un ortolano / che lavoro i terren vostri: / se volete
ch'io vel mostri, / ecco che ho la zappa in mano. bandello,
, perché la vedeva bellissima, pensava che ciascuno ne fosse innamorato e ch'ella altresì
nel letto, come era solito, dubitò che ella altrove non si provedesse d'ortolani
ella altrove non si provedesse d'ortolani che il di lei coltivassero. caporali,
borghini, 2-82: io, or che la padrona ha trovato buon ortolano per
'l calderino / e 'l monaco, che è tutto rosso e nero, / e
tu vedi passare uno cavallaro battendo: che cosa è? staffetta, staffetta!
, staffetta! faccenda, faccenda! che porti? ortolani, ortolani! gran
arrosto, serviti con fettoline di pane che siano state nella ghiotta, tramezate di
citrinella). 6. agg. che cresce nell'orto, che vi è coltivato
. agg. che cresce nell'orto, che vi è coltivato; ortense, ortivo
tiplica in molti germogli come fa quello che è chiamato asce. crescenzi volgar.
i signori toscani non hanno per me che maldicenze ed oblio, e poi quando
vennero fuori dalla rocchetta i primi soldati che solevano appostare le belle ortolanine per volere
... quella parte della grammatica che insegna il modo di pronunziare e di
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce all'
-ci). che è proprio, che si riferisce all'ortologia. ortològico2,
. (plur. -ci). filosofo che ragiona, o reputa di ragionare,
faceva cenno alla lussuria ed all'ubbriachezza che salissero in cattedra seco. =
. m. -ci). geol. che si riferisce alla fase iniziale del processo
. m. -ci). geom. che è proprio, che si riferisce