misurerai la tua orazione? perché avanti che si cominci a trattar la causa mi
2-79: questa sola differenza vi è che, nelle cause nelle quali si tratta e
orazione di francesco carrara non ha nulla che fare con l'innocenza del suo cliente
del suo cliente. è bensì l'arte che egli ha nel difenderlo che fa venire
l'arte che egli ha nel difenderlo che fa venire le traveggole ai signori giurati,
aver potuto assistere da vicino alla sfuriata che hai fatto davanti al tribunale. ma
. guasti, iii-241: fra le scritture che cadono nel secondo periodo, ricorderò le
periodo, ricorderò le orazioni panegiriche, che nella sacra eloquenza tengono il primo luogo
questa orazion picciola, al cammino, / che a pena poscia li avrei ritenuti.
lo strazio e 'l grande scempio, / che fece l'arbia colorata in rosso> /
', per le leggi e consulti che vi si fanno. 4.
per comunicare con un'orazione continua ciò che potrebbe con uguale utilità manifestare e pubblicare
, affinché si creda più a'fatti che al modo ed alla fede di chi gli
ripigliando ora l'orazione mia, trovo che mai quel regno felicissimo è mancato dalle
s'intenda l'artificio, sìeci noto che e retorici chiamano orazione patetica quella la
[del boccaccio] è talmente composta che chi ha orecchie non inumane facilmente s'
tutte l'altre perturbazioni dell'animo, che noi (come fanno i greci)
) chiamiamo passioni, e questo son quelle che fanno l'orazione patetica, cioè affettuosa
lettera piena di contrizione e di orazione che m'è stata sommamente grata.
7. gramm. frase di significato compiuto che esprime, a voce o per scritto
de le sue costruzioni e le soavi orazioni che di lui si fanno, le quali
quali ogni parlare si divide, troverrà che quella che si chiama verbo è la
parlare si divide, troverrà che quella che si chiama verbo è la catena e
: participio è quella parte dell'orazione che contiene in sé voci derivate dal verbo
io intendeva di professare non la rettorica che insegna le parti dell'orazione, e
lenocinii dello stile, bensì quell'arte che è fondata sulla mente e sul cuore
locuzioni potrebbero essere distribuite in quelle classi che chiaman 'parti dell'orazione 'quanto
canto la novella [nel decameron] che burla e sorride, quella che piange o
] che burla e sorride, quella che piange o che sanguina: dopo il
burla e sorride, quella che piange o che sanguina: dopo il cinismo, la
sono di tanta gravità, sottilità ed ornato che quasi non hanno comparazione in prosa e
egli è tanto frequente nel favellare ordinario che, mescolato fra le prose, non si
, da niun altro seguitato, stima che cratete avesse scritto commedia in orazione sciolta
zarlino, 1-2-96: se ben pare che l'armonia propria non abbia da sé
cioè del parlare o delle arole che se le accompagnano. g. b.
9. pitt. tema iconografico che rappresenta gesù in preghiera nell'oliveto di
un monaco all'abate filosio e dicendoli che a postutto voleva far vendetta d'un frate
postutto voleva far vendetta d'un frate che gli avea fatto ingiuria, l'abate filosio
a dio. oddi, 2-52: mentre che tu te ne vai a così gran
spezieria c'erano i soliti sfaccendati, che si dicevano le orazioni, col giornale in
., 20 (345): ditele che andate alla chiesa tale, dove avete
senza sapere né volere intendere nulla, che bel vanto è? è stare in
tutta santa, grazie ai francesi, che più che mai ci fanno stare in orazione
, grazie ai francesi, che più che mai ci fanno stare in orazione.
pulci, 10-102: rinaldo stava più che in orazione / d'appiccar con orlando
v-88: per compiacere a quel buon ragazzo che stava lì ritto in orazione, per
salute. imbriani, 4-17: vuol che guardiate attraverso una lente magnifi- cativa tutte
.., tepidi amorazzi, peccadigli che non son delitti, le solite lacri-
1-71 (170): e lui, che aveva paura che io non gli facessi
): e lui, che aveva paura che io non gli facessi un'altra orazioncina
orazioncina peggio di quella, mi disse che le medaglie erano bellissime. g. m
distrasse alla fine l'attenzione non molto intensa che donna adelaide prestava all'orazioncina.
stoltizia, mostrando, in certe orazionette, che aveva fatto in pruova del goffo e
come il vedrò, farò a qualche modo che voi abbiate quella seconda orazionaccia scritta contro
falsa drupa ovale, nera e lucida, che contiene un olio grasso e sostanze aromatiche
onde della chiara fonte, le parea che divenisse un pastore. pietro ispano volgar
. gioia, iii-171: quest'uccello che s'appressa al tordo sacello nella grossezza,
muscosi simili a quelli delli olivi, che nel giallo biancheggiano, dai quali nascono
grossolana e resistente delle pecore locali, che, lavata e sgrassata parzialmente, sfioccata
pascarella, 1-283: un sardo che mi sta vicino, impettito nel suo
le brache bianche entro le ghette di orbace che gli arrivano al ginocchio, rimane sorpreso
al -bazz 'tela, stoffa ', che è alla base anche dell'ital. ant
, 42: triunfo era un onore che si dava a'vincitori che venivano di stranie
un onore che si dava a'vincitori che venivano di stranie provin- cie, in
provin- cie, in questo modo: che 'l vincitore si vestiva di bianco e
. nelli, i-4 (18): che più? fin quel goffo che 'l
): che più? fin quel goffo che 'l francioso / s'ha comprato a
prega, / (udendo lui) che facci l'amoroso. = voce di
contro il figliuolo, per lettere lo pregò che non la volesse orbare di quel solo
torna, torna ubriaco al mesto tetto / che orbò la morte d'ogni tuo diletto
come se in quel colpo di fionda che lo aveva orbato, la bestia avesse
quanto me dise la receta, besogna che me orba. mo'avanti che sera i
besogna che me orba. mo'avanti che sera i balconi, vogio dar un
gozzi, ii-39: io non merito che la brama del vostro interesse vi orbi sul
: ogni cosa, / di tanta roba che avea nostro padre * / è risoluta
315: altre infelici dormono, / che il duol consunse; orbate / spose
. nievo, 718: il bollettino che annunziava l'immenso disastro conchiudeva: «
). refrigerio, xxxviii-92: vorrìa che cloto ormai le debil file / troncasse
miei giorni infelici. 2. che manca di una caratteristica determinata; che
che manca di una caratteristica determinata; che ha subito una perdita, una menomazione,
le populari persone sono orbate, però che, occupate dal principio de la loro vita
quello per forza de la necessitate, che ad altro non intendono. d.
nel suo vestiario e atteggiamento, i tratti che contraddistinguono l'umanità operaia, anch'essa
l. adimari, 98: scorsi che al piè del cavalier trafitto / altri
., griderà vergogna contro la generazione che... lascia il sentimento religioso orbato
il sentimento religioso orbato di quel sapere che rende la fede ragionevole e rispettata agli
, i-13-93: unde vien lui ciò, che da mattissima orbata sciensia, bono sciernendo
, e a parvissimo vile animo suo, che sotto visio giaciere e conculcato da essi
, e vole prima d'essi esser servo che cavalieri de madonna madre de dio?
detta da cicerone la tinta nera che in mala parte si prende:
è. ppiù naturale e. ppiù perfetta che. lla privazione di quella o orbazione
mette un buon orbazzale a certe bocche che prorompono in ogni genere di parolacce impure
orbe più tondo né più bella urna che la vostra insegna, la vostra palla,
, 1-2-165: il primo vaso, che dee contenere l'acqua, sia come un
orbe rotato, / ma sì mal destro che ne rise ognuno. -bulbo oculare
tenero, una umidità lucente e labile che assomigliò il bianco dell'orbe ai petali
iii-2-1160: il suo viso è tanto bianco che sembra tramandare un fievole chiarore come l'
: trovato (come in effetto è) che giove si muove più velocemente, conviene
giove si muove più velocemente, conviene che, sendosi partiti dalla medesima altezza,
dalla medesima altezza, giove sia sceso più che saturno, siccome pure sappiamo essere veramente
ha gli altri duo [cerchi] che girano congiunti / co'duo fissi dell'
: basta solo ben considerare... che noi non vediamo il pianeta [giove
delle fisse alle quali lo rapportiamo, e che esso nell'orbe proprio si muove con
ciel di settembre la faccia / del sole che mai cosa più grande / di te
tipo di zingara avvolta nel leggendario lenzuolo che vuol tirare l'oroscopo a una contadina
una contadina, certo per spillarle più che i quattrini i pochi ori che essa
più che i quattrini i pochi ori che essa tiene in casa. de roberto,
gioielli. verga, i-162: guarda che l'oro di tua madre l'ha in
vii- 115: come l'acqua che altri ha in mano non ispegne la
andrò molto più contento... che se voi mi deste del vostro oro e
da siena, 86: se tu vedi che un nostro pari va dietro a oro
, non può essare buono, imperò che elli va contro a quello che elli ha
, imperò che elli va contro a quello che elli ha già promesso. ficino,
se di gemme e d'or, che '1 vulgo adora / sì come idoli suoi
lo splendor vede dell'oro forbito / che agli occhi ed alle mani gli fa invito
è bene. compagni, 2-25: poi che messer carlo di valos ebbe rimesso parte
, domandando danari al papa, gli rispose che l'avea messo nella fonte dell'oro
simon mago, o miseri seguaci / che le cose di dio, che di bon-
seguaci / che le cose di dio, che di bon- tate / deon essere spose
d'oro e d'argento; / e che altro è da voi a l'idolatre,
spendono più tempo e più oro nel vestire che in ogni altra cosa, con grandissimo
l'effetto dei pomi di ippomane, che fanno ritardare il corso delle vittorie.
combatter la corona più con l'oro che col ferro per soggiogarla. solaro della
270: l'oro russo è più potente che l'armata. carducci, ii-18-162:
ventimiglia mi rubarono il portafogli. fortuna che m'è rimasto nel portamonete un po'
rimasto nel portamonete un po'd'oro che mi diedero a bologna. d'annunzio,
alla categoria delle clausole di garanzia monetaria che nelle moderne economie fondate sulla carta moneta
carta moneta possono essere introdotte nei contratti che prevedono pagamenti dilazionati di somme predeterminate di
il diritto italiano è controversa -si stipula che l'importo della somma dovuta sarà,
valore dell'oro; oppure si stipula che la somma dovuta sarà pagata in moneta
xiii-2-129: questa dell'oro-carta parmi invenzione che attesta fuor d'ogni dubbio i progressi della
i progressi della mente umana, da che ha saputo crearsi una ricchezza superiore alle
lxi-84: franco cor potè aquistar tesoroj che non potè oro -far lui valoroso. dante
oro ch'è sotto la luna / e che già fu, di quest'anime stanche
, 9-57: quella [la fortuna] che, qual fumo o polve, /
, 28: d'ignorar dissimuli / che l'oro e che 'l dominio / è
ignorar dissimuli / che l'oro e che 'l dominio / è di fortuna un
agiatezza. deledda, 1-13: ma che zio paolo; credi che egli sia
1-13: ma che zio paolo; credi che egli sia stato allevato nell'oro?
vita economica. -oro paramonetario: quello che non è destinato alle necessità monetarie delle
giornalistica). -oro sterilizzato: quello che ha funzione di bloccare gli effetti dell'
la tinca è un pesce di lago che si nodrisce di fango e talora è con
con pelle nera e talora con pelle che tira in oro. testi, i-267:
testi, i-267: tempo è già che fermiate * / o miei draghi fedel,
squame. poerio, 3-279: poi che in tutto s'è celato il sole /
/ per l'appressar dell'umido equinozio / che offusca l'oro delle piagge salse.
un immenso tappeto di un oro luminoso che splendeva metallico sullo sfondo del cielo azzurro
anche tu li hai uditi / quei passi che salivano alla morte / indrappellati / dall'
sole. -con uso aggettivale: che ha colore giallo intenso o dorato.
o luna] e sì inargenti, / che vincon l'oro suo [del sole]
2-15: il punto atono / del faro che baluginava sulla / roccia del tino,
papini, ii-1235: è necessario, par che dica il beato angelico, piangere dinanzi
angelico, piangere dinanzi a quel rosso che sgorga dalle
, ii-1128: dal terso or biondo che polisce amore / dal ciel di perla
duo zaffir sè m'hanno acceso / che 'n cener s'è converso l'arso
del prato, fa'ghirlande all'oro / che amor sulla tua fronte orna e governa
7-117: parve (nefanda vista!) che dal foco / fossero i lunghi suoi
i lunghi suoi capelli appresi, / e che stridendo, non pur l'oro ardesse
arnese / e la corona stessa, che di gemme / era fregiata. patrizi
/ egli è il vero oro potabile / che mandar suole in esilio / ogni male
. girolamo volgar., 1-26: quegli che dà al suo prossimo essempro di buone
si può dipingere come tutto nero quello che contiene anche dell'oro. -purezza
me, ma appresso di qualcun altro che l'à vista, non vo'dire di
perdoni) ci siamo ostinati a non vedere che oro, quale parlavano, tale scrivevano
parlare del volgo è oro schietto, ancor che sia di vena naturale.
intelligenziale ne l'anima e impeto divino che gl'impronta tali; onde più e più
bue, vitello d'oro: idolo zoomorfo che gli ebrei, sentendosi delusi e abbandonati
-figur. persona ottusa e ignorante che dispone di ingenti ricchezze. bacchetti
al dovere il signor priore di copparo che faceva l'importante, umiliare cotesto villan
17. chim. oro colloidale: quello che deriva da soluzioni diluite di sali,
gelli, ii-134: non voglio già che tu ti affatichi in usare certe superstizioni.
giovani. achillini, ii-234: io conchiudo che tutti gli ori potabili e tutti gli
gli ori potabili e tutti gli elisiri chimici che si prendano per altro che per irritativo
elisiri chimici che si prendano per altro che per irritativo siano dannosissimi al nostro corpo
il quale è quello del qual scrive virgilio che senza quello non si può andar a
: maldonite. -per estens. sostanza che produce ricchezze e prodotti pregiati di grande
: quell'antico secolo di saturno (che per altro nome si chiama il secol
oro) fu certamente molto stimato da quei che lo videro, molto lodato da quei
lo videro, molto lodato da quei che ne scrissero e molto desiderato da quei
ne scrissero e molto desiderato da quei che non lo goderono. et è da sapere
lo goderono. et è da sapere che non fu d'oro per savi che l'
che non fu d'oro per savi che l'indorassero, ma perché si mancava
ma perché si mancava d'uomini cattivi che lo disdorassero. tasso, aminta,
, idol d'inganno, / quel che dal volgo insano / onor poscia fu
/ onor poscia fu detto, / che di nostra natura 'l feo tiranno, /
3-296: questa è l'età degli dei che comincia alle nazioni del lazio, corrispondente
l'età dell'oro..., che alcuno crede non esservi mai stata,
cesari, 6-317: il nostro secolo, che è tutto legislazione politica e filosofia,
quanto credo si faria per mene / che antropos rompessi il fil dell'oro / e
da assegnare alla più bella delle dee che paride, in qualità di giudice,
altre due dee. era e pallade, che partecipavano alla gara di bellezza (e
. pallavicino, l-proleg.: fare che tanto il senato degli insegnatori, quanto
ed elle] e diede loro uno montone che avea lo vellio dall'oro. castelvetro
. regola d'oro: massima evangelica che invita a fare agli altri ciò che si
che invita a fare agli altri ciò che si vorrebbe ricevere dagli altri, enunciata
carassio dorato. redi, 16-iii-370: che sorta di pesci fosse questa non era
. cesari, ii-275: veduto ora che per esser molti beati cresce l'amore
, ne seguita di necessità... che ciascun riceve più di dio sommo bene
bene: ed ecco ciascuno più ricco che se fosse solo a possedere quella ricchezza,
. foscolo, xxi-289: io so che in italia si credono ch'io cammini
toro. pratolini, 3-204: anche quelli che dopo vinta la guerra si credevano di
fiera, ove molti ha de'folli mercatanti che comperano vetri per zafiri, metallo per
starei. tarchetti, 6-i-644: a che profondere quei tesori di armonie...
... ad una folla spensierata che lo copriva di oro, che lo acclamava
folla spensierata che lo copriva di oro, che lo acclamava artista divino? bernari,
divino? bernari, 3-397: chi è che ci dava fastidio? se ci avrebbero
indorare. cennini, 3-55: sappi che gli antichi non usavano di mettere d'
di mettere d'oro in tavola altro che con questo verde. g. morelli
borghini, i-261: alcuna volta accade che, dopoché si è dato l'oro
, 16-110: oh quali io vidi quei che son disfatti / per lor superbia!
par., 17-123: la luce in che rideva il mio tesoro / ch'io
depenture. -laccato con una vernice che imita il metallo prezioso. montale
purg., 29-113: tanto salivan che non eran viste; / le membra d'
: la biscia * /... che stia sopra un nudo sasso al sole
. soderini, i-551: le uve che chiaman d'oro se ne truovano assai
si rincorrono tra loro, / sin che sfumano in dolci ondeggiamenti / entro vapori
nell'orto il vello d'oro / che nasconde i miei morti. -biondo
oro a l'aura sparsi, / che 'n mille dolci nodi gli avolgea. boccaccio
de la più vaga e cara verginella / che mai spiegasse al vento chioma d'oro
d'oro. saba, 308: questa che ancor se stessa ama su tutto /
, 5-22: la scaglia d'oro che si spicca / dal fondo oscuro e liquefatta
1-7-199: quelle tante migliaia d'infedeli che, ne'tre anni d'oro che don
che, ne'tre anni d'oro che don costantino di braganza ebbe l'india
oro tessete, / voi, destini, che l'ordine / de le cose reggete
/ de le cose reggete, / che immutabile sta. carducci, iii-3- 107
... non potevano soffrire che il negozio di don antonino facesse affari
candida fanciulla, uscita di convento, che fa un sogno d'oro, ama e
: parole d'oro. si sente che l'intenzione è sincera, ma d'altronde
è sincera, ma d'altronde si sa che nella pratica egli [pascoli] fu
. insegna alcune formule per negare quel che di far non è giusto. monti
. bartoli, 9-24-2-16: o giovani, che avete tanti di voi un'anima d'
della natura a troppo più grandi opere che quelle non sono intorno alle quali v'
lei... beato quel marito che se la sposa. -molto caro e
degli atti, 109: non fo liberato che refece al papato x. m.
et in mio gran favore, e giudicò che 'l duca mi desse tremila cinquecento scudi
/ senz'ordine e misura, / acciò che dalle mura / non cadessero in coro
; sono liscio, inalterabile, tutto oro che luccica. -meraviglioso, perfetto.
. guadagnali, 1-ii-238: tutto quel che dico e quel che faccio / fosse
1-ii-238: tutto quel che dico e quel che faccio / fosse anche oro colato,
porcheria. verga, 4-96: ho piacere che abbiate toccato con mano se il consiglio
abbiate toccato con mano se il consiglio che vi ho dato allora era tutt'oro
... il giovane [rispose] che non sapeva che farsene e come esitarle
giovane [rispose] che non sapeva che farsene e come esitarle per far danari.
., ch'ell'erano oro rotto e che quanto al custodirle e venderle egli ci
. albizzi, i-u: i sassi che si cavassero, buoni a murare, sarebbero
di mio padre e rigovernare le scodelle che star con teco nell'oro a gola
, queste sono di quelle natie bellezze che hanno fatto oro degli scritti del trecento.
inestimabili spoglie delle città e de'regni che per le vittorie d'alessandro avean saccheggiati
.., questa è quella volta che io mi fo di oro. -mutare
barberino, ii-29: egli è quel sir che muta il piombo in oro.
. sbarbaro, 1-163: il vino che 'muta in oro lo spregevole metallo della
oro 'l'osservazione del- l'omodeo che avere dei programmi definiti era nel periodo
non puote essere per tutto l'oro che è nel mondo. esopo volgar.,
., 4-145: ammaestra l'autore che non è bene venduta la libertà per tutto
tutto l'oro dii mondo, perciò che il cilestiale bene di la libertà ogna
fausto da longiano, iv-105: dico che quel poco ch'io apprendo in un'ora
, 7 (114): una casa che bruciò pochi anni or sono e non
, e me ne rido. questi villani che son pieni d'ubbie non ci bazzicherebbero
mondo. nievo, 556: sicuro che bisogna stare cogli occhi aperti e non sorbire
, 6-38: era umiliata della parte che le toccava fare: camminava guardando in
ha bisogno in quel tempo. quei che vengono dopo la prendono come tan- t'
poco a poco liberando addosso ai veneti che lo pigliano per oro fino. pioverle
pioverle, 7-481: la mia rabbia è che, dopo anni di questo mestiere,
ridivento pubblico ingenuo e prendo tutto quello che è scritto per oro colato.
indie occidentali vi è questa felicità, che non si trovano assassini, né gente
non si trovano assassini, né gente che nibbi alla strada né meno per le case
dico per ridurla a oro, / che mal distribuito è questo ufizio. carducci,
e confessionali, soleva interrompere l'operaio che gli rammentava la sua dabbenaggine 'regalando
queste parole: « ringrazio la provvidenza che mi ha dato la forza o la capacità
: breve sonno particolarmente riposante e gradevole che si compie nelle prime ore del mattino
ch'io t'interroppi / il sonnellin che si dice dell'oro, / sì dolce
uom ch'è mal fortunato e infelice che tien in casa sua dell'oro di tolosa
. cesari, 6-395: la tuttesalle, che in cotai servigetti valea tant'oro e
: val più un'oncia di reputazione che mille libbre d'oro. ibidem, 74
74: dono di consiglio più vale che d'oro. ibidem, 77: chi
nel vetro. ibidem, 100: donna che regge all'oro vai più d'un
sia poca virtù, di belle parole che non abbiano gran sugo). ibidem,
il vizio traluce. -a nemico che fugge, ponti d'oro: v.
20. -non è oro tutto ciò che luce, riluce, risplende: per
, riluce, risplende: per indicare che ciò che appare bello, utile,
, risplende: per indicare che ciò che appare bello, utile, desiderabile,
realtà. sacchetti, 277: ora che 'l valor un po'traluce, / la
/ la mia rima ver te vuol che si spanda, / e quella stimerai men
stimerai men ch'una ghianda / però che non è oro ciò che luce.
ghianda / però che non è oro ciò che luce. bembo, iii-552: oro
, iii-552: oro non ogni cosa è che risplende. ottonaio, 100: ci
bisogna giudicare a'frutti, / perché ciò che riluce non è oro. beccuti,
è oro. beccuti, i-143: quel che l'uomo a disperar conduce / il
/ e non esser tutt'or quel che riluce. cesari, 3-2-141: voi.
della legge. non tutto è oro quello che luccica; in questa gente niuna sostanza
non tenevami nel tempo stesso dall'insistere che... non credesse che fosse
dall'insistere che... non credesse che fosse oro tutto quello che risplendeva.
non credesse che fosse oro tutto quello che risplendeva. b. croce, iii-27-264:
: aristofane si burla de'babiloni: che per oro oruzzo, per veste vesticciuola,
ordine tubiflore, affini alle scrafulacee, che conta una dozzina di generi; sono
plinio], 395: è un'erba che affoga e ceci e le robiglie involgendosi
cambio dell'ipo- cistide un'altra pianta che si assomiglia un poco e si chiama
robiglia 'ervum 'è molto pronta che vi s'attacchi l'orobanche, cioè
l'orobanche, cioè il vilucchio, che l'uccide strangolandola, con lo strignerla
senza fiondi a similitudine degli asparagi, che nella cima si rassomiglia all'ipoci- sto
sto. la radice ha fungosa, che nel seccarsi svanisce. redi, 16-v-52
da'contadini perché si dànno a credere che ella si mangi tutte quante l'altre
si mangi tutte quante l'altre erbe che le nascono intorno e vicine o
le nascono intorno e vicine o che per lo meno ella le faccia seccare,
faccia seccare, ed è l'oroban- che di dioscoride. lustri, i-16: credono
di dioscoride. lustri, i-16: credono che l'erba orobanche, da noi toscani
provenga dallo stesso seme di quelle piante che ella appunto snerva e distrugge. galanti
. orobanchina, sf. glucoside che si trova nei tuberi della pianta orobanche
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'
-ci). che si riferisce, che è proprio dell'antica popolazione degli orobi
orobino, agg. ant. che ha colore simile a quello dei semi
oròbio, agg. letter. che è nato o risiede nella città o
nella città o nel territorio di bergamo; che è tipico, peculiare di chi è
bot. pianta della famiglia leguminose, che si trova nelle regioni montane calcaree,
moco. -anche: seme di tale pianta che, macinato o ridotto in farina,
anche togli farina d'o- rabi, che molti chiamano veggi, mochi selvatici. palladio
orobo, o vero ervo, è quello che in toscana si chiama moco, el
, ii-14: tutte le medicine, che senza dolore essiccano, sono lodate,
oroboside, sm. chim. glicoside che si ricava dalle foglie di orobus tuberosus
: solido cristallino di colore giallo, che si divide in glicosio e orobòlo per
orocinètica, sf. geol. scienza che si occupa dello studio dell'orogenesi sotto
oricrinito. orodatàrio, sm. strumento che registra automaticamente l'ora e la data
. orofaringale, agg. anat. che è proprio, che si riferisce alla
agg. anat. che è proprio, che si riferisce alla parte di faringe in
in corrispondenza con la cavità orale, che si estende dal velo palatino al vestibolo laringeo
. cavalli, lii-3-102: le merci che vi si portano per l'ordinario sono
portano per l'ordinario sono quelle stesse che generalmente in germania fanno di bisogno,
rendite delle gabelle cavandosi tutte dalle sete che venivano di napoli, dagli orifìlati che
che venivano di napoli, dagli orifìlati che erano portati da firenze... e
orofilate. 3. figur. che ha il colore, la lucentezza, la
oròfilo, agg. bot. che è proprio, si riferisce a piante
, si riferisce a piante e vegetazioni che allignano nelle zone di montagna.
, con periodo di vegetazione breve, che cresce nelle zone di alta montagna ben
rigide e caratterizzata da plasticità e mobilità che generano corrugamenti quali formazioni di falde di
, sf. geol. insieme dei processi che determinano il sorgere delle catene montuose
aree limitate dette orògeni con un processo che si svolge attraverso vari stadi; è
. m. -ci). geol. che si riferisce, che è proprio dell'
. geol. che si riferisce, che è proprio dell'orogenesi. c
. m. -ci). geol. che è proprio, che si riferisce alla
. geol. che è proprio, che si riferisce alla sedimentazione che avviene nelle
proprio, che si riferisce alla sedimentazione che avviene nelle vicinanze di un orògene.
e dello schopenhauer..., ammoniva che il vulcanismo e l'orogenismo sono poi
e l'orogenismo sono poi nient 'altro che « manifestazioni dirette della cosa in sé
pascoli, dove appare evidentissimo un fenomeno che si riproduce incessantemente nell'orografia alpina.
orografia alpina. -orografia sottomarina: che si occupa dei rilievi sottomarini.
umano. beltramelli, i-438: pareva che, respirando, si ricamasse il desiderio
. m. -ci). geogr. che è proprio, che riguarda l'orografia
. geogr. che è proprio, che riguarda l'orografia; che concerne i
proprio, che riguarda l'orografia; che concerne i rilievi montuosi di una regione
. -carta orografica: carta geografica che evidenzia i rilievi montuosi attraverso procedimenti
ii-761: una timonella di due ruote, che si appoggiava colle due lunghe stanghe alla
alla schiena d'una magra cavalla, che pareva un sistema orografico, fu lì
coniche è necessaria non solo a quelli che fanno professione della pura geometria, ma
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'
-ci). che si riferisce, che è proprio dell'oroidrografia. orolegato,
fanfani, i-127: 'orolegio': lo stesso che ororegio. * ororegio ':
* ororegio ': lo stesso che orolegio o lauro regio. = voce
. orolinguale, agg. medie. che è proprio, che si riferisce alla
agg. medie. che è proprio, che si riferisce alla cavità orale e alla
, sm. geol. insieme dei processi che determinano la lenta demolizione dei rilievi a
2. industria meccanica di precisione che produce orologi; fabbrica adibita a tale
meccanismo simile a quello degli orologi, che è utilizzato per regolare la durata di un
: il commissario di pubblica sicurezza sosteneva che era stata una bomba a orologeria collocata
orologerie enormi / del tempo e dello spazio che passa. 6. figur.
biologico. moretti, ii-294: ciò che tu chiamasti saggezza e anche superbia o
contraddizione e anche rinunzia evangelica non era che impotenza a muoverti e a camminare spedito
. orologiale, agg. ant. che serve a determinare l'ora mediante l'
per un'altra stella delle stelle, che è la più lucida delle due guardie
da orologio. orologièro1, agg. che si riferisce alla produzione e alla fabbricazione
zanotti, 2-98: non è alcun dubbio che l'orologiero farà gran senno, a
l'orologio con tre ruote più tosto che con venti. = dal fr
; la struttura in uso attualmente (che trova i propri prototipi già nel medioevo
parti essenziali: organo a motore, che fornisce al bilanciere la forza necessaria alla
alla continuità del movimento; rotismo, che trasmette la forza motrice fino allo scappamento
, minuti, secondi; scappamento, che ha due funzioni, quella di ricevere
compì, o con un agg. che indica la collocazione, l'uso o il
, par., 10-139: come orologio che ne chiami / ne l'ora che
che ne chiami / ne l'ora che la sposa di dio surge * / a
lo sposo perché l'ami, / che l'una parte e l'altra tira e
tin sonando con sì dolce nota * / che 'l ben disposto spirto d'amor turge
si fanno certi orologi piccoli e portativi che con poco di artificio sempre lavorono mostrando le
, qual meno, qual lenta tanto che quasi par che stia ferma. vasari,
, qual lenta tanto che quasi par che stia ferma. vasari, 4-ii-476:
cima dov'è quell'ochio va l'orilogio che starà benissimo et a proposito alla chiesa
torre del capitano e posto su la torre che era già de'lambertacci, nel palazzo
: l'orilogio è temperato in guisa che alle dodici ore di giorno è sempre mezzo
notte. della porta, 4-11: che sieno maledetti gli orologgi, chi gli
orologgi, chi gli trovò e coloro che mangiano a ore. archivio di stato di
i tocchi d'un orologio: m'immagino che dovesse esser quello di trezzo. guerrazzi
postomelo sotto gli occhi mi balenavano così che non potei distinguere i numeri: allora
249: odo il ticchettio dell'orologio, che ora sembra un tarlo nel mio orecchio
dicembre s'indugia ancora? penso / che se tu muovi la lancetta al piccolo
muovi la lancetta al piccolo / orologio che rechi al polso, tutto / arretrerà
tempo siderale, caratterizzato da compensazioni, che limitano gli scarti a millesimi di secondo
particolari e dotato di campanula pneumatica protettiva che mantiene stabili pressione e temperatura.
vimercati, 1-76: per le linee che dal centro del circolo uscendo per i
a contrappeso o a corda: quello che funziona mediante una catena che sostiene un
: quello che funziona mediante una catena che sostiene un peso. ruscelli,
peso. ruscelli, 3-24: linguette che mostrano l'ore ne gli orologi a
ruota: quello formato da un meccanismo che agisce mediante ruote dentate. soderini
con orologio di movimenti di ruote, che fanno il suo moto, sempre ch'elle
son tocche e volte da uno stile che esce dalla banda di sopra. ciro
: meccanismo azionato da una forza motrice che è generata da una molla metallica.
cui l'organo oscillante è un corpo che si muove intorno a un punto fìsso
, 1-68: accioché non pensasse che erano parole, si fece portar uno orologgio
di arena e disse al moro, che andava in sù e in giù, che
che andava in sù e in giù, che di quei orologgi si avevano da spendere
tanti fino al mezo dì, e che come fossero spesi senza altra dimora aveva da
senza altra dimora aveva da farsi quel che diceva. ciro di pers, 3-96:
, 7-ii-30: creder forse si potrebbe che il veronese fosse orologio da polve o da
piana e generalmente verticale, in modo che sia disposta parallelamente all'asse di rotazione
. ruscelli, 3-16: dicono alcuni che la calamita de gli orologi ad ombra
orologi ad ombra o a sole, che oggi usiamo, mostra la linea meridiana
di questi orologi piccoletti con la calamita che si portan cavalcando, e ponendolo verso
in luogo piano, tanto lo voltano che un piccolo stile che vi è con calamita
tanto lo voltano che un piccolo stile che vi è con calamita si fermi.
: fu rappresentato un orologio a sole, che col suo gnomone mostrava l'ore.
villa antica. -orologio automatico: che ha carica automatica. pirandello, 7-703
del tuo orologio automatico: il martelletto che balza col moto della persona e carica così
. -orologio a diapason: circuito elettronico che accorda la propria frequenza a quella di
composto da un generatore piezoelettrico a quarzo che produce una frequenza stabile e precisa;
da amplificatori elettronici e da organi indicatori che costituiscono il quadrante. - orologio atomico
si degnasse vedere... ciò che dice l'autore d'un orologio idraulico.
, complesso in partic. produttivo, che funziona in modo perfetto, con estrema
, la terra. -sistema politico che vale come modello. campanella, i-106
li guardano, que'cari figlioletti, che ti sputano più sentenze che non tutti
figlioletti, che ti sputano più sentenze che non tutti e sette insieme i savi della
caricati dal maestro; son cavalli addestrati, che ti danzano un * valzer 'e
flora si dice una raccolta di fiori che si aprono e si chiudono a certe ore
cibern. dispositivo interno di un elaboratore che dà il ritmo al funzionamento complessivo (
8. fis. regola dell'orologio: che serve per attribuire un verso alle linee
sarebbe possibile distinguere, fra due orologi che si muovono di moto rettilineo e uniforme
con un mazzo di 52 carte, che si svolge fra un giocatore detto banco e
region. orologio della morte: picchiettio che alcuni coleotteri anobidi producono, quando scavano
mobili, come richiamo sessuale, e che viene interpretato popolarmente come un sinistro presagio
(con valore aggett.): che funziona con un congegno a orologeria.
. bruno, 2-26: tra tanto che passavano questi negocii, scaramurè, ch'
. idem, 3-253: io penso che non v'è né anco entrato, perché
perché è tardi, e l'ortaggio che tegno dentro il stomaco ha toccata l'ora
bernari, 4-196: vedete quel treno che passa sotto il ponte? ebbene ci fa
. ungaretti, xi-100: tutti sanno che l'economia è una di quelle tante
una di quelle tante invenzioni del settecento che vorrebbero regolare la società come un orologio
, la quale in vero era il meglio che fusse in questo orologetto. bernari,
bacchetti, 2-xxii-38: come le serve che mangian polenta sei giorni ma la domenica
e dà fuori regolarmente, non so su che incudine, i suoi colpi di martello
, inclinazione media, volume), che servono per individuare i caratteri di un
montuoso. -anche: insieme di formule che permettono di determinare tali valori.
. m. -ci). geol. che si riferisce all'orometria.
. m. -ci). etnol. che si riferisce, che è proprio degli
. etnol. che si riferisce, che è proprio degli óromo o galla,
popolazione etiopica dell'africa nord-orientale; che è parlato o scritto da tale popolazione (
razza etiopica. oronasale, agg. che si riferisce alla bocca e al naso
rate; nomi corrispondenti o derivati da sostantivi che talora possono assumere un carattere generico:
torre, verruca '; oppure aggettivi che specificano un nome generico, monte nella
. matem. in un paraboloide iperbolico che forma un angolo di 450 con la retta
curva tagliata da un cilindro in rivoluzione che ha una generatrice coincidente con una delle
, considerati semplici e non doppi, che cadono nel campo visivo di chi osserva
osserva con entrambi gli occhi un punto che giaccia sul piano o sulla superficie stessi
incontrano, la quale è parallela a quella che viene tirata dal centro d'un occhio
o orottere: piano o superficie curva che contiene tutti i punti, veduti semplici
. e. w., 799, che l'avvicina al lat. albor -oris
misura della radioattività di un gas naturale che scaturisce con un'acqua minerale da una
oroscopare), agg. letter. che serve, che consente di prevedere il
agg. letter. che serve, che consente di prevedere il futuro.
sublimazione ascendente, perché, nel procinto che s'avanza, è retrograda. salvini,
, 48-97: se saturno con marte che va sotto (a mezzo ciel si miri
il medicastro particolareg- giava con quegli malati che conoscea potergli esser utili, onde con
gli assistea e strofinava la dove quei che non facean per lui conseguenza e non
. salvini, 48-138: allor che marte oroscopeggi e sotto / vadia la
futuri accidenti della sua vita; il che dicevasi fare o tirare l'oroscopo.
. m. -ci). letter. che è proprio, che si riferisce agli
. letter. che è proprio, che si riferisce agli oroscopi; che serve
proprio, che si riferisce agli oroscopi; che serve o è impiegato per ricavare
. agostino volgar., 1-2-203: quello che si sforzano dimostrare di quello piccolo intervallo
dimostrare di quello piccolo intervallo di tempo che fu tra li binati quando nacquono,
notte dopo el caso tanto amaro / che m'ha privo de pace e de
se il nato deve esser ricco e di che facultà o donde gli debbano venire,
se fusse ito a pugnar, però che marte / nell'oroscopo suo quel giorno avea
si considerano specialmente 12 semicircoli di posizione che passano per ogni trentesimo grado dell'equatore
dividendo il cielo in 12 parti, che chiamano case celesti, la prima delle
celesti, la prima delle quali, che comincia dal detto semicircolo orientale dell'orizzonte
dice / una figura, un punto, che l'avvenire predice. guasti, iv-130
letteratura nazionale. 2. procedimento astrologico che ha lo scopo di fornire previsioni circa
alla sua vita futura e agli eventi che lo riguardano in campo affettivo, lavorativo
domiciliati i pianeti e tracciati gli aspetti che essi producono fra di loro e,
colpa) qual sia il fine / che ci diedero gli dei, / né tentare
gli oroscòpi babiloni, / onde quello che t'accade / possa meglio indi soffrire
indi soffrire. goldoni, ix-1187: vorrei che m'insegnasse vostro saper stupendo / ad
di zingara avvolta nel leggendario lenzuolo, che vuol tirare l'oroscopo a una contadina,
una contadina, certo per spillarle più che i quattrini i pochi ori che essa tiene
spillarle più che i quattrini i pochi ori che essa tiene in casa. montale,
fredda dà luogo a incrostazioni e solidificazioni che permettono, a seconda delle varie difformità
di salute e segno il più favorevole che, dopo il sol di giustizia, sia
di trarre qualche oroscopo sull'atteggiamento intellettuale che lo spirito e l'arte italiana saranno per
134: la gente... dirà che superga ci ha il 'cappello '
oròscopo2, agg. letter. ant. che vale a prevedere il futuro; che
che vale a prevedere il futuro; che ha o può avere influsso sul destino
allor rettorici e in sapere / ottimi mostra che sien per venire. =
una sola specie (oroxylum indicum) che si trova in india e in indonesia;
caratterizzato da corteccia amara, foglie paripennate che si possono consumare come ortaggi, fiori
della pentandria monoginia di linneo, e che finora comprende una sola specie, ch'
. orotracheale, agg. chirurg. che si riferisce c6hi2os
orovàrio, agg. letter. che presenta varie tonalità dorate.
agg. fonet. diaframma orovelare: che si trova fra la cavità orale e faringea
. orovergato, agg. letter. che è costituito da strisce dorate.
/ su due stole d'un color / che di fuore / apparir fanno / ciò
di fuore / apparir fanno / ciò che dentro si riversa / nell'occulta parte
turchino / et ogn 'altro colorino / che giovasse all'orditura / e testura / del
orpelato, agg. scherz. che soffre di oppila- zione. - anche
i matti? -signore sì. -oh che valentuomo! -i pa- raplitici, i
. ant. e letter. artigiano che indora le pelli.
. v.]: orpellaio: quegli che fa i cuoi d'oro, detto
, apparenza esteriore; infingimento, abbellimento che vale eufemisticamente a rendere meno brutale una
orpellamento, una adulazione, una lusinga che una casta e severa verità. monti
come piacevole, positivo e utile ciò che tale non è; far apparire in
professione mi par più comune alla nostra nazione che a tutte l'altre. l.
l. salviati, 19-46: -umbè, che c'è di mal? di',
mal? di', via; / -e che? e'non c'è mal nessun che
che? e'non c'è mal nessun che possa... / -non me
non è forse punto fuor del verisimile che i mantovani sian per desiderare d'andare
per pompa delle parole, vuol mostrare che quello che è orpello sia oro,
delle parole, vuol mostrare che quello che è orpello sia oro, ciò è
a te, alla suora, / che alla mia fé questo gran fascio impose.
e perciò non chiederlo essi ad altro fine che d'orpellare fratanto la contumacia. siri
se caracena si congiungesse seco: il che... s'interpretasse da gli spagnuoli
, i-418: né cosa è più schifa che contadina rincivilita che ai difetti della sua
cosa è più schifa che contadina rincivilita che ai difetti della sua condizione accoppi i
santimonia sanno molto meglio far crescere il grano che aver cura de l'anime.
5-857: non vi cercare quell'arte / che ornando svisa; non quella / che
che ornando svisa; non quella / che fuca, minia ed orpella / di parolette
tante ciancie dirle e tante cose prometterle che la semplice ebrea facilmente si lascio indurre
nobiltà di constantinopoli e di luoghi che non si posson riscontrare. 5
fantasma di nebbia, il mondo / che per parer qualche cosa, / s'agghinda
l'ha fatto gentiluomo: vuole nondimeno che lo serva nel medesimo posto, orpellato
favorevole; dotato, rafforzato da elementi che ne accrescono e ne accentuano l'attendibilità
. saranno le medesime 'ad unguem 'che le scritte dal sig. mario,
l'empietà riusciva più schifosa e insanabile che in addietro, perché priva di ogni
orpellata sapienzia del prencipe, gli risponderete che 'l prencipe avanti e sopra ogni altra cosa
strane. 6. ant. che ostenta qualità e doti più apparenti che
che ostenta qualità e doti più apparenti che reali. dino da firenze [tommaseo
cui gli parlava dolcetta gli parve così sfacciato che conquistò subito la certezza d'un immediato
immediato trionfo. 3. espressione che ha lo scopo di rendere più gradita
, accetta o allettante una determinata realtà che si vuole o si deve prospettare; perifrasi
; e tal vi fu di essi che comprò da lui a prezzo di molti ori
commercio si trova in lamine sottili, che per rendere brillanti e al tempo stesso
pello e chi ne laminava per far quello che si fanno li pontali per le stringhe
come benissimo si sa, è rame che dalla zelamina vien tinto in colore simile
d'ornamenti stranieri, a guisa di coloro che ricercassero di ricoprire la venere ignuda di
leopardi, 695: non c'è dubbio che, paragonando lo stile di molti,
, campanacci, orpelli e rami / che 'l gobbo sonerà. moravia, 12-32:
, non c'era orpello né straccio che le sembrasse di troppo. -medaglia
giallo dorato (e anche le cose che tale colorazione assumono, come le foglie
coperta per grande spazio di bianche tende che, distendendosi dall'una all'altra parete
di orpelli e festoni di odorosi mirti che gli svolazzavano dintorno. lucini, 35
l'attuale wagner regista risolve tutto quello che può in giochi di luce. -titolo
amari, 1-iii-284: tra gli altri orpelli che i prìncipi normanni tolsero in prestito dalla
(o anche precario); ciò che appare seducente e bello, ma è
ulloa [guevara], ii-141: quello che 'l mondo vende nella sua bottega non
iii-3-271: volete voi... che io vi dica chi veramente sia stato
vi dica chi veramente sia stato quegli che consigliò da principio questo abuso sì pernizioso
da principio questo abuso sì pernizioso e che, dopo averlo introdotto, l'ha
mantenerlo con tanti orpelli, quanti son quei che gli va mettendo d'intorno? solaro
onde s'ammanta, si dichiari francamente che è un orpello, un inganno, una
e non bisogna orpello / come un uom che conosce il pel nell'uovo. palazzeschi
a tue sciocchezze attendi, / e che metallo prezioso e fino / stimi l'orpello
e splendi, / se non fossero quei che il tamburino / di marzo i venerdì
non sa discernere, leggendolo, quel che è oro in lui da quel che è
quel che è oro in lui da quel che è orpello? pecchio, 1-55:
, riempiture, che- villes ec. che forma il comunissimo orpello de'nostri classici
tutti quegli orpelli e gemme di vetro di che s'adornavano i poeti arabi di sicilia
orpello così brillante da abbagliarne coloro stessi che lo avevano deriso. cameroni, 1-149
, metà orpello e metà vernice, che destano il facile applauso dei più.
letteraria. giacosa, ii-373: io che vesto l'orpello / romantico e che
che vesto l'orpello / romantico e che metto in scena il medio evo /.
del monferrato per se stessa sì turpe che tutto l'orpello che v'impiegava il duca
stessa sì turpe che tutto l'orpello che v'impiegava il duca di savoia non
: è un documento... che dice molte cose sulla natura del governo
proteste di libertà, di civiltà non siano che lustro ed orpelli. idem, i-54
al vizio, ma sì... che, se il teatro non ha l'
] tanto acconciar ben l'orpello / che carlo si togliea per oro quello. muratori
qui luogo, oppure una pazza passione che non discerne il merito, che prende
pazza passione che non discerne il merito, che prende l'orpello per oro? idem
povero sig. cav. marmi, che gli credette, ha provato una gran passione
funesto ritrovo delle sciagurate madri di famiglia che, per godersi un po'di quel
figlie. tarchetti, 6-i-533: ciò che noi chiamiamo musica è una parodia,
intendere una situazione o una realtà positiva che non sussiste. luca pulci, 1-2-40
tanto seppe ciurmar e porre orpello / che '1 pover disse: io ne verrò
1100; mod. oripeau), che è dal lat. aurea pellis, auri
. miner. trisolfuro di arsenico naturale che cristallizza nel sistema monoclino, fonde a
, 43: giallo è un color che si chiama orpimento. questo tal colore
di color più vago giallo resimigliante all'oro che color che sia. landino [plinio
più vago giallo resimigliante all'oro che color che sia. landino [plinio],
: abbiate oncie una di sapone bianco che non sia affumicato, e poi abbiate
ii-34: l'orpimento è un minerale che imita col suo colore l'oro, et
diosco- ride di dua sorti, uno che è composto di scaglie poste una sopra
simile a una zolla; eleggesi adunque quello che risplende, di color d'oro,
risplende, di color d'oro, che è minuto di scaglie, e facilmente
. lomazzi, 4-ii-168: i colori che fanno il giallo sono il gialolino di fornace
f. doni, 6-63: dilettami sommamente che tu non abbia uopo d'adoperare unguenti
fr. orpiment (nel 1100), che continua il lat. auripigmentum, comp
manni, i-234: certa cosa è che 'orrevole'significa onorevole, e tanto appunto
= dal provenz. onrable, che è il lat. honorabilis (v
quivi la palma va distillando quel liquore che chiamano sura, la qual poi distillano
acqua di vita, della quale una che essi chiamano fula, che vuol dir fiore
quale una che essi chiamano fula, che vuol dir fiore, è la più
accende nel fuoco con più facilità e meglio che la nostra acqua di vita. l'
nostra acqua di vita. l'altra, che chiamano orraca, non tanto: nella
troppo uso... dell'orraca, che è un fumosissimo vino di palma.
/ vostro presgio e 'l valore, / che tut'i buoni stanno a lamemdare,
guittone, 39-9: amo sol quel che v'è prode ed orranza- / fedel son
son c'hanno cotanta onranza, / che dal modo de li altri li diparte
/ sarà degno quest'alto ente vitale / che nella sua bellezza ogni altro avanza?
. aggio inteso di voi tant'orranza / che non credo che morgana la fata /
voi tant'orranza / che non credo che morgana la fata / né la donna del
4172), con assinii- lazione, che è dal lat. honoràre (v.
di sentimenti e di abito morale; che è oggetto di stima, di considerazione
più gente; / orrato, poi che torna teco amore! p. angiolieri,
di vostra gentilia, / ma dotto che per dir non si paresse. dante
rabelisce? / vivere orrato l'om che dorme e vegghia. - \
en vista come / si fa qual che di nuovo è discontento. -universalmente
, 4-76: l'onrata nominanza * / che di lor suona sù ne la tua
tua vita, / grazia acquista in ciel che sì li avanza. monachi, 63
trapagato / lo vostro orrato -dir, che son galdente. dante da maiano, 1-49-1
voi parla. 3. che dà onore, che procura stima, fama
3. che dà onore, che procura stima, fama, rispetto,
mente -le vertù orrate, / che deo v'à date -sì compiuta- mente
amore. compagni, ii-217: reie che orrato pregio aver disia / sia prode
qual molte fiate l'omo ingombra / si che d'onrata impresa lo rivolve.
: non abbiate vestimenti troppo orrati, che sono contro alla purità dell'anima.
vii-685 (22-7): io son colui che per fortuna ria / eletto fui tra
eumenidi. baretti, 2-104: oh che gaudio ti desta ne'più remoti nascondigli
mannaie, da folte truppe di beccai che frequentemente corrono qua e là. foscolo
prima dell'armistizio inciampò su una bomba che lo dilaniò orrendamente e lo uccise.
. mazzini, 24-9: mi dice che rimangono circa quaranta franchi in cassa:
dell''apostolato ', ne deduco che dall'epoca dell'imprestito che la cassa mi
ne deduco che dall'epoca dell'imprestito che la cassa mi fece, le contribuzioni
abrase, meglio appare il san benedetto che... se ne sta a braccia
ungaretti, xi-371: ho conosciuto l'acqua che s'insacca, l'acqua che s'
acqua che s'insacca, l'acqua che s'ammala, l'acqua colle croste,
: udirmi maledire in tal modo da colei che m'aveva tradito così orrendamente. carducci
ma orrendamente illustre francesco ghisilieri nella congiura che insieme ai canetoli tramò contro annibaie bentivoglio
dal greco, cosa per altro scellerata che guasta quella lingua orrendamente. ungaretti,
l'essere orrendo, caratteristica di ciò che è motivo di orrore. orrèndo
agg. (superi, orrendissimo). che suscita o procura un sentimento di orrore
et acri. epicuro, 33: dicesi che la morte / un'ombra è ne
è ne la vista tant'orrenda / che il nome teme ognun sol che l'
/ che il nome teme ognun sol che l'intenda. ariosto, 31-21: s'
alla giustizia, ricordandomi le pene orrende che dio ha fatto venir sopra gl'ingiusti.
di piante antiche, orrende, j che spargon d'ogni intorno ombra funesta.
croce del ladron cattivo, / e che, d'orrendo maglio il boia armato,
il curvo grembo / d'incendio piene, che le vie negate / del ciel fendendo
silenzio orrendo, lugùbre: il più cupo che in terra / sia stato mai.
i-594: scoppio in un urlo orrendo che atterrì ambrogino. -sostant.
teschio dimostrava allora / un non so che del fiero e de l'orrendo.
, orrenda e brutta arpìa, / che le belle vivande ammorbi e guasti. ariosto
guasti. ariosto, 2-38: tosto che 'l ladro, o sia mortale, o
cara donna mia, / come falcon che per ferir discende, / cala e poggia
della terra / dall'ampio petto, che, infelice madre * / nell'evo primo
* / nell'evo primo non facea che mostri, / orrendi, enormi, e
iacopone, 1-ii-334: povertà dimmi, che è questo / che tanto or mi
: povertà dimmi, che è questo / che tanto or mi dai piacere? /
tanto or mi dai piacere? / che pe 'l tempo già passato / m'
di suo zio proprio? e diedi sentenza che i padri fossero gittati a'leoni et
i figliuoli sepelliti vivi, e quel che di loro nacque abbruciato in campo marzo?
fu il caso tanto orrendo d'udire che con i miei occhi quelli maladetti uomini
colle. -in relazione con un complemento che indica la causa dell'orrore.
, x-1-157: il sacro sangue, di che tutto orrendo / era intorno il terreno
c. i. frugoni, 1-6-169: che dirò de le primiere / che si
1-6-169: che dirò de le primiere / che si fan tutte le sere / a'
fece finalmente costui una predica tanto orrenda che gli uditori stavano come insensati.
novamente apresso arai inteso più da costellazione che da vizio alcuno per mia orrenda ventura
aria appestata, e sono fortunati quelli che rimangono più vicini al luogo ove si
fan le immondizie, perché l'aria che ne sorte, quantunque mofetica, dà
la lingua francese, la quale mi dicono che parlo bene;... ma
... ma tu non puoi credere che orrenda pena e fatica sia il capirla
i quali ci mettono una gorgia tale che muta e confonde affatto la sembianza delle
arrivano all'orecchio tutte diverse da quelle che voi conoscete. cattaneo, i-1-124:
tante sue rimembranze e le orrendissime noie che le dà giovanni leggendole qualcosa di suo,
considerazioni e a disperarmi dello spreco orrendo che avevo fatto della mia vita. comisso
medesima anch'esse nella città, giunte che furono su la piazza, spogliatesi con orrendo
: non devi credere, cara, che a me la guerra non abbia servito a
orrenda, ma il suo lato buono è che obbliga tutti a privarsi.
case e chi sui templi / poi che non son sicuri olmi né salci),
quelle alpestri cime un vecchio orrendo, / che di gelido umore et allagante, /
/ e di tenera spuma e più che 'l latte / candida, di continuo
263: è una sentenza molto orrenda che cristo non preghi per gli uomini mondani,
estreme pene punirono i penitenti romiti, che, atterrito da tanti eccessi, non
. salvini, 13-17: tutti quei che uscir da terra e cielo / orrendissimi
orrendissimi figli. 3. che suscita un senso di vertiginoso orrore o
, il muggito, i tuoni orrendi / che fa- cean ne'suoi liti e 'ntorno
onde. segneri, i-85: considera che sarebbe di un pellegrino, il quale,
orrendi, / l'alte apparenze sue, che siano intendi. pananti, iii-70:
/ chiedean cibo a una vita egra che basti, / ché nullo de'nocchieri ancor
sì terribil giorno, / èva, tu che creata / meco già fosti, èva
un grido subito ed orrendo * / che d'ognintorno n'ha l'aria ripiena,
dura l'antico costume di pagar donne che accompagnano i cadaveri con urli orrendi e
le lodi del morto con tale strepito che infastidiscono chiunque le ascolta. forteguerri,
. forteguerri, 10-96: la notte, che del giorno era foriera / della battaglia
calpestò la terra. 5. che ha un riflesso morale estremamente negativo o
livio volgar., 2-281: poi che il giovine non si volle inchinar a
, lo cominciò a minacciare e ammonivaio che gli sovvenisse della sua condizione. canteo
/ o rapace il falcone: / che l'uom, c'ha la ragione,
. paleotti, l-11-416: quelle pitture che chiamiamo orrende, perché esprimono senza alcun
esprimono senza alcun fine virtuoso certi atti che la natura degli uomini aborrisce: sì
uomini aborrisce: sì come il dipingere che il padre sia sbranato dal figliuolo o
il padre sia sbranato dal figliuolo o che la madre mangi le proprie figlie.
a lucio papirio, suo padrone, che per cotal cagione l'aveva messo ne'ceppi
messo ne'ceppi in luogo oscuro, che più volte si lasciò intendere all'aperta
più volte si lasciò intendere all'aperta che più tosto ei si sarebbe tolta in pace
si sarebbe tolta in pace la morte che condiscendervi. salvini, 39-v-16: diluvi orrendi
far loro determinatamente vedere come allighino e che orrendi frutti producano fra i letterati la
: tu senti, anna, tu senti che un orrendo nodo s'è stretto ornai
orrendo nodo s'è stretto ornai e che bisogna reciderlo. saba, 294: figlio
ancor buono / a cinger l'arme, che per tutto il suono / si udì
è il più orrendo e disgustoso spettacolo che appresentar mai si possa all'immaginazione atterrita
... nulla autorizza a temer che lo divenga a fronte di tanti secoli
di lei per lo sacrificio della messa che essa offerisce a dio, ma si riuniscono
tutte quelle maggiori e più orrende ingiurie che noi possiamo imaginarsi mai. alfieri,
si comporta in modo moralmente biasimevole, che provoca una repugnanza morale. pananti,
/ sanguinolenta. 6. che provoca una grave sofferenza fìsica o morale
e spruzzò quelle piaghe con tal efficacia che, cessata subitamente la doglia, il giorno
contrasto orrendissimo, come avviene in quei che, morendo su 'l fior degli anni,
137: per me trova le due che là si stanno / mie regali congiunte
si stanno / mie regali congiunte e che gli orrendi / piangon miei mali ed il
cedere alla fortuna; la più orrenda cosa che possa fare il giovane, ordinariamente pieno
belle speranze, ma il solo piacere che rimanga a chi, dopo lunghi sforzi
da questa orrenda massa di dolore / che ora mi schiaccia non verrà più all'
schiaccia non verrà più all'anima / che una gelida raffica di cenere. 7
per una orrenda fatalità, il vento, che fino allora avea soffiato con violenza,
ariosto, 19-98: le donne, che gran pezzo mirato hanno / continuar tante
femmine brute dalle leggi inabolibili della natura che impone a loro il diritto della specie
di morbi orrendi. 9. che suscita sensazioni spiacevoli dal punto di vista
spiacevoli dal punto di vista estetico, che è frutto di pessimo gusto; esteticamente
: mi sovviene d'un orrendo contagio che al tempo de'nostri padri avea infettata l'
i teatri sono orrendi, le compagnie che recitano ora (ne ho sentite due)
sono dispersi: e il mondo non conosce che un'opera intatta, armata e serena
intatta, armata e serena come minerva che esce dal cervello di giove. pasolini
è così profondamente distinto dall'impulso pratico che, come tutti ricordano, questa diversità ha
con artistica mimica i tratti dell'agonia che nota nel volto del morente.
. monti, x-2-227: fama è che sopra quell'orrende cime [le alpi]
maestà de'ciel, sì invesco, / che quanto più m'adesco / di tua
tanto sa fare il diavolo... che io pure a pensarlo mi orresco e
pallavicino, 1-564: in ogni altro foro che in quello di gesù cristo, se
reato, opponsi a'rescritti generali graziosi che sono orrettizi e surrettizi, non ammettendosi
vera e insuperabile da un diuturno esaminamento che 'l reo abbia fatto della sua preterita
. giannone, 2-i-29: qualunque dispensa che mai potesse allegare, qualunque permesso,
romani... poterono credere che da lui [l'imperatore] emanassero
specchiata o per la condizione sociale; che gode di buona fama e di stima
radi coloro i corpi de'quali fosser più che da un diece o dodici de'suoi
. sbarbaro, 1-122: nel foglio che dico, il meschino chie- dea (
chie- dea (e tale di quei che di orrevole han nome, raro su-
pubblica istruzione e di molti orrevoli professori che si sono occupati della materia.
orrevole nominanza. 2. che gode di una condizione sociale elevata,
popolano di porta san piero, tutto che fosse brigante. m. villani, 1-4
e femmine, per la soperchia abbondanza che si trovarono delle cose, non voleano lavorare
.., dilicate donne, sapere che vicin di cicilia è una isoletta chiamata
volevano vedere in palagio niuno cittadino orrevole che fusse vestito di buoni panni, ma
andrea da barberino, 3-973: eglino sentirono che lo imperadore di gostantinopoli avìa una figliuola
rimanente de l'orrevole o brigata o academia che vo- gliam nominarla. passeroni, 1-36
, 1-i-92: io aveva creduto sinora che il mio libro riuscisse non disgrato a
seco portate tre belle e ricche robe che donate gli erano state da altri signori
pervenuti per combattere: e beato quelli che più bello o orevole v'era potuto comparire
: come onoratissime donne, ogni volta che si sono mutate di uno in altro
è orrevole / con quella gammur- ruccia che sdicevole / sarebbe ad una fante. guerrazzi
-per simil. che tende allo stile solenne e magniloquente.
, efficace, breve 5. che dà o procura onore, che torna a
5. che dà o procura onore, che torna a onore di una persona,
torna a onore di una persona, che ne salvaguarda la dignità e la rispettabilità
. ariosto, vi-326: io vorrei che 'l tuo animo / si fosse posto
/ gelo torna meon sdegnoso e mesto / che gl'invidiasse il fato orrevol morte.
un favor per bocca nostra implora, / che orrevol fregio aggiungerla del pari / e
orrevole considerato dal tasso altro non è che 'l filosofico. ronconi, 2-7-51: e
, l'ho ritrovata sì piacevole / che la mi pigli so'quasi sicuro. /
di questa inclita accademia fondatori, ordinarono che il nuovo arciconsolo, prese l'orrevoli
animi vostri confortasse. 6. che ha lo scopo di rendere onore, onorifico
monastero suo con orrevole guardia de'frati che gli andavano intorno. botta, 6-ii-502
come 'gli antichi 'è più orrevole che 'i vecchi '. -per antifrasi
con pari affetto fu ricevuto l'onore che valerio fece al compagno nel dargli orrevole sepoltura
intrattenuto e proseguito. 8. che ha un altissimo valore morale. savonarola
tanto è bella ed orrevole la virtù che noi non possiamo non amarla e onorarla.
amarla e onorarla. 9. che ha grande pregio estetico o anche valore
34: questi capitani debbiano procurare sì che si faccia uno ciero buono e orrevole,
, il quale era il più orrevole che fusse in sagristia. macinghi strozzi,
è bello, ed ho dell'altro, che è assai orrevole; e parecchi piattelletti
vedendola co'panni cotanto orrevoli, bene che fussino istracciati, la domandò chi ell'
caro, i-266: di gran legnaggio tenne che fosse, veggendolo involto in arnesi più
fosse, veggendolo involto in arnesi più orrevoli che alla fortuna d'un che in abbandono
più orrevoli che alla fortuna d'un che in abbandono fosse gittato non si convenia.
. caro, 12-ii-315: buoni mostacciuoli che vi contano, signor conte! e
contano, signor conte! e forse che non sono orrevoli e venuti op- portunatamente
op- portunatamente per soccorrere a uno stomaco che mi truovo sgangheratissimo? -magnifico
, 1-i-423: è così degno munistero che sarebbe orrevole nelle principali terre d'italia
tegola o petrella, / il paiuol che non traballi, / ma tra i fissi
nonio sedere in orrevolissimo magistrato, sdegnandosi che a uomo sì vizioso toccassero così nobili ufizi
fé egli sempre delle sue proprie ricchezze che non gli fu grave, qualora non
. pulci, vi-114: non pensassi che le gambe fussino però di giulio secco
di staiora tre in circa a seme, che da primo e secondo culo et orrevole
romano volgar., ii-3-15: pare che le robe e gli adornamenti dei fanti mostrino
, i-133: superbia non è altro che amore di propria eccellenza...
d'aver del tutto conseguito quel fine che per servizio ed orrevolezza della patria abbiamo
tu più di persona! / uh! che dirà quella povera donna / come la
. a me mi dà del signore, che non lo dà agli altri...
tutti molli veggendosi e per gli schizzi che i ronzini fanno co'piedi in quantità
. cebà, i-72: molto più che l'orrevolezza della città, si metterà
più orrevolezza di stato o di lume che l'altre. 7. elevatezza
ii-290: livio e augusto cesare scrissero che fu l'urna al figliuolo portata e
servir sempre lavora, / a zo che 'l vesta e tegna orevolmente. firenzuola,
le quali [operazioni], se aviene che pur ci faccino per fama vivere un
poco orrevolmente, come intervenne a quello che accese il tempio efesio. m.
onore. cebà, 1-7: colui che 'l crin di mitra e 'l capo adorno
acconcia. sercambi, i-315: acciò che orrevilemente comparisseno furo alle spese del comune
, era garrito dalla moglie con dire che egli spendeva troppo e rimarrebbono poveri.
foscolo, xviii-409: la sola cosa che fo è di ristampare orrevolmente il mio
de'santi non caggia in questi peccati minuti che si commettono per parlare e per pensare
, i-747: qual è di loro che nelle concessioni del papa non riconosca frequentemente
con eccettuarne que'rescritti... che contenevano surrezioni ed orrezioni. =
. (superi, orribilissimo). che provoca un'impressione violenta di raccapriccio,
, di sgomento o di disgusto; che fa inorridire, che turba profondamente;
di disgusto; che fa inorridire, che turba profondamente; spaventoso, pauroso,
strage degl'innocenti 'così al vivo che vi parrebbe di contemplar veramente quell'orribile
, sì lampante, di quella divinità che aveva in se stesso. misasi, 7-ii-62
in quel cadavere, in quel sangue che ella aveva versato e che si confondeva
quel sangue che ella aveva versato e che si confondeva col sangue del suo salvatore che
che si confondeva col sangue del suo salvatore che ella aveva colpito. bocchelli, 1-ii-468
al mio pensiero! 2. che incute terrore per la ferocia, che provoca
. che incute terrore per la ferocia, che provoca ribrezzo (un animale).
sì fia di vedere i demoni, che sono la più orribile cosa e pieni
inf., 31-44: la proda che 'l pozzo circonda / torreggiavan di mezza
tua e quanto ella è misera miserabile? che in questa vita hai l'inferno e
, 99: grazie rendo a li dèi che quella orribile / furia non veggio.
egli fu fuori della selva, eccoti che gli si presenta un'aperta e larga
giorno, i-435: anco potria colui, che sì de'tristi, / come de'
corre la terra. 3. che ha un aspetto sinistro, squallido, inameno
, squallido, inameno o selvaggio; che evoca immagini di morte o di sofferenza
solitudine orribile. fiamma, 1-114: o che abissi profondi, larghi e orribili.
.. f... / che meco già da i più felici regni /
: ecco stridendo l'orribil procella / che '1 repentin furor di borea spinge /
coda e per i molti razzi di fuoco che apparivano intorno a quella. falier,
cinque giornate erano riusciti a farle credere che un tempaccio orribile impedisse ai soliti della
da lei, aggiungendo per di più che le cannonate erano tuoni. -molto rigido
, in partic. nel volto; che ha aspetto repellente, deforme. -anche
in vista, orribile e superba, / che 'l lume di beltate spento avea.
. carducci, ii-10-28: una signora che si lascia far quella corte da un
e scempio, avendo un altro amante che non è uno sciocco, può lasciar ai
uno sciocco, può lasciar ai maligni che lo faccia per fini d'interesse.
rendea la tibia. 7. che provoca disgusto fisico, nauseabondo (l'
11-4: l'orribile soperchio / del puzzo che 'l profondo abisso gitta. crescenzi
pesci di fiumi piccioli e fangosi e che corrono poco e che son vicini alle città
e fangosi e che corrono poco e che son vicini alle città sono più viscosi
nell'aere disperso / l'orribil puzzo che d'inferno esala. d'annunzio, v-1-248
, v-1-248: ripenso a quel ferito che ritrovammo in una stalla deserta abbandonato là
umori adoperano. 8. che provoca una gravissima sofferenza fisica o morale
m'eran le divote / ombre, che per l'orribile costura / premevan sì che
che per l'orribile costura / premevan sì che ba- gnavan le gote. panziera,
considerare... le mirabili pene che sostenne el corpo vivendo e nella sua orribilissima
io non penso dolce bene essere quello che è inamarito di urribile e mortale paura
vagheggiare così il formoso aspetto della pace che egli alla sozza e mostruosa faccia dell'
, 6-63: ancorché la morte (che noi vi concedo) non fosse cotanto
: ho... una paura orribile che tu abbia a disistimarmi leggendo queste righe
lagrime. de jennaro, 138: poi che le toi beate orechie intendere / cercano
serra, iii-338: è il terzo giorno che sono inchiodato in casa da un orribile
francese, vecchio di sessanta anni, che soggiornava qui da più anni.
trombe e corni un orrendo schiamazzo / che d'ognintorno ne risuona il lito.
: o d'agrigento orribili muggiti, / che penilo crudel dal tauro diede / ne
piu conforme alla natura degli antichi tiranni che di ministri ecclesiastici fece orribile e spaventoso il
italia. segneri, ii-255: da che peccaste fu subito fulminata contro di voi
di stato]. 10. che provoca molti morti, che fa strage,
10. che provoca molti morti, che fa strage, micidiale. de
/ un'alta meraviglia ed un orrore / che er lunga stagione in lor non cessa
è la vesta orribile e mortale / che a ercule mandò già deianira. fasciculo di
/ tacito seme. 11. che suscita riprovazione e condanna morale; gravemente
la bontà infinita ha sì gran braccia / che prende ciò che si rivolge a lei
sì gran braccia / che prende ciò che si rivolge a lei. cavalca, 21-48
è, anzi orribile, trovarsi uomini venderecci che sono sì vili che per soldo si
trovarsi uomini venderecci che sono sì vili che per soldo si mettono a guerreggiare eziandio
si mettono a guerreggiare eziandio le guerre che non sono loro. s. gregorio magno
(3): avea in uso, che orriber cosa è pur a dir e
pur a dir e a odir, che, incontenente ch'elo avese o vìse cosa
: padre mio, il diavolo mi tiene che per vergogna non dico uno orribile e
furono trovate in casa sua cose sì orribili che per me temo di scriverlo e mi
e l'hanno ubbidita con tanta religiosità che hanno meritato di esser detti maggiori de'vicini
spettatore è tratto a inorridire delle nudità che vi si ostentano bestialmente, in un
tegnon or là su gran regi / che qui staranno come porci in brago, /
miserabili, non cessano d'insultare i popoli che li abboniscono ed i grandi che hanno
popoli che li abboniscono ed i grandi che hanno la bassezza di accarezzarli sebben li
il sentimento di pietà nelle donne spartane che lasciavano portare al taigeto i loro bimbi
l'orribile cosa. 12. che è o appare odioso a una persona per
però sorse in italia l'orribile mostro che doveva scompigliarla da capo a fondo.
orribile di mali, / bisogno, e che non spezza / tua indomita fierezza?
quale [cortigiano] non volemo però che sia tanto orribile che sempre stia su
non volemo però che sia tanto orribile che sempre stia su le brave parole e
sempre, l'abbondanza, venendomi scritto che... se ne trovano tronchi così
.. se ne trovano tronchi così orribili che se ne cava una canoa tutta d'
14. privo di valore artistico; che offende il senso estetico, spregevole,
affabile, miope, a barba tonda, che prima di toccare un oggetto..
8-55: quei preziosi e orribili doni che all'anno santo vengono esposti in certe
mostro e conciliargli alcun sembiante di verità che seducesse gli sciocchi, lo spinoza l'abbigliò
ho letto come cosa piaciuta a lei e che viene da lei, e di eleganza
ti aver per male dei rimproveri amministrativi che non sono per te, ma proprio
per te, ma proprio l'amministrazione che mi pare orribile. -che è
fango. 15. ant. che provoca stupore e sbalordimento. maestro alberto
sarebbe di maraviglia infinita e orribile più che tutte le cose contra natura se..
fossero ingannati, seguiterebbe una impossibilitade, che pure a ritraere sarebbe orribile.
m. -i). letter. che ritiene orribile 1'esistenza umana o la propria
esistenza umana o la propria vita, che ne vede con particolare acutezza gli aspetti
! ». questo orribilista suole anche ripetere che vorrebbe avere mille vite per togliersele una
), sf. caratteristica di ciò che è o appare
spaventoso e che provoca orrore, ripugnanza, disgusto o
più necessario per durar nella battaglia, che è lo stimolo dell'onestà, non
, 9-27-2-196: come sogliam delle cose che per la loro orribilità e schifezza ce ne
sono orribili, ma di una orribilità che varca ogni umana idea.
. b. fioretti, 2-2-127: che lo stile di museo, dolcissimo e
occupavano al dintorno tutte le parti, sì che e il centro e la circonferenza ad
circonferenza ad un tempo poteano assalirsi, che è la somma orribilità e rischio ai regni
e di percussioni, quanta era quella che era nelli dannati puniti nella nona bolgia
dir tanto dell'orribilità di quelle pene che più senza comparazione non ne sia.
s. antonino, 3-155: dicono che dio non voglia o non possa perdonare
la quale possiamo comprender la ragione, che ha indotto dante a discender nell'inferno,
orribilità del peccato, quanto le pene che tollerò per distruggerlo il nostro re- dentor
guerra véne / e come ella è colei che 'l mondo occùpa / e fallo star
cattive negli errori umani per certe orribilità che concitano il terrore e la misericordia.
hai fatto un'orribilità grande. passi pure che tagliasti il capo a quel povero paflagone
: una foresta aveavi in veritade, / che molto saggi n'avevan paura:
.. cominciò a tremare sì fortemente che apparia ne li menimi polsi orribilmente.
, iv-1-72: curzio.;. / che di sé e de l'arme empiè
ira / e per le schiere sue, che son cotante, / il bieco sguardo
4-454: non si aspettava ormai altro che rendersi, se non che la città gettasse
ormai altro che rendersi, se non che la città gettasse l'ultimo spirito e,
terra lo tira. -in modo che suscita compassione, miserevolmente.
. caro, 4-935: ecate, che ne'trivi orribilmente / sei di notte
-in relazione con un agg. che ha una connotazione negativa (e ha
5-1-36: la disposizione metodica e scientifica che i moderni botanici hanno felicemente introdotta nello
felicemente introdotta nello studio delle piante, che prima era orribilmente confuso,..
... non si deve ad altro che all'ingegnosa applicazione dell'anatomia ai vegetabili
, 30: cupa e 'ngorda / vorago che, rotando, il flutto e i
. marchetti, 5-268: succede ancor che vacillante il suolo / sia dagli urti dell'
dell'onde orribilmente / squassato, allor che d'acque in ampio e vasto /
., 1-2-m: si assimigli a letizia che fosse il vetro...,
, alla quale sempre si teme orribilissimamente che non caschi e spezzisi. guidiccioni, 5-50
, 5-50: s'il dissi mai che in queste torbide onde * / ch'io
. leopardi, iii-574: quelle lezioni che mi sventrano la giornata mi annoiano orribilmente.
l'ombra / e 'l negro vel, che la serena faccia / di giunon bella
. -in modo molto sgradevole, che urta i sensi. c. f
] orribilissimamente. 7. in modo che denota mancanza assoluta di capacità, di
il regno di napoli, per esempio) che non avete scrupolo di dichiarare governati orribilmente
su 'l frontespizio, s'intende ragionevolmente che è fatta dopo il 1820, nella marca
d. bartoli, 9-30-296: quelle che colà da lungi vedete orridamente amene,
: bisognava far via sur un sentiero che orlava, per dir così, un precipizio
seriman, i-293: oh allora sì che mi vidi orridamente imbarazzato!
orridézza, sf. caratteristica di ciò che è o appare orrido, pauroso,
appare orrido, pauroso, terrificante, o che impressiona fortemente provocando un senso di
udiste orridezza di guai e di miserie che egli ne conta. gioberti, 3-51
internarmi nella spelonca quanto potevo, senza che l'orridezza sua mi mettesse apprensione.
mettesse apprensione. milizia, vii-264: che contrasto tra la bella decorazione degli edifizi
, mirando solamente a quella esterna orridezza che la volontaria povertà nel di fuori dimostra
(cos'è la vanità umana ed a che s'appiglia!) inorgogliva della propria
per l'orridezza e deformità dell'armatura che vestono. -maniera rozza e ingenua
soli da sé, poco dilettosi princìpi che dicevamo. benché... io
. io mi fo ragionevolmente a credere che, se con occhi di buono intenditore
conferma questa orridezza della lingua latina quel che fu detto... da rabì jochanan
della natura d'alcune lingue, affermò che la lingua romana era fatta per la guerra
cena, in tavola, fra molte persone che mi assordano. settembrini, v-84:
. settembrini, v-84: il bottari, che primo pubblicò queste lettere, vuole scusarne
lettere, vuole scusarne l'orridezza dicendo che allora così si parlava. 7
2-88: o fede santa dove sei, che non esprimi nella mente de'tuoi fedeli
ministri di baviera l'orridezza dell'odio estremo che gli spagnuoli li portavano.
sade] sofismi son veli di fiato che non riusciranno mai a nascondere la tua
rimbombo delle palle e delle bombe con supposto che, alle sole orridezze di fragori,
mare di fuoco, sono, solamente folgori che spaventano molti e trafiggono pochi: però
r. longhi, 25: peccato che, recentemente, la mostra del cinquecento
. m. -ci). letter. che si riferisce, che è proprio di
. letter. che si riferisce, che è proprio di un genere dell'antica
sf. letter. aspetto di un luogo che provoca orrore o spavento. fed
della valle, 1-120: non è giusto che tanto possa o l'orridità del luogo
. (superi, orridissimo). che provoca un'emozione violenta di orrore o
violenta di orrore o di terrore, che turba nel profondo, che sgomenta;
di terrore, che turba nel profondo, che sgomenta; pauroso, spaventoso, terribile
o interessante proprio per la reazione intensa che determina nell'animo). bartolomeo
questo orrido cominciamento vi fia non altramenti che a'camminanti una montagna aspra e erta
balia ed elena smarrite, ed una fante che con elena era in corte, cominciarono
possente / viene e, non men che imperador temuto / de'tenebrosi regni,
e sozze, dalle ondate di tanfo che salivano fino a lei, si ritrasse.
l'incanto, orrido e inesplicabile, che la figura del serpe esercita sempre sulla immaginazione
quivi dei corpi l'orrida mistura, / che piena avea la gran campagna intorno.
rimostranze, dato delle furie, mancò poco che non
in questa materia. 2. che appare cupo, pericoloso e ostile all'uomo
di teatro di montagne, più sovente orrido che ameno. maironi da ponte, 1-i-194
appennini assai meno orridi veduti da questa che dall'altra parte d'onde venimmo.
al ciel del mondo parte, / che l'acqua cigne e 'l sasso orrido serra
ogni altra e dolce terra, / che 'l superbo appennin segna e diparte.
duro ed alpestre orrido monte * / che malgrado d'italia andò rompendo / l'
cipressi ferali, orride rupi, / che il folgor percotea. comisso, vii-208:
marini, i-308: sarà mai vero che la gentilezza del mondo sotto orrida spelonca
una strana sera, mamma, / una che certo affanna / i cuori come il
. 3. con uso enfatico: che offende il senso estetico (o anche
; privo di ogni buon gusto; che urta contro la proprietà e la purezza
proprietà e la purezza della lingua; che ha un aspetto francamente brutto.
ogni delicato spirito d'artista non meno che a ogni serio spirito filosofico. montale,
182 [var.]: non credo che si trovi al mondo fante / più
5-28: quest'orrida befana * / che già d'un tozzo aveva carestia,