, agg. ant. e letter. che sorge o spunta sull'orizzonte, nascente
: non essendo vero per solitudine assoluta che il gange, solo tra tutti i fiumi
, percioché ce ne sono degli altri che vi corrono. m. adriani, 2-ii-4-80
nella mente / come stella oriente / che traspar nella pura onda dlun lago.
ingresso. 2. figur. che comincia a dar prova di sé, che
che comincia a dar prova di sé, che inizia a imporsi, a primeggiare (
numero di persone adora il sole oriente che l'occidente non fa. b. davanzati
oriènte2, sm. astron. punto cardinale che indica la direzione e la parte dell'
disse il signore ad abram, poscia che si partì lot da lui: « lieva
al guardo una tonda convalle, / che da sei montagnette ond'è ricinta /
., 1-20: lo bel pianeto che d'amar conforta / faceva tutto rider
con sospetto an- dorno, / insin che in oriente vidon giorno. ariosto, 20-81
campo immenso d'un bigio ceruleo, che, giù, giù, verso l'
è mansueto. 3. territorio che, rispetto a una regione o a
pareva loro essere tra tutta la spezieria che mai nacque in oriente. livio volgar
liberare grecia. dominici, 2-15: sai che dallo oriente vengano gherofani, cannella,
caro, 1-800: riconobbe lo stuol che d'oriente / addusse de l'aurora
invaghì la giovanetta mente / la tromba che s'udia da l'oriente. a.
sino agli ultimi termini d'oriente, che è il giappone. targioni tozzetti, 9-285
oriente: entità geografica comprendente gli stati che si affacciano sul mediterraneo orientale (turchia
medio oriente avevamo ben altro in testa che le bellezze naturali e i fatti di
le labra d'un colore, / che gettano uno odore / che spira e passa
, / che gettano uno odore / che spira e passa el suave oriente.
conchiglia a l'alba aperse * / che la bocca pareggi, ov'ha ridente
.. sono più belle nel suo colmo che nel cominciare a montare o nel calare
oriente glorioso di questo sole di giustizia che ha scacciate le tenebre dall'anime nostre
. -la nuova nascita alla vita eterna che, nella concezione cristiana, coincide con
di giusto, di forte... che a lui [cristo] tesserono concordemente
a. martini, i-16-365: ecco, che io farò venire il mio servo,
diversità veruna di sentimenti intorno a colui che è detto 1''oriente ', overo
i rappresentanti di tutte le logge e che è presieduta dal gran maestro. -anche:
1-88: povera gente, non pensavano che il secolo decimonono, governato da grandi
gl'imperatori, i duchi ed i dogi che come servitori umilissimi dell'occulto potere delle
. 9. caratteristica delle perle naturali che appaiono traslucide per la scomposizione della
tutte in quella lucentezza calda e rosata che i gioiellieri definiscono oriente. 10
, lii-14-17: nel 1453 questa città, che fu il capo e metropoli dell'imperio
oriente, venne nella casa ottomana allora che macometh di questo nome secondo, padre
/ di strofe belle e brutte / che vadano a diritto ed a sghimbescio,
ii-114: le miniere / tanto l'orifere che l'argentiere, /...
... / e insomma ciò che c'è, / ogni cosa terra egli
ricamate e fiamme d'oro dipinte, che era posta nell'abbazia di saint-denis e
1-61: lo re fecie spiegare una bandiera che la chiamano olifiama, la quale dicono
una oro e fiamma contraffatta, imperò che oro e fiamma vera avevano quelli di
curiosa. monti, 5-207: dice che questo all'angle squadre è morte, /
vittoria de'franchi alle bandiere, / che questo è l'orifiamma. foscolo,
: l''orifiamma ', antica bandiera che in francia sino a luigi xi seguitava
ora, levata come un orifiamma / che nessun vento piega, andrà lontano /.
10-43: soli, vasti come orifiammi, che calavano tra i vapori sulla pineta.
stan nello scaffale / mille volumi / che alluminava un mastro fiorentino / d'orifiamme
, io non t'uccello), / che con la scala si va sulle mura
quivi ove s'aspetta il temo / che mal guidò fetonte, più s'infiamma /
dritta qual rustica orifiamma / nel sol che l'aure indora, /...
di pesci rossi del genere carassius, che hanno la pinna caudale doppia e lunga
orifìcie). apertura di piccole dimensioni che si trova all'estremità di un canale
far il semplice le cime dell'iperico che cominciano a maturarsi, oncie tre;
di dar loro questo segnalato ricordo: che imitassero tutti quelle colombe le quali tengono
, non dentro il seno della piccola buca che le ricetta, ma sul suo bell'
le particelle dell'acqua, nell'urtar che fanno nell'orifizio del forame, si raggirano
dal tubo della sorgente e ad impedire che non venga ondeggiando verso la sponda,
appoggiato sopra un'altra voluta a chiocciola che s'innesta nell'orificio del vaso. moravia
tutte si suonano a mano col martello che batte la campana nell'orificio dalla parte
di fuori. paoletti, 1-2-382: serve che diate un'occhiata all'orificio delle nostre
312: le mela... che nascono nella state e nello autunno e che
che nascono nella state e nello autunno e che son ben dolce confortano l'orificio dello
a. cocchi, 4-2-87: si crede che una soverchia azione nervosa convulsiva delle fibre
: come sostenere... un principe che riceve la libidine per tutti gli orifizi
orificio del sedere, non bisogna aspettar che si maturi perfettamente, ma devesi crudo
viscere. moravia, 21-263: mi raccontava che qualche volta lui si divertiva a premerle
matrice tropo stretto e così se impedisce che ne entri el seme. dalla croce,
er aprir l'orificio dell'utero quello stromento che viene a avicenna chiamato speculo.
canale dell'uretra in un corpo glandulare che la circonda. pasta, 1-115: io
: io mi rammento di una donna che, nell'atto che un perito chirurgo
rammento di una donna che, nell'atto che un perito chirurgo si accingeva a dilatare
. del papa, 4-78: concepiscasi adesso che l'acqua, per di fuori grugnendo
sottilissimo liquido il passaggio. -foro che mette in comunicazione un vaso sanguigno con
e l'aorta, orificio mitralico quello che unisce l'atrio sinistro e il ventricolo
per disposizione della medicina può intervenire però che essa è di quella che pugne gli orifici
intervenire però che essa è di quella che pugne gli orifici delle vene. er
. dalla croce, 8: se aviene che da quelle eschi copia di sangue,
anelli / occupata; e que'punti, che si osservano / nella linea, divisan
, divisan gli orifici / de'vasi, che già al fusto hanno servito.
o una sinuosità, succeduta per quel che credo al tubercoletto, per l'orifizio
difficili. bartolini, 20-341: meno che mai borghese sono stato; / ho
solo avuto stretto l'orifizio; / sì che nessuno mai a genio m'andò.
(plur. m. -i). che è esperto, che si occupa
). che è esperto, che si occupa di origami.
pene de lo 'nferno che l'anime che vi sono dentro non si ricordano poscia
/ dè om metter pensere / nel ben che vene, ed obriar doglienza. g
tutto questo ragionamento udito un certo astutaccio che mettea ogni suo pensiero nel fare dell'
nostra lingua diciamo altiero e disdegnoso colui che per excellenzia d'animo non riguarda né
e supplica la fata umilemente, / che li consigli, favorisca e aiuti,
, favorisca e aiuti, / sì che ritornin donde eran venuti. / disse la
: di là intraprendevano uniti lunghe passeggiate che duravano spesso fino ad ora assai tarda
. bembo, 9-1-271: per avventura che io vi porrò in pensiero con queste
strozzi, 1-55: io aver a che far con un cervel leggiero: / questo
/ del tardar mio, ch'io vo'che 'l gregge pasca; / né cred
pasca; / né cred. o che di me pensier si mettano.
varchi, 18-1-95: né veruno altro pareva che di ciò pensiero alcuno si mettessero.
quest'in un anno, in finora, che siamo nel mese di de- cembre,
mai piovuto ancora. -non avere pensiero che possa immaginare qualcosa: non volerci neppure
su'signore, / non ò penser che 'mmaginar volisse, / donna, di farmi
17-193: lepre mia, a me pare che tu faccia come colui che, essendo
me pare che tu faccia come colui che, essendo messo in prigione da certi suoi
certi suoi creditori, gli pregava poi che non ne lo cavassino, dicendo che
che non ne lo cavassino, dicendo che fuor di prigione aveva mille pensieri e di
non aveva un pensiero al mondo, sì che e'vi gli pareva una bella stanza
fatto mio? -non darsi altro pensiero che: pensare unicamente a. carducci
[ariosto] non davasi altro pensiero che di fare disfare e rifare intorno alla sua
di qualcosa: tenerne il gran conto che merita. caro, 12-i-206:
forteguerri, 29-37: il cafro re, che tacito e pensoso / era stato con
.. giunta oggi è quell'ora / che ha posti i pensier'miei tutti in
in riposo. -porsi in pensiero che: convincersi che. g. gozzi
-porsi in pensiero che: convincersi che. g. gozzi, 1-55:
a sibilare basilischi, postosi in pensiero che fossero ladri che si accennassero per ispogliarlo
basilischi, postosi in pensiero che fossero ladri che si accennassero per ispogliarlo,..
.., preso pensiero, disse che di quine a du'dì se ne verrebe
cose diete s'era preso pen- zieri che il papa di vignone... fusse
114: vi prego, per l'amore che mi portate e per quanto stimate l'
e per quanto stimate l'onore mio che, in questa va- cazion del carnovale
moro, lii-14-335: il poco pensiero che si prendono di far tener nette le strade
sempre d'ogni sorte d'immondizie, fa che rare volte si stia senza qualche sospetto
prendersene gran pensiero: tanto più, che c'è stato di mezzo quel decreto
mi venne d'a- vante, / che si prese di me pensiero e cura.
noncurante a f. d. guerrazzi che volle pigliarsi pensiero di me, lascio da
penò alquanto a distinguere gli spaventosi oggetti che la circondavano, a raccogliere i suoi
grave occasione lasciar di recarle al pensiero che..., tratti bene i conti
ancora, né ho trovato altra persona che riscontrasse nelli miei pensieri, se non
così nacque di quello un altro poi / che la prima paura mi fé doppia.
signori mangiano per la maggior parte quel che da i scalchi è lor presentato,
i scalchi è lor presentato, eccetto che non sien di lor natura tanto golosi che
che non sien di lor natura tanto golosi che, stando col pender sempre a quel
, stando col pender sempre a quel che abbian da mangiar sera e mattina,
, se l'ordinino da loro stessi, che in un principe non è cosa più
e vedendo ch'era passata l'ora che doveva tornare, stava in pensiero.
1-iv-718): dirai alla mia donna che di questo non stea in pensiero. ber
pensiero, / e poi vien un che glie le porta via. mantova, 109
molto in pensiero questi dì, vedendo che ne logoriamo il tempo, poco opera
, poco opera dando a quelle discipline che ci possono arri- chire e di immortai
. giuliani, ii-116: io mi figurava che quella lettera andasse smarrita, perché sulla
« adesso vieni », sussurrò, « che se no, di sopra, sono
, 7-7 (1-iv-628): lodovico, che d'alcuna ancora inamorato non s'era
accese in tanto disidero di doverla vedere che a altro non poteva tenere il suo
apprensione. mazzini, 32-109: ciò che mi tiene in pensiero è la posizione
del mondo. -è pei miei nipoti che non si fanno vivi da un pezzo e
ciolli a venire in pensiere di volere sapere che era questa ira di dio e come
gli veniva in pensiero... che le sue lettere e i messi fossono venuti
perdoni se alcuna volta venni in pensiero che vostra eminenza non amasse il servo suo
, 1-ii-178: gli venne in pensiere che nessun altro avrebbe meglio potuto ottenergli quest'
meglio potuto ottenergli quest'intento, fuori che frate giacomo de'bussolari agostiniano.
alv. contarini, lii-4-236: ora mo che... l'armata turchesca ha
armata turchesca ha patito tanto danno e che prima che possa rimettersi come era prima
ha patito tanto danno e che prima che possa rimettersi come era prima vi vorrà
/ possa, profeteria / non fate, che 'pensier'son come navi. s
in magalotti, 9-1-265]: il pensiero che v. s. illustrissima ha in
d'avarizia. goldoni, iv-509: guardate che pensieracci vi vengono per il capo!
siamo preoccupati da alcuni pensieri o pensieracci che mi turbano nel mio lavoro. bonsanti
fare qualunque s'è l'una delle cose che voi dite, credete voi che io
cose che voi dite, credete voi che io creda che idio m'avesse tanto
dite, credete voi che io creda che idio m'avesse tanto sostenuto? alberti
il dì tutto tra le femminelle o che si pigliano ad animo tali simili pensieruzzi
. non uno pensieruzzo ebbe mai altro che in nettezza. d. bartoli, 7-3-171
7-3-171: sente dell'incredibile il notomizzar che faceva... ogni pensieruzzo,
. croce, iv-1-152: ogni pensieruccio, che gli venga in mente, gli sembra
a sereno, spensierato) ', che esprime tale disposizione d'animo o,
20-7: lascia star pensierosa a me che, dal mal francioso in fuora,
francioso in fuora, non trovo cane che mi abbai. b. davanzati, ii-45
soldati guardavano in terra, pensierosi più che pentiti. b. corsini, 7-58
fanciullo perché non ha senno, ond'è che fa i vecchi rimbambire, benché di
complesso del luogo ne risvegliavano ancora alcun che di patetico; ma di quel genere a
di quel genere a un di presso che si attribuirebbe ad una fisonomia mesta dolcemente
ce mera uno specialmente, dei forestieri, che stava accigliato e pensieroso. de amicis
aria pensierosa le loro belle montagne, che forse non avrebbero mai più rivedute. d'
, ii-162: voi, damigelle, pensate che l'amore e tesser innamorato non consista
amore e tesser innamorato non consista in altro che in andare un uomo pulito, in
anima e del corpo suo in guisa che sia vergine nell'anima e nel corpo.
e nel corpo. 3. che richiede seria applicazione del pensiero. boiardo
] de'più uniti e più pensierosi che siano mai usciti dalla povera mia penna
pensiero1. pénsile, agg. che non si trova a livello del suolo
19-4: l'antichità non ebbe di che più maravigliarsi che... degli orti
antichità non ebbe di che più maravigliarsi che... degli orti pensili,
palazzi; e cesare augusto piantò cipressi che crebbero in notabile altezza sopra la muraglia
: in voi [archi eccelsi], che aprite in italo sentiero / pensile
sentiero / pensile e nobil via, vien che si miri / del ro
, 2-3-m: né si creda che allora le città e le case sian sottomesse
b. del bene, 2-317: bisogna che siavi un magazzino pensile su cui
2-65: è troppo triste / che tanta pace illumini a spiragli / e
sistema di fontana pen sile che cosimo aveva escogitato, con una corteccia di
, con una corteccia di pioppo che portava l'acqua d'una cascata fin tra
si voltò subito indietro per vedere che cosa fosse successo, agitando tutto il
, agitando tutto il pensile giardino che le ornava la testa. -per
la testa. -per estens. che cresce in tali giardini, che
estens. che cresce in tali giardini, che ne costituisce la vegetazione.
fare a piacimento. 2. che non poggia su una base, che sta
. che non poggia su una base, che sta sospeso nel vuoto (con partic
un corpo celeste). -anche: che pare librarsi in aria per miracolo,
o magia. galileo, 3-1-432: che altro è la terra che un globo
, 3-1-432: che altro è la terra che un globo pensile e librato in aria
cedente? lubrano, 1-136: so che vorreste veder la via lattea nel suo cielo
. -che non poggia a terra, che non giunge a toccare terra.
f. frugoni, vii-580: lo stabile che posseggo d'im- prestito è tutto il
mia dispensa è pensile, così mal fornita che un mucchio di pane arsiccio, quattro
impiccato). gigli, 150: che belle cerimonie, / che belle riverenzie
, 150: che belle cerimonie, / che belle riverenzie / farà il sanese nunzio
ferver sovente i balli / fra mille faci che ardono / su i pensili cristalli.
, i-899: per la bionda luce che 'l pénsile globo diffonde / le forme
: gaio sergio orata fu il primo che ordinò li bagni pensili. a. cocchi
orata... fu il primo che si servisse de'bagni pensili. ma
. ma plinio... c'informa che asclepiade introdusse il primo quest'uso.
il primo quest'uso. par dunque credibile che questo ingegnoso medico inventasse quella maniera di
di queste grandi piante è questo, che tutti i rami mandano giù da'loro
sostenuto da colonne o da pilastri; che non ha funzione di sostegno. -colonna
sprofondai in uno qualunque dei ventiquattro stalli che componevano l'ordine superiore stendendo i gomiti
gotica a incavo, addossandomi allo schienale che fingeva con gli altri una serie di finestre
7. nell'arredamento moderno, che si appende al muro mediante appositi tasselli
sporgente da un muro o indipendente, che serve a riparare persone e cose dalle
pensile. pensionàbile, agg. che può essere collocato in pensione, avendo
lavoratore dipendente). 2. che consente di andare in pensione (l'età
(l'età anagrafica raggiunta); che al termine dà diritto alla corresponsione di
lavoratori dipendenti. 3. che serve come base economica per determinare l'
stipendio o del numero di anni lavorativi che servono al conteggio della pensione.
d'avviso se non un giorno dopo che le cedole per il nuovo concorso
esposte al pubblico, in modo che mi si precluse il tempo utile e necessario
lavorativa. -pensionamento anticipato, posticipato: che, per esigenze economiche e produttive,
l'eliminazione dei benefici di pensionamento anticipato che rappresentano un ingiustificato privilegio.
di 'rentiers ', pensionanti, avari che vorrebbero sfuggire le tasse.
: non saranno costretti ad esigere dai pubblici che pensionino qualche giovine che si instruisca nella
esigere dai pubblici che pensionino qualche giovine che si instruisca nella scuola di milano.
previdenze e delle rivendicazioni tutti gli incompetenti che hanno condotto l'istituzione nelle attuali melme
. cecchi, 13-213: dichiararsi! parola che spiomba, / uando uno sa,
uando uno sa, un poco, che cosa significhi. / ma signi- ca
xviii). pensionàrio, agg. che gode la pensione derivante da un ufficio
siastico; destinatario di una rendita; che riceve un'erogazione, un appannaggio,
alv. contarini, lii-4-232: gl'italiani che sono pensionari del re son quasi tutti
estinguere la pensione non vuol dir altro che ricever una quantità di danari per liberar
fare la pasqua. botta, 4-1149: che gl'impiegati al servizio della corte o
neppure i pensionari. -per estens. che deve pagare la pensione che grava su
-per estens. che deve pagare la pensione che grava su un beneficio da lui goduto
tolomei, 2-143: non trovo ancora che qui sia data commissione alcuna dal mio
sia data commissione alcuna dal mio pensionàrio che mi sian pagati denari. f.
casini, iii-308: non è egli vero che, se il pensionàrio per un
ne lo trasse, per mettervi uno che potessi cacciarne lui. g. corrèr,
, lii-4-219: degli svizzeri ognuno sa che sono suoi pensionari, e certo può
, e certo può dire quella maestà che ogni denaro sia benissimo impiegato in loro
latina formata dalla pensione o salario che essi hanno), li quali pensionari ordinariamente
e insomma hanno quasi il medesimo ufficio che quelli detti in iure sindici, perché
in inghilterra, compagnia di cento gentiluomini che ricevevano la paga di cento sterline l'
sterline l'anno e non fanno altra cosa che l'assister ciascuno nel suo abito,
mi dubito, questi nostri pensionari che 'l mio corpo sia glorificato e
'l mio corpo sia glorificato e che non abbia bisogno del vitto.
e scuole pubbliche. i convittori, che essi chiamano * pensionari, son 400 e
, 88: vi è una madre maestra che ha due gran baffi sotto il naso
tronconi, 2-34: -che cosa volete che ci faccia io... che
che ci faccia io... che la sposi? -tutti tacevano. -che le
fiatava. 7. agg. che vive di assistenza, di sussidi; che
che vive di assistenza, di sussidi; che fonda la propria economia sulla sopravvivenza
sentita e sofferta più nel nord aziendale che nel sud pensionario, parte ancora da
repubblica di venezia, servitù di pascolo che gravava su terreni pubblici e privati dietro
, di pensionare), agg. che gode di una pensione; che riceve un
. che gode di una pensione; che riceve un sussidio, un appannaggio,
e pensionata come prima. ciò prova che le arti dei malevoli non riuscirono. balbo
rotondi suo pensionato. 2. che è sovvenzionato per svolgere una ricerca scientifica
opera artistica o letteraria. -anche: che fruisce di una borsa di studio per l'
furon nove, e pensionati da lui fin che visse). carducci, iii-17-201:
pirandello, 7-1322: un giovine pittore che presto sarebbe partito per roma pensionato.
per roma pensionato. 3. che ha cessato l'attività lavorativa e trae i
era un figlio del vecchio monticone. più che cinquantenne e ormai pensionato della fiat,
maniche di camicia, per lo più, che passavano i pomeriggi con gli occhi abbattuti
... si può anzi dire che quanto più vetusta è la storia di un
sedimentazioni di masse fannullone e inutili, che vivono del 'patrimonio 'degli '
storia economica. -figur. che ha abbandonato, più o meno volontariamente,
un ideale, o, anche, che ha perduto il vigore, la vivacità
pensionato2, sm. istituto (che ha sede in un edificio opportunamente strutturato
ln-451: considerò... la commissione che dalle scuole primarie o comunali a queste
popolari, i-55: conviene... che le donne del popolo, che non
. che le donne del popolo, che non hanno, come le altre favorite dalla
e adesso non potè a meno di pensare che, se avvenisse una rottura fra zio
-pensionato artistico nazionale: borsa di studio che un tempo si assegnava a giovani artisti
: negli ultimi anni del pensionato bisognava che i giovani presentassero un quadro di figure
san giacomo di spoleto con una pensioncina che le pagava la congregazione di propaganda fide
quattro branche di scale, le ragazze che ci aspettano sul pianerottolo. doveva essere
dar pensione a tutti li signori che sono nel paese a lui sog
pensione, e volea in ogni modo che io la pigliassi. f.
scrive capino della conclusione della dieta: che non hanno voluto consentire fanti, non
maritar donzelle ed altro, in modo tale che la pensione non le basta, sì
la pensione non le basta, sì che il re convien alcune volte supplire con
cecchi, 1-ii-188: io voglio / che da qui innanzi mi facciate vostro / segretario
sono molti di questi prìncipi di germania che hanno pensione e intelligenze, parte con
per timore o per pensione. non crederò che mai si faccia mutazione di stato,
. mazzini, 24-123: il volere che noi crediamo al loro liberalismo quand'essi
de la spedizione estinsi tutte le pensioni che fin allora v. s. illustrissima m'
di alcune fisse pensioni a tutti coloro che non maggiori di 21 anni abbiano dato in
vi saprei contare la copia de'favori che mi son fatti né le carezze infinite,
, esser fra il numero di quelli che per le loro virtuosissime opere hanno avuto
beneficio ecclesiastico. -pensione ecclesiastica: quella che può essere riservata ai soli ecclesiastici,
ecclesiastici, contrapposta alla pensione temporale, che si può riservare anche a favore dei
da parte del beneficiario, una somma che lo libera dal dovere della corresponsione vitalizia
tempi. idem, viii-102: quello che sopra tutto importa è che la pensione si
: quello che sopra tutto importa è che la pensione si può estinguere, il
la pensione si può estinguere, il che in italiano vuol dire farne pecunia numerata
italiano vuol dire farne pecunia numerata; che ogni contratto fatto nel beneficio si reputa
estinguere la pensione non vuol dir altro che ricever una quantità di danari per liberar il
quale si dice più strettamente ecclesiastica, che è quella la quale si riserva a
e delle persone ecclesiastiche solamente, sì che li secolari ne siano incapaci; e
un patrimonio o di un beneficio ecclesiastico che colui (proprietario, signore feudale o
, signore feudale o autorità ecclesiastica) che concede tale bene in godimento a un
frutti, come, per esempio, che si riservi a favore del pensionario una terza
parte de frutti,... sì che sia incerto l'ultile del pensionario,
della pensione. però si può dire che sia bandita dalla pratica, per le
, per le molte difficoltà e liti che solea cagionare. 4. tributo
delli capitoli,... sì che non si potea ripudiar. sanudo, lvii-315
: li 5 cantoni hanno piacer comprender che cesare fazi conto de quela nazion per
machiavelli, 1-i-28: quando quelli stati che s'acquistano... sono consueti
e creandovi drento uno stato di pochi che te le conservino amiche. d.
imperadore una pensione di centocinquantamila scudi, che per antica consuetudine egli pretendeva doverglisi ogni
sagredo, 1-320: volsero i turchi che cesare precisamente s'obbligasse non solo all'annuale
da una donna di casa nogarola, che fu prencipal damma della regina maria d'
iddio a'prìncipi questa gran pensione, che 'l ben publico sia norma d'o-
cielo, per contrapesare le singolari virtù che con larga mano vi diede. lubrano
2-370: ite al trovarmi un felice che non paghi dure penzioni al timore. segneri
: godetene al- men voi quella parte che a me ne toccherebbe, con la
ch'io manco di rispondervi, ma spero che vorrete perdonarmi senza nemmeno esigere ch'io
a regole prestabilite, a un soggetto che avesse prestato servizio pubblico o si fosse
la somma periodicamente erogata al funzionario che aveva cessato dal servizio per ragioni di
regolata da precise norme di legge) che il datore di lavoro pubblico o privato,
o in considerazione delle ragioni di salute che impediscono al dipendente di continuare a prestare
ciascuna delle varie categorie di somme periodiche che, in base a precise norme di
di legge, vengono erogate a persone che, per età o per invalidità,
commercianti'. quella erogata ai lavoratori autonomi che, per età o condizioni di salute
sono più in grado di lavorare e che, durante la loro attività, hanno
... conviene anche a quello che si dia dalli prìncipi e dagli altri signori
supplicherei pure l'eccellenza vostra a insinuargli che, volendomi graziare di tal pensione,
tal pensione, l'applicasse piuttosto alla persona che alla cattedra, giacché, dopo di
bisogno di riposo e sembra ben doveroso che dopo tanta fatica si continui ad avere un
fornir loro una tarda pensione, salvo che io vorrei si estendesse cotal benefizio eziandio
pensione? la pensione non è altro che uno de'mezzi coi quali lo stato corrisponde
ii-2-157: resteremo a tremila franchi, che, detratte le poche lire che prelevano
franchi, che, detratte le poche lire che prelevano per la pensione vedovile, sono
, xi-23: rocco si era fissato che fosse una ferita grave, da meritare
attività precedentemente svolta e dell'inquadramento previdenziale che egli aveva durante essa (specie nelle
a riposo (a prescindere dal fatto che percepisca o no un'erogazione periodica di
usufrutto, perché voleva ritirarsi lì ora che restava solo e in pensione. govoni,
su cui non restano di vivo / che gli occhietti sfuggenti, / in pensione
ciascuno inquilino, cioè avventiccio, volle che portasse la pensione della casa alla camera
acqua né cavandosi di loro altro frutto che cannuccie, s'affittavano in perpetuo o a
tempo per leggerissima pensione rispondente alli frutti che producevano. d. bartoli, 5-92:
... conviene anche a quello che si paga per la pigione de beni
iii-824: quante alla pensione, vi dirò che io qui in pisa ho: i
ristorante. fenoglio, 1-107: immaginiamo che un bel gruppetto di ufficiali sia in
giorni era scappata una di quelle fanciulle, che vi erano in pensione, dalle mura
addestrato le menti e domato la lingua che la minima maestrina di pensione scriverebbe un
pavese, 52: ci vorrebbe la voglia che aveva mari, per durare / in
uomini / vengon qui per cavarsi capricci che non glieli toglie / né la moglie
. di me stessa: oltre di che, possedendo più duna pensioncella, avrei
alle cave, chiedeva una misera pensionùccia, che la società gli negava.
. filangieri, i-102: per quel che riguarda i pensionisti del re, questo
del re, questo ha luogo per quelli che sono compresi nella lista civile. colletta
e ad alcuni compagni e a qualche pensionista che dimorava con noi, come carlo bosco
(plur. m. -ci). che è proprio, che concerne le pensioni
-ci). che è proprio, che concerne le pensioni di cui sono titolari
di cui sono titolari i lavoratori dopo che hanno cessato il rapporto di lavoro o
hanno cessato il rapporto di lavoro o che lo stato concede a determinate categorie di
della popolazione italiana... le norme che certamente accrescerebbero la spesa sono..
accrescerebbero la spesa sono... quelle che maggiorano il trattamento pensionistico per gli ex
sono alcun altri scellerati e brutti / che in vizi disonesti è ogni lor cura,
per cui vivo / più pensivo / che per dio romita. cino, iii-68-8:
questa improvisa partenza alla bolena accortasi già che il re era restato qualche tempo tutto
nella copiatura ripetuta di un brano, che è imposto dagli insegnanti agli allievi come
... malgrado un buon penso che don romualdo mi inflisse. praga,
, come quel caro fabbricatore di pensi che è il mazzoni. gramsci, 6-383:
, 121: nostra ginnastica sono i giochi che ci ap- passionavan fanciulli per tutte le
sbarra, querciola, cavallina. é che fantasia grottesca i pensi '4
lavoro quotidiano (con riferimento alla pratica che, nell'antica roma, riguardava le
. pensum 'peso di lana '(che nell'antica roma la schiava doveva filare
percioché quando le volpi si consigliano bisogna che le galline si guardino. = part
: si deve onestamente riconoscere... che a differenza di quasi tutte le inchieste
assassino. 2. in modo che induce sentimenti, stati d'animo meditativi
(superi. pensosissimo). che è assorto in pensieri gravi, malinconici
xvii-19-28: vegiendo la gioia nostra / che faciavam noi imsembra / lo cor me
; vide passare per lo cammino gente che pareva assai nobile, secondo li arnesi
. cavalcanti, i-182: allora par che ne la mente piova / una figura
/ una figura di donna pensosa / che vegna per veder morir lo core.
40-9 (157): deh peregrini che pensosi andate, / forse di cosa che
che pensosi andate, / forse di cosa che non v'è presente. idem,
giugnendo per cammin gente non nota, / che si volgono ad essa e non restanno
d'un cavallo e d'alquanti panni che voi abbiate perduti? poliziano, st.
donna pensosa, con occhi / puri, che guarda, oltre: -oltre la vita
, 1-173: non v'è occhiata che impegni o lasci pensoso chi passa, più
lasci pensoso chi passa, più di quella che sfreccia, socchiudendo la persiana, la
sfreccia, socchiudendo la persiana, la fanciulla che si ritrae. -con metonimia
questo pensoso letto, né con altri che con amore m'incontro, né altro
incontro, né altro sentir io posso che i soliti suoi incendi. -con riferimento
del naturale. -per estens. che ha un atteggiamento giudiziosamente riservato, assorto
. dante, lxviii-i: questa donna che andar mi fa pensoso / porta nel
. cino, iii-127-1: omo smarruto che pensoso vai, / or ch'ài
vai, / or ch'ài tu che tu se'così dolente / e che va'
tu che tu se'così dolente / e che va'ragionando con la mente, /
mio dal tuo pensiero, / penso a che pensi, o bella mia pensosa.
13-10: l'avarizia pensosa, ecce verme che non posa. 2.
o con una prop. subordinata: che si preoccupa per qualcuno o qualcosa con
ciuccio, 23: or veggio che d'amare j era a torto pensoso.
/ esser con doglia pensoso, / che lo mio core ismarisse: / com'
a voi, giovani donne, / che avete li occhi di bellezze ornati /
cammino, / pensoso de l'andar che mi sgradia, / trovai amore in
33-5 (138): anima mia, che non ten vai? / ché li
ten vai? / ché li tormenti che tu porterai / nel secol, che t'
tormenti che tu porterai / nel secol, che t'è già tanto noioso, /
tutta onora, / pensoso più d'altrui che di se stesso. boccaccio, 5-7
il mio cor pensoso / perché so ben che non posson campare. laude dei bianchi
or qui nel bosco antiniano, / mentre che la mia luna io canto et ardo
attenzione a qualcuno o a qualcosa, che se ne occupa, se ne interessa
, m'ha di sé sì 'namorato / che giorno e notte son di ciò pensoso
di voi pensosa, / con quella pena che l'è faticosa. cantari antichi,
questa pena éno tormentati (tuti queli che la soa lengua hano vilana, / che
che la soa lengua hano vilana, / che pure de li fati altrui se stanno
altrui se stanno pensosi, / diranno conse che mai non sono pensade. caro,
. gozzano, i-237: c'è quella che s'informa / pensosa della scelta,
/ pensosa della scelta, / quella che toglie svelta / né cura tinta o
di giacomo, ii-763: i fatti che si svolsero intorno a lei...
tali da lasciarci assai pensosi sul giudizio che potrebbe rampollare intorno a quella infelicissima creatura
pino, facendo più bianca la vela che lo solcava. 3. per
. 3. per estens. che denota, rivela, esprime preoccupata inquietudine
no, se non in vista, / che fan la cera lor pensosa e trista
vestita di scuro, cogli occhi pensosi che portavano le trac- eie di tante lagrime
starei per dire. 4. che si accompagna con un'attitudine meditativa,
diva notte, io non so già che sia / questo pensoso e presago diletto /
.. grigio,... pare che piante, siepi, case e muric-
tuo lieto in quelle tazze appaga / solo che spe- rienza a te men ree /
una scala con la testa, essi che stentano a scenderla coi piedi? idem
degli stupidi pensosi. 6. che suscita sentimenti o stati d'animo meditativi
stelata. carducci, iii-3-171: te che solinghe balze e mesti piani / ombri
io più non amo, / poi che cedesti al capo de gl'insani / eversor
, la quiete del bosco aveva alcun che di pensoso e di solenne. marinetti,
bernari, 5-109: era bello ciò che vedeva dalla macchina in corsa, le due
. carducci, iii-19-la: un teatro che di giorno accolga migliaia di persone e
uno spettacolo molto più serio e pensoso che non possa parere a primo tratto.
tuo grande spirito disperso, / tu che illudesti molti giorni grigi / della nostra pensosa
aleardi, 1-402: l'età pensosa, che successe [a quella del petrarca]
al canto. 8. che esige profonda riflessione (una disciplina scientifica
. m. -ci). bot. che presenta cinque verticilli o cicli (un
. m. -ci). chim. che presenta cinque anelli atomici (un composto
bi- pennate e fiori gialli in spighe che formano pannocchie; se ne sfruttano i
roetilene o del cloruro di etile), che si presenta sotto forma di liquido
era attribuito potere magico apotropaico, e che veniva tracciata su pezzi di pergamena
: amuleto, ta lismano che reca segni magici. pulci,
porta al collo uno pentàculo (quello che se sia non so). g.
gran pentacolo coperchio, / e le dice che taccia e stia a mirarla: /
le farò addosso un mio pentacolo / che la difenderà da mille diavoli. parabosco,
. bartoli, 43-3-12: un negromante che avea venduta l'anima al diavolo e col
barbari van dicendo e lo costumano ancora che, per preservarsi da questo pestifero veleno
con un carbone spento sulla terra, che l'altra ne spiritava, le disse:
professore fa la corte alla magìa sperando che i pentacoli e i tetragrammi gli diano
tetragrammi gli diano quei segreti talmente segreti che esistono soltanto nella testa degli ossessi.
generi di versi e di poemi, che sono l'apopemptico,... l'
nostro paese ebbe l'intuizione della musica che si fa in paradiso: musica,
armonica greca, insieme di cinque suoni che si susseguono in una scala, separati
. galilei, 1-104: bene è vero che nel diatonico dia- tono si trova in
di tutti i cittadini: e di quelli che ricoglievano 500 misure, dette medimni,
il primo ordine dei cittadini ateniesi, che raccoglievano dai loro beni cinquecento misure di
encrino la mostra di gigli, perciò che separandosi l'una parte angulata da l'
dioscoride], 59: il seme, che chiama diosco- ride ricino, non è
diosco- ride ricino, non è altro che la cherva overo la catapuzia maggiore degli
pentadàttilo, agg. zool. che ha cinque dita (un arto,
). 2. bot. che presenta foglie digitate suddivise in cinque foglioline
seguentisi per l'estensione di due ottave, che formavano il. sistema perfetto delle
dal d. e. i. (che l'attesta nel xix sec.)
pentadecasìllabo, agg. metr. che è costituito da quindici sillabe (un
di piante della famiglia guttifere, che conta un'unica specie (pentadesma butyracea
d. e. i. (che l'attesta nel 1927). pentàdico
alifatico appartenente al gruppo dei dieni, che si presenta in diversi isomeri.
prodotto laterizio proprio dell'architettura antica, che misurava cinque palmi di lato.
. pentadòros, dal gr. 7rsvt
voce dotta, gr. ttevràspocxp-o ^ 'che vale cinque dramme ', comp.
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1865).
. m. -ci). geom. che ha cinque facce (un solido)
. v.]: 'pentaedro prisma che ha per base due triangoli equilateri;
, sf. chim. alcool tetravalente che si ottiene da una miscela di formaldeide e
25-9: il cinquefoglio non è ersona che noi conosca, essendo anco stimato perch'ei
. garzoni, 1-477: diresti talora che [alcuni distillatori] avessero fitto il
cinquefoglio. 2. agg. che presenta cinque foglioline semplici (una foglia
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1829).
2. ant. insieme di cinque suoni che si susseguono nella scala diatonica.
si chiama una consonanza di cinque suoni che racchiudono tre tuoni ed un semituono.
mus. scala pentafonica: scala difettiva che presenta cinque gradi (ed è caratteristica
nelle vecchie classificazioni, ordine di piante che hanno fiori con cinque pistilli.
. pentàgino, agg. bot. che presenta cinque pistilli (un fiore)
pentagonale, agg. geom. che è proprio del pentagono; che
che è proprio del pentagono; che ha forma di pentagono, che ha
pentagono; che ha forma di pentagono, che ha cinque lati e cinque angoli.
cinque lati e cinque angoli. -anche: che ha una o entrambe le basi
tale forma (un solido); che ha come pianta un poligono, per lo
: egli è uno corpo sperico, che il suo assis è radici de 48,
dal quadrato] la radice quadrata, che sarà il fuso overo il piombo di qual
pentagonale. busca, 193: pongasi che la fortezza sia pentagonale e di cinque beloardi
poligonali. 2. sport. che si svolge con la partecipazione di cinque
gli occhiali spessi e sfaccettati come saliere che gli pentagona>ano gli occhi incotti.
genere asterias, in cui sono compresi quelli che presentano cinque angoli ben distinti.
-ci). geom. disus. che ha per basi due pentagoni (un prisma
manfredi, 2-111: a misura che queste sono di tre, quattro,
angolo interno di un pentagono regolare, che misura 108°. piero della francesca,
). -pentagono regolare stellato: quello che si ottiene congiungendo a due a due
la linea del'f. b. che parterà lo pentagonio a. b. c
si voglino i lati del cinque facce, che i greci... chiamano pentagono
pentagono circonscritto avrà maggior proporzione al cerchio che non gli ha l'ettagono; e però
cinque lati, o eguali o ineguali, che equivalerà a sei angoli retti. sacchi
foscolo, vii-229: c'è a scommettere che il brazzolo in quell'estasi sue poetico-metafisiche
oroscopi i sacerdoti stronzi ad egitto più che farneticazioni pitagora dall'apotema del pentagono.
: questo pentagono intendo sia fatto secondo che mostra le lettera f e tengo che sia
che mostra le lettera f e tengo che sia di molta resistenzia. d'annunzio
», 3-1-1984], 4: dopo che lo ha suggerito anche il pentagono [
beirut del 23 ottobre, non vedo che cosa altro rimanga da fare. 3
3. enigm. gioco formato da parole che, disposte orizzontalmente e verticalmente, compongono
frase). 4. agg. che è proprio di tale poligono; che ha
. che è proprio di tale poligono; che ha forma pentagonale. -anche: che
che ha forma pentagonale. -anche: che ha per pianta un poligono con cinque
. dalla figura pen tagona che fanno quelle quattro vie alla figura e forma
, e la natura lo foggia pentagono, che meglio non potrebbe il lapidario. c
lo aspetta, riserba delle improvvisate al pellegrino che si aggiri per le sue strade.
per le sue strade. -disus. che ha per base tale poligono (una
regolari (e in cristallografia indica forme che ripetono lo schema di tale poliedro).
. franco, 4-192: veggo i negromanti che con penta- gore, con circoli e
orchestra. moretti, i-239: prima ancora che stefano finisse di rivestire di uncini e
montale, 12-140: io non credo che la poesia scritta, il quadro dipinto
dotta, gr. trevxàypocf4io <; 'che ha cinque segni, cinque righe '
'. pentagrammato, agg. che reca tracciati a mano o stampati i
, xl-486: un medico... che nelle risipole non crede al pentalfa o
. pentalobato, agg. bot. che presenta cinque lobi (una foglia)
pentalogo, eptalogo, ed altri, che abusivamente si chiamano dialoghi. = voce
). 2. bot. che presenta cinque filli (un verticillo fogliare
, dal gr. trevxafxep-fy; 'che ha cinque parti ', comp. da
*, raccolta di fiabe popolari, che si fingono narrate durante cinque giorni,
, il basile disegnò più vasta tela, che fu di raccogliere in una sorta di
di decamerone il tesoro delle fiabe popolari che si narravano a napoli: un 'pentame-
e si dice pentametro eolico il verso che nell'antichità si considerava formato da una
dirsi del pentametro, il quale non prima che da archi- loco fu conosciuto, e
l'esametro lungo salente i fantasmi / che su dal core baldi mi fioriscono,
nelle vecchie classificazioni, ordine di piante che hanno fiori con cinque stami.
classe del sistema botanico di linneo, che contiene le piante i cui fiori sono
. pentandro, agg. bot. che presenta cinque stami (un fiore)
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1865). pentàngolo
, e lo pentàngulo, cioè la figura che ha cinque canti, sta sopra
dato d'un altro pentàngolo e che '1 rimanente resti in forma di pentàngulo e
con cinque atomi di carbonio, che si presenta in tre isomeri,
pentapartito, sm.): quello che può contare su una maggioranza parlamentare costituita
. pentapètalo, agg. bot. che presenta cinque petali (la corolla di
(la corolla di un fiore); che ha fiori con corolle di cinque petali
25-9: il cinquefoglio non è persona che noi conosca, essendo anco stimato perch'ei
, zeboim, zoar e adama, che nella bibbia sono bollate per le pratiche
io allora, ti fanno rappresentare questi che meglio dovrebbero chiamarsi figli della pentàpoli.
, prisma di vetro con cinque facce che, riflettendo due volte l'immagine raccolta
pentaptòto, agg. gramm. disus. che nella declinazione dei casi presenta cinque distinte
o di cinque o di sei, che da'greci son detti aptoti, monoptoti,
.: ciascuno dei componenti del direttorio che resse la francia dal 1795 al 1799
, cairoli, crispi e nicotera) che, a partire dal 1883, guidarono
, cioè il capo di mezza fila che contiene cinque uomini, sta in mezzo della
= estratto da pentarchia, secondo il rapporto che c'è tra monarca e monarchia,
, cairoli, crispi e nicotera) che, a partire dal 1883, guidarono
, di pentarchia, di altre combinazioni che doveano esaltare certi uomini, abbatterne altri
a cui si aggiunse poi la francia) che dopo il congresso di vienna si imposero
mio giudicio, a temperare il soppruso che esercita la pentarchia europea, quel dire
esercita la pentarchia europea, quel dire che ogni popolo è libero di accedere o no
. m. -ci). stor. che è proprio, che si riferisce al
. stor. che è proprio, che si riferisce al movimento di opposizione parlamentare
-ci). mus. ant. che dispone di cinque sistemi di corde (uno
diarmonici si chiamano; ovvero tre, che si diranno triarmonici; o quattro tetrarmonici;
canzone tragica,... o che almeno gli endecasillabi superino di numero gli
e i pentasillabi, de'quali concede che possa essere uno solamente. bontempi,
essasillabo. 2. gramm. che ha cinaue sillabe (una parolai.
pentastanze, sm. letter. appartamento che comprende cinque locali. arbasino,
pentàstilo, agg. archit. che ha cinque ordini di colonne (un
fu quello cominciato dall'imperador galieno, che dalla porta flaminia doveva giungere sino al
, sm. metr. componimento poetico che conta cinque strofe. bontempi,
bontempi, 1-1-21: dalle strofe poi che sono riprese o riassunzioni che si fanno
strofe poi che sono riprese o riassunzioni che si fanno quando si ritorna al primo genere
. piccolomini, 7-53: da quel che per fermo tener si vede, saria da
negar la eternità del mondo, di che ne fa testimonio apertissimo moses nel
suo pentateuco. segneri, iv-196: conviene che affermino ancora essi [gli ebrei]
il curato rilegge il pentateuco, dopo che si parla di pentarchia.
introdotto nel secolo scorso in svezia, che comprende prove di equitazione, scherma,
: anco a giorni nostri si costuma che nel pèntathlo si suoni il piffaro. d'
ottenne la corona del combattimento pèntatlo, che è quando in tutte e cinque le
-i). sport. l'atleta che prende parte a una gara di pentathlon
a una gara di pentathlon, o che abitualmente pratica tale specialità atletica.
sm. ant. e letter. atleta che si cimenta nel pentathlon. caro
sa citare altri pentatli e altri pancratisti che quelli del belgio. = voce dotta
da cinque atomi (una molecola); che contiene un anello con cinque atomi (
atomo o radicale, semplice o composto, che è atto a combinarsi o a sostituirsi
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1865).
. m. -ci). mus. che presenta cinque gradi (una scala)
, 18-253: un disegno lungo e complesso che finisce per ottenere effetti non distanti dall'
pentavalènte, agg. chim. che possiede valenza cinque (un elemento chimico
corrispondenti a quindici gradi della voce, che facevano quattordici spazi. = deriv
. nell'antica grecia, reparto militare che contava poco più di cinquanta fanti.
passò d'egitto in grecia con una nave che fu chiamata pentecontoro per esser guernita di
'. pentecostale, agg. che fa parte di un movimento religioso protestante
religioso con effusioni mistiche ed estatiche, che tendono a rinnovare la discesa dello spirito
vi sia del vero nella leggenda popolare che, come i pentecostali (i quali aspettano
= dall'ingl. pentecostal, che è dal lat. tardo pentecostàlis,
cristiana, derivata dall'omonima ebraica, che si celebra il cinquantesimo giorno dopo la
nuovo. testi fiorentini, 39: ordiniamo che i capitani di uesta compangnia procurino
.. /... / fecer che '1 giorno della pente- costa, /
2-3-339: è necessario ancora a quei che dicono l'ufficio romano...
romano... saper le domeniche che corrono dalla pentecoste sino all'avvento.
gente circonvicina al perdono di quella chiesa che vi si saranno talora contate insieme fino
quarta festa era la pentecoste, che è tanto a dire uanto che
che è tanto a dire uanto che cinquanta dì da po'ch'elli [gli
a memoria. fiamma, 1-329: bisognava che la pentecoste ebrea si finisse o terminasse
finisse o terminasse nella cristiana, il che si fece quando mandò cristo lo spirito suo
': voce greca... che significa quinquagesima, per essere il cinquantesimo
2. per simil. evento gioioso che segue un lungo periodo di tristezza o
panciatichi, 278: circa quell'altro amico che ha più lingue della pentecoste, io
. da tcevtyjxocttoc 'cinquanta '), che è a sua volta calco dall'ebraico
plur. m. -ci). che è proprio, si riferisce, è
di grana minuta e colore bianco opaco che col tempo assume una tonalità calda e
, 320: egli sono molti marmi che non hanno del tutto gli scrittori esplicato
hanno del tutto gli scrittori esplicato di che sorte si fossero, come è quel
de la spagna e 'l tragurio, che presso tragurio ne la liburnia si truova
liburnia si truova, e l'imettio, che in imetto, monte di atene,
, ii-9: racconta pausania nei beozi che questo iddio, effigiato prima in marmo
, guardi la lastra di marmo pentelico che fa angolo con le lastre laterali.
metr. cesura pentemimera: quella che cade dopo la quinta quantità lunga
saturo con cinque atomi di carbonio, che può presentarsi in diversi isomeri.
me veggo dinanzi el gran dragone, / che me conduce con sì gran fracasso /
estense, 148: exacuntalito è una petra che à sessanta pentiglie de collore. ibidem
d. e. i. (che l'attesta nel 1903).
partic.: nell'etica cristiana, rimorso che si prova per un peccato commesso
sere perfetto o imperfetto, a seconda che nasca da puro amore di dio
formale o virtuale, a seconda che venga espresso esplicitamente o sia solo
sia solo deducibile da un atto che lo implica). bonagiunta,
fatto: / megli'è volontà stringer che languire. giamboni, 10-31: chi
: chi ha solamente buona fede, poscia che l'opere non vi siano..
lo quale ha in sé una amaritudine che è gastigamento a più non fallire.
gustata sanza alcuno scotto / di pentimento che lagrime spanda. boccaccio, dee.
2-91: se piglierai il piacere, sappi che lui ha di- rieto a sé chi
, / labile è nostra etate più che un fiume, / né il stato umano
veggio apparire. ochino, 261: quelli che sono nel regno di cristo hanno di
della virtù è la verecondia: colore che, se cadono in qualche fallo, se
ragioni: di scomunicati, di altri che indugiarono il pentimento al punto di morte
« va'e reca la novella. di'che il pentimento sarà rimunerato ». borsi
. borsi, 2-20: se è vero che il pentimento lacerante è già un principio
cu- riositade, travaglio, perturbazione, che esceno dal campo de l'irritamento,
, constrettura, provocazione ed altri ministri che edificano il palaggio del pentimento.
prova pubblica di pentimento, ed esigeva che la vittima accettasse la riparazione.
. per estens. rammarico, rincrescimento che si prova per un'azione che si rimpiange
rincrescimento che si prova per un'azione che si rimpiange di avere o non avere
non avere compiuto; insoddisfazione, scontento che si avverte nei confronti di un proprio
unde tu debbia aver pentimento, meglio è che tu non la dichi che tu la
meglio è che tu non la dichi che tu la dichi. g. villani,
incomportabil male / quel tristo pentimento, che non giova! ariosto, 23-7: spesso
. andreini, 1-15: le cose che si fanno con ira si pensano con
, essendo certo il duca di guisa che alla fame nella plebe sarebbe immediatamente conseguito
avere della volontà di suo padre tanto che gli bastasse a prendere il nuovo stato e
alla tua maniera, gli fai dire che le cose fermate col mutuo consenso si
scrittori 'artisti ', gli uomini che mantenessero un contegno fermo, coerente.
cure... talora fanno presumere che l'attitudine di immaginare sia mal secondata
suoi versi. carducci, iii-13-126: che siano di mano dell'ariosto...
, senza un pentimento. -correzione che un pittore apporta alla sua opera in
longhi, 1-i-1-237: è troppo evidente che il quadro ha subito pentimenti e rappezzi.
sì. nde chero a voi donamento / che mi ne diate qualunco pentimento / a
a questo punto ricevarete pentimento di ciò che voi m'avete fatto di dannaggio.
, detto dimerone, le cinque quintario, che penda- merone si chiama, e il
cinque [si diceva] quintario, che pentimeróne si chiama. = voce dotta
saturo appartenente alla serie dell'acetilene, che contiene cinque atomi di carbonio e si
10-35: la credenza della penitenza si è che si rimettan le peccata a colui che
che si rimettan le peccata a colui che si confessa e si pente. chiaro davanzati
n'audo van di ciò dolendo, / che non acompie mai lo lor volere:
: / da poi ch'è morto, che vai om pentere? dante, xlvii-90
più lune ha volto il sol poi che fu spenta, / se colpa muore
volere insieme puossi / per la contradizion che noi consente. idem, purg.
del ciel ne fece accorti, / sì che, pentendo e perdonando, fora /
e più pietosi giri / far come suol che degli altrui martiri / e del suo
1-i-308: quale altra creatura, fuori che femina, avrebbe potuta sì scelerata cosa
, avrebbe potuta sì scelerata cosa ordinare che, conoscendo il suo male, non
merto perdono a tante offese, / mira che proprio è a noi peccar sovente,
, 1-117: iddio è misericordioso verso color che si entono e piangono i lor
d'annunzio, iii-2-1098: l'assassino che si confessa e si pente nella stanza verginale
. chiaro davanzali, lii-15: quella che solamente d'un vedere / ch'om
., 22-44: allor m'accorsi che troppo aprir l'ali / potean le mani
ritornar a dio ebbon tal sete / che, lui seguendo, i vizi abbandonarono
in anzi s. pietro quando negò jesu che poi riguardandolo esso con que'suo divini
. g. gozzi, i-3-5: ora che mi sono pentito della mia passata vita
/ ch'avesse tuttavia / onta infino che fosse meritato. chiaro davanzati, l-56:
. chiaro davanzati, l-56: però che alungiare pò mia vita, / se non
mia vita, / se non provede nanti che perita / sia, che mi varà
provede nanti che perita / sia, che mi varà poi lo pentere? dante,
coi crini scemi / per ignoranza, che di questa pecca / toglie 'l penter vivendo
pentersi, e 'l conoscer chiaramente / che quanto piace al mondo è breve sogno.
dio ho, io sentito più fiate predicare che il pentirsi di core sempre vale.
sempre vale. menzini, ii-21: ah che d'invidia un giorno arder vedrassi,
e il pianger, nulla / fia che mi vaglia? tommaseo, 18-i-16: le
provare rammarico o rincrescimento per un'azione che si rimpiange di avere o non avere
tardi mi pento, / e dico che follia / me n'à fatto alungare.
, / è me'far più d'onor che poi pentere / del manco del dovere
tu ancora te ne penterai tante volte che tu ne vorrai morire. s. bernardino
bernardino da siena, 125: bene che voi mi elegeste vostro vescovo, io non
. aretino, v-1-515: è ben vero che, sì come ci ridiamo del rumore
, sì come ci ridiamo del rumore che ci fa paura, così ci pentiamo
paura, così ci pentiamo del falso che ci fa sparlare. ulloa [guevara]
ii-12: molte più sono quelle cose che un uomo fa, delle quali si
, delle quali si può pentire, che non son quelle di che potrebbe gloriarsi
può pentire, che non son quelle di che potrebbe gloriarsi. casalicchio, 70:
. tommaseo, 2-i-379: giovanot- tina che pigli marito, / se tu lo pigli
padre] più aver di forza la natura che il suo ingegno; e pentessi d'
, 1-iii-112: chi mai immaginarsi poteva che dovevano passare che poch'ore prima ch'
chi mai immaginarsi poteva che dovevano passare che poch'ore prima ch'avessi a pentirmi
era ancor forse giunta al suo destino, che gertrude s'era già pentita d'averla
. linati, xii-179: poi, sia che basilio si fosse pentito d'averla citata
fosse pentito d'averla citata, sia che si fosse un po- chetto innamorato della
. aver di me merzede; / pensate che non vai el pentir poi, /
, 1 (21): s'accorse che il pentirsi di non essere stato consigliere
bibbia volgar., i-45: vedendo iddio che molti mali dagli uomini fossero, cioè
altri segni. fiamma, 1-436: che dio non si penta di quel ch'
ha fatto, lo mostra l'ordine invariato che servano tutte le cose sue dal giorno
servano tutte le cose sue dal giorno che gli piacque di farle. bontempi,
volgar., ii-168: tito, sappiendo che la fortuna gli era favorevole e che
che la fortuna gli era favorevole e che la citta aveva a perire, a
tratto rinforzava l'assedio e confortava li giudei che si volessino pentere. ariosto, 6-5
ii-189: non si vedeva ancora punto che i fiorentini si pentissero di aver preso le
degna di meraviglia la costanza di quella nazione che in tre anni... mai
anni... mai vacillassero, non che ne pentissero, ma facessero ogni cosa
. s. ojetti, ii-719: adesso che vengo rileggendo con ordine quei libri,
: finalmente rappresentò al papa l'obligo che v'era di mantener la cosa fatta
, 11-42: nel secondo / giron convien che sanza prò si penta / qualunque priva
guerra più tosto a modo di corsaro che di re, ma... egli
re, ma... egli sperava che presto ne l'avrebbero fatto pentire.
di dentro si difendevano con tanta intrepidezza che 'l più delle volte facevano pentire coloro
6-2 (1-iv-540): egli è buono che noi assaggiamo del vino di questo valente
del vino di questo valente uomo: forse che è egli tale che noi non ce
uomo: forse che è egli tale che noi non ce ne penteremo. tasso,
per leggere que'soli e pochi libri che trattano 'de tuenda valetudine ',
: petro alfunso, grande filosafo, che disse: se tuo dubite di dire,
tuo dubite di dire, taci, perciò che sempre è melio tacere e pentere che
che sempre è melio tacere e pentere che parlare e pentere. monosini, 62
28: è meglio dare e pentire che tenere e patire. ibidem, 224
, 224: è meglio pentirsi una volta che mai... un buon pentirsi
cecchi, 1-ii-45: egli è ben vero che chi tosto erra a bell'agio si
. -è meglio fare e pentire che starsi e pentirsi: piuttosto che restare
pentire che starsi e pentirsi: piuttosto che restare inerti è comunque preferibile agire,
inerti è comunque preferibile agire, quale che possa esserne l'esito. boccaccio,
, sì è egli meglio fare e pentere che starsi e pentersi. gonzaga, ii-18
pentersi. gonzaga, ii-18: sappi che il fare e pentere è molto meglio
il fare e pentere è molto meglio che lo starsi e pentirsi. -il
, ma umiltate; / deh, fa'che 'ntenda ciascuna parola, / ché 'l
ben, ninfa vezzosa e vaga, / che il pentere da sezzo il mal non
cangia, cangia consiglio, / pazzarella che sei: / ché 'l pentirsi da
maria maddalena, xxxiv-225: costei poi che entrò qui, con pena assai, /
pentutw, superi, pentitìssimo). che prova rimorso per la colpevole trasgressione di
-in partic.: nell'etica cristiana, che prova rimorso per un peccato commesso,
non sef confesso e pentuto, or che ti vale andare a roma? amico di
il giubbileo di cento in cento anni, che chi andasse a roma confesso e pentuto
confessato / pensando esser di quel lato / che vorrà a. ssé chiamare. rappresentazione
2-1-80: simili ad esso sono coloro che cominciano ogni tratto e poi non perseverano,
e appena pentiti del peccato, par che tornino a pentirsi del pentimento.
/ e insieme al pentitissimo eremita, / che col suo pianto ogni suo fallo cassa
/ il tuo bambino pentito, papà, che piangeva. bacchelli, 1-i-425: tornava
smarrito, sconsolato. e sembrava segno che non fosse ben pentito e ricreduto.
, 8-1-266: i nomi... che s'impongono a'pentuti della vita passata
accec- camento e indurimento... che rende se non impossibile il pentimento,
livello morale e ideologico delle motivazioni che indussero l'imputato a delinquere, mentre
convenienza). -per estens.: che tiene un analogo atteggiamento collaborativo con la
criminalità organizzata o anche di altri reati che coinvolgano un numero elevato di corresponsabili)
della storia del terrorismo, racconta quello che sa. a. galante garrone [«
29 maggio 1982 n. 304, quella che va sotto il nome di legge dei
con valore di eufem.: prostituta che abbandona la propria attività riconoscendone l'immoralità
]: 'ricovero delle pentite ': donne che errarono. 2. per
. 2. per estens. che prova rammarico o rincrescimento per un'azione
prova rammarico o rincrescimento per un'azione che rimpiange di avere o non avere compiuto
andare in francia a cercar guai / però che tu te ne sarai pentito; /
. pulci, lxxxviii-n-309: bastiti sol che di sì lieve impresa / altri,
si rode, / assai più d'odio che di fama degna. landò, i-n
... il non saper lettere che saperne, poiché quelli che vi consumarono la
saper lettere che saperne, poiché quelli che vi consumarono la lor miglior età alla
la memoria dell'imperator suo padre, che fu pentito a morte di aver a lui
pentito di non avergli dato la lezione che meritava. borgese, 6-109: ero pentito
foscolo, ix-1-377: non è a dire che..., mentre esaltava [
dante, inf., 27-83: ciò che pria mi piacea, allor menerebbe,
beicari, xxxiv-138: se fu alcun che commettesse / in ciò nel mondo pur
di dio alla sua via, / promise che da lui perdono avesse. ghirardacci,
/ solo ched agia tal cominzamento / che, di po''1 dire, non vegna
pentitóre, agg. ant. che prova rimorso per i propri peccati e
nostro argomento, è la quinta tavoletta che ancora mancava per completare, aprendola,
coleotteri scarabeidi, della sottofamiglia dynastinae, che in italia comprende due specie, una
35-4-3: in una contrada è usanza che la nuora, il seguente dì ch'è
, recò questo all'angelo, credendo che fusse uomo che volesse mangiare. boccaccio
all'angelo, credendo che fusse uomo che volesse mangiare. boccaccio, dee.
o paiolo o pentola; e ciò che l'uncino pigliava, togliea il sacerdote
carne piene / davano al ventre più che sua tenuta. bandello, 1-27 (i-343
(i-343): i pentolai, che vanno vendendo pentole, scudelle ed altri
a dirsi le smoderate e pazze spese che fanno in comperar paiuoli, pentole,
. verga, 8-351: non vedete altro che una cosa sola! bisogna vedere anche
cosa sola! bisogna vedere anche quello che verrà poi, la pentola da mettere
'gaiine 'io non voglio bene che un poco in pentola.
: il contenuto di tale recipiente (che può essere costituito da vivande già preparate
356: come fussemo / pochi sei bocche che siamo, e aggiungendovi / la gatta
a mangiar quattro piccioli / luccetti, che una libra e mezo pesano / a pena
65: il ganea amoloco, per quello che concerne alla venerazione ae gl'idoli,
d'egitto. verga, 8-123: che non lo suonate mezzogiorno?...
pentola (con valore aggett.): che ha un colore blu intenso.
, ii-382: l'ora delle cinque, che è l'ora della pentola, ci
': il mezzogiorno, l'ora che si va a mangiare. 2
gli uomini infedeli e non cerca coloro che sono di fuori, e la carne
non volle gittar l'arte, / però che ne facea gran conscienzia, / e
grasse. es.: 'guarda che belle pentole! 'è modo più che
che belle pentole! 'è modo più che altro amorevole che si usa cof bambini
'è modo più che altro amorevole che si usa cof bambini. -iron
va a spasso: / ma sempre che da basso il fuoco sventola, / manca
bella sentenza d'aver la carne molle che v'aggiungete di vostra pentola, chi è
aggiungete di vostra pentola, chi è che non rida leggendo quella bella repetizione che voi
che non rida leggendo quella bella repetizione che voi quivi fate di quello: aveva
i nemici, e degli amici quelli che si erano fatti della patria una pentola
[luciano], iii-2-303: con che grazia, le dissi, o bella
'la pentola ': giuoco di pegno che si fa nel seguente modo: si attacca
altre cose, e si propone, che tutto ciò che è dentro alla
, e si propone, che tutto ciò che è dentro alla pentola toccherà a
sala, anderà a dare il colpo, che quasi sempre fallisce. quando toccherà a
, ponendone una piena d'acqua. mosso che sarà per andare a colpirla, dirà
nuovo, e nell'orecchio gli dirà che, se gli promette metà dei fichisecchi
dei fichisecchi ec. lo benda in modo che ci veda. e fatto così,
qui sopra; ma con questo divario, che tutti si bendano, e la pentola
piena d'acqua, né si muta che quando è vuota o rotta: così che
che quando è vuota o rotta: così che tutti i giocatori sono sottoposti a bagnarsi
. il premio poi l'ottiene colui che abbia tanta accortezza, da romper la
'pentola ': altro giuoco di pegno che si fa così: si pone in terra
. dipoi, destinato a sorte quello che deve essere il primo a romperla,
più nell'antico del fuoco greco, che chiamavano anche marinaresco, gettato con ingegni
la pentola si accende con una miccia che s'attacca alle ansole e s'adopera
assicurato da forte vite, di modo che i liquidi che vi si mettono entro
forte vite, di modo che i liquidi che vi si mettono entro possono esser assoggettati
possono esser assoggettati a calor rovente senza che bollino. bettini, 1-273: franz bolliva
pentola papiniana, e si conteneva fin che le valvole bastassero. 10. locuz
(con valore aggett.): che ha forma simile a auella di tale recipiente
l'elmetto e nel scudo dipinto / febo che porta a pentole giacinto. g.
; bollire la pentola: avere di che vivere senza preoccupazioni. tommaseo [s
s. v.]: vedo bene che non mi riesce d'impiegarmi, ma
... suol dirsi per significare che per cosa che avvenga non ce ne
. suol dirsi per significare che per cosa che avvenga non ce ne diamo pensiero,
cantoni, 402: dichiarano a gara che se essa ha veramente dato di volta
parlato con nessuno... vuol dire che la pentola stava già bollendo anche durante
pentola ': quando piove il giorno che uno sposa. -bollire in pentola,
intuibile. pataffio, 5: quel che m pentola bolle ben lo saccio. g
, 172: chi cerca saper quello che bolle nelle pentole altrui ha leccate le
pentola ', quando per alcuni segni argomentiamo che sia vicino qualche gran fatto, se
si parla di cose pubbliche; o che qualcuno voglia fare qualche cosa, se parlasi
'. g. bassani, 3-128: che il papà a settant'anni suonati,
a settant'anni suonati, e con quello che sta bollendo in pentola, continui a
a scodellare davanti al pubblico tutto quel che gli bolle in pentola! -bollire
dalla comune pentola', operare una distinzione che riconosca la rispettiva autonomia. b
il goethe... notata la riduzione che i filosofi avevano fatta delle arti al
supremo concetto dell'arte, ammoniva: che « sarebbe tempo di cavarle fuori di
fuori di nuovo dalla comune pentola e che a ciascu- n'arte, particolarmente alla
tutti correvano alla pentola; pochi erano che udissino: si possono numerare facilmente.
sepolto. caterina, lxxxviii-11-634: po'che noi non vedren l'arcobaleno, /
noi non vedren l'arcobaleno, / che pensi tu di ritrovar la pelle / in
ritrovar la pelle / in giusaffà? che pentole e scodelle / ne fie già fatto
manichi 'si dice piuttosto di uno che prenda due persone a braccetto, luna
pentola', non intervenire in una situazione che si preannuncia complicata e pericolosa.
d'arcisatrapi delle muse, di quelli che lavano le pentole con l'acqua di
altro vien compiuto. -alla pentola che bolle, le mosche non vi s'appressano
si ipsos commotos videamus: 'alla pentola che bolle, le mosche non vi s'appressano
s'appressano '. -alle pentole che bollono, non s'accostano le gatte
, 7-144: -mi fo a credere che voi stimiate che l'enciclopedia del medico
-mi fo a credere che voi stimiate che l'enciclopedia del medico consista in saper
, corni, pentolacce e cose / che a far romor da diavoli sian use.
della donna: un pancione smisurato, che pareva tenuto a fatica da due braccia
bendati, una serie di tali recipienti che, precedentemente riempiti con generi alimentari,
]: 'giuoco della pentolàccia ': che uno cogli occhi bendati cerca dar d'
. 5. figur. persona che accetta situazioni e condizioni disonorevoli per trarne
pentolàccia! si pappano insieme la roba che mandate voi e il figlio di neri.
1-27 (i-343): i pentolai, che vanno vendendo pentole, scudelle ed altri
ortolano e un pentolaio in roma, che solo con essere virtuosi furon cagione di
: fannole di questa terra della maniera che e'pentolai fanno qualunque altro vaso.
, 9-169: vuole, insomma, che quegli erbaroli / e che quei pentolari
, insomma, che quegli erbaroli / e che quei pentolari stiano in lega. g
. batacchi, i-143: qual pentolaro che l'istessa adopra / creta per l'
.]: 'pentolaia ': che vende pentole e simili cocci. settembrini
creta sia molto vile, come quella che è raccolta in su le vie e poco
raccolta in su le vie e poco meno che fango. e. cecchi,
si truo- vano nella città di lucca che sono questi:... barsante
io vorrei adesso aver qui queste fanciulle che dànno sì facil credenza a le ambasciate
a le ambasciate di questi giovini, che sono come l'asino del pentolaio che
che sono come l'asino del pentolaio che dà il capo in ogni porta. a
f. doni, 6-27: sapete che io non son l'asino del pentolaio
io non son l'asino del pentolaio che mi fermi a ogni uscio. g.
. cecchi, 1-i-300: mi ricordo che io ero in siena l'asino del pentolaio
femmina di partito e non vi era cittola che m'andasse a pelo ch'io non
dipinta... può anche darsi che siano davvero le ultime schegge del pentolame
ho io levato quattro d'addosso, che ve ne portavano a pentoline come un bambino
per smuoverla dalla sua ben arredata camera che tenevasi al pianterreno; ed ancorché alcun
fuoco questo vostro pentolino di pappa, che non ho poi da far altro.
, / la mia cara panatella / che in un chiuso pentolino / bolle adagio al
il pentolino del latte, più come pensiero che come pretesto perché elena glielo portasse l'
: barattolo, vaso (e ciò che vi è contenuto). boccaccio,
ancora dei pignatti e dei pentolini di pece che ti avventano a le finestre per ardertele
la lanterna, un pentolino di quei che si portano la notte con una candela
gli occhi asciutti gli orinali, / che rotto è 'l pentolin del baccil- liero
anni fuggono, e fuggendo mi ammoniscono che non è più il caso di distrarsi,
, v-1-939: volta le spalle agli elmetti che si confondono con i pentolini della sbirraglia
: 'pentolino ': raccolta de'denari che si metteva da parte al giuoco del giulè
al giuoco del giulè, tirandolo colui che faceva il miglior punto. malagoli,
si dice nei giuochi di carte, che si fanno in più persone, que'denari
fanno in più persone, que'denari che si mettono da parte partita per partita in
quelle ricchezze si poco sperate? watt, che col suo pentolino d'acqua bollente scaraventava
[zibaldone], 5-279: temo bene che la cosa non sia per durare molto
de'vetri chi li maneggia, massime che i pentolini d'arezzo bollono presto.
. giuglaris, 22: noi siamo pentolini che per ogni poco fuoco bolliamo fino alla
della figliuola donna zenobia sospettò l'amoretto che le bolliva nel pentolin del cuore.
, come molte fanno, / convien che facci poi de'pentolini. poliziano,
3-69: costei è quella strega maliarda / che manda i cavallucci a tentennino. /
tornando al pentolin con tal tenore / che 'n pochi dì sottiglian lor le gote
: dicesi tornare al pentolino d'uno che, avendo goduto qualche tempo con quel
e se tornano al pentolino gli è che gli affari vanno alla peggio. -traboccare
una ragazza! così, quando sento che il pentolino sta per traboccare, me
: ogni pentolin piccolo bolle / piuttosto che non fa un vaso grande. monosini,
si usa per indicare bimbi e fanciulli che passano con gran facilità dal riso al
, infitta con le staffe, un'asse che regge pentoli, panieri e arnesi.
inferiore all'estremità del tubo inclinato, che tufa in un pentolo quasi pieno di
seguendone i contorni, tagliare i capelli che rimanevano fuori). malagoli, 286
capacità intellettuali. beltramelli, i-449: che cosa poteva insegnare?... era
e no da quel fantoc- cione imbecille che era. 4. prov.
: per invitare alla modestia l'inesperto che pretende di trinciare giudizi. carducci
è nei beni di quaggiù sì perso / che stima più di lente un pentolàccio /
stima più di lente un pentolàccio / che di benedizion girsene asperso. imbriani,
(e anche la quantità di cibo che vi è contenuto). fagiuoli
tutto un ciafru- glio di nuvole scure che salivano senza tregua dal pentolone della marina
4. figur. persona corpulenta che si muove con difficoltà, in modo
modo basso d'uomo grasso, e che difficilmente si muove.. persona
. enzima, agente sui pentosidi, che appartiene al gruppo delle car- boidrosi.
sostanze (per lo più basi purini- che o pirimidini nella costituzione di acidi nu-
botta, 7-93: dire poi che il bembo, il casa e simili
frequente la specie pentstemon campanulata, che ha steli eretti, alti circa
'pentestemone ': lo stesso che pentastemone. = voce dotta,
: non per tanto, ogni ora che il no è della loro bocca uscito,
sotto tiranno, come sono. di che n'hanno centomila pentute. sacchetti, 48
d'una veste men nobile e ristretta che gli serrava alla vita, chiamata penula,
ss. apostoli può aver fatto sì che tutti tre sieno fatti colla penula indosso
tre sieno fatti colla penula indosso, che era una sorta di veste da metter sopra
da metter sopra, propria di coloro che viaggiano. d'annunzio, iii-2-50:
bembo, 2-137: l'accento, che sopra la i deir antipenultima sempre suole
suole giacere, gittato sopra la e, che penultimamente vi sta. =
penultimo. penùltimo, agg. che precede immediatamente l'ultimo (in una
foscolo, xvi-395: la penultima volta che bettoni venne a milano... gli
venne a milano... gli dissi che avrei pigliata una copia dell'edizione alfieriana
: quest'è l'ultima o penultima lettera che voi riceverete da me. a un
penultima della piccola via bassa e oscura che sinuosamente lega la piazza grande di santa
penultima terrazza salutò con la mano andrea che aspettava ritto su l'ultimo gradino.
, vi troverà tanto di maraviglioso e stupendo che se in simil guisa fosse comparsa nel
e divina. -sm. il giorno che precede l'ultimo del mese. c
la muletta, per le penultime scrissi che la fosse assegnata al bianchetto. mazzini,
tua. -compreso in una serie che precede l'ultima. l. pascoli
, michelagnolo, tiziano, il coreggio scolari che il vannucci, il grillandaio, il
penultima: nella lingua latina, legge che regola l'accentazione delle parole (l'
dante, conv., iv-11-12: per che sapere si conviene che 'rima '
, iv-11-12: per che sapere si conviene che 'rima 'si può doppiamente considerare
, s'intende pur per quella concordanza che l'ultima e penultima sillaba far si
servar la penultima del loro infinito, fuor che in alcuni tempi della prima. foscolo
giordani, viii-39: mi è certo che il mio intelletto non è l'ultimo
dì e uno sacco teneva tutto quello che avevano nella cella e nello loro abituro
la povertà è una difficile cosa, imperò che alcuna volta sforza gli uomini a bestemmiare
era in pescia. ariosto, 1-iv-102: che via c'è,...
veniva loro di lombardia quel tanto di vittuaglie che consumavano. marino, 1-13-229: valloni
, 1-ii-136: molti sono i paesi che sostengono penuria di legname per ardere e
, rispeto li forieri de l'imperator, che in suo poder era il tuto.
donzelle qui del paese, massime in tempo che non solo l'odore, ma la
veramente la penuria, io non saprei che nuove letterarie darvi. lanzi, ii-275:
e. cecchi, 5-349: quasi che sui bastioni di alatri, sulle pance
: quella moltitudine non poteva più durare che per età d'un uomo, perocché avea
dall'altro canto tanto penuria di ministri che molte po- pulazioni non hanno mai visto
veterana. lanzi, iii-273: dirò solo che, ridotta la città in penuria di
mio viso -per il cielo! si direbbe che tu soffri. hai tu penuria di
stringiamo la materia e prendiamo il fondamento che cosa è amore. berchet, 54
berchet, 54: sono, almen che sia, requisiti indispensabili abbondanza di tempo
quali io patisco un pochetto, e più che un pochetto, di penuria. de
di te fiera memoria, / del suol che ti sostenga avrai penuria.
grande schiera / d'uccellon mischi, che lassan penuria. s. degli arienti,
nostra citate fu oppressa da grande penuria, che richi e poveri aveano sinistro del pane
, 3-345: volesse confortare il papa che di presente non pigliasse tanto scommodo di
dichiarata protezione del principe e co'vantaggi che si avranno tanto nelle occasioni di soprabbondanza
penuria, scancelleranno essi quella marca odiosa che insino ad ora hanno portata e verranno
due guancie tonde e lisce e rosee che nell'anno di penuria 1919 vi davano
, le lane e le penurie, / che porta seco quella vita umile, /
. promettere abbondanza di frutte, secondo che faranno le germinazione, causata o dalla
o, anche, di qualità fisiche che rivestano notevole importanza e rilevanza.
: egli è... da credere che non mancasse né pure a coloro l'
ingegno atto a filosofare, ma sì bene che avessero estrema penuria di buon gusto.
don diego col destin si lagna / che tal di nobiltà sia la penuria.
terribile di idee, le conseguenze funeste che si conoscono. -imperfezione morale,
'esser lontane da molte di quelle imperfezioni che affliggono il sesso femminile. amari,
. manzi, lxxxviii-n-580: e'par che giove a'mortai faccia ingiuria / nel
terra o di mare, / e far che di vedersi ab- bin penuria.
: alla maritata... convien più che alla soluta la penuria del dire.
per non buoni, cercando sempre mostrar che il poeta abbia fallato; e qui medesimo
questi, per quanto possono, la penuria che altronde truova l'erudizione e l'istoria
chi non può disporre adeguatamente di ciò che gli necessita in una determinata circostanza;
dolori delle piaghe corrette er lo corso che mena allo cielo. beicari, xxxiv-120:
ecco la paura e la viltade, che ischerzano con il sciagurato della disgrazia, con
a patire gli cagionava non minor danno che incomodo. giuglaris, 202: è
. giuglaris, 202: è possibile che ti lasci venir in pensiero che vi
possibile che ti lasci venir in pensiero che vi possa essere nel mondo fortuna migliore di
essere nel mondo fortuna migliore di quella che diede dio a'fedeli suoi servi, anzi
vista della opulenza per una parte, che contempla intrepida ed impassibile la penuria e
vantaggio al parini, uscendo dalla penuria che pur troppo taglia le penne ad ogni