. multànime, agg. letter. che ha una straordinaria vitalità culturale e spirituale
; estremamente versatile, eclettico, o che unisce in sé aspetti e caratteristiche di
dell'uomo. 2. che si manifesta, si presenta o si attua
ingenuo, antipatico cuore, non vedi tu che noi viviamo? la vita è varia
multànime: non è mica come te che ti accontenti del tuo ticchettio e delle
crearsi / e multànime gente / canora che popola e gonfia / la profonda orchestra
silenzioso, torbido. 3. che sembra variare continuamente e presentarsi o compiersi
espressioni di vita così intense e nuove che veramente parve distrutta per lei la legge
4. comune a più persone; che risulta dalla comunione spirituale e sentimentale di
. rebora, 2-315: nell'impeto che procede / su per la multànime fiamma
, non s ^ udiva nuli'altro che i rintocchi radi e sommessi delle luttuose
bene patrimoniale, a titolo di sanzione che a seconda dei casi può avere natura
testificare in preiudicio de petro arigino, che per tal testificato fu excomunicato, ora
e in lire venti per ogni albero che averà danneggiato... do-
e prender nota di tutte le piante che non saranno rimesse, multando i trasgressori
talor sono, non buoni vocabolari quelli che non registrano 'multare 'ed altre voci
atene, la città di tebe, che a pindaro aveva dato i natali, e
2. contestare a qualcuno un'infrazione che può comportare, da parte della competente
(sanzione amministrativa), a meno che egli non scelga di pagare (a
* conciliazione 'o * oblazione 'che estingue l'infrazione stessa. -anche:
. aleardi, 1-276: digli / che [una gente mendica] l'oro
libri, cioè 'multare 'quelli che li leggono...: dobbiamo concludere
: verrebbe fortemente multata / la suora che si fosse levata, / senza ragione di
con l'alighieri. 2. che ha avuto contestata la commissione di infrazione
infrazione. -anche, nel linguaggio comune: che è stato invitato (o, anche
. multiarticolare, agg. biol. che presenta numerose articolazioni; costituito da più
. multicàule, agg. bot. che ha molti steli (una pianta)
[diconsi] quelle [piante] che hanno un sol fusto, come il '
.. 'multicauli ', quelle che producono molti cauli o fusti dalle radici
v.]: 'multicàule ': che ha una quantità di steli. =
o tutte le variabili, indipendenti, che rende difficile la determinazione dei coefficienti di
(disus. molticolóre), agg. che ha più colori, che presenta una
agg. che ha più colori, che presenta una grande varietà di tinte,
sgargianti e, talvolta, contrastanti; che risulta da un insieme composito di parti
.]: 'multicolore'e 'molticolore': che è di molti colori. p.
molticolore. 'confusione multicolore. razzi che si sparpagliavano in stelle multicolori '.
alto azzurro. 2. che è vestito con capi di abbigliamento di
capi di abbigliamento di colore diverso; che indossa un vestito variopinto. parini,
: quale il multicolor zanni leggiadro / che, col pugno posato al fesso legno,
piè s'innoltra. -iron. che indossa una divisa sgargiante e ornata da
dei bersaglieri sempre così luciao e multicolore che lampade e specchi sembravano messi lì per
diversi colori. -al figur.: che si presenta estremamente eterogeneo riguardo alle opinioni
festivo. 4. figur. che si manifesta, si presenta o si
molteplici e multicolori fili dell'umana libertà che ha la sua logica necessità, s'
, antipatico cuore, non vedi tu che noi viviamo? la vita è varia,
caos di generazioni. 5. che rappresenta o esprime tendenze politiche o opinioni
aggiunga l'azione d'una stampa multicolore che corre tutta la penisola ma pullula a
gerarchie dei valori. 6. che muta facilmente convinzioni, opinioni, partito
molticòrde), agg. letter. che ha più corde, che è fornito di
letter. che ha più corde, che è fornito di numerose corde (uno
: il panciuto / multicòrde liuto, / che ai balli un dì fu guida.
s. v.]: 'multicorsìa': che ha più corsie: 'le strade
diversa. -anche: aggregato di cristalli che si presenta sotto forma di un solo cristallo
. multicuspidato, agg. anat. che ha più cuspidi, che è fornito
anat. che ha più cuspidi, che è fornito di numerose cuspidi (con
multidecorato, agg. letter. che ha ricevuto più decorazioni, numerose onorificenze
multidentato, agg. anat. che è fornito di molti denti. -anche
fornito di molti denti. -anche: che è soggetto a numerose dentizioni.
. multidimensionale, agg. matem. che ha più dimensioni e, in partic
autocorrelazione multidimensionale. 2. che riporta dati secondo più variabili di ingresso
multifamiliare, agg. medie. che colpisce i bambini in generazioni successive (
letter. ant. carattere di ciò che è o appare molteplice, vario, eterogeneo
leone ebreo, 341: ancora che la prima idea de l'universo,
la prima idea de l'universo, che è in mente del sommo opifice di quello
multifàrio, agg. letter. disus. che si presenta, si manifesta o si
diverse, eterogenee, talvolta contrastanti; che risulta da un insieme composito di elementi
leone ebreo, 344: al modo che '1 sole participa la sua bella e
non hai potuto avere, quelle tante qualità che si richiederebbono per riuscir loro un compagno
. m. -ci). psicol. che permette di ottenere risposte relative a diversi
alcuni sono... multipari, cioè che ne partoriscono [di figliuoli] assai
foglie multifide, succulente, bianchiccie, che è simile al serifio belgico, e che
che è simile al serifio belgico, e che è di odore un poco più forte
. moltiflòro), agg. bot. che reca molte corolle (un caule)
.]: 'moltifloro': aggiunto del caule che porta molti fiori; del calice che
che porta molti fiori; del calice che riunisce e difende non solo molti flosculi
molti flosculi e semiflosculi separati, ma che può ancora contenere promiscuamente flosculi e semiflosculi
della spata, della spighetta, sempre che comprendano e portino molti fiori.
: 'multifocale': termine di ottica. che ha molti fuochi: 'mirino multifocale '
multifòglio, sm. geom. figura piana che si costruisce tracciando, all'esterno di
. multiforàtile, agg. letter. che presenta numerosi fori. tifi
(molti-fórme), agg. letter. che ha o può assumere diverse forme
, caratteristiche, qualità, peculiarità; che si manifesta, si presenta o si
lo più dissimili e numericamente ragguardevoli; che è costituito da una pluralità di parti
di parti componenti o unità minime, che risulta da un insieme composito di elementi
moltiformi erano e dovevano essere i motivi che conducevano gli uomini ad arruolarsi in un
del moltiforme primogenito [urano], / che sulla taurifera sacrata f ruota il sangue
724: non è mai l'istante / che tu non l'oda o non lo
troppo a torto / lodato ancor, che sai con novi modi / imbandir ne'tuoi
/ ai semplici palati. 3. che si dedica a numerose attività e occupazioni,
dedica a numerose attività e occupazioni, che ha molteplici interessi e vasta esperienza in
uom di multiforme ingegno / dimmi, che molto errò, poi ch'ebbe a terra
essa intessano la storia felice dei trionfi che ottennero il suo ingegno multiforme e la sua
moltiforme scherzo. -che rappresenta, che interpreta numerosi
modo impensato o superiore all'aspettativa e che offre la possibilità di ottenere un notevole
possibilità di ottenere un notevole vantaggio o che permette di raggiungere il proprio intento con
livio volgar. [crusca]: affermò che da quel tempo lui avere cerca questa
. lasciare passare questa occasione, acciò che l'italia, dopo tanto tempo,
tempo lasci di aspettare la fortuna dopo che già tiene voltato il piede. goldoni
. goldoni, ix-898: signore, colui che fa il sensale, / anche a
: gran destino è il mio, che le cose a proposito mi vengan sempre in
di raccogliere un bacio da queste labbra che modulan così ardentemente i miei versi.
miei versi. gadda conti, 1-333: che rabbia, pensava, ora, che
che rabbia, pensava, ora, che le si presentava una simile occasione,
dei vi è al presente offerto quello che con molti voti potresti da loro impetrare,
. della casa, iv-162: arei desiderato che quel nostro amico avesse avuto migliore occasione
nota; / e la cagion, che sempre mi travagli, / è perch'io
l'occasion fuggì sdegnata, / poi che mi porge il crine, et io noi
vasari, 4-i-57: l'altre sopra quella che dipi- gneva nell'altro tondo era l'
è passata. -per metonimia: persona che può rendere un favore, in partic
con l'occasione d'un gentiluomo spagnuolo che passa alla corte dell'ambasciador cattolico in
prestarono qui a una bestia di forestiere che prima del mio ritorno è partito.
arrivato al mare, con occasione, che trovò pronta, se ne passò in inghilterra
i. nelli, iii-139: -dunque che volete aspettare, quando per altro vi
mire? -l'occasione mi par tanto buona che, per dirla giusta, ella mi
congiuntura. ariosto, 34-25: io che conosco ch'arde, non gli parlo /
funeste occasioni. chiari, 1-ii-38: che vale adesso che mi facciate la mansueta
chiari, 1-ii-38: che vale adesso che mi facciate la mansueta e la docile
la mansueta e la docile, dopo che in tant'altre occasioni foste libertina e
: serva affezionata e fedele, che sapeva ubbidire e comandare, secondo l'
iii-19: ridiamo pur tutti ora, poi che non è lungi l'occasion di piangere
è lungi l'occasion di piangere in modo che fin qui ne udirete le strida.
acque naturali. -con un agg. che esprime vantaggio, favore, opportunità.
opportunità. tortora, i-327: mostravangli che l'occasione si presentava opportuna per vendicare
: donne, intendete con questa occasione che il principal vostro capitale è la modestia
si faccia secondo l'occasione della stagione che anderà o dolce o cruda o diacciosa.
5. insieme di fatti concomitanti che contribuisce indirettamente a produrre un effetto o
indirettamente a produrre un effetto o che provoca l'intervento di un'azione libera (
giannotti, 2-1-89: s * >no molti che pigliano l'occasione er la cagione e
qualche cloaca o condotto d'acque che venga a risponder su i fossi,
contenzione di giurisdizione, pretendendo il papa che il re dovesse dichiarargli non aver facoltà
non aver facoltà alcuna sopra un vescovo che aveva offeso la sua maestà ad instanza del
. rosmini, xxi-291: io osservo che quelli che si dicono 'segni naturali
rosmini, xxi-291: io osservo che quelli che si dicono 'segni naturali 'non
tommaseo, 8-8: l'esperienza insegna che di certe sventure l'occasione è fuori
reale, fatto di cronaca o evento che fornisce l'impulso iniziale o l'argomento
[le sue rime], tal che l'età nostra si rimaneva tra le forbici
caro, 12-iii-23: pare a qualcuno che l'occasione del dialogo si potesse dire
più grandi antichi e moderni poeti, che la somiglianza delle occasioni ha obbligati a
nelle espressioni. carducci, ii-19-103: basta che mi si dica di scrivere su un
versi ha perduto tutte quelle occasioni sociali che la facevano pubblica e comune.
esteriore di persona, dicosa o di luogo che invita al peccato o rappresenta una tentazione
gli occhi e levar via quelle occasioni che gli par che prestino la via a la
levar via quelle occasioni che gli par che prestino la via a la donna d'
via a la donna d'esser meno che onesta. panigarola, 1-23: levi il
: occasione di peccato è quel pericolo che c'induce a peccare. se induca frequentemente
6. motivo, talora anche soggettivo, che inducea compiere un'azione; ciò che provoca
, che inducea compiere un'azione; ciò che provoca un effetto, causa, cagione
gianiacopo da triulzi e al conte di pitigliano che non mettessino senza grande occasione in potestà
della fortuna il regno di napoli, che era perduto se quell'esercito si perdeva
ho visto più volte in questo mondo che per una piccola occasione cacciano fuori di
parente. bizoni, 45: voglio che mi promettiate di non andare a donne
, dove per l'esperienza ho veduto che molti miei conoscenti sono tornati infetti e
aristotile e il vocabolario, dovreste sapere che l'occasione è anche causa in ogni
estrema rovina, perché quasi ognuno confessa che queste divisioni siano state potente occasione di
nostro secolo non ha migliorato, sì che una proposta di disarmo si può considerare
mi fu d'occasione per rendermi conto che il melodramma ha la possibilità, negata
grande sentimento generale. 7. pretesto che serve a giustificare un'azione oun comportamento.
varchi, 4-38: dice il vero che gli otto di balià sopra questa cagione
fondarono, ma e'dovea pure considerare che quella era stata occasione e non cagione,
era stata occasione e non cagione, e che se non avessero trovata quella, n'
piccolomini, 1-1: li medesimi quel che pur ora han compro, quasi pentiti
senza avergliene dato arte con occasione che e'li potesse disturbare. duodo,
(37): e lucia? che avesse data a colui la più piccola occasione
più leggiera lusinga, non era un pensiero che potesse fermarsi un momento nella testa ai
re sta... che ella nelle sue occasioni si vaglia di me
gissero ricevendo e fortificando quei luoghi che si anda vano tuttavia offerendo
sol temuto, possono sperare i macchinatori che dopo il fatto cessi colla vita eli
eli lui l'occasione ancor di temere e che prima del fatto gli difenda la segretezza
di volta in volta, onde prima che si rendesse febbre continua si è giudicato
ruscelli, 2-271: queste considerazioni basta che si vengano così alle occasioni toccando solamente
, accompagnata dal suo coro d'amoretti che all'occasione va cantando. manzoni, pr
è serio; ma voi non sapete quel che mi basti l'animo di fare,
presto, pigliandone l'occasione, il che non tralasciarà un che giudizioso e amorevole
l'occasione, il che non tralasciarà un che giudizioso e amorevole sia. tasso,
ariosto, 5-15: piglio l'occasion che s'appresenta / di parlar d'esso
quel verso appunto 'in guisa tal che l'ape sembra un drago 'prese
prese occasione un famoso autore di discoprire che del cinquecento, e non della susseguente
quasi possa incolparsi una macchina di ciò che dipende dall'uomo. -valersi
sinistra e non la destra: di che l'osservatore prese occasione di censurare l'emblema
presenti fogli, ove si vede l'orsacchino che si succia la destra e non la
occasione del farci liberi corremmo più volenterosi che cauti. bacchelli, 1-i-513: io
all'alloggiamento de'franzesi, si crede che arebbono rotta facilmente l'anti- guardia.
la 'percezione 'o sia l'impressione che si fa nell'animo all'occasione di un
fa nell'animo all'occasione di un oggetto che agisce su dei sensi è la prima
di tal proporzione mette egli la differenza che è intra la giustizia e intra l'
rosmini, 2-1-145: le nozioni, che fin qui son venuto sponendo coll'occasione dell'
manco desideroso di servire al suo re che di avere occasione di venire in favore
. boterò, 8-39: balduino, che non voleva perder tempo, ebbe di
nardi, 48: volevano quasi più tosto che i dieci per loro medesimi rinunziassero al
dieci per loro medesimi rinunziassero al magistrato che, per la malevoglienza e odio ch'
. gadda, 6-67: sono anni che non ho avuto occasione di piangere.
feci allora un piccolo discorso d'occasione che provocò qualche applauso dalla tribuna dei giornalisti
il goethe non si stancò mai di ripetere che ogni poesia è 'poesia di occasione
dall'attualità delle cose e dal significato che esse avevano per se stesse pei contemporanei
interpose cece con quattro versi d'occasione che adesso non ricordo. -che rivolge la
, aveva il coraggio di chiedere: che più ti manca? e non vedeva ormai
non vedeva ormai altro nemico da vincere che la morte. -occasionale,
de roberto, 6-240: 1 timidi, che chiameremo intermittenti o d'occasione, sono
un politico di occasione e si augura sempre che passi l'occasione che lo ha costretto
si augura sempre che passi l'occasione che lo ha costretto a fare politica attiva
opera altrui, dei sudditi in delirio che da me aspettavano la felicità, degli
, degli adulatori di mestiere e d'occasione che si giovarono della mia demenza per bagordare
d'occasione: tormenta sulle cime, che cessò il giorno stesso, sul tramonto.
più rumorosa fu un motorino a scoppio che celestina trovò d'occasione e fece applicare
quante saranno fra voi quelle [donne] che sieno atte a cose simili?.
cose simili?.. mercé vostra, che non ne date loro occasione. baldi
. bentivoglio, 5-ii-145: gli replicai che mi pareva che di qua si desse troppa
5-ii-145: gli replicai che mi pareva che di qua si desse troppa occasione a
ch'io gli porgessi occasione pubblicando ciò che in tal proposito [sulla ferrovia del
, erano cagione o prestavano occasione spesso che seguivano contra di lui cose molto reprensibili
, 1-64: io non credo già che voi altri signori mi giudicherete degna di
ch'io ho fatto, conciò sia cosa che il mio marito stesso, ch'è
: il capitan generale... temeva che, impiegandosi troppo e non essendo ancora
nell'evangelio,... credo poi che desse occasione al nome di marianne.
e informandoci degli usi, costumi, circostanze che diedero occasione ai vari vocaboli, ce
a corbulone a dolersi e domandargli per che cagione, avendo poco fa dato statidichi e
mi ha tolto tutto il settembre, che era il tempo di venire più bello
tempo di venire più bello, e che non perderò punto quella occasione. navagero
essendo parca e molto cupida, e che non lascia occasione alcuna di guadagnare.
tagliar la corda, e si sapeva che andando con lui non si facevano soltanto
per levare l'occasione a non pochi, che lo tenevano per profeta e per santo
, legne, vesti ed altre cose tali che di contanti, per togliere (credo
a chi s'ascrive alle sette i benefici che gli onesti trovano nel convivere civile.
al re. ed egli finalmente conchiuse che, levando ogni occasione, la voleva
donna lo chiamò indietro e gli consigliò che per il sì e per il no,
a considerar le infinite e insopportabili gravezze che abbiamo avute questi passati anni ed ora
questi passati anni ed ora abbiamo più che giammai per occasion della guerra turchesca.
occasione di mostrar l'errore di coloro che nel numero maggiore usano di dir 'gli
tribuno e un centorione de'più severi che vollono far resistenza. bisaccioni, iii-2
in diverse occasioncelle soccorse il principe, che è oggidì re, di alcuna somma
gran parte si perde, poiché ciascheduno che legge non può penetrare in quella picciola
occaso1, sm. letter. punto cardinale che cor che tu l'estrema
. punto cardinale che cor che tu l'estrema canzone a l'occaso di
noi girato era sì 'l monte, / che già dritti andavamo inver'l'occaso.
la terra ond'io fui, / che fé del sangue suo già caldo il porto
, estivo e grato vento, / che da l'occaso or vien per colorire /
ciel risplende lìall'occaso all'orto, / che nulla nube a mezzo giorno il vela
-sì, caro prence, e prima / che il sol giunga all'occaso. foscolo
al confin siede aspledone, / città che l'aureo sol veste di luce /
quel venticel parean le sue parole / che spira dall'occaso in su la sera.
beltramelli, iii-153: passarono le mendicanti che raccolgono le scorie del mare: curve
. 2. territorio o regione che si trova a occidente rispetto ad altri
ad altri territori o regioni (anchecorso / che te conduce a sfortunato occaso. siri,
lettera sua con con riferimento alla popolazione che vi abita). cui
l'orto e l'occaso / quel che qui giace, e i dèi da polo
. sergardi, 1-139: 10 so che filodemo è in ogni luoco / e in
. adimari, 1-14: dalla vermiglia aurora che, cinte le bionde chiome di vaghe
del luminoso meriggio e del chiaro occaso che dee seguirla. carducci, iii-3-282:
più bella è di là dal muretto / che rinchiude in un occaso scialbato.
: il settentrion del primo cielo, / che né occaso mai seppe né orto /
seppe né orto / né d'altra nebbia che di colpa velo. delminio, i-223
dirai, e molto meglio di me, che la lingua latina, sì come tutte
febo altro parnaso / ed altro sol che non conosce occaso. barbazza, i-200
o genere di bellezza o aspetto di essa che non fosse stato da qualche professor grande
il cuore umano, come una navicella che si avvia verso un grande occaso al
de'tuoi fogli il nome tuo, che più non teme occaso, parnaso /
l'uomo vede una cosa di lungi che li pare mulino da vento. giusto de'
conti, ii-30: la mosca, che mi vola intorno al naso / non
non altramente da mattina a terza / che quando il sole è già presso all'
occaso, / con altro, creda, che con debil ferza / lei minacciando quindi
ver l'occaso, alla stagione / che s'infiorano i prati. chiari, 3-i-68
lo occaso. aretino, iv-4-13: certo che a voi è noto il volubile corso
memoria e trovare... un'arte che a scordar insegnasse. piccolomini, 10-302
10-302: si può... dire che la sera sia la vecchiezza del giorno
e del suo imperio carlo quinto provò che la fortuna come femina volge le spalle
di agg.): attempato, che si trova in età avanzata. verga
in tutti i modi per afferrarsi al mondo che le abbandonava. e. cecchi,
giunga in quella valle oscura, / che tu raffreni il suo corso veloce, /
raffreni il suo corso veloce, / acciò che al popol tuo dia sepoltura, /
popol tuo dia sepoltura, / e che non vadi sì tosto all'occaso.
padre un giorno / dentro un castel che sol gli era rimaso, / che tutto
che sol gli era rimaso, / che tutto il resto avea perduto intorno,
che nel vostro occaso io rischio alcuno / non
bruna / tua giornata l'occaso, che seduto / ne le stanze paterne al cor
furie invaso / e cangi 'l fato, che più ognor m'oltraggia, / coll'
già per influenza né per caso / che produca appetito o mal penserò, / non
e vivono di pesce. erano tanto grossi che non bisognava pelarli ma scorticarli.
girolamo da siena, i-24: che doviamo fare noi, in cui è
. della porta, 2-3: voi che, armati di malignità, siete venuti per
[la commedia], ponetevi gli occhiali che sian lucidi, accioché non vi mostrino
, / montò la pietra, che parbe una occella. = voce
. xv, lxxxviii-n-643: poi dite che sanza difetto / sopr'ogni altra gente godete
bello sito et el più bel aere che mai vedesse, con certi lochi da cazare
e da occellare lo simile, in modo che pare un altro paradiso.
ottenebrato da una passione vio che e tocche. lenta; pervicace nell'
: chi ha punto d'ingegno, etiam che provazione e consenso, o per informare del
buon non avesse fede, intende questo che io ti dico esser vero,
, sta bene. ma quelli che non lo credano, se tu guardi bene
1-vii-518: con tanto studio lo percosse che, obcecato da quel furore che lo
lo percosse che, obcecato da quel furore che lo consenso. portava,
tempo aparse un ocello in egitto, che hao nome fenix e ne la insula
volgar., i-1-105: quando vedi che l'occello apre lo becco e la
, dei sapere ch'ae lo male che si chiama agro. boiardo, canz.
: fere selvagie e vaghi ocei, che sciolti / seti da li aspri e crudi
mal guidato ocel disceso in terra, / che alfin, come io, trovasti aspra
fiori adorno e de occelletti gai, / che empian di zoia il boschetto cantando,
canz., 131: mira quello ocellin che par che senta / de la tua
, 131: mira quello ocellin che par che senta / de la tua pena,
tal rumor faceva e tal cridare, / che quasi orlando fie'pericolare. =
imparare thicche, pecche e l'oc che). l. bellini,
pur campane il ticche tocche, / che luca ha cominciato a praticare / con buon
fronde novelle, / scio l'arte che mai falsa non si trova, /
/ ch'ài quelli occhiazzi più bei che '1 mio toro. berni, 6-31 (
6-31 (i-163): ecco il gigante che quivi arrivava, / la belva e
can barbone / ha certi occhiacci / che fan tremar! de pisis, 3-224
posò ancora sul leone, gli parve che avesse battuto gli occhiacci gialli sotto le
, per non parere spacciatori di parole che poco costano a dirsi e meno ancora a
mio inaspettato ritorno; e talvolta vidi che mi guardavano in viso con certi strani
420): lucia, malgrado gli occhiacci che la madre cercava di farle alla sfuggita
: ci ho lì il mio ballerino che mi ha pagato il costume, quel
ha pagato il costume, quel turco che fa gli occhiacci. pea, 11-129:
la torre littoria. io non sapevo che lubrani fosse fuori. v idi linda arrossire
2. sm. ciascuna roccia calcarea che presenti tale struttura. =
iii-3-101: entro i teschi aguzzi e mondi che parean d'avorio fino / luccicavano le
occhiaie vuote, coperta dalle vesti slegate che portò nella bara. silone, 5-38:
bella fronte spaziosa erano i soli tratti che potevano ricordargli l'antico compagno.
: - ingegnere, non è necessario che veniate ogni giorno. lo sappiamo che
che veniate ogni giorno. lo sappiamo che non volete fuggire. faceva un gesto volubile
alquanto infossato o, talvolta, tumefatto che si forma nella parte inferiore dei tessuti
e magra, con due strani occhi verdi che parevan lontani in fondo alle occhiaie oscure
quasi grigia, cresciuta più sulle gote che sul mento? e quella faccia pallida e
: sgorga lucendo un ventilato ardore / che sugli alberi fondi s'ingorga / e per
. 5. figur. ciò che rivela la decadenza, l'impoverimento,
fisiche in toscana, 14-1-x-27: il primo che fé dono al genere umano del cannocchiale
occhiali, uno convesso ed uno concavo, che si trovavano giusto collocati in quella distanza
occhiata insistente, raggelante di una persona che porta gli occhiali (e ha valore
ottico (sia convergente o biconvessa, che dà un'immagine diritta, virtuale e
questo nasce perche le spezie delle lettere che vengono all'occhio mediante el lume percuotano
mirando con el suo occhiale la sena che era molto bela, de mano de
con l'abito di legato: e che gli fate voi guardare col suo occhiale in
di colmo di cavo o di piano, che corregge le imperfezioni o inabilità o difetti
, 10-iii-240: un di quegli occhiali che con greco vocabolo si chiamano microscopi,
malpighi, 1-237: se è vero che il polmone sia un aggregato di lobetti
quali sia una rete esattissima e minima che, quando è tensa e piena di
mille volte chime- rizzando... che potesson dir di que'sucidumi delle gote
di que'bitorzoli della faccia della luna, che son novamente scopertisi per la mercé e
galileo, 1-1-75: fu sparsa fama che in fiandra era stato presentato al conte maurizio
maurizio un occhiale fabbricato con tale artifizio che le cose molto lontane le faceva vedere
con l'occhiai guardava del cannone, / che poi smarrissi e or s'è ritrovato
galileo. -occhiale matematico: cannocchiale che serve a osservazioni e a misurazioni di
giuseppe degli aromatari, 35: non vorrei che si dicesse ch'adoprate l'occhiai matematico
fino è l'occhiai di gelosia / che il ciechissimo amor fa eh'argo sia.
l'uom si mette quell'occhiale, / che torta gli fa far la guardatura,
. alberti, lxxxviii-1-93: se bartol, che quel fatto interpretato / giudica ben com'
a parlar del sermone, chiaro mostrando che egli sia quarta narrazione e non sinonimo
titoli di tucidide e di erodoto, che non sono un, ma diversi.
, 106: chi sia quali'uom che di trovar si vante, / ganza.
decimetro della critica l'opera -ciò che corregge un'errata visione delle cose o
. di occhiale. de'letterati, che come più partecipano dall'ingegno occhialeria, sf
di altri strumenti ottici. -ciò che permette l'approfondimento e il-anche: la fabbricazione
vi-69: ecco uno de i primi frutti che io ho colto de l'arbore muliebre
libri. glio fritti o arrosti che non allessi. [pesci] ve
prima punta delle corna dei cervi, che è la più vicina agli occhi.
. 9. agg. ant. che è proprio, che riguarda l'occhio
agg. ant. che è proprio, che riguarda l'occhio e le sue funzioni
l'occhio e le sue funzioni; che ne aumenta o ne corregge le facoltà
considerati corrispondenti agli occhi per dolori che vi si riflettono. baldinucci,
baldinucci, 109: dicesi dente occhiale quello che à corrispondenza con l'occhio.
e di fattura raffinata ed elegante, che si accosta agli occhi per mezzo di
ginocchio sull'altro, le mani sul grembo che giocano con l'occhialetto. gatto,
intento a far dondolare l'occhialetto d'oro che portava appeso a una catenella.
catenella. -per estens. persona che si serve di tale strumento (e
(e anche gli occhi o lo sguardo che le sono tipici). verga
da un sostegno, detto montatura, che, a seconda del colore o del
d'oro, ecc., e che ha lo scopo di mantenerle davanti agli
, 7-75: non è ancora venti anni che si trovò l'arte di fare gli
trovò l'arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene. sacchetti, 299
messer lio- nardo, vedendo questi brievi che ardevano, si mise gli occhiali e
, 10-vi-348: io vi fo intendere che, avendo io usato gli occhiali tutto
ed ogni lettera senza essi, di modo che ho ricuperata la vista d'assai.
. brusoni, 4-i-237: occhiali colorati che rappresentano tutte le cose col medesimo colore.
gli oggetti sopra tesser loro naturale: che pero altri sono detti occhiali di prima
a. cocchi, 4-2-48: si suppone che sia stato tentato l'uso degli occhiali
conserva 'quelli composti di lenti convesse che hanno foco lunghissimo, e sono adoperati dagli
piane colorite di verde ed usate da coloro che hanno l'organo della vista irritabilissimo.
gli occhiali a stanghetta di ferro del portinaio che tirava lo spago. saba, 474
. saba, 474: dietro gli occhiali che un tuo gesto raro / squilibria,
nella mascherina rettangolare orlata di pelo, che cuopriva quasi tutta la faccia. montale
tuoi grossi / occhiali di tartaruga / che a notte ti tolgo e avvicino /
amplificatore elettroacustico. -per estens. persona che porta gli occhiali. pavese, 1-109
. pavese, 1-109: - quello che non capisco, - dico alla vedova
, - dico alla vedova, -è che, se tutti lo conoscono, non l'
. e occhiali neri di nuovo: -è che non ci sono prove, caro voi
e anche perfino ossessiva) attenzione, che provoca, modifica o condiziona, positivamente
. savonarola, 7-ii-145: sono alcuni che hanno la grazia, ma vannosi raffreddando
tanti mali, / ché so pur che tu puoi, fammi vedere / co gli
con gli occhiali di corta vista, che ci appresentano le cose minori e gli altrui
guarda senza occhiali / ell'è sol quella che ci fa diversi / e differenti da
gran cosa è di voi altri amanti, che vi mettete tali occhiali al naso che
che vi mettete tali occhiali al naso che ciò che vedete vi par ladro della
mettete tali occhiali al naso che ciò che vedete vi par ladro della donna che
che vedete vi par ladro della donna che amate. garzoni, 7-382: or tutti
suo fine, lo vede chiaramente ciascheduno che di falsi occhiali tinti dal verde del livore
vive: non lo vedono i contemporanei, che portano gli occhiali dello stesso colore:
il consenteno, anzi comandano, questi dì che sono consacrati a bacco, libero ancora
essere e dette e non dette. or che hai gli occhiali, a te lascio
aretino, vi-31: appena apri la bocca che ella ti si aventa adosso con uno
orlando disse: io veggio adesso / che sete tutti gente inebriata, / razza ignorante
. della porta, 2-3: voi che armati di malignità siete venuti per biasmarla
la commedia], ponetevi gli occhiali che sian lucidi, acciocché non vi mostrino una
e in mano le pinzette, gli errori che, nel piombo disteso, stavano a
diabolica. siri, i-v-804: oltre che '1 duca sapeva senza occhiali fare a
a'diffetti manifesti con speranze e sicurezze che escludevano ogni dubbio. -mirare qualcosa
mirano il proprio male con gli occhiali che ingrandiscono gli oggetti, e perciò paventano
oggetti, e perciò paventano molte cose che mai non possono accadere. 10
. f. frugoni, vi-182: stimai che mi dovesser credere un cavallo d'argo
un cavallo d'argo, tanto più che portai le occhiali ere, ma non
, ma non ebbi di cavallo altro che la stella. = = deriv.
, per le macchie di forma rotonda che presenta sul dorso. occhialino, sm
con quell'atto elegante e un po'sdegnoso che le è familiare. palazzeschi, 8-217
familiare. palazzeschi, 8-217: bella che stai puntandomi / attraverso la lente /
-per estens. sguardo di una persona che si serve di tale strumento.
: a cento vi so ben io dire che avreste trovato dove puntare il vostro occhialino
finalmente il vetro dell'occhialino mi disse che era una città fortificata alla moderna.
chiamare. salvini, v-481: 'microscopio', che i piccoli oggetti ingrandisce, perché se
, modo di giudicare o disposizione personale che provoca, modifica o condiziona un giudizio
hanno sì caritatevolmente trattato non conoscendomi, che sarebbe di me poveretto se potessero col
vauvenargues] sarà più obbligata la umanità che non a quell'arsiccio e miope filosofo
del senno cortigianesco, non iscorse là che argomenti onde tutta calunniarla. zendrini,
questa difficultà il dottissimo occhialista, dicendo che esso scrisse tai cose in vita del
con il mastro di ballo. lei che la portò in una grotta e li pose
molto in questi giorni. è vero che l'acqua è arrivata all'occhialone di ponte
caporali, ii-16: quegli occhialoni / che usar soleva il cardinal salviati. tesauro
due grandi occhialoni inforcati sul naso, che dànno alla fisonomia dello zelante scienziato una
di mattone caratterizzato da due fori, che ha particolari caratteristiche di coibenza acustica e
occhiali. occhialuto, agg. che porta abitualmente gli occhiali, tanto che
che porta abitualmente gli occhiali, tanto che questi hanno finito a costituire una caratteristica
istitutrici inglesi. svevo, 3-815: e che cosa farete ora? mi domandò l'
landolfi, 8-92: paiono essersene accorti [che il gioco è un'attività sessuale]
, 4-150: temette [il nano] che i cani avessero rinforzi di occhialuti o
. 2. per simil. che ha gli occhi cerchiati da un anello
nostra è fondata nella scienza più occhialuta che abbia mai soccorso la povera, industre
occhiàmpio, agg. letter. ant. che ha occhi grandi e molto espressivi (
allora / occhiampia giu- non: - che parli (disse), / tremendo giove
; vedere, scorgere qualcuno o qualcosa che richiama improvvisamente l'attenzione, lo sguardo
], iii-164: è privilegio di galea che, quando i soldati, i marinai
: occhiando la mia sacchetta di pelle che era molto gonfia, gridò: -bandi
5-119: questo barbiere, verbigrazia, che, ripassando sul palmo il rasoio,
corteo, è sul rispuntare del pelo che, con la sua classe onorata, fa
f. doni, ii-24: io, che son pur giovane, andava così occhiando
tozzi, iv- 227: niccolò, che occhiava dal suo cantuccio, cominciò a
a dire: -quello è il pazzo che dovette fuggire da siena, quando scoprirono
dovette fuggire da siena, quando scoprirono che aveva rubato al cugino l'eredità.
ugna il nibbio. -ci son degli altri che l'hanno occhiata? =
fatto o un particolare, a ritrovare ciò che si è perduto (o anche rivolto
dato una occhiata al volto della persona che voi ritrarre, guarderai poi in parte
f. frugoni, iii-112: philotheamone, che impalmati avea due ospiti, scese le
pavese, 8-371: l'unico spunto che mi tocca e scuote e la magìa
priora e da predalbino e mostrar alli miei che anco sono amato in roma.
o modo di guardare particolarmente intenso, che esprime sentimenti, stati d'animo,
stati d'animo, intenzioni, o che richiama l'attenzione per intesa, per
agg. o con un compì, che ne precisa il carattere). a
gliamenti né ai male occhiate, ogni volta che tu sei in luogo sicuro, cioè
tu sei in luogo sicuro, cioè che tu sia netto, sincero e da bene
riflesso. giuglaris, io: giovani che vi pascete di aria e di occhiate,
è colpa tua, ma della natura che ti fé sì avvenente, se con amabile
amato. crudeli, 1-171: quindi è che le ventenarie donne riducono ogni loro occhiata
bocca, diede alla madre un'occhiata che chiedeva il segreto, con tenerezza, con
un'occhiata maligna a sua moglie, che involontariamente l'aveva guardato. carducci,
ci capivamo benissimo a occhiate e sapevamo che le parole sarebbero state superflue e non
e non avrebbero aggiunto niente a quello che ci dicevamo con gli occhi.
gli occhi. 3. sguardo che abbraccia un determinato spazio; colpo d'
dico e ridico: - bella strada che hai fatto. valeva la pena!
più in unione con un agg. che la precisa). crusca [s
pesci una specie di pesci volatici, che sono in effetto muggini con tali,
i quali volano a schiere sì grandi che molte volte tengono un'occhiata. p
per di dietro con due larghissimi stradoni che sono occhiate. fagiuoli, i-101:
occhiate. fagiuoli, i-101: palazzi che son alti e lunghi occhiate, / piazze
mandare a v. s. quel che si truova stampato de le cose mie
raccorle da più libri, e raccolte che l'ho vedendole così mal trattate, ho
, messer francesco mio, a fine che... possiate senza lambiccar il cervello
sapere in una occhiata tutte le vivande che sono in uso. buommattei, 213
questo capitolo tutt'e tre le coniugazioni che noi diciam conseguenti, e saranno collocate in
conseguenti, e saranno collocate in maniera che ciascun da se stesso potrà vedere in una
vedere in una semplice occhiata ogni differenza che tra loro è. pallavicino, 11-182
al titolo, venni subito in credenza che l'opera non fosse scritta contro alla
grace'. de sanctis, 9-180: ora che questa stessa quistione mi si riaffaccia,
, gitto un'occhiata a parecchi scrittori che ne hanno trattato, e veggendoli così
, ha dato un'occhiata al regolamento che essa propone: s'è fatto pagare
dando di sfuggita un'occhiata ai dorsi, che razza di libri quel monsignore avesse donato
un coltello, cavisene l'acqua che han dentro e lavinsi con acqua
tavole in lato asciutto sino a che sia tempo di seminargli -apparizione
: c'era un'occhiata di sole che spandevasi color d'oro sul cornicione del
. praga, 3-252: o stelle che dal ciel mi sogguardate / collo splendor
. ragazzoni, 3: le notti che non c'è la luna, / le
/ le lucide notti d'estate / che il cielo la terra importuna / col
reina, i-215: nel vero vedremo che questo fu il maggior miracolo che operasse
vedremo che questo fu il maggior miracolo che operasse mai cristo, se noi daremo
tuo turbatissimo cuore et esprimendo le disperazioni che t'è per arrecare la prima occhiata con
coordinata al massimo avversativa. -opera che tratta o abbraccia sinteticamente ed esaurientemente un
! io ci vego di magre, che mi pare che ci sia alcuna che
ci vego di magre, che mi pare che ci sia alcuna che talvolta fa a'
che mi pare che ci sia alcuna che talvolta fa a'capegli! io miro pure
io miro pure se ci fusse niuna che avesse l'ochiate, perché talvolta sognano per
]: 'occhiata ': livida pesca che si fa sugli occhi colle prugne.
4-318: essa aveva certe occhiate nere che non le aveva mai visto. accademia senese
degli intronati, 35: 'occhiata': lividore che si forma intorno agli occhi prodotto da
bocchinéri, 1-13: camminavamo a occhiata, che non sapevamo se noi ci andavamo bene
: da'un bacio per me ai bambini che mi figuro verranno su a occhiate.
. pascoli, ii-227: credevano i medici che fosse etico, ma si sgannaron tosto
via di veduta naturale e nel modo che si sogliono ordinariamente disegnare le città ed i
ordinariamente disegnare le città ed i paesi che si ritraggono a occhiate del naturale, attesoché
le cose alte tolgono la vista a quelle che sono più basse. lalli, 2-3-32
ridere il modo con cui mi avvisate che il nostro abate vianelli riceve le mie lettere
: molto più agevolmente le cose, che a un'occhiata si veggono, restano nella
si veggono, restano nella memoria impresse che ad udirle tempo per tempo alla spicciolata.
. oddi, 568: resta or che vi mostri, o signori, pur in
: li plebei, al modo di quelli che, non avvezzi a bever vino,
si ubriacano, ad ogni buona occhiata che loro dia la fortuna rimangono affascinati.
f. d'ambra, 4-41: oltre che gli è a proposito / che dia
: oltre che gli è a proposito / che dia un occhiata alla casa e consideri
la camera / ed ogni cosa, acciò che, bisognandoli / uscirne al buio,
. moretti, iii-928: si capiva che l'adalgisa era una ragazzetta robusta che
capiva che l'adalgisa era una ragazzetta robusta che mandava avanti la casa come poteva e
e dava un'occhiata alla piccina, che non sgusciasse mai dal cancello. pratolini
così ricca gioia e sì pregiata, / che a pena se le può dare un'
un'occhiata se non hai quella potenza che irradia. -in meno o a
prima portata /... / che chiude il fosso in meno d'una occhiata
toscani, 74: dice più un'occhiata che una predica. 10.
-occhiatina. aretino, 10-29: dico che egli, fatto rosso da la nobiltà
giovane. gottifredi, xliv-263: ti conforto che per via o per chiesa, incontrandoti
fare. allegri, 36: e'par che l'appigionasi lievin qualche volta il credito
, ma e'non è per tanto che le non muovan la maggior parte degli
quando sta colle vacche alla pasciona, / che in testa appunto tien la mezza luna
incontra, mi diede un'occhiatina espressiva che mi disse quanto poi nacque tra noi,
222): eran ben pochi quelli che, nel passar davanti alla nicchia che
quelli che, nel passar davanti alla nicchia che taglia il mezzo della loggia dell'edificio
non dessero un'occhiatina alla grande statua che vi campeggiava. rievo, 76: buttata
: buttata a clara un'occhiatina che era rade volte e solo per caso
: qualche occhiatina, qualche parolina più che cortese e nient'altro. -acer
dopo aver lanciato un'occhiatona sul forastiero che avea parlato. c. e. gadda
e stacciate e 'farinature e 'nferrignerie che stanno dintorno alla 'gerusalemme ', la
guerrazzi, 9-i-138: dardeggiava due occhiatacce che parvero saette. verga, 4-226
melanura), dotato di corpo ellittico che può essere lungo fino a 30 cm e
ella al sommo n'ascende, a fin che velo / contro le viste altrui le
secreta / virtù de l'occhiatella, che distinto / di negre macchie a guisa
ha il dorso? / de l'occhiatella che, vivendo, sparge / per le
immote / ne divengon le man di quei che stringe, / del suo letargo infetti
sul dorso. occhiato, agg. che ha molte gemme (un tralcio,
assai occhiate. 2. che presenta macchie naturali che hanno l'aspetto
2. che presenta macchie naturali che hanno l'aspetto o ricordano la forma
verde e celeste. 3. che presenta molte chiazze di unto sulla superficie
(un formaggio). 5. che presenta disegni di forma rotonda (un
occhiazzurrino, agg. letter. che ha gli occhi azzurri (come
. occhiazzurro, agg. letter. che ha gli occhi azzurri (in partic
facil conquista / non è la bella vergine che tutti / spregiò d'erina gli occhi-azzurri
te occhiazzurra questi canti deve / uno che ha sete e alle tue labbra beve
in terra; e udì una voce che disse: saulo, saulo, perché mi
sopra lei sì grande luce e odore, che quella sua maestra e la compagna caddono
occhibendato, agg. letter. che ha gli occhi bendati (come epiteto
occhibovino, agg. letter. che ha gli occhi grandi e rotondi (
[occhicèrulo), agg. letter. che ha gli occhi azzurri e scintillanti (
occhicèrulo, m'odi! / lascia che alfine io mi satolli / di queste tue
/ di queste tue persiche molli / che hai nel cesto intesto di biodi.
un certo ascendente sulla signorina for ever che con gli altri commensali è gentile ma
. occhichiaro, agg. letter. che ha gli occhi chiari e scintillanti (
sereno. 2. figur. che è preveggente, che ha la facoltà
2. figur. che è preveggente, che ha la facoltà di vedere nel futuro
. occhicilèstro, agg. letter. che ha gli occhi azzurri. padula
òcchi di bue, agg. letter. che ha gli occhi grandi e rotondi (
òcchi di sóle, agg. letter. che ha gli occhi luminosi, splendenti.
occhieggiaménto, sm. modo di guardare che esprime compiacimento, intesa, desiderio;
. di occhieggiare), agg. che occhieggia, che guarda insistentemente con curiosità
), agg. che occhieggia, che guarda insistentemente con curiosità, con desiderio
celesti accampamenti. 3. che si mostra o spunta appena, che si
. che si mostra o spunta appena, che si lascia intravedere. beltramelli,
: una scena fu d'una donna che affrontò per istrada una ragazza che le
donna che affrontò per istrada una ragazza che le occhieggiava il marito.
volta le mani, occhieggiando più seducente che mai. carducci, iii-27-145: c'era
algarotti, 1-ix-329: quel continuo occhieggiare / che fanno i cicisbei, / quel gran
osservare qualcosa con occhiate brevi e insistenti che denotano per lo più attenzione, curiosità
a quando a quando que'modesti fiori che l'esercizio della sua scienza severa gli
perfin di occhieggiare le belle nuvole giovinette che salivano da dietro le spalle di monteferrato
ad olio, saliva fino ai piani che rasentavano il cielo, ricalando giù occhieggiava
a dio /... / par che sorrida a gli angeli / e occhieggi
d'essi condurre a suo prò quello che l'altro per sé operasse..
antù, 1-14: da poi che occhieggiano intorno questi gatti (accennava con
e bellezza pare aver subito un incantesimo che li faccia vivere al difuori della vegetale
fece scomparire tra la camicia sul petto che le occhieggiava molle e levigato. luzi
). linati, 17-191: penso che ai tempi di dante... la
di dante... la polla che occhieggia dal terreno dovè buttare allegra e chiacchierona
/ una grande, magnifica stella, j che a un di- spreisso /..
5-56: dopo l'acquazzone, grondando che già lo stellato le occhieggia sopra, simula
guadabile senza paura, acchiappavo le lucciole che occhieggiavano a centinaia come in una festa
. pea, 3-13: non c'era che un faro sopra un picco di monte
faro sopra un picco di monte lontano che ogni tanto occhieggiava. jovine, 2-184
pascoli, i-757: accanto ai generi poetici che durarono un pezzo, con molta magnificenza
, l'epigramma, breve e vivo, che si nutriva di verità, entrando da
), sf. artigiana o operaia che confeziona le asole degli abiti a mano
.]: 'occhiellaia ': colei che fa gli occhielli. periodici popolari,
occhielli. periodici popolari, ii-71: bada che l'uc- chiellaia scelga fondelli meno grandi
delle asole. 2. operaia che prepara gli occhielli delle scatole da imballaggio
. occhiellàie, sm. artigiano che confeziona gli occhielli delle vele.
': colui tra i maestri velai che fa gli occhielli alle vele.
'occhiellatóre ':... colui che fa occhielli. = nome d'agente
occhiellare. occhiellatrice, sf. operaia che prepara gli occhielli delle scatole da imballaggio
macchina. 2. macchina che serve per la confezione degli occhielli (
. ucchiellatura), sf. lavoro che si compie per fornire un abito degli
30: qui si fa un gallone che copra l'occhiellatura e dietro aggeggia una
una zimarra, di color bertino, / che dell'estati avea più di ventotto,
lung'andare in cremisino / dal sudiciume che traspar di sotto; / sopra 'l petto
'l petto l'affibbia un nottolino / che passa fuor per un occhiello rotto.
cui si orlano le asole, e che si esegue ricoprendo l'imbastitura del taglio
. si mette l'ago in maniera che la cruna sia rivolta verso la fenditura dell'
se ne fa un altro vicinissimo in modo che lungo tutta la fenditura venga a formarsi
ricoprendoli poi con punti a festone in modo che la costina del punto sia rivolta verso
cui si fanno passare gli inferi- toi che fissano la vela al pennone o quelli in
in cui si fanno passare le legature che fissano i terzaroli. guglielmotti, 580
. anello metallico o di altro materiale che può essere usato come perno, per
si abbassa la detta asca, che ancora in o, p, f,
detto palo. -vite o chiodo che termina con un anello, per lo
/ e non c'è sì fresch'uovo che non guazzi. carena, 1-291:
. carena, 1-291: il filo che proviene da un rocchetto passa attraverso un
un occhiello con i pollici e sembra che una mano regga la bacchettina di un
ciglio e fece un occhiello nella schiuma che si andava spegnendo sulla superficie della sua
.), parte superiore o inferiore, che si chiude in un anello, di
. passeroni, iv-192: io, che a vedere i fatti miei sono uso
, ammazzamenti, furti, ripeschi amorosi che finiscono con un occhiello nel ventre,
starei meglio moglie d'un sartore / che mi mettria tre punti in uno occhiello
occhiello. 6. piccola buca che viene fatta nel terreno per introdurvi un
7. letter. occhio o sguardo che esprime desiderio, emozione. foscolo
o insieme di sigle di protocollo, che talvolta completano un timbro, e con
e a notare nel repertorio le lettere che partivano. 9. chirurg.
. -in partic.: piccola incisione che si effettua per estrarre un calcolo dall'uretra
]: 'occhiello ': piccola incisione che si fa all'uretra per estrarre un
e dell'editore, stampato sulla pagina che precede il frontespizio; occhietto. -
-per estens.: la pagina stessa che riporta il titolo o la pagina bianca
riporta il titolo o la pagina bianca che precede il frontespizio. tommaseo [s
]: 'occhiello ': la pagina che precede il frontespizio del libro e in
del libro e in cui non è stampato che il titolo dell'opera, e nel
non tutte comprese sotto lo stesso titolo che ora fa da occhiello a una parte della
corpo e di giustezza inferiore al titolo che precede. 11. plur. venat
-buccia di porro all'occhiello: ciò che costituisce, a torto e presuntuosamente, motivo
ballate... sebbene il ghivi, che passò di qui colla buccia di porro
buccia di porro all'occhiello, mi assicurasse che voleva farti avere 1 " operone '
-fiore o nastro all'occhiello', ciò che costituisce motivo di vanto. carducci
* intemperanze plebee 'certe poesie che dispiacciono à'suoi amici, io non
pentirmene né correggermi per l'unica ragione che me ne pregio... e di
la critica del maestro di scuola, che piglia per l'occhiello l'autore e
bicchiere con l'apertura di forma ovale che viene usato, incastrato nell'orbita,
spesso al plur.): sguardo che esprime vivacità, viva emozione, desiderio,
malizia o una particolare intenzione, o che rivela acutezza, intelligenza, attenzione o
, strizzatina d'occhio, espressione che rivela intesa, complicità, o che vuole
che rivela intesa, complicità, o che vuole attirare l'attenzione di qualcuno.
n'accorse incontanente, / come colei che 'l merita, e ben unto, /
amorevolmente l'oste, con due occhietti che ora scintillavan più che mai, ora
con due occhietti che ora scintillavan più che mai, ora s'eclissavano, come
fissa in volto i suoi due occhietti grigi che hanno un'espressione quasi ostile. nievo
barone accennandogli due occhietti umidi e sanguigni che dicevano di essere soliti a vedere il
con arte quei suoi occhietti di falco che volevano esprimere tutto l'interesse e l'
occhietti acuti e vivaci d'uccello, che gli sbattevano continua- mente. de pisis
una biondina con due occhietti chiari e sgranati che sembrava una inglesina. -di
. cecchi, 5-559: in una gabbiuzza che neppure avevo notata, era una scimmietta
neppure avevo notata, era una scimmietta che tossiva. una piccola scimmia color tortora
1-59: ci sono ancora gli animali che mi fanno sorridere: i batuffoli di lana
il lavoro, ed alla vesta, / che a cucirti ora stai, mancan gli
porto una gonnella senza occhietto, / che, chi la mira, ben par
quelle punte, o stili di ferro, che si adattano ne i capi di qualche
come sono anco le punte de'torni che tengono le cose mentre si torniscono.
della lastretta. -vite o chiodo che termina con un anello, per lo
verso la parte dinanzi un occhietto, tanto che pigli onesto spazio, e vi si
ferma benissimo con brocchette di maniera che stia saldo. inventario di alfonso ii d'
attraverso cui si fanno passare i metalli che si vogliono ridurre in fili sottili.
filiera d'acciaio, più largo davanti che di dietro, che chiamasi da'professori
, più largo davanti che di dietro, che chiamasi da'professori occhietto della filiera.
. -in partic.: ciascuna macchia che risalti nell'uniformità della superficie di marmi
: metelle chiamano quelle [noci] che sono da ogni banda alquanto rilevate, con
'occhietti del capo piano': quelli anelli che si fanno a tutte due le estremità del
». 6. piccola buca che viene fatta nel terreno per introdurvi un
carena, 1-59: 'occhietto': il solco che si fa coll'occhio del marrone nella
vi fosse qualche gelsetto salvatico tanto ingrossato che non si trovassero mazze domestiche di grossezza
una ragazza da matrimonio, non dico che allora... non possiamo andare a
, talvolta, dell'indirizzo del destinatario che si scrive per lo più in alto
colui al quale s'inviano: e che si scrivono ordinariamente in fondo alla pagina
prefetto di siracusa dirige così sulla busta che nell''occhietto 'la sua lettera al
nome della persona a cui sono dirette, che si colloca nella colonna a sinistra o
: 'occhietto delle suppliche': l'indirizzo che il segretario fa su di esse alla persona
il segretario fa su di esse alla persona che) er ufficio deve informarle. arlia
di una supplica od atto di ufficio che si scrive sul di fuori dell'atto
, e torna bene, a quel che dicesi con brutta voce 'attergato *
talvolta, abbreviato, stampato sulla pagina che precede il frontespizio (e un tempo
-per estens.: la pagina stessa che riporta il titolo o ciascuna pagina bianca
riporta il titolo o ciascuna pagina bianca che precede il frontespizio di un'opera o
v.]: * occhietto quel foglietto che talvolta si pone innanzi al frontespizio,
'quella brevissima indicazione di un libro che si stampa nella pagina che precede il
un libro che si stampa nella pagina che precede il frontespizio ovvero innanzi alle diverse
un libro. carducci, ii-8-222: certo che l'occhietto ci vuole; e non
; e non so come il vigo, che in principio l'aveva messo, l'
lesina, i-30: qualche turcimanno segreto che fa l'occhietto e s'intende co
non vede né guarda altro in chiesa che le belle ragazze, e fa l'occhietto
occhietto, dice: / mi basta che tu provi ad entrare. frateili, 5-254
personaggi, ma esposti e disposti in modo che pare facciano l'occhietto al produttore cinematografico
alla mia, in contemplazione delle lampadine che gli fanno l'occhietto, s'è voltato
offerta la cuffia perché ascoltassi non so che concerto d'una orchestra di praga.
o con un compì, di specificazione che indica uno stato d'animo, un
ne chiude per far quel tenero sguardo che il mondo galante chiama l'occhietto pio.
se io aveva desinato e io, che avevo dato l'occhietto alla robba che
, che avevo dato l'occhietto alla robba che v'era, rispondo subito che no
robba che v'era, rispondo subito che no. zena, 1-126: marinetta,
pascoli, 1-347: dì al caro rindi che abbia un occhiettino benevolo per il figliuolo
. occhiettòne. carducci, ii-4-137: che il frontespizio sia italiano, che vale
: che il frontespizio sia italiano, che vale? finite le cose italiane tu fai
bell " occhiet tone 'che porti il titolo generale delle poesie latine:
. occhifùlgido, agg. letter. che ha occhi sfavillanti, luminosi (con
ancelle, dai riccioli lunghi, / che al focolare ponessero il tripode grande,
/ bimba! ché non lo sapeva che lui, ben lontano da bagni, /
occhio e fulgido (v.), che traduce gli epiteti omerici ykctuuzìmc; (
occhiglàuco, agg. letter. che ha gli occhi azzurri (in partic
, ciascun de'tuoi compagni, / che d'egregi schinier veston le gambe, /
occhigrandi, agg. invar. letter. che ha gli occhi grandi e molto espressivi
. occhilùcido, agg. letter. che ha occhi scintillanti, sfavillanti (come
occhimoaèsto, agg. letter. che ha lo sguardo che esprime modestia,
. letter. che ha lo sguardo che esprime modestia, umiltà, semplicità.
. occhinéro, agg. letter. che ha eli occhi neri. fantoni,
/ ceruleo nodo tortuoso morde, / che alle lusinghe dell'au- rate corde /
. occhinfìammato, agg. letter. che ha gli occhi arrossati per il turbamento
/ occhinfìammato / piucché bragia e più che sole. = comp. da occhio
occhino1, sm. occhio o sguardo che esprime vivacità, viva emozione o che
che esprime vivacità, viva emozione o che rivela una condizione patologica, di affaticamento
pazzi, v-145: que'belli occhini che del continuo vedevono quell'unione che è fra
occhini che del continuo vedevono quell'unione che è fra el padre e lo spirito
è carina, sa! non vede che occhini, come gli 'brillano 'in
in fronte! miri, miri, che 'parlano'! pratesi, 1-203: quando
: l'ippocampo, quel cavalluccio marino che ha così esattamente la forma d'un cavallo
tocchino. della porta, 1-9: guardate che vi sta mirando dalla finestra e vi
occhino2, agg. ant. che è proprio, che si riferisce,
agg. ant. che è proprio, che si riferisce, che riguarda gli occhi
è proprio, che si riferisce, che riguarda gli occhi. muzio, 1-113
protettiva fibrosa molto spessa e resistente, che si divide nella sclerotica (detta anche
(detta anche cornea opaca), che ne forma i 5 / 6, e
o vascolare, consistente nella coroide, che forma la sezione posteriore della membrana vascolare
membrana vascolare e ha una colorazione scura che tende al nero, nella zona ciliare,
cambiare la curvatura dei mezzi rifrangenti (che sono l'umor acqueo, per cui v
v. corpo, n. 12, che formano un sistema di lenti convergenti,
di lenti convergenti, disposto in modo che l'immagine degli oggetti si formi sulla
spesso si forma dopo la nascita e che costituisce un diaframma posto dinanzi alla lente
un diaframma posto dinanzi alla lente cristallina che si restringe e si allarga; e
detta anche tunica interna o nervosa) che forma la parte sensibile dell'organo,
rappresenta l'estensione, fino alla zona che separa la coroide dalla zona ciliare,
0, 4 mm di spessore) che si assottiglia avvicinandosi all'estremità del globo
per mezzo dei coni e dei bastoncelli, che sono le cellule visive propriamente dette;
volontà; la capsula di tenone, che è una membrana di natura connettiva attraversata
provenienti dall'alto; le palpebre, che, costituite da veli membranosi e muscolari
congiuntiva e con i loro peli impediscono che il pulviscolo dell'atmosfera penetri nel sacco
vedire / non porria per certanza, / che ciascuno visagio / da lui avess'e
, 2-55: lucevan li occhi suoi più che la stella. idem, inf.
bel guardo soave / de'più begli occhi che lucesser mai, / c'ho perduto
me sento l'alma sì disposta / che, pria che sostener, fu? er
alma sì disposta / che, pria che sostener, fu? er s'apresta.
434): con due occhi in testa che parean d'un falcon
, di viso rotondo, con occhi glauchi che tendono al bianco, colle labbra alquanto
. mostrano la grande vivezza di spirito che ha. a. cocchi, 4-2-44:
dalla mesta soavità e da que'begli occhi che, raggiando dolcemente sotto due palpebre di
due palpebre di seta nerissima, par che ti chiedano compassione: guardati, sigismondo,
: mi guarda coi suoi grandi occhi che toccano / per dolcezza dell'anima i
cui esiste un unico tipo morfologico (che è quello noto nell'uomo), raggiunge
capretto. vallisneri, i-9: volendo alcuni che l'essere gli occhi degli insetti graticolati
: credi tu, marito mio, che io sia cieca degli occhi della testa,
mente? ottimo, iii-326: come fia che dopo la generale resurrezione, quando il
corpo sia glorificato con l'anima, che l'occhio corporale non riceva lesione da
, iii-1-171: l'impedimento vero è che si mirano i poveri con gli occhi
un pastore chi avea cento occhi, che quando cinquanta ne dormevano, cinquanta ne
sette capi, nel primo de'quali, che appariva di faccia, portava un occhio
5-60: s'accorse [il guardiano] che la sua autorità risiedeva tutta nell'occhio
autorità risiedeva tutta nell'occhio di vetro che aveva in quel torno...
non à salutazione è altrettale come la casa che non à porta né entrata e come
porta né entrata e come 'l corpo vivo che non à occhi. chiaro davanzati,
chiaro davanzati, 396: come 'l sol che tra l'altura passa / e sempre
io usci'fuor de l'aura morta / che m'avea constristati li occhi e 'l
quel tempo egli è mercato vecchio, / che l'occhio e '1 gusto pasce al
le orecchie degli uomini hanno minore credulità che gli occhi. ariosto, 5-58:
dove con tutto il cuore ringrazio dio che, sendo stata lungo tempo priva degli
, la quale, per la ragion conoscitiva che ne ha la mente o per la
ha la mente o per la persuasione che ne prendono i due sensi spirituali,
l'ingresso ne'cuori più per gli occhi che per gli orecchi. sacchi, 2-12-45
, a mio parere, il divario che corre tra la sviluppo intero della facoltà pensatrice
, atteggiate in quella loro forma particolare che si chiama l'intuizione lirica o l'
, di giudicare in base a ciò che si vede, di calcolare misure e
badoer, lxxx-3-90: parlando propriamente in che vagliano, ciò si vede essere con
loro contrarie virtù più in un sale che in un altro. s. maffei,
il particolare requisito di abili correttori tipografi che, quasi macchinalmente, senza sforzo di
all " occhio clinico 'del medico che indovina le malattie guardando appena l'ammalato
e difficili diagnosi, è preziosa prerogativa che non si acquista senza un lungo paziente
chi sente passione per l'ufficio, che appare ingrato e non è, di correttore
mestiere difficile. non parlo dell'occhio che ci vuole per inchiodare e stendere senza
eh'è apparecchiato da dio a coloro che l'amano con puro cuore. dante,
aureo colore / sempre si mostra quel che mai non vide / occhio mortai, ch'
mortai, ch'io creda, altro che 'l mio. s. bernardino da siena
maria] fu capace d'udire cose che non fu mai creatura che le potesse
d'udire cose che non fu mai creatura che le potesse udire, se non lei
se non lei; non fu mai intelletto che potesse intendar quello che intese lei;
fu mai intelletto che potesse intendar quello che intese lei; né mai non fu
lei; né mai non fu ochio che ma'potesse vedere tanta nobilitò, quanta
occhi siamo. panigarola, 2-343: bisogna che io cominci da me e che io
bisogna che io cominci da me e che io viva in maniera negli occhi tutti
maniera negli occhi tutti della mia famiglia che io non dia mal esempio e che
che io non dia mal esempio e che in me non si conosca altro che innocenza
che in me non si conosca altro che innocenza. a. martini, ii-2-123
martini, ii-2-123: beati gli occhi che veggono quello che voi vedete. montale
ii-2-123: beati gli occhi che veggono quello che voi vedete. montale, 1-58:
montale, 1-58: agli occhi sei barlume che vacilla, / al piede, teso
, / al piede, teso ghiaccio che s'incrina: / e dunque non ti
militari, non perché io non sappia che vostra altezza non ha ocio per simile
p o con un avv. che ne indica la direzione, e per lo
. stefano protonotaro, 137: poi che m'appe ligato, / isò gli
/ come lo badalisco / c'ancide che gli è dato. g. cavalcanti,
cavalcanti, i-136: o deo, che sembra quando li occhi gira / dica l'
se ti domanda ella, / non paia che 'n servir lei ti dilecti / e
32-108: così beatrice: e io, che tutto ai piedi / d'i suoi
contenni gli occhi, sicché null'altro che il vescovo vidi. bibbia volgar.
giordano, il quale le bagnava, inanzi che sovertisse il signore sodoma e gomorra,
riconosce ella orlando nel ritorno, / che fa allo scoglio, ma perch'ella è
, / tien basso il capo e non che non gli parli, / ma gli
anno passato: grida fresca; son quelle che fanno più paura. sapete leggere,
13-21: paolo portò gli occhi al giardinetto che c'era lì davanti, tra 1
figliuol di giove / lieto fa ciò che mira: apollo salva / che deio
fa ciò che mira: apollo salva / che deio onora. bettini, 1-56:
occhi (con valore aggettivale): che vede tutto, che guarda, che osserva
aggettivale): che vede tutto, che guarda, che osserva con estrema attenzione
che vede tutto, che guarda, che osserva con estrema attenzione e sollecitamente,
scettro..., questi ha più che altri del principe e del divino.
23: l'occhio de lo spettatore, che pur vedeva quel sciocco (il qual
veduto), non li lassava credere che colui fosse cotanto mocicone che si pensasse
lassava credere che colui fosse cotanto mocicone che si pensasse di essere invisibile. tarchetti,
di una persona in base a ciò che vede. brancati, 3-310: fingeremo
essendo invisibilmente da gli occhi di quelli che s'apparecchiavano per sacrificarla sparita e levata
di sacrificare ad una dea li forestieri che vi arrivassero, fu ella proposta e
dagli occhi / le dilettose immagini, che tanto / amai. 4.
del volto (spontanea o intenzionale) che rivela il carattere, l'indole di
lume pien di spiriti d'amore, / che porta uno piacer novo nel core,
uno piacer novo nel core, / sì che vi desta d'allegrezza vita. dante
., iii-vm-12: riso... che mai non si sentia se non de
gentil core. betussi, xliv-106: che i sospiri e gli occhi siano quelli
i sospiri e gli occhi siano quelli che sono i messi d'amore, notate quei
madonna beatrice, i quali poterono più che quanto vagheggiare e quanta servitù mai le
venerei, dei quali pigliasi tanta parte che bene spesso si conosce nel suo volto
conosce nel suo volto e negli occhi che ha bisogno di riposo. leopardi,
qual occhio io mirassi gli eleganti giovanotti che frequentavano le nostre sale. graf,
pollice, quasi per pesar le parole che stava per dire, sillabò: -petella
., 12-37: o niobe, con che occhi dolenti / vedeva io te segnata
lamento degli occhie miei triste, / che mantengon la mente in tanta pena /
in tanta pena / per lo mirar che contra del cor fanno. petrarca,
corso sereni. boccaccio, i-92: poi che a cavallo il vide, riguardando lui
16-vii-402: si suol dire per proverbio che chi entra in corte con qualche buona fortuna
fottut'-in-culo di cuoca leccese scompaginata, che gli abitava dirimpetto. d'annunzio, i-413
occhio...: diciamo delle cose che sono in vendita 'avere o non
'avere o non avere occhio ', che significa avere o non avere apparenza.
: gli si dà una scossatina, che la venga sciolta; vien tutta quella canapa
ogn'altra sorte di testiere di ferro che si sieno usate e che s'usino,
testiere di ferro che si sieno usate e che s'usino, con ogni sorte di
gli spagnoli] fecero un ponte di legno che potessero buttare e levare. d.
favi delle lor celle non mai altrimenti che con occhi a sei facce? zabaglia,
tramezzati da un quadrilungo e da una cavicchia che passa per gli occhi della maniglia,
anello per lo più metallico o chiodo che termina con un anello che può essere
o chiodo che termina con un anello che può essere usato come perno, per infilarvi
il materiale o la parte dello strumento che lo forma. biringuccio, 1-29:
da poche briglie spagnuole in fuora, che sia senz'occhio, perché, oltra a
communemente. e dicesi occhio dal modo che tiene d'occhio aperto... sono
quello dove si allacciano le false retine e che in sé ritiene l'appoggio dell'imboccadura
questo del quale io vi parlo ora, che si pò chiamare occhio secondo quanto all'
... la taglia ab, che abbi due occhi, che siano uno nell'
taglia ab, che abbi due occhi, che siano uno nell'a e l'altro
quello dell'a se metterà lo stroppo, che ha di tener ferma detta taglia in
delle catene, 0 cinturini o cerchi che dir vogliamo, che si vedono dal
0 cinturini o cerchi che dir vogliamo, che si vedono dal mezzo di esse catene
il principe di belmonte fu il solo che... comparisse decorato col cordone
vasari, 4-i-515: ho acquistato tanto luogo che dirimpetto al cassone, per la banda
per le scritture, sopra la volta che è tromba alla scala, dove v
-toppa della serratura. -anche: ciò che si può vedere attraverso essa.
la serratura]. è un campo obbligato che non permette di scorgere che quella porzione
campo obbligato che non permette di scorgere che quella porzione delle visite che passano.
di scorgere che quella porzione delle visite che passano. -nell'industria casearia,
parti grasse durante la maturazione. -cavità che rimane nel formaggio per difetto di lavorazione
spogliarlo di tutto il siero in modo tale che la sua pasta diventi fitta e senza
aviamo un dettato, per mostrare in che consista la perfezione del pane, del cacio
, del cacio e del vino, che dice: 'pan coll'occhio, cacio senz'
concia. garzoni, 1-651: asciutte che sono [le stampe], si dipingono
, spinapesce et altre sorti di ferri che in tal arte s'adoprano.
7. qualsiasi oggetto, figura o immagine che
risaltante in un contrasto; qualsiasi macchia che appare evidente sulla superfìcie di marmi o
pietra detta boraxi da un certo rospo che la porta nel capo... è
e cavandosi dal pane tali occhi, che sono dolci, il pane resta più forte
vide d'un tratto dall'alto ciò che ne restava: un grande occhio rotondo
l'altre sue proprietà, per quello che appaia, n'ha quattro notabili. la
: occhi diconsi quelle belle macchie rotonde che à nella coda il pavone. salvini,
a capo chino. -cerchio che si forma su una superficie liquida percossa
. discese alla riva del fiume, che discendeva correndo e trascinando gli ultimi occhi
. -ciascuna delle chiazze d'unto che si formano sulla superficie del brodo (
mostraste di stimarne qualcuna, e forse che non cavaste (come si dice) l'
diciamo levarne il brodo di sopra, che, per la sua grassezza, fa certi
, a similitudine della pupilla dell'occhio, che fanno i liquori virtuosi mescolati coll'acqua
granchio, di cancro: concrezioni calcaree che si formano ai lati dello stomaco
decotto di china e lentisco, parendogli che qualunque cosa che abbia qualsiasi menomo grado
e lentisco, parendogli che qualunque cosa che abbia qualsiasi menomo grado di calore gli
questi occhi di granchi sono le pietrucole che si trovano dentro la testa de gamberi
: occhi de'cancri o de'gamberi, che si ado- prano da'medici per addolcire
un certo martello gli scultori del porfido che ha il suo forte manico, ma non
: cucinato in un tegame in modo che il tuorlo rimanga intero in mezzo all'
, 2-1-120: l'occhio del ciel, che la divina luce / porge e nasconde
12: la statua (per quello che si dice) tosto che il raggio del
(per quello che si dice) tosto che il raggio del sole percote sopra 'l
sole allegri e risplendenti, nella guisa che sogliono stare gli occhi di coloro che
che sogliono stare gli occhi di coloro che possono fisso guardare ne'raggi del sole.
capo scoverto ne l'occhio del sole, che allora è cosi ardente dalla mattina alla
tutto il cielo, / tu, che a sì vasti spazi i rai distendi,
mamma, -fa', ti prego, che il tempo schiari: ho da imbucatare
dante, purg., 20-132: pria che latona in lei facesse 'l nido /
nsul lavoro, non c'è altro occhio che quello delle stelle. 9
boccaccio, v-71: insegnommi come e in che tempo gli occhi d'uno albero nelle
tanaglia, 1-925: nimica ogni animai che gli occhi buchi / delle tue viti e
di canna, ecc. io non saprei che dirmi. torrioni tozzetti, 1-211:
concepiscono gli embrioni di nuovi rami, che noi chiamiamo occhi. o. targioni
spinaci. -tipo di innesto che si pratica con una gemma.
gemma, sul soggetto, in un'apertura che si chiama portello. -a
parlerò di tre sole maniere d'innesto che bastano a provvederci completamente, cioè dell'
è l'innesto a occhio chiuso, che si fa d'agosto. perché c'è
è poi quello a occhio aperto, che si fa di maggio, quando la
soderini, iii-157: tutti gli arbori che hanno la scorza grossa e ronchiosa come quelli
hanno la scorza grossa e ronchiosa come quelli che hanno a essere insetati a scudetto e
a essere insetati a scudetto e occhio, che tutto è uno,...
una gemma, da un albero domestico che sia in succhio, perché altrimenti non
vuol esser fatto a occhio vivo ('che sia schiuso'): di settembre s'
in forma di cono o disco luminoso che si proietta da una sorgente su un
della torpediniera sfolgorò massimo e don aurelio che ritornarono a prora. onufrio, 29
del sole in poi, non fa che girare il suo occhio smorto sfarfallando su
fontana vicina, e un ronzio d'insetti che si rivelavano passando negli occhi di sole
vedeva; era l'occhio di luce che feriva il buio che faceva pensare alla
l'occhio di luce che feriva il buio che faceva pensare alla capanna. bigiaretti,
sempre -ora lo sappiamo -un occhio virtuale che lo seguirà: una invisibile macchina da
seguirà: una invisibile macchina da presa, che non perderà una di quelle sue azioni
delle facoltà spirituali, mentali o intellettuali che consentono di intuire, di apprendere,
nascea una luce tanto grande e profonda che abagliava li occhi di coloro che guardare
profonda che abagliava li occhi di coloro che guardare la voleano. fra giordano, 2-112
., del quale è ì'arismetrica: che l'occhio de lo 'ntelletto noi può
de lo 'ntelletto noi può mirare; però che '1 numero, quant'è in sé
., 6-2 (1-iv-538): il che quanto in poca cosa cisti fornaio il
croce, 1-10: quando tu odi che gesù è ingenerato da dio, guardati bene
gesù è ingenerato da dio, guardati bene che negli occhi della tua mente non venga
occhio mentale è conceduto / di riveder ciò che tu hai veduto. niccolò da correggio
. niccolò da correggio, 182: quel che un poeta e un pictor canta e
gli occhi della mente da quei mali che già tanti anni ha veduti la nostra
: chi vuol conoscere la perfezzione bisogna che con gli occhi incorporei figuri le cose
nominar l'intelletto occhio, perché quello che nel corpo è l'occhio nell'anima
lambruschini, 4-214: quell'occhio intellettuale che vede a uno sguardo, quel senso
a uno sguardo, quel senso interiore che par toccare le più implicate verità,
più non poteva rivedere le sue figlie dilette che non gli occhi dell'anima. bacchelli
bonsanti, 5-6: l'architettura, « che aveva cercato di imitare lo spirito dell'
: l'occhio del padre di famiglia fa che le cose di casa sua si conservano
coscienza: dargli quel tanto di singolarità che valga a distinguerli dagli uomini d'altre età
. -pugno nell'occhio', ciò che è sgradevole (o è considerato tale
tale) dal punto di vista estetfeo, che è di cattivo gusto, che colpisce
, che è di cattivo gusto, che colpisce violentemente l'animo provocando un senso
plur. o con valore collettivo) che giudica, osserva, vigila, controlla
usa con abilità uei pochi mezzi che il sospettoso occhio imperiale iscerne e
immaginare quale dolore in una creatura / che vede gli occhi del mondo lasciarla / e
da ferrara, 4: però te oro che 'n ver mi te pieghi / con
dio] s'umilia tanto l'intelletto / che fa veder con gli occhi della fede
, non per mostrar la misura (che ciò sarebbe cosa quasi da uno ocio
non manchino in questo loco di quelli che potriano occhio rifferire di
da potere apporle, avendo tutte quelle parti che si richieggono ad una lettera che dee
parti che si richieggono ad una lettera che dee esser letta aa così gran
servizio, potè guadagnarle tanto di grazia che valse a svegliar l'occhio delle gelosie
. colletta, 2-i-78: tutte le volte che parleremo delle truppe austriache avute in presenza
militare le ha giudicate o per ciò che ne abbiamo sentito da'generali tedeschi.
divinità sull'uomo, alla perfetta conoscenza che ha della natura. passavanti,
castelvetro, 8-1-167: ci rale- griamo che l'occhio della divina giustizia vegga le sue
, predominando ed eccedendo ogni altra cosa che dura. a. martini, i-io-166
: presente / all'occhio di colui che tutto vede, /... /
e buoni pastori o altri padri spirituali che insegnano sono veramente occhi nel corpo della
, i-310: si diceva per ognuno che egli era l'occhio diritto del suo maestro
bellezza e per virtù ne'tempi suoi che... fu l'occhio destro
: trovo una vedovella graziosa, / che si può dire un vero occhio di sole
sennata, dotta come una dottora senza che sappia cosa significhi superbia, se la
61: questo re aveva moglie, e che moglie! un occhio di sole.
un occhio di sole. -luogo che, in un ambito regionale, nazionale
uno degli occhi di grecia, allora che in quella era la monarchia del mondo
stanno le cose nostre: siamo sanza pisa che è l'occhio del nostro dominio e
di berrl e il paese di turrena, che è l'occhio di francia. brusoni
prendere determinate decisioni in base a ciò che vede e osserva ed è considerato il
consiglio del gran signore. -ciò che è (o è considerato) estremamente
sprezza l'esperienza e 'l consiglio, che sono ambidue gli occhi del principato. algarotti
1-vi-51: ella sa, mylord, che la marina era l'occhio del czar
largheggiar di eloquenza a prò di un ordine che a suo parere è l'occhio e
del reggimento politico. -ciò che è particolarmente gradito a una persona,
è particolarmente gradito a una persona, che la caratterizza, la contraddistingue o,
la quale si fa beffe di ognuno che non favella alla usanza e dice che si
ognuno che non favella alla usanza e dice che si ha da dire 'balcone '
... e la 'guisa 'che tu hai detto, non so quante
beicari, 8-204: costui desiderava pur che 'l grano / valesse un occhio umano
, 4-44: un contadino, domandato che valeva in piazza il grano, disse:
occhio d'uomo. e veduto un fanciullo che passava, che il detto avea solamente
. e veduto un fanciullo che passava, che il detto avea solamente un occhio,
avea solamente un occhio, disse: o che ti bisogna recare si gran sacco?
cosa, e 'maxime 'de vin che vai un ochio. guicciardini, 2-10-360
carestie se non in gran parte da costoro che non pensano mai a altro se non
pensano mai a altro se non se che il grano vaglia e di serbarlo a'
grano vaglia e di serbarlo a'tempi che loro lo possino vendere un occhio di uomo
. foglietta, 50: ogni cosa insomma che produce la liguria costa un occhio d'
albeggiante di nostra farina in preziose minestre che costano gli occhi? a. cattaneo,
. cattaneo, i-341: ogni schifezza che mette stomaco al sol nominarsi cercossi e