. -chi). meccan. paranco che funziona per mezzo di un motore elettrico
in partic. negli stati uniti, che si gioca con un pallone di gomma
. (femm. -trice). che determina, che trasmette, che imprime
. -trice). che determina, che trasmette, che imprime o ha la
). che determina, che trasmette, che imprime o ha la proprietà o la
la funzione di imprimere il moto; che concorre a produrlo, che serve a
il moto; che concorre a produrlo, che serve a muovere (con riferimento a
fisiologiche sia biologiche). -anche: che si riferisce, che riguarda la facoltà
. -anche: che si riferisce, che riguarda la facoltà o la proprietà di
: la forma nobilissima del cielo, che ha in sé principio di questa natura passiva
gira. toccata da vertù motrice che questo intende. dalla croce, ii-69
principio de'muscoli dove nasce la corda, che facilmente si riempiono e fanno tumidi e
moto dei proietti, ma di ogn'altro che non sia naturale bisogna attribuirne la causa
5-437: sembra... assai verisimile che la forza motrice si spanda ugualissimamente per
tutto il subietto dell'estensione, ma che là solo si venga manifestando il moto
futurismo, 143: i grandi tubi che precipitano delle colonne d'acqua alpestri per
motrice. -con riferimento a dio che, secondo la filosofia aristotelica e la
o, anche, alle intelligenze celesti che, secondo l'astronomia antica e medioevale
] le intelligenze motrici, 'però che sono spezialissime cagioni di quella e d'ogni
altri col moto la sua virtù effettiva, che è cagione del conservamento dell'essere de
dei quali lyuno è distinto dall'altro, che è cagione del conservamento dell'essere suo
filosofi ilozoisti. rosmini, 1-176: che talete ricevesse dalla sacra tradizione il suo
indicato nell'antichissimo dei libri come quello che 'ferebatur super aquas '. -istol
. -anat. nervo motore: che determina contrazione muscolare. -per estens
contrazione muscolare. -per estens. che sollecita una capacità o una facoltà sensoriale
de'nostri sensi più perfetti, quello che ci muove il senso dell'udito e
i concetti e gli affetti altrui, che altro è che un poco di aria
e gli affetti altrui, che altro è che un poco di aria increspata sottilmente dal
della lingua e delle labbra di quel che parla? rosmini, 2-35: questo
rosmini, 2-35: questo dato certo che l'esperienza ci somministra si è che il
certo che l'esperienza ci somministra si è che il principio sensitivo e propriamente un'
suono. 2. figur. che costituisce un impulso, uno stimolo,
, un pretesto, una causa; che provoca, favorisce o può determinare un
corpi per l'anima non era altro che l'oppenione che gli avevon di lei
l'anima non era altro che l'oppenione che gli avevon di lei, ch'ella
, ix-430: posto... che l'ira sia eccitatrice e motrice della fortezza
. algarotti, 1-iv-168: quantunque paresse che la religione presso gl'incas fosse la causa
: il principio è l'idea, che è non solo l'oggetto, ma eziandio
o cinque parole motrici di civiltà, che trovi di continuo ripetute nelle sanguinose storie
meccan. albero motore: organo meccanico che mota intorno a un asse sollecitato principalmente
a un asse sollecitato principalmente da coppie che trasmettono il moto ad altri organi:
. coppia, n. 7), che è quella che ne provoca il movimento
. 7), che è quella che ne provoca il movimento, sia la coppia
v. resistente e utile), che è quella che si oppone al movimento,
e utile), che è quella che si oppone al movimento, sia le
resistenze passive, cioè all'attrito, che si cerca di ridurre al minimo (
-blocco motore: insieme degli organi meccanici che concorrono a produrre il movimento di un
, 1-56: 'elica motrice': piccola elica che viene esposta alla corrente ed è fatta
un motoveicolo, collegata al motore, che serve alla propulsione del veicolo stesso (
ll motor è il fiato de'venti che gonfiano le vele. sarpi, vii-100:
allocchi, ove respira / il motor che li gira, / e fanli palpebrar
stanchi. -per estens. ciò che provoca, favorisce o permette lo sviluppo
il biondo suo motore, av- vien che incontri / la sua, non so s'
originaria e suprema del movimento (cioè, che muove e non è mossa da altro
tale, perfettissimo, senza l'imperfezione che è presupposto della mobilità e della mutevolezza
, purg., 25-70: sappie che sì tosto come al feto / l'articular
'lo motor primo ': cioè iddio che è immobile e principio movente ogni cosa
non prometteva iddio a'santi padri altro che cose temporali, terra di promissione, frutte
come invisibile è instituito con tanto ordine che nes suna minima particella d'
, 25-143: questo di necessitate / convien che sia quel che tutti adorate:
necessitate / convien che sia quel che tutti adorate: / un motor donde ogni
, 7-i-43: se tu dicessi che dio non e e negassimi questo presupposto,
proverei e proporrei questo principio: che qualche cosa si muove; e
accu sando il gran motor che l'abbia / tutti inclinati nel suo
necessario porre uno principio ed uno movente che introducesse l'una nell'altra. e questo
debbe locare e porre in quella parte che è più immobile di tutte l'altre,
a tutte quante: dunque, affine che egli possa influire e compartire egualmente,
, gli angeli ovvero le intelligenze celesti che determinano il movimento delle sfere celesti e
., ii-xm-5: tutti li filosofi concordano che li cieli siano cagione, avvegna che
che li cieli siano cagione, avvegna che diversamente questo pongano: quali da li
martello, / da'beati motor convien che spiri. idem, par., 13-98
, 13-98: non ho parlato sì che tu non posse / ben veder ch'el
el [salomone] fu re, che chiese senno / a ciò che re sufficiente
re, che chiese senno / a ciò che re sufficiente fosse; / non per
/ non per sapere il numero in che enno / li motor di qua su,
motor di quassù': cioè li angeli, che iddio àne posto ed ordinato a muovere
cieli. frezzi, ii-2-112: ciò che da infìuenzia piove, / o che fa
ciò che da infìuenzia piove, / o che fa '1 tempo, cioè state o
son mossi da'lor motori; e di che sian fatte le stelle, e che
che sian fatte le stelle, e che figure abbiano e quali siano i lor movimenti
marino, 4-228: per non consentir cosa che spiaccia / a la motrice [
, voi siete un velo di luce che veste l'immenso piano.
piano. 6. persona che si muove, che compie un movimento.
6. persona che si muove, che compie un movimento. leonardo, 7-i-53
: si deve osservare il decoro, cioè che i movimenti sieno annunziatori del moto dell'
sia fatta con tale audacia e presunzione che tale effetto paia disperazione. sarpi,
noi una cosa d'alquanta gravità che una leggerissima, imperciocché conviene che la
gravità che una leggerissima, imperciocché conviene che la cosa mossa, quand'è partita
capaci le cose leggerissime. -persona che imprime un movimento a un oggetto,
imprime un movimento a un oggetto, che provoca lo spostamento di qualcosa, o
uomo motore d'alcun peso, considera che i moti debbono esser fatti per diverse
e'cittadini pensino e'comuni, / che stan divisi sempre e non son uni
di spagna..., poi che egli entrò in italia, è stato sempre
con poca sodisfazzione della duchessa (il che era da essi asseverantemente negato),
con questo matrimonio far conoscer la stima che facevano della cognata. giuglaris, 322:
. emiliani-giudici, ii-53: si accorse che il numero di coloro che professavano lettere
si accorse che il numero di coloro che professavano lettere era immenso; e poiché
intellettuale. carducci, ii-21-40: godo che vicchio abbia il suo monumento. ma
gratitudine; sì al dottor luigi billi, che fu il motore e l'anima dell'
gadda, 6-49: parve... che la polizia sospettasse nel fatto una indiretta
presono di volere essere motori, innanzi che fatto venisse alla setta contraria a loro
condizione, un fatto, ecc.) che costituisce un impulso, uno stimolo,
stimolo, un pretesto, una causa che provoca, favorisce o può determinare un
ciel... / un gran motor che mi costrinse il senso / e mi
in quelle cagioni o potenze o motori che posson darlo. tasso, n-ii-57: se
a l'uomo come motore in quella guisa che il nocchiero si congiunge a la nave
poiché abbracciano l'interesse ed il dovere che sono i veri motori dell'intelletto umano
dire. alfieri, iii-1-148: un autore che... riconosce per primo motore
speranza di sopravvivenza spirituale. -ciò che permette di trasformare la materia, di
soddisfare. 9. elemento essenziale che costituisce il filo conduttore di un'opera
è anche questa grande sostanziai differenza, che nel giorno le sono esornative, quasi
. 10. meccan. macchina che, alimentata da una particolare specie di
rumore nella pura atmosfera, nessun rumore che non sia il ronzìo basso del motore
. montale, 2-33: la sera che si protende / sull'umida conca non
porta / col palpito dei motori / che gemiti d'oche. luzi, 3-41
-a motore (con valore aggettivale): che funziona, che è azionato, che
valore aggettivale): che funziona, che è azionato, che è messo in movimento
che funziona, che è azionato, che è messo in movimento per mezzo di
suo posto [del panettiere]: ciò che gli permise, giunto ad amsterdam,
. -con valore avverb.: che avviene, che si pratica per mezzo
-con valore avverb.: che avviene, che si pratica per mezzo o con l'
da una motocicletta di forma particolare, che ha il compito di fendere l'aria
una macchina operatrice, distinto da quelli che, nello stesso impianto, sono utilizzati
: motore d'aviazione munito di dispositivi che compensano la rarefazione dell'aria in alta
tipo di motore munito di speciali dispositivi che gli forniscono una quantità d'aria o
meno si seccan tutti. non ha visto che mutrie? pare gente che aspetti il
ha visto che mutrie? pare gente che aspetti il suo turno nella sala di un
cosa preferisci? di'alla tua zia quello che vuoi. - così andava chiedendo inutilmente
notato nessuna aria di festa quel giorno che mi recai dal marchese, attraversando i
bersezio, i-96: -era quasi certa che a costoro la marchesa avrebbe lasciato una
una bella fortuna, ma ora io scommetterei che criso stomo li fa stare
. c. arrighi, 3-86: credo che non ci sarà nessuno che vorrà immischiarsi
: credo che non ci sarà nessuno che vorrà immischiarsi, perché il conte trippa è
agg. (femm. -a). che tiene abitualmente un comportamento riservato, compassato
serioso o anche scontroso e annoiato; che ostenta serietà, dignità e austerità;
bel giovanotto venticinquenne, mariano dentale, che aveva per dama mariannina catalano, la
la zitella mutriona, molto brutta, che nessuno invitava mai. bacchetti, 13-718
: da qualche tempo, da espansiva che era, è diventata tale una mutriona
una mutriona! 2. che denota alterigia, sussiego, musoneria;
, parla: non prendere quesraria mutriona che ti disdice. = deriv. da
da mutria. mutrióso, agg. che è o appare compassato, scostante e
, di sussiego, di alterigia; che ispira antipatia per scontrosità, ruvidezza,
si sentì vendicata da quel ragazzo mutrioso, che lei in fin dei conti detestava.
partito comunista, per la grande idea che esso esprime,... avrebbe quattromila
società mutue o di mutuo soccorso) che gestiscono l'assicurazione sociale contro le malattie
. tecchi, 15-28: è vero che le 'mutue 'sono un imbroglio:
un povero contadino s'ammala, i soldi che ha pagato in previsione (dio ci
così fiutava intorno, guarito, aspettando che gli scrivessero certe cose sul libretto della
, anche in vista dei conti dell'ospedale che la mutua non avrebbe pagato interamente.
3. per estens. ente o istituto che gestisce forme di assicurazioni sociali o comunque
bianciardi, 4-41: i travasi di bile che si prendeva il direttore, a ogni
mutua. mutuàbile1, agg. che è assumibile da parte dell'ente di
(plur. m. -i). che si riferisce, che è proprio della
-i). che si riferisce, che è proprio della cooperazione mutua; che
che è proprio della cooperazione mutua; che deriva o che è ispirato dalla mutualità
della cooperazione mutua; che deriva o che è ispirato dalla mutualità. -anche:
è ispirato dalla mutualità. -anche: che sostiene o propugna tale forma di associazione.
, 1-537: di cotesti 'umanisti', non che dei 'mutualisti *...
(plur. m. -i). che si riferisce alla mutua (ente o
. medico convenzionato con una mutua o che lavora alle sue dipendenze. mutualistico1
(plur. m. -ci). che è proprio o deriva dalla mutualità.
deriva dalla mutualità. 2. che si riferisce al mutualismo biologico. -
(plur. m. -ci). che si rife risce, che
che si rife risce, che è proprio o è fornito dalla mutua;
è proprio o è fornito dalla mutua; che concerne le previdenze per i lavoratori in
carlo rugarli. moretti, iii-680: che cosa volete essere ancora? segretaria della mutualità
3. letter. carattere di ciò che è reciproco, mutuo, scambievole;
l'armonia e la concordia però, che conservossi mutualmente fino allora, cominciò da
. log. classi mutualmente esclusive: tali che nessun membro della prima è membro della
esclusive: tali che la negazione dell'una comporta l'affermazione
g. visconti, 1-112: or che serà da poi che qui siàn nui
, 1-112: or che serà da poi che qui siàn nui? / cercaren de
. leone ebreo, 222: li due che mutuamente s'amano non son veri due
(ii-286): elle, ben che non ardissero proferir parola di risposta,
l'altra in viso, mostravano assai chiaro che nulla il suo minacciare stimavano. speroni
e renzo, ombre leggiadre ed amorose che si tenevano per mano e si sorridevano mutuamente
mutuatario da principio, sapendo e conoscendo che il mutuante sia per patire l'uno
restituir quando a loro parerà e nel giorno che staranno commodi di farlo, con patto
espresso e implicito, in somma, che non loro siano mai più dimandati dal
prestare la pecunia e l'altre cose che si mutuano al prossimo ne'suoi bisogni e
suoi bisogni e necessità, alcuni dicano che questo è di consiglio, ed io ti
è di consiglio, ed io ti dico che così è questo de precetto. tommaseo
mutuatario da principio, sapendo e conoscendo che il mutuante sia per patire l'uno
.. fare di quel danaro ciò che gli piace. cavour, iii-16: i
ecc. mutuato1, agg. che fruisce dell'assistenza di un ente o
o istituto previdenziale contro le malattie; che è iscritto a una mutua. - anche
arbasino, 80: va solleticandosi al pensiero che arriva un contingente di donne mutuate
27-642: debbo ora umiliarmi a dire che quella mia dottrina altro non era se
. baldini, 15-51: sui luoghi che ispirarono a sincero le scene così decorative
buona controversia d'oziosi: e chi sostenne che la scena fosse mutuata dalle montagne del
(femm. -trice). letter. che prende a prestito, che trae idee
letter. che prende a prestito, che trae idee e concetti da una determinata
, il recupero 'del punto trionfante che distrugge la storia, il riassorbimento del
mutuli della cornice vengono mostrati i cantieri che sostentano immediatamente il tetto. bresciani,
2. edil. testata di trave che sporge esternamente dal muro di appoggio.
due persone, con effetto reciproco; che avviene fra due persone in modo reversibile
persone in modo reversibile e scambievole; che riguarda entrambi i contraenti o i due
vengono [le ricchezze] da fortuna che è da ragione aiutata, sì come per
molti presenti, dond'e- gli comandò che tutti se ne andassero fuori e che niuno
comandò che tutti se ne andassero fuori e che niuno vi fosse alla mutua conoscenza.
da quel punto a non chiamarla altrimenti che col nome di madre. f.
: l'alleanza, essendo un contratto che il mutuo consenso fermò, il mutuo dissenso
ritornai, / e vidi cento sperule che 'nsieme / più s'abbellivan con mutui
mutui rai. magalotti, 23-397: quelle che si chiamano dimostrazioni fisiche che altro son
: quelle che si chiamano dimostrazioni fisiche che altro son elleno che un'apparenza incontestabile
chiamano dimostrazioni fisiche che altro son elleno che un'apparenza incontestabile di verità resultante dalla
/ natura ascose la traente forza / che con mutue ritorte e arcane leggi / uno
, n. 4. 2. che trova il contraccambio da parte di altri
, 8-i-40: la mutua redamazione è che così l'amico parimente ami te,
amici: di quelli, dico, che e per proibità di vita e per convenienza
167: poca forza hanno le parole, che non possono fare quello che solamente i
parole, che non possono fare quello che solamente i raggi degli òcchi con uno
la mente dell'artefice, li due amori che si tirano li pomi a vicenda inferiscono
e 'l mutuo desiderio; perciocché quelli che giuocano danno il principio ad amore,
ad amore, gli altri due, che saettano il cuore, confermano l'amore
volendo ognuno il proprio bene, ne segue che l'uno voglia il bene dell'altro
benevolenza. foscolo, iv-344: tristo colui che ritira il suo cuore dai consigli e
pietà, e rifiuta il pronto soccorso che la mano dell'amico gli porge. pellico
debole o comunque modesta condizione economica) che si trovano in un'identica posizione oggettiva
fra gli operai, diretta da uomini che appartengano all'associazione, potrà riescire mezzo
. de marchi, i-19: si sperava che il circolo non dovesse morire così,
): particolare tipo di società mutua che ha la struttura di società cooperativa e
prestazione assicurativa (del tipo di quella che si ottiene in base a un contratto di
denaro a titolo di indennizzo nel caso che si verifichi un determinato evento dannoso (
società di assicurazione mutua non è altro che una società che prende ad amministrare delle
mutua non è altro che una società che prende ad amministrare delle società parziali.
mutua: nel caso di due condensatori che possono influenzarsi a vicenda, il rapporto
sul primo e la differenza di potenziale che si verifica fra gli elettrodi del secondo
fungibili) entro un determinato termine (che per lo più è pattuito fra le
dal giudice); il rapporto giuridico che deriva da tale contratto. -mutuo oneroso
ant., franco): a seconda che esso comporti per il mutuante l'obbligo
fra la consegna e la restituzione) e che, nel caso che il contratto abbia
restituzione) e che, nel caso che il contratto abbia per oggetto una somma di
denaro, viene detto interesse: o che esso invece non comporti tale obbligo (
tasso annuo del 5 %, salvo che le parti stabiliscano diversamente, cioè
rimborsabile mediante pagamenti periodici di somme che comprendono una parte (via via crescente
, vale a dire cambiali dirette) che incorporano capitale e interessi e che,
) che incorporano capitale e interessi e che, con la loro data di scadenza
da siena, iv-367: altro è mutuo che non è pigione o fitto o vettura
fallamonica, 261: né si cura / che passi un poco il pregio condecente,
passi un poco il pregio condecente, / che allor l'estimazion salva l'usura,
danari per usura, ma certi munusculi che erano uve passe e simili cosuzze;
e simili cosuzze; e questo non credevono che fussi usura: io ti dico che
che fussi usura: io ti dico che ogni cosa che si dà alla sorte per
usura: io ti dico che ogni cosa che si dà alla sorte per mutuo è
: intendo di vietare tutte le prestanze che di sincero mutuo non sono. codici dell'
de luca, 1-5-3-12: si stimava che in fatti overo in sostanza questo contratto
mutuo è una prestanza gratuita di materie che si consumano usandole, con robbligo di
della medesima natura e bontà di quello che si è prestato, ma nel genere
olio, frumento ed ogni altra cosa che si consuma o aliena volendola usare.
sorta di mutui abbraccia primamente tutti gli atti che si chiamano da'giureconsulti 'innoxiae utilitatis
la vera idea e filosofica del mutuo, che poi i giureconsulti civili hanno divisa in
galiani, 3-291: usuranè quel lucro che si riceve oltre la sorte in virtù del
10-108: oggi non c'è rivoluzionario che non voglia essere proprietario della casa in
proprietario della casa in cui abita; che non si getti nei debiti, nei
più in potere o dominio di colui che dà il mutuo (perché in tal contratto
trapassa il dominio della cosa di quel che dona il mutuo a quello che riceve
di quel che dona il mutuo a quello che riceve), non si vede ragione
), non si vede ragione perché quel che dà il mutuo possa ricevere il frutto
possa ricevere il frutto di quella cosa che non è più sua. g.
conto di lui sino a quella somma che potrà importare la spesa che vi vorrà per
quella somma che potrà importare la spesa che vi vorrà per quella parte da lui
, 1-ii-195: oltre le somme considerevoli che tengono impiegate nella negoziazione de'pegni,
, v-2-501: non potrei certamente disapprovare che si prendesse a mutuo un capitale all'intento
di 'giove '-di 'astro che splendeva d'eterna luce '-che i
più) soggetti per risolvere un contratto che essi avevano in precedenza stipulato o
per porre nel nulla un rapporto giuridico che essi avevano fatto insorgere fra di loro
l'ova del cefalo o muzano che sia ben fresco, se le vole fare
ben fresco, se le vole fare bone che siano de staione. michele da
. muzzo, agg. ant. che ha sapore gradevolmente acidulo; agrodolce.
e liquiditadi: imperocché alcune sono ponti- che ovvero lazze, alcune agre, alcune muzze
sm. o f. invar. lettera che nell'alfabeto italiano occupa la dodicesima posizione
boccaccio, viii-2-41: sono di quegli che vogliono questo corito essere quella terra la
5-228: monsig. della casa non voleva che dopo il 'con 'si mettesse
il 'con 'si mettesse parola che cominciasse per 'n ', e poi
poi ve la metteva esso e di che maniera! dicendo che 'con non
metteva esso e di che maniera! dicendo che 'con non ', che bisogna
dicendo che 'con non ', che bisogna che fosse quel d'una gigantessa.
'con non ', che bisogna che fosse quel d'una gigantessa. buommattei,
rimorso, pena, sacrificio, e vedi che schifo ci contorna. 2.
mio incomodo interlocutore con un impeto labiale che gli mette in moto tutti i denti
m. -i). ant. che proveniva, che era originario di un'antica
). ant. che proveniva, che era originario di un'antica località mediorientale
naamatita, avendo udito tutto questo male che gli era sopraggiunto, se ne vennero
invar.), sm. titolo che veniva attribuito ad alti funzionari dell'impero
., indica una persona ricchissima, che ostenta lusso, sfarzo, pompa e
del gran muftì de'turchi, se non che può egli, a differenza di questo
1-iii-23: il suo governadore non comanda che a'soldati della guernigione, avendo la
la città il suo 'nabab 'che la governa e riscuote le rendite e
, dico, non il povero mameli che non ha per anche coscienza di sé,
senza curarsene, come dei nabab che non sappiano del valore delle cose.
2. per estens. persona ricchissima che ama il lusso e vive nell'agiatezza
.. eh?... che ti pare, i 'nabab 'lombardi
il muggito dei buoi 'con quel che segue, li vedi... in
è un nababbo, - (mi sorprese che dicesse nababbo come dolores); -non
riconosciuti importanza, credito e prestigio o che tende ad attribuirsi una particolare autorità nell'
furono incuorati e rivelati; altri, che non erano riusciti ad affermarsi, divennero
si trovò subito molto meglio... che non coi nababbi e coi matamori della
'. nabatèo, agg. che è proprio, che si riferisce,
nabatèo, agg. che è proprio, che si riferisce, che riguarda l'antica
è proprio, che si riferisce, che riguarda l'antica popolazione dell'arabia petrea
petrea stanziata a se del mar morto, che si diceva discendente da nabath o nebaioth
suoi costumi, la sua civiltà; che appartiene, che discende, che proviene
la sua civiltà; che appartiene, che discende, che proviene da questo popolo
civiltà; che appartiene, che discende, che proviene da questo popolo. -per estens
da questo popolo. -per estens.: che si riferisce o ricorda gli aspetti e
, un po'scontroso e sdegnoso, che aveva qualcosa di un
nàbide, sm. disus. sovrano che governa con metodi estremamente autoritari, crudeli
bocalosi, ii-33: que'tiranni che hanno voluto tenerci sin ora tra i
= dal nome del tiranno spartano nabide, che regnò dal 207 al 192 a.
piccole dimensioni, comprendente diverse specie zoofaghe che si nutrono di altri insetti (come
bonnard e vuillard: tale movimento, che si richiamava alla pittura di paul gauguin
cartellonistica, secondo una tendenza di gusto che sarebbe in seguito sfociata nel movimento dell'
annose, per poter servire ad altro che ad agganci preziosi e sforzati, come
'nabissare 'per * abissare il che fu osservato ancora da franco sacchetti.
co le ginocchia in terra pregoe dominedio che, a sua laude et acciò che '1
dominedio che, a sua laude et acciò che '1 popolo si convertisse, in tal
guisa nabissasse il tempio con l'idole che neuna cosa al postutto ne rimanesse. cavalca
per te e a te detta quella parola che disse l'angelo a lotto, quando
., 1-12: dice valerio massimo che... alessandro, mosso ad ira
, 7-355: bisogna aspettare certe burrasche, che i portoghesi addomandano 'troccoadas ',
quali entrano nabissando con furia di venti che pare che il mondo voglia subissare.
nabissando con furia di venti che pare che il mondo voglia subissare.
il mortai colpo... / che troiolo facesse, nabissando / se stesso e
una e l'altro a mo'dei saltatori che si tirano indietro e pigliano la rincorsa
. giannone, 2-i-551: manco male che la tempesta è venuta a scoppiare sopra
salvo quell'autore, dovrei curarmi poco che il nembo e la procella lo nabbissasse.
il nabissare della monarchia dentro la voragine che si era aperta con le proprie mani.
64-21: agnolo non tenea idere, però che si sentìa dare i maggiori colpi del
entrò aentro, correndo e nabissando, che fece smemorare e'gabellieri. g. gozzi
, 1-109: l'avresti a sapere che chi comanda alla quarconia non siamo né io
attori, ma quali'orda di demoni scatenati che ogni sera si precipitano qua nabissando.
): come egli si fu accorto che messer lo maestro v'era, così cominciò
e a urlare e a stridire in guisa che se imperversato fosse. d. bartoli
bestie risentite, non toleranti ne fune che gl'incapestri, né soma che gli
fune che gl'incapestri, né soma che gli gravi, né padrone che li cavalchi
né soma che gli gravi, né padrone che li cavalchi: così ad ogni toccarli
li cavalchi: così ad ogni toccarli che prema, sembrano indiavolati e tanto fan
ruote e nabissare e dibattersi e imperversare che alla fine vincon la pruova.
intraversare lanciandosi traendo e nabissando senza che il cavaliere potesse raccorlo. cico
qual mia ombra si nutrica, / che libro over rubrica / né lingua porria dir
della trinità. guerrazzi, i-178: che pianse egli mai? pianse il cappello
augurarsi meritare bene di dio cotesti uomini che gli rendono la sua fattura [il
ricadere, anzi è uno profondare, che per ogne peccato profondano giù uno grado
peccati fanno, tanto più profondano, tanto che. nne vanno insino in nabisso.
maggiori prìncipi e de'maggiori baroni, che fosse nel profondo del nabisso, il quale
vi facevano un nabisso e un visibilio che parea il finimondo. -azione o
capo così attosi, scomposti e sgangherataci che sono un nabisso. 3.
quel sì gran nabisso ai tempi di deucalione che tutto andò sommerso nelle acque.
: persona estremamente violenta, crudele, che ne combina di ogni colore, menando
1-2-527: que'soldati maladetti -son peggio che nabissi. buonarroti il giovane, 10-946
, 3-179: chi mai può sapere ciò che frulla nella testa di quel nabisso?
corde ebraico simile al salterio (o che, secondo alcuni, potrebbe essere identificato
suono d'istrumento. il quale strumento, che gli ebrei nominarono 'nabla ',
col plettro, e '1 nablo che ha dodici corde e sonasi con le dita
ebrei nel tempio sono il salterio, che anche nablo o naulo vien nominato,
: david ordinò ai capi de'leviti che scegliessero tra * loro fratelli dei cantori
uscir più turaccioli dai colli delle bottiglie che non uscirono palle dalle bocche dei cannoni
. v.]: 'naccaiuolo': artefice che fa le nacchere. in firenze
nacchere. in firenze c'è una via che prese nome da tali artefici.
/ sol per contiarvi certe naccarate / che 'ntervenute son drento a'confini. f
comporre versi latini: finita quell'elegia che mandai a v. e., non
, non fini la voglia; ed ecco che un'altra ne ho fatta più breve
tamburi e le naccare e altri stormenti che usano nella guerra, si missero a
trombe et altri instrumenti, numero 200, che fevano grandissimo romor e strepito che si
, che fevano grandissimo romor e strepito che si aria aldito di veniexia a padoa
. lomazzi, 218: sotto al batracco che già donna zacra / portò in disputa
ma in uso anche nell'italia meridionale, che serve all'accompagnamento di danze popolari e
, con le concavità volte all'interno, che si usano a paia (uno per
di gusci di noce o di nicchi, che, posto fra le dita della mano
la stessa * nacchera ', cioè quelle che oggidì si chiamano 'castagnette '.
nacchere ': questo più tosto arnese che strumento, è composto di due pezzi
: fra le marine conche una è che pinna / dai più dotti è chiamata e
, forse / perché somiglia i naccari che fanno / strepitosa armonia, percossi a tempo
vestimento alcuno o cappuccio o cappellina in che o sopra o nella quale sia oro
perle ad arrostire per mangiarle, dicono che le perle si ritornano nere, e così
.. in primo luogo vale lo stesso che madreperla. -bisso (anche
significa ancora quella sorta di conchiglie marine che da plinio furono chiamate 'pernae '
. vittorelli, ii-165: par massimamente che ne giubile / ogni poeta, che
che ne giubile / ogni poeta, che per queste zacchere / strimpella il colascion
la quale era la più bella cosa che si trovasse in tutto il culattario dell'umana
ella non abbia alcuna giurisdizione e non che altri, ma i frati minori a suon
prima messa a san francesco; e fìngendo che se li fosse mosso il corpo,
, dice al marito: -io ti priego che innanzi che tu mi tormenti ogni dì
al marito: -io ti priego che innanzi che tu mi tormenti ogni dì a questo
questo modo, senza saper perché, che tu mi dia morte. -spargere
: non v'è né pure un treppiede che vaglia un pel di nacchera.
nacchere. lancia, 2-19: che trombadori, trombetti, naccherai,
, per cagione di cotali nozze, più che soldi quindici per ciascuno di loro.
letter. sonare le nacchere, i tamburi che accompagnano le danze. immanuel
su di un pentagramma invisibile / tornanbaci che nel merletto / naccherarono, dileguandosi /
: prima vo'naccarare brati in modo che abbia a ricordarsi di me in vita sua
1-viii-108: dipoi ragionamo del bambino, che me lo pare tuttavia avere in braccio,
m. cecchi, 1-2-438: che / te ne pare di questo naccarino?
così pazzo da scordarmi di mirtina, che è gravida e dovrà farmi un bel
era un maschiotto né più né meno che ogni altro naccherino pur mo'nato.
. dossi, 3-116: nel vagone che ci trasportava a narpea, noi occupavamo
311: apuleio fa menzione d'un'orsa che nelle feste dalla dea iside andava coperta
credi ch'è '1 paradiso; naccheri, che cose crudeli son queste? a un
si fanno le giunterie, pensa ciò che si farebbe a un banese.
tante busne e corni alla moresca, / che rimbombava per tutti i valloni, /
tutti i valloni, / e par che degli abissi quel suono esca. ramusio
. ramusio, iii-202: le perle che si trovano nelle conche di questi naccaroni
il pancino gonfio e le gambe stente che ciondolano e ai primi sforzi si torcono
occhi appariva anche più nacherina di quel che veramente non fosse. = probabile
1-iii-223: fatto intendere a un gentile che mi facesse qualche focaccia, il furbo,
', ch'è un seme nero, che fa vacillar la testa e di sì
vacillar la testa e di sì mal sapore che non lo trangugge- rebbe un cane.
lxii-4-107: si dà ancora al nacoda, che così chiamano il padrone della terrata o
alluminio appartenente al gruppo della caolinite, che si presenta sotto forma di scaglie biancastre
* nacrite ': specie di pietra untuosa che si presenta in piccole pagliuole di un
aluigia, la quale corromperia la castità, che senza lei non si può far nada
bravi e maledetti / coloro al fin che non valevan nada. = dallo
, sf. region. ant. ufficio che, nell'antica sicilia, sovrintendeva al
rezasco], 67: ogni persona che vindi musto... deve tenere misure
della superficie terrestre con la sfera celeste che sta sotto l'orizzonte (ed è
bencivenni, 2-21: di necessità si conviene che... l'ombra della terra
dice pur con voce araba adir, che punto de i piedi lo dicono i nostri
, 1-12: il punto verticale, che da gli arabi è chiamato zenitte,
; il punto a quello opposto, che è chiamato nadir, è il punto verticale
galileo, 3-3-22: quel punto di cielo che perpendicolarmente ci è sopra la testa e
perpendicolarmente ci è sopra la testa e quello che è a lui contrapposto vengono ad esser
1-12: è manifesto... che ogni punto della sfera immobile fa uficio
zenit e di nadir per qualche luogo e che i luoghi diametralmente opposti, come a
vuoisi segnare in cielo, quello cioè che immediatamente corrisponde al di sopra del nostro
trovasi a piè del monte del purgatorio che è il 'nadir 'del pozzo infernale
opposto '. nadirale, agg. che è proprio, che si riferisce,
nadirale, agg. che è proprio, che si riferisce, che riguarda il nadir
è proprio, che si riferisce, che riguarda il nadir. 2.
nadir. 2. zool. che si riferisce al lato cieco, rivolto
, agg. region. che si aa da fare, che si affanna
region. che si aa da fare, che si affanna, che si agita senza
aa da fare, che si affanna, che si agita senza ottenere alcun risultato.
34: 'nafantóne ': colui che ama sfaccendare o affaccendarsi senza bisogno.
. machiavelli, 12-32: -credete voi che '1 turco passi questo anno in italia
, 7-333: naffe, io non so che uomo si sia questo mio compare.
stata troppo a tornare: naffe, che quel lattanzio mi fece aspettar tanto
mi fece aspettar tanto all'uscio che fa una passione. grazzini, xxi-i-740
7-515: quello... che usano ancora le donne, parlando fiorentina-
e in altri simili modi, credo io che sia detto in luogo di maffe,
serapione volgar., 1-81: bendagoras dice che lo aspalto iudaico risolve nella proprietà della
tanta convenienza tra 'l fuoco e questa che ovunque si pone che il fuoco la
'l fuoco e questa che ovunque si pone che il fuoco la vegga subito vi vola
. biringuccio, 1-30: l'alume che oggi vulgarmente si chiama alume di rocca.
si chiama alume di rocca... che era liquido, qual già chiamavano natta
ii-15: quello [dei bitumi] che nasce in babillonia si chiama nafta et
quantunque se ne ritrovi ancora di quello che è nero. ha tanta virtù e
e proprietà di tirare a sé il fuoco che quantunque se gli ponga alquanto discosto si
ogni fretta cominciarono a stringere il fuoco che ardeva con un certo olio di terra
un certo olio di terra, di che in pedir v'è grande quantità, da
184: generasi in questo luogo la naphtha che è specie di bitume e appiccaticcia come
s'impania l'ali;... che questo tal liquore comincia ad ardere,
inzuppate di un certo bituminoso unto, che a giudizio dell'odore mi parve 'nafta
fuoco. comisso, vii-32: per coloro che vi andrebbero ad abitare...
il quale esce in sì grand'abbondanza che quasi un lago ne forma. questo
bitume sì disposto a pigliare il fuoco, che innanzi al toccar la fiamma s'accende
: la facilina non è altro infatti che il petrolio, il nafta, il
. naftabóndo, agg. letter. che emana puzza di nafta (un luogo
verde scuro e di odore aromatico, che si ottiene per distillazione della nafta greggia
naftalina], col suff. -ano, che indica gli idrocarburi saturi; registr
. da naftapinai col suff. -ene, che indica i composti della serie aromatica
attualmente, anche dalla petrolchimica), che si accumula in prevalenza nel catrame e
è una sostanza bianca, cristallina, che fonde a 8o° c e sublima facilmente
, a quadretti verdi e neri, che puzza di naftalina lontano un miglio. gozzano
gli gnomi del loro laboratorio avevano trovato che la partita contestata guariva se addizionata dello
da naftene, col suff. -ato, che indica i sali derivati da un acido
da nafta, col suff. -ene, che indica i composti della serie aromatica;
ro meni e galiziani, che si presentano sotto forma di liquidi
da naftene, col suff. -olo, che indica la presenza di un gruppo funzionale
fiorentino, ii-39: quello [sale] che nasce nel lago di giudea,
2-148: evvi ancora il sale naptico, che è nero per la napta che
che è nero per la napta che è in quello. = deriv.
quarant'anni, dall'aspetto piuttosto rozzo che raffinato; con me aveva parlato soltanto
naftile, sm. chim. radicale monovalente che si ricava dalla naftalina sottraendo un atomo
da nafta, col suff. -ile, che indica i radicali idrocarburici monovalenti; è
naftilène, sm. chim. radicale bivalente che si ricava dalla naftalina sottraendo due atomi
da naftile, col suff. -ene, che indica idrocarburi con almeno un doppio legame
naftolinizzato, agg. letter. che emana odore di naftolo, di disinfettante
naftalina], col suff. -olo, che indica la presenza di un gruppo
e-da alcune corregge di cuoio, che era tradizionalmente usato dai cosacchi.
tuo popolo / reca tu ciò che consola! / passa quel fiume! il
, piccolo / padre, sai che lo impedisce, / zar, la tua
nagana, sf. veter. tripanosomiasi che colpi sce soprattutto cavalli,
mi scrisse con una sorta di carattere che mi disse chiamarsi nagher, stimato da
ai dotti e usato da'brahmani, che a differenza di diversi altri caratteri volgari,
rape e nagoni, con tutto che siano diversi di colore e di forma,
america centrale per cui si ritiene che il destino dell'uomo sia legato a
bot. famiglia di piante acquatiche monocotiledoni che hanno foglie lineari e fiori piccoli.
tosto fier li fatti le naiade, / che solveranno questo enigma forte / sanza danno
trova generale nome di tutte le iddie che abitavano in terra,... de
le quali erano diverse specie: imperò che altre abitavano a le fonti e chiamavansi
ragiona del conte d'an- glante / che si trova sommerso in quello errore / tra
nudi forzuti e con i fianchi grossi che mia zia dichiarava il suo ideale d'
. redi, 16-i-23: or questo che stillò dall'uve brune / di vigne
naiadacee, comprendente una decina di specie che vivono in acque dolci stagnanti. =
giuoco di dadi: fa de'giuochi che usano i fanciulli, agli aliossi, alla
i-430: de'naibi le dimonierie degl'inganni che si fanno con essi non si potrebbono
di notte di questa città al capitolo che tratta dell'onestà de'fratelli, si
un re di naibi sia scorto, / che così presto n'è venuto al monte
nelle acque dolci e pochissime marine, che presentano quattro gruppi di setole (due
nell'antico impero birmano, erede secondogenito che, nella successione patrimoniale o di un
del re, il quale si chiama naidù che va parimente sopra un suo sirian.
antico impero birmano, funzionario di corte che fungeva da intermediario fra il sovrano e
. balbi, lxii-4-179: subito che il re gli vidde, un naigiran
re gli vidde, un naigiran, che vuol dir signor della parola, facendo le
nell'antico impero birmano, erede terzogenito che, nella successione patrimoniale o di un
angiolieri, xxxv-n-394: l'l'amo più che nessun uom la vita, / ed
quali vanno legati i castelli di legno che portano sopra di loro, dentro a'
una concubina del sangue di nairi, che presso i malabari sono gentiluomini. sassetti
sassetti, 7-399: questi [elefanti] che sono qui sono tanto alti che il
] che sono qui sono tanto alti che il naire che vi va sopra pare ben
qui sono tanto alti che il naire che vi va sopra pare ben piccolino.
detto re ha buon numero di gentiluomini che si chiamano nairi, che sono molto fedeli
di gentiluomini che si chiamano nairi, che sono molto fedeli al re e vanno
cohin ha un gran numero d'amochi che sono gli suoi gentiluomini, chiamati anche nairi
., edicola contenente statue di dèi, che veniva costruita su una tomba o in
ventura rosetti, 1-83: se volete che creschino [i capelli] fino alli
col sepimento interrotto placentifero; la specie che gli ha servito di tipo è indigena
genere di mammiferi carnivori della famiglia viverridi che vivono in africa, si nutrono di
. nanèo, agg. ant. che è proprio, si riferisce, è
morale. carducci, ii-9-46: vorrei che altre copie ne mandasse egli, come
gazzetta officiale ', per sentir quel che ne diranno i grandi uomini della nane-
guittone, 3-18: lo mondo, che d'amaritudini tante tormenta noi in nangùstia
tribulazione,... non altro che non essere amato grida e sé conoscere ne
genetiche). -nanismo acondroplasico: auello che presenta uno sviluppo sproporzionato æl capo e
affezione ereditaria a trasmissione autosomica recessiva che si manifesta con micromelia, piede torto,
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce,
-ci). che è proprio, che si riferisce, che è caratteristico del nanismo
è proprio, che si riferisce, che è caratteristico del nanismo. nanizzante
), agg. bot. che serve, che è adatto per impedire o
. bot. che serve, che è adatto per impedire o per ritardare
., 23-1 n: prima fien triste che le guance impeli / colui che mo
triste che le guance impeli / colui che mo si consola con nanna. buti,
questa è una interiezione adulante e lusingante che usano le balie, quando volliano addormentare
balie, quando volliano addormentare li fanciulli che diceno, menando lo ghieculo: nanna,
a nanna. lalli, 12-214: talor che l'uom si fa la nanna /
e sopisca l'ombra nera / ogni cura che vi affanna. roberti, iii-115:
tuoi dì? pascoli, 1280: che c'è dentro questa villa? / guarda
. la tua mamma cattiva, / che con quanta dolcezza ti nutriva / ricordo,
mi trovo solo per delle ore senza sapere che fare. mi metto a cantare la
. fruscio prolungato e regolare delle fronde che stormiscono. morante, 3-81: così
nanna! ', come espressione esclamativa che denota noia, fastidio, impazienza.
vada subito a casa, vada, che sennò il babbo la piglia a cinghiate
di vannozzo, 261: così me par che sia putto da nanna / zascuno el
qual de la corte s'inpaza / fin che no ha zittato fuor la seanna.
. firenzuola, 970: ben sai che a pochi tanta forza imbocca / natura
suon sotto alle coltre, / però che 'l campanaio nel campanile / può far
suggellato a chiave, come stanno / coloro che, il mortai peso deposto, /
: quanto gli starian meglio le zappe / che in man le penne e scriver nanne
e scriver nanne e pippe / più tosto che di dio dir tante frappe!
dormiglione 'o 'addormentato ', quasi che in vece di dire * fa il
v.]: 'nannodia': quella cantilena che usasi dalle nutrici per conciliare
nufaro. nano, agg. che è affetto da nanismo (una persona
persona). -per estens.: che è alquanto piccolo di statura (e
dell'accademia. pascoli, 1-821: che cosa ti ha dato a intendere quel
. grazzini, 347: se non che dal valor del popol nano / l'
alla nana falange / nel sentir spesso diana che piange. -sm. (
di un'attenzione e di una curiosità che contribuirono a destinarli, soprattutto presso le
: persona alquanto piccola di statura e che ha un aspetto e un fisico sgradevole
, « nobile per la buona generazione quelli che dela buona generazione degno non è?
degno non è? questo non è altro che chiamare lo nano gigante ». arrighetto
è formato di grandezza di gigante, che il nano, nel quale è posta brieve
e compagni da taola e da giuoco / che tutto il dì la tengano in solazzo
piccoli nani sulle groppe quasi come onde che in cima s'increspano di un fiocco.
di un fiocco. -essere favoloso che la fantasia popolare immagina per lo più
spropositato, e in fondo, nel punto che si vela più di nero, un
mondo sotterraneo, molto più bello di quello che stava su, con tante caverne piene
e lacrimosi. 2. che appartiene a una razza dotata di caratteri,
(un animale). -anche: che è affetto da nanismo per cause patologiche.
ci sono anco delle galline nane, che fanno di molte ova. imperiali,
': particolare razza di polli, che hanno le gambe proporzionatamente più corte degli
corte degli altri. 3. che presenta un grado di sviluppo ridotto rispetto
cosi la vetta allo 'ngiù, sì che mettere gli convenga al contrario di sua
. 4. per estens. che è o appare di altezza, di
rispetto alla norma e per l'uso che se ne vuole fare (un oggetto
beliò: per non alterare il manco che io potevo, l'ordine della porta che
che io potevo, l'ordine della porta che era fatta a ditto palazzo, quale
suoi pari a parlar liberamente, le dirò che a me non finisce di soddisfare,
di soddisfare, per esser più l'ornamento che l'impresa, l'arco nano,
era stato posto il tetto tanto basso che tutte quelle stanze avevano poco sfogo ed
artefici per aggiunto a quell'ordine d'architettura che è più nano, di maggior grossezza
. 6. figur. che è negato a nobili sentimenti, a
nobili sentimenti, a slanci ideali; che rivela doti intellettuali molto scarse, una
; gretto, meschino. -anche: che non vanta una grande civiltà, una
frugoni, 2-443: si pongono alcuni, che sono d'ingegno nani, a lodar
a lodar i grandi con tal improporzione che sembrano tanti gufi sparuti in cader tutti spennacchiati
vaganti. carducci, iii-1-318: ben che a suola e tacchi / v'abbin
propria viltà. oh ne mangi tanto che scoppi! alvaro, 13-294: « una
testa piccola, non abbastanza cresciuta e che non crescerà mai, una nana morale
poesia singhiozza e geme, / veggendo che la falsa a voi riesce / e che
che la falsa a voi riesce / e che nano diventa oggi il buon gusto /
8. astron. stelle nane: stelle che hanno dimensioni e luminosità inferiori a quelle
anche molto più piccole del sole ma che, avendo temperatura molto più elevata,
un nano questo mi è cosa nuova che non l'ho più sentita. non so
ancora fossi gigante, non sapete voi che i nani, posti sopra gli omeri de'
omeri de'giganti, veggon più lungi che non fanno i lor portatori?
venga di quelli alati nanerelli / un, che mel tragga fuor delle marruche. panzini
individuo: un specie di nanerello; che mi arrivava appena alla spalla, con
. l: 'nanerottolo': lo stesso che nanerello. parini, 676: il barone
il quale, comeché fosse nanerottolo anzi che no, era tutto vestito in grande
una parlantina precipitosa, tutta pepe, che si divincolava su delle grosse gambe corte
e'parete più grande di tutte le grandezze che dite. c. e. gadda
iii-5-194: posso conchiudere di ragione dicendo che voi dobbiate essere cotali nanicciuoli poverelli da
iv-312: comparì una nanina così succinta che sembrava più gru che pimmea. magalotti,
nanina così succinta che sembrava più gru che pimmea. magalotti, 7-155: la
ii-422: la zia nunziadina, una nanina che reggevasi su due piccole gruccie, alta
nanocèfalo, agg. e sm. che è affetto da microcefalia; microcefalo.
vàv
<; 'piccolo '), che indica un sottomultiplo dell'unità fondamentale,
nanosòmo, agg. e sm. che è affetto da nano- somia; nano
altre sono invidia e fraude torta, / che l'ornano facendole la scorta.
coperto tutto a grosse piastre, / che nessun ferro potea magagnare. boiardo, 2-3-11
(anche nella locuz. congiuntiva nante che). s s anonimo
s anonimo, i-525: non so che lo saccia, / per ciò a meve
meve non manca, / nanti par che mi sfaccia; / non sapendo si
de la degna fama de questo nostro re che deliberò, nanti che tornasse a casa
questo nostro re che deliberò, nanti che tornasse a casa sua, transferirse a
per vederlo. folengo, i-132: nanti che i doi fanti assai cresciuti / poscian
lo fiore / e non sa di che alboro s'è nato, / non sa
alboro s'è nato, / non sa che l'ape di nanti ha dolzore /
chiaro davanzali, 87-10: tu, che guardando inamorasti, / prendesti il foco
lxxiv-118: combattea a piede con ardire / che mai s'abandonò signor possente / vendicandosi
intromettersi nella difesa, così, professando che dopo il deposito il negozio al suo
: per meo servir non veio / che gioia me n'acresca; / nanti mi
tale pianta] ha germe- nate rai che, s'io m'accorgo, / tant'
anonimo, i-600: più è nanti donna che pulzella. = da innante (
nantése, agg. e sm. che è proprio, che si riferisce
. e sm. che è proprio, che si riferisce o che proviene,
proprio, che si riferisce o che proviene, che è originario della città
si riferisce o che proviene, che è originario della città francese di nantes
(anche nella locuz. congiuntiva nanzi che). rainerio da perugia volgar.
misari, ove questa grazia, nanzi che l'avessimo, meritammo. gucci, 2-297
/ e tanta buona gente assembraremo / che, nanzi sieno passati due mesi,
sieno passati due mesi, / ciò che tu tien per forza ti torremo.
questa caccia, per essere il paese che si cercarà nanzi mangiare assai stretto, le
sospiro e con lamento, / tanto che le ossa parevano rotte, / così
piuttosto (nella locuz. sintattica nanzi che). angiolieri, vi-1-299 (8-6
templi egizii, il terreno sacro che circondava il nao o tempio.
come una polverina granulosa grigiobiancastra, che viene aggiunta al carbu rante
benzina mentre si agita vigorosamente il recipiente che la contiene; durante la composizione la
, e chiamavansi na- pee, che sono vaghe dei fiori. bandello, ii-849
da napello, col suff. -ina, che indica ammine e sostanze di natura
generazione uccidono per grandissima contrarietà, che tutta loro natura àe colla natura
il nappello è navon marino, che cresce nel lito del mare ed è velen
quando si prende in beveraggio, che sia per istudio di medicina rettificato
gli uomini tanto è grande e crudele che non si può superare con veruna sorte d'
don da i muri intorno aspri coltelli / che, con terribil lume, assaltan gli
lume, assaltan gli occhi / e che, con le cicute e co i
rosmini, xxv-276: è ben raro che gli armenti mangino il nappello, che cresce
raro che gli armenti mangino il nappello, che cresce a gran quantità su per l'
anno rispunti, / pei fior sinistri che àn sembianza d'elmo, / torna a
. -al figur.: tutto ciò che è male e rappresenta una colpa per chi
te crudel napello. aretino, vi-381: che ne può far egli, se il
mele, il zuccaro e la manna, che unge, condisce e confetta i gesti
il veleno, il napello e lo arsenico che guasta, corrompe e uccide i meschini
meschini, i semplici e gli insensati che le seguitano. marino, xi-28: intendiamo
, 5-52: il valore è un bezzoaro che conforta 11 cuore de'soggetti, perché
ti dona. pallavicino, i-388: sol che si lasci operare il'braccio de'pontefici
il'braccio de'pontefici, non è pericolo che per difetto de'loro inquisitori non rimanga
, pedante del bordello, / parole che non stan nel calepino; / così quei
vicentino, all'uom benefico, / che tore non perdeo cercando svellere / qualche
napiforme, agg. bot. che ha la forma di un tubero
. lomazzi, 382: risuscitato che fu da esculapio / ippo- -lito
fu da esculapio / ippo- -lito che poi fu detto v irbio, / nacque
nomi, 8-68: fora gran vergogna che priapo / nostro ben custodisca asini e buoi
venti lire per il conio d'oro, che era detta anche marengo, e di
si stampa quattro o sei volte di più che in tutto il resto d'italia;
alla posta sedici napoleoni d'argento, che fanno lire di milano 104. manzoni
tua lettera, coi due napoleoni, che ho consegnati subito al nava. mazzini,
nava. mazzini, 48-42: so che medici ha avuto una somma in napoleoni
lo farai trovare, la prima volta che verrò, te ne darò un altro.
: dàmmi al tal di tale, che mi ha insultato, una buona lezione del
a letto. carducci, ii-3-27: che importa se i pecori scrittori e poeti
moretti, 142: andò a finire che lui sposò un'altra, / ricca,
. xix (e ora quasi dimenticato) che veniva praticato con uno o anche due
5. agric. tipo di ciliegio che produce graf- fioni. 6.
. 6. per estens. persona che, in campo militare o politico (
. -chi). letter. che si ispira ai comportamenti, ai modi di
mento tipico di napoleone i o che ricorda quelli di napoleone i.
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio,
-ci). che si riferisce, che è proprio, che riguarda napoleone i,
si riferisce, che è proprio, che riguarda napoleone i, il periodo storico
e le forme statali, amministrative e militari che a lui facevano capo, il complesso
istupidito per la caduta dell'astro napoleonico che li lasciò tutti confusi nelle loro tenebre.
le nazionalità; chiama napoleonico tutto ciò che è spirito moderno. carducci, iii-15-213:
pirandello, 8-1154: gli hanno detto che a petto di questa guerra tutte le altre
alla fine la 'pietra nera 'che segna, nell'appennino qui sopra, il
d'un tesoro sotterratovi dopo non so che battaglia dalle soldatesche napoleoniche. bocchelli,
, 1-ii-23: rientrava in un paese che della dominazione napoleonica aveva scontato quasi unicamente
unicamente le gravezze. 2. che si riferisce, che ricorda, che si
2. che si riferisce, che ricorda, che si ispira alla personalità
. che si riferisce, che ricorda, che si ispira alla personalità di napoleone i
anche, alla tendenza egocentrica e assolutistica che gli erano proverbialmente attribuite, agli atteggiamenti
dire [medardo rosso] eroico, che so io? imperatorio o napoleonico.
napoleonico. non ho mai visto infatti nessuno che con volontà più tenace...
, mettono in bella calligrafia le lettere che il loro capufficio ha tracciato con scrittura
invenzione è tradizionalmente attribuita a napoleone (che probabilmente si limitò a praticarli assiduamente durante
la parola risolutiva. 3. che risale all'età di napoleone (un oggetto
, con atteggiamenti esteriori e con comportamenti che ricordano quelli di napoleone i.
: fastosi tiri a sei impennacchiati, che gli assicurarono in breve fama durevolmente lepida,
un napoleonide, chi non s'avvede che un tale ordinamento riuscirebbe assai fiacco al
riuscirebbe assai fiacco al paragone di quello che d'uno stato solo dell'alta italia
rompere. alvaro, 11-187: la legge che aboliva la feudalità ebbe poca vita,
vi-4-215: il napoleonismo è il militarismo che apre la campagna; il cesarismo è il
la campagna; il cesarismo è il militarismo che si riposa e appende le armi alla
. 2. concezione di vita che assume come modello ideale la figura di
vite in lingue forestiere, vi toccherà provare che non siete stati mai repubblicani,
quella circolare sovrana... che mostrava manifesta avversione verso quanti erano
fra i mesta tori politici che avrebbe dovuto appoggiarmi, era de
[lo dite] per napoletaneria (che noi credo), napoletanamente vi rispondo
noi credo), napoletanamente vi rispondo che ve ne bacio le mani. ber nari
fermò il piede [il proprietario] che aveva sin'allora strusciato sul serpentello di
muzio, 6-269: i cavalieri napoletani, che alla favella per napoletani sono conosciuti,
[lo dite] per napoletaneria (che noi credo), napoletanamente vi rispondo che
che noi credo), napoletanamente vi rispondo che ve ne bacio le mani.
plur. m. -chi). che è proprio, che si riferisce, che
-chi). che è proprio, che si riferisce, che è tipico della
che è proprio, che si riferisce, che è tipico della città di napoli o
atteggiamenti, delle loro consuetudini; che è costituito da napoletani; napoletano (
moderne fatta da quel napole- tanesco imbecille che fu il melga. b. croce,
. villani, 1-405: * che par sospirar si voglia il core '.
questo sia un napolitanismo: so bene che 'sospirare', così appresso i greci come
pure un sentimento nazionale rappiccolito, così che il regno acquistò una certa personalità che
che il regno acquistò una certa personalità che prima non avea. 3
. insieme dei caratteri e degli aspetti che qualificano e contraddistinguono (sia positivamente sia
mentalità, il temperamento, o ciò che è tipico di napoli, delle sue
la 'napoletanità ', questo fantasma critico che determina i giudizi entro la cerchia cittadina
la cerchia cittadina, in ogni provincia che abbia una propria letteratura, non poteva
se non in uei dati convenzionali, che così largamente sono anche ati naturali.
dial. ant. anche -e). che è nato o vive a napoli o
vive a napoli o nel territorio circostante; che esercita la propria attività a napoli o
amico dei popoli mi basterà dir quello che è solito dirsi de'napoletani, che
che è solito dirsi de'napoletani, che ogni governo li sazia ed ogni stato li
rincresce. baretti, 1-299: credo che i napoletani abbiano prese dagli spagnoli le
ci è ancora in trappola quel napolitano che con due parolette può spedirmi in galera
il cavaliere dàvila, un gentiluomo napoletano che aveva forme gigantesche e maniere quasi feminee
terribile monotonia. 2. che è proprio, tipico o che si riferisce
2. che è proprio, tipico o che si riferisce e riguarda napoli o i
espansività talvolta eccessiva). -anche: che è o era in uso nel territorio di
era in uso nel territorio di napoli; che si produce o veniva prodotto a napoli
. boccalini, ii-157: replicò consalvo che li pareva che nella guerra -napolitana non
, ii-157: replicò consalvo che li pareva che nella guerra -napolitana non si dovesse aver
organino, e la moglie e la figlia che cantava in siciliano, storpiando le canzonette
maestà ha comandato al maestro de'novizi che ad alcuni giovanotti romani, che si
de'novizi che ad alcuni giovanotti romani, che si allievano nel seminario, quanto prima
raro libro scritto in lingua napoletana, che contiene tutte le fiabe narrate dalle vecchierelle
botta, 5-369: avevano fatto opera che un... frate trasportasse il vangelo
recipienti sovrapposti, uniti da due filtri che contengono il caffè macinato, nell'uno dei
, fornito di beccuccio, cola il caffè che filtra, capovolto l'apparecchio, dopo
per conquistare il regno di napoli, che attribuivano la responsabilità della diffusione agli abitanti
pomata a base di mercurio metallico, che veniva usata per il trattamento locale della
7. galanti, 1-ii-213: sembra che il solo palmo napoletano sia uniforme in tutto
-stor. repubblica napoletana: repubblica giacobina che si insediò nel territorio continentale del regno
della città da parte del cardinale ruffo che aveva raccolto tutte le forze ostili ai
, 1-219: vi bisogna pregare de'fiorentini che vi facciano un vocabolario del loro dialetto
4. territorio circostante a napoli; area che geograficamente, culturalmente, linguistica- mente
e l'asso dello stesso seme, che vale tre punti nel conteggio finale (
sf. plur. reti per la pesca che si stendono lungo il litorale per raccogliere
e oltra le palle comprate una beretta che a te comparisca meglio in testa di
te comparisca meglio in testa di quella che tu hai, acciò che tu possi accompagnare
testa di quella che tu hai, acciò che tu possi accompagnare quella tua bella riverenza
colle dita i cornuti gingilli di corallo che mi ciondolavano accanto all'orologio.
marinetti, 2-iii-11: una napoletanina vispa che porta a spasso il golfo di napoli
aprir bocca, finché il domestico, che faceva le viste di spolverare le suppellettili,
idem, 10-33: lui masino ha risposto che canta per niente / ogni volta che
che canta per niente / ogni volta che ha voglia, ma andare a svegliare
. fenoglio, 1-7: disse remo che gallesio meno di un'ora fa aveva
aveva ammazzato un carabiniere, uno dei tanti che lo assediavano. una palla in piena
stelo, a simiglianza di un pennello, che si applica a un cordone, all'
rucellai il vecchio, 33: cose donate che non se contano: 25 braccia di
altro dinanzi gl'incappa, / sì che la lancia nel petto giugnea, /
lancia nel petto giugnea, / tal che di drieto riesce la nappa. p.
frate fatti d'uno stindardo a'un cavaliere che era morto. serdonati, 9-465:
drappo rosino riccamente trapunti d'argento, che, accompagnando le molte nappe e nobili
di portare sui cappelli, più per vezzo che per disegno, la nappa nera.
entrambi intorno al capo una reticella verde, che cadeva sull'omero sinistro, terminata in
, con una gran nappa azzurra, che pareva tal e quale quello dei bersaglieri.
costituito o decorato con tali ornamenti; che forma un ciuffo. pesci,
ricordo i ramoscelli di mortella e quercia che i soldati infilavano sugli shakò nei giorni di
parata; le sciarpe gialle a lunghe nappe che... gli ufficiali giravano più
a 5, a seconda del grado) che adornano il cappello. -in senso
di metallo, di forma ovoidale, che sta sui berretti militari, di vario
lana del colore stesso degli spallini, che i soldati di marina e gli artiglieri navali
suo scrigno nella nappa del pennello, che non gliele lasciava mancar mai.
coroncione accanto. -ciascuno dei pennacchi che alcune razze di cavalli presentano ai nodelli
di pelo grosso come il crine, che vien dietro il nodello di molti cavalli.
occhio e l'orecchio su un punto nero che si muove e ronza...
e dolcemente calò la grossa nappa, che adesso risultò fatta di tanti morbidi fili di
di cascate. -parte di polpa che resta unita al raspo dell'uva staccandone
granello... è da considerarsi che, se l'uva si stacchi a grano
mattioli [dioscoriae], 419: conoscesi che lo smir- nio... corrisponde
si chiamano le cime di alcune erbe che di certo capillamento o rametti composte sono
, e una figura umana in caricatura, che aveva scritto sopra il capo: '
o cornice del camino troverete le osse che formano una gatta, e vogliono che sia
che formano una gatta, e vogliono che sia stata del poeta. pasolini,
[il re morente] le differenze che soprarrivar potevano tra i grandi per la competenza
chiate gli ha le chiappe, / che il sangue intorno gli facea le nappe
: anch'io fui de la girandola, che bene in punto di scoppi,
più gentile e la più virtuosa fanciulla che abbia il nappamondo. domenichi, 2-406:
, i-209: gl'infrascritti sono li presenti che
buro rotante, forniti di punte, che afferrano le fibre e le trasformano in
, è un cordone o un passamano che, addoppiato e avvolto in vari giri
delle spalle, accompagnati dai salti mortali che la nappétta eseguiva sulla papalina come un
v.]: 'nappettina ': quelle che pendono da frangie di tende o simili
miopi, poi le rende all'ufficiale, che le impronta con un anello, al
-mi tolga una curiosità: è da piacenza che la guardo: codesta croce bianca sulla
tutti son fieri di appartenere ai battaglioni che portano i nomi delle valli e delle
casa. non sanno star sull'attenti, che già disputano se onori più nappina sangue
manzini, 16-88: fra il muschio che sosteneva le une e gli altri, affioravano
. nucleo, n. 7), che sostengono la necessità della lotta armata e
anche di legno e artisticamente lavorata, che si usava come utensile da mensa, per
pur donare due bellissimi nappi d'argento che ella aveva. boiardo, 1-6-52: poi
lei tanto accecata / del grande amor che portava al barone / che della sua
grande amor che portava al barone / che della sua stessa arte era ingannata, /
il nappo in guisa medicargli a cena / che l'importuno in sempiterno taccia. saluzzo
e ciò è la prima salsa a che elli dee mangiare. arrighetto, 221:
4-363: è la lussuria una circe che, dando a bere nel nappo della
suo nappo; rifiuta il liquore, / che, composto d'incerto sapore, /
ver. prati, i-41: or che il nappo / ella finì sino alla
solingo e miserando, / celibe antico, che, a'tuoi dì migliori / il
è solo linea vaporosa il mare / che un giorno germogliò rapace, / e
9-167: di poi venivano uomini a cavallo che portavano i doni regali in nappi d'
i doni regali in nappi d'argento, che erano vesti magnifiche di varie sorti e
tutte... l'orcio dell'olio che attingevano col 'nappo ', cioè
frugoni, i-320: i fiumi reali, che nell'urna dell'alvo loro accogliono un
rivi plebei e dai torrenti sassosi, che nel lor nappo riflesso beono un mendicato
. medie. emorragia a nappo: quella che si manifesta, in partic. in
il nappo: dire apertamente tutto ciò che si pensa, in maniera schietta e senza
/ e fren dorato con nappon, che v'ha / a parer proprio un altro
: il popolo spalanca certi occhioni / che san veder ben le gabrine in cocchio,
minerva tra lor dagli occhi glauci, / che l'egide portava reziosa, /
cento 'napponi d'oro ', cioè che ciascuno di essi valevano 'cento buoi
di dimensioni ragguardevoli. -anche: persona che ha un grosso naso. de amicis
xiii-202: nappone [indica un] uomo che ha il naso grosso. crusca [
molto grosso, ed anche della persona che lo abbia. = acer,
ornato di nappe. - anche: che ha forma di nappa, di frangia.
mestiero, subito si vestono d'alcuni panni che si chiaman naquas come fan le femine
chiaman naquas come fan le femine, che è una mantellina corta di cottone che
che è una mantellina corta di cottone che usan le donne dalla cintura fino al
, specie di mellone spinoso, che se vien sepolto dalle sabbie,
(nerànceo), agg. ant. che è proprio, caratteristico dell'arancio
. ventura rosetti, 1-2: notate che nella detta acqua bisogna tagliar due,
ben bolir un pezzo per la possanza che ha dette naranze. ulloa [gue-
trovava amalato in tordesiglia, e vidi che mangiava una narancia. parabosco, 3-35:
/ di far dormir così profondamente / che morto sembra che ne face prova.
dormir così profondamente / che morto sembra che ne face prova. / ma il sugo
boterò, ii-m: io tacerò la selva che non lassa / la foglia, non
... / tal il narancio, che dal freddo passa / al caldo,
de palma e uno gallo per dimostrare che in queste parti erano galline. bandello,
ii-1233: prego la s. v. che voglia farmi grazia di farmislevare de li
, i-212: in alcune valli serrate, che tiene questo monasterio, vi sono
naranzato, agg. ant. che ha colore aran cione;
. acosta], 83: il fiore che chiamano del sole è cosa molto
movimento del sole. ve ne sono altre che chiamano clavele d'india e pareno
naranzétto, agg. ant. che ha colore aran cione.
altr'ordine di nuova scozia, che porta una cintella naranzetta; ma
(ant. nerbonése), agg. che si riferisce, che è proprio o
, agg. che si riferisce, che è proprio o caratteristico della città francese
e pirpignani. 2. che è originario o nativo di narbona o che
che è originario o nativo di narbona o che vi abita. - anche sostant.
.. per levante dalle alpi, che dividono la gallia transalpina dall'italia.
: nome officinale della corteccia dell'albero che somministra l'olibano. commentatori di dioscoride
l'olibano. commentatori di dioscoride vogliono che sia il macis, il legno d'
e costituito da una base terziaria monoacida che forma sali cristallizzati sia con gli acidi
suff. chim. -ina, che indica gli alcaloidi. narceinato,
da narceina, col suff. -ato, che indica i sali degli acidi ossigenati
9-17: l'eros digiacomiano è quello che con forse ingrato termine psicologico si può
forse non si riterrà del tutto ingiustificato che io persista a ritenere toccante una coloritura
e la metafora. 2. che è affetto da narcisismo (una persona)
: ho conosciuto e conosco molti narcissici che nell'ambito della vita e della scemenza
il narcisismo suo [di stefano dedalo] che sarà attribuito (probabilmente) non all'
ma al primogenito, quella madre adorata che si converte in uno spettro persecutore,
. bocchelli, 2-xix-823: l'accusa che la sua sia virtuosa sì ma sterile
apparsa la prima volta, per quel che ricordo, in una rivista inglese di psicologia
il maschio italiano non sa abdicare dal narcissismo che il fascismo ha tanto vellicato in lui
se argomenta da giornali cattolici, quello che gli sta a cuore è poi il
, adorato e temuto dai suoi: che, invece, nella maggior parte dei casi
. papini, ii-1243: il pittore che ha lasciato il maggior numero di autoritratti
prudente. savinio, 12-144: verdi, che altrove guarda così fieramente davanti a sé
soldati, 2-336: ciò, forse, che corinna aveva provato per lui, gli
m. -ci). psicol. che è proprio, che si riferisce, che
. psicol. che è proprio, che si riferisce, che è intrinseco al
che è proprio, che si riferisce, che è intrinseco al narcisismo e ai narcisisti
intrinseco al narcisismo e ai narcisisti; che esprime, che rivela tale tendenza;
e ai narcisisti; che esprime, che rivela tale tendenza; che deriva o
esprime, che rivela tale tendenza; che deriva o manifesta un eccessivo autocompiacimento,
dello spirito della francia antica di quello che emana da queste decorazioni che fiorirono in
di quello che emana da queste decorazioni che fiorirono in riva alle acque della loira
mondo esterno; disinteresse per tutto ciò che non sia o non riguardi la propria
il trombone (narcissus pseudonarcissus), che hanno fioritura primaverile o anche invernale in
oro, candidi narcissi, / voi che corona avete oltre corolla: / per cuna
esili, i figli / suoi, che non volle. idem, i-414: più
, / così posso io ben dire / che eo son preso de la più avenente
: tu hai l'arsura e 'l capo che ti duole, / e per leccar
ebbe sì crudele superbia nella tenera bellezza, che niuno giovane e niuna fanciulla lo poteo
, e tanto in quello trastullò infin che si morì soffucato ne l'onde e ivi
. per anton. giovanotto vanesio e fatuo che veste con eleganza ricercata e frivola o
veste con eleganza ricercata e frivola o che si fa notare per i modi affettati
bianca in viso la duchessa? / che tal paura e tal n'ebbe stremizio /
narciso. chiari, 3-i-122: giuoca colui che non sa tenere in mano le carte
fare il narciso con tutte le donne che vede e si innamorano perduta- mente.
di narcisi usano con tutte quel linguaggio che usava quel bel giovane della novella delle
era... il solo giovanotto che avesse le apparenze di un perfetto gentiluomo.
racconto... vedeva, peggio che nelle metamorfosi d'ovidio, un brigante trasformarsi
compiaciuta e orgogliosa di se stessa o che nutre una stima eccessiva per le proprie
agg. (femm. -a). che esprime autocompiacimento o stima eccessiva ai sé
, quegli zerbini, quei narcisetti, che si mettono a dissertare sopra un ricciolo
di narciso (narcissus pseudonarcissus), che si presenta in prismi, solubili nei
scient. narcissus, con suff. che indica gli alcaloidi. narcìssino, agg
(imputato o testimone) fatti veri che si presume egli non direbbe spontaneamente in
risultati ottenuti in tale modo, è presso che unanimemente ritenuto legalmente vietato non solo
(plur. m. -ci). che si riferisce o è proprio della narcoanalisi
in cui l'esame del paziente, che avviene nella fase del risveglio, prende
. meconato doppio di morfina e narcotina che si presenta come una polvere cristallina giallastra
sono prodotto ', con suff. che indica gli alcaloidi. narcoipnòsi, sf
di sonno in condizioni non fisiologiche, che può presentarsi in forma primitiva (narcolessia
. m. -ci). medie. che si riferisce, che è proprio della
. medie. che si riferisce, che è proprio della narcolessia. narcòma,
medie. persona affetta da narcomania o che abusa di sostanze narcotiche. narcomanìa,
, cloralio, barbiturici, ecc.) che vengono assunti mediante inalazione o per
cade l'infermo per una condizione morbosa che ha luogo nel cervello e ne'
luogo nel cervello e ne'nervi che vi hanno origine: sopore che
ne'nervi che vi hanno origine: sopore che vien prodotto particolarmente da certe sostanze
vien prodotto particolarmente da certe sostanze che dirigono la loro azione sugli organi
un saggio di queste classificazioni, che levo dai mali delle braccia...
nel periodo di benessere ed euforia che gli eteromani conoscono quando fiutano o
facile capire), le prime parole che placido mi disse riguardavano il bambino
panzini, ii-91: la narcosi dell'anima che si addor menta
3-174: ogni volta, del resto, che in america ascolto musica,..
. idem, 5-208: bisogna dica che veramente faceva la barba come un angiolo
, scivolando placidamente in una dolce narcosi che mi teneva a quel tempo espressamente per
stupefazione... e narcosi, che toccarono, in ogni modo, un primo
5-249: l'oblìo forte, la natura che ti tiene - l'africa nera;
di lieve narcosi, rivive la situazione che ha provocato il suo trauma psichico,
usato per lo più in psichiatria, che consiste nel provocare con mezzi farmacologici un
sesta cosa compiono l'uso delle medicine che rimuovono le doglie delle punture e della
mordicazione, come sono propriamente le medicine che quietano la doglia... e
quietano la doglia... e che hanno parte di narcoticità. = deriv
(plur. m. -ci). che produce uno stato temporaneo e diffuso di
inalato, iniettato in un soggetto; che provoca narcosi; soporifero, sonnifero.
rosato: e questo è il secondo modo che si sogliono sedar i dolori; il
i dolori; il terzo è quello che si fa con stupefazzione del senso e
questo sonno vi sono altri sonni, che non sono naturali né della specie del
ha nel bitume una cotal facoltà narcotica che tosto fa stupidire. g. del papa
il diemerbroeck] subito a fumare ritenendo che non si fosse mai escogitato miglior preservativo
mi suscitò l'idea del sudor freddo che annuncia l'azione dei veleni narcotici. sùbito
vino. -per estens. che denota un'alterazione psichica o uno stato
morale, la volontà. -anche: che induce alla quiete, all'inattività.
narcotica dell'arte moralista o pedaeogica, che già aveva contribuito ad addormentare il aubbio
, 5-482: l'unica suggestione musicale che conviene a questo paese è il tropicale,
o dei preparati artificiali o dei farmaci che producono narcosi, deprimendo o bloccando in
? misasi, 4-167: intendo dire che in una notte quel nefando vecchio che è
che in una notte quel nefando vecchio che è il demone di questa casa,
, mi diede in balìa di un uomo che esser doveva vile ed immondo come il
a quella bevanda di fiele e di assenzio che la pietà dei carnefici soleva porgere a
si segnò, e sperò disperatamente che tal viso di dannato fosse quanto giorgio aveva
lasciato di sé in questa valle, e che non con quel viso e uell'
là, opo aver sorbito il narcotico che l'aveva ucciso senza sofferenze fìsiche,
. cecchi, 2-136: dopo tre ore che tagliavano ed allacciavano, era tutto un
. - sì, il narcotico. che ne sapevo io? 4. figur
condizione psicologica, occupazione o attività che ottunde la coscienza e snerva la volontà,
chiaro, come un narcotico leggero / che mi doni l'oblio di tutto il male
per patire un po'meno, come narcotici che addormentassero il suo senso della realtà.
a cascar morta dalla paura; bisognò che si succiasse tutta la sera questo narcotico
succiasse tutta la sera questo narcotico, che si tenesse ancora per tre ore codesto
di acido, denota un acido particolare che si forma per azione della potassa e
gr. vapxam- xó <; 'che fa intorpidire \ narcotile, sm.
nella quantità del 4 o 8%0, che dà prismi incolori, insipidi, solubili
. da narcotico], con suff. che indica gli alcaloidi. narcotismo,
. da narcotico], con suff. che indica condizione patologica; cfr. fr
. di narcotizzare), agg. che provoca narcosi, narcotico (una sostanza,
). 2. figur. che induce sonnolenza con la propria monotonia,
induce sonnolenza con la propria monotonia, che ha effetto soporifero. g. bassani
insensibilizzati. è più crudele la vita vissuta che non narcotizza i suoi esiliati. son
a lei... è chiaro che l'hai narcotizzata con la tua indifferenza.
narcotizzatóre, agg. e sm. che provoca la narcosi, che la
. che provoca la narcosi, che la pratica professionalmente. -in partic
ojetti, i-99: la sicurezza che il mio male era noto, e
noto, e presto guaribile; che ero in buone mani, mia sorella
contenuto nei semi di papavero, che si presenta in cristalli incolori,
da narcotina, col suff. -olo, che indica alcuni composti eterociclici.
, 4-158: fornite l'esequie, comandai che mi fosse apprestato il bagno; e
una libbra ai unguento molto prezioso, che si chiama nardipistici, e unse gli piedi
cioè d'un'acqua stillata da una erba che si chiamava nardo. pistico vuol dire
contenuto in partic. nei fiori, che gli antichi impiegavano largamente nella confezione di
: la quale [fenice] poi che v'ha messo di sotto le cassie e
, il quale chiamiamo spigo, come che in niuna parte si rassembri all'indico
. di questa medesima specie si crede che sia la lavanda, ancora che di
si crede che sia la lavanda, ancora che di più debile virtù. idem,
miele e il nardo e tutto / quel che odora. arbasino, 9-71: faceva
io sono uno di quelli [vasi] che rinchiudono in sè balsami, nardi e
pianti di mirra preziosi e nardo / che sì da lunge odora? oliva, 694
: avviciniamoci agli odori d'una matrona che porta nella man destra certo alabastro di
triandria monoginia del sistema di linneo, che cresce nei siti alpestri ed aridi di
, tipica di alcune regioni austrialiane, che produce sporo- carpi eduli, ricchi di
tal nome dall'odore di nardo che spandono. = voce dotta
nardòso, agg. letter. scherz. che deriva dall'uso di prodotti cosmetici ordinari
sostanzialmente analogo al gioco dell'oca, che si effettua su un tavoliere con caselle
, 3-144: trovarono il conte nelle stanze che fumava in un narguilè, per attutire
persiano nàrgìleh 'noce di cocco '(che in origine costituiva il recipiente in cui