, i-171: con ciò sia cosa che amore sia sì nobile accidente, che
che amore sia sì nobile accidente, che sì vile vita non consentiria menare a chi
. idem, iv-61: tu dèi sapere che niuno mondano accidente è eterno; così
come tu gli piacesti, così è possibile che un'altra ne gli sia piaciuta.
, 5-7 (61): come che egli a guisa di servo trattato fosse nella
. traendo più alla natura di lui che all'accidente, cominciò ad esser costumato
, 353: se mi direte adunque che l'omo sia più perfetto che la donna
adunque che l'omo sia più perfetto che la donna, se non quanto alla
, almen quanto agli accidenti; rispondo, che questi accidenti bisogna che consistano o nel
; rispondo, che questi accidenti bisogna che consistano o nel corpo o nell'animo.
la materia quanto la forma sustanziale di che si voglia cosa naturale, che è
sustanziale di che si voglia cosa naturale, che è 1'anima, sono indissolubili ed
sustanziali de'peripatetici e altri simili, che consisteno non in altro che in certa complessione
simili, che consisteno non in altro che in certa complessione e ordine di accidenti
e ordine di accidenti; e tutto quello che sapranno nominar fuor che la lor materia
e tutto quello che sapranno nominar fuor che la lor materia prima, non è altro
la lor materia prima, non è altro che accidente, complessione, abito di qualità
caldo] un vero accidente affezione e qualità che realmente risegga nella materia dalla quale noi
il calore tutti gli effetti mirabili, che di sopra in più luoghi si sono manifestati
accidente. a chiliini, iii-112: che cosa è egli mai questo fomite o seminario
egli mai questo fomite o seminario pestifero che resta impresso ne'panni, e con fecondità
un soggetto all'altro. al secondo pare che ripugni il non potersi intendere con quale
atti una sì fatta qualità, oltre che non sarebbe agevol cosa 1'assegnare in
argomenti del sig. galileo. diceva egli che la condensazione ne partorisce diminuzione di mole
leggerezza e augumento di mole, al che s'aggiunge che le cose condensate maggiormente
di mole, al che s'aggiunge che le cose condensate maggiormente s'assodano,
anima stomacata da sì fatti discorsi, che niente conchiudevano, s'avvede che il
, che niente conchiudevano, s'avvede che il buon uomo non l'aveva giammai veduta
non ch'egli altrui potesse mostrarla, e che per riputazione andava circoscrivendola con sì fatte
occulte, antiperistasi, antipatie e simpatie, che sono tutti alla fine artifiziosi sinonimi del
», diceva, « non ci son che due generi di cose: sostanze e
sostanze e accidenti; se io provo che il contagio non può esser né l'
l'uno né l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera
altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera... riman
vedere se possa essere accidente. peggio che peggio. ci dicono questi signori dottori che
che peggio. ci dicono questi signori dottori che si comunica da un corpo all'altro
dente trasportato: due parole che fanno ai calci, non essendoci,
chiara, più liquida di questa: che un accidente non può passar da un soggetto
. rajberti, 2-202: le cose che si vedono e che si toccano le abbraccia
: le cose che si vedono e che si toccano le abbraccia [la filosofia]
. palazzeschi, 1-531: soltanto coloro che non fanno un accidente non si riposano
certe differenze e d'alcune proprietà, che in ciascuna si considera delle parti del
. 8. medie. fenomeno morboso che si manifesta all'improvviso, nel corso
causale. 9. mus. segno che indica le alterazioni cromatiche delle note.
peso del pane e del vino, che restano anche dopo la transustanziazione.
, i-11-5: e per levare un dubbio che qui surge, dico che peggio sta
un dubbio che qui surge, dico che peggio sta biasimare che lodare, avvegna
surge, dico che peggio sta biasimare che lodare, avvegna che l'uno e
peggio sta biasimare che lodare, avvegna che l'uno e l'altro non sia da
non sia da fare. la ragione è che qualunque cosa è per sé da biasimare
per sé da biasimare, è più laida che quella che è per accidente. idem
biasimare, è più laida che quella che è per accidente. idem, conv.
114): spesse volte già addivenne che quello che varie riprensioni e molte pene
: spesse volte già addivenne che quello che varie riprensioni e molte pene date ad
operato. idem, iv-37: posto che colà vadi ove nascesti, luogo naturalmente
ciascuno, nondimeno, per quello che io abbia già da te udito, egli
consequente morte? con ciò sia cosa che tutte le cose create da dio, avegna
1-133]: sì come il fuoco che discende dalla nuvola, cala per accidente e
per accidente composta di uomini dabbene, che amavano la giustizia ed odiavano il sangue.
un poco di accidentùccio, per quel che mi dicono, de'suoi soliti.
, iii-23: « sì come lo fuoco che discende dalla nuvola cala per accidèns
iv-245: « lo spirito adunque che totalmente è elevato dal corpo non può es
alle commedie nuove e a quei buffoni che vogliono il risorgimento del teatro italiano!
, ii-454: scom metto che non viene. è già tardi! -accidenti
lei! non è la prima volta che fa così. e. cecchi, 6-134
]: se danno in fisico, che sapientissimamente le governi alla venuta di quel
tosto uscire / de le cose gravose / che la credenza / d'esta accidènza /
terra. idem, 3-139: che la strada si svolgesse tranquilla,
svolgesse tranquilla, senza accidenze, che i campi avessero memoria delle opere
memoria delle opere di ieri, che l'albero stesse ancora come gli alberi
albero stesse ancora come gli alberi che fanno frutto, li stupiva.
essere tardo e deficiente in quelli beni che l'uomo dee operare. landino, 263
accidia, la quale non è altro che non amare iddio e le virtù con quel
iddio e le virtù con quel fervore che si conviene. cecco d'a scoli,
animo tepor l'accidia ria, / che s'abbandona al cominciar gli effetti,
tanto orrore i santi padri la oziosità, che... lavoravano certa parte del
. boccaccio, i-559: guardati similmente che l'animo l'accidia non ti occupi
divoralo. così fa l'accidia, che annulla e ditrae in sé le grandi e
poi conciava li libri, per ciò che questo solo esercizio avea per rifrenamento dell'
per nome accidia è chiamato, / che fa star tristo e maninconoso. s.
bernardino da siena, 266: colui che... non ha né robba né
]: l'accidia non è altro che certa tristizia, la qual aggrava la mente
in molti religiosi e uomini ricchi, che stando in somma quiete del corpo divengon
la più cara e la più propria cosa che abbia l'uomo.
capitali, è mancanza di quella cura che al bene dobbiamo: mancanza a cui segue
necessità certa cupa tristezza e tepidezza noiosa, che rende l'uomo men atto all'adempimento
, ed impossente / l'uomo, che un sogno torbido affatica, / aspira
stanca. bocchelli, 5-222: sentiva che una specie di male, l'accidia e
tanto è grieve l'affanno, / che sol pensando addoloro ed acridio. =
: cinque vizia ha ne l'alma, che de sopra aio contate, / lo
rennan ne la carne, / che tutto esto monno spanne: gola e lussuriato
la verità per l'onor suo, che la bugia potesse un giorno vantarsi ch'ella
accidioso. accidióso, agg. che pecca di accidia. dante,
7-123: tristi fummo / nell'aere dolce che dal sol s'allegra, / portando
552: e certo, come che l'uomo sia il più del tempo acconcio
boccaccio, i-162: questa è la vita che i valorosi giovani innamorati debbono menare,
, i-268: in verità questo, di che io te e gli altri priego,
e il mio partire di qui, credo che degli iddii sia piacere, acciò che
che degli iddii sia piacere, acciò che i miei giovani anni non si perdano
scura e aci diosa, che pare la mala ventura. [sostituito da
: qua e là gruppi di contadini che ci guardavano accidiosi e pensando chi sa che
che ci guardavano accidiosi e pensando chi sa che cosa di noi. verga, 1-44
espressione di stanchezza e di noia, che si traduceva in sfumature molli, in
ore accidiose, delle noiate ore cineree che aspettano il sonno e la morte.
ho provata quella sorta di blanda felicità che sempre mi dà l'abitare fra gente
fra gente estremamente semplice e povera, che si contenta, senza pretese. palazzeschi
: quegli esseri silenziosi e accidiosi, che potevano rimanere per giornate intere distesi al
. -azione di godimento: quella che la società emette in sostituzione delle azioni
rimborsate. -azione industriale: che rappresenta il corrispettivo di una prestazione d'
o di prelazione, o privilegiata: che dà diritto-a un prelevamento d'interesse prima
dà diritto-a un prelevamento d'interesse prima che si proceda alla distribuzione degli utili o
. einaudi, 1-258: supponiamo che una data società per azioni abbia prodotto
reddito di trecento milioni nel 1951 e che di questi ne abbia per deliberazione dell'
cecchi, 6-45: grandi imprese, che non potevano effettuarsi se non attraverso il
filosofia dell'azione: ogni teoria filosofica che dà particolare rilievo all'attività pratica dello
azioni estimassono più la milizia a piede che a cavallo. idem, 338: in
paese freddo e alpestre, i tempi che erano asprissimi impedivano assai l'azioni militari.
descritte se non le azioni più principali che vi succederono [nell'assedio di harlem
1860 al movimento di ispirazione mazziniana, che intendeva riprendere il piano di liberazione d'
partito d'azione. -appellativo che assunse nel 1942 il movimento, allora
e altri minori, propugnando un programma che intendeva superare l'antitesi di liberalismo e
, 1-255: era chiaro per lui che il partito d'azióne era il migliore dei
azióne era il migliore dei partiti e che passata la ventata del comunismo,..
anche proposta. -azione di seconda intenzione: che anche dicesi risposta, è un'azione
anche dicesi risposta, è un'azione che uno fa nel tempo stesso di parare
la bassa statura..., che offriva assai poco bersaglio ai colpi.
. cattaneo, ii-2-264: una banca che godeva somma confidenza, perché invigilata dai
questo nome al titolo o documento che attesta la partecipazione di un azionista nel
credito senza azionisti, corpo morale autonomo che accresce ogni anno il capitale, aggiungendovi i
panzini, 11-479: quando il senatore disse che il re del belgio aveva operato come
belgio aveva operato come un amministratore imprudente che per fare delle grandezze non dà poi un
sf. chim. composto chimico, che si presenta in cristalli gialli, poco
colorante organico arti ficiale, che si presenta sotto forma di polvere
antico nome dell'èra arcaica (che veniva ritenuta priva di esseri viventi
azometano, sm. chim. azocomposto, che si presenta come gas incolore,
azotato, agg. chim. che contiene azoto. azotatura, sf
scariche elettriche attraverso l'azoto rarefatto, che appare di colore giallo vivo ed è capace
altissima, dieci volte maggiore di quella che si verifica nelle più alte cadute idroelettriche.
passa l'azoto nella successione di fenomeni che avvengono dal mondo inorganico all'organico e
: e fa', s'tu puoi, che sia ben fazionato [il cane]
2-44: nel qual iambico si contiene ciò che si chiama l'azzannaménto, dichiarato poco
e più assannava. pulci, 18-126: che così verdemezzo come un fico, /
verdemezzo come un fico, / par che si strugga quando tu l'assanni.
281: fu tigrino il primiero / che nel fianco sinistro il dente infisse.
, ii-6-156: peccatori gli uomini pratici che si azzannano l'un l'altro su questa
, 19-397: l° percuoteva con un bastone che il bestione azzannava e leccava. tozzi
ma per salutarmi, sento un non so che nel cuore come se me lo azzannassero
... alle mie satire che azzannavano i potenti della grecia e dell'egitto
sm. (femm. -trice). che azzanna. azzannatura, sf.
un colpo di zanna; il segno che rimane sulla pelle nel punto in cui
menzini, 5-142: ma io, che sono addormentato e tardo, / e
. comisso, 12-132: si erano accorti che la mia piccola valigia...
lei metteva fuori quel poco di italiano che sapeva, con tale impudenza che aquilino
italiano che sapeva, con tale impudenza che aquilino ne provava scandalo e sdegno.
va zoppicando; sono i primi giorni che si azzarda a uscire. palazzeschi, 1-88
, 2-519: parlare, poter dire ciò che si sentiva, senza mille cautele
... a moltiplicare gli azzardi che producono gli uomini abili e valorosi.
febbri effetto del rimedio e dell'azzardo, che l'ha loro posto in mano.
fece meglio, anzi fece quello, che l'arte non aveva potuto.
la vittoria è frutto più del caso che della perizia del giocatore e nel quale
, 3-169: ha mai veduto quelli che giocano d'azzardo? sono la storia vivente
10-68: era con tutto se stesso che egli si gettava nell'eterno giuoco d'azzardo
oltre i giuochi d'azzardo, anche quelli che l'autorità stessa ritenga di vietare nel
, 2-157: può darsi il caso che per istinto o senso comune abbia detto all'
testa di pigliare all'azzardo un bus che fermava sempre nei pressi di casa mia
e zaroso lo rendono meno esotico di quel che paia a taluni ». azzardóso
. corsini, 2-199: non può negarsi che una simil fazione fu molto azzardosa.
molto azzardosa. magalotti, 9-2-97: quel che milita pei parenti credo che militi per
: quel che milita pei parenti credo che militi per tutte l'altre adiacenze dell'
quanto più sono arditi / i cimenti che incontransi e azzardosi, / e con
ricavare nozioni le più certe e sicure che si possa, e capaci di servirmi
. di persona: audace, temerario; che ama il rischio. tommaseo-rigatini,
ma familiarmente azzardoso, e della persona che azzarda per abito, e dell'azione
azzardoso: spericolato, arrischiato, cioè che non teme il pericolo a cui si
v-1-212: giova... riconoscere che questi due ultimi artisti furono di gran
10 più d'uno ch'era più impicciato che un pulcin nella stoppa, e non
menzini, 5-36: io no, che in pindo or altra paglia imbecco,
., 11 (202): qualcosa che faccia al caso mio saprà trovare,
2810: azzeccare è anche menare un colpo che arrivi; azzeccare un pugno sul viso
bottari, 5-38: in fine vedrete che il giudizio fra miche- langiolo e i
avversari lo fece quel gabrio scerbellone, che dio sa chi era, e fu sorte
dio sa chi era, e fu sorte che l'azzeccasse giusta. idem, 5-58
, 5-58: una delle maravigliose cose che sieno in s. pietro...
: sia detto con buona pace di quei che pretendono che ogni proverbio sia un assioma
con buona pace di quei che pretendono che ogni proverbio sia un assioma ed una
. tommaseo, iii-501: gli uomini che si credono leggere nelle donne come in un
. silone, 5-52: « vuoi scommettere che io indovino il tuo nome? »
fortunato. casaregi, 1-136: il che meglio non si può azzeccare che in
: il che meglio non si può azzeccare che in lucca, dove è formato il
di gusto suo; ned è meraviglia che gli fosse piaciuta, perché eseguita su
l'avido succhiello, / e tenaglie che azzeccano. 6. locuz.
se frutto alcuno si ritrova in italia che si possa dire che sia questa spezie
ritrova in italia che si possa dire che sia questa spezie di nespoli, veramente
spezie di nespoli, veramente sarà quello che a napoli, ove se ne veggono
... i frutti allora sono maturi che appariscono ben rossi e coloriti, al
tocco fatti teneri... quelle che vengono di napoli, dove prima furono condotte
forza non fu tanta bontade, / che punto la potessero azziccare. b
più ragionevole sia di sacrificare in azzima che in formentato, nondimeno peccherebbe il greco
greco se sacrificasse in azzima, però che farebbe contro all'ordine della loro ecclesia.
. &£u|j. a * pani non lievitati che gli ebrei mangiavano nella festa di pasqua
e de le vestimenta la fanno più ammirare che essa medesima. idem, conv.
: e però veggiamo li cattivi malnati che pongono lo studio loro in azzimare la
201: va, donzella vezzosa, che studi in ben parere, azzimandoti e
, 30-30: andavano attorno vecchi azzimati che meravigliava vederli camminare così diritti e impettiti
, 663: essi guatavano quel moscardino che tutto azzimato, con quel bel ciuffetto e
con un stile più puro e familiare che affaticato o ripulito, e come allor dicevano
biringuccio, 1-138: questo è il modo che si fanno quei lavoretti sottili d'oro
come in damasco fanno gli azzimini, che commettono in quei loro vasi pezzetti d'
, / nero, duro, azemo, che non ròsera 'l cane! bibbia volgar
/ l'azimo antico degli eroi, che cupi / sedeano all'ombra della nave in
, indigesto. ruspoli, xxvi-3-185: che ti possa sbarbare il mal de'pondi
... / s'azzitta allor che la voce conosce, / e fugge con
; e con finta disinvoltura disse che voleva offrirmi da bere. =
, 360: non hanno fatto altro male che ammaz zato un cane e
facilmente azzoppare. del bene, 1-4: che, bisognando, là porterott'io,
asinelio. buonarroti il giovane, i-240: che vulcano azzoppasse in quella guisa / per
iv-1-726: in un corridoio incontrarono qualche cosa che si trascinava su i mattoni pesantemente.
-figur. forteguerri, 21-80: che l'animo gentil, sebbene intoppa /
noi pacienza a gittar via le spese che noi diamo a questo asinaccio tutto guasto
, 3-1-67: ti ricordi tu, che uscendo quasi fuori di te di tempo in
il nome delle santissime muse, e che allora un verso azzoppato ti riusciva corrente
quegli alberi apparvero potati così dal giardiniere che li aveva trapiantati e azzuccati: non
conquistano l'aria. 2. che batte la testa, che picchia il capo
2. che batte la testa, che picchia il capo. -anche al figur
sul greto, col padrone in ginocchio che ringrazia la madonna. azzuffaménto,
: per evitare tutti i consueti azzuffamenti che nascono tra questi cavalli. g
7-3-7: l'astuto e sgraziato, / che si fidò su'loro azzuffamenti, /
compagni, 1-20: gli altri uomini che v'erano insieme, li tramezzarono,
g. villani, 12-17: ordinarono che in mercato vecchio... certi ribaldi
. boccaccio, i-38: artifilo, che lungo spazio avea sostenuto il disio dell'azzuffarsi
contendere 0 ridere o azzuffare insieme, che atti fieno in loro, o che
, che atti fieno in loro, o che atti facciano i circunstanti, i spartitori
. carletti, 148: mancò ben poco che non ci azzuffassimo insieme, cominciando con
insieme, cominciando con l'archibusiate noi che eramo dalla parte della poppa, e
dalla parte della poppa, e quelli, che stavano dalla parte della prora. nievo
grida e romori e minaccie di gente che sembrava azzuffarsi nella torre. panzini,
drago ed un grifon con forza molta / che s'azzufàro. crescenzi volgar.,
veltri, e il molto / latrar che fanno ai lupi, ed alle vane /
piccioni. moravia, xi-109: fate che sopravenga una gallinella di primo pelo,
castagnuoli / colti senza picciuoli, / che la balia abbia tolto loro il latte,
fan voragine, e tirano in aere quel che in mezzo loro si trova. imbriani
trova. imbriani, 2-28: gli pareva che la sua mente fosse un campo di
, 593: e fermamente sono alcuni, che così vagheggiano questa loro saviezza, che
che così vagheggiano questa loro saviezza, che il non seguire i loro conforti non
i loro conforti non è altro, che un volersi azzuffare con esso loro.
m'avete fatto sorridere con la generosa offerta che burlescamente mi fate di servirmi come di
ma la città ne aveva due, che s'azzuffavano financo nell'intonazione degli strumenti.
intonazione degli strumenti. -di cose, che contrastano violentemente fra di loro.
della casa, 623: sono spiacevoli coloro che si vestono al rigattiere, che mostra
coloro che si vestono al rigattiere, che mostra che il farsetto si voglia azzuffar
si vestono al rigattiere, che mostra che il farsetto si voglia azzuffar co'calzari
. giusti, iii- 274: che vi pensate che sia stato il guaio vero
iii- 274: che vi pensate che sia stato il guaio vero delle nostre
vero delle nostre faccende? nient'altro che questo azzuffarsi alla peggio tra opinione e
] anche non volentieri mescolavano troppo, che era un azzuffargli insieme e renderli più difficili
talvolta azzuffato un po'col vino, che sai quanto ei ti piace, e come
, iv-260: socrate disse... che non era male 1'azzuffarsi talora,
, agg. venuto alle mani, che si è accapigliato, che ha attaccato
alle mani, che si è accapigliato, che ha attaccato zuffa. trattato
non restava mai, anzi cresceva in fiumi che arrossavano le acque per tutto lo spazio
259: elli [eumene] era uomo che amava onore, ma era uomo azzuffatóre
. azzurràbile, agg. sport. che può essere chiamato a far parte della
ne accennài una [stella]; una che imbiancando, azzurrando, ci ammiccava
azzurrastro, agg. di colore che tende al grigio-azzurro, azzurrognolo.
settembre, saliva una nebbiolina azzurrastra che pareva l'alito della terra febbricitante.
nuvole azzurrastre per i nuovi aromi che le schiave gettavano a piene mani sui carboni
. d'annunzio, ii-232: insetti che hanno il lucore / dell'acciaio azzurrato.
vinto salendo la riva opposta alla città che imbrunisce sotto le rade lampade azzurrate.
. di azzurreggiare), agg. che tende all'azzurro, di colore azzurrognolo.
, 1-2-212: son da un'altra, che nel bianco azzurreggia, ricoperte. m
adriani, 3-5-251: metrodoro disse, che quando il sole risplende per mezzo delle nugole
rosseggia. tommaseo, i-417: aria che s'inzaffira più viva, e più
onofri, 127: azzurreggiar di tenebra, che intima /... / ai
bacchelli, i-108: nel cielo, che azzurreggia oltre la stesa dei rami e
azzurrescènza, sf. tonalità di colore che tende ah'azzurro, al grigio-azzurro.
. disus. azzurrino, azzurrognolo, che tende all'azzurro. gelli, 8-43
azzurro chiaro e gentile; azzurriccio, che tira all'azzurro. azzurrigno, agg
. azzurrigno, agg. azzurrognolo, che tende all'azzurro. libro delle
donne [crusca]: quelle femmine che hanno gli occhi azzurrigni. leonardo, 2-559
colsi una rama d'alloro / che dure avea foglie di bronzo / ma bacche
, 30-226: i rami nudati e secchi che stagliano sul cielo azzurrino. soffici,
pavese, 82: il tabacco, che vendono nell'ultima casa / ancor umida,
sovente alla brace restava una vampa azzurrina che lo obbligava a spalancare la porta per
una leggera nuvola bianca, così leggera che non se ne distinguevano i contorni,
: dua dell'ordine di sancta giustina, che è la badia di firenze, e
agg. (superi, azzurrissimo). che ha un colore fra il celeste e
, inf., 17-64: e un che d'una scrofa azzurra e grossa /
bianco, / mi disse: « che fai tu in questa fossa? ».
l'aria è azzurra per le tenebre che ha di sopra, perché nero e bianco
. idem, 2-407: infra i colori che non sono azzurri, quello in lunga
urto] ne'piedi d'un impiccato, che standosene ciondoloni in un'arbore faceva di
22-21: quei monti azzurri, / che di qua scopro, e che varcare
, / che di qua scopro, e che varcare un giorno / io mi pensava
un lapislàzuli. deledda _ 11-88: che avrebbe egli veduto dalla finestra della cameretta
avrebbe egli veduto dalla finestra della cameretta che l'aspettava...? il mare
unico segno della vita i palpiti alle tempie che fanno sussultare di tanto in tanto le
in una borsa gialla vidi azzurro, / che d'un leone avea faccia e contegno
, 1-85: dico, l'azzurro in che si mostra l'aria non essere suo
delle immense tenebre della regione del fuoco che di sopra le fa coperchio. ariosto
perché l'occhio vède la luce, che si perde nell'opaco e nel fosco
d'azzurro le montagne e i paesi che rappresentano di lontano. marino, 5-74
argentino, indefinibile, simile a quello che s'incurva su le cime delle montagne
. -azzurro-grigio: di un colore azzurro che tende al grigio. palazzeschi,
. -azzurro-verde: di un azzurro che tende al verde (cfr. verdazzurro
qua e là sotto gli sprazzi d'azzurro che rompono le nubi chiare. saba,
lento, penetra a fatica / nell'azzurro che s'apre oltre l'azzurro.
cennini, 46: verde è un color che si chiama azzurro della magna e giallorino
di raffaello. 6. atleta che fa parte di squadra nazionale italiana (
. -principe azzurro: il giovane ideale che le fanciulle sognano come sposo.
azzurrognolo (azzurrognolo), agg. che tende all'azzurro, che sfuma in
agg. che tende all'azzurro, che sfuma in azzurro; di colore grigio-azzurro
attraverso le assi le loro lingue azzurrognole che lambivano le pareti. fogazzaro, 2-12
si divise in tante piccole lingue azzurrognole che sparivano e riapparivano. negri, 2-793:
di guardare il lieve fiore azzurrognolo del fumo che s'agitava sopra il comignolo: solo
si fosse levata una nebbiolina azzurrognola, che s'infittiva sempre di più. e
1-88: un'apparizione vaga e chiara che da lontano si confondeva con la luce
, 29: noti il discreto lettore che noi abbiamo scritto bi. ci. di
e 'l fine in quel puro suono che fanno gli • strumenti [della bocca]
affini tra loro p e b, che si chiamano labiali, perché nella loro
b, è il concetto minimo, che contiene gli altri due, a e b
altri due, a e b, il che prima si diceva « sfera del concetto
in b, e risponde a ciò che prima si diceva « comprensione ».
di esse nella mente vostra è quella che determina la distanza tra i termini a,
: sostanze vitaminiche solubili in acqua, che si trovano negli estratti di lievito di
b, c, d, e) che il popolo fronzuto di pomona e di
7. mus. indica il suono che corrisponde al si naturale (nell'antichità
aveva fatto il baalaro da un inglese che aveva cavalli e ruote. = deriv
: la vecia io non la vedevo che di domenica, quando seduti intorno alla
giorno c'è una brutta baba sdentata che sbraita discinta dalla finestra contro il suo
baba2, sm. ant. fanciullo che non sa parlare. f.
liceo scaltrito, sala- mansiglia, [che] avea molto del 'quoniam ',
): babà, questo è un dolce che vuol vedere la persona in viso,
se invece i quindici soldi me li tengo che da due anni non assaggio un babà
polacco baba (il dolce così soffice che riusciva adatto anche per la * baba
sm. spauracchio, mostro immaginario (che si fìnge di evocare per far paura
è il ba-bau colla faccia nera, che si porta via la gente. -l'orfanella
. con una nasopia brignoccoluta a peperone che pareva il castigo di dio. cicognani,
profilarsi minacciosa l'ombra di quel marinetti che agli occhi di panzini parve sempre uno
marotta, 2-41: mi parlarono del babau che punisce i cattivi e mi nascosero i
cattivi e mi nascosero i mille babau che puniscono i buoni. = deriv
deriv. da bau-bau, voce onomat. che ripete il latrato del cane: e
e voi direte: guata cervellaccio, / che non sa né men e'quel che
che non sa né men e'quel che si dica, / che vuol far del
e'quel che si dica, / che vuol far del saccente ed è un
. dalla radice onomat. * babb- (che indica balbuzie, stupidità); cfr
di gentiluomo, bab- baccione mio, che questa giovane non ha ricevuto da me
precisa- mente il cyperus esculentus), che vegeta in terreno umido (è indigena
(bianchi all'interno e farinosi), che sono commestibili e, tostati, si
, dolci: e sono questi che si chiamano babbagigi o dolcichini o
sono della regola di san tommaso che voleva vedere e toccare con mano
toccare con mano, ma so pur troppo che alle mani de'babbalei non si
iii-837: ma non vedete, babbalei, che quello è il mio cugino?
. semplicione, sciocco, grullo; che si fa raggirare facilmente; che non
grullo; che si fa raggirare facilmente; che non si accorge di nulla.
. goldoni, ii-258: voglio che costei me la paghi; voglio a
e mio fratello è un babbeo, che non ha coraggio di dir due parole.
babbei lo scaltro, / e insomma ognun che può, scortica l'altro. d'
: in quanto a quel babbeo son sicuro che se io lo pigliassi a schiaffi,
, povera isolina! bella povertà, che sta dalla mattina alla sera immersa nel peccato
come se non si sapessero tutti gli orrori che commette! solo quel babbeo del marito
ma ci dovrebbe essere un'anima cristiana che lo avvisasse. de roberto, 220
potuto prendermi per un babbeo, tanto che s'era arraffato come niente il mio
le frottole di quella donna finta ed egoista che era riuscitav ad ingannarlo e forse lo
fine della sua carriera d'una cosa più che di tutto si diceva soddisfatto: d'
per la sua parte contribuito a dimostrare che la tonaca dei frati non è sempre la
anima di un vecchio parroco-guaritore defunto, che tutti nel villaggio avevano conosciuto, anche
somme di denaro o cibarie, secondo che il babbeo era signore o contadino.
dossi, 129: nota, lettore, che claudia che con quel suo allocco
129: nota, lettore, che claudia che con quel suo allocco parente,
ridendo della gran semplicità di costui, che ragionava tuttavia, e diceva che dormiva
, che ragionava tuttavia, e diceva che dormiva; e, giunto alla regina,
questa babbionata: la quale rise tanto che vi mancò poco che non se gli
la quale rise tanto che vi mancò poco che non se gli aprisse il petto,
e salomone, / e un babbion che rifiutò lo 'nvito. bisticci, 353:
meglio aver imitato francesco barbaro... che volere essere nel numero de'babbioni e
cotanto amava lui quella donzella, / che di farla turbare avea paura; /
turbare avea paura; / turpin, che mai non mente, de ragione /
tanto non ci mancano / altri babbion, che ci daran da vivere. aretino,
. f. doni, ii-32: oh che bel perdere il tempo dell'uomo dietro
dell'uomo dietro a un ricamo! oh che ore gettate via a far aghi da
: e visto arebbon certi sciagurati, / che finor lo stimarono un babbióne, /
la quale iace uno orribile ucello, che in lingua greca se chiama « babione
greca se chiama « babione », che, facendo cum l'ale grandissimo vento
è la voce familiare e affettiva, che dall'uso toscano è penetrata, non
l'universo, / né da lingua che chiami mamma e babbo. ottimo, i-548
i-548 [inf., 32-9]: che non è impresa... da
non è impresa... da lingua che chiami mamma e babbo: e però
babbo: e però dice l'autore che sì alta impresa non è da ciancie,
è da ciancie, né da gente che non sappiano scienza, ma sappiano pure
si conduce a dire sanza timore è che volere trattare tale materia non è impresa da
babbo o mamma; però agiugne lingua che chiamasse babbo o mamma, id est
, 32-9]: né da lingua che chiami mamma 0 babbo: né da putti
né da putti e piccoli fanciulli, che per non poter esprimer terre, in
quanto ch'è in te, conviene che la tua richeza ti sia in sobrietà.
dice: -e'si vuol far massarizia sì che 'l babbo invecchia. -come comincia a
cosa a'figliuoli, e pare loro che basti dire: nollo fare più. eh
70 (169): non ti maravigli che alfonso sia sì reo, ensegnandoli io
dirgli la cosa più d'una volta, che l'ha 'ntesa. e'mi venne
». non bisognò dirglielo più, che come n'è domandato, e'dice
. e così d'ogni cosa fa, che è segno ha buona memoria. lorenzo
/ il babbo nostro è 'l vin che dà cagione / che noi dobbiamo stare in
è 'l vin che dà cagione / che noi dobbiamo stare in più quiete.
bocca nel babbo, se non volete che lucifero v'arrostica. monti, 5-530:
stolto! ché seco / punto non pensa che son brevi i giorni / di chi
: vede in aulica livrea / gente che incoccia maledettamente / d'esser di carne
e chi mi parlava del babbo michele che gli aveva insegnato a leggere. de amicis
de amicis, ii-634: m'accorsi che il suo pensiero non era più con
ma con la piccola..., che l'artista era sparito, e non
, e non mi restava più davanti che il babbo. dossi, 274: trovò
274: trovò scuse al mio fallo che io stesso trovar non potèa, e il
, 3-222: i giovani babbi, che si erano alzati tardi, ci venivano
incominciavano a fare il chiasso con noi che come cani cuccioli saltavamo alle loro gambe.
modestino. vittorini, 2-69: ma che idea è venuta al babbo di andarsene con
. giusti, 2-167: di venti che ne scrisse al taccuino / a certi
3. locuz. cose che non hanno né babbo né mamma:
bologna altra colpa non è da opporre che del rigore, noi...
nobil cavalier maso di coccio: / che 'n fretta alla rassegna se ne passa
,... i dugento ducati che m'ha promesso pistofilo, e le robe
, e le robe dello inventario, che costei mi promette, sempre che ella sia
, che costei mi promette, sempre che ella sia di pistofilo, andrebbero a
bricconerìa e crudeltà di quei padri, che per non contradire alla seconda, o terza
innocenti lor primi figliuoli in modo, che tratti alle volte i meschi- nelli dalla
casa. baretti, 2-289: vedendo che aristarco... non si moveva
burchiello, 119: o che sciocche parole / son queste, babbuasso
parole / son queste, babbuasso, che ti dico? / che indarno in ammonirti
babbuasso, che ti dico? / che indarno in ammonirti m'affatico. bibbiena
. bibbiena, xxv-1-22: amore, che suole inviscare solo i cori gentili
, s'è in calandro pecora posto, che da lui non si parte; che
che da lui non si parte; che ben mostra cupido aver poca faccenda poi
ben mostra cupido aver poca faccenda poi che entra in sì egregio babuasso. castiglione,
234: così ancora quando vedete uno che guarda troppo intento
1-83 (175): onde io, che avevo il polso forte alterato, forse
alterato, forse fuor di quella misura che quel medico babbuasso non aveva imparata né da
ma ne dispregia e ne schernisce quelli che sanno veramente; e si truovano de'
e si truovano de'mocciconi e de'babbuassi che 10 stanno a sentire e che gli
babbuassi che 10 stanno a sentire e che gli credono. dolce, xxv-n-238:
volgare, mi paiono di quegli animali antichi che aveano l'aspetto d'uomo e i
ci son uomin tanto babbuassi, / che crederebbon, che un asin volassi.
uomin tanto babbuassi, / che crederebbon, che un asin volassi. goldoni, v-815
paradossi, squaderna falsi termini, / che fan muovere i bachi. parini, 608
a qualsivoglia di que'nostri contadini, che dal p. branda sono chiamati '
criterio. berni, 142: credo che la sarebbe altra dottrina / che
: credo che la sarebbe altra dottrina / che quel tuo ricettario babbuasso, /
pantofola di pelle morbida o di stoffa che si usa per casa (per lo più
le babbucce all'orlo del tappeto, che vi stettero come una coppia di tortore col
corta, i piedi in due babbucce che ad ogni passo scoprivano la soletta bianca
passo quasi infantile, forse per l'impressione che dà il suo piede nella scarpa dal
vi sostava stordito a guardare le donne che lavavano. moravia, i-489: la
in faccia ai compagni di dentro, che tutti venivano di paesi lontani,..
pulci, 25-91: e poi che fur caricati i cammelli / di ricche merce
riso, / vedendolo a colei che rassimiglia / a un babuino, a un
dane, al modo medesimo che i piumacci dei loro cappelli avevan
mai vestiti come noi altri, o che scimie, o che babbuini ei parrebbono.
noi altri, o che scimie, o che babbuini ei parrebbono. g.
egli è un babbuino d'india e che ha fatto in firenze rincarare il cavolo.
non l'ho fatto, è segno che io sono un babbuino. goldoni, iii-1208
comparire un babbuino. avete pur detto che siete innamorato di mia sorella; avete accordato
innamorato di mia sorella; avete accordato che si stabiliranno le nozze. baretti, 2-310
canoro / come certi signori babbuini, / che giran tanto, spendono un tesoro.
povera vedova è divisa tra il desiderio che la discendenza diretta di bertoldo colga il
di tanta opportunità e la pena poi che il suo povero gocciolone di figlio possa trovarsi
a fare in corte nulla di meglio che la figura pura e semplice del babbuino
ragazzo sia composto di materia così grossa che lontano dalla madre non saprebbe campar quattro
, ii-73: egli ha tutti i segnali che può avere un tristo: vista babuina
ne trovano de'buoni, ma babbuina, che non ne fu mai alcuno buono;
. = dal fr. babouin, che in origine designava tanto la 'scimmia
. redi, 16-vi-119: il vino che vi è drento, è il seguente.
? parini, 663: costui, che era un bel garzonaccio di sedici in
un pa'd'occhi brunetti e furfanti che arebbono trivellato una montagna, e oltre
diede in modo nell'umore all'agnoletta, che ella non facea altro che guatarlo sottecchi
agnoletta, che ella non facea altro che guatarlo sottecchi. = dal radicale onomat
fiuta, rimugina, confonde; / quelle che ultime son mette le prime, /
babele [della lingua italiana] quel diavolo che vogliono o quel che vuole il diavolo
] quel diavolo che vogliono o quel che vuole il diavolo, che non me n'
vogliono o quel che vuole il diavolo, che non me n'importa un cavolo.
tettoia; don luca il sagrestano assicurò che pel momento non c'era pericolo: una
po'ancora nei ranghi, dio sa che babele! che generale miscuglio! svevo
nei ranghi, dio sa che babele! che generale miscuglio! svevo, 4-989:
sed io ben mi ramento, / che per orgogliamento / fallìo l'angel matto /
confusione in tutti i viventi, e che operavano la detta torre fare; e dove
si variaro in settantadue diversi linguaggi, che l'uno non intendea l'altro. bibbia
i-64: e venne lo signore, acciò che vedesse la città e la torre,
confondiamo quivi le lingue loro, acciò che non oda ciascuno la voce del prossimo
è chiamato il suo nome babel, imperciò che quivi fu confuso lo labbro per isviare
più chiusa questa valle, / di che 'l suo proprio nome si deriva [=
varchi, v-31: con quella lingua che parlò adamo, parlarono ancora tutti i suoi
, e l'onorata mano / volea baciar che fa tremar babelle. foscolo, v-96
scempiaggine sono sì fattamente stemprati insieme, che se tutte le lingue di babele si
2-312: non sia nuova babelle / che t'arruffi le favelle / per toccar
della città e della torre, che nella sacra scrittura simboleggia la confusione
-ci). proprio di babele; che risale alla torre di babele.
, xxiv-993: si rincontrano molti scolastici che scolano dell'umor di accreditarsi per ingegnosi
i-106: non si pretende di provare che sia lecito a chicchessia di far un guazzabuglio
. pirandello, ii-499: perché deve sapere che al circolo si pensava di fare qualche
: scalee sovrapposte in un ammasso babelico che supera, confonde ogni legge di gravità,
. montale, 2-26: penso / che se tu muovi la lancetta al piccolo
muovi la lancetta al piccolo / orologio che rechi al polso, tutto / arretrerà
se medesimo, con l'età nostra, che gusta insieme le arti ellenica e romana
tesoro, ciò è de la beatitudine, che piangendo s'acquistò ne l'essilio di
contra babilonia per dintorno, tutti voi che tirate l'arco; distruggete quella;
= risparmiate] alle sagitte, imperò che ha peccato. giostra delle virtù e dei
vizi, 137: questa cittade perfida / che lu inimicu hay fatta, / babillònia
ca contunde e fay matta / la gente che lu mundu ama. petrarca, 114-1
e di vizii empii e rei / tanto che scoppia, ed ha fatti suoi dei
, d'oro nella mano del signore, che ha inebbriata tutta la babillònia)
, e niuno arriva in capo, che miracolo se mai più trova la via per
una babbiionia di quei tanti ingredienti, che comunemente sono ordinati da'medici o per
, 14 (240): pensate poi che babilonia di discorsi. chi raccontava con
chi raccontava con enfasi i casi particolari che aveva visti; chi raccontava ciò che lui
che aveva visti; chi raccontava ciò che lui stesso aveva fatto. idem,
, 25 (430): la gente che andava con don abbondio, s'affrettò
giusti, iii-119: io non ti dirò che sia silenziosa [la toscana] come
, una babilonia o un laberinto, sì che tu lo guardi con la bocca aperta
mentre infornavano il pane, la babilonia che c'era in casa dei malavoglia. fogazzaro
delle sue lamentele sulla 'babilonia 'che regnava al palazzo. de amicis,
, dove la gente va nuda fin che vuole. c. e. gadda,
si vive e gode del tesoro / che s'acquistò piangendo nello esilio / di babilon
cattivato stava in babilonia, al tempo che sedecia era re in gerusalem, il quale
. ba ^ uatóv -cóvo?), che il testo biblico riconnette a babel,
e questo sia più sollenne a noi, che abbia mai possuto essere a gli egizii
pieno di confusa e disordinata grandiosità; che ricorda il vano fasto (o la corruzione
babilonico tutto incrostato di quelle vanità architettoniche che usurpano oggi il nome di arte. linati
i massi facevano moltitudine così fitta sul monte che pareva là una gran scalea babilonica che
che pareva là una gran scalea babilonica che desse l'assalto alla pendice. e
d'una modesta bottega, soltanto coloro che come me scendono di quando in quando
fino al fanatismo, slavofilo, mistico, che disegnava, nei salotti, a colori
trionfante. 3. figur. che nasce da inestricabile confusione, da malignità
grattacieli non rappresentavano, secondo lui, che l'estrema enfiagione del volontarismo e babilonismo
): ha gambe alte e robuste (che gli dànno più agilità del maiale
il maschio è caratterizzato dai canini superiori che sporgono in fuori e s'incurvano in alto
alla manovra, e non è accessibile che per via di fuori. verga, 3-114
ai marinai italiani, noto ai ragazzi che leggono romanzi di avventure. baldini,
comunione dei beni e del lavoro, che ebbe origine dal pensiero del rivoluzionario francese
tommaseo]: altro negozio è qui, che di tarme e tarli o bacamenti di
, no; anzi non pareva nemmeno che avesse, povera figliuola, quella specie
. / qual verme al dispaccar pesca che baca. redi, 16-iii-131: vi sono
: vi sono molti frutti e legumi che nascono coperti, e difesi da'loro
da'loro invogli o baccelletti, e che pur bacano ed intonchiano. vallisneri,
da siena, 950: ognuno ha bisogno che quello bene che egli fa, vada
: ognuno ha bisogno che quello bene che egli fa, vada dinanzi a dio,
fa, vada dinanzi a dio, acciò che elli riceva grazia in questo e ne
l'altro mondo. ma ben dico che più ne ha bisogno uno, che un
che più ne ha bisogno uno, che un altro. e credomi che
uno, che un altro. e credomi che
voi n'avete più bisogno voi, che molte altre persone. doh, non
altre persone. doh, non crediate che io vi dica questo per farvi di bacarozo
bisogna. pasolini, 1-132: appena che strisciando sotto l'apertura e rizzandosi poi
bacarozzi non guardano a quello, / pur che possan far male a lor dimino
come sarebbe mandar del vino a uno che si diletti del bere,...
bere,... o a uno che sia bacaticcio, ed abbia male ogni
] dalle some delle robe, / che spicciolate, e che minute, e
delle robe, / che spicciolate, e che minute, e 'n pezzi / posson
, divisi lavori, / o pomi, che diranno esser bacati, / erbe,
, o porro, o eminenza, che è forse la cicatrice del foro. pascoli
bacato e minacciavi piuttosto di lasciarti morire che sposar quel cocomero. govoni, 2-190
comportiamo bene, i ragazzi non potranno che imitarci. se poi sono bacati nel
, non ci sono parole né botte che li possano emendare. bacato2,
carducci, ii-10-57: il mio male è che io non possa ridurmi a stimare o
persona o una cosa intieramente, senza che ne veda il brutto, il falso,
. bot. frutto interamente carnoso, che per lo più non si apre da sé
l'epicarpo e l'endo- carpo, che in altri frutti, come le drupe,
il mesocarpo), contenente più semi, che vi stanno nudi e senza attacco (
istagno era fiorito l'albore lotos, che sta presso all'acqua e che somiglia
lotos, che sta presso all'acqua e che somiglia i colori di tiria: e
secchi nel secondo. alamanni, 5-5-123: che in essa spanda / ora i suoi
di viti e di corimbi, / che gli scusano insieme / e cappello e ghirlanda
zanella, i-109: odio l'allor che, quando alla foresta / le novissime fronde
il suo vestire. / e mangia altro che bacche di cipresso. verga, 2-255
, o tarda bacca selvatica, / che non maturi se non nell'intima /
un troncone vuotato si fa una siringa che spruzza fuori uno spilletto d'acqua.
e tanto gli gustavano quelle bacche, che ci tornava sempre. alvaro, 2-156:
giunge di lontano l'odore dal mirto che ha fatto le bacche rosse come i
, 101: ha sprangato il beccaio che infiorava / di bacche il muso dei capretti
certe bacche nere, pelose come scorpioni, che, appena buttate nel canestro, ne
no. quando ripensi nottetempo alla radura che hai veduto e traversato di giorno, e
c'è un fiore, una bacca che sai, che oscilla al vento, e
un fiore, una bacca che sai, che oscilla al vento, e questa bacca
. palazzeschi, 1-63: ho sentito che anche venezia doveva essere inondata dal sole
nezza / di pietre e bacche, che nel rosso mare / le trova chi
coroncina di rosario, dalle bacche brune che ricordavano i grani del caffè.
guidono, / e con lui par che l'alta rena stampino / satiri e bacche
,... e per tutto satiri che scherzavano, bacche che saltavano.
per tutto satiri che scherzavano, bacche che saltavano. = lat. baccha
. balducci pegolotti, 87: quello che si paga di legatura di mercantia:
dentro vuole essere sottilissima e fissa e che penda alquanto in colore violetto. cennini
violetto. cennini, 48: azzurro che è come sbiadato, simi- gliante ad
delle scale, si sentì la porta che si riapriva sbattendo, ma non che
che si riapriva sbattendo, ma non che si richiudeva, perché la madre d'
bocchelli, 1-iii-420: alla tua età impari che non bisogna « baccagliare » cogli sbirri
bisogna « baccagliare » cogli sbirri, che d'ogni parola si servono? pancrazi
, 363: questa è la cagione che, portati gli stokfis o bakalai in
il puzzo di cavoli e di baccalà che saliva dalla cucina, gli dava la nausea
3-129: era una bottega senza insegna che si rivelava ai passanti per l'odore
insegna e tolta la vasca del baccalà che tu mettevi fuori della porta. 2
aver aperto bocca, da veri baccalà che erano. idem, 3-84: brasi cipolla
imbottita; e sulla piazza non rimasero che i soliti curiosi impenitenti e baccalà. pea
redingote, sulla cattedra: un baccalà che legge. idem, 7-8: il ragazzo
non farti morire di fame, chi sa che sarà di me con questo vecchio baccalà
questo vecchio baccalà. io non sono che al primo pianto... e
fresco ': una volta si congetturava che bacalao derivasse dalla voce oland. (senza
dalla voce oland. (senza peraltro che se ne conoscesse l'etimo), oggi
merluzzo, tanto che si chiamava caputo, testuto, cdbiglio
, sm. disus. uomo che mostra grande autorità; dottorone, sapientone
vide uno il quale, per quel poco che comprender potè, mostrava di dovere essere
: era cotestui molto grande e grosso che pareva un gran baccalare. aretino,
e onorato da molti, e'si pensò che fusse qualche gran bacalare. marino,
fra gli altri un baccalare, / che mi fa del sacente e del facondo /
parini, 314: io vi concedo, che non so niente; / ma,
que'bacalari per la millèsima volta, che la lingua naque prima della scrittura e l'
per estens. animale o cosa strana e che ispira scherzosa ammirazione. sacchetti,
3-46 (ii-480): mirate, mirate che bravo tin- cone è quello che fra
mirate che bravo tin- cone è quello che fra le coscie gli pende. al corpo
vo'dire, egli è meglio fornito che uomo del paese... io
del paese... io so che ha un gran baccalaro. 5
, 260: bevi gagliardamente, baccalarazzo che tu sei: tu dimostri aspecto de uno
. quando, dal baccalare in zoccoli che sfilava dalla testiera del cavallo il sacchetto
di violino il vecchio fiaccheraio nell'atto che, un piede sul mozzo, s'
= lat. mediev. baccalàrius (che nel ix sec. indicava anche,
i baccalari le prime opere morte, che nascono dai contovali in fuori, per
, sf. stor. possedimento rurale che conferiva il titolo di baccelliere.
mio caro, non v'accorgete voi che dite una gran bacaleria? perché,
i lavoratori del terreno; per lo che lo stesso nome si diede poscia a
stesso nome si diede poscia a coloro che, avendo ottenuto i primi onori nella cavalleria
numerosi e venerabili candidati e baccalaurei, che, cinte le tempie d'alloro.
: costui a libbre 'l vin, che bee, misura: / fu capitan della
[plinio], 15-29: alcuni dicono che questo non è lauro, ma una
una specie d'albero separata dal lauro e che ha più lunghe e larghe foglie;
avervi detto queste cose innanzi, acciò che qualche superstizione non perturbasse gli animi vostri
da catena imperversando, pareva a punto che celebrassero li baccanali. manni, 1-135:
: oh, uomini, non sapete ancora che l'indole d'ogni piacere è di
è di essere di breve durata, e che protraendo per tutta la notte d'inverno
quand'anche fossero tutti all'opposto di quello che pur sono, dovete ritomarvene carichi di
., ii-151: e le accademie, che moltiplicavano sotto i nomi più strani,
del dio ignoto, il baccanale dei liberti che senza saperlo si sentivano uomini. verga
principio dell'inverno seppe da un amico che tornava da baden come l'armandi fosse
più elegante, la più allegra signora che si fosse trovata ai bagni. il
monte. svevo, 2-500: raccontò che quella sera doveva andare al veglione;
.. è un baccanale rustico e diabolico che di grida, di suoni, di
rumore aumentava così spontaneo da lasciar credere che la festa fosse avviata a divenire
è il cielo e tanto limpido / che lo diresti nero; / baccanal di cobalto
quella mescolanza di vecchia e nuova società che costituiva il secolo, vecchia società ne'
origine di questo guaio, come quella che avea riscaldato il capo ad emilio e distoltolo
vasari; iii-707: diede ordine che facessi in un quadro maggiore, pur
a'fauni, silvani e putti, che quasi facessero una baccanalia. =
baccanaria d'uomini tanto buona, che, quando non avesse mai fatto altro,
pier di cosimo] alcune storie baccanarie che sono intorno a una camera, nelle quali
silvani, e putti, e baccanti che è una maraviglia a vedere.
da bacco] sicuro ancor baccanèlla, che pure s'intende per istrepitosa ragunata di
12-1-194: sia detto di passaggio, che baccanèlla significa piccola osteria o bettola.
dico ancora / colui sa guadagnar, che tempo aspetta. baccano1, sm
fastidioso, schiamazzo: provocato da gente che grida conversando o discute o alterca;
ballando, ecc.); dai bambini che urlano e saltano e si rincorrono,
far baccano, ti sei cacciato in testa che il mondo abbia a mutarsi. idem
., 16 (289): io che so come vanno queste faccende, e
so come vanno queste faccende, e che ne'tumulti i galantuomini non ci stanno
figliuoli, a che giuoco giochiamo? non vi ricordate di essere
non vi ricordate di essere morti? che è cotesto baccano? forse vi siete insuperbiti
alle leggi di prima? io m'immagino che abbiate avuto intenzione di far da burla
1-61: i fanciulletti sentono con meraviglia che fu portato in casa un gattino,
o di un bagordo pensava con abbattimento che il giorno dopo si sarebbe divertito al
. fogazzaro, 2-185: aveva creduto che l'orrido fosse quello lì; interrotta
faldella, iii-88: capita alle volte che in un tafferuglio voi distinguete in mezzo
tafferuglio voi distinguete in mezzo al baccano che vi assorda un gemito fiaccato di lontano.
.. per le chiese non sostavano che le piccole vecchie antichissime, le quali
neppure più il baccano e non aspettavano che l'ora su la soglia di dio.
, tra quel genere d'invitati, che di mangiare avevano smesso, ma di
tempio dedicato a bacco. è presumibile che il culto di bacco portasse con sé un
l'uovo in bottega del bragana, che ce l'aveva colto e s'era messo
non si sapeva mai di chi o di che cosa, sbavava come un bimbo,
supplicando con così aperta, femminea debolezza che i suoi ragazzi rinfocolavano sulla sua voce
mi udì, per via dello schiamazzo che adesso facevano gli altri accapigliandosi sulla questione
un baccano del diavolo come tante galline che si spollinano in un pollaio prima di dormire
i-314: chiaritosi esser lui [nerone] che faceva questi baccani, crescevano gli oltraggi
, di sdegno e di gelosia, che i capi ameni delle brigate ne facevano il
me in un paese dal quale venni via che avevo a pena due anni. fogazzaro
... appare dall'immenso baccano che si fa intorno a uno scrittore solitario
manovrò influenze politiche anche sproporzionate per ottenere che la cronaca non facesse baccano.
brache o vesta, / non bada che gli facciano il baccano. note al malmantile
. proprietario di un podere, contadino che possiede la terra che lavora.
podere, contadino che possiede la terra che lavora. jahier, 216:
ha portato un campetto più in alto che possa stare;... e chi
come... quei baccani tedeschi, che poi non vogliono pagare. =
imbarcazione ', deriv. dal turco, che risale all'arabo baqqàl 'fruttivendolo '
orgiastico di bacco; una delle invasate che formano il corteggio e il tripudio dionisiaco
vasari, ii-626: insieme consultarono che e'dovesse fare intorno alle mura di
rapito gli spiriti del tripudio alla baccante che dorme? slegatemi i piedi. per
, ii-524: i candidi sarcofaghi che erano sepolcro ai nostri antichi, adorni di
. cardarelli, 1-120: non eri che una misera fanciulla / dal viso di statua
spesso più donne con un solo vogatore che pareva fatto schiavo d'una turba di baccanti
il « banco » e i giocatori (che pos pazza come
; stava sdraiato sulla terra, quella terra che sfrenatezze del vizio. foscolo,
di fieni... ma ora che la guerra t'ha invaso col suo fiume
bellezza fatale secondo il figurino di quella che si sarebbe potuta chiamare la baccante post-bellica
, sfrenato, invasato come baccante; che ha modi e gesti scomposti, incontrollati.
il vizio ebbe diletto. / or che vede baccante a fren disciolto / il
esito dell'affare; ma i documenti autentici che me ne assicurano sono per me un
a te non valser baccari, / che mala lingua non t'avesse a ledere.
ogniun s'asconde i zaccari, / che tal più pute che ebuli et abrotano,
zaccari, / che tal più pute che ebuli et abrotano, / e par che
che ebuli et abrotano, / e par che odore più che ambrosia e baccari.
, / e par che odore più che ambrosia e baccari. mattioli [dioscoride]
rustico; scrive aristofane antico poeta comico che gli antichi usavano fare unguenti di quella
dobbiamo correggere anco l'errore di coloro che chiamano il baccaro nardo rustico: perché
; (ma anche 3dcxxocpi <; che spiega l'alternanza dell'aspirata latina)
nel dipart. di meurthe-et-moselle), che esporta la sua cristalleria fin dal sec
), sm. gioco d'azzardo, che sono essere di numero illimitato)
panzini, iii-31: ma a te che tieni immensamente alla vita, a te
tieni immensamente alla vita, a te che non dormiresti la notte se perdessi qualche
l'anima. baldini, i-704: quel che s'è vinto al lotto si gioca
con la quale si gioca il denaro che non è costato fatica. =
identificata). baccato1, agg. che ha struttura o forma di bacca;
ha struttura o forma di bacca; che produce bacche; colmo di bacche.
muro della strada, un tasso baccato che scortecciavo facilmente a larghi brani per vederlo
né baccata ti seguo con quello furore che la misera agave con le sue sorelle seguitarono
, frutti, baccellature e perlature, che al primo istante essi ripugnano al gusto
la più bella oste di buona gente che mai facesse il detto re di francia,
con una disposizione a rag- gera, che orna o inviluppa una superfìcie o una
gusto sono que'baccelletti di cassia confetta che vengono d'alessandria. baccellierato ^ sm
baccalàrio), sm. stor. scolaro che ha con seguito un titolo accademico corrispondente
s'arma e non parla / fin che 'l maestro la question propone, / per
altramente baccalario, e non parla fin che il maestro propon la quistione, per approvarla
non per terminarla, perché 'l maestro che la propone, medesimamente la termina e
ancora, e non il baci- liero che solamente disputa e approva. storia di fra
fomento per avviso venuto da parigi, che con gran solennità avesse il parlamento condannato
di alquanti teologi propose conclusioni pubbliche, che il papa, vicario di cristo e
. riccardi di lantosca, v-113: udito che m'avean fatto dottore / sorrise.
. carducci, iii-27-231: fatto sta che il livello della coltura generale è in
[in croce, iii-23-434]: ma che? per secondare l'umor morbinoso di
umor morbinoso di certi cavalierotti sacciutelli, che vorrebber coglier le rose senza pungersi,
senza pungersi, alcuni licenziosi, più che licenziati, baccellieri di baccelli ed appunto
nella raccolta cittadella si sparse la nuova che in una casa situata verso le sponde
del lamone aveva preso stanza un signore che ne sapeva più di un baccelliere di salamanca
e. cecchi, 2-31: tanto più che conoscevano gran baccellieri anche ai loro giorni
3. stor. giovane cavaliere; scudiero che aspira alla dignità cavalleresca. ritmo
iii. m. batzi- leri / che tutti eranu soi fideli cavaleri. g.
d'arme di francia e di proenza, che fossono alla sua bandiera. pascoli,
cavalleresca ', poi * studente universitario che ha conseguito la licenza di primo grado '
a baccello. baccellino, agg. che dà baccelli mangerecci (una pianta,
sono oramai infestati da'succiameli in maniera che, se vi si seminino le biade baccelline
essi ce le distruggono a segno, che il seme ordinariamente non si ricatta.
la foglia originaria del pistillo), che si apre per due distinte e opposte
alla nervatura mediana disposta simmetricamente), che consentono al guscio (il pericarpo)
ne l'insegna un ciel turbato / che piove sovra un campo di baccelli.
[frutti], siano le palme di che sorta si vogliano, nascono così:
pel guscio pieno delle fave fresche, che i lombardi chiamano tega: probabilmente da
: probabilmente da theca, cioè guaina, che gli rinchiude. verga, i-178:
, iv-1-1032: essi incontravano quei cespugli che in cima alle lunghe vermène acute portavano
. cicognani, 6-68: un ragazzotto che pareva scemo, portava un panierino coperto da
arrivare hanno càpsula, hanno grossa scorza che pesa: e pure li serba. hanno
v-742: quanti nomi usa il volgo nostro che significano, si può dire, il
: questo barbogio / di filippo, che e'm'ha messa sozzopra / la
un anno, e io baccello, / che mi lasciai inzampognar da lui. allegri
gogna, / per nutrirsi di quel che 'l padron sogna. tassoni, 304:
): formaggio (di pecora) che si accompagna alle fave. s.
le sucine in su l'arboro. che fanno? sai che? che quando so'
su l'arboro. che fanno? sai che? che quando so'in su 'l
arboro. che fanno? sai che? che quando so'in su 'l balocio o
? se fate questo, vi dico bene che siete uno stolido, un pazzo
. c. gozzi, 4-181: che dica bene o male, o male o
, 2311: baccellone, forse da questo che parecchi
sei scappato? avevi paura di me, che sono il sangue tuo? carmine,
, come un baccellone, non sapeva che rispondere, dondolandosi or su una gamba e
/ ma un bocciato ero anch'io che si disprezza, / il baccellone che
io che si disprezza, / il baccellone che più fa dispetto. baccellonerìa,
. buommattei, i-32: mentre che egli baccellonicamente scambia ricusare con abusare,
allora abusa la cortesia di quel tale che per urbanità lo 'nvitò. baccèo
driante levatosi di terra, ed impostogli che una bacchea gli sonasse, si recò primieramente
quando un portator di corbe, ora un che pigiasse, ora un che imbottasse.
ora un che pigiasse, ora un che imbottasse. 2. disus.
per quante pazzie e scioccaggini commettesse, che avrei temuto di guastarla. b.
liberi sacra celebrabantur »; e papia, che aggiunge: « constat ex brevi et
e spignile dentro tanto per ciascuno buso, che ciascuna bacchetta bianca tocca la figura in
; e la parte d'esse bacchette che resta fori della cassa, tigni di
e al suo buso, in modo che a tua posta si scontri. ariosto,
fuor ch'una bacchetta, / quella con che ubidire al cane insegna. mauro,
il caduceo e la bacchetta ne dimostravano che egli era mercurio. galileo, 335
le più vicine minori, in modo che gli estremi termini loro si veggano posti
verticità inverso quel polo, di maniera che, posata sull'acqua sopra di un'assicella
questo cielo italiano pare un gong / che il fresco vento trasvolando con bacchette odorose
facendo fischiare per l'aria una bacchetta che aveva divelto da una siepe. 2
jahier, 32: gambine di merlo che picchiettan la terra come due bacchette col
, 3-53: e il manigoldo, che aveva sotto mano un tamburaccio giallo,
mugolare. comisso, 7-25: la tromba che suonò l'attacco di porta pia.
di giacomo, i-728: la gobbetta, che si vide sola, scese dalla seggiola
e infilò tutte le fette di pane che gli vennero date. soffici, ii-
dei prestigiatori; potere soprannaturale e favoloso che di colpo fa mutare la natura delle
panzini, ii-292: gli pareva il mago che, con la bacchetta incantata, faceva
giovane, 9-88: favoriti, mignoni, che soverchio / spaccian l'autorità, gonfian
adoperata da'maghi, sulla vana credenza che con quella si risuscitassero i morti;
13. tipogr. fusto di ferro che attraversa per il lungo l'anima del
vecchie], fuorché le priore della dottrina che si divèr-consiglio: questa, per abbreviarla,
prezzo, sotto dell'asphodelus luteus, che però si preferisce chia costo
tocando l'asino del ligustrum vulgare (che negli altri dialetti cum una buona
e diventano rotondeggianti. 43: sappiamo che i bruti, ammaestrati dall'uomo, operano
elesse per capitano, e così fu. che cosa dunque gli manca a portar la
fare qua uno re a bacchetta, che fusse re di firenze, saria stata una
cosa sforzata, perché non c'è nessuno che lo voglia. bandello, 1-9 (
: ma se il mondo si cangiasse e che le donne potessero aver una volta la
anzi, se non fosse questi pochi soldi che ho ereditati, ciò è pervennero a
altro dall'altro a quell'altro, tanto che gli arrivano alla linea che per forza
, tanto che gli arrivano alla linea che per forza se ne fece signore a bacchetta
, 9-672: quella madonna eufrasia, che governa / la padrona a bacchetta,
contro i figliuoli di massaro fortunato burgio che comandavano a bacchetta, e saccheggiavano i
in tutto e per tutto il cognato che lo comandava a bacchetta, e per
e. cecchi, 6-134: donne che, a quanto si narra, sono
quanto si narra, sono poi quelle che fanno marciare l'america a bacchetta.
farsi comandare da lui, il solo che lo comandasse davvero nella famiglia, e
. fagiuoli, 3-7-173: or che vuol dir quell'esser bacchettato [il
[il soldato], / se non che ei vien con giudicial potenza / in
sul fatto, subisce quella pena che vi riescirà di infliggergli, bacchettate,
tore, per insegnargli e per fargli intendere che non è buona creanza mettersi a
gabbia con signorilità, quasi sapesse che era inutile spiegare le virtù delle ali.
, come per virtù di calamita che attraesse il suo corpo leggero. paolieri,
sbadigliando o guatando di malocchio i ragazzi che le molestavano con urli e bacchetti.
appena scòrse il signore schioccò la frusta che sibilante dal bacchetto pareva una anguilla presa
in uguano il duca perione, / che sempre all'altarin fidecommisso / facea notte
né per altro era tutto bacchettone, / che per un suo pensiero eterno e fisso
. parini, 415: un bacchetton, che pare un santo in vista / e
empio pensar macchiavellista. alfieri, i-161: che diremo de'brutti bacchettoni: / percotendosi
/ in un borgo segregato, / che per celia fu chiamato / il ghetto cattolico
. collodi, 786: quei bacchettoni che vanno tutti i giorni alla messa.
messa. cantoni, 534: « che vuole? » mi rispose. « quando
! » risposi. « come dire che se, per salvar l'anima di uno
giovane, i-235: diana anch'ella, che al ciuffo ha le corna, /
martel crepa per endimione, / come che bacchettona che soggiorna. goldoni, ii-825:
per endimione, / come che bacchettona che soggiorna. goldoni, ii-825: è
vendetta, andò ad una buona femmina che facea professione di bacchettona e le chiese
di grandissima virtù, e le disse che quando il marito suo venisse a casa,
, 2-202: la stessa clorinda, che fra le donne di chiesa è la più
, bacchettoncino. saccenti, 1-1581: che forse in croce il redentor si svena
redi, 16-vii-191: voglio imaginarmi piuttosto, che un simile avviso sia un finissimo tratto
casti, 17-65: sì negli antichi che ne'nostri tempi, / libertinaggio e
1-15: e poi avete a sapere che a quegli anni la bacchettoneria era un andazzo
era un andazzo; il governo voleva che gli uomini pensassero all'anima e non
doveva dirli ad un commessario di polizia che te lo tappava in prigione. b
talora offesi e disgustati dal costume morale che si sviluppava da quella pressione religiosa: la
quella pressione religiosa: la bacchettoneria, che era ipocrisia; e contro l'« ipocrisia
malevolenza contro i preti a una bacchettoneria che rasentava il rimbambimento. = deriv
(plur. m. -chi). che ha la maniera e lo spirito della
timor divino,... per timore che alfìn non si scorga in essi più
in essi più di bacchettonismo... che di bravura. bacchévole, agg
disus. bacchico; simile ai modi che tengono gl'invasati di bacco. caro
caro, i-308: quando fu tempo che dafni se n'andasse, empiutogli la
se sarebbe distinzione a capriccio il porre che bacchiare sia l'atto del percuotere con
e ieli ne bacchiava tante delle noci, che piovevano fìtte come la gragnuola. pascarella
-trice). chi bacchia; che fa la bacchiatura. canti carnascialeschi
i ricci. scorse anche il bacchiatóre, che si teneva in piedi su una biforcazione
stesse frequenti occasioni di codeste gare atletiche che favorivano i sacrifici bacchici avevan fatto alla lunga
piovene, 5-618: anche oggi, che il lazio è in trasformazione, si
di colore più o meno vivo, che si notano sul volto di chi fa
. disus. persona grande e grossa che si trastulla in fanciullaggini; gingillone;
più sufferenza, / e giura, che di questo il bacchfllone / non andrà al
antichi uomac cioni, / che tutte le lor cose facean bene, /
e hai lasciato quelle poche di pecore che si smarriscano per le balze? io ti
so il tuo orgoglietto segreto, bacchinone che sei. tommaseo- rigutini, 2311:
: bacchinone, uomo lungo, disadatto, che va sdondolato con le ginocchia che si
, che va sdondolato con le ginocchia che si ripiegano o le braccia ciondoloni.
pulci, 5-49: colui non par che si curi un pistacchio / perché frusberta
, / salta di letto; e ancor che non discerna / chi sieno, piglia
ella viene e non pensare a quello che si favella. fagiuoli, 3-7-105: s'
. bazzicatura. baccìfero, agg. che produce o porta bacche. mattioli,
, 1-137: non concedono per modo veruno che la sabina baccifera sia la vera e
agg. lat. baccifer -èra -érum * che fa bacche o coccole'(cfr.
»). saccifórme, agg. che ha forma di bacca. = deriv
biformis. baccìvoro, agg. che si nutre di bacche. = deriv
o ben avventurosa prima etade, / che della fè de'campi contentava...
di vizii empi e rei / tanto che scoppia, ed ha fatti suoi dei,
ciacco; / de'lor signor, tratto che n'abbia i fili / la giusta
in ogni luogo chiamarsi medico, e che l'oracolo di apollo delfico ordinò ad
oracolo di apollo delfico ordinò ad alcuni che invocassero bacco col nome d'hygiate, cioè
empia il bicchier / tra gli amici che uberi / assentano fremendo al carme auster
scolastica filosofia. per bacco! vedrete che giovinotta di garbo! pananti, i-108:
ii-286: per bacco, m'accorgo ora che v'ho dato del voi! oramai
battendo in terra la sciabola. -sembrami che vogliate burlarvi di me, corpo di
sasso sporgente in mezzo a un torrente che consente di valicarlo senza bagnarsi; spazio
l'un sasso e l'altro; salto che si fa per passare.
sorti degli asinelli: le callarie, che son minori, e i bacchi, i
. cassetta con coperchio di vetro, che mette in mostra cose preziose o reliquie;
di ànimo. quella scarsissima intellettiva, che, il cielo o che altro le avèa
intellettiva, che, il cielo o che altro le avèa concesso, stava tutta
. ma in quella specie di bacheca che è nell'androne non trovai la vecchia
buonarroti il giovane, 9-336: oh che visi di mummie, oh che mormèche,
oh che visi di mummie, oh che mormèche, /... / oh
mormèche, /... / oh che madie sconnesse, che bachèche!
. / oh che madie sconnesse, che bachèche! = da bacheca, in
crac, come se formasse un nodo che non si può più sciogliere.
delle resine, ottenuto con il procedimento che si usa per la bachelite.
[manuzzi]: fare come tapi, che si pongono a'fiori gentili, e
ma non come quelli bacherozzoli fastidiosi, che si pongono pure alla sozzura. palladio
veggendo rilucere un di que'bacherozzoli, che i contadini chiamano lucciolati, i quali
i quali hanno quasi quel medesimo splendore che le lucciole, ma non volano,
stanno appiattati per le siepi, pensarono che la fusse una favilla di fuoco;
i-103: veramente noi paiamo tanti bacherozzoli che andiamo bucando di qua e di là
bucando di qua e di là, che ci aggiriamo intorno e torniamo e ritorniamo
a far e rifare quelle medesime cose che fatte e rifatte mille e mille volte
: ma perché tra questi animaluzzi, che il padre chircher asserisce che nascono da'ramuscelli
animaluzzi, che il padre chircher asserisce che nascono da'ramuscelli putrefatti del viburno e
la figura d'un'altra terza spezie, che crede generarsi e dalle paglie e da'
sia noioso ch'io vi racconti quel che m'è avvenuto quest'anno ad artemino
2. insetto della'famiglia tenebrionidi, che vive nelle sostanze vegetali e nelle farine
, si raccomandò ad uno scarafaggio, che abitava sulle orride montagne di cavagliano:
: non udì le grida della papetta che stanava gli orridi animaletti appiattati nella casa
, vii-102: gli andrà sempre meglio che crescere a tormarancio, in una stanza
doni, i-248: non può, uno che non sa altro che sculpire, giudicare
può, uno che non sa altro che sculpire, giudicare le poesie, né un
manco un meccanico plebeo accusare un signore che governi male: ma si credon, costoro
stanno su quel 'ma '. malanno che dio dia loro! botta [accademia
di parola fatta dal greco bechicos, che vuol dir da tosse, e i nostri
.. onde pillola bachicca è lo stesso che pillola bechica, cioè pallottola da tosse
bachicultura), sf. industria agricola che provvede all'allevamento del baco da seta
posto a piuolo. varchi, v-743: che diremo di capocchio, capone, capassone
e tanti altri...? che di barbogio, brogio e bachiocco! buonarroti
fagiuoli, 3-4-214: il genitor, che in questo fu bachiocco, / lo compiacque
ingiurie antiche, / e riuniti più che volentieri, / ai regi sposi fero i
le costumanze spagnolesche, una riverenza profonda che si faceva accompagnandola con tatto di baciare
due passi si imbatterono in canali, che andava dai margarone, e aveva visto da
notturna per mare, dove si direbbe che funzioni ancora il buono stampo carducciano. alvaro
bacia mano. 3. saluto che si fa in segno di rispetto, a
in aria / né mi facean che dei discorsi secchi; / ma quando la
mia penna è necessaria, / che baciamani, che salamelecchi! =
penna è necessaria, / che baciamani, che salamelecchi! = comp. dall'
ciamenti e questi coricamenti, che sarà egli di più? -baciaménto
con sospetto per certi suoi baciamenti di mani che ven gono da tramontana.
pres. di baciare), agg. che bacia. guarini,
guarini, 115: unqua non fia / che parte alcuna di bella donna baci
alcuna di bella donna baci / che baciatrice sia, / se non la bocca
bolo [tribulus terrestris): che dà un frutto grosso, munito
lascia gracchiare a questi baciapile / che voglion pur che il mascherarsi sia /
a questi baciapile / che voglion pur che il mascherarsi sia / una cosaccia
umanità da fidarci più di loro che di tanti baciapile. pratolini, 2-231:
la gente baciapile e i preti stessi, che ci rimet tevano ranno e
cavalca, iii-213: il mondo pare che abbia in tutto contraria opinione.
contraria opinione..., e quelli che si dànno a servire a dio
/ in gran diletamento / con quella che m'amava, / bionda, viso
quella cui eo amai: / la bocca che eo basai / ancor l'aspetto e
e basciando, lei davante / istando che non sia disideroso. chiaro davanzali,
baciato da cotanto amante, / questi, che mai da me non fia diviso,
« alma sdegnosa, / benedetta colei, che in te s'incinse! ».
beuaccoglienza disse: « i * vo'che vegna, / e basci il fior che
che vegna, / e basci il fior che tanto gli è 'n piacere ».
le lagrime in su gli occhi, lui che gi- nocchione stava levò in piede,
a voi, e altro non ne voglio che solo basciarvi. pulci, n-6:
. ariosto, 455: ora chiaritemi / che vuol da me la mia padrona.
teneramente basciò. belo, xxv-i-m: vói che venga abasso e che te basi un
xxv-i-m: vói che venga abasso e che te basi un poco? guarini, 463
, 3-790: io, io sarei quella che medesima ti portarei in braccio, ti
gentile animale, il qual non voglio che si domestiche con altro che con me
non voglio che si domestiche con altro che con me. fed. della valle,
. della valle, 235: ahi, che la croce ha sovra 'l petto affissa
nel fodero, e si dian pace: che i primi maestri dell'arte usarono pur
deridere la sua follia, ma non fu che un provocarlo, e appressatomelo con impeto
baciare sul volto dalla bocca dell'ardito che non mancava di grazia. cassola,
, tavoletta con entrovi qualche immagine sacra che si porge a baciare in alcune chiese
aretino, 1-121: la bevanda, che basciava, mordeva, e traeva di
, gli fece sì grata accoglienza, che si degnarono di porsi a sedere.
bocca si basciaro, / e più che prima nel lagrimar fieri, / con rotta
venir due colombe volando, bianchissime più che neve, le quali... si
delle donne e de'giovani, che tutti cheti le miravano con maraviglia.
la molza. quello, diss'io, che sogliono usare in corte ne le feste
imitava con sue luci bizzarre / gli amanti che si baciano in eterno.
cavalca, 9-259: egli domandò, che voleva vedere il padre: e venendo
venendo il padre, lo pregò, che gli desse la sua benedizione, e che
che gli desse la sua benedizione, e che 10 baciasse in bocca, e perdonassegli
sommo de la riva a lambir tonda / che bacia i rami mollemente e passa.
la luna bacia 11 cipresseto fosco / che con un molle fremito risponde. viani
, su cui poggiavo, mi pareva che s'imbarcasse sotto il mio peso e andasse
romantica luna fra un nimbo leggero, che baci le chiome / dei pioppi arcata siccome
/ voluttà di mischiarsi alle ventate / che baciano la terra in patimento. palazzeschi
nel capo e nella divozion di tutti coloro che v'erano che, poi che fornito
divozion di tutti coloro che v'erano che, poi che fornito fu l'uficio,
coloro che v'erano che, poi che fornito fu l'uficio, colla maggior calca
. masuccio, 450: basciata che tarai la sua candida e formosissima mano
volto. ariosto, 286: vorrei qui che veduto l'avessi... suplicare
l'avessi... suplicare caridoro, che avesse di sé pietate, abracciarli le
(i-880): se questi miei che in chiesa sono non mi vedessero,
: mi farà bene di molto favore che v. s. le baci le mani
e me le ricordi per quel servitore che le sono. e a lei,
e a m. gio. antonio, che si sottoscrive nella lettera, molto mi
tornando a quel di lorenzo, vorrei che gli baciaste le mani per parte mia,
parte mia, e gli faceste intendere che io desidero di servirlo. tasso,
. foscolo, iv-447: or tu che gridi viltà non se'uno di quegl'
non se'uno di quegl'infiniti mortali che infingardi guardano le loro catene, e
osano piangere, e baciano la mano che li flagella? idem, v-297: nessuna
flagella? idem, v-297: nessuna fuori che la regina in pubblico presenta la mano
deha suocera: le baciavano i cascamorti che non potevano aspirar ad altro: le
., 15 (265): spero che l'illustrissimo signor capitano saprà che son
spero che l'illustrissimo signor capitano saprà che son venuto subito a fare il mio dovere
questo? -gli ho letti con tanto piacere che vogho andare se non altro a baciargli
frustare. pea, 7-260: il frate che venne ad aprire, era quello che
che venne ad aprire, era quello che non diceva messa: non era ordinato
-baciar con i denti: dare un bacio che morde, dimostrare affetto e nutrire ostilità
/ avrà fatto finor tant'astinenza, / che basti a soddisfare a ogni altro
tutti voltato avean mantello, / comandò che baciasse il chiavistello. note al malmantile
tornare: il detto viene dal dolore, che alcuno sente nell'essere scacciato per sempre
ammirazione. simintendi, 1-23: poi che furono all'entrata del tempio, l'
, per avere ottenuto una cosa, che pareva irrealizzabile. bocchelli, 1-iii-237:
. bocchelli, 1-iii-237: a quello che sposerai, tu gli farai un gran
baciami: frangia o ricciolo di capelli che scende per la fronte, in segno di
anni prima e divenuta esclusività dei parrucchieri che furono gli ultimi a staccarsene.
. forma basciare è tose, (che oggi si scriverebbe con grafia fonet. baciare