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vol. IX Pag.27 - Da LIBERTÀ a LIBERTARIO (45 risultati)

vedessi / quel che veder vorrei poi ch'io noi vidi,

, 363-11: fuor di man di colui che punge e molce, / che già

colui che punge e molce, / che già fece di me sì lungo strazio /

sì guardinghi in presenza de'figliuoli, che non favellano mai dinanzi a loro di veruna

ogni astuzia e malignità del mondo, che la prima volta che i giovinetti si

del mondo, che la prima volta che i giovinetti si trovano in libertà,

tortora, i-244: gli schiavi, che sentirono da gli ugonotti gridar libertà,

: finalmente la lunga fila di pellegrini che si appoggiano al candido bastone, ha

appresso, ne saltai in tanta gioia che mi pareva mille anni ogni momento che

che mi pareva mille anni ogni momento che tardavano gli assassini a comparire per disgombrare

. gozzi, i-i 1-235: pregò arsinoe che passasse in un'altra casipola e le

vie, e per tutt'i modi / che di ciò fare avei la potestate.

in libertà remissi / quei re; che gliel concesse il paladino. trissino,

, con iscemar le genti, / che di nostra vittoria il corso allenti.

in sulle lusinghevoli parole, dichiarando volere che la città e principato di trento fossero per

1-16 (i-190): il giovine, che sempre la lagrimante e dolente donna tenuta

braccia, né per sforzo e dimenare che si facesse mai l'aveva voluta lasciare

. s.... e supplicarla che voglia per me presentare il libro.

mi pregava di accettare alcuni regali, che erasi presa la libertà di offrirmi.

11-73: esempio ed ammaestramento de'popoli che vivono a libertà. f. rinuccini,

consegnato detta cittadella a'cittadini pisani, che allora si reggevano a libertà. i.

: imparino... le donne che stiman l'onore a conservarlosi, perché

bene. meglio un'oncia di libertà che deci libbre d'oro. ibidem, 169

corre qualche altra libertatùccia di mani, che noi troveressimo poco decente. =

(disus. libertàio), agg. che afferma (e, più ancora,

di emanciparlo dai vincoli o dalle servitù che tradizionalmente lo limitano e lo opprimono -

delle forze, delle concezioni sociali che, a suo avviso, la

chico »). -in senso generico: che ama (con ardore morale e

il trageda... vero è che anche mio padre era stato liber

amiamo il vostro orgoglio nazionale, che guida la vostra grande razza muscolosa

il vostro individua lismo possente che non v'impedisce di spalancar le braccia

gobetti, ii-232: farinalli è un uomo che nessun regime riuscirà mai ad addomesticare;

ragionata molto son cosa de'romantici e che credono di ben provveder alla italia e

nano, talmente infanatichito per l'anarchia che perfino gli anarchici militanti gli sembravano reazionari

gli sembravano reazionari. 2. che nasce, che scaturisce da un'aspirazione

. 2. che nasce, che scaturisce da un'aspirazione fervida (e

'passione libertaria 'è nulla più che un partito di governo, una diplomazia

governo, una diplomazia per iniziati, che eserciterà la sua funzione tutoria ingannando i

gramsci, 12-328: occorre insistere sul fatto che nel campo sessuale il fattore ideologico più

lavoro produttivo. 4. che è proprio o caratteristico del socialismo utopico

proponevano problemi concreti. 5. che esprime o diffonde le idee proprie del

cuore gonfio di orgoglio e responsabilità, che stringe in pugno gli ultimi cinque franchi

. 6. per estens. che si discosta dai canoni della tradizione,

gloriosa primavera d'arte com'è quella che dura ancora. serra, i-215: oggi

di versi e di strofe perfettamente regolari, che osservano,

vol. IX Pag.28 - Da LIBERTARISMO a LIBERTINO (47 risultati)

in genere, filosofica e culturale) che teorizza tale atteggiamento. b.

, 7-64: è un libertarismo e individualismo che, per giustificare moralmente se stesso,

. 2. raro. ogni teoria che sostiene la libertà della volontà.

. m. -i). polit. che sopprime, reprime, o comunque conculca

una legge liberticida è passata appena, che se ne propone un'altra. benincasa

d'europa aspettano un segno, un moto che assalga l'austria di fronte, e

d'argento di travvenzionale (introdotto dalla legge che ha ragusa (dalmazia),

là come pericercano [i mercanti] che protezione e libertà, non già tardi.

al libertinaggio fatto anche in un libertinaggio che potrebbe essere pernicioso allo stato, modo indiretto

al pubblico. ma ricercano una libertà che è sempre soggetta alle = deriv. dal

ordine favorito dagli architetti libertineggiante, agg. che è alquanto liignoranti, credendo che pel

. che è alquanto liignoranti, credendo che pel nome composito possano sfo

non render conto del grande uso e abuso che ne fanno. prende norma dagli

tutti da lodarsi; taluno ve n'ha che spira libertinaggio più che libertà. bacchelli

ve n'ha che spira libertinaggio più che libertà. bacchelli, 1-iii-145: questo potè

tutto questo fracasso? non per altro che per far godere l'impunità a'trascorsi de'

innamorati del libertinaggio gioiosamente accolgono qualunque dubbio che nasca loro in mente o sia loro

v'era quasi alcuno di questi filosofanti che non si lusingasse d'una vicina rivoluzione

e libertinaggio formavano il pregio d'ognuno che pretendeva d'esser colto o voleva sfuggire

: parve... a'miei amici che questo spirito di libertinaggio regnasse troppo visibilmente

.. più col fine di divertirsi che di comporre. metastasio, 1-iv-194: ben

e la parola '. dio volesse che fosse la cosa! non ci sarebbe bisogno

divieti, incompatibili con quell'istessa libertà che egli professa di sostenere?

sentito anche esse la pressione coercitiva, che necessariamente era esercitata su tutta l'area

(plur. m. -ci). che appartiene o si riferisce ai libertini e

antica roma, lo schiavo emancipato, che godeva della libertà e dei diritti civili

diritto romano, figlio di un liberto che soffriva di alcune limitazioni per quel che

che soffriva di alcune limitazioni per quel che si riferiva al godimento dei diritti politici

mali voli della sinagoga, di quegli che si chiamavano libertini. boccaccio, viii-2-29

., i-207: libertino è colui che fu servo e è fatto libero. landino

, 220: libertini eron quegli che, benché fussino nati liberi, nientedimeno

di nerone, fu di tanta constanzia che, straziata con tutti i più asperi tormenti

straziata con tutti i più asperi tormenti che imaginar si possano, mai non palesò alcuno

fatti liberi, ma ancora i cittadini che da loro erano discesi. b. davanzali

. davanzali, i-395: esempio memorevole che una femmina libertina volesse salvare con tanta

: questi libertini erano di quegli ebrei che, menati schiavi a roma,..

alate mostrava in sé la cara felicità che è nel poco. -per estens.

è nel poco. -per estens. che si riferisce alla condizione giuridica dello schiavo

: il papa... gli pareva che e'libertini avessino a pigliare troppo animo

nardi, ii-89: era cosa possibile che... la cosa non fusse andata

a costoro, né contro agli altri, che erano chiamati universalmente libertini da coloro che

che erano chiamati universalmente libertini da coloro che singular- mente facevano professione di supremi amatori

e'fiorentini; / come stan lor che li par esser savi? / con le

botta, 6-i-117: i libertini, che così chiameremo con vocabolo antico coloro che

che così chiameremo con vocabolo antico coloro che amano o fanno professione di amar la libertà

libertà,... fecero sì che l'assemblea decretò che i dibattimenti

.. fecero sì che l'assemblea decretò che i dibattimenti

vol. IX Pag.328 - Da LUSSUOSAMENTE a LUSSUREGGIARE (7 risultati)

materia al proverbio 'sybaritica mensa ', che si adatta ai conviti di troppo studiato

e lussureggiante apparato, tormenti, più che diletti, delle gole leccarde. colletta,

luce, da tutta la vita lussureggiante che c'è in quei quadri. 5

vedea quivi adorata in un sontuoso tempio che fu costrutto di carni vendute più che

che fu costrutto di carni vendute più che di pietre compre, poiché l'incontinenza

: all'arietar de'guardi lussureggianti, che con le punte visuali delle cornee membrane

il ferivano, oppose la cieca modestia, che dalle vereconde pupille gli si calava sul

vol. IX Pag.329 - Da LUSSUREGGIATURA a LUSSURIA (45 risultati)

: l'agricoltore... non permette che l'albero lussureggi come a lui piace

come a lui piace, se non dappoi che indarno egli ha consumata a prò d'

/ di fiori; ed altra, che da fiori è immune / e rende frutte

di rigoglio giocoso, sia le piante che le erbacce; a quinto sembrava di non

quinto sembrava di non essersi mai accorto che una vita così fitta e varia lussureggiasse

rodere la punta tenera di quell'erbe che si fiaccherebbero sotto il peso della spiga.

straordinario lussureggiare di questa pianta nelle terre che ne abbondano naturalmente, come sono tutte

abbondano naturalmente, come sono tutte quelle che provengono dalla scomposizione dei graniti. ungaretti

invi- diuzze od invidiacce municipali o provinciali che avean lussureggiato da tanti secoli. gioberti

del culto con grave danno degli spiriti che l'informano. amari, 1-1-5: cupidigia

prepotente del senso giovenile e inesperto, che cerca il piacere per il piacere,

muratori, 8-i-198: non vogliamo tuttavia che lo stile lussureggi. leopardi, v-673:

s. v.]: poesia che lussureggia nel descrivere, nelle minuzie. bonghi

semplicità di stile, una qualunque lingua che sia compiuta ed intera. il milanese

nella frase e non avere di stile che l'apparenza. arbasino, 12-10:

169: la possa di quella fantasia che pare ardere e lussureggiare per incinerire tutta

di mollezze. soldani, 1-196: che benché e'lussureggi e faccia il grande

faccia il grande, / chi sa che dentro al cuore e'non sospiri / il

non potrete però vedere, per fiso che vi miriate, ch'egli s'insuperbisca,

vi miriate, ch'egli s'insuperbisca, che vada con giovanili sentenze lussureggiando, che

che vada con giovanili sentenze lussureggiando, che s'enfie per troppofiato. -primeggiare

roberti, vi-1-79: non voleva scipione nasica che si distruggesse cartagine, onde poi roma

coma. faldella, 4-215: i vini che lussureggiavano nei fiaschetti lucidi e panciuti erano

prodigo] più non restandogli né con che lussureggiare né dove abitare in questo mondo,

libidini, isnervar non meno il corpo che le sostanze. f. f. frugoni

, / trista lassa quella mente, che tal gente ci ha 'lbergata. bartolomeo

vizio di lussuria fu sì rotta, / che libito fé licito in sua legge,

legge, / per tórre il biasmo in che era condotta. matteo correggiaio, 29

mondo con sua targa / usarsi più che non fa soldi e libre. boccaccio,

imbriani, 3-125: l'unica passione che possa distrar dall'avarizia è la lussuria

. onofri, 121: un capriccio che danza in movimenti / voluttuosi arde che

capriccio che danza in movimenti / voluttuosi arde che tu confessi / dalle tue dolci curve

scuotere in amplessi / quella rossa lussuria / che nel tuo grembo sfuria. valeri,

tempo, né vaso, né modi, che sono disonesti a dirli. sanminiatelli,

guardia la gioventù cattolica? soltanto quella che mostra le gambe delle donne? i rapporti

/ son vie più condannati / que'che son soddomiti: / deh, come son

deh, come son periti / que'che contra natura / brigan cotal lusura!

, xxviii-303: sì sono altre gente che, se elli vedeno fare usura e

1-155: soavità di toccamenti di membri che sono atti a generazione, che si chiama

membri che sono atti a generazione, che si chiama coito; e questa ultima

s'attuffa, piglia quei medesimi brutti piaceri che i porci pigliano. p. zambeccari

volgar., 1-128: plinio dice che, dalle femmine in fuori, pochi

48: un orsaccio, / che l'orsa amò, che nalduccio copria,

orsaccio, / che l'orsa amò, che nalduccio copria, / baciò più volte

. con suoni e con quelli piaceri che aver potevano si dimoravano. 5

vol. IX Pag.330 - Da LUSSURIANTE a LUSSURIARE (59 risultati)

si sa di alcuna sorte di lussuria che usi. c. gozzi, i-47:

: gabriele d'annunzio, quello stesso che cantò il « piacere » attraverso tutte

infuso nell'animo mio un senso mistico che non conoscevo. bocchelli, 18-ii-144:

[achille] non si mette a urlare che l'ama [pentesilea], che

che l'ama [pentesilea], che la brama, che la vuole a dispetto

[pentesilea], che la brama, che la vuole a dispetto della morte e

e ne le fasce / fu meglio assai che vincislao suo figlio / barbuto, cui

spagna e di quel di boemme, / che mai valor non conobbe né volle.

, non solamente diserta ma pestilente, acciò che l'asperità del luogo rompesse la voluntà

, orsi e voltori, né ad altro che la gola e lussuria attendevano. savonarola

lussuria ed ogne preda abunda, / che non so come il ciel non si contunda

inferma, fui allattato da nutrice impudica che mi avelenò di lussuria. i. neri

lussuria, / dove si paga il boia che ci frusti, / e sempre se

. pavese, 3-161: ecco una donna che la rocca rese folle. una donna

la rocca rese folle. una donna che avrebbe potuto passare la vita in tranquilla

sfarzo. -in senso concreto: ciò che rivela ricchezza, benessere, magnificenza e

rivela ricchezza, benessere, magnificenza e che è privilegio di persone facoltose. -in

, raffrenerò la lussuria e sontuosità, dimostrando che con queste si può fare quel medesimo

ne l'aguzzargli l'appetito con le laudi che egli dà a i suoi vini,

considerazione de l'arti, così di quelle che sono necessarie al vivere o al ben

al ben vivere, come di quelle che sono state trovate per pompa e per lussuria

. lami, 1-1-109: gli spettacoli che si davano per sovrabbondanza di danari,

, per lussuria di felicità, bisognò che fossero in conseguenza tralasciati. algarotti,

fu tentata o proposta od ideata, che non fosse di queste rappresentative.

vicino all'ultimo termine di questa fatica che quasi lo tocco con la mano, non

guisa di buon agricoltore risecame alcuni ramoscelli che con la loro lussuria impediscono che la

ramoscelli che con la loro lussuria impediscono che la bontà del frutto non risponda all'intenzione

della casa, ii-198: signor sì, che son troppi cento scudi di patto fatto

b. davanzali, i-342: nella selva che agusto piantò intorno al lago navale fece

persona brutta o male in arnese, che non è in grado di stimolare desideri amorosi

e leve- renci santi, / non che pudichi; e non ci sarà furia,

), agg. letter. che è irresistibilmente incline alla lus

incline alla lus suria, che compie atti libidinosi; lussurioso, li

divenuto lussuriante, alla intellettuale bellezza quel che agli occhi carnali sembrò dilettevole [adamo

adamo] antipose. 2. che è dedito a piaceri materiali, a mollezze

a piaceri materiali, a mollezze; che si abbandona a stravizi e gozzoviglie. -

un uovo in un pasto (il che di rado arrivava), gli parea quasi

le cerimonie lussurianti. 4. che eccede nella fioritura con danno per la

danno per la fruttificazione. -anche: che è in condizione di pieno rigoglio;

legare. lancellotti, 542: chi sa che a guisa di giudizioso e pratico giardiniere

? segneri, ii-443: que'rigogli, che ad una pianta sono i lussurianti,

/ simili a biade / lussurianti / che non toccò la falce / ma che divora

/ che non toccò la falce / ma che divora il fuoco / degli astri sotto

memoria di noi dopo la morte, il che è una soprabbondante o lussuriante conservazione.

sieno delle troppo artificiate e lussurianti, che solleticano, è vero, ma s'oppongono

tre versi, gli altri sei, che conseguitano, una arrota soverchia e un risecabil

di me riputarsi. 7. che è pieno di baldanza, di sicurezza;

è pieno di baldanza, di sicurezza; che ostenta fiducia. livio volgar.

agli effetti delle cose e, conosciute che le avevano, o come ociosi e

5-133: così fanno i mondani, che non sentono per la miseria loro se

., iv-ix-7: sono anche operazioni che la nostra ragione considera ne l'atto de

. bibbia volgar., iv-515: quelli che ricevono matrimonio in tal modo che iddio

quelli che ricevono matrimonio in tal modo che iddio cacciano da loro e dalla mente

sì come il mulo e il cavallo che non hanno intendimento, sopra questi tali

: per forza avuta la pace, acciò che non mancasse loro schiatta, cominciarono a

iii-98: questi tedeschi non vogliono altro fare che bombare e lusuriare. benvenuto da imola

. bencivenni, 5-136: ogni cosa che fa invecchiare l'occhio, come è

-che mi darai tu sotto il cielo, che non sia faticoso, salvo una cosa

tempo nostro, nel qual non pare, che a tal mina

vol. IX Pag.331 - Da LUSSURIATO a LUSSURIOSO (64 risultati)

benzoni, 1-8: non v'era pulzella che non fosse stata violata da i predatori

per tanto lussuriare v'erano tali spagnuoli che tutti guasti restavano. manso, 1-13

: conoscendo... i più savi che l'innebriarsi, il lussuriare, lo

alli maschi, nell'atto del lussuriare, che però sono schifate e fuggite da loro

gozzovigliare. cavalca, 9-111: pare che facciamo beffe di dio e di loro

loro [i santi] in ciò che nelle loro feste non attendiamo a lodargli

. boccaccio, vi-219: alcuni altri son che gran letizia / fanno, quando costei

160: nerone non contendea ad altro che a pazzie e a lossu- riare e

. frachetta, 792: non ha dubbio che le ricchezze non faccino lussuriare i popoli

se questi impe- radori non lussuriavano altrimenti che spargendo di rose i letti, le

e le camere, non faceva di mestiere che quegli scrittori il menzionassero. roberti,

come la fronte; / e queste chiome che dell'arte fuggono, / lussuriando,

e lussuriare, e niuna ve n'ha che insegni quel solo che a un semplice

ve n'ha che insegni quel solo che a un semplice e rozzo principiante è necessario

insuperbire. nardi, 32: dicevano che quel già vivace ingegno di cesone cominciava

sperperare. aretino, 1-149: quel che si lussuriò il preterito, mangiò il

ne rennan ne la carne, / che tutto esto monno spanne: / gola e

. m. -chi). ant. che esprime sensualità, lussurioso. quintiliano

. lussuriévole, agg. ant. che invita alla lussuria; lussurioso.

[ovidio] i disonesti monimenti lussurievoli che in vita usasti. = agg.

f. doni, 6-171: so bene che, scorrendo con la tetra memoria vostra

vostra e terso intelletto, vi capacitate che io non amo lussurievolmente. = comp

, 16-2-271: acerbe pene son quelle, che si serbano a quelli che in questa

quelle, che si serbano a quelli che in questa vita vivono lussuriosamente e iniquamente

.. e vivea lussuriosamente facendo ciò che il demonio lo tentava. daniello, 38

virgilio gli nomina molte di quelle anime, che, mentre erano congiunte a'corpi loro

; ed in tal modo fai, che pare che tu sia alle cose ridiculose troppo

in tal modo fai, che pare che tu sia alle cose ridiculose troppo attento.

tuo grande mecenate, e di coloro che lussuriosamente hanno sollecitudine della gola, si

rapida / sotto i platani giganti / che lussuriosamente / traboccano dalla riva.

, irresistibilmente proclive ai piaceri carnali; che compie atti libidinosi; che si abbandona

carnali; che compie atti libidinosi; che si abbandona in modo esagerato e abituale

, lascivo; sensuale. -anche: che avverte intensamente lo stimolo sessuale.

da un demonio lussurioso e soprastante, che sei anni l'usoe in mal modo

, 5-63: l'altra è colei che s'ancise amorosa, / e ruppe fede

i-449): aveva da buon luogo inteso che tutti gli uomini leprosi appetiscano più il

appetiscano più il giacersi con le donne che altri uomini che siano, e che generalmente

giacersi con le donne che altri uomini che siano, e che generalmente sono lussuriosissimi.

che altri uomini che siano, e che generalmente sono lussuriosissimi. fasciculo di medicina

ostilità istintiva contro la bella creatura lussuriosa che respirava l'aria come una gioia.

cavalca, 18-252: abbominevole cosa è che con le mani lorde e lussuoriose l'

, 126: o lussurioso, tu sai che una legge è fatta sopra al tuo

: il giudice disse al cancelliere suo che facesse venire a lei tutti i lussuriosi,

lussuriosi, i quali tanto la straziassero che per fatica venisse meno. fiamma,

. fiamma, 1-612: lussuriosi, che col lezo della vostra vita libidinosa e

d'ampio corpo,... e che sieno lussuriosi di tempo d'un anno

il passato. 2. che deriva, che rivela, che è caratterizzato

. 2. che deriva, che rivela, che è caratterizzato da lussuria

2. che deriva, che rivela, che è caratterizzato da lussuria; che stimola

, che è caratterizzato da lussuria; che stimola il desiderio sessuale. iacopone,

chi è colui sì nimico d'ogni onestade che, veggendo i basci lascivi, li

... non hanno quasi altro suggetto che o idolatria d'un volto lascivo o

donna pur schiva d'ogni sensualità e che tuttavia lo abbrutiva, non concedendogli di

violenza carnale o atto di libidine (che costituisce un caso di sacrilegio personale)

con voto di castità. -ant. che concerne, che si riferisce alla sfera

castità. -ant. che concerne, che si riferisce alla sfera sessuale.

v-1-400: ci sciorinai sopra i sonetti che ci si veggono ai piedi. la cui

del giudicio ladro e de la consuetudine porca che proibisce a gli occhi quel che più

porca che proibisce a gli occhi quel che più gli diletta. -che rappresenta

. 3. per estens. che procura piacere, inebriante. metastasio,

inebriante. metastasio, 1-iv-23: oh che tabacco! oh che nettare di giove

, 1-iv-23: oh che tabacco! oh che nettare di giove! oh che delicata

oh che nettare di giove! oh che delicata, oh che lussuriosa droga! buzzi

di giove! oh che delicata, oh che lussuriosa droga! buzzi, 1-77:

vol. IX Pag.332 - Da LUSTRA a LUSTRALE (57 risultati)

4. letter. che ostenta lusso, sfarzo, pompa;

ostenta lusso, sfarzo, pompa; che vive nell'agiatezza e nel benessere; amante

nel benessere; amante del lusso; che è dedito ai piaceri materiali e alle

era sì lussurioso e sì grande scialaquatore che già [la grecia] non poteva

gente è nel vestire molto lussuriosa, che tengono il maggior sarto del mondo che

che tengono il maggior sarto del mondo che fa loro i panni. magalotti,

bisognerà pensare a qualche principe lussurioso, che possa gradirlo. balbo, 1-118: il

all'anima del lussurioso; ma ora che ci è sempre nel popolo chi ne approfitta

nuoce al popolo, all'incontro di ciò che accadeva presso agli antichi, quando invece

5. ant. e letter. che rivela ricchezza e benessere; che è

. che rivela ricchezza e benessere; che è privilegio di persone facoltose; lussuoso,

nelle mollezze (la vita); che è caratterizzato da ostentazione di sfarzo,

v. borghini, 6-iii-252: a far che in que'tempi lussuriosissimi si potesse dir

: se questi imperadori non lussuriavano altrimenti che spargendo di rose i letti, le

e le camere, non faceva di mestiere che quegli scrittori il menzionassero; essendo cosa

ha senso meno immodesto; dice lusso che serve a'piaceri, ma non sempre

elegante. giovio, ii-192: faccino che la bella vita [di alfonso i]

aversi; / ed io bramo da voi che stare in riga / comodamente possano i

poi da me non credo miga / che un margine, per dirlo a buona

. croce, iii-32-38: né mi par che il marangoni dica bene quando, confondendo

voluttuario col dolce color d'oriental zaffiro che può prendersi a simbolo dell'arte,

prendersi a simbolo dell'arte, afferma che il seicento « rappresenta un ritorno al

come fera in lustra, / tosto che giunto l'ha. buti, 3-124:

lustra. mamiani, 3-202: l'orso che è giù in una larga lustra murata

landolfi, 9-211: gli è anche che mi dispiace d'andar le belle

varchi, 18-1-102: i più affermano che egli [il viceré] con borbone

il papa con lui d'accordo, e che tutte l'altre fussono lustre e finzioni

. caro, 2-2-260: io vo pensando che questo sia un volersi ritirare in dietro

sia un volersi ritirare in dietro, e che egli abbia messa innanzi questa pratica per

... sicché credete a me che questa è stata una lustra. salviani,

il giovane, 9-864: -questi non son che lezzi. / -e giuochi,

lasciavano svolgere,... perché credevano che, malgrado di tante lustre e dimostrazioni

vive. bocchelli, 2-xxi-391: so che per migliorarci occorre cominciare da non alimentare

occorre cominciare da non alimentare lustre illusive che ci farebbero anzi peggiori. 2

di virtù. caro, i-141: ritrassi che l'apparenze di questo castello erano lustre

aveva una certa lustra di cretino ripulito che lo faceva ricercato nel villaggio e nei

: devo fargli àpparire il gioco, che lusinga mente e sensi colla lustra del

lezi, graziette, * lustre 'che sberluccicano. -per estens. lusinga

... si persuase... che scappato a quell'una non ci fosser

altre reti per pescarlo. ohimèi, che lustre! 3. esibizione plateale

biasimare uno per maggiormente lodarlo, il che si dice ancora far le lustre e tal

lustrale, agg. relig. che appartiene o si riferisce o riguarda le

antichità classica). -per estens.: che purifica, che monda; purificatore,

-per estens.: che purifica, che monda; purificatore, espiatorio; che

, che monda; purificatore, espiatorio; che serve per purificare, che è impiegato

espiatorio; che serve per purificare, che è impiegato nella lustrazione sacra. -in

nardi, 9: comandògli piacevolmente (il che fusse fatto con felicità), che

che fusse fatto con felicità), che congiugnessi i suoi alloggiamenti con quei de'

alloggiamenti con quei de'romani, dicendo che voleva il dì seguente fare un sacrifìcio

superstizione di que'popoli, una festa che chiamavasi di estirpazione lustrale a purgare le ne-

.. ed i codardi e quei che scansano la milizia e quei che il loro

e quei che scansano la milizia e quei che il loro posto abbandonano, gli condanna

egualmente ad esser privi delle aspersioni lustrali che sogliono usarsi nei parlamenti. mazza,

: peccato d'idioma... che non può essere lavato più da veruna acqua

cantarmi in cuore. 3. che è proprio, che concerne un periodo di

3. che è proprio, che concerne un periodo di cinque anni;

concerne un periodo di cinque anni; che avviene, si compie, si verifica,

vol. IX Pag.333 - Da LUSTRAMENTO a LUSTRARE (50 risultati)

lustrali, giuochi lustrali ': quelli che si celebravano in roma ogni cinque anni

e pure, e nemmeno quella del battesimo che cancella il peccato d'origine, ma

d'origine, ma sì bene di cosa che dura da cinque anni. così:

: pensa ora se dicon bene coloro che la usano per 'da cinque anni!

lustrare), agg. letter. che ha la superficie lucida, che presenta particolare

. che ha la superficie lucida, che presenta particolare lucentezza; rilucente; brillante

, vivo (un colore); che ha il pelame o il piumaggio lucido

de'più belli del mondo, per tale che chi vedesse di quelli più fini ed

non fosse un perfetto conoscitore, crederebbe che fossero di seta, tanto sono finissimi

elegge per più degno, / e che sien lunghi, folti e ben lustranti.

le guance bramano una bianchezza più rimessa che quella della fronte, cioè un poco ben

danti, 8-36: non ha dubbio alcuno che, quanto più e lustrante e colorita

sia pulito, si può lavorare, che sarà un nero bellissimo lustrante, come

sempre di color d'oro lustrante, che alcuna volta rassembra velato di verde,

tepidario / lustrante, truccato dai fumi / che svolgono tazze. moravia, iii-47:

proprio un desio. 2. che risplende con viva intensità, che brilla

2. che risplende con viva intensità, che brilla con intensa luminosità (il sole

/ le gran forze d'amor, che gli altri avanza / sì com'il sol

: non è lei [la luna] che imbeve / del suo biancore i lunghi

mie lustrante sole: / credo che tu nascesse là d'aprile, /

fronte. 3. figur. che manifesta uno stato di benessere; che

che manifesta uno stato di benessere; che ha un aspetto florido e rubicondo (una

firenzuola, 949: se non fusse che 'l suo sacro inchiostro / vi fa

di tito si à lo stesso fenomeno? che flogisto vi s'è introdotto, lustrando

e tondeggiare un poco di terra congelata che si chiama diamante. baruffaldi, 142

di tutti in casa era la lisa che incominciava la mattina a lustrare le camere

gli uomini... lustrassero parole invece che concretare idee. -letter.

illustrissimo, non mi state a lustrare, che non voglio. f. galiani

, 1-i-423: non prima la voce moveste che egli subito si tornò ne'vostri occhi

di stefano, 10-2: per gran ziloxia che in costui regnava / in una forte

in oriente un raggio / del sole, che lustrava ogni pendice / con le sue

: non vedi, o febo, che 'l gran mondo lustri, / più gloriosa

, ii-366: non vide febo, che il suol lustra e gira, / fanciulla

issa la grande bandiera, / torpediniera che lustri / la groppa metallica al sole,

, / e lancia il tuo fuso che fila / matasse enormi di velocità.

la birra e noi il vino, che lustra la fantasia, come i venticelli di

il cielo. pascoli, i-512: tempesta che lustra il cielo e imbeve la terra

il cielo e imbeve la terra, che rinfresca e feconda. -figur.

la verità, dicesi per tanto comando che, come el comandamento mio excelso sarà

excelso sarà lustrato, tutti quelli malfactori che hanno commesso tali delieti e fato tal insulti

sempre han le lingue pronte / quei che lustrati son da la sua luce.

subito ben mirai l'alma giulìa, / che tanta reverenza la lustrava, / che

che tanta reverenza la lustrava, / che imprender non la può mia fantasia

vecchio, 1-225: spirto gentil, che nostra cieca etate / di tua chiara

, né il regno, / lustrare un che sia nato in mezo ai boschi,

pena della morte e delle carceri, che tutti i cittadini romani a cavallo e

molte guerre e per le sedizioni civili che in roma il popolo non era stato

purgato l'essercito. milizia, i-317: che questo tempio [della concordia] fosse

città dalle stragi de'gracchi, e che servisse di curia per il senato, è

, come il marmo dice, / che nell'anno ventesimosecondo / del tuo pontificato

vol. IX Pag.334 - Da LUSTRASCARPE a LUSTRATURA (52 risultati)

che 'l duca il presidio dentro posto, /

né a pena cadde il sole, / che vaganti latrine / con spalancate gole /

ogni confine / de la città, che desta / beve l'aura molesta. nigra

7-333: noi conosciamo de'signori per bene che lustrano, a primavera, i parchi

del prisco scettro lustrava l'atrio di colui che di tanti imbelli scettri una sola tremenda

, 2-416: il lume del nero che lustra pende in azzurro. vasari, ii-527

per la fortezza umana tanto ben finito che vi si vede il lustrare dell'arme e

, 133: non mancano buoni autori che scrivono non doversi usare la rena del

volendola usare, si pigli di quella che nereggia e lustra come vetro. g.

zanotti, 1-36: arme e armadure che lustrano, come fossero di acciaio forbito

ma l'occhio d'un osservatore nota che... i pantaloni che piombano

osservatore nota che... i pantaloni che piombano con la piega dritta lùstrano.

ucei per un tal gelo, / che quando a citarea lustrando piacque / mostrar

[il castello di acciaio] par che come fiamma lustri, / né sia di

ferme pupille la indefettibil lampa del sole che lustra e l'aere tutto raccende. pascoli

. pascoli, i-21: la fiamma che lustra... / sui nitidi rami

viso, con gli occhi dolci, pareva che le lustrasse. palazzeschi, 6-389:

stirata, le lustra la pelle, ora che mi ha in maggiore confidenza e può

ariosto, 41-3: l'inclita stirpe che per tanti lustri / mostrò di cortesia

cammelli, 168: tu lustri più che non fa l'or filato, / e

sol d'aprile. firenzuola, 951: che dirò io di quella allegra faccia,

dirò io di quella allegra faccia, / che lustra come fa lo stagno vecchio?

bocchelli, 1-i-82: -ingrassano sulla crusca che dan da mangiare a noi, e colla

a noi, e colla farina bianca che mangian loro. guardate come lustrano. sono

, non era più così bella. che ombre le erano scese in una settimana

. baldinucci, 9-iv-151: luca, che non era molto aiutato dalla presenza e

non ne va una in fallo, / che non si mini o si lustri le

ginocchia a terra. un lustrascarpe, che aveva posta la sua cassetta all'ombra

. cecchi, 8-24: notte o giorno che sia, appena accenniate a fermarvi,

di tutti i letterati grandi e piccini che capitano a firenze. =

per dimostrare a'miei padroni di casa che pur m'avveggo de'furti loro, fo

pass, di lustrare), agg. che è stato reso lucido, brillante;

stato reso lucido, brillante; lucidato; che è divenuto lucente, che ha acquistato

lucidato; che è divenuto lucente, che ha acquistato lucentezza; lustro.

i ferramenti e righe e garidde, che si attraversavano tra di loro a guisa

di nero, son proprio di quelle che portano i preti di campagna.

faccia della luna fossero concavità tersamente più che in qualsivoglia specchio pulite e lustrate,

terrestre, ma gli stessi raggi solari, che vedremmo noi di tali raggi reflessi nell'

intralciata / in un sol lume, che il pien aere ingombra, / accesi

ingombra, / accesi eran così, che la lustrata / parte di lor piovea chiarezza

virtude; laerte si tiene al postutto ciò che a sommo imperatore o duce necessario si

lustrazione. gigli, 3-105: tosto che giunta alla magion patema / fu la

, affannantisi a spazzar via ogni pagliuzza che vi si scorga. lustratóre, sm

belle arti, 4-216: il lustratore che fa, se non staccare, portar via

. v.]: 'lustratore': colui che dà il lustro al corallo con pomice

d'acqua raggirandolo sopra un gran tavolone, che è detto 'tavolo da lustrare'.

grandiloquenti. 4. ant. che perlustra, che percorre osservando, che

4. ant. che perlustra, che percorre osservando, che va esplorando.

che perlustra, che percorre osservando, che va esplorando. boccaccio, 1-ii-480:

5. milit. disus. ispettore che passa in rassegna le truppe.

. v.]: 'lustratura': operazione che si fa spianando e pulendo le carte

volume quasi appena uscito dal torchio, senza che i fogli diano veruna contrastampa nel batterli

vol. IX Pag.335 - Da LUSTRAZIONE a LUSTRISSIMO (42 risultati)

che si fa ponendo ogni foglio di carta ben

privato, di persone o cose, che si compiva in occasioni particolari (battaglie

roma, rito di purificazione della città, che si compiva ogni cinque anni col sacrificio

anni col sacrificio di un animale, che prima dell'immolazione veniva fatto girare per

f. giambullari [crusca]: sappiamo che queste corone poste alle case ed alle

, iii-69: nelle lustrazioni del par che l'acqua era in uso il fuoco.

uso il fuoco... colui che per mezzo delle fiamme era passato, già

[luciano], iii-2-207: voleva che questi cosiffatti fossero scacciati non pure dagli studi

nella giochevole similitudine della battaglia, presso che mortale battaglia facesti. lucini, 201

e de'lustri romani il gran lavoro / che resse il mondo. a.

lustrigiante). ant. e letter. che risplende, riluce, manda bagliori o

uomini e donne in vesti sfarzose, che mangiavano. moravia, 16- 240:

e lustreggiante. 2. figur. che dà lustro, che rende onore;

2. figur. che dà lustro, che rende onore; osannante. marinetti

, 883: venne il giorno chiaro che già fetonte il carro su tirava,

testa e di strano colore, / però che or verde or negro se mostrava,

/ qual sì ioconda a nodi lustregiava / che téne il fiume il corso per vageza

, le cui vetrate ogivali lustreggiano e che somiglia esattamente a un colossale pasticcio scintillante

7-127: questo cerchio di vecchi, che si radunano / la sera al caffè

tavolo, / tonda accolta di crani che i più lustreggiano / calvi.

] de spagna ussito, / poi che avrà lustregiato tutto il mondo, /

. lustrènte, agg. region. che risplende, riluce; lucente,

: ora ci si è affacciato un altro che aveva un bottone più lustrente di me

del tutto,... avvegna che il capo di ben forte osso cinger facesse

ed altri di una sorte e tanto belli che in lustrezza eccedeno e superano tutti quelli

in lustrezza eccedeno e superano tutti quelli che si truovano in spagna e italia.

: vederete questa durezza e lustrezza, che darà detta lume di feccia al detto sapone

: dando più lustrezza a quelle parti che più sono propinque alle ossa, come sono

, le ginocchia e simili apparimenti, che dapoi riescono più soavi le parti più carnose

lustrina, dormono flagellati da un acquazzone che imbeve i loro miserabili cenci.

di pasta più soda, è più raro che imbachino. 2. dimin.

per lui, di fare in maniera che s'impieghi, per quanto mai si può

di altri materiali lucidi o iridescenti, che vengono cucite o applicate per ornamento su

il dì della gran festa, / dopo che ha speso un monte di zecchini /

passò come si passa vicino ad un lustrino che vi porge 8-271: diceva al

porge 8-271: diceva al lustrino che stazionava davanti affa sua casa: «

d'ingegno debole, come a tali che... ritrovano in que'lustrini

7. zootecn. baco da seta che, nell'ultimo stadio dell'età larvale

lustrini si chiamano da noi quei bachi che, al tempo in che dovrebbero dormire e

quei bachi che, al tempo in che dovrebbero dormire e mutare la pelle,

. v.]: 'lustrino': cosa che riluce... ha 1 lustrini

1 lustrini negli occhi (dal sonno che già lo prende). = deriv

vol. IX Pag.336 - Da LUSTRO a LUSTRO (49 risultati)

simo! / -e pur parea che dovesse esser molta. / -e

giusti, 4-i-149: ma noi che fécemo / teco il mestiere, / s'

non si dimentichi, lustrissimo, che c'è beppe in firenze per la

cento? -domandò. -lustrissimo è all'osteria che beve del migliore mentre noi facciamo

cenci, sorti da'caratelli, / che la passano liscia co'poveri plebei

agg. (superi, lustrissimo). che ri flette la luce in

pria se voi serar il carco / che pilgli il lustro e prezioso spelglio, /

il lustro e prezioso spelglio, / però che seria melglio / non comenciar, che

che seria melglio / non comenciar, che poi lor mal finire. l. dati

colori / dell'iris succinta, il che suo lembo ritesse / di gemme e

gemme e d'oro lustro non men che l'orion, / e circuntesta è d'

chiare e le foglie lustre per lo sole che l'allumina. varthema, 17:

poco di detta gomma e di trementina, che sia con quell'acqua di ragia,

, vien a fare un lustro incredibile, che la gomma è lustrissima per se stessa

un giorno ch'era / un sole che smagliava,... io avevo /

, 283: madre, a che tessete? / là può comprare, a

per cercare. loria, 5-163: cocomeri che, già grossi sul terreno e lustri

. algarotti, 1-viii-172: all'asino, che nell'oriente è un animale grande bello

i miei cavalli fossero giovenchi, / che lustro il pelo, i passi hanno sbilenchi

la ragazza: non si capì bene che cosa, ma di certo delle porcherie.

. moravia, vii-137: notai perfino che sotto la cipria ci aveva il naso

colore). vasari, 4-i-188: che dirò io della piumosità de'capegli e

, si vivamente stilati e lustri, che più vivi che la vivezza somigliano?

vivamente stilati e lustri, che più vivi che la vivezza somigliano? nannini [olao

o con fumo di pece, acciò che paia che ritenghino una certa negrezza lustra

con fumo di pece, acciò che paia che ritenghino una certa negrezza lustra. gozzano

lustri. boine, i-46: giuro che niente v'è più, se non questi

sbarbaro, 1-28: dall'umido della notte che stagna sul golfo in vapore, rapallo

b. croce, i-4-310: sempre che la storia conceda alla cronaca (e

cronaca lustra e splendente), sempre che alcuna delle sue parti non stia in funzione

intorno ai soggetti indifferenti e agli uomini che non vedemmo, la parola esce pronta

. tombari, 4-64: una volta sì che sapevano morire! lustri, sontuosi,

: mario a cinzia scrisse... che se voleva acqua da belletti e conciature

... anzi pienetto e lustro che squallido e smunto. g. gozzi,

1-165: si trova in venezia persona che dispensa acque e belletti singolari e nobili

... più rotondo e più lustro che mai. faldella, 1-43: monsignori

: vidi dietro una palizzata un ragazzo che rideva da due minuti occhi porcini affondati

salvatico vide un giorno un asino domestico che pascolava tutto bello e contento al sole

gli si accostò e si rallegrò con lui che era così benportante, lustro e pasciuto

nausea, quasi ribrezzo per questo mostro che abbiamo partorito tu ed io, noi,

ultima parte del piano era la parte che lodovico preferiva. non più fatica per

rinunziaci, a codesti lustri intenerimenti, che, un pochino, ti ripagherebbero del tuo

, natura, aspetto di ciò che è o appare lucido; brillantezza,

tanto lucente faceva [il fonte], che mirabile lustro a'dimoranti in quel luogo

. caterina da siena, v-141: quelli che sono stati abbacinati,...

l'ultimo lustro de'lumi, altro che il bianco. m. palmieri, 1-6-23

, qual sanno preparar in tal modo che rendono gran lustro. straparola, ii-108

di sappone stemprato, forma globi ampollosi che con lustro brillante volan per l'aere

algarotti, 1-vi-69: ci è tal pelle che per la finezza, lunghezza, colore

vol. IX Pag.337 - Da LUSTRO a LUSTRO (61 risultati)

capovolte le colonne dai bianchi fusti scannellati che reggevano la volta di questo piccolo tempio

-lustro dei panni: patina lucida che si forma nella tessitura. crusca

di tagliarli per gli abiti. il che si fa avvolgendoli in un involucro molle

involucro molle, perché non ritirino cuciti che sieno, e per toglier loro quel

, e per toglier loro quel lucido che acquistano dalla pressione nel mangano, e

acquistano dalla pressione nel mangano, e che li rende soggetti a macchiarsi ad ogni gocciola

: sordo in pittura è quel colore che non ha lustro, e fa un tono

scarpe. faldella, iii-94: oh che gusto aver fatta la scolara, il

molti suoi lustri; ma essa, / che non è in fresca età. suppose

parti per la gran foresta, / tal che di balenar mi mise in forse.

in forse. daniello, 444: quel che prima di lontano gli era paruto un

pari, / nascere un lustro sopra quel che v'era, / per guisa d'

era, / per guisa d'orizzonte che rischiari. frezzi, i-5-16: iuno,

sin a loro discese / come balen che subito venisse. anonimo fiorentino, iii-487

vogliendo mostrare lo suo sfavillare, esemplifica che sì fatto apparea come si farebbe lo lustro

occhi avevano que'lustri e quelle aquitrine che di continuo si veggono nel vivo. sansovino

[nei mosaici], per piccolissime che sieno, esprimere i capelli sfilati a un

così, di que'maestri, i lustri che smagliano quasi sopra ciascuno di essi?

6-158: dopo la notte, prima che sia giorno, / si ferma sul canale

sotto, in forma e in modo che 'l vedi chiaro. 5.

: non voglio mancare ancor di dirvi che poniate cura, per meglio trovarla [la

vasari, i-99: quelli [marmi] che gli scultori chiamano saligni...

. onore, fama, gloria, dignità che si acquista per virtù e meriti straordinari

[crusca]: privi di quel lustro che fu lasciato loro dagli avoli. a

manetti, 174: le mie scritture che rimaseno,... non sono inferiori

personaggi d'alto lignaggio acquista non so che di lustro e di magnificenza che la

non so che di lustro e di magnificenza che la rende anco ammirabile. pallavicino,

forse più dalla vetustà del suo duomo che le sorge nel centro con un campanile

1-6-192: io non son di quei padri che, per far con più lustro risplendere

santi, si accresce lustro alla religione che si professa a fronte di quelli che la

che si professa a fronte di quelli che la rigettano. manzoni, fermo e

superno acume / una grazia di fede, che ssi dice / che 'nfonde l'alma

di fede, che ssi dice / che 'nfonde l'alma come terra il fiume.

. in senso concreto: impresa o azione che dà gloria o è esempio di virtù

d'abner lustro. -persona che costituisce un motivo di vanto, che

che costituisce un motivo di vanto, che dà rinomanza a un paese, a una

siamo in grado di dare qualche primizia intanto che il processo è nelle mani di quel

di quel zelante e bravo giudice istruttore che è il cavaliere martellini, lustro del foro

tuo gentil lustro vien da amore, / che sol, che tanto può te,

vien da amore, / che sol, che tanto può te, te 'l pò

lustro. segneri, iii-3-288: quel che apparisce esteriormente di splendido e di spezioso

sugo interno di spiriti e di sostanze, che sarebbono le proporzionate ad alimentarne sì vasto

: s'intramezava appresso una gran lettica, che direi forse meglio stanza portatile, sostenuta

, iii-37: non dee alcun credere che cominciasse la corruzione da costantino magno per

dottor ignazio! bocchelli, 2-v-79: già che sposa mia figlia, le cose si

sbalordire. -in senso concreto: ciò che viene ostentato, che rivela sfarzo,

concreto: ciò che viene ostentato, che rivela sfarzo, lusso, ricchezza.

volto, mista di soave alterezza, che dà il lustro alla bellezza donnesca. salvini

vengono ad essere odiosetti e rincrescevoli anzi che no. sergardi, 52: con

pretesa di sfarzo, di lustro decorativo che con la teoria di pali, di trofei

, tuttavia, di comperare delle superfluità, che 10 tentarono col loro aspetto vistoso,

è persona ghiaccia, in quel fatto che voi intendete; non è avara del danaro

trova l'ignoranza ascol- tatrice e discepola che le accetti per vere e per buone.

1-iii-250: è un documento... che dice molte cose sulla natura del governo

di libertà, di civiltà non siano che lustro ed orpelli. faldella, 1-33

faldella, 1-33: respingere tutto ciò che è lustro, declamazione, ciarlataneria.

, si intende, al governo usurpatore che prima aveva gabbato le popolazioni dell'isola

l'ultima irresistibile pennellata, come quella che i pittori chiamano « lumini » e che

che i pittori chiamano « lumini » e che mettono agli occhi del ritratto, per

effetto. foscolo, viii-10: aggiungi che gli « elogi » sono per sé

retorico usurpa le parole ed il tempo che bisogna alla ragione e alla storia.

vol. IX Pag.338 - Da LUSTRO a LUTEINIZZANTE (45 risultati)

cioè stare tanto tempo e così spesso inginocchioni che il lungo fregare colle ginocchia faccia

lo smeriglio e col cuoio strofinandolo, che viene di lustro molto pulitamente lavorato e

e cotanto piue / quanto tu sai che d'un fa quattro quinti. lorenzo de'

ariosto, 41-3: l'inclita stirpe che per tanti lustri / mostrò di cortesia sempre

in vece di ligustri, / frutto che non soggiace al tempo, al caso,

lustri. tortoletti, i-166: da che vesti il mortai velo / a l'

più fresca gioventù. fantoni, i-13: che mai cerchiamo sconsigliati, quando / son

questi ultimi lustri, assai più solleciti che per il passato. montale, 3-72:

montale, 3-72: seppi da lei che il vecchio maestro, con me sempre abbottonato

, e purgorono la città col sacrificio, che è chiamato lustro: il che si

, che è chiamato lustro: il che si faceva ogni cinque anni. nardi,

questa forma,... ordinò che per l'avenire così si pregasse. cacherano

di bricherasio, 1-70: nel sacrifizio che soleano fare i romani al chiudere il

scrivano recitava alli dei la preghiera, che dassero sempre maggiori prosperità ed accrescimento alle

del loro patrimonio ai fini fiscali, che venivano fatte ogni cinque anni; censimento

lustro-leggèro, agg. letter. che è caratte rizzato da lucentezza

lustróre grandissimo, nel quale, secondo che la stimativa mi porse, mi parve vedere

lustror fa così grande e spanpanato / che gli occhi abbaglia e da gabbiuole eterne

fu la loro singolare bellezza e lustróre che fecegli aggradire. spallanzani, 4-i-215:

lustróre, sono divenuti teneri a segno che la punta di un temperino per tutto

il cui abito avrebbero spirato nient'altro che dignità, non fosse stato per la linea

bertini, 3-75: né quando io dissi che sarebbe di gran lustróre alle scienze il

., parmi punto compiangere gl'infermi che si dànno in mano di professori ignoranti.

lustróre de lei me fo dato, / che me fa gire co abbacinato, /

lustróso, agg. letter. ant. che luccica; splendente, rilucente.

mestura lustrosa come una forbita vernice, che mai si leva, anzi li conserva

metallo. 2. figur. che denota opulenza, ricchezza; fastoso,

f. frugoni, iii-322: i forestieri che vengono alla corte qui,..

lustrosa, con un'equipaggio forbito, che sembra nuovo di pezza, e pur

idem, ii-378: mi rallegro con voi che la moda tessalica in atene la renda

] più d'isvoltarsi per la luta che per un letto de bissino.

. bruno, 3-890: mi par che non è molto lontano, né abborrisce

... pareva incantata delle iute che salivano su dalle pacche arse a metà.

con altri di figura simile, sì che la bocca del pieno si unisca con la

di loto il corpo de'vasi, che per cagione di stillare si vogliono esporre

, agg. e sm. ant. che vive nel fango, che si nutre

ant. che vive nel fango, che si nutre di fango (un pesce)

spezie [di triglie] è quella che si pasce di mota e per questo si

pesci] di vilissima sorte è quel che si chiama lutario. questo...

voce dotta, dal lat. lutarìus 'che vive di fango, che sta nel

lutarìus 'che vive di fango, che sta nel fango '(plinio).

vetrino coprioggetti al portaoggetti, in modo che non si distacchino e siano impediti l'

, col suff. chim. -ina, che indica animine o composti analoghi.

. m. -ci). medie. che si riferisce al corpo luteo. -fase

?? ante, agg. fisiol. che stimola la formazione del corpo luteo.

vol. IX Pag.339 - Da LUTEINIZZAZIONE a LUTEZIANO (53 risultati)

sf. fisiol. complesso di modificazioni che compaiono nel follicolo ovarico dopo l'ovulazione

nel follicolo ovarico dopo l'ovulazione e che portano alla formazione del corpo luteo.

[a] col sufi, -orna, che indica affezioni tumorali.

lutènse, agg. ant. che vive, che si sviluppa nel

, agg. ant. che vive, che si sviluppa nel fango.

del terreno dove sono e del cibo di che si pascono. lutensi si chiamano

pascono. lutensi si chiamano quelle che vivono nel loto, ciò è nella

= voce dotta, lat. lutènsis * che vive, sta nel fango lùteo1

lùteo1, agg. letter. ant. che ha colore giallo, per lo più

: il color luteo non è alcuna cosa che tanto dimostri, quanto il fior di

vuovo. è molto simile al croceo, che è il colore del zafferano. m

accesa nasce una terra flava o di colore che a questo si appressi; come è

si appressi; come è il fulvo (che è quel de l'arena o de

oro) o come è il luteo (che è quel del rosso de l'ovo)

l'arcobaleno] le parti, secondo che può vedere l'occhio mortale, di più

, iii-2-350: io bevo al dì che tingere / al masnadier di francia / dee

di palude, funereo e afoso, che tenta la memoria viziosamente. = voce

col suff. chim. -ina, che indica animine o composti analoghi. luteòlo

sm. chim. indicatore alcalimetrico, che si colora in giallo intenso a contatto con

da luteo', col suff. -orna, che indica affezioni tumorali. lùteo-ormóne (

luteòsio, sm. chim. polisaccaride che si ottiene per idrolisi alcaline blande dell'

col suff. chim. -osio, che indica un carboidrato. lùteo-stimolina (lùteo-stimulina

, sf. medie. ormone ipofisario che favorisce la formazione del corpo luteo.

col suff. chim. -ina, che indica le animine. luteotrofìna,

, col suff. chim. -ina, che indica le animine. luteotropina

chiaramente se avete soddisfatto alle tre cose che promettete, se alla gloria di dio

suso disegno: parlo dei mercatanti, che s'imbertonano negli amori, non vo'dir

anche: l'insieme delle chiese protestanti che professano tali dottrine e abbracciano tale confessione

per conforme alle altre ed alla dottrina che dimostrate di voler seguitare, nella quale

380: il cardinal polo, vedendo che il luteranesmo gittava tante radici per l'

medioevo intellettuale ». sono i rimproveri che erasmo, nel linguaggio del tempo, muoveva

. (superi. luteranìssimo). che è proprio, che si riferisce a

luteranìssimo). che è proprio, che si riferisce a martin lutero (1483-1545

sue dottrine, ai suoi seguaci; che appartiene, che riguarda il luteranesimo.

ai suoi seguaci; che appartiene, che riguarda il luteranesimo. -chiesa luterana:

lassar sforzar, e voleno più presto morir che lassar la fede luteriana. aretino,

soprapresa da l'infermità luterana, consenta che tale opera produca ciò che l'autore ne

, consenta che tale opera produca ciò che l'autore ne desidera, come ella

protestanti di germania (così chiamano quelli che alieni dalla chiesa cattolica seguono l'opinione

2. agg. e sm. che segue e professa la dottrina di lutero

e professa la dottrina di lutero, che aderisce al luteranesimo; che appartiene alla

di lutero, che aderisce al luteranesimo; che appartiene alla chiesa riformata. -per estens

li luteriani, quali fanno el pegio che ponno. guicciardini, 9-52: de'luteriani

: frate bernardino occhino da siena, che alora in vinegia con mirabilissimo concorso santamente

(241): io fui quello che detti una archibusata allo scatinaro, per vederlo

ischemo bruttissimo, come luteriano * e impio che gli era. tassoni, 303:

lasciarmi in man de'cani? non sapete che sono luterani la più parte, e

sono luterani la più parte, e che ammazzare un sacerdote l'hanno per opera

et avia con lui 4 excellentissimi doctori che predicavano a la luteriana.

per introdurre nella chiesa cattolica una luteranella che viene a noi. =

. aretino, 20-79: -di che ridi? -di quella che diventò

20-79: -di che ridi? -di quella che diventò luteria per vivere in prigione

... non arebbe operato altro che un potersi luterizzare con autorità del pontefice.

vol. IX Pag.340 - Da LUTEZIO a LUTTO (39 risultati)

rare, di numero atomico 71, che costituisce circa il 7, 10-5 %

dati, 3-37: lo lasciarono in maniera che, s'egli punto punto si luticava

da una certa flussione di paesi forestieri, che l'impedisce di potersi luticare.

.]: 'lutidina': alcaloido particolare che fu trovato insieme con altri alcaloidi nell'olio

era assai lurdo e brutto. tutti quelli che guardavano esopo cussi brutto, stavano amirati

la sua imagine effigiata; mostrando in ciò che, non ostante che il padre di

mostrando in ciò che, non ostante che il padre di lui fosse lutifigolo, esso

lutite, sf. geol. roccia clastica che, a seconda delle dimensioni dei granuli

, a seconda delle dimensioni dei granuli che la compongono, può appartenere alle sditi

. lutivo, agg. ant. che ha consistenza molle, pastosa.

delle martore, affine alla puzzola, ma che, per i piedi palmati, viene

-a). giovinetto o giovinetta che, nell'antica atene, recava l'

stilizzato e due manici ad ansa verticale, che serviva a portare l'acqua per i

voce dotta, gr. xoorpocpópcx; 'che porta l'acqua del bagno ',

m'hai perduta! io son essa che lutto, / madre, a la tua

. luttato, agg. che ha preso il lutto; vestito

, sm. sentimento di intenso dolore che si prova per la morte di una persona

a dir * piagnere ', è quello che con miserabili parole e detti si fa

fa...; e questo pare che sia quella spezie di piagnere la quale

: [iulia] prese tanto dolore temendo che [pompeo] non fussi stato morto

[pompeo] non fussi stato morto che tramortì... e puoco dopo morì

. giordani, v-37: confortatevi, che del vostro lutto se il presente senso è

. 2. complesso di usanze tradizionali che i parenti di un defunto (e

panno nero al risvolto della giacca, che si portano in segno di cordoglio (

are. lamberti, 71: il lutto che da loro [i colchi] s'

vestire, ma in tutto quel tanto che serve al vivere dell'uomo. giuglaris,

. giuglaris, 301: bastava che venisse l'anniversario d'un martire,

anniversario d'un martire, per fare che tutti lasciassero il lutto. brusoni, 4-i-6

lutto, per evitare le innumerabili questioni che esse mi avrebbero procurate; le quali venendomi

unione in onore degli ufficiali dei reparti che han costruito la strada. non posso astenermi

non ebbe bisogno di persuadere il padre che alla figlia d'un uomo pari suo

vestir da cittadina, mettersi in lutto che le stava a meraviglia. bartolini, 15-256

lutto. dessi, 7-15: mi disse che mi credevano morto. mia madre e

un sovrano o di un principe, che comportano, fra l'altro, la

: manifestazione di dolore assai rigida, che prevede l'uso rigoroso di abiti neri

2-565: augusto, doppo la rotta variana che non aveva così pronto il rimedio,

vestita di nero io appariva, più che una fanciulla, una grossa vedova.

è dispetto o corruccio? ma di che? o ti assorbe il lutto nazionale

. lutto vedovile: periodo di tempo che decorre dalla morte del marito o comunque

vol. IX Pag.341 - Da LUTTUOSA a LUTTUOSO (50 risultati)

: * abito di mezzo lutto ': che portasi passata di qualche tempo la sventura

portasi passata di qualche tempo la sventura che intendevasi piangere. 3. per

non essersi il male ancora tanto infierito che i pubblici lutti della città rendessero disdicevole

pelide achilie / l'ira funesta, che infiniti addusse / lutti agli achei.

carducci, iii-i 1-326: la unità che incornicia, mi sia lecito dirlo,

poema comico nel senso di dante, che move dai lutti della pestilenza e dagli

... ha prodotto più lutti che l'ira d'achille. e. cecchi

t'à preso in condotto, / che ti dra gioia di ciò c'avei gra

voi, ben credo tutti, / che sia prigion d'amor, deh, non

, deh, non si doglia: / che tosto in riso cangerà suoi lutti.

avea, fra il popolo smarrito, / che 'l re prigione e 'l campo era

più grave. gozzano, i-89: che mi dici, che mi dici, /

gozzano, i-89: che mi dici, che mi dici, / che mi parli

mi dici, che mi dici, / che mi parli tu di lutto? /

tu di lutto? / non intendo ciò che dici / quando parlo con il tutto

129: al freddo sibilar del vento / che l'arse foglie a una a una

: disiar vedeste sanza frutto / tai che sarebbe lor disio quetato, / ch'ettemalmente

lutto. michelangelo, i-67: ma poi che 'l spirto sciolto / ritorna alla suo

lutto: nella cucina francese, pollo che assume un aspetto nerastro per la presenza

, 7-117: un ristorante di provincia, che passa per il migliore ristorante francese,

. sacchetti, 320: veggio minerva che si vuol far marte, / e

cantoni, 200: già m'era sembrato che i muri stessi di quella povera casa

, si accomiatò da due giovani uomini che discendevano alla città. -suonare a

, i-11: non era scorsa mezz'ora che le campane di tutte le chiese cominciarono

. (superi, luttuosissimo). che è proprio, che si riferisce al

luttuosissimo). che è proprio, che si riferisce al lutto, alla morte

riferisce al lutto, alla morte; che è cagione di lutto, di morte

gavazzi, 214: iddio, per insegnarci che da lui solo dipendono gli effetti delle

ultimo a tutti luttuosissimo del passaggio, che in quella città fece, da questa

di sì luttuose calamità altro non fu che l'invidia de'religiosi del berretton giallo

in combinazioni luttuose. 2. che manifesta, che denota lutto (un abito

. 2. che manifesta, che denota lutto (un abito, un

o d'altri. 3. che suscita immagini o impressioni di morte;

; pervaso dal senso della morte; che è segno di squallore, di desolazione

: spezza questo tuo canto luttuoso, / che sempre dilania il mio cuore nel petto

le barbe più luttuose. 4. che è di cattivo auspicio, di malaugurio;

; sinistro, infausto. -anche: che reca in sé germi di morte.

col luttuoso / singulto i rai di che son pie le stelle / alle obbliate

pastore arcade, compose una canzone, che fu aggiunta, luttuoso ammonimento, al libretto

notte. 5. per estens. che procura gravi danni; pernicioso, nefasto

diletti], amati eccessivamente, avvien che facciasi a poco a poco il passaggio

esposti ordinariamente a vicende mediocri, quasi che la fortuna arrossisca di far bersaglio de'colpi

luttuosa confusione di cose e que'mali che nel progresso vedremo. leopardi, 823

vedremo. leopardi, 823: di che seguitarono tutti quei luttuosi effetti che egli

di che seguitarono tutti quei luttuosi effetti che egli avea preveduto. -letter.

ai nostri tempi. 6. che suscita angoscia, dolore e pena; che

che suscita angoscia, dolore e pena; che esprime afflizione; doloroso, tormentoso.

. leandreide, lxxviii-n-260: vero è che 'l fine e luctuoso pianto / di

quella dell'eneide, saggiamente anco introdusse che goffredo non già fu infelice per la

per la perdita de'compagni, ma che ben da ogni pericolo li fè salvi

vol. IX Pag.342 - Da LUTULENTO a LYDDITE (28 risultati)

spossatezza interna, quell'impressione di fatica che fomentava un desiderio luttuoso di liberarsi di

dirlo, ma pure è un fatto che gli esattori de'tributi spessissime volte erano

il luttuoso rossignolo e la lamentevole tortorella che si ramaricavano, a'quali i cavi sassi

e pietosi accenti. 8. che è di colore intensamente scuro; cupo,

spogliata prostesa della mia bella esanime, che le sue candide calte aveva cosparse di

borgese, 1-104: anche il paesaggio che da tanti giorni aveva immutabile davanti agli occhi

mostri / profondati nel lutulento / pascolo che s'inselva di coma. viani, 4-205

. viani, 4-205: la gente che osservava il treno, con quei capelli a

argine segnato da una carraia lutolenta vediamo che le acque dell'allagamento provocato a difesa

, ecc.). -anche: che contiene fango, che è costituito di

. -anche: che contiene fango, che è costituito di fango. a

, 10-97: anche là non troviamo che ripe melmose, acque lutulente e ciuffi

m. cecchi, ii-327: noi veggiamo che, se in acqua chiara / e

, i-378: allora nella purgazion generale che si farà di tutti gli elementi,.

lucini, 48: quei condotti di fogna che scorrono lutulenti a traverso la città.

terra. fra gidio [cruscaq: che son le ricchezze e gli diletti del

impuro, turpe (una persona); che rivela o deriva da una condizione di

un pensiero). - anche: che si riferisce ai beni materiali 0 ai

. domenichi, 6-34: io ho concluso che 'l povero vecchio per bocca mia risappia

comprende, né sa gustare altro diletto che il sudicio e lotolento della terra.

rovani, 3-i-240: il dialetto, che prima di lui [carlo porta]

piacere a quella specie di lutulento sopore che essa [la natura] le spargeva

vuole tenersi sdraiato, né si alza che per rinfrescarsi e rintracciare de'luoghi freschi

latte e cessano dal ruminare del pari che i buoi. tommaseo [s

', ossia di quella carbonchiosa infermità che suole manifestarsi col mezzo di tumori crepitanti

. ott. unità di misura fotometrica che corrisponde all'illuminamento prodotto sopra una superficie

dell'illuminamento per la durata), che corrisponde alla quantità di illuminamento ricevuta in

le luzole per la capsola ad una celletta che apresi in tre valve e con tre

vol. IX Pag.343 - Da M a MA (24 risultati)

. o f. invar. lettera che nell'alfabeto italiano occupa l'undicesimo posto

, e corrisponde al greco n, che deriva dal fenicio mèm ('acqua

in modo da consentire all'aria, che vibra per le oscillazioni delle corde vocali

quattro gradi d'intensità: il tenue, che ha luogo fra vocali (ramo,

ramo, seme); il medio, che corrisponde alla posizione iniziale assoluta, cioè

mi piace giocare); il medio-forte, che s'incontra in posizione pre-e postconsonantica (

dogma) ', il forte, che si ha nelle medesime condizioni del tenue

: venti anni principio prima avrebbe / che col m e col d fosse notato /

. galileo, 1-1-331: son sicuro che non sarà inferiore a quello, che

che non sarà inferiore a quello, che detti al serenissimo arciduca carlo di f.

.. si coprivano di rossi manifesti che invitavano all'adunata, di scritte con

turchina, con due diagonali bianche, che spiegata significa: 'ho un medico a

meo / more spesso e più forte / che non faria di morte -naturale. faba

cutale signo, e per lui farie quello che per la mia persona, e sei

: or come amar poria / cosa, che di tutto è dispiacente, / con

/ di vostre ricche acolte, / che da voi, bella, avea; /

, se non fusse stato uno fuoco che fu messo in uno palagio. dante

perduto / a veder l'alto sol che tu disiri. petrarca, 82-3: io

orazione, usata da noi ogni volta che noi vogliamo mutare o correggere il parlato

, o qualche cosa diversa da quello che noi abbiamo detto innanzi. tasso,

correre. metastasio, 1-4-375: direi che somiglia / la diva d'atene; /

237: questo cartoccio di cenci sporchi che tronchi allo stelo, non è che una

sporchi che tronchi allo stelo, non è che una pannocchia di sorgo, ma fa

: a'quali niente disse, come colui che non volea parlare, ma sì uccidere

vol. IX Pag.344 - Da MA a MACABRO (73 risultati)

piero. maestro alberto, 165: pognamo che sia alcuno sì ben costumato,

sia alcuno sì ben costumato, che di lui il divino iudicio e rumano

molto mi fido; / ma spero che sia intesa / là dov'io bramo e

buona o giovevole. -ma che: benché, quantunque, sebbene.

qualunca di lui si fiderà, ma che lui possa et altre degnità di frate

bello / viene, ma voglio ben che tu intenda. dante, vii-56:

/ e vegna dentro al cor, che lei aspetta, / gentil madonna, come

come avete inteso: / ma sappia che l'entrar di lui si trova / serrato

., 8-65: quivi il lasciammo, che più non ne narro; / ma

non so chi tu se'né per che modo / venuto se'qua giù; ma

/ a seguir d'una fera, che mi strugge, / la voce, e

ornai l'ora fatale è giunta, / che 'l viver di clorinda al fuo fin

di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi

la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida

richiamare l'attenzione, a precisare ciò che si sta per dire rispetto all'affermazione

li spiriti mali], / non che di posa, ma di minor pena.

/ ma solo un punto fu quel che ci vinse. idem, par.,

lucerna del mondo: ma da quella / che quattro cerchi giugne con tre croci,

la corruzione, non può, non che piccol tempo, ma punto vivere libero.

unguenti e d'odorati fumi, / che soglion ricettar belle adunanze / di ninfe no

villani, 12-105: nota, lettore, che le più volte, ma quasi sempre

po'c'ha nom monte malanno, / che, senza seminarci mai derrata, /

e cinquanta rasieri; / ma di che? de sospiri. dante, purg.

. petrarca, 251-5: ma come è che sì gran romor non sone / per

? firenzuola, 703: ma vedi in che bella speculazione i'son caduto adesso,

cercando a'maniscalchi di quelle punte de'chiovi che taglino, e poi le vende a'

e poi le vende a'pelacani: ma che bisogna dir più là? tasso,

te- stimon del giorno! / ma che giuri costui di far ritorno! manzoni

? e. cecchi, 5-252: altro che sorveglianza. altro che occhialetto. e

5-252: altro che sorveglianza. altro che occhialetto. e quello in frac che morsicava

che occhialetto. e quello in frac che morsicava il bocchino. ma che cosa

frac che morsicava il bocchino. ma che cosa vuoi sorvegliare? montale, 1-35:

carducci, ii-3-403: le posso assicurare che, oltre ad essere un erudito e fondatissimo

3-287: gualberto priega l'abate, che gli meni il suo figliuolo. ma l'

volgar. [tommaseo]: lo pregarono che rimanesse con loro a distruzione d'antonio

lo credette. 9. ma che? (in forma ellittica): a

? (in forma ellittica): a che prò? con quale vantaggio? a

prò? con quale vantaggio? a che serve? -in partic.: che

che serve? -in partic.: che cosa succede? boccaccio, dee.

tratto hai spesi in dolcitudine; ma che? fatto è, vuoisi vedere altro

] fin'ora taciuto, non altrimenti che se stato fosse insensibile ad ogni oltraggio.

fosse insensibile ad ogni oltraggio. ma che? per questo non sappiamo noi bene,

? per questo non sappiamo noi bene, che la pazienza lungamente irritata divien furore?

ini, giorno, i-53: ma che? tu inorridisci, e mostri in capo

? 10. ant. ma che (anche semplicemente ma): più

(anche semplicemente ma): più che; tranne che, eccetto che, salvo

ma): più che; tranne che, eccetto che, salvo che,

più che; tranne che, eccetto che, salvo che, all'infuori di

; tranne che, eccetto che, salvo che, all'infuori di, se non

altro cavalier non prenderòe guardia, ma che di voi. 11. sm

sacchetti, 165-49: io ti dico che io so la questione, e dirolla

io so la questione, e dirolla che non ci avrà alcuno ma. aretino,

: -selvaggia, io non posso negare che quello che disse quella buona vecchia

, io non posso negare che quello che disse quella buona vecchia non sia

... -ecco quel 'ma 'che guasta ogni cosa. berni, 76

: quando non ti possono in alcuna cosa che colore abbia o di nero o di

a una macia / d'un qualche ghirigor che non s'intenda. pindemonte, 204

, 204: quella tua celebre argia, che tutti / morde, o, se

!... non c'è ma che tenga. so quel che volete dire

è ma che tenga. so quel che volete dire; ma sentirete, sentirete,

volete dire; ma sentirete, sentirete, che de'ma non ce n'è più

: né mai fu né mai sarà marito che abbia moglie senza un che o senza

sarà marito che abbia moglie senza un che o senza un ma. = dal

vederlo o intenderlo in altro modo da quello che le parole suonano. sarà una fissazione

condizioni di difesa, date le forze modeste che abbiamo, dico il vero mi sorrideva

7-1315: o gesù mio... che stolido, quello zi'lisi! debbo

emettendo un mah! così dubitativo, che condensava tutte le più oscure ipotesi. montale

(1907) titolo coraggioso d'un libro che rimane tra i migliori suoi, per

màcabro (raro macàbro), agg. che appartiene o si riferisce o

raffigurazioni, impressioni relative alla morte; che richiama alla mente immagini di morte;

funereo, funebre, lugubre. -anche: che suscita o che è suscitato da orrore

lugubre. -anche: che suscita o che è suscitato da orrore o da paura;

1819 sur uno di quelli argomenti macabri che non possono produr mai poesia

vol. IX Pag.345 - Da MACACO a MACARIO (30 risultati)

masso nel quale in antico gli eremiti che vivevano colà... si facevano trasportare

moribondi: e là morivano: sì che ora in macabra assemblea si vedono i

umanità, di giustizia, di purità, che lottavano con quella patologia o ad essa

, xiii-122: lo specchio non rifletteva che la sua testa, con quasi macabro

d'una filosofia così sentimentalmente macabra, che pareva il sogno d'un becchino morfinomane

[prigioniere], insorgo contro tali che non vi peritate di disputarvi, e

: il finto incarnato vi metteva un che di macabro. bigiaretti, 10-20:

inverosimili rughe. l'effetto, più che umoristico, è in certo senso macabro.

di danza, e specialmente di quella che dicesi danza de'morti, soggetto de'

mani premute su l'atroce ospite carnale che gli rodeva la bocca dello stomaco.

, comprendente animali di media statura, che vivono sia sugli alberi sia a terra

assai breve (tranne la bertuccia, che ne è priva), di pollici

vestito da uomo, e poi vidi che era un uomo abbigliato alla maccaco.

dell'antico continente. la sola scimmia che viva attualmente sul suolo europeo, trovasi

è carico di macachi, e il camelliere che segue la bestia se ne trascina dietro

, al massimo, non v'è rimasto che qualche povero macaco. ungaretti, xi-69

nel comportamento (o anche sciocca, che dà prova di ingenuità e stupidità:

d'aria compressa, borbottando: il malanno che ti pigli te e il tuo macacco

-non fare l'eroe. sai già che dovrai calare le brache. calvino, 6-12

tronconi, 5-148: sollucherano al ballo, che è la festa dei sensi..

contava per nulla quella del marito, che tornato finalmente dall'america e venuto a genova

macacóne. pea, 1-271: dissero che guardando la nicchia era terrificante quel macaccone

un rullo compressore, forma una polvere che, bagnata con acqua, fa da

genere di piante della famiglia proteacee, che comprende varie specie diffuse in australia,

: dopo il teatro la moda vuole / che col macao si vegga il sole;

finta di opporsi, ma poi, vedendo che tutti erano del parere, fece recar

parere, fece recar le carte e lasciò che giuocassero. nievo, 828: un

banda nera con macchie azzurre, che termina dalla parte interna in una macchia

papiglioni, dell'ordine de'lepidotteri, che abita sopra diverse ombrellifere e sulla ruta

, i-i77: l'achenio del cardo che s'invola, / la selce, l'

vol. IX Pag.346 - Da MACARISMO a MACCATELLA (46 risultati)

macario, che nel volgar vostro suona beato, il più

caro, 1-1-279: chiamo celebrazione quello che da greci è detto encomio e deificazione

encomio e deificazione o glorificazione, quello che i medesimi dicono macarismo o vero eudemonismo.

. maccatura. macbethiano, agg. che riguarda, appartiene o si

in quegli ori, e si pensa / che rilucan per lui: guardi piuttosto

per lui: guardi piuttosto / che 'n porvi su le mani, / l'

forse dal latino 'macus ', che s'intende abbondanza grande, quasi '

quasi 'magis auctus '... che 'macca 'poi significhi abbondanza grande

lo smeraldo, colpa della gran macca che ce ne hanno mandati il perù e 'l

son per farvi una macca, e sappiate che fu del reverendissimo araceli in minoribus.

noze alle mie spese, e non vuo'che tu costi cosa veruna. fu contento

roncaglia, 3-8: a me mi duol che tu non sei stroppiato, / or

male; / n'hai una maca che non t'ho bastonato. nomi, 4-11

. / a macca de'lor ben convien che goda / la gola e i dadi

galla, / ch'è quel composto che si vende a macca / dai ciarlatani,

! ». sassetti, 7-158: come che per quello che procede dall'astuzia d'

, 7-158: come che per quello che procede dall'astuzia d'altri, sia nel

nel boccaccio quella novella di quel todesco che fotte a macca, rendendo i denari

rendendo i denari a monna colei, quello che nasce dal caso io non lo ritrovo

. tanto vale * a macca ', che da'latini dicesi: 'asymbolum comedere'

d'azeglio, 2-43: gli ho risposto che, non avendo l'onore di conoscerlo

feci loro segno [ai contadini] che desideravo cibarmi e mostravo loro dei denari

e mostravo loro dei denari onde persuaderli che non volevo mangiare a macca. -con

. aretino, vi-254: -dimmi, che ti parve di quei capponi che vendea

, che ti parve di quei capponi che vendea colui? - mai non viddi i

gioberti, i-iv- 470: un ministro che sia de'vostri,... vi

mezzo mondo di ambizioselli o di tapini, che corrono alla macca delle pensioni e dei

ultimi due libri del vecchio testamento, che riportano la storia degli ebrei durante il

, un pastor sanza legge, / tal che convien che lui e me ricuopra.

sanza legge, / tal che convien che lui e me ricuopra. / nuovo iason

lercio maccabeo vuol bene il mio padrone che non ha mai voluto bene a nessuno.

), capostipite della famiglia degli asmonei che guidò la resistenza contro antioco epifane.

fitte del maccaio: / adagio pur, che cova la mucina. =

, polpe, razze, pescecane e altri che sono cibi per galeotti. citolini,

e ottanta miglia di golfo e stretto, che in lor lingua chiamano maccareo, di

, qual è una delle meravigliose cose che faccia la natura e ch'in questo

il credere il gran crescimento e callo che in un attimo fa l'acqua e l'

m. -i). polit. che è proprio, che si riferisce al maccartismo

. polit. che è proprio, che si riferisce al maccartismo; aderente o

è ciò appunto, e non altro, che si può dire nella migliore delle ipotesi

: la vi fece pur non so che maccatelle la buona monna apollonia.

. bellincioni, i-54: poi costantin che avea la spada cinta / a'fianchi

'. sono certe cose di legno che vi si conservano dentro i sigilli di

gioco lucchese (e anche l'oggetto che serviva a tale gioco). burchiello

sano. contile, ii-27: dissiti che scoprirò un dì le tue maccatelle,

vo'contare a voi uomini, acciò che voi sappiate le maccatelle di queste

vol. IX Pag.347 - Da MACCATELLERIA a MACCHERONE (34 risultati)

fin d'allora vennemi sospetto, / che in ciò fossero inganni e maccatelle. c

, osserva luna e stelle, / che son del cielo i lucidi ornamenti. /

2-135: queste virtù non facciano sì che altri dissimuli o giustifichi i difetti e

, iii-2-16: andati da momo, che avevano scelto ad arbitro, questi sguardò

tienvi su gli occhi, pirro, che... ci è chi sa giucare

grazzini, 333: non mai color che fan le maccatelle / o i fraccuradi ebber

gl'intingoli, e facci fare occhi che paiono maccatelle. = deriv. da

buti [tommaseo]: baratteria, che per altro nome si chiama maccatelleria

è vendimento ovvero compramento di quello che l'uomo è tenuto di fare per suo

alberti, iii-256: mira che in donna troverai parte alcuna, se

dalle misure del 1693... risulta che il po avesse nella sezione di lago

profondità, ragguagliata nelle escrescenze. ma che! quanto maggiore fu allora in questa

]. carducci, iii-20-366: ma che ariosto! ma che poemi cavallereschi del

, iii-20-366: ma che ariosto! ma che poemi cavallereschi del quattrocento! ma che

che poemi cavallereschi del quattrocento! ma che leggende storiche del medio evo! il

di esplorazione attraverso ricche tribù, ma che tranquillizzare * quelle genti 'per attirarle

pare. pirandello, 7-212: ma che! ma che! sai che era

pirandello, 7-212: ma che! ma che! sai che era invece? disinteressato

: ma che! ma che! sai che era invece? disinteressato spirito di sacrifìcio

la nastasia tornò a casa, s'aspettava che la figliola le venisse incontro in lacrime

« simpatica, » disse più bisbigliando che parlando... « 'christine '

. calvino, 11-116: amleto sa che lo zio lo spia da dietro le

calmeria sino alla nausea, come quella che per disgrazia loro incontrano i bastimenti velieri

operaio incaricato del taglio dell'impasto, che provvede anche allo scarico e al carico

3. tose. attrezzo di legno che serve per rimescolare la polenta nel paiolo

o dura, di preparazione industriale, che si mangia per lo più asciutta, condita

cfr. anche am prima che mangiasse maccaroni et ogn'altra sorte di

, l-1-178: se voi qui mi diceste che ne'ricerca-tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra

se il pittore è intendente della stavan genti che niuna altra cosa facevan che far macnotomia,

della stavan genti che niuna altra cosa facevan che far macnotomia, parte molto bisognevole al

: essendo recati maccheroni e messi su perrispondo che 'l medesimo si comprende negli accenna-gli taglieri innanzi

detti paesi, macché (ma che), in ter. serve a esprimere

a esprimere, subito comandò a'suoi sergenti che 'l detto bonifazio in modo particolarmente energico

maccaroni romaneschi. piglia de la farina che sia bella e distem una