vedessi / quel che veder vorrei poi ch'io noi vidi,
, 363-11: fuor di man di colui che punge e molce, / che già
colui che punge e molce, / che già fece di me sì lungo strazio /
sì guardinghi in presenza de'figliuoli, che non favellano mai dinanzi a loro di veruna
ogni astuzia e malignità del mondo, che la prima volta che i giovinetti si
del mondo, che la prima volta che i giovinetti si trovano in libertà,
tortora, i-244: gli schiavi, che sentirono da gli ugonotti gridar libertà,
: finalmente la lunga fila di pellegrini che si appoggiano al candido bastone, ha
appresso, ne saltai in tanta gioia che mi pareva mille anni ogni momento che
che mi pareva mille anni ogni momento che tardavano gli assassini a comparire per disgombrare
. gozzi, i-i 1-235: pregò arsinoe che passasse in un'altra casipola e le
vie, e per tutt'i modi / che di ciò fare avei la potestate.
in libertà remissi / quei re; che gliel concesse il paladino. trissino,
, con iscemar le genti, / che di nostra vittoria il corso allenti.
in sulle lusinghevoli parole, dichiarando volere che la città e principato di trento fossero per
1-16 (i-190): il giovine, che sempre la lagrimante e dolente donna tenuta
braccia, né per sforzo e dimenare che si facesse mai l'aveva voluta lasciare
. s.... e supplicarla che voglia per me presentare il libro.
mi pregava di accettare alcuni regali, che erasi presa la libertà di offrirmi.
11-73: esempio ed ammaestramento de'popoli che vivono a libertà. f. rinuccini,
consegnato detta cittadella a'cittadini pisani, che allora si reggevano a libertà. i.
: imparino... le donne che stiman l'onore a conservarlosi, perché
bene. meglio un'oncia di libertà che deci libbre d'oro. ibidem, 169
corre qualche altra libertatùccia di mani, che noi troveressimo poco decente. =
(disus. libertàio), agg. che afferma (e, più ancora,
di emanciparlo dai vincoli o dalle servitù che tradizionalmente lo limitano e lo opprimono -
delle forze, delle concezioni sociali che, a suo avviso, la
chico »). -in senso generico: che ama (con ardore morale e
il trageda... vero è che anche mio padre era stato liber
amiamo il vostro orgoglio nazionale, che guida la vostra grande razza muscolosa
il vostro individua lismo possente che non v'impedisce di spalancar le braccia
gobetti, ii-232: farinalli è un uomo che nessun regime riuscirà mai ad addomesticare;
ragionata molto son cosa de'romantici e che credono di ben provveder alla italia e
nano, talmente infanatichito per l'anarchia che perfino gli anarchici militanti gli sembravano reazionari
gli sembravano reazionari. 2. che nasce, che scaturisce da un'aspirazione
. 2. che nasce, che scaturisce da un'aspirazione fervida (e
'passione libertaria 'è nulla più che un partito di governo, una diplomazia
governo, una diplomazia per iniziati, che eserciterà la sua funzione tutoria ingannando i
gramsci, 12-328: occorre insistere sul fatto che nel campo sessuale il fattore ideologico più
lavoro produttivo. 4. che è proprio o caratteristico del socialismo utopico
proponevano problemi concreti. 5. che esprime o diffonde le idee proprie del
cuore gonfio di orgoglio e responsabilità, che stringe in pugno gli ultimi cinque franchi
. 6. per estens. che si discosta dai canoni della tradizione,
gloriosa primavera d'arte com'è quella che dura ancora. serra, i-215: oggi
di versi e di strofe perfettamente regolari, che osservano,
in genere, filosofica e culturale) che teorizza tale atteggiamento. b.
, 7-64: è un libertarismo e individualismo che, per giustificare moralmente se stesso,
. 2. raro. ogni teoria che sostiene la libertà della volontà.
. m. -i). polit. che sopprime, reprime, o comunque conculca
una legge liberticida è passata appena, che se ne propone un'altra. benincasa
d'europa aspettano un segno, un moto che assalga l'austria di fronte, e
d'argento di travvenzionale (introdotto dalla legge che ha ragusa (dalmazia),
là come pericercano [i mercanti] che protezione e libertà, non già tardi.
al libertinaggio fatto anche in un libertinaggio che potrebbe essere pernicioso allo stato, modo indiretto
al pubblico. ma ricercano una libertà che è sempre soggetta alle = deriv. dal
ordine favorito dagli architetti libertineggiante, agg. che è alquanto liignoranti, credendo che pel
. che è alquanto liignoranti, credendo che pel nome composito possano sfo
non render conto del grande uso e abuso che ne fanno. prende norma dagli
tutti da lodarsi; taluno ve n'ha che spira libertinaggio più che libertà. bacchelli
ve n'ha che spira libertinaggio più che libertà. bacchelli, 1-iii-145: questo potè
tutto questo fracasso? non per altro che per far godere l'impunità a'trascorsi de'
innamorati del libertinaggio gioiosamente accolgono qualunque dubbio che nasca loro in mente o sia loro
v'era quasi alcuno di questi filosofanti che non si lusingasse d'una vicina rivoluzione
e libertinaggio formavano il pregio d'ognuno che pretendeva d'esser colto o voleva sfuggire
: parve... a'miei amici che questo spirito di libertinaggio regnasse troppo visibilmente
.. più col fine di divertirsi che di comporre. metastasio, 1-iv-194: ben
e la parola '. dio volesse che fosse la cosa! non ci sarebbe bisogno
divieti, incompatibili con quell'istessa libertà che egli professa di sostenere?
sentito anche esse la pressione coercitiva, che necessariamente era esercitata su tutta l'area
(plur. m. -ci). che appartiene o si riferisce ai libertini e
antica roma, lo schiavo emancipato, che godeva della libertà e dei diritti civili
diritto romano, figlio di un liberto che soffriva di alcune limitazioni per quel che
che soffriva di alcune limitazioni per quel che si riferiva al godimento dei diritti politici
mali voli della sinagoga, di quegli che si chiamavano libertini. boccaccio, viii-2-29
., i-207: libertino è colui che fu servo e è fatto libero. landino
, 220: libertini eron quegli che, benché fussino nati liberi, nientedimeno
di nerone, fu di tanta constanzia che, straziata con tutti i più asperi tormenti
straziata con tutti i più asperi tormenti che imaginar si possano, mai non palesò alcuno
fatti liberi, ma ancora i cittadini che da loro erano discesi. b. davanzali
. davanzali, i-395: esempio memorevole che una femmina libertina volesse salvare con tanta
: questi libertini erano di quegli ebrei che, menati schiavi a roma,..
alate mostrava in sé la cara felicità che è nel poco. -per estens.
è nel poco. -per estens. che si riferisce alla condizione giuridica dello schiavo
: il papa... gli pareva che e'libertini avessino a pigliare troppo animo
nardi, ii-89: era cosa possibile che... la cosa non fusse andata
a costoro, né contro agli altri, che erano chiamati universalmente libertini da coloro che
che erano chiamati universalmente libertini da coloro che singular- mente facevano professione di supremi amatori
e'fiorentini; / come stan lor che li par esser savi? / con le
botta, 6-i-117: i libertini, che così chiameremo con vocabolo antico coloro che
che così chiameremo con vocabolo antico coloro che amano o fanno professione di amar la libertà
libertà,... fecero sì che l'assemblea decretò che i dibattimenti
.. fecero sì che l'assemblea decretò che i dibattimenti
materia al proverbio 'sybaritica mensa ', che si adatta ai conviti di troppo studiato
e lussureggiante apparato, tormenti, più che diletti, delle gole leccarde. colletta,
luce, da tutta la vita lussureggiante che c'è in quei quadri. 5
vedea quivi adorata in un sontuoso tempio che fu costrutto di carni vendute più che
che fu costrutto di carni vendute più che di pietre compre, poiché l'incontinenza
: all'arietar de'guardi lussureggianti, che con le punte visuali delle cornee membrane
il ferivano, oppose la cieca modestia, che dalle vereconde pupille gli si calava sul
: l'agricoltore... non permette che l'albero lussureggi come a lui piace
come a lui piace, se non dappoi che indarno egli ha consumata a prò d'
/ di fiori; ed altra, che da fiori è immune / e rende frutte
di rigoglio giocoso, sia le piante che le erbacce; a quinto sembrava di non
quinto sembrava di non essersi mai accorto che una vita così fitta e varia lussureggiasse
rodere la punta tenera di quell'erbe che si fiaccherebbero sotto il peso della spiga.
straordinario lussureggiare di questa pianta nelle terre che ne abbondano naturalmente, come sono tutte
abbondano naturalmente, come sono tutte quelle che provengono dalla scomposizione dei graniti. ungaretti
invi- diuzze od invidiacce municipali o provinciali che avean lussureggiato da tanti secoli. gioberti
del culto con grave danno degli spiriti che l'informano. amari, 1-1-5: cupidigia
prepotente del senso giovenile e inesperto, che cerca il piacere per il piacere,
muratori, 8-i-198: non vogliamo tuttavia che lo stile lussureggi. leopardi, v-673:
s. v.]: poesia che lussureggia nel descrivere, nelle minuzie. bonghi
semplicità di stile, una qualunque lingua che sia compiuta ed intera. il milanese
nella frase e non avere di stile che l'apparenza. arbasino, 12-10:
169: la possa di quella fantasia che pare ardere e lussureggiare per incinerire tutta
di mollezze. soldani, 1-196: che benché e'lussureggi e faccia il grande
faccia il grande, / chi sa che dentro al cuore e'non sospiri / il
non potrete però vedere, per fiso che vi miriate, ch'egli s'insuperbisca,
vi miriate, ch'egli s'insuperbisca, che vada con giovanili sentenze lussureggiando, che
che vada con giovanili sentenze lussureggiando, che s'enfie per troppofiato. -primeggiare
roberti, vi-1-79: non voleva scipione nasica che si distruggesse cartagine, onde poi roma
coma. faldella, 4-215: i vini che lussureggiavano nei fiaschetti lucidi e panciuti erano
prodigo] più non restandogli né con che lussureggiare né dove abitare in questo mondo,
libidini, isnervar non meno il corpo che le sostanze. f. f. frugoni
, / trista lassa quella mente, che tal gente ci ha 'lbergata. bartolomeo
vizio di lussuria fu sì rotta, / che libito fé licito in sua legge,
legge, / per tórre il biasmo in che era condotta. matteo correggiaio, 29
mondo con sua targa / usarsi più che non fa soldi e libre. boccaccio,
imbriani, 3-125: l'unica passione che possa distrar dall'avarizia è la lussuria
. onofri, 121: un capriccio che danza in movimenti / voluttuosi arde che
capriccio che danza in movimenti / voluttuosi arde che tu confessi / dalle tue dolci curve
scuotere in amplessi / quella rossa lussuria / che nel tuo grembo sfuria. valeri,
tempo, né vaso, né modi, che sono disonesti a dirli. sanminiatelli,
guardia la gioventù cattolica? soltanto quella che mostra le gambe delle donne? i rapporti
/ son vie più condannati / que'che son soddomiti: / deh, come son
deh, come son periti / que'che contra natura / brigan cotal lusura!
, xxviii-303: sì sono altre gente che, se elli vedeno fare usura e
1-155: soavità di toccamenti di membri che sono atti a generazione, che si chiama
membri che sono atti a generazione, che si chiama coito; e questa ultima
s'attuffa, piglia quei medesimi brutti piaceri che i porci pigliano. p. zambeccari
volgar., 1-128: plinio dice che, dalle femmine in fuori, pochi
48: un orsaccio, / che l'orsa amò, che nalduccio copria,
orsaccio, / che l'orsa amò, che nalduccio copria, / baciò più volte
. con suoni e con quelli piaceri che aver potevano si dimoravano. 5
si sa di alcuna sorte di lussuria che usi. c. gozzi, i-47:
: gabriele d'annunzio, quello stesso che cantò il « piacere » attraverso tutte
infuso nell'animo mio un senso mistico che non conoscevo. bocchelli, 18-ii-144:
[achille] non si mette a urlare che l'ama [pentesilea], che
che l'ama [pentesilea], che la brama, che la vuole a dispetto
[pentesilea], che la brama, che la vuole a dispetto della morte e
e ne le fasce / fu meglio assai che vincislao suo figlio / barbuto, cui
spagna e di quel di boemme, / che mai valor non conobbe né volle.
, non solamente diserta ma pestilente, acciò che l'asperità del luogo rompesse la voluntà
, orsi e voltori, né ad altro che la gola e lussuria attendevano. savonarola
lussuria ed ogne preda abunda, / che non so come il ciel non si contunda
inferma, fui allattato da nutrice impudica che mi avelenò di lussuria. i. neri
lussuria, / dove si paga il boia che ci frusti, / e sempre se
. pavese, 3-161: ecco una donna che la rocca rese folle. una donna
la rocca rese folle. una donna che avrebbe potuto passare la vita in tranquilla
sfarzo. -in senso concreto: ciò che rivela ricchezza, benessere, magnificenza e
rivela ricchezza, benessere, magnificenza e che è privilegio di persone facoltose. -in
, raffrenerò la lussuria e sontuosità, dimostrando che con queste si può fare quel medesimo
ne l'aguzzargli l'appetito con le laudi che egli dà a i suoi vini,
considerazione de l'arti, così di quelle che sono necessarie al vivere o al ben
al ben vivere, come di quelle che sono state trovate per pompa e per lussuria
. lami, 1-1-109: gli spettacoli che si davano per sovrabbondanza di danari,
, per lussuria di felicità, bisognò che fossero in conseguenza tralasciati. algarotti,
fu tentata o proposta od ideata, che non fosse di queste rappresentative.
vicino all'ultimo termine di questa fatica che quasi lo tocco con la mano, non
guisa di buon agricoltore risecame alcuni ramoscelli che con la loro lussuria impediscono che la
ramoscelli che con la loro lussuria impediscono che la bontà del frutto non risponda all'intenzione
della casa, ii-198: signor sì, che son troppi cento scudi di patto fatto
b. davanzali, i-342: nella selva che agusto piantò intorno al lago navale fece
persona brutta o male in arnese, che non è in grado di stimolare desideri amorosi
e leve- renci santi, / non che pudichi; e non ci sarà furia,
), agg. letter. che è irresistibilmente incline alla lus
incline alla lus suria, che compie atti libidinosi; lussurioso, li
divenuto lussuriante, alla intellettuale bellezza quel che agli occhi carnali sembrò dilettevole [adamo
adamo] antipose. 2. che è dedito a piaceri materiali, a mollezze
a piaceri materiali, a mollezze; che si abbandona a stravizi e gozzoviglie. -
un uovo in un pasto (il che di rado arrivava), gli parea quasi
le cerimonie lussurianti. 4. che eccede nella fioritura con danno per la
danno per la fruttificazione. -anche: che è in condizione di pieno rigoglio;
legare. lancellotti, 542: chi sa che a guisa di giudizioso e pratico giardiniere
? segneri, ii-443: que'rigogli, che ad una pianta sono i lussurianti,
/ simili a biade / lussurianti / che non toccò la falce / ma che divora
/ che non toccò la falce / ma che divora il fuoco / degli astri sotto
memoria di noi dopo la morte, il che è una soprabbondante o lussuriante conservazione.
sieno delle troppo artificiate e lussurianti, che solleticano, è vero, ma s'oppongono
tre versi, gli altri sei, che conseguitano, una arrota soverchia e un risecabil
di me riputarsi. 7. che è pieno di baldanza, di sicurezza;
è pieno di baldanza, di sicurezza; che ostenta fiducia. livio volgar.
agli effetti delle cose e, conosciute che le avevano, o come ociosi e
5-133: così fanno i mondani, che non sentono per la miseria loro se
., iv-ix-7: sono anche operazioni che la nostra ragione considera ne l'atto de
. bibbia volgar., iv-515: quelli che ricevono matrimonio in tal modo che iddio
quelli che ricevono matrimonio in tal modo che iddio cacciano da loro e dalla mente
sì come il mulo e il cavallo che non hanno intendimento, sopra questi tali
: per forza avuta la pace, acciò che non mancasse loro schiatta, cominciarono a
iii-98: questi tedeschi non vogliono altro fare che bombare e lusuriare. benvenuto da imola
. bencivenni, 5-136: ogni cosa che fa invecchiare l'occhio, come è
-che mi darai tu sotto il cielo, che non sia faticoso, salvo una cosa
tempo nostro, nel qual non pare, che a tal mina
benzoni, 1-8: non v'era pulzella che non fosse stata violata da i predatori
per tanto lussuriare v'erano tali spagnuoli che tutti guasti restavano. manso, 1-13
: conoscendo... i più savi che l'innebriarsi, il lussuriare, lo
alli maschi, nell'atto del lussuriare, che però sono schifate e fuggite da loro
gozzovigliare. cavalca, 9-111: pare che facciamo beffe di dio e di loro
loro [i santi] in ciò che nelle loro feste non attendiamo a lodargli
. boccaccio, vi-219: alcuni altri son che gran letizia / fanno, quando costei
160: nerone non contendea ad altro che a pazzie e a lossu- riare e
. frachetta, 792: non ha dubbio che le ricchezze non faccino lussuriare i popoli
se questi impe- radori non lussuriavano altrimenti che spargendo di rose i letti, le
e le camere, non faceva di mestiere che quegli scrittori il menzionassero. roberti,
come la fronte; / e queste chiome che dell'arte fuggono, / lussuriando,
e lussuriare, e niuna ve n'ha che insegni quel solo che a un semplice
ve n'ha che insegni quel solo che a un semplice e rozzo principiante è necessario
insuperbire. nardi, 32: dicevano che quel già vivace ingegno di cesone cominciava
sperperare. aretino, 1-149: quel che si lussuriò il preterito, mangiò il
ne rennan ne la carne, / che tutto esto monno spanne: / gola e
. m. -chi). ant. che esprime sensualità, lussurioso. quintiliano
. lussuriévole, agg. ant. che invita alla lussuria; lussurioso.
[ovidio] i disonesti monimenti lussurievoli che in vita usasti. = agg.
f. doni, 6-171: so bene che, scorrendo con la tetra memoria vostra
vostra e terso intelletto, vi capacitate che io non amo lussurievolmente. = comp
, 16-2-271: acerbe pene son quelle, che si serbano a quelli che in questa
quelle, che si serbano a quelli che in questa vita vivono lussuriosamente e iniquamente
.. e vivea lussuriosamente facendo ciò che il demonio lo tentava. daniello, 38
virgilio gli nomina molte di quelle anime, che, mentre erano congiunte a'corpi loro
; ed in tal modo fai, che pare che tu sia alle cose ridiculose troppo
in tal modo fai, che pare che tu sia alle cose ridiculose troppo attento.
tuo grande mecenate, e di coloro che lussuriosamente hanno sollecitudine della gola, si
rapida / sotto i platani giganti / che lussuriosamente / traboccano dalla riva.
, irresistibilmente proclive ai piaceri carnali; che compie atti libidinosi; che si abbandona
carnali; che compie atti libidinosi; che si abbandona in modo esagerato e abituale
, lascivo; sensuale. -anche: che avverte intensamente lo stimolo sessuale.
da un demonio lussurioso e soprastante, che sei anni l'usoe in mal modo
, 5-63: l'altra è colei che s'ancise amorosa, / e ruppe fede
i-449): aveva da buon luogo inteso che tutti gli uomini leprosi appetiscano più il
appetiscano più il giacersi con le donne che altri uomini che siano, e che generalmente
giacersi con le donne che altri uomini che siano, e che generalmente sono lussuriosissimi.
che altri uomini che siano, e che generalmente sono lussuriosissimi. fasciculo di medicina
ostilità istintiva contro la bella creatura lussuriosa che respirava l'aria come una gioia.
cavalca, 18-252: abbominevole cosa è che con le mani lorde e lussuoriose l'
, 126: o lussurioso, tu sai che una legge è fatta sopra al tuo
: il giudice disse al cancelliere suo che facesse venire a lei tutti i lussuriosi,
lussuriosi, i quali tanto la straziassero che per fatica venisse meno. fiamma,
. fiamma, 1-612: lussuriosi, che col lezo della vostra vita libidinosa e
d'ampio corpo,... e che sieno lussuriosi di tempo d'un anno
il passato. 2. che deriva, che rivela, che è caratterizzato
. 2. che deriva, che rivela, che è caratterizzato da lussuria
2. che deriva, che rivela, che è caratterizzato da lussuria; che stimola
, che è caratterizzato da lussuria; che stimola il desiderio sessuale. iacopone,
chi è colui sì nimico d'ogni onestade che, veggendo i basci lascivi, li
... non hanno quasi altro suggetto che o idolatria d'un volto lascivo o
donna pur schiva d'ogni sensualità e che tuttavia lo abbrutiva, non concedendogli di
violenza carnale o atto di libidine (che costituisce un caso di sacrilegio personale)
con voto di castità. -ant. che concerne, che si riferisce alla sfera
castità. -ant. che concerne, che si riferisce alla sfera sessuale.
v-1-400: ci sciorinai sopra i sonetti che ci si veggono ai piedi. la cui
del giudicio ladro e de la consuetudine porca che proibisce a gli occhi quel che più
porca che proibisce a gli occhi quel che più gli diletta. -che rappresenta
. 3. per estens. che procura piacere, inebriante. metastasio,
inebriante. metastasio, 1-iv-23: oh che tabacco! oh che nettare di giove
, 1-iv-23: oh che tabacco! oh che nettare di giove! oh che delicata
oh che nettare di giove! oh che delicata, oh che lussuriosa droga! buzzi
di giove! oh che delicata, oh che lussuriosa droga! buzzi, 1-77:
4. letter. che ostenta lusso, sfarzo, pompa;
ostenta lusso, sfarzo, pompa; che vive nell'agiatezza e nel benessere; amante
nel benessere; amante del lusso; che è dedito ai piaceri materiali e alle
era sì lussurioso e sì grande scialaquatore che già [la grecia] non poteva
gente è nel vestire molto lussuriosa, che tengono il maggior sarto del mondo che
che tengono il maggior sarto del mondo che fa loro i panni. magalotti,
bisognerà pensare a qualche principe lussurioso, che possa gradirlo. balbo, 1-118: il
all'anima del lussurioso; ma ora che ci è sempre nel popolo chi ne approfitta
nuoce al popolo, all'incontro di ciò che accadeva presso agli antichi, quando invece
5. ant. e letter. che rivela ricchezza e benessere; che è
. che rivela ricchezza e benessere; che è privilegio di persone facoltose; lussuoso,
nelle mollezze (la vita); che è caratterizzato da ostentazione di sfarzo,
v. borghini, 6-iii-252: a far che in que'tempi lussuriosissimi si potesse dir
: se questi imperadori non lussuriavano altrimenti che spargendo di rose i letti, le
e le camere, non faceva di mestiere che quegli scrittori il menzionassero; essendo cosa
ha senso meno immodesto; dice lusso che serve a'piaceri, ma non sempre
elegante. giovio, ii-192: faccino che la bella vita [di alfonso i]
aversi; / ed io bramo da voi che stare in riga / comodamente possano i
poi da me non credo miga / che un margine, per dirlo a buona
. croce, iii-32-38: né mi par che il marangoni dica bene quando, confondendo
voluttuario col dolce color d'oriental zaffiro che può prendersi a simbolo dell'arte,
prendersi a simbolo dell'arte, afferma che il seicento « rappresenta un ritorno al
come fera in lustra, / tosto che giunto l'ha. buti, 3-124:
lustra. mamiani, 3-202: l'orso che è giù in una larga lustra murata
landolfi, 9-211: gli è anche che mi dispiace d'andar le belle
varchi, 18-1-102: i più affermano che egli [il viceré] con borbone
il papa con lui d'accordo, e che tutte l'altre fussono lustre e finzioni
. caro, 2-2-260: io vo pensando che questo sia un volersi ritirare in dietro
sia un volersi ritirare in dietro, e che egli abbia messa innanzi questa pratica per
... sicché credete a me che questa è stata una lustra. salviani,
il giovane, 9-864: -questi non son che lezzi. / -e giuochi,
lasciavano svolgere,... perché credevano che, malgrado di tante lustre e dimostrazioni
vive. bocchelli, 2-xxi-391: so che per migliorarci occorre cominciare da non alimentare
occorre cominciare da non alimentare lustre illusive che ci farebbero anzi peggiori. 2
di virtù. caro, i-141: ritrassi che l'apparenze di questo castello erano lustre
aveva una certa lustra di cretino ripulito che lo faceva ricercato nel villaggio e nei
: devo fargli àpparire il gioco, che lusinga mente e sensi colla lustra del
lezi, graziette, * lustre 'che sberluccicano. -per estens. lusinga
... si persuase... che scappato a quell'una non ci fosser
altre reti per pescarlo. ohimèi, che lustre! 3. esibizione plateale
biasimare uno per maggiormente lodarlo, il che si dice ancora far le lustre e tal
lustrale, agg. relig. che appartiene o si riferisce o riguarda le
antichità classica). -per estens.: che purifica, che monda; purificatore,
-per estens.: che purifica, che monda; purificatore, espiatorio; che
, che monda; purificatore, espiatorio; che serve per purificare, che è impiegato
espiatorio; che serve per purificare, che è impiegato nella lustrazione sacra. -in
nardi, 9: comandògli piacevolmente (il che fusse fatto con felicità), che
che fusse fatto con felicità), che congiugnessi i suoi alloggiamenti con quei de'
alloggiamenti con quei de'romani, dicendo che voleva il dì seguente fare un sacrifìcio
superstizione di que'popoli, una festa che chiamavasi di estirpazione lustrale a purgare le ne-
.. ed i codardi e quei che scansano la milizia e quei che il loro
e quei che scansano la milizia e quei che il loro posto abbandonano, gli condanna
egualmente ad esser privi delle aspersioni lustrali che sogliono usarsi nei parlamenti. mazza,
: peccato d'idioma... che non può essere lavato più da veruna acqua
cantarmi in cuore. 3. che è proprio, che concerne un periodo di
3. che è proprio, che concerne un periodo di cinque anni;
concerne un periodo di cinque anni; che avviene, si compie, si verifica,
lustrali, giuochi lustrali ': quelli che si celebravano in roma ogni cinque anni
e pure, e nemmeno quella del battesimo che cancella il peccato d'origine, ma
d'origine, ma sì bene di cosa che dura da cinque anni. così:
: pensa ora se dicon bene coloro che la usano per 'da cinque anni!
lustrare), agg. letter. che ha la superficie lucida, che presenta particolare
. che ha la superficie lucida, che presenta particolare lucentezza; rilucente; brillante
, vivo (un colore); che ha il pelame o il piumaggio lucido
de'più belli del mondo, per tale che chi vedesse di quelli più fini ed
non fosse un perfetto conoscitore, crederebbe che fossero di seta, tanto sono finissimi
elegge per più degno, / e che sien lunghi, folti e ben lustranti.
le guance bramano una bianchezza più rimessa che quella della fronte, cioè un poco ben
danti, 8-36: non ha dubbio alcuno che, quanto più e lustrante e colorita
sia pulito, si può lavorare, che sarà un nero bellissimo lustrante, come
sempre di color d'oro lustrante, che alcuna volta rassembra velato di verde,
tepidario / lustrante, truccato dai fumi / che svolgono tazze. moravia, iii-47:
proprio un desio. 2. che risplende con viva intensità, che brilla
2. che risplende con viva intensità, che brilla con intensa luminosità (il sole
/ le gran forze d'amor, che gli altri avanza / sì com'il sol
: non è lei [la luna] che imbeve / del suo biancore i lunghi
mie lustrante sole: / credo che tu nascesse là d'aprile, /
fronte. 3. figur. che manifesta uno stato di benessere; che
che manifesta uno stato di benessere; che ha un aspetto florido e rubicondo (una
firenzuola, 949: se non fusse che 'l suo sacro inchiostro / vi fa
di tito si à lo stesso fenomeno? che flogisto vi s'è introdotto, lustrando
e tondeggiare un poco di terra congelata che si chiama diamante. baruffaldi, 142
di tutti in casa era la lisa che incominciava la mattina a lustrare le camere
gli uomini... lustrassero parole invece che concretare idee. -letter.
illustrissimo, non mi state a lustrare, che non voglio. f. galiani
, 1-i-423: non prima la voce moveste che egli subito si tornò ne'vostri occhi
di stefano, 10-2: per gran ziloxia che in costui regnava / in una forte
in oriente un raggio / del sole, che lustrava ogni pendice / con le sue
: non vedi, o febo, che 'l gran mondo lustri, / più gloriosa
, ii-366: non vide febo, che il suol lustra e gira, / fanciulla
issa la grande bandiera, / torpediniera che lustri / la groppa metallica al sole,
, / e lancia il tuo fuso che fila / matasse enormi di velocità.
la birra e noi il vino, che lustra la fantasia, come i venticelli di
il cielo. pascoli, i-512: tempesta che lustra il cielo e imbeve la terra
il cielo e imbeve la terra, che rinfresca e feconda. -figur.
la verità, dicesi per tanto comando che, come el comandamento mio excelso sarà
excelso sarà lustrato, tutti quelli malfactori che hanno commesso tali delieti e fato tal insulti
sempre han le lingue pronte / quei che lustrati son da la sua luce.
subito ben mirai l'alma giulìa, / che tanta reverenza la lustrava, / che
che tanta reverenza la lustrava, / che imprender non la può mia fantasia
vecchio, 1-225: spirto gentil, che nostra cieca etate / di tua chiara
, né il regno, / lustrare un che sia nato in mezo ai boschi,
pena della morte e delle carceri, che tutti i cittadini romani a cavallo e
molte guerre e per le sedizioni civili che in roma il popolo non era stato
purgato l'essercito. milizia, i-317: che questo tempio [della concordia] fosse
città dalle stragi de'gracchi, e che servisse di curia per il senato, è
, come il marmo dice, / che nell'anno ventesimosecondo / del tuo pontificato
che 'l duca il presidio dentro posto, /
né a pena cadde il sole, / che vaganti latrine / con spalancate gole /
ogni confine / de la città, che desta / beve l'aura molesta. nigra
7-333: noi conosciamo de'signori per bene che lustrano, a primavera, i parchi
del prisco scettro lustrava l'atrio di colui che di tanti imbelli scettri una sola tremenda
, 2-416: il lume del nero che lustra pende in azzurro. vasari, ii-527
per la fortezza umana tanto ben finito che vi si vede il lustrare dell'arme e
, 133: non mancano buoni autori che scrivono non doversi usare la rena del
volendola usare, si pigli di quella che nereggia e lustra come vetro. g.
zanotti, 1-36: arme e armadure che lustrano, come fossero di acciaio forbito
ma l'occhio d'un osservatore nota che... i pantaloni che piombano
osservatore nota che... i pantaloni che piombano con la piega dritta lùstrano.
ucei per un tal gelo, / che quando a citarea lustrando piacque / mostrar
[il castello di acciaio] par che come fiamma lustri, / né sia di
ferme pupille la indefettibil lampa del sole che lustra e l'aere tutto raccende. pascoli
. pascoli, i-21: la fiamma che lustra... / sui nitidi rami
viso, con gli occhi dolci, pareva che le lustrasse. palazzeschi, 6-389:
stirata, le lustra la pelle, ora che mi ha in maggiore confidenza e può
ariosto, 41-3: l'inclita stirpe che per tanti lustri / mostrò di cortesia
cammelli, 168: tu lustri più che non fa l'or filato, / e
sol d'aprile. firenzuola, 951: che dirò io di quella allegra faccia,
dirò io di quella allegra faccia, / che lustra come fa lo stagno vecchio?
bocchelli, 1-i-82: -ingrassano sulla crusca che dan da mangiare a noi, e colla
a noi, e colla farina bianca che mangian loro. guardate come lustrano. sono
, non era più così bella. che ombre le erano scese in una settimana
. baldinucci, 9-iv-151: luca, che non era molto aiutato dalla presenza e
non ne va una in fallo, / che non si mini o si lustri le
ginocchia a terra. un lustrascarpe, che aveva posta la sua cassetta all'ombra
. cecchi, 8-24: notte o giorno che sia, appena accenniate a fermarvi,
di tutti i letterati grandi e piccini che capitano a firenze. =
per dimostrare a'miei padroni di casa che pur m'avveggo de'furti loro, fo
pass, di lustrare), agg. che è stato reso lucido, brillante;
stato reso lucido, brillante; lucidato; che è divenuto lucente, che ha acquistato
lucidato; che è divenuto lucente, che ha acquistato lucentezza; lustro.
i ferramenti e righe e garidde, che si attraversavano tra di loro a guisa
di nero, son proprio di quelle che portano i preti di campagna.
faccia della luna fossero concavità tersamente più che in qualsivoglia specchio pulite e lustrate,
terrestre, ma gli stessi raggi solari, che vedremmo noi di tali raggi reflessi nell'
intralciata / in un sol lume, che il pien aere ingombra, / accesi
ingombra, / accesi eran così, che la lustrata / parte di lor piovea chiarezza
virtude; laerte si tiene al postutto ciò che a sommo imperatore o duce necessario si
lustrazione. gigli, 3-105: tosto che giunta alla magion patema / fu la
, affannantisi a spazzar via ogni pagliuzza che vi si scorga. lustratóre, sm
belle arti, 4-216: il lustratore che fa, se non staccare, portar via
. v.]: 'lustratore': colui che dà il lustro al corallo con pomice
d'acqua raggirandolo sopra un gran tavolone, che è detto 'tavolo da lustrare'.
grandiloquenti. 4. ant. che perlustra, che percorre osservando, che
4. ant. che perlustra, che percorre osservando, che va esplorando.
che perlustra, che percorre osservando, che va esplorando. boccaccio, 1-ii-480:
5. milit. disus. ispettore che passa in rassegna le truppe.
. v.]: 'lustratura': operazione che si fa spianando e pulendo le carte
volume quasi appena uscito dal torchio, senza che i fogli diano veruna contrastampa nel batterli
che si fa ponendo ogni foglio di carta ben
privato, di persone o cose, che si compiva in occasioni particolari (battaglie
roma, rito di purificazione della città, che si compiva ogni cinque anni col sacrificio
anni col sacrificio di un animale, che prima dell'immolazione veniva fatto girare per
f. giambullari [crusca]: sappiamo che queste corone poste alle case ed alle
, iii-69: nelle lustrazioni del par che l'acqua era in uso il fuoco.
uso il fuoco... colui che per mezzo delle fiamme era passato, già
[luciano], iii-2-207: voleva che questi cosiffatti fossero scacciati non pure dagli studi
nella giochevole similitudine della battaglia, presso che mortale battaglia facesti. lucini, 201
e de'lustri romani il gran lavoro / che resse il mondo. a.
lustrigiante). ant. e letter. che risplende, riluce, manda bagliori o
uomini e donne in vesti sfarzose, che mangiavano. moravia, 16- 240:
e lustreggiante. 2. figur. che dà lustro, che rende onore;
2. figur. che dà lustro, che rende onore; osannante. marinetti
, 883: venne il giorno chiaro che già fetonte il carro su tirava,
testa e di strano colore, / però che or verde or negro se mostrava,
/ qual sì ioconda a nodi lustregiava / che téne il fiume il corso per vageza
, le cui vetrate ogivali lustreggiano e che somiglia esattamente a un colossale pasticcio scintillante
7-127: questo cerchio di vecchi, che si radunano / la sera al caffè
tavolo, / tonda accolta di crani che i più lustreggiano / calvi.
] de spagna ussito, / poi che avrà lustregiato tutto il mondo, /
. lustrènte, agg. region. che risplende, riluce; lucente,
: ora ci si è affacciato un altro che aveva un bottone più lustrente di me
del tutto,... avvegna che il capo di ben forte osso cinger facesse
ed altri di una sorte e tanto belli che in lustrezza eccedeno e superano tutti quelli
in lustrezza eccedeno e superano tutti quelli che si truovano in spagna e italia.
: vederete questa durezza e lustrezza, che darà detta lume di feccia al detto sapone
: dando più lustrezza a quelle parti che più sono propinque alle ossa, come sono
, le ginocchia e simili apparimenti, che dapoi riescono più soavi le parti più carnose
lustrina, dormono flagellati da un acquazzone che imbeve i loro miserabili cenci.
di pasta più soda, è più raro che imbachino. 2. dimin.
per lui, di fare in maniera che s'impieghi, per quanto mai si può
di altri materiali lucidi o iridescenti, che vengono cucite o applicate per ornamento su
il dì della gran festa, / dopo che ha speso un monte di zecchini /
passò come si passa vicino ad un lustrino che vi porge 8-271: diceva al
porge 8-271: diceva al lustrino che stazionava davanti affa sua casa: «
d'ingegno debole, come a tali che... ritrovano in que'lustrini
7. zootecn. baco da seta che, nell'ultimo stadio dell'età larvale
lustrini si chiamano da noi quei bachi che, al tempo in che dovrebbero dormire e
quei bachi che, al tempo in che dovrebbero dormire e mutare la pelle,
. v.]: 'lustrino': cosa che riluce... ha 1 lustrini
1 lustrini negli occhi (dal sonno che già lo prende). = deriv
simo! / -e pur parea che dovesse esser molta. / -e
giusti, 4-i-149: ma noi che fécemo / teco il mestiere, / s'
non si dimentichi, lustrissimo, che c'è beppe in firenze per la
cento? -domandò. -lustrissimo è all'osteria che beve del migliore mentre noi facciamo
cenci, sorti da'caratelli, / che la passano liscia co'poveri plebei
agg. (superi, lustrissimo). che ri flette la luce in
pria se voi serar il carco / che pilgli il lustro e prezioso spelglio, /
il lustro e prezioso spelglio, / però che seria melglio / non comenciar, che
che seria melglio / non comenciar, che poi lor mal finire. l. dati
colori / dell'iris succinta, il che suo lembo ritesse / di gemme e
gemme e d'oro lustro non men che l'orion, / e circuntesta è d'
chiare e le foglie lustre per lo sole che l'allumina. varthema, 17:
poco di detta gomma e di trementina, che sia con quell'acqua di ragia,
, vien a fare un lustro incredibile, che la gomma è lustrissima per se stessa
un giorno ch'era / un sole che smagliava,... io avevo /
, 283: madre, a che tessete? / là può comprare, a
per cercare. loria, 5-163: cocomeri che, già grossi sul terreno e lustri
. algarotti, 1-viii-172: all'asino, che nell'oriente è un animale grande bello
i miei cavalli fossero giovenchi, / che lustro il pelo, i passi hanno sbilenchi
la ragazza: non si capì bene che cosa, ma di certo delle porcherie.
. moravia, vii-137: notai perfino che sotto la cipria ci aveva il naso
colore). vasari, 4-i-188: che dirò io della piumosità de'capegli e
, si vivamente stilati e lustri, che più vivi che la vivezza somigliano?
vivamente stilati e lustri, che più vivi che la vivezza somigliano? nannini [olao
o con fumo di pece, acciò che paia che ritenghino una certa negrezza lustra
con fumo di pece, acciò che paia che ritenghino una certa negrezza lustra. gozzano
lustri. boine, i-46: giuro che niente v'è più, se non questi
sbarbaro, 1-28: dall'umido della notte che stagna sul golfo in vapore, rapallo
b. croce, i-4-310: sempre che la storia conceda alla cronaca (e
cronaca lustra e splendente), sempre che alcuna delle sue parti non stia in funzione
intorno ai soggetti indifferenti e agli uomini che non vedemmo, la parola esce pronta
. tombari, 4-64: una volta sì che sapevano morire! lustri, sontuosi,
: mario a cinzia scrisse... che se voleva acqua da belletti e conciature
... anzi pienetto e lustro che squallido e smunto. g. gozzi,
1-165: si trova in venezia persona che dispensa acque e belletti singolari e nobili
... più rotondo e più lustro che mai. faldella, 1-43: monsignori
: vidi dietro una palizzata un ragazzo che rideva da due minuti occhi porcini affondati
salvatico vide un giorno un asino domestico che pascolava tutto bello e contento al sole
gli si accostò e si rallegrò con lui che era così benportante, lustro e pasciuto
nausea, quasi ribrezzo per questo mostro che abbiamo partorito tu ed io, noi,
ultima parte del piano era la parte che lodovico preferiva. non più fatica per
rinunziaci, a codesti lustri intenerimenti, che, un pochino, ti ripagherebbero del tuo
, natura, aspetto di ciò che è o appare lucido; brillantezza,
tanto lucente faceva [il fonte], che mirabile lustro a'dimoranti in quel luogo
. caterina da siena, v-141: quelli che sono stati abbacinati,...
l'ultimo lustro de'lumi, altro che il bianco. m. palmieri, 1-6-23
, qual sanno preparar in tal modo che rendono gran lustro. straparola, ii-108
di sappone stemprato, forma globi ampollosi che con lustro brillante volan per l'aere
algarotti, 1-vi-69: ci è tal pelle che per la finezza, lunghezza, colore
capovolte le colonne dai bianchi fusti scannellati che reggevano la volta di questo piccolo tempio
-lustro dei panni: patina lucida che si forma nella tessitura. crusca
di tagliarli per gli abiti. il che si fa avvolgendoli in un involucro molle
involucro molle, perché non ritirino cuciti che sieno, e per toglier loro quel
, e per toglier loro quel lucido che acquistano dalla pressione nel mangano, e
acquistano dalla pressione nel mangano, e che li rende soggetti a macchiarsi ad ogni gocciola
: sordo in pittura è quel colore che non ha lustro, e fa un tono
scarpe. faldella, iii-94: oh che gusto aver fatta la scolara, il
molti suoi lustri; ma essa, / che non è in fresca età. suppose
parti per la gran foresta, / tal che di balenar mi mise in forse.
in forse. daniello, 444: quel che prima di lontano gli era paruto un
pari, / nascere un lustro sopra quel che v'era, / per guisa d'
era, / per guisa d'orizzonte che rischiari. frezzi, i-5-16: iuno,
sin a loro discese / come balen che subito venisse. anonimo fiorentino, iii-487
vogliendo mostrare lo suo sfavillare, esemplifica che sì fatto apparea come si farebbe lo lustro
occhi avevano que'lustri e quelle aquitrine che di continuo si veggono nel vivo. sansovino
[nei mosaici], per piccolissime che sieno, esprimere i capelli sfilati a un
così, di que'maestri, i lustri che smagliano quasi sopra ciascuno di essi?
6-158: dopo la notte, prima che sia giorno, / si ferma sul canale
sotto, in forma e in modo che 'l vedi chiaro. 5.
: non voglio mancare ancor di dirvi che poniate cura, per meglio trovarla [la
vasari, i-99: quelli [marmi] che gli scultori chiamano saligni...
. onore, fama, gloria, dignità che si acquista per virtù e meriti straordinari
[crusca]: privi di quel lustro che fu lasciato loro dagli avoli. a
manetti, 174: le mie scritture che rimaseno,... non sono inferiori
personaggi d'alto lignaggio acquista non so che di lustro e di magnificenza che la
non so che di lustro e di magnificenza che la rende anco ammirabile. pallavicino,
forse più dalla vetustà del suo duomo che le sorge nel centro con un campanile
1-6-192: io non son di quei padri che, per far con più lustro risplendere
santi, si accresce lustro alla religione che si professa a fronte di quelli che la
che si professa a fronte di quelli che la rigettano. manzoni, fermo e
superno acume / una grazia di fede, che ssi dice / che 'nfonde l'alma
di fede, che ssi dice / che 'nfonde l'alma come terra il fiume.
. in senso concreto: impresa o azione che dà gloria o è esempio di virtù
d'abner lustro. -persona che costituisce un motivo di vanto, che
che costituisce un motivo di vanto, che dà rinomanza a un paese, a una
siamo in grado di dare qualche primizia intanto che il processo è nelle mani di quel
di quel zelante e bravo giudice istruttore che è il cavaliere martellini, lustro del foro
tuo gentil lustro vien da amore, / che sol, che tanto può te,
vien da amore, / che sol, che tanto può te, te 'l pò
lustro. segneri, iii-3-288: quel che apparisce esteriormente di splendido e di spezioso
sugo interno di spiriti e di sostanze, che sarebbono le proporzionate ad alimentarne sì vasto
: s'intramezava appresso una gran lettica, che direi forse meglio stanza portatile, sostenuta
, iii-37: non dee alcun credere che cominciasse la corruzione da costantino magno per
dottor ignazio! bocchelli, 2-v-79: già che sposa mia figlia, le cose si
sbalordire. -in senso concreto: ciò che viene ostentato, che rivela sfarzo,
concreto: ciò che viene ostentato, che rivela sfarzo, lusso, ricchezza.
volto, mista di soave alterezza, che dà il lustro alla bellezza donnesca. salvini
vengono ad essere odiosetti e rincrescevoli anzi che no. sergardi, 52: con
pretesa di sfarzo, di lustro decorativo che con la teoria di pali, di trofei
, tuttavia, di comperare delle superfluità, che 10 tentarono col loro aspetto vistoso,
è persona ghiaccia, in quel fatto che voi intendete; non è avara del danaro
trova l'ignoranza ascol- tatrice e discepola che le accetti per vere e per buone.
1-iii-250: è un documento... che dice molte cose sulla natura del governo
di libertà, di civiltà non siano che lustro ed orpelli. faldella, 1-33
faldella, 1-33: respingere tutto ciò che è lustro, declamazione, ciarlataneria.
, si intende, al governo usurpatore che prima aveva gabbato le popolazioni dell'isola
l'ultima irresistibile pennellata, come quella che i pittori chiamano « lumini » e che
che i pittori chiamano « lumini » e che mettono agli occhi del ritratto, per
effetto. foscolo, viii-10: aggiungi che gli « elogi » sono per sé
retorico usurpa le parole ed il tempo che bisogna alla ragione e alla storia.
cioè stare tanto tempo e così spesso inginocchioni che il lungo fregare colle ginocchia faccia
lo smeriglio e col cuoio strofinandolo, che viene di lustro molto pulitamente lavorato e
e cotanto piue / quanto tu sai che d'un fa quattro quinti. lorenzo de'
ariosto, 41-3: l'inclita stirpe che per tanti lustri / mostrò di cortesia sempre
in vece di ligustri, / frutto che non soggiace al tempo, al caso,
lustri. tortoletti, i-166: da che vesti il mortai velo / a l'
più fresca gioventù. fantoni, i-13: che mai cerchiamo sconsigliati, quando / son
questi ultimi lustri, assai più solleciti che per il passato. montale, 3-72:
montale, 3-72: seppi da lei che il vecchio maestro, con me sempre abbottonato
, e purgorono la città col sacrificio, che è chiamato lustro: il che si
, che è chiamato lustro: il che si faceva ogni cinque anni. nardi,
questa forma,... ordinò che per l'avenire così si pregasse. cacherano
di bricherasio, 1-70: nel sacrifizio che soleano fare i romani al chiudere il
scrivano recitava alli dei la preghiera, che dassero sempre maggiori prosperità ed accrescimento alle
del loro patrimonio ai fini fiscali, che venivano fatte ogni cinque anni; censimento
lustro-leggèro, agg. letter. che è caratte rizzato da lucentezza
lustróre grandissimo, nel quale, secondo che la stimativa mi porse, mi parve vedere
lustror fa così grande e spanpanato / che gli occhi abbaglia e da gabbiuole eterne
fu la loro singolare bellezza e lustróre che fecegli aggradire. spallanzani, 4-i-215:
lustróre, sono divenuti teneri a segno che la punta di un temperino per tutto
il cui abito avrebbero spirato nient'altro che dignità, non fosse stato per la linea
bertini, 3-75: né quando io dissi che sarebbe di gran lustróre alle scienze il
., parmi punto compiangere gl'infermi che si dànno in mano di professori ignoranti.
lustróre de lei me fo dato, / che me fa gire co abbacinato, /
lustróso, agg. letter. ant. che luccica; splendente, rilucente.
mestura lustrosa come una forbita vernice, che mai si leva, anzi li conserva
metallo. 2. figur. che denota opulenza, ricchezza; fastoso,
f. frugoni, iii-322: i forestieri che vengono alla corte qui,..
lustrosa, con un'equipaggio forbito, che sembra nuovo di pezza, e pur
idem, ii-378: mi rallegro con voi che la moda tessalica in atene la renda
] più d'isvoltarsi per la luta che per un letto de bissino.
. bruno, 3-890: mi par che non è molto lontano, né abborrisce
... pareva incantata delle iute che salivano su dalle pacche arse a metà.
con altri di figura simile, sì che la bocca del pieno si unisca con la
di loto il corpo de'vasi, che per cagione di stillare si vogliono esporre
, agg. e sm. ant. che vive nel fango, che si nutre
ant. che vive nel fango, che si nutre di fango (un pesce)
spezie [di triglie] è quella che si pasce di mota e per questo si
pesci] di vilissima sorte è quel che si chiama lutario. questo...
voce dotta, dal lat. lutarìus 'che vive di fango, che sta nel
lutarìus 'che vive di fango, che sta nel fango '(plinio).
vetrino coprioggetti al portaoggetti, in modo che non si distacchino e siano impediti l'
, col suff. chim. -ina, che indica animine o composti analoghi.
. m. -ci). medie. che si riferisce al corpo luteo. -fase
?? ante, agg. fisiol. che stimola la formazione del corpo luteo.
sf. fisiol. complesso di modificazioni che compaiono nel follicolo ovarico dopo l'ovulazione
nel follicolo ovarico dopo l'ovulazione e che portano alla formazione del corpo luteo.
[a] col sufi, -orna, che indica affezioni tumorali.
lutènse, agg. ant. che vive, che si sviluppa nel
, agg. ant. che vive, che si sviluppa nel fango.
del terreno dove sono e del cibo di che si pascono. lutensi si chiamano
pascono. lutensi si chiamano quelle che vivono nel loto, ciò è nella
= voce dotta, lat. lutènsis * che vive, sta nel fango lùteo1
lùteo1, agg. letter. ant. che ha colore giallo, per lo più
: il color luteo non è alcuna cosa che tanto dimostri, quanto il fior di
vuovo. è molto simile al croceo, che è il colore del zafferano. m
accesa nasce una terra flava o di colore che a questo si appressi; come è
si appressi; come è il fulvo (che è quel de l'arena o de
oro) o come è il luteo (che è quel del rosso de l'ovo)
l'arcobaleno] le parti, secondo che può vedere l'occhio mortale, di più
, iii-2-350: io bevo al dì che tingere / al masnadier di francia / dee
di palude, funereo e afoso, che tenta la memoria viziosamente. = voce
col suff. chim. -ina, che indica animine o composti analoghi. luteòlo
sm. chim. indicatore alcalimetrico, che si colora in giallo intenso a contatto con
da luteo', col suff. -orna, che indica affezioni tumorali. lùteo-ormóne (
luteòsio, sm. chim. polisaccaride che si ottiene per idrolisi alcaline blande dell'
col suff. chim. -osio, che indica un carboidrato. lùteo-stimolina (lùteo-stimulina
, sf. medie. ormone ipofisario che favorisce la formazione del corpo luteo.
col suff. chim. -ina, che indica le animine. luteotrofìna,
, col suff. chim. -ina, che indica le animine. luteotropina
chiaramente se avete soddisfatto alle tre cose che promettete, se alla gloria di dio
suso disegno: parlo dei mercatanti, che s'imbertonano negli amori, non vo'dir
anche: l'insieme delle chiese protestanti che professano tali dottrine e abbracciano tale confessione
per conforme alle altre ed alla dottrina che dimostrate di voler seguitare, nella quale
380: il cardinal polo, vedendo che il luteranesmo gittava tante radici per l'
medioevo intellettuale ». sono i rimproveri che erasmo, nel linguaggio del tempo, muoveva
. (superi. luteranìssimo). che è proprio, che si riferisce a
luteranìssimo). che è proprio, che si riferisce a martin lutero (1483-1545
sue dottrine, ai suoi seguaci; che appartiene, che riguarda il luteranesimo.
ai suoi seguaci; che appartiene, che riguarda il luteranesimo. -chiesa luterana:
lassar sforzar, e voleno più presto morir che lassar la fede luteriana. aretino,
soprapresa da l'infermità luterana, consenta che tale opera produca ciò che l'autore ne
, consenta che tale opera produca ciò che l'autore ne desidera, come ella
protestanti di germania (così chiamano quelli che alieni dalla chiesa cattolica seguono l'opinione
2. agg. e sm. che segue e professa la dottrina di lutero
e professa la dottrina di lutero, che aderisce al luteranesimo; che appartiene alla
di lutero, che aderisce al luteranesimo; che appartiene alla chiesa riformata. -per estens
li luteriani, quali fanno el pegio che ponno. guicciardini, 9-52: de'luteriani
: frate bernardino occhino da siena, che alora in vinegia con mirabilissimo concorso santamente
(241): io fui quello che detti una archibusata allo scatinaro, per vederlo
ischemo bruttissimo, come luteriano * e impio che gli era. tassoni, 303:
lasciarmi in man de'cani? non sapete che sono luterani la più parte, e
sono luterani la più parte, e che ammazzare un sacerdote l'hanno per opera
et avia con lui 4 excellentissimi doctori che predicavano a la luteriana.
per introdurre nella chiesa cattolica una luteranella che viene a noi. =
. aretino, 20-79: -di che ridi? -di quella che diventò
20-79: -di che ridi? -di quella che diventò luteria per vivere in prigione
... non arebbe operato altro che un potersi luterizzare con autorità del pontefice.
rare, di numero atomico 71, che costituisce circa il 7, 10-5 %
dati, 3-37: lo lasciarono in maniera che, s'egli punto punto si luticava
da una certa flussione di paesi forestieri, che l'impedisce di potersi luticare.
.]: 'lutidina': alcaloido particolare che fu trovato insieme con altri alcaloidi nell'olio
era assai lurdo e brutto. tutti quelli che guardavano esopo cussi brutto, stavano amirati
la sua imagine effigiata; mostrando in ciò che, non ostante che il padre di
mostrando in ciò che, non ostante che il padre di lui fosse lutifigolo, esso
lutite, sf. geol. roccia clastica che, a seconda delle dimensioni dei granuli
, a seconda delle dimensioni dei granuli che la compongono, può appartenere alle sditi
. lutivo, agg. ant. che ha consistenza molle, pastosa.
delle martore, affine alla puzzola, ma che, per i piedi palmati, viene
-a). giovinetto o giovinetta che, nell'antica atene, recava l'
stilizzato e due manici ad ansa verticale, che serviva a portare l'acqua per i
voce dotta, gr. xoorpocpópcx; 'che porta l'acqua del bagno ',
m'hai perduta! io son essa che lutto, / madre, a la tua
. luttato, agg. che ha preso il lutto; vestito
, sm. sentimento di intenso dolore che si prova per la morte di una persona
a dir * piagnere ', è quello che con miserabili parole e detti si fa
fa...; e questo pare che sia quella spezie di piagnere la quale
: [iulia] prese tanto dolore temendo che [pompeo] non fussi stato morto
[pompeo] non fussi stato morto che tramortì... e puoco dopo morì
. giordani, v-37: confortatevi, che del vostro lutto se il presente senso è
. 2. complesso di usanze tradizionali che i parenti di un defunto (e
panno nero al risvolto della giacca, che si portano in segno di cordoglio (
are. lamberti, 71: il lutto che da loro [i colchi] s'
vestire, ma in tutto quel tanto che serve al vivere dell'uomo. giuglaris,
. giuglaris, 301: bastava che venisse l'anniversario d'un martire,
anniversario d'un martire, per fare che tutti lasciassero il lutto. brusoni, 4-i-6
lutto, per evitare le innumerabili questioni che esse mi avrebbero procurate; le quali venendomi
unione in onore degli ufficiali dei reparti che han costruito la strada. non posso astenermi
non ebbe bisogno di persuadere il padre che alla figlia d'un uomo pari suo
vestir da cittadina, mettersi in lutto che le stava a meraviglia. bartolini, 15-256
lutto. dessi, 7-15: mi disse che mi credevano morto. mia madre e
un sovrano o di un principe, che comportano, fra l'altro, la
: manifestazione di dolore assai rigida, che prevede l'uso rigoroso di abiti neri
2-565: augusto, doppo la rotta variana che non aveva così pronto il rimedio,
vestita di nero io appariva, più che una fanciulla, una grossa vedova.
è dispetto o corruccio? ma di che? o ti assorbe il lutto nazionale
. lutto vedovile: periodo di tempo che decorre dalla morte del marito o comunque
: * abito di mezzo lutto ': che portasi passata di qualche tempo la sventura
portasi passata di qualche tempo la sventura che intendevasi piangere. 3. per
non essersi il male ancora tanto infierito che i pubblici lutti della città rendessero disdicevole
pelide achilie / l'ira funesta, che infiniti addusse / lutti agli achei.
carducci, iii-i 1-326: la unità che incornicia, mi sia lecito dirlo,
poema comico nel senso di dante, che move dai lutti della pestilenza e dagli
... ha prodotto più lutti che l'ira d'achille. e. cecchi
t'à preso in condotto, / che ti dra gioia di ciò c'avei gra
voi, ben credo tutti, / che sia prigion d'amor, deh, non
, deh, non si doglia: / che tosto in riso cangerà suoi lutti.
avea, fra il popolo smarrito, / che 'l re prigione e 'l campo era
più grave. gozzano, i-89: che mi dici, che mi dici, /
gozzano, i-89: che mi dici, che mi dici, / che mi parli
mi dici, che mi dici, / che mi parli tu di lutto? /
tu di lutto? / non intendo ciò che dici / quando parlo con il tutto
129: al freddo sibilar del vento / che l'arse foglie a una a una
: disiar vedeste sanza frutto / tai che sarebbe lor disio quetato, / ch'ettemalmente
lutto. michelangelo, i-67: ma poi che 'l spirto sciolto / ritorna alla suo
lutto: nella cucina francese, pollo che assume un aspetto nerastro per la presenza
, 7-117: un ristorante di provincia, che passa per il migliore ristorante francese,
. sacchetti, 320: veggio minerva che si vuol far marte, / e
cantoni, 200: già m'era sembrato che i muri stessi di quella povera casa
, si accomiatò da due giovani uomini che discendevano alla città. -suonare a
, i-11: non era scorsa mezz'ora che le campane di tutte le chiese cominciarono
. (superi, luttuosissimo). che è proprio, che si riferisce al
luttuosissimo). che è proprio, che si riferisce al lutto, alla morte
riferisce al lutto, alla morte; che è cagione di lutto, di morte
gavazzi, 214: iddio, per insegnarci che da lui solo dipendono gli effetti delle
ultimo a tutti luttuosissimo del passaggio, che in quella città fece, da questa
di sì luttuose calamità altro non fu che l'invidia de'religiosi del berretton giallo
in combinazioni luttuose. 2. che manifesta, che denota lutto (un abito
. 2. che manifesta, che denota lutto (un abito, un
o d'altri. 3. che suscita immagini o impressioni di morte;
; pervaso dal senso della morte; che è segno di squallore, di desolazione
: spezza questo tuo canto luttuoso, / che sempre dilania il mio cuore nel petto
le barbe più luttuose. 4. che è di cattivo auspicio, di malaugurio;
; sinistro, infausto. -anche: che reca in sé germi di morte.
col luttuoso / singulto i rai di che son pie le stelle / alle obbliate
pastore arcade, compose una canzone, che fu aggiunta, luttuoso ammonimento, al libretto
notte. 5. per estens. che procura gravi danni; pernicioso, nefasto
diletti], amati eccessivamente, avvien che facciasi a poco a poco il passaggio
esposti ordinariamente a vicende mediocri, quasi che la fortuna arrossisca di far bersaglio de'colpi
luttuosa confusione di cose e que'mali che nel progresso vedremo. leopardi, 823
vedremo. leopardi, 823: di che seguitarono tutti quei luttuosi effetti che egli
di che seguitarono tutti quei luttuosi effetti che egli avea preveduto. -letter.
ai nostri tempi. 6. che suscita angoscia, dolore e pena; che
che suscita angoscia, dolore e pena; che esprime afflizione; doloroso, tormentoso.
. leandreide, lxxviii-n-260: vero è che 'l fine e luctuoso pianto / di
quella dell'eneide, saggiamente anco introdusse che goffredo non già fu infelice per la
per la perdita de'compagni, ma che ben da ogni pericolo li fè salvi
spossatezza interna, quell'impressione di fatica che fomentava un desiderio luttuoso di liberarsi di
dirlo, ma pure è un fatto che gli esattori de'tributi spessissime volte erano
il luttuoso rossignolo e la lamentevole tortorella che si ramaricavano, a'quali i cavi sassi
e pietosi accenti. 8. che è di colore intensamente scuro; cupo,
spogliata prostesa della mia bella esanime, che le sue candide calte aveva cosparse di
borgese, 1-104: anche il paesaggio che da tanti giorni aveva immutabile davanti agli occhi
mostri / profondati nel lutulento / pascolo che s'inselva di coma. viani, 4-205
. viani, 4-205: la gente che osservava il treno, con quei capelli a
argine segnato da una carraia lutolenta vediamo che le acque dell'allagamento provocato a difesa
, ecc.). -anche: che contiene fango, che è costituito di
. -anche: che contiene fango, che è costituito di fango. a
, 10-97: anche là non troviamo che ripe melmose, acque lutulente e ciuffi
m. cecchi, ii-327: noi veggiamo che, se in acqua chiara / e
, i-378: allora nella purgazion generale che si farà di tutti gli elementi,.
lucini, 48: quei condotti di fogna che scorrono lutulenti a traverso la città.
terra. fra gidio [cruscaq: che son le ricchezze e gli diletti del
impuro, turpe (una persona); che rivela o deriva da una condizione di
un pensiero). - anche: che si riferisce ai beni materiali 0 ai
. domenichi, 6-34: io ho concluso che 'l povero vecchio per bocca mia risappia
comprende, né sa gustare altro diletto che il sudicio e lotolento della terra.
rovani, 3-i-240: il dialetto, che prima di lui [carlo porta]
piacere a quella specie di lutulento sopore che essa [la natura] le spargeva
vuole tenersi sdraiato, né si alza che per rinfrescarsi e rintracciare de'luoghi freschi
latte e cessano dal ruminare del pari che i buoi. tommaseo [s
', ossia di quella carbonchiosa infermità che suole manifestarsi col mezzo di tumori crepitanti
. ott. unità di misura fotometrica che corrisponde all'illuminamento prodotto sopra una superficie
dell'illuminamento per la durata), che corrisponde alla quantità di illuminamento ricevuta in
le luzole per la capsola ad una celletta che apresi in tre valve e con tre
. o f. invar. lettera che nell'alfabeto italiano occupa l'undicesimo posto
, e corrisponde al greco n, che deriva dal fenicio mèm ('acqua
in modo da consentire all'aria, che vibra per le oscillazioni delle corde vocali
quattro gradi d'intensità: il tenue, che ha luogo fra vocali (ramo,
ramo, seme); il medio, che corrisponde alla posizione iniziale assoluta, cioè
mi piace giocare); il medio-forte, che s'incontra in posizione pre-e postconsonantica (
dogma) ', il forte, che si ha nelle medesime condizioni del tenue
: venti anni principio prima avrebbe / che col m e col d fosse notato /
. galileo, 1-1-331: son sicuro che non sarà inferiore a quello, che
che non sarà inferiore a quello, che detti al serenissimo arciduca carlo di f.
.. si coprivano di rossi manifesti che invitavano all'adunata, di scritte con
turchina, con due diagonali bianche, che spiegata significa: 'ho un medico a
meo / more spesso e più forte / che non faria di morte -naturale. faba
cutale signo, e per lui farie quello che per la mia persona, e sei
: or come amar poria / cosa, che di tutto è dispiacente, / con
/ di vostre ricche acolte, / che da voi, bella, avea; /
, se non fusse stato uno fuoco che fu messo in uno palagio. dante
perduto / a veder l'alto sol che tu disiri. petrarca, 82-3: io
orazione, usata da noi ogni volta che noi vogliamo mutare o correggere il parlato
, o qualche cosa diversa da quello che noi abbiamo detto innanzi. tasso,
correre. metastasio, 1-4-375: direi che somiglia / la diva d'atene; /
237: questo cartoccio di cenci sporchi che tronchi allo stelo, non è che una
sporchi che tronchi allo stelo, non è che una pannocchia di sorgo, ma fa
: a'quali niente disse, come colui che non volea parlare, ma sì uccidere
piero. maestro alberto, 165: pognamo che sia alcuno sì ben costumato,
sia alcuno sì ben costumato, che di lui il divino iudicio e rumano
molto mi fido; / ma spero che sia intesa / là dov'io bramo e
buona o giovevole. -ma che: benché, quantunque, sebbene.
qualunca di lui si fiderà, ma che lui possa et altre degnità di frate
bello / viene, ma voglio ben che tu intenda. dante, vii-56:
/ e vegna dentro al cor, che lei aspetta, / gentil madonna, come
come avete inteso: / ma sappia che l'entrar di lui si trova / serrato
., 8-65: quivi il lasciammo, che più non ne narro; / ma
non so chi tu se'né per che modo / venuto se'qua giù; ma
/ a seguir d'una fera, che mi strugge, / la voce, e
ornai l'ora fatale è giunta, / che 'l viver di clorinda al fuo fin
di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi
la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida
richiamare l'attenzione, a precisare ciò che si sta per dire rispetto all'affermazione
li spiriti mali], / non che di posa, ma di minor pena.
/ ma solo un punto fu quel che ci vinse. idem, par.,
lucerna del mondo: ma da quella / che quattro cerchi giugne con tre croci,
la corruzione, non può, non che piccol tempo, ma punto vivere libero.
unguenti e d'odorati fumi, / che soglion ricettar belle adunanze / di ninfe no
villani, 12-105: nota, lettore, che le più volte, ma quasi sempre
po'c'ha nom monte malanno, / che, senza seminarci mai derrata, /
e cinquanta rasieri; / ma di che? de sospiri. dante, purg.
. petrarca, 251-5: ma come è che sì gran romor non sone / per
? firenzuola, 703: ma vedi in che bella speculazione i'son caduto adesso,
cercando a'maniscalchi di quelle punte de'chiovi che taglino, e poi le vende a'
e poi le vende a'pelacani: ma che bisogna dir più là? tasso,
te- stimon del giorno! / ma che giuri costui di far ritorno! manzoni
? e. cecchi, 5-252: altro che sorveglianza. altro che occhialetto. e
5-252: altro che sorveglianza. altro che occhialetto. e quello in frac che morsicava
che occhialetto. e quello in frac che morsicava il bocchino. ma che cosa
frac che morsicava il bocchino. ma che cosa vuoi sorvegliare? montale, 1-35:
carducci, ii-3-403: le posso assicurare che, oltre ad essere un erudito e fondatissimo
3-287: gualberto priega l'abate, che gli meni il suo figliuolo. ma l'
volgar. [tommaseo]: lo pregarono che rimanesse con loro a distruzione d'antonio
lo credette. 9. ma che? (in forma ellittica): a
? (in forma ellittica): a che prò? con quale vantaggio? a
prò? con quale vantaggio? a che serve? -in partic.: che
che serve? -in partic.: che cosa succede? boccaccio, dee.
tratto hai spesi in dolcitudine; ma che? fatto è, vuoisi vedere altro
] fin'ora taciuto, non altrimenti che se stato fosse insensibile ad ogni oltraggio.
fosse insensibile ad ogni oltraggio. ma che? per questo non sappiamo noi bene,
? per questo non sappiamo noi bene, che la pazienza lungamente irritata divien furore?
ini, giorno, i-53: ma che? tu inorridisci, e mostri in capo
? 10. ant. ma che (anche semplicemente ma): più
(anche semplicemente ma): più che; tranne che, eccetto che, salvo
ma): più che; tranne che, eccetto che, salvo che,
più che; tranne che, eccetto che, salvo che, all'infuori di
; tranne che, eccetto che, salvo che, all'infuori di, se non
altro cavalier non prenderòe guardia, ma che di voi. 11. sm
sacchetti, 165-49: io ti dico che io so la questione, e dirolla
io so la questione, e dirolla che non ci avrà alcuno ma. aretino,
: -selvaggia, io non posso negare che quello che disse quella buona vecchia
, io non posso negare che quello che disse quella buona vecchia non sia
... -ecco quel 'ma 'che guasta ogni cosa. berni, 76
: quando non ti possono in alcuna cosa che colore abbia o di nero o di
a una macia / d'un qualche ghirigor che non s'intenda. pindemonte, 204
, 204: quella tua celebre argia, che tutti / morde, o, se
!... non c'è ma che tenga. so quel che volete dire
è ma che tenga. so quel che volete dire; ma sentirete, sentirete,
volete dire; ma sentirete, sentirete, che de'ma non ce n'è più
: né mai fu né mai sarà marito che abbia moglie senza un che o senza
sarà marito che abbia moglie senza un che o senza un ma. = dal
vederlo o intenderlo in altro modo da quello che le parole suonano. sarà una fissazione
condizioni di difesa, date le forze modeste che abbiamo, dico il vero mi sorrideva
7-1315: o gesù mio... che stolido, quello zi'lisi! debbo
emettendo un mah! così dubitativo, che condensava tutte le più oscure ipotesi. montale
(1907) titolo coraggioso d'un libro che rimane tra i migliori suoi, per
màcabro (raro macàbro), agg. che appartiene o si riferisce o
raffigurazioni, impressioni relative alla morte; che richiama alla mente immagini di morte;
funereo, funebre, lugubre. -anche: che suscita o che è suscitato da orrore
lugubre. -anche: che suscita o che è suscitato da orrore o da paura;
1819 sur uno di quelli argomenti macabri che non possono produr mai poesia
masso nel quale in antico gli eremiti che vivevano colà... si facevano trasportare
moribondi: e là morivano: sì che ora in macabra assemblea si vedono i
umanità, di giustizia, di purità, che lottavano con quella patologia o ad essa
, xiii-122: lo specchio non rifletteva che la sua testa, con quasi macabro
d'una filosofia così sentimentalmente macabra, che pareva il sogno d'un becchino morfinomane
[prigioniere], insorgo contro tali che non vi peritate di disputarvi, e
: il finto incarnato vi metteva un che di macabro. bigiaretti, 10-20:
inverosimili rughe. l'effetto, più che umoristico, è in certo senso macabro.
di danza, e specialmente di quella che dicesi danza de'morti, soggetto de'
mani premute su l'atroce ospite carnale che gli rodeva la bocca dello stomaco.
, comprendente animali di media statura, che vivono sia sugli alberi sia a terra
assai breve (tranne la bertuccia, che ne è priva), di pollici
vestito da uomo, e poi vidi che era un uomo abbigliato alla maccaco.
dell'antico continente. la sola scimmia che viva attualmente sul suolo europeo, trovasi
è carico di macachi, e il camelliere che segue la bestia se ne trascina dietro
, al massimo, non v'è rimasto che qualche povero macaco. ungaretti, xi-69
nel comportamento (o anche sciocca, che dà prova di ingenuità e stupidità:
d'aria compressa, borbottando: il malanno che ti pigli te e il tuo macacco
-non fare l'eroe. sai già che dovrai calare le brache. calvino, 6-12
tronconi, 5-148: sollucherano al ballo, che è la festa dei sensi..
contava per nulla quella del marito, che tornato finalmente dall'america e venuto a genova
macacóne. pea, 1-271: dissero che guardando la nicchia era terrificante quel macaccone
un rullo compressore, forma una polvere che, bagnata con acqua, fa da
genere di piante della famiglia proteacee, che comprende varie specie diffuse in australia,
: dopo il teatro la moda vuole / che col macao si vegga il sole;
finta di opporsi, ma poi, vedendo che tutti erano del parere, fece recar
parere, fece recar le carte e lasciò che giuocassero. nievo, 828: un
banda nera con macchie azzurre, che termina dalla parte interna in una macchia
papiglioni, dell'ordine de'lepidotteri, che abita sopra diverse ombrellifere e sulla ruta
, i-i77: l'achenio del cardo che s'invola, / la selce, l'
macario, che nel volgar vostro suona beato, il più
caro, 1-1-279: chiamo celebrazione quello che da greci è detto encomio e deificazione
encomio e deificazione o glorificazione, quello che i medesimi dicono macarismo o vero eudemonismo.
. maccatura. macbethiano, agg. che riguarda, appartiene o si
in quegli ori, e si pensa / che rilucan per lui: guardi piuttosto
per lui: guardi piuttosto / che 'n porvi su le mani, / l'
forse dal latino 'macus ', che s'intende abbondanza grande, quasi '
quasi 'magis auctus '... che 'macca 'poi significhi abbondanza grande
lo smeraldo, colpa della gran macca che ce ne hanno mandati il perù e 'l
son per farvi una macca, e sappiate che fu del reverendissimo araceli in minoribus.
noze alle mie spese, e non vuo'che tu costi cosa veruna. fu contento
roncaglia, 3-8: a me mi duol che tu non sei stroppiato, / or
male; / n'hai una maca che non t'ho bastonato. nomi, 4-11
. / a macca de'lor ben convien che goda / la gola e i dadi
galla, / ch'è quel composto che si vende a macca / dai ciarlatani,
! ». sassetti, 7-158: come che per quello che procede dall'astuzia d'
, 7-158: come che per quello che procede dall'astuzia d'altri, sia nel
nel boccaccio quella novella di quel todesco che fotte a macca, rendendo i denari
rendendo i denari a monna colei, quello che nasce dal caso io non lo ritrovo
. tanto vale * a macca ', che da'latini dicesi: 'asymbolum comedere'
d'azeglio, 2-43: gli ho risposto che, non avendo l'onore di conoscerlo
feci loro segno [ai contadini] che desideravo cibarmi e mostravo loro dei denari
e mostravo loro dei denari onde persuaderli che non volevo mangiare a macca. -con
. aretino, vi-254: -dimmi, che ti parve di quei capponi che vendea
, che ti parve di quei capponi che vendea colui? - mai non viddi i
gioberti, i-iv- 470: un ministro che sia de'vostri,... vi
mezzo mondo di ambizioselli o di tapini, che corrono alla macca delle pensioni e dei
ultimi due libri del vecchio testamento, che riportano la storia degli ebrei durante il
, un pastor sanza legge, / tal che convien che lui e me ricuopra.
sanza legge, / tal che convien che lui e me ricuopra. / nuovo iason
lercio maccabeo vuol bene il mio padrone che non ha mai voluto bene a nessuno.
), capostipite della famiglia degli asmonei che guidò la resistenza contro antioco epifane.
fitte del maccaio: / adagio pur, che cova la mucina. =
, polpe, razze, pescecane e altri che sono cibi per galeotti. citolini,
e ottanta miglia di golfo e stretto, che in lor lingua chiamano maccareo, di
, qual è una delle meravigliose cose che faccia la natura e ch'in questo
il credere il gran crescimento e callo che in un attimo fa l'acqua e l'
m. -i). polit. che è proprio, che si riferisce al maccartismo
. polit. che è proprio, che si riferisce al maccartismo; aderente o
è ciò appunto, e non altro, che si può dire nella migliore delle ipotesi
: la vi fece pur non so che maccatelle la buona monna apollonia.
. bellincioni, i-54: poi costantin che avea la spada cinta / a'fianchi
'. sono certe cose di legno che vi si conservano dentro i sigilli di
gioco lucchese (e anche l'oggetto che serviva a tale gioco). burchiello
sano. contile, ii-27: dissiti che scoprirò un dì le tue maccatelle,
vo'contare a voi uomini, acciò che voi sappiate le maccatelle di queste
fin d'allora vennemi sospetto, / che in ciò fossero inganni e maccatelle. c
, osserva luna e stelle, / che son del cielo i lucidi ornamenti. /
2-135: queste virtù non facciano sì che altri dissimuli o giustifichi i difetti e
, iii-2-16: andati da momo, che avevano scelto ad arbitro, questi sguardò
tienvi su gli occhi, pirro, che... ci è chi sa giucare
grazzini, 333: non mai color che fan le maccatelle / o i fraccuradi ebber
gl'intingoli, e facci fare occhi che paiono maccatelle. = deriv. da
buti [tommaseo]: baratteria, che per altro nome si chiama maccatelleria
è vendimento ovvero compramento di quello che l'uomo è tenuto di fare per suo
alberti, iii-256: mira che in donna troverai parte alcuna, se
dalle misure del 1693... risulta che il po avesse nella sezione di lago
profondità, ragguagliata nelle escrescenze. ma che! quanto maggiore fu allora in questa
]. carducci, iii-20-366: ma che ariosto! ma che poemi cavallereschi del
, iii-20-366: ma che ariosto! ma che poemi cavallereschi del quattrocento! ma che
che poemi cavallereschi del quattrocento! ma che leggende storiche del medio evo! il
di esplorazione attraverso ricche tribù, ma che tranquillizzare * quelle genti 'per attirarle
pare. pirandello, 7-212: ma che! ma che! sai che era
pirandello, 7-212: ma che! ma che! sai che era invece? disinteressato
: ma che! ma che! sai che era invece? disinteressato spirito di sacrifìcio
la nastasia tornò a casa, s'aspettava che la figliola le venisse incontro in lacrime
« simpatica, » disse più bisbigliando che parlando... « 'christine '
. calvino, 11-116: amleto sa che lo zio lo spia da dietro le
calmeria sino alla nausea, come quella che per disgrazia loro incontrano i bastimenti velieri
operaio incaricato del taglio dell'impasto, che provvede anche allo scarico e al carico
3. tose. attrezzo di legno che serve per rimescolare la polenta nel paiolo
o dura, di preparazione industriale, che si mangia per lo più asciutta, condita
cfr. anche am prima che mangiasse maccaroni et ogn'altra sorte di
, l-1-178: se voi qui mi diceste che ne'ricerca-tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra
se il pittore è intendente della stavan genti che niuna altra cosa facevan che far macnotomia,
della stavan genti che niuna altra cosa facevan che far macnotomia, parte molto bisognevole al
: essendo recati maccheroni e messi su perrispondo che 'l medesimo si comprende negli accenna-gli taglieri innanzi
detti paesi, macché (ma che), in ter. serve a esprimere
a esprimere, subito comandò a'suoi sergenti che 'l detto bonifazio in modo particolarmente energico
maccaroni romaneschi. piglia de la farina che sia bella e distem una