i capretti, s'avvezzeranno, oltr'a che è salata, di nuovo paleggiandola
burchiello, 4: io conchiudo, che gli spelazzini / ciascun vorrebbe doventar
doventar lo scrocchi; / però non vo'che tu me 10 'nsalini: /
; e il medesimo voglion poi che tu di lor faccia. =
arlia, 285: * insalizióne'. voce che fa bella mostra negli atti giudiziarii del
', signori forensi, 4 scalata che dio vi dia bene! =
di roma. vitruvio se ne arrabbiò tanto che non li chiamò pitture, ma delirii
agg. (superi, insalubèrrimo). che reca danno alla salute; nocivo,
magalotti, 19-4: tristo colui / che di sì fatte cerboneche ingolla, / che
che di sì fatte cerboneche ingolla, / che con aspri dolor spesso la paga;
patisce letteralmente la fame: non si ciba che una volta al giorno di patate cattive
: era proprio necessario... che già il figlio di moisè, menotti,
intorno il fastidioso busso di altri piedi che non fossero i suoi, né querelose
il ministero della sanità designa quelle industrie che producono esalazioni o materiali inquinanti, pericolosi
: l'insalubrità de'paesi più assai che dall'aria nasce dah'impurità dell'acque da
insalutante, agg. letter. che non saluta; che non porge il
agg. letter. che non saluta; che non porge il proprio saluto. -
insalutate, agg. letter. che non è salutare; insalubre, malsano
insalutato, agg. letter. che non riceve i rituali saluti di benvenuto
saluti di benvenuto o di congedo; che non viene salutato. -per lo più
vedendo ei stesso, apertamente, / che far colà più lunga permanenza / non
avrete tante visite e disturbi, che certo vi annoierete, e forse risolverete di
im 4 possibile che ella non intenda che non può lasciar tutti
4 possibile che ella non intenda che non può lasciar tutti insalutato ospite.
, xv-292: tanto è il pessimo gusto che offende gl'ingegni esercitati, tanta l'
gl'ingegni esercitati, tanta l'adulazione che stomaca le anime nobili, che anche
adulazione che stomaca le anime nobili, che anche gli splendidi versi innestati in quel
insalvàbile, agg. ant. che non può essere salvato o difeso o
burchiello, 49: fava con che l'olio fritto insalvi, / e
agg. (superi, insanabilìssimo). che non è possibile guarire, sanare
non è possibile guarire, sanare; che è refrattario a ogni rimedio; incurabile
, 2-138: io temo... che la natura a noi abbia dato e'
ad altro potuto rivolgere l'animo, che a questa mia insanabile e penetre- volissima
i-340: bisognerà ancora dire... che ne'matti insanabili [l'anima]
sta scritto il nome di colei / che in sen m'aperse l'insanabil piaga.
insanabili piaghe dell'anima, ci dicono che non abbiamo cuore. d'annunzio, iv-1-401
. d'annunzio, iv-1-401: conobbi che tenevo fra le braccia una povera creatura
sarei lontana da queste insanabili sollecitudini, che io sostengo. s. giovanni crisostomo
., xxi-470: i poveri, mentre che desiderano d'essere appareggiati ai ricchi,
insanabile rabbia d'invidia e di passione che gli fa smaniare e infuriare. beicari
vita non sia / se non quella che nutre / amorosa insanabile follia! agostini
! agostini, 29: questo è quello che mi fa conoscere la piaga infistolita e
mi fa conoscere la piaga infistolita e che mi rende insanabile il mio dolore.
al duro morso / della brama insanabile che invano / felicità richiede. d'annunzio,
della sete mortale. 3. che non si può comporre, attenuare, superare
, xii-367: la guerra... che... conseguirebbe non [poteva
. conseguirebbe non [poteva] imputarsi che all'insanabile ostinazione delle...
: a udire il linguaggio di polemica che ferve tra giornali e giornali e i programmi
e i programmi moltiplicati e i biasimi che si avvicendano da nucleo a nucleo di
a nucleo di patrioti, ciascuno direbbe che il guasto esiste', e insanabile.
imporrà pene e castighi, e quelli che sono del tutto insanabili, scacciarà in esilio
, trovato il fratello insanabile, comandò che il suo peccato si palesasse alla chiesa.
la correttezza forse troppo letteraria dei forestieri che hanno studiato a fondo la nostra lingua
insanabile, dava una grazia tale che sovente godevo la sua voce.
. 6. per estens. che non può essere bonificato. gozzano,
insanabile: nullità di un atto giuridico che non è suscettibile di sanatoria. fil
-qui vi scorgo una nullità insanabile -cioè che le autorità delle leggi e del principe
malato, tanti erano gli stomachevoli beveraggi che tracannava. magalotti, 23-20: gente per
. salvini, 13-131: ma colui che falso / volontario ne dice spergiurando / con
carducci, ii-16-52: non credo affatto che tu sia insanabilmente, come scrivi,
maschia, averebbe pensato più a salvarsi che allindarsi insanamente a precipitare in quel partito
allindarsi insanamente a precipitare in quel partito che mancava di forze a sostenerlo. segneri
e dentro / bolle il fervido dio che i saggi insana. = denom
insanesito, agg. ant. che ha assunto caratteristiche senesi. -in partic
caratteristiche senesi. -in partic.: che è proprio del dialetto senese.
gigli, 4-15: se scipione bargagli, che... volle difendere questa voce
, 29: egli era come colui che si taglia il dito, che s'insanguina
come colui che si taglia il dito, che s'insanguina la mano. ariosto,
. ariosto, 42-2: achille, poi che sotto il falso elmetto / vide patròclo
lieta e vezzosa / la bella dea, che 'nsanguinò la rosa. f.
mozzo capo gl'insanguinava il ladro / che lasciò sul patibolo i delitti. govoni
il segue per la selva ircana, / che tosto crede insanguinar gli artigli. ariosto
, 20-339: ordinò in se medesima che ogni dì ovvero di notte al corpo suo
157: insanguinai co'miei morsi quella mano che fu ministra della morte del mio caro
, / rotto dal lungo cammino / che insanguinava i tuoi piedi. 3.
ci basta insanguinar la terra, / che 'l mar corriamo per più cruda guerra.
n'avedranno, insanguinando il suolo / che serra il po, santerno e zanniolo.
, invano si cercherebbero quelle scelleratezze nefande che insanguinarono l'istoria de'franchi e de'
, xi-1-263: sì fatte armi non possono che insanguinare chiunque le vuole adoprare. s
539: la rossa foglia morta / che il vento porta via, / il vento
basse era spuntata una fetta di luna che pareva una ferita di coltello e insanguinava
. bùgnole sale, 2-452: lasciò che ad inviperirle le chiome, ad insanguinarle
savonarola, ii-234: insanguinossi e impolverossi che non si cognoscessi e andò innanzi al
arme e di sì ignobil sorte; / che ben potrà posseditrice farsi / del ricco
impiccare quelli dua poveri putti, che fu una crudeltà, e non gli è
e non gli è bastato questo, che in bologna ne ha fatti ritenere dua
ira, ch'è un'affetto strabocchevole che violenta le mani ad insanguinarsi nel- l'
10-219: desideriamo bene sopra ogni cosa che si fugga per ogni via e modo
fugga per ogni via e modo quelli scandoli che ne potes- sino nascere, o che
che ne potes- sino nascere, o che loro avessino a saccheggiare alcuna nostra terra
a saccheggiare alcuna nostra terra, o che tu ti avessi ad insanguinare con essi
con essi loro, per quelli rispetti che alla tua prudenzia occorrano e che da
rispetti che alla tua prudenzia occorrano e che da te altra volta sono suti allegati.
, o vero con l'orina, insino che insanguini; poi vi poni polvere di
o capretto; e fallo alessare tanto che appena insanguini. -per estens.
altre parti del corpo umano, son quelle che vanno anco a nutrire di sé
en croce legendo, / nel libro che c'è, ensanguenato. cavalca, iii-101
appena fu osservata la di lui caduta che mille spade si videro insanguinate del di
, una rivoltella. 2. che ha perso o perde sangue; sanguinante.
insanguinato. brusoni, 1013: prima che si vedesse da nuove battaglie insanguinato il
artificio sopra tavola o parete diversi colori che vi paiono gettati a caso e guardati da
.. mostrava la sola pietra lavorata che esistesse in paese, e di cui
simintendi, 2-13: comandò a tritolano che spargesse in parte e'dati semi alla
non era roba altrui, o non tanto che lui non vi avesse diritto di prelevarne
sopra tutti i figliuoli suoi, perciò che nella vecchiezza l'avea generato, e
bianca lavorata e d'oro, / sì che due corna pareva d'un toro.
s. maffei, 5-2-573: molto più che da nazioni nasce tavolta la diversità e
: di qua viene la cattiva maniera che si può osservare nell'iscrizion nostra mentovata innanzi
, i-160: di tutti gli altri modi che i pittori facciano, il dipignere in
consiste nel fare in un giorno solo quello che negli altri modi, si può in
posso dirlo, un po'lavorata e che sente del raffinato. tramater [
questo termine in quella sorta di pitture che sono fatte e rifatte dall'artefice con
gli scultori ed intagliatori significa quella maestria che si scorge nelle opere loro, derivata
franchezza ed obbedienza della mano nel far che riesca pulita, diligente e vaga.
. gigli, 2-149: vedreste altro che una pianta sterile affatto di buoni frutti
modi del favellare, e ritrovare vocaboli che tuttavia vestano la passione con nobiltà e
: la superficie romana di steiner più che dall'humus del testaccio e degli orti
testaccio e degli orti gianicolensi, più che dal fertile ferro del suburbio sembrava lavorata
lavorata dal dolore, faccia da morente che da più di un mese ha sorriso per
è colore: nel panno azzurro, che io non supponevo d'un azzurro così azzurro
terra d'ombra e nero -sotto un cielo che sfolgora. 11. colpito
di dio a disegno d'una più che ordinaria santità. bocalosi, ii- 151
bocalosi, ii- 151: per quelli che non intervengono ai ginnasi non vi sarà
ai ginnasi non vi sarà altra pena che nel restare essi meno perfetti d'un
ordinato un fuoco lavorato, pensando bene che a zuffa conveniano venire. s.
ché così si chiamava all'ora quello che i nostri chiamano oggidì lavorato. a.
con ordine a un filo, però che così piantati più sono vaghi a vedelli,
finora lieti in mezzo ai lavorati già alti che promettevano un abbondante raccolto.
, occupazione. iacopone, 54-2: che farai, pier da morrone? èi venuto
arte dei cuoiai e calzolai, 276: che sia licito di levare, omni dì
. ant. persona di umili condizioni che presta la propria attività manuale dietro retribuzione
si rie- bono da donato loro lavoratore che dovea dare comunemente a'fìlioli di baldovino
dare comunemente a'fìlioli di baldovino, che furono lb. sei, che si
baldovino, che furono lb. sei, che si partirono per metade. cavalca,
: non fa grazia al lavoratore quegli che 'l paga del servigio ricevuto, anzi
se- rano infermi, e trattine quelli che fussero fatigati e debeli, sieno tenuti
lavoratora era pur alquanto più adimesticata seco che inanzi; onde tal volta la se
: mormorarono quelli lavoratori della vigna, che erano venuti per tempo, perché il
tanto quanto a loro, a quelli che erano venuti tardi. cenne da la chitarra
, xxxv11- 427: il maggio voglio che facciate en cagli / con una gente
e forsi posso dire di tuti quanti / che ciascaduno dice ra- sonando inseme: /
del granaio »; ed ella, rispostogli che così farebbe, si pose a cena
, di ladroncelli, di poveri volontari che consumano il pane che mangiar dovrebbero i
di poveri volontari che consumano il pane che mangiar dovrebbero i veri necessitosi. angiolini
francesi sono in mano dei rispettivi proprietari che stanno da sé nell'isole, vigilando
sé nell'isole, vigilando perciò all'interesse che hanno di far vivere più che è
interesse che hanno di far vivere più che è possibile questi miserabili lavoratori. manzoni
, 3 (52): il benefattore che sapeva chi era colui, che aveva
benefattore che sapeva chi era colui, che aveva detta quella parola, ordinò subito
parola, ordinò subito ai lavoratori, che gettasser di nuovo la terra sulle radici.
frutto, in me; e potarà qualunque che rende frutto, acciò che il meni
potarà qualunque che rende frutto, acciò che il meni più frutto. s. caterina
morbido e grasso e la donna un lavoratore che sempre era più fresco e gagliardo,
fresco e gagliardo, s'accordarono insieme più che volentieri di tener lavorata la possessione.
cui si desideri estendere la connotazione positiva che, nel linguaggio moderno, il termine
bel tratto, desidera, senza avvedersene, che muoiano di fame le famiglie intere delle
: v'è la classe dei lavoratori, che per secolare abitudine produce, stenta e
: la 'lavoratrice a domicilio 'che viene a spazzare la mia camera, interrogata
lavoratrice della mensa », di quelle che portano il cappello: non esce mai.
retorica del lavoro, cioè per indicare che si tratta di una professione come altre,
4. agg. e sm. che svolge una qualsiasi attività o compie un
qualche moderno lavoratore di strofe brevi, che s'impegna poco ne'sentimenti, ha servata
, ha così effeminato il suono de'versi che non si possono udir con piacere per
raccogliendo da inediti documenti le poche notizie che ne avanzano. b. croce,
. b. croce, ii-6-24: che cosa è il lavoro se non la morte
se non la morte nell'opera, che si stacca dal lavoratore e gli si fa
si fa estranea? 5. che lavora con impegno e assiduità; che
. che lavora con impegno e assiduità; che pensa solo a lavorare, senza desideri
desideri di divertimento o di evasione; che non teme la fatica (detto soprattutto
lavoratore '. 'donna lavoratora ', che lavora molto e volentieri. nieri,
il lavoro e sentirmi circondato dalla stima che s'ha per i lavoratori, finisco per
]: 'la plebe lavoratrice'. (quel che francesemente * le classi laboriose ')
, iii-27-214: camillo di cavour pensava che il problema delle relazioni tra capitale e
, sia intellettualmente. 7. che è destinato ad agevolare l'opera dell'uomo
tess. uno degli organi della carda, che ha la funzione di riportare sul gran
egli non è solito ordinariamente rendere. sì che a cattivo lavoratore, non s'ha
soderini, i-422: nella seconda lavoratura che si facci alle vigne si può un
dentato. targioni pozzetti, 1-22: aspettano che sia piovuto in modo, che la
aspettano che sia piovuto in modo, che la terra resti bene inzuppata doppo l'
: 'lavorazione', segnatamente di quel lavoro che muta la materia per farla servire a nuovi
rifondata con le forbici a quelle frangioline che può avere la capra [pelle] e
più complessa,... -si sentiva che era la lavorazione che egli prediligeva,
. -si sentiva che era la lavorazione che egli prediligeva,... -,
, 4- 44: quel capannone che c'è prima di arrivare a casa tua
qualsivoglia materia per condurla a quel grado che si desidera; sebbene usano alcuni in questo
superiore, ed accumulandolo alla inferiore, che lo ridurrebbe quasi in piano.
agricola. mamiani, 9-292: stante che il modo di straricchire in fretta sendosi
del credito,... sembra che d'altrettanto vada scemando la pazienza,
industr. diagramma di lavorazione: grafico che serve a riprodurre lo sviluppo di una lavorazione
operai sono disposti lungo un nastro trasportatore che regge il pezzo da lavorare e lo
tempo prefissato o tempo base, in modo che l'operaio possa compiere la sua parte
: aveva dimenticato sul sedile la sceneggiatura che l'indomani, domenica, doveva leggere e
e annotare: il film della cantante che andava in lavorazione tra poche settimane.
. soldati, vii-45: il film che là dovevo soltanto sceneggiare, e poi
lo frutto: / maiur dolor che morto da lor aio portato. tommaso di
mondo... è più obbedito che dio, a cui si lascia di rendere
sino al plebeo rustico od urbano, che vale nel lavoréccio dei campi o nelle
pochissimi sono gli uomini... che non abbiano un'abilità qualunque.
si è tagliato un bosco antico, che da tutti sono tenuti per bonissimi.
chiaro e giusto, mettiamo, che tutti quelli della massa degli operai
260: statuimo et ordinamo; che tutti li sottoposti de la decta
vaste aree troviamo -ante sostituito da -ente che è assai diffuso nei verbi della
specchio vanno a quella del pulito, che finisce d'abbattervi le più picciole disuguaglianze.
14-22: conseguenza della crisi commerciale di che avrete udito a parlare, molte lavorerie
periodici popolari, ii-324: aspettate poi che gl'italiani di tutte le provincie cominciano a
conoscersi, intendersi e stimarsi reciprocamente, e che, com'è ben naturale, lo
lavoro. mazzini, 69-31: a che parlare di fratellanza pur concedendo che i
a che parlare di fratellanza pur concedendo che i nostri fratelli siano ogni dì conculcati,
maledirla; bisogna santificarla. le forze materiali che ci troviamo d'intorno sono i nostri
se la carità di cristo non cerca quello che è suo, niuno di voi non
, 49: in questa arsenata s'estima che ogni anno li lavorerii e robe se
il lavorèrio nella casa di correzione, che sotto lui ha cambiato aspetto. beccaria
vernacolo. saba, 256: con che grazia facevi / non sai, d'
lavoro semplice, da fare alla svelta o che procuri un guadagno immediato senza impegnare
leopardi, iii-665: io ti rivedrò subito che avrò finito un lavorettaccio noioso che ho
subito che avrò finito un lavorettaccio noioso che ho per stella, e che non potrei
lavorettaccio noioso che ho per stella, e che non potrei fare a recanati.
orgia, 133: statuto et ordinato è che qualunque persona comprasse o ver comprar volesse
del vivaro per alzare là suxo tanto che bastasse per fare quello monte. giustino
signore iesù cristo... vuole che voi aviate refrigerio e dolcezza del vostro
meno così bene le mani al lavoriero che non ho invidia ad un'altra mia pari
: sarebbe adunque non minore la gloria che l'utile di quella città, dove niun
, e i presenti di danaro, che montaner dice ricusati dal re, si
o 'lavoratrice'pel femminile; quindi coloro che voltarono 'les travailleurs de la mer '
gli fa la continua vista di quello de che abondano. straparola, 1-4: vestitosi
diedi di piglio ad una forbice, che vi era, e... con
d'oro e d'argento così lodati, che almen si può credere che avessero qualche
lodati, che almen si può credere che avessero qualche pregio d'eccellenza, come
artificio. 4. agg. che riguarda il lavoro. muratori, 16-253
, ii-571: sulla ripa del lavoriero, che è lo specchio d'acqua dove anguille
è una specie di labirinto fatto di canne che sporgeranno sì e no di due palmi
arrivato alla punta non gli rimane più che di disperarsi nei piccoli recinti triangolari dove
dove con la 'bugatta ', che è una specie di rete a sacco in
2. per estens. pescatore della laguna che svolge la sua attività in tale impianto
vigne o posticcie di piante, che tutte non le botassero a dio,
, rettor., 52-11: consideri ancora che 'l buono difficiatore e maestro poi che
che 'l buono difficiatore e maestro poi che propone di fare una casa,.
insino a lui per un poco di lavorio che mi fa. b. giambullari,
cavelle. castelvetro, 10-xii-106: pareva che i lavoratori, dopo il lavorio,
, dopo il leggere,... che sogliono, passata la maggior parte del
: anne dato s. iiij, che cci soprapagoe d'anno per laurio di
d'anno per laurio di nostre vingne, che vangoe e potoe e legoe. donato
di muri, e lasciò voto lo spazio che chiamato era pomerio,...
medesimo pane e beeva il medesimo vino che essi. lastri, 1-5-58: si usa
e rimase il lavorio di quelle innanzi che fossono all'arcora. g. villani,
, 1-38: feciono decreto e ordinaro che quegli maggiori signori eh'erano stati alla
, martino e iacopo fratelli e figluoli che furono di tano baroncelli, ci deono
, a fior... per lavorìo che feciono nella casa loro di vaccherecia.
siena, 120: con ciò sia cosa che necessità sia nel decto spedale lavorìi et
. boiardo, 2-19: da poi che ebbero inteso della edificazione delle mura,
'l giorno in questo lavorio in modo che nello spazio di tre giorni fu fortificato
rendere la madera, arsevi le selve che l'ingombravano inutilmente, e messo a
latte è un magisteri © di natura che insieme è misterio d'amore. a.
(157): con ciò fosse cosa che il marito di lei si levasse ogni
andare a lavorare o a trovar lavorìo, che il giovane fosse in parte che uscir
, che il giovane fosse in parte che uscir lo vedesse fuori. d. sestini
sestini, 102: le ragazze poi che principiano da piccole a darsi ad un tal
mondo e faceva un lavorio di quelli che dio tei dica. 5.
lacedemoni [temistocle] confortò i suoi che sollecitassero il lavorio. ricciardo da cortona
[le tentazioni] ongni nostro lavorìo che nel cuore nostro fusse cominciato. domenichi
di pietre e d'artificio, acciò che quelli che le vedessero divenissero stupidi,
e d'artificio, acciò che quelli che le vedessero divenissero stupidi, e però
il nobile e grande lavorio del tabernacolo che leone papa avea facto. cavalca,
vendere lo lavorìo ch'aveva fatto, avvenne che si pose a sedere per venderlo all'
(237): né alcuna cosa era che a donna appartenesse, sì come di
lavorar lavorìi di seta e simili cose, che, ella non facesse meglio che alcun'
, che, ella non facesse meglio che alcun'altra. sigoli, 217: delle
più nobili e ricchi lavorìi, per tale che andando veggendo per la terra, sono
e delicati lavorìi d'ogni ragione, che se tu avessi i denari nell'osso della
erpice è un lavorio di legno quadro che ha certi denti et adoperonlo i nostri contadini
età di sett'anni, fui più vana che non sono le altre di sedici.
4-289: gracco, fuggendo per li gradi che sono sopra il lavorìo di calpumio,
, cambiato vestimento, per una fedita che gli fue data d'uno pezzo delle dette
furore abbatterò e disfeciono il castello in modo che in pochi dì non vi rimase pietra
osando quel bambolo avanti la madre comparire che con que'fregi che ponno allettare le
avanti la madre comparire che con que'fregi che ponno allettare le veneri. gemelli careri
con lavorio d'oro e d'argento che si consuma dentro lo stesso regno. guerrazzi
boccaccio, 1-vi-202: alcuna cosa pareva loro che al suo lavorio mancasse ad essere equale
volgar., 3-2: da poi che io mi partì da voi, ò scripto
fatiche, non a voi, priore, che no n'avete bisogno, ma a
, iii-391: onesta cosa non è che voi prima me di così bella merce paghiate
me di così bella merce paghiate, che io il mio sì poco lavorio vi fornisca
formar la gran tela di quel sistema che vogliasi ordire. percoto, 406:
iii-6-97: ad altri in vece parrebbe che quel faticoso ed esquisito lavorìo dello stile
alla razzaccia eunuca di quei filologi ciancerelli che ora vi vengon su in firenze. b
fermare le testimonianze certe, « ciò che si deve tenere per vero allo stato della
. gramsci, 1-18: pare necessario che il lavorio di ricerca di nuove verità e
continuamente ripongono in discussione gli stessi principi che paiono i più essenziali. buzzati, 6-229
ad animali. tarchetti, 6-ii-352: che faccende sono mai le loro [delle
le loro [delle formiche]? che affari le occupano? quale è lo scopo
? 10. figur. attività che si svolge nell'intimo della coscienza.
come bestie rapaci distrugono ogni nostro lavorio che nel cuore nostro fusse cominciato. b.
: mi facevo ad esporre il concetto che io m'ero formato della nazionalità di
. bacchetti, 2ix- 379: è che tu sei troppo affezionato a questo lavorio
calli malfamate ove la malavita si addensa -o che tali appaiono appunto per il gran lavorio
il gran lavorio e il gran ricamare che intorno vi si fa. 13
per lo più lento e prolungato, che si svolge all'interno dell'organismo.
4-1-43: l'avere quell'ultimo liquore, che dovrebbe essere sottilissimo, un poco più
un lavorìo d'infiammazione non indifferente, che avrebbe potuto con facilità degenerare in flemmone
una facoltà soprannaturale assistere al lavorìo riparatore che si compieva in quel corpo affranto,
di ricco, 211: or vegio ben che lo vostro colore / di vetro è
iv-xxx-2: qui primamente si vuole sapere che ciascuno buono fabricatore, ne la fine
abbellire dee in quanto puote, acciò che più celebre e più prezioso da lui
un altro tagliente suo coltello, / che fu lavor finissimo bresciano. gemelli careri,
era a sedere, orlando non so che cosa, cadde il lavoro di mano
umile e più abbietto artigiano, egualmente che le opere dei più distinti artefici,
de, scrivendo, racontare le più mostruose che umane operazione del pravo e vilissimo femineo
femineo sesso, de lassare intendo quello che intrinsicamente ho dagli teneri anni conosciuto e
dato una mala percossa a un tucidide che io traduceva in santa pace senza profitto dell'
lavoro musicale più grande e più completo che si conosca. pascoli, i-411:
] ultimi lavori, d'un lavoro che altri può chiamare di compilazione e che
che altri può chiamare di compilazione e che vi direi di risurrezione, del più umile
domandò mara. -ah, quello si che era un bel lavoro. -motivo ornamentale
prezioso, vago, e bel lavoro / che fiammeggiava nel superbo tetto, / eran
in gemme e in oro, / che fean sovente al sol onta e dispetto.
, iii-10-79: è l'uomo di guerra che ama la sua spada, e ne
etc., e anche altri, che sieno non di licei dell'emilia, all'
in quando dei 'lavori di diligenza 'che dovevano essere sunti narrativi di un periodo
il lavoro! / or vedo ben che son facto qua giuso / riso del
, le quali sostenevano l'alte lamie che la coprivano, fatte con non picciolo
de richeza satisfanno tanto a lo mio occhio che serria impossibile più. pulci, 2-20
lavoro. bembo, iii- 668: che giova posseder cittadi e regni / e palagi
, inf., 29-90: o tu che con le dita ti dismaglie, /
, /... i e che fa d'esse tal volta tanaglie, /
s'alcun latino è tra costoro / che son quinc'entro, se l'unghia ti
per me non posso già vedere / che sanza dilettar non vi s'assetti / a
importa una fatica, la quale cresce più che dura quel lavoro. cattaneo, v-3-218
il quale può intervenire fra due idee che nulla hanno di commune fra loro,
e logoramento della originaria vita naturale, che è il contenuto del soggetto. e
13-31: onnipotente idio / tu sai quel che bisogna al mio lavoro. bernardo accolti
sigor el duol, la pallidezza, / che alfin ben condurai questo lavoro. chiari
boccaccio, vii-55: se quel serpente che guarda il tesoro, / del qual
delfico, i-311: or è da credere che pur fossero di vescovile lavoro ed ordimento
il lavoro?... lavoro, che avendo per oggetto la dominazione e la
ai soli schiavi. tarchetti, 6-i-148: che farai tu qui, in un paese
femminili: cucito, ricamo, maglia, che per tradizione sono assegnati alle donne.
-polit. diritto al lavoro: diritto che (secondo le moderne concezioni etico-politiche,
(e cambiare) l'attività lavorativa che preferisce, senza che lo stato possa obbligarla
l'attività lavorativa che preferisce, senza che lo stato possa obbligarla o (salvo
obbligarla o (salvo le norme generali che disciplinano l'iniziativa economica e le professioni
: con qual diritto appropriarsi una materia che è il retaggio comune dell'umanità. ogni
diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. -econ
g. ferrari, 410: dato che dio benedice la comunanza, riducete pure
pure a quattro le ore del lavoro giornaliero che tomaso moro in più duro clima portava
. tarchetti, 6-ii-571: io vorrei che tu potessi farti un'idea della mia
della mia vita d'impiegato, bramerei che tu sapessi che ho otto ore al
vita d'impiegato, bramerei che tu sapessi che ho otto ore al giorno di lavori
lavoro: il ramo dell'ordinamento giuridico che riguarda il lavoro subordinato e disciplina i
sindacale. -contratto di lavoro: quello che regola il rapporto di lavoro, cioè
l'insieme di rapporti giuridici ed economici che si instaurano fra lavoratore e datore di
si distingue il contratto collettivo di lavoro che è stipulato da contrapposte organizzazioni sindacali di
, e il contratto individuale di lavoro che è stipulato da un singolo lavoratore col
compiere tutte le operazioni e gli adempimenti che la legislazione del lavoro e sulla sicurezza
lavori di natura prevalentemente manuale o fìsica che non è consentito svolgere nei giorni festivi
quelli, di natura prevalentemente intellettuale, che, in tali circostanze, è consentito
. galileo, 8-ix-219: non importa che tu ti rivesta, / mutand'abiti
n'erano quivi [nella cattedrale] eccetto che due grami vecchierelli. nievo, 379
come fattore economico) di tutti coloro che svolgono un'attività economicamente produttiva. -in
, iii-27-214: camillo di cavour pensava che il problema delle relazioni tra capitale e
-festa del lavoro: festa, che si tiene il i° maggio, per
, e non era riconosciuta dagli stati che anzi la osteggiavano; successivamente essa è
ancora prevenirla; essa sia il più che si può un accessorio, mentre campeggi come
, e raggruppante numerosi paesi), che ha lo scopo di promuovere la giustizia
5-9: il lavoro per liberarmi dall'ancorotto che batte sotto il fondo si presenta subito
l'insieme degli atti e delle attività che precedono e accompagnano l'approvazione di una
. - anche: i testi scritti che riproducono il contenuto di tali attività.
ai lavori: per indicare le persone che non fanno parte del personale di un cantiere
ai lavori le ballerine erano donne prima che artiste. -dir. ammin.
flavio volgar., ii-4: sicché finito che gli eb- bono prestamente gli argini per
bono prestamente gli argini per la gran moltitudine che egli erano, e perché erano usati
più atto a'lavori del campo agreste che della vigna vangelica. c. ridolfi,
per mezzo dei lavori ad assorbire ciò che l'aria le offre; e ciò
lavorate, tenendola fornita di que'lavori che sogliono improvvisamente il più delle volte venire
, lavoro della pressione di un fluido che agisce sullo stantuffo in un motore a
-lavoro motore: lavoro di una forza che forma rispettivamente un angolo acuto o ottuso
ottuso con il vettore spostamento; lavoro che fa compiere lo spostamento. -lavoro esterno
sistema dinamico. -lavoro resistente: quello che si oppone allo spostamento. mariani,
macchina, si chiama la quantità di moto che essa produce per intrinseco impulso in un
-elettron. lavoro di estrazione: energia che bisogna fornire a un elettrone per estrarlo
malpighi, 1-195: bisognerà confessare conseguentemente che ne'polmoni si cominci questo lavoro della
sanguificazione. 17. azione che gli agenti naturali (acque, venti)
taglie, e simili, nell'atto che sono adoperati a far forza sopra qualche manovra
lavoro (con valore aggettivale): che è destinato, che è utile all'esplicazione
aggettivale): che è destinato, che è utile all'esplicazione di un'attività
rire più bello di quello che è. p. nelli,
-di lavoro (con valore aggettivale): che rientra o si svolge nel proprio
dentro al cuore un lavorino dolce dolce che la invitava a un lagrimare tranquillo.
: voi mi sembrate un gran signore che prende così per gaia il lavoruzzo d'un
bisogno di consecrare tutto il poco tempo che m'avanza intorno ai 'pitagorici'b.
ii-2-282: sono ormai questi i lavoroni in che più mi compiaccio. -spreg
sì ch'io me ne trametta, / che 'l mio lavor non ghiaccia.
ruro di ferro di colore verde-bruno, che si trova in groenlandia e nelle fumarole
mineralogista americano j. lawrence smith, che lo scoprì. lawsone (pron
sm. chim. sostanza colorante aranciata che si estrae dalle foglie di henna,
genere di piante della famiglia litracee, che ha come unica specie la lawsonia inermis
). laziale, agg. che si riferisce, che è proprio
laziale, agg. che si riferisce, che è proprio del lazio.
i più nitidi gentiluo mini che mai avessero galoppato in caccia su la pesta
curvi lidi errante / come tuon rispondea che chiuso romba / da ravenna il toscan
italiano. boccaccio, iii-12-84: poi che le muse nude comiciaro, / nel
bruno, 3-1089: da le parti che si muoveno in circolo, si apprendeno
apprendeno due differenze di lazione, in quanto che successivamente altre parti montano alla sommità,
, 3-1-153: tutti i mobili, che si muovono circolarmente, par che restino
mobili, che si muovono circolarmente, par che restino indietro, e si muovono di
otto colonnette avvi di sopra, / che di lazulo son forbito e netto. scamozzi
: la pietra armenia è più lodata quella che tende al color ceruleo...
grottescamente si tingono di quel ceruleo nobilissimo che è « tintura propria della pietra lazulea separata
lasurite), sf. miner. minerale che appartiene al gruppo della sodalite, di
suoli di tartaro... a misura che questa loro formazione è stata interrotta più
di quelle terre frigide naturali, che sotto diversi nomi di lazze,
trovano in poggio e in piano, e che richiederebbero un ben lungo trattato d'
lazzi, detto specialmente dei comici che sostengono le parti buffe, accompagnandole con atti
lazzarésco nella stampa giorna liera che fa schifo e vergogna. de meis,
gramsci, 4-202: si credeva che, dopo l'esecuzione di davide da
. gramsci, 4-202: si credeva che, dopo l'esecuzione di davide da
. priuli, ii-264: se dubitava molto che questo morbo dovesse procedere avanti, e
tutte quelle provisioni opportune e necessarie, che fussero mai possibile, e gaiardamente,
questo. sanudo, 113: inteso che questo magnifico podestà facea fabricar la loza
il lazzaretto, stanza overo spedale, che serve agli ammorbati nel tempo di peste
nel cuore della città: io credeva che il lazzeretto se le dovesse scostare più
il lazzeretto se le dovesse scostare più che fusse possibile. broggia, 475: fa
possibile. broggia, 475: fa mestieri che i lazzaretti siano spaziosi, ben chiusi
'e di 4 mercanzie ', che abbiano il loro ospedal, abbiano più
un lezzo che l'aria di scirocco portava fin sù alle
barcone galleggiante) per persone o merci che provengono da zone infette. giuseppe
ancona è un edifizio... che contiene una moltitudine di stanze su due
ne'quali si depongono tutte le derrate che si sbarcano dalle navi sospette di peste
altri luoghi di commercio sono barletta, che ha un piccolo lazzaretto di contumacia,
, 2-235: si va a trovare coloro che sono al lazzaretto; in un barcone
tutti e il lazzeretto, / gente che uscia di far la quarantina.
fisici o di vizi, di difetti che affliggono una persona. f. f
soppiatto da qualchedun di tanti mosconotti, che s'aggiran d'intorno a que'rosai di
d'intorno a que'rosai di pesto, che per me sono tutti lazaretti di peste
per me sono tutti lazaretti di peste che voglian'dir'quei neri bollettini, che
che voglian'dir'quei neri bollettini, che quasi ognun'una di loro porta sul viso
: domandate a quell'altro poveretto / che di galliche doglie ha piene tossa /
lazzeretto. -persona o gruppo di persone che non devono essere avvicinate o frequentate.
. redi, 16-vii-61: m'immagino che questa sera ella sia sola e soletta
: i giusti, quei giusti carnivori che conoscete a tante prove, fingono oggi 1
: dopo di tre mesi di lazzaretto so che finalmente vi è stata mandata la bella
-me ne rammento. -a quel cociore che ti abbruscia grattata che ti hai si
-a quel cociore che ti abbruscia grattata che ti hai si assimiglia al dolore che si
che ti hai si assimiglia al dolore che si sente mentre si taglia il vergine
camiciotti, e seguito da quantità di lazzarismo che gridava * viva il re, morano
1-25: tutto [facevano] non che senza niun riserbo né orrore, come
orrore, come se non avesse sensi che ne patissero, ma con tanta consolazione
: cercarete di quelle marte pietose, che soccorrevano testé presso di quei letti all'
pieno di queste ultime immondezze dicono anche 4 che va da sé '. es.
. es. io lo presi in casa che andava da sé dal fastidio. linati
degli artisti. viani, 13-451: pare che anche nel 1833 fossero di moda i
popolano del quartiere mercato a napoli, che partecipò alla rivolta del 1647 contro gli
napoli (con riferimento soprattutto a coloro che parteciparono alle sommosse del 1799 contro i
, i quali mal contenti in vedere che da tutte le passate turbu- lenze
sfacciato e torbido, e d'alcun altro che non sapeva come più alzar il capo
classe, creduto di maggior senno, che mai significasse la voce festosa di costituzione
costituzione. bresciani, 6-vii-35: i lazzari che seguiano per ogni dove i drappelli dei
settembrini, 1-220: il lazzaro caporale che portava una bandiera bianca è inseguito.
figliuola di lazzara, quale sei tu, che tu mi chiami per nome? periodici
e ciò per la gran ragione, che i lazzari sono armati e i galantuomini sono
, 6-ii-119: tra quelle migliaia di 'lazzari che vivono con quattro centesimi di lumaconi al
chiamarono i napoletani di masaniello 4 lazzari 'che in ispagnuolo valeva prima 4 lebbrosi '
cenciosa ', i plebei di napoli credettero che quella fosse una bella parola e il
etico-politico, impersonava una « religione » che aveva i suoi fedeli nei contadini e
nello stile d'oggi: -a che cosa sono buoni i signori calabresi? a
all'avogadri, per sfogare una domanda, che mi era già fatta molte volte,
fatta molte volte, -questi beati lazzari, che si scaldano al sole senza far nulla
non lazzaronare dieci anni con il papà che ti mantiene ». = denom.
governo. monti, ii-381: desidero che i torbidi di napoli affrettino la partenza vostra
filosofi. papi, 1-4-48: quella plebe che in napoli è numerosissima sotto il nome
marinai, facchini e di altri tali, che formano quella numerose e sempre mobile parte
numerose e sempre mobile parte del popolo che chiamansi 'lazzaroni'. pecchio, 12: uno
del molo, sogliono esservi de'lazzaroni che spiegano agli altri lazzaroni loro fratelli le
dipennate dal budget le centinaia di milioni che l'esercito, questo lazzarone colossale, vi
, vi divora in un ozio, che non gli concedete utilizzare nemmeno colla lettura
mendica, non si ha altra risorsa che il lavoro. carducci, ii-5-153: non
carducci, ii-5-153: non amo punto che i miei figliuoli diventino lazzaroni. verga,
: s'era rassegnata all'insolenza del lazzarone che l'aveva scarozzata sino al vicoletto oscuro
.. ghignando ed ammiccando alla gente che incontrava per accusare 11 soffietto traballante sotto
gadda, 17-60: qualche lazzeróne declamò che sfruttavan la gente e piantarono in asso direttrice
italia chiacchierona, lazzarona e sentimentale, che conoscono gli stranieri. -re lazzarone
. petruccelli della gattina, ii-154: che era mò quel ridicolo re lazzarone di
e scrisse e dedicò odi al re lazzarone che metteva in burla le riforme del cognato
tutte brutte, cominciando dalla signora prefettessa che irraggiava tutto intorno la stupidità sua lazzarona
una gran veste rossa o color sanguigno che fosse. baldini, i-167: non ci
non ci voleva proprio nulla di meglio che il confronto della secolare credulità, dell'inalterata
filippo li trattava con quella bonarietà lazzarona che re ferdinando aveva messo alla moda.
chiesa, 5-5: senza contare quello che aveva mangiato, l'animale, nel
mangiato, l'animale, nel tempo che se ne stava qui a fare il lazzarone
i preti devono dare il buon esempio: che cosa faranno gli altri se incominciano i
portandosi dietro tutti i lazzaroncelli di castelnuovo che gli facevano da modelli. =
accidia divenne più servile e più accidiosa che mai, negli anni sciagurati di ferdinando
borboni ad appoggiarsi sempre più sulla classe che li aveva meglio sostenuti in quell'anno
lazzaronesca, poliziesca, e soldatesca, che doveva finire nel 1860. papini,
-ma in quello di non modificare ciò che la natura ha fondato e muove.
concezione attivistica della grazia presso i protestanti che ha dato la forma morale allo spirito d'
: questa avanguerra di fogli e d'inchiostri che ci tocca da sei mesi combattere contro
organico dei napoletani e nel rilevare invece che essi sono molto attivi e industriosi.
): il morbo de la lepra, che noi domandiamo il 'mal di san
, 1-436: lazzeggiare significa qualunque azione che facciano i comici per esprimere il loro
, 16-158: dieci ragazzotti sguaiati e che le chiamavano, le invitavano, lazzeggiando,
: tenea dipinto nel targone / il cerri che cantava un lazzerone. salvini, vii-530
magna et amara valde ', lo che si canta nell'assoluzione del morto, detto
una drupa corallina o anche giallastra, che può raggiungere la grossezza di una ciliegia
ciliegia, una lazzeròla. non richiama che immagini di frutta. accesa, che si
richiama che immagini di frutta. accesa, che si penserebbe al belletto se potesse emulare
porcellana con sopra alquante succose lazzcruole, che avevano la scorza fresca e rubiconda.
2. melo lazzeruolo: quello che produce tale tipo di mela.
specie; ma a quelle ancora, che quantunque di specie diversa vanno in succhio
, 551: io non credeva, fuori che in sogno, / fossero altrove gigli
in quella letizia diluviale delle mattinate di maggio che, a lui ancora in ombra,
33: fra l'altre il lazzarol che ha saporita / non men la polpa
saporita / non men la polpa, che la guancia rossa. bresciani, 6-vi-77:
. = deriv. da azzeruolo (che è dallo spagn. acerolo, dall'
volgar., 5-26: avicenna dice, che le foglie loro sono di forte lazzezza
, e di confortare per l'aromaticità che hanno in loro. = deriv.
arte dove si configurò come gioco comico che si introduceva a volontà nella rappresentazione all'
199: il granduca intanto, che sperava d'aver a vedere qualche bel
vedere qualche bel lazzo, di quei che sapeva fare giovanni, andò ancor esso
voi sa il lazzo di mezzettino, che all'osteria, non potendo aver del cervello
. non han costoro per ciò conseguire che usar equivochi laidi e poco onesti, il
scorci e di lazzi tanto piacevoli, che né sono esprimibili dall'inchiostro, né superabili
lesto / a cassetta, ogni donna che s'affacci / manda saluti; ella ai
con un'impudenza e una sfrenata promiscuità che stupiva agostino affatto nuovo a questo genere
.. eccita il lazzo delle ghiandaie che irridono e fuggono, spiando, fra le
200: ch'ho io a reggere? che s'ha a portar qualche peso?
; ha tirato dalla sua il dialogo, che era già amico nostro, ed ora
all'occasione collaborare con certi suoi lazzetti che finivano sempre col farlo capitombolare sul
lazzo1 » agg. letter. che è di sapore aspro, acidulo,
, 12-56: in quella guisa appunto che una lazza / sorba chiunque per la fame
delle mele rose candide e vermiglie, che innamoran la vista; ma se tu
morso, elle son aspre e lazze che t'allegano i denti. graf, 5-890
allegano i denti. graf, 5-890: che vino è questo? assaggia! /
15-65: quello ingrato popolo maligno / che discese di fiesole 'ab 'antico,
essere romano, fino di quei primi che vennero abitare a firenze e gli altri,
col tempo maturansi; laddove egli, che non di nuova cittadinanza, ma d'
è visto continuamente da persone onorate, che nella campagna, dove vive tra le fiere
: si dichiara la voce * lazzo 'che importa sapore agro mescolato con l'acerbo
agro mescolato con l'acerbo, per lo che si trasporta con buona somiglianza a significare
stridulo. pascoli, 279: parea che un carro... / ridiscendesse l'
= deriv. dal lat. lactèus * che ha il capore acidulo del latte '
la specie, il tipo di ciò che il nome esprime (e corrisponde agli
si elide raramente, anche davanti ai nomi che cominciano con e; concorre, con
dante, purg., 2-33: vedi che sdegna gli argomenti umani, / si
sdegna gli argomenti umani, / si che remo non vuol né altro velo / che
che remo non vuol né altro velo / che l'ali sue tra liti sì lontani
su l'altro girone, / sì che tacer mi fer le luci vaghe. petrarca
le leggi... erano, non che alla loro età, ma a troppo
n. 27: « gittar le lacrime che parean nocciuole... ». a
canto tarmi pietose e il capitano / che il gran sepolcro liberò di cristo.
di parigi, / e per quelle / che sì belle / rallegrar fanno il tamigi
, l'audaci imprese io canto, / che furo al tempo che passaro i mori
canto, / che furo al tempo che passaro i mori / d'africa il mare
la guancia / fe'più vermiglie rifiorir che mai / le dell'aura predate amiche
: perla, fior de le contrate / che tutte l'altre passate / di bellezze
mani, e, con la mano che lo tiene, si batte l'involtino sul
e lo die le otto, secondo che cresce e menoma lo die e la notte
tumulto. caro, 4-1010: ah che felice, / felice assai morrei, s'
all'umil tetto / le più solenni che vi potean farsi. manzoni, pr.
belle / e più lontane. ed ecco che su l'aia / vide due rondini
più volte più lenti a pigliare quello che possono avere, che non sono a
lenti a pigliare quello che possono avere, che non sono a desiderare quello a che
che non sono a desiderare quello a che non possono giungere. d. bartoli,
»... ha un'arrabbiata intrepidezza che rasenta l'incoscienza; ferito le cento
): cominciò a gittar le lagrime che parevan nocciuole, sì eran grosse. firenzuola
: mi dieron tante le bastonate, che poco mancò che il lor pensiero non
dieron tante le bastonate, che poco mancò che il lor pensiero non avesse effetto.
le chiuse / voi lasciate così? che fu? viltade / v'ha tolto il
zena, 1-677: pensò marco cybo che all'uscita le vol- tagisio l'avrebbero
allo spirito di carducci sanno tutti coloro che hanno letto le poesie, e specie
mia amica professoressa gambini mi ha detto che, dopo le grazie, è il
. bruno, 3-313: tanto quelle che furono quanto le che sono e saranno
3-313: tanto quelle che furono quanto le che sono e saranno, son cose principiate
dante, purg., 15-80: che tosto sieno spente, / come son
già le due, le cinque piaghe / che si richiudon per esser dolente. caro
mai nel pensiero simil cose, non che le ragionassi con lui. soderini, iii-255
conserte, / stette, e dei dì che furono / l'as- salse il sovvenir
118: i * a le vangele iurimi che mi sia a marito.
una fontana, ed intorbidava il rigagnolo che facea la fontana. dante,
, misera e cattiva, / poscia che vide polissena morta /... /
., 4-5 (424): avvenne che egli le 'ncominciò stranamente a piacere
lunge un monte poi le si scopriva / che sporge sovra 'l mar la chioma altera
, / ahi fero giorno! allor che la sua bella / vergine cuccia de
, e più le giova / l'inno che bella ci- terea la invoca. manzoni
/ sempre un obblio di chiedere / che le saria negato; / e al dio
. novelle adespote, vi-327: a che disse la donna: -vogliamo noi stare
posta in croce / pur da color che le dovrien dar lode, / dandole biasmo
): chetamente la ricoperse, come che, così bella vedendola, in disiderio
, ciascuno riebbe la più parte di ciò che prima gli apparteneva. manzoni, pr
dicea, * a la mia donna / che mi diseta con le dolci stille '
, / non s'accorge el meschin che quivi è amore. ariosto, 30-78:
felicità. redi, 8-1-322: vorrei che ella fosse qui vicina, perché le farei
, inf., 3-55: io, che riguardai, vidi una 'nsegna / che
che riguardai, vidi una 'nsegna / che girando correva tanto ratta, / che d'
/ che girando correva tanto ratta, / che d'ogne posa mi parea indegna;
, ch'i'non averei creduto / che morte tanta n'avesse di
. tasso, n-ii-254: ben so io che 'l sonno sopisce tutti i sentimenti esteriori
fatali trioni, / e l'altra che le diede il tempo irato, / par
le diede il tempo irato, / par che si prenda a scherno. manzoni,
altre parole alle prime continuandosi, avanti che egli ristesse l'ebbe nel capo messo
egli ristesse l'ebbe nel capo messo che questo fosse ben fatto. bandello, 2-45
si adirano ed inorgogliamo con tra colui che... ardisca mostrar saper quel che
che... ardisca mostrar saper quel che essi non sanno. qua le vederete
grandi e gravi propositi: ma dubito che la mia testa non le possa capire e
, 4: tanto le strifinò le gote che lei fece sanguinare, sicch'ella stette
e tanti belli e cari gioielli, che valevano per avventura altrettanto. aretino,
droncina dolce, io le ne ho tanta che mi si scoppia il cuore. marino
e l'insistenza con cui ella pretese che le ne spiegassi le ragioni, mi costrinsero
: come sue donne e maggiori in ciò che per lui si poteva l'onorava.
pettine carminarle, o buone o triste che siano, le mette in disperazione.
, faceva loro scontare anticipatamente i piaceri che avrebber goduti un giorno. 8
64-107: i cavalieri e i donzelli, che erano giulivi e gai, si faceano
motto: e quattro approvatori erano stabiliti, che quelle che aveano valore, faceano mettere
quattro approvatori erano stabiliti, che quelle che aveano valore, faceano mettere in conto;
a chi l'avea fatte, diceano che le migliorasse. dante, inf.,
., 13-59: io son colui che tenni ambo le chiavi / del cor di
/ del cor di federigo, e che le volsi, / serrando e disserrando sì
serrando e disserrando sì soavi, / che dal secreto suo quasi ogn'uom tolsi.
vostre armi, e le date a quelli che sono buoni. tasso, 11-ii-260:
bianche; / e sotto il fioccar tristo che le asconde / paion di vita stanche
quali paiono accendere d'amore 11 respiro che le apre. le invermigli un sangue ricco
, portano sempre in loro un enigma che turba gli uomini intellettuali e li attira
: -vedi lusca, tutte le cose che tu mi di', io le conosco vere
sì tondo e sì minchione, / che se le beve tutte, e a ognun
ci son uomin tanto babbuassi, / che crederebbon che un asin volassi. manzoni
uomin tanto babbuassi, / che crederebbon che un asin volassi. manzoni, pr
cose appariscon ne lo suo aspetto / che mostrare de'piacer di paradiso, /
occhi e nel suo dolce riso, / che le vi reca amor com'a suo
state le cose da me raccontate, che come io le vi porgo, s'ingegnano
polvere, / non c'è vento che se le porti via? 9
vincolle. parini, xvii-10: queste, che il fero allobrogo / note piene d'
, i-155: pigliate le volpi mentre che le sono piccoline: e vizii mentre
le sono piccoline: e vizii mentre che sono nel principio e piccolini, è poca
. firenzuola, 18: se alcuno dicesse che ci è ancora lo y e il
già detta semplicità, io ti rispondo che le non sono lettere nostre, ma
primo a prender l'armi, / che le venian portate da un valletto.
di certe cose, perché monsignore dice che le son ciance: però, quando viene
quando viene il caso, mi pare che sia un dovere. tommaseo, 11-72:
: poi veniva la pittura de'tormenti che soffrono nell'inferno le donne infedeli;
le donne infedeli; e da quel che me ne raccontò l'ombra amante,
ombra amante, vi so dire io che le non ci stanno a grande agio.
le quali non per tanto non impediscono che cotesto ultimo verso 'l'ale tue
: / due sonnecchiano; cammina / che cammina, / e le son tutte
lat. illa 'quella, questa 'che supplisce nel dat. sing. (
. le3, sf. spazio che scorre lungo un fiume (cfr.
ragazzotti coi calzoni a mezza gamba, che sembravano tanti coscritti. idem, 5-139
, leagli; superi, lealissimo). che osserva diligentemente le leggi e rispetta i
, i patti, le promesse; che è scrupolosamente ligio al dovere e serve
pienamente alla fiducia riposta in lui; che agisce con franchezza e sincerità, rifuggendo
re giovanni, 86: ogn'one che ama altamente / si de'aver bon
leale, conosce e si ricorda di quello che ritiene per te e da te,
da te, e non di quello che per tua cagione ha perduto. giamboni
guittone, 118-12: non è ragion che lial servo pera. abbracciavacca, xxix-16:
: era nelle prestanze de'denari, che fatte gli erano, lealissimo tenditore.
/ ov'è la liber- tade / che contra el lial servo usa il signore?
accettatemi per quel vero e leai servidore che sempre stato vi sono. e volendo la
mia provare, fatene tutte quelle sperienze che sapete, ché sempre mi trovarete più
pronto assai e presto ad ubidirvi, che voi non sarete a comandarmi. vasari,
parola, e tanto d'animo intero che non lo arebbe contaminato qual si voglia
e zelo di sì buoni e leali vassalli che, scordati e liberi d'ogni particolare
particolare rispetto, l'informiamo di quello che conviene al ben commune e universale di tutti
sono... un soldato leale che giurai difendere la mia bandiera finché avrò
nelle promessioni e nella fede data, che nelle tue guerre e battaglie. di giacomo
unica non ingiusta, la sensualità pronta che è la seconda faccia dell'intelligenza leale.
66: allora sì gli comandoe tristano che vada a messer galvano lo leale per suo
virtuosi, que'leali,... che però non credono a cristo e alla
de'trar sì cort'o deleiale / che si convegna per forza partire. stefano
/ li fu da quello giorno / che mi seppe mostrare / la gioi che sempre
/ che mi seppe mostrare / la gioi che sempre ò 'n mente. odo delle
lemmo di giovanni orlandi, xxix-59: sì che per tal sembiansa / mizi 'l core
assai vi son più leale amante / che l'ermellino a la sua bianchezza.
: / schiva in se stesso quel che in altri abborre: / e, qual
altri abborre: / e, qual vuol che altri sia, fassi egli tale.
. b. corsini, 11-50: già che a convertire in risi i pianti /
rinvigorirà le rime mie, / tanto che le lor gioie estreme io canti? carducci
mai. d'annunzio, iii-2-1060: -vuoi che parliamo un poco seriamente? -parliamo.
ii-16: come, dico, è possibile che si truovi chi... sia
giesù cristo benedetto. 4. che si comporta con rigorosa onestà anche nei
, ma leale e di cuore; che tenendo da parte d'impero, non ad
non ad altro in- tendea veramente, che a rimettere l'italia in istato. mazzini
fra avversari leali. 5. che si attiene alla verità documentata; obiettivo
io presi dal più leale storico, che visse con lui, il p. cepari
. 6. per estens. che rivela sincera lealtà, spontanea franchezza,
e però dico con detto leale / che dichiate con senno e non con volo,
2-129: nessuno consiglio è più leale che quello che si dà dalle nave che
nessuno consiglio è più leale che quello che si dà dalle nave che sono in
che quello che si dà dalle nave che sono in pericolo. monti, iii-27:
dir parole franche e leali sulle osservazioni che il padre e voi pure mi fate sul
tristano, 178: certo io veggio che sed io foe altro giuoco con isotta la
con isotta la quale è quie, che mia dama isotta la bionda m'abia comandato
: dona, certo te zuro, / che altri che ti non amo / d'
, certo te zuro, / che altri che ti non amo / d'amore liale
stretta e ben leale; e poi che morte / ne lo colse, ho serbato
spirito di leale e benevola fierezza, che lo rese poi tanto sdegnoso di ogni servitù
debba però l'accomandante starsene al conto che li darà il... accomandatario
ragione precede la prudenza; dond'è che un corso di filosofia ragionata...
allo studio delle scienze leali e politiche, che richieggono molta conoscenza del mondo e molta
: e se il peso, della cosa che si vendesse, valicasse la doppia o
. il grave pregiudizio... che sia estratta la moneta leale e di peso
foglia d'oro e d'argento, che in alcuni tempi della repubblica e dell'impero
leali al prezzo dei due preziosi metalli che rappresentavano. -figur. abbracciavacca
per tutto il mese d'ottobre prossimo che viene. 16. solido,
palladio volgar., 1-17: se intervenisse che non fusse leale [il fondo della
statuti dell'arte della seta, 2-18: che tutte le sete leali e doppie,
o fare scrivere la quantità de'bozzoli che elle lavoreranno, ed il peso della seta
lavoreranno, ed il peso della seta che ne trarranno, distinguendo la leale dalla doppia
sovente leale. sacchetti, 214-57: colui che vive leale, stando contento del suo
fitto / se fa lial e dritto / che po'se trova coppo. macinghi strozzi
restiamo leali » disse margherita. « a che serve sofisticare? è meglio tacere »
in forza di sost. quello spazio che gl'intendenti sopra i fiumi debbono lasciare alla
d'affetto e di lealismo alla monarchia, che spontaneamente si voleva fare la sera.
. cecchi, 5-54: i buoni matti che lo trovano a piè d'un albero
con lealismo di contadini usi a sapere che le uova son proprietà della massaia.
(plur. m. -i). che ha un atteggiamento politico di lealismo per
pirandello, 8-743: quei pochi che siamo qua di trento e di trieste
lei, lealista, non mi grida che il mio posto sarebbe là, a
questo mi è reso impossibile dall'autista che mi accompagna, un profugo palestinese che
che mi accompagna, un profugo palestinese che li aborre e disprezza e, giacché non
politica contro un popolo arcaico e lealista che sostiene il re. 2.
. stor. cittadini dell'america settentrionale che, durante la guerra d'indipendenza combattuta
dante, conv., iv-xxvi-14: ciò che promise per le vittorie, lealmente diede
sì come era di loro lunga usanza, che era loro legge. latini volgar.
fatto nella camera del detto ospitale, secondo che usato éne, bene e lialmente.
calzolai, 289: statuimo e ordinamo che 'l camarlengo della decta arte sia tenuto
per lo comune de la decta arte ciò che per cagione del suo officio alle
, 18-1-418: le anime di coloro che hanno bene e lealmente le repubbliche amministrato,
delfico, ii-28: il pubblico non permette che i suoi falli o vituperi passino formalmente
cesari, 1-2-6: ecco bella mercede che rende cristo a chi tanto lealmente lo
qualunque bona donna hae amadore, / che mette opera e fede in lei servire
valore, / e non demanda ciò che vole avere. angiolieri, 17-2: chi
e ripensando alle tra vaglie e angustie che di giorno in giorno occorreno a'miseri mortali
, non trovo passione né affanno maggiore che una donna lealmente amare il marito e
da lui. foscolo, xvii-16: so che voi mi amate lealmente, e sarei
lealmente, e sarei lietissimo se fossi certo che la lontananza ed il tempo non togliessero
non togliessero dall'animo vostro l'amicizia che sarà perpetua nel mio. -affettuosamente
anonimo, i-616: per merto del servir che fatto v'aggio, / mercé vo
v'aggio, / mercé vo chero che lealemente / mi consigliate che ver ciò
mercé vo chero che lealemente / mi consigliate che ver ciò faraggio. bencivenni, 4-58
bencivenni, 4-58: elli esamina i consigli che l'uomo li dona, e pensa
io zuro lialmente a l'alto dio / che a tuti li cavalieri farò gran dano
, iv-1-28: io voleva dirti quel che t'ho detto: ch'io non
ch'io non sono più tua, che non potrò essere tua più mai. voleva
occhi: -bravo, don fili! che siete tornato. non erano pazzie da
se vendetta avete a fare, / che 'l farà di buon cuore lealemente. straparla
... vegna / da voi risposta che men faccia dono. carducci, iii-5-60
manca, purtroppo, il sottile ingegno che meglio avrebbe giudicato; il nobile cuore che
che meglio avrebbe giudicato; il nobile cuore che più lealmente avrebbe riconosciuto il vero e
da quello conrisponde lealmente a la speranza che io aveva ne lo esser favorito da voi
il vero e serva lealtade e quello che promette. guittone, xxxv-47: conservator,
lealtade è seguire e mettere in opera quello che le leggi dicono, e ciò massimamente
giannotto, gl'incominciò forte ad increscere che l'anima d'un così valente e
ii re comanda per la lialtade / che son sottoposti al suo giuramento, /
cristianissima, sopra la quale si riposa più che sopra qualsivoglia patto o lega. cardi
non odiarlo, a volergli bene e che stessero certi della sua lealtà. papi,
di artifizioso, di non innocente, che ripugna alla virtù vera e alla lealtà generosa
e dall'altra due gran cani, che dal macello avea menati, mandò uno al
avea menati, mandò uno al rialto, che bandisse che chi volesse veder l'agnolo
mandò uno al rialto, che bandisse che chi volesse veder l'agnolo gabriello andasse
lealtà: le gru, a ciò che lor re non perisca per cattiva guardia
troppo, approdante a certezze più chiesastiche che propriamente religiose, a culture di classe
, a lealtà westminste- riane e canterburiane che lo designerebbero, s'egli non meritasse
non meritasse allori meno pallidi di quelli che convengono a sir john masefield, quale
; / ed intendete una gran falsitade / che m'ha fatto una donna, cui
aunore / va mia canzone, e dì che si comforti / e lealtate porti /
e lealtate porti / a me, che le son dritto servidore. guidiccioni,
i-32: o lealtà d'amor, che sì tranquille / il desio degli amanti
. casoni, 2-28: chi sarà che possa lodare la lealtà in amore? il
intenzioni. foscolo, xiv-22: quello che oso di offrirvi in me, come non
esprimo i miei sentimenti, è la passione che ho per il bene, e la
con rara lealtà, mi confessò che i contadini suoi, non più mezzaiuoli
gusto a quella vernice di falsa gentilezza che la civilizzazione ha dato agli altri popoli.
-mara fece segno di sì. -fu qui che le dissi di volerle bene. -tenne
lealtà tra'servidori usare e'signori, che tra gli amici e pari si conviene
, 1-67: altresì è del traditore che fa contro lo suo signore, e
suoni propri di quella lingua, e più che altrove le desinenze imitative delle sue,
, col sufi. chim. -ina, che indica ammine e composti analoghi.
i-153: non è nuovo della natura, che molti vermi si nutrichino dell'amaro,
vermi roditori dell'assenzio, e bruchi che vivevano di sola ruta, di rododendros
etti, 6-270: ho soltanto osservato che i leandri da noi coltivati con tanta cura
da sé sulle rive della gau- diana che abbiamo costeggiata qualche miglia. cesari,
può, due piante di leandri, che fanno que'bei fiori porporini. d'annunzio
per lo più fiorito di smalto diverso, che si pone negli scudi. =
. levantino. -per estens.: che ha i difetti tipici dei levantini.
usanza, / ché più fallanza, -è che leanza - astata. inghilfredi, 379
iii- 102-14: o me dolente, che cotal pietanza / non mi pensa'trovar
pensa'trovar nella tua corte, / che tal v'à gioia che v'à men
corte, / che tal v'à gioia che v'à men leanza. pietro de'
porto / nel core a quella, che sor tutte avanza / de beltà, de
. boccaccio, 1-i-167: tu sai che mai a'tuoi orecchi niuno mio segreto
6-84: io non cerco altro pegno che la fede; / guardate se di voi
d'esiglio, / e il pan conobbe che più sa di sale. 2.
speranza / chi no'lascia di quel che più disia. gallo da pisa, xxxv-1-284
. chiaro davanzati, xvii-761-7: vo'che tu ne prende sicuranza, / ch'io
/ ed ameragio com pura leanza / sol che tu guardi al biasmo dela giente.
, ii-203: lasso! io credetti che maggior leanza / regnassi in te:
madonna, a cui porto lianza / più che non fa asses- sino asorcuitato. rugieri
, 99: anche li antichi nostri dicono che a traditore non se de'tenere leanza
: / fatta te fo recordanza / che tu fussi confessato; / non volisti
non volisti aver lianza / 'n quel che te fo commandato. chiaro davanzati,
da barberino, ii-159: non fai men che leanza / se tu non servi la
non servi la fede a colui / che no la serva né te né altrui.
geremei, xxxv-1-858: sì ve recordo che compromessi siti, / ostadixi e segurtà dato
, in cui se crede, / che sol de te serà ogni mio pensiero.
abbatti, non aver timore, / che tuo prigion sarò per mia leanza, /
(ant. liardo), agg. che è di colore grigio chiaro (un
da barberino, 1-83: il cavallo che vi donò lo re... è
cavalcò un cavalo liardo rodato del regno che li ha conduto il principe di oranges,
cavai sì snello e sì gagliardo, / che par non avea al mondo, et
6-15: spronando un corridor leardo, / che 'l pregio al vento e a la
drizza la lancia al giovine averardo / che di sangue nemico ei vede molle.
uomo sopra di un cavallo leardo, che sosteneva in groppa il corpo d'un
13-158: egli non avrebbe mai immaginato che i cavalli, oltre che bai e
mai immaginato che i cavalli, oltre che bai e sauri,... potessero
ii-74: l'altro fia una chineuccia che io ho, ovvero il leardo che cavalco
che io ho, ovvero il leardo che cavalco io, e che aveste voi
ovvero il leardo che cavalco io, e che aveste voi. brignole sale, 6-35
, eurìto, / presso i cavalli che pascean la spelta; / e cantavi quel
e chi pel leardo, a segno che di molte volte saranno 30, 40
queste sono il leardo rotato, o pomellato che vogliate dir, l'armellino o candido
mantel tutto leardo argento, / se non che fosche ha sol le parti estreme.
: 'leardo sorcino', quel mantello, che nella tinta somiglia al topo acquaiolo.
'o 'fermante 'quel pelame che risulta da un miscuglio di peli bianchi,
gradazioni; l'ordinario o chiaro, che s'avvicina al color rosa pallido; il
color rosa pallido; il vinoso, che s'accosta al color vino; e il
moro, o testa di moro, che va congiunto col color nero della testa,
maturare alla metà d'agosto; e perfezionata che sia, diventa di colore di rosa
364: il mio leatico, uva che è delle più sollecite a maturare,
tedesco disimulatemente. paoletti, 1-1-130: che non è forse un prezioso liquore il
? lastri, 1-5-67: l'uve che predominano sono il canaiolo ed il sangioveto,
boiardo, 1-109: la ultima delle regioni che si abiti al mezzogiorno è la arabia
sola nasce lo incenso quale è odore che se incende, la mira, la cassia
iacopone, 10-26: la pena che è portata 'n esto monno del peccato
, / lebbe cosa è reputata a pensar che quello stato / nel qual l'omo
stretta l'entrata: / ma puoi che dentro serai, lebbe t'è poi
citiso, non pur domestico ma selvatico, che s'ad- domanda lebbio. targioni tozzetti
per la contagiosità, una delle malattie che suscitarono (e suscitano) più terrore
) più terrore e repulsione, tanto che gli ammalati erano costretti a vivere al
o di macchie rosse, lesioni nervose che causano l'insensibilità di zone cutanee,
dela chiesa, intra gli altri poveri che mendicavano, un uomo infermo di lebbra e
infermo di lebbra e mezzo nudo, che dal capo ai piedi era coperto di scabbia
si gonfiano e sopravviene una febbre leggera che finalmente uccide l'infermo. tommaseo [
egitto (del quale alcuni autori pretendono che sia indigena), nella siria, nella
affliggono quei paesi, l'elefantiasi, che attacca tutta la pelle, ma è
ma è meno frequente; e l'altra che s'impadronisce dell'estremità delle mani e
, e talmente le va corrodendo, che, dopo uno spazio più o meno lungo
una misera gente affetta di lebbra quella che iterava il lagno stucchevole. gozzano,
(framboesia, albinite, ecc.) che disegnano le pelli bronzate di chiazze candide
eruzione con più o men croste, che ricuopra la pelle, dicesi che 'pare
, che ricuopra la pelle, dicesi che 'pare una lebbra'. d'annunzio, iv-2-257
iv-2-257: prediligeva una femmina sorda, che aveva sempre sulla pelle una sorta di
alquanta groseza, la quale è infermità che si chiama lebra. soderini, iv-239
:... la lebbra, che si conosce quando il maiale nel moversi
e nicchie; dei nomi antichi assai / che sopra i freddi marmi bianchi e austeri
la lebbra, sia pure splendida, che mette il muschio su tegole e lavagne.
.. erano intatti, la lebbra, che corrodeva da secoli... le
mentetrice, / né de tirammo alcuno, che la soa lebre / rode assai più
la soa lebre / rode assai più che t tebre, / e poco vai con
905: coi peccatori, coi miseri / che la lebbra hanno del male, /
, per se stessa, amo la melma che sporca l'amo. -piaga sociale
l'amo. -piaga sociale, che si diffonde rapidamente con conseguenze irreparabili.
meglio il prevenire la mendicità di quello che esser ridotti in seguito a sollevarla. v'
alla moda il cristianesimo, lebbra orientale che nel settecento l'europa spiritosa s'era
, i-1168: come tutte le lebbre che ci vennero dal nord, [il cinema
certe consuetudini e maniere di espressione, che sono testimonianza flagrante della nostra poca sincerità
questa lebbra nessun vestigio ne'due scritti che avevo innanzi. nievo, 1-238:
non m'incolse più mai quella lebbra che noi diciamo la * maritarola '. papini
questa nostra povera e strapazzata lingua toscana che diventa, pèste, lebbra nei manzoniani
govoni, 8-37: rospo verde, che col man tei di lebbra / strisci
: trovarsi in una situazione disperata, che non presenta via d'uscita.
lebbrosi per coprirsi d'una lebbrolina, che poscia sfaldandosi, dava loro buboncelli,
loro buboncelli, agni, ciccioni stomacosi, che colavan sangue e fastidio.
ove si segregano i lebbrosi. istituzione che risale all'evo medio. papini,
.. quelli di sangue ignobile o avvelenato che nessuno poteva né doveva né osava toccare
non fosse condannata al lebbrosario -pur sapendo che le sue macchie non erano di lebbra.
: avendo rogna e lebbrosia... che, acciò che la pistolenzia non s'
lebbrosia... che, acciò che la pistolenzia non s'appiccicasse a'più,
, 1-81: non fu mai neuno, che fosse sì sozzo o sì lebbroso che
che fosse sì sozzo o sì lebbroso che la sua carne avesse a dispetto, e
sua carne avesse a dispetto, e che gli ispiacesse, e non si vorrebbe l'
ii-78: ecco la figlia tua, che lebbrosa era, / che torna a te
tua, che lebbrosa era, / che torna a te col corpo bello e netto
una volta, saputo e. paladino che una ragazza lebbrosa di sezione montecalvario non
, 29-124: onde l'altro lebbroso, che m'intese, / rispuose al detto
detto mio: « tra'mene stricca / che seppe far le temperate spese ».
4-19: trovò nella selva uno lebbroso che stantemente aiuto gli domandava. boccaccio,
. martini, 1-iv-327: altra gente che s'incontra spesso: i lebbrosi: orribili
rudere della torre tibalta, vive una lebbrosa che fu una donna bellissima e possente,
-per estens., per indicare persona che si deve fuggire. giordani,
, ix-25: orazio... dice che si convenga fuggire un poeta più che
che si convenga fuggire un poeta più che un lebbroso o lunatico o indemoniato.
cicerchia, xliii-136: in casa d'un che chiamar si facia / simon lebroso dalla
. 2. per estens. che si va disgregando, che è in
per estens. che si va disgregando, che è in disfacimento; logoro, decrepito
porte e le finestre tanto ben riparate che la fiamma miserabile della lucerna stava sempre
invece, con quell'alto muro lebbroso che l'aduggiava! d'annunzio, vi-571:
la sposa sua, e non vuole che sia più lebbrosa. oliva, 485:
. monelli, 2-52: augusto aggiunse che gli davano fastidio anche quei troppi ebrei
gli davano fastidio anche quei troppi ebrei che trafficavano per la città, che da
troppi ebrei che trafficavano per la città, che da trastevere stavano traboccando negli altri quartieri
lattescente, dalla parola * leben 'che vuol dir latte. = etimo incerto
della orecchia dove è il male fino che ne esca sangue, e fatto questo
entom. tribù di insetti emitteri, che comprende specie molto dannose all'agricoltura.
* lecanomanzia ', sorta di divinazione che facevasi col
da cui ricavavasi la risposta di ciò che si ricercava, os servando
lecanòmetro, sm. chirurg. strumento che serve per la misurazione della pelvi;
lichene della manna, poiché il tallo, che cresce sul suolo nei deserti dell'africa
acido, serve a denotare un principio speciale che si estrae da un lichene colorante,
percossa, botta; busse. 'sentirai che lecca in sul groppone! ti do
bacati, e del vin di spalla che aveva preso di spunto, gli tirava certe
, gli tirava certe lecche di rasoiate che aprivano una redola nella spianaia delle guance
: conoscevo qualche suo scritto e sapevo che aveva dato delle lecche a parecchia gente.
ha tre lecche di rupie all'anno, che sono 180 m [ila] scudi
[gl'indiani] contano per lecke che vale quanto centomila rupie; cron o crorore
quanto centomila rupie; cron o crorore, che sono cento lecke. =
fìnto di non rilevare, aveva lasciato che io facessi coppia con « quel leccaculo
lécche lécche). grossa caramella piatta che si gusta tenendola per mezzo di un bastoncino
percossa dolorosa e cocente come una staffilata, che... si chiama leccamuffo?
pres. di leccare1), agg. che lecca; che lambisce. - anche
), agg. che lecca; che lambisce. - anche al figur.
poco e di vii mestiere; ghiottonaccio che lecca i pestelli. = comp
vuol dire 'brodaio ', il che significa 'porco '; perché il
dello uscio, quasi si vendicasse con dio che lasciò gittarla giù, disse: '
... e tante altre villanie che fece scompisciare ognuno. berni,
leccapiatti, vi si farà sentire quel che sta male. — di animali.
leccapiatti e i leccazampe dell'ex-cancelliere tedesco che sopra un colle quirite fa il grosso giove
sm. plur.: socialisti filoaustriaci che inscenarono nel 1898 a trieste una dimostrazione
inscenò una dimostrazione contro i liberali, che allora erano i patriotti, e avevano ritrovo
il ruffianello anche per questa folla scamiciata che ti diede da vivere per qualche anno,
: a questo punto voglio dirti che odio gli adulatori, i leccapiedi e i
frire e diceva: vedete che faccia di leccapòtta mi ha fatto.
forma allungata, con sponde basse, che viene collocato sotto le carni che cuociono
, che viene collocato sotto le carni che cuociono allo spiedo o sulla graticola per
o sulla graticola per raccoglierne il grasso che cola; ghiotta. -per estens.
, una cucchiarata di sugo d'arosto che sarà nella leccarda, sei once di sugo
chiodi. oriani, x-22-28: -vedrai, che bella costoletta sono riuscita a portarti;
. govoni, 790: un cane che allunga il muso a fuso / verso
goldoni, vii-504: oh non dico, che tutte [le ragazze] siano di
siano di voi incantate... dico che voi andate qua e là, facendo
: i miei denari li avrà quella che mi crede burbero, quella che non
quella che mi crede burbero, quella che non me li chiede e non ci pensa
, agg. ingordo, goloso; che indulge ai piaceri della tavola; smodato nel
; smodato nel cibarsi; crapulone; che manifesta una particolare predilezione e avidità per
bembo, 10-vi-70: né facea cosa che imposta gli fosse, se non a ritroso
1-39: taluno è, mio carissimo, che ha tutti e due gli occhi spenti
.. eppure ditegli soltanto guercio, che lo vedrete incollerire, e dare nelle furie
come se aveste detto leccardo al battista che mangiava grilli e cavallette. carbone,
1-56: [il nibbio] parea ben che non avesse / altra cura, altro
avesse / altra cura, altro interesse / che tener sempre occupate / ie colombe già
/ delle quali è più leccardo / che la gatta e il can del lardo.
tu, nel corpo una calamita leccarda che mi indrizzasse in naso al polo della
studiato e lussureggiante apparato, tormenti più che diletti delle gole leccarde. -sostant.
crusca]: come fanno i leccardi, che solamente pensano ad obbedire le brame della
gran gnaton, quel gran leccardo / che stanca i grassi fochi e gli unti lari
quel è il più gran leccardo / che sia nel mondo, il genovese.
2. per estens. che stuzzica la golosità (un cibo,
de marchi, iii-1-126: tutto quello che di fresco, di dolce, di leccardo
trasse / la lingua, come bue che 'l naso lecchi. idem, purg.
, e 'l dosso / leccando come bestia che si liscia. bestiario moralizzato, xxxv-n-318
cominciava a leccare il destriere: / parea che render gli volessi grazia. bibbiena,
bora e a leccare strofinacci, poi che n'è si giotto. biondo, xlv-134
, 1405: vidi sette lupi / che leccavan di terra alquanto sangue / sparto
senza timore sotto la mano del pastore che la palpa e la strascina mollemente,
leccare quella mano, e non sa che, fuori della stalla, l'aspetta il
, stretta nelle spire d'una serpe che le leccava gli orecchi. sbarbaro, 2-60
: certe volte vedendo una bestiola / che lecca una bestiola e gioca seco,
luccheria! e si conosce bene, / che siete principesse da castagne, / solo
partito in tre maniere, conciosia cosa che la più sottil parte sua lecca apunto il
m. fiorio, 108: le acque che leccano il rame, giovano meravigliosamente a
meravigliosamente a la bocca ed ai morbi che vi nascono dentro. betocchi, 5-132:
scarpellature, e finisce più tosto leccando che rodendo. soderini, i-115: con
de'bardi, 1-7-56: costor, che vi avean fatto assegnamento, / lo voglion
] abbiano con sì fatta industria a leccarsi che ne riescano ricercate, imperoché non vogliono
le parole, onde s'intenda / che aspettiam loda, e a noi piacciamo ancora
più nulla di scabro, ma ti accorgi che è stata strofinata, leccata, lisciata
, ii-1024: alcuni amano di pensare che, a modo del suo maestro virgilio,
nati goffi e grossi orsatti: io vedo che i versi nati male, nati rozzi
con quelle calde ed efficaci parole, che necessarie cognoscete, ora mordergli, or leccargli
leccargli, e ricordando ora la fede che abbiamo in loro, ora l'onore e
, ora l'onore e l'utile che loro ne debbe seguire,...
suo cervel si becca, / mordendo tal che la fortuna lecca / e per propria
aretino, 20-330: come egli intende che io l'ho al mio comando,
41: -qual è quella gatta che dinanzi ti lecca e di dietro ti
a leccarla, a darle ad intendere che lei si meritava carrozze e cavalli e
'leccare'. del vagheggiare, volgarmente, che anche dicono 4 fare il lecchino '.
traditora lor vernaccia... / che bacia, lecca, morde e picca e
. forteguerri, 20-79: quel chirurgo che le piaghe lecca, / e col
cascante, in tanto contraria a quello che parea poi che avuto avea spazio di
tanto contraria a quello che parea poi che avuto avea spazio di leccarsi. d
un fabbro,... che toltosi dall'ancudine e da'martelli..
120: sofferse e tacque, e tollerò che tutti i procaccianti, gli arrivisti,
gentilezze. grazzini, 4-234: so che ella arà un marito che la contenterà.
4-234: so che ella arà un marito che la contenterà. anzi, tutti di
quando alcuno mangia qualcosa di squisito, e che, avendo terminato si lecca anche i
cui piace una donna, per significargli che non è cosa da lui, e
non è cosa da lui, e che può depome il pensiero. così la crezia
. xvii, dice ad un tale, che pretendeva di sposare la sua figliola:
: dio ti guardi da quella gatta che davanti ti lecca e di dietro ti graffia
e lecca la sua. (vale che ognuno risparmia sé e i suoi).
, 328: chi cerca sapere quel che bolle nella pentola d'altri, ha leccate
leccate le sue. -a can che lecchi cenere non gli fidar farina:
, n. 18. -a gatto che lecca spiedo non gli fidar arrosto: