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vol. VIII Pag.78 - Da INSALATA a INSALATA (43 risultati)

1-7-74-dui giorni gallegiò su quella pala / che sempre la procella fu immutabile: / non

'1 gusto il mar glie insala, / che gli parve altro che vernaccia o amabile

glie insala, / che gli parve altro che vernaccia o amabile. -aggiustare,

, 5-3-169: gli egizzi, subito che l'uomo era morto, con un ferro

nella bocca i sali abbondanti, perciò bisogna che l'anima di esso ne sia ben

naccia. fagiuoli, xiii-8: io so che inutilmente me l'incapo, / ed

i-166: avverti ancora, lettore, che, per amor tuo, insàio tanto

. martelli, 94: gli altri, che fan professione di savi, tuttavia al

al bisogno non han tanto sale in zucca che insalassero uno uomo. bresciani, 4-ii-270

cherellone,... e non vorrei che tu fossi insalato a tue spese.

moscherino e m'inciprigno, / pensando che di me si carnasciala, / chi mi

campagnola, contadina: fatta di erbaggi che crescono spontaneamente nei campi. -insalata costituzionale

. sacchetti, 86-16: deh, fa'che noi abbiamo una insalata. m.

/ dov'è 'l piattello e oh, che vita stentata! massonio, lxvi-2-139:

lesina, i-39: ordinano inostri medici che non si mangino insalate per provocar l'

mangino insalate per provocar l'appetito, che sarebbe un'alterar la complessione e un

spinaci, e verdure cotte, diedero sospetto che il desinare volgesse di già alla fine

amare ed ha dato solo l'insalata, che è stata un poco di lattuga amara

vernecate, piattielle, pisature. e che altro? oglio, pessie, lino,

e insalata. raineri, 2-2-16: che insalata? che monasteri? è tempo or

raineri, 2-2-16: che insalata? che monasteri? è tempo or d'andar

faccenda e al più con tanta insalata che vai due quattrini e con due sberrettate hanno

estens. piatto composto di vari ingredienti che si condiscono, per lo più, con

: piatto di tartufi tagliati a fettine che si servono crudi e conditi, e

, e le fa in insalata, dicendo che rinfrescano più della borrana. a.

aretino, 1-134: le insalate degli affetti che promovono le menti di chi gioca e

del cavalier de'bocchi bolognese, / che l'hai pur tocco con le tue insalate

xxv-1-314: non ci mancherà chi dica che questa [commedia] è una insalata di

. abati, 2-28: è ver che con la mescolata / di due contrari umor

la mescolata / di due contrari umor, che non s'uniscono, / si concia

sono nondimeno anche esse tante sirene e streghe che imbindano gli occhi a suoi clientuli che

che imbindano gli occhi a suoi clientuli che, per eccitargli il gusto, gli

, scherzi, carezze sì soavi che moverebbono le pietre. carducci, iii-1-287

meco a merenda, / ché vo'che no'facciamo una insalata. allegri,

gergo cinematografico, groviglio formato dalla pellicola che esce fuori dai rulli. -anche nella

bella insalatina): gioco di ragazzi che consiste nello scavalcare di corsa un compagno

piegata in avanti, gridando una filastrocca che inizia con tali parole. savonarola,

, 1-236: i discorsi, massime quelli che dopo di averli scritti e mandati a

(233): va in pace, che tu non faresti una insalata, se

/ né un fico dal pedal, non che fu in cima. 5

lucia, 487: oggi, poco mancò che la giornata non fosse brusca, come

intr., 3: sì come colui che una sua insalatèlla vuole a uno suo

dominici, 1-186: le amare cose che usar si possono, sono mandorle di pesche

vol. VIII Pag.79 - Da INSALATAIO a INSALDATURA (35 risultati)

brusoni, 6-347: veduto giacinto che antonio gli avesse posta davanti una insalatuccia

i signori toscani non hanno per me che maldicenze ed oblio, e poi quando

recipiente di vimini foderato di raso verde che raccoglie le schede per l'elezione del

più apprezzano una insalatina ben condita, che una buona minestra. 1. neri,

caro, i-44: il boccaccio, che non avea sì delicato bocchino né sì

di furia, una insalatina di tuoni, che fussero caduti freschi freschi, caldi caldi

professore... significa l'uomo che s'è accantonato nel suo chiuso e

piccole e ricciolute, tenere e gustose, che si usano per la composizione di tale

192-33: il primo boccone fu sì insalato che glilo convenne sputare. crescenzi volgar.

301: [non credere] che 'l savore, che si fa del grasso

[non credere] che 'l savore, che si fa del grasso de'pesci insalato

, iv-435: arai alcuna mer- catanzia che non è il tempo suo di venderla,

grosse e membrute da sedervi al pasto che, dopo le fazioni, dava loro

le vostre parole condite e insalate, che abbiano buone sapore a dio e al prossimo

iii-109: iddio volea nel vecchio testamento che il sacrificio gli si facesse sempre col sale

inter- tenere con quella certa ciarla, che non viene mai in odio, è

in odio, è il limone, che si spreme ne le coradellette soffritte ne

alcuni motti insalati, e alcune strettine che si danno a chi entra sul vo-

vari, i-iv-1-224: è il primo esemplare che sia venuto qua, e però mi

aretino, 20-197: ho di buon luogo che non vi sono le più insalate pazzie

le più insalate pazzie, di quelle che, alla fine, fanno i savi,

di sorte la natura di voi altri, che siate quasi trincati, quanto loro.

vuol esser fresca della insalatura dell'anno che si fa. legge generale del sale

dell'istria... è la sola che ci somministri un capo attivo di comercio

insalare. insaldàbile, agg. che non si può saldare, unire.

, unire. -per estens.: che non può essere rimarginato, chiuso (

, 1-59: da qual cosa credete voi che s'insaldi questa loro esemplare pazienza?

: due sorelle stiratrici, di quelle che insaldavano col turchinetto, senza insegnar nulla

di colle e paste, così tegnenti che, insaldata con esse una porcellana, un

niun luogo sono meno sottoposti a rirompersi che nella saldatura. insaldato2 (part

. -per estens. scherz. che indossa abiti o vesti inamidate (una

a piedi, ricoperto di ciprio, che gli dice le dolcezze le più insipide

.]: 'insaldatóra'... colei che ha la professione di dar la salda

la salda ai panni lini. lo stesso che 'stiratora'. periodici popolari, i-523

la parte di un capo di biancheria che è stata insaldata; la materia con

vol. VIII Pag.836 - Da LAUDATORIO a LAUDE (12 risultati)

composta per lo più in lingua volgare, che ebbe origine sotto forma di semplice cantilena

laude drammatica: quella in forma dialogica che in origine (secolo xiii) ebbe come

e dei santi o i novissimi, e che, articolandosi in forme drammatiche più complesse

, 6-10 (139): poi che così detto ebben, cantando una sua laude

carboni. dominici, 1-57: mentre che lavori o vai o aspetti d'ador-

laude o paternostri, / più tosto che da cena o desinare / o d'altri

o desinare / o d'altri convenevol che da chiostri. savonarola, 66: la

a patire morte; / noi, ora che regni, ti cantiamo le nostre laudi

6-75: rinunziava anzi spesso al diletto che dà il suono ed il canto.

ballo: inorridisce un devoto a leggere che « crocifisso a capo chino » si canta

, 533: si sente una lauda che sale / tra il fremito delle cicale /

croce di prato, io: che neuno sia scripto in questa compagnia, lo

vol. VIII Pag.837 - Da LAUDEMIALE a LAUMONTITE (49 risultati)

e di moto qualunque principio, dicendo che con lei iddio cominciò lo mondo e

qui innanti facciamo memoria delle luminare, che si deno fare, per certe solennità e

: il sedere, e lo star, che spesso altrui / poser in dubbio a

/ degno di laude se'maggior, che taccio. dante, lxiii-6: ingannator

laude, per non esser di quelle caca-sotto che non le basta lo animo di pisciare

non è il ribaldo questo, / che si fa laude con l'altrui buone opre

laudemiale, agg. dir. ant. che è proprio o riguarda il laudemio

). -per estens.: somma che, in occasione dell'alienazione di un

a regime feudale, il vassallo o suddito che ne aveva il possesso doveva pagare al

puramente ereditaria e concepita con clausole tali che l'enfiteota, senza incorso di pena

senza il consenso del padrone, overo che questo non lo potesse negare. leggi

per laudemio una prestazione di carlini cinque che dal compratore si offre al barone in ricognizione

onde il laudemio restò a significare egualmente ciò che il vassallo paga al signore e l'

. membro di una delle pie confraternite che nei secoli xii e xiii si costituirono

laudesi vengano ale laude tutti quanti quelli che sono della compagnia debbiano la sera venire

iii-16-304: la solita allegoria del fico che non fa frutto... dà il

: vi rendo grazie delle notizie singolari, che mi avete date, de'libri laudesi

mi avete date, de'libri laudesi, che a suo tempo molto mi serviranno.

, di plauso, di ammirazione; che merita approvazione, consenso; encomiabile.

con molta ragione da aristotele fu detto che la vergogna, che nell'uomo non

aristotele fu detto che la vergogna, che nell'uomo non merita lode, è

segneri, 2-3-188: ora è certo che l'amor tenero verso dio, quantunque sia

da lui rigorosamente in quella gran legge che egli ci diede di amarlo. gigli

laudevol cosa e profittevole fu sem- premai che a chiunque debba salire all'altezza di questo

non è una de le regole di dante che la concordanza di due rime vicine,

aveva in sé una laudevole virtù, che esercitava il ladrocinio non già per avarizia,

usare la liberalità e magnificenza verso coloro che gli erano benigni e favorevoli. della

; e certo è meno spiacevol vizio che alcun altro. 2. onorato

onorevole. redi [tommaseo]: che poi egli nel suo libro faccia onorata

sua gentile amorevolezza. 4. che si comporta in modo da meritare lode.

pallavicino, 7-425: la più bella cosa che piaccia agli occhi di dio,.

dio,... la più onesta che ci renda in laudevolezza propinqui a dio

, e con tai leggi ed ordini, che possano vivere nell'ocio e nella pace

laudevolmente questo fine delle sue azioni, che deve esser la quiete. pallavicino,

vi mostreranno [questi ammaestramenti] quel che laudevolmente dovrete fare anche negli anni avvenire

, lat. la-udicènus (plinio) 'che loda e applaude per farsi invitare

(plur. m. -ci). che appartiene o si riferisce o

della casa, 1-37: io non voglio che nella supplicazione si estenda clausola alcuna,

, 2-14: nella nostra repubblica par che l'uso del giudicare non abbia di scrittura

termine o di laudo o di taglio, che di scrittura non ha bisogno. siri

oranges e delle provincie unite tutto ciò che in essi occorresse controverso. c.

chiaro davanzali, lii-10: io che non son saggio, son temente,

vene dal core / con tanto gaudio che mi disnatura / per zo c'amato son

/ donar poic'a provato, / aciò che sia aprovato / di bon laudore apresso

donna, a lo ver dire, / che lingua d'omo o pensiero di core

secondo joseffe; e origene dice che fu la matre. idem [tommaseo

idem [tommaseo]: tu sai che dio è eternale; e'diede lo regno

. minerale del gruppo delle zeoliti, che si presenta in cristalli monodini, prismatici

'. varietà di mesotipa friabilissima, che si divide al contatto dell'aria in piccoli

vol. VIII Pag.838 - Da LAUNDE a LAUREARE (41 risultati)

in contratto oneroso la donazione gratuita, che nell'antico diritto longobardico non aveva valore

necessità munirli di quella sola autorità legale che i longobardi riconoscessero. non è pertanto

del diritto longobardico. compenso o contraccambio che colui, al quale era stata fatta una

pisa, lxiii-136: li mai parlieri, che metteno scordanza / in mar di cicilia

in altro monastero governato da teotisto, che era come il noviziato della laura.

triunfare, / nell'abito dolente in che noi siamo / a sepellirli ci conviene andare

ottenne di poterla portare continuo, acciò che con quella ricoprisse la testa sua calva

'laurea poetica ', nella corona che dante sognò talvolta. 2. riconoscimento

sognò talvolta. 2. riconoscimento ufficiale che si consegna al termine di un corso

termine di un corso di studi universitari e che dà diritto al titolo accademico di dottore

commendazione di tutta l'università di siena che in breve egli ottenne la laurea del dottorato

condire ridotta a tale squisitezza d'ingegno, che, come d'una gran filosofia,

, vii- 264: chi dice che non si studia fa vista di non sapere

non si studia fa vista di non sapere che tre sole università danno da settecento lauree

. carducci, ii-19-219: degli alunni che si presentano in questa sessione d'esame

e magistero,... non ho che dir bene; furono tutti assidui,

a professori indulgenti e compiacenti: occorrerà che da maestri severi e seri derivino un'arte

da maestri severi e seri derivino un'arte che valga alla vita e al decoro e

. ojetti, 1-34: avrei voluto che nestore si fosse assicurato prima uno straccio di

un argomento attinente alle materie di studio che il laureando presenta al termine di un

di un corso di studi universitari e che discute alla presenza di una commissione di

tante tesi di diploma e di laurea, che, quasi ogni anno, gentili signorine

e, anche, prova suprema, che conduce a sommo onore e gloria).

. villani, i-408: pochi sono quelli che di gran poeta hanno acquistato il nome

hanno acquistato il nome, ma molti quelli che da'loro studi degnissima laurea hanno riportata

e tanto meno ne ha bisogno ora che la sua grandezza è riconosciuta, dopo

bartoli, 1-5-7: se martin navarro, che allora era in fama di così gran

, venisse ad ormuz, avrebbe sopra che ricominciar da capo gli studi, e

, i-446: frequenta le famose librerie che quivi sono e, senza prendere laurea

); pur, quella tornata, che mai non doveva essere, aspettando, altrove

re roberto] non diede tanto viatico che, nell'andar a prendere la laurea

sm. (femm. -a). che sta per essere laureato; studente universitario

sta per essere laureato; studente universitario che, durante l'ultimo anno del corso

4 propine 'si dicono alcuni danari che si danno a i dottori dal laureando.

, ii-1-60: non c'era laureando che, discorrendo di un commediografo di second'

lirico, non reputasse suo dovere mostrare che quell'autore aveva avuto elevati intenti di

: ecco poi un laureando in lettere che mi confida d'aver pronta la tesi

anni. 2. stor. che sta per ricevere la corona d'alloro.

, da lui composti in quel tempo che fu laureato. moneti, 207

conflitto, e non vi è capitano che non s'imbrandisce di zelo per debellar

incoronò, laureò francesco petrarca. penso che indi sia l'invenzione de'poeti laureati.

vol. VIII Pag.839 - Da LAUREATO a LAURENZIANO (51 risultati)

galanti, 1-ii-356: ruggiero fu il primo che diede alla scuola di salerno la forma

lor signori / e fan tanti dottor che, a parer mio, / fra l'

laureato dottore in giurisprudenza nell'83, che non volesse anche intrattenersi alle università di

: l'aveva laureato don giuseppe petricola che soleva aggiungere al giudizio sintetico della relazione

antiquari di far dire a'vecchi tutto quel che pensano i giovani, affine di laurearsene

di alloro. -in partic.: che ha ricevuto, con solenne cerimonia,

messa in mezzo e laureata da due, che del militar paludamento adorni e di laurea

, i-102: antica età primiera, / che folta schiera / vedesti in te di

come simonide ceo, ma / più puro che l'ospite di tessaglia, / guerreggiatore

: lettera ornata di foglie di alloro che il vincitore spediva al senato romano per

principi cristiani. -poeta laureato: che ha ottenuto l'incoronazione poetica (nel

mula sbiadata damaschina /... / che l'alcionio, poeta laureato, /

1-iv-675: non sono ancor due anni che ha cessato di vivere in vienna un libraio

ha cessato di vivere in vienna un libraio che... avea ottenuto la laurea

né trascurava mai di munire titto ciò che stampava col titolo di poeta laureato. bicchierai

7-344: leggiamo di poveri maestri ciechi che appoggiati alla spalla de'figliuoli corron dietro

capo all'altro della penisola, di artefici che mettono a porpora e ad oro le

onorifico, conferito dai sovrani inglesi, che comporta per il poeta il diritto a una

di « poeta laureato » a quello che un tempo si diceva « poeta cesareo »

estens.: poeta ufficiale, consacrato, che è al servizio dei potenti (e

, anzi alla stessa poetessa ormai laureata che loda volentieri i poetini. montale,

, 6-28: niuno tra i laureati par che meriti la grazia de le muse,

qui per chieder la corona, / che suol cinger la fronte ai laureati.

, / quell'arciero son'io, / che in laureati agoni / a lacerar pitoni

2. ant. e letter. che è intrecciato con rami di alloro (

g. g. belli, 238: che se poi la targa del suggello,

... 'confesso e riconosco / che la bestialità di mia scienza / merita

fluviale, padre della ninfa dafne, che per sfuggire ad apollo fu trasformata in

morte mi tolse il benedetto lume, / che per nullo altro mai seppe venire /

il laureato fiume. 3. che ha conseguito il titolo di dottore dopo

fagiuoli, x-145: onde a me, che l'oste fo, / già par

di 'prolegomeni ad ogni morale sessuale che voglia presentarsi come scienza giuridica '.

e di sapere, provato con replicati esami che se ne fanno a tempi e in

talvolta de i laureati difensori di cause che non hanno mai letto il corpo delle

, 2-100: le aveva fatto capire che, sì, aveva un paio di corteggiatori

lupis, 256: stupii tra me stesso che quelle arene che un tempo furono i

: stupii tra me stesso che quelle arene che un tempo furono i nidi laureati de'

taverna laureata, una turma di baccanti che con diversi scorci, atteggiando su tumida

, se bene si ricorda di ciò che di sopra è detto, gli avvenne quando

specie 'laurèlia aromatica di jussieu ', che ha le foglie opposte lanciolate interissime aromatiche

laurelina, sf. chim. alcaloide che si estrae dalla corteccia della laurèlia della

laurènte, agg. stor. che è originario di laurento; che appartiene

. che è originario di laurento; che appartiene o si riferisce a laurento.

anchise. d'annunzio, iv-2-1172: pareva che dal lido laurente sino al castro d'

canzon, n'andrai / a lei che più t'impera. 2.

, agg. e sm. stor. che appartiene o si riferisce alla città

o si riferisce alla città di laurento; che è nato o abita a laurento.

* lau- rentini ', i popoli che abitavano la città e il territorio di

; e * via laurentina 'la strada che cominciava dalla via ostiense e conduceva a

laurèntio, agg. stor. che è proprio o si riferisce alla città

, ii-212: già riede il ponente / che su la via de'sepolcri, sul

vol. VIII Pag.840 - Da LAURENZIANO a LAURIPOTENTE (38 risultati)

, reso più intenso dal rosso scuro che talora prendono gli angoli del fusto ed il

studio seguitato la poesia e acquistato quello che al poeta è necessario, meritò la laurea

.. e tante propagini vi produsse che in breve tempo vi si vide una selva

. pigna, 8: anima saggia, che di laurea fronde / ornasti già sì

pere] set timane, che son serotine,... mitie,

, il quale è anche più lassativo che la laureola, benché ella sia lassativa

: 'laureola'. questa è una erba che fa le foglie simile allo alloro; e

, specie di pianta del genere dafne, che porta le foglie lanceolate, lucide,

uniloculare, e monosperma. così questa che molte specie di questo genere occupano un

cielo varie laureole, molto pochi penso che avanzino i meriti de'santi prencipi che colà

che avanzino i meriti de'santi prencipi che colà sono entrati. de luca,

fabbricarono colla porpora dello stesso sangue, che sparsero nella confessione della cattolica verità,

. lauretano, agg. che si trova nella città di loreto.

pallavicino, 10-ii-15: traggo il conto che questa mia possa giugnerle il dì appresso

e. cecchi, 5-50: era faccenda che soprattutto riguardava gli architetti. né soltanto

b. croce, iii-32-370: è naturale che, dopo questo po'di fracasso e

tra i laureti delle sue piaggie, che in liceo con gli accademici passeggiare.

passeggiare. tausilio, 46: poi che del viver mio tranquillo e lieto /

e lieto / apre le porte amor che sdegno chiuse, / piacciavi che il

amor che sdegno chiuse, / piacciavi che il mio canto, o sacre muse,

coglierà, dal delfico laureto, / serto che 'l tempo paventar non suole.

algarotti, 1-x-336: dei moltissimi obblighi, che io ho alla tanta sua gentilezza,

/ le sacre muse indarno / or che lent'ombra nordica / preme i laureti d'

, denota un acido grasso speciale che si prepara colla sapo nificazione

laurìcomo, agg. letter. ant. che ha le chiome coronate d'alloro.

laurlfero, agg. letter. che produce alloro; fittamente ricoperto di allori

onorata a roma in segno della libertà, che lucio bruto quivi meritò basciando quella

laurifera per adem piere quello che l'oracolo gli avea risposto. d'annunzio

laurlgero, agg. letter. che porta alloro; che è ornato di

. letter. che porta alloro; che è ornato di allori. -per estens.

gl'imenei / laurigeri? ahi! che in cambio degli allori / indicativi dei

laurigera e vocale. 2. che ha le foglie simili a quelle dell'alloro

. m. -ci). chim. che contiene o deriva da un radicale laurile

2. olio laurino: preparato medicinale che si estrae, per frantumazione, dalle

grande rimedio a questa malattia si è che le mani e'piedi sieno temperamente fregati

mature nell'acqua, imperoché dalla corteccia, che le circonda, rendono una certa grassezza

sostenitore del laurismo. 2. che si riferisce alla politica amministrativa di achille

miner. minerale bianco o incoloro, che si trova in cristalli rombici lucenti in

vol. VIII Pag.841 - Da LAURISMO a LAURO (44 risultati)

. corrente politica della destra monarchica, che tentò di organizzare politicamente il sottoproletariato meridionale

color grigio ferro con lucentezza metallica, che si trova, in cristalli o granuli

pino o in abete / o in alcun che sua verdura serba. ugurgieri, 57

/ vidi più bianca e più fredda che neve / non percossa dal sol molti

., 1-82: e il laur che tanto fa bramar sue fronde. lorenzo de'

muscosi simili a quelli delli olivi, che nel giallo biancheggiano; da i quali

l'olezzo dei fiori, lo splendore che, anco nel verno, gittano intorno i

è odorifero e sempre verde, però che la vita de'casti è odorifera e sempre

trionfo. aretino, ii-17: prima che lo facci colcare in esso, gli

, i-io: imponeste a me, che vi lavassi / la testa, e poi

signor di pazzan dietro gli fue, / che pretendea gran vena in poesia, /

simonide, agatone e altri piùe / greci che già di lauro ornar la fronte.

, 28-80: [ii] grande augusto che di verde lauro / tre volte triunfando

e spoglie opime, / e sovente averrà che 'l crin si cigna / or di

sulla chioma / passeggiar senza guardie, che guardia a voi sia roma. monti,

monti, x-4-448: questo lauro, che sudato / de'guerrieri il crin corona,

». pascoli, 569: le mani che sen- tian di lauro / o di

poetica tuba canta e suona, / che tante atena e grecia non ispande.

pria diforme, / italia mia! che neghittosa, e quasi / te non tocchi

talenti e del solido e nobile stile che vi siete formato: aggiungete ornamenti al parnaso

. il lauro non ad altro serve che ad attirare il mirto. savinio, 10-104

. chiabrera, i-i- 84: che fia, se anteo sepolto / sulla riva

meritano di andare scalzi ed ignudi, poi che mettano la lingua non pure in ciò

mettano la lingua non pure in ciò che veggano ed odano, ma in quello

veggano ed odano, ma in quello che gli par vedere ed udire. gambara,

d'uom vivo un lauro verde, / che per fredda stagion foglia non perde.

agonie vaticinanti, / rare; né credo che cassandra e il lauro / respiri mai

onde si coglie / acerbo frutto, che le piaghe altrui, / gustando, affligge

altrui, / gustando, affligge più che non conforta. idem, 107-12: solo

d'un lauro tal selva verdeggia / che 'l mio adversario con mirabil arte / vago

. idem, 246-1: l'aura che 'l verde lauro l'aureo crine / soavemente

, xxx-10-15: rendimi prima il cor che tu m'hai tolto / e la mia

. pulci, vi-42: da poi che 'l lauro più, lasso, non.

lasso, non. vidi, / che sol mia speme è in terra, e

mi volsi a me e dixi: in che ti fidi, / che se'da

dixi: in che ti fidi, / che se'da te più che da lui

, / che se'da te più che da lui diviso? ariosto, 126:

vai eh'a questo pregio monti / che 'l sacro onor de l'erudite fronti,

uom cantando / non vorranno altro onor che un ramoscello, / di te! così

china, nel giappone, ec. che arriva all'altezza ordinaria di un tiglio

di alloro indigeno dell'isola di giava, che fornisce la cannella, conosciuta nelle officine

: l'aconito, l'elleboro sì bianco che nero,... il lauro

. si elegghino i più arrendevoli, e che stieno sempre verdi, come il bossolo

indotto a coltivare quegli alberi e frutici che comunemente chiamano ortensi, o da giardino;

vol. VIII Pag.842 - Da LAURO a LAUTEZZA (37 risultati)

dimora degli antichi monaci; lo stesso che eremo. = var. masch.

pianta arborea del genere de'ciliegi, che fu portata in europa dalle spiagge del

cui possiedono eziandio il sapore, lo che proviene dall'acido idrocianico che contengono.

sapore, lo che proviene dall'acido idrocianico che contengono. la sua acqua distillata costituisce

distillata costituisce uno de'veleni più potenti che si conoscano, e se ne ottiene un

. chim. chetone alifatico saturo, che si ricava per distillazione dal laurato di calcio

negli spettacoli della grecia antica, attore che stava al centro del coro.

. patrizi, 1-i-417: convenia che un coreuta fosse all'altro a destra

: con no li ha mesteri / om che 'n altrui o 'n sé voglia

e santi invitan noi, amore, / che 'n allegranza te dovemo amare / e

laus deo, locuz. lat. che si scriveva alla fine di un libro

faticoso, per il conseguimento di ciò che si è desiderato e atteso per lungo tempo

finalmente cessa una cosa o un'azione che ci rechi molestia. = significa

stellata. lippi, 3-1: un che sia avvezzo a starsene a sedere, /

quando non buffoneggiava, non faceva altro che volgere in mente il mezzo di poter

, 3-5-398: se nobil donna, che d'antica stirpe / ha preminenza e buona

finir poi di parlarvi di bologna, dirò che vi si viveva allora e vi si

; giacché un uomo tale, piuttosto che lavato, risica d'esser imbrodolato. massaia

: egli era un povero eremita, che aveva passato alquanti anni nel deserto,

passato alquanti anni nel deserto, e che poi tedla-gualu, conquistato il goggiàm,

: è l'animazione gaia delle imprese che prosperano e compensano puntualmente e lautamente ogni

di colore giallastro pallido o bianco, che si trova in cristalli o aggregati granulari

o per conversare, ma in modo che vi fosse una lautezza senza lusso.

, illegittima prole di mide avari, che non inghiottono l'oro ma 10 van

483: il papavero, d'un sapore che trae piuttosto all'amarognolo, ma grato

era venuto con due salami mingherlini, che fecero nell'antipasto la loro magra figura

sono tutti da lui spesi nella lautezza che usa nel vivere. belli, lx-3-279

cambiamento, non sapendo di primo riscontro che imaginare, stupì, trasecolò, uscì di

di se stesso, e somigliò uno che incontri 'l disagio nella lautezza sperata. bellori

del suo vivere più tosto da principe che da pittore. f. f.

prestin gli omeri / ai nuovi furbi che salir domandano / l'albero di cuccagna

promessa agl'israeliti una terra così felice che ridondasse latte, scorresse mele, abbondasse

, 22 (375): cure, che potrebbero forse indur concetto d'una virtù

non fosse in piedi questa biblioteca ambrosiana che federico ideò con sì animosa lautezza, ed

. segneri, 1-6: vero è che, nella spiegazione distinta di questi detti

, 1-17: credo senza dubbio veruno che, per rendere alla posterità memorabile la

brevissimo elogio. cesari, ii-257: che tazza di nettare è un tratto di

vol. VIII Pag.843 - Da LAUTITE a LAVA (47 risultati)

: tutte codeste altre lautezze acade- miche che, utili o disutili, non sono mai

.. appresso costoro invincibile opinione che, quando muore un uomo, l'anima

di colore nero o grigio lucente, che si trova in cristalli prismatici in sassonia

, ciò è di tre patine, che sono vasi di terra. =

a essere più lauta e sontuosa assai che quella del re vostro. brusoni, 41

lauta colezione successe il lautissimo pranzo, che durò sin quasi al tramonto. serao

inviti a un lauto banchetto un uomo che ha lo stomaco rovinato. 2

non celebro e vanto / l'acqua, che 'l pesce avviva? e che di

, che 'l pesce avviva? e che di pesce / l'uomo arricchisce, e

doppi di quello ch'io mi pensava e che m'avevano detto, in maniera ch'

delle mie proprie facoltà, che sono cosi laute come sapete, m'ha

ad inviti onorifici e rifiutò stipendi lauti che gli venivan profferti da altrove, e

, 5-630: non gl'importava affatto che tutti ridessero di lui e di lei?

dunque... era sicuro, sicurissimo che la fama di lei era opera sua

di lei era opera sua unicamente, e che tutta quest'opera sua, in fondo

in fondo, non era consistita in altro che nel far ridere di sé, per

le annate travagliose, con la guerra che proseguiva alla spicciolata in scorrerie e guasti

a chi le fa, o pe'vantaggi che ne ha a chi son fatte.

proposta lautissima d'una casa editrice romana che lo impegnava per una collaborazione assidua ed

caro [tommaseo]: si può dire che siate non solamente ricco, ma lauto

pari a quello del recanatese non ha che il titolo. 9. letter

quaglino, 3-173: veneriamo la forza, che si cinge / i lauti fianchi di

b. pino, 3-10: dopo che è tornato non ha fatto mai altro

è tornato non ha fatto mai altro che sonar il lauto per lettera. bruno,

l'articolo di tal nome dato a colui che col bastone stimola i galeotti a

quando in quando trovare una rosa, che pare un letto di torrente rapidissimo, e

la fece una lava di zolfo bollente che vomitò la montagna in tal anno.

,... versando quel bitume infuocato che gli uomini di quella contrada chiamano lava

quarto d'ora mandava fuori un fragore che chiaramente si discerneva essere come d'una

fiora, [il micheli] conobbe chiaramente che ancor esso era stato un vulcano,

radi- cofani,... e che ha vomitato maggior copia di lave. spallanzani

: per la voce 'lava'ognuno sa che in- tendesi una liquefatta lapidea sostanza che

che in- tendesi una liquefatta lapidea sostanza che è stata in movimento. d'alberti

202: * lave ': materie infuocate che sortono dai vulcani sotto una forma più

formano all'intorno torrenti, talvolta immensi, che si stendono per molte leghe. leopardi

369: da una parte il vesuvio che taciturno fumava la sua vecchia pipa, e

serpeggiavano torrenti / d'accesa lava, che attingendo tacque / furiosi stridean. d'

ungaretti, i-53: mi pare / che un affannato / nugolo di scalpellini /

. montale, 2-62: nella valva che il vespero riflette / un vulcano dipinto

magalotti, 7-2: era una chiesa che la lava ardente gittò per terra e

un torrente di materia liquefatta infuocata, che scorre dai lati del vesuvio negl'incendi.

di que'torrenti di sasso liquefatto, che chiamano lave. targioni tozzetti, 6-60:

carducci, ii-9-21: oh dolce amica, che studi! il guerzoni, che parla

, che studi! il guerzoni, che parla delle lave ardenti della mia fantasia

certe lacrime ardenti come la lava, che gli scottavano le pupille e gli lasciavano

uccisi già superava assai sopra terra, che faceva lave discorrendo persino al mare. bruno

per porre i piedi in secco, che passo passo ne fe'cespitar come ubriachi

vol. VIII Pag.844 - Da LAVABIANCHERIA a LAVACRO (50 risultati)

torrenti d'acque strepitosi dal vesuvio, che diconsi nel comune linguaggio lave d'acqua.

: lava d'acqua; una passione che rivoluzioni: lava di sangue; una

stringe; incandescente, / nella lava che porta in galilea / il tuo amore profano

attendi l'ora / di scoprire quel velo che t'ha un giorno / fidanzata al

. migliorini, 555: 'lava', che ancora nel targioni tozzetti ha il duplice

professioni. lavàbile, agg. che può essere lavato; che sopporta il

, agg. che può essere lavato; che sopporta il contatto con l'acqua senza

. cocchi, 5-2-174: le biancherie, che han servito al tisico, saranno abbastanza

. liturg. nella messa, cerimonia che fa parte dell'offertorio, durante la quale

lavabo ', l'atto stesso del sacerdote che si lava le mani. * la

lavabo 'dicesi anche l'abluzione delle dita che a un punto della messa fa il

lavabo 'dicesi anche a quella cartella che è al corno sinistro dell'altare, in

pure * lavabo 'a quella cartella, che è al corno sinistro dell'altare,

le mani. -brocca di metallo che si usa per le abluzioni compiute dal

nell'entrare come di consueto nel lavabo che è nell'anticamera della sala d'aspetto

cassa di zinco, posta, senza che io sapessi, a traverso della porta d'

(e, in genere, persona che esercita un mestiere basso e vile)

, udite bizzarria da uom più là che lavacarne, con un'ansietà che ma'la

più là che lavacarne, con un'ansietà che ma'la maggiore mi domandò costui,

comunemente per acqua o altro liquore che sia raccolto sul pavimento o colatovi

colatovi e gettatovi. 'guarda che lavacchio ha fatto col suo continuo

parole del prete; allora ella conobbe come che gli era un lavaceci. grazzini,

ritornando a'zoccoli poltroni, / dico che chi gli trovò primamente / dovette un

... così solenne lavaceci, che più saria stato sofficiente a servire un convento

convento di frati per zappar l'orto che un potestà per iscriver a banco.

e l'ho detto mille volte, che voi siete un lavaceci e un ser uomo

: leggiamoci le prose e le poesie che que'poveri lavaceci ti vanno sì di

ed il vicecurato più erudito di quel che paresse. carducci, ii-1-29: da 'l

novellettuccia della caduta del presidente, concludo che né pure frate cipolla del boccaccio.

goffo e * lavaceci 'del certaldese che i vostri sien versi. = comp

doglio io di ciò, veggendo che voi... vi abbiate ora così

alla lascivia, nella matura vostra età, che siate divenuto giuoco di una fantinella

. (plur. -i). dispositivo che consente di pulire automaticamente il parabrezza

: ecco l'acqua in vapori bollenti che, precipitando da'sassi, giunta ai decorosi

pietra, / a cui, pria che l'acheo venisse i giorni / della pace

sulle rive dell'eurota, ove pare che i numi della giustizia avessero are e lavacri

are e lavacri, vidi le madri che annegavano i loro figliuoli. pascoli, 1365

gelid'onde / venite per lavacro, che vi luce. baldi, 9-ii-99: quindi

lavacro di quella giovane e le tentazioni che sostiene da due vecchi. tesauro, 3-117

tanto oltre nel genio giovanile del re che tosto gli divenne compagno al gioco,

, onde del sangue, / di che vai sozzo, dilavar la gruma. foscolo

il bianco simulacro: / ancora par che dal selvoso monte / diana scenda al

nelle case e data / alle fanti che apprestino il lavacro. gozzano, i-241:

potrà attuarsi in lui [uomo] che dagli organi puramente periferici: qualcosa che

che dagli organi puramente periferici: qualcosa che si diparta dall'intemo, dalla sua più

16-i-2: ma di quel [claretto] che sì puretto, / si vendemmia in

della guerra e del sangue, la selezione che compie dei migliori e dei più forti

tolle. pindemonte, 6-124: tosto che fur dell'argentino fiume / alla pura

perenne, / da cui macchia non è che non si terga, / sciolsero i

pregne di vita, e pe'lavacri / che da'suoi gioghi a te versa appennino

vol. VIII Pag.845 - Da LAVADITA a LAVAGNOTTA (30 risultati)

turbar la fonte / che dolci e puri i suoi lavacri spande.

, non s'accosti alcuno / profan, che il loco a l'innocenza è sacro

risurrezione. marino, xiii-230: ma che rileva affligermi e lagnarmi? / e qual

oimè), qual pianto sia, / che basti a lavar mai la macchia mia

purgano pria nel lavacro del pentimento salubre che passino quest'acqua letifera e penale. manzoni

: la verità è il solo lavacro che l'umanità possegga, e bisogna frequentarlo,

affine di separarne le materie eterogenee solubili che contenga in- trapposte. 11

2-589: qualunque sia il particolare lavacro che viene seguito, riesce pur sempre impossibile estrarre

lavadita, sm. invar. piccolo recipiente che si pone in tavola per lavarsi le

lavaféltri, invar.). dispositivo che provvede alla pulitura dei feltri nelle macchine

lavafrutta, sf. invar. recipiente che si pone in tavola con l'acqua

. lavàggio, sm. operazione che tende ad asportare sozzure, macchie,

il minerale scavato dalla miniera; il che in buon italiano dicesi 'lavatoio'. bacchelli,

nei rozzi silos sotterranei il materiale, che i carrelli convogliano alle gabbie, e da

. -nell'industria estrattiva, operazione che consiste nel separare le pagliuzze d'oro

operando poi un trattamento con cianuro sodico che rende solubile l'oro come complesso cianidrico

fibre naturali. -anche: la macchina che compie tali operazioni. 4. nell'

operazione di depurazione di un prodotto, che si compie mescolandovi un reattivo e facendo

-ripulitura della carrozzeria dell'automobile, che viene per lo più eseguita mediante appositi

col gas di sostentazione di un aerostato che sia andato soggetto a inquinamento.

. lavaggio del cervello: serie di operazioni che hanno per scopo e per effetto di

particolarmente nel genovese (come di quelle che cavano l'uno dall'altro i laveggi)

mano in aria su la lavagna tanto esattamente che più non potea fare il compasso.

se lo vuoi / questa debole vita che si lagna, / come la spugna il

e di adoperarvi i migliori artefici; idea che si è proseguita per lungo tempo,

basilica. -lavagna luminosa: apparecchio che proietta, fortemente ingranditi, i segni

dagli insegnanti soprattutto per costruire scene mute che gli allievi possono descrivere o drammatizzare (

quell'acqua color di lavagna, che pare passata per la cenere come il ranno

s. v.]: 'lavagnino': che è fatto a scaglie come la

lavagna. lavagnóso, agg. che ha conformazione o aspetto simile alla lavagna

vol. VIII Pag.846 - Da LAVAGRANISTA a LAVANDA (41 risultati)

). nelpindustria alimentare, l'operaio che sorveglia la macchina che separa il grano

, l'operaio che sorveglia la macchina che separa il grano dai corpi estranei.

. (plur. -i). macchina che separa il grano dai corpi estranei e

costituito per lo più da un treppiede che sorregge un catino e una brocca per

624: in una delle due stanzette che mettono in mezzo l'altare della detta

s'è rotto il naso, / che versa il sangue e corre al lavamane;

uno strumento di legno o d'altro, che con tre piedi forma come una piramide

, la brocca e la catinella pese che bisognava adoperare tutt'e due le mani.

se vuol ornata la faccia portare, / che no lisciare o lavamenti fanno, /

lisciare o lavamenti fanno, / poi che no stanno, / ancor lei pregio

scandelezzo, e sì grande turbazione, che, a rispetto, fu a'cristiani perdere

da siena, iii-249: il corpo, che debbe essere mortificato col digiuno e con

nutrice nel lavarsi, con- ciosia cosa che il lavaménto non fosse ordinato a questo

dichiarazione [della voce 'lavacro'] panni che 'bagno 'sarebbesi detto meglio che '

che 'bagno 'sarebbesi detto meglio che 'lavaménto ', perché 'lavaménto

* lavacro ', ma l'azione che si fa nel lavacro. -abluzione

la- vamento drento di questa rugiada, che tu mandi nell'anima dentro per grazia

si cognosce lo lavaménto di fuori, che si vede e che si mostra per l'

lavaménto di fuori, che si vede e che si mostra per l'acqua delle lagrime

(212): ella non dubbiava che la macchia di questa bugia non andasse tosto

di vita eterna ci darebbe, e che chi pure una gocciola n'avesse, li

..: a un semplice spruzzamelo, che da voi venga, a un semplice

, poiché quasi tutti li rimedi, che si danno comunemente per la rogna son

per questa lavanda, m'ero accorto che il vestito, dietro nella regione delle

a. cattaneo, ii-234: finghiamo però che si fosse venuto all'atto di apprestare

questa è l'origine delle sagre lavande che deono precedere a'sagrifizi. salvini, 16-1

atto emblematico di carità e di umiltà che gesù compì nell'ultima cena, lavando

lavando i piedi ai dodici apostoli e che il vescovo ripete ogni anno, durante

savonarola, 8-ii-281: lavanda de'piedi, che si fa il giovedì santo, rappresentativa

giovedì santo, rappresentativa dell'umiltà di cristo che s'inclinò insino al lavare e'piedi

di pompa e del contrario di quel che quell'atto rappresenta. pamgarola, 275:

quell'atto rappresenta. pamgarola, 275: che cristo facesse la cena legale, facesse

, dove tanto s'inclina e abbassa che non lascia di lavargli sino al traditore

farvi un racconto d'una cosa, che mi succedé, molti e molti anni sono

coadiuvare a questa lavanda di piedi, che forse sarà una delle opere di misericordia

contro il male un odio veemente, che è la lavanda del cuore. papini,

giusti, 4-i-6: quanto poi a ciò che riguarda l'arte, bisognerebbe che io

ciò che riguarda l'arte, bisognerebbe che io dessi di frego a parecchi di questi

a parecchi di questi componimenti, e che sottoponessi tutti gli altri a una lavanda

tuffamento nell'acqua, la chiesa, che badava unicamente allo spirito, si contentava,

ovvero comunemente si credesse esservi intervenuta, che colui credesse e fosse in comunione e

vol. VIII Pag.847 - Da LAVANDA a LAVAPIATTI (35 risultati)

gli spazi ed i nocumenti, il che parimente si raccoglie nel ponervi dentro vino

qualche decotto, massime con quell'istromento che gli cirurgi sogliono appellare siringa, clapsedra

. di questa medesima specie si crede che sia la lavanda, ancora che di

crede che sia la lavanda, ancora che di più debile virtù. soderini, ii-365

ii-365: lo spigo e quello spigo che si domanda lavanda, son differenti. questa

mettere fra la biancheria; ma più che altro è impiegato nella distillazione per estrame

la 4 lavanda comune 'è un arbusto che cresce naturalmente nel mezzogiorno di francia e

2. olio di lavanda: olio essenziale che si produoe distillando i fiori freschi di

(anche semplicemente lavanda): profumo che si ottiene dall'olio di lavanda.

/ il lambicco de le muse, / che spruzzarsi di lavanda / in pamasso ancor

rosa non vaglion palli- duzza, / che sul viso a costei dipinge amore. buzzati

6-315: non c'è una cosa che non gli ricordi lei, le stesse

domanda / candidi i lini, poi che in tua balìa / è il cassone odorato

deriv. da lavanda1 (per l'uso che se ne fa nel lavarsi);

niuna donna onesta sia se non colei che colla fante o colla lavandaia o colla sua

lui aver giacciuto con la matrigna e che lui era disceso da una lavandaia di panni

, 2-164: sono poi i lavandari, che sono alcuni uomini di bassa condizione,

. batacchi, 2-113: fra quelli che patirò in sì gran caso / eran le

della casa, 612: non voglio perciò che tu ti avvezzi a favellare sì bassamente

cambiar stato, di tentare fortuna, che mi aveva fatto dir tante volte da

mio padre essere io una cattiva lavandaia (che non trovava mai la pietra per lavare

la pietra per lavare), fecero sì che, invece di accontentarmi del mio modesto

mio modesto stato, non andavo ruminando che il modo di uscirne. panzini, iv-368

: 4 lavandiere', lavandaio, colui che lava i panni lini a prezzo.

foro e di tubo di scarico, che serve, nella stanza da bagno o

di bagni, di lavandini moderni, che mi pareva di lavarmi veramente. montale,

: rimase a guardarmi nello specchio rugginoso che era sopra il lavandino. 2

erbacee e subarbustive della famiglia labiate, che comprende venti specie mediterranee conosciute comunemente

sua voce era come acqua argentina / che recasse lavandula o pur menta / o salvia

: la capraggine, ovvero lavanese, che nasce ne'letti de'fiumicelli. mattioli [

. modio, xlv-344: sentendo che la sorella due innamorati avea, de'

comunità); sguattero. -anche: che esercita un mestiere vile e umiliante.

canto il lavapiatti sbracciato scopava un tavolone che la sera faceva da palco. dossi,

tosto in scuderìa o in cucina pel primo che capitasse o lavapiatti o scozzone, salvo

lavapiatti fila sui due piedi se sospetta che a m. abbiamo riveduto la piccola

vol. VIII Pag.848 - Da LAVAPIATTISMO a LAVARE (46 risultati)

lavaradici, sm. invar. piccolo impianto che serve per lavare tuberi e radici.

le piscine dell'arte... salvo che si possa lavare nei poz- zuoli.

., 4-28: i vasi, innanzi che vi si metta il mosto, con

, 240: non vedi tu che quando tu hai imbrattata e salata la

hai imbrattata e salata la camicia, che tu la fai lavare per averla poi netta

egio, 43: condotto maraviglioso, che porge tanta acqua... e non

non comparve la vergine diana, / che levata per tempo era ita al bosco /

con le mani, ed ho veduto che egualmente intorbida l'acqua, benché leggermente

nudate, le vesti succinte, / che lavan panni e cantano in coro stornelli d'

come se avessero rifiutato sia l'uno che l'altro sesso, per pareggiarsi nel sudicio

, 1-95: va dunque, e fa che tu costui ricinghe / d'un giunco

il viso,... acciò che clizia non ti abbia a rifiutare per porco

questa è la vera nettezza, non quella che i più superstiziosamente procurano, usando l'

pavese, 6-315: non c'è acqua che possa lavare i corpi della gente.

recata l'acqua alle mani; e poi che lavati ci fummo, a tavola ci

sedemmo. casti, ii-4-12: spògliati tu che anch'io mi spoglierò, / e

, iii-23-63: cavalieri sudanti, cioè, che non si lavano mai, caprini visaggi

visaggi di monaci puzzolenti, e dame che non portavano la camicia: cotali sono gli

volle mai accettare di guarire un contadino che pativa male d'occhi, se prima

ritornando io da quelle isole estreme / che da levante il mar indico lava, /

ponente io venia lungo la sabbia / che del settentrion sente la rabbia. nannini

procede / la mosa, e al piano che la marna lava. -intr.

par., 8-58: quella sinistra riva che si lava / di rodano poi ch'

il sentiero / dietro il gran mar che li guasconi lava. baldi, 29:

piagge asia rimove / il tepido eritreo, che quinci inonda / i lidi d'etiopia

bandiera, / con tutta quella gente che si lava / in guadiana e bee de

; / ma fiore più non lava / che in suo margine sorga. linati,

s'era messa anche un'arietta frizzante che, scivolando giù dalle coste del grappa,

simile, cioè più larga di sotto che di sopra, perché le radici meglio si

si lava 'l volto: / « tesauro che mi se * tolto, / gemma

essa lungamente e amaramente pianse, tanto che tutta con le sue lagrime la lavò

io battezzo in acqua; ma quelli che dipo'me dee venire, laverà l'anime

inf., 27-108: padre, da che tu mi lavi / di quel peccato

terrestre limo. panigarola, 105: che cosa potrebbe udirsi più empia che credere

: che cosa potrebbe udirsi più empia che credere, come appongono a noi, che

che credere, come appongono a noi, che l'acqua del battesimo e non il

, il quale, piangendo il male che ha fatto, non lo rifà da capo

cesarotti, 1-xxix-173: la pietà esige che il reo si lavi e si purghi

giordano, 229: questa acqua celestiale, che iddio manda di cielo, lava tutti

peccati e fa bianca l'anima più che neve o che lana monda. dante,

bianca l'anima più che neve o che lana monda. dante, inf.,

men vergogna lava, /... che 'l tuo non è stato; /

si dee loro aitar lavar le note / che portar quinci, sì che, mondi

note / che portar quinci, sì che, mondi e lievi, / possano uscire

la divina bontà è sì fatta e tale che ogni gravissimo peccato...,

ogni gravissimo peccato..., solo che buona e vera contrizione

vol. VIII Pag.849 - Da LAVARELLO a LAVASCORZA (52 risultati)

tua. tarchetti, 6-ii-405: la sventura che mi colpisce ha punito me di una

colpisce ha punito me di una colpa che non potrò mai lavare abbastanza colle mie

, 354: io ho il segreto che purifica, lava i peccati, rende il

sì possa esser lavato, / né pur che mai s'amorti / lo blasmo,

s'amorti / lo blasmo, chi che 'l porti. bandello, 1-1 (i-12

fiume, non laverò mai questa vergogna che m'ha fatto oggi gisippo. mascardi,

s. maffei, 6-86: or che diremo dell'unico rimedio, borbottato in alcuni

graffio sopra il braccio, lavò quel disonore che in tal modo si usa lavare nella

ferita / prende tanta pietade, / che per lavar la piaga e per mostrare

lavar la piaga e per mostrare / che del suo male han dolorosa vita / piangon

tanti schiaffi di danno e d'ignominia che ha ricevuti da la mano di sì

mali. -rifl. liberarsi da qualcosa che preoccupa, opprime, ingombra lo spirito

a lavarsi di tanti orribili pensieri, che altri sopraggiungevano. piovene, 3-22: addormentandomi

]: 'lavare 'dicesi dei minerali che si sbattono in molta acqua per toglierne

acqua per toglierne le parti più leggere che l'acqua intorbidata trasporta, o d'altre

acqua intorbidata trasporta, o d'altre sostanze che vogliansi separare giovandosi del diverso lor peso

. biringuccio, i-56: non so che in queste nostre parti oro puro ci

trovi, e per ogni una poco, che l'ima è quello che si trova

poco, che l'ima è quello che si trova per il lavar de l'arene

cominciata l'epoca dei dolori: terre che non rispondevano alle speranze, altre che

che non rispondevano alle speranze, altre che « costipandosi » s'abbassavano più del

s'abbassavano più del previsto, altre che bisognava « lavare »; e, tutte

. 13. chim. operazione che consiste nel separare con un solvente adatto

bicchierai, 27: l'acqua stillata, che lavò sino a rendere insipidi i sedimenti

di separare colla soluzione le materie eterogenee che contenesse intrapposte fra le sue particelle.

. pitt. pulire un dipinto dalla patina che 10 ricopre per restituirgli l'aspetto primitivo

. ricoprire di nuovo colore qualche pittura che sia alquanto annerita o in farla

e somaro, si potrebbe intendere; che coteste sue virtù sono ormai ben cognite

molto sporco. pirandello, 7-990: che bella figura avrebbe fatto ersilia per le

[i tremila ducati] e fargli credere che sieno stati gli spiriti che glieli abbiano

fargli credere che sieno stati gli spiriti che glieli abbiano rubati. -guardate a non

viso', si dice d'una pittura che si lava e d'un muro che s'

che si lava e d'un muro che s'imbianca, detto così per traslato

della guarda, gridando, in voce che non gli avevano mai sentita: -vi-

-vi- gliacconi! fatevi fuori qualcuno, che gli lavo la faccia cogli sputacchi!

il muso a qualcuno: dirgli quello che si merita; rinfacciargli i suoi torti;

a quell'accidente, se non tien più che chiusa la bocca, le lavo la

di far qualche cosa. tutti s'accorgono che 11 paese è sudicio: bisogna lavargli

è sudicio: bisogna lavargli la faccia prima che venga l'estate. e le case

cesari, 7-560: noi consentirò mai che coloro i quali vogliono lavarsi la bocca

e poi lo rigetta. a denotar che il male apposto ad altri, il maledico

a lavarsi la bocca di quei poveracci che han diviso i quattrini. -non

/ un proverbio monto bon: / che se sol perde lo savom / de

, alta 30 o 40 centimetri, e che si stabilisce sul ponte, immediatamente

salmone nell'ordine de'malacopterigi addominali, che ha la mascella superiore più lunga,

di vimini, di forma quadrata, che serve per mettervi il pesce.

]: 'lavaróne ', tutto ciò che il fiume porta a galla, e

condizione, dotata di scarse qualità, che esercita un mestiere vile.

, lavascodelle ', colui, colei che rigoverna le stoviglie, che lava i

colui, colei che rigoverna le stoviglie, che lava i piatti nelle grandi case,

lavascodelle. 2. agg. che rivela l'abitudine a lavori umili e

mazza, ii-161: altri ci vuol che un gonzo o lavascòrza / a bene

vol. VIII Pag.850 - Da LAVASECCO a LAVATO (46 risultati)

, sm. f. invar. macchina che serve per lavare a secco abiti e

; è costituita da un involucro metallico che contiene un cestello, destinato a sostenere

sia per la prima scossa di capo che vi si dà, per tentar di ridurvelo

: lasciatevi piovere a dosso tutto quello che dice la gente, ché ad una lavata

i. nelli, 2-2-16: si vede che la lavata di capo gli ha dato

di superiore a inferiore. dalla forza che richiedesi a far pulito un capo lavandolo,

capo lavandolo, e dalle immondizie, che fa sottintendere la necessità del lavarlo.

: un signore di mia conoscenza, che ha sempre la * ramanzina 'in bocca

: un miracolo mi è paruto, poi che la polvere, mescolata con l'acqua

fondume di mali abiti e di sozzi fantasmi che lasciano 1 peccati massimamente invecchiati; che

che lasciano 1 peccati massimamente invecchiati; che dopo una lavatina superfiziale e transitoria si

a ricevere il sangue di gesù; che indecenza! = forma sostant.

, 1-97: ora i corazzieri manovravano più che discretamente, e per la perentorietà del

lavativo2. lavativo1, agg. che è atto a lavare; detergente,

tal sua pelle. 2. che lava gli intestini; lassativo, purgante,

redi, 16-viii-41: non è per questo che io non voglia che, venendo il

è per questo che io non voglia che, venendo il bisogno, non si faccia

serviziale purgativo, il sale è quello che purga; se si vuole il rinfrescativo o

proceduto ciò dall'essere io di parere che... convengano solamente i puri

grazia al sangue. -il sangue di quelli che mangiano riso e bevono tè è un

, sm. medie. popol. operazione che consiste nell'introdurre nell'intestino, per

: dite a... vostro marito che tenga preparato l'istrumento da lavativi,

fagiuoli, lvii-79: fece di più che dentro al seminario / de'giovani studenti

così malamente, dicesi al contrario, che * ha preso un lavativo, un

lire; ma ha preso un lavativo, che non ne merita settanta mila. fucini

mila. fucini, 31: si persuase che pasquale doveva averla fatta grossa. -pensa

dire come pensò lei, -pensa tu che razza di lavativo gli hanno appiccicato questa

! 3. figur. persona che non ha voglia di lavorare, che

che non ha voglia di lavorare, che tenta abitualmente di sottrarsi ai propri doveri

. soffici, ii-41: il primo che fa il lavativo o non sa la

madre, con tutte queste femmine, possibile che non ci avesse in corpo neppure un

scorso hai fatto la morale ai tuoi studenti che ci sono saltati addosso. pavese,

: -fatti in là, lavativo che non sei altro! 4. persona

, infermiccio, uno di quei lavativi che dicendo: « ohi! ohi! »

/ una tovaglia lavata col grasso / che mostrava la mensa per le porte. buonarroti

nella nebbia. 2. che ha fatto il bagno (una persona)

fatto il bagno (una persona); che è stato sottoposto ad abbondanti abluzioni (

i-262: quando vi seranno / vivande che non nette fanno mani, / con tuoi

, / quando vien l'altra, fa che sia lavato. boccaccio, dee.

beatrice. s. borghini, 1-305: che ragione v'è di mettersi a fare

, e più luminosi, nel pianto, che, nel darmi licenza, ancora m'

io t'amo, o terra, adesso che sei bella, / lavata in copia

sul cielo lavato dal vento, i monti che sovrastavano la città. serra, i-83

dorsi / di collinette: un uomo / che là passasse ritto s'un muletto /

/ se la ripiglia, più, che non è 'l farre. idem, 103-5

era sì sciocch'e sì lavato, / che s'i''l vedea mangiar pur du'

vol. VIII Pag.851 - Da LAVATOIO a LAVATURA (46 risultati)

carena, 1-303: 'lana lavata', quella che è stata posta in un bagno caldo

divide in sette specie e differenze: che sono in baio, castagno, dorato,

mattioli [dioscoride], 58: che l'olio lavato sta manco di tutti

esangue. fagiuoli, 1-3-428: che c'è egli? v'avete fatto un

torre,... que'denti che paion greggi che descendono dal lavatoio.

... que'denti che paion greggi che descendono dal lavatoio. carena, 1-303

era il sottopassaggio di santa bibiana, che gocciolava come un lavatore. 2.

inclinato, fissato o appoggiato sull'orlo, che consente l'insaponatura dei panni).

e l'ingiuria del tempo ha fatto che l'uso di questi canali, che furono

fatto che l'uso di questi canali, che furono fatti per le fonti e per

una picciola pittura del medesimo maestro, che è sopra il lavatoio de'monaci di s

, iv-2-249: uscirono su la loggia che dava nel cortile su la loggia del

, 4-i-146: sua paternità reverenda vorrebbe che voi gli acconciassi il lavatoio delle mani,

partissi di costà, con quello ordine che a voi pare più bello e conveniente

lavarsi, essendo pieno di quelle piaghe che noi chiamiam mal francese. falotico, 4-6

altra volta anco intevenne a uno / che andava a trovare la manza al buio

322: si risentono gli oggidiani dicendo che, se oggidì non abbiamo né terme

frugoni, iii-8: si proseguì la giornata che avea un'aurora così guazzosa, e

perciò fu cotanto umida sin'a sera che non mai ci lasciò una lenta pioggetta,

putta al lavatoio; tratto da quelle che fanno i bucati cinguettando.

. fiorio, 294: alcuni sono che in luogo de lavatoiétto mettono un canal

-trice; popol. -tòro). che lava panni; lavandaio. trattati antichi

: 'lavatora'. non lavandaia, ma che lava certa specie di roba. lavatora

di siena, 271: neuno lavatore che lavasse ne le decte piscine, possa né

: signor mio, disse simoncino, vogliono che gli scardassieri, i pettinatori, i

i lavatori, e altri bomboni, che sono sottoposti all'arte della lana, non

sopra la tavola, il primo lavatore, che tanti sono i lavatori quanti gli sceglitori

un vaglio avente i buchi vie più stretti che la terra cassa, le va vagliando

. -in partic.: macchina edile che ha la funzione di separare il pietrisco

da un cestello a tamburo rotante, che contiene gli indumenti da lavare, da

lavare, da un motore elettrico, che fa ruotare a diverse velocità il cestello,

e da un gruppo comandi e alimentazione che regola la temperatura dell'acqua e le

. bernari, 1-12: in questa macchina che si chiama lavatrice si lava la biancheria

/ arrosciase la misera, non so con che tentura; / si è bruna embiancase

di questa santità, disse quel monaco che fu a lavarlo e seppellirlo, che tanto

monaco che fu a lavarlo e seppellirlo, che tanto odore rendette, che chiunque lo

seppellirlo, che tanto odore rendette, che chiunque lo toccò non potette per gran

de arbori con le quali, poi che peste l'hanno, depingono le vesti sue

, i-239: costui, nel tempo che applicava la medicina al cavallo, mandava sua

la lavatura delle lane; più presto che si lavano, più riescono di perfezione

rondine, ch'è primieramente nata, che s'ella è lavata, e quella lavatura

brodo e broda: brodo è quello in che è cocto alcuna vivanda onde si mangia

nero delle sue pupille aveva quella lavatura che pigliano le cose quando stanno in fondo

. aretino, 20-87: non credere che il suo marito stesse di non venire

il 'miserere 'per il pianto che gli colava dagli occhi, stendendo le braccia

ariosto, 778: perché non stavo sicuro che costui, con speranza

vol. VIII Pag.852 - Da LAVAZAMPE a LAVINIO (34 risultati)

di tenerlo qui a castelnuovo, acciò che non si essaminasse senza me.

corte, portandole il figurino del vestito che tutte le dame devono farsi, per il

, 1-1-130: dilettavamci delli giuochi disonestissimi che erano fatti alli iddìi ed alle dee,

lavazióne è purgare un materiale dalle parti che non sono essenziali. = voce

vino volto e metilo in una caldare che sia ben stagnata, o uno lavezo

: rinnovando ramoscelli secchi sotto un lavéggio che aveva rimesso a fuoco]. guerrazzi,

io moro, io sento il polmon che mi bolle come un lavéggio di trippe.

voglia di ridere in veder certi uomini che frequentan le case de'grandi con uno

mezo, e tutta bisonta attorno, che condirebbe un lavezzo di cavoli.

in significato di quel vasetto di terra che serve per iscaldar le mani, fu così

detto per la somi glianza che ha con quel vaso usato in lombardia per

/ e tolse prima il tripode, che l'altro / gli rispondesse: dopo

annotazion lor metteremo, / mostrando ciò che bolle nel lavéggio. -cascare dal paiuolo

. c. croce, 65: mira che ceffo di babuino. / il lavéggio

. pascoli, 325: la trovò che sfaceva col cucchiare / nel laveggino nero

nell'edilizia moderna, mobile da cucina che comprende un acquario a uno o due pozzetti

il * vaso di terra ', che i toscani dicono * acquario '.

, sodio, calcio, manganese, che si presenta in cristalli prismatici monoclini,

472: * lavetta ': lo stesso che cassa o carro da cannone. il

pancone da sostenere quelle canne a ripetizione, che allora chiamavano organi, ed ora diconsi

di carta, imbevuto di profumo, che si usa per lavarsi il volto e

bossi, 204: lavéggio: nome che porta in italia pollare,..

. region. torrentello di breve corso che nasce nella cerchia dell'anfiteatro morenico del

(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce alla

. -ci). che è proprio, che si riferisce alla lava; formato da

vallisneri, ii-329: né io nego già che alberi interi..., che

che alberi interi..., che adesso paiono forestieri, sotterrati altamente non si

lavine, o ammottamenti..., che hanno assorbito sovente interi boschi, soddisfanno

: così appelliamo la superficie della terra che per tacque piovane penetranti si muove dal

suo sito e scorre al basso: il che talvolta avviene con gli alberi e colle

targioni tozzetti, 3-32: si sa che altre volte si è disteso il fiume

campi erano improvvisamente tagliati da una lavina che scendeva dal sommo della cresta fin sotto

di colata delle nevi o del ghiaccio, che solca il pendio di un monte.

e pietrosa, giunsemo ad un luogo che dalle smotte e dalle ripe alte e

vol. VIII Pag.853 - Da LAVIS a LAVORARE (57 risultati)

. 2. processo d'incisione che si effettua lavando la lastra di rame

in casa, era de età anni più che ottanta. tommaso di silvestro, 103

. ant. lavoràbole), agg. che si può lavorare; che si può

agg. che si può lavorare; che si può eseguire. marsilio da

finito. -indice di lavorabilità: valore che indica la facilità di compiere una lavorazione

bronzino, 1-5: tanto penso che così faremo, / lavoracchiando e vivacchiando

/ lavoracchiando e vivacchiando lieti, / che nel dappoco ci addottoreremo. baretti,

3-144: di me poi non sapre'troppo che dirti, se non che vado sempre

sapre'troppo che dirti, se non che vado sempre lavoracchiando colla matita e col

11-154: mi diede lavoro, assicuratosi che io potevo lavoracchiare per lui senza mandarlo

eseguire qualche lavoruccio; svolgere piccole attività che non comportano grande fatica. cellini

243): così lui mi dette comodità che io potessi lavoracchiare qualche cosa.

alti- forni di cogne, il marinaio che gli tocca la burrasca. =

fiore, 114-1: ad alcun altro che fa lavoraggio, / ma ben sua

consente iddio ben truandia / per quel che gli fallisce al su'managgio. canaldo,

tralasciato lavoraggio, finse l'affacendato in tempo che dalle facende si toglieva. l.

1-3: è acqua pura, se non che per lavo- ramento ovvero passamento per alcun

v.]: 'lavorandaio', nel senso che oggi dicesi lavorativo, di terreno,

. (ant. lavorante). che impiega le energie in un'attività lavorativa

stiere o di una professione; che si guadagna la vita col lavoro manuale

salvini, 22-323: son cose / che alle tenere femmine la mente / sodducon

operai di bologna... sentono che il miglioramento delle condizioni sociali del popolo

è collegato con le migliorie politiche, che queste non si possono ottenere senza un'

lavorante. 2. per estens. che è tenuto in esercizio; che attualmente

estens. che è tenuto in esercizio; che attualmente funziona (un impianto, uno

di toscana, 3-148: per levare più che sia possibile ai trasgressori la materia di

materia di delinquere, commessero e ordinarono che gli edifizi delle suddette moie non lavoranti.

sien tenute ben serrate e chiuse, che non vi si possa entrare. ibidem

lana o stame, o altra cosa che appartenesse a la decta arte, o in

di lana e di qualunque massarizia e cosa che s'apertenesse a la detta arte.

siena, 264: con ciò sia cosa che molti discepoli e gignori, 0 vero

. soderini, i-232: i lavoranti, che attendono alle fornaci et a far bicchieri

per fargli ottener queste in quella quantità che si richiede per loro sostentamento e della

e da grosse paghe, faceva sì che non ne mancasse ancora a quelli che

sì che non ne mancasse ancora a quelli che rimanevano in paese. mamiani, 3-241

dall'altro, intervenga un accordo tale che il maggiore utile del secondo mai non si

eravamo diventati amici nel laboratorio del sarto-mercante che aveva sposato la prima lavorante licenziando in

hanno dato gran caldo ad una gente che si chiamano i ciompi, i quali sono

una lavorante in maglierie, istruita, che aveva fatto i primi due anni della scuola

da la capanna..., acciò che nelle pioggie subitane tu possa in un

fermo e lucia, 54: il benefattore che sapeva con chi parlava, ordinò subito

con chi parlava, ordinò subito ai lavoranti che gettassero di nuovo la terra sulle radici

, giornalieri, lavoranti della campagna; che frequentaste le scuole serali e le festive

arrivò tutto trafelato dalla pianura un ragazzetto che era stato lavorante da severino. pavese,

e retori, di filologi ed eruditi, che empierono di lor fatiche la maggior parte

la maggior parte del secolo, più lavoranti che artisti, più zappatori che costruttori.

più lavoranti che artisti, più zappatori che costruttori. papini, ii-839: le

sopra la quale erano diputati combattenti, che non solamente colle balestre ma ancora co'

lavoranti di non potere essere offesi dall'artiglierie che erano nel castello. m. adriani

spavento empierono il corpo della battaglia, che si misero a fuggire. brusoni, 4-ii-241

cassone di bombe sepolto verso marina, che, spianando altresì l'approccio al nemico,

carena, 1-70: 'prenditore ', che più comunemente chiamano 'lavorante ',

lavorante ', è quello dei due lavoranti che stanno al tino, e che,

lavoranti che stanno al tino, e che, tuffata in questo la forma, prende

tutti i frutti in natura, l'altro che divide i frutti medesimi tra il padrone

oltreché da pesi pubblici, da quelli ancora che vengono imposti agli artefici principiando dal garzonato

genovese, xxxv- 1-718: lavora fin che n'ài baylia / anti ca l'ora

vol. VIII Pag.854 - Da LAVORARE a LAVORARE (64 risultati)

lui servir sempre lavora, / a zo che 'l vesta e tegna orevolmente. dante

inf., 13-150: que'cittadin che poi la rifondarno / sovra 'l cener che

che poi la rifondarno / sovra 'l cener che d'attila rimase / avrebber fatto lavorare

. lavorarono e comandarono nelle loro regole che lavorare si dovesse, e reputavano pessimi e

e reputavano pessimi e ma- ladetti quelli che lavorare non volevano, e chiamavangli monaci

filosofi, ii-180: cato fue demandato che bisognasse a la famiglia. quelli rispose:

li signori fare giurare tutti li uomini che lavorranno continuamente, de li lanaiuoli,

(i-108): altro non aveva che con le braccia tutto il dì lavorando ed

, come soleva dire, era di quelli che si stancano più a star senza far

più a star senza far nulla, che a lavorare. d'annunzio, iv1-

, 3-276: zio c'è un topo che lavora, sentilo,...

sentilo,... è lui che non mi lascia dormire. -per

v.]: i denti lavorano più che le braccia (di chi mangia dimolto

berni, 84: venutogli innanzi / un che di stampar opere lavora, / disse

macinghi strozzi, 1-564: la terra dicono che la sta male; ché non ci

del comune di montagutolo, 25: statuimo che el rectore debbia fare chiamare tre buoni

in questo tempo si vogliono gli arbori che son nel semenzaio potare e levare i ramu-

i ramu- scelli superflui e le radici che si veggon di sopra e lavorar loro

ho tolto un lavoratore a pazzolatico, che ora al febbraio comincia a lavorare.

ariosto, 43-92: questo dicea, però che l'umil gente / che nel gregge

, però che l'umil gente / che nel gregge o ne'campi gli lavora,

lavora, / non gli era aviso che le caste voglie / contaminar potessero alla moglie

, del quale t'informo del modo che dei tenere a passo a passo.

più dolce e 'l più vago lavorare che sia, prima abbi calcina e sabbione,

eguale tutte le grossezze; di modo che con la detta pazienzia, insieme con

] à otto modi di lavorare, che sono, gioiellare... lavorar di

e... lavorar di grosserie, che sono statue, vasi e simili.

immaginando un film assai diverso da quella che era allora la produzione corrente.

: son risoluto, con quei pochi danari che mi avanzarono quando io potea lavorare,

lingua inglese si fece più continuo, che egli mi fece capire di voler lavorare su

dir ch'assai lavori invano / quei che lo serve umano. pulci, 25-169:

nascoso con quel sì ben lavora, / che fora ad uno scotto le cervella,

d. bartoli, 2-2-142: ben assai che lavorar d'accortezza e di presenti e

86-299: gli uomini dell'alleanza repubblicana che lavorano con me, possono stendervi fraternamente

agitava e lavorava per un indirizzo politico che risolvesse i problemi sociali con diverso od opposto

più per oscurarne le idee chiare, che per istabilire o illustrare quelle che avean bisogno

, che per istabilire o illustrare quelle che avean bisogno o di sostegno o di

di luce. capuana, 15-184: con che amore non lavora [shakespeare] per

l'acqua entrava nella tonda cella, / che per non affogare / senza posa doveva

governo borbonico ha lavorato sì bene, che oggi ancora, dopo che la giustizia di

sì bene, che oggi ancora, dopo che la giustizia di dio lo ha colpito

gridare « viva » a quello stesso che ne avea fatto dei bruti. bacchetti

aretino, 20-39: il giovane, che ebbe il lavorar dei cani, misse a

: in ispagna la carboneria ha diffuso che noi lavoriamo per bonaparte. pavese, 7-159

pavese, 7-159: -chi ti dice che fosse coi rossi -. ma stavolta le

già prima. non ti ricordi i giornali che leggeva? gli han trovato il materiale

, i-649: dante, in ciò che immagina e dipinge così orribil bruttezza

cosa, perché in quell'ozio sembra che tu abbia tanto tempo, e non ne

6-1-285: per niun modo è possibile che l'uomo sì ne rimanga [dal male

, segnatamente lucrosi. e, dicendo che 4 quel medico lavora ', s'

quel medico lavora ', s'intende che ha dimoiti ammalati i quali 4 la-

ed insieme e dal pari gli argani che appresso vi sono, fin tanto che

che appresso vi sono, fin tanto che la proda della nave s'alzi sopra la

panzini, ii-157: lavora il trenino che ansima. fenoglio, 1-184: quanto

grammofono. 12. produrre gli effetti che gli sono propri (una forza,

i savi ch'è la maggior cosa che in tutto questo mondo sia allo '

questo mondo sia allo 'nfermo e che più lavora a recarlo in sanitade. boccaccio

3-8 (345): non durò guari che, lavorando la polvere, a costui

cennini, 35: se vedi che 'l carbon lavori, sta bene: e

dì né notte, / e dice che ha un grande affanno al core. /

, scoprendosi in più luoghi ammalati contagiosi, che per estinguerlo fu di mestieri cavarsi la

, sì per la cioccolata in corpo che lavorava e pel laccetto del ferraiolo bene

ancora tre ufficiali: è la tubercolosi che lavora. -con riferimento a concetti astratti

tanto il foco lavorava drento, / che per costei perduto ha il sentimento.

vol. VIII Pag.855 - Da LAVORARE a LAVORARE (62 risultati)

o di ricchezze parlo, / in che la ruota instabile [della fortuna] lavora

non te lasciar trovare, / fin che la rabbia con costui lavora. d'azeglio

, 5-92: c'è un ricordo che le lavora dentro. brancati, ii-213:

s. v.]: si dice che 'una parte lavora ', quanto

fa molte note e sminuzzamenti, nel tempo che le altre parti progrediscono più posatamente con

: 'lavorare ', di bastimento che fa sforzi quando è travagliato da un succedersi

v.]: 'lavorare ', che meglio dicesi 'arare '. è

, / cui vuole, e quei che 'l glauco tempestoso / lavoran navicando,

preoccupare. ormai è tutto pronto. basta che vieni domani. tu lavora sull'uomo

.. questo sarà il più grande assedio che fosse mai. pisacane, viii-193:

del popolo ventitré mila di quelli, che avevano fatto e lavorato il vitello. ricordi

, v-405-15: è buono a tucto lavoro che sia lavorato. l. ghiberti

essa lavorar l'acqua procuri, / che far lo può qual fu già cigno

, e... al tempo che alesso baldovinetti dopo lippo pittore fiorentino racconciò

tempi nostri, è quello [orologio] che fu lavorato da giovan maria barocci,

v. d. bartoli, 1-2-38: che poteva sperarsi da uomini divoratori d'uomini

uomini, privi d'ogni altro ingegno che da lavorar veleni? brusoni, 4-i-37:

il proveditore, aggiugnendo... che il turco lavorasse due fornelli per allargar

servii, / ma sì del cristallo / che praga lavora / e il vino colora

: maraviglioso è sopra tutti quell'umore che han nelle viscere i bachi filugelli, che

che han nelle viscere i bachi filugelli, che lavorano i bozzoli della seta. redi

assarino, 3-91: chi mi negherà che questa sola destra sia quella che,

negherà che questa sola destra sia quella che, logorando in mille guise tutte le cose

maraviglia tessendo e lavorando una membrana, che [ecc.]. -fabbricare un

(237): né alcuna cosa era che a donna'appartenesse, sì come di

di seta e simili cose, che ella non facesse meglio che alcun'altra.

simili cose, che ella non facesse meglio che alcun'altra. donato degli albanzani,

.. l'adultera moglie lo confortò che egli si vestisse le vestimenta della patria e

si vestisse le vestimenta della patria e quelle che gli avea lavorate a questo fine.

: una parte notevole delle belle tappezzerie che si vedono nelle case signorili francesi fu

mentre costoro lavoravano la mia fornace, che io avevo tanto ben fatta, con molta

mio bronzo in bagno, cioè fuso presso che al suo termine. -disegnare

per la galleria di tal signore, che giudicava delle arti come artefice e le

principe; io dico del reggente, che morì mentre si stavano lavorando. -decorare

nel monasterio delle donne di faenza, che era dov'è oggi la cittadella del

salute eterna, e non dubitate poi che non siate per conseguirla. graf, 5-24

. graf, 5-24: velata dea che formi, agiti, domi, / con

arcani amori, / io non intendo ciò che tu lavori. -regolare, misurare

i- 141: altri v'era che il lavoravano [l'ottone] a martello

... una muta di ferrai, che lavoravano a gran colpi un ferro sopra

. d'este, 58: terminati che furono i modelli del monumento rezzonico,

: dicendo 'lavorare la cosa 'intendesi che l'opera dell'uomo ha più parte

ha più parte a mutarne le condizioni: che quindi la cosa lavorata, essendo più

per riuscire a qualcosa di più serio che non sia renzo e lucia, per

sole fa subito notte su queste strade che il fango impasta e il cannone lavora

de'poderi assai ne rimarranno sodi: che così rimaneva il mio, se non

non ch'e parenti loro m'hanno detto che faranno la ricolta, e lavorrannolo per

oltre di questo, possedeva renzo un poderetto che faceva lavorare e lavorava egli stesso,

il filatoio stava fermo; di modo che, per la sua condizione, poteva

entro, io vi lavorrò sì l'orto che mai non vi fu così lavorato.

finestrella del tetto, volle vedere con che ferri si avea a lavorare il suo

, geva, il secco tale / che la terra fu poco lavorata.

semente, acciocché dal soverchio freddo quelle che lavorate saranno non si corrompano. vettori

e così dar loro qualche cosa a'piedi che gli riscaldi e rinvigorisca.

atorno la piaza come sono al presente, che sarano excellentissime. giuglaris, 5:

excellentissime. giuglaris, 5: l'eternità che non promette alla vita, forse sopporterà

lavorarono gli egiziani un laberinto sì grande che vi sarebber facilmente perduti tutti gli altri

, 1-307: fé subito lavorare una trincera che circondasse tutta la terra, guarnita di

dottrina potessero stare a petto di quelle che uscivano da oltramonti. goldoni, vii-762:

. goldoni, vii-762: non vorrei che, riconoscendo voi stessa in questo ritratto,

2-3: colla maggior proprietà ed eleganza che m'è stato permesso, fino a

permesso, fino a quel segno cioè che si potea senza offendere la lealtà di

vol. VIII Pag.856 - Da LAVORATA a LAVORATO (36 risultati)

delle persone laboriose ritornano lavorato in modo che sia condotto ad innamorarsi della spesso a esclusivo

materia, renderlo maneggevole, in modo che esso accon aforisma enunciato da

, 3-10) senta a ciò che noi desideriamo. pirandello, ii-1-326:

della bibbia volgar., x-302: quelli che non vuole lavorare, mia vacanza a

e troverete, come spesso accade, / che 'l pesce -influenzare. grosso il

della piccola borghesia, cui non parve vero che sanudo, xx-93: questo andò

idem, xxv-603: alcune femene gozute, che altri che il non ancora): proposito

xxv-603: alcune femene gozute, che altri che il non ancora): proposito attribuito,

». idem, 20-194: una puttana che sa farsi firenzuola, 717:

. cecchi, 1-1-52: non sapete voi che si dice: 25. tormentare

chiari, i-102: avevo tanti pensieri che m'ingombraancora? vano il capo e

? vano il capo e tante spine che mi lavoravano il core. -fare e disfare

coscienza sconvolta dai problemi religiosi e sociali che colà lavorano sordamente videnza non sono condizionate dai

le teste; nature complicate, nevrotiche, che softempo. frono e fanno soffrire.

ii-280): su, disse astolfo, che si fa qui viani, 4-16:

: ma io voro; attività che non comporta grave dispendio sapevo che

che non comporta grave dispendio sapevo che lui non cercava soltanto un meccanico.

caro, 3-3-220: non vorrei che mi fusse lavorato ad bocchelli

, poveri lavoratèrra, dosso e che, per aver dissuasa questa impresa, si

argomento ch'io avessi altro animo di quello che debbo -con valore attributivo.

destinato alla coltivazione (un terreno); che ha picchia forte 'lavora bene col

-lavorare di straforo: v. straforo. che spezialmente il padre della famiglia ponga la villa

chi lavora da beffe, vertite l'acque che impaludavano il piano della città di stenta

per cento delle staiora di terra lavoratia che lavorerà, sua o d'altri, o

le siepi di pruni e di roghi che circondavano i lavorativi per difenderli dalle bestie,

animali da frutto o lavorativi, ci avverte che i passaggi debbono esser fatti dal peggiore

per il commodo del bon terreno, che aviamo quasi per tutto in sul lavoro,

quasi per tutto in sul lavoro, che in due mesi prossimi da venire di giornate

le loro ferie e le loro fiere, che si avvicendano. e. cecchi,

professione. einaudi, 1-397: ciò che li persuade [i politici] ad applicare

applicare alla generalità degli uomini una regola che giustamente applicano a se stessi e diversa

quelle non lavorative, è la preoccupazione che non si riesca a trovar lavoro per

per i disoccupati. 3. che ha per fine e per effetto la produzione

); le attività lavorative secondarie, che trasformano le materie prime in beni di

artigianato); le attività lavorative terziarie, che consistono nella prestazione di servizi (insegnamento

. (superi, lavoratìssimo). che è il risultato di una serie di

vol. VIII Pag.857 - Da LAVORATO a LAVORATOIO (4 risultati)

: negare con verità non si può, che gli gnocchi lavorati non sieno senza alcuna

piani. scarufiì, 42: dico che l'oro e l'argento, mentre che

che l'oro e l'argento, mentre che sono grezi e non lavorati, ed

e non lavorati, ed anco dopo che sono in qualunque sorte di opere posti