galileo, 3-3-466: non si può dubitare che ei non abbia riguardo ancora al mio
riguardo ancora al mio avviso sidereo, che pure è 'in rerum natura'.
natura'. di grazia, 203: credo che niuno sia che non sappia che due
grazia, 203: credo che niuno sia che non sappia che due sono le maniere
credo che niuno sia che non sappia che due sono le maniere del conoscere le cose
sono le maniere del conoscere le cose che sieno 1 in rerum natura e perché le
rerum natura'... non ci son che due generi di cose: sostanze e
e accidenti; e se io provo che il contagio non può esser né l'uno
uno né l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera.
, avrò provato che non esiste, che è una chimera. inresistènte,
inresistènte, agg. ant. che oppone resistenza. leonardo, 2-77
quando la forza genera più veloce moto che la fuga della inresistente aria,..
inreticellato, agg. letter. scherz. che ha il capo avvolto da una reticella
allora li demoni dissero allo cavaliere: che se elio non tornasse inretro, ch'
da padova volgar., i-xvi-15: quello che... è menato e inricchito
ceresa, 1-1337: questa è quella beltà che al mondo nacque / per inricchire altrui
. inricomperàbile, agg. ant. che non si può riacquistare, che non
. che non si può riacquistare, che non si può riavere. simintendi
irreparabilmente. cavalca, 19-416: che tormenti e punture credi che sostenga nel
, 19-416: che tormenti e punture credi che sostenga nel cuore suo tutto dì,
inriservato, agg. ant. che non usa circospezione; privo di precauzioni
bembo [tommaseo]: oltra che arei destato qualche cane che agognerebbe di
: oltra che arei destato qualche cane che agognerebbe di mordermi, vedendomi inriservato.
... mo- vea subito che poteva, e mandava innanzi il re.
: mi posi tra i festevoli applausi che feano ad antistene i suoi discepoli, a
un tesoriere, li quali inrollano li soldati che vanno all'indie per servigio del re
la sorbona è una così grande università che inruola il più degli uomini per baccalari
. frugoni, iv-502: i filosofucci, che qui s'inrolano, da tutte le
s'inrolano, da tutte le arti che liberali non sono, vengono estratti.
arruolato, reclutato. -per estens. che ha aderito a un'associazione, a un
sua gioventù d'un partito sì grande che in quello v'erano inrollati i due terzi
colonnelli di fanteria..., che nelle provincie dovevano prendere in nota i
non nominarono un solo di tutti coloro che aveano seguito il partito del re,
sfacendati]... e quivi attendean che venissero, o rincontravano...,
) ch'io corbi appelli quei iuristi che son ghiotti del quattrino. = deriv
inromanescato, agg. letter. che ha assunto usi e costumi propri dei
, 1-i-76: il soprannome di flavio, che autari pigliò sull'esempio dei re goti
: deh, valerio mio, è possibile che io non sia mai più per vedere
e festevolissime lettere? questo è anco peggio che inromitarsi, lasciare e abbandonar gli amici
bianca / man... / che spesso le mie guance inrossa e imbianca
., i-194: i nostri padri credevano che non si potessero frenare i delitti che
che non si potessero frenare i delitti che col torturare, inruotare, squartare gli
/ la pesante cortina? / una mano che il sangue del delitto / solo inrubina
allegri, 258: con un garbo, che ha del signorile, / un tratto
di fiorito vestimento e di gaio, che quasi trapunto superbissimo del nome del magno
insabattato, agg. ant. che calza zoccoli o calzature molto misere.
da savate 'ciabatta '), che è meno comune di ensàboté (da sabot
ricevere e stato dell'avere più sabbia che non bisogni. insabbiamento de'porti.
si perdeva negli andirivieni e nelle parentesi che insabbiavano sempre il corso dei suoi ragionamenti.
. piovene, 8-59: mi sembra che la tendenza prevalente sia quella di abbozzare
alle passioni una specie di difesa elastica che cede quanto basta per non esasperarle e le
soffocante); dedicarsi a un'attività che costringe a star rinchiusi o ritirati. -
dare uno sfondo teorico al confuso appello che chiama a parigi legioni di stranieri e
di provincia ma non vorrei lasciar credere che chi viene a insabbiarsi qui per anni o
l'intera vita sia perfettamente conscio dei motivi che lo guidano. -lasciarsi coinvolgere
e spesso vicendevolmente proficuo, a patto che non ci s'insabbi sin dall'inizio
insabbiò, la sua foce non è più che uno di quei prati salati che fecero
più che uno di quei prati salati che fecero però una volta, ottimi pascoli
landolfi, 9-12: l'ultima volta che volli cominciare un diario mi insabbiai
è pur sempre di quel verde ineffabile che non mai si vide in alcuno de'
tutti sapevano, anche senza dirselo, che cosa significavano le offensive tedesche insabbiate nei
o di insabbiato. 3. che vive in un luogo solitario, che conduce
. che vive in un luogo solitario, che conduce una vita appartata (e per
soffocante). -in partic.: che si è ritirato a vivere in colonia
per lo più, in africa); che si è adattato completamente ai costumi e
manovrare e a sorvegliare la macchina sabbiatrice che applica lo smeriglio agli astucci per fiammiferi
. nell'industria della carta, operaio che confeziona pacchi di carta di forma regolare
di cose troppo note e troppo care / che passando un ignoto limitare / svolazzeranno come
per proteggere i fiori o i frutti che si trovano ancora sulla pianta, consistente
. passeroni, 5-85: a misura che insaccava / quegli augei, di mano in
avere il conto esatto / della caccia che avea fatto. nievo, 387:
mele / al mio paese, prima / che il maltempo autunnale le distacchi. bocchelli
: insaccava i panni, via via che se li levavano. 2. mettere
guadagnali, 1-ii-239: dico al pizzicarol che col maiale / insacchi nel salame un
o di pecora, o di cane, che si insaccano nelle città. -per simil
solo per insaccarne gli intestini / di lusso che passeggiano via veneto / con la sgargiante
con la sgargiante cravattina a fiori / che fa nodo alla bocca disgustata?
per non farlo andare confuso fra tanti che in quei giorni morivano ed erano insaccati
e stoppa e altri ingredienti, e inzeppa che t'inzeppo, gli venìan poi fatti
boito rideva con la sua risata gutturale che pareva insaccargli nel largo petto il buonumore.
novità di vestito, la cameriera accennava che le parea ch'io stessi bene.
d'annunzio, v-2-250: non importa che, invece d'esser bambocci ignudi,
manzini, 11-47: seccato dalla gente che a guardarlo si diverte, ha un piccolo
monarchico, senatore,... che gli anni avevano curvato e insaccato nella
,... sozzamente si vota quello che ingordamente s'è insaccato. pulci,
ventre a cinquanta colpi di bastone, che ad insaccarvi tutta queirindiavolata materia, che
che ad insaccarvi tutta queirindiavolata materia, che non potrei « magnare » in un mese
1-342: innocenzo... domina più che signore tiranno, e insacca più che
che signore tiranno, e insacca più che padrone predone. nievo, 1-388:
si fece ordine e dicreto in firenze che neuno forestiere... non potesse avere
potesse avere alcuno uficio, non ostante che fusse eletto o insaccato, sotto certa
, noia e dolor meo, / che punto fortunal, lasso, fue quello /
dipartir, crudel mia morte, / che doblo mal tornò tutto meo bello.
leopardi, 346: questa è gente che di riso / non ebbe un'ora in
e raggi dinanzi a me del sole che era già basso. cesari, ii-489:
fassi. lamenti storici, iii-17: poscia che d'alto son caduto al basso,
sassi, / fiumi e fonti, che udite i gravi e lassi / accenti del
e fugarla repente amisa stella, / che lampeggiando in suo soccorso appare.
certamente: / come quelli ca cerca ciò che tene, / così m'è adivenuto
/ così m'è adivenuto, / che, lasso, l'avenente / eo vo
stagion di doler tanto / a ciascun om che ben ama ragione. chiaro davanzali,
. dante, xx-4: lasso, però che dolorosamente / sento contro mia voglia /
sezza'sospiro / entro 'n quel cor che i belli occhi ferirò / quando li
sue mani / per conducermi al tempo che mi sface. idem, inf.,
bramo. petrarca, 23-30: lasso che son! che fui! / la vita
petrarca, 23-30: lasso che son! che fui! / la vita el fin,
/ da dolersi ha quant'io, / che 'nvan sospiro, lassa!, innamorata
tanto è grave 'l meo stato, / che soperchia mia doia: / laso!
perch'eo l'amo / meio d'om che sia nato, / par che mia
om che sia nato, / par che mia morte voia. cantari, 19:
! / ov'è lo mio signor, che io nollo sento? ariosto, 2-44
ariosto, 2-44: ah lasso! che poss'io più che mirare / la ròcca
: ah lasso! che poss'io più che mirare / la ròcca lungi, ove
reti involto / tosto amor m'ebbe, che chi annoda e preme / l'alma
annoda e preme / l'alma, che vanamente or spera or teme / vidi,
amor, ma 'l seppi allora, / che mi trafisse la novella rea. tommaseo
'n tanta pena miso, / che vide da nde more / per bene
lasso doloroso, / da quella gioia che 'n vita mi mantene, / e
vita mia! / non so per che m'avene. boccaccio, dee.,
de'visdomini, 449: lasso me, che non agio / natura di fenice!
(163): ahi lassa me, che assai chiaro conosco come io ti sia
laso mi, ch'io l'ho provato che l'amor ch'io t'ho donato
, 129: ahi lasso me! che gli è sì obscuro e fosco, /
gli è sì obscuro e fosco, / che quanto più di lui faccio argomento,
, come si fugge / questo piatoso che m'ha consolata! boccaccio, ii-227:
, ii-227: lasso a me, che 'l bel riposo / ch'ho ricevuto,
tassoni, 6-36: e 'l destriero, che 'l fren sentia più lasso, /
l'aria e più dura il suono che nasce da loro. pascoli, 573:
. la barca posava tanto quieta, che la fune dell'ancora e quella dell'ormeggio
lasse, ma onestamente, a dimostrare che non aveano fatta alcuna fatica men che
che non aveano fatta alcuna fatica men che decente. disonestamente lassa potrebbesi chiamare una
, 4-1- 102: si sospetta che l'abito di tutto il corpo sia di
250: da tutte le quali cagioni proviene che ora la coscienza sia erronea giudicando peccato
la coscienza sia erronea giudicando peccato quello che non è, nel qual caso si
', or giudicando non peccato quello che è, nel qual caso si chiama '
di doppio senno e intendimento, lasse, che l'uomo dicie parole a due
dicie parole a due visi, che inpacciano i cuori per loro lassure e
4. bot. infiorescenza lassa: quella che ha i fiori distanziati fra di loro
ritornò ai bagni, e fu osservato che... il braccio affetto cominciava
carducci, iii-i 1-306: è probabilissimo che il co- mento al petrarca fosse scritto
, cioè 'caduti ', quelli che dopo averlo abbracciato ritornavano al paganesimo,
progresso di tempo tal nome a coloro che consegnavano a'pagani i libri santi per
incurabeli e di san zane polo, che una man vanno vestiti di biavo,
tutti: « ora prò eo », che fu bel veder;...
lasso di ima sua patrona morta, che gli avea lasciato per lo maritar di
sentier ch'a una valle fiede, / che 'nfin là sù facea spiacer suo lezzo
roma, è vero? beato lei, che può starsene lassù, liberamente. saba
dante, purg., 6-55: prima che sie là sù, tornar vedrai /
là sù, tornar vedrai / colui che già si cuopre de la costa, /
io conobbi quella ripa intorno, / che dritto di salita aveva manco, / esser
): mandò a guccio imbratta, che lassù colle campanelle venisse. manzoni,
(338): del resto, non che lassù, ma neppure nella valle,
passaggio, così ardiva metter piede nessuno che non fosse ben visto dal padrone del
santi in processione, seguiti dalla folla che nel canto esalava fin lassù il caldo
: la melodìa di settembre, / che fanno i flauti campestri / ed accompagna
inf., 1-124: quello imperador, che là sù regna, / perch'i'
a la sua legge, / non vuol che 'n sua città per me si vegna
su infiniti prieghi e voti stanno, / che da noi peccatori a dio si fanno
disse cristo) co'vostri danari, che, alla stratta dell'ultimo e maggior
: benché si può essere quasi sicuri che a quest'ora prega lui per noi
tengon or là sù gran regi / che qui staranno come porci in brago, /
quando di iosafàt qui torneranno / coi corpi che là sù hanno lasciati. buti,
fioco non per fievolezza del luminare, che nella selva è la luna piena,
penetra a stento; del luogo stesso che lassù è una selva selvaggia é quaggiù
4. con valore attributivo: che sta in alto, a nord,
: niuno rimedio si può trovar migliore che,... levato l'animo da
jahier, 116: città della guerra, che ogni mattina deve preparare ai bisogni dell'
, par., 1-6: vidi cose che udire / né sa né può chi
massa marittima, 46: penso, che là viveva a quello exempio / che dio
, che là viveva a quello exempio / che dio le mandava di lassù / per
; e di lassù sorvegliava gli operai che, affettato il tufo, attraverso un labirinto
dicevano « sta'bene ». sembrava strano che venisse di lassù. 7
., 11-3: o padre nostro, che ne'cieli stai, / non circunscritto
doppio senno e intendimento, lasse, che l'uomo dicie parole a due visi
uomo dicie parole a due visi, che impacciano i cuori per loro lassure e in-
tosto non si andasse con dio, che anderebbe lassuso, e darebbegli un carico
. continuamente prega il suo figliuolo, che ci faccia degno di salute lassuso.
petrarca, 31-3: questa anima gentil che si diparte, / anzi tempo chiamata
: più mirabil cosa / veder vuoi prima che giunghi lassuso, / dove l'anima
. già si vagheggiarono lassuso, innanzi che rivestite fossero e carche della terrena salma.
. 4. con valore attributivo: che sta in alto, a nord,
, iii-149: -non è ver testo, che sono un uomo da biene. -
, la tua mente è vaga / che io nel parnaso ascenda e di lassuso
: non può dir, né saver quel che simiglia, / e se non chi
non ne può già core astioso, / che non à invidia quel ch'è maraviglia
olandesi, svedesi ed altri settentrionali, che sovente ci torna nei libri e nei
se ti levano di piangere làstime, che ti rimane? idem, 4-148: perché
4 lasto ', è anche termine generale che nei paesi del nord significa lo stesso
nei paesi del nord significa lo stesso che carico pieno o intero del vascello.
disegnava alcuna cosa di naturale, ovvero che gli venisse in fantasia. s.
27-906: non s'aveva altro tavolo che una lastra di sasso, altro letto
una lastra di sasso, altro letto che le foglie secche. -per simil.
14-83: l'aspido sordo, freddo più che lastra, / che con la coda
, freddo più che lastra, / che con la coda voleva ferire. pascoli,
-in partic.: ciascuna delle pietre che servono per lastricare vie, piazze,
ed altre appartenenze di quelle strade, che da dodici anni in qua sono state rilastricate
rilastricate o risarcite,... che... abbiano fatto rassettare o resarcire
tutte le buche e lastre smosse, che fussero in dette strade. battista,
uno all'altro, fino a uno che, votatolo, lo prese per il collo
socci, ii-1-583: - bada bene che domani ti aspettiamo a livorno. -non
fra le mura stupide di queste prigioni che chiamano città. d'annunzio, ii-249:
fiordiligi, e i gran pilastri / che quivi... / si fe'
vescovo enrico della fratta, giova riferire che le ossa di lui furono rinvenute dietro una
furono rinvenute dietro una lastra marmorea sculta che simula la faccia esteriore di un'arca.
la lastra di marmo bigio tutto quel che aveva d'argento e di rame, affannatamente
ch'anno talora inciso / il simbolo che più turba / poiché il pianto ed
della ruberia da casa i bardi, che infino alle lastre del tetto e ogni vile
tetto e ogni vile cosa, non che le care,... non si
di firenze, 16: tutte le case che riescono in su le vie maestre sieno
: guastare i tetti non è alcun che stime; / e legne e pietre
mura e 'l tetto, non furono altro che canne da ingraticciarsi intorno all'ossatura delle
animo a'nostri artefici pittori, facendo che il colorito a olio, oltra l'averlo
riviera di genova quella spezie di lastre che noi dicemmo nella architettura, che sono
lastre che noi dicemmo nella architettura, che sono attissime a questo bisogno. r.
pietre, troverà bonissime certe lastre, che si trovano nella riviera di genova sopra
di dentro eravi infissa una lastra di ferro che scorreva su due guide. pavese,
: o maria, o maria / che volgi dal colle il sereno / sguardo sul
lucido come lastra d'argento, / che è questo ch'io sento / odor
la terra ei finse e 'l mar che chiude / la terra stessa entro le braccia
pulpito egli pur con un flagello, / che di lastre di ferro era formato,
faceva colassù sì gran bordello, / che pareva un demonio scatenato. 4
, 1-91: si mosse con tanta furia che, non accortosi di una porta a
spegli effigiato / ti contemplavi: e che piacer, che festa / non fu la
ti contemplavi: e che piacer, che festa / non fu la tua, dipinte
già semo issuti in un grande monte, che la sua sommitade era coperta d'una
ecco, laggiù dalla cupa bruma / che cielo e acqua in un'ombra compone,
nostra arte, nel cartone della rotta che io porterò meco... e per
vedere le lastre degli artefici miei, che so che se paragoneranno quelle de vostri
le lastre degli artefici miei, che so che se paragoneranno quelle de vostri e mia
179: successe nell'anima di lei quello che sulle lastre del fotografo al versarsi dell'
queste conferenze erano la vocex del bonaccorsi che le aveva ideate, stese sulla carta
radiologico. moravia, xiv-257: dice che prima di tutto cora dovrebbe farsi fare
può essere piana o cilindrica a seconda che sia destinata a una stampatrice piana o
12. tess. piastra di ferro infuocata che si pone sulle soppresse per dare il
: 'lastra', grossa piastra di ferro che si pone infocata sulle soppresse fra due
lamiere. periodici popolari, i-573: che diranno nel sentire che io vestito di
popolari, i-573: che diranno nel sentire che io vestito di panno nostrale, forse
in francia colle lastre composte dei francesconi che essi diffondono in quelle nazioni non meno
essi diffondono in quelle nazioni non meno che nella germania? 13. venat
]: * lastra 'è altresì nome che si dà a un ordigno da prendere
: sorta di insidia, proibita, che si tende agli uccelli e che consiste in
proibita, che si tende agli uccelli e che consiste in una lastra di pietra tenuta
. vasari, 4-iii-5: arò caro che con le botte di messer raffaello borghini
raffaello borghini venga il mio fregio, che vi mando con questa, e che
che vi mando con questa, e che ordiniate che il navicellaio lo consegni alla
mando con questa, e che ordiniate che il navicellaio lo consegni alla lastra a
. cicognani, 1-87: emilio, che s'era mosso sicuro di trovare quattro lezioni
essendo le strade di firenze lastricate, che è una bellezza diffusa per tutta la città
3-69: quei bravoni, o bravacci, che fanno il giorgio su per le piazze
, 352: ci son più spie che lastre. 17. dimin.
lastrette in modo accoppiate ed ordinate, che rappresentano i gesti di siila. soderini
ché questa è l'importanza, e che vi stieno sotto ricoperti, aggravati in cima
. bartoli, 1-183: piaccionmi assai coloro che in cambio di chiodi hanno messo fra
per le mura certi pezzuoli di lastruccie che eschino fuori. soderini, 11-66: il
è pietra di falde, in modo che... con facilità si rifonde in
condurranno per il brasile di minor porto che di cento trenta lastre, o ducento
di falda, di aspetto lastriforme, che ricopre il pendio di un monte.
g. capponi, ii-242: ancora che... baruccio e andrea di feo
lastraiuolo. baldinucci, 9-iii-21: deliberarono che iacopo di corso e gio. di
di lorenzo. 2. operaio che, in una cartiera, è addetto alla
chiamasi con questo nome nelle cartiere colui che, nella stanza dove sono le macchine
pongono i fogli da lustrarsi; e colui che mette i fogli si chiama 'fogliamolo
', voce usata da quelli orafi che lavorano lo smalto, e vale spianare essi
la pianura de la terra: imperò che 'l pavimento è vocabulo, in grammatica,
pavimento è vocabulo, in grammatica, che significa lastrato. lastratore1, sm
. v.]: 'lastratore'; colui che lastra le mercanzie nella nave.
4 lastrichi ', intende quella spesa che si ripartisce fra i padroni delle case,
la statua] per me'la bottega che fu di maestro pasquino, percioché giacendo
pulito marmo, essendo schifata pel fango che continuamente v'era su. guicciardini, 13-i-
riassettare. domenichi, 2-48: guarda che poltroneria di quel maestro che lastricò questa
2-48: guarda che poltroneria di quel maestro che lastricò questa via: quel mattone è
chi faceva viaggio,... adoperando che le vie non fossero fangose o pericolose
ha tutto un programma pieno di concetti che sembrano elevati, pieno di buone intenzioni
. bocchelli, 1-iii-352: bisogna dire che non la strada dell'inferno, ma
i-102: ecci un'altra sorte di pietre che tendono al nero, e non servono
gola e il palato, di modo che si sta sempre mai per cacciar fuora.
5-195: ricchezze ne ha tante, che potrebbe lastricare di pezzi di dodici tare tutta
si notava un disprezzo per tutto quello che era fornito dal governo, un odio distruttore
lastricarono tutte le vie di firenze, che prima ce n'avea poche lastricate, se
flavio volgar., ii-219: mentre che correva su per uno certo luogo lastricato
fece sì gran rumore, con l'armi che si ripercossono in terra, che quelli
armi che si ripercossono in terra, che quelli che si fuggivano ritomorono indrieto.
si ripercossono in terra, che quelli che si fuggivano ritomorono indrieto. guicciardini,
, gloriandosi di lasciar la città (che prima era di pietre cotte) lastricata di
una finestra nel giardino, di modo che, essendo il solaro altissimo e il
è tutto lastricato di larghi sassi, che devono render comodo il passeggiar sopr'esso.
popolo in roma, lastricata de i tributi che le puttane pagavano. crusca [s
pur figuratamente e familiarmente, dicesi di persona che inghiottisca il cibo o la bevanda ancora
(312): le vie di coloro che non fanno nulla sono lastricate di pruni
bissari, 1-115: l'amorosa reggia / che là nel terzo cielo / lastricata di
crani le piazze delle città, e che poi sederono ne'consigli della corona. sbarbaro
: quello lastricato, ovvero spazzo, che tanto era vile, lo sostenne. g
si consumano, destruendosi il lastrigato, che fa poi lagrimare le volte da basso
l'incrocio di due lunghe strade / che arrivano stanche da chi sa dove /
sassi, / nudo sotto un sole freddo che piove / lucidi raggi come spade.
. ungaretti, i-53: mi pare / che un affannato / nugolo di scalpellini /
* ammemmar su 'l lastricato ', che significa trovarsi sopraffatto da piccolo impaccio;
stabil forma, dentro a quel termine che gli sarà prefisso. fagiuoli, 1-2-426:
gli sarà prefisso. fagiuoli, 1-2-426: che rifate le strade voi? che siete
: che rifate le strade voi? che siete lastricatore? paoletti, 1-2-161: si
strade] ai respettivi popoli, con che debbano essi pensare a rimediare ai piccoli mali
... o d'altri danni che esigessero lastricatori e muratori. soffici,
lastricatura, sf. serie di operazioni che si compiono nella pavimentazione di strade e
... della lastricatura delle strade, che egli attribuisce propriamente a uno albino.
1-115: restaci a trattare del ponte che si fa di pietre, le parti del
o masselli di pietra o di cemento che copre il fondo di vie, piazze
guasto, chiamò il bargello e lo pregò che da sua parte dicesse ai sigg.
dicesse ai sigg. ufiziali di torre, che adora erano sopra il far lastricar le
sopra il far lastricar le vie, che facessero rilastricar quella, perché egli era
quella, perché egli era una vergogna che chi andava sul carro a giustiziarsi avesse
asperges d'oro in pugno / quel che tinse del suo sangue gli arsi lastrici
udiva sul lastrico appena appena qualche scalpiccio che pareva d'uomini già stanchi sin dal
chiamano gli stradini o lastricatori fiorentini quello che è formato di lastre non quadrangolari,
-stor. camerlengo dei lastrici: funzionario che anticamente era incaricato di sovrintendere alla pavimentazione
selciatura. cantini, 1-28-313: ordinarono che il suddetto soprintendente sia tenuto ed obligato
quei lastrichi, fatti di pietre piccolissime, che si soglion fare ne'viali de'giardini
: * lastrichi ', intende quella spesa che si ripartisce fra i padroni delle case
essere lontano dada città tre miglia, che è poco per averne le cose necessarie e
mie. -condizione di estrema indigenza che costringe a chiedere l'elemosina sulla pubblica
: / lassarla nel suo fango, acciò che 'l lastrico / la gastighi per
senz'un utile, / per la vecchiaia che gli avanza? il lastrico. 6
lastrichi forbiti,... pare che inghiottano un'amara medicina. fogazzaro,
: copertura piana di un edificio, che serve anche come terrazza. libri
... il coprimento del tetto che si fecie in sul detto nostro tereno
disfecievisene da trenta bracia di cativo tetto che v'era prima. vasari, 4-i-604
coperte di calce e pozzolana battuta, che invecchiate formano un lastrico duro a segno
de nicola, 240: i patriotti che sono nella vigna di s. martino,
.. non è mancato chi ha detto che di sopra i lastrici delle vicinanze vi
mio mal cresce più invetera, / tanto che quasi son ridotto al lastrico. zena
lastrico. moravia, 12-319: non capisci che senza matteo finirò sul lastrico?
sul lastrico un uomo a quarant'anni che s'è tirato su per impiegato e
per impiegato e non sa far altro che l'impiegato, è cosa, viva
macelleria, non saranno certo quattordici versi che persuaderanno iu pochi giorni i demagoghi incuriosi
, ne sarebbe venuta una rivoluzione, oltre che letteraria, economica ed industriale, da
tutti sul lastrico, esclusi beninteso coloro che sanno arricchirvisi. -in partic.
sì tosto / non l'ha potuto far che colà entro / non mi si sia
mi si sia scoperta la reina, / che ginocchion premea lastrico nudo / senza coscin
la metilde, mia carissima cognata, che la va ogni mattina a logorare il
lastra. lastrifórme, agg. che presenta l'aspetto di una serie di
presenza della trichina, il microscopico verme che infetta le carni del maiale e dell'
velluto cremosino. siri, iv-1-150: quelli che conducevano i cavalli a mano parimente armati
, vuol essere come il vischio, che non lo tocca uccello, che non vi
vischio, che non lo tocca uccello, che non vi lasci piuma; che innamorate
, che non vi lasci piuma; che innamorate le vedevi in due dì in sul
sotto in alcuna cosa di quel colore che il mare aveva per lastro.
. lastroferratóre, sm. operaio che applica sulla scocca, mediante saldatura,
cespugli, le nebbie dell'estremo settentrione che mutavano lentamente colore man mano che la
settentrione che mutavano lentamente colore man mano che la sera si avvicinava. =
dove sono i rosoni intagliati tanto grandi che la metà sola sportasse in fuori e l'
fra le torricelle il gran lastrone, / che 'l primo grado fa della scalea /
corron co'figliuoli, / e ciò che trovan, gettan dalle mura: /.
tira giù un lastrone alle cervella, / che, s'e'v'è grilli,
nel mezzo e parallelo alle sponde, che un'apertura nella quale conviene incastrare e
di miglior vena e non meno durevoli che i macigni. biffi, xviii-3-393: si
stupidamente a regolare il piede in modo che si trovasse sempre nel mezzo del lastrone,
, e i lisci lastroni della via sacra che mena sull'ultimo terrazzo, ai ruderi
forno, e getta lui entro, che era pieno di fuoco, e serrò lui
ombra di quella triste spiaggia morta, che protendeva qua e là nell'acqua stracca,
colato! solo più chiazze / e lastroni che suonan vuoto al passo: già incavernati
si mettono le late di collo, che tutte hanno la lor volta, e vengono
sarà la sua fortezza maggiore, per causa che ci vanno più late, le quali
corde, sì come quelle di ferro che si mettono a gli archi o volti,
late sono travicelli alquanto curvi ed incarnati che sostentano la coperta della galea, sopra
. garzoni, 1- 429: che con l'erba latace... si
propria dei popoli di cultura primitiva, che si manifesta con crisi di eccessi motori
cosa l'ordine naturale prescrive così, che il nome delli padri-famiglia nato quinci sia,
quinci sia, e tanto latamente divulgato che eziandio li iniquamente signoreggianti s'allegrino d'
latamente... chi vende ciò che non gli appartiene. bocchelli, 2-xix-759:
quali cose sono tali e tante, che non solamente la bassezza del mio piccolo
mazzini, 14-164: un arretrato di debiti che s'è andato sempre aumentando -gli ultimi
scala del paradiso, 290: quegli che molto latamente e sottilmente vuole parlare di
queste cose, è assimigliato a quegli che vanamente e curiosamente cerca come si possano
di l. b. alberti latastrum, che con tale termine indica il plinto vitruviano
meandro. boccaccio, vi-19: che latebra, che fuga vai cercando /
boccaccio, vi-19: che latebra, che fuga vai cercando / di dietro a
: latebra in latino significa luoco in che s'ascondono o uomini o fiere.
ascose. / e quelle rozze genti, che disperse / eran per questi monti,
d'un bel leggiadro volto / sembra che 'l duro fato egli conforte. assarino,
, l'antro divenne rifugio di cristiani che, nei cantucci delle cisterne e nelle
al sommo i mal cresciuti / bruchi che di farfalle hanno sembianza / pur mo'
nostri tante latebre e tanti recessi, che impossibil è che
latebre e tanti recessi, che impossibil è che
prudenza umana possa conoscer quelle simulazioni che dentro nascose vi sono. marino,
marino, 14-83: il ferro poi, che lampeggiando stride, / là dov'è
niccolini, ii-391: io dal giorno / che beatrice nelle sue latebre / l'anima
sorprese,... / la coscienza che m'accusa io tento / di corromper
, come ad uno sguardo / vigile che tentasse / le latebre dell'anima,
so chi ti abbia rivelato questo segreto che tenevo accuratamente nascosto nelle più intime latebre
t'è mo aperta la latebra / che t'ascondeva la giustizia viva, / di
t'ascondeva la giustizia viva, / di che facei question cotanto crebra. g.
intorno al crin serena luce, / che le fosche latebre e'nembi alluma.
enorme. emiliani, lvi-159: mentre che il sole i suoi destrieri alati /
intelligenti 'e gli 'amatori 'che non sono mai penetrati nelle intime latebre della
dii, se alcuno ve ne era, che, per non mostrarsi agli occhi nostri
. un popolo malvagio / l'abiterà, che nei profondi fianchi / delle rigide rupi
, agg. ant. e letter. che sta nascosto; che si sottrae alla
e letter. che sta nascosto; che si sottrae alla vista altrui; occulto,
, invisibile, sotterraneo. -anche: che cova sotto la cenere (il fuoco
di devastatori tende a metter in dubbio ciò che il tribunale dei secoli ha sancito vero
-che viene compiuto di soppiatto, che non dà nell'occhio, che passa
, che non dà nell'occhio, che passa inosservato; dissimulato (un atto
contro la legge de'fati, / che non mandan qua giù carne non morta:
/ forse, o pluton, che con latenti aguati / per tòrti il regno
non v'ha sogno di dormente / che dileguisi nel nulla; / crescon tutti
erri e non inciampi, / se avvien che in quelle tenebre latenti / ad ora
, i campi. 2. che persiste neltanimo o nella mente senza manifestazioni
essere avvertito con chiarezza dalla coscienza; che si agita larvamente nel profondo, nell'
pien di tenerezza e di diletto / che l'ha sentito in ogni fibra il sangue
latente e spirito ascoso di feconda vena, che irriga di soavità i sensi del lettore
verso cui tende l'europa progressiva, e che, confessato o latente, determina tutte
illustri c'era un dissenso latente, che gli avvenimenti andarono sempre più aggravando.
cominciò a palesare una ostilità, una durezza che vi erano state latenti da quando stava
stava in casa mia. 3. che opera o è presente (spesso in forma
. cattaneo, v-2-295: rosmini suppose che l'uomo apporti seco nascendo l'idea dell'
opere, riconosceremo attraverso la torbida atmosfera che annebbia l'italia la moderna nazione italiana
latenti. 4. psicol. che ha potenzialità non coscienti. — periodo
5. medie. malattia latente: che non presenta sintomi apparenti. a
e il nuovo medicamento non impedirono però che l'infiammazione latente nei delicati visceri del
7. fisiol. periodo latente: ritardo che intercorre fra l'applicazione di uno stimolo
prodotta dalla luce sul negativo sensibile, che verrà resa visibile e stabile nel processo
9. fis. calore latente: quello che serve a trasformare un corpo solido in
ossia depongono il di più di fuoco che si avevano appropriato vola- tizzandosi. tommaseo
dicono i fisici quella parte di forza che cessa di manifestarsi nella sua forma primitiva
primitiva, sia nei fenomeni del calore, che in quelli della luce e dell'elettricità
la superbia e fannoia nascere latentemente, che quasi l'uomo non se ne accorge
a coman dare alle ostetrice che amazzassino e'figliuoli maschi delle ebree
l'essere latente; condizione di ciò che è occulto, nascosto, celato alla vista
di ineccitabilità di un tessuto nell'intervallo che intercorre fra l'applicazione di uno stimolo
latency. laterale, agg. che si trova al lato di qualcuno o
, collocato ai margini di uno spazio; che occupa uno o più lati; che
che occupa uno o più lati; che si stende lungo un confine.
superiore stremità della dirivativa ombra fia men che la laterale distinta, la quale da
, la quale da lume più alto che largo causata fia. galileo, 1-1-
, quello di mezzo più grande, ma che hanno l'imposta tutti e tre alla
della chiesa, e appunto dal lato che rispondeva verso la casa parrocchiale, era
: prossimo... alla strada che percorrevamo, si stendeva a traverso un
o strada laterale: quella (secondaria) che sbocca in un'altra formando un incrocio
fermi con fucili. 2. che si compie stando posati sul fianco (un
sul fianco (un atto); che si svolge intorno o sopra i lati di
: luogo talmente preparato nella nave, che non solamente le commozioni da prua a
lato 'o 'laterale ', che anche chiamano 'taglio a cono ',
'taglio a cono ', quello che si fa su ambi i margini del taglio
: nebbia, ombre, sensali e mercanti che passano in distanza. faccio un giro
, e conserva e difende sempre ciò che è onesto e praticamente possibile cangiare, senza
e praticamente possibile cangiare, senza lasciare che altri entri a imporlo per fini suoi laterali
laterali. 4. geom. che riguarda, che appartiene, che fa
4. geom. che riguarda, che appartiene, che fa parte di uno
geom. che riguarda, che appartiene, che fa parte di uno o più lati
esprimere immediatamente la solidità di qualunque corpo che abbia due basi parallele, e le
piane. 5. anat. che interessa o si trova ai lati di un
un membro o di un organo; che fa parte del fianco o del costato
arterie dentro alle cellule della sostanza cellulosa che da per tutto circonda le medesime arterie
per tutto circonda le medesime arterie e che veste tutte le viscere e tutte le
, e l'accosta alla bocca, così che le punte del mezzo cerchio toccano i
di essa, ma anche tutti i beni che possiede. 7. chim.
dare origine a due o più reazioni che avvengono simultaneamente. 8. chirurg.
a. cocchi, 5-1-33: non altro che esatta anatomia ci ha finalmente assicurati della
il mulo: * moutùn 'testardo che sgrana il globo bianco dell'occhio laterale alla
abbassano simultaneamente. 11. bot. che si inserisce non sulla cima ma sui
rami, stipule, ecc., che hanno il loro punto d'inserzione non
13. elettr. scarica laterale: quella che avviene su un condotto secondario.
'scarica laterale della elettricità', dicesi quella che ha luogo lateralmente al conduttore principale,
. -linea laterale: ciascuna delle linee che delimitano il campo longitudinalmente dai due lati
due lati. -fallo laterale: quello che commette il giocatore mandando fuori la palla
algarotti, 1-vii-187: monsignor bianchini conghiettura che, nel cavedio o sia cortile del
; condizione e situazione di ciò che sta ai lati. - anche al figur
sillogistiche e di brillanti digressioni (lateralità che non so poi se si possa mai
distanzia. soderini, i-59: quasi che non sia altro il vento che aere mosso
: quasi che non sia altro il vento che aere mosso e sospinto..
222: quanto maggiore è lo spazio che ha l'acqua per espandersi lateralmente,
nette le sbocciano lateralmente da quattro petali che formano calice. cassola, 5-117:
laterale. lateranènse, agg. che fa parte o si trova nelle adiacenze
console claudio laterano. altri però credono che provenga dal latino 'later '
* rocchettini ', dal rocchetto bianco che vestono. * canonico regolare lateranense.
è stata la residenza ordinata in tanti concili che vi sarei di noia a recarli tutti
lateranensi; ma anche allora dichiarai nettamente che non combattevo l'idea della conciliazione tra
italia serva e per mezzo dell'uomo che l'aveva asservita e che, fuori
mezzo dell'uomo che l'aveva asservita e che, fuori di ogni spirito di religione
. carducci, iii-21-85: pare che i monaci lateranesi si piacessero a fare
tommaseo]: laterarii chiamavansi que'militi che avevano cura di difendere i lati di
della am è maggiore della pendenza, che fanno i primi latercoli della curva da
; e si usa parlando di linee curve che si risguar- dano come poligoni d'una
composto da parole bifronti collocate in modo che si possano leggere quattro volte nei vari
... inventati allo stesso fine che quelle superbe medaglie di adriano, degli
. tardo latere [n] sis * che sta sul lato '(tertulliano
le autunnali gioconde, per il sapore agretto che hanno. mattioli [dioscoride],
cestodi ci- clofillidei della famiglia dipylidiidae, che comprende fra gli altri il dipylidiutn caninum
sono le medesime [pere] che le liceriane; amerine, nucetine, numantine
. m. -ci). miner. che riguarda, che interessa, che appartiene
). miner. che riguarda, che interessa, che appartiene alla laterite.
. che riguarda, che interessa, che appartiene alla laterite. laterìzi, sm
testimoni d'una ricca industria di manifattura che fioriva fin da'più bei tempi dell'
rimini, e del commercio di laterizi che fervea tra rimini e l'istria e la
pelle tesa di tamburo al minimo bottoncino che rotola. = v. laterizio.
di vasi di terra cotta, o laterizi che vogliamo chiamargli. milizia, i-357:
altra qualsiasi materia al pittoresco lavoro laterizio che fa del vestibolo della chiesa una delle
tuttavia da considerare circa le iscrizioni, che, ove fossero incise in tavolette marmoree
avrebbero meschina apparenza. 2. che riguarda la fabbricazione di mattoni, tegole
e dolore nel render l'orine, che sempre davano un cenno di sedimento arenoso
di rocce eruttive o schistoso- cristalline, che consiste in un'idrolisi completa di silicati
lateroaddominale, agg. anat. che appartiene o interessa le regioni laterali dell'
anormale degli arti superiori del feto, che si presentano a fianco della parte presentata
'. lateroclino, agg. che determina o permette movimenti in senso laterale
laterodorsale, agg. anat. che appartiene o interessa un lato del dorso
laterolaterale, agg. chirurg. che unisce due organi mediante le superficie laterali
lateroventrale, agg. anat. che si riferisce alle regioni laterali del ventre
medie. posizione patologica di un organo che si presenta inclinato lateralmente rispetto alla posizione
e feceli bella cera, e dimandollo, che vita elli avesse puoi menata.
luoghi, quasi introdotti dalla natura più che dall'arte, s'apparecchiavano i latiboli,
... quivi altro non essere che latibuli de nocente fere. amabile di
cinqtianta, xxxiv-631: nemesio, già che sei di casa il medico, /
, e come siano / gli accidenti che in lei sovente scorrono. / qual l'
achillini, 1-329: o dio, che verità senza fuoco; che maestà senza
o dio, che verità senza fuoco; che maestà senza latiboli; che raggi senza
fuoco; che maestà senza latiboli; che raggi senza nuvole! musso, ii-374
arancione, che viene prodotto dai vasi o canali laticiferi
/ il latice, i viticci, da che l'uomo / li difende li guida
poco a poco, odora il lattice che geme nel collo dei peduncoli.
foro co- mun doppio canale, / che, di due vari sai ciascun ripieno,
(latticìfero), agg. bot. che secerne latice (una cellula o un
2. sm. ciascuno dei complessi cellulari che, ramificandosi e spesso anastomizzandosi, percorrono
da una larga striscia di porpora, che presso gli antichi romani era l'
. -anche: la striscia di porpora che ornava la tunica senatoria.
.. portavano alcuni panni lunghi, che toniche, toge, preteste e laticlavi addi-
impetrato, contro alla volontà del padre, che e'potesse portare il latoclavo (cioè
e 'laticlavo ', ornamento di porpora che portavano i senatori romani sopra la tunica
per contrassegno della loro autorità; e che poi fu concesso anche ad altri magistrati,
detto perché pare altro non essere stato che una larga fascia o striscia di porpora
senato. ma da questo orecchio pare che de nava non ci senta. e del
, neutro sostantivato di laticlavìus 'colui che ha un largo [làtus) nodo di
latiflòro, agg. bot. che ha fiori larghi. = voce
. complesso di tutte le piante arboree che hanno le foglie con lamina espansa e
] è la latifoglia, ciò è quella che ha le foglie larghe. tramater [
.]: 'latifolio ', aggiunto che serve ad indicare che una pianta trovasi
', aggiunto che serve ad indicare che una pianta trovasi munita di larghe foglie.
quercia. soderini, iii-388: tiensi che 'l latifolio e teschio sieno una medesima
manzoni, v-2-453: tu sai che i piccoli possidenti sono più gelosi de'
, l'occasione di fare un passo che fosse un vero passo in avanti: aprire
: aprire alla loro attività le terre che il latifondismo schiavista teneva bloccate.
de amicis, xii-227: un cocchiere che parlava a ogni proposito delle sue terre
ogni proposito delle sue terre, e che possedeva infatti non so dove cinque magre
tutti, dai barbari delle invasioni ai pontefici che pur mantennero a roma un primato universale
di movimenti filosofici, letterari ecc. che mirano a entrare attivamente nella realtà con
(plur. m. -ci). che ha natura di latifondo; proprio del
scarsamente produttivo, mentre i contadini, che hanno la posizione di braccianti o di
insegna misurare i lati fondi: piuttosto che non mi mostra com'io misuri quanto
. i più sensati e galantuomini confessarono che i latifondi o vaste tenute, dei cittadini
scapito quei territori di castelli distrutti, che sono divenuti la- tifundio, o fattoria
evita l'inconveniente dei lati fondi, che sono la rovina de'rustici e borghesi proprietari
avessi un milioncino, comprerei una fattoria che domani si porrà in vendita '. tuttavia
coscienza di nominargli così, solamente vorremmo che per enfasi, o per boria non
di terra, è la condanna dei latifondi che perderon l'italia. r. sacchetti
dal bidente / seguace dietro il vomero che passa. bocchelli, 1-ii-418: vasti
nome, di fatto bisognosi di ciò che il latifondo non era riuscito a dare
. levi, 6-163: il luogo comune che tunica causa dei mali di qui sia
mali di qui sia il latifondo, e che basti spezzare il latifondo per redimere,
... nacque dagli editti, che emanavano i pretori nell'entrare in esercizio
di profondità, della famiglia celacantidi, che si riteneva scomparsa da milioni di anni
fagiuoli [tommaseo]: o che intendete la latinaggine voi? d'annunzio
bigoncia non si sognava, di certo, che per accrescitiva diligenza io avessi desunto da
soggetto; percioché la dignità di conte, che latinamente è detto * comes 'e
prosa e in verso latinamente è ciò che occupa unicamente il corso studioso della gioventù
, xii-5-24: la crusca non ha veduto che dante adopera il verbo 'lece *
di cesare, cicerone e virgilio, affermando che ciò che si dicesse per lo avvenire
cicerone e virgilio, affermando che ciò che si dicesse per lo avvenire ne la maniera
. buommattei, 12: quelle voci che hanno avuto principio dal latino, hanno da
la forma, dunque la materia bisogna che sia barbara, perché e'verranno ad
perché e'verranno ad esser di quelli che i latini latinamente cominciarono a profferire.
può raccogliersi dalla qualità dei nomi, che di frequente si cambiano pel rinvenirsi gran
da sapere chi e quanti sono costoro che son chiamati a l'udienza mia.
pres. di latinare), agg. che parla o scrive latino o con abbondanza
latino o con abbondanza di latinismi; che insegna o studia il latino; latinista.
f. loredano, 8-114: costei, che è sagacissima, deve avere latinato per
buonarroti il giovane, 9-424: due che favellano insieme, /...
.): 'latinare', non si direbbe che per celia, del latinizzare fuor di
messo e presto via camina / tanto che zonse al logo comandato / e la imbassata
. di latineggiare), agg. che parla o scrive in latino; che abbonda
. che parla o scrive in latino; che abbonda o fa largo uso di
o fa largo uso di latinismi; che ricalca le orme dei latini.
: incontrò nell'anticamera un nano latineggiante che cominciò a cinguettar seco. b.
commedia del cinquecento, col gergo latineggiante che mai non fi abbandona. serra,
: guardatevi sopra tutto da una latineggiante che pronunzia testi e sentenze, perché vanno
, e con una certa tisicuccia debilità che aveano apparato da'latineggianti francesi. latineggiare
il tasso, perché quello tra gli scrittori che più latineggiava. de sanctis, lett
pascoli, i-604: riteniamo necessario raccomandare che nelle traduzioni dal latino in italiano il
clero alzò al primo seggio deusdedit, che noi diremo deodato, giacché non v'è
intemperante addobbo di grecherie e di latinerie che tolse alla nostra elocuzione ogni resto di quella
proverbi toscani, io: chi è che vorrebbe le latinerie del bembo, piuttostoché
: feci fare le palle di pietra che erano un buon fil di spago latinette.
apresso chiamò suo sagreto interpito latiniere, che avea nome subrino. =
'. latinìgeno, agg. che ha origine dal latino. cattaneo
parola viene usata in uno dei sensi che aveva la corrispondente parola latina (p
e latinismi alla pedantesca in tutto quello che ei dice. stigliani, 1-285:
'non si può dir altro se non che sia un latinismo. salvini, 39-iv-49
da tutti i buoni scrittori, secondo che il giudizio dell'orecchio gli approva. niccolini
latinità ed al tuo nobile ingegno, che dal giudizio diligente della poesia: tu sai
conoscerai in lui non pure il latinista che tutti sanno, ma un uomo di
. papini, 27-395: nell'epigrafe che per qualche secolo si potè leggere sul
leggere sul lastrone del mio sepolcro, e che fu scritta dal più latinista canonico della
canonico della mia cattedrale, era detto che io fui un pastore esemplare in tutto degno
di tanto prencipe sia appresso di quelli che mancano della latinità, come appresso di quelli
della latinità, come appresso di quelli che l'hanno. bembo, 10-vi-68: le
ecclesiastico e religioso. tuttavia hanno delle cose che mancano nella latinità, le quali a
molte centinaia d'anni poco meno manco che stinta la latinità, fino al petrarca,
tempi. fagiuoli, v-32: un, che le concordanze appena sa, / si
latinità ', di tutti i tempi che fu parlata e scritta la lingua latina.
. 5. errico, iv-86: che questi siano versi senza buona latinità e
fatti ne'secoli ne'quali eran poco men che perdute le lettere latine, crederò a
di * ludi magistro ', ma che da questi versi si cavi la vittoria di
sadoleto, e stupì come fosse possibile che potesse così bene intendere lo stile e
dataria, senza avere avuto altro esercizio che quello solo della bolla ne'libri.
. malpighi, 105: la latinità, che l'autore vanta tersa e di buon
certamente fittizia e mostra la bella latinità che usava in quei tempi. giordani,
dialogo di barbara e goffa latinità (che giace manoscritto nella vaticana) discorse quella
lingue; le quali, come i fiumi che dalla cima dell'appennino fanno divorzio e
latinità, e men degli altri manilio, che diè fuori il suo poema dell'astronomia
augusto. lanzi, 1-2-1: temo che ad alcuni non paia inutile il mio lavoro
etruschi], o men degno almeno che con tanto studio e con la ricerca
una disciplinata armonia di tutte quelle forze che concorrono alla formazione dell'uomo libero.
: questo dramma non può essere rappresentato che a roma, il centro della latinità
dall'ordinamento giuridico romano ai latini, che godevano del 'commercium 'ma non
dai popoli latini; qualità di ciò che appartiene alla civiltà, alla cultura,
aria di latinità spensierata, gaudente, che sembra esser l'effetto d'un tracollo e
america centrale e meridionale? e in che consiste questa latinità? grande frazionamento che
che consiste questa latinità? grande frazionamento che non è casuale. gobetti, i-178:
in mosca ima schietta latinità di istinto che non si è mai venuta attenuando neanche
composizione e dignità, è da sapere che la leggiadria ha due parti: latinità e
. di latinizzare), agg. che latinizza; che parla, scrive, traduce
), agg. che latinizza; che parla, scrive, traduce in latino;
, scrive, traduce in latino; che abbonda di latinismi. buonarroti il
/ e quelle de'mercanti, / che si contentan delle lor capate. balbo,
nel valersi degli autori barbari tanto greci che latini per mostrare un'origine, si
incorsi molti, cioè di citare autori che piuttosto abbiano preso dalla volgare, e
e quella barbaramente latinizzata e grecizzata, che dato essi le voci loro all'italiana e
scopo di latinizzare i goti più presto che di gotizzare gl'italiani. gramsci, 6-285
[s. v.]: greci che, vivendo in italia, non si
omogenea di san benedetto, ancor prima che i conventi di monaci basiliani si fossero del
prima parte in occasione dell'etrusche iscrizioni che latinizzano. de sanctis, lett.
lezione in firenze. amavano meglio latinizzare che toscaneggiare. carducci, ii-14-302: il
82: pur comunque ciò sia basti or che cantisi / e che sdrucioli il verso
sia basti or che cantisi / e che sdrucioli il verso, e sia fidenzio /
sm. (femm. -trice). che traduce in latino. b
sm. (superi, latinissimo). che appartiene al popolo di origine indoeuropea stanziatosi
in latini giuniani o iuniani, liberti che erano stati manomessi senza l'osservanza delle
sottile in acquistando nè fu nè fia che quella de la gente latina...
pisa, 1-187: dopo fauno, che fu lo quarto re d'italia, regnò
. petrarca, iv-2-101: poi vidi quella che mal vide troia, / e fra
caro, 12-1373: una gente farò che ad ima voce / latini si diranno
dicevansi 'latini coloniarii 'que'cittadini romani che sotto gl'imperatori si spedivano nelle colonie
cattaneo, iii-2-86: un dialetto italico che molto gli somiglia si parla...
un privilegio in foglio pecorino, / che vi ridona il territorio antico / che terminava
che vi ridona il territorio antico / che terminava già sopra 'l lavino.
delle virtù latine! 3. che era parlato dagli antichi popoli del lazio
, 25-6 (90): lo primo che cominciò a dire sì come poeta volgare
sì come poeta volgare, si mosse però che volle fare intendere le sue parole a
parlava meglio, e più ardito e stagliato che nullo di fiandra. leggende di santi
e ornatissima, ma non però veggo in che sia la nostra oggi toscana tanto d'
oggi toscana tanto d'averla in odio, che in essa qualunque benché ottima cosa scritta
, il senso loro penetrate di modo che par che altro non facciate che attendere
senso loro penetrate di modo che par che altro non facciate che attendere agli studi
di modo che par che altro non facciate che attendere agli studi. daniello, 199
e l'ebraiche e le caldee a questi che cercano gloria di scienza singolare e di
essere letto dalla maggior parte degli uomini che non hanno lingua latina, dall'applauso
lingua latina, dall'applauso di essi che non hanno pescato nei profondi reconditi del
liceo, vi sia ammesso per vero ciò che vi piace. c. i.
latini, / credi, o dea, che potesse / fiacco i versi divini /
]: 'dizionario greco-latino ', che di fronte alle locuzioni greche ha le
', * italianolatino ', secondo che una lingua precede, e è dichiarata
, per le costoro relazioni; ma che il popolo mai apprese nè quindi parlò
mutò, e da questa nella nostra che ora ci serve. calvino, 6-m:
sono i tre cognati calabresi... che dicono preghiere latine. -con uso
muratori, 5-iii-140: è ben da osservarsi che la lingua gramaticale, o sia degli
'latina '; e non si diceva che alcun parlasse latino, quando egli prima
. parli pur latino quanto vuole; che non me n'importa nulla. carducci
serra, iii-57: io son per credere che tu sii quasi più naturalmente disposto alla
prosa, limpida ampia festante latina, che non alla poesia. 4.
non alla poesia. 4. che parla o scrive in lingua latina (con
buone lettere a'nostri dì non credo io che punto agli antichi oratori, ai poeti
stesse voci, si può beh credere che queste vengano da corruzione latina, e
numeri di note latine o italiane (che dicono i compositori della stampa),
5. agg. e sm. che appartiene ai popoli la cui lingua e
senese in tal modo ha cangiato, / che tutta l'onta e 'l danno
l'onta e 'l danno, che dato / li ha sempre, corno sa
: delli altri rii / conosci tu alcun che sia latino / sotto la pece?
. / s'anima è qui tra voi che sia latina. petrarca, 128-74:
collenuccio, 16: ma chi sarà che non dica il regno di napoli solo
francia. 6. agg. che si riferisce, che è proprio, che
6. agg. che si riferisce, che è proprio, che è caratteristico o
che si riferisce, che è proprio, che è caratteristico o fa parte dei paesi
ecc. -ant. e letter.: che si riferisce, che è proprio dell'
e letter.: che si riferisce, che è proprio dell'italia. dante
, 6-12: cercò di reprimere l'ammirazione che l'assunta destava in lui: un
, la nostra cara sorella latina, che soffia nel fuoco e manda denari per trar
fa maggior noia il vin latino, / che la mia donna, quand'ella mi
ogni botte di vino 'greco 'denominazioni che distinguevano il vino rosso dal bianco.
: parlando latino la domandò come fosse che ella quivi in quella barca così soletta fosse
fu latinissima et per la atenctione, che fu la magior maraveglia. della casa
, se non eh'eo spero / che tutto sa chi è dottor di rima.
da fino e fermo amore, / che 'n bene amar diven l'om temoroso,
conoscenza vulgare nel fatto de le turbe, che lo guastano con gli oprobrii de i
petrarca, xlvii-254: un citarede v'è che sempre tragge / lai su per le
lai su per le corde sì latine / che faria senno a chi non 'ebbe unquanco
mia persona, ma per lo dettato, che è alto e latino forte.
sol difetto avea, dice turpino, / che nel cader alquanto era latino. idem
/ ch'è forza contentar parecchi matti / che m'astringono a dire in nova foggia
in nova foggia / di quel trent'un che ti fu fatto in chioggia. muratori
/ de la mia natura, / che passa l'assessino / del veglio de la
veglio de la montagna isperato, / che per mettersi a morte / passa in aventura
; / ed or m'è viso che sie più latino, / che non sarebb'
è viso che sie più latino, / che non sarebb'a un che, solo
latino, / che non sarebb'a un che, solo nato, / avesse tutto
3-63: ma or m'aiuta ciò che tu mi dici, / sì che raffigurar
ciò che tu mi dici, / sì che raffigurar m'è più latino. buti,
latin, veloce e snello, / che su lui tutto l'aere ho visto,
usata in lombardia per significare una cosa che facilmente si muove, o è
ancor dar latte caprino, / secondo che a ciascun par si convenga, / fondendo
. crescenzio, 1-514: l'aste con che elle si tirano, entraranno latine ne'
-latino di cuore: che si innamora o si commuove facilmente.
facilmente. aretino, vi-149: oh che bestiacce son questi latini di core,
bestiacce son questi latini di core, che sempre s'innamorano de le principesse.
l'insieme delle regioni del nuovo continente che dopo la scoperta furono colonizzate da popoli
g. correr, lii-10-276: scrivono che quei popoli si accomodano volentieri al rito
non deve darlo a noi latini, che già siamo oggi in grande numero,
bastimento quadro o latino, tanto grosso che piccolo,... che procederà dai
grosso che piccolo,... che procederà dai luoghi infetti. guglielmotti,
vela di quell'antica e primitiva forma che usarono etruschi e pelasghi, e quindi
il più regolato e più bello è quello che è composto di ionico e di corintio
15. tipogr. caratteri latini: quelli che a poco a poco sostituirono nella stampa
tipografi tedeschi sweinheim e pannar tz, che introdussero la stampa in italia) e i
tanto universalmente s'usano per ognuno, che dalli nobili sono ammessi per boni e dal
. /... più ducati / che non san casi di coscienza i frati
una delle principali città d'italia, che non manca di studi: e io
trovati tra i suoi sessan- tamila abitatori che sapessero sufficientemente di latino. manzoni,
15): oh! suggerire a lei che sa di latino! gioberti, iii-55
). moretti, ii-127: sapevo che in paese i ragazzi che dovevano *
ii-127: sapevo che in paese i ragazzi che dovevano * andar fuori 'sceglievano invariabilmente
di me ne la via di scienza, che è ultima perfezione, in quanto con
bernardino da siena, 1090: né tu che impari la grammatica, mai non impararai
latini gattivi; così dico d'uno che vogli cavalcare, mai non impararai a
, vii-783: io volea intender prima in che avea offeso / enea giunon, che
che avea offeso / enea giunon, che 'l bel regno da lei / gli dovesse
legione / di semila ragazzi fiorentini / che faccian sconcordanze ne'latini.
a dire in lingua greca quella sentenza che noi avemo in latino: perdansi gli
e'famigliari tutti sapevan latino, per che molto bene intendevano ed erano intesi.
: questo è, parmi, quello che dante chiamava il nuovo latino, comune agli
iii-334: quello ch'io vi scrissi che l'iscrizione greca doveva esser opera d'
opera d'un latino, non escludeva che fosse venuto dalla cilicia. 19.
bologna, 1-14: tutte le parole che sono nel detto di colui che favella
le parole che sono nel detto di colui che favella s'accordino insieme, cioè non
, 17-35: né per ambage, in che la gente folle / già s'inviscava
gente folle / già s'inviscava pria che fosse anciso / l'agnel di dio che
che fosse anciso / l'agnel di dio che le peccata tolle, / ma per
tuttavia ho in animo la prima fiata che io sia con loro, di parlare all'
, 23-110: era scritto in arabico, che 'l conte / intendea così ben
da l'un canto / un rosignol, che dicea in so'latino: / securamente
alcun, canzon mia corta, / che ti facesse scorta, / priegai per grazia
grazia de lo tuo latino, / che ti conduca sì di là da porta,
/ per lo dritto cammino, / che tu truovi il marchese franceschino.
il bando per questo latino: / che a quella vilia, ch'io t'ho
contando i fiorini. / una fantesca, che zo ebe guardato, / chiamò la
/ ma non disse sì pian, che 'l suo nimico / non intendessi ben
or nota il mio latino, / che troia per tal stupro strutta giace. guarini
medesimo delle tragedie e commedie pastorali, che nell'apologià nominate? a. cattaneo,
.]: le busse sono un latino che tutti intendono; e i quattrini,
intendono; e i quattrini, un latino che troppi. -latino falso, malo latino
. c., 10-2-13: se alcuno che dica d'essere maestro di grammatica e
, iv-27: egli, più savio che io non pensava, astutissimamente si guardava
. aretino, vi-696: oh, che versi sentenciossi terzilimati dotti novi arguti divini
, tanti barbarismi e tanti latini falsi, che tutto il giorno si fanno.
rechi a noglia / se ogni dilecto che ebbero esti amanti / nel mio breve latin
sin a qui ne sono a quel che n'era, / e non trovo né
significato di un discorso o i suggerimenti che derivano da un fatto anche nei sottintesi
boiardo, ii-19-17: il cavalier, che intese tal latino, / fermosse a
fermosse a quello, e non sa che si fare, / perché cognobbe che
che si fare, / perché cognobbe che egli è un malandrino, / qual chiamava
latino: la serbo questa cosa, che me la diciate più volgare una volta
inteso il latino, pigliato quel poco che la povertà del nostro convento può te
a darci la materia di ragionare, che tant'è a dire quant'a darci l'
. goldoni, v-135: qui bisogna che venghino quei bricconi de'miei compagni,
venghino quei bricconi de'miei compagni, che nella scuola mi burlano. qui dico
gl'impersonali ', per far intendere che è stato privato della persona, è
allegri, 5-25: io direi bene che, spendendo male il vostro in dolcitudine
suo è contro la buona grammatica, che insegna l'aver assai e spender poco.
materie storiche, egli è un po'strano che altri osi insegnare il latino a un
uomini, e molto latina di bocca, che abitano la nuova-inghilterra, non che non
, che abitano la nuova-inghilterra, non che non ne impaurissero, se ne trastullavano
chi non s'intende, volgarmente dicono che 4 parla latino ': e i senesi
': e i senesi dapprima dicevano che le tragedie dell'alfieri 4 erano scritte in
teologi risero cordialmente di un autore, che vuole spacciarla da dottore in teologia e correggere
chi fece la parte del frate dogmatico che rivede il latino al novizio? sbarbaro
il latino a uno 'dicesi di colui che, riportando e citando, o altrimenti
vela tagliata in triangolo, come quella che è detta alla quadra, è tagliata
pellico, 2-181: è un poema che fingo scritto da un trobadore in quel
plur. m. latino-americani). che è nativo dell'america latina o vi
dell'america latina o vi abita; che appartiene, che riguarda l'america latina
o vi abita; che appartiene, che riguarda l'america latina (cfr. latino
, plur. m. latinobàrbari). che appartiene o riguarda il latino che si
. che appartiene o riguarda il latino che si parlò in italia durante la dominazione
. tommaso reinesio... accenna che questa voce avesse origine dalla latinobarbara 4
plur. m. latinogrèci). che interessa o riguarda sia la lingua latina
1-i-106: si rinvengono in un lessico, che non dovrebbe esser meno autorevole per gl'
dovrebbe esser meno autorevole per gl'italiani che la crusca, cioè nel dizionario latinogreco
, plur. m. latinoitaliani). che riguarda o interessa o appartiene sia alla
piglia gioco di me?... che vuol ch'io ne faccia del suo
primi esercizi, traduzioni semplici e facili che si assegnano ai principianti nello studio del
ed allegruccio, / come il dì che ha finito il latinuccio. tommaseo [
: 4 latinuccio ': quella composizioncella che lo scolaro principiante mette in latino traducendo
agnolo,... i latinucci che facea fare a pierino de'medici. soffici
ciò è vero, esso non esclude che anche alla moda debba applicarsi in latinuccio:
1-1-3: queste nostre mamme si credono, che, senza saper fare un latinuccio o
'; ha spazzato via certi soggetti, che, figliuoli miei, non ce ne
, freschi, prosperosi: bisognava dire che chi era destinato a far loro l'esequie
carducci, iii3- 3°3: mi dispiace che il diavolo è diventato tanto vigliacco da
fa latinucci per mostrare in atto quel che la voce significhi, spesso le sue definizioni
latiquadro, agg. geom. ant. che serve a misurare la portata massima dell'
dell'alveo di un fiume nell'ipotesi che la velocità dell'acqua sia proporzionale alla
: chiamasi il latiri dall'effetto, che ella fa disolvere per vomito e per di
latirismo, sm. medie. intossicazione che viene causata da un principio tossico contenuto
contenuto in diverse specie di latiro e che produce negli uomini e negli animali gravi
visnaga, edipnorsa: si può egli che gli spiriti infernali s'abbiano de'nomi
generi ve ne sono [di piante] che si coltivano, o se ne tiene
. latistante, agg. disus. che sta a lato, che si trova
. disus. che sta a lato, che si trova di fianco.
insalubrità, ed ha scorto non esservi che un solo mezzo, quello cioè di
de'lanzi '... ma poi che bisogno c'è di coniar questa voce
, devoti, latitanti, e ubbriachi che rotolano per i pendìi come pietre.
pietre. 2. figur. che non si manifesta; misterioso, arcano
modo approvate il senso di anaxagora, che chiama le forme particolari di natura latitanti
nel suo seno, attua le potenze che vi giacevano latitanti, come i filoni dell'
3. dir. che si sottrae all'esecuzione di un ordine
condannato). -in senso generico: che si è dato alla macchia, che
: che si è dato alla macchia, che vive alla macchia. - anche sostant
, 2-i-31: quando poi seriamente pensò che... era necessaria la citazione personale
dai tribunali per significare 'un reo che sta nascosto per non essere incarcerato '
in casa mia latitante di fronte alla polizia che lo ricercava. capuana, 15-142:
udiva parlare della sete, della fame che il latitante, inseguito come una bestia feroce
la qualità di latitante permane fino a che sia pronunciata sentenza di proscioglimento o sia
durante quei due giorni e quelle tre notti che era restato con la ragazza di salerno
provando le medesime impressioni di un ricercato che si è rifugiato in una casa e
si è rifugiato in una casa e che da un momento all'altro può essere sorpreso
in flagrante latitanza. dessi, 9-137: che diritto aveva di contravvenire alla regola fino
basta,... al creditore, che il suo debitore semplicemente latiti, ma
semplicemente latiti, ma è necessario provare, che latiti per quel fine di fraudarlo.
de luca, 1-15-2-44: non essendo dovere che in tanto si dichiari contumace, mentre
ad ubidire o no, ogni volta che, conforme si è accennato, non
far prove, per convincere di falso ciò che erasi allegato della mia partenza, doveva
minerali. latitudinale, agg. che sta di fianco; che riguarda o
, agg. che sta di fianco; che riguarda o interessa i lati.
. 2. geogr. che si riferisce alla latitudine. = deriv
guisa si lusingano di aver dilatato la via che conduce al cielo. 2
specialmente dopo la restaurazione del 1660, che tendeva a rendere molto più larghi i
parte del 'gentiluomo istruito ', che è un trattato contra l'ateismo e
sf. ant. e letter. spazio che intercorre fra le due estremità laterali di
, 166: qual è quel matematico che non sappia che le dimensioni del corpo
qual è quel matematico che non sappia che le dimensioni del corpo son latitudine,
linia della caduta in cb, di che qualità d'obbliquità ella partecipi; di poi
sarcasmo rappresenta l'estremo opposto di ciò che contiene la pia « recitazione » di luca
. agostino volgar., 1-6-119: or che cosa è più nominato che cristo,
: or che cosa è più nominato che cristo, il cui nome rende già odore
nominò isaacco, dicendo: qua sì che 'l signore ci comincia a far largo
3. geogr. astron. coordinata che (insieme con quella chiamata longitudine)
quella definita da un sistema di coordinate che assume come cerchio fondamentale l'eclittica e
leonardo, 2-603: ora pensa quel che parrebbe essa nostra stella in tanta distanzia
la latitudine è d'un altro circulo imaginato che attraversi ad angoli retti l'equinoziale per
o qual si voglia luogo altro non è che la distanzia dell'equinoziale dal zenitte del
timocari... fu il primo che osservasse i luoghi delle stelle fisse per via
si dimanda quell'arco del meridiano, che è contenuto tra il zenitte del detto
detto luogo e l'equinoziale, di maniera che esso equinoziale è come termine e principio
si faccia passare il quinto cerchio, che diremo 'cerchio di latitudine ', e
darà la sua distanza dalla medesima, che diremo 'latitudine '. essa sarà boreale
.. congiungendo due versanti delle alpi che hanno una stessa latitudine e le stesse
i meridionali di qualcuno. la provenza che sta sulla latitudine della toscana, è napoli
grado di latitudine: unità di misura che serve a dividere l'arco di cerchio massimo
luna in latitudine settentrionale, potrà esser che rimanga sopra l'orizzonte, quando non si
grado di latitudine: unità di misura che serve a dividere i meridiani terrestri; corrisponde
e non già una raccolta delle storie che si sono seguite e intrecciate nella penisola
si sono seguite e intrecciate nella penisola che sta tra questi e quei gradi di longitudine
-latitudine crescente: nelle carte nautiche che sfruttano il principio di proiezione di mercatore
quella definita da un sistema di coordinate che assume come cerchio massimo di riferimento l'
equatore galattico, misurata sul cerchio massimo che passa per l'astro e per il
di meridiano compreso fra i due paralleli che passano per i punti considerati o fra
: un solo sguardo alla storia convince chiunque che la fortuna di esse [lettere]
. tarchetti, 6-ii-244: le onde che la virtù del sole aveva sollevate e
il genio, poi succede l'ingenio che si scomparte di qua o di là per
dell'uomo politico, subitamente rialzato senza che occorra di uscire dalle latitudini della scuola
5. figur. estensione della materia che forma argomento di una trattazione, di
, 2-1-203: il dialogo, dove disegnavi che v'introducesse, non è finito e
omero, procurando di dilettare, ma che stimo però che questa latitudine, per così
di dilettare, ma che stimo però che questa latitudine, per così dirla,
rosmini, xii-175: solo avviene quello che incontra di tutti i vocaboli che ammettono una
quello che incontra di tutti i vocaboli che ammettono una latitudine grande e generalità di
natura '- qualcosa se ne resta che non può rientrare in nessuno dei due
3-i-212: ciascuna arte ha le sue regole che lasciano poca latitudine all'errore. colletta
giustizia. pellico, 2-194: vedi che la latitudine può avere la fantasia d'un
a noi fa sdegno veramente il vedere che uomini i quali pur ieri l'altro
maturata in piemonte una legge sulla stampa, che concede, dicono, un po'più
. cavour, vii-335: se volete che il governo abbia un'arma nelle mani per
mani per poter negoziare, è indispensabile che gli lasciate la latitudine di fissare l'
vi annette la sua opinione e crede che l'altro la intenda e la professi ugualmente
con dolcezza; perocché la cosa, che è lata, riceve molte cose e agiatamente
cose e agiatamente; ma la cosa che è stretta, riceve poco e con pena
« pietas », intraducibile, e che comprende tale latitudine di senso umano da
: e'mostra la latitudine del tempo che ci è dato. arlia, 311:
. sono i venti secoli di cristianesimo che dinnanzi a tali consuetudini ci fanno arrossire
cattaneo, ii-1-408: l'autore calcola che in due anni si possa compiere tutto
lativo, agg. ling. che sta nascosto, che è sottinteso (
agg. ling. che sta nascosto, che è sottinteso (un vocabolo).
làtmio, agg. letter. che appartiene, che riguarda o si trova
, agg. letter. che appartiene, che riguarda o si trova sul monte latmo
serventi core / vi raccomandi amor, che vi l'ha dato, / e merzè
altro volger vogliendosi, sì destramente il fece che, dato delle reni nell'un de'
buonarroti, 1-i-9: tu ài uno lato che è ingrossato: e'diviene per disagio
, senza restarsi per istanchezza di lati, che a lungo gli succedea, e sudor
'l colpo al primo tratto, / che l'animo tremando si riscosse / veggendo
quello strai dal lato manco, / che mi consuma, e parte mi diletta
una sinistra fortuna, [dio] volle che avesse origine dal lato sinistro. forteguerri
g. quirini, xlix-90: considerate che ambe le soe mani, / gli pei
si posava, soleva dire non altrimenti levarsi che dal lato del suo padre.
additandomi un balzo poco in sùe / che da quel lato il poggio tutto gira.
siena, 740: si può dire che la cioppa de la donna abbi due mantelli
maggiore potenzia e valitudine nelle punte loro che ne'lati. sannazaro, iv-87:
passero, 3-8: v'è l'erba che da paride si appella, / e
l'oda, questo grande / inno che edificar ci piacque / a simiglianza d'
: parte o punto di un luogo che si trova a destra o a sinistra di
andando per termo, vide due angeli che lo compagnavano, l'uno dal lato
, sempre è così lento, / che si può far con lui poco camino.
34 (587): la strada che renzo aveva presa, andava allora,
135: la larghezza del fiume è tanta che i naviganti per mezzo d'esso da
: nel curvo lido poi tunisi vede / che d'ambo i lati del suo golfo
obbligato, se si bagna per acqua che faccia il piano cioè carena della nave.
ne'bracci della croce, o lati che vogliam dire della cappella maggiore. manzoni
son aiutato. anonimo, i-481: poi che 'l corpo dimori in altro lato
poteva [il santo romito] sofferire che altri li facesse tanto onore, et
, 112: guarda, aristeo, che 'l troppo grande ardire / non ti
/ saper chinche voi sere, e di che lato. soderini, iv-6: non
miserabile è lo stato / di quei che son rinchiusi entro le mura: /
poi uno interconvivio per comedia / acciò che l'intelletto abbia il suo lato /
intelletto abbia il suo lato / e che del tutto il cibo non lo impedia.
. grazzini, 4-137: la balia vuole che voi comperiate da fare della gelatina;
voi comperiate da fare della gelatina; che vi van drento piedi, orecchi,
orecchi, grifi, capi e corna, che n'ingrombrano di molto lato. g
del cuore incontaminato, una parte incorrotta che l'amico serba all'amico.
risposto: egli è per martinazza, / che già v'è dentro, e scrive
preso '... è da sapere che in firenze si facevano ogni anno,
avanti, e segnavano lo spazio del luogo che pigliavano, con gesso o altra tinta
preso ': e questo serviva per impedire che altri entrassero in quel luogo. e
né gli può esser tolta. così dice che martinazza * scrive lato preso 'in
quel monte di scope, per intendere che ha fatto in modo, che quel fuoco
per intendere che ha fatto in modo, che quel fuoco non le poteva esser tolto
in occasione di fiere, a indicare che quel luogo è occupato da qualche mercante
zone, e figuratamente anche a donne che sieno comecchessia divenute di altrui. oggi
: vi è un lato della mia bilancia che pende nell'oscurità dell'abisso, bisogna
pende nell'oscurità dell'abisso, bisogna che io la rialzi e la libri.
e chiamasi 4 lato grosso 'quello che serve a pesare cose molto gravi; 4
4 lato sottile o minuto, quello che serve solo a cose di piccol peso
di secoli de li angeli creati / anzi che l'altro mondo fosse fatto; /
99: diremo ora de'discendenti di ciaberonto che fu il nostro lato, e fu
. de luca, 1-14- 1-367: che vi concorra la nobiltà di tutti quattro li
.. mente / sì bella ed alta che imperfetto un qualche / lato non abbia
più oggettivo il secondo: quindi è che 4 in 'dice più. questa è
è forma più italiana e più elegante che il francese da tanti italiani abusato 'da'
vide, come spesso gli avvenne, che un lato della cosa, e passionatamente.
... non conobbero dell'amore che il lato fisico. cantoni, 447:
: cercare il lato buono delle persone che si avean per buone, è una fatica
: il libraio aveva qualche lato ridicolo che mi divertiva, così bianchiccio com'era
lati; ciascuno canta vittoria, il che vuol dire battaglia indecisa. 11.
indecisa. 11. geom. segmento che unisce una coppia di vertici consecutivi di
, 2-20: pittagora, avendo ritrovato che il quadrato del lato del triangolo ortogonio
opposto all'angolo retto, vale egualmente che gli quadrati degli altri due lati, sacrificò
. manfredi, 2-10: le linee che terminano un triangolo, chiamansi i lati di
di lati pari, e tale, che tutti i lati opposti, come ab,
semidiametro. -ciascuna delle due semirette che delimitano un angolo piano. scamozzi
preso la lontananza dall'occhio alla corda che viene a esser un de'lati che comprendon
che viene a esser un de'lati che comprendon l'angolo che si forma nell'
esser un de'lati che comprendon l'angolo che si forma nell'occhio. e.
. zanotti, 1-140: un angolo, che abbia un lato parallelo alla parete,
linea orizzontale. -ciascuno dei segmenti che congiungono i vertici di un poliedro;
, 3-2-324: figuratevi un dado, che ciascheduno de'suoi lati sia lungo due dita
loro lati omologi. -linea retta che, nel cono circolare retto o obliquo
una serie o aggregato di linee rette, che partono da ciascun punto della circonferenza del
ciascun punto della circonferenza del circolo, che è base del cono, e che
che è base del cono, e che tutte vanno ad unirsi nel vertice, delle
parabola dee avere il medesimo lato retto che l'altra rappresentante le velocità,..
ellissi e in un'iperbole, retta che congiunge i vertici della curva; asse
, ecc.), linea retta che va dal centro alla circonferenza.
vuole in un quadrante o sestante, che al più averà il lato di 3 o
bartoli, 1-344: lato del cubo, che si chiama radice cubica. galileo,
quadrati, i producenti, cioè quelli che si moltiplicano, si chiamano lati o
, bordo di una scheda perforata, che viene per ultimo quando la scheda avanza
): bordo di una scheda perforata che viene per primo, in analoghe circostanze
sbagliare un tiro a rete in modo che il pallone invece di entrare in porta
incastro e nel monoverbo, la parola che serve a formare le sillabe che stanno
parola che serve a formare le sillabe che stanno al principio e alla fine del
tonnara, lato più lungo del rettangolo che forma f'isola ', situato parallelamente
di partenza: la parte del telaio che, nella macchina da stampa, è più
. -lato pinza: bordo del foglio che entra per primo nella macchina stampatrice parallelamente
. 20. arald. linea che delimita lo scudo. -in partic.
castagni / villa del douro, / che in faccia il grande atlantico sonante / a
mi venni al lato vostro, / che non sapeste quando n'usci'fora. d'
l'alta donna dal suo lato, / che lo vii omo fa esser pregiato /