inìaco, agg. anat. che è proprio, che si riferisce all'
agg. anat. che è proprio, che si riferisce all'inion.
/ nel qual non si dee creder che s'inii / per creatura l'occhio
aver inibido la signoria a li confessori che non publicasse certa scrittura. bembo,
cavalieri avere tema di non commettere cosa che macchi l'onore, inibiamo loro il
ingresso e la dimora in roma a tutti che avessero avuto cariche nella repubblica. foscolo
dotti. monelli, 1-44: i governi che per fredde teorie umanitarie inibiscono o misurano
inibito al judice de le appellazione qui che non procedi ne la causa. guicciardini,
. guicciardini, 13-i-295: molti, che vogliono menare le lite in lungo, appellano
per sé secondo li pare, non ostante che la lite sia tra persone sottoposte a
e di cose seculari, e inibisce che per li iudici ordinari di qui non
non fu fatta alcuna, ma solamente inibitoli che egli con cleopatra non praticasse. siri
: presumi d'inibir a diogene, che va per la città dicendo il vero,
per la città dicendo il vero, che taccia perché sai ciò che di te può
vero, che taccia perché sai ciò che di te può dire. g. r
, all'umil servo / di colui che t'elesse, e pose il regno /
. moretti, vii-72: quel lutto che non finiva più e le inibiva la
niuno: la mia natura ritrosa anzi che no mi inibiva di ricercare; e portandone
giobbe, stanco ma di una stanchezza che gli inibiva di prender sonno.
proceduto l'ordinario tanto in lungo, che si sia dato tempo agli avversari ad
inibire. della casa, 5-iii-186: credo che converrà ch'io inibisca alli signori avvogatori
inibire. inibitivo, agg. che ha facoltà d'inibire, di vietare
di potere inibitivo o d'imperativo, che vieta l'arbitrio e comanda la libertà.
la libertà. 2. psicol. che produce inibizione, inibitorio. lucini,
e della volontà. 3. che si inibisce. papini, ii-428:
, ii-428: l'inibirsi gli atti esterni che corrispondono a certi atti interni che possediamo
esterni che corrispondono a certi atti interni che possediamo per non fare scoprire agli altri
per non fare scoprire agli altri ciò che proviamo, per fini di protezione,
è lo stato del buon popolone, / che aspetta ognora l'organizzazione. moretti,
o protratta. 2. psicol. che non riesce a esplicare determinate funzioni psichiche
da inibizioni. -in senso attenuato: che non riesce o non può abbandonarsi ai
un'umanità d'impotenti, uomini e donne che compongono una popolazione di inibiti.
sm. (femm. -trice). che inibisce, che vieta (una persona
. -trice). che inibisce, che vieta (una persona); che ha
che vieta (una persona); che ha potere o facoltà d'impedire,
. botta, 4-348: credendo che per la morte dell'inibitore fosse cessata
. 2. medie. fisiol. che abolisce o pone un freno all'azione
freno all'azione di determinati organi; che sopprime o modifica una funzione.
. -genet. gene inibitore: quello che ostacola l'azione di un altro gene
composto chimico, organico o inorganico, che si aggiunge in piccola quantità a una
sostanza. -nell'industria petrolifera, additivo che si aggiunge a un prodotto finito per
fede alle e. s. v. che alla nuova ebbe tre dì sono,
. villani, 9-15: operarono co'signori che gl'inqui- siti fossero eletti per ambasciadori
state abbia potere accrescere, / secondo che de l'inquisiti vagliono / le facultà
vagliono / le facultà, non secondo che mertano / le pene i falli,
pio iv] sati- sfazione il modo che tengono gl'inquisitori di proceder per l'
inquisiti: ma è d'aver caro che dove è macchia si scuopra e si
alle apparenze, altri alle favole più che alla verità si danno, e molti,
molto più efficacemente ci muovono di quel che si faccia qualsivoglia acuta ed inquisita dimostrazione
inquisitore. manni, 2-171: che poi fosse prima dell'inquisitorato cappellano della
generalmente all'ordine domenicano o francescano, che a partire dal xiii secolo, per
il compito di ricercare ed esaminare coloro che si allontanavano, sia sul piano teorico
. m. frescobaldi, 1-71: poi che 'n sardigna vi conviene andare / e
qual data vi fu per la sentenza / che 'l nostro inquisitor seppe ordinare, /
pontificale. castiglione, 697: non crediate che, scoprendovi come avete fatto, vi
m. ricci, ii-304: il catechismo che feci e la dottrina cristiana, che
che feci e la dottrina cristiana, che voltai in lettera cina, ho fatto
p. inquisitore, e ottenere ancora che l'opera... possa quanto prima
stampatori. redi, 8-12: questa lettera che ora sto per istampare, ed è
dolori sociali, predicando di perseguitare quelli che non ammettono le nostre opinioni. cattaneo
, di verificarne l'osservanza delle norme che regolavano l'autorità dogale. giannotti
p. del rosso, 1-1-73: come che egli fusse acerbissimo inquisitore e punitore de'
uno degli inquisitori più accaniti e sofistici che gli fosse capitato d'incontrare nella sua carriera
varchi, 23-211: voleva [tiberio] che sola si guardasse, sola si pensasse
de amicis, xii-222: gli 'inquisitori'che si piantano sempre accanto al cocchiere o
1-61: la penombra della stanza, prima che eugenia nel tornare al suo posto girasse
; cioè collo oficio de la inquisitoria che li fu conceduto dal papa. =
inquisitore. inquisitoriale, agg. che si riferisce, che è proprio dell'
inquisitoriale, agg. che si riferisce, che è proprio dell'inquisizione o degli inquisitori
proprio dell'inquisizione o degli inquisitori; che è formato da inquisitori (un tribunale
consiglio). -in partic.: che è investito della carica di inquisitore.
]: inquisitoriale..., che concerne gl'inquisitori o l'inquisizione, o
concerne gl'inquisitori o l'inquisizione, o che è da inquisitore o da inquisizione.
sempre può dirsi 'inquisitorio ', che è forma più spedita e più secondo
29: quando lesse le sottoscrizioni pareva che tutto il terrore di cui si circondava il
di una sapienza fatta attraverso alla radio che doveva ascoltare a tutte le ore, ci
inquisitore. inquisitòrio, agg. che si riferisce, che è proprio dell'
inquisitòrio, agg. che si riferisce, che è proprio dell'inquisizione come indagine giudiziaria
penale per inquisizione, caratterizzato dal fatto che il giudice instaura il processo e svolge
del principe. -per estens. che è proprio di interrogazione o di esame
meno rigoristi, almeno a parole, che si chiamavano col nome comune di fraticelli
g. bassani, 3-239: che cosa significavano le improvvise assenze, i
il repertorio di atti inconsulti e imbarazzanti che esibivo di continuo, senza il minimo pudore
, 6-146: -è un po'di tempo che batti la fiacca -. le lanciò
alcuna ragione, gentile è chiamato ciascuno che figlio sia o nepote d'alcuno valente
, e più ogni ora trovando cose che più fede gli davano al fatto, vergognandosi
frugoni, v-406: perché credete voi che lo stagirita siasi con tal lustro illustrato
, iii-28-180: dà prova, oltre che di dottrina letteraria e storica, anche
inquisizione dei difetti di fal- tiel, che le cominciarono ad apparire men gravi.
inquisizione di tutt'i cristiani et incatenati che fossero, li costringnea o di
alcun dì, il cavaliere è richiesto che si vada a scusare dell'inquisizioni.
., ii-158: lo senato diliberoe che si facesse inquisizione delli baccanali. bandello,
diligentissima, altri non si trovarono colpevoli che violante e giannica. aletifilo, n
: il re con publica grida ordinò che il processo con diligentissima inquisizione si formasse.
oppose e non volle formarsene processo temendo che gaio non si scoprisse colpevole di questa
si fece una diligentissima inquisizione di quelli che avevano perturbato la quiete della città e
). sanudo, 113: poi che se avè compito l'audienzia e le
ragazza. jovine, 5-143: luca, che era abituato alla confessione sommaria, affidata
stato ritenuto colpevole (e a seconda che tale attività venisse svolta dal vescovo, dal
ecclesiastico, esistente nei vari paesi, che derivava il potere da delega pontificia ed
negativa). -anche: i membri che componevano tali tribunali. gélli, 17-80
per mantenersi grassi e potere agiatamente vivere che per carità. caro, 12-iii-54:
roma e l'apologià e 'l lucrezio che dimandate, due opere che non so
'l lucrezio che dimandate, due opere che non so come se la intendono ora con
carnesecchi, 101: l'inquisizione non interpreti che sia stato per estasi quel che forse
interpreti che sia stato per estasi quel che forse sarà proceduto per balordaggine. tasso
lecito. pallavicino, 6-1-70: avvenne che vacasse in quel tempo l'inquisizione di
censura. foscolo, xvi-513: temo che non la lascino recitare [la tragedia
sua farà in modo... che cessi quella verificazione, quella che vuoisi
.. che cessi quella verificazione, quella che vuoisi chiamare inquisizione sulle lettere della posta
in 'quo 1 quell'[imbarcazione] che 'vis 'vuoi '(
suoi principii vani ove s'inrama, / che son le parti minime apparenti. bandello
a gli arbor par s'avinchi e che s'irrami. prati, ii-57: la
fallamonica, 51: il gran signor, che nostra vita inrama / con tanti belli
. frugoni, iv-328: temeano forse che lor mancasse la materia de i dadi,
inrarefatto, agg. ant. che non è rarefatto; condensato, solido
inrecolèndo, agg. letter. ant. che non è degno di venerazione; che
che non è degno di venerazione; che non merita tributi di onore, di
inrepubblicanito, agg. letter. che è diventato repubblicano (o simpatizzante,
simpatizzante, fautore dei repubblicani); che ha acquistato idee repubblicane.
divini per nuocere. però che dice che le larve sono demoni nocevoli fatti dalli uomini
dolce mio bene, vera pietade, / che tutte altre parrian mostrose larve. ariosto
me larve turbate e mostri, / che tra le gemme, lasso, e tauro
tauro e gli ostri: copron venen che 'l cor mi roda e lime. guarini
6-12: dura tuttavia l'antica superstizione che in questa camera vadano la notte errando
in vederti nascer di quel mese / che le squallide larve et i demoni / fan
stregoni. frisi, xviii-3-347: la fantasia che le larve notturne venissero qualche volta a
sep., 206: il navigante / che veleggiò quel mar sotto l'eubéa,
fra le bianche larve / come quella che al grido si drizzò / dal buio speco
gli alti castagneti / e i tuguri che fumano e la oscura / montagna.
di prendere per le spalle la cognata che si scosta, bianca piuttosto come una larva
scosta, bianca piuttosto come una larva che come una creatura. borgese, 1-306:
. -in partic.: spirito che, per virtù magica, raffigura o
ariosto, 39-7: melissa, poi che con sue finte larve / la battaglia
diaboliche sue larve / parer da quel diverso che solea: / gigante ad altri,
, una ben pare / di quelle che già presso a la tirrena / piaggia abitar
, xviii-77: volsimi; e oh che spaventose larve / di drago e d'
alta promessa; / noi, credendo che fossi tu stessa, / adorammo la larva
i quali fingono certe larve et ispauracchi, che da quegli animali sciocchissimi sono tenuti per
per questo quella larva d'uomo, che discendeva in linea retta da uno
retta da uno de'vecchi lussuriosi che volevano confiscare la pudicizia della casta susanna
: non era mica certa, tudina, che quel suo patrigno fosse vero, un
una larva d'uomo, un'ombra che un soffio poteva portar via. bechi,
mauthausen, dachau, ecc., possibile che lui, solo lui se ne tornasse
mio regno sgombra, / altro non son che di me larva ed ombra. cesarotti
senza vertebre, per un falso eroe che non aveva in fondo al suo cuore se
cento larve '; cioè mascare, che si mettono a la faccia quelli che si
, che si mettono a la faccia quelli che si vol- liono camuffare, overo contraffare
come gente stata sotto larve, / che pare altro che prima, se si
stata sotto larve, / che pare altro che prima, se si sveste / la
si sveste / la sembianza non sua in che disparve, / così mi si cambiaro
ne la amata si transveste, / il che non vidi in altro loco mai.
mai. / né adoprare altre larve sa che queste: / e tale usanza mi
falsa caddero da i volti di quelli che si chiamavano dei. paoli, 1-68:
rompitor de'patti / falso interesse, che del patrio amore / ha la larva
a questo iniquo / cade la larva che celògli il volto, / e in un'
. bresciani, 6-xvi-305: molti di quelli che diconsi in bauta,...
larve altrui confortano / a sperar quel che forse essi non sperano. tasso, 4-48
il vostro mal d'altronde non deriva / che da notturni sogni o vane larve.
: a lui sembravano larve tutti gli oggetti che non esprimevano qualche imagine del suo nume
nume. giannone, i-106: certamente che saressimo ora fuori di tante vane larve
e di tanti vani timori e pregiudizi che abbiamo succhiato col latte delle nostre madri
: or quell'aspasia è morta / che tanto amai. giace per sempre, oggetto
o molte volte, è da sospettare che accada sempre e che quella superstite libertà
, è da sospettare che accada sempre e che quella superstite libertà sia larva di libertà
. pirandello, 8-383: sul vuoto che tra poco lo avrebbe inghiottito campeggiavano,
larve di sogno, parvenze di vita, che per poco ancora, dopo la sua
petrarca, 89-7: diceami il cor che per sé non saprebbe / viver un
quel traditore in sì mentite larve / che più saggio di me inganato avrebbe.
nemico / e quegli è più crudel che si nasconde / sotto larva d'amico.
fini. battista, vi-3-248: pazzo che su la cena, / per celebrare
l'audace volto e stolto, / che sdegna d'imeneo l'augusta face, /
: quegli antichissimi prudenti... vollero che non andassimo presi alle vane larve di
dei sogni! qualche volta non sei che un riflesso, una larva sbiadita dei
, magnificata in parole, non è che una larva... e quanto prima
, ii-304: ci fu poi un'alunna che salì la scaletta a provar la «
, 5-96: l'altro sbigottisce e teme che / la larva di memoria in cui
, delle parole, delle frasi, che accennavano ad un movimento di discorso.
. sono soprattutto osservabili per gli atteggiamenti che provano la forza grande de'loro muscoli
... un piccolo baco o bruco che dicesi larva con voce scientifica. pascoli
io direi del sonno delle larve / che sognano ali, e delle siepi tetre /
erano stati lì a beccare le larve che la frana aveva messo allo scoperto.
. larvale, agg. zool. che è proprio, che si riferisce
agg. zool. che è proprio, che si riferisce a una larva;
si riferisce a una larva; che è allo stato di larva.
, 17-39: anche questo non sapevo, che gli insetti, raggiunta la perfezione nel
insetti, raggiunta la perfezione nel momento che lasciano la forma larvale, non sono
corpo. 2. figur. che è appena abbozzato, che si trova
. figur. che è appena abbozzato, che si trova quasi all'origine; che
che si trova quasi all'origine; che non ha ancora una forma chiara,
aggressione. savinio, 74: prima che il tempo venisse della parola, il bambino
emesso quei suoni inarticolati e quelle onomatopee che emettono tutti i bambini e che sono
onomatopee che emettono tutti i bambini e che sono lo stato larvale del linguaggio.
piovene, 9-61: il pensiero di quello che avrei dovuto fare continuava però a restare
pavese, 2-229: non è un caso che proust per raggiunger il suo passato più
si sia servito della pura sensazione, che nella sua nudità pare fatta apposta per
dolore. montale, 4-168: ora, che cosa può essere un romanzo nel quale
romanzo nel quale esistono solo figure larvali che non pensano e non sentono nulla?
me, il punto culminante, il punto che mi vince, dello strano poema.
si turbò sotto il primo fuoco degli sguardi che non aveva preveduti, e cercò di
. fucini, 733: più che altro le ore delle sue lezioni erano
larvare), agg. letter. che ha il viso coperto da una maschera o
, / alor, dico io, che incognito e larvato, / fra le
pregno / di tutti quanti i mali / che sono in fra'mortali, / tu
. stefano, 1-171: il cavaliere che, mascherato, tinto, larvato o altrimenti
del velo, marco non ravvisò colei che si sbracciava a comporre un alfabeto di
. d'annunzio, iv-2-614: il chiomadoro che con sì fiero atto di grazia dardeggia
-anche: occulto, nascosto, celato; che non appare (o si presenta sotto
miri lo specchio, e vedrà di che stranie forme, di che nero livore vada
e vedrà di che stranie forme, di che nero livore vada larvato l'affetto ribellante
. pratesi, 1-280: la corruzione che serpeggia, larvata d'ipocrisia urbana,
dev'essere l'ultima causa della smania che dimostrano gli scrittori esordienti di atteggiarsi a
senza incertezza una maggioranza si ha nient'altro che un'oligarchia larvata. moravia, xiv-105
contatto. 4. medie. che non si è ancora manifestato completamente o
è ancora manifestato completamente o presenta sintomi che non consentono una diagnosi precisa (una
di effetti morbosi diversi da quelli, che per solito vi si attribuiscono, o
natura ed una sede differente da quelli che si osservano. 4 febbri larvate ',
a. adimari, 2-422: che, benché larveggiando il falso ei finga
finga, / l'adatta così ben, che ne par vero. = frequent.
-i). insetto o altro organismo che vive come parassita nelle larve degli insetti
agg. proprio di insetti o organismi che vivono come parassiti nelle larve degli insetti.
larvifórme, agg. zool. che ha forma o aspetto di larva;
ha forma o aspetto di larva; che ha il corpo a forma di larva
larvìvoro, agg. zool. che si nutre di larve di insetti (
. sacchetti, 323: voleva darvi più che d'un cappone / un dì a
lasagnia. mariconda, 1-2-2: vorrei che i ceppi fussero di vittella, le
buon formaggio, più mi piacerebbe / che cento cori. becelli, 1-137: parò
, 1-137: parò i lombardi, che di gola han l'arte, /.
lasagne verdi ripiene, opera di beppino che aveva il suo giorno di libertà e volle
, 663: come l'è piena, che la tocca tutta la tua lasagna,
metalli si dice la creta o pasta che si mette nel cavo delle forme delle statue
forme delle statue o di altre cose che si fondono. 7. con significato
tebe, fer tante lasagne, / che finì il mondo e fra le meretrici /
sventure son di chi s'ammoglia, / che resta fermo al par d'ima montagna
. 17. -aspettare a bocca aperta che piovano in bocca le lasagne: volere
lasagne, cortesi com'un boto, / che gli piovano in gola? lippi,
gola? lippi, 1-18: aspetta / che le piovano in bocca le lasagne,
per dover trattar cose importanti con dui che sopragiunsero. f. gaetano, 31
lasagne, e l'istessa balia, che le conducea per magiarsele, me le ha
notar nelle lasagne / d'amor felici, che nuotan 'n un golfo / di pazzia
risultato. pulci, 25-266: guarda che qui tu non resti poi giunto, /
non resti poi giunto, / però che c'è de'cattivi dovizia; / grattugia
brueto a men d'ima giornata, / che dicon che ci piovan le lasagne.
men d'ima giornata, / che dicon che ci piovan le lasagne.
30: cotesto è il vero: pure che io potessi trastullarmi con le lasagnine.
minute fetucce di sfoglia di pasta, che in molti luochi di lombardia si dicono
cose quella materia era composta, / che il solo odor facea trasecolare / l'arlotto
trasecolare / l'arlotto, non che l'esca in bocca posta.
cosa basta, ché voi non credeste che noi siamo di troppo gran pasto:
lasagnèro, agg. scherz. ant. che è buono solo a mangiar lasagne;
romagna): * matterello ', che serve a spianare la pasta per far
, ed appiccar la mischia sempre / che tu mi vuoi. -daddovero? credotelo,
faldella, iii-55: è geloso più che un gatto, di sua moglie, come
come capita sempre a questi lasagnoni, che vogliono sposare una figliuola povera. dossi
'o * lasa 'fu nomignolo che ferdinando ii di borbone diede al suo figliolo
figliolo, francesco ii, il re che non seppe reggere contro l'impresa dei
: lasca è una specie di pesci che si trova nel lago di perugia.
. sacchetti, 169-43: il rifiorire che buonamico fece, si fu che fece
rifiorire che buonamico fece, si fu che fece una corona ben fornita di lasche a
lasche: vogliono essere fritte ad ascio che non li brusciano, e per suo
e tinche e pesci persi / pensa che quivi potevon vedersi, / e che vi
che quivi potevon vedersi, / e che vi fussi boncio, e barbio,
20-96: se ne girono saltellando nella foggia che saltellano i barbi e le lasche fuori
celeste lasca, cioè dietro al pesce, che è in ariete. 3.
. locuz. sano come una lasca: che gode di perfetta salute. poliziano
carni sono più nimiche de le bruttezze che non è ella de gli scherri. g
di propria mano gli consegnano a'capitani che hanno, i quali si dividono poi
, quanto basta per allentarla, senza che per questo sfili, né si perda la
laschino, agg. ant. che è proprio della lasca, che è
. che è proprio della lasca, che è simile a una lasca.
ant. stato e condizione di ciò che è allentato. - al figur.:
* laschità ', significa qualità di ciò che è lasco e alquanto lento.
la cafettèra. - e che vi siete messo a fare? =
d'usanza si deono levare e discucire piuttosto che tagliare. cavalca, 19-377: conciossiacosaché
fine di cantare e di scrivere le cose che seguiranno doppo il lassaménto, del quale
dela sua diva più simile al satanasso che a la versiera. idem, vi-410
fastidiosa ritrosa e una certa lasciami stare che voglia co'finti ma- luzzi dare passione
sentiva addosso un certo lasciatemi stare, che la carolina attribuiva ai soliti effetti della
sfogliando con ampi gesti di lasciandare senza che l'altra ve li tenga poggiati con
ce l'hai il lasciaparlare? io che l'ho, e col bollo.
, sm. invar. permesso scritto che consente il passaggio ove altrimenti sarebbe vietato
un'altra una partita di merce senza che essa venga gravata da un nuovo dazio
quali peggiori. -marin. documento che autorizza le navi cariche a lasciare il
iv-12-116: fate valere queste ragionevoli considerazioni che io vi espongo, e credo che vi
considerazioni che io vi espongo, e credo che vi concederà ora di pubblicare il libro
avvenire; io, il lasciapassare pel paese che, solo, sapevo.
antichi storici del sacco di prato, che potrebb'essere l'unico lasciapassare di
aver più cura, trascurare il podere che si sta per abbandonare. -al figur
lasciapodere ', dicesi di que'contadini che, dovendo lasciare un podere, sull'ultimo
. son parse sempre sbravazzate di gente che fa a lascia-podere. ferd. martini
la tosa, / io la lasciai che gran merzè mi chiese. dante, vita
mei compagni, i'non credea / che voi dovisti mai cossi lasiarmi. pagliaresi,
il povero gentiluomo ci ha lasciati; il che lo dico con grandissimo dolore. tasso
cadenti, le mogli, / i bimbi che piangono tra le carezze e i baci
amici, 62: ciò è l'amor che 'n sua bailìa mi tene, /
la mia virtù si partio sconsolata / poi che lassò lo core / a la battaglia
/ v'è se no amor, che mai no 'l lascia un passo. vangeli
stando gesù sopra lei comandò alla febbre che si partisse, e la febbre si
: godi di tua bellezza / pria che ti lasci e che se 'n vada a
bellezza / pria che ti lasci e che se 'n vada a volo. g.
in questo nembo, sembra / che attorno mi si effonda / un ronzio qual
via con tal prestezza d'ale, / che lascieria di lungo tratto quello / celer
destra gli almugaveri con b lasco, che freddo e fermo sopra lui ripiegossi.
lo mio bene / per nullo pensamento che mi vegna. cavalca, 19-490: se
, suo marito, con ciò fusse cosa che era uomo giusto, non la voleva
, perché mi lassi? / in che t'offesi mai? che t'ho fatt'
? / in che t'offesi mai? che t'ho fatt'io? / resta
lasci? ed è pur vero / che la fè che mi desti / stimar non
ed è pur vero / che la fè che mi desti / stimar non vogli un
? metastasio, 1-1-9: perché penso / che, costretto a lasciarti, / forse
, / forse mai più ti rivedrò; che questa / fors'è l'ultima volta
vorrei il matrimonio contrattare / di modo che, venendocene voglia, / l'un l'
imboccato una bella strada, con c'è che dire. cassola, 2-55: con amelia
è l'anvito ch'eo n'aio, che prò 'l nimico m'hai lassato.
lo mondo. cavalca, 6-1-40: infino che quella gente non lassò dio, non
infinito per le cose finite e transitorie, che passano come 11 vento? 5.
., 32-101: o santo padre, che per me comporte / l'esser qua
etterna sorte, / qual è quell'angel che con tanto gioco / guarda ne li
la nostra regina, / innamorato sì che par di foco? romanzo di tristano,
e per quello sentiere sì cavalcherete tanto che voi vi perverrete ad una fontana.
aer natio, / di lintemo, che tossa illustri asconde, / e chi da
come ne andiamo velocemente! ecco già che lasciamo sotto di noi le più alte
di loro di mietere lo stesso grano che hanno seminato.
modi mettergli a posto questa ragazza, che era bravissima ma che doveva lasciare la
posto questa ragazza, che era bravissima ma che doveva lasciare la victoria per incompatibilità di
cavalca, iii-104: gridavano e dicevano che non lasciasse cristo, ma lasciasse baraba
col filo. falconieri [crusca]: che le due sopradette statue rappresentino due,
fra giordano, 143: oh in che paura doveremmo noi stare per non offenderlo
sanza lasciarlo a la terra ricongiungere, che lo vinse per soperchio e uccise.
, / et egli un cieco error che la ragione / uccide e lascia al cieco
perre stracciare con raun- cinato becco colei che s'appoggiava alla nave. quella per
si ponga acqua o vino bollente e turisi che non rispiri e lascisi per alcuna ora
... e lega d'ogni parte che non ne caggia, e lascialo cinque
e lascialo cinque dì e più, infinattanto che la callosità della fistola enfi colla tasta
i-63: ruota violentemente mossa, ancor che la sia lassata, non si ferma
ultimo si lassi sopra il fuoco tanto che il rame diventi di colore rosso leonato;
e l'abbraccia con tanta tenerezza / che non lasciollo per un ora buona.
ne'membri genitali alle cavalle, e mentre che uno soffia l'altro mungie il latte
avicinarsi il pescatore o gli altri pesci che se le mangiano, lasciato da se
, lasciato da se quello liquore nero che hanno nel corpo, intorbidano l'acqua
lì dalle vene miseraiche, nel passaggio che fa per li vasi e parenchima del
del fegato, lascia la bile, che superflua non li serve, ma opportuna
qual più gli atalente, / dottando che no lasci la migliore. compagni,
; e questo è quello strale / che l'arco de lo essilio pria saetta.
, 69: 0 vecchio avaro, che non truovi luogo a'tuoi danari, che
che non truovi luogo a'tuoi danari, che li vai sotterrando ora qua ora là
ora qua ora là, tiene a mente che tu li perdarai e morrai e lassarali
abbruciato o affondato tutto il legname, innanzi che lasciandolo si ritirassero nella terra. tortora
lasciandovi tutte le artiglierie e le munizioni che si trovavano in dette piazze e fortezze
gemevano i vecchi ricordandosi ciascuno le cose che avea lasciate nelle sue case.
specialmente hanno corso gran risico, tanto che il signor pirro ci ha lassata una manica
v. a. si contenti di credere che il fondarsi su questi arcigogoli del papa
guido delle colonne, 79: ancor che l'aigua per lo foco lassi /
2-312: immantinente il fa lasciare quello che egli era, e subito il fa diventare
era, e subito il fa diventare quello che non era. trattato di falconeria volgar
tal gita, / ch'io so che tu vi lascerai la vita. r.
, 3-24: tentano così alte imprese che spesse volte vi lasciano le cuoia.
e stronchi stronchi quei musicareli, / che stetter quasi per lasciar la pelle, /
. leopardi, 259: sì che se alcun forame o s'alcun tetto /
[il topo] in effetto / che innanzi l'alba lascerebbe il pelo.
ogni fregio il cinto mostra, / che né pur nuda ha di lasciar costume
, 5-82: non fate com'agnel che lascia il latte / della sua madre,
è per dimostrare la prima questione, cioè che debbia uomo fare e che lasciare.
, cioè che debbia uomo fare e che lasciare. malispini, 38: ricordano
ché non se ne curò di scrivere altro che di cose che toccassono alla nostra città
curò di scrivere altro che di cose che toccassono alla nostra città di fiorenza. dante
quivi si vive e gode del tesoro / che s'acquistò piangendo ne lo essilio /
vittoria. patrizi, 1-i-379: quelli che sono della diritta lotta, prendimenti ne'
doveva per loro lasciar da parte il rispetto che meritava la grandezza del re di francia
calzoni, per far la barulè / che su le calze possa ben tenere. /
o no, tanto festini, / che non paressero impediti e lenti / a
: era tanto bello e tanto piacevole, che,... quando esso passava
. serdini, i-m: conviene ornai che folleggiando io lassi / le rime alquanto e
... gli aveva stemperato lo stomaco che non poteva né mangiar né bere.
niente altro si tratteneva le giornate intiere che in pescare colla cannuccia. g.
peggio. ahi! perduto è l'amore che è sol da una parte. borgese
dette torto. poi, gli fece capire che aveva voglia di lasciare la visita.
uccelli] il lor canto infin a tanto che non hanno purificato il lor sangue per
prelia, nulla cosa ho toccato: / che non faccian fastidio, aggiol abbreviato;
in pria /... / ciò che lo mio intelletto non comprende. idem
e ridente i mi si mostrò, che tra quelle vedute / si vuol lasciar che
che tra quelle vedute / si vuol lasciar che non seguir la mente. buti,
teodosio e quel giusto traiano, / che oltre al rubro mar se fe'robusto,
o maritati, per avisarvi di tutto quel che occorre alla giornata circa il fatto della
da banda le parole, / vorrei che voi venisse da me presto. pallavicino,
presto. pallavicino, 10-i-17 / panni che si debba lasciar ciò che appartiene alla
10-i-17 / panni che si debba lasciar ciò che appartiene alla rima, come tutto alieno
. leopardi, iii-73: ho notato che ella... usa nominando le persone
parte la esistenza appena 'agiata 'che io potrei procurarti... la nostra
, emaciato anacoreta, un artista anacoreta che consumò tutta la vita intorno a una
, 9-83: né si deve lasciare che i prencipi sono ordinariamente soggetti alle amanze
incapaci. marino, vii-84: lascio che ne'palagi e ne'templi le mie
frequentissime. carducci, ii-5-153: lascio che un trasporto così grave, un impianto
boiardo, 1-1-8: las- siam costoro che a velia se ne vanno, / che
che a velia se ne vanno, / che sentirete poi ben la sua gionta;
in francia a carlo mano, / che e soi magni baron provede e conta.
per temporale e fussero tornati a farla poscia che la piscina nuova e 'l muro d'
ritrovarsi in gozzoviglia e 'n tresca / che n'ha lasciato già la senseria. giannotti
festa e sono più conspicui e gloriosi che nel pigliarlo. astolfi, 1-13:
230: giurolti per mia leanza / che non è cosa per ch'eo / lasciasse
convien lasciare ogni sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta. / noi siam
al loco ov'i't'ho detto / che tu vedrai le genti dolorose / c'
12-49: frate, lassa lo peccato, che te ce mena traenno. trattato del
errore / nel qual son stato poi che venni al mondo. fra cherubino,
abito fatto in una viziosa usanza penso che... non si possa se non
ch'io ho anco a dire una orazione che non la soglio mai lasciare.
. battoli, 4-3-257: beati essi, che per non lasciarla, né romperla [
13. fare sì (o permettere) che qualcuno rimanga più o meno stabilmente in
laude cortonesi, xxxv-n-16: nell'ascensione che fece, / cristo ti lasciò in
era giunto ancora michel zanche, / che questi lasciò il diavolo in sua vece /
381: lascerò tante delle nostre forze che sieno abbastanza ad assediare la città.
lasciai / misero, l'alma, che v'alberga ancora. tasso, 5-49:
lassarmi a diana ell'ha promesso, / che con lei io rimanga in compagnia.
, 1-xxvi-267: io per me credo che, senza lasciare gli arcadi in preda
fanno molti, si convengono elegger quelli che vorrai per tenere, e tutti gli
... fece intendere al padrone che egli era morto. -rifl.
ima balia. 15. permettere che altri prenda, conservi o goda qualcosa
siate d'ogni mala parte, / che 'n ciò è la ventura tutta vostra.
da pisa, 1-325: l'arme di che ti sei dilettato, misero garzone,
: perché lasciastù li capponi, prima che ti desse i denari? bellincioni, ii-235
: tanta grazia li volse lassare / che felici vi son tutti gli amori.
lasciai la lettera a giovanni biliotti, che la mandassi nel primo corriere 0 apportatore
a roma all'osteria della cometa, / che mi diede un piattel di gelatina:
i-103: respiro 1 il fresco / che mi lascia / il colore del cielo.
iii-v-20: sì come ornai, per quello che detto è, puote vedere chi ha
25-61: li altri due punti, che non per sapere / son dimandati, ma
xxxvii-109: a quelli lasso lo pensiero / che sano l'arte et è suo mestiero
ariosto, 46-115: non sa ritrovar priego che vaglia, / perché ruggiero a lei
112: si potrà trovar forse qualche medicina che ti guarrà; lasciane il pensiero a
perché la signoria non li lasciava, acciò che gli altri non ne sbigottissono. fra
ma non lascia il talento, / che divina giustizia contra voglia, / come
. ariosto, 349: io, che moglie cercavo per desiderio di lasciare erede,
voglia, perché il mio figliuolo, che ne la presa de la mia patria persi
161: grande è per certo il dolore che mi trafigge l'anima, per avervi
voi, di me: di me, che passo; / di voi,
, 151: era un gra- cilino che impensieriva, quando papà l'ha lasciato.
papà l'ha lasciato. son io che l'ho mandato alle valli perché si irrobustisse
estati. 18. fare in modo che sopravviva e si trasmetta alla posterità il
or là sù gran regi, / che qui staranno come porci in brago, /
bibbia volgar., vi-117: coloro che preterirono la sapienza,... della
e i giorni oscuri, / quella che n'ha portato i penser miei, /
né di sé m'ha lasciato altro che 'l nome. guicciardini, i-7: aveva
morendo, lasciata in ciascuno costante opinione che per opera sua principalmente si fusse la
greco lasciò poco più nei fasti ecclesiastici che un nome e una morte, non avendo
morte, non avendo vissuto in seggio che un solo mese. manzoni, ii-641:
giorni felici quanto si doleva de'giorni che ora passavano inutilmente per la felicità.
l'uomo mortale, leucò, non ha che questo d'immortale. il ricordo che
che questo d'immortale. il ricordo che porta e il ricordo che lascia.
. il ricordo che porta e il ricordo che lascia. -con riferimento a concetti
lasciato ricordi tali di sangue e ferocia che possono esisterne pochi fautori. e. cecchi
par., 33-72: o somma luce che tanto ti levi / da'concetti mortali
mente / ripresta un poco di quel che parevi, / e fa la lingua mia
non il fabbricatore di statue, e che avrebbe desiderato lasciare meno opere, ma
avrebbe desiderato lasciare meno opere, ma che fossero meno soggette a critiche.
sua non lassò alcuna pecunia, bisognò che gli fussero fatte l'esequie de'beni del
tempo innanzi era morto; e lasciò che la maggiore chiamata giovanna fusse erede del regno
mazzini, 10-374: vi sono tanti che si dicono appassionati della libertà del proprio paese
e non s'è ancora veduto alcuno che, morendo, lasci a quell'oggetto
testamento... nei quarantacinque anni che fu in casa nostra, aveva de'
mente di mostrarsi nelle parole e negli atti che 'l marito gli lasciasse, acciocché,
amatori di quella dolce libertà e franchigia che da gli antichi genitori vostri sì onoratamente
maestro, il quale può comandarci qual che vuole, ma non sa né vuol comandarci
sa né vuol comandarci se non ciò che è più soave, utile e glorioso anche
, né avendo o figliuoli o altri che più stretto parente gli fusse, 10
morte, / la mia cugina qui, che fu sua donna, /..
: antigrasso la misse [la vergine che si vendeva all'incanto] a ducati lx
ariosto, 244: e 'l ruffiano, che averne tanto desiderio [della giovane]
[della giovane] lo conosce, e che sa che del più ricco uomo di
giovane] lo conosce, e che sa che del più ricco uomo di metellino è
figliuolo, li dimanda cento di quel che forse a un altro lasseria per dieci.
., iii-2-9: elli fu un re che lassò una gran parte del suo reame
qualche titolo e qualche diritto, sì che cessi nel darvelo il debito della giustizia,
i-21-214: a quell'augusto seggio / che lasciò benedetto, elesse iddio / il magnanimo
un eterno assedio, non può patir che neppur l'aria la tocchi. pavese,
pavese, 5-26: ho sempre visto che la gente, a lasciarle tempo, vuota
. villani, 1-56: molte volte avvenne che i romei, volendo seguire il loro
era de'viandanti chi gli togliesse, infino che dell'ostelliere venia chi gli togliesse.
, e'quali mantengono tutto il nocciolo che non si può muovere. b. davanzali
lasciata ogni bagaglia, un fiore d'aiuti che sapevano i guadi. casalicchio, 253
, lascia qui il vaso d'argento che m'hai rubato. g. gozzi,
certo pantano e melma molliccia e tenacissima che parea vischio. manzoni, pr. sp
donne, lasciando il manico dell'aspo che facevan girare e stridere, si sono
, 4-10 (455): in tanto che parente né amico lasciato s'avea che
che parente né amico lasciato s'avea che ben gli volesse. palladio volgar.
lume a cesare di obbligarlo in modo che e'fusse tenuto a stare nella capitolazione.
! la parte mia! oimè! che non me averanno lassato manco della menestra.
abito, il portamento, e quello che, dal luogo ov'era giunto il
condizione. gnoli, 1-127: quel che fondò la casa, e lasciò un senso
dato regola ed ordine, levando ciò che avevano di malvagità e lasciando se avevano
malvagità e lasciando se avevano cosa alcuna che fusse utile alla repubblica.
25 * far sì o permettere che rimanga impresso un segno, un'orma
la mia speranza vige, / e che soffristi per la mia salute / in inferno
quale ambasciadore... fu commesso che tosto, senza lasciarvi segno alcun pubblico,
mandar fuori mista co'rggi alcuna esalazione che lassi impressione. chiabrera, 1-i-8:
svanito, e bisogna aiutarsi col solco che ha lasciato nella carta. aleardi, 1-237
i-325: parvemi, lei seguendo, che... / ella in salir per
verde e l'erba è così densa / che camminando si lascia un sentiero / come
. 26. fare in modo che, nella costruzione di un edificio (
. bartoli, 1-31: tutti quei vani che si lasciano per ricevere i lumi,
duchino a i seni segnati a, che saranno come porti delle barche amiche;
quale dirizzammo la prora per l'apertura che lasciano al mare le isole e la terra
. ricchi, xxv-1-183: non so che mi ritiene / che non ti lasci un
: non so che mi ritiene / che non ti lasci un pugno, che tu
/ che non ti lasci un pugno, che tu veda / le stelle a mezzo
e perverso. segneri, ii-150: che abborrimento non concepireste voi verso d'uno
schiaffo? metastasio, 1-i-137: fin che non vegga / la tua testa recisa,
ha lasciato un colpo di pistolotto, che non lo ha colpito. 28
animo, impressioni; fare in modo che sorgano, si sviluppino, si sfoghino
m'ha al presente lasciato quel piacere che egli è usato di porgere a chi
io vidi il suo celeste lume, / che nel cor mi lassò perpetua fiamma.
egli le correva dietro, pregandola caldamente che seco si rimanesse; ma che
che seco si rimanesse; ma che diremo noi che gli paresse, quando egli
rimanesse; ma che diremo noi che gli paresse, quando egli vide la
ii-129: veloce gioventù dei sensi / che all'oscuro mi tieni di me stesso /
. latini, 3-9: le cose che tu avevi acquistate per la vittoria,
: sono molto contenta d'avere inteso che abbia soddisfatto a quanto ti lasciò el mio
portare quel santo corpo nel modo vilissimo che egli nel suo testamento aveva lasciato. b
, 116: lasciò ordine alla duchessa che si ritirasse in prato, ad abitare
, ad abitare quivi sino a tanto che l'imperadore disponesse di lei. segneri
12-102: fece suo testamento, e lasciò che fosse re appresso di lui uno suo
morio, e la reina sì lasciò che arcon non potesse tórre moglie se non di
su l'apparecchiata tavola, e lasciò che, se 'l cotal giovene venisse per
giovene venisse per desinare, gli dicessono che mangiasse di quella cipolla. leggende di
vo in gerusalem domattina, e lascerò che voi siete bene serviti e bene aiutati
acciainoli, 1-2-337: lasciò per testamento che insieme con lei possedesse il regno di
lasciato qui in cocchio... che mi facessero un gran vaso di questo frutto
,... lasciò in testamento che si celebrasse una caccia di fiere.
volse a retro a rimirar lo passo / che non lasciò già mai persona viva.
(172): tiraron via il puntello che il coperchio dell'arca sostenea, e
comare mia, m'incresce e duole che messer artilao sia da voi partito e lasciata
. bocchelli, 5-119: « giorgio, che cosa possiamo? ». « lasciami
lassato il corpo quasi morto, / che va e vene, ma non po
sozzini, 20: è consueto che ogni camerlengo di bicchema alla fine del
177: la trovai più superba che un toro e l'ho lassata come
vita in forse? foscolo, iv-297: che fa lauretta? povera fanciulla
nevi del tonale e dello stelvio senza cappotti che li ricoprano. ungaretti, i-76:
colleghi, qualche amarezza, qualche durezza che lascia male. tecchi, 5-35: memore
gran duolo / de i perugin, che avean, temendo il peggio, /
perdita di quel tacco di legno / che, disertando, lasciava il tuo delicato piede
permettere, consentire, concedere, tollerare che si compia una data azione, che
che si compia una data azione, che accada un determinato evento, che si
, che accada un determinato evento, che si verifichi una data situazione. ruggerone
penserò sì forte m'attassa, / che rider né giucare non mi lassa.
): modificarono il crudele statuto e lasciarono che egli s'intendesse solamente per quelle donne
egli non lascierà contra mia voglia / che presa io sia. fed. della valle
: se lo dico,... che lei si lascerebbe cavar gli occhi di
occhicèrulo, m'odi! / lascia che alfine io mi satolli / di queste tue
satolli / di queste tue persiche molli / che hai nel cesto intesto di biodi.
giorno ti feci del male, lascia che ora possa farti del bene. borgese
, vii-141: una maglietta di seta che lasciava trasparire il torace ben modellato.
un verbo tr. di forma attiva che assume significato passivo. compagnetto da prato
230: non ti lasciar dismagare / che 'l nostro amor fino e pente / per
, / se s'armasse del monte che la fascia! trattato del ben vivere,
vivere, 5: quando tu vedrai che uno solo peccato mortale si converrà sì
certo tu ti lascieresti innanzi vivo scorticare che tu ti lasciassi o osassi ad alcuno peccato
lasciarsi persuadere. tasso, 6-47: poi che non s'alìenta il fer pagano,
fer pagano, / è forza al fin che trasportar si lassi, / e cruccioso
per carità, cioè per altra causa che per amor di dio, non li vai
, i-vi- 261: io giudico che inghilterra sia per lasciarsi governare da spagna
da l'ingordo appetito trasportar si lasciò che tutto il suo amore pose in costei
portare dal flusso e riflusso delle correnti che attraversavano in ogni senso quelle sale piene
menare a'neri, e di consentire ciò che domandavano. dante, 19-15: per
io qui esaltato a quella gloria / che non si lascia vincere a disio.
, incominciògli a riprendere fortemente di ciò che si lasciavano così cattivamente vincere a una
, 2-2-71: voi siete sì generoso che non vi lasciate mai vincere di cortesia a
vi lasciate mai vincere di cortesia a uomo che viva: tanto meno vi lassarete vincer
lassarete vincer d'amore a una donna che v'adori. m. adriani, ii-74
. ammettere. galileo, 8-vii-339: che la frombola poi co'suoi fischi e
sua agitazione, la lascerò esser quel che piace a voi. 33.
. 33. rimettere ad altri che faccia, giudichi, si pronunci su
129: e 'l danno e la vergogna che ne seguita, lascio considerare a te
. segni, 11-297: può ancora stare che ei lasci all'amico il far l'
all'amico il far l'azioni e che e'gli sia più bella cosa tesser cagione
più bella cosa tesser cagione all'amico che ei possa metterle in atto che non è
all'amico che ei possa metterle in atto che non è a lui stesso il farle
del diluvio, camminasse l'era più alta che non è ora,...
passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente
a lei per la più diritta strada / che io posso. morovelli, 280:
5-122: tanta la giustizia di dio che nulla minima cosa può lasciare che non
di dio che nulla minima cosa può lasciare che non punisca o guiderdoni. dante,
era piena di tanta limosina e caritade che nulla cosa si lasciava a dare per dio
qua corre di là, né lassa / che non vegga ogni camera, ogni loggia
e assai mi fora in grato / che 'l mio talento fossene seguito. compagni,
per tira de'loro nemici, acciò che non insuperbiscano. boccaccio, dee.
colonne, 404: donna non creo che partire / potesse lo mio cor di sua
io lasciar volesse d'ubidire / quella che fregio e belleze inavanza. doria, 225
della donna di non perseverare, però che per continuanza la molle acqua fora la
la dura pietra. gelli, 17-116: che tante volte quante io mi son posto
mi hai fatto venir un sonno, che io ho avuto a irmene al letto
256: se quel sen piagasti / che fu d'osceno amor sozzo ricetto, /
altri, v'ingannate a partito; che io non lascerò d'amare i libri se
i cani lasciano di cacciare le fiere prima che si convenga. f. f
frugoni, iv-397: egli è ben vero che ragghio d'asino al ciel non sale
. gemelli careri, 2-i-249: conciossiecosa che il volto segnato sia da'vaiuoli,
con tanto isfacciamento e con tanta volontà, che non lassano né per vergogna, né
: tutta gente di ciò parlano e dicano che voi lasciate per paura...
.. grande avarizia sarria la vostra, che, in cose non tante importante,
e lasciò subito per andare a luisa che serviva il thè. 36.
re superbo, xxxiv-493: - lascia che le mie cose abbi trovate. / -tu
, i-52: già non sa, quel che a gioco tien rinviti, / se
ha a far vergogna, / poi che fortuna voi tanti mariti. 40
!: nel linguaggio marinaresco, comando che invita a desistere da una manovra,
lascia abbattere! lascia poggiare! 'cioè che essi non oppongano ostacolo né di macchina
a lasciare! ': voce di comando che si dà dal comandante quando, ricuperando
ariosto, 26-111: se ripara quinci che non cada, / quindi vede lassar
glielo scrissi, ma gli lasciai detto che non si scomodi più. carducci, ii-20-221
, ii-20-221: lascio detto al tipografo che, se vi son da rivedere alcuni fogli
v. letto. -lasciare il tempo che si trova: v. tempo.
: conosco la misera vita di quelli che dietro m'ho lasciati. idem, purg
la navicella del mio ingegno, / che lascia dietro a sé mar sì crudele.
serafino aquilano, 158: non te doler che me lassi qui in- drieto / ché
se non... quello strascico che un tal flagello lasciava sempre dietro a
: vòltati piuttosto in giù e guarda che distesa di colline ci siamo lasciati dietro,
tralasciare. marsilio ficono, 5-259: che i cristiani con aspri supplici tormentati (
né lasciò indietro alcuna di quelle cose che in simili feste si desiderano. castiglione
: un'altra cosa... penso che dal nostro cortegiano non debba esser lasciata
o anche puerili, per mediocri o difettose che sieno e per quanto non permettesse l'
sieno e per quanto non permettesse l'autore che talune di esse fossero ristampate in suo
: calvino... ha lasciato scritto che, qualunque volta si parte santa chiesa
del gran vecchio è utile per quelli che patiscono il flusso del ventre'. tommaseo
vecchia per la nuova, sa ciò che lascia ma non sa quel che trova (
ciò che lascia ma non sa quel che trova (o spesse volte ingannato si
-tanto va la gatta al lardo che vi lascia lo zampino: v.
trattati antichi, 106: i fanciulli che nascono a'355 punti alla lasciata della
, ad altro bene, fu notato che 'l cadavero di lui venne posato sopra
lui venne posato sopra una cassa, che i domestici sapevano esser piena di danari
equicola, 163: colui si reputa savio che visse ieri in piacere; la voluttà
opportunità mi vendico. io vi ricordo che tutte le lasciate son perdute. a.
son mai traversa, / perché so ben che ogni lasciata è persa. proverbi toscani
persa. proverbi toscani, 34: faccia che può prima che il tempo mute;
, 34: faccia che può prima che il tempo mute; che tutte le lasciate
può prima che il tempo mute; che tutte le lasciate son perdute. (
tutte le lasciate son perdute. (che si dice delle occasioni di darsi bel tempo
come guardia lasciata 11 del plaustro / che legar vidi a la biforme fera.
8-588: senza avere altra risposta, che uno sguardo di disgusto, d'abominazione
gesti lasciati nell'aria / i cenni che chiamano ancora, / sola ogni voce che
che chiamano ancora, / sola ogni voce che non s'ode più.
volgar. [tommaseo]: ogni uomo che lascierà la moglie sanza cagione di fornicazione
incontro al giorno / volò così, che fra gli estremi eoi / potè spiegar le
. boccaccio, 1-75: costui, che tu qui vedi, dalla sua madre
paliprenda e disperata / lecore trova, che si vuol dar morte. v. borghini
i-iv-4-246: dell'indice lasciatomi non saprei che mi vi dire con buon fondamento.
di qualche editore, e viste le statistiche che confermano 1'esistenza in italia di 17
era. muratori, 10-i-61: a che si ridurrebbe mai, se così poco bastasse
lasciato da l'uso in gramatica, che significa tanto quanto * legare parole ',
c., 18-4-7: è da guardare che solamente paiano amistà lasciate, ma non
m. lionardo pegolotti... che satisfaccia a tutte l'appuntature, che per
. che satisfaccia a tutte l'appuntature, che per la toga e per le lezioni
non affatto ignobili non vanno lasciate quelle che furono fatte da corsino corsini, mio
nel cielo alma toscana / dinne a ferrucci che aguz- ziam la spada / lasciata sanguinosa
16. non impedito, non ostacolato, che ha il permesso, autorizzato (in
è diletto del leggere tal poeta! che egli ti mette in mano con una o
mano con una o due parole tanto che tu ne raccogli dieci tanti più, con
impaccio, venir delimitando le sfere di quel che è da lasciar fare e di quel
è da lasciar fare e di quel che non è da lasciar fare, perché
buona massima di pigliar sempre, sapendo che ogni lasciato è perso, e che
che ogni lasciato è perso, e che l'indugio piglia vizio. bocchelli, 1-i-536
di sartoria, piccolo lembo di stoffa che si lascia ripiegato nell'interno delle cuciture
', chiamano quella rivoltura di roba che, nel cucire le vestimenta, si lascia
vagliati la lasciatura per rifar queste maniche che sono ricise e ragnate. = deriv
giovane, tanto lascibile e dissoluto, che n'era gran che dire e scandalo sino
e dissoluto, che n'era gran che dire e scandalo sino fra gl'idolatri
... a madonna lagia, moglie che fue del detto gherardo, per la
per la dota sua e per lo lascio che ile fece. sacchetti, 47-24:
intese ad acconciarsi per sì fatta maniera che, con la dota sua e col
ispesa fu nel mortoro, ne'lasci che furono assai, nella dota di nostra madre
guinigi di ducati 1400, per lascio che fé giovanni ad vincenti suo nipote. lud
. guicciardini, 3-96: co'lasci che alla morte fanno molti uomini pii e
lasci dell'oro e dell'argento, ferma che le gioie legate in oro e argento
: e però ch'egli non sapea che la sua nuora fosse pregna, dimenticò il
1-4-160: l'insensato non vuol per nulla che l'armonia della frottola, per esser
nelle tragedie: nulladimeno poco appresso consente che a que'suoi lassi e respiramenti d'
, o 'nastrini ', quelle strisce che rimangono con poco lustro sulle pelli di
sopragiunse. samido, li-190: li mei che stavano come fa il cane al lascio
serra », seras- simo di sorte che li mettessimo tutti in rotta. ariosto,
: come due belle e generose parde / che fuor del lascio sien di pari uscite
veggano seguite, / vergognandosi quasi, che fur tarde, / sdegnose se ne tornano
ma per seguire lo stil moderno, che sa più conto di un cane che
che sa più conto di un cane che sia da presa, che di cento che
un cane che sia da presa, che di cento che sian da lascio.
che sia da presa, che di cento che sian da lascio. redi, 16-viii-361
2. nella caccia, colui che tiene il cane al guinzaglio fuori della
-al primo lascio: alla prima occasione che si presenti, alla prima opportunità.
città, quindi i troiani, / che gli stavano a lascio, come i cani
: si confidano molto ne'lasciti testamentari che fanno al punto della morte. capitoli della
92: l'eredità o lasciti, che gli pervenivano per i testamenti degli amici che
che gli pervenivano per i testamenti degli amici che avevan figliuoli, usava...
affinché... non si figurasse taluno che senza gran riguardo si possa correre ad
guerrazzi, 2-468: non ci ha cosa che guasti tanto gli ordini religiosi quanto di
ordini religiosi quanto di simile maniera lasciti che furono loro fatti o fanno. pirandello
perduto tutto, anche l'unico stato che il padre gli potesse dare, mercè
pavese, 10-42: il mio prete che è nato in campagna, è vissuto
di tradizioni, di beni morali, che sono 0 si ritengono tramandate di generazione
essi degli emiliani quel certo lascito clericale che la natura degli emiliani è riuscita a rendere
stato necessario per ricompensa de la gran perdita che ho fatta di lui, parendomi che
che ho fatta di lui, parendomi che m'abbia fatto un lassito d'altro
m'abbia fatto un lassito d'altro che de'suoi mobili. p. del rosso
entramento, si sedèo eziandio, acciò che con la lasciva della ebbrezza togliesse via il
il presente sonetto] dice di poi che cerchi ancora chi vuole le civili delicatezze
vita sua mena lascivamente con tanta immondizia che da lui al porco non ha nulla.
, ma molto più lascivamente di quello che bernardino era uso di fare, perciò che
che bernardino era uso di fare, perciò che esso giacomo aveva a roma imparato molti
dissegnò... quelle donne et uomini che lascivamente et anco disonestamente si abbracciano.
le leggi possano imporre... in che tempo sia lecito abbracciare lascivamente una donna
cui delicata faccia è non men lascivamente che quella delle donne riguardata. boccalini,
tue vestigia, per intendere e scrutare quel che tu pensi di fare, con tesserti
lascivamente in varie guise ornate, / che pareano al sembiante arder d'amore.
. firenzuola, 565: non dicessero che, per venir questo nome venustà da
, 7-215: non è da credere che voi, con donne parlando, non le
ritirò nella sua camera, dicendo maravigliarsi che non s'arrossissero di far tanta vergogna
. papini, i-546: ecco la donna che sorride lascivamente colla faccia bianca di cipria
caro, 17-72: non fanno altro che consumar lascivamente tra false allegrezze tutta la
allegrezze tutta la notte, non altrimente che se quella fusse l'ultima. guarini,
con la simplicità di questa fanciulla, che puramente dice quelle parole che non sono già
fanciulla, che puramente dice quelle parole che non sono già oscene.
casto preservarsi. idem, 3-23: fornito che fo lo disinare, erasma, emola
gli giovani a cantare con tanta lascivézza che elli, abbandonata la modestia, se-
la quale... anzi volle che il mondo perisse sotto le armi ch'ella
: non arei avuto ardire di pensare non che di scrivere quello che de le moniche
di pensare non che di scrivere quello che de le moniche ho posto in carta,
posto in carta, se non credessi che la fiamma de la mia penna di fuoco
di fuoco dovesse purgare le macchie disoneste che la lascivia di tali ha fatte ne la
tali ha fatte ne la vita, che dovendo esser nel monistero come i gigli ne
sono lordate di modo nel fango del mondo che se ne schifa l'abisso, non
se ne schifa l'abisso, non che il cielo. giorgio dati, 1-98:
1-98: messalina... più che mai esercitava la sua lascivia e sfacciatezza.
in seno. loredano, 1-144: che si possa baciare l'amata senza lascivia o
e di lascivia ardente / per più che di furor: di me più ratto /
è tutta una trappola: è lei stessa che li alleva, per farsi liberare dai
giuglaris, 135: invidia, che m'inviperisti; avarizia, che m'accie-
invidia, che m'inviperisti; avarizia, che m'accie- casti; lascivia, che
che m'accie- casti; lascivia, che m'incantasti; còlerà, che mi precipitasti
lascivia, che m'incantasti; còlerà, che mi precipitasti; per qua condurmi dunque
l'ultime stanze del vigesimo, tutto che da l'inquisitore fosse vista e tolerata
lodata. filicaia, 2-2-31: né vuol che tra i poetici deliri / fiato m'
fioretti di vite, 214: li pregò che almeno in que'santi dì si astenessero
viii-2-31: d'alcun'altra cosa non parla che di suoi innamoramenti e di sue lascivie
con malinconia / mi dava l'ozio che a lascivia doce. 4. pensiero
pensiero, discorso, scritto o rappresentazione che tratta o raffigura un oggetto sconcio,
qual intervene molte lascivie e parole vergognose, che tutti che era lì ave da mormorar
lascivie e parole vergognose, che tutti che era lì ave da mormorar assai. m
. palmieri, 1-3: volesse iddio che i... libri volgari [del
cose amorose ha lasciata quella vaga lascivia che fu poi troppa in ovidio. dolce
xxv-2-208: se forse parrà ad alcuno che in lei [commedia] si esca alcuna
de'termini della onestà, doverete pensare che, a voler bene esprimere i costumi
bene esprimere i costumi d'oggidì, bisognerebbe che le parole e gli atti intieri fossero
, v-26: se ridicola cosa è che un gobbo si burli di altro gobbo,
non men da ridere è il vedere che lo stigliano, il quale compose rime
potrem sostenere sì abominevole obbrobio dell'arti che, arruffianando lascivie, riempiano con imagini
vivere modestissima e di bellezza più tosto che rappresentava maestà che lascivia o dilicatura.
e di bellezza più tosto che rappresentava maestà che lascivia o dilicatura. tasso, 16-30
. donato degli albanzani, 239: quello che la povertà faceva parere maravigliosa cosa giustamente
el patrimonio e le facultà nostre, che tu, prodigo e bestiale, con
né potrà mai così bene esser flagellata che dalla mano di quel vivacissimo bartoli.
non resta mai l'un dì più che l'altro di scherzare con lascivia dietro
discreta lascivia di atteggiamenti nonostante il nerume che ne rivestiva le membra tornite.
lasciava pigliare diletti di lascivia militare, acciò che i corpi e gli animi de'cavalieri
dati, 1-30: pareva a tiberio che 'l giovane molto meglio stesse in campo che
che 'l giovane molto meglio stesse in campo che in preda alle delizie e lascivie della
, 6-266: vorrei ingannarmi, affermando che il vincolo coniugale oggidì troppo spesso, con
e rorido, di quella grazia timorosa che le dava un non so che di primaverile
timorosa che le dava un non so che di primaverile, e a tratti era
egregio, non mai aver visto fanciulla che non iscopra qualche lascivia nel volto,
somiglia talmente tita,... che parea più tosto nasciuta di lei che
che parea più tosto nasciuta di lei che generata da me. 9.
. delfico, iv-357: le violazioni che succedono frequenti fra noi delle altrui proprietà
xii-6-592: mi nasce un gran dubbio che 'vagellarne 'e * vagello 'e
verso la semplicità del tragico, il che fa più sovente; talora verso le lascivie
verso le lascivie del lirico, il che fa più di rado. parini, 596
già solo nelle parole e in quelle che si chiamano lascivie del parlar toscano, ma
foscolo, vii-199: non è molto che un adone poetino stampò certi sonettucci lodati
una vita più intensa e virile di quella che ora mena.....
dilettazioni rettoriche per mettersi a fare piuttosto che a parlare, a rifare piuttosto che ad
che a parlare, a rifare piuttosto che ad ammirare. 11. medie
labbra furono dalla malvagia natura d'alcuni, che dell'altrui miserie si ridono, chiamate
. lasciviétta. marino, xii-415: che vi sia dentro nell'adone qualche lasciviétta
lasciviette fanciullesche; ma guardate bene e vedrete che le si avvicinano ed ingrandiscono, come
agg. ant. e letter. che si abbandona all'intemperanza; proclive alla
ignota; di ciò più pochi si dolgono che se fosse stato uomo lasciviente in alcuna
. 2. per estens. che dimostra, che esprime lascivia (lo
2. per estens. che dimostra, che esprime lascivia (lo sguardo, l'
a paragonar ad una vacca lasciviosa, che per la libidine del comando s'accoppia
si risolveranno in una fame così rabbiosa che morderete voi medesimo, per astio d'aver
, le romagne mugghiano come un mare che minaccia tempesta, la toscana lascivisce,
volge gli occhi putti lusingando gli amici che da un pezzo si accarezza in seno.
possono lascivire. alberti, ii-257: quello che non poco giova, la presenza degli
pura. berchet, 339: fa'che risplenda d'eleganti ancelle / la tua magione
a te confesso il mio peccare, / che sanza freno cavalcar contenta, / lasciandomi
ne'teneri cuori de'giovanetti amanti, che ogni sua lascività e sopranaturalità li fa
, i-intr. (57): non che le solute persone, ma ancora le
, ma si strisciano con tutti quei modi che si faccian le più lascive e disoneste
parto d'una nobile lascivissima vedova, che... con un giovane furtivamente
col ciglio, / ed è lasciva sì che passa il segno. carducci, iii-3-45
sospir del folle / vulgar disio, che mai non giunse al cor.
: quando calò la sera, sembrò che tutto il campo divenisse lascivo. ella
il campo divenisse lascivo. ella pensò che le piante si congiungessero con le ombre.
donne dedito e ch'altro non brami che questo fuggitivo piacere; se non gli impedisci
/ ch'altra mai donna i'ami che la mia bella cice. tasso, 16-28
iv-1-896: una di queste bagascie disfatte, che pareva un essere generato da un uomo
una scimmia lasciva. 2. che suscita o rivela sensualità, lascivia o
è colui sì nimico d'ogni onestade che, veggendo i basci lascivi, li abracciamenti
frezzi, i-8-73: onesta donna, che non puote / soffrir lascivo sguardo,
et apparichio de quello, demandando esso che se poria adgiongere a la magnificenzia.
lascivo sguardo / di cupido amator vien che la miri, / e n'oda ella
iva in bordello / coi vizi tutti che dier morte a roma. / alla fronte
di più lascivi: ma di quelli che facciano così dolcemente star male, no.
in una carrozza aperta delle puttane / che avevano anguilla- menti lascivi / di pesci
di dieci minuti avanti. 3. che deriva o è dominato dagli stimoli dei
. boccaccio, i-85: non pensare che '1 mio amore sia lascivo come fu quello
strano / e del vivere lassivio / che fa il popolo cristiano. alberti, i-282
/ davansi alla furtiva avide occhiate, / che in cor di donna amor tant'è
vesti lascive e ambiziose e di provedere che per negozi secolari nessuno fosse sviato dalla
oggi il mondo si diletta, / che hanno sì del lascivo e sì del rio
nostri flosci amori. 4. che ha per oggetto argomenti licenziosi, osceni
cavalca, ii-243: così grande dispetto è che le lingue e le membra consecrate al
tutte le figure e dipinture d'ogni sorte che potessero incitare le persone a cattive e
qualche lascivo 0 poco onesto pensiero, che scioccamente ti vada per l'animo.
ho molto risguardo a non iscriver cosa che possa parere o lasciva o licenziosa o contra
, dalle imagini, dai desideri lubrichi che gli s'infocolano. -che tratta argomenti
giorno vanno a le comedie; né so che possa lor nuocere il petrarca e gli
altri poeti somiglianti, più tosto amorosi che lascivi. d. bartoli, 9-28-2-29:
i-9-205: altri scrittori / non avea che lascivi, e i nostri versi / vedeansi
pirrici. 5. letter. che piace intensamente ai sensi, li attira
lascive chiome inanellate e sparte, / che bianco avorio e minio ricoprite. b
la fronte larga e piana e bianca, che suole da gli apprez- zatori delle lascive
: le tinte lascive acquistavano un non so che d'austero. fantoni, ii-141:
queste medesime cose appunto dicevan quei latini che seguitarono dopo al secol d'augusto, a
balli. coniughi, lvi-256: aura, che scherzi con lascivi errori / fra 'l
allettin poi, né le donzelle infide / che voce avran piacevole e lasciva / e
avran piacevole e lasciva / e dolce aspetto che lusinga e ride. testi, ii-87
dove sono i costumi perversi, conviene che il parlare sia perverso e abbia in sé
e abbia in sé quello effeminato lascivo che hanno coloro che lo parlono.
sé quello effeminato lascivo che hanno coloro che lo parlono. -molle, estenuante
le voci roche e soffocate dalla tromba che non riusciva a gonfiare la palla che
che non riusciva a gonfiare la palla che v'era conficcata. calvino, 102:
a stare a vedere la dili- genzia che ci usa;... apre la
e lascivi / fra festoni d'allor che paion vivi. bottegari, 154: amore
il dolce mormorio, / che fanno tacque lente / di questo e
quel rio, / altro certo non è che 'l sussurrare / de'lascivi amoretti.
, 5-83: non fate com'agnel che lascia il latte / della sua madre
... come / lascivo agnel, che d'esser tratto a morte / semplice
/ semplice non s'accorge, infin che il cuore / non gli trafigge la
, ma tuttavia e'si guardano dalla cosa che più spesso gli grava. cantari cavallereschi
siate così avari o sì lascivi / che al ben fare l'orecchia abbiate sorda
intorno. tasso, 16-23: poi che intrecciò le chiome e che ripresse / con
16-23: poi che intrecciò le chiome e che ripresse / con ordin vago i lor
recandole in esempio la sua detta sirocchia che era morta, che era stata vana e
sua detta sirocchia che era morta, che era stata vana e lasciva di queste
vana e lasciva di queste vanità, che sono le donne giovani. leone ebreo,
stessa rimproverando, tra sé dicea: e che, mio cuor lascivo? così ti
, e quasi imitare la lascivetta palomba, che abbia il collo d'oro e d'
: care luci / lascivette, / che saette ognor vibrate, / con cui l'
ma arditi e morbidetti, / così che al par di cipria / brillino lascivetti.
perché la chiami 'ariostesca '. bada che non sia lascivetta più che non si
. bada che non sia lascivetta più che non si convenga. carducci, iii-3-
vaghetta », quando parliamo d'una che ha un certo lascivétto e un certo
: nella magnifica laudazione... che al secondo libro della georgica fa il poeta
... conchiude finalmente con augusto che è la gemma dell'anello...
dell'anello... se non che la gemma è lasca; e la lode
lasco 'dicesi di tela od altra intessitura che sia rada, abbia poca consistenza.
più lesto se non al più fortunato che lui. -sostant. vico,
6-268: un quadro rappresentava una tartana che navigava al lasco, le vele a
. zeno, li-2-429: le molteplici infermità che valgono ad opprimere un sì vasto corpo
mio viver lasco? 4. che ha clima afoso, stagnante. c
compreso fra due parti di un meccanismo che non combaciano o non combaciano più perfettamente
386: 'lasco', il piccolo spazio che deve intercedere tra due organi contigui dello stesso
partic.: quantità di cavo allentato che occorre ricuperare per portarlo in tensione.
in forza, è la quantità di esso che occorre ricuperare per mettervelo.
pascolano... d'erba secca, che attorno ad essi marrucai si trova.
baridello, ii-1224: il rimedio che dissi a v. s. per
con un grande potere di penetrazione, che trova impiego in medicina, in biologia
bianco di dentro, con non so che d'odore mezano tra il lasero e
fusto e dalle radici della pianta, e che vuoisi lo stesso che l'assa fetida
pianta, e che vuoisi lo stesso che l'assa fetida. 2. raro
, vulneraria e carminativa. lo stesso che laserpizio. = voce dotta,
[plinio], 423: altri dicono che la radice del laserpizio era più che
che la radice del laserpizio era più che un gomito e in quella era fuori
largo e sfoglioso, simile a quello che si chiama solio. il fusto gli dura
da giudicar favoloso quel racconto di teofrasto, che in cirene... il laserpizio
fiorentino, ii-14: gli arabi dicono che [delle asse] la fetida è
, 432: pensava io... che il laserpizio altro non fusse che il
. che il laserpizio altro non fusse che il belgioino, odoratissima gomma. montigiano
sm. entom. genere di formiche, che comprende, fra le altre, la
n'è vestito lo scapo o piede che porta la fioritura. 2.
genere di mammiferi carnivori viverridi erpestini, che comprende la sola mangosta dalla coda bianca
, della sottofamiglia dasipogonini, con specie che si trovano sulle alpi anche al di
di frange e rivestite di peluria, che allo stato larvale producono galle sulle piante
tetradinamia siliquosa, stabilito sopra il frutto che è una siliquetta o silicula alata e
genere di mammiferi chirotteri vespertilionidi vespertilionini, che conta circa dodici specie viventi nell'america
mio dire si divide in larghe lasse che il clamore compie e trasporta. moretti
cm, spaccata alle due estremità, che si metteva fra i geti e il
dozzina di quelle belle lassa da levriere, che si soleano fare in urbino di cuio
d'argento aver vuole oliviero, / che giaccia, e che la lassa abbia
vuole oliviero, / che giaccia, e che la lassa abbia sul dosso. b
b. tasso, 1-4-13: quasi veltro che nel bosco sente / il seguso latrar
rivolto al cacciator, come lo preghi / che gli rallenti ornai la lassa e sleghi
chiamasi ancor 4 lassa 'quel legame che il cacciatore tiene a'collari del cane
suo custode. -gruppo di cacciatori che tengono ciascuno una coppia di cani al
guinzaglio. boccamazza, i-1-296: poi che li bracchi averanno cercato el forte,
cani, parte alla lassa e parte che combattessimo circun- dando. anguillara, 3-78
-armare le lasse: preparare numerose poste che occupino tutti i passi principali della selvaggina.
è ancora conveniente per osservare con solimano che nulla se innovi, qual sta alla
dice 4 stare a lassa 'colui che aspetta la fiera in un luogo fermo
con un qualcosa sulla punta della lingua che non le riusciva di buttar fuori.
lassare1), agg. ant. che fiacca, indebolisce; che facilita l'evacuazione
ant. che fiacca, indebolisce; che facilita l'evacuazione dell'intestino.
3-149: tu ti sforzi di farci credere che neuna differenza è dallo stare in allegrezza
/ e spiacer sì noioso, / che par mi sfaccia lo corpo e lo core
lo core, / sento sì, che 'l tenore / proprio non porea dir;
. lasciativo), agg. medie. che ha un'azione blandamente purgativa.
usa anche sostantivamente per denotare quelle medicine che producono precipuamente gli effetti lassativi. gozzano,
oh poter del mondo! il bel lavoro che fanno nelle nostre budella quelle decozionacce imbrogliate
diacattoliconi. 2. figur. che tende a largheggiare; permissivo, concessivo
de communi- tate) chiedeva dispense lassative che consentissero di aprire grandi conventi in città
e di dolore, gli contò tutto quello che gli era avvenuto. goldoni, ix-177
cuore, o pur lassezza / quella che ora vi opprime, o mie pupille?
tanto corsi, tanto mi affaticai, che quando per lassezza io mi rimasi, la
imbriani, 2-204: ma il proscritto, che alla patria / perigliante il braccio reca
, x-10 (132): per battaglia che mi dia la carne mi fa bisogno
e la secchezza e lo strignimento del ventre che 'l mio desiderio sia compiuto. s
la lassezza e morbidezza del suo tessuto che, se non vi si vedessero le parti
si rilascia, diviene alquanto più forte che se si torcesse alla stessa lassezza.
: in quello partimento e nascondimento, che l'uomo fa per paura e per lassezza
lassa e un poco crucciata per le bisogne che non andavano bene a sua voglia.
(diffusa particolarmente nel secolo xvii) che tende a negare l'obbligatorietà di una
questo senso si oppone al tuziorismo (che esige l'osservanza della legge finché non
la inesistenza di essa è più probabile che 1'esistenza) sia dal probabilismo (
tutti 1 recenti difensori di tali principi che « colui il quale è *
riprovandosi oggimai da tutti quel principio, che fu pur fonte di un miserando lassismo
campo da'probabilisti d'altri tempi, che * qui probabiliter agit, prudenter agit '
rampogna la mitezza dei ministri passati, che in suo linguaggio chiama lassismo. tramater
mano in segno di lassismo. « che ti frega di arrivare più tardi? che
che ti frega di arrivare più tardi? che gliene frega a leo? qui non
infatti il probabilista e il lassista, che possa andare più avanti in opera di atrocità
i rigoristi estremi, i quali vogliono che si segua sempre la legge, e i
legge, e i lassisti estremi, che a non osservare la legge credono bastare una
improbabile. 2. agg. che appartiene al lassismo; che riguarda o
. agg. che appartiene al lassismo; che riguarda o interessa il lassismo.
(plur. m. -ci). che riguarda o interessa i lassisti;
riguarda o interessa i lassisti; che è propenso al lassismo. lassità1,
quegli occhi tuoi chiudi così, / che per vertigin non trabbocchi giù, / e
mai mostrati altri sensi, se non che si chiuda la porta alla lassità.
tu sai. il secondo dare le cose che lievino via la lassitudine. fr.
venereo il male s'accresce, essendo manifesto che naturalmente in tutti gli uomini per quello
... non impedisce però, che imo non si possa applicare a'suoi interessi
bene spiegato ed inteso, quando ciò che abbiamo in poche parole concepito, in un
: soltanto un senso di lassitudine, che parevami esserne rimasto in fondo a me
lassitudine, d'altri ed altri malanni che son manifesti a tutto il mondo,
a tutto il mondo, a fin che amaramente dolga, dove suave- mente proriva
poetica in una di quelle attitudini scultorie, che esprimono lassitudine, rilassamento, la persona
mie, abbandonati alla nostra beata lassitudine, che pur palpitava di latenti desideri, trascorremmo
. ariosto, 46-26: lo ritrovar che senza cibo stato / era tre giorni,
in porto venere per ricrear le ciurme, che erano oramai lasse, avendo adoperati i
, / lasso ne'suoi piè debili / che per lotosi tramiti s'attardano.
stato assai su l'ali, / che sanza veder logoro o uccello / fa dire
condizione il lasso col riposato, colui che suda coll'allegro, colui ch'averà
ragione debbono essere vinti: conciossia cosa che i lassi sono vinti dalla fatica, e
., iv-xxvm-17: ora... che 'l mio ventre è lasso, e
'l mio ventre è lasso, e che io sono per li parti vota, a
per la piaggia diserta, / si che 'l piè fermo sempre era 'l più
sensi] sì lassi e fiaccati / che gir non sanno fra la gente altieri.
l'ancora e la soga, / fin che la man già lassa si rinfranchi.
giro / nel bel viso di quella che v'ha morti, / pregovi siate accorti
non troppo duran le fiamme del desiderio che le porte da loro istesse aperte mi concedono
occhi lassi. carducci, iii-2-419: in che riposte selve o su qual monte /
riposte selve o su qual monte / che più impauri i lassi occhi mortali /
purg., 24-70: come l'uom che di trottare è lasso, / lascia
li compagni, e sì passeggia / fin che si sfoghi l'affollar del casso,
forese. cino, iii-8-55: deo, che farò, lasso / di viver sì
di quel falso dolce fugi- tivo / che 'l mondo traditor può dare altrui, /
mondo traditor può dare altrui, / a che ripon più la speranza in lui?
ed erto, / con lei, che 'l corpo e l'anima fa viva.
mondo, ch'ognun preme, / prima che sazio, del ben far fu lasso
d'aggirarsi tanto, / s'avvide che quel loco era incantato. bruni, 478
de l'umana vita / a l'uom che stanco e lasso ornai languisce, /
e inerti, allo spettacolo di tutti coloro che avevan dato mano all'opera,.
unque lasso, se non come 'l sole che dio mena e conduce. fazio,
sasso, / un romito trovai, che ne l'aspetto / per lunga età
ebbe molta difficoltà di persuadere agli stati che si disponessero ad onorare anticipatamente il figliuolo
tormentare amò? bocalosi, ii-61: quelli che imporporarono i bei panni di tiro,
i bei panni di tiro, coloro che resero fertili le campagne di misia e
lasso e disilluso e tra tali circostanze che gli toglievano luogo e agio a rifarsi
lass'om, terren dolciore, / che del tuo criatore / non ti sovene.
lasso co mortai riposo, / sì che 'n vita né 'n cor non sento parte
e dibatterò i denti, / ratto che 'nteser le parole crude. idem,
guarda come passi: / va sì, che tu non calchi con le piante /
lassa, dolente, malaurata, / so che vitiperata ne sarei / e eh'i'
l'empia e violenta mia fortuna, / che privo m'ha di sì dolce speranza
fronte. michelangelo, iii-175: si che mill'anni dopo la partita / quanto e
capo spenzolato e con la bocca / che sangue insieme e vomitava e denti,
, lagrimoso e lasso, / senza che amica man gli porga aita! saluzzo roero
in fredda notte lassa peregrina / son io che gira su straniera arena, / ed
e regne, / in sembianza del re che 'n cielo stassi; / come recrei
de'sogni: / ivano, ed ecco che furono giunti all'asfòdelo prato / là
lasso rimase 'l meo core / poi che partiste, dolce rosa aulente, / da
dolce rosa aulente, / da un, che stato
e 'n tragger guai, / tanto che nel dolor m'addormentai / e nel
incontro e disse: / fermate, che doman fia il to'ristoro. ricchi,
ricchi, xxv-1-291: cor lasso, che di lagrime e sospiri / vivesti un
, già posto in cielo dal vanto che mi dava per l'acquisto di cotanto padrone