s'inostra / nel sangue de gli eroi che dio t'ha dati. 9
risplendere. alamanni, 13-108: prima che tutto il ciel s'indore e mostre
chiara si mostra / la notte, che s'ingemma, indora e innostra, /
purpuree penne, / e la fronte, che al sol s'inostra e inaura.
inaura. mascheroni, 8-164: o di che rai s'innostra / l'ampio azzurro
. rossetti, vi-16: dall'aurora che s'innostra, / dalla sera che s'
che s'innostra, / dalla sera che s'imbruna, / dal ruscel,
danzami la tua molle danza ionia / mentre che l'apuana alpe s'inostra / e
lucini, 8-89: triste è il presagio che t'accora, / questo bacio lo
e con ragion dubbia si mostra, / che non ben rozzo stil s'ingemma e
a lenza. marmitta, 41: che bisogna altre minaccie o sferza, /
si fugga, a l'uom saggio, che vede / ch'oppresso è l'uomo
/ l'ingegno, cui via più che artiglio o rostro / strigne l'amor del
. particella contrattile di forma allungata, che si trova nel protoplasma delle cellule muscolari
inòtropo, agg. fisiol. che riguarda o è in rapporto con la
inottemperativo, agg. neol. che non è ottemperativo, che non rispetta
neol. che non è ottemperativo, che non rispetta le norme, non obbedisce
di sì gran peso ti levasti carco / che ben bon abachisto noi t'inovra
inovviàbile, agg. letter. che non può essere ovviato; insanabile
dubbio inovviàbile i due amici decisero che, senza dirne nulla per adesso a melina
adoperata un tempo per indicare quei vescovi che, pur consacrati, non venivano tuttavia
soppressa nel 1882 da leone xiii, che la sostituì con la denominazione di vescovi
è libero il culto cattolico, e che ivi però non risiede. ma può non
stare. e chiunque ha un titolo senza che possa o voglia esercitare i doveri e
in par- tibus '. locuzione ellittica che va completata in * episcopus in pàrtibus
diocesi è solo teorica (di città che era un tempo sede vescovile e ora è
irreale. = l'espressione, che vale 'nei paesi degli infedeli ',
lat. dir. canon. espressione che deriva dalla formula con cui il papa
dello stato cardinalizio; tuttavia, dopo che il papa avrà pubblicato i loro nomi
in seguito anche di quelli privati, che attestava la validità perpetua della concessione o
', mi rallegro con vostra signoria che ella continui a star bene. panciatichi
et ante omnia ', / sappia che gl'impiegati, / con cotesti sustrissimi
un riquadro (anche ideale) tale che delimiti nettamente o ponga in particolare rilievo
collocare un oggetto fra altri in modo che lo circondino sino quasi ad annetterlo in
diffonde, giù, nel piccolo cortile / che sogna il sole e fosche nubi inquadra
inquadrando il suo lavoro in una prosa che raccoglie storie e giudizii. panzini, iv-339
non è autobiografico, così la sicilia che lo inquadra e accompagna è solo per
in un angolo dello studio, ciò che manifestamente appare come una scena d'amore
presaga la bassa protuberanza di michele scognamiglio che si scorgeva di profilo nella tromba delle
o le amanti, degli avanzi di galera che erano stati inquadrati nei « reggimenti napoletani
labor », la quale non inquadra che operai scrupolosamente qualificati. gramsci, 11-165
scrupolosamente qualificati. gramsci, 11-165: che cosa ha fatto il partito socialista italiano
? come ha risposto al compito storico che l'ingresso di queste nelle sue file gli
/ vi s'inquadra il tuo capo, che muove appena / e accompagna quel cielo
. 2. per estens. che appare su uno sfondo o entro un
, un corpo) fra altri elementi che lo contornano sino quasi a formare un
bella testa, è un fantasma grottesco che mi perseguiterà sempre. d'annunzio,
i-518: le truppe non entreranno in città che inquadrate. saba, 1-142: gli
strinati dal sole e dal gelo, che fan scattare il collo nel saluto in marcia
non era affatto naturale... che chi aveva sentito l'impulso ad andare
femm. -trìce). letter. che ha lo scopo di fornire un'idea precisa
un fregio, da una serpentina, che incornicia una pagina, un titolo,
landolfi, 14-276: io affermo soltanto che, per non perderci la testa,
-per estens.: la composizione fotografica che ne deriva. -anche: la scena
interpretare nel film una piccola parte, che si esauriva in una sola inquadratura.
inquadrature erano spesso eccellenti, ma quel che faceva difetto era il ritmo. pasolini,
descrizione. papini, iii-69: quelli che s'arrischiano a insinuare che il '
: quelli che s'arrischiano a insinuare che il 'tesoretto 'precorre la 'commedia
inquadrare. inqualificàbile, agg. che non si può qualificare, classificare,
determinarne, esprimerne le qualità in modo che appaghi la mente e l'animo. b
spirito, quella misteriosa e inqualificabile facoltà che si chiama fede. e. cecchi
. 2. per estens. che è indicibilmente spregevole, abominevole, riprovevole
]: 'inqualificabile'... gallicismo, che purtroppo è penetrato in italia, e
da questo inqualificabile governo -nel breve periodo che corse da ottobre a novembre 1867.
, sarei stato inqualificabile a dimenticarmene ora che mia madre era sola nella sua casa.
b. croce, iii-26-147: sempre che si pretenda fondere in una, cioè
inquantifìcàbile, sm. matem. che non è rappresentabile da una quantità numerica
è rappresentabile da una quantità numerica; che non si può ridurre a quantità.
, poiché, per il fatto che (e introduce una proposizione causale
porterebbe in pace tutti questi mutamenti? che però son più apparenti che sostanziali,
questi mutamenti? che però son più apparenti che sostanziali, inquantoché il metodo suo è
suo fratello, detto di lautrech, che la portava semplice. bresciani, 6-v-31
lucini, 1-46: le cime, che risplendono di neve / lontane ed in
2. ritaglio di pelle (che si adoperava anche per fare la colla
pres. di lambire), agg. che lambisce. -fuoco lambente: fiammella,
lambisce. -fuoco lambente: fiammella, che secondo le credenze popolari, aleggia intorno
degli ammalati gravi. -tiro lambente: che sfiora la superficie del bersaglio.
lambente. ojetti, i-327: sogno che insetti d'ogni specie s'affollano sul mio
di misura della luminosità di una superficie che emette un lumen per centimetro quadrato.
lambertazzo, agg. stor. che fa parte, riguarda o favorisce la
manca, né la causa efficiente, che fa che tutte le pietre si generino
né la causa efficiente, che fa che tutte le pietre si generino di commistione
l'esalazioni fumose et umide, e che la materia propriamente che gli produce possa
umide, e che la materia propriamente che gli produce possa insieme unirsi e ragunarsi
creder de gli stolti lambiccamenti di molti che si son chiamati sapienti. tartara,
lambiccamento inutile di cervello per indovinar cose che non meritano ci si pensi. soffici,
. di lambiccare), agg. che distilla. - anche al figur.
la lambiccante imaginativa: tutto l'estratto che ne caverete varrà meno assai, nell'opinione
assai, nell'opinione di molti, che un'aurea massa. 2. che
che un'aurea massa. 2. che fa sudare abbondantemente. bruno, 2-21
bruno, 2-21: a chi inviarrò quel che dal sirio influsso celeste, in questi
cuocenti giorni ed ore più lambiccanti, che dicon caniculari, mi han fatto piovere nel
vin più grazia e più potere / che ogni erba che si prema o si
grazia e più potere / che ogni erba che si prema o si lambicchi. marino
pisani, iii-448: per bella donna che lambiccava alcuni fiori. monti, 4-3-268:
orinal della caldara e poi, sfreddito che 'l sarà, lambicate poi sopra il
ponila in la natura e spesso usa, che è provatissimo. g. f
spagna potentissimo e tanto lo fa passare che resta un'acqua purissima. federici,
liquore. bergantini, 1-471: allora / che a'lati s'attaccò dell'intrachiuso /
attaccò dell'intrachiuso / raffreddato paiuolo, e che l'algore / ricevette ne la rimota
trastullano. caro, i-133: vorrei che mi diceste ora a che [quella farina
: vorrei che mi diceste ora a che [quella farina di crusca] vi par
porci ne vorranno. ma sapete quel che ne farei, s'io fossi voi?
come di loto della più fine sapienza che voi abbiate, n'intonicherei il vostro vetro
con esso lambiccherei il rimanente, tante volte che n'uscisse alla fin qualche cosa.
guerrazzi, i-20: al popolo parve che il berlingare fosse senno, epperò elesse gli
romanticismo mezzo manzoniano e mezzo francese, che assorbì e lambiccò e volatilizzò tutte le
. lucini, 4-202: premiamo coloro che sanno lambiccare, dal fondo limaccioso,
sanno lambiccare, dal fondo limaccioso, che appartiene a tutti gli uomini, il giusto
pesi, delle monete e delle misure, che quando la cosa si è ben lambiccata
un certo suo modo di procedere, che in questi cervelli che lambiccano ogni cosa,
di procedere, che in questi cervelli che lambiccano ogni cosa, riniegano la pazienza
a immaginare cosa andassero lambiccando i patrioti che erano riusciti a riparare all'estero.
tu visto quel muso di manigoldo, che essi fanno a qualunque gli chiede un servigio
, lambiccando le parole con lo stento che usano in isborsare una parpagliuola. bacchelli,
quel foglio. muratori, 11-193: che venga ora un nuovo sesto empirico a
v-88: per compiacere a quel buon ragazzo che stava lì ritto in orazione, per
e strida, necessarie perché sincere, che lambiccar, sui modi cruschevoli, il
tozzi, iv-253: son diventato un ragazzo che non sa quello che deve lambiccare?
diventato un ragazzo che non sa quello che deve lambiccare? -sottoporre una facoltà o
f. doni, i-5: io, che non sono nesun di questi cervelli sani
mio, non potrei trarne tanta sostanza che mi bastasse a ringraziar pur un merletto
, 1-16: né voglio dire quello che meriterebbero que'temerari sacciuti, che sempre
quello che meriterebbero que'temerari sacciuti, che sempre si limbiccano il cervello in cercar
immortale, se si risuscita quando e che e come. a. f. doni
a. f. doni, 414: che capaccio grande è questo che sta in
414: che capaccio grande è questo che sta in fatti pensieri fissi e che
che sta in fatti pensieri fissi e che si va lambicando in sì fatte chimere.
. fusinato, vii-974: allor sì che la calda fantasia / ribolle nel cervel dello
e tanto si lambicca e si tartassa / che il bandolo ritrova alla matassa. betti
vogliono altre astuzie, altri punti / che quei ch'usate voi sopra i pallazzi,
tanti scuti / i cor di quei meschin che liti fanno. marino, xii-564:
rivolgono un pegno, e con quel guardo che affiggono biecamente in vendere e in comperare
: di nuovo metti a lambiccare tanto che l'acqua sia limbiccata. a. caracciolo
le quali [acque] e quelle che a vivo fuoco si fanno per lambicco di
si afferma essere stata dolce tanto, che, temperandosi con l'acque de'cavati
, perché le acque entrino più lambiccate che sia possibile nel po di primaro.
differente presa, giusta la qualità dei corpi che la ricevono. 2.
a canto; e perché un lumicino, che tuttavia accennava di spegnersi, lambiccato da
giorno lambiccato per una maniera di feritoie che distillavano tanta luce per appunto quanta serviva
ci vogliamo dare alcuni piaceri lambiccati, che sono uno zero incontro a quelli che nascono
, che sono uno zero incontro a quelli che nascono da'nostri bisogni.
cattaneo, i-119: il primo poema che presentò, quantunque studiato e lambiccato,
, di durezze, e d'improprietà che si portò via sul volto un buon centinaio
lambiccati, le acutezze e le punte, che per un secolo intero avean dominato.
è quello stile lambiccato e prezioso, che affettan certuni privi di forza e di
fuoco accattato, certo sile sempre stentato, che la lettura ne riesce increscevole e agghiacciante
arte qualcosa di tanto lambiccato e astruso che si direbbe ima religione 0 una cabala
lambiccatissime conclusioni... vi dimostrano che... non dobbiamo considerare il
palazzeschi, 3-81: era la prima volta che salivamo le scale lambiccate e oscure di
non meno scolastico e dogmatico come filologo che come uomo di fede, portava in
tu mi vai ora in certe lambiccature che fanno girare il cervello più ancora dello
soffici, v-5-500: vorrei ora sapere che cosa possano dire al popolo...
cennini, 39: rosso è un colore che si chiama cinabrio: e questo color
o scempia donna,... / che vai famosa di quella beltade, /
vai famosa di quella beltade, / che l'amorevol cian ti sumministra / co'suoi
fatto di uno o più pezzi e che essenzialmente si compone di una capacità in
con collo, e del 'refrigerante 'che fa seguito al collo del capitello.
serpentino ', immersa in un tino che si mantiene pieno di acqua fredda.
misteriose e ne distillò poche gocce verdastre che raccolse in una boccetta. calvino,
barba gli cadea la bava, / che colava di bocca e del gran naso /
bocca e del gran naso / come lambicco che goccia in un vaso. bronzino,
ove rinchiuso / si cuoce il cibo, che poi per lambicco / diventa quel ch'
andreini, 53: signora diotima, fate che gli ingredienti de'miei pensieri siano posti
posti nella bocca della vostra pietà e che passino per lambico dell'amor mio, ac-
. magalotti, 21-62: quelli finalmente che avevano per certissimo effetto della pressione dell'
altezze, vollero pur vedere se l'aria che preme sopra i loro livelli stagnanti,
esso a premere, indebolisca di tanto che s'arrivi ad osservare scemamento sensibile nell'
per suggetto il meno ricco, / che men piace e ne risuona, / io
origine delle fontane egli immaginò non so che sotterranei sifoni, non so che lambicchi che
non so che sotterranei sifoni, non so che lambicchi che dal letto del mare suchian
che sotterranei sifoni, non so che lambicchi che dal letto del mare suchian l'acqua
. papini, x-1-742: tutto quel che usciva da quel lambicco di sozzume ch'era
aretino, 20-54: alla fede buona che non san che dirsi, tosto che
20-54: alla fede buona che non san che dirsi, tosto che intendono che lo
che non san che dirsi, tosto che intendono che lo ammalato sciorina bene per il
san che dirsi, tosto che intendono che lo ammalato sciorina bene per il lambicco
: la naturai sapienza ha provvisto / che d'essi uniti [maschio e femmina]
lambicchi, / virtù vital dispicchi, / che d'esser gli fa ricchi, /
: deh, fratello, voi non pensavate che pericolo fosse a star nel lambicco de
. cattaneo, i-60: credete voi che tutti i passi, tutti gli sguardi,
non si scrivano per minuto, e che dio non sia per farli passare a punta
rettorico... più tengono della fissazione che della passione veemente. de sanctis,
quelli elementi fondamentali e 'irriducibili 'che nessun lambicco dialettico potrà distillare e uso dei
: ha detto tanto bene della lordina, che è sì bella, sì gentile,
ghiottarella e tutta fatta a lambicco, che poco è mancato che non si sia
fatta a lambicco, che poco è mancato che non si sia innamorato di lei.
si levò ed andossene alla finestra, che erano quasi ventun'ora, cercando se vedere
ora, cercando se vedere potessi colei che morire lo facea; ed ella al solito
3-196: vi farò udir parole, che non bisogna disciferarle come poste in distillazione
e in una un bel vasetto / che dà l'acqua da rogna per lambicco.
quintessenza di adulazione distillata per lambicco, che avrebbe messo il fremito dell'invidia fin
, 2-xxi-398: primizie di primavera, che si ricavano col lambicco. -vivere
: or van raminghi e non han pan che basti, / nudi si stanno e
dormon sulla paglia. / se sapesser che tu sei così ricco, / la vita
vallisneri, 1-755: pensarono... che, senza tanti misteri e infiniti lambicchi
xii-6-118: quantunque nata d'un padre che ride poco, la mia professione è
ima campana aperta ed acconcia, sì che coglia tutto il fumo e, per il
seme dell'uno e dell'altro, che poi si fa un simile a'generanti,
. ottimo, ii-460: quelli che con la mano e con la lingua
... pe'trecento uomini, che lambiron l'acqua colla lingua, vi libererò
. redi, 16-iv-171: il che non succede... a coloro che
che non succede... a coloro che lambiscono e cacciansi giù per la gola
g. visconti, 1-89: come veltro che sue piaghe lambe, / salute a
/ lingue lambenti tortuosamente / la man che il loro fato, ahimè, stringea
, 1-viii-226: geme / come giovenca che al suo parto appresso / mugola in suon
guarda, e quella man lambisce / che a suo tempo gli dà carezze e pane
immane / idra di molte teste, che lambendo / già fieramente. bonarelli,
tocco e squamose, in modo tale che collo stesso lambir che fanno vi cavano
in modo tale che collo stesso lambir che fanno vi cavano sangue. -suggere
pozzo comune, doveva esser la gora che gira le mura del recinto. [ediz
l'abbeveratoio comune, doveva essere la gora che lambe le mura del recinto].
si scopriva la lingua del fiume, che, lambendo i confini sud del gudrù
là fuoresce il tritone / dai flutti che lambiscono / le soglie d'un cristiano /
luce. boccaccio, v-144: ecco che l'anima,... novellamente,
ii-9-299: lo splendor delle stelle par che lambisca e accarezzi, con baci meretrici,
fumo e di roventi / faville, che di cenere e di pece / fan turbi
vibrano ad ora ad or lucide fiamme / che van lambendo a scolorir le stelle.
: come potete voi mai ragionevolmente negare che le parti della terra, cioè che le
negare che le parti della terra, cioè che le materie gravissime, descendano verso il
capello dove verrebbe a terminare il piombo che pendesse? n. villani,
. michelini, 381: e manifesto che il cubo in tutto il suo corso rapidissimo
tozzetti, 6-67: particolarità dei nuvoli, che sovente lambiscono le cime delle montagne.
p. verri, i-322: conviene che l'abbigliamento abbia un non che di leggero
conviene che l'abbigliamento abbia un non che di leggero, cosicché sembri che l'
non che di leggero, cosicché sembri che l'aria lambisca il nostro corpo e vi
9-127: nel fumo / d'averno che lambisce i cornicioni. pratolini, 10-230
il desiderio di serrarle su quei fianchi che appena lambivo, e stringere, da soffocarla
tempo un moto / come di colpo che lambendo striscia; / volgo addietro lo sguardo
lambe. imbriani, 3-60: la tela che cerca interessarci al soggetto rappresentato..
rappresentato... desta più raccapriccio che interesse estetico e lambisce ed invade il campo
, lontano / oggi da noi, che lo lambisce appena, / come un'onda
ch'ebbi 'l mio fedel direttore, che m'attendea sotto un pioppo al vezzo di
essere quasi simile, avere caratteri presso che analoghi. papini, iv-1258: l'
tutto ben bene per farne un lambitivo, che si dà a cucchiai.
ad arrivare fu un operaio mingherlino, che lavorava nel casamento lì appresso, lambito
barche lambite dalla luce dell'aurora, che non avresti creduto quella moltitudine migrasse pel
m'aggirai per trovar pietà in coloro che obbligai con le ossequiose mie lambiture,
alligna... tra le spine che son le ricchezze, germoglianti solo per
nome del medico boemo w. lambì che lo descrisse nel 1859. lambliasi
: non poco dispiacendo a misser lippo che tali fructi [le persiche], a
[le persiche], a lui più che altri cari, furati li fusseno,
certe lambrechie con- ficate in terra, che non se vedeano, e chiodi dentro cum
forse al lat. ambrices 'travicelli che sostengono le tegole ', con agglutinamento dell'
.: gala di stoffa increspata e frangiata che ornava abiti, divise, ecc.
di stoffa, frastagliata e smaltata, che ricopre l'elmo e ricade in lunghi
l'elmo e ricade in lunghi svolazzi che abbracciano lo scudo; svolazzi.
rivestimento in legno, marmo o stucco che si estende, a scopo decorativo o
o di semplice color di pietra, che i riquadratori fanno torno torno alle stanze,
stanze, giù in basso, e che meglio si chiamerebbe * zoccolo ', o
per zoccolo di marmo vero o imitato, che ponesi in fondo alle pareti di una
niun tempo si potano, come quelle che fanno le lambrusche, che sono viti
come quelle che fanno le lambrusche, che sono viti selvatiche, che mai potar non
lambrusche, che sono viti selvatiche, che mai potar non si sogliono. landino
specie, di cui n'è una che non matura la sua uva, ma la
quelle due viti di lambrusca? o'o'che vigna! ». tanara, 2-44
, e è singoiar dote della vite che nel salvatico ancor riesca perfetta. baruffaldi
. san carlo borromeo, 1-74: che cosa è che abbia dovuto far di
carlo borromeo, 1-74: che cosa è che abbia dovuto far di più alla mia
abbia fatto? forsi io ho aspettato che facesse uva, e ha fatto lambrusche?
o lambrusche agre e mordenti! si dichiara che non si contenta di foglie, ma
maremme, è una sorte di vitigno che non conduce l'uva a maturità. n
: a la forma, al color sembra che sia / un maturo granel d'uva
x-2-357: recavi e pome i grappoli, che salvi / dal morso abbiamo dell'aspro
] nel tempo della vendemmia con uve che si chiamano al- batiche e co'lambnischi
di modena, bologna, reggio) che producono una uva nera di sapore alquanto
grappol di lambrusco / gli trovò, che ancorché brusco, / con piacer fu divorato
. vino rosso, molto reputato, che si trae dall'uva della lambrusca coltivata.
: non sa ella, signora contessa, che domineddio fece a posta il lambrusco per
, 1-6-222: rimanendogli poco più addosso che la voce, e le penne, a
. del melo e del pero) che annualmente produce alle estremità una gemma a
alle estremità una gemma a fiore, che spesso ramifica e diventa multipla.
0 più propriamente di quella terra o gesso che qui da noi si chiama volgarmente scagliola
3. bot. ciascuna delle pieghe radiali che si trovano sotto il cappello nei funghi
strato sottile costituito da sostanze pectiche, che separa e contemporaneamente cementa le cellule vegetali
dà questo nome specialmente alle appendici petaloidee che si osservano sopra le corolle di alcuni
silene, ne'landri; alle membrane che sono sotto il cappello degli agarici ed
. lamella ossea: ciascuno degli elementi che compongono la natura fondamentale del tessuto osseo
metallici, per lo più di rame, che costituiscono il collettore delle macchine elettriche.
geol. miner. costituito da elementi che si presentano in forma di lamelle (
roccia, la sua struttura); che si rompe secondo superficie piane (un
carbonatica lente miemite dicesi una varietà, che è di un color verde pallido, che
che è di un color verde pallido, che trovasi più spesso in grandi masse,
trovasi più spesso in grandi masse, che non cristallizzata regolarmente, e che ha
, che non cristallizzata regolarmente, e che ha una tessitura lamellare. tommaseo [s
: 'lamellare ', di minerale che, dentro là dove si rompe,
laminette. 2. chim. che ha i legami fra le unità di monomero
mesogasteropodi la cui conchiglia, coperta presso che interamente da un mantello e priva di
di lamelle. -in partic.: che presenta lamelle, che è formato da
partic.: che presenta lamelle, che è formato da lamelle (l'organo
: 'lamellato', composto di tanti strati che si sfogliano a guisa di lamine. savi
lamellifòrme, agg. istol. che ha forma di lamella.
. operaio (o operaia) tessile che introduce i fili di ordito in apposite
fili di ordito in apposite lamelle guardaordito che provocano meccanicamente o elettricamente l'arresto del
.. di una tessitura lamellosa, che nelle miniere trovasi più sovente in istato
un'infinità se ne consuma nel tempo che rimangono fra noi. = comp
lamennesiano), agg. e sm. che è proprio, che si riferisce al
. e sm. che è proprio, che si riferisce al filosofo e teologo francese
gramsci, 4-183: gambaro sostiene che lambruschini, non sansimoniano, non lamennaisiano
terza, improntata alla democrazia pura, che si fonda su un cristianesimo rivoluzionario e
degno di pietà, di compassione; che arreca dolore, che è causa di
, di compassione; che arreca dolore, che è causa di pianto; doloroso,
ora seguita una lamentabile e dolorosa visione che egli ebbe. guido da pisa, 1-264
ii-259: in quell'abbattuto, / che invano pontava la palma / il cùbito e
/ di tutti gli uomini vinti / da che l'uomo è lupo per l'uomo
2. pieno di lamenti, lamentoso; che manifesta intimo tormento, dolore, angoscia
veder mio lamentabil pianto, / poi che le luce mie doi fiume fanse. pulci
. frugoni, i-11-5: senti l'agne che belano / e in dolce lamentabile /
i-1-94: quasi a mano delle generazioni che in piè rimangono consegnando quello da che
che in piè rimangono consegnando quello da che noi, lamentabilmente travolti e trasportati,
lamentabundo), agg. ant. che si lamenta penosamente, gemebondo. fr
di lamentare), agg. che si lamenta, che emette gemiti; gemebondo
agg. che si lamenta, che emette gemiti; gemebondo. -anche
turba lamentante, diceva: partitevi; imperò che la fanciulla non è morta, ma
, pianto; discorso, atto, atteggiamento che manifestano rincrescimento, rammarico, dolore
rincrescimento, rammarico, dolore o che esprimono disapprovazione, disaccordo, protesta,
a lamentanza, / sì come om, che si credia in altura, / ed
, xxi-727: fue di tanta pazienzia che mai di sua bocca fue udita boce
lamentanze. de nores, 1-ii-2-326: che vane querele, che frivole lamentanze, che
, 1-ii-2-326: che vane querele, che frivole lamentanze, che tragedie sono queste
che vane querele, che frivole lamentanze, che tragedie sono queste in occasion sì lieve
, 34 (596): eran pigionali che brontolavano, e dicevano di far presto
. far ini, ii-562: io so che in mezzo alle molte e pur giuste
... primeggiava l'ingiusta credenza che carlo alberto mirasse ad usurpare per sé
se stesso, descrivendo il tormentoso viver che gli era vivere dove non avea il
, le quali, più in celato che in aperto, si studiarono
di francia. papi, 2-3-48: che cosa racchiudea quella petizione? lamentanze contro
parlerò... delle leggi non osservate che dettò carlo v al suo passaggio di
lamentanza (con funzione attributiva): che non merita rimprovero, incensurabile; esente
senza lamentanza liberoe, dalle genti egizie che lui offendeano. idem, vi-130:
queste; e costoro forse errano, che cercano iddio e voglionlo trovare. cassiano
, 7-2 (48): pensando che, se de la sua partita io non
, le persone sarebbero accorte più tosto che lo mio nascondere, propuosi di fame alcuna
). esprimersi con voci o parole che manifestano intensa sofferenza fìsica o morale,
nuova, 12-2 (54): poi che alquanto mi fue sollevato, questo lagrimare
se'ismailita, / anima nostra, che sì ti lamenti », / dice uno
verdi panni, / e 'l viso scolorir che ne'miei danni / a llamentar mi
f. doni, 4-3: dopo che egli fu svegliato, trovò vote di robba
/ della virtù guadagna tanto poco / che sempre lamentarsi ha di mestieri. bellori
con grandi pianto lamentaro, / fi'che morirò e pasmaro. anonimo, i-526:
, dicea: deh, signor mio, che doglia m'è che tu muori sanza
signor mio, che doglia m'è che tu muori sanza colpa. s. bonaventura
, 126: chi sarà quell'anima che., udisse quelle medesime grida della
della sentenza crudele data inverso di te, che si possa contenere di gridare, collo
.. la trista e ria novella / che d'amorosa doglia fa penarlo, /
affligger, lamentare e dir parole / che di pietà potrian fermare il sole. tasso
or ad or non gema / e che la lingua a lamentar non scioglia. menzini
de l'offeso brama / lo mio desir che tal ordine servi / che ne la
mio desir che tal ordine servi / che ne la prima observi / quel lamentar e
la prima observi / quel lamentar e doler che ti pare. petrarca, 157-6:
se mortai dama o diva / fosse che 'l ciel rasserenava intorno. lorenzo de'
de'medici, i-162: il dolor, che m'era dolce tanto, / e
lamentar suave, per la spene, / che già piacer mi fe'sospiri e pianto
, un lamentar non basso, / che per le arcate ed echeggianti sale /
animali. ugurgieri, 126: parevale che uno gufo solo spesso si lamentasse con
59: s'udiva il dolcissimo rosignolo che, tra le frondi degli alti popoli
notte. manzini, 11-70: vecchio cane che... guaisce... e
marito molto e piangendo sua moglie, che da se stessa s'era ad un fico
altro non potete più fargli onore, che col lamentarvi e piangere. chiabrera,
piangere. gozzano, i-89: forse che lamentatici / non ci sono a lamentare?
eo non m'oso lamentare / a quella che 'l meo cor non po'ubriare.
, / non aver tu pensamento / che d'altr'amore agia cura. guittone,
par., 19-147: creder de'ciascun che già, per arra / di questo,
bestia si lamenti e garra, / che dal fianco de l'altre non si scosta
ch'è in grazia, da poi / che ne conobbe, a dio et a la
li prestò sì dolze genitore, / che se sforzò de farlo a ben montare.
chi con m. maffeo visconti, dicendo che non misono dentro lo imperadore perché li
lo imperadore perché li distruggesse e pregavanli che ci ponessono riparo. leonardo, 2-96:
bastevole transito; ma bona memoria, di che la natura ci ha donati, ci
natura ci ha donati, ci fa che ogni cosa lungamente passata ci pare essere
non parlò mai del suo martirio all'amante che le rimproverava la brevità delle visite d'
triste. soldati, vii-244: ora scoprivo che la realtà era stata ben diversa.
diversa... e tuttavia, sentivo che non avevo il diritto di lamentarmene,
, / d'una falsa intendanza / che mi strinse 'n amanza / là ove il
girse iocanno, / ed eo lamentanno che non podea fare. dante, par.
/ il biondo aonio e più leggier che 'l vento. castiglione, 299: si
. castiglione, 299: si lamentava che alcuni suoi vicini con lacci gli pigliavano i
riconoscono e molto più pochi si lamentano che manchi loro ingegno, giudizio e buon
letto,... germano si lamentò che le stipe fossero più dure dei materassi
bernari, 6-217: « non vedi in che stato sono? rassettavo...
/ vostro presgio e 'l valore, / che tut'i buoni stanno a lamentare,
, / lamentandosi forte / di me, che quazi a morte / la conduce in
. petrarca, 360-84: né par che si vergogne, / tolto da quella noia
diletto, i lamentarsi di me, che puro e netto, / con tra 'l
netto, / con tra 'l desio, che spesso il suo mal vòle, /
, 1-2 (i-24): parendoli che invece di dever ricevere onore gli fosse biasimato
... si lamentava di giove che col farla immortale avessela costretta di sopravvivere
. pindemonte, 200: nel rio che si lamenta, e in ogni fronda
lamenta, e in ogni fronda / che il vento scuota, sentirai la voce /
sposa. cavacchioli, lxxv-199: un mandolino che si lamenta, suona / in un
* si lamentava ', smeralda sentì che la vecchia si lamentava anche lei per
c., 191: vorrei certamente che queste cose ch'io vi scrivo, e
le ricchezze perdute: tu hai -quello che è sopra prezio -amici trovato. petrarca,
: ne convenne / lamentar più l'altrui che 'l nostro errore. porzio, 3-127
d'oggi lamenta un vuoto nella civiltà che ebbe in eredità. quasimodo, 6-xxi:
agisca, mi ritrarrò da un lavoro che non conchiude, lamentando che il '48
da un lavoro che non conchiude, lamentando che il '48 e il * 49 non
. carducci, iii-24-393: io lamento che luigi xvi non fosse in fatti,
5-325: da molti, fra coloro che hanno per professione di scrivere, si
professione di scrivere, si sente lamentare che il pubblico capisce così e così.
/ lamentate il consorte / dei generosi che sui patrii piani / a voi rapì la
mori, 64: è divolgato proverbio che chi si diletta di far frode, non
iacopone, 24-32: la notte ha besogno che se rizasse / e me lattasse
lamentato. lamentativo, agg. che esprime lamento, lamentoso.
rimuovere dalle leggi lamentate tutte quelle condizioni che una larga interpretazione delle medesime poteva permettere
palazzeschi, i-149: sei proprio sicura che il professore non possegga nel suo guardaroba
sono le dipartenze, e quelle massimamente che con alcuna disiata notte e lamentata,
si chiudono; nelle quali e'pare che i cuori de gli amanti si divellano
sm. (femm. -trice). che si lamenta, che fa rimostranze,
-trice). che si lamenta, che fa rimostranze, che protesta.
si lamenta, che fa rimostranze, che protesta. compagni, 3-27:
lamentatrici, e vengano; e a quelle che sono savie mandate, e vengano.
gesù. gozzano, i-89: forse che lamentatrici / non ci sono a lamentare?
ci sono a lamentare? / forse che becchini e preti / non ci sono a
, sf. voce, grido che rivela pena, sofferenza, intimo tormento,
; discorso, at teggiamento che esprime rincrescimento, ram marico
iddio] bisogna piuttosto l'intima compunzione che la profonda investigazione,...
,... e le spesse lamentazioni che le copiose argomentazioni. leonardo, 7-i-24
]? tansillo, 1-37: parrà che siano, se di lui vi parlo,
di grazia / star le lamentazion, che non rilievono. davita, 319: conteneva
il ragionamento degli ambasciatori una lunga lamentazione che il re, per soddisfare all'iniusto desiderio
povertà. ferd. martini, 1-i-410: che brutta giornata. bisogna avvisare ai rimedi
, 1-307: una delle poche cose che non posso sopportare e che mi fanno
poche cose che non posso sopportare e che mi fanno perdere la calma, sono le
, maldicenti e corrosive, di certuni che in mezzo a quest'im- mane tragedia
mane tragedia non vedono e non considerano che il proprio comodo.
lamentazioni, e verso, cioè di quelli che si debbono salvare: ed eravi iscritto
salvare: ed eravi iscritto guai, che s'intende per li dannati. boccaccio,
rimangono dai clamori, e mandano per uno che sa comporre canzoni funebri, e conosce
laudes 'erano cantate da aedi, che catone dice esser chiamati * grassa- tores
esse di morti, erano cantate da donne che si pagavano,... da
ond'era per salire l'armonia dolorosa che doveva accompagnare la lamentazione d'arianna.
o vero lamentazione non è altro che un pianto, o vero cordoglio,
un pianto, o vero cordoglio, che fa il coro insieme con gli altri strioni
sono le lettere dell'alfabeto ebraico, che, fra i libri dell'antico testamento
principio del terzo capitolo delle lamentazioni disse che il signore si era voltato e flagellato sotto
compose in quell'occasione delle lamentazioni, che furono cantate per gran tempo fra i
propter speciem mulieris multi perierunt '; che sotto all'accento imprecativo contiene ed esprime
belo, 47: patrone, spiditevi che non è tempo di stare a ffar
a ffar le lamentazioni di ieremia, che tardar vi potrebe nocere. c
, 4-i-83: bisogna iscrivere lamentazione più che quelle di geremia. g. gozzi,
el quale fece gran lamentazione perché dubitava che io non fusse stato morto. giuglaris,
[i monaci], la prima cosa che fanno, intuonano lamentazioni e doglianze.
, 15-236: la signora trova naturalissimo che non se ne parli più e continua
è franco, si sa chi è e che cosa può fare. ma quell'altro
fare. ma quell'altro, il maggiore che par così quieto! quello lavora sotto
lamentévile, lamintìvieli), agg. che è espresso o accompagnato da lamenti;
è espresso o accompagnato da lamenti; che manifesta dolore, sofferenza, rammarico,
del comune e alle menti di coloro che sentono questo medesimo, risponderò in poche
, quando dico: 'trova contraro tal che lo distrugge / l'umil penserò,
lo distrugge / l'umil penserò, che parlar mi sole / d'un'angela
parlar mi sole / d'un'angela che 'n cielo è coronata '. boccaccio,
voci le notti a giove, dicendo che la ragione del loro spazio febo occupava.
angelica lionora alle parole de camilla intenta che fusse la regina di cartagine alla lamentevole
piacevoli, ma lementevoli e di un che cercava aiuto. muratori, 7-i-488:
amicis, i-742: non si udiva che la nenia lamentevole della negra, come
spinse ove un muggito / lamentevol, che uscia dal pian selvoso, / rendea sonante
): altre voci non sentiva, che un mugolìo di cani che veniva da qualche
sentiva, che un mugolìo di cani che veniva da qualche cascina isolata, vagando
6-i-287: addio,... torrente che mormori con armonia lamentevole. d'annunzio
di dafne. 2. che arreca dolore; che è causa di pianto
2. che arreca dolore; che è causa di pianto, di rammarico
pianto, di rammarico; lacrimevole; che merita pietà; degno di compianto,
e niun diletto sarà da te preso, che io col lamentevole disio non ti seguiti
altissima speranza e da loro poco meno che adorato umiliare. stigliani, 1-63: né
torni a'replicar col min turno, che l'iliade sia dolorosa per le spesse
de roberto, 4-7: non v'accorgete che sono pazzo, che sono un povero
non v'accorgete che sono pazzo, che sono un povero pazzo moribondo, doppiamente lamentevole
fa sembianze del timoroso e del lamentevole, che rendon l'animo peggiore. bocchelli,
più lamentevoli. 3. che si lamenta spesso o per futili motivi;
d'acqua, fronde, oggetti, strumenti che producono suoni o rumori simili a un
i lamentevoli e infamatori de'cristiani, che diciano l'abbassamento della grandezza di roma
. 2. in modo che desta pietà; compassionevolmente. cassiano volgar
, iii-21-288: i terremoti e lo spavento che ne seguitava: tra i quali fu
ogni tanto un lamentio stanco di proiettile che solca l'aria. -ululato.
grida), accompagnato talora dal pianto, che rivela dolore, sofferenza, pena,
n'uscivan sì duri lamenti, / che ben parean di miseri e d'offesi
a l'alba, / e lagrime che l'alma a li occhi invia. boccaccio
andare / quisti lamenti vanni, donna, che fai, / e più non lacrimare
né 'l tennero i fiumi vicini, / che più volte furo compagni de'lunghi lamenti
fece tale uccisione di quella gente, che trovò nelle case più vicine, che tosto
, che trovò nelle case più vicine, che tosto si riempiè il luogo di lamenti
de'miei lamenti, / cetra fedel, che tenti? / spiegare il mio dolore
: ma se 10 so, con che dolce lamento / chiedevi al cielo e con
dolce lamento / chiedevi al cielo e con che fiochi gridi / che ti lasciasse!
cielo e con che fiochi gridi / che ti lasciasse! quali madri i nidi /
un mugolio continuo. era quel suono che rende irriconoscibile la voce nostra nell'eccesso
eccesso della sofferenza corporea, quel suono che agguaglia l'uomo che soffre al bruto che
, quel suono che agguaglia l'uomo che soffre al bruto che soffre: 11
che agguaglia l'uomo che soffre al bruto che soffre: 11 lamento istintivo d'ogni
iii-2-205: eran lamenti forti ma soffocati che poi finivan in rantoli e sempre più soffocati
. montale, 2-102: questa rissa cristiana che non ha 1 se non parole d'
non parole d'ombra e di lamento / che ti porta di me? meno di
di quanto / t'ha rapito la gora che s'interra / dolce nella sua chiusa
, ecco la paura e la viltade, che ischerzano con il sciagurato della disgrazia,
2-44: quasi raggio estremo del sole che posato sopra le alture chiami le campane al
porse attenzione a tutta quell'armonia malinconica che blandiva il suo orecchio come la nenia d'
. 2. discorso o atteggiamento che esprime rincrescimento, rammarico, protesta,
ariosto, cinque canti, 1-30: poi che demogorgon, principe saggio, / del
noi non sentiremo altro tutta questa mattina che lamenti e querele de'tempi nostri.
, viii-75: le littere pontificie, che disponevano delli benefici nelli modi suddetti,
o immaginari, i possessori di terre che non lo vendevano tutto in un giorno
tutto in un giorno, i fornai che ne compravano,... a questi
. montano, 1-260: i contrasti che mi avevano lacerato negli ultimi tempi posarono;
hai silenzio a'più soavi accenti / che mai s'udiro, e me pien di
possenti / note v'armasse mai, che le profonde / acque rendeste tepide e gioconde
... fu estremo e fu tale che egli quasi che se ne morì di
estremo e fu tale che egli quasi che se ne morì di dolore, contrastando la
contrastando la sua persona con tanti omicidi che egli doveva fare. tommaseo, ii-86
., 262: cassandra, allor che il nume in petto / la fea parlar
popolare esprime il lamento d'una donzella che nata in alcuno dei nostri paesi migliori,
e rifece in meglio qualche cosa di recente che, mercé l'abilità del traduttore,
, fornata curialità di contrasti, un che di complimentoso nel delirio, come in
letteraria (o parte di essa) che esprime sentimenti di malinconia, di pena
, non potea e non dovea darci che una 'lirica 'espressione dell'interna
rime ai suoi lamenti / come l'ebbro che tenta / né può imbroccar la toppa
, nell'età barocca, strumentale) che accompagna un testo di carattere doloroso di
(anche solo lamento): rito che consiste nell'esprimere, in forme consacrate
della morta reina apresso a tutti quelli che lei conosceno, dicendo lei ogni altra
lei conosceno, dicendo lei ogni altra che mai stata si fosse di benignità e grazia
caro mio benedetto, io non credo che, poi che il mondo fu creato,
, io non credo che, poi che il mondo fu creato, fossi mai
orlando ove il corpo fu lasciato, / che vivo e morto avea con fede amato
, levarono sì fatto e sì dirotto pianto che la città in poco spazio di tempo
antico e per noè, / pel lamento che fece geremia. manzoni, ii-10:
15: catelina pregava la reina teneramente che gli dovesse dire il suo lamento. simintendi
de'visdomini, 254: per ciò che 'l cor si do le / mi movo
ponte, vi trovai tre fanciulli mezzo ignudi che battevano i denti, e facevano un
un piangere così doloroso e lamenti tali che fendevano il cuore. jovine, 2-256:
gran lamenti e rumori, di modo che tutti li mori si congregarono e andorono
e gran lamento / col vecchio, che mostronne pentimento. carducci, iii-14-176: un
entra facendo gran lamento dei soldati stranieri che gli han rubata la masserizia, rapite le
10-86: ordinò suo testamento... che sì tosto come fosse morto, sanza
tutte l'altre donne e gli altri che là erano facevano un mise- rabil lamento
. mazzini, 83-147: il prigioniero che movea quel lamento avea nome adolfo mancini
lamentoso. lamentóso, agg. che esprime un lamento; che è espresso
agg. che esprime un lamento; che è espresso o accompagnato da lamenti; che
che è espresso o accompagnato da lamenti; che ha un tono triste, dolente,
un tono triste, dolente, accorato; che manifesta dolore, sofferenza, intimo tormento
voce lamentosa della figlia di cassandra, che la perfida clitemnestra sgozzava accanto a me.
. montale, 1-83: non ho che le lettere fruste / dei dizionari,
dizionari, e l'oscura / voce che amore detta s'affioca, / si fa
il pericolo del padre divenuto uno zingaro che col lamentoso racconto della sua vita zingaresca
monti, 18-808: un gran tauro / che abbrancato, ferito e strascinato, /
. è l'ora / d'agire. che? l'addio lamentoso / del gufo
è lamentoso come l'aspetto della domestica che subito compare, spettinata, sciamannona.
un cigolio lamentoso. 2. che si lamenta senza posa e per futili
senza posa e per futili motivi; che non è contento di nulla e di nessuno
nulla e di nessuno; querulo; che emette continui lamenti, piagnucoloso. cesari
adunque, servo pigro e lamentoso, che quelli si trovino essere più pronti alla
trovino essere più pronti alla lor perdizione che tu non sei alla vita. guerrazzi,
poco una matrona lamentosa, vanitosa, capricciosa che tutti avrebbero sfuggito. pratolini, 3-178
una intorno a vitelletta madre, / che figliato abbia per la prima volta,
ungaretti, ii-44: è l'ultima volta che miro /... la scia di
.. la scia di luce / che pari alla tortora lamentosa / sull'erba svagata
lamentose. -con riferimento a strumenti che producono suoni simili a lamenti.
vogliono piantarsi e difendersi tra quelle rovine che danno al paesaggio quel tono lamentoso di
. foscolo, xvii-238: temo bensì che la vera non sia troppo stretta per la
1-21-41: tutti li setaiuoli ed ogn'altro che avesse facultà di far tessere di detta
un'ampia stola di lametta d'argento, che a certi speditissimi tocchi lumeggia sotto un
speditissimi tocchi lumeggia sotto un bel ricamo che l'adorna. 3. piccola lama
piallato e sudicio, a scomparti, che contenesse viti e madreviti usate, bulloni
, dicesi figuratamente di persona scaltra, che sa il suo conto. 5
commessure, veggonsi due lamette dentate, che paion appunto due seghe, le quali,
egli se ne potesse servire, quasi che fossero due ali. campatila, 16-40
di serpente e testa di donna, che, secondo le antiche credenze popolari greche
4-64: lammia è una bestia crudele, che da poi ch'ell'ha allattato i
sono state chiamate lamie tutte quelle femmine che si dicono stregare i bambini, o
dell'altrui credenza / non abusar sì che il fanciullo istesso, / che prima
abusar sì che il fanciullo istesso, / che prima divorò, vivo si tragga /
, e l'altro così orrido e spaventato che pareva una lammia. quaglino, 3-186
: egli è una giovane quaggiù, che è più bella che una lammia,
una giovane quaggiù, che è più bella che una lammia, la quale è sì
quale è sì forte innamorata di me, che ti parrebbe un gran fatto. sacchetti
fatto. sacchetti, vi-37: avventurosa lammia che nel fondo / dell'acque chiare suo
il rozzo parlar dei villan vuole / che queste ninfe sien chiamate lamie, / dando
: de'pesci schiacciati è una generazione che in luogo di spina hanno una cartilagine
una cartilagine, come... quegli che e greci sotto nome di bue,
occasione di trattare delle glossopetre, dice che elle sono tanto simili ai denti del
simili ai denti del pesce lamia, che da alcuni sono spesse volte scambiate.
lamia, i denti di cui dicono che sieno spacciati per saette folgori. vallisneri,
, le quali sostenevano l'alte lamie che la coprivano, fatte con non picciolo lavoro
, 4-i-150: mi ha imposto vi scriva che voi facciate nelli peducci della lamia di
: benché a cagione de * tremuoti, che vi fanno spessi e gagliardi, essi
il castello et i guardiani, in modo che appena stavano sicuri nelle lamie e nelle
lamiera mezzana e lamiera a colpi, che è la lamiera non bene spianata,
le ore pomeridiane, in una delle stanze che v'ha fatto ricostruire ed ampliare l'
di crollo / se scuote le lamiere che qui in alto / dividono le logge.
sopravesta, / tutta a quartieri, che nulla fu manco, / e l'arme
. v.]: 'lamierone', nome che si dà ad una qualità di lamiera
: sulla cavana correva un piccolo ponticello che abbreviava la via alla prossima calle. era
lamerino guadagnato da involti di certa merce che arrivava nel deposito. tornasi di lampedusa
galileo, 42- 49: tutto quello che si ritrova sotto alla superficie dell'acqua
2-i-1-233: pochissimi tra i marmi ho trovato che valgano a tener confinata l'elettricità nella
a tener confinata l'elettricità nella lamina metallica che lor si soprappone. d'annunzio,
sfavillando rotolarono fin su la lamina di metallo che proteggeva il tappeto. quasimodo, 6-51
scritto quel nome * tetragrammaton ', che era nome dello onnipotente dio. m
nel mezzo,... con che bebbero grande lume per intendere 11 movimento
dentrovi il ritratto della reina degli angeli, che communemente si dice immagine di san luca
di bucare una lamina d'oro in modo che i fori venissero a formare le cinque
impresse nei sigilli e sulle lamine d'oro che cuoprivano gli scheletri dissepolti a micene,
, x-15: apparecchiammo i regali, che menelik poteva mandare. furono scelte alcune
, un braccialetto, e non so che altro, tutti ornati con lamine d'oro
tal lamine o falde son più sottili che carte, anzi son sopra l'una a
quando cristo risuscitò lazaro, sì comandò che la lamina fosse tolta, ed allora lazaro
dagli interstizi con lamine di ardente luce che battevano qua e là sui bassorilievi,
rotonde, da i lati alquanto depresse, che cuoprono e difendono la gran machina delle
'cranion ', cioè ossa concave e che contengono: e da'latini * calvaria
: la foglia adunque altro non è che il peziolo dilatato in forma di lamina e
di un picciuolo. foglia composta, che resulta da più lamine, chiamate fogliolini,
sottile: strato sottilissimo di materiale trasparente che, attraversato da un fascio di raggi
due raggi, ordinario e straordinario, che si originano nella lamiera per effetto della
fenomeni delle lamine sottili quelle apparenze luminose che si producono quando la luce attraversa corpi
di metallo o d'altra materia soda che si mettono in vibrazione percuotendole, o
. 12. sport. piastrina metallica che si fìssa con viti ai bordi inferiori
e chi ne laminava per far quello che si fanno li pontali per le stringhe.
colate e turbine a vapore, par che il più bel gusto d'un pover'uomo
canali, percorsi da venti implacabili, che laminano il ghiaccio nericcio sull'asfalto,
). laminare2, agg. che ha forma di lamina. targioni
connettivo lamellare. 3. bot. che ha l'aspetto di lamina fogliare.
fluido in cui le traiettorie delle particelle che lo compongono sono regolari e ben definite
quindi da permettere di individuare degli strati che scorrono l'uno sull'altro.
crittogame della famiglia delle alghe, che si distinguono per una fronda radicata
bot. ordine di alghe feoficee, che comprende la sola famiglia laminariacee.
grande òmero del pellicano era più lieve che vetro soffiato, più lieve che alluminio laminato
lieve che vetro soffiato, più lieve che alluminio laminato. 2. filone
: una lettiga fe'senza soggiorno, / che portavano a man quattro staffieri: /
viani, 14-30: dei pescatori, che erano col rastrello laminato da una lastra
luce azzurrina, contro un cielo laminato che teneva nascosto il sole. 4
da tirar le verghe, lo stesso che * filiera '. carena, 1-115:
alle frese. 2. calandra che serve per assottigliare, lisciare e satinare
2. nell'industria alimentare, operaio che attende alla separazione del riso commerciabile
per impastatrice. 3. agg. che è costituito da un laminatoio; che
che è costituito da un laminatoio; che fa parte di un laminatoio. =
azioni orogeniche, assumono un abito lamellare che può conferire a tutta la massa rocciosa
a stratificazione più o meno intensa, che provoca lo slittamento degli strati superiori sugli
laminectomìa, sf. chirurg. operazione che consiste nella resezione di una o più
forse alcuno... si maraviglierà che io affermi che l'aria contigua superiore
... si maraviglierà che io affermi che l'aria contigua superiore sia potente a
laminetta di rame o d'argento, che su l'acqua si trattiene. gavazzi,
/ seco forata laminetta aggiri, / che rapida trasporti un filo inchiuso / in
un filo inchiuso / in guisa tal che con perenne moto / or pieghi a'
si mette una laminetta traforata per impedire che l'acqua non trasporti seco delle lordure
laminette attortigliate in modo da far supporre che fossero avvoltolate sopra fili a quella guisa
fossero avvoltolate sopra fili a quella guisa che costumasi coi filati d'oro.
/ parecchi di color sudano intorno, / che con altre di più duro metallo /
tra le laminette d'aria o d'acqua che tra quelle sue lastre erano comprese,
monti, i-83: un cardinale ha pensato che si debba far copiare [questa canzonetta
canzonetta] in carattere dorato (vedete che pazzia!) e attaccarla con un bottone
magalotti, 20-81: due laminette cartilaginose che abbiamo... di qua e
, onde ne resulta quella sostanza spugnosa che ne'suoi interstizi riceve delle produzioni membranose
in questo particolarmente n'è diversa, che ciascuna di quelle scagliette o laminette,
: una pianta simile all'ortica, che puzza,... per aver sopra
, se plinio non dicesse... che questa si chiama particolarmente lamio. domenichi
: il lamio è una specie d'ortica che non pugne, e questo con un
delle cellette e con altre fattezze, che l'assomigliano alla gola del pesce lamia
di cane marino fossili, assai più convenevole che non quello di 'glossopetre '.
* i contadini 'un en buoni per altro che per lam miare! basta
per lam miare! basta che il vento gli butti giù tre olive,
, dubitativamente però, lamia, considerato che questa specie di animali mitologici sono avidi
lamna, dal gr. xdcp, va che corrisponde a xàp, ta 'sorta
per pecunia, e questo è il lamo che piglia. bianco da siena, 35
, e la divinità fu il lamo che prese il corpo e fecelo vivo e glorioso
/ per dimandar merzé, com'io che forse / preso non son da men tenace
e la parola, può nascere l'impressione che esso appartenga alla parola stessa cui va
accese mai lampa né facella, / che non sembrasse del suo lume priva, /
piano, sedute vicino, così vicino che i loro ginocchi si toccavano e la scarsa
/ dà di cozzo nel vetro sì forte che sembra pazza. a. bruno,
. cariteo, 201: quando sia mai che 'l ciel benegna- mente / ne porga
lampa ardente? ariosto, 17-92: che rifulga chiara più che lampa / sua
ariosto, 17-92: che rifulga chiara più che lampa / sua virtù, questa volta
. goldoni, xiii-797: felice quel che dal periglio scampa, / e della
lampa. mazzini, 92-247: il lampo che si sprigiona dal subito sorgere a sagrificio
xiii-253: felice e cara stampa, / che 'n breve spazio accolte / il sospirato
. filangieri, ii-483: i riti che si praticavano nelle cronie, nelle feste
modello, ideale. -anche: persona che costituisce un modello intellettuale e morale,
.. dello spirito santo negare cosa che questa purissima lampa vergine immaculata addimandasse?
e refulgente lampa, / stella, che senza te niuno stampa / per questa onda
, 1-122: uomo non nacque mai che peccatore / non fosse: excepto la celesta
nobiltà è quasi una chiara lampa, che manifesta e fa veder l'opere bone e
ardente virtù accesa e viva / lucerna, che non pur l'aer d'intorno /
lampa, onde deriva / splendor, che rende ogn'intelletto adorno. aretino,
. marchetti, 4-97: o tu, che in mezzo a così buie e dense
eroi / pari al tuo pio buglion, che ne fu lampa, / e insegnò
beatrice e dalla santa lampa, / che pria per me avea mutato sito.
lampa'cioè da quello beato spirito, che risplendeva come una lampana. apocalisse volgar
con la cima tende / al ciel che me la diè. -passione violenta
, ch'è gran peccato, / poi che servo ti fui sempre leale. b
se celar la fiamma puoi, / che nel tuo crudo petto arde ed avampa
l'accende; / ben vegg'io che sua lampa, / perché d'alto ne
dotto uomo è quasi lampa d'una stella che scorge al cielo qualunque ingegno gli ricorre
da ciglio alto e sereno, / che mi foste per sen di scogli pieno
più forte avampa, / e col raggio che bolle / tormenta il piano e 'l
costume, / l'abito e l'armi che arrecò tommaso. cesarotti, 1-xxxv-129:
/ voi scintillanti immagini dei numi, / che cogl'immensi vostri giri parte / della
fulgida lampa, / non la face che ad espero la sera / inghirlanda di rose
rose, e non il lume / che cinzia versa placido dal carro. leopardi,
. epicuro, 42: o dea che di beltà sei specchio e stampa,
, 1-20: risplendono ancora quelle comete che si chiaman fiaccole, le quali non si
/ giunse a la madre 'n vie men che non lampa. niccolò da correggio,
van corno saetta e lampa, / che, vista appena, la ferita ha impronta
eterno è quella mazza, / che senza consumarsi ognora avampa: / né per
o gassose (lampade a fiamma, che a seconda del combustibile, si distinguono
con quelle lampade e vasi in mano che coprivano e'lumi. ariosto, 32-80:
scena. vasari, 1-666: lasciò piero che fusse fatto un lampanaio intorno alla cappella
il giorno / spento era ornai sì che vedeasi a pena, / apparir tante lampade
apparir tante lampade d'intorno, / che ne fu l'aria lucida e serena.
, divenuti incandescenti, danno quella luce che dicesi elettrica. pascoli, 35: triste
1-244: la biblioteca non era illuminata che dalla lampada a petrolio sul tavolo e la
verde e in un fascio di luce che sfuggiva verso il pavimento. d'annunzio,
sul vivido barbaglio della lampada ad acetilene che frugava le acque illuminandole sino al fondo
, non abbiamo più coscienza di aver a che fare col fuoco primigenio, col fulmine
e. cecchi, 3-75: americani che partono e messicani che arrivano versano sul
3-75: americani che partono e messicani che arrivano versano sul banco dei rivenditori coltelli
coralli. -con riferimento al processo fisico che determina 1'emissione della luce. -lampada
18. -lampada voltaica: sorgente luminosa che utilizza remissione di un arco (elettrico
-lampada a luminescenza o luminiscente: quella che sfrutta l'energia luminosa prodotta da una
-lampada a fluorescenza o fluorescente: quella che sfrutta l'energia luminosa emessa da una
, per lo più, in uno stantuffo che si immerge lentamente nel serbatoio. -lampada
di benzina; ha un lucignolo tubolare che dà una fiamma cilindrica alla quale l'
, lampada a spirato costrutta in modo che la fiamma esca da uno stoppino anulare
basso, per regolare il calore, e che si usa di frequente nei laboratorii di
, recipiente nel quale svolgesi idrogeno, che ne esce per un beccuccio e si
a una commedia di cocteau, ritiene che alcune frasi siano offensive per la chiesa
: lampada a incandescenza di piccolo formato che, applicata al berretto o alla fronte,
gli piaccia riempirli di quella carità, che ripara al passato, che assicura l'avvenire
quella carità, che ripara al passato, che assicura l'avvenire. -lume, per
(e oggi spesso elettrico), che si fa ardere sospeso davanti all'altare
per voto. -lampada perpetua: quella che si tiene accesa giorno e notte su
lampada eucaristica: il lume a olio che nelle chiese cattoliche rimane perennemente acceso davanti
lampada accesa. ochino, 260: vedono che gli eletti di dio sono luce del
una moschea, con molte lampade, che stessero accese in perpetuo.
): all'incerto chiarore della lampada che ardeva davanti all'altare, s'accostò ai
lampada della vita: simbolo della vita che si trasmette di generazione in generazione.
figliuoli ed a nutrirli, in quella guisa che l'accesa lampa, nel corso,
e veramente assai bene disse quel poeta, che l'uno dava a l'altro la
dell'uomo, dell'uomo superiore, che viene al mondo con una missione e
una missione e l'adempie, ma sa che l'opera del pensiero, l'opera
va all'infinito, e deve rassegnarsi a che la lampada della vita passi ad altre
, come dal giuoco delle lampadi, che vi si faceva il primo dì, comune
esempio, modello. -anche: persona che costituisce un modello intellettuale e morale,
... sono stati come lampade che hanno illuminato tutto el mondo. tansillo,
regi fur lampada e scorta, / che di là, donde il di l'alba
iv-1214: ivanof è una lampada splendente ma che brucia nella solitudine. -con
questo] faceano gli ebrei del lume che spandeva cristo, lampada fulgentissima, e ciò
aver iddio costituita la gran lampada, che doveva rendere il sommo splendore a tutto
è un cono incandescente, una lampada che si tuffa e scompare nel mare.
/ non si riempie e non splende / che del nostro cieco bruciante pianto deriso.
fornello, alimentato da alcool etilico, che produce una fiamma molto calorifica. —
vetro alimentata collo spirito di vino, e che serve di frequente nei laboratori di chimica
un dispositivo per la sublimazione di pastiglie che sviluppano vapori germicidi. 9. arald
ella scorse l'ora all'orologetto, che posava sul tavolino da notte. d'
da una spezie di balcone balaustrato, che ricorre dalla cappella maggiore alla crociera tagliando
, 2-332: 'lampadaio ', artefice che fa le lam- pane o lampade.
, talora di proporzioni anche notevoli, che reca un sistema per l'illuminazione artificiale
e ornato di pendagli di cristallo sfaccettati che moltiplicano i riflessi e le luci.
, non avertendosi alla religiosa antichità, che non figurava in essi se non cose
poi... il bel lampadario che pende dietro alla santa cappella. magalotti
, o lampadari, o non so che, coi tre colori del governo di 32
e l'ammirai anch'io, tanto più che sentii dire da tutti come il lampadaro
dire da tutti come il lampadaro una volta che fosse stato acceso avrebbe dovuto fare un'
stor. corsa con le fiaccole, che si svolgeva nell'antica grecia, specialmente
attinenza con il fuoco; i corridori, che gareggiavano a piedi, e talora a
torce accese, e l'otteneva quegli che, senza estinguersi la sua, toccava il
corsa il portatore lo consegnava al compagno che la riaccendeva sempre correndo; e questi
. -a). stor. servo che, presso i greci e i romani,
: 4 lampadoforo ', quegli o quella che portava la fiaccola ne'sagrifizii, o
ardimento nella creatura nata della stirpe pugnace che sorse dalla semenza di cadmo. illusa
. 2. archeol. statua che raffigurava un portatore di fiaccola, usata
deschi, certe spalle così strettine, che è impossibile a vederla, e
costituita da un bulbo di vetro trasparente che racchiude un sottilo filo di metallo reso
nel 1879. a furia di luce che non si rischi di rimanere al buio?
delle lampadine da notte, m'accorsi, che ormai nell'autobus s'era pochi.
accese tra le lenzuola una lampadina tascabile che illuminava in trasparenza 1 capelli neri e
in una custodia (la chiesuola) che serve per illuminare la bussola. d'
. -lampadina spia: dispositivo luminoso che, accendendosi segnala automaticamente un particolare
lampadisti così furono detti da'greci coloro che s'esercitavano alle corse delle faci. carducci
della neva con la face immortale, che a guisa dei lampadisti ateniesi si porgono
gioielli e santuarie infino alle lampane, che v'erano d'ariento, che valea grande
lampane, che v'erano d'ariento, che valea grande tesoro. boccaccio, dee
v-471: lampane sono vasi di vetro, che insieme coll'olio dentro, e col
, rimetti l'olio nella làmpana, / che non si spenga. vedi ch'arde
le vanità del mondo lascia, acciò che quando verrà lo sposo a celebrare le
sante opere. monti, xii-6-3: di che ti lamenti [apollo]? non
brilla come una lampana, / poi che vi tremi d'inquietudine / in lacci
modello, esempio. -anche: persona che costituisce un esempio, un modello morale
': perocché non rendea splendore a coloro che guardavano solamente di fuori. s.
girolamo volgar., 1-23: quegli che buona vita mena e buono essempro mostra
d'innocenzia, lampana della casta mente, che continua- mente risplende. 4
tante migliaia di persone veggon la stella che li guida a dio: e l'arrivarvi
. è forse colpa di quella celeste lampana che non facesse loro lume bastante?
buonarroti il giovane, 9-542: ecco che verso a noi trasfigurati / par ch'
/ par ch'allunghino i passi. / che lampane di visi orridi e agri!
sopra, gli fece acconciare una lampanetta, che dì e di notte sempre stava accesa
: avendo una piccola lampanùccia ordinata, che picciolo lume faceva, e prima temperato l'
colcatasi nella sponda e per lo verso che bisognava recatasi, con desiderio attende il
. f. doni, 3-148: acciò che non si potesse discernere cosa alcuna,
.]: 'lampanaio ', colui che fa o vende le lampane.
d'ottone da tenere una lampana, che la tiene un ferro a carriola dinanzi al
strascino, xxvi-2-204: hai quel capoccio che pare un pagliaio, / quegli occhi strafulgenti
strafulgenti, bianchi e neri, / che mi stralucon quanto un lampanaio. vasari
. vasari, 1-666: lasciò piero che fusse fatto un lampanaio intorno alla cappella
'poi significa propriamente il baleno, che altrimenti si chiama 'lampanéggio '. tommaseo
310: 4 lampadino'. gli è vero che dicesi 'lampada ', e che
che dicesi 'lampada ', e che 'lampana 'è arcaico; ma egli
arcaico; ma egli è vero ancora che il diminutivo è 'lampanino 'quello che
che il diminutivo è 'lampanino 'quello che la notte si tiene acceso per ogni
sta così, e bisogna striderci. aggiungiamo che ora poi si dice 'lucemino da
col lampanino: procurarsi guai e fastidi che si potrebbero agevolmente evitare. tommaseo
ecc.). -per estens.: che brilla, che luccica; splendente,
-per estens.: che brilla, che luccica; splendente, luminoso, fulgido,
e si lassi pulire il vetro tanto che venghi di colore chiaro e lampante.
papini, iv-1298: nessuno, fuor che il gallo, annunzia il sorger del
con tutte le facce lampanti dall'ombre che sembrava trascorrerla in un sol brivido, scese
, una moneta). -anche: che non ha ancora perso la lucentezza originaria
lucentezza originaria, il primitivo splendore; che ha corso legale, buono (una
e lampanti [questi danari]! par che buttino fuoco: fanno bel suono e
, 1-iii-44: è bisognato, / che lampanti do'scudi al sere snoccioli.
, 7-161: una decina di doble, che vi toccherebbe a pagarle belle lampanti.
credito si getta assai più all'ingrosso che quel danaro lampante che paga di volta
più all'ingrosso che quel danaro lampante che paga di volta in volta. manzoni,
, 11-87: eh! eh! che rotoli di denaro! andava egli pensando;
di quel piccino, tutto a strappi, che con un berretto, da guardia civica
liquore chiaro lampante. 4. che riflette limpidamente le immagini (uno specchio
, sì lampante, di quella divinità che aveva in se stesso. 5
: cosa era lampante e manifesta / che il tabacco tiene svegli e scarica la
: erano atterriti, come il proprietario che, tanto per abitudine, ha chiesto di
non esserci ma in tutti i casi bisogna che si vedano... hanno da
6-vi-204: egli era sì chiaro e lampante che l'europa sopra così lubrico pendìo non
quel programma,... crede che tutti sappiano le storie come lui, e
lampante. -che si impone, che risulta vero senza bisogno di dimostrazione,
pagine di prosa non c'è una frase che non sia lampante, una parola che
che non sia lampante, una parola che sia invecchiata. 6. sm
7-7: questo ho fatto a fine che, allungandoli il tempo, gli caviammo
acetilene o a gas di petrolio, che si installa sulla prua di una barca
-per estens.: la barca che porta tale tipo di lampada.
di ricupero; per l'impiego, che si effettua di notte, occorrono tre
ec. qui dimostra per questo lampare che santo iacopo s'allegrò d'avere trovata
fretta / come dal ciel saetta / che tuona, e lampa, fulmina in
, balasci, diamanti e topazi, che a gara paria che ogni parete e pavimento
e topazi, che a gara paria che ogni parete e pavimento col cielo lampasse
percoto, 362: vi ho lampato che montavate la riva della madonnetta, e
delle gengive degli animali domestici, che si manifesta, per lo più,
della bocca; e li solchi, che sono fra li denti, si avanzano
, si avanzano con enfiarsi in modo che per causa loro non può tenere né
[rimedio]. abbi una falcetta, che sia acuta, scaldata bene, poi
dentizione. i manescalchi credono a torto che ella rappresenti una malattia particolare, a
tagliente la parte inferiore di detta membrana che trovasi più davvicino ai denti incisivi.
]: 'lampassato', aggiunto di lione che allunga la lingua fuori della bocca.
, sorta di drappo di seta, che ci capitava dall'indie orientali. petruccelli della
un'asta di legno forte o di ferro che si applica all'albero o al pennone
[tommaseo]: lampazze sono legni che si legano alli arbori ed alle antenne quando
arbore in tronco, cioè totalmente (che rare volte avviene) essendo solito a
legatura, chiamata la trinca, subito che si sentirà che consenta, cioè che minacci
la trinca, subito che si sentirà che consenta, cioè che minacci la rottura
subito che si sentirà che consenta, cioè che minacci la rottura, si faccia raffermare
una parte e concavi dall'altra, che si adattano alla superficie di un albero,
. fettone lungo di legno forte, che si lega a qualunque verga, quando
altresì, quella fetta di legno dolce che, messa sulla faccia prodiera degli alberi
una bandiera incazzottata sull'albero di trinchetto che, provato da qualche tempesta, ha
384: 'lapazza '. rinforzo che si applica a un pennone, a un'
albero o pennon con aggiunta di legni che lo rinforzano. guglielmotti, 465: '
e spessi lampeggiamenti vi furono, in guisa che parea che il cielo si dovesse aprire
lampeggiamenti vi furono, in guisa che parea che il cielo si dovesse aprire. carducci
è come quei lampeggiamenti di grand'estate che scoprono nel buio in cui l'occhio annegava
cui l'occhio annegava, gli oggetti che vedemmo nel giorno. 2.
. caro, i-348: il sole che... in certe di esse caverne
saperne la sozza origine, cui giudicaste che fosse barriera di lucciole, sfioccatura di
, brillio degli occhi, dello sguardo che per lo più esprimono un intenso o
dalla parte di mia madre: vidi lei che, come scottata, si volse ed
le lampeggiò nella fantasia per quel tanto che questa, agghiacciata dalle monache, poteva
d'annunzio, v-1-674: in una vita che ha l'intelligenza per suo foco centrale
foco centrale, è pur sempre maestra colei che non fu concepita nelle tenebre della matrice
su questa vetta un lampeggiamento di gloria che parea dalla nostra antica istoria venire.
. di lampeggiare), agg. che lampeggia; solcato da lampi (il cielo
, ii-30: è dipinto san nilo, che ginocchione vicino ad un aia, con
terra, lampeggiante e tonante nel cielo che non bastava a contenerla. -per
a contenerla. -per simil. che emette, che sprigiona bagliori. salvini
-per simil. che emette, che sprigiona bagliori. salvini, 24-371:
linati, 16-215: ho sempre pensato che questi suoni familiari e donneschi, uniti
. 2. per estens. che risplende di luce vivida variante d'intensità
di luce vivida variante d'intensità; che ora si accende, ora si spegne
si spegne. -in partic.: che manda bagliori, barbagli, sfavillìi;
manda bagliori, barbagli, sfavillìi; che emette riflessi luminosi; brillante, scintillante
le stelle obscuran sua chiarezza alora / per che 'l lume magior il meno asconde.
lampeggianti per l'oro tessuto e battuto che gli fregia, si pongano in cima
e lampeggiante nella sua candidezza, oltre che facilmente si fa liscio, bisogna ch'
vivo, ben digesto e purgato, che sta per sottilissime parti mescolate. bruno
un tonfo pesante contro la porta, che si aprì spaccando il bianco della luna che
che si aprì spaccando il bianco della luna che l'inondava. 3. che
che l'inondava. 3. che si illumina o si accende di un'espressione
lampeggianti e vaghi, / quando sarà che i vostri umani e vivi / lumi,
vostri umani e vivi / lumi, che più del sol han caldi i raggi,
un sì chiaro e lampeggiante riso / che faria il paradiso / parer l'oscuro inferno
, ii-7-180: quella bella e perfida testa che non mi lascia mai pace, e
sfere. 4. figur. che insorge, che si manifesta repentinamente (
4. figur. che insorge, che si manifesta repentinamente (un pensiero,
lampante. memmo, xviii-7-242: piuttosto che cedere alla ragione più lampeggiante, che
che cedere alla ragione più lampeggiante, che scemasse il merito degli edilìzi loro e
merito degli edilìzi loro e di quelli che ne fossero stati gli autori, vorreb
gli autori, vorreb bero che tutti restassero ignoranti. cattaneo, v-1-33:
umane quanta la esclusiva ed imperturbata fidanza che ciascun di noi nel proprio giudizio ripone
scoppiare di urrah! 6. che spicca, che risalta (una dote,
! 6. che spicca, che risalta (una dote, una qualità
qualitadi delli amori... e quello che le due lampeggianti corone e maestri delle
linguaggio diverso da quello della prosa, che esprime più arditamente e più sensibilmente i
fuggitivi e lampeggianti anche nelle mediocri, che sono quasi tutte. bocchelli, 2-xix-21:
tutte. bocchelli, 2-xix-21: piuttosto che cader negli inutili elenchi, è meglio andare
era tanto invanito di quel titolo lampeggiante che... protestò che la coscienza
quel titolo lampeggiante che... protestò che la coscienza gli vietava di consentir mai
: vento non v'è già mai che foglia crolli / né tuono o lampeggiar per
nel letto tocchi e di modo percossi, che tutti dui, ignudi e strettissimamente abbracciati
perché più tosto s'accende la esalazione che spezzi la nuvola, allora lampeggia prima
spezzi la nuvola, allora lampeggia prima che tuoni. tasso, 16-69: un lampeggiar
-scherz. cammelli, 3: che fa san marco? -guarda ove lampeggia.
/... / il gran bisson che fa? - che fa? volteggia.
/ il gran bisson che fa? - che fa? volteggia. 2.
e lampeggiare il cielo a tal guisa che tutti erano divenuti sordi e ciechi e
muove. caro, i-294: parve loro che tutta la terra tremasse, che l'
loro che tutta la terra tremasse, che l'aere lampeggiasse, e che il
tremasse, che l'aere lampeggiasse, e che il mare da ogni banda fosse pieno
, xiii-152: aprì gli occhi e vide che stava al buio e che quel frastuono
e vide che stava al buio e che quel frastuono del terremoto e dei crolli non
frastuono del terremoto e dei crolli non era che il fracasso dei tuoni di un temporale
il fracasso dei tuoni di un temporale che, ora, lampeggiava alla finestra.
e si vide lampeggiare un ardente baleno che abbagliò gli occhi di tutte le circostanti
oddi, 2-74: perché lo spagnuolo sbuffava che io non ne facessi stima del suo
lo piglio lindamente e, in meno che alla bombarda si da fuoco, lampeggia e
. tasso, 12-44: in quel modo che fulmine o bombarda / co 'l
, 7-254: altro non si vedeva che tra il nubiloso d'un denso fumo lampeggiar
/ d'acre fumo incorona / ogni castel che lampeggiando tuona. -emettere scintille
risplendere di luce vivida e improvvisa, che varia d'intensità facendosi ora più ora
, 1-21-40: né stette molto, che fece ritorno / con l'erba che a
che fece ritorno / con l'erba che a virtute non ha pare. /
lampeggia come il lume de la gloria che vi accende il nome per l'opere che
che vi accende il nome per l'opere che fate. cellini, 543:
era grosso e tanto limpido e fulgente che tutte le foglie che se gli mettevano sotto
limpido e fulgente che tutte le foglie che se gli mettevano sotto lo facevan fare
: dalla copia di lucidissimi cristalli, che lampeggiano sopra alcune balze, argomentasi potervi
forteguerri, 26-51: era nella stagion, che regna amore, / e lampeggiando van
l'aere oscuro / le lucciolette, che son de'fanciulli / i più soavi e
. idem, 6-16: le cifre rosse che indicano il numero dei piani, lampeggiando
, sembrano numeri d'una scala termometrica che registri il crescere d'una febbre fulminea
, facendo le ruote col mantello nero che, sbattuto a destra e a manca,
olivastri di zingari da cui ti aspettavi che facessero lampeggiare i coltelli senza motivo.
se stesso e fa ritorno, / tal che se febo il chiaro viso asconde,
ordina loco / volto a levante, che 'l sol vi lampeggi. tasso, 9-58
noi, / e veggio amor, che il regai letto infiora, / e il
canz., 51: rosa gentil, che sopra a'verdi dumi / dài tanto
suffusa da natura di tal ostro / che nel tuo lampegiar il mondo alumi;
altri color son ombre e fumi, / che mostrerà la terra on ha già mostro
lampeggiare del sole sui fastigi ebbe un che di favoloso e vertiginoso.
fa maria di grande stato / questa che corre lampeggiando fisso, / coll'alta chioma
sì dolce e vago riso, / che i monti avre'fatto ir, restare il
cominciò a stringer la pratica e dirle che erano parecchi mesi che egli era fieramente
la pratica e dirle che erano parecchi mesi che egli era fieramente di lei innamorato.
sereno e puro / il sol, che sol m'abbaglia e mi disface.
di tal lascivia lampeggiava il viso / che la casta donzella si rivolse; / egli
occhi lampeggiavano di un certo fuoco verdognolo che non augurava nulla di buono. carducci,
tra i lunghi cigli languidi occhi / che v'aprite al mio grido ultimo e grandi
dal mio cammin sì forte vólto, / che mi giova seguir quel che mi duole
, / che mi giova seguir quel che mi duole. boccaccio, dee.,
mill'anni, / m'abbaglia sì che gli amorosi affanni / tirar mi sento ovunque
indicavano una forza di corpo e d'animo che sarebbe stata straordinaria in un giovine.
i-137: lasso, ormai non so più che far deggia, / quand'io son
chiara stella, / veggo la morte mia che in lor lampeggia. bembo, iii-576
e veggo lampeggiar quel dolce riso / che mi furò a me stesso. guarini,
bene il contento di questo ritorno, che rendeva la quiete a quella città.
cielo errar m'ha tolto, / che in quel punto vederla io mi- credei
. alfieri, 1-221: deh! fa'che rieda a lampeggiarti in volto / il
: mi parea veder quel vivo raggio / che sì il cuor mi scintilla e mi
mio dannaggio. boiardo, 2-16-46: mentre che si parlava il re brunello, /
il re brunello, / rugier, che attentamente l'ascoltava, / più volte
o pur se 'l largo mio signor, che avaro / di fuor si mostra al
brignole sale, 2-325: sento ben'io che per novel pensiero / producitor di rai
raggio [di dio], / che se a voi in patria appare ardente e
a traverso quei corpi logori e disfatti che trascinano la loro gioventù mutilata nelle galere
d'animo, ma non di condizione che non vi lampeggiassi drento sempre qualche cosa
riguardo e torno a guardarlo ed ecco che finalmente mi lampeggia nella rimembranza quel luminoso
/ penna la fiera vision scrivea, / che già sgombra
ci concentriamo tutti in noi stessi, temendo che la nostra ventura possa, partecipandosi,
fogazzaro, 5-290: l'amara idea che luisa fosse complice del gilardoni gli era
nella mente della signora genoveffa il sospetto che, in quel momento che essa era
il sospetto che, in quel momento che essa era giù nel pollaio, fosse avvenuta
... qui due fatti successivi che si svolgono il secondo dal primo, ma
un solo fatto, di uno stato, che lampeggia dapprima in forma embrionale e poi
dapprima in forma embrionale e poi si direbbe che trova una più ricca e appropriata espressione
gli occhi a questa diva, / che lampeggiando vien per la campagna. roverbella,
tutti. benivieni, xxx-10-92: mentre che più e più verso la riva /
ancor suo ben vagheggia, / vidi che sol da'suoi begli occhi usciva / una
suoi begli occhi usciva / una donna che in mezzo a quel lampeggia / splendida sì
in mezzo a quel lampeggia / splendida sì che del suo chiaro volto / era l'
alme virtuti, senza inganno e frodo / che 'n vui s'han fatto il seggio
gioventù. birago, io: parve che per qualche tempo restasse oscurato quel valore della
memoria dell'età più tarde / lui che di lunghe opre, d'onore adorno /
, 2-33: era la prima volta che vedevano giungere una signora come quella,
e il grande egoismo mi facevano sperare che in codesto tuo corporaccio nodoso fremesse qualche
codesto tuo corporaccio nodoso fremesse qualche cosa che si chiama sole e sangue.
vittoria, lampeggiava un riso, / che parea che dicesse: -io pur vi
lampeggiava un riso, / che parea che dicesse: -io pur vi vinco.