. 2. per estens. che non offre possibilità di soggiorno, inabitabile
, un territorio); selvaggio; che non presenta comodità per viverci, poco
(una casa, un ambiente); che non offre ricovero, riparo; che
che non offre ricovero, riparo; che non è adatto alla coltivazione, che
che non è adatto alla coltivazione, che non è favorevole allo sviluppo della vegetazione
inospitalità, ella risguarda i signori piuttosto che il popolo. foscolo, xiv-76:
xiv-76: eccoti due vittime della rivoluzione che cercano di salvarsi dalla fame, dalla morte
inospitalità e dal disprezzo, unica ricompensa che gl'italiani ricevono sul territorio francese.
inòspito), agg. letter. che non offre possibilità di soggiorno, di vita
, 2-245: di là dal fiume enorme che alimenta queste fetide paludi comincia l'asia
fior vidi e di sì vaghe erbette che i rubini vinceano e gli smeraldi. varano
i lupi piombano / sterminatori, allor che per inospita / balza neglette dal pastor
. g. rucellai 9-126: ma che strida son quelle? nuova preda /
formidabile or si stima, / faran che 'l generoso entro a i divieti /
e remoto, / alma qual è che non conosca amore? metastasio, i-iv-
barbaro. ariosto, 6-79: sappiate che del populo assassino / che vi assalì
6-79: sappiate che del populo assassino / che vi assalì fuor de la porta bella
, la soavità de'quali fu cagione che i popoli inospiti lasciassero le selve et i
giornalmente qualche mostruosità, eccitata dal vizio che vi regna nell'interesse che vi predomina.
dal vizio che vi regna nell'interesse che vi predomina. = voce dotta,
polvere. cennini, 21: che ragione d'osso è buono per inossar
intonacare di polvere d'osso le materie che si voglion dipingere. 2.
inossa, presto infossa: il bambino che cresce troppo precocemente rischia di morire.
inossa, presto infossa. di bambino che presto cresce, e presto risica di morire
animali suoi nimici, l'affissa di maniera che pareinossato col teschio del capo medesimo.
oggi. 2. figur. che ha perso la spiritualità, che si è
figur. che ha perso la spiritualità, che si è lasciato sopraffare dalle esigenze materiali
è pure una parte dell'anima mia che voi potete intendere se l'anima vostra non
nel corpo. inosservàbile, agg. che è impossibile o assai difficile osservare,
, vedere o percepire; impercettibile; che è impossibile o assai difficile notare,
al maggior numero, non sono sentite che dagli scrittori di genio. foscolo,
inosservabili da'viaggiatori. -per simil. che non si può ricordare, tenere a
contessa. 2. figur. che è di poca importanza, di nessun
] con somma delicatezza di quel sugo che viene a irrogare l'esterna buccia delle
il quale, in paragone del molto che possiede quella sugosa pianta e del poco che
che possiede quella sugosa pianta e del poco che assorbono, è inosservabile e di niun
di niun danno agli animali quel poco che dalla pelle succiano le pulci.
pulci. 3. fis. che è concettualmente impossibile verificare nella sua validità
un modello fisico). 4. che non si può o non si deve rispettare
inosservabile. inosservante, agg. che non osserva una legge, una
una disposizione, una norma; che trasgredisce un precetto. - anche sostant
alcuna azione; dipoi erano i primi che davano cagione della inosservanza di esse,
. casaregi, 127: essendo ragionevole che soggiaccia alle pene d'inosservante al noleggio
al noleggio il mandante e non il mandatario che l'avrà data a nolo [la
cartello al petto, e ciascuna volta che si troverà alcuno di essi inosservante a
d'ogni interessi, damni e spese che per qualunca de le parte per inobser-
fare. bisticci, 3-277: voleva che... rompesse loro guerra, avendone
legittima cagione per la inosservanza della fede che gli avevano fatta. collenuccio, 77:
sordide o più dolci o più gravi che il soggetto della sentenza non ricerca.
. non osservato, non visto; che non viene notato. -anche: che non
che non viene notato. -anche: che non attira l'attenzione, che non
: che non attira l'attenzione, che non si fa notare; inavvertito,
brusoni, 1-129: mi parve d'intendere che volessero aspettar la notte per levarmi di
; trascurato, negletto. -anche: che, precedentemente, non è mai stato
molte cose inosservate, come comuni, che se uno vi fisa per entro l'
della necessità del suo consenso, idea che, fino a quel tempo, era
inosservata e il derogarvi è sì facile che nulla più. alfieri, 1-717
, 5-1-12: è bensì tanto più verisimile che tal sito inosservato da costoro non rimanesse
: non si curan più d'altro che di perdersi nella folla, per uscirne inosservati
dei letterati, le strettissime relazioni, che passavano fra le istituzioni, e le
inossidàbile, agg. chim. che non è soggetto a ossidazione (un
). -acciaio inossidabile: acciaio speciale che contiene quantità notevoli di nichel e di
di brunitura, riusciva inossidabile e meglio che nichelato. soldati, 2-518: due
l'essere inossidabile, qualità di ciò che è inossidabile. = deriv. da
r. cocchi, 1-7: forza è che... le arterie inossischino in
inossite. inostacolato, agg. che non trova ostacoli. fenoglio, 1-94
tre maggior la lingua nostra, / che qual gemma s'indora o seta inostra,
gonzaga, 11-66: al guerrier volta e che s'appressi il prega, / e
e sì palese sua lascivia mostra / che sdegnoso ei s'arretra e 'l viso inostra
, 8-128: quel bel vermiglio, che le labra inostra, / alcun dubbio
inostra, / alcun dubbio non ha che sangue sia. brignole sale, 2-253:
i. neri, 10-75: ora sì che silvera indiavolata / più d'un'empia
oltraggiata, / e poi dal sangue suo che l'armi inostra. pignotti, 192
questi io m'allegro... / che non sien nati di mia terra in
forza / rifolgora del sole avvivatrice, / che la terra ubertosa, il mare e
di scudi a più color dipinti / che vagamente indora il sole e innostra / superbe
3-162: o nitida zona dell'aria che innostri / mane e sera gli azzurri tuoi
di neve, /... / che il sol, morendo, con lo stupor
elmo ador- navan la fronte, / che di piume eritree la cresta inostra.
, 1-288: dietro il bel piede, che le ripe innostra, / avrebbe l'
di fonte in chiaro fondo / ninfa, che lavi le sue membra ignuda /.
fior di virtute e di valore / che 'l mondo intorno intorno imperla e inostra
... /... poi che 'l ciel l'onora / d'un pontefice
ciel l'onora / d'un pontefice tal che l'alta sede / non manco adorna
soldani, 1-4: si sa, senza che altri ce tinsegne, / l'arte
altri ce tinsegne, / l'arte che gli elsi indora e i capi inostra.
60: vergin, non ha virtù che non t'innostri. salvini, 33-68
grazia in voi / stan come perla che s'indori e inostri. marino, 16-140
vermiglio. bissari, 1-56: la rosa che mirasti e fresca e bella / allor
mirasti e fresca e bella / allor che su 'l mattin vaga s'inostra.
, ed un loquace / volto, che a un tratto s'animi e s'innostri
innostri, / non sa quel che lusinga e quel che piace.
non sa quel che lusinga e quel che piace. 8. per estens
insanguinarsi. bracciolini, 4-15-21: facciam che di lor sangue il mar s'inostri
ignominiosa questura, profanando quella pretesta purissima che nelle murici stillanti del salvatore s'innostra
ma s'infamava meglio per occulte ladrerie che per aperte sopraffazioni. oriani, x-20-143
aperte sopraffazioni. oriani, x-20-143: che vuole? costano troppo, una vera ladreria
. cantoni, 741: pensarono entrambi che quella piccola ladreria avrebbe finito in bottega
una ladreria: ma c'è de'verseggiatori che rubacchiano con arte, e congegnano in
con arte, e congegnano in modo che le non son cose ladre.
dei suini, caratterizzata da numerose vescichette che si sviluppano nel tessuto cellulare.
(plur. m. -chi). che è proprio o tipico dei ladri;
. m. -ci). veter. che riguarda o dipende dalla malattia della ladreria
* ladrico ', aggiunto di tutto ciò che ha rapporto alla malattia della ladreria.
altrimenti si dee ridere, tiranni, che le vostre messioni, che del ladro che
tiranni, che le vostre messioni, che del ladro che menasse a la sua
che le vostre messioni, che del ladro che menasse a la sua casa li convitati
in su la mensa e non credesse che altri se n'accorgesse. idem,
io non t'uccido, ladro disleale, che ti fuggivi col mio. macinghi strozzi
una schiava] ladra pessima, sì che no te ne venissi pensiero di torla.
povera gente, bugiardi, ladri più che uomini del mondo e gran traditori. ariosto
394: ah ladri, rubaldoni, che involatomi / avete il mio mantello!
vicino e le adocchiava il ladro mortuario che ne avrebbe rubato il nastro la notte.
qualunque porto moverà ivi litigio, pretendendo che l'arrestante non sia un legitimo armatore
far giudice, per la manifesta ragione che un pirata è un pubblico nemico di tutto
mozzo capo gl'insanguina il ladro / che lasciò sul patibolo i delitti. misasi,
. 2. per estens. persona che si arricchisce indebitamente a danno degli altri
degli altri; commerciante disonesto; dettagliante che ruba sul peso; affarista spregiudicato.
/ per sentirsi poi dir: guarda che ladri! carducci, ii-5-41: bisogna cominciare
attorno per strozzarlo e carpirgliela. sapessi che ladri. bocchelli, 1-i-82: quattro baiocchi
idem, 1-ii-526: allora vuol dire che son tutti ladri, ingegneri e governo
avrà modo di mettere un'altra tassa, che così va a finir sempre; e
il più grande dei più grandi ladri che mai corresser paesi da che l'assassino di
grandi ladri che mai corresser paesi da che l'assassino di quinto curzio salutò come
io vi tolgo, / guido, che fate di me sì vii ladro? /
persona (o ente astratto personificato) che cerca di impossessarsi, per lo più in
o fraudolento, di un bene morale che appartiene ad altri o di accaparrarsi indebitamente
cuori: donna di straordinario fascino, che conquista irresistibilmente il cuore degli uomini.
lxxi-i: lo sottil ladro [amore] che ne gli occhi porti / vien dritto
s'i'me ne sdegni; / che 'n questa età mi fai divenir ladro /
: maledisco el zomo e l'ora / che 'l cor, ladra, me robasti
, ladra, me robasti, / che l'angelica figura / sì pietosa me
iv-304: la vanagloria è un ladro che sta nascosto, e a poco a poco
ladro della vanagloria ti ruba l'anima che tu non te ne avedi. lorenzo de'
vetro, aperta alle due estremità, che si usa per prelevare dal recipiente una
o di metallo aperto dai due capi, che s'introduce pel cocchiume nelle botti,
7. tose. frammento di lucignolo che si stacca dallo stoppino di una candela
di moccolaia, o d'altra cosa, che si attacca al lucignolo di un lume
lucignolo di un lume; ovvero quel filo che si stacca dallo stoppino di una candela
dallo stoppino di una candela, per modo che così quello, come questo accresce la
8. tipogr. pezzo di carta che accidentalmente si interpone tra la forma e
in tal modo l'inchiostro alla stampa, che risulta sbiadita o mancante; ripiegatura di
sbiadita o mancante; ripiegatura di fogli che, verificandosi nel corso della stampa,
come il ladro alla forca, dubitando / che, partito io, e'non la
fare come i ladri di pisa, che il giorno leticano e la notte vanno a
i ladri di pisa '. proverbio che dicesi quando due o più persone fingono
non poterono andar così quatti e in silenzio che,... accorso un famiglio
garzo, xxxv-n-304: ladro che 'mbola / impes'è per la gola
.]: la tavola ruba più che non fa un ladro. (consuma e
ibidem, 171: il ladro crede che tutti sien compagni a lui. ibidem
ordinariamente fonte di disonestà e di abusi che, perdurando anche in seguito, vengono
il quale fortifica le mie ragioni, che dice: « la guerra fa i ladri
pace gl'impicca? ». perché quegli che non sanno vivere d'altro esercizio,
, a denotare la mala qualità di coloro che prendevano soldo presso questo o quel condottiere
cessata la guerra, e la necessità che quindi avevano gli stati di punirli severamente
. segneri, iii-2-110: siete pur voi che avete in uso di dire: che
che avete in uso di dire: che la moglie del ladro non ride sempre.
tra un'ora uno incantesimo, / che (a dispetto ancor di monna barbera)
s. v.]: ladretti che, a uso di formiche, in capo
impunità o il perdono co'molti gentiluomini che avessero messo le mani nel sangue e
linati, xii-179: poi, sia che basilio si fosse pentito d'averla citata,
fosse pentito d'averla citata, sia che si fosse un pochetto innamorato della bella ladric-
cose altrui, ma di ladruccio dappoco che andasse raggranellando fino alle cose rifiutate.
, 33: « invece di fur, che dovè a un certo momento sembrare troppo
imperiale] si cominciò a dire latro, che propriamente significava * brigante, grassatore '
agg. (superi, ladrìssimo). che ruba; che si appropria, indebitamente
, ladrìssimo). che ruba; che si appropria, indebitamente e, per lo
. veniero, 8: puttane ladre, che disdegnate / tener un gentil'uom per
in mani a certi ingegni ladri, che vituperano spesso il nome e la fama delle
avanzarsi, non troverà strano l'aggettivo che mi suggerisce: ombra ladra. non sembra
1. 2. per estens. che cerca di arricchirsi ingiustamente a spese altrui
di arricchirsi ingiustamente a spese altrui; che vende a prezzi esosi; che pretende
; che vende a prezzi esosi; che pretende per il suo lavoro una retribuzione
eccessiva. agostini, 1-117: so che laverai indovinata per fare ch'i ladri
ladri i facchini. 3. che è proprio delle persone disoneste (un
). petrarca, vi-1-132: quei che fama meritaron chiara, / che 'l
quei che fama meritaron chiara, / che 'l tempo spense, e i be'visi
spense, e i be'visi leggiadri / che 'mpallidir fe''l tempo e morte amara
aspetti oscuri et adri, / più che mai bei tornando, lasceranno / a
ladri. giovio, ii-78: quello che scriverete non lo consumerà il ladro tempo,
suoi trionfi acquista. 5. che esprime un'intensa, premeditata intenzione di
un discorso, un atteggiamento); che esercita un'intensa suggestione, un vivo
con sue parole ladre, / tanto che 'l suo marito chiaro il seppe. boccaccio
, 1-12: con due occhi ladri che vantaggiavano di chiarezza il sole. leandreide,
serviso. aretino, 20-167: caso che la croce venga male, lasciati scappare
sospiri ladri. dolce, xxv-2-265: tosto che ti fece uscir di camera e che
che ti fece uscir di camera e che restò meco solo, inchiavata la porta
. fagiuoli, xii-114: un dì che il petto i'avea chiuso a sportello,
il dì sì cara guerra, / che per letizia non toccavan terra. 6
voi bevanda mai molesta / ad un che avesse il morbo o le petecchie / quanto
i denti / per un ladro spedale che non hanno. salviani, 33: ah
ladra [la copia del quadro], che risolvei di voltarmi costà per accompagnar più
volta. fogazzaro, 11-55: crederesti che io fossi venuto per divertirmi in questo
te, con tutto il battesimo porco che ti diede quel prete ladro!
ha composti alcuni versi i più ladri che s'udissero mai. n. martelli,
dall'inclita bice il perdono dei ladri versi che le ho diretti. achille monti,
legge). aretino, vi-60: che ti par, sorte ladra, del caso
cacciato da casa come un gaglioffo: che ti manca più di farmi, fortuna ladra
fu avveduto, / con onta sua, che le picchiate ladre / a tutti fatte
.. per certe mie pistole di latta che recavo alla cintola. de marchi,
». si diceva per dileggiare coloro che facevano colpa di governanti di ogni cosa che
che facevano colpa di governanti di ogni cosa che andasse male. -illusorio,
. de jennaro, 123: vide che van speranze, cieche e ladre /
/ fare el mio cor più duro che diamante. -invincibile (il sonno
era da parlare. per me specialmente che avevo un sonno ladro e per i miei
, e maestro andrea gli fa creder che voi sete il medico soprastante a le
que'padri e a quelle madri / che non poche spese fanno / in bazzecole in
! bartolini, 20-250: delle stelle che m'importa, / mondo cane,
boccone amaro; e rispondeva: « certo che sarò imperadore; e guai alla ladronaglia
la qual riuscì più tosto una ladronaia che guerra, ebbe quel fine che nel
ladronaia che guerra, ebbe quel fine che nel suo luogo si dirà. b.
ebbe principio dalle ladronaie de'liguri, che scorrevano predando per la toscana. a.
, 6-i-301: riuscirono piuttosto una ladronaia che una buona e giusta guerra. tommaseo
ladronaia, la quale non è sostenuta che dall'impero precario della forza. tramater
al rebuffone, ove vendevano all'impazzata quello che loro aveva dato nelle ugne,.
* ladronaia '; e non porterebbe che il primo de'sensi di questo ».
venuti di contado altri ladroni più crudeli che li primi, ed accompagnatisi con quelli
li primi, ed accompagnatisi con quelli che e'trovarono nella terra, non lasciavano
ruberie e ladroncellerie, e però vogliamo che alla avuta di queste facci liberatamente dare
. p. fortini, i-342: voglio che sappi le vostre trufarie e le vostre
vostre ladroncellarie, è una gran cosa che mai passi giorno che non se ne senti
una gran cosa che mai passi giorno che non se ne senti qualcuna.
lo spen- ditore], poco mancava che non lo battessi con le tue mani
ti basta egli avermi involati que'danari che io ti prestai per coprire le tue
. persona (per lo più giovane) che compie furti di poco conto, ladruncolo
: io vi priego, per dio, che innanzi che cotesto ladroncello, che v'
priego, per dio, che innanzi che cotesto ladroncello, che v'è costì dallato
, che innanzi che cotesto ladroncello, che v'è costì dallato, vada altrove
è costì dallato, vada altrove, che voi mi facciate rendere un mio paio
il bello e venendo trascurati danari o robe che dovrebbero tenersi in custodia, se le
, di ladroncelli, di poveri volontari che consumano il pane che mangiar dovrebbero i
di poveri volontari che consumano il pane che mangiar dovrebbero i veri necessitosi. baretti
e all'orologio chi lo ha, che le meretrici e i ladroncelli sono destrissimi
impugnatura d'oro,... che fa gola a tutti questi ladroncelli siciliani
da forca, malvagia e pessima génerazion che vui séte. aretino, vi-28:
tanto erano multiplicati,... che il re di francia, essendo ad avignone
126: a grandi pericoli siamo venuti poi che smontammo in terra pe'malandrini e ladronciegli
272r'ogni indugio è periculoso troppo, che te so dire che s'apparecchia di fuggirsene
periculoso troppo, che te so dire che s'apparecchia di fuggirsene all'alba el
mio cuore, / e così so che vorrà far ognuno, / or se tu
. nievo, 1-554: un marito che coglie la sposa in fallo s'accontenta
se faccettassi sarei un ladroncello di onori, che non potrei effettivamente meritare.
: 'ladroncello ', quel margotto che si fa sotterrando un ramo senza inciderlo,
/ ladroncelluzzo, viso de moria: / che ciarli tu della catrina mia?
. (femm. -a). malfattore che vive di rapine compiute per lo più
ragione perduta, / ché più ladroni son che mercatanti, / e quazi certo i
i palagi. guittone, xlix-155: cavai che non si vende alcun noi segna,
alcun noi segna, / né già mostra che tegna / lo suo tesoro caro om
si partì da cantare alleluia, / che mi commise quest'officio novo: / non
landino, 92: ladrone è quello che ruba per forza e furo quello che toglie
quello che ruba per forza e furo quello che toglie per inganno. petrarca, 53-50
: mosse lo esercito contro a ladroni che abitavano in certe spelonche, che erano poste
ladroni che abitavano in certe spelonche, che erano poste in rovine di certi monti
in rovine di certi monti alte ed aspere che da niun luogo vi si poteva andare
seco. firenzuola, 203: poco avanti che io arrivassi a eboli,..
'. 'assassino 'propriamente è colui che uccide un altro per commissione d'un
disse: * assassino 'è colui che uccide altrui per danari; onde è che
che uccide altrui per danari; onde è che ha più intima relazione e similitudine col
intima relazione e similitudine col 'sicario 'che
non solo il rubatore, ma colui che uccise altrui per rubarlo: e infatti
padroni? borsi, 1-104: sventurato che leggi, ma se chiedi /..
ma se chiedi /... / che uno sconcio ladrone il tuo non predi
-pirata. testi fiorentini, 211: che podere o che terra avranno elli,
testi fiorentini, 211: che podere o che terra avranno elli, da ch'elli
campana, 78: fu egli parimente che purgò affatto quei paesi da'ladroni dani e
mare,... non ostante, che l'incan- tagion delle frecce gli predicesse
, iii-3-114: questo fu quell'atto che piacque tanto nel buon ladrone: dichiarare
sé il reo di quegli alti strazi, che tanto ingiustamente si usavano a chi non
: il buon ladrone è l'ultimo che gesù abbia convertito nel tempo che aveva
ultimo che gesù abbia convertito nel tempo che aveva ancora il suo corpo di carne.
., ix-119: cacciò fuori tutti quelli che vendevano e compravano nel tempio..
... nel tempio di dio, che è luogo d'orazione, hanno fatto
di ladroni, con tanta miseria, che è maraviglia che la terra non c'inghiottisce
con tanta miseria, che è maraviglia che la terra non c'inghiottisce. baldelli
ed ultima minaccia, / ribelle eroica che chiudesti in faccia / al mediceo ladron
ladrone ed opponendo vivo contrasto alla violenza che ne sentiva. 4. gioco
normali dette ladri e otto più grandi, che possono essere sostituite da quattro dame,
gran selva dell'universo non altro fa che assassinamenti infiniti. = voce dotta,
ladroneccio. straparola, i-24: avvenga che cassandrino fusse per i ladronezzi e per
i primi cominciamenti furono rubberie e ladronecci che li portorno alle prese de gli uomini ed
. di malviventi d'ogni specie, che inaugurarono un periodo di assassinii e di
regno). -anche: l'ingiustizia che vi è connessa. cavalca, ii-77
: dicano quale iddio aiutò costoro, che di piccolo e vile ladroneccio pervenissono al
, 1-416: più tosto a guerra feroce che a ladroneccio l'incursione loro rassomigliava.
saettato, né io anima fuia, che per ladroneccio o furto sia degna di
veggio. guarini, 310: e che pensate voi che sia il ladroneccio? un
, 310: e che pensate voi che sia il ladroneccio? un qualche poveraccio
di tanto ladroneggio si toglie, forse parrà che alquanto piccolo tempo siamo alloggiati di sollecitudine
. loredano, 7-19: queste canaglie (che vivono di ladronezzi) debbono sospettare fin
ove altro non è di prezioso, che le spelonche arricchite di ladronecci. f
proprio ladroneccio, seguitati da quei miserabili che l'avevano sofferto. 3. per
essere così inventore lo 'nvolatore come colui che la trovò, la gloria che doveva
come colui che la trovò, la gloria che doveva essere tutta e propria del primo
publici ed esposti a tutti gli occhi che non sien ciechi. muratori, 8-ii-114:
'excerpta ', abbiam detto altrove che si chiamano questi ladronecci onesti fatti ne'
condotta al segno de'tiranni, / che fan dell'altrui case un ladroneggio.
, e quasi per ladroneccio, più che per buone arti, a signorie e
4-89: gli uomini nuovi perfino, che prima solevano i nobili in virtù superare
, e più per via di ladronecci che d'arti buone, i comandi e gli
giuseppe flavio volgar., i-93: quelli che erano più audaci e forti, ragunati
[ministri] nel suo ministero fa quello che ei vuole: del carretto neroneggia,
2-157: s'avanzavano con un impeto, che pareva valore, ed era vendetta e
(plur. m. -chi). che appartiene o è tipico dei ladroni e
da viaggio,... credo che qualche ladruncolo l'abbia ghermita di passaggio.
d'annunzio, v-1-59: ladruncoli inseguiti che la notte ripigliano fiato nelle locande infami.
fare invenire ladunque si trovasse de'beni che fuoro de'fillioli d'uguc- cione ch'
quarto va di læ, / sì che ufrado passa / ver babillona cassa / in
ch'è scritto in questo folio alle parti che noi avem facte della compagnia, si
laie ove doveano dare con anche denari che ci diedero. tedaldi, 1-1 (
: messer, vendeta fai / de colù che va lai. nuovi testi fiorentini,
la casa da petriuolo la grande, che li spesi laie. leggenda di
grecia in onore di artemide lafria, che erano celebrate a patrasso in acaia,
per cui servir la vita lago, / che 'l suo desio nel congelato lago,
o scampolo, e per ciascheduna nocte che lagasse di fuore. strascino da siena,
ti giuro per tutto il calendario / che la ti succhiarebbe la memoria. strambotti
gigli, 4-64]: al can che lecca cendare per fame / non laggar mai
ch'ancide sanz'ira, / pregatel che mi laghi venir pui. sacchetti, 44-168
a dire al maniscalco suo... che pigliasse da loro gli patti e lagassegli
. vitigno, coltivato nel trentino, che produce un'uva rossa da vino, di
deriv. dal nome della valle lagarina, che è il tronco della valle dell'adige
làgaro, agg. metr. ant. che ha nel mezzo una sillaba mancante o
loro versi, ma quegli altri eziandio che nominarono i medesimi granmatici, acefali, lagari
, acefali, lagari e miuri, che voglion dire, senza capo, senza ventre
rio, detto mangate, de'coccodrilli, che qui domandano lagarti e ne fanno per
. cavalca, 20-44: la vigna che, innanzi che vi entrassero, fu
, 20-44: la vigna che, innanzi che vi entrassero, fu estimata cento lagene
costituita da un'estroflessione del sacculo, che è particolarmente sviluppata nei mammiferi, nei
costituito da sessanta baracche in legno, che qui si chiamano blocks, di cui
... abbiamo ben presto imparato che gli ospiti del lager sono distinti in
politici un triangolo rosso; gli ebrei, che costituiscono la grande maggioranza, portano la
lagerette, le pollaie, le gurmandine, che sono un mele a gustarle.
terminali; se ne conoscono numerose specie che vengono utilizzate a scopo ornamentale o per
in sei lacinie, da sei petali che per l'unghia si attaccano nel calice,
'lagerstròmia', albero nativo del giappone, che fa bellissimi fiori rossi, i petali dei
altra, e con quelli debiti laggi che si converranno i cambiatori con quelli che
laggi che si converranno i cambiatori con quelli che vorranno cambiare. idem, 51:
vorranno cambiare. idem, 51: quello che darà dett'argento, rifarà a colui
darà dett'argento, rifarà a colui che gli darà gli scudi la fattura e il
spirto del mio sangue pianga / la colpa che là giù cotanto costa. idem,
par., 21-xoi: la mente, che qui luce, in terra fumma;
riguarda come può là giùe / quel che non puote perché 'l ciel l'assumma.
. giusti, 4-i-354: la poveretta che si risentia, / ecco vede laggiù sorgere
, 9-54: dianzi, ne l'alba che procede il giorno, / quando l'
175: volevo dirti, nino, che una sera, / venuto a casa di
inf., 27-36: o anima, che se'là giù nascosta, / romagna
di laggiù (con valore attributivo): che sta in luogo più basso, in
mia, del tormento di sotto, / che già lo 'ncarco di là
spessa. petrarca, 302-11: quel che tanto amasti, / e là giuso è
monte- chio e ne le circostanzie coloro che erano deputati là gioso. bracciolini,
lago. laghigiano, agg. che abita sulle rive di un lago.
. m. -i). che abita sulla riva di un lago (con
alto novarese, e milanesi furono detti quelli che domiciliavano nell'interno del ducato, interno
. coleridge e r. southey) che trovavano nella natura la massima fonte d'
a pensare al lago con tutta l'acqua che da tre giorni continui si versa ostinata
sogno d'estate 'è una poesia domestica che avrebbe fatto la delizia dei 'laghisti
, coleridge, southey e wordsworth, che vivevano nella regione (inglese) dei
dei laghi. 3. che si riferisce o appartiene alla mentalità,
12-28: quando vogliamo intendere uno che pretenda di saper fare ogni cosa meglio degli
'il tale è il lagi '; che il lagi fu antica mente
mente un sensale così accreditato in firenze, che faceva tutti i negozi della piazza
un tal lagi fu sensale famoso che faceva tutti i negozi della piazza.
forte mugge e piagne, / veggendo che sarà di vita privo, / e con
-poi, poi, poi... che cos'è... questa lagna?
straziante e infine ululato feroce. pensammo che stesse impazzendo. montale, 9-130:
interminabile. palazzeschi, i-233: diceva che sono brutta, una vecchia ciabatta incartapecorita
brutta, una vecchia ciabatta incartapecorita, che la mia carne è viscida, scipita,
scipita, non sa di nulla, che non sarebbe bastata un'ora per cuocermi
. -anche questa lagna è meglio che finisca. bianciardi, 3-67: e
. 3. per estens. persona che si lamenta continuamente e in modo fastidioso
verrebbe nessuno. ma si potrebbe, ora che ci penso, si potrebbe..
. schiatta pallavillani, xvii-779-16: da che dio lui conciede ore il corso / e
imperadore, no ve dadi lagna, che io girò a l'arcevescovo e farò sì
girò a l'arcevescovo e farò sì che elio se conciliarà vosco. dante, inf
cocchi, o noci d'india, che quando sono acerbi si chiamano 'lagne '
tanto stordite le menti di quelli operanti che ancora regna pavento di tale ammirativo tuono
penoso e meno soggetto a lagnanze, pensando che si avvicinava a ripigliare i suoi lavori
all'intermediario pel ritardo straordinario delle lettere che m'accennate. = deriv. da
là si lagna, / come 'l tapin che non sa che si faccia. idem
, / come 'l tapin che non sa che si faccia. idem, purg.
, / e tempra il dolce amaro, che n'ha offeso, / col dolce
ha offeso, / col dolce onor che d'amar quella hai preso / a cui
da siena, 7-4: fratei, di che piagni? / de'ti far lieto
l. giustinian, 1-320: vidi che indarno tu te lamenti e lagni, /
lieto / gli affetti, e par che di sua sorte piagna. marini, ii-140
trascina verso l'altare la figlia d'astaco che si lagna e repugna. montale,
, poi, non una voce / che si lagni... / abbiamo ben
d'aura gentile, / il lusignuolo sente che si lagna. varano, 1-528:
odi quel rosignol su la pendice, / che del visco, ove cadde, ancor
. pagnini, xxii-1166: qual tortorella che si lagna e plora / suo ben
parca, e tolto / in guisa che, angel mio, non puoi lagnare,
mio mal mi lagno, / al ricordo che la saga vestio, / che gli
al ricordo che la saga vestio, / che gli occhi e 'l volto di lagrime
di lamentarsi, e averà sempre di che dolersi e lagnarsi in secula seculorum.
cariteo, 141: per la fé che si lagna in varie rime, / per
fatto, acciò nessun si lagni, / che in giostra, chi la vuol se
sultano, senza essere impedito da persona che viva. c. i. frugoni,
; / e per l'itale piagge, che si lagnano, / le crescenti sventure
se un uomo si lagna d'infelicità morali che non si possano misurare e palpare,
degli anni e delle cascaggini, degli operai che non si decidono mai a finire i
, quando il loglio / si lagnerà che l'arca li sia tolta. ariosto,
non veder lui più si lagnava, / che d'esser fatta ai malandrini schiava.
, ii-10-260: io non mi lagno che tu mi scriva troppo spesso: io non
si stringe le spalle / e si lagna che ha perso la sciarpa a colori.
: quando retto om sostene / mal, che merta, onranza é, ma non
ha mertato. roseo, 1-62: quel che frange la promessa fede, / lagnar
: molto mi lagno / di te che vuo'correggier gli altri. dante, inf
lagna, / ben puoi sapere ornai che 'l suo dir suona. cino,
/... / del pianto, che m'abbonda, sì mi bagno,
abbonda, sì mi bagno, / che non posso parlare. petrarca, i-
pompeo, et ha cornelia seco, / che del vii tolomeo si lagna e plora
oggi si lagni, / se non che, in coltivar falsi guadagni, / superbia
torto, / come della natura, che mi vuol egro e morto. [sostituito
ti dico; tienla allegra. e che non abbia a lamentarsi di te! [
gusto / d'un vostro son, che per pietà si lagna, / con dolce
fonte. giusti, 2-36: quest'onda che si lagna. camerana, 255:
i colli ignudi, / l'immancabile vento che si lagna. govoni, 43-41:
43-41: anche il cagnuolo sogna / che va al trotto col passo del cavallo
del cavallo / legato corto all'asse che si lagna. marotta, i-58
: una di voi spezza il pane raffermo che si lagna frantumandosi. 5
follia, di sé lagnarsi, / che fùr poco avveduti a mercar sete, /
poco avveduti a mercar sete, / ora che i cambi son, se fùr mai
al misfatto suo tien dietro quel gastigo che il pubblico dà a chi pensatamente e pubblicamente
eccessi / lagnamci men di lui, che di noi stessi! -non potersi
: del proprio stato, di ciò che si ha, di ciò che si è
di ciò che si ha, di ciò che si è ottenuto). tommaseo [
come la mia? quale posizione? che posizione avevo? ho risposto vagamente che
che posizione avevo? ho risposto vagamente che non mi lagnavo. = deriv
lagnévole, agg. ant. che è solito lagnarsi di tutto e di
17-98: 'lagnio', vale lo stesso che lagno continuato, mugolìo. cesareo, 1-149
pungenti spine; / ed una volta, che le fu a grado, / disse
zoppicava, per via del piede ferito, che s'era spaccato, sotto, con
stavano nell'aspettativa piena di terrore, che la finestra del villino accanto si schiudesse
finestra del villino accanto si schiudesse e che, con la complicità delle tenebre, altre
. gozzano, i-359: l'apicultore sa che questo lagno / imita il lagno dell'
doglia, / e rimpianto di ciò che fu perduto / per me. 4
alti sensi cosmici del lungo lagno polifonico che fanno le linee telegrafiche agitate dal vento
.. il sottile taglio di una lama che recide la terra musicarono il silenzio.
gente... nell'ombra aspetta che passi il tempo, stesa sui letti,
an le vigne farien tal guadagno, / che non si darien lagno / se 'l
si dà lagno / di far altro che male. serdini, 1-196: deh,
tace, e geme d'un gemito che non percote l'orecchio. bocchelli, 2-xxiv-
tassa per dare scolo alle acque stagnanti, che volgarmente diconsi lagni. =
, pensò, in un lampo, che la transazione era da concordare col soprintendente
scudi, si mise lagnosamente a protestare che se il suo era sbaglio, era stato
lagnia, col sufi, medie, -osi che indica uno stato morboso.
agg. (superi, lagnosissimo). che si lagna o lamenta continuamente; cruccioso
del mondo, libidinoso come tutti coloro che la tisi minaccia, orgoglioso e lagnoso
. 2. per estens. che esprime dolore, rammarico, lamento,
querula, lagnosa supplicazione del salmista che chiede a dio tutti i soccorsi, e
, e più spesso i temporali che gli spirituali. moravia, xi-204: cominciò
strasci cata, e melensa che faceva venire lo sfinimento. g. bas
sani, 6-103: « stupida, sporcacciona che non sei altro! »,
. -lago craterico o vulcanico: quello che occupa il cratere di un vulcano spento
. -lago relitto o reliquato: quello che rappresenta il resto di un antico bacino
movimenti tettonici. -lago vallivo: quello che occupa il fondo di una valle,
'l pisano; / e 'l perogin che 'l lago no i folliate. dante,
un laco, / a piè dell'alpe che serra lamagna / sovra tiralli, c'
per difetto della nave ch'era rotta, che subito v'entrò tant'acqua che,
, che subito v'entrò tant'acqua che, non potendo argomentare, affondò. petrarca
.. né altro è questo bitume che una certa grossezza che nuota sopra tacque di
è questo bitume che una certa grossezza che nuota sopra tacque di quel lago.
le virtù loro,... sì che mi stupii, quando trovai pesce vescovo
. guglielmini, 60: quel lago che si conserva per le proprie sorgenti e
dispiacere, perché era più magnificamente adirato che mai. manzoni, pr. sp
tremolare e l'ondeggiar leggiero della luna, che vi si specchiava da mezzo il cielo
, meditativi; ammorbiditi dagli aromi oleosi che versano gli antichi parchi. -seguito dal
scrittura in proposito del rimediare all'incomodo che talora si patisce nel macinare, per mancamento
formato dal mincio, picciol fiume, che, uscito dal lago di garda, quivi
: quel ramo del lago di como, che volge a mezzogiorno,...
ambi- zion sì tire sue consuma / che di naufraghe teste in ciascun lato /
. croce, iii- 25-253: quel che nel voltaire erano stile di poesia, nel
tempi. -per estens. luogo che si estende sulla riva di un bacino
degli 'amanti dei laghi ', che facevano lunghe soste negli alberghi appartati,
lochi in cui si serba / l'acqua che piove, e laghi e fonti vivi
attuf- fare in questa broda / prima che noi uscissimo del lago. cavalca,
d'un uomo terribile e sì grande che parea che col capo toccasse i nuvoli
un uomo terribile e sì grande che parea che col capo toccasse i nuvoli, e
, rassem- brano più tosto laghi infernali che acque terrene. lorenzo de'medici
fonte. varchi, 8-1-328: pare che in questo luogo pigli [dante] 'lago'
pigli [dante] 'lago'per quello che i latini dicono stagno, cioè una ragunanza
o dalle pioggie o da alcuno fiume, che di verno si raguni e poi di
secchi,... e ben so che impropriamente si chiamano laghi tutte tacque stagnanti
e sotto i piedi un lago, che per gelo / avea di vetro e non
l'italia deve oggi convincere l'europa che il mediterraneo sarà un 'lago europeo
voce * lago 'per indicare il dominio che i romani prima e i comuni poi
i comuni poi ebbero sul mediterraneo, dicendo che il tirreno fu un 'lato italiano
tirreno fu un 'lato italiano ', che l'adriatico fu un 'lago veneto
e sulle sponde del mar nero, che dopo essere stato uno stagno turco sta
, confortate gli occhi miei dolenti / che di lacrime fecion lago e fiume,
fecion lago e fiume, / po'che dal chiaro lume / lontan mi truovo
postesse altri mirar intento e fiso / quel che fuor non si mostra, un paradiso
un lago. algarotti, 1-iv-80: che si ha egli da dire di quel lago
, / mai non le vado avanti, che non sia una censura. tommaseo [
meraviglioso il viluppo di crespi nastri fiocchi che diventa porto gonfio di vele e si
chiamava fermina; una bionda coi capelli che sembravano un po'presi di nebbia, con
. foscolo, xviii-24: compiango dario che, costretto da'magi e da'caldei,
mie e dal lago della miseria, che è l'inferno, mi ha cavata l'
inviti / rimembrò sì graditi, / che dal lago di morte / levò nel braccio
ora indi discende / una saetta, che m'asciuga il lago / del cor pria
m'asciuga il lago / del cor pria che sia spenta. idem, inf.
fu la paura un poco queta / che nel lago del cor m'era durata /
tanta piòta. buti, 1-28: * che nel lago del cor m'era durata
dal detto lago di sangue diriva vene, che si vanno ramificando per lo corpo umano
16-i-29: i buon vini son quegli che acquetano / le procelle sì fosche e
procelle sì fosche e rubelle, / che nel lago del cor l'anime inquietano.
mar radi, 166: o severino, che ondeggiar di sogni / mi suscita nel
: sono spariti i circoli d'ansia / che discorrevano il lago del cuore. levi
cimino. trae questo nome dall'allignare che fa ne'luoghi frequentati dalle lepri.
pebre, le quali sono talmente contratte, che non si pos possa vivere
vivaio fanno ne'lor giardini i cittadini che di ciò hanno destro. ariosto, 7-53
2-14: fa questa fonte un laghetto, che serve per peschiera. d. bartoli
ximenes, 275: un solo braccio che si aumentasse la sopra detta altezza,
piove in tempestoso verno, / l'acqua che forma rivoli e lagoni. alfieri,
lagòchilo1, agg. medie. che è affetto da labbro leporino.
]: 'lagochilo', aggiunto di quei che hanno conformato il labbro superiore come quello
non avevo vita. re, che fiducia in altri; ancoraché mantua sia in
robusta / volterra, e i lagon torbidi che spumano: / e piòve aspetta se
, perché, bollendo e consumando ciò che vi si getta dentro, non altrimenti che
che vi si getta dentro, non altrimenti che i lagoni in quel di volterra,
nebbia, e con fetore di zolfo, che a certi venti si fa sentire anche
subito vi si forma un lagoncèllo, che bolle e soffia. = acer
da una miscela di sassolite e limonite, che si trova nei lagoni boraciferi di larderemo
]: 'lagopo', specie di piantaggine che ha radice perenne, scapo terite e
ottimo sapore. et i piedi, che egli ha col pelo di lepre, gli
e d'una lunga e folta lanugine che lascia scoperte le sole unghie. al
buonarroti il giovane, 10-915: oimè, che lagorìo / è stato questo a
(ant. lacóso), agg. che è proprio, che si riferisce
agg. che è proprio, che si riferisce a lago; che forma lago
che si riferisce a lago; che forma lago. -anche: abbondante
di sopra et cocila in quello modo che fai il lione. ramusio, iii-161:
lor molte differenzie, e delle lagoste, che sono medesimamente in questa isola.
sottofamiglia di cincillidi, roditori istriciformi, che prende il nome dal genere lagostomus,
la viscaccia { lagostomus viscaccia), che ha il labbro superiore profondamente inciso e
(lagidium) della sottofamiglia chinchillinae, che comprende diciotto specie e sottospecie, con
, 433: nuovamente sono venuti quelli che si chiamano lagotorri, perché nascono nel paese
286: nuovamente sono venuti i cavoli che chiamano lacu- torri, dalla valle aricina
son nuovamente venuti dalla valle aricina quegli che si chiamano lacuturri, dove fu già
lagrangiano, agg. matem. che è proprio, che si riferisce,
. matem. che è proprio, che si riferisce, che è dovuto al matematico
è proprio, che si riferisce, che è dovuto al matematico giuseppe luigi lagrange
: nella teoria dei campi, lagrangiana che descrive campi che non interagiscono. -lagrangiana
dei campi, lagrangiana che descrive campi che non interagiscono. -lagrangiana di interazione:
teoria dei campi, parte della lagrangiana che descrive l'interazione fra i campi.
totale di un sistema di campi: quella che si esprime come la somma della lagrangiana
: sollecitato era molto da messer manno che passasse il ponte allo stagno contro livorno,
dubitando forte stava sospeso e, per conforto che fatto gli fosse, non si attentava
d'intorno quasi maggior parte, / che mena pesci più ch'altro lagume, /
: il concorde giudicio de'medici fu che una tanta infezione e mortalità sì largamente
ottimo, i-22: deducesi per questo che appiè della valle fosse alcuna grandissima laguna
acque, quelle accrescendo e minuendo secondo che gli aggradiva. onde ne fece alcune
di questo luogo vi fece fare il titolo che diceva: « luogo da sanare i
queste la estate molto, l'acqua che vi resta è grossa e sporca sempre,
in alcuni luoghi smarrite per la neve che v'era sopra e i sentieri coperti dalle
lacune e sboccamenti de'torrenti, pareva che potessero interamente
in questa laguna si scaricavano tutte tacque che scolavano dalle spaziose alpi adiacenti. l.
.. sovrasta alla laguna. -cavità che, in uno stabilimento termale, era
a livello della lacuna d'allacciamento, che forma la parte interna dell'edilìzio,
la parte interna dell'edilìzio, e che s'estende... nella lunghezza di
. -anche: specchio di acqua marina che si forma fra una barriera corallina e
paludi con grandi sprei e secche, che sotto acqua scorrono fin a mezzo il
quelle isolette nelle lagune del mare adriatico, che sono dirimpetto a quel luogo onde la
f. colombo], 51: videro che era una isola di xv leghe di
grandezza del quale ascende a tanta altezza che non solamente scopre d'ogni intorno la
.. in una specie di stupefazione che le caligini e i silenzi della laguna addensavano
44: quegli architetti di mal'animo soffrivano che un giovane di recente venuto
par., 33-22: or questi, che da l'infima lacuna / de l'
per grazia, di virtute / tanto, che possa con li occhi levarsi / più
sangue nel viso, senza un ferro che lo ribatta. 5. rovescio di
... il condusse a quei bagni che altro non sono che certe lagunette sparse
condusse a quei bagni che altro non sono che certe lagunette sparse per un bosco.
guadi, agli stagni, alle lagunette, che annaffiano e inla- gano qui e colà
(lacunale), agg. ant. che è proprio, che si riferisce a
. ant. che è proprio, che si riferisce a una laguna; lagunare.
le lacunali e paludali, e quelle che tengono mignatte. = deriv. da
laguna. lagunare, agg. che è proprio, che si riferisce,
lagunare, agg. che è proprio, che si riferisce, che concerne una laguna
è proprio, che si riferisce, che concerne una laguna; tipico, caratteristico
; tipico, caratteristico delle lagune; che è situato, che sorge su una
delle lagune; che è situato, che sorge su una laguna (un territorio
disse, indicando la taciturna pianura lagunare che qua e là si corrugava al passaggio
svevo, 8-350: sedeva al finestrone che guardava il grande mare lagunare tanto spesso
stava rapidamente montando. 2. che è nato o vive in una laguna (
appartiene o è tipico di una persona che è nata o vive in laguna.
crescenzi volgar., 1-4: tuttavolta che l'acqua è da libera terra,
da libera terra, è migliore ancora che la pietrosa, purché ella sia corrente
acqua corrente e discoperta, ma quella che sopra il libero luogo, non puzzolente
popolaresca e propria del mondo cortese, che, sviluppatasi fra il secolo xii e il
uguali, cantate sulla stessa melodia, che cambia generalmente a ogni strofe (specie
alla quinta sopra; sviluppato dai trovieri che l'ereditarono dagli antichi giullari, tale
dagli antichi giullari, tale genere (che ha per argomento per lo più un'
, e acconciò a loro il canto che ancor si canta. iacopo del pecora,
di lai maestro. molineri, 3-33: che bramate? / io so trovar le
compagnia, / meco ne ven, che piango anco la mia: / inseme potrem
scoglio. vittorelli, i-71: tu, che di gnido al tempio, spargi sì
fuggiamo i lai della invisibil ninfa, / che ognor delusa d'amorosa speme, /
un rosario di lai si consola pensando che tutto quaggiù è prigionia. graf, 5-180
pesto, vituperato e piangente alti lai, che suscitavano un delirio di risate, [
., 9-13: ne l'ora che comincia i tristi lai / la rondinella presso
, o saluta i dì gai / che primavera adduce e pigne flora. n.
. monti, xii5- 10: osservo che in dante i lai della gru e della
di quegli uccelli all'udito suona, più che altro, un lamento. foscolo,
simile ai lai / d'usi- gnol che le meste ombre lusinghi. zendrini, vii-1257
petrarca, xlvii-254: un citaredo v'è che sempre tragge / lai su per le
lai su per le corde sì latino / che faria sonno a chi non l'ebbe
ville / salgono lai di squille / che dei torrenti il tuon. =
lai1. laicale, agg. che è proprio, che si riferisce al
laicale, agg. che è proprio, che si riferisce al laico come membro della
riferisce al laico come membro della chiesa che non fa parte del clero (in
, da grandi uomini savi e antichi, che pascasio diacono cardinale... fu
dà in feudo, così implicitamente dichiarando che intende di darla solamente a'laici e
laici, come si vede nel concilio fiorentino che passarono con l'imperadore e patriarca al
patriarca al concilio. 2. che è proprio, che si riferisce alla società
2. che è proprio, che si riferisce alla società civile (un'
i-531: tratta... di coloro che tradirono lo speciale e universale signore,
gli eclesiastici. leti, 4-31: allora che i pontefici non avevano legate le mani
da questi le grandezze dell'ordine laicale che quelle dell'ordine sacro. papi,
. papi, 1-5-81: quasi tutto ciò che prima era ecclesiastico, divenne laicale.
, 1-i-244: qual è il collegio gesuitico che possa compararsi a molte scuole laicali riputate
teocratico. carducci, iii-10-302: quel che più scotta al frate è la ristorazione
dicendo laicamente, come fedele cristiano, che invano si pregherebbono i santi. 2
artistica, del resto più tosto cristiana che nazionale, più tosto europea che italiana
cristiana che nazionale, più tosto europea che italiana. b. croce, iv-12-210:
ricevevano i monaci dal laicato, di quello che ne infondessero essi nel gran corpo dei
ad accorgersi... della debolezza che gli vieta di adempiere gli uffici a
presero abito e modi laicali, sì che tra i monaci son quelli che meno paiono
, sì che tra i monaci son quelli che meno paiono monaci. fogazzaro, 12-x-234
e dalla concezione dello stato come comunità che persegue propri fini autonomi e immanenti,
di movimenti politico-sociali, ideologici e culturali che si ispirano a tali atteggiamenti e concezioni
nazionali non divennero 'forza 'nazionale che dopo la rivoluzione francese e la nuova
la rivoluzione francese e la nuova posizione che il papato ebbe a occupare in europa
, 6-334: si ebbe qualche opposizione, che il vescovo prevedeva, promossa da sinistri
regresso da dio. 2. che è proprio, che si riferisce al laicismo
2. che è proprio, che si riferisce al laicismo (per lo
o 'laicista'che si vuol dire; ma anche nel significato
qualsiasi specifica concezione religioso-confessionale (senza che ciò comporti necessariamente atteggiamenti antireligiosi o areligiosi
. — anche: la concezione etico-politica che propugna un tale carattere per le istituzioni
b. croce, iii-27-297: questo processo che si chiamò di * laicizzaménto ',
si osserva a quel tempo in italia, che, nel suo formarsi a stato unitario
part. pres. di laicizzare). che tende a laicizzare, incline al laicismo
faccia ieratica laicizzata da due grosse fedine, che ispide e nere scendevano a incorniciargli il
il fatto negativo, per esempio, che non può mettere preti sulla scena, egli
dir. canon. membro della chiesa che non fa parte della gerarchia ecclesiastica.
-nel linguaggio comune: membro della chiesa che non appartiene né al clero, né
congregazione religiosa; semplice battezzato, cristiano che vive nel mondo (e nel linguaggio
vita ecclesiale e liturgica era riservata presso che esclusivamente al clero).
col capo sì di merda lordo, / che non parea s'era laico o cherco
ariosto, 789: se non fosse che io temo le censure ecclesiastiche per aver
per aver beneficio, io non guarderei che costui fosse prete, e lo castigherei
ha due sorti d'uomini: l'una che vien detta i laici, e a
, 11-15: non è poi insperabile che l'educazione propagata nelle infime classi conceda
più osi / muover quistione ad affermar che alcuno / sia servo o serva
. sortoli, 2-1-204: quanto alle cerimonie che usano, elle... sono
laico indifferentemente le adopera, come quelle che non han nulla di misterioso e sacro
2. agg. e sm. che non è sacerdote, che non ha
e sm. che non è sacerdote, che non ha ricevuto ordini sacri (per
distinta da quella formata dai membri che hanno ricevuto gli ordini sacri); converso
', perché frati laici erano coloro che non possedevano sufficiente istruzione per poter ricevere
presone; e sopravvenendo quello frate laico che lo guardava,... pensandosi
lo guardava,... pensandosi che esso volesse fuggire, arrabbiossi di tanta furia
esso volesse fuggire, arrabbiossi di tanta furia che pigliò una stanga e percosselo. fioretti
maggior studio e fatica fu il prescriver che fece ad ogni ufficio e ministero,
elegiaco ove il da ben frate si duole che per merito del lavoro i suoi superiori
'nei conventi è il frate converso che fa da servo e non ha gli ordini
. soldati, xi-123: mi spiegò che era il distintivo del saio dei padri
del saio dei padri passionisti; e che i passionisti avevano anche un secondo ordine
ordine, cioè i fratelli laici, che facevano voti brevi, della durata cioè
. — anche: uomo comune, che possiede le conoscenze derivanti dal buon senso
terzo, cioè per sapere la dottrina, che in sul favellare è data da'savi
, 7-184: i dì de'termini che di tempestadi sono pieni, e che
termini che di tempestadi sono pieni, e che a coloro che navicano sono spezialmente da
sono pieni, e che a coloro che navicano sono spezialmente da temere, non
a frutto e utolità di tutti coloro che leggeranno, sì degli alletterati come de'
il dire è molto più agevol cosa che il fare e l'operare, e,
, abbia sempre 1 sentimenti più presti che lo 'ntelletto. l. salviaii, ii-i-
cose trasportò quindi nelle nostre parole, che nel giovan villani, nel fra giordano
laici. giannone, 1-ii-32: avvenne che gli uomini di lettere fossero stati poi chiamati
non appartenente alla ristretta cerchia di coloro che hanno (o pretendono di avere) il
schietta, leale e nuda era in scena che fuori di scena, in un salotto
in contatto con noi laici si sentiva che era impacciata, quasi provasse il pudore
/ mise altri luminari uguali / a quelli che del poliamolo, almeno nei segni principali
proibisce il concilio a'magistrati laici commandare che l'escommunicazione fulminata sia revocata, sotto
escommunicazione fulminata sia revocata, sotto pretesto che non sieno servate le cose contenute in
gli levano la naturalezza di spagna, che è mera giudicatura laica, e così lo
, colle preghiere e colle offerte, che 'l fuentes non ricusò di continuare l'assedio
: neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui, dalle contese,
la laica. -per estens. che non è sacro. -anche: non
santo. sarpi, vi-2-197: un principe che proibisce mettere nelle fabbiche delle chiese roveri
mettere nelle fabbiche delle chiese roveri, che sogliono servire al fabricar galere, barche
, ponti e in altro, o vero che proibisce coprirle di piombo, per carestia
proibisce coprirle di piombo, per carestia che n'avesse per uso di guerra,
e loro coperti, essendo nondimeno vero che fa l'ordinazione sopra li roveri e
sopra li roveri e sopra il piombo, che sono cose meramente laiche.
: lo stato è laico (non però che debba essere laido). cantoni,
l'insegnamento religioso senza sostituirvi nulla, che risponda ai fini legittimi della religiosità.
in queste materie, avere un'opinione che pesi neppure uno scrupolo. gioberti,
si trasformano in compagnie, in battaglioni, che obbediscono alla voce laica dei consoli.
e del sapere laico era diventata tanta che gli stessi chierici frequentavano le università dello
. -stor. e polit. che è proprio, che si riferisce alle
. e polit. che è proprio, che si riferisce alle correnti politiche dei secoli
istava a bada; ma fittosi in capo che l'occasione di fare un 'ministero
gittò tanta fiamma ne'petti de'cospiratori che brigossi di far gridare un 'ministero
portava una barbetta laica e brizzolata, che era parte integrale della sua espressione ironica.
. e sm. plur. stor. che accettano come capo supremo della chiesa un
]: 'laicocèfali', aggiunto degli inglesi che, all'epoca dello scisma del re arrigo
, sf. ramo delle discipline ecclesiologiche che studia la posizione e la missione dei
. novellino, 1-28: videro che i saracini mangiavano in terra assai laidamente
. novellino, 1-61: cavaliere, che hai tu misfatto a costoro, che
che hai tu misfatto a costoro, che ti menano così laidamente? cavalca, 9-270
. livio volgar., ii-1-181: che ne pensano quelli che questa ontosa compagnia hanno
, ii-1-181: che ne pensano quelli che questa ontosa compagnia hanno incontrata? se
ontosa compagnia hanno incontrata? se non che noi abbiamo sì laidamente misfatto contra gli
capitano laidamente. bembo, i-348: che vi siate fidar voluti di chi una volta
, ill. mo signor direttore, che cosa è questo pigliarla di tutti con me
perché? il sapranno gl'ipocriti vilissimi che hanno preso a calunniare laidissimamente
a calunniare laidissimamente me che non offendo, fo il mio dovere,
, imperfettamente. varchi, v-21: che segno avete voi che eglino si per-
varchi, v-21: che segno avete voi che eglino si per- suadessino che lo
voi che eglino si per- suadessino che lo stile nel quale essi così laidamente
condito col gergo conven zionale che venivasi sempre più laidamente modificando nel
ne gli atti, di tal fatta uomo che il solamente vederlo metta disperazione di poterlo
: anche di santo bernardo si legge che nelle vestimenta sempre gli piacque povertà e
lo prete a lo 'mpera- tore, che ridea e scherma la laidezza del suo corpo
è meglio la infermità e la laidezza che la sanità o bellezza. landò, i-9
, 4-277: le donne non sanno che infinito di amore si cela talvolta sotto la
. francesco da barberino, ii-245: tu che ti lavi le tue membra spesso,
autori la matta laidezza di quel giovane che abbruciò e macolò la statua di venere.
, 3-36: tutte le parole simili che escono dalle sue labbra vellutate, suonano
a cino da pistoia, iii-7-82: i'che tanta laidezza / mi vedea, vergognava
xii-84: se si parla delle opere che già in stampa si veggono, io non
qual laidezza o scurilità rinchiudono in sé che abbia potuto suggerir materia a persecuzione così
che quanto ode, quanto legge, tutto l'
costumi ed all'onestà, quanto che imbrattarsi di simili lordure; e ad un
peritosa. tommaseo, 10-ii-53: peggio che da cronache sono le laidezze nelle quali
qualche monasteruzzo. carducci, iii-5-116: che le atrocità e le laidezze, come
della natura umana siano rappresentate in modo che « giovi ad aumentare la virtù fra
più la laidezza e infamia... che tutti i premi. = deriv
casone di minore etate, né per zo che tu sia laidita in alcuna cosa né
tu sia laidita in alcuna cosa né che tu di questa dita cosa non ademandarà
cristiana, per cui si vieta ciò che con qualunque sia disonestà laidisce eziandio solamente
, 139: i duri dolori, poi che 'l grande amore fu laidito da enea
fu laidito da enea, e quello che possa fare il furore della femina conosciuto
troiani per trista indivinanza, e credono che la reina si sia veramente morta.
segneri, iii-3-301: il peggio è che, parlando eglino in questa foggia,
, 14-2-5: laida è ogni parte che al suo tutto non si conviene. sydrac
vuoli essere ben curato, e'conviene che tu discuopre le tue piaghe. onde li
truanti ti danno esemplo di confessare, che mostrano lor povertade e lor malattie,
, infiammati di laida rossezza, pareva che dalla testa schizzare gli dovessero. sanguinacci
non fo mai sì gran belezza / che 'l tempo in laida forma non trasmute.
frettolosamente partì. salvini, 39-i-119: che laida cosa è a vedere uno alterato
lo spirito: non vi è più che una enorme massa di carne: non
massa di carne: non vi rimane che il laido. bartolini, 143:
. non finisce di fabbricar le sue paste che sono già divorate, e riempie più
il laido studio fotografico al primo piano che non si capisce come vive. -ant
lo reo tempo ride, / sperando che poi pera / lo laido aire che
che poi pera / lo laido aire che vide. cavalca, 21-80: laido e
: a cotale festa l'altre donne, che non sono così belle come io,
con la vestimenta stracciate e laidissime, che parevano quasi ignudi, e domanda- vangli
63: descrive la vita di quelli che non amano, il laido vestire,
dante, conv., i-x-10: temendo che 'l volgare non fosse stato posto per
volgare non fosse stato posto per alcuno che l'avesse laido fatto parere, come
laido fatto parere, come fece quelli che transmutò lo latino de l'etica.
castelvetro, 10-x-112: non è cosa che faccia più crucciare i maggiorenti che,
cosa che faccia più crucciare i maggiorenti che, con elette parole ragionando loro,
favella. caro, i-72: se volete che la bruttezza stia nella parola, vi
bruttezza stia nella parola, vi domanderò che vuol dire * intero ', e
dire * intero ', e quel che ha di laido in sé. gir aldi
qual cosa non si può dare altra legge che ammonire lo scrittore che col lume del
dare altra legge che ammonire lo scrittore che col lume del giudizio discema quello che
scrittore che col lume del giudizio discema quello che conviene alla formazione del corpo, intorno
quale egli si affatica, avvertendolo però che in una parte non si affatichi tanto
in una parte non si affatichi tanto che o ella faccia parere laide le altre,
monti, xii-2-103: a noi sembra che... il dar per sane le
di scrivere lettere. 3. che suscita avversione (una persona, il suo
tua pare; / non me, che laida son, e non te vale.
corpo da sua nativitade laido, però che non fu in sua podestà farsi bello.
stima, invece / de la bella che dianzi avea lasciata, / donna sì laida
avea lasciata, / donna sì laida, che la terra tutta / né la più
fu sempre, adesso poi piuttosto laido che brutto, imperciocché gli crescessero deformità la paura
crescessero deformità la paura di un pericolo che gli pareva respirare nell'aria; ei venne
, d'una espressione feroce, e che nella penombra si scomponevano come nei sogni
e obliqua. 4. che tiene una condotta riprovevole; scostumato,
ben tanto nesciente e fello, / che 'n donna laida o vii mette talento.
laidissima dell'anima e del corpo più che niuna della contrada. s. giovanni
in dir cose troppo note, come che il nostro cortegian non debba far profession d'
castiglione, 54: una donna subito che se dica essere una impudica, tal
rifiutando tu me e gli altri giovani che insieme meco viver ti facevano da gran madonna
, ti sei data al laido uomo che ti ha fatta divenire non dirò schifevole
di venere, quanto di vulcano, che la sua moglie sia laida. g.
più laida bestia e la più bestiale figura che mai con quattro piè camminasse. nievo
, avrebbe dato serio pensiero ai pochissimi che allora facessero un qualche caso dell'innocenza
, le immagini illecebrose di non so che stanca e schifosa concupiscenza di vecchio vizioso
devo comportare? per quanto laidi siano, che alla direzione del personale trovino come pretesto
donne, valutando l'utile e il guadagno che si poteva trarne a farli faticare o
di prologo. e perciò dice tullio che questo tal prologo indaurato dovemo noi usare
alcuna servitudine o cosa laida o vile che gli convenga sofferire, che non si convenga
o vile che gli convenga sofferire, che non si convenga a lui, o
come ella è fatta, né di che figura ella è. novellino, 71
un pastor sanza legge, / tal che convien che lui e me ri- cuopra
pastor sanza legge, / tal che convien che lui e me ri- cuopra. cavalca
laida cosa è amare la creatura più che 'l creatore. g. villani, 7-39
cosa sotto la guardia del re carlo: che essendo arrigo... in una
è laido a fare, non credo che sia buono a dire. egidio romano volgar
romano volgar., i-2-17: quelli che giocano a zara fanno malvagio guadagno e laido
ha già fatte tante laide cose, / che fia mercé punirti de'tuoi errori.
inalberati, s'appiattarono tra'rami, che scoscendendosi, e bolzonati per giuoco,
ragione. segneri, iv-146: ora che una tale costanza in tutti quegl'infelici non
trasfusa in loro da quello spirito reo che gli possedea già da lungo tempo, ne
laidi e veramente da lazzaroni sarebbe tempo che finissero. serao, i-47: scoppiarono di
. dante, conv., iv-vm-5: che se in alcuna parte di tutto questo
l'andare di que'diletti cercando, che in straniera balìa dimorano e avere non
quali il mondo indispettito per quel falso che gli si mostrò con faccia di vero e
gli si mostrò con faccia di vero e che l'ingannò, si getta a traverso
, i-1832: guardati ad ogn'ora / che laida guardatura / non facce a donna
18-261: nelle contrade di valeria avvenne, che un gentiluomo il quale tenne a battesimo
, 1-i-86: potrebbe alcuno far argomento che quel luogo fosse un postribolo dedicato e
disoneste. gonzaga, 30-127: ma che destin die'io? questo è un amare
. non han costoro per ciò conseguire che usar equivochi laidi e poco onesti,
untuose coi labbroni a cui di gallina che fanno dei gesti laidi dietro a un parasole
di viltate, / villan disio e ciò che laido ha nome. cavalca, 20-18
i suoi seguaci [d'amore], che avviene rado, con vizioso principio le
cuore, a'quali neuno può resistere che non vengano; ma al venire non è
del paradiso, 232: po- gniamo che per alcuno tempo riceva polluzioni dormendo,
suo proprio. condivi, 2-150: che in lui non nascesser laidi pensieri si può
, 164: sono tutte forme di dire che spingono la fantasia, suo malgrado,
non sottovoce e con furbeschi ammiccamenti, che indispettivano chi -come lei -non riusciva a
3-7-2: bella virtù è... che nessuna cosa laida suoni nel tuo dire
, 20-153: lasciati prima cadere un dente che un detto laido. patrizi, i-193
proprio o figurato, scoperto e coperto, che non sia stato fedelmente raccolto e messo
; ma nocevano piuttosto al pudore femminile che al buon nome degli ecclesiastici. betteioni
... non sapeva schiudersi ad altro che al laido gergo della cortigiana. stuparich
. è il centro motore delle risa che scoppiano furibonde ad ogni sua trovata laida
, ficcò prima gli occhi in terra, che parea non gli sapesse levare; e
, piuttosto da lasciarle andare in dimenticanza che da metterle a vista delle persone.
devoti della sera, / al dio che ride, querula / ergiamo una preghiera.
macchie, lo veggo; ma tali che in sì bel corpo fanno un brutto
corpo fanno un brutto vedere, e che, contrastando direttamente all'eccellenza del metodo
, iii-106: non sa le laide osservazioni che fanno sul suo conto quegli scribi e
gran peso; ma non di sì grande che faccia traboccare. e guarda che non
grande che faccia traboccare. e guarda che non apportino laido nullo, anzi abia
doloroso, / e 'l nodrir faticoso / che voi ci sofferite, / tutto per
. guittone, xxxii-187: ahi, che laid'è di gran monte avallare /
. guittone, i-25-75: tutti quelli che bestie simiglierano co'le bestie rimarranno in
e qual è bella, / poi che rimedio la mia scampa grida, / per
. ottimo, ii-333: la femmina che alcuno ama, puote morire o diventare
il sorriso sincero, amoroso, trionfante, che illuminò i tratti di lei alla vista
sfoggiarli. il laidume di certi giornali che si dicono popolari. papini, 27-1044
. cicognani, 13-142: ogni volta che, andando con lui, incontravamo un
/ troverai fra le genti, / che metton magio cura / d'udire una laidura
udire una laidura / ch'una cosa che vaglia! bartolomeo da s. c.
. [tommaseo]: alla cosa, che tanto era sozza e ontosa, fu
vivere, 14: la più bella cosa che sia sotto iddio, si è l'
piacenza di pietre preziose, e ciò che li occhi del corpo veggono di bello,
ccolpa non avea la carne pura / che devesse pater tanta laidura, / per fallo
devesse pater tanta laidura, / per fallo che facesse criatura. fiore, 81-13:
vita di pover uomo è povera, che elli non domanda né chiede preziose vivande,
ascoltava un servo ch'avea nome samai, che li dicea villania e laidura.
re e ministro principale sopra le cose che spettono a mercanzie, era un giorno all'
essa è quella, di vero, / che sempre laldasti per cosa netta: /
e di laldar non cheta, / che tratta l'ha di regione oscura.
e perché si de'più laldare la cagion che l'effetto, più lalderai un bon
più lalderai un bon naturale sanza lettere, che un bon litterato sanza naturale. machiavelli
a pieno / più alto ingegno convien che si desti. grazzini, 50: chi
grazzini, 50: chi vuol vedere un che se stesso laidi / e biasmi ognun
le cose iesu dolce, mio amore, che,... come a te
domestichi nudricamenti nomi- nassono, pensi tu che porgessono aiuto alle loro lalde? pulci
. martini, i-52: ogni architetto che ha voluto acquisare grande e perpetua fama
grande e perpetua fama, a ciò che ha invento di quelle cose che lui ordena
a ciò che ha invento di quelle cose che lui ordena e fa, de'guardare
lui ordena e fa, de'guardare che per altri state fatte non sieno, impe-
roché la laulde e gloria sarebbe di colui che prima edificate e composte l'avesse.
ciongli ben le vere eterne lalde / che 'l secol porge, e 'l tempo
di mercatanzia era sensale, / che della perugina amore il prese.
povero, e lo ricco onorate, che tutt'ora intendono ne'vostri mali e
chiamata la lettera delle nutrici, che laleggiano invitando il sonno a'lor
plinio], 170: africa si gloria che poliedri loro [dell'onagro e
lallaralla (o lallarallà), inter. che si usa quando si canticchia sopra pensiero
. linati, 10-48: fu lì che, arrabbattandomi su per quella pettata,
]: 'lallazione', vizio nella pronunzia che consiste nell'esprimere con suono schiacciato la l
partire dai sei o sette mesi, che precede il linguaggio articolato; balbettamento infantile
lallera { tàllero), inter., che si usa quando si canta distrattamente o
del pensiero per mezzo della parola, che dipende da alterazioni nei centri e nelle
si divide in tre parti o gradi che sono, partendo dall'impugnatura, primo
cader la terra a pena, / che furo in piedi e rinòvar l'assalto.
salto. michelangelo, v-61: mi scrive che io gli facci fare una lama d'
fare una lama d'una daga, e che io facci che la sia una cosa
d'una daga, e che io facci che la sia una cosa mirabile. bandello
la me- gliore e la più fina che sia in questa città. ruscelli, 2-549
lama di sciabola al figliuolo lig dessiè che ieri il fitaurari mi presentò. tarchetti,
avere... c'è il caso che sia una lama di prim'ordine:
, ecc.); lo strumento stesso che ha la funzione di tagliare, rasare
la mazza da innestare] della figura che è una lama di coltello. parini,
misasi, 12: - è una lama che forerebbe il bronzo. a te.
pavese, 5-101: scelse il coltellino che fece gola anche a me: bello,
'chi a cuore venga avanti, che l'ungerò io davvero con questo '.
la lama. -tecn. utensile che presenta una grande superfìcie di taglio rispetto
bancarelle di mercanti ambulanti... che vendevano stoffe, lame da barba, anfore
/ stride su la gèmina lama / che non ha guaina né punta.
la noia... è una ruggine che può consumare la meglio temperata lama.
5-856: ho caro il picciolo verso / che guizzi come saetta, / e sia
grandi acque. saba, 472: primavera che a me non piaci, io voglio
piaci, io voglio / dire di te che di una strada l'angolo / svoltando
lama. montale, 1-16: il vento che stasera suona attento / ricorda un forte
di luna esita, come / una lacrima che non sa più scendere / dalla mandorla
figur. fascio luminoso di forte intensità che attraversa una zona d'ombra ben delimitata.
ginocchioni sull'obliqua lama di luce biancastra che per una grande finestra il cielo notturno
obliquamente. buzzi, 179: tu che ami... /...
/ sotto una lama di raggio violetto che viene dall'alto in silenzio, / entra
, 90: una lama di luce che entra dalla finestra gli passa sulla testa
. calandra, 1-249: un certo che di sordo e di confuso, che si
certo che di sordo e di confuso, che si andava insinuando di mezzo ai pensieri
il pianto, / senti una lama che ti passa il core. -folata
anfi- chitòn fece le lame, / che né fuoco né acqua no le smagano.
legno,... e poi che l'ebbe tutta coperta di lame d'oro
si vidde tutta messa a lame, che alla prima vista ne parvero d'oro
or contesta, / e leggiera così che dubbiar ferrimi, / e in dubbio ancor
facemo tanto di prodessa né di valore che ll'omo ci debia vedere apresso la
ché ile nostre opere non funo sì grande che nessuno omo ci dovesse vedere morti se
cresta divisoria dei singoli solchi d'impluvio che costituiscono la rete idrica di un versante
, con tutta la superficie di sopra che ugualmente pende. 8. idraul
. idraul. parte di vena d'acqua che assume uno spessore molto piccolo rispetto alla
11. tess. piattina di ferro che, con un movimento alternativo, trascina
dei caratteri tipografici, pezzo d'acciaio che serve per dare al carattere la forza
la forza di corpo, la spessezza che determina l'approccio o avvicinamento e l'
l'altezza. -lama accoppiata: tasto che compie il medesimo ufficio nella forma della
dicono certi guastalingua, immaginate un po'che cosa? le stecche delle persiane.
di lama. / agli occhi sei barlume che vacilla, / al piede teso ghiaccio
vacilla, / al piede teso ghiaccio che s'incrina; / e dunque non ti
taglio: azione, iniziativa rischiosa, che presenta contemporaneamente vantaggi e svantaggi.
caro, 12-iii-23: pare a qualcuno che l'occasione del dialogo si potesse dire
potesse dire un poco più strettamente, e che si dovesse venire dopo pochi colpi (
zucca chiama. redi, 16-viii-364: svanito che sarà quel poco di residuo di febbre
a mezza lama, col far sì che la signora pigliasse alternativamente un giorno sì
egli avea protestato di scrivere lombardo più che toscano, ed era venuto a mezza
si fa forza quanto può: ma sento che la lama corrode il fodero.
terreno basso coperto di acque stagnanti, che per lo più vi defluiscono in seguito
mantovana, non iscorre molte migliare, che vi fa una lama, ovvero una
. menzini, ii-215: dir potrai che il coro elisio il chiama / novello alcide
sterminio si deve ripetere dall'aria cattiva che vi cagionarono le deposizioni del magra,
vi cagionarono le deposizioni del magra, che rinterrò il porto formando diverse lame e
di case, né arresta la piena, che presso a sette miglia, ove in
13-200: oggi di quel torre del lago che commosse tanto l'animo sensibilissimo del maestro
-per estens. ant. boschetto che cresce su terreni paludosi. gelli
del tuo fiume, / o libera città che hai dato ad una patria il suo
comballo con un andare placido e trasognato che pareva quasi una musica su quella gran
.; i fili strepitosi della pioggia che ringiovanisce la terra;... l'
una lama nei fiumi, insieme un che di teso e tenero, di farneticante e
sgotare la metà di loro e nella lamma che prendono trovano ancora oro. giuseppe da
tra via tosto una lama, / che fa due parti di questa pianura.
/ conoscerete voi di tutti quanti, / che ne la lama giù tra essi accolti
cioè un luogo un pochetto più basso che l'altro piano che gli è dattorno
un pochetto più basso che l'altro piano che gli è dattorno. sozzini, 256
e per trarre alla cavalleria degl'imperiali che alloggiava in tressa in una lama.
tucto novenbre et dicenbre 1532 piobe, che mai stette dì et nocte integra che
che mai stette dì et nocte integra che non piovesse, et sucedettero molte lame.
calvino, 7-30: significò la sensazione che cominciavamo a provare, lievemente nauseante,
nauseante, come una lama di fanghiglia che ci passava sotto, di piatto.
altro la gran mortalitade e trista, / che sparta s'era per le nostre lame
da fossi. 7. cresta che separa i solchi erosivi che costituiscono i
7. cresta che separa i solchi erosivi che costituiscono i calanchi. = voce
], 268: passa in mastice quella che in india si fa d'uno altro
fa d'uno altro pruno; item quella che in arabia chiamano lama.
buddista del tibet e della mongolia, che ha raggiunto il grado di maestro.
empia e da ridere è l'adorazione che i medesimi tartari fanno a un uom
tartari fanno a un uom vivente, che si chiama lama, cioè gran sacerdote de'
idem, 1-iv-130: niun re si corona che non abbia prima mandati ambasciatori con preziosissimi
ambizioso, seppe usare con tanta destrezza che per ben dodici anni niuno si accorse che
che per ben dodici anni niuno si accorse che il lama era morto, tranne alcuni
l'uno se ne cerca un altro che quello somigli, acciocché sia creduto immortale
27-284: trovai un lama sapiente, che aveva appreso tutti i segreti della illuminazione presso
furono condannati al palo due giovani, che avevano guardato passare una processione di lama
: il lama huanacus o guanaco, che ha dato origine al lama domestico,
spese del suo installamento, a quello che si dice, raggiunsero la somma di
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio o
-ci). che si riferisce, che è proprio o appartiene ai lama buddisti
(plur. m, -i). che si riferisce, che è proprio del
-i). che si riferisce, che è proprio del lamaismo. 2
da un baule e innastava piccoli stendardi che servono alla 'preghiera automatica 'nel
nel tibet lamaista, dove si crede che il vento, agitandoli, vivifichi l'orazione
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio del
-ci). che si riferisce, che è proprio del lamaismo. lamanàggio
lamanàggio, sm. marin. operazione che consiste nel guidare e nel rimorchiate le
: * ant. frane, laman che représent le flamand lotman, de lot,
uniscono in gran numero sì nell'acqua che fuori, allettati... da mutua
d'un arancio, formata da una crosta che a primo aspetto sembra coriacea, ma
a primo aspetto sembra coriacea, ma che poi si riconosce quasi rassomigliante ad un
pentandria monoginia, famiglia delle solanacee, che ha il calice tubuloso a cinque angoli e
d'essi cammini si trovasse alcuni terreni che per la umidità dell'acqua si lamano
acqua si lamano o vero sono tanto densi che in lor medesimi sostener non possano,
possano, debbasi armare di legname sicondo che vieni tagliando, dipoi murare e così murando
iii-24-232: io mi contenterò di osservare che tutto cotesto è sentimentalismo lamartiniano, e non
e pedantesca che non quella del secolo passato. nencioni,
si scava una fossa ritonda... che vada a finire in giù a guisa
coda dalle spalle, assomigliando quella lettera che si chiama lambda. nomi, 5-56
pena, / essendo in fuora quel che seguitava / tanto che un lambda greco
essendo in fuora quel che seguitava / tanto che un lambda greco si formava.
]: 'lamdoidale', epiteto della sutura che unisce insieme l'occipitale e le due ossa
v.]: 'lamdoide', lo stesso che lamdoidale. = voce dotta
). lambdoidèo, agg. che ha la forma della lettera lambda (
molto da quella di figura lambdoidea, che copre la bocca del bombice.
sutura lambdoidea: sutura del cranio, che unisce il margine posteriore delle ossa parietali