da siena, i-374: pazzia innorma, che credi el tuo figliuolo ami più
tuo figliuolo ami più ranima tua che tu stessi! altissimo, 60: regina
, xliii-198: vedi e sta attento che non dormi, / che 'l diavol non
sta attento che non dormi, / che 'l diavol non ti mandi a'luochi
quando e * fa cose inorme, / che la spada del ciel sia sempre sopra
faccio e dispongo, / oltre la pietà che ho del tuo buon padre, /
, 1-198: le donne scapigliate, non che inornate, correvano per la città,
chiome si scapiglia. 2. che non è abbellito, non aggraziato, non
:... perché le materie che si pigliano a trattare per lo più
parere più amabile; disadorna non conviene che vada. -apparecchiato semplicemente, con
/ il mio inornato dir illustra tanto / che ogn'un se ingunia, e sotto
porto, 1-226: dell'esser creduto che io v'abbia posto alcuna cura, scrivendole
poco biasimo me ne può seguire, come che in istile umile ed inornato essere le
inornata, ridusse insieme i cori, che per adietro erano stati sempre disgiustissimi.
: ha il fiato la sua bontà ognora che... uscito su non faccia
faccia strepito nella gorgia, conciosia cosa che ciò faccia la voce men composta e inornata
. fioretti, 2-3-41: ci vuol altro che prosopopea di parole e inorpellamento di ragioni
. a. rocco, 164: dite che simili metamorfosi si veggono tutto il giorno
occhi vostri quelle cancrene sì verminose, che voi coprite ora con tali invernicature e
fatti patenti e manifesti in uno istorico che ha per prima legge di dir la
tutti fu lepidissimo il suo trovato, che la francia distruggeva l'independenza di genova
mi conferma anzi a onorarla col vero, che a pargoleggiare con poveri inorpellamenti.
orpelare ', dove a dir quello che era di sua intenzione doveva dire inorpelare
sua intenzione doveva dire inorpelare, secondo che diciamo indorare. dottori, 1-67:
il rende non odioso a quelle arpie che son più ghiotte della penna che della
quelle arpie che son più ghiotte della penna che della carne. a. casotti,
. a. casotti, 1-8-39: pria che imbocchi / le pillole, le guarda
a una a una, / temendo, che il dottor non l'infinocchi, /
, 3-ii-910: quanto a quelle reprensioni che fuori del pergamo si fanno, concediamo
del pergamo si fanno, concediamo volontieri che... inorpelarle e indolcirle non sia
sensi, / per far parersi quel che non si è stati. botta, 4-832
. gadda, 15-40: un ateismo sostanziale che vuole inorpellarsi di una « spiritualità »
, e mi credetti divenuto un gran che. -rifl. mazzini,
cammelli, 168: tu lustri più che non fa l'or filato, / e
sol d'aprile, / e più che un perno in cima a un campanile,
rame inorpellato, e son messeri / che bene spesso non han pan per cena
ad una falsa inorpelata gioia, / che può bella parer, ma nulla vale.
quanti / inorpellati simulacri vani, / che d'ara e culto fantasia fe'degni
ch'è da bologna, e altro omo che 'l petrarca, per essere eques inorpellato
attorno la sua inorpellata apologia, prima che lasciasse capitarla in mano del dotto avversario,
pretestuosi; dissimulato sotto falsa apparenza; che ha assunto una parvenza di credibilità,
del tutto, e miseri mortali, / che dalle loro inorpellate ciance [degli adulatori
bevono volontieri il veleno dell'adulazione, che gli arreca la morte in un calice innorpellato
(femm. -trice). raro. che altera artificiosamente un dato reale, che
che altera artificiosamente un dato reale, che maschera una situazione, che rende attendibile
reale, che maschera una situazione, che rende attendibile o più gradevole un fatto
, ma inorpellatura efimera, quel baglior che lampeggia. f. casini, i-350
. falsa apparenza; parvenza ingannevole, che dissimula la realtà autentica; aspetto esteriore
fatto inorribilito mirabilmente più di senso, che illaidito di parole. = part.
(465): renzo, poco mancò che non se la prendesse col lettore interprete
.. i era un urlìo tremendo che squarciava / in un fiotto di sangue terra
inorridire / a questa mia domanda e che la bile / vi salti al naso a
farvi incollerire. parini, i-53: ma che? tu inorridisci, e mostri in
, 6-50: abbiamo salvato qualche parola che in gioventù ci avrebbe fatto inorridire.
quell'alma non lasciaste infertile, / che molto a i buon sudor potea promettere
3-22: e la storia di aracne, che per l'odio di atena inorridì e
d'amor. nievo, 457: giuro che non mi rimase posto nel cuore per
raccontato l'arresto dell'assassino famoso, che da molti mesi atterriva e inorridiva il piemonte
e. cecchi, 5-397: ciò che in francia succede, lo stupisce,
b. fioretti, 2-3-132: vero è che per questa strada maggiormente s'abbellisce e
9-267: timida, come quella che più volte / udito avea che
che più volte / udito avea che 'ntorno a i cimiteri, / e 'n
giudici, io ho l'anima così inorridita che la lingua paventa di proferire quei
vedevano piangere, pensavano a chissà che peccatacci, e le volgevano le
ipocrisia d'esitazioni e d'inorriditi commenti che il pre fetto della caravina
ma zitte zitte ei muore, / o che luciguercintorbida, / ed infosca ed
così accade ai milordi: sono villani che mal vestiti e rozzi escono da londra,
inorticato, agg. ant. che si trova in lite, in
inorticati / co i fiorentini, che si prestan l'orzo, / gustar l'
ortodossia... dice però meno che 4 eterodossia '. questa è credenza
. questa è credenza diversa da quella che il parlante ha per vera e per
. inorthodoxie. inortodòsso, agg. che non è strettamente ortodosso; che si
. che non è strettamente ortodosso; che si discosta in qualche misura dall'ortodossia
onorati può esserci qualche proposizione inortodossa, che non merita nome di eterodossa.
. mazza, ii-160: l'aizzerò che sempre ei ferva e spume, /
. inosàbile, agg. letter. che non si può o non si deve
può o non si deve osare; che supera i limiti dell'ardimento umano;
: oseremo ancóra l'inosabile. basta che ci lascino osare. soffici, ii-82:
i moderni tartari altro non sono che molecole spatose raschiate dalle acque per
, e della scambievole inosculazione de'canali che vengono al contatto. r. cocchi
r. cocchi, 1-90: è certo che qui non possono considerarsi una libera inosculazione
delle vene '(celio aureliano) che traduce il gr. àvaotójjuoot?; cfr
inoscuràbile, agg. letter. che non può oscurarsi, che splende perennemente
letter. che non può oscurarsi, che splende perennemente; inestinguibile. mascheroni
mascheroni, 8-365: è l'innocenza, che spandendo intorno / l'inoscurabil pura luce
.]: 'inosico'... aggiunto che, unito al nome generico di
, col sufi, chim. -ico che indica il massimo grado di ossidazione di
. chim. alcool ciclico esavalente che si trova in alcuni tessuti animali e in
, col sufi. chim. -ina che indica ammine o composti analoghi. inosìnico
]: 4 inosite'... nome che si dà ad una sostanza zuccherina particolare
dà ad una sostanza zuccherina particolare, che fu trovata nel tessuto polmonare, nel
inosìtico, agg. chim. che è proprio, che si riferisce all'
agg. chim. che è proprio, che si riferisce all'inosite, che deriva
, che si riferisce all'inosite, che deriva dall'inosite. - medie.
. - medie. diabete inositico: che comporta eliminazione di inosite.
semi di soia, ecc., che contiene nella molecola l'inosite, come isomero
e dal suff. chim. -olo che, nei composti organici, indica la presenza
eliminazione di inosite attraverso le urine, che si verifica in taluni casi di diabete
tenzionavano insieme... donde venisse che i tredici odori tratti dal mare inospitàbile.
alla inospitabilità ella riguarda i signori piuttosto che il popolo, il quale non è
. inospitale, agg. che non è ospitale, che non osserva
agg. che non è ospitale, che non osserva i doveri dell'ospitalità,
non osserva i doveri dell'ospitalità, che non ha il senso dell'ospitalità;
non ha il senso dell'ospitalità; che rifiuta ospitalità; scortese e duro verso
scura / tua piaga vive nel segno / che lacera questo legno, / e incancellabile
traverso una sequela infinita di veli umidi, che il tranvai lacerava. montale, 1-19
: sommersa ti vedremo / nella fumea che il vento / lacera o addensa, violento
fucilate lacerava ancora a tratti il nebbione che si era abbattuto sull'abitato. pea
doveva veramente vederla come un misero cencio che striscia sull'asfalto, confusa all'ombra
striscia sull'asfalto, confusa all'ombra che il suo piede lacera e di continuo ricompone
accesero tutto in un groviglio di fulmini che palpitarono da un capo all'altro dell'
innocenza; e in tutte quelle orme che precipitavano dai vicoli pareva smarrito per sempre
ingenua scoperta della libertà e della giustizia che appena un anno fa era negli occhi
più ridenti colori accresce la tetraggine, anzi che scemarla; perocché quelle sopravvesti van lacerandosi
lacerandosi, donde risulta uno spiacevole mosaico che eccita in mal punto idee di caducità
marotta, 6-152: l'asfalto pare che si laceri sotto le ruote delle velocissime automobili
laceraronla / e di lei fèr ciò che lor diede l'animo. g. m
ariosto] / manco niente di quel che l'aveano / avanti a questa nostra,
lacere / non gnene avessin (come par che usino) / gli stampatori,.
di sup plicare nostro signore che faccia provisione sovra gli stampatori che lacerano
signore che faccia provisione sovra gli stampatori che lacerano e stroppiano le mie composizioni e
e stroppiano le mie composizioni e me che ne sono l'autore. salvini, 41-322
chiamarli col suo vero nome corruttori, che per rendere al lor parere più vendibile
stomaco / a cacciar via la fame che mi lacera. pallavicino, 1-504:
, chiamiamo 'acerbo 'tutto ciò che lacera violentemente la lingua; se la
molineri, 1-247: certo il petto che lo emise dovette esserne tutto lacerato.
antimonio, gesso e simili minerali, che rodono l'intestino e mandano al cerebro
sé qualunque svergognato tavemiero ed adultero, che avesse lacerato li suoi beni patrimoniali o
casa sono state così malamente lacerate, che difficilmente potranno ristorarsi. -intr
di spremere denari in soccorso all'erario che si andava lacerando. -sprecare
ho gli anni / tra mondane follie, che son baleno. 9.
di roma da quelli trenta tiranni, che in vari lochi si usur- pomo li
e il nome de l'imperio in modo che non si potea chiamar più monarchia,
dolevasi il duca di mantova... che gli si lacerassero gli stati. muratori
lacerata l'italia, i greci augusti, che se la videro bella, stesero non
recipr. guicciardini, iii-130: poi che... due dei membri più
di spagna, doversi riputare minore calamità che amendue vi rimanessero...,
amendue vi rimanessero..., che il venire tra loro medesimi alle armi
tutto soggiogati. mazzini, 47-67: che cosa dite di tutta questa crisi di
lor medesimi, con ciò fussi cosa che e'non avessino spazio di partirsi,
cotal vento fieramente scrollato, anzi presso che diradicato e tutto da'morsi della invidia
cessare. bellincioni, ii-226: mentre che lei mi lacera, / voi ch'i'
sannazaro, iv-8: pensando a colei che 'l cor m'ha lacero, / divento
difetti passati. metastasio, 1-177: che barbaro governo / fanno dell'alma mia
, iii-233: questa è la prima volta che la noia non solamente mi opprime e
in casa, non provi le umiliazioni che fuori mi lacerano ad ogni momento. tozzi
. montano, 1-260: i contrasti che mi avevano lacerato negli ultimi tempi posarono
d'annunzio, iii-2-1024: è orribile sentire che la nostra voce ora passa tra i
ultimi offici. ghirardi, 21: a che tanto volervi da voi stesso lacerarvi?
e i grandi non hanno altra mira che di lacerarsi per invidia e di soverchiarsi
il lussurioso e il goloso] vorrebbe volontieri che iddio per la sua opera non si
: sapiendo ellino [i romani] che li iddìi si dilettavano d'essere lace
indegna cosa d'essere così ingiuriati essi che li iddìi. macinghi strozzi, 75
iv-42: tal ride del mio ben, che 'l riso simula; / tal piange
/ tal piange del mio mal, che poi mi lacera / dietro le spalle
l'aveva deliberata... ma più che alcuno era lacero messer giovanni guicciardini,
per l'appunto per chetar le lingue che lo laceravano d'avere spento tanti uomini dabbene
non meritano d'esser commendate per altro che per lo solo studio ch'io vi ho
gli scritti altrui, pensano (malaccorti, che sono) per chiari, e illustri
errore l'abbondanza non meno de'disleali che de gl'incapaci della pittura, e
carducci, iii-12-218: l'autore, che volea condannata l'opera sua al fine del
ad ogni scoperta una linea del libro che voi dichiarate infallibile. 12.
9-1: vivo puoi emendare tuoi falli, che, morto, è in arbitrio d'
come autor di scandali e più ladrone che re, il giovane aspramente dava sulla
da questo terribile flagello di lettere anonime che... non mancavano di intaccare
de toi fidi patria civi, / che per lo proprio bene el comune ami,
sensi civili, sentiamo quanto sia indegno che speri asilo nel tempio colui il quale
quale lacerò truculento i precetti di dio che si adora là dentro. -depravare
: questo è pur quell'eschine stesso che, allora quando amistofonte chiamò in giudizio
al suo debito, il canova vuole che sia lacerato l'obbligo ch'ella mi
, i-102: dopo un urlo tale rauco che così spontaneamente le aveva lacerato la gola
la terrena vesta / lacera ornai, che in tanta noia io porto. -lacerare
sul palcoscenico si avvicendavano un noto sarto-poeta che il pubblico sbottonava e lacerava crudelmente fino
le piaghe d'italia non possono sanarsi che lacerandoli [i trattati]. tarchetti,
spesso era assalita da emicranie sì violente che ne diventava come pazza. si lacerava
lacerativo, agg. atto a lacerare, che per sua natura tende a produrre
fece portare innanzi lo monacello morto, che era tutto lacerato, lo quale non poterono
carità, quanto è forte questo legame che tiene dio-e-uomo piagato e lacerato in sul
.. e trassene quel poco di fiato che v'era. galileo, 3-4-220:
ti libero la fronte dai ghiaccioli / che raccogliesti traversando l'alte / nebulose;
di lebbra. -ferita lacerata: che presenta i labbri sfrangiati. dalla croce
labbra del male ugualmente unite, il che possiamo più facilmente conseguire nella ferita per
più facilmente conseguire nella ferita per taglio che nella contusa o lacerata.
più la madre; / e poi che lacerata alle spalle perdeva la sua veste,
a rompicollo corre ogni vizioso, / che pur si stima tra1'azioni indegne / nel
resti in perpetuo lacerato il mesterioso velo che sino ad ora l'ha ricoperta. mazza
betocchi, 5-128: sei un terreno che, per quanto lacerato, ha dato
... / saranno i primi che averan lo sfratto. tommaseo [s.
e non ci arrivavano tutte, sì che si aveva l'impressione che nel suo
tutte, sì che si aveva l'impressione che nel suo discorso vi fosse qualcosa di
aria lacerata dagli ottoni il baldacchino, che fu portato verso s. petronio a
. figiovanni, 30: aimè! che ancora io furiosa rifeci le lacerate navi
furiosa rifeci le lacerate navi, acciò che fussi salda quella per la quale 10
, le trovarono dalle bombarde sì lacerate che tre sole d'esse poteano condurre con
di riveder subito nel libro quel poco che mi comportava il tempo, con intenzione
lasciarlo veder poco castigato per mia mano che molto lacerato per mano d'altri.
uscite storpiate e lacerate dalli impressori, che appena si riconoscono da quel ch'el-
il più famoso è 11 caronte, che in alcune edizioni non v'è, o
leggenda aurea volgar., 339: di che mi posso io vergognare, con ciò
io vergognare, con ciò sia cosa che tu sia vecchio e di grande tempo
tempo e io sia sì crudelmente lacerata che niuno potrebbe prendere di me mai diletto
oliva, 587: chiede il vostro cuore che finalmente si dia qualche respiro a rosa
o indebolite o lacerate, innanzi / che l'untuosa lor premuta veste / di
quasi il cadavero di quella nobil patria, che è stata regina del mondo, così
lacerato. dovila, 278: con che forze poteva il re, con il regno
è mai veduta più lacerata di quello che si è fatto in questa età. muratori
infallibil religione da tanti e tanti, che pur la professano, screditata coi loro
. tommaseo, 3-i-146: il cospirare che adesso si fa mezzo in piazza e
o con più di cinque italie più lacerate che mai. alvaro, 10-214: l'
andreini, 90: io quegli fui / che nel conflitto eccelso / in aquilone entrando
, così lacerato, mi so rattenere che non voglia del mio sciocco sale mettere nelle
, ii-204: ho il cuore così lacerato che ho bisogno di tutto il sentimento della
gratitudine, per non rompere quei nodi che a voi mi legano. foscolo, xvi-53
molto più tempo tra ragioni storiche contrapposte che permangono o si rinnovano tutte insieme.
carducci, iii-10-396: nelle poche cose che allora mi lasciai giovenilmente sfuggire dalle mani
(346): io soe fermamente che tu... hai ardito di recare
). speroni, 1-4-196: parvi che questa tragedia lacerata fusse composta così a
? martello, 195: io ti giuro che, più d'una volta, ho
1-13: i francesi... stimano che la fortuna, che li rende vittoriosi
.. stimano che la fortuna, che li rende vittoriosi nell'arme, li deva
far trionfar su gl'ingegni, il che se li dia quanto a'poeti spagnoli
. (femm. -trice). che lacera, che straccia, che strappa
femm. -trice). che lacera, che straccia, che strappa; feritore,
). che lacera, che straccia, che strappa; feritore, dilaniatore.
2. per estens. che stordisce. -anche: che provoca una
per estens. che stordisce. -anche: che provoca una sensazione molesta all'udito.
tu, ostrogoto lacerator d'orecchi, che dici 'tutto il lungo del cammino
di desinare '? 3. che scioglie, che disperde, che fa scomparire
? 3. che scioglie, che disperde, che fa scomparire. -
3. che scioglie, che disperde, che fa scomparire. - anche al figur
s'accompagna a un orrore quasi animale che sembra il castigo inflitto al laceratore dell'
convenzione. 4. figur. che vilipende, disprezza, oltraggia, biasima
del vulgo,... me pare che da dio e da la natura,
per meriti eccellente. 5. che provoca struggimento, angoscia, tormento indicibile
ogni soave emozione, non resta più che un sentimento ardente e laceratore, la
capo, si fa beffe delle potestà che vogliono resistere a dio. 2
un organo o di un tessuto, che si produce nei tegumenti e nelle parti
: lesione della cervice e del perineo che ha luogo nel momento culminante del parto
p. verri, 2-33: ogni lacerazione che si faccia sopra di un corpo vivente
ovvero colla compressione, cagiona quel sentimento che esprimiamo colla parola 4 dolore '.
più ghiotte, segrete immaginative della gentildonna che risfolgora in brillanti. -in senso concreto
, ma le parti lacerate, anche che siano non per causa lacerante. 4
abbiatevi un saggio di queste classificazioni, che levo dai mali delle braccia..
posta sotto gli occhi una larga lacerazione che discopre gli intimi tessuti della carne viva
[i magliuoli] come nel sotterrarli, che non se li guastino gli occhi,
chi ha scritto,... così che alla prima lacuna del testo, alla
del foglio consunto egli supplisce sicuro, che si direbbe séguiti la lettura.
della cristianità ebbe origine dal fatto fondamentale che il regno di dio annunziato da cristo
figur. sensazione violenta, improvvisa, che produce angoscia, strazio, turbamento profondo
, strazio, turbamento profondo, e che sconvolge i sensi e l'animo. -anche
una lacerazione, e balzò. vedeva lei che si veniva distaccando da lui. cicognani
la voce di giovannino con un accento che era lacerazione: -col tempo..
e questa ferma risoluzione aveva fatto sì che tutto si sopisse intorno alla lacerazione della
dramma sentimentale, di piccole lacerazioni sentimentali che si esaurisce nel mero dialogo e nelle
una lacerazione, un'umiliazione estrema, che infiammava ancora di più il mio amore
dire quanto tempo piangessi. ogni volta che mi sembrava di finire, una specie
di un diritto, profanazione di ciò che è (o è considerato) sacro
morte era tanto profonda nel popolo giudeo che i discepoli stessi del risuscitatore che aveva
giudeo che i discepoli stessi del risuscitatore che aveva annunziato la propria resurrezione, non
xiv). lacerbiano, agg. che è proprio, che si riferisce al
lacerbiano, agg. che è proprio, che si riferisce al movimento culturale sorto intorno
fondata nel 1915 da giovanni papini; che partecipa alla formulazione delle idee e
culturali e politici di tale rivista; che li sostiene. soffici, iv-336:
in una con me e con papini, che facemmo il più, vi lavoravano
futuristi. idem, iv-367: fu così che una volta o due soccorsi io l'
o un episodio dell'avventura lacerbiana, che infatti lo tras sero d'
. soffici, v-6-419: la conoscenza che aveva fatto dei vociani e dei lacerbiani
vociani e dei lacerbiani e la stima che ne aveva concepito lo portarono un giorno
raccoglieva il meglio dei vociani, ora che la 4 voce 'fiorentina era mobilitata;
in un taglio rettangolare di stoffa, che si chiudeva sul petto, copriva una o
fanciulli romani nobili, la trabea di coloro che trionfavano, la lacerna di coloro i
buonarroti, 2-77: anco la lacerna, che era una sorta di veste da soprapporre
. maffei, 5-5-283: le lacerne (che erano quasi corti mantelli) servivano principalmente
». làcero1, agg. che presenta una lacerazione, per lo più
/ lacero e sanguinoso, e par che senta / ch'egli aita le chieda.
, 1-193: ne'cadaveri di quei che hanno corrotti o laceri i polmoni, s'
ed i piedi talmente addolorati e laceri che ci gettammo a terra come morti.
in gonna / lacera una matrona, che a un lor collega è donna, /
rinfagottata in un lacero giacchettone da uomo che gli toccava terra. d'annunzio,
, un paravento lacero, una poltrona che mostrava i ferri e la stoppa.
3-i-420: il cielo non ha permesso che l'innocenza di armando, quanto più lacera
piantansi [gli ulivi] con piante che abbian radici o con piante divelte da'pedali
rami. bar uff aldi, 1-67: che a un sì nobile liquore / presto presto
, / o punta d'infinito / che apparisce di là da ciò che sente /
infinito / che apparisce di là da ciò che sente / il senso:..
. vestito di abiti sdruciti e sbrindellati; che offre nel modo di vestire, uno
, 1-134: ell'è una lacera femmina che va offerendo monete e dispensando viglietti,
ov'ella sta di casa e pregando che vadano a trovarla. misasi, 6-ii-22
sinistro. pascoli, 783: niuno vide che lacero / fuggivo gli occhi prossimi,
, / o madre, accorato / che niuno m'avesse guardato. cicognani, iii-2-278
sì grand'edifizio e il maggior forse che mai si sia edificato, si vede
, nel recinto / del tuo castel che lacero torreggia, / e tu ci mostrerai
ciglio, / il lacero naviglio / so che più non rividi. manzoni,
2-i-436: avvenne indi a non molto che que'laceri avanzi dell'esercito francese,
que'laceri avanzi dell'esercito francese, che poco prima gli spagnuoli non curarono di
, 1-596: il beamese, considerato che contro questa parte non sarebbe mai venuto a
, epperò molto meno poteva riprometterselo adesso che erano laceri. 7. incompleto
fossero di maniera laceri e depravati, che v'erano delle dimostrazioni delle quali appena
versi; ma talmente laceri e guasti che appena ho potuto con grande pazienza cavarne
mio richiamo, / ma dentro l'aria che ti tiene / tu sali felice mongolfiera
bernari, 4-262: era la prima volta che pensasse alla morte; e quell'idea
, 6-248: i galloni di maresciallo, che una lunga promessa gli sventolava sotto il
d'euclide / del gran tosco, che sì lunge vide, / il glorioso voi
riflettere se per caso il lacero adagio che non tutto il male vien per nuocere
chi puote esser mai spietato tanto / che s'allegri, se pur non può dolersi
15. medie. ferita lacera: quella che presenta labbri sfrangiati, prodotta per lo
16. bot. foglia lacera: quella che presenta brani con tagli disuguali e frastagliati
. usura, logorio. -anche: ciò che viene consumato con l'uso.
. v.]: 'lacero'il consumo che si fa di checchessia usandolo. '
legge. guerrazzi, 1-13: quegli che fu commesso alla custodia della legge e
materiali eterogenei, metallici o cartacei, che vengono fusi o macerati perché possano essere
nervi grande e piccolo petroso superficiale e che è circondata dalla grande ala sfenoidale e
lacero-contuso, agg. medie. che presenta nello stesso tempo una lacerazione e
vago, glosso-faringeo e accessorio del vago e che sta fra il margine posteriore della rocca
1-160: àvi... cocodrilli terrestri che maggiori non sono di tre cubiti,
gonea fronte / stille di sangue, che, spargendo a terra / il venenoso
, 66: li amazoni furono i primi che mangiassero lacerte, e per questo furono
57: piglia rane marine e lacerte, che vulgarmente ghezze se domandano. dalla croce
). lacertifórme, agg. che ha forma simile a quella di una
(con partic. riferimento ad animali che non appartengono all'ordine sauri).
sauri). -in senso generico: che è simile a una lucertola, che
che è simile a una lucertola, che ricorda la forma di una lucertola.
. zool. gruppo di rettili squamati che comprende le lucertole e le specie affini
3-27: ciascuno occhio à vm lacerti che 'l muovono e, quando si magagnano o
preseli 'l braccio col runciglio, / sì che, stracciando, ne portò un lacerto
col ronciglio suo di ferro, sì che stracciandolo portonne via un lacerto, un
cala su l'òmero un fendente, / che il braccio gli recide. sanguinoso /
/ di ritondette braccia / aureo serpe che allaccia / blando se stesso e morde
crescenzi volgar., 9-10: di che il predetto cavallo, sentendo spesso lo
sentendo spesso lo incendio, andrà più aperto che non sarà usato. ed in simil
stinchi siano ristretti ed asciutti, così che i lacerti appaiano, e si distinguano l'
l'uno dall'altro più di sopra che di sotto verso le gambe, ed
anat. espansione aponeurotica del muscolo bicipite che rinforza medialmente la fascia del gomito.
ii-59: le ferite prave sono quelle, che occorrono all'estremità de'lacerti nervosi e
è ineguale per molte prominenze parallele, che si chiamano colonne o lacerti; e
e son archi di fibre carnose, che la circondano, connessi tra loro per
dai notomisti quelle prominenze parallele ed ineguali che si scorgono nella superficie interna dell'auricola
caverna uscì all'aperto / il feroce leon che l'innocente / squartò con l'ugna
ugna e maciullò col dente / così che ai corvi non restò un lacerto. papini
mi tal cum vizio si copre, / che, quando poi sé scopre, /
, 90: tocco le corde / che legano i lacerti dell'anima mia / alle
lacerto, una certa massa materiale, che non ha vita e non può comunicare
un linaio dentro, una vita / penosa che mi parla di sé da qualche suo
5. region. parte del manzo macellato che corrisponde al primo taglio della coscia fra
col coltello affilato ne taglia il boccone che più gli sembra gustoso, e che poi
che più gli sembra gustoso, e che poi ritaglia e mangia in piccole fette
anguillara, 2-288: l'invidia, che la dea dell'arme ha scorta, /
ungaretti, xi-328: penso con nostalgia che dev'essere uno spettacolo inaudito qui vederlo [
i magli più vasti / delle rupi che il lacertoso / ciclope scagliò contra ulisse
livio volgar., 4-55: poi che vide ogni cosa d'intorno ad edipola
senza far molti consci della ingiuria con che m'ha lacessito gerasto. =
. genere di serpenti molto velenosi; che vivono nell'america centrale e meridionale;
del genere seyale di latreille, e che tiene il mezzo tra il boa ed
] attendeano i buoni in certana speranza, che gesù cristo figliuolo di dio li verrebbe
di dire qualche cosa della lacinia, che, non significando altro che pezzo di
della lacinia, che, non significando altro che pezzo di cosa rotta, fu presa
ma anche certe punte lunghe strette, che facevano e lasciavano per galanteria nelle vesti
nelle vesti, forse alle cantonate, che erano più lunghe e acute assai,
più lunghe e acute assai, e che uscivano più in fuora di quello portasse il
spiegano per lacinia l'estremità di una veste che arriva al tallone e perciò forse detta
non è altro l'italia se non che una vasta lacinia o lingua e dicasi anche
solco e l'altro si levano dirupate lacinie che le frane di continuo assottigliano e sulla
pezzi lineari ineguali, stretti ed allungati che dividono un calice, una corolla,
5-61: trovai ambedue le tube falloppiane che colle loro fimbrie e lacinie muscolari erano
-plur. formazioni di tessuto cutaneo che stanno sotto la gola di alcune specie
[la tuba dell'utero] par che debba alzarsi necessariamente, ed applicando la
lacinióso, agg. ant. che è dotato, al fondo o
i botanici comunemente chiamano laciniose quelle foglie che sono rotte assai, ma in rotture
bot. genere di piante coripetale, che comprende il solo genere lacistema, con
qual lacone / fulvo o molosso, / che de'pastori / è amica forza,
l'alte nevi / ad ogni fera / che mi preceda. = voce dotta
dire ad alcuno, non senza grazia, che il laconeggiare era più tosto un filosofare
, cioè un esercitare anzi l'anima che 'l corpo. 2. tr.
laconicamente vorrebbero vedere nei più angusti spazi che possibil fusse, ristretti i filosofici insegnamenti.
careri, 2-ii-472: appunto nel modo che m'imponeste vi scrivo: laconicamente. giulianelli
precisione ed esattezza, così però laconicamente che, senza vedere gli stromenti, senza
non si sarebbe potuto profittare di ciò che ne avea scritto questo autore. foscolo,
ho risposto. cassola, 2-416: -e che ci sei andato a fare a roma
te spes occidat »: guarda bene che questa speranza non sia il tuo omicida
. magalotti, 1-142: adesso che il colpo non può più arrivare improvviso
dirò, col più arrabbiato laconicismo, che questi sono due barri di guadalacara della forma
luogo nel solo mese di novembre in terre che si vantano civili. e tutta l'
la quale commandava al figliuolo nuovo soldato che ritornasse « o con questo o sopra questo
per cosa cotanto importante la diligenza di che tu parlavi. pindemonte, ii-96:
catalettico con spondeo in settima sede, che i giovani spartani usavano nei canti di
.). -chiave laconica: chiave che chiudeva dall'esterno e apriva dall'interno
. marinetti, ii-271: siamo convinti che meccanicamente, a forza di brevità, si
, farò conto di scriverla a quel laconico che, avuta dal giudice l'alternativa di
lear. jovine, 282: il guardaboschi che era uomo laconico e ruvido negò recisamente
era uomo laconico e ruvido negò recisamente che vi fosse una lapide con la scritta
di un supplemento d'informazione dalla portinaia che in genere è di un umore laconico
. bembo, 10-v-244: vi priego che, se potete indurre il vostro alto
con quella vostra laconica e gratissima facondia che il cielo con larga mano v'ha donata
apof- temmi laconici e succinti significano più che non dicono. gemelli careri, 1-iv-338
ornai tempo di finirla poiché mi avvedo che avendo fatto l'elogio dello stile laconico
durano incerte. alle nuove di genova, che pubblicammo oggi, è venuta al triumvirato
martello, 171: la gran fortuna che appresso • molti ha conseguita quest'opera
: i modi secchi, laconici, altieri che si usavano con lei non le davano
partenza del coriere, io sarei più che prontissimo in fare le belle parole ringraziatone
la laconica, / più preziosa assai che la bettonica. f. f. frugoni
convenne, per forzose ragioni, dopo che si fu confessato benché alla laconica, per
per il gran dolore dell'atroce ferita che cominciava a a degenerare in ispasimo,
: son più ladri... quei che puniscono i latrocini, che quei che
. quei che puniscono i latrocini, che quei che li commettono, perché questi
che puniscono i latrocini, che quei che li commettono, perché questi rubano alla
, 264: il laconico era quello che anche sudatoio si chiama, detto così da
io per me tengo di certo che impropriamente fosse stato da alcuni scrittori nominata
cioè la parte per lo tutto; e che in somma non sia altro il laconico
in somma non sia altro il laconico che una piccola cupoletta, che copriva un
il laconico che una piccola cupoletta, che copriva un buco che era nel pavimento della
piccola cupoletta, che copriva un buco che era nel pavimento della stufa: ciò
sia fornace, riscaldasse a dovere una stanza che dovea servire di stufa. milizia,
: 'laconico': stanza con stufa, che si disponeva nel bagno, affine di
e chirurghi, all'uopo di quelli che alle terme vengono per medicina: troveranno
medicina: troveranno gabinetti ove riposare coloro che escano da'laconici o sudatori.
. lacònio, agg. letter. che appartiene o si riferisce agli spartani;
appartiene o si riferisce agli spartani; che è abitato dagli spartani.
., i-132: improvvisa / iri, che segue i zefiri col volo, /
sempre co 'l modesto laconismo quelle parole che dee dire o per necessità sua o per
e le parole di senso oscuro ed ambiguo che per iscanso delle glose, a fine
loro in appresso quella più storta interpretazione che venisse loro in mente. b. garofalo
a cui la brevità e 'l laconismo che usa non toglie la chiarezza e la
di civiltà. amari, 23: par che i pregii della eloquenza arabica in quel
ubiquità, il laconismo e la simultaneità che derivano dal turismo, dall'affarismo e
giornalismo. 2. qualità di ciò che è espresso in modo succinto e stringato
. metastasio, 1-iii-451: è certo che nel laconismo della vostra epistola non ritrovo
né pur una scintilla di quel contento che suol riscaldare un animo 'voti compos '
il laconismo di questo non mi pare che si possa prendere per indizio di affezione
, ii-10-4: il laconismo dal biglietto che ti ho mandato oggi non sta: lo
sento. ma d'altra parte, che dirti? scrivere a lungo porta il pericolo
di trascendere a impeti e a parole che dispiacciono poi egualmente a te quando leggi
4-314: 'laconismo'... significa più che non dice; al contrario della iperbole
contrario della iperbole, la qual dice più che non significa. f. f.
... a i cortigiani asiatici, che co i loro laconismi, più che
che co i loro laconismi, più che salsi, salaci, dileticano i prìncipi stalloni
laconismi, avendo voluto in sostanza dire che la fortuna con tante stranezze e strapazzi
, 221: è più facile filosofare che laconizzare. = voce dotta,
immaginaria parallela all'asse del globo terrestre che passa per il meridiano. b
punti ove le due parallele tagliano quello che si chiama orizzonte, a destra si
si è facto corno li nostri arbori che producono le noci. ulloa [castagneda
sf. goccia di liquido incolore, che bagna gli occhi e talvolta ne sgorga
a forti emozioni (e questo liquido, che presenta una reazione lievemente alcalina e contiene
): 1° rimasi in tanta tristizia, che alcuna lagrima talora bagnava la mia faccia
lo mio petto / con una voce che sovente mena / le lagrime dogliose a li
lor di sangue il volto, / che, mischiato di lagrime, a'lor
'nvetriate lagrime dal volto, / sappie che, tosto che l'anima trade / come
dal volto, / sappie che, tosto che l'anima trade / come fec'io
l'è tolto / da un demonio, che poscia il governa / mentre che 'l
, che poscia il governa / mentre che 'l tempo suo tutto sia vólto.
petrarca, 234-3: o cameretta, che già fosti un porto / a le
se'or di lagrime notturne, / che 'l dì celate per vergogna porto. boccaccio
occhi'. lagrime sono generate da umori, che discendono dal capo per vene del craneo
sono da ristrignere in questa maniera, che prima sia purgata la testa con gera
le lacrime procedono più tosto dal cuore che dagli occhi. poliziano, st.,
. ariosto, 10-96: creduto avria che fosse statua finta... /
: sciocchi affatto sono veramente quegli uomini che, mossi a intempestiva pietà delle artificiose
affollate domande? fantoni, i-15: che giovano sospiri e lagrime, / s'oltre
, 27: sempre a gli occhi sento che mi viene / quella che ti bagnò
occhi sento che mi viene / quella che ti bagnò nell'agonia / non terminata
spicchio, spicchio », niente altro che questo. e sulla giacchetta mi colavano
sopra tutti i pericoli del mondo e che immaginare si possono, maggiore è lo stare
peccati e lavasi d'essi, sì che certi sono che dio perdona loro.
lavasi d'essi, sì che certi sono che dio perdona loro. atanagi, xxxvi-175
tutte le sue voglie / un nembo che dagli occhi al sen le piove.
un fiume ', non sarebbe oramai che di celia. 'profluvio 'sonerebbe
bello. 'abbondanza ', meglio che 'copia '. 'ubertà 'latinismo
sospiri, / quando in voi adiven che gli occhi giri / per cui sola dal
con altro non potete più fargli onore che col lamentarvi
i-49: questa differenza hanno le lacrime che procedono da letizia da quelle che vengono
lacrime che procedono da letizia da quelle che vengono da dolore, che le lacrime
da quelle che vengono da dolore, che le lacrime liete son fredde, le dolorose
la reina / una lagrima lieta, che la madre / in quel punto tradì,
vuol fingere un dolore o una commozione che non prova. palazzeschi, 1-32:
. palazzeschi, 1-32: mi sembra che la stanza grondi, e che le
sembra che la stanza grondi, e che le ombre piangano insincere, e abbiano stizza
insincere, e abbiano stizza della luce che fa risplendere le loro false lagrime.
lacrime versate per onorare i defunti, che negli antichi riti venivano raccolte in appositi
conv., ii-xn-5: io, che cercava di consolarme, trovai non solamente a
le lagrime del popol doloroso, / che sol da voi riposo / dopo dio
n-iii-922: la bellezza è la bella vergine che fa belli i pensieri e l'invenzioni
bella ancora la morte e le ferite che per lei si sostengono. bruni, 114
ha oggi il nostro re data, pensando che, dove per rallegrarci venuti siamo,
, le quali dir non si possono, che chi le dice e chi l'ode
, di tante lacrime: un figlio che abbia rappresentato per i genitori sofferenze,
'figliuolo di tante lagrime '. (che costa tanti dolori). papini, v-796
, lasciami: per quanto è vero che sei viva non può accadere che il
vero che sei viva non può accadere che il figlio di tali lacrime perisca!.
la ricompensa in quello scoppio di pianto che, nel luglio del 386, segnò la
xiv-238: sai tu, mia cara, che 10 temo il diluvio in questa 'vera
lagrime'?... tredici giorni che piove; i fiumi sono disalveati. carducci
valle di lagrime, le nostre gioie che son neve al sole, la gloria del
., 14-113: ciascuna parte, fuor che toro, è rotta / d'una
, è rotta / d'una fessura che lagrime goccia, / le quali, accolte
inferno, o per li molti pianti che in quella si fanno, o per l'
gli incappati; e quei fanciulli laceri che raccoglievano le lacrime della cera, a fatica
della pioggia / lontana. -liquido che trasuda dal formaggio a un dato punto
è vero stravecchione, e i buchi che deve avere, e le lagrime che deve
buchi che deve avere, e le lagrime che deve mandare. pasolini, 3-63:
2-i-958: agli occhi di un aviatore che volava a 1000 metri su barcellona,
. sostanza, più o meno liquida, che geme a goccia a goccia dalla corteccia
tagliando: e questo per la lagrima che troppo uscirebbe per la gemma. crescenzi
volgar., 4-11: nel tempo che [le viti] acquose versan le
iii-95: hanno un umore gli arbori che è loro in lato di sangue, chiamato
. magalotti, 21-13: quella lagrima che comunemente sangue di drago si chiama.
è piena di prodigi. gli altissimi ceri che mi si serrano intorno si costellano,
di fumo. baldinucci, 180: vernice che si distende in sul rame..
tozzetti, 12-7-336: l'altra manna che cola giù per il liscio fusto deltavomello
concrete. -goccia di umore molto dolce che cola dall'estremità dei fichi quando hanno
, e assai di quelli pengiglianti, che aveano la lagrima, si mettea in
lagrima, si mettea in bocca, che parea ch'egli avesse a fare una sua
, uno di quelli così fatti fichi che aveano la lagrima, dicea: -non
, dicea: -non pianger no, che non ti mangerà messere. salvini, 41-87
: a platone piacevano i fichi, che nel paese suo vene faceva degli squisiti
una brattea globosa liscia e bianca, che a maturità diventa durissima (ed è
medicamenti,... ove vuole che quella pianta che produce le lacrime, di
.. ove vuole che quella pianta che produce le lacrime, di cui in
quelli [fiori] ve n'ha che non congiungonsi / giammai col frutto, e
specie di pianta de'paesi caldi, che da noi coltivasi ne'giardini a cagione del
lucido, cinerizio quand'è maturo, che s'impiega per far corone o rosarii.
nelle regioni centromeridionali, e i vini che se ne ricavano (come: lacrima di
9-1-53: la lagrima ha preso non so che de la botte e secondo il gandolfo
. soderini, i-490: il vino che si addomanda di lagrima, si fa ancora
questo modo. tasso, 11-ii-347: vorrei che così intendeste che da omero sia chiamato
, 11-ii-347: vorrei che così intendeste che da omero sia chiamato il vin dolce come
la lacrima, la quale, tutto che sia premuta da quell'uve stesse da le
quei vini rossi del regno di napoli, che son chiamati lacrime... le
ragazzo io non ho bevuto mai altro che vini navigati e senz'acqua, come claretti
napoli, è di qualità rossa, che, maturata perfettamente, partecipa quasi del
le muse pioveranno in grembo a ciascuno che sa l'abbici delle bel'e pagnotte
adige. -lacrime di fidanzata: liquore che in olanda si beve durante il fidanzamento
16-vi-335: il serenissimo gran-duca mi comanda che io faccia pervenire a v. a.
di quelle lacrime o gocciole di cristallo, che, spezzate nella loro punta, si
di baviera, figlio di federico v, che la fece conoscere in inghilterra.
lanciata nell'atmosfera da un vulcano, che, ricadendo, assume la forma di
dice la pioggia delle stelle filanti, che si vede la notte dal 9 al
, 4-3-67: -mi par duro a credere che una lagrima di piombo si abbia a
pane duro, duro davvero; ma che vuol dire? ei l'ammolirà colle lacrime
lagrime in pelle in pelle ', che già quasi gli spuntano. -bagnare
54): mi giunse tanto dolore che, partito me da le genti, in
274: voi, palme e cipressi, che le nuore / piantan di priamo,
, 8-835: vidi mio figlio pittore che dipinge come ieri, mia figlia vedova
dipinge come ieri, mia figlia vedova che m'irrorò con le sue lagrime.
da lui amata nominar se medesima, che egli credea morta, e gittarle l'
le lagrime in su gli occhi lui che ginocchione stava levò in piede, e il
molte lagrime e molti preghi l'impetrare che vi lasciassero in vita. giordani, iv-47
sedere in terra in una saletta terrena che ivi era, ed era tutta piena
sfronda, ed alle genti svela / di che lagrime grondi e di che sangue.
/ di che lagrime grondi e di che sangue. mazzini, 3-388: ricordatevi che
che sangue. mazzini, 3-388: ricordatevi che la storia di tutti i popoli,
delle lagrime e del sangue de'popoli che hanno voluto commettere a mani straniere la
quell'ora tremenda non volevo più scrivervi che quando aveste piànto tutte le vostre lacrime
con alta voce e con lagrime, che per lo merito della sua passione perdonasse
mercede. sarpi, i-1-82: certo è che li spagnoli non hanno mai voluto confessor
hanno mai voluto confessor gesuita in corte; che la regina impetrò questo suo todesco con
impetrò questo suo todesco con le lacrime; che hanno voluto più volte levarlo con diversi
diversi titoli d'onore ed utile; che egli è uomo più tosto da poco che
che egli è uomo più tosto da poco che altro. -rasciugarsi le lacrime: mitigarsi
io lasciai passare parecchi giorni, tanto che io pensai che fussin rasciutte le lacrime.
parecchi giorni, tanto che io pensai che fussin rasciutte le lacrime. metastasio,
ins no alla fine gli disse quello che gli era intervenuto, con fatica celando
176: violante s'intenerì di tal modo che non potè rispondere che con le lagrime
di tal modo che non potè rispondere che con le lagrime. nievo, 804:
804: io ringraziai più a lagrime che a parole la buona giovine.
8-2 (49): allora, ricordandomi che già l'avea veduta fare compagnia a
la divozione ch'egli era a vederlo, che pochi lo guatavano che potessino contenere le
a vederlo, che pochi lo guatavano che potessino contenere le lagrime. tasso, 16-52
. tecchi, 5-204: se ti capita che le lagrime ti venissero agli occhi,
inf., 18-84: guarda quel grande che vene, / e per dolor non
, / or nel volto di lui che tutto vede / vedi 'l mio amore e
occhi fuori, cominciò ad attender quello che la gentil donna gli rispondesse. tasso
pianto continuo; non avere altra consolazione che il pianto. petrarca, 93-14:
perché non assaggiava tozzo di pane rancido che non fosse inzuppato nell'acqua più dell'
fosse inzuppato nell'acqua più dell'occhio che della fonte. foscolo, 1-161:
costui l'etterno / per una lagrimetta che 'l mi toglie. petrarca, 108-14:
2-9: io mi vissi, pensando che ogni mia lagrimetta sempre giungesse al bellissimo
: sforzatevi di gettar quattro lagrimette, che le lagrime ne gli occhi d'una
froderanno per false lagrimette, / di che bagnan del talamo le soglie / dirottamente?
solo / di lei punire, / che al suo di monelluccia corpicciolo / può
m. cecchi, 1-i-114: vin bianco che smaglia e poi del rosso / non
volpe, in discacciar la morte / che le sovrasta, usa nel proprio male /
nuvoletta muoversi indifferentemente non più verso questa che quella parte. magalotti, 2-93: lacrimette
per dissimulare certi lagrimoni grossi e lucenti che scorrevano e scorrevano per le guance.
di pioggia pendevan dagli ultimi fiori, che inclinavano mesti e appassiti le testoline morienti
ragion glie lo dettava, ma dubitava che una piccola lagrimuzza di quella femmina gli
muterebbe proposito. aretino, 20-167: caso che la croce venga male, lasciati scappare
sorelle. pascoli, 151: quando vedono che il dramma devia e sembra conchiudere con
fra i più alti canti d'amore che mai furono scritti. e si spappolava
più volentieri 'lacrima ', ecc. che 'lagrima '». lacrimàbile
. (superi. lacrimabilissimo). che ha un tono lamentevole (un grido
, un suono, una voce); che provoca commozione, turbamento, angoscia;
provoca commozione, turbamento, angoscia; che muove al pianto. dante
; e chiamalo * lacrimabile 'per ciò che a molti fu dolorosissimo e cagione di
al disperar perdono, / questo a lui che del ciel le chiavi ha in terra
-che svolge un argomento molto triste, che ha un'intonazione di profonda mestizia (
/ fornito avete quel dolzie viagio / che già lieta speranza al cor mi porse
e lacrimabile confessione. 2. che suscita o provoca costernazione, sgomento,
ammirazione, non fu mai veruno de'riguardanti che potesse dire mai parola. benivieni,
lacrimabil fato / del fiorentin pastor, che dagli armenti, / come candido cigno
. leopardi, v-459: né credo che bisognino parole a far tutti chiari e
parole a far tutti chiari e certi che l'ignoranza è cosa perniciosissima e gli
tutte l'altre azioni sono intrinsici episodi che tutti servono e si riferiscono a questo unico
infelice, sottoposto a dure prove; che è oggetto di sincero compianto (un
, i-2-481: non dimenticarle a niuno che lo conobbe, lacrimabile a tutti i
baldini, i-572: le poche parole che stavano sotto quelle figure sonavano al mio
o 'lagrima cristi'una qualità di vino che per lo più si fa nelle false del
sole. = voce latina, che significa 'lacrima di cristo '.
. lagrimale), agg. anat. che interessa il processo della lacrimazione. -apparato
. -apparato lacrimale: insieme degli organi che provvedono alla secrezione e all'escrezione delle
; è composto dalle ghiandole lacrimali (che sono situate nell'angolo superiore esterno dell'
) e dalle vie lacrimali (strutture che provvedono all'escrezione delle lacrime: e
a quella sostanza rosseggiante e incavata, che è nell'angolo interno dell'occhio,
[quei mali esterni degli occhi] che ingrossano e indurano le piccole glandule sebàcee
sebàcee delle palpebre... e quei che trattengono gli umori nella conglomerata gianduia lacrimale
vasi lagrimali degenerati in fìstola, di che il stava già in grande sospetto prima
-osso lacrimale: osso della faccia che si trova in corrispondenza della parete mediale
2. medie. fistola lacrimale: fìstola che si forma nel sacco o nel canale
599: la egilopa è una erbetta che ha le frondi simili al grano, ma
* sinuosità ', succeduta per quel che credo al 'tubercoletto ', per l'
fìstola lacrimale; ora però sono accertato che in quindici giorni di unguento e di cura
noia. -tumore lacrimale: tumefazione che si forma sotto l'angolo maggiore dell'
dalla dilatazione del sacco lagrimale, e che è il risultamento dell'infiammazione cronica e
loro morti certe ampolline di vetro, che chiamavano « lagrimali ». tommaseo [
degno di essere compianto e commiserato; che suscita deplorazione. buonaccorso da montemagno
. (letter. lagrimante). che è in lacrime, piangente (per
. cavalca, 20-219: vedendo che niuno veniva a lui per niuna sua
. rappresentazione di stella, xxxiv-611: che vuol dir questo? e'mi s'affligge
1-16 (i-190): il giovine, che sempre la lagrimante e dolente donna tenuta
diede a lagrimare tutto solo, di modo che scoperto da un padre di sant'agostino
scoperto da un padre di sant'agostino che si scontrò di passare per caso per
nostro lagrimante, gli chiese: « di che piangi, tu, porca- retto,
piangi, tu, porca- retto, che cosa ti è stato fatto? » -
porcaro ». -in partic.: che piange di gioia. guerrazzi, 1-297
cent., 55-22: la terza, che avanzava di bellezza, / avea il
fine sotto i cui auspici più e meglio che non l'enfasi cachetica del drammaturgo lacrimante
papini, 27-991: non vi fu nessuno che comprendesse, me viva o dopo,
lacrimanti vie, le solitudini / morte che l'erba ingombra, / dimenticarti / non
(una camera ardente / è ciò che ricordo): una grande / fiorita di
le mie parole esser dien seme / che frutti infamia al traditor ch'i'rodo,
, oltra quell'opaco / corpo, che lagremando spende laco. petrarca, 226-5:
. idem, 311-13: or cognosco io che mia fera ventura / vuol che vivendo
io che mia fera ventura / vuol che vivendo e lagrimando impari / come nulla qua
guidiccioni, 5-54: dimmi, amor tu che 'l sai, ti prego, quando
/ verrà quel punto tanto desiato, / che, godendo quel ben che m'hai
, / che, godendo quel ben che m'hai già dato, / io vada
se non guerra e martiri! / ah che fu meglio lacrimar per lui / che
che fu meglio lacrimar per lui / che gioir per qualunque, e la bellezza /
qualunque, e la bellezza / sua riverir che posseder l'altrui! versi vari di
piangere, come chi racconta una cosa che, quand'anche dispiacesse non si può
. sbarbaro, 2-66: piccolo pensando / che come gli altri uomini dovevi / morire
a fatica, per il tetto, così che in breve rosetta ed io cominciammo a
alquanto tempo lagrimato, e tanto affaticati erano che non poteano disfogare la mia tristizia.
purg., 27-137: mentre che vegnan lieti li occhi belli / che,
mentre che vegnan lieti li occhi belli / che, lagrimando, a te venir mi
, 160: vale molto ali occhi che lacrimano mangiare la ruta cruda. tasso
voci languida risuona / un non so che di flebile e soave / ch'ai cor
metastasio, 1-1-96: non è ver che sia contento, / il veder nel
han gli occhi invidia a quelli / che sepper lagrimar pianti sì belli.
la vita ria, / lagrimando a colui che sé ne presti. buti, 2-312
'a colui ', cioè iddio 'che sè ne presti ', cioè conceda
tutte tagliate, / chi non dirla che fossero stirpate / e poi producon sì
9-31-1-54: come uno stizzo verde, che coll'un de'suoi capi posto sul
desinare fumava tabacco imbevuto con un liquore che lacrima e spiccia naturalmente odoroso in vari
: feriva la corteccia dell'albero, lasciava che la resina lacrimasse dentro il bigonciolo appeso
: abito in una camera a pisone / che par un beneficio senza cura. /
lacriman le mura, / credo per che han di me compassione. giovio,
presto si consumano destuendosi il lastrigato, che fa poi lagrimare le volte da basso
troscia di umidore, per cui pareva che la muraglia lacrimasse da un occhio solo come
marchi, ii-76: dietro la carrozza, che lagrimava nero, coperto, quasi sepolto
ricordo / e lacrima la palma ora che sordo / preme il disfacimento che ritiene /
ora che sordo / preme il disfacimento che ritiene / nell'afa delle serre anche
anche le nude / speranze ed il pensiero che rimorde. -scendere lentamente.
nel grembo solitario / non dava suono che il leno roco. / sbocciava un razzo
boccaccio, i-43: e'non è convenevole che così valoroso uomo rimanga ne'lontani campi
ei lagrimò doglioso / la beltà, che, perduta, anco l'incende.
dante inginocchiossi? l'alta / fronte che dio mirò da presso chiusa / entro le
. loredano, 2-i-118: ogni volta che la memoria mi porta la raccordanza delle
lagrimare il termine della sua infelicità, che nel colmo delle sue grandezze non puote
frugoni, iii-645: d'ordinario son quasi che abstemio, e la mia bevanda è
, e la mia bevanda è più lacrimata che versata da quel libero che toglie la
più lacrimata che versata da quel libero che toglie la libertà dell'arbitrio allor che
libero che toglie la libertà dell'arbitrio allor che sommerge la perspicacità del giudicio. govoni
chiabrera, 1-ii-314: quest'onda, che di porpora si tinge, / per
per sé non calpestate lagrimaro / uve, che sul vesevo eran sanguigne. redi,
la tolfa, / altri il sangue che lacrima il vesuvio. -far spuntare
di sfumatura di bontà e occhioni neri che lagrimano indulgenze.
agli occhi con tanta vertute, / che 'l forte e 'l duro lagrimar che
che 'l forte e 'l duro lagrimar che fanno / ritornerebbe in allegrezza e 'n gioia
, / se non ben guarda per che, dove e corno. dante, vita
nuova, 12-2 (54): poi che alquanto mi fue sollenato questo lagrimare,
(ni): l'amaro lagrimar che voi faceste, / oi occhi miei,
e rallenta le già stanche sarte, / che son d'error con ignoranzia attorte.
te serò ristretto solo, / forsi che il rimirarti e il lacrimare / qualche conforto
quel fine avrà l'empio desire / che già il tiranno ha stabilito in mente,
nel mio sangue estinte l'ire / che dal mio lagrimar non fiano spente,
avanti ne gli uomini scelerati passata, che dicano che gli dei vi siano consiglieri e
gli uomini scelerati passata, che dicano che gli dei vi siano consiglieri e famigliari ancor
tacito m'avvio / per la notte che stringe le cortine / sul lacrimar dell'ombre
e 'l viso amato / scoperse, che più volte veduto hanno: / e dimostrò
a le mie luci vivo, / che t'ha per morto sospirato e pianto?
, purg., 10-35: l'angel che venne in terra col decreto / de
niccolini, ii-6: quell'odio esultò che non perdona, / quando l'eroe
quanti amari sospiri 5. figur. che costa lacrime e sofferenze. fra giordano
un boemo, d'uno di quei miseri che nelle bande musicali degli eserciti austriaci vanno
illustri / fabri sono i german, che 'n su le rive / del gelato ocean
. montigiano, 172: quella che chiamano 'leucanthemon', è ancor migliore
non fece gli occhi con quel bel girare che fa il vivo, e con la
domenichi [plinio], 20-2; quei che si chiamano peponi, rinfrescano grandemente nel
dove si uniscono le due palpebre, che volgarmente si dice la coda dell'occhio
o sia quella sostanza rosseggiante ed incavata che è posta nell'angolo interno dell'occhio
è poeta più di tutti noi / che, in attesa del pianto che s'avanza
/ che, in attesa del pianto che s'avanza, / apprestiamo con debita
lagrimatòrio), agg. anat. che riguarda o interessa la lacrimazione; lacrimale
salvini, 39-ii-193: il muscolo che lagrimatorio s'ad- dimanda, par che
che lagrimatorio s'ad- dimanda, par che abbia in mano la chiave della fontana
la chiave della fontana del pianto, che in un tratto maravigliosamente sgorga non so
s. v.]: 'lagrimatorio', che serve alle lacrime e dicesi propriamente di
]: 'lagrimatorio', termine di archeologia che si usa in sentimento di sotantivo e
sfinge di nasso incisa in quel diaspro che ha 'virtù di rattenere il sangue '
: il profluvio d'una lacrimazione, che di continuo ne piove, mi toglie il
vista. pallavicino, 10-iii-25: cagionò che un granello [di polvere] non
stillare da'loro bottoni una quantità di linfa che non può distribuirsi nell'intemo della
delle torce pendule ne'cestelli di bronzo che raccoglievano la cera gialla come l'
estrema finezza d'una mano inanellata che premeva il fazzoletto su labbra dolo
(superi. lacrimevolissimo). che suscita pietà e commise razione
: a pena tiene le lagrime, però che non vede alcuna cosa lagrimevole. boccaccio
mortalità trapassata, universalmente a ciascuno, che quella vide o altramenti conobbe,
, perché non si può saper di che sorte sia, se lieta, o se
ch'ella si ricuperasse da quei deliramenti che l'avean gittata nel fondo lacrimevole di tanti
epoche lacrimevoli e funeste. — che è oggetto di pianto. fantoni,
una madre riposa. 2. che è causa di lacrime, di lutti,
dipartenza è stata una cosa amara più che le frittelle, e più singhiozzosa che 'l
che le frittelle, e più singhiozzosa che 'l barletto scemo, e più ramaricosa
'l barletto scemo, e più ramaricosa che la veccha inferma, e più lacrimevole
la veccha inferma, e più lacrimevole che l'aria quest'anno. nannini [ammiano
cominciò a incrudelire, mercé delle squadre che con letizia s'affrettavano a menar le
qual si sia morte più spaventosa, che 'l consentire ad una pace proceduta da
: furono infiniti e lagrimevoli i successi che dopo queste commozioni lacerarono la regenza e
botta, 6-ii-227: nissuno si pensi che alcuna rotta sia mai stata più lagrimevole
vicende avventurose e lacrimevoli dei nuovi traversari che di lei uscirono fino ad ambrogio generale
vii gregge scannati, feroci così combattete che sanguinosa e lagrimevol vittoria al nemico rimangane
: mandando sempre di fuori quelle voci che al tuo misero e lacrimevole stato son più
caro prezzo delle derrate. 4. che manifesta dolore e tormento (una parola,
il tiranno in veder cosa meravigliosa, che un toro di rame, quasi sentendo
, non in tendendo cosa che i martoriati dicessero, non piglierebbe molestia
parola alcuna, o ingiuriosa o lacrimevole che fosse. benzoni, 1-93: menavano la
585; supplicavano con voci lagrimevoli, che non volessero soffrire che popoli italiani, per
voci lagrimevoli, che non volessero soffrire che popoli italiani, per natura liberi e
ride un suo vago riso lacrimevole / che, trepidando i rami nel lume, la
i bei capelli. 5. che tratta argomenti commoventi, pietosi, patetici
patetici (un'opera letteraria); che è ispirato a profonda mestizia (uno
ridenti di democrito vi si adatteranno meglio che il tuono lagrimevole d'eraclito. botta
botta, 5-249: fia l'ultima volta che in queste lagrimevoli storie io favelli di
cose indegne e lagrime- voli, perciò che venivano le carrate delle spoglie sanguinose dei
catene non disciolte da chi peggio vive che non visse. a. cattaneo, i-59
timor della giustizia o della vendetta, che mettono in armi il parentado per obbligar
salvini, 39-vi-67: l'abuso lacrimevole che fanno gli uomini miserabili del più caro
più caro dono e del più pregiato tesoro che dall'alto ricevano, cioè della scienza
maggiori e più lagrime- voli que'pregiudizi che impediscono l'avanzamento delle nostre manifatture.
. del secento non dovrebbero aver luogo che nella storia generale, come per saggio
generale, come per saggio di quel che hanno potuto pensare e scrivere degli uomini:
la sera, a buio, mi dicono che l'à riportata ridotta in condizioni lacrimevoli
7. ant. letter. che stilla a goccia a goccia. sannazaro
lacrimisingozzévole, agg. letter. che piange con singhiozzi. fr
, 11: dismogliato si crede, / che donna altra non sia, che ad
/ che donna altra non sia, che ad euridice / vantibellezza ceda, / et
lacrima. lacrimògeno, agg. che provoca lacrime. -chim. sostanza
chimica gassosa, liquida o solida, che provoca irritazione delle mucose oculari, lacrimazione
panzini, iv-361: 'lacrimogeno ', che genera lagrime (gas lacrimogeno).
. 2. per estens. che provoca il pianto; mesto, commovente
sposa uscendo / da la mia casa che di pianti suona, / volgi la faccia
cecchi, 5-548: ora mi sembrava che i quadri, così fiocamente, quasi lacrimosamente
lacrimosamente, non parlassero più per quello che erano; per il poco o molto
erano; per il poco o molto che potevano essere dal punto di vista dell'arte
occhi suoi saranno continuamente lagrimosi, imperciò che la matrice è legata col cerebro con duo
abborraccia di polenta e non fuma altro che cogli occhi lagrimosi sotto la cappa del
e lacrimosi. -gonfio di lacrime; che versa lacrime, umido di pianto (
dietro a quel che m'arde. boccaccio, i-22: mentre
m'arde. boccaccio, i-22: mentre che il re con lagrime e con sospiri
da siena, iii-220: invitovi, secondo che dio invita l'anima mia a distendere
inonda il sen di lagrimosa piena / che dal cor ravveduto esce diffusa. monti
guance); atteggiato al pianto; che lascia trasparire vivo dolore, profonda mestizia
dolor colonna, / sente l'oraggio che cade dal volto; / l'altra man
maestro pose: / ond'io, che fui accorto di sua arte, / porsi
io m'era promessa a un giovane che aveva il timor di dio ». carducci
repentinole sue lacrime. 3. che piange sconsolatamente; che versa lacrime di
3. che piange sconsolatamente; che versa lacrime di dolore, di compassione
matteo correggiaio, 16: colei che a te mi manda è rimanuta /
4-6 (432): non sappiendo che far né che dirsi, così lagrimosa
432): non sappiendo che far né che dirsi, così lagrimosa come era e
incontrò in una donzella, / ancor che fosse lacrimosa e afflitta, / bella
ma tutti rannicchiati e timorosi, / che si coprien la faccia co'mantelli, /
, tutto lacrimoso, né più né meno che se fosse stato uno di quelli a
parrocchia. papini, 39-126: chissà che qualcuna di quelle madri lacrimose non abbia
abbia maltrattato e maledetto il figliolo prima che i manifesti 10 chiamassero al campo.
penitenti. -coccodrillo lacrimoso: malfattore che piange ipocritamente il danno volutamente recato ad
coccodrillo, capitò ad annunziare in-piena adunanza che venezia doveva sacrificarsi al bene di tutta
. 4. per estens. che suscita pietà e commiserazione; degno di
leandreide, lxxviii-ii-296: cuome esser può che non ti muova ponto / clemenzia in
/ clemenzia in pietade di collui / che per te in stato lacrimoso è gionto?
sarebbe cosa lagrimosa a narrare le gran crudeltà che e'v'hanno fatto: vituperate le
così mi pare mio debito, poscia che in stato lagrimoso vivo. c. campana
. brignole sale, 2-391: ma che vad'io con memorie lagrimose straniere funestando
deggio dirvi una verità lagrimosa. -e che cosa? -non ho tanto danaro in
, 1-1 (i-9): a ciò che con alcuno essempio io dimostri quanto nocivo
quella nostra città. 5. che è causa di lacrime, di lutti,
, 1-508: con pericolo... che la demenza, di lieta, gli
punto più clamoroso. 7. che tratta argomenti pietosi, commoventi, patetici
dolor, doppia lo stile, / che trae dal cor sì lacrimose rime.
amanti, priego ch'ascoltiate / ciò che dirà 'l mio verso lagrimoso, / e
, / e se nel core avvien che voi sentiate / destarsi alcuno spirito pietoso,
pietoso, / per me vi priego che amor preghiate. cariteo, 139:
139: cantai sì lagrimosi versi / che trasser da crudeli ancor il pianto.
, i-147: non è egli verisimile che gli iddìi... si sieno d'
: per altro son già diversi anni che coteste commedie lagrimose... fanno su
destinato a porre in luce non so che « istanze » dell'uomo, era di
egli [il pontano] è lacrimoso più che doloroso nelle elegiache, e forse,
; era una pioggerella diaccia e sottile che penetrava le ossa, una di quelle
cielo diventato grigio principia a piangere testate che se ne va. papini, iv-78:
. papini, iv-78: nella triade che precede e prepara dante ognuno dei poeti
* inferno'. jovine, 2-82: più che incline al sentimentalismo lagrimoso, si trovò
si trovò pervasa da una rabbietta fisica che si manifestava con quell'inutile moto.
la terra lagrimosa diede vento, / che balenò una luce vermiglia / la qual mi
d'inferno, o per li molti pianti che in quella si fanno, o per
questa valle lagrimosa sospiriamo, pensando in che modo ad te salire possiamo! caviceo
miei fien lagrimosi e manchi, / che gran duol rade volte aven che 'nvecchi.
/ che gran duol rade volte aven che 'nvecchi. lorenzo de'medici, ii-204
se qualche donna ci fussi pietosa, / che accetti questa vita lacrimosa, / a
, e stando sempre malinconica, intendo che mena una vita molto lagrimosa. i
andreini, 1-213: ah ben è vero che 'l rigor de la nemica mia stella
coricavo la sera come inzuppata di un pianto che non mi sfogava. 11
non mi sfogava. 11. che trasuda gocce di umidità, di umore,
, 1-47: il medesimo difetto dicono che hanno tutti gli alberi che sono lacrimosi e
difetto dicono che hanno tutti gli alberi che sono lacrimosi e crespi, cioè che
che sono lacrimosi e crespi, cioè che scacciano ogni specie di colla. domenichi [
plinio], 17-28: vogliono ancora che le radici delle viti s'innaffino con
, la mirra, e l'incenso, che per l'innanzi stillino lagrime per costei
, 93: le foglie umide / che gl'ingombrano il passo per i campi
f. frugoni, iii-292: quell'elettro che lacrimoso forma la corona al giglio.
: tace l'eco della sinfonia / che per il mondo va, bene augurosa,
mondo va, bene augurosa, / allor che il cielo ride d'allegria; /
mulini con la grande ruota di legno che girava lagrimosa d'acqua. -letter.
girava lagrimosa d'acqua. -letter. che ha i rami penduli, ricadenti (
: una stella, la grande stella che ancora guida i re magi verso betlemme,
cielo lagrimoso. bertolucci, 51: rallegrati che il molle gennaio / se ne va
sodio, calcio, manganese e alluminio che in natura esiste sotto forma di cristalli
. gioco, praticato in canada, che ha origine dal gioco indigeno 'bagataway
. lacuale, agg. che appartiene o si riferisce a un lago
o si riferisce a un lago; che si trova in un lago; lacustre.
cioè il nilo vittoria, e aveva sostenuto che al nord di quell'ultimo bacino lacuale
quell'ultimo bacino lacuale esistesse uno scaricatore che non poteva essere altro che il nilo di
uno scaricatore che non poteva essere altro che il nilo di duflì e di gondocoro
a dio, non sarà niente; che già sono accadute altre volte queste lacune
è per questo ritardo nel pagamento, che voi siete privo di libri; è l'
insieme, perché tu avverta conti, che nella spedizione del dizionario per me c'
cavalcanti, 126: in questa lettera, che è piena di lacune, il cavalcanti
. gori [tommaseo]: io credo che nell'originale greco sia in questo luogo
la preposizione o il segnacaso alle parole che nel testo si trovano tra lagune,
. ad aggiungere esso nome nella lacuna che ho lasciato nella colonna 5a della prefazione.
sull'originale,... così che alla prima lacuna del testo, alla prima
del foglio consunto egli supplisce sicuro, che si direbbe séguiti la lettura. 3
. pochi si videro per gran tempo che ambissero il nome d'autori. lacuna di
o sono fra di loro talmente sconnessi che resteranno sempre delle lacune di molti anni
: sentivo già ch'essi mi amavano e che io li amavo, e che tra
e che io li amavo, e che tra noi la grande lacuna degli anni si
dal non avere io mai trovato un verbo che equivalgaallo * sbracarsi ', ch'è 1
nel sistema del filosofo di conisberga, che lasciare tante lagune nella promessa analisi delle
luogo, perché io ho sempre avuto speranza che in ultimo non avrebbero mancato di altre
in ultimo non avrebbero mancato di altre idee che mi avevano dato da principio, e
: il buonarroti, dopo aver letto quel che aveva scritto di lui messer giorgio con
vita. dessi, 7-121: diceva che mia madre s'era sacrificata per gli
: mancanza di oggetti o di beni che si ritengono indispensabili. delfico, iii-570
certamente falsa: ma ella però dimostra che nel sistema del nostro professore v'ha
: il panzini... par che si sia messo, negli ultimi tempi,
, 2-133: il vecchio prete fuor che un po'di grammatica e un po'
. dir. mancanza di una norma giuridica che regoli una determinata ipotesi, quindi possa
riguardante tale ipotesi (e a seconda che tale mancanza riguardi un determinato testo di
o macroscopica, di varia conformazione, che si trova nei tessuti vegetali (lacuna
nel mezo dala quale è un buso che va ingiù al palato diagonalmente. a
comune condotto e delle sparse piccole lacune che in esso si osservano. tramater [s
lacune ', cavità ripiene di aria che si formano nell'interno delle piante per
', nome dato a piccole cavità che le membrane mucose appresentano, e le cui
banda di valenza di un semiconduttore, che si comporta come una carica elettronica positiva
comporta come una carica elettronica positiva e che si ha quando un elettrone passa dalla
, a un'omissione; integrare ciò che è difettoso o incompleto. pallavicino,
supplire una lacuna, per dir così, che si ha finora nell'arte. foscolo
avessero voluto dire: « non è che questo? avanti! ». a
a sdraio e guardava le scene allegoriche che apparivano tra i lacunari del soffitto,
sue bestie e non di un dio che lei sentisse vicino. -agg.
di sopra. i loro soffitti, che, secondo l'intenzione dell'architetto,
solare. baldi, 434: penso che sia errore nel testo, e voglia
il semicerchio... si vuole che l'abbia trovato beroso caldeo...
lacunato, agg. letter. ant. che presenta interruzioni; intervallato, scompartito.
ceresa, 1-1013: dopia incisura mia che il cuor mi sfindi, / iantina
moribondi lumi, / e il pallido color che vi s'incube, / da crebri
endocellulare] e dal sufi, -orna che indica i tumori. lacunóso,
lacunóso, agg. pieno di lacune; che presenta vuoti e insufficienze non indifferenti;
ii-13-7: indeboliscono la forza della verità che pure vedono o intravedono, lasciandole lacunose e
papini, 28-175: feci una confessione che avrebbe dovuto esser generale ma che per
confessione che avrebbe dovuto esser generale ma che per esser la prima fu lacunosa per forza
un nuovo amico italiano-russo, caffi, che sa le cose -e molte cose.
, anche perché c'era qualcos'altro che cosimo voleva nascondere, cioè lo sbarco
l'intervento dei carbonai. 2. che manca di parti importanti; mutilo (un
, 2-64: le elegie più belle che si leggono nella raccolta che tuttora vive dopo
più belle che si leggono nella raccolta che tuttora vive dopo tanti secoli, pur
. tessuto lacunoso: quello delle foglie che presentano ampi spazi intercellulari; tessuto spugnoso
', dicesi delle parti de'vegetali che offrano delle lacune o interruzioni. 4
interruzioni. 4 foglie lacunose 'sono quelle che hanno delle prominenze nella pagina superiore,
lacustre. lacustre, agg. che riguarda un lago; che è proprio
, agg. che riguarda un lago; che è proprio, caratteristico, tipico dei
clima, paesaggio lacustre) ', che vive nei laghi o sulle loro rive
nei laghi o sulle loro rive, che ne solca le acque (popolazione,
, flora, fauna lacustre); che è situato dentro o presso un lago
situato dentro o presso un lago, che è confinante con un lago {
nascono sopra quel primo strato dai semi che il vento e gli uccelli vi trasportarono.
gnoli, i-162: antico specchio / che pendi sul vecchio / parato della casa
savoia. -che riguarda un lago, che ha come tema un lago.
vestiva nella stanza accanto, gli pareva che la luce fosse divenuta più limpida,
quasi facesse parte di quelle scene irreali che tra poco nella sala lunga si sarebbero
in quei tempi avevo ritoccato certi affreschi che decoravano il salotto lacustre del maestro,
culture preistoriche neo-eneolitiche, proprie delle popolazioni che vivevano attorno ai laghi e abitavano in
'. ladanìfero, agg. che produce il ladano. targioni tozzetti
anche sterili, delle maremme, crederei che allignerebbe felicemente il cisto ladanifero.
. sostanza resinosa, intensamente profumata, che si adopera nella preparazione di essenze odorose
quale in cipri fanno il ladano, che rimane appiccato alle barbe delle capre.
delle strisce di cuoio alle piante, che se ne imbevono, e con un
un coltello lo separano. è stimato quello che dicesi 4 ladano di barba ',
al pelo delle cosce delle capre, che lo pascolano. d'alberti [s.
ladano ', umore grasso e viscoso, che trasuda da un frutice detto volgarmente imbrentano
ma il più lodato e sincero è quello che si leva dalla pianta medesima. dizionario
o 4 ladano ', resina particolare che trasuda dal 4 cistus creticus 'che
particolare che trasuda dal 4 cistus creticus 'che vegeta nel levante.
ii-27: e1 ladano è un liquore, che risuda dalle foglie d'una pianta detta
dalle foglie d'una pianta detta imbrentina, che è la terza spezie del cisto di
l'arabia si gloria del lodano, secondo che alcuni dicono si viene a fare a
gioja, iii-15: molti làdani, che crescono ne'paesi freddi, vi hanno
, specie di pianta del genere cisto che ha le foglie lineari lanciolate unite per
. brusoni, 462: risposero che non per altro fossero usciti di castello
non per altro fossero usciti di castello che per unirsi al popolo, per non morirsi
laddìa, sf. sostanza colorante che si ricava dalle incrostazioni resinose secrete dall'
baldini, 3-194: tutta la mole pare che laddiètro ondeggi e sorrida. =
vestite già de'raggi del pianeta / che mena diritto altrui per ogni calle. idem
, 349: el lione udì una volta che i frati avevano fatto capitolo, laddove
. tansillo, 1-306: io credo che abbi visto quella opretta, / laddove
, / laddove indussi quel vendemmiatore / che asceso sovra un arbor predicava / e
d'annunzio, iii-2-107: l'arco che spezzasti / era già stanco d'opere
dove dice « dannaggi » si suona che siano lievi danni de'quali poco cura la
65-4: eo mostro amore in parte, che me spare / e là dov'amo
odioso paro. petrarca, 183-8: sì che di morte / là dove or m'
v-56: il poeta, laddove appunto sentì che l'imaginare d'ogni buono italiano sarebbesi
le cose tosto date, o che avere si possono agevolmente, non ha l'
, ii-28-4: quando intesi de l'ordine che tenne / nel ritornar farinata in fiorenza
buon camillo antico mi sovvenne: / che laddove io l'avea per sentenza /
portava questa [la clava] per mostrare che l'era stata da lui vinta.
giovane, i-480: quelli scritti, che utili sono al mondo, per lo più
gli storici di dubbia fede, laddove quelli che reputati sono i più veridici pongono le
: cacciaguida volle dire... che ebbe un fratello, moronto, che
che ebbe un fratello, moronto, che serbò il cognome di eliseo, laddove il
prese il cognome della moglie, alighieri, che gli venne di vai di pado.
simonia; ma appartengono più a'cherici che a'ladici; e questo libro è più
libro è più fatto per li ladici che per li cherici, che n'hanno i
li ladici che per li cherici, che n'hanno i libri. bencivenni,
più pericolosa ne'cherici e ne'preti che... sono specchio di santa chiesa
siena, 54: com ciò sia cosa che non convegna che coloro li quali portano
com ciò sia cosa che non convegna che coloro li quali portano el nome e l'
, 1480: apparecchiogli la nave e ciò che li facea mestiere, molti cherici e
maxima- mente per tre cagioni: o che nella causa è alcuna ladiézza,
geol. piano superiore del trias medio che presenta una caratteristica 'facies 'alpina
dell'alto adige e al friulano, che sono varietà linguistiche arcaiche, legate da
italia settentrionale. l'ascoli riteneva invece che i ladini costituissero, nel sistema dei
la città vostra va con altri piedi che non vanno l'altre: ella è proprio
proprio un cavallo duro di bocca, che se abbiene che chi lo cavalca abbia la
duro di bocca, che se abbiene che chi lo cavalca abbia la mano soave
cioè mancante di quella costanza e fierezza che viene da una mente ben composta.
3. scorrevole, allentato; che ha gioco; non bene calibrato.
usata in lombardia per significare una cosa che facilmente si muove. guglielmotti, 463
pezzo scorrevole, allentato o scarso, che entra senza difficoltà in un altro pezzo
in un altro pezzo. quindi dicono che lo stantuffo è ladino quando non stringe
. pantera, 1-81: le forme che si portaranno, facciano più tosto le
facciano più tosto le palle ladine, che gorde, cioè che entrino facilmente nella
le palle ladine, che gorde, cioè che entrino facilmente nella bocca dell'arcobugio più
facilmente nella bocca dell'arcobugio più tosto che stentino ad entrarvi. dizionario marittimo militare
]: ladina si dice la palla che entra senza essere cacciata a forza nell'
palla di cannone o di archibugio, che era troppo piccina, o di stretti
parto doloroso / e 'l nudrir faticoso / che voi ci sofferite, / tutto per
xlix-131: ma troppo è più ancor quel che s'asconde / perché a dicerne è
son le condizioni sì lade, / che 'n picciol monte ducon la gran bica
caterina da siena, 126: non voglio che siano considerati e'difecti in particulare,
particulare, ma in comune, acciò che la mente non sia contaminata per lo ricordamento
]: 'ladra ', tasca nascosta che si fa dalla parte di dentro ad
ladra2, sf. veter. piccola vescica che si forma nella pelle dei suini.
tra la tempia e l'occhio in modo che voleva furargli l'anima pur troppo ladramente
dottrina bensì, ma scritti ladramente, che niun li legge, da qualche buon
fuori. cantù, 2-214: ma possibile che in un milano si scriva la gazzetta
de marchi, ii-962: non resta ora che di mettere a posto quel povero pretendente
mettere a posto quel povero pretendente, che tu hai servito un po'troppo ladramente
, i-1093: anche i ladrassassini sono uomini che vogliono, come tanti altri, portare
sanudo, lii-584: li fanti spagnoli, che sono logiati in questa terra, facevano
1-66: io non mi posso imaginare che ladrarie fra costoro, se già non
da'primi, secondi e terzi spagnuoli che al principio vi cominciarono ad abitare.
, ma non senza speranzadi dover insister più che mai nella persecuzione de'ladri, ma