Grande dizionario della lingua italiana

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vol. VIII Pag.61 - Da INORNATAMENTE a INORRIDIMÉNTO (49 risultati)

da siena, i-374: pazzia innorma, che credi el tuo figliuolo ami più

tuo figliuolo ami più ranima tua che tu stessi! altissimo, 60: regina

, xliii-198: vedi e sta attento che non dormi, / che 'l diavol non

sta attento che non dormi, / che 'l diavol non ti mandi a'luochi

quando e * fa cose inorme, / che la spada del ciel sia sempre sopra

faccio e dispongo, / oltre la pietà che ho del tuo buon padre, /

, 1-198: le donne scapigliate, non che inornate, correvano per la città,

chiome si scapiglia. 2. che non è abbellito, non aggraziato, non

:... perché le materie che si pigliano a trattare per lo più

parere più amabile; disadorna non conviene che vada. -apparecchiato semplicemente, con

/ il mio inornato dir illustra tanto / che ogn'un se ingunia, e sotto

porto, 1-226: dell'esser creduto che io v'abbia posto alcuna cura, scrivendole

poco biasimo me ne può seguire, come che in istile umile ed inornato essere le

inornata, ridusse insieme i cori, che per adietro erano stati sempre disgiustissimi.

: ha il fiato la sua bontà ognora che... uscito su non faccia

faccia strepito nella gorgia, conciosia cosa che ciò faccia la voce men composta e inornata

. fioretti, 2-3-41: ci vuol altro che prosopopea di parole e inorpellamento di ragioni

. a. rocco, 164: dite che simili metamorfosi si veggono tutto il giorno

occhi vostri quelle cancrene sì verminose, che voi coprite ora con tali invernicature e

fatti patenti e manifesti in uno istorico che ha per prima legge di dir la

tutti fu lepidissimo il suo trovato, che la francia distruggeva l'independenza di genova

mi conferma anzi a onorarla col vero, che a pargoleggiare con poveri inorpellamenti.

orpelare ', dove a dir quello che era di sua intenzione doveva dire inorpelare

sua intenzione doveva dire inorpelare, secondo che diciamo indorare. dottori, 1-67:

il rende non odioso a quelle arpie che son più ghiotte della penna che della

quelle arpie che son più ghiotte della penna che della carne. a. casotti,

. a. casotti, 1-8-39: pria che imbocchi / le pillole, le guarda

a una a una, / temendo, che il dottor non l'infinocchi, /

, 3-ii-910: quanto a quelle reprensioni che fuori del pergamo si fanno, concediamo

del pergamo si fanno, concediamo volontieri che... inorpelarle e indolcirle non sia

sensi, / per far parersi quel che non si è stati. botta, 4-832

. gadda, 15-40: un ateismo sostanziale che vuole inorpellarsi di una « spiritualità »

, e mi credetti divenuto un gran che. -rifl. mazzini,

cammelli, 168: tu lustri più che non fa l'or filato, / e

sol d'aprile, / e più che un perno in cima a un campanile,

rame inorpellato, e son messeri / che bene spesso non han pan per cena

ad una falsa inorpelata gioia, / che può bella parer, ma nulla vale.

quanti / inorpellati simulacri vani, / che d'ara e culto fantasia fe'degni

ch'è da bologna, e altro omo che 'l petrarca, per essere eques inorpellato

attorno la sua inorpellata apologia, prima che lasciasse capitarla in mano del dotto avversario,

pretestuosi; dissimulato sotto falsa apparenza; che ha assunto una parvenza di credibilità,

del tutto, e miseri mortali, / che dalle loro inorpellate ciance [degli adulatori

bevono volontieri il veleno dell'adulazione, che gli arreca la morte in un calice innorpellato

(femm. -trice). raro. che altera artificiosamente un dato reale, che

che altera artificiosamente un dato reale, che maschera una situazione, che rende attendibile

reale, che maschera una situazione, che rende attendibile o più gradevole un fatto

, ma inorpellatura efimera, quel baglior che lampeggia. f. casini, i-350

. falsa apparenza; parvenza ingannevole, che dissimula la realtà autentica; aspetto esteriore

fatto inorribilito mirabilmente più di senso, che illaidito di parole. = part.

vol. VIII Pag.62 - Da INORRIDIRE a INOSPITALE (55 risultati)

(465): renzo, poco mancò che non se la prendesse col lettore interprete

.. i era un urlìo tremendo che squarciava / in un fiotto di sangue terra

inorridire / a questa mia domanda e che la bile / vi salti al naso a

farvi incollerire. parini, i-53: ma che? tu inorridisci, e mostri in

, 6-50: abbiamo salvato qualche parola che in gioventù ci avrebbe fatto inorridire.

quell'alma non lasciaste infertile, / che molto a i buon sudor potea promettere

3-22: e la storia di aracne, che per l'odio di atena inorridì e

d'amor. nievo, 457: giuro che non mi rimase posto nel cuore per

raccontato l'arresto dell'assassino famoso, che da molti mesi atterriva e inorridiva il piemonte

e. cecchi, 5-397: ciò che in francia succede, lo stupisce,

b. fioretti, 2-3-132: vero è che per questa strada maggiormente s'abbellisce e

9-267: timida, come quella che più volte / udito avea che

che più volte / udito avea che 'ntorno a i cimiteri, / e 'n

giudici, io ho l'anima così inorridita che la lingua paventa di proferire quei

vedevano piangere, pensavano a chissà che peccatacci, e le volgevano le

ipocrisia d'esitazioni e d'inorriditi commenti che il pre fetto della caravina

ma zitte zitte ei muore, / o che luciguercintorbida, / ed infosca ed

così accade ai milordi: sono villani che mal vestiti e rozzi escono da londra,

inorticato, agg. ant. che si trova in lite, in

inorticati / co i fiorentini, che si prestan l'orzo, / gustar l'

ortodossia... dice però meno che 4 eterodossia '. questa è credenza

. questa è credenza diversa da quella che il parlante ha per vera e per

. inorthodoxie. inortodòsso, agg. che non è strettamente ortodosso; che si

. che non è strettamente ortodosso; che si discosta in qualche misura dall'ortodossia

onorati può esserci qualche proposizione inortodossa, che non merita nome di eterodossa.

. mazza, ii-160: l'aizzerò che sempre ei ferva e spume, /

. inosàbile, agg. letter. che non si può o non si deve

può o non si deve osare; che supera i limiti dell'ardimento umano;

: oseremo ancóra l'inosabile. basta che ci lascino osare. soffici, ii-82:

i moderni tartari altro non sono che molecole spatose raschiate dalle acque per

, e della scambievole inosculazione de'canali che vengono al contatto. r. cocchi

r. cocchi, 1-90: è certo che qui non possono considerarsi una libera inosculazione

delle vene '(celio aureliano) che traduce il gr. àvaotójjuoot?; cfr

inoscuràbile, agg. letter. che non può oscurarsi, che splende perennemente

letter. che non può oscurarsi, che splende perennemente; inestinguibile. mascheroni

mascheroni, 8-365: è l'innocenza, che spandendo intorno / l'inoscurabil pura luce

.]: 'inosico'... aggiunto che, unito al nome generico di

, col sufi, chim. -ico che indica il massimo grado di ossidazione di

. chim. alcool ciclico esavalente che si trova in alcuni tessuti animali e in

, col sufi. chim. -ina che indica ammine o composti analoghi. inosìnico

]: 4 inosite'... nome che si dà ad una sostanza zuccherina particolare

dà ad una sostanza zuccherina particolare, che fu trovata nel tessuto polmonare, nel

inosìtico, agg. chim. che è proprio, che si riferisce all'

agg. chim. che è proprio, che si riferisce all'inosite, che deriva

, che si riferisce all'inosite, che deriva dall'inosite. - medie.

. - medie. diabete inositico: che comporta eliminazione di inosite.

semi di soia, ecc., che contiene nella molecola l'inosite, come isomero

e dal suff. chim. -olo che, nei composti organici, indica la presenza

eliminazione di inosite attraverso le urine, che si verifica in taluni casi di diabete

tenzionavano insieme... donde venisse che i tredici odori tratti dal mare inospitàbile.

alla inospitabilità ella riguarda i signori piuttosto che il popolo, il quale non è

. inospitale, agg. che non è ospitale, che non osserva

agg. che non è ospitale, che non osserva i doveri dell'ospitalità,

non osserva i doveri dell'ospitalità, che non ha il senso dell'ospitalità;

non ha il senso dell'ospitalità; che rifiuta ospitalità; scortese e duro verso

vol. VIII Pag.668 - Da LACERARE a LACERARE (34 risultati)

scura / tua piaga vive nel segno / che lacera questo legno, / e incancellabile

traverso una sequela infinita di veli umidi, che il tranvai lacerava. montale, 1-19

: sommersa ti vedremo / nella fumea che il vento / lacera o addensa, violento

fucilate lacerava ancora a tratti il nebbione che si era abbattuto sull'abitato. pea

doveva veramente vederla come un misero cencio che striscia sull'asfalto, confusa all'ombra

striscia sull'asfalto, confusa all'ombra che il suo piede lacera e di continuo ricompone

accesero tutto in un groviglio di fulmini che palpitarono da un capo all'altro dell'

innocenza; e in tutte quelle orme che precipitavano dai vicoli pareva smarrito per sempre

ingenua scoperta della libertà e della giustizia che appena un anno fa era negli occhi

più ridenti colori accresce la tetraggine, anzi che scemarla; perocché quelle sopravvesti van lacerandosi

lacerandosi, donde risulta uno spiacevole mosaico che eccita in mal punto idee di caducità

marotta, 6-152: l'asfalto pare che si laceri sotto le ruote delle velocissime automobili

laceraronla / e di lei fèr ciò che lor diede l'animo. g. m

ariosto] / manco niente di quel che l'aveano / avanti a questa nostra,

lacere / non gnene avessin (come par che usino) / gli stampatori,.

di sup plicare nostro signore che faccia provisione sovra gli stampatori che lacerano

signore che faccia provisione sovra gli stampatori che lacerano e stroppiano le mie composizioni e

e stroppiano le mie composizioni e me che ne sono l'autore. salvini, 41-322

chiamarli col suo vero nome corruttori, che per rendere al lor parere più vendibile

stomaco / a cacciar via la fame che mi lacera. pallavicino, 1-504:

, chiamiamo 'acerbo 'tutto ciò che lacera violentemente la lingua; se la

molineri, 1-247: certo il petto che lo emise dovette esserne tutto lacerato.

antimonio, gesso e simili minerali, che rodono l'intestino e mandano al cerebro

sé qualunque svergognato tavemiero ed adultero, che avesse lacerato li suoi beni patrimoniali o

casa sono state così malamente lacerate, che difficilmente potranno ristorarsi. -intr

di spremere denari in soccorso all'erario che si andava lacerando. -sprecare

ho gli anni / tra mondane follie, che son baleno. 9.

di roma da quelli trenta tiranni, che in vari lochi si usur- pomo li

e il nome de l'imperio in modo che non si potea chiamar più monarchia,

dolevasi il duca di mantova... che gli si lacerassero gli stati. muratori

lacerata l'italia, i greci augusti, che se la videro bella, stesero non

recipr. guicciardini, iii-130: poi che... due dei membri più

di spagna, doversi riputare minore calamità che amendue vi rimanessero...,

amendue vi rimanessero..., che il venire tra loro medesimi alle armi

vol. VIII Pag.669 - Da LACERARE a LACERARE (37 risultati)

tutto soggiogati. mazzini, 47-67: che cosa dite di tutta questa crisi di

lor medesimi, con ciò fussi cosa che e'non avessino spazio di partirsi,

cotal vento fieramente scrollato, anzi presso che diradicato e tutto da'morsi della invidia

cessare. bellincioni, ii-226: mentre che lei mi lacera, / voi ch'i'

sannazaro, iv-8: pensando a colei che 'l cor m'ha lacero, / divento

difetti passati. metastasio, 1-177: che barbaro governo / fanno dell'alma mia

, iii-233: questa è la prima volta che la noia non solamente mi opprime e

in casa, non provi le umiliazioni che fuori mi lacerano ad ogni momento. tozzi

. montano, 1-260: i contrasti che mi avevano lacerato negli ultimi tempi posarono

d'annunzio, iii-2-1024: è orribile sentire che la nostra voce ora passa tra i

ultimi offici. ghirardi, 21: a che tanto volervi da voi stesso lacerarvi?

e i grandi non hanno altra mira che di lacerarsi per invidia e di soverchiarsi

il lussurioso e il goloso] vorrebbe volontieri che iddio per la sua opera non si

: sapiendo ellino [i romani] che li iddìi si dilettavano d'essere lace

indegna cosa d'essere così ingiuriati essi che li iddìi. macinghi strozzi, 75

iv-42: tal ride del mio ben, che 'l riso simula; / tal piange

/ tal piange del mio mal, che poi mi lacera / dietro le spalle

l'aveva deliberata... ma più che alcuno era lacero messer giovanni guicciardini,

per l'appunto per chetar le lingue che lo laceravano d'avere spento tanti uomini dabbene

non meritano d'esser commendate per altro che per lo solo studio ch'io vi ho

gli scritti altrui, pensano (malaccorti, che sono) per chiari, e illustri

errore l'abbondanza non meno de'disleali che de gl'incapaci della pittura, e

carducci, iii-12-218: l'autore, che volea condannata l'opera sua al fine del

ad ogni scoperta una linea del libro che voi dichiarate infallibile. 12.

9-1: vivo puoi emendare tuoi falli, che, morto, è in arbitrio d'

come autor di scandali e più ladrone che re, il giovane aspramente dava sulla

da questo terribile flagello di lettere anonime che... non mancavano di intaccare

de toi fidi patria civi, / che per lo proprio bene el comune ami,

sensi civili, sentiamo quanto sia indegno che speri asilo nel tempio colui il quale

quale lacerò truculento i precetti di dio che si adora là dentro. -depravare

: questo è pur quell'eschine stesso che, allora quando amistofonte chiamò in giudizio

al suo debito, il canova vuole che sia lacerato l'obbligo ch'ella mi

, i-102: dopo un urlo tale rauco che così spontaneamente le aveva lacerato la gola

la terrena vesta / lacera ornai, che in tanta noia io porto. -lacerare

sul palcoscenico si avvicendavano un noto sarto-poeta che il pubblico sbottonava e lacerava crudelmente fino

le piaghe d'italia non possono sanarsi che lacerandoli [i trattati]. tarchetti,

spesso era assalita da emicranie sì violente che ne diventava come pazza. si lacerava

vol. VIII Pag.670 - Da LACERATAMENTE a LACERATORE (49 risultati)

lacerativo, agg. atto a lacerare, che per sua natura tende a produrre

fece portare innanzi lo monacello morto, che era tutto lacerato, lo quale non poterono

carità, quanto è forte questo legame che tiene dio-e-uomo piagato e lacerato in sul

.. e trassene quel poco di fiato che v'era. galileo, 3-4-220:

ti libero la fronte dai ghiaccioli / che raccogliesti traversando l'alte / nebulose;

di lebbra. -ferita lacerata: che presenta i labbri sfrangiati. dalla croce

labbra del male ugualmente unite, il che possiamo più facilmente conseguire nella ferita per

più facilmente conseguire nella ferita per taglio che nella contusa o lacerata.

più la madre; / e poi che lacerata alle spalle perdeva la sua veste,

a rompicollo corre ogni vizioso, / che pur si stima tra1'azioni indegne / nel

resti in perpetuo lacerato il mesterioso velo che sino ad ora l'ha ricoperta. mazza

betocchi, 5-128: sei un terreno che, per quanto lacerato, ha dato

... / saranno i primi che averan lo sfratto. tommaseo [s.

e non ci arrivavano tutte, sì che si aveva l'impressione che nel suo

tutte, sì che si aveva l'impressione che nel suo discorso vi fosse qualcosa di

aria lacerata dagli ottoni il baldacchino, che fu portato verso s. petronio a

. figiovanni, 30: aimè! che ancora io furiosa rifeci le lacerate navi

furiosa rifeci le lacerate navi, acciò che fussi salda quella per la quale 10

, le trovarono dalle bombarde sì lacerate che tre sole d'esse poteano condurre con

di riveder subito nel libro quel poco che mi comportava il tempo, con intenzione

lasciarlo veder poco castigato per mia mano che molto lacerato per mano d'altri.

uscite storpiate e lacerate dalli impressori, che appena si riconoscono da quel ch'el-

il più famoso è 11 caronte, che in alcune edizioni non v'è, o

leggenda aurea volgar., 339: di che mi posso io vergognare, con ciò

io vergognare, con ciò sia cosa che tu sia vecchio e di grande tempo

tempo e io sia sì crudelmente lacerata che niuno potrebbe prendere di me mai diletto

oliva, 587: chiede il vostro cuore che finalmente si dia qualche respiro a rosa

o indebolite o lacerate, innanzi / che l'untuosa lor premuta veste / di

quasi il cadavero di quella nobil patria, che è stata regina del mondo, così

lacerato. dovila, 278: con che forze poteva il re, con il regno

è mai veduta più lacerata di quello che si è fatto in questa età. muratori

infallibil religione da tanti e tanti, che pur la professano, screditata coi loro

. tommaseo, 3-i-146: il cospirare che adesso si fa mezzo in piazza e

o con più di cinque italie più lacerate che mai. alvaro, 10-214: l'

andreini, 90: io quegli fui / che nel conflitto eccelso / in aquilone entrando

, così lacerato, mi so rattenere che non voglia del mio sciocco sale mettere nelle

, ii-204: ho il cuore così lacerato che ho bisogno di tutto il sentimento della

gratitudine, per non rompere quei nodi che a voi mi legano. foscolo, xvi-53

molto più tempo tra ragioni storiche contrapposte che permangono o si rinnovano tutte insieme.

carducci, iii-10-396: nelle poche cose che allora mi lasciai giovenilmente sfuggire dalle mani

(346): io soe fermamente che tu... hai ardito di recare

). speroni, 1-4-196: parvi che questa tragedia lacerata fusse composta così a

? martello, 195: io ti giuro che, più d'una volta, ho

1-13: i francesi... stimano che la fortuna, che li rende vittoriosi

.. stimano che la fortuna, che li rende vittoriosi nell'arme, li deva

far trionfar su gl'ingegni, il che se li dia quanto a'poeti spagnoli

. (femm. -trice). che lacera, che straccia, che strappa

femm. -trice). che lacera, che straccia, che strappa; feritore,

). che lacera, che straccia, che strappa; feritore, dilaniatore.

vol. VIII Pag.671 - Da LACERATURA a LACERO (54 risultati)

2. per estens. che stordisce. -anche: che provoca una

per estens. che stordisce. -anche: che provoca una sensazione molesta all'udito.

tu, ostrogoto lacerator d'orecchi, che dici 'tutto il lungo del cammino

di desinare '? 3. che scioglie, che disperde, che fa scomparire

? 3. che scioglie, che disperde, che fa scomparire. -

3. che scioglie, che disperde, che fa scomparire. - anche al figur

s'accompagna a un orrore quasi animale che sembra il castigo inflitto al laceratore dell'

convenzione. 4. figur. che vilipende, disprezza, oltraggia, biasima

del vulgo,... me pare che da dio e da la natura,

per meriti eccellente. 5. che provoca struggimento, angoscia, tormento indicibile

ogni soave emozione, non resta più che un sentimento ardente e laceratore, la

capo, si fa beffe delle potestà che vogliono resistere a dio. 2

un organo o di un tessuto, che si produce nei tegumenti e nelle parti

: lesione della cervice e del perineo che ha luogo nel momento culminante del parto

p. verri, 2-33: ogni lacerazione che si faccia sopra di un corpo vivente

ovvero colla compressione, cagiona quel sentimento che esprimiamo colla parola 4 dolore '.

più ghiotte, segrete immaginative della gentildonna che risfolgora in brillanti. -in senso concreto

, ma le parti lacerate, anche che siano non per causa lacerante. 4

abbiatevi un saggio di queste classificazioni, che levo dai mali delle braccia..

posta sotto gli occhi una larga lacerazione che discopre gli intimi tessuti della carne viva

[i magliuoli] come nel sotterrarli, che non se li guastino gli occhi,

chi ha scritto,... così che alla prima lacuna del testo, alla

del foglio consunto egli supplisce sicuro, che si direbbe séguiti la lettura.

della cristianità ebbe origine dal fatto fondamentale che il regno di dio annunziato da cristo

figur. sensazione violenta, improvvisa, che produce angoscia, strazio, turbamento profondo

, strazio, turbamento profondo, e che sconvolge i sensi e l'animo. -anche

una lacerazione, e balzò. vedeva lei che si veniva distaccando da lui. cicognani

la voce di giovannino con un accento che era lacerazione: -col tempo..

e questa ferma risoluzione aveva fatto sì che tutto si sopisse intorno alla lacerazione della

dramma sentimentale, di piccole lacerazioni sentimentali che si esaurisce nel mero dialogo e nelle

una lacerazione, un'umiliazione estrema, che infiammava ancora di più il mio amore

dire quanto tempo piangessi. ogni volta che mi sembrava di finire, una specie

di un diritto, profanazione di ciò che è (o è considerato) sacro

morte era tanto profonda nel popolo giudeo che i discepoli stessi del risuscitatore che aveva

giudeo che i discepoli stessi del risuscitatore che aveva annunziato la propria resurrezione, non

xiv). lacerbiano, agg. che è proprio, che si riferisce al

lacerbiano, agg. che è proprio, che si riferisce al movimento culturale sorto intorno

fondata nel 1915 da giovanni papini; che partecipa alla formulazione delle idee e

culturali e politici di tale rivista; che li sostiene. soffici, iv-336:

in una con me e con papini, che facemmo il più, vi lavoravano

futuristi. idem, iv-367: fu così che una volta o due soccorsi io l'

o un episodio dell'avventura lacerbiana, che infatti lo tras sero d'

. soffici, v-6-419: la conoscenza che aveva fatto dei vociani e dei lacerbiani

vociani e dei lacerbiani e la stima che ne aveva concepito lo portarono un giorno

raccoglieva il meglio dei vociani, ora che la 4 voce 'fiorentina era mobilitata;

in un taglio rettangolare di stoffa, che si chiudeva sul petto, copriva una o

fanciulli romani nobili, la trabea di coloro che trionfavano, la lacerna di coloro i

buonarroti, 2-77: anco la lacerna, che era una sorta di veste da soprapporre

. maffei, 5-5-283: le lacerne (che erano quasi corti mantelli) servivano principalmente

». làcero1, agg. che presenta una lacerazione, per lo più

/ lacero e sanguinoso, e par che senta / ch'egli aita le chieda.

, 1-193: ne'cadaveri di quei che hanno corrotti o laceri i polmoni, s'

ed i piedi talmente addolorati e laceri che ci gettammo a terra come morti.

in gonna / lacera una matrona, che a un lor collega è donna, /

vol. VIII Pag.672 - Da LACERO a LACERTA (39 risultati)

rinfagottata in un lacero giacchettone da uomo che gli toccava terra. d'annunzio,

, un paravento lacero, una poltrona che mostrava i ferri e la stoppa.

3-i-420: il cielo non ha permesso che l'innocenza di armando, quanto più lacera

piantansi [gli ulivi] con piante che abbian radici o con piante divelte da'pedali

rami. bar uff aldi, 1-67: che a un sì nobile liquore / presto presto

, / o punta d'infinito / che apparisce di là da ciò che sente /

infinito / che apparisce di là da ciò che sente / il senso:..

. vestito di abiti sdruciti e sbrindellati; che offre nel modo di vestire, uno

, 1-134: ell'è una lacera femmina che va offerendo monete e dispensando viglietti,

ov'ella sta di casa e pregando che vadano a trovarla. misasi, 6-ii-22

sinistro. pascoli, 783: niuno vide che lacero / fuggivo gli occhi prossimi,

, / o madre, accorato / che niuno m'avesse guardato. cicognani, iii-2-278

sì grand'edifizio e il maggior forse che mai si sia edificato, si vede

, nel recinto / del tuo castel che lacero torreggia, / e tu ci mostrerai

ciglio, / il lacero naviglio / so che più non rividi. manzoni,

2-i-436: avvenne indi a non molto che que'laceri avanzi dell'esercito francese,

que'laceri avanzi dell'esercito francese, che poco prima gli spagnuoli non curarono di

, 1-596: il beamese, considerato che contro questa parte non sarebbe mai venuto a

, epperò molto meno poteva riprometterselo adesso che erano laceri. 7. incompleto

fossero di maniera laceri e depravati, che v'erano delle dimostrazioni delle quali appena

versi; ma talmente laceri e guasti che appena ho potuto con grande pazienza cavarne

mio richiamo, / ma dentro l'aria che ti tiene / tu sali felice mongolfiera

bernari, 4-262: era la prima volta che pensasse alla morte; e quell'idea

, 6-248: i galloni di maresciallo, che una lunga promessa gli sventolava sotto il

d'euclide / del gran tosco, che sì lunge vide, / il glorioso voi

riflettere se per caso il lacero adagio che non tutto il male vien per nuocere

chi puote esser mai spietato tanto / che s'allegri, se pur non può dolersi

15. medie. ferita lacera: quella che presenta labbri sfrangiati, prodotta per lo

16. bot. foglia lacera: quella che presenta brani con tagli disuguali e frastagliati

. usura, logorio. -anche: ciò che viene consumato con l'uso.

. v.]: 'lacero'il consumo che si fa di checchessia usandolo. '

legge. guerrazzi, 1-13: quegli che fu commesso alla custodia della legge e

materiali eterogenei, metallici o cartacei, che vengono fusi o macerati perché possano essere

nervi grande e piccolo petroso superficiale e che è circondata dalla grande ala sfenoidale e

lacero-contuso, agg. medie. che presenta nello stesso tempo una lacerazione e

vago, glosso-faringeo e accessorio del vago e che sta fra il margine posteriore della rocca

1-160: àvi... cocodrilli terrestri che maggiori non sono di tre cubiti,

gonea fronte / stille di sangue, che, spargendo a terra / il venenoso

, 66: li amazoni furono i primi che mangiassero lacerte, e per questo furono

vol. VIII Pag.673 - Da LACERTIDI a LACINIA (47 risultati)

57: piglia rane marine e lacerte, che vulgarmente ghezze se domandano. dalla croce

). lacertifórme, agg. che ha forma simile a quella di una

(con partic. riferimento ad animali che non appartengono all'ordine sauri).

sauri). -in senso generico: che è simile a una lucertola, che

che è simile a una lucertola, che ricorda la forma di una lucertola.

. zool. gruppo di rettili squamati che comprende le lucertole e le specie affini

3-27: ciascuno occhio à vm lacerti che 'l muovono e, quando si magagnano o

preseli 'l braccio col runciglio, / sì che, stracciando, ne portò un lacerto

col ronciglio suo di ferro, sì che stracciandolo portonne via un lacerto, un

cala su l'òmero un fendente, / che il braccio gli recide. sanguinoso /

/ di ritondette braccia / aureo serpe che allaccia / blando se stesso e morde

crescenzi volgar., 9-10: di che il predetto cavallo, sentendo spesso lo

sentendo spesso lo incendio, andrà più aperto che non sarà usato. ed in simil

stinchi siano ristretti ed asciutti, così che i lacerti appaiano, e si distinguano l'

l'uno dall'altro più di sopra che di sotto verso le gambe, ed

anat. espansione aponeurotica del muscolo bicipite che rinforza medialmente la fascia del gomito.

ii-59: le ferite prave sono quelle, che occorrono all'estremità de'lacerti nervosi e

è ineguale per molte prominenze parallele, che si chiamano colonne o lacerti; e

e son archi di fibre carnose, che la circondano, connessi tra loro per

dai notomisti quelle prominenze parallele ed ineguali che si scorgono nella superficie interna dell'auricola

caverna uscì all'aperto / il feroce leon che l'innocente / squartò con l'ugna

ugna e maciullò col dente / così che ai corvi non restò un lacerto. papini

mi tal cum vizio si copre, / che, quando poi sé scopre, /

, 90: tocco le corde / che legano i lacerti dell'anima mia / alle

lacerto, una certa massa materiale, che non ha vita e non può comunicare

un linaio dentro, una vita / penosa che mi parla di sé da qualche suo

5. region. parte del manzo macellato che corrisponde al primo taglio della coscia fra

col coltello affilato ne taglia il boccone che più gli sembra gustoso, e che poi

che più gli sembra gustoso, e che poi ritaglia e mangia in piccole fette

anguillara, 2-288: l'invidia, che la dea dell'arme ha scorta, /

ungaretti, xi-328: penso con nostalgia che dev'essere uno spettacolo inaudito qui vederlo [

i magli più vasti / delle rupi che il lacertoso / ciclope scagliò contra ulisse

livio volgar., 4-55: poi che vide ogni cosa d'intorno ad edipola

senza far molti consci della ingiuria con che m'ha lacessito gerasto. =

. genere di serpenti molto velenosi; che vivono nell'america centrale e meridionale;

del genere seyale di latreille, e che tiene il mezzo tra il boa ed

] attendeano i buoni in certana speranza, che gesù cristo figliuolo di dio li verrebbe

di dire qualche cosa della lacinia, che, non significando altro che pezzo di

della lacinia, che, non significando altro che pezzo di cosa rotta, fu presa

ma anche certe punte lunghe strette, che facevano e lasciavano per galanteria nelle vesti

nelle vesti, forse alle cantonate, che erano più lunghe e acute assai,

più lunghe e acute assai, e che uscivano più in fuora di quello portasse il

spiegano per lacinia l'estremità di una veste che arriva al tallone e perciò forse detta

non è altro l'italia se non che una vasta lacinia o lingua e dicasi anche

solco e l'altro si levano dirupate lacinie che le frane di continuo assottigliano e sulla

pezzi lineari ineguali, stretti ed allungati che dividono un calice, una corolla,

5-61: trovai ambedue le tube falloppiane che colle loro fimbrie e lacinie muscolari erano

vol. VIII Pag.674 - Da LACINIATO a LACONICO (33 risultati)

-plur. formazioni di tessuto cutaneo che stanno sotto la gola di alcune specie

[la tuba dell'utero] par che debba alzarsi necessariamente, ed applicando la

lacinióso, agg. ant. che è dotato, al fondo o

i botanici comunemente chiamano laciniose quelle foglie che sono rotte assai, ma in rotture

bot. genere di piante coripetale, che comprende il solo genere lacistema, con

qual lacone / fulvo o molosso, / che de'pastori / è amica forza,

l'alte nevi / ad ogni fera / che mi preceda. = voce dotta

dire ad alcuno, non senza grazia, che il laconeggiare era più tosto un filosofare

, cioè un esercitare anzi l'anima che 'l corpo. 2. tr.

laconicamente vorrebbero vedere nei più angusti spazi che possibil fusse, ristretti i filosofici insegnamenti.

careri, 2-ii-472: appunto nel modo che m'imponeste vi scrivo: laconicamente. giulianelli

precisione ed esattezza, così però laconicamente che, senza vedere gli stromenti, senza

non si sarebbe potuto profittare di ciò che ne avea scritto questo autore. foscolo,

ho risposto. cassola, 2-416: -e che ci sei andato a fare a roma

te spes occidat »: guarda bene che questa speranza non sia il tuo omicida

. magalotti, 1-142: adesso che il colpo non può più arrivare improvviso

dirò, col più arrabbiato laconicismo, che questi sono due barri di guadalacara della forma

luogo nel solo mese di novembre in terre che si vantano civili. e tutta l'

la quale commandava al figliuolo nuovo soldato che ritornasse « o con questo o sopra questo

per cosa cotanto importante la diligenza di che tu parlavi. pindemonte, ii-96:

catalettico con spondeo in settima sede, che i giovani spartani usavano nei canti di

.). -chiave laconica: chiave che chiudeva dall'esterno e apriva dall'interno

. marinetti, ii-271: siamo convinti che meccanicamente, a forza di brevità, si

, farò conto di scriverla a quel laconico che, avuta dal giudice l'alternativa di

lear. jovine, 282: il guardaboschi che era uomo laconico e ruvido negò recisamente

era uomo laconico e ruvido negò recisamente che vi fosse una lapide con la scritta

di un supplemento d'informazione dalla portinaia che in genere è di un umore laconico

. bembo, 10-v-244: vi priego che, se potete indurre il vostro alto

con quella vostra laconica e gratissima facondia che il cielo con larga mano v'ha donata

apof- temmi laconici e succinti significano più che non dicono. gemelli careri, 1-iv-338

ornai tempo di finirla poiché mi avvedo che avendo fatto l'elogio dello stile laconico

durano incerte. alle nuove di genova, che pubblicammo oggi, è venuta al triumvirato

martello, 171: la gran fortuna che appresso • molti ha conseguita quest'opera

vol. VIII Pag.675 - Da LACONICO a LACRIMA (71 risultati)

: i modi secchi, laconici, altieri che si usavano con lei non le davano

partenza del coriere, io sarei più che prontissimo in fare le belle parole ringraziatone

la laconica, / più preziosa assai che la bettonica. f. f. frugoni

convenne, per forzose ragioni, dopo che si fu confessato benché alla laconica, per

per il gran dolore dell'atroce ferita che cominciava a a degenerare in ispasimo,

: son più ladri... quei che puniscono i latrocini, che quei che

. quei che puniscono i latrocini, che quei che li commettono, perché questi

che puniscono i latrocini, che quei che li commettono, perché questi rubano alla

, 264: il laconico era quello che anche sudatoio si chiama, detto così da

io per me tengo di certo che impropriamente fosse stato da alcuni scrittori nominata

cioè la parte per lo tutto; e che in somma non sia altro il laconico

in somma non sia altro il laconico che una piccola cupoletta, che copriva un

il laconico che una piccola cupoletta, che copriva un buco che era nel pavimento della

piccola cupoletta, che copriva un buco che era nel pavimento della stufa: ciò

sia fornace, riscaldasse a dovere una stanza che dovea servire di stufa. milizia,

: 'laconico': stanza con stufa, che si disponeva nel bagno, affine di

e chirurghi, all'uopo di quelli che alle terme vengono per medicina: troveranno

medicina: troveranno gabinetti ove riposare coloro che escano da'laconici o sudatori.

. lacònio, agg. letter. che appartiene o si riferisce agli spartani;

appartiene o si riferisce agli spartani; che è abitato dagli spartani.

., i-132: improvvisa / iri, che segue i zefiri col volo, /

sempre co 'l modesto laconismo quelle parole che dee dire o per necessità sua o per

e le parole di senso oscuro ed ambiguo che per iscanso delle glose, a fine

loro in appresso quella più storta interpretazione che venisse loro in mente. b. garofalo

a cui la brevità e 'l laconismo che usa non toglie la chiarezza e la

di civiltà. amari, 23: par che i pregii della eloquenza arabica in quel

ubiquità, il laconismo e la simultaneità che derivano dal turismo, dall'affarismo e

giornalismo. 2. qualità di ciò che è espresso in modo succinto e stringato

. metastasio, 1-iii-451: è certo che nel laconismo della vostra epistola non ritrovo

né pur una scintilla di quel contento che suol riscaldare un animo 'voti compos '

il laconismo di questo non mi pare che si possa prendere per indizio di affezione

, ii-10-4: il laconismo dal biglietto che ti ho mandato oggi non sta: lo

sento. ma d'altra parte, che dirti? scrivere a lungo porta il pericolo

di trascendere a impeti e a parole che dispiacciono poi egualmente a te quando leggi

4-314: 'laconismo'... significa più che non dice; al contrario della iperbole

contrario della iperbole, la qual dice più che non significa. f. f.

... a i cortigiani asiatici, che co i loro laconismi, più che

che co i loro laconismi, più che salsi, salaci, dileticano i prìncipi stalloni

laconismi, avendo voluto in sostanza dire che la fortuna con tante stranezze e strapazzi

, 221: è più facile filosofare che laconizzare. = voce dotta,

immaginaria parallela all'asse del globo terrestre che passa per il meridiano. b

punti ove le due parallele tagliano quello che si chiama orizzonte, a destra si

si è facto corno li nostri arbori che producono le noci. ulloa [castagneda

sf. goccia di liquido incolore, che bagna gli occhi e talvolta ne sgorga

a forti emozioni (e questo liquido, che presenta una reazione lievemente alcalina e contiene

): 1° rimasi in tanta tristizia, che alcuna lagrima talora bagnava la mia faccia

lo mio petto / con una voce che sovente mena / le lagrime dogliose a li

lor di sangue il volto, / che, mischiato di lagrime, a'lor

'nvetriate lagrime dal volto, / sappie che, tosto che l'anima trade / come

dal volto, / sappie che, tosto che l'anima trade / come fec'io

l'è tolto / da un demonio, che poscia il governa / mentre che 'l

, che poscia il governa / mentre che 'l tempo suo tutto sia vólto.

petrarca, 234-3: o cameretta, che già fosti un porto / a le

se'or di lagrime notturne, / che 'l dì celate per vergogna porto. boccaccio

occhi'. lagrime sono generate da umori, che discendono dal capo per vene del craneo

sono da ristrignere in questa maniera, che prima sia purgata la testa con gera

le lacrime procedono più tosto dal cuore che dagli occhi. poliziano, st.,

. ariosto, 10-96: creduto avria che fosse statua finta... /

: sciocchi affatto sono veramente quegli uomini che, mossi a intempestiva pietà delle artificiose

affollate domande? fantoni, i-15: che giovano sospiri e lagrime, / s'oltre

, 27: sempre a gli occhi sento che mi viene / quella che ti bagnò

occhi sento che mi viene / quella che ti bagnò nell'agonia / non terminata

spicchio, spicchio », niente altro che questo. e sulla giacchetta mi colavano

sopra tutti i pericoli del mondo e che immaginare si possono, maggiore è lo stare

peccati e lavasi d'essi, sì che certi sono che dio perdona loro.

lavasi d'essi, sì che certi sono che dio perdona loro. atanagi, xxxvi-175

tutte le sue voglie / un nembo che dagli occhi al sen le piove.

un fiume ', non sarebbe oramai che di celia. 'profluvio 'sonerebbe

bello. 'abbondanza ', meglio che 'copia '. 'ubertà 'latinismo

sospiri, / quando in voi adiven che gli occhi giri / per cui sola dal

con altro non potete più fargli onore che col lamentarvi

vol. VIII Pag.676 - Da LACRIMA a LACRIMA (62 risultati)

i-49: questa differenza hanno le lacrime che procedono da letizia da quelle che vengono

lacrime che procedono da letizia da quelle che vengono da dolore, che le lacrime

da quelle che vengono da dolore, che le lacrime liete son fredde, le dolorose

la reina / una lagrima lieta, che la madre / in quel punto tradì,

vuol fingere un dolore o una commozione che non prova. palazzeschi, 1-32:

. palazzeschi, 1-32: mi sembra che la stanza grondi, e che le

sembra che la stanza grondi, e che le ombre piangano insincere, e abbiano stizza

insincere, e abbiano stizza della luce che fa risplendere le loro false lagrime.

lacrime versate per onorare i defunti, che negli antichi riti venivano raccolte in appositi

conv., ii-xn-5: io, che cercava di consolarme, trovai non solamente a

le lagrime del popol doloroso, / che sol da voi riposo / dopo dio

n-iii-922: la bellezza è la bella vergine che fa belli i pensieri e l'invenzioni

bella ancora la morte e le ferite che per lei si sostengono. bruni, 114

ha oggi il nostro re data, pensando che, dove per rallegrarci venuti siamo,

, le quali dir non si possono, che chi le dice e chi l'ode

, di tante lacrime: un figlio che abbia rappresentato per i genitori sofferenze,

'figliuolo di tante lagrime '. (che costa tanti dolori). papini, v-796

, lasciami: per quanto è vero che sei viva non può accadere che il

vero che sei viva non può accadere che il figlio di tali lacrime perisca!.

la ricompensa in quello scoppio di pianto che, nel luglio del 386, segnò la

xiv-238: sai tu, mia cara, che 10 temo il diluvio in questa 'vera

lagrime'?... tredici giorni che piove; i fiumi sono disalveati. carducci

valle di lagrime, le nostre gioie che son neve al sole, la gloria del

., 14-113: ciascuna parte, fuor che toro, è rotta / d'una

, è rotta / d'una fessura che lagrime goccia, / le quali, accolte

inferno, o per li molti pianti che in quella si fanno, o per l'

gli incappati; e quei fanciulli laceri che raccoglievano le lacrime della cera, a fatica

della pioggia / lontana. -liquido che trasuda dal formaggio a un dato punto

è vero stravecchione, e i buchi che deve avere, e le lagrime che deve

buchi che deve avere, e le lagrime che deve mandare. pasolini, 3-63:

2-i-958: agli occhi di un aviatore che volava a 1000 metri su barcellona,

. sostanza, più o meno liquida, che geme a goccia a goccia dalla corteccia

tagliando: e questo per la lagrima che troppo uscirebbe per la gemma. crescenzi

volgar., 4-11: nel tempo che [le viti] acquose versan le

iii-95: hanno un umore gli arbori che è loro in lato di sangue, chiamato

. magalotti, 21-13: quella lagrima che comunemente sangue di drago si chiama.

è piena di prodigi. gli altissimi ceri che mi si serrano intorno si costellano,

di fumo. baldinucci, 180: vernice che si distende in sul rame..

tozzetti, 12-7-336: l'altra manna che cola giù per il liscio fusto deltavomello

concrete. -goccia di umore molto dolce che cola dall'estremità dei fichi quando hanno

, e assai di quelli pengiglianti, che aveano la lagrima, si mettea in

lagrima, si mettea in bocca, che parea ch'egli avesse a fare una sua

, uno di quelli così fatti fichi che aveano la lagrima, dicea: -non

, dicea: -non pianger no, che non ti mangerà messere. salvini, 41-87

: a platone piacevano i fichi, che nel paese suo vene faceva degli squisiti

una brattea globosa liscia e bianca, che a maturità diventa durissima (ed è

medicamenti,... ove vuole che quella pianta che produce le lacrime, di

.. ove vuole che quella pianta che produce le lacrime, di cui in

quelli [fiori] ve n'ha che non congiungonsi / giammai col frutto, e

specie di pianta de'paesi caldi, che da noi coltivasi ne'giardini a cagione del

lucido, cinerizio quand'è maturo, che s'impiega per far corone o rosarii.

nelle regioni centromeridionali, e i vini che se ne ricavano (come: lacrima di

9-1-53: la lagrima ha preso non so che de la botte e secondo il gandolfo

. soderini, i-490: il vino che si addomanda di lagrima, si fa ancora

questo modo. tasso, 11-ii-347: vorrei che così intendeste che da omero sia chiamato

, 11-ii-347: vorrei che così intendeste che da omero sia chiamato il vin dolce come

la lacrima, la quale, tutto che sia premuta da quell'uve stesse da le

quei vini rossi del regno di napoli, che son chiamati lacrime... le

ragazzo io non ho bevuto mai altro che vini navigati e senz'acqua, come claretti

napoli, è di qualità rossa, che, maturata perfettamente, partecipa quasi del

le muse pioveranno in grembo a ciascuno che sa l'abbici delle bel'e pagnotte

adige. -lacrime di fidanzata: liquore che in olanda si beve durante il fidanzamento

vol. VIII Pag.677 - Da LACRIMA a LACRIMA (46 risultati)

16-vi-335: il serenissimo gran-duca mi comanda che io faccia pervenire a v. a.

di quelle lacrime o gocciole di cristallo, che, spezzate nella loro punta, si

di baviera, figlio di federico v, che la fece conoscere in inghilterra.

lanciata nell'atmosfera da un vulcano, che, ricadendo, assume la forma di

dice la pioggia delle stelle filanti, che si vede la notte dal 9 al

, 4-3-67: -mi par duro a credere che una lagrima di piombo si abbia a

pane duro, duro davvero; ma che vuol dire? ei l'ammolirà colle lacrime

lagrime in pelle in pelle ', che già quasi gli spuntano. -bagnare

54): mi giunse tanto dolore che, partito me da le genti, in

274: voi, palme e cipressi, che le nuore / piantan di priamo,

, 8-835: vidi mio figlio pittore che dipinge come ieri, mia figlia vedova

dipinge come ieri, mia figlia vedova che m'irrorò con le sue lagrime.

da lui amata nominar se medesima, che egli credea morta, e gittarle l'

le lagrime in su gli occhi lui che ginocchione stava levò in piede, e il

molte lagrime e molti preghi l'impetrare che vi lasciassero in vita. giordani, iv-47

sedere in terra in una saletta terrena che ivi era, ed era tutta piena

sfronda, ed alle genti svela / di che lagrime grondi e di che sangue.

/ di che lagrime grondi e di che sangue. mazzini, 3-388: ricordatevi che

che sangue. mazzini, 3-388: ricordatevi che la storia di tutti i popoli,

delle lagrime e del sangue de'popoli che hanno voluto commettere a mani straniere la

quell'ora tremenda non volevo più scrivervi che quando aveste piànto tutte le vostre lacrime

con alta voce e con lagrime, che per lo merito della sua passione perdonasse

mercede. sarpi, i-1-82: certo è che li spagnoli non hanno mai voluto confessor

hanno mai voluto confessor gesuita in corte; che la regina impetrò questo suo todesco con

impetrò questo suo todesco con le lacrime; che hanno voluto più volte levarlo con diversi

diversi titoli d'onore ed utile; che egli è uomo più tosto da poco che

che egli è uomo più tosto da poco che altro. -rasciugarsi le lacrime: mitigarsi

io lasciai passare parecchi giorni, tanto che io pensai che fussin rasciutte le lacrime.

parecchi giorni, tanto che io pensai che fussin rasciutte le lacrime. metastasio,

ins no alla fine gli disse quello che gli era intervenuto, con fatica celando

176: violante s'intenerì di tal modo che non potè rispondere che con le lagrime

di tal modo che non potè rispondere che con le lagrime. nievo, 804:

804: io ringraziai più a lagrime che a parole la buona giovine.

8-2 (49): allora, ricordandomi che già l'avea veduta fare compagnia a

la divozione ch'egli era a vederlo, che pochi lo guatavano che potessino contenere le

a vederlo, che pochi lo guatavano che potessino contenere le lagrime. tasso, 16-52

. tecchi, 5-204: se ti capita che le lagrime ti venissero agli occhi,

inf., 18-84: guarda quel grande che vene, / e per dolor non

, / or nel volto di lui che tutto vede / vedi 'l mio amore e

occhi fuori, cominciò ad attender quello che la gentil donna gli rispondesse. tasso

pianto continuo; non avere altra consolazione che il pianto. petrarca, 93-14:

perché non assaggiava tozzo di pane rancido che non fosse inzuppato nell'acqua più dell'

fosse inzuppato nell'acqua più dell'occhio che della fonte. foscolo, 1-161:

costui l'etterno / per una lagrimetta che 'l mi toglie. petrarca, 108-14:

2-9: io mi vissi, pensando che ogni mia lagrimetta sempre giungesse al bellissimo

: sforzatevi di gettar quattro lagrimette, che le lagrime ne gli occhi d'una

vol. VIII Pag.678 - Da LACRIMABILE a LACRIMANTE (49 risultati)

froderanno per false lagrimette, / di che bagnan del talamo le soglie / dirottamente?

solo / di lei punire, / che al suo di monelluccia corpicciolo / può

m. cecchi, 1-i-114: vin bianco che smaglia e poi del rosso / non

volpe, in discacciar la morte / che le sovrasta, usa nel proprio male /

nuvoletta muoversi indifferentemente non più verso questa che quella parte. magalotti, 2-93: lacrimette

per dissimulare certi lagrimoni grossi e lucenti che scorrevano e scorrevano per le guance.

di pioggia pendevan dagli ultimi fiori, che inclinavano mesti e appassiti le testoline morienti

ragion glie lo dettava, ma dubitava che una piccola lagrimuzza di quella femmina gli

muterebbe proposito. aretino, 20-167: caso che la croce venga male, lasciati scappare

sorelle. pascoli, 151: quando vedono che il dramma devia e sembra conchiudere con

fra i più alti canti d'amore che mai furono scritti. e si spappolava

più volentieri 'lacrima ', ecc. che 'lagrima '». lacrimàbile

. (superi. lacrimabilissimo). che ha un tono lamentevole (un grido

, un suono, una voce); che provoca commozione, turbamento, angoscia;

provoca commozione, turbamento, angoscia; che muove al pianto. dante

; e chiamalo * lacrimabile 'per ciò che a molti fu dolorosissimo e cagione di

al disperar perdono, / questo a lui che del ciel le chiavi ha in terra

-che svolge un argomento molto triste, che ha un'intonazione di profonda mestizia (

/ fornito avete quel dolzie viagio / che già lieta speranza al cor mi porse

e lacrimabile confessione. 2. che suscita o provoca costernazione, sgomento,

ammirazione, non fu mai veruno de'riguardanti che potesse dire mai parola. benivieni,

lacrimabil fato / del fiorentin pastor, che dagli armenti, / come candido cigno

. leopardi, v-459: né credo che bisognino parole a far tutti chiari e

parole a far tutti chiari e certi che l'ignoranza è cosa perniciosissima e gli

tutte l'altre azioni sono intrinsici episodi che tutti servono e si riferiscono a questo unico

infelice, sottoposto a dure prove; che è oggetto di sincero compianto (un

, i-2-481: non dimenticarle a niuno che lo conobbe, lacrimabile a tutti i

baldini, i-572: le poche parole che stavano sotto quelle figure sonavano al mio

o 'lagrima cristi'una qualità di vino che per lo più si fa nelle false del

sole. = voce latina, che significa 'lacrima di cristo '.

. lagrimale), agg. anat. che interessa il processo della lacrimazione. -apparato

. -apparato lacrimale: insieme degli organi che provvedono alla secrezione e all'escrezione delle

; è composto dalle ghiandole lacrimali (che sono situate nell'angolo superiore esterno dell'

) e dalle vie lacrimali (strutture che provvedono all'escrezione delle lacrime: e

a quella sostanza rosseggiante e incavata, che è nell'angolo interno dell'occhio,

[quei mali esterni degli occhi] che ingrossano e indurano le piccole glandule sebàcee

sebàcee delle palpebre... e quei che trattengono gli umori nella conglomerata gianduia lacrimale

vasi lagrimali degenerati in fìstola, di che il stava già in grande sospetto prima

-osso lacrimale: osso della faccia che si trova in corrispondenza della parete mediale

2. medie. fistola lacrimale: fìstola che si forma nel sacco o nel canale

599: la egilopa è una erbetta che ha le frondi simili al grano, ma

* sinuosità ', succeduta per quel che credo al 'tubercoletto ', per l'

fìstola lacrimale; ora però sono accertato che in quindici giorni di unguento e di cura

noia. -tumore lacrimale: tumefazione che si forma sotto l'angolo maggiore dell'

dalla dilatazione del sacco lagrimale, e che è il risultamento dell'infiammazione cronica e

loro morti certe ampolline di vetro, che chiamavano « lagrimali ». tommaseo [

degno di essere compianto e commiserato; che suscita deplorazione. buonaccorso da montemagno

. (letter. lagrimante). che è in lacrime, piangente (per

. cavalca, 20-219: vedendo che niuno veniva a lui per niuna sua

vol. VIII Pag.679 - Da LACRIMARE a LACRIMARE (60 risultati)

. rappresentazione di stella, xxxiv-611: che vuol dir questo? e'mi s'affligge

1-16 (i-190): il giovine, che sempre la lagrimante e dolente donna tenuta

diede a lagrimare tutto solo, di modo che scoperto da un padre di sant'agostino

scoperto da un padre di sant'agostino che si scontrò di passare per caso per

nostro lagrimante, gli chiese: « di che piangi, tu, porca- retto,

piangi, tu, porca- retto, che cosa ti è stato fatto? » -

porcaro ». -in partic.: che piange di gioia. guerrazzi, 1-297

cent., 55-22: la terza, che avanzava di bellezza, / avea il

fine sotto i cui auspici più e meglio che non l'enfasi cachetica del drammaturgo lacrimante

papini, 27-991: non vi fu nessuno che comprendesse, me viva o dopo,

lacrimanti vie, le solitudini / morte che l'erba ingombra, / dimenticarti / non

(una camera ardente / è ciò che ricordo): una grande / fiorita di

le mie parole esser dien seme / che frutti infamia al traditor ch'i'rodo,

, oltra quell'opaco / corpo, che lagremando spende laco. petrarca, 226-5:

. idem, 311-13: or cognosco io che mia fera ventura / vuol che vivendo

io che mia fera ventura / vuol che vivendo e lagrimando impari / come nulla qua

guidiccioni, 5-54: dimmi, amor tu che 'l sai, ti prego, quando

/ verrà quel punto tanto desiato, / che, godendo quel ben che m'hai

, / che, godendo quel ben che m'hai già dato, / io vada

se non guerra e martiri! / ah che fu meglio lacrimar per lui / che

che fu meglio lacrimar per lui / che gioir per qualunque, e la bellezza /

qualunque, e la bellezza / sua riverir che posseder l'altrui! versi vari di

piangere, come chi racconta una cosa che, quand'anche dispiacesse non si può

. sbarbaro, 2-66: piccolo pensando / che come gli altri uomini dovevi / morire

a fatica, per il tetto, così che in breve rosetta ed io cominciammo a

alquanto tempo lagrimato, e tanto affaticati erano che non poteano disfogare la mia tristizia.

purg., 27-137: mentre che vegnan lieti li occhi belli / che,

mentre che vegnan lieti li occhi belli / che, lagrimando, a te venir mi

, 160: vale molto ali occhi che lacrimano mangiare la ruta cruda. tasso

voci languida risuona / un non so che di flebile e soave / ch'ai cor

metastasio, 1-1-96: non è ver che sia contento, / il veder nel

han gli occhi invidia a quelli / che sepper lagrimar pianti sì belli.

la vita ria, / lagrimando a colui che sé ne presti. buti, 2-312

'a colui ', cioè iddio 'che sè ne presti ', cioè conceda

tutte tagliate, / chi non dirla che fossero stirpate / e poi producon sì

9-31-1-54: come uno stizzo verde, che coll'un de'suoi capi posto sul

desinare fumava tabacco imbevuto con un liquore che lacrima e spiccia naturalmente odoroso in vari

: feriva la corteccia dell'albero, lasciava che la resina lacrimasse dentro il bigonciolo appeso

: abito in una camera a pisone / che par un beneficio senza cura. /

lacriman le mura, / credo per che han di me compassione. giovio,

presto si consumano destuendosi il lastrigato, che fa poi lagrimare le volte da basso

troscia di umidore, per cui pareva che la muraglia lacrimasse da un occhio solo come

marchi, ii-76: dietro la carrozza, che lagrimava nero, coperto, quasi sepolto

ricordo / e lacrima la palma ora che sordo / preme il disfacimento che ritiene /

ora che sordo / preme il disfacimento che ritiene / nell'afa delle serre anche

anche le nude / speranze ed il pensiero che rimorde. -scendere lentamente.

nel grembo solitario / non dava suono che il leno roco. / sbocciava un razzo

boccaccio, i-43: e'non è convenevole che così valoroso uomo rimanga ne'lontani campi

ei lagrimò doglioso / la beltà, che, perduta, anco l'incende.

dante inginocchiossi? l'alta / fronte che dio mirò da presso chiusa / entro le

. loredano, 2-i-118: ogni volta che la memoria mi porta la raccordanza delle

lagrimare il termine della sua infelicità, che nel colmo delle sue grandezze non puote

frugoni, iii-645: d'ordinario son quasi che abstemio, e la mia bevanda è

, e la mia bevanda è più lacrimata che versata da quel libero che toglie la

più lacrimata che versata da quel libero che toglie la libertà dell'arbitrio allor che

libero che toglie la libertà dell'arbitrio allor che sommerge la perspicacità del giudicio. govoni

chiabrera, 1-ii-314: quest'onda, che di porpora si tinge, / per

per sé non calpestate lagrimaro / uve, che sul vesevo eran sanguigne. redi,

la tolfa, / altri il sangue che lacrima il vesuvio. -far spuntare

di sfumatura di bontà e occhioni neri che lagrimano indulgenze.

vol. VIII Pag.680 - Da LACRIMATO a LACRIMEVOLE (39 risultati)

agli occhi con tanta vertute, / che 'l forte e 'l duro lagrimar che

che 'l forte e 'l duro lagrimar che fanno / ritornerebbe in allegrezza e 'n gioia

, / se non ben guarda per che, dove e corno. dante, vita

nuova, 12-2 (54): poi che alquanto mi fue sollenato questo lagrimare,

(ni): l'amaro lagrimar che voi faceste, / oi occhi miei,

e rallenta le già stanche sarte, / che son d'error con ignoranzia attorte.

te serò ristretto solo, / forsi che il rimirarti e il lacrimare / qualche conforto

quel fine avrà l'empio desire / che già il tiranno ha stabilito in mente,

nel mio sangue estinte l'ire / che dal mio lagrimar non fiano spente,

avanti ne gli uomini scelerati passata, che dicano che gli dei vi siano consiglieri e

gli uomini scelerati passata, che dicano che gli dei vi siano consiglieri e famigliari ancor

tacito m'avvio / per la notte che stringe le cortine / sul lacrimar dell'ombre

e 'l viso amato / scoperse, che più volte veduto hanno: / e dimostrò

a le mie luci vivo, / che t'ha per morto sospirato e pianto?

, purg., 10-35: l'angel che venne in terra col decreto / de

niccolini, ii-6: quell'odio esultò che non perdona, / quando l'eroe

quanti amari sospiri 5. figur. che costa lacrime e sofferenze. fra giordano

un boemo, d'uno di quei miseri che nelle bande musicali degli eserciti austriaci vanno

illustri / fabri sono i german, che 'n su le rive / del gelato ocean

. montigiano, 172: quella che chiamano 'leucanthemon', è ancor migliore

non fece gli occhi con quel bel girare che fa il vivo, e con la

domenichi [plinio], 20-2; quei che si chiamano peponi, rinfrescano grandemente nel

dove si uniscono le due palpebre, che volgarmente si dice la coda dell'occhio

o sia quella sostanza rosseggiante ed incavata che è posta nell'angolo interno dell'occhio

è poeta più di tutti noi / che, in attesa del pianto che s'avanza

/ che, in attesa del pianto che s'avanza, / apprestiamo con debita

lagrimatòrio), agg. anat. che riguarda o interessa la lacrimazione; lacrimale

salvini, 39-ii-193: il muscolo che lagrimatorio s'ad- dimanda, par che

che lagrimatorio s'ad- dimanda, par che abbia in mano la chiave della fontana

la chiave della fontana del pianto, che in un tratto maravigliosamente sgorga non so

s. v.]: 'lagrimatorio', che serve alle lacrime e dicesi propriamente di

]: 'lagrimatorio', termine di archeologia che si usa in sentimento di sotantivo e

sfinge di nasso incisa in quel diaspro che ha 'virtù di rattenere il sangue '

: il profluvio d'una lacrimazione, che di continuo ne piove, mi toglie il

vista. pallavicino, 10-iii-25: cagionò che un granello [di polvere] non

stillare da'loro bottoni una quantità di linfa che non può distribuirsi nell'intemo della

delle torce pendule ne'cestelli di bronzo che raccoglievano la cera gialla come l'

estrema finezza d'una mano inanellata che premeva il fazzoletto su labbra dolo

(superi. lacrimevolissimo). che suscita pietà e commise razione

vol. VIII Pag.681 - Da LACRIMEVOLMENTE a LACRIMOSO (52 risultati)

: a pena tiene le lagrime, però che non vede alcuna cosa lagrimevole. boccaccio

mortalità trapassata, universalmente a ciascuno, che quella vide o altramenti conobbe,

, perché non si può saper di che sorte sia, se lieta, o se

ch'ella si ricuperasse da quei deliramenti che l'avean gittata nel fondo lacrimevole di tanti

epoche lacrimevoli e funeste. — che è oggetto di pianto. fantoni,

una madre riposa. 2. che è causa di lacrime, di lutti,

dipartenza è stata una cosa amara più che le frittelle, e più singhiozzosa che 'l

che le frittelle, e più singhiozzosa che 'l barletto scemo, e più ramaricosa

'l barletto scemo, e più ramaricosa che la veccha inferma, e più lacrimevole

la veccha inferma, e più lacrimevole che l'aria quest'anno. nannini [ammiano

cominciò a incrudelire, mercé delle squadre che con letizia s'affrettavano a menar le

qual si sia morte più spaventosa, che 'l consentire ad una pace proceduta da

: furono infiniti e lagrimevoli i successi che dopo queste commozioni lacerarono la regenza e

botta, 6-ii-227: nissuno si pensi che alcuna rotta sia mai stata più lagrimevole

vicende avventurose e lacrimevoli dei nuovi traversari che di lei uscirono fino ad ambrogio generale

vii gregge scannati, feroci così combattete che sanguinosa e lagrimevol vittoria al nemico rimangane

: mandando sempre di fuori quelle voci che al tuo misero e lacrimevole stato son più

caro prezzo delle derrate. 4. che manifesta dolore e tormento (una parola,

il tiranno in veder cosa meravigliosa, che un toro di rame, quasi sentendo

, non in tendendo cosa che i martoriati dicessero, non piglierebbe molestia

parola alcuna, o ingiuriosa o lacrimevole che fosse. benzoni, 1-93: menavano la

585; supplicavano con voci lagrimevoli, che non volessero soffrire che popoli italiani, per

voci lagrimevoli, che non volessero soffrire che popoli italiani, per natura liberi e

ride un suo vago riso lacrimevole / che, trepidando i rami nel lume, la

i bei capelli. 5. che tratta argomenti commoventi, pietosi, patetici

patetici (un'opera letteraria); che è ispirato a profonda mestizia (uno

ridenti di democrito vi si adatteranno meglio che il tuono lagrimevole d'eraclito. botta

botta, 5-249: fia l'ultima volta che in queste lagrimevoli storie io favelli di

cose indegne e lagrime- voli, perciò che venivano le carrate delle spoglie sanguinose dei

catene non disciolte da chi peggio vive che non visse. a. cattaneo, i-59

timor della giustizia o della vendetta, che mettono in armi il parentado per obbligar

salvini, 39-vi-67: l'abuso lacrimevole che fanno gli uomini miserabili del più caro

più caro dono e del più pregiato tesoro che dall'alto ricevano, cioè della scienza

maggiori e più lagrime- voli que'pregiudizi che impediscono l'avanzamento delle nostre manifatture.

. del secento non dovrebbero aver luogo che nella storia generale, come per saggio

generale, come per saggio di quel che hanno potuto pensare e scrivere degli uomini:

la sera, a buio, mi dicono che l'à riportata ridotta in condizioni lacrimevoli

7. ant. letter. che stilla a goccia a goccia. sannazaro

lacrimisingozzévole, agg. letter. che piange con singhiozzi. fr

, 11: dismogliato si crede, / che donna altra non sia, che ad

/ che donna altra non sia, che ad euridice / vantibellezza ceda, / et

lacrima. lacrimògeno, agg. che provoca lacrime. -chim. sostanza

chimica gassosa, liquida o solida, che provoca irritazione delle mucose oculari, lacrimazione

panzini, iv-361: 'lacrimogeno ', che genera lagrime (gas lacrimogeno).

. 2. per estens. che provoca il pianto; mesto, commovente

sposa uscendo / da la mia casa che di pianti suona, / volgi la faccia

cecchi, 5-548: ora mi sembrava che i quadri, così fiocamente, quasi lacrimosamente

lacrimosamente, non parlassero più per quello che erano; per il poco o molto

erano; per il poco o molto che potevano essere dal punto di vista dell'arte

occhi suoi saranno continuamente lagrimosi, imperciò che la matrice è legata col cerebro con duo

abborraccia di polenta e non fuma altro che cogli occhi lagrimosi sotto la cappa del

e lacrimosi. -gonfio di lacrime; che versa lacrime, umido di pianto (

vol. VIII Pag.682 - Da LACRIMOSO a LACRIMOSO (47 risultati)

dietro a quel che m'arde. boccaccio, i-22: mentre

m'arde. boccaccio, i-22: mentre che il re con lagrime e con sospiri

da siena, iii-220: invitovi, secondo che dio invita l'anima mia a distendere

inonda il sen di lagrimosa piena / che dal cor ravveduto esce diffusa. monti

guance); atteggiato al pianto; che lascia trasparire vivo dolore, profonda mestizia

dolor colonna, / sente l'oraggio che cade dal volto; / l'altra man

maestro pose: / ond'io, che fui accorto di sua arte, / porsi

io m'era promessa a un giovane che aveva il timor di dio ». carducci

repentinole sue lacrime. 3. che piange sconsolatamente; che versa lacrime di

3. che piange sconsolatamente; che versa lacrime di dolore, di compassione

matteo correggiaio, 16: colei che a te mi manda è rimanuta /

4-6 (432): non sappiendo che far né che dirsi, così lagrimosa

432): non sappiendo che far né che dirsi, così lagrimosa come era e

incontrò in una donzella, / ancor che fosse lacrimosa e afflitta, / bella

ma tutti rannicchiati e timorosi, / che si coprien la faccia co'mantelli, /

, tutto lacrimoso, né più né meno che se fosse stato uno di quelli a

parrocchia. papini, 39-126: chissà che qualcuna di quelle madri lacrimose non abbia

abbia maltrattato e maledetto il figliolo prima che i manifesti 10 chiamassero al campo.

penitenti. -coccodrillo lacrimoso: malfattore che piange ipocritamente il danno volutamente recato ad

coccodrillo, capitò ad annunziare in-piena adunanza che venezia doveva sacrificarsi al bene di tutta

. 4. per estens. che suscita pietà e commiserazione; degno di

leandreide, lxxviii-ii-296: cuome esser può che non ti muova ponto / clemenzia in

/ clemenzia in pietade di collui / che per te in stato lacrimoso è gionto?

sarebbe cosa lagrimosa a narrare le gran crudeltà che e'v'hanno fatto: vituperate le

così mi pare mio debito, poscia che in stato lagrimoso vivo. c. campana

. brignole sale, 2-391: ma che vad'io con memorie lagrimose straniere funestando

deggio dirvi una verità lagrimosa. -e che cosa? -non ho tanto danaro in

, 1-1 (i-9): a ciò che con alcuno essempio io dimostri quanto nocivo

quella nostra città. 5. che è causa di lacrime, di lutti,

, 1-508: con pericolo... che la demenza, di lieta, gli

punto più clamoroso. 7. che tratta argomenti pietosi, commoventi, patetici

dolor, doppia lo stile, / che trae dal cor sì lacrimose rime.

amanti, priego ch'ascoltiate / ciò che dirà 'l mio verso lagrimoso, / e

, / e se nel core avvien che voi sentiate / destarsi alcuno spirito pietoso,

pietoso, / per me vi priego che amor preghiate. cariteo, 139:

139: cantai sì lagrimosi versi / che trasser da crudeli ancor il pianto.

, i-147: non è egli verisimile che gli iddìi... si sieno d'

: per altro son già diversi anni che coteste commedie lagrimose... fanno su

destinato a porre in luce non so che « istanze » dell'uomo, era di

egli [il pontano] è lacrimoso più che doloroso nelle elegiache, e forse,

; era una pioggerella diaccia e sottile che penetrava le ossa, una di quelle

cielo diventato grigio principia a piangere testate che se ne va. papini, iv-78:

. papini, iv-78: nella triade che precede e prepara dante ognuno dei poeti

* inferno'. jovine, 2-82: più che incline al sentimentalismo lagrimoso, si trovò

si trovò pervasa da una rabbietta fisica che si manifestava con quell'inutile moto.

la terra lagrimosa diede vento, / che balenò una luce vermiglia / la qual mi

d'inferno, o per li molti pianti che in quella si fanno, o per

vol. VIII Pag.683 - Da LACRIMUCCIARE a LACUNA (58 risultati)

questa valle lagrimosa sospiriamo, pensando in che modo ad te salire possiamo! caviceo

miei fien lagrimosi e manchi, / che gran duol rade volte aven che 'nvecchi.

/ che gran duol rade volte aven che 'nvecchi. lorenzo de'medici, ii-204

se qualche donna ci fussi pietosa, / che accetti questa vita lacrimosa, / a

, e stando sempre malinconica, intendo che mena una vita molto lagrimosa. i

andreini, 1-213: ah ben è vero che 'l rigor de la nemica mia stella

coricavo la sera come inzuppata di un pianto che non mi sfogava. 11

non mi sfogava. 11. che trasuda gocce di umidità, di umore,

, 1-47: il medesimo difetto dicono che hanno tutti gli alberi che sono lacrimosi e

difetto dicono che hanno tutti gli alberi che sono lacrimosi e crespi, cioè che

che sono lacrimosi e crespi, cioè che scacciano ogni specie di colla. domenichi [

plinio], 17-28: vogliono ancora che le radici delle viti s'innaffino con

, la mirra, e l'incenso, che per l'innanzi stillino lagrime per costei

, 93: le foglie umide / che gl'ingombrano il passo per i campi

f. frugoni, iii-292: quell'elettro che lacrimoso forma la corona al giglio.

: tace l'eco della sinfonia / che per il mondo va, bene augurosa,

mondo va, bene augurosa, / allor che il cielo ride d'allegria; /

mulini con la grande ruota di legno che girava lagrimosa d'acqua. -letter.

girava lagrimosa d'acqua. -letter. che ha i rami penduli, ricadenti (

: una stella, la grande stella che ancora guida i re magi verso betlemme,

cielo lagrimoso. bertolucci, 51: rallegrati che il molle gennaio / se ne va

sodio, calcio, manganese e alluminio che in natura esiste sotto forma di cristalli

. gioco, praticato in canada, che ha origine dal gioco indigeno 'bagataway

. lacuale, agg. che appartiene o si riferisce a un lago

o si riferisce a un lago; che si trova in un lago; lacustre.

cioè il nilo vittoria, e aveva sostenuto che al nord di quell'ultimo bacino lacuale

quell'ultimo bacino lacuale esistesse uno scaricatore che non poteva essere altro che il nilo di

uno scaricatore che non poteva essere altro che il nilo di duflì e di gondocoro

a dio, non sarà niente; che già sono accadute altre volte queste lacune

è per questo ritardo nel pagamento, che voi siete privo di libri; è l'

insieme, perché tu avverta conti, che nella spedizione del dizionario per me c'

cavalcanti, 126: in questa lettera, che è piena di lacune, il cavalcanti

. gori [tommaseo]: io credo che nell'originale greco sia in questo luogo

la preposizione o il segnacaso alle parole che nel testo si trovano tra lagune,

. ad aggiungere esso nome nella lacuna che ho lasciato nella colonna 5a della prefazione.

sull'originale,... così che alla prima lacuna del testo, alla prima

del foglio consunto egli supplisce sicuro, che si direbbe séguiti la lettura. 3

. pochi si videro per gran tempo che ambissero il nome d'autori. lacuna di

o sono fra di loro talmente sconnessi che resteranno sempre delle lacune di molti anni

: sentivo già ch'essi mi amavano e che io li amavo, e che tra

e che io li amavo, e che tra noi la grande lacuna degli anni si

dal non avere io mai trovato un verbo che equivalgaallo * sbracarsi ', ch'è 1

nel sistema del filosofo di conisberga, che lasciare tante lagune nella promessa analisi delle

luogo, perché io ho sempre avuto speranza che in ultimo non avrebbero mancato di altre

in ultimo non avrebbero mancato di altre idee che mi avevano dato da principio, e

: il buonarroti, dopo aver letto quel che aveva scritto di lui messer giorgio con

vita. dessi, 7-121: diceva che mia madre s'era sacrificata per gli

: mancanza di oggetti o di beni che si ritengono indispensabili. delfico, iii-570

certamente falsa: ma ella però dimostra che nel sistema del nostro professore v'ha

: il panzini... par che si sia messo, negli ultimi tempi,

, 2-133: il vecchio prete fuor che un po'di grammatica e un po'

. dir. mancanza di una norma giuridica che regoli una determinata ipotesi, quindi possa

riguardante tale ipotesi (e a seconda che tale mancanza riguardi un determinato testo di

o macroscopica, di varia conformazione, che si trova nei tessuti vegetali (lacuna

nel mezo dala quale è un buso che va ingiù al palato diagonalmente. a

comune condotto e delle sparse piccole lacune che in esso si osservano. tramater [s

lacune ', cavità ripiene di aria che si formano nell'interno delle piante per

', nome dato a piccole cavità che le membrane mucose appresentano, e le cui

vol. VIII Pag.684 - Da LACUNA a LADANO (50 risultati)

banda di valenza di un semiconduttore, che si comporta come una carica elettronica positiva

comporta come una carica elettronica positiva e che si ha quando un elettrone passa dalla

, a un'omissione; integrare ciò che è difettoso o incompleto. pallavicino,

supplire una lacuna, per dir così, che si ha finora nell'arte. foscolo

avessero voluto dire: « non è che questo? avanti! ». a

a sdraio e guardava le scene allegoriche che apparivano tra i lacunari del soffitto,

sue bestie e non di un dio che lei sentisse vicino. -agg.

di sopra. i loro soffitti, che, secondo l'intenzione dell'architetto,

solare. baldi, 434: penso che sia errore nel testo, e voglia

il semicerchio... si vuole che l'abbia trovato beroso caldeo...

lacunato, agg. letter. ant. che presenta interruzioni; intervallato, scompartito.

ceresa, 1-1013: dopia incisura mia che il cuor mi sfindi, / iantina

moribondi lumi, / e il pallido color che vi s'incube, / da crebri

endocellulare] e dal sufi, -orna che indica i tumori. lacunóso,

lacunóso, agg. pieno di lacune; che presenta vuoti e insufficienze non indifferenti;

ii-13-7: indeboliscono la forza della verità che pure vedono o intravedono, lasciandole lacunose e

papini, 28-175: feci una confessione che avrebbe dovuto esser generale ma che per

confessione che avrebbe dovuto esser generale ma che per esser la prima fu lacunosa per forza

un nuovo amico italiano-russo, caffi, che sa le cose -e molte cose.

, anche perché c'era qualcos'altro che cosimo voleva nascondere, cioè lo sbarco

l'intervento dei carbonai. 2. che manca di parti importanti; mutilo (un

, 2-64: le elegie più belle che si leggono nella raccolta che tuttora vive dopo

più belle che si leggono nella raccolta che tuttora vive dopo tanti secoli, pur

. tessuto lacunoso: quello delle foglie che presentano ampi spazi intercellulari; tessuto spugnoso

', dicesi delle parti de'vegetali che offrano delle lacune o interruzioni. 4

interruzioni. 4 foglie lacunose 'sono quelle che hanno delle prominenze nella pagina superiore,

lacustre. lacustre, agg. che riguarda un lago; che è proprio

, agg. che riguarda un lago; che è proprio, caratteristico, tipico dei

clima, paesaggio lacustre) ', che vive nei laghi o sulle loro rive

nei laghi o sulle loro rive, che ne solca le acque (popolazione,

, flora, fauna lacustre); che è situato dentro o presso un lago

situato dentro o presso un lago, che è confinante con un lago {

nascono sopra quel primo strato dai semi che il vento e gli uccelli vi trasportarono.

gnoli, i-162: antico specchio / che pendi sul vecchio / parato della casa

savoia. -che riguarda un lago, che ha come tema un lago.

vestiva nella stanza accanto, gli pareva che la luce fosse divenuta più limpida,

quasi facesse parte di quelle scene irreali che tra poco nella sala lunga si sarebbero

in quei tempi avevo ritoccato certi affreschi che decoravano il salotto lacustre del maestro,

culture preistoriche neo-eneolitiche, proprie delle popolazioni che vivevano attorno ai laghi e abitavano in

'. ladanìfero, agg. che produce il ladano. targioni tozzetti

anche sterili, delle maremme, crederei che allignerebbe felicemente il cisto ladanifero.

. sostanza resinosa, intensamente profumata, che si adopera nella preparazione di essenze odorose

quale in cipri fanno il ladano, che rimane appiccato alle barbe delle capre.

delle strisce di cuoio alle piante, che se ne imbevono, e con un

un coltello lo separano. è stimato quello che dicesi 4 ladano di barba ',

al pelo delle cosce delle capre, che lo pascolano. d'alberti [s.

ladano ', umore grasso e viscoso, che trasuda da un frutice detto volgarmente imbrentano

ma il più lodato e sincero è quello che si leva dalla pianta medesima. dizionario

o 4 ladano ', resina particolare che trasuda dal 4 cistus creticus 'che

particolare che trasuda dal 4 cistus creticus 'che vegeta nel levante.

vol. VIII Pag.685 - Da LADANO a LADRA (57 risultati)

ii-27: e1 ladano è un liquore, che risuda dalle foglie d'una pianta detta

dalle foglie d'una pianta detta imbrentina, che è la terza spezie del cisto di

l'arabia si gloria del lodano, secondo che alcuni dicono si viene a fare a

gioja, iii-15: molti làdani, che crescono ne'paesi freddi, vi hanno

, specie di pianta del genere cisto che ha le foglie lineari lanciolate unite per

. brusoni, 462: risposero che non per altro fossero usciti di castello

non per altro fossero usciti di castello che per unirsi al popolo, per non morirsi

laddìa, sf. sostanza colorante che si ricava dalle incrostazioni resinose secrete dall'

baldini, 3-194: tutta la mole pare che laddiètro ondeggi e sorrida. =

vestite già de'raggi del pianeta / che mena diritto altrui per ogni calle. idem

, 349: el lione udì una volta che i frati avevano fatto capitolo, laddove

. tansillo, 1-306: io credo che abbi visto quella opretta, / laddove

, / laddove indussi quel vendemmiatore / che asceso sovra un arbor predicava / e

d'annunzio, iii-2-107: l'arco che spezzasti / era già stanco d'opere

dove dice « dannaggi » si suona che siano lievi danni de'quali poco cura la

65-4: eo mostro amore in parte, che me spare / e là dov'amo

odioso paro. petrarca, 183-8: sì che di morte / là dove or m'

v-56: il poeta, laddove appunto sentì che l'imaginare d'ogni buono italiano sarebbesi

le cose tosto date, o che avere si possono agevolmente, non ha l'

, ii-28-4: quando intesi de l'ordine che tenne / nel ritornar farinata in fiorenza

buon camillo antico mi sovvenne: / che laddove io l'avea per sentenza /

portava questa [la clava] per mostrare che l'era stata da lui vinta.

giovane, i-480: quelli scritti, che utili sono al mondo, per lo più

gli storici di dubbia fede, laddove quelli che reputati sono i più veridici pongono le

: cacciaguida volle dire... che ebbe un fratello, moronto, che

che ebbe un fratello, moronto, che serbò il cognome di eliseo, laddove il

prese il cognome della moglie, alighieri, che gli venne di vai di pado.

simonia; ma appartengono più a'cherici che a'ladici; e questo libro è più

libro è più fatto per li ladici che per li cherici, che n'hanno i

li ladici che per li cherici, che n'hanno i libri. bencivenni,

più pericolosa ne'cherici e ne'preti che... sono specchio di santa chiesa

siena, 54: com ciò sia cosa che non convegna che coloro li quali portano

com ciò sia cosa che non convegna che coloro li quali portano el nome e l'

, 1480: apparecchiogli la nave e ciò che li facea mestiere, molti cherici e

maxima- mente per tre cagioni: o che nella causa è alcuna ladiézza,

geol. piano superiore del trias medio che presenta una caratteristica 'facies 'alpina

dell'alto adige e al friulano, che sono varietà linguistiche arcaiche, legate da

italia settentrionale. l'ascoli riteneva invece che i ladini costituissero, nel sistema dei

la città vostra va con altri piedi che non vanno l'altre: ella è proprio

proprio un cavallo duro di bocca, che se abbiene che chi lo cavalca abbia la

duro di bocca, che se abbiene che chi lo cavalca abbia la mano soave

cioè mancante di quella costanza e fierezza che viene da una mente ben composta.

3. scorrevole, allentato; che ha gioco; non bene calibrato.

usata in lombardia per significare una cosa che facilmente si muove. guglielmotti, 463

pezzo scorrevole, allentato o scarso, che entra senza difficoltà in un altro pezzo

in un altro pezzo. quindi dicono che lo stantuffo è ladino quando non stringe

. pantera, 1-81: le forme che si portaranno, facciano più tosto le

facciano più tosto le palle ladine, che gorde, cioè che entrino facilmente nella

le palle ladine, che gorde, cioè che entrino facilmente nella bocca dell'arcobugio più

facilmente nella bocca dell'arcobugio più tosto che stentino ad entrarvi. dizionario marittimo militare

]: ladina si dice la palla che entra senza essere cacciata a forza nell'

palla di cannone o di archibugio, che era troppo piccina, o di stretti

parto doloroso / e 'l nudrir faticoso / che voi ci sofferite, / tutto per

xlix-131: ma troppo è più ancor quel che s'asconde / perché a dicerne è

son le condizioni sì lade, / che 'n picciol monte ducon la gran bica

caterina da siena, 126: non voglio che siano considerati e'difecti in particulare,

particulare, ma in comune, acciò che la mente non sia contaminata per lo ricordamento

vol. VIII Pag.686 - Da LADRA a LADRO (12 risultati)

]: 'ladra ', tasca nascosta che si fa dalla parte di dentro ad

ladra2, sf. veter. piccola vescica che si forma nella pelle dei suini.

tra la tempia e l'occhio in modo che voleva furargli l'anima pur troppo ladramente

dottrina bensì, ma scritti ladramente, che niun li legge, da qualche buon

fuori. cantù, 2-214: ma possibile che in un milano si scriva la gazzetta

de marchi, ii-962: non resta ora che di mettere a posto quel povero pretendente

mettere a posto quel povero pretendente, che tu hai servito un po'troppo ladramente

, i-1093: anche i ladrassassini sono uomini che vogliono, come tanti altri, portare

sanudo, lii-584: li fanti spagnoli, che sono logiati in questa terra, facevano

1-66: io non mi posso imaginare che ladrarie fra costoro, se già non

da'primi, secondi e terzi spagnuoli che al principio vi cominciarono ad abitare.

, ma non senza speranzadi dover insister più che mai nella persecuzione de'ladri, ma