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vol. VIII Pag.59 - Da INORATO a INORECCHITO (58 risultati)

): in qual città si sa che oggidì siano tante superbe carrette tutte innorate

loro colonnello a cavallo, tutto inorato che era un desio. inorato2 (

, e di lor ch'audit'aggio / che 'l sommo ed inorato segnoraggio / pugnan

uomo magnanimo è il più grande uomo che sia e 'l più innorato, e non

con gli spruzzoli dorati di quel lume che fa veder gli orbi ed inorbir le

inorbiscono al punto di non lasciarti vedere che ti perdi dietro a una che nemmeno

lasciarti vedere che ti perdi dietro a una che nemmeno per la bellezza, lasciando stare

resto, vale un centesimo del tempo che ci perdi. = denom.

sizion di figura conterrà in sé, che propriamente sarà contraria alla figura di quella

sposta inor- dinatamente,... che m'abbia un poco scusato. varchi,

le coscie a conto del faticoso saltare, che bisogna far di masso in masso per

[s. v.]: schiere che non inordinatamente procedono. 2

nome del signor nostro gesù cristo, che voi vi cansiate da ogni frate che va

, che voi vi cansiate da ogni frate che va inordinatamente. corona de'monaci,

: preghianvi inanzi a ogni altra cosa che voi vi sdraiate, cioè vi scompagniate

, cioè vi scompagniate da ogni compagnia che vive inordinatamente, e non secondo la

mantenere in stato,... seguita che inordinatamente appetisca la roba. rosmini,

la roba. rosmini, xxvii-54: che se la volontà non avesse già quest'abito

già quest'abito e questa irresistibile piega che la porta a volere un bene assoluto

di medicina in volgare, 21: nota che lo usare inordinatamente lacto venereo impedisce la

. agostino volgar., 1-8-167: ma che se ne sentisse platone in queste e

lungo a narrare, e non credo che sia d'affermare così inordinatamente. metastasio

. (superi. inordinatìssimo). che si sviluppa o accade senza ordine,

, a caso, in modo disorganico; che non risponde ad alcun ordine; non

diecci il vivere, acciocché eccediamo quelle cose che non sono per essenza, e quelle

non sono per essenza, e quelle che sono inordinate per forma, e quelle

sono inordinate per forma, e quelle che sono inanimate per vita. gelli, 7-265

truova pur... di quei che sognano cose spaventose e inordinate; di

spaventose e inordinate; di tal sorte che egli è d'avertene poco obbligo.

caos nella confusa materia sua, secondo che si conviene all'inordinato esser suo.

avrei..., per più fattibile che in infiniti getti [dei caratteri tipografici

tornasse sempre l'istessa inordinata combinazione, che una determinata- mente ordinata. fiacchi,

: la confederazione germanica non ha di che indugiarci per via. per quel cumulo inordinato

e inordinata guarda, / rapido sì che torbida procella / de'cavernosi monti esce

qualche parte di queste tal scritture, ancor che siano rozze e inordinate. agostini,

nelle sue massime. 3. che manca di buoni ordinamenti, di guida

a quello del serpeggiare, come quello che, per essere misto di più moti,

non potrebbe tirar più per questo verso che per quello, onde e non si

, di un'attività inordinata e involontaria che produceva fenomeni singolarissimi. -privo di

man bianca, e i be'capei che spesso / mi fanno odiar me stesso

17-79: del vulgo de'capei, che 'ntorno resta, / parte non lascia inordinata

labirinti e nodi. 6. che è fuori dell'ordine morale, contrario

, / così possiam dir nui / che, se lei trae a vertute vergogna,

, chi ne mena? / non altro che l'inordinata voglia / per qual s'

s'attrista la natura umana / nel tempo che del dolce sente doglia. cavalca,

antonino, 2-55: peccati veniali, che sono pure affetti inordinati. collenuccio, 201

de le cose veneree con la regina, che di quella sola cosa era vaga,

sanudo, l-179: è necessario proveder che per simel proibizione de arzenti et ori

gl'innordinati affetti nostri sono, / che fansi spesso indegni di perdono. s.

tendenza. pascoli, ii-49: effetti che ripugnano a una inordinata volontà. =

inordinazione dell'animo del peccante, sì che il più disordinato più pecca. savonarola,

: quando l'uomo pecca d'altro peccato che di superbia, lo fa perché vorria

superbia, lo fa perché vorria qualche cosa che gli è delet- tabile, verbigrazia:

. rosmini, xxvii-361: l'inordinazione che è in quest'uomo generato da adamo

occupazioni, risicano di nascere quelle colpe che il cristianesimo sapientemente dice veniali, e

il cristianesimo sapientemente dice veniali, e che non sono ancora disordini, come i

di contumelia per vaso d'onore, bisogna che sempre putisca, oltre tesser fragil e

mentre così dicea due camerieri, / che s'erano alla porta innorecchiati, / per

vol. VIII Pag.60 - Da INOREVOLMENTE a INORME (49 risultati)

per aria le parole delle rime prima che cascassero. pascoli, 717: ecco

ascolto, inorecchito, delle poche frasi che correvano da una sedia all'altra.

organico, privo di capacità vitali; che appartiene al regno minerale. -anche sostant

lana [tommaseo]: accidenti, che sono comuni o a tutte o almeno

ii-207: i corpi inorganici non erano capaci che di contenere in loro stessi un infinito

venere. gli uomini più austeri bisogna che ne risentan subito il significato, giacché (

l'atmosfera, in una parola, quelli che dal volgo appellansi elementi. tommaseo [

'inorganico'... dicesi de'corpi che non sono organizzati, e che non

de'corpi che non sono organizzati, e che non possono aumentarsi che per soprapposizione,

organizzati, e che non possono aumentarsi che per soprapposizione, come i minerali..

dagli esseri inorganici. -per estens. che è proprio, che si riferisce alla

-per estens. che è proprio, che si riferisce alla materia non organica.

ci porge l'esempio di una vita che graduatamente s'imme- glia, non solo

inorganici... e qui dirò che non bisogna confondere quest'ingrassi inorganici coi

volontà. 3. figur. che è privo di organicità, di coerenza

fra le parti, fra le componenti; che manca di ordine, di struttura logica

la materia ancor grezza e inorganica, che il poeta può prendere dove la trova

conoscenze. 4. ling. che compare secondariamente nel corso di una parola

la differenza è tra lingua istituita, che è strutturata -e le lingue sussidiarie, pseudo-lingue

-e le lingue sussidiarie, pseudo-lingue, che le si formano artificialmente intorno, esternamente

: l'inorganismo non è... che un mezzo nella natura, la quale

inorganizzàbile, agg. letter. che non si può ordinare secondo determinate direttive

speroni, 1-3-372: né credo che la inorganizzazione dello 'ntelletto argomenti immortalità.

: dee aver gran vergogna l'uomo che s'inorgoglia. bruno, 3-37:

sono alcuni tanto maligni e scelerati, che per una certa neghittosa invidia si adirano

invidia si adirano ed inorgogliano contra colui che par loro voglia insegnare. f. f

. frugoni, vii-753: lupi, che vengono dalle montagne, agresti ed incolti,

un tal diploma d'impareggiabile nobiltà, che non mi sono ancora raffrontato colle cent'

colle cent'altre... cose che volete scrivere a me di me stesso.

dee pure a'monaci quella civiltà, di che tanto inorgoglia. mamiani, 11-138:

iii-9-246: s'inorgoglia delle arie grossolane che adatta a favole prive di senso.

bellezza. roberti, x-195: allor che s'inorgoglia / l'augello di giunone

del corpo. idem, 44: guarda che tu non inargoglisci in alcuna grolia temporale

,... non ha coscienza che per inorgoglirsi della sua immaginaria virtù e

nievo, 241: scommetto... che se tutti vorrete tornar daccapo colla memoria

germi e quasi il compendio delle passioni che poscia inorgoglirono. 3. tr

la legge della nobilitade è tale, che l'alte cose non inorgogliscano le menti de'

stesso, per non lasciar nulla nulla che potesse inorgoglire costoro della loro onnipotenza e

, di inorgoglire), agg. che ha acquistato orgoglio; insuperbito, imbaldanzito;

corte a sentirlo parlare tutte le volte che c'era un processo importante e tornava

talento paterno. -per estens. che esprime orgoglio, soddisfazione, compiacimento.

scoteva da sé ogni giogo di ponte che se gli volesse imporre. inorientaménto

riunirsi un'altra volta con que'polonesi che furono già lor fratelli. cattaneo,

aver noi per innato e fermo principio che 'l necessario sia ottimo e che 'l difetto

principio che 'l necessario sia ottimo e che 'l difetto possa trovarsi solo nel contingente

tanta fiamma nel mio petto piove, / che voler mi convien, voglia o non

, voglia o non voglia, / quel che lui vuole, e patir ogni doglia

. anche -a). ant. che esce dalla norma, dalla regola, dai

l'altra i bianchi; e crebbe tanto che si fedirono insieme, non però di

vol. VIII Pag.649 - Da LA a LÀ (1 risultato)

i fiori. firenzuola, 467: pregolla che facesse intendere

vol. VIII Pag.650 - Da LÀ a LÀ (59 risultati)

al giovane che la notte... là su le

stracchi alla riva e vi muoiono, o che percotendola con impeto, da essa per

in me una speranza,... che vi siano nel mondo degli al di

i'mi vedrei oltre quel braccio / che fie chiamato il braccio di saufl per tutta

ci passi », / per ciò che di qua mai non toma chi di là

inganno / le donne e i cavallier che di là vanno. fed. della valle

: men'andai di là per quell'anditino che dalla mia corrisponde nella camera di mio

. -con valore di attributo: che si trova o è nativo, che

che si trova o è nativo, che risiede o è domiciliato nel luogo di

nel luogo di cui si parla; che interessa, riguarda, appartiene a quella

di parte guelfa e ghibellina si dice che si criarono prima in alamagna, per

criarono prima in alamagna, per cagione che due grandi baroni di là aveano guerra

amici nostri di là e tutti quelli che sono volti alla conservazione e bene della

-con valore di sost.: ciò che oltrepassa o è estraneo a un determinato

di là qualcosa come nel chiaroscuro, che rappresenta il vago, l'indefinito; qualcosa

rappresenta il vago, l'indefinito; qualcosa che non potete mai cogliere...

là morio. petrarca, 50-3: che 'l dì nostro vola / a gente che

che 'l dì nostro vola / a gente che di là forse l'aspetta. ser

. bisticci, 3-236: voleva il padre che gl'impetrasse certe grazie in corte di

certe grazie in corte di roma, innanzi che tornasse di là. fugli fatta una

mezzo di certi fiorentini, impetrando quello che di là non fu accettato.

dante, inf., 6-m: tutto che questa gente maladetta / in vera perfezion

mai non vada, / di là più che di qua esser aspetta. idem,

208): te... priego che dopo la mia morte me non dimentichi

mia morte me non dimentichi, acciò che io di là vantar mi possa che

che io di là vantar mi possa che io di qua amato sia dalla più bella

qua amato sia dalla più bella donna che mai formata fosse dalla natura. savonarola,

natura. savonarola, 7-11-66: so che tu ci darai un'altra vita poi di

di là. aretino, 20-12: che dio gli accompagni di là come gli accompagnò

? 1. nelli, iii-259: uh che danno! s'io morivo ieri,

, risuonano / chiare le argentee trombe / che spezzano le tombe / d'inconcusso granito

bimbo smarrito. / tutto il di noi che vive / è ciò — 650

— 650 — che a noi sorvive: / tutto è per

orazioni e fare delle limosine, perciò che queste cose molto giovavano a quei di là

un giorno, quando bene vivessimo più che non c'è concesso, rispetto alla

animaletto, con una vocina fioca fioca che pareva venisse dal mondo di là.

. tecchi, viii-74: ci sono creature che sembrano destinate a emergere solo in questi

là sol crede [l'empio] / che si narrin di qua mere novelle.

s. caterina de'ricci, 71: che il signore vi conservi felice di qua

poi. sacchetti, 41-102: di che per quello avea sì infrigidite le gambe

quello avea sì infrigidite le gambe, che mai da là in qua non l'avea

in là volta la testa, / che me parve veder molte alte torri. petrarca

incontrando il padrone, francamente li disse che si facesse in là, perché non lo

cielo, e la virtude? / a che cercarlo in là? montale, 1-101

20-115: e'non è di dire che qui si possa tornare in dietro.

, 9-2-212: uno [vaso] che se ne trovasse, il quale reggesse a

, i-ii- 101: lo storico, che mira un po'più in là, /

la roca si lagnarà di te, però che tu la lassarai stare du'ore in

s'avevano a rendere alle chiese che prestate l'avessono. tommaseo [s

: non era, là di lì, che un mucchio / di verghe dalla lunga

persino una sottana con la gala, / che mi son fatte, là per là

mio, faccia la sorte / quel che già stabilito è là di sopra. idem

giorno romano di luglio, nell'ora che la linea della melodia serale sembra passare

i-intr. (59): gli altri che vivi rimasi sono, chi qua e

saper noi dove, vanno fuggendo quello che noi cerchiamo di fuggire. idem,

né di qua né di là, che sta in sul savio / per amor de

testa: / questi uccelli, dicea, che dia voi hanno? leopardi, 25-26

., ii-xv-9: però è da sapere che qui parla l'una delle parti e

; le quali diversamente litigano, secondo che di sopra è manifesto. giov. cavalcanti

vol. VIII Pag.651 - Da LABADISMO a LABARO (80 risultati)

lasciando pure a parte i discorsi, che son lavori a sé, e pei

tormenta alla sua volta, sempre avendo che ridire o che son troppo lunghi o che

volta, sempre avendo che ridire o che son troppo lunghi o che son qui o

che ridire o che son troppo lunghi o che son qui o che son là.

troppo lunghi o che son qui o che son là. pavese, 7-7: le

son d'ogni gioia diviso: / che là dovunque aviso / veder la credo,

: quel da esti il fé'far, che m'avea in ira / assai più

avea in ira / assai più là che dritto non volea. savonarola, 7-ii-104

savonarola, 7-ii-104: quel testo dice che non si passi più là che tanno;

testo dice che non si passi più là che tanno;... e non

;... e non proibisce che tu ti confessi diece volte tanno, se

f. d'ambra, 95: -be'che di'ippolito? / -io son più

/ -io son più là assai, che ho parlatogli. g. m. cecchi

m. cecchi, 1-ii-147: voglio che tu sappia ancor più là, / eh'

: non lo conosco / più là che per buon di e per buon anno.

vi prego, questo colpa pentuta; che è bene strano, e sente del participio

e più là; cioè, colpa di che uom si pentì. -oltre ogni

il significato di superlativo assoluto all'aggettivo che segue). firenzuola, 553:

voi meritate di esser tenuta più là che bella. p. f. giambullari,

nimici suoi danno e rovina più là che estrema. -prima, per l'

: questo è quanto ho più là che ora di lui: e non arei mancato

arei mancato dirvelo in carità, poi che veggo confidate in lui. 5.

da sua natura esser possente / tanto, che suo principio non disceme / molto di

non disceme / molto di là da quel che tè parvente. petrarca, 105-21:

., 2-2 (134): avvenne che essendo già tardi, di là da

/ villanamente quella trascinando, / sin che di là dal ponte fu venuto.

6-ii-135: era nella stagione, / che impallidir le chiome / si veggon delle piante

piante, e gli augelletti, / che van fuggendo il gelo, / passar di

se sia l'evaporazione, o la pioggia che il vento trascina. pavese, 5-25

anche non è rimasa, dir dovremmo che dardano vivendo fosse villano e morto sia

legato di prudenzia e autorità alla dieta che si doveva celebrar di là tre mesi in

possiede delle misure del tempo più ricche che quelle di alcuna lingua; di là

. -con valore di attributo: che si trova oltre un determinato limite;

si trova oltre un determinato limite; che è dall'altra parte. gregorio dati

. d. acciainoli, 1-2-311: accadde che il quartiere di là d'arno,

il quartiere di là d'arno, che soleva avere gli onori per la sesta

divisione. grazzini, 4-60: -ed io che far ne posso? -andar là

.: la parte di un luogo che si estende oltre un dato limite.

. machiavelli, 11-4-364: questi monti che soprastano al di là d'arno.

e corazze mesce. -più che (e conferisce all'agg. o al

all'agg. o al pron. che segue il valore di superi.).

firenzuola, 156: pensava... che, tolto via questo stimolo, le

7-193: sono di là da persuaso che voi me lo donereste. fagiuoli,

. fagiuoli, xv-105: ah, che nessun di vivere è mai sazio,

i ma molto in là non va che si risente. lippi, 12-36:

la pazienza, buttò là una parola che lei sapeva qualche cosa. idem,

(356): chi t'ha detto che tu la buttassi là [lucia]

buttato là fra cose indifferenti, notava che di un artista bisogna sapere come abbia

certe notizie, certe previsioni mercantili, che di fatto riuscivano vere. -chi

2. -di là da venire: che potrà accadere soltanto a lunga scadenza,

potrà accadere soltanto a lunga scadenza, che tarderà molto a verificarsi. giusti,

venire. -essere più di là che di qua: stare per morire,

? / innamorato un par mio? che sono / più di là che di qua

mio? che sono / più di là che di qua? tu mi fai ridere

v.]: 'è più di là che di qua '. persona prossima a

malattia grave o anche per lenta infermità che dia poca speranza di vita. -lasciare

imperativo per non domandare più di quello che convenga. -va là, vada

4-129: va pur là, / so che tu sei acconcio pel di delle feste

favella: / ma va'pur là che ti darà il san biagio. tommaseo

non è celia familiare come 'andate là che siete un bel matto...

bel matto... andate là che dei quattrini ne avete anche troppi '

pure la cosa, o andate pure, che io ve la passo. 'per

là! non te ne sei accorto che qui a fratta sei appetto a lei come

tutti gli altri? carducci, ii-9-125: che importa affrontare il dolore per distruggersi?

calandra, 1-33: va là, che ti sei tolta una bella impresa! c

ero anch'io come te. so che ti piace vivere solo e indipendente.

un subitaneo mutamento, e, più che altro, parlandosi di chi è in collera

le porto...; arcibuone, che è più là. varchi, v-59:

[queste cose] si favellano, che è più là non dico da'fattori

(plur. m. -i). che appartiene o si riferisce a giovanni labadie

del secolo xvii, il quale credeva che dio possa e voglia ingannare gli uomini,

di fatto qualche volta gl'inganni, che lo spirito santo operi immediatamente sulle anime

sembiante di volergli menare d'una labarda che egli aveva inalberata, gli disse:

alla fin fine il perdere una cosa che non s'ha non è una labardata

(bothrops atrox), molto velenoso, che può raggiungere una lunghezza di m 1

: costantino magno,... poi che fu da dio illuminato mediante quel segno

e questi erano gl'iddii dell'esercito che quivi s'adoravano. f. buonarroti,

. un vessillo o labaro, che era un velo attaccato a traverso e pendente

traverso e pendente da un'asta, che fu proprio delle coorti ed ancora comune

ricoperta d'oro, con la traversa, che

vol. VIII Pag.652 - Da LABATIA a LABBRO (38 risultati)

, 26-7 (93): par che de la sua labbia si mova / un

spirito soave pien d'amore, / che va dicendo a l'anima: sospira.

/ la quale è sì 'nvilita, / che ogn'om par che dica: «

sì 'nvilita, / che ogn'om par che dica: « io t'abbandono »

il padre lo menò a socrate, che l'amaestrasse, socrate disse, veggendo

aminta il sacro ferro / e parea ben che da l'accesa labbia / spirasse l'

uscire / una sì bella donna, che la mente / comprender no la può

sarìa me'star n'una gabia / che voler star con tale usanza al tribio,

voce, la quale, alla guisa che la favilla accende la fiamma, così raccese

., 25-21: maremma non cred'io che tante n'abbia, / quante bisce

quella spezie della sineddoche che pone la parte pel tutto,.

è uom di sì secura labbia / che fuggir possa il mio tenace vischio?

1-268]: « labbia è voce antica che significa aspetto, faccia. così os

. / or questo è quello di che più m'arrabbio. = voce

4. tombari, 2-213: i labbi che non sanno pescare assalivan le sterne per

assalivan le sterne per farle rimettere il pesce che imboccavano a volo. = deriv

: se tu apri più la bocca, che sì che te la chiudo con do'

tu apri più la bocca, che sì che te la chiudo con do'labbrate da

: in me tu vedi / un che ti piglia a forza di labbrate. lambruschini

labbreggia salmi e schiaccia avemarie, / che pare un grazianaccio convertito. bresciani,

assistere alla distribuzione di bricie di pane che lisa, nel labbreggiar 'billi billi'

labbrifórme, agg. raro. che ha forma o figura di labbro.

. ciascuna delle due pieghe muscolo-membranose che formano la parte anteriore della cavità orale

., 30-55: la grave idropesì, che sì dispaia / le membra con l'

dispaia / le membra con l'omor che mal converte, / che 'l viso

con l'omor che mal converte, / che 'l viso non risponde a la ventraia

soe no avra tropo. e guardase che no li morda né li strengua cum li

con lo umel pianto; / ma inanze che con li lavri la tocasse, /

pelle con maravigliosa admixtione in tal modo che né la pelle da la carne né la

grosso e pendente. saba, 255: che lotta i primi baci / sulle labbra

i labbri, come ai piccini, che confessino qualcosa da esser sgridati. montale,

.. /... o membra che distinguo / a stento dalle mie,

a stento dalle mie, o diti che smorzano / la sete dei morenti e i

papini, ii-1250: ecco le foglie che son labbra verdi per respirare; ecco,

respirare; ecco, 1 fiori, che son desiderio di fecondità. -con

cinabro. battista, i-414: labro che in due coralli appar diviso / piacemi di

singulti: / un solco sul labbro, che duole. borgese, 1-123: quale

inganno pel qual vivono, / il dolore che mise quella piega / sul loro labbro

vol. VIII Pag.653 - Da LABBRO a LABBRO (50 risultati)

ta quale è tant orribel e meschina / che li mei lavri a dirtel no s'

o gli ragiona in guisa d'uom che sogna. loredano, 1-145: s'è

1-145: s'è... vero che gli occhi co'i soli sguardi abbiano

grande di piegare il nostro cuore, che faranno le labra, che portano per

nostro cuore, che faranno le labra, che portano per entro il veleno e che

che portano per entro il veleno e che congiongono l'anime? metastasio, 1-i-18

come! da'labbri tuoi / dido saprà che abbandonar la vuoi? mazzini, 56-141

: voce d'una accorsa anelante / che ai poveri labbri si tocca / per dir

desti a quel dolce di calliope labbro / che amore in grecia nudo e nudo in

: io lessi sul suo viso una storia che mi struggevo di ascoltare dal suo labbro

, iii-241: guardati dal fabro / che non ha tinto il labro. tasso,

2. zool. piega cutanea che circonda l'apertura orale degli animali;

, e trare la vena bianca, che si truova nel sommo de'labri, dentro

cane]... muso nero e che quel labbro di sotto sia coperto e

renzo s'acquietò come un cavallo bizzarro che si sente il labbro stretto tra le

3. anat. ciascuna delle pieghe cutanee che, nell'apparato genitale femminile, limitano

, 5-75: alle loro figliuole, tosto che elle nate sono, cusciono la natura

sono, cusciono la natura, in guisa che la via dell'orinare non s'impedisca

grandi così cuscite maritano, di modo che la prima cura dello sposo è tagliar

, distinte in 'piccole ', che diconsi anche * ninfe ', ed in

ed in * grandi ', che si estendono dalla parte inferiore del monte

. cocchi, 1-92: tutte le voglie che 10 fin ora ho vedute, o

come i labbri leporini, o sono malattie che torsero le ossa. tramater [s

.]: 'labbro leporino', difformità che consiste nell'essere l'uno dei due labbri

]: 'labbro d'asino', lo stesso che 'verbasco 'o 'tassobarbasso '.

. imperoché con la ricciuta testa, che produce egli con ritorte spine nelle sommità

labro di venere si chiama una erba che nasce nel fiume. in questa erba

in questa erba è un vermicello, che si lega intorno a'denti o si rinchiude

ne'denti bucati. assi d'aver cura che l'erba svelta non tocchi terra.

dicono i botanici ad una sorta di erba che ha le foglie spinose e ruvide.

iii-21: l'ulcera... che ha le labbra tumefatte... costoro

sì da presso ad essere interamente unite che in meno di quattro giorni appresso l'

essi ': questo dice a denotare che le lagrime agghiacciassono tra li occhi.

intendono le labbra per le palpebre, che sono labbra degli occhi. 9

fuori impeciato, in pozzo pongono sì che solamente le labbra soprastieno. s. bernardino

e dentro è la città; e sai che fra il muro di dentro e di

uno fosso. socci ancora i labri, che so'lo steccato. alberti, iii-147

dove le persone s'appoggiavano, aspettando che i primi uscissero del labro; questi

aspettava, e la larghezza del labro, che egli chiama alveo tra il parete e

spicca le labbra della buccia dall'osso, che, essendo in succhio, sarà agevole

agevole. tasso, n-iii-656: volendo che sia presa la medicina, ungano di mele

o spianare il taglio de'labbri, che si possa sicuramente chiudere con le dita

della campana, con quelle sue labbra che mettono all'infuori, è attissima a

per ogni verso il suono del battaglio che batte in su quelle labbra medesime. spallanzani

! 'poi o sia la striglia che usano i turchi, è un pezzo

di cassano. colà si potrebbe dal gomito che fa il naviglio della martesana prolungare un

canne d'anima dell'organo, l'orlo che circoscrive superiormente la loro bocca; il

istmo, tra i due mari, / che incenerisce l'erbe sino ai labbri /

sul labbro del fiume discese per aspettar che le già dette onde... ricorressero

', diconsi le due superiori estremità che servono a stringere. 10.

vol. VIII Pag.654 - Da LABBRO a LABBRONE (53 risultati)

al mesto ferrautte, / lo trovano che presso era al morire; / né serviva

t'arà laudato: / donami grazia che 'l mio orare sia / sincero e puro

dell'uva, 48: questa lingua, che parla, e queste labbia / certo

udì queste parole, cascò per modo che più tosto morto che vivo dimostrava,

cascò per modo che più tosto morto che vivo dimostrava, e a pena potendo

la « grande peinture », ma che cosa intendano, precisamente non si è ancora

? beccuti, i-158: misero me che tardi gli occhi apersi! / così gli

gli avessi allor chiusi per sempre / che nel dolce velen bagnai le labbia!

tasso, 15-55: ecco un fonte, che a bagnar gli invita / l'asciutte

fin ch'el puote, / però che sanza colpa fa vergogna. n. franco

com'ella ha parlato, non vole che si risponda, ma che tutti chiudano i

non vole che si risponda, ma che tutti chiudano i labri e aprano le

, vi-404: guai a me! imperciò che io tacetti, imperciò che fui uomo

! imperciò che io tacetti, imperciò che fui uomo il quale hae i labbri poi-

luti, e abito nel mezzo del popolo che ha le labbra corrutte. diodati [

in molle, / ch'un villanel che v'era ascoso appresso, / sbuca

la asseconda: come la madre il malatino che accosta la sua dose di ricino.

accosta la sua dose di ricino. ah che quella lo fa per aizzarla! v'

la lingua (ed è un gesto che rivela grande ghiottoneria o golosità soddisfatta)

parabosco, 1-41: m'accorsi ben io che tu gli aresti anco dato altro,

da leccarmi le labbra della dolcezza, che mi lasciarono in bocca tande delizie. brancati

dispetto. -anche: tacere rigorosamente cosa che sarebbe pericoloso rivelare. rustico,

annitrir, quando sua donna vede, / che si morde le labbra e vuol razzare

d'un alfonso al fin si vede / che resta il franco, e che l'

vede / che resta il franco, e che l'ispano cede, / e che

che l'ispano cede, / e che ravenna saccheggiata resta. / si morde

prendendo la baia di lui, dicea che l'armi dipinte nella pergamena non eran

nella pergamena non eran sue, e che siccome egli lo avea comperato da qualche

la pazienza, buttò là una parola che lei sapeva qualche cosa, e che

che lei sapeva qualche cosa, e che, a tempo e luogo, avrebbe parlato

tenere a freno un impeto d'ilarità che gli gorgoglia dentro e gli fa sussultare

si coltava a guardarle con tali occhi, che subito la voce moriva loro sulle labbra

dei labbri, incirconciso di labbra: che ha una pronuncia imperfetta, che parla

labbra: che ha una pronuncia imperfetta, che parla a stento, balbuziente.

. alessandro guarini, lxv-143: mentre che voi m'aprite / di rubini e

sorse quel d'eloquenza largo fiume, / che da'dotti onorati labbri vostri / con

odesi? tasso, 4-83: or che non può di bella donna il pianto

esce da vaghe labra aurea catena / che palme a suo voler prende ed affiena

onde l'eletto e nitido / parlar, che palme affiena, / cade, come

mazzini, 59-239: giudici, la parola che sta per escirvi dal labbro è grave

1-162: dalle labbra una parola, che volevo trattenere, mi sfuggì come dalla

riferimento a parole, frasi, discorsi che una persona sente il bisogno irrefrenabile di

-madonna santissima, se ha da succedere, che io non 10 sappia innanzi.

. (suoni labiali, e vuol dire che indicano affetto). tramater [s

labbro tal lattuga ', per fare intendere che secondo le qualità de'soggetti si accomodano

le qualità de'soggetti si accomodano le cose che loro convengono. 14.

ovidio volgar., 30: fa'che tu pigli il bicchiere, col quale

di labrolini magruzzi. poliziano, 1-715: che dolci scherzi e ciance / porgon

e ciance / porgon quei duo labbretti / che paion rubinetti / e fraganelle! caro

uno a la contessa di sala, che avea la conciatura de le chiome in

corona; l'altro a la figliastra, che ha un labrotto quasi a l'austriaca

.. il roseo / balbo labbrùccio che parlar non può. foscolo, xv-302

2. per estens. scherz. persona che ha le labbra molto grosse.

vol. VIII Pag.655 - Da LABBRONE a LABIARE (45 risultati)

labbróne2, sm. in legatoria, piega che si trova talvolta agli angoli delle pagine

labbruto, agg. letter. che ha labbra, grosse, sporgenti,

bellezza ancora suol nascere da quelle lettere che son dette liquide e, più che

lettere che son dette liquide e, più che da l'altre, da la *

, se ne fa un dolcissimo composito che da'greci fu chiamato « melismo »,

« melismo », o una figura che vogliam dirla, come in quelle parole di

/ materia eccelsa senza labe e vizio / che per se stessa sé laudare insegni.

, e nel poema ve n'ha più che non vorrebbesi indizi. 2

labe, / ch'offusca or più che mai l'umana mente. monti, x-i-

, il solo forse in tutta roma che fosse senza labe, dovesse essere lodato

labe, dovesse essere lodato da colui che... dovea poi recare al colmo

il sospetto della labe sopradetta e di carie che si propagasse pel setto del naso,

16-ix-195: mi sono indotto a credere, che questi umori non sieno grossi, tenaci

dipoi accadde pure in quella medesima notte che il muro... rovinò per se

stesso, acconsentendo el terreno pel vano che egli aveva sotto; ed essendo

: lo essere verde non è altro che permanere e durare la cosa nel suo essere

bot. petalo medio superiore delle orchidee che, in seguito a torsione dell'asse

agg. ant. e letter. che precipita, che crolla; cadente. -anche

. e letter. che precipita, che crolla; cadente. -anche: che

che crolla; cadente. -anche: che scorre veloce; che volge al termine.

. -anche: che scorre veloce; che volge al termine. canteo,

, prossimo a finire... quelli che dicono 4 nel mese labente, nell'

2-xxi-268: anni felici e imprevidenti, che non sospettavano quanto labenti fossero e vicini

labeóne, sm. ant. persona che ha le labbra molto grosse. /

landino [plinio], 244: quegli che nascono di sette mesi spesse volte non

atterrò l'orgoglio de li arabi / che di retro ad anibaie passaro / l'alpestre

l'alpestre rocce, po, di che tu labi. buti, 3-189: 4

.. in sì prefata opera più che mai del divino amore zelanti si perseverava,

terra. monti, x-2-349: come stella che alle notti estive / precipite labendo il

momentaneo solco e va sì ratta / che l'occhio appena nel passar l'avvisa.

labere 'è difettivo e non ha che 4 labi ', seconda persona singolare del

labiale (raro labbiale), agg. che appartiene o si riferisce alle labbra

o si riferisce alle labbra; che concerne le labbra; che è fatto

labbra; che concerne le labbra; che è fatto, è emesso con le labbra

mio incomodo interlocutore con un impeto labiale che gli mette in moto tutti i denti.

rami collaterali dell'arteria mascellare esterna, che provvedono all'irrorazione sanguigna delle labbra.

: ghiandole salivari collocate sotto la mucosa che riveste le labbra. -muscolo labiale:

, follicoli mucipari, rotondi e protuberanii che ornano la faccia interna delle labbra,

labbra. 3. fonet. che dipende dal movimento delle labbra (un

suono). -consonanti labiali: quelle che si articolano prevalentemente mediante il movimento delle

raddoppiamento della lettera labiale p non pare che sia così disaggradevole. delfico, iii-543

di quarzo e di altra materia, che presso molti popoli primitivi (negri del

labializzare), agg. fonet. che ha subito un processo di labializzazione (

(un suono, una consonante); che è pronunciato con protensione e arrotondamento delle

con protensione e arrotondamento delle labbra; che ha acquisito suono labiale. labializzazióne

vol. VIII Pag.656 - Da LABIATE a LABILE (37 risultati)

,... costituiscono una sola famiglia che... si chiama delle labiate

labiate ', famiglie di piante dicotiledoni che comprende un gran numero di piante originarie

olio essenziale canforato ed il principio amaro che contengono nel parenchima delle foglie, riferite

labiato (labbiato), agg. che ha forma o colore simile a quello

corolla labiata: corolla gamopetala zigomorfa, che presenta due labbri separati, inferiore e

labiata ', dicesi della corolla irregolare che ha il tubo più o meno incurvato e

altro inferiore, detti labbra dalla rassomiglianza che offrono colla bocca degli animali. ne

entomol. raggruppamento sistematico di araneidi, che comprende esemplari caratterizzati dalla posizione verticale

). ant. e letter. che viene meno rapidamente; destinato a svanire

medici, ii-119: del tuo creator, che dallo eterno / punto comandi corra il

: non è la più labile cosa che la memoria de'benefici ricevuti. p.

foscolo, xi- i-260: la fama che fé * risuonare il nome di francesco

/ è il tuo magico volto, che traspare / d'una luce d'arcangelo,

: una sola speranza labile gli restava: che quel pane non rifiutato, potesse esser

di tipo emiliano. 2. che è incapace di ritenere; che dimentica

2. che è incapace di ritenere; che dimentica facilmente (la memoria).

). boccaccio, viii-i-iii: io che debbo di me presumere, conoscendo il

non vi sento di così labole memoria che egli vi debba già essere di mente uscito

debba già essere di mente uscito quello che io pure ora vi ragionai. fagiuoli,

mai più di un centinaio di abbonati, che pagavano quando se ne ricordavano ed erano

. bocchelli, 1-i-470: la gente, che di solito è di

natura, per una notizia lieta o triste che ci coglie, col non cambiar d'

recente: ma la mia impressione è che siano labili come la spuma.

-fiacco, svigorito, svanito; che ha perso memoria e lucidità di mente

; incapace di resistere alle tentazioni; che cade facilmente in colpa. zanobi da

degli uomini, per la similitudine della santità che essi mostrano di fuori. boccaccio,

esservi cosa più labile d'una femmina che nella propria beltà esprime la sua fralezza.

baruffaldi, i-155 * vile è l'uom che s'addomestica / con colui ch'è

siamo ciascuno a ramaricarci delle sciagure, che a lodarci delle venture. -che

tuo braccio mirabile. 4. che scorre leggero e rapido, fluente (un

(un corso d'acqua); che scende fitta e insistente (la pioggia

flussibile, fare argine alla stessa acqua che si continova con loro. pascoli,

, c'è chi pianta l'alloro / che presto l'ombreggi e che sopra /

alloro / che presto l'ombreggi e che sopra / lui regni, al sussurro canoro

tetti labili, sull'opre fatue / in che l'efimero volgo fatica, / oh

un sistema chimico). -anche: che tende a disperdersi, perdendo la concentrazione

meccanica e nella scienza delle costruzioni, che è costituito da più parti, rigide fra

vol. VIII Pag.657 - Da LABILITÀ a LABIRINTO (47 risultati)

(un sistema). -anche: che si trova in uno stato di equilibrio

instabile. 9. istol. che si rinnova continuamente (una cellula)

la labili- tade e debolezza umana, che è circa la memoria in queste spezie

si abbandonava pigramente ai vari spuri interessi che quella vita offriva di volta in volta

labiodentale, agg. fonet. che è articolato opponendo il labbro inferiore agli

labiodorsale, agg. fonet. che è ottenuto con l'intervento contemporaneo del

labioglossofaringèo, agg. anat. che è proprio, che si riferisce,

. anat. che è proprio, che si riferisce, che interessa contemporaneamente le

è proprio, che si riferisce, che interessa contemporaneamente le labbra, la lingua

progressiva labioglossofaringea: paralisi bulbare cronica progressiva che colpisce nuclei d'origine dei nervi motori

labioglossolaringèo, agg. anat. che si riferisce, che interessa le labbra

. anat. che si riferisce, che interessa le labbra, la becca e la

il contemporaneo abbassamento del velo palatino, che permette la risonanza nasale (un suono

labiopalatale, agg. fonet. che comporta un'articolazione simultanea palatale e labiale

con il suff. chim. -òsio, che indica uno zucchero. labiovelare

labiovelare, agg. fonet. che presenta contemporaneamente un'articolazione labiale e una

totale del labirinto dell'orecchio interno, che si rende necessaria prevalentemente nelle infiammazioni locali

(laberintèo), agg. letter. che appartiene o che si riferisce a un

agg. letter. che appartiene o che si riferisce a un labirinto; che

o che si riferisce a un labirinto; che è simile a un labirinto.

organo respiratorio labirintiforme detto soprabranchiale o labirintico che consente loro una respirazione in parte aerea

m. -ci). anat. che appartiene, che si riferisce, che ha

). anat. che appartiene, che si riferisce, che ha rapporti con

. che appartiene, che si riferisce, che ha rapporti con l'organo acustico del

. -riflessi labirintici: funzione di controllo che l'apparato vestibolare dell'orecchio interno esercita

uditivo, perché si distribuisce nelle cavità che formano il laberinto auricolare. 2.

12). 3. chim. che è dotato di un'azione specifica sull'

3-acetammino-4fenilarsinico). 4. letter. che è simile al labirinto per la struttura

scuola,... scale a tromba che non finivan mai... e

indicare... qual sia la sede che ogni parola ricostruita al suo senso deve

labirintica, oceanica anima della « donna che si spoglia ». = voce

labirintifórme (laberintifórme), agg. che ha forma di labirinto, che presenta

. che ha forma di labirinto, che presenta circonvoluzioni (ed è termine usato

s. v.]: 'laberintifórme', che è in forma di laberinto, e

cappello di un genere di funghi, che perciò si è chiamato 'dedalea '

il suff. med. -ite, che indica un processo infiammatorio acuto. labirinto

su una pianta così complessa e intricata che chi vi entrava non riusciva a orientarsi

e quello egizio descritto da erodoto, che presumibilmente si può identificare con il tempio

1-172: dedalo fabbricò allora una prigione che si chiamò laberinto. boccaccio, viii-2-108:

lo'minotauro. gherardi, ii-10: che [diremo] dello inistimabile e incomprensibile

d'egitto insieme colle molte pirra- mide che, come che alcuno vestigio ne sia,

colle molte pirra- mide che, come che alcuno vestigio ne sia, cenere tutte

: queste cose peraventura son meno maravigliose che non erano le piramidi de gli egizi

gli egiziani un laberinto sì grande, che vi si sarebber facilmente perduti tutti gli

granito di tal vastità ch'era fama che i visitatori vi si smarrissero.

cecchi, 8-32: arianna: la donna che ha il filo del labirinto, e

, amica a'malandrini, / poi che restar tutti li vide estinti, / fuggì

vol. VIII Pag.658 - Da LABIRINTODONTI a LABORATORIO (32 risultati)

solo, pensoso, perdendomi entro que'labirinti che formano le quercie antiche quanto la stessa

, 1-ii-351: presso quest'onde, / che con bei laberinti / tra narcisi e

e giacinti / trascorrono il sentiero / che verrammi in pensiero? -letter.

le tue gondole di carta pesta / che scorron silenziose sui tuoi rii / come funebri

de amicis, xiii-384: ci sono idee che si svolgono con un lungo giro misterioso

esser pinto / di vincer te, che da follia se'spinto / in laberinto.

cadere, tu entrerai in uno labirinto, che guai a te. ariosto, 37-47

fossino sì dati / a quel desir che nominiamo amore, / per cui dal buon

e con tiziano. caro, i-222: che faremo, satiro? noi l'avemo

dire dottrina, perché potrà essere facilmente che sia attribuito a virtù quello che sarà

facilmente che sia attribuito a virtù quello che sarà necessità; et egli si porrà

/ a patirne le pene, io che mi trovo / d'onor, d'amore

): è una strada così fatta che, da qualunque laberinto da qualunque precipizio

e fiancheggiati da siepi o da muriccioli che accrescono la finzione del luogo senza uscita

in mezzo un giardin del labirinto / che par che da ogni fronte amore spiri:

un giardin del labirinto / che par che da ogni fronte amore spiri: / quivi

ai giuochi d'acqua, alla lunga scalinata che sale il colle,...

7. anat. insieme delle parti che costituiscono l'orecchio interno; consiste in

di cavità ossee (labirinto osseo) che contengono le strutture membranose (labirinto membranoso

[l'orecchia], / né minor che ne l'occhio ha studio in essa

* laberinto 'e della * chiocciola 'che sono le parti veramente sovrane e magistrali

del rene, ricca di glomeruli, che riempie gli spazi compresi fra le piramidi

cocchi, 1-44: sotto quel ligamento, che sta tirato a traverso all'arco della

le vene] un rigiro confusissimo, che alcuni chiamano laberinto. 8. psicol

: test di intelligenza non verbale, che consiste in un disegno, costituito da

e intricate, di difficoltà graduata, che il soggetto deve percorrere con la punta

origine antichissima, costituito da un disegno che rappresenta un intrico di strade, fra

quali il solutore deve trovare l'unica che non presenta ostacoli e permette di trovare

arco branchiale di ogni lato del capo, che sostiene una membrana con lobi o pieghe

malattia cronica non infiammatoria del labirinto, che tende alla progressiva distruzione dell'apparato acustico

con il sufi. med. -osi, che indica processo morboso. làbium

* lablab ', specie di fagiuolo che porta i peduncoletti del racemo a verticilli

vol. VIII Pag.659 - Da LABORATORISTA a LABORIOSO (57 risultati)

stabilimento con una scuola di pittura, che aperse nel lavoratori© delle pietre dure e

degli arazzi. graf, 5-1131: forse che questo tuo laboratorio / somiglia a quel

questo tuo laboratorio / somiglia a quel che in vittemberga avevi? sbarbaro, 1-46

considerato nella sua struttura, nelle leggi che 10 governano, nelle incessanti trasformazioni che

che 10 governano, nelle incessanti trasformazioni che vi si compiono. f.

f. galiani, 3-47: non già che io creda che nuovi metalli e gemme

, 3-47: non già che io creda che nuovi metalli e gemme non si rigenerino

. per estens. l'insieme delle persone che svolgono un'attività per lo più artigianale

o edificio fornito di particolare attrezzatura, che consente esperienze e ricerche scientifiche o prove

i-180: l'università ebbe stanza nel convento che fu de'gesuiti,...

149: nell'università nostra, che ha pur qualche gabinetto che è dei

nostra, che ha pur qualche gabinetto che è dei primi d'europa, mancano i

pavese, 4-156: fu l'anno che credetti nella scienza come vita cittadina,

, batteriologici, parassitologici, sierologici, che sono in grado di completare e di

de amicis, xii-365: ah, che delizia di 'tomin'! mai da

delizia di 'tomin'! mai da che era al mondo gli s'era messo nel

sensibile. -laboratorio portatile: apparecchio portabile che consente di cambiare e di sviluppare le

in un forno ceramico, lo spazio che forma la camera in cui vengono poste le

-in partic. laboratorista biologo: specialista che compie attività di laboratorio in campo biologico

for cui pregi'e valore, / più che villan, non ha già cavaleri.

., 22-8: io più lieve che per l'altre foci / m'andava,

l'altre foci / m'andava, sì che sanz'alcun labore / seguiva in su

de'suoi dolci nati / la notte che le cose ci nasconde, / che,

notte che le cose ci nasconde, / che, per veder li aspetti disiati /

cibo onde li pasca, / in che gravi labor li sono aggrati, / previene

sole aspetta, / fiso guardando pur che l'alba nasca. trattato del ben

di dio... è la manna che tutte le cose fa dolci: labore

altri ciechi, fermi nell'errore / che di sola virtù mai se innamora, /

, / non ve mostrati al tempo che c'infiora / premio di fama per iusto

avea su quell'antico vivo, / che le gene parean due palinsesti / carchi

latini, i-641: vedrai palesemente / che dio onnipotente / volse tutto labore /

ma tutto mio labore, / quanto che io taluni, / convien che si

/ quanto che io taluni, / convien che si consumi. dante, par.

colonna, 2-10: me doleva che el liquente fonte laboriosamente trovato.

raccomandato. pirandello, 5-636: stima che poteva reggersi solo a patto che quest'uomo

stima che poteva reggersi solo a patto che quest'uomo, con la laboriosità,

rigore sapesse conservare a sé il rispetto che si deve al padrone. moretti, i-544

agg. (superi, laboriosissimo). che comporta difficoltà, sforzo, fatica;

comporta difficoltà, sforzo, fatica; che costa pena e travaglio; che richiede

; che costa pena e travaglio; che richiede assiduo impegno, intensa diligenza,

, conv., i-vii-4: ciascuna cosa che da perverso ordine procede è laboriosa,

niuna cosa sarà tanto ardua e laboriosa che tassiduità non la convinca. landino, 22

: questa guerra fu più laboriosa / che alcuna altra, per gli uomini strani,

studio e senza fatica è più soave che il consumarsi senza riposo intorno alle discipline

le virtù, quali unque siano; che se sono poi virtù difficili, laboriose,

gravezza. -in partic.: che si compie con un processo difficile,

a. cocchi, 4-2-99: si comprende che nel parto laborioso seguito un anno fa

fa dovè succedere una forte pressione, che durò alcuni giorni, alle membrane componenti il

umanità. si spiegava il fatto col dire che la madre di lui...

ricchi... dalla digestione laboriosissima, che rende impossibile qualsiasi sforzo della mente.

-in senso positivo: molto elaborato, che nasce da un profondo e attento impegno

. foscolo, ii- 445: che fa lamberti / uomo dottissimo? / stampa

solenne dalla lettura pubblica... che non dallo squisito e laborioso periodo del

, e si sente anche nello stile, che è laborioso e nutrito, ma senza

delle fiamme languenti. 2. che lavora con impegno costante, che ama

2. che lavora con impegno costante, che ama il lavoro, che non teme

costante, che ama il lavoro, che non teme la fatica; attivo, operoso

vol. VIII Pag.660 - Da LABORISMO a LABURISTICO (35 risultati)

certa età, non dormono nella buona stagione che quasi niente. svevo, 8-769:

ventre non dee più pappare lui quel che le mani laboriose han guadagnato. panzini,

mortali, ricordandosi del proprio mancamento, quello che era uno divise in parti, e

: la forza militare non può consistere che nella vita laboriosa del soldato e nel

: serve per persuadersene una sola occhiata che si dia alla romana repubblica, ne'primi

. 4. ant. che causa pena, molestia, dispiacere,

ricci, 444: ma poi che siamo in un mondo così laborioso,

bisogna andare dissimulando, e consentire quello che alle volte non si vorrebbe, per

: 'labrace', sorta di pesce, che anche dicesi 'luccio ', secondo il

il labrace di mare sarebbe quel pesce che in toscana chiamasi 'ragno '. tommaseo

all'ingordo labrace la propria carne, che flttasegli entr'alla gola con torride punte

del labrador, col suff. -ite che indica i minerali. labrador,

. labradorescènza, sf. fenomeno che alcune varietà di labradorite, opportunamente

denze della luce, e che consiste in bellissimi riflessi interni,

plur. ittiol. famiglia di pesci che comprende numerose specie marine e litorali,

quel tuo nappo labrispanto, / che, colmandolo, / voglio ber fin che

che, colmandolo, / voglio ber fin che son stracco. =

ittiol. sottordine di pesci perciformi, che comprende le famiglie pomacentridi, embiotocidi,

. m. -ci). letter. che appartiene o si riferisce a livorno o

= deriv. dal lat. labro -ónis che, in una lettera di cicerone,

maremme, è una sorte di vitigno che non conduce l'uve a maturità.

menzini, iii-130: ogni labrusca, che per rupi implica / le tortuose braccia

implica / le tortuose braccia, par che stille / ambrosia e mel, qual

quanto diverso è il frutto? / che, di viti e di spiche in vece

europa alla fine del secolo xviii, che dà un'uva caratterizzata da un forte aroma

bocchelli, 2-v-47: le idee che si dibattevano nelle assemblee del loro circolo

previsto nello sviluppo della lotta di classe, che tende a polarizzarsi nel laburismo collaborazionista e

. m. -i). che aderisce al laburismo, che è iscritto

-i). che aderisce al laburismo, che è iscritto al labour party o '

per il possesso esclusivo di questo pretesto che è sempre lo stato per il capitale,

o addirittura laburisti. 3. che si riferisce, che è proprio del laburismo

3. che si riferisce, che è proprio del laburismo o, più

(plur. m. -ci). che appartiene o si riferisce al laburismo e

riferisce al laburismo e ai laburisti; che è formato o attuato da laburisti.

camera italiana... era persuaso che il gabinetto laburistico non sarebbe stato amicalmente

vol. VIII Pag.661 - Da LABURNINA a LACCARIA (39 risultati)

plinio], 17-22: i migliori pali che si facciano son quegli che abbiamo detto

migliori pali che si facciano son quegli che abbiamo detto o di rovero o di ulivo

', specie di pianta del genere citiso che si coltiva per ornamento ne'boschetti,

/ pigliando più della dolente ripa / che 'l mal dell'universo tutto insacca.

l'infamia di creti era distesa / che fu concetta nella falsa vacca. buti,

piano era un sentiero sghembo, / che ne condusse in fianco de la lacca,

la lacca, / là ove più che a mezzo muore il lembo. buti,

. de sanctis, 11-300: così dopo che il poeta ci ha presentato una lacca

di tenebrosa lacca / un'acqua morta che non vegga il sole. soffici, v-6-197

, 142: fa'... che gli abbia [il cane] il collo

: [le vacche] è util che stien nette e corpo e lacche.

4-55: i due compari portavano certe lembe che sbattacchivano sulle lacche come velacci di tartana

velacci di tartana. 3. cavità che si forma dietro il ginocchio quando questo

dino da firenze [tommaseo]: addiviene che ai cavalli per ingorda fatica s'ingenera

a finire alla parte posteriore del ginocchio che si chiama lacca e piegatura. tommaseo

. v.]: 'lacca', cavità che di forma dietro l'articolazione del ginocchio

, 41: rosso è un color che si chiama lacca; la quale è color

dolce, l-i-184: né creda alcuno che la forza del colorito consista nella scelta

pittori non si stimano più valenti quei che usano un oltramare più fino o una lacca

una lacca più viva, bensì quei che meglio componendo, situando, dissegnando.

nome s'intende in generale qualsivoglia preparato che si fa con una materia bianca e polverosa

una sostanza colorante, operando in guisa che il colore investa e rimanga aderente a

, e, per colori, quelli che si prestano meglio a formare lacca.

può la fortezza dell'animo eroico colorirsi che con le lacche celesti? magalotti, 19-26

seta giavanese / evoca un mare calmo che scintila / tra i palmizi dai vertici svettanti

bella mostrava amorosa / tant'era accesa che sangue di tiro / o cocco o

]: la lacca è una gomma che nell'india è raccolta su certi alberi,

.. è una cosa rossa, che sta attaccata a certi piccioli pezzi di

vero indaco, la lacca per tignere, che sono cacature di formiche. 0.

pozzetti, iii-295: sono alcuni insetti che, punzecchiando la scorza di questo croton,

per deporvi le uova, fan sì che gema una resina rossa, e vi

poi si faccia bollire nell'acqua fino che si fonda e nuoti alla superficie,

lacca d'india ', lacche carminate che ci derivano dall'india, e si

. ventura rossetti, 1-160: prima che l'impastate, potrete torre lacca fina

quel era, bestemmiando stacca / un brando che pendeva ad un arpione / gridando:

laccainico: derivato carbossilico dell'idrossiantrachinone, che costituisce il principio colorante della lacca rossa

, 14-1-451: la lacca muffa, che stemperata in ranno fa paonazzo, con

ora azzurro, ora rosso, con che si esplorano i liquidi a riconoscere se

viandanti si dissetano con vino rosso, che lacca i loro visi sanguigni. =

vol. VIII Pag.662 - Da LACCASI a LACCHEZZO (40 risultati)

laccasi, sf. biochim. enzima che catalizza l'ossidazione di polifenoli a

, fra cui i funghi, che devono all'azione di questo enzima

un lato, per le due più grandicelle che vanno a scuola. cicognani,

lunghe e laccate, significavano nient'altro che un animale della creazione. montale,

4. bot. foglia laccata: quella che su una o entrambe le pagine ha

emolisi, è diffusa nel siero, che appare rosso in modo uniforme. laccatóre

serie di opera zioni, che consiste nel rivestire di lacca, sia a

grande è sufficiente la grandezza propria, che dev'essere riconoscibile senza ingrom- mature e

simile) è un cordone o un passamano che, addoppiato e avvolto in vari giri

per terra una campanella, di quelle che i monatti portavano ai piedi, intera,

: raccattò gli stivali di vacchetta nera che il cameriere aveva deposti lì fuori.

marino, xi-43: se voi, che siete sì sottili teologastri, volendola chiosare

sovente in tanti laccetti di confusione, che faranno glialtri? 3. in

lachè), sm. invar. servitore che segue la carrozza del padrone a

a piedi; dome stico che offre varie prestazioni al servizio di

. allegri, 250: quasi che io sia lacchè d'ognuno e paggio,

molto caro. -non mancherà un lacchè che anderà volando; e appunto, si

il primo giorno fece tanta via / che i suoi lacchè, spedati e conci male

, 1-171: * lacchè ', servitori che corrono a piè; e per lo

martello, i-2-100: questi nobili alteri, che si vedean poc'anzi / con servi

. verri, 4-61: non travedevo che qualche raggio delle torce a vento che

che qualche raggio delle torce a vento che portavano i lacchè del maresciallo. foscolo,

229: volle... che due lacchè coi lampioni precedessero il legno

di essere ammazzati deposero l'armi secondo che vollero i lacchè, e se ne

lacchè. magalotti, 23-287: in quel che si sta sigillando, arriva il mio

parlare al mio lacchè, attese le gelosie che aveva concepite. 2.

reazionarie in agguato, imprestando loro intenzioni che non avevano e fini immaginari e pertanto

propria inferiorità... non può che invidiare i forti... o i

v.]: c'è de'mariti che fanno da lacchè alle signore mogli.

beccaio, se tutti volessino le lacchette, che farebbe egli del rimanente della sua bestia

cibi una lacchétta, l'ammonì ed insegnò che bisognava nascondere in quella carne fitto un

m. cecchi, 1-2-456: i'so che il primo servidore / che mico ha

: i'so che il primo servidore / che mico ha provveduto al suo lamberto /

racchette 'o 'lacchette ', che sono mestole colle quali si giuoca alla palla

di minugia, tessuto a rete, che più comunemente si dice 'racchetta '.

soldani, 1-191: la infausta lacchétta / che iacinto fe'fior pinger nel legno.

ii-1035: ve'porco di bulgaro nero / che tutt'oggi dietro ci tenne / pel

piacere, gioia, godimento (e ciò che ne è causa: ma contiene sempre

sanguinosa. carducci, iii-12-52: quei baroni che si lascian prendere al lacchezzo degl'inviti

degl'inviti sino a corteggiare una straniera che appariva esser nuora di un guido salsiere,

vol. VIII Pag.663 - Da LACCIA a LACCIO (52 risultati)

tommaseo, 3-i-232: chi sa che l'inghilterra allora non chiegga il lacchezzo

chiegga il lacchezzo d'un'isola e che allora la russia non le rammenti che

che allora la russia non le rammenti che le isole ionie a lei sono un impiccio

, or ti danno lacchez- zini appetitosi che di nuovo t'eccitano. g. m

speso el suo spenditore doi baiocchi più che 'l solito in una laccia, non la

, cioè al principio della primavera, che è quel tempo in cui tal pesce suol

60 o 70 bestie, sì nell'inverno che nell'estate, alla qual custodia si

. lunga fune a cappio scorsoio, che i butteri portan seco e che a

, che i butteri portan seco e che a un bisogno 4 acciambellandola e sfilandola '

una mandria, accalappiano con essa la bestia che loro piace. d'annunzio, iii-2-295

su quei poggi, fra quelle macchie che lunga esperienza additò come luoghi di ritrovo

d'esser legato; perché son certo che non bastarebbono tutte le stringhe e tutti gli

tutte le stringhe e tutti gli lacci che abbian saputo e sappian mai intessere ed annodare

fusse con essi la morte istessa, che volessero maleficiarmi. l. ugolini

lacciara, sf. region. rete che serve per la pesca delle iacee e

guittone, xlii-37: valore è quello che core ad amar chiama, / prende

, / se libera star, più che lacciarvi, amate. = da

lacciaròto, sm. region. pescatore che pesca con le lacciare.

4 lacciaroti ', i pescatori che usano le lacciare. = deriv

voi sempre il senso alle parole? e che prò trovate a nascondere la realtà delle

2. venat. sistema di caccia che impiega lacci collocati sui sentieri di passaggio

lacciato dibattuta è ria, / che pur lo stringe e di forza lo spoglia

: li cavelli vostri son più biondi / che fila d'auro o che fior

/ che fila d'auro o che fior d'aulentino, / e son le

confidinsi li viziosi umiliati, però che pogniamo che siano caduti in tutti i

viziosi umiliati, però che pogniamo che siano caduti in tutti i vizi e

principio gli schemi di quelle tre donzelle, che deridevano questa imaginazione che faceva lor credere

tre donzelle, che deridevano questa imaginazione che faceva lor credere d'esser lacciati come

2. venat. modo di uccellare che consiste nel tendere trappole, fatte di

dal tommaseo. laccièro, agg. che tende lacci; lusinghiero, insidioso.

. v.]: 4 laccièro', che tende lacci, che ha lacciuoli;

: 4 laccièro', che tende lacci, che ha lacciuoli; lusinghiero. =

adriano v] e nella maggior signioria che si possa avere, si riconobbe e

insetti emitteri, della tribù pseudicoccini, che vivono nell'asia meridionale su varie piante

. v.]: 'laccina', resina che costituisce la base della lacca; è

di un cappio a nodo scorsoio, che, opportunatamente nascosta e mimetizzata, si

amar s'adanno: / peggior gittan che l'asso. esopo volgar., 3-31

con reti, e non è alcuna bestia che con voi possa aver pace. crescenzi

una funicella della detta materia tessuta, che si tendono ne'solchi del grano o ver

acconcia col laccio aperto e piegato sì che l'uccel che passa, messovi entro il

aperto e piegato sì che l'uccel che passa, messovi entro il capo,

fatica. -arma da lancio, che consiste in un cappio a nodo scorsoio

la cattura di animali in corsa, che vengono imprigionati al collo o alle corna

prendo col laccio la puledra brada / che ancor tra i denti ha schiuma di pastura

. per lo più al plur. strumento che serve per stringere le mani e i

dell'esilio assai men cruda, / che almen termineresti i dolor miei: / che

che almen termineresti i dolor miei: / che non fai che dal career si dischiuda

dolor miei: / che non fai che dal career si dischiuda / la vita e

dal career si dischiuda / la vita e che non sciogli i lacci rei? varano

perché, se scritto in ciel era che snodi / morte que'lacci, che altrui

era che snodi / morte que'lacci, che altrui fur più cari, / nelle

.. e dolcemente, / più che sperato io non avrei, dal laccio /

vol. VIII Pag.664 - Da LACCIO a LACCIO (62 risultati)

è l'affetto di un cane, che si lancia per pigliare in aria la paon-

, ma vien ritenuto da una ninfa, che, stringendo il collare e 'l laccio

guerrazzi, 2-236: vide una capra che scioltasi durante la notte brucava le cime

pregai... la vecchia, che tenesse il cane legato al laccio.

4. nodo scorsoio, che, stretto al collo di una persona

giamboni, 4-312: fue trovata femmina, che due suoi figliuoli, messo loro il

sua nobiltà usasse la repubblica veneziana, che anco non fossero praticati in francia.

di avere creduto al giuramento de're che non sanno morire sul trono. d'annunzio

pagol, quel degli alamanni, / che 'l mio farsetto è da chiamare smerli

si leghino uno o più lacci, che venghino ad avanzare sopra il terreno. guarini

serrata d'alcune palle di piombo, che da lei pendevano appiccate con lacci di

quadrangolari, di forma un poco più lunga che larga e simili a quelli degli uomini

di più con certi suoi lazzi lunghi, che pendono dietro, facevano bellissimo effetto in

pendere da cotesta verghetta lungo tanto, che quando si solleva in alto con una

arlia, 309: 'laccio'. quella cordellina che ha ad uno dei capi una punta

'. laccio è una specie di cappio che, scorrendo, stringe, ec.

quel * cordoncino 'variamente intessuto che, per ornamento, si mette torno

, coi lacci a terra, il busto che inguauiava il corpo di lei.

particolarmente del portare certi lacci o fiocchi che fossero di seta alle scarpe. e.

rega- luccio per te] anche prima che tu mi mandassi il laccio per l'

: ha voluto eziandio saper tutto quello che a tal professione [l'architettura] per

dicendo: / ah chi fu mai che ci legò così! vailini, 73:

. montale, 1-109: le viti che i lacci / delle radici stringono.

ch'amor mi prese / col laccio che m'ha il cor tanto serrato. l

da l'amor deza fuzire; / che se liga in questo lazzo, / non

dolci lazzi e fiama, / sì che cotal legame / spero che mai si scio-

, / sì che cotal legame / spero che mai si scio- glia. masuccio,

sentì sì negli lazzi d'amore avvolto che non sapea quale camino togliere. ariosto,

era sì irretito nei lacci del dissordinato diletto che da la pratica de la bella greca

pratica de la bella greca pigliava, che si sentiva aprir il cor nel petto

aprir il cor nel petto ogni volta che s'imaginava di deverla lasciare. molza

, mi abbia adescato questo nome, che mi risuona ancor suave. della casa

. della casa, 684: lasso, che di tal laccio amor mi strinse,

mi strinse, / ch'a snodarlo conven che si discioglia / lo stame con cui'

6-57: restò presa d'amor, che mai non strinse / laccio di quel

lacci più forti e più tenaci / che stretto non sei tu, stretta son

... accortamente prendi, / affin che tu dagli amorosi lacci / dell'altrui

1-i-425: misera ben son io, / che nel segreto laccio / amo, non

anni interi più forte e più pericoloso che mai. g. chiarini, 281:

potuto non ricordarmi i meriti grandi ancora che voi cercate pure di conferirmi sempre. bruno

antico vincolo poi di nobile cittadinanza, che sopra di quattrocento anni fa...

gran favori, in ogni tempo ristretto che il dissimularne il debito sarebbe un meritarne

laccio per mantenerla essere il far sì che quei cardinali si persuadano ridondar essa in

. barilli, i-150: l'artista che ha rotto le catene, strappato tutti

, 22: felice ma se mai avverrà che i cieli mi siano sì favorevoli che

che i cieli mi siano sì favorevoli che teco di legittimo laccio congiunto mi concedano

in modo mettendo tempo in mezzo, che molti mesi passarono, che 'l matrimonio

in mezzo, che molti mesi passarono, che 'l matrimonio non consumò. anguillara,

fe'ch'ai laccio si richiede, / che insieme n'ha di parentado attorti.

letto i gravi omei / di quei che son nel laccio maritale, / i'

a l'inferno almen vada sicura / che, dopo ch'io sarò fredda e

sì fatti lacci d'amicizia o parentela che lo stringessero, sì rendealo almen dolente la

: sciolto da morte il laccio i che a alarico l'unia, que'nodi infranti

sono legati insieme a vita nel soave laccio che fa diventare uno di due, pare

fa diventare uno di due, pare che si disperino se non acquistano figliuoli.

figliuoli. sestini, vii-173: sappi che tua mogliera, il primo laccio /

. tasso, 1-80: questi, che son tutti insieme uniti / con saldissimi

vitale della regina sua moglie, parve che con essa si disciogliesse i lacci che lo

parve che con essa si disciogliesse i lacci che lo legavano alla casa d'austria.

donne guardare, / prego non men che lor da voi guardiate; / non

lacci in sì diverse tempre, / che quand'ho più speranza che '1 cor n'

tempre, / che quand'ho più speranza che '1 cor n'esca, allor più

vol. VIII Pag.665 - Da LACCIO a LACCIO (62 risultati)

ruggier n'è preso, / poi che tanto benigna se la truova. razzi,

, xxx-5-112: o tu se'rincrescevole: che temi? / forse che 'n questo

rincrescevole: che temi? / forse che 'n questo cerchio / qualche laccio amoroso /

. la morbidezza delle carni sono lacci che prendono gli animi di coloro che hanno

sono lacci che prendono gli animi di coloro che hanno sagrifìcato i loro desideri al senso

hanno sagrifìcato i loro desideri al senso, che idolatrano la voluttà e 'l piacere.

si dicevano al suo passaggio le somme che era costata, le vergogne, i falli

. guittone, i-13-223: quanti sono che pensato àn già can- pare dei lacci

del mondo e di mano di zattanas, che troppo tardando a mal son ruinati!

-o tende -in campo laccia / carlo che siande laccia / per cierto -vi racierto -mal

offender ebbe il laccio teso, / che poi da quello è giustamente preso.

campi e incogniti paesi, / sin che al prato arivai, dove eran tesi

, dove eran tesi / i laci che se ordimo per mei guai. ariosto,

destrier, non senza il gran sospetto / che vada in quelli lacci a dar del

lacci a dar del piede, / di che il buon vecchiarei gli avea predetto.

creder de gli stolti lambicamenti di molti che si son chiamati sapienti e, scorrendo molte

fuori, ne'lacci di varie colpe, che loro tese tiberio, incapparono. galileo

incapparono. galileo, 1-1-215: trovo che mi erano stati tesi tanti lacci che impossibil

che mi erano stati tesi tanti lacci che impossibil era che io non restassi colto

erano stati tesi tanti lacci che impossibil era che io non restassi colto a qualcuno,

persone,... fuor solamente che per mantenersi una assoluta libertà di raggirare

: penso sia tutto un tranello della polizia che ha fatto cadere in laccio alcuni che

che ha fatto cadere in laccio alcuni che le erano sospetti. cipriani, ii-1-186

mandarono perché certamente si accorsero del laccio che quella volpe di radetzky tendeva loro.

è nubilosa e legata con lacci, / che porta seco lo mala natura: /

natura: / ond'io ti priego che da lei ti spacci. petrarca,

riposo son già apparecchiati e poco meno che avvolti e annodati i miserabil lacci e

savoia, per le molte occasioni, che i prencipi hanno, di far male e

ne'quali sono avviluppati, soleva dire che molti pochi prencipi si salvano. g.

e non è per lasciarmi, / fin che morte non tronca il vital nodo.

non s'informano bene di tutto quello che passa nella natura, e s'alla ragione

alla ragione non porgono la mano; che maraviglia poi, se, o per balze

9 (157): non che tutte le monache fossero congiurate a tirar la

] avea molto più comodi e piaceruzzi che non avevamo noi in quella età,

carducci, iii-20-204: voi non sentite che, se l'italia giunga a scuotere que'

: tutto quel viluppo di lacci burocratici che incapestano perfino la più bella e più

/ dio lo metta in tormento! / che sia preso a reo lazo, /

occorre di voi 10 sembiante, / che l'om disciolto ten legato a laccio.

: vergine gloriosa, / donna del re che nostri lacci ha sciolti / e fatto

serdini, 1-67: io son fra color che nei tuoi lacci [o mondo]

varchi, 22-56: o voi, che 'n forti lacci e ree catene / vinti

e vissi e morrò sciolto / pria che man porga o piede a laccio indegno.

, oh quanto mal ci vede, / che stima serti d'oro i ferrei lacci

sia in lacci e in faccende tante che miraeoi fia! bembo, 10-viii-61:

perché esso aiutasse me in questo poco sollazzo che mi è rimasto degli studi; ma

non mi posso sviluppar da molti lacci che mi ritengono in roma. fogazzaro, 1-260

gli antichi poeti, per quel proteo che si trasformava in tante sembianze, altro per

, altro per aventura non vollero significare che 'l sofista trasmutabile in tutte guise,

: si raccende il furor: qui fu che colse / l'amara parca a inevitabil

punti emorragici cutanei vicino al gomito, che avviene in seguito all'interruzione della circolazione

.]: 'laccio', nastro di filo che si applica a qualche parte, onde

e arterie con un laccio, il che è difficile molto da essequire.

, nastro di seta o di tela che veniva introdotto in una zona sottocutanea o

è necessario ancora tagliarla totalmente; il che si fa in due modi, cioè con

e con esso lui il filo, che vi si era posto, il quale strettamente

fastidiosissima; e da un laccio, che a tal fine mi hanno fatto fare

anzi piuttosto ad un laccio o setone che si chiami, come quello che più

o setone che si chiami, come quello che più prontamente e con maggior vigore potrà

le cui estremità terminano con fiocchi, che serve, disposto circolarmente, per ornare

; la sua origine risale ai nastri che nel medioevo le donne donavano ai cavalieri

nel medioevo le donne donavano ai cavalieri che stavano per scendere in campo a giostrare

nella pesca subacquea, cavetto d'acciaio che il pescatore porta alla cintura per infilarvi

vol. VIII Pag.666 - Da LACCIOLAIO a LACCOFILO (39 risultati)

ii-998: questa è quella intollerante amata che volle il genero non concesso ai fati,

. saba, 296: chi dice che sol reco peste e fame, / tutta

per me solo / la terra, che di tutti vuol natura, / quelli è

è un suddito reo, giusto è che a infame / laccio s'appenda.

condannato o ad altra morte ria / e che già agli occhi abbia la benda negra

tenace orgoglio il vegliardo non poteva credere che quel plebeo si ardisse di mandare a ceppo

non do il lasso all'immaginazione ora che è calda, quando lo farò?

soggezione. bocchelli, 1-i-488: quel che importa è che noi ci compromettiamo per

bocchelli, 1-i-488: quel che importa è che noi ci compromettiamo per un governo.

compromettiamo per un governo... che si farà strozzare con noi, o

una settima forca. -non avere di che comprarsi un laccio: trovarsi in un'

ieri un quattrino da comprarsi un laccio, che oggi, divenuti ricchi e splendidi,

1-524: molti e molti sono i lacciolai che nelle vicinanze di pisa in inverno vivono

xiii-177: a questa radura del tovagliolo che nome dài? ragnatura. e questo dove

come adiviene anche di certe bestie, che caggiono al laciuolo; sanno che lo squotere

, che caggiono al laciuolo; sanno che lo squotere non gioverebbe, anzi sarebbe

volgar., 4-11: altri sono che ne'loro androni fanno [contro le talpe

: avevan quivi ai semplici usignuoli, / che tra'rami venìan, tesi i lacciuoli

strangolare in sua presenza le quattro persone che aveva condotte per stringere il lacciuolo.

altri lacciuoli di sopra al piè, che le legassero. casti, 4-28:

calzan specie talor di borzacchino, / che con fiocchi o con cappi o con

guardare femina di molte volontadi, acciò che tu non caggi nelli lacciuoli suoi.

, / dove, preso, colui che l'alme fura / mi tien ancor,

fura / mi tien ancor, né par che mi rincresca. canaldo, 53:

inciampata, a patto vi s'awolse che né stimoli d'onore né fidi consegni

. giamboni, 41: coloro, che hanno volontà d'essere ricchi, caggiono

petrarca, 69-3: ben sapev'io che naturai consiglio, / amor, contra di

(297): quivi la donna, che aveva a gran divizia lacciuoli, fatta

mai se non come possano trovare modi che tirino li denari a loro. pulci

egli ha con teco certi sussurroni / che penson contro a me sempre lacciuoli. machiavelli

bene speculato l'esercito de'romani, prima che egli venisse con loro alle mani a

. tommaseo, i-279: gli elettori che fra pochi dì si vedranno burlati,

/ e col lacciuolo in man sembra che nasca. cavalca, 21-201: grande

volgar., 1-40: lo rio uomo che parla usinghe e inganno è una laciuollo

. sciolto il commercio dai tanti lacciuoli che lo legano ed impediscono, con tanto

abile. sercambi, 1-ii-734: ben che messer veri dimostrasse buona cera verso la

laccipare: ghiandole degli insetti emitteri che secernono ed elaborano la lacca.

pronoto, elitre e zampe giallastre, che vivono specialmente in acque stagnanti o poco

. entom. genere di insetti coleotteri che vivono nelle acque poco correnti o anche

vol. VIII Pag.667 - Da LACCOLITE a LACERARE (46 risultati)

da rocce intrusive penetrate in terreno sedimentario che si rigonfia sotto la spinta del magma

. m. -ci). geol. che ha natura o è composto di laccolite

: fu [mosè] lo primo uomo che ali giudei desse leggi come minoi a'

lodò ed imitò, avean per costume che le donne maritate portassero il viso coperto

volta i loro giovani soldati in campo, che essi portassero i lor panni pure di

color vermiglio, accioché, se avvenisse che fossero feriti, spaventati per il loro

lo punivano come uomo di poco ingegno che non aveva saputo l'error e fallo

meritò di comandare e comandò in guisa che fu temuto non solamente per la severità ma

demetrio mosco lacedemonio. 2. che proviene dalla zona di sparta (un tipo

. veter. ant. vescica o tumore che si riscontra nelle gambe degli animali da

delle mascalcie, 1-253: e 'l cavallo che ha sotto una delle lacene sue nelli

agg. (superi, lacerabilissimo). che si può lacerare. l

) era facilmente lacerabile. 2. che può essere offeso, danneggiato, guastato.

e presto vien l'età senil, che porta / morbi infiniti al lacerabil corpo

: altri [mali spiriti] sono che sono dati a tanto furore e a tanta

dati a tanto furore e a tanta crudeltà che non si appagano di tormentare solamente di

si studiano d'andare addosso sopra coloro che passano alla lunga. giuseppe flavio volgar.

ebbe mai altro emolumento né altro premio che battiture, laceramenti e i segni vituperosi

battiture, laceramenti e i segni vituperosi che e'portava sul volto. siri, iv-2-112

appena bastò la facondia di paolo, che con laceramento delle vesti protestò che sì esso

, che con laceramento delle vesti protestò che sì esso come il collega erano uomini

una espressione di dolore così terribilmente bestiale che per tutti gli astanti corse un brivido

al re la madre in sospetto, che conosceva la natura sua bestiale e implacabile.

. oliva, 31: noi, che rimiriamo i pugnali conficcati dalla disperazione nel

di dentro un laceramento come dei visceri che mi fossero strappati. barilli, i-150

. barilli, i-150: l'artista che ha rotto le catene,...

placò talmente alle lagrime del ravveduto, che non gli decretasse laceramenti alla fama e

. (superi. lacerantissimo). che produce una lacerazione; che dilania.

). che produce una lacerazione; che dilania. tommaseo [s.

. 2. per estens. che stordisce e infastidisce (un rumore,

: le laceranti / sirene dei vapori che partivano. govoni, 2-100:

il fischio lacerante / del treno che franava verso roma. buzzati, 3-173

, i-122: nell'ora fallace del giorno che cade la luce traspare, s'annida

sanguigni. 3. figur. che turba e sconvolge i sensi o l'

con effetto / di versi di miseria, che mi straccia / d'ogni conforto.

, e posare in qualche parte il capo che gli pesava indolenzito per la immanità fraterna

e lacerante, non fosse stato pel vento che gemeva e per lo sportello che ritmicamente

vento che gemeva e per lo sportello che ritmicamente sbatteva chissà dove. -spossante

: un'aspettativa lacerante di dieci anni che si chiuse in un grido di disgusto e

inaudite del piacere. 4. che rivela un'acerba sofferenza; che suscita

4. che rivela un'acerba sofferenza; che suscita commozione e pietà (una notizia

con singhiozzi laceranti, con urli disperati che non riusciva completamente a soffocare. landolfi

soffocare. landolfi, 2-96: sapeva bene che spettacolo lacerante lo attendeva, e però

aridi e laceranti. 5. che incute terrore (uno sguardo).

). strappare malamente, in modo che ne risultino aperture con orli ineguali e

64-20: non tenea ridere, però che si sentìa dare i maggiori colpi del

vol. VIII Pag.668 - Da LACERARE a LACERARE (19 risultati)

corpi loro con le battiture, in modo che si vedeva chiaramente che lui incominciava a

, in modo che si vedeva chiaramente che lui incominciava a essere tiranno. acciainoli

scritta nelle istorie: ma è notato che per la grandezza gli fu fatto tanta calca

per la grandezza gli fu fatto tanta calca che poco mancò ch'ei lacero non fusse

nessuno è mai portato se non coloro che dalla tempesta vi sono trasportati; i

. trissino, 2-3-109: è tanto crudel che spesso ha fatto / gli uomini vivi

non solamente dissipò l'ordinanza dell'infanteria che la seguitava, ma ne lacerò molti

cava e profonda, e per lo destriere che addosso le cadde, che tutta quanta

lo destriere che addosso le cadde, che tutta quanta si laceroe e infranse. leggenda

tutti tormentato e preso dal diavolo, che tutto quanto si lacerava con denti.

, gli convenne così presto aspettare tanto che venissono le tanaglie. bellori, i-113

lacerar di forza certe nappe d'oro che i giovani novaresi portavano sui cappelli. mazzini

dai rami degli alberi e dalle spine, che laceravano i loro vestiti. d'annunzio

del popolo d'italia, non so che cosa ci voglia. marinetti, 2-i-937:

subito, il tempo e lo spazio che tenevo impachettati fra le mie mani strette

col solo scopo di lacerare una superficie che somigliava a una stoffa preziosa. luzi

quand'egli è intero, e s'avvien che il medesimo sia lacerato, nelle sue

palladio volgar., 3-41: le viti che per lo troppo lagri- mare perdono il

mare perdono il frutto, dicono i greci che nello stipite si vuol fare un seno