3. che dà una sensazione di molesta pesantezza;
. d'annunzio, iii-1-283: non senti che aria gravosa? -denso (un
copre, sì gravosa e bruna, / che '1 sol de la mia vita ha
di loto. 4. figur. che affligge, tormentoso; penoso al corpo
meco, e sì gravoso, / che per moto e per requie anco non poso
ogni grossa e gravosa materia fabbricarsi ruote che aiutino i lor pensieri a salire in
, una circostanza, ecc.); che richiede fatica o impegno intenso (lo
ovidio], 297: egli è cagion che di gravosa febbre / siano or di
/ siano or di ghiaccio, or più che foco ardenti. pallavicino, 7-226:
senza interruzione, ma divisa collo scrivere che mi riesce meno gravoso. casati,
aspetto. -che arreca danno, che distrugge. pagliaresi, 204: quanto
francesco da barberino, 373: se venisse che da sé fosse malata,..
], 2-46: per li buoi che arano, che altro intenderemo noi, se
: per li buoi che arano, che altro intenderemo noi, se non
alamanni, 7-i-116: borea crudel, che con tal forza ed ira / corri
6. solenne, elevato. -anche: che manifesta gravità, ponderoso. castelvetro
, 4-373: l'epopea è meno gravosa che non è la tragedia. oddi,
l'insieme delle qua lità che rendono una persona gradita alla vista,
genere di bellezza gentile e delicata (che risalta specialmente nel volto).
in voi, né altro esempio adduco che questo, per dechiarire che cosa ella
altro esempio adduco che questo, per dechiarire che cosa ella sia; ché senza dubbio
esser gratissimo e piacere ad ognuno, avvenga che i lineamenti d'esso non siano molto
. caro, i-210: è possibile che voi non aggiate considerata la bellezza e la
quella vedovetta? marino, 196: che giova a te la grazia del bel
la grazia del bel viso? / che giova il grato suon de la favella?
l'aggiustatezza delle più valorose ballerine, che qui sieno state vedute. foscolo,
grazia s'acquista per soavi reggimenti, che sono dolce e cortesemente parlare, dolce
gli occhi lor cotanta grazia, / che chi le vede mai non può partire,
partire, / ma in fin convien che amando se disfazia. castiglione,
valer circa questo in tutte le cose umane che si facciano o dicano più che alcuna
umane che si facciano o dicano più che alcuna altra, e ciò è fuggir
usar in ogni cosa ima certa sprezzatura, che nasconda l'arte e dimostri ciò che
che nasconda l'arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza
quasi senza pensarvi. da questo credo io che derivi assai la grazia. caro,
le sue fattezze si componeva quell'aria che 'bellezza 'si chiama; di tutti
tutti i suoi moti risultava quell'attitudine che * grazia 'si domanda. baldinucci
/ possegono la grazia del candore / che da ogni guasto sana, se rinnova
una volta per sempre da quella grazia che, più che una forma o un colore
sempre da quella grazia che, più che una forma o un colore, è una
armonica, un potere appariscente; e che, attraverso i più diversi e fuggevoli
diversi e fuggevoli moti, non esprimeva altro che una inconsapevole bellezza. moravia, viii-246
de roberto, 202: gli altri che erano tanto duri per la figlia lo
non si desidera altro né altro s'imagina che di contemplarla giuocando. l. martelli
adorno. chiabrera, 1-ii-178: viola, che brunetta usa fiorir, / o porpora
come quando s'awede benissimo del turbamento che le sue grazie suscitano in un uomo
: li fogliami turcheschi non sono altro che foglie di gichero con alcuni fiorellini di
ogn'intomo le muraglie chiuse, / sì che da'lati nel teatro alcuna / luce
mistero, / meno mi tocchi / che la grazia di questa luce, / la
, / la tenerezza delle piante / che primavera a pena desta / del profumato
quanti artefici lavorano in quelle gentilezze, che chiamansi con forestiero vocabolo * agremani '
indistinta, ma come un umido spirito che seco rapisse tutte le grazie fiesolane sparse tra
intere, per essere comunemente bacate, il che toglie pur loro non poco di grazia
segneri, iii- 2-175: quel diletto che pruova un assetato, la state,
leone ebreo, 324: grazia formale che diletta e muove chi la comprende ad
. battoli, 1-161: pensano veramente che la grazia e la piacevolezza [negli
[negli edifici] non derivi d'altronde che dalla bellezza e dallo ornamento. vasari
, iii-165: restò quasi disperato non che stupito nel vedere la grazia e la vivezza
stupito nel vedere la grazia e la vivezza che avevano le pitture di raffaello, halli
, ii-481: una manifattura di bigiotteria che potesse gareggiare con quelle di francia,
'per cagion de'quali '; il che, quantunque paia arditamente e licenziosamente detto
. castiglione, 74: dei vocabuli che in questi lochi parlando s'usano, estimo
estimo aver potuto ragionevolmente usar scrivendo quelli che hanno in sé grazia ed eleganza nella
degli ornamenti e col traporvi altre parti che ornamento non siano deve dare la grazia
leggiadria. muratori, 5-ii-332: ciò che non può dilettarci per se stesso,
si deggia / la cara figlia ammaestrar che riede / doman da i chiostri ove il
, 103 (141): se avenisse che alcuno albergasse a lor casa che fosse
avenisse che alcuno albergasse a lor casa che fosse grazioso e bello e savio,
questo non facevano per moneta, ma diceano che tutto il senno di colui e la
aveva in sé tutte quelle grazie che da uomo mortale piuttosto disiderare si possono.
quirini, li-2-305: una caduta di paralisia che gli leva la grazia del movimento di
della poesia coincideva in leopardi con quella che parve a lui dannazione; dannazione di
nell'estrema naturalezza, quasi superiore affabilità, che, secondo lui, è la grazia
. disposizione d'animo benevolo e disinteressato che spinge ad amare e a beneficare;
bonità grande demando in voi procacci, che l'amor mio si'acolto in vostra grasia
/ alle sue donne fe'comandamento / che greci, trazii, egizzi o sabei,
la disgrazia de'superiori non è pericolo che facciano romper il sonno a questa gente,
.. dal signor di luynes, che occupava il primo luogo della sua grazia
, i-140: o forse vi dà noia che il pubblico divida le sue grazie in
roberto, 67: né gli altri nipoti che il monaco adesso difendeva in odio alla
senza guaina dalla grazia di un amico che lo comperò nella vendita pubblica della mia
ordinatamente vivere in tra li altri, che ella rende riverenzia a quelli che sono
, che ella rende riverenzia a quelli che sono di sopra, amistade a quelli che
che sono di sopra, amistade a quelli che sono dal lato, grazia a quelli
sono dal lato, grazia a quelli che sono di sotto. delfino, 1-93:
fatai passaggio altro ritardo / non mette che quel solo / che basti per saper
/ non mette che quel solo / che basti per saper se tu addolcisci / con
152: beni della fortuna sono le cose che sono fuori di noi, che non
cose che sono fuori di noi, che non sono in podestà dell'uomo e
iv-130: li cattivi tiranni hanno questa condizione che cercano la grazia del populo, non
la grazia del populo, non per amor che gli portino, ma per gloria propria
, 18-134: taidè, è la puttana che rispose / al drudo suo quando disse
mersede a voi, signor dibonaire, che grasia e onore tanto fatto m'avete
di cortesia, / girete a quella che m'ha 'n signoria / e dispogliato de
iii-181: grazia si chiama il ringraziamento che facciamo ad uno quando lo ringraziamo che
che facciamo ad uno quando lo ringraziamo che ci ha fatto qualche beneficio,.
fatto qualche beneficio,... cioè che rendiamo grazia, idest ringraziamo. anguillara
a casa, trovò sei tarchiati contadini che erano venuti a deporre nella sua cantina
: 'azioni di grazie', modo latino, che non è spento, e dimostra come
un fatto. massaia, v-42: disposi che primieramente si dovesse celebrare con qualche solennità
dal mio cuore per le piccole ignude che sanno di saponetta economica. — liturg
onorevole e vantaggiosa ad alcuno; gesto che denota, con spontanea naturalezza, grande
giamboni, 4-468: non è dubbio che filippo, per questa cotanta devozione,
: la grazia... diremo che sia quella per la quale si dice che
che sia quella per la quale si dice che chi la fa sovviene al bisogno graziosamente
non per alcun disegno né per profitto che glie « ìe torni, ma solamente per
ma solamente per qualche commodo di colui che la domanda. della porta, 2-134:
grazia da vostra signoria:... che quando mi mandate le vesti, me
per quel vicolo con una pertica e che non le faceste vedere per la fenestra.
. goldoni, vii-43: so ben che in queste porte / le grazie son
fosse anche per un'ora! / che t'importa? sarà questa / l'ultima
grazia... non sai / che me ne voglio andare? -cavaliere
posso io amarla ancora? quelle grazie che mi fecero innamorato di lei erano funesti
: egli sedette padrino in ima disputa che doveva concludersi sul terreno, ma quella
, 6-595: disse a l. petillio che egli quelli libri gittasse nel fuoco;
libri gittasse nel fuoco; ma, prima che egli ciò facesse, lasciasse a lui
avere a rimendare li detti libri; il che se egli estimasse bene fatto, con
. sanudo, x-136: sono molti che hanno grazie di dazii de pagar in
e qual grazia o divieto / fa che queste dan volta, e quelle approdano?
per la giustizia, da un consigliere che non dà sindacato.
carducci, ii-8-60: lina, io voglio che tu sia come la mia poesia:
tu sia come la mia poesia: che pochi t'intendano e ti gustino.
giovinetta, se ne invaghì di sorte che non trovava luoco. lorenzino, 91:
fussi stata la comparazione in tutto simile! che, così come tantalo l'acqua mai
: l'amore è arrivato tanto avanti che ella è restata alla fine gravida;
chartres (essendo costume in questo paese che i principi non arrechino disonore).
nel letto... rimangono alcune che si piantano là in quattro sanza odore e
quattro sanza odore e sanza sapore, che chi ne gusta ne ha quel piacere che
che chi ne gusta ne ha quel piacere che si ha di una minestra di fave
, i-49: oh felice ignoranza, che non penetrando il futuro, gusta il
non può più gustare il poco di vita che gli rimane. foscolo, xiv-252:
se non per quei pochi momenti felici che tu mi hai fatto gustare. manzoni
lontano, di una vita agitata, che ci si chiede ripensandoci come abbiamo potuto
o di fianchi o altri mali, che patire poi tutto l'anno per non contentare
il suo appetito nel mangiare tutto quello che più gusta al suo gusto. aretino
io vo'... mangiare di ciò che mi gusta, senza rimbrotti di moglie
, 1-i-161: ahi! ecco che uno gli aveva chiesta farina grossa, che
che uno gli aveva chiesta farina grossa, che la polenta gli gustava così: il
auto dall'amico tuo, e la risposta che gli ha'fatta. piacemi; però
gli ha'fatta. piacemi; però che non mi gusta, rispetto el padre
, 9-572: dimmi, o di che ti se'tu, gualtier nostro, /
nostro, / preso sinor piacer? che t'è gustato / più ch'altro per
24-591: gli altri uniti rimasero: che loro / non gustò il detto.
soranzo, li-1-170: non gusta a'spagnuoli che i pontefici accumulino tant'oro insieme quanto
a lei non gusta, / è segno che l'è femmina civile. bartolini,
a te dispiaceno a me: quelle che a me forse non sariano moleste,
turbolento, da scandoli, ciarlatore, che gustava a molti. forteguerri, 22-61
22-61: seco ha un bel garzon, che assai le gusta. faldella, 3-119
cantore dei nostri tempi, il vate orale che preludia all'avvenire. bocchelli, 1-iii-521
: lascia correre,... che quanto a questo, la mi gusterebbe molto
bibbia volgar., ix-227: alcuni che stanno qui... non gustaranno
. non gustaranno la morte insino tanto che loro vederanno il regno di dio veniente
di gusto. gustativo, agg. che riguarda il senso del gusto; che
che riguarda il senso del gusto; che serve per gustare, atto a gustare
microscopici, costituiti da cellule epiteliali, che si trovano nelle papille circonvallate e fungiformi
foliate. -vie gustative: vie nervose che trasmettono gli stimoli del gusto ai nuclei
il nervo linguale (per le stimolazioni che provengono dai due terzi anteriori della lingua
nervo glosso faringeo (per le stimolazioni che provengono dal terzo posteriore). -sensazioni
messo e bene coltato. esso è che... crudeli fa pietosi, avari
, 7-9: potrà alcuno gustare quello che gustato reca seco la morte?
. leopardi, 933: quelle cose odorifere che sono buone a mangiare, o a
ch'a odorarli, o meno di quel che dall'odore si stimerebbe. d'annunzio
annunzio, i-131: tutti i doni che l'anno novello m'edùca, / gustati
, 3-39: o ben creato spirito, che a'rai / di vita ettema la
di vita ettema la dolcezza senti / che, non gustata, non s'intende
prende a trattar con facondia di cose che suppongono dottrina dinanzi ad altri dotti suoi pari
: a tutti i grandi pittori accade che più fortunati e più gustati riescano i
d'annunzio, v-2-892: avevo disposto che mi fosse condotta più tardi nella stanza
garzoni, 1-855: fu il primo che la condusse [l'arte dei barbieri
gustato da essi fu tanto grato, che il senato la confirmò. d. bartoli
1-287: non fu questo solo l'aiuto che il granduca diede agli studi del bellini
agli studi del bellini: eccone un'altro che egli ci racconta nel trattato dell'organo
avire, / nel cor non pò sentire che sia lo tuo gustato. machiavelli,
sm. (femm. -trice). che gusta, che assaggia, che beve
. -trice). che gusta, che assaggia, che beve, che assapora.
. che gusta, che assaggia, che beve, che assapora. boccaccio,
gusta, che assaggia, che beve, che assapora. boccaccio, i-513: il
narrare. 2. figur. che sa godere, con intima compiacenza,
spesso l'appetito del cibo, penso io che colui che è gustatore delle cose incorruttibili
del cibo, penso io che colui che è gustatore delle cose incorruttibili, poiché hae
a lor mi racomanda, / sì che per lor sia vero gustatore. s
del re. gustatòrio, agg. che riguarda o favorisce l'attività del senso
fascetti di nervi, uno per banda, che sono i nervi gustatori. verdinois,
, col su'mezzo bicchier di rumme, che stava 11 e se lo gusteggiava
confortato dal buon vinetto della vigna, che per un pezzo dopo cena si
chi dunque avvezza il palato a ciò che per tutto e sempre si trova, per
a guisa di merce peregrina quei frutti che potete ottenere dal vostro paese più appropriati
paese più appropriati e gustevoli per poco che il coltiviate? -sostant.
confesserà per migliore e più accettevole condizione che 'l patire gli ardori, i quali ne
de gli europei il più sconcertato concerto che sofferir si possa: ma alle loro
amata e gradita mi sento, / che quel mio piacer vince ogni diletto.
è vivanda nobile e cibo gustevole, che sazia la mente d'un nutrimento sodo,
correggeranno [questi vini] di modo che si potranno assai gustevolmente bere.
, tanto profondamente e tanto pacificamente, che passa per linguaggio già ricevuto tra'mistici
per linguaggio già ricevuto tra'mistici, che non operano. = comp.
ant. gósto), sm. senso che permette di percepire e distinguere i sapori
32-44: beato se', grifon, che non discindi / col becco d'esto legno
legno dolce al gusto, / poscia che mal si torce il ventre quindi.
ogni dolzor prive, / i'per che non de la vostra alma vista? lorenzo
il gusto è specie di tatto, e che sia il vero, vedi che colui
e che sia il vero, vedi che colui a il quale piaceva tanto il vino
piaceva tanto il vino chiedeva agli dei che gli facessero un collo lungo come quel
quel d'una gru, perché il piacere che gli porgeva il vino toccando per più
diè la lingua al gusto, / che distingue i sapori. marino, vii-258:
giudicio e dà la sentenza in modo che secondo il suo arbitrio i cibi che
che secondo il suo arbitrio i cibi che ci nutriscono e i licori che c'innaffiano
i cibi che ci nutriscono e i licori che c'innaffiano, se non piacciono a
/ di due uova al tegame / che andava a prender dentro la farina / del
del cassone lustrato di cucina, / che più di tutto il gusto mio ancor
. della porta, 1-26: a che proposito far le budella cinquanta palmi lunghe
lunghe, accioché peniamo tutto un giorno fin che il cibo si rassetti, si prepari
dante, par., 32-122: colui che da sinistra le s'aggiusta / è
: lei nomò del nome di colei che in sé contenne la redenzione del misero perdimento
sé contenne la redenzione del misero perdimento che addivenne per l'ardito gusto della prima
lascia più ampia e più certa cognizione che andava innanzi al gusto. beccati, xxx-4-283
. sarpi, i-3: io immediate che ebbi gusto delle cose umane, fui
o cosimo, come può egli essere che in cotanti dì che tu sei stato
come può egli essere che in cotanti dì che tu sei stato qui, che il
dì che tu sei stato qui, che il gusto non ti abbia chiesto il cibo
quando infermo era col gusto svogliato, che pigliasse un tordo. a.
con gusto. -piacere, soddisfazione che si prova mangiando o bevendo.
le carote] furono condite e imbandite, che da'convivali con gusto grande furono mangiate
dunque entrano le cose di fuori, o che si veggono, o che si odono
, o che si veggono, o che si odono, o che si odorano,
veggono, o che si odono, o che si odorano, o che danno gusto
odono, o che si odorano, o che danno gusto o disgusto al palato.
gusto. settembrini, 1-55: con che gusto, con che gioia, con che
1-55: con che gusto, con che gioia, con che risate quel mio
che gusto, con che gioia, con che risate quel mio fratello ed io facevamo
dolce, è dopo tanti amari, / che per disdegno il gusto si dilegua.
della fervente orazione, e in quegli gusti che riceveva, e in quella fruizione divina
, 270: fu la prima terra che noi vedessimo in sei mesi. lascio
lascio considerare a v. s. che gusto ci desse quella vista.
. mascardi, 1-51: la fatica medesima che si tollera per l'acquisto della virtù
espresso più d'una volta il pochissimo gusto che producono in lui queste lettere; che
che producono in lui queste lettere; che io, perciò, evito quanto è
dell'esistenza, il gusto dell'ora che passa e delle cose che si hanno
gusto dell'ora che passa e delle cose che si hanno intorno, pur senza muoversi
de roberto, 210: ti pare che sia un bel gusto sentirsi rotto il
atti esperti poi più gravi incendii concepette che 'l peccato di prima commesso. questo
prima commesso. questo è quello gusto che con tanto diletto inganna li amatori,
. -in senso concreto: ciò che procura diletto, piacere; spasso,
. davanzali, ii-15: gli era detto che la corte di nerone, le pompe
più cari e più graditi / (che divennero poscia amari lutti) / era il
son larghe ed ampie; ma io, che ho fatto un poco l'uso a
cui alluma / tanto di grazia, che l'amor del gusto / nel petto lor
bentivoglio, 4-498: dichiarossi egli ancora, che quanto prima avrebbe inviato un nuovo governatore
più volte forse 700 mogli, il che non deve parere incredibile nella legge de'barbari
partenza di questi, e del mal gusto che palesemente dimostravano gli altri, a piccole
pretendenti. in italia, per quello che appare sinora, vogliono parimente quiete;
parimente quiete; ed il poco gusto che passa tra il pontefice e la repubblica
e la repubblica non è di tanta forza che possi causar moto. g.
a. cattaneo, i-317: perché piazza che capitola è mezzo presa, si trova
ciò ch'egli vuole, non ciò che si deve. manzoni, pr. sp
erano uomini e si sarebbero scoraggiati vedendo che gli toccava fare chilometri, montagna, montagna
. del rosso, 145: faceva adunque che i... giovani s'abbracciavano
spina da canto, / l'erba che pare al gusto suo più amica. guicciardini
b. tasso, ii-1-19: parmi che sia a proposito... alla
. alla falsa opinione di coloro rispondere che, quasi infermi dell'intelletto umano,
foscolo, vii-113: sappiamo al contrario che la maggior parte di chi può pagare
attività (e, anche, il piacere che se ne trae); attitudine;
: « attendi alla cucina, / che sia provisto ben sera e mattina »
un'eccezione alla regola, una pratica che non ha la sua ragione nella teoria,
gusto. nievo, 47: parve che il gusto dei viaggi le passasse presto,
superstizione dei luoghi, ecc. - che acquista anche l'inconsapevole valore di una rivendicazione
il tenore amorevoli diffatto fu il primo che, per l'ineffabile dolcezza d'una
squisitissimo del suo canto, fece sperare che col tempo si potesse far senza de'
i calzoni del giovane alto e brano che stava a diritta. de roberto, 460
capacità di distinguere e di apprezzare ciò che è bello e conveniente; sensibilità estetica.
sano / l'opra della prim'arte, che n'assembra / i volti e gli
umano. cellini, 541: quelli uomini che faranno questa professione del gioiellare, se
si è imprestato questo nome all'intendimento che sente e giudica del merito delle opere
. da principio non si ebbe gusto che per giudicare della bontà del cibo;
del bello e dell'armonia, o tu che delle belle opre conosci solo e discerni
foscolo, v-386: pare a me che il 'gusto 'consista nel dare a
'gusto 'consista nel dare a ciò che è naturalmente 'vero'e * bello'le
, 3-239: gusto è quel giudizio che è appercezione e valutazione: non si ha
disposizione a distinguere e ad apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente
apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente o, anche, capacità di
errante cede / in vista, allor che dentro di sé gode. scaramuccia,
, 196: mai sia vero che tu venga in cognizione di quello che
che tu venga in cognizione di quello che nella pittura buon gusto s'appella, se
il conoscere ed il poter giudicare ciò che fia difettoso o imperfetto o mediocre nelle
nell'arti, per guardarsene: e ciò che fia il meglio e il perfetto,
: quel flagello di cattivi libri, che si vanno da molti e molti anni quotidianamente
giorno, i-800: è tempo ormai che i tuoi valletti al dorso / con lieve
immediatamente o di quell'angustia d'ingegno che non osa scostarsi dalle forme più note
natura, o di quella audacia pericolosa che la trapassi anche di una sola linea
certa eleganza di stile, così uguale che talora è monotonia, la misura del buon
impeto del genio. faldella, 7-14: che ne diranno mai i parigini, che
che ne diranno mai i parigini, che hanno tanto buon gusto? gozzano,
(o di cattivo gusto): che sa (o non sa) distinguere e
non sa) distinguere e apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente;
apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente; colto, educato,
de sanctis, n-172: fa osservazioni che rivelano in lui l'uomo di gusto ed
l'uomo di gusto ed il poeta che sa intendere un altro poeta. svevo,
un altro poeta. svevo, 6-389: che uomo di cattivo gusto! per farmi
arte è critica storica, ne consegue che l'ufficio di discernere il bello e il
, i-lxi: siamo in una età che ha il gusto assai delicato. muratori,
giunto insino a tal segno il gusto moderno che come cosa tediosa non sa sofferirsi da
italiani... erano tali, che, per affinare l'amor proprio de'letterati
risultato d'educazione e rappresenta il grado che un popolo tiene nella civiltà. alvaro,
elisabettiano perdura nella visione di tutti coloro che scrivono, anche per la più materiale
1-i-105: il gusto de'romanzi, che frutto era ancor esso di credulità,
, 8-20: il gusto dei ricevimenti che si è diffuso ultimamente a roma, è
fatta con istento e fatica, ma che, accompagnata con una facilità e franchezza
leggiadrie e tutte quelle qualità più belle che le à voluto dar l'artefice.
che tengono (come scrive il vasari) più
il vasari) più della maniera tedesca che dell'antica e moderna, vera e buona
de'piani messi in prospettiva si conosce che studiò altrove. monti, ii-296: la
. halli, 9-81: niso, che 'l vedea con tanta fretta / e
la spada: / ferma, dicea, che l'abbi am fatta netta, /
d'un gusto superiore a femmina e che da femmina si potesse sperare.
11. con valore di in ter. che gusto! che bel gusto! bel
valore di in ter. che gusto! che bel gusto! bel gusto!:
-fate presto, fate presto. oh che gusto! averò il mio papà.
e soffia quell'acuta brezzolina, / che gusto! una baldoria, una fiammata /
non puoi sbagliare ». « oh che gusto! » diss'io. « e
: la sua infirmità è più finta che vera: vorrebbe esser venduta a suo gusto
altri. tassoni, vii-52: il dire che 'l ciel si muova eternamente, perché
e più a gusto e ragione, che 'l mio cervello non se ne può
suo gusto. goldoni, vii-558: che ne dite? poteva io meglio scegliere
possono... mangiar di quello che andrebbe loro a gusto. -figur
3-328: veste, danari e quel che ti va a gusti / arai, prima
va a gusti / arai, prima che aperta abbi la bocca. berni, 32-66
tante letteruzze e tante imbasciate. pur che ei m'andassi a gusto, al primo
hai gusto. in fine, io credo che 'l fatto suo sia la più sollazzevol
fatto suo sia la più sollazzevol cosa che si trovi in maremma. fa ogni
parte divisa da tal gente folle / che non pòn soferir d'amor lo costo;
voi non ci avessi gusto avvisatemene, acciò che io la licenzi. forteguerri, 14-88
e rimirò la luce; / di che n'ebbero tutti un gusto matto. alfieri
. cassola, 2-66: io non so che gusto ci provi la gente a ballare
6-278: ma ci ho gusto, che pur giungiamo in tempo. m. leopardi
periodici popolari, i-350: a pensare che una volta c'era dentro [il
far la pappa al metternich, e che adesso invece c'è della gente che lavora
e che adesso invece c'è della gente che lavora per noi, ci trovo un
gusto matto. pirandello, 6-418: che vuole che le dica? mi dispiace per
. pirandello, 6-418: che vuole che le dica? mi dispiace per il principe
gusto, un gran gusto per l'onta che n'avrà il fratello. -cavarsi,
lezione..., chiesi al vieusseux che me la stampasse subito,..
cavavo il gusto di dire allo zaiotti che di lui non volevo sapere per nulla.
perché questa mia non venga senza qualche cosa che possa darle gusto, le mando un
rendere servizio a qualche laido barabba, che l'abbia cicatrizzata. sbarbaro, 1-238
. sbarbaro, 1-238: per piccola che sia, la moneta fa comodo;
, 4-54: ella baciava tanto di gusto che gli era un portento! pavese,
gusto. milizia, ii-40: dimenticatevi che vi sia stato ordinato il tal lavoro;
con la bocca semiaperta e il petto che si alzava e abbassava con il respiro.
gusto (con valore aggettivale): che piace, che è conforme alle proprie
valore aggettivale): che piace, che è conforme alle proprie inclinazioni, congeniale
mi scrisse, due mesi sono, che era incaricato di darmi commissione d'un
faccia il minimo complimento, pel caso che non fosse di suo gusto, per misura
, ix-376: gli era stato di gusto che in quella memorabil notte fossero stati tagliati
. verga, 2-32: l'adele che vedeva tutto cotesto armeggìo come lo vedono
nel grano con la falce in filo che mordeva gli steli duri. -esservi (
oh! io sono innamorata, più che mai. -di rodolfo? -ma
mai. -di rodolfo? -ma che rodolfo, che rodolfo! quello era uno
rodolfo? -ma che rodolfo, che rodolfo! quello era uno stupido,
stupido, un avvocatino, figurati, che mio marito! non vi era gusto
con riferimento a chi ripete un atto che infastidisce). paoletti, 1-1-35:
ma ditemi se vedete mai un ragazzo che volentieri si fatichi intorno al latino?
percosse. carducci, iii-25-216: così avviene che le muse italiane siano sempre fecondate e
: fu sulle tavole di quella barca che presi gusto all'aria aperta.
i gusti sono gusti: per indicare che le opinioni e le inclinazioni di ciascuno sono
non si disputa, ma non può negare che il suo
contegnoso il pirata: -però, lasciate che ripeta: peccato! -tante
v.]: 'gustàccio', mal sapore che rimane nella bocca. sentire un gustàccio
non meritava tanti e tali eccelsissimi critici che gli rivedessero la causa, quali furono
, di narrazione, segnatamente familiare, che tenga dello scherzevole. baldini, 3-42
con tale una gustosità di tutto quello che gli ci cape in questa domenica,
gli ci cape in questa domenica, che io inorridisco di stizza. gustóso
giammai trovar medicina utile al male, che così fosse gustosa all'infermo, ch'egli
crudeli, 1-51: il peggio fu che misero a soqquadro / erbe da far
in poltiglia, così gustose e succose che parevano caramelle di carne. cardarelli,
. per estens. gradito alla vista; che soddisfa il gusto estetico; bello,
mescola il vetro e poi lo lavora, che sarà un nero vellutato bellissimo e gustoso
bellissimi; contrasti di figure e di parti che han servito di norma...
deforme carnefice... chi crederebbe che, quando con le lettere e con
, a guisa d'una diatessaron dissonante che congiunta alla diapente rende soavissima armonia,
belle. 3. figur. che procura un godimento, che distrae,
. figur. che procura un godimento, che distrae, solleva, appaga lo spirito
, i-60-168: egli non è dubbio alcuno che il vendicarsi delle ingiurie, ciò non
, col concertare interrogazioni e risposte, che in fine son tutte idee vane e
73: quella parte passiva e condiscendente che gli era piaciuto di assumere, rendeva
e più piccante e ridicola la burletta che mi faceva. rebora, 53:
curiose e gustose. 4. che desta vivo interesse, che si ascolta o
4. che desta vivo interesse, che si ascolta o si legge con piacere
dal calice avvelenato di quei libretti, che sono a voi sì gustosi. salvini,
le commedie del fagiuoli; e penso che ce ne sarebbero da scegliere quattro o cinque
pranzasse a una stess'ora, pareva che quel gustoso animai lo sapesse, e
spreco imperdonabile. 6. ant. che prova vivo interesse per qualcosa; appassionato
tutti quelli modesti e lodevoli esercizi, che alla vivezza del suo spirito, freschezza
dentro v'è anegata: / or che farebbe nel suo diluviare? tanaglia, 1-834
d'essa trita o rena / pilli, che d'acqua non gli nuoca gutta.
/ vi venne quel grammatico eccellente, / che fe'fra gutta e stilla differenza.
. archit. piccolo cono o cilindro, che si trova sotto l'epistilio; goccia
vescica, cacciando l'urina anzi che grande quantitade ne sia adu
sostanza simile al caucciù, di colore che varia dal biancastro al rossastro, insipida
italia porta il soprabito di guttaperca, che ci fa sentire il ribrezzo delle
pass, di guttare), agg. che è emesso a goccia a goccia
di vescica, cacciando l'urina anzi che grande quantitade ne sia adunata, è
dette stomi acqui feri, che si verifica quando l'umidità dell'am
. vaso con collo lungo e stretto che permetteva l'uscita del liquido soltanto a
gli altri strumenti delle stufe, un servo che tiene in mano un vasetto da olio
'. gutturale, agg. che si riferisce o che appartiene alla gola
gutturale, agg. che si riferisce o che appartiene alla gola. - anche al
, 9-3-21: eh badate bene però, che non vi scappi qualche ventosità gutturale o
della faringe degli equini. 2. che è pronunciato con la gola (un suono
piagnisteo nasale e gutturale del dialetto danese che mi toccava di udire per forza
: pel quale ragionamento sembra conchiudersi: che la voce del pluto di dante sia
(uno stato d'animo), che risuona di voci profonde, rauche.
frocchia, 1003: un monello seminudo che gioca lungo il binario, un contadino
. fonet. agg. e sf. che si pronuncia sollevando la parte posteriore della
ella si mette avanti a quelle lettere che si dovrebbon pronunziare entro alle ugole..
facilità della lingua [dei lapponi] è che essa non ha asprezze, né gutturali
veloce o tardo, o dentale o gutturale che si fosse. massaia, viii-36:
toscani, 8: vi sono taluni che per aver fatto gran filza di vocaboli e
cina. -pronuncia gutturale: quella che tende a formare i suoni nella parte
altri. lami [tommaseo]: popoli che con molte aspirazioni e gutturalmente favellassero,
di gutturale. gutturalòide, agg. che si esprime con suoni alquanto gutturali.
cella spugnosa e di natura rara, che nasce dalla radice della lingua. dalla
guttumio. della porta, 1-330: vorrei che tu libassi i vini e non ne
, e facevano libazioni di vino, che usciva a goccia a goccia da que'vasi
2. enol. vino rosso pregiato, che si produce in provincia di piacenza e
, prodotta da aspergini o botriomiceti, che spesso ha esito mortale. =
accademici fiorentini] hanno prescelti i testi che raddoppiano le consonanti. = deriv
arienti, 418: quando vole fare uno che se ne tenga ben savio..
, sesta delle consonanti: essa, che non corrisponde nella nostra lingua a nessun
; in latino era una debole aspirazione che tuttavia scomparve fin dal periodo classico;
habito, havere 'e simili. che più? che molti segnano ancora il <
'e simili. che più? che molti segnano ancora il < i> greco
noi ancora; ma uno spirito grasso, che ci serve a distinguere tra * ci
chi '; 'ce 'e 'che '; 'gi 'e * ghi
mi trasfigurava talmente la voce the, che né meno per pensiero mi passava per
dell'idrogeno. -teorema h: quello che afferma che per un gas in uno
-teorema h: quello che afferma che per un gas in uno stato stazionario l'
. 6. mus. segno musicale che nei paesi germanici indica il si naturale
paesi germanici indica il si naturale (che fino al secolo xvi era indicata con
e del prefisso 4 etto ', che nel sistema metrico decimale moltiplica per cento
, di color bianco e rosso, che viene usata per segnalazioni; se issata
ii-54: tu non intendi un h, che non è pur lettera, * sed
, deriv. dal gr. h che, nell'alfabeto greco primitivo aveva il
. ha2, inter. esclamazione che rivela emozione, sorpresa, gioia,
e fu assai apprezzata dai musicisti europei che ne composero e ne inserirono alcuni saggi
i-75: [c'è] un frutto che nasce sotto terra di grossezza come un
causa sia stato arrestato; esso stabilisce che un cittadino non sia detenuto se non
applicato a richiesta della persona arrestata, che deve conoscere la causa dell'arresto ed
arresto ed essere tradotto davanti al magistrato che deciderà immediatamente della sua libertà personale.
. complesso di condizioni climatiche e ambientali che favoriscono lo sviluppo di una determinata specie
o vegetale. -bot. area che offre a una pianta le condizioni ideali
. biol. l'insieme dei caratteri che permettono di distinguere immediatamente una specie vegetale
hac huc, inter. voce onomatopeica che riproduce il rumore prodotto da un colpo
. cecchi, 1-ii-113: i'so, che e'm'è stato dato di che
che e'm'è stato dato di che tossire: hac, huc. haggàdico
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio della
-ci). che si riferisce, che è proprio della haggàdà'h, raccolta
hai, inter. ant. esclamazione che esprime dolore, meraviglia, emozione,
d'annunzio, iv-2-983: quel viso bronzino che le pareva d'aver già intravisto in
haitiano, agg. geogr. che si riferisce, che è proprio di
agg. geogr. che si riferisce, che è proprio di haiti. -sm.
vii secolo a. c., prima che vi penetrasse l'armeno indoeuropeo; urarteo
. hallalì, inter. grido che veniva usato come incitamento e come segnale
, perché in fine non è altro che un composto d'interiezioni e di avverbi
secondo anche san girolamo ha esplicato, che una parola composta da hallelu, voce della
numero del più, e da iah, che significa dio o il signore.
stato e stato, originati dalle difficoltà che sorgono nel campo dei cambi esteri,
ham, inter. esclamazione che esprime stupore, perplessità; disagio.
arila, 26: s'intende bene che la voce [amaca] è presa o
caldissimo proveniente dal deserto del sahara, che spira nelle regioni nordafricane; scirocco.
. ungaretti, xi-87: non che il vento del deserto non sia una
conosco da bimbo. è il vento che chiamano altrove simun, scirocco, sceheli
scirocco, sceheli; è un ventaccio che qui arriva a raffiche e turbini dal
scuola di rituale e di diritto musulmano che si fonda sulle dottrine di abu hanifa
scuola di rituale e di diritto musulmano che si fonda sulle dottrine del teologo e
lo caricano [il riso] in sacchi che tengono l'uno una hanega, che
che tengono l'uno una hanega, che sono dieci quartaroli e mezzo veneziani.
ecc., formato da un tetto che poggia su pali o pilastri,
attaccare ', detto per i cavalli che si legavano al gancio prima di ferrarli
di città commerciali della germania del nord che in età medievale si associarono con fini
una particolare lingua 0 letteratura, o che ricorre una sola volta nell'intera opera
. greca usata dai grammatici per significare che una parola, un modo, una
, una forma non sono stati usati che * una sola volta '.
'detto una sola volta ', che compare in italiano anche nella forma hàpax
. porcile. ariosto, 43-58: che tante spezie d'animali, quante /
), sm. farmac. sostanza stupefacente che si ricava dalla canapa indiana (cannabis
hascisch '('cannabis indica ') che noi tutti, giovani, sognammo una
di poter gustare; quel misterioso filtro che inebria così mollemente. pascoli, 1147
c'è dell'oppio... / che dolce ninna!... /
dolce ninna!... / che ebbrietà!... / ma questo
. hau, inter. esclamazione che esprime stizza, rimprovero, minaccia.
, contenente anche solfato di sodio, che appartiene al gruppo della sodalite; si presenta
tipo di virata praticata dagli hawaiani, che consiste in una mezza capriola e costituisce
. hawaiano, agg. geogr. che si riferisce, che è proprio delle
agg. geogr. che si riferisce, che è proprio delle isole hawai e del
è proprio delle isole hawai e del popolo che le abita; che è originario delle
e del popolo che le abita; che è originario delle hawai; che appartiene
abita; che è originario delle hawai; che appartiene alle hawai, alla sua arte
eruttiva effusiva, propria delle hawai, che può essere considerata un basalto alcalino ricco
da lui denominato 'metodo naturale ', che in contrapposizione da un lato alla ginnastica
nuoto, lotta, ecc.), che venivano organicamente raggruppati in dieci famiglie.
. -per estens.: il movimento che si ispirava a tale metodo, al
w. e a. heckel (che inventarono tale strumento nel 1904) e dal
eghelianeggiante), agg. filos. che ha la pretesa di rifarsi o si richiama
l'impreparazione logica e la prevalenza immaginativa che era propria della cultura dei loro paesi
(anche hegheliano, heghellianó). che si riferisce, che è proprio della
, heghellianó). che si riferisce, che è proprio della dottrina filosofica di hegel
proprio della dottrina filosofica di hegel; che segue o si ispira a tale dottrina
: io ho sempre sorriso della qualificazione che mi è stata appiccicata di « hegeliano »
. oriani, x-28-235: due dita che si stringono, ecco, direbbe un
senza messianismi e senza speranze umanitarie, che parlavano un linguaggio di hegeliani inconsci,
iv-n-147: nella concretezza della filosofia, che è la storia, ho voluto dare storia
, 2-31: hei, ragazzo, che ti passa per il capo stasera?
(pron. hainiàno), agg. che si riferisce, che è proprio del
, agg. che si riferisce, che è proprio del poeta tedesco heinrich heine
hem. / o santa dea, che col fraterno raggio / levi l'oscure tenebre
; cfr. il lat. hem, che indica gioia, stupore, meraviglia.
iii-134: l'henechen è un'altra erba che è pure come cardo, e ha
ricavata dalle foglie di queste piante, che viene usata per la fabbricazione di corde
ramusio, iii-54: con l'henequen, che è il più sottil filo, tagliano
i camelli]... col color che si fa con la polvere delle foglie
non so se conosciuta in italia, che i turchi chiamano hanà, e fa
2. olio o sostanza colorante che si ricava da questa pianta.
di olive, ma di una sorte che chiamano hena e l'erba ha la similitudine
campagna, osservai di notabile la pianta che fa la hnà ovvero hannà o alcanna,
a pavia, ecc.), che recano la scritta 4 henricus imperator '
, agg. e sm. filos. che è proprio, che si riferisce al
. filos. che è proprio, che si riferisce al filosofo tedesco j. f
herbart (1776-1841); corrente filosofica che si ispira a queste teorie.
, sm. fis. unità di misura che ha fre quenza pari a
quenza pari a un ciclo al secondo e che corrisponde alla frequenza di un fenomeno periodico
onde hertziane: onde elettromagnetiche, che hanno lunghezza superiore a circa 3000
di una ma trice n che ha come elementi le derivate seconde
della fa miglia euforbiacee, che comprende 24 specie originarie dell'america
tropicale, coltivate per il latice che cola da incisioni praticate nel fusto,
3-3 (294): io m'awiso che tu ti cre desti.
cre desti... che la gentil donna ti dovesse incontanente rice
piedi'; dicesi quando si vuole che alcuna cosa si faccia lì e
cecchi, 30-19: messer francesco bemi, che era uomo che aveva l'hic e
messer francesco bemi, che era uomo che aveva l'hic e l'hoc e aveva
, e altre anche piccole, che gli indiani chiamano hicotee. =
. hidalcàn, sm. titolo che si attribuiva anti camente al
hi ho, inter. verso che imita il raglio dell'asino.
. matem. spazio hilbertiano: spazio che ha infinite dimensioni ed è concepito come
sono infatti le coordinate del punto) che hanno proprietà analoghe, ma più generali
); himalaiano, agg. che è proprio, che si riferisce all'
himalaiano, agg. che è proprio, che si riferisce all'himalaya, imponente catena
all'himalaya, imponente catena montuosa che cinge a nord la pianura indostanica.
. la decima parte d'una misura che si chiama efi, aspersa d'olio
: molti furono gli altri scrittori che scesero hinc inde in campo.
hindi, agg. invar. ling. che appartiene a una grande famiglia di
». hitleriano, agg. che è proprio, che si riferisce ad
hitleriano, agg. che è proprio, che si riferisce ad adolf hitler, ai
suoi atteggiamenti, alle sue ideologie; che concerne la dittatura e l'organizzazione totalitaria
i tedeschi stessi, diventati hitleriani, stimarono che il fascismo, che rompeva sfacciatamente i
hitleriani, stimarono che il fascismo, che rompeva sfacciatamente i suoi impegni verso la
un sostegno epico, della disumana epica che già prese forma nel 'nibelungenlied'?
(plur. m. -ci). che è proprio, si riferisce al gioco
voce espressiva. hoffmanniano, agg. che è proprio, che si riferisce allo
hoffmanniano, agg. che è proprio, che si riferisce allo scrittore e musicista tedesco
hofmanisti', i quali hanno insegnato, che il verbo da se medesimo senza la
incarnasse. hogarthiano, agg. che è proprio, che si riferisce al
hogarthiano, agg. che è proprio, che si riferisce al pittore e incisore inglese
le gru] disse: -aspettati, che io ti mosterrò che elle n'hanno
disse: -aspettati, che io ti mosterrò che elle n'hanno due -; e
biscioni [tramater]: interiezione che usa la gente bassa, quando
(pron. ollivudiano), agg. che si riferisce, che è proprio
agg. che si riferisce, che è proprio di hollywood. -per
perfezionato livello di adattamento all'ambiente, che, in virtù della superiorità dell'intelligenza
un salto qualitativo e sopprimere quel tanto che in noi sopravvive dal vecchio 'homo
mostruoso, dotato di poteri magici, che gli alchimisti pretendevano di creare con un
neol. ragazza, giovane donna che assiste i passeggeri durante le trasvolate (
dato dagli statunitensi a quelle graziose giovani che assistono i passeggeri a bordo degli aerei
accompagnatrice. = ingl. hostess, che già nel medioevo indicava la 'donna
già nel medioevo indicava la 'donna che ha cura degli ospiti; chi vigila gli
purg., 16-64: alto sospir, che duolo strinse in 4 hui / mise
duolo strinse in hui *; imperò che non compiè di metter fuora tutto 'l sospiro
finitte in questa voce * hui ', che è * interiectio do- lentis'; cioè
* interiectio do- lentis'; cioè voce che significa dolore. guarirti, 358: hui
! hum! — come voler far capire che alle fin delle fini il granduca era
humiano, agg. filos. che è proprio, che si riferisce alla
agg. filos. che è proprio, che si riferisce alla dottrina del filosofo inglese
esterno, il più superficiale della terra, che la ricopre ovunque le roccie non sono
colle terre. humboldt ha mostrato, che questo è il principio della fertilità,
della terra, formata di materia organica che ricopre il suolo ed è assai acconcia alla
. insieme di fattori culturali o ambientali che favoriscono o condizionano il sorgere di ideologie
. -catena huroniana: serie di corrugamenti che avvennero nello scudo baltico, canadese e
hutii sono di colore bigio, secondo che ne sono stato informato da molti,
ne sono stato informato da molti, che gli viddero e ne mangiarono e li lodarono
: 'hysteron pròteron', cioè 'prima quel che è dopo ': figura retorica che consiste
quel che è dopo ': figura retorica che consiste nel mettere prima il concetto che
che consiste nel mettere prima il concetto che nell'ordine logico, obiettivo, cronologico
alfabeto italiano, terza delle vocali, che anticamente era nettamente distinta nella grafia,
o per indicare la particolare lunghezza che la vocale assume in certi casi, per
sorda. -fonet. vocale palatale che si pronuncia sollevando la lingua verso il
anteriore più in alto e più avanti che per ve chiusa; semivocale e semiconsonante
per ve chiusa; semivocale e semiconsonante che hanno pronuncia simile a quella della vocale
quella della vocale ma più serrata e che costituiscono rispettivamente il secondo elemento di dittonghi
arse, e cener tutto / convenne che cascando divenisse. idem, par.,
ci è paruto di notare ancora la differenza che è tra lo 'i ',
scriverà per uno 'j 'lungo, che si estenda di sotto dalla riga
bocca, et è più voce feminile che maschile, e per ciò ha leggiero e
— i prostetico: quello premesso a parole che cominciano con s impura quando queste siano
nel principio di moltissime voci (come che essi la e vi ponessero in quella vece
acconcia alla lor lingua in tale ufficio, che alla toscana), sì come sono
istesso ', e dell'altre, che dalla s, a cui alcun'altra consonante
la parola finisce in consonante e quella che ne viene appresso comincia da s, a
modale tradizionale, designa la proposizione modale che nega il modo e afferma la proposizione.
coloranti. 7. numism. segno che nelle antiche monete indicava le zecche di
mus. nelle antiche notazioni alfabetiche che impiegavano una successione di più di sette
è un'imitazione scherzosa dei faticosi tentativi che fa chi non riesce a leggere una parola
questo termine ci serviamo per esprimere uno che s'affanni d'operare, e non conchiuda
non conchiuda. viene da quello stento che fanno i ragazzi quando imparano a compitare
: ed ha lo stesso significato e forza che * ponza, ponza'. pananti,
dalla nona lettera dell'alfabeto romano i, che in età classica indicava la vocale sillabica
si premette ai nomi maschili plur. che cominciano con una consonante (che non
. che cominciano con una consonante (che non sia z, s impura, gn
la calamita, contano i saccenti / che trarre non porria / lo ferro per maestria
ferro per maestria, / se non che l'aire in mezzo lu consenti. dante
quei nomi mascolini nel numero del più che cominciano come quegli a chi si dà
ed alle fere / i miserandi avanzi che natura / con veci eterne a sensi altri
: ora specchio i punti di mondo / che avevo compagni / e fiuto l'orientamento
francesco da barberino, i-224: puossi dir che qui claude / septe maniere d'ingrati
i men gagliardi / mostran desio, non che i guerrier soprani. viviani, 2-7
1 più eccellenti. giusti, 2-315: che i più tirano i meno è verità
i meno è verità, / posto che sia nei più senno e virtù; /
art. gli) dinanzi ai nomi che cominciano con z, s impura,
dice spesso di quelle [parole] che farebbono ridere i zoccoli. loredano,
355: vi ringrazio, / che essendo i sposi a favorir venuti,
anche dinanzi a dei e dii, che ordinariamente sono retti dall'art. gli
). tansillo, 1-140: che fero i dii, che attendono al governo
, 1-140: che fero i dii, che attendono al governo / del grillo,
anni miei d'esito ancora / quasi che indifferente, / quando per nostra colpa /
goldoni, iii-844: vi sono i dei che proteggono l'innocenza. =
sulla testa sì forte i donaro, / che cadde semivivo. testi non toscani,
a mio fio daniel overo altri fioli che per la mia benedizion mai per caso
allor li prega 1 per quell'amor che i mena; e quei verranno.
ed adomessa -messa -con plagensa / c'ognun che i pensa -sens'à -per mirata.
francesco da barberino, iii-237: guarda che i consigli / non vaglion se no
viij dì, sia licito a coloro che ànno i panni a conciare, di mandarli
lo svilupparsi, / tant'era l'artificio che i teneva. moscoli, vii-607 (
/ ma posto sono'a tal, che poco apprezza / ciascun de questi e del
et in silencio permagna, sin a tanto che l'oficio sia celebrao. testi
alla cima / per due fiammette che i vedemmo porre. = troncamento
pien di sonno a quel punto / che la verace via abbandonai. boccaccio,
. (262): i'ho pensato che questo $arà, di chi alcuna cosa
mie carte in lieta fronte accogli, / che quasi in voto a te sacrate i'
spretili, ch'i'mogli! = che io muoia ecc. però nella gar-
113: là non sono multi anni che in tridente martirizaro uno fanzolino chiamato simon
dalle cui foglie alterne, picciolate, che contengono l'alcaloide pilocarpina, si estrae
pilocarpina, si estrae un olio essenziale che ha azione diaforetica, espettorante e stimolante
eccezionale sviluppo dei piedi e delle dita che permettono loro di muoversi velocemente anche sulla
.. è un arbore assai grande, che fa il frutto nel tronco e non
. fortini, i-35: in quel mentre che [la donna] si fermò
delle mascalcie, 2-407: recipe la erba che se dice iacea nigra, et
dalle cui concavità escono i ramuscelli che producono i fiori come le viole, di
giacea, sorta di pianta, che è una specie di ciano.
quali accorrono a... mundargli ciò che superfluo era fra'denti suoi rimaso
. iacopone, 25-6: pensa bene che tu di tornare en quella forma,
tu di tornare en quella forma, che tu vide stare l'omo che iace en
forma, che tu vide stare l'omo che iace en la fossa scura. miracole
diacono volgar., i-198: colui che poco fa sedeva glorioso nella sedia, ora
maria maddalena de'pazzi, vi-149: o che nuova verità è questa che la vita
: o che nuova verità è questa che la vita [gesù cristo] iaca
ardor si sface, / così colei che in mezo al cor mi iace. serafino
calogrosso, 51: ma il cor, che liber iace, / ad altri el
, / ad altri el dona amor, che l'ha in sua forza. =
, sorta di nave inglese e olandese che va a vele e a remi.
tridentata) dotato di due larghe pinne che ricordano le ali di una farfalla e i
ialino (jalino), agg. che ha l'aspetto e la trasparenza del
caro, 12-i-154: trovo infino a ora che giunone è descritta con una veste ialina
di ortoclasio e celsiana, monoclino, che si trova in svezia e nel
e nell'interno guernita di moltissime espansioni che formano delle cellule contenenti l'umore vitreo
dell'occhio. -membrana ialoidea: quella che contiene l'umore ialoideo. -canale ialoideo
: * ialoideo '..., che appartiene alla membrana ialoide. onde *
ialoideo 'fu detto quel canale cilindrico che la membrana ialoide forma, ripiegandosi
moderno registra 'jachetto ', parola che rivela la buona intenzione del lessicografo di
anche iacinteo), agg. letter. che ha il colore del giacinto: azzurro
la teoria lungo la sponda / del fiume che travolse già ne l'onda / mitica
dove ormai translucono i gioielli / regali che le tue pallide mani / rendeano sacri e
. cfr. panzini (iv-321), che registra la pronuncia iacinteo (v.
1-viii-109: avendo ella... gustato che differenzia è dalla iacitura mia a quella
derivate prime rispetto alle singole variabili, che serve per stabilire se un sistema di
in alcune piante della famiglia composite, che si ritiene abbia azione tossica sugli animali
col suff. chim. -ina che indica ammine e composti analoghi.
di piante ornamentali della famiglia acantacee, che comprende 40 specie delfamerica centro-meridionale, costituite
(plur. m. -ci). che si rife risce, che
che si rife risce, che appartiene a iacopone da todi e alla
. panigarola, 1-224: vorrei che il capitano generale avesse questa divozione,
il capitano generale avesse questa divozione, che nel mettersi la sopraveste militare meditasse sempre
domandai tante e tante scuse -ripetendo tuttavia che la mia era una iaculatòria, né
7-581: si pose in ginocchioni; il che egli solea fare con grande ardore di
solea fare con grande ardore di spirito, che i teologi chiamano prieghi iaculatorii,
inanzi si vedranno assai miracoli, / che iesù de la morte sie disfatto / per
con tutta l'etiopia / né con ciò che di sopra al mar rosso èe.
ottimo, i-416: iaculo è un serpente che vola, del quale dice lucano:
voce dotta, lat. jàcùlus * serpente che si lancia dall'alto sulla preda'(
jacùlus, dal lat. iacùlus 'che si lancia '. jacuto, sm
disposte a forma di v coricata, che costituiscono la fronte della costellazione del toro
è de le stelle de 'l zodiaco; che sono l'ariete, il tauro,
greci chiamate iade per rispetto delle piogge che menano. salvini, 13-274: fefila
eudora di sparso e lungo manto, / che chiamano iadi sulla terra gli uomini.
. giapetico. 2. che si riferisce, che appartiene a jafet.
2. che si riferisce, che appartiene a jafet. = deriv.
, uno dei tre figli di noè che, secondo la narrazione biblica, avrebbero dato
ci inviammo coperti de'nostri iagmurluchi, che sono certe spezie di balandrani assai galanti
del nervo ottico nell'occhio, e che traversa direttamente il corpo vitreo dall'in-
ialotipìa, sf. procedimento di stampa che consiste nel ricavare le matrici di zinco
è inciso con acido nitrico il disegno che si vuole riprodurre. = voce
dolce, 1-30: ialtrio, che eziandio è detto vitreo, niveo,
ialuronidasi, sf. biol. enzima che ha la proprietà di scindere l'
. da ialuronico, col sufi, -osi che indica gli enzimi.
porre tanti piedi e con quell'ordine che ricercano cotali metri. -sm. verso
del ditirambico, / com'oggi è più che mai stil de'poeti / aborritor dell'
nelle carte appresso. 2. che è proprio, che si riferisce al giambo
2. che è proprio, che si riferisce al giambo. tesauro,
l'ultimo piè. 3. che scrive, che compone in versi giambici.
. 3. che scrive, che compone in versi giambici. pascoli,
melico modulare i suoi inni tra persone che parlino d'amore. = voce
scenici... hanno solo guardato che i versi loro abbiano per l'uno e
della comedia riferisce al poema maledico, che fu composto co'l verso iambo.
, agg. e sm. mitol. che discende da iamo, celebre indovino figlio
, per il colore della secrezione che producono. latitino, agg.
latitino, agg. ant. che è di colore violetto. fr
somigliante; e parimente il violato, che è detto medesimamente iantino.
(iantinospòreo), agg. bot. che produce spore di colore violetto (con
comprendente alcune specie di piccole dimensioni, che vivono nel terreno umido. =
degli iapigi. iapìgio, agg. che si riferisce, che appartiene agli iapigi
iapìgio, agg. che si riferisce, che appartiene agli iapigi (popolazione di origine
, 140: si sono trovate alcune iscrizioni che non s'intendono ma si tengono per
'latruyio?. iapogermànico, agg. che comprende giapponesi ed europei. settembrini
indiani, ecco una schiatta indogermanica; che tra una cinquantina d'anni quando avremo
di iara e composizione riempito serà, acciò che alle botte e al colpire delle bombarde
trovarono... un iarbù che se ne stava col muso alla bocca della
della bagliva di galatina, 246: item che nulla persona ausa ponere o da
fato basico di ferro e potassio, che si presenta in cristalli trigonali di
cecropia peltata), diffusa in brasile, che fornisce un legno spugnoso usato nella
. idem, i-174: scrive ysaac benaram che do spezie se truova de iasmin
volgar.], 18-33: ecco che io porrò per ordine le pietre
e porrò quella pietra preziosa, che si chiama giaspis. ottimo, iii
dioscoride], 726: sono le pietre che si chiamano iaspidi veramente diverse: percioché
stimata nella cina, detta qua iusce, che ci dichiarorno essere iaspe, punte di
fatto è lo scettro, e più che '1 regno vale. / un pomo
già le lodasti la sua chioma / che per elmetto dalle cinque già- spidi /
dragon ch'ha nome iaspis, / che d'udir si disdegna chi lo 'ncanta.
. m. -ci). medie. che appare somiglia la neve. tiene,
appare somiglia la neve. tiene, che si riferisce alla medicina. = voce
. incontro di due o più vocali che non formano dittongo; dieresi (solo
pone due 0 più parole insieme, che l'una finisca in alcuna di queste
,... e l'altra, che seguita poscia, si comincia dalla lettera
giraldi cinzio, i-149: io stimo che qualunque volta lo incontro delle vocali fa
, si levi la vocale alla parola che in essa finisce. tasso, 12-663
.. mi contendevano fin'anche queirillusoria armonia che 1 poveri poeti sentono da sé soli
carducci, iii-10-159: il desiderio cocente che riarde l'anima, e la cui
, di tutte le più sottili raffinatezze che variavano il suo stile e la sua metrica
/ oymè! piena d'inganno, / che terra cum iato la sorbisca. boiardo
largo iato. salvini, 23-120: che quando alcuna delle tristi fiere / dorma
.. sono di sì enorme corporatura, che nell'iato della bocca potrebbe passeggiarvi tra
compassione e giustizia, giova forse notare che la compassione non è l'atteggiamento simpatetico
brusco trapasso, v'è un iato che non è nell'ordine delle cose naturali
: siamo saldati in un tessuto connettivo che riempie l'iato tra le nostre discontinuità.
l'analogia di tutti questi segni, che non ho tempo a fare una anatomia dell'
dottrina medica sviluppatasi nel secolo xvii, che intendeva spiegare tutti i fenomeni vitali o
(ant. anche giattante). che si vanta; vanaglorioso. f
, 25-62: li altri due punti, che non per sapere / son dimandati,
., 1-5-228: è libidine di gloriarsi che si chiama iattanzia. 5. bernardo
publicamente,...: « che se casale non era terra santa voleva tornarla
somministran loro [ai foresi] di che vivere e sussistere, e ciò ordinariamente senza
e ciò ordinariamente senza quella iattanza, che accompagna la vana ed affettata beneficenza.
segneri, iii-3-33: vantava archimede, che se egli avesse potuto giammai mettere un
. volle burlarsi de'nemici e lasciar che le sue genti scorressero, facendo caracoli
la disgregazione, e forse, più che le iattanze de'mediocri e la ciarlataneria de
. sannazaro, iv-344: scrissili quel che non solo iattano loro, ma io
, manifestantesi con gesti senza scopo, che si osserva talvolta nelle sindromi ansiose.
/ di nova fellonia di tanto peso / che tosto fia iattura de la barca,
, iii-377: è iattura quella cosa che si gitta fuori del legno, quando il
fortuna, acciò che le persone campino per più leggierezza lionidi,
(plur. m. -ci). che discende nacle (nel 1708) e hibernaculum
giovio, i-ioo: de nove che sverna ritirandosi in tane o ricoveri appositi
tanta iattura mi querelo, / pur che non cresca, ma stia a questo segno
ad inestimabil prezzo nella beatitudine eterna ciò che togliamo a noi per servigio del prossimo
... ch'i cieli sono quelli che regono e governano questa vita umana,
tua fronte incandescente, il solco / che vi ho graffiato a sangue, croce
pure così sarebbe finita quella terribile iattura che aveva addosso. 4. locuz
/ gli avrò d'assai, però che la iattura / che si fa, lui
d'assai, però che la iattura / che si fa, lui perdendo, di
benigno e presto / sempre a colui che per lo patrio nido / d'ogni bene
g. capponi, ii-229: che per le cose bruciate le arti non
il silenzio dei contemporanei... che non gli fecero [a savonarola] tale
(plur. m. -ci). che si riferisce, che appartiene agli iavaniti
-ci). che si riferisce, che appartiene agli iavaniti; che discende dagli
riferisce, che appartiene agli iavaniti; che discende dagli iavaniti, discendenti di iavan
de 2. bot. di gemma che, nata in primavera, tanta virtute
primavera, tanta virtute e dolceza, che averebbeno acceso el foco nel iazzo
l'ibano affinato. tavola micelio di fungo che persiste durante l'inverno, o
erano tutti di ibano vergato. a piante che resistono ai freddi invernali). =
(plur. m. -ci). che si al figur.
al figur. riferisce, che è proprio degli iberi o dell'iberia,
: lo spirito elementare-grezzo-assolutista antica regione che comprendeva l'attuale spagna con cui
cui mi identificherei... resta quel che è sempre e portogallo.
apparisca affinità colle lingue asiatiche è la mali che trascorrono l'inverno in letargo entro basca
sfavorevoli, e delle gemme e delle spore che, tempo accettarono le spade iberiche.
trascorrono un certo periodo 2. che si riferisce, che è proprio della penisola
2. che si riferisce, che è proprio della penisola in stato di
, anche, ispano-portoghese). -america targo che per mezzo del freddo; da ciò le
fiori in racemi corimbi- lentata, che consiste in una riduzione del metaformi,
a n farmacologiche e fisiche che permettono di ottonio, che fiorisce da
e fisiche che permettono di ottonio, che fiorisce da ottobre ad aprile).
2-237: l'iberide e il lepidio, che sono una cosa medetutte le parti del
, una la diramata / iberide, che esulta in basso fusto. paralisi generale,
portoghese). della cottura l'argilla, che è esposta per alcuni papini, iii-85z
movimento tendente a rinsaldare i legami nell'ospizio che a'poveri di tali nazioni avea preparato
]... io l'ho veduta che ella apparisce lunga quattro dita a quella
quattro dita a quella sorte di uomini, che si studioso della civiltà iberica e
ibernare. amidi di riserva, che, staccatasi dalla pianta in ibèrno
, agg. ant. e letter. che è proprio, autunno, si
zool. gemma del polipide dei briozoi, che 454: ne'campi trazii, sotto
. guarino guarini, 1-82: quelli che mirano il punto t solstizio iberno orientale
, non teme l'iberno orrore, che pare renda più dolci gli amplessi tuoi.
di ibernante] col sufi, -orna che indica i tumori. ibèro, agg
e letter. clje si riferisce, che è proprio degli iberi o delltberia.
3-141: gl'iberi..., che diedero il nome a tutta la penisola
cartaginesi ed etnische. 2. che si riferisce, che è proprio della penisola
2. che si riferisce, che è proprio della penisola iberica e dei
proprio della penisola iberica e dei popoli che oggi la abitano. -per estens.
ispanico. ariosto, 33-54: ecco che 'l re ne la prigione ibera /
». ibero-americano, agg. che è proprio, che si riferisce allamerica
ibero-americano, agg. che è proprio, che si riferisce allamerica latina.
e sm. ling. gruppo linguistico che comprende le lingue romanze della penisola iberica
l-m-372: ecci l'uccello ibi, che nasce nel solo egitto e di cui dicesi
nel solo egitto e di cui dicesi che ivi divora le serpi portatevi dal vento africo
è l'ibi 'per il culto che ne avevano gli antichi egizi. l.
prodotti (come l'hibiscus sabdariffa, che dà il carcadè).
vii-340: ibisco: erba famosa, che piace molto alle capre. molza,
ibisco. varchi, v-ioii: ecco che, per piacerti, entro un canestro /
e d'ibisco attorno in guisa, / che non vedesti ancor lavoro eguale. salvini
nascono sopra quel primo strato dai semi che il vento e gli uccelli vi trasportarono.
e coglier teco per incoronarmi / l'ibisco che fiorisce a massaciùccoli. gozzano, i-448
magnolie, di ibischi, di rose decapitate che i mercanti vendono a peso, come
lat. sostant. atto o discorso che si presta a diverse interpretazioni; risposta
: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere.
iblèo, agg. letter. che si riferisce, che è proprio dell'
agg. letter. che si riferisce, che è proprio dell'antica città sicula di
ibla e della regione e dei monti che la circondavano (ricchi, nella tradizione
a dolce / mèle di favi iblei / che lento i petti molce, / scendete
dotato di azione neurotonica ed eccitante, che si presenta in cristalli aghiformi incolori,
, 26-14: su per le scalee / che n'avea fatto iborni a scender pria
pretesto ibridandosi per la strada di motivi che lo arricchiscono. = deriv
un nuovo tipo [di cotone] che si adatti bene alle condizioni di suolo e
letterari eterogenei. bocchelli, 2-xix-648: che sia, nel gusto e nelle ideologie
, ma non per questo è men vero che macbeth non è e non dovrebb'essere
all'abito di forma e di vita che domandiamo selvatico. cattaneo, iii-3-237:
cattaneo, iii-3-237: si dovrebbe indurre che la legge dell'ibridismo umano, in
b. croce, iii-10-39: quelle che si chiamano indebitamente teorie psicologiche sono o
ibridismi inquietanti. piovene, 7-369: non che io trovi a ridire per principio su
ibrido, agg. e sm. che deriva dall'incrocio di individui vegetali o
selvaggi [i porci] e quegli che di questa commistione nascono sono chiamati ibridi
gli 4 ibridi 'sono rarissimi, quasi che la natura stessa abbia creato una barriera
venezia tanto animata, non si vede che forestieri e non potete credere quanto mi
affastellato. salvini, 6-132: pare che l'esempio d'ennio agl'ingegni che
che l'esempio d'ennio agl'ingegni che venner dopo arrecasse fiducia... di
varie specie di lenocinl e di compromessi che l'hanno sempre resa ibrida e subalterna.
. gramsci, 6-13: è impossibile che la nuova letteratura non si manifesti «
futurismo carcassante. 3. che manca di coerenza, di organicità, di
di chiarezza; privo di schiettezza; che ha in sé aspetti o elementi eterogenei
governi consultativi, è una forma ibrida che,... nel nostro secolo decimonono
dell'opinione, uno stato di cose che non è lotta e non è conciliazione.
, teoricamente parlando, queiribrida istituzione, che toglie, per darla altrui, la
la facoltà di giudicare alla magistratura, e che dicesi contenzioso amministrativo. carducci, iii-25-172
legale esiste... il paese reale che non può sop portare di
qualche cosa di ibrido e di subdolo che non isfuggiva a un osservatore; era quel-
era quel- l'indefinibile aspetto di viziosità che portano in loro le generazioni provenienti da
avvizzirono presto e morirono come tutto quello che è ibrido. banti, 9-243:
il diritto di disapprovarli, anzi vedeva bene che il suo dovere sarebbe stato di aiutarli
gittatogli tra i piedi dal destino, che, sotto le sembianze d'una bimba
logico-fantastico. gramsci, 1-105: ciò che è rilevante è che nasce un nuovo
1-105: ciò che è rilevante è che nasce un nuovo modo di concepire il mondo
concepire il mondo e l'uomo e che tale concezione... tende a diventare
lingua francese. 4. ling. che è composto di elementi che derivano da
. ling. che è composto di elementi che derivano da lingue diverse (una parola
. foscolo, xi-1-123: sappiamo per prova che né un napoletano illitterato intende un milanese
fra di loro un certo italiano ibrido, che partecipando pur sempre del dialetto provinciale di
latina, ma di quel latino volgare che noi non conosciamo. bernari, 6-136
. ibridògamo, agg. bot. che viene fecondato da fiori di specie diversa
. ibridologia, sf. scienza che studia i fenomeni di ibridismo.
(plur. m. -ci). che si riferisce all'ibridologia.
nasce ibsenianamente per il fatto stesso che è presente una idealità. = comp
ibseniano, agg. letter. che si riferisce, che appartiene al drammaturgo
agg. letter. che si riferisce, che appartiene al drammaturgo norvegese henrik ibsen
(1828-1906) e alla sua opera; che ha i caratteri, ispirati a un
, iii-140: l'icaco è un albero che nella foglia si somiglia molto al sorbo
. appartenenti ad associazioni filosofiche o religiose che celebravano come solenne e festivo il ventesimo
mese (con particolare riferimento agli epicurei che festeggiavano il 20 del mese gamelione in
icariano1, agg. letter. che è proprio di icaro. -per
quelle dell'aspirante aviatore dentro la macchina che nelle scuole di aviazione... abitua
— anche sm. icariano: acrobata che compie esercizi di volteggio al trapezio.
icaro, mitico figlio di dedalo, che fuggì dal labirinto di creta volando con le
dal labirinto di creta volando con le ali che il padre stesso gli aveva adattato;
icariens). icariano2, agg. che si riferisce all'utopia del comunista francese
icàrio1, agg. letter. che appartiene, che si riferisce a
, agg. letter. che appartiene, che si riferisce a icaro; che
che si riferisce a icaro; che è proprio di icaro. -per
icaro. -per estens.: che si riferisce al volo. conti
, l'istinto umano del volo, che già travagliava l'inquietudine del vinci e
onore di icario, eroe ateniese, che apprese da bacco l'arte di ricavare
evocativa, mai rappresentano icasticamente la cosa che significano. moretti, iv-507: il
. m. -ci). letter. che ri produce la realtà naturale
immagini. — per estens.: che è dotato di evidenza rappresentativa, di
patrizi, 1-ii-82: platone mostra nel 'sofista'che... della faci tura.
la sua imitazione è più tosto icastica che fantastica; e se pur fu operazione
: due sorti d'imitazione avete detto che si ritrovano; icastica e fantastica;
ritrovano; icastica e fantastica; e che l'icastica è imitazione di cose che
e che l'icastica è imitazione di cose che sono in natura, e la fantastica
in natura, e la fantastica di cose che hanno solamente l'essere nell'intelletto dell'
aggiunto d'imitazione, o simile, che ha per oggetto le cose fisiche,
: tal crede dare un fio / che riceve un icchisi. pulci, 18-137:
pezzi imperniati nel mezzo; e aperte che sieno, prendono la figura di un'«
/ fatevi dare un taglio, / che un'iccase vi faccia in mezzo al
ten serviria? / ché non fia nessun che possa dirmi mi / fece partir un
nome a pinca d'oro; / che non faresti un icchese di gatta.
a. casotti, 1-4-20: ma che fossero desse io mi figuro, /
filosofia scolastica, la condizione di ciò che esiste in un determinato luogo.
icché, pron. interr. dial. che? che cosa? imbriani,
pron. interr. dial. che? che cosa? imbriani, 2-115:
così? = pron. interr. che con la i prostetica. ìccia,
omini dati a noi dalla natura, che circa riceverli datici dalla mamma. =
sua. idem, ii-279: conviene che il nostro prudente iciarco esplori, tenti
volte si ri tuffa, in modo che rimane involto in molte coverte: dipoi combatte
icneumoni salvatiche son forsi quelle grosse, che da'latini son dette 'crabrones '?
imposto questo nome ad un genere d'insetti che distruggono i bruchi e l'uova d'
sé ima densa nube di animaletti volanti che producevano un acutissimo ronzìo: un esercito
dal gr. ixvcóiuov -ovo? * che segue le tracce ', deriv. da
assai utili all'uomo per la distruzione che compiono di molti altri insetti dannosi (soprattutto
descrizione ed espressione in carta di quello che dee occupare la fabbrica che si disegna nel
di quello che dee occupare la fabbrica che si disegna nel piano. daniele barbaro
, 45: veniremo adunque alla pianta che icnografia si chiama. lami, 1-1-80:
prospettiva in due parti, runa, che riguarda unicamente la icnografìa, e l'altra
l'altra l'ortografia. que'metodi che insegnano di trasferire sulla parete le piante
: ne ha perciò bisogno non meno che di tre, della pianta, o
. m. -ci). disus. che si riferisce, che è proprio dell'
. disus. che si riferisce, che è proprio dell'icnografia; che riguarda
riferisce, che è proprio dell'icnografia; che riguarda la pianta di un edificio,
icnografici. icnologìa, sf. scienza che studia le impronte o le tracce
. bocchelli, 2-xxiv-503: pretendevo che sia molto più lecito riporre un mazzo
in petto a una donna, piuttosto che stare nudo nato con un icoglano.
madonna, chiusa nell'argento dell'icona, che laggiù chiamano panaghia cioè a dire tuttasanta
montale, 2-99: la vita / che t'affàbula è ancora troppo breve /
ott. teoria particolare dell'ottica geometrica che riguarda il comportamento dei raggi in un
e sm. disus. strumento ottico che dà, di uno stesso oggetto,
uno stesso oggetto, due immagini, che si dirigono in senso opposto, si
. m. -ci). letter. che rappresenta mediante un'immagine, una statua
2. neol. segno iconico: quello che presenta proprietà e caratteristiche analoghe a quelle
caratteristiche analoghe a quelle proprie di ciò che esso denota (in linguistica strutturale,
iconièse, agg. e sm. che si riferisce, che è proprio
. e sm. che si riferisce, che è proprio di iconio, antica
antica città dell'asia minore; che è nativo o risiede a iconio.
figure. gioberti, iii-8: che questa grazia... divina all'iconismo
... approdavano agli stessi porti che accolsero le vele del primo distruttore di
, 3-254: cristo, pastore ebraico, che hai tu fatto, / re di
. monelli, 2-396: quel poco che conoscevo della natura... di
religiosa (e l'azione connessa) che, nell'impero bizantino, nei secoli
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'
-ci). che si riferisce, che è proprio dell'iconoclastia o degli iconoclasti
caracciolo forino, 58: ciò che di positivo si conosce rimonta a tempi
oriente. 2. figur. che avversa violentemente o rifiuta ogni dogmatismo religioso
o regola o valore tradizionalmente accettato; che muove con violenza distruttiva contro le convinzioni
-ci). di un segno grafico che consiste in un'immagine il cui valore
'. iconografìa, sf. disciplina che studia e analizza storicamente ogni figura e
lo più, delle opere d'arte) che si riferiscono a un determinato avvenimento,
-anche: descrizione di tutte le opere che raffigurano un determinato soggetto. giordani
. a fare della iconografia latina ciò che sì mirabilmente ha compiuto della greca.
oscure, e pur nobilitate dal devoto fervore che le inspirò. quarantotti gambini, 10-53
addetto un professore d'iconografia naturale, che ne darà delle pubbliche lezioni.
darà delle pubbliche lezioni. -opera che tratta di immagini, di figure dipinte
iconogràfica, sf. parte della tecnologia che comprende tutte le discipline relative alla rappresentazione
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'
-ci). che si riferisce, che è proprio dell'iconografia. b
.., si fermi al primo ritratto che gli viene agli occhi, e non
d'alberti, 450: 'iconolatra', nome che gl'iconoclasti davano a'cattolici, ch'
, per lo più ampiamente illustrato, che tratta di immagini allegoriche, di simboli
dignità, di provincie, di fiumi, che nelle iconologie o nelle medaglie ingegnosamente si
; tutta è opera di quest'arte che fa imagini di ogni cosa imagi- nabile
. f. buonarroti, i-m: credo che poche, anzi nessune sarebbono le cose
poche, anzi nessune sarebbono le cose che s'indovinassero, se non fosse a
se non fosse a sorte qualcheduna, che si potesse riscontrare nell'iconologia del ripa
(plur. m. -ci). che riguarda, che è proprio dell'iconologia
. -ci). che riguarda, che è proprio dell'iconologia. milizia,
essa un uomo premuto, depresso e che non ha respiro. 2. studioso
. serdonati, i-40: li eretici che abominavano le sacre imagini, e perciò
immagini,... provvedesse il concilio che fosse di ciò insegnata al popolo la
tra l'iconoclasta e l'iconomaco, che il primo spezzava le immagini, e
e 'l secondo impugnava soltanto il culto che lor si presta. 2.
. etxovo [i. dcxo? * che combatte le immagini ', comp.
dunque se euripide non valse nell'ordine che vien chiamata da aristotile iconomia, s'
s'avrà secondo voi da far conseguenza, che nel resto egli non vaglia nulla?
modo da condurre o avvicinare gl'individui che la compongono alla umana perfezione e felicità
. = variante di economia, che riproduce la pronuncia biz. del gr
sm. (plur. -i). che profana le immagini sacre.
, rettor., 33-11: perciò conviene che di questa una [la retorica]
scienza, cioè iconomica, sì 'nsegna che sia da fare e che da lasciare per
sì 'nsegna che sia da fare e che da lasciare per covernare e reggere il
viii-2-60: intorno agli atti morali, ciò che veder se ne puote per uomo,
venir le rendite, niente altro accade che io dica, se non che si legga