Grande dizionario della lingua italiana

Prototipo edizione digitale

Risultati per: che Nuova ricerca

Numero di risultati: 1192291

vol. VII Pag.12 - Da GRAZIA a GRAZIA (52 risultati)

3. che dà una sensazione di molesta pesantezza;

. d'annunzio, iii-1-283: non senti che aria gravosa? -denso (un

copre, sì gravosa e bruna, / che '1 sol de la mia vita ha

di loto. 4. figur. che affligge, tormentoso; penoso al corpo

meco, e sì gravoso, / che per moto e per requie anco non poso

ogni grossa e gravosa materia fabbricarsi ruote che aiutino i lor pensieri a salire in

, una circostanza, ecc.); che richiede fatica o impegno intenso (lo

ovidio], 297: egli è cagion che di gravosa febbre / siano or di

/ siano or di ghiaccio, or più che foco ardenti. pallavicino, 7-226:

senza interruzione, ma divisa collo scrivere che mi riesce meno gravoso. casati,

aspetto. -che arreca danno, che distrugge. pagliaresi, 204: quanto

francesco da barberino, 373: se venisse che da sé fosse malata,..

], 2-46: per li buoi che arano, che altro intenderemo noi, se

: per li buoi che arano, che altro intenderemo noi, se non

alamanni, 7-i-116: borea crudel, che con tal forza ed ira / corri

6. solenne, elevato. -anche: che manifesta gravità, ponderoso. castelvetro

, 4-373: l'epopea è meno gravosa che non è la tragedia. oddi,

l'insieme delle qua lità che rendono una persona gradita alla vista,

genere di bellezza gentile e delicata (che risalta specialmente nel volto).

in voi, né altro esempio adduco che questo, per dechiarire che cosa ella

altro esempio adduco che questo, per dechiarire che cosa ella sia; ché senza dubbio

esser gratissimo e piacere ad ognuno, avvenga che i lineamenti d'esso non siano molto

. caro, i-210: è possibile che voi non aggiate considerata la bellezza e la

quella vedovetta? marino, 196: che giova a te la grazia del bel

la grazia del bel viso? / che giova il grato suon de la favella?

l'aggiustatezza delle più valorose ballerine, che qui sieno state vedute. foscolo,

grazia s'acquista per soavi reggimenti, che sono dolce e cortesemente parlare, dolce

gli occhi lor cotanta grazia, / che chi le vede mai non può partire,

partire, / ma in fin convien che amando se disfazia. castiglione,

valer circa questo in tutte le cose umane che si facciano o dicano più che alcuna

umane che si facciano o dicano più che alcuna altra, e ciò è fuggir

usar in ogni cosa ima certa sprezzatura, che nasconda l'arte e dimostri ciò che

che nasconda l'arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza

quasi senza pensarvi. da questo credo io che derivi assai la grazia. caro,

le sue fattezze si componeva quell'aria che 'bellezza 'si chiama; di tutti

tutti i suoi moti risultava quell'attitudine che * grazia 'si domanda. baldinucci

/ possegono la grazia del candore / che da ogni guasto sana, se rinnova

una volta per sempre da quella grazia che, più che una forma o un colore

sempre da quella grazia che, più che una forma o un colore, è una

armonica, un potere appariscente; e che, attraverso i più diversi e fuggevoli

diversi e fuggevoli moti, non esprimeva altro che una inconsapevole bellezza. moravia, viii-246

de roberto, 202: gli altri che erano tanto duri per la figlia lo

non si desidera altro né altro s'imagina che di contemplarla giuocando. l. martelli

adorno. chiabrera, 1-ii-178: viola, che brunetta usa fiorir, / o porpora

come quando s'awede benissimo del turbamento che le sue grazie suscitano in un uomo

: li fogliami turcheschi non sono altro che foglie di gichero con alcuni fiorellini di

ogn'intomo le muraglie chiuse, / sì che da'lati nel teatro alcuna / luce

mistero, / meno mi tocchi / che la grazia di questa luce, / la

, / la tenerezza delle piante / che primavera a pena desta / del profumato

quanti artefici lavorano in quelle gentilezze, che chiamansi con forestiero vocabolo * agremani '

indistinta, ma come un umido spirito che seco rapisse tutte le grazie fiesolane sparse tra

intere, per essere comunemente bacate, il che toglie pur loro non poco di grazia

vol. VII Pag.13 - Da GRAZIA a GRAZIA (67 risultati)

segneri, iii- 2-175: quel diletto che pruova un assetato, la state,

leone ebreo, 324: grazia formale che diletta e muove chi la comprende ad

. battoli, 1-161: pensano veramente che la grazia e la piacevolezza [negli

[negli edifici] non derivi d'altronde che dalla bellezza e dallo ornamento. vasari

, iii-165: restò quasi disperato non che stupito nel vedere la grazia e la vivezza

stupito nel vedere la grazia e la vivezza che avevano le pitture di raffaello, halli

, ii-481: una manifattura di bigiotteria che potesse gareggiare con quelle di francia,

'per cagion de'quali '; il che, quantunque paia arditamente e licenziosamente detto

. castiglione, 74: dei vocabuli che in questi lochi parlando s'usano, estimo

estimo aver potuto ragionevolmente usar scrivendo quelli che hanno in sé grazia ed eleganza nella

degli ornamenti e col traporvi altre parti che ornamento non siano deve dare la grazia

leggiadria. muratori, 5-ii-332: ciò che non può dilettarci per se stesso,

si deggia / la cara figlia ammaestrar che riede / doman da i chiostri ove il

, 103 (141): se avenisse che alcuno albergasse a lor casa che fosse

avenisse che alcuno albergasse a lor casa che fosse grazioso e bello e savio,

questo non facevano per moneta, ma diceano che tutto il senno di colui e la

aveva in sé tutte quelle grazie che da uomo mortale piuttosto disiderare si possono.

quirini, li-2-305: una caduta di paralisia che gli leva la grazia del movimento di

della poesia coincideva in leopardi con quella che parve a lui dannazione; dannazione di

nell'estrema naturalezza, quasi superiore affabilità, che, secondo lui, è la grazia

. disposizione d'animo benevolo e disinteressato che spinge ad amare e a beneficare;

bonità grande demando in voi procacci, che l'amor mio si'acolto in vostra grasia

/ alle sue donne fe'comandamento / che greci, trazii, egizzi o sabei,

la disgrazia de'superiori non è pericolo che facciano romper il sonno a questa gente,

.. dal signor di luynes, che occupava il primo luogo della sua grazia

, i-140: o forse vi dà noia che il pubblico divida le sue grazie in

roberto, 67: né gli altri nipoti che il monaco adesso difendeva in odio alla

senza guaina dalla grazia di un amico che lo comperò nella vendita pubblica della mia

ordinatamente vivere in tra li altri, che ella rende riverenzia a quelli che sono

, che ella rende riverenzia a quelli che sono di sopra, amistade a quelli che

che sono di sopra, amistade a quelli che sono dal lato, grazia a quelli

sono dal lato, grazia a quelli che sono di sotto. delfino, 1-93:

fatai passaggio altro ritardo / non mette che quel solo / che basti per saper

/ non mette che quel solo / che basti per saper se tu addolcisci / con

152: beni della fortuna sono le cose che sono fuori di noi, che non

cose che sono fuori di noi, che non sono in podestà dell'uomo e

iv-130: li cattivi tiranni hanno questa condizione che cercano la grazia del populo, non

la grazia del populo, non per amor che gli portino, ma per gloria propria

, 18-134: taidè, è la puttana che rispose / al drudo suo quando disse

mersede a voi, signor dibonaire, che grasia e onore tanto fatto m'avete

di cortesia, / girete a quella che m'ha 'n signoria / e dispogliato de

iii-181: grazia si chiama il ringraziamento che facciamo ad uno quando lo ringraziamo che

che facciamo ad uno quando lo ringraziamo che ci ha fatto qualche beneficio,.

fatto qualche beneficio,... cioè che rendiamo grazia, idest ringraziamo. anguillara

a casa, trovò sei tarchiati contadini che erano venuti a deporre nella sua cantina

: 'azioni di grazie', modo latino, che non è spento, e dimostra come

un fatto. massaia, v-42: disposi che primieramente si dovesse celebrare con qualche solennità

dal mio cuore per le piccole ignude che sanno di saponetta economica. — liturg

onorevole e vantaggiosa ad alcuno; gesto che denota, con spontanea naturalezza, grande

giamboni, 4-468: non è dubbio che filippo, per questa cotanta devozione,

: la grazia... diremo che sia quella per la quale si dice che

che sia quella per la quale si dice che chi la fa sovviene al bisogno graziosamente

non per alcun disegno né per profitto che glie « ìe torni, ma solamente per

ma solamente per qualche commodo di colui che la domanda. della porta, 2-134:

grazia da vostra signoria:... che quando mi mandate le vesti, me

per quel vicolo con una pertica e che non le faceste vedere per la fenestra.

. goldoni, vii-43: so ben che in queste porte / le grazie son

fosse anche per un'ora! / che t'importa? sarà questa / l'ultima

grazia... non sai / che me ne voglio andare? -cavaliere

posso io amarla ancora? quelle grazie che mi fecero innamorato di lei erano funesti

: egli sedette padrino in ima disputa che doveva concludersi sul terreno, ma quella

, 6-595: disse a l. petillio che egli quelli libri gittasse nel fuoco;

libri gittasse nel fuoco; ma, prima che egli ciò facesse, lasciasse a lui

avere a rimendare li detti libri; il che se egli estimasse bene fatto, con

. sanudo, x-136: sono molti che hanno grazie di dazii de pagar in

e qual grazia o divieto / fa che queste dan volta, e quelle approdano?

per la giustizia, da un consigliere che non dà sindacato.

vol. VII Pag.179 - Da GUSTATIVO a GUSTATORE (61 risultati)

carducci, ii-8-60: lina, io voglio che tu sia come la mia poesia:

tu sia come la mia poesia: che pochi t'intendano e ti gustino.

giovinetta, se ne invaghì di sorte che non trovava luoco. lorenzino, 91:

fussi stata la comparazione in tutto simile! che, così come tantalo l'acqua mai

: l'amore è arrivato tanto avanti che ella è restata alla fine gravida;

chartres (essendo costume in questo paese che i principi non arrechino disonore).

nel letto... rimangono alcune che si piantano là in quattro sanza odore e

quattro sanza odore e sanza sapore, che chi ne gusta ne ha quel piacere che

che chi ne gusta ne ha quel piacere che si ha di una minestra di fave

, i-49: oh felice ignoranza, che non penetrando il futuro, gusta il

non può più gustare il poco di vita che gli rimane. foscolo, xiv-252:

se non per quei pochi momenti felici che tu mi hai fatto gustare. manzoni

lontano, di una vita agitata, che ci si chiede ripensandoci come abbiamo potuto

o di fianchi o altri mali, che patire poi tutto l'anno per non contentare

il suo appetito nel mangiare tutto quello che più gusta al suo gusto. aretino

io vo'... mangiare di ciò che mi gusta, senza rimbrotti di moglie

, 1-i-161: ahi! ecco che uno gli aveva chiesta farina grossa, che

che uno gli aveva chiesta farina grossa, che la polenta gli gustava così: il

auto dall'amico tuo, e la risposta che gli ha'fatta. piacemi; però

gli ha'fatta. piacemi; però che non mi gusta, rispetto el padre

, 9-572: dimmi, o di che ti se'tu, gualtier nostro, /

nostro, / preso sinor piacer? che t'è gustato / più ch'altro per

24-591: gli altri uniti rimasero: che loro / non gustò il detto.

soranzo, li-1-170: non gusta a'spagnuoli che i pontefici accumulino tant'oro insieme quanto

a lei non gusta, / è segno che l'è femmina civile. bartolini,

a te dispiaceno a me: quelle che a me forse non sariano moleste,

turbolento, da scandoli, ciarlatore, che gustava a molti. forteguerri, 22-61

22-61: seco ha un bel garzon, che assai le gusta. faldella, 3-119

cantore dei nostri tempi, il vate orale che preludia all'avvenire. bocchelli, 1-iii-521

: lascia correre,... che quanto a questo, la mi gusterebbe molto

bibbia volgar., ix-227: alcuni che stanno qui... non gustaranno

. non gustaranno la morte insino tanto che loro vederanno il regno di dio veniente

di gusto. gustativo, agg. che riguarda il senso del gusto; che

che riguarda il senso del gusto; che serve per gustare, atto a gustare

microscopici, costituiti da cellule epiteliali, che si trovano nelle papille circonvallate e fungiformi

foliate. -vie gustative: vie nervose che trasmettono gli stimoli del gusto ai nuclei

il nervo linguale (per le stimolazioni che provengono dai due terzi anteriori della lingua

nervo glosso faringeo (per le stimolazioni che provengono dal terzo posteriore). -sensazioni

messo e bene coltato. esso è che... crudeli fa pietosi, avari

, 7-9: potrà alcuno gustare quello che gustato reca seco la morte?

. leopardi, 933: quelle cose odorifere che sono buone a mangiare, o a

ch'a odorarli, o meno di quel che dall'odore si stimerebbe. d'annunzio

annunzio, i-131: tutti i doni che l'anno novello m'edùca, / gustati

, 3-39: o ben creato spirito, che a'rai / di vita ettema la

di vita ettema la dolcezza senti / che, non gustata, non s'intende

prende a trattar con facondia di cose che suppongono dottrina dinanzi ad altri dotti suoi pari

: a tutti i grandi pittori accade che più fortunati e più gustati riescano i

d'annunzio, v-2-892: avevo disposto che mi fosse condotta più tardi nella stanza

garzoni, 1-855: fu il primo che la condusse [l'arte dei barbieri

gustato da essi fu tanto grato, che il senato la confirmò. d. bartoli

1-287: non fu questo solo l'aiuto che il granduca diede agli studi del bellini

agli studi del bellini: eccone un'altro che egli ci racconta nel trattato dell'organo

avire, / nel cor non pò sentire che sia lo tuo gustato. machiavelli,

sm. (femm. -trice). che gusta, che assaggia, che beve

. -trice). che gusta, che assaggia, che beve, che assapora.

. che gusta, che assaggia, che beve, che assapora. boccaccio,

gusta, che assaggia, che beve, che assapora. boccaccio, i-513: il

narrare. 2. figur. che sa godere, con intima compiacenza,

spesso l'appetito del cibo, penso io che colui che è gustatore delle cose incorruttibili

del cibo, penso io che colui che è gustatore delle cose incorruttibili, poiché hae

a lor mi racomanda, / sì che per lor sia vero gustatore. s

vol. VII Pag.180 - Da GUSTATORIO a GUSTO (67 risultati)

del re. gustatòrio, agg. che riguarda o favorisce l'attività del senso

fascetti di nervi, uno per banda, che sono i nervi gustatori. verdinois,

, col su'mezzo bicchier di rumme, che stava 11 e se lo gusteggiava

confortato dal buon vinetto della vigna, che per un pezzo dopo cena si

chi dunque avvezza il palato a ciò che per tutto e sempre si trova, per

a guisa di merce peregrina quei frutti che potete ottenere dal vostro paese più appropriati

paese più appropriati e gustevoli per poco che il coltiviate? -sostant.

confesserà per migliore e più accettevole condizione che 'l patire gli ardori, i quali ne

de gli europei il più sconcertato concerto che sofferir si possa: ma alle loro

amata e gradita mi sento, / che quel mio piacer vince ogni diletto.

è vivanda nobile e cibo gustevole, che sazia la mente d'un nutrimento sodo,

correggeranno [questi vini] di modo che si potranno assai gustevolmente bere.

, tanto profondamente e tanto pacificamente, che passa per linguaggio già ricevuto tra'mistici

per linguaggio già ricevuto tra'mistici, che non operano. = comp.

ant. gósto), sm. senso che permette di percepire e distinguere i sapori

32-44: beato se', grifon, che non discindi / col becco d'esto legno

legno dolce al gusto, / poscia che mal si torce il ventre quindi.

ogni dolzor prive, / i'per che non de la vostra alma vista? lorenzo

il gusto è specie di tatto, e che sia il vero, vedi che colui

e che sia il vero, vedi che colui a il quale piaceva tanto il vino

piaceva tanto il vino chiedeva agli dei che gli facessero un collo lungo come quel

quel d'una gru, perché il piacere che gli porgeva il vino toccando per più

diè la lingua al gusto, / che distingue i sapori. marino, vii-258:

giudicio e dà la sentenza in modo che secondo il suo arbitrio i cibi che

che secondo il suo arbitrio i cibi che ci nutriscono e i licori che c'innaffiano

i cibi che ci nutriscono e i licori che c'innaffiano, se non piacciono a

/ di due uova al tegame / che andava a prender dentro la farina / del

del cassone lustrato di cucina, / che più di tutto il gusto mio ancor

. della porta, 1-26: a che proposito far le budella cinquanta palmi lunghe

lunghe, accioché peniamo tutto un giorno fin che il cibo si rassetti, si prepari

dante, par., 32-122: colui che da sinistra le s'aggiusta / è

: lei nomò del nome di colei che in sé contenne la redenzione del misero perdimento

sé contenne la redenzione del misero perdimento che addivenne per l'ardito gusto della prima

lascia più ampia e più certa cognizione che andava innanzi al gusto. beccati, xxx-4-283

. sarpi, i-3: io immediate che ebbi gusto delle cose umane, fui

o cosimo, come può egli essere che in cotanti dì che tu sei stato

come può egli essere che in cotanti dì che tu sei stato qui, che il

dì che tu sei stato qui, che il gusto non ti abbia chiesto il cibo

quando infermo era col gusto svogliato, che pigliasse un tordo. a.

con gusto. -piacere, soddisfazione che si prova mangiando o bevendo.

le carote] furono condite e imbandite, che da'convivali con gusto grande furono mangiate

dunque entrano le cose di fuori, o che si veggono, o che si odono

, o che si veggono, o che si odono, o che si odorano,

veggono, o che si odono, o che si odorano, o che danno gusto

odono, o che si odorano, o che danno gusto o disgusto al palato.

gusto. settembrini, 1-55: con che gusto, con che gioia, con che

1-55: con che gusto, con che gioia, con che risate quel mio

che gusto, con che gioia, con che risate quel mio fratello ed io facevamo

dolce, è dopo tanti amari, / che per disdegno il gusto si dilegua.

della fervente orazione, e in quegli gusti che riceveva, e in quella fruizione divina

, 270: fu la prima terra che noi vedessimo in sei mesi. lascio

lascio considerare a v. s. che gusto ci desse quella vista.

. mascardi, 1-51: la fatica medesima che si tollera per l'acquisto della virtù

espresso più d'una volta il pochissimo gusto che producono in lui queste lettere; che

che producono in lui queste lettere; che io, perciò, evito quanto è

dell'esistenza, il gusto dell'ora che passa e delle cose che si hanno

gusto dell'ora che passa e delle cose che si hanno intorno, pur senza muoversi

de roberto, 210: ti pare che sia un bel gusto sentirsi rotto il

atti esperti poi più gravi incendii concepette che 'l peccato di prima commesso. questo

prima commesso. questo è quello gusto che con tanto diletto inganna li amatori,

. -in senso concreto: ciò che procura diletto, piacere; spasso,

. davanzali, ii-15: gli era detto che la corte di nerone, le pompe

più cari e più graditi / (che divennero poscia amari lutti) / era il

son larghe ed ampie; ma io, che ho fatto un poco l'uso a

cui alluma / tanto di grazia, che l'amor del gusto / nel petto lor

bentivoglio, 4-498: dichiarossi egli ancora, che quanto prima avrebbe inviato un nuovo governatore

più volte forse 700 mogli, il che non deve parere incredibile nella legge de'barbari

vol. VII Pag.181 - Da GUSTO a GUSTO (59 risultati)

partenza di questi, e del mal gusto che palesemente dimostravano gli altri, a piccole

pretendenti. in italia, per quello che appare sinora, vogliono parimente quiete;

parimente quiete; ed il poco gusto che passa tra il pontefice e la repubblica

e la repubblica non è di tanta forza che possi causar moto. g.

a. cattaneo, i-317: perché piazza che capitola è mezzo presa, si trova

ciò ch'egli vuole, non ciò che si deve. manzoni, pr. sp

erano uomini e si sarebbero scoraggiati vedendo che gli toccava fare chilometri, montagna, montagna

. del rosso, 145: faceva adunque che i... giovani s'abbracciavano

spina da canto, / l'erba che pare al gusto suo più amica. guicciardini

b. tasso, ii-1-19: parmi che sia a proposito... alla

. alla falsa opinione di coloro rispondere che, quasi infermi dell'intelletto umano,

foscolo, vii-113: sappiamo al contrario che la maggior parte di chi può pagare

attività (e, anche, il piacere che se ne trae); attitudine;

: « attendi alla cucina, / che sia provisto ben sera e mattina »

un'eccezione alla regola, una pratica che non ha la sua ragione nella teoria,

gusto. nievo, 47: parve che il gusto dei viaggi le passasse presto,

superstizione dei luoghi, ecc. - che acquista anche l'inconsapevole valore di una rivendicazione

il tenore amorevoli diffatto fu il primo che, per l'ineffabile dolcezza d'una

squisitissimo del suo canto, fece sperare che col tempo si potesse far senza de'

i calzoni del giovane alto e brano che stava a diritta. de roberto, 460

capacità di distinguere e di apprezzare ciò che è bello e conveniente; sensibilità estetica.

sano / l'opra della prim'arte, che n'assembra / i volti e gli

umano. cellini, 541: quelli uomini che faranno questa professione del gioiellare, se

si è imprestato questo nome all'intendimento che sente e giudica del merito delle opere

. da principio non si ebbe gusto che per giudicare della bontà del cibo;

del bello e dell'armonia, o tu che delle belle opre conosci solo e discerni

foscolo, v-386: pare a me che il 'gusto 'consista nel dare a

'gusto 'consista nel dare a ciò che è naturalmente 'vero'e * bello'le

, 3-239: gusto è quel giudizio che è appercezione e valutazione: non si ha

disposizione a distinguere e ad apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente

apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente o, anche, capacità di

errante cede / in vista, allor che dentro di sé gode. scaramuccia,

, 196: mai sia vero che tu venga in cognizione di quello che

che tu venga in cognizione di quello che nella pittura buon gusto s'appella, se

il conoscere ed il poter giudicare ciò che fia difettoso o imperfetto o mediocre nelle

nell'arti, per guardarsene: e ciò che fia il meglio e il perfetto,

: quel flagello di cattivi libri, che si vanno da molti e molti anni quotidianamente

giorno, i-800: è tempo ormai che i tuoi valletti al dorso / con lieve

immediatamente o di quell'angustia d'ingegno che non osa scostarsi dalle forme più note

natura, o di quella audacia pericolosa che la trapassi anche di una sola linea

certa eleganza di stile, così uguale che talora è monotonia, la misura del buon

impeto del genio. faldella, 7-14: che ne diranno mai i parigini, che

che ne diranno mai i parigini, che hanno tanto buon gusto? gozzano,

(o di cattivo gusto): che sa (o non sa) distinguere e

non sa) distinguere e apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente;

apprezzare ciò che è bello, ciò che è conveniente; colto, educato,

de sanctis, n-172: fa osservazioni che rivelano in lui l'uomo di gusto ed

l'uomo di gusto ed il poeta che sa intendere un altro poeta. svevo,

un altro poeta. svevo, 6-389: che uomo di cattivo gusto! per farmi

arte è critica storica, ne consegue che l'ufficio di discernere il bello e il

, i-lxi: siamo in una età che ha il gusto assai delicato. muratori,

giunto insino a tal segno il gusto moderno che come cosa tediosa non sa sofferirsi da

italiani... erano tali, che, per affinare l'amor proprio de'letterati

risultato d'educazione e rappresenta il grado che un popolo tiene nella civiltà. alvaro,

elisabettiano perdura nella visione di tutti coloro che scrivono, anche per la più materiale

1-i-105: il gusto de'romanzi, che frutto era ancor esso di credulità,

, 8-20: il gusto dei ricevimenti che si è diffuso ultimamente a roma, è

fatta con istento e fatica, ma che, accompagnata con una facilità e franchezza

leggiadrie e tutte quelle qualità più belle che le à voluto dar l'artefice.

vol. VII Pag.182 - Da GUSTO a GUSTO (57 risultati)

che tengono (come scrive il vasari) più

il vasari) più della maniera tedesca che dell'antica e moderna, vera e buona

de'piani messi in prospettiva si conosce che studiò altrove. monti, ii-296: la

. halli, 9-81: niso, che 'l vedea con tanta fretta / e

la spada: / ferma, dicea, che l'abbi am fatta netta, /

d'un gusto superiore a femmina e che da femmina si potesse sperare.

11. con valore di in ter. che gusto! che bel gusto! bel

valore di in ter. che gusto! che bel gusto! bel gusto!:

-fate presto, fate presto. oh che gusto! averò il mio papà.

e soffia quell'acuta brezzolina, / che gusto! una baldoria, una fiammata /

non puoi sbagliare ». « oh che gusto! » diss'io. « e

: la sua infirmità è più finta che vera: vorrebbe esser venduta a suo gusto

altri. tassoni, vii-52: il dire che 'l ciel si muova eternamente, perché

e più a gusto e ragione, che 'l mio cervello non se ne può

suo gusto. goldoni, vii-558: che ne dite? poteva io meglio scegliere

possono... mangiar di quello che andrebbe loro a gusto. -figur

3-328: veste, danari e quel che ti va a gusti / arai, prima

va a gusti / arai, prima che aperta abbi la bocca. berni, 32-66

tante letteruzze e tante imbasciate. pur che ei m'andassi a gusto, al primo

hai gusto. in fine, io credo che 'l fatto suo sia la più sollazzevol

fatto suo sia la più sollazzevol cosa che si trovi in maremma. fa ogni

parte divisa da tal gente folle / che non pòn soferir d'amor lo costo;

voi non ci avessi gusto avvisatemene, acciò che io la licenzi. forteguerri, 14-88

e rimirò la luce; / di che n'ebbero tutti un gusto matto. alfieri

. cassola, 2-66: io non so che gusto ci provi la gente a ballare

6-278: ma ci ho gusto, che pur giungiamo in tempo. m. leopardi

periodici popolari, i-350: a pensare che una volta c'era dentro [il

far la pappa al metternich, e che adesso invece c'è della gente che lavora

e che adesso invece c'è della gente che lavora per noi, ci trovo un

gusto matto. pirandello, 6-418: che vuole che le dica? mi dispiace per

. pirandello, 6-418: che vuole che le dica? mi dispiace per il principe

gusto, un gran gusto per l'onta che n'avrà il fratello. -cavarsi,

lezione..., chiesi al vieusseux che me la stampasse subito,..

cavavo il gusto di dire allo zaiotti che di lui non volevo sapere per nulla.

perché questa mia non venga senza qualche cosa che possa darle gusto, le mando un

rendere servizio a qualche laido barabba, che l'abbia cicatrizzata. sbarbaro, 1-238

. sbarbaro, 1-238: per piccola che sia, la moneta fa comodo;

, 4-54: ella baciava tanto di gusto che gli era un portento! pavese,

gusto. milizia, ii-40: dimenticatevi che vi sia stato ordinato il tal lavoro;

con la bocca semiaperta e il petto che si alzava e abbassava con il respiro.

gusto (con valore aggettivale): che piace, che è conforme alle proprie

valore aggettivale): che piace, che è conforme alle proprie inclinazioni, congeniale

mi scrisse, due mesi sono, che era incaricato di darmi commissione d'un

faccia il minimo complimento, pel caso che non fosse di suo gusto, per misura

, ix-376: gli era stato di gusto che in quella memorabil notte fossero stati tagliati

. verga, 2-32: l'adele che vedeva tutto cotesto armeggìo come lo vedono

nel grano con la falce in filo che mordeva gli steli duri. -esservi (

oh! io sono innamorata, più che mai. -di rodolfo? -ma

mai. -di rodolfo? -ma che rodolfo, che rodolfo! quello era uno

rodolfo? -ma che rodolfo, che rodolfo! quello era uno stupido,

stupido, un avvocatino, figurati, che mio marito! non vi era gusto

con riferimento a chi ripete un atto che infastidisce). paoletti, 1-1-35:

ma ditemi se vedete mai un ragazzo che volentieri si fatichi intorno al latino?

percosse. carducci, iii-25-216: così avviene che le muse italiane siano sempre fecondate e

: fu sulle tavole di quella barca che presi gusto all'aria aperta.

i gusti sono gusti: per indicare che le opinioni e le inclinazioni di ciascuno sono

non si disputa, ma non può negare che il suo

vol. VII Pag.183 - Da GUSTOSAMENTE a GUTTO (38 risultati)

contegnoso il pirata: -però, lasciate che ripeta: peccato! -tante

v.]: 'gustàccio', mal sapore che rimane nella bocca. sentire un gustàccio

non meritava tanti e tali eccelsissimi critici che gli rivedessero la causa, quali furono

, di narrazione, segnatamente familiare, che tenga dello scherzevole. baldini, 3-42

con tale una gustosità di tutto quello che gli ci cape in questa domenica,

gli ci cape in questa domenica, che io inorridisco di stizza. gustóso

giammai trovar medicina utile al male, che così fosse gustosa all'infermo, ch'egli

crudeli, 1-51: il peggio fu che misero a soqquadro / erbe da far

in poltiglia, così gustose e succose che parevano caramelle di carne. cardarelli,

. per estens. gradito alla vista; che soddisfa il gusto estetico; bello,

mescola il vetro e poi lo lavora, che sarà un nero vellutato bellissimo e gustoso

bellissimi; contrasti di figure e di parti che han servito di norma...

deforme carnefice... chi crederebbe che, quando con le lettere e con

, a guisa d'una diatessaron dissonante che congiunta alla diapente rende soavissima armonia,

belle. 3. figur. che procura un godimento, che distrae,

. figur. che procura un godimento, che distrae, solleva, appaga lo spirito

, i-60-168: egli non è dubbio alcuno che il vendicarsi delle ingiurie, ciò non

, col concertare interrogazioni e risposte, che in fine son tutte idee vane e

73: quella parte passiva e condiscendente che gli era piaciuto di assumere, rendeva

e più piccante e ridicola la burletta che mi faceva. rebora, 53:

curiose e gustose. 4. che desta vivo interesse, che si ascolta o

4. che desta vivo interesse, che si ascolta o si legge con piacere

dal calice avvelenato di quei libretti, che sono a voi sì gustosi. salvini,

le commedie del fagiuoli; e penso che ce ne sarebbero da scegliere quattro o cinque

pranzasse a una stess'ora, pareva che quel gustoso animai lo sapesse, e

spreco imperdonabile. 6. ant. che prova vivo interesse per qualcosa; appassionato

tutti quelli modesti e lodevoli esercizi, che alla vivezza del suo spirito, freschezza

dentro v'è anegata: / or che farebbe nel suo diluviare? tanaglia, 1-834

d'essa trita o rena / pilli, che d'acqua non gli nuoca gutta.

/ vi venne quel grammatico eccellente, / che fe'fra gutta e stilla differenza.

. archit. piccolo cono o cilindro, che si trova sotto l'epistilio; goccia

vescica, cacciando l'urina anzi che grande quantitade ne sia adu

sostanza simile al caucciù, di colore che varia dal biancastro al rossastro, insipida

italia porta il soprabito di guttaperca, che ci fa sentire il ribrezzo delle

pass, di guttare), agg. che è emesso a goccia a goccia

di vescica, cacciando l'urina anzi che grande quantitade ne sia adunata, è

dette stomi acqui feri, che si verifica quando l'umidità dell'am

. vaso con collo lungo e stretto che permetteva l'uscita del liquido soltanto a

vol. VII Pag.184 - Da GUTTURALE a GUZLA (24 risultati)

gli altri strumenti delle stufe, un servo che tiene in mano un vasetto da olio

'. gutturale, agg. che si riferisce o che appartiene alla gola

gutturale, agg. che si riferisce o che appartiene alla gola. - anche al

, 9-3-21: eh badate bene però, che non vi scappi qualche ventosità gutturale o

della faringe degli equini. 2. che è pronunciato con la gola (un suono

piagnisteo nasale e gutturale del dialetto danese che mi toccava di udire per forza

: pel quale ragionamento sembra conchiudersi: che la voce del pluto di dante sia

(uno stato d'animo), che risuona di voci profonde, rauche.

frocchia, 1003: un monello seminudo che gioca lungo il binario, un contadino

. fonet. agg. e sf. che si pronuncia sollevando la parte posteriore della

ella si mette avanti a quelle lettere che si dovrebbon pronunziare entro alle ugole..

facilità della lingua [dei lapponi] è che essa non ha asprezze, né gutturali

veloce o tardo, o dentale o gutturale che si fosse. massaia, viii-36:

toscani, 8: vi sono taluni che per aver fatto gran filza di vocaboli e

cina. -pronuncia gutturale: quella che tende a formare i suoni nella parte

altri. lami [tommaseo]: popoli che con molte aspirazioni e gutturalmente favellassero,

di gutturale. gutturalòide, agg. che si esprime con suoni alquanto gutturali.

cella spugnosa e di natura rara, che nasce dalla radice della lingua. dalla

guttumio. della porta, 1-330: vorrei che tu libassi i vini e non ne

, e facevano libazioni di vino, che usciva a goccia a goccia da que'vasi

2. enol. vino rosso pregiato, che si produce in provincia di piacenza e

, prodotta da aspergini o botriomiceti, che spesso ha esito mortale. =

accademici fiorentini] hanno prescelti i testi che raddoppiano le consonanti. = deriv

arienti, 418: quando vole fare uno che se ne tenga ben savio..

vol. VII Pag.185 - Da H a HABITAT (22 risultati)

, sesta delle consonanti: essa, che non corrisponde nella nostra lingua a nessun

; in latino era una debole aspirazione che tuttavia scomparve fin dal periodo classico;

habito, havere 'e simili. che più? che molti segnano ancora il <

'e simili. che più? che molti segnano ancora il < i> greco

noi ancora; ma uno spirito grasso, che ci serve a distinguere tra * ci

chi '; 'ce 'e 'che '; 'gi 'e * ghi

mi trasfigurava talmente la voce the, che né meno per pensiero mi passava per

dell'idrogeno. -teorema h: quello che afferma che per un gas in uno

-teorema h: quello che afferma che per un gas in uno stato stazionario l'

. 6. mus. segno musicale che nei paesi germanici indica il si naturale

paesi germanici indica il si naturale (che fino al secolo xvi era indicata con

e del prefisso 4 etto ', che nel sistema metrico decimale moltiplica per cento

, di color bianco e rosso, che viene usata per segnalazioni; se issata

ii-54: tu non intendi un h, che non è pur lettera, * sed

, deriv. dal gr. h che, nell'alfabeto greco primitivo aveva il

. ha2, inter. esclamazione che rivela emozione, sorpresa, gioia,

e fu assai apprezzata dai musicisti europei che ne composero e ne inserirono alcuni saggi

i-75: [c'è] un frutto che nasce sotto terra di grossezza come un

causa sia stato arrestato; esso stabilisce che un cittadino non sia detenuto se non

applicato a richiesta della persona arrestata, che deve conoscere la causa dell'arresto ed

arresto ed essere tradotto davanti al magistrato che deciderà immediatamente della sua libertà personale.

. complesso di condizioni climatiche e ambientali che favoriscono lo sviluppo di una determinata specie

vol. VII Pag.186 - Da HABITUS a HATTEMISTA (40 risultati)

o vegetale. -bot. area che offre a una pianta le condizioni ideali

. biol. l'insieme dei caratteri che permettono di distinguere immediatamente una specie vegetale

hac huc, inter. voce onomatopeica che riproduce il rumore prodotto da un colpo

. cecchi, 1-ii-113: i'so, che e'm'è stato dato di che

che e'm'è stato dato di che tossire: hac, huc. haggàdico

(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio della

-ci). che si riferisce, che è proprio della haggàdà'h, raccolta

hai, inter. ant. esclamazione che esprime dolore, meraviglia, emozione,

d'annunzio, iv-2-983: quel viso bronzino che le pareva d'aver già intravisto in

haitiano, agg. geogr. che si riferisce, che è proprio di

agg. geogr. che si riferisce, che è proprio di haiti. -sm.

vii secolo a. c., prima che vi penetrasse l'armeno indoeuropeo; urarteo

. hallalì, inter. grido che veniva usato come incitamento e come segnale

, perché in fine non è altro che un composto d'interiezioni e di avverbi

secondo anche san girolamo ha esplicato, che una parola composta da hallelu, voce della

numero del più, e da iah, che significa dio o il signore.

stato e stato, originati dalle difficoltà che sorgono nel campo dei cambi esteri,

ham, inter. esclamazione che esprime stupore, perplessità; disagio.

arila, 26: s'intende bene che la voce [amaca] è presa o

caldissimo proveniente dal deserto del sahara, che spira nelle regioni nordafricane; scirocco.

. ungaretti, xi-87: non che il vento del deserto non sia una

conosco da bimbo. è il vento che chiamano altrove simun, scirocco, sceheli

scirocco, sceheli; è un ventaccio che qui arriva a raffiche e turbini dal

scuola di rituale e di diritto musulmano che si fonda sulle dottrine di abu hanifa

scuola di rituale e di diritto musulmano che si fonda sulle dottrine del teologo e

lo caricano [il riso] in sacchi che tengono l'uno una hanega, che

che tengono l'uno una hanega, che sono dieci quartaroli e mezzo veneziani.

ecc., formato da un tetto che poggia su pali o pilastri,

attaccare ', detto per i cavalli che si legavano al gancio prima di ferrarli

di città commerciali della germania del nord che in età medievale si associarono con fini

una particolare lingua 0 letteratura, o che ricorre una sola volta nell'intera opera

. greca usata dai grammatici per significare che una parola, un modo, una

, una forma non sono stati usati che * una sola volta '.

'detto una sola volta ', che compare in italiano anche nella forma hàpax

. porcile. ariosto, 43-58: che tante spezie d'animali, quante /

), sm. farmac. sostanza stupefacente che si ricava dalla canapa indiana (cannabis

hascisch '('cannabis indica ') che noi tutti, giovani, sognammo una

di poter gustare; quel misterioso filtro che inebria così mollemente. pascoli, 1147

c'è dell'oppio... / che dolce ninna!... /

dolce ninna!... / che ebbrietà!... / ma questo

vol. VII Pag.187 - Da HAU a HERTZIANO (42 risultati)

. hau, inter. esclamazione che esprime stizza, rimprovero, minaccia.

, contenente anche solfato di sodio, che appartiene al gruppo della sodalite; si presenta

tipo di virata praticata dagli hawaiani, che consiste in una mezza capriola e costituisce

. hawaiano, agg. geogr. che si riferisce, che è proprio delle

agg. geogr. che si riferisce, che è proprio delle isole hawai e del

è proprio delle isole hawai e del popolo che le abita; che è originario delle

e del popolo che le abita; che è originario delle hawai; che appartiene

abita; che è originario delle hawai; che appartiene alle hawai, alla sua arte

eruttiva effusiva, propria delle hawai, che può essere considerata un basalto alcalino ricco

da lui denominato 'metodo naturale ', che in contrapposizione da un lato alla ginnastica

nuoto, lotta, ecc.), che venivano organicamente raggruppati in dieci famiglie.

. -per estens.: il movimento che si ispirava a tale metodo, al

w. e a. heckel (che inventarono tale strumento nel 1904) e dal

eghelianeggiante), agg. filos. che ha la pretesa di rifarsi o si richiama

l'impreparazione logica e la prevalenza immaginativa che era propria della cultura dei loro paesi

(anche hegheliano, heghellianó). che si riferisce, che è proprio della

, heghellianó). che si riferisce, che è proprio della dottrina filosofica di hegel

proprio della dottrina filosofica di hegel; che segue o si ispira a tale dottrina

: io ho sempre sorriso della qualificazione che mi è stata appiccicata di « hegeliano »

. oriani, x-28-235: due dita che si stringono, ecco, direbbe un

senza messianismi e senza speranze umanitarie, che parlavano un linguaggio di hegeliani inconsci,

iv-n-147: nella concretezza della filosofia, che è la storia, ho voluto dare storia

, 2-31: hei, ragazzo, che ti passa per il capo stasera?

(pron. hainiàno), agg. che si riferisce, che è proprio del

, agg. che si riferisce, che è proprio del poeta tedesco heinrich heine

hem. / o santa dea, che col fraterno raggio / levi l'oscure tenebre

; cfr. il lat. hem, che indica gioia, stupore, meraviglia.

iii-134: l'henechen è un'altra erba che è pure come cardo, e ha

ricavata dalle foglie di queste piante, che viene usata per la fabbricazione di corde

ramusio, iii-54: con l'henequen, che è il più sottil filo, tagliano

i camelli]... col color che si fa con la polvere delle foglie

non so se conosciuta in italia, che i turchi chiamano hanà, e fa

2. olio o sostanza colorante che si ricava da questa pianta.

di olive, ma di una sorte che chiamano hena e l'erba ha la similitudine

campagna, osservai di notabile la pianta che fa la hnà ovvero hannà o alcanna,

a pavia, ecc.), che recano la scritta 4 henricus imperator '

, agg. e sm. filos. che è proprio, che si riferisce al

. filos. che è proprio, che si riferisce al filosofo tedesco j. f

herbart (1776-1841); corrente filosofica che si ispira a queste teorie.

, sm. fis. unità di misura che ha fre quenza pari a

quenza pari a un ciclo al secondo e che corrisponde alla frequenza di un fenomeno periodico

onde hertziane: onde elettromagnetiche, che hanno lunghezza superiore a circa 3000

vol. VII Pag.188 - Da HESSIANO a HUI (45 risultati)

di una ma trice n che ha come elementi le derivate seconde

della fa miglia euforbiacee, che comprende 24 specie originarie dell'america

tropicale, coltivate per il latice che cola da incisioni praticate nel fusto,

3-3 (294): io m'awiso che tu ti cre desti.

cre desti... che la gentil donna ti dovesse incontanente rice

piedi'; dicesi quando si vuole che alcuna cosa si faccia lì e

cecchi, 30-19: messer francesco bemi, che era uomo che aveva l'hic e

messer francesco bemi, che era uomo che aveva l'hic e l'hoc e aveva

, e altre anche piccole, che gli indiani chiamano hicotee. =

. hidalcàn, sm. titolo che si attribuiva anti camente al

hi ho, inter. verso che imita il raglio dell'asino.

. matem. spazio hilbertiano: spazio che ha infinite dimensioni ed è concepito come

sono infatti le coordinate del punto) che hanno proprietà analoghe, ma più generali

); himalaiano, agg. che è proprio, che si riferisce all'

himalaiano, agg. che è proprio, che si riferisce all'himalaya, imponente catena

all'himalaya, imponente catena montuosa che cinge a nord la pianura indostanica.

. la decima parte d'una misura che si chiama efi, aspersa d'olio

: molti furono gli altri scrittori che scesero hinc inde in campo.

hindi, agg. invar. ling. che appartiene a una grande famiglia di

». hitleriano, agg. che è proprio, che si riferisce ad

hitleriano, agg. che è proprio, che si riferisce ad adolf hitler, ai

suoi atteggiamenti, alle sue ideologie; che concerne la dittatura e l'organizzazione totalitaria

i tedeschi stessi, diventati hitleriani, stimarono che il fascismo, che rompeva sfacciatamente i

hitleriani, stimarono che il fascismo, che rompeva sfacciatamente i suoi impegni verso la

un sostegno epico, della disumana epica che già prese forma nel 'nibelungenlied'?

(plur. m. -ci). che è proprio, si riferisce al gioco

voce espressiva. hoffmanniano, agg. che è proprio, che si riferisce allo

hoffmanniano, agg. che è proprio, che si riferisce allo scrittore e musicista tedesco

hofmanisti', i quali hanno insegnato, che il verbo da se medesimo senza la

incarnasse. hogarthiano, agg. che è proprio, che si riferisce al

hogarthiano, agg. che è proprio, che si riferisce al pittore e incisore inglese

le gru] disse: -aspettati, che io ti mosterrò che elle n'hanno

disse: -aspettati, che io ti mosterrò che elle n'hanno due -; e

biscioni [tramater]: interiezione che usa la gente bassa, quando

(pron. ollivudiano), agg. che si riferisce, che è proprio

agg. che si riferisce, che è proprio di hollywood. -per

perfezionato livello di adattamento all'ambiente, che, in virtù della superiorità dell'intelligenza

un salto qualitativo e sopprimere quel tanto che in noi sopravvive dal vecchio 'homo

mostruoso, dotato di poteri magici, che gli alchimisti pretendevano di creare con un

neol. ragazza, giovane donna che assiste i passeggeri durante le trasvolate (

dato dagli statunitensi a quelle graziose giovani che assistono i passeggeri a bordo degli aerei

accompagnatrice. = ingl. hostess, che già nel medioevo indicava la 'donna

già nel medioevo indicava la 'donna che ha cura degli ospiti; chi vigila gli

purg., 16-64: alto sospir, che duolo strinse in 4 hui / mise

duolo strinse in hui *; imperò che non compiè di metter fuora tutto 'l sospiro

vol. VII Pag.189 - Da HUM a HYSTERONPROTERON (15 risultati)

finitte in questa voce * hui ', che è * interiectio do- lentis'; cioè

* interiectio do- lentis'; cioè voce che significa dolore. guarirti, 358: hui

! hum! — come voler far capire che alle fin delle fini il granduca era

humiano, agg. filos. che è proprio, che si riferisce alla

agg. filos. che è proprio, che si riferisce alla dottrina del filosofo inglese

esterno, il più superficiale della terra, che la ricopre ovunque le roccie non sono

colle terre. humboldt ha mostrato, che questo è il principio della fertilità,

della terra, formata di materia organica che ricopre il suolo ed è assai acconcia alla

. insieme di fattori culturali o ambientali che favoriscono o condizionano il sorgere di ideologie

. -catena huroniana: serie di corrugamenti che avvennero nello scudo baltico, canadese e

hutii sono di colore bigio, secondo che ne sono stato informato da molti,

ne sono stato informato da molti, che gli viddero e ne mangiarono e li lodarono

: 'hysteron pròteron', cioè 'prima quel che è dopo ': figura retorica che consiste

quel che è dopo ': figura retorica che consiste nel mettere prima il concetto che

che consiste nel mettere prima il concetto che nell'ordine logico, obiettivo, cronologico

vol. VII Pag.190 - Da I E J a I E J (27 risultati)

alfabeto italiano, terza delle vocali, che anticamente era nettamente distinta nella grafia,

o per indicare la particolare lunghezza che la vocale assume in certi casi, per

sorda. -fonet. vocale palatale che si pronuncia sollevando la lingua verso il

anteriore più in alto e più avanti che per ve chiusa; semivocale e semiconsonante

per ve chiusa; semivocale e semiconsonante che hanno pronuncia simile a quella della vocale

quella della vocale ma più serrata e che costituiscono rispettivamente il secondo elemento di dittonghi

arse, e cener tutto / convenne che cascando divenisse. idem, par.,

ci è paruto di notare ancora la differenza che è tra lo 'i ',

scriverà per uno 'j 'lungo, che si estenda di sotto dalla riga

bocca, et è più voce feminile che maschile, e per ciò ha leggiero e

— i prostetico: quello premesso a parole che cominciano con s impura quando queste siano

nel principio di moltissime voci (come che essi la e vi ponessero in quella vece

acconcia alla lor lingua in tale ufficio, che alla toscana), sì come sono

istesso ', e dell'altre, che dalla s, a cui alcun'altra consonante

la parola finisce in consonante e quella che ne viene appresso comincia da s, a

modale tradizionale, designa la proposizione modale che nega il modo e afferma la proposizione.

coloranti. 7. numism. segno che nelle antiche monete indicava le zecche di

mus. nelle antiche notazioni alfabetiche che impiegavano una successione di più di sette

è un'imitazione scherzosa dei faticosi tentativi che fa chi non riesce a leggere una parola

questo termine ci serviamo per esprimere uno che s'affanni d'operare, e non conchiuda

non conchiuda. viene da quello stento che fanno i ragazzi quando imparano a compitare

: ed ha lo stesso significato e forza che * ponza, ponza'. pananti,

dalla nona lettera dell'alfabeto romano i, che in età classica indicava la vocale sillabica

si premette ai nomi maschili plur. che cominciano con una consonante (che non

. che cominciano con una consonante (che non sia z, s impura, gn

la calamita, contano i saccenti / che trarre non porria / lo ferro per maestria

ferro per maestria, / se non che l'aire in mezzo lu consenti. dante

vol. VII Pag.191 - Da I a JACHETTO (49 risultati)

quei nomi mascolini nel numero del più che cominciano come quegli a chi si dà

ed alle fere / i miserandi avanzi che natura / con veci eterne a sensi altri

: ora specchio i punti di mondo / che avevo compagni / e fiuto l'orientamento

francesco da barberino, i-224: puossi dir che qui claude / septe maniere d'ingrati

i men gagliardi / mostran desio, non che i guerrier soprani. viviani, 2-7

1 più eccellenti. giusti, 2-315: che i più tirano i meno è verità

i meno è verità, / posto che sia nei più senno e virtù; /

art. gli) dinanzi ai nomi che cominciano con z, s impura,

dice spesso di quelle [parole] che farebbono ridere i zoccoli. loredano,

355: vi ringrazio, / che essendo i sposi a favorir venuti,

anche dinanzi a dei e dii, che ordinariamente sono retti dall'art. gli

). tansillo, 1-140: che fero i dii, che attendono al governo

, 1-140: che fero i dii, che attendono al governo / del grillo,

anni miei d'esito ancora / quasi che indifferente, / quando per nostra colpa /

goldoni, iii-844: vi sono i dei che proteggono l'innocenza. =

sulla testa sì forte i donaro, / che cadde semivivo. testi non toscani,

a mio fio daniel overo altri fioli che per la mia benedizion mai per caso

allor li prega 1 per quell'amor che i mena; e quei verranno.

ed adomessa -messa -con plagensa / c'ognun che i pensa -sens'à -per mirata.

francesco da barberino, iii-237: guarda che i consigli / non vaglion se no

viij dì, sia licito a coloro che ànno i panni a conciare, di mandarli

lo svilupparsi, / tant'era l'artificio che i teneva. moscoli, vii-607 (

/ ma posto sono'a tal, che poco apprezza / ciascun de questi e del

et in silencio permagna, sin a tanto che l'oficio sia celebrao. testi

alla cima / per due fiammette che i vedemmo porre. = troncamento

pien di sonno a quel punto / che la verace via abbandonai. boccaccio,

. (262): i'ho pensato che questo $arà, di chi alcuna cosa

mie carte in lieta fronte accogli, / che quasi in voto a te sacrate i'

spretili, ch'i'mogli! = che io muoia ecc. però nella gar-

113: là non sono multi anni che in tridente martirizaro uno fanzolino chiamato simon

dalle cui foglie alterne, picciolate, che contengono l'alcaloide pilocarpina, si estrae

pilocarpina, si estrae un olio essenziale che ha azione diaforetica, espettorante e stimolante

eccezionale sviluppo dei piedi e delle dita che permettono loro di muoversi velocemente anche sulla

.. è un arbore assai grande, che fa il frutto nel tronco e non

. fortini, i-35: in quel mentre che [la donna] si fermò

delle mascalcie, 2-407: recipe la erba che se dice iacea nigra, et

dalle cui concavità escono i ramuscelli che producono i fiori come le viole, di

giacea, sorta di pianta, che è una specie di ciano.

quali accorrono a... mundargli ciò che superfluo era fra'denti suoi rimaso

. iacopone, 25-6: pensa bene che tu di tornare en quella forma,

tu di tornare en quella forma, che tu vide stare l'omo che iace en

forma, che tu vide stare l'omo che iace en la fossa scura. miracole

diacono volgar., i-198: colui che poco fa sedeva glorioso nella sedia, ora

maria maddalena de'pazzi, vi-149: o che nuova verità è questa che la vita

: o che nuova verità è questa che la vita [gesù cristo] iaca

ardor si sface, / così colei che in mezo al cor mi iace. serafino

calogrosso, 51: ma il cor, che liber iace, / ad altri el

, / ad altri el dona amor, che l'ha in sua forza. =

, sorta di nave inglese e olandese che va a vele e a remi.

vol. VII Pag.192 - Da IACINTEO a IALOIDEO (38 risultati)

tridentata) dotato di due larghe pinne che ricordano le ali di una farfalla e i

ialino (jalino), agg. che ha l'aspetto e la trasparenza del

caro, 12-i-154: trovo infino a ora che giunone è descritta con una veste ialina

di ortoclasio e celsiana, monoclino, che si trova in svezia e nel

e nell'interno guernita di moltissime espansioni che formano delle cellule contenenti l'umore vitreo

dell'occhio. -membrana ialoidea: quella che contiene l'umore ialoideo. -canale ialoideo

: * ialoideo '..., che appartiene alla membrana ialoide. onde *

ialoideo 'fu detto quel canale cilindrico che la membrana ialoide forma, ripiegandosi

moderno registra 'jachetto ', parola che rivela la buona intenzione del lessicografo di

anche iacinteo), agg. letter. che ha il colore del giacinto: azzurro

la teoria lungo la sponda / del fiume che travolse già ne l'onda / mitica

dove ormai translucono i gioielli / regali che le tue pallide mani / rendeano sacri e

. cfr. panzini (iv-321), che registra la pronuncia iacinteo (v.

1-viii-109: avendo ella... gustato che differenzia è dalla iacitura mia a quella

derivate prime rispetto alle singole variabili, che serve per stabilire se un sistema di

in alcune piante della famiglia composite, che si ritiene abbia azione tossica sugli animali

col suff. chim. -ina che indica ammine e composti analoghi.

di piante ornamentali della famiglia acantacee, che comprende 40 specie delfamerica centro-meridionale, costituite

(plur. m. -ci). che si rife risce, che

che si rife risce, che appartiene a iacopone da todi e alla

. panigarola, 1-224: vorrei che il capitano generale avesse questa divozione,

il capitano generale avesse questa divozione, che nel mettersi la sopraveste militare meditasse sempre

domandai tante e tante scuse -ripetendo tuttavia che la mia era una iaculatòria, né

7-581: si pose in ginocchioni; il che egli solea fare con grande ardore di

solea fare con grande ardore di spirito, che i teologi chiamano prieghi iaculatorii,

inanzi si vedranno assai miracoli, / che iesù de la morte sie disfatto / per

con tutta l'etiopia / né con ciò che di sopra al mar rosso èe.

ottimo, i-416: iaculo è un serpente che vola, del quale dice lucano:

voce dotta, lat. jàcùlus * serpente che si lancia dall'alto sulla preda'(

jacùlus, dal lat. iacùlus 'che si lancia '. jacuto, sm

disposte a forma di v coricata, che costituiscono la fronte della costellazione del toro

è de le stelle de 'l zodiaco; che sono l'ariete, il tauro,

greci chiamate iade per rispetto delle piogge che menano. salvini, 13-274: fefila

eudora di sparso e lungo manto, / che chiamano iadi sulla terra gli uomini.

. giapetico. 2. che si riferisce, che appartiene a jafet.

2. che si riferisce, che appartiene a jafet. = deriv.

, uno dei tre figli di noè che, secondo la narrazione biblica, avrebbero dato

ci inviammo coperti de'nostri iagmurluchi, che sono certe spezie di balandrani assai galanti

vol. VII Pag.193 - Da IALOMELANO a IASPIDE (34 risultati)

del nervo ottico nell'occhio, e che traversa direttamente il corpo vitreo dall'in-

ialotipìa, sf. procedimento di stampa che consiste nel ricavare le matrici di zinco

è inciso con acido nitrico il disegno che si vuole riprodurre. = voce

dolce, 1-30: ialtrio, che eziandio è detto vitreo, niveo,

ialuronidasi, sf. biol. enzima che ha la proprietà di scindere l'

. da ialuronico, col sufi, -osi che indica gli enzimi.

porre tanti piedi e con quell'ordine che ricercano cotali metri. -sm. verso

del ditirambico, / com'oggi è più che mai stil de'poeti / aborritor dell'

nelle carte appresso. 2. che è proprio, che si riferisce al giambo

2. che è proprio, che si riferisce al giambo. tesauro,

l'ultimo piè. 3. che scrive, che compone in versi giambici.

. 3. che scrive, che compone in versi giambici. pascoli,

melico modulare i suoi inni tra persone che parlino d'amore. = voce

scenici... hanno solo guardato che i versi loro abbiano per l'uno e

della comedia riferisce al poema maledico, che fu composto co'l verso iambo.

, agg. e sm. mitol. che discende da iamo, celebre indovino figlio

, per il colore della secrezione che producono. latitino, agg.

latitino, agg. ant. che è di colore violetto. fr

somigliante; e parimente il violato, che è detto medesimamente iantino.

(iantinospòreo), agg. bot. che produce spore di colore violetto (con

comprendente alcune specie di piccole dimensioni, che vivono nel terreno umido. =

degli iapigi. iapìgio, agg. che si riferisce, che appartiene agli iapigi

iapìgio, agg. che si riferisce, che appartiene agli iapigi (popolazione di origine

, 140: si sono trovate alcune iscrizioni che non s'intendono ma si tengono per

'latruyio?. iapogermànico, agg. che comprende giapponesi ed europei. settembrini

indiani, ecco una schiatta indogermanica; che tra una cinquantina d'anni quando avremo

di iara e composizione riempito serà, acciò che alle botte e al colpire delle bombarde

trovarono... un iarbù che se ne stava col muso alla bocca della

della bagliva di galatina, 246: item che nulla persona ausa ponere o da

fato basico di ferro e potassio, che si presenta in cristalli trigonali di

cecropia peltata), diffusa in brasile, che fornisce un legno spugnoso usato nella

. idem, i-174: scrive ysaac benaram che do spezie se truova de iasmin

volgar.], 18-33: ecco che io porrò per ordine le pietre

e porrò quella pietra preziosa, che si chiama giaspis. ottimo, iii

vol. VII Pag.194 - Da IASPIS a IATTURA (36 risultati)

dioscoride], 726: sono le pietre che si chiamano iaspidi veramente diverse: percioché

stimata nella cina, detta qua iusce, che ci dichiarorno essere iaspe, punte di

fatto è lo scettro, e più che '1 regno vale. / un pomo

già le lodasti la sua chioma / che per elmetto dalle cinque già- spidi /

dragon ch'ha nome iaspis, / che d'udir si disdegna chi lo 'ncanta.

. m. -ci). medie. che appare somiglia la neve. tiene,

appare somiglia la neve. tiene, che si riferisce alla medicina. = voce

. incontro di due o più vocali che non formano dittongo; dieresi (solo

pone due 0 più parole insieme, che l'una finisca in alcuna di queste

,... e l'altra, che seguita poscia, si comincia dalla lettera

giraldi cinzio, i-149: io stimo che qualunque volta lo incontro delle vocali fa

, si levi la vocale alla parola che in essa finisce. tasso, 12-663

.. mi contendevano fin'anche queirillusoria armonia che 1 poveri poeti sentono da sé soli

carducci, iii-10-159: il desiderio cocente che riarde l'anima, e la cui

, di tutte le più sottili raffinatezze che variavano il suo stile e la sua metrica

/ oymè! piena d'inganno, / che terra cum iato la sorbisca. boiardo

largo iato. salvini, 23-120: che quando alcuna delle tristi fiere / dorma

.. sono di sì enorme corporatura, che nell'iato della bocca potrebbe passeggiarvi tra

compassione e giustizia, giova forse notare che la compassione non è l'atteggiamento simpatetico

brusco trapasso, v'è un iato che non è nell'ordine delle cose naturali

: siamo saldati in un tessuto connettivo che riempie l'iato tra le nostre discontinuità.

l'analogia di tutti questi segni, che non ho tempo a fare una anatomia dell'

dottrina medica sviluppatasi nel secolo xvii, che intendeva spiegare tutti i fenomeni vitali o

(ant. anche giattante). che si vanta; vanaglorioso. f

, 25-62: li altri due punti, che non per sapere / son dimandati,

., 1-5-228: è libidine di gloriarsi che si chiama iattanzia. 5. bernardo

publicamente,...: « che se casale non era terra santa voleva tornarla

somministran loro [ai foresi] di che vivere e sussistere, e ciò ordinariamente senza

e ciò ordinariamente senza quella iattanza, che accompagna la vana ed affettata beneficenza.

segneri, iii-3-33: vantava archimede, che se egli avesse potuto giammai mettere un

. volle burlarsi de'nemici e lasciar che le sue genti scorressero, facendo caracoli

la disgregazione, e forse, più che le iattanze de'mediocri e la ciarlataneria de

. sannazaro, iv-344: scrissili quel che non solo iattano loro, ma io

, manifestantesi con gesti senza scopo, che si osserva talvolta nelle sindromi ansiose.

/ di nova fellonia di tanto peso / che tosto fia iattura de la barca,

, iii-377: è iattura quella cosa che si gitta fuori del legno, quando il

vol. VII Pag.195 - Da IAVANITA a IBERNO (41 risultati)

fortuna, acciò che le persone campino per più leggierezza lionidi,

(plur. m. -ci). che discende nacle (nel 1708) e hibernaculum

giovio, i-ioo: de nove che sverna ritirandosi in tane o ricoveri appositi

tanta iattura mi querelo, / pur che non cresca, ma stia a questo segno

ad inestimabil prezzo nella beatitudine eterna ciò che togliamo a noi per servigio del prossimo

... ch'i cieli sono quelli che regono e governano questa vita umana,

tua fronte incandescente, il solco / che vi ho graffiato a sangue, croce

pure così sarebbe finita quella terribile iattura che aveva addosso. 4. locuz

/ gli avrò d'assai, però che la iattura / che si fa, lui

d'assai, però che la iattura / che si fa, lui perdendo, di

benigno e presto / sempre a colui che per lo patrio nido / d'ogni bene

g. capponi, ii-229: che per le cose bruciate le arti non

il silenzio dei contemporanei... che non gli fecero [a savonarola] tale

(plur. m. -ci). che si riferisce, che appartiene agli iavaniti

-ci). che si riferisce, che appartiene agli iavaniti; che discende dagli

riferisce, che appartiene agli iavaniti; che discende dagli iavaniti, discendenti di iavan

de 2. bot. di gemma che, nata in primavera, tanta virtute

primavera, tanta virtute e dolceza, che averebbeno acceso el foco nel iazzo

l'ibano affinato. tavola micelio di fungo che persiste durante l'inverno, o

erano tutti di ibano vergato. a piante che resistono ai freddi invernali). =

(plur. m. -ci). che si al figur.

al figur. riferisce, che è proprio degli iberi o dell'iberia,

: lo spirito elementare-grezzo-assolutista antica regione che comprendeva l'attuale spagna con cui

cui mi identificherei... resta quel che è sempre e portogallo.

apparisca affinità colle lingue asiatiche è la mali che trascorrono l'inverno in letargo entro basca

sfavorevoli, e delle gemme e delle spore che, tempo accettarono le spade iberiche.

trascorrono un certo periodo 2. che si riferisce, che è proprio della penisola

2. che si riferisce, che è proprio della penisola in stato di

, anche, ispano-portoghese). -america targo che per mezzo del freddo; da ciò le

fiori in racemi corimbi- lentata, che consiste in una riduzione del metaformi,

a n farmacologiche e fisiche che permettono di ottonio, che fiorisce da

e fisiche che permettono di ottonio, che fiorisce da ottobre ad aprile).

2-237: l'iberide e il lepidio, che sono una cosa medetutte le parti del

, una la diramata / iberide, che esulta in basso fusto. paralisi generale,

portoghese). della cottura l'argilla, che è esposta per alcuni papini, iii-85z

movimento tendente a rinsaldare i legami nell'ospizio che a'poveri di tali nazioni avea preparato

]... io l'ho veduta che ella apparisce lunga quattro dita a quella

quattro dita a quella sorte di uomini, che si studioso della civiltà iberica e

ibernare. amidi di riserva, che, staccatasi dalla pianta in ibèrno

, agg. ant. e letter. che è proprio, autunno, si

zool. gemma del polipide dei briozoi, che 454: ne'campi trazii, sotto

vol. VII Pag.196 - Da IBERNOMA a IBRIDISMO (36 risultati)

. guarino guarini, 1-82: quelli che mirano il punto t solstizio iberno orientale

, non teme l'iberno orrore, che pare renda più dolci gli amplessi tuoi.

di ibernante] col sufi, -orna che indica i tumori. ibèro, agg

e letter. clje si riferisce, che è proprio degli iberi o delltberia.

3-141: gl'iberi..., che diedero il nome a tutta la penisola

cartaginesi ed etnische. 2. che si riferisce, che è proprio della penisola

2. che si riferisce, che è proprio della penisola iberica e dei

proprio della penisola iberica e dei popoli che oggi la abitano. -per estens.

ispanico. ariosto, 33-54: ecco che 'l re ne la prigione ibera /

». ibero-americano, agg. che è proprio, che si riferisce allamerica

ibero-americano, agg. che è proprio, che si riferisce allamerica latina.

e sm. ling. gruppo linguistico che comprende le lingue romanze della penisola iberica

l-m-372: ecci l'uccello ibi, che nasce nel solo egitto e di cui dicesi

nel solo egitto e di cui dicesi che ivi divora le serpi portatevi dal vento africo

è l'ibi 'per il culto che ne avevano gli antichi egizi. l.

prodotti (come l'hibiscus sabdariffa, che dà il carcadè).

vii-340: ibisco: erba famosa, che piace molto alle capre. molza,

ibisco. varchi, v-ioii: ecco che, per piacerti, entro un canestro /

e d'ibisco attorno in guisa, / che non vedesti ancor lavoro eguale. salvini

nascono sopra quel primo strato dai semi che il vento e gli uccelli vi trasportarono.

e coglier teco per incoronarmi / l'ibisco che fiorisce a massaciùccoli. gozzano, i-448

magnolie, di ibischi, di rose decapitate che i mercanti vendono a peso, come

lat. sostant. atto o discorso che si presta a diverse interpretazioni; risposta

: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere.

iblèo, agg. letter. che si riferisce, che è proprio dell'

agg. letter. che si riferisce, che è proprio dell'antica città sicula di

ibla e della regione e dei monti che la circondavano (ricchi, nella tradizione

a dolce / mèle di favi iblei / che lento i petti molce, / scendete

dotato di azione neurotonica ed eccitante, che si presenta in cristalli aghiformi incolori,

, 26-14: su per le scalee / che n'avea fatto iborni a scender pria

pretesto ibridandosi per la strada di motivi che lo arricchiscono. = deriv

un nuovo tipo [di cotone] che si adatti bene alle condizioni di suolo e

letterari eterogenei. bocchelli, 2-xix-648: che sia, nel gusto e nelle ideologie

, ma non per questo è men vero che macbeth non è e non dovrebb'essere

all'abito di forma e di vita che domandiamo selvatico. cattaneo, iii-3-237:

cattaneo, iii-3-237: si dovrebbe indurre che la legge dell'ibridismo umano, in

vol. VII Pag.197 - Da IBRIDIZZARE a ICARIO (50 risultati)

b. croce, iii-10-39: quelle che si chiamano indebitamente teorie psicologiche sono o

ibridismi inquietanti. piovene, 7-369: non che io trovi a ridire per principio su

ibrido, agg. e sm. che deriva dall'incrocio di individui vegetali o

selvaggi [i porci] e quegli che di questa commistione nascono sono chiamati ibridi

gli 4 ibridi 'sono rarissimi, quasi che la natura stessa abbia creato una barriera

venezia tanto animata, non si vede che forestieri e non potete credere quanto mi

affastellato. salvini, 6-132: pare che l'esempio d'ennio agl'ingegni che

che l'esempio d'ennio agl'ingegni che venner dopo arrecasse fiducia... di

varie specie di lenocinl e di compromessi che l'hanno sempre resa ibrida e subalterna.

. gramsci, 6-13: è impossibile che la nuova letteratura non si manifesti «

futurismo carcassante. 3. che manca di coerenza, di organicità, di

di chiarezza; privo di schiettezza; che ha in sé aspetti o elementi eterogenei

governi consultativi, è una forma ibrida che,... nel nostro secolo decimonono

dell'opinione, uno stato di cose che non è lotta e non è conciliazione.

, teoricamente parlando, queiribrida istituzione, che toglie, per darla altrui, la

la facoltà di giudicare alla magistratura, e che dicesi contenzioso amministrativo. carducci, iii-25-172

legale esiste... il paese reale che non può sop portare di

qualche cosa di ibrido e di subdolo che non isfuggiva a un osservatore; era quel-

era quel- l'indefinibile aspetto di viziosità che portano in loro le generazioni provenienti da

avvizzirono presto e morirono come tutto quello che è ibrido. banti, 9-243:

il diritto di disapprovarli, anzi vedeva bene che il suo dovere sarebbe stato di aiutarli

gittatogli tra i piedi dal destino, che, sotto le sembianze d'una bimba

logico-fantastico. gramsci, 1-105: ciò che è rilevante è che nasce un nuovo

1-105: ciò che è rilevante è che nasce un nuovo modo di concepire il mondo

concepire il mondo e l'uomo e che tale concezione... tende a diventare

lingua francese. 4. ling. che è composto di elementi che derivano da

. ling. che è composto di elementi che derivano da lingue diverse (una parola

. foscolo, xi-1-123: sappiamo per prova che né un napoletano illitterato intende un milanese

fra di loro un certo italiano ibrido, che partecipando pur sempre del dialetto provinciale di

latina, ma di quel latino volgare che noi non conosciamo. bernari, 6-136

. ibridògamo, agg. bot. che viene fecondato da fiori di specie diversa

. ibridologia, sf. scienza che studia i fenomeni di ibridismo.

(plur. m. -ci). che si riferisce all'ibridologia.

nasce ibsenianamente per il fatto stesso che è presente una idealità. = comp

ibseniano, agg. letter. che si riferisce, che appartiene al drammaturgo

agg. letter. che si riferisce, che appartiene al drammaturgo norvegese henrik ibsen

(1828-1906) e alla sua opera; che ha i caratteri, ispirati a un

, iii-140: l'icaco è un albero che nella foglia si somiglia molto al sorbo

. appartenenti ad associazioni filosofiche o religiose che celebravano come solenne e festivo il ventesimo

mese (con particolare riferimento agli epicurei che festeggiavano il 20 del mese gamelione in

icariano1, agg. letter. che è proprio di icaro. -per

quelle dell'aspirante aviatore dentro la macchina che nelle scuole di aviazione... abitua

— anche sm. icariano: acrobata che compie esercizi di volteggio al trapezio.

icaro, mitico figlio di dedalo, che fuggì dal labirinto di creta volando con le

dal labirinto di creta volando con le ali che il padre stesso gli aveva adattato;

icariens). icariano2, agg. che si riferisce all'utopia del comunista francese

icàrio1, agg. letter. che appartiene, che si riferisce a

, agg. letter. che appartiene, che si riferisce a icaro; che

che si riferisce a icaro; che è proprio di icaro. -per

icaro. -per estens.: che si riferisce al volo. conti

vol. VII Pag.198 - Da ICARIO a ICONA (42 risultati)

, l'istinto umano del volo, che già travagliava l'inquietudine del vinci e

onore di icario, eroe ateniese, che apprese da bacco l'arte di ricavare

evocativa, mai rappresentano icasticamente la cosa che significano. moretti, iv-507: il

. m. -ci). letter. che ri produce la realtà naturale

immagini. — per estens.: che è dotato di evidenza rappresentativa, di

patrizi, 1-ii-82: platone mostra nel 'sofista'che... della faci tura.

la sua imitazione è più tosto icastica che fantastica; e se pur fu operazione

: due sorti d'imitazione avete detto che si ritrovano; icastica e fantastica;

ritrovano; icastica e fantastica; e che l'icastica è imitazione di cose che

e che l'icastica è imitazione di cose che sono in natura, e la fantastica

in natura, e la fantastica di cose che hanno solamente l'essere nell'intelletto dell'

aggiunto d'imitazione, o simile, che ha per oggetto le cose fisiche,

: tal crede dare un fio / che riceve un icchisi. pulci, 18-137:

pezzi imperniati nel mezzo; e aperte che sieno, prendono la figura di un'«

/ fatevi dare un taglio, / che un'iccase vi faccia in mezzo al

ten serviria? / ché non fia nessun che possa dirmi mi / fece partir un

nome a pinca d'oro; / che non faresti un icchese di gatta.

a. casotti, 1-4-20: ma che fossero desse io mi figuro, /

filosofia scolastica, la condizione di ciò che esiste in un determinato luogo.

icché, pron. interr. dial. che? che cosa? imbriani,

pron. interr. dial. che? che cosa? imbriani, 2-115:

così? = pron. interr. che con la i prostetica. ìccia,

omini dati a noi dalla natura, che circa riceverli datici dalla mamma. =

sua. idem, ii-279: conviene che il nostro prudente iciarco esplori, tenti

volte si ri tuffa, in modo che rimane involto in molte coverte: dipoi combatte

icneumoni salvatiche son forsi quelle grosse, che da'latini son dette 'crabrones '?

imposto questo nome ad un genere d'insetti che distruggono i bruchi e l'uova d'

sé ima densa nube di animaletti volanti che producevano un acutissimo ronzìo: un esercito

dal gr. ixvcóiuov -ovo? * che segue le tracce ', deriv. da

assai utili all'uomo per la distruzione che compiono di molti altri insetti dannosi (soprattutto

descrizione ed espressione in carta di quello che dee occupare la fabbrica che si disegna nel

di quello che dee occupare la fabbrica che si disegna nel piano. daniele barbaro

, 45: veniremo adunque alla pianta che icnografia si chiama. lami, 1-1-80:

prospettiva in due parti, runa, che riguarda unicamente la icnografìa, e l'altra

l'altra l'ortografia. que'metodi che insegnano di trasferire sulla parete le piante

: ne ha perciò bisogno non meno che di tre, della pianta, o

. m. -ci). disus. che si riferisce, che è proprio dell'

. disus. che si riferisce, che è proprio dell'icnografia; che riguarda

riferisce, che è proprio dell'icnografia; che riguarda la pianta di un edificio,

icnografici. icnologìa, sf. scienza che studia le impronte o le tracce

. bocchelli, 2-xxiv-503: pretendevo che sia molto più lecito riporre un mazzo

in petto a una donna, piuttosto che stare nudo nato con un icoglano.

vol. VII Pag.199 - Da ICONALE a ICONOLOGISTA (42 risultati)

madonna, chiusa nell'argento dell'icona, che laggiù chiamano panaghia cioè a dire tuttasanta

montale, 2-99: la vita / che t'affàbula è ancora troppo breve /

ott. teoria particolare dell'ottica geometrica che riguarda il comportamento dei raggi in un

e sm. disus. strumento ottico che dà, di uno stesso oggetto,

uno stesso oggetto, due immagini, che si dirigono in senso opposto, si

. m. -ci). letter. che rappresenta mediante un'immagine, una statua

2. neol. segno iconico: quello che presenta proprietà e caratteristiche analoghe a quelle

caratteristiche analoghe a quelle proprie di ciò che esso denota (in linguistica strutturale,

iconièse, agg. e sm. che si riferisce, che è proprio

. e sm. che si riferisce, che è proprio di iconio, antica

antica città dell'asia minore; che è nativo o risiede a iconio.

figure. gioberti, iii-8: che questa grazia... divina all'iconismo

... approdavano agli stessi porti che accolsero le vele del primo distruttore di

, 3-254: cristo, pastore ebraico, che hai tu fatto, / re di

. monelli, 2-396: quel poco che conoscevo della natura... di

religiosa (e l'azione connessa) che, nell'impero bizantino, nei secoli

(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'

-ci). che si riferisce, che è proprio dell'iconoclastia o degli iconoclasti

caracciolo forino, 58: ciò che di positivo si conosce rimonta a tempi

oriente. 2. figur. che avversa violentemente o rifiuta ogni dogmatismo religioso

o regola o valore tradizionalmente accettato; che muove con violenza distruttiva contro le convinzioni

-ci). di un segno grafico che consiste in un'immagine il cui valore

'. iconografìa, sf. disciplina che studia e analizza storicamente ogni figura e

lo più, delle opere d'arte) che si riferiscono a un determinato avvenimento,

-anche: descrizione di tutte le opere che raffigurano un determinato soggetto. giordani

. a fare della iconografia latina ciò che sì mirabilmente ha compiuto della greca.

oscure, e pur nobilitate dal devoto fervore che le inspirò. quarantotti gambini, 10-53

addetto un professore d'iconografia naturale, che ne darà delle pubbliche lezioni.

darà delle pubbliche lezioni. -opera che tratta di immagini, di figure dipinte

iconogràfica, sf. parte della tecnologia che comprende tutte le discipline relative alla rappresentazione

(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'

-ci). che si riferisce, che è proprio dell'iconografia. b

.., si fermi al primo ritratto che gli viene agli occhi, e non

d'alberti, 450: 'iconolatra', nome che gl'iconoclasti davano a'cattolici, ch'

, per lo più ampiamente illustrato, che tratta di immagini allegoriche, di simboli

dignità, di provincie, di fiumi, che nelle iconologie o nelle medaglie ingegnosamente si

; tutta è opera di quest'arte che fa imagini di ogni cosa imagi- nabile

. f. buonarroti, i-m: credo che poche, anzi nessune sarebbono le cose

poche, anzi nessune sarebbono le cose che s'indovinassero, se non fosse a

se non fosse a sorte qualcheduna, che si potesse riscontrare nell'iconologia del ripa

(plur. m. -ci). che riguarda, che è proprio dell'iconologia

. -ci). che riguarda, che è proprio dell'iconologia. milizia,

vol. VII Pag.200 - Da ICONOMACO a ICTIOSI (16 risultati)

essa un uomo premuto, depresso e che non ha respiro. 2. studioso

. serdonati, i-40: li eretici che abominavano le sacre imagini, e perciò

immagini,... provvedesse il concilio che fosse di ciò insegnata al popolo la

tra l'iconoclasta e l'iconomaco, che il primo spezzava le immagini, e

e 'l secondo impugnava soltanto il culto che lor si presta. 2.

. etxovo [i. dcxo? * che combatte le immagini ', comp.

dunque se euripide non valse nell'ordine che vien chiamata da aristotile iconomia, s'

s'avrà secondo voi da far conseguenza, che nel resto egli non vaglia nulla?

modo da condurre o avvicinare gl'individui che la compongono alla umana perfezione e felicità

. = variante di economia, che riproduce la pronuncia biz. del gr

sm. (plur. -i). che profana le immagini sacre.

, rettor., 33-11: perciò conviene che di questa una [la retorica]

scienza, cioè iconomica, sì 'nsegna che sia da fare e che da lasciare per

sì 'nsegna che sia da fare e che da lasciare per covernare e reggere il

viii-2-60: intorno agli atti morali, ciò che veder se ne puote per uomo,

venir le rendite, niente altro accade che io dica, se non che si legga