: andarete crescendo sempre la fiamma fin che vedreti uscire l'acqua e le flemme dei
recipiente aperto e non coperto fino a che esca la flegma. redi, 16-iv-344
lentissimamente alle ceneri calde: e svaporate che sono, e rimaso il fondo asciutto
e a stento / solubile; a tal che dianzi tentato / il lento fuoco,
lento fuoco, non altro egli rese / che un leggieri liquore e poca flemma.
flemma. galiani, 3-72: vero è che la flemma dell'acqua regia di fresco
dell'acqua regia di fresco distillata, dopo che ha sciolto qualche pezzetto d'oro,
liquefar l'argento. -liquido idroalcolico che, nei tempi passati, si otteneva
dalla fermentazione di zuccheri o amido, che viene impiegata come solvente nella fabbricazione di
plur. m. -ghi). che serve per sciogliere la pituita, per liberare
furono nella medicina introdotti i farmaci, che dall'espulsione di tal flemma e dell'acqua
'flemma 'e < xy<ùy6q * che attira '. flemmaticaménte, avv.
sentimenti non lontani dal carattere materno, ma che tenevano della sostenutezza. pascarella, 2-320
.. va a parlare ad uno che flemmaticamente sta scrivendo, poi mi porta
poi mi porta dinanzi a un secondo uomo che scrive anche lui il mio nome in
tempo, e tanta flemmaticità di cervello che bastasse a trascorrere con diligenza tutte le
diligenza tutte le vie e i modi che furono ritrovati da'que'tempi in poi
(plur. m. -ci). che ha la natura della flemma; che
che ha la natura della flemma; che ha le proprietà della flemma (un umore
1-26: la fiocaggine procede da umiditade che corre nello istrumento della boce, e
: quell'altra sorte di tumoretti, che pur nelle palpebre sogliono ancor nascere,
sottil parte, il fegato di quello che è grosso e acceso, il cervello di
e acceso, il cervello di quello che è flemmatico e freddo. -che
, patirà infermità flemmatiche. 2. che è affetto da un'eccessiva quantità di
in sua natura. ché in ciò che flemma è fredda e umida, ed
d'acqua e di verno, conviene elli che quello uomo sia lento e molle e
dormiglioso. buti, ii-150: bene che alcuno [omore] signoreggi, è sì
, è sì contemperato co li altri che il corpo sta sano, danno denominazione
natura, una costituzion tale d'umori che sia bilioso e collerico o pure malinconico
alla tomba. -temperamento flemmatico: quello che si distingue per debole e lenta emotività
come dalla sua timidità si conosce, che da mancamento di calore procede e dalla
procede e dalla nerezza del sangue, che dinota l'adustione e la copia deltumor
. -che contiene troppa flemma, che soffre dei disturbi derivanti dall'eccesso di
l'acetose [ciliege] diseccano più che l'afre, e con questo tagliano e
ulcerette. 3. ant. che provoca la formazione di flemma (un
: seguita il niasi, un uomiccin che pria / per dirla pizzicò del bellicoso,
determinato il tempo e la strada tutto ciò che si dicesse per fargli mutar proposito sarebbe
pananti, i-35: ma grand'uomo impaziente che vo'siete, / il copista flemmatico
-don girolamo è meno cattivo di quello che voi pensiate. 6. sm
1-15: la intenzione sua si è che il vino giovi al flemmatico, il torre
inclinati alla bevanda sono i sanguigni, che i flemmatici o di altro temperamento.
gravemente avere avuto flemmatica alcuno giorno, che tiene e lui e'suoi di mala
ascessi multipli e da febbre anche alta, che è causata per lo più da cocchi
antibatteriche. -flemmone biliare: quello che si sviluppa nella vescichetta e nelle vie
vie biliari. -flemmone laterofaringeo: quello che sorge in seguito a un processo adenitico
ligneo: infiammazione purulenta, dura, che si forma intorno a corpi estranei (
quello a carattere necrotico e gangrenoso, che si manifesta nell'uomo al perineo, per
294: sono già dodici giorni che io me la passo in casa,
... con una pertinace flussione che m'ha fatto delle paure di voler
per flussione in una parte, e che occupa non solamente i tegumenti, ma
un lavorìo d'infiammazione non indifferente, che avrebbe potuto con facilità degenerare in flemmone
, di carotidi recise e di flemmoni che gonfiavano come un pallone. bonsanti,
flemmonóso, agg. medie. che è caratterizzato da un processo infiammatorio,
la infiammazione flemmonosa da un certo gonfiamento che si estende in larghezza e profondità.
]: * flemmonoso ', che partecipa della natura e qualità del flemmone
. flemmóso, agg. ant. che ha abbondanza di flemma, che ha
. che ha abbondanza di flemma, che ha predisposizione a lasciarsi impossessare dalla flemma
impossessare dalla flemma (un organismo); che genera, che produce flemma (un
un organismo); che genera, che produce flemma (un cibo).
interno della corteccia primaria del caule, che corrisponde, nella radice, all'endodermide
scolito, e così denominati dal guasto che colle loro forti mascelle danno alle cortecce
agg. ant. e letter. che molce, che diletta, che tocca l'
. e letter. che molce, che diletta, che tocca l'animo (
letter. che molce, che diletta, che tocca l'animo (a qualificare la
amate la compagnia di compagni allegri e che vi tengono gioioso; né sapete vivere senza
, xi-2-70: è vero, bensì, che la flessànime musica, l'erudizione della
. (superi. flessibilissimo). che è capace o tende a flettersi,
tende a flettersi, a curvarsi; che è dotato di una struttura non
flexibili, la creazion d'un terzo che non è né l'un né l'
vario e frangibile e duro più assai che prima non era ciascun d'essi. firenzuola
cartilagine, e così molle e flessibile, che ella possa più agevolmente esser maneggiata e
né un delfino, né altro pesce, che per avere il corpo flessibile o gli
7-178: indossava un vestito azzurro cupo, che pareva dipinto su la flessibile e formosa
spesso caggiono rintuzzate o si piegano, che di flessibile oro son fabricate.
tela, e di flessibile seta, che voi, o dama liberalissima, mi avete
dono grazioso, io gli stimo più che gli altri di ogni altra maniera.
viii-2-141: de'sì qui intendere quel che dice « al cor gentil », cioè
, cioè flessibile, sì come quello che era nato a ricevere quella passione.
v. colonna, 93: or spero che sarà un poco più flexibile a così
un carattere decisamente fiero, non tratti che soggetti fieri, che esigono arditezza di pensiero
, non tratti che soggetti fieri, che esigono arditezza di pensiero e di esecuzione
la grana ruvida di quella tonaca nera che non aveva mai toccato, fra le
: son bestie dimestiche gli adulatori, che quando lambiscono dilettano con la lingua flessibile
età nostra capaci di quelle azioni torte, che non possono essere raddrizzate anche dal regolo
carducci, ii-9-5: non so perché quel che goethe... fece col duro
chiara, pura, piena, e che l'aere con dolcezza mova e senta
mio signor t'accosta, o tu che addestri / a modular con la flessibil voce
ordinati in un esercito gagliardo e flessibile che s'avanzava al modo romano.
6. finanz. cambio flessibile: quello che segue la variazione del mercato internazionale.
mercato internazionale. 7. tecn. che è dotato di grande flessibilità (una
grande flessibilità (una struttura); che può essere impiegato per usi e in
8. gramm. parola flessibile: parola che può essere coniugata, verbo.
sono atte a pigliare e ritenere ciò che a lor piace. galileo, 3-1-234:
anima] non ha quel corpo intanto / che la flessibilità mobile alquanto. a.
, 4-1-60: è facile il supporre che sia diminuita ancora la capacità, cedenza,
se non era un'altra bella signorina che ridonasse a suoi muscoli la primitiva flessibilità,
p. verri, i-166: dal che sempre più mi confermo nella opinione,
sempre più mi confermo nella opinione, che il soavissimo diletto che cagiona la eloquenza
nella opinione, che il soavissimo diletto che cagiona la eloquenza della musica col muovere
totalmente fattizio e formato dalla artifiziosa flessibilità che l'educazione ha data ai nostri organi
nostri organi. gioia, 1-i-419: quelli che riescono nella carriera delle belle arti sogliono
infanzia... una flessibilità d'organi che rende facile ogni imitazione. -sinuosità
come invasato dall'ebrietà terrestre del ruscello che fa il suo letto errante e v'
una tenerezza e flessibilità d'animo, che non possa star saldo a i dolorosi
4-85: gente caparbia e cocciuta, che troppo crede a se stessa, ed è
flessibilità, docilità non è lo stesso che schiavitù. gioberti, 1-iii-458: il
colle fiere, non si distinguevano da esse che per la possibilità di diventar uomini,
, ben altro doveano aver nella mente che di riflettere, per cagion d'esempio,
e perfettibilità della voce, e all'armonia che potea risultarne. leopardi, ii-442:
, cioè dalle qualità d'essa voce che piacciono naturalmente agli orecchi umani, tutte
disturbo motorio, di origine psichica, che si manifesta quando, imprimendo un dato
, ii-30: questo tale religioso, che mormora in servizio della gola, dà e
sapea grossamente guadagnare, non curando in che modo, così gli sapeva spendere e gittare
. nomi, 1-93: non già che lungamente io pensi al veglio / mio padre
goldoni, iv-51: ora mi dispiace quello che si è gettato. mi pento ora
. mi pento ora delle superflue spese che ho fatte fare al signor pantalone.
fazio, ii-n-85: certo io so ben che le parole gitto / indarno teco.
., 1-5 (100): accorsesi che invano con così fatta donna parole si
fare,... molto prima che ora l'arei fatta, né arei gittati
fatta, né arei gittati poco meno che dieci anni de'migliori della mia vita.
questi titoli, / tu troveresti ve'che e'se ne getta / novantanove per cento
ne getta / novantanove per cento, e che queste / son quelle tante bugie,
queste / son quelle tante bugie, che si dicano / senza che gnun se
bugie, che si dicano / senza che gnun se ne confesse. tasso, iii-172
leopardi, ii-99: tutte le immense fatiche che un perfetto scrittore deve spendere per dare
delle borse di lucca più che fiorini dodici mila l'anno e i
casa e certo giardino bello e grande che non è da gittarlo, ma da tenerlo
gittarlo, ma da tenerlo per quello che egli è, siccome i miei ve ne
così presto rizzossi rodomonte / dai colpi che gittar doveano un monte. bembo,
con ima sola continovata giacitura, più alti che cinque piedi e di ragguagliarvi di poi
roma il gettare le volte di materie che venissero intagliate. galileo, 4-1-167:
quei pavimenti di cemento e di calce che smalto perciò si chiama e da noi
di quei rifugi e vespai sotterranei, che nelle città assediate si formano trapanando i muri
. gettano i fondamenti d'una civilizzazione che diventerà europea, che diventerà universale.
d'una civilizzazione che diventerà europea, che diventerà universale. serra, iii-4: vedendo
solamente integrare, quelle fondamenta generali, che gettò nella mia psiche il suo corso
membra rende uno piacere non so di che armonia mirabile, e la buona disposizione
travaglioso, pioggie sconsolate e un fastidio che non lascia vivere altrui. verga,
tristemente i grossi nuvoloni color di piombo che gettavano su di lei le livide tinte
pelo e fatta così patente fessura, che... pare che minacci presentanea
patente fessura, che... pare che minacci presentanea mina. -rifl
e restituisca con sì buona legge quello che le vien fidato, questa è filosofia
40-ii-221: la copritura de'tetti, che sono gran tegoli e foggiati con garbo
con garbo, fiammeggianti per lo gittar che fan di riverbero i raggi del sole,
, purg., 6-51: vedi ornai che 'l poggio l'ombra getta. d
: fu condannato a baciar l'ombra che una fanciullina, per lo casuale trovarsi di
più e più guadagna / il sol che obliquo il fianco mi saetta, i
i e l'enorme ombra mia, che m'accompagna, / sovra le siepi
, inf., 18-48: o tu che l'occhio a terra gette, se
a terra gette, se le fazion che porti non son false, / venedico se'
d'azeglio, 1-63: lo sguardo che que'due uomini si gettarono in quel
già non v'è bisogno d'altra prova che di gittar l'occhio sopra una pagina
questa parte della sua preminenza poetica, che lo contraddistingue in paragone di tutti gli
11-5: l'orribile soperchio / del puzzo che 'l profondo abisso gitta. idem,
non vedi e senti tu la puzza che costui gitta, che pur testé non
senti tu la puzza che costui gitta, che pur testé non la posso patire?
: ch'io non dubito punto, che quando voi gli averete assaporati, voi non
possino esser più dolci di quei rami che gettano odor delle celesti e di quanto
, gitta un odore tanto infame, che non può soffrirsi. -figur.
iii-153: questi sarà un arbore fruttifero, che producerà e'frutti della virtù; e
puzza, getterà odore; e il seme che uscirà di lui sarà buono e virtuoso
. cavalcanti, 2-142: non pare egli che esso capo e quelle ciglia, interamente
s'eo no li gittasse / parria che soffondasse. chiaro davanzali, 66-13: d'
là menando, / come fosse la lingua che parlasse, / gittò voce di fuori
da siena, 7-15: dimmi quel che tu hai o di che piagni / e
: dimmi quel che tu hai o di che piagni / e gitti di sospiri sì
notte poi mai risvegliarsi non sa, che non oda musica o almen quello inquieto
pe 'l buio / gitta il fischio che sfida lo spazio. de amicis,
alle ghiandaie, / gettarci l'urlo che lungi si perde / dentro il meridiano
più senno ti saria 'l tacere, / che sì parlare scapestratamente: / tu gitti
29-3: verrò a uno piacevole motto, che uno cavaliere fran- cesco gittò dinanzi a
: nessuno di voi non potrà dire che, se quella grande questione non riesci a
io vi conti questi / danari e che 'l facciate creditore, / e che
e che 'l facciate creditore, / e che di poi noi gettiamo la scritta /
cader giù quali vengono, perocché basta che empiano, ma le dispone e le
correzione quella maestria e quella naturalezza, che si dà ad un'opera per via di
. carducci, 604: sopra il fango che sale or non mi resta / che
che sale or non mi resta / che gittare il mio sdegno in vane carte.
: per scrivere cose d'arte, bisogna che la penna getti impressioni già elevate ad
sulla carta quelle figure e quei gruppi che vi scorgeva per entro la sua fantasia.
dialogo, con quel lucido da scarpe che era la tinta drammatica dei romantici italiani
altra, le giunture vi fossero tanto disgiunte che vi si potesse conficcare un chiodo.
): dite pure a tutti, che ho sbagliato io, per troppa furia,
omo o donna hai detta / parola che mal getta. / correggiti scusando, /
villani amore un gelo, / per che onne lor penserò agghiaccia e pere. idem
la chiarezza de la bontade, sì che la fanno parere men chiara e men
(117): quello rossore, che in altrui ha creduto gittare, sopra sé
siena, v-18: dogliomi infino alla morte che il tiranno del libero arbitrio v'ha
del libero arbitrio v'ha fatto di giardino che gettava esempio di virtù e di verità
dispiacere ed ho, considerando il danno che getta a noi prima e poi a tutta
venuta di messer marino / in tempo che la mi gettassi più / disagio. foscolo
. svevo, 6-41: ma credi che io vorrò gettare l'onta su una famiglia
suoi segreti a te, ora nuli'altro che un estraneo per essa? moravia,
, xxviii-501: reina di misericordia, che m'avete raccattata e gittata di grande vergogna
vergogna,... v'imprometto che tutti i die ch'io vivaroe sì v'
da samminiato [petrarca], i-219: che altro t'ha fatto quello ramo che
che altro t'ha fatto quello ramo che gitarti tra'denti e'morsi degli invidiosi
cessare di essere dee... che elle diventino per giunta simulatrici, e denunziatrici
risultato. guittone, xxiv-30: omo che 'n disperanza / si getta per doglienza
dell'assoluta privazione, ma non so che malinconia, che apre il varco alla lacrima
, ma non so che malinconia, che apre il varco alla lacrima. bilenchi
in loro sempre più le necessità, sì che fossero astretti in ultimo a gettarsi nelle
potrebbe perav- ventura credere... che alcuno di questi sillani si fosse gittato
di ghisa è stato in gran dubbio che il cardinale suo fratello fosse per fuggire
cosa dubitando, tanta piova incontanente venne che largamente e sanza neuna iniuria i romani
, ognuno vi si gittò coll'impeto che fu il segreto della nostra difesa.
dossi, 542: il fornaio, che già faceva la cosa più buona del
a quella radicale negazione di sé, che è l'ultimo atto di libertà e
atto di libertà e cioè di vita che rimanga a chi sia per disperazione fatto
boccaccio, viii-3-217: assai spesso avviene che, per lo strabocchevolmente gittarsi a prender
perché questo non pare anche conveniente, che dio, che ha creato el mondo
pare anche conveniente, che dio, che ha creato el mondo e l'uomo
provvidenzia lui, si gettano a dire che tanta grande eccellenzia di dio diventerebbe vile
ed empiè d'una al pari generosa che umile confidenza, che si gittava a
una al pari generosa che umile confidenza, che si gittava a intraprendere in servigio della
umane, sperar quel felice riuscimento a che poscia sortivano. bocchelli, i-16: a
essere capaci, si gettano a quello che pare loro che abbia manco disputa.
si gettano a quello che pare loro che abbia manco disputa. caro, 3-3-213
disgannando, se potrò, i francesi, che per mia impulsione, come credono,
, 390: ma, sciocco, che dich'io? egli è sì facile /
ed ha a piangere / più il ritorno che e'non fa l'assenzia. ammirato
, 3- 747: visto che a questo punto essa mi guardò domandando
e, gettandomi nella filosofia, le raccontai che il sentimento della colpa io l'avevo
. guicciardini, 2-7-103: credo sanza dubbio che, non si gettando, verranno sanza
quando questo spirito l'hae sì alluminato che elli conosce sue difalte, allora gli
, e non git- tarlo in modo che si rompa in vendetta e nimistà. d
nasconderle. cesarotti, ii-293: e che? dovrà taluno soffocar il suo carattere e
: uscir di questa / ignobil calca che mi preme; il riso / non veder
(18): era quindi ben naturale che costoro, in vece d'arrischiare,
in cera, e gittate di quel che vuoi. leonardo, 2-51: di poi
gitta lo stagno nell'una delle teste che sie fonduto e va tirando la rasiera
va tirando la rasiera pianamente in modo che giunga insino da piè della doccia,
di gittare di bronzo quel modello grande che io avevo fatto per il giove d'
congeneri e ne ha molte più sottoposte che la pittura: come il bassorilievo, il
modelli di figure e di ornamenti, che il duca faceva gettare in argento ed
ma ci supplisce l'estro mestamente vivo che ci ha messo in volto: lo feci
artiglierie, fabbrica ordigni di nuova invenzione che fanno maraviglia a vederli. -assol
in su la quale s'intaglia quel che tu vuoi che la moneta getti.
la quale s'intaglia quel che tu vuoi che la moneta getti. -riprodurre
se n'è venuto a roma, che gittò un bel tratto. instruzioni a'
de * non descritti,... che alla ragione che sopra di lire 7
,... che alla ragione che sopra di lire 7, 10 per lire
quella così poca vela gettammo nostro conto che correremmo a ragione di 50 leghe il giorno
patta di quell'anno; e sappi che ogni anno cresce 11. -misurare
giorno si facesse il medesimo riscontro di peso che si fece alla fine del primo,
si fece alla fine del primo, che peso getterà la stadera, il medesimo
1-197: posesi un accatto a'preti, che gittò dimolte migliaia di ducati. guicciardini
a gettar tanto, essendo anzi, non che moderata, modica. 31. mettere
seduta al telaio è la nutrice; che, a sé traendo alternamente il calamo
rovani, i-684: capisco... che questa volta era meglio chiudere un occhio
era meglio chiudere un occhio e lasciar che il tabacco marcisse in convento, anziché
trovato alquanto più gittarsi allo incarnato, che al candido. g. mei,
. mei, iv-2-108: se però è che la forma della figura loro getti all'
58: guar'ti bene: se vuoi che la tua opera gitti bene fresca,
tua opera gitti bene fresca, fa'che col tuo pennello non eschi di suo
circolari e sagome e gittare di manti, che sentono de'bassirilievi della prima scuola pisana
d. bartoli, 4-5-1 io: quel che sempre accompagna le lunghe e sfortunate navigazioni
). 40. sostant. spazio che può esser percorso dal lancio di un
. degli arienti, 266: dilungati che furono de lì su per la salizata uno
cantò fortemente. -frazione di tempo che occorre per il lancio di un sasso
garzoni, 1-543: di quella messe che in molti anni con grandissime fatiche e
e... quello muoia, colui che percuoterà sarà omicidiale. fioretti, 2-48
razza di gioveni... si pensano che le donne s'abbino a gittar per
cavalcanti, i-171: questa vertù d'amor che m'à disfatto / da'vostr'occhi
sul montatoio, gettano dentro un bercio che fa rimescolar le donne e via! alvaro
..., gittava dentro rami secchi che avvampavano subitanei. -gettare dietro le
fronti giovanili tanto copiose di capelli, che ne rimaneano occupate le sembianze. questi
. alvaro, 9-41: rivedevo la piega che faceva la veste sui suoi fianchi,
dimenticarla. iacopone, 58-15: pare che la vergogna derieto agi gettata. cavalca
f. villani, i-391: tutto che la speranza della pace aves- sono gittata
volgar., 4: mi pare, che ci abbiamo sì gittato ogni bene dietro
ti compiaci in certi atteggiamenti di ribellione che ti rovinano. -gettar fuori: espellere
giamboni, 7-157: tolga l'arena che gitta fuori il mare quando tempesta per
oracolo su certi foglietti di carta leggera, che gettavo fuori dalla finestra attraverso gli spiragli
: chi gitti giù dalla finestra una pietra che allo sventurato il quale passi per quel
2-66: e1 primo superiore è quello che sostiene il primo impeto, e se
a recitare privatamente in casa le orazioni che poscia dovea dire in publico.
accendere la muni- zion della polvere, che tutta insieme avvampando, gittò in aria
61: dee il cuore suo temperare, che non sia troppo corrente ad ira,
sia troppo corrente ad ira, né che non si rechi ad animo tutte le
si rechi ad animo tutte le parole che sono dette di lui, ma deesi infignere
dette di lui, ma deesi infignere che non l'abbia udite o di gittarlesi in
tra le due acque i detti pesci grossi che noi pigliavamo, senz'altr'esca
siamo / d'un giuda in carica / che getti 'amo, / e
arti. boccaccio, iv-182: da poi che tetis ebbe partorito achille, gittò sorti
partorito achille, gittò sorti per vedere che fortuna dovea avere il detto achille.
3-31: gan fu tradi tor prima che nato; / non vi fidate se non
altro pezuolo ebe rinieri e fratelli innanzi che gitasero le sorte. ariosto, 43-82:
: quindi i compagni voll'io, che gittasser le sorti, e sortisse / chi
la fanciulla per lo vino, acciò che loro bevessino. -gettare le ancore
così m'este avenuto / a me che sono stato / in un mar tempestato;
e gittat'ò paroma / con ancore, che nom so lasciare. l.
. viani, 14-30: dei pescatori, che erano col rastrello laminato da una lastra
sacchetti 110-35: era un ba- stracone che averebbe gittato in terra una casa. guicciardini
fondamenta scoperte? quell'era una chiesa, che la lava ardente gittò per terra
, ch'io rinnovelli disperato dolore che 'l cuore mi preme: come
mi preme: come e in che modo la grandezza di troia e lo lamentabile
, la quale è tarme con che noi ci difendiamo. bisticci, 3-465:
parlare, gittò per terra le ragioni, che aveva detto messer rinaldo degli albizi
: dopo molti ragionamenti, gridavano che il catasto si gittasse a terra. caro
caro, 5-88: facendosi chiaro che così sia, si può gittar la legge
. v. martelli, 32: bisogna che sia persona d'altret tanta
tanta fede appresso del giudice, come quelli che l'hauno informato, anzi di
gere i fondamenti de la amicizia, che sono le virtù, è quasi
di mezzo e gittare a terra tutto quello che con traddir potesse il loro
scoraggiare. caro, 3-1-11: quel che mi gitta per terra, non ho
, e dissi al padrone: « che vergogna è egli cotesta di adorar libri
vergogna è egli cotesta di adorar libri che ti fanno dormire, per ciò che sien
libri che ti fanno dormire, per ciò che sien vecchi? ». -gettare
cosa più ragionevole, i benefizii, che ti sono stati fatti da gli amici,
: in amare lascivamente tanto impazzano, che gittano dietro ad uno quello ch'hanno
. capuana, 12-24: un giorno che la camilla le diè uno spintone sgarbato,
o disprezzo. boccaccio, v-256: che gentilezza ti può dunque da lei essere
2-37 (i-1079): non voglio mai che né a me né ai miei figliuoli
discendenti sia gettata in occhio cosa alcuna che possa con ragione farci arrossire e mutar
saliva questo tal uomo gitterà sopra colui che è mondo, laverà le vestimenta sue
sopra queste colonne gettisi una volta, che sarà sempre più sicura dal fuoco che
che sarà sempre più sicura dal fuoco che non ha tetto, che abbracci tutto lo
dal fuoco che non ha tetto, che abbracci tutto lo spazio della stalla.
noi t'abiavamo tal armi donate, che, se tu prima non l'avessi gittate
vittrici / copre i lai del tapino che mor. -gettare via: buttar via
le cose vecchie mangerete insino a tanto che verranno le nuove, e poi le getterete
105): quello dànno a'poveri che converrebbe loro dare al porco o gittar via
fanno molti, si convengono elegger quelli che vorrai per tenere, e tutti gli
sonando, gittò via la piva, di che era stata inventrice. manzoni, 36
36: il marmo inoperoso, / che premea l'arca scavata, / gittò via
, e diedeli in mano di coloro che gli disertassono. -mettere da parte
nel soggetto una forma sua propria, che non sarebbe potuta entrare nella stampa delle
croce, 45: non ti diss'io che, se tu non tornavi a me
se'più tosto da sapere gittar via, che avanzare un grosso. bisticci, 3-64
si gittavano via, d'ogni ispecie che si possono pensare. campofregoso, i-55:
hai donato anzi gettato via la neutralità che lui voleva comperare da te. firenzuola
713: compera tanta roba da desinare, che basti a tre persone; fa che
che basti a tre persone; fa che la non manchi, e anche che la
fa che la non manchi, e anche che la non si abbia a gittar via
, e se ne ricoglie tanto, che spesso per riporre il nuovo gettano via il
gli convenne far gran mercato di ciò che portato avea, ma quasi, se
gittate via la vostra gran beltade, / che mi fa forsenar, quando vi miro
, i-150: voglio gettar via tutto quello che letterariamente è impuro. -fonet
dante, inf., 33-68: poscia che fummo al quarto dì venuti, /
era gettata ai piedi della vecchia signora, che era stata per morire d'un accidente
po'el brigante a bada, / che non paia che alla strada / la si
a bada, / che non paia che alla strada / la si gitti al
caro, 3-2-56: il papa è chiaro che parma non si restituisce, e con
gittarsi in mezzo degl'infedeli per ciò solo che talvolta si sentano come avvampare d'una
. verga, 1-75: a che giuoco giuochiamo? con qual diritto ad
, io non udivi dicer mai / che la merzé fallisse ad omo ancora; /
grossa, i c'ho men sentor che non ha l'uom che muore. storia
ho men sentor che non ha l'uom che muore. storia della vendetta di cristo
si levò ritta, / vie più liggier che non pesi una dramma; / più
e ratta fuor d'indi si gitta / che del balen non si mostra la fiamma
giuso in terra e adorando disse: che favella e comanda iddio mio signore al
corpo, a risparmiarti nelle condizioni a che sei. questo anzi tutto. non disperarti
traendo per le mani il giovine, che s'inginocchia di contro a lei.
la state. caro, 11-682: a che nel primo intoppo / con tanto scorno
, / gittame a terra? a che tremare avanti / che la tromba si
a terra? a che tremare avanti / che la tromba si senta? g.
a cader di picciol sasso astretta, / che duro intoppo al molle piè propose,
cattaneo, ii-1-64: i piccoli commercianti che vogliono collocare a frutto i loro risparmi
rovinarsi. berni, 70: or che diavol ha a far qui un mio pari
mi getto via nel rammentarmi di certi che pompeggiano con il danaio che cavano da
di certi che pompeggiano con il danaio che cavano da gli amici de le mogli.
tirannesca ardente, aiutata da pallante, che indusse claudio a gittarsi via con le inceste
e incarnava il suo disegno, / secondo che gettava il suo pennello. lippi,
alla buona, senza pensare a quel che si scrive e senza badare con ogni
senza volersi impegnare a ponderare appuntino ciò che si scrive, meno poi ricorreggere e
, meno poi ricorreggere e limare ciò che si è scritto. proverbi toscani,
., e altre frasi di questa fatta che si leggono nell'avviso ai lettori,
: in loro fu verificato quel proverbio che dice: chi contro a dio getta
soderini, ii-270: con la terra che tu caverai del secondo solco riempirai il primo
e sì grande la foga di quella, che quasi tutta si ficcò nella rena vicina
[luciano], iii3- 169: che piacere saria quello di riguardare una battaglia
soffici, v-3-12: se noi sapessimo da che distanza gli austriaci sparano e qual è
se ve ne fossero qualcheduni addormentati, che non avessero fatto niune gettate. lastri
gettate. lastri, 1-4-203: vedendosi che dopo circa dieci anni le piante degli sparagi
cincin, 1-146: lassù non cresceva che... qualche rada gettata di
, 9-258: le barche d'alto bordo che recano pietra d'istria per la gettata
. linati, 17-67: le barchette che, inutili e ravvolte, hanno svernato
scivolatoio -gettata di cemento od in legno che sorge solitamente sulla spiaggia, presso i
tutte imbrattate e guaste, subito pensò che qualche aretino per invidia o per altro l'
erano pochi contra li più, addiveniva che loro gittare era meno in fallo. valerio
redi, 16-v-205: piacesse a dio che il sangue gettato dal sig. decano
l'acqua gettata sul fuoco è causa che questo si spenga. 6.
lini stii gittati / in terra grassa, che del suco preme / assai la glebe
far molto più frutto che non era quello. baretti, 1-78:
quello. baretti, 1-78: bisogna che i semi di cristianesimo gittati in noi nella
della terra germinava segretamente secondo una legge che nessuno poteva comprendere. 7
gettati a terra con lacrime oravano quello che constituì il suo popolo in eterno, ch'
tutti in terra, non facevamo altro che con altissime voci invocare la misericordia di
abiti né disonesti possono nella città arrecare, che loro tolti non sieno da quelle che
che loro tolti non sieno da quelle che gli stolti mariti credon esser pudiche;
male i loro danari spesi, acciò che gittati non paiano, queste cose nelle dette
maniere lasciano usare, senza guardare in che segno debba ferire quello strale. foscolo
strale. foscolo, xiv-187: oso lusingarmi che voi non vorrete interrotta una fatica di
: non è tempo peggio gettato via che quello che si perde in disputare le cose
è tempo peggio gettato via che quello che si perde in disputare le cose chiare
vento. magalotti, 24-218: m'accorgo che [lo studio del tedesco] è
è una fatica gettata: prima perché quel che si fa col maestro non serve a
, un portico gittato a terra vai più che tutte le case intere e palazzi alti
0 per acque che v'impaludano: altri, al contrario,
si dia uno sguardo a quel nuovo edilìzio che ora s'innalza sopra una base prima
regga. imbriani, 3-161: una contadina che passa una tavola gettata come ponticello sopra
, v-2-9: il colore dà l'illusione che quei merli non sieno finti ma appariscano
come l'ombra gettata da una rocca che gli sia di contro. 15
sono l'estratto di cinquanta mila, che, stesi sul mio scartafaccio, fanno
mai giudicato né voglio giudicare nessuno altri che me, piena di tutti i mali
riferisce al dolore interno al dramma, che fa partecipe lo spettatore al dolore del
cellini, 2-78 (437): lasciato che io ebbi dua giorni freddare la mia
l'altra, lo avere l'accento, che sopra la 1 dell'antipenultima sempre suole
giacere, gittato sopra la e, che penultimamente vi sta. 22.
58: 'bastardello', brutta parola che aggrava l'immeritata sciagura d'innocenti bambini
. (femm. -trice). che getta, che scaglia, che lancia
femm. -trice). che getta, che scaglia, che lancia lontano.
). che getta, che scaglia, che lancia lontano. dante,
/ chi più la pietra in alto e che più spesso / ai pié del gittator
getti dipende dalla bellezza dei modelli, nel che si richiede... una particolare
metalli, per ben conoscere l'effetto che questi produrranno nel getto. carducci,
, dicendo: -oimè! patre mio, che aveti voi? che doglia ve tormenta
patre mio, che aveti voi? che doglia ve tormenta ora, che cusì piagneti
voi? che doglia ve tormenta ora, che cusì piagneti? -l'abbate, smarendosi
tale estrinseco patto degli uomini non farebbe che l'una di cotali disposizioni riuscisse al
e l'altra più malagevole di quel che ora sia. carducci, ii-8-123:
ha voluto esprimere questo vulgato concetto: che gl'incontinenti si fanno facilmente rei di
, germoglio. marino, vii-396: che vale che ben profonde ed ampie si
. marino, vii-396: che vale che ben profonde ed ampie si distendano le
anima, non essendo altro la bassezza che un gettito quotidiano della umana dignità.
: ho finalmente ottenuto da nostro signore che la casa di vostra eccellenza sia salva dal
.. non si farà disegno di strada che vadia per terra. 8.
tutto questo lavoro necessario a una nazione che intende rinnovarsi; e ci perdiamo a
. quasi la donna non si concepisse che come... una fecondità anonima
. 11. neol. provento che deriva da un tributo (e si
si dice gettito netto o lordo a seconda che ne siano state dedotte o no le
iv-293: 'gettito ', il provento che deriva da una fonte di reddito.
crebbe di molto per virtù del contatore, che dappertutto... aveva aumentato il
ii-15-46: io non avrei mai creduto che ci fossero degl'italiani così cattivi, che
che ci fossero degl'italiani così cattivi, che facessero così lietamente e leggermente gettito d'
; lancio, sparo. -anche: ciò che viene lanciato, scagliato, sparato.
infiniti getti verrebbero mai a cader talmente ordinati che vi si leggesse il poema di dante
: si sarebbe detta un'arma novissima che lanciasse un getto di vetro fuso,
da ima fluorescenza verde-azzurrastra. -distanza che può percorrere un proiettile; potenza di
la schiera d'artù, / d'artù che cavalca sui monti! d'annunzio,
con triplice sbalzo, allorché m'accorgo che il mio treno s'è squagliato proditoriamente
rame. govoni, 1239: ma che tristezza l'erba tra i binari, /
dai getti di vapore / dei convogli che fanno la manovra. 4.
-in senso concreto: l'acqua stessa che esce; zampillo, vena.
vallisneri, iii-71: molte sono le fonti che nascono nella stessa montagna e quasi tutte
tornito e traforato come un cannello da soffietto che si mette a vite al tubo d'
ella era rimasta tanto vicino alla fontana che riceveva su la persona gli spruzzi dei
così debile è la catena dell'obligo che mi stringe a servirla ed ubidirla, che
che mi stringe a servirla ed ubidirla, che, dove io mi sento tenuto in
16-vi-105: quel getto di urina copiosa, che in quest'occasione la signora ha avuto
occasione la signora ha avuto, io credo che sia stato per sua salute.
a la cima / e pezo starà alora che prima. idem, xxxvii-123: purché
attitudini diverse descrive il linneo, con che s'adagiano le piante a prender sonno,
poche settimane un getto tenero erbaceo, che si stende, s'ingrossa e indurisce.
giovani tralci, in righe spezzate, ma che pure segnavano la traccia de'filari desolati
di susini. bocchelli, 9-213: piantamenti che ombreggiano le strade e i viottoli
retata. -in senso concreto: ciò che viene pescato e cacciato. ottimo,
cacciato. ottimo, i-60: dice che certi pescatori venderono il gitto del giacchio
trovaron aver chiuso tanta gran copia di pesci che la rete non potea il peso e
lentini, 1-55: lo vostro amor, che m'ave / in mare tempestoso,
andar sotto al tanto gonfiar del mare che gli abbissava, alleviarsi col getto.
a verificarsi, purché naturalmente l'opinione che ha promosso il getto fosse fondata su
anche * seminaufragio ', a seconda che trattasi d'un pericolo imminente o presunto.
presunto. -in senso concreto: ciò che viene gettato o abbandonato in mare (
e degli avanzi d'una casa, che rompe e naufraga, un'altra, alle
leggi di toscana, 10-195: editto che proibisce l'appropriarsi i getti del mare
perfetto, va', vendi ogni cosa che hai, dalla a'poveri, e vien
non ci fu più « tassì »! che valesse a fermare quello stridente getto
folgore e accendimenti,... avvenga che subitamente intervengano, hanno loro cagioni.
satana'è lirico almeno in questo, che è l'espressione subitanea, il getto
vita nel sorriso di lieo, di colui che scioglie dagli affanni il cuore degli uomini
creatore, un getto perenne di forza che sfugge a ogni usato vincolo.
/ fermo in poter tenere / quel che secreto chere, / che quando l'
tenere / quel che secreto chere, / che quando l'avrai detto / serà sfogato
è pertanto attissimo ad esprimere le generalità che nascono dai particolari, e ad astratteggiare
: in queste [tragedie] mi pare che vi si possa ravvisare uno stile di
, 3-iii-231: questi getti di poesia che prorompono dalle viscere dell'umanità, come
immagini e per forza di stile, che in questo genere si poteva chiamare il
perocché alcuna conghiettura ci ha fatto sospicare che 'l primo getto fosse di miglior tempo
primo getto fosse di miglior tempo, e che dappoi da alcuno sia stata anch'ella
e perfetto? ma questo accade sempre, che il primo getto di qualunque opera d'
serra, iii-133: via tutto quello che può ricordare d'annunzio, da cui tu
nel primo getto, fra tanta materia che ti ferveva dentro c'erano scorie e resti
questo getto, entriamo in raccontar di che grado si trovavano i fiorentini. 15
gettatore. ottimo, i-494: adviene che alcune volte lo maestro d'ar- chimia
e così non producerà quello metallo, che vuole alterare, a perfetta forma. e
, i-141: ad altro non attendevano che a formare in luto ed a condurre
infinità di forme di tutte quelle cose piccole che si consumano o si possan col gitto
[le opere] imperò si vede che egli era molto più la sua professione il
24-215: credo bene, assolutamente, che ci metta qualche polvere nella cera.
ma siasi come si vuole, dico che la difficultà non batte qui, ma
, né più né meno di quel che farebbe un pittore. p. vernier,
, non meno intere e tonde, che di bassorilievo. giordani, vii-79: le
: farai un palo di ferro, che sia a uso d'uno largo scarpello,
con quello fregherai supra quelle creste del bronzo che riman sopra i getti delle bombarde,
riman sopra i getti delle bombarde, che derivano dalle ischiappature della forma.
1-76: si debba cercare., che [la terra per forme] regga bene
] regga bene al fuoco, e che sia disposta a ricever bene i metalli,
ricever bene i metalli, e anche che renda el gitto netto, e che non
anche che renda el gitto netto, e che non diminuisca o crepi con sfenditure
dipende dalla bellezza dei modelli, nel che si richiede la maestria dello scultore.
vogl'io celeste altera forma, / che quel bel getto informa, / e d'
informa, / e d'altro è ornata che di perle e d'ostro. mazzini
c. bartoli, 1-370: questo voto che resta tra l'una scorza e l'
marmi mescolati con calcina, e lasciano che per sei mesi questo lavoro infra dette
: fatto poi un buon getto, che venne alto dodici braccia dal primo fondamento
: né mi voglio scordare di dirvi che il gitto de'sassi e della calce fatto
, quando un tratto è cominciato, infino che tutto il riempimento fra le due palificate
città de'giudei e cedra ancora, / che più dal mezzodì li sono afflitti.
. milit. arma da getto: quella che viene scagliata (lancia, dardo,
getto: speciale tipo di bomba antisommergibile che si fa cadere in mare mediante apposite
eruttivo, intense e di breve durata, che si manifestano in connessione con le macchie
e ciò per impedire il getto di quelli che hanno servito alla lavatura dei corpi umani
l'abito e 'l foco / mostran che siam perfetti scoppiettieri, / atti tanto al
xxi-1-119: samia, le son trame che non si fanno al gitto. bisogna
, erbe, pietre e tante bazzicature che è forza che ci vada tempo.
pietre e tante bazzicature che è forza che ci vada tempo. lorenzino, 173
si scorge l'interiore dell'animo, che ne è dispotico regolatore. botta,
baron più gli veniva avante, / che con la lancia non lo facci al gitto
getto / e vede sotto i can che cercon forte, / sta di volar a
: questi fiori maledetti /... che vedo biancheggiar dovunque / a mazzi,
e due zie e un zio, / che son la fede d'intaglio e di
trarre la stampa da lettere di getto, che risultano in fuori; qui da lastre
ed ecco: uno ne apparve, che vomitava a getto continuo. -di
alfieri, 5-97: ma un re che sia carnefice di getto / dei galli
o di poco momento: segno che vennero di getto. soldati, 2-107
di un sol getto,... che sono inimitabili perché sono semplici e comuni
arti fabrili sono eccellentissimi, di maniera che in tutto l'aquilone non hanno chi gli
andrea da barberino, 1-253: e voglio che per mio amore, quando voi v'
, o volete sparviere. non mi curo che uccello si sia, pure che diciate
curo che uccello si sia, pure che diciate: « questo getto a onore di
(così qui si esprimono per significare che imo si è staccato dalla casa ed
salme e arme, per alleggierire i gusci che andavano alla banda. buonarroti il giovane
sia convenuto far getto dell'altre merci che hanno valore sol di strame e di
; ornai siete sottovento e per getto che facciate in legati e in testamenti non la
resta in europa ornai nessun palazzo / che d'alcun favorito fatto getto / non abbia
stesso, quando ho riflesso al gitto che nell'età giovanile fei sconsiderato di tanti
giovanile fei sconsiderato di tanti giorni, che mi passaro com'ombre, mentr'io
eran i denari d'un pazzo schifoso, che ne faceva getto così. -figur.
muratori, 5-iii-35: può egli negarsi che questi amantispesse fiate non cadano in fanciullaggini
? cantù, 187: nella carestia che allora dominava, molte donne, per vera
i-633: dopo qualche tempo si accorse che gli conveniva far getto di tutte le astrazioni
getto: lanciare l'allarme; comandare che si alleggerisca la nave pericolante. d
al fondo, soprafatti dal gran mare che li copriva; talché si cominciò a
, 2-77: avendo considerato molti quello che nel primo getto, per la letizia e
metallico, in forma di moneta, che fu usato dapprima per eseguire i conti
. carli, 2-xiv-46: la moneta che rappresenterà questo valore immaginario sarà una falsa
fuorché moneta; cioè un gettone o segno che ha bisogno di essere realizzato. d'
metallico coniato a uso di moneta, che serve per far calcoli e specialmente per
di presenza 'quell'onorario o rimunerazione che si dà a'componenti delle commissioni,
dato a commissari o amministratori che intervengono a una seduta. si dice
quale si assegna un valore convenzionale e che si adopera nel gioco d'azzardo in
). arila, 244: parrebbe che noi non si avesse la voce corrispondente
fece nella sala quel silenzio di aspettazione che soleva precedere l'alzarsi della marchesa.
dischetto di metallo, appositamente scannellato, che si introduce negli apparecchi telefonici pubblici a
giravo tutto il giorno per i bar che ci avevano la macchina americana dei dischi
4. plur. caramelle o confetti che si lanciavano, in occasione dei corsi
gettonièra, sf. neol. dispositivo che, mediante l'introduzione di un gettone
(getulo, getùlio), agg. che appartiene a una antica popolazione indigena africana
indigena africana, nomade e selvaggia, che abitava a settentrione del gran deserto,
numidia e della provincia d'africa; che fa parte di quel territorio. -
lontane ricchezze ai nostri lidi, / riman che vediam or s'altre ne dànno /
la cifra di nove- mila milioni, che non si darà una analoga geurania!
. m. -ci). letter. che si riferisce, che è proprio della
. letter. che si riferisce, che è proprio della geurania. bocchelli
, v'è uno di questi splendido, che ho chiamato gran croce. geussèi
dell'abito bigio de'collegati, quello che del nome de'geussei ne succedette.
cocomero e tutti gli staterecci durano più che e vemerecci: ma nessun meno che il
più che e vemerecci: ma nessun meno che il gezio. = voce dotta
costruzioni racchiuse da uno o più recinti che costituiscono la residenza di un personaggio influente
. pascoli, 817: coi nostri pezzi che al ghebì selvaggio / son come cani
. dial. canale naturale o artificiale che mette in comunicazione una valle da pesca
.. el no s'è barca che no abia sotto pope le carte da zugar
ii-1-423: i canali più angusti e tortuosi che si diramano in mezzo ai guadi si
vinti dagli arabi nel vii secolo, che praticavano ancora la religione di zarathustra in
castello di mata- lona sopra lo sporto che chiamavano gheffo, la sua gente presono
. pratolini, 9-618: lui che di certo era con la sua ghega,
: la ghenga cinematografica delle donne che accalappiano i grossi agricoltori pugliesi o
ii-27: egli era un certo sparverugio / che somigliava un gheppio, tanto è poco
mi parver già fabi e catoni, / che, poi che quivi di lor esser
fabi e catoni, / che, poi che quivi di lor esser seppi, /
le calze, per l'aiuto che tu m'hai dato: bu bu bu
sene fosse informato, avrebbe saputo che don silverio piscopo aveva fatto gheppio
gli fece battere, e lo re volle che per amore del detto gherardino portassero il
2. lunga striscia di cuoio morbido che impedisce ai falchi, tenuti in pugno
. per il n. 2 si osservi che in alcune regioni italiane (piemonte,
il movimento delle ali simile a quello che si imprime al vaglio; probabilmente per
, dove, arrivato poi al gheriglio che è buono, viene a gustare il suo
tali si possono assomigliare propriamente a quelli che fanno il giuoco della gherminella in ciò
fanno il giuoco della gherminella in ciò che quegli con leggerezza di mani fanno parere il
: egli fa come colui della gherminella, che mostra di perdere per poter vincere e
una mazzuola in mano, a modo che una bacchetta da podestà, e forse due
si era il giuoco della gherminella, che tenendo la mazzuola tra le mani e mettendovi
e passando un grossolano dicea: « che l'è dentro, che l'è di
dicea: « che l'è dentro, che l'è di fuori? ».
un'altra, e farne sparire di quelle che sono. deriva sicuramente dal verbo '
dagli imolesi conosciute a tanto il recarono che, non che la bugia, ma
conosciute a tanto il recarono che, non che la bugia, ma la verità non
era in imola chi gli credesse; per che, accorgendosi quivi più le sue gherminelle
tanto tempestò le orecchie al duca, che lo astrinse a devere intendere il nome
od in offesa mia, non ho fatto che stare sulle generali; ed è un
generali; ed è un modo di parlare che non mi piace, poiché egli è
l'affare; giudicò con miglior fondamento che fosse una gherminella del castellano di venchieredo
anche l'altra gherminella delle quattromila onze che chiara non aveva ricevute e che doveva
onze che chiara non aveva ricevute e che doveva intanto conferire come se le avesse prese
a zig zag per sottrarsi alle gherminelle che le facevano i soldati già ubriachi. idem
... non spiccava un salto che si completava con l'abbraccio con cui la
in odio alla maggior parte degli dei che giocavano le più furbe e crudeli gherminelle.
ma scherzo fie d'aspro leon, che tiene / fra gli artigli cervietta: /
monti, 22-184: qual ne'monti sparvier che, de'volanti / 11 più ratto
tuo essere quel movimento abituale della fiera che indietreggia e si contrae per balzare e
eli'aveva aldighier ghermito in modo / che sare'me'abbracciare un orsacchino. ariosto,
tassoni, 9-22: questi al guerrier che contra lui veniva / s'aventò dispettoso,
, iii-204: narrasi... che egli lasciatosi trasportare dalla collera contro un
, da cui bruno schizza / licor, che sì gli turba intorno l'onde,
gli turba intorno l'onde, / che, in quel che della man ghermirlo stima
l'onde, / che, in quel che della man ghermirlo stima, / più
: perdutamente egli ghermisce la donna, che si divincola atterrita e si dislaccia. gozzano
. gozzano, 83: allor che viene con novelle sue, / ghermir mi
tentava di ghermirlo un acre sibilo / che agghiacciava. 3. impadronirsi, occupare
tutta degradata, preda del primo nemico che osasse ghermirla. pascoli, i-559:
pascoli, i-559: in un momento che questi due alleati si battevano fieramente tra
sonno, e da una emicrania acutissima che m'ba ghermiti i nervi della cuticagna
, 16-624: il sonno il ghermì, che ne discioglie / i pensieri dell'alma
: s'io far lo volessi / ciò che tu ora tocchi sospicando, / non
, ii-45: parve male al conte francesco che il premio sperato gli venisse innanzi quando
giuntare. 'ghermire 'lo stesso che 'carpire '. lat. * de-
298: poveri noi mortali / che incontro al fato non abbiam valore.
masso, e noi ghermito / meglio che può con queste braccia frali, / poniam
: la ricordo come fosse ora, che gridava ghermita da quei brutti ceffi.
a. m. ricci, 2-163: che compassionevole spettacolo...! la
sbarbaro, 1-29: non per i baci che fanno per strada camminare come iddii,
(raro femm. -trice). che ghermisce (un animale, e, per
ricettario fiorentino, l-b-ii: diciamo che sono di due spezie di barbe
: alzandosi i gheroni della gonnella, che all'analda non era, e faccendo di
espongono, sono quelle pezze overo fette che si pongono alle camiscie l'una per banda
calimala, 3-331: guernac che di panno bigio sanza gheroni dinanzi e di
della sua tonaca rossa con certe pieghe che svolazzavano davvero. deledda iv-54: la
come quella del leofante: / non credo che si trovi al mondo fante / più
. leopardi, 556: già sapete che [la 'titanomachia'di esiodo] non
mise in casa, con promessa / che stamattina e'dovesse pigliarsi / per un gheron
. 7. prov. quel che non va nelle maniche, va ne'
maniche, va ne'gheroni: ciò che si risparmia in una determinata attività,
limitata; e tutto il di più che c'era nel comandare, doveva tornare
tornare in tanto meno nell'eseguire. quel che va nelle maniche, non può andar
. proverbi toscani, in: quel che non va nelle maniche, va ne'gheroni
l'estro le si seccò, perché ciò che va nelle maniche non può andare nei
gètto), sf. metall. scoria che si ottiene nel processo di fusione ossidante
1-57: questo è rame e piombo che così el fuoco gli converte, li
li quali, quando convertiti gli operari che gli veggano, con un ferro torto
cavano, e questo è quella cosa che chiamano ghetta. garzoni, 1-567: bisogna
'ghetta', quella materia fusa e scorrevole che neltaffinare l'argento per mezzo del cene-
raccio, fa il piombo struggendosi, e che, gittata agli estremi dal soffiar del
via dagli operai a mano a mano che si forma, finché l'argento puro sia
di sopra alle figure uno invetriato, che lungamente le conserva. = dal
(per verniciare le stoviglie), che risale al lat. * [terrà \
glittus * compatto, amalgamato '(che si ricollega a gluten -inis 'colla
gambale di stoffa, pelle o tela che si indossa sopra la scarpa, per
dagli alpinisti, dai cacciatori per impedire che la neve o l'acqua entri
fermo da una staffa di pelle, che passa sotto la pianta della scarpa e sul
ghette di lana forti ed alte, che gli difendono tutta la gamba ed il
italiana le * ghette ', crediamo che sia cosa molto difficile; né crediamo che
che sia cosa molto difficile; né crediamo che le 'uose ', proposte per
2-17: * ghettine ', mezze ghette che vestono la sola parte inferiore della gamba
si accedeva per una o più porte, che si chiudevano dal tramonto all'alba,
tutti i monti della pietà delle terre che gli usano, e ogni altro luogo
gli usano, e ogni altro luogo che presta, che mercanta e che contratta.
e ogni altro luogo che presta, che mercanta e che contratta. p. nelli
luogo che presta, che mercanta e che contratta. p. nelli, i-9 (
con tanti disturbi, intrighi e travagli che non... gli scriverebbono quante penne
lippi, 5-40: pur pinse tanto, che gli venne detto: / buon dì
detto: / buon dì, corrier; che nuova c'è di ghetto? note
malmantile, 1-417: 'ghetto'è voce caldea che significa * libello di repudio ';
si veggano gheti numerosi e ricchi e che indifferentemente gli ebrei siano admessi al commercio
parola ebraica * ghet ', che vuol dire divisura, cioè separazione, che
che vuol dire divisura, cioè separazione, che è quello appunto che fu inteso di
cioè separazione, che è quello appunto che fu inteso di fare con quella fabbrica,
: 'ghet 'è voce ebrea, che, secondo i talmudisti, significa ripudio
non è più antica del 1500, stante che, nell'anno 1555, paolo iv
, paolo iv, sommo pontefice, ordinò che fossero gli ebrei separati e rinchiusi in
vivevano sparsi fra gli cristiani. il che pochi anni prima avevano fatto li veneziani.
nella parte più fetida della città, che chiamossi ghetto; d'onde non potevano
/ d'ogni bontà, ma da che gli hai lasciato / sopra il collo
è proprio un ghetto, / anzi, che dico? un chiasso, è diventato
e. cecchi, 2-155: cenciosi che il piranesi andava scovando nei ghetti romani.
per consolarsi dell'aria nefasta di universalità che grava su roma, il popolano beve.
, non sono tra i peggiori rimedi che siano stati inventati per tollerare il clima di
guarda per esempio i negri d'america che bruciano i loro ghetti. 3
sacro e d'orazione albergo, / che la chiesa si cangia in sinagoga, /
ma in sala; in sala oh che ghetto! 4. locuz.
* fare un ghettume 'è lo stesso che 'fare un ghetto '. =
. nericcio, nerastro, moresco; che ha la pelle di colore scuro;
in de lo 'mperadore de roma, che se l'emperadricie nel più vile schiavo ghiesso
del mondo. ristoro, 1-23: color che abitano in quelli fini dall'uno lato
da'de'ghezi, / e fai che lezi / ne la tana. filippo degli
uno staffier fedele, un ghezzo, / che lo cavò di sotto a quel cavallo
fu d'un bascà ghezzo, / che venne insin dal fine de l'oriente.
gloria, la religione e la fede, che esse trionfano del fatto nostro. sassetti
: i mori sono propriamente ghezzi, che è tra 'l zingano e 'l nero,
nero, gente di tanto intelletto, che nessuna più. allegri, 231: v'
donne, e son senza bellezza; / che stando nelle case affumicate, / chi
ruolo degli uomini, non fece altro che soggiacere all'opinione universale de'suoi tempi
giovanni e di voi e di me, che ragazzo, famiglio e servo, schiavo
sentian sonare. 2. che ha colore nero o scuro (con partic
/... / dell'uva che comincia a farsi ghezza. soderini, i-539
ii-15-105: mise due ali assai più ner che corvo; / cornuto il capo e
. così chiamano gli aretini quel fungo che da'fiorentini è detto 'fungo porcino
'fungo porcino 'mi giova il credere che sia stato chiamato ghezzo dal colore che
che sia stato chiamato ghezzo dal colore che è simile a'mori di barberia.
). ant. e letter. che è proprio del ghiaccio, che ha natura
letter. che è proprio del ghiaccio, che ha natura di ghiaccio; molto freddo
. roberti, ix-35: allora pare che suggendo bea / o ghiaccesca lattata o limonea
le pietre de'monti, et alquanti diceno che si genera della ghiaccia indurata. cieco
] rimanevano ritenute dalla profonda ghiaccia, che di nuovo era rappresa. g. gozzi
,... perché cade nel fuoco che non si può spegnere, cade nella
si può spegnere, cade nella ghiaccia che non si disfa. galileo, 5-19
dal cerchio dei violenti a malebolge, che è la profondità del burrato di gerione
e quella da malebolge alle ghiacce, che è il pozzo dei giganti. pascoli,
d'un azzurro così freddo e insensibile che spaura; come fosse già rattrappita sotto
ii-85: quando vien la ghiaccia, / che non par che li piaccia, /
la ghiaccia, / che non par che li piaccia, / da noi [l'
sentire il tuo caldo valore; / fa'che tu rompa ogni celata ghiaccia / dentro
, / ch'ell'è sì laida che voi che vo piaccia / che quisto velo
ch'ell'è sì laida che voi che vo piaccia / che quisto velo non me
sì laida che voi che vo piaccia / che quisto velo non me sia levato.
mantiene una ghiacciaia per conservare quei vini che si tengono la state nella grotta incavata sotto
neve, e le arborizza- zioni, che veggonsi nel tempo del gelo sui vetri delle
ghiacciaie ripidissime e più sotto da nevai che soltanto i solleoni di luglio e d'
— ghiacciaia artica: calotta glaciale che copre la parte centrale della groenlandia e
gelido. verga, 1-310: vedevo che ella aveva il viso livido, che
vedevo che ella aveva il viso livido, che tremava dal freddo sotto il suo scialle
sotto il suo scialle, e non pensai che in quella ghiacciaia ella aveva dovuto pur
la illuminazione elettrica. -ambiente che manca di intimità, di calore.
sbarbaro, 1-65: oh le creature che aprono gli occhi di bistro nella ghiacciaia
ghiaccio dovuta all'accumulo di neve meteorica che si trasforma prima in neve granulare (
rivoli, a torrenti, / fan che perenne abbondi al piano e cresca / la
è mascolino di 'ghiacciaia ', che i naturalisti tradussero dal francese *
', cioè le grandi masse di ghiaccio che dipendono da un 'circo ',
guida aveva capito con chi avesse a che fare. = deriv. da ghiaccia'
i quali [innesti] se, fatti che sieno, nevicherà, se ella [
non ghiacci, lascisi loro stare addosso, che non nuoce, anzi giova; ma
alle mie fer coperchio, / foco spirar che m'arde quando ghiaccia. soderini,
ghiaccia. soderini, i-34: l'inverno che ghiaccia assai, massime di gennaio e
state coll'arte delle nostre mani quel che la natura non ci diè.
tutto, e spezialmente oltre i monti, che ghiacciò il rodano, sicché su vi
alamanni, 7-ii-7: ben sovente veggiam che i campi aprici / di sì crudi
sì crudi pastor son fatti albergo, / che avanti andrei dove più ghiaccia il cielo
fo... ghiacciare a segno tale che la bocca appena le può soffrire.
tu ti può'méttare indosso tanti panni che ti basti a non ghiacciare. l.
femo più tenzoni, / lasso, che de gran fredo / giazzar me vedo;
sostanza, ecc., anche il cristallo che secondo un'antica opinione era costituito da
l'amore nasce a modo del cristallo che si ghiaccia e si stringe e si cola
afflisse in penitenza in tal maniera, che vestito intrava nel fiume infino a gola,
dondolo il piede per interrompere la fissità che i suoi occhi rimandano altalluminio appeso,
sì ch'io me ne trametta, / che '1 mio lavor non ghiaccia. iacopone
entelletto en un quiito, / però che son ghiacciate tutte tacque. 4.
non è lei [la lima] che ghiaccia / i fossi e i fiumi?
5. carducci, ii-21-4: col sole che batte su la neve, spero di
un brivido quasi voluttuoso il suo soffio che s'insinuava a ghiacciarmi il collo. e
delle audaci schiere / un possente calò, che in man guizzava / tale una spada
tale una spada di fulmineo vampo, / che gli sguardi atterrò, ghiacciò di tema
qui non è l'inerte chiarore glauco che ghiacciava la pergola bassa, là, nella
gli diletta, sì furiosamente e tanto veloci che nessuna fiera veduta campa da loro.
gelido non permetteva di abbandonar sul cammino che qualche gocciola ghiacciata. -indurito dal
crescenzi volgar., 12-n: infinattanto che la terra diventi ghiacciata, si dee
le strade sono bianche ghiacciate di nevi che fioccarono a grandi falde per più giorni
: questo afferma l'esperienza degli artefici che vendono olio, i quali non vogliono
dicono, come è in verità, che il baril dell'olio ghiacciato a struggerlo
malato..., d'un male che non è febbre, ma che filtra
male che non è febbre, ma che filtra come una febbre ghiacciata nelle midolle
riscaldate. nievo, 1-221: piuttosto che saltar il fosso per raccattar legna secca
mangiar ghiacciato. 3. che è caratterizzato da temperatura rigida (una
(una stagione, l'atmosfera); che provoca freddo intenso (un vento)
rami steccoliti dei gelsi davano l'idea che la primavera ghiacciata consolasse in qualche modo
crudità del vento ghiacciato. 4. che patisce i rigori del freddo; intirizzito
. -che è diventato freddo, che ha perso il calore vitale per una
foco in tutte le midolle! / che tremito gli scosse il cor nel petto
: non men gran grazia, donna, che gran doglia / ancide alcun, che
che gran doglia / ancide alcun, che 'l furto a morte mena, / privo
vena, / se vien subito scampo che 'l discioglia. b. davanzali, i-365
ghiacciati in una buca, / sì che l'un capo a l'altro era cappello
ghiacciati. 5. figur. che è privo di sensibilità, che difficilmente
figur. che è privo di sensibilità, che difficilmente si abbandona ai sentimenti, alla
. giustinian, 70: vedo ben, che tu non credi quanto e't'amo
genti disamorate e queste donne ghiacciate, che mi par di vederci, me ne davano
popolari, i-627: ciò fu causa che essi perdessero la forza dell'animo e si
ciato. 6. che manifesta o vorrebbe manifestare indifferenza; privo
. nievo, 471: credi tu che sotto questa mia scorza dura e ghiacciata non
e ghiacciata non si celino tali tormenti che mi farebbero preferire l'inferno, nonché
ghiacciata. -che non commuove, che non appassiona; che non è fonte
non commuove, che non appassiona; che non è fonte di ispirazione. de
leopardi, 990: consumata ogni cosa che si possa ingoiare, e spenta l'
. pratolini, 3-93: la memoria che noi abbiamo del padre di nostro padre
da stringere sul telaio. -squallido; che dà l'impressione di abbandono, di
sì ghiacciato, quasi direi sì cadaverico che mi sentii stringere il cuore sinistramente.
d'esser indurito e ghiacciato, e che senza timore si sarebbe posto per bersaglio
mia porta ghiacciata, rimproverandomi il bene che mi aveva fatto, se ne partiva
: beo d'un vino a pasto, che par colla, / e tien di
, / tu puoi ben dimenar, che non si crolla. govoni, 2-185:
la rotondità del ciottolo nasce dall'urto che ricevette la pietra... dalle
. ghiaccière, sm. operaio che lavora alla produzione del ghiaccio assistendo le
ghiaccino, sm. strumento di ferro che si mette ai piedi dei cavalli o
. govoni, 499: fanciulli che vanno alla scuola / facendo il pugilato
zaini di fibra / arando neve o polvere che vola, / o mettendo le scarpe
28-47: una parte del mondo è che si giace / mai sempre in ghiaccio et
erano molto ghiacciati per lo grande freddo che era. beicari, 1-57: sotto le
canz., 59: né quella stella che de su ne stilla / fresca rogiada
né in candida brina / ragio di sol che sparso resintilla. firenzuola, 397:
mestiero camminare su per quei giacci, che tagliavano come rasoi. galileo, 4-2-12:
creduto piuttosto il ghiaccio esser acqua rarefatta che condensata. d. bartoli, 30-381
ghiaccio, di frane e di pantani che metteva alla disperazione. moravia, 12-257
o galatea,... più lucida che 'l ghiaccio. più dolce che l'
lucida che 'l ghiaccio. più dolce che l'uva matura. boccaccio, vii-29:
fusberta [lo scudo], ancor che molto grosso: / ne geme la foresta
. / l'osso a tacciar ne va che par di ghiaccio, / e lascia
, e in amor fredda / via più che 'l ghiaccio. a. verri,
il baratro di quelle orrende larve, che sono destinate nel- taverno a spaventare le
, 82: la terra crullò sì forte che le nievi e'ghiacci de palpi discesero
vedete? / nel giorno sì lungo, che l'alba / sementa ed il vespero
, ghiaccii et i fulmini stessi, che pur troppo proviamo più crudeli di quelli
mente e 10 core, / sì che tucto per voi mi distruggo e disfaccio,
vescovado tre figure grandi di terra cotta, che oggi sono in gran parte state consumate
. galileo, 4-1-196: quelle fortezze che saranno poste in acqua dolce saranno pericolose
/ a chi giovi l'ardore, e che procacci / il verno co'suoi ghiacci
trovava assai meglio al caminetto di parigi che al ghiaccio di russia. -per
questo lito / sarà tornato, pria che parta il ghiaccio. folengo, ii-38:
perciò era così arida ed impetrita, che non si poteva se non con grandissima
sol mi sento / ch'altro splendor che 'l suo più no'm'allume.
e ripulsa, gioia e pena) che coesistono nell'animo di una persona innamorata
: sicom omo dice / de la fenice che si rinovella / in foco, eo
in foco, eo così faccio, / che 'n fiamma e 'n pena e '
, e amare spesso / altrui più che se stesso. l. martelli,
rinaldo d'aquino, 113: uno foco che non pare / che 'n la
113: uno foco che non pare / che 'n la neve fa 'llumare,
22: diparti dal cor el giacio che ti tiene sì fredo e di me t'
tiene sì fredo e di me t'incresca che per te moro. ariosto 1-78:
ardore. bandello, ii-1109: i'che di ghiaccio al cor un duro smalto
155: terz'anno è già che in ozioso ghiaccio /... /
siena, iii-278: io non sentiva altro che ghiaccio, tristezza e amaritudine. rota
il sasso / distruggi e rompi al cor che cieco e lasso / langue pur troppo
6. letter. condizione penosa, che soffoca o impedisce ogni attività o impulso
. tipogr. impressione a ghiaccio: quella che è fatta senza indoratura sulla copertina dei
, usasi come aggiunto di quelle impressioni che, per mezzo di stampe, si fanno
neve carbonica. 12. macchia che si produce sulla superficie delle pietre preziose
tutte l'altre quelle [pietre] che averanno dentro certi calcedonii o ghiacci
: essendo di fitta state e sapendo che gli piaceva il bere in ghiaccio, gl
, 159: mi ha decto e dice che è certo che io credo e sarafini
mi ha decto e dice che è certo che io credo e sarafini di ghiaccio,
e sarafini di ghiaccio, se non credo che costei l'ami.
varano, 50: misera il sen, che mi parea di ghiaccio, / arse
lusinghieri sguardi / d'ob- bietto vii che vergognando io faccio. foscolo, iv-313:
non divenisse tosto gelato, credi tu che andresti così glorioso della tua severa filosofia
,... parole di ghiaccio che mettevano del ghiaccio tra di loro. bonsanti
loro. bonsanti, 2-238: coloro che avevano avuto a che fare con lui si
2-238: coloro che avevano avuto a che fare con lui si erano convinti di
66-7: io nel cor via più freddo che ghiaccio / ho di gravi pensier tali
, 1 * 322: chi avrebbe immaginato che un uomo di ottanta anni, gottoso
, gottoso e con le gambe gonfie, che doveva avere il ghiaccio nelle midolle,
hai tu veduto qua questo uccellacelo? / che dirai tu s'io il traggo della
16-53: parve più freddo ogni pagan che ghiaccio; / parve ogni scotto più che
che ghiaccio; / parve ogni scotto più che fiamma caldo. -essere un
fr. colonna, 1-2: quella pazienzia che fra tante offese / mi fu dur
de jennaro, 135: alma gentil, che coi belli occhi ogn'alma / or
uomo alle fiamme d'amore, sì che a riamar altrui non è possibile che s'
sì che a riamar altrui non è possibile che s'in- cline. r. campeggi
. r. campeggi, 83: ahi che sento mancarmi; / o qual sudor
iii-19-41: con quell'aria triste e severa che faceva ghiaccio all'intorno, con la
sannazaro, 1-55: pensando a colei che 'l cor m'ha lacero, / divento
e nubilosa luce / vo ripensando, che m'avanza, e ghiaccio / gli spirti
: insolito timor così l'accora / che sente il sangue suo di ghiaccio farsi.
cavalli ferri muniti di ramponi per evitare che sdrucciolino sul ghiaccio; munire di chiodi
... una calzetta di seta che li scalferotti di griso; i borzacchini dorati
scalferotti di griso; i borzacchini dorati, che li zoccoli o scarpini ferrati a ghiaccio
evitando di guardarsi, parole di ghiaccio che mettevano del ghiaccio tra di loro.
freddo core, / rompete il ghiaccio che pietà contende. -risolversi dopo molte
fatto tanto vergognare della mia negligenza, che pure ho rotto questo ghiaccio, il quale
, il quale era sì duro, che per ora non penso poter seguir più oltre
senato della comunicazione e confidenza, aggiongendo che per corrispondere e romper il ghiaccio, che
che per corrispondere e romper il ghiaccio, che già mosso vedeva intenerirsi, avrebbe proposto
condotto a desenzano... per procurare che il senato col mezzo del suo ambasciatore
-iniziare, avviare una conversazione fra persone che si sentono a disagio; riprenderla quando
far cessare la freddezza o l'ostilità che divide due o più persone; acquistare o
buonafede, 1-i-173: tutti questi scrittori, che del car dano han fatta
dano han fatta memoria, convengono che costui era un folle ed un
ghiaccio su questo punto a quelli che hanno scritto dopo lui; e
carducci, ii-6-28: ella, che oramai colla filosofia ha rotto il
gelido, ghiac ciato; che per sua natura è privo di calore;
, 3-51: talora due corpi ghiacci posti che sieno a contatto tra loro bollono o
amore / l'ardente suo valore; / che senza amore er'aigua fredda e ghiaccia
/ ghiacce bevande di ardente colore / che consolano e crescono la sete.
ardente, caratteri di queste febbri, che fanno molto soffrire. bilenchi,
acqua. 2. per estens. che è caratterizzato da temperatura fredda (un
, un'ora del giorno); che porta freddo intenso (l'aria, ecc
(l'aria, ecc.); che al tatto dà la sensazione di freddo
toca la pietra e trovarala ghiaccia: che ti significa il cuore quando hai la parte
. bonsanti, 2-301: quel sole che la notte ghiaccia e sgombra di nubi aveva
quella camera di locanda. 3. che patisce un freddo intenso; infreddolito,
; infreddolito, intirizzito. -anche: che ha perso il calore vitale (per
89: va', toca colui che è morto: sempre il truovi più
sì diffidente del silenzio di lei, che pregò di posarlesi accanto. d'annunzio,
e non hai gocciola / di sangue che non sia ghiaccia nel tuo / cuore.
da siena, 392: maladecti tiepidi! che almen fuste voi pur ghiacci. se
di paura. cagna, 1-26: che ceffo aveva colui! che vechio tomo.
, 1-26: che ceffo aveva colui! che vechio tomo... che aria
! che vechio tomo... che aria di manigoldo!... gaudenzio
ghiacciòlo1 (ghiacciuòlo), agg. che si rompe facilmente, che è fragile
agg. che si rompe facilmente, che è fragile come il ghiaccio (con
longiano [tommaseo]: guarderà l'arme che gli darà l'avversario suo tanto da
tanto da offesa come da difesa, che sieno uguali, senza inganno, senza differente
, con la polpa alquanto dura, che si sgretolano mordendole (e sono così
(e sono così chiamati anche l'albero che le produce e altre piante).
iii-54: certe foglie d'un'erba che è come gigli gialli, o ghiac-
et aperto bene, volto al sole, che degli altri non avviene così, come
: altra delicateza, altro conforto sentirai che a dar muschio, o ghiacciuolo, o
odori e sapori, e fa, più che altro liscio, le carni chiare,
. tose. famil. dente ghiacciolo: che non sopporta cibi o bevande gelati.
sm. cannello o colonnina di ghiaccio che termina con la punta arrotondata e si
incrostazione di ghiaccio o di neve ghiacciata che si forma su superfici liquide o su
: si dimostrava ricca di molti ghiacciuoli che, traboccando in forma d'acqua giù dalla
veggono alle gronde alcuni ghiacciuoli così lunghi che paiono di cera. d. bartoli,
vento umido, pieno di ghiacciuoli, che le avviluppavano il capo. pascoli, 1432
perfino i più piccoli, come quello che facevano i ghiaccioli rimasti sotto gli stivali
stivali. 2. gelato da passeggio che si ottiene congelando in apposite forme acqua
. figur. parola, fatto, azione che provoca sofferenza morale. govoni,
5. ant. piccola bigoncia che serve a togliere il ghiaccio dalle ghiacciaie
il mosto vieta e biasima, / credo che sia il sogno o la fantasima.
po'opaca (o anche incrinatura) che si forma sulle pietre preziose durante il
. magalotti, vii-678: le gioie che hanno internamente alcuni ghiacciuoli, se questi
. punto a ghiacciolo: punto a giorno che si ottiene legando ogni colonnina alla seguente
. le mie scarpe e i piedi che parevano due ghiacciuoli. 10.
, i-382: c'era motivo di credere che potessero passare egualmente bene dieci, venti
. ghiaccióso, agg. ant. che è caratterizzato da molto gelo (una
da molto gelo (una stagione); che porta freddo gelido (un vento)
freddo gelido (un vento); che è coperto di ghiaccio (il terreno
andamento della superficie terrena, dico o che ghiacciano o che pieghino a banda.
superficie terrena, dico o che ghiacciano o che pieghino a banda. 4
possono compiere il loro male volere, che ne muoiono a ghiadio. parafrasi del
, lassa me!, ch'ancor par che mi sia / un ghiado fitto per
8-9 (323): preghiamo iddio che vi dea tanti malanni che voi siate morto
preghiamo iddio che vi dea tanti malanni che voi siate morto a ghiado sì come
come il più disleale e il maggior traditor che viva. velluti, 76: fu
tu, balorda? aprimi e spacciati, che sia uccisa a ghiado. b.
: è una sua gentildonna di contado, che ne muore a ghiado e sta mal
hai tu veduto de'corbi lungo le mura che son caduti di ghiado? soderini,
? soderini, iv-208: solo è assai che vi sieno capanne adattate per le stalle
sieno capanne adattate per le stalle, che nei maggiori ghiadi dell'inverno le possino
tra i folti arbusti, / sol che non vieti la fiacchezza o il ghiado
vieti la fiacchezza o il ghiado / che il sonno in me passi furtivo? d'
mi viene uno ghiado intorno al cuore, che mi toglie le parole e l'intelletto
in codesti ghiadi non facesti quel bene che io desidero. = lat. volg
. di 'freddo pungente, che ferisce '. ghiaggiuòlo, v
), sf. roccia sedimentaria, che si presenta come un complesso di piccoli
minor vaghezza porta seco poi il percuotere che fa il sole nelle ghiare de'torrenti che
che fa il sole nelle ghiare de'torrenti che discendono da'monti il verno piovoso.
: come vide la fiumana tanto rigonfia che per quasi un miglio la ghiaia n'era
, 2-44: le strade erano quelle che erano: da fenestrelle fino in cima al
si vuole attendere il fruttificare, e che le ghiove non sieno bianche, ovvero
coperte d'una ghia- retta bianca, che brilla sott'acqua, par che invitino nelle
bianca, che brilla sott'acqua, par che invitino nelle tepide sere d'estate a
i più minuti sono interi e di figura che si accosta alla globosa, o sia
fogazzaro, 2-194: un ponticello di legno che gitta la sua ombra sopra una luce
viani, 19-164: ero tanto commosso che le ghiaiottole dei giardini mi parevano d'
ferrara, e corroso il ghiaróne, che ivi si trovava. dossi, 112:
il tuo ghiaróne, concima! non caverai che de'sassi. viani, 14-78:
nella somma superficie o sorte di terreno che tiene in parte della pietra, come calestro
agg. pieno di ghiaia; che contiene ghiaia, che è mescolato con
di ghiaia; che contiene ghiaia, che è mescolato con ghiaia.
. 2. letter. che trasporta, che smuove ghiaia. boine
2. letter. che trasporta, che smuove ghiaia. boine, ii-87:
. guittone, i-1-239: o che direbbe l'omo di quel che fusse
: o che direbbe l'omo di quel che fusse aletto inperadore de roma e rifiutasse
, pasciendo coi porci ghiande più volentieri che con baroni vidande d'onni savore?
palco e delle ghiande, / e che per altra via l'uom si procacci /
brace de'sarmenti di som- macco, che pareva di mangiare delle bruciate. quasimodo,
le foglie più scure di una giovane quercia che si sporgeva da un campo sulla strada
le tue treccie piova, / malvagia che dal fiume e da le ghiande /
adosso a chi pur grida guerra, / che sé e'suo'figliuo'veggia per terra
: quanto felice fu la gente antica / che avea cibo suo sol giande e acque
. tassoni, viii-1-29: la canaglia che adesso vi comanda / fu vostra serva
. galileo, 3-4-139: già che i poeti non ci sono, ma ci
, con l'addurgli tanta autorità, far che le loro ghiande si strugghino. achillini
pendolo. grandi, ii-7-55: ciò che succederebbe ad un pendolo di orologio,
una cicloide. -specie di dolce che ha la forma di questo frutto.
, iii-54: 'ghiande'. ornamenti ovoidi che si ponevano alla estremità delle vesti.
, 5-154: ha una ghianda, / che così giusto domanda / un eburneo bel
.. il prepuzio, cioè quella pelle che ricuopre la ghianda, cioè la testa
, può cagionare quel fastidioso ardore, che per corrispondenza si sveglia nella ghianda del
di danaro, e particolarmente dalli vagabondi, che vanno in calca, come è noto
non valle tre ghiande. -stimare meno che una ghianda: non tenere in alcun
. sacchetti, 277: ma ora che '1 valor un po'traluce, /
/ la mia rima vèr te vuol che si spanda, / e quella stimerai
stimerai men ch'una ghianda / però che non è oro ciò che luce.
ghianda / però che non è oro ciò che luce. 12. dimin.
829: trovaranovi con tante vanità, che voi gli farete godere. voi cioppe grandissime
mill'altri gingillini, balocchi e ninne che avean sempre a mano le gentildonne a quel
veggio in su'ripari una ghiandaia / che grida all'arme. bracciolini, 1-6-11:
', dal continuo gracchiare e ciangottare che fa. è nelle sue fattezze di
e ne fa provvista e magazzino, che spesso poi dimentica abbandonato. pascoli,
alle ghiandaie, / gettarci l'urlo che lungi si perde. govoni, 2-10: