favella così lo nostro signore, acciò che i servi tuoi tanto flagizio abbiano commesso?
. girolamo volgar., xxi-493: avvenga che molti reputino scelerato e peccatore e pieno
1-365: per così nefando flagizio meritaresti che fussi legato in un asino al roverscio,
tenne l'istesso cicerone... che tante cose flagiziose e sporche introdotte da poeti
sono di quegli avvenimenti flagiziosi e nefandi che disgustano l'uomo della sua condizione umana
= voce dotta, lat. flàgitiósus * che procura onta, scandaloso '. cfr
ciascuno de'quali ci è una scuriada durissima che si chiama flagra, con l'una
voluto vedere epsa flagranzia alquanto tepidire, che parlando commettere errore alcuno. caviceo,
riassalivano. 2. dir. che si commette attualmente (un reato)
con cose o tracce dalle quali risulti che egli abbia commesso poco prima il reato
, 237: è flagrante il reato che si commette attualmente. il reato permanente
il reato permanente è flagrante fino a che sia cessata la permanenza. -cogliere
253: fu già addosso a quella / che tremava e che da rossor sorpresa /
addosso a quella / che tremava e che da rossor sorpresa / lasciò cadérsi a rotolon
e a vendette private per un oggetto, che vuol essere trattato con dolcezza, e
con dolcezza, e di cui è espediente che sia punito il solo contravventore colto in
giungergli a orecchio la voce della nena che lo chiamava dalla scala. respinse la cassa
buone lettere fu pigliato un virtuoso, che in fragranti con gli occhiali al naso
con gli occhiali al naso fu trovato che leggeva alcune poesie italiane. brusoni,
ragionevole... domandargli se crede che all'età nostra sia lecito, sia tra
una di quelle ingiustizie flagranti e incomprensibili che danno la smentita delle virtù più faticate
cattaneo, iii-4-151: il decreto adunque che infliggeva ai cittadini il perentorio precetto di
di premio o di guadagno alcuno, che avere potessi alcun che costì sia,
guadagno alcuno, che avere potessi alcun che costì sia, ma una flagranzia d'una
ma una flagranzia d'una inestimabile fede che alla nostra comunità portate, costì v'ha
l'animo colla flagranzia della volontà più che colla chiarezza dell'intellecto fruisce el bene.
voluto vedere epsa flagranzia alquanto tepidire, che parlando commettere errore alcuno. 2.
-stato di flagranza: la situazione di colui che viene colto nell'atto di commettere un
la situazione in cui si trova colui che, immediatamente dopo aver commesso un reato
con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso poco prima il reato
non c'è. -non si può dire che ci sia. moravia, xi-98:
cui flagra il più vivo / lume che fulse mai ne gli elementi, / di
, / mentre il giovine sangue par che flagre / e lunghi giorni a viver m'
tasso, 1-24-116: con la spada che fiammeggia e flagra, / di sangue
, / e da gli amanti più che mai si spera. 2.
desio, di speme il pasce; / che sol per fama gloriosa et alma /
sia greve / scoprir quell'animal, che già m'ha morso / il cor
/ il cor d'un tal desio che tutta flagro, / anzi mi struggo come
, e come gielo / vedrìa, che 'l sido e l'ardor ch'entro celo
. flagro, agg. ant. che brucia, che arde; fiammeggiante.
, agg. ant. che brucia, che arde; fiammeggiante. lomazzi,
par., 20-14: o dolce amor che di riso t'am manti
bacchette di vetro, ecc.), che si effettua mediante il calore di una
dal fr. ant. flambé, che riproduce il lat. flammùla 'fiammella '
= deriv. dal fr. flamberge (che è propriamente il nome della spada di
e caratterizzato dall'intensa espressione drammatica, che trapassa frequentemente da un recitativo rapidamente sillabato
cantoni, 411: meno ancora capisco in che modo questa seconda parte dello spettacolo possa
essere venuta una furia simile? o che non sia forse per l'abitudine che
che non sia forse per l'abitudine che hanno gli spagnuoli di chiamare « flamencos »
flamendiale, agg. letter. che si riferisce, che è proprio del
. letter. che si riferisce, che è proprio del flamine diale, addetto al
rinfrescando i raggi flamendiali,... che stanno sopra delle teste loro per insegne
uno stravagante uccello, bianco di colore, che rosseggia un poco sotto l'ale,
becco lungo, più dilicato nella superiore, che nel- l'inferior parte. i portoghesi
= dal provenz. flamenc * che ha il colore della fiamma, rosso
ordini de'flamini: ma si fece legge che la flamina di giove fosse in podestà
flaminale, agg. stor. che si riferisce, che è proprio del
agg. stor. che si riferisce, che è proprio del flamine. =
non esser vero il detto volgato, che flamine non esca d'italia; né il
, se ne aggiunsero altri dodici, che potevano anche appartenere alla plebe; portavano
, denominati da quel filo di lana che portavano in testa al tempo del caldo.
consola il figlio del primo africano, che portò 1'* apex 'di flamine
teologia; / primo ne l'acqua che lava i delitti / d'origine e coll'
m. adriani, 3-2-316: fu instituito che la fiammica, cioè sacerdotessa di giunone
rasato, molto caldo e morbido, che viene usato prevalentemente per indumenti che si
, che viene usato prevalentemente per indumenti che si pongono a contatto diretto con la
vestita con un abitino di flanella bianca che le cascava floscio sul petto. tornasi
quando mi metto una flanella nuova, che mal cede e troppo mi stringe il
soffici, ii-317: mi pare che basti di venir sempre qui a far
» c'era tutta la gioventù dorata che spensieratamente faceva flanella, seguendo assonnata ed
beh », brontolò, « mi pare che anche qui facciamo della gran flanella »
passava per scisciò, il flaneliista, che fra uno sbadiglio e l'altro aveva
elicotteri, autogiri) intorno alle cerniere che le vincolano al mozzo. =
). flato, sm. gas che si forma nello stomaco o nell'
processi di fermentazione e di putrefazione e che viene espulso dalla bocca o dal
stigliani, ii-367: il dolor colico, che è quel di ventre, ed il
ventre, ed il dolor nefritico, che è quel delle pietre renali, si
consolo però spesso nel male, / che nome tien d'ippo- condriaco flato;
tien d'ippo- condriaco flato; / che tal patìa, sendo tra noi mortale,
. frugoni, vi-72: non istupisco che tu m'ammorbi con tanti flati ventosi
dalla stitichezza di corpo e da certi flati che gli rumoreggiano nel ventre inferiore. a
soffiare '. flatulènto, agg. che genera gas, che provoca 1'emissione
flatulènto, agg. che genera gas, che provoca 1'emissione di gas (un
,... od in altre cose che tutte aria contengono, potendosi così stabilire
. 2. medie. ant. che si manifesta con la formazione e remissione
flatulento appresso a galeno. 3. che emette fiato maleodorante. d'annunzio,
di gas nell'addome o nell'intestino, che può essere dovuta a disturbi del fegato
come una flatulenza di buon cuore, che lo spingeva a donarle il resto.
pagina, una pagina di questa flatulenza: che strazio. = deriv. dal
sf. plur. stor. feste pubbliche che si celebravano in atene il 5 boedromione
. genètica, sf. scienza che studia le cause, le basi morfologiche
sì, medico, anzi un medico che s'interessava di alte questioni biologiche,
sdegnando di considerare geneticamente le idee, che la storia dello spirito umano possa provare
(plur. m. -ci). che concerne l'origine, la riproduzione,
di una stirpe, di una razza; che si riferisce, che è proprio della
una razza; che si riferisce, che è proprio della genetica o della generazione
proprio della genetica o della generazione; che si effettua attraverso la generazione.
s. v.]: 'genetico', che concerne la genesi dell'ente, dall'
pur ammessa la dottrina della nazionalità genetica che solo all'unità di razza attribuisce nome
aosta fu in principio abitata da'salassi che insieme con i taurini erano liguri.
dal pino. 2. che concerne la riproduzione; sessuale. bacchelli
. 3. per estens. che si riferisce alle origini, alle cause
quale non vi stanca mai, sì che alla fine del libro sentite dispiacere di non
non forniscono nessuna verità, nemmeno quella che pur giace in fondo a un concetto empirico
) tixó <; * che è capace di generare ', * che
che è capace di generare ', * che è proprio della generazione '(da
genetliaca, sf. parte dell'astrologia che studiava gli oroscopi traendoli dal giorno della
agg. (plur. -ci). che si riferisce, che è proprio della
-ci). che si riferisce, che è proprio della nascita (luogo, data
d'annunzio, v-2-351: delle ore che seguirono ho una rimembranza assai più difficile
seguirono ho una rimembranza assai più difficile che l'interpretazione di certi cieli allegorizzati del mio
e i genetliaci di quelle belle ceselline che ne vengono fuora. 2.
: fu il primo caldeo [beroso] che portasse l'astrologia genetliaca a'greci.
i sogni... e par verosimile che avesser notizia eziandio dell'astrologia genetliaca.
astrologia genetliaca. -sm. astrologo che compilava oroscopi. garzoni, 1-419:
. tacere a v. s. quello che li giorni passati risposi a uno di
passati risposi a uno di quei genetliaci, che credono che dio nel creare il cielo
a uno di quei genetliaci, che credono che dio nel creare il cielo e le
non pensasse a niuna cosa di più che quelle alle quali pensano essi. segneri,
segneri, iv-83: tutte le arti che adoperano i genetliaci per fondare sul punto
, sf. plur. stor. feste che si celebravano in grecia per la nascita
famiglia viverridi { genetta genetta), che raggiunge la lunghezza di circa 1 m
, conducendo al passo i cavalli, che di tratto in tratto affondavano nella creta
condito verde molto più eccellente di quello che si condisce secco in vinegia. durante,
gengevo è una pianta di sua spezie, che ha le radici piccole, simili a
al pepe... s'ingannao coloro che si pensano che 'l gengevo sia la
.. s'ingannao coloro che si pensano che 'l gengevo sia la radice del pepe
di provenienza orientale). la forma che ha finito per prevalere è zenzero (v
è zenzero (v.), che in antico annoverava anch'essa altre varianti:
roseo o biancastro, che riveste le arcate alveo lari
mando una specie di festone che aderisce fino al colletto dentale.
/ con quelle rosee gegnìe, che pago pur sanguìe. testi fiorentini,
stropicciare i denti e le gengie, dicendo che la salvia molto bene gli nettava d'
molto bene gli nettava d'ogni cosa che sopr'essi rimasa fosse dopo l'aver
margutte toma, e morgante trovava, / che... /...
ramusio, i-147: il male loro era che le gengive crescevano loro sopra li denti
ossee gengive masticando, / tanto fa che sminuzza anche le croste. g. gozzi
. gozzi, 1-45: è vero che la carnagione acconcia talierroruzzi della natura,
in due solchi di gengie di ebano, che sono una rarità maravigliosa. manzoni,
., 5 (75): vecchi che perdute le zanne, parevan sempre pronti
: si viddero... sulle gengive che i denti legano, due altre quasi
. gengivale, agg. medie. che è proprio della gengiva; che si
. che è proprio della gengiva; che si riferisce a gengive. -in partic.
a gengive. -in partic.: che colpisce le gengive (una malattia).
di una porzione della mucosa gengivale che si effettua nel trattamento delle piorree alveolari
mucosa boccale in corrispondenza delle gengive, che si manifesta con gonfiore, disposizione a
. medie. emorragia delle gengive, che costituisce una complicanza abituale delle gengiviti.
rompo '. gengivóso, agg. che è dotato di grosse e vistose gengive
testa triangolare rivolta al soffitto, quasi che avesse voluto, da quella sua
nome ancor di beltrando novello, / che col valentre avol si ricrea. f.
mia schiatta, n'ha più, che nella tua genia. casti, ii-5-59:
. manzoni, 290: dimenticasti / che ogni nostro travaglio è gioia a questa
è gioia a questa / italica genìa, che diradata / dagli avi nostri, che
che diradata / dagli avi nostri, che divisa in branchi, / noverata col brando
smorfia di disgusto, espresse l'orrore che le ispirava la genia degli adami,
magalotti, 19-22: né dubitar, che la ghiotta genìa / a quel possente
cugini / n'ha morti tanti, che ciascun diria: / spenta è la razza
, 4-17: l'alata / genia che adoro -ce n'è al mondo tanta!
in gallia re gli avvocatuzzi / più che quanti mai re delitti fanno - / stuzzican
essi i nostri re cocuzzi, / che buoni esser non ponno, e rei non
de'grandi la servile schiatta, / che noi si ardiva di appellar genìa.
malvage, infami, poco raccomandabili o che suscitano comunque fastidio o disprezzo; tipo
, 1-3: chi vuol fare una comparazione che quadri, dica che il pane e
fare una comparazione che quadri, dica che il pane e noi concorriamo insieme circa
ingannati, xxi-1-232: puossi dir peggio che pedante? trovasi la peggior genia?
: molti di quella genìa de'bravi che, perduto, per la condizion comune
. carducci, ii-3-346: oh quanto vorrei che nessuno mi conoscesse di questa sozza e
protettrice dell'uomo e della famiglia, che rap presentò, in origine
boccaccio, v-79: quinci si fugge quella che del male / del padre nacque
, xxxi-115: oimè, meschina che cosa potrei io fare o pensare, che
che cosa potrei io fare o pensare, che più desiderabile o più grata fusse
grata fusse all'innamorata del mio marito, che partendomi da lui lasciarla tranquillamente possedere
esso godere la persona di quell'uomo che io più che la vita mia amo,
persona di quell'uomo che io più che la vita mia amo, riverisco e onoro
questo sol meco mi doglio e pento / che bruttamente a tonorato tetto / sotto la
genial suo nodo. -per estens. che è favorevole alla generazione, alla fecondità
ancora, per occulta ragione di alcuni, che la sorte è geniale e feconda
deriva dall'influenza dello spirito protettore; che si riferisce al culto domestico della divinità
religione della patria. -figur. che fa sentire la sua influenza (una
aviti e geniali. 2. che si accorda perfettamente con l'indole,
diletto però geniale al giusto la vendetta che si fa del delitto. panciatichi,
. v'innestarono per sistema un'ortografia che al parer mio non era propria al
fatta infin l'indie geniali, / che son dal ciel chinese al peruano: /
, la francia non poteva vedere con pace che le forze d'italia cadessero in mano
suo alla società tra cui vivea, che ne risultò una poesia tutta secondo allora
i dolor nostri. 3. che va a genio, che piace; che
3. che va a genio, che piace; che ispira o dimostra simpatia
che va a genio, che piace; che ispira o dimostra simpatia; attraente (
pittura [un bel volto] fa che ognuno si diletti e compiaccia, e giunga
viii- 1087: finiamola; la casa che abitate, le persone colle quali vivete
sorrìder di me, amica geniale, che in amore vi ha cose assai più
buono vi lasciai i giorni addietro, acciò che ad una mensa lautissima ne'tempi appunto
. giordani, ii-13: volle persuadergli che, lasciati i lievi e geniali argomenti
brigata. -studi o arti geniali: che concernono le discipline umanistiche e artistiche,
favor. marnioni, 1-383: quello che io sto pronunciando delle lettere in generale
era facilissimo consolarmi e rinnovarmi nella poesia che mi risplendeva e risonava da ogni cosa
poi l'amore. 4. che è dotato di genio, di intuito creativo
quale gli uomini geniali sono forniti, e che rende loro possibile andare difilati alla verità
. marinetti, 2-1-350: è indiscutibile che la nostra razza supera tutte le razze
, per il numero stragrande di geniali che produce. 5. che è
che produce. 5. che è proprio del genio (una qualità,
caratteristica, ecc.), creativo; che rivela il genio, l'originalità di
ecc.). -per estens.: che nasce da un'intuizione originale (un'
amori di fiacco, ma, ciò che a me pare meglio, la pittura più
e. cecchi, 5-443: direi che negli abbozzi d'un maestro, nei tratti
dei fossili. -con significato attenuato: che è frutto di una felice intuizione;
è frutto di una felice intuizione; che deriva da uno spirito vivace e brillante
articoletti di cronaca od i fatti vari, che narravan castighi, inflitti da mariti alle
e dei santuari. -filos. che si riferisce, che è proprio della
. -filos. che si riferisce, che è proprio della creazione artistica (cfr
senza entrare in quella genialità di discorsi, che compete quando siamo tra noi altri ragazzi
sottratto ai vizi ed alle spese e che la genialità, la libertà e la compagnia
trovare chi si dedica al greco, che chi si dia al latino e forse all'
latino e forse all'italiano; il che è segno non sempre e non solo di
qualità di chi è geniale o di ciò che rivela o è frutto di genio;
. carducci, iii-7-415: ogni scrittore che abbia raccolto gli spiriti del tempo suo
quanto tali se non ci fosse il genio che crea la forma, la forma bella
istituto pieno di sapienza e d'amore che, dovuto alla lunga veggente generosità d'un
praticato... con le premure che si prodigano agli infermi. =
19-1v-1-303: bella cosa mi parrebbe, ora che piove, starsi a merenda con amici
i-170: era portato a ricordare meglio che il carducci altri autori come il poliziano
col riportarla alle aspirazioni e idee, che egli si trovò innanzi e che gli
, che egli si trovò innanzi e che gli porsero la materia da lui genialmente
ma incostante, disordinato, disorganico; che è proprio di tale persona. panzini
bovio per indicare l'uomo intellettuale che sta tra il genio e l'ingegno
gemano, agg. anat. disus. che si riferisce al mento, che è
. che si riferisce al mento, che è proprio del mento. tramater
. v.]: 'gemano', che tiene al mento o che ne fa
'gemano', che tiene al mento o che ne fa parte. * apofisi geniana
: eminenza formata da quattro piccoli tubercoli che si veggono nella parte superiore della sinfisi
. m. -ci). biol. che si riferisce al gene.
(ant. geniculare), agg. che presenta molti nodi, sporgenze; nodoso
, 1-39: pausania... racconta che si fosse trovata nel suo sepolcro [
. geniculato), agg. bot. che presenta nodi distinti; che è piegato
bot. che presenta nodi distinti; che è piegato ad angolo (un fusto
, 5-1-250: quella specie d'alsirie, che chiamano spergula marina, e il kali
', aggiunto di quel fusto articolato, che si piega in ginocchio; com'è
piante graminee. 2. anat. che è in rapporto locale o topografico con
si distingue un corpo genicolato esterno (che è in rapporto con le vie ottiche)
) e un corpo genicolato interno (che è in rapporto con le vie uditive
angolatura. 3. zool. che si ripiega formando un angolo (un
angolo (un organo; un organismo che possiede tale organo). =
dotta, lat. geniculàtus * nodoso, che fa gomito '; da genicùlum '
pass, geniculàtus 'inginocchiato ', che come latinismo è stato raccolto da fr.
degli internodi o meritalli del caule (che richiama la forma di un ginocchio)
genicoli * disse pur anche le foglie che circondano lo stelo medesimo, e la spiga
stelo medesimo, e la spiga prima che esca. tramater [s. v.
marmo da inginocchiarsi sopra, segnale presente che addita ove il miracolo da dio per
. genièno, agg. anat. che si riferisce alla guancia, che è
. che si riferisce alla guancia, che è proprio della guancia: regione geniena
genière, sm. milit. soldato che appartiene alparma del genio. panzini
per idrolisi dai glucosidi della digitale, che hanno struttura molecolare analoga a quella
gènio, sm. spirito buono o cattivo che secondo la mitologia romana assisteva ogni uomo
dell'imperatore. -per estens.: spirito che protegge un luogo, una città,
istituzione, un popolo (o anche che anima la natura). pulci,
pulci, vii-340: genio: lo iddio che nasce insieme coll'uomo. caviceo,
: tu debbe essere certo petruito, che sempre abbiamo doi genii concomitanti, uno calo-
demon, l'altro cacodemon, non che il sia de mala sorte né de
, né mai voglio lasciarte / fin che la cruda morte ne divida. equicola,
. equicola, 178: se quelli che lari o genii o penati gli credono,
. tasso, n-ii-263: fo giudicio che tu [amore] sii quel genio
. folengo, ii-61: non so che genio l'inducea / dovere a sé
. metastasio, ii-49: d'un genio che m'accende / tu vuoi ragion da
: quando dalla mia fronte ti accorgi che io sono in preda al genio delle tenebre
su la carta una mia filastrocca / che quel mio genio matto nel cervello mi
m'accorgessi di due piccini... che non si potean dir nudi ma neppure
genio nato e sputato del dispetto, che non lascia passar mezza giornata senz'avertene fatta
agli uomini. -per estens. persona che esercita buona o cattiva influenza su un'
o cattiva influenza su un'altra o che assiste e protegge nelle avversità (o
e protegge nelle avversità (o anche che costituisce la personalità dominante e ispiratrice di
genio tutelare. monti, i-231: voi che siete 11 mio buon genio, il
azeglio, 1-400: non ho idea che possa esistere una natura più perversa della sua
della casa. 2. essere simbolico che presiede alle arti (in partic.
e al riflettere universale un non so che di romanzesco. monti, x-3-408:
pago in me l'artiere. sembra che al genio dell'arte succeda il dèmone del
alati, in partic. di fanciulli, che raffigurano allegoricamente la morte, le arti
amorosa e conviviale il genio della morte, che è dipinto nel vetro, perché i
soprannaturale e magico; gnomo, folletto che abita per lo più l'aria e
e cielo e mare, sembra allora che un genio tiranno abbia usurpato l'imperio del
di aspetto strano, stravagante, o che agisce occultamente. de marchi, i-935
, [il boccaccio] seguì quel che gli era naturale istinto, cioè il dire
, fermatosi in questa maniera di pitture, che è secondo il genio suo, o
mi posso io addurre a far quel che mi dite, se 'l dolore non mi
, 3-128: liberatevi dunque della sciocca paura che il coltivare il vostro genio poetico v'
occasione d'esercitame due altri [uffici] che s'era imposti da sé: accomodar
e un resticciolo di spiriti guerreschi, che l'umiliazioni e le macerazioni non avevan
tutto. pascoli, 900: so che il fauno primigenio, / fiero cantava
degli affari aveva naturalmente,... che prendeva fin all'ultimo grano, sorda
battersi si trova egli altro testimonio, che quello di petronio? a.
, seguendo quel genio tattico della nazione che le convince di tener fino in fondo la
la voce genio... oggidì pare che commune- mente si adoperi ad isprimere
la qual portiamo più a uno uomo che all'altro, che non pure a i
a uno uomo che all'altro, che non pure a i vivi, ma si
maffei, 173: cred'ella dunque che / abbia vèr lei così gran genio?
innocente, qualche prevenzione per un soggetto che lo meritasse, avrei cercato di contentarla
spicchio d'aglio d'amore e d'accordo che cento piatti di ciccia, e star
genio. goldoni, vii-304: ciaschedun che secondar procura / il volubile genio delle genti
.. al suo nuovo genio, rispondeva che, alla fin de'conti, nessuno
. equicola, 221: questa favola che crediamo che ne apporti, se non
equicola, 221: questa favola che crediamo che ne apporti, se non che in
crediamo che ne apporti, se non che in amore esser necessaria la similitudine del
il gusto a pochi è dato: / che tanto a l'un de l'altro il
sia questa vostra schifezza di genio, che non può compiacersi d'una bella dama
non può compiacersi d'una bella dama che da un altro sia stata prima posseduta
posseduta. rosa, 104: sai pur che selvaggia / ho l'alma,
e che per genio aborro il tutto, / fuor
per genio aborro il tutto, / fuor che lo stare in solitaria spiaggia. goldoni
la contessa gli parlava con la famigliarità che dà la parentela del genio. d'annunzio
, i-105: non si può dire né che 'l petrarca avesse fatta questa canzone nel
medesimo modo a punto; né anco che 'l caro abbia mal fatto a farla altramente
: abbandonò il proprio stile in prosa, che... è pieno di disinvoltura
tipo. parata, 4-1-325: avverrà che una famiglia sia fertile d'uomini dotti
: è divino quel cuore... che nelle cose disprezzate da gli altri cava
si vede un certo ordine stravagantissimo, che pare... fatto a caso e
era. siri, ii-160: con che ragione vorrà... farsi soggetta a
breve tempo di libertà, conobbe quel che sarebbe il regno senza il re.
è questo il carattere della nostra nazione, che anzi si recherebbe ad ignominia di prender
5-iii-189: e in effetto, non che i greci e latini, tutta la
, tutta la francia moderna ben sa che queste bugie son lecite, anzi lodevolissime
tutti i poeti franzesi le usano, senza che s'awisi alcuno adoperandole di ribellarsi al
della scuola raffaellesca, e dall'andare che far sogliono i francesi soltanto a roma,
a roma, ne deriva quella uniformità che scorgesi in quasi tutti i loro pittori,
2-386: il popolo piemontese ha veramente mostrato che le génie c'est le bon sens
le bon sens: e non avrei creduto che questo genio, l'avesse così esteso
: quest'uomo publico non ha dimenticato che la vita italiana fu l'ornamento del mondo
sembra corrispondere al genio di un popolo che ama il lavoro preciso, minuto,
tempi; e... dirò eziandio che non è da biasimarsi affatto il costume
genere di poesia,... che essendo tutto animato dalle idee dello spiritualismo
o sia il genio del secolo, o che, ci vuole un poco di dottoreria
. -il complesso delle norme che regolano un'istituzione, una disciplina.
cose naturali. rosmini, xx-115: quelli che avranno posto attenzione a conoscere la natura
sistema di segni propri di una lingua che traduce la struttura delle idee caratteristiche di
si scrive 4 cheiro '. chi sa che da principio non fosse 4 ker '
non fosse 4 ker ', e che l'4 i 'di mezzo, e
in tanta copia venissero nella tragedia, che il genio nativo dell'attico idioma col
oltre per 4 proprietà 'tutto ciò che è secondo il genio e l'indole,
diversa da tutti gli altri, come quella che è il risultato della natura del clima
, della grandezza dell'imperio, di ciò che consti- tuisce il genio e l'indole
a ben ravvisare quel totale di esse che si chiama indole o genio della lingua
pieghevolezza all'idee di ciascuno scrittore, che forma il primario genio delle lingue vive
il genio della lingua non può essere che il risultato del genio particolare di tutte
parti, ossia la somma dei caratteri che l'uso della nazione impresse in ciascheduna
... il genio della lingua, che dee riguardarsi come propriamente inalterabile, è
di concepire, di giudicar, di sentire che domina presso i vari popoli, quindi
conosce meglio dal confronto con un'altra che a lei sia più affine.
un tale istorico, fa bisogno confessare che affatto sia insopportabile. d.
abile si ha la potenza ad una che ad un'altra professione di lettere, secondo
, secondo la tempera delle qualità, che ricercano gli strumenti, per essere più
oggetti, è fondamento di quello, che chiamano genio. f. f. frugoni
/ il suo genio. -cred'ella dunque che / abbia vèr lei così gran genio
: quell'uomo è di maggior genio che può avere un maggiore numero di idee semplici
foscolo, iv-322: ripenso agli ostacoli che frappone la società al genio ed al cuore
più dalla prima causa delle naturali attitudini, che non dall'educazione callologica. tenca,
moglie sono sempre disposte a riconoscerci il genio che gli altri ostinatamente ci rifiutano.
leggiadrie e tutte quelle qualità più belle che le ha voluto dar l'artefice;
ha voluto dar l'artefice; il che allora avviene, quando egli s'è apposto
grande voga; ma domandano piuttosto arte che genio. leopardi, i-730: la
1 gusti e i fumi del papa che serviva e secondo i mezzi che gli
papa che serviva e secondo i mezzi che gli davano e quel che il proprio genio
i mezzi che gli davano e quel che il proprio genio gli consigliava.
-opera, frutto di genio: che rivela una spiccata capacità creativa artistica;
rivela una spiccata capacità creativa artistica; che è dovuta in modo particolare all'ingegno
ingegno (e si contrappone a quella che è frutto di attività pratiche).
cinque e tra dieci diecine di ducati, che tra un'opera di genio e una
discutibile profondità e con tale originale intonazione che ne restai sbalordito. la stessa frase detta
giovine, è il monello di genio che s'abbandona a tutte le venture. brancoli
8. potenza creatrice dello spirito umano che costituisce la massima espressione del talento
vicine, ciò non deriva per ordinario che dal genio d'uno o pochi individui
. 'ec. e tante simili che tutto il mondo intende, tutto il mondo
, per quell'attitudine dell'ingegno, che sprezzando i legami dell'arte, si
. b. croce, ii-14-145: in che propriamente consiste il genio? io credo
propriamente consiste il genio? io credo che bisognerebbe
identificarlo con ciò che si chiama « originalità » del pensare
il potere creativo proprio della ragione universale che guida l'urna- nità. mazzini
sguardo discopre alte cose: le leggi, che reggono la vita delle nazioni, si
sua propria generazione e creazione, conferma che creatore della poesia non è il singolo
, ma il genio dell'umanità, che è in tutti. gentile, 3-233:
, la facoltà artistica creativa o produttiva che si identifica con la facoltà estetica di
è stato taluno, o più d'uno che ha gridato al paradosso. -fenomeno-limite
paradosso. -fenomeno-limite della ragione umana che, in quanto tale, si avvicina
: a questo punto, la pazzia, che egli imprigionava dentro di sé, toccò
troverete non pochi di certi geni novitosi che alterano, mutano, distruggono ciò che
che alterano, mutano, distruggono ciò che essi medesimi una volta fecero. muratori
più con vigore ed estensione tutto ciò che può migliorare o perfezionare il governo politico
mantenerlo di voto a questa rivoluzione non è che l'opera dei geni di primo ordine
alvaro, 5-148: s'era convinto che suo figlio fosse un genio. -genio
incompreso. -genio nascosto: persona che per circostanze sfavorevoli non ha potuto sviluppare
genio epidemico: l'insieme delle circostanze che determinano lo scoppio e special- mente il
sì fatte bizzarre invenzioni di prospettiva, che per queste stesse, quando non mai
16-ix-283: pigli brodo di qualsivoglia sorta, che più gli vada a genio. l
, i-70: dovete tener per certo che egli sia del medesimo vostro toscanese umor
toscanese umor cogliluvio... e che però doverà riuscirvi nel ragionare di piacere
e di genio. tocci, 1-115: che vi parrebbe... se eglino
l'un contro all'altra? stimate voi che avessero guadagnato il genio del padrone,
mostrò fare gran caso d'un suggerimento che tanto gli diede per lo genio. pratolini
a scherzarci con quelle parole delicatamente crudeli che le donne sanno. giovanni a cui
... universalmente creduto spagnuolo e che abbia gran genio per quella nazione.
1-2-230: ho tanto genio teco, / che ora ti fo mio consiglier di stato
ritrovar un marito di genio. -desidero che si trovi di vostro genio. ma prima
farlo con persona di genio, con persona che mi faccia un poco brillare.
? manzoni, 410: il fine che si propone davvero, è di dire quella
si propone davvero, è di dire quella che gli par la verità, e di
pitture e poesie di quella irrequieta tristezza che i tentativi di libertà falliti gli avean messo
a prender genio piuttosto per una potenza che per un'altra. -prender genio a
i-52: prese tal genio alla professione, che abbandonato ogni altro studio tutto a quella
ha sotto le mani un epigramma, che spero sii per riuscirmi di qualche genio.
o avuto il medesimo pensiero, senza che l'uno sappia dell'altro.
geniétto. -in partic.: giovinetto che dimostra un ingegno promettente. -anche:
raffigurazione scolpita o dipinta di un fanciullo che rappresenta allegoricamente un'idea astratta.
se poi vi aggiungi / questo genietto che t'hai di sua figlia, / non
v.]: 'genietto', giovanetto che prometta o fingasi di promettere per lui,
saba, 441: il solo orologio che mi piace / ha colonnine d'alabastro,
d'alabastro, in cima / gemetti che giocan con l'alloro. -spreg
). magalotti, 24-384: concludo che bisogna che io guarisca di questo mio
magalotti, 24-384: concludo che bisogna che io guarisca di questo mio geniaccio di
gènio2, sm. organismo tecnico che ha il compito di provvedere allo studio
dipendenze del ministero dei lavori pubblici, che ha il compito di provvedere alla progettazione
, navale, si addimanda quel corpo che attende a'disegni e a'lavori di
cadente illustrano la disposizione del genio civile che ha segnato il destino di questi ultimi
semplicemente, genio): corpo militare che ha il compito di eseguire lavori relativi
e, in genere, alle opere che facilitano i movimenti e le operazioni sia
-genio navale, aeronautico: corpi militari che provvedono ai servizi tecnici (progetti,
muscolo genio-glosso e del faringeo- glosso, che si uniscono formando un solo fascio muscolare
agg. e sm. anat. che è proprio di un muscolo pari che concorre
che è proprio di un muscolo pari che concorre alla costituzione della parte muscolare della
voluminoso fra i muscoli della lingua, che ha forma di triangolo con l'apice
sua mole a premere alquanto le fibre muscolari che dalla radice della lingua s'inseriscono nel
della lingua s'inseriscono nel mento, e che perciò chiamansi genioglosso, apportava un leggero
muscolo pari, schiacciato e triangolare, che si estende dall'apofisi geniana alla faccia
dell'ioide e della lingua, e che serve a portarla in avanti. =
. anat. muscolo genio-ioideo: quello che concorre a formare il pavimento della bocca
v.). nitale, / pensi che dio lo vuole e dio lo chiede.
, iv-237: la geniosità... che permeava da ogni minima frase di cremona
da ogni minima frase di cremona, che, anzi circonfondeva la sua sola muta
sua sola muta presenza, faceva sì che altri si sentisse quasi più lusingato che
che altri si sentisse quasi più lusingato che offeso. = deriv. da
coltivate per ornamento e per il frutto che è bacca). d'alberti
, 890: io non ero che un moccioso suonatore di genis. =
quell'erbe si può cavarne la tintura che tingono le carte o le pezze bianche
, e sono i fiori di genista, che fanno giallo. = voce dotta
genistina, sf. chim. glucoside che viene isolato dai fagioli di soia e
viene isolato dai fagioli di soia e che per idrolisi si scinde in glucosio e
colore 'luteo 'non è alcuna cosa che tanto dimostri, quanto il fiore di
è molto simile al * croceo ', che è il colore del zafferano.
vedrai a te venire, non altrimente che le furiose cavalle ne le ripe de lo
generare '. genitale, agg. che concerne la facoltà, propria degli esseri
pena / tenerse in vita, per che meno abbonde / al genital difetto umore e
spate, in foggia di racimoli, che hanno foglie e messe, genitale
e messe, genitale si vede che nel caso nostro non è alterata la
per portarlo nel seno muliebre, ma che solamente è ritardato. -letto genitale
-mitol. dei genitali: quelli che presiedono alla generazione. tommaseo [
: * dei genitali ', 0eot yevéxoci che provveggono alla generazione, saturno, giove
in volgare, 22: alcuni dicono che el seme genitale se genera nel cervello e
vi rimane senza diffondersi, è certo che vi si conserva per vivere. marchetti
impura cercheria con vetro / indagator colui che vide a nuoto / per l'onda
picciol uomo? 2. anat. che serve a generare (un organo,
maschile: comprende i testicoli, i condotti che servono all'eiaculazione dello sperma
avvolto. machiavelli, 209: per mostrare che de'suoi figliuoli non si durava
loro le membra genitali, dicendo che aveva ancora il modo a rifarne. di
costanzo, 1-271: è fama che... il medico, indutto dall'
mani sui genitali. non c'era nulla che li facesse sentire in stato d'accusa
dei testicoli e di un sistema escretore che porta gli spermatozoi, elaborati nei testicoli
: vedevasi il castor molto discreto, / che de'suoi danni eletto aveva il meno
1-ii-176: il muschio altro non è che una spezie di sangue congelato entro a
vescichette della grossezza di un uovo, che un animale, due volte quanto un gatto
vedendosi alle spalle il cacciatore, / che sa che non ricerca altro da lui.
spalle il cacciatore, / che sa che non ricerca altro da lui. abati,
travi luto e paglie / pe'dolci nidi che di penne impiuma, / per posar
/ per posar l'uova genitai, che 'l corpo / non le può più
e col disio / già vede i rondinin che sente il ventre. -con riferimento agli
il ventre. -con riferimento agli organi che servono alla riproduzione dei vegetali.
fermavano estatiche. chi avesse loro detto che assistevano a un'immensa esibizione d'organi genitali
maschio e femina, ed ha ima linea che distingue il membro genitale di ciascun sesso
delle cose che posseggano sotto al seguire d'esso terreno.
quattro corpi genitali il mondo, / che d'ogni cosa son principio e seme.
a forza tratti / dal tronco genital che v'ha nodriti. marchetti, 4-8:
: se cessar de'la tempesta tetra / che sovra 'l genital mio terren piove
. difenderete dai crudeli morsi di colui che ver noi più che agnello doveva esser mansueto
morsi di colui che ver noi più che agnello doveva esser mansueto. erasmo da
ardente. 5. astrol. che influisce sulla nascita e sul destino degli
.]: 'genitalità ', quel che concerne la generazione, segnatamente nella donna
: la vegetativa [potenzia] è quella che vivifica lo corpo, crescelo e nutricalo
infine alla morte et incomincia da poi che il seme è concetto nel ventre della madre
sesta, genitiva di simile come appare, che s'è stesa per sì fatto modo
genitivo soggettivo o oggettivo, a seconda che indichi chi fa o chi riceve
azione espressa dal sostantivo o dall'aggettivo che lo regge; possessivo, se indica
, retto dalla prep. di, che corrisponde al genitivo latino. p.
nomi, o sostantivi o ag- ghiettivi che siano, ciò è gli torcono e variano
, quella [desinenza] nominan genitivo che par propria del possedere, e hannola
si usò per esprimere la paternità, che con * filius 'e il genitivo
. / mille trecento ventotto corrìa / che la dogliosa morte gli venia. dolce
. -penultimo genito: quello dei figli che è nato immediatamente prima dell'ultimo.
: « in verità io muoio; che mi faranno prò'le prime genite? »
boccaccio, v-139: simile quel santo ardor che duri / e lieti casi, spirando
, / vero figlio di dio, che impresso porti / l'onnipossente tuo padre nel
provava un turbamento non dissimile a quello che avrebbe provato vedendosi d'improvviso venire incontro
atto, genita e genitrice della vita che allora si svolse. 4.
: umana carne prese da colei / che, sanza pena, virgo partorio. /
questo mi basta per la prima dimanda che t'ho fatta, se l'amor nacque
ingenito: ch'io veggo oramai manifestamente che l'amore è prodotto e genito de l'
genitóre, agg. e sm. che genera o che ha generato;
agg. e sm. che genera o che ha generato; che trasmette la
genera o che ha generato; che trasmette la vita; il padre (e
nuova, 22 (77): colui che era stato genitore di tanta meraviglia quanta
ariosto, 23-79: cercolo ancor, che vendicar disio / il famoso agrican genitor mio
parto il genitore: / similissima coppia e che sovente / esser solea cagion di dolce
ah péra lo spietato / genitor che primiero / tentò, di ferro armato,
alfieri, i-io: una figlia femmina che avea di quasi due anni preceduto il
preceduto il mio nascimento, avea più che mai invogliato e insperanzito il mio buon
, salvatala, dovrà darle il marito che ella vuole e pagare la dote.
: pregustava la dolcezza dell'ora riposante che l'aspettava presso il vecchio genitore.
potere di piacervi, e di far sì che non abbiate a desiderare né i genitori
de'primi dai suoi vecchi genitori, che non sapevano spiccarsegli dattorno. dottori,
genitori, patria e dei. / che più? di lei diffido. alfieri,
fatto imbiancare la facciata. erano anni che questa casa portava la sua vecchia faccia
legati. -genitori adottivi: quelli che sono legati al figlio dal vincolo dell'
o padre del cielo, i peccati che hanno commessi i genitori nostri son perciò tali
hanno commessi i genitori nostri son perciò tali che si abbino a purgare con sì fiera
la libertà pei campi, non è che un desiderio, palliato, coperto, di
quegli altri, grandissimi e sodisfatti, che dovettero deliziare la esistenza dei nostri primi
. 4. per estens. che ha cura di qualcuno con l'affetto
volta. 5. letter. che produce, che feconda (le stagioni,
5. letter. che produce, che feconda (le stagioni, il sole
di buon falerno / viensene autunno, che di frutti abbonda. marino, vii-406:
nel vasto corpo i vasti / feti che tu, ciel genitor, creasti.
, giorno, i-433: anco potria colui che sì de'tristi / come de'lieti
8. matem. disus. che dà origine a una nuova quantità o
assai per misurarne lo spazio, sospettando che fosse triplo del circolo suo genitore.
al leonardo, 2-58: obbidire alla legge che dio e 'l tempo segni del riconoscimento.
riconoscimento. baldini, 7-98: non sapevo che giro del medesimo cerchio, detto il
/ la genitrice man del nostro unico e che la natura dopo fatto te avesse rotto lo
, 1-981: avventurosi genitori e grandi / che ti diedero al mondo! nievo,
bontà e la bravura corrispondono a quello che si vede, i tuoi genitori sono
col suo tono faceto, vuol ricordare che raramente vanno d'accordo ricchezza e onestà
genitosurrenale, agg. medie. che si riferiscealle ghiandole genitali e surrenali. -sindrome
. genitourinario, agg. medie. che si riferisce all'apparato genitale e a
genetrice), agg. e sf. che genera o ha generato; madre (
, purg., 3-115: ti priego che quando tu riedi, / vadi a
, 159: la ninfa bella / che genitrice fu del forte achille. filicaia,
: la veneranda / genitrice l'udì, che ne profondi / gorghi del mare si
tutto il suo organismo considera sacro al germe che porta nel grembo. -di
del figliuolo di dio,... che tu mi debbi esaudire in questa orazione
di siena... ha avuto più che l'altre terre singularissima reverenza e devozione
, con la figura del suo fondatore che con le donne conversa e perdona loro,
sociale. 3. letter. che produce, che feconda (conpartic. riferimento
3. letter. che produce, che feconda (conpartic. riferimento alla terra)
pace e tranquillità, se la moltitudine che opera e che si affatica non sia difesa
, se la moltitudine che opera e che si affatica non sia difesa e protetta
. buommattei, 291: tutto quel che si troverà in essa [nella nostra
scala del paradiso, 194: parve che [il furore] così dicesse: «
: parlando della genitura loro, scrive che li orsi non si co- niongono insieme
l'altro arco, salliendo infine che vegnano ne la vigorosità patema e materna,
per lo padre s'intende principalmente quello che è principio di gegnitura; el quale
sono organi sì fattamente elaborati e disposti che han commercio con tutte le parti del
... riputò sempre omicidi coloro che disturbassero le geniture, o fosse il
. aleardi, 1-37: con quel pio che discendeva il primo / nell'ignoto sepolcro
genitura. -l'insieme dei discendenti che si trovano alla medesima distanza dal capostipite
dal capostipite comune; successione di generazioni che traggono origine dallo stesso capostipite. -anche
: se tu questi rimettiticci annesterai (che saranno la quarta genitura, e del primo
bisnipoti) dicati per me la ragione che generosi nesti in questo suo semenzaio farai.
come non aveva il fratello francesco altra prole che una femmina, instituì nei discendenti di
(con i diritti e i doveri che vi sono annessi). -prima genitura
il primato meritamente. -spazio di tempo che intercorre fra una generazione e quella successiva
. b. segni, 7-12: stimarono che ella [l'anima] fosse acqua
, o vogliam dire del seme, che è umidissimo e di natura acquosa. soderini
generativi della umana genitura, per il che e per essere molto ventosi stimolan l'appetito
avicenna. ma la più comune è che sia sperma di ceto, il quale,
, il quale, nel- l'usare che fa con la balena, lo spande per
[ippocrate] conchiude... che tanto il maschio quanto la femmina hanno
per volere sapere il nome del padre che la ingenerò [la insensibilità] ed ella
io non abbo una sola genitura, però che la mia generazione è mescolata e varia
de l'eternità del mondo, dicendo che quella platonica genitura e fazione del mondo
, pur le parole di platone par che ponghino temporal principio. marino, vii-128:
, 227: aveva confermato [tolomeo] che la concordia fra due faccia la figurazione
udito [augusto] da teogine astrologo che la sua genitura prediceva
l'imperio romano, li diede tanta fede che divulgò la sen tenza di
, vii-437: gli astrologi vogliono che quelli nella cui geni tura
mente ad uno astrologo di lei invaghito, che le aveva fatta la genitura.
e... non attendevano che a fare geniture per dar giudizio degli
geniturale, agg. letter. che riguarda la ge nerazione o
, secondo-, terzo-geniturale, ecc.: che appartiene alla generazione prima, seconda,
ventura, / più ne son fuor, che gennai'del fiorito. dante, par
, par., 27-142: ma prima che gennaio tutto si sverni / per la
geran sì questi cerchi superni, / che la fortuna, che tanto s'aspetta
cerchi superni, / che la fortuna, che tanto s'aspetta, / le poppe
o ver del mexe de zenaro inanze che le piangano. a. pucci, ix-408
): io voglio del mese di gennaio che viene, appresso di questa terra un
e di fronzuti àlbori, non altrimenti fatto che se di maggio fosse. libri di
commercio dei peruzzi, 511: ricordanza che a dì 16 gienaio anno 1322 io giotto
, per l'aere denso e nubiloso, che fu tutto quello mese, che era
, che fu tutto quello mese, che era de genaro. bandello, 2-10 (
volto a la stagion più ria, / che i colli imbianca, ed al gennai
roma. carducci, ii-15-281: bada che a gennaro vengo. e tu non hai
, rannicchiato nel suo gramo soprabito estivo che il vento di gennaio gli incollava sulle
, zia. -che troppo presto? che vo'tu forse i pulcin di gennaio?
di gennaio? -avere una cosa a che fare con un'altra, quanto gennaio
caro, 12-i-142: produce un contratto, che fa menzione di non so che pena
, che fa menzione di non so che pena, che tanto ha da far con
menzione di non so che pena, che tanto ha da far con questa che
, che tanto ha da far con questa che si litiga, quanto il gennaio con
gennaio. -più discosto, più lontano che gennaio dalle more, dalle rose:
faccenda, lo trova più discosto dal farlo che gennaio dalle more. cellini, 1-46
questo, perché voi ne siete più discosto che il gennaio dalle more. g.
ho trovata più da queste cose discosto che gennaio dalle rose; di modo che,
discosto che gennaio dalle rose; di modo che, per non guastare, io non
eleggibil regola esperimentata per molti, et è che ogni volta che e'piove a questa
molti, et è che ogni volta che e'piove a questa luna di gennaio,
e'piove a questa luna di gennaio, che l'anno seguente è tuttavia delle frutte
-non v'è gallina né gallinaccia, che di gennaio uova non faccia: le
v'è gallina né gallinaccia, / che di gennaio uova non faccia.
or quai costumi son questi nominati, che simili, peggiori e molti più strani in
umano nell'orrido giorno del giudizio, eccetto che per gli agnelli e gli capretti?
tutti si riducono a doi geni: secondo che altri non mostrano che cecità, stupidità
geni: secondo che altri non mostrano che cecità, stupidità ed impeto irrazionale che
che cecità, stupidità ed impeto irrazionale che tende al ferino insensato; altri consisteno in
dovegnono alcuni megliori, in fatto, che uomini ordinarii. imperato, i-19: le
per lo più, la desinenza) che serve a distinguere il maschile dal femminile
(plur. m. -i). che compie o ha compiuto un genocidio.
gran giorno / della giusta vendetta / che ti riduca una schifosa fossa / di
. complesso dei geni di un individuo che corrisponde al numero aploide n dei cromosomi
dotta, da gene col sufi, -orna che in biol. indica un'entrata anatomica
. m. -ci). biol. che si riferisce, che è proprio di
. biol. che si riferisce, che è proprio di genotipo. genotipo (
, agg. e sm. che si riferisce, che è proprio della città
e sm. che si riferisce, che è proprio della città di genova
di genova e dei suoi abitanti; che è nato o vive a genova
fuoco s'accese / per certo greve disparer che nacque / fra gli ottimati e 'l
, v-66: quella [lingua] che usano nella francia i brettoni brettonanti,
da tabarca, presso a tunisi, che si trasferì qui una colonia di genovesi.
soldati, 2-261: borbottava in genovese che, secondo lui, i marinai mentivano.
nell'animarsi, non avesse altresì poco men che cessato di cantalenare tanto genovesamente come
tali sono le ricchezze di questo banco, che nel 1746 pagò due milioni e
pregio, beltà e valore, / che fanno lor dimura, / da ella non
cavallereschi, 198: non è nessun che temesse una mora / i saracini e
, i-275: quella sera prima, che io ebbi tanta gentaglia dove io faceva
dove io faceva la massa, credo che ci mancassi poco a dar la volta al
. pagano, 1-267: l'immagine che le alpi rovescino quel gentame..
.. è un maestoso panneggio vivo, che rende più grande il quadro. de
a gomitate, imprecando contro quel gentame che mi chiudeva il passo. papini,
. papini, 20-451: è il gentame che ronza e rosica intorno al tempio,
genere umano, comprendente le generazioni che si sono succedute sulla terra e
di persone, senza alcuna determinazione che le qualifichi (e si usa qua
aver temenza, -corno l'altra genti / che tornano la lor discaunoscenza / a la
m'apparì una gente / d'anime, che movìeno i piè ver noi, /
mia bella donna il giorno, / che del morto signor piange la gente. boccalini
. boccalini, i-44: quei virtuosi che co'pregiati inchiostri loro attendono al nobilissimo
vii-530: vi farò un libro, che incanterà la gente. foscolo, v-89:
si starebbe freschi, con tanta gente che va e viene. pascoli, 208
. bambagiuoli, 26: l'uomo che non sa reggere se stesso,
bencivenni, 4-75: sono alcune genti che dispregiano li poveri, né non degnano parlare
per via di tali proporzioni con gente che sono accomodate ad ammetter cose sproporzionatissime.
oggi al tempio moviamo, / come gente che pensi a sventura, / che improvviso
gente che pensi a sventura, / che improvviso s'intese annunziar. verga,
a vita. -i vivi, coloro che sono in vita. dante, inf
« i fui », / fa che di noi alla gente favelle.
a ratte / genti di lepri, che davanti corrano. pindemonte, 146: questa
: dice [omero] anche bellamente che esse [le mosche] vanno in
è l'umana gente sì smarrita, / che largamente questo mondo piglia / come non
ignoranti medici. muzio, 5-18: or che la notte ogni color nasconde / a
dire ad alcuno, rendimi quello di che tu mi sei debitore, è voce
ha in sé la ragione delle genti, che così hanno ordinato. tasso, 1-7-72
e pungenti, / con quella securtà che porgea loro / l'antichissima legge de
cui il mare è comune, fa sì che ciascuno quell'acqua possa in suo uso
dunque nulla nell'esistenza di un revolver che turbi il diritto delle genti.
. 2. unità sociale elementare che, presso le popolazioni che non conoscono
sociale elementare che, presso le popolazioni che non conoscono l'ordinamento statale, comprende
. s. maffei, 4-44: pare che tal sito fosse annesso a'beni della
feroci angherie. -gruppo di persone che discendono da un unico ceppo o che
che discendono da un unico ceppo o che hanno la stessa origine etnica; stirpe
incontanente; e v'ha una gente che si chiamano arabi. garzoni, 3-28
. garzoni, 3-28: niente impedisce che dalla carne dell'istesso adamo salvata nell'
: le genti a te de * cani che apparecchi / i talami, a cuor
di qual gente, / a cui par che l'andar sia sì molesto? grazzini
, dico, figlio di una gente che fuor degli inni e dei templi considerava l'
un'idolatria. -la comunità delle persone che abitano insieme e formano un nucleo familiare
ma... questo ancora le genti che seguirono poi avevano mutato in « messere
4. la collettività delle persone che riconoscono la loro unità nell'avere le
stessa lingua e le stesse leggi e che spesso fanno parte di una stessa nazione
per la fede di iesù cristo, dico che fia tenuto nimico della fede cristiana,
presente nell'incorrotta maniera di quel governo che... dal principio del suo nascimento
. leopardi, 1-19: piangi, che ben hai donde, italia mia, /
, 40 (118): deh peregrini che pensosi andate, /...
alamanni, ix-319: tu la città, che 'l tuo gran regno af- frena,
ii-62: oh fortunate / genti, che in dolci tempre / quest'aura respirate
sobria, più robusta, moltiplica più assai che nelle città. manzoni, pr.
oggi talmente alienato dal governo ecclesiastico, che parlandosi di paesi retti da gente paesana
. 6. seguito da determinazioni che indicano il ceto sociale o la classe
se ne va 'l vero, / che fra la gente umile ha gran valore.
pigliare la legna minute e morte, che avanzano nelle suddette tagliate. verga,
ancora medicine!,... dopo che ha ordinato la medicina dell'olio santo
minuta, gli operai, tutti quelli che non sapevano che cosa sarebbe successo converti-
operai, tutti quelli che non sapevano che cosa sarebbe successo converti- vansi al nuovo
mamiani, 9-169: il fatto, che altre volte sembrò confinarsi nella superior classe
e campagnolo. gramsci, 12-342: che possa esistere uno stato che si basi politica-
12-342: che possa esistere uno stato che si basi politica- mente sulla plutocrazia e
chiari: restandovi pochi di quelle famiglie che romolo appellò della gente maggiore.
romani, gli appartenenti alla classe dirigente che non facevano parte dell'antica nobiltà.
pochi di quelle famiglie... che l. bruto, [appellò] della
nata: persone appartenenti a una famiglia che ha nobili origini. savinio, 2-15
»? -gente nuova: persone che accedono per la prima volta a cariche
estens.: qualsiasi classe o gruppo che si stabilisce in un territorio e vi
/ fiorenza, in te, sì che tu già ten piagni. landino, 113
dicendo la gente nuova: cioè rusticana e che nuovamente è venuta ad abitare firenze.
ne venne al re latino, lamentandosi che li troiani erano ricevuti nel regno;
troiani erano ricevuti nel regno; e che nuova gente dovesse pigliare per moglie lavinia.
di due potenti casate; i donati che potean riguardarsi come i capi dell'antica nobiltà
pastori di gregge: conciò sia cosa che siano sempre stati gente di bestiame.
una delle categorie del personale marittimo, che comprende il personale addetto ai servizi tecnici
gente: i beati, le anime che hanno raggiunto il paradiso. dante,
, inf., 1-120: vederai color che son contenti / nel foco, perché
foco, perché speran di venire / quando che sia alle beate genti.
ria: i dannati, le anime che sono punite nell'inferno. dante,
/ e ora intendo mostrar quelli spiriti / che purgan sé sotto la tua balìa.
la sorte mia dalla perduta gente / che a ragion quella, ed io ardo innocente
per mettere dentro cavalieri e genti che veniano in aiuto a lucca.
petrarca, 28-101: le mortali strette / che difese il leon con poca gente.
carlo sarà giustificato in tutto, / che per tua man sia mon- talban distrutto
e i molli / persi assalì, che supplici ed umili / gli ebbe al suo
del dominio ecclesiastico le genti d'arme che i viniziani e il duca di milano gli
trovando con lo scandaglio alla mano, che per ciò fare non poteva servirsi se
accolta considerabile di gente da guerra, che si andava facendo in siena, insospettirono
aria quasi un timore ereditario di ciò che per tanti secoli aveva significato per i
con tanto vi mise sopra i pisani che li ruppe e fe'volgere. -gente
sa così ben riparare da i venti che non la ubbidiscano, che mitiga talmente la
i venti che non la ubbidiscano, che mitiga talmente la violenza loro che trapassa
, che mitiga talmente la violenza loro che trapassa il mare fesso da i suoi remi
de le genti e de le merci che vi son'dentro. statuto dei cavalieri
. stefano, 1-125: nessuna galera, che s'armi, o vadia in
chiatta bestemmiava contro lo scirocco e levante che gli toglieva il pan di bocca, e
ebrei chiamavano 'gente 'tutti quelli che non erano del popolo di dio.
impetrateci da dio quest'altra grazia, che egli tiri a sé i nostri cuori
, x-5-182: questa è una gente che del suo mestiere / sempre è sicura,
gente di popolani grassi, anzi cani, che gli signoreggiavano. bartolomeo da s.
di questo regno sono gente di cristiani che si chiamano nestorini e iacopini. cassiano
. a. serra, 1-i-58: pare che di queste cose ogni poco bastasse e
di queste cose ogni poco bastasse e che non vi bisognasse quantità notabile, mentre
da mia parte: / in prima che vi vidi ne fui punto, / servivi
volgar., 4-23: quando bisogna, che alcuno vada fuori tra la gente,
e lucia, 462: so già quello che mi direbbe: « figliuol mio,
si dice ch'egli notificò al figliuolo, che scrivesse gente d'arme e facesse apparato
fatto gente alla buona causa a misura che ispirava fiducia o l'uomo o
, / oi donna mia, / che 'ntra la gente / v'èi in balìa
vergognare a parlarne,... allora che il freddo arrostisce qualunche di loro non
reca al povento, partecipano del refrigerio che ristorano. d. bartoli, 30
, secondo il vulgare lucchese, dicea che gentucca, ciò è che genticella è questa
lucchese, dicea che gentucca, ciò è che genticella è questa? n.
sono uscite in campagna certe gen- tuzze che se non rubbano quattro versi non ne sanno
. nelli, 1-2-5: ho gran piacere che ti avvezzi a comprendere e corregger gli
: vo'farvi tracannare / un vin, che mai il miglior non si sentì;
il miglior non si sentì; / vin che non è di bassa, o da
/ non vivean d'altro, allor so che la vita / era fatta gioconda in
servire dio. cino, iii-142-2: avegna che crudel lancia 'ntraversi / nel mi'
e molto foco versi / ne l'anima che m'arde duramente, / no starò
20-2: udendo quella nobile novella / che que'genti messaggi m'apportaro, /
sì fortemente il cuor mi confortaro / che di gioia perde'quasi la favella.
, / non ti lasciar dismagare / che 'l nostro amor fino e gente /
: novella canzon, prega / quella che senza intenza / tuttor s'agenza -di
sente / di sì dolce ferita / che 'nde cresce gioia e vita. guittone,
, / parlasse tanto dibonairamente, / che non si dice per parola ornata.
mi fa, donna, ubliare / ciò che folle ha in tenere.
di sovra vertute, / più che naturai puote, / ché mai non
banda / per la rosa più gente / che sia ne lo paese. dante da
fatto don sì bel e gente / che tu se're della baratteria, /
, per gli arnesi ricchi, la donna che trovata avea dovere essere gran gentil donna
d'ambra, 4-20: io pensava che fussi qualche nobile / gentildonna, la qual
luna / non si truova persona / che per gentil legnagio, / né per alto
126: e'sono pur de'tali, che sono gentilissima famiglia; e pare che
che sono gentilissima famiglia; e pare che per tale titolo e'si convenga loro usare
tu, latin sangue gentile, / che ne i pugnati campi su la doma
famiglia nobile, antica e illustre; che si distingue per diritto di nascita 0
l'uom chiama colui / omo gentil che può dicere: 4 io fui / nepote
usanza è sempre di gentil baroni, / che que'che son caduti al primo intoppo
sempre di gentil baroni, / che que'che son caduti al primo intoppo / porghino
nostre contrade, dal bembo in poi, che ci fé'noto il petrarca, maggiore
, sì popu- lari come gentili, che hanno il nome della sua laura,
hanno il nome della sua laura, che nell'avanzo di tutta italia. buonarroti il
. parini, 414: ma che farà la già spossata e stanca / schiera
stanca / schiera gentil se, poi che 'l pan piatisce, / il desco della
persone / d'altra condizione, / che si chiaman gentili; / tutt'altri tegnon
e altri assai, e anco ricchi, che vogliono menare corno gentili lor modi e
: e volgari sono tutti oramai quelli che si chiamano gentili. -sostant
22: e latini dicono gentili quegli che sono di una medesima gente cioè famiglia,
di una medesima gente cioè famiglia, che noi diciamo consorti. 5. degli arienti
solo di nome; altrimenti io credo che e'succedessero ne'beni de i loro
): e si riferisce alla nobiltà che deriva dalla virtù, in contrapposizione,
/ di voi, gentil più ch'altra che mai sia. gui nizelli
(4-3): dolc'è 'l pensier che mi notrica il core / d'una
il core / d'una giovane donna che disia, / per cui si fe'gentil
giudicio falso e vile / di quei che voglion che di gentilezza / sia principio
e vile / di quei che voglion che di gentilezza / sia principio ricchezza.
, / prese costui della bella persona / che mi fu tolta. bambagiuoli, 40
per bel valor di fuor, sì che si scopra / la nobiltà che nell'anima
, sì che si scopra / la nobiltà che nell'anima chiude. petrarca, 23-121
iii-50: solo la virtù è quella cosa che ci fa gentili. lorenzo de'medici
discreto / dispensa il tempo, mentre che via fugge. ariosto, 1-69:
ariosto, 1-69: tu dei saper che ti levò di sella / l'alto valor
1-17: sì crudel sarommi, / che alla gentile un dì mia sposa, or
fra i calici / mi raccontò / che di una bella / gentil donzella,
nuova, 3 (43): poi che fuoro passati tanti die, che appunto
poi che fuoro passati tanti die, che appunto erano compiuti li nove anni appresso
ne l'ultimo di questi die avvenne che questa mirabile donna parve a me vestita
, 1-94: quest'è quella gentil che con un cenno / mi sa dar
: quanti forti e gentili, / che si fan ben oprando al ciel la via
tommaseo, i-509: una delle imagini che mi fecero meglio distinguere affetto da desiderio
cane più gentile di te di cuore, che si raccorda del beneficio che l'uomo
cuore, che si raccorda del beneficio che l'uomo li fa e te si esce
. petrarca, 53-1: spirto gentil, che quelle membra reggi / dentro a le
jennaro, 135: alma gentil, che coi belli occhi ogn'alma / or fai
: gentilissimo signor bernardo, le cose che mi domandate, meritano qualche considerazione.
scrivo, è il migliore... che speri d'avere fra queste nevose campagne
non le so dire. 3. che tratta con grande cortesia; garbato,
.. / il tuo viso angelesco / che m'ha passato il cor con un
120): questo ditto cameriere, che era la più gentile persona che fussi in
, che era la più gentile persona che fussi in quella corte, mi diceva
fussi in quella corte, mi diceva che non tanto il papa volessi vedere quell'opera
a le tue voglie presta, / e che ti sprona in sì sonore note /
uomini di campagna si pregiano un so che di cavalleria; gentilissimi nel cerimoniare e,
gentilissimi nel cerimoniare e, per innumerabili che ne siano i riti, tanto gelosamente
i riti, tanto gelosamente si guardano che ogni cinese alle gran riverenze che ha
si guardano che ogni cinese alle gran riverenze che ha sembra una mezza divinità. forteguerri
la rabbia ed i voti crudeli / che il popol serra nel suo cuore amaro,
: a viva la faccia dei camionisti che sono sempre gentili ». -con
per allettar la turba degli sciocchi, / che godon di sentirsi lusingare.
la donna,... non men che bella, gentile era e cortese.
smorfie, le quali ci tormentano più che i baci non ci consolano. comisso,
era con lui molto gentile. pensò che se non avesse deciso di farsi gesuita avrebbe
buzzati, 1-62: si consolava all'idea che il figlio se la passasse piacevolmente con
. sopra l'invenzioni dell'imprese, che portano oggidì i gran signori. gravina
qualche esemplo il gentilissimo baldassar castiglione, che nel suo cortigiano molte volte in bocca
essere quella lingua fatta oramai tanto comune, che non vi è in europa uomo gentile
non vi è in europa uomo gentile che non la possegga quasi al pari della
sacre leggi / interprete gentile, / or che d'europa ai popoli soggetti / fin
ariosto, 189: gentil città, che con felici augùri / dal monte altier
con felici augùri / dal monte altier che forse ben per sdegno / ti mira sì
imperio degno. sassetti, 126: quelli che ci vengon dal capoverde, di tutti
della speranza! grazie a te, che nei giorni sereni palesandoti fino a noi
e sì pel gran caldo ch'è, che le persone grandi e che son usi
è, che le persone grandi e che son usi a cavalcare, è loro ispiacevole
è loro ispiacevole il camminare, non che al fanciullo, ch'è di gentile compressione
resse a stanislao gran tempo la natura, che avea delicata e gentile, senza esser
fune, pruovandone il misero filippo, che era di complessione gentilissima, un dolore
/ l'amor la fe'gentile, che par glorificata. francesco da barberino,
ingiusto, barbaro ed atroce, / che ne la grotta tenesse sepolta / un
: braccia e gambe gentili, pare che s'intendano comunemente per sottili. olina
l'usignolo] 'l becco gentilissimo, e che in punta nereggia. sbarra, iii-182
delle membra, quella giusta e gentile pienezza che fa bello il corpo! cicognani,
alvaro, 5-224: non sono più ragazze che sappiano stare al loro posto. cioè
i-218: quella facilità [del metastasio] che chiamiamo naturalezza è quella appunto che fa
] che chiamiamo naturalezza è quella appunto che fa bellissima la poesia de'migliori ed
gentili, ma non si giugne a trovarla che con molt'arte. -acuto,
gentil dente. 8. che rivela delicatezza d'animo, cortesia di
di conoscere in lui un non so che di gentile e di grazioso. marino,
grillo alle cascine; dirò per coloro che non lo sanno, che il grillo
dirò per coloro che non lo sanno, che il grillo è una scusa gentile poggiata
non è, ma bene amante / che vuol goder d'alcuna donna bella. serdoncuti
gentile artificio di certa magnifica ostentazione, che niuno sapeva risolversi se fosse maggiore ne'
, 7-1-7: or tu, signore, che hai grati modi e dir gentile,
grati modi e dir gentile, / che tanto ami la patria, al re
qualche cosa di gentile a quelle donne che l'avevano accolta con tanto semplice rispetto
dié una sì gentile e gorda, che sola possea passar per diece. alfieri,
poco /... / per che parlar gentil con lor non vale.
, di tanto servire allo isconoscente, che egli diventi conoscente e grato.
cominciassi chiamare « gentile » ogni cosa che avessi tra le altre qualche eccellenzia,
eccellenzia, quasi opera fatta da gentili o che alla eccellenzia loro convenissi. beccuti,
. morelli, no: è da credere che e'fusse giovane e che e'fusse
da credere che e'fusse giovane e che e'fusse isperto molto in cose nobili e
cose nobili e none in grossolane e che e'si ritraesse al gentile. -elevato
38-8 (113): gentil penserò che parla di vui / sen vene a
dal soggetto un abito gentile, / che con tale amorose / levando il parte
ii-290: prendi la dotta lira, / che di gentil desio / le fiere accende
821: diciamo fino e gentile ciò che riguarda la mente; delicato e voluttuoso
la mente; delicato e voluttuoso ciò che va al cuore. monti, x-3-
italiano. carducci, 687: intesi allora che cipressi e il sole / una gentil
de'maschi, ne ritraggono certe pensate che hanno del galante e del gentile.
c., 10-1-4: tutti coloro, che non sono mai da sé dicitori,
l'altrui ombra nascosi, non mi pare che abbiano niente di gentile ingegno. castiglione
gentile ingegno. castiglione, 72: ancora che 'l boccaccio fusse di gentil ingegno,
gentilissima dimostrazione e molto acuta, e che ritiene una quasi contraddizione del primo aspetto
la lirica poesia italiana non è altro che una mirabil raccolta di tutte le bellezze
di tutte le bellezze poetiche... che possono in tempo alcuno essere imaginate da
... hanno fantasia più gentile che la formica, per la quale veggono la
, per la quale veggono la opera che elle hanno a fare. -colto
: / gentile è in donna ciò che in lei si trova, / e bello
[panno dipinto] è un pagone, che mi pare gentile, ed è adorno
cuffia di seta verde dorata, di che v. s. mi ha fatto presentare
. gelli, 1-8: fu conveniente che i nostri membri, e particolarmente quegli
ancora più sottili i sangui e più caldi che non sono 1 vostri. sassetti,
vengono di là legnami da letti, che e'domandano 4 catri ', dipinti di
bella, gentile e lucida questa pelle, che supera quella del più bel cavallo.
il viso glielo feci d'uomo più che d'angelo. -eseguito con diligente cura
siena, 841: non è niuna che non cerchi d'avere i più gentigli panni
non cerchi d'avere i più gentigli panni che si possono trovare. degli angeli,
, sete in abito sì gentile, che aguzzereste l'appetito a chi l'avesse
vii, sì rozo manto, / che, tempestato di gran gemme e spesse,
gentile. dossi, 55: conchiùsero che un più gentile cappello non l'avèvano mai
veduto. bartolini, 15-56: m'accorsi che era lei da un lembo della sua
ii-349: l'acque è dieci volte maggiore che tutto il corpo della terra, e
e disposta a far l'uffizio perfettamente che a lei si conviene, accompagnata da grazia
chiuda. manzoni, 39: fin che il ver fu delitto, e la menzogna
il ciglio: / « io son sola che parlo, io sono il vero »
. perticari, i-19: que'primi che intesero a ristorare la volgar eloquenza, saranno
ingegno. castiglione, 239: -e che dite del gioco de'scacchi?
signore, / venne il rito gentil che a'freddi sposi / le tenebre concede,
perde gravità, non perde grandezza; che altramente ella discostare se ne dee e
gentile, / l'amicizia fraterna / che ci univa pel gioco nel cortile / della
gran cornice antica. bocchi, l-m-166: che fosse donatello molto intendente della fabbrica del
, dico, dove sono ignudi, che sono fatti con lavoro alto e gentile.
omero ci descrissero non solamente le cose che sono sotto la terra, ma quelle ancora
sono sotto la terra, ma quelle ancora che a pena con l'intelletto possiamo considerare
nobili. giordani, ii-72: molto desiderò che si ricuperasse quella proprietà di parlare sì
proprietà di parlare sì evidente e gentile che fiorì nel primo ed ottimo secolo di nostra
in quell'armonia è varietà; varietà che viene dalla gentile finitezza delle parti, ed
[le mie prigioni] quel non so che di placido, di gentile, di
, di gentile, di sincero, che appare come una emanazione dell'animo.
: conclude con una comparazione gentilissima, che ci pone avanti gli occhi un idillio
i loro componimenti in lingua attica distendeano che in altra, sì come quella che
che in altra, sì come quella che è nel vero più vaga e più gentile
elezione delle figure sia più tosto gentile che secco o legnoso. redi, 16-v-176:
trovato un gentilissimo scrittore latino, e che vagamente ancora maneggia le gentilezze della poesia
pieno di grazia;... che, per natura, mentiva con lo stesso
è più moderato, gentile e cortese, che sia al mondo. trattato di ben
soavi ragionamenti, parlando, non altro che roca anatrella tra gentili e canori cigni mi
: non v'è cosa nel mondo che induca tanto sdegno negli animali gentili quanto la
, e farle ogni mal giuoco senza che quella si possa in alcun modo aiutare e
fogazzaro, 1-24: augelletto gentil, che il dolce nido / ti lasciasti alle
1-77: pare a me... che noè ci lasciasse molti animali, quando
.. scarafaggi e forfecchie, tanto che sempre avete, giorno e notte, nuovi
nel rangifero un sangue sottile ed attivo, che lo rende così gentile e veloce.
: lo quarto lignaggio sono falconi gentili che prendono la grue, e vagliono poco a
grue, e vagliono poco a persona che sia sanza cavallo, però che fanno molto
persona che sia sanza cavallo, però che fanno molto lungo volare. rime anonime
siepe). -in partic.: che richiede un buon terreno, un clima
clima favorevole, una diligente coltura; che ha una complessione alquanto delicata.
: gentil pianta in arido terreno / par che si disconvenga. burchiello, 139:
colle loro frondi e co'lor rami che guatino l'una l'altra. caporali,
córre l'ulive, di maniera tale che la vermena più gentile che rimanga loro
di maniera tale che la vermena più gentile che rimanga loro addosso sono e'rami che
che rimanga loro addosso sono e'rami che escono del tronco, dico e'principali
ulivi e delle viti, e delle semente che la frammezzano. g. capponi
non allignano. pascoli, 508: o che piangi, vite gentile, / perché
gentile è uno dei migliori fichi primaticci che si trovi. -grano gentile:
4 gentil rosso ',... che tutte sono senza resta. -noce
due sorte di noci; uno, che chiamano gentile, ed un altro che dicono
che chiamano gentile, ed un altro che dicono malescio, e tutti due ne'
è però fra di loro questa differenza, che 'l malescio non lo riceve così morato
godibile. -pera gentile: varietà che matura in estate o in autunno.
. biringuccio, 1-61: quelle operazioni che han bisogno di fuochi longhi, vivi
figure, di radice di ginepro, che sono lunghe, sottili ed eguali,
il ferro quelli [i nocciuoli] che hanno la buccia gentile e delicata.
questi fiori di così gentile temperamento, che non sono tantosto aperti, che sono
, che non sono tantosto aperti, che sono uccisi dal sole. 16.
ho veduto spesso, signor mio, / che l'usar molto vivande gentili / vegnon
vegnon talora sì al gusto vili / che de le grosse gli vien gran disio.
se chiamano le grutte dello re, che nce have una gintile acqua che esse da
re, che nce have una gintile acqua che esse da la montagna. beicari,
ecci un'altra sorte più inculta, che lo sparago, e più gentile, detta
veramente è il meglio e più delicato che si mangi, sendo gentilissimo e di polpa
vicendevolmente, e non avrete già più che una fumosa putrefazione e, di mille
solo violento, aspro e poco men che incendiario al palato. -erbe gentili
, 168: l'insalata è cibo noto che si fa d'erbe gentili con sale
i-484: mettendo nel vino, tosto che egli sia imbottato, finocchio e santoreggia pesti
superba febre è quella de l'animo che facilmente si sdegna; onde gentili e delicati
sdegna; onde gentili e delicati conviene che siano i medicamenti. redi, 16-ix-275:
... un medicamento gentile, che si dà sino ai bambini, ha
272: l'odore dell'ananas è tale che si sente dalla via quando se ne
camera, ma è tanto gentile, che non se ne sente noia nessuna.
grossi e gentili,... che pareva fossi aperto il paradiso. redi
fa gentil suono; alle volte panni, che caschi a precipizio. arici, i-117
, i-117: udii voce gentile, / che me vate dicea. alvaro, 9-431
chiari ruscei, sì ombrose valli / che farieno arrestar chi più s'affretta.
alto vagheggi regnatrice umile / il pian che largo al biondo amo dichina. panzini,
muro alto e chiuso, ma il muricciolo che li recinge è basso e concede a
mi sento folleggiare, / da questa balza che s'eleva ardita / ti guardo,
... tanto dolce e gentile, che quando si cava si può lavorare co'
serena, di grana più gentile, che assume con la pulitura uno speciale colore
l'acqua rappresa in un gelo così gentile che appena veduta l'aria fu strutto.
la ferita e grave il danno / che nella mischia all'inclita francone / l'instrumento
gentili. -lima gentile: quella che ha intaccature e sporgenze fitte e sottili
. cellini, 520: di poi che la tua opera sarà fredda, comin-
artefici la lima la più fine, che intacca leggiermente. 22. dimin.
le bellezze c'ha vedute, / dice che questa gentiletta e bella / tutte nòve
nel core / un gentiletto spirito soave / che piglia poi la segnoria d'amore.
, con qualche disordine addosso di quegli che fanno i giovani, s'ammalò.
onesta e gentilina / pare a ciascun che la vede. marchetti, 4-196: è
no, dodici anni, biondina, che saluta con un garbo gentilino.
niquità sì forte /... / che tu non fossi a risco della morte
risco della morte / di tanto rider che farebbe 'l core. angiolieri, vi-1-441
è gentiluccia, è con tutto quel giudizio che bisogna, per far subito intendere che
che bisogna, per far subito intendere che l'eroe dell'anello è quello che
che l'eroe dell'anello è quello che vi è di più brutto. -accresc
altro si poteva aspettare da lui, che, gentilóne gentilóne, non può avere sì
= voce dotta, lat. gentilis * che fa parte di una gens ',
: quella è la fede degli antichi, che si chiamavano gentili e appellasi idolatria.
li gentili, cioè li pagani, diceano che 'l carro del sole avea quattro
,... del quale non credo che più giusto nascesse intra i gentili
: pilato uscì fuori alla turba, che non entrorono drento nel pretorio per non
veri dei, altari e tempii a coloro che alcuna cosa operato avessero a gran beneficio
tu servi un dio / ma quello infame che i gentili posero / a custodia degli
bocchelli, 11-24: restituisce vivo ciò che va sperso con la luce del cielo aperto
fantasiosa risonanza nello spirito, di ciò che fu, per i gentili, il sacro