terra ben fissa in mezzo, sì che i soldati vi potessero star coperti e
combinarsi colle sostanze terrestri e coll'acqua che incontra nel corso cui viene obbligata dalla
canevazza, gli pose dentro, e strettamente che uscir non potessero, gli legò.
fissi e senza fallo o groppi nel tessere che apparino fuori. -folto, fitto
in un nodo così fisso e testardo che la fece prorompere in una filza di
e sodo. 2. astron. che pare immobile nel firmamento (un astro
un astro). -stella fissa: quella che risplende di luce propria e che apparentemente
quella che risplende di luce propria e che apparentemente conserva sempre la stessa posizione nella
, ii-111-3: aristotile credette... che fossero pure otto cieli, de li
, de li quali lo estremo, e che contenesse tutto, fosse quello dove le
gli altri poli, / il sol, che sì veloce par che voli, /
il sol, che sì veloce par che voli, / dando e togliendo a'nostri
sola stella fissa nel cielo è maggiore che tutta la terra. soderini, i-50:
fuochi da le terre? -da quel, che gli fuochi sono fissi e le terre
sono fissi e le terre mobili, da che gli fuochi scintillano e le terre non
quali segni il secondo è più sensibile che il primo. galileo, 3-4-294: il
. galileo, 3-4-294: il più, che voi potete avere inteso o letto,
voi potete avere inteso o letto, è che le stelle fisse sono di lume così
sono di lume così vivo e folgorante che il lor piccolo corpi- cello non si
riferimento ah'influsso, ordinariamente benefico, che, secondo gli astrologò le stelle fisse
di te senti'predir le stelle fisse / che tra'cristiani a tradigion morrai. tasso
sarpi, i-2-48: si può ben dire che gli aspetti delle stelle erranti poco importano
delle stelle erranti poco importano, ma che le fisse fanno effetti mirabili, influendo
fazio, v-3-43: vedi una stella, che par che tutta arda, / tra
v-3-43: vedi una stella, che par che tutta arda, / tra il gemini
gemini e il cancro tanto viva, / che venus pare a chi ben la riguarda
e « cuor del cane » voglio che la scriva. galileo, 3-4-126: scrisse
la scriva. galileo, 3-4-126: scrisse che la luna cresceva molto per la vicinità
preso così come fu posto, mostrandosi che le fisse crescono come la luna.
, 514: il predominio degl'influssi, che sono creduti avere sopra i corpi sublunari
è stato lor attribuito da ciò in che e gli dèi e gli eroi prevalsero
si hanno osservazioni d'altre fisse, che s'appressano al nostro zenith, nelle
sensibile si ravvisa, onde si deduce che gli astri sono a smisurata distanza.
a smisurata distanza. 3. che ha permanente domicilio od occupazione in un
domicilio od occupazione in un luogo, che vi dimora o vi lavora abitualmente.
esclamare vostra signoria; ma bisogna sapere che una è fissa eternamente in cucina.
, senza più cercarlo in due mesi che stetti fisso a livorno. pavese, 1-50
livorno. pavese, 1-50: sono uno che lavora per vivere,...
/ a disbramarsi la decenne sete, / che gli altri sensi m'eran tutti spenti
rinaldo, / abbassò gli occhi, che tenea sì fissi. ariosto, 4-48:
altra cosa è questo buon gusto universale che l'idea del bello, in cui debbono
xxiii-513: è di statura piuttosto grande che piccola, naso prominente, ciglia foltissime
con gli occhi fissi al paiolo, che venisse il momento di scodellare. fogazzaro,
fa maria di grande stato / questa che corre lampeggiando fisso, / coll'alta chioma
gli occhi, fin dal primo momento che era salito; con gli occhi acuti
amici. bembo, 2-21: s'avidero che m. ercole, tacendo e gli
fissi di miope. pea, 7-381: che occhi! e che modo di guardarla
, 7-381: che occhi! e che modo di guardarla! così debbono essere gli
proprio pensare a uno di quegli attori che anche fuori della scena conservano nel viso
tutt'intera in quell'immagine unica, che mi era rimasta fissa negli occhi fin dalla
i-28: durissima sorte è quella di colui che con assai desiderio aspetta quello che non
colui che con assai desiderio aspetta quello che non può avere; né questo tale
né questo tale può avere altro refrigerio che ricordarsi e tenere gli occhi della mente
tenere gli occhi della mente fissi a quello che ha più amato e che gli è
a quello che ha più amato e che gli è suto più caro. ariosto,
: ebbe il pensiero fisso alle cose che inanzi il pontificato... disegnato
, 7-9: pertanto vennemi in cuore che iddio mi degnasse ch'io con l'aiuto
, 2-73: può esser... che i cristiani nel far dipigner questi bicchieri
dagli uomini più materiali quella fissa applicazione che suol cagionare in essi il soverchio diletto
della lettura; è fisso negli oggetti, che la fantasia calda come di fanciullo gli
. levato del letto, pensava quello che iddio voleva fare, e avea fisso nell'
nell'animo, desiderando di sapere quello che significava questo sogno. petrarca, i-1-61
parole mi trovo entro la testa, / che mai più saldo in marmo non si
, mostrandosi contento di ottenervi condizioni manco che mediocri. sarpi, vi-1-6: fu
suo cordoglio. goldoni, vii-154: quel che intesi dire or nella mente ho fisso
or nella mente ho fisso, / che in un abisso entrando, si va
, e giustamente, da quel gran politico che è, che il signor duca di
da quel gran politico che è, che il signor duca di nivers non metta le
compensargli in alcun modo gli scritti, che « oggi la letteratura non rende ».
2-24: tenete fisso in tutto l'animo che tu non presumisca di pervenire al regno
mezzo del cuore / di far quel che poi fece, il traditore. carducci,
7-41: il delirio è un'idea fissa che empie il cervello. d'annunzio,
iv-2-342: il mio pensiero fisso era che, una notte o l'altra,
erano dei veri signori, dei tipi che lèvati. ce n'era uno mi ricordo
ricordo, un giovanotto neanche male, che aveva preso la fissa per me.
iniquità puosono il fuoco alla casa di colui che aveva isforzato il fanciullo. pulci,
destrier sotto i frascati, / tanto che molti di quegli abbruciòe. machiavelli, 673
, 2-4 (308): l'archibuso che io avevo in mano, se bene
non l'avevo abbassato ancora tanto, che fussi a rincontro di lui, anzi era
: io volsi dua falconetti alla scala che montava su, con animo risoluto che
che montava su, con animo risoluto che, il primo che montava, dar fuoco
con animo risoluto che, il primo che montava, dar fuoco a un dei falconetti
: è probo di gon- nàri / che dà fuoco alla mina / che rompe i
nàri / che dà fuoco alla mina / che rompe i massi con le mine al
baldinucci, 6-14: io non ho che opporre a queste vostre repliche; ma
a queste vostre repliche; ma sappiate che, giacché finora, che ho battagliato
; ma sappiate che, giacché finora, che ho battagliato con voi, non mi
: costringere qualcuno a uscire dal luogo che occupa. lippi, 5-37: sta'
'. violentare a uscir fuora uno che sia dentro; come segue, quando si
si dà fuoco a un vespaio, che le vespe son forzate dal fuoco a
ed in ruberia e... converrà che annibaie si parta quinci. s
fuoco e fiamma. guicciardini, 2-10-40: che sarebbe stato cagione mettere in fuoco tutta
ii-132: le imprese con più impeto che consiglio, nel principio son di fuoco,
. tornielli, 476: il cherubino, che guarda quel loco, / ruppe la
una copia languida e inanimata del quadro che il cuore dipinge nella loro fantasia con tratti
e 'l pianto / vide d'amor, che gli languiva a canto. casti,
di fuoco: di eccezionale gravità o che destano grande meraviglia, fanno rimanere attoniti
, cose di foco, / meglio è che tutti ci posiamo un poco. della
io temo un poco / di costor, che ragionano in sul saldo, / crederei
. cecchi, i-i-535: promettetevi pur che egli abbia fatto / per voi cose
sulle gran cose, cose di fuoco, che succederebbero in questa o quella università.
mia, tu hai tanti nimici, che e'non bisogna dormire al fuoco a scamparti
in levante; né io son figura che dorma al fuoco. -essere a principio
machiavelli, 701: se voi volete che io stia qui con voi, voi
con voi, voi parlerete in modo che io v'intenda, altrimenti noi faremo
facciamo fuoco e lume, / si che assaliti subito non siamo. boccaccio, dee
con loro, impugnava egli quel fucile che fatalmente a casteluuovo non fece fuoco?
risultato. guicciardini, 2-7-193: crede che lui abbi fatto fuoco, e di
gonzalo... era forse quello che faceva più fuoco, perché questa [
cuoco, 1-82: quando si avvide che da tutt'i punti di napoli i
nel primo momento; ma ora credo che non ci sia più altro che la
credo che non ci sia più altro che la semplice formalità. -far fuoco
sassetti, 178: pregandovi, poi che arete letto la presente inserta, a fame
machiavelli, 1-iii-341: li giudicava più pazzi che non sapeva, per non aver saputo
cose gli fecero tanto fuoco sotto, che bisognava altra acqua che coloro a spegnerlo
tanto fuoco sotto, che bisognava altra acqua che coloro a spegnerlo. -farsi
almeno di notabile insulto a dio, conviene che tutti si facciano di fuoco per zelo
da siena, iii-144: voglio dunque che a questo abbiate una grande awer- tenzia
fuoco di storielle oscene e bizzarre, che da pistoia a rifredi tutto il vagone non
rifredi tutto il vagone non fece altro che sbuffare e torcersi. -fuoco di
. -fuoco di paglia: cosa che dura poco, che si estingue presto
di paglia: cosa che dura poco, che si estingue presto. ariosto
ariosto, io-7: guardatevi da questi che sul fiore / de'lor begli anni
anni il viso han sì polito; / che presto nasce in loro e presto more
ombra. dovila, 394: giudicava che le sedizioni de'popoli fossero simili al
popoli fossero simili al fuoco di paglia che sorge con grande impeto, ed in
azeglio, 1-235: egli temeva sempre che que'miei furori artistici fossero un fuoco
fuoco di paglia. svevo, 6-300: che cosa può importare a giulia di quei
accesi da altre, di quei desideri che non somigliano per nulla affatto all'effetto
non somigliano per nulla affatto all'effetto che porto a lei? cardarelli, 1-81:
i fuochi di paglia del * 21, che tutto avesse sfogato davvero in parole e
lagrimando, e qual traendo guai, / che di tristizia saettavan foco. firenzuola,
: quegli occhi magri e vivi, che sempre par che gettin fuoco. milizia,
magri e vivi, che sempre par che gettin fuoco. milizia, iii-269:
bandire per decreto del popolo con dichiarazioni che gli fusse interdetto il fuoco e l'
bibbiena, zi: dateli queste 2 lettere che sono di fuoco in favore suo.
e dell'aver cacciati li colonnesi, e che io governassi il pontificato, ed altre
, iii-1073: vorrei ch'ogni parola che scrivo fosse di fuoco... addio
di fuoco eterno, con frasi impetuose che davano all'amatrice deliquii di tenerezza e
, 1-45: non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l'animo
: poi questo pignattello mettilo a fuoco che sia temperato, e chiumalo quando bolle
, uh!, lasciami camminare, che io ho ancora a porre a fuoco.
cellini, 523: ora abbi avvertenza, che quando tu ti risolvi di saldare,
tu ti risolvi di saldare, cioè che la tua saldatura scorra, avendo messo
enfatica per garantire la verità di ciò che si afferma. berni, 32-21 (
metterebbe nel foco la mano, / che in quel paese non è ruggier certo.
sul fuoco, tre delle 4 girls 'che debuttano stasera al teatro màsciari.
g. m. cecchi, 1-ii-58: che nuove mi porti, / sfavilla dabbene
tal solev'usar meco a diletto, / che, s'i''l pur miro,
: giunge in questo punto la nuova che sulle coste del portogallo un vascello inglese
alberti, 9: gli fu un soldato che voleva sparare il suo moschetto, né
tempo lasciarono tutti il colpo. ma che?... tutti gli archibusi presero
tutto rabbia e tutto furia, / che piglia fuoco ad ogn'ombra d'ingiuria.
baldini, 5-47: a meno che non si tratti d'una scioc- china
meglio di noi la parte di commedia che noi le andiamo recitando. comisso,
forti e crudeli? sì, avvenga quello che ha da venire voglio scherzare con questo
delle gambe rosse cicciute, una faccia che schizza fòco. -soffiare nel fuoco:
. boccaccio, i-346: manifesto è che quanto più nel foco si soffia più
soliti per lo più soffiar nel fuoco che arde. manzoni, pr. sp.
consigli, soffian nel fuoco ogni volta che principia a illanguidire. buzzati, 3-9
3-9: un... concorrente che aveva perduto l'appalto soffia nel fuoco
, i-175: se le cose sapeste / che ha di voi dette in un libraccio
qual sia, di male, / che con ogni tantin d'olio o d'unguento
tra due fuochi, gli venne in mente che ciò che era di terrore a coloro
fuochi, gli venne in mente che ciò che era di terrore a coloro, poteva
. pirandello, ii-2-253: darti l'annunzio che qua la titti piangeva per te -metterti
a vostra signoria per messer ercole, che esso venne qui per fuoco, come si
fuocherèllo. firenzuola, 227: avenga che questo focherello sia picciolo e fabricato da
qual, sì come poco ristora un che assideri, così poco offende un che avvampi
che assideri, così poco offende un che avvampi. foscolo, xv-297: malgrado
pensavo... al fuocherello d'ideale che teneva ancora desto sotto il pastrano logoro
barlumi di fosforescenza lugubri di fuocherelli fatui che danzano nei cimiteri. jovine, 2-250:
vento quel po'di focolino di poesia che dio buono vi mise nell'anima,
: si martirizzava rammemorandosi le conversazioni che faceva nell'inverno, seduto al focone
specifico di ignis 4 fuoco ', che ha soppiantato nella lingua parlata. cfr
fuocostillante, agg. letter. ant. che erutta fuoco (un vulcano).
, forbannuto), sm. brigante che batte la campagna. m.
[rezasco], 342: quili che scienter reciperanno banduti e forbanduti, siano
termine antico. fuorché (fuor che; ant. / or ché, fuoriché
/ or ché, fuoriché, fuori che, fuor a che, in fuor che
fuoriché, fuori che, fuor a che, in fuor che), prep.
che, fuor a che, in fuor che), prep. tranne, salvo,
da barberino, 9: tutte, fuor che le rie di vita disoluta che vendon
fuor che le rie di vita disoluta che vendon per moneta il loro onore, le
sì arseno e misero a fuoco, fuori che l'oro e l'ariento e i
vinse a giostra ciascun paladino, / fuori che orlando, da cui morto fu.
. ariosto, 1-26: era, fuor che la testa, tutto armato, /
, / tutta d'argento in fuor che gli occhi d'oro. p. fortini
ii-183: li donò tutti li tordi che avevano presi quella mattina, fuora che
che avevano presi quella mattina, fuora che tre che la fanciulla n'aveva impaniati
presi quella mattina, fuora che tre che la fanciulla n'aveva impaniati senza ale
, 2-153: infelici a loro; che mentre pensarono di vendere a'medici ogni
improvviso una donzella / tutta, fuor che la fronte, armata apparse. tassoni
, 5-48: tutti son cavalier, fuora che dui / staffieri a piè del capitan
iv-2-469: tutto egli aveva: fuor che la natura del leone. serra, i-30
fuggitiva e illusione di bimbi, fuor che questo solo; io che vivo e mi
bimbi, fuor che questo solo; io che vivo e mi muovo, io pure
interrogative: se non, se non che. marco polo volgar., io
sapeano dire altre novelle delle contrade fuori che l'ambasciata. boccaccio, dee,
10-6 (441): niuna cosa fuor che le frutte restando a dar nella cena
ariosto, 8-7: voltasi a quel che vien sì a piè gagliardo; /
ch'una bacchetta, / quella con che ubidire al cane insegna. delfino, 1-406
altra pena non v'è, fuor che il timore, / difetto di chi muore
focolare: / non c'è, fuor che silenzio, altro, di là. cardarelli
certo / nella mia vita, fuor che il vario inganno / della fortuna e le
dell'ore /... / fuori che il fischio del rimorchiatore / che dalle
/ fuori che il fischio del rimorchiatore / che dalle brume approda al golfo.
2. cong. eccettoché, salvo che, tranne che, a meno che
cong. eccettoché, salvo che, tranne che, a meno che (ed esclude
che, tranne che, a meno che (ed esclude il giudizio contenuto nella
proposizione, nel complemento o nel predicato che segue). dante, purg.
, 2-79: ohi ombre vane, fuor che nell'aspetto! boccaccio, v-41:
servare ne'boschi suoi, fuor solamente che de'capelli. bindo di cione,
cione, ix-118: ogni pensier, fuor che di lei, si sface / prima
di lei, si sface / prima che nella mente giunto sia / della mia
sia / della mia fantasia, / che senza lei non può punto durare. boiardo
tal furor l'anima accesa, / che stimava ogni cosa una vii fronda, /
ogni cosa una vii fronda, / fuor che vedere angelica la bionda. gelli,
, alle salvatiche giovenche e puledre, che, mugghiando e nitrendo d'amorosa rabbia,
-ti dico -fuorché d'una / sola che scintillò su le mie sorti / più
su le mie sorti / più bella che la stella / espero sul dolor del mare
, era nella vallata il silenzio sinistro che precede l'alba; fuorché ogni tanto
c'era da macinare anche la notte, che allora stava al mulino. moravia,
negative: se non, se non che. dante, purg., 1-24
non domando, amore, / fuor che potere il tuo piacer gradire. ariosto
: non sdegnò tal amante; / ben che concesso, fuor che vedersi una /
; / ben che concesso, fuor che vedersi una / volta e parlarsi, non
persone..., fuor solamente che per mantenersi una assoluta libertà. genovesi
poche idee del moderno loro filosofare, che essi hanno pure a modo loro stravolte.
non altro... / fuor che infelice, in qualsivoglia tempo, /.
tra le voci e lo scalpiccio di gente che non vi cercava nulla, fuorché di
antichi avevano un carattere d'ignoranza, che ai moderni prevaricatori non è più consentito
comp. da fuor [i] e che (v.). fuorchiùdere
perfine sono proronputi alcuni di loro, che tutti i prenzi di questo secolo e popoli
digressioni e le parentesi, tutto quello che si suol chiamare un fuor d'opera,
. /... / poi che n'ha tratto fore, / per sua
/ per sua forza, lo sol ciò che li è vile, / stella li
più leggier cosa è astenersi dalla battaglia che uscirne fuori. dante, purg
dante, purg., 1-90: or che di là dal mal fiume dimora,
non mi può, per quella legge / che fatta fu quando me n'usci'fora
; leggesi, dico, questa particella che pare che sempre abbia dopo sé il
, dico, questa particella che pare che sempre abbia dopo sé il segno del
fuore / per molto spazio il segno che prescritto / avea già a'naviganti ercole invitto
notte in una stallaccia coperta con non so che frasche, che vi pioveva dentro come
coperta con non so che frasche, che vi pioveva dentro come fuora. l.
, ii-390: dicono... che siete alla campagna per vendere e far
1-27: divenni nella stanza il paralitico che vede il mondo tutti bello fuori di
inf., 1-23: come quei che con lena affannata / uscito fuor del pelago
: in parte paurosa gelosia / lo stimola che arcia, dell'amore / d'emilia
paolo da certaldo, 370: quello che non voli che si sappia fuor di te
, 370: quello che non voli che si sappia fuor di te, guardalo mentre
sappia fuor di te, guardalo mentre che l'ài dentro a te. guido delle
., 25-4: se mai continga che 'l poema sacro /... /
/... / vinca la crudeltà che fuor mi serra / del bello ovile
dormi'agnello, / nimico ai lupi che li danno guerra: / con altra voce
casa parini... non vive oggi che un prete, il quale sta fuori
matraini, 39: com'augel, che fra le penne il foco / si sent'
. / cerco il foco fuggir, che meco porto. chiabrera, 1-ii-139: con
parini, 282: l'alito velenoso che fuor esce / dall'infelice suol,
fuori regno, per il cambio alto che vi è. -al di fuori
, al difuori di ogni idea morale che regge chi vuole star tranquillo.
, purg., 3-138: vero è che quale in contumacia muore / di santa
salvini, 30-2-132: le macchie solari che, rigirando intorno al sole, dal medesimo
, / dietro ad un bianco cervio, che di fòre / d'un cespuglio fuggiva
fuggiva a maraviglia / per molti can che dietro si sentia. g. morelli,
firenze com'ell'è al presente, sì che venne a rimanere dentro. carducci,
, 8-136: così dovette essere quella che ora mi piace imaginare china a sporcarsi
la zolla umida sulle radici della quercioletta che le avevano portato di fuori città,
omo u domini di for di montieli che con tra 'l comune di montieli debia essere
odio sì mette fuori di compagnia, che elli guerreggia l'uno di sopra alli altri
. boccaccio, vii-71: tu, che di fori / della danza dimori, riguardando
ardori, / odile nominare, sì che quando / forse sarai di fuor da questo
, 101: tutta la gente, che i'ho contata, / fuor, fuor
de'cittadini, pure la più parte, che erano stati lasciati fuori del governo,
fuori del governo,... desideravano che la città tornasse nello stato primiero.
la maggior parte dell'opere di quelli che ancor son vivi. bruno, 3-48:
3-231: causa chiami quella che concorre alla produzione delle cose esteriormente,
, ii-9-2z5: l'unico giudizio morale che abbia consistenza e significato nella storiografia è
xxxv-1-462: non de'dar om fede / che gentilezza sia fòr di coraggio / in
., z-zz8: né pur le creature che son fore / d'intelligenza, quest'
, 94: non posso più celar quel che m'accora, / perché 'l tacer
ov'ha tempesta far buonaccia / el mar che grida e d'ogni pace è fuora
campanella, i-z69: anima mia, a che tanto di- sconforto? i forse temi
magalotti, z-357: siccome è un pezzo che ho rinunziato alla filosofia, così era
alla filosofia, così era anche un pezzo che mi stimava fuori del caso di certe
ogni dì più! luzi, z-z9: che memorie, che immagini abbiamo ereditate,
luzi, z-z9: che memorie, che immagini abbiamo ereditate, / che età non
, che immagini abbiamo ereditate, / che età non mai vissute, che esistenze
/ che età non mai vissute, che esistenze / fuori della letizia e del dolore
della mente e vano di senno quelli che dice che 'l parliere possa o
e vano di senno quelli che dice che 'l parliere possa o debbia trattare
veramente di conoscimento in tutto fuori! che è quello che voi dite? seneca
in tutto fuori! che è quello che voi dite? seneca volgar., 2-219
potrian tutte le cose, eccetto / che fosse orlando fuor dell'intelletto. garzoni
bandini, 2-i-zz6: non vorrei però che alcuno mi credesse così ardito e fuor di
di restituire alla maremma quella piena felicità che godeva nei tempi degli etruschi o de'
. svevo, 3-595: era escluso che mio padre, ch'era sempre fuori di
or quinci, or quindi, sì che 'n veritate, / se non ch'i'
cose, per sentenzia mia, / che il viver fan più lieto e più zentile
di discordia acerba e ria, / che la mia dolce terra, alma natia,
, 36 (633): ora che questa pure era fuori di pericolo, si
17: qui venisti al secol rio, che stanco / del bello adoperar più nel
nube si disserra, / per dilatarsi sì che non vi cape, / e fuor
(126): intendo di raccontarvi quello che prima sventuratamente e poi fuori di tutto
ha in tanto odio e dispiacere, che... egli darebbe mille vite corporali
facevano, folti e in maniera gastigati, che niuna lor foglia fuori del commandato ordine
lor foglia fuori del commandato ordine parea che ardisse di sì mostrare. guicciardini,
i-79: né è fuora del verisimile che,... oltre al sospettare della
franco, 328: così fec'io, che, d'ogni dritto fuori / infamiata
esce fuori di tutti i termini del verisimile che un padre al ricordo di quel bestiale
alvaro, 7-146: l'inconscio lavoro tendenzioso che la fantasia del cronista o del bambino
col novo amico, il primo dì che gli parlano giurano non aver persona al mondo
parlano giurano non aver persona al mondo che più amino che lui,...
aver persona al mondo che più amino che lui,... e tai cose
: marte sopra un cavallo era montato / che facea salti fuor del naturale. marcello
l'om dicesse a la donzella / che for natura il suo senno paresse, /
senno paresse, / a me sembrara che i saria gran lode. sacchetti, 51
ogni exercizio in sé e nel proximo, che fa con buona volontà, fuore de
il puparo recita a memoria le parti che gli tramandò il padre, in un
purg., 30-42: l'alta virtù che già m'avea trafitto, / prima
re fuori di paggio, cioè, che essendo stati sin ora sottoposti alla sferza
nella quale non si considera alcuna cosa che sia per scrittura, ma prendesi argomento
per parole fuori di scritta a dimostrare che dee essere sopra quella quistione. flore
e in giudicio e fuor di giudicio, che potrebbe fare l'università della detta compagnia
. 8. fuorché, tranne che, eccetto. guittone, i-5-164:
star ogni vertute, / for certe che vedute / avian sol contra certi vizi stare
naturale, non trascendendo el senso, dissono che non era cosa alcuna fuori di queste
non era cosa alcuna fuori di queste corporali che si vedono e negorono totalmente essere spiriti
è spenta, / fuor quella sol che la natura apporta. sassetti, 348:
tutte le spezierie, fuori del pepe; che ancora che là ne sia molto,
, fuori del pepe; che ancora che là ne sia molto, non ne viene
hanno il cielo in tal modo collocato che nasce loro e tramonta ogni giorno il
anch'io. leopardi, 26-21: che divenute son, fuor di te solo,
allato a quella gioia, / gioia celeste che da te mi viene! de sanctis
, 7-360: non dovete badare a quel che dicono i partiti, guardate a quel
dicono i partiti, guardate a quel che dice tutto il popolo, fuori le
non seppi, fuori del prodigio / che schiude la divina indifferenza. -senza (
. -in fuori di, in fuori che: eccettoché. lorenzo de'medici,
ch'ogn'altra cosa, in fuor che quelli, / ch'io vegga, maggior
getti, ii-146: tutte queste cose che tu hai detto, in fuor ch'
, ii-111-3: aristotile credette... che fossero pure otto cieli, de li
, de li quali lo estremo, e che contenesse tutto, fosse quello dove le
, cioè la spera ottava; e che di fuori da esso non fosse altro alcuno
: il vide sì finito di forze, che non gli parve di frametter discorsi fuor
abate di clignì... si crede che sia il più ricco prelato di sue
il più ricco prelato di sue entrate che abbia la chiesa di dio, dal papa
lettura, / con legge tal, che da giornali in fuori, / libro non
s'accogliesse in quelle mura, / che di due fogli al più fosse maggiore.
... è giuda scariotto, / che '1 capo ha dentro e fuor
molle nido pieno di musco! / che rozzo è fuori, radiche e stecchi,
/ s'aprono a un solo grillo che viene! bacchetti, 2-212: cafiero
(348): il primo uso che fece delle poche forze ritornatele, fu di
2-16: poca gente rimase fuori, altro che alcuni artigiani, a cui commisono la
nel petto al mio segnor, che fuor rimase. g. moretti, 458
le genti si spaventavano di maniera, che elle abitavano la notte fuori per i
francobollo, ed esciva trattenendosi fuori più che poteva. boine, i-27: quando
fogazzaro, 1-22: non passa giorno che non vediamo gli amici o in casa o
, riportai meco un catarro si fatto che mi ha quasi tre mesi tenuto intenebrato
savoia... malvolentieri udiva parlare che si volessero condurre le sue donne,
gente. lacopone, 33-9: amor che non è forte, mortai ha enfer-
peio en prosperitate / l'ipocrete mostranze che for, per le contrate, / mustravan
effetto alla buona volontà, se uno che temperava l'oriuolo in palagio...
non avesse fatto subito intendere fuora quello che in palagio contro a quella infima plebe
. m. cecchi, 1-i-202: che conto volete voi che tenga di quel che
, 1-i-202: che conto volete voi che tenga di quel che si dica fuori
che conto volete voi che tenga di quel che si dica fuori il popolazzo? rosa
egli conosceva questo aspetto segreto di lui che fuori, tra la gente, vedeva festoso
virtù, sempre altro accese, / pur che la fiamma sua paresse fore. petrarca
.. for tralucea sì chiaramente, / che mi fea lieto, e sospirar frequente
guasti, per non confessare il puzzo che hanno dentro, lo accusano fuori.
spazio; messo bene in vista; che appare esternamente (spesso in forma ingannevole
(spesso in forma ingannevole); che riguarda fatti, circostanze, relazioni che
che riguarda fatti, circostanze, relazioni che si estendono al di là delle mura
o dei confini di uno stato; che è estraneo alla vita dello spirito.
, 29-30: doveché stando nel senso che ella [la sacra scrittura] ha
la cravatta crèmisi coi pippolini bianchi pareva che risplendesse: per il riflesso della luce
nel cielo o per quello della gioia che emanava da lui. 17.
un luogo, di uno spazio; ciò che appare esteriormente, sembianza, esteriorità
fuori. onofri, 11-84: un dio che ha spartito / l'entro e il
7: almo beato sol, che dolcemente / con l'alta tua virtù
casa era un po'più ospitale di quel che non sembrasse di fuori. -dall'
barberino, 11: quella è saggia che sa ritener sì / dentro il parer
sì / dentro il parer suo / che alcuno di fuor non se 'n possa avedere
converte in vetro / per la freddura che di fuor la serra. petrarca, 5-3
a chiamar voi, / e 'l nome che nel cor mi scrisse amore, /
, con suoni e con quelli piaceri che aver potevano si dimoravano. b.
, non paziente, di qualche cosa che doveva venirgli dal cervello, l'arte
cervello, l'arte di qualche cosa che doveva venirgli di fuori, la fortuna,
: la stanza era piena del fumo che il vento di fuori respingeva per la canna
[dei mondani] come di colui che volesse empiere una botte, e non
di fuori, assai verserebbe egli, che se non andasse dentro, che mai s'
egli, che se non andasse dentro, che mai s'empiesse. dante, inf
fuor trasse / la lingua come bue che 'l naso lecchi. folgore da san gimignano
bella e bianca / a le donzelle che staran da torno. fiore, 7-1:
: la smisurata ed incredibil voglia / che dentro fu renchiusa nel mio core, /
compagnia dei boni, 472: ordinamo che casscuno dei companni, di coloro che
ordinamo che casscuno dei companni, di coloro che vanno di fuori, abia arnesi di
m'ha rotto le padelle e ciò che io aveva appiccato di fuori. fioravante,
vie / per tutta la città, non che di fuore. nigra, 73:
, 22: il cor ne trema che di fuori appare. idem, inf.
inf., 9-1: quel color che viltà di fuor mi pinse / veggendo il
dentro avampi. boccaccio, iv-10: quello che non si esprimeva, il cuore lo
con seco, in sé ritenendo ciò che, se di fuori fosse andato, forse
, / per invidia non già, che non mi tiene / maggior di sé,
i-251: ormai sono più vecchio di dentro che di fuori. cicognani, 9-4:
bigrazia: di fuori s'insegna dimostrando che è rettorica e di che generazione,
insegna dimostrando che è rettorica e di che generazione, e quale sua materia e lo
19. con uso attributivo: che si trova all'esterno o al limite
nulla voi più figura, / però che questa altura non cher lume de fore.
: questi ostendali in dietro eran maggiori / che la mia vista; e, quanto
altre cose dalla parte di fuori, che sono cagioni de'sogni, è il modo
mura di dentro e di fuori, pareva che andassero speculando in che modo..
fuori, pareva che andassero speculando in che modo... potessero assaltare e offendere
e vengono dominati dalle eminenze di fuori che scoprono l'interno delle piazze. pavese,
ch'egli per segni di fuori dimostrasse che giasone gli fosse carissimo, nondimeno ardeva e
quali [gusti] ella liberamente disse che più voleva attendere che alle belle creanze
ella liberamente disse che più voleva attendere che alle belle creanze, le quali solo avrebbe
-che sta fuori (una persona); che dimora in altra regione; che è
; che dimora in altra regione; che è nato in paese straniero; che
che è nato in paese straniero; che è (o viene considerato) estraneo a
: veggendo, quei di fuora, che eglino poco danneggiavano quei di dentro,
praticare altre femine di fuore, / par che sovente disacerbi e sfoghi / de l'
. nievo, 1-16: si sa poi che prima si pensa e si provvede al
fa male. pavese, 5-28: sapevo che quei boschi s'erano riempiti di gente
secondo l'uomo di fuori, veggio che sono disceso da parenti i quali mi
parenti i quali mi fecero innanzi dannato che nato. abate isaac volgar.,
c., 22-1-4: non ti pare che tenga luogo dopo le bestie colui il
oggetto, di uno spazio; luogo che confina immediatamente con un altro, che
che confina immediatamente con un altro, che lo circonda, lo circoscrive.
conv., ii-1-9: in ciascuna cosa che ha dentro e di fuori, è
fuori: onde, con ciò sia cosa che ne le scritture litterale la sentenza sia
alle iniziative del difuori. -ciò che appare (o si lascia apparire) esteriormente
conv., ii-vn-io: questo pensiero, che di nuovo apparisce, è poderoso in
in vincere l'anima tutta, dicendo che esso segnoreggia sì che 'l cuore, cioè
tutta, dicendo che esso segnoreggia sì che 'l cuore, cioè 10 mio dentro
234: non chiamo in questo proposito che 'l passeggiare, ridere, guardare e
7: non poteano comportar di vedere che un uomo di suprema autorità paresse nel
di difuori / risponde ben al ver che vi s'asconde, / quel fia stravagantissimo
se l'immagine non desse più il didentro che il difuori. bonsanti, 2-296:
spesse fiate, ne'corpi umani, che... le parti genitali, venute
... s'incontrano ad amar donne che ne'costumi sono alle loro condizioni contrarie
agiatata da un travaglio interno, par che opprima ogni vivente. leopardi, 913:
lasciando entrare come un'ondata della bufera che imperversava al difuori. padula, 330:
3-215: vivono cioè più al di fuori che al di dentro, con grandiose mostre
32-12: tu dege cavere / dal lupo che da fora co peco voi venire:
/ passi, a ogni lieve suon che vien da fuora / tendo l'orecchio.
forestiero. bembo, 1-138: poscia che io mirato l'ebbi così dal difuori
catene di ferro per opporsi alla forza che fa la cupola per ispignere in fuori?
delle mani sul petto, fece una mimica che non mi sarei aspettata da lui.
, qual di pecora mora, / che giù scendeva e s'univa al boschetto.
al muro, davano l'idea di gente che avesse le gambe divincolate alle nodella.
con forma un compì, di modo che esprime una disposizione di oggetti, un
in su rivolto, e con mascelloni che paiono d'asino. d. bartoli,
del mondo. panciatichi, 56: che sudicia cascata! oh che brutta figura,
56: che sudicia cascata! oh che brutta figura, con una spalla fuor
ranocchi pur col muso fori, / sì che celano i piedi e l'altro grosso
. 23. cong. salvo che, eccettoché, tranne che. boccaccio
cong. salvo che, eccettoché, tranne che. boccaccio, i-483: mai da
borgognoni. leopardi, 18-3: cara beltà che amore / lunge m'inspiri o nascondendo
diva mi scuoti. -in fuor che, di fuori che: fuorché, eccettoché
-in fuor che, di fuori che: fuorché, eccettoché; oltre ché
dormire a suo senno; in fuor che da ivi ben a quattordici mesi essendosi
e d'altresì grande cuore, di fuore che, in dare un buon consiglio,
fuora,... prese ciascuno ciò che ne potè portare e abbandonò il luogo
. lippi, 1-12: non fa sì che la sorella sbuchi, / di modo
va via; tratta la metafora dal villano che scuote l'albero per cacciarne i bruci
, 2-29: fuora, birbaccio, che in casa mia / più non ti voglio
grido di riprovazione o d'espulsione, che sovente corrisponde al francese, fatto troppo
: grido del troppo rettoricamente lodato, che cospirava coi così detti barbari contro gl'
». bocchelli, 10-54: diceva che anche al tempo delle cinque giornate i
/ sulle piume, / quella fama che inghirlanda / l'aldovranda / stirpe eccelsa
d'ostro. pananti, i-167: prima che comparissero gli attori / si sentian mille
atto, ed erano respinti dal popolo sovrano che voleva 'fuori 'l'autore.
fuori le aiucce pure, / tu che costì sei vivo! moretti, iii-484:
rivoltella! e ringraziasse il suo dio che le informazioni assunte gli erano favorevoli.
; se torna panurghio, / diteli che si fermi qui e aspettimi. carletti,
voce e in scritto a punto quel che mi è stato detto da chi non falla
chi non falla e, da poi che io ebbi scritto, pesai el libro con
pulci, 22-101: deh, fa che questa lepre balzi fuora. g
. comisso, 5-325: l'oste che si era tenuto in disparte godendo quasi
figlio rimbalzò fuori irruente e vampante urlando che ubriaco come era non doveva disturbare i
come era non doveva disturbare i clienti e che se ne andasse. montale, 1-9
cerca una maglia rotta nella rete / che ci stringe, tu balza fuori, fuggi
mallevadore. anche assolutamente senza dire di che: 'fuori mi chiamo'. arila
cieco, 3-62: comanda pur fra'tuoi che 'l non si gridi, / e
'l non si gridi, / e che tutti i buoni piffari dian fora, /
i buoni piffari dian fora, / e che poi dietro a me ciascun s'annidi
non avevo dato di fuori a dire che non si doveva star male. -manifestarsi
macinghi strozzi, 1-333: e'malori che hanno covato un pezzo, dànno tutti
[s. v.]: malattia che lungo tempo covò, e poi dà fuori
in qualche apprensione, diede fuora tanto che in breve già dappertutto si credeva che
che in breve già dappertutto si credeva che non si avesse a concluder cosa buona.
comincino a dar fuori gli occhi, che dee essere nella fine del potare, o
. machiavelli, 1-iii-411: si aspetta che tomi el cavaliere orsino, e secondo
nel caso di un buon tratto di corda che
dar fuora i miei versi, dio sa che non ci ho pensato mai. segneri
mai. segneri, 5-126: par giusto che prima di dar fuori questa edizione novella
usare lo scalpello o la sgorbia in modo che si levi piuttosto meno che più della
in modo che si levi piuttosto meno che più della materia su cui lavorano:
con tutta franchezza, manifestare chiaramente ciò che si pensa. g. m
: infine infine / ch'ha'tu? che ti duol egli? / dàlia una
cervello. pindemonte, 213: di'che son fuori, / di'che malato son
: di'che son fuori, / di'che malato son, di'che son morto
/ di'che malato son, di'che son morto. de sanctis, 7-44:
hugo, gli scheiegei, chateaubriand, altri che fecero grande impressione. in italia,
284: mi scrisse ier l'altro che l'opera vostra era fuor e perché
vostra era fuor e perché sono sicuro che voi, come parco di lodi a chi
non le merita, sarete defraudato di quelle che meritate, ho tentato di aggiungere alle
, ho tentato di aggiungere alle armi che avete contro a'giornalisti, anche questa
. v.]: non essere fuori che una data cosa avvenga, usasi familiarmente
, usasi familiarmente per non essere improbabile che sia per accadere. -essere
non ti loda, si può dir che sia / tutto e per tutto di bologna
, 8-334: si scrivono qui le cose che non si diranno più, sono i
pulita per veder chiaro il grosso pezzo che verrà. bernari, 7-333: conoscendo la
immerse tra i filari dei cavoli fiori che gli arrivavano fino alla cintola, e cominciò
uscire. sacchetti, 42-15: di che maravigliandosi e facendosi fuora a guardare la
partiti furo gli occhi belli / di colei che passato l'ha fuor fuora. botta
camera, e passato il duca, che dormiva, o faceva le viste di dormire
ella sta, o almeno come altri pensa che ella stia. g. m.
-con valore attributivo: schietto, franco; che non ha peli sulla lingua.
brusco,... e quello che aveva nel cuore l'aveva sulla lingua,
tuito il sigillo per assicurare coloro che ricevevano il danaro fuori degli occhi
. rosa, 1-71: ond'io che un pezzo fa mi covava nel seno
frequentare queste letture, perché le pare che vi sia da vergognarsi nell'accedere a
vergognarsi nell'accedere a sentire delle cose che, essendo appunto per la comune,
baretti, 2-399: mi figuro che, quando un uomo è indemoniato,
faccia fuor di luogo a quella guisa che il procuratore li aveva in quel momento
e la mamma in ispecie: « che stecche! si sente che cambi la voce
ispecie: « che stecche! si sente che cambi la voce ». « t'
tutto ginocchi, un collo fuori corso: che momento brutto! » calvino, 7-30
, perché lo presero prima per uno che volesse fare lo spiritoso fuor di luogo
diversi e stranieri, e di accorgermi che esse apparivano colà fuori di posto,
certe straduzze sì fuor di mano, che egli era impossibile di pensare mai d'
: il re non disperava del tutto che egli potesse... trattenersi in qualche
giornale di 'scienze e lettere ', che dovrebbe dar tutte le notizie, si
ferrara, città fuor di mano e che ormai non ha nessuna importanza in italia
363-9: fuor di man di colui che punge e molce, / che già fece
colui che punge e molce, / che già fece di me sì lungo strazio
. trissino, xxx-4-80: io, che mi trovo fuor de le sue mani [
, 5-9 (81): come uomo che fuor di sé fosse, or qua
or ecco, costoro fanno tanta penitenzia che diventano stolti e fuori di sé.
annunzio, iv-2-497: -eccola! eccola che viene! -balbettò egli, fuori di sé
verso il viale i suoi occhi pallidi che parevano dilatati dall'allucinazione. tozzi,
di vendicarmi magari picchiandolo con la chiave che stringevo dentro un pugno. comisso, 12-25
: giunse al fin tra quegli arbori che scrisse / l'ingrata donna, un poco
, è ito così fuori di via che non sempre si può proporre in imitazione.
12-i-49: ora fuor di baie, tosto che io ebbi la vostra, per servirvi
, per servirvi presto e bene del libro che mi domandate, n'ho buscato uno
e'si burla. / -burlo? a che proposito / vuo'tu ch'i'burli
società. moravia, 14-35: ciò che si vede, a dirla in breve e
tutte quelle parole e frasi ec. che sono uscite fuor d'uso, e che
che sono uscite fuor d'uso, e che non si potrebbero usare o non
/ la mesta pompa ell'è, che il semivivo / corpo accompagna. govoni
di vista / come quel giorno / che te ne andasti per non tornar più.
è entrato in casa tua, acciò che abbiamo a fare con lui. ariosto
per gli occhi mando fore, / che tanta acqua non versan dua fontane. d
in sudore sì continuo e dirotto, che ne spremè e menò fuori tutto il buon
la cosa va gaia, / forse che cotto lo potrem mangiare. / per quel
cotto lo potrem mangiare. / per quel che di quel sasso là mi paia,
3-17: se questo terreno, in vece che manda fuori mille torvi gigantoni, producesse
le spese: manda dunque a dire quel che hai messo fuora. pea, 7-20
fuora. pea, 7-20: rispondeva che era ora si decidesse, intanto, a
24-325: un paro di guanti di quelli che i guantari hanno messi fuora per la
perché ancora / era la piaga fresca che gli accora. seneca volgar.,
pessime cupidigie, mettendo fuora tutto quello che tenea celato per paura e per vergogna.
la grotta] questa secreta virtù, che, gittandovisi dentro un animai vivo,
, manda fuori un così orribil suono che intruona l'orecchie di quei che vi
suono che intruona l'orecchie di quei che vi stanno vicini per sì fatta maniera che
che vi stanno vicini per sì fatta maniera che non possono né udire né parlar né
baretti, 2-305: non par egli che... sua paternità butti qui fuora
di cui ha la gozzaia sì piena che ne scoppia? botta, 5-397:
un'edizione delle cose mie in prosa, che per metterla fuora in modo che non
, che per metterla fuora in modo che non sia affatto indegna mi ci conviene
2-30: con questi modi tu farai che un dì io manderò fuori quella stizza.
, 2-55: stava sempre con la paura che succedesse qualche disgrazia al marito, o
succedesse qualche disgrazia al marito, o che lo mettessero fuori, come furono lì
portoghesi e troppi più d'altre nazioni che vi eran sopra pure un solo ne
saltò fuori senza ricevere altro danno dal fuoco che abbronzare i vestimenti. bottari, 5-44
vestimenti. bottari, 5-44: ho osservato che l'economia salta fuori, quando si
: il tedesco puntò il mitra e disse che doveva fare una perquisizione...
veniva lì e ci segnava le cose che non andavano. ne saltavano fuori d'
., 7 (119): « che bella cosa », scappò fuori di
fuori di punto in bianco gervaso, « che renzo voglia prender moglie. carducci,
/ « ma ci son le finestre? che senza l'aria il
nieri, 179: scappa fuori a dire che il rimedio contro la 'peronòspora '
novità,... dicendo: « che una relazione è, quasi sempre,
passato hanno lor termine le fronde / che trasse fuor la vertù d'ariete /
., i-560: ogni animale, che avesse i testicoli tonduti, ovver percossi
: quando tu vai a lui e digli che egli è un buono filosofo, el
paura e grande spavento prese a coloro che li riguardavano. pulci, 8-39:
del sangue ancor bagnata / di tanti, che ier mandaste a guazzar lete.
venne loro fatto, e trassesi fuori prima che 'l tempo usato. -propalare (
ad averne parere da mio cugino prima che si cavino fuori queste novelle di mia
assalivano argomenti marginali, estranei a quel che bolliva entro l'anima di isabella e che
che bolliva entro l'anima di isabella e che ella non riusciva a tirar fuori con
: ma dì s'i'veggio qui colui che fore / trasse le nove rime,
bali scudi ventiquattro i quali son questi stessi che mandai pel figliuolo del sig. ferdinando
ariosto, 20-42: non concedo però che qui medea / ogni femina sia,
difficile trovare una poesia lirica tedesca, che non sia abbellita da questo sentimento, così
di loro carra ferrate, in tal modo che gli tagliava e minuzzava.
al mondo de sì altera / vista che 'n contr'al sol pur si difende;
pur si difende; / altri, però che 'l gran lume gli offende,
sangue vermiglia. grazzini, 4-18: che vento t'ha così guidato in queste
dov'era la cambiale, perché aveva paura che potesse escirgli fuori, andò alla banca
, in bronzo, in argento, che parvero alcune volte avere toccato il sommo
altra sera poi m'esce fuori a predicare che l'anima era * materiale '.
certo punto sarebbe uscito fuori a dichiarare che lui in abiti da città ci si
alla correzione dello spirito, in prima che vi si fermi entro un'altra volta dispare
: terrò le dette mie rime da più che 10 non le tenea, poscia che
che 10 non le tenea, poscia che voi le tenete da tanto, né
caro, i-167: poco di poi che uscì fuori [la canzone], comparse
qui una censura di quest'uomo, che non solamente la strapazzava, ma l'
tutto. carducci, ii-6-71: sai che in germania è per uscir fuori, o
dante, liii-29: l'angoscia, che non cape dentro, spira / fuor
: ah mal disperso canto, / che in celebrar tuo vanto / fuor di mia
bibbia volgar., i-202: intervenne che... quella, preso lo
viene fuori. barbati, ix-561: or che più ferve 11 giorno, / satiro
/ cheto e ingordo sen vien, che de'tuo'amori / vuol far rapina a
anche: scoprirsi, rivelarsi per ciò che è o si vale; risaltare.
sala scura: viene fuori un signore che era trasparente come la cera. moravia,
tanti riccetti, e i tratti del viso che lei aveva grossi e un po'brutali
prigione. comisso, 1-14: sappi che tra giorni uscirà dalla galera...
., 1-6: semina anzi più seme che meno: se v'invecchia e non
. alvaro, 7-89: la letteratura che viene fuori in tali anni è una
ad amor pur fu perdente / colui che vinse tutte l'altre cose, /
, 1 -intr.: abbiamo cercato che quest'opra venga fuora con quella sincerità che
che quest'opra venga fuora con quella sincerità che s'aspetta alla persona dell'autore.
guadagnarono nel persistere gl'interrogatori, se non che da principio il « niente » veniva
sì tosto / fuora una usanza, che tutti non voglino / farla, onde i
fuori', per riuscire. vedremo quello che ne verrà fuori. serra, iii-371:
all'ora della merenda e vien fuori che, sulle tre, sotto il sole
. dal lat. fóris e fóràs, che furono in origine il locativo plur.
. invar. finanz. neol. che si svolge senza l'intervento delle banche
onde 'scaletta di fuoribanda'si dice quella che mette fuori di bordo, diversa dalle
di bordo, diversa dalle tante altre che metton dentro, ai corridoi, alle camere
-ci). marin. neol. che si riferisce, che è proprio dei fuoribordo
. neol. che si riferisce, che è proprio dei fuoribordo o del fuoribordismo
. nella motonautica, gruppo moto- propulsore che si applica all'esterno dello scafo delle
. invar. finanz. neol. che si svolge fuori del mercato ufficiale (
in talia, e ai veraci fedeli che sono fuoricacciati di fiorenza,...
sono fuoricacciati di fiorenza,... che cose salutevoli si faccia.
e sm. e f. invar. che non fa parte di una determinata casta
e f. invar. neol. che dimostra virtù eccezionali in una determinata attività
sport. nel pugilato, per indicare che l'atleta atterrato non si è rialzato entro
inferiorità atletica di uno dei due pugili che viene dichiarato sconfitto. = comp
posizione irregolare di un giocatore di calcio che, nel momento in cui il pallone viene
posizione irregolare di un giocatore di calcio che non partecipa all'azione. =
, cancellata e tutto. fuorimano? che fuorimano! due passi, e si
campo così fuorimano poca era la gente che ci passava. = comp.
. e sm. invar. letter. che è al di fuori del mondo e
. neol. nel linguaggio giornalistico: che non viene pubblicato nella pagina che gli
: che non viene pubblicato nella pagina che gli compete (un articolo). -anche
la campagna o quella parte dell'abitato che si estende immediatamente oltre le vecchie mura
fuoriporta rimasto allora suppergiù come ai giorni che avanzarono le truppe di raffaele cadorna.
. avverb. con valore attributivo. che non si trova dove dovrebbe trovarsi.
casa vanno due ore addietro, i libri che tenevi sotto mano non stanno più nell'
posto di un'escrescenza, un posto che è un fuori-posto. = * comp
sacco (postale): la corrispondenza che viene trasmessa fuori del sacco postale,
alle corrispondenze inviate al giornale dai collaboratori che vivono in altre città). -
ultimo momento (espressi, giornali) che le poste trasmettono fuori sacco.
a significare la specialissima condizione di coloro che non s'adattano agli usi correnti.
un vagabondo; fuori sacco era l'uomo che non accetta ciecamente ogni imposizione e coercizione
, lunga, stretta e leggera, che porta gli scalmi per i remi su bracci
valore attributivo. teatr. neol. che si svolge al di fuori del palcoscenico
: attaccò con loro una moina fuoriscèna che faceva venir il latte alle vecchie.
gialli. piovene, 5-530: le macchine che passano sul lungomare sono per lo più
. onofri, 11-32: nella morte, che libera dal peso / degli irreali aspetti
(fuori serie) / l'uomo che balza dalla carne illeso. = comp
. con valore attributivo. mus. che esce, per eccesso o per
sala dell'esperimento una completa oscurità, che durò qualche secondo, ossia finché il
decise a interrompere la sua nota, che aveva invece in animo di tenere fino a
sede, di un liquido da ciò che lo trattiene, ecc.). -in
posizione della poltrona indicavano... che il commendatore bove si era difeso con
un vecchio. à un figliolo fuorivia che à fatto soldi, e una figliola
fatto soldi, e una figliola maritata che sta bene in casentino; lui vive solo
della francia. ma son tanti anni che manca. pratolini, 9-171: quando
pratolini, 9-171: quando si vide che era andata a istruirsi fuorivia, avrei
andata a istruirsi fuorivia, avrei giurato che lei, come la sua mamma, star
caro. -con valore attributivo: che si trova (una persona, un
vale più una pietruzza in patria, che tutto un regno fuorivia! baldini, 3-302
sereno / come ora, con qualcuno che s'arresta, / parlar di forivia,
tante altre cose le quali fanno sì che tutto quello che sa di commercio, di
le quali fanno sì che tutto quello che sa di commercio, di fuorivia, lo
sopruso,... è lui che mi ha sempre cavato da tutti i gineprai
, i-479: è un errore il credere che si danneggi l'interesse del paese approfittandosi
l'interesse del paese approfittandosi delle manifatture che ci vengono di fuorivia. soffici,
quasi coperchio. -con valore attributivo: che proviene dall'esterno; che sta all'
attributivo: che proviene dall'esterno; che sta all'esterno; straniero, forestiero.
, dipendendo più tosto dall'altrui giudicio che dall'eccellenza della cosa. carducci,
a bocca aperta un contadino di fuorivia che narrava gran cose. bocchelli, 13-9:
gran cose. bocchelli, 13-9: quel che aveva fatto pietro,..
piem. foravia * a meno che '. fuormòdo, avv. letter
1-96: usa la tua libertà e grazia che t'è fatta, e non tornar
, e non tornar con esso, però che peccheresti gravemente; come di termina san
mane, tutto era lo stesso, fuorsolamente che non più un solo animale, ma
di fuoruscire), agg. che esce fuori, che emerge.
agg. che esce fuori, che emerge. piovene, 7-189:
pigliate coi piedi, e che si direbbero egizie. fuoruscire (
gazione: cfr. uscire, avvertendo che nelle forme che cominciano con e-si
uscire, avvertendo che nelle forme che cominciano con e-si conserva sempre la -i
di prigionieri italiani del nostro campo, che, dopo partiti noi, fuoruscirono in
riparo di lei, può star sicuro che mai non ne sarà fuo
, fuoroscito \ letter. foruscito). che è stato bandito dalla patria,
machiavelli, 404: intra gli altri che occuporono delle città possedute dal padre loro
genova, e nimico di quello stato che la governava, per andar nella riviera
trattato. varchi, 183- 158: che a qualunque persona, così della città come
? dotti, 74: io so ben che fuoruscito / venne in brescia ne'fresc'
[di venezia] assai più glorioso che il nostro [di roma]: l'
se quell'italia fuoruscita ed esterna, che già sussiste in germe, si unisse.
czechi mantengono un viso di gente fuoruscita, che intende di riscattare col sangue il servaggio
esose e le nefande atrocità di quelli che la storia chiama processi politici.
: miseli a cavallo travestiti / dicendo che del re son fuorusciti. machiavelli, 398
e'fuori usciti o guelfi o ghibellini che fussero. trissino, i-13: non allegate
non allegate dante in questa cosa, che esso, per essere forauscito, volea male
, 3-ii-417: stimando dangulfo qualche fuoruscito che su la strada intentasse di depredarlo, gli
de'fuorusciti per tutto il regno, che non potendosi sopportare, bisognò che il
regno, che non potendosi sopportare, bisognò che il re provvedesse a modo di guerra
, povere, in cerca dell'uomo che le mantenga, e fregiate di titoli
. in senso generico: uscito fuori; che sporge fuori. f. f
borea] si sprigiona dalle pelli, che al suo dipartire sgonfiano, e giacciono
luogo. aretino, 8-186: quello che tu gli furi spendelo ne le contentezze
politico. gramsci, 9-258: incapacità che il salvemini, in comune con tutti
di un canale o di un porto che sbocca in mare. zanotti, 59
59: nella fuosa, o foce, che resta fra detti scanni. querini,
gli scandagli... anche pei confronti che occorrono spesso sulle profondità de'canali delle
bianco. vimina, 1-296: pare che ogn'uno guardi solo alla propria utilità,
: vo'generosa prevenir gli audaci / che sovra un legno scherzan con la morte
e rapire è una di quelle virtù che son comuni ai due estremi della catena sociale
e spesso è più frequente nei sommi che negl'infimi. de roberto, 156:
lampadeschi, certe spalle così strettine, che è impossibile a vederla e scamparne mai
da furaggiare intorno ad una grotta solitaria che gli bastasse per vivere. = iterat
data a esso bettino per quel pregio che iacopo gliel'aveva promessa, ma da certi
: è sacrilegio, furaménto del culto, che si de'dare a dio, a
. m. -ci). chim. che si riferisce, che è proprio
chim. che si riferisce, che è proprio del furano. -resine furaniche
del furano. -resine furaniche: resine che si ottengono per condensazione catalitica del furfurolo
col suff. chim. -ico, che indica il massimo grado di ossidazione.
piccole quantità nel catrame di conifere, che ha odore molto simile a quello del
, col suff. chim. -ano, che indica la classe degli idrocarburi saturi.
, sm. chim. qualsiasi monosaccaride che contenga nella molecola un anello pentatomico,
-ose di giocose 'glucosio '), che indica un carboidrato. furare
una chiesa uno cavallo o altra cosa che non sia sagrata. iacopone, 14-27
14-27: ha sospetta la fameglia, che no i vada el suo furanno:
, iv-xxvn-13: ahi malestrui e malnati, che disertate vedove e pupilli, che rapite
, che disertate vedove e pupilli, che rapite a li men possenti, che
che rapite a li men possenti, che furate e occupate l'altrui ragioni. idem
/ come furò le spoglie, sì che l'ira / di iosuè qui par ch'
qual esso fu lo malo cristiano / che mi furò la grasta / del bassilico mio
quale ad un greco suo compagno, che de morbo era stato morto in ditta
nomeri / pastori in vista buon, che tutti furano / rastri zappe sampogne aratri e
, leggiadro e caro guanto, / che la candida man coprir solea, / che
che la candida man coprir solea, / che l'alma impiaga e di mia morte
8-248: sorta è la vii tirannide, che fura / a tutti tutto. cattaneo
frumento è misurato, / a fin che conservar saldo lo possa, / né da
insidie / de'falf; lupi, che gli armenti furano. alamanni, 5-1-218:
ariosto, 6-78: una crudel, che erifilla si chiama, / difende il
ch'avessono buona guardia, perocché sentivano che una terra si cercava di furare,
giulio strozzi, 3-3: attila poi che, con l'usato orgoglio / furando
chi punirà le 'ngrate / opre di lui che 'l bel regno vi fura. botta
marino, vii-345: felice ladro, che con mani inchiodate hai saputo sì ricca
s. c., 10-2-2: tu che insegni ad altrui, non insegni a
non insegni a te medesimo? e che predichi di non furare, e furi?
altro peccato è furare per povertà, che per sola rabbia di cupidità. beicari,
se furano in guerra i capitani, / che faran gli altri in guerra capitati?
? / se fura il capo, or che faran le mani? g. gozzi
cuore colui non ha fatto altro proponimento che di furare un'altra volta con maggiore
ai ladroni due lettere nelle braccia, che significano aver reiterato il furare. gioberti
è una di quelle virtù che son comuni ai due estremi della catena
e spesso è più frequente nei sommi che negl'infimi. pascoli, ii-62:
in altro cerchietto per il furar frodolente che fece, ossia per aver aggiunto alla sua
assumeva un terzo corpo o una terza natura che dir si voglia. 3
cu'i'ploro, / perché temo che noi venga a furare / alcun cristian,
venga a furare / alcun cristian, che n'avrei gran martoro. leggenda della reina
ben uxato, / ritornò ala forca che lasato avia, / e trovò che
che lasato avia, / e trovò che furato li era l'inpicato. s.
in loro lingua se recomandavano a rosello che gliela volesse restituire. parabosco, 2-44:
parabosco, 2-44: io mi lamento che mi è stata furata pandolfina? misero me
gli domandò il governatore se era vero che il padre aveva furato quel putto che stava
che il padre aveva furato quel putto che stava all! presente. forteguerri,
presente. forteguerri, 28-16: e che melena d'arimodia figlia / l'avea
misero pulcin presso alla chioccia, / che di sua inavvertenza poi si duole,
: raccomandò i pulcini a bertoldino, che ne avesse cura acciocché il nibbio non li
troppo dannoso e caro / il foco che furasti nella ferula. dolce, 1-105:
mai stancabil fuoco / lo splendor, che si vede di lontano, / in
francesco da firenze, i-652: gli auscielli che la sguardar [la cornacchia] molto
una impurissima e malvagia / incantatrice, che i sepolcri spoglia / e, dai
ardito / le taglie e spenga, per che queste ingorde, / furando il cibo
mio disio, / veduto mai, poi che sì ria ventura / e me a
inghiottire le navi e le altre cose che se le avvicinano. marino, vii-272:
ne l'eterno die, / sì che notte né sonno a voi non fura /
né sonno a voi non fura / passo che faccia il secol per sue vie.
martelli, 1-64: in lui par che s'allumi / il ver, ch'a
eredia, 26: è questo il crin che a l'aure ondeggia e fura /
lo dico, novo canzonerò, / che ti vesti le penne del notaro / e
le furarono, e più ne furaron quelli che maggiori stati sono e miglior poeti reputati
. castelvetro, 4-120: è da dire che si truo- vano di questi i nvolatori
vogliono essere creduti poeti, tanto sfacciati che ardiscono d'affermare che sia licito a
poeti, tanto sfacciati che ardiscono d'affermare che sia licito a furare le cose trovate
poeti. anguillara, 11-107: tosto che vede in ciel la notte oscura / sopra
, 2-231: voi non sapete far altro che furare agli arcadi più comunali i loro
di furar bellezze e figure ad omero che si guardasse dentro alltuiade se mancavaie pure
. marino, 3-77: industre pittor, che intento e fiso, / in bel
g. gozzi, i-23-202: ma io che scrivo storia pura e certa, /
storia pura e certa, / convien che non v'aggiunga e non vi furi,
. villani, i-409: tutto il tempo che dalla dottrina dei fanciulli poteva furare.
molza, i-2: tutto 'l tempo che gli avanzava e che egli poteva dalle
tutto 'l tempo che gli avanzava e che egli poteva dalle molte sue occupazioni furare
furare, in niuna altra cosa spendeva che in piaceri amorosi e grandissime cortesie. d
ora al sonno, di quelle machine che, attinta l'acqua da qualunque profondo,
anzi [amore] odia il sol che a'suoi diletti corte / fa l'ore
v-128: soave arrendevolezza dello spirito umano che può in un attimo secondar le illusioni
; cercare di ottenere per sé ciò che spetta ad altri; usurpare.
detta quasi * sacri laedium ', cioè che offende la cosa sacra, ovvero furante
d'ascoli, 1766: l'invidia, che il mondo no abbandona / e fura
i-55: il sangue di cristo, che è dato per grazia e non per debito
furano con la superbia, tollendo l'onore che debbe essere di dio, e dannolo
, o rara alma beffate, / che 'l viver lieto in un momento furi
pregio d'onestà sovrano, / di che si lagna, e 'l puoi sentir lontano
si lasciano fuggir dalle mani mille piaceri che 'l tempo gli fura. l. salviati
percioché i danari sono di mincr prezzo che non è l'onore e la gloria.
/ semplice, e non t'accorgi / che 'l più bel don che possa dar
accorgi / che 'l più bel don che possa dar natura / l'empia ti toglie
l'empia ti toglie e fura, / che beltà fura e toglie / chi la
: sfoga il tuo sdegno, / or che ogni altro sostegno il ciel mi fura
/ notte starà sul guardo tuo, che al cielo / furar presume l'avvenire
tanto li agradisce il vostro regno / che mai da voi partire non dé'elio,
quest'è colei [la lussuria] che 'nnanzi tempo fura / la vita a'
/ la vita a'corpi nostri e che trabocca / l'anime poi nel- l'
cor per gli occhi porta / quel che 'n un punto el tempo e morte
alfieri, 8-219: io sempre tremo che la morte prava, / te pria furando
: padrone, io ho tanto fatto che ho visto la putta, ella ha le
la putta, ella ha le treccie che paiono fila d'oro, ha due occhi
paiono fila d'oro, ha due occhi che ne disgrazio un falcone. baretti,
da lentini, 413: parse che mi furasse / subitamente core e corpo e
. petrarca, 23-72: questa, che col mirar gli animi fura, / m'
da rovezzano, ix-244: lasso, che giunto son presso alla sera, /
poliziano, 123: rendimi il cor, che me 'l furasti in prima, /
. equicola, 152: o bellezza che gli animi furi, o sopra ogn'
i con cotanto piacer rimira fiso / che tutti i sensi e l'ama ancor gli
ti meravigliar se voglio anch'io / che chi mi fura il cor sia furto mio
a. pucci, 6-185: -fa'che tue sapi dove tiene il cuore /
tiene il cuore / questo malvagio, che mi t'ha furata. - / ed
rispuose: -tanto amore / mi mostra più che a l'altre ogni fiata. ariosto
ogni fiata. ariosto, 7-47: -da che, donna, -dicea - l'anello
- l'anello hai teco, / che vai contra ogni magica fattura, /
/ io non ho dubbio alcun, che s'io l'arreco / là dove alcina
, quantunque diligentissimamente cercato avesse potuto sapere che altra bellezza glielo avesse furato.
se stesso: ridurlo in condizioni tali che non abbia più il dominio delle sue
veggo lampeggiar quel dolce riso, / che mi furò a me stesso. poerio,
quando più in campidoglio è coronato / colui che può furare i nomi a morte?
. caro, 5-1203: temp'è che posi ornai: china la testa, /
aretino, ii-199: -si dice pure che tu sei la governatrice di tutte.
2-29: s'io, giunto al confin che cangia e fura / il volere e
e 'l poter, così prometto, / che faran quei che nell'età più dura
, così prometto, / che faran quei che nell'età più dura / han le
/ l'egro pensier de'periglianti achivi / che a sua cagione avean per tanto mare
i dubbi, / ed i timor, che a'miei disegni un giorno / tu
, ii-4-153: se''l nostro amor vogliam che duri, / com'or facciam,
al salso umor bacco si fura, / che sassi brama / e collinette apriche,
. menzini, i-326: quel sol, che parve alteramente adorno, / di nuovo
tiranni, de le vostre messioni, che del ladro che menasse a la sua
de le vostre messioni, che del ladro che menasse a la sua casa li convitati
in su la mensa e non credesse che altri se n'accorgesse. bibbia volgar
s. bargagli, 30: addivenne che colui che della furata pasta si cibava
. bargagli, 30: addivenne che colui che della furata pasta si cibava, in
e nella gola in tal guisa afferrato che giuoco forza gli era cedere il furto.
tutti i predetti e simili casi basti che il valore della cosa furata o il
all'anima, / come l'uom che in sé tornato, / rende altrui toro
volgar., 1-1-159: quella gente, che raddo- mandava le figliuole furate.
... i faccian ricco il terren che 'ntorno giace, / e lor servin
alma rugiada, / non furata già mai che d'esse sole.
accorge [il poema] non essere altro che uno spoglio de sopracitati novellatori ed un
). ant. e letter. che è dedito ai furti; ladro, rapinatore
1-3-27: vi si conta... che alcuni iddìi sieno stati furatori, alcuni
, iii-569: quelli [vescovi] che sono dal popolo e dalla podestà secolare
podestà secolare sono chiamati e instituiti o che per temerità loro vi ascendono, come
non fu mai, / pensando come e che furato m'hai: / del mezzo
. giusti, 3-206: francesco domenico che non ha mai saputo un ette di
del 'furbaccio ': un furbo che si ricopre ma con assai di malizia
malizia. può concemere cose da poco, che non offendono la moralità sociale. nievo
. nievo, 38: erano i due che meglio avrebbero dovuto intendersela fra loro,
farsi prendere, questo furbacchione, ora che ci ha ficcato le gambe ha delle
di libbra, vecchioni e furbacchioni, che si vedevano aggirarsi lì sotto per amor
bar etti, 3-27: credi tu che in quella loro villereccia dimora quella pellinetta
si dieno il minimo pensiero del consumarsi che tanti stolti fanno dietro alle faccendacce di
questo goffo mondo? 2. che dimostra meschina furberia (un atto,
praga, 4-19: « l'importante è che trovino un desco ed un letto;
un desco ed un letto; ciò che si trova dal signor curato per l'
sm. (femm. -a). che è o pretende di essere molto furbo
: sandrino con la sua furberia so che tirerà a fine ciò che ha da fare
furberia so che tirerà a fine ciò che ha da fare con giubilea e quanto
: credete ch'io non sappia quel che passa fra voi e zelinda, ch'
.. ancorché esercitato in tutto quello che più favorisce e più richiede furberia.
viste di credere semplice inavvertenza il divario che corre tra il linguaggio che adesso tengono i
il divario che corre tra il linguaggio che adesso tengono i greci verso i latini
greci verso i latini, e quel che tenevano. nievo, 1-186: se
fortuna. bocchelli, 10-77: rispondeva che la furberia, il tirare a campare
furberia. nievo, 52: è segno che tutti si rassegnano a pigliar le cose
salvar la decenza colla furberia della gatta che copre di terra le proprie immondizie.
: mi diè un'occhiata di una furberia che, su quei lineamenti fatti per la
crudele lo spagnolo, e sapendo egli che per la corona sola se li fosse
li pareva meritare il capestro, temeva che il peccato vecchio non fusse degnio di
porta, xxi-11-437: ma quello, che m'accresce il sospetto, è che in
, che m'accresce il sospetto, è che in questo intrigo se ci trova intrigato
se ci trova intrigato il trinca, che è il maggior trincato, furbo,
40: teneva mano ad alcune furberie che si commettevano nelle promozioni militari. -tranello
vituperio de'letterati de'nostri tempi, che rifriggano senza padella. grandissima furberia,
. casti, 410: le furberie che la falsa religione si pone al caso di
fare a quello lassù. non volete che sappia trovar lui il bandolo d'aiutarci,
trovar lui il bandolo d'aiutarci, meglio che non possiamo far noi, con tutte
senza fiatare per cinque minuti, e noi che se ne sapeva poco, che ignoravamo
noi che se ne sapeva poco, che ignoravamo metodi, regole, furberie dell'arte
zio agrippa sorride nella furberia di attendere che la risposta venga dal signore. 3
, siccome mago era di scuola, / che la figlia sicuro d'armodia / gli
: io sono stato offeso da te, che mi spargevi tra quei ribaldi che lodavano
, che mi spargevi tra quei ribaldi che lodavano te, e furbescamente ten- devan
. m. -chi). ant. che si riferisce, che è proprio di
. ant. che si riferisce, che è proprio di ladri, di malfattori o
orazio cloche / in mezzo un branco, che pareva d'oche, / genti vili
oche, / genti vili e dappoche / che fecero, schermendo, una moresca,
popolo. serra, ii-183: uno che parla senza pretese trova più naturale adoperare
furbi alzano il fianco, quando hanno che rodere. garzoni, 1-582: parlando
avea intanto certi suoi disegni, / che l'obbligavan fuor di quel quartiere,
termine col quale vien chiamato il sciocco amante che si lusinga d'essere amato. proverbi
, 1-12: si tornò a la servitù che nel linguaggio furbesco della politica si chiama
. mocenigo, lii-8-111: è talmente diffamato che i nostri soldati sieno stati maltrattati e
per tutti i luoghi furbeschi rumori, che chi serve vostra serenità ne sente un'
estorsioni paliate di cotestui [del giudice] che le foderava di pretesti zelanti e le
troverete un solo ragazzo di quindici anni che attribuisca quel rumore accidentale, o furbesco
quel rumore accidentale, o furbesco, che gli fa credere spiriti, piuttosto che
che gli fa credere spiriti, piuttosto che a spiriti, al bau o alla befana
più gabellier con mille trame, / mostrandogli che il nero era turchino, / e
il babelico regno pol- lacchesco, / che in breve attesterà quant'è dappoco. /
a mano armata un parteggiar furbesco / che libertà contamina col fiato, / fa
libertà contamina col fiato, / fa che in sì reo dissidio i'non m'
democratico. 3. per estens. che esprime maliziosa intesa (una persona,
alzando le spalle disse: « e di che abbiamo paura? napoleone è sempre napoleone
riprese il barcaiuolo con un piglio furbesco che significava: « a me non l'
come monelli, con una gaiezza irresistibile che travolgeva il sogno, con qualcosa di
quasi fossero soli, immemori dei due che dal vano della finestra parevano assistere ad
degli occhietti furbeschi e birichini / ciò che da te egli vuole: / ed
quella sua faccia quadrata di plebeo, che un ricordo di furbesco sorriso rendeva anche
il non parer furbo: il contadino che passa la porta, quando ha roba
la porta, quando ha roba sotto che vuole nascondere, se ne va dinoccolato e
sapere, rideva dell'ingegno, non pregiava che la furbizia. pirandello, 7-578:
menti primitive facevano della furbizia, più che dell'intelligenza e del buon senso,
avendo più in mano la cavezza, pensò che se si fosse preparato a una pronta
, 148: altri, più ributtanti, che si atteggiavano a sodomiti superiori, si
gazzarra, senza troppo parteciparvi, e aspettavano che finisse per venire a contatto degli angeli
negri, 2-1099: avrei dovuto vedere che meraviglia di ragazza s'era fatta.
. boine, i-107: le cose che scintilla, sono pensieri fondi: -non sai
fondi: -non sai se è lì che mente, se è tutta una furbizia o
è tutta una furbizia o proprio è un che affondi, con serenità. cinelli,
beltramelli, i-640: coriolano sorrideva come colui che la sa lunga...
della paura. luzi, 25: tu che aspetti da fuori della casa,
giorno? / oggi, oggi che il vento / balza, corre nell'allegria
agg. (superi, furbissimo). che si riferisce, che è proprio di
furbissimo). che si riferisce, che è proprio di ladri, di malfattori e
malavita. pulci, vi-171: che son di nove furbi a fare un fiocco
: tu credevi abbagliarmi col velo / e che baiardo al tuo fischio venissi; /
. berni, 109: chi è colui che di voi non ragioni? / che
che di voi non ragioni? / che la virtù delle vostre maniere, /
vien'meco: chiama due altri furbi che ti aiutino a portar della robba.
cecchi, 326: egli è ben ver che, essendo tutto piccolo, / dalle
rilieva, o furbo o nobile / che io mi sia, o bastardo o legittimo
. bruno, 51: questa casa che vedete qua formata, per questa notte
con segni fatto intendere a un gentile che mi facesse qualche focaccia, il furbo
nacini ', ch'è un seme nero che fa vacillar la testa e di sì
la testa e di sì mal sapore che non tranguggerebbe un cane. parini,
n'è seguito che il bere a questo modo sia divenuto
le calde e festose acque, / perfin che in grembo a le sirene sbarco,
anche sostant. fagùtoli, 3-4-329: che furbi in cremisi di sette cotte /
: v. trincato. 2. che sa cogliere con astuzia il proprio utile,
proprio utile, il proprio vantaggio; che sa agire con accorta scaltrezza per trarsi
: avevano costoro un servidore in casa che si chiamava chiappino, che era un furbo
in casa che si chiamava chiappino, che era un furbo dei più scaltriti del
altera e sdegnosetta / e più furba che un sbirro, e sapea dove /
vii-51: signor, la vostra figlia che non vi pare accorta, / è furba
quali stavano osservando con molto piacere, che l'acqua s'andava intorbidando; e s'
que'ragionamenti, e con quelle storie che i furbi sanno comporre, e che gli
storie che i furbi sanno comporre, e che gli animi alterati sanno credere. giusti
calpestatori, hanno un gran peccato addosso, che è quello di credersi furbissimi. verga
una sua franchezza irritante, di donna che la sa lunga, annuì: ma rise
], e disse assai, / che il corvo d'ambizion gonfiato e pregno /
gonfiato e pregno / crede saper quel che non seppe mai. f. negri,
gran furbo de'quadrupedi. ruba tutto quello che può di comestibile in casa de'particolari
, 5-67: i furbi augei, che della gran bonaccia / di lui s'erano
. - ma io veggo il padrone, che mi debbe aspettare. g.
, 5-ii-279: ma quel furbo del frescia che vien scacciato ora di qua con titoli
lì presso agli angeli, ed eccoti che veggo alla lontana un mugnaio di goito col
quel raulli! se dicesse a me che ho vent'anni che ho la pressione conforme
dicesse a me che ho vent'anni che ho la pressione conforme alla mia età
a quindici anni immaginava anch'io / che un uomo onesto, un povero minchione
! 3. per estens. che dimostra astuzia, che è diretto a
. per estens. che dimostra astuzia, che è diretto a conseguire scaltramente un vantaggio
diretto a conseguire scaltramente un vantaggio; che è escogitato ingegnosamente. manzoni, 435
tante lungaggini, posso almeno risparmiarle quelle che sarebbero destinate a prevenire le false interpretazioni
false interpretazioni, e quell'affettato frantendere che molti trovano più comodo e più furbo
abitualmente scempio o tardissimo d'ingegno, che caduto di grande altezza, e percosso
pericolosamente il capo, divenne, guarito che fu, d'ingegno prontissimo e furbissimo