: il bellis scritto da plinio, che noi in toscana chiamiamo primo fiore.
nel quale fiore d'intorno si leggeano lettere che diceano: cristiano. cennini, 68
iv-28: questi festoni di frutti, che circondano queste travi, e così quelli di
103: prendo motivo di credere che la piccola rosellina o fiore posto accanto
guardando le tante stupide e gentili cose che ricordano i giorni perduti per sempre,
eo meraviglio u'trova guerigione, / che morto no l'ha già corotto e pianto
la maggiore chiesa e la più bella che si potesse allora inventare dall'industria e
pecore e li agni, / però che fatto ha lupo del pastore. buti,
de fiori, gli sopragiungesse di picche che gli facesse far trentasette o trentanove. buonarroti
è un breve scherzo in rima, che si costuma nelle veglie e ne'balli del
; a cui vien risposto: 'che fiore? '. forteguerri, 13-86:
: ma quel [dei giochi] che piacque più, fu quel del fiore,
egli, pien d'amore: / che fior son io, fanciulla? rispondea;
dell'arpa di david parete, / che il gemere dell'anima consola. carducci
aciero, / cioè lo fior del ferro che si sprima / per foco, fin
volgar., i-462: l'anima che offerirà oblazione per sacrificio a dio, se
medici, ii-276: più bianca se'che il fior della farina. soderini, i-202
eccellentissimo... il fior di calcina che si cava, quando è spenta e
del frumento, delle lor primizie, che presenteranno al signore. redi, 16-iii-
101: la ricotta altro non è che il fiore del siero rappreso al fuoco
... quanti tacchini, e che catasta di mascarponi e che lago di
tacchini, e che catasta di mascarponi e che lago di fior di latte densissimo (
non sia men bello: / meglio che un brutto pan di fiore approvo / un
il cacio dolce o cacio fiore, che riesce di sapore assai più dolce di
). sacchetti, vi-21: poi che giugne la crudel vecchiezza, / donna
n'hai saputo più di me, e che noi siamo a questo condutti, tu
signor verace, /... poi che per tua benignità ti piace /.
mie rime accompagnar per tutto, / tanto che il fior produca alfin buon frutto.
stesso se abbiate mai avuto da me altro che fiori e venti di speranze e di
amore? foscolo, xvi-197: ciò di che tal altro dovrebbe compiacersi come di frutto
t'hai in terra, / per che lo mondo non amo, né voglio.
3-26: ben mi posso vantare più che altro mie pari, dappoi che io sono
più che altro mie pari, dappoi che io sono in luogo dove io veggio
altri re. pulci, 17-128: odo che il fior se'di tutti i cristiani
se'di tutti i cristiani, / e che tu se'fatato per antico. ariosto
in roma da quell'arcadica marmaglia, che comprende pur il fiore, in fatto
. gioberti, 1-iii-507: voi fate sì che il fiore delle classi colte precipita senza
sfidarono il nimico. 11. persona che spicca fra le altre per la fresca
sì fresca ed aulorita fiore, / che quant'io più guardo più mi prende.
[luciano], iii-1-148: costoro che insegnavano sapienza ai giovani, ed erano
un'altra deforme, storta sciancata, che sposano fior di giovani. landolfi,
un fior di ragazza come lei, che avrebbe fatto girar la testa a chiunque,
il giovane dupin, fiore di galantuomo, che cominciò con lo scagliare il primo sasso
. carducci, 527: ne l'età che molte e lente / ci passar su
era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone.
. cagna, iii-179: mi sembra che questi soci dell'armonica sieno fior di
gobetti, 1-i-678: i democratici italiani che sulle orme del buon colajanni imprecano a
91: tu, tenero fior, tu che tra l'armi / a rallegrare il
o 'perpetui fiori '; ecco che chiama li detti spiriti * fiori e dice
s. caterina da siena, vi-13: che io vi possa vedere spose tutte fiorite
la lingua] alquanto più culta in toscana che negli altri lochi dell'italia; e
lochi dell'italia; e per questo par che 'l suo fiore insino da que'primi
speranza mia. guarini, 44: a che ti diè natura / ne'più begli
di cui nasce la vera poesia, che è quasi fiore delle scienze. achillini
. pallavicino, 7-274: le lodi che tu hai dall'emulo puoi sperar che non
lodi che tu hai dall'emulo puoi sperar che non siano prese come testimonianze del suo
vico] ridusse la lezione in sommi capi che si chiudevano in una pagina, e
dopo, palesò in piazza la sua scoperta che l'elena s'era snodata benissimo,
elena s'era snodata benissimo, e che oramai era un fior di corpicino.
ai vassoi dei dolci, dei dolci sopraffini che eran il fior fiore della cucina e
vanità dell'adolescenza per la rifezione del cibo che tu hai preso,...
, / disciolta di quel velo / che qui fece ombra al fior de gli
/ lascivamente in varie guise ornate / che pareano al sembiante arder d'amore.
. c., 18-3-11: a quelli che sono in fiore la turba degli amici
sarà meglio per voi, e quelli che gli pare essere così in fiore, verrà
essere così in fiore, verrà un vento che disseccherà ogni cosa. lorenzino, 199
movimenti né più gravi di quelli, che sono in fiore. gemelli careri,
stilla al cader criava un fiore / che non più bel del paradiso uscio,
si seccano. sono erbe solari, che nascono e tramontano con la gioventù. zappi
amerò quando l'età men verde / fia che al seno ed al volto i fior
/ ch'amo quel bello in lei che mai non perde. fogazzaro, 2-58:
quel fatale volto lupigno dove splende ciò che fu detto il fiore degli uomini sublimi:
steano di lunga da noi li giovani che come femmina sono adorni; forma maschile
: è la vita concentrata nel punto che vi sta innanzi, senza ornamenti,
ella moriva nobile vergine, non temendo che alcuno meno nobile di lei corrompesse indegnamente
, / apparecchiata son, come colei / che certamente t'ha donato il core.
conto pienamente /... / che 'l fior virginal così avea salvo, /
suo fiore avere intero, / sì che vergine sia, donna ch'è sposa.
: a poco a poco introdusse un costume che nessuno si ammogliava senza licenza dell'imperatore
di belle valentie e doni, secondo che, per lo tempo passato, hanno
sfiorito e così calpestato per le scuole che incomincia putire. algarotti, 1-338:
son più nude; esprimono meglio l'uomo che è debole. landolfi, 7-147:
): bene, disse federigo, letto che ebbe, e ricavato il sugo del
. bartoli, 40-ii-42: i siuzai, che sono i letterati dell'infimo grado,
innumerabili voci articolate diverse, per lo che vi abbisognò fior d'ingegno. collodi,
con fior di dote, licenziate maestre, che menano in pastura le vacche e sembrano
nobili e borghesi, avvocati e dottori, che cospira per mutare il governo dei preti
62: lo sai... che sulla riviera adriatica ci sono fior di stabilimenti
riviera adriatica ci sono fior di stabilimenti che le favoriscono [le alghe], le
il piacere così a fior di nervi che non avrebbe resistito alla vista d'una
avrebbe resistito alla vista d'una donna che si scoprisse il petto. e. cecchi
e tome via ogni fior di polvere che vi fosse. lastri, i-158: gli
erbe, o quel fiore o lanugine che veste i pomi. d. bartoli,
: dipinse il valentissimo zeusi un fanciullo che portava un panier colmo d'uve,
rugiadosi, e appannati col fiore, che la natura a farli veri, non li
veri. -primo fiore: la lanugine che copre il volto dei giovanissimi.
iulio ancor provate / le dolci acerbe cure che dà amore, / viveasi lieto in
meglio è che si facciano con foraterra, che è uno strumento di ferro trovato primamente
nel cerchio delle reti e delle barche che formano la tonnara, attraverso la quale
paste lunghe e forate ', quelle che hanno un interno foro longitudinale: tali
fori che, oltre a diminuire il peso del materiale
in uno rcio forato, 0 botte che fosse, ovvero in uno sacco pertugiato,
bibbia volgar., viii-312: colui che radunò le mercedi e guadagni sì le
lo riteneva. marino, 10-268: ecco che gorghi già di foco e polve /
concavo e forato, / scoccando sì che i legni apre e dissolve / con fiero
, e di legno cinte di mura che son forate da molte feritoie. pascoli,
un tipo di mattone o di tavella che è attraversato per tutta la lunghezza da
fiorentini, 200: tolli due vassi, che l'uno sia forato minuto, e
ricettario fiorentino, 96: le medicine che si cuocono, si stiumano e purgano
si stiumano e purgano levando la stiuma che viene a galla, con la mestola
fuoco, dandogli quella forma et grandezza che si vuole. g. c. croce
briccole, e non vi rimase casa che forata non fusse. guicciardini, ii-326
. serdonati, 9-120: con tutto che fosse forata [la nave] in
bande per la gran tempesta dei tiri che le avevano fulminati contro furiosamente i cannoni
dei legni nemici, bisognò al fine che per salvar se medesima lasciasse l'altre navi
l'orrore della morte sanguinosa, il sangue che gorgoglia nella gola forata, la vista
gorgoglia nella gola forata, la vista che vacilla e si spegne, il gelo
orribile: ahi! ahi!, ecco che 10 vidi agitare in alto la mano
pistoletto percosso in ritmo dalla mazza di ferro che l'introna o a togliere col nettamine
] saranno secche, sarà utile che tutte le forate e verminose si scelgano e
guasti, forati. 5. che ha una fossetta nel mezzo (il mento
. villani, i-410: mento forato, che nel suo ridere mostrava bellezza.
, 227: con uno... che vesta di soperchio o conviti o abbia
di dio passa via in molti, che hanno udito la parola di dio e
aver la man forata, / e quel che m'è rimaso ben guardare, /
sega intra amendue li testicoli, sì che pone lo ritto dall'uno lato e lo
, e poi tira soavemente la spalla fin che ritorna il nervo nel suo luogo.
ferro ed ogni altra materia per dura che sia, e s'adopra facendolo girare
sioni attraversato longitudinalmente da alcuni fori che, oltre a diminuire il peso del materiale
sm. (femm. -trice). che fora. vallisneri, i-343:
la bocca con un ago foratore, che sentono ben coloro che portano simili animalucciacci
un ago foratore, che sentono ben coloro che portano simili animalucciacci addosso.
per la foratura di billette d'acciaio che devono essere trasformate in tubi. -trivellatore
piantarvi i chiodi, caviglie e perni che servono a tenerli al loro luogo.
siamo proprio come tante vessiche gonfie, che ogni piccola foratura le manda a spasso
: ho provato un piacere nuovo perché io che ho solo dieci anni so da me
ho solo dieci anni so da me che il mio biglietto è giusto perché leggo
un foro, di uno scoppio, che provoca l'afìlosciamento del pneumatico stesso e
2-522: capivo di avere vinto, e che soltanto una foratura poteva fregarmi.
grigiastro lucente, di simmetria incerta, che si trova, in masserelle fibroso-cristalline,
mediante una vite o un perno che funge da cerniera cilindrica (e ciascuna
primo genere, il cui fulcro, che cade quasi al centro di esse,
, portami le forbici, e, intanto che il ferro si scalda, tondianle i
partorirai uno figliuolo, il cui capo guarda che non tocchi né rasoio né forbici.
, giorno, i-804: è tempo ormai che i tuoi valletti al dorso / con
.. qui cucite / abbia ricco sartor che in su lo scudo / mostri intrecciato
dentate, tutte quante le cose che gli vanno appresso. buonarroti il giovane
buonarroti il giovane, 9-283: io che scansat'ho brighe e fastidi, /
era dall'alighieri figurata ad un manto che ogni dì si raccorcia, perché il
con le forbici tue lucenti, / fin che tu ti rammenti, / fin che
che tu ti rammenti, / fin che io non mi scordi! -corno
minuta con le forbici se gli dà che forma altrui vuole. serdonati, 9-173
raimondi, 2-174: non si sente che lo scatto ritmico delle forbici da potare.
, era cavata da la lettera x, che con i rampi di sotto era volta
i pesi, massimamente di pietra, che dovevano tirare o alzare. carena, 1-175
di legno costituita da due bastoncelli incrociati che vengono inseriti nei guanti e manovrati da
, ove duo uomini senz'altra spesa che calo, rinettatura e carbone, ogni gran
arte della monetazione era informe potevasi tollerare che dopo la trafila passasse la lastra d'
a tosarla poco per volta sin tanto che si riducesse al suo giusto peso.
cui le mitiche parche recidevano il filo che simboleggiava la vita umana. testi
. a quella specie di parca terrestre che invece della conocchia o del filo o
maldicenza, malignità. -avere una lingua che taglia come le forbici: essere maldicente,
sbarbaro, 5-59: i baffi, a che scopo li avrebbe allevati a immagine di
ambulanti o girovaghi delle gazzette. del che si sdegnan forte quegli altri giornalisti,
si sdegnan forte quegli altri giornalisti, che le compilano con penna e forbici; e
chiamati * strilloni ', dallo strillar, che fanno. ferd. martini, ii-1-1125
correnti. -ant. i due archi che sulle galee sostenevano l'armatura, che
che sulle galee sostenevano l'armatura, che formava sul ponte la camera di poppa
le altre figure, cioè la forbice, che nel verso opposto dà il cuneo;
dà il cuneo; la luna, che all'incontro forma il convesso.
. baluardo difensivo costituito da due muri che si uniscono formando un angolo acuto in
murato,... la forbicia che mette con due baluardi una porta in mezzo
fianchi non ve ne sono de'reali altri che le forbici, le quali sono in
, 31: quelle sorti di muraglie che si chiamano denti, forbici e stelle
, e con angolo entrante, con che la metà delle mura potesse difender l'
si supera l'asticella di misurazione, che ricorda l'aprirsi e il chiudersi delle
arrampicatore è legato a due corde distinte che fa passare alternamente, incrociandole, per
formato dall'unione delle due corde principali che sostengono le reti del paretaio per la
congiungon le dette maestre a un nodo che le medesime fanno, che dicesi forbice.
un nodo che le medesime fanno, che dicesi forbice. 11. econ
lo più nei confronti di una persona che continua ostinatamente ad agire o a parlare
quanto ti par. -oh dio! che rimedio / sarà il nostro? -pagaci.
: pur forbice. fa di bisogno che proviate voi questi falli. lippi,
2-120: suol dire il proverbio, che chi è rimasto scottato una volta dall'
. tocci, 1-99: non vorrei che voi credeste che questa « volontà permissiva
1-99: non vorrei che voi credeste che questa « volontà permissiva », colla
per averlo nelle forbice, colla risposta che voi trappoco udirete che io gli darò
, colla risposta che voi trappoco udirete che io gli darò. de roberto, 345
: gliela vuoi far pagare, ora che l'hai nelle forbici! -cavare
, 2-87: bene spesso suole accadere, che i servitori e le fanti..
fanti... pendano piuttosto da madonna che da messere, ricercando con diversi modi
alcuni altri sciocchi e sanza sale, che non sanno quello si dicono, ma
e non ci è mai stato verso che lo scheletro voglia star mai ritto.
14-261: è nota la storia della donna che soleva stare, forbice forbice, a
, xliii-18: e1 figliuol mio, che m'ha messo in ta'forvici.
iii-569: signori, provedete per modo che inconveniente non ne seguì... per
chi arriva in queste forbici, per che gli convien combattere con gente fastidiosa.
con le forbicette quella parte della cavità che addentavano. magalotti, 1-101: io ho
un paio di forbicette di francia, che a smoccolare una lucerna con esse,
, si sentiva il giacinto così naturale, che non si poteva desiderare di vantaggio.
... prese un ricciolino di quei che le svolazzavano sul collo, e lo
i naturali intendono una spezie d'insetto che ha la coda biforcata e che incrocicchia
insetto che ha la coda biforcata e che incrocicchia a guisa di forbici.
-macché! macché! è un male che si guarisce con due forbiciate.
di uscire da quelle mani, peggio che forbiciato, trasformato. forbiciatóre, sm
e più parti, assunane insieme tante, che facci quella grossezza che vuoi i pennelli
insieme tante, che facci quella grossezza che vuoi i pennelli. bibbiena, 467:
unghie. compagnia della lesina, i-15: che per poter mettere ad effetto quello che
che per poter mettere ad effetto quello che comandano i due precedenti capitoli, debba
d'oro ha in mano, / con che abbella il figliuoletto. comisso, 15-45
i naturali intendono una spezie d'insetto che ha la coda biforcata e che incrocicchia
insetto che ha la coda biforcata e che incrocicchia a guisa di forbici.
. erba annuale della famiglia composte tubuliflore che si trova abbondantemente in europa e in
, sono dotati di due appendici pelose che si attaccano ai vestiti e alla pelle
nieri, 339: la zìzzola è che quand'uno ha tirato la fiatata universale
un flagello di dio su quella barbaccia che non m'apparteneva più, armato di
levi, 1-118: le donne, che filano la lana su vecchi fusi, tagliano
). giamboni, 7-57: che la panziera sua, o la catafratta,
, 230: la buona rena, con che si forbe l'oro e l'argento
bene la mia « passacuori », che sia più splendente che il sole in
« passacuori », che sia più splendente che il sole in leone, che calando
splendente che il sole in leone, che calando di sopra il colpo, il lucido
il tuono. marino, 1-80: tosto che 'l ferro è raffreddato,..
di vo'm'ascolti, / a ciò che vostra rugine si forba. m.
la sozzura delle mani altrui, colui che porta il loto nelle sue? dante,
, più per non esser conosciuto, che per sudore che avesse sul volto, si
non esser conosciuto, che per sudore che avesse sul volto, si pose con grande
questo difetto, / ch'usava sempre che, s'avea forbito / il naso,
forbiti gli occhi delle lacrime, e vedi che fai. simintendi, 3-98: a
6-108: scusatemi anche con dante; che per avere inteso ch'egli è un
ch'egli è un uomo molto fantastico e che non si gli può parlare se non
come fa di tutti gli altri, che si gli mandano. b. corsini,
corsini, 12-76: or forbiscasi (che?) coi suoi benducci, / carlo
poggin, fratei di quel tommaso / che dianzi ucciso fu, par che si
tommaso / che dianzi ucciso fu, par che si crucci / poich'ella gli ha
tutte le proposizioni con tanto rigore, che avessero sua verità secondo il puro suono
suono gramaticale..., converrebbe che ogni affermazione fosse di cento parole. giusti
sue ottave [dell'ariosto], che più veramente cantano, catullo ed orazio
da quella troppa scorza,... che impediscono e soffocano più d'una volta
avrà conosciuto: la qual cosa acciò che possa lievemente, forbiamo i lumi suoi
. petrarca, ii-1-108: com'uom che sano e 'n un momento amorba,
e 'n un momento amorba, / che sbigottisce e duolsi, o colto in atto
e duolsi, o colto in atto / che vergogna con man da gli occhi forba
. e non abbiamo sozzure, mentre che siamo forbiti da così lunghi avvenimenti.
il mare / fosse stata liscia più che bollita. -rifl. mantenersi immune
superba: / dai lor costumi fa che tu ti forbi. boccaccio, viii-3-200:
viii-3-200: « da'lor costumi fa'che tu ti forbi », cioè ti servi
passioni. monti, x-2-65: or fa'che tu ti forba / di tal peste
però noi dobbiamo biasimarli, perché quel che ora è mal costume allora non era
né governato da loro, io provedevo che l'animale, che non ha ragione
loro, io provedevo che l'animale, che non ha ragione, leccasse le piaghe
/ « e'ci farà stentar prima che muoia; / non gli ha rinaldo ancor
rinaldo ancor forbito il muso, / che noi portiam giù l'anima e le
. bernardino da siena, iv-213: crede che i gentili uomini sieno quegli che stanno
crede che i gentili uomini sieno quegli che stanno a forbire le panche e andarsi
se sia in questo poema eroe alcuno che discorra così forbitamente. compagnia della lesina
gli stinier vagheggia / nitidi e lievi, che fregiati e fusi / son di fin
buon carlo quinto. russo, i-323: che altro fa con dure vigilie, con
... andar distruggendo la ruggine che una perversa educazione ha sparsa sul forbito
venduta testé cinque danari a uno, che sarà qui incontanente per portarsela. sì
sarà qui incontanente per portarsela. sì che aiutami un poco, che la nettiamo,
portarsela. sì che aiutami un poco, che la nettiamo, perché io ho così
. molza, 1-292: pan, che 'l governo ha de le gregge in
severa, / de i calami, che amò già in corpo umano, / congiunse
congiunse prima una forbita schiera, / che decrescendo vien di mano in mano.
forti artigli, e terribili nell'assalto che date al degno vostro avversario.
niccolini, 2-3-1: rio gentile, che pei forbiti / sassi con dolce mormorio
di santo agustino medesimo si legge, che sue vestimenta e calzamenta né troppo erano
. -che riflette la luce, che brilla. fracchia, 511: [
esperto il cacciator chiaro comprende, / che sarà lieto il dì. d'annunzio,
: tragansi avanti questi giovanetti, / che mostravano aver tanta baldanza, / e sono
dolcezza, un'armonia, un certo che di suono, che, ancora che le
, un certo che di suono, che, ancora che le non sieno di
certo che di suono, che, ancora che le non sieno di quelle autentiche e
libro bianco, /... ciò che scrisse a mecenate, / in quella
talvolta se ne trovano de'novellini, che senza nulla dubitarne il paiono a se stessi
stessi. gioberti, 1-i-294: cicerone che è pure così forbito grecizza a ogni
rilievo. -iron. che è troppo sottile e ricercato (il
e * ci vogliono di quei medici, che pettoruti, rigogliosi e riscaldati da forbitissima
savinio, 12: le « zanzàre » che il sergente bàvero... pronunciava
pronunciava « zànzare » col sussiego di uno che parla forbito. pratolini, 9-246:
parlo così forbito. 4. che ha gusti raffinati, che ha o affetta
4. che ha gusti raffinati, che ha o affetta modi garbati e distinti
al quale io non ardisca di dire ciò che bisogna. aretino, 8-6: eccoti
forbiti, et i più lieti, che mai vedessi. boccalini, ii-106:
quei due mille fanti si può dire che sian due mille capitani, non si
una mostra della buona e forbita gente che seco menava. siri, iv-1-280:
galee il cimento con quella squadra cristiana che non era più numerosa di tredici legni
di tredici legni. 5. che gode di grande prestigio, di gran
1-265: non mi giunge nuovo il diletto che voi trovate in cotesta forbitissima università.
da ogni parte aguto; era sembiante che venisse dal forbitoio. carena, 1-119:
denominazione generica di qualsiasi arnese, con che si forbisca, come grattapugia, equiseto
1-ii-538: tranquillo cremona... diceva che i giornali gli servivano per 3 usi
passeroni, i-13-32: o voi, che avete ancor l'anima sana, /
anima sana, / se non volete che vi venga il forbo, / dalle donne
e forbotta, / ch'era più dura che quercia o che cerro; / alcuna
ch'era più dura che quercia o che cerro; / alcuna volta n'uccide una
, 2-229: aveva tanto riso, che gli dolevano le mascella, e massimamente
non vedeva alfonsina; ma la sentiva che mi forbottava dicendomi: « pazzo!
, 1-3-107: colpi di ciechi son, che vi for- bottono / con questa ipocresia
moniglia, 1-iii-124: o questa sì che scottami / e scottami nel buon,
molto s'avven- taggia, / però che i legni de'pagan son bassi / la
e non s'avevan gaggia, / sì che falcon gli forbotta co'sassi. caro
doveva essere un galante ser notaio cotestui che lo forbottava così a proposito. obizzo,
, 7-27: l'adirato donzel quando che sente / il forbottar del portentoso alato
. magalotti, 26-211: il ministro che ha predicato... benché abbia forbottato
forconi e assai convenevolmente tutti gli stromenti che richieggon tenacitade e fermezza. tanaglia,
rimondo, lungo circa tre braccia, che in cima si divide, naturalmente o per
e leggermente curvi, perché ritengano ciò che s'inforca, sia paglia o altro
-pertica o palo con un'estremità che termina con una biforcazione, usata soprattutto
. boriili, 2-294: le forche che sostengono i fili elettrici si profilano lungo
al buio con una forca di ferro dentata che i pescatori chiamano tossina.
meriggio, e sotterrali in tal modo che la terra cuopra sì la forca che paia
modo che la terra cuopra sì la forca che paia che tre ramitelli del fico escano
la terra cuopra sì la forca che paia che tre ramitelli del fico escano dalla terra
/ ma da la forca in su quel che si vede / ha forma e qualità
si rizzano alle due estremità del recinto, che ha forma ovale, due rami forcuti
il pedale s'innesta con la scarpa che l'abbocca col fiosso sdrucito, la
peccato mortale; esci tosto di quelli che in sulle forche t'ha messo il
/ a chi mai sonar no sento / che dever partir ni render. galateo,
dì lo lasciò pendere dalle forche, sì che la vedova dal balcone potesse scorgere quel
falsarii, / e tutte quelle schiere che i bargelli e le forche temono. tassoni
per rubarne il danaro; delitto atroce che espiò con la morte di forca. verga
mosca, fattorino di timido, che era forca bene, portando la insalata a
quale tutti si pigliavano di pollone, che voleva imparare a vagheggiare. parini, 318
?... io vado alle forche che ve impichi! gelli, iv-60:
impichi! gelli, iv-60: -di che avete voi paura? che siate più vecchia
iv-60: -di che avete voi paura? che siate più vecchia che il 'dixit
voi paura? che siate più vecchia che il 'dixit '. -forca, forca
di casa del diavolo. sette cancheri, che mi mangino il cuore; sette forche
mangino il cuore; sette forche, che mi appicchino. -con uso modale.
da mille forche, schiavo poltrone, che non so come questo tuo padrone, e
cavare e mettere ridendo a quel non so che, che udiva a lo entrare et
mettere ridendo a quel non so che, che udiva a lo entrare et a lo
a quel tof tof e taf, che fanno i piedi de peregrini, quando
quando trovano la via di creta viscosa, che spesso gli ruba le scarpe. caporali
, ii-52: ma non sia discrezione che mi distorche, / finché io non segna
serena: / d'una donzella è quel che sopra appare; / quel che sotto
quel che sopra appare; / quel che sotto ne l'acqua si dimena, /
e non si può guardare: / che sta nel lago da la forca in giuso
buti, 1-27: è da notare che il termine di questa valle si è l'
. jovine, 5-224: il sole che usciva tardi dalla forca del timbrone e
aureolava le nuvole di una luce diffusa che pioveva su calena fino alle prime ore del
8. tipogr. la parte che, nelle macchine che fondono i caratteri
tipogr. la parte che, nelle macchine che fondono i caratteri, si trova tra
10. teatr. l'armatura scenica che sostiene il telo che serve per evitare
l'armatura scenica che sostiene il telo che serve per evitare la trasparenza delle scene
collemboli. 12. figur. vacanza che lo scolaro o lo studente si prende
per sé, senz'ordine del maestro; che altrimenti si dice 'ha fatto forca'
forca'. soffici, i-206: accadeva però che con l'andar del tempo, fosse
locuz. -a forca: con due estremità che si allargano biforcandosi. -accettare per le
tutti questi nove cieli di fantasia, che venere t'avesse accettato per altro che
che venere t'avesse accettato per altro che per averti veduto zoppo, poi che i
altro che per averti veduto zoppo, poi che i zoppi hanno fama d'essere buoni
. -l'accettai per le forche; che t'appicchino, uomo disonesto. non hai
, 718: e'dicono el vero quelli che dicono che le cattive compagnie conducono gli
e'dicono el vero quelli che dicono che le cattive compagnie conducono gli uomini alle forche
probabilità di avervi finalmente a restare, che non ha il ladro d'aver da ultimo
: -per dio, ditemi: / in che v'ho offeso? -va alle forche
collera con la sua ostinazione, e che per ciò non lo cacci a le
possibile. badalucchio, 9: voglio che gli dichi le forche, che t'
: voglio che gli dichi le forche, che t'impicchino; in fatti tu sei
senza via d'uscita; non sapere che partito prendere. sacchetti, 148-39:
sacchetti, 148-39: alcuno traffico, che io avea di fuori, m'ha
m'ha disfatto, e posso dire che io sono tra le forche e santa
cicognani, 13-610: tu sei un ammogliato che à fatto per un'ora forca dalla
a lui fare la forca ai partigiani che sono morti come mosche per salvare il
fra l'aiuto del prete e fra che la seppe far le forche bene,
, ch'è trista, / vedendo che il pregare e il dir non vale,
. castiglione, 300: usanza è che quando si mena uno alle forche, se
. cecchi, 1-2-435: egli è ver che e'si dice / che chi ruba
egli è ver che e'si dice / che chi ruba per altri, va alle
di ladro non passa le forche: ciò che i malvagi desiderano non giunge mai a
». forcatole, agg. che è degno della pena della forca;
è degno della pena della forca; che merita di essere impiccato. compagnia
acuto e il piede più allungato, secondo che si avvicinano di più all'estremità della
39-22: fa ridere il coraggio dei capiplebe che vociano alla camera contro il forcaiolìsmo teorico
e dei conservatori. gramsci, 12-125: che il parlamento possa essere « inserito »
, agg. e sm. spreg. che applica o auspica l'applicazione di mezzi
; reazionario. -per estens.: che segue idee retrive e conservatrici.
, così dei « forcaiuoli » (parola che era stata coniata e messa in corso
tempi del crispi) come di coloro che altro non desideravano se non che i
coloro che altro non desideravano se non che i socialisti venissero in parlamento, partecipassero
togliere abusi e ad ammodernare la società italiana che di tale opera aveva bisogno. paolieri
lui, « forcaiuolo », rispose che la forca è uno strumento politico,
, non i macelli e le eliminazioni, che sono strumenti della pazzia sanguinaria.
francia. 2. scherz. che è caratteristico del reazionario (un abito
3. popol. scolaro o studente che si assenta spesso e ingiustificatamente da scuola
: il vestito era traforato da un arme che pareva essere stato un forcale o simile
l'insieme dei pezzi di legname che hanno forma di forca e che costituiscono
legname che hanno forma di forca e che costituiscono gli elementi per i madieri delle
e nicolò di michiel, ii-155: poi che fummo dilungati da rustene da circa dugento
forcacci; e ogni pezzo di costruzione che inforca sopra altri pezzi per dar garbo
, vedendo una certa ombra, credon che sia caino el quale abbia in spala
si affrettavano a recarvi le maggiori forcate che sapevano. pavese, 5-82: cirino
ed ha voga soltanto il romanzo importato, che sia una forcata nel letame sociale alto
ascensione. giunse trafelato sulla forcata, che la tormenta del fandango aveva raggiunta la
e, in partic., quello che reggeva le artiglierie leggere sul ceppo del
grande essercito d'uomini da piè, che lo conducono un gran cammino, e
conducono un gran cammino, e quelli che lo portano [il sale] hanno due
una piastra di ferro, grossa tanto che basta, quale rende mobile essa forcata
villa quando l'uva imbruna, / che non era la calla onde saline /
paglia. forcato1, agg. che ha forma biforcuta, che si divarica
, agg. che ha forma biforcuta, che si divarica; forcuto. libro
gatti, orsi e lupi, ma conveniva che ci fosse la forcatura.
., 16-9: ben se'tu manto che tosto rac- corce, / sì che
che tosto rac- corce, / sì che, se non s'appon di dì in
ricorse immantinente alla sua spada, / che taglia sì che si può dir che rada
sua spada, / che taglia sì che si può dir che rada. baldi,
/ che taglia sì che si può dir che rada. baldi, i-25: opra
/ vanne in malora, o tu che, co'tuoi falsi / modi te trasformando
-figur. soldani, 1-2: bisogna che la satira le forci / adoperi.
volta particolarmente ingrata la parte del critico che va intorno con le force.
di altro materiale, con un'estremità che si allarga biforcandosi a forma di u
bastoni, le diedero al demonio, che non usciva del cerchio. muratori,
tozzi, i-200: doveva stare attento che i cenci tesi alle finestre, legati
gli sgocciolassero addosso. -il supporto che negli apparecchi telefonici sostiene il microfono.
iii-1-56: lo stesso avvenne del fucile, che fu primieramente a corda, a miccia
: * forcella del registro ', pernuzzi che sono attaccati al rastrellino del colisse,
soderini, iii-282: se tu pianti innesti che vi sieno di quella bassezza che tu
innesti che vi sieno di quella bassezza che tu desideri, i rami già messi lasciagli
fu la meditazione ma l'istinto, giunto che fui alla forcella dell'albero, a
garzoni, 1-304: contiene sette ossa, che tutte han cartilagine nell'estremo, e
sega intra amendue li testicoli, sì che pone lo ritto dall'uno lato e lo
per le forcelle del petto, sì che pone la parte del petto diritta dall'
tanto ch'elli si senta pesante né che la tordella enfi. fatti di cesare,
greca ravvoltola quei rocchi di carne, che ora son gambe grosse su su ad
. olina, 1-43: il spazio che corre da dove finisce il collo fin
344: 'forcella', dicesi la parte che è immediatamente sotto il collo dell'animale
erano arrivati alla forcella del sentiero, che menava alla piarda del nano da una
grembiale allacciato storto e dalle lische, che scappavano dai denti delle forcelle come un'imbottitura
pentola, o nella pignatta, tutto ciò che la forcella traeva fuori, il sacerdote
9. marin. gli scalmi biforcuti che servono di appoggio ai remi senza bisogno
per lo più di metallo forbito, che, infilato sul capodibanda dei palischermi gentili
l'esecuzione in crescendo o diminuendo secondo che il vertice dell'angolo sia a sinistra
partiti dalla stessa bocca da fuoco, che comprendono il bersaglio. montale, 7-106
presa per esperienza dai proietti, volendo che arrivino al bersaglio. calvino, 2-15:
ricamava cannoni, con le varie traiettorie che partivano dalla bocca da fuoco, e
. -a forcella: con due estremità che si allargano biforcandosi. viani, 4-66
. ottimo, ii-51: al tempo che l'uva s'inbruna, li villani
volta racchiudono uno sì piccolo buco, che una forcelletta di spine lo tura.
ingombra di ghiaie, la cima alta che si eleva a picco per un'altezza incredibile
da forcellare. forcellato, agg. che ha forma di forcella. cagna,
maledettamente. forcelluto, agg. che termina a forcella, che si allarga
, agg. che termina a forcella, che si allarga biforcandosi in due estremità;
: columella gli desidera [gli innesti] che sieno forcelluti di due o tre rametti
fortuna!... io dico che fortuna a non esser forcelluto! (
questo crine non può esser d'altri che del piacere; non si può parlando
novizze veneziane. 2. figur. che è di problematica soluzione. landòifi,
, per quanto forcelluta o multipartita, che non possa venir racchiusa...
grazzini, 4-101: o forchebene! che fai tu qui sì solo? =
= deriv. dalla locuz. fuor che bene, nel significato di 'poco
... trarne fuori una ciocchetta che ti forcheggi per la fronte.
asta di legno o di metallo che si biforca in punta, usata come
, con la quale volta per volta che gli è di bisogno si beva e pone
detti sportelli. 2. posata che si usa per infilzare e per portare
per tre persone, sì pulitamente, che non te lo potrei dire. grazzini
forchette d'ariento, perché io voglio che messer giansi- mone venga stasera a ogni
. 6. parte dello sperone che termina biforcandosi sulla rotella. carena
, 2-211: 1 forchetta', quell'asticciuola che è nel mezzo della parte posteriore dello
mezzo della parte posteriore dello sprone e che ha in punta la spronella.
spronella. 7. forcella metallica che, negli orologi a pendolo, accoglie
1-131: 'forchetta', dicesi il pezzo, che, ricevendo la spranghetta del pendolo in
. 8. striscia di pelle che viene cucita fra le dita di un
. 9. tipogr. nelle macchine che fondono i caratteri, la parte che
che fondono i caratteri, la parte che si trova fra il naso e la
la forma, attraversata da un foro che corrisponde a quello del naso in modo
; questo pezzo è destinato a impedire che la forma e il naso, avvicinandosi
biforcazione. sacchetti, v-30: nota che pittagora aggiunse all'abicì 11 fio,
navi a vela, asta di ferro che termina con un collare apribile in cui
di ferro, o di legno, che, nel mezzo alla murata di poppa,
. -a forchetta: con due estremità che si allontanano biforcandosi, divaricazione. barilli
centinaia e fan l'altalena sull'ondata che solleva, aperta a forchetta, la
giusti, i-355: arrivo a tavola che divorerei le forchette. -essere una
bartolini, 15-292: con tutto l'insegnamento che ella aveva ricevuto, del mangiare in
era dimenticato d'indicare, a rinalda, che ben altre sono le svolte dell'esistenza
. varchi, v-60: di coloro che favellano in punta di forchetta..
v-2- 722: vorrei piuttosto partorire, che dover scriver lettere in punta di forchetta
. forchettàia, sf. operaia che prepara e assortisce le strisce di pelle
prepara e assortisce le strisce di pelle che saranno cucite fra le dita del guanto
forchettata, sf. la quantità di cibo che si può prendere in una sola volta
. forchettato, agg. ant. che presenta molte biforcazioni (una pianta)
dell'arte della seta, 2-45: dichiarando che per un lavoro s'intenda ogni vaso
doni, 2-80: compare, io voglio che tu mi serva della tua coltelliera da
più a due punte; asta che termina a forca usata per attaccare o
: le mani adoperiamo / per far che schizzi la vena e più getti; /
con rampi e con forchetti / quel che v'è di cattivo via gittiamo. bracciolini
o per paure o per sospetti, / che queu'orride facce affumicate / passar non
punte di ferro nell'estremità inferiore, che nelle salite si suole attaccare al mezzo
al mezzo dello scannello di dietro, e che vien ficcato con le punte di ferro
la carrozza si ferma, per impedire che essa dia in dietro. 4
forchéttola? -e dimenando il bambino che teneva ritto fra le mani e
forchetta, con due sole punte, che serve per tenere ferma la carne sul
o brodo. viani, 19-468: quello che incic- ciava, col forchettone, i
carne e lo tese ad uno dei ragazzi che subito l'afferrò e l'addentò.
3. figur. neol. uomo politico che amministra la cosa pubblica traendone illeciti profitti
di cui una più lunga delle altre, che viene usata per caricare fieno, foraggio
lo scher- maglio. -asta che termina a forca usata come sostegno.
greti e tutte l'occulte forcine che lo sostentano in aria. 2
ardenna. 3. la forcella che si usava anticamente per appoggiare il moschetto
d'azeglio, 4-104: un rastrello che girava tutt'intomo al muro era guarnito
: 'forcina', quell'asta di legno che gli antichi schioppettieri portavano marciando sotto il
. derogato e annullato ogni facoltà, che in modo alcuno o sotto alcun quesito
e capelli. carducci, ii-7-182: sai che mi è rimasto di tuo anche una
torta e un fiocco rosso. ciro, che guardava dove io guardavo, si chinò
. forchetta. ariosto, 1-143: che debbo fare io qui, poich'io non
dello stomaco, fra quei due ossucci che la compongono, vi si formò un tal
vi si formò un tal vuoto, che un uovo di mezzana grandezza vi potea capire
fora. cervio, lxvi-2-81: quello che ti resterà sopra la forcina, che
quello che ti resterà sopra la forcina, che sarà il scaramasso delle reni con le
di tela sostenuto da un ramo biforcuto che, special- mente nella campagna romana,
, in partic., sui carretti che trasportavano il vino). d'azeglio
da lato alla così detta forcina, che è un ramo d'albero fitto nel carretto
ramo d'albero fitto nel carretto, e che dividendosi come le dita della mano in
, forma una specie di nicchia, che rivestono nell'interno con una pelle di
porge via via le forci- nelle, che ripiglierà via via dalle sue mani per riappuntarle
tra i ciuffi di vetrice e la nebbia che s'era fatta foltissima. beltramelli,
da due valve a forma di cucchiaio che si disarticolano per essere introdotte nell'utero
di molle o tanaglia di grande dimensione, che serve ad estrarre il feto dal seno
sette figlioli, sei normali e più che normali belli, allevati tutti da sé
pesi si attaccano da alcuni uncini, che noi ganzi chiamiamo, e vitruvio forcipi li
forcipressura, sf. chirurg. emostasi che si pratica comprimendo i vasi sanguigni con
ii-69: prese una forcola delle lavandaie che venivano di giorno a sciorinar sull'argine
arrigozzo stava dinanzi alla prima forcola, posto che è solito darsi al più robusto e
cioè torace intendo tutta quella parte, che dalle coste vere è circondata, cominciando
la pala, / deh, con che grazia t'accarezzerà. = v
di forconate gli rincorse da per tutto che pareva dessero la caccia a tanti cani
fieno, di foraggio, ecc., che si può sollevare in una sola volta
/ e mille altri ne fa stare, che pagono co draguni. cenne da la
] e assai convenevolmente tutti gli stromenti che richieggon tenacitade e fermezza. canti carnascialeschi
. canti carnascialeschi, 1-494: più forza che cervello / bisogna a chi la pala
le quali sono massiccie e più grosse che quelle di castiglia, e più alte
, ma le tagliano alla misura de parieti che vogliono fare, nel mezzo vi hanno
, nel mezzo vi hanno i suoi forconi che arrivano fin al colmo, o cavalletto
acceser parlando a tanto sdegno, / che l'oste prese in mano un gran forcone
concesso cinque dita per mani: a che proposito farli questa ingiuria, con adoprare quei
, strumenti atti più tosto pigliar fieno, che vivande? 4. locuz.
forculare: osso a forma di forca che si trova alla sommità del petto.
bembc, 1-78: del pugno che chiuso era due dita forcutamente levando inverso
forcuto. forcuto, agg. che termina a forca (un'asta,
un attrezzo agricolo, ecc.); che si allarga biforcandosi (un ramo,
si rizzano alle due estremità del recinto, che ha forma ovale, due rami forcuti
due rami forcuti. 2. che presenta due punte o due prolunga- menti
cinque, sì come cinque dita, sì che somigliavano quasi piede d'uomo. pulci
rondini... è là supino, che respira leggero come un fanciullo, nell'
innumerevoli code forcute. -ant. che si divide nelle due gambe (il
l'anguinaia / tronca da l'altro che l'uomo ha forcuto. -ant
uomo ha forcuto. -ant. che è situato all'altezza dell'angolo delle
è forcuto. -per estens. che ha la coda divisa in due punti
forcuta sul biancitore. 3. che forma una biforcazione (una strada,
m'hai fatta està feruta: / che co la lengua ligne e la piaga me
forca. fordiano, agg. che si riferisce, che è proprio del
fordiano, agg. che si riferisce, che è proprio del fordismo.
plur. stor. antica festa romana che si celebrava il 15 aprile sull'arce
politica industriale elaborata da h. ford che si fonda soprattutto sull'aumento dei salari
gramsci, 12-311: si può dire genericamente che l'americanismo e il fordismo risultano dalla
(plur. m. -ci). che si inferisce, che è proprio del
-ci). che si inferisce, che è proprio del fordismo. gramsci
città. fordizzato, agg. che è organizzato secondo le teorie del fordismo
ittiol. pesce simile alla trota, che vive nei laghi alpini. stoppani,
nessuno di voi è così poco naturalista che non àbbia gustato, o non sia disposto
'. forènse1, agg. che si riferisce, che è proprio
forènse1, agg. che si riferisce, che è proprio della vita pubblica in
fiate ho concetto, o bruto, che, quando cato tuo zio diceva la sua
sulla lingua. 2. disus. che ha natura giurisdizionale, giudiziaria o comunque
3 e n. 4); che si riferisce, che è proprio dell'autorità
. 4); che si riferisce, che è proprio dell'autorità giurisdizionale; giudiziario
forensi. nievo, 16: un castello che chiudeva fra le sue mura due dignità
forensi e clericali. 3. che si riferisce all'attività esplicata dagli operatori
... l'utilità grande, che dalla cognizione di tale istoria si ritrae per
intorno a cosiffatte materie, mi lusingo che i miei lettori non abbiano a considerarmi d'
, iii-16-7: per campare, intanto che studiava a sant'alessandro, doveva.
.. copiare carte forensi, lavoro che suo padre gli procacciava. verga, 2-224
contrarie ad abbracciar quella o questa, secondo che più gl'invita non il chiaror della
: la falange di quelle sanguisughe eterne che pasceansi nell'antico governo de'patrimoni di
523: è direttore di ogni gazzetta che sà di criminale e di garbuglio forense.
, avvocati, cancellieri, ecc.) che a essa partecipano. gioberti,
e amministrativi si potrebbe introdurre maggiore unità che oggi non si ritrova. nievo, 3-88
un guazzabuglio. 4. che riguarda il diritto e la giurisprudenza (
proprio del linguaggio giudiziario, delle persone che esplicano un'attività giudiziaria (soprattutto degli
foro, n. 6); che è proprio del modo di parlare e di
marmo e mai pubblicarla altrimenti, ancora che incontrasse l'approvazione di tutti e singoli (
. bocchelli, 1-ii-571: le faccio notare che lei, non io, ha portato
come dicessi in linguaggio forense, il documento che nella di lei avversione contro la paltelata
. avvocato, patrocinatore legale; giurista che si occupa dei problemi giuridici nei loro
stata trattata con quella dignità e chiarezza che conveniva. pagano, xviii-5-904: i
gli approdò l'espediente del forense, che confidava nella insania del marchese. pirandello
... formavano roc che e fortezze per loro difesa. g.
g. capponi, 6-119: terrei che due sorte di comuni fossero allora in italia
prefetto per ciascuna. 2. che vive nelle campagne, contadino. muratori
muratori, 9-156: tengo per fermo che non v'abbia città e paese la
pel mantenimento del popolo, sì urbano che forense. 3. sm.
, dicendo: 4 ho non so che da dire *; e nominò come gente
e sm. e f. letter. che è originario o proviene dalla campagna,
è originario o proviene dalla campagna, che vive in campagna; contadino, campagnolo
a mano d'un forese folle / che la stropicci e rèndalati a pena.
, ma per mostrare in poche parole che via debbi tenere se per disaventura tu
olio, un pastore ignudo ed una forese che gli porge certi flauti perché suoni.
. rajberti, 2-250: diventa necessità che i medici foresi non si lascino abbandonati
panzini, iii-323: incontrammo una forese che portava il latte alle case. gramsci
. gramsci, 8-299: il forese che si inurba diventa subito un proletario organizzarle
2. che è situato fuori città, che sorge in
2. che è situato fuori città, che sorge in campagna, che si stende
città, che sorge in campagna, che si stende fuori dai centri abitati.
/ vadano ad sacrificare / l'idoli che fece fare. f. f. frugoni
jahier, 63: voglio bene al ragazzo che passava ogni sabato la collina, sporta
d'ogni mese. 3. che è proprio della campagna e della vita,
vita, del costume, della società che in essa sono rappresentati (in contrapposizione
. latini, i-1539: ma sai che m'è piagente, / quando vene
di farli ben le spese, / secondo che s'aviene. guittone, i-19-20:
cortesi, / se folgore abbia cosa che gli piaccia, / siate voi contro a
fussero. -che si riferisce, che è proprio di un paese straniero (
. f. frugoni, iii-57: bisognava che ancora... gli aereopagiti bandissero
si dona alla gran dea, / che ben degna era di quello, / sebben
sì el core la vostra salute, / che sfigurìo de soe belle parute. cassiano
: quelli filosofi... credeano che questo fosse uno cotale foresello senza lettera
accomodata foresozza, / e la più dolce che si trovi al mondo. vico,
di quella bellezza appunto vestirla si studiò che nelle ateniesi donne si commendava, non
boreali. -foresta a galleria: foresta che si estende come una fascia lungo i fiumi
arida; spesso è rigogliosissima, tanto che gli alberi delle due opposte rive si
galleria. -foresta inondata: foresta fluviale che si estende su terreni impermeabili (lungo
in relazione col clima delle regioni monsoniche che comprende una lunga stagione secca, prevalgono
lunga stagione secca, prevalgono alberi caduciformi che non raggiungono dimensioni gigantesche, mentre abbondano
sissima, spesso impenetrabile, che comprende un gran numero di specie
legnose, parassite ed epifite, che assumono spesso un aspetto gigan
lento lento / su per lo suol che d'ogni parte oliva. poli
foresta. caro, 1-676: meravigliasi enea che sì gran macchina / già sorga
dianzi non vedevasi / forse altro che foreste o che tugurii. tasso, 13-2
/ forse altro che foreste o che tugurii. tasso, 13-2: sorge
foltissima di piante antiche, orrende, / che spargon d'ogni intorno ombra funesta
. marino, 335: ciò che si produce / per pianure e per monti
primitive della creazione, poiché non vedevansi che pini giganteschi, ginepri arborei,
, di sì smisurata grandezza, che per osservarne la cima bisognava spingere
. cecchi, 6-296: calistoga è più che altro famosa per la foresta pietrificata,
/ soccomberai del sotterraneo foco, / che ritornando al loco / già noto, stenderà
bencivenni, 4-22: vede questo mondo che non è se non diserto pieno di
. forestale, agg. che si riferisce, che è proprio delle
forestale, agg. che si riferisce, che è proprio delle foreste e in genere
delle foreste e in genere dei boschi; che è caratteristico della foresta.
; queste masse soffici d'alberi che riempiono le valli, ricoprono i dossi dei
forestale: il complesso di terreni boschivi che in qualunque modo sono o divengono proprietà
del patrimonio indisponibile dello stato le foreste che a norma delle leggi in materia costituiscono
-corpo forestale dello stato: corpo armato che ha il compito di sorvegliare e di tutelare
, accorrono al focherello d'un pastore che si riscalda, o al belo tremulo
o al belo tremulo d'una capra che si lamenta d'esser proscritta dove è
deledda, i-270: rideva delle cose che raccontava -un'avventura di caccia, una
specie di conflitto con le guardie forestali che lo avevano sorpreso nel bosco a tirare a
53: incominciò a vantarsi; mi disse che... lui aveva accompagnato venticinque
prima come accompagnava me l'ispettore forestale che gli aveva parlato in latino per tutto
il percorso. -che appartiene, che è riservato alle guardie del corpo forestale
con valore collettivo): le guardie che fanno parte del corpo forestale dello stato.
casermetta della forestale, gli fu detto che era già passata l'autoambulanza.
fabrica, tra forestarie e altri luoghi che servono a diversi effetti, quarantaquattro stanze
di lampedusa, 185: tancredi voleva che angelica conoscesse tutto il palazzo nel suo
, 8-31: il duca di parma, che stimava di veder il suo ducato di
gruppo, moltitudine, colonia di forestieri che si recano o si trovano in un luogo
stefani, 9-10: per la festa che si facea in firenze...
nel tempo di queste ambasciate e foresterie, che ce n'era gran quantità, si
adorna e splendida la città per modo che anche al presente la foresteria che vi capita
modo che anche al presente la foresteria che vi capita la giudica degna di comandare
e potendola prendere [pisa], però che v'era molto forte sì di suoi
. stefani, 128: è vero che stette in sulla piazza tutta la foresteria
: sono stati creduti toscani: cosa che non sarebbe così agevolmente caduta nel concetto di
ci fusse stato cambiamento di nome, che arebbe scoperto la venuta di fuori, e
, agg. e sm. monaco che ha l'ufficio di accogliere gli ospiti
ha l'ufficio di accogliere gli ospiti che si presentano alla foresteria di un convento.
, rispose il foresteràio, e peggio che voi non potete pensare. fogazzaro,
a thamas kuli kan la prima volta che in ispahan mi presentai ad esso.
agg. (ant. forestereggiante). che imita le mode o le espressioni straniere
. castelvetro, 4-262: queste parole che la favella formata delle parole forestereggianti sia
usi, mode, costumi, espressioni che appartengono a un popolo straniero.
gioberti, 1-i-43: chi non vede che il primato morale e civile d'italia
. montano, 444: subito che ebbe incominciato a viaggiare fuori d'italia
primo grande importatore di quei famosi forestierismi che si sono così largamente insinuati nella nostra lingua
sm. (femm. -a). che è nato in un luogo diverso da
diverso da quello in cui vive; che vive in una nazione, o anche semplicemente
da quella in cui è nato; che ha nazionalità straniera, che è cittadino
nato; che ha nazionalità straniera, che è cittadino straniero, che appartiene a una
straniera, che è cittadino straniero, che appartiene a una nazione estera.
mi face / donzello e cavalero / che, quando un forestero / passa per la
per la contrada, / non lascia che non vada / a farli conpagnia / in
. novellino, 41 (72): che cortesie sono le vostre? quando i
albizzi, i-352: tutte le genti che sono nelle sopradette provincie, tanto fora-
. fortini, i-147: credo, che voi crediate che per lo essare io foristiera
i-147: credo, che voi crediate che per lo essare io foristiera in questa
lo essare io foristiera in questa città che io sia una trista. f. negri
i quali molti si conoscevano per forestieri che la fame aveva cacciati da luoghi più miserabili
presente fatica mostrare alle nazioni forestiere, che di questa materia [l'astronomia]
io sono forestiere in questo mondo e che qui non è la mia patria né
: la felicità è un tal bene che richiede per sua natura tesser non forastiera
cui ella fiorisce. -per estens. che è originario di un paese diverso da
eglino portato d'europa,... che in oggi le specie forestiere son diventate
loro traffico, essendovene di quelle, che nella copia sopravanzavano le naturali. roberti
anche legni forestieri. 2. che non è nato nel paese per il quale
nel paese per il quale combatte, che è al soldo di una potenza straniera;
al soldo di una potenza straniera; che è composto di stranieri; mercenario (
, ch'erano a posta di coloro che reggevano la terra. nardi, i-220:
assicurarsi con le armi forestiere, poi che e nelle forze proprie e nelle amicizie
, v-168: perdute tutte le città che tenevate nella tracia, speso invano in
d'incendii. lottini, 81: pare che il segno della città, la qual
1207 ebbono i fiorentini signoria forestiera, che insino allora s'era retta la città
vostra e penuria d'arme moderne, che vi astringa di far ricorso ad una
e cavalieri italiani. 3. che appartiene o fa parte di una nazione,
i-26: giudicavano non potere essere altro che guerra piena di molte difficoltà e pericoli,
xxi-n-227: montai sopra una nave forestiera che n'andava a pisa. mascardi,
estranei in casa. 4. che è prodotto o fabbricato all'estero; di
. sercambi, iii-405: sare'bene che alcuna quantità di vini forestieri non si
con grossa e smisurata gabella, però che... i vini forestieri cavano delle
forestieri cavano delle borse di lucca più che fiorini dodici mila tanno, e i nostri
io: arrivammo a lipsia nel tempo che si preparava ogni cosa per la fiera
del paese, come delle forestiere, che vi vengono da amburgo, per cui
. -che è stampato all'estero, che è pubblicato da un autore straniero (
mondo, trovarono in una gazzetta forestiera che pietro antonio enunziava di star scrivendo un
.. di tutto in somma, che ecciti l'attenzione del bel mondo senza stancarla
senza stancarla. giusti, i-361: che dici del romanzo d'azeglio? io l'
non è germinatrice di nuove, e quelle che ci sono non son native, ma
forestieri della settimana. 5. che si parla in un paese straniero o lontano
a contemplar la bellezza del giovine, che al parlar forastièro non metteva mente.
. tolomei, i-36: niuno di quelli che fuor di toscana nato e allevato.
, come a quelli tutti interviene, che in una forastiera lingua, e dalla
italia, ed evvi * sovente ', che certo è forestiere. castelvetro, 3-1
, 1-75: la purità altro non è che quando le parole son native del linguaggio
la quale mi fo lecito, sempre che ben mi toma, di valermi di molte
quanti artefici lavorano in quelle gentilezze, che chiamansi con forestiero vocabolo 'agre- mani
, i-561: sento nei suoi scritti un che di forestiere che m'uccide il paesano
nei suoi scritti un che di forestiere che m'uccide il paesano. -che
cadenze forestiere. 6. che è proprio della tradizione, degli usi
p. verri, i-362: tutti coloro che andavan vestiti con abiti forestieri e con
di adottar sempre tutte quelle novità forestiere che giudicavano utili. carducci, ii-1-61:
grandissimo, immenso, sovrumano per tutto quel che è forestiero. — che è
quel che è forestiero. — che è caratteristico di chi è nuovo di un
di chi appartiene a un altro popolo; che rivela la persona straniera (l'aspetto
bocchelli, 9-126: è una strada che mette in corpo una certa fierezza, e
fatto della religione,... permettendo che forestiere religioni s'introducessero nella città.
tutte le carni in dosso, prima che fallire all'antica legge de'suoi maggiori e
— sostant. gusto, predilezione per ciò che appartiene a un paese straniero, esotismo
ad avere trovato quel medico in casa che ci accomodi di cotesta veste alla forestiera
accomodi di cotesta veste alla forestiera, che ben ora tu pari con cotesto tuo
si lasciò andare anche a stringere la mano che il capitano le stendeva alla moda forestiera
] menerà in casa forastiero, voglio che ella lo raccolga con buonissimo viso.
. nievo, 1-533: l'oste che vide un forastiero addentrarsi nell'albergo, piantò
— camera dei forestieri: quella che, in un'abitazione privata, viene
tutta del suo male, e quello che si era trovato al capezzale. chiesa,
camera: nella bella camera dei forestieri che il babbo aveva voluto fosse loro destinata
foglio dei forestieri. -ant. che ha l'ufficio di alloggiare viaggiatori di
tavola ritonda, 1-213: lo signore che possedeva la contrada, vi faceva fare
potenzia d'albergare gli detti cavalieri viandanti che vi arrivavano. 8. che
che vi arrivavano. 8. che si reca in un luogo per diporto;
xviii-3-382: la prima raccolta di quadri che noi possiamo presentare ai forestieri intelligenti.
bergamo, e le 4 belle cose 'che in tutti 1 paesi i forastieri cercano
fotografiche i forestieri, inglesi e tedeschi che si recavano a veder le zolfare.
è solito frequentare un determinato luogo; che si trova a passare casualmente in un
di animali. aretino, 8-90: che fu del marito suo? -egli pareva
? -egli pareva un gatto forestiero, che gli fosse stato arrostita la coda.
-che è estraneo alla famiglia, che non è mai stato visto prima in
ha già donato a un forestieri, / che si può dir che venne in casa
forestieri, / che si può dir che venne in casa ieri, / un tugurio
assorbivano adesso tutto l'essere mio, che là dentro sembrava a me stesso come nuovo
dai forestieri! 9. che non ha legami o interessi comuni con
p. verri, i-m: so che la società si anima e si fomenta
colla reciproca comunicazione della mensa; sembra che ivi la famigliarità si accresca, e con
esservi dentro novo né forestiero né maravigliarne che gli siano offerti. g. m.
stampa medesima, / da rimanerci un uom che ci sia pratico, / non che
che ci sia pratico, / non che uno forestiero. muratori, 4-166:
importanza. 10. figur. che non appartiene alla natura intrinseca di una
una cosa; accidentale, estrinseco; che dovrebbe trovarsi in un luogo diverso.
castelvetro, 10-xi-124: è da vedere che cosa sia sesso gramaticale e quante sono
] quantunque sien spogliate di quelle forme che dall'arte introdur vi si debbano,
redi, 16-ix-218: è ben facile che il liquido mucilaginoso, reso sempre più vizioso
ancora / occuparti il contento, / che forastiero sopraggiunge e ignoto / all'anima
, dalle follie collettive,... che io mi son ripreso in trincea:
stagna l'acqua nell'invernata, e che in origine è colmata della torba di
quando s'inamorano d'un forestie- raccio che le non sanno se gli è più nobile
le non sanno se gli è più nobile che villano,... a queste
. a queste ribalde lo'vorrei fare quello che e'meritano. mariani, xx-xi-16:
indiscriminato di parole, di locuzioni che non appartengono alla propria lingua.
una filza di strofe, contro quelli che scrivendo falsificano l'indole propria. il
ben risoluti a non essere mai altro che italiani di lingua, di stile e di
luogo, nel quale i discepoli, che vernano dietro, videro lucere da una parte
foresto, usciron d'agguato cinque ladroni che l'assaltarono. abba, 63: poteva
scolari a diporto. 2. che alligna spontaneamente, selvatico (una pianta
, iii-22: quelle [piante] che senza alcuno aiuto umano salvatiche e foreste si
e seme. 3. che vive nelle selve, nei boschi; selvaggio
di sopra di fil di rame, ma che dentro vi siano arbori piantati da verdura
e suggetti. bresciani, 1-ii-450: quelli che
diporti assai lieti e isvariati colle insidie che tendono alle grue, alle oche iperboree
1-6-222: era esau uomo foresto, che sapeva cacciare; e iacob uomo semplice,
sapeva cacciare; e iacob uomo semplice, che si stava in casa. pulci,
e sgombra. 4. ant. che sorge in una foresta. anguillara,
d'essere stimato insensibile o foresto, sol che gli giovasse al mantenimento dell'onestà e
nelle loro castella, e non ne uscivano che per correre alla guerra o alla caccia
vii-779 (2-4): può'ti par che 'l giardin tuo decime / e che
che 'l giardin tuo decime / e che tal modo sia troppo foresto, / giamai
presto. gioberti, 1-v-5: crederai che un uomo così diviso dal mondo..
qui ti voglio far una intramessa / che stu savessi bene / la donna chi ell'
, perch'essa / ebbe està grazia che nacque con essa. panciatichi, 78:
: la cifera patema lascio a colui che per l'idee foreste in cifera scrivea
sullo stesso sostegno, due bellezze foreste che odoravano di avventura e di cuoio di
, agg. e sm. ant. che viene da fuori, forestiero, straniero
da fuori, forestiero, straniero; che abita fuori di città, contadino,
, messo del comune di pisa, che richiese li foretani che facesseno comparire le
comune di pisa, che richiese li foretani che facesseno comparire le erede di messer bartolomeo
parole ch'eo vo dico / mostrano che 'n me sia dismisura / d'ogni forfalsitade
m. villani, 7-4: tutto ciò che pagavano di capitale s'appropriò alla corte
di capitale s'appropriò alla corte, che fu grandissimo tesoro, in diser- tagione
in diser- tagione di molte famiglie, che ogni cosa s'appropriò alla corte,
di aver messi più danari a usura che non doveano. = deriv. dal
barberino, ii-401: ancora dèi / pensar che i rei / non hanno modi prima
, per tema non gli abranchi, / che non perdan ornai la forfattura.
anzi sono punite in diverse maniere secondo che la legge del paese il giudica.
forfè, sm. prezzo o compenso globale che deve restare invariato qualunque sia il valore
in sicilia 4 strasatto '. vero è che nell'uso prevale il modo francese,
giocavano a la « forfétta », che intendo che era un gioco di palla che
la « forfétta », che intendo che era un gioco di palla che si gettavano
che intendo che era un gioco di palla che si gettavano l'una a l'altra
portami le forfici, e, intanto che 'l ferro si scalda, tondianle i
. bartoli, 4-4-97: non consentono che teniamo coltello né forfici; e per non
e per non far male a quei che ce le hanno portate, andiamo con li
copia un umore viscoso a tal segno, che questa volta non fu possibile ch'io
. giamboni, 7-168: molti sono che con funi legano un ferro con denti
. boccalini, i-272: quei signori che vogliono atterrare una quercia annosa, scioccamente
di una fortezza costituito da due muri che si uniscono formando un angolo acuto.
cfr. l'ingl. forfeit, che è dal francese. forfécchia1, sf
landino [plinio], 373: quegli che sono ne fichi, parte nascono in
in quegli, parte sono partoriti da quello che è chiamato ceraste, overo forfecchia.
, ii-282: tu se'più bella che madonna lapa, /... /
dei fagiuoli] i piselli, / pur che gli sguardi da forfecchie ascose: /
e marcire alla guazza; / lascia che il punteruolo e la forfecchia / le mangino
forfetàrio (forfettàrio), agg. che è convenuto o svolto per una
al suo mulino per la gran fama che di lui udiva, e sì del buon
peggio, trovando più l'una volta che l'altra scemare la farina di quello
l'altra scemare la farina di quello che dovea. 7. dimin.
i naturali intendono una spezie d'insetto, che ha la coda biforcata e che incrocicchia
, che ha la coda biforcata e che incrocicchia a guisa di forbici.
none] il tallone ad alcide a tempo che combatteva con quel gigantone.
bruno, con le ali anteriori che formano due brevi eliche, mentre quelle
or dine degli ortopteri, che hanno l'ano fornito di due
scorza degli alberi; si crede che entrino nelle orecchie, onde prendono
sebo disseccato e da epiteli cutanei, che si forma, in seguito a
non lodare l'uso della perucca, che servirà per tener la testa calda e mundi-
mundi- fìcarla meglio da quelle fortori, che non sono altro che parti saline che
da quelle fortori, che non sono altro che parti saline che la natura va espurgando
che non sono altro che parti saline che la natura va espurgando. cestoni, 66
di perla, e cibandosi della forfora, che resta nel pettine, quando si pettinano
ispulciarli, o con certa lanugine, che si trova nelle grinze de'sottocalzoni bianchi
un poco di saponata per la forfora che v'avete di questa vostra tignosa grammatica.
. 2. malattia delle piante che si manifesta con minute squamette che ricoprono
piante che si manifesta con minute squamette che ricoprono la pianta o un suo organo
soderini, iii-88: le cose superflue che agli arbori impediscono la generazione sono da
. medie. ant. malattia della pelle che si manifesta con una quantità di bollicine
una quantità di bollicine e pustole rosse che si diffondono per il viso e tutto
ella occorrono certe furfure, o paiole che seguono la erosione della sola pelle più este
mente a le partirne, / vedrai che d'ognintorno è piena l'aia / di
cicognani, 13-585: osservava la capigliatura che scen deva a coprire il
e forforosa. -per estens. che ha i capelli o la barba pieni
, forforoso e acceso da un entusiasmo che gli brillava negli occhi di furetto.
vieni cenciosa, scarmigliata, / forforosa che hai pidocchi / grandi una cerasa.
la ghisa. soldati, 2-33: più che vedere, indovinò nel buio presso la
forgia la schiena ossuta del ragazzino, che tirava il mantice. pavese, 1-
'forge '. ma si risponderà che 'forgia 'per * fucina 'si
, scrittore del secolo xv; noi replicheremo che nel villani si legge 'petitto '
di vj in k [alende] agosto che n'èi uno ciclone de letto de
metatesi. forgiàbile, agg. che può essere sottoposto a forgiatura,
a forgiatura, a fucinazione; che si presta facil mente a
le braccia a forgiare ferri battuti che nell'industria si stampano in ghisa
. pirandello, 6-737: ma di che mi meravigliavo? non potevo io lasciarle
l'italia! questa è la generazione che ho forgiato »: mentre lui lo
di st. etienne: asta brevettata che non si stacca dalle canne con lo smontaggio
. forgiatóre, sm. operaio che dà la forma voluta a pezzi metallici
sepolcrale forgiatore di note sotto le righe che il teatro italiano abbia conosciuto.
fece di confezioni cose superbissime molto magiormente che a lui non s'apparteneva.
giudizio della forgiùdica disonora, al secolo che siamo, il nostro codice...
codice... il senato- consulto che dichiarò m. antonio pubblico nemico, fu
quali il sacerdote d. michele passero che fu uno dei membri della commissione pel
colletta, iii-122: una terza legge prescrisse che... si facesse lista dei
prugaccino c'era legato un grosso delfino che aveva ancora il forgolo piantato sotto la nuca
andar avanti, et non tuor altro che li forieri 4 cum 'la loro.
machiavelli, 6-4-146: forieri sono quelli che sono preposti ad alloggiare la corte,
ben provveduta / dall'accorto forier, che diligente, / secondo il merto di
della porta, 8-42: sei tu foriero che vai annuverando le case? davila,
sono mezzi disfatti! -vi dico che tornano indietro per paura. l'ho saputo
guerra; così vergognosa, del resto che i contemporanei la disser fatta col «
, 3-61: egli è però necessario che v. a. spedisca subito innanzi il
ufficiale palatino appartenente alla famiglia papale, che soprintende alle fabbriche dei palazzi apostolici e
cervio, lxvi-2-111: un'altra tavola longa che vi capino almeno quaranta gentiluomini che saranno
longa che vi capino almeno quaranta gentiluomini che saranno li capitani delle guardie, lance
sm. (femm. -a). che precede qualcuno annunciandone parrivo; nunzio,
cose lorde. morando, 495: pareva che [le rondini] fatte loro foriere
onde vegna, ove vada e ciò che porte. / forier (risponde) il
, largo alla bella brigata, / par che gridin le trombe foriere. crudeli,
1-91: ha un corpaccio, / che scorre innanzi a lui come un foriere.
pubblicato del cittadino palese è un foriere che avvisa della pubblicazione di due grossi volumi
nereidi sospirando. -servo in livrea che precede la carrozza. chiari, 5-69
copernico. 2. figur. che preannuncia, che fa presagire, che
2. figur. che preannuncia, che fa presagire, che lascia presentire l'
che preannuncia, che fa presagire, che lascia presentire l'accadere di un fatto;
lascia presentire l'accadere di un fatto; che reca in sé le cause di un
i-73: un sogno, non più che ombreggiante il vero, senza colpa dell'
/ il valor d'un sorriso / che ravviva le gote / d'un delicato viso
strada. achillini, iii-171: aprii, che tanti fior vermigli e gialli / semina
odorato maggio. testi, i-181: o che l'alba foriera / del nuovo lume
ciel di rose asperga, / o che ne l'onda ibera / caggia naufrago apollo
, 1-80: come reumatici trampolieri / che si spennano, dentro i vasi arsicci /
dei vetri. -che procura, che fornisce; che apporta. praga,
-che procura, che fornisce; che apporta. praga, vi-875: qual
dell'azione mi accomiatavo da un compagno che andasse al pericolo per un'altra via
). ant. esterno, che viene dal di fuori; che sta davanti
esterno, che viene dal di fuori; che sta davanti. anonimo fiorentino,
gallia si ribellò da roma, sì che gli romani elessono tre dittatori sopra le forin-
, 1-i-256: non v'ho mai raccontato che il mio primo nacque, figuratevi,
nome del bombardiere piemontese ferlino o freylino che la inventò. forloccare, intr.
dèano lèggere, ché, davvero, che forloccàssero mai, maggi neppure sarebbe riuscito
oggetto si presenta alla vista; la figura che gli deriva dalla disposizione delle parti nello
], 2: coloro... che del tutto non osservano questo, nel
ingannati. tasso, 12-350: colui che fabrica le navi non solo è obligato
, 1-88: così il grand'animal, che mondo è detto, / col mutar
, 2-13: essere come l'acqua / che non è cosa alcuna quando è lei
frequentemente sottinteso il richiamo al godimento estetico che esse procurano alla vista con la loro
: l'amante semplice altra cosa non crede che sia da dimandare nell'amante se non
ragione, sì e per sì fatto modo che colui che ama è allato a lo
e per sì fatto modo che colui che ama è allato a lo impazare e alienare
modo modesto ed in modo grazioso, che non si potrebbe dire più. cellini
mobili / scender con lucid'orme / che mal può la dovizia / dell'ondeggiante
alfieri, 8-13: breve leggiadro piè, che snello snello / corri, e m'
: la barba bianca e lunga, che gli copriva le guance e il mento
, aveva assai più aggiunto di gravità che tolto d'espressione. de sanctis, 7-79'
maddalena bella benché penitente, bella sì che, mentre espia il peccato, con
la sua rara forma o per quella che le era simulata dal suo vestito, il
, i-582: le femmine guardavano, più che tèsili e blande / forme di un
, quella forma senile; / però che l'uomo giovine bello è, ma il
del suo marito, ella stessa, che le forme apresso di sé ne ritenea
una ragnatela biancorosa, è una pacchianata che, in fondo, mi diverte. soldati
: l'amore è una passione innata che move del vedimento e del temperamento e
di sua forma parlare volesse, / che solo un membro laudare compiesse. petrarca
/ tutto fu in lei, di che noi morte ha privi; / forma par
di tal forma da dio dotato, che chi in fazzia gli guardava, vedere gli
ii-354: vi pregherei... che mi procuraste una cassa di quei
procuraste una cassa di quei pezzi che escono da quelle fornaci, ma facendo
forme, ella vestiva un abito più che semplice e modesto. pirandello,
il capo della donna ove, fatte che ebbe le vaghe treccie quasi matasse d'oro
. parini, iv-17: i crin, che in rete accolti / lunga stagione fóro
. secondo i modi e le forme che s'usano. gherardi, ii-32: nel
non ha raggiunto mai forme più pure che a ferrara, a cesena e a rimini
emersa. -forma di denudazione: quello che assume in conseguenza dell'azione degli agenti
(267): tutti cominciarono ad affermare che, se paradiso si potesse in terra
potesse in terra fare, non sapevano conoscere che altra forma che quella di quel giardino
, non sapevano conoscere che altra forma che quella di quel giardino gli si potesse
onde più presto vanno imitando il dissegno che dissegnino veramente il sito loro. morando
conducendogli frettolosamente ad una rupe vicina, che in forma eminente s'alzava alquanto nella
tommaseo, i-292: non è parola che valga a rendere... il
delle nubi e la forma dei colli, che o soli o appoggiati l'uno all'
deserta fra buie forme di monti, sperai che la via si perdesse, rivo nella
qual davanti, / in forme ta'che dir non le saprei, / sì eran
modo di croce, perché, negli spazi che sono tra i rami di quella,
è formato di grandezza di gigante, che il nano nel quale è posta brieve forma
paio di posole di sì smisurata forma che le loro coregge erano molto bene un
gli apparve uno giovane di forma maggiore che umana. serdonati, 10-140: l'
quali [basi] si conosce chiaramente che ricerca colonne di maggior forma. vico,
egli si sentiva un essere molto grande che per caso gli altri non scorgevano nella
del mondo, però eh'alcuni filosofi provavano che 'l mondo è tondo, altri dicono
, xxiii-242: le vetraie numerose, che sono in bristol, si distinguono per la
assurda del bernini; basti il dire che, passeggiando sotto i portici, ad ogni
tutta in generale quella plebe di forme geometriche che scappano dalle mani quando si va sforbiciando
conv., ii-ix-5: sì come quello che mira riceve la forma ne la pupilla
leone ebreo, 33: non vedi tu che s'imprime e comprende la forma de
frutta. -con riferimento alle immagini che impressionano la fantasia durante il sogno.
travagliato e sì inquieto dorme, / che il premon mille spaventose forme. guarini,
fallaci forme / del senso, allor che dorme. marino, 215: o del
belle, e sì distinto, / che maggior lume il ver mai non colora.
specchio lucenti e forme di dio, che più riluce iddio negli angioli e più si
angioli e più si vede in loro che in tutte le creature. storia dei santi
dice metaforicamente lingua ogni piccola montagnetta, che, alzandosi alquanto dalla terra o dall'
una stretta punta, come si vede che finisce la lingua. montale, 90
90: perché l'opera tua (che della sua / è una forma)
quel nimbo di vischi e pungitopi / che il tuo cuore conduce / nella notte
altrui forma, / come l'altro che là sen va. caro, 2-966:
, 2-32: si trasformano molte volte meglio che sanno, per ottenere sotto diversa forma
4-324: io fui la sola / che il ravvisai sotto l'estranie forme. pisacane
e ti raccomando l'amor mio, che è (credilo pure, non ostante certe
proteo, in verità mi sentirei meno imbrogliato che a darti una netta definizione di quello
a darti una netta definizione di quello che mi è sembrato essere il carattere di
sozze trombette, giovani sfacciate, / che n'andate col collo discoperto, /
g. stampa, 32: voi, che 'n marmi, in colori, in
questa e quell'altra figura, / che poi somigli a la sua forma vera
la più bella creatura, / che facesse giamai la prima cura, /
giamai la prima cura, / poi che con le sue man fe'la primiera.
perfezione] la forma in me stesso, che già non crederete esser io venuto ad
, iii-495: la intenzione mia fu che t'errata'si stampasse né più né
volle lo spirito santo... che delle cose degne di continua memoria non tanto
e i capitelli d'oro, / da che i gemmati palchi eran suffulti, /
palchi eran suffulti, / i peregrini marmi che vi foro / da dotta mano in
spagna minuta con le forbici se gli dà che forma altrui vuole d'animali, navi
serpenti e spiranti fuoco in quella forma che noi altri in europa dipingiamo i diavoli
umane forme. parini, 378: questa che le mie forme eterne rende, /
eterno, o figlia, / dell'amor che per te saldo m'accende. foscolo
, ovati, ed altre cose simili, che in pavimenti e altre forme piane fanno
, o tonde o angolari, che essi incastrano per ornamento ne'sodi de'
marmi bianchi e d'altre pietre; il che dicono essi lavoro di forme.
di forme. -l'insieme delle tessere che formano un mosaico. baldinucci,
baldinucci, 7-97: il musaico di che è coperta la cupola per di dentro