cose] una, ch'è più notabile che alcuna dell'altre al parer suo,
27 * 8: come il bue cicilian che mugghiò prima / col pianto di colui
colui, e ciò fu dritto, / che l'avea temperato con sua lima,
vulgarmente l'andare in corso: per ciò che sì come i corsari tolgono la roba
dee., 2-9 (244): che tu prenda questi miei panni, e
mio e tuo signore, e dichi che tu m'abbi uccisa; ed io ti
la quale tu donata m'avrai, che io mi dileguerò. alfieri, 1-307
. giamboni, 4-283: è manifesto che quelli tempi da catuno lato fuoro miseri
fuoro miseri iudicati, con ciò sia cosa che, e se vincere potieno, contra
dante, purg., 3-82: ciò che fa la prima, e l'altre fanno
., 10-10 (499): poi che pure in queste catene vi piace d'
, e noi nutrica / il valor che alle donne etnische e perse / plorar
fosse da aver cara, si è perciò che vaghezza e trastullo e diletto è della
: e se non piangi, di che pianger suoli? arrighetto, 246: quando
-cominciate voi prima a far de'fatti che a dir delle parole? cellini, 507
al diavolo. alfieri, 1-539: e che? men caro forse / mi fosti
leopardi, 15-19: or dimmi, e che t'awenne? / sei tu quella
villani, 11-3: venne il dì che iddio avea minacciato, ed ecco di verso
tre giovani, non per ciò tanto che meno di venticinque anni fosse l'età
venticinque anni fosse l'età di colui che più giovane era di loro. leopardi
: io me ne stava / alla finestra che risponde al prato, / guardando
distaccasi la luna; e mi parea / che quanto nel cader s'approssimava, /
, / tanto crescesse al guardo; infin che venne / a dar di colpo in
, iii-1-251: ma e chi non sente che la delicatissima voluttà che nutre l'ingegno
chi non sente che la delicatissima voluttà che nutre l'ingegno di chi legge i poeti
i poeti deriva unicamente dall'utili verità che quasi senz'avve- dersene lo innamorano della
oh voto infausto! / e tu che la scorgesti, / e tu che l'
tu che la scorgesti, / e tu che l'esaudisti / nume di lei più
butto; » e crostarosa, o che avesse perduto finalmente la pazienza,
perduto finalmente la pazienza, o che fosse nervoso per via dello scirocco, le
. con valore condizionale: non altrimenti che, se, purché, a patto che
che, se, purché, a patto che. fra giordano, 3-196: i
il gallo più savio di te, che veghia al matino, e ttu dormi.
petrarca, 18-13: tacito vo, che le parole morte / farian pianger la
pianger la gente: ed i'desio / che le lagrime mie si spargan sole.
101): io non ho vicina che pulcella ne sia andata a marito ed anche
mentire, / ma quel medesmo error che 'l suo germano / a morir trasse
, e poi gli scolari si dolgono che le dozzine son care. giusti, 4-i-182
, quantunque; eppure; e sì che. dante, inf., 25-33
/ sotto la mazza d'ercule, che forse / li ne diè cento, e
restare a parlar meco: / vedi che non incresce a me, e ardo.
formazione delle locuzioni avverbiali: e sì che, e anco, e pure (più
cor. cassola, 2-282: lo sai che ho smesso perfino di andare alle partite
perfino di andare alle partite? e sì che sono un appassionato. giocavo anche discretamente
. passavanti, 19: consideriamo, che tutta la buona gente n'è ita
singulti e que'pianti e que'sospiri / che 'l miser core voi accompagnomo, /
anche considerarsi un fatto puramente grafico (che nei codici e nelle edizioni si alterna
ed), specie se si considera che assai spesso è resa con la sigla medievale
; i-7 (12): « pare che le figure del cielo fossaro desegnate z
simintendi, 3-133: elle sono tali che appena possono atomeare e distesi uveri
e voglio in gesù cristo, che stiate fermo a stirpare e'vitii e a
strati punivano il padre, gastigavano e'precettori che non li corressoro in tempo.
ariva a la battaglia, / che caccia e cristiani alla distesa, /
debbono fare a poco a poco, acciò che si assaporino meglio. guicciardini,
intorno alle quali tutti e'giorni che mi avanzavano del mio lavoro della bot
. i testi antichi scrivono e, che le stampe assai spesso distinguono con l'
di cinghiale, e le corna lunghe più che uno gomito. pulci, 25-316:
pulci, 25-316: un'altra bestia, che si chiama eale, / la coda
grecismo (éaurov tifjuùpounevoi; 4 colui che tormenta se stesso ') che terenzio
colui che tormenta se stesso ') che terenzio diede come titolo a una sua commedia
agg. letter. d'ebano, che è proprio dell'ebano, che ha il
, che è proprio dell'ebano, che ha il colore dell'ebano, nero
ebbri di pianto, e nel freddo chiarore che piovèvan le stelle, un giovane raffigurò
plur. - »). artigiano che lavora legni pregiati, in partic. l'
finissimo acciaio... gli ebanisti, che lavorano materie più tenere, fanno esse
: bruno era un semplice operaio ebenista che col suo buon cervello e co'suoi
fecero guerra. petrarca, vi-1-56: quei che '1 mondo governa pur col ciglio,
mondo governa pur col ciglio, / che conturba et acqueta gli elementi. metastasio
i-105: dimostrando nel partire tanto spavento che pareva fusse già circondato da'franzesi, e
voltandosi paurosamente a ogni strepito come temendo che gli fussino contro il cielo e gli
oh come mestamente all'infelice, / che gli estinti ne'campi ermi lamenta, /
, buoni costruttori con l'unico elemento che offra il paese, il cotto.
in loro particolarissimo elemento, faceva bisogno che vivessero. f. negri, 273:
: in somma la noia non è altro che una mancanza del piacere che è l'
è altro che una mancanza del piacere che è l'elemento della nostra esistenza.
nella impossibilità di fissarsi su un elemento che manca loro continuamente di sotto,.
elemento, né ella celava la gioia che provava a trovarcisi immersa.
erano buoni elementi, tanto nella guardia nazionale che nei volontari. pea, 7-601:
: per parte loro, non avevano che da lodarsi delle prestazioni del giovane.
: quando uno dice elementi, invece che uomini, è liquidato. 6
. 6. ciascuna delle parti che concorrono a formare un tutto organico,
o astratta); argomento, fattore che contribuisce a un certo risultato; principio
mondo, perché discemete ancora, secondo che voi viveste al mondo...,
adunque, per questo, la vita, che appresso i mortali è stimata tra i
le nevi il quinto elemento, / che compongono il vero bevere. cesarotti, i-308
. manzoni, 142: chi non sa che la sospensione o, vogliam dire,
ne è la forma: due elementi che debbono compenetrarsi e formare una totalità.
-in partic.: a indicare un gruppo che si distingue per proprie caratteristiche (sociali
: anche l'ordine dei contadini, non che quello de'cittadini, degli ecclesiastici e
stati generali del regno;... che meraviglia dunque che da una sì concorde
regno;... che meraviglia dunque che da una sì concorde unione di questi
urge e urla l'elemento slavo, che, o czarista e ortodosso, o nihilista
: non so chi possa ancora sostenere che le donne siano l'elemento passivo della
l'elemento passivo della società. sono esse che colmano le differenze, che salgono le
sono esse che colmano le differenze, che salgono le scale più difficili, che varcano
, che salgono le scale più difficili, che varcano le soglie più difese.
-avete già trenta elementi di più: che posso farvi? -rispondeva la direttrice, desolata
ma sovrapposizioni di elementi informi come quelle che i bambini compongono coi dadi finché non
quattro spirali (« elementi ») che si accendevano a due per volta.
alvaro, 14-9: discorrevamo di ciò che è finito con la giovinezza, e
7. dato, notizia, informazione (che consente di trarre determinate conclusioni),
carducci, ii-3-169: mi ha detto che il ministero ha ora gli 1 elementi
padre? madre? fratelli? di che condizione sono? come vivono? che
che condizione sono? come vivono? che tenore tengon di vita? come posso formarmi
pure insino a'fanciulli, insino a quelli che non hanno elementi di lettere, che
che non hanno elementi di lettere, che le prosperità non durano, che la
, che le prosperità non durano, che la fortuna si muta. marino, 6-179
campo delle scienze matematiche, esposizione sistematica che partendo da proposizioni evidenti procede per teoremi
. redi, 16-vi-306: è succeduto che ella si sia compiaciuta di rendere immortale
pital, e furono come la prima scintilla che accese il suo genio per le matematiche
uno stato 'elementare ': un paese che aveva vivi, or son pochi anni
, il leopardi e il giusti, e che ha vivo l'autore dei promessi sposi
di una parola o di una frase che si isola per analizzarla. -ant. suono
: i suoni e gli elementi sono quelli che formano, e quasi tessono il parlar
non terrei dannabile l'opinion di coloro che distinguono elemento da lettera, perché strettamente
, elemento del parlare è una semplice voce che si forma dagli uomini con un solo
: saranno belli e pregevoli que'vocaboli che colla natura e l'accozzamento de'loro elementi
al vivo le qualità esterne degli oggetti che hanno una qualche analogia diretta o indiretta coll'
presto modellato sul gr. ototxelov * che fa parte di una serie, che
che fa parte di una serie, che si dispone in una successione di cose '
è in masse molli, pastose, che ricordano il miele bianco, di odore
cedri. quello medesimo è gomma cedri che gomma elemi: benché alcuni piglino in
: 'elemi'. specie di gomma, che ci capita dall'etiopia, e che ha
, che ci capita dall'etiopia, e che ha virtù risolutiva, detersiva, e
2-311: 'elemi', specie di gomma che stilla da un albero americano, e
ai poveri e ai bisognosi; ciò che viene donato per carità. -eccles
, nato dal precetto della carità, che obbliga ad amare il prossimo non a parole
con le vestimenta stracciate e laidissime, che parevano quasi ignudi, e domandavangli elemosina
domandavangli elemosina, e specialmente lo pregavano che dovesse dare loro alcuno vestimento per ricoprire
di daniello dato a nabuccodonosor re, che con elemosine ricomperasse le sue peccata. beicari
/ l'elemosina è (dice) che si lassa / alcun, che fatta sia
dice) che si lassa / alcun, che fatta sia dopo la morte. ochino
predica fede predica in prima una cosa che è opera di dio... similmente
se non temessi di avventurarmi troppo direi che la elemosina supera di virtù il battesimo.
govoni, 7-31: il vecchio cieco / che, strisciando lungo il muro umido,
l'anima dal suono / dell'elemosina che conta / e fa scorrere sulla palma
spettacolo di sé. 2. obolo che si dà nelle chiese a scopo benefico
g. bentivoglio, 5-i-251: ha risoluto che si procuri che si facciano larghe elemosine
5-i-251: ha risoluto che si procuri che si facciano larghe elemosine a questo effetto per
. cattaneo, iii-3-259: una lettera che raccomanda al padre, anche in nome dell'
2-131: don girolamo gli avrebbe detto che era malato, morto di fame, ridotto
di fame, ridotto all'elemosina, che i nipoti l'avevano spogliato di tutto,
i nipoti l'avevano spogliato di tutto, che il suo buon cuore era stato la
nome di ricognizione e d'elemosina, che per debito tributo gli danno. di brente
amorevolezza i vecchi, massime nei tempi che corrono, tanto diversi dai loro, è
, è una vera elemosina di vita che loro si fa. guerrazzi, 6-73:
sua parte di diritto, esige quello che gli spetta senza dover baciare le mani o
arie sperdute / vanità di un'offerta / che nessuno raccoglie! bocchelli, ii-8:
padroni, un affitto tale da non dire che avesser la casa in elemosina, e
in elemosina, e riscuotevano pensioni meglio che decenti. -compenso, risarcimento.
. della porla, 2-331: avertite che, doppo fatta l'opra, vo'
. di elemosinare), agg. che chiede la carità. -sostant.: mendicante
bocchelli, 13-199: al primo elemosinante che s'affaccia in bottega, gli vuota
. pavese, i-12: preferivo credere che [il mendicante] avesse parlato senza
. morante, 2-95: mi spiegò che [gli spettri] sono semplicemente dei disgraziati
pace eterna. elemosinano, agg. che elargisce elemosine. cavalca, 19-330:
elemosine. cavalca, 19-330: mostrasi che era stato elemosinario, ma non avea
quale fu così appellato per le grandi limosine che faceva. leggenda aurea volgar.,
] al ministro, non volendo elemosinari che gli accattassi il pane corporale, avendo
scarse fette di trista polenta, piuttosto elemosinate che guadagnate qua e là per le case
ramministrazione e alla distribuzione delle elemosine che da ogni parte del mondo cattolico le
(ant. elemo$inièro), agg. che fa molte elemosine, caritatevole. -
servano la legge loro maomettana molto meglio che non facciamo noi cristiani la nostra,
148: l'orazion funebre, che si fa negli atti apostolici della elemosiniera
semidio della città. 2. che si riferisce alle elemosine. beccaria,
beccaria, ii-520: i soccorsi elemosinieri oltre che sono scarsi ed insufficienti a un bisogno
3. sm. prelato di corte che aveva l'incarico di distribuire le elemosine
. -elemosiniere segreto del papa: prelato che presiede l'elemo- sineria apostolica. -grande
vostra maestà del beneficio di chanstrac, che ella s'è degnata di domandarmi per
: elemosiniere è quel sacerdote o prelato che i gran principi deputano a regolare gli
registrare, notare ': è tal parola che muove a riso; eppure l'adoperano
audaci, 'die tapfersten soldaten 'che hanno spezzato il marmo sepolcrale della tradizione
. elencativo, agg. raro. che rammenta un elenco, che fa pensare
raro. che rammenta un elenco, che fa pensare a un elenco.
con la puntigliosa esattezza elen- cativa, che anche è propria dei testi di legge inoperante
5-139: masticavano anche altri dolci: che si ritrovavano tutti elencati fra le ricette
della santa sede, con quell'animo che si adegua e s'esprime nella forinola
sm. (femm. -trice). che compila un elenco. elencatòrio
meglio vacare allo studio delle lingue « che oggi è la base », dopo lungo
di tutti i vantaggi e benefizii filologici che se ne ponno ritrarre, finivano quasi regolarmente
bacchelli, 13-33: parlava più a sé che a lui, in un'amorosa e
e nostalgica elencazione: -vi basti di sapere che io
corsero naturalmente due o tre dottori, che ci voglion sempre quando si muore.
: dura più una pentola fessa, che una nuova. palazzeschi, i-762: la
, ed eravamo in parte, / che là dove pareami prima rotto, / pur
rotto, / pur come un fesso che muro diparte, / vidi una porta,
la ranocchia non potrebbe mai tanto gonfiare che fusse per la minima parte dii fesso
sotto, nascano nelle porte rimurate, che calan più ne l'altezza che nella
, che calan più ne l'altezza che nella larghezza loro. michelangelo, i-127:
ond'esce, per quei fessi / che 'nanzi dì mi chiamon la mattina. berni
all'uscio, e per il fesso, che non ben suggellava, vidi il fratacchione
non ben suggellava, vidi il fratacchione che s'era di già cavato la tonica
dattorno al viso con aliti così piacevoli, che è una delizia. fiacchi,
, allentato, e quasi divelto, che, se vogliam dir così, li teneva
era affacciato a quel fesso, a gridar che aprissero. nievo, 595: il
con pietre, estraemmo due lunghi pali, che erano poi due pinastri soltanto diramati.
bocca il fesso, / e sente che 'l parlar non gli risponde. buonarroti
17-53: la fraude insegnò a noi, che contra il naso / de l'orco
l'uscir del fesso. / poi che di questo ognun fu persuaso, / quanti
, uccidian tanti becchi, / quelli che più fetean, ch'eran più vecchi.
crudo. 5. la linea che separa le due natiche. dante,
di presso / vidi sì torta, che 'l pianto delli occhi / le natiche bagnava
fesso. getti, 15-ii-237: il pianto che usciva loro per gli occhi, bagnava
dietro, passando loro per il fesso che noi abbiamo fra l'una e l'
finora 11 gentil sesso / drudo, che pagatore ower geniale / prese a pigione
altro dell'imposta c'era un fessino che appena si vedeva. -fessolino,
fra giordano [crusca]: questo significa che nell'anima tua non dee esser nullo
, 1-184: io ho fatto esperienza che simili intonichi non scoppiano mai se,
mai se, nel farli, subito che si veggono apparire que'fessolini, e'
sciocco, imbecille; stupido, minchione; che non sa o non vuole approfittare delle
approfittare delle facili e vantaggiose occasioni; che è incapace di farsi valere, spesso
tanto chiasso per un senofonte piuttosto fesso che efèsio? panzini, iv-258: '
fesso', voce napoletana di origine sconcia che oramai ha cittadinanza italiana. vale * stupido
, 1-205: questo è un tempo che chi non arricchisce col commercio è un
un fesso. buzzati, 6-166: guarda che non è giusto, pensa alla tua
rimetterci tante vite di fratelli? -fesso che sei! tutte le conquiste costano sangue
umoristici. 2. per estens. che esprime stupidità (lo sguardo, il
. savinio, 10-76: gli espositi che via via si spargono per il mondo
fare il fesso per forza, lui che aveva voluto sempre fare il furbo.
». ma non erano le parole che contavano. contava il tono. 4
di sottilissimi e quotatissimi, l'unico che non mi sia sembrato un somaro è lui
. apertura stretta, lunga e sottile che si produce per lo più in muri
in francia fue sì grandissimo secco, che tucti i fiumi e pozzi e fontane
fuoco, sì grandi e forti, che poi a due anni, né per piova
parte [della statua], fuor che l'oro è rotta / d'una fessura
l'oro è rotta / d'una fessura che lagrime goccia, / le quali,
non fu sempre di fuoco: però che, o vero che la terra è animale
fuoco: però che, o vero che la terra è animale, e vive,
, e vive, e ha fessure che mandano fuori la fiamma per molti luoghi.
mirando fisso per una fissura et aspettando quello che avenir potesse. tasso, 11-62:
tutte bollir tacque e le pietre, / che poi fumanti e calde / mandan per
salvamento, ma il vino di siracusa che v'era dentro se n'è ito
acuto: è il vento di dicembre che turbinando percorre la nuda campagna. d'
pelo e fatta così patente fessura, che... pare che minacci presentanea ruina
fessura, che... pare che minacci presentanea ruina. pallavicino, 8-40
: cancelleremo il * tum 'avverbio che sembra una zeppa per turare pn buco
in piedi ma contrassero il suo occhio tanto che traverso la fessura che le palpebre lasciavano
suo occhio tanto che traverso la fessura che le palpebre lasciavano non si vedeva che
fessura che le palpebre lasciavano non si vedeva che il bianco coperto dalla solita luce gialla
. pasolini, 1-44: quella bocca rossa che pareva una fessura dell'inferno.
saprà, e odirà eziandio le giunte che vi saranno fatte. s. bernardino da
: elli fa come fa il cane che è stato cacciato della casa del suo
. praga, iv-17: mi accorsi che, invece di seguire il consiglio materno,
. -per estens. la luce che filtra attraverso uno spiraglio. boine
tesauro, 3-554: la disperazione, che apre gli occhi quando la speranza li
sferico di terra cotta, senz'altra bocca che una fessura per cui si fanno passare
: di lui m'avveniva di pensare che, tra le bilancine e gli alberelli
mentalità e d'una concezione della vita che, in molti di questi uffici, la
aggiunse all'elmetto la baviera o visiera che alzavasi, e se bassa una fessura a
piuttosto roma, e'suoi abitatori, / che di se stesso aver debita cura.
sarebbe stata memoria di curzio, intendendo che chi voleva salvare la romana republica bisognava
chi voleva salvare la romana republica bisognava che montassi a cavallo armato di tutte arme,
de l'alta scesa; quivi / più che si può tacitamente entrando, / il
attenderò di dar effetto / a quel che bramo. a. verri, i-82:
quale esalava denso fumo, indizio manifesto che la divinatrice era intenta ai consueti sacrifizi
la fuga, cominciò un fischio rabbioso che formava delle parole. -alpin.
incrinatura verticale in una parete rocciosa, che non consente il passaggio di un corpo
mio son gli altri tratti, / che precedetter me simoneggiando, / per la fessura
superbia del tuo cuore ha tolto te, che abitavi nelle fessure delle pietre. grazzini
. baldini, 6-48: gli pareva che il dragone avesse lo stesso viso fosco e
fosco e arroventato dello sputamorti: e che essendoglisi troppo avvicinato quegli lo acciuffasse per
fessure del cancello ed alzò il saliscendi che fermava il cancello di dietro. jahier,
arcuata su cui scivola l'acqua, suola che non sporge per farsi vedere, ma
ma aderisce alla tomaia con stretta fessura che un 4 fià de grasso 'basta a
l'una e l'altra tavola quel che avvenisse tra quei due. -figur
bernardino da siena, i-20: la mirra che cade dagli alberi di sua natura è
dagli alberi di sua natura è meglio che quella che si fa con certe fessure
alberi di sua natura è meglio che quella che si fa con certe fessure si fanno
300: ha due fessure per piede, che vengono a far tre dita. il
la marza] nella fessura, sì che buccia sia con buccia e legno con
scorza sopratutto sia unita di modo insiememente che paia tutt'una. diodati, 1-106:
, orsi, e lupi, ma conveniva che ci fosse la forcatura. g.
9-44: usisi questo unguento infinattanto che le rotture o fessure delle garbe
piedi, ed è tutto quanto costretto, che non si può movere se no il
. tommaseo, 3-ii-115: immagina dante che ciascuna parte del corpo del vecchio,
salvo la testa, abbia una fessura che geme lagrime, le quali scendono in fiumana
la siccitade della complessione, e conviensi che veggia anzi la cura, che li
e conviensi che veggia anzi la cura, che li sia ferma la rossezza, che
che li sia ferma la rossezza, che, da poi ch'ella è ferma,
. - fessura articolare: intervallo lineare che si forma per separare due ossa nel
: malformazioni caratterizzate da una fenditura che interessa per lo più la regione laterale del
del frenulo. gelli, 8-20: che la lingua sia distinta da una certa
9. la linea, il taglio che divide le due natiche. brancati,
di zoccole fetenti, polipacci stanchi, che vi ficco questo piede nella fessura del c
in sepoltura: le correnti d'aria che soffiano da fessure, sono molto nocive
pass, di fessurare), agg. che presenta fessure o screpolature (una finestra
o del legno da essi ricavato, che costituisce un grave difetto determinante il deprezzamento
fessurazione corticale: malattia del susino, che si manifesta con fenditure nelle cerehie legnose
tutti li dì della vita sua, fuori che li sabbati e li primi dì della
, iii- 46: voi sapete che andando una volta li discepoli e passando
la squilla dà segno / della festa che viene; / ed a quel suon diresti
/ ed a quel suon diresti / che il cor si riconforta. nievo, 1-221
. serao, i-994: caterina asserì che era festa, era domenica: nossignora
: la signora bice aveva detto asciutta che potevano starsene a casa quel pomeriggio perché
/ giorno chiaro, sereno, / che precorre alla festa di tua vita.
feste... co'lavoratori, però che tutti beono e sono caldi di vino
casa una non meno valorosa e nobile che ricca e bella donna vedova quattro giovani
messa. giamboni, 94: colui che dio ama... e le
sarpi, i-295: [stabilisce] che li curati inferiori debbino insegnar le cose
. -feste fisse: solennità liturgiche che cadono ogni anno nel medesimo giorno (
ecc.). -feste mobili: quelle che (come, per es.,
celebrano in rapporto con la pasqua, che cade la domenica successiva al plenilunio che
che cade la domenica successiva al plenilunio che segue l'equinozio di primavera (21
gregoriano 'accomodato al loro di modo che possono per se stessi i cristiani sapere
domenica è pasqua. di tre pubblicazioni che ci vogliono in chiesa se ne guadagna
doppia. -mezza festa: quella che essendo meno importante, comporta, negli
le feste): i giorni di vacanza che lavoratori e studenti hanno in occasione del
del papa. bisticci, 3-57: narrava che, sendo d'età d'anni diciotto
auguro felicissime e colme di tutte quelle grazie che alla sua bontà si convengono. foscolo
lettera delle buone feste: gli auguri che si inviano a parenti, amici, conoscenti
la cifera patema / lascio a colui che per l'idee foreste / in cifera scrivea
7-94: sarà da un mese e mezzo che non mangia, non beve e non
anco festa a gli scolari, / che il petrarca sapean col senno a mente.
lippi, 10-42: il garani, che stava alle velette, / vedendo che
che stava alle velette, / vedendo che 'l compar viene alla cesta, / che
che 'l compar viene alla cesta, / che le scope si spengano commette, /
l'affatto, pensandomi... che la musa mia... m'avesse
date festa, ma al giudizio di quelli che lo tengon sempre a bottega.
andare a scuola, riposarsi; smettere ciò che si sta facendo. michelangelo,
vigilia. fagiuoli, 3-1-116: e che ti puzza l'essere immortale, / che
che ti puzza l'essere immortale, / che appena tocco bomba, hai fatto festa
, ed avea l'armi più utili che di bella apparenza, e non cantava
dante, par., 16-129: ciascun che della bella insegna porta / del gran
61: tutti furo in uno volere, che in tutte le feste di nostra donna
scintille de fuoco, causate per ciò che de tri dì inanti era stata la festa
: da poco buono cristiano non sapeva che lunedì fosse festa, e che questa festa
non sapeva che lunedì fosse festa, e che questa festa fosse l'ultima di pentecoste
5-35: osservo di sfuggita la parente che mi siede accanto in questa odiosa festa
richiesta delle otto ore di lavoro, e che destò sospetti e paure...
, i templi e le gran feste / che per addietro soleva ir cercando, /
, tranne le cosidette patrio- tiche, che però non son feste, bensì vere fatiche
-padrone, signore della festa: colui che organizza, coordina, sorveglia le feste
..., né ad altro servivono che a scusare con qualche lecita cagione colui
a scusare con qualche lecita cagione colui che l'ha composte o il padrone della
. intende il signore delle feste o allegrie che si facevano in firenze nel mese di
tessono alla voglia / di quel signor, che a tempo ve la presta. manzoni
alla quale parlassi è stato il desiderio che non ho potuto esaudire mai.
purg., 30-65: vidi la donna che pria m'appario / velata sotto l'
letizia e festa, / tutta fiorita che pare un rosaio. boccaccio, i-93:
, mostrando quella allegrezza e festa, che del tutto era di lungi da lui
, tanto allegrezza lo porta, / che cominciò a sonar per festa un corno.
1-134: ma io non ho dolor che mi rimova / da la mia festa pura
, oltre alle cose già dette, che 'l... sappia con una certa
a festa e riso, di sorte che, senza venir mai a fastidio o pur
.. un'inquietudine, un presentimento che la cosa non avesse a durare. carducci
nel core / da quella festa immensa che l'alma natura intonava. -persona
l'alma natura intonava. -persona che è causa di gioia, consolatore.
figlia primo genita di quel re superno / che tutti i re governa...
personaggio illustre per significargli la contentezza che procura il suo ritorno, la sua vista
tanta festa e tanta dimostrazion d'onore, che mai n'aveva fatto tanto ad altr'
, ecco arrivare un nobil giovane, che venne con gran festa accolto, essendo,
al nepote e rendégli tutta la terra che a lui s'aparteneva. tavola ritonda,
sassi e far festa alla dea mentre che passava. manzoni, pr. sp.
(500): [agnese] pensò che potrebbe farsi conoscere da quel signore,
, ma tanto alto e grosso è che, se s'alza in piedi e ti
e non ardisce accostarglisi, per timore che il buon bestione non gli mostri i
ho trovato la maggior parte degli amici, che ho riveduti con gran piacere, e
. pirandello, 7-778: sembrò una cagnolina che, colta a tradimento da un sasso
8. ant. gli oggetti commemorativi che si vendono in occasione di una festa
spettacolo; molto ci entra di ciò che i francesi chiamano feste. di giacomo
il balconcello di gennaro auriemma, armiere, che in quel punto schiacciava un bel sonno
bel sonno, senza mai poter supporre che ventura toccasse ai poponi suoi, dei quali
le pizze... e tutto quello che sia buono da mangiare essendo cotto nel
, da'quali son dimandati i confertini, che si fan di pepe e mele nelle
. panigarola, 3-ii-397: crediamo noi che più sorti di scrivere per giuoco abbia
: m'è stato detto di non so che festa, / che voi gli fate
di non so che festa, / che voi gli fate quando egli è a cavallo
: festa [si chiama] la baia che si fa tal volta a uno,
, voi siate lo ben venuto, che siete venuto alla mia dolorosa festa, la
avete disiderata,... imperò che tosto vede- rete morto il vostro tristano
bencivenni, 4-20: si dorme e sogna che vae a festa ed a nozze.
6-1-165: ma sappiano, questi deliziosi, che se elli vogliono ora godere e avere
tutti la festa arran senza vigilia. / che franco fece quel che era impossibile /
vigilia. / che franco fece quel che era impossibile / gridando: non gireti mai
: non gireti mai in sicilia / che vi farem sentir il fine orribile.
-campane a festa: lo scampanio festoso che annuncia una lieta ricorrenza, un lieto
lieto evento. rovani, ii-82 fate che il generai bonaparte tocchi una buona rotta
cecchi, 20-25: i'ti so dir che tu m'hai concio / ve'pel
assediato [la mia ipocondria], che posso dire d'essere accomodato per le
11 (191): ma, che sotto questo tetto ci fosse una spia!
ti so dir io, griso, che lo concio per il dì delle feste.
e poca fatica. pea, 7-136: che almeno fosse scotennato per le feste,
sta a vedere,... che il padre eterno ha perso la pazienza e
spadroneggiare. salvetti, 226: or che dicon laggiù ne'campi elisi / confinati
quando veggon lassù sì fatti visi / che comandan le feste? -dare a
, tinnire a festa: delle campane che suonano in modo particolarmente gioioso, allegro
sentì anche l'eco del monte, che ogni tanto ripeteva languidamente il concento,
nievo, 1-317: fino le campane che tumultuavano a festa non serbavano più quella
a festa non serbavano più quella voce che avea dilettato le sue orecchie infantili.
così strana e cupa lontananza, / che là si trova il desiderio, e resta
e dàgli una percossa così pazza, / che lo disgamba. -del (
fagiuoli, 3-3-321: seguiva a dir che di san pier la vesta / gode
.. / dateci qualche cosa; ma che sia / diviato; una bella fritturina
si ben quadrata; / con quelle ciglia che pare una festa, / quand'ella
tenera età]... ci pare che sempre il cielo e la terra ed
far festa e giuoco; / fa'che le tue cucine non sian vane. canti
a invidiare l'estasi delle purissime anime che fanno continua festa ne'sempreverdi giardini d'
cinzio, 1-10 (1850): siila che sotto il letto era, e si
grande del natale suo, del dì che nacque. testi fiorentini, 183
; ché il suo avea diomedes, che molto ne fecie grande festa. boccaccio,
giucare a'scacchi; e anichino, che di piacerle disiderava, assai acconciamente faccendolo
faccendolo, si lasciava vincere, di che la donna faceca maravigliosa festa. giovanni
appena inteso il motivo della mia venuta che ne menò grandissima festa. caporali,
donolle al degno erede / di cesar, che ne fè gran festa e gioco.
matto della festa, con un gusto, che di questi gusti non ne ho mai
sarai dal re... sia certo che ti vuol far la festa; però
. 23 (399): pareva che volessero dire: fargli la festa a quel
alle spie fargli la festa oggi piuttosto che domani. -macellare (un animale
la principale e più solenne festa, che si faccia in questa terra, è
fine ': e qui vuole esprimere, che questo barbiere dava fine a ogni cosa
questo barbiere dava fine a ogni cosa che veniva in sulla mensa. -farsi
signori. michelstaedter, 426: quello che io mi facevo una festa d'ammirare
mi facevo una festa d'ammirare ma che invece mi disilluse un po', fu
[polinesso] si lancia, / che desioso di finir la festa, / mira
, / e va pe'fatti tuoi; che tu hai il torto / a dar
, 122: per quel brieve tempo che ti resta / usalo, donna, accortamente
): con calandrino usavan per ciò che de'modi suoi e della sua simplicità sovente
. della casa, 594: di sciocchezza che altri dica, fa la festa e
gli abiti, gli ornamenti più belli che si possiedono, quelli che si indossano
più belli che si possiedono, quelli che si indossano solo nei giorni festivi.
tutto questo paesaggio abbigliato a festa, che empiva, faceva traboccar l'animo di amore
a braccio d'uno dei « gentlemen » che abitano con essa. prati, i-32
il beneficato, dato fondo a tutto quel che gli rimaneva di soldi, si aggeggiò
, prendersi gioco di qualcuno, di ciò che 10 riguarda. caro, i-136
non vo'spendere in una sera ciò che io ho, che chi sguazza per le
una sera ciò che io ho, che chi sguazza per le feste, stenta il
casa sconsolato: volerci immischiare in ciò che non ci riguarda, volerci introdurre dove
dove non siamo graditi non può procurarci che dispiaceri. -fatta la festa,
grazzini, 4-270: io ti dissi che gli voleva innanzi: tu non debbi
voleva innanzi: tu non debbi sapere che, fatto le feste, non si trova
1-118: ogni nostra ripartenza piglia un che di simpatico e di famigliare che mi
un che di simpatico e di famigliare che mi rammenta le festicciole domestiche. landolfi
, impostaci da una frotta di parenti che ci colse dopo cena, armata di voci
dossi, 665: vero è, che talvolta si arrischia in qualche festina di
620: quivi con una festaccia, che mai la maggiore, raccontarono il fatto
cui festo registra la forma arcaica, che non aveva ancora subito il rotacismo:
pulci, vi-iii: io so che niente si può fare sanza noi;
può fare sanza noi; e basti che ho speranza, al tornare, se saranno
a uno di loro nell'orecchio cosa che lo farò tutto sollucherare dall'allegrezza. ordini
quali [cerimonie] ordiniamo e dichiariamo, che da'padri governatori si debbia deputare nel
compagnia de'più nobili giovani della città che si facevano chiamare gli umidi...
compagnia di giovani,... che si chiamava... degl infiammati.
gran faccende la commissione dei festaioli, che riceveva dai divoti l'adempimento delle promesse
, i-104: verità si è, / che per la gradazion dell'altitudini, /
finch'ei giunga in salotto, non che in sala; / e si conosce nel
franco vi giuocola e vi trottola, / che... / quanto a me
del rosso, 1-2-49: moderò le spese che si facevano ne'giuochi e feste,
si facevano ne'giuochi e feste, che allora si celebravano, perciò che egli
feste, che allora si celebravano, perciò che egli scemò i salari e provisioni a'
, dove tanti festaiuoli venuti vi sono, che iddio vel dica. b. corsini
4-42: quel senso di solitudine fisica che l'aveva accompagnato tutto il giorno fra
un avvenimento, una ricorrenza); che trova il suo appagamento nella spensieratezza dei
(una disposizione dell'animo); che si presenta con un aspetto lieto,
iii-22-90: altra manifestazione di rettorica, che era la tendenza celebrativa e festaiola degli italiani
. e con gli altri signorotti, che erano sempre presenti ad ogni avvenimento festaiolo
presenti ad ogni avvenimento festaiolo o politico che si svolgesse in paese. comisso,
pres. di festare), agg. che fa festa, che è in festa
, agg. che fa festa, che è in festa, che manifesta apertamente
festa, che è in festa, che manifesta apertamente gioia, allegria, entusiasmo
per certo io mi maravigliava forte di lui che egli con animo di far cosa che
che egli con animo di far cosa che mi fosse vergogna t'avesse quelle parole
parole dette; ma, per ciò che così lieta e festante ti vede,
cappe. verga, ii-113: i monelli che ruzzavano per terra festanti. pirandello,
festanti. 2. figur. che esprime e che apporta gioia, felicità
2. figur. che esprime e che apporta gioia, felicità, entusiasmo;
contorni. salvini, 39-i-107: pare, che avesse una disposizione d'animo molto allegra
dire ridicola. monti, x-3-467: ve'che festanti esultano / alla tua culla intorno
festava. boiardo, 2-12-41: ognior che scemava la luna, / divenia rabbioso
81: en tanto festava lo sabato che eciamdio non se purgavano del corpo. livio
toscani 31: [li magistri] che siano tegnù e debiano festare lo dì del
festechino mestichino), agg. ant. che ha una tonalità, una sfumatura verde
(i-511): avvenne dunque un giorno che la donna giuocò a tavole con un
giuocò a tavole con un gentiluomo e che tutta ridente e festeg- gevole due o
, 1-2-112: ebbe nove figliuoli, che due ne morirono, essendo ancora in fasce
risposto, seguendo più tosto festeggevole ragionare che atto di quistio- nare. prose fiorentine
di arguti proverbi. 3. che produce gioia; piacevole, decoroso, onorevole
valerio massimo volgar., i-592: però che quello festeggevole ornamento a la perfine diede
1-3-36: un certo adulatore gli disse che per le grida, festeggiamenti, e
in gerusalemme, con quel solennissimo festeggiamento che accennammo poc'anzi. bettinelli, 1-ii-376:
festeggiamenti. alvaro, 10-188: credo che i festeggiamenti dannunziani di pescara siano stati
religione dell'uomo in verso dio, che è reverenza delle basse persone a quelle
è reverenza delle basse persone a quelle che sono poste a degnitade. festeggiante
(ant. festegiante, festigiante). che è in festa, che celebra una
festigiante). che è in festa, che celebra una festa, che manifesta la
festa, che celebra una festa, che manifesta la propria gioia, che dimostra
, che manifesta la propria gioia, che dimostra apertamente la propria allegria (una
xv-956: ben non vuole la mia fortuna che io possa venire imperò che questa sera
mia fortuna che io possa venire imperò che questa sera più gentili uomini festegianti cenano
entrò poi a cavallo nella città, che da ogni parte con archi trionfali e
. bonfadio, i-15: la terra, che lo abbraccia [il lago],
ro- more / de'festeggianti carri / che apprestansi al cammino. -sostant. chi
2-52: al levar delle mense, dopo che niccolino, col tratto più aristocratico,
amabile di continentia, io: poi che arfrodisia si fu messa a tavola appresso del
gitava sì cocenti e cordialissimi suspiri, che al suo sposo non era di poca
fuso. 3. figur. che esprime gioia, entusiasmo, allegria (
alamanni, 7-i-364: quell'ampie strade, che al buon tempo fùro / di festeggianti
, e in tal silenzio oscuro, / che a morte stessa pur terrore apporta.
porto di alicante; dove trovammo, che il console d'inghilterra festeggiava la nascita
1-227: così in quei primi drammi che per festeggiare sposalizi si rappresentavano nelle corti
una figlia femmina... aveva più che mai invogliato e insperanzito il mio buon
. dossi, 755: era un pezzo che ersilia non festeggiava il suo compleanno,
nella vita, ed inchinando / mostra che per signor l'accolga e chiami.
figura di ciò dice san gregorio, che iddio diede al popolo suo a guardare e
e festeggiare il giorno del sabbato, che viene a dire requie. bibbia volgar
(160): con ciò fosse cosa che li abitatori delle provincie d'intorno,
riposo di dio, è quanto riconoscere che dio fece 'caelum et terram '
di sé grazia a certaldo. di che certaldo gli si mostra oggi ben conoscente
5-289: nessuno l'avrebbe mai creduto che ci fossero al mondo tanti dantofili, prima
quelle figurate rappresentazioni di cristiani misteri, che ne'dì pasquali si facevano per le
essere bella la vita! si capisce che i poeti scrivano poemi interi per festeggiarla
... importava quelle feste, che per cagione di nozze... e
nubili sono cortesi ed officiose, un forastiero che possa ammogliarsi è festeggiato da esse,
un marito. parini, 396: sai che indegni di te più son questi /
son questi / lari e le tazze che di vin or empio / te festeggiando
corse incontro a festeggiarmi, poco mancò che non tornassi indietro sul momento. tozzi
, una sbornia immensa, una sbornia che è diventata proverbiale. levi, 1-161
musica v'è sempre un pubblico, che, se anche non la intende, la
: m'è più cara ciascuna volta che mi ritorna, questa letizia del bel
e festeggiavano. boccaccio, i-295: poi che filocolo per grande spazio ebbe la festa
di tanto abondante e potentissimo regno, sì che la terra tutta festeggiava. andrea da
barberino, 3-1033: e1 quarto dì che fu incoronato, el quinto, el sesto
materna1 deio il biondo apollo, / allor che festeggiando accolti e misti / infra gli
banchetti. castiglione, 349: voglio che questa donna abbia notizie di lettere,
: e le reliquie di questi pensieri che saranno illuminazion di mente e ardore di
nel rimirar negletta / quella virtù, che procacciò vendetta. giordani, ii-55:
giordani, ii-55: fra tanti giorni che l'antica gente vide memorandi e gloriosi
di magnifica ed immortale pittura quel giorno che la città trionfando festeggiò della vittoria.
né altro dolore è questa vita finire, che sia al fine di quella venire;
cassoli, xxii-670: la greggia, / che per l'aperto pian col breve corno
. giusti, 4-i-129: simil al pazzo che... / della veste che
che... / della veste che gli brucia addosso / festeggia e ride.
i-98: dio sentirò nel barbaro, / che d'uman sangue ha voglia, /
ogni pola, per san polinaro, / che può per lo paese muover penna,
diomedei, / al tempio suo, che fu già ricco e caro. storia di
, 1-38: la porta al padrone che glie la cava di bocca, e il
, ed ambe / le orecchie, che drizzate avea da prima, / cader lasciò
, ameno il mare, / or che carco di fior festeggia il monte,
fior festeggia il monte, / or che ricco di calme esulta il mare. crudeli
circonfuse di più fiamme un lume / che avean di roteanti astri sembianza, /
... non attendevano ad altro che al festeggiare e a'piaceri. b.
festeggiare antichissimo, di cui trovo menzione che qui si usasse nelle cronache veneziane,
il messaggero, / non aspettato ornai, che la dimora / sua lunga aveane sgombro
, fu il più festeggiato e solenne che mai ne'tempi addietro si raccordasse.
e co'figliuoli; piagnendo le pietre che sì alta donna, dianzi in sì bel
di tali banchetti generali v'erano quelli che riuscivano più o meno splendidamente,
. (femm. -trice). che dimostra soddisfazione, gioia, entusiasmo per
entusiasmo per qualcosa o per qualcuno; che fa festa, che manifesta allegria.
per qualcuno; che fa festa, che manifesta allegria. f. f
cinguettando co i cavalieri più damerini, che le lusingavano festeggiadori e le accendeano sospirosi
principe] uscir di se medesimo più che dalla camera, in sentir le acclamazioni festeg-
festeg- giatrici ed i buon giorni tumultuosi che da'cortigiani prorompono. carducci, iii-18-291
festeggiatori del signore straniero erano patrizi, che inetti rimpiangevano la facile preminenza dei privilegi
il giovane, 9-869: tutti i dì che la fiera in piè stare / è
e lieta / per la guerra, che già spenta si vede. = deriv
festeréccio, agg. famil. che è proprio di un giorno festivo
un giorno festivo o di una festa; che si usa solo nei giorni di festa
usa solo nei giorni di festa; che è adatto a una festa £un abito
piega il suo sguardo a'festerecci sollazzi che si facevano nel tempio. valerio massimo volgar
, i-136: li tivolesi, vedendo che li trombadori perseveravano nel primo proponimento,
con vino e con sonno, fecero che furono in su i carri portati a
.. pensoso, raccolto, tanto che neanch'egli udiva quel chiasso festereccio, né
, e mostrava allegrezza e diletto, anzi che paura. simintendi, 3-61: mentre
paura. simintendi, 3-61: mentre che la vegghievole guardia conserva le mura di
solo alla religione. 3. che è destinato allo svolgimento di una festa
e per la chiara voce di coloro che sacrificavano all'onore di bacco. guido
da festa. festévole, agg. che esprime, che comunica brio, vivacità
festévole, agg. che esprime, che comunica brio, vivacità, allegria;
non solo de'più festevoli e sollazzevoli che io de'suoi pari abbia giammai conosciuto
suoi artifizi e con l'ingegno, che cominciò ad entrare in casa della sartorella
e d'ortaglie. 2. che manifesta gioia, che dimostra allegria,
2. che manifesta gioia, che dimostra allegria, che muove da letizia
manifesta gioia, che dimostra allegria, che muove da letizia, da felicità; vivace
cinzio, 6-7 (2057): che hai tu, filippo?...
giorno, i-575: le matrone, / che da'sublimi cocchi alto disdegnano / volgere
festevole. panzini, i-160: sentivo che, né meno volendo, avrei potuto più
elegante frivolezza di modi e di parole che prima erano in me un'abitudine.
arienti, 281: non fece mai altro che sonare a festa le campanelle de la
festa le campanelle de la chiesia; di che maravigliandose el suo populo e domandandoli che
che maravigliandose el suo populo e domandandoli che significare voleva el festevole suono, respondeva
,... e, poscia che a quel varco giunti sono, il passano
dell'amo, amor de'gioveni, / che fai le notti al par del giorno
è nitida e quasi festevole. so che è piena di ricordi garibaldini. viani,
morte è certa. 5. che è proprio, che si addice ai giorni
5. che è proprio, che si addice ai giorni di festa,
e gazzarre e salve festevoli, con che risalutarlo allindarsene. leti, 5-iii-606:
. denina, iv-186: può dirsi che gli apparati e le festevoli pompe de'
di trattenimento. 6. che è adibito a una festa (un luogo
incoerente di chi... giudichi che la vita abbia perduta la sua seria consistenza
, 86: così entrava il maggio senza che la festevolezza della stagione valesse a ricondurre
festevolezza di linee e di toni, che... vanno a palpitare e
una ridente e dilettosa festevolezza naturale, che dice una rapita e gioiosa voluttà.
di guardarlo a lungo quasi per timore che i suoi occhi gli sembrassero scrutanti.
deliberò uno giorno festevolmente giuntarlo nel modo che intendereti. b. davanzali, ii-229
allora, ma rideva con tanta prontezza che mai, dopo, gli è parsa abbigliata
questo poco basti aver detto a mostrare che la confessione si dee fare festinamente e senza
festinaré), agg. ant. che si affretta, che accorre sollecito.
. ant. che si affretta, che accorre sollecito. fr. colonna,
al tempio ratti e festinanti, / però che dio l'avea manifesto / lo stato
nantemente [l'agnello pasquale], cioè che tu facci bene e non indugi
quale lui con festinanzia andava a ciò che la riunisse a terra e facessela una
masuccio, 437: per il fatto che festinancia cercava, senz'altro intervallo fatto venire
quanto si discorda / da terra il ciel che più alto festina. bibbia volgar.
festinazióne non è cosa più contraria, che la strettezza delle commissioni. =
, 1-207: l'altra cosa si è che non solamente questa ora ella è così
mirabili aspetti / vostri risplende non so che divino / che vi trasmuta da'primi
vostri risplende non so che divino / che vi trasmuta da'primi concetti: /
iv-94: cavalli tanto nel correre veloci, che non che gli altri animali, ma
cavalli tanto nel correre veloci, che non che gli altri animali, ma li venti
ad accrescere le loro sustanze, che a nimicare le altrui po
solennizzò con la prima apparizione, che qui fece all'occhio nostro la
dotta, lat. festinus 4 sollecito, che si affretta '(docum.
, ii-104: né si sapeva men da che restasse / l'ambizion, cortigiana di
maestose, ma circoscritte e fredde, che può somministrare il primato in un monastero
: essa ha soppresso il gran ballo che, da tempo immemorabile, si dava
: quello splendido e tradizionale festino, che era una delle migliori solennità milanesi della
spelacchiato, piccolo e pieno di guidaleschi che era un festino per le mosche dell'
seconda figura del sillogismo e precisamente quello che consiste di una premessa universale negativa,
, suoni, canti e balli, che si fa in una piazza o altro simile
in altre occasioni di pubblica allegria; e che spesso e volentieri finisce in un bailamme
un bailamme, in un baccano? che s'ha a dire 4 festival 'a
periodica, della durata di più giorni, che generalmente ha il carattere di competizione.
più indicato per preparare le orecchie al critico che si reca a un festival musicale.
la vita non è meno illusoria che in mezzo alle luci chiassose e festivali dei
(plur. m. -ci). che si rife risce a un
chiamò le donne fuori del convito, acciò che elle s'adomassono più festivamente e
elle s'adomassono più festivamente e che elle tornassero più piacevoli. leggenda
. pose affezione ad un fanciullo che gli veniva d'intorno festi
ad un fan ciullo, che gli veniva dintorno festivamente alla tavola.
banchetti, né altre siffatte festività, che trasportano l'arcadia in cucina e in cantina
aveva luogo banchetto o altra festività senza che erostrato vi fosse invitato. -festività di
): il signore apertamente mostra, che 'l digiuno non è convenevole d'ogni tempo
in te quella sì arguta / festività che in blandi attici motti / ad or
prima condizione adunque di ogni lavoro estetico che abbia per mira il sollazzo e la festività
lat. féstlvitàs -àtis, da fgstivus, che deriv. da fèsta 4 festa
festivo, agg. di festa, che è proprio, che si riferisce
. di festa, che è proprio, che si riferisce a festa; che
che si riferisce a festa; che è dedicato alla celebrazione di una
e di domenica lavorare e zappare che cantare e ballare. bibbia volgar
fatto dinanzi al portico, acciò che ogni dì fosse offerto sopra quello secondo il
: ne'dì festivi ha ordinato la chiesa che li cristiani, in que'giorni
e ringra ziarlo de'beneficii che tuttavia ricevono. machiavelli, 419
2. tipico dei giorni di festa; che si fa, che si usa,
giorni di festa; che si fa, che si usa, che ha luogo nei
si fa, che si usa, che ha luogo nei giorni di festa, o
castiglione, 231: non è dubbio che sopra l'arme più si convengan colori aperti
, 2-ii-58: volle il provido padre che i suoi natali, fuor dell'usato stile
cibo festivo, usato / allora sol che lieto si convive. foscolo, v-142
mi corse a un tratto nell'animo che era domenica. manzoni, 36: oggi
ogni persona: / non è madre che sia schiva / della spoglia più festiva /
agricoltori, giornalieri, lavoranti della campagna; che frequentaste le scuole serali e festive con
canonici. 3. letter. che dimostra allegrezza, esultanza; festoso,
pandolfini, 1-106: assai ci diletta che in questi ragionamenti matrimoniali voi siete giocoso
festivo. sannazaro, 5-92: ecco che il pastorale apollo tutto festivo ne viene
ai buffoni e parassiti ed a quelli che inducono altrui a ridere per le lor
per la prima volta i due giovani che si devono sposare. alfieri, 8-23:
manzoni, 17: il zeffiro lascivo / che ne le zone de le incaute vergini
egli offese l'orgoglio dei filosofanti, che continuamente metteva in canzone, e in un
festo al gran natal di lei / che diede al mondo la salute nostra.
a gloriare / a renno celesto, che compie onne festo / che 'l core
renno celesto, che compie onne festo / che 'l core ha bramato. n.
si richiede; / e più festi che mai ciascun gli adopri. =
ritomossene all'asino con una fe- stoccia che pareva che le venisse da nozze.
asino con una fe- stoccia che pareva che le venisse da nozze. = dimin
sua fronte bassa. 2. che ha forma di festone. savi,
superiore ha un dente talmente ottuso, che fa col margine una curva dolce come
di stoffa o da carta colorata), che si appende al soffitto, alle pareti
firenzuola, 580: par talvolta che elle abbiano un festone intorno al viso
dei festoni di carta rossa lucida, che l'emilia mi disse guai al mondo
con certe fasce di grossezza il terzo manco che l'architrave. anguillara, 2-7:
e lascivi / fra festoni d'allor che paion vivi. marino, 2-20: ciascun
colli coltivatissimi, coronati di viti, che da albero ad albero distendendosi, fanno quasi
, ed ordinato in così fatta maniera che egli rappresenti uno spezzato architrave. foscolo
] tali paramenti d'arabeschi e festoni che non si discemeva più il colore rossigno
, sospesi in festoni agli alberi, che illuminavano i viali. soffici, v3-
sugli alberi e sulle viti a festoni, che l'autunno imbiondiva, una languida luce
i'lo credessi, ch'io cognobbi / che e'non era vero. -fare una
uno arco, anzi meza luna, che con piccolo ed allegro festoncino riquadrata, maestrevolmente
in san pietro, quei cherubini, che si veggono dalle parti delle porticelle con
accolti festosamente da gisella e da riccardo che erano rimasti nello stesso umore allegro e
, le sue case modeste, i tranvai che vi sbucavano ah'improwiso come se vi
cordiale. -anche di cose: che rivela gaiezza, vivacità che mette allegria
cose: che rivela gaiezza, vivacità che mette allegria (un paesaggio, un colore
pieno di festosità irrompente scacciò il malessere che aveva finito per impadronirsi di tutti.
di luce, uno scialo di festosità che soltanto un po'nelle ore canicolari di
prime, festosità paesana, come quella che nasce dalla curiosità e dalla novità sempre piacevoli
1-174: di mio padre ho più paura che venerazione. non ho di lui il
una moneta e la porse al ragazzo che senza ringraziare scappò via. festóso,
agg. (superi, festosissimo). che nell'aspetto, negli atti manifesta gioia
: subito andai da la mia fanciulla che mi accolse festosa, e mi diede il
una di queste prime sere di quella che un festosissimo e arguto toscano chiamò «
balzò da una rimessa / un bassotto festoso che latrava, / fraterna unica voce dentro
., 3-158: alcuni buoni desiderii sono che non sono congiunti con compagnia festosa e
festosa e allegra, ma con compagnia che gli adora e fa loro reverenza.
diversa e graziosa attitudine, una volpe; che
poi ne piansi indarno, / (che in altro errar lo stil non mi rimembra
sì festose, non altro si udiva che la greve e tarda pedata del soldato
ho fame », si disse; pensò che presto avrebbe mangiato e il suo sangue
festoso. 2. figur. che esprime gioia, esultanza, lieta accoglienza
versi festosi, / versi di quei che, molli e lascivetti, / fescennini
e le festose / mie voci al tempo che l'acerbo, indegno / mistero delle
la gloria alla chiesuola... / che scampanìo festoso ed infinito! pea,
. saba, 269: tutto il dolor che ho sofferto non lice / dirlo,
120: quindi pel galileo stuol, che s'asside / alle mense di fior festosi
, ed unica, ed infinita letizia che gli discendeva nell'animo come iride festosa
iride festosa, fece capire a maddalena che, grazie a lei, sentiva finalmente
terra. pirandello, 5-601: rivoli che s'affrettano... a far del
bene altrove, a un altro campo che li aspetta, dove par che tutte le
altro campo che li aspetta, dove par che tutte le foglie li chiamino, brillando
/ dal festoso tumulto della luce / che si sparge in colori sulle aiuole.
abiti coloriti. tecchi, 9-145: che dilagare immenso di sole, quale allinearsi
magnete hae questa vertute, come si dice che trae e congiugne a sé gli anelli
. ariosto, vi-233: ti par che senza me tutt'oggi debbano / restar
oggi debbano / restar i buoi, che festuca non abbiano / di fieno innanzi?
fa, più caro de'venti, che la loppa / tutta e la lolla,
menzini, 5-66: peggio è che intorno al capo le festuche / pretende
non esserli capace la richezza / di quel che costa a lei men che festuga /
di quel che costa a lei men che festuga / petita dar per sua piacevolezza.
di cristo, iii-51-2: ogni cosa, che potesse dir l'uomo contro a te
se tu le lasciassi passare, e che le considerassi come una festuca. aretino
, di ogni festuca, il valore che il poco prende per chi non aveva nulla
pensava al compagno una festuca, / che col passo venia di tartareca.
ecc. michelangelo, i-140: par che sia [la mia debil barca]
prima la trave dall * occhio proprio che la festuca dall * occhio altrui: emendarsi
emendarsi prima dei propri gravi difetti, che volere che gli altri si emendino dei
prima dei propri gravi difetti, che volere che gli altri si emendino dei loro difetti
prima la trave dell'occhio suo, che la festuca di quello del prossimo,
tanta passione mostrano di avere della festuca che scorgono negli occhi nostri, per qual
altrui festuche non cavate / pria delle travi che nei vostri avete. -la festuca
, 5-44: alcuna volta adiviene, che... nell'occhio dell'adirato può
tuo fratello e non consideri la trave che è nell'occhio tuo? salvucci, x-1078
riprendere, come dice la fama, bisogna che d'ogni vizio sia netto; e
560: non sai la storia di quello che vedeva una festuca negli occhi altrui e
moravia, ii-313: erano le forze che gli avevano fatto amare lo studio,
, i genitori, la governante; e che, adesso, private dei loro
], i-1650: l'erba festuca, che si chiama egilops, soffoca l'
di piante, famiglia delle gramigne, che sulla sommità dello stelo portano l'infiorescenza
ricchi, xxv-1-173: son costor che da ogni ora, qua di dietro
ch'io mi ricordi / non so che d'argomento o serviziale / o cristeo.
de zenzevro tagliato e cenamo e garofali sì che li datali siano fini. =
. non ha da curare altro, che l'onore, e un virtuoso il sapere
: abbo tanto più a dar, che avere, / che m'è rimaso vie
a dar, che avere, / che m'è rimaso vie men d'un fistuco
: come osi tu dire al tuo frate che si tragga lo festuco del suo occhio
festuco del suo occhio, infino a che tu hai in del tuo la trave
festuco se gli dessi la metà di ciò che tu hai. 2. stelo,
loro se non a questo segno, che in sul capo d'ogni cristiano era
, di foglie, ed alla terra, che porge tumore alle sue radici, fatto
, spesse volte si risolverebbe tumore prima che venisse a conseguire il fine di produrre
sparuta. berni, xx-x-48: che vuo'tu far di quel festucolone?
festuco. fetale, agg. che concerne il feto, che appartiene al
, agg. che concerne il feto, che appartiene al feto, che deriva dal
feto, che appartiene al feto, che deriva dal feto. monelli, 2-34
nell'andar cercando ogni mattina le uova, che le galline apposta le nascondevano, scappando
govoni, 282: [la rondine] che balza scivola piomba, / tornata or
. savinio, 10-337-era paura quella che sentiva la signora poma, avvolta nella
fetente; / è la puza estermenata, che conturba molta gente. cavalca, ii-235
irate e guerce, / fetenti sì, che 'l naso noi sostenne. savonarola,
. franco, 2-18: il diavolo è che t'impacciasti con un troiano chiamato anchise
era un pastoraccio e il più fetente guardacapre che fusse mai. tassoni, 308:
in fanghiglia fetente. 2. che emana fetore. -anche al figur.
chiocca? tommaseo, i-484: quanti che non hanno mai sparato un cadavere, e
230: io non credeva, eccellenza, che vostra signoria mi avesse invitato al suo
quei mascalzoni di paflagoni fetenti d'aglio, che gli facevano coro, e gridavano:
carducci, ii-8-337: ma la gloria che ci viene sur un foglio di giornale
ardente, / trista lassa quella mente, che tal gente ci ha 'lbergata.
f. f. frugoni, 4-122: che dirò di voi proterve / femminacce,
femminacce, a l'amor serve, / che con sì fetente impero / soggiogate il
accesa etna l'ultrice / fiamma, che la città fetente copra, / e la
udite, udite bizzarro e cavalleresco pensiero che passò per il cranio fetente del marchese.
questa città fetente ora non c'è che fango e cinematografi. baldini, 6-171:
non vi ricordate, vecchio pazzo, che questa è galera, galera, fetentissima,
sporchissima galera? alvaro, 8-255: quello che i napoletani chiamano « fetente »,
bernari, 5-64: io invece dico che se uno è fetente non ha ritegni
ha ritegni e non c'è niente che gli metta paura. -fetentissima matricola:
alcuni mammiferi dell'ordine dei carnivori, che emanano da speciali ghiandole rettali secreti oleosi
. pancrazi, 2-13: ecco dunque che lei s'inginocchia davanti al fetentóne e
assomigliato a lazzaro, del quale si dice che fetea. ariosto, 17-53: poi
fetea. ariosto, 17-53: poi che di questo ognun fu persuaso, /
, uccidian tanti becchi, / quelli che più fetean, ch'eran più vecchi
guarda con occhi torti, son sepolture che fetono. tesauro, 4-149: questa è
martello, io7: voi somiglio a talun che non per sete, / invidiando agli
[naso] invece s'arruffa ogni volta che sente il fetore de'frammassoni, i
lato lasciano si lunga lista ogliente, che mi ammorba; tanto sono puzzosi e
annunzio, v-2-94: esco dalla città che sanguina e che fete. papini, 28-139
: esco dalla città che sanguina e che fete. papini, 28-139: si
passò la notte in quel deserto spedale, che feteva di bucato mal fatto e di
per adeguata e compiuta una filosofia, che... non ammette che una
filosofia, che... non ammette che una semplice differenza di grado fra il
: condannerà [cristo] la ricchezza che vien dalla mota e toma mota,
2. figur. persona o cosa che sia oggetto di culto fanatico, di
culto fanatico, di stima eccessiva, o che venga assunta come simbolo di particolari sentimenti
e questo metodo assai volgare, spiacemi che siasi tenuto anche con alessandro manzoni:
una volta per sempre, è tutt'altro che un feticcio. b. croce,
uccisione del feto maturo, immediatamente prima che venga alla luce (e agli effetti
. feticismo, sm. credenza che un qualsiasi oggetto inanimato sia dimora di
oggetto inanimato sia dimora di uno spirito che vi entra spontaneamente o per arte magica
tutto il tempio un senso di idolatria che mi fa pensare al feticismo dell'africa
. e. cecchi, 9-197: coloro che pretendessero annullarsi nella adorazione dei meri segni
potevano, nella sua fantasia, assai più che la bellezza e consistenza di un corpo
fai diventare anche feticista ». « che vuol dire feticista? ». «
». « vuol dire un uomo che si eccita sessualmente con gli oggetti »
(plur. m. -ci). che appartiene al feticismo, che si riferisce
). che appartiene al feticismo, che si riferisce al feticismo. -anche
fetido. fètido, agg. che emana grave fetore, puz
non ti vergogni tu ad avere ordinato che sì dilicato viso sia da sì fetida bocca
. a. cocchi, 4-2-199: che il modo di vivere di quella gente sia
... io non ho altra certezza che il racconto altrui. parini, ii-27
altrui. parini, ii-27: péra colui che primo / a le triste oziose /
, 5-96: orrido career fetido, che stanza / degna è fra'galli al
di un casotto immondo e fetido, che era ad un punto sala, camera e
egli interrogò i due o tre vetturini che sonnecchiavano in serpe. non seppero dirgli
di questa gente ora di quella / che già serva ti fu, sei fatta
rima. carducci, ii-7-45: temevo che soltanto coteste fetide esalazioni della cloaca italiana
37: e non si ved'elli, che pur ancora lo dirò, esser fatti
, esser fatti cavalieri i morti? che brutta, che fetida cavalleria è questa
cavalieri i morti? che brutta, che fetida cavalleria è questa! ariosto,
, brutto e malvagio, / e che sia al cielo et a natura in ira
que'tempi furono sì fetidi d'adulazione che... tutti i consolari,
dei vostri fetidissimi / greci sozzumi, che ficcarvi in casa / e traspiantar voleste
già, ma stolto, / quel che nato a perir, nutrito in pene,
fetida ipocrisia chiama una colpa questo amore che ti porto, mentre io...
mucillaginosa e fetida! -crudele, che desta orrore. gelli, 15-ii-295:
iera hai da imbandire, / e pillole che fetide son dette. 5.
sentì quell'odore di muschio cattivo che si mettono addosso le serve, e che
che si mettono addosso le serve, e che nelle case, stando lì,
/ dai tanti navigati fetidumi, / che a forza vende come a forza estragge.
spreg. fetlfero, agg. che porta un feto. vallisneri,
'. fetifórme, agg. che ha forma di feto. vallisneri
ii-190: non mi sento inclinato a credere che quel fantasma o corpicello veduto nell'
dante, purg., 25-68: sappi che, sì tosto come al feto /
trasforma; questo medesimo tutte le cose che nascono e che muoiono, per simiglianti
questo medesimo tutte le cose che nascono e che muoiono, per simiglianti andamenti di feti
quella notte non me fu manco molesta che fusse a priamo quando il feto del mentito
dei feti. mamiani, 6-190: quelli che si sono brigati di dichiarare le leggi
dichiarare le leggi dell'embriogenià ànno osservato che allo sviluppamento del feto concorrono in modo
concorrono in modo speciale le medesime tendenze che si manifestano nella formazione di tutti gli
turbamento, e commozione psicologica ed estetica che si ritorna sui suoi disegni di anatomia
. degli arienti, 296: volete che io dica... quella quando el
4. persona o cosa imperfetta, che non corrisponde all'attesa. papini
i-67: era già il mondo appresso che quieto / e di bruto e di
essendo morti, / altro non si sentia che puzza e fleto. tassoni, 317
/ di cia- schedun, di lor che fa gran feto, / ha fatto con
: l'aglio non può star che non sia conosciuto al fleto, ancorché
dell'empoasca decedens, insetto emittero, che può trasmettere alle piante malattie da virus
. 2. bot. malattia che si manifesta sulla buccia delle arance,
elio (il sole), che, secondo il mito, ottenne, un
lorenzo de'medici, i-179: nel tempo che da noi è più distante / il
noi è più distante / il carro che mal già guidò fetonte, / che 'l
carro che mal già guidò fetonte, / che 'l pensier vede più quel che più
/ che 'l pensier vede più quel che più spera, / deposto avea lo
fetontèo, agg. letter. che ha origine da fetonte, che
che ha origine da fetonte, che è sorto sulle ossa di fetonte.
fu passionato in tutti i sensi; che gli occhi gli fuoron velati con la
la timiama ower l'incenso, / che mai d'arabia ower d'as- siria
corpi stanno / e corrotti dal tempo che gli strugge, / un fetor sì
fetor sì malvagio all'aere dànno / che 'l cerca ogn'un fuggir. tasso
sono. rosa, 91: trapasso che da lunge e che da presso / la
91: trapasso che da lunge e che da presso / la casa tua con
il fetore annoia / per tante anatomie, che tu ci hai messo / tutta apparata
il fetor de'cadaveri lasciati lì, che i pochi rimasti vivi erano stati costretti
. praga, 2-115: come i fior che i devoti han condannati / a intisichir
palmo di terra / non sono più che un pullulio di vermi / e un
laude di cortona, xxxv-n-44: odore che trapassi ogn'aulimento, / iesù,
o fiume vivo del delettamento, / che lavi ogni fetore e dai conforto /
il fetore. saba, 53: egli che tante vomitò parole / vane, d'
prossimi tempi e delli precedenti, quasi che non siano stati veri vescovi. ojetti,
a venezia s'era imbattuto in d'annunzio che gli aveva detto: « sento fetor
canigiani, 1-86: sconoscenza ha nome, che dolore / e danno dà assai
danno dà assai a tutti quegli, / che seguir voglion suo fetoso odore. g
vii-806: di due fette di fegato che ci sono, dividetene una in due,
di maiale. rovani, ii-760: piuttosto che mangiare una fetta di salame in venerdì
di andarle a friggere, lo strutto che era avanzato dalla padella, il prezzemolo
era avanzato dalla padella, il prezzemolo che era andata a comprare, perché non
i-64: ella, allora, aspettando che enrico entrasse in salotto a bevere il
la scienza, mi ha detto gente che la conosce, è una torta tanto grande
la conosce, è una torta tanto grande che un uomo il quale vivesse quanto noè
sepolcro, le quali son buone a donne che fussono sopra a partorire,..
contrappone una fetta di edilìzio scura, che è nel piano dinanzi del quadro,
fra le mura stupide di queste prigioni che chiamano città, dove poche fette di
nella sua testa; era un uomo che quel che voleva voleva. -fessura
testa; era un uomo che quel che voleva voleva. -fessura, spiraglio
il gracchio intermittente del corvo ci ricorda che siamo vicini al giorno dei morti;
bella fetta di stame, o ciò che tu vuogli. f. rinuccini, 1-251
d'ariento ebbi da maso finiguerra, che pesò o. 3, d. 23
alcuna sorte,... ancor che fussino fette o becche,...
verso il baretto del capolinea del tram, che brilluc- cicava sotto i pini.
, 87: oh! la roba, che l'uom mette e rimette, /
l'uom mette e rimette, / che vien via per tropp'uso a fette a
non mi son mai ricordato di dirti che t'avevo mandato, saran due mesi,
, la traduzione francese di niccolò, che l'autore m'ha mandata da parigi,
decapitati, e certi colori gialli e rossi che gli fecero torcere gli occhi.
bam- birago / fanno tutto quel mal che far si puote; / e tutte
mette a malmenare tutti moderni cattivi autori che don petronio gli farà capitare sul tavolino
: dare a qualcuno meno di ciò che gli spetta, trattandolo senza riguardi (
formar ogni fetticella di quel pane, che mi nutrisce. -fettolina.
fettoline. della porta, 1-219: fate che quel gallo d'india sia più pelato
: sua maestà mi à dimandato: che cosa sapevi fare per occuparti..
: piglia del caso grasso, e che non sia troppo vecchio né troppo salato,
se a pranzo avessi osato pretendere più che due fetterelle di polenta, e una
di torta, la più grande fetta che il nonno tagliava apposta per te.
ma per andar brievemente segnando quello, che forse è di più momento, e che
che forse è di più momento, e che gli altri imbrigati e distratti a fettar
a fettare il pane, non segue che l'intenzione del fabbricatore fosse che quello strumento
segue che l'intenzione del fabbricatore fosse che quello strumento tettasse il pane, benché
202: a questo punto è da sapere che io, fanciullo di sette anni,
il ghiottone, e quello gli ricorda che deve contentarsi della sua fettina.
. taglio sottile di manzo o di vitello che può essere cucinato ai ferri o in
suola. -per estens.: affezione che sorge in questa parte dello zoccolo.
castiglione, 232: qual è di noi che, vedendo passeggiar un gentilomo..
marino, i-199: calzo certe scarpe che paiono quelle di enea... per
rosoni, o vogliam dir cavoli capucci, che mi fanno i piedi pellicciuti come han
[per ornarsi], / ma ciò che promettesti è quel che voglio. barujfaldi
, / ma ciò che promettesti è quel che voglio. barujfaldi, i-174: ipogastro
di santa agrippina legata al polso, che s'era fatta nera dal tempo. di
grembiule, sciogliendo le fettucce a quello che aveva davanti. pea, 3-247:
verdi di zingara e a me pareva che la vita, dopo essere stata per tanto
essere stata per tanto tempo nient'altro che una fettuccia di asfalto, tornasse a sorridermi
secche. dini, 1-iii-2-43: un che ha del gioviale, allega...
e si querela e cruccia, / che della gamba la parte carnosa / ha manco
gozzi, 474: egli mi pare che le opere degli scrittori sieno come quei
quei quadretti a fettucce di legno, che tre diverse figure rappresentano, di fronte
e a rosolare delle fettucce di pane che poi spalmava di burro. 3
parziale, di essiccazione e di compressione che ne permette la conservazione, e usate
pirandello, iii-473: -per miracolo non pretende che [i maiali] gli siano portati
ti darò molte fettuccine finissime, e lodole che canteranno dalla gioia d'esser mangiate da
unta di olio e aromatizzata con aglio, che co stituisce una specialità rustica
, 1-265: oimè, ohe fetulenzia, che cloaca è questa!
(disus. feodale), agg. che concerne il feudo, che proviene
. che concerne il feudo, che proviene dal feudo, che si verifica nel
feudo, che proviene dal feudo, che si verifica nel feudo; che
che si verifica nel feudo; che è proprio del feudo e della società
costituitasi intorno a tale istituto; che è imposto, instaurato, prodotto
1-i-458: la legge feudale, che oggi appresso tutte le nazioni d'
jus 'comune, non altronde che dalle leggi longobarde ricevè il sostegno
a cominciar dall'amore, come merce che si compra e si vende. linati,
nella sua espressione più cupamente feudale quella che mi stava davanti. gramsci, 8-276
di madama monti, ma mi lusingo che anche la sua impudenza avrà un qualche confine
collina, tutte in vista del castello che le domina dalla vetta più alta,
. per simil. e al figur. che ha caratteristiche simili a quelle di strutture
: questa generosa onestà diffamò il primogenito che non era nato a imitarla, e che
che non era nato a imitarla, e che dopo d'avere tentato invano il fratello
furore a questo sistema detto di democrazia che consiste di raccogliere su un foglio stampato
su un foglio stampato i pettegolezzi, che le pescivendole sparpagliano sui loro usci.
trasformazione delle grandi * haciendas ', che perpetuarono un'economia di tipo feudale,
nazionale, a creare forme di convivenza che non sia quella feudale timorosa di tutto
un oriolo, mandò al maestro dicendo che lo picchiasse. c. bini,
vostro zio, l'orgoglioso prete feudale, che la mano audace stende a tutte le
la scure, lucida e acuta, che avrebbe tagliato i vecchi tronchi della prepotenza
comando, d'autorità, di supremazia che ella volle esercitare nella nuova casa.
dei cosiddetti cappelli, le tasse comunali che succhiano l'ultimo sangue a gente che
che succhiano l'ultimo sangue a gente che non ha da comprarsi il pane!
(plur. m. -chi). che appartiene, che risale al feudalesimo;
. -chi). che appartiene, che risale al feudalesimo; di carattere feudale
caltaneo, iii-4-313: le tradizioni feudalesche, che avevano colà in piemonte per tanti secoli
, 6-101: di tutte le sorprese che la valle d'aosta tiene in serbo,
valle d'aosta tiene in serbo, quella che più colpisce il viaggiatore e tormenta la
curiosità, è l'incredibile apparato feudalesco che sfoggia questa regione, dallo sbocco alla
acquistare novi poteri: era invece ciò che facevano i primati secolari e ecclesiastici:
tenacemente mantenuta di quel principio aristocratico militare che era l'anima del feudalismo, è discesa
privilegi del clero e con esso i legami che lo annodavano alle altre classi della nazione
. avevano inconsapevolmente concorso a generare quello che si chiamò l'« ultramontanismo ». gramsci
. foscolo, xiv-282: bada; che un po'di feudalismo 0 di furore
più volte m'è nato il sospetto che possa averlo fatto, e non son sicuro
averlo fatto, e non son sicuro che la passione egoistica e curiosa del suo piccolo
d'egoismo, di qualità sociale, che è fagico, economico, terriero, feu-
, per l'istessa ragione... che la feudalità, importando servitù, non
giordani, iv-15: non sono ignaro che dappoiché la feudalità, quasi arbore per lunghi
delle terre e i principi a spaventarsi, che non restasse da lei soffocato ogni vigore
di tempi corrottissimi; da quello stato che non era né civile né naturale, cioè
era durata tanto a lungo per ragioni che ancor oggi non sono state del tutto
traboccanti dall'alveo loro, da poi che ivi il popolo nell'urto contro gli
forma di nazione, l'italia non aveva che le sue tradizioni e gli ordinamenti suoi
. -per simil. qualsiasi classe sociale che gode di supremazia e di particolari privilegi
. croce, ii-2-232: le provincie che di poi s'incorporarono nel regno di
feudàrio, agg. ant. che ha un rapporto feudale.
nardi, i-254: per timore più tosto che per altra miglior cagione, [alfonso
dalla protezione di pàrma e farlo capace che, essendo ottavio farnese suo feudatario, non
. botta, 5-9: accadeva spesso che un solo barone avesse più voti in
: vi sono ancora feudatari irragionevoli, che non amano le terre che possiedono.
irragionevoli, che non amano le terre che possiedono. vittorini, 5-85: sappiamo bene
republiche raccomandate. sarpi, iii-190: che li altri gentiluomini feudatari non abitanti sotto
ciò eterna memoria e si sappia da tutti che essi hanno il dominio alto di
anno d'un falcone grifagno: con che il nobile onorato si confessa ligio e feudatario
baroni e molto più alle donne feudatarie che non contraessero matrimoni senza lor permesso. alfieri
1-161: e bene si sappia quello che ancora non è stampato in nessun
di una famiglia originaria spagnola, che si chiamava londognos, feudataria di
di trattare i propri affari, bastava che i feudatari ubbidissero nella camera il domatore
non vede [croce], insomma, che se stesso e il suo monumento.
nazionale. 4. agg. che si riferisce a un feudo, feudale;
riferisce a un feudo, feudale; che è proprio, che compete al signore di
, feudale; che è proprio, che compete al signore di un feudo;
suo il marchesato con sottomettersi, secondo che pare, con obbedienza feudataria al duca
lodai esso milano, non vorrei perciò che voi credeste che tutti i milanesi fossero
milano, non vorrei perciò che voi credeste che tutti i milanesi fossero salomoni e tra
di costanzo, 1-159: il beneficio che si litigava era * jus '
sparse di clienti e di clientele, che non si possono più acconciamente intendere che
che non si possono più acconciamente intendere che per vassalli e per feudi, né da'
truovano più acconce voci romane per ispiegarsi che « clientes » e « clientelae ».
ii2- 229: i feudisti eruditi, che traducono « feudum » in a clientela
ecc.): tale rapporto, che in origine si estingueva alla morte del vassallo