2. ant. che si distingue, che gode di una condizione di privilegio.
eccezione. -in senso concreto: ciò che si scosta dalla regola, dalle consuetudini
: perché nei tempi passati nella pace che i fiorentini e il duca avevano fatta
avevano fatta, era un capitolo, che la magra non era a esser passata.
s'eccettuasse i detti patti; conciossia cosa che si contenne nelle scritture della detta lega
: tutti senza eccettuazione sono stati convinti che l'apparenza inganna. gioberti, 1-iv-304
. (superi, eccezionalissimo). che costituisce un'eccezione; insolito, straordinario.
intollerabile della guerra non chiede in fondo che di addomesticarsi. 2. nel
, promessa. giusti, iii-195: di che vuol egli incolpare il ministero? del
abuso, ma nemmeno uso de'poteri eccezionali che gli demmo il dì 5? bocchelli
l'usura seduta dietro lo sportello, che dice: -possiamo intanto in via eccezionale
l'interesse cambia. -dir. che contiene un'eccezione, una deroga.
una deroga. -legge eccezionale: quella che, derogando alla legge generale o comune
particolare situazione (transitoria o permanente) che presenta speci fiche e peculiari
questo principio ereditato da cavour, che più volte l'aveva fatto echeggiare
fatto echeggiare in questa camera, che l'italia si fa colla libertà
termine dei legali, e vale * che contiene eccezione, che si riferisce ad eccezione
e vale * che contiene eccezione, che si riferisce ad eccezione '. disposizioni
eccezionali. -le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre
tempi in esse considerati. 3. che ha doti, pregi singolari; di grande
: « 'eccezionale': l'uso che se ne fa invece di 'straordinario,
il francese exceptionnel, exceptionnellement; il che è vero come è vero che tale
il che è vero come è vero che tale parola è così penetrata nell'uso che
che tale parola è così penetrata nell'uso che dai più si farebbe fatica a dire
eccezionalità di quegli ardui modelli e persuaderci che solo a forza di studio e di
persuasa dell'eccezionaiità del suo dolore, che se indossa vesti ritinte e calze da
... come tutte le classi che l'organizzazione attuale della società priva dei
sì, ma eccezionalmente immortale, ma che fa storia nell'arte, ma che
ma che fa storia nell'arte, ma che è la più fremente e formidabile che
che è la più fremente e formidabile che sia mai escita da un sasso,
gioberti, 1-ii-538: non si può dire che il contegno della compagnia verso questi due
eccezionato, agg. raro. che gode di un trattamento eccezionale,
popoli, e chi quelli rappresenta, che avessino il sale a basso pregio,
/ di dar le piace e fa sì che astrea / giusta non fa d'alcuno
patirò (quanto in me sia) che tu sia lodato con eccezione. perocché
lodato con eccezione. perocché tutti quegli che vengono di costà, della tua virtù
virtù ed integrità ed umanità parlano per modo che nelle somme lodi tue sola l'iracondia
prolisso, e se ben replicava spesso che la residenzia era necessaria e conveniva provveder
la residenzia era necessaria e conveniva provveder che si servasse, nondimeno andava interponendo tante
andava interponendo tante eccezioni e iscusazioni, che in fine nessun seppe giudicar se egli
giudicar se egli approvasse o non approvasse che decreto alcuno della residenza fosse statuito.
per eccellenza la legge patisce tante eccezioni che diventa eccezione essa stessa. cicogna »
lui il vecchio faceva eccezione alla gelosia che tutti i vecchi ànno di certi cassetti
2. in senso concreto: ciò che si scosta dalla norma, che è
ciò che si scosta dalla norma, che è fuori del comune; caso eccezionale,
., 2-10 (253): secondo che egli le mostrava, niun dì era
egli le mostrava, niun dì era che non solamente una festa, ma molte
sue promesse ed al suo costume, spero che debba essere alcuna eccezione ne la mia
, 7-98: ci è dettato da natura che 'l detto uniforme di due o
numero dei buoni / è scarso sì che vi si scorge appena; / e sì
rare ne son le eccezioni, / che di parlarne in ver non vai la pena
, in cui si debba avverare ciò che non si è veduto mai e né pensato
-in partic. in grammatica, forma che si scosta dallo schema più comune,
sogghigneremo poi per modo di eccezione: quel che sia mutato in essa [lingua]
[lingua] dell'uso di que'paesi che in materia di lingua sono..
, e il grammatico non può far altro che andar qua e là dietro chi scrive
nelle dedicazioni sono donati più degnamente, che già posseggono nell'intelletto quanto ivi lor
di meccano. facevano eccezione i libri che senza tregua acquistava. 3. locuz
intender si deve, per discrezione, che il rumme, il rosolio, il tabacco
191: 'd'eccezione ', che fa il paio con 'eccezionale ':
lasciare il post oa uomini d'eccezione che chiamavano prìncipi, i quali solo avrebbero
si dee dire se non a coloro che volentieri l'ascoltano. per questa cagione
dubitare di diogenes e degli altri, che francamente e sanza alcuna eccezione ripren- deano
eccezione ripren- deano e ammonivano tutti coloro che trovavano, s'egli il doveano fare
amore servasse queste regole sanza eccezione, cioè che fosse amato chiunque ama, chiuderebbe lo
credettero tutti e lo provarono buono. il che 10 asserisco fermamente, e senza eccezione
una delle tante stranezze introdotte da coloro che hanno la smania di dir cose fuori
. nievo, 1-525: è vero che vi sono paesi ove i bianchi son
cattivo ed insolente: meno le eccezioni che confermano la regola. -ogni
. -non dico questo, perché sento dire che ogni regola ha le sue eccezioni;
le fosse piaciuta / la pace, pria che fosse scombattuta. gherardi, xv-959:
e per voi contentare, vi rispondo che domattina noi tutti insieme al paradiso saremo
andare a ferrara; vogliamo e comandianvi che, vedute le presenti lettere, rimosso
bembo, i-81: quanto a quello che mi scrivete, d'uno uomo da mandare
un altro di cui io mi fidassi, che potesse ben servirvi, che non guardarci
fidassi, che potesse ben servirvi, che non guardarci alla eccezione che voi
ben servirvi, che non guardarci alla eccezione che voi mi fate. sarpi,
ripigliare, nel ribatter quella, più foga che mai. cassola, gli altri due
, respingendo l'eccemio riguardo, e che col pretesto forse che il posto d'arauco
riguardo, e che col pretesto forse che il posto d'arauco zione d'incompetenza sollevata
-figur. alle mie eccezioni ha opposto che il provvedimento era pallavicino, i-5: però
nel giudicio del stato consigliato dal sapersi che nelle cassette delle banche mondo, non un
l'avrebbe contentata? non testimonio quell'eccezione che toglie la punta al suo detto.
, v. echeggiare. dimostrative esige che siano contro esso le prove e fuor eccheita
: eccelemorragica di colore rosso violaceo (che col lente, ottimo (sia in
cutanei dote..., dicendo che, se bene egli aveva statuito la dote
per fatti a le figliuole, che fatto l'aveva pensando di maritarle
a suoi eguali, ma veggendo che egli, il quale deve esser fuor
per alcune cause morbose (come in che gli pareva convenevol dargli più dote che a
che gli pareva convenevol dargli più dote che a chiunque taluni casi di sepsi e nelle
sepsi e nelle porpore). altro che gli fosse diventato genero. mauro, xxvi-i-tramater
persone di giudizio / m'hanno giurato, che vasi cutanei fra gl'interstizi di questi e
sete bella: / benché sia alcun, che in quanto all'edi-si forma un tumore livido
un tumore livido o nero, molle, che cede a fizio / del naso faccia
faccia qualche eccezione / alla natura toccarlo e che ordinariamente non cagiona dolore. dicesi in
vostro pregiudizio. caro, 3-3-313: intendendo che i anche * effusione di sangue ',
* ecchimosi ', in medicina è ciò che comunemente si dice... non
lo spandimento del sangue sotto dole uno che, secondo me, è fuor d'eccezione
10- 2-38: poffar, dicea, che bella creatura! /... ella
dall'inquietante violetto della putrefagrandi, eccezione che fa rabbia a sentirla dire anche zione,
. m. -ci). medie. che ii-447: queste eeccezioni o sono mal
. nulla a fronte del bello, che domina in tutto il = deriv. da
, sol per paura dell'eccessiva spesa, che morte, che, fatto conto
eccessiva spesa, che morte, che, fatto conto, più di duemila uomini
esecuzione, dove il loro, secondo che facevan vedere, stretti da'goti
discordia di bonifacio et ezio capitani voi che siete il mio buon genio, il mio
/ gli avea gli alloggiamenti mente in che consistono le ripugnanze di questo mio e non
avversario, e quali siano le eccezioni che in me trova. l'eccidio
l'opporre alla pretesa dell'attore un fatto che nessuno aveva suggerito loro quelle processioni
nessuno aveva suggerito loro quelle processioni che fini impedisce il sorgere della
, nel processo civile stizia della civiltà / che ci spinge all'eccidio ed al massacro.
cui le vittime, non che esser distinte per nome, appena
esser distinte per nome, appena che eccezione di persone o altro per trasportar la
eccezione si prende nel diritto civile per tuttociò che perita in modo violento o per
fetonte. marino, 14-37: oranta, che d'armenia ebbe mento, o l'
morasto, il re d'egitto, / che 'n
onde chiare, erbose piagge, / che ardir fia il vostro di abbellirvi, or
sul suolo erboso, / non creder che mancato / abbia mio corpo de l'estremo
erbosa, il fier rotmano intese / che a me la luce si oscurò, che
che a me la luce si oscurò, che l'arme / pendean nella mia sala
., 2-9: a me pare, che 'l sarchiare si debbia fare solamente al
piede e concavo. 4. che ha il colore dell'erba. soderini
nero è più alto e più robusto che 'l bianco; ha più strette frondi e
via, là risté la ragazza, che sull'erboso siedette a inghirlandare il filosòfico muso
, 1-90: queste erbuccie stesse, che noi tuttavia sedendo premiamo, e questi fiori
e odorosa (usata come condimento o che si mangia in insalata).
americana al più bel cesto di cavolo che sia. pascoli, 1315: avea per
con certe erbucce e certa radice, / che chi 'l gusta, il valore a
.. ed aggiunse certe altre erbuccie che si tralasciano per brevità. giusti,
, manifestatosi sul finire dell'era paleozoica che portò alla formazione di catene montuose su
amor. bùgnole sale, iv-232: che al soffiar di un zeffiretto i frassini
se folli nemici osan turbarlo, / vento che innalza i mar britanni, o sbarba
i gran tronchi dell'ercinie querce / che li segna d'un solco e si dilegua
dilegua. gnoli, 1-373: e che, fra i sculti marmi e gli ardui
, dal nome della selva ercinia (che è il luogo d'origine).
. ercògamo, agg. bot. che presenta erco- gamia (una pianta)
èrcole farnese, esprime la maggior robustezza che possa acquistarsi da un uomo che siasi
robustezza che possa acquistarsi da un uomo che siasi continuamente esercitato nelle più laboriose
chiamati ercoli... mostrase adunque che questo nome ercole è soprannome delli uomini
molto forti. grazzini, 4-491: che cera di bravo! e per la persona
del comune e della provincia di bologna, che sostituendosi ercoli improvvisi al vecchio atlante,
, 2-256: si corruc- ciava quasi che egli non fosse un ercole, e che
che egli non fosse un ercole, e che non fosse pronto a farsi ammazzare per
striscioni verdi rossi e blu, ercoli che cominciano leggermente a ingrassare. -uomo
. -uomo forte e muscoloso, che si esibisce nelle fiere in esercizi di
di corpo e colle gambe ercoline, che alzava gli occhi al soffitto con un
di gambe ercoline, [il gatto] che trotta laggiù rasente il muro, lo
un pochino torte, ma non a x che è segno di debolezza, torte in
dita un corpicino trafugato là dentro, che si puntava e s'arrovellava erculeamente,
. ercùleo, agg. mitol. che è proprio di ercole, che appartiene
. che è proprio di ercole, che appartiene a ercole. cieco, 35-29
fe'sì coi figlio di peante, / che lasciato vi avea prime ferito, /
lasciato vi avea prime ferito, / che de l'odio il placò, che
che de l'odio il placò, che gli ebbe avante, / e 'l diè
: le destre e le mancine / rive che due per opra erculea férsi. tesauro
conquista sua contenta e lieta / più che se avesse domo e soggiogato / il mondo
braccia / d'erculea forza, né che già melampo / lor padre in compagnia
in compagnia d'èrcole fosse / allor che de la terra a soffrir ebbe / i
iii-222: ercole da giovinetto è sì bello che fa dubitar del suo sesso. i
dalla stretta erculea di quell'uomo, che non sapeva ancora tutto quanto voleva e
, amor de 'l divo bromio / che lasciva ti stringi a l'olmo erculeo /
sei bella tra'baci d'apolline / che ti feconda il vin ne'turgidi acini
acini! pirandello, 7-1204: prima che andasse in romania,...
iperbolico). marino, vii-272: che cosa importa questo simbolo (direte voi
del razionalismo e del panteismo tedesco, che occuparono la fine del passato e il
corpo '. 3. stor. che è proprio, che si riferisce a ercole
3. stor. che è proprio, che si riferisce a ercole i d'este
secol nostro / ippolito, aggradir questo che vuole / e darvi sol può l'umil
sedea d'illustri fregi / la città che dal ferro il nome tolse.
redare, non potendo eredare la monaca quel che era stato del suo cognato. sassetti
volontà loro liberamente; e'figliuoli che nascono in casa non eredano, ma i
. carletti, 180: se a viene che una dell'altre [mogli] sia
non riconoscono né chiamano per madre quella che l'ha partorito, ma la detta prima
avevano interamente l'arte e la grazia, che egli coi colori dava alle sue figure
barbaro] una bieca lapida, / che in nome del signor / mi scaccia,
altri discendenti diretti. -dir. colui che, alla morte di una persona, succede
stesso (in contrapposto al legatario, che è colui che acquista solo uno o alcuni
contrapposto al legatario, che è colui che acquista solo uno o alcuni singoli beni
. -in senso giuridicamente improprio: colui che, alla morte di una persona,
legatario, beneficiario. -anche: colui che è (o sarà) chiamato a
a succedere nel patrimonio di una persona che è morta (o quando sarà morta
all'eredità. -erede apparente: colui che, pur non essendo erede, si comporta
). -erede beneficiato: l'erede che ha accettato con beneficio d'inventario.
chiamate dalla legge a succedere al defunto che è morto maestro alberto, 57
: la cagione di questo matrimonio fu che 'l detto iudice era vecchio e non
ma eredi sono i figliuoli della sorella, che è cosa certa esser nati dalla banda
prossimo in grado, era l'istesso che l'erede, eccetto solamente che i
l'istesso che l'erede, eccetto solamente che i figliuoli, e'loro discendenti erano
, xviii-5-694: vollero [i romani] che non vi fossero che due specie di
i romani] che non vi fossero che due specie di eredi stabiliti dalla legge,
figli, e tutti i discendenti, che vivevano sotto la patria potestà, che
che vivevano sotto la patria potestà, che si chiamavano eredi suoi, ed in mancanza
più stretti parenti per parte di maschio, che si chiamavano agnati. colletta, iv-22
colletta, iv-22: il codice vietava che [quei figli adulterini] fossero legittimati,
capo... la baronessa giura che sinché campa lei non paga un baiocco.
maggior erede. bocchelli, 5-161: sappia che io, come erede d'un terzo
, come erede d'un terzo legittimo che toccava a mio fratello in ogni modo
ogni modo, e forse di più che potesse eventualmente risultare da un testamento di
. ariosto, 28-9: la roba di che 'l padre il lasciò erede, /
loro e dar al figliuolo quella parte che li fosse parsa conveniente. lanzi, ii-129
bentivoglio, 5-i-162: ho poi saputo che la tappezzeria è in mano della moglie del
del duca di ghisa, come quella che è restata erede del detto cardinale.
il figlio primogenito del sovrano regnante) che, secondo le norme costituzionali, avrà
già degenerato, / è perché e'crede che il re bianciardino /
e così al popul mio, / che pace e che riposo mi conciede.
al popul mio, / che pace e che riposo mi conciede. caro, 7-80
casti, xxiii- 515: tosto che un principe divien erede presuntivo della corona
tutto andrà al primogenito: è vero che non lo poteva soffrire, ma è
nero. calvino, 2-242: questo fatto che l'erede del titolo baronale di rondò
propuosi di scrivere, a utilità di coloro che saranno eredi de'prosperevoli anni, acciò
saranno eredi de'prosperevoli anni, acciò che riconoscano i benefici da dio, il
vi-137: e'c'è altro a veder che tu non vedi: i tu hai
, come dello stato, così parve che di tutte le virtù paterne fosse erede,
/ ma voglia mal oprante in quel che crede. g. bentivoglio, 4-93
, i-43: e fors'anco avverrà che 'l nome mio, / trionfando di lete
/ facoltà preziosa / dell'amor tuo, che perderia morendo. baruffaldi, xxx-1-78:
perderia morendo. baruffaldi, xxx-1-78: fa che meco la mia prole ancora, /
dilegui. cesarotti, i-295: ragion vuole che... si ricorra per acquisto
ghibelline, e non vede nell'umanità che un carciofo. de sanctis, 7-51
una più antica poesia, della poesia popolare che precede la cortigiana e cavalleresca. b
scudo erede. tasso, 8-38: resta che sappia tu chi sia colui / che
che sappia tu chi sia colui / che deve de la spada esser erede. /
cede. 3. biol. che riceve determinati caratteri biologici (secondo le
combinatoria ibridata, di tipo barbarico, che fa di me l'erede (squattrinatissimo)
bibbia volgar., x-210: dicovi, che quanto tempo l'erede è piccolo,
297): or non vi avvedete voi che troilo, figliuolo del re priamo e
stato stretto escludono di necessità le case che gli sono state inimiche, e come
diffidenze immortali. alfieri, 1-439: che giova un regno / a chi erede
ha? nievo, 1-582: don camillo che s'affidava tutto nella speranza di ottenere
conforto, cadde in tal melanconia, che lo ridusse in breve a fil di morte
, ii-481: quel sentimento di paternità che l'aveva condotto alle cascine a cercare
, provò una scossa elettrica alla notizia che sua nuora gli preparava un erede.
al posto di erede maschile), che si legge nelle edizioni dei testi antichi
eredìpeto, agg. scherz. che cerca di diventare l'erede di persona
persona facoltosa. baretti, 3-353: che i frati sieno a'dì nostri in troppo
troppo gran numero,... che sieno per la maggior parte ipocriti,
suoi elementi, attivi e passivi, che un defunto lascia al suo erede o
suoi eredi (in contrapposto a legato, che è costituito da uno o da
-nel linguaggio comune: i beni che una persona lascia alla sua morte.
machiavelli, 200: la maggiore cagione che fece che i pazzi congiurarono contro ai medici
200: la maggiore cagione che fece che i pazzi congiurarono contro ai medici, fu
, partita fra dieci figliuoli, la parte che a ciascun ne toccò non poteva esser
ciascun ne toccò non poteva esser tale che non avesse bisogno di rincalzi. d'
continuare le questioni ripartii subito e lasciai che la mia matrigna disponesse lei dell'eredità
aveva avuto da uno zio una piccola eredità che... avrebbe dovuto venir divisa
varchi, 18-1-128: era data a credere che in lei, dopo la morte del
quali in tutta roma non v'è altri che i frati di san bernardo che l'
altri che i frati di san bernardo che l'hanno, e l'hanno per eredità
l'hanno per eredità d'un carioso che morse l'anno passato. banti, 8-33
la sua casa in paese, a condizione che lui prendesse una laurea.
linguaggio comune, singoli beni), che qualcuno riceve per diritto ereditario da una
fiorentini, 240: di questo voglio che stea contento e per neuna altra ragione non
disposto a venir qua a grandissime eredità che io ci ho, state sempre di
un piato d'una mia eredità, che mi doverrà trarre di debito teco e
. moravia, i-7: aveva appreso che egli era diventato assai ricco, non aveva
in cui viene a trovarsi (e che richiede la nomina di un curatore da
parte dell'autorità giudiziaria) allorché colui che avrebbe diritto di diventare erede non accetta
de luca, i-g-k-16: quindi segue che si danno due termini; uno cioè
uno cioè di eredità piena, dopo che si sia adita; e l'altro
: crema è uno regno di persia che soleva avere signore per eredità; ma poscia
avere signore per eredità; ma poscia che gli tarteri lo presono, sì vi mandarono
o per voi o per uno che dependa in tutto da voi, iion è
) suo fratello e suo successore, che giustamente accettò e la eredità e lo
, 4-45: facevano grandi rammarichi, che l'eredità di quel ramo della casa
quel ramo della casa de'medici, che discendeva da cosimo il vecchio fosse posseduta
occhi tenendo al cielo, dandoli intendimento che la sua eredità era lassù. fra giordano
vita eterna a quella del mondo, che quella del mondo si dae dipo'la
. rosaio della vita, 95: dice che puzza e vermi sarà eredità de'lussuriosi
, e vedrassi quanto senza quella eredità, che gli fu dai latini lasciata, ella
carducci, iii-25-287: il male, di che gli si fa carico egli [crispi
cristiano e non so sottrarmi alla idea che qualcosa di noi può o addirittura deve
la metade del suo reame, però che non avea più eredità. gir. priuli
con baccio valori per aver fatto opera che pagasse scudi mille all'eredità di federigo strozzi
. svevo, 6-58: io dico che vi sono senza dubbio delle eredità organiche
sono senza dubbio delle eredità organiche ma che l'educazione e l'esempio valgono a
nel bene. pea, 7-510: morto che le fu il figliolo nato male,
1-112: berengario prese adelaide imperatrice moglie che fu di lotario imperatore suo antecessore,
prigione acciocché non si rimaritasse a signore che gli togliesse l'impero e la signoria per
fiorentini, 152: io tengno la terra che fue di eson tuo padre, la
la quale presto sono di rendellati, perciò che ornai se'in etade. g.
rimase niuno figliuolo maschio né altra reda che la reina maria moglie del detto re
. ereditale, agg. ant. che si riferisce all'eredità.
la dispersione per lo mondo, personale che la ereditale divisione. ereditando, sm
il vecchion detto, lasciò in testamento che la facultà sua ereditasse il men vizioso
, 2-117: non gli va per casa che chi spera di presto ereditare, e
il più fido amico è il dottore che gli cura gli acciacchi. verga, i-196
era una cosa inaspettata perché la bottega che alessandro aveva ereditata da suo padre non
turno] al re latino, lamentandosi che li troiani erano ricevuti nel regno;
troiani erano ricevuti nel regno; e che nuova gente dovesse pigliare per moglie lavinia
volgar., x-367: [desideriamo] che non diventiate pigri, ma seguitatori di
io voglio voltarmi a questi fanciulli, che sono quelli che hanno ad ereditare le
voltarmi a questi fanciulli, che sono quelli che hanno ad ereditare le grazie promesse a
fi gliuoli di eber, che diede il nome agli ebrei. groto,
ne'dotti componimenti que'tesori di prudenza che con infinito studio ed osservazione sono stati
aver ereditato dal maestro la dottrina più che la eleganza. romagnosi, 11-25: le
crescono di età in età in modo che ogni generazione ereditando dall'antecedente accresce il
. de sanctis, ii-15-7: gente che vive di memorie, che ha ereditato
: gente che vive di memorie, che ha ereditato insieme con la roba le opinioni
roba le opinioni degli avoli, e che in ogni quistione inarcando le ciglia vi gitta
migliore; di quel modo d'imaginare che l'arcadia ereditò dalla poesia del trecento,
arcadia ereditò dalla poesia del trecento, che era del dare atteggiamento quasi di persona
era l'odio il terribile male / che avean da i primi padri ereditato i figli
il rigore. luzi, 1-19: che memorie, che immagini abbiamo ereditate, /
luzi, 1-19: che memorie, che immagini abbiamo ereditate, / che età
memorie, che immagini abbiamo ereditate, / che età non mai vissute, che esistenze
/ che età non mai vissute, che esistenze / fuori della letizia e del
altra parente / più stretta, e che mi erediti che questa. = voce
più stretta, e che mi erediti che questa. = voce dotta, lat
padre le lodi di questa virtù, che nel serenissimo figliuolo ereditariamente si diffonde.
alfieri, v-2-417: i principi, che ereditariamente si assumono l'incarico d'impedir di
, ii-369: parecchie legislazioni hanno voluto che le arti si esercitassero ereditariamente, come
: sempre più mi rassodavo nella convinzione che l'anima di mia figlia s'era,
ereditarietà del sangue, incarnata nel corpo che da me aveva dovuto nascere. bartolini,
di un dato fenomeno in un terreno che normalmente non ne consentirebbe lo svolgimento in
proprio dell'erede o dell'eredità; che riguarda l'erede (o gli eredi)
si tratta solamente dell'attuale, e in che modo si acquisti l'eredità, ed
, ed essendo acquistata, degli effetti che risultano dal titolo, overamente dalla qualità ereditaria
anniversario. pirandello, 7-153: prevedeva che sarebbero avvenute scene disgustose, scandali e
anche, nel linguaggio comune: diritto che si trasmette in una stessa famiglia,
guerra ad altrui per forza usurpate, che ricchezze proprie, ereditarie, con lunghi
quando è ereditaria. 2. che viene trasmesso per diritto di successione (
titolo, carica, ecc.); che riguarda l'acquisto della sovranità per eredità
di francia, niuno desiderio ebbe più ardente che d'acquistare, come cosa ereditaria,
dopo la rinunzia di tutti gli stati ereditarii che gli fece l'imperatore suo padre.
civile, guadagnò colla spada il reame che di ragione ereditaria gli succedeva. balbo,
romana in particolare, fecero poco più che mutare il sommo magistrato, già unico
suo séguito, sparse una voce, che tosto si diffuse, e bastò per
-quale? fa cesarino. - quello che portai l'altro giorno...
salute. bocchelli, 6-13: assassinato che fu l'arciduca ereditario dell'impero austriaco,
, il moscovita si mostrò molto ansioso che la russia entrasse in guerra.
in guerra. 3. figur. che si trasmette come retaggio (qualità morali
collenuccio, 273: consigliava ciascuno che antonio caldora come ribelle, perfido et
necessarie molte parole a persuadere al duca che movesse guerra a'fiorentini, perché era
comandava. ariosto, 19-21: par che questo studio in quella parte / nobile e
senza molto rivoltar di carte, / che 'l patre ai figli ereditario il dia.
architetture toscane, con miglior forma, che gli altri fatto non avevano. marino,
casa d'este, massime per quello che spetta all'artiglieria. cagna,
cocciutaggine, ereditaria negli uzeda molto più che l'impressionabilità, era stata la più potente
, e sulla faccia di questi edifici che durano da secoli e secoli, la
inzuppato fradicio. 4. biol. che può essere trasmesso dai genitori ai figli
soderini, iv-121: non importerà già che fosse stato ferito [lo stallone]
stato ferito [lo stallone] o che abbi manco un occhio o altra stroppiatura
abbi manco un occhio o altra stroppiatura che impedisca il montare: basta non abbi
il montare: basta non abbi mali che passono ai figli ereditarii. g. bentivoglio
egli era venuto in fiandra, per dubbio che la gotta, male per lo più
, 1-ii-85: essendo risultato dalla procedura che l'accusata appartiene ad una famiglia nella
predisposizioni ereditarie e di condizioni fisiologiche, che si vanno organizzando col mezzo de'sensi
scherzo una varietà [di fiori] che duri, per far diventare stabile ed ereditario
lue ereditaria. 5. disus. che riceve in eredità (una persona).
., 2-114: della qual cosa avvegna che gli altri me ne biasimino, tu
fatti di cesare, 300: bruto, che l'uccise, fu uno de'
estremo grado di dolore ci riduce colui che dell'onore, della fama e della meritata
mangiare avesse dovuto far qualche cosa di più che tagliare due volte all'anno con un
: una brutta voce maschile, con un che di pretesco, ereditato certo dallo zio
donna (o più spesso fanciulla) che presumibilmente erediterà un patrimonio cospicuo.
non cerca, altro non spera / che l'aureo titolo d'ereditiera, / perché
dove ha scoperto lei questa cosa ridicola che io sono una ereditiera sospettosa? oriani,
pretore l'aveva conosciuta e aveva appreso che ella era la più ricca ereditiera del
inclinazione e vincere quel po'di restio che indovinava, aveva detto che, con melania
po'di restio che indovinava, aveva detto che, con melania ricca ereditiera, casa
ereditièro, agg. scherz. di persona che ha ereditato un patrimonio cospicuo. -
. gramsci, 8-44: così fu che per due o tre domeniche grugliasco fu disturbata
. (plur. -i). asceta che abbandona il mondo per vivere in solitudine
i santi eremiti del diserto, che abandonorono così il mondo per avere
mondo per avere queste cose, che sono tanto nobile e tanto ricche
iv- xxiv-9: lasciando stare quello che egidio eremita ne dice ne la
8-9): di luglio vo'che sia cotal brigata /... /
avea fatto via molta, / che scontrò un eremita in una valle, /
tanti santi monachi ed eremiti, che vissero e vivono in estrema povertà
estrema povertà e abiezione, con ferma credenza che in tale stato le orazioni loro
santo col suo rozzo dialetto, che monsignor della casa col suo sermone
gr., ii-399: canta la fama che le grazie un giorno / vider
monte luci, abitato da monaci orientali, che fanno vita contemplativa, come gli eremiti
o negromanti. -sf. suora che vive in clausura. francesco da barberino
per simil. e al figur. persona che conduce vita solitaria, appartata dal mondo
si sa, anche nostro signore ha detto che la carne è fragile e un giovinotto
. èp7) [iìtr) c * che vive nel deserto ', da sp7j{xo
eremita. eremitale, agg. che è proprio di eremita; da
. botta, 4-127: si lamentava, che fossero stati messi in luogo loro quei
credeva, erano più macchiati di eresia che alcun'altra religione di frati. carducci
nelle vaghezze dello avversario, per esserne più che ora, si gettò in un
(plur. m. -ci). che concerne la vita, il costume
a piedi / più da lontano assai che tu non credi. speroni, 1-3-404:
meraviglioso. baldovini, xxvi-3-180: voi, che servo gli siete, e fido,
, crocifisso quasi su queste grandi poltrone che par dica agli astanti ammutoliti: «
eremitiche sedi, ove nel modo / che offender non vi può nebbia palustre,
sospiri, risa e parole silenziose; che esso solo comprende. = lat.
comprende. = lat. erèmiticus * che concerne l'eremita, la vita e
... / e fanno un gibbo che si chiama catria, / di sotto
al quale è consecrato un ermo, / che suole esser disposto a sola latria.
perocché è cosa pericolosa ogni parola, che non è edificatoria del prossimo. lorenzo
da voi; fateli onore, a ciò che non abbia a fuggirsi da voi,
parole e simili altre usai, / poi che potere in lui mi vidi tanto;
/ e 'l più pentito lo rendei, che mai / si trovasse ne l'eremo
baretti, 3-176: l'eremo, che è un convento di frati barbuti come i
votò un eremo di frati cappuccini, che, in breve tempo eretto nel mezzo
a vedere gli eremi e monasteri rupestri, che l'ascesi e la mistica dei monaci
un eremo peschereccio, con l'onda che romba e s'accartoccia sotto la mia
, un rifugio ascetico, quasi celeste, che avrebbe data una attraente diversità alla sua
2-25: sono... certi luoghi che, o in piano o in monte
, o in piano o in monte che sieno, sono di perpetua sterilità,
patria a farvi la casa cotale stupenda, che le gemme e l'oro di miracolo
erepsina, sf. chim. fermento che ha la pro prietà di
tratto intestinale quei po lipeptici che sono rimasti intaccati dalla tripsina;
unità dottrinale della chiesa; dottrina che nega direttamente uno o più dogmi
i principi, ha già preso tale piede che se non si provede si empie
dette principio a un'eresia, che da lui prese il nome, la
prese il nome, la peggiore che mai fusse nella chiesa cristiana. sarpi,
conto fatto, hanno cavato fuori le proposizioni che dan nano, le hanno
defendendole. pallavicino, iii-333: aggiunse che chi diceva non esser di comandamento
343: l'eresia di lutero, che sparsa per la germania minacciava l'altre
o è dunque falso, concludevano, che i vescovi siano destinati dal divino spirito
divino spirito a reggere la chiesa, il che è eresia, o è indubitato che
che è eresia, o è indubitato che i vescovi soli, e non i laici
, debbono reggere il culto, il che è dogma. manzoni, 364: non
proprio nell'ultima riunione egli ha dimostrato che scismi ed eresie, oltre ad essere
di eresia contro di lui, denuncia che l'organo tentò di coprire col suo
viddi in lui particolarmente un ottimo senso che egli ha nell'opinione che l'eresia in
ottimo senso che egli ha nell'opinione che l'eresia in questo regno..
è buona e necessaria per l'eresia che corre in questa età circa a l'uso
ha in voi quest'eresia, / che per un po'di applauso ebri correte
. nelle belle arti è tutto quello che si scosta dalla natura e dalle regole
f. d. vasco, xviii-3-850: che la politica consista in escludere dalle monarchie
monti, i-60: la prima volta che io mi presentai all'arcadia restai sbalordito
in udire farsi applauso a certe poesie, che a me sembravano stravaganze ed eresie di
c'imbandiscono imperturbabilmente le più eteroclite vivande che concepir si possano; le più insensate eresie
il mio carduccianesimo non è stato altro che una superstizione volontaria, in cui mi
dir dell'eresie, / perché color che hanno una bella voce, / a tutti
nievo, i-217: « non so che farvi se siete povere di spirito! »
di spirito! ». « oh che eresia! » sciamò una vecchia bavosa che
che eresia! » sciamò una vecchia bavosa che filava in un canto. « non
un canto. « non è nella dottrina che si impara: * beati i poveri
ed io lo riprendevo per fargli chiaro che quelle eresie non erano di puro conio
livio volgar., 6-356: so che sapete, eresia essere [li sacrificii
perché ciascuno elegge quelli instituti di vita che e'debbe seguire. = voce dotta
plur. m. -chi; ant. che). eccles. iniziatore di un'
d'ogni setta, e molto / più che non credi son le tombe carche.
altre volte apertamente ha fatto, / che tanti eresiarchi ha già disfatto. pallavicino
: contendevasi con un eresiarca audacissimo, che aveva bruciati nella piazza di vittemberga i
mille anni non si trovò veruno eresiarca che avesse fronte di negare la presenza reale di
sìlide, / ha la gemma abraxèa che ti palesa / il suo commercio con
. viani, 19-596: o fratelli vorrei che qui ai miei dittaggi fossero presenti i
infedeli di cristo. -agg. che segue un'eresia, eretico. -anche
oltre alla bibbia, tutte le fandonie che uscivano delle penne eresiarche, come i
. gozzi, i-24-107: il villanello convien che s'adopre / a lavorar la terra
lavorar la terra tutto tanno, / non che s'impacci con cavalli e barche,
: io posso dirlo con fondamento, io che fui trattato poco meno che da eresiarca
, io che fui trattato poco meno che da eresiarca perché qua e là nelle
-gi). studioso di eresiologia, che tratta con ampiezza dei moti ereticali,
appartenente al tipo della famiglia eresidi, che comprende ragni caratterizzati dall'avere quattro
. ammaestramenti, 238: l'uomo, che ha buona fama, sì gli è
agg. di eretico, di eresia; che con tiene eresia, che
che con tiene eresia, che è compiuto da eretici; blasfemo.
: quasi divino oracolo presagì le ferite che riceverebbe la santa madre chiesa da martin
ereticali ardisce di produrre pur un miracolo che la confermi. giannone, 2-i-2:
voi questi profani ed ereticali ammaestramenti, che io non saprò mai chiamarli con altri
non saprò mai chiamarli con altri nomi che di profani ed ereticali. leopardi,
la forma più grave di bestemmia, che, oltre all'ingiuria contro dio,
facile, facile, facile, per modo che vi sbattezzerete, e piaccia pure a
, e piaccia pure a dio, che non infilziate una quarantina di bestemmie ereticali
quarantina di bestemmie ereticali per dispetto, che ella non sia sovvenuta a voi.
e rincontrano fosse, e buche tali / che i muli cascan, la casa ribalta
quella sigla, egli mi rispose senz'altro che era il sacerdote ernesto bonaiuti, il
era il sacerdote ernesto bonaiuti, il più che ereticale autore delle 'lettere di un
platone... riconobbe non solamente che l'anime immortali fossero, ma che di
che l'anime immortali fossero, ma che di là vi fossero i premi e
luogo per purgarsi dalle colpe; il che eziandio de'cristiani ereticalmente e per estrema
maravigliarsi se non s'attende ad altro, che a la gola, e si crede
sul pulpito; ma non è improbabile che lo abbia fatto (certo per mera ignoranza
e dagli stessi saggi di altra specie che diede nelle sue omilie. =
un'eresia (e si riferisce al cristiano che nega o mette in dubbio una delle
giamboni, 137: eretici sono coloro che errano dalla veritade. dice santo girolamo
santo girolamo: non è cosa sconvenevole che gli eretici sieno chiamati empi, imperò che
che gli eretici sieno chiamati empi, imperò che per lo errore della mala dottrina sono
: anco il bestemmiatore è vie peggio che l'eretico, perciocché l'eretico dice di
perciocché l'eretico dice di dio quello che ne crede, e molti errano sotto specie
parte allora, / come tu sai che la mala erba alligna. savonarola, 8-ii-
appresso le persone semplici sopra quello, che, secoli sono, è stato approvato
. bentivoglio, 4-79: fu giudicato che nella punizione degli eretici la necessità de'
l'usare per allora piuttosto la moderazione che il rigore. baretti, 3-403: troppo
. fra gli eretici assai più giocondamente che fra i credenti. c. e
, nella chiesa di dio, il pensare che i lumi de'presuli e de'prelati
presuli e de'prelati siano talvolta men lucidi che quelli del gregge. 2.
del gregge. 2. agg. che segue un'eresia. cavalca, iv-109
un'eresia. cavalca, iv-109: che io so che, poi ch'io sarò
cavalca, iv-109: che io so che, poi ch'io sarò partito,
uomini eretici e falsi e ambiziosi, che non cercheranno, se non di divorarvi.
mondo. campanella, i-149: mostra che questi argomenti gli fa a dio,
questi argomenti gli fa a dio, che sa quel che dice, non dirlo d'
gli fa a dio, che sa quel che dice, non dirlo d'animo eretico.
bench'io non credi lor cosa, che dicano, e ch'io sia eretico nella
annuncio troppo bene ho conosciuto e conosco che m'han detto il vero. bocchelli,
e delle catapecchie. 3. che si riferisce, che è proprio di chi
3. che si riferisce, che è proprio di chi segue un'eresia
, iv-250: ve'l'eretica idra che alla morte dell'ispano alcide si ringalluzza.
velenose teste e risorgenti dell'eretica feritade che andava infettando quella nazione. 4
infettando quella nazione. 4. che contiene eresia, che costituisce eresia.
4. che contiene eresia, che costituisce eresia. dante, par.
: io l'ho scritto a roma che, se io ho predicato o scritto cosa
ho predicato o scritto cosa eretica, e che 'l mi sia mostro, io son
. getti, ii-112: [diceva] che noi eravamo della specie degli angeli,
mente ancora ha tal proposizione; / che dal plebeo il nobile diviso / abbi luogo
... un censimento di quello che resta o che sorge di vita religiosa
un censimento di quello che resta o che sorge di vita religiosa eretica o eccentrica
. per estens. e al figur. che sostiene dogmi, dottrine, principi,
ribaldi, dico quei sofisti eretici, che han voluto far nuove leggi ne la
eretici. cattaneo, i-2-292: reputarono che con ciro alla lingua morta delle scritture
croce, iii-32-189: io non so che cosa mai si possa intendere per « eretico
se non s'intende con questo nome colui che, facendo parte di un istituto,
, mette innanzi idee e manifesta tendenze che minacciano o insidiano quell'istituto nel suo
è bisogno di sotto- lineare la posizione che si potrebbe definire eretica al paragone della
269: ora conoscesti voi mai poeta che non pizzicasse un poco dello eretico?
un poco dello eretico? anzi, che dico dello eretico? del non credere
in questo cielo eretico / narrar ciò che osservai: tacer bisogna, / e roda
sì bislacchi, sì bisbetici, / che ci saria da diventar eretici. nievo
suo pari sia di sì eretica opinione, che abbia a giudicare l'affezione dai segni
abbia a giudicare l'affezione dai segni che sono fallaci e che non fanno vera
l'affezione dai segni che sono fallaci e che non fanno vera dimostrazione. redi,
una certa antichissima, ostinata e peggio che eretica credenza, mantenuta da questi ribaldi
credenza, mantenuta da questi ribaldi, che il cervello de'daini fosse una cosa
daini fosse una cosa pessima, quasi che ostica a mangiare, e molto nociva
dal parroco a dirgli il nome eretico che volete mettere al mulino, magari farà
, dal gr. aipeuxó? 'che sceglie '(una dottrina), eretico
alfieri, v-2-885: il sonetto che mi acchiudete pel temistocle è bello,
quella uscita de'vocaboli in ismo, che è greca pretta, s'è imbarbarita
l'indifferentismo, e quei tanti miasmi che dall'eretismo conducono al cretinismo. faldella,
in manifestazioni grottesche, ma più schiette che in città, dove frequentemente l'isterismo è
eretismo di flagellatore e fermarsi su qualcosa che abbia interesse generale: come nei versi
con certa bontà di cuore delle povere ragazze che fallano e di quelle che i loro
povere ragazze che fallano e di quelle che i loro genitori egoisticamente chiudono nei monasteri
. m. -ci). medie. che si riferisce all'eretismo; eccitabile.
cenere. l'ottima è quella che ha color di cenere, che è tene
è quella che ha color di cenere, che è tene rissima, e
tene rissima, e quella che, fregata in su 'l rame, vi
). erèttile, agg. che può erigersi sotto l'impulso di particolari
.]: 'erettile', aggiunto di tessuto che ha per carattere principale di muoversi
. sinisgalli, 6-165: bisognerà che qualcuno un giorno ci spieghi perché
è così povero di energia erettiva al punto che una spiga di grano resta rachitica
colonne il ricco pondo / reggean, più che di pietra, grave d'oro;
di pietra, grave d'oro; / che da altrettanti regi erette, fóro /
, con tutto quel più di festeggianti apparenze che in simile occasione, per segno d'
2-29: pur a l'or, che 'l gran cavallo eretto / lasciato qui,
dalle braccia di squallidi servi, a che? queste sono le carceri donde uscirono
le poesie natalizie. 2. che non pende, che non si torce,
2. che non pende, che non si torce, che è in
non pende, che non si torce, che è in posizione verticale; diritto.
in posizione verticale; diritto. -anche: che si protende verso l'alto, che
che si protende verso l'alto, che si slancia nel cielo, in direzione
scaleo eretto in suso / tanto, che noi seguiva la mia luce. caporali,
scappar ne vide mille elmetti, / che d'altrettanti capi eran guaina / e
/ com'usan quelle genti affumicate / che scopano i trombon de i nostri tetti.
parini, giorno, iv-397: ecco che il segue del fìgliuol di maia /
de'casi ognaltro crede; / sia che dadi versati, o pezzi eretti,
onofri, 11-175: un pino che si leva su dal colle / nella pura
, d'un verde chiaro e neutrale che non offenda la feroce bianchezza della sabbia
.. per una [linea] che, o tocca o pochissimo si discosta
eretta. -che è in pendenza, che è inclinato; erto, ripido.
, / ad un scaleo vie men che li altri eretto. spolverini, xxx-1-18:
con soave salita èretto calle, / che agevoli il cammino a carri e a vegge
e a vegge. -ant. che è in linea retta. g.
tre dita per traverso. 3. che sta in piedi, che si tiene dritto
3. che sta in piedi, che si tiene dritto sulla persona, ben
veglio] tutto ferro eletto, / salvo che 'l destro piede è terra cotta;
; / e sta 'n su quel più che 'n su l'altro eretto. buti
. buti, 1-391: 'eretto'; cioè che più si ferma sul piè ritto che
che più si ferma sul piè ritto che era di terra, che in su l'
piè ritto che era di terra, che in su l'altro che era di
di terra, che in su l'altro che era di ferro. dante, par
alto ed eretto della persona, forse più che non lo comportassero le membra sottili ed
gliele avessi. erette / le mammelle, che ben possono al morso / come ai
forse per la snellezza flessuosa della vita che faceva risaltare il disegno dei fianchi e
piovene, 5-156: contemplavo una vipera che, irritata dalle troppe mani, si
: ora debbo darle parte di quel che ho fatto dopo, intorno al particolare
. quel dispotismo intermedio, amarissimo, che celando al principe lo stato della provincia
- e refetto. 7. che ha animo alto, nobile, elevato.
nobile, elevato. - anche: che è segno di altezza d'animo; nobile
livio volgar., 4-400: avvegna che ancora apertamente non pareva africa decretata in
in quella speranza era la città eretta, che in quello anno s'andasse in africa
da massa, xliii-273: da poi che dimoraron anni sette, / la madre con
e la mente fissa in lui, e che tu non abbi l'intelletto inclinato ad
/ vi debbon aver mostro, / che io sia qualche mostro. 9
, iii-63: guardati da colui / che va ascoltando altrui, / da quel che
che va ascoltando altrui, / da quel che troppo giura, / che spesso si
da quel che troppo giura, / che spesso si spergiura, / da quel che
che spesso si spergiura, / da quel che fugge in letto / per ogni vento
1-473: mi sembrava un'impresa tale, che vedevo il detto nonno a traverso lo
detto nonno a traverso lo stesso prisma che ora mi mostra i faraoni erettori delle
della clitoride. -ant. che determina l'erezione. r. cocchi
. forma di psicosi ossessiva, che consiste nella paura morbosa di arrossire.
m. -ci). medie. che patisce di ereutofobia. erezióne, sf
l'ha fatto certamente non per altro che per rompere con lo scandalo d'un
e decanato nella pieve d'arezzo, che è la cappella maggiore di detta pieve
erezione del tribunale sei mesi passarono senza che contro gli adulatori comparisse querela alcuna.
l'invocazione di santo stefano papa, che i cavalieri in progresso di tempo.
vergini care a cristo. ti rispondono tosto che non è tempo. gemelli careri,
g. bassani, 4-65: ero sicuro che la circoncisione non avesse attutito, in
. la peggiore di tutte è quella, che si chiama ergasima secca, muffata et
. lucini, 15: ora che essi credevano finalmente di riposare e di
. stor. fanciulla di nobile famiglia che in atene era destinata a tessere il peplo
il peplo o veste di minerva, che portavasi processionalmente nelle feste panatenee.
un ergastolano (un certo arturo) che mi lascia una impressione indelebile.
2. agg. letter. che ha l'aspetto di un ergastolo.
non terminato. ergastolino, agg. che si riferisce all'ergastolo; che contiene
. che si riferisce all'ergastolo; che contiene un ergastolo, che è occupato
ergastolo; che contiene un ergastolo, che è occupato da un ergastolo.
vero governo con leggi e pene atrocissime che spietatamente e largamente applicàronsi. ergàstolo
quale vi caverò di questo ergastolo » che era uno luogo dove stavano li rei e
guisa di malcontenti e di ribelli, che dagli ergastoli o dalle carceri, o da'
di scienza economica, per esempio; che, per esempio, la ricchezza tende ad
più certo della mia semplice intuizione, che l'uomo, il quale ha già
ribellioni servili, scampati alle immani crocifissioni che le punivano; evasi dalle miniere e
della vita del condannato (oltre che in alcuni effetti giuridici che diminuiscono la
(oltre che in alcuni effetti giuridici che diminuiscono la capacità legale del condannato)
ma noi lo acchiapperemo. stia certa che lo acchiapperemo. e allora l'ergastolo
elli era soprastante della carcere. sì che ieremia entrò nella casa, sua casa,
dì. segneri, ii-76: un che tollera insieme tutti i tormenti, e
mali si possono figurare dentro un ergastolo, che non in altro cede all'inferno di
del genere umano e fabriche di scelleratezze che sono le città storiche. guerzoni,
iv-2- 966: condannati all'ozio invece che al lavoro, ella aldo e lunella
. massa filamentosa contenente acido ribonucleico, che si trova nel citoplasma di molti tipi
agg. e sm. gramm. caso che, in alcune lingue come il basco
loro a tergo il giovinetto figlio / che fu primo pastor ch'aitar primo erse;
, e vi conduci / l'armi che a la mia camera sospese / lasciò quel
tassoni, 12-26: il papa sa che a correr questa lancia / i danari di
giuno, / un tempio d'altro, che di baie, ergea, / di
. dotti, iii-259: un tribunal che i fogli altrui censuri, / erga lor
introducemmo. colletta, i-131: volle carlo che si ergesse un teatro, avendone allora
aggiungere alla magnificenza la meraviglia, comandò che fosse il più ampio teatro d'europa.
/ di pace asilo e di pietà, che un tempo / la veneranda tua consorte
chiari ingegni far dolce dimora, i che qui, dove trofei s'ergono ognora /
di funesto orrore, / vidi colei, che nel tuo regno, amore, /
e co'metodi suggeriti per seguitarle pareva che [bacone] disegnasse l'edifizio delle scienze
in casa un maiorascato, non pretende che il figliuolo maggiore abbia ogni cosa per
rovine del ducato beneventano un terzo principato che da capoa prese il nome. pindemonte,
. -tu il sei: / tu, che questo di cose ordine antico / rovesci
, 2-i-555: volle anche aver il piacere che venisse da roma tutto un papa in
ergo allor, ma a te, che sovra il legno / per noi moristi,
man presenti / paion que'giorni allor che dalla dira / obblivione antica ergean la
20-178: guardai quella tremante larva filamentosa, che sopra una fronte ossuta ergeva una chioma
, 9 * 983: un candido giovenco che la fronte / aggia indorata, e
su tacque / basse averle così, che viste lunge / dal suol, paian del
ecco il padre de'boschi alto appennino / che il verdeggiar de la sua bella fronde
un gran monte io scersi, / che sopra gli altri ergea la fronte,
ergo / a lei ciascun pensier, che al cor mi monti, /..
/ dove son gli occhi bei, che qui non trovo? fiamma, 51:
l'uno e l'altra come colui che teme d'essere sorpreso da uno sgomento
devoti della sera, / al dio che ride, querula / ergiamo una preghiera.
so perché, non piacque a irene che, d'improvviso, si alzò ed ergendo
tali al bel viso ergo, / che luce sovra quanti il sol ne scalda;
oda il suon de l'angelica tromba / che dal ciel lo bandisca, o che
che dal ciel lo bandisca, o che ve terga, / secondo che sarà
, o che ve terga, / secondo che sarà corvo o colomba. varchi,
contrario a speranze certe di quella gloria che ti tiene apprestata in cielo. spolverini
idioma, ch'or tanto apprezza, / che illustri la natia chiusa bellezza / di
l'aura intorno sì soave spiri, / che t'ergan sovr'ogni altra infìno al
onore: / e lo pregò, che... / gli porga anch'ei
suo parer aiuto; / sicché sappia che far, perché maggiore / grado erga
e con belle parole correggeva questa folle, che non ergesse sì l'animo per questa
la speme nelle potenze mondane, e che li erge per lo antico sangue, o
esperimento maggiore... della fede nostra che facendoci credere tutto il contrario di quello
facendoci credere tutto il contrario di quello che vediamo? diodati, 4-21: ma
1 mesti e travagliati amanti, / che, scapigliato il crin, turbato il
, deviare. marchetti, 4-290: che natura erga da tutto / il mar
riva all'acque / appese allor, che l'aderente umore / suggono. onde
/ suggono. onde viepiù sembra, che molti / corpi possano ancor dal salso
di fabbricarla con grandezza e fortezza, che nullo assalimento de'nemici potesse temere,
di legno, e s'erge tanto / che può del muro pareggiar le cime.
enorme pennacchio, uno zampillo di piume che si erge sul suo cappellino. d'
s'ergono sforzando i pettorali di gemme che le comprimono in forma di coppe riverse.
cigolando le lunghe notti d'inverno, che san pietro rinnegò tre volte il signore
dispitto. folengo, ii-64: madonna che ciò mira s'erge in piede, /
stellato; aprine i boschi, / che de'ciechi antri foschi j s'erga tempia
sono per sporgermi, l'arabo che pareva dormisse si erge sul tronco e mi
erge sul tronco e mi domanda che cosa voglio. ungaretti, viii-21: odi
rumori d'ogni genere da parte dei giovani che avevano svoltato la cantonata, si
imfrene. sannazaro, 1-55: come vuoi che 'l prostrato mio cor ergasi / a
e povero, / ch'io spero che fra lupi anzi dispergasi? della casa,
si disperga, / sì come nebbia suol che in alto s'erga. caro,
sole; ond'io ritorno / al mio che 'l ciel di maggior luce onora,
da due cozzanti aerei spirti, / che van dell'onde a disputar l'impero
: / trema dal colle il cacciator, che scorge / ergersi il fiotto, e
ecco mi prostro / al dio, che ancor della immortai sua luce / splendido
importava piuttosto di ergermi dinanzi a lui che fare il mio interesse. bocchelli, 12-90
. bocchelli, 10-44: quest'estetismo che, illudendone l'ozio, accompagnava insomma
mille voci accese, / sedizioso grido avien che s'erga. pecchi, 10-317
accingetevi -disse -al gran viaggio / prima che 'l dì, che spunta, ornai più
viaggio / prima che 'l dì, che spunta, ornai più s'erga.
spegnesi di leggier breve favilla / pria che 'n fiamma maggior s'avanzi ed erga.
ergeva a roccaforte del legittimismo; pare che napoleone vi sia dovuto passare al galoppo
passare al galoppo, cinto da guardie che tenevano il cane del fucile alzato.
grado). caro, 16-39: che vai ch'io sia per voi famoso e
per voi famoso e chiaro / o che musa mi canti o m'orni alloro,
bellezze lodando in voi supreme: / che mentre d'una o due dir mi preparo
orecchio armonizzando ergasi come / al pellegrin che va per talpe. = deriv
zappa. lalli, 7-91: ecco, che in tanto / turno non è vassallo
, su grame tele, codesto tempaccio che abbatte boschi, cancella ruscelli, geometrizza
1-34: venendo all'ergo / diciam, che il basso satiresco stile, / canzonando
alla conclusione, riesce una spada, che non fa mal veruno, e però è
un poltrone. saccenti, 1-1-91: oh che belle parole, oh che concetti /
: oh che belle parole, oh che concetti / da innamorar chi trovò l'arte
più logico del io agosto 1792 e che meglio conchiuda l'antecedente del 14 luglio 1789
probabilmente comp. dalla preposizione è (che indica il punto di partenza, l'origine
(plur. m. -ci). che si riferisce all'ergografia.
. ergògrafo, sm. apparecchio che serve per la registrazione grafica della forza
ergologìa, sf. parte dell'etnologia che studia la cultura materiale dei vari popoli
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'
-ci). che si riferisce, che è proprio dell'ergologia. ergometrìa,
. alcaloide contenuto nella segale cornuta, che si presenta in cristalli incolori, debolmente
ergòmetro, sm. tecn. apparecchio che serve per misurare il lavoro meccanico.
ergóne, sm. biol. ogni sostanza che agisce nell'organismo come attivatore biochimico in
ormone. ergonomìa, sf. studio che, valendosi del contributo di altre scienze
. plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio dell'
-ci). che si riferisce, che è proprio dell'ergomonia. ergosterina
non saturo, incolore, cristallino, che, mischiato con raggi ultravioletti, si
ultravioletti, si trasforma in una sostanza che ha proprietà antirachitiche. = voce
, agg. e sm. tipo umano che sottoposto simultaneamente al lavoro intellettuale e
e dal suff. scient. -tropo che indica * trasformazione '(dal gr.
fu sempre tór di mezzo i duchi che rimanevano potenti, dividere i loro territori
quell'uom taglialegname / chia- miam, che là quelle tagliate erice / presso di te
raccogliersi per farne granate di poco prezzo e che s'impiegano in servigi più vili.
o èpetxt] (denominazione della pianta che linneo chiamerà erica arborea). per
. erìceo, agg. bot. che deriva dall'erica, che appartiene all'
. bot. che deriva dall'erica, che appartiene all'erica. durante
dal nome del genere erycina, che a sua volta deriv. dal nome di
. ericòide, agg. che è simile all'erica (una pianta
gioberti, i-m-581: non vedete che sin d'oggi i popoli eridanici
eridanici son più sudditi di carlo alberto che deh'intruso sucessor di alboìno e
più caro aver giammai, / che le ninfe eridanine / festeggianti...
.. / se non vuoi che i furfantelli / insolenti satirelli / per
dell'emi sfero australe, che si presenta come una striscia lunga
del fiume eridano per l'aspetto che ricorda quello di un fiume.
fiume. erigèndo, agg. che deve essere eretto; che sta
, agg. che deve essere eretto; che sta per essere istituito o fondato
d'indi extreme, / n'altra che longa etate o il tempo erose, /
di quel ch'io ti domando. a che fine hanno / qui sì grande edificio
tasso, 2-91: quel grande già che 'ncontra il cielo eresse / l'alta mole
ch'egli eresse in roma, allora che volle dedicarlo, fece risoluzione di celebrarvi
è la terra ch'a la dea, che nacque / da tonde con miracolo novello
(375): questa biblioteca ambrosiana, che federigo ideò con sì animosa lentezza,
francesco i, sul quale sta inciso che 'i mercanti eressero 'ripeteva la
da manzoni, * senza sapere quel che si facessero '. ungaretti, xi-21:
è cominciato ad accadere tra noi un fenomeno che non s'è veduto in nessun'altra
erigere un contraltare a una funzione sacra che si svolge nello stesso giorno. 2
goldoni, iii-231: sappia, eccellenza, che un certo menico tarocchi desidera la permissione
. verri, i-426: allora fu che usciti gli uomini dalla ignoranza si occuparono
: non voglio, dico, dissimularvi che anche il vostro giornale, pubblicando quel
lava fiammeggiante nelle tenebre, la fiaccola che s'aggira in un palazzo vuoto, guardate
tumide labbra dipinte, verso quei quattro che non si curavano di lei; eresse il
palparsi lievemente su la fronte il crine che pareva di capecchio. palazzeschi, 7-2
, 7-11: si vedono di questi vecchioni che lo spirito alto erige, invitti dal
1-50: in odio della gran vampa, che oggi è per l'aria, voglio
oggi è per l'aria, voglio che basti a noi per erigergli in buccheri,
quasi universale convenzione divenuti moneta, convenzione che rigorosamente tale non può dirsi, non essendo
dai lupanari -e insuperbite -perché una donna che ostenta il suo vizio, e lo erige
i dotti in corpo consultivo per quel che riguardasse questioni d'ordine tecnico in materia
fascismo, ossia di un regime politico che aveva eretto a sistema l'incomunicabilità così
, una posizione, una qualità (che non si possiede o a cui non si
interamente diritto); assumersi una parte che non si addice (o che,
parte che non si addice (o che, comunque, appare sproporzionata, esagerata
in vostro creditore, di debitore, che vi sono sempre stato di grandissime e
207: è dunque conforme alla ragione, che il giudice non si eriga mai in
..., né è così leggiero che il vento trasportare la possa, come
1737. edibile, agg. che può essere eretto. bacchi della
: ma ne'giorni peggior, che fiammeggiante / verso erigone suo febo
suo febo declina, / allor che 'l fiore è già compiuto e 'l
erigone, figlia di icario, che fu mutata da zeus nella costellazione della vergine
erigonio, agg. letter. che si riferisce alla costellazione della vergine
peggianti e d'oro, / che di là dalle nubi han le lor cime
(con riferimento al mito di ercole, che vi compì una delle sue fatiche)
; li fiori sono cerulei, che porporeggiano, minori di quella della ginestra,
porporeggiano, minori di quella della ginestra, che stanno rinchiusi in calicetti ispidi e
genere di funghi parassiti interni, che vivono sulle foglie di varie piante, e
italia, come veryngium amethystinum, che ha brattee involucrali di colore azzurro,
veryngium alpinum o regina delle alpi, che ha infiorescenze splendide per le brattee
m. adriani, 3-4-581: narrasi che, prendendo in bocca una capra la picciol
fa fermare tutto il gregge, fino a che il capraio non glie n'ha tolta
: insieme ci saranno quell'erbe, che nascono ne liti e scogli del mare
/ e fra gli altri velen, che dentro v'arse, / la violenta ippomene
, inf., 9-45: quei, che ben conobbe le meschine / della regina
volta erine, come detto è ora, che viene a dire discordia, ovvero combattimento
ovvero combattimento; alcuna volta eumenides, che viene a dire mancamento di beni:
o santo padre, ricevi l'anima che la dolorosa turba fragella; quella la
, i-iii: dissi: or va', che la crudele erina / venga con teco
il re crudele. alfieri, 1-853: che dite voi? già nel mio cor
. persona crudele, fiera, feroce, che si compiace di dar pene e tormenti
: e ti mormoro anche una volta che ti amo come.. sapessi! abbi
mala concitazione o perturbazione di mente, che perciò traggono l'etimologia forse da tpóvveiv
non odi? con la voce / che non è mia ma dell'interna erinni.
giovane patrizio, senz'altra dote personale che una grande bellezza, la quale staccava
il collezionare bolli commemorativi o propagandistici, che non si usano per la normale affrancatura
[plinio], ii-326: l'erba che i greci chiamano erineo...
.., così denominate dalla lanugine che ricopre i loro fusti, o da una
colore azzurro, di aspetto fibroso, che cristallizza nel sistema monoclino (e si
piante onocotili, dell'ordine farinose, che comprende piccole erbe perenni, con foglie
diffuse nelle regioni calde e temperate, che vivono in terreni umidi o nell'acqua)
: 4 eriocàulo ', genere di piante che hanno 10 stelo vellutato. tramater [
sm. zool. genere di granchi, che presentano un carapace quadrangolare con bordi
lana 'e -
enòfilo, agg. bot. che si effettua una disseminazione mediante il trasporto
(e si dice anche di pianta che presenta questo modo di disseminazione).
... i raffi (ami) che l'eriofila (scantium) aggancia al
rincontro esclamativo con la raggera d'argento che s'apre raso terra, della carlina;
.]: 4 erioforo ', vocabolo che s'applica a tutti quegli animali che
che s'applica a tutti quegli animali che portano o sono coperti di lana.
, sm. entom. genere di afidi che comprende il pidocchio sanguigno del melo,
. erlpede, agg. letter. che ha gli zoccoli ferrati di bronzo.
gusto eleomele, ond'è fecondo / tronco che vive entro l'ombrose selve / de
, ordine perisporiali (o erisifali), che comprende nove specie: sono funghi dal
semplici o ramose, diritte o flessuose, che permettono la distinzione dei generi, formano
uredo, agli ecidii, ecc., che nascono sulle foglie viventi e nuocono alla
italia 1'erisimo di dioscoride, dico che l'erisimo è una pianta che nasce
dico che l'erisimo è una pianta che nasce volgarmente per le piazze e per le
], 22-25: dicemmo nelle biade, che lo irione è simile alla sesema,
irione è simile alla sesema, e che i greci lo chiamano erisimo e i
sorta d'erba salvatica, comunissima, che cresce fra le pietre nei luoghi incolti
. la più comune specie è quella che volgarmente dicesi 4 erba cornacchia ',
. malattia infettiva acuta e contagiosa, che colpisce zone cutanee localizzate, come la
arti inferiori; è provocata dallo streptococco che penetra nell'organismo attraverso piccole lesioni della
frigide o calide o coleriche o altro che si siano, i cancri toccano a
ed abbruciante, con un rossore chiaro, che poi tira al giallo. bicchierai,
, 5-4: dalla prima volta in poi che le comparve il descritto sfogo erisipolare
erisipelato, agg. medie. ant. che si rife risce all'erisipela
rife risce all'erisipela, che ha i caratteri dell'erisi
erisipelatóso, agg. medie. che si riferisce all'erisipela, che ha
. che si riferisce all'erisipela, che ha i caratteri dell'erisipela, che
, che ha i caratteri dell'erisipela, che deriva da erisipela. redi
(plur. m. -ci). che patisce di erisipela. savinio,
erisipelòide, sf. medie. dermatite che si manifesta nelle mani, ed è
, o erisme descritte da vitruvio, che non sono altro che speroni che vanno
descritte da vitruvio, che non sono altro che speroni che vanno di fuori del muro
, che non sono altro che speroni che vanno di fuori del muro. tramater [
benché sia candida, nondimeno pare che arrossisca rivoltandola. mattioli [dioscoride],
pietre] i colori nel modo, che fanno i colli de pavoni indiani, e
nella pederota e nello eristalo: percioché subito che s'abbassano verso terra, mutano colore
(plur. m. -ci). che concerne la disputa; atto, incline
-spesso in senso peggior.: che tende a vincere nella discussione anche valendosi
: la sola scienza... che ne'barbari secoli regnava, erasi la scolastica
nell'aporia del discorso vero e falso, che nella dialettica per quanto distinto coi nomi
plinio], 211: similmente quello che il verno è chiamato eritaco, l'estate
farei un eritaco, uccello tanto solitario che di lui si scrive
che non se ne ritrovano mai due in un
così detto dal color del suo petto, che è rosso. il nostro pettirosso è
. medie. proprio dell'eritema; che si manifesta come eritema. =
fungo microscopico (microsporon minutissimum), che si insedia nell'epidermide; si manifesta
localizzate di solito alla piega inguinale, che si curano efficacemente con tintura di iodio
): è una malattia rara, che si può presentare in forma acuta o
cassala] col battaglione d'ascari eritrei che noi gli regalammo. 2.
, xxx10- 284: teco hai donna che a tutte il pregio invola, /
/ non han parti sì bianchi allor che 'l cielo / di feconde rugiade i flutti
ariosto, 15-12: più tosto vuol che... /... tomi
tennero successivamente l'imperio del mare, che per gli antichi nel mediterraneo, nei
nell'indica marittima, e nelle acque che lambiscono i liti occidentali di barbaria e
7tóvto <;), locuz. che designava la parte nord-occidentale dell'oceano indiano
pagellus erythrinus) di colore rosso, che costituisce una varietà del fragolino.
dioscoride], 149: il ru, che si mette sopra le vivande, chiamato
uno arbuscello chiamato coriario: percioché coloro che conciano le cuoia, l'usano per
plur. medie. globuli del sangue che fanno parte della serie di maturazione dei
sangue. - eritroblastosi fetale: malattia che colpisce il feto negli ultimi tempi di vita
. processo di distruzione delle emazie vecchie che vengono fagocitate dalle cellule della polpa splenica
eritrocentaurina, sf. chim. sostanza che colora in rosso, ricavata dall 'erythraea
ottiene sotto forma di cristalli incolori che si colorano vio lentemente di
. -ci). medie. che ha rapporto con la determinazione delle
sm. chim. sostanza colorante che si ricava dalla robbia. =
eritrodestrina, sf. chim. prodotto che deriva dall'idrolisi parziale dell'amido e
rosse (ed è caratteristico quello che avviene in autunno alle foglie della
eritrofiliina, sf. bot. composto che costituisce uno dei prodotti di demolizione della
dei prodotti di demolizione della clorofilla e che contiene il gruppo carbossilico. =
eritrofleìna, sf. chim. alcaloide che si ricava isolandolo dalla corteccia dell'erythrophloeum
è un liquido giallo-bruno, sciropposo, che serve in medicina allo stato di solfato o
; * corteccia ', per il colorante che se ne ricava. eritroflèo,
'corteccia ', per il liquido che si ricava dalla corteccia. eritrofobìa
'. eritròforo, sm. cromatoforo che contiene sostanze carotinoidi di colore rosso.
e dal sufi, -cpopo? 'che produce ', da < pèpco 'porto
particolare cromatoforo della pelle dei pesci, che risulta dall'associazione di guanofori con eritrofori
sf. medie. emopatia molto rara che risulta dall'associazione di eritremia con leucemia
del tessuto mieloide primitivo emopoietico indifferenziato, che ha la proprietà di evolvere sia verso
medie. rara affezione morbosa, che colpisce il sistema nervoso vege
sistema nervoso vege tativo e che si manifesta ai piedi e più raramente
anche alle mani, con violenti dolori che s'ac compagnano localmente a
. colorazione rosea o rosso cupo che risiede nell'arto inferiore al di
eritromicina, sf. farmac. antibiotico che si ottiene da filtrati di colture
eritronio, overo eritraico, cioè rosso, che produce il seme di lino, ma
splendido; il quale si dice, che non provoca manco dello scinco gli appetiti
eritiopatla, sf. medie. ogni malattia che interessa gli elementi della serie rossa del
affezione morbosa della cute del glande, che dà origine a una piccola chiazza arrossata
composto appartenente al gruppo delle porfirine, che si ottiene per azione degli acidi sulle
. sostanza contenuta nei bastoncini della retina che imparte al fondo dell'occhio il color
facciale: rossore congestizio, transitorio, che compare sul volto di alcuni soggetti dopo
. -eritròsi pigmentata peribuccale: colorazione rosso-brunasta che compare intorno alla bocca e nella parte
. nome generico di alcuni coloranti 'che derivano dalla fluorescina e contengono iodio,
e dal sufi. chim. -osio che indica gli zuccheri. eritrospizza, sf
proprio delle regioni sassose del sahara, che emette un caratteristico grido simile a un
. f. buonarroti, 2-251: coloro che hanno in pratica gli antichi bassirilievi e
, 1-83: un cardinale ha pensato che si debba far copiare [questa canzonetta
questa canzonetta] in carattere dorato (vedete che pazzia!) e attaccarla con un
. il dio dei pilastri celesti, che in germania, come tu certamente sai
germania, come tu certamente sai, che una volta eri wagneriano, si chiamano
sapendo o si sceglie la vita / che muta ed ignora: altra morte. /
: l'accordo commuove / le lapidi che hanno veduto / le immagini grandi, l'
inflessibile, il giuoco, / la fedeltà che non muta. -per simil.
gioberti, 1-iv-210: tacciano adunque coloro, che misurando il divino ignazio da se medesimi
-sei tu? -balbettò, tanto piano che appena l'udii, mentre le labbra
, così fasciata e senza contorni, che gli diede l'impressione di un'erma.
monumenti italici di ermafroditismo, dell'ermafroditismo che simboleggiava un'alta idea cosmogonica. alvaro
e l'eugenetica, scienza più conturbante e che più smuove le coscienze al tempo nostro
, e in mezzo alle tante innocenti bugie che vi si accumulano, non brilla
vi si accumulano, non brilla che una verità sola. savinio,
opposto di maurizio maeterlink -voglio dire che non ho l'animo bacato da nessun ermafroditismo
buti, ii-628: una ninfa, che era chiamata salmace, vedendo costui che
che era chiamata salmace, vedendo costui che già grande tempo avea desiderato e richiestolo
et afferòsi a lui sì strettamente, che di due diventonno uno, sicché uscito de
acqua per li prieghi di ermafrodito, che fe al padre et a la madre
: fu forse l'avere ingravidata venere che t'è sorella, e generatone l'ermafrodito
: l'espositore esclude con saldo ragionamento che la mista persona possa rappresentare ermafrodito o
volgar., 1-6-145: li androgini, che si chiamano anche ermafroditi, posto che
che si chiamano anche ermafroditi, posto che sieno molto radi, rade volte però
radi, rade volte però mai mancano che non sieno, nelli quali appare sì
nelli quali appare sì l'uno sesso che l'altro, che non si sa per
sì l'uno sesso che l'altro, che non si sa per qual nome si
. aretino, ii-36: mi rincresce che l'alma ed inclita città di mantova.
ha due vagine, così sarebbe a desiderarsi che qualche uomo alla maniera dei ramarri,
l'umanità e la divinità, di quel che a comporre i due sessi umani,
molti segni... ci si accorge che il sogno di platone si sta avverando
! ha un corpo da ermafrodito che mi seduce. 3. zool
seduce. 3. zool. che presenta ermafroditismo; che ha i caratteri
3. zool. che presenta ermafroditismo; che ha i caratteri fisici dei due sessi
, iv-102: nascono alcuni cavalli ancora, che delle naturali razze sien generati, anfibii
era veduto, né si vedeva segno che fosse femina. cestoni, 876: questi
nostro autore nel numero di quegli, che generano senza il consorzio del maschio, e
per l'umid'erbe / ermafrodita chiocciola, che il nodo / del rinascente muscolo protende
ermafrodito. 4. bot. che presenta ermafroditismo; mono- clino.
sono differentissime. fate il vostro conto che dall'una all'altra il salto sia
una all'altra il salto sia maggiore che dalle piante ermafrodite alle unisessuali, o
arte. magalotti, 1-103: prima che nascesse quella famosa pianta sulla quale apparve
. 5. agg. figur. che partecipa di due nature, che presenta
. che partecipa di due nature, che presenta caratteri eterogenei; doppio, ibrido,
; doppio, ibrido, equivoco; che non ha forza, che non ha nerbo
equivoco; che non ha forza, che non ha nerbo, debole, sfibrato
esalti tuttavia / in vocem magnani ciò che c'è di vostro. caro, i-37
, 1-72: enucleatemi alcune ardue quistioni, che mi son 'nuperrime 'suscitate nella
, o pure ermafrodito, e in che grado di affinità egli si trova congiunto
bracci, 2-128: convien dunque credere che il vostro giudizio in grammatica sia ermafrodito,
membra ammanta di vestir virile, / che discender faria l'aquila in ida.
e sì assegna le misure delle gonnelle, che non passino la mezza gamba, e
mezza gamba, e le strutture delle scuffie che sono mezze scuffie e mezze berrettini:
scherz. aretino, 1-9: -è che ci ha, e carte e tarocchi,
, e tarocchi e carte, secondo che ci vuole avere. -voi pizzicate dell'
quando partinci, il nome di colei / che s'imbestiò nelle 'mbestiate schegge. ottimo
sé e i compagni; e dice che il loro peccato fu « ermafrodito ».
ermafrodito ». ermafrodito è colui, che ha amendue nature, masculina e femminina
camera di donna ci sia una filenida che senza vergogna usi ermafroditi amori.
* ep{i, acppó8ito <;, che in origine indicava il figlio di ermete fepp
. salvini, 39-vi-31: ma dubito che non possa essere ciò, che in
dubito che non possa essere ciò, che in altri arpocrati si vede e particolarmente in
forme marine, prive di conchiglia, che appartengono ai generi hermea, ercolania,
. guittone, i-40-12: in più che vorrea? di cavalieri / orrato
porpora ermellinata. 2. che presenta ermellinatura (il mantello del cavallo
quale è più moderato, gentile e cortese che sia al mondo. petrarca, iii-1-20
al collo tegna. cammelli, 171: che fai? che pensi? destati,
. cammelli, 171: che fai? che pensi? destati, colombo, /
2-129: l'ermellino prima voi morire che 'mbrattarsi. p. f. giambullari,
esiguità, con qualcosa di graziosamente animale che mi fa pensare ai furetti alle donnole
assai vi sono più leale amante / che l'ermellino a la sua bianchezza; /
l'ermellino a la sua bianchezza; / che, anzi che
la sua bianchezza; / che, anzi che
netti come ermellino, e di ciò che tu vuoi cotto, tu puoi avere netto
conto l'oste si chiamava, / che lo volean pagar di bagattini. bibbiena
avessi in questo caso fatto errore, che io non conosca, alluminatemene, ac-
essere, in questo, ermellino, e che tutta la lucemata sia di quel pazerello
, ii-60: gelsomin, gelsomino, / che de'fior sei l'ermellino, /
io non seppi trovare le delicate parole che convenivano alla sua pavida grazia di ermellino
se è male appigliarsi / a quel che non è nostro, / non è meno
(anche in segno di autorità, oltre che di lusso e magnificenza).
da ferrara, ix-135: tal è che porta indosso gli ermellini / e de
concesso a'cavalieri, cioè a que'che detti furono ancor paladini, lungo tempo.
scheletro mostra la clessidra a un re che agonizza fra le pieghe del manto di ermellino
manetti, 1-217: si deve avvertire che linneo ha chiamato 'diospyros lotus '
e coglierne il vero significato; il che presuppone che si possegga l'ermeneutica primitiva
il vero significato; il che presuppone che si possegga l'ermeneutica primitiva dell'opera
(plur. m. -ci). che riguarda l'interpretazione; interpretativo, esegetico
la parola è parola solo sul terreno che l'ha prodotta e a cui bisogna riportarla
avv. in modo ermetico: senza che tari a penetri (e in origine si
, è proprio giuseppe de robertis che scrive il seguente molto grave e
ermeticità, sf. qualità di ciò che è chiuso ermeticamente. -anche al
le natiche con la neve » sono essi che dànno l'unto e la patina
di ermete trismegisto (anche trimegisto) che chiudeva le ampolle di vetro mediante la
delle aperture. -per estens.: che impedisce il passaggio di fluidi, che rende
che impedisce il passaggio di fluidi, che rende impenetrabile agli agenti esterni (una
agenti esterni (una chiusura); che è perfettamente isolato, che ha tenuta perfetta
); che è perfettamente isolato, che ha tenuta perfetta (un recipiente,
aggirarsi ogni momento intorno a una lucemetta, che dà calore ad un'ermetico fornello.
le materie entro di sé racchiuse, che non lascia traspirare né pure un solo
solo atomo degli estratti più acuti e potenti che sieno, e gli odori più spiritosi
[i fasci di canapa], che abbastanza han sicurezza, / che di questo
], che abbastanza han sicurezza, / che di questo tal career è il più
geli / la pianta spoglia, e pare che sia morta: / chiusa ancor più
nodi ho conosciuto, dai più robusti che fanno con i canapi i marinai a quelli
con i canapi i marinai a quelli che si piacque di disegnare l'ermetico leonardo!
essi ricercate e formulate, per aspre che appaiano e lontane dal volgo e come inaces-
io esclamai cavandomi con un'ermetica parola che mi era venuta in bocca osservando il